Intervista ad Alessandro Catanzaro, fisioterapista e posturologo nell’ambito del progetto “Incontriamo l’anima dell’arte nel femminile”
Nell’ambito del Progetto “Incontriamo l’Anima dell’arte nel femminile” ideato da me e da Virginia Vandini, Sociologa, professional Counselor, supervisor Trainer, Costellatrice familiare e custode del Mantra Madre,
lo scorso 22 maggio 2024 è andata in onda sulla Community dell’associazione e pubblicata su YouTube, l’intervista da me condotta con Alessandro Catanzaro fisioterapista, Posturologo, Counselor professionista, scrittore.
Nell’intervista Alessandro Catanzaro mette in risalto quanto nella sua professione sia fondamentale l’ascolto e l’osservazione del paziente nella sua interezza, proprio a partire dal binomio corpo ed emozioni,
Inoltre nell’intervista viene affrontato anche tutto il percorso legato al progetto che Alessandro sta portando avanti da più di un anno insieme a Virginia Vandinidal titolo “Postura e Costellazioni familiari archetipiche”- Diventa importante seguire tre passi fondamentali nel lavoro con il paziente per constatare un cambiamento nella distribuzione dei carichi del corpo tra il prima e il dopo la Costellazione familiare archetipica che accompagna il paziente a sciogliere quei nodi transgenerazionali al fine di rompere quelle catene con cui si ripropongono i medesimi accadimenti dolorosi che gravano su di lui da generazioni liberando da pesi, sensi di colpa ecc,,,
: 1- la raccolta dati che contempla una valutazione posturale in cui Alessandro Catanzaro raccoglie l’anamnesi del costellato rispetto a grossi traumi, dismorfismi, 2- l’osservazione in cui il fisioterapista e posturologo Catanzaro analizza il corpo del paziente e ne valuta le condizioni generali lasciando che siano proprio le spalle, le braccia, le gambe, la schiena, la posizione della testa a parlare..il corpo parla se si è in grado di riconoscerne i segnali. 3- riguarda l’utilizzo della pedana baropodometrica dopo che il paziente ha eseguito la Costellazione. Grazie a questa pedana in modo preciso vengono indicati come sono distribuiti i carichi del corpo sulla pianta dei piedi.
Questo strumento:(pedana baropodometrica) permette di cogliere le differenze di carico e quindi di postura tra prima e dopo la costellazione.
Il progetto “Incontriamo l’Anima dell’Arte nel femminile” è stato pensato per dare spazio e ascolto agli artisti e alle loro emozioni che prendono vita attraverso i loro molteplici linguaggi. L’arte infatti in questo spazio viene intesa nel suo senso più ampio abbracciando non solo tutto quello che si lega alle arti figurative, ma anche l’arte intesa come capacità di aprire diverse narrazioni attraverso la musica, la gestualità e quindi la danza, ma anche lo yoga e tante altre espressioni con cui l’artista lascia fluire la parte parte più autentica di sè.
Il ciclo di interviste si svolge in diretta Facebook sulla community dell’Associazione Il Valore del Femminile. A condurre le interviste è la giornalista Silvana Lazzarino- Uno spazio volto a dar voce agli artisti de Il valore del femminile e a quanti vorranno farne parte.
Durante la diretta ciascun artista ha la possibilità di veicolare l’anima della sua opera d’arte, da cui emerge il proprio vissuto tra visione ed emozione nei luoghi dell’ascolto.
Alcuni articoli di Silvana Lazzarino usciti diversi anni fa su Emmegiischia
Gabriele Albanese, Dualismo e Creatività è il 2° dei webinar introduttivi gratuiti di Counseling, organizzati dalla Scuola “Henosis Counseling e Formazione” ideata e fondata da Virginia Vandini Sociologa, Supervisor-Trainer Counselor, Costellatrice e Immaginalista
Con spiccata predisposizione al sostegno degli altri e all’ascolto, Gabriele Albanese, Counselor professionista e artista di successo, ha intravisto come l’arte possa dare spazio a soluzioni messe in campo nel lavoro del counselor: l’utilizzo delle arti dal disegno alla fotografia, dalla grafica allo storyboard, compreso il racconto ed altre espressioni artistiche, diventa prezioso canale per dare voce alla creatività, infinita risorsa presente in ogni individuo e lavorare all’ascolto di stati d’animo e percezioni di sé. Disegnatore, illustratore e fotografo di gran talento e di successo, Gabriele Albanese ha all’attivo diverse esposizioni tra cui quella dei “Cento pittori di Via Margutta” e la personale in Trastevere presso la Galleria “Art’s Moment”, comprese diverse mostre presso l’Associazione Il Valore del femminile come ”Totem Eros” .
Attraverso la professione di Counselor mediante i linguaggi dell’arte, Gabriele Albanese“permette alle persone di scoprire le proprie risorse attivando un processo di trasformazione nelle loro visioni interiori”.L’arte infatti nelle sue diverse sfaccettature gli ha permesso di portare avanti proprio questo percorso, molto efficace per accompagnare le persone a sviluppare autostima, prendendosi la responsabilità di entrare nella propria esperienza
Quale strumento privilegiato per innescare una narrazione da parte del cliente in un colloquio di counseling, il linguaggio artistico dalle immagini ai suoni, alla scrittura, quale espressione per parlare di sé, permette di acquisire di volta in volta consapevolezza di stati d’animo passati, rimasti nell’ombra, ma anche del momento. Il mezzo artistico facendo leva sull’intuizione, l’adattamento, la flessibilità è di grande supporto nel riuscire a distaccare la mente da ogni aspetto logico, abitudinario per permetterle di entrare in una funzione esplorativa, creativa in cui nulla è predefinito.
La maggior parte dei comportamenti, azioni e scelte sono dettate dal pensiero logico, lineare e razionale, mentre viene dato meno ascolto alla parte intuitiva e creativa. I due emisferi del cervello deputati ciascuno a queste funzioni il sinistro a quella logico e razionale, il destro a quella intuitiva e spaziale, dovrebbero agire in modo equilibrato permettendo alla persona di passare da un atteggiamento coerente ad uno spontaneo in linea con le necessità che si presentano. Per far parlare l’intuizione è necessario momentaneamente interrompere le funzioni proprie della logica quindi quegli aspetti riferiti al riconoscimento alla denominazione, e un aiuto in questo è presentato dall’esercizio attraverso utilizzo dei linguaggi dell’arte molto efficace anche nei colloqui di counseling.
Da non perdere nell’ambito dei Webinar introduttivi gratuiti di Counseling, organizzati dalla Scuola “Henosis Counseling e Formazione”, l’incontro DUALISMO E CREATIVITÀcondotto da Gabriele Albanese, Co-fondatore con Virginia Vandini e Docente per la Scuola di Counseling, che si svolge il 30 ottobre 2023 dalle ore 21.00. Durante questo secondo webinar, Gabriele Albanese si sofferma sulla necessità di sospendere momentaneamente il pensiero logico per far decollare quello divergente grazie al supporto del mezzo artistico che accompagna ad acquisire nuove e sorprendenti prospettive nell’ambito del problem solving, capacità intuitive, spaziali e molto altro necessarie per una migliore gestione delle attività quotidiane..
Il percorso e la formazione in Counseling proposto dalla Scuola Hsnosis Counseling e Formazionepuò costituire quel percorso che offre gli strumenti necessari per allenare il pensiero divergente e vedere soluzioni alternative ai problemi, senza che questi attirino in una spirale di negatività.
insieme a Gabriele Albanese, Disegnatore, Fotografo, Counselor a mediazione artistica, Co-fondatore e Docente per la Scuola di Counseling di Henosis Counseling e Formazione.
Davide Perico. Il nuovo brano del noto musicista e compositore è in uscita il 6 marzo 2023 su tutte le piattaforme digitali
Sempre più al centro dell’attenzione degli addetti ai lavori, reduce dall’ennesimo riconoscimento internazionale ricevuto da pochi giorni nell’ambito del Premio Eurocomunicazione svoltosi a Como, Davide Perico,nato a Bergamo e attivo nella provincia di Milano con oltre trent’anni di esperienza come produttore, tecnico del suono e compositore di musica per film e videogiochi, annuncia la prossima uscita del suo nuovo brano dal titolo “Goodbye Saigon”. Dopo i successi di “Control Shift Run” realizzato totalmente a distanza insieme al giapponese Yoshimitsu4432 e di “Fluffy Flakes“: canzone speciale con chitarre acustiche/elettriche, unite a morbide linee melodiche di pianoforte, Davide Perico, prosegue con la produzione di un altro lavoro di grande interesse in uscita il 6 marzo 2023 su tutte le piattaforme digitali.
Il noto musicista e compositore ritiene che questa muova canzone, tanto attesa, rappresenti un passo importante nella propria ricerca artistica. Come lui stesso ha sottolineato: “Questa song è un passo importante nel mio percorso musicale; un’evoluzione che ho cercato di realizzare attraverso la ricerca di un sound più avvolgente che mai”. Il brano rappresenta una sfida auto-imposta per superare limiti e per esprimere personali emozioni: quelle più profonde ed autentiche. Con questo brano in particolare, l’artista si augura di raggiungere il cuore di chi l’ascolta accompagnandolo in un viaggio interiore di scoperta e di crescita.
Così egli ha tenuto a precisare: “Ho cercato di esplorare nuove frontiere sonore, fondendo elementi di minimalismo e di textures, in una trama armonica sì complessa, ma allo stesso tempo essenziale. Ho lavorato al pezzo con grande dedizione e passione, cercando di esprimere le emozioni più profonde e autentiche che mi accompagnano ogni giorno. ‘Goodbye Saigon’ parla di ricordi e sensazioni che emergono dalle profondità dell’anima, come onde del mare che si infrangono sulla riva”.
Ascoltando ogni sfumatura del brano viene data voce all’universo dei ricordi ed al loro effetto sul paino emozionale. Così Perico infatti ha concluso: “Ho cercato di creare un equilibrio tra la complessità armonica e la sensazione di essenzialità, mantenendo un filo conduttore melodico che permea l’intera canzone. In questo modo, ho inteso rappresentare l’esperienza dell’anima che emerge dalle profondità del mare dei ricordi, e che si manifesta attraverso sensazioni e immagini evocative che allo stesso tempo, sono essenziali e semplici”.
La canzone si apre con una delicata introduzione al pianoforte, che fa da preludio al tema principale con una melodia struggente e malinconica. Successivamente, l’atmosfera si arricchisce di layer di synth e di suoni ambientali, creando un’atmosfera evocativa e avvolgente. La sezione ritmica del pezzo è stata realizzata con un suono ovattato e quasi impercettibile, come un battito del cuore, per sottolineare l’intimità e la delicatezza delle emozioni che Davide Perico ha cercato di esprimere. La linea di basso, invece, è affidata a un sintetizzatore. L’effetto che ne deriva è un suono profondo e risonante, che si fonde perfettamente con la trama sonora generale.
È la Unquantized Records, nata come etichetta discografica indipendente nel 2019, a pubblicare “Goodbye Saigon”. Si tratta della prima etichetta italiana dedicata alla promozione della musica lofi e chillhop, caratterizzata dalla non quantizzazione dei beat, una peculiarità che conferisce a questa musica un’atmosfera unica e rilassante. Attiva in molti Paesi del mondo, a disposizione sempre di nuovi talenti, la Unquantized Records è riuscita a creare una comunità di appassionati e di artisti che condividono la stessa visione della musica.
Diplomato in studi classici e successivamente in ingegneria del suono Davide Perico si è specializzato in pianoforte, tastiere e basso elettrico. Davide Perico è stato premiato per aver creato l’inno dell’evento “Fair Play for Life” dal Comitato Nazionale Italiano Fair Play, Associazione benemerita del CONI. Alcuni suoi video musicali realizzati in computer grafica, tra cui quelli appositamente creati per le canzoni “Space D” e “Zero Atmospheres”, hanno raccolto consensi e premi all’interno di importanti festival cinematografici internazionali.
Fluffy Flakes: il nuovo lavoro del compositore e tecnico del suono è su tutte le principali piattaforme digitali dal 6 gennaio 2023
Nato a Bergamo e attivo nella provincia di Milano con trent’anni di esperienza come produttore, tecnico del suono e compositore di musica per film e videogiochi, Davide Perico, dopo il recente successo a novembre con Control Shift Run realizzato totalmente a distanza insieme al giapponese Yoshimitsu4432 artista e chitarrista con base a Tokyo con cui ha iniziato a collaborare da ottobre del 2020, torna con un lavoro a sua firma dal sound particolare che si preannuncia di grande successo.
Ritratto Davide Perico
Si tratta di “Fluffy Flakes“: canzone speciale, con chitarre acustiche/elettriche, unite a morbide linee melodiche di pianoforte, è in arrivo su tutte le principali piattaforme digitali dal 6 gennaio 2023. Una perla finita, ma dalle infinite sensazioni dove lasciarsi trasportare da vibrazioni lo-fi ricche, confortevoli ed accoglienti. Il singolo sancisce una nuova collaborazione del musicista: quella con l’etichetta discografica Patiotic Records che, seppur di recente nascita, già si sta facendo conoscere come realtà di settore impegnata e punto di riferimento popolare anche per professionisti affermati.
Fondata nel 2022 dal produttore Lofitic (Patricio Menis) l’etichetta ha pubblicato oltre 100 brani e ha già lavorato con alcuni dei nomi più rispettati della musica lo-fi. Oltre a Davide Perico, da ricordare le pubblicazioni di artisti come Gary B (Café Del Marlegend), Ngyn, Lofitic, Devon Rea, Soul Jungle e molti altri.
Diplomato in studi classici e successivamente in ingegneria del suono Davide Perico si è specializzato in pianoforte, tastiere e basso elettrico. Davide Perico è stato premiato per aver creato l’inno dell’evento “Fair Play for Life” dal Comitato Nazionale Italiano Fair Play, Associazione benemerita del CONI. Alcuni suoi video musicali realizzati in computer grafica, tra cui quelli appositamente creati per le canzoni “Space D” e “Zero Atmospheres”, hanno raccolto consensi e premi all’interno di importanti festival cinematografici internazionali (Vesuvius International Film Fest, Black Swan International Film Festival, Best Music Video Award, Buzz Vicious Underground Film Festival, London International Film Festival, Andromeda Film Festival, Paris Film Festival, Berlin Shorts Award, International Music Video Awards).
Velka Sai. “Il Natale canta l’amore”: l’appuntamento si svolge a Roma il 22 dicembre alle ore 21.00 presso la sede dell’Associazione Il Valore del Femminile in Piazzale delle Provincie, 8
A restituire quell’armonia tra la percezione della propria finitezza e l’aspirazione all’infinito che si fa strada alzando lo sguardo verso l’orizzonte a ritrovare quella pienezza di essere parte dell’universo e in relazione con ogni suo aspetto, è la voce di Velka Sai che nella sua estensione e modulazione vocale accompagnata anche da strumenti come campane tubolari, rende possibile la pienezza del cuore abbracciando la vita.
Voce profonda del cuore e dell’anima Velka è musicista, raffinata e poetica nei suoi voli fatti di vibrazioni e percezioni a suggerire un percorso quasi meditativo che richiama le atmosfere della natura come i boschi le cascate, gli spazi verdi per aprire il “luogo” infinito del cuore come si evince ad esempio da “Transcendent Heart “.La sua voce e le vibrazioni degli strumenti ancestrali sonori a 432Hz da lei utilizzati aprono a mondi meditativi, diventando anche curativi per l’anima, La frequenza 432Hz è quella dell’universo alla base di tutta la creazione, ma questo suono è anche collegato al chakra del cuore e favorisce la sincronizzazione cerebrale, l’intuito e il rilassamento, donando al corpo benessere. Così la sua voce e la sua musica sono carezze per l’anima e il corpo,
Nell’ambito delle attività dell’Associazione Il Valore del Femminile di cui è Presidente Virginia Vandini, questa grande artista, giovedì 22 dicembre 2022 alle ore 21.00, presso la sede dell’Associazione a Roma in Piazzale delle Provincie 8, da’ vita ad una serata di musica e voce per un concerto tutto natalizio “Il Natale canta l’amore”: da vivere non solo a livello corale, ma anche nel corpo e nell’anima. Un concerto in cui attraverso il canto celebrare tutti insieme in un unico coro, il seme dell’amore.
Momenti di pura gioia, calore e leggerezza sono condivisi entro una connessione che immerge in una rinascita dove i limiti sono superati e la visione diventa universale. In questo sentire non vi è più separazione, ma vicinanza, interazione e quella condivisione di fede espansa nella quale tutti possono e sono chiamati a ritrovarsi. Al concerto di Velka cui si partecipa con offerta libera e consapevole (contributo consigliato a partire da 10€) segue un momento conviviale.
Virginia Vandini, oltre ad essere Presidente dell’Associazione Il Valore del Femminile e Sociologa, Supervisor trainer Counselor professionista, Costellatrice evolutiva e spirituale con i Nat, nonché Custode del Mantra Madre, è fondatrice e ideatrice di Henosis, Centro di Counseling e Formazione.
In occasione di questa imperdibile serata si possono acquistare i doni di Natale dell’Associazione Il Valore del Femminile consultabili nel catalogo e partecipare alla “tombola de Il valore del femminile”.
Per prenotazioni scrivere a: info@ilvaloredelfemminile.org, oppure contattare il 3921074600.
Silvana Lazzarino
“Il Natale canta l’amore”
Velka Sai in concerto al Valore del Femminile
Giovedì 22 dicembre 2022 ore 21.00
Alcuni articoli di silvana Lazzarino usciti su Emmegiischia e Il Dispari
Abilità di Counseling, L’appuntamento. che rientra nell’ambito degli incontri gratuiti formativi introduttivi alle Abilità di Counseling di Henosis Counseling e Formazione proposti dall’Associazione Il Valore del Femminile si svolge il 13 dicembre 2022 alle ore 21.00 in presenza e online
Per non perdere di vista i propri bisogni e aspirazioni in linea con il proprio sentire, in una società dove poco spazio è dato al singolo individuo quale essere nella sua unicità di pensiero, corpo e mente, è importante entrare in contatto con le emozioni per comprendere i blocchi limitanti rispetto alla manifestazione della propria autenticità e attivare in sé un processo di conoscenza e di riconoscimento del proprio valore.
E’ attraverso il contatto e la gestione delle proprie emozioni, considerate la bussola del proprio viaggio, che si giunge ad una rinnovata consapevolezza di sé con cui sviluppare autostima e migliorare la capacità nel prendere decisioni al fine di diventare sempre più responsabili della propria qualità di vita in cui costruire relazioni armoniche nel rispetto di sé e degli altri.
L’uomo nel suo viaggio è in costante trasformazione e in relazione con quanto intorno e con ogni aspetto dell’universo di cui egli è parte nel suo essere ancorato alla materia e alle vie sottili del pensiero, all’aspetto razionale e a quello più legato ai sentimenti.
Ogni esperienza in questo viaggio definisce la sua realtà e pertanto va letta quale stimolo per evolversi sia essa caratterizzata da situazioni negative, sia positive, poiché ogni situazione in questo piano di vita diventa occasione per conoscersi e riconoscere parti di sé magari rimaste nell’ombra. Proprio perché l’uomo è in viaggio sul piano fisico e psicoemozionale, nonché spirituale, è importante l’ascolto delle emozioni, come anche sapere che vi sono quattro livelli di coscienza che agiscono sul processo di realizzazione.
A restituire un percorso sulle emozioni e i quattro livelli di coscienza che aiutano a comprendere le connessioni e i nessi tra le dimensioni dell’esistenza, sono Germano Fazio e Anna Maria Cristofanilli nell’ambito degli incontri gratuiti formativi introduttivi alle Abilità di Counseling di Henosis Counseling e Formazione proposti dall’Associazione Il Valore del Femminile di cui è Presidente Virginia Vandini Sociologa, Supervisor-Trainer Counselor e e Costellatrice evolutiva e spirituale con i Nat, Custode del Mantra Madre e fondatrice e ideatrice di Henosis, Centro di Counseling e Formazione.
Sono loro a chiudere questo ciclo di incontri iniziati lo scorso 15 novembre condotti da docenti del percorso in Abilità di Counseling, studenti e professionisti Counselor che portano una testimonianza di integrazione del Counseling nel loro lavoro. Di grande efficacia gli incontri introducono a quelle che sono le strategie di lavoro attraverso il Counseling nell’accompagnare il cliente verso la propria autorealizzazione.
dasx Virginia Vandini, Anna Maria,Cristofanilli, Germano Fazio e Erika Marrafino
Germano Fazio,Counselor professionista, Insegnante di Qi-Gong, Lettura dei Registri Akashici, Tutor e Docente del Percorso per le Abilità di Counseling e Anna Maria Cristofanilli, Counselor professionista, Dott.ssa in Psicopedagogia, Secondo livello Reiki affrontano il tema delle emozioni e dei 4 livelli di coscienza nell’appuntamento che si svolge il 13 dicembre 2022 alle ore 21,00 online e in presenza presso la sede dell’Associazione il Valore del Femminile a Roma in Piazzale delle Provincie, 8.
In questo incontro è dato spazio anche al respiro di cui è importante avere sempre maggiore consapevolezza per entrare in relazione con sé e l’universo e allo stesso tempo per giungere ad una maggiore concentrazione. La disciplina millenaria dello Qi-Gong, cui ci si può accostare seguendo i corsi di Gerano Fazio, è volta a riequilibrare il corpo, la mente e lo spirito. Essa permette la focalizzazione del controllo del respiro e dell’energia vitale attraverso movimenti lenti e semplici che conducono le persone al raggiungimento di uno stato di calma mentale e fisica. Adatta a tutti, questa disciplina aiuta a mettere l’attenzione su di sé, sul “qui ed ora”, oltre a diventare un’ottima attività meditativa.
Durante il percorso di Formazione per acquisire Abilità in Counseling, rivolto in particolare a chi svolge una professione con un evidente impatto relazionale (medici, infermieri, avvocati, fisioterapisti, insegnanti, educatori, managers, etc..), viene spiegato come sviluppare e aggiornare competenze trasversali, ossia un insieme di conoscenze, capacità e abilità atte a favorire la crescita personale e professionale, Competenze riferite al proprio modo di essere con se stessi e g gli altri, utili per dare visibilità alle proprie capacità in diversi ambiti dalla famiglia alle relazioni al lavoro.
Così si apprendono tecniche per gestire le emozioni e lo stress, riconoscere e utilizzare al meglio le proprie risorse, e ancora orientare al meglio le relazioni e imparare a gestire i conflitti, oltre che a negoziare e acquisire competenze di problem-solving. Un percorso per valorizzare la persona e restituirle nuove consapevolezze migliorando la qualità della vita, ma anche un percorso per arricchire il proprio bagaglio di conoscenze. Per partecipare all’incontro è necessaria la prenotazione telefonando o inviando un whatsapp al numero 3791344390, o scrivendo a: info@ilvaloredelfemminile.org
Incontri nell’ambito dei percorsi svolti dall’Associazione Il Valore del Femminile
A condurre l’incontro sono Erika Marrafino Counselor per l’età evolutiva, Dott.ssa in Psicologia e Comunicazione e Laura Lispi Counselor professionista, Operatore olistico di Craniosacrale biorelato
Per giungere alla propria autorealizzazione è importante credere in se stessi sviluppando autostima a partire dal prendere contatto con il proprio vissuto emozionale. Dall’ascolto autentico delle emozioni, nel riconoscerle e accoglierle, si giunge verso una nuova consapevolezza di sé in cui considerare desideri lasciati sopiti e prendersi la responsabilità della propria vita giungendo così a definire legami autentici con gli altri, liberi da ogni forma di giudizio. Il senso di responsabilità che è amore per se stessi, la consapevolezza per compiere scelte sane, unitamente all’ascolto di sé e dell’altro, sono alcune delle tematiche che vengono proposte non solo nei percorsi tra seminari, workshop promossi dall’Associazione Il Valore del Femminile, ma in particolare sono approfondite nel percorso introduttivo per le Abilità in Counseling iniziato lo scorso 15 novembre2022.
Proposti da Henisis. Counseling e Formazione ideato e diretto da Virginia Vandini nell’ambito del Valore del Femminile di cui è presidente, gli incontri formativi introducono a quelle che sono le strategie di lavoro attraverso il Counseling nell’accompagnare il cliente verso la propria autorealizzazione, In programma ogni martedì fino al 13 dicembre 2022 dalle ore 21:00 alle 22.00 in modalità online e in presenza, gli incontri gratuiti di formazione sono condotti dai docenti del percorso in Abilità di Counseling, studenti e professionisti Counselor che portano una testimonianza di integrazione del Counseling nel loro lavoro.
Martedì 6 dicembre alle ore 21.00l’incontro “L’età dell’incertezza: bisogni e opportunità di un’epoca” si svolge eccezionalmente online: Erika Marrafino, Counselor per l’età evolutiva, Dott.ssa in Psicologia e Comunicazione, Tutor e Docente del Percorso per le Abilità di Counseling, e Laura Lispi, Counselor professionista e Operatore olistico di Craniosacrale biorelato, accompagnano, quanti saranno presenti, a scoprire più da vicino le dinamiche dell’adolescenza in cui si vive un processo di cambiamento nella costruzione di una propria identità.
Virginia Vandini
Pertanto il counselor con gli adolescenti deve propendere ad una maggiore flessibilità manifestando un atteggiamento protettivo necessario per attivare nei ragazzi un processo verso il cambiamento e la costruzione del proprio benessere a partire dal renderli consapevoli delle proprie risorse per sviluppare in loro autostima e autoefficacia.
Così viene messa in campo un’educazione emotiva finalizzata al riconoscimento, definizione, espressione e condivisione delle proprie emozioni. Anche le soft skill ossia abilità psicosociali e affettive quali ad esempio l’abilità di prendere decisioni e di risolvere i problemi, la creatività, l’empatia e poi la gestione delle emozioni, sono molto importanti e possono essere acquisite e utilizzate in modo efficace attraverso metodi in cui sono previsti lavori di gruppo con esercizi. Con gli adolescenti il counselor, non solo invita il giovane a riconoscere le proprie motivazioni, ma anche il senso autentico di responsabilità di cui lui stesso si fa carico.
Durante il percorso di Formazione per acquisire Abilità in Counseling, rivolto in particolare a chi svolge una professione con un evidente impatto relazionale (medici, infermieri, avvocati, fisioterapisti, insegnanti, educatori, managers, etc..), viene spiegato come sviluppare e aggiornare competenze trasversali, ossia un insieme di conoscenze, capacità e abilità atte a favorire la crescita personale e professionale, Competenze riferite al proprio modo di essere con se stessi e gli altri, utili per dare visibilità alle proprie capacità in diversi ambiti dalla famiglia alle relazioni al lavoro.
Così si apprendono tecniche per gestire le emozioni e lo stress, riconoscere e utilizzare al meglio le proprie risorse, e ancora orientare al meglio le relazioni e imparare a gestire i conflitti, oltre che a negoziare e acquisire competenze di problem-solving. Un percorso per valorizzare la persona e restituirle nuove consapevolezze migliorando qualità, ma anche per arricchire il proprio bagaglio di conoscenze.
Virginia Vandinioltre ad essere Presidente dell’Associazione il Valore del Femminile, Sociologa, Supervisor-Trainer Counselor, Costellatrice evolutiva e spirituale con i Nat, è Fondatrice e Docente del percorso per le Abilità di Counseling nonché ideatrice di Henosis, Centro di Counseling e Formazione.
Per partecipare all’incontro a titolo gratuito è necessaria la prenotazione scrivendo a info@henosis.it, o chiamando e /o inviabdo un messaggio su whatsapp al numero 3791344390.
Silvana Lazzarino
incontri formativi gratuiti
di introduzione alle Abilità di Counseling
tutti i martedì dal 15 novembre al 13 dicembre 2022
“L’età dell’incertezza: bisogni e opportunità di un’epoca”
Con Erika Marrafino,
Counselor per l’età evolutiva, Dott.ssa in Psicologia e Comunicazione, Tutor e Docente del Percorso per le Abilità di Counseling,
Gabriele Albanese, disegnatore, illustratore, fotografo e counselor a mediazione artistica nell’intervista condotta da Virginia Vandini parlerà della sua prossima mostra “I Totem dei Grandi Laghi; ritorno alle origini” che verrà esposta presso la sede dell’Associazione Il Valore del Femminile il 17 dicembre. L’Intervista si svolge giovedì 1 dicembre 2022 alle ore 21.00 in diretta sulla pagina FB dell’Associazione Il valore del Femminile
L’arte attraverso la sua forza evocativa restituisce la possibilità di mettersi in ascolto dando voce alle proprie emozioni. Partendo da questa consapevolezzaGabriele Albanese Counselor a mediazione artistica, disegnatore e fotografo, ha intravisto da subito come l’arte possa dare spazio a soluzioni messe in campo nel lavoro del counselor .L’utilizzo delle arti dal disegno alla fotografia, dalla grafica allo storyboard, compreso il racconto ed altre espressioni artistiche, diventa prezioso canale per dare voce alla creatività, infinita risorsa presente in ognuno di noi, e lavorare all’ascolto di stati d’animo e percezioni di sé. Nel dare voce a sentimenti ed emozioni dell’uomo che ad esempio procedono dal suo sentirsi fragile e forte, insicuro e deciso di fronte a situazioni destabilizzanti, l’arte per la sua capacità evocativa viene utilizzata per affiancare percorsi dedicati alla crescita personale.
Con spiccata predisposizione al sostegno degli altri e all’ascolto, oltre ad essere un eccellente Counselor Gabriele Albanese è artista di successo con all’attivo diverse esposizioni tra cui quella dei “Cento pittori di Via Margutta” e la personale in Trastevere presso la Galleria “Art’s Moment”. Egli afferma come il suo ruolo sia quello di “permettere alle persone di scoprire le proprie risorse attivando un processo di trasformazione nelle loro visioni interiori” e l’arte nelle sue diverse sfaccettature gli ha permesso di portare avanti proprio questo percorso, molto efficace per aiutare le persone a sviluppare autostima, prendendosi la responsabilità di entrare nella propria esperienza.
Vice Presidente dell’Associazione Il Valore del Femminile dove conduce due corsi in cui l’arte è presentata quale strumento per acquisire un nuovo modo di accrescere capacità nel sviluppare abilità pratiche, nel trovare soluzioni e nell’acquisire una nuova e più ampia percezione della realtà e del rapportarsi ad essa, Gabriele Albanese è anche Co-fondatore di Henosis Counseling e Formazione e Co-fondatore e Docente del Percorso per le Abilità di Counseling,
Nell’ambito delle attività svolte dall’Associazione Il Valore del Femminile, per i giovedì di cultura evolutiva da non perdere l’incontro dove Gabriele Albanese Disegnatore, Illustratore, Fotografo e Counselor a mediazione artistica. rilascia un’interessanteintervista a Virginia Vandini Presidente dell’Associazione, Sociologa, Supervisor-Trainer Counselor, Fondatrice e Docente del percorso per le Abilità di Counseling, nonché ideatrice e fondatrice di Henosis. Counseling e Formazione.
L’intervista offrire a Gabriele l’occasione di presentarela sua mostra“I totem dei grandi laghi: ritorno alle origini” , che si svolgerà il 17 Dicembre 2022 presso la sede de Il valore del femminile, in Piazzale delle Provincie n°8, a Roma. Sarà così possibile per quanti seguiranno l’intervista online, avremo avere un’anteprima sul tema della mostra, ossia i TOTEM e la cultura che li riguarda.
Tra i corsi proposti dall’Associazione Gabriel Albanese conduce due interessanti appuntamenti con l’arte: quello dedicato al” Corso di Disegno” ogni martedì dalle 18.00 alle 20,00 e quello dedicato alla Fotografia che si svolge settimanalmente il giovedì dalle 18.00 alle 20.00.
Nel “Corso di Disegno” vengono trasmesse tecniche e strumenti per produrre opere artistiche, e allo stesso tempo proposti compiti per sviluppare le proprie capacità creative, intuitive e spaziali fondamentali per una migliore gestione delle attività quotidiane. Tutto nasce dal saper osservare. Nel Corso dedicato alla “Fotografia” si ha la possibilità di apprendere l’arte della fotografia direttamente da un professionista, prima come percorso personale e poi, per quanti lo desiderano è possibile farne una professione avendo acquisito nuove abilità e competenze. Un iter formativo pratico e concreto, ma allo stesso tempo esaltante e piacevole. Sono previsti anche escursioni fotografiche di un giorno nelle città e nella natura e sono in progetto dei residenziali di più giorni.
Silvana Lazzarino
per i Giovedì di cultura evolutiva
l’Associazione Il Valore del Femminile
presenta l’ Anteprima online della mostra
“I Totem dei Grandi laghi: ritorno alle origini”
Virginia Vandini intervista l’artista Gabriele Albanese
Incontri introduttivi alle Abilità di Counseling proposti da Henisis. Counseling e Formazione ideato e diretto da Virginia Vandini nell’ambito del Valore del Femminile, Il 3° incontro si svolge il 29 novembre 2022 in presenza e online. Conducono: Cesare Cangani, Career Counselor e Counselor in azienda, e Federica Bitonti, Counselor professionista e Senior Director Clinical Site Manager
Ciascuno ha in sé un talento, un’attitudine particolare a svolgere un compito nella vita, di cui non sempre è consapevole. Per dare voce a questi talenti nascosti, per giungere ad una piena consapevolezza di sé, delle proprie emozioni al fine di gestirle con equilibrio, anche attraverso il cambiamento, arrivando a costruire relazioni di scambio e confronto con l’altro senza giudizio, sono necessarie l’ascolto e l’accoglienza, ma il primo ascolto è quello che avviene dentro sé stessi.
Facendo propri i valori di ascolto, accoglienza, compreso l’amore, l’Associazione il Valore del Femminile di cui è presidente Virginia Vandini, Sociologa, Supervisor-Trainer Counselor e Costellatrice evolutiva e spirituale con i Nat., offre unitamente al percorso Henosis Counse4linge Formazione ed ai seminari e workshop per acquisire una maggiore comprensione di sé, anche un interessante percorso di Abilità in Counselingdi cui si possono seguire in forma gratuita una serie di incontri introduttivi formativi.
Virginia Vandini
Questi incontri in programma ogni martedì fino al 13 Dicembre 2022 dalle ore 21:00 alle 22,00 in modalità online e in presenza, permettono ai partecipanti di approfondire accanto ai valori e ai significati riferiti all’ascolto e all’accoglienza, anche come giungere ad una nuova consapevolezza di se, ritrovare la propria autostima e riuscire allo stesso tempo ad essere assertivi, Durante questi incontri gratuiti di formazione i docenti del percorso in Abilità di Counseling, gli studenti e i professionisti Counselor portano una testimonianza di integrazione del Counseling nel loro lavoro.
Dopo il successo dei primi due incontri rispettivamente con “Il coraggio dell’imperfezione” condotto da Virginia Vandini Fondatrice e Docente del percorso per le Abilità di Counseling e Cristina Paciotti, Practitioner Counselor e Creatrice di progetti in ambito culturale-olistico e “Creatività e linguaggio parallelo” condotto da Gabriele Albanese Counselor a mediazione artistica, Disegnatore, Fotografo, Co-fondatore e Docente del Percorso per le Abilità di Counseling ed Alessandro Catanzaro Counselor professionista, Fisioterapista e Posturologo, Scrittore, è la volta dell’appuntamento in cui scoprire come agire al meglio per sopravvivere in un contesto lavorativo aziendale.
Il 29 novembre 2022 da non perdere l’incontro: “L’azienda: tecniche di sopravvivenza” che si svolge alle ore 21.00 in presenza e online. Cesare Cangani, Career Counselor e Counselor in azienda, direttore e docente del Percorso per le Abilità di Counseling e Federica Bitonti,Counselor professionista e Senior Director Clinical Site Manager, durante l’incontro parleranno anche riguardo come entro un clima aziendale si possano gestire al meglio comportamenti ed emozioni, mettendo in campo strategie per trasformare lo stress da aspetto visto in chiave negativa a strumento di stimolo a realizzare e fare; ma anche come valorizzare le proprie capacità senza lasciare che si venga sopraffatti dagli altri e allo stesso tempo imparare a prendere decisioni, risolvere eventuali problemi e avere chiari ruoli e compiti affidati entro un team. L’incontro è gratuito ed aperto a tutti su prenotazione scrivendo a: info@henosis.it.
Virginia Vandini oltre ad essere Presidente dell’Associazione il Valore del Femminile. Sociologa, Supervisor-Trainer Counselor e e Costellatrice evolutiva e spirituale con i Nat, è Custode del Mantra Madre e fondatrice e ideatrice di Henosis, Centro di Counseling e Formazione.
Durante il percorso di Formazione per acquisire Abilità in Counseling, rivolto in particolare a chi svolge una professione con un evidente impatto relazionale (medici, infermieri, avvocati, fisioterapisti, insegnanti, educatori, managers, etc..), viene spiegato come sviluppare e aggiornare competenze trasversali, ossia un insieme di conoscenze, capacità e abilità atte a favorire la crescita personale e professionale, Competenze riferite al proprio modo di essere con se stessi e g gli altri, utili per dare visibilità alle proprie capacità in diversi ambiti dalla famiglia alle relazioni al lavoro.
Così si apprendono tecniche per gestire le emozioni e lo stress, riconoscere e utilizzare al meglio le proprie risorse, e ancora orientare al meglio le relazioni e imparare a gestire i conflitti, oltre che a negoziare e acquisire competenze di problem-solving. Un percorso per valorizzare la persona e restituirle nuove consapevolezze migliorando la qualità della vita, ma anche un percorso per arricchire il proprio bagaglio di conoscenze.
Maurizio Olivieri presenta il film, diretto da Antonello Grimaldi, nell’ambito dei giovedì di Cultura Evolutiva presso la sede dell’Associazione a Roma in Piazzale delle Provincie 8, il 17 novembre alle ore 21.00. Un film per riflettere sul dolore in seguito ad una grande perdita
L’attesa, quale processo di preparazione in cui iniziare ad elaborare una perdita, può rappresentare un iter necessario dove lasciare che la confusione interiore e lo smarrimento dovuti alla mancanza, lascino il posto ad uno stadio di calma apparente. È in questa calma apparente che si trova il protagonista del film Caos Calmo diretto da Antonello Grimaldi, nell’iniziare ad elaborare il proprio dolore per la morte inaspettata e improvvisa della moglie avvenuta in sua assenza. Tratto dal romanzo omonimo di Sandro Veronesi, edito da Bompiani e vincitore del Premio Strega nel 2006, il film, che nel cast vede Nanni Moretti, Valeria Golino e Isabella Ferrari, scandaglia la vicenda di Pietro, manager affermato, il quale subito dopo la grave perdita della moglie, sceglie di trascorrere gran parte delle giornate in un luogo neutrale, distaccato dai ritmi quotidiani e precisamente su una panchina all’interno dello spazio alberato sito di fronte la scuola frequentata dalla figlia. Una scelta per lui necessaria per poi iniziare un processo di elaborazione del lutto.
Maurizio Olivieri
Il “come reagiamo di fronte ad un grande dolore per una perdita” è il tema che accompagna l’incontro sulle Cinemozioni condotto da Maurizio Olivieri Counselor professionista, scrittore e musicista, dedicato alla visione del film Caos Calmo presso la sede dell’Associazione Il Valore del Femminile di cui è Presidente Virginia Vandini,ideatrice e fondatrice di Henosis Counseling e Formazione. Docente presso Henosis, Virginia Vandini è Sociologa, Supervisor trainer Counselor professionista, Costellatrice evolutiva e spirituale con i Nat, Custode del Mantra Madre.
L’incontro con Maurizio Olivieri, in programma nell’ambito dei giovedì di Cultura Evolutiva promossi dall’Associazione il Valore del Femminile in programma il 17 novembre alle ore 21.00 presso la sede della stessa Associazione (in Piazzale delle Provincie 8 Roma) invita a riflettere sul tema della perdita, del lutto prendendone in parte le distanze e giungere ad una sua elaborazione tra dolore e spiragli di luce, alienazione e apertura.
Il titolo già suggerisce come il protagonista nel cercare una sorta di conforto assuma un comportamento passivo e leggero insieme, ma non del tutto statico. Egli entra in una sorta di calma paradossale che lo porta a trascorrere molte ore delle giornate su una panchina in attesa che la figlia esca da scuola. In questa nuova condizione non rifiuta il contatto con le persone, anzi ascolta le loro storie mantenendo un certo distacco, storie che lo portano a guardare alla realtà con altri occhi e contattare il proprio dolore per accoglierlo.
Marco Werba, il noto compositore,autore della colonna sonora del film in concorso “L’Ile du Pardon“ diretto da Ridha Behi è ospite della kermesse il 17 novembre 2022
Alla 44ma edizione del Cairo International Film Festival (CIFF), tra i 15 festival riconosciuti come di categoria ”A”, che ha aperto i battenti lo scorso 13 novembre, il cinema europeo sta facendo parlare di sé grazie anche ad una nutrita presenza che vede il M° Marco Werba tra gli ospiti della kermesse il 17 novembre in quanto autore della colonna sonoradel film in concorso “L’Ile du Pardon” (titolo italiano “L’Isola del Perdono”),
Diretto dal regista Ridha Behi, il film che vede tra gli interpreti Claudia Cardinale, Paola Lavini e Katia Greco, vanta per la parte musicale la firma del M° Werba, registrata a Londra, con le recording sessions che si sono svolte presso i prestigiosi Angel Studios situati in Upper Street, coordinati da Jojo Arvanitis (Orchestra contractor) e da Dom Domalos Kelly (Score coordinator).
Accreditato dalla federazione internazionale delle associazioni di produttori cinematografici il Cairo International Film Festival (CIFF) mira, quale scopo istituzionale a contribuire allo sviluppo dell’arte e della tecnica del cinema, e ad incoraggiare il dialogo interculturale. Nella competizione internazionale di quest’anno, ancora una volta, la presenza europea nella categoria principale è notevole: ben 9 films in concorso sono produzioni o coproduzioni europee, tra cui alcune world premières. Tra le novità in anteprima, figura proprio anche “L’Ile du Pardon” di Ridha Behi (Tunisia/Libano/USA).
Il compositore Marco Werba finora ha già vinto, per le musiche di questo film, il premio Colosseo d’Oro. Altissima, infatti, la qualità di questa colonna sonora, con l’eccellente performance della “English Session Orchestra”. La canzone del film, infine, è stata eseguita dal soprano Ellen Williams, che ha anche scritto il testo in inglese.
Il leitmotiv del film conferma la grande vena melodica di Marco Werba, al secolo Marc Adam Werblowsky, che ricordiamo essere nato a Madrid, con alle spalle studi classici in Francia, in America e in Italia, esattamente a Roma, dove attualmente vive.
Trattasi di un musicista e direttore d’orchestra noto ed apprezzato nell’ambiente cinematografico, dal background completo e dalla raffinata e colta sensibilità artistica. Al suo attivo, titoli cinematografici di spessore quali Zoo, Anita, Giallo, Amore e libertà – Masaniello, Il delitto Mattarella, Seguimi e Pop Black Posta e La Grande Guerra del Salento.
Incontri online gratuiti ogni martedì dal 15 novembre al 13 dicembre 2022. Il 1° incontro “Il coraggio dell’imperfezione” è con Virginia Vandini e Cristina Paciotti il 15 novembre 2022 ore 21.00 online
Non sempre è facile prendere decisioni liberi da condizionamenti esterni, ma anche interni legati a situazioni e vissuti da cui non ci si riesce a distaccare, e non sempre si costruiscono relazioni armoniche in cui vi sia un reciproco ascolto. Per guardare ad un’ottica di autorealizzazione è importante credere in se stessi sviluppando autostima a partire dal prendere contatto con il proprio vissuto emozionale.
Dall’ascolto autentico delle emozioni, nel riconoscerle e accoglierle, si giunge verso una nuova consapevolezza di sé in cui considerare desideri lasciati sopiti e prendersi la responsabilità della propria vita giungendo così a definire legami autentici con gli altri liberi da giudizio. Il senso di responsabilità che è amore per se stessi, la consapevolezza per compiere scelte sane, unitamente all’ascolto di sé e dell’altro, sono alcune delle tematiche che vengono proposte non solo nei percorsi tra seminari, workshop promossi dall’Associazione Il Valore del Femminile, ma in particolare sono approfondite nel percorso di Abilità in Counseling di cui si possono seguire in forma gratuita una serie di incontri introduttivi in programma ogni martedì dal 15 Novembre al 13 Dicembre 2022 dalle ore 21:00 alle 22,00 in modalità online.
Durante questi incontri gratuiti di formazione i docenti del percorso in Abilità di Counseling, gli studenti e i professionisti Counselor portano una testimonianza di integrazione del Counseling nel loro lavoro.
Il primo di questi incontri in programma il 15 novembre 2022 alle ore 21.00 dal titolo “Il coraggio dell’imperfezione” è condotto da Virginia Vandini, Sociologa, Supervisor-Trainer Counselor, Fondatrice e Docente del percorso per le Abilità di Counseling e Cristina Paciotti, Practitioner Counselor e Creatrice di progetti in ambito culturale-olistico. L’incontro è gratuito, aperto a tutti su prenotazione scrivendo a: info@henosis.it oppure telefonando (o inviando un WhatsApp) al numero 3791344390.
Virginia Vandinioltre ad essere Presidente dell’Associazione il Valore del Femminile è Costellatrice evolutiva e spirituale con i Nat, Custode del Mantra Madre e fondatrice e ideatrice di Henosis Centro di Counseling e Formazione.
Durante il percorso di Formazione per acquisire Abilità in Counseling, rivolto in particolare a chi svolge una professione con un evidente impatto relazionale (medici, infermieri, avvocati, fisioterapisti, insegnanti, educatori, managers, etc..), viene spiegato come sviluppare e aggiornare competenze trasversali, ossia un insieme di conoscenze, capacità e abilità atte a favorire la crescita personale e professionale, Competenze riferite al proprio modo di essere con se stessi e g gli altri, utili per dare visibilità alle proprie capacità in diversi ambiti dalla famiglia alle relazioni al lavoro. Così si apprendono tecniche per gestire le emozioni e lo stress, riconoscere e utilizzare al meglio le proprie risorse, e ancora orientare al meglio le relazioni e imparare a gestire i conflitti, oltre che a negoziare e acquisire competenze di problem-solving. Un percorso per valorizzare la persona e restituirle nuove consapevolezze migliorando qualità, ma anche per arricchire il proprio bagaglio di conoscenze. Il percorso di Abilità di Counseling può essere anche di grande utilità per quanti all’interno di aziende e organizzazioni desiderino migliorare le proprie capacità di ascolto e comunicazione.
Il secondo incontro che si svolgerà il 22 novembre sempre online alle ore 21:00 “Creatività e linguaggio parallelo” vedrà gli interventi di: Gabriele Albanese Counselor a mediazione artistica, Disegnatore, Fotografo, Co-fondatore e Docente del Percorso per le Abilità di Counseling e Alessandro Catanzaro Counselor professionista, Fisioterapista e Posturologo, Scrittore.
Silvana Lazzarino
incontri formativi introduttivi
alle Abilità di Counseling
tutti i martedì dal 15 novembre al 13 dicembre 2022
Il regista Nando Morra è intervistato da Virginia Vandini Presidente dell’Associazione di cui è fondatrice, e ideatrice e fondatrice di Henosis Counseling e Formazione. L’incontro si svolge giovedì 10 novembre 2022 presso la sede dell’Associazione in Roma alle ore 21.00
La realtà visibile, ma soprattutto quella legata ai lati più nascosti, emozionali, nel cinema diventa un’occasione di riscoperta di attimi, situazioni possibili e non, vissute e sognate, grazie al potere che questa arte ha di risvegliare la capacità di immaginare e andare oltre l’apparenza. La forza evocativa con cui il cinema restituisce storie, vissuti dove entrano in gioco tematiche che spaziano da contesti storico culturali a quelli sociali e politici , compresi aspetti inerenti l’ambiente, ha alla base un lavoro di squadra in cui ogni singolo membro dallo sceneggiatore al fotografo, dal montatore al costumista, da fonico, all’attore, per arrivare al regista, svolge un ruolo fondamentale per la riuscita di un buon film. Sullo schermo scorrono le immagini di ciò che è stato l’uomo e di ciò che potrebbe diventare, di ciò che è e di ciò che non dovrebbe o non potrebbe essere e da cui affiorano luci e ombre, verità e misteri della storia che cambia, ma nel tempo si ripete seppur in modalità diverse.
Tra i registi cinematografici che in modo autentico e diretto, poetico e incisivo raccontano, anche aspetti complessi e attuali legati all’esistenza quali l’eutanasia, la xenofobia, è Nando Morra, che ha dato spazio sullo schermo a emozioni forti e dolorose per far emergere le fragilità umane e il bisogno dell’uomo di essere amato e riconosciuto. Il motivo dell’eutanasia e di quanto la libertà di scelta a volte comporti un grande sforzo, lo ha trattato nel suo corto d’esordio “Una vita da sogno” da lui prodotto, scritto, interpretato e diretto.
Smarrimento, paura, umiliazione, e di contro l’importanza nel riconoscere e rispettare l’altro con cui creare ascolto e dialogo, incontro e confronto, sono ben espressi con grande efficacia nella storia affrontata nel corto” Il seme della speranza” da lui diretto, che viene presentato giovedì 10 novembre 2022 alle ore 21 in occasione degli incontri di cultura evolutiva che si tengono ogni giovedì presso la sede dell’Associazione Il Valore del Femminile di cui è Presidente Virginia Vandini Sociologa, Supervisor trainer Counselor professionista, Costellatrice evolutiva e spirituale con i Nat, Custode del Mantra Madre.
Durante l’incontro oltre alla visione del cortometraggio il pubblico presente ha l’occasione di assistere all’intervista al regista condotta da Virginia Vandini ideatrice e fondatrice di Henosis Counseling e Formazione.
Prodotto da RampaFilm di cui lo steso regista è presidente, il cortometraggio “Il seme della speranza” trattando un tema delicato quale quello del razzismo e del bullismo, mette in campo come la diversità crei distanza e tendenza al giudicare e svalutare, a partire da convinzioni e ideali che limitano spesso il pensiero personale e anche collettivo. In questa storia dove protagonista è il piccolo bambino siriano Nasser giunto in Italia con la famiglia per sfuggire alla guerra, la diversità è rappresentata dalla nazionalità dal colore della sua pelle che sono aspetti discriminanti.
Vittima di bullismo e pregiudizi Nasser deve confrontarsi con una realtà dove non viene accettato e riconosciuto, e dove vince il pregiudizio e certi condizionamenti che diventano nel tempo limitanti. Premiato in diversi festival nazionali ed internazionali tra cui citiamo il premio “Best italian short” al Celebrity film awards, e con un cast di professionisti quali Francesco Sgro, Francesco Spagnolo, Erica Bianco, Grazia Leone e Nicola Quaranta, il cortometraggio per la sua valenza sociale e anche didattica si presta a diventare un punto di riferimento per gli adolescenti di età compresa tra 10 e15 anni.
Accanto agli attori professionisti si sono distinti nel cast giovanissimi talenti emergenti quali Nicola Galloro e Rosario Galati. A fare da sfondo a questa storia è il borgo di San Nicola da Crissa in provincia di Vibo Valentia con i suoi splendidi paesaggi. Nando Morra ha inoltre vinto due festival in Spagna e ha recitato in film e fiction come ad esempio: “La nuova squadra” su Rai3 e “Gomorra La serie” su Sky. Per informazioniscrivere a: info@ilvaloredelfemminile.org
Come era stato preannunciato, l’opera Il Seminatore di Van Gogh, colpita ieri da una zuppa di verdura lanciata da manifestanti ambientalisti, non ha subito alcun danno e da domani, domenica 6 novembre, tornerà a essere esposta nella mostra in corso a Palazzo Bonaparte.
La società Arthemisia, produttrice e organizzatrice della mostra, precisa i fatti.
Nella giornata di ieri, venerdì 4 novembre, alle ore 12.00 quattro ragazze di giovane età sono entrate in mostra separatamente, acquistando regolare biglietto d’ingresso. Non avevano né borse né zaini, perchè il protocollo di sicurezza adottato prevede il deposito obbligatorio di tutti i contenitori voluminosi. Le ragazze si sono “mimetizzate” in un gruppo che stava effettuando la visita guidata alla mostra e, una volta di fronte al quadro, hanno estratto repentinamente da sotto i vestiti due piccoli barattoli contenenti la zuppa di verdure e l’hanno lanciata verso il quadro.
Non vi sono stati danni sia perchè a quantità di liquido – grazie alle misure di sicurezza adottate – è stata minima, sia perchè il quadro era protetto da un vetro.
Il dipinto non ha quindi subito alcun danno anche grazie alla tempestiva attuazione del protocollo di sicurezza e il conseguente intervento delle Forze dell’Ordine che hanno così consentito una rapida rimozione dell’opera dalla sua sede per i dovuti accertamenti e rilevamenti dello stato di conservazione in un luogo deputato.
Come già dichiarato dalla Presidente di Arthemisia Iole Siena, visti i molteplici e recenti attentati al patrimonio artistico internazionale da parte di alcune associazioni ambientaliste, Arthemisia in accordo con il Kröller-Müller Museum e le Forze dell’Ordine, aveva già stabilito un protocollo di sicurezza e potenziato la stessa all’interno dello spazio espositivo aumentando i controlli in ingresso.
Come da ultima dichiarazione ufficiale del Kröller-Müller Museum di Otterlo: “Il seminatore di Vincent van Gogh è risultato integro dopo che ieri, a Roma, è stata lanciata della zuppa da parte di attivisti per il cambiamento climatico. La cornice ha subito lievi danni. Dopo un’attenta indagine in loco da parte di un conservatore del museo, Il seminatore esposto a Palazzo Bonaparte in prestito dal Kröller-Müller Museum potrà essere nuovamente esposto al pubblico da domani.”
Dima Book Festival. La manifestazione si svolge nella Capitale al centro commerciale Dima Shopping di via della Bufalotta 548
Il viaggio dell’uomo tra dubbi e speranze, nostalgie e attese entro storie ed esperienze ordinarie e straordinarie che investono diversi aspetti culturali sociali e ambientali restituiscono un nuovo ascolto di sé e di quanto intorno guardando ai cambiamenti di una società sempre più in corsa contro il tempo e chiamata in questi ultimi decenni a rimettere in campo quei valori dove al centro è la persona da accogliere e valorizzare con la sua specificità e unicità.
Ad accompagnare verso storie ed esperienze vicine e lontane, del presente e ancorate al passato, ma anche al sogno e proiettate verso un ipotetico futuro, in cui ritrovarsi o da cui trarre nutrimento per il proprio bagaglio emozionale, sono gli appuntamenti letterari e artistici proposti dal Dima Book Festival, la Fiera del libro più lunga d’Europain corso a Roma presso il centro commerciale Dima Shopping di via della Bufalotta 548.
Il festival iniziato lo scorso 1 ottobre e della durata di 50 giorni, sta sempre più coinvolgendo i cittadini romani e non solo in un percorso artistico letterario in cui riscoprire il piacere di leggere un libro, che si tratti di romanzo, saggio o raccolta poetica, ma anche di lasciarsi affascinare dalle forme e dai colori di un’opera d’arte. Il Dima Book Festival da quando ha aperto i battenti propone eventi librari e artistici, con la partecipazione di scrittrici e scrittori, mostre d’arte e numerosi ospiti, unitamente a momenti di solidarietà.
Nella hall centrale di questa location sempre più frequentata, sono esposti i libri degli autori aderenti, unitamente a mostre personali e collettive di numerosi artisti. Entro questi spazi espositivi aperti ogni giorno per l’intera durata del Festival accanto a presentazioni di libri, si svolgono conferenze su argomenti di vario interesse quali: il giornalismo, la narrazione del mondo odierno e nel post-Covid, la struttura del romanzo, la didattica digitale, le ragioni sociali dello sport, la riqualificazione delle metropoli, il coaching e la leadership; oltre a corsi di scrittura creativa per grandi e piccoli.
Durante i weekend sono diverse le iniziative volte ad arricchire il cartellone: tra quelle passate accanto alla presentazione del libro del giornalista RAI Stefano Buttafuoco “Il bambino 23. La storia e i sogni di Brando” che ha visto come testimonial ila conduttrice tv e radio Manila Nazzaro, con l’Asta di beneficienza per l’Associazione UNICI fondata dallo stesso giornalista Buttafuoco a sostegno della cura contro le malattie genetiche rare, citiamo la conferenza dal titolo “Dopo il Covid-19 il futuro della letteratura moderna” con la presentazione del libro “La notte più buia. Cronache di una generazione” di Roberto Gramiccia e ospiti d’onore Ennio Calabria, Ida Mitrano e Rita Pedonesi.
In programma il 6 novembre alle ore 16.00 la Conferenza“La riqualificazione delle metropoli italiane” a cura del Dott. Donato Bonanni per l’Associazione Ripensiamo Roma, mentre il 9 novembre si aprirà alle ore 16.00 la mostra di pittura “REUNION” cui partecipano con un’opera a testa tutti gli artisti delle mostre precedenti. Da non perdere il 12 novembre la conferenza del Professor Meldolesi Presidente della Fondazione NEURONE che presenterà il libro “Panico, ossessioni e fobie: psicologia dell’ansia” il 19 novembre alle ore 17,00.
Questa interessante iniziativa il “Dima Book Festival” ideata dalla Galleria Arte Sempione, dall’Associazione Officine Culturali Romane, dalla Collana Orofino (edita da Pathos Edizioni) e dal gruppo Facebook Segnalazioni Letterarie, intende mettere al servizio del territorio e dei suoi abitanti una proficua occasione di confronto e di crescita, dando un’ulteriore dimostrazione di come la cultura possa trovare i propri spunti d’espressione in contesti periferici sempre più vivaci.
Le dichiarazioni del Ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano e di Iole Siena, Presidente di Arthemisia
Oggi, attorno alle ore 12, quattro ragazze, autodefinitesi ambientaliste del gruppo Ultima Generazione, hanno tentato con un gesto tanto plateale quanto inutile, di imbrattare con un passato di verdura il dipinto Il Seminatore, di Vincent Van Gogh, esposto nella importante rassegna a lui dedicata a Palazzo Bonaparte di Roma. L’azione è stata un totale fallimento, in quanto l’opera, protetta da un vetro, è risultata illesa.
Oggi pomeriggio ha voluto vistare la mostra anche il Ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano, che così si è espresso: “Attaccare l’arte è un atto ignobile che va fermamente condannato. La cultura, che è alla base della nostra identità, va difesa e protetta, non certo utilizzata come megafono per altre forme di protesta. Peraltro il nostro patrimonio culturale va tutelato proprio dalle conseguenze del cambiamento climatico. Questo ennesimo gesto non può quindi passare come legittima espressione di protesta. E’ giusto, proprio oggi, ricordare che i reati contro i beni culturali sono puniti gravemente e che gli autori sono perseguibili penalmente”.
Dichiara altresì Iole Siena, Presidente di Arthemisia, società che ha organizzato in collaborazione con il prestigioso Kröller-Müller Museum di Otterlo, la rassegna: “Sapevamo dal primo giorno che sarebbero venuti a manifestare all’interno della mostra di Van Gogh, eravamo pronti e sapevamo che non si poteva evitare. Le misure di sicurezza adottate hanno fatto si che l’impatto sia stato quasi impercettibile, non avendo potuto portare all’interno della mostra né borse, né zaini né altro di voluminoso. L’opera non ha subito nessun danno, ed è quello che conta. Ciò detto, ritengo che il gesto mediatico – perché di questo si tratta – sia decisamente da condannare, un’azione stupida fatta da gente stupida. Che ottiene l’effetto esattamente contrario a quello voluto, perché identificare gli ambientalisti con i vandali non giova alla loro causa, tutt’altro. Non è facendo azioni orribili che si crea consenso sui temi importanti, e di certo non è distruggendo l’arte che salveranno il pianeta. Alla fine, le opere non hanno subito danni, musei e mostre beneficiano di un’attenzione mediatica importante, gli unici che ne escono con le ossa rotte, condannati dall’opinione pubblica e senza risultati concreti, sono proprio i manifestanti”.
La mostra presenta 50 opere del grande maestro olandese, per raccontarne attraverso un percorso emozionale e suggestivo le vicende umane e artistiche. Aperta al pubblico lo scorso 8 ottobre sta ottenendo un grande consenso di pubblico; lo testimoniano gli oltre 80.000 visitatori e le lunghe code quotidiane di persone in attesa di poterne ammirare i capolavori.
Palazzo Bonaparte
Piazza Venezia, 5 (angolo Via del Corso) 00186 – Roma
“Sex Positive Tarot, Così tanto da esplorare!“: un libro per trovare nuova consapevolezza nel vivere la sessualità in armonia con il proprio sentire, senza giudizio, Ad intervistare gli autori del libro è Virginia Vandini Presidente dell’Associazione Il Valore del femminile e ideatrice e fondatrice di Henosis Counseling e Formazione
La sessualità è nel corpo e nel pensiero, nei gesti e nelle emozioni. Essa rende unici nella profondità e intensità di uno sguardo, nell’armonia di un gesto o di un movimento, nel tono della voce, ma soprattutto nel proprio modo di viverla e sentirla.
Non sempre è facile confrontarsi con la propria sessualità per paure, insicurezze e dubbi, ma l’accettarsi permette di fare un passo verso il riconoscimento di essa quale parte di sé da rispettare e di cui prendersi cura.
Per riscoprire la propria sessualità e mostrare le proprie emozioni ad essa legate, sia di paura e timore, sia di entusiasmo e accoglienza, per provare a viverla in modo autentico e con responsabilità, vi invitiamo a prendere parte alla presentazione del libro “Sex Positive Tarot, Così tanto da esplorare!” scritto da Libera Ligorio e Diego Tigrotto, che si svolge il 3 novembre 2022 alle ore 21.00 nell’ambito dei giovedì di Cultura Evolutiva presso la sede dell’Associazione Il Valore del Femminile a Roma in Piazzale delle Provincie, 8.
L’Associazione Il Valore del Femminile, ideata e fondata da Virginia VandiniSociologa, Supervisor trainer Counselor professionista, Costellatrice evolutiva e spirituale con i Nat, Custode del Mantra Madre, attraverso seminari, incontri e workshop, accompagna quanti interessati, a riconoscere il proprio valore e autenticità, nel rispetto di sé, dell’altro anche a partire da un cambiamento tenendo sempre presenti valori quali: Amore, Ascolto, Accoglienza che dovrebbero rappresentare modi di essere per ogni individuo.
Virginia Vandiini
Ad intervistare gli autori dell’interessante libro è Virginia Vandini, Presidente dell’Associazione Il Valore del Femminile, fondatrice e ideatrice di Henosis, Centro di Counseling e Formazione.
Libera Ligorio Tarologa specializzata, Operatrice certificata in pratiche Tantra e Counselor in formazione e Diego Tigrotto artivista sex positive, impegnato nell’organizzazione di incontri esperienziali sulla consapevolezza sessuale, hanno dato vita ad un progetto che anche attraverso la forza evocativa dell’arte espressa nei simboli dei Tarocchi, porta ad acquisire nuove consapevolezze in piena libertà e senza giudizio.
I Tarocchi rappresentano uno strumento antichissimo il cui fine è quello di mettere il consultante in contatto con la propria anima collegata alla fonte universale, attraverso cui giungere a quelle risposte che stava cercando. Da sempre i tarocchi sono per Libera Ligorio un mezzo privilegiato con cui si esprime e con il quale entra in contatto con gli altri in una relazione intima e profonda. Esperta di Tarocchi e consulente Tarologica per diversi progetti, Libera Ligorio ha accostato e trasferito il significato dei Tarocchi di Marsiglia nei concetti cardine della Sessualità positiva e ha così progettato e creato un mazzo di Tarocchi pionieristici” Sex Positive Tarot”: un progetto unico poiché per la prima volta la sessualità viene associata sul piano grafico agli Arcani, accostamento invece già attuato per l’erotismo essendo presenti sul mercato diversi mazzi di carte riferiti ai Tarocchi erotici.
Libera Ligorio
Nel lavoro con i Tarocchi ogni arcano racconta un ambito specifico che caratterizza il proprio vissuto, un comportamento, un sentimento, un pensiero, con riferimenti anche a situazioni e persone con cui si vive e si condividono aspetti della propria esistenza (la propria famiglia, le amicizie, gli amori, il lavoro, la vita sociale e le relazioni) . Il racconto avviene a partire dalla visualizzazione dell’immagine in riferimento alla carta dei Tarocchi. Attraverso i simboli si percorre il proprio vissuto personale per giungere poi alla creazione di una nuova narrazione.
Ne libro “Sex Positive Tarot” (Golena edizioni 2022) realizzato da Libera Ligorio e Diego Tigrotto viene proposta una rivisitazione degli Arcani dei Tarocchi di Marsigliain concetti Sex Positive. Questi Tarocchi realizzati sul piano grafico appositamenteda diversi artisti internazionali, in virtù dei contenuti affrontati, rappresentano uno strumento educativo e di confrontoper vivere al meglio la sessualità quale parte integrante della propria vita nelle sue diverse sfumature e sfaccettature.
Diego Tigrotto. Foto presa dal sito https://sexpositivetarot.com
All’interno del testo vengono spiegati i concetti e significati delle carte che portano con sé quella funzione ludica che permette di attraversare con lo spirito creativo proprio della libertà e autenticità del gioco, l’esplorazione e l’espressione di sé, la capacità nel mettersi alla prova anche per guardare e aprirsi al nuovo. Così le tematiche della Sessualità positiva possono essere esplorate grazie alle 80 carte (78+2) presenti nel mazzo curate sul piano grafico da35 artisti provenienti da diverse parti del mondo.
Stando nel “qui ed ora”, durante la lettura delle carte, il richiedente può entrare in contatto con le proprie emozioni, giungendo a ricontattare quei lati nascosti come qualità e capacità personali che fino a quel momento non erano a lui manifeste. In questo riconoscimento il simbolo rappresentato dalla carta gioca un ruolo importante. Vi sono nel mazzo 22 Arcani Maggiori e gli Arcani Minori.
Gli Arcani Maggiori si riferiscono ad aspetti inerenti la parte conscia quale vita materiale e sociale, ma anche inconscia riferita alle forze interiori legate alla zona oscura della psiche. Gli Arcani minori sono suddivisi in quattro semi rispondenti ai valori vitali in riferimento ad una visione positiva della sessualità (Nessun Giudizio, Consenso, Consapevolezza e Piacere) ciascuno dei quali comprende 14 carte. Per maggiori informazioni sul progetto di Diego Tigrotto e Libera Ligorio consultare il sito: https://sexpositivetarot.com/it/home-ita/. Per partecipare alla presentazione del libro “Sex positive Tarot” nell’ambito degli appuntamenti organizzati dall’Associazione Il Valore del Femminile scrivere a: info@ilvaloredelfemminile.org
Il seminario si svolge il 29 ottobre a Roma presso la Sede dell’Associazione Il Valore del Femminile e il 30 ottobre nella riserva naturale di Martignano
Ciascuno ha in sé un talento, un’attitudine particolare a svolgere un compito nella vita, di cui non sempre è consapevole. Per dare voce a questi talenti nascosti, per giungere ad una piena consapevolezza di sé, delle proprie emozioni al fine di gestirle con equilibrio, anche attraverso il cambiamento, arrivando a costruire relazioni di scambio e confronto con l’altro senza giudizio, sono necessarie l’ascolto e l’accoglienza, ma il primo ascolto è quello che avviene dentro se stessi.
Facendo propri i valori di ascolto, accoglienza, compreso l’amore l’Associazione il Valore del Femminile di cui è fondatrice e presidente Virginia Vandini, attraverso seminari, incontri e workshop accompagna quanti desiderano a riconoscere il proprio valore e autenticità, nel rispetto di sé, dell’altro anche a partire da un cambiamento tenendo sempre presenti parole quali Amore, Ascolto, Accoglienza.
Virginia VandiniSociologa, Supervisor trainer counselor professionista, Costellatrice evolutiva e spirituale con i Nat, Custode del Mantra Madre è fondatrice e ideatrice di Henosis, Centro di Counseling e Formazione.
Il prossimo fine settimana Virginia Vandini, propone un interessante appuntamento per accostarsi alla connessione con il proprio respiro in linea con il battito del cuore a partire dallo strumento del Tamburo sciamanico. Insieme a Cristina Sai Jivan Reiki master OshoNeoReiki, Mantra della Sacra India, Facilatrice cerchi shamanici, e Gabriele Albanese Artista sciamanico, Fotografo, Disegnatore, Counselor a mediazione artistica, conduce il Seminario “Costruisci e anima il tuo Tamburo sciamanico”, che si svolge sabato 29 ottobre dalle ore 10.00 alle 18.30 presso la sede dell’Associazione in Piazzale delle Province, 8 a Roma e domenica 30 ottobre a partire dalle 10.30 e fino al tramonto presso la riserva Naturale di Martignano dove si partecipa ad un pranzo condiviso e dove si svolge una cerimonia sciamanica. Per quanti già avessero un tamburo è possibile prendere parte al seminario solo nella giornata di domenica 30 ottobre.
Attraverso questo percorso i partecipanti hanno la possibilità di riscoprire la poesia musicale del battito del tamburo sciamanico che ha una frequenza coincidente con la risonanza Schumann ossia la frequenza alla quale risuona la terra. Il suono del tamburo è in grado di entrare talmente in profondità nel corpo da aiutare il rilassamento della mente fino a portare il cervello nella fase delle onde theta, fase che si sperimenta durante la meditazione e nel sogno. Il 29 ottobre si ha l’occasione di realizzare il proprio strumento che verrà animato il giorno seguente il 30 ottobre attraverso una cerimonia sciamanica in cui i partecipanti si riuniscono nel cerchio della Madre per lasciare che il Grande Spirito si posi su di loro Per maggiori informazioni e prenotazioni telefonare a Gabriele Albanese al numero: 331/7497620 e per concordare la costruzione del tamburo telefonare a Cristina Sai Jivan al numero 347/ 347 6707787.
L’appuntamento nell’ambito degli incontri sul tema del Principio condotto da Elisabetta Nistri è online su Zoom il 21 ottobre dalle ore 20.30 alle 21.10
In senso di paura e sempre più solitudine potate dalla pandemia da Covid-19, il conflitto bellico che vive l’Europa, l’incertezza rispetto al futuro anche rapportato alla crisi economica che probabilmente tenderà sempre più a colpire la maggior parte della popolazione mondiale, rappresentano segnali di come l’umanità, almeno molta parte di essa, si sia sempre più allontanata da quei principi basati su collaborazione, sostegno e condivisione, per mettere al primo posto il potere, il successo entro un’ideologia che si nutre di materialismo e apparenza. Come ritrovare un nuovo modo per essere in armonia con sé e gli altri, come lasciare che la visione egocentrica divenga solo un ricordo per ritrovare quell’oramai dimenticato e distante legame in cui si era in perfetta sintonia con quanto intorno e con l’universo? A questo ritorno con cui ricontattare l’appartenenza con la parte più autentica di sé in relazione con il divino guida l’incontro “In Principio- “Io ti vedo” Come l’uomo vedeva, quando era uno con Dio organizzato da Elisabetta Nistriche si svolge in modalità online su Zoom il 21 ottobre 2022 dalle ore 20.30 alle 21.10.
Realizzato in collaborazione con la Federazione Famiglie per la Pace questo, del 21 ottobre è il 5 di una serie di appuntamenti online sul Principio Divino. Elisabetta Nistri Presidente della WFWP Italia in questo appuntamento parlerà della dimensione ultraterrena, cercando di rispondere ad alcune domande quali: Esiste veramente l’aldilà? Quanto influenza o condiziona la nostra vita? Esiste la vita dopo la morte? Come possiamo condurre una vita serena nonostante le sfide che incontriamo quotidianamente? Quello che di concreto si può osservare è che l’esistenza pur tra prove e difficoltà, tra dubbi e certezze, delusioni e gioie. va vista quale dono attraverso cui scoprire ogni giorno un aspetto in più del proprio microcosmo emozionale aprendosi agli altri. Inoltre l’esistenza, nel suo processo di ripetizione e ciclicità con tutte le possibili luci e ombre, si lega alla dualità di principio e fine come l’alba e il tramonto poiché ogni volta si nasce e si muore, per rinascere ancora.
Silvana Lazzarino
In Principio- “Io ti vedo. Come l’uomo vedeva, quando era uno con Dio”
Roma al MAXXI incontro dedicato alla sperimentazione di pratiche e metodologie della pedagogia del patrimonio nell’ambito del ciclo “Rivoluzioni di idee: pratiche e metodologie per una didattica attiva – Format per insegnanti, educatori e operatori museali udenti e sordi”. Appuntamento venerdì 23 settembre 2022
Da non perdere gli appuntamenti proposti dal progetto, “Scegli il Contemporaneo. La rivoluzione siamo noi” a cura di Elena Lydia Scipioni, giunto alla sua terza e conclusiva edizione che, tra visite guidate e animate, workshop, incontri di formazione sulla didattica dell’arte e del patrimonio, si rivolge ad un pubblico sempre più ampio per avvicinarlo e renderlo ancor più partecipe delle opportunità proposte dai differenti linguaggi dell’arte dove non manca il lato ludico educativo pensato per i bambini nella loro esplorazione della realtà e delle emozioni. Promosso da Roma Capitale – Assessorato alla Cultura in collaborazione con SIAE, il progetto è presentato da “Senza titolo Progetti aperti alla Cultura”, società che da oltre dieci anni si occupa di progettazione e gestione di servizi educativi e di mediazione culturale per musei e mostre sul territorio nazionale.
Foto di Sebastiano Luciano, Courtesy Fondazione MAXXI
I diversi appuntamenti iniziati lo scorso giugno, tra Art weekend, workshop, visite guidate, incontri di Formazione didattica e che trovano luogo nei musei e gallerie della Capitale, sono rivolti ad adulti, famiglie, bambini, educatori museali, insegnanti e pubblico sordo- Oltre al MACRO, – Museo d’Arte Contemporanea di Roma, a Palazzo delle Esposizioni, Cinecittà si Mostra e il MIAC – Museo Italiano dell’Audiovisivo e del Cinema, sono il Museo delle Civiltà, la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Co temporanea ed il MAXXI Museo Nazionale delle Arti del XXI secolo.
E’ proprio al MAXXI che si svolge uno degli ultimi appuntamenti del venerdì di settembre dedicati al ciclo di incontri rivolti alla Formazione “Rivoluzioni di idee: pratiche e metodologie per una didattica attiva”, a cura di Serena Giulia Della Porta, destinato ad insegnanti, educatori museali udenti e sordi che si svolgono in diversi musei e spazi espositivi.
Nei venerdì del mese di settembreesperti di didattica museale provenienti da musei e fondazioni per l’arte contemporanea – qual: Pirelli HangarBicocca, Milano, Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Torino, Cinecittà si Mostra e MIAC, Roma, GAMeC, Bergamo, Museo delle Civiltà, Roma .- hanno condotto e conducono incontri di formazione in diversi luoghi della Capitale quali Palazzo delle Esposizioni, il MACRO, la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea, il MAXXI, il Museo delle Civiltà, per condividere le più aggiornate visioni della comunicazione dell’arte in un’ottica di scambio e di sviluppo professionale interdisciplinare e di coinvolgimento attivo. A condurre i diversi incontri di formazione sono: Laura Zocco, Elena Stradiotto, Barbara Goretti, Giovanna Brambilla e Gabriella Manna.
Il prossimo incontro in programma il 23 settembre 2022 al MAXXI (ore 15.00-18.00) è dedicato alla sperimentazione di pratiche e metodologie della pedagogia del patrimonio.. A condurlo è la storica dell’arte Giovanna Brambilla attualmente Responsabile dei progetti territoriali e di audience development presso la Direzione Musei Lombardia dove si occupa dei legami tra i musei e i possibili pubblici, con un’attenzione alle relazioni con le comunità e con le situazioni di fragilità. Ad affiancarla in questo incontro di venerdì 23 settembre sono i formatori di Senza titolo. L’incontro di formazione sarà tradotto in LIS da una storica dell’arte specializzata in Lingua dei segni italiana con lo scopo di offrire ad un pubblico sempre più ampio occasioni di conoscenza e di accessibilità al patrimonio culturale della città di Roma.
foto di Francesco Bolis Courtesy Fondazione MAXXI
Attualmente Giovanna Brambilla è docente del Master “Economia e Management dei Beni Culturali”, della Business School de Il Sole24Ore e del Master “Servizi Educativi per il patrimonio artistico, dei musei storici e di arti visive”, dell’università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, e docente di Iconologia all’accademia di Belle Arti di Siracusa. Da settembre 2020 è membro della Commissione Diocesana Arte Sacra di Bergamo. Socia ICOM, tra i suoi interessi di ricerca ci sono gli intrecci tra arte e società, letti attraverso le immagini. È autrice di articoli e saggi dedicati alla relazione tra musei e pubblici, tra iconografica, religione e società.
Il ciclo di incontri intende far riflettere sul ruolo del museo e delladidattica dell’arte come strumenti per la crescita e lo sviluppo delle competenze professionali nell’adulto e personali nel bambino; approfondire le differenti metodologie in relazione a opere d’arte appartenenti a collezioni differenti per ambito di ricerca e per natura del patrimonio di appartenenza; coinvolgere i partecipanti in attività laboratoriali davanti alle opere e in relazione ai temi proposti dagli ospiti.
Con questa 3 e conclusiva edizione del Progetto Scegli il Contemporaneo. in particolare si intende dare un ruolo centrale all’individuo e alla collettività, con lo scopo di riflettere sul ruolo da affidare alla cultura e alla didattica nel nostro Paese. Grazie alle diverse attività del Progetto. il cui titolo è liberamente ispirato dall’omonima opera del 1972 dell’artista tedesco Joseph Beuys, vi è un invito a riflettere sull’importanza dell’arte e della creatività come mezzi rivoluzionari di liberazione e di cambiamento
Tutti gli incontri sono gratuiti per il pubblico e si svolgono nel rispetto delle norme di sicurezza anti-Covid in ottemperanza alla normativa vigente. Anche gli eventi sono gratuiti, ma comprendono il biglietto d’ingresso al museo qualora previsto. Prenotazione obbligatoria solo via mail: info@senzatitolo.net fino ad esaurimento posti. Foto di Sebastiano Luciano, Courtesy Fondazione MAXXI e foto di Francesco Bolis Courtesy Fondazione MAXXI
A Venezia presso lo storico e prestigioso Ca’ Sagredo Hotel *****L il 13 luglio 2022 l’evento “Il Centenario di E. B. Clucher – Da ‘Miracolo a Milano’ a ‘Lo chiamavano Trinità’ e oltre: lo straordinario percorso di un uomo di cinema” celebra il grande regista in occasione del centenario dalla nascita
Recentemente restaurato “Lo chiamavano Trinità” oltre a segnare l’esordio del celebre duo Bud Spencer/Terence Hill, ha contraddistinto una delle pagine più importanti della storia del grande Cinema legato ai successi internazionali. E. B. Clucher, al secolo Enzo Barboni, regista di quest’opera capolavoro, viene ricordato a Venezia con un evento in occasione dei 100 anni dalla nascita che si svolge il 13 luglio 2022 alle ore 18.00 presso lo storico e prestigioso Ca’ Sagredo Hotel *****L per volontà del suo Direttore Generale Lorenza Lain.
Organizzato dell’Associazione culturale Occhio dell’Arte APS, con il patrocinio del Grupo Consular de América Latina, in collaborazione con l’Associazione Veneziana Albergatori; l’evento “Il Centenario di E. B. Clucher – Da ‘Miracolo a Milano’ a ‘Lo chiamavanoTrinità’ e oltre: lo straordinario percorso di un uomo di cinema” è coordinato dalla giornalista della Stampa Estera Lisa Bernardini, nonché Presidente dell’ Occhio dell’ArteA.P.S.
L’incontro che si svolge nella dorata Sala della Musica dal cui soffitto scendono splendidi lampadari in preziosa foglia d’oro (mentre sul pavimento campeggia grandioso lo stemma araldico della casata dei Sagredo) permetterà al figlio di E. B. Clucher, lo sceneggiatore, regista e scrittore Marco Tullio Barboni di mettere in luce alcuni aspetti della vicenda di Famiglia per essere stato a lungo collaboratore, sia come aiuto regista sia come sceneggiatore, e per aver portato con sé ricordi preziosi di vita, insegnamenti e aneddoti dai set, senza dimenticare la presentazione del teaser del docu-film “Ogn igiorno trovato. Mio nonno in arte E. B. Clucher” di Ginevra Barboni (figlia di Marco Tullio e nipote di Enzo),
Marco Tullio Barboni svelerà nell’occasione aneddoti nascosti legati ai set del padre e vissuti in prima persona fin da bambino. Oltre a descrivere dettagli, particolari, episodi di film famosi che sono sconosciuti al grande pubblico poiché relativi al back stage, riporterà l’importanza magica di alcuni incroci del caso che hanno portato alla creazione di amatissimi capolavori di Cinema. Non solo Trinità.
Al grande successo internazionale con la regia di “Lo chiamavano Trinità” che ha sancito la svolta nella sua carriera coronata da altri riconoscimenti importanti, Enzo Barboni è giunto dopo essere stato operatore di cinegiornali, assistente operatore, operatore alla macchina e direttore della fotografia. Di lui verranno ricordati tutti i meriti artistici, che lo hanno portato a lavorare con firme importanti (come Fred Zinneman, Nicholas Ray, Stanley Kubrick, Robert Wise, Richard Fleischer, William Wyler, Sergio Corbucci, Al Kantor Steno, Michele Lupo…) e ad entrare in contatto con attori come Charlton Heston, Clark Gable, Kirk Douglas, Sofia Loren, Gina Lollobrigida, Vittorio De Sica, Toto’, Tomas Milian, Franco Nero, Jean Sorel, Joseph Cotten. Saranno evidenziate anche le oggettive qualità umane. Enzo Barboni ha infatti creato opportunità di lavoro per generazioni di “artigiani del cinema”, come lui stesso amava definirsi, ed emergerà chiaramente dai racconti una straordinaria gavetta del mestiere, che gli ha poi consentito di esprimere rapporti lavorativi di simpatia ed empatia con chiunque abbia avuto a che fare con lui.
Ad accogliere gli ospiti nella Sala della Musica fra gli innumerevoli affreschi attribuiti a Gaspare Diziani presenti sulle pareti, sarà Claudio Scarpa, Console dell’Uruguay a Venezia e Delegato per il Veneto del Grupo Consular de America Latina. Le pareti sono rivestite da affreschi tra finte nicchie con dentro le figure monocrome di Minerva, Nettuno, Cibele, Marte, Venere, Mercurio, Giunone e Giove, mentre dal soffitto entro una finta balaustra appare Apollo sul carro del sole circondato dagli altri dei dell’Olimpo proteso a far precipitare i vizi capitali.
L’Annuario del Cinema ha contribuito con il suo prezioso supporto morale, tecnico e mediatico alla realizzazione di questo prestigioso appuntamento. Precedentemente anche la città di Roma ha celebrato l’indimenticabile regista E. B. Clucher attraverso un Premio capitolino alla Memoria e l’annuncio dell’iter già avviato per l’intitolazione di una Via nell’Urbe.
La magia dell’estate accompagna gli appuntamenti della manifestazione che si svolge nell’ambito del progetto Letture lungo il Fiume di Federazione Italiana Invito alla Lettura in convenzione con Municipio I Roma Centro
Nella circolarità di un tempo dove il passato riemerge nel presente dando respiro ad emozioni taciute o dimenticate, le parole scritte segnano luoghi di ascolto e incontro con memorie e pensieri appartenenti ad un vissuto che non si spegne, ma accompagna l’individuo nel suo percorso di vita guardando ad una costante evoluzione in cui tutto quello che è accaduto produce pensieri di rinnovamento se accolto e rielaborato entro una nuova prospettiva.
Verso questa visione di rielaborazione e ascolto delle emozioni accompagnano le pagine di libri dove abitano storie, vicende reali e immaginarie legate al passato, al presente, ma anche proiettate verso un ipotetico futuro, con sullo sfondo atmosfere ogni volta diverse.
Dal romanzo storico a quello di azione, dal giallo al sentimentale, compresi quelli legati ai racconti fantastici e alle fiabe, ma anche alle poesie, il lettore entrando nella vicenda di un personaggio può ricontattare stati d’animo ed emozioni che fino a quel momento erano rimaste silenti in attesa di trovare un’occasione per riemergere. Grazie alle trame di storie possibili o di fantasia, di viaggi alla scoperta di tradizioni, culture, luoghi e ambienti paesaggistici di rara bellezza, chi legge ha la possibilità di uscire dai ritmi monotoni della routine quotidiana, cogliendo momenti unici in cui lasciarsi catturare dalla vicenda di un personaggio con cui riconoscersi ed entrare in empatia o magari da cui distaccarsi completamente, restando in linea con il proprio modo di essere e pensare.
FARINACCIO_ph. Claudio Sforza
La lettura di un libro può aprire nuovi mondi interiori e quindi suggeriamo di non perdere l’occasione di visitare uno degli appuntamenti della manifestazione “Letture d’Estate” che inaugura il 23 giugno 2022 al Bibliobar di Roma bar “rivestito” di libri che è centro bookcrossing e biblioteca sul Lungotevere Castel Sant’Angelo. Progettato dalla Federazione Italiana Invito alla Lettura, in convenzione con il Municipio I Roma Centro e a cura di Margherita Schirmacher. l’evento aperto fino al 5 agosto 2022, offre l’occasione di assistere – lungo la passeggiata che costeggia il fiume Tevere, tra i banchi alla francese che sorgono all’ombra dei platani- ad un susseguirsi di presentazioni di libri, incontri per i più piccoli e meditazioni per tutti. Agli appuntamenti letterari fa da sfondo Castel Sant’Angelo decorato dalla nuova serie illustrativa di Lucio Villani dal titolo “Dragotopia”.
Ad aprire la manifestazione il 23 giugno è il ciclo di incontri del giovedì “Dante per tutti” a cura di Luca Maria Spagnuolo, che attraverso le terzine del Sommo Poeta conduce il pubblico dall’Inferno verso il Paradiso.
Il ciclo di presentazioni e incontri letterari prendono il via il 24 giugno con orario alle 21.00 in cui si potrà spaziare dalle anteprime di romanzi, come ‘Le tre figlie’ della scrittrice Anna Dalton (Garzanti) che presenterà il suo libro accompagnata da Margherita Schirmacher, allo street poetry de I Poeti Der Trullo con Graziano Graziani. Di interesse anche le storie di sport, con la campionessa Silvia Salis che con Noemi Serracini parlerà de ‘La bambina più forte del mondo” (Salani), e la saggistica con ‘Vademecum per i mecenati della cultura’ di Giulia Silvia Dia (Gangemi edizioni).
DALTON1_Nikolai Selikovsky
Di grande impatto visivo i libri illustrati come ‘Esercizi di leggerezza’ (Rizzoli) di Luca Laudito e Marco Rocco autori del seguitissimo fumetto ‘Intimo distacco’, mentre le riflessioni sulla storia d’Italia sono affidate alla penna di Pino Arlacchi autore di “Giovanni e io” (Chiarelettere), presentato dall’ex premier Giuseppe Conte. L’attore Paolo Calabresi presenterà il suo romanzo “Tutti gli uomini che non sono” (Salani) accompagnato da Alberto Caviglia, mentre la romanziera Valentina Farinaccio sarà ospite della rassegna con il suo nuovo libro “Non è al momento raggiungibile”(Mondadori) e ne parlerà con Margherita Schirmacher. E ancora con “Factory Girl” di Nadia Busato, attraverso la figura femminile dimenticata di Ultra Violet, si entra nella New York del secolo scorso. A parlarne con l’autrice è Barbara Tomasino.
Ad ogni libro presentato sotto le stelle è dedicato un cocktail particolare che può essere degustato.
Anche per i più piccoli presso il Bibliobar vi sono incontri pensati appositamente per loro durante le domeniche tra giugno e luglio curati da Stefania Cane e Lucia Parisi: a partire dalle ore 11.00 i bambini dai 3 anni in su, oltre ad assistere a divertenti letture seguite da laboratori. hanno l’opportunità di dare voce alla propria creatività tagliando, incollando e colorando. Essendo l’individuo formato da corpo, mente e spirito o anima, non poteva mancare l’incontro rivolto alle meditazioni di Sahaja Yoga aperte a tutti in programma ogni martedì alle ore 19.00.
Questo romanzo catturerà il lettore per l’intreccio avvincente e intrigante dove il destino non sempre è prevedibile, Un mix di desiderio, passione, giochi di potere e ossessione travolgeranno la protagonista fino a condurla a scoprire un’altra sé
Protagonista è la bella e sensuale Miranda, quarantenne, sposata con Riccardo comandante di aerei con il quale ha un figlio adolescente appassionato di calcio e violino. A scuotere la monotona eppur significativa vita dell’affascinante e brillante Miranda, determinata nell’affermarsi come ricercatrice nel campo dell’archeologia presso l’Università di Roma dove non mancano possibili prospettive per la sua carriera, sono due incontri che suscitano in lei nuove vibrazioni e desideri che rapiscono completamente il suo corpo e la sua mente quasi da non riconoscersi in quella nuova Miranda.
Eppure, la scoperta dell’altra sé, la mette innanzi a sensazioni mai provate prima che con grande coinvolgimento condivide quasi parallelamente con i due amanti. Ma anche il marito pilota nei suoi scali tra Roma e Bangkok si lascia incantare da una giovanissima donna tailandese pronta a donarsi completamente a lui con amore sincero.
Dapprima centro del desiderio di Giorgio il bel giovane tenebroso ventottenne e poi di Roberto l’imprenditore cinquantenne dal sexappeal irresistibile anche per quegli occhi color ghiaccio magnetici, Miranda non può sapere di essere preda di due personaggi dalla mente distorta, accomunati da una certa maniacalità e abilissimi nel loro gioco di potere e seduzione, specie il secondo da cui la donna viene totalmente ipnotizzata senza immaginare di ritrovarsi completamente ….
Diverse scene del romanzo si soffermano nel tratteggiare, con descrizioni a tinte hard, gli incontri della protagonista con i due uomini. Pagina dopo pagina l’intreccio da romanzo “rosa nero” avvolgerà il lettore sempre più, invitandolo a non fermarsi in questa carrellata di fotogrammi che scorreranno innanzi a suoi occhi …e potrà vedere Miranda e i suoi amanti come fossero in un film.
La prima presentazione di questo avvolgente romanzo sarà a Napoli il 27 maggio 2022 alle ore 17.30 presso la Libreria Raffaello (in Via Kerbaker. 35).
QUI DI SEGUITO IL TRAILER DEL ROMANZO “NEL MIO DESTINO” EDITO DA KAIROS
L’evento tra recitazione, musica e parole, che si svolge sabato 30 aprile 2022 alle ore 18.30 è dedicato alla figura della donna
Nell’ambito degli appuntamenti Iplac (Circolo Iplac- Associazione culturale Insieme per la Cultura) di cui è Presidente Maria Rizzi nota scrittrice di gialli, da non perdere quello riferito allo spettacolo “Dicono di lei… Storie di donne” realizzato in collaborazione con la Galleria Arte Sempione, con l’accompagnamento musicale del Maestro Maurizio Albano, che va in scena a Roma presso la Galleria Arte Sempione (in Corso Sempione,8) il 30 aprile 2022 alle ore 18.30.
Ideato e condotto dalla poetessa Silvia Cozzi segreteria e Consigliera Iplac e Paolo Buzzacconi, anch’egli poeta, nonché Consigliere Iplac, lo spettacolo, che si sviluppa tra poesia, musica e recitazione, restituisce nuovo spessore ai sentimenti delicati e forti, che investono l’esistenza della figura femminile, tra ricordi e momenti presenti, desiderio di rinnovamento e libertà,
Attraverso la fascinazione dello sguardo, la dinamica della gestualità e della parola, sono messi in luce i diversi volti di donna: ora incerta e ritrosa, ora decisa e coraggiosa nella sua quotidianità tra realtà e sogno dove non manca quella capacità di ironizzare e mettersi in gioco. Ad emergere è l’immagine di una femminilità senza tempo e misteriosa. La donna ha trovato sempre e continuerà a trovare nuovi modi per essere se stessa e gestire al meglio ogni situazione anche giocando con ironia sui suoi punti deboli e valorizzando quelli vincenti, per lasciare che a parlare sia quel fascino nascosto che traspare anche da un semplice geto o sguardo da cui si viene catturati come per magia, senza conoscerne il motivo.
All’evento possono partecipare tutti i presenti con aforismi e poesie dedicate alla donna. I proventi della serata saranno devoluti alla Casa delleCase di Monterotondoorganizzazione di Volontariato.
Silvia Cozzi, non solo ha scritto e scrive componimenti in metrica, ma anche liberi da strutture precostituite, attraverso cui svela il suo percorso emozionale descritto con profonda autenticità e spontaneità. L’evento si svolge nel rispetto delle vigenti normative anticontagio. Per quanti desiderino partecipare è gradita la prenotazione all’indirizzo mail: artesempione@gmail.com, o contattando il numero di cellulare: 3208787559. Uno spettacolo da non perdere.
Silvia Cozzi, attraverso i suoi testi di poesia ha saputo restituire nuova voce alle emozioni della vita tra passato e presente dove si intrecciano nostalgie e gioie, delusioni e speranze, Autrice di testi poetici di grande spessore tra cui citiamo “Padrona di giochi di luce” (2018), “Pentagrammi di-versi“ (Controluna 2019) Silvia Cozzi ha sempre voluto dare forma a nuove alchimie emozionali dove porre attenzione ad ogni aspetto dell’individuo visto nella sua interezza di corpo, mente e spirito, per raccontare ogni sfumatura di un vissuto dove abitano ricordi e attese, nostalgie e speranze.
Antonio Ievolella (Benevento 1952) scultore di richiamo internazionale presenta” Paranza”: opera in cui viene sintetizzata la sua poetica dove la tradizione resta nel tempo recuperando memorie e ideologie che rappresentavano punti fermi cui riferissi. L’installazione a cura di Virginia Baradel. viene ospitata nell’antico Arsenale di Venezia lambito dalla laguna presso lo Spaio Thetis, hub dell’arte contemporanea dal 25 marzo al 27 novembre 2022.
All’inaugurazione dell’esposizione che si svolge il 25 marzo alle ore 12.00 a Venezia presso lo Spazio Thetis Castello, Arsenale Nord oltre alla curatrice Virginia Baradel, Storica dell’arte del Novecento e curatrice, sarà presente l’artista.
Paranza di Antonio Ievolella
Dopo gli studi all’Accademia di Belle Arti di Napoli, Antonio Ievolella partecipa agli incontri della Galleria di Lucio Amelio grazie ai quali entra in contatto con i protagonisti delle principali tendenze artistiche internazionali. Se Milano è determinante per mettere in campo nuove esperienze e stringere amicizie importanti tra cui in particolare quella con Mimmo Paladino, Padova diventa il luogo per stabilirsi ed aprire il proprio studio. E’ a Padova verso la metà degli anni Novanta che ha luogo l’esposizione dell’Antologica ”Il Grande Carro”, impostata con l’installazione di sette sculture di grandi dimensioni lungo i principali snodi della città.
“Paranza” realizzata per l’Antico Arsenale di Venezia, che evoca la struttura di una barca da pesca costiera, è vista come relitto e memoir di lavori popolari antichi. Come afferma la curatrice Virginia Baradel“ : “Paranza’ è un rottame di barca che era poca cosa in sé anche quando andava per mare, niente più di un mezzo usato infinite volte. Ma era pane e vita per le famiglie dei pescatori, ed ecco che lo scultore ne fa materia d’arte, ne rigenera la forma. Evocandone la struttura, eleva quel rottame a monumento, carico di memorie, suggestioni e moniti. In ‘Paranza’ domina la tensione serrata di curve nello spazio, scheletri di imbarcazioni, materiali restituiti dallusura – forgiati dal’usura -dovuta al tempo trascorso in mare; reliquia propiziatoria alle divinità marine ma anche tribuna votiva al travaglio delluomo, alla strenua destrezza di un mestiere antico fatto di sacrificio e di lotta, filtrato nel ricordo, nella pietas e nella nostalgia. Il movente espressivo deriva da una dimensione antropologica dissotterrata e magnificata nella mutazione formale, nella dilatazione spaziale e comunicativa di un oggetto che appartiene ad archeologie popolari e a umori mediterranei.”.
Tra le mostre personali e collettive che hanno segnato il successo di Antonio Ievolella, portandolo ad un’attenzione sempre maggiore di critica e pubblico, accanto alla “XLIII Biennale di Venezia” del 1988 su invito di Giovanni Carandente dove presenta l’opera “Trittico” nella sezione Scultori ai Giardini curata da Andrea del Guercio e alla personale alla Galleria Oddi Baglioni a Roma sempre nell’1988 organizzata da Andrea Del Guercio, vanno citate l’antologica “Il Grande Carro” a Padova articolata in sette sculture di grandi dimensioni installate lungo i principali snodi della città di metà anni Novanta, la personale a Castel dell’Ovo a Napoli “Materia Forma Luogo”, promossa dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Napoli e curata da Tommaso Ferrillo del 2006 e le grandi Fontane per una villa privata di Battaglia Terme (PD) e per la piazza di Voltabarozzo nei pressi di Padova (2008-2009). Va anche menzionata l’imponente opera “Ghirba” presentata a a Napoli nella Chiesa Santa Maria Incoronata nel 2014 e riproposta a Padova sempre nello stesso anno in occasione di una sua antologica. La scultura dal carattere simbolico e concettuale, formata da due otri ciclopici realizzati su una struttura in acciaio cor-ten ricoperta da riquadri di lamiera trattati con differenti patinature, invita a riflettere sulla sopravvivenza della vita in relazione all’acqua al cui trasporto sono addette le ghirbe.
Organizzata dall’Associazione Occhio dell’Arte APS e dall’Associazione ASTRI la kermesse premia donne che si sono affermate in diversi ambiti dalla cultura alla scienza e tecnologia, dalla medicina all’imprenditoria
Nel tempo le donne hanno saputo conquistarsi con coraggio e determinazione gli stessi diritti degli uomini, diritti civili e sociali, tra questi il diritto al lavoro che ha loro permesso di mostrare le proprie risorse e capacità, affermandosi tanto nella politica, quanto in ambito imprenditoriale, ricoprendo ruoli che prima erano impensabili. In questi ultimi tempi le donne si sono affermate nel campo della medicina e della scienza, ma anche in politica ricoprendo ruoli di rilievo. Ma in tutto questo la donna non deve mai dimenticare la propria femminilità cui non deve rinunciare.
Dedicato alle donne è l’appuntamentoStorie di Donne organizzata dall’Associazione l’Occhio dell’ArteAPS di cui è Presidente la giornalista e fotografa Lisa Bernardini in collaborazione con l’Associazione ASTRI-Scienziati e Tecnologi per l’interesse nazionale capeggiati dal fisico nucleare Sergio Bartalucciche si svolge a Roma in Via Appia Antica 288 presso Villa Rosantica il prossimo 4 dicembre 2021 alle ore 18,00.
Lisa Bernardini
La manifestazione alla sua 7° edizione, con il patrocinio morale dell’Annuario del Cinema Italiano & Audiovisivi porta all’attenzione del pubblico e della comunicazione quelle donne, note o meno, che si sono distinte nel campo delle professioni e, con abilità e dedizione, hanno saputo portare un contributo rilevante alla società contemporanea. Donne del mondo dello spettacolo, dell’imprenditoria, della scienza e medicina, del giornalismo e editoria, della cultura e dello spettacolo, saranno premiate con un riconoscimento prestigioso, conferito dall’ Occhio dell’Arte per onorarne la carriera professionale. A presentare la manifestazione è Anthony Peth, mentre la Direzione artistica è a cura di Sylvia Irrazábal.
A ricevere i premi sono Anadela Serra Visconti specializzata in Medicina estética e Consulente RAI per la Categoria Medicina e benessere, Romana Fabrizi giornalista Rai per la Categoria Informazione TV, Paola Pisanelli Nero Architetta, designer e curatrice NEROarchitecture per la Categoria Cultura, Lorenza Lain General Manager Hotel Ca’Sagredo Venezia per la Categoria Imprenditoria e Management, Enrica Bonaccorti attrice, conduttrice e opinionista tv per la Categoria Spettacolo, Silvia Santori Direttrice del periodico nazionale MIO per la Categoria Editoria/Press. E poi la Prof. Emilia Costa neuropsichiatra, la Dr.Maria Elisa LucchettaQuercia avv. e imprenditrice, la Dr.Maria Massullo tecnologa e la Dr. Helga Scharm-Zehner economista saranno premiate per la Categoria Scienza e Tecnologia (Associazione di Scienziati e Tecnologi per la Ricerca Italiana) ASTRI. Per finire con la Categoria Sport con un’eccellenza mondiale targata Made in Italy il cui nome si saprà al momento della premiazione.
Anthony Peth
Se nelle discipline umanistiche sono state le donne a predominare negli anni passati, oggi negli indirizzi scientifici si registra un incremento notevole del numero di iscritte, future scienziate che insieme alle future umaniste contribuiranno a promuovere una reale parità del genere femminile in tutto il pianeta, sia sul piano dei diritti sia su quello dei doveri.
Ad accompagnare le premiazioni di donne di successo e affermate in diversi ambiti come ila medicina e benessere, l’informazione tv, la cultura, l’imprenditoria e management, lo spettacolo, la scienza e tecnologia l‘editoria/press, e lo sport, sono gli intermezzi musicali a cura del chitarristaPaolo Rainaldi, ed intermezzi poetici a cura di Giovanni Brusatori, doppiatore e regista.Simona Marchini. Donna di carriera e dal grande e multiforme successo è la Madrina di questo appuntamento di grande prestigio.
Sylvia Irrazábal.
Gli ospiti sono accolti da un coreografico buffet di frutta firmato dallo Chef della Frutta Andrea Lopopolo nella splendida location Villa RosaAntica gestita da Ambrosini Catering. Per l’occasione in loco è presente un banco di degustazione di Casale del Giglio.
Attesi prestigiosi invitati dal mondo dell’imprenditoria, del giornalismo, dello spettacolo e della diplomazia; un piccolo spazio sarà destinato alla Mtm Events diMassimo Meschino,che prevede a fine evento la rivelazione del nome della ragazza vincitrice, tra quelle visionate da una commissione interna ed in concorso, della fascia Storie di Donne 2021 nell’omonimo contest di bellezza aperto nei giorni scorsi. Non mancherà un piacevole momento beauty a cura dell’agente di concorsi di bellezza Massimo Meschino.
Ad alcuni ospiti verranno consegnate stampe d’Autore dell’Artista marchigianaFrancesca Guidi (Arte dei Led), in edizione limitata in onore di Storie di Donne ed. 2021.
Trai i Partners: Hotel L’ Approdo di Anzio – N&M Management – Nero Architecture – Lino Patruno Foundation – Building Solution – La Grotta del sale.Bio di Antonella Pellizzari – Mtm Events di Massimo Meschino Media Partners Eurocomunicazione, L’invitato speciale di Gianni Gadaleto, +Magazine, Gp Magazine, Metropoli on line, Well tv – Fatti e storie da raccontare di Francesca Ghezzani.
Fotografo ufficiale (Occhio dell’Arte): Marco Bonanni. Per l’ingresso e lo svolgimento dell’evento sarà applicata rigorosamente la normativa anti-Covid vigente. L’evento è su invito.
L’Associazione Il Valore del Femminile in occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, istituita nel 1999 dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite per sensibilizzare l’opinione pubblica su questa realtà drammatica ancora diffusa, organizza per il 25 novembre 2021 un incontro online per riscoprire come il Femminile e il Maschile possano camminare insieme, uniti dallo stesso spirito di sostegno e cooperazionereciproca in diversi contesti e ambiti anche professionali.
Virginia Vandini
Per essere in armonia con sé e gli altri, per costruire relazioni basate sul rispetto dove trovare interazione e accoglienza reciproca, è importante cercare un equilibrio dentro sé stessi a partire dal recupero di quell’autenticità con cui si nasce. È questa autenticità, che poi per via di condizionamenti si rischia di smarrire lungo il percorso esistenziale, ad alimentare quel bisogno dell’individuo di ripensare a quella dimenticata armonia dei contrari presente in lui come energia maschile e femminile. Energia degli opposti che è necessario riequilibrare quando si avvertono delle tensioni a livello psicocorporeo ed emozionale.
Di maschile e femminile, dell’importanza di ritrovare un giusto equilibrio tra i due aspetti che caratterizzano l’individuo in ogni suo modo di essere, pensare e agire, si parla nel corso dell’appuntamento gratuito “Superare il CONTRO vivere l’INCONTRO, Celebriamo la riunificazione del Femminile con il Maschile”, che si svolge come prima accennato, online il 25 novembre 2021 alle ore 21.00, organizzato nell’ambito degli eventi e incontri dall’Associazione il Valore del Femminile di cui è Presidente Virginia Vandini,Sociologa, Supervisor-Trainer Counselor e Costellatrice immaginale.
Partendo dal presupposto che le donne fin dagli anni Cinquanta del secolo scorso abbiano portato avanti le proprie battaglie per conquistare quei diritti troppo a lungo negati dimostrando coraggio e determinazione, tanto da giungere a ricoprire anche ruoli fino a prima solo di competenza maschile, questo appuntamento sottolinea l’importanza di unire uomini e donne, per superare il CONTRO e vivere l’INCONTRO.L’incontro tra uomini e donne viene incoraggiato attraverso la recitazione del suono del Mantra del Matrimonio Misticoche porta l’informazione ed esprime l’intento profondo di riunificare Madre e Padre per essere liberi nell’Amore.
A proposito delle figure di Madre e Padre, è con loro che ci si relaziona fin da quando si nasce e per questo non si può non tener conto di pensieri, atteggiamenti se non a partire dalla relazione che si stabilisce con queste due figure. È dalla madre e dal padre che il bambino trova le prime risposte ai propri dubbi, interiorizza i valori spirituali del proprio gruppo di appartenenza e fa esperienza della realtà esterna partendo dal processo di identificazione. E’ al rapporto con le figure di madre e padre che poi si possono riferire le relazioni con gli altri. Nella visione immaginale le figure di madre e padre sono immagini fondamento: le loro immagini vengono proiettate nelle relazioni. Così se il rapporto con la madre influenza l’ambito lavorativo e la capacità di farsi strada e affermarsi, quello con il padre influisce sulle relazioni sociali e sulle amicizie.
Tornando al bisogno di ricostruire questa armonia dei contrari a partire dall’incontro del Femminile con il Maschile, così il poeta, saggista e filosofo oltre che critico d’arte e letterario Franco Campegiani ha risposto nel corso di una mia intervista riguardo il suo saggio filosofico “Ribaltamenti”: “Una complementarità, un’armonia di contrari, una relazionalità che sembra estranea alla cultura contemporanea malata di razionalismo e di pensiero univoco, dimentica di quel dialogo interiore, ben noto al pensiero prelogico del bambino e dello sciamano, dove tutto diviene conciliabile nella più feroce inconciliabilità: notte e giorno, primavera e inverno, morte e vita, bene e male, maschile e femminile, etc.”
Questa armonia dei contrari si lega al mito, o meglio ai miti arcaicibifronti come l’Araba fenice, e infatti sempre Campegiani afferma “….del mito c’è estremo bisogno per superare l’impasse di una cultura omologata e stantia, naufragata nel Nulla e priva di entusiasmi, non più vogliosa di nuove avventure. Non sto parlando di mitologia ripetitiva e stanca, ma di mitopoiesi, di mito allo stato sorgivo. C’è bisogno di forti scosse per abbandonare la rotta del razionalismo imperante, che tutto divide, e tornare a navigare nelle acque arcigne e vivide dell’armonia dei contrari. Occorre dar corpo a una reinvenzione possente del senso della vita”.
Per l’incontro non è necessario prenotarsi, basta andare al seguente link
Il ritratto di Maradona dell’artista internazionale Alex Caminiti molto apprezzato da Papa Francesco in occasione dell’udienza arricchita dalla performance artistica: “Pace e Fratellanza tra Italia e Argentina”
Sua santità Papa Francesco ha posto una firma -segno indelebile- nell’opera iconica di Alex Caminiti “Diego Armando Maradona”. in occasione dell’Udienza Papale cui ha partecipato nei giorni scorsi l’artista di fama internazionale,
Diego Armando Maradonadi Alex Caminiti
Alex Camiti (nato a Messina nel 1977) tra i più significativi esponenti dell’arte contemporanea a livello internazionale, attraverso dipinti, sculture, performance e video, guarda al bisogno dell’uomo di ritrovare sé stesso nella sua unicità e complessità, accogliendo non solo gioie e entusiasmi, ma anche dolori e preoccupazioni, abbracciando ogni aspetto di sé per arrivare a sentire a pieno la propria autenticità nel respiro infinito di quell’armonia dei contrari che appartiene ad ogni aspetto dell’universo.
La forza del segno che caratterizza la sua arte in particolare per la pittura e la scultura, partendo da un’idea diventa espressione visiva con cui definire il proprio sentire rispetto a quanto accade intorno entro una realtà umana e sociale imprigionata in regole e principi troppo rigidi lontane da quell’originario legame dove l’uomo era in armonia con sé e la natura.
I suoi segni e le stesure di colore, ma anche i tagli e gli squarci sulla materia restituiscono una visione dinamica e ironica dell’esistenza dove l’uomo cerca di recuperare un nuovo modo di osservare sé stesso e quanto intorno, compreso l’ambiente e la natura portando una ventata di fiducia in questo tempo di cambiamenti e possibilità.
Nell’incontro tra l’artista e il Papa si è creata una “performance inaspettata “, mentre l’artista mostrava al Papa il suo ritratto di Maradona il Pontefice ha firmato la tela per onorare il grande mito della Storia del Calcio.
Così l’artista Alex Caminiti vuole che l’opera “Diego Armando Maradona” firmata dal Pontefice diventi il Simbolo di Pace, Amore e Fratellanza tra il Popolo Argentino e il Popolo Italiano da sempre unitie vicini, nello sport e nella vita.
Un’unione tra i due Paesi che si è intensificata e rinnovata attraverso l’elezione di Papa Francesco che è nato il 17 dicembre 1936 a Flores in Argentina con il nome di Jorge Mario Bergoglio figlio di emigranti piemontesi e che ha vissuto a Buenos Aires dove era Arcivescovo fino alla sua incoronazione Papale (avvenuta il 13 marzo 2013).
L’arte di Caminiti attraverso il costruirsi e decostruirsi delle forme, attraverso le pennellate veloci o i tagli inferti alla materia, sembra oltrepassare i limiti imposti da una realtà interiore e parallela dando voce a quel contesto onirico con cui far emergere una rappresentazione intensa e concreta della realtà di oggi. La sua arte vuole essere un po’ un grido di protesta e sfida al perbenismo e al narcisismo dilagante che si tramuta, spesso, in un eccesso quasi maniacale di iper-controllo,
Come non pensare ai quattro elementi che si riscontrano nella sua ricerca artistica quali energie di cui l’uomo dispone e che è chiamato ad accogliere e utilizzare a beneficio di tutta l’umanità? Come non considerare questi elementi allo stesso modo di oggetti, frasi, materiali, lettere e metafore? Le parole dei versi, le frasi dei testi scritti da lui utilizzati, cosi come le performance e la gestualità del corpo sono un modo per essere ancor più dentro la realtà, la vita. Ma il suo sguardo è orientato a rintracciare le sue origini, dentro al suo essere e al ricordo della madre, rapporto e forma ideale e indissolubile.
opera di Alex Caminiti
Alex Caminiti ha esposto in numerose collettive e personali in Italia e all’estero, riscuotendo sempre riconoscimenti dalla critica.
Tra le varie partecipazioni ricordiamo quella alla Biennale del Fin del Mundo (Valparaiso – Cile 2015); Biennale di Curitiba (Brasile 2019) Percorsi dell’arte-arte contemporanea italiana verso il nuovo millennio ( Hanoi – Vietnam 2019). Selezionato dal Ministero degli Esteri per eventi espositivi negli Istituti Italiani di Cultura a Lima, Bogotà, Pechino, Tokyo, Copenaghen, Budapest, Losanna, Estoril, San Pietroburgo, Parigi e Toronto.
Nel 2015 crea la ‘Porta del Mare’ al Castello di Lipari ingresso del Museo Arte Contemporanea, con i maggiori artisti internazionali contemporanei Alberto Burri, Igor Mitoraj, Fabrizio Plessi, Mimmo Paladino, Renato Guttuso per citarne alcuni.
Il Maschio Angioino di Napoli ed il Castel dell’Ovo hanno fatto da cornice alle sue performance italiane. Nel 2019 è nominato Esperto per l’Arte Contemporanea del Comune di Messina. Alcune aziende come Ducati, Mercedes Smart creano alcune auto e moto attraverso dei lavori di Caminiti. Sue opere sono presenti in importanti collezioni pubbliche e private in Italia, Dubai, Estoril, Parigi, Oslo, Ginevra, New York, Miami, Shenzhen, Curitiba.
Tarocchi. Counselor Practitioner e studioso di Tarot Germano Fazio conduce il corso sui tarocchi tutti i giovedì dalle 18.30 alle 20,00. Ad ottobre nei giorni 1, 8, 15, 22 e 29,
Spesso nel percorso esistenziale si è portati a scontrarsi con situazioni complesse, dove è richiesta la capacità di confrontarsi con un cambiamento rispetto ad abitudini, o inerente scelte importanti adattandosi a nuove situazioni anche scomode. Se il cambiamento inizialmente può far emergere un sentimento di smarrimento e incertezza d fronte al nuovo che si manifesta, poi esso diventa stimolo per approfondire la conoscenza di sé attivando una trasformazione interiore a partire dallo stare in contatto con la dimensione emozionale e dando spazio alla parte più autentica di sé stessi. Di fronte al cambiamento si può essere passivi e quindi accettare gli eventi così come accadono, o attivi nel non perdere di vista il proprio obiettivo e creare nuovi punti di riferimento da cui ripartire. Nel cambiamento quale percorso per riscoprire sé stessi è inevitabile che si perda temporaneamente quel senso del sentirsi in equilibrio che verrà ritrovato in un piano più alto nel processo di un’evoluzione consapevole.
Per giungere ad una piena consapevolezza di sé, delle proprie emozioni al fine di gestirle con equilibrio, anche attraverso il cambiamento, per costruire relazioni di scambio e confronto con l’altro senza giudizio, sono necessarie l’ascolto e l’accoglienza, ma il primo ascolto deve avvenire dentro sé stessi. In questa società dove tutto corre troppo velocemente, dove regnano diffidenza e indifferenza si rischia di perdere di vista la bellezza delle relazioni, dell’incontro con l’altro a partire dall’amore per se’stessi e allo stesso tempo si dimenticano i veri obiettivi.
Questi aspetti, e molto altro sono al centro del lavoro di Virginia Vandini Sociologa Supervisor-Trainer Counselor e Costellatrice immaginale, Presidente dell’Associazione“Il Valore del Femminile”, fondatrice del modello educativo-pedagogico basato sulla riscoperta del principio femminile trattato nel libro “Amore. Ascolto. Accoglienza. Le risorse del femminile in ognuno di noi”, presentato l’8 Maggio 2015 presso L’Università “La Sapienza” di Roma in occasione dell’omonimo convegno. Virginia Vandini direttore della “Scuola di Counseling Umanistico Centrata sulla Persona”, insieme al suo staff propone corsi, seminari, workshop per acquisire comprensione e consapevolezza di se’ stessi, verso una piena autorealizzazione.
Tra i corsi e seminari proposti dall’Associazione “Il Valore del Femminile” suggeriamo di seguire quello condotto con grande professionalità da Germano Fazio ounselor Practitioner e studioso di Tarot dedicato ai Tarocchi che sisvolge ogni giovedì dalle 18.30 alle 20.00 (in questo mese di ottobre gli appuntamenti sono il 1, l’8, il 15, il 22 e il 29).
Nel corso “I Tarocchi: un viaggio esplorativo nell’anima”,Germano Fazio guida alla scoperta delle parti più silenti degli stati d’animo con i Tarocchi per un cammino verso l’evoluzione. Riguardo i Tarocchi essi sono stati ritenuti per secoli quale strumento per interpretare il futuro e prendere decisioni su come affrontare le situazioni che di volta in volta si presentano. Ma, in realtà, i Tarocchi sono “simboli che richiamo agli Archetipi”come sostiene Germano Fazio “che stanno a simboleggiare il nostro viaggio evolutivo in questa vita; attraverso essi è possibili capire qualcosa di più su noi stessi e comprendere quali risorse abbiamo; tutto questo porta ad una nuova consapevolezza di sé”.
Essi rappresentano dunque uno strumento per sostenere le persone a riconoscere le proprie capacità indirizzandole al meglio al fine di utilizzarle con consapevolezza nel gestire momenti difficili o stati di indecisione. Un percorso per un viaggio esplorativo verso una nuova consapevolezza di sé volta a sostenere la propria felicità. Un corso da non perdere poiché come afferma Germano Fazio: “impareremo a riscoprire queste figure ed abbinarle agli Archetipi che accompagnano anche il nostro viaggio, quello che viene definito ‘il viaggio dell’eroe’ “. Per questo corso sono utilizzati ii Tarocchi Marsigliesi di Jodorosky e verranno esaminati 22 Arcani Maggiori per imparare a comunicare con essi e entrare in contatto con il proprio io.
Venezia: l’evento culturale “Lo chiamavano Trinità” Racconti da una magia. (1970/2020)” si svolge l’ 11 Settembre 2020 presso il Ca’ Sagredo Hotel *****L, nella sala della Musica
A Venezia, nello storico e prestigioso Ca’ Sagredo Hotel *****L, di cui è direttore Generale la Dott.ssa Lorenza Lain, da non perdere l’appuntamento che si svolge presso la dorata Sala della Musica per celebrare i 50 anni del cult movie “Lo chiamavano Trinità” l’11 Settembre 2020 con inizio alle ore 19.00.
Venezia evento per celebrare i 50 anni del film Lo chiamavano Trinità
L’evento culturale “Lo chiamavano Trinità” – Racconti da una magia (1970/2020”, sotto l’egida morale della Città di Venezia, in collaborazione con l’Associazione Veneziana Albergatori e l’Associazione culturale Occhio dell’Arte APS.che si svolge in concomitanza con il festival di Venezia, permetterà a quanti si prenoteranno di incontrare e ascoltare dal vivo ospiti d’eccezione, legati indissolubilmente a quell’indimenticabile successo internazionale: lo sceneggiatore, regista e scrittoreMarco Tullio Barboni ( figlio di quell’ Enzo Barboni/ E. B. Clucher, che Trinità lo scrisse e lo diresse, inaugurando una pagina indimenticabile del nostro Cinema) e il produttore cinematografico, sceneggiatore e regista Giuseppe Pedersoli (figlio di quel Carlo Pedersoli/Bud Spencer amatissimo protagonista nello Sport prima e nel Cinema poi). I due figli d’arte tra ricordi, fotografie e qualche pillola video saranno intervistati dalla giornalista e Presidente dell’Occhio dell’Arte APS Lisa Bernardini, che coordinerà una narrazione-testimonianza della profonda amicizia dei rispettivi padri, continuata poi nella generazione dei figli.
Nel film, ricordiamo che Terence Hill è l’eponimo Trinità, scanzonato pistolero vagabondo, che, riunitosi al fratello fuorilegge interpretato da Bud Spencer, si trova inaspettatamente preso tra le mire dell’avido proprietario terriero Hartmann e la comunità di pacifici mormoni che ne ostacolano i piani. Invaghitosi delle belle figlie del capo della comunità, Trinità decide di prendere le parti dei religiosi; ne segue una serie di situazioni tipiche del genere, tra colossali mangiate e scazzottate, a creare un formato dal grande successo di pubblico, fino a oggi.
Marco Tullio Barbonisvelerà aneddoti nascosti legati al set e vissuti in prima persona, perché esordì appena diciottenne in qualità di secondo aiuto regista. Racconterà dettagli, particolari, episodi di quel Film che sono sconosciuti al grande pubblico poiché relativi al back stage, e descriverà l’importanza magica di alcuni incroci del caso che hanno portato alla creazione di un amatissimo capolavoro di Cinema famoso ovunque sin dagli esordi. Giuseppe Pedersoli, dal canto suo, svelerà aspetti pubblici e privati dell’amato padre, descrivendone il carisma ed il carattere sfaccettato da uomo imprevedibile e dal temperamento affascinante, dotato per natura di prestanza fisica e talento, celebrato con affetto in ogni parte del mondo.
“Lo chiamavano Trinità” ha rappresentato l’esordio del celebre duo Bud Spencer/Terence Hill, voluto dall’intuizione di Italo Zingarelli che produsse il copione rifiutato per mesi dagli altri produttori, prevedendo per primo il potenziale popolare della formula “western + cazzotti = risate”. In quel set tutto funzionò alla perfezione: dagli attori, ai costumi, dai trucchi alle controfigure, per non parlare della colonna sonora di un allora esordiente Franco Micalizzi. Ad accogliere gli ospiti nella sontuosa cornice della dorata sala della Musica saranno l’Assessore della Città di Venezia Simone Venturini e il Console Onorario dell’Uruguay a Venezia Claudio Scarpa, nonché Delegato per il Veneto del Grupo Consular de America Latina che ha patrocinato l’importante iniziativa. Tra il pubblico, presenzieranno anche un’altra figlia di Bud, Diamante Pedersoli, nella vita apprezzato architetto ed interior design, e la produttriceGaia Gorrini (che di Bud è nipote). Ingresso libero con prenotazione obbligatoria.
Ringraziamenti per il supporto morale, tecnico e mediatico all’ Annuario del Cinema Italiano & Audiovisivi, all’ Associazione Compositori Musica per Film, all’eccellenza imprenditoriale italiana Damiana Fiorentini Gioielli, a Colonne Sonore – in particolare a Massimo Privitera e ad Andrea Rurali (Direttore di Cineavatar) – e a Gp Magazine.
Premio letterario Internazionale Montefiore patrocinato dalla Regione Emilia Romagna e dal Comune di Montefiore Conca. Il premio è alla sua 10a edizione.
Organizzato dall’Associazione Culturale Pegasus di Cattolica, è uno dei maggiori premi popolari italiani. La Kermesse si occupa di rilanciare la cultura letteraria stimolando la creatività dei giovani e dei meno giovani, nonchè di scoprire nuovi talenti, occupandosi al contempo di celebrare coloro che negli anni si sono particolarmente distinti in campo culturale. La cerimonia di premiazione si terrà Domenica 26 settembre alle ore 15.00 presso il Teatro Malatesta di Montefiore Conca. Oltre a giovani autori e a case editrici emergenti, partecipano alla competizione grandi marchi editoriali.
Premio letterario internazionale Montefiore, Michele Cucuzza
Il premio è stato più volte menzionato su giornali a tiratura nazionale e su giornali esteri, tra i quali il celebre “Voice of America” a cura di Lino Manocchia, rinomato giornalista americano di origine italiana.
La cerimonia, alla quale parteciperanno autori provenienti da vari paesi del mondo, vedrà la presenza di autorità e sarà ricca di ospiti.
Special guest di questa edizione il giornalista e conduttore tv Michele Cucuzza, che nell’occasione ritirerà materialmente il prezioso riconoscimento assegnatogli in occasione della 12^ edizione del Premio letterario Internazionale Città di Cattolica – Pegasus Literary Awards, ancora non ritirato per motivi legati al lockdown che ha bloccato per mesi gli eventi pubblici : ricordiamo che tra i premi speciali fuori concorso, a Michele Cucuzza è andato nell’occasione quello di The Book of the year con “Fuori dalle Bolle” (Armando Curcio editore).
Vincitrice della kermesse Premio Montefiore ed. 2020 è Claudia Provenzano con l’opera Figli mancati (Armando Curcio editore), mentre il Premio della critica va al regista e scrittore Filippo De Masi con l’opera Che fantastica storia è la vita, ai fratelli Damiano e Margherita Tercon rispettivamente cantante lirico e autrice televisiva (Italia’s Got Talent) con l’opera Mia sorella mi rompe le balle (Mondadori). E allo scrittore spagnolo Manuel Gonzalo Sanchez Gomez con l’opera in lingua Operacìon Hispanic, edito da Europa ediciones.
Tra i premiati della giuria l’eurodeputato Marta Vincenzi con il saggio La promessa della sicurezza, mentre nei premi speciali spicca quello per meriti letterari al Prof. Lodovico Balducci (tra i padri della Geriatria oncologica negli Usa, residente a Tampa in Florida). Questo e molto altro, per una manifestazione letteraria tra le più apprezzate in Italia, che vuole inaugurare con questo happening pubblico una ripartenza post covid attenendosi a tutte le condizioni di sicurezza previste dalla legge.
Marco Tullio Barboni ospite d’onore a Castelfranco Emilia alla Rassegna”I magnifici quattro”
Sulle orme della sua famiglia che ha segnato tratti importanti del cinema italiano d’Autore, Marco Tullio Barboni, con passione e impegno, si è dedicato a questa straordinaria arte come sceneggiatore e regista. Lo zio Leonida magistrale direttore della fotografia, amatissimo da Anna Magnani, ed il padre Enzo cineoperatore, direttore della fotografia e regista con lo pseudonimo di E.B. Clucher autore di film western, lo hanno stimolato fin da bambino a frequentare i set ricoprendo ruoli di comparsa come nelle lavorazioni della “Baia di Napoli”, in “Beh Hur”, “Barabba”, “Un treno per Durango” e “Django”.
Marco Tullio Barboni
Dopo l’esordio in qualità di aiuto regista in “Lo chiamavano Trinità”, Marco Tullio Barboni, si dedica alla sceneggiatura scoprendo una straordinaria capacità nel cogliere e analizzare contesti e tessuto umano e sociale sottolineando le sfumature delle emozioni. La sua fama è legata a film di grande risalto internazionale interpretati da Bud Spencer e Terence Hill e all’indimenticabile filone degli spaghetti western. La sua professione lo ha portato a viaggiare per mezzo mondo acquisendo esperienze formative indimenticabili che lo hanno portato a soffermarsi su diversi aspetti dell’esistenza riflettendo su sentimenti e passioni che lo hanno poi portato alla scrittura letteraria.
Marco Tullio Barboni è tra gli ospiti della rassegna in programma a Castelfranco Emilia; “I magnifici quattro”, dedicata ad grandi successi del cinema italiano che hanno saputo lasciare una traccia indelebile nella storia del grande schermo. La prima serata della prestigiosa rassegna che si svolgerà il 6 agosto alle ore 21.30 in Piazza Garibaldi lo vedrà quale ospite d’onore.
“Siamo contentissimi di dare il via a questa iniziativa che rappresenta la risposta dell’Amministrazione all’obiettivo di avere una piazza ‘viva’ anche ad agosto” ha dichiarato l’Assessore alla Cultura Rita Barbieri, sottolineando come “queste serate rappresentino una concretizzazione della risposta al desiderio di stare insieme anche nel dopo covid19, con una grande valenza emozionale. La nostra è una realtà sempre più viva, anche nel suo cuore pulsante: attraverso queste iniziative, attraverso la condivisione di capolavori del cinema italiano e anche grazie alla partecipazione di ospiti straordinari come Marco Tullio Barboni, tutto assume un prezioso valore aggiunto”.
Negli ultimi anni Marco Tullio Barboni è diventato un apprezzato e pluripremiato scrittore, i cui libri hanno riscosso consensi di pubblico e critica.
Sotto i riflettori, in compagnia di Marco Tullio, il 6 agosto ci sarà quell’indimenticabile cult movie, firmato dal celebre padre dal titolo “Lo chiamavano Trinità“, che proprio in questo 2020 spegne il traguardo delle 50 candeline. All’epoca, Marco Tullio ricoprì il ruolo di secondo aiuto regista a soli 18 anni, a fianco del genitore, che senza ombra di dubbio possiamo annoverare tra i più grandi registi del cinema del nostro Paese.
“Sono veramente onorato e felice di poter partecipare a questa bella iniziativa perché” – ha dichiarato MarcoTullio Barboni– “questa serata è innanzitutto un bell’ omaggio a mio padre, ma è anche l’occasione per poter condividere con il pubblico, trasversalmente, tanti ricordi e soprattutto tanti aneddoti legati non solo a questo film, ma anche al cinema italiano più in generale, ai suoi magnifici protagonisti, dagli attori ai registi, dagli sceneggiatori ai macchinisti, dagli scenografi ai doppiatori fino agli stuntman. Quello italiano, infatti, è un grande cinema divenuto tale grazie allo straordinario mix tra artisti di rara bravura e grandi professionalità. Così come è stato per ’Lo chiamavano Trinità”.
Durante la serata, Barboni sarà al centro di una lunga intervista condotta dal giornalista Gigi Zini, dove si racconterà prendendo idealmente il pubblico per mano e portandolo proprio sul set attraverso la descrizione del “dietro le quinte” e il racconto di tantissimi aneddoti.
Grande successo hanno riscosso i due romanzi di Marco Tullio Barboni : “…. E lo chiamerai destino” (Edizioni Kappa) dove di riflesso si parla dell’uomo sospeso tra conscio e inconscio e dell’eterno conflitto tra consapevolezza e inconsapevolezza e “A spasso con il Mago. Merlino e io” dove rivive sotto forma di sogno il suo legame con il suo adorato cane Merlino che è venuto a mancare. Riguardo questo secondo romanzo (pubblicato nel 2017 con la casa editrice Viola) da poco uscito per l’editore Paguro con una grafica totalmente nuova ed una cornice decisamente accattivante, si ripercorre, attraverso una passeggiata onirica in linea con quella che ogni sera facevano Marco Tullio e Merlino per tutto il tempo vissuto insieme, la vicenda incantata che commuove e fa riflettere, aiutando a ritrovare nel sogno lucido della narrazione un legame che a tutti gli effetti appartiene al mondo puro dell’Amore. Così i due protagonisti dialogano lasciando emergere verità non dette e stati d’animo rimasti silenti nel tempo,
Tra i premi e riconoscimenti ricevuti cda Marco Tullio Barboni con questo secondo romanzo citiamo: il Premio Speciale della Giuria al Pegasus Literary Awards Città di Cattolica, il Premio letterario Milano International nel 2018 ed il Premio Letterario Caffè delle Arti nel 2019. Da segnalare anche il prestigioso Premio Apoxiomeno 2017 a Firenze nella categoria Tv e Cinema.
Silvana Lazzarino
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Merlino al centro dei romanzo di successo di Marco Tullio Barboni
Sulle orme della sua famiglia che ha segnato tratti importanti del cinema italiano d’Autore, Marco Tullio Barboni, con passione e impegno, si è dedicato a questa straordinaria arte come sceneggiatore e regista. Lo zio Leonida magistrale direttore della fotografia, amatissimo da Anna Magnani, ed il padre Enzo cineoperatore, direttore della fotografia e regista con lo pseudonimo di E.B. Clucher autore di film western, lo hanno stimolato fin da bambino a frequentare i set ricoprendo ruoli di comparsa come nelle lavorazioni della “Baia di Napoli”, in “Beh Hur”, “Barabba”, “Un treno per Durango” e “Django”.
Merlino al centro del libro di Marco Tullio Barboni
Dopo l’esordio in qualità di aiuto regista in “Lo chiamavano Trinità”,Marco Tullio Barboni, si dedica alla sceneggiatura scoprendo una straordinaria capacità nel cogliere e analizzare contesti e tessuto umano e sociale sottolineando le sfumature delle emozioni. La sua fama è legata a film di grande risalto internazionale interpretati da Bud Spencer e Terence Hill e all’indimenticabile filone degli spaghetti western. La sua professione lo ha portato a viaggiare per mezzo mondo acquisendo esperienze formative indimenticabili che lo hanno portato a soffermarsi su diversi aspetti dell’esistenza riflettendo su sentimenti e passioni che lo hanno poi portato alla scrittura letteraria.
Grande successo hanno riscosso i suoi due romanzi: “…. E lo chiamerai destino” (Edizioni Kappa) dove di riflesso si parla dell’uomo sospeso tra conscio e inconscio e dell’eterno conflitto tra consapevolezza e inconsapevolezza e “A spasso con il Mago. Merlino e io” dove rivive sotto forma di sogno il suo legame con il suo adorato cane Merlino che è venuto a mancare. Riguardo questo secondo romanzo che ha ottenuto numerosi premi e riconoscimenti letterari come nel 2019 il Premio Speciale della Giuria al Pegasus Literary Awards Città di Cattolica, da non perdere la nuova pubblicazione per la Paguro Edizioni che presenta un sentiment ancora più positivo per un legame indissolubile uomo/animale che sfugge alle ragioni di tempo e spazio. La nuova pubblicazione presenta una grafica totalmente nuova ed una cornice decisamente accattivante, per la gioia di lettori giovani e meno giovani, dove ripercorrere la vicenda di Merlino, il magico bovaro, e del suo amato padrone, lo scrittore protagonista.
Attraverso una passeggiata onirica che ricalca la passeggiata che Marco Tullio e Merlino hanno fatto ogni sera per tutto il tempo in cui hanno vissuto insieme, prende forma la vicenda incantata che commuove e fa riflettere, aiutando a ritrovare nel sogno lucido della narrazione un legame che a tutti gli effetti appartiene al mondo puro dell’Amore. Così i due protagonisti dialogano lasciando emergere verità non dette e stati d’animo rimasti silenti nel tempo. Il libro sottolinea come le emozioni vissute con vera partecipazione e affetto tra i due continuino ad essere vissute e percepite grazie ad un legame profondo che permette loro di essere vicini nell’anima anche se uno dei due non è più presente. Grazie all’atmosfera del sogno viene ripercorso un dialogo tra padrone e cane in cui emergono situazioni impensabili attraverso le quali viene data voce a quelle zone più segrete del pensiero che nella realtà non sempre prendono forma. Marco Tullio Barboni ha così immortalato il tenero ricordo del suo fidato amico, compagno di vita quotidiana per 8 anni, che rappresenta in verità tutti gli indissolubili legami similari che chiunque abbia avuto un animale può facilmente comprendere.
Il volume, con prefazione a cura del poeta e critico letterario Plinio Perilli, si riaggancia ad un celebre corto “Il Grande Forse” diretto da Marco Tullio Barboni qualche anno fa, con Philippe Leroy e Roberto Andreucci tra i protagonisti “umani”, mentre protagonista a quattro zampe della pellicola era il medesimo protagonista del libro “A spasso con il mago” Merlino.
Tra i vari premi e riconoscimenti ricevuti da Marco Tullio Barboni che sempre più si sta affermando nel campo letterario quale eccellente scrittore, citiamo il prestigioso Premio Apoxiomeno 2017 a Firenze nella categoria Tv e Cinema e il primo posto ex aequo con il giornalista e saggista italiano Andrea Scanzi al Premio letterario Internazionale Montefiore organizzato dall’Associazione Culturale “Pegasus Cattolica”, il Diploma D’Onore con Menzione D’ Encomio al Premio Letterario Internazionale Michelangelo Buonarroti e con “,,,,e lo chiamerai destino” la Menzione di Merito al Premio Internazionale Giglio Blu di Firenze.
“Edizioni Paguro è una giovane ed attiva Associazione Culturale e Casa Editrice salernitana che nasce con lo scopo di praticare e propagandare tutte le attività di natura culturale ed intellettuale legate al tessuto sociaIe, culturale, artistico ed economico (locale, nazionale ed internazionale). Fa della libertà di espressione e di divulgazione delle idee i propri baluardi, e sostiene tutti coloro che vogliono dare “inchiostro” al proprio pensiero, purché lo facciano con rispetto, responsabilità e passione. L’incontro con Marco Tullio Barboni è avvenuto esattamente sulla base di una medesima filosofia e di una convergente mission.”
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Maro Tullio Barboni ospite alla serata Amarcord a Lugo per festeggiarecon successo la celebre pellicola diretta dal padre Enzo Barboni in arte E. B. Clucher, al chiostro del Carmine (piazza Trisi).
Iniziata da qualche giorno la rassegna estiva lughese che metterà in campo numerose proposte; si potranno trovare i film protagonisti dell’ultima stagione, grandi classici, pellicole pluripremiate ed anteprime. Tra gli appuntamenti più attesi della stagione, sabato 4 luglio è toccato a ” Lo chiamavano Trinità”, cult movie prodotto da Italo Zingarelli (eccellenza di Lugo) che, nelle vesti di produttore lungimirante, permise di realizzare questo film intramontabile che ha ottenuto uno dei maggiori incassi della storia del cinema italiano, inaugurando il filone dei fagioli western, e che ha segnato il successo della coppia attoriale Bud Spencer/Terence Hill.
Marco Tullio Barboni e Lisa Bernardini
Con “50 anni di Trinità” all’Arena del Carmine, Cinemaincentro e Lugo Music Festival hanno annunciato la loro prima collaborazione. “Lo chiamavano Trinità” ( E. B. Clucher, 1970) compie appunto 50 anni: lo si è celebrato con una proiezione all’Arena del Carmine, alla presenza eccezionale di Marco Tullio Barboni, regista, scrittore, sceneggiatore, figlio del regista del film (al secolo E. B. Clucher era Enzo Barboni), e della giornalista Lisa Bernardini che lo ha intervistato. È stata anche l’occasione per ricordare e raccontare la figura di Italo Zingarelli.
Marco T Barboni intervistato da Lisa Bernardini
Emozionato l’ospite della serata, Marco Tullio Barboni, che dopo il film ha raccontato aneddoti del film e curiosità sul rapporto del suo celebre padre con Zingarelli e gli altri protagonisti di una pellicola divenuta leggendaria.
“L’uscita ufficiale di questo film, avvenuta nel 1970 in Emilia Romagna immediatamente prima di Natale, innescò un successo senza precedenti e al di là, come si suol dire, di ogni più rosea aspettativa” – ha sottolineato alla stampa Marco Tullio Barboni sia prima dell’evento che nel corso della serata.
“Ciononostante, mai avrei pensato che dopo cinquantanni (mezzo secolo!) sarei tornato in Emilia Romagna per celebrare non soltanto un successo rimasto vivo nel tempo, ma, prima ancora, l’intuito, la genialità e il talento di Enzo, di Italo, di Mario, di Carlo ed anche quello di Franco (Micalizzi) che, giovane compositore alla sua prima colonna sonora, ha meravigliosamente contribuito a rendere ‘Lo chiamavano Trinità’ un film indimenticabile per generazioni di spettatori”.
Risate a non finire per tutta la proiezione; un pubblico attento e partecipe ha apprezzato ogni ingrediente predisposto dagli organizzatori, comprese le slides di foto durante l’intervista, ricca di aneddoti e ricordi, in una location attrezzata rispettando rigorosamente le norme anti Covid. Trinity è oramai leggenda.
Premio Poeta Ebbro 3 edizione. La Cerimonia oltre ai Premi speciali, premia artisti tra pittori e fotografi che per le loro opere si sono ispirati alle poesie di Anna Manna raccolte nel suo recente libro “Ebbrezze d’amore, dolcezze e furori” , IlPremio alla Cultura all’Ambasciatore Gaetano Cortese e il Premio Leonardo 2020 al Prof Nicolò Giuseppe Brancato.
Donna di grande spessore umano e professionale, organizzatrice di importanti eventi culturali, Anna Manna, scrittrice e poetessa di successo internazionale, è la fondatrice del prestigioso Premio “Le Rosse pergamene del Nuovo umanesimo”, attraverso cui con un nuovo linguaggio, si vuole guardare ad una lettura di una realtà profonda e autentica. Attraverso il suo costante impegno Anna Manna ha voluto restituire nuovo spessore alla cultura nelle sue potenzialità quale canale di conoscenza e di aggregazione e scambio tra le persone sul piano etico e sociale. Cultura che si vuole allargare sempre più ad un pubblico giovane così da trovare nuovi spunti di riflessione dando spazio alle proprie emozioni anche attraverso la scrittura legata ai versi o alla prosa, il cui fascino resterà nel tempo.
Premio “Il poeta ebbro….di colori”. Anna Manna poetessa e scrittrice
Il recente libro di Anna Manna dedicato alla poetica amorosa ”Ebbrezze d’amore, dolcezze e furori” (Nemapress Edizioni) presentato con grande successo a Roma (basti pensare alla presentazione di Palazzo Sora sede del Sindacato Libero Scrittori italiani, in Corso Vittorio Emanuele II, svoltasi lo scorso 12 dicembre 2019) è stato il punto di forza per restituire nuovo colore ed emozione al Premio IL POETA EBBRO alla 3 edizione che si svolgerà possibilmente a Spoleto alla fine di agosto 2020. Nell’ambito del premio il “Poeta Ebbro …di colori”,la poesia incontra la pittura e la fotografia per il quale non è stato possibile bandire il concorso ed allestire la Mostra delle opere concorrenti a causa dell’emergenza sanitaria pervia del Coronavirus, saranno premiati artisti tra pittori e fotografi che negli anni hanno dedicato i propri lavori alle poesie di amore di Anna Manna ideatrice e fondatrice dello stesso Premio.
Premio “Il poeta ebbro…di colori”. Eugenia Serafini artista, poetessa, giornalista, storica dell’arte….
Questa edizione contempla Premi Speciali per ciascuna Sezione riservati ad artisti di fama nazionale ed internazionale. Riguardo” Il Poeta ebbro…. di colori: Poesia e pittura” che vede quale Presidente di Giuria l’artista, poetessa, scrittrice e giornalista di fama internazionale Eugenia Serafini, e come giurati Anna Manna, Sandro Costanzi, Alessandro Clementi, gli artisti premiati sono (in ordine alfabetico) Cecilia Arguello con il dipinto” Tenerezza” dedicato alla poesia “Casti amanti”, Giovanna Gubbiotti per il quadro ispirato alla poesia “Partire da Roma”, Ruggero Marinoper la composizione pittorica con manichino La donna farfalla ispirato alla poesia “Primavera senza scampo”, Milena Petrarca per il quadro “Tramonto”tratto dall’omonima poesia sempre di Anna Manna.
Le poesie da cui gli artisti hanno tratto ispirazione sono, come prima anticipato, quelle presenti nel libro di Anna Manna “Ebbrezze d’amore, dolcezze e furori” vincitore assoluto per la poesia edita alPremio Internazionale Città del Galateo 2020.
Ciascun artista ha saputo con originalità e sensibilità trarre dai versi della poetessa quei legami sotterranei e talora nascosti nella memoria, con il colore e le emozioni cromatiche che animano le pagine della sua poesia. L’avvolgente libro di Anna Manna presenta una prima parte composta da liriche anche autobiografiche, ed una seconda, volta a sottolineare l’amore per la Natura, per l’Arte, con metafore di grande coinvolgimento, senza dimenticare l’amore per la città di Roma cui si fa accenno in alcune poesie intense e di grande impatto emotivo. Dalle stesse liriche sii evince un pensiero volto a promuovere un linguaggio universale di comprensione e rispetto, principi necessari per appassionare e creare spunti di approfondimento di storie e tradizioni che legano ad un passato che non si spegne. Ad avvalorare questo intento culturale insito nei versi della poetessa e scrittrice sono le conclusioni a firma di Giuseppe Manitta e Carmelo Aliberti riportate nel finale con grande maestria.
Proseguendo con i Premi per la Sezione Poesia e Teatro il riconoscimento va ad Ornella Cerro per recitazione in tempi diversi di poesie tratte da “Ebbrezze d’amore, dolcezze e furori” nella Galleria Alberto Sordi nell’ambito degli Eventi di Antonio Bruni “Un Pensiero per Roma e COLOSSEA”. Per il premio alla Personalità Culturale il Premio alla Cultura è assegnato all’AmbasciatoreGaetano Cortesein occasione del ventennale della pubblicazione della sua opera monumentale: “Collana di libri per la valorizzazione del patrimonio architettonico ed artistico delle rappresentanze diplomatiche italiane all’estero” con l’Editore Carlo Colombo. Omaggio alla Carriera al pittore futurista Antonio Fiore, e il. Premio Leonardo 2020 al Prof. Nicolò Giuseppe Brancato per la raccolta (traduzione e pubblicazione) delle “Favole di Leonardo Da Vinci” presentata anche lo scorso fine febbraio 2020 con grande successo alla Biblioteca Vallicelliana di Roma diretta dalla Dott.ssa Paola Paesano nello splendido Salone Borromini. Durante l’evento alla Vallicelliana dove si è assistito alla Lettura pubblica delle favole di Leonardo che ha visto coinvolti noti scrittori, poeti e attori tra cui la stessa Anna Manna, è stato messo in risalto un aspetto poco noto del grande genio del Rinascimento quale fu Leonardo, legato alla creatività e alla sua personalità immaginifica dove protagoniste sono le sue favole. Esse sono raccolte nel testo originario e “tradotte” a fronte in italiano attuale dal prof. Nicolò Giuseppe Brancato in una pregevole e ormai pressoché esaurita edizione, con il titolo “Leonardo da Vinci, Le Favole”, editata a stampa tipografica, per i caratteri delle Arti Grafiche Brancato Editrice, Civitavecchia, 1991. Il ProfNicolò Giuseppe Brancato è Storico dell’Arte, Epigrafista e Archeologo di fama internazionale e attualmente Presidente dell’Artecom-onlus.
Prof. Nicolo’ Giuseppe Brancato
Questo premio alla Cultura sarà assegnato ogni anno a chi avrà omaggiato un grande artista di cui nell’anno ricorre l’anniversario (dal quale questa sezione prenderà il nome). Il Premio Gemius Loci viene assegnato a Luca Filippomi per l’organizzazione e diffusione a livello internazionale della cultura, mentre il Premio Ebbra idea….di Colori a Serena Maffiacon “Mostropoeta”. I premiati della Sezione Poesia e Fotografia (in ordine alfabetico) sono: Daniela Fabrizi con la foto dedicata alla poesia “Meteorite”,
Lorenzo Silvestroni per le fotografie ispirate e dedicate alle poesie di Anna Manna per Roma, Maria Cristina Valeri per la fotografia ispirata e dedicata alla poesia “Contatto celeste“(fotografia esposta a Casa Menotti nell’aprile 2016 nell’ambito della Mostra personale di Maria Cristina Valeri “ Anemos Narrazioni simboliche”). E poi l’Omaggio alla Carrieraa Mario Giannini autore della copertina del libro “ Ebbrezze di versi, dolcezze e furori”, Nemapress Edizioni, 2019).
La Sezione Letteraria. con Presidente di Giuria Mario Narducci e giurati Liliana Biondi, Clara Di Stefano, Goffredo Palmerini, Anna Manna, vede premiati: come Personaggio dell’anno: Tiziana Grassi,Poeta dell’anno: Benito Galilea e Poeta cromatico: Selene Pascasi, Nell’ambito della cerimonia di premiazione Premi speciali a Spoleto verrà presentato il bando di Concorso 2021 sia per le arti figurative, sia per la letteratura. La prossima edizione 2021 invita gli artisti ad ispirarsi per le proprie opere alle poesie di Anna Manna e a quelle del libro di Serena Maffia pubblicate in”A gambe levate”(Giuliano Ladolfi editore). La foto di Anna Manna in evidenza in apertura è di Mario Giannini
Silvana Lazzarino
II Premio “Il Poeta Ebbro… di colori”
edizione 2020
Ideatrice e fondatrice del Premio il Poeta Ebbro è Anna Manna
Premiazione a Spoleto A fine agosto 2020
Altri articoli pubblicati su Emmegiischia da Silvana Lazzarino
Vincenzo Capua e il suo nuovo singolo “Weekend” dal 9 giugno 2020 è in radio e digitale
E‘ in rotazione radiofonica e disponibile sulle piattaforme digitali dallo scorso 9 giugno, il nuovo singolo del cantautore romano Vincenzo Capua “Weekend”: Il brano è una ballad sincera ed immediata, prodotta da Davide Gobello con la supervisione artistica di Paolo Vallesi.
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Vincenzo Capua è pubblicato da N.I.C. United la neonata etichetta della Nazionale Italiana Cantanti, pensata per dare spazio a giovani artisti di talento e distribuita da Believe Digital.
A proposito del singolo, il cantautore commenta: «Weekend è una canzone intensa ed a tratti malinconica, che racchiude le inquietudini e le paure che la vita ci mette di fronte, e che anche l’amore ci richiede continuamente di affrontare. – continua – I vuoti profondi del nostro “Io” che tentiamo di colmare con le sigarette o una bottiglia di Vodka, oppure con il trucco od una scarpa col tacco, quando poi la vera ancora di salvezza è ritrovarsi in un abbraccio, che scaccia via tutto, come una nuova boccata d’ossigeno, e che aspettiamo impazienti sperando che arrivi il prima possibile, proprio come il Weekend. – conclude – In questo brano mi sono avvicinato a delle sonorità per me nuove, grazie alla produzione di Davide Gobello, con cui mi sono trovato molto bene in studio, ed alla supervisione artistica di uno dei più grandi cantautori italiani, Paolo Vallesi».
Il video è diretto da Federico Rapisarda e Francesco Galati. «Il videoclip semplice e sincero racconta la quotidianità di una coppia. Girato tra le mura domestiche, vediamo la verità di una relazione. La clip parla inizialmente di alcuni momenti di crisi che si ripercuotono inevitabilmente nella stesura del testo. La voglia di riconquistare il rapporto darà forza all’autore di completare al meglio il suo brano. Il crescendo di musica ed emozioni porteranno alla realizzazione di entrambe le cose», affermano i registi.
Vincenzo Capua è un cantautore romano classe 1989, laureato in Economia Aziendale presso l’Università Luiss Guido Carli e specializzato con la Laurea Magistrale in Management.
Inizia a suonare la chitarra grazie ai preziosi consigli del padre all’età di 16 anni e scopre un’immensa passione verso il mondo della musica ed un’innata abilità che sfocerà nella pratica di altri strumenti come il pianoforte e nella composizione di testi e musiche. Inizia così ad esibirsi in vari locali romani con diversi concerti personali con band o live unplugged, a cantare in concorsi e a partecipare a spettacoli ed eventi.
Dopo qualche anno di esperienza nel 2011 si iscrive alle selezioni del Festival di Castrocaro dove propone il suo primo singolo “E ci sei tu”.
Dopo le selezioni ed il tour in tutta Italia approda alla finale del Festival di Castrocaro il 15 luglio 2011, in onda in diretta su Rai 1 con la conduzione di Fabrizio Frizzi. La canzone “E ci sei tu” inizia a girare in radio, dapprima in quelle romane e poi nelle frequenze di tutta Italia.
Grazie alla nuova politica improntata sui giovani, dal 2011 fa parte della Nazionale Italiana Cantanti (con la quale ha partecipato a cinque Partite del Cuore su Rai 1). Nel 2012 presenta per le selezioni di Sanremosocial il suo secondo singolo “Amore illogico”. Nell’estate 2012 inizia gli Opening Act del tour italiano di Fabrizio Moro aprendo in quell’estate più di 20 concerti. Il 20 luglio 2012 partecipa al concerto “Artisti del Lazio uniti per l’Emilia”.
Nel giorno della Finale Europea di Calcio 2012, tra Italia e Spagna, si è esibito, in qualità di ospite, presso Casa Italia a Kiev. Ad agosto 2012 intraprende un suo personale Tour (5 date in Provincia di Reggio Calabria) che lo vede protagonista con importanti ospiti ed eventi radiofonici e televisivi. Nell’ottobre 2012 parte con una delegazione di attori, cantanti ed ex calciatori, capitanati da Enrico Montesano, per una tournée di partite e spettacoli a New York City.
Il 13 aprile 2013 apre, con successo di critica e pubblico, il concerto di Niccolò Fabi presso il Teatro Sociale di Mantova per il suo Ecco Tour!
Sempre ad aprile un’altra importante esperienza e collaborazione che durerà per circa due anni, il cantautore romano diventa ospite fisso di Edicola Fiore di Rosario Fiorello, e il suo successo è tale da portarlo fino alla Finalissima in diretta streaming Edicola Fiore LIVE, dove si esibisce insieme ad artisti come Biagio Antonacci, Max Pezzali e i Negramaro. Il suo brano “E ci sei tu” diventa il tormentone della trasmissione web e poi radiofonica (Rai Radio 2, Rai Radio 1) di Fiorello. Nell’estate 2013 apre i concerti di Fabrizio Moro dell’“Inizio Tour”.
Da novembre 2013 a marzo 2014 fa ancora parte del cast artistico di Edicola Fiore di Fiorello in onda su Rai Radio Due.
Il 31 dicembre 2013 partecipa come protagonista al concertone di Capodanno su Rai 1 “L’anno che verrà” condotto da Carlo Conti in diretta da Courmayeur, e canta 4 canzoni in 4 diversi momenti della serata. Nell’annata 2013/2014 le sue canzoni vengono spesso usate come sigle della trasmissione Uno Mattina su Rai 1.
Dal maggio 2014 fa parte del cast artistico del programma radiofonico “Fuori Programma” di Fiorello e Baldini ogni mattina su Rai Radio Uno.
Nell’annata 2013/2014 conduce il suo programma radiofonico chiamato “E ci sei tu” su Radio Mana Mana Sport in FM a Roma e nel Lazio, che vince il premio “Microfono d’oro 2014” come miglior trasmissione musicale dell’anno della radiofonia romana. Nell’Estate 2014 la sua canzone “E ci sei tu” viene inserita nella compilation nazionale Hit Mania Estate 2014.
Sempre nell’estate 2014 è in giro per l’Italia insieme alla sua band e altri ospiti per il suo Tour Nazionale “E CI SEI Tour”. A settembre 2014 riprende la sua partecipazione nell’ Edicola Fiore di Fiorello.
Il 31 dicembre 2014 partecipa nuovamente come protagonista al concertone di Capodanno su Rai 1 “L’anno che verrà” condotto da Flavio Insinna in diretta da Courmayeur, e canta 5 canzoni in 5 diversi momenti della serata, cantando nel momento massimo di share di 9 milioni di telespettatori alle 23.55. Nel maggio 2015 esce il suo nuovo singolo “Felice”, il videoclip è girato con gli attori Vittoria Belvedere e Giorgio Borghetti, il brano arriva fino alla posizione numero 9 dei Top Brani iTunes nella categoria cantautori, e viene trasmesso da numerose emittenti radiofoniche nazionali.
Il 2 giugno 2015 partecipa allaPartita del Cuore di Torino su Rai 1 con la Nazionale Cantanti e nell’apertura della serata canta il suo brano “Felice” in uno Juventus Stadium tutto esaurito.
Il 25 luglio 2015 è tra gli artisti protagonisti del concerto Valdichiana Live di Radio Cuore. Nell’estate 2015 compie un personale tour di 10 date nelle piazze Italiane chiamato “Felice Tour”. Il 21 dicembre 2015 canta allo Stadio Olimpico di Roma nella Partita per l’Unicef davanti a 40.000 persone. Il 31 dicembre 2015, per il terzo anno consecutivo, è tra gli artisti protagonisti del Capodanno di Rai 1 “L’anno che verrà” in diretta dalla Piazza di Matera.
Il 18 maggio 2016 prende parte alla “Partita del Cuore” in diretta su Rai 1 esibendosi allo Stadio Olimpico nel prepartita. Nell’estate 2016 esce il suo nuovo singolo “Balla mio amore”. Ad ottobre 2016 il suo brano “Quando sarò bambino” è colonna sonora dell’omonimo film con Sergio Rubini presentato ad ottobre in anteprima al Festival del Cinema di Roma, per poi essere distribuito in tutti i cinema d’Italia nell’estate del 2017. Il 31 dicembre 2016, per il quarto anno consecutivo, è tra gli artisti protagonisti del Capodanno di Rai1 “L’Anno che verrà” in diretta dalla Piazza di Potenza.
A fine aprile 2017 esce il suo nuovo singolo “Notte mia”. A fine maggio 2017 scrive la canzone “Immortale”, dedicata al calciatore Francesco Totti, che in pochi giorni raggiunge sul web più di 300.000 visualizzazioni. Il 31 dicembre 2017, per il quinto anno consecutivo, è tra gli artisti protagonisti del Capodanno di Rai 1 “L’anno che verrà” in diretta dalla Piazza di Maratea.
A giugno 2018 esce il suo singolo “1000 buone ragioni” che entra nelle varie classifiche. Il 2 giugno canta a Piazza Sempione nel Rino Gaetano Day davanti a 20.000 persone. Il 30 settembre canta ad Ostia nel concerto “Ostia Siamo Noi” insieme a Fabrizio Moro, Nek e altri. Il 31 dicembre 2018 a Matera canta come protagonista nel Capodanno di Rai 1 “L’anno che verrà”.
Il 27 maggio 2019 esce il suo nuovo singolo “Il cielo resterà blu”, presentato a Roma il 17 maggio con un live all’ Auditorium Parco della Musica ospite del concerto di Briga. Il 31 dicembre 2019 a Potenza canta come protagonista nel Capodanno di Rai 1 “L’anno che verrà” cantando il suo brano “Il cielo resterà blu”. Il 9 giugno 2020 esce il suo nuovo singolo “Weekend”, prodotto da Davide Gobello con la supervisione artistica di Paolo Vallesi.
Poster quotidiano: Arte e Solidarietà con il progetto “Poster Quotidiano” da un’idea di Iva Lulashi, Adrian Paci e Fabio Roncato. Ventisei artisti nella realizzazione di opere formato Poster a sostegno di Fondazione Progetto Arca Onlus
Anche se si è entrati nella fase 2 con la riapertura di alcune attività all’ingrosso e di alcuni negozi, in seguito alla totale chiusura per due mesi di tutti gli esercizi tranne quelli di prima necessità come stabilito dai governi delle varie nazioni a causa della pandemia provocata dal Covid-19, resta sempre necessario mantenere alta l’attenzione per evitare di ritrovarsi costretti a stare chiusi nelle proprie abitazioni. Durante questi due mesi in cui ogni certezza sembrava venir meno e dove le abitudini sono state azzerate creando ansia e paura, l’umanità si è sentita come sospesa entro una situazione surreale in cui l’unica cosa da fare è stata quella di adattarsi alle direttive del governo e aspettare eventi migliori.
In questa lunga attesa il tempo si è come fermato invitando molte persone a riflettere su sé stesse e sul senso della vita. Lo stare a casa, quale disposizione necessaria per limitare il più possibile la diffusione del contagio di questo virus che ogni giorno specie nel mese di marzo ha causato sempre più morti, se inizialmente è stata avvertita come una sorta di costrizione in cui ci si sentiva limitati nelle abitudini, vista più attentamente è diventata per diverse persone un’ occasione per guardare dentro la propria “casa emozionale” dentro se stessi, e lasciare andare quell’aspetto superficiale che rappresentava la quotidianità e riscoprire la propria autenticità. Un invito a riflettere sulla propria vita in cui niente dovrebbe essere considerato per scontato, perché niente è dovuto.
E’ in momenti come questo dove si avverte un senso di impotenza e fragilità, che l’arte diventa strumento per rimanere uniti e superare insieme una situazione molto difficile, direi quasi surreale dove l’umanità si chiede cosa sarà del proprio futuro. L’arte infatti anche in questa seconda fase risponde per offrire sostegno alle famiglie più disagiate proprio in seguito alle problematiche conseguenti la chiusura di molte attività. L’epidemia del COVID-19 non ha causato infatti soltanto un’emergenza sanitaria, ma ha anche messo in luce un’emergenza sociale. Tante persone e famiglie delle nostre comunità si trovano in gravi difficoltà ad affrontare i bisogni più elementari, dal cibo di ogni giorno, al tetto sotto cui proteggersi. Di fronte a questa situazione diversi artisti, coinvolti in questo lungo periodo di quarantena durante il quale hanno continuato a lavorare autonomamente nelle proprie case hanno ripensato alle proprie pratiche.
Così gli artisti Iva Lulashi, Adrian Paci e Fabio Roncato hanno dato vita ad un progetto artistico: “Poster Quotidiano”, proprio per sostenere attraverso l’arte le persone in difficoltà economica. L’iniziativa subito appoggiata dalla collaborazione diCasa Testori e Collezione Giuseppe Iannaccone ha visto coinvolti ventisei artisti nella realizzazione di opere in formato poster a sostegno di Fondazione Progetto Arca Onlus.
Iva Lulashi, Adrian Paci e Fabio Roncato per dare un contributo nel fronteggiare questa urgenza, hanno chiesto ad un gruppo di artisti – Alessandro Agudio, Giulia Andreani, Stefano Arienti, Filippo Berta, Thomas Braida, Nina Carini, Linda Carrara, Andrea Cerruto, Paolo Ciregia, Vanni Cuoghi, Matteo Fato, Giovanni Frangi, Emilio Isgrò, Giovanni Iudice, Massimo Kaufmann, Beatrice Marchi, Elena Mocchetti, Davide Monaldi, Ruben Montini, David Reimondo, Alessandro Sambini, Hermanos Santiago, Marinella Senatore – di unirsi a loro nel progetto “Poster Quotidiano”, realizzando ciascuno un lavoro in formato poster 50 x 70 cm in tiratura di 20 copie, oltre a tre prove d’artista.
I poster, firmati e numerati 1/20, sono in vendita con un contributo minimo di 100 euro e il ricavo sarà direttamente versato a Fondazione Progetto Arca Onlus, che a Milano, Roma e Napoli fornisce assistenza ai senza tetto con le sue unità di strada e ha recentemente avviato un programma, d’intesa con i Comuni, per garantire sostegno alle tante famiglie in difficoltà.
Arte e solidarietà vivono in questo progetto “Poster Quotidiano” il cui duplice intento è proprio quello di sostenere la quotidianità di chi oggi si trova a fronteggiare condizioni difficili e, allo stesso tempo, di sottolineare l’importanza che la cultura può avere nell’affrontare e dare forma alla narrazione di uno scenario drammatico e senza paragone da almeno due generazioni. Al fianco degli artisti, uniti da un grande spirito di generosità sono anche Casa Testori e Collezione Giuseppe Iannaccone con i curatori Giuseppe Frangi e Rischa Paterlini.
In questo progetto i ringraziamenti più sentiti vanno ad Art Defender, aLara Facco P&C,a MediaRevolution.it, MGV Communication, a Collezione Nembrini e ai sostenitori che hanno voluto mantenere l’anonimato, perché con il loro contributo hanno permesso di far fronte ai costi vivi per la realizzazione di “Poster Quotidiano”. Un grazie speciale va anche a chi acquisterà le opere, perché ogni poster venduto si tradurrà in aiuto immediato e concreto alla quotidianità di chi è meno fortunato. Il contributo potrà essere versato direttamente su un conto corrente di Progetto Arca indicando la casuale “Campagna Poster Quotidiano”, IBAN IT07 A030 6909 6061 0000 0014 086. Per informazioni www.posterquotidiano.it, info@posterquotiano.it
Antologia poetica “La ginestra sul precipizio” proposta da Anna Manna per dare voce alle emozioni dei poeti al tempo del Coronavirus. Il Progetto nasce nell’ambito delle attività culturali del Premio “ItaliaMia” di cui è presidente di giuria Neria De Giovanni.
La situazione difficile che attualmente stiamo vivendo legata alla diffusione sempre più ad ampio raggio del Coronavirus che ha obbligato i governi delle varie nazioni ad adottare misure restrittive chiudendo ogni genere di attività ed esercizi commerciali salvo quelli di prima necessità, obbligando le persone a stare a casa, ha richiesto un grande sforzo da parte di tutti. Principalmente perché da un giorno all’altro ci si è trovati a cambiare completamente le proprie abitudini sentendosi limatati sul piano personale e pratico, senza avere certezze del futuro. Un cambiamento che ha visto adottare a parte il lavoro da casa già sperimentato in diverse aziende, nuove norme quali il non poter uscire dalla propria abitazione salvo che per fare la spesa alimentare e recarsi in farmacia, e il non potersi incontrare con alcuna persona.
Antologia La ginestra sul precipizio- in foto Anna Manna poetessa e scrittrice
Tutto questo crea smarrimento e mancanza di certezze. La propria abitazione diventa allora l’unico luogo dove ritrovare un proprio spazio, ma non è affatto semplice poiché si è creato uno strappo da quelle che erano le abitudini quotidiane, dalla cosiddetta ruotine giornaliera cui si era legati. Ritrovare quella serenità di prima diventa complesso proprio per via di questo cambiamento improvviso dovuto alla pandemia che genera insicurezza e paura. E’ stando lontani dalla propria zona di confort, in una situazione di paura e incertezza innanzi al cambiamento e al pericolo di vita, che diventa importante ascoltare le proprie emozioni entrando a contatto proprio con quel vuoto che si respira per questa nuova situazione dove tutto è cambiato e nulla è come prima, E’ proprio il cambiamento che si sta vivendo a trasformarsi in occasione per guardare dentro se stessi e affrontare i propri alibi, le proprie paure prendendo sempre più contatto con la propria autenticità come fosse un risveglio. Questa situazione incontrollabile, ma gestibile restando entro le regole imposte dai governi attraverso restrizioni per limitare il contagio del coronavirus, invita a fermarsi e ascoltare se stessi riprendendo n mano la propria vita. Ma prima di questo ascolto interiore, come accennato è la paura, lo smarrimento di fronte a questa tempesta portata dalla pandemia.
Antologia La ginsestra sul precipizio- in foto Iole Chessa Olivares poetessa e critico letterario
Anna Manna, poetessa e scrittrice di successo a livello internazionale, partendo da questa situazione difficile che l’umanità sta vivendo, ha progettato l’idea di dare vita ad un’antologia in cui i poeti di tutta Italia, in questi giorni della pandemia, mettessero in versi le proprie emozioni legate proprio a questo momento drammatico. Come lei stessa ha affermato si tratta di un’antologia che“deve racchiudere le emozioni a caldo di questi giorni”…… “tra. la paura, l’angoscia, la tristezza, lo sbandamento” e ancora “una testimonianza poetica fatta a caldo con i brividi ancora sulla pelle, senza belletti, con l’estetica in bilico la bravura in bilico, la capacità critica ferita come mai!. E’ un momento estremo mai vissuto, un’emozione globale!I Poeti sono la Voce del Mondo con la Tempesta dentro, con le energie psichiche messe a dura prova, ma anche con sollecitazioni eccezionali”.
Per questa antologia dal titolo significativo “La ginestra sul precipizio” progetto nato nell’ambito delle attività culturali del “Premio ItaliaMia”, Anna Manna ha così invitato i suoi amici poeti a descrivere la loro storia emotiva di queste settimane difficili che riguardano tutta l’umanità. A firmare l’introduzione dell’antologia in qualità di Presidente di Giuria del Premio “ItaliaMia”, fondato da Anna Manna, è Neria De Giovanni, Presidente dell’Associazione internazionale dei Critici letterari. Il titolo dell’antologia che per certi aspetti fa pensare alla poesia “la Ginestra” di Giacomo Leopardi, è stato scelto da Anna Manna in riferimento ad un suo racconto da lei scritto agli inizi degli anni Novanta “La Ginestra sul precipizio” dove vi è un invito a riflettere sul tema della fragilità della vita, sul problema della morte e di come si possa rinascere proprio a partire da situazioni difficili.
Antologia – La Ginestra sul precipizio- in foto Corrado Calabrò poeta, scrittore, critico letterario
Famosi e meno famosi, affermati ed emergenti, i poeti che al momento hanno aderito sono stati indotti a scrivere sulla spinta di questo forte impatto emozionale dettato dal dramma che stiamo vivendo Di seguito i loro nomi: Anna Avelli, Fabia Baldi, Liliana Biondi, Luisa Bussi, Corrado Calabrò, Claudio Carbone, Jole Chessa Olivares, Sandro Costanzi, Debora D’Agostino, Clara Di Stefano, Daniela Fabrizi, Stefano Gentili, Anna Maria Giancarli, Arajan Kalco, Silvana Leonardi, Dante Maffia, Serena Maffia, Maria Rita Magnante, Liliana Manenti, Ruggero Marino, Renato Minore, Mario Narducci, Giuseppe Nasca, Elio Pecora, Maria Morganti Privitera, Angelo Sagnelli, Eugenia Serafini, Gabriella Sica, Giulia Maria Sidoti, Lorenzo Spurio, Marcia Teophilo, Vittoria Tommasoni, Michela Zanarella. A loro se ne aggiungeranno molti altri poiché l’elenco è in fase di aggiornamento dato che molti altri stanno confermando la propria adesione.
Antologia La ginestra sul precipizio- in foto Dante Maffia, poeta, scrittore, critico letterario
Anna Manna esorta quanti lo desiderino a scrivere i propri versi: “A voi la parola amici. Le parole, le emozioni da scrivere, subito, adesso, prima che la ragione renda tutto un evento fronteggiato. Scrivete!” La vostra casa diventi come l’antro della sibilla!”. Un invito a scrivere dentro le pareti della propria casache da prigione deve diventare la propria “casa interiore” in cui ritrovare la propria autenticità di sentimenti e stati d’animo. I poeti scriveranno poesia “sul precipizio della propria anima” proprio nel momento estremo vissuto dalla società nella sua globalità. Ma se questa pandemia rappresenta una tempesta che trascina via tutto, è forse indicativa per giungere ad un risveglio globalepassando attraverso il dolore, la paura, lo sconforto per rinascere e guardare al futuro con altri occhi.
Ad aprire l’antologia sarà la lettera che il poeta e scrittore Lorenzo Spurio ha inviato ad Anna Manna per rispondere a questo invito poiché in questa lettera è sintetizzato lo stato d’animo e la sensibilità del poeta investito dall’evento drammatico che ha coinvolto il mondo intero. A chiudere la raccolta poetica è il testo del giornalista Goffredo Palmerini con un commento che probabilmente resterà nella storia del giornalismo e della poesia per la situazione particolare e la risposta così immediata dei poeti.La pubblicazione dell’antologia è prevista per il mese di febbraio 2021
Il volume sarà presentato in anteprima di stampa nell’anniversario dell’avvio della Pandemia nel Marzo 2021 presso l’Università di Roma “La Sapienza” al Centro di documentazione europea A. Spinelli. All’incontro sarà presente la stampa.Successivamente un’atra presentazione sarà organizzata presso una sede istituzionale prestigiosa.
E’ giunto alla 12° edizione il Premio letterario Internazionale Città di Cattolica – Pegasus Literary Awards, definito dalla stampa l’oscar della letteratura italiana
Pubblicato il verbale della 12^ edizione del Premio letterario Internazionale Città di Cattolica – Pegasus Literary Awards, definito dalla stampa l’oscar della letteraturaitaliana. Il concorso patrocinato dalla Regione Emilia Romagna e dal Comune di Cattolica è una delle maggiori manifestazioni conosciute a livello internazionale per la qualità dei contenuti. Organizzato dall’Associazione Culturale Pegasus di Cattolica è oggi il più grande premio popolare italiano ed uno dei maggiori d’Europa. La Kermesse si occupa di rilanciare la cultura letteraria stimolando la creatività dei giovani e dei meno giovani, nonchè di scoprire nuovi talenti, occupandosi nel contempo di celebrare coloro che negli anni si sono particolarmente distinti in campo culturale. Oltre a giovani autori e a case editrici emergenti, hanno partecipato alla competizione i grandi marchi editoriali, tra i quali. Mondadori, La nave di Teseo, Harper Collins, Curcio ecc.
Molti gli autori provenienti dall’estero Spagna, Venezuela Brasile, Stati uniti, Inghilterra. Il primo Premio per la narrativa edita, è stato assegnato a Franco Forte e Scilla Bonfiglioli con il Best sellers “La bambina e il nazista” (Mondadori). Il Trofeo Pegasus va a Roberto Pazzi con l’opera “Un giorno senza sera” (La nave di Teseo). Tra i premi della Critica spiccano i nomi di Antonio Pascotto giornalista Caporedattore di newmediaset con l’opera “Il mondo senza internet” (Male edizioni).
Tra i premi speciali fuori concorso segnaliamo Michele Cucuzza con “Fuori dalle Bolle” (Curcio editore) Book of the year, la star internazionale Joe Jackson con “Gravità Zero – un viaggio nella musica” (Volo libero) il giornalista Andrea Scanzi premio speciale per la comunicazione, L’autore Televisivo Aldo Dalla Vecchia con il Premio alla carriera, il giornalista Santo Pirrotta con il premio speciale giornalista dell’anno. Lo scienziato Sergio Bartalucci con il premio speciale per la fisica. A causa dell’emergenza Covid-19 la cerimonia di premiazione prevista per il 18 aprile è stata rinviata a data da destinarsi.
Premio alle eccellenze lucane tra cui il Dr.Domenico Tripaldi, e la Dott.ssa Patrizia Minardi, e alle eccellenze di altre regioni d’Italia tra cui Lisa Bernardini Presidente dell’Associazione Occhio dell’Arte APS di Anzio; Umberto Garibaldi, Anthony Peth e Imma Battista
Premio “la Voce del fiume” presentato dalla giornalista Annamaria Sodano
La Dimora di charme “La Voce del fiume” e l’imprenditrice Rocchina Addobbato, particolarmente attenta a valorizzare le eccellenze del territorio ma non solo, hanno aperto qualche giorno fa le porte alla cultura, all’informazione, alla musica e alle amministrazioni “illuminate”, organizzando la prima edizione del Premio “La Voce del fiume”.
Premio La voce del fiume. Da six Anthony Peth – Imma Battista – Mariella Anziano – Rocchina Adobbato – Annamaria Sodano – Lisa Bernardini – Patrizia Minardi – Domenico Tripaldi – Franco Rina
Nella splendida cornice storica del palazzo ottocentesco dove Rocchina abita e che ospita uno dei B&B più particolari della Basilicata, incastonato nel cuore del borgo medievale di Brienza, hanno ricevuto assegnato il premio omonimo, presentato dalla giornalista Annamaria Sodano, una rosa di professionisti scelti per l’occasione. Tra le eccellenze lucane, figuravano tra gli assegnatari dell’award il Dr. Domenico Tripaldi, Direttore Generale del Dipartimento Programmazione e Finanze della Regione Basilicata, e la Dott.ssa Patrizia Minardi, Dirigente dell’Ufficio Sistemi Culturali e Turistici, Cooperazione Internazionale della Regione Basilicata. Premiato anche Franco Rina, Direttore e Fondatore del Festival Cinematografico Internazionale “CinemadaMare”.
Per le eccellenze provenienti da fuori regione, gli assegnatari della prima edizione de “La Voce del Fiume” sono stati la giornalista Lisa Bernardini, Presidente dell’Associazione Occhio dell’Arte APS di Anzio; Umberto Garibaldi, Direttore “Red Carpet” (assente giustificato); Mariella Anziano nelle vesti di Capo Servizio Tgr Lazio; il conduttore radio televisivo Mediaset Anthony Peth; infine, Imma Battista, stimato Direttore del Conservatorio di Musica “Giuseppe Martucci” di Salerno
“L’ happening è stato organizzato in collaborazione con la Banca Monte Pruno, ed è stata l’occasione per promuovere il territorio e le sue peculiarità. Sono emozionata e felice di aver sostenuto e creduto in questa manifestazione” – ha dichiarato soddisfatta a fine evento la Dott.ssa Rocchina Adobbato. Tra gli ospiti della serata, in veste a turno anche di premianti, il Direttore generale BCC Monte Pruno Michele Albanese, il Vicedirettore Generale Cono Federico e Valentino Di Brizi, Presidente dell’ Associazione imprenditori del Vallo di Diano. Presenti e coinvolti attivamente perfino tre sindaci del territorio lucano : Antonio Giancristiano sindaco di Brienza; Marco Zipparri, primo cittadino di Marsicovetere; Michele Laurino, primo cittadino di Sant’Angelo Le Fratte.
Lo Chef stellato Antonio Lopardo ha intrattenuto gli ospiti per una degna conclusione di serata all’insegna di una tipica cena lucana.
Anna Manna, scrittrice e poetessa di successo, presenta a Roma il prossimo 2 marzo 2020 all’Università “La Sapienza” un’edizione Speciale del Premio “Le Rosse Pergamene” da lei fondato, dove saranno premiati diversi autori tra cui: Sabino Caronia e Diana Cavorso, Goffredo Palmerini, Pierfranco Bruni, Fabia Baldi, Silvana Lazzarino, Elena Galifi, Diego De Nadai.
Silvana Lazzarino verrà premiata per il libro edito di poesia “Emozioni senza tempo” (Edizioni Progetto Cultura 2019). A presentarla sarà Eugenia Serafini artista di fama internazionale, poetessa e giornalista.
Organizzatrice di eventi culturali e donna di grande spessore umano e professionale, Anna Manna, scrittrice e poetessa di successo è la fondatrice del prestigioso Premio “Le ROSSE PERGAMENE DEL NUOVO UMANENSIMO” attraverso cui con un nuovo linguaggio si vuole guardare ad una lettura di una realtà profonda e autentica. Un Premio di poesia d’amore consolidato da 18 anni che ha visto svilupparsi diverse sezioni nel corso degli anni e la presenza di prestigiosi presidenti di giuria tra nomi noti della cultura italiana.
Anna Manna e il, Premio le Rosse Pergamene edizione Speciale. Foto di gruppo
A dare il via alla storia di questo premio è “Le rosse pergamene – poesie d’amore” primo libro di poesie d’amore di Anna Manna, dedita soprattutto alla poesia civile che ricevette molti apprezzamenti dalla critica e dal pubblico tali da far pensare ad un premio proprio a partire da quest’opera vincitrice del concorso per inediti con la casa editrice Pagine e la cui prefazione porta la firma del grande poeta scomparso Elio Fiore. il Premio “le Rosse Pergamene del Nuovo Umanesimo” si è svolto con grande successo in diverse sedi prestigiose: dal Caffè Greco al Grand Hotel Ritz, dal Campidoglio, a Palazzo Sora, a Spoleto presso la Galleria Polid’Arte.
Il prossimo 2 marzo 2020 vi sarà un’edizione speciale del Premio che si svolge alla Sapienza Università degli Studi di Roma,presso il Centro di documentazione europea Altiero Spinelli, Facoltà Economia e commercio (via del Castro Laurenziano n.9) con inizio alle ore 16.30.
Organizzato da Anna Manna, l’incontro si apre con il saluto di Corrado Calabrò nome famoso a livello mondiale e Presidente della Giuria per la sezione “Europa e cultura –Eccellenze italiane”, cui segue il saluto e l’intervento di Neria De Giovanni, presidente dell’Associazione Internazionale dei Critici Letterari, e presidente di giuria della Sezione “Italia Mia” che si caratterizza con iniziative e progetti di grande rilevanza sul territorio. Per la sezione “Poesia e Pittura” che si svolge a Spoleto la presidentessa di Giuria è Eugenia Serafini.
Anna Manna e il Premio Le Rosse Pergamene
Questa 18 edizione de “Le Rosse Pergamene” rappresenta un’Edizione Speciale dove non è stato previsto un vero e proprio concorso, ma sono stati assegnati Premi Speciali a poeti e autori di rilievo già premiati negli anni precedenti e personalità legate al premio. “Da venti anni siamo un’avanguardia” –afferma Anna Manna. – “Quando nel lontano 2002 nacque il Premio ‘Le rosse pergamene’ molti pensarono si trattasse di un Revival di tempi antichi, quasi uno sguardo nostalgico verso il ‘900. Ed invece oggi ci rendiamo conto che si trattava di un’Avanguardia. A poco a poco fu chiaro che in molti ambienti artistici si provava lo stesso disagio per una letteratura che aveva stravolto il Realismo in una adesione totale alle espressioni sguaiate di una società che ha prodotto troppi esempi di sconcezza letteraria e non.”.
Questa edizione Speciale del 2020 toccherà l’aspetto legato ai colori e in particolare al colore rosso presente nel titolo del Premio che caratterizza la relazione di apertura di Daniela Fabrizipoetessa raffinata e di grande successo la cui analisi critica desterà grande interesse. In essa viene sottolineato come il colore sia il protagonista della relazione e come il colore sia spesso il protagonista della poesia di Anna Manna fondatrice del premio. Un’analisi letteraria che lancerà un progetto per un Convegno che potrebbe diventare la vera novità del prossimo autunno culturale. Una novità che caratterizza la Sezione “ItaliaMia” riguarda il Progetto poetico “Venezia non affonda!”.
Anna Manna e Il premio le Rosse Pergamene edizione speciali, nella foto Eugenia Serafini
Saranno premiati Sabino Caronia e la moglie Diana Cavorso per il Libro edito di Poesia d’amore “Con altra voce -Se provo a parlare” che hanno scritto insieme, un libro in omaggio all’amore,Goffredo PalmeriniPremio Europa e Cultura per il giornalismo, Pierfranco BruniPremio ItaliaMia per Omaggio alla Carriera,Fabia Baldi Premio Rosse Pergamene Poesia d’amore per il libro “Come un’ala di rondine”(Il Convivio editore) dedicato alla poesia d’amore, Elena Galifi Premio per le Poesie nel Web, Silvana Lazzarino Premio per Libro edito di poesia con la raccolta “Emozioni senza tempo” (Edizioni Progetto Cultura) e Diego De Nadai Premio Speciale “La voce del Premio Le rosse pergamene “ .
Il libro di Sabino Caronia e Diana Cavorso comprende due raccolte unite insieme “Con altra voce” di Sabino Caronia e “Se provo a parlare” di Diana Cavorso, per cui il lettore si trova ad avere in mano due libri contemporaneamente con due copertine diverse. Questo conferisce una lettura che procede appunto come con la clessidra: infatti una volta ultimata la prima raccolta, si volta il volume e si incomincia a leggere la seconda. Il libro dunque è in forma poetica, una sorta di dialogo fra i coniugi in poesia in cui si evidenzia il punto di vista e la focalizzazione al femminile di Diana Cavorso e lo sguardo ironico e critico al maschile di Sabino Caronia. A presentare i due autori sarà Neria De Giovanni.
Anna Manna, Premio le Rosse Pergamene edizione Speciale. nella foto Silvana Lazzairno
Silvana Lazzarino impiegata, giornalista/pubblicista e poetessa, viene premiata per il suo Libro edito diPoesia“Emozioni senza tempo” (Edizioni Progetto Cultura 2019) e a presentarla sarà Eugenia Serafini artista di fama internazionale, poetessa e giornalista. La silloge poetica con prefazione a cura di Sandro Angelucci affermato poeta, critico letterario e saggista riunisce liriche che rivelano un dialogo interiore a partire da quanto accade fuori, sia in riferimento al contesto umano, sia a quanto svelato e rivelato negli orizzonti di una Natura in divenire dove tutto è sospeso tra materia e spirito, finito e infinito, e dove il particolare si rivela nell’universale, nella ciclicità di un tempo senza tempo. Tutto torna e non finisce. In copertina si può ammirare l’immagine del dipinto “Ortensie” dell’artista Patrizia Canola, pittrice di fama internazionale attiva in Brianza. Il colore blu e la sfericità di questi fiori restituiscono l’idea di un tempo senza tempo, ciclico e perfetto, dove si può ritrovare altro senso a questo viaggio, volgendo lo sguardo verso l’attesa di un nuovo giorno “dove l’orizzonte schiarisce/ e tutto è come sospeso/per rinascere”. Con questa raccolta edita di poesie Silvana Lazzarino si è aggiudicata il terzo posto alla 19 Edizione del Concorso Internazionale Poetico Musicale organizzato dalla Delegazione Provinciale di Lecce del Cenacolo Accademico Europeo “Poeti nella Società”, in collaborazione con l’Accademia Neapolis di Napoli, l’Accademia “Arte e Cultura” di Salerno, la M.C.I. di Basilea, l’Associazione Koiné di Castrignano dei Greci, di altri Centri culturali e con il Patrocinio del Comune di Martano (LE) e sempre il terzo posto al Premio letterario nazionale “Voci” città di Roma edizione 2019.
Di seguito tutti i premiati di questa edizione speciale Premio le Rosse Pergamene del nuovo umanesimo
Premio per libro edito di poesia d’amore scritto in coppia
“Con altra voce-Se provo a parlare”
di Sabino Caronia, Diana Cavorso
Premio EUROPA E CULTURA per il GIORNALISMO
GOFFREDO PALMERINI presentato da Anna Manna
Premio ITALIAMIA Omaggio alla carriera
PIERFRANCO BRUNI presentato da Neria De Giovanni ed Anna Manna
Premio Le rosse pergamene Poesia d’amore
“Come un’ala di rondine” Il convivio editore
FABIA BALDI presentata da Anna Manna
Premio libro edito Poesia
SILVANA LAZZARINO “Emozioni senza tempo” Edizioni Progetto Cultura 2019
presentata da Eugenia Serafini
Premio per le poesie nel web
ELENA GALIFI
Premio Speciale “La voce del Premio Le rosse pergamene “
DIEGO DE NADAI presentato da Jole Chessa Olivares
IL PREMIO LE ROSSE PERGAMENE DEL NUOVO UMANESIMO
Edizione speciale 2020
Presso La Sapienza Università degli Studi di Roma,
Centro di documentazione europea Altiero Spinelli, Facoltà Economia e Commercio
Fabrizio Meo presenta la sua prima silloge “Amen in limine” a Roma il 15 febbraio 2020 presso la Libreria Hora Felix alle ore 18.00.
La ricerca della completezza tra essenza di pensiero ed emozioni dove si armonizzano materia e spirito, finito e infinito diventa punto di partenza per esplorare il mistero stesso della vita dal suo inizio alla sua declinazione verso altre forme in cui la fine diventa rinascita e ridefinizione del sé, Da qui si potrebbe partire per accostarsi alle profonde riflessioni legate all’uomo e al suo essere in questo tempo, proposte dalle liriche di Fabrizio Meo, giovane autore agnonese appassionato di musica, spiritualità cristiana e orientale, poesia e ancora esperto di Taoismo e Sufismo, nonché di mistica apofatica, che già con la sua prima opera poetica “AMEN IN LIMINE” restituisce l’energia in divenire del suo proiettarsi verso un rinnovato ascolto del sé in relazione a quanto intorno e al creato. A Roma nell’ambito della Rassegna Iplac presso la libreria Hora Felix in Via Reggio Emilia, 89 alle ore 18.00, sabato 15 febbraio 2020 viene presentata questa interessante silloge che vede come moderatrice Fiorella Cappelli, raffinata poetessa, giornalista e critica letteraria, nonché organizzatrice di eventi culturali di ampio respiro, e in qualità di relatore il poeta e scrittore Fabio Tirone, la cui poesia esplora il tessuto esistenziale dando spazio all’uomo al suo senso di libertà quale conquista da tenere sempre salda.
Fabrizio Meo e la sua silloge “Amen in limine”, la presentazione alla libreria Hora Felix sabato 15 febbraio 2020
Emerge da queste pagine dell’opera di Fabrizio Meo, una poesia colta con rimandi alla cultura classica greca e latina che invita con versi densi di armonia ad un rinnovato rapportarsi all’esistenza a partire da rimandi ad un passato pronto a riaffiorare con ombre e luci, ma anche espressioni di saggezza. In questo accostarsi all’esistenza con rinnovato sguardo e partecipazione a quanto vicino e lontano riscoprendo quanto l’armonia dei contrari rappresenti l’equilibrio dell’universo, necessario alla vita, il silenzio interiore diventa occasione per recuperare quelle autentiche espressioni del pensiero nel rileggere la propria identità spesso offuscate dal caotico presente dal cui labirinto si può uscire recuperando il bello, e l’autentico respiro di luce che muove il pensiero e entra nella materia. Da qui il rispetto della persona principio necessario per non rinunciare a sé stessi e agli altri ciascuno nella propria unicità, consapevoli che ogni aspetto della vita è in costante cambiamento, così come le sensazioni che si vivono.
La passione per letteratura classica, compresa quella greca e latina e la laurea in materie letterarie presso l’Università del Molise e la specialistica in “Scienze del testo” conseguita all’Università La Sapienza di Roma e ancora l’interesse per la musica anche quella metal, si combinano in questa poesia di luce e respiro infinito con il cosmo accogliendo riflessioni legate a filosofie e credo cristiani e orientali. a suggerire nuove possibili vie per giungere a quella verità sull’uomo e sul senso del suo esistere e sul suo nascere e morire, per poi rinascere oltre.
Le liriche di Fabrizio Meo sono specchio di quella parte silente che vibra nell’essenza di luce ad attraversare la materia per recuperare autenticità di emozioni e procedere oltre le banali apparenze e superficialità che appartengono alla massa. I suoi versi invitano a cogliere oltre la forma quel di più che restituisce l’armonia tra il principio e la fine, il giorno e la notte, ad accarezzare l’idea di approssimarsi a quel confine con il divino, la divinità dove tutto è eterno presente e si rinnova oltre il tempo.
Maria Francesca Mosca prosegue con le presentazioni del suo libro di successo.
Scritto per la 10° edizione del Giro d’Italia Handbike ideata da Andrea Leoni, il libro è stato presentato lo scorso sabato 8 febbraio a Roma alla libreria Hora Felix con relatrici Laila Scorcelletti, Silvana Lazzarino e letture di Federica Sciandivasci. Tra il pubblico anche il poeta e critico letterario Franco Campegiani, l’artista Lino Tardia, la scrittrice e saggista Giovanna Cospito, la poetessa Luciana Capece e il poeta Fabio Tirone.
Maria Francesca Mosca, medico per la medicina generale dell’Asl di Biella, è stata accolta a Roma con il suo libro, dedicato ai protagonisti campioni dell’handbike che sta conquistando sempre più critica e pubblico. Stiamo parlando di “FILI DI RUGIADA” edito da Ibiskos Ulivieridi Alessandra Ulivieri (2019) che dopo Biella, Torino, Modena, Bologna, New York, Francoforte, lo scorso 8 febbraio è stato presentato nella capitale nell’ambito della Rassegna Iplac (Insieme per la Cultura) presso la libreria Hora Felix in Via Reggio Emilia, 89.
Maria Francesca Mosca presentazione “Fili di Rugiada” alla libreria Hora Felix a Roma. In foto da six Laila Scorcelletti, M Francesca Mosca, Silvana Lazzarino e Federica Sciandivasci
Scritto in occasione della 10° edizione del Giro d’Italia Handbike, manifestazione ideata da Andrea Leoni, di cui è Presidente Fabio Pennella, vinta per il scocendo anno consecutivo da Christian Giagnoni, il libro sottolinea come alla base di ogni sfida vi sia l’amore e l’entusiasmo per la vita. L’autrice, Maria Francesca Mosca, affermata scrittrice di racconti e poetessa, vincitrice di numerosi premi, membro della Camerata dei Poeti di Firenze, in queste pagine restituisce con sensibilità e attenzione le emozioni di otto tra questi “campioni di vita” incontrati e conosciuti durante le competizioni, mettendone in risalto smarrimento e forza, paura e determinazione nel ricominciare a vivere. Lo sport dell’handbike, cui giungono in seguito a percorsi diversi, che vedono in molti infrangersi sogni e progetti di vita, diventa occasione di condivisione, confronto, sfida e crescita personale, supportato dall’amore e dall’entusiasmo per la vita.
A moderare la serata è stata la Vice Presidente Iplc Laila Scorcelletti, insegnante, scrittrice, cantante, ballerina e attrice che ha presentato un commento/ relazione in cui è stato evidenziato come anche oltre il corpo si possa far emergere quella luce, o scintilla di vita necessaria per risollevarsi e proiettarsi nella quotidianità con le proprie caratteristiche e capacità che rendono ogni persona unica. Questo per sottolineare la forza degli handbikers nel proiettarsi oltre il limite fisico a partire dalla sua accettazione. A riguardo Maria Francesca Mosca ha sottolineato come in loro “in qualche modo, nella loro vita scatta una scintilla, spesso un riflesso d’amore che ridona la speranza e fa comprendere quanto importante e prezioso possa essere ogni attimo di vita.”
Maria Francesca Mosca. Presentazione libro “Fili di rugiada” presso la libreria Hora Felix a Roma
Alla presentazione del libro da parte di Silvana Lazzarino impiegata, giornalista/pubblicista e poetessa, è seguita la sua intervista all’autrice, in cui ha dato risalto ai punti più significativi trattati nel libro dove si parla di coraggio e capacità di rinascere seppur dopo grandi sofferenze da parte di questi atleti handibikers, a partire dall’accettazione del proprio limite fisico diventato nel tempo punto di forza, unitamente all’amore per la vita. È stato evidenziato come la scoperta dell’handbike sia stata determinante per loro nel rafforzare le conquiste fino a quel momento raggiunte attraverso la sfida, la condivisione e il confronto. A sottolineare i punti più intensi del libro dove si parla di fragilità, forza, speranza e sostegno affettivo per questi “campioni di vita”, sono state le letture di Federica Sciandivasci poetessa e scrittrice la cui avvolgente voce ha donato ancora più luce alle emozioni espresse in queste storie. Storie intense che arrivano all’anima, dove la presenza e vicinanza di fidanzati, mariti/mogli, e amici, diventa importante nel sostenerli e incoraggiarli senza essere invadenti.
Denso di emozioni tra dubbio e speranza, momenti di incertezza e fiducia ritrovata, il libro del Giro d’Italia Handhike dà voce a questi campioni di vita e alla loro capacità di rinascere ogni volta. Pagine in cui attraverso la loro esperienza vibrano: “…fragilità e forza, speranza per chi non ha orizzonti, confronto per chi crede di averne, invisibili ma tenaci legami con la vita…”. Un libro per credere in sé stessi, per ritrovare consapevolezza e fiducia anche quando il buio avanza e tutto sembra perduto. Come afferma l’autrice: “ sull’esempio di questi Atleti non solo possiamo, ma dobbiamo far volare i nostri sogni….”Emerge uno sguardo di speranza con cui ritrovare ogni giorno anche in quello più difficile, una scintilla di luce che è l’amore per la vita e dunque per sé stessi.
Non sono mancati gli interventi del pubblico entusiasta di questo libro di Maria Francesca Mosca che invita a pensare a questa vita con altro sguardo, apprezzandone ogni giorno anche gli aspetti più semplici, apparentemente banali, eppure in grado di restituire felicità. Tra il pubblico erano presenti anche: Giovanna Cospito, filosofa, scrittrice e saggista in rappresentanza della Ibiskos Ulivieri, Franco Campegiani, affermato poeta, saggista, filosofo e critico letterario e d’arte con la moglie Paola, Luciana Capece poetessa e scrittrice raffinata, e il poeta e insegnante Fabio Tirone. E poi l’artista Lino Tardia pittore di fama internazionale giunto a Roma nel 1960, con una carriera luminosa che lo ha visto protagonista di numerose esposizioni nelle principali città italiane e estere tra cui New York, Chicago, Londra, Parigi, Houston.
Maria Francesca Mosca: “Fili di rugiada” /Ibiskos Ulivieri 2019)
Numerose poesie di Maria Francesca Mosca sono presenti in diverse antologie tra cui “L’Alfabeto della Poesia” e Autori per l’Europa” editi da Ibiskos-Ulivieri. Ha preso parte alla “Maratona Poetica” di Sanremo nel 2016 e l’anno seguente con le sillogi poetiche “Riflessi di emozioni” e “Profumo d’immenso”. Maria Francesca Mosca è vincitrice tra gli altri della 3° edizione –anno 2012- del Concorso di poesie, racconti, pittura e fotografia “Nati per Vincere?” a Carpi (MO) con il racconto “I colori dell’anima e della IX edizione -anno 2007- del Premio Letterario Nazionale Città di Arona “Gian Vincenzo Omodei Zorini” per la Sezione Medici Scrittori nel Mondo- racconto inedito- con il racconto “Parole senza tempo”.
Il prossimo mese di marzo il libro sarà presentato a Londra e dopo maggio l’autrice sta pensando di portarlo ad Ischia dove l’Associazione DILA (Da Ischia L’Arte) di cui è presidente Bruno Mancini scrittore e poeta, è pronta ad accoglierla con grande emozione.
Di seguitoparte dell’intervista di Silvana Lazzarino all’autrice durante la presentazione del libro svoltasi alla libreria Hora Felix di Roma sabato 8 febbraio 2020
D. Ogni storia inizia con il soffermarsi sugli sguardi di ciascun atleta handbike. I loro occhi sembrano parlare e restituire i loro stati d’animo. Come mai questa scelta?
R Per me è fondamentale cogliere l’espressione degli occhi delle persone perché gli occhi raccontano molto più delle parole: si illuminano quando riflettono la felicità e diventano un lago immenso, infinito, buio quando invece esprimono disperazione, ed entrare in quel lago e ridefinirne i confini a volte è molto difficile. Ho conosciuto la realtà dell’HAND BIKE grazie a mio figlio Luca, da alcuni anni componente del comitato organizzatore e che negli ultimi due anni ha coinvolto anche mio marito Pier Giuseppe come medico volontario nelle varie tappe. La prima volta in cui mi sono trovata di fronte questi atleti, schierati sulla linea di partenza, li ho osservati con animo stupito e immediate sono nate in me le emozioni che hanno ispirato la stesura di questo testo, insieme alla curiosità di conoscere meglio i loro percorsi di vita.
D. Paura e coraggio. Due emozioni contrastanti, ma che esistono quali parti della stessa medaglia. Prima la paura di questi giovani nel vedere infrangersi i propri sogni per via di un incidente o di una complicazione fisica che li paralizza fisicamente, poi la capacità di risollevarsi e credere ancora in sé stessi e nelle proprie possibilità per amore della vita da cui ripartire. Tutto prende forma dalla paura e dalla disperazione per arrivare poi al coraggio. Chi è coraggioso non è senza paura. È d’accordo?
R Direi che questi atleti hanno avuto ed hanno il coraggio di aver paura e, soprattutto, il grande coraggio di esporre e di ammettere la loro fragilità. Condizione umana inevitabile la paura di fronte ad un nuovo percorso di vita, molto più difficile, non scelto e condizionante all’improvviso la propria esistenza. Senza più le certezze acquisite è facile cadere nell’insicurezza e, da qui, nel baratro della depressione sino all’innaturale desiderio di pensare che forse sarebbe stato meglio morire. Ma poi, in qualche modo, nella loro vita scatta una scintilla, spesso un riflesso d’amore che ridona la speranza e fa comprendere quanto importante e prezioso possa essere ogni attimo di vita.
Maria Francesca Mosca e Silvana Lazzarino
DTra la paura e il coraggio vi è la presa di coscienza, quella consapevolezza di come il proprio destino possa in un attimo cambiare. Consapevolezza di come l’immobilità impedisca di portare avanti quanto iniziato o progettato, ma consapevolezza di come innanzi ad un limite si possa costruire ugualmente un progetto di vita, un futuro, a partire dal credere in sé stessi spinti dall’amore per la vita come poco prima accennato. Quanto è importante l’accettazione di un proprio limite dovuto ad un problema fisico, per iniziare a guardare con altri occhi la propria esistenza? All’accettazione del limite fisco segue la consapevolezza del cambiamento. Cosa può dirmi a riguardo?
R La consapevolezza dei propri limiti fisici è importante per prendere coscienza della nuova realtà ed affrontarla nel modo più adeguato. Se per tutti può essere un adeguamento graduale, anche solo causato dalle limitazioni inevitabili con il trascorrere degli anni che fanno rallentare i ritmi e a cui bisogna adeguarsi, per la maggior parte di questi ragazzi si è trattato di un momento di una violenza inaudita che, come un tornado, li ha posti di fronte a limiti fisici pesanti, sino alla totale dipendenza per quanto riguarda le funzioni vitali del proprio corpo.
D. Il cambiamento spiazza perché costringe a uscire da un terreno sicuro in cui muoversi. I protagonisti hanno in modi diversi trovato la forza di credere in sé stessi sostenuti dal loro grande amore per la vita, ma anche da persone a loro care come genitori o fidanzati. In questo caso mi riferisco ad esempio alla storia diS. la trapezista a quella di F il giovane rispettivamente sostenuti dal fidanzato poi marito e dal padre a non arrendersi in seguito all’incidente. Da soli non è facile risalire la china. Quanto è importante in questi casi avere accanto persone di spiccata sensibilità attente, ma non invadenti?
R Certamente avere accanto persone sensibili che sostengono ed aiutano con il loro amore è fondamentale. Durante i Pasta Party, momenti conviviali che seguono alla gara e precedono il momento delle premiazioni, ho avuto modo di osservare l’atteggiamento dei familiari e li ho ammirati, se possibile, in modo ancor più incondizionato rispetto agli Atleti. Ho infatti capito che, se una persona rinuncia alle sue potenzialità di condurre una vita come l’aveva impostata e sognata, per stare vicino ad un familiare, spesso moglie o marito o fidanzato/a, dà a tutti una grande ed inequivocabile testimonianza d’Amore e diventa sostegno e forza.
D.Lo sport è punto di condivisione, confronto, sfida e crescita personale. Nel caso dell’handbike gli atleti oltre a fortificare il proprio carattere testimoniano come l’entusiasmo e l’amore per la vita siano le armi migliori per sfidare qualsiasi competizione. Cosa può dirmi a riguardo
R Lo sport rappresenta per questi atleti una rinascita e non solo per lo spirito di competizione che giustamente deve esserci, ma proprio per il loro entusiasmo e la capacità di rimettersi in gioco. Prendiamo ad esempio “G”. Questo atleta è la storica maglia nera del GHB, arriva cioè quasi sempre ultimo e, se solo mi ha sfiorato il pensiero di commiserarlo, quando ho conosciuto la sua storia ho dovuto ricredermi. Per lui la Maglia Nera è una personale MAGLIA ROSA, è una conquista. ”Tutte le volte che parto per una gara è come avessi già vinto” mi ha detto ed in effetti ogni volta vince la sua personale sfida contro il destino.
D. Ciascuno degli atleti da lei intervistati ha sfidato la sorte con il sorriso tagliando comunque ad ogni gara il traguardo. Quasi tutti nelle gare si sono mostrati competitivi mirando a dare il meglio di sé ad ogni sfida. Ma al di là del giungere primi, quale è la loro vera vittoria?
R La loro vittoria personale è il superamento dei propri limiti. Una volta, ad una pasta Party ho sento un atleta che confidava ad un amico di essere contento, pur non essendo in classifica, perché era riuscito a portare a termine un percorso per lui molto arduo e quindi si era misurato ed aveva superato i propri limiti. Un altro atleta, ogni volta che taglia il traguardo, non importa la posizione, alza le braccia al cielo ed esclama “VIVA LA VITA” condensando in questa frase tutta l’essenza dello spirito con cui affrontano ogni gara. E poi è importante anche lo spirito di squadra, di aiuto, condivisione, l’esserci con gli altri e per gli altri. Non trascurabile anche l’aspetto turistico legato alla partecipazione del GHB che porta atleti ed accompagnatori a visitare molte tra le più belle città d’Italia. Alcuni di loro poi gareggiano anche a livello Olimpico e mondiale potendo così fare esperienze di viaggio molto interessanti.
Chiara Pavoni presenta Maria Francesca Mosca – Bookcity & Striscia la notizia
“Fili di Rugiada” di Maria Francesca Mosca viene presentato sabato 8 febbraio 2020 a Roma alla Libreria Hora Felix. Modera l’incontro Maria Rizzi, presentazione di Laila Scorcelletti, intervista di Silvana Lazzarino e letture a cura di Federica Sciandivasci
Fili di rugiada, libro intenso e avvolgente scritto da Maria Francesca Mosca, medico per la medicina generale della Asl di Biella, autrice di racconti e poesie di successo, edito da Ibiskos Ulivieri (2019) verrà presentato a Roma il prossimo 8 febbraio 2020 presso la Libreria Caffè letterario Hora Felix in Via Reggio Emilia, 89. In esso l’autrice descrive con delicatezza e incisività le emozioni degli handbikers campioni di vita incontrati e conosciuti in occasione di diverse competizioni sportive.
Chiara Pavoni presenta Maria Francesca Mosca – Bookcity & Striscia la notizia
“Fili di rugiada” di Maria Francesca Mosca, Prossima presentazione a Roma libreria Hora Felix sabato 8 febbraio 2020
La presentazione con inizo alle ore 18.00 sarà moderata da Maria Rizzi, Presidente Iplac e nota scrittirce di gialli, realtrice sarà Laila Scorcelletti, Vice-Presidente Iplac insegnante, scrittrice, attrice, cantante , ballerina, le letture saranno a cura di Federica Sciandivasci poetessa e scrrittrice, mentre l’intervista all’autrice sarà a cura di Silvana Lazzarino giornalista/pubblicista, poetessa e impiegata. Scritto per la celebrazione del 10° edizione del Giro d’Italia HandBike il libro vuole dare risalto al coraggio di questi atleti, che,hanno mostrato determinazione, forza di volontà a partire dall’accettazione del proprio limite fisico, dando esempio di come niente sia impossibile, o quasi, quando alla base di ogni scelta e azione è il grande amore per la vita.
“Fili di rugiada” di Maria Francesca Mosca, , foto ad Assisi per ultima tappa GIHB settembre 2019
Lo sport dell’handbike, cui giungono in seguito a percorsi diversi, che vedono in molti casi infrangersi sogni e progetti di vita, diventa un‘occasione non solo per ricominciare, ma percorso di condivisione, confronto, sfida e crescita personale, supportato da questo amore e speranza sottintese fin dal titolo del libro. Nel titolo infatti i “fili di rugiada” stanno a rappresentare i sottili fili che legano questi protagonisti alla vita, fili invisibili con la vita da cui non separarsi. Ciascuna delle otto storie in queste pagine diventa testimonianza di forza di volontà, amicizia, solidarietà reciproca, ma anche spirito di competizione e speranza. Nel loro percorso di rinascita, questi sportivi hanno trovato sostegno anche negli affetti delle persone loro accanto, pronte ad incoraggiarli senza invadenza come genitori, fidanzati, mogli o mariti.
In chiusura di ogni ritratto è una poesia con cui Maria Francesca Mosca ha voluto dare risalto all’unicità di ciascunatleta con il proprio modo di essere e sentire lo scorrere della vita verso il cambiamento.: così ad esempio la lirica “Farfalla” chiude la prima storia dedicata a S., mentre “Spazio di luce” conclude quella di F. Parlando si sé, del proprio passato della paura di non farcela, della consapevolezza della disabilità da cui trarre nuove occasioni per scoprire altri aspetti di sé rimasti nell’ombra, questi atleti disabili motori, sono grati alla vita in cui hanno costruito speranze.
Nella postfazione al libro Lucia Trevisan componente della Commissione Nazionale Paraolimpica italiana sottolinea la possibilità di rinascere anche di fronte a situazioni complesse e difficili come hanno dimostrato questi campioni di vita a cui va il suo ringraziamento. Questi atleti hanno saputo trasformare un problema concreto in nuova possibilità per “rinascere” più forti e consapevoli del dono di esistere. Dalla prefazione:: “…fragilità e forza, speranza per chi non ha orizzonti, confronto per chi crede di averne, invisibili ma tenaci legami con la vita…”.
“Fili di rugiada” di Maria Francesca Mosca, presentazione Milano
Fili di rugiada di Maria Francesca Mosca, oltre a Biella, città dove vive e lavora e a Bologna, è stato presentato al Book festival di Modena, al Salone del Libro di Torino, a New York presso il BEA (Book Expo America) e durante le tappe della 10° edizione del Giro d’Italia Handbike conclusesi ad Assisi lo scorso settembre 2019.
Queste le parole del Presidente del GIHB Fabio Pennella: “Abbiamo da subito creduto nel progetto propostoci dalla Dott.ssa Maria Francesca Mosca e siamo grati a Lei per averci permesso di poter avere un libro che parlasse dei nostri Campioni e del nostro Giro, in occasione della decima edizione della manifestazione”. Dopo Roma seguiranno altre presentazioni in altre città. Anche Ischia con la DILA Associazione da Ischia l’Arte dello scrittore e poeta Bruno Mancini, è pronta ad accogliere Maria Francesca Mosca per promuovere il suo libro che invita a pensare a questa vita con altro sguardo, apprezzandone ogni giorno anche gli aspetti più semplici, eppure in grado di restituire felicità.
S. L.
FILI DI RUGIADA
di Maria Francesca Mosca
Edito da Ibiskos Ulivieri (2019)
Presentazione nell’ambito della Rassegna Iplac (Insieme per la Cultura)
Modera Maria Rizzi, presentazione di Laila Scorcelletti, intervista di Silvana Lazzarino
letture a cura di Federica Sciandivasci
Roma, Libreria Caffè Letterario Hora Felix (Via Reggio Emilia, 89 Roma)
Wegil Roma. L’invisibilità non è un superpotere. La mostra a cura di Marzia Bianchi con Fondazione Pangea – REAMA, è in corso fino al 6 febbraio 2020
Di portata nazionale e non solo, quello della violenza sulle donne è un tema doloroso che riguarda tutta la società. Risuona come un grido di dolore, disperazione, solitudine, come un grido di aiuto,, trattato dalle pagine della cronaca nera e dai talk show televisivi del dolore con parole e immagini che commuovono e fanno riflettere, ma che poi al di fuori di questi canali resta nell’ombra. Vittime di violenze, la maggior parte delle donne si trovano nell’impossibilità di reagire e trovare la forza per dar voce ad un dolore non solo fisico, ma anche morale con cui sono costrette a convivere. Un dolore che ferisce fuori e dentro, nel corpo e nell’animo, fino a diventare un peso insopportabile se alla lunga si resta da soli.
Wegil Roma. L’invisibilità non è un superpotere mostra di foto e radiografie
A restituire entro un contesto artistico di forte impatto visivo ed emotivo, visibilità a questa realtà drammatica che ancora si nasconde silenziosa negli ambienti dove manca il rispetto e la libertà di essere se stessi, è la mostra “L’INVISIBILITÀ NON È UN SUPER POTERE, Fotografie e lastre per dire no alla violenza sulle donne” che è stata inaugurata a Roma WeGil in Largo Ascianghi 5, il 16 gennaio 2020 alle ore 18.30, cui hanno collaborato Pangea – Reama, l’Azienda ospedaliera San Camillo Forlanini di Roma e l’ASST Santi Paolo e Carlo di Milano. All’anteprima per la stampa svoltasi il 16 gennaio alle ore 11.00 sono intervenuti Giovanna Pugliese, Assessora al Turismo e Pari opportunità della Regione Lazio,; Alessio D’Amato, assessore alla Sanità e Integrazione Socio-Sanitaria della Regione Lazio; Simona Lanzoni, Vice Presidente Fondazione Pangea Onlus e coordinatrice di Reama; Marzia Bianchi, fotografa, curatrice e collaboratrice Pangea – Reama; Maria Grazia Vantadori – Chirurga, referente Casd – Centro Ascolto Soccorso Donna dell’Ospedale San Carlo e componente Reama; Fabrizio d’Alba, Direttore Generale Azienda Ospedaliera San Camillo – Forlanini e l’attrice Francesca Reggiani.
Wegil Roma. L’invisibilità…mattonelle di Marzia Bianchi
Promossa dalla Regione Lazio e organizzata da LAZIOcrea in collaborazione con la Fondazione Pangea Onlus, promotrice di Reama, la rete per l’Empowerment e l’auto mutuo aiuto per le donne vittime di violenza, l’esposizione, “L’INVISIBILITÀ NON È UN SUPERPOTERE” curata da Marzia Bianchi con Fondazione Pangea – REAMA, presenta 10 fotografie e 10 radiografie che raccontano il mondo di dolore e silenzio in cui vivono le donne vittime di violenza. Autrice delle fotografie è Marzia Bianchi, fotografa e collaboratrice di Pangea – Reama, che ispirandosi alle parole delle donne accolte dallo sportello antiviolenza on line di Reama (www.reamanetwork.org), ha trasformato la narrazione in immagini. Alle fotografie sono affiancate, in totale anonimato delle radiografie gentilmente concesse dall’Ospedale San Camillo Forlanini di Roma e dall’ ASST Santi Paolo e Carlo di Milano, effettuate alle donne arrivate nei Pronto Soccorso e che hanno dichiarato di aver subito violenze.
Così afferma la fotografa Marzia Bianchi:” L’invisibilità non è un superpotere… vuole dunque rompere il muro di silenzio che coinvolge le donne che hanno subito violenza: nella mostra sono i loro corpi, le loro lesioni a parlare, intrecciando singole storie in un unico racconto. Le vite delle donne sono diverse eppure lo schema della violenza si ripete, prevalentemente a opera di un compagno, familiare o conoscente”.
Simona Lanzoni, vice presidente di Fondazione Pangea e coordinatrice della rete Reama. sottolinea come la mostra sia “l’occasione per noi di svelare quello che molto spesso le donne non riescono a dire o nominare una volta giunte al pronto soccorso. Però i corpi, le lesioni parlano per loro e raccontano di vertigini di orrore quotidiano. Chi accoglie deve saper decodificare i silenzi e attribuire la giusta dimensione alle lesioni incompatibili con quanto narrato”.
L’invisibilità…non è un superpotere…
Mariagrazia Vantadori, chirurga dell’ospedale San Carlo Borromeo, nonché referente del Casd, Centro Ascolto Soccorso Donna del San Carlo ha evidenziato come i tanti anni di attività lavorativa e di esperienza sul campo, l’abbiano portata a decodificare “le loro lesioni, ad andare oltre il non detto e ad aiutare le donne a orientarsi per uscire dalla violenza con il sostegno della rete territoriale e dei centri antiviolenza. Far capire loro che quanto accaduto non deve ripetersi mai più e che non sono sole è essenziale e in tal senso i presidi sanitari sono uno snodo importantissimo della rete”.
L’esposizione nasce dall’esperienza ventennale di Fondazione Pangea che ha incontrato migliaia di donne in tutto il mondo e dall’incontro tra la Dr.ssa Maria Grazia Vantadori, chirurga nonché referente CASD – Centro Ascolto Soccorso Donna dell’Ospedale San Carlo e componente della rete Reama, e la fotografa Marzia Bianchi, collaboratrice di Pangea – Reama. Dopo la tappa romana la mostra sarà ospitata in altri luoghi del Lazio a partire dalla Provincia di Frosinone dal 6 al 27 marzo 2020.
Giocattoli antichi esposti dal 14 dicembre 2019 nella mostra “RA-TA-TA-TA, BANG-BANG, SI GIOCA” con una selezione di 137 pezzi appartenenti alla Collezione Capitolina
Da sempre il gioco ha accompagnato il percorso dell’individuo nelle sue diverse età dall’infanzia all’adolescenza, dalla giovinezza alla maturità, inclusa la vecchiaia, così da fargli sperimentare l’entusiasmo di questa attività da considerarsi non solo strumento di svago, ma anche strumento per migliorare le proprie prestazioni
Giocattoli antichi: esposizione a Roma Museo delle Mura
Diversi sono stati i giochi intesi come passatempo che hanno caratterizzato epoche e culture fin dall’antichità: dai greci a romani, e poi in età medioevale e con il Rinascimento l’arte del gioco ha permesso di realizzare nuove strategie ludiche e diversi modi e occasioni per divertirsi unendo anche a volte il lato ginnico e sportivo.
Con il passare dei secoli in sintonia con le trasformazioni socio culturali che hanno visto in particolare con il XXI secolo l’avanzare del progresso scientifico e tecnologico, anche il modo e gli spazi deputati al gioco sono cambiati. L’avvento del digitale e di internet hanno dato vita a contesti nuovi in cui creare la dinamica del gioco spesso simulando la vita reale
Resta però sempre vivo l’interesse per un particolare categoria di giocattoli legati al passato: i giocattoli antichi di cui sarà possibile ammirare una preziosa selezione esposta a partire dal 14 dicembre 2019 a Roma presso il Museo delle Mura. Si tratta di una selezione di esemplari della Collezione capitolina di giocattoli antichi ospitata nell’esposizione “RA-TA-TA-TA, BANG-BANG, SI GIOCA” aperta fino alk 1marzo 2020 ad ingresso libero.
Promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, la mostra a cura di Emanuela Lancianese ed Ersilia Maria Loreti con una selezione di 137 giocattoli antichi appartenenti alla Collezione capitolina, anticipa la grande esposizione che si potrà ammirare al Museo di Roma a Palazzo Braschi da aprile a settembre 2020 dove per la prima volta verrà esposta al pubblico la più grande selezione della collezione mai messa in mostra.
Giocattoli antichi; esposizione a Roma Museo delle Mura
Per lo più riferibili alla cosiddetta “età d’oro” del giocattolo compresa tra il 1860 e il 1930I i 137 pezzi della Collezione di giocattoli antichi, sono esposti nelle torri dell’antica Porta di S. Sebastiano entro un percorso articolato intorno ad un nucleo di giochi di guerra in cui sono presenti diverse tipologie di aerei e navi, armi, carri armati, fortini e soldatini. La scelta di questa tipologia di giochi risponde all’esigenza di coniugare la conoscenza di una serie di opere della Collezione con la valorizzazione di Porta S. Sebastiano, che era parte dell’antica struttura difensiva della città all’interno della quale armi e militari sono realmente stati presenti per secoli.
Senza disposizione cronologica e tipologica i giochi di guerra si presentano corredati da altri pezzi “fuori contesto” come bambole, pupazzi, macchinine, una bicicletta, un monopattino. Questo al fine di restituire un contesto ludico, libero e senza regole”, e offrire al visitatore la sensazione di affacciarsi in una stanza di bambini per osservare il loro spazio di gioco. Ad esempio ci si può soffermare a curiosare tra soldatini di epoche diverse che si sfidano sugli spalti di castelli in miniatura.
Dislocata su due piani del Museo la mostra “RA-TA-TA-TA, BANG-BANG, SI GIOCA” al primo piano propone per i visitatori un video di animazione (di circa 3 minuti) di presentazione realizzato dal videomaker Francesco Arcuri in cui viene presentato un mondo in miniatura dove prendono vita gli antichi oggetti, colti in dettagli anche minimi, sullo sfondo della città nelle sue attività quotidiane. Il video si si avvale di due differenti tecniche di animazione: la stop motion con cui i giocattoli prendono vita su green screen e l’animazione digitale 2D con cui viene animato lo scenario anch’esso realizzato con elementi appartenenti alla collezione e dove sono inseriti giocattoli.
I giochi di guerra (armi, fortini, soldatini, navi, aerei e carri armati) sono esposti al secondo piano distribuiti in “angoli gioco” accanto a bambole, maschere e macchinine, nella ricostruzione volutamente disordinata e incongrua di una stanza di bambini. Da una parte uno spazio agguato e un angolo dedicato alla lettura, uno spazio domestico per le bambole con un piccolo guardaroba per giocare a travestirsi, e poi diverse imbarcazioni in navigazione sovrastate da velivoli di ogni genere. È presente anche una sala dedicata al gioco libero, con macchine da corsa e personaggi dei cartoni animati, e sono previsti laboratori didattici per scuole, bambini e famiglie di cui verrà data comunicazione.
Il Maestro e compositore ricoprirà l’incarico di docente di Composizione per la Musica Applicata alle Immagini presso il Conservatorio di Santa Cecilia di Roma. Pressol’Università di Tor Vergata -Facoltà di Lettere, il 12 dicembre 2019 terrà la Masterclass “Rendering Revolution” suo progetto presentato pubblicamente nel 2017al MAXXI di Roma
Tra i più accreditati compositori italiani Stefano Mainetti, dalla poliedrica esperienza internazionale, ha assunto, per titoli e meriti, l’incarico di docente di Composizione per la Musica Applicata alle Immagini presso il Conservatorio di Santa Cecilia di Roma, Istituto di Alta Formazione Musicale attualmente diretto da Roberto Giuliani ed afferente al Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca dello Stato Italiano.
Il Maestro Stefano Mainetti
“E’ un incarico che ho accettato con grande piacere e che mi onora” – ha dichiarato a caldo Mainetti – “sia per il prestigio che il Conservatorio di Santa Cecilia si è guadagnato in Italia e nel mondo, sia per gli illustri Maestri che mi hanno preceduto, nel rispetto dei quali proseguirò l’insegnamento di quest’arte che è sempre stata una mia grande passione”. E’ pertanto accompagnato da questo ennesimo riconoscimento ricevuto in carriera, che si aggiunge alla consueta attività di affermato compositore di musica per cinema, televisione e teatro, che Mainetti si accinge a tenere prossimamente a Roma una Masterclass su Rendering Revolution; suo progetto presentato pubblicamente nel 2017 al MAXXI – Museo nazionale delle arti del XXI secolo – e che sta ricevendo molti consensi anche all’estero. “Rendering Revolution è una esperienza di musica aumentata” – ci tiene a sottolineare il Maestro.
“Aumentata perché aggiunge una dimensione alla musica; oltre al tempo, infatti, aggiunge lo spazio, all’interno del quale si svolge Rendering Revolution, che di fatto e’ un meccanismo che permette di sfruttare questo spazio dentro il quale gli spettatori si muovono; passando da un ambiente all’altro, la partitura cambia in maniera continua e coerente grazie ad una disposizione particolare degli elementi musicali che ne permettono la fruizione“. Mainetti conclude, promettendo di spiegare tutto dettagliatamente nel workshop romano: “In Rendering Revolution la tecnologia non è vista come una diminutio, bensì come parte integrante del progetto e paritetica alle altre arti qui rappresentate, anche se l’elemento da cui tutto si dipana rimane la musica.
Il Maestro Stefano Mainetti
Oltre due anni di preparazione per ultimare concettualmente Rendering Revolution sono valsi al musicista romano una Menzione d’Onore dal Conservatorio di Santa Cecilia di Roma per la valenza scientifica e artistica; quello stesso Conservatorio dove Mainetti concluse il corso di Composizione con il massimo dei voti e che da pochi giorni gli ha riconosciuto la Cattedra come Docente.
Su invito dell’Ing. Giovanni Costantini, Direttore del Master in “Sonic Arts” e del Corso di formazione in Music Production, istituiti presso l’Aula del Master Universita’ di Roma Tor Vergata dal 2011, Stefano Mainetti terrà la Masterclass il prossimo 12 dicembre, presso l’Aula del Master (P10) della Facoltà di Lettere (I° Piano – Via Columbia 1)
Il workshop sarà gratuito ma a numero chiuso. Per partecipare bisognerà prenotarsi a mastersonicarts@uniroma2.it
Ginevra Barboni tra le 50 registe più promettenti al mondo conferma un talento di famiglia nel mondo del cinema
Ginevra Barboni
Figlia e nipote d’arte Ginevra Barboni conferma il talento di famiglia nel mondo del cinema in qualità di regista e sceneggiatrice. Ad avvalorarlo la notizia giunta da poco con cui la Black Lab Film Co ha inserito Ginevra Barboni tra le 50 registe più promettenti al mondo. Dopo i successi riscossi all’estero, e non solo in Italia, del suo primo cortometraggio “La vita che ti aspetta”, Ginevra è concentrata per realizzare un nuovo lavoro che ha scritto insieme al padre. Si tratta del corto “La chiusura del cerchio”, dalla delicata sceneggiatura che tocca la tematica dell’eutanasia.
“Nasco a Roma il 4 giugno 1989. Dopo aver conseguito due stage in “filmaking” e “digital filmaking” presso la “New York Film Academy” di New York, nel dicembre 2013 ho conseguito la laurea triennale in Studi Italiani presso l’Università La Sapienza di Roma con una tesi in critica letteraria dal titolo “Perelà, un uomo di fumo a cavallo fra due secoli” – racconta di sé Ginevra. Suo nonno è stato E. B. Clucher: da “Lo chiamavano Trinità” in poi, tanto per citare un titolo tra i tanti film che ha diretto, ha fatto un pezzo di storia indimenticabile del nostro cinema. Suo padre, Marco Tullio, è noto sceneggiatore di cinema e tv, e negli ultimi anni anche scrittore di successo..
Ginevra Barboni e Tommaso Maggi, con i rispettivi padri Marco Tullio Barboni noto sceneggiatore e regista e Angelo Maggi doppiatore
E’ del 2016 la Laurea Magistrale in Televisione, Cinema e New Media di Ginevra, conseguita presso l’Università IULM di Milano con una tesi, seguita dal prof. Giovanni Chiaramonte, intitolata “Lo Specchio di Andrej Tarkovskij: un film tra memoria e ricordo. “In quello stesso anno frequento il corso di formazione “Scrivere con la luce” di Ercole Visconti presso la Scuola Civica di Cinema Luchino Visconti di Milano, e l’anno seguente partecipo alla Masterclass “Showrunner: creare e produrre serie tv” di Neil Landau dell’ UCLA, School of Theatre, Film and Television” – ricorda Ginevra con tanta nostalgia.
Nell’inverno del 2016 ricopre anche il ruolo di assistente alla regia nel programma “Master of Photography” prodotto da Sky Arte e nel 2017 come operatrice di macchina in studio e per i confessionali nella seconda edizione dello stesso programma.
Ginevra Barboni e Tommaso Maggi e i rispettivi genitori
Non contenta di aver già ottime basi professionali, Ginevra si specializza ulteriormente lo scorso anno con un master in “Direttore della fotografia, operatore di ripresa e montaggio” presso l’Accademia Nazionale del cinema di Bologna tenuto dai docenti Mauro Marchetti, Rocco Marra e Paolo Vanghetti.
Ginevra continua a raccontarsi con il suo sorriso luminoso, che non la abbandona mai: “Ho imparato nel set a lavorare a fianco di mio padre già dal 2008, come assistente alla regia e aiuto operatore per suoi cortometraggi, tra i quali “Il grande forse” con Philippe Leroy e Roberto Andreucci. La fotografia era di Maurizio Calvesi e le Musiche di Franco Micalizzi. Ho poi continuato con “Chimeres Absentes” di Fanny Ardant, “Pensiero Giallo” ed “Idea Malvagia” di Pierfrancesco Campanella, e ho fatto anche il direttore della fotografia nel film “Tundra” di Federico Mattioni. E di mio nonno ho sempre ammirato tutta la sua produzione, ovviamente“. Quest’anno Ginevra Barboni ha realizzato come autrice, produttrice e regista, la sua opera prima, il cortometraggio “La vita che ti aspetta”, insieme al collega ed amico Tommaso Maggi, figlio d’arte anch’egli: suo padre Angelo Maggi è quel magnifico doppiatore che tutto il mondo conosce, ad esempio, come voce italiana di mostri sacri come Tom Hanks o Bruce Willis.
Ginevra Barboni
“Sono così felice che la mia prima creatura cinematografica abbia già riscosso finora ben quindici riconoscimenti: da poco tempo l’abbiamo presentato ai festival internazionali, ed è stato un esordio straordinario”.
Ricordiamo infatti che la pellicola ha vinto come miglior sceneggiatura originale al Los Angeles Film Award, miglior cortometraggio a tema LGTBQ al Detroit Shetown Film Festival e miglior cortometraggio a tema LGTBQ al Lady Filmmakers Festival.
A ciò si sono aggiunti altri prestigiosi traguardi: miglior cortometraggio italiano alla competizione mensile e Grand Jury Award alla competizione annuale all’Oniros Film Festival; premio “La città del cortometraggio” al Social Word Film Festival; miglior regista del festival al Barcelona Planet Film Festival.
Per concludere, miglior cortometraggio e miglior Cinematographer all’European Cinematography Award; Award of distinction al Canada Short Film Festival; e ben 4 nominations: all’Indie Short Fest del Los Angeles International Film Festival come miglior cortometraggio a tema LGTBQ e miglior regista; come miglior cortometraggio straniero al Gold Movie Award; per la miglior attrice protagonista al Barcelona Planet Film Festival. Ulteriori info a www.ginevrabarboni.com
Io e Lei: la nuova serie tra fiction e documentario in sei episodi dove sei attrici interpretano sei grandi artiste del secolo scorso, con la colonna sonora di Francesco Ruggiero. I primi due episodi in onda dal 29 novembre 2019. Prodotta da MaGa Production
Sei attrici, attraverso un percorso creativo, interpreteranno altrettante grandi artiste del secolo scorso. Nelle prime due puntate Lorenza Indovina e Matilde Gioli vestiranno i panni di Alda Merinie Franca Rame Lasciare che le attrici si possano specchiare in un’artista per cercare di conoscere l’umanità, la fragilità, anche oltre l’apparenza della vita pubblica e del successo.
Io e Lei in onda su Sky Arte
È questa la chiave di racconto di “Io e Lei“, la nuova serie in sei episodi in onda su Sky Arte(canale 120 e 400 di Sky) dal 29 novembre. La serie, prodotta da MaGa Production, seguirà sei attrici nel loro percorso creativo, tra documentario e fiction, per interpretaresei grandi artiste del secolo scorso: Alda Merini, Franca Rame, Janis Joplin, Tamara de Lempicka, Marlene Dietrich e Maria Callas.I primi due episodi andranno in onda il 29 novembre dalle 21.15 e saranno disponibili anche On Demand. Nel primo Lorenza Indovina vestirà i panni di Alda Merini, mentre nel secondo Matilde Gioli andrà sulle tracce di Franca Rame.
Io e Lei in onda su Sky Arte
Le altre attrici che si misureranno con questa sfida saranno Greta Scarano (Janis Joplin), Gabriella Pession (Tamara de Lempicka), Elena Radonicich (Marlene Dietrich) e Valentina Lodovini (Maria Callas). Nello specifico “Io e Lei”, a metà tra il documentario e la fiction, seguirà le interpreti, tra camerino e palco, trucchi, costumi, appunti e interviste, nel percorso artistico e umano che compiranno per entrare nei panni, ma soprattutto nel cuore, di alcune tra le più grandi artiste del Novecento.
La nuova serie in onda su Sky Arte aspira ad essere un viaggio nell’intimità di donne che hanno fatto dell’arte la loro vita e che, proprio grazie all’arte della recitazione, sarà possibile far rivivere. La serie è diretta dal regista Massimo Ferrari, la fotografia è invece affidata a Blasco Giurato (Nuovo Cinema Paradiso) mentre la colonna sonora originale è stata composta da Francesco Ruggiero.
Andrea Casta famoso violinista elettrico e il videoclip “Birth” realizzato nella recentissima struttura ipertecnologica del Planetario di Cosenza
Violinista, cantante ed entertainer internazionale ANDREA CASTA negli ultimi anni, con il suo violino elettrico, grazie a una collaborazione con i più importanti dj del mondo e la sua anima di globe trotter, è stato uno dei protagonisti indiscussi dei più prestigiosi locali e club in Italia e all’estero.
Andrea Casta violinista elettrico e il brano “Birth”
Portavoce dello stile italiano, si è esibito nelle notti di mezzo continente, dal 2010 compie circa un tour all’anno in Medio Oriente, dove ha suonato a Dubai, ad Abu Dhabi, in Bahrein, in Israele, in Libano e in Qatar. Altre mete largamente esplorate appartengono alle Repubbliche ex – sovietiche: Russia, Ucraina, Kazakistan, Turkmenistan. Nel 2015 ha compiuto un tour estivo che lo ha portato in Turchia, Grecia ed Azerbaijan, insieme ad occasioni che lo hanno portato a Mauritius, Seychelles, Egitto e Spagna. Anche i club dislocati nel nucleo centrale dell’Europa lo hanno ospitato: da Berlino ad Amsterdam, da Nizza a Londra, dalla Svizzera alla Croazia per arrivare fino a Repubblica Ceca e Romania.
Lo scorso 31 ottobre 2019 è uscito il suo nuovo videoclip BIRTHil cui video è stato realizzato, con le riprese dei giovani registi Loren e Ervin Bedeli, nel Planetario G.B. Amico di Cosenza, nuovissima struttura inaugurata la scorsa primavera, scelta per le sue caratteristiche architettoniche e tecnologiche che confermano la vocazione alla scienza e all’arte della città calabrese.
Andrea Casta violinista elettrico e il suo brano “Birth”
Il nuovo singolo dell’artista è il quinto episodio del racconto fantascientifico” The Space Violin Project”, iniziato nel luglio del 2018 con un percorso musicale che va dall’electro di “Double Sun” alla tech house di “Warp 6”, passando per scelte sonore progressive in “Black Hole Tale”, fino a “The River”, tutti successi che hanno fatto ballare migliaia di fan del globetrotter Casta in giro per il mondo.
“Birth”, invece, si avvicina alla future bass: nel brano il violino elettrico rallenta insieme ad una voce femminile su un groove di ispirazione dubstep, la melodia poi esplode in un drop cinematico ispirato dall’energia della nascita evocando tutte le speranze ed emozioni che precedono le avventure nello spazio del protagonista.
Nel video, nel quale il musicista riprende il suo viaggio nel futuro nei panni del Commander AJ, s’immagina che all’interno della struttura si svolga il suo addestramento in vista della prossima missione nello spazio: a istruirlo un’intelligenza artificiale impersonata dall’affascinante proiettore del planetario che, attraverso i suoi “occhi”, dà vita ad un omaggio ad HAL 9000, il supercomputer protagonista di 2001 Odissea nello Spazio.
Andrea Casta violinista elettrico
Andrea Casta ha maturato una visione musicale e un’esperienza artistica unica grazie ad un utilizzo del violino elettrico molto personale e contemporaneo. Negli ultimi anni ha intensificato le sue collaborazioni con i dj, diventando uno dei performer più richiesti in tutto il mondo e che più ha appassionato il mondo social avvicinando le nuove generazioni e il pubblico internazionale allo strumento violino
Oggi Andrea Casta ha più di 700mila ascolti su Spotify, quasi 200mila followers sui diversi social network, e negli ultimi anni si esibisce tra le 170 e 200 date all’anno in tour che lo hanno portato in 28 nazioni del mondo.
Galleria dì Arte Moderna di Via F. Crispi a Roma: nell’ambito della mostra “Donne, corpo e immagine tra simbolo e rivoluzione“ l’incontro“I modi delle mode. Il vestire quotidiano delle donne italiane ovvero l’epifania del tempo (1860-1960)” il 29 ottobre 2019 e fino al 10 novembre 2019 “FuoriSerie” con le opere di Elisa Montessori
Nell’ambito della mostra “DONNE CORPO E IMMAGINE TRA SIMBOLO E RIVOLUZIONE” a Roma alla Galleria d’Arte Moderna di Via Crispi che si sofferma sul cambiamento dell’identità e dell’immagine femminile restituito dall’arte tra fine Ottocento e contemporaneità, da non perdere tra gli appuntamenti quello con l’incontro “I modi delle mode. Il vestire quotidiano delle donne italiane ovvero l’epifania del tempo (1860-1960)” e con “Fuori Serie” dedicato alle nuove opere di Elisa Montessori visibili fino al 10 novembre 2019
Galleria d’Arte Moderna di Roma di Via F. Crispi: incontro e opere di E Montessori
All’incontro “I modi delle mode. Il vestire quotidiano delle donne italiane ovvero l’epifania del tempo (1860-1960” a cura di di Alberto ManodoriSagredo in programma il 29 ottobre 2019 alle ore 16.30, intervengono: Carlo Birrozzi, Direttore dell’Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione; SimoneBessi, Annamode storica sartoria per il Cinema e Teatro; Rossana Buono, storica dell’arte, Università di Roma “Tor Vergata”; Simonetta Baroni, storica dell’arte. L’incontro si avvale della collaborazione delle cattedre di Arti visive del XXI secolo e di Storia della fotografia e del Dipartimento di Storia, Patrimonio culturale, Formazione e Società dell’Università di Roma “Tor Vergata”.
Dal 15 ottobre è stata inserita la sezione “FUORISERIE”, dedicata all’opera di Elisa Montessori (Genova 1931) artista che opera fin dagli anni Cinquanta e ancora in piena attività creativa. Fin dagli inizi, con il grande scultore e pittore Mirko Basaldella negli anni Cinquanta, emerge il suo indagare una ricerca di nuove forme e linguaggi sperimentali attraverso diverse tecniche quali la tempera, l’olio, il mosaico e il lavoro su carta, sempre in contatto con i vari gruppi che andavano delineandosi, ma dando vita ad un percorso personale libero dalle tendenze più seguite nel panorama contemporaneo. Sono presenti per questa occasione cinque dipinti selezionati fra i suoi lavori più interessanti degli anni Ottanta e Novanta del Novecento. Dipinti che rientrano in una proposta di donazione di opere a Roma Capitale, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali.
Galleria d’Arte Moderna di Via Crispi Roma, incontro e opere di E Montessori
Da sottolineare l’interesse dell’artista per le relazioni possibili tra segno, immagine e poesia che viene testimoniato dalla presenza di un grande quaderno “di segni”, appositamente realizzato per la Galleria d’Arte Moderna di Roma e inserito nella donazione avviata.
L’immagine della donna, filo conduttore della mostra “DONNE CORPO E IMMAGINE TRA SIMBOLO E RIVOLUZIONE” a cura di Arianna Angelelli, Federica Pirani, Gloria Raimondi, Daniela Vasta, aperta fino al 10 novembre 2019, prevede nella sua programmazione un ampio programma di eventi culturali e nuove opere di cinque tra le più importanti artiste di richiamo internazionale quali: Marina Abramović, Carla Accardi, Mirella Bentivoglio, Maria Lai e Titina Maselli), alle quali è stata dato spazio attraverso ciclo “Omaggi alle Artiste”. L’esposizione delle loro opere ha permesso di soffermarsi sulle loro scelte linguistiche e poetiche e sulle differenti modalità di intendere il proprio impegno nell’ambito artistico e pubblico.
Galleria d’Arte Moderna di Via Crispi Roma, incontro e opere di E Montessori
Promossa da Roma Capitale Assessorato alla Crescita Culturale,-Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, l’esposizione “Donne copro e immagine tra simbolo e rivoluzione” presenta cento opere tra dipinti, sculture, grafica, fotografia e video, di cui alcune mai esposte in precedenza o non esposte da lungo tempo, provenienti dalle collezioni di arte contemporanea capitoline. Un percorso che sottolinea come l’universo femminile sia stato sempre oggetto prediletto dell’attenzione artistica: da oggetto da ammirare, in veste di angelo o di tentatrice, a soggetto misterioso che s’interroga sulla propria identità, fino alla nuova immagine nata dalla contestazione degli anni Sessanta.
Nella serie dei ritratti esposti al secondo piano spicca, tra gli altri, il volto di Elisa, la moglie di Giacomo Balla,ritratta mentre si volta per guardare qualcosa o qualcuno dietro di sé, in questo sguardo è tutta la forza espressiva del suo trasformare lo stupore in seduzione e curiosità. Alle dinamiche e le relazioni tra gli sviluppi dell’arte contemporanea, l’emancipazione femminile e le lotte femministe è dedicata l’ultima sezione con materiale documentario da ARCHIVIA–Archivi Biblioteche Centri Documentazione delle Donne – e testimonianze di performance e film d’artista di alcune protagoniste di quella stagione.
Dario Ballantini rende omaggio a Dalla con lo spettacolo “Da Balla a Dalla. Storia di un’imitazione vissuta” Licinio Productions, a Milano il 28 ottobre 2019 al Teatro Manzoni.
Dario Ballantini rende omaggio all’amico e grande cantautore, reinterpretando una parte scelta della sua straordinaria produzione artistica con lo spettacolo “Da Balla a Dalla. Storia di un’imitazione vissuta” Licinio Productions che va in scena il 28 ottobre alle 20.45 al Teatro Manzoni a Milano,
Dario Ballantini, spettacolo al Teatro Manzoni Milano
A firmare la regia e il progetto di questo imperdibile spettacolo musicale èMassimo Licinio, mentre Dario Ballantini è la voce e l’autore del testo. Lo spettacolo intende ricordare Dalla visto attraverso il racconto di vita vera di Darioche, da fan imitatore giovanissimo e pittore in erba, aveva scelto il cantautore emiliano come soggetto di mille ritratti e altrettante rappresentazioni da imitatore trasformista fino all’incontro vent’anni dopo in cui i ruoli si sono, come in un sogno, ribaltati facendo sì che Lucio diventasse un sostenitore del successo di Dario, come pittore e trasformista.
Dario Ballantiniinsieme ai musicistiRichard Arduini alla batteria, Matteo Balani al basso, FrancescoBenotti alla chitarra,Alessandro Carlà alle tastiere e Walter Calafiore al sax, racconta minuziosamente i passaggi della carriera di Dalla, cantando con la voce sorprendentemente fedele all’originale e trasformandosi “dal vivo” in lui. Tra un brano e l’altro, scorrono sul proiettore le decine di foto tratte dai disegni di Ballantini sui diari scolastici che rivelano la maniacale passione per Dalla, che ha avuto modo di rendersi conto di questa nascosta passione durante la mostra alla Triennale Bovisa di Milano dove Lucio cantò per un’ora, mentre Dario dipingeva. La direzione musicale è di Francesco Benotti, i costumi di Cinzia Ferraguti, scenografia di Sergio Ballantini.
Carlo Levi ricordato nello spettacolo“SIPARIO A CANCELLI, Le mille patrie di Carlo Levi” al Teatro Elettra di Roma dal 17 al 20 ottobre con la regia di Vittorio Pavoncello
Raffinata e comunicativa nel suo restituire i battiti delle emozioni che accompagnano ogni gesto, azione e scelta, la poetessa, scrittrice e giornalista Michela Zanarella dalla rara sensibilità ha dato vita a raccolte poetiche di successo in cui si leva l’ascolto più alto delle emozioni tra ricordi, desideri, speranze legate a contesti intimi e sociali, dove è dato spazio alla speranza e a quell’amore autentico fatto anche di silenzi in cui ritrovarsi.
Carlo Levi., lo spettacolo in scena a Roma Teatro Elettra dal 17 al 20 ottobre 2019
Michela Zanarella ha curato la raccolta poetica “Senza Pietre” edita da Progetto Cultura in cui sono riunite liriche che un gruppo di poeti ha voluto dedicare a Carlo Levi, figura di grande spessore umano, sociale protagonista al Teatro Elettra per tre giorni dove viene messa in scena la sua vita con la regia e testo di Vittorio Pavoncello.
Da non perdere questo importante appuntamento con la messa in scena della Vita di Carlo Levi al Teatro Elettra a Roma (Via Capo d’Africa, 32- 500 m Metro Colosseo) nei giorni 17-18-19 ottobre ore 21,00 e domenica 20 ottobre alle ore ore 18,00.
Lo spettacolo “ UN SIPARIO A CANCELLI, Le mille patrie di Carlo Levi” dopo la prima all’Auditorium Sant’Anna di Matera 2019 Capitale della Cultura Europea, arriva al Teatro Elettra dal 17 al 20 ottobre: restituendo per la prima volta in scena, la vita di Carlo Levi, non solo quella del suo noto esilio lucano narrato in “Cristo si è fermato ad Eboli”, ma la storia di un uomo che ha attraversato settanta anni di vita italiana.
Si ripercorre la sua attività artistica di pittore, scrittore, Senatore della Repubblica e di poeta, compresi gli ultimi anni della vita nei quali, sebbene semi cieco, continuò con tenacia a dipingere e scrivere. Viene restituito un ritratto in movimento grazie all’autore e regista Vittorio Pavoncello che ha ambientato la storia e la memoria in diverse stazioni italiane. Oreste Valente interpreta n Carlo Levi alla ricerca di una sua memoria e identità che è anche quella dell’essere attore. Le musiche sono di Lucio Gregoretti composte per sola fisarmonica eseguite dal vivo da Gianni Mirizzi, mentre Roberta Budicinfirma i costumi ed i prodigiosi occhiali sono di Federica Imbarrato.
Venerdì 18 ottobre alle ore 18.30 prima dello spettacolo vi sarà la presentazione della raccolta di poesie “Senza Pietre” (edizioni Progetto Cultura) dedicate a Carlo Levi da parte di un gruppo di poeti e curata daMichela Zanarella. Interverranno i poeti Simone Carunchio, Davide Cortese, Flaminia Cruciani, Letizia Leone, Serena Maffia, Marina Marchesiello, Roberto Piperno, Luciana Raggi, Anna Santoliquido, Fabio Strinati, Michela Zanarella. Presenta la scrittrice Angela Donatelli.
Premio America. La Cerimonia del Premio promosso dalla Fondazione Italia USA, si è svolta a Roma lo scorso 10 ottobre presso la Camera dei Deputati: premiate personalità di prestigio in diversi ambiti.
Pomoso dalla Fondazione Italia USA, Il PREMIO AMERICA rappresenta sempre un evento di grande successo e interesse ogni anno in ottobre. A Roma lo scorso 10 ottobre 2019 presso la Camera dei Deputati, Aula dei Gruppi Parlamentari si è svolta la Cerimonia di questo prestigioso riconoscimento assegnato a nomi di personaggi che si sono particolarmente distinti nel loro ruolo e attività dall’imprenditoria al giornalismo, dallo spettacolo alla cinematografia.
La Fondazione Italia USA nasce per testimoniare l’amicizia tra gli italiani e il popolo americano, e svolge di fatto un ruolo pubblico con carattere apartitico.
Autorevoli i premiati in ogni edizione. Anche quest’anno, dove a condurre la cerimonia è stata giornalista Didi Leoni con grande professionalità, il riconoscimento firmato daGerardo Sacco, è andato a nomi di richiamo internazionale. Sono stati infatti premiati: Manuel Agnelli, musicista, produttore discografico; Laura Cioli, amministratore delegato Gedi; lo chef Carlo Cracco; lo stilista e imprenditore Brunello Cucinelli; Marcello Foa, presidente Rai; la giornalista Maria Latella; l’attore Danny Quinn; Emanuele Filiberto di Savoia, presidente Prince of Venice Foundation; Curtis M. Scaparrotti, già comandante generale della Nato.
Un premio speciale Alla Memoria è stato infine assegnato allo scrittore Giorgio Faletti, ritirato dalla vedova. Davvero commovente la clip video che ha ricordato al pubblico presente l’indimenticabile attore, divenuto negli ultimi anni scrittore di successo tradotto in tutto il mondo.
Premio America 2019 Marco Ventura Nicola Timpone Marcello Foa
La Fondazione Italia USA ha attribuito nella cerimonia anche tre medaglie della Camera dei Deputati ad altrettanti studenti di università americane: Djuna L. Carlton, Adriana M. DeNoble, Micah K. Hinnergardt, ricordando l’importanza degli studi e della preparazione accademica in un percorso professionale di successo.
La Fondazione, va sottolineato, opera per merito esclusivamente del sostegno dei soci in quanto, per scelta e a tutela della propria totale indipendenza, non riceve alcuna forma di aiuto economico esterno di nessun genere.
Non sono mancati gli applausi a più riprese durante la cerimonia, che ha visto assistere un selezionato parterre, con i rispettivi nominativi accreditati nella rigorosa lista di ingresso (necessaria per arginare le richieste di presenza ogni anno sempre più numerose rispetto ai posti disponibili). Non resta che attendere il prossimo anno per un altro appuntamento con il prestigioso Premio.
Galleria d’Arte Moderna di Via Francesco Crispi a Roma: “Artiste tra video e digitale “il 3 ottobre 2019 all’interno del ciclo di incontri “Percorsi e azioni d’arte, pensiero e vita di donne” nell’ambito della mostra “Donne Corpo e Immagine”
Nell’ambito della mostra “DONNE CORPO E IMMAGINE TRA SIMBOLO E RIVOLUZIONE” a Roma alla Galleria d’Arte Moderna di Via Crispi che si sofferma sul cambiamento dell’identità e dell’immagine femminile restituito dall’arte tra fine Ottocento e contemporaneità, da non perdere nell’ambito degli appuntamenti con PERCORSI E AZIONI D’ARTE, PENSIERO E VITA DI DONNEl’incontro di giovedì 3 ottobre 2019 “ARTISTE TRA VIDEO E DIGITALE” a cura di Silvia Bordini (“Sapienza” Università degli Studi di Roma) che si svolge presso la sala espositiva al 1 piano dalle ore 17.00 alle 18.00.
Galleria d’Arte Moderna di Roma. Incontro “Asrtiste tra video e digitale”
L’immagine della donna filo conduttore della mostra a cura di Arianna Angelelli, Federica Pirani, Gloria Raimondi, Daniela Vasta, prorogata fino al 10 novembre 2019,durante la sua programmazione è stata arricchita da un ampio programma di eventi culturali e nuove opere di cinque tra le più importanti artiste di richiamo internazionale quali: Marina Abramović, Carla Accardi, Mirella Bentivoglio, Maria Lai e Titina Maselli, alle quali è stato dato spazio attraverso il ciclo “Omaggi alle Artiste”. L’esposizione delle loro opere ha permesso di soffermarsi sulle loro scelte linguistiche e poetiche e sulle differenti modalità di intendere il proprio impegno nell’ambito artistico e pubblico.
Attualmente si possono visitare le opere di Mirella Bentivoglio (Klagenfurt 1922 – Roma 2017) con “Lapide a Hravat” (1995-1998) che sottolinea l’ambiguità di significato e lo slittamento di senso, Questo lavoro, che chiude il ciclo ”5 omaggi per 5 protagoniste dell’arte” già nel titolo fa riferimento all’etimologia della parola croata hravat – strozzare – e all’uso che i soldati croati facevano di un fazzoletto portato al collo come strumento di morte. La cravatta rimanda inoltre al linguaggio mafioso – “mettere la cravatta” / “fare la cravatta” – come riferimento all’usura e, parallelamente, alla cravatta come simbolo maschile di rispettabilità ed eleganza occidentale.
Promossa da Roma Capitale Assessorato alla Crescita Culturale,-Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, l’esposizione “Donne copro e immagine tra simbolo e rivoluzione” presenta cento opere tra dipinti, sculture, grafica, fotografia e video, di cui alcune mai esposte in precedenza o non esposte da lungo tempo, provenienti dalle collezioni di arte contemporanea capitoline. Un percorso che sottolinea come l’universo femminile sia stato sempre oggetto prediletto dell’attenzione artistica: da oggetto da ammirare, in veste di angelo o di tentatrice, a soggetto misterioso che s’interroga sulla propria identità, fino alla nuova immagine nata dalla contestazione degli anni Sessanta.
Nella serie dei ritratti esposti al secondo piano spicca, tra gli altri, il volto di Elisa, la moglie di Giacomo Balla, ritratta mentre si volta per guardare qualcosa o qualcuno dietro di sé, in questo sguardo è tutta la forza espressiva del suo trasformare lo stupore in seduzione e curiosità. Alle dinamiche e le relazioni tra gli sviluppi dell’arte contemporanea, l’emancipazione femminile e le lotte femministe è dedicata l’ultima sezione con materiale documentario da ARCHIVIA–Archivi Biblioteche Centri Documentazione delle Donne – e testimonianze di performance e film d’artista di alcune protagoniste di quella stagione.
Napoleone, il Quirinale, i Musei Vaticani. I fregi di José Álvarez Cubero per la Camera da Letto dell’Imperatore il recente libro di Ilaria Sgarbozza (Edizioni Musei Vaticani, Città del Vaticano 2019) sarà presentato a Roma nell’ambito della Rassegna Libri Barberini/Corsini il 2 ottobre 2019 a Palazzo Barberini
Entro la stagione del neoclassicismo accanto a nomi di spicco quali Auguste Dominique Ingres e Jacques-Louis David, che seppero, ciascuno con una propria specificità, restituire con i loro ritratti i fasti ed i trionfi del grande Napoleone durante gli anni del suo impero, sottolineandone forza e potere e quell’aura divina di cui amava circondarsi, da sottolineare la figura di José Álvarez Cuberoscultore spagnolo molto attivo tra Parigi e Roma, ricordato in particolare per la realizzazione dei fregi per la Camera da Letto dell’Imperatoreal Quirinale, dove ogni decorazione doveva avere fini celebrativi.
A restituire la storia e le vicende politiche che portarono al progetto e alla realizzazione del fregi fino al loro smontaggio e alla messa in deposito in seguito alla sconfitta di Napoleone e al ritorno del Pontefice al palazzo del Quirinale, è il volume scrittodaIlaria Sgarbozza funzionario storico dell’arte del Ministero per i Beni e le Attività Culturali con un’intensa attività di anni di ricerca centrata in particolare sul rapporto tra arte e politica e sulla storia dei Musei e delle Istituzioni culturali.
Il libro “Napoleone, il Quirinale, i Musei Vaticani. I fregi di José Álvarez Cubero per la Camera da Letto dell’Imperatore” edito da Musei Vaticani (Città del Vaticano 2019) sarà presentato a Roma il prossimo 2 ottobre 2019 nell’ambito della rassegnaLIBRI BARBERINI / CORSINI negli spazi di Palazzo Barbnerini presso la Sala Conferenze alle ore 17.00. Ad introdurre l’incontro sarà Flaminia Gennari Santori, Direttrice delle Gallerie Nazionali Barberini Corsini, mentre a parlare di questa interessante opera saranno Barbara JattaDirettore dei Musei Vaticani, Matteo Lafranconi, Direttore del Complesso “Scuderie del Qurinale” eMatteo Nucci scrittore.
Entro il contesto romano della vivace età napoleonica, vengono analizzati i fregi neoclassici (24 monumentali rilievi) scolpiti da José Álvarez Cubero per decorare la sontuosa Camera da Letto dell’Imperatore al Quirinale, dove tutto l’arredamento aveva un intento celebrativo. Raffiguranti scene mitologiche e storie dell’antica Roma e dell’antica Grecia, essi, conservati fino ad oggi entro il deposito della Pinacoteca Vaticana, per la prima volta grazie a questo volume riacquistano la propria identità storico-artistica in attesa do essere svelati al pubblico.
I volume è arricchito da un focus sulla vita e sulla carriera dell’artista spagnolo, con puntuali rimandi alle sue opere conservate in alcuni dei più importanti musei d’Europa. Sono anche riportati i risultati delle indagini scientifiche e dell’intervento di spolveratura, fino alla descrizione strutturale dei rilievi con cenni sulla loro storia conservativa, con alcune considerazioni sull’auspicato restauro e sulla futura esposizione al pubblico. L’ingresso all’evento è gratuito fino ad esaurimento posti.
Ilaria Sgarbozza: vive a Roma ed è funzionario storico dell’arte del Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Svolge da lunghi anni attività di ricerca, interessandosi principalmente del rapporto tra arte e politica, dunque della storia dei musei e delle istituzioni culturali. Nel 2013 ha pubblicato per le Edizioni dei Musei Vaticani il volume Le Spalle al Settecento. Forma, modelli e organizzazione dei musei nella Roma napoleonica. Ha dedicato studi e saggi alla produzione figurativa e al collezionismo pubblico e privato dei secoli XVIII e XIX. Ha collaborato a mostre di riferimento su artisti e fenomeni artistici di età moderna.
Premio Letterario Internazionale “Voci -Città di Roma”: la cerimonia si svolgerà a Roma il 5 ottobre 2019 alle ore 16.00 presso l’Aula Magna della Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia
Poche arti come la scrittura tra romanzo, racconto, poesia permettono di recuperare e fissare nel tempo stralci di storie passate e presenti, accadute o rubate all’immaginazione restituendo il divenire e il trasformarsi delle emozioni tra gioie e dispiaceri, entusiasmi e nostalgie che scandiscono spesso le scelte della vita, talora inconsapevolmente.
Maria Rizzi Presidente Iplac
Nell’ambito del Circolo IPLAC– Insieme per la Cultura, fondato nel 2007 daMaria Rizzi scrittrice di successo, specie di gialli, insieme al padre Nicola Rizzi, ed a 13 soci, è stato dato vita al Premio “VOCI CITTA’ DIROMA” che quest’anni è giunto alla XIV edizione con grandi adesioni di partecipanti e ottimo giudizio da parte della critica. Si tratta di un Premio che abbraccia diverse sezioni e sottosezioni compresa quella della Poesia in metrica dedicata a Nicola Rizzi di cui porta il nome, a sottolineare il gran talento di questo autore per il sonetto attraverso cui ha descritto l’intensità della vita nelle sue diverse sfumature tra desiderio, malinconia, rinascita e attesa.
Dietro la realizzazione di questo prestigioso e importante Premio vi è tutto l’impegno svolto ogni anno da Maria Rizzi con professionalità e passione insieme ai suoi collaboratori, molti dei quali giurati con cui vengono valutate le opere in concorso e pianificate e organizzate le diverse fasi della premiazione. In questo splendido percorso, infatti, a fianco di Maria Rizzi fin dalla prima edizione, sono stati e continuano ad essere, nomi illustri del panorama letterario nazionale tra scrittori, poeti, critici letterari.
Premio letterario Voci cittò di Roma. Laila Scorcelletti
Tra questi: Roberto Mestrone presidente della giuria del Premio, poeta e critico letterario, Sandro Angelucci poeta, saggista e critico letterario, Laila Scorcelletti scrittrice, cantante e attrice, Loredana D’Alfonso scrittrice, giornalista- pubblicista e critico letterario, Federica Sciandivasci, poetessa, scrittrice, Nunzia Gionfriddo, scrittrice, saggista critico letterari, Roberto De Luca scrittore e poeta, Paolo Buzzacconi poeta scrittore e critico letterario, Alberto Canfora poeta, scrittore, autore di testi per canzoni, pittore e scultore, Aurora De Luca scrittrice, poeta e critica letteraria ed altri.
Molti di loro hanno fatto parte della giuria di quest’anno. Una squadra molto affiatata pronta ad onorare la Cerimonia di premiazione di questa XIV edizione del Premio Letterario Internazionale “Voci -Città di Roma” che si svolgerà a Roma il 5 ottobre 2019 alle ore 16.00 presso l’Aula Magna della Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia in Via Tuscolana 150. A presentare saranno Maria Rizzie Laila Scorcelletti, le letture a cura di Rodolfo Vettor e Paolo Di Santo, con intermezzi musicali a cura di Stefano Mhanna.
Diverse sono le sezioni e sottosezioni che spaziano dalla poesia (tema libero, a tema, in dialetto, in metrica) al racconto breve, dalla narrativa alla saggistica, compresa la sezione dedicata ai giovani con la Borsa di studio “Gaetano Piccolella”.
Oltre 1180 opere sono state attentamente analizzate e valutate da una giuria di esperti presieduta da Roberto Mestrone poeta e critico letterari, con Presidente onorario il Prof Nazario Pardini poeta, scrittore, saggista e critico letterario. La giuria vanta nomi di eccellenza nel panorama della poesia, narrativa e critica letteraria: accanto a Sandro Angelucci, Paolo Buzzacconi, Alberto Canfora, Loredana D’Alfonso, Franco De Luca, sono Massimo Chiacchiararellli, Flavio Ermini, Michele Cortellazzo, Nunzia Gionfriddo, Lidia Guerrieri,Hafez Haidar e Daniela Quieti, e ancora Patrizia Stefanelli, Toni Toniato e Vittorio Verducci.
Nella giuria erano anche i Gruppi di lettura delle Biblioteche: B. Comunale di Rocca di Papa (RM), B. della Cartiera Latina “Fabrizio Giucca” (Roma), B. “Luigi Chiarini” della Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia (Roma).
Anche grazie a questo importante Premio la cultura sta ritrovando spazio nella quotidianità dei ragazzi che si mostrano sempre più interessati alla scrittura quale forma di comunicazione personale attraverso cui raccontare e raccontarsi.
SEZIONI DEL PREMIO LETTERARIO INTERNAZIONALE “VOCI CITTÀ’ DI ROMA”
A 1 Poesia in italiano a tema libero; A2 – Poesia a tema “VERSO DEL VINO”; A3 – Poesia in dialetto; A4 – Poesia in metrica “Nicola Rizzi”; B –Libro Edito di Poesia; C – Racconto breve; D – Narrativa Edita; E – Saggistica Edita. Unitamente alla sezione “Giovani – Borsa di studio “Gaetano Piccolella”.
Giormate Europee del Patrimonio il 21 e 22 settembre 2019
Giornate Europee del Patrimonio 2019
Partecipa anche il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia con un ricco calendario di eventi
Scrigno di cultura, civiltà e bellezza, il nostro Paese può vantare un patrimonio artistico unico al mondo in cui il passato incontra il presente, spesso arricchendolo. L’arte italiana ha lasciato un segno indelebile nello scenario storico culturale internazionale, grazie ai capolavori di grandi maestri che hanno reso uniche città quali Roma, Firenze, Venezia, Milano, Napoli, Torino, Bologna e ancora Ferrara, Mantova, Pisa, Arezzo, Verona e Palermo.
A ricordare l’importanza delle bellezze architettoniche e artistiche del nostro Paese, tra monumenti, palazzi e chiese al cui interno si possono ammirare affreschi, dipinti, sculture di artisti intramontabili, e ancora il fascino di siti archeologici dove sono custodite storie di civiltà del passato, sono le Giornate Europee del Patrimonio fissate per i giorni 21 e 22 settembre prossimo.
Giornate Europee del Patrimonio 21 e 22 settembre, Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia Roma
La manifestazione promossa dal Consiglio d’Europa e dalla Commissione europea, organizzata dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo cui aderisce Roma Capitale Assessorato alla Crescita Culturale, rappresenta una vera e propria festa della cultura che dal 1991 coinvolge tutti i Paesi europei, al fine di valorizzare il patrimonio culturale degli Stati membri dell’Unione invitando alla riflessione sul valore della comune matrice identitaria.
Nono solo, questa manifestazione diventa anche occasione per far conoscere ai cittadini europei il loro patrimonio culturale come elemento di unione e di differenza, strumento di scoperta e comprensione reciproca, al fine di incoraggiare alla partecipazione attiva per la salvaguardia e la trasmissione alle nuove generazioni.
Lo scorso anno la tematica che ha fatto da filo conduttore alla manifestazione riguardava “l’arte di condividere”, per quest’anno il tema scelto propone “Un due tre… Arte! – Cultura e intrattenimento” per coinvolgere ì musei ed i luoghi della cultura di tutta Italia statali e non statali offrendo un ricco programma di appuntamenti per cittadini e visitatori tra incontri, visite, letture, laboratori.
Alle giornate del 21 e 22 settembre 2019 ha aderito anche il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia a Roma con un interessante programma di iniziative dedicate ai visitatori di tutte le età. Rievocazioni storiche e dimostrazioni, conferenze e incontri sul tema del vino, mostre fotografiche e laboratori didattici e di archeologia sperimentale; e ancora visite guidate e viste tattili, concerti, degustazioni e stand gastronomici, saranno occasione di incontro condivisione dando voce alle infinite sfumature della cultura. Da sottolineare l’apertura straordinaria della Sala dello Zodiaco e di Villa Poniatowski dalle 10 alle 18.
Si inizia il 21 settembre alle ore 10.00 presso la Sala 21 del Museo con il laboratorio didattico “Siete pronti a farvi ispirare dai nostri capolavori?” dove viene creato uno spazio didattico con carta e colori a disposizione dei visitatori di tutte le età a cura dei Servizi Educatividel Museo. Sempre al laboratorio è dedicato l’appuntamento presso il Giardino Centrale e Emiciclo dalle 10 alle 18 con Postazioni didattiche e rievocazioni storiche a cura delle Associazioni: SPQR – Romanitas – Antichi popoli Ass. per la Storia – White Company – Irasenna. Sempre all’Emiciclo si svolgono a partire dalle ore 15.00 le attività didattiche con “ ArcheoLab” a cura di AION Cultura, mentre all’inclusione è rivolta la visita tattile in programma alle ore 11 presso le Sale espositive del Museo alla mostra “Il ciclo della vita” (per prenotazioni: vittoria.lecce@beniculturali.it).
Da non perdere la visita guidata alle collezioni a Villa Poniatowski a partire dalle ore 11.00 a cura di A. Simonelli e quella alla Sala dello Zodiaco dalle ore 12.00 a cura di M.P. Guidobaldi. Nel pomeriggio sempre a Villa Poniatowski alle 17.00 la visita guidata alla Villa a cura di M. Forgia. La Conversazione su Il vino nel mondo degli Etruschi trova spazio nella Sala della –Fortuna dalle ore 17. 00, mentre l’inaugurazione della mostra “Ich bin ein Etrusker” di Stefano Favaretto si svolge dalle ore 18.30. Chiude la prima giornata del Patrimonio europeo alle ore 21,00 presso l’Emiciclo il concerto del Coro Giovanile With Us “Villa Giulia inCanta” diretto dal M° Camilla di Lorenzo, con un repertorio che, seguendo le caratteristiche del coro, spazierà in diversi settori della musica.
PROGRAMMA NEL DETTAGLIO DELLE DUE GIORNATE 21 E 22 SETTEMBRE 2019
al Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia
Sabato 21 settembre 2019
dalle 10 alle 18 – Sala 21 del Museo
Siete pronti a farvi ispirare dai nostri capolavori? Spazio didattico con carta e colori a disposizione dei visitatori di tutte le età a cura dei Servizi Educativi del Museo
dalle 10 alle 18 – Giardino centrale ed Emiciclo
Postazioni didattiche e rievocazioni storiche a cura delle Associazioni: SPQR – Romanitas – Antichi popoli Ass. per la Storia – White Company – Irasenna
ore 11 – Sale espositive del Museo
Visita tattile alla mostra Il ciclo della vita. Per prenotazioni: vittoria.lecce@beniculturali.it
ore 11 – Villa Poniatowski
Visita guidata alle collezioni a cura di A. Simonelli
ore 12 – Sala dello Zodiaco
Visita guidata a cura di M.P. Guidobaldi
dalle ore 15 – Emiciclo
ArcheoLab: attività didattiche a cura di AION Cultura
ore 17 – Villa Poniatowski
Visita guidata alla Villa a cura di M. Forgia
ore 17 – Sala della Fortuna
Pillole etrusche: Conversazione su Il vino nel mondo degli Etruschi
ore 18:30 – Sala della Fortuna ed Emiciclo
Inaugurazione della mostra Ich bin ein Etrusker di Stefano Favaretto
APERTURA SERALE A 1 EURO DALLE 20 ALLE 23 (ultimo ingresso alle 22) al costo eccezionale di 1 euro.
ore 21 – Emiciclo
Concerto del Coro Giovanile With Us
Domenica 22 settembre 2019
dalle 10 alle 18 – Sala 21 del Museo
Siete pronti a farvi ispirare dai nostri capolavori? Spazio didattico con carta e colori a disposizione dei visitatori di tutte le età a cura dei Servizi Educativi del Museo
dalle 10 alle 18 – Giardino centrale ed Emiciclo
Postazioni didattiche e rievocazioni storiche a cura delle Associazioni: SPQR – Romanitas – Antichi popoli Ass. per la Storia – White Company – Irasenna
ore 11.00/11.30/15.30 – Emiciclo
Pillole etrusche: L’equinozio d’autunno e gli Etruschi, suggestioni dalla mostra di Stefano Favaretto
ore 12 – Sala Ori Castellani
Visita guidata a cura di M.P. Guidobaldi
ore 12 – Emiciclo
Degustazione guidata: Rasenna in Tuscany. L’emozione di fare vino alla maniera degli Etruschi, a cura della Az. Agricola Bio Tarazona
dalle ore 15 – Emiciclo
ArcheoLab: attività didattiche a cura di AION Cultura
ore 16.30 – Sala della Fortuna
Pillole Etrusche: Conversazione su Arte, Cultura e intrattenimento: nuove sfide turistiche
ore 17 – Giardino centrale
Concerto della Banda Giovanile Regionale dell’ANBIMA Lazio con coreografie del balletto della Lydia Turchi Accademy Musica & Ballet
ore 18.30 – Sale museali
Visita guidata sulla Musica al tempo degli Etruschi a cura di L. D’Erme
E inoltre stand gastronomici e degustazioni a cura di Confesercenti Roma-Lazio, Asso Turismo e Ass. Italiana Gelatieri
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Passeggiata poetica leonardesca presso la Reggia di Monza
Passeggiata poetica
Per i festeggiamenti di Leonardo da Vinci a 500 anni dalla morte più di 50 poeti da tutta Italia arriveranno a Monza domenica 22 settembre per omaggiare il Genio del Rinascimento con letture di poesie negli scenari dei Giardini Reali della Reggia di Monza
Uomo dal talento universale e figura tra le più interessanti dell’arte rinascimentale. Leonardo Da Vinci, è genio per eccellenza. Grazie al su talento, unito ad uno straordinario intuito e imprevedibilità è stato non soltanto pittore eccelso e ingegnere militare dalle grandi vedute, ma anche scultore, architetto, scenografo, anatomista e matematico. Nato a Anchiano il 15 aprile del 1452 e morto ad Amboise il 2 maggio del 1519, ha lasciato capolavori senza tempo, immortali: dall’“Annunciazione” all’”Adorazione dei Magi”, dalla “Dama con l’ermellino” alla “Vergine delle rocce”, dalla “Gioconda” all’ ”Ultima cena”.
Passeggiata poetica leonardesca nei Giardini Reali della Reggia di Monza
Sono solo alcuni dei titoli più noti dei dipinti del grande artista vinciano che non solo ha introdotto lo sfumato con cui accostava i colori senza creare linee di demarcazione sì da dare morbidezza alle figure perfettamente integrate nel paesaggio di fondo, ma è stato anche il primo ad occuparsi dello studio anatomico del corpo umano, lasciando interessanti documenti e disegni. La sua intuizione scientifica ed estro artistico lo hanno spinto a realizzare non soltanto dipinti straordinari e immortali, ma anche documenti e disegni preparatori per gli studi sul volo, per i lavori edili e progetti per macchine idrauliche e belliche.
Nell’ambito dei festeggiamenti per i 500 anni dalla morte del grande genio toscano simbolo del Rinascimento, da non perdere l’appuntamento con un suggestivo evento che si svolge il 22 settembre 2019 negli scenari dei Giardini Reali della Reggia di Monza alle ore 15,30. Si tratta della “Passeggiata poetica leonardesca” che, patrocinata dal Comune di Monza, dal Parco Letterario Regina Margherita e Parco Valle Lambro, dai Parchi Letterari Italiani e dalla Reggia di Monza, si inserisce nel Festival del Parco di Monza proponendo un itinerario poetico originale dove i versi sembreranno vibrare all’unisono con i ritmi della natura.
I poeti che hanno partecipato a questa interessante iniziativa giungendo da tutta Italia (oltre 50) leggeranno poesie sul tema dell’acqua in omaggio al Genio vinciano: Donatella Bisutti, Silvia Messa, Paolo Pezzaglia, Fina Quattrocchi, Anna Maria Gallo, Umberto Barbera, Margherita Bonfilio, Patrizia Varnier, Michela Zanarella, Angela Previti Caprino, Claudia Cangemi, Ada Crippa, Federica Volpe, Rosaria Munafò, Carla Abenante, Elena Ribet, Andrea Tavernati, Giovanna Cimino, Fulvio Bella, Riccardo Giuseppe Mereu, Marilena Guarnieri, Giovanna Barnoffi, Carletto Bianchi, Laura Barone, Marina Masotti, Giusy Busceti, Maria Clara Bagnobiachi, Michele Fierro , Anna Vercesi, Monica Ferrera, Loredana Boglium, Maria Pia Quintavalla, Monia Minnucci, Gianpiera Sironi, Carlo Luigi Folcia, Giuseppina Tundo, Alessandra Paganardi, Adriana Gloria Marigo, Miriam Bruni, Fiorella Cappelli, Annamaria Citino, Paola Confalonieri, Claudia Gaetani, Antonio Gerardo D’Errico, Maria Teresa Tedde, Jakob Panzeri, Iride Enza Funari, Antonetta Carrabs, Giusy Trisolini, Giusy Guarino, Enrico Sala.
I poeti insieme al pubblico presente saranno accompagnati dall’attore Ivan Ottaviani, nelle vesti di Leonardo lungo un percorso di cinque: tappe: che procedono dalla grande fontana dell’Avancorte a conchiglia, disegnata dal Piermarini, nel primo cortile della Villa, alla Roggia del Principe, un corso d’acqua artificiale creato dal Principe Ferdinando d’Austria per alimentare il laghetto e i giochi d’acqua dei Giardini Reali, unica del sistema idrico del Parco non destinata all’irrigazione dei campi; La terza tappa prevede il Laghetto e il tempietto classico del Piermarini, uno dei luoghi più amati e ritratti fin dall’inizio dell’Ottocento; mentre la quarta tappa sarà in prossimità della grotta con le sculture del dio fluviale Lambro, e dei due cavalli, parzialmente immerse nell’acqua lacustre. Il soggetto del gruppo scultoreo è palesemente ispirato all’iconografia di Nettuno; Il percorso si chiude alla Cascina san Fedele. Ispirato alla moda del Gothic Revival, l’edificio fu progettato dall’architetto Luigi Canonica e rappresenta uno dei soggetti più diffusi nelle raccolte litografiche dedicate ai monumenti cittadini, o negli almanacchi ottocenteschi.
Ai poeti e ai partecipanti verranno donate delle magliette realizzate da alcuni studenti del Politecnico di Milano con il contributo di Termoacqua. A conclusione della serata sarà offerto a tutti un aperitivo presso la Cascina Frutteto del Parco, grazie al supporto di Brianzacque. Sarà possibile attingere alle poesie appese agli alberi, lungo l’itinerario poetico.
Bibliolettura interattiva a Magic Land con Dario Amadei ed Elena Sbaraglia.
“Che libro sei, sei stato o vorresti essere? Speciale settembre” a Roma il 19 settembre 2019 in Via Duchessa di Galliera, 10
Alla BIBILIOLETTURA INTERATTIVA si dedicano Dario Amadei medico e scrittore ed Elena Sbaraglia, psicologa del lavoro, esperta di formazione anche a livello aziendale, organizzando diversi corsi. Insieme da anni con la loro associazione “Magic BlueRay” conducono corsi ad hoc per scuole, biblioteche, aziende, insegnanti, affrontando diversi argomenti e trattando vari generi (letterario, storico, sociale).
Bibliolettura interattiva con Magic Blue Ray
I corsi sulla bibliolettura interattiva e scrittura creativa aiutano a recuperare sensazioni passate e a scoprirne delle nuove. La BIBLIOLETTURA INTERATTIVA offre sostegno attivo per interpretare i testi nel loro significato più profondo così da iniziare un percorso di crescita interiore formativa per la propria esistenza personale e collettiva.
Dopo l’estate per riavvicinarsi a questo percorso in cui prendere consapevolezzadelle proprie emozioni entrando nel mondo di storie possibili e immaginarie dove seguire il percorso di un personaggio in particolare con i suoi pregi e difetti è l’INCONTRO DI BIBLIOLETTURA INTERATTIVA A MAGIC LAND: “CHE LIBRO SEI, SEI STATO O VORRESTI ESSERE? SPECIALE SETTEMBRE” che si svolge il 19 settembre a Roma in Via Duchessa di Galliera 10 dalle ore 19.00.
I partecipanti insieme a Dario Amadei potranno condividere impressioni ed emozioni sul libro più significativo che ha scandito la loro estate costruendo passo dopo passo un’un’analisi interpretativa deltesto stesso per acquisire maggiore consapevolezza del proprio orizzonte emotivo migliorando il modo di affrontare la quotidianità.
La bibliolettura contribuisce in modo naturale a liberare emozioni dando forza all’immaginazione, portando alla luce un mondo dove si aprono nuove possibilità per procedere con maggior fiducia e sicurezza in se stessi, ma anche trovando nuovi spunti per migliorare il proprio rapporto con gli altri. Durante l’incontro verrà offerto uno spuntino letterario. Per info: scrivere a: magicblueray@gamail.com
Eugenia Serafini a Roma, presso gli spazi del Macro Asilo in Via Nizza dal 20 al 22 settembre con Installazione, letture, Performance per parlare dei rischi cui sta andando incontro il nostro Pianeta
Come poche artiste nel panorama contmeporaneo, Eugenia Serafini con sensibilità e originalità, ha raccontato e racconta di come l’uomo possa tornare ad essere più felice e in armonia con la natura nel recupero di un ascolto autentico di sé, in linea con quel pensiero prelogico che appartiene al bambino e permette di agire con naturalezza, senza sovrastrutture. Il senso di questa vita, spesso non vissuta in modo autentico dove difficile è la conciliazione tra finito e infinito, micro e macrocosmo, in parte forse va ricercato nel recupero di quella originaria armonia tra l’uomo e la natura.
Eugenia Serafini, “Segni di cielo e Terra”in mostra al Macro Asilo Roma
Nata a Tolfa (RM) piccolo e interessante borgo etrusco, e attiva tra Roma e la Toscana, per anni docente presso l’Università della Calabria, all’Accademia di Belle Arti di Carrara e all’Accademia dell’Illustrazione e della Comunicazione Visiva di Roma, Eugenia Serafini non è soltanto una pittrice dalla rara sensibilità capace di costruire ponti di speranza dove uomo e natura siano in armonia, ma è anche poeta, performer e installazionista di gran talento e spessore emotivo.
Con estro poetico, originalità racconta desideri e speranze di un ‘umanità che nei colori del cielo e della terra, degli alberi e dei fiori, delle farfalle e degli uccelli ritroverà l’emozione di affetti lontani, verità rivelate e la purezza di tornare anche per un attimo ad essere fanciulli nella spensieratezza che tutto prende vita da un sogno.
Di rispetto per la vita e l’ambiente, di recupero di quell’inautenticità nel rapporto tra uomo e natura, e di denuncia di quegli atti/azioni volte a distruggere il patrimonio naturale, Eugenia Serafini tratta nella mostra e performance da lei pensata che si svolgerà a Roma al MACRO nei giorni 20, 21 e 22 settembre 2019.Si tratta di un’installazione vivente e performance che l’artista realizzerà con un gruppo di Poeti-Performer, dal Titolo. “Fossili di Petrolio nel Giardino InCANTATO e Domino- Dominio”,presso gli spazi delMACRO ASILO di Roma in Via Nizza 138, diretto da Giorgio De Finis, nei tre giorni che segnano il passaggio dall’Esatte all’Autunno.
Eugenia Serafini
L’evento che fa parte di un grandeProgetto ideato e curato dall’architetto Antonietta Campilongo, dal titolo: “Nuvola creativa”. Festival delle Arti alla 4 edizione, attraverso installazione,opere, letture e performance, fa riferimento ad untema quanto mai attualeche sempre più vede l’uomo dominare la natura sfruttando ogni sua risorsa fino all’stremo con il rischio che la stessa possa essere totalmente distrutta.
Come viene sottolineato in questo percorso tra mostra, letture e performance, ci si interroga se l’ecologia possa salvare l’umanità. A testimonianza di questa nostra epoca resteranno in futuro presumibilmente solo i FOSSILI DI PETROLIO: oggetti di plastica quali bottiglie, bambole, animali, insetti, giocattoli. Tra qualche millennio gli unici reperti archeologici saranno i residui della plastica, a testimoniare un mondo che si è autodistrutto per l’incapacità di gestire attraverso l’Ecologia la salvezza della natura e quindi del Pianeta. Come la stessa Eugenia Serafini afferma: “Giardino InCANTATO” è il pianeta Terra con i 4 elementi in tutta la sua bellezza, i “Fossili di Petrolio” sono gli oggetti di plastica, l’unica testimonianza di questi secoli che i futuri archeologi troveranno negli scavi del futuro.”
Eugenia Serafini e i poeti
Eugenia Serafini creando rispondenze tra l’installazione, dipinti e performance, con questo evento artistico dall’evidente valore etico “FOSSILI DI PETROLIO NEL GIARDINO INCANTATO” guarda con speranza alla salvezza del Pianeta sottolineato proprio attraverso colori, suoni, gesti, movimenti e interazione per un recupero dell’equilibrio originario da sempre necessario per non spegnere tante vite e tanta bellezza presente sul nostro Pianeta. Parallelamente in “Domino- Dominio” si evince una denuncia nei confronti di quanti mettono a serio rischio l’equilibrio dell’ecosistema come si avverte dai cambiamenti climatici o dalla presenza di isole di plastica (cumuli di rifiuti) che si formano ciclicamente anche nel Mediterraneo.
Tutti questi cambiamenti e disastri ambientali sono il grido della Terra: un avvertimento per l’uomoaffinché rispetti quanto intorno e soprattutto l’ambiente, entro un’ottica di sensibilizzazione e collaborazione da parte di chi oggi è responsabile del proprio presente e del futuro che è di tutti.
Durante le tre giornate dal 20 al 22 settembre negli spazi del Macro Asilo tra il cortile, la sala di lettura e la stanza delle parole, Eugenia Serafini, i poeti performer, daranno vita ad una installazione vivente e performance “Fossili di petrolio nel giardino incantato” caratterizzata da: grandi teleri dipinti con acrilici raffiguranti il “GIARDINO INCANTATO”. Tra le protagoniste dell’installazione vivente accanto alla stessa Eugenia Serafini sono Anna Manna famosa poetessa e scrittrice, Fabia Baldi, Anna Avelli, Jole Chessa Olivares, Alessandra Carnovale, Candida Camarca, Antonella Pagano e Fausta Genziana Le Piane.
Eugenia Serafini, “Domino- Dominio” in mostra al Macro Asilo
La parte dedicata alle letture oltre a brani tratti dalle opere letterarie di Eugenia Serafini come la Fiaba “Les oiseaux” che esaltano la natura e allo stesso tempo sottolineano l’inquinamento progressivo causato dall’uomo, prevede quella degli haiku da parte dei poeti che interpretano l’ ’’Onda dell’Haiku”realizzata da Eugenia Serafini insieme ai poeti invitati.(Partecipano: Fabia Baldi, Anna Avelli, Jole Chessa Olivares, Alessandra Carnovale, Candida Camarca, Antonella Pagano e Fausta Genziana Le Piane).Tra le letture anche quelle tratte dal libro “Il Preside che camminava sui rami di pino e i Racconti della Luna”(edito da Artecom-onlus, Roma 2019) con relatori la Dott.ssa Anna Manna Università La Saviezza e il Prof. Marcello Carlino docente presso “la Sapienza” di Roma,
Da sottolineare nella terza giornata del 22 settembre le ARGOMETAZIONI di Eugenia Serafini del RAPORTO DOMINO –DOMINIO SUL PIANETA TERRA sul tema dell’inquinamentocon gli interventi della Prof.ssa Fabia Baldi, scrittrice e saggista, e del Prof. Nicolò Giuseppe Brancato, storico dell’Arte e archeologo. Altra PERFORMANCE “I COLORI DELL’HAIKU” realizzata dai poeti invitati che leggono e quindi scrivono sulla grande LAVAGNA con gessetti colorati gli HAIKU ispirati alla Fiaba, PAROLE, SEGNI, PUNTI ESCLAMATIVI E INTERROGATIVI ecc. Partecipazione di Fabia Baldi, Anna Avelli, Jole Chessa Olivares, Alessandra Carnovale, Antonella Pagano e Fausta Genziana Le Piane. Sarà poi la volta del pubblico presente invitato ad intervenire per una Kermesse generale.
L’ambiente è al centro del discorso umano e artistico, nonché poetico di Eugenia Serafini, restituito attraverso rappresentazioni tese a raccontare volti di una natura densa di poesia e solarità che spesso viene dimenticata in questo continuo avanzare di un progresso industriale pronto a spegnere ogni colore costruendo giungle di cemento. Il richiamo ai “Fossili di petrolio” sta a indicare come l’equilibrio dell’ecosistema sia sempre più a rischio per via della sopraffazione dell’uomo e dell’industria sullo stessoambiente che rischia di essere annientato.
Osservando i dipinti e ammirando le installazioni di Eugenia Serafini, si possono respirare profumi, ascoltare suoni e cogliere i colori di spazi aperti dove la vita prende nuova forma riuscendo a lasciare indietro paure e malinconie. Ma per mantenere in vita queste armonie e accesi questi colori, è necessario il rispetto per spazi verdi e l’ambiente tra terra e cielo, visibile invisibile perché la Natura è fonte di vita e come tale va salvaguardata e protetta apprezzando ogni suo dono.
Con questo percorso articolato nei tre giorni, Eugenia Serafini, attraverso questa sinergia di parole, azioni, colore e musica, porterà uno nuovo e sperato respiro per il Pianeta, sottolineando i rischiche si corrono per il futuro se non si interviene al più presto.
Questa straordinaria artista, performer, installazionista, giornalista e docente universitaria, ha saputo dare libera voce alle luci e alle ombre dei luoghi più vicini e distanti della realtà naturale tra spazi verdi, alberi, e alle armonie del cosmo, senza dimenticare il riferimento all’uomo causa dei disastri ambientali. A lui spetta il dovere di fare un passo indietro e recuperare quel rapporto autentico e originario con la natura a partire dal rispetto per la stessa.
Eugenia Serafini ha realizzato numerose mostre in Italia e all’estero e le sue opere si trovano in collezioni, musei e archivi di diversi paesi quali: Francia, Germania, Egitto, Lituania, Norvegia, Romania, Ucraina, Uruguay, Argentina. Numerosi e prestigiosi i premi e i riconoscimenti ricevuti durante la sua luminosa e prestigiosa carriera tra cui vanno citati: “Le Rosse Pergamene, Poesia d’amore 2018, Sezione speciale Poesia e pittura “Dall’emozione all’immagine” con una raccolta di poesie d’amore dedicate a Roma,, il .“Premio Artista dell’anno” al Premium International Florence Seven Stars Firenze 2016, la “Targa alla Carriera” dal Comune di Tolfa nel 2014 e il “Leone d’Argento” per la Creatività 2013 alla Biennale di Venezia. Senza dimenticare il Premio alla Carriera “Premium International Florence Seven Stars” Grand Prix Absolute 2017 consegnatole dal Prof Carlo Franza.
Altri articoli pubblicati su Emmegiischia da Silvana Lazzarino
Marina Rossi, allieva della Scuola del grande Maestro Franco Fontana, espone la mostra fotografica “Claustrofobico metropolitano” che inaugura a Firenze presso gli spazi dell’Hotel Cellai il prossimo 3 settembre 2019 alla presenza del Consigliere Comunale Mirco Dinamo Rufilli.
Una visione del mondo intensa in cui si intrecciano stati d’animo ed emozioni legate al quotidiano tra passato e presente dove si alternano luci e ombre, è quella restituita dagli scatti fotografici di MARINA ROSSI dalla profonda sensibilità, allieva del Maestro di fama internazionale Franco Fontana con il quale spesso espone in giro per l’Italia nelle collettive “Quelli di Franco Fontana“. Nata a Genova, dove vive, Marina Rossi, negli ultimi anni è stata protagonista di molteplici mostre in Italia che ne hanno messo in risalto la sua variegata produzione ricca di tematiche e riflessioni.
Marina Rossi fotografa
A questa fotografa sempre più apprezzata per il suo talento e originalità con cui restituisce diversi aspetti del vivere quotidiano anche quelli più complessi dove si è spesso condizionati da schemi e forme mentali precostituite che non permettono realmente di sentirsi liberi, è dedicata la mostra organizzata dall’associazione Culturale l’Occhio dell’Arte, che apre a Firenze il 3 settembre prossimo presso l’Hotel Cellai in Via 27 Aprile 14, 52/R.
Presso le sale del prestigioso hotel nel cuore della splendida Firenze,, scrigno di arte e bellezza, sarà possibile ammirare fino al 30 settembre 2019, ad ingresso libero, un estratto dalla sua exhibition fotografica “Claustrofobico metropolitano“. Al centro di queste immagini fotografiche basate sulla ripetizione vi è il desiderio di evasione a partire da questa evidente chiusura e senso di claustrofobia legata all’atmosfera metropolitana. L’aspetto legato all’inconscio fuori dal controllo della ragione, riemerge e questo è messo in evidenza attraverso l’uso contraffatto del colore che “permette di riportare alla luce le forme occultate nel subconscio proiettandole sull’immagine, nella loro simbologia, ed entrare direttamente in rapporto con la storia personale come in una scena psicodrammatica“.
Marina Rossi. Mostra fotografica “Claustrofobico metropolitano” a Firenze Hotel Cellai
L’artista genovese, riguardo il suo punto di vista sull’esistenza e le relazioni interpretate attraverso la fotografia così afferma: “Gli schemi mentali sono radicati, difficili da abbattere, e provocano un costante senso di ineluttabilità. Gli istinti ancestrali emergono, ma vengono rapidamente ricacciati nel profondo. Tutto appare in un contraltare di emozioni che passano dal nero più cupo ad un abbagliante chiarore del cielo dove il desiderio illusorio di raggiungere il proprio appagamento interiore si identifica con lo scorrere delle nubi verso una meta lontana, non ancora identificata”.
Marina Rossi. Mostra fotografica “Claustrofobico metropolitano” a Firenze Hotel Cellai
Un progetto fotografico di alto livello sia sul piano dello stile, sia dei contenuti quello di Marina Rossi che volge lo sguardo al modo con cui ci si relaziona nella realtà fatta di persone e incontri, realtà, spesso incapace di accogliere e sostenere. “Claustrofobico metropolitano“ in questo estratto espositivo di Firenze, si presenta con originalità e sintesi restituendo tutta l’abilità di questa fotografa appassionata e dalla grande capacità comunicativa, che molto deve al percorso con la Scuola di Franco Fontana, pur portando avanti un proprio tratto identificativo che le ha permesso anche di affermarsi quale esempio di artista capace di descrivere con un linguaggio fotografico digitale la sua eclettica visione del mondo.
All’inaugurazione che si svolgerà martedì 3 settembre 2019 alle ore 15.00 circa, sarà presente, direttamente da Palazzo Vecchio, il consigliere comunale Mirco Dinamo Rufilli.
Caleidoscopio alla Casa del Cinema di Roma con proiezioni in programma dal 27 agosto al 9 settembre 2019
Nell’ambito della manifestazione “L’Estate Romana”, sempre più tesa a coinvolgere romani e non solo con diversi eventi diffusi su tutto il territorio tra musica, danza, teatro, arte e cinema, torna con grande successo l’appuntamento dedicato al cinema all’aperto: CALEIDOSCOPIOa Villa Borghese a Roma. La rassegna “Caleidoscopio” alla Casa del Cinema negli spazi del teatro all’aperto Ettore Scola, propone 86 serate di film per sorridere, riflettere, ricordare tra film legati a festival internazionali, serate speciali, come quella in ricordo di Cesare Zavattini che viene ricordato a trenta anni dalla morte e poi l’omaggio a Carlo Mazzacurati. E ancora serate dedicate alla BIM Casa di distribuzione che in 35 anni è diventata la “Casa degli autori” e alla grande Fiction con serie molto diverse tra loro: ”L’amica geniale” per la regia di Saverio Costanzo e “Non mentire” regia di Gianluca Tavarelli e al Festival delle letterature internazionali nel ricordo di Massenzio 77 con quattro incontri dedicati ai modelli del cinema epico.
Caleidoscopio Rassegna ala Casa del Cinema Roma “Sunshine”
Se i lunedì sono rivolti a restituire proiezioni legate a due grandi nomi della sceneggiatura italiana AGE & SCARPELLI definiti tragicamente comici o comicamente tragici a secondo dei punti di vista, autori che hanno restituito con profonda lucidità la realtà di quegli anni con incursioni nel passato, i martedì sono dedicati al talento del regista Mazzacurati, mentre due serate alla settimana- il mercoledì e sabato – sono dedicate alla produzione della BIM fondata da Valerio De Paolis 35 anni fa che ha sempre unito spettacolo e qualità nei suoi lavori tanto da garantire a molti suoi autori premi prestigiosi come le Palme e gli Orsi, anche d’Oro, compresi gli Oscar europei e americani.
CaleidoscopioRassegna alla Casa del Cinema Roma “Non mentire”
Le escursioni cosmiche entro le rotte della fantascienza sono al centro dalle serate dei giovedì dedicate a SPAZIO 2019 con tematiche che vanno dalla minaccia deghi asteroidi alle donne nella scienza, dall’esperienza dello spazio al desiderio di fuga verso pianeti lontani. Le proiezioni che, come le altre, si distribuiscono durante i tre mesi estivi, saranno introdotte da ospiti esperti: Andrea Carusi, Gabriele Catanzaro, Letizia Davoli, Ilaria Ermolli, Giangiacomo Gandolfi, Stefano Giovanardi, Gianluca Masi, Ettore Perozzi, Federico Tosi.
I venerdì sono dedicati alla GRANDE FICTION D’AUTORE in collaborazione on Rai Fiction, Wildside, Fandango, Mediaset, Indigo Film che prevede due serie di successo quali: “L’amica geniale” e il racconto emozionante di “Non mentire”. Tutte le domeniche in sono dedicate a FILM OPERA con la collaborazione del Teatro dell’Opera di Roma, Rai Teche, Classica con capolavori che hanno restituito la magia e l’incanto dell’opera attraverso il cinema con una prospettiva inedita e di grande forza artistica. Tra i registi citiamo Scola, Losey, Martone, Emma Dante. Verso i quattro angoli del mondo che spaziano dalla Georgia all’Azerbaijan, dalla Bulgaria all’ Africa, finio al Brasile guideranno i film legati ai festival nazionali come “Agenda Brasil” o “CinemArena. Il cinema va in Africa”.
Caleidoscopio Rassegna alla Casa del Cinema Roma “Agenda Brasil”
Da non perdere nei prossimi giorni di agosto e fino al 9 settembre 2019 proiezioni quali: La passione di Carlo Mazzacurati il 27 agosto, BROKEBACK MOUNTAIN di Ang Lee il 28 agosto, SUNSHINE di Danny Boyle in programma il 29 agosto e per la Grande fiction NON MENTIRE di Gianluca Tavarelli il 30 agosto. Da sottolineare il 31 agosto una serata dedicata al cinema internazionale indipendente ROMA INDEPENDENT CINEMA FESTIVAL con i film in lingua originale o con i sottotitoli in inglese. A settembre per “Film Opera” il 1 settembre è la volta di l’AIDA con la regia di Mauro Bolognini, direttore Giuseppe Sinopoli e Claudio Mariuno Moretti maestro del Coro, per Age & Scarepelli la strana coppia” il 2 settembre di interesse anche la proiezione de LA TERRAZZA di Ettore Scola, e il 3 settembre nuovamente un film diretto da Carlo Mazzacurati LA SEDIA DELLA FELICITÀ. Da non perdere AGENDA BRASIL. Festival Internazionale di Cinema Brasiliano dal 6 all’8 settembre e “CinemArena. Il cinema va in Africa” il 9 settembre in cui vengono presentati da parte dell’Agenzia Italiana di Cooperazione allo Sviluppo e l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni, i docufilm realizzati nell’ambito della campagna informativa sulle migrazioni irregolari condotta da CinemArena in 5 Paesi Africani.
La mostra “Paesaggi artificiali – Artificial Landscapes” a cura di Gaspare Luigi Marcone si inaugura il 31 agosto presso gli spazi della Galleria Poggiali – Project Room in via Garibaldi 8 a Pietrasanta per restituire il divenire della Natura e del Cosmo tra finito e infinito.
Dalla materia allo spirito, dalla visione all’emozione attraverso giochi di luci, riflessi costruiti con effetti legati alla fotografia e all’uso di superfici specchianti, le due artiste di richiamo internazionale SaraGoldschmied (Arzignano 1975) e Eleonora Chiari (Roma 1971) restituiscono un nuovo modo di percepire colori, suoni legati alla natura e al paesaggio tra terra e cielo, entro cui liberare e dare voce a sogni, aspirazioni, ma anche smarrirsi per ritrovarsi dopo più consapevoli del proprio essere legato fin dalle origini al movimento del cosmo che è energia.
Al paesaggio entro una visione metafisica che supera l’aspetto reale è dedicata la mostra “GOLDSCHMIED & CHIARI, PAESAGGI ARTIFICIALI- ARTIFICIAL LANDSCAPES”a cura di Gaspare Luigi Marcone che inaugura il 31 agosto prossimo alla Galleria Poggiali di Pietrasanta (Lucca) presso la Project room alle ore 18.30,
Le opere riferite a paesaggi artificiali realizzate per la Project Room di Via Garibaldi dal titolo “Untitled Views” inedite e altre della superficie specchiante e dalle tonalità verde esposte presso l’Ex Fonderia d’arte Luigi Tommasi, suggeriscono un dialogo infinito tra loro, volto a riflettere sul senso dell’esistenza legata al rapporto dell’uomo con la natura, sul senso del finito e dell’infinito, della verità e della finzione attraverso l’uso di forme prevalentemente circolari a indicare la continuità del cammino ora qui in questo tempo, e dopo, come un percorso senza fine che si rinnova ad ogni istante.
Goldschmied & Chiari alla Galleria Poggiali di Pietrasanta
I formati circolari restituiscono all’osservatore immagini di albe, tramonti, eclissi a ricordare come la nascita la morte e la rinascita siano insite nei processi legati alla natura e al cosmo: tutto torna e si ripete nel flusso dell’esistenza. Si può notare nella serie “Untitled Views” come le immagini realizzate partendo da scatti fotografici poi stampate e inglobate su vetro e specchio, restituiscano attraverso la sorprendente bellezza e armonia di fumi e colori immortalati e lavorati, l’eterno movimento anche impalpabile dell’universo esterno fatto di ritmi infiniti di cromie e sinfonie che risuonano nella mente come sinergie di luci ad accendere quel richiamo di appartenenza allo stesso Cosmo.
Grazie alla superficie che ora si presenta riflettente e specchiante, ora cambiando punto di osservazione rimanda ad un dipinto, questi lavori dalla forma circolare risultano di grande impatto visivo e comunicativo tanto da perdersi in essi con lo sguardo e la mente, lasciando che ogni forma, sfumatura di colore conduca chi osserva a rivedere scorci, orizzonti luminosi, distese naturali dove ritrovare sensazioni vicine e lontane, emozioni mai dimenticate perché senza tempo.
Goldschmied & Chiari alla Galleria Poggiali di Pietrasanta
Per l’occasione verrà pubblicata una conversazione tra il curatore Gaspare Luigi Marcone e le due artiste.
Diversi i riconoscimenti e le mostre che le due artiste hanno realizzato da quando hanno fondato il duo nel 2001 per poi dal 2014 lavorare a Milano con il nome di Goldschmied & Chiari. A precedere l’esposizione presso il Museo Novecento di Firenze intitolata “Eclisse” svoltasi da marzo a maggio 2019, sono diverse mostre di successo di cui vanno menzionate le personali: “Eclisse” Museo Novecento, Firenze (2019). “Gioielli di famiglia”, The Open Box, Milano (2018). “Fumo negli occhi” Ex-chiesetta, Polignano a Mare (2018). “Untitled Views” Renata Fabbri arte contemporanea, Milano (2017), “Vice Versa”, Kristen Lorello, New York (2017) e “Dove andiamo a ballare questa sera?” Atelier House, Museion – Museo d’arte moderna e contemporanea, Bolzano (2015).
E ancora tra le recenti collettive ricordiamo: “Powder and Light”, nm>contemporary, Montecarlo (2019), “Foresta urbana” Palazzo Belmonte Riso e sedi varie, Museo Riso – Museo Regionale d’Arte Moderna e Contemporanea, Palermo (2018-2019). “Corpo a Corpo” Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea, Roma (2017), “Organic Matters – Women to Watch” 2015, National Museum of Women in the Arts, Washington D.C. (2015)-
Goldschmied & Chiari, le due artiste
Diverse e importanti le collaborazioni con Musei ed istituzioni quali: Museo Novecento Firenze (2019), OGR – Officine Grandi Riparazioni, Torino (2018), Visual Arts Center of New Jersey, Summit (2018); Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea Roma (2017), Museo San Telmo, San Sebastián (2016). MAXXI – Museo nazionale delle arti del XXI secolo, Roma (2015), Fundació Joan Miró, Barcellona (2015), Fábrica de Arte Cubano, L’Avana (2014); Passerelle – Centre d’art contemporain, Brest (2014). E ancora Goethe Institut, Bruxelles (2013). Castello di Rivoli – Museo d’Arte Contemporanea Rivoli (2012), La Galerie –Centre d’art contemporain, Noisy-le-Sec (2012), Hallwalls Contemporary Arts Center, Buffalo (2011). MOCA–Museum of Contemporary Art, Shanghai (2010). Musée de Grenoble, Grenoble (2007) e molti altri.
Inoltre le due artiste Goldschmied & Chiari, hanno partecipato a The Fear Society evento collaterale della 53 Biennale di Venezia, Venezia (2009), alla prima edizione di Dublin Contemporary, Dublino (2011), alla quinta edizione di Video Zone International Video Art Biennial – Center for contemporary art, Tel Aviv (2010) e alla terza edizione di The Nanjing International Art Festival – New Baijia Lake Museum, Nanjing (2016).
“Una Ragazza per il Cinema”: si è svolta a Formello la finale provinciale di Roma del noto concorso di bellezza
Anche in questa calda estate la bellezza è protagonista con il tanto atteso concorsoUna Ragazza per il Cinema, la cui finale provinciale si è svolta lo scorso 9 agosto 2019 a Formello (Roma) presso i Giardini Comunali.
Ideato dai Patron nazionali Antonio Lo Presti e Daniela Eramo, il Concorso nazionale volto a premiare unitamente alla bellezza anche il talento, giunto alla 31° edizione, per questa tappa di Formello ha visto in prima linea come organizzatore Massimo Meschino, Presidente della Mtm Event, responsabile regionale del contest, che grazie alla collaborazione del sindaco Gian Filippo Santi ha garantito il successo della manifestazione.
Cinema Una Ragazza per il Cinemam On stage durante la serata Elisa Pepe Sciarria e Anthony Peth
Il noto presentatore Anthony Peth, fresco del suo recente ritorno in Rai, ha condotto brillantemente la serata affiancato dalla bellissima e giovanissima attrice Elisa Pepè Sciarria, già vincitrice nazionale del concorso nel 2015 e prossimamente mamma, alla sua prima esperienza nei panni di conduttrice. Ad aprire l’evento la cantante Ramona Giusti che durante la serata ha tenuto compagnia al pubblico in vari intermezzi, a più riprese, insieme agli altri cantanti succedutisi on stage: Lomi e Walter Sciortino.
A contendersi le fasce in palio della selezione femminile principale be venti ragazze:Giulia Colacchi, Silvia Terriaca, Martina Genovesi, Veronica Parisi, Ginevra Pianelli , Martina Lombardi, Ines Perrone, Pamela Ferri, Michela Meschini, Chiara Scarlato, Victoria Marrone, Emily Bompadre, Simona Novelli, Valeria Gennari, Giorgia Anzellotti, Aurora Filitti, Suamy Forestieri, Michela Anniballi, Alessandra Veroli e Marianna Pantani. Tutte molto emozionate, si sono sfidate con eleganza e ritmo, per aggiudicarsi le fasce di accesso alla finale regionale Lazio e gli altri titoli in palio per la serata.
Cinema Una ragazza per il cinema. Da sx Miss Formello 2019 con Elisa Pepe Sciarria
Si è svolta anche la 7° selezione dei nuovi concorsi Un Ragazzo per il Cinema ed Un Bambino per il Cinema, a cui hanno potuto partecipare bambini e ragazzi fino ai 35 anni. Tre soltanto invece i ragazzi in gara ( Christian Marrone, Damiano Giudici ed Andrea Bruschi ); un numero consistente invece (ben 35) i bambini che si sono divertiti per accedere alla finale.
A chiusura della lunga diretta sul palco le fasce ufficiali regionali laziali di “Una Ragazza per il Cinema” sono state assegnate a Giorgia Anzellotti, Suamy Forestieri, Marianna Pantani, Simona Novelli, Alessandra Veroli e Victoria Marrone;la fascia di Ragazza Città di Formello (ovvero la ragazza più votata della serata) è andata a Ginevra Pianelli che, a sorpresa, ha avuto accesso direttamente alla finale nazionale prevista dal 4 al 9 settembre prossimi a Taormina.
Inoltre fascia di Ragazza Autoscuola Alberto Meoni a Silvia Terriaca; fascia di Ragazza Natura da baciare ad Aurora Filitti; fascia di Ragazza Aob Magazine aValeria Gennari;fascia di Ragazza BCC aPamela Ferri (quest’ultima, essendo arrivata seconda nel punteggio finale, si è aggiudicata il titolo di Ragazza per il Cinema provincia di Roma, dal momento che la prima classificata in serata era già detentrice del titolo di Ragazza per il Cinema provincia di Latina). Infine, fascia di Ragazza Peperoncino Che Passione a Giulia Colacchi. E’ stata anche consegnata anche la terza fascia ufficiale per il Premio Nazionale La Modella per l’Arte 2019 aMarianna Pantani 43° edizione; si ricorda che il Presidente della MTM EVENTS Massimo Meschino (unico nel centro sud Italia) è stato delegato direttamente dal Dott. Paolo Vassallo, Presidente del Premio.
Cinema Uma ragazza per il Cinema Giovanni Brusatori e da sx Carlotta BOlogni ed Olga Bisera
Il testimone ufficiale per concorrere alla finale di Un Ragazzo per il Cinema è stato consegnato a Christian Marrone; Ragazzo Natura da Baciare è stato insignito Andrea Bruschi; Ragazzo Città di Formello (il più votato della serata) è risultato Damiano Giudici, che ha avuto accesso automaticamente anche alla finale.
Anche per il concorso Un Bambino/a per il Cinema vi sono stati diversi riconoscimenti in palio: vincitori delle fasce ufficialiMaiomouna Ba, Ilaria Danieli, Rudolph Ballazhi, Petra Biancini, Elisa Valentini, CeciliaAngeletti e Michele Ferranti: Bambino/a Natura da Baciare a Filippo Ponti; Bambino/a Aob Magazine a Lorenzo Valente; infine, Bambino/a Città di Formello (il più votato della serata) è risultato Elvis De Gianni.
Il fotografo ufficiale per gli appuntamenti laziali organizzati dalla Mtm Events, Mario Buonanno, ha omaggiato di un suo servizio fotografico la partecipante Michela Anniballi.
I partecipanti Ginevra Pianelli e Damiano Giudici sono stati omaggiati invece di un premio offerto dalla gioielleria Arte Orafa.
Numerosa e qualificata la giuria che ha valutato tutti i concorrenti, a cominciare dall’attore, produttore ed aiuto regista Karis Vassili, dalla produttrice cinematografica Carlotta Bolognini e dall’attrice e scrittrice Olga Bisera, ultima compagna del rimpianto Luciano Martino.
Cinema Una Ragazza per il Cinema Panoramica di palco finale
Altri personaggi dello spettacolo hanno presenziato ed espresso i loro voti: il disturbatore tv Niki Giusino, il presentatore televisivo Carlo Senes, il regista, tecnico di palco e produttore tv Alfonso Stagno, l’attore, doppiatore e regista Giovanni Brusatori. Non sono mancati ad esprimere il loro parere neanche altre tipologie di eccellenze: il parrucchiere dei Vip e talent scout Tony Al Parlamento, Mister Bear Europe 2019 Fabio Cudco. il Professore del conservatorio Santa Cecilia e primo clarinetto dell’orchestra della Rai M° Franco Ferranti, la critica musicale e fashion blogger Author Patty, il giornalista e scrittore Marino Collacciani. A completare la giuria, la dirigente del reparto di psicoterapia dell’ospedale Sant’Andrea di Roma, la Dottoressa Paola Notargiovanni, ed il vivaista dei Vip Germano De Vittori.
Non è maicato un momento dedicato alla solidarietà con una lotteria benefica istantanea per raccogliere fondi da destinare ad un giovane cittadino di Formello malato di leucemia; tutti i fondi raccolti sono stati consegnati direttamente alla famiglia. A fine serata il Sindaco Gianfilippo Santi e gli Assessori Federico Palla ed Ilaria Sgalippa dal palco hanno premiato i tre vincitori del titolo dedicato alla città di Formello. A turno gli altri giurati hanno distribuito tutti gli altri titoli previsti.
I commenti sulla tappa li ha fatti a notte fonda Massimo Meschino: “Oltre ai doverosi ringraziamenti alle istituzioni cittadine che ci hanno ospitato, a tutti i concorrenti in gara, agli sponsor e al meraviglioso pubblico che ha partecipato attivamente fino a notte fonda, i miei complimenti come responsabile regionale del concorso vanno al regista ufficiale nel Lazio, Michele Conidi; al fotografo ufficiale Mario Buonanno; al mio insostituibile collaboratore, Mirko Ferranti, senza il quale non sarebbe stato possibile essere qui”.
I partner regionali del concorso : la filiera Natura da Baciare ed Aob Magazine.Sponsor della serata:Banco di Credito Cooperativo filiale di Formello e Trevignano Romano, pizzeria Al Corso, agenzia funebre Marco Spinucci, autoscuoka Alberto Meoni, impresa Ornita 65 srl, ditta edile Ferranti Costruzioni, gioielleria Arte Orafa, forniture termoidrauliche SI.MA. Srls, ristorante La Pineta da Mazzone, Landi Flor di Matteo Landi, Bar Lai, la ditta Spa Antincendio, Bar Poli e la pasticceria dolciaria Flaminia.
“La piazza… L’uomo in marcia” : tre sculture di Roberto Barni a Piazzale Europa Abetone fino al 15 settembre 2019
Sempre più in questa società dove tutto scorre velocemente si rischia di smarrire quell’equilibrio e quella certezza con cui costruire autentici rapporti, perdendo di vista l’importanza del riconoscersi quale persona con la propria specificità entro un contesto che tende a omologare secondo regole predefinite. Dei tentativi da parte dell’uomo di ritrovare quell’equilibrio che risiede anche nell’armonia dei contrari, degli sforzi compiuti da esso nel creare ponti di comunicazione con l’altro, tratta la poetica di Roberto Barni/Pistoia 1939) artista di fama internazionale che si sofferma a guardare questa esistenza e in particolare l’individuo ansioso di conoscere la verità su questa vita dove il tempo sembra arenarsi innanzi a contrasti e divergenze che creano separazioni.
Nelle sue sculture di grandi dimensioni, si evince come gesti e azioni dell’uomo siano destinati ad una ripetitività passiva generando indifferenza e allo steso tempo disappunto e rifiuto, fino a vedere l’uomo stesso relegato ad una condizione di servo sottomesso ad obblighi come in “Atto muto”. In questa opera, la cui prima versione era stata presentata all’ingresso dei Giardini alla Biennale di Venezia del 1988, si fa riferimento al fatto che ancora in epoca moderna all’uomo siano affidati compiti alienanti come si può notare nei tre uomini silenti nell’atto di reggere un piano circolare.
Roberto Barni in mostra a Abetone (Pistoia)
Lo spostamento, il camminare sono tentativi necessari per uscire da una situazione di stallo e procedere verso un cambiamento che risulta difficile da raggiungere come sottolineato nelle opere “Camminare in croce”, “Doppia controversia” esposte in più occasioni dalla Galleria Poggialicome per la mostra “Controversie” nel 2017 a Pietrasanta. Esposte nella Basilica di Santa Maria dei Frari durante la Biennale di Venezia del 2017, queste opere fanno riferimento alla difficoltà dell’uomo di trovare una collocazione e giungere ad un obiettivo. Da qui il bisogno di riconoscere l’identità dell’individuo, di ridefinirla in una società che tende ad offuscarla.
Se in “Camminare in croce” quattro uomini congiunti per i piedi e separati da uno spazio pari ad un angolo retto, percorrono direzioni diametralmente opposte a formare una croce simbolo di sofferenza in cui ciascuno sembra privo di personalità, in “Doppia controversia” una stele umana, in cui la verticalità è accentuata dalla posizione delle braccia aderenti al corpo, simboleggia lo smarrimento dell’uomo in difficoltà nel trovare la sua strada, e allo stesso tempo la sofferenza emotiva cui egli sembra destinato in questo viaggio.
La mostra di Roberto Barni “La Piazza… L’uomo in marcia” in corso all’Abetone (Pistoia) in Piazzale Europa, visibile fino al 15 settembre 2019 sviluppa questa dimensione a partire dal sito della piazza dove sono esposte tre sue sculture in bronzo.
Roberto Barni
Realizzata con il sostegno del Comune di Abetone Cutiglianoin collaborazione con, Artitaly e la Galleria Poggiali, la mostra restituisce alla piazza di Abetone una nuova dimensione invitando chi passa a soffermarsi a ripensare al destino dell’uomo immerso in un contesto sociale dove avverte una costanteinquietudine e insoddisfazione dovute al suo non sentirsi ascoltato, visto per come è nella sua unicità.
Le sculture raffigurano uomini in movimento che non si incontrano, anzi si dirigono verso direzioni opposte a suggerire come la comunicazione si stia sempre più smarrendo per mancanza di autostima e fiducia in sé stessi e negli altri. La comunicazione, il relazionarsi che dovrebbe essere l’aspetto più importante poiché permette il confronto, l’arricchimento, talvolta spaventa e spiazza poiché entra in gioco l’altro che spesso non si conosce. Il mettersi in marcia potrebbe essere visto anche quale bisogno di ritrovare sé stessi provando a mettersi in gioco aprendosi agli altri.
Nanni Balestrini, artista scrittore e poeta viene ricordato nella mostra “VogliAMO tutto” in corso a Ravenna presso la Sala del Mosaico della Biblioteca Classense aperta fino al 3 settembre 2019
Attraverso la sua arte di poeta, scrittore e artista visivoNanni Balestriniha dato voce in modo innovativo e sperimentale alle novità e ai cambiamenti del contesto sociale e politico italiano della seconda metà del secolo scorso, in cui prendevano forma movimenti quali il femminismo, il terrorismo, unitamente agli scontri, Le parole usate come sfida, come formule innovative, unite ad immagini forti e incisive tratte da ritagli di giornali dell’epoca, diventano veicolo nella sua opera per comunicare messaggi forti e di rottura con il passato.
A questo artista visivo nato a Milano nel 1935 e morto recentemente lo scorso maggio 2019, personaggio di spicco del dibattito contemporaneo, artistico, letterario e politico dell’Italia di quel periodo, è dedicata la mostra “VogliAMO tutto” in corso a Ravenna presso la Sala del Mosaico della Biblioteca Classensecaratterizzata da un pavimento musivo risalente al VI secolo.
Patrocinata dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Ravenna/ Istituzione Biblioteca Classense con la collaborazione di Ravenna Festival e la Fondazione Mudina di Milano, l’esposizione aperta fino al 3 settembre prossimo ad ingresso libero, trae il titolo dal suo romanzo omonimo uscito nel 1971: libro cult che ispirò intere generazioni “con la storia dell’operaio Alfonso -ovvero la sintesi delle illusioni umane e dell’incontrastato potere della rappresentazione mediatica”.
Curata da Davide Di Maggio e Paolo Trioschi, la mostra presenta accanto alla grande tela “Anni ’70, Anni ’80” (cm 700×500), accompagnata dell’omonima serie di collage, la celeberrima tela “Potere Operaio” del 1972. Si tratta di uno dei lavori più significativi della ricerca poetica di Balestrini sulle condizioni espressive del linguaggio e dei contesti sociali e politici della sua enunciazione. Animatore insieme ad altri intellettuali della Stagione della Neoavanguardia, Balestrini scrittore, saggista e poeta, che ha vissuto i cambiamenti culturali nazionali a partire dagli anni Sessanta, ha fatto parte dei gruppo “Poeti novissimi” del “Grippo 63” di cui fu precursore, insieme a Angelo Guglielmi, Umberto Eco, Renato Barilli, Alberto Arbasino, Amelia Rosselli, Giorgio Manganelli e poi Furio Colombo e Edoardo Sanguineti e altri.
Attraverso le sue poesie ed i suoi romanzi ha saputo raccontare con linguaggio libero e sperimentale le ribellioni della realtà sociale di quegli anni e la violenza degli anni di Piombo. Un linguaggio in cui la parola ha lo stesso valore dell’immagine perché parole e immagini sono testimoni in modo innovativo di una realtàche stava cambiando; realtà umana e sociale veicolata attraverso fotografie o elementi presi dalla realtà stessa. Collage e opere su tela dovevano rompere con i tradizionali canoni dell’arte uscendo dal suo sistema per colpire visivamente ed emotivamente lo spettatore.
Durante gli anni Settanta e Ottanta del secolo scorso la produzione visiva di Nanni Balestrini partendo da un utilizzo di parole pesanti in successione “piene di petrolio e inquietudine” si indirizza poi verso l’uso di colori solari e accesi ad indicare un’apparente leggerezza in particolare manifesta nei collage e gouache degli anni Ottanta. Se neil decennio Settanta, sono al centro del suo discorso visivo e verbale movimenti come il femminismo, il terrorismo e gli scontri, dal 1979, in seguito all’ondata di repressione e alla fuga obbligata fuori dall’Italia, in Francia dove si trasferisce insieme ad altri intellettuali, “lo sconvolgimento balestriniano della linearità narrativa fa si che il contesto giornalistico di allora disveli la minaccia della fine dei sogni e l’immaginazione al potere si frantumi sotto il peso di parole sospese come maledizioni, come mantra pronunciati al contrario”. Entro questo percorso si può osservare come “le frasi e le lettere sminuzzate sono apocalittiche e leggere a un tempo” e constatare anche che: “con una buona dose di veggenza, questi lavori hanno anticipato l’avvento della virtualità e delle sue insidie, il manifestarsi di quel tecno-mondo antropofago fatto di video e parole che si mangiano il reale”.
L’aspetto verbale e non verbale per Balestrini vanno di pari passo come egli affermava: “Ho l’abitudine di vedere i livelli verbale e visivo come una cosa sola (…) Ho iniziato la mia attività artistica scrivendo poesie, ma sono sempre stato interessato alle trasformazioni delle arti di avanguardia”.
Parallelamente alla sua attività di scrittore con diverse pubblicazioni, sono state diverse le occasioni in cui ha esposto: dalla sua partecipazione alla Biennale di Venezia nel 1993 alla mostra al Mart di Rovereto nel 2007 a quella a Palazzo Grassi a Venezia nel 2008. Per poi passare a al Louvre a Parigi nel 2009, alla dOCUMENTA 13 a Kassel nel 2012 e al Macro di Roma nel 2016.
A Roma al Museo MAXXI treappuntamenti da non perdere il 20 luglio 2019 a partire dalle ore 17.00 per celebrare 50 anni dallo sbarco sulla Luna
L‘allunaggio del 20 luglio 1969 nel Mare della Tranquillità, seguito in diretta televisiva da quasi un miliardo di persone ha segnato un’epoca. Protagonisti di questa straordinaria impresa Neil Armstrong, Michael Collins e Buzz Aldrin: tre astronauti statunitensi che sbarcarono sulla Luna come equipaggio della Missione Apollo 11 il cui lancio avvenne 4 giorni prima. Il primo a mettere piede sul suolo lunare fu Amstrong seguito più tardi da Aldrin i quali trascorsero circa due ore e un quarto al di fuori della navicella e raccolsero oltre 21 kg di materiale lunare che portarono sulla Terra. Il terzo astronauta Michael Collins, pilota del modulo di comando, rimase in orbita mentre gli altri due erano sulla superficie lunare.
MAXXI AndrewMorgan-AlexanderSkvortsov-LucaParmitano courtesy ESA
A 50 anni dall’impresa dell’Apollo 11, dopo l’evento dello scorso 10 luglio a Roma al Circo Massimo in cui si è rivissuta la corsa alla luna grazie a proiezioni e all’uso di telescopi, sabato 20 luglio al MAXXIda non perdere tre appuntamenti per celebrare lo storico sbarco. I tre appuntamenti di questo suggestivo evento, promosso da Agenzia Spaziale Italiana (ASI), MAXXI e Regione Lazio con il patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e con il sostegno di Roma Capitale – Assessorato alla Crescita culturale, attraverso filmati, video, collegamenti in diretta con l’inizio della nuova missione con il lancio di Parmitano, rappresentano un ponte tra il passato e il futuro volto a conquistare nuove verità sulla vita nello spazio.
Alle ore 17,00 in auditorium vi saranno i saluti istituzionali con Giovanna Melandri, Presidente Fondazione MAXXI, Luca Bergamo, Vicesindaco con delega alla Crescita culturale di Roma Capitale, Gian Paolo Manzella, Assessore allo Sviluppo Economico, Commercio e Artigianato, Start-Up, “Lazio Creativo” e Innovazione della Regione Lazio e Giorgio Saccoccia, Presidente Agenzia Spaziale Italiana Seguirà il collegamento in diretta dal Cosmodromoi Baikonur, Kazakistan, per l’ evento di lancio della missione ESA Beyond con Luca Parmitano, astronauta italiano del corpo degli astronauti dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA) che partirà per la sua seconda missione sulla Stazione Spaziale Internazionale (ISS). Luca Parmitano si aggancerà alla Stazione Spaziale Internazionale dopo circa sei ore dal decollo previsto dal cosmodromo di Baikonur e resterà a bordo della stazione fino al 6 febbraio 2020. Nel corso della sua missione, Parmitano avrà il compito di seguire oltre 200 esperimenti, 6 dei quali proposti dall’ASI.
MAXXI LunarCity_Apollo11 EdwinAldrin NASA light
“Al di là delle celebrazioni dobbiamo, ora, puntare lo sguardo verso le prossime sfide a cui il mondo spaziale è chiamato”. ha sottolineato Giorgio Saccocciaproseguendo”. La coincidenza dell’anniversario dei 50 anni della conquista umana della Luna e l’avvio della seconda missione di Luca Parmitano ci permette di focalizzare il ruolo dell’Italia nell’ambito di un settore all’avanguardia ed economicamente strategico. Gli astronauti sono tra gli ambasciatori del protagonismo italiano”.
Secondo evento sarà l’inaugurazione della mostra “LUNAR CITY” a cura di Alessandra Bonavina. al Corner MAXXI alle ore 20.00 aperta ad ingresso libero fino al 28 luglio-. Si tratta di una serie di scatti realizzati da Alessandra Bonavina durante le riprese diLunar City in cui si racconta la Luna che verrà. Un viaggio per conoscere attraverso fotografie e filmati il passato e soprattutto il futuro dell’esplorazione spaziale con immagini iei dietro le quinte di laboratori e rampe di lancio delle principale agenzie spaziali tra cui NASA, ESA, ASI.
MAXXI MartuxMaresca Apollo 11 Reloaded Studio light
In Piazza del museo “Apollo 11 Reloaded”, live set di Martux_m e Giulio Marescaalle ore 21,00 dove viene presentato il nuovo progetto” Apollo 11 Reloaded”di Maurizio Martusciello, in arte Martux_m, dedicato all’anniversario dell’allunaggio con cui guarda al passato, ma anche alle prossime missioni spaziali. Con un’orchestrazione elettronica Martux_m mette in scena con Giulio Maresca un concerto audiovisivo composto da musica e immagini di repertorio, in collaborazione con l’Agenzia Spaziale Italiana. Viene data vita ad una sorta di psichedelia elettronica in un percorso musicale che descrive le varie fasi della missione Apollo 11, dalla partenza con il primo brano Lift Off al rientro sulla terra con l’ultimo brano Return. Fra le tappe di questo viaggio, troviamo anche una reinterpretazione elettronica di due brani che più di tutti hanno interiorizzato gli anni dei primi voli spaziali: “Us and Them” dei Pink Floyd del mitico “The Dark Side of the Moon” e “Space Oddity” di David Bowie. La produzione elettronica di Martux_m attraverso le nuove sonorità invita ad immaginare le nuove costellazioni sonore ancora inesplorate.
L’Arca: il suggestivo e grande disegno su tela visibile fino all’8 settembre 2019 al Museo di Roma in Trastevere
Un viaggio imamginario, proteso versoun futuro in cui aprirsi al cambiamento, in cui trovare nuove occasioni, è restituito da una straordinaria opera “ARCA” realizzata da due giovani artisti Cristiano Quagliozzi e Milena Scardigno attraverso il disegno su tela che viene esposto nella mostra al Museo di Roma in Trastevere dal 12 luglio all’8 settembre 2019.
Promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale- Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali,e curata da Giovanna Dalla Chiesa., la mostra “ARCA di Cristiano Quagliozzi e Milena Scardigno” riunisce le storie dei diversi passeggeri che hanno ricevuto la “carta d’imbarco” dagli stessi autor,i pronti con entusiasmo e spirito di avventura ad iniziare un “viaggio fantastico”. Si tratta di un viaggio attraverso le molteplici vite dei protagonisti dell’opera cui gli artisti hanno iniziato a lavorare a partire dal 2015.:
l’Arca di Cristiano Quagliozzi e Milena Scardigno
A ideare l’intero progetto in quanto autore della struttura dell’Arca è stato Cristiano Quagliozzi abile nel racconto disegnato e nella favola del proprio immaginario come già dimostrato in precedenza nei libri “Quando gli uomini non avevano le ali” (2014) e “Orizzontale/Verticale. Libere visioni e interpretazioni” (2016. Da sempre affascinata dal disegno, approfondito con studi accademici Milena Scardigno, disegnatrice e ritrattista si è dedicata a caratterizzare i passeggeri di questa Arca. Milena Scardigno in arte MilaGno si è sempre interessata a progetti riguardanti la fisionomia che le ha permesso di dedicarsi in particolare alla caratterizzazione dei personaggi con fotografie da lei stessa scattate e tradotte in disegno.
I personaggi/passeggeri ritratti in questo grande disegno su tela (cm 200×300) ben 191 sono tutti esistenti e sono stati direttamente incontrati e conosciuti dai due artisti che ne hanno ritratto specifiche movenze e caratteristiche a per restituire un loro specifica caratteristica. Infatti “ Per fissarli in un attimo speciale è stato chiesto loro un gesto che li caratterizzasse. Poi, per arruolarli nell’impresa e trasformarli in passeggeri dell’Arca, è stata consegnata loro una “carta d’imbarco” nominale, timbrata e numerata al costo di dieci euro, con la quale si è finanziato un Progetto che include anche la pubblicazione del libro illustrato.”
Ad arricchire l’esposizione di questo capolavoro è una nutrita raccolta di disegni, documenti e fotografie utilizzati dai due giovani artisti per realizzazione dell’Arca. “Con questa mostra, il viaggio dell’Arca ha scelto di approdare nel popolare Rione di Trastevere in prossimità del fiume che ne rappresenta da sempre lo spirito e gli umori, oltreché il sentimento indomito e ribelle”- . ha scritto Giovanna Dalla Chiesa che ha proseguito: “Questa tappa è dunque un invito degli autori a viverne l’atmosfera spirituale, e a proseguirne idealmente l’avventura. Lo sguardo visionario degli artefici, racchiudendo a distanza infinite scene e gesti particolari, offre, di fatto. ai visitatori l’occasione di ripercorrere il viaggio unico e l’emozionante esperienza”.
Entro questa Arca popolata da personaggi, ma anche da qualche animale come cavalli e uccelli, il tempo che diventa indefinito, sembra restituire unicità ad ogni viaggiatore colto con la propria espressione ora incuriosita e attonita, ora entusiasta e intenta ad osservare quanto accade intorno, Ciascun viaggiatore è attore di questa traversata che diventa metafora di vita in cui si può essere soli e interagire con gli altri, aspettare che qualcosa accada e collaborare per procedere verso nuove scoperte e risultati.
Per certi aspetti il ritmo geometrico di linee e forme, il dinamismo con cui è restituito il movimento di scale simili a binari di un treno, ricorda l’alchimia delle architetture delle opere di Maurits Cornelis Escher dive sono restituiti i principi della relatività, della creazione e della relazione tra piani e spazio, Attraverso i suoi universi onirici e paesaggistici, legati ai luoghi interiori, Escher ha dato vita a forme geometriche in continuo divenire elaborando una spazialità nuova entro cui le stesse geometrie creano ritmi armonici ed equilibrati proprio come equilibrato e perfetto è l’universo matematico. Equilibrio che si respira in questo susseguirsi di sguardi, gesti, azioni, dei viaggiatori dell’Arca di Cristiano Quagliozzi e Milena Scardigno.
L’ARCA di Cristiano Quagliozzi e Milena Scardigno Museo di Roma in Trastevere,
Piazza S. Egidio 1b Roma,
orario: da martedì a domenica ore 10.00 – 20.00;
la biglietteria chiude alle ore 19.00; Chiuso lunedì
fino all’8 settembre 2019
per Informazioni: tel. 060608 (tutti i giorni ore 9.00 – 19.00)
www.museodiromaintrastevere.it
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Franco Micalizzi a Parco Schuster il 17 luglio alle ore 21.00 in concerto.
Maestro e artista straordinario Franco Micalizzi ha segnato la storia delle colonne sonore cinematografiche: da “Lo chiamavano Trinità” a “Django Unchained”
Intense e e d’ampio respiro sono le atmosfere musicali che attraversano le colonne sonore composte dal Maestro Franco Micalizzi. Esse hanno segnato la storia delle musica nel cinema: basti pensare a film indimenticabili come “Lo Chiamavano Trinità” (1970) sua prima colonna sonora e “L’ultima neve di primavera” (1973) o a “Django Unchained”, Franco Micalizzicompositore e Direttore d’orchestra è tra quegli autori che meglio hanno saputo esaltare attraverso la combinazione di ritmi e melodie le emozioni dei diversi protagonisti dei film, tra entusiasmo e malinconia, passione e vendetta, gelosia e rabbia.
Franco Micalizzi in concerto a Roma
Già vincitore del Premio Apoxiomeno Categoria Musica nel 2017, Franco Micalizzi, romano classe 1939, si è distinto nella sua cinquantennale carriera per l’eclettismo, la poliedricità e l’innovazione, affermandosi come indiscusso punto di riferimento in ambito artistico internazionale. Iniziata alla fine degli anni Cinquanta, come pianista e chitarrista quando accompagnava musicisti e cantanti in voga in quel momento, la sua carriera prende piede alla fine degli anni Sessanta in Italia e all’estero. E’ in quegli anni infatti che inizia a scrivere colonne sonore con la nuova serie di Western all’italiana, cui seguono negli anni Settanta musiche per la serie di film polizieschi, i cui temi verranno ripresi dallo stesso Maestro con la Big Bubbling band formata nel 2005 con la quale ha iniziato esperienze di “crossover” con famosi rapper italiani.
La BIG BUBBLING BAND è un’orchestra di 20 elementi con la quale il Maestro esegue le sue numerose colonne sonore e in particolare i temi dei “poliziotteschi” degli anni 70 e 80, molto richiesti da un pubblico di appassionati. Inoltre, tanti artisti HIP HOP in Italia e soprattutto negli USA utilizzano campionamenti tratti dai suoi temi polizieschi per brani “Rap” di successo. Tra le altre colonne sonore che ne hanno decretato il successo internazionale vanno citate quelle per i film “Grindhouse A prova di Morte “ e il citato “Django Unchained” diretti da Quentin Tarantino.
Franco Micalizzi in concerto a Roma
Dopo il successo del libro autobiografico “LE CHIAMAVANO COLONNE SONORE – GOLDEN 70’S” (Viola editrice) presentato a Roma il 14 ottobre 2017, dopo la sua partecipazione a diversi incontri, l’’uscita del CD: “AROUND THE MOON” gennaio 2018 il MAESTRO FRANCO MICALIZZI sarà nuovamente sul palco a Parco Schuster il 17 Luglio 2019 a Roma per il concerto intitolato “CALIBRO 70 “ con la Big BubblingBand dalle ore 21.00 in Via Ostiense 182, / Basilica di San Paolo (ad ingresso gratuito). Il titolo del concerto è ripreso dal suo ultimo album uscito lo scorso 21 giugno, pieno delle fantastiche atmosfere che lo hanno reso celebre nel mondo come Re della PULP MUSIC.
Una serata indimenticabile in cui al pubblico sarà data l’occasione di apprezzare la suggestiva e nostalgica alchimia di alcune delle numerose colonne sonore composte dal Maestro e che da Quentin Tarantino a Clucher hanno segnato la storia della musica nel cinema. Uno spettacolo unico nel quale alla memoria del passato si affianca una continua volontà di rinnovamento e adattamento a un presente in costante movimento. Ospite del concerto la nota soprano giapponese YASKO FUJII.
Queste le parole del Maestro Micalizzi ” Confesso di essere stato molto fortunato, perché con la Musica ho fatto il lavoro che più amavo, e non ho ancora finito”.
Tra i circa 100 film di cui ha curato le colonne sonore oltre ai citati “LO CHIAMAVANO TRINITA'” diretto da E.B.Clucher, con Terence Hill e Bud Spencer e “L’ULTIMA NEVE DI PRIMAVERA”, il cui tema conduttore balza ai primi posti della Hit Parade discografica sia in Italia che all’estero, vanno menzionati: ” IL PIATTO PIANGE” (dal romanzo di P. Chiara) – Regia di Paolo Nuzzi; ” ALLA MIA CARA MAMMA…” Regia di Luciano Salce e “GIOVANNINO” (dal romanzo di Ercole Patti) – Regia di Paolo Nuzzi.
Di grande successo anche ” NATI CON LA CAMICIA” e “NON C’E’ DUE SENZA QUATTRO”, entrambi diretti da E.B.Clucher con Terence Hill e Bud Spencer.
Il riconoscimento internazionale più rilevante al Maestro è rappresentato dalla collaborazione con Quentin Tarantino, che ha utilizzato i temi di Micalizzi come già accennato per “Django Unchained” e “Grindhouse ~ A prova di morte”. Come nessun altro in Italia ha contribuito alla nascita, allo sviluppo e al rilancio di quella che è stata ribattezzata Pulp Music, nata nei lontani anni Settanta grazie a pellicole di polizieschi come “Il cinico l’infame il violento”, “La banda del gobbo”, “Roma a mano armata”, “Napoli violenta” e molti altri, e rivalutata dopo il successo planetario di Pulp Fiction di Quentin Tarantino.
Come tutti gli innovatori, le nuove generazioni gli rendono tributo artistico; ne sono esempi rapper come Turi, Colle Der Fomento, jazzisti ormai popolarissimi come Fabrizio Bosso o crooner di successo come Mario Biondi.
Presentazione libri di Dario Angelucci e Antonietta Pellegrini editi da Tracce di Pescara, presso la Sala “Tinozzi” (sala dei Marmi) della Provincia di Pescara, in Piazza Italia venerdì 5 luglio 2019 ore 17,15
Introspezione, indagine attenta alla quotidianità a partire dal passato, rivelazione di quanto l’ascolto e il riconoscimento delle emozioni porti ad una maggiore consapevolezza di sé, lontano da condizionamenti, appartengono agli orizzonti poetici di due autori di successo Dario Angeluccie Antonietta Pellegrino che in modi diversi restituiscono grazie al ritmo evocativo dei versi il loro percorso esistenziale fatto di interrogativi e attese, recupero di verità e piena partecipazione alla trasformazione che appartiene alla vita e all’universo. A questi due autori di successo, unitamente alle loro opere poetiche edite da Tracce diPescara è dedicato l’appuntamento con la manifestazione che si svolge aPescara il 5 luglio 2019 alle ore 17.15 presso la Sala “Tinozzi” (sala dei Marmi) della Provincia di Pescara, in Piazza Italia,
Dario Angelucci e Antonietta Pellegrini presentano le loro opere edite da Tracce di Pescara
A presentare le opere poetiche “Chiavi nere” di Dario Angelucci e “I giorni” di Antonietta Pellegrini, in occasione di questa interessante manifestazione patrocinata dalla Provincia di Pescara ed organizzata dall’Istituto di Ricerche e Attività Culturali, sono il poeta, musicista e scrittore Andrea Costantined il poeta, editor e critico letterario Ubaldo Giacomuccidirettore della Casa editrice Tracce di Pescara, mentre le letture di alcuni testi sono affidate all’eccellente interpretazione della scrittrice e poeta Tania Santurbano. Gli Autori saranno a disposizione del pubblico per domande e richieste di chiarimenti.
A seguire è in programma una lettura pubblica di poesie di Natalia Anzalone, Margherita Cordova (Nostos), Andrea Costantin, Sandra De Felice, Caterina Franchetta, Milvia Di Michele, Ubaldo Giacomucci, Giulia Madonna, Tonia Orlando, Leda Panzone Natale, Marco Pavoni, Mara Seccia, Tania Santurbano.
Entro i ritmi invisibili della mente in cui recuperare l’ascolto di stati d’animo rimasti nell’ombra, pronti a riemergere grazie all’alchimia della parola poetica conduce l’opera di Dario Angelucci “Chiavi nere” che nel suo procedere di lirica in lirica restituisce libertà all’essere nel suo ritrovare quell’autenticità di ascolto con le emozioni con cui si costruiscono relazioni interiori ed esteriori. Verso le dinamiche dell’esistenza quotidiana restituita con l’armonia e la trasfigurazione del verso proietta l’opera “I giorni” di Antonietta Pellegrini dove si procede verso una percezione del sentimento che è emotiva e visiva in cui ritrovare la vera essenza dell’essere in armonia con quanto intorno.
Ha scritto Ubaldo Giacomucci sui due libri: “La scrittura poetica di Dario Angelucci si proietta lungo le diverse traiettorie psicologiche dell’introspezione per recuperare uno spazio simbolico ancor più esteso che nella lirica tradizionale. Da questo punto di vista la ricerca poetica non prevale sul testo, secondo un’impostazione moderna, libera da rigidi schemi formali e basata su un lessico quotidiano riutilizzato ai fini della dimensione simbolica. In questo senso la fenomenologia delle emozioni definisce una poesia dal linguaggio vivo e palpitante, che si confronta con una forma comunicativa ma personale. L’autore elabora un testo poetico essenziale e cadenzato, che offre al lettore versi misurati ma ricchi di senso e di significati. Una poesia, dunque, di particolare felicità espressiva, grazie soprattutto a una cifra stilistica originale, in cui prevale la densità metaforica del testo.” “Antonietta Pellegrini ci offre un testo di poesia essenziale, ma anche originale e scorrevole, che spicca nel panorama della poesia italiana contemporanea proprio per la possibilità di conciliare leggibilità e novità espressiva. Ma naturalmente non mancano i riferimenti esistenziali e una coerente introspezione. La poesia, pertanto, attraverso una trasfigurazione lirica della vita quotidiana e dei sentimenti, spesso diventa allegoria e simbolo, con occasionali sfumature riflessive, che permettono al lettore di sentirsi più vicino all’Autrice. Il ritmo dinamico e serrato, la coerenza nelle scelte lessicali, la forza icastica delle immagini delinea una silloge che è organica, ricca di suggestioni e, allo stesso tempo, testimonianza di grande capacità espressiva.”
Alla Casina di Raffaello in Villa Borghese fino a metà settembre la mostra “Distruzione Creativa” con opere di Antoh Mansueto per parlare di recupero e trasformazione nella ciclicità dell’esistenza.
il mondo di oggi, i suoi equilibri dinamici e le sue fratture, ma anche la capacità di recuperare da quanto distrutto e scartato, viene restituito attraverso un percorso che si sofferma ad indagare sentimenti, desideri del nostro tempo dove si avverte la difficoltà nel credere nei sogni e nella possibilità del cambiamento. Verso il cambiamento, la trasformazione quale reazione a quanto lo precede proietta il percorso espositivo dedicato all’opera di Antoh Mansueto inaugurato il 13 giugno 2019 alla Casina di Raffaello in Villa Borghese a Roma. Gestita da Spazio Arte e Creatività dell’Assessorato alla Persona, Scuola e Comunità Solidale, la mostra “Distruzione Creativa” con opere di Antoh Mansuetoaperta fino al 15 settembre 2019, si sofferma sul motivo della distruzione creativa con riferimento al recupero degli scarti attraverso un linguaggio che passando dalla pittura alla scultura al video, contempla uno stile che si rifà a diverse correnti del passato.
Antoh Mansueto la mostra“Distruzione Creativa” a Roma Villa Borghese Casina di Raffaello
L’artista nato a Napoli nel 1960 oltre ad appassionarsi giovanissimo alla pittura, parallelamente al lavoro di analista finanziario si accosta alla ceramica e trae nuovi spunti per la sua arte dall’incontro con Bruno Munari. Le opere di Antoh Mansueto, sempre protese a soffermarsi su temi esistenziali, restituiscono il respiro della vita, il suo fluire fatto di luci e ombre, di inizi e conclusioni, dove tutto è in costante divenire tra distruzione e ricostruzione. Come la natura è fatta di “piccole e grandi distruzioni creative, drammatiche e feconde” anche “l’arte è maestra di vita, quindi di “distruzione creativa” perché in essa “la distruzione è spesso l’altra faccia della creazione”(Bruno Munari ed altri).
Gli equilibri dinamici,, le fratture del mondo di oggi sono indagate attraverso diversi lavori che spaziano dal dipinto alla scultura in legno riciclato, dalla carta all’opera in alluminio sagomato, con alcuni esempi di video. Affiorano rimandi al surrealismo e all’espressionismo astratti, alla pop art, all’art brut, e poi al decostruttivismo per dare forma ad opere in cui domina il colore, la vitalità, l’ironia nel restituire la ciclicità dell’esistenza tra distruzione creativa e recupero degli scarti, Nell’esposizione oltre ai due incontri con l’artista in apertura e in chiusura, sono previsti laboratori didattici rivolti a bambini e ragazzi dai 3 anni compiuti ai 14 anni per tutta la durata della mostra con date già fissate.
Antoh Mansueto
I laboratori “Fare e disfare scultura” / “Fare e disfare pittura” prevedono sempre una breve visita per soli bambini alla mostra. Durante il laboratorio “Fare e disfare scultura” (per bambini dai 3 anni compiuti in su) che segue una breve visita guidata alla mostra dedicata ad
Antoh Mansueto,
i bambini creeranno insieme delle torri di legno, per poi distruggerle. Successivamente i pezzi delle torri, colorati e incollati, saranno usati per ricreare delle nuove piccole sculture personali da appendere al muro. L’altro laboratorio “Fare e disfare pittura” (per bambini dai 6 anni in su) vede i bambini utilizzare le forbici per ritagliare e quindi distruggere i disegni originali messi appositamente a disposizione dall’artista, che poi dovranno ricomporre mettendo insieme come collage le forme da dipingere.
Il percorso espositivo dell’artista, iniziato nel 1990 è intenso e diversificato tra diverse gallerie in Italia (Genova, Parma, Pavia, Milano, Roma, Napoli, Torino, Ferrara, Lecce) e all’estero (Nizza, Lione, Mulhouse, Bucarest, Palo Alto). Disegna foulard d’arte per l’azienda d’alta moda A. Quaranta Locatelli di Napoli e di recente ha realizzato nuove opere in ceramica in collaborazione con la Galleria di Ventura Milano a Praiano, in costiera amalfitana.
Tra i temi socio-esistenziali delle mostre passate: “Energia Emotiva”, “Entropica” (con richiami alla Bioenergetica di Alexander Lowen), “Universi rotanti”, “Multiverso” (che paragonano le moderne teorie fisiche sull’universo alla molteplicità della società contemporanea), “Archetipo-Prototipo” (sulla circolarità del tempo).
Mansueto, che ha avuto grande ammirazione per Bruno Munari, da lui considerato un vero mentore, ha partecipato al gruppo di artisti dell’Osservatorio Figurale, ha co-fondato il gruppo Art Intensive. Guida il gruppo di studio AIAF Beni Culturali e come Ass. Villadarcore ha ottenuto l’apertura del laboratorio di restauro dell’Accademia di Brera, nelle scuderie di Villa Borromeo D’Adda ad Arcore. Ha inoltre fatto teatro sin da ragazzo e ha scritto due commedie storiche sul primo ‘800 e sul Risorgimento (L’abate Visionario e Va’ Pensiero), messe in scena da giovani attori del Piccolo Teatro di Milano e dalla compagnia Teatro Aleph con la regia di Giovanni Moleri, con annessi laboratori teatrali per bambini. Info su www.antoh.eu.
L’Associazione La Farfalla presenta “Serata romanesca…. “ lo Spettacolo delle Maghe ad Ostia Antica il 29 giugno 2019 alle ore 20.30 in Via di Castelfusano 152.
Il Gruppo Subword (Silvia e Marco Conchione, Giuseppe D’Aniello, Riccardo Di Gioia, Laila Scorcelletti) ha dato vita con grande successo al Progetto SUBLIME pensato appositamente per Ostia per restituirle nuova luce attraverso spettacoli, incontri, seminari in cui si sono susseguite diverse tematiche tra storia, arte, musica, affrontando anche il sociale entro un’ottica di inclusione ,condivisione e arricchimento reciproco. Patrocinato dal X Municipio di Roma, il Progetto Sublime 2018/19 grazie alla preziosa collaborazione dell’Associazione Iplac e della Biblioteca comunale Elsa Morante ha previsto per ogni evento nella stessa giornata, un appuntamento teorico-informativo al mattino in biblioteca e una proposta pomeridiana o serale di tipo laboratoriale-performativo, presso strutture e associazioni del territorio.
Dopo la conclusione degli appuntamenti dell’anno 2018/19 proposti nell’ambito del progetto Sublime, l’estate ad Ostia continua a colorarsi di ironia e divertimento grazie a spettacoli ed eventi di ampio respiro.
“Le Maghe” spettacolo ad Ostia Antica il 29 giugno 2019
Da non perdere l’appuntamento con Le Maghe e lo Spettacolo Serata romanesca…. Cena Romana e Concerto con l’Associazione La Farfalla che si svolge il 29 giugno 2019 alle 20.30 in Via di Castelfusano 152 ad Ostia Antica. Uno spettacolo che vede protagoniste “Le Maghe”con Daniela De Paoli, Alice Di Clementi, Graciela Dorbessan, Biagina Flammini, Cristiana Frontini, Roberta Giangreco, Federica Quaranta, Laila Scorcelletti, Monica Tenev, tra musica e canzoni romane, sotteso da una vena ironica.
Nei loro spettacoli in cui si intrecciano musica, canto e danza vi sono i colori della vita che incantano e restituiscono atmosfere uniche legate alla cultura popolare del nostro Paese. Il loro repertorio è ricco e vivace permettendo di spaziare dalla canzone romana a quella napoletana con stornelli, canti melodici, senza dimenticare le canzoni dialettali delle varie regioni. In occasione delle festa dei patroni di Roma, in questo spettacolo Le Maghe presentano un repertorio canoro squisitamente romanesco che percorre le più note canzoni e non disdegna gli stornelli Daje Pe’ dedicati a soggetto. Come sempre le Maghe si esibiscono in costume popolare e con strumenti acustici come nella tradizione: Alice chitarra e voce, Federica al Violino, Gina al tamburello, Berta voce e piccole percussioni, Laila voce e castagnette.
Sotto la frescura di pini per dilettare i commensali, tra una pietanza e l’altro saranno letti alcuni sonetti in vernacolo composti da Laila Scorcelletti fondatrice del gruppo artistico. Laila Scorcelletti è cantante, danzatrice, attrice e poi insegnante, formatrice in campo pedagogico e sociale, organizzatrice di eventi con tematiche legate al sociale.
E’ previsto un contributo di Euro 17.00 a sostegno dell’Associazione La farfalla impegnata in progetti e attività sociali dedicati anche alle problematiche della diversa abilità. Per le prenotazioni contattare il seguente numero 347/5976444 entro il 27 giugno.
il romanzo edito da Diarkos, racconta la storia della duchessa di Sussex. del suo consorte Harry e della loro unione.
Era un’attrice affermata i origini afrocaucasiche, con un matrimonio alle spalle e una famiglia complicata. Meghan Markle, ha mollato la recitazione per vivere il sogno: sposare il principe Harry. Ma a corte non è tutto semplice: l’etichetta, la tradizione millenaria, l’attenzione – a volte eccessiva – delle cronache rosa possono essere soffocanti. Meghan, però, non si lascia schiacciare, il suo obiettivo è quello di cambiare, col suo comportamento spontaneo, certe regole vetuste. Il libro scritto da Cristina Panco“Meghan Markle, una duchessa ribelle”, edito da Diarkos, racconta le vicissitudini della nuova duchessa di Sussex.
“Meghan Markle, una Duchessa ribelle” di Cristina Penco edito da Diarkos
Anche le donne adulte sognano il principe e vivono nella fantasia delle fiabe come da bambine”. Sono le parole di Meghan Markle, scritte sul suo blog in occasione del matrimonio di William e Kate, quando la giovane attrice non immaginava nemmeno che sarebbe diventata la moglie di Harry. Invece a volte le strade delle vita si incrociano in maniera inaspettata, trasformando in realtà quello che nemmeno si osava sperare.
Un amore sbocciato in segreto quello tra Megha e Harry,durante una notte londinese, consolidato in un resort incantevole nella savana africana, poi sigillato da un Royal Wedding pieno di sorprese, e ora alle prese con la quotidianità di una vita da principi e da neogenitori certo non facile.
Ma se il matrimonio con Harryha cambiato la vita a Meghan, anche lei ha mutato diverse dinamiche in casa Windsor portando una sferzata di novità nell’ingessata monarchia britannica. Ma quella di Harry e Meghan è prima di tutto una storia d’amore. Lui è considerato lo scavezzacollo della famiglia reale britannica, finito su riviste e rotocalchi per i suoi eccessi, ma amato dal popolo e ritenuto il rampollo di sangue blu più desiderato d’Europa. Lei è un’attrice già nota a Hollywood, con una carriera ben istradata davanti, femminista, determinata e “multietnica” col padre caucasico e la madre afroamericana.
Non è certo la descrizione della perfetta duchessa britannica, invece l’amore colma ogni distanza: Harrydecide di sistemarsi e al suo fianco vuole Meghan, non per qualche accordo dinastico – come era stato per sua madre Diana e suo padre Carlo – ma per amore, solo per amore. Certo Meghan non sa quanto l’etichetta di corte possa essere rigida per una ragazza “ribelle” come lei.
Il libro di Cristina Penco spiega come Meghan abbia cercato di adattarsi alle regole della Royal House, ma come le abbia anche infrante, suscitando contemporaneamente reazioni di dissenso e di consenso tra la gente. Emblematici sono il suo ingresso da sola in chiesa, il giorno delle nozze, oppure la presentazione del Royal baby, tenuto in braccio, per la prima volta in casa Windsor, dal padre Harry. Sebbene dirompente, Meghan, però, risulta di grande aiuto all’ammodernamento dell’immagine della corona britannica: il suo femminismo, le sue origini etniche e borghesi mostrano un’apertura della monarchia nei confronti dei tempi che avanzano. Non una rivoluzionaria, quindi, ma certamente una ribelle.
Un libro affascinante in cui sono presenti molti particolari inediti in Italia e i commenti in esclusiva di maestri di stile quali Diego Dalla Palma e Giusi Ferré e di un esperto di monarchia come Antonio Caprarica, e in cui è racchiusa tutta la storia della duchessa di Sussex, del suo consorte Harry e della loro unione. Segui la pagina Instagram: meghanduchessaribelle_libro
Cristina Penco, nata nel 1980 a Genova, si è laureata in Scienze della Comunicazione all’Università di Bologna. Dal 2006 vive a Milano. Giornalista professionista dal 2009, attualmente collabora come freelance con testate nazionali come «Lei Style» e «Vero», spaziando dal mondo delle celebrities all’intrattenimento, fino a costume e società. Ha lavorato nella redazione televisiva di Detto Fatto di Raidue. Si è occupata anche di imprenditoria, management e leadership. Negli ultimi anni si è appassionata sempre di più alla storia e alle vicende delle famiglie reali europee, in particolare a quella inglese.
La manifestazione curata da Valentina Conti e dalle Edizioni Tracce di Pescara di cui è direttore Ubaldo Giacomucci, si svolge presso il Centro Polifunzionale “La Villa” di Villa Santa Maria di Spoltore, sabato 29 giugno 2019 alle ore 21.00
La poesia esplora le emozioni restituendo loro un ascolto unico grazie alla capacità dei versi di risvegliare stati d’animo legati al passato, al presente tra nostalgie e sogni, attese e speranze. Se ad accompagnare la lettura di liriche è la musica allora si crea una sinergia di rimandi emozionali, unica, dove il tempo si ferma per attraversare luoghi di luci e ombre dell’esistenza restituendo una nuova visione di quanto intorno e appartiene al proprio vissuto.
“Poesia…in jazz” a Pescara con le edizioni Tracce di Pescara
A restituire un’atmosfera di ascolto e partecipazione emozionale dove protagoniste sono poesia e musica è l’appuntamento che si svolge presso il Centro Polifunzionale “La Villa” di Villa Santa Maria di Spoltore, sabato 29 giugno 2019 alle ore 21.00. La manifestazione “Poesie… in jazz” curata da Valentina Conti e dalle Edizioni Tracce di Pescara, prevede una lettura pubblica di poesie dei poeti Natalia Anzalone, Sandra De Felice, Luigi Di Fonzo, Giovanni Di Girolamo, Milvia Di Michele, Ubaldo Giacomucci, Giulia Madonna, Elena Malta, Michele Meomartino, Tania Santurbano, Tina Troiani, Vittorio Verducci, Maria Rosa Viglietti. I poeti saranno accompagnati dal Trio jazz Continenza Ferri Cipollone. Le letture delle poesie si alterneranno infatti alla musica jazz del Trio creando una sincronia di suoni e parole grazie alla capacità del genere jazz di fondersi facilmente con altre modalità espressive.
La manifestazione avrà luogo dopo “La casetta del libro (lettura animata e laboratorio per bambini)”, un evento che promuove la lettura dei libri presso i bambini. Guidate da Ubaldo Giacomucci, poeta, editor e critico letterario, le Edizioni Tracce di Pescara, organizzano da sempre iniziative di promozione dei libri e della lettura.
“Culture a Confronto” il format ideato da Lisa Bernardini ha confermato il successo annunciato all’opening della II Edizione svoltasi a Roma presso l’ Ambasciata della Repubblica Araba d’Egitto.
L’Egitto, punto di scambio per diverse culture, tradizioni letterarie, artistiche etnie e tradizioni, è tra le civiltà più antiche che si sono interfacciate con quella ellenica, romana e cristiana per arrivare al mondo mediorientale, lasciando tracce che il tempo ha portato con sé. Basti pensare che i primi rapporti di scambio commerciale e contrasti militari l’Egitto li ebbe nell’epoca degli Amenophis e dei Ramses, in particolare con la costa siriano-libanese, cui seguono verso la metà del primo millennio quelli con i Siriani, Persiani, Fenici, per arrivare ai Greci. Per omaggiare questa civiltà nella sua ricchezza e bellezza di
Lisa Bernardini con Maria Grazia Salpietro e francesco Grillo
tradizioni storico artistico e culturali, l’Associazione Culturale l’ Occhio dell’Arte di cui è Presidente Lisa Bernardini ha dato vita alla seconda edizione di Culture a Confrontoin cui anche quest’anno hanno brillato creatività, coinvolgimento e partecipazione in un’ottica di incontro tra culture diverse attraverso la voce di protagonisti che hanno valorizzato questi aspetti attraverso il loro impegno in diversi ambiti dall’arate al giornalismo, dalla musica alla cucina.
Ideato dalla giornalistaLisa Bernardini, Presidente della Associazione culturale Occhio dell’Arte , il format giunto alla seconda edizione, si è svolto qualche giorno fa presso i giardini e le sale dell’ Ufficio delle Relazioni Culturali e Didattiche dell’Ambasciata della Repubblica Araba d’Egitto sito in Roma con l’obiettivo di creare interazione e far rapportare tra loro le culture Egiziana e Italiana attraverso un percorso che investe le diversi arti.
Culture a confronto, premiazione di Patrizia Caldonazzo
All’interno di un frame comunicativo, di apprendimento e di confronti interculturali, “Culture a confronto” si è svolto con successo di pubblico e di contenuti, e soprattutto con l’apprezzamento della location ospitante e della Direttrice Dr.ssa Hajar Medhat Seilfelnasr.
Un successo annunciato, come tutti gi eventi organizzati e ideati dell’Associazione culturale Occhio dell’Arte che ha sede ad Anzio ma da svariati anni realizza eventi culturali di alto livello e di risonanza nazionale.
Un super ospite a sorpresa dall’Egitto (Ministro in fatto di politiche agricole) ha accompagnato S.E. l’Ambasciatore d’Egitto, Hisham Badr, al taglio del nastro.
Tra Arte, Letteratura, Poesia, Musica e Food, il Made in Italy è uno dei tratti caratteristici del nostro Paese nel mondo, e l’appuntamento ha voluto essere un omaggio al mondo egiziano ed arabo in generale, ma non solo a quelli, attraverso alcuni elementi interculturali a confronto. Presenti anche protagonisti delle realtà serba, boliviana, uruguayana (per quest’ultima, presente Sylvia Irrazabal, R esponsabile culturale dell’Ambasciata dell’Uruguay in Italia) abitanti nell’Urbe, ed eccellenze in vari campi a livello internazionale: il noto fotografo Pepito Torres, nato in Marocco da genitori spagnoli che si è rivelato da qualche anno anche un talentuoso cantante e performer; lo stilista Carlo Alberto Terranova, il fisico Sergio Bartalucci; il compositore e direttore d’orchestra Franco Micalizzi; lo sceneggiatore e scrittore Marco Tullio Barboni; l’attore Raffaele De Bartolomeis.
Culture a confronto, Natalia di Stefano
L’inaugurazione ha avuto il significato di sottolineare l’importanza di concetti quali Identità ed Integrazione culturale, percepiti come opportunità e risorsa. La parola chiave del gradimento percepito a chiare note tra i presenti all’opening è stata “scambio culturale”, in nome del dialogo e della pace.
Quest’anno va detto che si è avuta anche una occasione per festeggiare in Musica un sinergico incontro tra popoli.
Un emozionante buffet con degustazioni di cibo arabo ed italiano è stato offerto gratuitamente durante l’inaugurazione, per ribadire ancora una volta che le differenze culturali uniscono ed arricchiscono i popoli da tutti i punti di vista, anche del Food. Protagonista indiscusso del buffet il grande Chef della Frutta Andrea Lopopolo, richiesto sempre più negli eventi che contano non solo in ambito culturale, ma anche del mondo dello spettacolo.
Culture a confronto, da six Andrea Lopopolo Lisa Bernardini Antuhony Peth
Tra gli artisti in mostra per la sezione Arte (exhibition visitabile ad ingresso libero fino al 27 giugno): Ahmed Beshr(pittore), Essam Fathallah (fotografo), Amjed Rifaie (calligrafo arabo), Lino Stronati in arte Stroli (pittore), Marina Rossi(fotografa), Daniela Prata (disegnatrice).
Francesca Guidi (Arte dei Led) si è cimentata in una performance di body art dedicata all’Egitto grazie alla disponibilità della bellissima modella Silvia Terriaca. A rendere giustizia alla bellezza femminile, italiana e non solo, le altre modelle d’agenzia presenti come ragazze immagine (tra loro anche un modello uomo): Chiara Scarlato, Alexandra Adam, Valentina Bertocchi, Sabina Agaci, Veronica Di Girolamo, Anxhela Marina Kothere, Julia Santinelli, Francesco Spallotta.
Culture a confronto, opera di Daniela Prata in esposizione dedicata alla festa della Musica
Apprezzatissime le cantanti Valentina Ducrosed Erika Croce ; applauditi anche il cantautore e percussionista Christian Brucaleed il cantante Raul Via Villa accompagnato da un danza chiamata la Cueca Paceña; insieme a sonorità egiziane ed arabe nell’aria, che a turno si sono alternate, gli ospiti hanno avuto modo di percepire un mood di accoglienza decisamente multietnico.
Nelle importanti premiazioni culturali in scaletta ad essere protagonisti, oltre ai sopracitati musicisti, sono state la produttrice tv MariaRaffaella Napolitano, la giornalista Natalia Di Stefano, il presentatore tv Anthony Peth, l’editore Salvatore Monetti, l’autrice televisiva e scrittrice Patrizia Caldonazzo, il Prof. Luca Filipponi (Menotti Art Festival), la Prof.ssa Maria Luisa Albano ed infine la fotografa Susana Mamani in qualità di Presidente della Casa Boliviana in Roma.
Le liriche vincitrici del concorso internazionale di Poesia “Culture a confronto” gestito da Monetti Editore e dall’Occhio dell’Arte sono state affidate alla voce ammaliante voce del regista e doppiatore Giovanni Brusatori. Al primo posto si è classificata Adriana Mirando (A mia Madre); al secondo posto Monica Antonella Sabella ( Il canto del Mare); al terzo Vincenzo Galluzzi ( La sofferenza). Il Premio della Critica è stato assegnato ad Augusta Tomassini ( Gocce di Luce) e a Mariateresa Protopapa (Mi vestirò di vento). Non sono mancate neanche le Menzioni d’Onore: a Beatrice Monceri ( Rinascita) , Lucia Nardi ( Il mio sì all’altro), Mariella di Cioccio ( Ed allora perché) e Luisella Franca (Popoli). Menzioni di merito, infine, per Pierlucia Merlotti (La primavera del mio cuore) e Natalia Rita Pellegrini (Merzouga).
Culture a confronto, una veduta della mostra di Amhed Beshr
La Giuria incaricata a valutare i lavori giunti negli scorsi mesi, durante l’apertura del bando, è stata competente e di rilievo: a presiederla il Prof. Carlo Marini ( Docente Universitario di Lettere all’Università Carlo Bo di Urbino), insieme a Gastone Cappelloni ( Poeta Internazionale) e ad Elisabetta Marsigli ( Giornalista). A coordinare il tutto Francesca Guidi nelle vesti di operatrice culturale incaricata dall’Associazione Occhio dell’Arte.
Per la Categoria FOOD & BEVERAGE, infine. a ricevere gli apprezzamenti ed i riconoscimenti da parte dell’Ambasciata sono stati gli imprenditoriGianni Simula (assente giustificato poichè impegnato per lavoro nella sua terra, la Sardegna), Francesco Fittipaldi da Fiumicino, il Maestro Chef della Frutta Andrea Lopopolo giunto appositamente dall’Abruzzo dove vive ed Antonia Federici.
Culture a confronto, una veduta della mostra di Essam Fathallah
Tra il pubblico si sono intravisti: Maria Laura Berlinguer, la Prof. Dr. Emilia Costa de L’Università La Sapienza di Roma , Maurizio Esposito ( Consigliere e Vice Presidente del Consiglio Municipale Roma Capitale , accompagnato dalla psicologa serba Danijela Babic); la nota blogger Sara Lauricella; il giornalista Francesco Grillo e Maria Grazia Salpietro dall’Associazione Joseph Beuys Ed Oltre.
La manifestazione intende promuovere le differenti tendenze culturali dell’iconografia contemporanea per valorizzare le diversità fra le varie forme di realizzazione dell’immagine iconografica dove si ritrovavano differenti espressioni artistiche così da dare maggiore attenzione ai sentieri dell’emozione e della creatività.
Main Partner all’evento: Accademia AUGE (Accademia Universitaria degli Studi Giuridici Europei ) e La Voce del Nisseno. Per conto dell’Accademia AUGE ha distribuito gli attestati ai protagonisti della giornata la giornalista Maria Parente.
Altri credits: Hotel L’Approdo di Anzio – F.lli Rosati snc di Rosati Nazzareno e Giuseppe – La Bottega del Peperoncino di Fiumicino – Gruppo ITL Mitaca – Acqua San Martino.
L’ Ufficio stampa di Culture a Confronto ed. 2019 è stato a cura dell’Associazione culturale Occhio dell’Arte.
A Roma allo Studio ARTECom di Eugenia Serafini, la fotografia archeologica
Il prof. NICOLO’ GIUSEPPE BRANCATO Archeologo e storico dell’arte parlerà della “FOTOGRAFIA ARCHEOLOGICA: UNO STRUMENTO PER LA CONSERVAZIONE DELLA MEMORIA CULTURALE” con Proiezioni e Reading poetico allo Studiolo di Eugenia Serafini il 10 giugno ore 18.00
ARTECom
Famoso archeologo e professore di storia dell’arte Nicolò Giuseppe Brancato, il prossimo lunedì 10 giugno 2019 aRoma terrà un interessante incontro sulla fotografia archeologica che si svolgerà allo Studio ARTECOM (lo Studiolo di Eugenia) in Via dei Marsi, 11 alle ore 18.00.
Incontro sulla Fotografia archeologica con il Prof Nicolò Giuseppe Brancato
L’incontro “FOTOGRAFIA ARCHEOLOGICA: UNO STRUMENTO PER LA CONSERVAZIONE DELLA MEMORIA CULTURALE. CON PROIEZIONI” che rientra nell’ambito della Rassegna internazionale di scrittura contemporanea, poesia e arti multimediali “L’Albero delle nostre Parole 12 edizione”, sarà accompagnato da un Reading dei POETI con Brindisi del POETA! I Poeti che parteciperanno sono invitati a portare brevi poesie da leggere per l’occasione.
Tra le molte pubblicazioni di Nicolò Giuseppe Brancatoda sottolineare un ’opera di grande valore storico artistico che racconta di Palmira a testimonianza delle memorie di luoghi e siti archeologici di una delle città più affascinanti,, Palmira, fortemente danneggiata dagli attacchi dell’Isis nel 2015. Il volume “PALMIRA. SCULTURA RELIGIOSA dai distrutti santuari di Bel e di Baalshamin e dagli altri siti urbani. Un catalogo”, (edito da ARTECOM-onlus Roma 2017) rappresenta una pubblicazione aggiornata dedicata al tessuto storico artistico di PALMIRA con descrizione e immagini delle architetture e delle sculture così come i secoli ce le avevano tramandate, oggi distrutte dall’ISIS, e miracolosamente salvate dalla memoria storica dell’archivio fotografico del prof. Nicolò Giuseppe Brancato che le aveva già studiate, catalogate e riprodotte nella sua tesi di giovane laureato. In questo senso la memoria fotografica racchiude un grande potenziale nel fermare il tempo di quelle che sono state culture e tradizioni danneggiate o distrutte.
“L’Albero delle nostre parole” rappresenta un momento di incontro, interazione e confronto fra diverse espressioni della creatività, della ricerca e della scienza e i media ad esse correlati. Nasce nel 2007 da una idea dell’artista, giornalista e scrittrice Eugenia Serafini con la convinzione che la fantasia e l’esperienza umana non possano limitarsi ad una unica visione, ma debbano e possano aprirsi in ogni direzione, e che le arti possano essere strumento di collaborazione e conoscenza pacifica tra i popoli.
Essa è la naturale continuazione ed evoluzione di altre Rassegne ideate e curate dalla Serafini fin dagli Anni ‘70 per l’Accademia in Europa di Studi Superiori, ARTECOM-onlus , quali “Accademie in Mostra”, “Passaggi non Obbligati”, “Corto Circuito”, “La finestra dei poeti”.
Altri articoli pubblicati su Emmegiischia da Silvana Lazzarino
Successo e gradimento di pubblico a Milano Fashion Lovers per il Maestro dell’intaglio con frutta e vegetali “Carving Fruit”
“ Un conduttore frizzante, un cast squisitamente professionale e tante altre presenze che ho trovato in trasmissione e che rappresentano lati variegati del Fashion ” : felice di essere stato a Milano, per una esperienza divertente e che portero’ con me” ha dichiarato a caldo Andrea Lopopolo, noto come Maestro Chef della Frutta, dopo la sua partecipazione al format tv Milano Fashion Lovers.
Maestro Chef della Frutta Andrea Lopopolo
Programma attuale ed innovativo, Milano Fashion Lovers non poteva che ospitarlo nel suo salotto, e così è stato.
Nato a Milano Andrea Lopopolo fin da giovane ha lavorato nel mondo della ristorazione come cameriere, maìtre, ed in seguito direttore di sala, fin quando si è appassionato al fantastico mondo dell’intaglio con i vegetali e la frutta, “Carving Fruit “, facendolo diventare la sua carriera professionale. Maestro perché ha esperienza nel suo lavoro, e Chef della frutta perché la sua è una nuova figura professionale al servizio di chiunque deve festeggiare un evento e vuole arte.
Sempre più famoso in tutta la Penisola, Lopopolo è stato ammirato anche dai telespettatori nella puntata dello scorso 7 giugno (in ripetizione il giorno 8 e 9) su TeleMilano e Sky, e ha stupito gli ospiti della serata parlando dei suoi spettacolari buffet e della sua profonda cultura ed esperienza nel mondo fruit e vegetables. A far compagnia in puntata a Lopopolo, anche la fashion designer del Food Laura Bottomei e l’affascinante Roberta Capua, nota conduttrice televisiva ed ex modella, che tutti ricordano anche eletta Miss Italia 1986 e classificatasi seconda al concorso internazionale Miss Universo nell’anno 1987.
Master of Photography: il primo Talent Europeo dedicato al mondo della Fotografia.
Protagonista delle seconda puntata Marina Castelnuovo attrice, conduttrice, imprenditrice e sosia ufficiale di Liz Taylor
La quarta edizione del format dedicato alla fotografia e ai talenti d’Europa è tornata da poco sugli schermi, in esclusiva su Sky Arte (120 e 400 di Sky) e disponibile anche su Sky On Demand. Si stratta di sei nuovi episodi che saranno in replica su Sky Uno in contemporanea in Gran Bretagna, Irlanda, Germania e Austria. Tra i migliori talenti di tutta Europa vengono selezionati otto concorrenti che devono dimostrare a una giuria di fotografi ed esperti di fama mondiale di avere creatività, istinto e versatilità per vincere il premio finale di centomila Euro.
Marina Castelnuovo. Sosia ufficiale di Liz Taylor
A giudicare i concorrenti: Elisabeth Biondi, Visual Editor leggendaria con alle spalle una carriera decennale al New Yorker e Vanity Fair;Mark Sealy, curatore di fama mondiale, storico e docente britannico; infine, Oliviero Toscani, acclamato e provocatorio fotografo italiano dalla notorietà internazionale.
Nella seconda puntata, che è già andata in onda martedì 4 giugno 2019, una delle protagoniste è stata Marina Castelnuovo. Sosia ufficiale di Liz Taylor, la Castelnuovo attrice, conduttrice, imprenditrice per l’occasione è stata fotografata a Roma da uno dei concorrenti in gara. La sua presenza ha permesso di indagare connotativamente, attraverso una reflex, alcuni significati profondi legati al tema della formazione dell’identità personale.
Marina Castelnuovo. Sosia ufficiale di Liz Taylor
Eclettica e poliedrica artista italiana, Marina Castelnuovo è personaggio conosciuto “worldwide” per carisma, personalità e soprattutto per il suo curriculum lungo 26 anni da protagonista nel mondo dello show biz; da qualche anno si occupa principalmente di solidarietà e di beneficenza essendo diventata Testimonial di A.N.D.O.S. (Associazione Nazionale Donne Operate al Seno).
“L’altra Liz”, l’“alter ego di Liz”, “Liz Taylor Bis” o “l’Ambasciatrice di Liz nel mondo” come è stata battezzata in diverse importanti e speciali ricorrenze, ha conosciuto e frequentato i potenti della Terra nonché le più importanti celebrità che l’hanno catapultata nel Jet-Set Internazionale. Con le sue innate capacità relazionali e le spiccate doti creative, si è costruita una carriera di artista di successo sempre in evoluzione e con enormi soddisfazioni. Il suo personaggio amatissimo e unico, che continua a rinnovarsi ed a stupire con classe ed eleganza, unite a semplicità e simpatia, è stato richiesto dal Talent non certo casualmente.
Marina Castelnuovo. Sosia ufficiale di Liz Taylor per il Master of Photography
Attraverso la fotografia, quindi, il concorrente ha indagato cosa significhi essere lo specchio di qualcun altro, e quali siano le implicazioni psicologiche quando si incarna l’immagine di un altro essere: cosa accade nel conflitto tra il corpo e lo spirito?
La fotografia permette di restituire un messaggio forte e incisivo legato ad emozioni e stati d’animo, gestualità e caratteristiche del personaggio che si vuole immortalare, così come cogliere dettagli o l’insieme di un paesaggio che inconsapevolmente proietta nel passato a ricordi nostalgici o ad un presente in cui ritrovare fiducia e una nuova capacità di ascolto.
Marina Castelnuovo si dichiara soddisfatta di questa esperienza: “Sono davvero felice di essere stata scelta ed aver partecipato a Master of Photography ed. 2019: un’avventura televisiva che può vantare una grande squadra e tanto contagioso talento!”
La nota influencer da un milione di follower madrina del centro medico romano Acaia Medical Center, dopo uno shooting fotografico nella kermesse sportiva
L’affascinante e sensuale Maria Teresa Buccino, influencer amata da un più di milione di follower, superstar a sorpresa al Rimini Wellness come madrina dello stand del poliambulatorio romano Acaia Medical Center,per la prima volta in assoluto alla più grande manifestazione sportiva al mondo dedicata al fitness.
Michele Pisano e Mariateresa Buccino
Acaia, leader nel settore della medicina estetica e della cura del proprio corpo, si è lanciata in una nuova ed emozionante sfida presentando il suo fiore all’occhiello, Coolsculpting di Allergan, straordinario macchinario di altro profilo tecnologico, che ha conquistato i tanti vip frequentatori del centro come l’attrice Laura Chiatti, il conduttore Filippo Bisciglia, la showgirl Mecedesz Henger, il campione olimpico di scherma, Valerio Aspromonte e il make up artist, Simone Belli, dedicato al rimodellamento corporeo non chirurgico.
Il trattamento, non invasivo e personalizzabile, riduce il grasso localizzato tramite la “criolipolisi” congelando le cellule adipose e innescando l’apoptosi (la loro morte). Dopo uno shooting fotografico in pose sensuali e accattivanti Maria Teresa, ha voluto raggiungere a sorpresa, e affidarsi per una “glaciale” remise en forme, gli amiciCarmen, Mara e Michele Pisano, i tre medici owner del noto centro, specializzati in medicina estetica ed esperti in metodiche e tecnologie di cure mediche assolutamente complete ed innovative.
Mario Benedetti. A dieci anni dalla sua scomparsa lo scorso 30 maggio a Roma presso l’IILA, si è conclusa la due giorni dedicata a questo straordinario protagonista internazionale.
Presso l‘IILA, nella Sala Fantani, nella Capitale, si è realizzato un evento culturale di grande successo, ad ingresso libero, cui hanno collaborato oltre alla stessa IILA, l’ Ambasciata dell’ Uruguay in Italia, le case editrici Nottetempo, La Nuova Frontiera e Le Lettere, ed infine l‘ Associazione Occhio dell’Arte, sempre più in prima linea in eventi di stampo interculturale di rilievo.
Mario Benedetti. Evento in memoria del grande scrittore e poeta Da sx Alessandra Mosca Amapola_Sylvia Irrazabal_Lisa Bernardini (Medium)
Nato a Paso de los Toros in Uruguay nel 1920 e morto a Montevideo nel 2009,Mario Benedetti è uno dei più importanti narratori e poeti latinoamericani del Novecento, uno scrittore dallo sguardo limpido e cristallino, che apre sempre nuovi interrogativi sul senso della vita e della morte, sulla speranza e sull’amore. Ad introdurre l’evento con i saluti e gli onori di casa è stato iil Segretario culturale IILA Rosa Jijon cui sono seguiti importanti relatori che hanno ricordato il grande autore di racconti, romanzi, poesie e saggi,Mario Benedetticon competenza coordinati da un’impeccabile Sylvia Irrazábal, Responsabile culturale per l’Ambasciata dell’Uruguay in Italia. Sylvia Irrazábal ha ribadito che “Per l’Uruguay Mario Benedetti ha significato e significa tuttora un patrimonio di letteratura e umanità incommensurabile. le sue opere ed il suo pensiero fanno parte integrante dello spirito dell’Uruguay e tutti ci identificano con la sua scrittura e con i personaggi che vivono nelle sue opere”.,
Da sx Lisa Bernardini e Sylvia Irrazabal 1 (Medium)
.Mario Benedetti ha pubblicato più di 80 libri con oltre 1200 edizioni ed è stato tradotto in più di 25 lingue. Durante la serata si è parlato della Fondazione Mario Benedetti, creata a Montevideo per sua volontà testamentaria, è una istituzione senza scopo di lucro che conserva l’archivio e la sua biblioteca con finalità di preservazione del suo lavoro, sostegno alla letteratura e alla lotta per i diritti umani e sviluppo di attività culturali. La Fondazione attribuisce il Premio Internacional Mario Benedetti a la Lucha por los Derechos Humanos y la Solidaridad.
Di grande interesse i contenuti trattati durante le due giornate in ricordo di Benedetti. Nella giornata finale, si è potuta ammirare la proiezione di estratti del documentario di Alessandra Mosca su Mario Benedetti, con intervento dell’autrice. Gli altri ospiti che si sono alternati a più riprese, registrati in scaletta : Prof. Martha Canfield (docente Università di Firenze) e la giornalista Laura Pezzinoda Vanity Fair.
Letture di poesie a cura di Martha Canfield, Alessandra Mosca Amapola,Giovanni Brusatori, Luciana Zanella, Simone Martino.
Commovente il momento conclusivo della consegna del prestigioso Premio alla Memoria a Mario Benedetti, a firma del noto scultore Tonino Santeusanio, da parte di Lisa Bernardini, PR e giornalista, nelle vesti di Presidente della Associazione Culturale Occhio dell’Arte che ha gestito il riconoscimento.
All’appuntamento è stata presente la telecamera tv de L’Invitato Speciale di Gianni Gadaleto e rappresentanti di realtà dall’America Latina presenti a Roma, unitamente ad alcuni ospiti provenienti dai campi più disparati, come lo sceneggiatore e scrittore Marco Tullio Barboni ed il Fisico dell’ INFN di Frascati Sergio Bartalucci, .Brindisi finale per tutti i presenti offerto da Casale del Giglio
BOH ! con Maurizio Ferrini featuring e Orietta Berti – Musica , arrangiamento e produzione del compositore Franco Micalizzi Testi di A. Cardia – M. Ferrini – F. Micalizzi
E’ già sulle principali piattaforme on line il nuovo brano intitolato “BOH!” scritto dal M° Franco MICALIZZI compositore e direttore d’Orchestra di successo, in collaborazione con FERRINI e interpretato da Maurizio FERRINI featuring Orietta BERTI. E’ stato presentato già qualche giorno fa in anteprima nazionale al programma tv RAI2 “Stracult” che ha aperto ufficialmente il suo lancio nell’etere dei media. Come è nata l’idea di questo brano?
il Maestro Franco Micalizzi
Tutto ha avuto inizio quando Franco Micalizzi, compositore di successo di tante colonne sonore ormai “cult” del cinema di genere degli irripetibili Golden 70’s, incontra per caso, ospite nella medesima trasmissione tv, il comico Maurizio Ferrini, del quale Micalizzi è grande fan. Mai incontratisi prima dal vivo, i due si presentano ed iniziano a chiacchierare. Ne nasce una intesa amichevole spontanea che sta andando avanti da qualche tempo.
L’idea che con Ferrini si possa costruire un brano musicale atipico e particolare p venuta in mente a Micalizzi, che lo propone a Ferrini, incitandolo a partorire alcune battute surreali di testo, satiriche ed anche pungenti, del genere di quelle che lo hanno reso popolare al grande pubblico. Ferrini accetta la sfida e il sodalizio artistico che ne consegue è da subito perfetto. Il tema musicale di “BOH!” nasce in un paio di giorni: un Micalizzi ispirato più che mai compone anche parte del testo, insieme allo stesso Ferrini. Il testo finale viene firmato da A. Cardia – M- Ferrini – F. Micalizzi.
Boh ! il nuovo brano con musiche di franco Micalizzi
Le Musiche sono di Micalizzi. Il curioso titolo del pezzo, “BOH!” deriva dal fatto che infinite volte nella nostra giornata noi usiamo questa parola per indicare una risposta vaga o un commento perplesso a situazioni disparate, e la maggior parte delle volte neanche abbiamo consapevolezza dell’uso così frequente di questo termine.
“BOH!” è anche una gustosa satira sul mondo del web, che allude a tutte le numerose manipolazioni possibili che avvengono nella Rete . Maurizio Ferrini, quasi un novello TRUMP, vuole scalare i vertici del mondo politico, proponendo un gigantesco show per promuovere le sue ambizioni tra il virtuale ed il reale. E sono tante le trappole!
L’ espressione “BOH!” mette tutto in dubbio, ma al contempo è anche divertente nella sonorità. Il brano viene terminato molto presto; ad ultimare l’operazione manca l’idea finale sugli incisi, di per se’ dalla melodia dolce e molto popolare. E’ qui che esplode l’idea mancante fino a quel momento: la necessità di un cameo vocale dal sapore popolare, una sorta di “usignolo” che rappresentasse l’italianità ed il talento canoro del Bel Paese. Un nome solo è sopraggiunto all’unisono: quello di Orietta Berti!
Franco e Maurizio, entrambi già amici di Orietta, le mandano per l’ascolto la registrazione del brano. Orietta risponde positivamente all’invito: “Molto divertente il testo, e bella la musica; arrivo a Roma appena possibile!”. Ed Orietta è veramente arrivata a Roma nel giro di pochi giorni, ed ha regalato un ritornello vocale di grande ironia e mestiere, come solo lei avrebbe potuto fare.
E adesso…come andrà? Confidiamo nella forza del pezzo, e sappiamo già che ci darà grand soddisfazioni. O no?? “BOH!”
Pepito Torres talento creativo predestinato al successo, con standing ovation al Palazzo di Santa Chiara a Roma
Un concerto recital straordinario quello che ha visto protagonistaPEPITO TORRES fotografo-performer dal talento multiforme che si è esibito a Palazzo Santa Chiara nella Capitale davanti a tanti amici, Un concerto-recital da consumato professionista, anche se la sua vita lavorativa lo ha visto impegnato nella fotografia più che nella musica per la quale ha però sempre nutrito una passione. La musica ha accompagnato il suo percorso di fotografo conosciuto in tutto il mondo per la bellezza e armonia, forza e intensità espressiva restituite nei suoi scatti di paesaggi, ma anche riferiti a ritratti di persone incontrate.
Pepito Torres, concernto a Roma al Palazzo di Santa Chiara
Creativo e curioso, spesso ha vestito i panni di talent scout, ed ha contribuito a creare personaggi che hanno lavorato grazie a lui nel mondo dello spettacolo, ritraendo molte modelle ed attrici/attori che rapidamente sono usciti in copertine di prestigiosi settimanali nazionali.
Grazie al suo talento nel cogliere l’essenza e il carattere dei suoi soggetti hanno fatto strada Heather Parisi celebre show girl e ballerina; Laura Antonelli, Manuela Arcuri, Milly Carlucci, Rossella Falk, Giulia Gorietti e tante altre bellezze talentuose del nostro Paese. E poi molti sono i volti di donne sconosciute e fotografate con lo scopo di scoprire nuovi volti della Tv o del Cinema. Così afferma Pepito “Creare e far crescere un personaggio dalle qualità mentali e fisiche adatte per lo show-business è una sfida che mi ha sempre appassionato” .
Pepito Torres, concerto a Roma al Palazzo di Santa Chiara
Accanto al successo di “Besame Mucho” e ritmi incalzanti di un raffinato e variegato repertorio latino-americano snodatosi agevolmente tra salsa cubana y boleros, non sono mancati il jazz ed il classico.
Ad accompagnarlo sul palco raffinati professionisti: al pianoforte e agli arrangiamenti il M° Paolo Iurich ; alla chitarra classica ed acustica Gianfranco Federico; al basso Fabrizio Cucco; alla batteria Salvatore Leggieri; alle percussioni Walter Paiola; alle tastiere Danilo Riccardi; al sax e flauto Massimiliano Filosi.
Tra il pubblico anche due giovani bellezze che sta lanciando: le modele Gabriella Granieri e Simona Mattioli, quest’ultima accompagnata dall’avvocato Luca Di Carlo, volto noto in tv come ospite di alcune trasmissioni. Era presente anche Franco Miseria, schivo ai flash ma immancabile ad un appuntamento così’ importante per un amico che conosce da una vita.
Pepito Torres, concerto a Roma al Palazzo Santa Chiara
Tra i presenti in prima fila Sylvia Irrazabal, responsabile dell’Ambasciata dell’Uruguay in Italia, a ricordare fra l’altro il patrocinio dell’IILA alla serata, accompagnata da Cesare Giannino Bernabei del Comitato Sociale ed Economico Europeo.
Hanno applaudito a più riprese l’ex attrice Sonia Topazio, oggi giornalista e scrittrice, e la mitica principessaConny Caracciolo; l’attrice Maria Rosaria Omaggio, sempre più affascinante e la produttrice Carlotta Bolognini, erede di una delle dinastie cinematografiche storiche del nostro Paese.
Dal mondo del Teatro, Doppiaggio e Cinema presenti anche lo sceneggiatore Marco Tullio Barboni, gli attori Renato Scarpa, Salvatore Martino, Gianluca Cecconello. Presenti anche il pittore Ennio Calabria con la consorte Tiziana, il poeta Angelo Sagnelli, le stiliste Monica La Barbera e Francesca Anastasi, il prefetto Fulvio Rocco De Marinis, la scienziata. Orietta Boldrini, lo scrittore Sergio Campailla. E moltissimi altri. PEPITO TORRES è tornato da re ad affascinare il pubblico della Capitale con queste sue Palabras de Amor con cui ha intitolato la serata ed anche il profumo-cadeau donato all’uscita ad ognuno dei circa 250 ospiti presenti.
Il Tribunale di Latina condanna l’INPS al risarcimento previdenziale di un lavoratore dipendente
Il Presidente ONA Ezio Bonanni: “sentenza storica che legittimerà risarcimento e sorveglianza sanitaria di tutti i dipendenti”
Sono state accolte le tesi giuridiche dell’Avv. Ezio Bonanni che è riuscito a dimostrare che presso la Centrale Nucleare di Borgo Sabotino di Latina è stato utilizzato amianto e che vi sono stati livelli espositivi superiori alla soglia delle 100 ff/ll, nella media delle otto ore lavorative.
Ezio Bonanni Presidente ONA
Il Tribunale di Latina, Giudice del Lavoro, Umberto Maria Costume, con sentenza n. 505/2019 ha condannato l’INPSa rivalutare la posizione contributiva del Sig. P.A., con i benefici contributivi per esposizione ad amianto e quindi adeguamento dell’importo pensionistico in godimento. “Il Tribunale di Latina ha disposto l’accertamento tecnico peritale da cui si evince che nella Centrale Nucleare di Borgo Sabotino è stato utilizzato amianto – dichiara Ezio Bonanni, legale del lavoratore – dunque, grazie a questa sentenza che costituisce un precedente giudiziario, tutti i dipendenti, e non solo P.A., potranno chiedere un risarcimento previdenziale, anche se ancora privi di malattia, e, soprattutto, avranno diritto alla sorveglianza sanitaria, poiché potrebbero manifestarsi danni alla salute, come è successo per l’altro suo collega (F.A.) che, grazie al controllo sanitario disposto dall’ONA, ha ricevuto la diagnosi precoce della malattia da amianto, e ha evitato così il peggio”.
“Il picco dei casi di malattie asbesto correlate, mesoteliomi, tumori polmonari, alla laringe, faringe, esofago, fegato, colon e perfino all’ovaio e per non parlare dell’asbestosi, placche pleuriche ed ispessimenti pleurici e le complicazioni cardio-vascolari in provincia di Latina avverrà tra il 2028 e il 2030”. Sottolinea il presidente dell’Osservatorio Amianto – “nel frattempo è necessario che tutti i lavoratori, a suo tempo esposti ad amianto, siano sottoposti al controllo sanitario periodico e che l’INPS e l’INAIL riconoscano i loro diritti. Trovo paradossale che lavoratori pesantemente colpiti dalla fibra killer debbano continuare, ancora ad oggi, nel 2019, a ricorre all’Autorità Giudiziaria”.
L’ONA – Osservatorio Nazionale Amianto – prosegue dunque nel suo impegno nella provincia di Latina per la tutela medica e legale dei lavoratori esposti e vittime dell’amianto e loro familiari. I dati della strage amianto a Latina e in provincia di Latina parlano chiaro:
“L’ONA ha censito, per la provincia di Latina, circa 150 casi di mesotelioma, con un trend in netto aumento, rispetto ai circa 100 casi censiti dal Dipartimento di Prevenzione per il periodo dal 2000 fino all’anno 2014”. Spiega Bonanni – “le città più colpite dai casi di mesotelioma fino a tutto il 2018, sono Latina con 30 casi; Gaeta con 25 casi; Aprilia con 20 casi; Sezze con 10 casi; Formia con 15 casi”.
“Il mesotelioma è solo la punta dell’iceberg, l’ONA quindi stima un’incidenza di mortalità per patologie asbesto correlate in provincia di Latina per il periodo dal 2000 al 2018 di circa 600 decessi, con una media di poco superiore a 30 decessi ogni anno”. Tutti i cittadini possono rivolgersi all’ONA contattando il numero verde gratuito 800034294, e chiedere assistenza attraverso lo sportello amianto telematico (https://www.osservatorioamianto.com/sportello-nazionale-amianto/).
Il famoso sceneggiatore e scrittore ha ricevuto il Premio della giuria per il miglior testo teatrale
Sulle orme della sua famiglia che ha segnato tratti importanti del cinema italiano d’Autore, MARCO TULLIO BARBONI, con passione e impegno, si è dedicato a questa straordinaria arte come sceneggiatore e regista. Lo zio Leonida magistrale direttore della fotografia, amatissimo da Anna Magnani, ed il padre Enzo cineoperatore, direttore della fotografia e regista con lo pseudonimo di E.B. Clucher autore di film western, lo hanno stimolato fin da bambino a frequentare i set ricoprendo ruoli di comparsa come nelle lavorazioni della “Baia di Napoli”, in “Beh Hur”, “Barabba”, “Un treno per Durango” e “Django”.
Marco Tullio Barboni..”….e lo chiamerai destino” Edizioni Kappa
Dopo l’esordio in qualità di aiuto regista in “Lo chiamavano Trinità”, Marco Tullio Barboni, si dedica alla sceneggiatura con film di grande risalto internazionale interpretati da Bud Spencer e Terence Hill. Da qualche anno Barboni si è accostato alla scrittura pubblicando due romanzi di successo che hanno ricevuto diversi premi e riconoscimenti.
Al Premio letterario nazionale TEATRO AURELIO, indetto dall’Associazione Culturale “Il Raggio” e la Direzione del Teatro Aurelio con il patrocinio del Comune di Roma – Municipio Roma XIII Aurelio, Barboni ha dimostrato il suo talento anche per la stesura di testi teatrali concorrendo per la sezione dedicata ai testi teatrali a tema libero. Lo scorso 27 aprile durante lo svolgimento della Cerimonia del suddetto Premio che contemplava diverse sezioni tra poesia, narrativa, Marco Tullio Barboni si è aggiudicato il Premio Speciale della Giuria, con Diploma di Merito, grazie all’ adattamento da lui elaborato e riguardante la sua opera letteraria dal titolo “…e lo chiamerai destino” (Edizioni Kappa).
Tra i vari premi e riconoscimenti ricevuti citiamo il prestigioso Premio Apoxiomeno 2017 a Firenze nella categoria Tv e Cinema e il primo posto ex aequo con il giornalista e saggista italiano Andrea Scanzi al Premio letterario Internazionale Montefiore organizzato dall’Associazione Culturale “PEGASUS CATTOLICA”, il Diploma D’Onore con Menzione D’ Encomio al Premio Letterario InternazionaleMichelangelo Buonarroti, e empre in aprile, la Menzione di Merito al Premio Internazionale Giglio Blu di Firenze.
La fibra killer provoca in Italia 6 mila morti all’anno, urge guerra alle lobby per messa a bando globale
Il 27 aprile 2019 è ufficialmente la “Giornata Mondiale delle Vittime dell’Amianto”. La fibra killer provoca non meno di 107.000 decessi ogni anno (stime OMS), di cui circa 6.000 solo in Italia. Ma la guerra al killer silenzioso non può essere vinta senza il coinvolgimento di tutti i Paesi del mondo, come la Cina, in assoluto il paese maggiore consumatore di amianto, seguito da Russia, India, Kazakhstan, Brasile, Indonesia, Tailandia, Vietnam, e Ucraina. Le lobby sono state così influenti da impedire la messa al bando globale dell’amianto.
Avv. Ezio Bonanni, Presidente ONA
Nonostante sia stato messo al bando nel 1992l’amianto continua ad uccidere, perché si trasforma in fibre invisibili che, inalate ed ingerite, causano con assoluta certezza scientifica mesotelioma, tumore del polmone, tumore della laringe, dello stomaco e del colon. Per non parlare dei danni respiratori che causa, anche quando non insorge il cancro (placche pleuriche, ispessimenti pleurici, asbestosi e complicanze cardiocircolatorie): 1.900 di Mesotelioma; 600 per Asbestosi; 3.600 per Tumori polmonari. L’amianto provoca, inoltre, anche altre patologie neoplastiche (tumore della faringe, della laringe, dello stomaco, delle ovaie e del colon retto).
Spesso possono bastare anche esposizioni non elevate per provocare l’insorgenza del mesotelioma e delle altre patologie tumorali asbesto correlate.
Il picco di mesoteliomi e di altre patologie asbesto correlate si verificherà tra il 2025 e il 2030 e poi inizierà una lenta decrescita. In Italia, ci sono ancora 40 milioni di tonnellate di materiali contenenti amianto, di cui 33 milioni compatto e 8 milioni friabile. Ci sono un milione di siti contaminati, di cui almeno 50mila industriali, e 40mila siti di interesse nazionale. L’ONA ha segnalato la presenza di amianto in 2.400 scuole (stima 2012 per difetto perché tiene conto solo di quelle censite da ONA in quel contesto – la stima è stata confermata dal CENSIS – 31.05.2014). Esposti più di 352.000 alunni e 50.000 del personale docente e non docente; 1.000 biblioteche ed edifici culturali (stima per difetto perché è ancora in corso di ultimazione da parte di ONA); 250 ospedali (stima per difetto perché la mappatura ONA è ancora in corso). La nostra rete idrica rivela presenza di amianto per ben 300.000 km di tubature (stima ONA), inclusi gli allacciamenti, con presenza di materiale contenenti amianto rispetto ai 500.000 totali (tenendo conto che la maggior parte sono stati realizzati prima del 1992, quando l’amianto veniva utilizzato in tutte le attività edili e costruttive).
Per evitare nuove esposizioni alla fibra killer e quindi il rischio di incidenza per nuovi cittadini vittime potenziali urge avviare una bonifica globale con la messa in sicurezza di tutti i siti contaminati, un piano di prevenzione primaria, la sorveglianza sanitaria con dei controlli periodici, e la ricerca scientifica, per una maggiore efficacia delle terapie e cure (prevenzione secondaria). Devono essere intensificate anche le tutele previdenziali e risarcitorie (prevenzione terziaria), per permettere, oltre al ristoro dei danni, anche di valutare l’esatta portata di questa strage. L’Osservatorio Nazionale Amianto, presente in tutte le regioni di Italia con sedi territoriali, ha costituito uno sportello amianto online cui si può accedere dal sito www.osservatorioamianto.com attraverso il quale chiedere l’assistenza tecnica (per le bonifiche), medica (per la diagnosi, prevenzione e cura delle patologie asbesto correlate) e legale, per ottenere il riconoscimento delle prestazioni previdenziali INPS (prepensionamento), INAIL (rendita diretta e di reversibilità) e per i militari e i dipendenti del comparto sicurezza il riconoscimento di causa di servizio e vittima del dovere, e il risarcimento dei danni.
Palazzo Barberini. Mostre, visite guidate e esperienze immersive
Parallelamente alla mostra in corso a Roma a Palazzo Barberini ““Il trionfo dei sensi. Nuova luce su Mattia e Gregorio Preti” a cura di Alessandro Cosma e Yuri Primarosa, che ruota attorno all’opera realizzata negli anni Quaranta del XVII secolo dai due fratelli Mattia e Gregorio Preti: “Allegoria dei cinque sensi” monumentale tela di impronta caravaggesca delle Gallerie Nazionali, sono da segnalare diverse attività tra visite guidate e laboratori per ragazzi.
Da martedì 30 aprile a sabato 4 maggio (escluso il 1° maggio) ogni giorno, alle ore 11.30: Visita guidata Settecento illuminato. L’appartamento di Cornelia Costanza Barberini che prevede una serie di visite guidate gratuite per riscoprire il celebre appartamento settecentesco fatto decorare dalla principessa Cornelia Costanza Barberini e dal consorte, il principe Giulio Cesare Colonna di Sciarra, nella seconda metà del XVIII secolo e ancora perfettamente conservato.
La Visita guidata gratuita ha la durata di 90 minuti e prevede gruppi fino a un massimo di 25 persone. Per prenotare è sufficiente inviare una mail, indicando giorno, orario e numero dei partecipanti, all’indirizzo: gan-aar.settecento@beniculturali.it.
Da non perdere il 1 maggio alle ore 11.30: “Capolavori svelati- Ala sud, visita animata in famiglia” a Palazzo Barberini (per bambini e famiglie) che offre un percorso di visita e di laboratorio dedicati ai bambini (dai 5 ai 12 anni) e famiglie volte all’approfondimento di alcune opere settecentesche della collezione del Museo. Un’attività caratterizzata da una metodologia che utilizza un approccio coinvolgente grazie a una dimensione narrativa e teatrale.
I capolavori presi in esame sono il pretesto per condurre i bambini e i genitori in un percorso immersivo, di cui diventano i protagonisti attivi durante le brevi attività didattiche e performative nelle sale. Quale ricordo di questa esperienza vissuta al museo saranno consegnati ai partecipanti supporti didattici appositamente ideati. La durata di questo percorso immersivo è di 90 minuti circa e prevede gruppi di massimo 25 persone. E’ necessario prenotarsi all’indirizzo: didattica@barberinicorsini.org. Appuntamento davanti alla biglietteria.
Il suo libro “ARTEMISIA E GLI OCCHI DEL DIAVOLO” la presentazione a Roma alla libreria Hora Felix il 27 aprile 2019
Protagonista della scena artistica della prima metà del XVII secolo, pittrice e intellettuale dal talento straordinario,, ARTEMISIA GENTILESCHI, ambiziosa e intraprendente, antesignana dell’affermazione delle attitudini femminili, ha fatto propri gli insegnamenti dei suoi contemporanei e degli antichi maestri scultori e pittori per restituire una pittura dallo stile versatile e mutevole di grande forza espressiva come si evince ad esempio in capolavori quali: “Giuditta che taglia la testa a Oloferne del Museo di Capodimonte, “Ester e Assuero” del Metropolitan Museum di New York, “l’Autoritratto” come suonatrice di liuto del Wadsworth Atheneum di Hartford Connecticut.
Grazie al suo talento e ad un carattere determinato e senza scrupoli Artemisia Gentileschi (Roma, 8 luglio 1593 – Napoli, 14 giugno 1653), nel suo percorso umano e professionale tra sofferenze e successi, tradimenti e attimi di respiro è riuscita giovanissima ad entrare all’Accademia delle Arti e del Disegno di Firenze, a superare le violenze familiari, le difficoltà economiche; sostenuta dall’amore del suo amante il nobile Francesco Maria Maringhi, fedele compagno di una vita.
Dopo gli inizi presso la bottega paterna a Roma dove da prova di un talento innato, per il ritratto e la resa realistica nei gesti, grazie anche all’assimilazione di certi aspetti della pittura romana di quegli anni come la luce drammatica e gli scorci intimi, giunge a Firenze dove non solo è la prima donna ad entrare all’Accademia del Disegno, ma riceve diverse committenze ampliando il suo linguaggio con forme più eleganti e raffinate sulla scorta del Cigoli e dell’Allori. Seguono gli anni romani dove risente dell’influenza di Simon Vouet con il preziosismo cromatico che fa interagire con aspetti naturalistici del de Ribera.
A ripercorrere la sua avvolgente vicenda è il romanzo dello scrittore e poeta Bruno Sacco, nato a Portici (Napoli) docente in materie letterarie presso il liceo di Portici Filippo Silvestri, che si è dedicato con passione e professionalità a restituire il vero volto di Artemisia donna coraggiosa e pronta a farsi strada in un mondo, come quello delle arti, in cui la figura maschile era sempre in prima linea.
L’opera di Sacco “ARTEMISIA E GLI OCCHI DEL DIAVOLO” edita da Kairòs (2017) che prende il via dagli anni napoletani quando la pittrice è già nota altrove come a Firenze, verrà presentato a Roma alla Libreria Hora Felix (in Via Reggio Emilia 89) il 27 aprile alle ore 17.00. L’incontro che vede come moderatrice la Presidente Iplac Maria Rizzi, scrittrice di gialli di successo, avrà quali relatori Paolo Buzzacconi e Valeria Bellobono, mentre le letture saranno affidate all’attrice Leda Conti con all’attivo diversi successi televisivi e teatrali.
Sulle orme del suo mito Caravaggio, nella primavera del 1630 Artemisia giunge a Napoli per aprirsi a nuove esperienze d’arte e di vita. Viene a contatto con una città ricca di fervore culturale e di talenti artistici, ma anche preda di una triste decadenza economica e sociale; un luogo dove convivono fasto e miseria, incontri imprevedibili e inspiegabili apparizioni, illusioni d’amore e torbide manovre di satanismi.
Entro questo scenario si snoda la vicenda umana e artistica di questa donna sensibile e anticonformista, che vuole rompere coni fantasmi del passato controverso, recuperando il senso della bellezza dell’amore nell’incontro con un giovane nobile di origine spagnola, poi illusorio non potendo cancellare quel passato che metterà a dura prova la sua dignità di donna e di artista. Ad arricchire la serata gli intermezzi musicali dei fratelli Gelone con musiche del Seicento.
Nato a Portici, Bruno Sacco, dopo il suo percorso di studi e la laurea in Lettere con la tesi su Guido Gozzano con la cattedra del critico letterari e filologo Salvatore Battaglia all’Università Federico II di Napoli, si è dedicato per molti anni all’insegnamento di materie letterarie presso il liceo di Portici “Filippo Silvestri”, coltivando parallelamente la scrittura creativa tra poesia e narrativa. La sua raccolta di liriche “Segreti” si è classificata al secondo posto al Concorso Letterario nazionale Città di Castello per la sezione poesia nel 2016 ed è pubblicata dalla casa editrice Luoghi Interiori (2017). Il suo recente romanzo “Artemisia e gli occhi del diavolo” edito dalla Kairòs (2017) di grande successo è dedicato alla grande artista Artemisia antesignana dell’affermazione del talento femminile, di cui restituisce un’immagine autentica e intensa
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Andrea Casta famoso violinista elettrico, approda su tutte le piattaforme musicali con The River, arricchito dalla voce del talento canadese Klory Starling
La nuova canzone nasce sotto l’etichetta londinese MrRevillz-Casual Jam Records con 3 milioni di iscritti su youtube
Il musicista e violinista elettrico Andrea Castaè appena approdato su tutte le piattaforme musicali con “The River” ed ha già registrato oltre 100mila visualizzazioni. Il brano è un nuovo capitolo del racconto epico dello “Space Violin Project” nato sotto il segno dell’etichetta londinese MrRevillz/Casual Jam Records, forte di un canale youtube da 3 milioni di iscritti.
The River di Andrea Casta
La canzone nasce dalla dolce voce di Klory Starling, talento canadese, per vestirsi di influenze “future bass” già sentite nelle collaborazioni tra Casta e Jød, al secolo Lorenzo Benassi, giovane produttore attivo tra Roma e Berlino e per esplodere nella melodia del violino elettrico nel drop.
Dopo Double Sun, Black Hole Tale e Warp 6 in “The River” l’artista bresciano, le cui sorprendenti performance, non solo da ascoltare, ma anche da vedere ed immortalare, hanno appassionato e conquistato sempre più il grande pubblico attestandolo sul podio dei violinisti pop-dance più seguiti sui social, veste ancora i panni del Comandante AJ che, nel 2235, viaggia nello spazio alla ricerca di aiuti extraterrestri dopo che, sulla terra, la crisi della comunicazione tra gli uomini, ha portato a estreme conseguenze tra guerre e devastazioni.
Questa volta i suoi ricordi ritornano agli ultimi momenti sereni di quando, adolescente, insieme alla sua amata sognavano un mondo in cui restare per sempre giovani sulla riva del fiume.
L’artista bresciano è l’entertainer italiano più apprezzato a livello internazionale e ha inaugurato il 2019 con una serie di straordinari consensi di critica e di pubblico, non solo nell’ambiente musicale. Dopo aver ricevuto l’ambito premio, Il Sognatore, assegnato a personalità che, per il percorso di vita, hanno fatto sognare o hanno realizzato i loro sogni, ed aver inaugurato con una sua performance il Gala di Premiazione della settima edizione dei Dance Music Awards, il premio dedicato alla musica dance e alla nightlife italiana, Andrea Casta è reduce dal successo della Miami Music Week 2019 dove si è esibito nei pool party più esclusivi.
Marco Tullio Barboni, sceneggiatore e scrittore di successo, ha ricordato il grande cinema in occasione dell’evento dello scorso9 aprile dove si è affrontato il legame tra letteratura e cinema
Alla Rassegna “Libri in Teatro” di cui Francesco Grillo è il direttore artistico, svoltasi lo scorso 9 aprile a Salerno tra i protagonisti anche lo sceneggiatore e scrittore MARCO TULLIO BARBONI. Ad accogliere questo personaggio di spicco, figlio d’arte, proveniente da un’illustre famiglia che ha lasciato segni importanti nel cinema italiano d’Autore è’ stato Claudio Tortora, patron del Teatro delle Arti.
Marco Tullio Barboni e Claudio Tortora
Insieme al padre Enzo autore di film western, direttore della fotografia e regista con lo pseudonimo di E.B. Clucher e allo zio Leonida magistrale direttore della fotografia, amatissimo da Anna Magnani, Marco T Barboni ha iniziato a frequentare i set ricoprendo ruoli di comparsa come nelle lavorazioni della “Baia di Napoli”, in “Beh Hur”, “Barabba”, “Un treno per Durango” e “Django”. Dopo l’esordio in qualità di aiuto regista in “Lo chiamavano Trinità”, si è dedicato alla sceneggiatura scoprendo una straordinaria capacità nel cogliere e analizzare contesti e tessuto umano e sociale sottolineando le sfumature delle emozioni.
La sua fama è legata a film di grande risalto internazionale interpretati da Bud Spencer e Terence Hill e all’indimenticabile filone degli spaghetti western.
L’Intento della rassegna, volto a sottolineare quell’incontro umano e professionale, tra Cinema e Letteratura, ha offerto a Marco Tullio Barboni l’occasione di raccontare i fasti di quel grande cinema che oggi non è più, da lui vissuti, unitamente al suo percorso professionale iniziato come comparsa e aiuto regista per poi abbracciare la sceneggiatura.
M Tullio Barboni Vito Mercurio e Claudio Tortora
Una vita intensa e interessante quella di Barboni che da qualche anno ha esordito come scrittore conquistando un nutrito pubblico di lettori con due romanzi di successo “…e lo chiamerai destino” (Edizioni Kappa) e “A spasso con il mago. Merlino e io” (Viola Editrice), Romanzi dei quali ha trattato in questo contesto suscitando interesse in tutti i presenti.
Diversi i premi e riconoscimenti ricevuti dal grande sceneggiatore, scrittore e regista tra cui il prestigioso Premio Apoxiomeno 2017 a Firenze nella categoria Tv e Cinema, il primo posto ex aequo con il giornalista e saggista italiano Andrea Scanzi al Premio letterario Internazionale Montefiore organizzato dall’Associazione Culturale “PEGASUS CATTOLICA” e la Menzione d’Onore al Premio Internazionale di Poesia e Narrativa “LORD BYRON PORTO VENERE GOLFO DEI POETI” del 2018 dove ha partecipato per la sezione Narrativa edita.
Tra gli ospiti presenti all’evento: Stefano Pignataro, giornalista; Cristina SantoNicola e Franco Sortini, fotografi; Cesarina Ansalone, magistrato-scrittrice; Maria Mammola, poetessa; Antonella Preti, pittrice; Alfonso Forlenza per l’Associazione culturale Contursidoc; Vito Mercurio, musico-pittore e Carmela Forlenza, scrittrice. Le letture sono state curate dalla scrittrice Maria Grazia Salpietro.
I suoi scatti in mostra fino al 2 giugno raccontano la scomparsa della cultura contadina ungherese
Ha saputo come pochi catturare la realtà riferita alla cultura contadina ungherese in via di estinzione di cui ha restituito usi, costumi di una popolazione legata a tradizioni che si perdono nel tempo. Al suo sguardo attento non è sfuggita la dura vita dei pendolari con particolare riferimento a András Skarbit che ha seguito per oltre un decennio. Questo è parte del lavoro svolto da Péter Korniss (Kolozsvár, Románia, 1937) tra le figure più significativi della fotografia contemporanea ungherese, cui è dedicata un’interessante esposizione negli spazi del Museo di Roma in Trastevere dal 10 aprile al 2 giugno 2019.
Peter Korniss_Madre e bimba_Mother and Babe-in-Arms_1973
Promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e organizzata dall’Ambasciata di Ungheria, Accademia d’Ungheria in Roma e Galleria Vàrfok di Budapest, la mostra dal titolo “Transiszione” arriva a due anni di distanza dall’ottantesimo compleanno del fotografo e dalla retrospettiva monumentale a lui dedicata dalla Galleria Nazionale Ungherese. L’esposizione a cura di Krisztina Kovács, direttore della Galleria Várfok di Budapest, attraverso un percorso cronologico diviso in quattro sezioni dove è dato risalto agli scatti più emblematici dell’autore, restituisce la progressiva scomparsa della tradizionale cultura contadina nell’Europa orientale in seguito alla globalizzazione .
Con occhio attento e snsibile, Péter Korniss ha rappresentato i cambiamenti e i segni irreversibili che proprio la globalizzazione ha lasciato sulla cultura e sulla vita familiare delle comunità dei villaggi rurali. Il percorso espositivo segue cronologicamente l’attività del fotografo e reporter dalla fine degli anni Cinquanta al 2017: dai primi scatti del villaggio ungherese della Transilvania Szék (in romeno Sic), realizzate nel 1967, alla più recente e concettuale serie Guest Worker Women a Budapest (2014-17).
Ad aprire il percorso “Il passato 1967 – 1978” cui segue “Transizione 1989 – 2016”; alla vita dei pendolari tra la Transilvania e l’Ungheria è dedicata la terza sezione “The Guest Worker” la più nota, e il primo progetto fotografico a lungo termine realizzato nello scenario fotografico ungherese. Si tratta di opere realizzate tra il 1979 e il 1988, diventate ormai pietre miliari della fotografia – come la celebre immagine degli Armadietti per alimenti degli operai – la cui potenza espressiva offre ancora oggi spunti validi per gli artisti contemporanei ungheresi.
Peter Korniss_ Di fronte alla stazione ferroviaria occidentale di Budapest_In Front of the Western Railway Station_1984
A chiudere il percorso la quarta e ultima parte “Guest Worker Women a Budapest 2012 – 2015”, con le fotografie più recenti dell’artista dedicate alle donne transilvane provenienti dal comune Szék (in romeno Sic), che lavorano a Budapest indossando ancora oggi i loro abiti tradizionali rossi. Una forte sensibilità artistica quella di Péter Korniss:che si è rinnovata nel tempo.
La serie The Guest Worker (1988) è stata il primo progetto fotografico a lungo termine nella scena artistica ungherese ed è stata esposta in tutto il mondo, tra cui Monaco di Baviera, Stati Uniti, Praga, Bratislava, e una selezione è stata anche in mostra alla Royal Academy of Art di Londra.
Come fotoreporter per la stampa ungherese Péter Korniss. come per altre riviste internazionali, tra cui il National Geographic, GEO Magazine, Airone, Fortune e Forbes. Dal 1977, è stato membro della giuria del World Press Photo per tre anni.
Diversi e importanti sono i libri pubblicati sui suoi progetti tra cui: “Heaven’s Bridegroom” (1975), “Passing Times” (1979), “The Guest Worker” (1988), “Inventory” (1998), “Attachment” (2008) e “Continuing Memories” (2017).
Le sue fotografie sono presenti in diverse collezioni di gallerie e musei di sedici paesi tra cui il: Museo Ungherese della Fotografia (Kecskemét, Ungheria), Musée Nicephore Niépce (Chalon-sur-Saône, Francia), National Science and Media Museum (Bradford, Regno Unito), Museo Déri (Debrecen, Ungheria), Museo Laczkó Dezső (Veszprém, Ungheria), Galleria Nazionale Ungherese (Budapest, Ungheria), Getty Research Center (Los Angeles, Stati Uniti), The Archive of Modern Conflict (Toronto, Canada).
La monografia verrà presentata domenica 7 aprile presso la Sala della Comunità della Parrocchia San Leonardo Abate. Il direttore: “Per far conoscere di più e meglio”
Dopo il successo de “Le mie interviste ai Vip” presentato nel gennaio dello scorso anno a Serradifalco a Palazzo Mifsud, MICHELE BRUCCHERI, giornalista di grande spessore e sensibilità, nel restituire caratteri, idee e temperamento di protagonisti del mondo della politica, della cultura e dello spettacolo, presenta la sua undicesima monografiadedicata a Serradifalco tra usanze e storie legate ad un momento particolare dell’anno.
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La monografia “La Settimana Santa di Serradifalco” che verrà presentata domenica 7 aprile 2019 alle ore 20,00 presso la Sala della Comunità della Parrocchia San Leonardo Abate, vedrà accanto all’autore, direttore responsabile del proodico di informazione “La Voce del Nisseno”, l’alternarsi di diversi relatori quali: l’arciprete Giovanni Galante, il sindaco Leonardo Burgio, il sociologo Pasquale Petix, editorialista de La Voce del Nisseno, e il presidente Giuseppe Di Forti (Banca Sicana).
Michele Bruccheri, ha voluto dedicare queste pagine alla settimanaSanta vissuta dal suo paese, sottolineandone tradizioni religiose e folcloristiche tra processioni, canti, preghiere, teatro e musica, senza dimenticare di tratteggiare personaggi interessanti. Nella prefazione così scrive il giornalista: “Ogni anno, il mio amato paese accoglie migliaia di persone in occasione della Settimana Santa. Era, da parte mia, giusto e doveroso raccogliere le notizie principali per far conoscere di più e meglio”. Si va dalla Domenica delle Palme all’Ultima Cena, dal Processo alla visita ai sepolcri e al viaggio dei santi, dalla Real Maestranza alla Scinnenza, per arrivare alla via Crucis del Venerdì Santo.
Sono presenti nel testo anche due brevi contributi scritti, firmati dall’arciprete Galante e dal sindaco Burgio. Così padre Galante scrive nel passaggio finale: “Coltivare le tradizioni, purificarle da incrostazioni improprie, trasmetterle con cura e competenza, è opera meritoria per la salvaguardia della identità culturale di un popolo. Merita il ‘grazie’ sentito della comunità”.
Michele Bruccheri,
Il Sindaco Burgio afferma: “Sapere che da oggi abbiamo una monografia che narra gli aspetti principali della Settimana Santa di Serradifalco è molto bello. Ci consentirà di far conoscere ulteriormente la meraviglia di questo impegno che mobilita la nostra collettività serradifalchese”.
Questo supplemento monografico è dedicato alla memoria dei Maestri Cataldo Lalumia e Andrea Maida, due professionisti della musica morti prematuramente. Ai familiari verrà consegnata una targa, voluta fortemente dal giornale che nei giorni scorsi ha festeggiato i suoi primi diciassette anni. Nel corso dell’evento culturale non mancheranno le sorprese. Inoltre al termine dell’evento, ai presenti, verrà distribuita gratuitamente la rivista. Il supplemento monografico è stato realizzato con il supporto di preziosi sponsor.
Nella ChiesaMadre di San Leonardo Abate, edificata nel 1740 ,consacrata nel 1845 da Mons. Stromillo, primo Vescovo della Diocesi di Caltanissetta, sono presenti tra gli altri al suo interno oltre alla statua lignea di San Leonardo Abate, presente nell’altare maggiore, realizzata nel 1662 dallo scultore palermitano Giancarlo Viviano, il bassorilievo con la “Pietà” di Leopoldo da Messina e la sacra Urna con il Cristo Deposto di Francesco Biangardi (Napoli 1832- Caltanissetta 1911) utilizzata per i riti sacri legati al venerdì Santo. La settimana Santa a Serradifalco è vissuta come un momento di alta religiosità tra celebrazioni, cortei, la processione con il crocifisso, in cui è fortemente sentito il dolore della Passione, ma altrettanto avvertita la gioia della resurrezione quale rinascita.
Michele Bruccheri ha lavorato oltre che per i due principali quotidiani della Sicilia “La Sicilia” e “Il Giornale di Sicilia” anche come direttore e addetto stampa per alcuni enti comunali, come corrispondente e caporedattore per alcune emittenti televisive private e ha realizzato numerosi reportage televisivi tra cui: “Serradifalco: salotto del Nisseno” e “Padre Nino, vescovo missionario”. Diversi sono i premi e riconoscimenti ricevuti tra cui il riconoscimento nell’ambito del premio “Noi Serradifalchesi” nel 1999 e il Premio al Photofestival Attraverso le Pieghe del tempo diretto da Lisa Bernardini, Anzio (RM) luglio 2017, per la Categoria informazione periodici accanto a nomi noti del giornalismo italiano come Amedeo Goria.
Nell’ambito della mostra su Ludwing Pollak, un interessante convegno a Palazzo Braschi il 7 aprile alle ore 10.00, ripercorre alcuni aspetti meno noti del suo legame con Sigmund Freud
Nell’ambito della mostra su Ludwig Pollak in corso al Museo di Scultura Antica Giovanni Barracco e al Museo Ebraico di Roma, da sottolineare l’interessante convegno “L’ossessione per l’antico. Sigmund Freud e Ludwig Pollak tra ebraismo, archeologia e collezionismo” che si svolge il 7 aprile alle ore 10.00 presso il Salone d’onore di Palazzo Braschi ad ingresso libero.
Convegno, L’ossessione per l’antico. Sigmund Freud e Ludwig Pollak tra ebraismo, archeologia e collezionismo
Al centro del convegno, promosso e organizzato da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale, dalla Società Psicoanalitica Italiana e dall’Istituto Italiano di Studi Germanici, è il legame di amicizia tra Pollak e Sigmund Freud, che con il grande archeologo condivise la passione archeologica, la radice ebraica e la cultura ebraico-tedesca della grande Vienna.
Ad aprire il convegno, i saluti istituzionali di apertura di Anna Maria Nicolò, Presidente della Società Psicoanalitica Italiana; Ruth Dureghello, Presidente della Comunità Ebraica di Roma, Roberta Ascarelli, Presidente Istituto Italiano di Studi Germanici e Claudio Parisi Presicce, Direttore dei Musei Capitolini, cui seguono diversi interventi volti a sottolineare l’altro aspetto meno noto del Freud collezionista e il percorso che ha portato Pollak a cercare il senso di questa sua passione approfondita durante i suo studi tra Praga e Vienna.
Il convegno vuole mettere in luce il valore del contributo fornito dalla nascente disciplina archeologica alla formazione della teoria psicoanalitica e l’importanza della stessa archeologia nella vita di Freud. Vengono inoltre affrontati i temi della passione collezionistica, che caratterizzò i decenni a cavallo tra XIX e XX secolo, e della cultura ebraica di lingua tedesca, che eccelse in molti campi della scienza e dell’arte contemporanea.
Andrea Casta sabato 6 aprile sarà nella capitale alla nuovissima terrazza notturna “The Roof by QVINTO”
Andrea Casta, violinista futurista con l’archetto luminoso, sabato 6 aprile approda nella nuovissima terrazza notturna The Roof by QVINTO, locale polifunzionale della capitale immerso nel parco di Tor di Quinto, a due passi dalla movida di Ponte Milvio.
Andrea Casta
L’artista è reduce dai successi della Miami Music Week 2019, dove si è esibito nei pool party più esclusivi e ha regalato anteprime delle sue prossime uscite discografiche legate al suo album “The Space Violin Project”, che unisce musica elettronica e fantascienza. Sabato Andrea Casta sarà accompagnato dal dj e producer Sander Costanzi, molto noto per l’attività solista e i successi conquistati con il duo Paggi & Costanzi e proporrà un viaggio musicale tra sonorità deep house, elettroniche e funky, per divertirsi e ballare in una nuova location della nightlife capitolina tutta da scoprire.
Sarà una delle occasioni per godere più da vicino della musica dell’artista bresciano, le cui sorprendenti performance, non solo da ascoltare, ma anche da vedere ed immortalare, hanno appassionato e conquistato sempre più il grande pubblico attenstandolo sul podio dei violinisti pop-dance più seguiti sui social.
L’evento sarà anche occasione per scoprire il The Roof by QVINTO, terrazza open space caratterizzata da ampie vetrate e il natural interior design che, tra salotti, alberi d’ulivo e di agrumi anche all’interno vuole essere un luogo dove godere di stimoli positivi e vivere un ritorno alla natura, dalla cucina all’intrattenimento, e si propone di rivoluzionare le notti romane con proposte di qualità, dalla musica live ai cocktail più curati.
Fieramilanocity, la 2o Sara Zanin Gallery di Roma presente nel Padiglione 3, Stand B22 con l’opera dell’artista Antufiev dal 5 al 7 aprile 2019
Fieramilanocity, Arte contemporanea, moderna e design sono protagoniste alla Fiera MiARTdi Milano, in cui è dato spazio ad un possibile dialogo tra le diverse sfumature espressive, esplorando le relazioni tra il passato e il presente legato alla creatività. Un’occasione in cui al pubblico viene presentata la più ampia offerta cronologica, dall’arte dell’inizio del secolo scorso fino alle opere delle generazioni più recenti. La fiera che apre al pubblico dal 5 al 7 aprile 2019 in Viale Scarampo, 9 a Milano, presenta diverse sezioni tra cui: “Established Masters” dedicata alle gallerie che presentano opere d’arte realizzate entro l’anno 1999, in una selezione che spazia dai maestri dell’arte moderna fino agli artisti oggetto di una riscoperta attuale, “Established Contemporary” dedicata alle gallerie di primo mercato che presentano i linguaggi
Evgeny Antufiev alla MiART con la Galleria Sara Zanin
maggiormente legati alla contemporaneità, dai classici odierni alle produzioni nuove e recenti e “Generations” sezione ad invito in cui due gallerie sono chiamate a creare un dialogo tra due artisti appartenenti a generazioni diverse collaborando ad uno stesso progetto espositivo.
A MiART partecipa anche laGalleria Sara Zanin di Roma (Roma, Via della Vetrina 21) presente nel Padiglione 3, Stand B22 con l’opera dell’artista EVGENY ANTUFIEV che entro una diversa ottica restituisce una uova percezione del rapporto tra presente e passato, tra l’uomo e la natura, l’uomo e la sua storia.
Le sue opere tra oggetti che rimandano ad utensili, o statuine con richiami al culto e ai simboli, proiettano entro un percorso in cui recuperare il passato dell’uomo tra appartenenza e origini attraverso una ricerca che guarda a iconografie simboliche di culture arcaiche lontane di cui rimane traccia. Sono sculture in legno intagliato, fusioni, terracotte tutte connesse a iconografie simboliche, rinvenibili nei riti religiosi e pagani delle culture arcaiche. Da ricordare il significato legato all’iconografia funeraria che Antufiev esplora e ri-anima con il suo peculiare sguardo, declinando una “invocata immortalità” elemento basilare in tutta la sua ricerca artistica.
Le opere di Antufiev riflettono identità ibride, capaci di generare assonanze tra mondi e culture differenti, filtrate dalla cultura visiva del suo paese di provenienza (la Siberia) e dalla tradizione artigianale russa nel trattamento dei materiali.
Si tratta di figure arcaiche e simboliche a richiamare tradizioni e culture distanti, e in questo lo spettatore è portato a fare un salto nel passato e in luoghi distanti, per recuperare pensieri legati a popolazioni lontane percepite come parte della storia. Rappresentazioni di figure, oggetti che richiamando ad abitudini e tradizioni distanti nei secoli, rimettono in gioco il concetto di esistenza aprendo a sensazioni nuove che fanno ripensare al ritorno ad un legame più diretto con la realtà naturale e l’ambiente circostante.
L’artista giapponese è in mostra dal 22 marzo 2019 nello Spazio Damiani con i suoi scatti che vanno oltre la realtà per restituire Immagini in cui l’ombra crea espansioni di corpi e oggetti
Dall’interesse per i luoghi sacri delle grandi antiche civiltà a quello per le persone ai margini della società in particolare quella indiana, fino al richiamo per Pompei, KENRO IZU attraverso la fotografia ha restituito aspetti della storia dell’uomo con sguardo attento e partecipe cogliendo quel senso di rinascita e smarrimento e quelle luci e ombre che attraversano l’esistenza. Allo stesso tempo anche lo studio della natura morta lo porta ad una interpretazione nuova del soggetto di cui cattura l’essenza spirituale insita nei corpi e negli stessi oggetti.
Nato ad Osaka in Giappone nel 1949, KENRO IZUsi è formato a Tokyo alla Art at Nippon University, scegliendo poi di trasferirsi a New York nel 1974 dove attualmente vive e lavora.
Kenro Izul esposizione “Seduction”, Spazio Damiani, Bologna
A questo protagonista della fotografia contemporanea, le cui opere sono state esposte in diverse gallerie dall’Asia all’ Europa agli Stati Uniti tra cui: il Rubin Museum of Art di New York, l’Arthur M. Sackler Gallery di Washington, il Kiyosato Photographic Art Museum in Giappone, la Serindia Gallery di Bangkok e la Galleria Forma a Milano, è dedicata l’esposizione “SEDUCTION” presso lo Spazio Damiani a Bologna. La personale del fotografo giapponese, che inaugura il 22 marzo 2019 alle 18.30, aperta fino al 31 luglio, presenta 15 scatti della serie “Still Life” realizzati da Kenro Izu tra il 1991 e il 2017, in cui il concetto di ombra viene valorizzato in quanto fenomeno che restituisce un nuovo modo di osservare l’oggetto, i corpi e lo spazio dove essi si collocano ed inseriscono.
Si tratta di fotografie dai soggetti eleganti e raffinati prese dalle quattro sezioni in cui si articola la serie: Flora, Body, Blue e Orchard. Si procede da soggetti quali fiori, frutta e corpi umani cui viene restituita una nuova visione, a composizioni di oggetti dal sapore metafisico, per poi passare all’omaggio a Picasso del periodo blu con due cianotipie tratte dalla sezione Blue. Le forme astratte del corpo femminile, grazie a questa tecnica della cianotipia su platino sviluppata dal fotografo, emergono dal colore blu e dalle ombre profonde del platino.
Il suo lento processo creativo nello svelare l’essenza spirituale di corpi e oggetti, lo porta a rendere palese un atto di seduzione tra l’artista stesso e il soggetto osservato, Dalla cultura tradizionale giapponese egli riprende il fenomeno delle ombre che al pari della luce, definiscono i corpi, gli oggetti e gli spazi assumendo un valore positivo rispetto a quanto ritenuto nella cultura occidentale.
Viene utilizzata per tredici fotografie la tecnica di stampa al palladio, la più raffinata delle tecniche di stampa in bianco e nero attraverso cui le immagini presentano una vasta ampiezza nelle sfumature, dando valore alla resa del gioco di luci e ombre.
Il suo primo accostamento alla fotografia digitale avviene con la serie “ Requiem” che fa riferimento alla vicenda della città di Pompei quasi duemila anni fa distrutta dall’eruzione del Vesuvio.
A seguito del viaggio in Cambogia nel 1993 in cui constata le condizioni di estrema povertà della popolazione con molte carenze nel sistema sanitario, si decide a fondare un’associazione no-profit, Friends Without A Border (Friends). per dare vita in Cambogia a Siem Reap, all’ospedale pediatrico Angkor Hospital for Children (AHC), che da allora ha curato oltre un milione e seicentomila bambini. Inoltre nel 2015 ha fondato un secondo ospedale pediatrico a Luang Prabang, in Laos, il Lao Friends Hospital for Children (LFHC).
Diversi i volumi da lui pubblicati tra cui “Sacred Places” (Arena Editions), “Bhutan sacred within” (Nazraeli), “Teritories of Spirits” (Skira Books), “Eternal Light (Steidle)”, “Seduction” (Damiani).
Numerosi anche i premi e riconoscimenti ricevuti tra cui: il National Endowment for Arts, il New York Foundation for Arts e la Guggenheim Fellowship.
Il saggio dello scrittore napoletano intende restituire il giusto riconoscimento a questo grande artista poliedrico e versatile tra teatro e cinema.
La presentazione a Roma alla Libreria “Hora Felix” in Via Reggio Emilia, il 23 marzo 2019
Spesso considerato secondo al fratello Eduardo, in realtà Peppino De Filippo (Napoli 1903-Roma 1980) tra i più importanti e apprezzati comici italiani, attraverso il suo personaggio sulla scena, ha saputo mostrarsi unico, sempre in perfetta sintonia con il partner. Il successo di una rappresentazione teatrale, e anche cinematografica spesso era dovuto alla capacità della “spalla” di condurre l’attore principale a dare il meglio di sé in scena. Il suo essere stata la “spalla” perfetta per attori come Eduardo e Totò ha contribuito in qualche modo alla loro fama e popolarità.
Peppino De Filippo, però, è stato un personaggio completo: grande attore di teatro e di cinema, novelliere e disegnatore, poeta e canzoniere, inoltre ha scritto circa cinquanta opere tra commedie e farse. Insieme a Totò formò una delle coppie più acclamate del cinema italiano dando vita a film di grande successo tra cui “La banda degli onesti” e “Totò Peppino e la…. malafemmina”.
A ripercorrere la sua vita di uomo e attore, tra contesto familiare e teatro spesso intrecciati tra loro, dando spazio ad opere teatrali mai rappresentate in cui spicca la sua bravura, unitamente a testi critici e pubblicazioni sul suo conto, è lo scrittore napoletano Ciro Borrellicon il saggio “Peppino De Filippo, Tra palcoscenico e cinepresa” edito da Kairòs (2017) che sarà presentato a Roma il 23 marzo 2019 alla LibreriaCaffè Letterario “Hora Felix” in Via Reggio Emilia, 89 alle 18.00.
A moderare l’incontro sarà Maria Rizzi, presidente Iplac, relatori Roberto De Luca e Laila Scorcelletti,, mentre le letture saranno a cura di Loredana D’Alfonso eccellente scrittrice di gialli e racconti.
L’autore Ciro Borrelli, che parallelamente al lavoro come impiegato pubblico, coltiva la sua grande passione per il teatro, il cinema, la musica e lo sport all’aperto, con questo saggio ha voluto non solo render omaggio ad un grandissimo attore teatrale del secolo scorso, ma in particolare restituirgli il giusto merito.
Suddiviso in sette parti il libro, partendo dalla biografia di questo personaggio dalla innata capacità di intuire le esigenze del suo partner durante la rappresentazione, e soffermandosi sul rapporto che egli ebbe non solo in scena con i fratelli Eduardo e Titina con cui fondò nel 1931 la Compagnia Teatro Umoristico: i De Filippo, da cui si separò nel 1944, restituisce una figura dalla grande sensibilità e personalità scenica.
Viene trattata anche la maschera di Pappagone da lui inventata per la televisione che da personaggio di intrattenimento era divenuto una sorta di divo dello spettacolo, un eroe amato dai bambini. Non mancano pensieri e ricordi su di lui riportati nel volume grazie alle interviste fatte a personaggi che lo hanno conosciuto e con cui ha lavorato .
Nel libro si parla anche di cinque pellicole, poco conosciute, dove Peppino è protagonista e non spalla: come “Un giorno in pretura”, “Ferdinando I re di Napoli” e “Arrangiatevi” a testimoniare la sua versatilità e bravura; e poi spazio ad altre opere non note quali: “Cupido scherza e spazza” (1931), “Un povero ragazzo del 1936” e “Le metamorfosi di un suonatore ambulante” (1956) che segnò il suo trionfo a Parigi, Praga, Londra e Mosca. Una figura quella di Peppino De Filippo da rivalutare e riscoprire.
Counselor olistico, Thetahealer e Formatrice Crescita Personale, Francesca Di Sarno presenta a Roma due percorsi dedicati al viaggio interiore nel mondo delle Emozioni
Affascinata dal mondo della Psicologia e della Spiritualità, ma anche dell’Arte, dal Teatro e da tutto quello che include autoconoscenza FRANCESCA DI SARNO Counselor olistico, Thetahealer e Formatrice Crescita Personale, ha acquisito sempre più la convinzione di quanto sia fondamentale entrare in contatto con le proprie emozioni per poterle riconoscere e comunicare, aprendosi così ad un vero rapporto con gli altri senza sovrastrutture, liberi da quei condizionamenti che questa società sembra imporre sempre di più.
Approdata al mondo del Counseling si è interessata anche di Bioenergetica, Psicosomatica, Meta-Medicina, Antroposofia di Rudolf Steiner e della pratica sciamanica-animistica del Mantra Madre diffusa da Selene Calloni Williams. Attraverso il suo lavoro di counselor olistico, formatrice nell’ambito della crescita personale, intende guidare le persone verso una maggiore consapevolezza su come riconoscere e gestire le proprie emozioni, svincolati da limitazioni e dipendenze.
“Serata SIAF”incontro dedicato alle emozioni “Emo-Azioni-Amo-Ci” il 21 marzo 2019 a Roma Galleria Sallustiana
Il prossimo 21 marzo 2019 Francesca Di Sarno in occasione della manifestazione “Serate SIAF” presso la Galleria Sallustiana Art Today di Roma (Via Sallustiana 27 A) terrà un incontro dedicato alle emozioni “Emo-Azioni-Amo-Ci” dalle 18.30 alle 21.00. Si tratta di un incontro esperienziale nell’ambito della Crescita Personale per entrare in contatto con le proprie emozioni e scoprire quanto la loro conoscenza e gestione consenta una migliore qualità di vita, accrescendo la relazione con sé e gli altri.
Per quanti parteciperanno all’intera serata verranno rilasciati 3 crediti formativi ECP per l’aggiornamento di Counselor, Operatori Olistici e altri professionisti del settore. Per informazioni e prenotazioni contattare il 340/58.88.027 o scrivere a info@francescadisarno.it
Percorso su emozioni e relazioni “Emo-Azioni-Amo-Ci” dal 30 marzo a Roma presso l’Ass. “L’IncontroèQui”
Da non perdere inoltre l’appuntamento che Francesca Di Sarno dedica al ciclo di incontri da lei ideato, “EMO-AZIONI–AMO-CI” formato da 5 workshop teorici esperienziali,sulle emozioni e relazioni nell’ambito della crescita personale, che si svolgerà a Roma a partire dal 30 marzo 2019 – primo incontro – (dalle 15.00 alle 18.00) al 6 luglio, presso l’Associazione “L’IncontroèQui” in Via Nicola Festa 13, zona Bufalotta.
In questo primo workshop intitolato “CONTATTIAMO LE NOSTRE EMOZIONI“, Francesca Di Sarno affronterà la complessità del mondo emozionale, e come le stesse emozioni influiscano sulle proprie scelte non sempre consapevoli. In particolare si esamineranno i diversi tipi di emozioni e si entrerà in contatto con esse, percependole nel corpo. All’interno di questo ciclo di Workshop, “EMO-AZIONI-AMO-CI”, si entrerà in contatto con le proprie emozioni, si conosceranno le ragnatele invischianti e le sabbie mobili risucchianti che trattengono l’individuo dall’esprimere il proprio potenziale per attivare in sé un processo di conoscenza e di riconoscimento del proprio valore. Questo al fine di sviluppare autostima, risvegliare il proprio potere personale, migliorare la propria capacità di prendere decisioni. Questo percorso mira a stimolare i partecipanti a prendersi la responsabilità sia delle proprie emozioni, imparandole a gestire, sia delle proprie scelte, migliorando la propria qualità di vita e creando una relazione d amore e rispetto per sé e gli altri.
Per giungere ad una piena consapevolezza nelle scelte e nel costruire relazioni armoniche sono necessarie l’ascolto, l’accoglienza, ma il primo ascolto deve avvenire dentro se stessi riscoprendo e riconoscendo le emozioni.
Si può scegliere di frequentare sia i workshop di maggiore interesse, sia l’intero percorso.A seguito dell’intero percorso saranno rilasciati 22.5 crediti formativi ECP per l’aggiornamento di Counselor, Operatori Olistici e altri professionisti del Benessere. Questi professionisti, oltre ad accrescere le loro conoscenze e migliorare la loro qualità di vita, acquisiranno tecniche utili per espandere la loro intelligenza emotiva e divenire sempre più empatici, accoglienti e intuitivi verso i propri clienti.
Questo ciclo di cinque workshop è inoltre utile anche a chi è interessato a questi argomenti per la propria crescita personale per innalzare la propria conoscenza e consapevolezza e per migliorare la relazione con sé e gli altri. Viene utilizzato per la conduzione dei cinque workshop un approccio olistico integrato che si avvale di diverse tecniche, quali la visualizzazione guidata e strumenti di mediazione artistica come il teatro, la musica, la scrittura creativa.
Il percorso prevede i seguenti incontri:
– 30 Marzo h 15-18 “Contattiamo le nostre emozioni”
– 6 Aprile h 15-18 “Libera-mente, libero cuore, libero te”
– 18 Maggio h 15-18 “Guarire le Ferite dell’Anima”
– 15 Giugno h 15-18 “Cosa si nasconde dietro la maschera?”
– 6 Luglio h 15-18 “Risveglia il tuo potere personale”
Per informazioni e iscrizioni si prega di contattare entro il 28/3 il numero340/5888027 o scrivere a info@francescadisarno.it
ANDREA TRISCIUZZI scultore di fama internazionale sarà presente con la Croce Astile dedicata a Papa Bergoglio nella mostra collettiva “BRANI DELLO SPIRITO” a cura del critico d’arte Giorgio Palumbi presso il Museo Venanzo Crocetti.
L’esposizione internazionale “Brani dello Spirito” – arte liturgica, arte sacra, iconografia classica e contemporanea che contempla opere di pittura, scultura e mosaico esposte presso gli spazi del MuseoCrocetti a Roma in via Cassia 492, sarà inaugurata il 6 dicembre 2018e resterà aperta fino al 22 dello stesso mese ad ingresso libero.
Il Maestro Andrea Trisciuzzi presenta un’opera unica e di pregio sul piano stilistico e contenutistico attraverso la quale ha voluto comunicare i profondo sentimento di fede cui si accompagna la povertà e il motivo della rinascita attraverso le prove della vita.
L’immagine di San Francesco che è presente sulla croce rappresenta l’immagine di Cristo per la sua umiltà e semplicità con cui ha amato il prossimo donando accoglienza e portando parole di speranza e pace. La scultura, realizzata in filoresina bronzata (alta i metro e 5 centimetri) che oltre alla figura del Santo di Assisi presenta quella di Papa Francesco e del Cristo crocifisso e risorto, sta a simboleggiare l’umanità che si salva e vince le tenebre del peccato grazie ala fede.
Alla base della composizione artistica è la figura di Papa Francescoa piedi nudi con lo sguardo rivolto verso l’alto: una mano protesa invoca il perdono dei peccati dell’umanità, ’altra con cui si sorregge alla croce simboleggia la cristianità sulla terra. Al di sopra è San Francesco, simbolo di umiltà e povertà, scelte incoraggiate dal Pontefice per la Chiesa del prossimo futuro. Alla sommità si trova la figura del Cristocrocifisso e risorto che salva l’uomo.
Andrea Trisciuzzi
Oltre al Maestro Trisciuzzi espongono artisti di gande spessore tra cui vanno citati: l’architetto Ruggero Lenci, docente presso la facoltà d’ingegneria di Roma, con un mosaico di pietre dure ad omaggiare S.Maria Gorett,Veronica Piraccini docente di pittura all’Accademia di Belle Arti di Roma con un’interpretazione contemporanea della Sindone, Rita Delle Noci con un S.Giorgio a china ed a punta d’argento.
Tra i pittori Cecilia Aguello Sanson, Simona Battistelli, Iginia Bianchi, Rosanna Cappello, Giovanna Cataldo, Giacomo Di Corato in arte Jack Tuand, Claudio Giannitelli, Angelo Friggerio e Elonora Gudenko. Tra gli scultori Giuseppe Bianchi, Ruggero Marino,Riant Chantal La Chauvenier, mentre tra i vetrartisti citiamo Innocenzio Vigoroso e Federica Frassetto.
Nello spazio del Museo il 13 dicembre alle ore 17.00 vi sarà il concerto della pianista Elizabeth Sombart ed il 15 dicembre la “Giornata letteraria” con importanti scrittori tra cui: Lucia Modugno, Sara Sajeva,Marco castracane e Tonino Scatamacchia.
IlGrande Ballo delle Debuttanti tra eleganza, solidarietà e cultura
Alla Reggia di Venaria Reale, nel magnifico Salone Diana lo scorso 10 novembre si è svolto il Grande Ballo delle Debuttanti tra eleganza, solidarietà e cultura. Giunto alla sua 24esima edizione, il ballo è stata una preziosa occasione per le 30 meravigliose Debuttanti in abito della Maison Carlo Pignatelli che hanno sfilato, accompagnate dai Cadetti dell’Accademia Navale di Livorno in alta uniforme. La Reggia di Venaria Reale è una delle residenze sabaude parte del sito seriale UNESCO iscritto alla Lista del Patrimonio dell’umanità dal 1997, progettata dall’architetto Amedeo di Castellamonte.
Marina Castelnuovo Lisa Bernardini e Natasha Stefanenco
“Come per gli anni passati, anche per questa edizione 2018 nella serata charity sono stati raccolti molti fondi grazie alle donazioni dei partecipanti, realizzando così progetti sociali ed obiettivi umanitari” – ha dichiarato il Presidente del Comitato, nonché Fondatore del Gran Ballo della Venaria Reale, Notaio Claudio Limontini insieme a tutto il Comitato Organizzatore.
Quest’anno beneficiario della raccolta fondi della serata è stato il Corpo Italiano di Soccorso dell’Ordine di Malta, da anni impegnato in prima linea nelle drammatiche emergenze naturali del nostro Paese.
Il prestigioso evento ha focalizzato l’attenzione sulla campagna di sensibilizzazione contro la violenza sulle donne con l’adesione al progetto “scarpette rosse”, che sono state indossate dalle Debuttanti, così come spiccavano i deliziosi bouquets con nastri rossi.
La conduzione della serata è stata affidata a Natasha Stefanenko ed al marito Luca Sabbioni, che hanno fatto notare la bravura ed il “sincronismo” delle meravigliose coppie di Debuttanti e Cadetti visibilmente emozionate e volteggianti felici a suon di valzer viennesi.
Notevole l’eleganza degli abiti lunghi delle Signore, tra raffinati smoking e frac per i Signori presenti in sala. Sontuoso e ricercato è stato anche il pranzo di gala, servito nei diversi Saloni della Reggia, seguito dalla quadriglia di mezzanotte e dal fatidico taglio della mega torta.
parure in cristalli fondo rosa
Tra gli ospiti che hanno dato grande lustro alla serata “Vienna sul Lago 2018” si sono notati i nomi tra i più aristocratici ed importanti del bel mondo; in prima linea nel parterre degli illustri personaggi invitati, presente anche nel palco delle autorità, non poteva mancare l’attrice, conduttrice ed imprenditrice Marina Castelnuovo, celebre sosia ufficiale di Liz Taylor, conosciuta a livello internazionale quale esponente del dorato mondo Hollywoodiano e del Gotha mondiale, accompagnata dalla P.R. Lisa Bernardini, Presidente dell’Associazione Culturale Occhio dell’Arte.
Per l’occasione del Grande Ballo delle Debuttanti Marina Castelnuovo, sempre attiva nel sociale e da qualche anno Testimonial di A.N.D.O.S. VARESE (Associazione Nazionale Donne Operate al Seno), ha donato una parure della sua collezione in Swarovski “Marina Castelnuovo Bijoux”, realizzata dalla Ditta De Liguoro, ispirata agli splendidi gioielli di Liz Taylor, che hanno fatto storia e che hanno avuto copertine e ribalte glamour, resi famosi dal grande mito che li ha indossati in eventi mondani internazionali. La parure dei preziosi che è stata messa in palio quale 1°Premio della Lotteria del Gran Ballo, è stata vinta dalla madre di una Debuttante italiana presente, emozionata ed eccitata come la figlia, perché ha dichiarato che il suo mito è sempre stato Liz Taylor