Era il 2009 quando proponevamo di…

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Era il 2009 quando proponevamo di…

Era il 2009

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Ischia 2009

Cosa proponiamo?

Intermediazioni e costi di stampa ridotti

Rete alternativa di distribuzione

Forme innovative di pubblicità aziendale

Nuovi strumenti di propaganda personale

Contatti operativi tra Cultura e Aziende

Contenuti letterari a belle immagini

Gratificazioni per il serio lavoro di

SCRITTORI

TRADUTTORI

PITTORI

MUSICISTI

PUBBLICISTI

Era il 2009 quando proponevamo di...

GIORNALISTI

E TANTI ALTRI.

Non è tutto, ma per ora basta!

Il 27 Dicembre
alle ore 22.00
,

sul canale televisivo 

è andata in onda una
trasmissione speciale dedicata alla nostra

Antologia Poetica “Ischia, un’isola di poesia”

a cura di Roberta Panizza e Bruno Mancini

della durata di oltre un’ora.

Presente in studio, ospite di

Mirna Mancini

il caro amico ed ottimo cantante musicista 

Nicola Pantalone (Nick)
che ha recitato alcune delle poesie inserite nel volume.

La trasmissione ha avuto numerose repliche che sono state visibili anche sul web tramite il sito
www.teleischia.it
alla pagina

Tele Ischia Live>

In questi giorni il gruppo di Pionieri del progetto “La tua foto in copertina” ha terminato le
selezioni per la seconda Antologia Poetica

>Ischia, un’isola d’amore” 

che sarà pubblicata entro il prossimo mese di Aprile.

Intanto… è in preparazione il bando del

Primo Premio Nazionale di Poesia 

“Sigillo e Magia della Poesia”

che accoglierà i
contributi di numerosi Siti Amici

I miei indirizzi li conoscete

sapete che l’adesione è completamente
gratuita, e quindi, se vorrete tentare di partecipare a questo nostro
terzo progetto, scrivetemi!! Grazie per l’attenzione e felici feste.

Bruno Mancini

Alilauro

Ufficio Napoli:


Stazione Marittima varco Angioino


80133 Napoli


Tel. 0814972206


Fax. 0814972228

llauro@lauro.it

http://www.lauro.it/ 

PUBBLICITA’  GRATIS  PER AZIENDE

Ischia, dal Giornale “Il GOLFO”
del 18/01/2007

Per questo “Il
Golfo”, sempre aperto alle
iniziative culturali e di promozione della nostra isola d’Ischia, ha sposato l’idea
della M.G. s.a.s. di una collana di libri
” Fai da te” aperta alla partecipazione di chiunque abbia amato ami o
anche soltanto desideri amare la nostra splendida Isola d’Ischia , e
voglia finalmente vedere pubblicate le proprie opere.

Per Aurora volume primo Bruno Mancini 

Ciao amici.
penso possa farvi piacere sapere che il mio libro “Per Aurora volume
primo” è stato selezionato da “Amazon” (uno dei maggiori
distributori mondiali) per essere inserito in una nuova promozione letteraria.

…la diffusione per Ischia dei libri… è presa in affidamento dal
quotidiano “Il
Golfo” che li offrirà a prezzo di lancio. La prima uscita nei
prossimi giorni sarà “Per
Aurora vol. primo
” di Bruno Mancini.

…si tratta di racconti e poesie alla ricerca di belle
storie d’amore ambientate nella nostra splendida Isola d’Ischia e, siatene
certi, sarà una lettura che farà nascere il vostro giudizio da un mare di fantastici
aggettivi, così come vorreste nascesse la vostra isola dei sogni.

 

Antologia Poetica “Ischia, un’isola d’amore”

copertina iniziale 

Antologia Poetica “Ischia, un’isola d’amore”

copertina finale 


PUBBLICITA’ GRATIS PER AZIENDE


FOTO GRATIS MARADONA E FESTA NAPOLI CALCIO

PUBBLICITA’ GRATIS PER AZIENDE

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AA.VV

Alberto Liguoro

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Aurelio De Rose

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Bruno Mancini 1

Bruno Mancini

Bruno Zapparrata
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Nunzia Binetti

Nunzia Zambardi

Nunzia Zambardi

Pietro Massaro
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Salvatore Santoro
Santa Vetturi
Umberto Maselli
Vicenza Di Vita

Virginia

Virginia Murru

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Finaliste
Il Golfo

 

Kate68

 

Identità

 

Ho
cercato la mia identità
nei sentieri di terra battuta
odorosi
di sangue selvaggio
trasportato dalle ali del vento.
Accostato
l’orecchio alla luna
per ascoltare le sue nenie notturne
cantate
ai sonnambuli erranti
dimentichi del sorriso dei giorni.

Suggellato la mia voce di bambina
nei silenzi grevi della
natura
tra possenti alberi frondosi
mulinati dall’incedere
del tempo.

Ho lavato lacrime calde
nelle acque
gorgoglianti
dei ruscelli nati a primavera
e scrollato polvere
dai piedi
stanchi del lungo cammino.

Ho
gridato
urlato
inveito

contro il nulla del faticoso
esistere
ed esausta
ho pianto lacrime di vita.

Goccioloni
cadevano
sul petto
a lavare macchie di colpe
represse
marchiate
dell’umana debolezza

Ho
cercato
lottato

…inutilmente.

Sfogliando pagine
bianche
del mio esistere
intravvedo

forse

la mia
identità che giace
in mezzo a quei fogli
in attesa del nero
d’inchiostro
a smorzare il fuoco che brucia
sotto pelle.

Marseille

 

Nessun
rimedio

 

Mai
più quei passi intenti alla tutela.

Sorrisi
esguardi accesi di approvazione.

Mancheranno
le attenzioni di riparo

e
ci troveremo in prima linea

dove
la morte tocca col suo sentore amaro.

E
cambierà quel bofonchiare leggero sulla vita.

Bruciati
arresteremo a zero del progetto.

Al
salto del punto fermo.

Nessun
cardine di cucitura nè una copertura.

Agghiacciati
all’aperto

su
un’armatura d’ali smarrite.

 Semmai
s’alzasse un volo,

per
ogni dove.

 

rubbio

Frammenti

 

Colgo
solo frammenti

 

Era
luce nel tuo sguardo

come
una sorpresa

di
bambino

 

Forse

ali
di felicità

posate
nell’istante

 

Nel
frammento il codice

del
tutto che sfuma

e
fugge

 

 

ester

 

Di
rose e luce fiorita

 

Siamo
rose di macchia
-tu ed io-
che s’allacciano lente.

Appesa
la vita
all’intreccio dei rami
siamo onda d’intesa
che
cresce e s’avvita
fra le spine
ed i petali chiari
lanterne
di luce
nella notte del bosco.

 

 

poetanelcuore

 

Tra
le braccia del vento


A
te vento
-Grande Padre del Cielo-
dono le odi del
tempo
bisbigliando sentieri e discese,
vernacoli di
cera
rinchiuse nell’antro dell’anima muta

…che
siano gli alberi adesso
a farne musica
come note di
luna,
tremore di baci
o neve di mare…calda e viva!

A
te Eolo
– freddo respiro del Nord-
affido gli arabeschi dipinti
del mio amore…
il ventre acerbo e dissolto del mio dolore…

A
te affido per sempre
lo scrigno dei miei segreti…
il mio
ultimo volo d’airone
tra le braccia del vento del Sud!

 

 

alphander

 

Spiove
luce

 

spiove
luce

di
stelle gonfie di vento

col
tuo peso

greve
di limiti

ti
pare quasi vita sognata

il
vissuto già divenuto memoria

 

siamo
frecce

scagliate
nel futuro

o
il tempo che ci è dato è maya

e
si è immersi in un eterno presente?

 

Saverio
Chiti

 

Dentro
me

 

Nascondo
il dolore

in
antri bui del mio io

confondo
l’eresia, con l’acre suo sapore

credendo
invano, d’esser pio

 

Dentro
me, non sono solo

ma
più cose, più creature

che
della mia anima, si dividon porzioni

progettando
per me, fatuo destino

 

Esse,
comprendono al volo

tutte
le mie ferite, le smagliature

che
sovente, dilagano in illusioni

e
del mio viver, ne fanno festino.

 

orchideanera

 

La
luna di Dachau

 

Li
sento i calci del cavallo

il
loro nitrire

il
lavacro autunnale dell’orrore

il
drago che taglia bionde chiome

in
questa luna che balugina sbiadita

tra
l’oleandro e il limone

qui
a Dachau

 

si
torcono nel buio

gli
zoccoli di cristallo

nel
chiaroscuro di un lume

in
un mistico plenilunio

d’ombre
mai vibrate

 

spigolano
le anime

meste
in un cerchio d’ape

irriverenti
nel loro essere carne

morbide
d’amore

croci
abusate nella pace del solstizio

 

appoggiata
alle persiane

vedo
pietre grezze

folli
giumente

la
fibra indegna degli illuminati

occhi
di cani lupo

la
vita parcheggiata al limitare del campo.

 

E
una nera morte da invocare alla finestra

siamo
solo transiti

appoggiati
a uno spicchio di luna di talco.

 

tiziana
mignosa

 

Il
canto delle sirene

 

Ci
sono desideri

che
di te fanno il loro stupido balocco

quando
ad occhi spalancati

accompagni
la notte e le sue voglie al giorno.

 

Acqua
elettrizzante sul capo accalorato

passioni
allo stato solido

che
il bosco infiammano anche sotto zero

e
intanto il mondo dorme senza farci caso.

 

Ci
sono fantasie

che
per diletto la ragione affamano

immagini
interiori con la mano inesistente

che
la fiamma alle tue brame appiccano.

 

Eppure

almeno
a volte

sarebbe
meglio farsi incatenare

tappando
orecchie al fuggevole sentire

che
ammalia come canto d’incantevoli sirene.

 

Stefano
Lovecchio

 

Nemmeno
so

 

Nemmeno
so
come respirare
le mie nebbie.

Se una panchina
basti
a
riposar nello stupore
o se le luci fioche
sono acquerelli .
Se
le corse
sono un ritorno
o un fuggire dal giorno.
Se
restare
è sfiorire
o lasciarsi seminare.

Nemmeno
so
come masticare
questo sole.

Se l’indaco
è il
primo arco
o una faretra di sogni;
se la rugiada
è un
inchino
o un salire al cielo.

So solo
che mi abita la
gioia
e canta di cose poche
per intonar l’immenso.

 

Virginia
Murru

 

Giocando
d’azzardo

 

T’eri
dissolto

in
avanguardie di ragioni

porte
scassinate dall’incuria-

dove
ogni andare

era
un cerchio di vili intenti

senza
uno spazio piano

per
saltare

il
meridiano dell’errore.

Non
eravamo numeri interi

e
non cercavo più

i
luoghi dell’essere stati-

troppo
densi di similitudini- noi

plurale
promiscuo

di
silenzi pronunciati forte

collisione
di vite affini.

Giocavamo
a dadi

con
numeri irrazionali

in
una scacchiera bugiarda

che
ci dichiarava vincenti

barando
sui decimali

 

Vincenzo

 


Verso primo-

 

Ascolto
Il Suono

in
una Agonia

priva
di voci.

Soffre
e si lamenta

nel
silenzio, il cuore.

Poi…
lentamente si assopisce.

Sogno…

Nell’Immenso
grido,

tutta
la rabbia del vissuto.

Rivoli
di riflessi sfociano

nel
mare della menzogna.

Ombre
di inutili parole,

squarciano
il cielo del bel creato.

 

papavero
rosso

 

all’Amore

  

Ora,
tranquillamente
mi
siedo
ed in versi d’amore
scrivo
semplicemente
come
tu
sia penetrato
nel profondo
della mia
anima,
archeologo,
tratto da essa
i miei antichi tesori,
da
tempo, sepolti
e di come
sia possibile, che,
per quanto io
faccia,
non riesco
a cacciare dalla testa,
il fragore di
te,
-sciabordio continuo
di sogni-
mio mare.

 

dolceglicine

 

Nell’attesa
di vederti

 

Aride
assenze e dolorose

le
mie sere a cui scampai

nel
rifugio dell’orlo

estremo
dell’essenza.

 

Notti
più miti e benedette

trascorse
fusa

tra
sassi e fiori.

 

Albe
– nuovamente –

incerte
e disperate

a
squadernare giorni

intrisi
di fisime e memorie.

 

Questo
è il tempo

che
a lungo accompagna

i
miei passi lenti e grevi

e
che racconto

senza
remora o pietà

(di
me)

nell’attesa
di vederti

(forse)

per
la prima volta

e
svincolarmi dal dolore

che
m’assedia.

 

Maria
Grazia Vai

 

Di
te che sei

 

Dal
cuore goccioli come foglia di cera
si slaccia la corda, di carta
il pensiero

Di tocchi e rintocchi, di seta e tramonti
sei
pioggia di luna sui tremuli sguardi

Carezza di cielo,
conchiglia di vento
Sei l’onda vermiglia, singhiozzo del mare

E
stilla d’amore, tormento e languore
di me sei la goccia, e di te
ho sete

ancora.


Di
te che sei – del mio canto, la musa

e
l’aurora –

 

ondagomma

nel
rameggio indiviso del sogno

che
porta i mattini a volare

sui
buoni versi dispersi nel sonno

e
rimanerne fuori non si può

 

Parigi
è quei momenti messi lì

che
ti alita sul viso

i
suoi baci più grandi, un’overture

sul
mio quaderno a righe in via dei tigli

che
per fortuna non esiste a Brescia

ma
c’è il viale con le rose, ed io

non
saluto che lampioni

e
una rumena intermittente

 

nunziobuono

 

La
piccola ragazza

 

Sparecchio
il tuo silenzio
e quel che resta,

tre rose, il tuo
giardino
e questa notte;
che non vuole perdersi nel
giorno.

Di te ho, le mani accarezzate sulla tavola
i tuoi
occhi, e il pensiero
dietro, a quel guardare i miei;

la
luna,
lasciata alla tua bocca
con in tasca il suo sapore
fragola.

Cade il cielo con il sole
e ti ricordo

amore.

 

Alessandro
Moschini

 

Rubami
il cuore

 

Rubami
il cuore
prima che venga sera
e che l’imbrunire
col suo
nero mantello
inghiotta il nodo che sento in gola
nel
guardarti rapito
aggrappato
ad una corda di lacrime
sull’orlo
del precipizio
dei miei pensieri

Rubami il cuore
ma
fallo in fretta
perché non c’è tempo.
Fallo prima che le
foglie
cadano all’affacciarsi
dell’autunno della nostra
esistenza
e che la curva del tempo
con la sua sfera
disegni
una ruga più profonda
e incancellabile
sui nostri
volti

Rubami il cuore
senza far rumore
dolcemente
senza
scassinare…
…hai le chiavi.

 

Lina
Sirianni

 

Antico
male

 

L’antico
male intriso
svillaneggia astutamente

arride
al mondo ciarliero
che strabico travisa

Volti
a saccheggiar
sacri sacelli

con
untuose parole
e meschine povertà

Per
non soccombere
programmano
fuggevole destino

 

è
sera

 


veronica


occhi
velati
d’incanto
esplodono
di rosa e d’azzurro
tra
vapori
d’arancio infuocato

strisce di
diamanti
liquefatti
accarezzano
di luce
l’onda
lunga

dove
spengendo il suo calor
l’enorme
fuoco
rotola
dalla cima del monte
sino al mare
e in
lui
si tuffa e muore.

flebile
il cinguettar
adesso
sfuma
sino al silenzio
figlio della sera
che arriva
piano
trainandosi la luna

lucente e pallida
regina della
notte
raccoglie
le preghiere degli amanti
conserva
i
segreti del cuore
illudendoci ancora
con un sogno d’amore.

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