Parliamone

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Poesia, … parliamone!

Roberta


Informazione
del 04/03/2012   51 visite   2 voti

 

Amici di Poesia e dintorni

Qualche tempo fa Fabio Fazio, durante la trasmissione CHE TEMPO CHE FA in onda su Rai 3 il sabato e la domenica, cercò di scoraggiare gli autori di poesia dal tentare di utilizzare la trasmissione come mezzo di pubblicità per i loro testi. Evidentemente come conduttore di una trasmissione che si occupa di cultura e di libri, riceve una quantità certo enorme di segnalazioni tanto da spingerlo a dare questo messaggio durante una delle puntate in onda. Il 5 febbraio scorso, Roberto Saviano, ospite di Fazio, nella seconda parte del suo intervento ha parlato della poetessa  Wisława Szymborska recentemente scomparsa e ha letto alcuni suoi versi.

(A questo link il video:

www.youtube.com/watch )
Dopo il suo monologo, Luciana Littizzetto, giullare sdrammatizzante di CHE TEMPO CHE FA, ha recitato una sua poesia nella quale non ha mancato di utilizzare la solita terminologia poco ortodossa che la contraddistingue.

Digitando sul motore di ricerca CHE TEMPO CHE FA unito a POESIA risultano in prima pagina tre link che parlano di Saviano e dell’autrice da lui commentata e sei link che rimandano al momento della poesia della Littizzetto. Di questo ultimo è adeguatamente favorito il video di cui quindi è inutile che io vi fornisca il link.

Il 21 marzo, giorno in cui si celebra la poesia, è vicino. Vi invito quindi a commentare qui i fatti che vi ho esposto, credo infatti che oltre a celebrarla con versi, sia necessario anche parlare di poesia.


Note dell’autore

 

I commenti

Commento 21244

Vincenzo Tesone il 5 mar 12 19:51 ha commentato:

Ecco una materia che mi interessa ma non per formulare delle critiche ma per esprimere un mio libero pensiero di uomo, di cittadino italiano, tato dalle moine della <Littizetto> ho spento la tv. (mia nemica)… Fazio ,par la predica che parla, parla enon capisco come l’ho seguono. Saviano era un giornalista ( altrimenti non avrebbe mai pubblicato “gomorra”. Una vergogna per la Campania ( tanto è nella presentazione del libro nella mia città ( nei locali messi a disposizione dal comune Villaricca)Fui invita to per leggere alcune righe del libro “gomorra ” mi rifiutai dicendo che non ero interessato a quel tipo di lettura e la mia presenza era inopportuna a quel tipo di lettura. …E potrei continuare. Il film poi secondo me ha accentuato il male e mettendo in cattiva luce la Campania. La Campania è un’altra cosa: è bellezza!! >’na passione ca nun se leve do core> e come la poesia, la vera poesia, senza mistificazione. Opulenza di bellezza, espressione dell’animo umano, “senze a poesia nun se po’ campa’” Saluti affettuosi a tutti gli scrittori di pd in plus a Roberta e all’amico Bruno. Coraggio crediamoci abbattiamo il brutto e il male!!! <<<Cosa sarebbe il mondo senza la poesia!!>>>

Commento 21242

ester il 5 mar 12 15:29 ha commentato:

In risposta al commento:
Commento 21239:

Ovviamente concordo sui rilievi di Bruno Mancini, in particolare sull’obiezione circa i versi tradotti. Sappiamo bene quanto sia ardua impresa, praticamente impossibile, restare fedele all’idea dell’autore. Quindi il contrasto fra ciò che predica Fazio e ciò che invece concede ai suoi amici aumenta in modo esponenziale… ma Fazio, come tutti quelli che possono, fa il bello e il brutto tempo come gli va, ecco che tempo che fa;-)

Commento 21239

Roberta il 5 mar 12 7:32 ha commentato:

Carissimi… grazie per i vostri interventi ai quali ho da rispondere. Oggi però sarò impegnata in incombenze molto più terrene della poesia. Spero di trovare un momento durante la giornata… altrimenti domani. Per il momento un saluto.

Imbonitori e candida Alice

comeicinesi il 5 mar 12 4:15 ha commentato:

Oggi è il giorno dedicato al santo patrono della mia municipalità e tutti in loco sono propensi alla bontà ed alla tolleranza… ma io non sono devoto per fede e non sono tollerante per impostazione concettuale.
Queata newsletter mi pungola ad aprire discorsi seducenti, volgari e dissacranti, tuttavia, per il perverso rispetto (perverso in funzione della mia natura anarchica) che ho dell’ospitalità , m’induco a limitare questo intervento presentando due edulcorate considerazioni.

La prima, molto banale, chiede di capire quale rapporto possa mai esserci tra una trasmissione televisiva -che bene o male, in buona o in cattiva fede, sia sottoposta alla sudditanza degli indici di ascolto oltre che incatenata alle lobby pubblicitarie non importa se gestite dallo spregevole papi o se relazionate ai suoi falliti antagonisti-, ed una corretta proposizione della vera natura dalla Poesia.
Loro, i paladini dell’imbonimento di massa, dovrebbero traslare l’aforisma “Altro è parlare di morte altro è morire.” ed ammettere che “loro” non son mai morti mille volte scrivendo una poesia.

La seconda riflessione, tanto generalmente accettabile, ma tanto nelle parole di Saviano incredibilmente disattesa, spinge a porre l’attenzione su quanto sia specifica la differenziazione del lessoco utilizzato per proporre poemi e di come sia, di conseguenza, improbo tradurne le innumerevoli sfaccettature.
Dico, cioè, che la traduzione di un verso può-deve adempiere ad alcune priorità decise, si spera in sintonia con l’autore (quando egli non sia già defunto), ma non potrà MAI trasferire TUTTO il bagaglio storico contenuto nelle sue parole.

Saviano, senza dubbio persona di grande sensibilità civile, si adatta a definire Wisława Szymborska come “… è una poetessa che rimette al mondo le parole, le rigenera, le ricostruisce… tu nei suoi versi incontri tutte parole che già conosci…”.
Lo sberleffo è poco per chi, avendo letto una traduzione, da cattivo imbonitore si propone come recensore di una Poesia!
Candida Alice, sveglia!
Oggi è festa e sono buono:-)
Bruno

Commento 21236

ester il 4 mar 12 23:34 ha commentato:

Cara Roberta, ancora una volta la tua efficienza e la tua costante attenzione ovunque sia necessario sostenere la Poesia sono veramente encomiabili. Non conoscevo i fatti da te esposti e mi stupisce assai questo atteggiamento di Fabio Fazio, che, pur lasciando ai suoi ospiti ampio spazio per presentare, spiegare e reclamizzare le loro pubblicazioni, anzi… sembra quasi che questi stessi vengano proprio quando devono fare propaganda ad una nuova uscita, dicevo pur sostenendo questo modo di agire, si comporti diversamente nei riguardi della poesia. Forse perché non fa audience? Forse perché non ci sono poeti fra i suoi amici? Insomma una ragione deve esserci. Giustissimo da parte tua aprire questo dibattito.
Parlare di poesia non è facile per me. È qualcosa che nasce da un’esigenza dell’anima, e resta un prodotto dell’anima. Certo va curata, degnamente vestita (non addobbata) o denudata, se necessario, ma non mi ero mai posta il problema di sostenerla.
Già l’idea di proporne la lettura a qualcuno al di fuori di chi già la coltiva e la cerca, mi imbarazza, come se vivere la poesia fosse un fatto privato. Invece è sempre necessario sensibilizzare anche gli altri, in particolare i piccoli e gli adolescenti, verso tutto ciò che è bello e che arricchisce la persona. Il tuo impegno in questo senso mi suona come un rimprovero, ma non è mai troppo tardi. Mi aspetto di leggere molti appassionati commenti e utili proposte e spero di imparare qualcosa, io che ero pronta a nascondere sotto il moggio la lampada accesa.

Bruno Mancini

Bruno Mancini scrittore

Bruno Mancini Presidente DILA APS

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