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20250901 DILA APS – IL DISPARI

20250901 DILA APS – IL DISPARI
Vota la tua poesia: OTTO MILIONI 2025
dal codice 28po25f al codice 32po25f
ATTENZIONE: tutte le seguenti poesie sono state pubblicate nella ESATTA formattazione fornita dall’Autore. Per alcune di esse, trattandosi di testi scritti in lingue straniere, le traduzioni in italiano che presentiamo sono state realizzate a cura degli stessi Autori, in maniera amichevole e non professionale, e contengono evidenti imperfezioni ed errori sui quali non siamo intervenuti per non falsare lo spirito della gara.

La classifica finale verrà comunicata dall’attrice Chiara Pavoni il giorno 14 novembre 2025 nel Teatro Comunale di Laurino (stupendo borgo medioevale del Parco Nazionale del Cilento) durante un ciclo di tre giorni di eventi di Arti varie, VOLO PAZZO, organizzato da DILA APS e i suoi partner con la speciale collaborazione di Eva Di Perna, Angela Mennell e Gaetano Pacente.
La cerimonia di premiazione dei vincitori avverrà in una data compresa tra il 25 novembre 2025 e il 31 gennaio 2026 in località da decidere-
La data e la località della premiazione saranno rese note ai finalisti con un preavviso di almeno 10 giorni.
In bocca al lupo e vinca il migliore!

28po25f Ilze Magone
L argento della Māra
Tenerissima Māra ha coperto
La scialle sulla sue spalle
Con gli orpelli di argento.
Ha versato l argento nel ruscello,
È scorso tutto nel mare.
Scorri, oh, ruscelletto, nel mare,
Lascia che il sole si gioca ,
Fino al fondo del mare,
Dove si trova i tesori di Māra.
Lì l’ argento si splende,
La luce del sole riflettendo,
Allora la luce sarà sufficiente,
Per dividerla tra i popoli.
°°°°—-°°°°
29po25f Eva Mārtuža
Nel buio
Oggi nel buio mi riposo
nel suo grembo mi striscio,
come alla mamma mi ha coccolato,
per essere dondolata,
per avere una carezza
alla mia guancia abrasa,
oltretutto narra una fiaba,
salva dalla gente straniera,
per scomparmi nel profondità del sonno.
Nel buio diversamente le canzoni suonano
°°°°—-°°°°
30po25f Eva Mārtuža
Attraverso il sole argenteo
Attraverso il sole argenteo ho rotolato,
Nel grembo del sonno della luna ho rannicchiato.
Per la bassa marea mi abbandonavo,
Con l alta marea indietro mi tiravo.
Padre, madre la luce mi destinavano,
Diventare il testardo ginepro desideravano.
Contro al vento, contro al vento mi tengo,
Con il vento, con il vento m accendo.
La fiamma nei tumulti da soffocare
E la luce nelle anime da bruciarla,
Tutto che è chiuso tra le cinture
Da liberamente aprirla !
°°°°—-°°°°
31po25f Eva Mārtuža
L’incantesimo
Attraverso il pino dei lupi dell’isola di Kihnu
ho strisciato
nei raggi neri neri dai soli distanti
sono infilato
alla forza dei fiori infiammati del vento del fuoco ho arreso
dalla riva dai nostri padri per sempre
sono strappato.
Si sta facendo il buio della camera dì nostra cara dea Māra le culline tacono
dea Laima, dea Dēkla, il Babbo delle Dainas,
e stesso Dio Padre s addormenta là.
Un blocco di granito giace riccamente scolpito sopra i nazioni morti
Non per me, ma per voi, i pionieri
c’ e una notizia saggia via E – mail,
attraverso quei grigi piumini
dell’oblio io guarderò.
Di una sacerdotessa tre volte rinascerò
sulla riva resinante di terra Baltica
per l eternità, a lungo io crescerò
e il popolo Baltico di nome loderò.
°°°°—-°°°°
32po25f Rasma Urtāne
Vorrei
Neanche ho bisogno del tuo tocco,
Neanche affondare nel tuo sguardo vorrei.
Dall’altra parte del cielo , dove, chissà,
La stella del mattino nascerei .
Chi si può una stella biancastra trattare?
Solo che nei raggi del sole il riflesso
io svanirei.
Essere vicina alle tue memorie vorrendo,
Io da lontano la tua mi sentirei.

20250825 DILA APS – IL DISPARI
Da Matilde Serao a Carlo Magno:
quando la Storia si riscrive da Trento (passando per le Marche)

Al Castello del Buonconsiglio, il X Congresso “Impronte femminili senza frontiere” mette in crisi la narrazione ufficiale del potere.
Con la partecipazione dell’Associazione di Promozione Sociale “Da Ischia L’Arte – DILA APS” di Bruno Mancini
Chi ha detto che la Storia sia immutabile?
Chi ha deciso dove finiscono le domande e cominciano le certezze?
A Trento, il 25 e 26 ottobre, nella cornice maestosa del Castello del Buonconsiglio, queste domande saranno il cuore pulsante del X Congresso Internazionale “Impronte Femminili Senza Frontiere”, promosso dalla casa editrice e centro culturale Il Sextante di Mariapia Ciaghi, da sempre motore di progetti interdisciplinari capaci di unire linguaggi, territori e saperi.
Il tema scelto per questa edizione, “Sotto le parole: rileggere, riscrivere, resistere”, è già una dichiarazione di intenti: le parole, le immagini e i simboli non servono a confermare il potere, ma a incrinarlo.
Tra le realtà culturali che daranno voce a questa visione plurale e coraggiosa, parteciperà anche l’Associazione DILA APS – Da Ischia L’Arte, da anni attiva nella promozione di progetti culturali internazionali e nella valorizzazione del pensiero artistico e letterario indipendente.
La presenza di DILA APS rafforza ulteriormente il ponte ideale tra isole culturali diverse — da Ischia alle Marche, da Napoli a Trento — unite dal desiderio di riaprire i dossier della memoria con occhi nuovi.
Al centro dell’edizione 2025, nel 150° anniversario della nascita, brilla la figura immensa e inclassificabile di Matilde Serao, giornalista, scrittrice, fondatrice de Il Mattino, voce lucida e ribelle della comunicazione italiana tra Otto e Novecento.
Non si tratta solo di una celebrazione, ma di una riattivazione della sua eredità: Serao viene riletta, reinterpretata e messa in dialogo con il presente, in un contesto che accoglie anche altre figure come Anna Maria Mozzoni Beccari, e tutte quelle donne che, allora come oggi, scelgono la complessità, la verità e il coraggio nell’informazione.
Nel cuore di questo omaggio visivo e politico, spicca l’opera pittorica di Irene Levighi, realizzata per il congresso:
“La figura di Matilde emerge con potenza dal fondo materico e incandescente, lo sguardo fiero rivolto verso un mondo saturo di chiacchiere vuote e stereotipi, rappresentato da fumetti in stile Roy Lichtenstein che fanno da controcanto visivo e concettuale al messaggio dell’opera.
Le frasi ‘STAI ZITTA’, ‘BLABLABLA’ e ‘DIVIETO DI CAZZATE’ non sono semplici slogan ma veri e propri colpi di scalpello contro una cultura mediatica ancora dominata dal pettegolezzo e dalla superficialità.”
“Il dettaglio ‘+ articoli, – pettegolezzi’ è un manifesto che potrebbe valere oggi come ieri: un’esortazione a usare la parola come strumento di costruzione e non di distrazione. Irene, con questa tela, non celebra solo Matilde Serao: la resuscita in chiave pop-contemporanea, ricordandoci quanto sia urgente ancora oggi una voce libera, documentata, irriverente.”
(Mariapia Ciaghi)

Accanto alla Serao, l’altra grande figura che attraversa il congresso è Carlo Magno.
O meglio: la sua ombra, la sua leggenda, la sua (possibile) ubicazione.
Perché secondo Don Giovanni Carnevale (vedi intervista esclusiva rilasciata a IL DISPARI da Giorgio Rapanelli e pubblicata il giorno 11 agosto 2025) sacerdote e studioso marchigiano scomparso nel 2021, la vera Aquisgrana non si troverebbe in Germania, ma nelle Marche, a San Claudio al Chienti, tra Corridonia e Tolentino.
Una teoria audace, ancora oggi ignorata da buona parte dell’establishment accademico, ma che in questo congresso trova terreno fertile.
Non per cercare una verità definitiva, ma per aprire spazi di dubbio, riscrittura e insubordinazione storiografica.
Anche in questo caso, a tradurre visivamente l’ipotesi ci pensa Levighi con l’opera “Il mistero di Carlo Magno”: torri instabili, un cavaliere enigmatico, l’abbazia di San Claudio sullo sfondo, simbolo di un potere dimenticato e di una Storia da rivedere. Entrambe le opere, prodotte all’interno del Collettivo “Queste Donne” di Trento diretto dalla marchigiana Toti Buratti, si collocano al crocevia tra arte e attivismo, tra memoria storica e visione futura.
Non decorano, ma disturbano.
Non raccontano, ma chiedono conto.
E fanno esattamente ciò che faceva Matilde Serao: trasformano la parola e l’immagine in strumenti di resistenza.
Il Congresso di Trento, nel riprendere la lezione seriana, ci consegna un messaggio quanto mai attuale: non basta ricordare.
Bisogna agire, scrivere, disegnare e riscrivere.
Oggi come ieri.
Pietro Pennesi

Antonella Ariosto | POESIA CRUDA
Ti ho sempre sentita
Ti ho sentita
prima ancora che il tuo volto
avesse un nome,
quando eri soltanto un fremito segreto
e già riempivi il silenzio.
Dentro di me batteva un richiamo
che nessuno poteva udire,
un lampo sottile,
più vero del tempo stesso.
Quando sei apparsa al mondo
portavi negli occhi l’infinito
e nei capelli il fuoco delle aurore.
Guardavi senza paura,
come chi conosce vie antiche
e non ha bisogno di guide.
Sei cresciuta fragile e forte,
capace di cogliere i sussurri
delle emozioni più nascoste,
di sentire la pioggia
prima che cada dal cielo.
Ogni caduta ti ha insegnato a volare,
ogni ombra a scorgere la luce.
Non hai mai urlato la tua forza,
l’hai portata come un respiro costante,
come un passo che non si ferma.
Oggi ti guardo, donna,
e ritrovo quel battito antico.
Non sei speciale perché ti appartengo,
ma perché sei te.
Patrizia Palombi
°°°———–°°°
DITE AL VENTO
Dite al vento
che quando soffia
come brezza
è l’attesa delle stagioni
che non muore.
Dite alla pioggia
che quando cade senza far male
è acqua da bere
senza sale.
E dite al sole
che quando scalda appena
è il desiderio ritrovato di amori dimenticati
e alla notte che
arriva
senza far rumore
che non fa paura
prima che arrivi
ancora un’altra alba.
Maria Francesca Mainieri
