Il Dispari 20190121 – Redazione culturale

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Editoriale

Il Dispari 20190121

DILA – Il Sextante – Il Dispari – Sinergie Solidali – Eudonna insieme a Roma per la cerimonia di consegna dei premi “Otto milioni” 2018 assegnati durante il #BCM18.

Domenica 27 gennaio 2019, alle ore 16.00, a Roma nella sede sociale dell’Associazione culturale Sinergie Solidali (Via Volsini 27) in un pomeriggio di scambi culturali, si terrà la cerimonia di consegna delle pergamene (impreziosite dall’arte grafica di Milena Petrarca vincitrice del premio “Otto milioni” edizione 2017), a tutti i vincitori dei Premi “Otto milioni” 2018 (poesia, arti grafiche, musica, letteratura, giornalismo) i cui nomi sono stati già comunicati nell’Aula Magna della SIAM di Milano durante l’evento del 17 novembre inserito nel cartellone del #BCM18 Bookcity e sono già stati pubblicati in questa pagina nel numero del 19 novembre 2018.

L’anfitrione sarà Mariapia Ciaghi, editrice di “Il Sextante” e del magazine Eudonna.

Sarà presente una folta delegazione dell’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA”.

Diverse Associazioni culturali invieranno loro rappresentanti.

Caterina Guttadauro La Brasca sarà portavoce di un’iniziativa atta a coinvolgere positivamente ed a livello internazionale, sia L’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA” sia anche tutte le altre associazioni che vorranno aderire alla proposta.  

Il grande poeta catalano Joan Jos Josep Barcelò I Bauçàsarà ospite d’onore.

Il quotidiano “Il Dispari” sarà la testata di riferimento di tutti i servizi giornalistici, mediatici e audiovisivi.

Seguirà un’apericena d’autore alla quale si potrà partecipare previa prenotazione.

INFO: emmegiischia@gmail.com – tel. 3914830355 tutti i giorni dalle 14 alle 23.

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DILA, IL SEXTANTE, Il DISPARI, EUDONNA

in primavera nel Salotto di Carla Pantano a Roma

Nel salotto di Carla Pantano, in via dei Chiavari a Roma, sabato 26 gennaio alle 18 si celebrerà la fine dell’anno rossiniano con le sei opere dedicate al grande compositore, dell’artista Paolo Iantaffi, già esposte nello spazio Wegil l’ottobre scorso in occasione del concerto dell’orchestra mandolinistica romana.

Questa volta, a commemorare l’anniversario sarà la piccola Orchestra Soleado diretta dal Prof. Carotti.

Oltre alle sei opere dedicate a G. Rossini, Paolo Iantaffi esporrà una decina di quadri dove, insieme alla tecnica raffinata, si potranno apprezzare la sapienza anatomica e l’intensa poesia che contraddistingono le opere di questo grande artista.

La location, il cui toponimo deriva dai fabbricanti di chiavi e serrature, i quali, dopo aver abbandonato l’odierna via Agonale (allora denominata via dei Chiavari), si stabilirono in questa zona, ė stata scelta da Il Sextante per girare prossimamente il trailer di un cortometraggio che sarà presentato in Spagna a fine febbraio e di cui vi riveleremo il titolo solo a fine riprese.

In primavera, il salotto di Carla ospiterà alcuni reading di poesia ed eventi artistici di vario genere, organizzati in stretta collaborazione con l’associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA (saranno coinvolte tutte le sedi operative presenti in Italia e all’estero), la Casa editrice “Il Sextante” di Mariapia Ciaghi, la redazione culturale del quotidiano “Il Dispari” diretto da Gaetano Di Meglio, il magazine trimestrale “Eudonna” e tutte le associazioni che vorranno aderire al progetto che verrà illustrato nei prossimi giorni.   

Eudonna: Lucia Annicelli – Maria Funiciello – Gaetano Di Meglio – Adriana Iftimie Ceroli

Il magazine trimestrale Eudonna, diretto da Mariapia Ciaghi, è in edicola (a Ischia c/o la rivendita di giornali della Piazzetta San Girolamo).

In questo numero, nella rubrica “Eccellenze femminili ischitane”, la cui redazione è affidata all’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA”, potrete trovare un interessante articolo scritto da Roberta Panizza (Presidente DILA) che illustra le eccezionali scoperte relative alla storia della Massoneria dovute al ritrovamento di un manoscritto rinvenuto da Lucia Annicelli, eccellente Direttrice della Biblioteca comunale Antoniana della Città di Ischia.

Oltre all’analisi del testo che Lucia Annicelli ha pubblicato nel volume “Il Codice Massonico di Ischia” (prefazione di Elvira Chiosi; postafazione di Ruggiero Ferrara di Castiglione; stamperia del Valentino), Roberta Panizza completa l’articolo con una breve intervista all’autrice.
Inoltre, l’articolo di Roberta Panizza pone in bella evidenza, oltre ai meriti di Lucia Annicelli anche quelli di Maria Funiciello (un’altra “eccellenza femminile ischitana”) e il contributo positivo riconosciuto a questa testata giornalistica diretta da Gaetano Di Meglio, in quanto Panizza scrive: “Un’altra donna però è coinvolta in questa importante scoperta perché, se fondamentali sono la professionalità e il tempo di chi effettua ricerche e approfondimenti, è ugualmente molto importante che i frutti di tali lavori vengano presi in considerazione e divulgati dagli organi di informazione perché il maggior numero di persone ne venga a conoscenza.

A questo ci ha pensato Maria Funiciello, donna dai molteplici interessi e attività: informatica, fotografia, giornalismo, scrittura, insegnamento, solo per cintarne alcuni che ha subito compreso l’importanza di quanto emerso dalle ricerche della Annicelli e tramite un’articolo-intervista, pubblicato dal quotidiano “Il Dispari” di Gaetano Di Meglio distribuito sull’isola verde, ci ha fatto conoscere i passaggi che hanno condotto al ritrovamento di un importante manoscritto che ci introduce ai primi passi della massoneria speculativa in Italia.”

A completamento dell’informazione relativa all’attività culturale proposta dalla nostra DILA nella rivista Eudonna attualmente in distribuzione, c’è da dire che vi abbiamo pubblicato anche un articolo a firma di Pietrangelo Buttafuoco relativo alla poetica e alla vita artistica di Adriana Iftimie Ceroli, la quale, per chi non lo sapesse, è stata designata, già da alcuni mesi, come valida collaboratrice di questa pagina culturale ottenendo in affidamento dall’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA” un rubrica dedicata alla sua poesia.

Bruno Mancini

Il Dispari 20190114 – Redazione culturale

Il Dispari 20190114

Il Dispari 20190114 – Redazione culturale

Joan Josep Barcelò I Bauçà: quando la Poesia serve a ridisegnare la Vita.

Il Poeta si racconta a Caterina Guttadauro La Brasca in esclusiva per DILA – Redazione culturale “Il Dispari”

Joan Josep Barceló i Bauçà è nato nel 1953 a Palma di Maiorca. Ha compiuto studi umanistici e scientifici presso le Università di Barcellona, Isole Baleari, Madrid e Londra. È autore di numerosi libri di poesia in lingua catalana. Nella sua carriera letteraria ha ricevuto tantissimi premi Sviluppa uno stile letterario caratterizzato dal surrealismo e dall’astrazione, con riferimenti a un mondo onirico, mitico e filosofico, alla ricerca di un nuovo concetto di poesia nel quadro attuale.

D:- Cos’è per lei la Poesia?

R:- “È il linguaggio che può dire tutto in poche parole. La carne, la pelle, l’acqua, il vento, l’aria, il tempo e lo spazio sono per me una grande metafora. Andando e venendo, sono sempre diversi, sono sempre gli stessi, hanno un movimento misterioso e affascinante, dobbiamo avere gli occhi ben aperti, sempre pronti a sorprenderci. Il poeta osserva questo ciclo inesorabile di nascita-morte-rinascita, noi siamo nel tempo. Siamo più di un’esperienza ordinaria.La poesia deve essere un pugno nello stomaco o un bacio in bocca. Il poeta dà vita a una nuova semantica di ogni termine, e può ricoprire e scatenare un processo di consapevolezza, un desiderio di cambiamento, una reazione alla cecità e quindi influenzare la visione del mondo e degli ideali, aprendo la strada a nuovi stati d’animo, convinzioni, valori e sentimenti.”

D:- La Poesia è espressione dei popoli. In un momento storico difficile come quello che viviamo, la Cultura è contaminata anch’essa o no?

R:- “Forse. Noi viviamo in un mondo cieco, sembra che ogni giorno ci siano più persone cieche, dobbiamo fuggire da questo mondo e da coloro che non lo vedono. La ricerca della libertà deve essere un ideale e deve riempire la vita. Coloro che non li vedono perché indossano una maschera, si limitano a ingannare se stessi.Mentire è sempre sbagliato e gli umani mentono spesso. Molti hanno fatto della menzogna un modo di agire per ottenere quello che vogliono. Mentire non è una buona compagnia, distorce la realtà e alla fine ti rende fittizio e ti relega in un mondo isolato.”

D:- Lei o meglio la sua Poesia è conosciuta molto anche in Italia, dove è stato super premiato. Perché il panorama poetico italiano si incontra felicemente con il suo modo di fare Poesia?

R:- “Nella poesia italiana mi sento molto bene, non dobbiamo dimenticare che questa lingua è stata quella che ha avviato una serie di cambiamenti nella letteratura, che in seguito hanno influenzato le altre letterature europee. L’Italia è stata un luogo idilliaco per i poeti stranieri che sono stati in grado di sviluppare le loro idee in un altro modo, diverso da quello d’origine. Essi sono stati accolti e accettati come parte integrante della loro cultura.Ho sempre avuto la chiarezza, volevo fare delle poesie che parlassero in un senso molto ampio, che fossero l’espressione di ciò che sentiamo nel nostro corpo, ma legato alla parte più profonda dell’essere. Non è una poesia che definisce solo la carnalità, ma anche la spiritualità. La trilogia “carne cruda”, “de sang / di sangue” e “grembo” sono una raccolta di poesie dedicate al corpo nel senso di forza che unisce, per raggiungere una gioia massima, per far sentire vivi. L’amore è tutto. L’Italia è il paese dell’amore eterno.”

D:- Le poesie di “de sang / di sangue” vogliono ferire il cuore, perché?

R:- “È semplicemente una visione poetica della vita, il risultato dell’osservazione e dell’analisi delle persone, delle cose e dell’ambiente. Queste poesie nascono dalla necessità di parlare con l’insondabile, diventando personaggi reali per gli esseri lontani, facendo da tramite per rendere una distanza più tollerabile. Penso che la poesia sia un bisogno di trasferire pensieri, esperienze, emozioni, derivante da un’osservazione continua e da un riflesso, giorno dopo giorno.Penso che l’anima e il corpo siano gli stessi, non possono essere separati. L’anima e il corpo cambiano solo di stato e dimensione, rappresentano il visibile e l’invisibile, qua e là, prima e dopo. Queste variabili, essendo la stessa cosa sono, una dualità unificata.”

D:- Per comunicare la sua interiorità lei fa un percorso controcorrente e innovativo. Da dove nasce questa esigenza?

R:- “È un atto di fede. Devi credere nelle cose e nei sogni. Ma i sogni sono sogni, dobbiamo farli diventare realtà. Abbiamo tutti un passato pieno di sogni che non sono mai stati realizzati. Il tempo determina in che misura possono diventare realtà, è una lotta costante con noi stessi e il tempo. Il modus vivendi di ognuno di noi è fondamentale per vivere o sognare. La mia poesia nasce da un mondo interiore in costante contatto con il mondo esterno, è una ricerca di concetti comunicativi che possono essere poco conosciuti nel campo poetico, ma penso che abbiano molto a fare con un nuovo modo di dire le cose.La fisica quantistica entra in profondità in una dimensione di tempo e spazio; decidiamo il momento, lo strutturiamo in un ricordo che è la nostra identità, l’unicità della nostra vita, così come quella degli altri, è trascendentale. La poesia è stata la lingua del passato ed è anche la lingua del futuro.All’interno del surrealismo, che esiste nelle mie poesie, c’è una battaglia costante tra due mondi, quello dei vincitori e quello dei vinti. La stessa vita è una guerra quotidiana, vinciamo o perdiamo, ma dobbiamo lottare per vincere. Devi scrivere ogni giorno basandoti sulle cose che succedono intorno a te. Le poesie si basano sulla parola come strumento che consente di comunicare con gli altri.”

D:- Lei inizia facendo uso delle forze quali l’acqua, il sangue, il vento che sembrano mezzi che stravolgono la normalità, si vestono però di poesia e portano il lettore ad analizzarsi, ad entrare nelle sensazioni sue più profonde. E’ questo il suo intento?

R:- “I poeti hanno il loro modo di capire la vita, un poeta rende la vita un’eterna poesia. Le parole costruiscono la realtà in cui, nel bene e nel male, viviamo, sono strumenti per combattere, godere, sognare. La poesia è vita ed è un caleidoscopio d’immagini in costante movimento, è una passione, una ricerca di chiarezza e precisione concettuale. La sfida è cercare di costruire il proprio vocabolario, fusione, accuratezza e densità. L’aspetto polisemico del testo poetico si riflette attraverso la poesia, le domande e i problemi del mondo e diventa un punto di riferimento, uno stimolo per imparare.Forse c’è una parte dell’esistenzialismo e una parte della metafisica nella mia poesia, ma mi considero anche surreale e astratto. La mia poesia cerca di suonare più volte e con più spazi contemporaneamente, essa è un doppio concetto di cose. Tutte le cose e concetti come acqua, sangue, vento, aria, sono elementi che vediamo ogni giorno, e il corpo è impregnato di loro. Quando la mia poesia parla di tutto questo, cerco di fare capire che siamo pezzi di un mondo molto vasto da cui non possiamo sfuggire.”

D:- Anche linguisticamente c’è una commistione tra il catalano e l’italiano. Questo va visto come un trait d’union o al contrario voler mantenere la propria identità?

R:- “Le lingue sono il modo di esprimersi, hanno punti in comune e punti che li differenziano, ma i contenuti poetici sono sempre gli stessi, non hanno confini. Sia l’italiano che il catalano sono lingue latine, sono figlie della stessa madre, questo lascia indubbiamente molte somiglianze in entrambe le lingue. Se parliamo d’identità, preferisco essere un poeta senza confini, sono semplicemente interessato più al contenuto che al continente. Certamente la mia lingua madre è il catalano, dove mi trovo molto identificato con la cultura che lo definisce, il catalano è una lingua viva nel popolo, è dinamica e attiva e ha dato un contributo, per mezzo di molti autori, alla cultura europea. L’italiano, d’altra parte, è anche una grande lingua, fondamentale nella cultura di tutti i tempi. Come ho detto prima, non è necessario identificarsi in una lingua specifica, c’è la possibilità di essere dualistici, di essere in grado di mostrare diversi volti, fatto arricchente, poiché collega le culture e amplifica il linguaggio poetico. Quindi, sono un poeta identificato con la cultura catalana, ma sono anche molto impregnato della cultura italiana, e i due insieme danno una poesia più vivace.”

D:- La sua Poesia non è di facile apprensione, ci suggerisca quale approccio deve avere il lettore con essa per non stravolgerne il significato.

R:- “Senza dubbio, tutti comprendono l’amore. Senza amore non c’è vita o felicità. La scelta della vita è l’energia e la forza che muove le persone. Libertà, sincerità e umiltà, amicizia e amore, il futuro. Se dobbiamo prendere i nostri occhi, per vedere nell’oscurità, per trovare il percorso della luce, dobbiamo farlo. Dobbiamo evitare la mediocrità e le bugie. Se la poesia è un linguaggio del futuro, possiamo vedere molte cose che ora sembriamo impossibili, ma i tempi cambieranno, emergeranno nuove idee e progressi, i concetti che ora sono normali scompariranno, entreremo in una nuova era. La poesia non può essere lasciata fuori da questi progressi, deve trovare il modo di continuare a essere un riferimento, come è sempre stato. Penso che sia il ritorno a uno stato iniziale, non una fine, poiché la vita è uno stadio del tempo eterno. Gli eventi che costituiscono la vita non possono mai riempire la richiesta di significato, perché sono molteplici nelle forme e tempi, diversi nella forma e nelle relazioni, irriducibili nella singola unità. Questa mancanza di unità richiede un significato più complesso, forse una risposta nella dimensione di una voce che cerca i limiti di una poesia più quantistica.È molto importante conoscere noi stessi, così puoi sapere cosa siamo capaci di fare o non fare, l’ignoranza rende le persone deboli. Abbiamo tutti una capacità di penetrazione emotiva e persuasione, che presuppone il dare valore alla parola, mostrare la realtà.” Dal disordine, quindi, si arriva all’ordine: dal particolare all’interezza, dall’esterno all’interno, dal rumore, dal frastuono dei sensi alla pace dell’anima, dalla violenza cruda delle parole all’attimo di tenerezza. Un percorso particolare che per chi l’affronta con la curiosità e l’attenzione che merita, spiega come sia possibile arrivare alla pura Poesia anche percorrendo strade apparentemente opposte e lontane ma, invece necessarie alla Poesia per condurre all’unione, come dice Lei, tra le varie sfere che formano l’individuo.

Ringraziamo l’amico Barcelò e concludiamo con una considerazione davvero consolatoria.

In un tempo in cui impera lo scontro, la violenza e l’assenza di rispetto talvolta anche intellettuale, ci piace aver accolto nel nostro mondo letterario un Poeta Catalano, portatore di spunti, riflessi, metodi che possono trovare una fusione culturale che, come dice Jean Rostand:“Noi tutti siamo formati della stessa polvere cromosomica, nessuno di noi ne possiede un solo granello che possa rivendicare come suo. È il nostro insieme che ci appartiene e ci fa nostri: noi siamo un mosaico originale di elementi banali”.Caterina Guttadauro La Brasca

Caterina Guttadauro La Brasca

  Il Dispari 20190107 – Redazione culturale

Il Dispari 20190107

Il Dispari 20190107 – Redazione culturale Il Dispari 20190107 ADRIANA IFTIMIE CEROLI: presentazione ed intervista esclusiva per DILA a cura di Silvana Lazzarino. Coraggio, determinazione, profonda sensibilità e un’innata curiosità

ADRIANA IFTIMIE CEROLI: presentazione ed intervista esclusiva per DILA a cura di Silvana Lazzarino. Coraggio, determinazione, profonda sensibilità e un’innata curiosità sono state le motivazioni principali che hanno accompagnato Adriana Iftimie, scrittrice e poetessa bella, colta, sensibile, amante della letteratura e della poesia. Nata in Romania, Adriana nel suo percorso di bambina, giovane donna e madre ha saputo cogliere gli aspetti positivi della vita nonostante la sua infanzia e adolescenza siano state dolorose e difficili per la critica situazione familiare e l’atmosfera del regime. Sotto il regime di Ceausescu ha dovuto trovare in se stessa quella forza ed energia per fare di ogni suo giorno un’opportunità per essere felice. Curiosa da sempre, fin da piccolissima a farle compagnia non erano giocattoli e bambole, bensì i libri della libreria del padre tra i quali Proust, Schopenhauer e Zola. Così già a 4- 5 anni riusciva a leggere testi di letteratura e filosofia con cui trascorreva molti pomeriggi. Lo studio è stato importante per la sua formazione culturale e personale: attenta e interessata ai vari argomenti che apprendeva a scuola, Adriana si mostrava molto portata per le diverse materie fin dalle elementari quando ha scoperto una particolare predisposizione per la poesia con cui dare vita alle proprie emozioni e stati d’animo. A sei anni ha scritto la sua prima poesia intitolata “Il cuore è una foglia”. Caduto il regime, espatria, e dopo diversi spostamenti, incontri ed esperienze come fotomodella e nel cinema in diverse fiction, giunge a Roma dove vive da 24 anni con i figli Alessia e Kevin ed il suo compagno il Maestro Mario Ceroli scultore noto al pubblico per il Cavallo alato posto di fronte alla sede RAI di Saxarubra.

Ceroli è anche autore di 4 chiese: una a Porto Rotondo, una a Tor Bella Monaca, una a Napoli ed una all’Istituto Superiore di Polizia e di tante altre opere collocate in Italia e nel mondo.

Adriana è autrice di una sceneggiatura e ha pubblicato due libri e vinto un primo premio internazionale di poesia con “Inima Pierduta” scritto completamente in italiano. Un libro che ha ricevuto molte testimonianze di stima ed apprezzamento da parte di personaggi illustri tra i quali vanno menzionati: Paolo Villaggio, Luca Cordero di Montezemolo, Bimba De Maria.

Il Dispari 20190107 – Redazione culturale Il Dispari 20190107 ADRIANA IFTIMIE CEROLI: presentazione ed intervista esclusiva per DILA a cura di Silvana Lazzarino. Coraggio, determinazione, profonda sensibilità e un’innata curiosità

D: – Fin da piccola alle elementari hai dimostrato una grande predisposizione per le materie letterarie forse anche dovuta al fatto che i tuoi pomeriggi trascorsi nella libreria di tuo padre prima e del tuo patrigno poi, ti hanno inevitabilmente avvicinata ad un mondo legato al pensiero, alla dissertazione sull’uomo e l’esistenza. Tra gli autori a cui ti sei accostata fin da piccola quali quelli che ti hanno colpito maggiormente? R: – Trascorrevo i pomeriggi nella mia camera in casa di mio patrigno, leggendo libri che nemmeno comprendevo, ma mi incuriosivano. Fui colpita da Stendhall con “Il Monastero di Parma”, dalle “Metamorfosi” di Kafka diventato un scarafaggio, “il Tempo Ritrovato” di Proust. Amavo i consigli di Schopenhauer e Goethe. Il Decamerone mi scandalizzava. D: – Riguardo la poesia cui ti sei accostata fin dall’età di sei anni quando hai scritto il tuo primo componimento “Il cuore è una foglia”, quali gli autori che amavi leggere più di frequente? Quali tematiche affronti nei tuoi versi che diventano occasione per parlare di te e delle tue emozioni? R: – Naturalmente leggevo autori romeni. In adolescenza ho scoperto Pirandello, Alighieri, Montale; miei versi raccontano parole mai dette, ricordi sottili dell’anima, amori proibiti, sogni, presente, passato, futuro, stagioni. Potrei dire che scrivo di getto ciò che sento al momento. D: – Lasciare la tua terra la Romania ha rappresentato un distacco difficile, ma rappresentava l’inizio di una nuova vita, di una rinascita seppur attraverso spostamenti da un luogo ad un altro. Cosa ti ricordi a livello di sensazioni di quando hai messo piede in Europa? R: – Lasciare la mia terra, nonostante i successi avuti come modella e fotomodella mi ha restituito una nuova occasione. L’Europa l’ho vissuta da privilegiata, continuando a fare la modella a Francoforte, Düsseldorf e Zurigo. D: – Come sei arrivata poi a Roma dove vivi da circa 24 anni? R: – A Roma arrivai da clandestina, attraversando di notte due dogane, accompagnata da una guida a pagamento con altre due persone. Fu un’avventura che non auguro a nessuno. D: – Il tuo primo libro di poesie è la raccolta INIMA PIERDUTA. Me ne parli? Che emozione hai provato quando è stato presentato? R: – “Inima Pierduta”, (anima perduta), significa l’inizio di una nuova me, in una lingua che parlavo bene. Fui incoraggiata dal mio compagno a riprendere la scrittura. Mi fece scrivere la prefazione di un suo catalogo “Il Sesto Senso”. Un lavoro complesso che rappresentava me, esposto anche al museo PS 1 di New York. Presentando il libro fui colpita dall’accoglienza ricevuta dal pubblico e dai personaggi famosi arrivati per me nelle librerie. Ho tanti articoli nei giornali dell’anno 2002. D: – Questo libro ha vinto nel 2002 un premio che ti ha dato molta soddisfazione. Vuoi raccontarmi quali sono state le tue sensazioni? R: – Il primo premio internazionale è stato di grande impatto nella mia vita, la mia autostima era andata alle stelle. Però ricevere un premio non ti cambia la vita, ti stimola a proseguire. Non sono mai stata il tipo di persona che ambisce al trionfo e al successo, perché la partecipazione ai concorsi è innanzitutto un modo per dare voce alle mie emozioni e confrontarmi. Il libro fu scelto e premiato per caso e fu una sorpresa davvero gradita per me. D: – Oltre alla poesia ti sei accostata al genere thriller. Hai in programma un romanzo sul genere? R: – Sì, il romanzo che sto preparando per adesso l’ho messo in stand by. Ho in programma altri due libri di poesia, soltanto da inviare il materiale alle case editrici, e la biografia segreta del mio compagno impostata su domande e risposte, tipo il libro “Autoritratto a 70 anni” di Sartre. D: – Come donna che ha lavorato nelle fiction e come fotomodella quali personaggi di spicco del mondo dello spettacolo hai incontrato e conosciuto? R: – Ne ho conosciuti tanti! Alcuni sono morti. Posso nominare Paolo Villaggio, Pasquale Squittieri, Claudia Cardinale, Franco Nero, Luca Cordero di Montezemolo, Vittorio Sgarbi, Califano, Umberto Tozzi, Corinne Clery, Serena Grandi, Lorenzo Flaherty… A parte gli amici scomparsi, con gli altri sono tuttora in contatto ed ottimi rapporti. D: – Importante è stato l’incontro con la DILA Associazione Culturale da Ischia l’Arte e Bruno Mancini. Come hai conosciuto Bruno Mancini, affermato scrittore? R: – L’incontro con il grande amico e scrittore Bruno Mancini fu uno dei più storici legami. È nato in facebook, per caso. I miei figli per prendermi in giro, circa 14 anni fa, più o meno, mi hanno creato un profilo nella rete social e poi creai un gruppo, e mi sono iscritta nel gruppo di Bruno Mancini. Siamo molto amici, è un genio e gli sono grata per le iniziative in cui mi rende protagonista. È un mio fan, come anch’io lo sono nei suoi confronti. Adesso lo considero, oltre amico e artista che stimo tantissimo, un mio promoter. Egli ha scommesso su di me. Credo che la sua affinità selettiva è andata oltre le mie aspettative, perché io non mi aspetto nulla dalla vita, cosi non sarò mai delusa. D: – Con una delle antologie DILA hai collaborato con diversi componimenti poetici. Tra le poesie pubblicate in questo libro vuoi citare alcuni titoli? R: – Nell’antologia ho pubblicato due poesie, fu il primo rapporto di lavoro con Bruno, che, sempre molto attento e discreto, ha fatto delle ricerche in internet scoprendo molte cose su di me. Ti assicuro che non mi ricordo cosa gli mandai. Scrivo moltissimo, ecco, una delle poesie parlava del tempo al punto interrogativo. D: – Cosa porti sempre con te della tua Romania? R: – Porto ricordi tristi, avventure, sventure, il primo amore, si chiamava Ionel. Fu un amore fulminante, vissuto alla luce del giorno. Eravamo entrambi giovani e pieni di obiettivi ed entusiasmo, soltanto che io feci un passo avanti, o forse indietro andando via da Bucarest e perdendo i contatti con lui.Fu anche il mio primo fotografo. Mi ricordo le stagioni, la neve, le poesie, le candele nei cimiteri, mio padre che è scomparso troppo presto. Aveva solo 56 anni. Quanta sofferenza… D: – Cosa pensi dell’esistenza in generale facendo poi riferimento a questa cultura occidentale dove tutti sembrano correre dietro alla visibilità, al potere e al successo? R: – Penso che nella vita non bisogna mai aspettarsi qualcosa, cosi non si verrà delusi. Il successo, specialmente nel mondo dell’arte di ogni tipo è molto faticoso e avviene quasi sempre post mortem. Io voglio lasciare un segno, una testimonianza che ci sono stata su questa terra. Lasciarla ai miei figli e nipoti, anche ai miei avi che mi guardano ed io li sento. D: – Secondo te si vive più volte senza coscientemente rendersene conto in modo diretto? R: – Certo che sì. Io credo nella reincarnazione. L’anima è un energia, l’energia non muore mai. Fluttua. Diventa qualcos’altro. Un altro essere. Tutto dipende da ciò che hai fatto nella vita terrena. D: – Una frase di un filoso o scrittore che ti accompagna. R: – Aristotele diceva che tutti gli uomini d’ingegno sono melanconici. D: – La vita ti ha tolto e poi ti ha dato, ma tutto quello che hai ottenuto te lo sei conquistata dopo aver lasciato il tuo paese in seguito al crollo de regime. Tutto quello che ti sei costruita dopo è stato grazie a te al tuo carattere deciso, curioso e pronto a rimettersi in gioco: sei stata in gamba a non farti travolgere dagli eventi, pronta a ricominciare, portando dentro te anche un prezioso bagaglio culturale che ti ha permesso di guardare la realtà e il mondo con occhi diversi. Che mi puoi dire a riguardo? R: – Ho superato tantissimi traumi, lunghi periodi di assenza o meglio dire di mancanza di curiosità. Mi sono occupata di altre cose. Leggevo poco e non scrivevo nulla. Mi ero dimenticata di me. Ho deciso di ricominciare quest’anno, all’improvviso, guardando il mio primo libro. L’ho ripreso in mano, poi ho iniziato a scrivere, 10 poesie in mezz’ora, 300 poesie in 4 mesi. D: – Quale la prossima pubblicazione in uscita? R: – La prossima pubblicazione sarà “Il Cantico del Cigno”, sempre poesie. Dopo di che un’antologia propria in 5 lingue.

Silvana Lazzarino

DILA

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