Cod.005LE Ksenia Svetlova – Vestito

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Cod.005LE Ksenia Svetlova – Vestito
Cod.005LE Ksenia Svetlova - Vestito

Cod.005LE

Ksenia Svetlova

Vestito

La pioggia grigia cadeva sulla terra grigia già coperta di muschio vischioso su cui si rifletteva il cielo grigio piombo.
Rima percorreva vicoli stretti con finestre cieche e porte chiuse.

Un sacchetto con prodotti freschi, avvolto in polietilene tenuto in mano, sulla sua schiena pendelavano la posteriore, e sotto la giacca soffiava il vento, ma la ragazza non si affrettò verso la sua casa di cemento in cui erano in attesa i suoi genitori e i cinque fratelli minori intenti all’incessante chiacchiericcio della tivu e nell’odore di intrugli proveniente dalla cucina.

Non rimase mai sola per un secondo con se stessa in questa compressione di voci e corpi.
Di notte, la madre aggiustava i materassi e ordinava le coperte mal messe.
Rima dormiva rivolta verso la parete – aveva conquistato questo privilegio per essere la più grande d’età.

Tuttavia, nel buio, premuta contro la parete, non fu mai sola.

Il padre russava sotto il suo orecchio, i fratelli gemevano pietosamente nei loro sogni.
Dalla strada s’alzavano i suoni: le pareti sottili della loro casa non erano migliori della carta.
Le pareti grigie comprimevano lo spazio, rendendolo ancora più piccolo.

Rima passò davanti a un Internet café.
Lì, dietro ad antichi computer, sedevano i ragazzi e giocavano a computer.
Con gli occhi cercò i fratelli, ma loro non erano lì.
Forse giocavano a calcio in qualche parte, alla periferia del rione.

Forse, loro avevano bagnattissimi, ma era sempre meglio che stare a casa.
Il padre forse sedeva accanto alla radio.
Amici e parenti rimasero sul pavimento dove le loro vecchie case sono frammenti della loro vita precedente.

È sicuro che la loro vita è miserabile – tutto questo è temporaneo.

La madre stanca, con un viso pallido mortale sotto un fazzoletto nero: “Quello è passato. Vai a lavorare.” – ha sparato frasi taglienti verso il padre.
Il lavoro nel rione non c’era, e anche quelle rare proposte erano sempre per i più giovani.
I soldi li guadagnava la madre – lei rammentava vestiti strappati.
I soldi erano minimi.

Spesso i clienti, poveri che avevano perso tutto, pagavano con olio o farina.

A casa posavano costantemente pacchi di vestiti di colori scuri.
Rima deliberatamente risvegliava i ricordi di altri colori – cobalto del mare di Latakia, dove si riposarono in estate, i colori brillanti dei frutti del loro giardino, zucchero filato, rosa, costumi luminosi del padre e bracciali d’oro della madre.

La distanza tra le case non era eccezionale: dividi le tue mani in direzioni diverse e tocchi i muri su entrambi i lati.

La vetrina illuminata, l’unica di una fila di negozi chiusi, era visibile da lontano.

Rima si avvicinò al negozio con un tuffo al cuore, come in previsione di un appuntamento speciale. La schiuma merlettatuosa, cinture bianche, tulle viola e porpora,vestiti destinati per l’impegno ,bianchi e ariosiper il matrimonio.

Scintillavano di cristalli, un leggero velo fluttuava nell’aria.
Rima assorbì questo splendore con tutte le fibre della sua anima.

Spesso andava lì con le sue amiche e cugine.

A volte riusciva persino a vedere la sposa, ma Rima fingeva di non interessarsene.
Poi il vestito è pieno di aghi necessari per fissarlo.
Raramente lei è riuscita ad essere da sola con i vestiti.
Li riguardò e dando ad essi vari nomi.
Ha inventato le loro storie, facendo finta che fossero appartenuti a principesse.
La padrona del salone ironizzò dicendo che Rima aveva già fatto un buco negli abiti con i suoi sguardi.
Rima si spaventò e per un mese non si avvicinò alla vetrina.

Ma il bisogno di bellezza ha vinto.

Voleva essere al posto delle spose?
Ragazzi e uomini a lei sembravano persone incomprensibili, ma c’erano abiti anche per i fidanzamenti e fuori dai matrimoni.
Erano più belli senza la spose – densamente truccate, vergini, timidissime, che ridevano ad alta voce.

I vestiti erano follemente costosi.

Anche quando si sposa, la famiglia non ha abbastanza soldi.
No, è meglio ammirare il vestito come una bella immagine.

Passò così tanto tempo.
Rima non lo sapeva, il suo orologio aveva smesso di funzionare e lo indossava solo per bellezza.
La pioggia minacciò di trasformarsi in una tempesta.

Rima si affrettò a tornare a casa.
La sua famiglia avevano ospiti.
La donna anziana studiò Rima con attenzione.
I suoi braccialetti d’oro erano enormi.
I braccialetti della mamma erano sottili.

Chissa perche Rima aveva la voglia di piangere.

“Vai, saluta Zeynab.” disse la madre con voce di scusa.
Zeynab, sensale, che ha portato ricchi pretendenti alle giovani residenti nel rione?
E improvvisamente Rima ha capito tutto.

Suo padre non era a casa.
Ma lui sa tutto, non può non sapere.
Guardò le file di perle di vetro sulla testa di Zeynab e vide migliaia di vetri, che a poco a poco si confondevano nei suoi occhi come gocce di pioggia.

Due settimane dopo, nella vetrina del salone di nozze, si vedeva una figura magra, affogata in una nuvola di tulle.

La sposa era in piedi con le spalle alla finestra. La sua faccia non era visibile.
tulle.

La sposa era in piedi con le spalle alla finestra.

La sua faccia non era visibile.

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