20250818 DILA APS – IL DISPARI

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20250818 DILA APS – IL DISPARI

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Vota la tua poesia: OTTO MILIONI 2025

dal codice 25po25f al codice 27po25f

ATTENZIONE: tutte le seguenti poesie sono state pubblicate nella ESATTA formattazione fornita dall’Autore. Per alcune di esse, trattandosi di testi scritti in lingue straniere, le traduzioni in italiano che presentiamo sono state realizzate a cura degli stessi Autori, in maniera amichevole e non professionale, e contengono evidenti imperfezioni ed errori sui quali non siamo intervenuti per non falsare lo spirito della gara.

La classifica finale verrà comunicata dall’attrice Chiara Pavoni il giorno 14 novembre 2025 nel Teatro Comunale di Laurino (stupendo borgo medioevale del Parco Nazionale del Cilento) durante un ciclo di tre giorni di eventi di Arti varie, VOLO PAZZO, organizzato da DILA APS e i suoi partner con la speciale collaborazione di Eva Di Perna, Angela Mennell e Gaetano Pacente.

La cerimonia di premiazione dei vincitori avverrà in una data compresa tra il 25 novembre 2025 e il 31 gennaio 2026 in località da decidere-

La data e la località della premiazione saranno rese note ai finalisti con un preavviso di almeno 10 giorni.

In bocca al lupo e vinca il migliore!

20250818 DILA APS – IL DISPARI

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25po25f Liga Sarah Lapinska
È l’ora dei salici, oh Aengus
Omaggio a Angelo Branduardi, violinista

È l’ora dei baccelli di salici , Aengus .
I fiori di campo, i fuori sul lungomare
E le erbacce verdi chiaro, i fiori stradali.
Il bosco incantato svegliando sta
Con le felci di oro, con le foglie d argento –
Nella sua intatta maestà .
È proibito nessuna tagliare
Col lembo dei panni o col soffio,
Appena, appena, aspetta e cuor mio fiorir
Una rosa rossa di una felce,
Sarà il miracolo, oh, il miracolo,
Non solo un’ spettacolo.
La neve si sta sciogliendo già.
Le barbe dei licheni sono cresciuti lunghe.
È il tempo di amare e di odiare.
La porta solo per aprirla chiudi ?
Non ci sono più una migliaia
Di sorgenti, correnti, passioni, urli.
Non ci sono più nei nostri magazzini
Cosa mi suonerai da ballare?
Vento da Sud o da Nord nel tuo violino ?
Perso come e cosa sei, oh, Aengus,
Un po’ stanco, un po’ pupazzo,
Sempre credente nei miracoli, oh, pazzo .

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26po25f Ilze Magone
La libertà di un uccello

L’ uccello vola, le ali espandendo ,
Il flusso del vento come un’ corrente catturando,
Ed, ecco , che si libra nei cieli.
Alzati gli occhi e ti senti
Che essere nei cieli con lui vorresti ,
Per la libertà giusta goditi.
Niente da aspettare, espandi le ali !

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27po25f Ilze Magone
La rugiada della potenza

Dio dava la rugiada della potenza,
Una spallina dei diamanti,
Sia recinto che prato coprendo
Con gli suoi fini orpellini.
Poi, io sono uscita a piedi nudi
Nelle goccine mattutine,
Raccogliendomi la rugiada
Per tutta la mia bella giornata.
La guancia mia ho accarezzato ,
Per renderla sempre più limpida.
Gli occhi miei ho puri lavato,
Per potere vedere più fissa.
Allora , potevo le cose azionare,
Allora, potevo le parole menzionare,
Perciò la rugiadina la forza dava,
Perciò la rugiadina il pasto regalava.
Condividi così, Dio mio, la rugiada,
Per sarebbe sufficiente a tutta la strada,
Per a me stessa sarebbe sufficiente,
Per a mio fratellino sarebbe bastante.

20250818 DILA APS – IL DISPARI

Comunicato stampa Associazione di Promozione Sociale

“Da Ischia L’Arte – DILA APS”

Bruno Mancini Presidente Associazione DILA APS. Dalila Boukhalfa Delegata alle attività DILA APS per il Continente Africa, Yousra Chenah Direttrice Sede operativa DILA APS BLIDA per la Nazione Algeria –  Via Benyoucef Benkhedda. AADL Ouled Yaich Blida. Algeria,  esprimono a Sua Eccellenza Mohamed Khelifi, Ambasciatore della Nazione Algeria in Italia, profonda  gratitudine per il concesso onore dell’incontro di persona tra Lui e i Membri della comunità per celebrare la festa musulmana dell’Aia El Kebir nella residenza della Bufalotta.

Il colloquio è stato diretto, sincero e molto umano.

Con la dichiarata apertura all’affiancamento in favore di nuove prospettive per gli algerini in Italia, Egli ha dato una nuova prospettiva per il futuro, insieme alla certezza di poter affrontare le difficoltà della vita associativa con le spalle coperte della Ambasciata da Lui diretta.

Sua Eccellenza Mohamed Khelifi, Ministro plenipotenziario che ha già realizzato un percorso di notevole importanza (Malta, San Marino, Uganda, Londra etc…), Ambasciatore della Nazione Algeria in Italia si è, infatti, presentato a mano tesa, con gesti di fraternità molto gratificanti.

I giovani studenti presenti alla cerimonia sono testimoni di tutti i cambiamenti e dei nuovi protocolli già resi attivi.

Durante questo incontro l’Associazione di Promozione Sociale “Da Ischia L’Arte – DILA APS” è stata rappresentata dalla sottoscritta Dalila Boukhalfa in qualità di Socia Onoraria nonché Direttrice DILA APS della Sede operativa della Nazione Algeria e Responsabile di tutte le attività artistiche, culturali e sociali programmate e da pianificare nel Continente Africa.

DILA APS ritiene pertanto opportuno ribadire, a nome di tutto il Consiglio Direttivo, che l’interesse dimostrato dall’Ambasciatore nella dichiarata intenzione di voler collaborare con la nostra Associazione e in funzione della Sua proposta di valutare idee e programmi DILA APS relativi alle attività artistiche culturali e sociali dei cittadini algerini presenti qui in Italia, ci onora e ci impegna in maniera concreta e collettiva.

La Sua cortese attenzione ci ha dato una visione della Sua qualificata competenza.

Infine, i sottoscritti Bruno Mancini, Dalila Boukhalfa e Yoursa Chenah, a nome proprio e per incarico ricevuto dell’intero CS Dila APS, augurano a Sua Eccellenza Mohamed Khelifi Ambasciatore algerino in Italia, un mandato foriero di nuove opportunità di collaborazione e di crescita per le nostre Nazioni, Algeria – Italia, unite da vincoli di rispetto e di amicizia.

Con stima.
Bruno Mancini
Dalila Boukhalfa
Yousra Chenah

20250818 DILA APS – IL DISPARI

Dalila Boukhalfa con Mohamed Khelifi, Ambasciatore della Nazione Algeria in Italia,

20250818 DILA APS – IL DISPARI

Mohamed Khelifi, Ambasciatore della Nazione Algeria in Italia, con Dalila Boukhalfa delegata DILA APS

20250818 DILA APS – IL DISPARI

20250811 DILA APS – IL DISPARI

20250811 DILA APS – IL DISPARI

20250811 DILA APS – IL DISPARI

20250811 DILA APS – IL DISPARI

Mariapia Ciaghi: Giorgio Rapanelli ospite a Ischia.

Un viaggio oltre il Reno per riscrivere la storia carolingia

Nell’autunno prossimo, l’isola d’Ischia, perla del Golfo di Napoli, ospiterà un evento culturale di grande suggestione.

Protagonista sarà Giorgio Rapanelli, giornalista e studioso indipendente di storia medievale, invitato dall’Associazione DILA APS – Da Ischia L’Arte, per presentare una tesi tanto affascinante quanto dirompente: e se la vera Aquisgrana di Carlo Magno non fosse in Germania, ma nel cuore dell’Italia, nel Piceno?

Rapanelli, che riprende e amplia le ricerche del compianto Giovanni Carnevale, sfida apertamente la geografia ufficiale dell’Impero carolingio e, con essa, l’intera narrazione storiografica dominante.

In questa intervista che mi ha rilasciata in eslusiva per Il DISPARI, l’autore anticipa i temi dell’incontro ischitano, offrendo spunti che mescolano metodo, dubbio e coraggio intellettuale.

20250811 DILA APS – IL DISPARI

D: -Oltre il Reno: viaggio tra storia, silenzi e potere.

Dottor Rapanelli, l’ipotesi di un’Aquisgrana nel Piceno è affascinante e provocatoria. In che modo ridefinisce l’identità dell’Europa medievale?
R: -Le narrazioni storiche sull’Europa medievale sono tutt’altro che neutre. Spostare Aquisgrana dall’attuale Germania all’Italia centrale significa spostare l’epicentro simbolico e culturale dell’Impero carolingio. È un ribaltamento di prospettiva che restituisce centralità a territori oggi considerati periferici nella narrazione ufficiale.

D: –Secondo lei, quanto pesano le costruzioni ideologiche e geopolitiche sulla versione della storia che ci viene tramandata?
R: -Purtroppo molto. Le ideologie e i poteri costituiti influenzano cosa si ricorda e cosa si dimentica. I vincitori scrivono la storia, ma spesso lo fanno per legittimare il proprio ruolo. Le narrazioni dominanti sono frutto di scelte: sottolineano certi eventi e ne ignorano altri.

20250811 DILA APS – IL DISPARI

D: –Come si concilia il metodo storico con il silenzio delle fonti?
R: -Il silenzio può essere eloquente. L’assenza di documenti su eventi rilevanti non va ignorata: può indicare rimozioni strategiche, o raccontare un’altra geografia dei fatti. Anche ciò che manca è fonte, purché si abbia l’attenzione di ascoltarlo.

D: –Quali insidie si nascondono nell’affidarsi a traduzioni e sintesi delle fonti?
R: -Tradurre è interpretare. Un errore, anche involontario, può stravolgere il senso di un documento. Giovanni Carnevale conosceva le lingue originali delle fonti – latino, greco, tedesco – e questo gli permetteva di lavorare con un rigore che molti altri, affidandosi a traduzioni, non possono garantire.

 D: –Lei critica la “storia per autorità”. Qual è l’antidoto a questa tendenza?
R: -Il pensiero critico. Non si può accettare una tesi solo perché proposta da un’autorità accademica. Occorre verificarla, confrontarla, metterla in discussione. La storia non è fede, ma ricerca.

 D: –Qual è il valore dell’interdisciplinarità in ricerche storiche controverse?
R: -Altissimo. Le fonti scritte non bastano. Servono archeologia, climatologia, toponomastica, filologia. Solo intrecciando questi saperi si può avvicinarsi a una verità storica più sfaccettata e fondata.

 D: –Che ruolo ha il dubbio metodologico nel lavoro dello storico?
R: -È il suo carburante. Senza dubbio non c’è ricerca, solo ripetizione. Il problema è che i paradigmi consolidati rassicurano, ma spesso imprigionano. Solo il dubbio può spezzare queste gabbie.

 D: –Come può una narrazione dominante trasformarsi in dogma culturale?
R: -Quando smette di essere discussa. Una verità storica, anche se fragile, può diventare indiscutibile solo perché continuamente ripetuta. È un fenomeno pericoloso, che soffoca il dibattito e marginalizza letture alternative.

 D: –Se si accreditasse la tesi di un’Impero carolingio centrato sull’Italia, cosa cambierebbe?
R: -Non solo la mappa simbolica dell’Europa, ma anche il riconoscimento del ruolo italiano nella formazione dell’identità europea. Non è una questione di orgoglio nazionale, ma di verità storica da ristabilire.

 D: –Che tipo di dialogo dovrebbe instaurarsi tra storici accademici e indipendenti?
R: -Un dialogo vero, privo di pregiudizi. Il confronto dovrebbe essere costruttivo, basato sul merito delle tesi, non sul curriculum di chi le propone. La scienza, anche quella storica, progredisce solo se si confronta apertamente con l’“eresia”.

 D: –In un’epoca dominata dall’infotainment, come si può raccontare la storia con rigore e al tempo stesso con efficacia?
R: -Non si deve scegliere tra rigore e chiarezza. Si può essere precisi senza essere noiosi. Una narrazione storica ben costruita è come un edificio: solido nelle fondamenta, ma bello da vedere. Gli storici devono imparare a parlare anche fuori dalle mura dell’accademia.

 D: –Come interpreta il silenzio delle fonti sul viaggio di Carlo Magno verso Roma?
R: -È un’assenza troppo pesante per essere casuale. Può indicare che il percorso non fu quello canonico o che certi eventi si volevano nascondere. È un vuoto che invita alla ricerca, non all’indifferenza.

 D: –Quali potrebbero essere le ricadute culturali e politiche di un “baricentro carolingio” spostato verso l’Italia?
R: -Potrebbero essere significative. Non riscriverebbero la storia politica, ma quella culturale sì. Aiuterebbero a riequilibrare una narrazione europeista spesso troppo germanocentrica, restituendo dignità e centralità a territori dimenticati.

 D: –Infine, qual è il suo invito ai lettori quando si confrontano con la storia, specie quando questa è piena di incertezze?
R: -Di non cercare certezze, ma senso. La storia non è un libro chiuso, ma una mappa in continua riscrittura. Solo chi accetta di perdercisi dentro può davvero scoprirne i tesori nascosti.

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