MONACO DI BAVIERA: LA MOSTRA DI FABIO VIALE

Monaco di Baviera: presso il Glyptothek Museum inaugura la prima mostra personale di Fabio Viale scultore di richiamo internazionale definito “il cultore del marmo”

Nuovi orizzonti visivi e percettivi  dove il contemporaneo si accosta e integra con la classicità restituendo rinnovato respiro all’opera d’arte in cui riscoprire verità insolite e sogni recuperati oltre il tempo, accompagnano la ricerca compositiva ed espressiva di Fabio Viale che restituisce alla materia nuove forme di vita tra realtà vicine e lontane, presenti e passate.

Monaco di Baviera mostra di Fabio Viale

Classico e contemporaneo si incontrano nei lavori di questo straordinario e affermato artista definito “cultore del marmo” nato a Cuneo nel 1975 che attraverso la sperimentazione da vita a rappresentazioni in costante equilibrio dove si evince la leggerezza della materia cui si affiancano aspetti legati all’innovazione. Accostatosi molto presto alla scultura e gestendo con disinvoltura un approccio sempre in divenire e in “presa diretta” con la materia, Fabio Viale è sempre andato alla ricerca di nuovi risultati sperimentando le leggi della meccanica e della fisica, con cui ad esempio ha dato vita alla famosa barca in marmo con motore: “Ahgalla” che è riuscito a far muovere in mare o al pneumatico gigante sempre in marmo, che ha tanto destato curiosità ed interesse.

Entro un’ottica contemporanea con richiami al classico, ma solo come spunto da rielaborare alla luce del presente, i lavori di Fabio Viale si mostrano spesso semplici, altre volte innovativi specie se combinati con meccanismi legati alle tecnologie per ottimizzare il prodotto definitivo. Lavori che dall’Italia alla Russia, all’America, hanno conquistato un pubblico sempre più internazionale.

Monaco di Baviera mostra di Fabio Viale

Diverse sono state le mostre personali esposte in Italia e all’estero giungendo in Russia e negli Stati Uniti dove Fabio Viale ha ottenuto consensi favorevoli anche per quel nuovo modo di esplorare i linguaggi della scultura utilizzando in particolare il marmo suo materiale di elezione con cui ha sempre amato confrontarsi.

Tra le mostre vanno citate quella di New York del 2012 presso la Sperone Westwater Gallery quella al Museo del Novecento di Milano, l’esposizione alla Basilica di San Lorenzo di due versioni di Souvenir Pietà | Cristo e la recente realizzazione del progetto Souvenir Pietà | Madre, con cui ha inaugurato la nuova sede milanese della Galleria Poggiali, senza dimenticare la mostra della scorsa estate 2017 “Door Release” a Forte dei Marmi negli spazi del Fortino dove ha fatto riferimento alla scultura romana tardo antica e alla statuaria arcaica greca sempre alla luce del contemporaneo  e quella alla Galleria Poggiali a Pietrasanta dello scorso agosto del 2017 dove ha esposto un’opera monumentale in marmo statuario “StarGate” composta da due cassette utilizzate per il trasporto della frutta di oltre 2 metri e cinquanta, unite insieme a suggerire una sorta di stanza o spazio dove lasciarsi guidare dall’immaginazione e dai sogni. L’opera infatti non è solo una replica sovradimensionata in marmo della cassetta di frutta, dell’oggetto di uso comune, ma è un oggetto dalle potenzialità fantascientifiche: una sorta di portale stellare tramite il quale si accede ad altri mondi e universi.

Al Glyptothek Museum a MONACO DI BAVIERA sono esposte dal 12 luglio 2018 con inaugurazione alle ore 19.00, nuove versioni di lavori di Fabio Viale  quei lavori che lo hanno contraddistinto durante la sua carriera e alcuni dei quali sono stati citati prima.

Monaco di Baviera mostra di Fabio Viale

In questa mostra personale viene valorizzato ulteriormente il suo processo creativo basato su quella linea che guarda al confronto di opere in marmo di impareggiabile valore e differenti poetiche associabili per contrasto. Nel percorso espositivo sono presenti undici opere, per lo più di grandi dimensioni, a rappresentare l’intero terreno di indagine della sua arte che vede tra le altre Star-Gate, Aereo, Orbitale, Nike di Samotracia, Infinito, Door Release, Venere Italica e Anchor.

La mostra, aperta fino al 30 settembre 2018, resa possibile con il supporto della Galleria Poggiali e grazie all’Istituto Italiano di Cultura e al Consolato Generale di Monaco di Baviera, rappresenta la prima personale dell’artista in un museo tedesco.

La nuova versione de La Suprema (StarGate) è costituita da due cassette per il trasporto della frutta poste una sopra l’altra e da un tassello per l’ancoraggio delle viti a muro; Anchor è alta oltre due metri e sessanta, mentre “Door Release” è una rilettura del Dito di Costantino (di oltre due metri di dimensione) realizzato in marmo che però si finge polistirolo.

Un progetto monumentale che si estenderà anche nell’antistante Königslpatz, all’interno della quale verrà collocata per la prima volta in assoluto un’opera d’arte contemporanea “il Laocoonte”. Si tratta di un’opera che l’artista ha concepito per la piazza tedesca e nella quale sintetizza l’etica del suo lavoro in cui vengono attualizzati capolavori del passato utilizzando diversi processi e tecnologie del contemporaneo come il procedimento del tatuaggio applicato agli stessi marmi.

Il Laocoontepresenta infatti lungo il corpo tatuaggi restituiti con immagini a colori dove sono raffigurati alcuni passi dell’Inferno di Dante ad indicare l’intento di stabilire nuove connessioni culturali di respiro universale. Essa rappresenta la prima opera d’arte contemporanea esposta in Königslpatz, in dialogo aperto con il quartiere dell’arte moderna e contemporanea di Monaco.

Il catalogo della mostra edito dal Glyptothek Museum presenta testi a cura di Christian Gliwitzky e Sergio Risaliti.

Con questo nuovo progetto al Glyptothek Museum di Monaco di Baviera, Fabio Viale si propone di sintetizzare da un punto di vista formale le sperimentazioni compiute fino ad ora, dopo un articolato percorso artistico con cui ha restituito agli oggetti -anche a quelli più comuni e di uso quotidiano- protagonisti delle sue opere nuovo significato a suggerire che dietro ogni rappresentazione e simbolo si nasconde altro, insito nelle possibilità con cui la materia si lascia plasmare e trasformare.

Silvana Lazzarino

 

FABIO VIALE

In Stein GemeiBelt

Glyptothek Museum   Monaco di Baviera

Konigplatz 1 | Munchen

Inaugurazione 12 luglio 2018 ore 19.00

Orario: Tutti i giorni 10-17 | lunedì chiuso

12 luglio – 30 settembre 2018

Per ulteriori informazioni: https://www.glyptoteket.com

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Il Dispari 20180709 – Redazione culturale

Il Dispari 20180709 – Redazione culturale

Il Dispari 20180709

Il Dispari 20180709 – Redazione culturale

Editoriale.Intervista esclusiva per “Il Dispari” di Caterina Guttadauro

Don Backy “Spero  di poter essere presente alla manifestazione milanese #BCM18

Nella pagina culturale del 4 Giugno scorso abbiamo iniziato la pubblicazione della lunga intervista che Don Backy ha rilasciato in esclusiva alla nostra Caterina Guttadauro, ed abbiamo continuato poi a proporne alcune parti tutti i successivi lunedì.
Oggi ve ne presentiamo la parte finale ringraziando Don Backy per la gratificazione che ha voluto riservare a DILA, a Ischia e alla pagina culturale di questa testata giornalistica “Il Dispari” diretta con molto impegno da Gaetano Di Meglio.

Caterina Guttadauro La Brasca presenta ed intervista il MITO:

IL CANTAINVENTORE DON BACKY

D:- L’8 Marzo 2017 è uscito il suo nuovo lavoro “Pianeta Donna” (Edizioni Ciliegia Bianca) distribuito da Egea Music.
Sembrerebbe dal titolo che sia dedicato all’Universo femminile.
La donna fonte ispiratrice di infinite opere artistiche, donatrice di vita, osannata in alcuni secoli, trascurata in altri, oggi è quotidianamente protagonista di efferata violenza.
Perché, secondo Lei, questa retrocessione che invalida i successi faticosamente conquistati in anni di lotte al maschilismo imperante?
R:- Ho una mia teoria precisa ma che essendo una teoria può essere confutata tranquillamente da altre mille teorie.
Credo che proprio il fatto che la donna abbia così camminato per raggiungere questa benedetta parità che, addirittura poi ha sopravanzato sull’universo maschile, e quindi l’uomo sentendosi un po’ frustrato in questo senso e constatando de visu che la donna ormai non ha più niente da chiedere all’uomo, l’uomo si sente come dicevo prima frustrato e mette in campo, ovviamente stupidamente, l’unica caratteristica che gli è rimasta di superiorità, ovvero la forza fisica.
In questo senso certamente quando deve reagire a qualcosa che ritiene sbagliato lo fa mettendo in campo proprio quella cosa lì e quindi succedono quelle cose che vediamo quotidianamente, efferate, quotidianamente leggiamo sui giornali o vediamo per la televisione. Credo che questa sia la ragione principale sulla quale l’uomo dovrebbe molto riflettere e capire che la donna sicuramente in molti campi e molti settori ci è superiore.

D:- Grazie Maestro per la sua disponibilità e, come sua estimatrice, grazie per aver fatto delle sue composizioni la colonna sonora di pezzi della nostra vita; grazie per averlo fatto con garbo, lasciando a noi il compito di apprezzare e comprendere quello che è il Cantautore, l’Attore, il Pittore, in una sola parola l’UOMO Don Backy.
A riprova che la Musica non è lontana dalla Narrativa e dalla Poesia, chiudiamo questa piacevole conversazione con una piccola considerazione di un Grande: Victor Hugo “Ciò che non si può dire e ciò che non si può tacere, la musica lo esprime”.
R:- Grazie a voi per l’invito. Mi presto sempre volentieri anche se tecnologicamente io non ho grande dimestichezza con questi attrezzi. Uso il computer praticamente per archiviare le mie cose e per scrivere certamente non uso più la macchina da scrivere. Ho un mio profilo facebook, anzi ne ho due o tre perché supero sempre il numero consentito sua facebook e ci sono come Aldo Caponi ma dico a coloro che hanno voglia di icriversi ai miei profili che nei primi due non c’è posto per iscrizioni ulteriori avendo superato il numero mentre ho possibilità nel terzo per chi volesse… Sono concorde peraltro con ciò che afferma Victor Hugo nel senso che ciò che non si può dire e non si può tacere la musica lo esprime. E in effetti è così non si può descrivere a fondo lo stato d’animo soltanto con le parole ma se si uniscono parole e musica, ovviamente di una certa qualità sicuramente si riesce ad esprimere anche gli stati d’animo e questo è meraviglioso… grazie a voi
E così concludo.
Vi saluto vi auguro buon proseguimento e spero veramente di poter essere presente alla manifestazione milanese.
Ciao Bruno, arrivederci e grazie per l’invito.

A questo punto Don Backy ha chiuso l’intervista leggendo alcune poesie tra le quali questa mia

Eppure

Poesia di Bruno Mancini

Eppure tu mi chiederai d’illuderti
tra i petali gialli
di quei cespugli,
sbocciati ieri,
nel bosco delle nebbie dense
un dì rifugio per i tuoi fantasmi.

Eppure tu mi sceglierai Caronte
di quel naviglio a punta gialla
traghetto d’incoerenze,
fermo da ieri,
sul turbine torrente
delle tue antiche trepidazioni.

Eppure tu ti mostrerai distesa
sul tuo divano verde
accanto al fuoco,
smorzato ieri,
per vivere la sfida alle donnine nude
sensuali sul canale novecento.

Eppure tu mi spingerai a rompere la porta
dalla cornice verde
a guardia del tuo letto,
dipinta ieri,
per le tue nuove notti di baldoria.
Ingresso a inviti.

Oppure…
tu m’incanterai col tuo dilemma
a penna verde
“Qui tutto o niente”,
scarabocchiato ieri,
sul fronte dello scrigno
dov’è mistero la tua complicità.

Il tuo destino è detto.
Il mio destino è udirlo.

“Marito Amore Incubo”

Tra l’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA” e Mariapia Ciaghi promotrice culturale, nonché titolare della Casa Editrice ” Il Sextante” (che pubblica, tra l’altro, il magazine trimestrale Eudonna diffuso in diverse nazioni europee e in alcuni stati americani) si è dato inizio ad una nuova collaborazione che prevede la realizzazione di eventi culturali, artisti e sociali anche nella nostra isola d’Ischia.

Una parte importante di incontri sarà determinata dalla presentazioni di opere editoriali a grossa valenza culturale e sociale, tra le quali, quasi certamente, rientrerà il libro “Marito Amore Incubo” a firma della giornalista psicologa e psicoterapeuta trentina Paola Taufer.

Presentato mercoledì 20 Giugno presso la Sala Cittadina del Municipio II di Roma, e dopo i saluti dell’Assessore Lucrezia Colmayer in prima linea sui problemi riguardanti i diritti e le pari opportunità, l’autrice del libro ha voluto tratteggiare per i lettori del nostro quotidiano “Il Dispari” una breve genesi della storia narrata:

-“All’inizio sono piccoli segnali, facili da fraintendere, comodamente occultabili dietro gli inganni e le illusioni dell’amore.
Poi arrivano le violenze e i maltrattamenti psicologici.

Violenza subita, violenza vissuta e sopravvivenza.

Una famiglia e una vita intera raccontate dalla protagonista di una storia che l’ha sempre dipinta succube, debole, impotente, ma che mantiene forza tra i gesti di brutalità e i momenti di dolcezza amara che è costretta a vivere.

Un amore che diviene ben presto il peggiore degli incubi.

Giornate che rendono l’esistenza vacillante e sempre sul filo del rasoio: cosa succederà oggi? Mi salverò?
Julia non sa se ce la farà, non pensa al domani.
Rimane pronta ad accettare il suo destino, ma fino a quando?
Finché una parte di sé si ribella.

È una battaglia difficile, dove a fronteggiarsi ci sono l’amore per i figli, i sensi di colpa, il bisogno di tenere unita la famiglia, la speranza di un miglioramento, ma anche il forte bisogno, istintivo, primordiale, di non perdere se stessa, la propria identità.

È proprio per avere e vivere un futuro che Julia mi chiede di raccontare la sua storia, di renderla pubblica attraverso la pubblicazione di un libro.
Me lo racconta durante un lungo lavoro che va ben oltre la psicoterapia.
Lo desidera fortemente condividere, affinché altre donne, che magari intravedono nel proprio partner segnali simili, sappiano dove la spirale della violenza domestica può portare”.

La presentazione del volume è stata accompagnata da una serie di interventi, moderati dalla titolare della casa editrice Il Sextante e giornalista Mariapia Ciaghi, finalizzati al desiderio di condividerne le tematiche (dalle riflessioni sullo status della donna di ieri e di oggi, ai diritti e doveri della donna moglie e madre, alle differenze tra violenza psicologica, economica e fisica).

In tale direzione è stata delineata l’interessante e rafforzativa testimonianza di un caso portato ad esempio dallo psicologo, psicoterapeuta, specializzato in ansia, attacchi di panico, depressione, Presidente Cenpis Orion, nonché Leone d’oro alla carriera, Prof. Antonio Popolizio, che ha descritta la violenza affermando che essa nasce spesso anche da uno stato di stress ed è un’epidemia che aumenta ogni giorno di più colpendo tutti poiché la società, con tutte le sue contraddizioni, pone sotto pressione le persone, le sovraccarica di obiettivi, spesso irraggiungibili, che portano a un senso di frustrazione sia nel lavoro sia nella vita di coppia e sia, anche, nelle relazioni all’interno della famiglia.

Sono seguiti approfondimenti sulle tematiche collegate agli aspetti giudiziari, quale la complementarietà tra vittima e carnefice proposta dalla Dott.ssa Stefania Cacciani, psicologa, psicoterapeuta, criminologa specializzata in femminicidio, e dalle Avvocatesse Cristina Mercogliano e Rita Chiucchiuni, entrambe esperte di diritto di famiglia e per la difesa della donna e dei minori, Componenti Associazione Cammino.

La dott.ssa Patrizia Del Sole, Responsabile Centro ansia e stress, ha messo in evidenza le influenze sull’autostima della donna vittima, le ricadute dell’ambiente familiare, sui figli e lo stress nelle dinamiche di violenza nell’ambito domestico da parte della donna vittima.

La serata si è conclusa nella migliore delle aspettative con un programma di lavoro futuro e congiunto dove tutti hanno dato la loro disponibilità per riuscire a trasmettere, a partire dalle scuole, quei valori di rispetto della donna che sono un passo importante per il superamento della violenza dilagante.

Prossimo appuntamento a Settembre a Ischia?
Perché no!

Mariapia Camin Panico

Il Dispari 20180702 – Redazione culturale

Il Dispari 20180702

Il Dispari 20180702 – Redazione culturale

Editoriale. Intervista esclusiva per “Il Dispari” di Caterina Guttadauro

Don Backy “Sarò con DILA

al Bookcity Milano #BCM18″

Nella pagina culturale del 4 Giugno scorso abbiamo iniziato la pubblicazione della lunga intervista che Don Backy ha rilasciato in esclusiva alla nostra Caterina Guttadauro, ed abbiamo continuato poi a proporne alcune parti tutti i successivi lunedì.
Oggi ve ne presentiamo un ulteriore frammento.

Caterina Guttadauro La Brasca intervista il MITO:
DON BACKY Socio fondatore dell’Associazione “Da Ischia L’Arte – DILA”

D.- Lei sa che DILA significa “Da Ischia L’Arte”. Ha mai composto una canzone ispirata dalla bellezza di un luogo come appunto Ischia che rappresenta la magia e l’incanto?

R:- No, non ho mai scritto canzoni per esaltare la bellezza di un luogo. Ho scritto una canzone dedicata al mio paese ma fa parte come altre 20 canzoni di progetto carnevalesco nel senso che ogni anno io scrivo -ho scritto fino a un paio di anni fa-, una canzone per il carnevale del mio paese.

La prima sì intitola proprio Santacroce ed à l’unica canzone che ho scritto appunto dedicandola a un luogo.

Poi ho dedicato una canzone a una regione, ovvero alla Sardegna, ma non per esaltarne la bellezza ma per fare un paragone dalla Sardegna vacanziera che tutti quanti ritengono che esista solo per quel fatto lì e appunto nella seconda parte del brano la il rovescio della medaglia ovvero di raccontare che la Sardegna non è solo quella che serve per farci andare le persone in vacanza.

Quella è l’unica canzone che ho dedicata a una regione, però non ad un luogo preciso e non per esaltarne esclusivamente la bellezza.

D:- In quale campo Lei si sente più realizzato?

R:- Beh, ovviamente il campo in cui mi sento più intrigato è sicuramente quello che ho detto prima, cioè quello della musica leggera.
Io sono nato per essere autore e cantante delle mie canzoni.

Ripeto, le altre espressioni artistiche che ho frequentato riguardano esclusivamente un’esperienza personale che ho inteso fare.
Io non mi fermo mai ad ammirare, per dire, un disegno di Hugo Pratt, di Corto Maltese per intenderci, e se qualcosa mi affascina, mi attrae con un grande impatto, grazie a quel grande impatto che ho provato io poi non abbandono la cosa a se stessa ma cerco di compenetrarla.

E di lì nasce, appunto, il disegno, di lì nasce la pittura ecc.
Guardando i quadri fiamminghi sono stato talmente emozionato, paesaggi di neve soprattutto, che ho dovuto compenetrare anche quel tipo di esperienza.

L’ho fatto con quella cinquantina di tele che, appunto ripeto, comunque restano un fatto mio personale. Ecco quella è esperienza che io ho acquisita.

D:- Lei è senza dubbio uno dei Cantautori che, meritatamente, rimarrà nella storia della Musica.
Un cantautore di oggi in cosa è più avvantaggiato o svantaggiato rispetto a Lei?

R:- Rispetto a me non lo so.
Posso dire che la categoria cantautorale degli anni sessanta era una categoria molto più naturale, spontanea.

Si scrivevano canzoni solitamente usando un semplice giro armonico.

Quello che io ho sempre fatto e ho continuato a fare fino ad oggi…
Un giro armonico dei più semplici, e di lì secondo me quello era il segreto dal quale appunto nascevano poi canzoni che sono rimaste nella storia della musica leggera.

Oggi la differenza fra i ragazzi che intendano iniziare questa professione, intanto la differenza è il grande affollamento che c’è oggi, perché oggi basta avere un computer e una tastierina e qualsiasi ragazzo può farsi addirittura un disco in casa, con tanti strumenti che sono preregistrati, quindi, quella è la differenza: la grande offerta che c’è oggi rispetto a una domanda che si è andata sempre più assottigliandosi fino a scomparire del tutto.

Perché la musica ormai la si usufruisce attraverso strumenti che non hanno più necessità di un supporto fisico… un CD una cassetta ecc.
Oggi basta avere una scatolina piccola così e ci metti dentro tremila canzoni e poi te le senti quando ti pare e piace.
Quindi la musica leggera è diventata tutt’altro.
Certamente oggi i ragazzi che ci provano, sperano tutti quanti di arrivare magari a diventare dei nomi altisonanti in modo poi da fare dei concerti super pagati negli stadi, nelle arene, nei palazzi dello sport ecc.

Questo è il sogno di tutti perché se intendono vivere con la vendita dei dischi, secondo me farebbero meglio a rinunciare.

Una delle poesie lette da Don Backy durante intervista esclusiva concessa al nostro giornale

Brulichio

Poesia di Bruno Mancini

Brulichio di tante palline
buttate a caso insieme per terra.
Come fai a parlarmi?
Quel fiore che vive una notte
per ogni
cent’anni.
Come fai a parlarmi?
Ricordarmi qualcosa.
A quest’ora. A quest’ora.
La pelle ubbriacata
come s’io stessi ancora
ad ungerla di gin
nell’ombelico vuoto piccola coppa,
e a grande mano
stendessi al seno,
al collo.
Girati.
Tutta la schiena
e natiche.
Piuma.
Sulle montagne
un forte vento di neve
ha ricoperto gli alberi.
Come fai a parlarmi?
Quella tua lunga verginità
presa in due ore
su un letto di tovaglie.
Brulichio di tante palline
buttate a caso insieme per terra.

Il Dispari 20180625 – Redazione culturale

Il Dispari 20180625

Il Dispari 20180625 – Redazione culturale
Editoriale

Don Backy intervistato in esclusiva per “Il Dispari” da Caterina Guttadauro: “Sarò con DILA al Bookcity Milano #BCM18”

Nella pagina culturale del 4 Giugno scorso abbiamo pubblicato il prologo alla lunga intervista che Don Backy ha rilasciato in esclusiva alla nostra Caterina Guttadauro, in data 18 Giugno ne abbiamo pubblicata una prima parte, oggi vi proponiamo la seconda delle quattro parti in cui l’abbiamo divisa per motivi di spazio, dandovi appuntamento a lunedì 2 Luglio per la terza puntata.

Di questa prima parte è interessante notare la definizione “canta-inventore” che Don Backy, con molta umiltà, riserva alla sua qualifica artistica precisando di non essere culturalmente attrezzato per considerarsi un compositore!
Cioè, uno dei più grandi compositori di musica leggera italiana degli ultimi sei decenni, il musicista che ha composto parole e musica di best seller ineguagliati, il MITO artistico che ha fatto innamorare con le sue canzoni (e delle sue canzoni) intere generazioni, DON BACKY ha il pudore di ammettere un suo limite che in effetti non ha inciso in alcun modo sui risultati che egli ha ottenuto, che continua a raggiungere.

La nostra Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA” sarà orgogliosa, in occasione dell’evento che essa proporrà a Novembre nell’ambito del Bookcity di Milano #BBM18, di poter contare sulla presenza e sulla preziosa voce di un siffatto “canta. inventore“!

Caterina Guttadauro La Brasca presenta ed intervista il MITO:

IL CANTA-INVENTORE DON BACKY

D:- Nel suo caso è esatto dire “Una vita dedicata all’Arte” visto che parliamo di percorsi riusciti in vari settori e allora, secondo Lei, cosa lega la Pittura alla Musica e alla Scrittura?
R:- Non so cos’è che leghi esattamente la pittura la musica e la scrittura. Certamente nel mio caso io sono prima di tutto un canta-inventore, come mi piace definirmi, nel senso che non sono culturalmente attrezzato per essere un compositore.
Sono uno strimbellatore di chitarra e però, non avendo necessità di uno strumento, le canzoni posso scriverle in qualsiasi luogo mi trovi, anche senza, appunto, l’aiuto di uno strumento…in macchina, per la strada, ecc. e pertanto insomma quella ritengo sia la mia caratteristica professionale più evidente.
La pittura, la scrittura ecc.
La pittura poi è soltanto un’esperienza che ho fatto e in qualche modo mi ha gratificato per un periodo ma non è che ho inteso renderla una professione. Nella maniera più assoluta.
Mi sono divertito.
Sono riuscito a dipingere una cinquantina di tele, che tengo ovviamente rigorosamente per me, ed è una qualcosa che io compio spesso.
Anche l’esperienza teatrale, o quella cinematografica o quella di disegnare fumetti, sono tutte esperienze, appunto, acquisite che, una volta acquisite, io abbandono perché, ripeto, la ma caratteristica principale è quella di essere un autore di canzoni e un cantante.
Niente.
Sono legate certamente dalla mia passione per qualsiasi forma artistica.
In qualche caso, come nella scrittura per esempio, credo di essere riuscito anche a fare delle cose sicuramente notevoli, soprattutto dal punto di vista della composizione, ecco, della storia.
È qualcosa che esula da qualsiasi stile letterario che si possa immaginare, è qualcosa che, diciamo, mi colloca in una casella dove sono solo perché ho completamente stravolto il modo di pensare la grammatica, la sintassi (volutamente ovviamente) e quindi ho raccontato dei sogni, delle favole soprattutto, in un paio di storie veramente affascinanti e soprattutto intriganti.

Milena Petrarca, Giuseppe Coluzzi, Venanzio Manciocchi e Flora Rucco espongono nell’Abbazia di Valvisciolo

Milena Petrarca, vincitrice del premio Arti grafiche 2017 organizzato dall’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA“, insieme a Giuseppe Coluzzi, Venanzio Manciocchi, Flora Rucco, Roberta Maronna, Maria Letizia Coluzzi, Marco Cacciotti, Giuseppe De Michele, Ermelinda Ponticello, Bartolomeo Ciampaglia, Paola Iotti, Melina Cesarano, espone nella Mostra d’arte sacra «Percorsi della Fede» all’interno della Sala Capitolare della scenografica Abbazia di Valvisciolo, Sermoneta

«Percorsi della Fede» è la proposta di una mostra collettiva (avanzata dalla sottoscritta Presidente dell’Archeoclub di Sermoneta, Sonia Testa, alla Comunità monastica cistercense che ha ben volentieri concesso il patrocinio) incentrata sul legame speciale che la Fede ha da sempre con l’Arte e che mette insieme il patrocinio dell’Associazione Culturale Abbazia di Valvisciolo a quello del Comune di Sermoneta.

Spesso il ruolo dell’Arte e della bellezza è stato come una via di incontro e di dialogo tra Fede e cultura, tra l’uomo e Dio. Una riflessione che vale per ogni città, dove sono tantissime le testimonianze di Fede che hanno trovato espressione in opere d’arte di eccellenza assoluta.

La Fede ha trovato forme di espressione, uniche al mondo, nell’arte, nella carità, nella santità di alcune figure del passato e del presente.
Ognuno di noi ha, infatti, un proprio intimo rapporto con la Fede ed è proprio su quest’intimità che si basa l’interessantissima esposizione.

Una mostra che attraverso i tocchi sapienti di colore riesce a far scaturire un intimo dialogo con il divino in un contesto pieno di spiritualità e di sacralità.

La mostra, ad ingresso libero, sarà aperta tutti i sabati e le domeniche fino all’8 Luglio 2018.
Sonia Testa

Il Dispari: una pagina per DILA

IL DISPARI 2015 – 2016

IL DISPARI 2017

IL DISPARI 2018

DILA

Premi Otto milioni

Il Dispari 20180702 – Redazione culturale

Il Dispari 20180702 – Redazione culturale

Il Dispari 20180702

Il Dispari 20180702 – Redazione culturale

Editoriale. Intervista esclusiva per “Il Dispari” di Caterina Guttadauro

Don Backy “Sarò con DILA

al Bookcity Milano #BCM18″

Nella pagina culturale del 4 Giugno scorso abbiamo iniziato la pubblicazione della lunga intervista che Don Backy ha rilasciato in esclusiva alla nostra Caterina Guttadauro, ed abbiamo continuato poi a proporne alcune parti tutti i successivi lunedì.
Oggi ve ne presentiamo un ulteriore frammento.

Caterina Guttadauro La Brasca intervista il MITO:
DON BACKY Socio fondatore dell’Associazione “Da Ischia L’Arte – DILA”

D.- Lei sa che DILA significa “Da Ischia L’Arte”. Ha mai composto una canzone ispirata dalla bellezza di un luogo come appunto Ischia che rappresenta la magia e l’incanto?

R:- No, non ho mai scritto canzoni per esaltare la bellezza di un luogo. Ho scritto una canzone dedicata al mio paese ma fa parte come altre 20 canzoni di progetto carnevalesco nel senso che ogni anno io scrivo -ho scritto fino a un paio di anni fa-, una canzone per il carnevale del mio paese.

La prima sì intitola proprio Santacroce ed à l’unica canzone che ho scritto appunto dedicandola a un luogo.

Poi ho dedicato una canzone a una regione, ovvero alla Sardegna, ma non per esaltarne la bellezza ma per fare un paragone dalla Sardegna vacanziera che tutti quanti ritengono che esista solo per quel fatto lì e appunto nella seconda parte del brano la il rovescio della medaglia ovvero di raccontare che la Sardegna non è solo quella che serve per farci andare le persone in vacanza.

Quella è l’unica canzone che ho dedicata a una regione, però non ad un luogo preciso e non per esaltarne esclusivamente la bellezza.

D:- In quale campo Lei si sente più realizzato?

R:- Beh, ovviamente il campo in cui mi sento più intrigato è sicuramente quello che ho detto prima, cioè quello della musica leggera.
Io sono nato per essere autore e cantante delle mie canzoni.

Ripeto, le altre espressioni artistiche che ho frequentato riguardano esclusivamente un’esperienza personale che ho inteso fare.
Io non mi fermo mai ad ammirare, per dire, un disegno di Hugo Pratt, di Corto Maltese per intenderci, e se qualcosa mi affascina, mi attrae con un grande impatto, grazie a quel grande impatto che ho provato io poi non abbandono la cosa a se stessa ma cerco di compenetrarla.

E di lì nasce, appunto, il disegno, di lì nasce la pittura ecc.
Guardando i quadri fiamminghi sono stato talmente emozionato, paesaggi di neve soprattutto, che ho dovuto compenetrare anche quel tipo di esperienza.

L’ho fatto con quella cinquantina di tele che, appunto ripeto, comunque restano un fatto mio personale. Ecco quella è esperienza che io ho acquisita.

D:- Lei è senza dubbio uno dei Cantautori che, meritatamente, rimarrà nella storia della Musica.
Un cantautore di oggi in cosa è più avvantaggiato o svantaggiato rispetto a Lei?

R:- Rispetto a me non lo so.
Posso dire che la categoria cantautorale degli anni sessanta era una categoria molto più naturale, spontanea.

Si scrivevano canzoni solitamente usando un semplice giro armonico.

Quello che io ho sempre fatto e ho continuato a fare fino ad oggi…
Un giro armonico dei più semplici, e di lì secondo me quello era il segreto dal quale appunto nascevano poi canzoni che sono rimaste nella storia della musica leggera.

Oggi la differenza fra i ragazzi che intendano iniziare questa professione, intanto la differenza è il grande affollamento che c’è oggi, perché oggi basta avere un computer e una tastierina e qualsiasi ragazzo può farsi addirittura un disco in casa, con tanti strumenti che sono preregistrati, quindi, quella è la differenza: la grande offerta che c’è oggi rispetto a una domanda che si è andata sempre più assottigliandosi fino a scomparire del tutto.

Perché la musica ormai la si usufruisce attraverso strumenti che non hanno più necessità di un supporto fisico… un CD una cassetta ecc.
Oggi basta avere una scatolina piccola così e ci metti dentro tremila canzoni e poi te le senti quando ti pare e piace.
Quindi la musica leggera è diventata tutt’altro.
Certamente oggi i ragazzi che ci provano, sperano tutti quanti di arrivare magari a diventare dei nomi altisonanti in modo poi da fare dei concerti super pagati negli stadi, nelle arene, nei palazzi dello sport ecc.

Questo è il sogno di tutti perché se intendono vivere con la vendita dei dischi, secondo me farebbero meglio a rinunciare.

Una delle poesie lette da Don Backy durante intervista esclusiva concessa al nostro giornale

Brulichio

Poesia di Bruno Mancini

Brulichio di tante palline
buttate a caso insieme per terra.
Come fai a parlarmi?
Quel fiore che vive una notte
per ogni
cent’anni.
Come fai a parlarmi?
Ricordarmi qualcosa.
A quest’ora. A quest’ora.
La pelle ubbriacata
come s’io stessi ancora
ad ungerla di gin
nell’ombelico vuoto piccola coppa,
e a grande mano
stendessi al seno,
al collo.
Girati.
Tutta la schiena
e natiche.
Piuma.
Sulle montagne
un forte vento di neve
ha ricoperto gli alberi.
Come fai a parlarmi?
Quella tua lunga verginità
presa in due ore
su un letto di tovaglie.
Brulichio di tante palline
buttate a caso insieme per terra.

Il Dispari 20180625 – Redazione culturale

Il Dispari 20180625

Il Dispari 20180625 – Redazione culturale
Editoriale

Don Backy intervistato in esclusiva per “Il Dispari” da Caterina Guttadauro: “Sarò con DILA al Bookcity Milano #BCM18”

Nella pagina culturale del 4 Giugno scorso abbiamo pubblicato il prologo alla lunga intervista che Don Backy ha rilasciato in esclusiva alla nostra Caterina Guttadauro, in data 18 Giugno ne abbiamo pubblicata una prima parte, oggi vi proponiamo la seconda delle quattro parti in cui l’abbiamo divisa per motivi di spazio, dandovi appuntamento a lunedì 2 Luglio per la terza puntata.

Di questa prima parte è interessante notare la definizione “canta-inventore” che Don Backy, con molta umiltà, riserva alla sua qualifica artistica precisando di non essere culturalmente attrezzato per considerarsi un compositore!
Cioè, uno dei più grandi compositori di musica leggera italiana degli ultimi sei decenni, il musicista che ha composto parole e musica di best seller ineguagliati, il MITO artistico che ha fatto innamorare con le sue canzoni (e delle sue canzoni) intere generazioni, DON BACKY ha il pudore di ammettere un suo limite che in effetti non ha inciso in alcun modo sui risultati che egli ha ottenuto, che continua a raggiungere.

La nostra Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA” sarà orgogliosa, in occasione dell’evento che essa proporrà a Novembre nell’ambito del Bookcity di Milano #BBM18, di poter contare sulla presenza e sulla preziosa voce di un siffatto “canta. inventore“!

Caterina Guttadauro La Brasca presenta ed intervista il MITO:

IL CANTA-INVENTORE DON BACKY

D:- Nel suo caso è esatto dire “Una vita dedicata all’Arte” visto che parliamo di percorsi riusciti in vari settori e allora, secondo Lei, cosa lega la Pittura alla Musica e alla Scrittura?
R:- Non so cos’è che leghi esattamente la pittura la musica e la scrittura. Certamente nel mio caso io sono prima di tutto un canta-inventore, come mi piace definirmi, nel senso che non sono culturalmente attrezzato per essere un compositore.
Sono uno strimbellatore di chitarra e però, non avendo necessità di uno strumento, le canzoni posso scriverle in qualsiasi luogo mi trovi, anche senza, appunto, l’aiuto di uno strumento…in macchina, per la strada, ecc. e pertanto insomma quella ritengo sia la mia caratteristica professionale più evidente.
La pittura, la scrittura ecc.
La pittura poi è soltanto un’esperienza che ho fatto e in qualche modo mi ha gratificato per un periodo ma non è che ho inteso renderla una professione. Nella maniera più assoluta.
Mi sono divertito.
Sono riuscito a dipingere una cinquantina di tele, che tengo ovviamente rigorosamente per me, ed è una qualcosa che io compio spesso.
Anche l’esperienza teatrale, o quella cinematografica o quella di disegnare fumetti, sono tutte esperienze, appunto, acquisite che, una volta acquisite, io abbandono perché, ripeto, la ma caratteristica principale è quella di essere un autore di canzoni e un cantante.
Niente.
Sono legate certamente dalla mia passione per qualsiasi forma artistica.
In qualche caso, come nella scrittura per esempio, credo di essere riuscito anche a fare delle cose sicuramente notevoli, soprattutto dal punto di vista della composizione, ecco, della storia.
È qualcosa che esula da qualsiasi stile letterario che si possa immaginare, è qualcosa che, diciamo, mi colloca in una casella dove sono solo perché ho completamente stravolto il modo di pensare la grammatica, la sintassi (volutamente ovviamente) e quindi ho raccontato dei sogni, delle favole soprattutto, in un paio di storie veramente affascinanti e soprattutto intriganti.

Milena Petrarca, Giuseppe Coluzzi, Venanzio Manciocchi e Flora Rucco espongono nell’Abbazia di Valvisciolo

Milena Petrarca, vincitrice del premio Arti grafiche 2017 organizzato dall’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA“, insieme a Giuseppe Coluzzi, Venanzio Manciocchi, Flora Rucco, Roberta Maronna, Maria Letizia Coluzzi, Marco Cacciotti, Giuseppe De Michele, Ermelinda Ponticello, Bartolomeo Ciampaglia, Paola Iotti, Melina Cesarano, espone nella Mostra d’arte sacra «Percorsi della Fede» all’interno della Sala Capitolare della scenografica Abbazia di Valvisciolo, Sermoneta

«Percorsi della Fede» è la proposta di una mostra collettiva (avanzata dalla sottoscritta Presidente dell’Archeoclub di Sermoneta, Sonia Testa, alla Comunità monastica cistercense che ha ben volentieri concesso il patrocinio) incentrata sul legame speciale che la Fede ha da sempre con l’Arte e che mette insieme il patrocinio dell’Associazione Culturale Abbazia di Valvisciolo a quello del Comune di Sermoneta.

Spesso il ruolo dell’Arte e della bellezza è stato come una via di incontro e di dialogo tra Fede e cultura, tra l’uomo e Dio. Una riflessione che vale per ogni città, dove sono tantissime le testimonianze di Fede che hanno trovato espressione in opere d’arte di eccellenza assoluta.

La Fede ha trovato forme di espressione, uniche al mondo, nell’arte, nella carità, nella santità di alcune figure del passato e del presente.
Ognuno di noi ha, infatti, un proprio intimo rapporto con la Fede ed è proprio su quest’intimità che si basa l’interessantissima esposizione.

Una mostra che attraverso i tocchi sapienti di colore riesce a far scaturire un intimo dialogo con il divino in un contesto pieno di spiritualità e di sacralità.

La mostra, ad ingresso libero, sarà aperta tutti i sabati e le domeniche fino all’8 Luglio 2018.
Sonia Testa

Il Dispari 20180618 – Redazione culturale

Il Dispari 20180618

Il Dispari 20180618 – Redazione culturale

Editoriale

Intervista esclusiva per “Il Dispari” di Caterina Guttadauro

Don Backy: “Sarò con DILA al Bookcity Milano #BCM18”

Nella pagina culturale del 4 Giugno scorso abbiamo pubblicato il prologo alla lunga intervista che Don Backy ha rilasciato in esclusiva alla nostra Caterina Guttadauro.
Oggi vi proponiamo una delle tre parti dell’intervista in cui l’abbiamo divisa per motivi di spazio, dandovi appuntamento a lunedì 25 per un’altra puntata.
Di questa prima parte è interessante sottolineare il “Quasi certamente” con cui Don Backy ha risposto alla domanda con la quale gli è stato chiesto se l’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA” potrà contare, in occasione dell’evento che essa proporrà a Novembre nell’ambito del Bookcity di Milano, sulla sua presenza e sulla sua preziosa voce per declamare versi suoi o di altri poeti.
Al “Quasi certamente” Don Backy ha aggiunto “… se posso molto volentieri sarò presente” che limita l’impossibilità della sua presenza alla sola ipotesi che si perfezioni un contratto per alcuni suoi concerti in Australia in quello stesso periodo.

Caterina Guttadauro:

– Buongiorno Don Backy e grazie per averci concessa questa intervista esclusiva per il quotidiano “Il Dispari” di Gaetano Di Meglio.
Posso iniziare chiedendole come è avvenuto il suo incontro con la nostra Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA“?

Don Backy:

– Non ricordo esattamente come è avvenuto l’incontro con la DILA.
È avvenuto molti anni fa, di questo ne sono certo.
Forse ho letto qualcosa che riguardava Ischia e con Bruno Mancini siamo entrati in contatto e da quel momento io ho aderito ad alcune iniziative che mi sono state sottoposte come quella di leggere alcune poesie, appunto.

Caterina Guttadauro:

– La Musica e l’Associazionismo possono percorrere la stessa strada, considerato che entrambi sono esplicitazione di esigenze, disagi, conflitti, desideri e sogni?

Don Backy:

– Beh! Ritengo di sì, anche se comunque la musica è sempre rivolta, nonostante a volte cerchi dei concetti insomma importanti, comunque rivolta ad un fatto ludico, insomma un fatto di piacere. L’Associazionismo è qualcosa di più attento ai problemi sociali.

Caterina Guttadauro:

– DILA, come è possibile, sarà anche quest’anno a Milano Bookcity 2018.
Possiamo contare sulla sua presenza e sulla sua preziosa voce per declamare versi suoi o di altri poeti?

Don Backy:

– Quasi certamente.
Bruno Mancini me l’ha chiesto e io quasi certamente tenterò di essere presente al Bookcity milanese nel vostro stand.
Dipenderà anche dai miei impegni in quel momento in cui avverrà questa manifestazione perché ho anche proposte per andare a fare dei concerti in Australia e quindi se dovesse arrivare quel tipo di proposta, no la proposta c’è già, se dovesse arrivare il mio consenso appunto a fare quella tournee allora difficilmente potrei essere in due luoghi contemporaneamente.
Altrimenti, insomma, se non vado in Australia cercherò di essere presente anche per presentare non soltanto la pentalogia “Memorie di un juke book che è una storia fantastica stupenda realizzata in 5 volumi da me medesimo, fornita di una documentazione imponente fatta di documenti articoli fotografie canzoni lettere ecc. ecc. che sono state parte della mia storia personale e che sono pubblicate insieme al racconto che va dal 1955 al 2012.

Cinque volumi, spero di poter venire ad illustrarli in quella occasione e parlare anche al limite di “Io che miro in tondo” che è questa creatura nata nel 1967 e ripubblicata nel cinquantenario della sua prima pubblicazione, nel 2017. Ecco se posso molto volentieri sarò presente.

Caterina Guttadauro

XX Edizione Premio Magna Grecia New York – Latina
ideato da Milena Petrarca: alunni premiati.

Nel Museo della Terra Pontina, diretto in maniera eccellente dalla Dott.ssa Manuela Francesconi, il 3 Giugno, organizzato dall’Associazione “Magna Grecia New York Latina” presieduta dal celebre commediografo americano Mario Fratti, si è svolta la cerimonia di premiazione del Premio di pittura/disegno riservato agli alunni delle scuole dell’obbligo.

Milena Petrarca, pittrice e poetessa, ideatrice ed organizzatrice del Premio Magna Grecia (e vincitrice dell’edizione 2017 del premio di Arti grafiche bandito dalla nostra Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA”), ha consegnato medaglie, diplomi e simbolici doni a circa 40 alunni applauditissimi dal vasto pubblico che gremiva la sala e ogni altro angolo del Museo.
Con i complimenti della Redazione di questo giornale.

Il vincitore della sezione pittura è stato Vincenzo Middei – scuola Elementare “Gian Battista Vico” Latina – maestra Emma Castelnuovo.

Il vincitore della sezione canto è stato Vincenzo Middei – scuola d’Arte “L’anfiteatro” – insegnante di canto Simona Sanita.

I seguenti allievi, che hanno ricevuto il primo premio ex aequo, fanno parte della scuola elementare “Gianni Rodari”, diretta dalla Dott.ssa Eliana Valterio, della quale la Prof.ssa Milena Petrarca è l’insegnate del corso di pittura.

Ludovica Casadei, Laura Sofia Marinucci, Giorgia Parisi, Romano Frerè, Francesco Autieri, Gabriele Vittoria, Alessandro Avolio, Angelica Di Gloria, Chiara Roberta Di Giacomo, Irene Proietti, Arianna Polzelli, Claudia De Giorgio, Angelo Battisti, Sofia Orsini, Linda Ercolani, Giulia Marfisi, Vincenzo Costa, Nicolò De Giorgio, Riccardo Accapezzato, Lucrezia Altobelli, Dario Feliciangeli, Valeria Falcione, Lorenzo Ciuffreda, Davide Polzonetti, Angelica Siniscalchi, Ludovica Miraglia, Gaia Salvatori, Giulia Ciuffreda, Giorgia Di Pinto, Vanessa Di Pinto, Carlotta Anastasia, Asia Papa, Sophia Valentino, Giorgia Del GustoElisabetta Furno, Matilde Marchetti, Ludovica Marignetti.

Il Dispari: una pagina per DILA

IL DISPARI 2015 – 2016

IL DISPARI 2017

IL DISPARI 2018

DILA

Premi Otto milioni

Il Dispari 20180625 – Redazione culturale

Il Dispari 20180625 – Redazione culturale

Il Dispari 20180625

Il Dispari 20180625 – Redazione culturale
Editoriale

Don Backy intervistato in esclusiva per “Il Dispari” da Caterina Guttadauro: “Sarò con DILA al Bookcity Milano #BCM18”

Nella pagina culturale del 4 Giugno scorso abbiamo pubblicato il prologo alla lunga intervista che Don Backy ha rilasciato in esclusiva alla nostra Caterina Guttadauro, in data 18 Giugno ne abbiamo pubblicata una prima parte, oggi vi proponiamo la seconda delle quattro parti in cui l’abbiamo divisa per motivi di spazio, dandovi appuntamento a lunedì 2 Luglio per la terza puntata.

Di questa prima parte è interessante notare la definizione “canta-inventore” che Don Backy, con molta umiltà, riserva alla sua qualifica artistica precisando di non essere culturalmente attrezzato per considerarsi un compositore!
Cioè, uno dei più grandi compositori di musica leggera italiana degli ultimi sei decenni, il musicista che ha composto parole e musica di best seller ineguagliati, il MITO artistico che ha fatto innamorare con le sue canzoni (e delle sue canzoni) intere generazioni, DON BACKY ha il pudore di ammettere un suo limite che in effetti non ha inciso in alcun modo sui risultati che egli ha ottenuto, che continua a raggiungere.

La nostra Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA” sarà orgogliosa, in occasione dell’evento che essa proporrà a Novembre nell’ambito del Bookcity di Milano #BBM18, di poter contare sulla presenza e sulla preziosa voce di un siffatto “canta. inventore“!

Caterina Guttadauro La Brasca presenta ed intervista il MITO:

IL CANTA-INVENTORE DON BACKY

D:- Nel suo caso è esatto dire “Una vita dedicata all’Arte” visto che parliamo di percorsi riusciti in vari settori e allora, secondo Lei, cosa lega la Pittura alla Musica e alla Scrittura?
R:- Non so cos’è che leghi esattamente la pittura la musica e la scrittura. Certamente nel mio caso io sono prima di tutto un canta-inventore, come mi piace definirmi, nel senso che non sono culturalmente attrezzato per essere un compositore.
Sono uno strimbellatore di chitarra e però, non avendo necessità di uno strumento, le canzoni posso scriverle in qualsiasi luogo mi trovi, anche senza, appunto, l’aiuto di uno strumento…in macchina, per la strada, ecc. e pertanto insomma quella ritengo sia la mia caratteristica professionale più evidente.
La pittura, la scrittura ecc.
La pittura poi è soltanto un’esperienza che ho fatto e in qualche modo mi ha gratificato per un periodo ma non è che ho inteso renderla una professione. Nella maniera più assoluta.
Mi sono divertito.
Sono riuscito a dipingere una cinquantina di tele, che tengo ovviamente rigorosamente per me, ed è una qualcosa che io compio spesso.
Anche l’esperienza teatrale, o quella cinematografica o quella di disegnare fumetti, sono tutte esperienze, appunto, acquisite che, una volta acquisite, io abbandono perché, ripeto, la ma caratteristica principale è quella di essere un autore di canzoni e un cantante.
Niente.
Sono legate certamente dalla mia passione per qualsiasi forma artistica.
In qualche caso, come nella scrittura per esempio, credo di essere riuscito anche a fare delle cose sicuramente notevoli, soprattutto dal punto di vista della composizione, ecco, della storia.
È qualcosa che esula da qualsiasi stile letterario che si possa immaginare, è qualcosa che, diciamo, mi colloca in una casella dove sono solo perché ho completamente stravolto il modo di pensare la grammatica, la sintassi (volutamente ovviamente) e quindi ho raccontato dei sogni, delle favole soprattutto, in un paio di storie veramente affascinanti e soprattutto intriganti.

Milena Petrarca, Giuseppe Coluzzi, Venanzio Manciocchi e Flora Rucco espongono nell’Abbazia di Valvisciolo

Milena Petrarca, vincitrice del premio Arti grafiche 2017 organizzato dall’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA“, insieme a Giuseppe Coluzzi, Venanzio Manciocchi, Flora Rucco, Roberta Maronna, Maria Letizia Coluzzi, Marco Cacciotti, Giuseppe De Michele, Ermelinda Ponticello, Bartolomeo Ciampaglia, Paola Iotti, Melina Cesarano, espone nella Mostra d’arte sacra «Percorsi della Fede» all’interno della Sala Capitolare della scenografica Abbazia di Valvisciolo, Sermoneta

«Percorsi della Fede» è la proposta di una mostra collettiva (avanzata dalla sottoscritta Presidente dell’Archeoclub di Sermoneta, Sonia Testa, alla Comunità monastica cistercense che ha ben volentieri concesso il patrocinio) incentrata sul legame speciale che la Fede ha da sempre con l’Arte e che mette insieme il patrocinio dell’Associazione Culturale Abbazia di Valvisciolo a quello del Comune di Sermoneta.

Spesso il ruolo dell’Arte e della bellezza è stato come una via di incontro e di dialogo tra Fede e cultura, tra l’uomo e Dio. Una riflessione che vale per ogni città, dove sono tantissime le testimonianze di Fede che hanno trovato espressione in opere d’arte di eccellenza assoluta.

La Fede ha trovato forme di espressione, uniche al mondo, nell’arte, nella carità, nella santità di alcune figure del passato e del presente.
Ognuno di noi ha, infatti, un proprio intimo rapporto con la Fede ed è proprio su quest’intimità che si basa l’interessantissima esposizione.

Una mostra che attraverso i tocchi sapienti di colore riesce a far scaturire un intimo dialogo con il divino in un contesto pieno di spiritualità e di sacralità.

La mostra, ad ingresso libero, sarà aperta tutti i sabati e le domeniche fino all’8 Luglio 2018.
Sonia Testa

Il Dispari 20180618 – Redazione culturale

Il Dispari 20180618

Il Dispari 20180618 – Redazione culturale

Editoriale

Intervista esclusiva per “Il Dispari” di Caterina Guttadauro

Don Backy: “Sarò con DILA al Bookcity Milano #BCM18”

Nella pagina culturale del 4 Giugno scorso abbiamo pubblicato il prologo alla lunga intervista che Don Backy ha rilasciato in esclusiva alla nostra Caterina Guttadauro.
Oggi vi proponiamo una delle tre parti dell’intervista in cui l’abbiamo divisa per motivi di spazio, dandovi appuntamento a lunedì 25 per un’altra puntata.
Di questa prima parte è interessante sottolineare il “Quasi certamente” con cui Don Backy ha risposto alla domanda con la quale gli è stato chiesto se l’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA” potrà contare, in occasione dell’evento che essa proporrà a Novembre nell’ambito del Bookcity di Milano, sulla sua presenza e sulla sua preziosa voce per declamare versi suoi o di altri poeti.
Al “Quasi certamente” Don Backy ha aggiunto “… se posso molto volentieri sarò presente” che limita l’impossibilità della sua presenza alla sola ipotesi che si perfezioni un contratto per alcuni suoi concerti in Australia in quello stesso periodo.

Caterina Guttadauro:

– Buongiorno Don Backy e grazie per averci concessa questa intervista esclusiva per il quotidiano “Il Dispari” di Gaetano Di Meglio.
Posso iniziare chiedendole come è avvenuto il suo incontro con la nostra Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA“?

Don Backy:

– Non ricordo esattamente come è avvenuto l’incontro con la DILA.
È avvenuto molti anni fa, di questo ne sono certo.
Forse ho letto qualcosa che riguardava Ischia e con Bruno Mancini siamo entrati in contatto e da quel momento io ho aderito ad alcune iniziative che mi sono state sottoposte come quella di leggere alcune poesie, appunto.

Caterina Guttadauro:

– La Musica e l’Associazionismo possono percorrere la stessa strada, considerato che entrambi sono esplicitazione di esigenze, disagi, conflitti, desideri e sogni?

Don Backy:

– Beh! Ritengo di sì, anche se comunque la musica è sempre rivolta, nonostante a volte cerchi dei concetti insomma importanti, comunque rivolta ad un fatto ludico, insomma un fatto di piacere. L’Associazionismo è qualcosa di più attento ai problemi sociali.

Caterina Guttadauro:

– DILA, come è possibile, sarà anche quest’anno a Milano Bookcity 2018.
Possiamo contare sulla sua presenza e sulla sua preziosa voce per declamare versi suoi o di altri poeti?

Don Backy:

– Quasi certamente.
Bruno Mancini me l’ha chiesto e io quasi certamente tenterò di essere presente al Bookcity milanese nel vostro stand.
Dipenderà anche dai miei impegni in quel momento in cui avverrà questa manifestazione perché ho anche proposte per andare a fare dei concerti in Australia e quindi se dovesse arrivare quel tipo di proposta, no la proposta c’è già, se dovesse arrivare il mio consenso appunto a fare quella tournee allora difficilmente potrei essere in due luoghi contemporaneamente.
Altrimenti, insomma, se non vado in Australia cercherò di essere presente anche per presentare non soltanto la pentalogia “Memorie di un juke book che è una storia fantastica stupenda realizzata in 5 volumi da me medesimo, fornita di una documentazione imponente fatta di documenti articoli fotografie canzoni lettere ecc. ecc. che sono state parte della mia storia personale e che sono pubblicate insieme al racconto che va dal 1955 al 2012.

Cinque volumi, spero di poter venire ad illustrarli in quella occasione e parlare anche al limite di “Io che miro in tondo” che è questa creatura nata nel 1967 e ripubblicata nel cinquantenario della sua prima pubblicazione, nel 2017. Ecco se posso molto volentieri sarò presente.

Caterina Guttadauro

XX Edizione Premio Magna Grecia New York – Latina
ideato da Milena Petrarca: alunni premiati.

Nel Museo della Terra Pontina, diretto in maniera eccellente dalla Dott.ssa Manuela Francesconi, il 3 Giugno, organizzato dall’Associazione “Magna Grecia New York Latina” presieduta dal celebre commediografo americano Mario Fratti, si è svolta la cerimonia di premiazione del Premio di pittura/disegno riservato agli alunni delle scuole dell’obbligo.

Milena Petrarca, pittrice e poetessa, ideatrice ed organizzatrice del Premio Magna Grecia (e vincitrice dell’edizione 2017 del premio di Arti grafiche bandito dalla nostra Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA”), ha consegnato medaglie, diplomi e simbolici doni a circa 40 alunni applauditissimi dal vasto pubblico che gremiva la sala e ogni altro angolo del Museo.
Con i complimenti della Redazione di questo giornale.

Il vincitore della sezione pittura è stato Vincenzo Middei – scuola Elementare “Gian Battista Vico” Latina – maestra Emma Castelnuovo.

Il vincitore della sezione canto è stato Vincenzo Middei – scuola d’Arte “L’anfiteatro” – insegnante di canto Simona Sanita.

I seguenti allievi, che hanno ricevuto il primo premio ex aequo, fanno parte della scuola elementare “Gianni Rodari”, diretta dalla Dott.ssa Eliana Valterio, della quale la Prof.ssa Milena Petrarca è l’insegnate del corso di pittura.

Ludovica Casadei, Laura Sofia Marinucci, Giorgia Parisi, Romano Frerè, Francesco Autieri, Gabriele Vittoria, Alessandro Avolio, Angelica Di Gloria, Chiara Roberta Di Giacomo, Irene Proietti, Arianna Polzelli, Claudia De Giorgio, Angelo Battisti, Sofia Orsini, Linda Ercolani, Giulia Marfisi, Vincenzo Costa, Nicolò De Giorgio, Riccardo Accapezzato, Lucrezia Altobelli, Dario Feliciangeli, Valeria Falcione, Lorenzo Ciuffreda, Davide Polzonetti, Angelica Siniscalchi, Ludovica Miraglia, Gaia Salvatori, Giulia Ciuffreda, Giorgia Di Pinto, Vanessa Di Pinto, Carlotta Anastasia, Asia Papa, Sophia Valentino, Giorgia Del GustoElisabetta Furno, Matilde Marchetti, Ludovica Marignetti.

Il Dispari 20180611 – Redazione culturale

Il Dispari 20180611

Il Dispari 20180611 – Redazione culturale

Editoriale

Due esempi da imitare: Manuela Francesconi, Milena Petrarca

Lo scorso 3 Giugno si è svolta, nel Museo della terra Pontina a Latina diretto dalla Dott.ssa Manuela Francesconi, la cerimonia di premiazione della XX edizione del Premio internazionale “Magna Grecia New York – Latina” organizzato dall’omonima Associazione culturale presieduta dal celebre commediografo americano Mario Fratti e rappresentata in Italia dalla pittrice poetessa Milena Petrarca.

Il primo esempio che mi piace offrire alla vostra attenzione consiste nella dinamica gestione del Museo che lo rende costante polo di attrazione di numerosissime attività culturali gravitanti in tutto il circondario della provincia di Latina.
Ciò è, senza dubbio, un merito della Direttrice Dott.ssa Francesconi che abbina la rigorosa attenzione per la corretta fruizione degli spazi museali, alla graziosa accoglienza che riserva agli organizzatori e agli ospiti degli eventi.
Già quando siamo arrivati nell’atrio del Museo, circa mezz’ora prima dell’inizio dell’evento, c’era molta gente ad aspettare, gente di ogni età: dagli 8 mesi di un bimbo al seguito dei genitori, agli 88 anni ben portati dal poeta Giovanni Rotunno.
Per l’intera mattinata alcune centinaia di persone di disuguali livelli culturali, hanno riempito fino all’inverosimile sale e corridoi dei due piani del grande Museo, senza permettersi la “leggerezza” di far cadere una sola carta in terra e senza alzare il tono della voce oltre il livello di un ascolto civile.
Di questa seria e competente attività organizzatrice, e di tante altre eccellenti soluzioni messe in atto per incrementare la visibilità dei reperti custoditi nel Museo, certamente il merito principale va alla Direttrice Manuela Francesconi.

Il secondo esempio viene suggerito dalla perfetta programmazione messa in atto da Milena Petrarca che è riuscita a conciliare l’emozione della premiazione di piccoli pittori delle scuole medie ed elementari di Latina, con la suggestione delle pergamene donate a personaggi molto importanti della scena artistica e culturale italiana, e non solo italiana.
Milena Petrarca ha suggellato il successo della manifestazione coinvolgendo Artisti e spettatori provenienti da ogni angolo d’Italia, e intendo dire dalla Sicilia alla Romagna, dalla Liguria alla Campania, dalla Puglia al Veneto e alla Lombardia, e l’ha fatto con la sola offerta di un momento di convivio culturale (quasi un banchetto puramente intellettuale per adepti) , evitando qualsiasi altra “attrazione – lusinga” quali sono quelle solite dei buffet e dei rinfreschi gratis!
Milena Petrarca è una donna che ha ben chiare le linee da tracciare tra la cultura e la speculazione pseudo culturale.
Brava!

Di Milena Petrarca abbiamo già scritto altre volte su questa pagina, e siamo sicuri che lei ci darà ancora occasioni per scrivere delle sue interessanti iniziative culturali, ma chi è Mario Fratti, Presidente dell’Associazione “Magna Grecia”?
Ve lo facciamo conoscere spulciando tra le tante informazioni con le quali lo presenta Wikipedia: “Laurea in Lingue e Letterature Straniere alla Università Ca’ Foscari a Venezia… il suo primo dramma “Il nastro”, vincitore del premio RA… negli Stati Uniti, sin dal suo arrivo da Venezia, nel 1963, lo accoglie con favore la critica…. attualmente la sua produzione assomma oltre 100 opere… conoscenza profonda della letteratura americana… ha insegnato a New York nella prestigiosa Columbia University e poi all’Hunter College… Nel 1962 presentò al Festival di Spoleto il suo atto unico “Suicidio”… Lee Strasberg lo invitò a presentare all’Actor’s Studio di New York il suo atto unico “Suicidio”… Le sue opere, tradotte in 20 lingue, sono state rappresentate in 600 teatri di tutto il mondo… una sua commedia scritta nel 1981, Nine, è diventata un musical d’enorme successo di pubblico e di critica, un vero e proprio fenomeno teatrale con oltre duemila repliche… negli USA ci sono state 36 produzioni di Nine; una a Londra, una a Parigi ed una a Tokyo… molti riconoscimenti fanno un elenco lunghissimo… per brevità si citano il premio Selezione O’ Neil, il Richard Rogers, l’Outer Critics, l’Heritage and Culture, l’Otto Drama Desk Awards e ben sette “Tony Award”, premio che nel teatro è come l’Oscar per il cinema… a partire dal 2014 la società KIT – Kairos Italy Theatre e l’Istituto Italiano di Cultura di New York gli hanno intitolato il Premio Mario Fratti (Mario Fratti Award) assegnato a un testo teatrale inedito di autore italiano. Tra i vincitori Carlotta Corradi, Pier Lorenzo Pisano, Emanuele Aldrovandi, Paolo Bignami e la coppia Chiara Boscaro e Marco Di Stefano… ecc.

Pubblico, cultura, organizzazione sono state tre perle del Premio internazionale “Magna Grecia New York – Latina” presentato in Museo degno di grandi attenzioni.

Bruno Mancini

Associazione internazionale “Magna Grecia New York – Latina” presieduta da Mario Fratti

XX Edizione: Milena Petrarca, Presidente per l’Italia, ha premiato Bruno Mancini per la “PROMOZIONE CULTURA E ARTE INTERNAZIONALE PREMIO SPECIALE ALLA CARRIERA”.

ELENCO PREMI e PREMIATI:
TEATRO E CINEMA Barbara De Rossi; REGIA TEATRALE Francesco Branchetti; CINEMA – TEATRO Mino Sferra; REGIA CINEMATOGRAFICA – FOTOGRAFIA Luca Gianfrancesco;
TEATRO SOCIALE DRAMMATURGIA Rosaria Zizzo; ARTE – PITTURA ASTRATTA, INFORMALE, CONCETTUALE Bartolomeo Ciampaglia; ARTE – PITTURA Alessia Gaveglia; POESIA DIALETTALE Vincenzo Teti; POESIA Tiziana Valentini; LETTERATURA: NARRATIVA Claudia Saba; LETTERATURA COMBINATORIA NARRATIVA INFANTILE: Maria Rosaria Longobardi; SPETTACOLO, LIRICA, SOLIDARIETÀ: Paola Occhi; PROMOZIONE CULTURA E ARTE INTERNAZIONALE PREMIO SPECIALE ALLA CARRIERA Bruno Mancini; PROMOZIONE CULTURALE LETTERATURA Angela Dibuono; ALLA CARRIERA PER ALTI MERITI SOCIALI ED UMANITARI Antonio Vitale; ALLA MEMORIA All’EROE Nicola Lavieri; NOMINA SPECIALE Angela Maria Tiberi; NOMINA SPECIALE: Flora Rucco; Premio MENZIONE SPECIALE Isabella Giannone; MENZIONE SPECIALE: Enzo Bonacci.

Premio Magna Grecia New York – Latina

Il vincitore della sezione pittura è stato Vincenzo Middei – scuola Elementare “Gian Battista Vico” Latina – maestra Emma Castelnuovo.

Il vincitore della sezione pittura è stato Vincenzo Middei – scuola d’Arte “L’anfiteatro” – insegnante di canto Simona Sanita.-

I seguenti allievi, che hanno ricevuto il primo premio ex aequo, fanno parte della scuola elementare “Gianni Rodari”, diretta dalla Dott.ssa Eliana Valterio, della quale la Prof. Milena Petrarca è l’insegnate del corso di pittura.

Ludovica Casadei, Laura Sofia Marinucci, Giorgia Parisi, Romano Frerè, Francesco Autieri,
Gabriele Vittoria, Alessandro Avolio, Angelica Di Gloria, Chiara Roberta Di Giacomo, Irene Proietti, Arianna Polzelli, Claudia De Giorgio, Angelo Battisti, Sofia Orsini, Linda Ercolani,
Giulia Marfisi, Vincenzo Costa, Nicolò De Giorgio, Riccardo Accapezzato, Lucrezia Altobelli,
Dario Feliciangeli, Valeria Falcione, Lorenzo Ciuffreda, Davide Polzonetti, Angelica Siniscalchi, Ludovica Miraglia, Gaia Salvatori, Giulia Ciuffreda, Giorgia Di Pinto,
Vanessa Di Pinto, Carlotta Anastasia, Asia Papa, Sophia Valentino, Giorgia Del GustoElisabetta Furno, Matilde Marchetti, Ludovica Marignetti.


Il Dispari: una pagina per DILA

IL DISPARI 2015 – 2016

IL DISPARI 2017

IL DISPARI 2018

DILA

Premi Otto milioni

DOUBLE SUN: IL NUOVO BRANO DI ANDREA CASTA

Double Sun, il nuovo singolo del violinista elettrico arriva dal futuro. Andrea Casta è stato di recente premiato come miglior performer al Dance Music Award.

Violinista, cantante ed entertainer internazionale ANDREA CASTA, ha alle spalle un percorso artistico molto interessante iniziato dalla radio, dalla tv e dai musical, e maturato attraverso innumerevoli tour nei club, festival ed eventi tra Europa, Medio Oriente e Americhe.

Andrea casta violinista elettrico

Con il suo violino elettrico, grazie a una collaborazione con i più importanti dj del mondo e la sua anima di globe trotter, è stato uno dei protagonisti indiscussi dei più prestigiosi locali e club in Italia e all’estero toccando ormai più di 20 nazioni nei suoi tour. Andrea Casta, ormai portavoce dello stile italiano, si è esibito nelle notti di mezzo continente, dal 2010 compie circa un tour all’anno in Medio Oriente, dove ha suonato a Dubai, ad Abu Dhabi, in Bahrein, in Israele, in Libano e in Qatar. Altre mete largamente esplorate appartengono alle Repubbliche ex – sovietiche: Russia, Ucraina, Kazakistan, Turkmenistan. Nel 2015 ha compiuto un tour estivo che lo ha portato in Turchia, Grecia ed Azerbaijan, insieme ad occasioni che lo hanno portato a Mauritius, Seychelles, Egitto e Spagna. Anche i club dislocati nel nucleo centrale dell’Europa lo hanno ospitato: da Berlino ad Amsterdam, da Nizza a Londra, dalla Svizzera alla Croazia per arrivare fino a Repubblica Ceca e Romania. Di recente Andrea Casta ha vinto il titolo di miglior performer della 6ª edizione del DANCE MUSIC AWARDS, l’unico premio italiano destinato alla musica dance giunto ormai alla sua 7a edizione che celebra anche in ambito internazionale, i protagonisti della scena dance e della musica elettronica italiana.

“Double Sun” è il  nuovo brano dance del violinista elettrico Andre Casta apprezzato in tutto il mondo disponibile già da qualche giorno in tutte le piattaforme digitali. Si tratta del primo singolo del concept album e progetto multimediale The Space Violin Project”, che lo vedrà trasformarsi nel Comandante AJ e portare nel futuro tutta la sua community dei fan.

Double Sun il nuovo brano di Andrea Casta

Questo progetto discografico multimediale The Space Violin Project presentato in anteprima mondiale alla Miami Music Week qualche mese fa, è un racconto sonoro che, attraverso 12 tracce di musica elettronica dance e 12 episodi avventurosi, unirà fantascienza e musica con un linguaggio nuovo e contaminato tra illustrazione e immagini reali.

Pianeta Terra, 2228: l’umanità vive anni difficili dopo una grande guerra scoppiata perché gli uomini, dialogando solo con automi e macchine, arrivarono a non comprendersi più fino a ritrovarsi in conflitto totale tra loro. L’Alleanza, che mantiene una fragile pace, chiama il Comandante AJ, violinista e anima intrepida, a guidare una spedizione alla ricerca di alleati extraterrestri, con i quali tentare un dialogo attraverso la musica, e da lì ricostruire il valore del contatto, della comprensione reciproca, ridare una speranza al mondo intero: viene varata la missione The Space Violin.

Nel 2235, dopo 7 anni di navigazione nello spazio profondo a bordo dell’astronave Life on Mars, il Comandante AJ inizia il racconto delle avventure condivise con il suo equipaggio di artisti, musicisti e creativi.

Double Sun racconta l’entusiasmo ritrovato nell’incontrare, dopo anni di viaggio, una galassia ricca di pianeti potenzialmente abitati, illuminati da due soli.

Il brano è stato prodotto tra Roma, Berlino e Londra, dai giovani talenti The Trickers (Lorenzo Benassi e Mattia Crescini). Il videoclip della canzone sarà un mix di riprese live e disegni animati, realizzati dal giovane illustratore Lorenzo Gubinelli.

Andrea Casta è oggi uno dei musicisti che più ha appassionato il mondo social, avvicinando le nuove generazioni e il pubblico internazionale allo strumento violino; ad oggi conta 75mila follower su Instagram ( instagram.com/andreacasta ) e più di 22mila su Facebook ( facebook.com/officialandreacasta ).

Attento al portato comunicativo dei suoi progetti, attraverso questa narrazione fantascientifica Casta vuole, non solo intrattenere e far ballare, ma anche interrogarsi sulle prospettive possibili a cui l’umanità potrà andare incontro come conseguenza del suo rapporto, sia in positivo che in negativo, con le tecnologie.

Silvana Lazzarino

Double Sun

il nuovo singolo del violinista elettrico Andrea Casta

Disponibile dal 22 giugno 2018 su tutte le piattaforme digitali dando il via al progetto “The Space Violin”

 

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