Mi associo alla vergogna di Gaetano N Di Meglio

Mi associo alla vergogna di Gaetano N Di Meglio

Per la serie Esopo news

Mi associo alla vergogna

di Gaetano N Di Meglio e aggiungo che Ischia non potrà mai fregiarsi di essere un’isola “civile” fino a quando permetterà che 250.000 tra turisti e residenti abbiano a disposizione un SOLO presidio ospedaliero (per giunta carente in diversi reparti) da evacuare per una scossa di limitata magnitudo, abbiano a disposizione un solo gruppo di Vigili del fuoco neppure sufficiente a spegnere gli incendi, possano usufruire di trasporti marittimi della serie “ora sì ora no” e di trasporti pubblici terresti da quinto mondo, siano soggetti a subire turnazioni dell’erogazione idrica e debbano aspettare l’arrivo dalla terraferma di operatori (compresi i cani) addestrati alla ricerca ed alla salvezza di bambini rimasti intrappolati sotto le macerie di un edificio.

IO MI VERGOGNO, ma capisco bene che per molti “pecunia non olet” e c’è chi preferisce tapparsi il naso, chiudere gli occhi, otturarsi le orecchie pur di fingere di non sentire il lezzo della speculazione politica, di non vedere il furto burocratico dei nostri diritti, di non sentire gli appelli che la parte non corrotta della comunità ischitana lancia in difesa di quella VERA civiltà necessaria a fare di Ischia una località a vocazione turistica.

Questo non è tutto ciò per cui IO MI VERGOGNO, ma per oggi può bastare,

E poi verrà il momento delle passerelle di funzionari, delle divise, e dei politici in cerca di applausi per azioni di emergenza causate dal loro totale disinteresse nella programmazione di servizi e di strutture adatte ad una località turistica, isolata e super visitata come lo è l’isola d’Ischia

E mi vergognerò, di nuovo e più intensamente, nel rendermi conto che i sudditi di clientele politiche e affaristiche ischitane saranno lì pronti ad omaggiare con baciamani, a volte reali e a volte simbolici, i Presidenti Governatori Direttori Sindaci ed Assessori, unici e tutti insieme, responsabili di morti e devastazioni certamente evitabili mediante una sana e onesta, competente ed imparziale gestione dei beni, delle strutture e dei servizi pubblici che la burlesca democrazia italiana ha consentito che rientrassero nelle loro competenze istituzionali.

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