Il Dispari 20190408 – Redazione culturale

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Il Dispari 20190408 – Redazione culturale

Il Dispari 20190408

Editoriale

Echi di diritti. Echi di pace

Il Sextante, diretto dalla giornalista e regista cinematografica Mariapia Ciaghi già più volte apprezzata opinionista di questa rubrica, in collaborazione con il Centro per la Pace e la Legalità Sonja Slavik e Il Comune di Mirano in provincia di Venezia ripropone la mostra sulla Pace mirata alle problematiche attuali della reciproca convivenza, per lanciare un messaggio rivolto alla cittadinanza e per riflettere sui valori della legalità, della vita e contro ogni tipo di violenza.

La mostra, che consta di una cinquantina di grafiche internazionali, archivio de Il Sextante, è stata inaugurata nel settembre 2018 a Roma presso lo Spazio MICRO di Paola Valori con la partecipazione della nostra Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA” ed è stata poi divulgata, ancora da DILA, nel contesto del progetto Made in Ischia presentato al Bookcity di Milano lo scorso autunno.

Ora viene riproposta a Mirano (VE), domenica 14 aprile, in Barchessa Giustinian Morosini di Villa Errera grazie alla collaborazione della Prof. Sonia Furlanetto, al Coordinatore del Centro per la Pace e la Legalità Sonja Slavik, Vincenzo Guanci e al Comune di Mirano guidato dalla sindaca Maria Rosa Pavanello che nel 2012 deliberò la ripresa delle attività del Centro Pace (attivo da anni) cambiandone la denominazione in “Centro per la Pace e la Legalità Sonja Slavik”: intendendo aggiungere il riferimento alla legalità come elemento imprescindibile per la pace, l’affermazione dei diritti umani e lo sviluppo di una società equa, e volendo, inoltre, intitolare il Centro a Sonja Slavik, scomparsa pochi mesi prima, a ricordo del suo instancabile impegno per la pace.

Mariapia Ciaghi ha le idee ben chiare quando parla di Pace.

Tanto chiare quanto condivise in maniera totale se solo andiamo indietro al lontano 27 dicembre 2010 ricordando il nostro “Manifesto della Pace” letto, per la prima volta, da Sacha Savastano nel salone Onofrio Buonocore della Biblioteca Antoniana di Ischia durante la celebrazione della Shoah con la partecipazione di Roberta Panizza.

Infatti, Mariapia Ciaghi ci ha rilasciata la seguente dichiarazione:

“La Pace non è solo assenza di guerra.
Di combattimenti cruenti, di bombardamenti sui civili, di morti, feriti, profughi e distruzioni.

È, certo, innanzi e soprattutto, il superamento di queste tragedie.

Ma è anche molto di più.

Pace è anche una vita sociale nella quale i rapporti interpersonali e la gestione dei conflitti quotidiani sono fondati sul profondo rispetto degli altri, “senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”, come è scritto nei principi fondamentali della Costituzione della nostra Repubblica.

Un rispetto che nasce dal riconoscimento della dignità, dei diritti e della libertà di tutti gli esseri umani, come solennemente indicato nei primi articoli della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo.

Ma una pace così concepita è possibile solo in un contesto di regole condivise e rispettate.

Perché non c’è dignità e non ci sono diritti laddove dominano la corruzione, la criminalità organizzata e la microcriminalità, le mafie note e quelle invisibili, i valori del denaro e del successo a qualunque costo e con qualunque mezzo.

È solo quando pace e legalità si uniscono, fecondandosi vicendevolmente, che nasce il contesto che permette a ciascuno – donne e uomini, giovani e vecchi – di crescere sempre e di arricchire se stessi attraverso la comprensione dell’altro, ogni giorno, quotidianamente.

È su questa strada che cammina il Centro per la Pace e la Legalità “Sonja Slavik”.

La mostra si protrarrà fino al 20 aprile 2019.

Durante il periodo espositivo sono previsti laboratori per bambini e adulti nel porticato.

Inaugurazione con Talent Show al Teatro Belvedere.

Dopo Roma e dopo Mirano, la mostra sarà esposta a Matera (capitale europea della cultura 2019).
E poi?

E poi, se ci sarà qualche istituzione ischitana che ne vorrà proporre l’allestimento sull’isola, saremo ben lieti di intercedere verso Mariapia Ciaghi per convincerla a rendere fattibile la proposta.

Bruno Mancini

Adriana Iftimie Ceroli

Poesia inedita

Poema 1

Ho cent’anni o forse solamente uno.
Un’immensità o solamente
il fischio che spacca la membrana
del silenzio della montagna.
L’uomo che sale, vincente
o perpetua vittima, che scende.

Mi alzo dalle nebbie del sonno:
quanta gente incontrerò oggi?
Il tuo viso vedrò oggi, Dio!
Guarda, questa fetta di pane ti somiglia.
Hai un arcobaleno di sudore intorno alla fronte,
cercando l’orizzonte che protegge la gente
dall’invasione del passato.
E i palmi delle mani ti somigliano,
una sopra l’altra come la vita che si aggancia
al senso della perdita.
L’uomo che amo
ha esattamente il tuo viso.
Gli accarezzo il corpo
e dico: Dio, senti com’è forte
il mio amore per te?
Senti che potrei perdermi in un abbraccio?
La gente che ti allontana,
scagliandoti pietre addosso,
ha il tuo viso. Sei tu l’innamorato
frustato per vedere dove penetra
il fulmine della sferzata.

 

Premi “Otto milioni”2019

Poesia – Arti grafiche – Musica – Narrativa Giornalismo – Recitazione

Iniziamo oggi a darvi riscontri relativi ai finalisti dellle sei sezioni del Premio “Otto milioni” 2019 e lo facciamo iniziando con la sezione Poesia.
Ecco gli Autori e i titoli delle 56 poesie finaliste.
Potrete voltare le vostre preferite accedendo alle pagine indicate nel link
http://www.emmegiischia.com/wordpress/poesie-finaliste-premio-poesia/,
e/o anche compilando il coupon presente in questa pagina e consegnandolo all’edicola presso la quale avete acquistato il giornale.

PS01 Adriana Iftimie Ceroli – Poema 1
PS02 Aldo Gallina – Il pegno
PS03 Flora Rucco – Neri
PS04 Adriana Iftimie Ceroli – La mia mente
PS05 Aleksandra Zavišjus – Fa veramente male
PS06 Alessandro Corsi – Sola parola
PS07 Angela Maria Tiberi – Zoccola
PS08 Anita Zvaigzne – Il giorno grigio
PS09 Anna Rancāne – Solo un singolo
PS10 Antonio Fiore – Dove finisce il cielo
PS11 Antonio G D’Errico – Le parole che ci sono
PS12 Adriana Iftimie Ceroli – Il mio nome
PS13 Antonio G D’Errico – Valzer
PS14 Assunta Gneo – Quando una mamma
PS15 Broņislava Dzene – Ho disegnato il tuo sorriso
PS16 Dante Ceccarini – Urla e silenzi
PS17 Angela Maria Tiberi – Nicoletta Tartaglino
PS18 Adriana Iftimie Ceroli – Andiamo via
PS19 Elīna Zālīte – Benedetta
PS20 Angela Maria Tiberi – Aida
PS21 Lucia Fusco – Delusioni
PS22 Casagni Enzo – Profumo e… amore
PS23 Dante Ceccarini – Manciate di terra
PS24 Casagni Enzo – I poeti
PS25 Eva Strazdiņa – Senti
PS26 Antonio G D’Errico – Rifugi sotto la neve
PS27 Flora Rucco – Figlia
PS28 Franco Maccioni – Risveglio
PS29 Giuseppe Ruotolo – Onda marina
PS30 Ingvar El Voron – Il motivo
PS31 Ingrīda Zaķe – La gioia del vento
PS32 Ilze Zeimule Stepanova – Sotto i rami di salice
PS33 Janis Jan Zarins – Nel calore estivo
PS34 Liga Sarah Lapinska – Acque blu
PS35 Lucia Fusco – Rimprovero
PS36 Ligija Kovaļevska – Permette di vivere cosi
PS37 Gallina Aldo – Transumanesimo
PS38 Lucia Fusco – Fiori recisi
PS39 Liga Sarah Lapinska – Appena nati
PS40 Aldo Gallina – Nella stanza di Chet
PS41 Modris Andžāns – L’ultimo viaggio
PS42 Nika Kolinz – Non con giusti
PS43 Sanita Simsone – In Memorium
PS44 Silvana Lazzarino – Dove sussurra il vento
PS45 Vera Di Prima – I vecchi
PS46 Vera Roķe – Sono
PS47 Angela Maria Tiberi – Cleopatra
PS48 Giovanna Guzzardi – Il sole dall’aereo
PS49 Milena Petrarca – Pensiero inesistente
PS50 Mairita Ķērpe Dūze – Il mare
PS51 Milena Petrarca – Antico Tramonto
PS52 Anita Ķēķe – Barche dei lini
PS53 Eva Mārtuža – Gli uccelli gridano
PS54 Eduards Aivars – Siamo passati sopra l’arcobaleno
PS55 Marija Gadaldi – Oh, anima mia!
PS56 Elita Viškere – Oggi

Il Dispari 20190401 – Redazione culturale

Il Dispari 20190401

DILA al Museo Crocetti di Roma con Adriana Iftimie Ceroli e Dalila Boukhalfa.

A scuola con le Istituzioni” questo il titolo del progetto messo in campo da IPACS, che parte dalla ASL Roma 4 sino a coinvolgere altre realtà delle sanità del Lazio.

Nell’evento del 6 aprile che si svolgerà presso il Castello di Santa Severa, Santa Marinella, sette donne della sanità pubblica del Lazio sono invitate a raccontarsi su esperienze di criticità, integrazione e multidisciplinarità affrontate nella implementazione del Piano delle Cronicità.

Francesca Cioffi, fondatore di IPACS, afferma che

Le donne hanno un ruolo centrale anche in sanità, perché sono quelle che veicolano stili di vita positivi e si prendono cura degli altri.
Sono vettori di cambiamento e portatrici di competenze positive in tutti gli ambiti della vita sociale.
Il loro tocco, la capacità di gestire relazioni, fa bene anche nei luoghi di lavoro, specialmente se operano in ruoli dirigenziali.”

e poi continua dicendo

“Le donne sono un elemento nevralgico nella promozione della salute e non a caso abbiamo deciso di unire le loro storie ad un progetto istituzionale che prevede l’utilizzo di una metodologia integrata di coaching applicata ai professionisti delle strutture sanitarie del Lazio, per facilitarne il raggiungimento di obiettivi di sistema, attraverso il potenziamento delle competenze.”

In continuità con tale progetto, sarà aperta al pubblico dal 25 maggio al 5 giugno presso il Museo Crocetti, in Via Cassia, una mostra interattiva e “viva”’ “RiTratti di donne” dell’artista Mimmo Martorelli e curata da Massimo Sgroi.

L’integrazione mediatica tra le dimensioni socio sanitaria e culturale sarà presentata, in un contesto internazionale, con l’evento ”Sette donne si raccontano” organizzato il 6 giugno a chiusura della mostra, in collaborazione con la Dott.ssa Mariapia Ciaghi de Il Sextante, presso il Museo Crocetti di Via Cassia a Roma.

Due delle sette donne, ossia Dalila Boukhalfa e Adriana Iftimie Ceroli opinioniste della pagina cultuale del quotidiano “Il Dispari” diretto da Gaetano Di Meglio, saranno valenti e prestigiose Ambasciatrici delle idee e dei progetti Made in Ischia organizzati e diffusi dall’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA”.

Dalila e Adriana, due delle sette ambasciatrici culturali -donne straniere- portatrici di rivoluzioni umane e personali, immortalate su pannelli, racconteranno le loro storie e testimonianze durante un reading performativo che unirà arte, cultura e società.

Complimenti alle partecipanti e, naturalmente, questa redazione continuerà a seguire da vicino tutti gli sviluppi dell’iniziativa.

“Promo uno” di Bruno Mancini – Quarta puntata

Dando seguito a quanto è già stato pubblicato il 15 febbraio e 11 e il 18 marzo sulle colonne di questa pagina, continuo oggi a pubblicare, in anteprima, tutte le poesie inserite nel mio volume “Promo uno”.

Poiché in “Promo uno” propongo in ordine alfabetico un florilegio di 52 poemi tratti da tutte le raccolte pubblicate (Davanti al tempo – Iª edizione 1964; Agli angoli degli occhi – Iª edizione 1966; Segni -Iª edizione 1988; Sasquatch – Iª edizione 2000 ISBN 9781445220161; La sagra del peccato – Iª edizione 2006 ISBN 9781446187777; Incarto caramelle di uva passita – Iª edizione 2007 ISBN 9781326738006; Non rubate la mia vita – Iª edizione 2008 ISBN 9781409233848; Io fui mortale – Iª edizione 2010 ISBN 9781326785390; La mia vita mai vissuta – Iª edizione 2013 ISBN 9781291629972; Non sono un principe – Iª edizione 2014 ISBN 9781291664447;) userò lo stesso criterio alfabetico nella determinazione dei testi da pubblicare di volta in volta su questa pagina.
Buona lettura

Dalla raccolta “La sagra del peccato”
C’è un patto

C’è un patto crudele
nel mio dono:
tu
devi prendere la mia sedia
la birra
il sigaro
la penna
per nascere.

“Ti giro intorno
e non ti tocco”.

C’è un patto scellerato
nel tuo domani:
tu
devi prendere il mio sonno
il letto
il lume
le ombre,
per vivere.

“Ti guardo dentro
e mi conosco”.

C’è un patto assurdo
nel tuo destino:
tu
devi prendere il mio amore
lo cerchi
ti sfugge
lo stringi
per essere:

“Ignazio di Frigeria e D’Alessandro
col cuore di un poeta”.

Dalla raccolta “Davanti al tempo”
Ceri nel buio di una notte

Ceri nel buio di una notte
oltre desiderate vane trasparenze.

Desiderate notti
quando solo si sentiva muovere
senza posa, incantata,
una mano su un cuore
– ed era niente finanche l’eterno –
e l’addolciva e lo spaccava
fiore di neve su azzurro.

Stelle sul mio cammino,
e una scala mostrava e velava,
e tu, che pure velavi.

Ceri nel chiuso di una stanza,
alti sopra disumana speranza.

Speranza di ritorno
solitario a carpire volo d’affetto,
veloce abbaglio
che la mente perdona.

E chiuderò nell’ossessione incerta.

Simbolicamente il colore bianco

La maggior parte dei popoli antichi quando raffiguravano i punti cardinali, coloravano di bianco l’Est e l’Ovest, cioè gli estremi misteriosi dove il sole, l’astro del pensiero diurno, nasce e muore ogni giorno.

È un colore di passaggio della mutazione dell’essere secondo lo schema classico di ogni inizio: morte e rinascita.

Il bianco del tramonto ci introduce nel mondo lunare, freddo, guidandoci verso il vuoto notturno e la sparizione della coscienza.

Il bianco dell’alba è quello del ritorno, che riapre il cielo ancora senza colori ma carico di manifestazioni con le quali il macrocosmo è stato rigenerato durante la notte.

Ogni simbolismo del bianco va usato nei rituali, osservando la natura e su questa base tutte le culture umane hanno edificato sistemi filosofici e religiosi.

Il pittore W. Kandinsky diceva che il bianco è un non-colore, costituendo un simbolo del mondo in cui tutti i colori, nella loro qualità materiale, si fossero vaporizzate.
Il bianco agisce sulle anime come un silenzio assoluto, che abbonda di vita.

Mircea Eliade sottolineava che il bianco è il colore della prima fase dell’iniziazione nei rituali, rappresentando la lotta contro la morte.

È il colore essenziale della saggezza, secondo i sofisti.

Essendo solare, il bianco diventa simbolo della coscienza diurna assoluta che tocca e tinge verso la realtà.

È il colore che si avvicina al dorato e questo spiega l’associazione di entrambi i colori sulla bandiera del Vaticano, volendo affermare l’impero di Dio cristiano sulla terra.

Adriana Iftimie Ceroli

Il Dispari 20190325 – Redazione culturale

Il Dispari 20190325

Il Dispari 20190325 – Redazione culturale

La redazione | Editoriale

Giornata mondiale della poesia a Roma con Paola Valori, Mariapia Ciaghi, Adriana Ifìtimie Ceroli, Il Dispari, DILA e i progetti artistici Made in Ischia.

In un’atmosfera di profondo amore per l’arte, Paola Valori affabile “padrona di casa” piena di attenzioni tese a rendere piacevole la serata agli ospiti dell’evento, e Mariapia Ciaghi intraprendete editrice ed organizzatrice di avvenimenti culturali di valenza internazionale, hanno aperto le porte della galleria Micro in Roma ad una suggestiva celebrazione della giornata mondale della Poesia istituita dalla XXX Sessione della Conferenza Generale Unesco nel 1999 e celebrata per la prima volta il 21 marzo seguente.

La data, che segna anche il primo giorno di primavera, riconosce all’espressione poetica un ruolo privilegiato nella promozione del dialogo e della comprensione interculturale, della diversità linguistica e culturale, della comunicazione e della pace.

Con il titolo “Dissonanze: linguaggi e prospettive nella fotografia contemporanea” è stato sviluppato un progetto a più voci attraverso i nuovi linguaggi video e della fotografia di cinque fotografi, selezionati tra grandi maestri e giovano emergenti con opere di Claudio De Micheli, Sergio Silvestrini, Carlo Maria Crespi Perellino, Gianni Boattini e Alessandro Pizzo.

L’esposizione, curata da Paola Valori per le iniziative di Micro, in partnership con la casa editrice Il Sextante di Mariapia Ciaghi, che ne edita il catalogo, come punto di partenza comune, approfondimento e riflessione sul contemporaneo, ha fatto parte del Mese della fotografia, accogliendo un doppio evento per celebrare il giorno internazionale della Poesia con la partecipazione di voci internazionali quali il poeta e scrittore spagnolo Joan Barcelò, il poeta e scrittore inglese David Wilkinson, il poeta ischitano Bruno Mancini, la poetessa bulgara Anna Maria Perrova Ghiuselev, la poetessa romena Adriana Iftimie Ceroli, per concludersi con una performance su “Baudelaire, e la madre Caroline” di e con l’intesa e professionale padronanza scenica dell’attrice Federica Bassetti.

L’arte fotografica, l’arte teatrale e l’arte poetica sono state garbatamente e competentemente introdotte ed illustrate dal giornalista Aldo Forbice e della saggista Caterina Dominici.

Non è mancato un chiaro riferimento alla seduzione che riesce a sprigionare l’isola d’Ischia rendendo la sua insularità simile ad un microcosmo vibrante di proprie indefinibili caratteristiche fascinose ed ammalianti.

Con i saluti da parte di tutta l’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA” ed i ringraziamenti al quotidiano “Il Dispari”, diretto da Gaetano Di Meglio, per l’appoggio divulgativo che rende possibile tramite l’affidamento alla nostra redazione della pagina culturale pubblicata ogni lunedì, sono state distribuite in omaggio agli spettatori ed agli artisti presenti in sala alcune decine di copie sia della rivista Eudonna edita da Il Sextante, sia delle antologie pubblicate in occasione dei premi “Otto milioni” e sia di varie edizioni del giornale “Il Dispari” riportanti cronache e notizie dell’incontro.

Joan Barcelò e Adriana Iftimie Ceroli hanno riempito di pathos le proprie esposizioni leggendo alcuni brani tratti dai loro volumi poetici, mentre una seducente dama in rosso, l’attrice Chiara Pavoni, ha completato le presentazioni degli altri autori leggendo alcune loro poesie.

Come ad ogni festa che si rispetti non sono mancate le “bollicine” offerte, insieme ad un gustoso assortimento di stuzzicanti tartine, dall’azienda vinicola “Anna Spinato” produttrice di vini bianchi, rossi e frizzanti che hanno un loro top nel DOCG Valdobbiadene prosecco, vero gioiello della provincia di Treviso.

Tutta la serata è stata trasmessa in diretta da Aracne TV living che, nata dall’intuizione e dalla tenacia dell’editore Gioacchino Onorati per documentare i convegni e le presentazioni dei libri, è ora in una fase di grande sviluppo e sarà presto visibile anche sul digitale terrestre

https://www.facebook.com/AracneTv/videos/2197455627172850/

Tra gli spettatori -sappiamo che c’erano molti volti noti del mondo della fotografia e della letteratura- abbiamo riconosciuto Maria Luisa Neri (presidente dell’Associazione “Arte del suonare”, già più volte presente a Ischia con le sue proposte musicali tra le quali è degna di menzione quella indimenticabile del violinista Giulio Menichelli nel Museo del Mare) e Assunta Gneo scrittrice, poetessa, recensita su questa pagina lo scorso 18 Febbraio da Angela Maria Tiberi.

Qui di seguito vi proponiamo le due poesie di Bruno Mancini che l’attrice Chiara Pavoni ha scelto dalla raccolta “Promo uno” per leggere in sala.

Dalla raccolta “Erotismo, sì!”
Il brivido più lungo

Ti vedo seduta ogni giorno.
Una mano gingilla tra i riccioli
accarezzandoti la gola.
Il cavalletto attende le curve le tinte le forme.
A volte una coda di auto rallenta il percorso del bus.
Ed io ti guardo fremere per un attimo più lungo.

Ti voglio sdraiata una notte.
Una mano gingilla sul mio petto
accarezzandomi innocente.
Il calice attende le bollicine dello sballo.
A volte un sorriso ferma del tutto il tempo,
ed io ti guardo nuda, prima del brindisi più lungo.

Tunnel dietro la curva.
Un attimo e tu già mostri
avvinto il prima con il dopo.
Il buio mescolerà per noi il sogno e la realtà.
A volte, stavolta, vincente è la passione,
e tu m’inviterai al brivido più lungo.

Dalla raccolta “La mia vita mai vissuta”
Volteggio

Volteggio
con un tutù che non mi dona
-il rosa pallido del tulle e le scarpette bianche-
seguendo
melliflua sdolcinata
sviolinata
“Oh, com’è bello il ballo del mio cigno!”.

Intanto
il vento di ponente
ha sbrindellato stoppini e maschere,
sconvolge e ricompone,
superbo,
nel moto andante-maestoso
sipari-nuvole
di stelle e di galassie.

Ho smesso d’essere clessidra,
ma non sarò batacchio in dondolo
per indicare l’ora di un cucù.

Galleria fotografica

Video

 

DILA

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