A bordo campo

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A Bordo Campo Roberta Panizza Teleischia 2011 11 11

Intervista Santino Gattuso

Intervista Eduardo Cocciardo

Intervista Nunzia Zambardi

Adotta una poesia – Presentazione

Tessera Fondatore 014 Vincenzo Savarese

EXPO Vincenzo Savarese

Teleischia – A bordo campo –

A bordo campo

Vincenzo Savarese per il pogetto culturale LENOIS “Le nostre isole” ideato da

Bruno Mancini, direzione artistica di

Roberta Panizza intervista

Ogni venerdì alle 20.00, durante il programma televisivo “A bordo campo” messo in onda dai Teleischia sul digirale terrestre e tramite il web, condotto da Vincenzo Savarese, vengono presentate le opere e vengono intervistati gli Artistri che si ricnoscono nel progetto culturale LENOIS  “Le nostre isole” ideato da Bruno Mancini con la Direzione Artistica di Roberta Panizza.
Il progetto nasce dal desiderio di costruire una TRIBU’di A
rtisti (Poeti, Narratori, Pittori ecc) che non si accontenti di rimanere segregata tra le quattro mura dei propri “siti”, ma decida di dare battaglia con le stesse armi e sullo stesso campo ove spadroneggiano banalità edulcorate omologate e massificate, e voglia farlo accettando di utilizzare a tale scopo alcune forme pubblicitarie come veicolo promozionale.

BRUNO MANCINI


Bruno Mancini 1
Bruno Mancini è nato a Napoli nel 1943 e risiede ad Ischia dall’età di tre anni.
A lui piace dire che l’origine della sua ispirazione o forse solo un iniziale impulso ancestrale ed istintivo, il vero basilare momento poetico della sua vita, si è concretizzato nell’incontro, propriamente fisico, tra i suoi sensi acerbi, infantili, e le secolari, immutate, tentazioni autoctone dell’Isola d’Ischia, dove le leggi della natura sembravano fluire ancora difese da valori di primitive protezioni.Anche se aggiunge, con molta auto ironia e con un pizzico di provocazione:
“Le mie primissime esternazioni poetiche le ho espresse in tenerissima età, quando ancora non avevo pronunziato per la prima volta la parola mamma, ed alla fine di ogni abbondante poppata liberavo graziose ispirazioni poetizzando mediante dei rimati vagiti“.

PROSE
Per Aurora volume primo
Per Aurora volume secondo
Per Aurora volume terzo
Per Aurora volume quarto
Per Aurora volume quinto
Per Aurora volume sesto
Per Aurora-
Tutti i racconti

Come i cinesi volume primo
Come i cinesi volume secondo
La ch
Incontro con un maestro
Racconti inediti
POESIE
Davanti al tempo
Agli angoli degli occhi
Segni
Dedicate e preferite
La sagra del peccato
Incarto caramelle di uva passita
Non rubate la mia vita
Io fui mortale
Sasquatch
Antologie
Scempi
Poesie inedite
Traduzioni
InglesePamela Allegretto Franz
NapoletanoLuciano Somma
LettoneLiga lapinska
Libere interpretazioni
LettoneLiga Lapinska
Recensioni
Stampa
Letture Bruno
Letture tuttti
Varie
Cenni biografici

Bruno Mancini
Brevi commenti amichevoli ricavati dalle varie recensioni ai suoi libri pubblicati:
“Vedo una folla che si muove compatta verso un’unica meta guidata dagli incitamenti di colui che punta il dito ed una penna, che crea volti per i sentimenti.”
“…si fondono nell’intero componimento in una prospettiva ampia che contempla l’umano, l’umano cammino. Ed è una Commedia, una Commedia divina in chiave poetica, in versi che sento anche io estremamente dolorosi, con il preciso intento di affidarli alla penna , che non li disperda ma li urli e li renda in qualche modo eterni”.
“… lodo quel senso di eco lontano che riverbera le parole enfatizzandone i concetti”.
“Percorso di memoria o ricerca di spazi temporali virtuali?”
“Il continuo intersecarsi di livelli di identità con ipotesi e incarnazioni simboliche…”
“…sembrano accarezzare un sogno lontano, una speranza che non sarà mai certezza, un miraggio di felicità che si perde oltre l’orizzonte illusorio di fragili esistenze.”
“…a volte lirismo crepuscolare, intriso di soffusa malinconia, di struggente tristezza.” 
“Opera interessante per i contenuti e le tematiche affrontate, nonché per i valori estetici…”
“…seria preparazione, corredata da rimarchevole fantasia.”
“…lavoro meditato, armonioso di buon afflato poetico.”
“ Bella poesia, con alti picchi in termini d’emozione e intensità.” 
“…sincero, elegante, sempre aderente al soggettivismo letterario del particolare momento che attraversiamo.” 
“Non racconto né romanzo, più che risolverli lascia aperti molti quesiti anche sul piano puramente tecnico linguistico.”
“Ed io invece, Bruno, ho letto a ritroso, prima la seconda parte, bellissima, ed ora la seconda, altrettanto splendida. Senso o non senso è una poesia dal forte impatto emotivo. Giochi con il lessico e le iterazioni, che adoro, ed è questa una delle poesie più belle che abbia letto qui dentro, quel genere di poesia che cerco e difficilmente poi trovo. Mi domando come mai non ti abbia scoperto prima, Poeta??!!”
“Una poetica lacerata e sfuggente…”
“Le aperture liriche, più che segnare il passo dell’emozionalità, offrono un ulteriore invito a perdersi nei labirinti della parola scritta…” 
“Quasi poesia cruda, percuote e carezza, giovane e antica…”
“Lavoro intenso, vissuto nella profondità della sua composizione, fatta di toni e di immagini…”
“Una voce nuova che chiama ad ascoltarla ed a giudicarla senza inibizioni, come liberamente essa è sviluppata.”
“Sì, lasci molto lavoro a chi legge, eppure questo mi affascina della tua poesia, la afferri e ti sfugge: in essa ti perdi ed allora ti turba… e cerchi il senso e lo cogli e ti lascia poi subito in dubbio. Ma il dubbio stimola, ti coinvolge … Sperimentalismo? Se lo è, come credo, ben venga; io lo adoro. Bravissimo. Vero artista.”
“Troverete un urlo e un soffio di amore, un vuoto, immersi nella forza e nella malinconia di chi…”Prima dell’albaregalami un versocosì che io possasfrontata babbucciaricamo sulla brinaimprimere.
Al sole teneroVederla piangere di gioia

Vetrine

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ROBERTA PANIZZA

PANIZZA: “INNAMORATA DI ISCHIA”

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Progetto culturale “La mia isola” a cura di Roberta Panizza e di Bruno Mancini – <a href=”http://www.emmegiischia.com/wordpress/wp-content/uploads/2009/09/Roberta Panizza intervista 

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Era senz’altro annunciato il successo di

“Ischia un’isola di…“,

terza antologia poetica curata da

Bruno Mancini

nell’ambito del progetto

La mia isola”,

e l’importanza del dato non deve passare inosservata. Centinaia di copie già piazzate prima ancora della stampa, il crescere dell’attenzione di media nazionali e non, e l’interesse della critica che cresce sempre di più in virtù del grande valore, ormai riconosciuto, di tutti gli artisti proposti dalla raccolta. Un gruppo di poeti di grande sensibilità che vede in

Roberta Panizza,

anche co-curatrice dell’opera insieme a Mancini, una delle più lucenti punte di diamante.Trentina, docente di matematica e scienze presso una Scuola Media, il lirismo dell’Artista nasce sulla spinta di grandi emozioni, se ne nutre, in una riscoperta del significato più intimo (e vero) di una tradizione poetica ormai desueta.

Devo dire che nonostante l’amore per la poesia esistesse in me da sempre, è stato durante alcune circostanze per me molto difficili che la “miccia” si è accesa definitivamente. Comporre versi in quei frangenti iniziava a costituire per me l’unica luce in un momento di buio.”

Un’Arte che è quindi voce interiore, espressione del profondo.

Sì, ma non è detto che si debba partire sempre da emozioni negative. Credo che la poesia rappresenti un momento in cui ci si prende una pausa dalla vita vissuta, e ci si ferma ad ascoltare la propria interiorità.

”Ed infatti l’opera di Roberta Panizza riesce a trasmettere tutta l’emozionalità di cui è intrisa, dove le parole diventano richiami potenti ad un mondo immaginifico vivo, ricco, di considerabile spessore, supportato da una costruzione formale coerente e precisa che non scade mai nel déjà vu e mantiene inalterata una grande freschezza compositiva.

Componimenti come “Senza Paradiso”, “Sete d’Estate” o “Senza nome”, in cima alle classifiche di gradimento delle precedenti edizioni antologiche, sono descrizioni raffinate e profonde di un’ immagine e dello stato d’animo che da essa si scatena, quasi come si volesse “portare fuori” ciò che nasce nel profondo tutto il giorno, tutti i giorni, e che quasi sempre si è troppo distratti o troppo occupati da poter cogliere ed apprezzare.

Secondo alcuni è proprio questa l’essenza più profonda del costruire poesia.

Dal quadro emerge dunque, il profilo di un’autrice di grande talento, che curiosamente però sembra essere più conosciuta nella lontana Ischia di quanto non sia nel nativo Trentino.

Credo che questo sia dovuto al mio carattere schivo, principalmente. Ho avuto poi la fortuna di conoscere Bruno Mancini che con il suo carattere attivo ed intraprendente mi ha coinvolta, con mio grande piacere, nei progetti letterari a cui da tempo pensava e che voleva realizzare. Questo ovviamente mi ha fatto conoscere nella vostra zona molto più facilmente. Preciso però che questa collaborazione non mi ha fatto dimenticare il Trentino, coltivo anche e soprattutto qui la mia passione ”.

Del resto l’Isola Verde è stata per secoli la musa privilegiata di artisti di ogni genere, come ribadito più e più volte in tempi non sospetti anche da personalità lontane dalla nostra realtà locale. Un luogo quasi magico capace di esaltare gli animi sensibili e stimolarne la potenza creatrice.

Quanto di tutto questo è vero anche per Roberta Panizza?

La risposta è decisa:

Ad Ischia ho trovato innanzitutto un ambiente umanamente e culturalmente accogliente. Inoltre ho anche conosciuto persone che mi hanno confermato quanto di bello si dice, dal punto di vista caratteriale, di chi abita al sud. 

”Un’opinione positiva sul nostro scoglio che fa sempre piacere ricevere, tanto più quando questa arriva da lontano e da persone culturalmente preparate e disinteressate.

Ho anche potuto constatare quanto siano importanti da voi le iniziative culturali. Per quanto mi riguarda la fama che Ischia si è fatta nel corso del tempo di culla della cultura, è ampiamente confermata…anche tenendo conto di come sono state accolte le iniziative che Bruno ed io portiamo avanti.

”Sarà pur vero che nessuno è profeta in patria, ma è sempre curioso venire a sapere di quanta considerazione gode nel resto dello stivale (e non solo) l’ischitanità in molte delle sue manifestazioni, specie quando queste sono sottovalutate proprio da quegli enti, da quelle istituzioni nostrane cui spetterebbe il compito di propugnarle e valorizzarle al massimo.

L’esempio, lampante, è quello di un’apprezzatissima poetessa che proprio sull’Isola Verde ha trovato l’habitat ideale per dar sfogo alla propria vena creativa, dimostrazione del buon funzionamento di risorse umane ed ambientali di cui, forse, qualcuno ignora del tutto l’esistenza. Risorse preziose quanto rare.

Ed infatti io mi auguro di continuare a lungo il sodalizio con Bruno Mancini, per portare avanti i nostri progetti di diffusione della poesia. I giorni che ho trascorso ad Ischia sono stati incredibilmente piacevoli per me, sarei molto felice di ritornarci per ripetere una esperienza simile: occuparmi di poesia in un luogo di così sconfinata bellezza, circondata da tante persone cordiali, è veramente il massimo.

Risale a luglio l’ultima visita della poetessa trentina Roberta Panizza, una visita durante la quale si fece apprezzare con la lettura di alcune sue opere presso l’Hotel Mareblu, alla presenza di stampa e semplici appassionati: una visita che probabilmente si ripeterà presto, perché per qualcuno (e certo non solo per quest’ottima poetessa) i nostri lidi sono “il massimo” per vivere e creare da Artista, un luogo paradisiaco di sconfinata bellezza.

Chissà in quanti tra quelli che ad Ischia ci sono nati o ci vivono, sarebbe possibile trovare lo stesso amore e la stessa passione. Sicuramente, non abbastanza.

Sacha Savastano “Corriere dell’Isola” 31 Marzo 2010


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