ROBERTA PANIZZA
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Progetto culturale “La mia isola” a cura di Roberta Panizza e di Bruno Mancini – Sacha-Savastano
Roberta Panizza intervista
Era senz’altro annunciato il successo di “Ischia un’isola di…“, terza antologia poetica curata da Bruno Mancini nell’ambito del progetto “La mia isola”, e l’importanza del dato non deve passare inosservata.
Centinaia di copie già piazzate prima ancora della stampa, il crescere dell’attenzione di media nazionali e non, e l’interesse della critica che cresce sempre di più in virtù del grande valore, ormai riconosciuto, di tutti gli artisti proposti dalla raccolta. Un gruppo di poeti di grande sensibilità che vede in Roberta Panizza, anche co-curatrice dell’opera insieme a Mancini, una delle più lucenti punte di diamante.
Trentina, docente di matematica e scienze presso una Scuola Media, il lirismo dell’Artista nasce sulla spinta di grandi emozioni, se ne nutre, in una riscoperta del significato più intimo (e vero) di una tradizione poetica ormai desueta.
”Devo dire che nonostante l’amore per la poesia esistesse in me da sempre, è stato durante alcune circostanze per me molto difficili che la “miccia” si è accesa definitivamente. Comporre versi in quei frangenti iniziava a costituire per me l’unica luce in un momento di buio.”
Un’Arte che è quindi voce interiore, espressione del profondo.
“Sì, ma non è detto che si debba partire sempre da emozioni negative. Credo che la poesia rappresenti un momento in cui ci si prende una pausa dalla vita vissuta, e ci si ferma ad ascoltare la propria interiorità.”
Ed infatti l’opera di Roberta Panizza riesce a trasmettere tutta l’emozionalità di cui è intrisa, dove le parole diventano richiami potenti ad un mondo immaginifico vivo, ricco, di considerabile spessore, supportato da una costruzione formale coerente e precisa che non scade mai nel déjà vu e mantiene inalterata una grande freschezza compositiva.
Componimenti come “Senza Paradiso”, “Sete d’Estate” o “Senza nome”, in cima alle classifiche di gradimento delle precedenti edizioni antologiche, sono descrizioni raffinate e profonde di un’ immagine e dello stato d’animo che da essa si scatena, quasi come si volesse “portare fuori” ciò che nasce nel profondo tutto il giorno, tutti i giorni, e che quasi sempre si è troppo distratti o troppo occupati da poter cogliere ed apprezzare. Secondo alcuni è proprio questa l’essenza più profonda del costruire poesia.
Dal quadro emerge dunque, il profilo di un’autrice di grande talento, che curiosamente però sembra essere più conosciuta nella lontana Ischia di quanto non sia nel nativo Trentino.
“Credo che questo sia dovuto al mio carattere schivo, principalmente. Ho avuto poi la fortuna di conoscere Bruno Mancini che con il suo carattere attivo ed intraprendente mi ha coinvolta, con mio grande piacere, nei progetti letterari a cui da tempo pensava e che voleva realizzare. Questo ovviamente mi ha fatto conoscere nella vostra zona molto più facilmente. Preciso però che questa collaborazione non mi ha fatto dimenticare il Trentino, coltivo anche e soprattutto qui la mia passione ”.
Del resto l’Isola Verde è stata per secoli la musa privilegiata di artisti di ogni genere, come ribadito più e più volte in tempi non sospetti anche da personalità lontane dalla nostra realtà locale. Un luogo quasi magico capace di esaltare gli animi sensibili e stimolarne la potenza creatrice. Quanto di tutto questo è vero anche per Roberta Panizza?
La risposta è decisa:
“Ad Ischia ho trovato innanzitutto un ambiente umanamente e culturalmente accogliente. Inoltre ho anche conosciuto persone che mi hanno confermato quanto di bello si dice, dal punto di vista caratteriale, di chi abita al sud. ”
Un’opinione positiva sul nostro scoglio che fa sempre piacere ricevere, tanto più quando questa arriva da lontano e da persone culturalmente preparate e disinteressate.
“Ho anche potuto constatare quanto siano importanti da voi le iniziative culturali. Per quanto mi riguarda la fama che Ischia si è fatta nel corso del tempo di culla della cultura, è ampiamente confermata…anche tenendo conto di come sono state accolte le iniziative che Bruno ed io portiamo avanti.”
Sarà pur vero che nessuno è profeta in patria, ma è sempre curioso venire a sapere di quanta considerazione gode nel resto dello stivale (e non solo) l’ischitanità in molte delle sue manifestazioni, specie quando queste sono sottovalutate proprio da quegli enti, da quelle istituzioni nostrane cui spetterebbe il compito di propugnarle e valorizzarle al massimo. L’esempio, lampante, è quello di un’apprezzatissima poetessa che proprio sull’Isola Verde ha trovato l’habitat ideale per dar sfogo alla propria vena creativa, dimostrazione del buon funzionamento di risorse umane ed ambientali di cui, forse, qualcuno ignora del tutto l’esistenza. Risorse preziose quanto rare.
“Ed infatti io mi auguro di continuare a lungo il sodalizio con Bruno Mancini, per portare avanti i nostri progetti di diffusione della poesia. I giorni che ho trascorso ad Ischia sono stati incredibilmente piacevoli per me, sarei molto felice di ritornarci per ripetere una esperienza simile: occuparmi di poesia in un luogo di così sconfinata bellezza, circondata da tante persone cordiali, è veramente il massimo.”
Risale a luglio l’ultima visita della poetessa trentina Roberta Panizza, una visita durante la quale si fece apprezzare con la lettura di alcune sue opere presso l’Hotel Mareblu, alla presenza di stampa e semplici appassionati: una visita che probabilmente si ripeterà presto, perché per qualcuno (e certo non solo per quest’ottima poetessa) i nostri lidi sono “il massimo” per vivere e creare da Artista, un luogo paradisiaco di sconfinata bellezza.
Chissà in quanti tra quelli che ad Ischia ci sono nati o ci vivono, sarebbe possibile trovare lo stesso amore e la stessa passione. Sicuramente, non abbastanza.
Sacha Savastano “Corriere dell’Isola” 31 Marzo 2010
Poesie Panizza
Miramare 2010 Roberta 19 luglio apertura serate
http://www.youtube.com/watch?v=XfKx3oaOjVg
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