04ar26 SEZIONE Pubblicazione Giornalistica premio OTTO MILIONI

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04ar26 SEZIONE Pubblicazione Giornalistica premio OTTO MILIONI

Otto Milioni 2026 opere iscritte SEZIONE Pubblicazione Giornalistica

Attenzione: Avendo ottenuta la disponibiità della Sala Onofrio Buonocore della Biblioteca Antoniana di ischia per i giorni 4 – 5 – 6 giugno 2026, si sono create le condizioni per prorogare al 30 aprile 2026 la scadenza prevista per l’iscrizione delle opere alle sette sezioni della XV edizione del Premio Internazionale OTTO MILIONI 2026.

04ar26 SEZIONE Pubblicazione Giornalistica premio OTTO MILIONI

Premi Otto milioni 2026 quindicesima edizione

Otto Milioni 2026 opere iscritte

Otto Milioni 2026 opere iscritte

Autori italiani e stranieri potranno iscrivere al Premio non più di 3 poesie ciascuno.

Le poesie iscritte al Premio:

  1.  non dovranno avere ricevuto precedenti premi DILA e/o DILA APS;
  2. dovranno essere inviate in formato word a ottomilioni@dilaaps.it 
  3. dovranno essere scritte in lingua italiana;
  4. dovranno essere composte da un massimo di 30 righe (compreso il titolo ed eventuali spazi bianchi tra i versi e/o tra le strofe);
  5. potranno essere scritte in una delle seguenti lingue <arabo, francese, inglese, lettone, russo, spagnolo> purché siano trasmesse unitamente alla traduzione in italiano.

Autori italiani e stranieri potranno iscrivere al Premio non più di 3 opere ciascuno.

Le opere iscritte al Premio:

  1. non dovranno avere ricevuto precedenti premi DILA e/o DILA APS;
  2. dovranno essere inviate in formato jpeg non compresso a ottomilioni@dilaaps.it
  3. potranno essere realizzate con qualsiasi tecnica, anche digitale e/o fotografica.

Autori italiani e stranieri potranno iscrivere al Premio non più di 2 video ciascuno.

I video iscritti al Premio:

  1. non dovranno avere ricevuto precedenti premi DILA e/o DILA APS;
  2. dovranno essere inviati in formato mp4 a ottomilioni@dilaaps.it
  3. potranno essere realizzati con qualsiasi contenuto (musica, recitazione, eventi ecc.);
  4. dovranno avere la durata massima di quattro minuti.
  5. NON dovranno essere coperti da copyright.
  • SEZIONE Pubblicazione Giornalistica

Autori italiani e stranieri potranno iscrivere al Premio al massimo 2 articoli ciascuno.

Gli articoli iscritti al Premio:

    1. non dovranno avere ricevuto precedenti premi DILA e/o DILA APS;
  1. dovranno essere inviati in formato word a ottomilioni@dilaaps.it 
  2. potranno essere realizzati su qualsiasi argomento;
  3. dovranno avere la lunghezza massima di 5.000 battute spazi e titolo compresi;
  4. dovranno essere stati pubblicati nel formato cartaceo di una testata giornalistica.

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Un porto sicuro

Dei migranti provenienti dall’Africa si conoscono le facce, le storie, le ferite, i traumi. I telegiornali passano i loro occhi vuoti, le braccia tese, le mani aperte, stanche. Ma in mezzo a questa massa umana si aggirano anche figure che dirigono il traffico, spostano, danno il primo aiuto: sono donne e uomini che hanno gonfi giubbotti arancioni, il caschetto. Sono i soccorritori che spesso non hanno volto né nome e stanno in mezzo al mare per un’ideale: salvare più persone possibile seguendo la legge del mare che impone di portare al sicuro chiunque venga trovato in difficoltà tra le onde e rischi di annegare. La compagnia bolognese Kepler 452 da sempre porta sul palco la realtà miscelandola con il teatro e contemporaneamente porta in scena non-attori che, in prima persona, hanno vissuto le storie che raccontano. Nei loro spettacoli la verità arriva come un pugno nello stomaco come è successo ne “Il giardino dei ciliegi” dove una famiglia lottava contro lo sfratto imposto da Farinetti e dalla sua fiera bio Fico, in “Album” ecco il fango dell’alluvione in Romagna, ne “Il Capitale” gli operai licenziati ingiustamente dalla GKN di Campi Bisenzio.

Con quest’ultimo lavoro, “A Place of Safety”, ci fanno salire a bordo della Sea Watch nel viaggio di un mese che hanno fatto, Nicola Borghesi ed Enrico Baraldi, in mezzo al Mediterraneo alla ricerca di barche alla deriva. Sul palco arriva, prepotente, rude e dura, la vita di cinque persone che dedicano la loro esistenza a questa missione: l’infermiera Floriana, l’ex militare Flavio, lo statunitense-messicano Peppe, il portoghese Miguel, la giornalista Giorgia. Ognuno ci porta un pezzo, devastante, dissacrante, doloroso, di questa pratica. Ed è come sentirne sulla pelle, dentro le ossa il peso e l’odore, i tagli, il salmastro, la fatica, la sconfitta, la soddisfazione, la lotta contro i mulini a vento della burocrazia, a volte l’impotenza di fronte alla morte. Ci raccontano il perché si sono imbarcati, le loro esperienze terribili passate in mare, il cinismo necessario che serve per poter sopravvivere davanti a certe immagini che rimbombano in testa e tornano nei sogni a martellare la coscienza, la stanchezza, la spossatezza fisica e morale dinanzi a questa tragedia immane che pare senza fine e senza soluzione. Con le loro parole, senza lacrimevole pathos, ci mostrano le persone intossicate, quelle annegate che galleggiano, quelle cadute nella schiuma e mai più ritrovate nonostante le ricerche, la costante guerriglia con la Guardia Costiera Libica, il massaggio cardiaco che per essere più efficace deve rompere le costole e la cassa toracica e sembra di sentirlo quel rumore di ossa frantumate per riportare in vita un cuore che ha smesso di battere.

Sulla sinistra un cumulo, una piramide, di giubbotti di salvataggio con il loro rosso che abbaglia. Il mare è una frontiera, un confine che ti inghiotte, è un cimitero senza lapidi, una grande fossa comune. Sembra di vederli i bagagli che queste persone che, tremanti, spesso senza scarpe e con i vestiti fradici, tengono stretti al petto i pochi averi personali, un sacchetto che è tutto il loro mondo racchiuso. E poi l’adrenalina, quell’elettricità quando l’altoparlante sul ponte comincia a gracchiare e comunicare che c’è un avvistamento in corso e di tenersi pronti per quelle manovre ogni volta pericolose. E non c’è tempo per l’empatia perché ci sono troppe persone da tirare a bordo in questo flusso continuo. E poi gli occhi negli occhi e gli abbracci senza fine tra sconosciuti. Ci ha colpito la narrazione dell’“Odore del distress” quel misto appiccicaticcio tra il sale del mare, l’acre della benzina che sfonda le narici, il pungente delle urine, l’amaro delle feci, l’aspro del vomito, il sudore che ti investe; e tutto ne è impregnato, corpi, vestiti, coperte e quando lo senti, quando lo annusi, quando ti penetra nel cervello non puoi più dimenticarlo: quell’afrore, quelle esalazioni in un attimo si fanno carne, cicatrici e lividi, torture e scabbia, sfregi e crudeltà subite.

“Salvare qualcuno è un gesto semplice, meccanico, spontaneo”, è allungare una mano, è creare un ponte tra me e te, è cercare un passaggio tra il prima e il dopo, tra la vita e la morte. I soccorritori ogni volta si chiedono che senso abbia questo lavoro che coinvolge l’anima prima del corpo e ogni volta non riescono a darsi una risposta perché qualsiasi replica sarebbe vuota, parziale. La storia dei migranti ci fa paura come ci fanno sentire inadeguati le testimonianze dei soccorritori con i loro dubbi esistenziali, i punti interrogativi, la sindrome post traumatica. Non riusciamo borghesemente a gestire questi sentimenti, sentiamo il peso del senso di colpa per essere nati “dalla parte giusta del mondo”. E ti vengo a cercare di Franco Battiato chiude il cerchio e ci fa sentire scossi, manchevoli. Ci vuole coraggio a trascinare le nostre suole da una terra che ci odia a un’altra che non ci vuole cantava Ivano Fossati.

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Dedicata alle migliori Tesi di Laurea (triennali, magistrali o dottorato) e Pubblicazioni Scientifiche.

Cerchiamo lavori che abbiano saputo portare innovazione, rigore metodologico e una nuova visione nel proprio campo di studi nel settore dell’Olistico tutto e con particolare attenzione alla nuove Scienze “Omiche”.

Dedicata ai professionisti che con competenza tecnica, ma anche con la capacità di comunicare e donare salute con esercizi di postura, respirazione e/o “Bagni di Foresta”, aiutano chiunque a mantenere un equilibrio interiore e ridurre lo Stress.

Opere relative ad una qualsiasi delle precedenti sezioni che abbiamo come protagonista un soggetto del mondo animale.

Valgono le regole di ciascuna precedente sezione.

Otto Milioni 2026 Opere finaliste

Premio internazionale Otto milioni

 

 

Bruno Mancini

Bruno Mancini scrittore

Bruno Mancini Presidente DILA APS

DILA APS.it

DILA Altervista

NUSIV - Premio Otto milioni

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