Angela Maria Tiberi parla dell’amore

 ANGELA MARIA TIBERI POETESSA CHE RACCONTA DELL’AMORE UNIVERSALE

Presentazione

L’amore che rende speciale ogni gesto e azione dedicata agli altri e a se stessi, l’amore che avvicina e costruisce ponti di speranza abbattendo muri e barriere tra popoli e nazioni, l’amore che rende liberi e che salva è il cuore degli scritti di Angela Maria Tiberi, nata a Pontinia, poetessa e autrice di fama internazionale impegnata da anni con le attività culturali dell’Accademia di Arte e Cultura di Michelangelo Angrisani e della DILA di Bruno Mancini e anche nel sociale.

Angela Tiberi

Donna dalle rare qualità, generosa e capace come poche di ascoltare, Angela Maria Tiberi, ha da sempre manifestato un grande amore per la vita e per quanti incontrati nel suo percorso di adolescente e studentessa, insegnante, moglie e mamma attenta e premurosa sempre con la sua famiglia. Cresciuta a contatto con la campagna e la natura, ma affascinata dalle bellezze della città di Roma dove ha studiato ragioneria per poi laurearsi in Economia e Commercio, Angela Maria Tiberi, ha sempre creduto nei valori della famiglia e negli affetti, che considera fondamentali nella sua vita. Stimata docente presso diversi istituti tecnici tra Aprilia e Latina dove ha insegnato economia aziendale, Angela Maria Tiberi ha fatto della poesia uno strumento privilegiato per raccontare l’amore: l’amore che vince odio e guerre, indifferenza e violenza, ipocrisia ed egoismi, l’amore universale che aiuta a vivere anche attraverso dolori e sofferenze.

Angela Tiberi

L’incontro con la poesia avviene grazie al poeta Domenico Di Stefano socio fondatore del Circolo della Poesia di Aprilia, che l’ha spinta ad iniziare questo percorso artistico proprio perché in lei vedeva delle doti rare e una sensibilità profonda confermate negli anni anche dai numerosi premi e riconoscimenti ricevuti da parte di Accademie e Associazioni nazionali e internazionali tra cui citiamo: l’Accademia Arte e Cultura, di Belle Arti, Lettere e Scienze di Michelangelo Angrisani, l’Accademia Internazionale “Francesco Petrarca”, l’Accademia Internazionale “Il Convivio”, l’Accademia Internazionale “Giacomo Leopardi” e l’Accademia Letteraria Italo Australiana Scrittori, Tra le pubblicazioni di volumi poetici accanto a “La vita raccolta in un filo”, “Il Parapendio dell’amore” (edizioni MgC Management). “Prendi la mano…incomincia ad amarmi” (Aletti Editore), “Una storia da dimenticare” (ALBATROS Editore), sono “Universo Femminile” (Centro Studi Tindari Patti), “Il risveglio della vita (Centro Studi Tindari Patti), e “Gioco d’amore a Sermoneta” (Associazione culturale “Da Ischia l’Arte- Dila”).

Angela Maria Tiberi attraverso la poesia ha aperto il suo cuore, ha messo a nudo la sua anima tra amore e dolore, nostalgia e generosità. Attraverso la poesia ha raccontato con toni intensi e delicati l’amore: l’amore che per lei ha diverse sfaccettature: l’amicizia è una delle forme d’amore e poi c’è l’amore universale quello che vince ogni forma di male.

Silvana Lazzarino

INTERVISTA AD ANGELA MARIA TIBERI

 LA SUA POESIA RACCONTA LA SUA ANIMA TRA AMORE E DOLORE, NOSTALGIA E GENEROSITA’

1. Come è nata la tua passione per la poesia?  E’ nata a Sermoneta leggendo la poesia “Dove sei?” di Domenico di Stefano socio fondatore del Cenacolo della Poesia di Aprilia e operatore culturale. Leggendola mi sono commossa ed è nata in me la voglia di scrivere. A settembre del 2007 mentre mi trovavo da mia cugina Giuliana a Sezze, in televisione in una delle serate del programma “Stamo inzieme” sulla tv locale SL48 di Sandro Micheli, vedo due artisti Alberto Corradini di Pontinia ed Ezio Micheli di Sezze che declamano le poesie, accanto a loro erano presenti cantanti dilettanti provenienti da Napoli e Frosinone e Roma. Da quel momento decido di scrivere e la decisione di partecipare alla trasmissione mi ha dato la possibilità di conoscere oltre ad Ezio Micheli diversi cantanti, e soprattutto il grande poeta Domenico Di Stefano che mi da il benvenuto nella sua Associazione “Il Cenacolo della Poesia”. Da quel momento ogni venerdì le mie poesie venivano lette in trasmissione. Fu così che tra una poesia e un’altra nasce l’affetto e poi l’amore.

2. Quindi una storia d’amore iniziata con i versi lirici. Cosa ti ha colpito di Domenico? Il suo coraggio di amare la vita e l’amore che aveva per la natura e le sue infinite bellezze. Mi ricordo di quando Domenico Di Stefano, il 27 gennaio del 2009, giorno della Shoah, mi accompagnò alla stazione di Aprilia perché ero stata invitata dall’Università “la Sapienza” di Roma per declamare la poesia dedicata a Cesira Di Veroli, donna anziana ebrea, sopravvissuta ai campi di sterminio e rimasta sola senza marito, né figlio e anche per raccontare la storia di mio zio Decimo Pregnolato superstite del campo di concentramento. Mio zio prima di morire mi aveva predetto che avrei conosciuto un uomo molto più grande di me di 22 anni che avrebbe totalmente cambiato la mia vita, In quell’occasione Domenico Di Stefano mi disse di non demordere e di non temere il giudizio degli altri e di scrivere fino alla fine della mia esistenza perché lui anche qualora fosse morto, mi sarebbe sempre stato accanto per motivare versi d’amore da dedicare a lui e a mio marito morto 19 anni prima. Questo a sottolineare che i figli dimenticano i genitori, ma quando c’è l’amore non si dimentica la persona amata, perché l’amore continua a vivere nel cuore anche con l’assenza dell’amato.

3. Domenico Di Stefano, persona profonda e sensibile ti ha fatto conoscere la bellezza di un amore che va oltre la morte e la materialità perché gli affetti veri durano anche dopo di noi. Si Domenico infatti mi ha detto che mi aspetterà fino a quando il mio cuore smetterà di battere su questa terra.

4 Quindi Domenico Di Stefano lo senti molto vicino a te? Si certo lo sento molto vicino, come anche mio marito morto a soli 44 anni.

5. Il tuo amore per queste due figure: Di Stefano e tuo marito ti accompagna sempre. Si mi accompagna anche nei miei versi, quando scrivo, quando scrivo sento l’amore di chi mi ha voluto bene e non c’è più come anche mio padre.

6. Quali i tuoi riferimenti letterari?  Giacomo Leopardi, Baudleaire, Manzoni, Ungaretti, Madre Teresa Di Calcutta.

7. Come mai proprio loro? Perché hanno visto morire i propri cari e amici trovando la forza dell’amore per sopravvivere alle angosce e ai dolori della vita.

8. I valori della famiglia in cui hai sempre creduto e che hanno dato un forte significato alla tua vita si ritrovano nei tuoi testi. Gli affetti cui sei rimasta legata sono i nonni, gli amici Mi parli di loro.  Parlo di loro nei miei versi compresi quelli presenti ne nel libro “Gioco d’amore a Sermoneta” dove si può leggere la poesia “Amicizia”.

Angela Tiberi copertina del suo libro Gioco d’amore a Sermoneta

9 Di questi momenti legati alla tua infanzia racconti nei tuoi versi, anche degli amori giovanili. Quando hai incontrato il primo ragazzo che ti ha fatto battere il cuore? Il primo amore giovanile è stato mio marito ed io per lui sono stata la prima donna.

10. Un amore intenso e profondo quello vissuto con tuo marito da fidanzati che però poi nel tempo ha lasciato sofferenze e nostalgie. Mi parli di questo legame di quello che di bello porti nel cuore del vostro amore che, come dici malgrado anche le sofferenze, non dimenticherai mai?  Non potrò mai dimenticare mio marito che è stato il primo grande amore con cui ho condiviso il primo bacio, le prime carezze, e altri momenti vissuti insieme, devo dire molto  belli anche se poi la vita ci ha separati per diversi problemi famigliari cui lui si è sottratto per non soffrire.

11. Abbiamo parlato di amore: amore per le persone che hanno fatto e fanno parte della tua famiglia, per gli amici e quanti conosciuti. Cosa rappresenta per te questo sentimento che si avverte e si respira nei tuoi versi poetici? Per me l’amore ha tante sfaccettature: anche l’amicizia è una forma d’amore, e poi c’è l’amore universale.

Milena Petrarca con il suo dipinto della Dona violata

12. Amore universale in senso assoluto: l’amore che salva e che potrebbe evitare situazioni di odio, violenze, ingiustizie. Credi possibile che in una società come quella di oggi si possa capire l’importanza e il valore di questo sentimento?  L’amore ha sempre vinto il male, guardando l’esempio di Teresa Di Calcutta e di tanti esseri umani che amano il prossimo credo nella forza di questo sentimento di cui parlo nelle mie poesie. Per me il Maestro dell’amore è Gesù Cristo e poi Buddha e tanti altri personaggi che hanno fatto del bene perché illuminati dall’amore.

13. L’amore per la poesia, per la scrittura poetica è nato in seguito ad un periodo difficile e doloroso in seguito anche alla perdita di tuo marito. Cosa ha rappresentato questa scrittura così intima che mette a nudo l’anima?  Il messaggio da dare ai miei posteri e contemporanei parla di amore unica vera via per la salvezza dell’umanità. La Terra è unica e il cuore di ogni essere umano è unico e nell’oceano dell’inferenza, violenza, guerre, stupri e assassinii, trionfa l’amore come la storia ci insegna. Infatti per il mio recente libro “Gioco d’amore a Sermoneta” ho scelto disegni di pittori come Milena Petrarca, Flora Rucco, Anna Colaiacovo, Dina Zilberg, Michelangelo Angrisani, Gianna Formato, Gisella Santucci che con le loro opere hanno rappresentato l’amore come eros e in senso universale come la creazione di un unico Dio chiamato con tanti nomi, ma racchiuso in una sola parola Javè per l’occidente e per l’oriente la Legge. Dio che rappresenta l’amore da cui siamo nati. Ritengo che nessun bambino possa vivere senza amore e l’umanità deve scoprire l’amore per sconfiggere l’odio e le guerre.

14 .Le tue poesie raccontano il tuo vissuto, le tue emozioni tra ricordi, speranze, delusioni, ma anche rivincite e voglia di rinascere. Ogni raccolta poetica rappresenta un momento importante della tua vita, quindi immagino che ciascun libro sia come un pezzo della tua anima. Quale però quello che consideri il più intenso perché racchiude la parte più profonda e forse tormentata della tua anima?  E’ “Gioco d’amore a Sermoneta” perché amo questa città millenaria dove la contessa Speranza – protagonista del libro- mi viene incontro chiedendomi un passaggio per Latina scalo per fuggire da un amore impossibile con il suo conte Ermenegildo donnaiolo e privo d’amore. La sua fuga la conduce da Madre Teresa di Calcutta in India e solo in quel momento Ermenegildo comprende di aver perso l’amore cui non vuole rinunciare e così decide di raggiungerla.

15. .Quale il tuo primo concorso di poesie e quando il tuo riconoscimento poetico cui sei maggiormente legata? Il momento più bello è stato quando ho vinto il secondo premio al concorso Amico Rom dell’Associazione “Amico Rom” di Alezian Santini Spinelli cui sono legata e che è tra i più importanti cui aderirono oltre 8.000 partecipanti da tutto il mondo. La mia poesia “Amico rom” che vinse il secondo premio è tra quelle cui tengo di più. Nel 2007 ho partecipato per la prima volta al Concorso organizzato da Elio Pecora da cui ottengo una Menzione di merito. Lo stesso Elio Pecora mi ha scritto una lettera complimentandosi con me e invitandomi a continuare a scrivere. Il momento più bello è stato quando ho vinto il secondo premio al concorso Amico Rom dell’Associazione “Amico Rom” di Alezian Santini Spinelli cui sono legata e che è tra i più importanti cui aderirono oltre 8.000 partecipanti da tutto il mondo. La mia poesia “Amico rom” che vinse il secondo premio è tra quelle cui tengo di più.

16. Qual è la tua prima raccolta poetica e cosa racchiude delle tue emozioni?  “Amare in versi” dove sono espressi i valori universali quali la famiglia e le amicizie.

17. L’amore è al centro dei tuoi versi: quali poesie meglio rappresentano questo sentimento? In assoluto le poesie “Cancellarmi”, “Amicizia” e “Amico rom”.

18. Nella tua carriera poetica hai vinto diversi premi e hai avuto numerosi riconoscimenti da parte di Accademie e Associazioni nazionali e internazionali. Se non sbaglio in tutto i premi ricevuti sono stati 240 fino ad oggi. Tra i tanti premi o menzioni di onore e merito quale quello che ricordi con maggior commozione?  Come accennavo prima il Premio Amico Rom perché in quella poesia “Amico rom” condanno il genocidio tramite l’amore. Vorrei che l’amore attraversasse la Terra e che penetrasse in tutti i suoi pori, e che tutti i popoli collaborassero all’amore.

19. Quale la poesia più bella rivolta ad una persona che hai amato? Cancellarmi. è rivolta alla persona che si ama e non si comprende. Un’amore che riguarda tutti.

dipinto di Milena Petrarca

20. All’interno del tuo ultimo capolavoro che abbiamo citato sopra, “Gioco d’amorea a Sermoneta” (edito dalla Dila. Associazione Culturale da Ischia l’Arte di cui è presidente Bruno Mancini), che hai presentato a Sermoneta e che il prossimo 10 giugno presenterai a Pontinia, si trovano le immagini delle opere di Milena Petrarca, artista di fama internazionale. Come nasce questa idea di legare le tue liriche ai suoi dipinti?  Nasce dall’amore nel senso che un dipinto in particolare di Milena dal titolo “Amore platonico” che jo scelto per la copertina mi ha particolarmente colpita perché la donna abbraccia l’uomo pentito che piange. In quell’immagine rivedo mio marito che torna da me dopo la separazione.

21. Da quest’immagine del dipinto di Milena affiora il perdono e il significato della tua vita. Quindi la poesia ti ha aiutato nel trovare il coraggio del perdono e la forza di uscire dalla depressione?  Si, grazie alla scrittura poetica ho vinto le mie battaglie: ho vinto il mal di vivere.

22. Oltre ad essere una moglie e madre affettuosa e presente, una stimata insegnante e una grande poetessa, hai mostrato sempre una grande sensibilità ai problemi e bisogni di quanti vivono in difficoltà e soffrono per cause diverse. Ti sei impegnata con progetti per sostenere tante persone in difficoltà: ma il progetto più grande che hai realizzato quale è stato? Il progetto più grande è stato quello per i miei figli e mio nipote Vincenzo.

23. I poeti e gli scrittori con cui sei più a contatto e frequenti maggiormente. Milena Petrarca, Cav Giovanni Rotunno e Flora Rucco, Assunta Gneo e Ugo De Angelis e ii fotoreporter Vittorio Cobra 2 Bertolaccini che immortala i momenti della cultura dell’Agro Pontino.

24. Tornando al libro “Gioco d’amore a Sermoneta”, chi ti ha sostenuta nella stesura del libro dato il tuo problema dislessico? Mia nipote Manuela Ranaldi a cui ho dedicato i llibro insieme ai pittori e alla poesia di Domenico Di Stefano.

Silvana Lazzarino

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