DILA e Patrizia Canola insieme nei progetti Made in Ischia

DILA e Patrizia Canola

DILA e Patrizia Canola insieme nei progetti Made in Ischia ideati da Bruno Mancini

Ischia, Maggio 2017,

Mostra Patrizia Canola Museo Etnografico del Mare Ischia telegiornale Teleischia

Patrizia Canola, Mostra personale Museo Etnografico del Mare Ischia

NEGLI ORIZZONTI DELLA VITA TRA LUCE E COLORE

In permanenza, si possono ammirare sette dipinti dell’artista nei quali a trionfare è la natura, con luci e colori e, in particolare, il motivo dell’acqua delle coste marine della Sardegna e delle Marche rispettivamente con “Colori di Sardegna” ed  “Estate marchigiana”, dove lo sguardo si lascia catturare da avvolgenti riflessi di colori che uniscono cielo e mare; elemento dell’acqua che culla e accarezza le bianche “Ninfee” leggere come ballerine.

Intense poi le atmosfere lungo l’Adda del dipinto “I colori del fiume Adda” in cui campeggiano gialli e verdi accompagnati da tonalità blu dell’acqua dove l’ambiente circostante si riflette.

Come anche di ampio respiro è “Campo di lavanda” con il viola della lavanda in primo piano che risalta sull’azzurro e le increspature scure  del cielo.

E poi le colorate “Melagrane”.

Distante da tonalità così vivici e intense è l’atmosfera ovattata come da sogno che si respira nel dipinto “Inverno” dove cromie grigio, tendenti all’azzurro sembrano rarefatte come attutite ad indicare un momento di riflessione e sospensione del pensiero, necessario all’uomo per ritrovare se stesso guardando dentro di sé a partire dalla natura che si riposa.

Dott.ssa SILVANA LAZZARINO

la pittrice Patrizia Canola entra a far parte dei progetti culturali ideati da

Bruno Mancini collaborando con l’Associazione

“Da Ischia L’Arte – DILA.

Quale importante inizio di tale collaborazione, è in allestimento una mostra permanente presso il

Museo Etnografico del Mare il cui vernissage è previsto entro il mese di Maggio 2017. Patrizia Canola esporrà nel Museo sette sue opere con tema marino tra le quali ve ne saranno tre assolutamente inedite.
Listino prezzo delle opere che saranno esposte:
misura 80 x 90  = 2500.00€
misura 40 x 60  = 1300.00€
misura 30 x 40  = 900.00€

Sono in preparazione alcuni video nei quali le opere di Patrizia Canola rappresentano le splendide immagini che accompagnano musiche di Roberto Prandin, di Valentina Gavrish, di Enzo Salvia e dei finalisti alla seconda edizione del premio musicale “Otto milioni” 2027.

Video con opere di Patrizia Canola

Così come sono in allestimento anche alcuni video nei quali le opere di Patrizia Canola sono le splendide immagini che esaltano le letture di poesie degli Autori partecipanti all’Antologia “Penne Note Matite” prossimamente edita da

Il Sextante” di

Mariapia Ciaghi.

Tali video faranno parte delle puntate della trasmissione televisiva

La Mancineide” mandate in onda da

Teleischia (digitale terrestre canale 89 e web www.teleischia.com/live-tv/ )

Infine, ma solo in questo primo pacchetto di attività in comune tra DILA e Patrizia Canola, una speciale sezione dell’Antologia Penne Note Matite“, prossimamente edita da

Il Sextante” di Mariapia Ciaghi, sarà dedicata all’arte di Patrizia Canola.

Rassegna stampa degli articoli pubblicati nella pagina culturale del quotidiano

Il Dispari diretto da

Gaetano Di Meglio: la cui redazione è curata da Bruno Mancini, Presidente dell’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA

Il Dispari 2016-09-12

Il Dispari 2016-12-19

Il Dispari 2017-01-09

DILA e Patrizia Canola

Rosalba Colombo (Sindaco di Arcore) con Patrizia Canola

L’Artista Alexander Kanevsky con Patrizia Canola

Patrizia Canola all’ingresso della Mostra

Manifesto Mostra

Panoramica Mostra

Panoramica Mostra

DILA e Patrizia Canola

DILA e Patrizia Canola

Nata a Milano, ma attiva in Brianza. sito privilegiato dove da forma e vita ad opere avvolgenti che raccontano dei suoni e dei bisbiglii, dei respiri e silenzi della natura, Patrizia Canola, con quarant’anni di carriera ha all’attivo numerose mostre in Italia e all’estero di grande successo.

Il fascino della sua arte dove la natura è protagonista tra silenziosi paesaggi invernali con neve e ghiacciai, distese di campi di grano e fiori dalla tinte accese, ruscelli, maestosi faggi e ancora cieli a perdita d’occhio di cui colpiscono i notturni dai riflessi argentati sta nel creare una compenetrazione visivo-emotiva senza eguali riportando in superficie desideri lontani, sogni in cui sperare, invitando a guardare oltre ed interrogarsi sul senso di questa vita di cui si percepiscono i limiti.

In esclusiva per il quotidiano “Il Dispari”, diretto da Gaetano Di Meglio, Patrizia Canola ha rilasciato questa intervista a Silvana Lazzarino.

Quando è nata la tua passione per la pittura?  

L’ho sempre avuta fin da bambina. In prima elementare mi ricordo ancora di un disegno dove ho ricreato la piazza di Ferrara con la chiesa, il campanile e in primo piano la mia bambola con le trecce nere e il vecaola-fiori-violastitino a quadretti rossi e di lato le rondini.

Quando con la mia famiglia ci siamo trasferiti in Toscana a Montecatini mi è capitato una mattina poco prima del sorgere del sole di restare affascinata dalla vista di una piccola valle le cui colline sfumavano verso il rosa mentre una leggera nebbiolina accarezzava l’orizzonte.

Fu in quel momento che espressi il desiderio di diventare una pittrice per poter dipingere un giorno tanta bellezza.

Quali sono stati i tuoi studi e quali gli artisti cui hai fatto riferimento nei tuoi inizi?

Dopo le Magistrali ho frequentato la Scuola di Arte Pura Applicata a Merate. Prima degli impressionisti nel mio cuore erano i Macchiaioli come Fattori, Telemaco, Signorini, ma il mio studio è partito dai classici (pittori del Trecento e del Quattrocento) visti in Toscana tra questi Luca Della Robbia.

Come nasce la scelta di riferiti ai luoghi vicini e lontani, solari e più ombreggiati di una natura sempre in divenire con l’alternarsi delle stagioni?

Dal fatto di essere rimasta affascinata dai luoghi suggestivi del nostro Paese come Montecatini, Asiago, La Spezia, diversi tra loro per colori e tipologia di paesaggio, luoghi in cui sono vissuta negli anni della mia fanciullezza e adolescenza.

Come procedi nel tuo lavoro e quali le tecniche usate?

Lavoro con pennello e spatola, lo schizzo serve come suggerimento per collocare i dettagli della natura come ad esempio quando ho realizzato il bozzetto per Il “Faggio del tè”.

La pittura all’aria aperta, un po’ come gli Impressionisti ti ha permesso di cogliere non solo l’attimo di una data situazione, ma anche il movimento della luce nel suo filtrare lungo lo scorrere dell’acqua di un fiume, o nell’ondeggiare delle canne della palude.

Quanto è importante la luce nei tuoi dipinti e che valore assume?

La luce è fondamentale perché nel dipinto i colori cambiano al variare delle ore del giorno e delle stagioni, luce che definisce ogni dettaglio come per i platani che d’inverno con la neve sembrano surreali.
Ho imparato a cogliere la velocità di quell’attimo in cui la luce si poggia su un preciso elemento della natura.

Alcuni critici ti hanno definita pittrice impressionista e macchiaiola.
Ti ritrovi in questa definizione?

A grosso modo sì.

Mi piace la macchia toscana, ma a colpirmi era in particolare la pennellata degli Impressionisti.
Prima ero molto ancorata ai dettagli, adesso il mio stile sta cambiando verso una descrizione più essenziale per andare al cuore delle cose.

piazza-s-marco-veneziaDiversi sono i soggetti rappresentati nei tuoi dipinti durante i tuoi 40 anni di carriera: dai vari luoghi della natura tra montagne, marine, boschi, alle nature morte, da alcune piazze di città come Portofino e Venezia ai ritratti, per poi passare ai cavalli intensi nei loro movimento e ai singoli alberi con il loro microcosmo silenzioso e nostalgico. Tra questi soggetti quale quello che ti ha dato un’emozione particolare?  

La sfida più grande è stata realizzare “Piazza San Marco” con le persone e definire i colori di Venezia dove dominano il verde dei tetti e il rosa delle case e delle calli,

Per questo dipinto ho realizzato un disegno molto dettagliato e preciso.
Un critico d’arte di fronte a “piazza San Marco” disse “Piazza San Marco un dipinto da far tremare le vene e i polsi”.

Da circa sei mesi ti stai orientando verso uno stile più legato ad un pensiero metafisico dove le figure non sono più definite e dove prevalgono colori molto chiari quasi tendenti al bianco. Cosa ti ha spinto a questa scelta?

Il senso e le mille domande sulla vita e su quello che accade.
Sono pensieri che avverto e in quanto tali ho scelto di utilizzare un colore adatto ad un pensiero astratto come in “Va pensiero” dove ho cercato un colore chiaro.

Sulla linea di “Va pensiero” è “Futuro”. Qual’ è il loro significato?

In “Va Pensiero” si parla di libertà: diritto di tutti spesso da conquistare che contempla anche la libertà di pensiero, idea resa attraverso figure impercettibili allungate verso l’alto.
In “Futuro” ho voluto restituire la sensazione che si sta vivendo in questo tempo dominato dai social dove sempre più l’individuo smarrisce la propria personalità.

Così ho pensato all’immagine del nostro DNA scomposto ad indicare una realtà virtuale in cui si è tutti omologati nelle azioni e nei pensieri.
Le due scale appena accennate indicano le possibilità che ha l’uomo di procedere verso l’alto per ritrovare le vere emozioni, o verso il basso dove è destinato ad inaridirsi. “Futuro” sintetizza il mondo attuale che si sta chiudendolo in se stesso, l’unica cosa che può salvare l’uomo è la croce appena accennata nel dipinto a simboleggiare la resurrezione.

Oltre alla croce sono la stella blu simbolo dello spirito e la triade dove è Dio la cui scintilla è in ciascun individuo.
E’ un appello ad un risveglio di coscienze simboleggiato dalla triade.
Si tratta di dipinti che riflettono lo stato emotivo dell’uomo tra desideri di libertà, speranze, ma anche dubbi legati ad un futuro dove si rischia di perdere la propria identità se si resta chiusi nel proprio egoismo.

Tra le opere più recenti quale quella cui tieni di più e cui sei legata per un motivo particolare?

Va pensiero” dove è accennato il viaggio dell’ umanità verso il desiderio di libertà.

A parte Alba Gonzales, scultrice di fama internazionale con cui hai esposto in diverse occasioni importanti, quale tra gli artisti contemporanei quello con cui vorresti esporre e perché?

Andrea Trisciuzzi che stimo come artista e maestro.

Come artista è bellezza e sentimento nella forma più alta: le sue opere sono un piacere per gli occhi e lo spirito. Andrea è un compagno di viaggio e un maestro e persona di grande spessore.

La tua arte è poesia delle emozioni perché riesce a restituire quel battito del cuore proprio come una lirica. Tra i grandi poeti di ieri e di oggi quale quello più vicino al tuo sentire? 

Pascoli perché dentro di noi è sempre presente un fanciullino.
Ma in assoluto il poeta che amo più di tutti è Shakespeare per il suo raccontare la vita e per il suo essere attuale.
Queste le sue parole: “….siamo il palcoscenico della vita dove siamo attori, spettatori, perché recitiamo tanti ruoli.

Quando la tua prossima mostra?

La personale a Palazzo Zenobio a Venezia da febbraio a Marzo.2017 e al mio fianco sarà anche la famosa scultrice Alba Gonzales.

Complimenti per la tua carriera luminosa e costellata di successi. Bruno Mancini e la DILA, ma anche tutta l’isola di Ischia non vedono l’ora di incontrarti. Ti aspettiamo al Museo Etnografico del Mare di Ischia con i tuoi dipinti in cui ritrovare il mosaico della vita tra bellezza verità.

Bene, ne sono molto felice.

Silvana Lazzarino- Patrizia Canola – Bruno Mancini

Parziale galleria fotografia dei dipinti di Patrizia Canola presentati nel catalogo

De ReRum NatuRa – la natura vista da Patrizia Canola

DILA e Patrizia Canola

“Ispirato al poema didascalico latino di Tito Lucrezio Caro del I secolo a.C., il progetto artistico di Patrizia Canola si propone di riflettere in chiave pittorica “Sulla natura delle cose” o più semplicemente “Sulla natura”. Così come per Lucrezio nella sua letteratura filosofica, anche per Patrizia Canola la sua arte non è solo un modo per raffigurare in maniera fredda e razionale l’universo circostante, ma è innanzitutto il mezzo per saper cogliere e raccontare la poetica del bello che ci circonda e la magia che l’universo in sé racchiude.

Ed è così che tutto è in equilibrio tra fisica, antropologia e cosmologia.

Gli elementi dell’ambiente circostante si fanno racconto di paesaggi, scenari in parte ispirati al vero, tra i quali la terra di Brianza, tanto cara all’artista, dove vive e lavora.

Attraverso questo osservatorio privilegiato che comprende il Parco di Montevecchia e della Valle del Curone, a cui fanno da sfondo le Alpi e le Prealpi, accarezzate da strati di cielo cangiante, opera immersa ed indisturbata la pittrice.

Il ritmo di questa natura, a metà addomesticata dall’uomo e a metà ancora selvaggia, emerge nel fluire incessante dell‘Adda, che nell’opera dell’artista rappresenta il senso profondo della vita: poiché se da una parte tutto ha origine, pertanto nascita e dall’altra tutto ha una fine e quindi morte, è anche altrettanto vero “che nulla nasce dal nulla e nulla muore riducendosi al nulla”.

In questo cerchio metafisico dell’esistenza trova spazio ed espressione la pittura appassionata di Patrizia Canola, in cui i colori sono le note di uno spartito e la luce il direttore d’orchestra.

Catia Monacelli

Curatore e Critico d’Arte Direttore Polo Museale Città di Gualdo Tadino

La Dott.ssa Catia Monacelli e Patrizia Canola

EXPO ARTE Italiana – Giugno 2015 con Vittorio Sgarbi e Catia Monacelli

ScompArti: alla  Fiera di  Erba

espone Patrizia Canola pittrice di fama internazionale

Il colore e la luce che creano suggestive rifrazioni nel dare forma e vita ai ritmi infiniti della natura con i suoi volti sempre diversi di stagione in stagione, irrompono con equilibrio e armonia nei dipinti lirici e avvolgenti di Patrizia Canola.

Pittrice affermata e di successoa livello internazionale, attiva in Brianza dove vive e trae spunti per la sua ispirazione, Patrizia Canola ha all’attivo numerose mostre in Italia e all’estero.

Riposo d'inverno di Patrizia Canola

Da sottolineare “Verdi Off” a Parma nell’ambito degli appuntamenti collaterale del Festival di Verdi, dove la sua opera dal titolo “Va pensiero” insieme a quelle di altri artisti selezionati dal concorso è esposta fino al 30 ottobre 2016 entro i contesto del circuito espositivo off nel centro storico di Parma. Presso la Boutique CHARLOT (strada Garibaldi 45 Parma) infatti è possibile guardare con gli occhi e la mente questo straordinario dipinto in cui si avverte un cambiamento di stile dove il tratto si fa leggero e quasi impercettibile ed i colori chiarissimi invitano a soffermarsi sul tema della libertà, motivo centrale dell’opera verdiana “Il Nabucco” da cui l’artista ha tratto ispirazione.

A conclusione della rassegna “Verdi Off” solo le 20 opere più meritevoli saranno protagoniste dell’esposizione che farà da chiusura al Festival dedicato al grande musicista Giuseppe Verdi.

Patrizia Canola restituisce ogni battito, ogni respiro della natura raccontando la vita che ora si accende nei colori sgargianti di glicini, spighe di grano, ora si smorza nei panorami abitati da distese di ghiaccio e neve.

SCOMPARTI Campo d'avena

La sua opera legata ai profili ora accesi e brillanti, ora più cupi e notturni di una natura in divenire che apre ad una compenetrazione visivo- emotiva riportando in superficie desideri lontani, sogni in cui sperare, è presente nell’appuntamento con la  Fiera espositiva ad Erba (CO) il prossimo 23 ottobre 2016. “ScompArti” – Lariofiere Como Lecco, a metà strada tra una mostra ed una fiera d’arte, attraverso il diretto coinvolgimento degli artisti che vi partecipano vuole far veicolare in modo diretto e partecipativo la conoscenza dell’arte contemporanea richiamando l’attenzione del grande pubblico. Entro questo ampio spazio espositivo il pubblico  ha la possibilità di incontrare e conoscere direttamente gli artisti e apprezzare ancor più le opere che possono essere acquistate senza intermediari. Un’occasione per promuovere l’arte creando un ponte diretto tra gli artisti che espongono in fiera e il pubblico potenziale acquirente.lingo-ladda

Patrizia Canola nelle sue pennellate leggere, quasi trasparenti con presenze umane appena abbozzate come nel citato “Va pensiero” e in “Futuro” immagina il futuro. In “Va pensiero” si parla di un futuro dove a trionfare è la libertà, diritto che spetta a tutti gli uomini, in “Futuro” è ipotizzato un futuro binario: chi prosegue nella meccanicità di un’esistenza indifferente ed egoista e chi prova a guardare oltre e pensare che sia possibile cambiare per sentirsi liberi di essere se stesso lontano da condizionamenti e falsi miti.

Alla Fiera di Erba Patrizia Canola espone opere legate ai diversi volti della natura dove si possono recuperare desideri, aspirazioni, sogni dimenticati. Di particolare suggestione è il trittico Luci d’Autunno che per i colori caldi  e quella luce soffusa mista tra giallo e vibrazioni tendenti all’arancio, spicca sulla parete nera richiamando le sensazioni nostalgiche e romantiche tipiche di questa stagione. Accanto a quest’opera tra le più interessanti della Canola sono tra le altre Campo d’avena, le mimose, Glicine bianco e non poteva mancare Riposo d’inverno dipinto intenso in cui l’albero nel suo apparente riposo, manifesta saggezza e forza.

Silvana Lazzarino

Silvana Lazzarino legge la poesia !Semplicemente tu”

Parziale galleria fotografia dei dipinti di Patrizia Canola

Mario, il faggio dell’Alpe Tè

Un gigantesco albero plurisecolare nei boschi della Valsassina

L’età di questo albero è incerta.

Alcuni dicono che potrebbe avere fino a ottocento anni (vorrebbe dire che germogliava quando nasceva il Poeta Dante), altre trecento (Vivaldi componeva le quattro stagioni).

Una deliziosa leggenda locale, raccontata su un cartello ai piedi dell’albero, racconta: “Tanto tempo fa nel paese di Introbio viveva un pastore di nome Mario.

Non gli piaceva stare con la gente, lui amava gli animali e la natura.

Ogni estate Mario portava le sue mucche a pascolare in un grande prato all’Alpe Tè.

Tutte le mattine saliva al pascolo e durante il tragitto si fermava ad ascoltare il canto degli uccelli e la voce del Torrente Acquaduro.

Alle Baite Serra osservava i colori del bosco, respirava il profumo dei fiori e infine proseguiva
fino all’alpe.

Dopo aver salutato le sue mucche, Mario entrava nel bosco di faggi che lui chiamava il bosco incantato.

Dal fruscio delle foglie e degli alberi, imparava ogni volta una storia nuova.

Un brutto giorno scoppiò un violento temporale e Mario andò a rifugiarsi in una cascina nelle vicinanze.

Dalla montagna all’improvviso si staccò una frana; gli alberi, le mucche e la cascina dove il pastore aveva trovato riparo furono spazzati via.

L’uomo era ormai in fin di vita, quando gli apparve lo spirito del bosco che gli disse: Hai sempre rispettato e amato questo luogo; voglio premiarti e fare in modo che tu possa continuare a vivere qui.

Detto questo, Mario fu trasformato in albero, un magnifico faggio che gli abitanti di Introbio chiamano il Fo de Te.”

Nel 2011 un pezzo importante di albero è caduto, non è chiaro se per colpa del maltempo o di un parassita.

Ad ogni buon conto, la parte sopravvissuta è ancora immensa e in gran forma.

EXPO ARTE Italiana – Giugno 2015 con dott.ssa Catia Monacelli

Locandina Venezia

“Il percorso creativo di Patrizia Canola

ha assunto una consistenza artistica particolarmente strutturata, particolarità che le dona quella maturità espressiva necessaria per affacciarsi con professionalità e determinazione ad una platea internazionale sempre più qualificata ed esigente.

Parte infatti dalla consapevolezza d’aver costruito nel tempo, con dedizione, pazienza e passione, uno spessore espressivo tale da garantire quella libertà creativa, fondata sulla capacità di trasferire sulla tela bianca le emozioni provenienti dall’anima.

Figure della natura che sembrano prendere forma grazie al dialogo armonico tra la luce e il colore come fossero elementi dotati di vita propria.

L’opera agisce direttamente sull’anima dello spettatore più attento, coinvolgendolo con forme che sembrano evaporare, dissolvendosi nella luce per poi magicamente ricomporsi sotto forma di opera d’arte.

La percezione sensoriale che si ha nell’approccio alle opere di Patrizia Canola è equiparabile quella dell’ingresso in un mondo nuovo dipinto con i colori della passione e delle emozioni.”

Prof. Alberto Moioli

“Il colore e la luce che creano suggestive rifrazioni nel dare forma e vita ai ritmi infiniti della natura con i suoi volti sempre diversi di stagione in stagione, irrompono con equilibrio e armonia nei dipinti lirici e avvolgenti di Patrizia Canola.

Nella natura, nei suoi spazi dove la linea di confine tra la terra e il cielo sembra svanire a suggerire una possibile interazione tra l’orizzonte fisico e metafisico, Patrizia Canola, artista raffinata e sensibile, ha scoperto una fonte di ispirazione privilegiata per accostarsi e rivelare le emozioni della vita.

La Brianza è col tempo diventato il sito più frequentato per dare vita alle sue opere dove filtrano le atmosfere fatte di suoni, bisbigli e rumori di una natura ancora intatta che si lascia catturare nella bellezza delle sue sfumature di colori ora cangianti ora riflessi, per poi nascondersi lasciando un alone di mistero al calar della sera.

Gli scenari descritti da Patrizia Canola sono quelli di un paesaggio in divenire, filtrato nei suoi diversi volti e manifestazioni dalla forza rivelatrice della luce.

Luce che forma e fonde il colore a svelare i dettagli di questa natura solare e rasserenante che rimanda all’eterno ciclo dell’esistenza nel passare delle stagioni.

La luce da lei catturata sia diurna, sia crepuscolare, avvolge ogni singolo particolare del paesaggio o veduta: ecco che un bosco, un campo di grano, un torrente d’acqua cristallina e poi le mimose e l’uva bianca, si riempiono di questa essenza che traspare in ogni loro dettaglio creando il senso del movimento.

I due dipinti (olio su tela) qui presenti in mostra: Rifrazioni (2014) e Atmosfera d’inverno sul fiume Adda (2015) esaltano questa luminosità e l’effetto delle trasparenze dettate dalla luce riflessa.

Luce che esalta i colori intensi e vivaci, delicati e avvolgenti nel loro restituire profumi ed energia ad alberi, fiori, fili d’erba che trasmettono il senso della vita nel suo continuo procedere dalla nascita alla morte per poi rinascere.

È la rinascita del respiro cosmico che abbraccia il finito e l’infinito tra la terra e il cielo parlando all’uomo del mistero della vita.”

Silvana Lazzarino
giornalista

Nel respiro di Gaia la Madre Terra- Settembre 2016 – Gualdo Tadino


IL PENSIERO LIBERO NEI DIPINTI DI PATRIZIA CANOLA

IN MOSTRA A COMO E MILANO

Le atmosfere intense e rasserenanti, malinconiche e  nostalgiche di paesaggi naturali dove i ritmi della luce segnano le ore del giorno dando forma ai colori nel loro caratterizzare il passare delle stagioni, trovano la massima espressione visiva ed emotiva nei dipinti di Patrizia Canola, pittrice di fama internazionale da molti critici definita impressionista- macchiaiola.

Nata a Milano, ma attiva in Brianza. sito privilegiato dove da forma e vita ad opere avvolgenti che raccontano dei suoni e dei bisbiglii, dei respiri e silenzi della natura, Patrizia Canola, con quarant’anni di carriera ha all’attivo numerose mostre in Italia e all’estero: citiamo tra le più recenti: “Dalla Terra al Cielo” presso la  Chiesa di San Francesco curata da Catia Monacelli e Francesca Sacchi Tommasi e “Paesaggi d’Ialina” presso il Centro Culturale Cajani a cura di Catia Monacelli entrambe a Gualdo Tadino e “Art Escape” a Venezia nel settecentesco Palazzo Zenobio e “Nel respiro di Gaia. La Madre Terra” sempre a Gualdo Tadino (18-25settembre 2016) negli spazi dello Store San Benedetto in concomitanza con i Giochi de le Porte e il Palio.

E poi la partecipazione a “Verdi Off” (settembre- ottobre 2016) a Parma nell’ambito degli appuntamenti collaterali del Festival di Verdi, dove la sua opera dal titolo “Va pensiero” insieme a quelle di altri artisti selezionati dal concorso è stata esposta fino al 30 ottobre 2016 entro i contesto del circuito espositivo off nel centro storico di Parma.

La natura protagonista delle sue opere, tra silenziosi paesaggi invernali con neve e ghiacciai, distese di campi di grano e fiori dalla tinte accese, ruscelli, maestosi faggi e ancora cieli a perdita d’occhio di cui colpiscono i notturni dai riflessi argentati. apre ad una compenetrazione visivo- emotiva senza eguali riportando in superficie desideri lontani, sogni in cui sperare.

Accanto al paesaggio Patrizia Canola si è dedicata al ritratto, alle nature morte dove primeggiano fiori e frutta, allo studio degli alberi e a quello dei cavalli di cui ha saputo restituire la precisione e  l’eleganza del movimento; ma da qualche tempo si è orientata verso uno stile dallo spessore metafisico, quasi impalpabile dove le figure non sono più definite e a prevalere sono colori molto chiari, tersi.

Uno stile vibrante di emozioni con cui l’artista racconta la vita e il suo mistero dove libertà e speranza diventano le mete desiderate dall’uomo, in cerca di risposte al  proprio destino sospeso tra certezze e tradimenti, e dove l’attesa lo mette costantemente alla prova nell’urgenza di una scelta per cambiare e migliorare la propria vita.

Aspetti questi che si ritrovano in due dipinti Va pensiero e Futuro esposti presenti nella suggestiva mostra PANORAM ART- MOSTRA COLLETTIVA DI ARTE Dal figurativo al Concettuale che inaugura il prossimo 16 dicembre 2016 a Carimate (Como).

Allestita negli spazi della Sala Civica “Il Torchio” in Piazza Castello, la mostra che sarà presentata dalla storica dell’arte Chiara Meroni, riunisce interessanti nomi dello scenario dell’arte contemporanea dove accanto a Patrizia Canola sono Mariagrazia Algisi, Liana Bolaffio, Serena Cantalupi, Pierbattista Amodeo, Ivana Olimpia Belloni, e ancora Carmen Molteni,  Antonio Zanni,  Bruno Porro e Ernesto Savassi. Senza dimenticare Paola Sacchi, Pier Alberto Filippi, Silvana Settimia Zerboni, Pio Ambrogio Teruzzi, Luisa Caeroni e Karin Feurich.

Entrambi i dipinti di Patrizia Canola esplorano il mistero della vita dando spazio al motivo della libertà presente in Va pensiero e a quello della perdita dell’identità da parte dell’individuo accennato in Futuro in cui però è lasciato spazio ad una speranza.

Va pensiero” (2016) attraverso la rappresentazione di figure eteree proiettate verso l’alto, quasi impercettibili e in simbiosi con il chiarore dello sfondo, parla di bisogno di libertà, fisica e morale, diritto che spetta a tutti gli uomini proprio come intona il coro del “Nabucco” di Giuseppe Verdi cui si è ispirata l’artista per il suo dipinto.

“Futuro” sintetizza il mondo attuale che si sta chiudendolo in se stesso dove ciascuno è prigioniero del proprio ego, non aperto ad una vera e autentica comunicazione con l’altro, perché si è prigionieri dei social dove la verità è trasformata e alterata e non c’è spazio per le emozioni.

Dipinti con cui l’artista ha dato forma alle vibrazioni del pensiero più puro cogliendo l’essenza della vita che guarda oltre l’apparenza e supera le distanze riscoprendo la bellezza della verità che è libertà e virtà.

Sempre sullo stesso stile quasi impalpabile, l’artista ha dato vita ad un altro dipinto, forse  tra i più intensi di questo nuovo orientamento, Inverno in mostra a Milano nella collettiva presso lo spazio Arte contemporanea al Naviglio Grande.

L’esposizione COLLEZIONE D’ARTE MILANO in corso fino al 15 dicembre 2016 oltre a questa suggestiva opera della Canola dove protagoniste sono le betulle bianche che formano una sinfonia di emozioni con i tratti azzurrati del bosco sullo sfondo, presenta altri lavori di artisti tra cui citiamo: Francesca Guariso, Mario Esposito, Laura Bruno, Gisella Pasquali, Angela Marchionni, Silvana Mascioli e Mauro Martin. 

Silvana Lazzarino

Parziale galleria fotografia dei dipinti di Patrizia Canola

Inaugurazione mostra

“Dalla Terra al Cielo, dal Figurativo all’informale “

a cura di Catia Monacelli, Francesca Sacchi Tommasi e con la partecipazione di Vittorio Sgarbi

Hanno scritto di Patrizia Canola

Patrizia Canola, attraverso i suoi dipinti avvolgenti nelle diversificate sinfonie di luci che da essi emergono, regala un nuovo modo di sentire le emozioni della vita, soffermandosi sulle atmosfere dense di poesia e bellezza, mistero e armonia proprie della natura.

Natura che accoglie l’uomo e da esso chiede rispetto mostrando i suoi volti ora solari e vibranti, ora cupi e malinconici; una natura che nelle sue manifestazioni invita l’individuo ad interrogarsi sul suo esistere regalando attimi di sospensione dove ritrovare se stesso andando incontro a quel senso di infinito che si nasconde nel vibrare delle spighe di grano al leggero soffio del vento, o nelle trasparenze delle acque cristalline di un torrente, o ancora nelle rarefatte visioni di un bosco dove l’occhio si perCalle di Patrizia Canolade immaginando cosa possa nascondersi oltre.

Il colore, protagonista di ogni scorcio e angolo della natura, restituisce profumi ed essenze recuperando ogni battito della stessa natura fonte inesauribile di vita, che apre a nuove sensazioni per respirare orizzonti di libertà. 

Accanto alle variazioni di blu che intonano stilizzazioni di profili

di alberi a suggerire la via del bosco di “Sensazioni” è la gamma di colori autunnali delle foglie cadute in terra di “Luci d’autunno” dove l’albero quasi sfoglio si lascia attraversare da una luce diffusa sullo sfondo.

E ancora l’ondeggiare leggero delle bionde spighe mosse dal vento di “Campo di grano” che creano ponti di luce tra la terra e il cielo, il candore puro e lucente delle “Calle” esaltate dallo sfondo blu, fino a “Malinconia” dove il movimento della chioma del cavallo sintetizza un nostalgico abbandono a pensieri lontani.

Silvana Lazzarino

INFO: emmegiischia@gmail.com

Tel 3935937717 (tutti i giorni dalle 14 alle 24)

Patrizia Canola

nasce a Milano il 12 gennaio 1952, da giovane si trasferisce in Brianza, dove risiede.

Ha frequentato la Scuola d’Arte Pura e Applicata di Merate (LC), sotto la guida del maestro Franco Torazza dal quale apprende la tecnica della pittura a olio, mentre col maestro Alessandro Scaccabarozzi approfondisce la tecnica del disegno.

Ha seguito tutti i principali movimenti pittorici della Brianza, partecipando attivamente al fermento artistico, proseguendo poi il suo percorso artistico con esposizioni su tutto il territorio nazionale e partecipazioni internazionali.

La tecnica preferita è la pittura a olio su diversi supporti.

Ama dipingere all’aperto a diretto contatto con la natura sua principale fonte d’ispirazione.

In:

“IMPRESSIONI DAL VERO”,

“DE RERUM NATURA” a cura di Catia Monacelli

“IL PANE QUOTIDIANO” curatore Alberto Moioli

“EXPOARTE ITALIANA” progetto di Regione Lombardia a cura di Vittorio Sgarbi

“DAL CIELO ALLA TERRA, DAL FIGURATIVO ALL’INFORMALE” a cura di Catia Monacelli e Francesca Sacchi Tommasi con la partecipazione di Vittorio Sgarbi,

sue recenti esposizioni, i campi, gli alberi, l’acqua e i fiori sono i protagonisti.

PRINCIPALI EVENTI / ESPOSIZIONI

2015

Gualdo Tadino (PG) – Palazzo Comunale
Consegna opera ai Premi Nobel per la Pace 12 dicembre 2015

Lissone (MB) – Palazzo Terragni
Arte Cibo per l’anima – Collettiva dal 24 ottobre al 1 novembre

Fregene (Rm) – Centro Internazionale di Scultura
Contemporanea Pianeta Azzurro – 11° Giornata del contemporaneo
Personale ” Omaggio alla Pittura : Patrizia Canola” dal 10 al 31 ottobre

Gualdo Tadino (PG) – Rocca Flea
Un impresa ad Arte – Asta al Gran Gala delll’Imprenditoria 18 settembre
Varedo (MB) -Villa Bagatti Valsecchi

EXPOARTE ITALIANA curata e diretta da Vittorio Sgarbi dal 19 giugno al 28 Novembre
Missaglia (LC) – Monastero di S.Maria della Misericordia

“Giornate Rotariane d’Arte e Cultura – IL PANE QUOTIDIANO” personale dal 5 al 7 giugno
Gualdo Tadino (PG) – Chiesa Monumentale di S. Francesco

Personale “DERERUM NATURA” dal 05 al 28 giugno
Milano – Affordable Art Fair

Asta Flash di Basezero dal 20 al 22 marzo
Milano – Spazio Tadini

Affordable Art Fair e Basezero insieme per l’Arte Accessibile Collettiva dal 11 al 17 marzo

2014

Roccamorfina (CE) Museo Magma
Exclusive dal 11 ottobre al 13 dicembre

Roma – Ambasciata della Repubblica Irak presso Santa Sede
Festival Internazionale dell’Arte dal 4 al 6 giugno

Gubbio (PG) – Chiesa di Santa Maria degli Angeli
Arte Sacra dal 9 maggio al 22 giugno

Bastia Umbra (PG) – XLII Mostra Internazionale d’Antiquariato ASSISI
Personale ” Impressioni dal Vero” dal 25 aprile al 4 maggio

Fano (PU) – Ex Chiesa di San Michele
Seduzione dell’Arte dal 22 gennaio al 6 febbraio

2013

Arcore (MB) – Palazzo delle scuderie di Villa Borromeo
Personale “IMPRESSIONI DAL VERO” dal 7 al 16 settembre

Bari – padiglione Fiera del Levante
30° Edizione Expo Arte con Art&Co Gallery dal 8 al 11 marzo

Padova – Padova Fiere
Arte Padova 24 Edizione con la Art Gallerry Santa Teresa di Fano dal 15 al 18 novembre

Torino – Ex Villaggio Olimpico
Pix Paratissima 9 dal 6 al 10 novembre

Milano – Art Meet Gallery
Waiting for Expo 2015 dal 4 luglio al 4 agosto
2012

Roma – AMREF c/o Casa d’Aste Babuino
L’Arte per Amref – Asta a Sostegno delle Donne d’Africa 21 dicembre

Padova – Padova Fiere
Arte Padova 23 Edizione con Art Gallerry Santa Teresa di Fano dal 9 al 12 novembre

Kiev – Ucraina – Museum of Modern Art of Ukraine
“Ukrainian Art Week” with Italian Contemporary Artists dal 15 al 25 ottobre

Anni Precedenti

Lecco – Galleria “La Tavolozza” (1980)

Roma – Museo del Folkore (1982)

Portofino (Ge) – Galleria “San Giorgio” (1980) Cernobbio (Co) -Studio d’Arte “La Casa Rossa” (1980)

San Pellegrino Terme (Bg) – Galleria “Berna” nel 1983 e 1989

Como – Villa Olmo (1980)

Piacenza – Galleria “La Meridiana” (1981) Firenze – Galleria 14 (1981)

Basilea – ART 13-82 (1982)

Bari – Expo Arte (1982-1983-1984)

Bergamo – Bi. D. Art. (1988) New York – Artexpo NY (1983)

Austria – Bad Gastein – Italiaenischen Moderne Meister (1986)

PATRIZIA CANOLA Via Degli Alpini, n.5
23870 Cernusco Lombardone
Lecco – Italia

Tel . 039 9907138
Cell. 3930794636
mail : patrizia.canola@gmail.com

http://www.patriziacanola.com

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