20250808 DILA APS IL DISPARI professionisti

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NAPOLI- LIDO MAPPATELLA

Tra i ricordi estivi della mia primissima infanzia riaffiorano nella memoria le prime estati trascorse con gli amici al mare.

All’epoca abitavo coi nonni alle spalle del cinema Delle Palme, a poche centinaia di metri dal mare e nel periodo Luglio – Settembre (le scuole erano chiuse) con i piccoli amici del posto ci recavamo con ’A Marenna (la colazione) pane e frittata o pane e peperoni, tra i cibi più utilizzati, al LIDO MAPPATELLA dove fittavamo una barca a remi per poche decine di lire dando al proprietario, per caparra, una scarpa.

Era questo il nostro documento (non avevamo ancora l’età per la tessera d’identità) per assicurare il rientro stabilito intorno alle 6 (ore 18 Napoletane) con la quale a turno si remava per raggiungere dal mare gli stabilimenti balneari di Posillipo fino ad arrivare spesso a Marechiaro.

Là “rimorchiavamo” qualche coetanea che sfuggendo alla famiglia ci teneva compagnia nelle acque certamente non pulitissime (in quell’epoca non si parlava ancora di depuratori…) sfidando il tifo o qualche altra malattia infettiva che poteva colpirci essendoci nei pressi le cloache che gettavano nell’acqua anche gli scarichi dei vari gabinetti…

Per fortuna tornavamo a casa sani e salvi, il mare spessissimo era calmo, sembrava una tavola, e la barca sfilava facilmente, tranne in un’occasione particolare che vi narro.

Quel giorno nonostante il parere contrario dei pescatori di uscire in barca il mare era agitatissimo, non saprei dire la forza ma faceva paura!

Noi, forti della nostra competenza barcarola convincemmo prima col buono poi con le cattive, il proprietario a fittarci lo stesso il mezzo, cosa che fece a malincuore ma alla fine si convinse per non perdere dei clienti fissi come noi.

Ci allontanammo dalla riva imprudentemente qualche chilometro quando le onde s’ingigantirono, sembrava volessero inghiottirci, minacciosamente ci fecero ballare per qualche ora ma riuscimmo a tenerle testa, fino a quando non ci raggiunsero altri mezzi per riportarci alla partenza pallidi e tremolanti…

Le “cibarie” erano finite in bocca ai pesci e dunque ci ritirammo, prima del previsto, nelle nostre case con una fame da lupi tra i rimproveri dei parenti spaventati per le notizie che nel frattempo erano giunte dalla voce dei quartieri d’una pericolosissima tempesta marina.

Negli anni a seguire alcuni bagni li feci al Sirena di Posillipo fino a giungere ad Ischia dove avevo casa tutto l’anno in fitto e ci restai fino al 1983.

Successivamente gli itinerari furono Mondragone, parte della Calabria, Il Cilento, Le Puglie fino a Minturno nel 2019, dopo stop con le vacanze primo, tra tutti, motivo di salute.

Oggi il mare, come recita il testo d’una canzone,  lo vedo solamente in cartolina…

LUCIANO SOMMA 

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‘O CCAFE’ SUSPESO

Questo articolo vuol essere un invito a tutti coloro che amano le tante tradizioni napoletane, tra queste ‘O CCAFE’ SUSPESO.

Veicolare questo messaggio è amare la nostra Napoli, e i suoi comuni limitrofi tra i quali ISCHIA, perla del nostro mare.

Un ringraziamento particolare va a GIOIA LOMASTI che in VETRINA DELLE EMOZIONI ha evidenziato con grande bravura l’evento col seguente comunicato stampa!

“Questa tradizione, simbolo di generosità e speranza, ha attraversato i decenni proiettandosi anche nel mondo dell’arte e della musica.

Recentemente, questa antica usanza è stata celebrata attraverso un’opera musicale intitolata ‘O Caffè Suspeso, un tributo che ne rende omaggio e ne preserva il valore sociale e culturale.

Il testo, scritto da Luciano Somma, rende omaggio alla tradizione e ne narra l’essenza con poesia e sentimento, evocando le emozioni che si nascondono dietro a un semplice gesto di solidarietà.

La musica, con arrangiamento e voce di Gustavo Martucci, arricchisce questa narrazione, trasformando la rappresentazione in una canzone che emoziona e invita alla riflessione.

La melodia si alterna tra nostalgia e speranza, sottolineando quanto un piccolo gesto possa avere un grande significato nella vita di qualcuno.

‘O Caffè Suspeso non è solo un ricordo del passato, ma un invito a mantenere viva questa tradizione di altruismo, anche tramite l’arte.

È un richiamo a non dimenticare l’importanza di aiutare il prossimo, anche con le piccole cose, come lasciare un caffè sospeso in momenti di bisogno.

In conclusione, questa canzone rappresenta una testimonianza artistica di una delle più belle usanze italiane, che continuerà a vivere come esempio di solidarietà e umanità, alimentando i cuori di chi ascolta con un messaggio di speranza e di condivisione.  13 Luglio 2025 – intervista al maestro Luciano Somma”

LUCIANO SOMMA

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