Commenti alle opere letterarie di Bruno Mancini

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Commenti alle opere letterarie di Bruno Mancini

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Bruno Mancini scrittore

Recensione di Marina De Caro

Recensione di Roberta Panizza

Recensione di Liga Sarah Lapinska

Intervista di Michela Zanarella

Caterina Guttadauro La Brasca intervista Bruno Mancini per FATTITALIANI

La Voce – Caterina Guttadauro La Brasca intervista Bruno Mancini – Agosto 2018

Commenti alle opere

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Brevi commenti amichevoli ricavati dalle varie recensioni ai suoi libri pubblicati:

Angela Prota:

Commenti alle opere letterarie di Bruno Mancini

La poesia di Bruno Mancini  è acqua che scorre chiara sulle pietre della vita, è vitalità espressa con colori, immagini di oggi e di ieri, è sensualità sonora che si sposa a quel ritmo interno che cadenza la gioia ed il dolore, frutti di un solo albero con radici antiche che abbracciano ogni giorno l’Immenso… ed è subito Vita!”

Angela Maria Tiberi:

Commenti alle opere letterarie di Bruno Mancini

“Bruno di grande nobiltà poetica che arricchisce l’anima del lettore sensibile alle problematiche di vita. Molto profondo e vigile ad evidenziare la bellezza e la follia dei sentimenti.

Liga Sarah Lapinska:

Liga Sarah Lapinska

“Angela Prota ha ragione.
Le poesie di Bruno Mancini sono molto chiare, giuste e naturali, simili all’acqua corrente, alla fiamma danzante, ai venti selvaggi e mai addomesticati.”

Commenti alle opere letterarie di Bruno Mancini

“Vedo una folla che si muove compatta verso un’unica meta guidata dagli incitamenti di colui che punta il dito ed una penna, che crea volti per i sentimenti.”

“…si fondono nell’intero componimento in una prospettiva ampia che contempla l’umano, l’umano cammino. Ed è una Commedia, una Commedia divina in chiave poetica, in versi che sento anche io estremamente dolorosi, con il preciso intento di affidarli alla penna , che non li disperda ma li urli e li renda in qualche modo eterni”.

“… lodo quel senso di eco lontano che riverbera le parole enfatizzandone i concetti”.

“Percorso di memoria o ricerca di spazi temporali virtuali?”

“Il continuo intersecarsi di livelli di identità con ipotesi e incarnazioni simboliche…”

“…sembrano accarezzare un sogno lontano, una speranza che non sarà mai certezza, un miraggio di felicità che si perde oltre l’orizzonte illusorio di fragili esistenze.”

Commenti alle opere letterarie di Bruno Mancini

“…a volte lirismo crepuscolare, intriso di soffusa malinconia, di struggente tristezza.”

“Opera interessante per i contenuti e le tematiche affrontate, nonché per i valori estetici…”

“…seria preparazione, corredata da rimarchevole fantasia.”

“…lavoro meditato, armonioso di buon afflato poetico.”

“ Bella poesia, con alti picchi in termini d’emozione e intensità.”

“…sincero, elegante, sempre aderente al soggettivismo letterario del particolare momento che attraversiamo.”

“Non racconto né romanzo, più che risolverli lascia aperti molti quesiti anche sul piano puramente tecnico linguistico.”

Commenti alle opere letterarie di Bruno Mancini

“Ed io invece, Bruno, ho letto a ritroso, prima la seconda parte, bellissima, ed ora la seconda, altrettanto splendida. Senso o non senso è una poesia dal forte impatto emotivo. Giochi con il lessico e le iterazioni, che adoro, ed è questa una delle poesie più belle che abbia letto qui dentro, quel genere di poesia che cerco e difficilmente poi trovo.
Mi domando come mai non ti abbia scoperto prima, Poeta??!!”

“Una poetica lacerata e sfuggente…”

“Le aperture liriche, più che segnare il passo dell’emozionalità, offrono un ulteriore invito a perdersi nei labirinti della parola scritta…”

“Quasi poesia cruda, percuote e carezza, giovane e antica…”

“Lavoro intenso, vissuto nella profondità della sua composizione, fatta di toni e di immagini…”

“Una voce nuova che chiama ad ascoltarla ed a giudicarla senza inibizioni, come liberamente essa è sviluppata.”

Commenti alle opere letterarie di Bruno Mancini

“Sì, lasci molto lavoro a chi legge, eppure questo mi affascina della tua poesia, la afferri e ti sfugge: in essa ti perdi ed allora ti turba… e cerchi il senso e lo cogli e ti lascia poi subito in dubbio. Ma il dubbio stimola, ti coinvolge … Sperimentalismo? Se lo è, come credo, ben venga; io lo adoro.
Bravissimo. Vero artista.”

“Troverete un urlo e un soffio di amore, un vuoto, immersi nella forza e nella malinconia di chi…
Prima dell’alba
regalami un verso
così che io possa
sfrontata babbuccia
ricamo sulla brina
imprimere.

Al sole tenero
Vederla piangere di gioia”

Commenti alle opere letterarie di Bruno Mancini DILA APS

PROSE

Preview Per Aurora

Come i cinesi volume primo

Come i cinesi volume secondo

Per Aurora volume primo

Per Aurora volume secondo

Per Aurora volume terzo

Per Aurora volume quarto

Per Aurora volume quinto

Alla ricerca dei percome

Per Aurora volume settimo – Un’altra Gilda

Per Aurora- Tutti i racconti

La ch

Incontro con un maestro

Racconti inediti

Bruno Mancini scrittore

POESIE

Davanti al tempo

Agli angoli degli occhi

Segni

Dedicate e preferite

La sagra del peccato

Incarto caramelle di uva passita

Non rubate la mia vita

Io fui mortale

Sasquatch

Non sono un principe

La mia vita mai vissuta

Poesie inedite

Traduzioni

Traduzioni poesie di Bruno Mancini

Francese Dalila Boukhalfa

Inglese Pamela Allegretto Franz

Napoletano Luciano Somma

Lettone Liga Sarah Lapinska

Libere interpretazioni

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Varie

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Il Dispari 20230828 – Redazione culturale DILA APS

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Il Dispari 20230828 – Redazione culturale DILA APS

Il Dispari 20230828

Il Dispari 20230828 – Redazione culturale DILA APS

VASCO E MEDEA

PARTE SECONDA

Capitolo C

[…]

Quando
un giorno avrai uno specchio
 avrai due occhi
per ascoltare una canzone
in solitudine
Ah! Vasco
dimmi quel posto.
Io vengo.
Uhh Uhh Uhh.

Capitolo D

«Il mio mestiere di responsabile di un ufficio di vigilanza mi concede molte libertà, in special modo quando devo controllare l’operato delle guardie, e per me rende prive di segreti le persone e gli ambienti e tutti gli aspetti della vita notturna.
Mi dà inoltre spesso la possibilità di viaggiare, conoscere bella gente, località famose, modi di vita diversi: a volte patriarcali in altri casi finanche eccentrici.
Così è stato in questa occasione.
Effettuo un servizio di vigilanza a bordo della ammiraglia di tutta la flotta turistica italiana!
Su e giù per il mediterraneo carichi di milionari, petrolieri, avventurieri, signore vere, e signore false, signorine di grandi speranze, e signorine per modo di dire, tutta bella gente.
Li riconosco bene.
In più ho il senso dell’investigatore per deformazione professionale, la curiosità di controllare ogni azione, persona, oggetto, non perfettamente riconducibile a determinate abitudini.»
«Per ciò ti chiamano Manson?»
«Esatto.»
«Perché Red?»
«La camicia.»
«Rossa?»
«Esatto.»
«Sempre?»
«In questa occasione posso rivelare un grande segreto.
Per me grande.
Mai detto.
Mai detto prima.
Ne indossavo una uguale durante la repressione dell’Ungheria, nel periodo in cui facevo il giardiniere in una villa con un grande cancello di ferro battuto, un viale ed un pollaio e… »
«Va bene, va bene.»
«L’ho conosciuto come dirigente ufficio fidi di una banca di media grandezza che è nostra cliente per il trasporto valori.
Faccio anche questo.
Aveva optato per un profilo sociale e professionale decisamente anonimo, allo scopo di non dover subire pressioni o influenze da parte di nessuno.
Credo.
Finanche con i dipendenti non ha stabilito alcun rapporto, e, lui per loro, è quasi uno sconosciuto.
Così dicono.
Escludendo due segretarie e due contabili, tutte donne di mezza età che oltre l’ufficio sono solo casa e famiglia.
Conosco tutti.
Originario di un paesetto di cultura marinara, nello scegliere la sede definitiva del suo lavoro aveva privilegiato la cittadina rivierasca, né grande né piccola, per non privarsi della vicinanza con il mare.
L’ho visto spesso con la donna.
Neppure i giornali, neppure la benzina o le sigarette si possono considerare azioni del suo quotidiano.»

Il Dispari 20230828 – Redazione culturale DILA APS

Capitolo E

Interrompo il vigilante Manson Red, mentre ci sta presentando un ritratto conciso delle particolari abitudini di Vasco, perché non voglio continuare a nascondere di essere stato turbato, e ve ne sarete certamente accorti, dalla opportunità di sedere accanto ad una donna, Aurora, tanto misteriosa quanto guascona.

Il particolare stato emotivo caratteristico di ogni prima volta ha confuso non poco la lucidità delle analisi che ho voluto proporre, e ciò, se non ha impedito che mi addentrassi nei cunicoli delle personalità di Vasco e Medea con una obiettività assolutamente predominante nei confronti di qualsiasi valutazione, ha di certo limitata la scorrevolezza dell’inserimento di pieghe comportamentali meno evidenti e comunque ugualmente rappresentative.

Durante questa prima parte della conversazione con Manson Red, e che il giustiziere rosso continuerà a proporci, quella mancanza è risultata per me evidente e dolorosa, proprio in virtù della precisione con la quale, lui, ha invece evidenziato e dato valore a minimi dettagli.

Ora che l’emozione dei primi momenti è parzialmente superata ripenso al difficile percorso, impervio per il fisico e tormentato per la mente, con cui mi sono fin qui confrontato e, per un verso mi ammanto di orgoglio, per un altro mi pungolo a non sciupare tutto.

Devo continuare tenendo ben presente la necessità di essere più incisivo nel tentativo di catturare la vostra completa attenzione anche verso i particolari apparentemente insignificanti.

Perché possiate valutare, ascoltando confidenze, superando buchi e approssimazioni, assegnando forme ad intuizioni, ricalcando contorni sbiaditi, volteggiando ancora con la fantasia, mimando pensieri, immedesimandovi, ecco, ora lo posso dire, per capire profanandovi, se questa che vi sto proponendo sia veramente una nuova bella storia d’amore.

Aurora, per alcuni è un nome che poco si addice al ruolo che ricopre.

Profanandosi.

Sono seduto accanto alla donna, guascona, Aurora, che tutti chiamano “La Signora».”

Profanandomi.

Il Dispari 20230828 – Redazione culturale DILA APS

Capitolo F

L’uomo vestito di bianco con un anello di rubino al dito, dalla pedana del piano bar inizia a suonare “Never let me go”, un lento motivo di struggente malinconia, nel preciso momento in cui, sulla parete di fronte formata da uno specchio opaco di dimensione eccezionale, si materializzano, come fantasmi, come in un film, scene di vita di incredibile nitidezza srotolate con la stessa inquietante tristezza delle note semplicemente accennate.

La sua compagna con un ventaglio di seta giapponese a colori sgargianti e stecche di bambù che ondeggia in docili semicerchi, voltandosi e rivoltando il busto eretto infisso nelle lame del vestito, gli porge una birra, gli accende una sigaretta, gli accarezza i capelli.

L’uomo vestito tutto di bianco con un bocciolo di ginestra (ginestra, fiore amato dalla mia donna) all’occhiello del bavero non guarda.
Non vuole guardare.
Sa già tutto.
Nessuna meraviglia, neppure un briciolo di stupore.
Una vita ad ascoltare i pianti e le sciocchezze di gente che non gli ha mai chiesto “Ma tu?
Ora suona ad intuito, senza bisogno di conoscere, e non vuole sapere, non guarda, batte i tasti, e ti immerge in una delle sue risposte: “Anche io”.
Ti confonde con un suono, è sua la tua emozione, angoscia, allegria.
Forse alza gli occhi, forse stringe il bicchiere, dondola la testa, sembra tanto vicino alla tastiera, rivolge un tenero sorriso alla compagna dalla pelle ambrata, insieme a lei anima e cervello, le mani quasi toccano il bocciolo di ginestra, non guarda e sa già tutto.

Ecco Vasco: è notte, ritorna al vecchio palazzo.

Vasco, che stringe una grossa coperta rossa arrotolata sotto un braccio, si avvicina con molte cautele al cumulo di rifiuti verso il punto preciso in cui poche ore prima l’aveva visto.
Lo scorge al di sotto di un mucchio di rami di ginestra (ginestra, fiore amato dalla mia donna) e glicini… libera le braccia poggiando la coperta sulle spalle ed inizia a…

«In ogni luogo il silenzio notturno appartiene ad una speciale categoria di sensazioni: quelle che si evidenziano attraverso una grande attenzione.
è una mia idea.
Non è come l’acqua fredda sul corpo nudo, il silenzio di un luogo è una miriade di vitalità miscelate in apparenti assenze.
Mi spiego?
In combinazioni differenti per ciascun angolo, piazza, terrazza, casa, albergo, barca, bosco, montagna, ed esso cambia, ma non tutti se ne accorgono… »
«Come una toccata di Bach? Quattro note per ventidue variazioni?»
«… non capisco ma se lo dice Lei!
Ammanta il territorio nella sua specificità, evidenzia gli oltraggi, si insedia, si intrufola, possiede la tua tranquillità senza che tu ne sia consapevole.
Non è il mio caso.
Mai.
Io l’ho studiato, li ho studiati, con costanza ed attenzione, con affetto, usando sensibilità fisiche e percettive custodite e difese con la maggiore cura e tenute separate da applicazioni volgari e banali.
è tutto vero.
Se un pullman passa in lontananza so chi lo guida, da dove viene e, forse, anche quante persone sta trasportando!
Esagero, solo fino ad un certo punto.
Certo è che conosco tutti i silenzi di tutte le ore di tutti i luoghi che ho frequentato.
Di tutta la mia isola.
Lui fu una specie di frammento che improvvisamente si spezza.
Entrava nel raggio di azione della mia particella notturna con cautela ed imperizia, movimenti d’aria, respiri, passetti rapidi, per avvicinarsi ai luoghi prescelti; e poi un lento spostare oggetti disarticolati, gracchianti, sconnessi, per riporli, infine, in vicine sporgenze, e di nuovo in auto con il motore a basso regime e luci fisse sugli anabbaglianti.
Non ho mai udito la sua invasione in una notte di pioggia.»
«Ha mai portato via qualcosa?»
«Solo una volta.
Una busta. Pareva un biglietto d’auguri.
E non mi sbaglio.»

Prosegue lunedì prossimo

ISBN 9781471081149, pagine 93, copertina morbida, A5 (148 x 210 mm), 14.00 €, acquistabile all’url:

 https://www.lulu.com/it/shop/bruno-mancini/per-aurora-volume-primo/paperback/product-29772m.html

Il Dispari 20230828 – Redazione culturale DILA APS

Il Dispari 20230828 – Redazione culturale DILA APS

Il Dispari 20230824

A SARA BRESSY

(24/08/1917 – 27/01/1999)

Aurea amica
di spettacoli vivi,
perle d’affetto
per la famiglia.
Donna di umorismo
e ricchezze morali.
Tuo fu il SOLE
nel vivido giorno.
Tuoi gli incantesimi
per la famiglia.
Tu, un mondo
di vivacità
nel sentimento.
Tuo il dolore
sotto chiave.
Ritorno fanciullo
negli arcobaleni
della tua giostra.
Omaggio la tua memoria
nel giardino Sacro
e si accende
ogni AMARCORD
del tuo cuore!
A presto, Sara!

Biagio Di Meglio – scrittore poeta

Il Dispari 20230824

Sara Bressy e Antonio Mancini

Il Dispari 20230824

Il Dispari 20230821

Il Dispari 20230821 – Redazione culturale DILA APS

BRUNO MANCINI – VASCO E MEDEA

Terza puntata

Questo racconto “Vasco e Medea”, che stiamo pubblicando a cadenza settimanale, fa parte del primo volume della serie “Per Aurora” che ho scritto a partire dagli anni ’80 e che continuo a scrivere seppure con molte lunghe pause.

Terza edizione 22 agosto 2022, ISBN 9781471081149, pagine 93, rilegatura copertina morbida, dimensioni A5, 14.00 €, acquistabile all’url:

 https://www.lulu.com/it/shop/bruno-mancini/per-aurora-volume-primo/paperback/product-29772m.html

Scrivendo un commento a questo articolo (di almeno 1000 battute), e inviandolo in formato word entro il prossimo 25 agosto a bruno@dilaaps.it  (completo di nome, cognome e indirizzo postale) l’Associazione “Da Ischia L’Arte – DILA APS” regalerà una copia del libro ai primi 10 autori dei commenti ricevuti.

Buona lettura

Il Dispari 20230821 – Redazione culturale DILA APS

VASCO E MEDEA

PARTE PRIMA

Capitolo decimo

Per tutto il percorso di ritorno, ed ancora sulla nave, Vasco cammina distante da lei, è agitato, irrequieto, è chiuso in un mutismo provocante, fremente, beve, fuma, l’avresti potuto scambiare per un condottiero prima della battaglia, il produttore dietro le quinte, un condannato a morte, l’aquila che vola sul coniglio… distratto da pensieri…
La tentazione di dirle tutto, aprirsi, togliere il velo ormai tenue che copriva i suoi anni di assenze notturne, gli tentava il centro, il motore dell’inconscio, mentre una forza diversa opponeva la vergogna della rappresentazione completa delle sue azioni.
Vergogna o pudore?
Spesso dipendono più che altro dal momento in cui viene attivata la domanda.
Il suo Vasco, l’idolo, non provava certo vergogna cantando “tu sola nella tua stanza” oppure “quanti anni hai bambina”, ma sappiamo poco, forse niente, certamente per pudore, dei suoi veri momenti, della realtà dei suoi approcci, dei suoi amplessi. A volte è il contrario.
Non sempre il contrario è l’opposto.
L’opposto del contrario?
Cos’è?
Se è opposto non è contrario e se non è opposto non è contrario
You are my melody.
A raffiche gli giungevano i simbolismi recuperati nelle notti più fortunate, obbligandolo a sorreggere il peso dei segreti di cui erano ammantati, scrigni di inganni e seduzioni, di dubbi e follie, di sogni e speranze, di offese e regali, di vita di morte di occasioni banali di viaggi di
incontri di sciocche manie di furti di attese, grandi, minuti,  di  grandi  minuti,  dipinti,  squarciati,  dipinti squarciati… basta!

Basta basta. Basta.

Il Dispari 20230821 – Redazione culturale DILA APS

Capitolo undicesimo

Medea vedendolo nuovamente a disagio, raggiunge il convincimento che lui si stia preparando ad affrontare l’argomento delle avventure notturne.
Pronta è pronta.
Decisa è decisa.
Non solo ad ascoltare.
A giustificare.
Ma per ferirlo a sua volta rivelandogli la mancanza di inibizione delle notti che l’avevano vista protagonista.
Dopo il ritrovamento del biglietto ed i successivi allontanamenti sospetti di Vasco, aveva, infatti, iniziato a cercarlo, dapprima con molte cautele poi… visitando locali notturni, luoghi per soli uomini, bische ecc.
Tanto più frequentemente lui usciva, tanto più freneticamente lei lo cercava, ed a poco a poco il cercarlo era diventato solo la facciata moralistica che usava per soddisfare con maggiore audacia il profondo esibizionismo che la eccitava.
Gonne sempre più corte.
Trucco evidente.
Sguardi accecanti.
Frasi equivoche.
La sua passione: stupire.

Basta. Basta. Basta.

Capitolo dodicesimo

«Sono il padrone della notte e delle donne.
Sono mie le donne di notte.
Le femmine sguainate luccicanti sui marciapiedi e nei locali di prima grandezza.
Provare a togliermi il controllo, è un guaio.
Un guaio grosso.
Grossissimo.
Quasi come cercare di togliermi il fazzoletto rosso che porto da sempre intorno al collo.
Un guaio grossissimo che pochi hanno tentato ed ora sono pieni di sfregi.
Una volta la vidi passare indifferentemente in macchina davanti ai nostri posti di lavoro.
A Napoli è difficile lavorare.
Qui no. Qui se fai il bravo nessuno ti caca.
A Napoli ti squadrano subito.
Appena scendi di sera in una piazza, non dico in una strada, non dico in un vicolo, sei già pappone o puttana.
Ma Napoli è bella.
C’è il sole, la luna e Marechiaro.
La gente non si fa i fatti suoi.
Quella signora dopo i primi passi, come si dice… timidi, noi diciamo cazzimmosi, si ripresenta alle due di notte nel Club Italia con la gonna gialla sotto la patana, qui voi dite sopra le ginocchia.
Guarda tutti quanti, e pure me.
Me di più.
Pareva mi conosceva.
E ci ho dovuto provare per forza.
Stava a casa mia, nel mio territorio, con le cosce da fuori e mi guardava come se mi conosceva.
A me, Salvatore il puttaniere!»

Capitolo tredicesimo

Lasciargli sul corpo e nella mente i segni squassanti di una passione artificiale, artatamente impudica e violenta, tenera e vendicativa, ponendo in un solo amplesso tutti i registri delle sue esperienze, tutta la prorompente eccessiva sfacciata bellezza del suo corpo di donna non più bambina, i giochi estremi di mani esperte di labbra avvampate di pelle di luna, tenerezze ossessioni, morbidezze stupori, in una altalena di grida e di sussurri che per anni la sua mente aveva elaborato, posizionato, montato come in un film…

… con arte e per vendetta.

VASCO E MEDEA

PARTE SECONDA

Capitolo A

Ora che molti elementi strutturali sono definiti la trama è delineata i personaggi sono caratterizzati gli ambienti percepiti, non mi resta altro da fare che presentare la storia.
Solo perché conto nell’infinito carisma che ha la mia gloria su voi milioni di ascoltatori, tenterò questa nuova impresa.
Consapevole di andare contro le più elementari leggi (regole) narrative, mi lascio sedurre dall’unica sfida veramente globale, indefinibile, e nella quale anche i valori di merito sono in continua osmosi e si auto modellano scevri da apparenti turbative esterne, la sfida che ignora blasoni e teoremi, rifiuta dottrine madrine padrini fratellini la sfida…
«La sfida?»

  • priva di forza:

STUPIRE

 1

A cavallo dell’orso
scimmiotta
la folla disseminata
nel prato di uno stadio
Ah Vasco!
tra fumo stellare
il verso del lupo nella steppa
Uhh Uhh Uhh.
 

Capitolo B

So bene che il primo requisito che devo dimostrare di avere, è la mancanza assoluta di immaginazione. Niente può essere più chiaro di ciò che è.
Il passaggio forzoso attraverso strumenti esplicativi, amplificanti, ed anche solo riproduttivi, la mia testa fa anche tutto questo, viola, se non snatura addirittura, il “diritto d’autore” di qualsiasi… vi lascio pensare e decidere da soli a cosa alludo.
Tuttavia in questo caso se non applicassi un quantum di collante, Vasco e Medea apparirebbero, distaccati andare per strade diverse, uniti in apparenza da abitudini e condizionamenti.
Loro no.
Loro sono due forme della stessa natura, lo sono stato e lo saranno, loro sono anima e cervello, sono idee.
STUPIRE: anche se stessi.
PROFANARE: anche se stessi.
Fino ad essere accattoni anche di proprie sensazioni.
Simboli stupendi di persone particolari.
Mi manca il fiato, ho pensato troppo in fretta, ho perso il filo, ho tessuto troppo in fretta.
2

Ritorna assassino
nell’ombra ballerina dei vincenti
il fallo abbandonato nella doccia
Ah Vasco!
per uomini incerti
in teneri sguardi alla luna
Uhh Uhh Uhh.

 

Capitolo C

Il termine profanare è sempre stato inteso con riferimenti di sacralità.
Religiosa, umana, storica, una chiesa, un monumento, una ingenuità, una genuinità, il mio ricordo, il tuo sentimento, <Profanare il secchio dell’immondizia è possibile.>
Il nostro ideale, la loro stima, la banca, la banca no, la banca si svaligia.
E la valigia?
La banca è una valigia e la valigia non si svaligia, si profana. Avete seguito il pensiero?
<Breve preambolo per capire se il verbo profanare può essere riflessivo.>
<Se è lecito dire “Voleva profanarsi”.>
Lecito è lecito, coerente non so.
Comunque non è la coerenza che mi intriga.
Profanare se stessi è profanare?
Mi mangio un panino.
No!
Mangio un panino.
Mi mangio una mano.
ANCORA DI PIù NO!
Mangio una mano.
Anche se la mano è la mia?
Mangio una mia mano.
Mi profano.
No!
Profano la mia…
… il mio…
Profanare senza invadere, introdurre, inserire dall’esterno non ha senso.
Allora come faccio a profanarmi?
Introdurre, invadere, inserire dall’esterno, per esempio, qualcosa nella mia bocca potrebbe essere una profanazione.
Se l’azione la compio io in qualche modo, è lecito (lecito?) considerarla una profanazione?
Dovrei essere estraneo nel senso di entità diversa da me stesso.
Mi mordo la coda.
Mi chiudo in un angolo cieco (vicolo cieco) per non lasciare le parole al loro significato plausibile accettato corrente indiscusso, le parole si ribellano mi aggrediscono mi chiudono in un angolo e non mi lasciano dire che Medea voleva profanarsi.
Oltre la vendetta.
Senza dolcezza e senza violenza.
Come svuotare un secchio di immondizia.
Quando
un giorno avrai uno specchio
 avrai due occhi
per ascoltare una canzone
in solitudine
Ah! Vasco
dimmi quel posto.
Io vengo.
Uhh Uhh Uhh.
 

CONTINUA lunedì prossimo.

Il Dispari 20230821 – Redazione culturale DILA APS

Il Dispari 20230814

Il Dispari 20230814 – Redazione culturale DILA APS

BRUNO MANCINI – VASCO E MEDEA

Seconda puntata

Questo racconto “Vasco e Medea”, che abbiamo iniziato a pubblicare lo scorso lunedì 7 agosto e che continueremo a pubblicare con cadenza settimanale nei prossimi lunedì, fa parte del primo volume della serie “Per Aurora” che ho scritto a partire dagli anni ’80 e che continuo a scrivere seppure con molte lunghe pause.
Dettagli: data di pubblicazione della terza edizione 22 agosto 2022, ISBN 9781471081149, pagine 93, rilegatura copertina morbida, dimensioni A5 (148 x 210 mm), prezzo 14.00 €, acquistabile all’url:

 https://www.lulu.com/it/shop/bruno-mancini/per-aurora-volume-primo/paperback/product-29772m.html

Scrivendo un commento a questo articolo (di almeno 1000 battute), e inviandolo in formato word entro il prossimo 18 agosto a dila@emmegiischia.com (completo di nome, cognome e indirizzo postale) l’Associazione di Promozione Sociale “Da Ischia L’Arte DILA APS” regalerà una copia del libro ai primi dieci autori dei commenti ricevuti.
Buona lettura

Il Dispari 20230814 – Redazione culturale DILA APS

VASCO E MEDEA

PARTE PRIMA

Capitolo settimo

 
«[…] Ho pianto molto in quei giorni.
La crisi.
Vasco spesso di notte usciva da casa per farvi ritorno quasi all’alba.
Assenze sempre più frequenti.
Tornava a volte macchiato, con strani odori sul corpo e sui vestiti.
Neppure attento a non farsene accorgere.
Non usava precauzioni, non nascondeva, ma non diceva. Almeno la curiosità di verificare se Medea lo stesse aspettando… se fosse ancora in casa, niente neanche questo. Un automa.
Un muto.
Un automa muto.
E certo lei soffriva.
Lina aiutami. Che devo fare?” diceva le prime volte.
Dopo qualche giorno smise di piangere.
Al mio paese dicevano “Prima della luna nuova”.
Prima della luna nuova ho visto che usciva anche lei.»

Udite le accorate parole di Lina (Carmela, la ragazza di casa), che presentano senza fronzoli le fasi iniziali di questa vicenda, mi accingo ad effettuare la ricostruzione di un momento successivo, mettendo insieme diverse fonti tra cui le confidenze dei marinai imbarcati sulla nave crociera che la nostra coppia aveva scelto per tentare di superare il periodo travagliato provocato dal ritrovamento del biglietto.
è molto verosimile, quasi perfetta.
 
Capitolo ottavo

Il tavolo era ricoperto da una tovaglia orlata da arabeschi di un giallo molto simile ai fili di paglia che usavano, una volta l’anno, in primavera, porre ai margini della gabbia, per consentire alla coppia di canarini la formazione del nido su cui deporre le uova.
Cip e Ciop erano di un giallo molto intenso tanto che, specialmente la femmina, si potrebbe definire colore dell’oro vecchio.
Medea: «Speriamo che Carmela non dimentichi di cambiare l’acqua nella vaschetta. Domani, quando ci fermiamo, le telefono, ti pare? Vieni anche tu così la saluti.»
«Credi sia il caso?»
« Perché no.»
«Sai penso che in questi ultimi tempi non sia stata neutrale, cioè… »
«No guarda lei non è in causa, se tu qualche volta mi avessi avvisato che uscivi… »
«Uscivo, uscivo… »
«… dove andavi… »
«Così, andavo, ora lo sai, che cambia?»
«… perché… »
«Guarda, dammi una spiegazione, una risposta, mi trovi cambiato?
Vuoi ancora del vino?
A volte preferirei una bettola per non sentire il rumore di tante posate contemporaneamente.
In cosa sono diverso?
Uguale.
Dillo che sono uguale anche se sai qualcosa di nuovo.
Nella taverna si urla, qui il brusio è più invadente, avviluppante, è bello avviluppante, rende l’idea, l’idea che ho della gente ma… »
«La notte preferisci le taverne.»
«La notte, che c’entra la notte, parlo di locali per pranzare, cenare, trascorrere un’ora in compagnia di una bella donna come te, mi sembra che… »
«Che voglio sapere, sapere!
Niente più di quanto non vuoi dirmi, è giusto anche per me, anche per me, è giusto, non sei cambiato, una persona non deve essere considerata… »
«Una persona?
Io sono una persona?
Credevo qualcosa di più!»
«Sì certo, non volevo banalizzare… la persona amata non deve essere vista in maniera diversa se si viene a conoscenza di una parte della sua vita prima ignorata, non devo farlo con te, è così, bravo, anche per me… sì voglio ancora del vino, e un dolce di mandorle.»

-«Signore e Signori, buona sera, è il Capitano che vi parla.
Tra circa quattro ore getteremo l’ancora in una stupenda baia dell’isola d’Ischia.
Famosa in tutto il mondo.
Meglio conosciuta come, “L’isola della eterna giovinezza” per le sue miracolose acque minerali, ed anche “L’isola verde” per la rigogliosità della sua vegetazione.
Avrete l’opportunità di visitare questo splendido gioiello del Mediterraneo per circa due giorni.
Infatti, come sapete, salperemo dopodomani alle ore 10 per il prosieguo della nostra crociera.
Un  ufficiale di  turno è a Vostra disposizione per organizzare escursioni, visite guidate, ingressi a tutti i tipi di locali, by night, piscine, teatri ed altro, e… se vorrete… anche romantici pernottamenti… »

«Andiamo, prendiamo il dolce sul ponte.» Medea si alzò, poggiò il tovagliolo, guardò in direzione dell’altoparlante e disse «Non si fa così, non si fa.»

Il Dispari 20230814 – Redazione culturale DILA APS

Capitolo nono

Quantunque la traversata fosse stata allietata da un mare piatto a perdita d’occhio, neanche una casa, un promontorio, un albero,
Un albero a mare!
e, tra sole e luna una brezza venticello, in parte fenomeno naturale in parte dovuta al movimento del bianco natante, avesse appiattito anche la temperatura dell’angolo tra le scialuppe ove erano soliti appartarsi, al primo impatto con i lastroni di lava vulcanica che pavimentavano il bordo terminale della banchina di ormeggio, entrambi barcollarono come due birilli con il fondo appesantito per un giocattolo infantile.
Medea «Oh!»
Vasco «Appoggiati!»
Medea «Fermiamoci un attimo.»
Vasco «Gira anche a te?»
«Mi manca la terra.»
«Proprio ora che sei atterrata.»
«Atterrata?»
«Posata sulla terra.»
«Oh!»
«Ancora?»
«Di nuovo.»
«Sta bene, appoggiati.»
«Fai tutto prima di me!»

I grossi lastroni di lava grigia levigati dai passi di migliaia di persone, contornavano un tratto minimo dello spiazzo destinato alle manovre di attracco; subito accanto, una macchia bruttura di asfalto sconnesso adduceva a diverse stradine, queste sì, già dal primo impatto, coreografiche, quasi personalizzate dagli abitanti e dalle attività annesse.
Scelsero, per me era facile intuirne il motivo, il viottolo a tratti in leggera pendenza incassato tra pareti di tufo verde chiazzate da prepotenti arbusti di gialle ginestre (ginestra, fiore amato dalla mia donna).
Su in cima, oltre filari di limoni ed oleandri carichi di frutti e di fiori, giunsero ad un gruppo di vecchie costruzioni tinteggiate con impasti di calce dai colori pastello, chiari, luminosi; prive di un ordine apparente e senza segni esterni identificativi che non fossero gerani rosso fuoco ai balconi, glicini appiccicati alle pareti.
Due pini e due palme tutti ultra centenari, quasi cingevano come baluardi il più vecchio palazzo, al cui ingresso un alto cancello di ferro battuto adornato da volute arabesche, mostrava in fondo ad un viale polveroso, tratti sconnessi di un muro di cinta in parte crollato, formato da pietre grigie semplicemente sovrapposte, che ostruiva, spezzava, limitava, la fitta boscaglia e le piante di alto fusto subito accanto predominanti.
Una strada di recente costruzione, sgradevole, sgraziata, stonata, si immetteva in quella minima piazzola dal lato opposto rispetto alla direzione del loro arrivo, a sinistra del cancello, completando il suo percorso in una specie di slargo appositamente adibito a deposito di rifiuti.
Assurdo.
Criminali.
La vecchia villa sfregiata.
Pazzi.
Stronzi.
L’incanto accecato.

Rimasero confusi tra ginestre (ginestra, fiore amato dalla mia donna) e pattume, entrambi fissi, con i sentimenti oltraggiati, tentando di capire se profanare è una vendetta o una maledizione, se il male sopravvive a se stesso per debolezza del suo antagonista oppure per sciocchi abbagli di clemenza.
Mai un silenzio li aveva visti così uniti, insieme indifesi, cruenti, aggressivi.
«Maledetti.
Siate maledetti.»
Da Vasco e Medea lo stesso grido.

Fu lì che lo rividero.

Un barbuto (custode?) con la camicia rossa, uscendo dal cancello, si diresse ad aggiungere, spingendolo su una carriola da muratore, un vecchio apparecchio radiofonico ai rifiuti del cumulo di immondizia.

Il Dispari 20230814 – Redazione culturale DILA APS

DILA

NUSIV

 

Il Dispari 20230824 – Redazione culturale DILA APS

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Il Dispari 20230824– Redazione culturale DILA APS

Il Dispari 20230824

A SARA BRESSY

(24/08/1917 – 27/01/1999)

Aurea amica
di spettacoli vivi,
perle d’affetto
per la famiglia.
Donna di umorismo
e ricchezze morali.
Tuo fu il SOLE
nel vivido giorno.
Tuoi gli incantesimi
per la famiglia.
Tu, un mondo
di vivacità
nel sentimento.
Tuo il dolore
sotto chiave.
Ritorno fanciullo
negli arcobaleni
della tua giostra.
Omaggio la tua memoria
nel giardino Sacro
e si accende
ogni AMARCORD
del tuo cuore!
A presto, Sara!

Biagio Di Meglio – scrittore poeta

Il Dispari 20230824

Sara Bressy e Antonio Mancini

Il Dispari 20230824

Il Dispari 20230821

Il Dispari 20230821 – Redazione culturale DILA APS

BRUNO MANCINI – VASCO E MEDEA

Terza puntata

Questo racconto “Vasco e Medea”, che stiamo pubblicando a cadenza settimanale, fa parte del primo volume della serie “Per Aurora” che ho scritto a partire dagli anni ’80 e che continuo a scrivere seppure con molte lunghe pause.

Terza edizione 22 agosto 2022, ISBN 9781471081149, pagine 93, rilegatura copertina morbida, dimensioni A5, 14.00 €, acquistabile all’url:

 https://www.lulu.com/it/shop/bruno-mancini/per-aurora-volume-primo/paperback/product-29772m.html

Scrivendo un commento a questo articolo (di almeno 1000 battute), e inviandolo in formato word entro il prossimo 25 agosto a bruno@dilaaps.it  (completo di nome, cognome e indirizzo postale) l’Associazione “Da Ischia L’Arte – DILA APS” regalerà una copia del libro ai primi 10 autori dei commenti ricevuti.

Buona lettura

Il Dispari 20230821 – Redazione culturale DILA APS

VASCO E MEDEA

PARTE PRIMA

Capitolo decimo

Per tutto il percorso di ritorno, ed ancora sulla nave, Vasco cammina distante da lei, è agitato, irrequieto, è chiuso in un mutismo provocante, fremente, beve, fuma, l’avresti potuto scambiare per un condottiero prima della battaglia, il produttore dietro le quinte, un condannato a morte, l’aquila che vola sul coniglio… distratto da pensieri…
La tentazione di dirle tutto, aprirsi, togliere il velo ormai tenue che copriva i suoi anni di assenze notturne, gli tentava il centro, il motore dell’inconscio, mentre una forza diversa opponeva la vergogna della rappresentazione completa delle sue azioni.
Vergogna o pudore?
Spesso dipendono più che altro dal momento in cui viene attivata la domanda.
Il suo Vasco, l’idolo, non provava certo vergogna cantando “tu sola nella tua stanza” oppure “quanti anni hai bambina”, ma sappiamo poco, forse niente, certamente per pudore, dei suoi veri momenti, della realtà dei suoi approcci, dei suoi amplessi. A volte è il contrario.
Non sempre il contrario è l’opposto.
L’opposto del contrario?
Cos’è?
Se è opposto non è contrario e se non è opposto non è contrario
You are my melody.
A raffiche gli giungevano i simbolismi recuperati nelle notti più fortunate, obbligandolo a sorreggere il peso dei segreti di cui erano ammantati, scrigni di inganni e seduzioni, di dubbi e follie, di sogni e speranze, di offese e regali, di vita di morte di occasioni banali di viaggi di
incontri di sciocche manie di furti di attese, grandi, minuti,  di  grandi  minuti,  dipinti,  squarciati,  dipinti squarciati… basta!

Basta basta. Basta.

Il Dispari 20230821 – Redazione culturale DILA APS

Capitolo undicesimo

Medea vedendolo nuovamente a disagio, raggiunge il convincimento che lui si stia preparando ad affrontare l’argomento delle avventure notturne.
Pronta è pronta.
Decisa è decisa.
Non solo ad ascoltare.
A giustificare.
Ma per ferirlo a sua volta rivelandogli la mancanza di inibizione delle notti che l’avevano vista protagonista.
Dopo il ritrovamento del biglietto ed i successivi allontanamenti sospetti di Vasco, aveva, infatti, iniziato a cercarlo, dapprima con molte cautele poi… visitando locali notturni, luoghi per soli uomini, bische ecc.
Tanto più frequentemente lui usciva, tanto più freneticamente lei lo cercava, ed a poco a poco il cercarlo era diventato solo la facciata moralistica che usava per soddisfare con maggiore audacia il profondo esibizionismo che la eccitava.
Gonne sempre più corte.
Trucco evidente.
Sguardi accecanti.
Frasi equivoche.
La sua passione: stupire.

Basta. Basta. Basta.

Capitolo dodicesimo

«Sono il padrone della notte e delle donne.
Sono mie le donne di notte.
Le femmine sguainate luccicanti sui marciapiedi e nei locali di prima grandezza.
Provare a togliermi il controllo, è un guaio.
Un guaio grosso.
Grossissimo.
Quasi come cercare di togliermi il fazzoletto rosso che porto da sempre intorno al collo.
Un guaio grossissimo che pochi hanno tentato ed ora sono pieni di sfregi.
Una volta la vidi passare indifferentemente in macchina davanti ai nostri posti di lavoro.
A Napoli è difficile lavorare.
Qui no. Qui se fai il bravo nessuno ti caca.
A Napoli ti squadrano subito.
Appena scendi di sera in una piazza, non dico in una strada, non dico in un vicolo, sei già pappone o puttana.
Ma Napoli è bella.
C’è il sole, la luna e Marechiaro.
La gente non si fa i fatti suoi.
Quella signora dopo i primi passi, come si dice… timidi, noi diciamo cazzimmosi, si ripresenta alle due di notte nel Club Italia con la gonna gialla sotto la patana, qui voi dite sopra le ginocchia.
Guarda tutti quanti, e pure me.
Me di più.
Pareva mi conosceva.
E ci ho dovuto provare per forza.
Stava a casa mia, nel mio territorio, con le cosce da fuori e mi guardava come se mi conosceva.
A me, Salvatore il puttaniere!»

Capitolo tredicesimo

Lasciargli sul corpo e nella mente i segni squassanti di una passione artificiale, artatamente impudica e violenta, tenera e vendicativa, ponendo in un solo amplesso tutti i registri delle sue esperienze, tutta la prorompente eccessiva sfacciata bellezza del suo corpo di donna non più bambina, i giochi estremi di mani esperte di labbra avvampate di pelle di luna, tenerezze ossessioni, morbidezze stupori, in una altalena di grida e di sussurri che per anni la sua mente aveva elaborato, posizionato, montato come in un film…

… con arte e per vendetta.

VASCO E MEDEA

PARTE SECONDA

Capitolo A

Ora che molti elementi strutturali sono definiti la trama è delineata i personaggi sono caratterizzati gli ambienti percepiti, non mi resta altro da fare che presentare la storia.
Solo perché conto nell’infinito carisma che ha la mia gloria su voi milioni di ascoltatori, tenterò questa nuova impresa.
Consapevole di andare contro le più elementari leggi (regole) narrative, mi lascio sedurre dall’unica sfida veramente globale, indefinibile, e nella quale anche i valori di merito sono in continua osmosi e si auto modellano scevri da apparenti turbative esterne, la sfida che ignora blasoni e teoremi, rifiuta dottrine madrine padrini fratellini la sfida…
«La sfida?»

  • priva di forza:

STUPIRE

 1

A cavallo dell’orso
scimmiotta
la folla disseminata
nel prato di uno stadio
Ah Vasco!
tra fumo stellare
il verso del lupo nella steppa
Uhh Uhh Uhh.
 

Capitolo B

So bene che il primo requisito che devo dimostrare di avere, è la mancanza assoluta di immaginazione. Niente può essere più chiaro di ciò che è.
Il passaggio forzoso attraverso strumenti esplicativi, amplificanti, ed anche solo riproduttivi, la mia testa fa anche tutto questo, viola, se non snatura addirittura, il “diritto d’autore” di qualsiasi… vi lascio pensare e decidere da soli a cosa alludo.
Tuttavia in questo caso se non applicassi un quantum di collante, Vasco e Medea apparirebbero, distaccati andare per strade diverse, uniti in apparenza da abitudini e condizionamenti.
Loro no.
Loro sono due forme della stessa natura, lo sono stato e lo saranno, loro sono anima e cervello, sono idee.
STUPIRE: anche se stessi.
PROFANARE: anche se stessi.
Fino ad essere accattoni anche di proprie sensazioni.
Simboli stupendi di persone particolari.
Mi manca il fiato, ho pensato troppo in fretta, ho perso il filo, ho tessuto troppo in fretta.
2

Ritorna assassino
nell’ombra ballerina dei vincenti
il fallo abbandonato nella doccia
Ah Vasco!
per uomini incerti
in teneri sguardi alla luna
Uhh Uhh Uhh.

 

Capitolo C

Il termine profanare è sempre stato inteso con riferimenti di sacralità.
Religiosa, umana, storica, una chiesa, un monumento, una ingenuità, una genuinità, il mio ricordo, il tuo sentimento, <Profanare il secchio dell’immondizia è possibile.>
Il nostro ideale, la loro stima, la banca, la banca no, la banca si svaligia.
E la valigia?
La banca è una valigia e la valigia non si svaligia, si profana. Avete seguito il pensiero?
<Breve preambolo per capire se il verbo profanare può essere riflessivo.>
<Se è lecito dire “Voleva profanarsi”.>
Lecito è lecito, coerente non so.
Comunque non è la coerenza che mi intriga.
Profanare se stessi è profanare?
Mi mangio un panino.
No!
Mangio un panino.
Mi mangio una mano.
ANCORA DI PIù NO!
Mangio una mano.
Anche se la mano è la mia?
Mangio una mia mano.
Mi profano.
No!
Profano la mia…
… il mio…
Profanare senza invadere, introdurre, inserire dall’esterno non ha senso.
Allora come faccio a profanarmi?
Introdurre, invadere, inserire dall’esterno, per esempio, qualcosa nella mia bocca potrebbe essere una profanazione.
Se l’azione la compio io in qualche modo, è lecito (lecito?) considerarla una profanazione?
Dovrei essere estraneo nel senso di entità diversa da me stesso.
Mi mordo la coda.
Mi chiudo in un angolo cieco (vicolo cieco) per non lasciare le parole al loro significato plausibile accettato corrente indiscusso, le parole si ribellano mi aggrediscono mi chiudono in un angolo e non mi lasciano dire che Medea voleva profanarsi.
Oltre la vendetta.
Senza dolcezza e senza violenza.
Come svuotare un secchio di immondizia.
Quando
un giorno avrai uno specchio
 avrai due occhi
per ascoltare una canzone
in solitudine
Ah! Vasco
dimmi quel posto.
Io vengo.
Uhh Uhh Uhh.
 

CONTINUA lunedì prossimo.

Il Dispari 20230821 – Redazione culturale DILA APS

Il Dispari 20230814

Il Dispari 20230814 – Redazione culturale DILA APS

BRUNO MANCINI – VASCO E MEDEA

Seconda puntata

Questo racconto “Vasco e Medea”, che abbiamo iniziato a pubblicare lo scorso lunedì 7 agosto e che continueremo a pubblicare con cadenza settimanale nei prossimi lunedì, fa parte del primo volume della serie “Per Aurora” che ho scritto a partire dagli anni ’80 e che continuo a scrivere seppure con molte lunghe pause.
Dettagli: data di pubblicazione della terza edizione 22 agosto 2022, ISBN 9781471081149, pagine 93, rilegatura copertina morbida, dimensioni A5 (148 x 210 mm), prezzo 14.00 €, acquistabile all’url:

 https://www.lulu.com/it/shop/bruno-mancini/per-aurora-volume-primo/paperback/product-29772m.html

Scrivendo un commento a questo articolo (di almeno 1000 battute), e inviandolo in formato word entro il prossimo 18 agosto a dila@emmegiischia.com (completo di nome, cognome e indirizzo postale) l’Associazione di Promozione Sociale “Da Ischia L’Arte DILA APS” regalerà una copia del libro ai primi dieci autori dei commenti ricevuti.
Buona lettura

Il Dispari 20230814 – Redazione culturale DILA APS

VASCO E MEDEA

PARTE PRIMA

Capitolo settimo

 
«[…] Ho pianto molto in quei giorni.
La crisi.
Vasco spesso di notte usciva da casa per farvi ritorno quasi all’alba.
Assenze sempre più frequenti.
Tornava a volte macchiato, con strani odori sul corpo e sui vestiti.
Neppure attento a non farsene accorgere.
Non usava precauzioni, non nascondeva, ma non diceva. Almeno la curiosità di verificare se Medea lo stesse aspettando… se fosse ancora in casa, niente neanche questo. Un automa.
Un muto.
Un automa muto.
E certo lei soffriva.
Lina aiutami. Che devo fare?” diceva le prime volte.
Dopo qualche giorno smise di piangere.
Al mio paese dicevano “Prima della luna nuova”.
Prima della luna nuova ho visto che usciva anche lei.»

Udite le accorate parole di Lina (Carmela, la ragazza di casa), che presentano senza fronzoli le fasi iniziali di questa vicenda, mi accingo ad effettuare la ricostruzione di un momento successivo, mettendo insieme diverse fonti tra cui le confidenze dei marinai imbarcati sulla nave crociera che la nostra coppia aveva scelto per tentare di superare il periodo travagliato provocato dal ritrovamento del biglietto.
è molto verosimile, quasi perfetta.
 
Capitolo ottavo

Il tavolo era ricoperto da una tovaglia orlata da arabeschi di un giallo molto simile ai fili di paglia che usavano, una volta l’anno, in primavera, porre ai margini della gabbia, per consentire alla coppia di canarini la formazione del nido su cui deporre le uova.
Cip e Ciop erano di un giallo molto intenso tanto che, specialmente la femmina, si potrebbe definire colore dell’oro vecchio.
Medea: «Speriamo che Carmela non dimentichi di cambiare l’acqua nella vaschetta. Domani, quando ci fermiamo, le telefono, ti pare? Vieni anche tu così la saluti.»
«Credi sia il caso?»
« Perché no.»
«Sai penso che in questi ultimi tempi non sia stata neutrale, cioè… »
«No guarda lei non è in causa, se tu qualche volta mi avessi avvisato che uscivi… »
«Uscivo, uscivo… »
«… dove andavi… »
«Così, andavo, ora lo sai, che cambia?»
«… perché… »
«Guarda, dammi una spiegazione, una risposta, mi trovi cambiato?
Vuoi ancora del vino?
A volte preferirei una bettola per non sentire il rumore di tante posate contemporaneamente.
In cosa sono diverso?
Uguale.
Dillo che sono uguale anche se sai qualcosa di nuovo.
Nella taverna si urla, qui il brusio è più invadente, avviluppante, è bello avviluppante, rende l’idea, l’idea che ho della gente ma… »
«La notte preferisci le taverne.»
«La notte, che c’entra la notte, parlo di locali per pranzare, cenare, trascorrere un’ora in compagnia di una bella donna come te, mi sembra che… »
«Che voglio sapere, sapere!
Niente più di quanto non vuoi dirmi, è giusto anche per me, anche per me, è giusto, non sei cambiato, una persona non deve essere considerata… »
«Una persona?
Io sono una persona?
Credevo qualcosa di più!»
«Sì certo, non volevo banalizzare… la persona amata non deve essere vista in maniera diversa se si viene a conoscenza di una parte della sua vita prima ignorata, non devo farlo con te, è così, bravo, anche per me… sì voglio ancora del vino, e un dolce di mandorle.»

-«Signore e Signori, buona sera, è il Capitano che vi parla.
Tra circa quattro ore getteremo l’ancora in una stupenda baia dell’isola d’Ischia.
Famosa in tutto il mondo.
Meglio conosciuta come, “L’isola della eterna giovinezza” per le sue miracolose acque minerali, ed anche “L’isola verde” per la rigogliosità della sua vegetazione.
Avrete l’opportunità di visitare questo splendido gioiello del Mediterraneo per circa due giorni.
Infatti, come sapete, salperemo dopodomani alle ore 10 per il prosieguo della nostra crociera.
Un  ufficiale di  turno è a Vostra disposizione per organizzare escursioni, visite guidate, ingressi a tutti i tipi di locali, by night, piscine, teatri ed altro, e… se vorrete… anche romantici pernottamenti… »

«Andiamo, prendiamo il dolce sul ponte.» Medea si alzò, poggiò il tovagliolo, guardò in direzione dell’altoparlante e disse «Non si fa così, non si fa.»

Il Dispari 20230814 – Redazione culturale DILA APS

Capitolo nono

Quantunque la traversata fosse stata allietata da un mare piatto a perdita d’occhio, neanche una casa, un promontorio, un albero,
Un albero a mare!
e, tra sole e luna una brezza venticello, in parte fenomeno naturale in parte dovuta al movimento del bianco natante, avesse appiattito anche la temperatura dell’angolo tra le scialuppe ove erano soliti appartarsi, al primo impatto con i lastroni di lava vulcanica che pavimentavano il bordo terminale della banchina di ormeggio, entrambi barcollarono come due birilli con il fondo appesantito per un giocattolo infantile.
Medea «Oh!»
Vasco «Appoggiati!»
Medea «Fermiamoci un attimo.»
Vasco «Gira anche a te?»
«Mi manca la terra.»
«Proprio ora che sei atterrata.»
«Atterrata?»
«Posata sulla terra.»
«Oh!»
«Ancora?»
«Di nuovo.»
«Sta bene, appoggiati.»
«Fai tutto prima di me!»

I grossi lastroni di lava grigia levigati dai passi di migliaia di persone, contornavano un tratto minimo dello spiazzo destinato alle manovre di attracco; subito accanto, una macchia bruttura di asfalto sconnesso adduceva a diverse stradine, queste sì, già dal primo impatto, coreografiche, quasi personalizzate dagli abitanti e dalle attività annesse.
Scelsero, per me era facile intuirne il motivo, il viottolo a tratti in leggera pendenza incassato tra pareti di tufo verde chiazzate da prepotenti arbusti di gialle ginestre (ginestra, fiore amato dalla mia donna).
Su in cima, oltre filari di limoni ed oleandri carichi di frutti e di fiori, giunsero ad un gruppo di vecchie costruzioni tinteggiate con impasti di calce dai colori pastello, chiari, luminosi; prive di un ordine apparente e senza segni esterni identificativi che non fossero gerani rosso fuoco ai balconi, glicini appiccicati alle pareti.
Due pini e due palme tutti ultra centenari, quasi cingevano come baluardi il più vecchio palazzo, al cui ingresso un alto cancello di ferro battuto adornato da volute arabesche, mostrava in fondo ad un viale polveroso, tratti sconnessi di un muro di cinta in parte crollato, formato da pietre grigie semplicemente sovrapposte, che ostruiva, spezzava, limitava, la fitta boscaglia e le piante di alto fusto subito accanto predominanti.
Una strada di recente costruzione, sgradevole, sgraziata, stonata, si immetteva in quella minima piazzola dal lato opposto rispetto alla direzione del loro arrivo, a sinistra del cancello, completando il suo percorso in una specie di slargo appositamente adibito a deposito di rifiuti.
Assurdo.
Criminali.
La vecchia villa sfregiata.
Pazzi.
Stronzi.
L’incanto accecato.

Rimasero confusi tra ginestre (ginestra, fiore amato dalla mia donna) e pattume, entrambi fissi, con i sentimenti oltraggiati, tentando di capire se profanare è una vendetta o una maledizione, se il male sopravvive a se stesso per debolezza del suo antagonista oppure per sciocchi abbagli di clemenza.
Mai un silenzio li aveva visti così uniti, insieme indifesi, cruenti, aggressivi.
«Maledetti.
Siate maledetti.»
Da Vasco e Medea lo stesso grido.

Fu lì che lo rividero.

Un barbuto (custode?) con la camicia rossa, uscendo dal cancello, si diresse ad aggiungere, spingendolo su una carriola da muratore, un vecchio apparecchio radiofonico ai rifiuti del cumulo di immondizia.

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DILA

NUSIV

 

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Il Dispari 20230821

Il Dispari 20230821 – Redazione culturale DILA APS

BRUNO MANCINI – VASCO E MEDEA

Terza puntata

Questo racconto “Vasco e Medea”, che stiamo pubblicando a cadenza settimanale, fa parte del primo volume della serie “Per Aurora” che ho scritto a partire dagli anni ’80 e che continuo a scrivere seppure con molte lunghe pause.

Terza edizione 22 agosto 2022, ISBN 9781471081149, pagine 93, rilegatura copertina morbida, dimensioni A5, 14.00 €, acquistabile all’url:

 https://www.lulu.com/it/shop/bruno-mancini/per-aurora-volume-primo/paperback/product-29772m.html

Scrivendo un commento a questo articolo (di almeno 1000 battute), e inviandolo in formato word entro il prossimo 25 agosto a bruno@dilaaps.it  (completo di nome, cognome e indirizzo postale) l’Associazione “Da Ischia L’Arte – DILA APS” regalerà una copia del libro ai primi 10 autori dei commenti ricevuti.

Buona lettura

Il Dispari 20230821 – Redazione culturale DILA APS

VASCO E MEDEA

PARTE PRIMA

Capitolo decimo

Per tutto il percorso di ritorno, ed ancora sulla nave, Vasco cammina distante da lei, è agitato, irrequieto, è chiuso in un mutismo provocante, fremente, beve, fuma, l’avresti potuto scambiare per un condottiero prima della battaglia, il produttore dietro le quinte, un condannato a morte, l’aquila che vola sul coniglio… distratto da pensieri…
La tentazione di dirle tutto, aprirsi, togliere il velo ormai tenue che copriva i suoi anni di assenze notturne, gli tentava il centro, il motore dell’inconscio, mentre una forza diversa opponeva la vergogna della rappresentazione completa delle sue azioni.
Vergogna o pudore?
Spesso dipendono più che altro dal momento in cui viene attivata la domanda.
Il suo Vasco, l’idolo, non provava certo vergogna cantando “tu sola nella tua stanza” oppure “quanti anni hai bambina”, ma sappiamo poco, forse niente, certamente per pudore, dei suoi veri momenti, della realtà dei suoi approcci, dei suoi amplessi. A volte è il contrario.
Non sempre il contrario è l’opposto.
L’opposto del contrario?
Cos’è?
Se è opposto non è contrario e se non è opposto non è contrario
You are my melody.
A raffiche gli giungevano i simbolismi recuperati nelle notti più fortunate, obbligandolo a sorreggere il peso dei segreti di cui erano ammantati, scrigni di inganni e seduzioni, di dubbi e follie, di sogni e speranze, di offese e regali, di vita di morte di occasioni banali di viaggi di
incontri di sciocche manie di furti di attese, grandi, minuti,  di  grandi  minuti,  dipinti,  squarciati,  dipinti squarciati… basta!

Basta basta. Basta.

Il Dispari 20230821 – Redazione culturale DILA APS

Capitolo undicesimo

Medea vedendolo nuovamente a disagio, raggiunge il convincimento che lui si stia preparando ad affrontare l’argomento delle avventure notturne.
Pronta è pronta.
Decisa è decisa.
Non solo ad ascoltare.
A giustificare.
Ma per ferirlo a sua volta rivelandogli la mancanza di inibizione delle notti che l’avevano vista protagonista.
Dopo il ritrovamento del biglietto ed i successivi allontanamenti sospetti di Vasco, aveva, infatti, iniziato a cercarlo, dapprima con molte cautele poi… visitando locali notturni, luoghi per soli uomini, bische ecc.
Tanto più frequentemente lui usciva, tanto più freneticamente lei lo cercava, ed a poco a poco il cercarlo era diventato solo la facciata moralistica che usava per soddisfare con maggiore audacia il profondo esibizionismo che la eccitava.
Gonne sempre più corte.
Trucco evidente.
Sguardi accecanti.
Frasi equivoche.
La sua passione: stupire.
 
Basta. Basta. Basta.
 
Capitolo dodicesimo

«Sono il padrone della notte e delle donne.
Sono mie le donne di notte.
Le femmine sguainate luccicanti sui marciapiedi e nei locali di prima grandezza.
Provare a togliermi il controllo, è un guaio.
Un guaio grosso.
Grossissimo.
Quasi come cercare di togliermi il fazzoletto rosso che porto da sempre intorno al collo.
Un guaio grossissimo che pochi hanno tentato ed ora sono pieni di sfregi.
Una volta la vidi passare indifferentemente in macchina davanti ai nostri posti di lavoro.
A Napoli è difficile lavorare.
Qui no. Qui se fai il bravo nessuno ti caca.
A Napoli ti squadrano subito.
Appena scendi di sera in una piazza, non dico in una strada, non dico in un vicolo, sei già pappone o puttana.
Ma Napoli è bella.
C’è il sole, la luna e Marechiaro.
La gente non si fa i fatti suoi.
Quella signora dopo i primi passi, come si dice… timidi, noi diciamo cazzimmosi, si ripresenta alle due di notte nel Club Italia con la gonna gialla sotto la patana, qui voi dite sopra le ginocchia.
Guarda tutti quanti, e pure me.
Me di più.
Pareva mi conosceva.
E ci ho dovuto provare per forza.
Stava a casa mia, nel mio territorio, con le cosce da fuori e mi guardava come se mi conosceva.
A me, Salvatore il puttaniere!»
 
Capitolo tredicesimo

Lasciargli sul corpo e nella mente i segni squassanti di una passione artificiale, artatamente impudica e violenta, tenera e vendicativa, ponendo in un solo amplesso tutti i registri delle sue esperienze, tutta la prorompente eccessiva sfacciata bellezza del suo corpo di donna non più bambina, i giochi estremi di mani esperte di labbra avvampate di pelle di luna, tenerezze ossessioni, morbidezze stupori, in una altalena di grida e di sussurri che per anni la sua mente aveva elaborato, posizionato, montato come in un film…

… con arte e per vendetta.
 
 

VASCO E MEDEA

PARTE SECONDA

Capitolo A

Ora che molti elementi strutturali sono definiti la trama è delineata i personaggi sono caratterizzati gli ambienti percepiti, non mi resta altro da fare che presentare la storia.
Solo perché conto nell’infinito carisma che ha la mia gloria su voi milioni di ascoltatori, tenterò questa nuova impresa.
Consapevole di andare contro le più elementari leggi (regole) narrative, mi lascio sedurre dall’unica sfida veramente globale, indefinibile, e nella quale anche i valori di merito sono in continua osmosi e si auto modellano scevri da apparenti turbative esterne, la sfida che ignora blasoni e teoremi, rifiuta dottrine madrine padrini fratellini la sfida…
«La sfida?»

  • priva di forza:

STUPIRE

 1

A cavallo dell’orso
scimmiotta
la folla disseminata
nel prato di uno stadio
Ah Vasco!
tra fumo stellare
il verso del lupo nella steppa
Uhh Uhh Uhh.
 

Capitolo B

So bene che il primo requisito che devo dimostrare di avere, è la mancanza assoluta di immaginazione. Niente può essere più chiaro di ciò che è.
Il passaggio forzoso attraverso strumenti esplicativi, amplificanti, ed anche solo riproduttivi, la mia testa fa anche tutto questo, viola, se non snatura addirittura, il “diritto d’autore” di qualsiasi… vi lascio pensare e decidere da soli a cosa alludo.
Tuttavia in questo caso se non applicassi un quantum di collante, Vasco e Medea apparirebbero, distaccati andare per strade diverse, uniti in apparenza da abitudini e condizionamenti.
Loro no.
Loro sono due forme della stessa natura, lo sono stato e lo saranno, loro sono anima e cervello, sono idee.
STUPIRE: anche se stessi.
PROFANARE: anche se stessi.
Fino ad essere accattoni anche di proprie sensazioni.
Simboli stupendi di persone particolari.
Mi manca il fiato, ho pensato troppo in fretta, ho perso il filo, ho tessuto troppo in fretta.
 

2

Ritorna assassino
nell’ombra ballerina dei vincenti
il fallo abbandonato nella doccia
Ah Vasco!
per uomini incerti
in teneri sguardi alla luna
Uhh Uhh Uhh.

 

Capitolo C

Il termine profanare è sempre stato inteso con riferimenti di sacralità.
Religiosa, umana, storica, una chiesa, un monumento, una ingenuità, una genuinità, il mio ricordo, il tuo sentimento, <Profanare il secchio dell’immondizia è possibile.>
Il nostro ideale, la loro stima, la banca, la banca no, la banca si svaligia.
E la valigia?
La banca è una valigia e la valigia non si svaligia, si profana. Avete seguito il pensiero?
<Breve preambolo per capire se il verbo profanare può essere riflessivo.>
<Se è lecito dire “Voleva profanarsi”.>
Lecito è lecito, coerente non so.
Comunque non è la coerenza che mi intriga.
Profanare se stessi è profanare?
Mi mangio un panino.
No!
Mangio un panino.
Mi mangio una mano.
ANCORA DI PIù NO!
Mangio una mano.
Anche se la mano è la mia?
Mangio una mia mano.
Mi profano.
No!
Profano la mia…
… il mio…
Profanare senza invadere, introdurre, inserire dall’esterno non ha senso.
Allora come faccio a profanarmi?
Introdurre, invadere, inserire dall’esterno, per esempio, qualcosa nella mia bocca potrebbe essere una profanazione.
Se l’azione la compio io in qualche modo, è lecito (lecito?) considerarla una profanazione?
Dovrei essere estraneo nel senso di entità diversa da me stesso.
Mi mordo la coda.
Mi chiudo in un angolo cieco (vicolo cieco) per non lasciare le parole al loro significato plausibile accettato corrente indiscusso, le parole si ribellano mi aggrediscono mi chiudono in un angolo e non mi lasciano dire che Medea voleva profanarsi.
Oltre la vendetta.
Senza dolcezza e senza violenza.
Come svuotare un secchio di immondizia.
 

Quando
un giorno avrai uno specchio
 avrai due occhi
per ascoltare una canzone
in solitudine
Ah! Vasco
dimmi quel posto.
Io vengo.
Uhh Uhh Uhh.
 

CONTINUA lunedì prossimo.

Il Dispari 20230821 – Redazione culturale DILA APS

Il Dispari 20230814

Il Dispari 20230814 – Redazione culturale DILA APS

BRUNO MANCINI – VASCO E MEDEA

Seconda puntata

Questo racconto “Vasco e Medea”, che abbiamo iniziato a pubblicare lo scorso lunedì 7 agosto e che continueremo a pubblicare con cadenza settimanale nei prossimi lunedì, fa parte del primo volume della serie “Per Aurora” che ho scritto a partire dagli anni ’80 e che continuo a scrivere seppure con molte lunghe pause.
Dettagli: data di pubblicazione della terza edizione 22 agosto 2022, ISBN 9781471081149, pagine 93, rilegatura copertina morbida, dimensioni A5 (148 x 210 mm), prezzo 14.00 €, acquistabile all’url:

 https://www.lulu.com/it/shop/bruno-mancini/per-aurora-volume-primo/paperback/product-29772m.html

Scrivendo un commento a questo articolo (di almeno 1000 battute), e inviandolo in formato word entro il prossimo 18 agosto a dila@emmegiischia.com (completo di nome, cognome e indirizzo postale) l’Associazione di Promozione Sociale “Da Ischia L’Arte DILA APS” regalerà una copia del libro ai primi dieci autori dei commenti ricevuti.
Buona lettura

Il Dispari 20230814 – Redazione culturale DILA APS

VASCO E MEDEA

PARTE PRIMA

Capitolo settimo

 
«[…] Ho pianto molto in quei giorni.
La crisi.
Vasco spesso di notte usciva da casa per farvi ritorno quasi all’alba.
Assenze sempre più frequenti.
Tornava a volte macchiato, con strani odori sul corpo e sui vestiti.
Neppure attento a non farsene accorgere.
Non usava precauzioni, non nascondeva, ma non diceva. Almeno la curiosità di verificare se Medea lo stesse aspettando… se fosse ancora in casa, niente neanche questo. Un automa.
Un muto.
Un automa muto.
E certo lei soffriva.
Lina aiutami. Che devo fare?” diceva le prime volte.
Dopo qualche giorno smise di piangere.
Al mio paese dicevano “Prima della luna nuova”.
Prima della luna nuova ho visto che usciva anche lei.»

Udite le accorate parole di Lina (Carmela, la ragazza di casa), che presentano senza fronzoli le fasi iniziali di questa vicenda, mi accingo ad effettuare la ricostruzione di un momento successivo, mettendo insieme diverse fonti tra cui le confidenze dei marinai imbarcati sulla nave crociera che la nostra coppia aveva scelto per tentare di superare il periodo travagliato provocato dal ritrovamento del biglietto.
è molto verosimile, quasi perfetta.
 
Capitolo ottavo

Il tavolo era ricoperto da una tovaglia orlata da arabeschi di un giallo molto simile ai fili di paglia che usavano, una volta l’anno, in primavera, porre ai margini della gabbia, per consentire alla coppia di canarini la formazione del nido su cui deporre le uova.
Cip e Ciop erano di un giallo molto intenso tanto che, specialmente la femmina, si potrebbe definire colore dell’oro vecchio.
Medea: «Speriamo che Carmela non dimentichi di cambiare l’acqua nella vaschetta. Domani, quando ci fermiamo, le telefono, ti pare? Vieni anche tu così la saluti.»
«Credi sia il caso?»
« Perché no.»
«Sai penso che in questi ultimi tempi non sia stata neutrale, cioè… »
«No guarda lei non è in causa, se tu qualche volta mi avessi avvisato che uscivi… »
«Uscivo, uscivo… »
«… dove andavi… »
«Così, andavo, ora lo sai, che cambia?»
«… perché… »
«Guarda, dammi una spiegazione, una risposta, mi trovi cambiato?
Vuoi ancora del vino?
A volte preferirei una bettola per non sentire il rumore di tante posate contemporaneamente.
In cosa sono diverso?
Uguale.
Dillo che sono uguale anche se sai qualcosa di nuovo.
Nella taverna si urla, qui il brusio è più invadente, avviluppante, è bello avviluppante, rende l’idea, l’idea che ho della gente ma… »
«La notte preferisci le taverne.»
«La notte, che c’entra la notte, parlo di locali per pranzare, cenare, trascorrere un’ora in compagnia di una bella donna come te, mi sembra che… »
«Che voglio sapere, sapere!
Niente più di quanto non vuoi dirmi, è giusto anche per me, anche per me, è giusto, non sei cambiato, una persona non deve essere considerata… »
«Una persona?
Io sono una persona?
Credevo qualcosa di più!»
«Sì certo, non volevo banalizzare… la persona amata non deve essere vista in maniera diversa se si viene a conoscenza di una parte della sua vita prima ignorata, non devo farlo con te, è così, bravo, anche per me… sì voglio ancora del vino, e un dolce di mandorle.»

-«Signore e Signori, buona sera, è il Capitano che vi parla.
Tra circa quattro ore getteremo l’ancora in una stupenda baia dell’isola d’Ischia.
Famosa in tutto il mondo.
Meglio conosciuta come, “L’isola della eterna giovinezza” per le sue miracolose acque minerali, ed anche “L’isola verde” per la rigogliosità della sua vegetazione.
Avrete l’opportunità di visitare questo splendido gioiello del Mediterraneo per circa due giorni.
Infatti, come sapete, salperemo dopodomani alle ore 10 per il prosieguo della nostra crociera.
Un  ufficiale di  turno è a Vostra disposizione per organizzare escursioni, visite guidate, ingressi a tutti i tipi di locali, by night, piscine, teatri ed altro, e… se vorrete… anche romantici pernottamenti… »

«Andiamo, prendiamo il dolce sul ponte.» Medea si alzò, poggiò il tovagliolo, guardò in direzione dell’altoparlante e disse «Non si fa così, non si fa.»

Il Dispari 20230814 – Redazione culturale DILA APS

Capitolo nono

Quantunque la traversata fosse stata allietata da un mare piatto a perdita d’occhio, neanche una casa, un promontorio, un albero,
Un albero a mare!
e, tra sole e luna una brezza venticello, in parte fenomeno naturale in parte dovuta al movimento del bianco natante, avesse appiattito anche la temperatura dell’angolo tra le scialuppe ove erano soliti appartarsi, al primo impatto con i lastroni di lava vulcanica che pavimentavano il bordo terminale della banchina di ormeggio, entrambi barcollarono come due birilli con il fondo appesantito per un giocattolo infantile.
Medea «Oh!»
Vasco «Appoggiati!»
Medea «Fermiamoci un attimo.»
Vasco «Gira anche a te?»
«Mi manca la terra.»
«Proprio ora che sei atterrata.»
«Atterrata?»
«Posata sulla terra.»
«Oh!»
«Ancora?»
«Di nuovo.»
«Sta bene, appoggiati.»
«Fai tutto prima di me!»

I grossi lastroni di lava grigia levigati dai passi di migliaia di persone, contornavano un tratto minimo dello spiazzo destinato alle manovre di attracco; subito accanto, una macchia bruttura di asfalto sconnesso adduceva a diverse stradine, queste sì, già dal primo impatto, coreografiche, quasi personalizzate dagli abitanti e dalle attività annesse.
Scelsero, per me era facile intuirne il motivo, il viottolo a tratti in leggera pendenza incassato tra pareti di tufo verde chiazzate da prepotenti arbusti di gialle ginestre (ginestra, fiore amato dalla mia donna).
Su in cima, oltre filari di limoni ed oleandri carichi di frutti e di fiori, giunsero ad un gruppo di vecchie costruzioni tinteggiate con impasti di calce dai colori pastello, chiari, luminosi; prive di un ordine apparente e senza segni esterni identificativi che non fossero gerani rosso fuoco ai balconi, glicini appiccicati alle pareti.
Due pini e due palme tutti ultra centenari, quasi cingevano come baluardi il più vecchio palazzo, al cui ingresso un alto cancello di ferro battuto adornato da volute arabesche, mostrava in fondo ad un viale polveroso, tratti sconnessi di un muro di cinta in parte crollato, formato da pietre grigie semplicemente sovrapposte, che ostruiva, spezzava, limitava, la fitta boscaglia e le piante di alto fusto subito accanto predominanti.
Una strada di recente costruzione, sgradevole, sgraziata, stonata, si immetteva in quella minima piazzola dal lato opposto rispetto alla direzione del loro arrivo, a sinistra del cancello, completando il suo percorso in una specie di slargo appositamente adibito a deposito di rifiuti.
Assurdo.
Criminali.
La vecchia villa sfregiata.
Pazzi.
Stronzi.
L’incanto accecato.

Rimasero confusi tra ginestre (ginestra, fiore amato dalla mia donna) e pattume, entrambi fissi, con i sentimenti oltraggiati, tentando di capire se profanare è una vendetta o una maledizione, se il male sopravvive a se stesso per debolezza del suo antagonista oppure per sciocchi abbagli di clemenza.
Mai un silenzio li aveva visti così uniti, insieme indifesi, cruenti, aggressivi.
«Maledetti.
Siate maledetti.»
Da Vasco e Medea lo stesso grido.

Fu lì che lo rividero.

Un barbuto (custode?) con la camicia rossa, uscendo dal cancello, si diresse ad aggiungere, spingendolo su una carriola da muratore, un vecchio apparecchio radiofonico ai rifiuti del cumulo di immondizia.

Il Dispari 20230814 – Redazione culturale DILA APS

Il Dispari 20230807

Il Dispari 20230807

Il Dispari 20230807

BRUNO MANCINI – VASCO E MEDEA

Prima puntata

Questo racconto “Vasco e Medea”, che pubblicheremo a cadenza settimanale nei prossimi lunedì, fa parte del primo volume della serie “Per Aurora” che ho scritto a partire dagli anni ’80 e che continuo a scrivere seppure con molte lunghe pause.

Dettagli: data di pubblicazione della terza edizione 22 agosto 2022, ISBN 9781471081149, pagine 93, rilegatura copertina morbida, dimensioni A5 (148 x 210 mm), prezzo 14.00 €, acquistabile all’url:

 https://www.lulu.com/it/shop/bruno-mancini/per-aurora-volume-primo/paperback/product-29772m.html

Scrivendo un commento a questo articolo (di almeno 1000 battute), e inviandolo in formato word entro il prossimo 12 agosto a dila@emmegiischia.com  (completo di nome, cognome e indirizzo postale) l’Associazione di Promozione Sociale “Da Ischia L’Arte DILA APS” regalerà una copia del libro ai primi dieci autori dei commenti ricevuti.

Buona lettura

Il Dispari 20230807

Il Dispari 20230807

VASCO E MEDEA

PARTE PRIMA

 Capitolo primo

Non so da dove cominciare.

 

Capitolo secondo

Non è vero!

 

Capitolo terzo

Quale è la verità?

D’onde (da onde = da dove) ha inizio lo sberleffo a quanto intenzionalmente si intende insabbiare affinché possa, scheggiando la patina di cinica manipolazione lessicale,

Voglio ronzare intorno a “finzione e realtà“:

Vasco e Medea sono accumulabili se, guardando al di là delle azioni che ne hanno caratterizzato i rispettivi percorsi, si dà rilievo alla forza il cui condizionamento ermetico ed invasivo ha estremizzate aspirazioni, desideri, e contrasti iniziali.

LA VOGLIA DI STUPIRE (determinante nel seguito del racconto).

Molti, i normali, tendono a piacere, ad essere considerati, ad agire in modo da ricevere favorevole accettazione. Hanno ambizione di essere riconosciuti abili, se non onesti, spiritosi, affidabili, oppure intraprendenti, finanche cinici e prudenti, nella maniera più normale (semplice) possibile.

Sanno che pochi risparmiano una buona  azione nei confronti di persone tranquille o bisognose, e che ancora meno sono coloro i quali prendono le distanze da furbi travestiti da umili.

Vasco no.

Medea no.

Loro vogliono catturare la preda viva di fronte alla sfida.

Loro come Ignazio.

Un toro accecato dallo stupore.

Vorrei abituarvi a leggere come pensate.

«Cialtrone.»

In maniera disarticolata arruffona ripetitiva.

Non ho scritto: “come parlate”, non voglio, ripeto, abituarvi (dovrei scrivere “che vi abituaste”)… «Cacata ciclopica.»

… abituarvi a leggere non come parlate che è tutta un’altra cosa, ma come pensate.

Il primo periodo del capitolo terzo è rimasto sospeso.

«Rimasto?»

Sì l’ho lasciato privo di conclusione poiché…

«Perché?»

  • sì perché sì…
  • sì…
  • si avvicinava…
  • si proponeva…
  • diventava…
  • stava diventando…
  • ormai era un periodo scritto.

E mi occorrono periodi pensati, per farvi abituare a leggere i pensieri.

Ancora liberi di uscire, voi e loro.

Ultima fermata inferno… paradiso…

Signori si scende.

Totò diceva signori si nasce.

 

Scorrono nelle case
i volti
falsate riprese
sul palco rosso
del tiranno.

Capitolo quarto

Nel 1970 aveva circa quindici anni, ma era stato sfruttato…

  • preso in giro…
  • usato graffiato…
  • dalla sola che ne conosceva ogni spigolo, tutti i difetti, le rugosità dell’ultimo giorno e quelle affiorate più indietro nel tempo.

L’unica a poterlo far vibrare in a soli maledetti e privi di rassegnazione.

Come una piccola stella in una sala ovattata, certo brillava ogni volta, da sempre ogni volta, per sempre sembrava potesse, brillava avvicinandosi alla sua pelle scura.

Ancora non si placa
l’eco
maledetta
del suo urlo
tra le braccia
rosse
bastardo.
Capitolo quinto

E non ditemi di non aver mai ascoltato un vecchio polveroso disco di Vasco Rossi suonato da uno scolorito apparecchio della vostra gioventù eroica.

L’apparecchio non è un aeroplano ed in questo caso funziona poggiando una piccola puntina di acciaio luminoso sullo strato nero di vinile ruotante. Cioè è un giradischi.

Dovete abituarvi a leggere i pensieri.

Le ragazzine aspettano l’uomo pigro.

Ti invito.

Scortami.

Ancora non è sopita l’eco
indecente volteggio
sul letto acciottolato di Medea.

Le pozzanghere la rana.

Vasco senza capelli cinquantenne.

Vasco digiunatore di sesso immaginifico.

Vasco sotto la doccia abbandonato.

Uh Uh Uh.

Vasco.

Vasco che scanna le sue creature.

Ancora non è fermo
il disco
uhh uhh uhh
la notte non è più
sicura
bambina.

Capitolo sesto

Qualcuno ricorda la descrizione della mia prima avventura in questa realtà?

Venne intitolata “L’appuntamento” con una essenzialità in qualche modo tendente ad accontentare i semplici ed i novizi.

Io, infatti, avrei optato per “L’ultimo appuntamento”, certamente più preciso e lineare con la vicenda, ma anche meno invitante, se si fosse considerato il sottile sottinteso catastrofismo.

Bene, mai vista sentita conosciuta immaginata costruita, non presenza e non essenza, nulla, lei, la donna guascona, era assolutamente fuori dalle mie cellule intuitive e cerebrali.

Naturalmente, con lei inamovibile riferimento essenziale, queste osservazioni investono tutto il contesto nel quale mi trovo a ruotare, non solo le presenze fisiche delle entità che lo compongono.

Mi aspetto che molti ricordino la parte finale dell’incontro con la dama di cui non conoscevo il nome, Aurora, e che chiamavo la donna guascona, comunque devo dirlo per non essere additato come la fucina delle allusioni, sottintesi, astrazioni, comodi equivoci, ricercati controluce, dei vorrei ma non posso.

Il nostro primo incontro, tanto casuale e per me tanto determinante, terminò con Aurora, chiamata da tutti “La Signora”, che, prendendomi sottobraccio, mi chiedeva di trovare una nuova bella storia d’amore.

È vero?

È vero.

Eccomi.

Vasco non diceva verità.

Per amore.

Medea non ascoltava pensieri.

Per amore.

Lo dico io.

Capitolo settimo

«Cosa potrebbe rappresentare un biglietto di auguri, datato e firmato con il nome del festeggiato ed il motivo dell’invio o consegna, per una persona abituata a gestire uomini e soldi in grande quantità?

Medea si chiedeva perché.

Poiché lui poche ore prima all’alba, ne era sicura per motivi che non vale spiegare, aveva furtivamente inserito, in un volume dello scaffale più alto, un cartoncino rappresentante una bottiglia, quattro fiori e foglie.

Nulla consentiva di credere che fosse stato preparato da lui per altri.

Non sapeva disegnare neppure a ricalco.

Da ragazzo, ero io a tenergli la mano per evitare che facesse sgorbi nei compiti di disegno.

Non aveva mai avuta alcuna cognizione di colori e tinte, mentre quel disegno evidenziava dei mezzi espressivi di qualità, buona tecnica, ed anche una delicatezza di tratti palesemente femminile.

Da altri per lui?

Perché avrebbero, avrebbe, usato un nome ed una data a lei completamente sconosciuti, per frasi non certo compromettenti?

Inoltre, perché lui l’aveva inserito in quel volume?

Ovvio, per toglierlo dalla disponibilità di chi frequentava la casa, e cioè solo mia e di Medea.

Lei mi confidò che già solo questo ultimo comportamento le sembrava sufficiente per indagare, dicendomi anche che doveva approfondire, senza scoprire la sua… scoperta.

Sì, chiese la mia complicità, pur essendo consapevole che non potevo promettergliela.

Sapeva bene che il suo (di lui) dolore sarebbe stato il mio dolore, come quando giovincello piangeva ascoltando dalla radio che i russi avevano invaso l’Ungheria.

Lina, Lina aiutami!” diceva.

Medea ripeteva il testo come una litania lo ricordo ancora “Ti mando un fiorellino sull’unico pezzetto di carta che mi è rimasto! Auguri. Vera”.

E via con mille domande, a se stessa più che a me “Chi sarà? Perché un fiorellino?

Che significa ultimo pezzo di carta?

Vera è un nome o uno pseudonimo?

Ho pianto molto quei giorni.

La crisi.

Vasco spesso di notte usciva da casa per farvi ritorno quasi all’alba.

Assenze sempre più frequenti.

Tornava a volte macchiato, con strani odori sul corpo e sui vestiti.

Neppure attento a non farsene accorgere.

Non usava precauzioni, non nascondeva, ma non diceva. Almeno la curiosità di verificare se Medea lo stesse aspettando… se fosse ancora in casa, niente neanche questo. Un automa.

Un muto.

Un automa muto.

E certo lei soffriva.

Lina aiutami. Che devo fare?” diceva le prime volte.

Dopo qualche giorno smise di piangere.

Il Dispari 20230807

Il Dispari 20230807

Il Dispari 20230807

Il Dispari 20230807

DILA

NUSIV

 

Il Dispari 20230814 – Redazione culturale DILA APS

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Il Dispari 20230814

Il Dispari 20230814 – Redazione culturale DILA APS

BRUNO MANCINI – VASCO E MEDEA

Seconda puntata

Questo racconto “Vasco e Medea”, che abbiamo iniziato a pubblicare lo scorso lunedì 7 agosto e che continueremo a pubblicare con cadenza settimanale nei prossimi lunedì, fa parte del primo volume della serie “Per Aurora” che ho scritto a partire dagli anni ’80 e che continuo a scrivere seppure con molte lunghe pause.
Dettagli: data di pubblicazione della terza edizione 22 agosto 2022, ISBN 9781471081149, pagine 93, rilegatura copertina morbida, dimensioni A5 (148 x 210 mm), prezzo 14.00 €, acquistabile all’url:

 https://www.lulu.com/it/shop/bruno-mancini/per-aurora-volume-primo/paperback/product-29772m.html

Scrivendo un commento a questo articolo (di almeno 1000 battute), e inviandolo in formato word entro il prossimo 18 agosto a dila@emmegiischia.com (completo di nome, cognome e indirizzo postale) l’Associazione di Promozione Sociale “Da Ischia L’Arte DILA APS” regalerà una copia del libro ai primi dieci autori dei commenti ricevuti.
Buona lettura

Il Dispari 20230814 – Redazione culturale DILA APS

VASCO E MEDEA

PARTE PRIMA

Capitolo settimo

 
«[…] Ho pianto molto in quei giorni.
La crisi.
Vasco spesso di notte usciva da casa per farvi ritorno quasi all’alba.
Assenze sempre più frequenti.
Tornava a volte macchiato, con strani odori sul corpo e sui vestiti.
Neppure attento a non farsene accorgere.
Non usava precauzioni, non nascondeva, ma non diceva. Almeno la curiosità di verificare se Medea lo stesse aspettando… se fosse ancora in casa, niente neanche questo. Un automa.
Un muto.
Un automa muto.
E certo lei soffriva.
Lina aiutami. Che devo fare?” diceva le prime volte.
Dopo qualche giorno smise di piangere.
Al mio paese dicevano “Prima della luna nuova”.
Prima della luna nuova ho visto che usciva anche lei.»

Udite le accorate parole di Lina (Carmela, la ragazza di casa), che presentano senza fronzoli le fasi iniziali di questa vicenda, mi accingo ad effettuare la ricostruzione di un momento successivo, mettendo insieme diverse fonti tra cui le confidenze dei marinai imbarcati sulla nave crociera che la nostra coppia aveva scelto per tentare di superare il periodo travagliato provocato dal ritrovamento del biglietto.
è molto verosimile, quasi perfetta.
 
Capitolo ottavo

Il tavolo era ricoperto da una tovaglia orlata da arabeschi di un giallo molto simile ai fili di paglia che usavano, una volta l’anno, in primavera, porre ai margini della gabbia, per consentire alla coppia di canarini la formazione del nido su cui deporre le uova.
Cip e Ciop erano di un giallo molto intenso tanto che, specialmente la femmina, si potrebbe definire colore dell’oro vecchio.
Medea: «Speriamo che Carmela non dimentichi di cambiare l’acqua nella vaschetta. Domani, quando ci fermiamo, le telefono, ti pare? Vieni anche tu così la saluti.»
«Credi sia il caso?»
« Perché no.»
«Sai penso che in questi ultimi tempi non sia stata neutrale, cioè… »
«No guarda lei non è in causa, se tu qualche volta mi avessi avvisato che uscivi… »
«Uscivo, uscivo… »
«… dove andavi… »
«Così, andavo, ora lo sai, che cambia?»
«… perché… »
«Guarda, dammi una spiegazione, una risposta, mi trovi cambiato?
Vuoi ancora del vino?
A volte preferirei una bettola per non sentire il rumore di tante posate contemporaneamente.
In cosa sono diverso?
Uguale.
Dillo che sono uguale anche se sai qualcosa di nuovo.
Nella taverna si urla, qui il brusio è più invadente, avviluppante, è bello avviluppante, rende l’idea, l’idea che ho della gente ma… »
«La notte preferisci le taverne.»
«La notte, che c’entra la notte, parlo di locali per pranzare, cenare, trascorrere un’ora in compagnia di una bella donna come te, mi sembra che… »
«Che voglio sapere, sapere!
Niente più di quanto non vuoi dirmi, è giusto anche per me, anche per me, è giusto, non sei cambiato, una persona non deve essere considerata… »
«Una persona?
Io sono una persona?
Credevo qualcosa di più!»
«Sì certo, non volevo banalizzare… la persona amata non deve essere vista in maniera diversa se si viene a conoscenza di una parte della sua vita prima ignorata, non devo farlo con te, è così, bravo, anche per me… sì voglio ancora del vino, e un dolce di mandorle.»

-«Signore e Signori, buona sera, è il Capitano che vi parla.
Tra circa quattro ore getteremo l’ancora in una stupenda baia dell’isola d’Ischia.
Famosa in tutto il mondo.
Meglio conosciuta come, “L’isola della eterna giovinezza” per le sue miracolose acque minerali, ed anche “L’isola verde” per la rigogliosità della sua vegetazione.
Avrete l’opportunità di visitare questo splendido gioiello del Mediterraneo per circa due giorni.
Infatti, come sapete, salperemo dopodomani alle ore 10 per il prosieguo della nostra crociera.
Un  ufficiale di  turno è a Vostra disposizione per organizzare escursioni, visite guidate, ingressi a tutti i tipi di locali, by night, piscine, teatri ed altro, e… se vorrete… anche romantici pernottamenti… »

«Andiamo, prendiamo il dolce sul ponte.» Medea si alzò, poggiò il tovagliolo, guardò in direzione dell’altoparlante e disse «Non si fa così, non si fa.»

Il Dispari 20230814 – Redazione culturale DILA APS

Capitolo nono

Quantunque la traversata fosse stata allietata da un mare piatto a perdita d’occhio, neanche una casa, un promontorio, un albero,
Un albero a mare!
e, tra sole e luna una brezza venticello, in parte fenomeno naturale in parte dovuta al movimento del bianco natante, avesse appiattito anche la temperatura dell’angolo tra le scialuppe ove erano soliti appartarsi, al primo impatto con i lastroni di lava vulcanica che pavimentavano il bordo terminale della banchina di ormeggio, entrambi barcollarono come due birilli con il fondo appesantito per un giocattolo infantile.
Medea «Oh!»
Vasco «Appoggiati!»
Medea «Fermiamoci un attimo.»
Vasco «Gira anche a te?»
«Mi manca la terra.»
«Proprio ora che sei atterrata.»
«Atterrata?»
«Posata sulla terra.»
«Oh!»
«Ancora?»
«Di nuovo.»
«Sta bene, appoggiati.»
«Fai tutto prima di me!»

I grossi lastroni di lava grigia levigati dai passi di migliaia di persone, contornavano un tratto minimo dello spiazzo destinato alle manovre di attracco; subito accanto, una macchia bruttura di asfalto sconnesso adduceva a diverse stradine, queste sì, già dal primo impatto, coreografiche, quasi personalizzate dagli abitanti e dalle attività annesse.
Scelsero, per me era facile intuirne il motivo, il viottolo a tratti in leggera pendenza incassato tra pareti di tufo verde chiazzate da prepotenti arbusti di gialle ginestre (ginestra, fiore amato dalla mia donna).
Su in cima, oltre filari di limoni ed oleandri carichi di frutti e di fiori, giunsero ad un gruppo di vecchie costruzioni tinteggiate con impasti di calce dai colori pastello, chiari, luminosi; prive di un ordine apparente e senza segni esterni identificativi che non fossero gerani rosso fuoco ai balconi, glicini appiccicati alle pareti.
Due pini e due palme tutti ultra centenari, quasi cingevano come baluardi il più vecchio palazzo, al cui ingresso un alto cancello di ferro battuto adornato da volute arabesche, mostrava in fondo ad un viale polveroso, tratti sconnessi di un muro di cinta in parte crollato, formato da pietre grigie semplicemente sovrapposte, che ostruiva, spezzava, limitava, la fitta boscaglia e le piante di alto fusto subito accanto predominanti.
Una strada di recente costruzione, sgradevole, sgraziata, stonata, si immetteva in quella minima piazzola dal lato opposto rispetto alla direzione del loro arrivo, a sinistra del cancello, completando il suo percorso in una specie di slargo appositamente adibito a deposito di rifiuti.
Assurdo.
Criminali.
La vecchia villa sfregiata.
Pazzi.
Stronzi.
L’incanto accecato.

Rimasero confusi tra ginestre (ginestra, fiore amato dalla mia donna) e pattume, entrambi fissi, con i sentimenti oltraggiati, tentando di capire se profanare è una vendetta o una maledizione, se il male sopravvive a se stesso per debolezza del suo antagonista oppure per sciocchi abbagli di clemenza.
Mai un silenzio li aveva visti così uniti, insieme indifesi, cruenti, aggressivi.
«Maledetti.
Siate maledetti.»
Da Vasco e Medea lo stesso grido.

Fu lì che lo rividero.

Un barbuto (custode?) con la camicia rossa, uscendo dal cancello, si diresse ad aggiungere, spingendolo su una carriola da muratore, un vecchio apparecchio radiofonico ai rifiuti del cumulo di immondizia.

Il Dispari 20230814 – Redazione culturale DILA APS

Il Dispari 20230807

Il Dispari 20230807

Il Dispari 20230807

BRUNO MANCINI – VASCO E MEDEA

Prima puntata

Questo racconto “Vasco e Medea”, che pubblicheremo a cadenza settimanale nei prossimi lunedì, fa parte del primo volume della serie “Per Aurora” che ho scritto a partire dagli anni ’80 e che continuo a scrivere seppure con molte lunghe pause.

Dettagli: data di pubblicazione della terza edizione 22 agosto 2022, ISBN 9781471081149, pagine 93, rilegatura copertina morbida, dimensioni A5 (148 x 210 mm), prezzo 14.00 €, acquistabile all’url:

 https://www.lulu.com/it/shop/bruno-mancini/per-aurora-volume-primo/paperback/product-29772m.html

Scrivendo un commento a questo articolo (di almeno 1000 battute), e inviandolo in formato word entro il prossimo 12 agosto a dila@emmegiischia.com  (completo di nome, cognome e indirizzo postale) l’Associazione di Promozione Sociale “Da Ischia L’Arte DILA APS” regalerà una copia del libro ai primi dieci autori dei commenti ricevuti.

Buona lettura

Il Dispari 20230807

Il Dispari 20230807

VASCO E MEDEA

PARTE PRIMA

 Capitolo primo

Non so da dove cominciare.

 

Capitolo secondo

Non è vero!

 

Capitolo terzo

Quale è la verità?

D’onde (da onde = da dove) ha inizio lo sberleffo a quanto intenzionalmente si intende insabbiare affinché possa, scheggiando la patina di cinica manipolazione lessicale,

Voglio ronzare intorno a “finzione e realtà“:

Vasco e Medea sono accumulabili se, guardando al di là delle azioni che ne hanno caratterizzato i rispettivi percorsi, si dà rilievo alla forza il cui condizionamento ermetico ed invasivo ha estremizzate aspirazioni, desideri, e contrasti iniziali.

LA VOGLIA DI STUPIRE (determinante nel seguito del racconto).

Molti, i normali, tendono a piacere, ad essere considerati, ad agire in modo da ricevere favorevole accettazione. Hanno ambizione di essere riconosciuti abili, se non onesti, spiritosi, affidabili, oppure intraprendenti, finanche cinici e prudenti, nella maniera più normale (semplice) possibile.

Sanno che pochi risparmiano una buona  azione nei confronti di persone tranquille o bisognose, e che ancora meno sono coloro i quali prendono le distanze da furbi travestiti da umili.

Vasco no.

Medea no.

Loro vogliono catturare la preda viva di fronte alla sfida.

Loro come Ignazio.

Un toro accecato dallo stupore.

Vorrei abituarvi a leggere come pensate.

«Cialtrone.»

In maniera disarticolata arruffona ripetitiva.

Non ho scritto: “come parlate”, non voglio, ripeto, abituarvi (dovrei scrivere “che vi abituaste”)… «Cacata ciclopica.»

… abituarvi a leggere non come parlate che è tutta un’altra cosa, ma come pensate.

Il primo periodo del capitolo terzo è rimasto sospeso.

«Rimasto?»

Sì l’ho lasciato privo di conclusione poiché…

«Perché?»

  • sì perché sì…
  • sì…
  • si avvicinava…
  • si proponeva…
  • diventava…
  • stava diventando…
  • ormai era un periodo scritto.

E mi occorrono periodi pensati, per farvi abituare a leggere i pensieri.

Ancora liberi di uscire, voi e loro.

Ultima fermata inferno… paradiso…

Signori si scende.

Totò diceva signori si nasce.

 

Scorrono nelle case
i volti
falsate riprese
sul palco rosso
del tiranno.

Capitolo quarto

Nel 1970 aveva circa quindici anni, ma era stato sfruttato…

  • preso in giro…
  • usato graffiato…
  • dalla sola che ne conosceva ogni spigolo, tutti i difetti, le rugosità dell’ultimo giorno e quelle affiorate più indietro nel tempo.

L’unica a poterlo far vibrare in a soli maledetti e privi di rassegnazione.

Come una piccola stella in una sala ovattata, certo brillava ogni volta, da sempre ogni volta, per sempre sembrava potesse, brillava avvicinandosi alla sua pelle scura.

Ancora non si placa
l’eco
maledetta
del suo urlo
tra le braccia
rosse
bastardo.
Capitolo quinto

E non ditemi di non aver mai ascoltato un vecchio polveroso disco di Vasco Rossi suonato da uno scolorito apparecchio della vostra gioventù eroica.

L’apparecchio non è un aeroplano ed in questo caso funziona poggiando una piccola puntina di acciaio luminoso sullo strato nero di vinile ruotante. Cioè è un giradischi.

Dovete abituarvi a leggere i pensieri.

Le ragazzine aspettano l’uomo pigro.

Ti invito.

Scortami.

Ancora non è sopita l’eco
indecente volteggio
sul letto acciottolato di Medea.

Le pozzanghere la rana.

Vasco senza capelli cinquantenne.

Vasco digiunatore di sesso immaginifico.

Vasco sotto la doccia abbandonato.

Uh Uh Uh.

Vasco.

Vasco che scanna le sue creature.

Ancora non è fermo
il disco
uhh uhh uhh
la notte non è più
sicura
bambina.

Capitolo sesto

Qualcuno ricorda la descrizione della mia prima avventura in questa realtà?

Venne intitolata “L’appuntamento” con una essenzialità in qualche modo tendente ad accontentare i semplici ed i novizi.

Io, infatti, avrei optato per “L’ultimo appuntamento”, certamente più preciso e lineare con la vicenda, ma anche meno invitante, se si fosse considerato il sottile sottinteso catastrofismo.

Bene, mai vista sentita conosciuta immaginata costruita, non presenza e non essenza, nulla, lei, la donna guascona, era assolutamente fuori dalle mie cellule intuitive e cerebrali.

Naturalmente, con lei inamovibile riferimento essenziale, queste osservazioni investono tutto il contesto nel quale mi trovo a ruotare, non solo le presenze fisiche delle entità che lo compongono.

Mi aspetto che molti ricordino la parte finale dell’incontro con la dama di cui non conoscevo il nome, Aurora, e che chiamavo la donna guascona, comunque devo dirlo per non essere additato come la fucina delle allusioni, sottintesi, astrazioni, comodi equivoci, ricercati controluce, dei vorrei ma non posso.

Il nostro primo incontro, tanto casuale e per me tanto determinante, terminò con Aurora, chiamata da tutti “La Signora”, che, prendendomi sottobraccio, mi chiedeva di trovare una nuova bella storia d’amore.

È vero?

È vero.

Eccomi.

Vasco non diceva verità.

Per amore.

Medea non ascoltava pensieri.

Per amore.

Lo dico io.

Capitolo settimo

«Cosa potrebbe rappresentare un biglietto di auguri, datato e firmato con il nome del festeggiato ed il motivo dell’invio o consegna, per una persona abituata a gestire uomini e soldi in grande quantità?

Medea si chiedeva perché.

Poiché lui poche ore prima all’alba, ne era sicura per motivi che non vale spiegare, aveva furtivamente inserito, in un volume dello scaffale più alto, un cartoncino rappresentante una bottiglia, quattro fiori e foglie.

Nulla consentiva di credere che fosse stato preparato da lui per altri.

Non sapeva disegnare neppure a ricalco.

Da ragazzo, ero io a tenergli la mano per evitare che facesse sgorbi nei compiti di disegno.

Non aveva mai avuta alcuna cognizione di colori e tinte, mentre quel disegno evidenziava dei mezzi espressivi di qualità, buona tecnica, ed anche una delicatezza di tratti palesemente femminile.

Da altri per lui?

Perché avrebbero, avrebbe, usato un nome ed una data a lei completamente sconosciuti, per frasi non certo compromettenti?

Inoltre, perché lui l’aveva inserito in quel volume?

Ovvio, per toglierlo dalla disponibilità di chi frequentava la casa, e cioè solo mia e di Medea.

Lei mi confidò che già solo questo ultimo comportamento le sembrava sufficiente per indagare, dicendomi anche che doveva approfondire, senza scoprire la sua… scoperta.

Sì, chiese la mia complicità, pur essendo consapevole che non potevo promettergliela.

Sapeva bene che il suo (di lui) dolore sarebbe stato il mio dolore, come quando giovincello piangeva ascoltando dalla radio che i russi avevano invaso l’Ungheria.

Lina, Lina aiutami!” diceva.

Medea ripeteva il testo come una litania lo ricordo ancora “Ti mando un fiorellino sull’unico pezzetto di carta che mi è rimasto! Auguri. Vera”.

E via con mille domande, a se stessa più che a me “Chi sarà? Perché un fiorellino?

Che significa ultimo pezzo di carta?

Vera è un nome o uno pseudonimo?

Ho pianto molto quei giorni.

La crisi.

Vasco spesso di notte usciva da casa per farvi ritorno quasi all’alba.

Assenze sempre più frequenti.

Tornava a volte macchiato, con strani odori sul corpo e sui vestiti.

Neppure attento a non farsene accorgere.

Non usava precauzioni, non nascondeva, ma non diceva. Almeno la curiosità di verificare se Medea lo stesse aspettando… se fosse ancora in casa, niente neanche questo. Un automa.

Un muto.

Un automa muto.

E certo lei soffriva.

Lina aiutami. Che devo fare?” diceva le prime volte.

Dopo qualche giorno smise di piangere.

Il Dispari 20230807

Il Dispari 20230807

Il Dispari 20230807

Il Dispari 20230807

Il Dispari 202307131

Il Dispari 20230731 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230731 – Redazione culturale DILA

 

EROS CIOTTI

Eros Ciotti ricercatore storico e scrittore ci dona un testo misterioso in risposta alla domanda: “Chi era la madre del Genio?”

La risposta la trova nei manoscritti di quel periodo.

Nella trascrizione della nascita di Leonardo nei ricordi di famiglia.

Il 15 aprile 1452 alle 3 di notte nella casa di Anchiano (restaurata come Museo Leonardiano) vide la prima luce il Genio.

Lo studioso prussiano E. Moller scoprì nel 1931 che Leonardo era figlio di Piero, figlio di Antonio “notaro”.

Leonardo era un figlio illegittimo di Ser Piero da Vinci, proveniente da familiari notai,  e fu affidato alla bottega dell’amico Andrea di Michele di Francesco di Cione detto il Verrocchio.

Alla madre Chaterina fu data una dote e si sposò con Piero di Andrea di Giovanni Buti, detto del Vacha cioè “Achattabriga”, in quanto si suppone che Ser Piero fosse sposato o in procinto di sposarsi.

L’autore fa supporre che Chaterina, donna senza documentate origini, fosse una donna dell’oriente, una delle tante schiave portate a Firenze nei secoli XIV e XV come domestiche, in sostituzione delle contadine morte a causa della peste del 1348.

L’origine della madre di Leonardo resta ancora un mistero da scoprire sia per la ricerca scientifica e sia per la Storia dell’Arte.

Per l’Autore, architetto, ed esperto prevalentemente nel restauro monumentale, impegnato nella salvaguardia dell’ambiente naturale, storico, archeologico e antropologico le fonti di ricerca sono molteplici.

Eros Ciotti, attualmente ricopre la carica di Presidente dell’Associazione Culturale Metropoli’s fondata nel 1988.

Il suo stile letterario è caratterizzato nell’amore verso il Genio Leonardo e ha scritto numerosi volumi storici come “Le palude Pontine del ‘500“, “La Gioconda di Leonardo“, “Paesaggi di Leonardo.

Ha scritto 12 copioni teatrali, tra cui “Leon’Arte 500” per i 500 anni della morte di Leonardo.

Auguriamo tanto buon lavoro all’arch. Eros Ciotti per donarci tante risposte alla storia leonardiana e dell’Agro Pontino.

Angela Maria Tiberi

CHATERINA la schiava che partorì il Genio (Edizioni Metropoli’s)

Il Dispari 20230731 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230731 – Redazione culturale DILA

Si parva licet componere magnis

Tra Gaetano Di Meglio, Patron e Direttore della testata giornalistica Il Dispari, e Bruno Mancini nella qualità di Presidente dell’Associazione di Promozione Sociale “Da Ischia L’Arte – DILA APS”, si è stabilito quanto segue:

 CS IL DISPARI & DILA APS

Il Dispari affida ad una Redazione organizzata da DILA APS una rubrica giornaliera dal martedì al venerdì  i cui contenuti, a firma di Soci e/o Collaboratori dell’Associazione, dovranno riguardare aspetti generali relativi a varie Professioni.

Gli articoli non potranno eccedere le 3000 battute, spazi compresi e dovranno essere inviati in formato word almeno tre giorni prima della data prevista per la pubblicazione.

Resta inteso che né DILA APS, né i firmatari degli articoli percepiranno compensi di alcun tipo e che DILA APS attiverà a suo carico un servizio di spedizione dei giornali verso le zone non coperte dal distributore ufficiale.

A seguito di questo accordo, Bruno Mancini ha nominato la Vice Presidente DILA APS, Angela Maria Tiberi (che ha accettato), Capo Redattrice della rubrica, la quale, da subito, prende il titolo di “Professionisti DILA APS“.

Come sempre, anche questo progetto DILA APS è aperto a tutte le vostre collaborazioni e, come sempre, DILA APS resta a vostra disposizione per qualsiasi chiarimento.

INFO:
dilaaps@pec.it
dila@emmegiischia.com

Cell.
Angela Maria Tiberi 4305584216 (tutti i giorni dalle 10 alle 20)
Bruno Mancini 3914830355 (tutti i giorni dalle 15 alle 23)

Il Dispari 20230731 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230731 – Redazione culturale DILA

BRUNO MANCINI:  Si parva licet componere magnis

«La rubrica “Professionisti DILA APS“, con la pubblicazione in quattro giorni settimanali, avrà una rotazione mensile di contenuti che, quando saremo a regime proporranno argomenti trattati da Avvocati, Ingegneri, Architetti, Dottori, Professori, Commercialisti, Tecnici informatici, Agronomi, Dirigenti scolastici, Editori, Funzionari Pubblici, Sindacalisti, Scienziati, Climatologi, Assistenti disabili, Professionisti alimentazione, Addetti alla ricezione turistica, Marittimi, Giornalisti, Magistrati, Specialisti in Adozioni, ecc.

Quindi, con un po’ di presunzione vorremmo attivare lo stesso percorso virtuoso che abbiamo realizzato in campo artistico.

Provare a mandare messaggi educativi del vivere civilmente nella realtà attuale (Si parva licet componere magnis).

In tutte le professioni cercheremo… e troveremo persone splendide capaci di esporsi in prima persona senza paure e senza condizionamenti.

Fino al momento in cui scrivo questa presentazione, oltre al sottoscritto, Responsabile della Rubrica, e ad Angela Maria Tiberi Capo Redattrice hanno confermata la loro ufficiale adesione il Prof. Fabio Ricci Direttore Chirurgia Senologica, Direttore Clinico Breast Unit, Ospedale “S.M. Goretti di Latina; il Dott. Andrea Del Buono Medico Chirurgo – Immunoallergologo, Specialista in Medicina Preventiva e del Lavoro, Vicepresidente Fondazione “DD Clinic Reseach Institute Onlrus”; il Bio – Architetto Alfonso Gurreri; il Maestro Massimo Abbate, Regista, Attore, Cantante, Musicista, Autore, Patron Festival della Canzone Napoletana; la Traduttrice Liga Sarah Lapinska (Lettonia), Scrittrice, Pittrice, Poetessa; la Scrittrice Luciana Capece, Poetessa, Saggista, Aforista, Prefatrice, Critico Letterario, Critico Teatrale, Recensora; l’Avvocato Davide Felice Scrittore, Consigliere comunale Castegnato; l’Industriale Demo Martelli Scrittore, Albergatore; la Professoressa Milena Petrarca Pittrice, Poetessa.

L’inizio è previsto per la prima settimana di settembre.»

Il Dispari 20230731 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230731 – Redazione culturale DILA

DILA

NUSIV

 

Il Dispari 20230807 – Redazione culturale DILA APS

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Il Dispari 20230807– Redazione culturale DILA APS

Il Dispari 20230807

Il Dispari 20230807

Il Dispari 20230807

BRUNO MANCINI – VASCO E MEDEA

Prima puntata

Questo racconto “Vasco e Medea”, che pubblicheremo a cadenza settimanale nei prossimi lunedì, fa parte del primo volume della serie “Per Aurora” che ho scritto a partire dagli anni ’80 e che continuo a scrivere seppure con molte lunghe pause.

Dettagli: data di pubblicazione della terza edizione 22 agosto 2022, ISBN 9781471081149, pagine 93, rilegatura copertina morbida, dimensioni A5 (148 x 210 mm), prezzo 14.00 €, acquistabile all’url:

 https://www.lulu.com/it/shop/bruno-mancini/per-aurora-volume-primo/paperback/product-29772m.html

Scrivendo un commento a questo articolo (di almeno 1000 battute), e inviandolo in formato word entro il prossimo 12 agosto a dila@emmegiischia.com  (completo di nome, cognome e indirizzo postale) l’Associazione di Promozione Sociale “Da Ischia L’Arte DILA APS” regalerà una copia del libro ai primi dieci autori dei commenti ricevuti.

Buona lettura

Il Dispari 20230807

Il Dispari 20230807

VASCO E MEDEA

PARTE PRIMA

 Capitolo primo

Non so da dove cominciare.

 

Capitolo secondo

Non è vero!

 

Capitolo terzo

Quale è la verità?

D’onde (da onde = da dove) ha inizio lo sberleffo a quanto intenzionalmente si intende insabbiare affinché possa, scheggiando la patina di cinica manipolazione lessicale,

Voglio ronzare intorno a “finzione e realtà“:

Vasco e Medea sono accumulabili se, guardando al di là delle azioni che ne hanno caratterizzato i rispettivi percorsi, si dà rilievo alla forza il cui condizionamento ermetico ed invasivo ha estremizzate aspirazioni, desideri, e contrasti iniziali.

LA VOGLIA DI STUPIRE (determinante nel seguito del racconto).

Molti, i normali, tendono a piacere, ad essere considerati, ad agire in modo da ricevere favorevole accettazione. Hanno ambizione di essere riconosciuti abili, se non onesti, spiritosi, affidabili, oppure intraprendenti, finanche cinici e prudenti, nella maniera più normale (semplice) possibile.

Sanno che pochi risparmiano una buona  azione nei confronti di persone tranquille o bisognose, e che ancora meno sono coloro i quali prendono le distanze da furbi travestiti da umili.

Vasco no.

Medea no.

Loro vogliono catturare la preda viva di fronte alla sfida.

Loro come Ignazio.

Un toro accecato dallo stupore.

Vorrei abituarvi a leggere come pensate.

«Cialtrone.»

In maniera disarticolata arruffona ripetitiva.

Non ho scritto: “come parlate”, non voglio, ripeto, abituarvi (dovrei scrivere “che vi abituaste”)… «Cacata ciclopica.»

… abituarvi a leggere non come parlate che è tutta un’altra cosa, ma come pensate.

Il primo periodo del capitolo terzo è rimasto sospeso.

«Rimasto?»

Sì l’ho lasciato privo di conclusione poiché…

«Perché?»

  • sì perché sì…
  • sì…
  • si avvicinava…
  • si proponeva…
  • diventava…
  • stava diventando…
  • ormai era un periodo scritto.

E mi occorrono periodi pensati, per farvi abituare a leggere i pensieri.

Ancora liberi di uscire, voi e loro.

Ultima fermata inferno… paradiso…

Signori si scende.

Totò diceva signori si nasce.

 

Scorrono nelle case
i volti
falsate riprese
sul palco rosso
del tiranno.

Capitolo quarto

Nel 1970 aveva circa quindici anni, ma era stato sfruttato…

  • preso in giro…
  • usato graffiato…
  • dalla sola che ne conosceva ogni spigolo, tutti i difetti, le rugosità dell’ultimo giorno e quelle affiorate più indietro nel tempo.

L’unica a poterlo far vibrare in a soli maledetti e privi di rassegnazione.

Come una piccola stella in una sala ovattata, certo brillava ogni volta, da sempre ogni volta, per sempre sembrava potesse, brillava avvicinandosi alla sua pelle scura.

Ancora non si placa
l’eco
maledetta
del suo urlo
tra le braccia
rosse
bastardo.
Capitolo quinto

E non ditemi di non aver mai ascoltato un vecchio polveroso disco di Vasco Rossi suonato da uno scolorito apparecchio della vostra gioventù eroica.

L’apparecchio non è un aeroplano ed in questo caso funziona poggiando una piccola puntina di acciaio luminoso sullo strato nero di vinile ruotante. Cioè è un giradischi.

Dovete abituarvi a leggere i pensieri.

Le ragazzine aspettano l’uomo pigro.

Ti invito.

Scortami.

Ancora non è sopita l’eco
indecente volteggio
sul letto acciottolato di Medea.

Le pozzanghere la rana.

Vasco senza capelli cinquantenne.

Vasco digiunatore di sesso immaginifico.

Vasco sotto la doccia abbandonato.

Uh Uh Uh.

Vasco.

Vasco che scanna le sue creature.

Ancora non è fermo
il disco
uhh uhh uhh
la notte non è più
sicura
bambina.

Capitolo sesto

Qualcuno ricorda la descrizione della mia prima avventura in questa realtà?

Venne intitolata “L’appuntamento” con una essenzialità in qualche modo tendente ad accontentare i semplici ed i novizi.

Io, infatti, avrei optato per “L’ultimo appuntamento”, certamente più preciso e lineare con la vicenda, ma anche meno invitante, se si fosse considerato il sottile sottinteso catastrofismo.

Bene, mai vista sentita conosciuta immaginata costruita, non presenza e non essenza, nulla, lei, la donna guascona, era assolutamente fuori dalle mie cellule intuitive e cerebrali.

Naturalmente, con lei inamovibile riferimento essenziale, queste osservazioni investono tutto il contesto nel quale mi trovo a ruotare, non solo le presenze fisiche delle entità che lo compongono.

Mi aspetto che molti ricordino la parte finale dell’incontro con la dama di cui non conoscevo il nome, Aurora, e che chiamavo la donna guascona, comunque devo dirlo per non essere additato come la fucina delle allusioni, sottintesi, astrazioni, comodi equivoci, ricercati controluce, dei vorrei ma non posso.

Il nostro primo incontro, tanto casuale e per me tanto determinante, terminò con Aurora, chiamata da tutti “La Signora”, che, prendendomi sottobraccio, mi chiedeva di trovare una nuova bella storia d’amore.

È vero?

È vero.

Eccomi.

Vasco non diceva verità.

Per amore.

Medea non ascoltava pensieri.

Per amore.

Lo dico io.

Capitolo settimo

«Cosa potrebbe rappresentare un biglietto di auguri, datato e firmato con il nome del festeggiato ed il motivo dell’invio o consegna, per una persona abituata a gestire uomini e soldi in grande quantità?

Medea si chiedeva perché.

Poiché lui poche ore prima all’alba, ne era sicura per motivi che non vale spiegare, aveva furtivamente inserito, in un volume dello scaffale più alto, un cartoncino rappresentante una bottiglia, quattro fiori e foglie.

Nulla consentiva di credere che fosse stato preparato da lui per altri.

Non sapeva disegnare neppure a ricalco.

Da ragazzo, ero io a tenergli la mano per evitare che facesse sgorbi nei compiti di disegno.

Non aveva mai avuta alcuna cognizione di colori e tinte, mentre quel disegno evidenziava dei mezzi espressivi di qualità, buona tecnica, ed anche una delicatezza di tratti palesemente femminile.

Da altri per lui?

Perché avrebbero, avrebbe, usato un nome ed una data a lei completamente sconosciuti, per frasi non certo compromettenti?

Inoltre, perché lui l’aveva inserito in quel volume?

Ovvio, per toglierlo dalla disponibilità di chi frequentava la casa, e cioè solo mia e di Medea.

Lei mi confidò che già solo questo ultimo comportamento le sembrava sufficiente per indagare, dicendomi anche che doveva approfondire, senza scoprire la sua… scoperta.

Sì, chiese la mia complicità, pur essendo consapevole che non potevo promettergliela.

Sapeva bene che il suo (di lui) dolore sarebbe stato il mio dolore, come quando giovincello piangeva ascoltando dalla radio che i russi avevano invaso l’Ungheria.

Lina, Lina aiutami!” diceva.

Medea ripeteva il testo come una litania lo ricordo ancora “Ti mando un fiorellino sull’unico pezzetto di carta che mi è rimasto! Auguri. Vera”.

E via con mille domande, a se stessa più che a me “Chi sarà? Perché un fiorellino?

Che significa ultimo pezzo di carta?

Vera è un nome o uno pseudonimo?

Ho pianto molto quei giorni.

La crisi.

Vasco spesso di notte usciva da casa per farvi ritorno quasi all’alba.

Assenze sempre più frequenti.

Tornava a volte macchiato, con strani odori sul corpo e sui vestiti.

Neppure attento a non farsene accorgere.

Non usava precauzioni, non nascondeva, ma non diceva. Almeno la curiosità di verificare se Medea lo stesse aspettando… se fosse ancora in casa, niente neanche questo. Un automa.

Un muto.

Un automa muto.

E certo lei soffriva.

Lina aiutami. Che devo fare?” diceva le prime volte.

Dopo qualche giorno smise di piangere.

Il Dispari 20230807

Il Dispari 20230807

Il Dispari 20230807

Il Dispari 20230807

Il Dispari 202307131

Il Dispari 20230731 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230731 – Redazione culturale DILA

 

EROS CIOTTI

Eros Ciotti ricercatore storico e scrittore ci dona un testo misterioso in risposta alla domanda: “Chi era la madre del Genio?”

La risposta la trova nei manoscritti di quel periodo.

Nella trascrizione della nascita di Leonardo nei ricordi di famiglia.

Il 15 aprile 1452 alle 3 di notte nella casa di Anchiano (restaurata come Museo Leonardiano) vide la prima luce il Genio.

Lo studioso prussiano E. Moller scoprì nel 1931 che Leonardo era figlio di Piero, figlio di Antonio “notaro”.

Leonardo era un figlio illegittimo di Ser Piero da Vinci, proveniente da familiari notai,  e fu affidato alla bottega dell’amico Andrea di Michele di Francesco di Cione detto il Verrocchio.

Alla madre Chaterina fu data una dote e si sposò con Piero di Andrea di Giovanni Buti, detto del Vacha cioè “Achattabriga”, in quanto si suppone che Ser Piero fosse sposato o in procinto di sposarsi.

L’autore fa supporre che Chaterina, donna senza documentate origini, fosse una donna dell’oriente, una delle tante schiave portate a Firenze nei secoli XIV e XV come domestiche, in sostituzione delle contadine morte a causa della peste del 1348.

L’origine della madre di Leonardo resta ancora un mistero da scoprire sia per la ricerca scientifica e sia per la Storia dell’Arte.

Per l’Autore, architetto, ed esperto prevalentemente nel restauro monumentale, impegnato nella salvaguardia dell’ambiente naturale, storico, archeologico e antropologico le fonti di ricerca sono molteplici.

Eros Ciotti, attualmente ricopre la carica di Presidente dell’Associazione Culturale Metropoli’s fondata nel 1988.

Il suo stile letterario è caratterizzato nell’amore verso il Genio Leonardo e ha scritto numerosi volumi storici come “Le palude Pontine del ‘500“, “La Gioconda di Leonardo“, “Paesaggi di Leonardo.

Ha scritto 12 copioni teatrali, tra cui “Leon’Arte 500” per i 500 anni della morte di Leonardo.

Auguriamo tanto buon lavoro all’arch. Eros Ciotti per donarci tante risposte alla storia leonardiana e dell’Agro Pontino.

Angela Maria Tiberi

CHATERINA la schiava che partorì il Genio (Edizioni Metropoli’s)

Il Dispari 20230731 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230731 – Redazione culturale DILA

Si parva licet componere magnis

Tra Gaetano Di Meglio, Patron e Direttore della testata giornalistica Il Dispari, e Bruno Mancini nella qualità di Presidente dell’Associazione di Promozione Sociale “Da Ischia L’Arte – DILA APS”, si è stabilito quanto segue:

 CS IL DISPARI & DILA APS

Il Dispari affida ad una Redazione organizzata da DILA APS una rubrica giornaliera dal martedì al venerdì  i cui contenuti, a firma di Soci e/o Collaboratori dell’Associazione, dovranno riguardare aspetti generali relativi a varie Professioni.

Gli articoli non potranno eccedere le 3000 battute, spazi compresi e dovranno essere inviati in formato word almeno tre giorni prima della data prevista per la pubblicazione.

Resta inteso che né DILA APS, né i firmatari degli articoli percepiranno compensi di alcun tipo e che DILA APS attiverà a suo carico un servizio di spedizione dei giornali verso le zone non coperte dal distributore ufficiale.

A seguito di questo accordo, Bruno Mancini ha nominato la Vice Presidente DILA APS, Angela Maria Tiberi (che ha accettato), Capo Redattrice della rubrica, la quale, da subito, prende il titolo di “Professionisti DILA APS“.

Come sempre, anche questo progetto DILA APS è aperto a tutte le vostre collaborazioni e, come sempre, DILA APS resta a vostra disposizione per qualsiasi chiarimento.

INFO:
dilaaps@pec.it
dila@emmegiischia.com

Cell.
Angela Maria Tiberi 4305584216 (tutti i giorni dalle 10 alle 20)
Bruno Mancini 3914830355 (tutti i giorni dalle 15 alle 23)

Il Dispari 20230731 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230731 – Redazione culturale DILA

BRUNO MANCINI:  Si parva licet componere magnis

«La rubrica “Professionisti DILA APS“, con la pubblicazione in quattro giorni settimanali, avrà una rotazione mensile di contenuti che, quando saremo a regime proporranno argomenti trattati da Avvocati, Ingegneri, Architetti, Dottori, Professori, Commercialisti, Tecnici informatici, Agronomi, Dirigenti scolastici, Editori, Funzionari Pubblici, Sindacalisti, Scienziati, Climatologi, Assistenti disabili, Professionisti alimentazione, Addetti alla ricezione turistica, Marittimi, Giornalisti, Magistrati, Specialisti in Adozioni, ecc.

Quindi, con un po’ di presunzione vorremmo attivare lo stesso percorso virtuoso che abbiamo realizzato in campo artistico.

Provare a mandare messaggi educativi del vivere civilmente nella realtà attuale (Si parva licet componere magnis).

In tutte le professioni cercheremo… e troveremo persone splendide capaci di esporsi in prima persona senza paure e senza condizionamenti.

Fino al momento in cui scrivo questa presentazione, oltre al sottoscritto, Responsabile della Rubrica, e ad Angela Maria Tiberi Capo Redattrice hanno confermata la loro ufficiale adesione il Prof. Fabio Ricci Direttore Chirurgia Senologica, Direttore Clinico Breast Unit, Ospedale “S.M. Goretti di Latina; il Dott. Andrea Del Buono Medico Chirurgo – Immunoallergologo, Specialista in Medicina Preventiva e del Lavoro, Vicepresidente Fondazione “DD Clinic Reseach Institute Onlrus”; il Bio – Architetto Alfonso Gurreri; il Maestro Massimo Abbate, Regista, Attore, Cantante, Musicista, Autore, Patron Festival della Canzone Napoletana; la Traduttrice Liga Sarah Lapinska (Lettonia), Scrittrice, Pittrice, Poetessa; la Scrittrice Luciana Capece, Poetessa, Saggista, Aforista, Prefatrice, Critico Letterario, Critico Teatrale, Recensora; l’Avvocato Davide Felice Scrittore, Consigliere comunale Castegnato; l’Industriale Demo Martelli Scrittore, Albergatore; la Professoressa Milena Petrarca Pittrice, Poetessa.

L’inizio è previsto per la prima settimana di settembre.»

Il Dispari 20230731 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230731 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 202307124

Il Dispari 20230724 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230724 – Redazione culturale DILA

Lucia Fusco a Ischia, sua meta preferita.

In questi giorni è a Ischia per una vacanza familiare la scrittrice Lucia Fusco, ben nota per le sue apprezzate partecipazioni a diversi eventi letterari che sono stati realizzati nella Biblioteca Antoniana con la preziosa organizzazione della Direttrice Lucia Annicelli.

In occasione della visita che lei ha effettuato in Biblioteca, abbiamo attenuto l’autorizzazione alla pubblicazione in anteprima della sua poesia dedicata a Ischia

CANTO DI TE, ISCHIA

Canto di te, Ischia, / isola mai sola, / incoronata tra perle mediterranee: / genti di mare e di stelle di Arturo, / Ischia bella, verde di boschi, alghe e rocce, / Azzurra di acque, cieli e nuvole, / Torno a te con la valigia lasca, / i piedi impolverati nei sandali leggeri, / l’abito bianco di stupore e di poesia. / Qui Nestore antico invita a libare / Vino e baci come granelli / Di polvere lavica scura, piccoli e fugaci. / Qui la Sirena Partenope echeggia / tra le onde, tra l’eternità del fumo / delle fumarole, delle acque talasse e salse, / creatura invisibile agli umani / ormai senza più coraggio ne’ sogni. / E nel bosco di Zaro trovo / La Santa Madre, somma di tutte le divinità. / Qui Maria sposa Madre Natura, / creatura divina che sempre dà / vita, anima, eternità. / O Ischia, a me lontana dagli occhi / E dalle membra ma mai dal battito / Del cuore, il ricordo mi porta sempre a te, / terra di brillanti, al mio tempo fanciullo, / agli oleandri del porto, alle canzoni / dei marinarielli, ai profumi d’alga, / di limone e mirto, alle agavi. Quando a te / giungo, sento il piacere di un tempo / di paradiso e già la nostalgia della partenza. / Mia bella patria eletta, come una madeleine / Il tuo sapore mi rapisce fino / Alla giovinezza, allo splendore, / quando come Venere mi bagnavo / nelle acque di Sant’Angelo, / dei Maronti, della Spiaggia degli Inglesi, / di Sorgeto, dove tra sassi viscidi e neri / comprendevo con la lingua del cuore / il sorriso di genti straniere. / E a Nitrodi dove acque e fango fanno bella / La mia senile femminilità e mi danno / Vigore, piacere e consolazione. / E sul Monte Epomeo il vento suona / Su vigneti millenari, sugli orti e sui giardini, / santuari dello spirito e / scompiglia i miei capelli canuti. / Tace la porta di Agartha, / Dove i suoi spiriti ribelli, santi e alti / celano l’uscio invisibile a noi materialisti / E masticatori, senza pentimento. / Qui mi assalgono sentimenti in salita, / ma non ho più paura dell’inverno: / qui un giorno sarò spino di fico d’India, / sarò fiore, sarò mora di rovo. / A te sempre ritornerò Ischia cara, / come anima, energia, e una lucciola / avrò per compagnia, da te / che assali amanti vecchi e nuovi. / Qui è nata la bellezza all’origine del mondo / Dio ti ha forgiata tra fuoco, acqua e vento. / Le parole cantanti di dialetto tondo e liquido / rivelano mare, amore, viole e sole, / e sono sempre belle, brutte, dolci e amare. / Genti accoglienti e operose, / figlie del Castello Aragonese, / Tra case accostate a vincere freddo, / vento, solitudini resistono millenarie. / Qui viaggiatori dell’Ottocento / Stupiti e innamorati della tua vita, / qui da tutto il mondo, anonimi / e famosi si amano, / ritrovano braccia e bocca / al tuo richiamo eterno, all’eco del tuo amore / che mai si spegne, sale dal magma / e accende il desiderio della carne. / E la Mortella, la Colombaia, / la Madonna del Soccorso che saluta / le genti emigranti, Lacco Ameno / che accoglie Santa Restituta e / nasconde nel suo ventre il tuo / passato lontano… e mille altri / luoghi che tengo come tesori, / qui canto la giovinezza, / gli affetti più cari, i giorni più sereni. / Ischia, che i cuori rapisci, / che custodisci salute e gioventù / e bellezza… io ti amo…

Il Dispari 20230724 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230724 – Redazione culturale DILA

Chi è Lucia Fusco?

Nata d’autunno a Roma, in via dei Gracchi, vive nelle campagne di Sezze dove insegna.

Ha pubblicato per Sintagma “Come Acqua Amara” un libro di racconti e “La Voce di Circe“, un romanzo epistolare.

Tiene la rubrica “Storie di donne che hanno fatto la Storia” su Nuova Informazione e collabora con Lepini Magazine.

Scrive poesie in italiano e in dialetto e ottiene numerosi premi e riconoscimenti.

Vice Presidente per l’Italia e Ambasciatrice di Pace per l’Associazione di Promozione Sociale “Da Ischia l’Arte – DIlA APS“.

Sibilla nella Passione di Gesù a Sezze, recita nella Compagnia Teatrale Nemeo.

Collabora con diverse Associazioni per promuovere la Poesia, la Cultura, la Bellezza.

Cristiana, animalista, sulla difficile via del veganesimo, unica strada verso la pace universale. Continua a scrivere per rubare le storie alla polvere.

Sin da bambina passa le sue estati e le feste sull’isola di Ischia.

Tante le emozioni e i ricordi, così che considera Ischia la sua seconda patria.

L’isola è cambiata in questi anni, ma Lucia Fusco afferma che Ischia conserva lo spirito millenario dell’anima greca, della storia, della natura meravigliosa.

Molte le persone, i luoghi, i profumi, le canzoni che porta con sé nel cuore…

Grazie Lucia per il privilegio di continuare a scegliere Ischia come tua meta, e anche, ma molto più di anche, per la tua collaborazione ai progetti Made in Ischia dell’Associazione DILA APS.

 

Bruno Mancini

 

Lucia Fusco

Lucia Fusco

Lucia Fusco

Lucia Fusco

Il Dispari 20230724 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230724 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230724 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230724 – Redazione culturale DILA

DILA APS ↔ BRESCIA

Grazie al proficuo dinamismo della sua Vicepresidente Angela Maria Tiberi, l’Associazione di Promozione Sociale “Da Ischia L’Arte – DILA APS” ha avuto l’opportunità di gettare un ponte di contatto con le realtà culturali della Città di Brescia.

Infatti, dopo un’approfondita serie d’incontri telefonici, l’Avvocato Felice Davide, Scrittore e Consigliere Comunale di Brescia, lo scorso 13 luglio ha scritto:

-“Buongiorno a te Bruno,

è stato un onore e un piacere conoscerti.

Ti ringrazio per tutte le informazioni – link – collegamenti e materiale informativo che mi hai trasmesso e che ho già iniziato a leggere.

Ne approfitto infatti per complimentarvi con Voi delle numerose iniziative che avete realizzato.

Secondo il mio punto di vista sarà certamente possibile collaborare e organizzare eventi congiuntamente.

Nel contempo provvedo a spedirti una copia del mio libro all’indirizzo dell’Associazione.

Ci aggiorniamo presto! Grazie e buona giornata.”

Ovviamente questa interessante prospettiva di cooperazione proseguirà in collaborazione con questa testata giornalistica e con tutte le Associazione con le quali DILA APS ha stretto un vincolo di partenariato.

Felice Davide

Felice Davide

Il Dispari 20230724 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230724 – Redazione culturale DILA

 

DILA

NUSIV

 

Il Dispari 20230731 – Redazione culturale DILA

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Il Dispari 202307131– Redazione culturale DILA

Il Dispari 202307131

Il Dispari 20230731 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230731 – Redazione culturale DILA

 

EROS CIOTTI

Eros Ciotti ricercatore storico e scrittore ci dona un testo misterioso in risposta alla domanda: “Chi era la madre del Genio?”

La risposta la trova nei manoscritti di quel periodo.

Nella trascrizione della nascita di Leonardo nei ricordi di famiglia.

Il 15 aprile 1452 alle 3 di notte nella casa di Anchiano (restaurata come Museo Leonardiano) vide la prima luce il Genio.

Lo studioso prussiano E. Moller scoprì nel 1931 che Leonardo era figlio di Piero, figlio di Antonio “notaro”.

Leonardo era un figlio illegittimo di Ser Piero da Vinci, proveniente da familiari notai,  e fu affidato alla bottega dell’amico Andrea di Michele di Francesco di Cione detto il Verrocchio.

Alla madre Chaterina fu data una dote e si sposò con Piero di Andrea di Giovanni Buti, detto del Vacha cioè “Achattabriga”, in quanto si suppone che Ser Piero fosse sposato o in procinto di sposarsi.

L’autore fa supporre che Chaterina, donna senza documentate origini, fosse una donna dell’oriente, una delle tante schiave portate a Firenze nei secoli XIV e XV come domestiche, in sostituzione delle contadine morte a causa della peste del 1348.

L’origine della madre di Leonardo resta ancora un mistero da scoprire sia per la ricerca scientifica e sia per la Storia dell’Arte.

Per l’Autore, architetto, ed esperto prevalentemente nel restauro monumentale, impegnato nella salvaguardia dell’ambiente naturale, storico, archeologico e antropologico le fonti di ricerca sono molteplici.

Eros Ciotti, attualmente ricopre la carica di Presidente dell’Associazione Culturale Metropoli’s fondata nel 1988.

Il suo stile letterario è caratterizzato nell’amore verso il Genio Leonardo e ha scritto numerosi volumi storici come “Le palude Pontine del ‘500“, “La Gioconda di Leonardo“, “Paesaggi di Leonardo.

Ha scritto 12 copioni teatrali, tra cui “Leon’Arte 500” per i 500 anni della morte di Leonardo.

Auguriamo tanto buon lavoro all’arch. Eros Ciotti per donarci tante risposte alla storia leonardiana e dell’Agro Pontino.

Angela Maria Tiberi

CHATERINA la schiava che partorì il Genio (Edizioni Metropoli’s)

Il Dispari 20230731 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230731 – Redazione culturale DILA

Si parva licet componere magnis

Tra Gaetano Di Meglio, Patron e Direttore della testata giornalistica Il Dispari, e Bruno Mancini nella qualità di Presidente dell’Associazione di Promozione Sociale “Da Ischia L’Arte – DILA APS”, si è stabilito quanto segue:

 CS IL DISPARI & DILA APS

Il Dispari affida ad una Redazione organizzata da DILA APS una rubrica giornaliera dal martedì al venerdì  i cui contenuti, a firma di Soci e/o Collaboratori dell’Associazione, dovranno riguardare aspetti generali relativi a varie Professioni.

Gli articoli non potranno eccedere le 3000 battute, spazi compresi e dovranno essere inviati in formato word almeno tre giorni prima della data prevista per la pubblicazione.

Resta inteso che né DILA APS, né i firmatari degli articoli percepiranno compensi di alcun tipo e che DILA APS attiverà a suo carico un servizio di spedizione dei giornali verso le zone non coperte dal distributore ufficiale.

A seguito di questo accordo, Bruno Mancini ha nominato la Vice Presidente DILA APS, Angela Maria Tiberi (che ha accettato), Capo Redattrice della rubrica, la quale, da subito, prende il titolo di “Professionisti DILA APS“.

Come sempre, anche questo progetto DILA APS è aperto a tutte le vostre collaborazioni e, come sempre, DILA APS resta a vostra disposizione per qualsiasi chiarimento.

INFO:
dilaaps@pec.it
dila@emmegiischia.com

Cell.
Angela Maria Tiberi 4305584216 (tutti i giorni dalle 10 alle 20)
Bruno Mancini 3914830355 (tutti i giorni dalle 15 alle 23)

Il Dispari 20230731 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230731 – Redazione culturale DILA

BRUNO MANCINI:  Si parva licet componere magnis

«La rubrica “Professionisti DILA APS“, con la pubblicazione in quattro giorni settimanali, avrà una rotazione mensile di contenuti che, quando saremo a regime proporranno argomenti trattati da Avvocati, Ingegneri, Architetti, Dottori, Professori, Commercialisti, Tecnici informatici, Agronomi, Dirigenti scolastici, Editori, Funzionari Pubblici, Sindacalisti, Scienziati, Climatologi, Assistenti disabili, Professionisti alimentazione, Addetti alla ricezione turistica, Marittimi, Giornalisti, Magistrati, Specialisti in Adozioni, ecc.

Quindi, con un po’ di presunzione vorremmo attivare lo stesso percorso virtuoso che abbiamo realizzato in campo artistico.

Provare a mandare messaggi educativi del vivere civilmente nella realtà attuale (Si parva licet componere magnis).

In tutte le professioni cercheremo… e troveremo persone splendide capaci di esporsi in prima persona senza paure e senza condizionamenti.

Fino al momento in cui scrivo questa presentazione, oltre al sottoscritto, Responsabile della Rubrica, e ad Angela Maria Tiberi Capo Redattrice hanno confermata la loro ufficiale adesione il Prof. Fabio Ricci Direttore Chirurgia Senologica, Direttore Clinico Breast Unit, Ospedale “S.M. Goretti di Latina; il Dott. Andrea Del Buono Medico Chirurgo – Immunoallergologo, Specialista in Medicina Preventiva e del Lavoro, Vicepresidente Fondazione “DD Clinic Reseach Institute Onlrus”; il Bio – Architetto Alfonso Gurreri; il Maestro Massimo Abbate, Regista, Attore, Cantante, Musicista, Autore, Patron Festival della Canzone Napoletana; la Traduttrice Liga Sarah Lapinska (Lettonia), Scrittrice, Pittrice, Poetessa; la Scrittrice Luciana Capece, Poetessa, Saggista, Aforista, Prefatrice, Critico Letterario, Critico Teatrale, Recensora; l’Avvocato Davide Felice Scrittore, Consigliere comunale Castegnato; l’Industriale Demo Martelli Scrittore, Albergatore; la Professoressa Milena Petrarca Pittrice, Poetessa.

L’inizio è previsto per la prima settimana di settembre.»

Il Dispari 20230731 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230731 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 202307124

Il Dispari 20230724 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230724 – Redazione culturale DILA

Lucia Fusco a Ischia, sua meta preferita.

In questi giorni è a Ischia per una vacanza familiare la scrittrice Lucia Fusco, ben nota per le sue apprezzate partecipazioni a diversi eventi letterari che sono stati realizzati nella Biblioteca Antoniana con la preziosa organizzazione della Direttrice Lucia Annicelli.

In occasione della visita che lei ha effettuato in Biblioteca, abbiamo attenuto l’autorizzazione alla pubblicazione in anteprima della sua poesia dedicata a Ischia

CANTO DI TE, ISCHIA

Canto di te, Ischia, / isola mai sola, / incoronata tra perle mediterranee: / genti di mare e di stelle di Arturo, / Ischia bella, verde di boschi, alghe e rocce, / Azzurra di acque, cieli e nuvole, / Torno a te con la valigia lasca, / i piedi impolverati nei sandali leggeri, / l’abito bianco di stupore e di poesia. / Qui Nestore antico invita a libare / Vino e baci come granelli / Di polvere lavica scura, piccoli e fugaci. / Qui la Sirena Partenope echeggia / tra le onde, tra l’eternità del fumo / delle fumarole, delle acque talasse e salse, / creatura invisibile agli umani / ormai senza più coraggio ne’ sogni. / E nel bosco di Zaro trovo / La Santa Madre, somma di tutte le divinità. / Qui Maria sposa Madre Natura, / creatura divina che sempre dà / vita, anima, eternità. / O Ischia, a me lontana dagli occhi / E dalle membra ma mai dal battito / Del cuore, il ricordo mi porta sempre a te, / terra di brillanti, al mio tempo fanciullo, / agli oleandri del porto, alle canzoni / dei marinarielli, ai profumi d’alga, / di limone e mirto, alle agavi. Quando a te / giungo, sento il piacere di un tempo / di paradiso e già la nostalgia della partenza. / Mia bella patria eletta, come una madeleine / Il tuo sapore mi rapisce fino / Alla giovinezza, allo splendore, / quando come Venere mi bagnavo / nelle acque di Sant’Angelo, / dei Maronti, della Spiaggia degli Inglesi, / di Sorgeto, dove tra sassi viscidi e neri / comprendevo con la lingua del cuore / il sorriso di genti straniere. / E a Nitrodi dove acque e fango fanno bella / La mia senile femminilità e mi danno / Vigore, piacere e consolazione. / E sul Monte Epomeo il vento suona / Su vigneti millenari, sugli orti e sui giardini, / santuari dello spirito e / scompiglia i miei capelli canuti. / Tace la porta di Agartha, / Dove i suoi spiriti ribelli, santi e alti / celano l’uscio invisibile a noi materialisti / E masticatori, senza pentimento. / Qui mi assalgono sentimenti in salita, / ma non ho più paura dell’inverno: / qui un giorno sarò spino di fico d’India, / sarò fiore, sarò mora di rovo. / A te sempre ritornerò Ischia cara, / come anima, energia, e una lucciola / avrò per compagnia, da te / che assali amanti vecchi e nuovi. / Qui è nata la bellezza all’origine del mondo / Dio ti ha forgiata tra fuoco, acqua e vento. / Le parole cantanti di dialetto tondo e liquido / rivelano mare, amore, viole e sole, / e sono sempre belle, brutte, dolci e amare. / Genti accoglienti e operose, / figlie del Castello Aragonese, / Tra case accostate a vincere freddo, / vento, solitudini resistono millenarie. / Qui viaggiatori dell’Ottocento / Stupiti e innamorati della tua vita, / qui da tutto il mondo, anonimi / e famosi si amano, / ritrovano braccia e bocca / al tuo richiamo eterno, all’eco del tuo amore / che mai si spegne, sale dal magma / e accende il desiderio della carne. / E la Mortella, la Colombaia, / la Madonna del Soccorso che saluta / le genti emigranti, Lacco Ameno / che accoglie Santa Restituta e / nasconde nel suo ventre il tuo / passato lontano… e mille altri / luoghi che tengo come tesori, / qui canto la giovinezza, / gli affetti più cari, i giorni più sereni. / Ischia, che i cuori rapisci, / che custodisci salute e gioventù / e bellezza… io ti amo…

Il Dispari 20230724 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230724 – Redazione culturale DILA

Chi è Lucia Fusco?

Nata d’autunno a Roma, in via dei Gracchi, vive nelle campagne di Sezze dove insegna.

Ha pubblicato per Sintagma “Come Acqua Amara” un libro di racconti e “La Voce di Circe“, un romanzo epistolare.

Tiene la rubrica “Storie di donne che hanno fatto la Storia” su Nuova Informazione e collabora con Lepini Magazine.

Scrive poesie in italiano e in dialetto e ottiene numerosi premi e riconoscimenti.

Vice Presidente per l’Italia e Ambasciatrice di Pace per l’Associazione di Promozione Sociale “Da Ischia l’Arte – DIlA APS“.

Sibilla nella Passione di Gesù a Sezze, recita nella Compagnia Teatrale Nemeo.

Collabora con diverse Associazioni per promuovere la Poesia, la Cultura, la Bellezza.

Cristiana, animalista, sulla difficile via del veganesimo, unica strada verso la pace universale. Continua a scrivere per rubare le storie alla polvere.

Sin da bambina passa le sue estati e le feste sull’isola di Ischia.

Tante le emozioni e i ricordi, così che considera Ischia la sua seconda patria.

L’isola è cambiata in questi anni, ma Lucia Fusco afferma che Ischia conserva lo spirito millenario dell’anima greca, della storia, della natura meravigliosa.

Molte le persone, i luoghi, i profumi, le canzoni che porta con sé nel cuore…

Grazie Lucia per il privilegio di continuare a scegliere Ischia come tua meta, e anche, ma molto più di anche, per la tua collaborazione ai progetti Made in Ischia dell’Associazione DILA APS.

 

Bruno Mancini

 

Lucia Fusco

Lucia Fusco

Lucia Fusco

Lucia Fusco

Il Dispari 20230724 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230724 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230724 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230724 – Redazione culturale DILA

DILA APS ↔ BRESCIA

Grazie al proficuo dinamismo della sua Vicepresidente Angela Maria Tiberi, l’Associazione di Promozione Sociale “Da Ischia L’Arte – DILA APS” ha avuto l’opportunità di gettare un ponte di contatto con le realtà culturali della Città di Brescia.

Infatti, dopo un’approfondita serie d’incontri telefonici, l’Avvocato Felice Davide, Scrittore e Consigliere Comunale di Brescia, lo scorso 13 luglio ha scritto:

-“Buongiorno a te Bruno,

è stato un onore e un piacere conoscerti.

Ti ringrazio per tutte le informazioni – link – collegamenti e materiale informativo che mi hai trasmesso e che ho già iniziato a leggere.

Ne approfitto infatti per complimentarvi con Voi delle numerose iniziative che avete realizzato.

Secondo il mio punto di vista sarà certamente possibile collaborare e organizzare eventi congiuntamente.

Nel contempo provvedo a spedirti una copia del mio libro all’indirizzo dell’Associazione.

Ci aggiorniamo presto! Grazie e buona giornata.”

Ovviamente questa interessante prospettiva di cooperazione proseguirà in collaborazione con questa testata giornalistica e con tutte le Associazione con le quali DILA APS ha stretto un vincolo di partenariato.

Felice Davide

Felice Davide

Il Dispari 20230724 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230724 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230717

Ultime 18 opere finaliste della sezione Arti grafiche della dodicesima edizione del premio internazionale di Arti Varie OTTO MILIONI ideato da Bruno Mancini e organizzato dall’Associazione di Promozione Sociale “Da Ischia L’Arte DILA APS”.

Tutte le opere sono pubblicate e sono votabili ai seguenti link

https://www.emmegiischia.com/arti-grafiche-finaliste-premio-otto-milioni-2023/

https://www.emmegiischia.com/poesie-finaliste-premio-otto-milioni-2023/

https://www.emmegiischia.com/video-finalisti-premio-otto-milioni-2023/

https://www.emmegiischia.com/articoli-finalisti-premio-otto-milioni-2023/

La classifica finale sarà comunicata il 17 novembre 2023 durante un evento DILA APS & Partners che si svolgerà a Milano nell’ambito della manifestazione internazionale BOOKCITY 2023.

La cerimonia di premiazione avverrà a Ischia in una data compresa tra il  25 novembre e il 20 dicembre 2023.

Le prime due serie di opere sono state pubblicate su questa pagina il 3 e il 10 luglio.

A voi tutti buona visione e in bocca al lupo ai finalisti.

ISPIRAZIONI: Anteprima della copertina

L’Antologia di Arti varie “Ispirazioni” sarà presentata in un evento speciale DILA APS & Partner inserito nella rassegna internazionale del libro e della lettura BOOKCITY 2023.

In una data compresa tra il 16 e il 18 novembre 2023 in un prestigioso luogo di cultura milanese.

Nel volume, realizzato come riferimento al Premio OTTO MILIONI 2023, troverete tutte le 20 poesie finaliste, tutte le immagini relative alle 50 opere di arti grafiche finaliste, i testi dei 10 articoli finalisti e i link dei 10 video finalisti della dodicesima edizione del Premio.

A seguire potrete leggere una sezione comprendente spunti di presentazione dei più importanti collaboratori dell’Associazione di Promozione Sociale “Da Ischia L’Arte – DILA APS” che cura anche questa edizione del Premio.

Alcune note relative al Festival della Canzone Napoletana e poesie tratte dai dieci volumi di versi di Bruno Mancini vi accompagneranno nella lettura della parte conclusiva del volume.

Editore IL SEXTANTE di Mariapia Ciaghi, circa 170 pagine, prezzo 22.00 € compreso spese di spedizione in Italia.

Prenotazioni: dila@emmegiischia.com

DILA APS ↔ BRESCIA

Grazie al proficuo dinamismo della sua Vicepresidente Angela Maria Tiberi, l’Associazione di Promozione Sociale “Da Ischia L’Arte – DILA APS” ha avuto l’opportunità di gettare un ponte di contatto con le realtà culturali della Città di Brescia.

Infatti, dopo un’approfondita serie d’incontri telefonici, l’Avvocato Felice Davide, Scrittore e Consigliere Comunale di Brescia, lo scorso 13 luglio ha scritto:

-“Buongiorno a te Bruno,
è stato un onore e un piacere conoscerti.
Ti ringrazio per tutte le informazioni – link – collegamenti e materiale informativo che mi hai trasmesso e che ho già iniziato a leggere.
Ne approfitto infatti per complimentarvi con Voi delle numerose iniziative che avete realizzato.
Secondo il mio punto di vista sarà certamente possibile collaborare e organizzare eventi congiuntamente.
Nel contempo provvedo a spedirti una copia del mio libro all’indirizzo dell’Associazione.
Ci aggiorniamo presto! Grazie e buona giornata.”

Ovviamente tutto proseguirà in collaborazione con questa testata giornalistica e con tutte le Associazione con le quali DILA APS ha stretto un vincolo di partenariato.

DILA

NUSIV

 

Il Dispari 20230724 – Redazione culturale DILA

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Il Dispari 202307124– Redazione culturale DILA

Il Dispari 202307124

Il Dispari 20230724 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230724 – Redazione culturale DILA

Lucia Fusco a Ischia, sua meta preferita.

In questi giorni è a Ischia per una vacanza familiare la scrittrice Lucia Fusco, ben nota per le sue apprezzate partecipazioni a diversi eventi letterari che sono stati realizzati nella Biblioteca Antoniana con la preziosa organizzazione della Direttrice Lucia Annicelli.

In occasione della visita che lei ha effettuato in Biblioteca, abbiamo attenuto l’autorizzazione alla pubblicazione in anteprima della sua poesia dedicata a Ischia

CANTO DI TE, ISCHIA

Canto di te, Ischia, / isola mai sola, / incoronata tra perle mediterranee: / genti di mare e di stelle di Arturo, / Ischia bella, verde di boschi, alghe e rocce, / Azzurra di acque, cieli e nuvole, / Torno a te con la valigia lasca, / i piedi impolverati nei sandali leggeri, / l’abito bianco di stupore e di poesia. / Qui Nestore antico invita a libare / Vino e baci come granelli / Di polvere lavica scura, piccoli e fugaci. / Qui la Sirena Partenope echeggia / tra le onde, tra l’eternità del fumo / delle fumarole, delle acque talasse e salse, / creatura invisibile agli umani / ormai senza più coraggio ne’ sogni. / E nel bosco di Zaro trovo / La Santa Madre, somma di tutte le divinità. / Qui Maria sposa Madre Natura, / creatura divina che sempre dà / vita, anima, eternità. / O Ischia, a me lontana dagli occhi / E dalle membra ma mai dal battito / Del cuore, il ricordo mi porta sempre a te, / terra di brillanti, al mio tempo fanciullo, / agli oleandri del porto, alle canzoni / dei marinarielli, ai profumi d’alga, / di limone e mirto, alle agavi. Quando a te / giungo, sento il piacere di un tempo / di paradiso e già la nostalgia della partenza. / Mia bella patria eletta, come una madeleine / Il tuo sapore mi rapisce fino / Alla giovinezza, allo splendore, / quando come Venere mi bagnavo / nelle acque di Sant’Angelo, / dei Maronti, della Spiaggia degli Inglesi, / di Sorgeto, dove tra sassi viscidi e neri / comprendevo con la lingua del cuore / il sorriso di genti straniere. / E a Nitrodi dove acque e fango fanno bella / La mia senile femminilità e mi danno / Vigore, piacere e consolazione. / E sul Monte Epomeo il vento suona / Su vigneti millenari, sugli orti e sui giardini, / santuari dello spirito e / scompiglia i miei capelli canuti. / Tace la porta di Agartha, / Dove i suoi spiriti ribelli, santi e alti / celano l’uscio invisibile a noi materialisti / E masticatori, senza pentimento. / Qui mi assalgono sentimenti in salita, / ma non ho più paura dell’inverno: / qui un giorno sarò spino di fico d’India, / sarò fiore, sarò mora di rovo. / A te sempre ritornerò Ischia cara, / come anima, energia, e una lucciola / avrò per compagnia, da te / che assali amanti vecchi e nuovi. / Qui è nata la bellezza all’origine del mondo / Dio ti ha forgiata tra fuoco, acqua e vento. / Le parole cantanti di dialetto tondo e liquido / rivelano mare, amore, viole e sole, / e sono sempre belle, brutte, dolci e amare. / Genti accoglienti e operose, / figlie del Castello Aragonese, / Tra case accostate a vincere freddo, / vento, solitudini resistono millenarie. / Qui viaggiatori dell’Ottocento / Stupiti e innamorati della tua vita, / qui da tutto il mondo, anonimi / e famosi si amano, / ritrovano braccia e bocca / al tuo richiamo eterno, all’eco del tuo amore / che mai si spegne, sale dal magma / e accende il desiderio della carne. / E la Mortella, la Colombaia, / la Madonna del Soccorso che saluta / le genti emigranti, Lacco Ameno / che accoglie Santa Restituta e / nasconde nel suo ventre il tuo / passato lontano… e mille altri / luoghi che tengo come tesori, / qui canto la giovinezza, / gli affetti più cari, i giorni più sereni. / Ischia, che i cuori rapisci, / che custodisci salute e gioventù / e bellezza… io ti amo…

Il Dispari 20230724 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230724 – Redazione culturale DILA

Chi è Lucia Fusco?

Nata d’autunno a Roma, in via dei Gracchi, vive nelle campagne di Sezze dove insegna.

Ha pubblicato per Sintagma “Come Acqua Amara” un libro di racconti e “La Voce di Circe“, un romanzo epistolare.

Tiene la rubrica “Storie di donne che hanno fatto la Storia” su Nuova Informazione e collabora con Lepini Magazine.

Scrive poesie in italiano e in dialetto e ottiene numerosi premi e riconoscimenti.

Vice Presidente per l’Italia e Ambasciatrice di Pace per l’Associazione di Promozione Sociale “Da Ischia l’Arte – DIlA APS“.

Sibilla nella Passione di Gesù a Sezze, recita nella Compagnia Teatrale Nemeo.

Collabora con diverse Associazioni per promuovere la Poesia, la Cultura, la Bellezza.

Cristiana, animalista, sulla difficile via del veganesimo, unica strada verso la pace universale. Continua a scrivere per rubare le storie alla polvere.

Sin da bambina passa le sue estati e le feste sull’isola di Ischia.

Tante le emozioni e i ricordi, così che considera Ischia la sua seconda patria.

L’isola è cambiata in questi anni, ma Lucia Fusco afferma che Ischia conserva lo spirito millenario dell’anima greca, della storia, della natura meravigliosa.

Molte le persone, i luoghi, i profumi, le canzoni che porta con sé nel cuore…

Grazie Lucia per il privilegio di continuare a scegliere Ischia come tua meta, e anche, ma molto più di anche, per la tua collaborazione ai progetti Made in Ischia dell’Associazione DILA APS.

 

Bruno Mancini

 

Lucia Fusco

Lucia Fusco

Lucia Fusco

Lucia Fusco

Il Dispari 20230724 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230724 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230724 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230724 – Redazione culturale DILA

DILA APS ↔ BRESCIA

Grazie al proficuo dinamismo della sua Vicepresidente Angela Maria Tiberi, l’Associazione di Promozione Sociale “Da Ischia L’Arte – DILA APS” ha avuto l’opportunità di gettare un ponte di contatto con le realtà culturali della Città di Brescia.

Infatti, dopo un’approfondita serie d’incontri telefonici, l’Avvocato Felice Davide, Scrittore e Consigliere Comunale di Brescia, lo scorso 13 luglio ha scritto:

-“Buongiorno a te Bruno,

è stato un onore e un piacere conoscerti.

Ti ringrazio per tutte le informazioni – link – collegamenti e materiale informativo che mi hai trasmesso e che ho già iniziato a leggere.

Ne approfitto infatti per complimentarvi con Voi delle numerose iniziative che avete realizzato.

Secondo il mio punto di vista sarà certamente possibile collaborare e organizzare eventi congiuntamente.

Nel contempo provvedo a spedirti una copia del mio libro all’indirizzo dell’Associazione.

Ci aggiorniamo presto! Grazie e buona giornata.”

Ovviamente questa interessante prospettiva di cooperazione proseguirà in collaborazione con questa testata giornalistica e con tutte le Associazione con le quali DILA APS ha stretto un vincolo di partenariato.

Felice Davide

Felice Davide

Il Dispari 20230724 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230724 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230717

Ultime 18 opere finaliste della sezione Arti grafiche della dodicesima edizione del premio internazionale di Arti Varie OTTO MILIONI ideato da Bruno Mancini e organizzato dall’Associazione di Promozione Sociale “Da Ischia L’Arte DILA APS”.

Tutte le opere sono pubblicate e sono votabili ai seguenti link

https://www.emmegiischia.com/arti-grafiche-finaliste-premio-otto-milioni-2023/

https://www.emmegiischia.com/poesie-finaliste-premio-otto-milioni-2023/

https://www.emmegiischia.com/video-finalisti-premio-otto-milioni-2023/

https://www.emmegiischia.com/articoli-finalisti-premio-otto-milioni-2023/

La classifica finale sarà comunicata il 17 novembre 2023 durante un evento DILA APS & Partners che si svolgerà a Milano nell’ambito della manifestazione internazionale BOOKCITY 2023.

La cerimonia di premiazione avverrà a Ischia in una data compresa tra il  25 novembre e il 20 dicembre 2023.

Le prime due serie di opere sono state pubblicate su questa pagina il 3 e il 10 luglio.

A voi tutti buona visione e in bocca al lupo ai finalisti.

ISPIRAZIONI: Anteprima della copertina

L’Antologia di Arti varie “Ispirazioni” sarà presentata in un evento speciale DILA APS & Partner inserito nella rassegna internazionale del libro e della lettura BOOKCITY 2023.

In una data compresa tra il 16 e il 18 novembre 2023 in un prestigioso luogo di cultura milanese.

Nel volume, realizzato come riferimento al Premio OTTO MILIONI 2023, troverete tutte le 20 poesie finaliste, tutte le immagini relative alle 50 opere di arti grafiche finaliste, i testi dei 10 articoli finalisti e i link dei 10 video finalisti della dodicesima edizione del Premio.

A seguire potrete leggere una sezione comprendente spunti di presentazione dei più importanti collaboratori dell’Associazione di Promozione Sociale “Da Ischia L’Arte – DILA APS” che cura anche questa edizione del Premio.

Alcune note relative al Festival della Canzone Napoletana e poesie tratte dai dieci volumi di versi di Bruno Mancini vi accompagneranno nella lettura della parte conclusiva del volume.

Editore IL SEXTANTE di Mariapia Ciaghi, circa 170 pagine, prezzo 22.00 € compreso spese di spedizione in Italia.

Prenotazioni: dila@emmegiischia.com

DILA APS ↔ BRESCIA

Grazie al proficuo dinamismo della sua Vicepresidente Angela Maria Tiberi, l’Associazione di Promozione Sociale “Da Ischia L’Arte – DILA APS” ha avuto l’opportunità di gettare un ponte di contatto con le realtà culturali della Città di Brescia.

Infatti, dopo un’approfondita serie d’incontri telefonici, l’Avvocato Felice Davide, Scrittore e Consigliere Comunale di Brescia, lo scorso 13 luglio ha scritto:

-“Buongiorno a te Bruno,
è stato un onore e un piacere conoscerti.
Ti ringrazio per tutte le informazioni – link – collegamenti e materiale informativo che mi hai trasmesso e che ho già iniziato a leggere.
Ne approfitto infatti per complimentarvi con Voi delle numerose iniziative che avete realizzato.
Secondo il mio punto di vista sarà certamente possibile collaborare e organizzare eventi congiuntamente.
Nel contempo provvedo a spedirti una copia del mio libro all’indirizzo dell’Associazione.
Ci aggiorniamo presto! Grazie e buona giornata.”

Ovviamente tutto proseguirà in collaborazione con questa testata giornalistica e con tutte le Associazione con le quali DILA APS ha stretto un vincolo di partenariato.

Il Dispari 20230710

Il Dispari 20230710 – Redazione culturale DILA

IL TWITTERONE DI LIGA SARAH LAPINSKA

1) Ilona Beizitere, economista e matematica, insegnante universitaria di Biochimica e Tecnologia (Jelgava, Lettonia), sta scrivendo una dissertazione sulle possibilità di supportare le piccole imprese e, su richiesta dei membri del Saeima (Parlamento) della Repubblica di Lettonia, sta studiando le possibilità di aumentare le esportazioni.
Attivista per i diritti delle donne, è esperta in questioni legali come i diritti alle pensioni speciali e nella digitalizzazione del commercio elettronico.
Donna graziosa ed elegantissima, pratica costantemente yoga, quindi è sempre in ottima forma fisica.
Si sente molto soddisfatta delle sue esperienze in Italia (recentemente ha soggiornato a Bari) e mi posando molto contenta con il mio disegno “La Creazione mi ha detto che verrà a Ischia non appena ci sarà una favorevole occasione.

2) Melinda Horvath, pittrice austriaca, posa allegramente con l’antologia “Otto milioni – 2022” e con il quotidiano “Il Dispari”.
Dipinge in varie tecniche e generi; è una talentuosa paesaggista urbana.
È già diventata più volte finalista del nostro concorso OTTO MILIONI
Augurandole la vittoria nel 2023 lei mi ha detto:
«Sono una candidata al concorso Otto Milioni già dal 2018.
Il suo contatto mi era stato gentilmente fornito da te ed ora ti consegno in esclusiva la recensione che ho scritto recentemente per un concerto di pianoforte.
“Quando la musica fa vibrare le corde dell’anima attraversando ogni particella del nostro corpo e liberando la nostra mente, gli occhi si riempiono di lacrime!  La lacrima è il canto fluido del nostro cuore intonato alla musica che nasce dal tocco del pianista. E in piena armonia si forma un suono magico che avvolge la sala e poi va in altre dimensioni dove il tempo si ferma lasciando lo spazio alla meditazione. “«

Il Dispari 20230710 – Redazione culturale DILA

… E allora continuiamo a pubblicare le opere finaliste della sezione Arti grafiche della dodicesima edizione del premio internazionale di Arti Varie OTTO MILIONI ideato da Bruno Mancini e organizzato dall’Associazione di Promozione Sociale “Da Ischia L’Arte DILA APS”.

Tutte le opere sono pubblicate e sono votabili ai seguenti link
https://www.emmegiischia.com/arti-grafiche-finaliste-premio-otto-milioni-2023/
https://www.emmegiischia.com/poesie-finaliste-premio-otto-milioni-2023/
https://www.emmegiischia.com/video-finalisti-premio-otto-milioni-2023/
https://www.emmegiischia.com/articoli-finalisti-premio-otto-milioni-2023/

La classifica finale sarà comunicata il 17 novembre 2023 durante un evento DILA APS che si svolgerà a Milano nell’ambito della manifestazione internazionale BOOKCITY 2023.
La cerimonia di premiazione avverrà a Ischia in una data compresa tra il  25 novembre e il 20 dicembre 2023.

La prima serie di opere è stata pubblicata su questa pagina lunedì 3 luglio.
A voi tutti buona visione e in bocca al lupo ai finalisti.

Il Dispari 20230710 – Redazione culturale DILA

G2317 Valerien Bressy – Italia

G2318 Liga Sarah – Lapinska

G2319 Miguel Pinero – Venezuela

G2320 Sergey Kyrychenko – Ucraina

G2321 Dagnija Jankovska – Lettonia

G2322 Gerda Grīntāle – Lettonia

G2323 Inga Bēdele – Lettonia

G2324 Miguel Pinero – Venezuela

G2325 Nunzia Zambardi – Italia

G2326 Grēta – Lettonia

G2327 Velta Kristapsone – Lettonia

G2328 Vera Roķe – Lettonia

G2329 Vidma Wait – Lithuania

G2330 Anastasia Lesyuk – Russia

G2331 Indulis Zālīte – Lettonia

G2332 Liga Sarah Lapinska – Lettonia

Il Dispari 20230710 – Redazione culturale DILA

 

DILA

NUSIV

 

Il Dispari 20230717 – Redazione culturale DILA

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Il Dispari 20230717– Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230717

Ultime 18 opere finaliste della sezione Arti grafiche della dodicesima edizione del premio internazionale di Arti Varie OTTO MILIONI ideato da Bruno Mancini e organizzato dall’Associazione di Promozione Sociale “Da Ischia L’Arte DILA APS”.

Tutte le opere sono pubblicate e sono votabili ai seguenti link

https://www.emmegiischia.com/arti-grafiche-finaliste-premio-otto-milioni-2023/

https://www.emmegiischia.com/poesie-finaliste-premio-otto-milioni-2023/

https://www.emmegiischia.com/video-finalisti-premio-otto-milioni-2023/

https://www.emmegiischia.com/articoli-finalisti-premio-otto-milioni-2023/

La classifica finale sarà comunicata il 17 novembre 2023 durante un evento DILA APS & Partners che si svolgerà a Milano nell’ambito della manifestazione internazionale BOOKCITY 2023.

La cerimonia di premiazione avverrà a Ischia in una data compresa tra il  25 novembre e il 20 dicembre 2023.

Le prime due serie di opere sono state pubblicate su questa pagina il 3 e il 10 luglio.

A voi tutti buona visione e in bocca al lupo ai finalisti.

ISPIRAZIONI: Anteprima della copertina

L’Antologia di Arti varie “Ispirazioni” sarà presentata in un evento speciale DILA APS & Partner inserito nella rassegna internazionale del libro e della lettura BOOKCITY 2023.

In una data compresa tra il 16 e il 18 novembre 2023 in un prestigioso luogo di cultura milanese.

Nel volume, realizzato come riferimento al Premio OTTO MILIONI 2023, troverete tutte le 20 poesie finaliste, tutte le immagini relative alle 50 opere di arti grafiche finaliste, i testi dei 10 articoli finalisti e i link dei 10 video finalisti della dodicesima edizione del Premio.

A seguire potrete leggere una sezione comprendente spunti di presentazione dei più importanti collaboratori dell’Associazione di Promozione Sociale “Da Ischia L’Arte – DILA APS” che cura anche questa edizione del Premio.

Alcune note relative al Festival della Canzone Napoletana e poesie tratte dai dieci volumi di versi di Bruno Mancini vi accompagneranno nella lettura della parte conclusiva del volume.

Editore IL SEXTANTE di Mariapia Ciaghi, circa 170 pagine, prezzo 22.00 € compreso spese di spedizione in Italia.

Prenotazioni: dila@emmegiischia.com

DILA APS ↔ BRESCIA

Grazie al proficuo dinamismo della sua Vicepresidente Angela Maria Tiberi, l’Associazione di Promozione Sociale “Da Ischia L’Arte – DILA APS” ha avuto l’opportunità di gettare un ponte di contatto con le realtà culturali della Città di Brescia.

Infatti, dopo un’approfondita serie d’incontri telefonici, l’Avvocato Felice Davide, Scrittore e Consigliere Comunale di Brescia, lo scorso 13 luglio ha scritto:

-“Buongiorno a te Bruno,
è stato un onore e un piacere conoscerti.
Ti ringrazio per tutte le informazioni – link – collegamenti e materiale informativo che mi hai trasmesso e che ho già iniziato a leggere.
Ne approfitto infatti per complimentarvi con Voi delle numerose iniziative che avete realizzato.
Secondo il mio punto di vista sarà certamente possibile collaborare e organizzare eventi congiuntamente.
Nel contempo provvedo a spedirti una copia del mio libro all’indirizzo dell’Associazione.
Ci aggiorniamo presto! Grazie e buona giornata.”

Ovviamente tutto proseguirà in collaborazione con questa testata giornalistica e con tutte le Associazione con le quali DILA APS ha stretto un vincolo di partenariato.

Il Dispari 20230710

Il Dispari 20230710 – Redazione culturale DILA

IL TWITTERONE DI LIGA SARAH LAPINSKA

1) Ilona Beizitere, economista e matematica, insegnante universitaria di Biochimica e Tecnologia (Jelgava, Lettonia), sta scrivendo una dissertazione sulle possibilità di supportare le piccole imprese e, su richiesta dei membri del Saeima (Parlamento) della Repubblica di Lettonia, sta studiando le possibilità di aumentare le esportazioni.
Attivista per i diritti delle donne, è esperta in questioni legali come i diritti alle pensioni speciali e nella digitalizzazione del commercio elettronico.
Donna graziosa ed elegantissima, pratica costantemente yoga, quindi è sempre in ottima forma fisica.
Si sente molto soddisfatta delle sue esperienze in Italia (recentemente ha soggiornato a Bari) e mi posando molto contenta con il mio disegno “La Creazione mi ha detto che verrà a Ischia non appena ci sarà una favorevole occasione.

2) Melinda Horvath, pittrice austriaca, posa allegramente con l’antologia “Otto milioni – 2022” e con il quotidiano “Il Dispari”.
Dipinge in varie tecniche e generi; è una talentuosa paesaggista urbana.
È già diventata più volte finalista del nostro concorso OTTO MILIONI
Augurandole la vittoria nel 2023 lei mi ha detto:
«Sono una candidata al concorso Otto Milioni già dal 2018.
Il suo contatto mi era stato gentilmente fornito da te ed ora ti consegno in esclusiva la recensione che ho scritto recentemente per un concerto di pianoforte.
“Quando la musica fa vibrare le corde dell’anima attraversando ogni particella del nostro corpo e liberando la nostra mente, gli occhi si riempiono di lacrime!  La lacrima è il canto fluido del nostro cuore intonato alla musica che nasce dal tocco del pianista. E in piena armonia si forma un suono magico che avvolge la sala e poi va in altre dimensioni dove il tempo si ferma lasciando lo spazio alla meditazione. “«

Il Dispari 20230710 – Redazione culturale DILA

… E allora continuiamo a pubblicare le opere finaliste della sezione Arti grafiche della dodicesima edizione del premio internazionale di Arti Varie OTTO MILIONI ideato da Bruno Mancini e organizzato dall’Associazione di Promozione Sociale “Da Ischia L’Arte DILA APS”.

Tutte le opere sono pubblicate e sono votabili ai seguenti link
https://www.emmegiischia.com/arti-grafiche-finaliste-premio-otto-milioni-2023/
https://www.emmegiischia.com/poesie-finaliste-premio-otto-milioni-2023/
https://www.emmegiischia.com/video-finalisti-premio-otto-milioni-2023/
https://www.emmegiischia.com/articoli-finalisti-premio-otto-milioni-2023/

La classifica finale sarà comunicata il 17 novembre 2023 durante un evento DILA APS che si svolgerà a Milano nell’ambito della manifestazione internazionale BOOKCITY 2023.
La cerimonia di premiazione avverrà a Ischia in una data compresa tra il  25 novembre e il 20 dicembre 2023.

La prima serie di opere è stata pubblicata su questa pagina lunedì 3 luglio.
A voi tutti buona visione e in bocca al lupo ai finalisti.

Il Dispari 20230710 – Redazione culturale DILA

G2317 Valerien Bressy – Italia

G2318 Liga Sarah – Lapinska

G2319 Miguel Pinero – Venezuela

G2320 Sergey Kyrychenko – Ucraina

G2321 Dagnija Jankovska – Lettonia

G2322 Gerda Grīntāle – Lettonia

G2323 Inga Bēdele – Lettonia

G2324 Miguel Pinero – Venezuela

G2325 Nunzia Zambardi – Italia

G2326 Grēta – Lettonia

G2327 Velta Kristapsone – Lettonia

G2328 Vera Roķe – Lettonia

G2329 Vidma Wait – Lithuania

G2330 Anastasia Lesyuk – Russia

G2331 Indulis Zālīte – Lettonia

G2332 Liga Sarah Lapinska – Lettonia

Il Dispari 20230710 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230703

Il Dispari 20230703 – Redazione culturale DILA
… E allora iniziamo a pubblicare le opere finaliste

La 12a edizione del Premio di Arti varie OTTO MILIONI ha avuto inizio il 18 febbraio 2023 con la pubblicazione del bando

https://www.emmegiischia.com/premi-otto-milioni-2023/

è proseguita con la verifica della iscrizioni terminate il 15 maggio 2023.
Le opere finaliste delle quattro sezioni (Poesie, Arti grafiche, Video, Articoli) sono state comunicate il 14 giugno in occasione di un evento patrocinato dalla Città di Ischia che si è svolto nella Biblioteca Antoniana di Ischia e sono state pubblicate in singole pagine dove possono ricevere voti web

https://www.emmegiischia.com/arti-grafiche-finaliste-premio-otto-milioni-2023/

https://www.emmegiischia.com/poesie-finaliste-premio-otto-milioni-2023/

https://www.emmegiischia.com/video-finalisti-premio-otto-milioni-2023/

https://www.emmegiischia.com/articoli-finalisti-premio-otto-milioni-2023/

La somma dei voti espressi sul web verrà assegnata ad altre tre Giure scelte dalla presidenza DILA APS, le quali li potranno attribuire a loro arbitrio.

La somma dei voti ricevuti dal web e dalle tre Giurie comporrà il punteggio finale designando i vincitori delle quattro sezioni.

Tale classifica finale sarà comunicata il 17 novembre 2023 durante un evento della nostra Associazione di Promozione Sociale “Da Ischia L’Arte – DILA APS” che si svolgerà a Milano nell’ambito della manifestazione internazionale BOOKCITY 2023.

La cerimonia di premiazione avverrà a Ischia in una data compresa tra il  25 novembre e il 20 dicembre 2023.

In tale occasione sarà presentato al pubblico e alla stampa il volume antologico contenente TUTTE le opere finaliste di tutte le quattro sezioni, oltre a brevi noti informative relative alla storia del Premio e dei suoi principali protagonisti.

Oggi, grazie alla disponibilità che ci viene concessa dal Direttore Gaetano Di Meglio, diamo inizio alla pubblicazione in esclusiva su questo quotidiano IL DISPARI di tutte le opere finaliste.

A voi tutti buona visione e in bocca al lupo ai finalisti.

Bruno Mancini

Il Dispari 20230703 – Redazione culturale DILA

G231 Aida Turrini – Italia

Il Dispari 20230703 – Redazione culturale DILA

G232 Einars Repše – Lettonia

Presidente DILA APS
Il Dispari 20230703 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230703 – Redazione culturale DILA

G233 Jevgenija Sundejeva – Lettonia

Il Dispari 20230703 – Redazione culturale DILA

G234 Guna Oškalna Vējiņa – Lettonia

Il Dispari 20230703 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230703 – Redazione culturale DILA

G235 Fabaries Vasquez – Cile

Il Dispari 20230703 – Redazione culturale DILA

G236 Farhate Hassouna – Tunisia

Il Dispari 20230703 – Redazione culturale DILA

G237 Hairullah Kurbanov – Russia

Il Dispari 20230703 – Redazione culturale DILA

G238 Heino Blum – Germania

Il Dispari 20230703 – Redazione culturale DILA

G239 Valerien Bressy – Italia

Il Dispari 20230703 – Redazione culturale DILA

G2310 Ajub Ibragimov – Germania

Il Dispari 20230703 – Redazione culturale DILA

G2311 Aslan Khadjimuradov – Germania

Il Dispari 20230703 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230703 – Redazione culturale DILA

G2313 Irina Befa – Germania

Il Dispari 20230703 – Redazione culturale DILA

G2314 Jevgenija Sundejeva – Lettonia

Il Dispari 20230703 – Redazione culturale DILA

G2315 Kārlis Īle – Lettonia

Il Dispari 20230703 – Redazione culturale DILA

G2316 Kārlis Īle – Lettonia

Il Dispari 20230703 – Redazione culturale DILA

P231

Alexandr Mirvis (Lettonia)

Non sopporta, sopporta

Questo mondo il vuoto non sopporta.
Non è nemmeno lo stesso, guarda,
quello che era solo un attimo fa…
Questa mascherata spettrale, eccola,
questo  furioso carnevale
trasforma l’angolo in un ovale.
Ho appena ripreso il fiato
di ciò che c è uno dei due, esatto.
Ma la scelta, in più guardando.
ha fatto qualcun altro, peraltro.
Finché clicca, girare la chiave a baccello,
ed in qualche ora è fatto quello.
Il percorso dal grigio piastrellista
all’un sofisticato violinista.
Se potessi sul confine rimanere,
i miei versi dalla stessa pelle tagliare.
ma con fastidio riconosco in essa
quello, zigrino, lo stesso!
Io gli stracci di linee rattoppo,
e i pezzetti dall’anima strappo.
I fili nelle mani mie storte si spezzano.
La paura e il lavoro mio guidano…
Che rimangano le maniche corte, lasciare,
quindi è più conveniente la legna tagliare.
P232

Vija Laganovska (Lettonia)

I treni partono

Gli ultimi treni più veloci partono.
I cambiamenti bussano
come nella tomba le manciate di sabbia.

Le stagioni più forti e più rapide pulsano
le mani sulle spalle assenti oscillano
e i sogni in cucina la vodka bevono.

Forse non hai corso affatto
forse in una stanza vuota sei sveglio
e ascolti sia cani sia vecchi che tacciono –
sulla guerra.

Nella piazza del mercato più rumori parlano
e i social network sparano.

E tu vedi subito –
tra di noi troppo eccesso
fino ad amare.

Il Dispari 20230626

Il Dispari 20230626 – Redazione culturale DILA

DILA APS: QUESTA SCONOSCIUTA?

ASSOCIAZIONE DI PROMOZIONE SOCIALE

“DA ISCHIA L’ARTE – DILA APS”
 
Costituita il 19/11/2014
Iscritta al RUNTS il 20/03/2023
Idonea a ricevere il 5×1000 con il C. F. 91013050637
Sede legale: Via Gemito 27 – 80077 Ischia
Telefono 3914830355
E-mail: dila@emmegiischia.com
PEC: dilaaps@pec.it
Sito web: https://www.emmegiischia.com/
Statistiche sito web dal 13/11/2019 al 22/05/2023: Iscritti 48.561; Total Visits 21.679.838; Total Posts 6.825; Total Pages 2.200
Sito web n 2: https://dila.altervista.org/
Il nostro canale Youtube, con 2.100 video, ha ottenuto 100.320 visualizzazioni per la durata   complessiva di 1.958 ore.

L’Associazione

L’Associazione di Promozione Sociale DA ISCHIA L’ARTE DILA APS opera ufficialmente dal 2014 in prosecuzione di una lunga serie di attività artistiche e culturali ideate ed organizzate da Bruno Mancini a partire dal 2008.

La sua attività è stata compresa negli ambiti della promozione della lettura, della letteratura e di tutte le forme artistiche (musica, danza, teatro, arti figurative, cinema e altro), sviluppando eventi e supporti editoriali e mediatici con il preciso scopo della socializzazione e della promozione della cultura in generale.

Libri, recensioni, opere pittoriche, produzioni musicali sono solo alcuni dei capitoli posti al centro delle attività dell’Associazione, come elementi di traino e di divulgazione di tutte le altre forme d’Arte, in una prospettiva di incontri sociali ma anche di formazione e di istruzione permanente.

I libri sono cultura, serenità, malizia –  I libri aggiungono valore agli auguri – I libri aumentano il pregio dei regali – I libri donano intensità emotive – I libri sprigionano emozioni – I libri offrono esperienze insostituibili – I libri rappresentano patrimoni di conoscenze – I libri arricchiscono competenze – I libri spandono seduzioni – I libri suscitano serenità – I libri adornano di charme – I libri diffondono culture – I libri posseggono fascino – I libri infondono distensione – I libri non ingannano, ma ammaliano – I libri sono tranquillità, sono suggestioni, sono tentazioni, sono lusinghe, sono confronto e tanto altro ancora.

Le attività principali svolte dall’Associazione sono l’ideazione e la realizzazione di progetti ed eventi fruibili sia in luoghi istituzionalmente deputati alla cultura come scuole, musei, biblioteche, cinema, teatri e centri culturali; sia in sedi tradizionalmente non deputate a tale scopo come luoghi ricreativi, parchi e giardini, piazze, librerie, luoghi di ristorazione, alberghi, salotti privati

Un impegno rivolto alla creazione di “nuovi” spazi di libero confronto e partecipazione alla vita culturale che favoriscano la partecipazione di cittadini e lettori di ogni età, con spirito di piacevole interessamento.

L’Associazione, in proiezione internazione, ha come attività principale il Premio di Arti varie OTTO MILIONI giunto, nel 2023, alla 12a edizione articolata, quest’anno, in quattro sezioni: Poesia, Arti grafiche, Video, Articoli.

Il Premio, fin dalla prima edizione, è stato (e sarà sempre) ad iscrizione assolutamente gratuita e aperto a TUTTI gli Artisti senza alcuna discriminazione.

Boicottiamo tutti i concorsi e tutti i cosiddetti “premi” che prevedano una tassa d’iscrizione per parteciparvi, perché per gli scrittori è mortificante dover “pagare” per avere “l’onore” di essere letti.

Un’Antologia di circa 160 pagine contenente tutte le opere finaliste viene pubblicata ogni anno in contemporanea con la cerimonia di premiazione dei vincitori delle varie sezioni.

Nel corso degli anni hanno partecipato al Premio molte migliaia di Artisti provenienti da quasi tutte le nazioni dei quattro continenti, tanto che il solo gruppo di coloro che sono stati pubblicati nelle antologie ha superato di gran lunga il numero di 500.

 Il Dispari 20230626 – Redazione culturale DILA


I Partner

DA ISCHIA L’ARTE DILA APS ha attivate Sedi operative e Case della Cultura in numerose nazioni europee, americane, africane e mediorientali con il favore e la collaborazione di numerose associazioni culturali, fondazioni, istituti scolastici, librerie, biblioteche, musei, enti pubblici e privati,  nonché di artisti, insegnanti, professionisti, artigiani, blogger, case editrici, giornalisti e organi di informazione.

L’Associazione cura, fra le altre attività giornalistiche, la redazione di una pagina culturale settimanale su questo quotidiano cartaceo IL DISPARI, distribuito in abbinamento con lo storico IL MATTINO di Napoli.

Succinto elenco dei nostri progetti

  • 22 Prodotti editoriali antologici
  • 30 Prodotti editoriali individuali
  • 7 Partecipazioni al Bookcity di Milano
  • Pluriennale partecipazione a IL MAGGIUO DEI LIBRI con oltre 200 eventi
  • Attività presentate in luoghi prestigiosi tra i quali:

MUDUC – Milano; Museo etnografico del mare – Ischia; Aula magna SIAM – Milano; Sala Maddalena – Monza; Hotel Delfini – Ischia; Sala Consiliare – Pontinia; Museo Della Terra Pontina – Latina; Hotel Delfini – Ischia; Biblioteca Antoniana – Ischia; Sala Consiliare – Norma; Abazia Sermoneta; Spazio MICRO – Roma;  Libreria Spazio cultura – Palermo; Archeoclub d’Italia; Parco termale Negombo – Lacco Ameno; Sala Consiliare – Torrenova; Interno 4 – Roma; Guardia Costiera – Sapri; Hotel Ulisse – Ischia; Hotel Oriente – Ischia; Hotel Mareblù – Ischia; Hotel Miramare e Castello – Ischia; Castello Sforzesco – Milano; Teatro PIME – Milano; Biblioteca Nazionale Centrale di Roma.

Nel corso delle precedenti 11 edizioni del Premio di Arti Varie OTTO MILIONI l’Associazione DILA ha contribuito a promuovere i libro e le lettura nelle biblioteche attraverso donazioni e reading.

In chiusura giova precisare che fino al 26/05/2023, ed a partire dalla sua costituzione (19/11/2014) l’Associazione DILA APS non ha partecipato ad alcun bando pubblico, non ha richiesto alcun finanziamento pubblico e, di conseguenza, non ha ricevuto neppure un euro da nessuna Amministrazione pubblica.

Programma della 12a edizione del Premio di Arti varie OTTO MILIONI
La dodicesima edizione del Premio di Arti varie OTTO MILIONI ha avuto inizio il 18/02/2023 con la pubblicazione del bando
https://www.emmegiischia.com/premi-otto-milioni-2023/

è proseguita con la verifica della iscrizioni terminate il 15/05/2023.
Attualmente è nella fase di votazione web delle opere finaliste che sono state comunicate il 14 giugno in occasione di un evento patrocinato dalla Città di Ischia che si è svolto nella Biblioteca Antoniana di Ischia.

https://www.emmegiischia.com/wp-content/uploads/2023/05/Biblioteca-14-15-giugno-delibera-patrocinio-ridim.jpg

Tutte le opere che le Giurie designate come finaliste sono state pubblicate in singole pagine

https://www.emmegiischia.com/arti-grafiche-finaliste-premio-otto-milioni-2023/
https://www.emmegiischia.com/poesie-finaliste-premio-otto-milioni-2023/
https://www.emmegiischia.com/video-finalisti-premio-otto-milioni-2023/
https://www.emmegiischia.com/articoli-finalisti-premio-otto-milioni-2023/
e potranno ricevere voti web.

La somma dei voti espressi sul web verrà assegnata ad altre tre Giure scelte dalla presidenza DILA APS le quali li potranno attribuire a loro arbitrio alle opere finaliste.

La somma dei voti ricevuti dal web e dalle tre Giurie comporrà il punteggio finale designando i vincitori delle quattro sezioni.

Tale classifica finale sarà comunicata in una data compresa tra il 15 e il 19 novembre 2023 durante uno o più eventi che si svolgeranno in contemporanea in alcune località italiane compresa, in primis l’isola d’Ischia.

La cerimonia di premiazione avverrà a Ischia in una data compresa tra il  22 novembre e il 20 dicembre 2023.

In tale occasione sarà presentato al pubblico e alla stampa il volume antologico contenente TUTTE le opere finaliste di tutte le quattro sezioni, oltre a brevi noti informative relative sulla storia del premio e dei suoi principali protagonisti.

L’antologia dal titolo “ISPIRAZIONI”, saà regolarmente provvista di ISBN.

Vi sembrano buone ragioni per donare il vostro 5×1000 alla nostra Associazione di Promozione Sociale DILA APS?

Il Dispari 20230626 – Redazione culturale DILA

Durante la cerimonia di premiazione, per iniziativa di Massimo Abbate, Patron del festival della Canzone Napoletana nonché Presidente dell’Associazione ANIA APS (Associazione Nazionale Italiana Artisti) con la sua regia e con la sua conduzione, un gruppo di allievi/e delle principali Accademie musicali della Campania celebreranno il 150o anniversario della nascita del già citato Tenore Enrico Caruso attraverso l’illustrazione dell’impegno discografico che Egli profuse omaggiando la tradizione musicale napoletana mediante la registrazione di 22 canzoni, alcune anche di sua fattura.

Inoltre, per la prima volta in assoluto, sarà esposto un autografo del grande Maestro Caruso consistente in una cartolina che Lui ha inviata dall’America agli avi del Presidente Bruno Mancini.

Il Dispari 20230626 – Redazione culturale DILA

Commercialisti italiani elenco 1

Commercialisti 1

ABATE Carmine 16/02/1956 Napoli BTACMN56B16F839G 01778370591 Rag. Commercialista Diploma Di Ragioniere E Perito Commerciale

ABATE Francesco 18/01/1963 Ottaviano BTAFNC63A18G190Y 08619621213 Dott. Commercialista Laurea In Economia E Commercio

ABATE Hernest 08/09/1965 Teramo BTAHNS65P08L103V 07065z70633 Dott. Commercialista Scienze Economico Marittime

ABATE Rachele 12/10/1985 Caserta BTARHL85R52B963M 04121700613 Dott. Commercialista Laurea Magistrale Lm77

ABATE Silvana 28/03/1962 Napoli BTASVN62C68F839A 04963940632 Rag. Commercialista Diploma Di Ragioniere E Perito Commerciale

ABBATE Cesare 24/01/1947 Calvizzano BBTCSR47A24B452Q 01831900632 Dott. Commercialista Laurea In Economia E Commercio

ABBATE Emiliano 13/05/1973 Napoli BBTMLN73E13F839Z 05964431216 Dott. Commercialista Commercio Internazionale E Mercati Valutari

ABBATE Giovanni 13/07/1974 Napoli BBTGNN74L13F839F 06103001217 Dott. Commercialista Laurea In Economia E Commercio

ABBATE Maria 20/07/1987 Napoli BBTMRA87L60F839Q Dott. Commercialista Laurea Magistrale Lm77

ABBONDANDOLO Claudio 22/12/1972 Napoli BBNCLD72T22F839O 04928281213 Dott. Commercialista Laurea Magistrale Lm5f

ABBONDANDOLO Manuela 22/12/1972 Napoli BBNMNL72T62F839A 07457490634 Dott. Commercialista Laurea Magistrale Lm5£

ABBONDATI Antonella 06/11/196s Napoli BBNNNL66S46F839J 07366650633 Dott. Commercialista Laurea In Economia E Commercio

ABETE Nicola 16/10/1952 Ercolano BTANCL52R16H243H 00064051212 Dott. Commercialista Laurea In Economia E Commercio

ABIOSI Arduino 05/05/1961 Napoli BSARDN61E05F839M 04814490639 Dott. Commercialista Laurea In Economia E Commercio

ABIOSI Francesco 26/01/1980 Napoli BSAFNC80A26F839B 06798601214 Dott. Commercialista Laurea In Economia E Commercio

ABIOSI Gennaro 27/12/1974 Napoli BSAGNR74T27F839I 07953580631 Dott. Commercialista Laurea In Economia E Commercio

ABITABILE Filippo 06/08/19s9 Napoli BTBFPP59M06F839P Dott. Commercialista Laurea In Economia E Commercio

ABROGATO Rosa 26/04/1981 Lacco Ameno BRGRSO81 D66E396C 06809971218 Dott. Commercialista Commercio Internazionale E Mercati Valutari

ACAMPA Armando Samuele 20/01/1984 San Felice A Cancello CMPRND84A20H834V 09541941218 Dott. Commercialista Laurea Magistrale Lm77

ACAMPORA Ciro 23/09/1968 Portici CMPCRI68P23G902B 03126721210 Dott. Commercialista Laurea In Economia E Commercio

ACANFORA Stefano 27/07/1963 Napoli CNFSFN63L27F839I 09491061215 Dott. Commercialista Laurea In Economia E Commercio

ACCARDI Fabio 30/03/1957 Napoli CCRFBA57C30F839T Dott. Commercialista Laurea In Economia E Commercio

ACCARDO Ciro 16/08/1965 Torre Del Greco CCRCRI65M16L259Z 04328571213 Rag. Commercialista Laurea Specialistica 84/S Economia E Management

ACCARDO Francesco 1s/09/1977 Napoli CCRFNC77P15F839B 05705571213 Dott. Commercialista Laurea In Economia E Commercio

ACCARDO Gabriella 15/07/1950 Napoli CCRGRL50L55F839T Dott. Commercialista Laurea In Economia E Commercio

ACCURSO Giuseppina 26/05/1976 Napoli CCRGPP76E66F839K 07690601211 Dott. Commercialista Laurea In Economia

Commercialisti italiani elenco

DILA APS

Artisti partecipanti alle antologie

DILA APS: QUESTA SCONOSCIUTA?

ASSOCIAZIONE DI PROMOZIONE SOCIALE
“DA ISCHIA L’ARTE – DILA APS”
 
Costituita il 19/11/2014
Iscritta al RUNTS il 20/03/2023
Idonea a ricevere il 5×1000 con il C. F. 91013050637
Sede legale: Via Gemito 27 – 80077 Ischia
Telefono 3914830355
E-mail: dila@emmegiischia.com
PEC: dilaaps@pec.it
Sito web: https://www.emmegiischia.com/

Statistiche sito web dal 13/11/2019 al 22/05/2023: Iscritti 48.561; Total Visits 21.679.838; Total Posts 6.825; Total Pages 2.200

Sito web n 2: https://dila.altervista.org/

Il nostro canale Youtube, con 2.100 video, ha ottenuto 100.320 visualizzazioni per la durata   complessiva di 1.958 ore.

L’Associazione

L’Associazione di Promozione Sociale DA ISCHIA L’ARTE DILA APS opera ufficialmente dal 2014 in prosecuzione di una lunga serie di attività artistiche e culturali ideate ed organizzate da Bruno Mancini a partire dal 2008.

La sua attività è stata compresa negli ambiti della promozione della lettura, della letteratura e di tutte le forme artistiche (musica, danza, teatro, arti figurative, cinema e altro), sviluppando eventi e supporti editoriali e mediatici con il preciso scopo della socializzazione e della promozione della cultura in generale.

Libri, recensioni, opere pittoriche, produzioni musicali sono solo alcuni dei capitoli posti al centro delle attività dell’Associazione, come elementi di traino e di divulgazione di tutte le altre forme d’Arte, in una prospettiva di incontri sociali ma anche di formazione e di istruzione permanente.

I libri sono cultura, serenità, malizia –  I libri aggiungono valore agli auguri – I libri aumentano il pregio dei regali – I libri donano intensità emotive – I libri sprigionano emozioni – I libri offrono esperienze insostituibili – I libri rappresentano patrimoni di conoscenze – I libri arricchiscono competenze – I libri spandono seduzioni – I libri suscitano serenità – I libri adornano di charme – I libri diffondono culture – I libri posseggono fascino – I libri infondono distensione – I libri non ingannano, ma ammaliano – I libri sono tranquillità, sono suggestioni, sono tentazioni, sono lusinghe, sono confronto e tanto altro ancora.

Le attività principali svolte dall’Associazione sono l’ideazione e la realizzazione di progetti ed eventi fruibili sia in luoghi istituzionalmente deputati alla cultura come scuole, musei, biblioteche, cinema, teatri e centri culturali; sia in sedi tradizionalmente non deputate a tale scopo come luoghi ricreativi, parchi e giardini, piazze, librerie, luoghi di ristorazione, alberghi, salotti privati

Un impegno rivolto alla creazione di “nuovi” spazi di libero confronto e partecipazione alla vita culturale che favoriscano la partecipazione di cittadini e lettori di ogni età, con spirito di piacevole interessamento.

L’Associazione, in proiezione internazione, ha come attività principale il Premio di Arti varie OTTO MILIONI giunto, nel 2023, alla 12a edizione articolata, quest’anno, in quattro sezioni: Poesia, Arti grafiche, Video, Articoli.

Il Premio, fin dalla prima edizione, è stato (e sarà sempre) ad iscrizione assolutamente gratuita e aperto a TUTTI gli Artisti senza alcuna discriminazione.

Boicottiamo tutti i concorsi e tutti i cosiddetti “premi” che prevedano una tassa d’iscrizione per parteciparvi, perché per gli scrittori è mortificante dover “pagare” per avere “l’onore” di essere letti.

Un’Antologia di circa 160 pagine contenente tutte le opere finaliste viene pubblicata ogni anno in contemporanea con la cerimonia di premiazione dei vincitori delle varie sezioni.

Nel corso degli anni hanno partecipato al Premio molte migliaia di Artisti provenienti da quasi tutte le nazioni dei quattro continenti, tanto che il solo gruppo di coloro che sono stati pubblicati nelle antologie ha superato di gran lunga il numero di 500.

I Partner

DA ISCHIA L’ARTE DILA APS ha attivate Sedi operative e Case della Cultura in numerose nazioni europee, americane, africane e mediorientali con il favore e la collaborazione di numerose associazioni culturali, fondazioni, istituti scolastici, librerie, biblioteche, musei, enti pubblici e privati,  nonché di artisti, insegnanti, professionisti, artigiani, blogger, case editrici, giornalisti e organi di informazione.

L’Associazione cura, fra le altre attività giornalistiche, la redazione di una pagina culturale settimanale su questo quotidiano cartaceo IL DISPARI, distribuito in abbinamento con lo storico IL MATTINO di Napoli.

Succinto elenco dei nostri progetti

  • 22 Prodotti editoriali antologici
  • 30 Prodotti editoriali individuali
  • 7 Partecipazioni al Bookcity di Milano
  • Pluriennale partecipazione a IL MAGGIUO DEI LIBRI con oltre 200 eventi
  • Attività presentate in luoghi prestigiosi tra i quali:

MUDUC – Milano; Museo etnografico del mare – Ischia; Aula magna SIAM – Milano; Sala Maddalena – Monza; Hotel Delfini – Ischia; Sala Consiliare – Pontinia; Museo Della Terra Pontina – Latina; Hotel Delfini – Ischia; Biblioteca Antoniana – Ischia; Sala Consiliare – Norma; Abazia Sermoneta; Spazio MICRO – Roma;  Libreria Spazio cultura – Palermo; Archeoclub d’Italia; Parco termale Negombo – Lacco Ameno; Sala Consiliare – Torrenova; Interno 4 – Roma; Guardia Costiera – Sapri; Hotel Ulisse – Ischia; Hotel Oriente – Ischia; Hotel Mareblù – Ischia; Hotel Miramare e Castello – Ischia; Castello Sforzesco – Milano; Teatro PIME – Milano; Biblioteca Nazionale Centrale di Roma.

Nel corso delle precedenti 11 edizioni del Premio di Arti Varie OTTO MILIONI l’Associazione DILA ha contribuito a promuovere i libro e le lettura nelle biblioteche attraverso donazioni e reading.

In chiusura giova precisare che fino al 26/05/2023, ed a partire dalla sua costituzione (19/11/2014) l’Associazione DILA APS non ha partecipato ad alcun bando pubblico, non ha richiesto alcun finanziamento pubblico e, di conseguenza, non ha ricevuto neppure un euro da nessuna Amministrazione pubblica.

Programma della 12a edizione del Premio di Arti varie OTTO MILIONI

La dodicesima edizione del Premio di Arti varie OTTO MILIONI ha avuto inizio il 18/02/2023 con la pubblicazione del bando

https://www.emmegiischia.com/premi-otto-milioni-2023/

è proseguita con la verifica della iscrizioni terminate il 15/05/2023.
Attualmente è nella fase di votazione web delle opere finaliste che sono state comunicate il 14 giugno in occasione di un evento patrocinato dalla Città di Ischia che si è svolto nella Biblioteca Antoniana di Ischia.

 https://www.emmegiischia.com/wp-content/uploads/2023/05/Biblioteca-14-15-giugno-delibera-patrocinio-ridim.jpg

Tutte le opere che le Giurie designate come finaliste sono state pubblicate in singole pagine

https://www.emmegiischia.com/arti-grafiche-finaliste-premio-otto-milioni-2023/

https://www.emmegiischia.com/poesie-finaliste-premio-otto-milioni-2023/

https://www.emmegiischia.com/video-finalisti-premio-otto-milioni-2023/

https://www.emmegiischia.com/articoli-finalisti-premio-otto-milioni-2023/

e potranno ricevere voti web.

La somma dei voti espressi sul web verrà assegnata ad altre tre Giure scelte dalla presidenza DILA APS le quali li potranno attribuire a loro arbitrio alle opere finaliste.

La somma dei voti ricevuti dal web e dalle tre Giurie comporrà il punteggio finale designando i vincitori delle quattro sezioni.

Tale classifica finale sarà comunicata in una data compresa tra il 15 e il 19 novembre 2023 durante uno o più eventi che si svolgeranno in contemporanea in alcune località italiane compresa, in primis l’isola d’Ischia.

La cerimonia di premiazione avverrà a Ischia in una data compresa tra il  22 novembre e il 20 dicembre 2023.

In tale occasione sarà presentato al pubblico e alla stampa il volume antologico contenente TUTTE le opere finaliste di tutte le quattro sezioni, oltre a brevi noti informative relative sulla storia del premio e dei suoi principali protagonisti.

L’antologia dal titolo “ISPIRAZIONI”, saà regolarmente provvista di ISBN.

Vi sembrano buone ragioni per donare il vostro 5×1000 alla nostra Associazione di Promozione Sociale DILA APS?

Durante la cerimonia di premiazione, per iniziativa di Massimo Abbate, Patron del festival della Canzone Napoletana nonché Presidente dell’Associazione ANIA APS (Associazione Nazionale Italiana Artisti) con la sua regia e con la sua conduzione, un gruppo di allievi/e delle principali Accademie musicali della Campania celebreranno il 150o anniversario della nascita del già citato Tenore Enrico Caruso attraverso l’illustrazione dell’impegno discografico che Egli profuse omaggiando la tradizione musicale napoletana mediante la registrazione di 22 canzoni, alcune anche di sua fattura.

Inoltre, per la prima volta in assoluto, sarà esposto un autografo del grande Maestro Caruso consistente in una cartolina che Lui ha inviata dall’America agli avi del Presidente Bruno Mancini.

DILA

NUSIV

 

Il Dispari 20230710 – Redazione culturale DILA

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Il Dispari 20230710– Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230710

Il Dispari 20230710 – Redazione culturale DILA

IL TWITTERONE DI LIGA SARAH LAPINSKA

 

1) Ilona Beizitere, economista e matematica, insegnante universitaria di Biochimica e Tecnologia (Jelgava, Lettonia), sta scrivendo una dissertazione sulle possibilità di supportare le piccole imprese e, su richiesta dei membri del Saeima (Parlamento) della Repubblica di Lettonia, sta studiando le possibilità di aumentare le esportazioni.

Attivista per i diritti delle donne, è esperta in questioni legali come i diritti alle pensioni speciali e nella digitalizzazione del commercio elettronico.

Donna graziosa ed elegantissima, pratica costantemente yoga, quindi è sempre in ottima forma fisica.

Si sente molto soddisfatta delle sue esperienze in Italia (recentemente ha soggiornato a Bari) e mi posando molto contenta con il mio disegno “La Creazione mi ha detto che verrà a Ischia non appena ci sarà una favorevole occasione.

 

2) Melinda Horvath, pittrice austriaca, posa allegramente con l’antologia “Otto milioni – 2022” e con il quotidiano “Il Dispari”.

Dipinge in varie tecniche e generi; è una talentuosa paesaggista urbana.

È già diventata più volte finalista del nostro concorso OTTO MILIONI

Augurandole la vittoria nel 2023 lei mi ha detto:

«Sono una candidata al concorso Otto Milioni già dal 2018.

Il suo contatto mi era stato gentilmente fornito da te ed ora ti consegno in esclusiva la recensione che ho scritto recentemente per un concerto di pianoforte.

“Quando la musica fa vibrare le corde dell’anima attraversando ogni particella del nostro corpo e liberando la nostra mente, gli occhi si riempiono di lacrime!  La lacrima è il canto fluido del nostro cuore intonato alla musica che nasce dal tocco del pianista. E in piena armonia si forma un suono magico che avvolge la sala e poi va in altre dimensioni dove il tempo si ferma lasciando lo spazio alla meditazione. “«

 

Il Dispari 20230710 – Redazione culturale DILA

 

 

… E allora continuiamo a pubblicare le opere finaliste della sezione Arti grafiche della dodicesima edizione del premio internazionale di Arti Varie OTTO MILIONI ideato da Bruno Mancini e organizzato dall’Associazione di Promozione Sociale “Da Ischia L’Arte DILA APS”.

 

Tutte le opere sono pubblicate e sono votabili ai seguenti link

https://www.emmegiischia.com/arti-grafiche-finaliste-premio-otto-milioni-2023/

https://www.emmegiischia.com/poesie-finaliste-premio-otto-milioni-2023/

https://www.emmegiischia.com/video-finalisti-premio-otto-milioni-2023/

https://www.emmegiischia.com/articoli-finalisti-premio-otto-milioni-2023/

 

La classifica finale sarà comunicata il 17 novembre 2023 durante un evento DILA APS che si svolgerà a Milano nell’ambito della manifestazione internazionale BOOKCITY 2023.

La cerimonia di premiazione avverrà a Ischia in una data compresa tra il  25 novembre e il 20 dicembre 2023.

 

La prima serie di opere è stata pubblicata su questa pagina lunedì 3 luglio.

A voi tutti buona visione e in bocca al lupo ai finalisti.

Il Dispari 20230710 – Redazione culturale DILA

G2317 Valerien Bressy – Italia

G2318 Liga Sarah – Lapinska

G2319 Miguel Pinero – Venezuela

G2320 Sergey Kyrychenko – Ucraina

G2321 Dagnija Jankovska – Lettonia

G2322 Gerda Grīntāle – Lettonia

G2323 Inga Bēdele – Lettonia

G2324 Miguel Pinero – Venezuela

G2325 Nunzia Zambardi – Italia

G2326 Grēta – Lettonia

G2327 Velta Kristapsone – Lettonia

G2328 Vera Roķe – Lettonia

G2329 Vidma Wait – Lithuania

G2330 Anastasia Lesyuk – Russia

G2331 Indulis Zālīte – Lettonia

G2332 Liga Sarah Lapinska – Lettonia

Il Dispari 20230710 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230703

Il Dispari 20230703 – Redazione culturale DILA
… E allora iniziamo a pubblicare le opere finaliste

La 12a edizione del Premio di Arti varie OTTO MILIONI ha avuto inizio il 18 febbraio 2023 con la pubblicazione del bando

https://www.emmegiischia.com/premi-otto-milioni-2023/

è proseguita con la verifica della iscrizioni terminate il 15 maggio 2023.
Le opere finaliste delle quattro sezioni (Poesie, Arti grafiche, Video, Articoli) sono state comunicate il 14 giugno in occasione di un evento patrocinato dalla Città di Ischia che si è svolto nella Biblioteca Antoniana di Ischia e sono state pubblicate in singole pagine dove possono ricevere voti web

https://www.emmegiischia.com/arti-grafiche-finaliste-premio-otto-milioni-2023/

https://www.emmegiischia.com/poesie-finaliste-premio-otto-milioni-2023/

https://www.emmegiischia.com/video-finalisti-premio-otto-milioni-2023/

https://www.emmegiischia.com/articoli-finalisti-premio-otto-milioni-2023/

La somma dei voti espressi sul web verrà assegnata ad altre tre Giure scelte dalla presidenza DILA APS, le quali li potranno attribuire a loro arbitrio.

La somma dei voti ricevuti dal web e dalle tre Giurie comporrà il punteggio finale designando i vincitori delle quattro sezioni.

Tale classifica finale sarà comunicata il 17 novembre 2023 durante un evento della nostra Associazione di Promozione Sociale “Da Ischia L’Arte – DILA APS” che si svolgerà a Milano nell’ambito della manifestazione internazionale BOOKCITY 2023.

La cerimonia di premiazione avverrà a Ischia in una data compresa tra il  25 novembre e il 20 dicembre 2023.

In tale occasione sarà presentato al pubblico e alla stampa il volume antologico contenente TUTTE le opere finaliste di tutte le quattro sezioni, oltre a brevi noti informative relative alla storia del Premio e dei suoi principali protagonisti.

Oggi, grazie alla disponibilità che ci viene concessa dal Direttore Gaetano Di Meglio, diamo inizio alla pubblicazione in esclusiva su questo quotidiano IL DISPARI di tutte le opere finaliste.

A voi tutti buona visione e in bocca al lupo ai finalisti.

Bruno Mancini

Il Dispari 20230703 – Redazione culturale DILA

G231 Aida Turrini – Italia

Il Dispari 20230703 – Redazione culturale DILA

G232 Einars Repše – Lettonia

Presidente DILA APS
Il Dispari 20230703 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230703 – Redazione culturale DILA

G233 Jevgenija Sundejeva – Lettonia

Il Dispari 20230703 – Redazione culturale DILA

G234 Guna Oškalna Vējiņa – Lettonia

Il Dispari 20230703 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230703 – Redazione culturale DILA

G235 Fabaries Vasquez – Cile

Il Dispari 20230703 – Redazione culturale DILA

G236 Farhate Hassouna – Tunisia

Il Dispari 20230703 – Redazione culturale DILA

G237 Hairullah Kurbanov – Russia

Il Dispari 20230703 – Redazione culturale DILA

G238 Heino Blum – Germania

Il Dispari 20230703 – Redazione culturale DILA

G239 Valerien Bressy – Italia

Il Dispari 20230703 – Redazione culturale DILA

G2310 Ajub Ibragimov – Germania

Il Dispari 20230703 – Redazione culturale DILA

G2311 Aslan Khadjimuradov – Germania

Il Dispari 20230703 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230703 – Redazione culturale DILA

G2313 Irina Befa – Germania

Il Dispari 20230703 – Redazione culturale DILA

G2314 Jevgenija Sundejeva – Lettonia

Il Dispari 20230703 – Redazione culturale DILA

G2315 Kārlis Īle – Lettonia

Il Dispari 20230703 – Redazione culturale DILA

G2316 Kārlis Īle – Lettonia

Il Dispari 20230703 – Redazione culturale DILA

P231

Alexandr Mirvis (Lettonia)

Non sopporta, sopporta

 

Questo mondo il vuoto non sopporta.

Non è nemmeno lo stesso, guarda,

quello che era solo un attimo fa…

Questa mascherata spettrale, eccola,

questo  furioso carnevale

trasforma l’angolo in un ovale.

Ho appena ripreso il fiato

di ciò che c è uno dei due, esatto.

Ma la scelta, in più guardando.

ha fatto qualcun altro, peraltro.

Finché clicca, girare la chiave a baccello,

ed in qualche ora è fatto quello.

Il percorso dal grigio piastrellista

all’un sofisticato violinista.

Se potessi sul confine rimanere,

i miei versi dalla stessa pelle tagliare.

ma con fastidio riconosco in essa

quello, zigrino, lo stesso!

Io gli stracci di linee rattoppo,

e i pezzetti dall’anima strappo.

I fili nelle mani mie storte si spezzano.

La paura e il lavoro mio guidano…

Che rimangano le maniche corte, lasciare,

quindi è più conveniente la legna tagliare.

P232

Vija Laganovska (Lettonia)

I treni partono

 

Gli ultimi treni più veloci partono.

I cambiamenti bussano

come nella tomba le manciate di sabbia.

 

Le stagioni più forti e più rapide pulsano

le mani sulle spalle assenti oscillano

e i sogni in cucina la vodka bevono.

 

Forse non hai corso affatto

forse in una stanza vuota sei sveglio

e ascolti sia cani sia vecchi che tacciono –

sulla guerra.

 

Nella piazza del mercato più rumori parlano

e i social network sparano.

 

E tu vedi subito –

tra di noi troppo eccesso

fino ad amare.

 

Il Dispari 20230626

Il Dispari 20230626 – Redazione culturale DILA

DILA APS: QUESTA SCONOSCIUTA?

ASSOCIAZIONE DI PROMOZIONE SOCIALE

“DA ISCHIA L’ARTE – DILA APS”
 
Costituita il 19/11/2014
Iscritta al RUNTS il 20/03/2023
Idonea a ricevere il 5×1000 con il C. F. 91013050637
Sede legale: Via Gemito 27 – 80077 Ischia
Telefono 3914830355
E-mail: dila@emmegiischia.com
PEC: dilaaps@pec.it
Sito web: https://www.emmegiischia.com/
Statistiche sito web dal 13/11/2019 al 22/05/2023: Iscritti 48.561; Total Visits 21.679.838; Total Posts 6.825; Total Pages 2.200
Sito web n 2: https://dila.altervista.org/
Il nostro canale Youtube, con 2.100 video, ha ottenuto 100.320 visualizzazioni per la durata   complessiva di 1.958 ore.

L’Associazione

L’Associazione di Promozione Sociale DA ISCHIA L’ARTE DILA APS opera ufficialmente dal 2014 in prosecuzione di una lunga serie di attività artistiche e culturali ideate ed organizzate da Bruno Mancini a partire dal 2008.

La sua attività è stata compresa negli ambiti della promozione della lettura, della letteratura e di tutte le forme artistiche (musica, danza, teatro, arti figurative, cinema e altro), sviluppando eventi e supporti editoriali e mediatici con il preciso scopo della socializzazione e della promozione della cultura in generale.

Libri, recensioni, opere pittoriche, produzioni musicali sono solo alcuni dei capitoli posti al centro delle attività dell’Associazione, come elementi di traino e di divulgazione di tutte le altre forme d’Arte, in una prospettiva di incontri sociali ma anche di formazione e di istruzione permanente.

I libri sono cultura, serenità, malizia –  I libri aggiungono valore agli auguri – I libri aumentano il pregio dei regali – I libri donano intensità emotive – I libri sprigionano emozioni – I libri offrono esperienze insostituibili – I libri rappresentano patrimoni di conoscenze – I libri arricchiscono competenze – I libri spandono seduzioni – I libri suscitano serenità – I libri adornano di charme – I libri diffondono culture – I libri posseggono fascino – I libri infondono distensione – I libri non ingannano, ma ammaliano – I libri sono tranquillità, sono suggestioni, sono tentazioni, sono lusinghe, sono confronto e tanto altro ancora.

Le attività principali svolte dall’Associazione sono l’ideazione e la realizzazione di progetti ed eventi fruibili sia in luoghi istituzionalmente deputati alla cultura come scuole, musei, biblioteche, cinema, teatri e centri culturali; sia in sedi tradizionalmente non deputate a tale scopo come luoghi ricreativi, parchi e giardini, piazze, librerie, luoghi di ristorazione, alberghi, salotti privati

Un impegno rivolto alla creazione di “nuovi” spazi di libero confronto e partecipazione alla vita culturale che favoriscano la partecipazione di cittadini e lettori di ogni età, con spirito di piacevole interessamento.

L’Associazione, in proiezione internazione, ha come attività principale il Premio di Arti varie OTTO MILIONI giunto, nel 2023, alla 12a edizione articolata, quest’anno, in quattro sezioni: Poesia, Arti grafiche, Video, Articoli.

Il Premio, fin dalla prima edizione, è stato (e sarà sempre) ad iscrizione assolutamente gratuita e aperto a TUTTI gli Artisti senza alcuna discriminazione.

Boicottiamo tutti i concorsi e tutti i cosiddetti “premi” che prevedano una tassa d’iscrizione per parteciparvi, perché per gli scrittori è mortificante dover “pagare” per avere “l’onore” di essere letti.

Un’Antologia di circa 160 pagine contenente tutte le opere finaliste viene pubblicata ogni anno in contemporanea con la cerimonia di premiazione dei vincitori delle varie sezioni.

Nel corso degli anni hanno partecipato al Premio molte migliaia di Artisti provenienti da quasi tutte le nazioni dei quattro continenti, tanto che il solo gruppo di coloro che sono stati pubblicati nelle antologie ha superato di gran lunga il numero di 500.

 Il Dispari 20230626 – Redazione culturale DILA


I Partner

DA ISCHIA L’ARTE DILA APS ha attivate Sedi operative e Case della Cultura in numerose nazioni europee, americane, africane e mediorientali con il favore e la collaborazione di numerose associazioni culturali, fondazioni, istituti scolastici, librerie, biblioteche, musei, enti pubblici e privati,  nonché di artisti, insegnanti, professionisti, artigiani, blogger, case editrici, giornalisti e organi di informazione.

L’Associazione cura, fra le altre attività giornalistiche, la redazione di una pagina culturale settimanale su questo quotidiano cartaceo IL DISPARI, distribuito in abbinamento con lo storico IL MATTINO di Napoli.

Succinto elenco dei nostri progetti

  • 22 Prodotti editoriali antologici
  • 30 Prodotti editoriali individuali
  • 7 Partecipazioni al Bookcity di Milano
  • Pluriennale partecipazione a IL MAGGIUO DEI LIBRI con oltre 200 eventi
  • Attività presentate in luoghi prestigiosi tra i quali:

MUDUC – Milano; Museo etnografico del mare – Ischia; Aula magna SIAM – Milano; Sala Maddalena – Monza; Hotel Delfini – Ischia; Sala Consiliare – Pontinia; Museo Della Terra Pontina – Latina; Hotel Delfini – Ischia; Biblioteca Antoniana – Ischia; Sala Consiliare – Norma; Abazia Sermoneta; Spazio MICRO – Roma;  Libreria Spazio cultura – Palermo; Archeoclub d’Italia; Parco termale Negombo – Lacco Ameno; Sala Consiliare – Torrenova; Interno 4 – Roma; Guardia Costiera – Sapri; Hotel Ulisse – Ischia; Hotel Oriente – Ischia; Hotel Mareblù – Ischia; Hotel Miramare e Castello – Ischia; Castello Sforzesco – Milano; Teatro PIME – Milano; Biblioteca Nazionale Centrale di Roma.

Nel corso delle precedenti 11 edizioni del Premio di Arti Varie OTTO MILIONI l’Associazione DILA ha contribuito a promuovere i libro e le lettura nelle biblioteche attraverso donazioni e reading.

In chiusura giova precisare che fino al 26/05/2023, ed a partire dalla sua costituzione (19/11/2014) l’Associazione DILA APS non ha partecipato ad alcun bando pubblico, non ha richiesto alcun finanziamento pubblico e, di conseguenza, non ha ricevuto neppure un euro da nessuna Amministrazione pubblica.

Programma della 12a edizione del Premio di Arti varie OTTO MILIONI
La dodicesima edizione del Premio di Arti varie OTTO MILIONI ha avuto inizio il 18/02/2023 con la pubblicazione del bando
https://www.emmegiischia.com/premi-otto-milioni-2023/

è proseguita con la verifica della iscrizioni terminate il 15/05/2023.
Attualmente è nella fase di votazione web delle opere finaliste che sono state comunicate il 14 giugno in occasione di un evento patrocinato dalla Città di Ischia che si è svolto nella Biblioteca Antoniana di Ischia.

https://www.emmegiischia.com/wp-content/uploads/2023/05/Biblioteca-14-15-giugno-delibera-patrocinio-ridim.jpg

Tutte le opere che le Giurie designate come finaliste sono state pubblicate in singole pagine

https://www.emmegiischia.com/arti-grafiche-finaliste-premio-otto-milioni-2023/

https://www.emmegiischia.com/poesie-finaliste-premio-otto-milioni-2023/

https://www.emmegiischia.com/video-finalisti-premio-otto-milioni-2023/

https://www.emmegiischia.com/articoli-finalisti-premio-otto-milioni-2023/

e potranno ricevere voti web.

La somma dei voti espressi sul web verrà assegnata ad altre tre Giure scelte dalla presidenza DILA APS le quali li potranno attribuire a loro arbitrio alle opere finaliste.

La somma dei voti ricevuti dal web e dalle tre Giurie comporrà il punteggio finale designando i vincitori delle quattro sezioni.

Tale classifica finale sarà comunicata in una data compresa tra il 15 e il 19 novembre 2023 durante uno o più eventi che si svolgeranno in contemporanea in alcune località italiane compresa, in primis l’isola d’Ischia.

La cerimonia di premiazione avverrà a Ischia in una data compresa tra il  22 novembre e il 20 dicembre 2023.

In tale occasione sarà presentato al pubblico e alla stampa il volume antologico contenente TUTTE le opere finaliste di tutte le quattro sezioni, oltre a brevi noti informative relative sulla storia del premio e dei suoi principali protagonisti.

L’antologia dal titolo “ISPIRAZIONI”, saà regolarmente provvista di ISBN.

Vi sembrano buone ragioni per donare il vostro 5×1000 alla nostra Associazione di Promozione Sociale DILA APS?

Il Dispari 20230626 – Redazione culturale DILA

Durante la cerimonia di premiazione, per iniziativa di Massimo Abbate, Patron del festival della Canzone Napoletana nonché Presidente dell’Associazione ANIA APS (Associazione Nazionale Italiana Artisti) con la sua regia e con la sua conduzione, un gruppo di allievi/e delle principali Accademie musicali della Campania celebreranno il 150o anniversario della nascita del già citato Tenore Enrico Caruso attraverso l’illustrazione dell’impegno discografico che Egli profuse omaggiando la tradizione musicale napoletana mediante la registrazione di 22 canzoni, alcune anche di sua fattura.

Inoltre, per la prima volta in assoluto, sarà esposto un autografo del grande Maestro Caruso consistente in una cartolina che Lui ha inviata dall’America agli avi del Presidente Bruno Mancini.

Il Dispari 20230626 – Redazione culturale DILA

Commercialisti italiani elenco 1

Commercialisti 1

ABATE Carmine 16/02/1956 Napoli BTACMN56B16F839G 01778370591 Rag. Commercialista Diploma Di Ragioniere E Perito Commerciale

ABATE Francesco 18/01/1963 Ottaviano BTAFNC63A18G190Y 08619621213 Dott. Commercialista Laurea In Economia E Commercio

ABATE Hernest 08/09/1965 Teramo BTAHNS65P08L103V 07065z70633 Dott. Commercialista Scienze Economico Marittime

ABATE Rachele 12/10/1985 Caserta BTARHL85R52B963M 04121700613 Dott. Commercialista Laurea Magistrale Lm77

ABATE Silvana 28/03/1962 Napoli BTASVN62C68F839A 04963940632 Rag. Commercialista Diploma Di Ragioniere E Perito Commerciale

ABBATE Cesare 24/01/1947 Calvizzano BBTCSR47A24B452Q 01831900632 Dott. Commercialista Laurea In Economia E Commercio

ABBATE Emiliano 13/05/1973 Napoli BBTMLN73E13F839Z 05964431216 Dott. Commercialista Commercio Internazionale E Mercati Valutari

ABBATE Giovanni 13/07/1974 Napoli BBTGNN74L13F839F 06103001217 Dott. Commercialista Laurea In Economia E Commercio

ABBATE Maria 20/07/1987 Napoli BBTMRA87L60F839Q Dott. Commercialista Laurea Magistrale Lm77

ABBONDANDOLO Claudio 22/12/1972 Napoli BBNCLD72T22F839O 04928281213 Dott. Commercialista Laurea Magistrale Lm5f

ABBONDANDOLO Manuela 22/12/1972 Napoli BBNMNL72T62F839A 07457490634 Dott. Commercialista Laurea Magistrale Lm5£

ABBONDATI Antonella 06/11/196s Napoli BBNNNL66S46F839J 07366650633 Dott. Commercialista Laurea In Economia E Commercio

ABETE Nicola 16/10/1952 Ercolano BTANCL52R16H243H 00064051212 Dott. Commercialista Laurea In Economia E Commercio

ABIOSI Arduino 05/05/1961 Napoli BSARDN61E05F839M 04814490639 Dott. Commercialista Laurea In Economia E Commercio

ABIOSI Francesco 26/01/1980 Napoli BSAFNC80A26F839B 06798601214 Dott. Commercialista Laurea In Economia E Commercio

ABIOSI Gennaro 27/12/1974 Napoli BSAGNR74T27F839I 07953580631 Dott. Commercialista Laurea In Economia E Commercio

ABITABILE Filippo 06/08/19s9 Napoli BTBFPP59M06F839P Dott. Commercialista Laurea In Economia E Commercio

ABROGATO Rosa 26/04/1981 Lacco Ameno BRGRSO81 D66E396C 06809971218 Dott. Commercialista Commercio Internazionale E Mercati Valutari

ACAMPA Armando Samuele 20/01/1984 San Felice A Cancello CMPRND84A20H834V 09541941218 Dott. Commercialista Laurea Magistrale Lm77

ACAMPORA Ciro 23/09/1968 Portici CMPCRI68P23G902B 03126721210 Dott. Commercialista Laurea In Economia E Commercio

ACANFORA Stefano 27/07/1963 Napoli CNFSFN63L27F839I 09491061215 Dott. Commercialista Laurea In Economia E Commercio

ACCARDI Fabio 30/03/1957 Napoli CCRFBA57C30F839T Dott. Commercialista Laurea In Economia E Commercio

ACCARDO Ciro 16/08/1965 Torre Del Greco CCRCRI65M16L259Z 04328571213 Rag. Commercialista Laurea Specialistica 84/S Economia E Management

ACCARDO Francesco 1s/09/1977 Napoli CCRFNC77P15F839B 05705571213 Dott. Commercialista Laurea In Economia E Commercio

ACCARDO Gabriella 15/07/1950 Napoli CCRGRL50L55F839T Dott. Commercialista Laurea In Economia E Commercio

ACCURSO Giuseppina 26/05/1976 Napoli CCRGPP76E66F839K 07690601211 Dott. Commercialista Laurea In Economia

Commercialisti italiani elenco

DILA APS

Artisti partecipanti alle antologie

DILA APS: QUESTA SCONOSCIUTA?

ASSOCIAZIONE DI PROMOZIONE SOCIALE

“DA ISCHIA L’ARTE – DILA APS”

 

Costituita il 19/11/2014

Iscritta al RUNTS il 20/03/2023

Idonea a ricevere il 5×1000 con il C. F. 91013050637

Sede legale: Via Gemito 27 – 80077 Ischia

Telefono 3914830355

E-mail: dila@emmegiischia.com

PEC: dilaaps@pec.it

Sito web: https://www.emmegiischia.com/

Statistiche sito web dal 13/11/2019 al 22/05/2023: Iscritti 48.561; Total Visits 21.679.838; Total Posts 6.825; Total Pages 2.200

Sito web n 2: https://dila.altervista.org/

Il nostro canale Youtube, con 2.100 video, ha ottenuto 100.320 visualizzazioni per la durata   complessiva di 1.958 ore.

L’Associazione

L’Associazione di Promozione Sociale DA ISCHIA L’ARTE DILA APS opera ufficialmente dal 2014 in prosecuzione di una lunga serie di attività artistiche e culturali ideate ed organizzate da Bruno Mancini a partire dal 2008.

La sua attività è stata compresa negli ambiti della promozione della lettura, della letteratura e di tutte le forme artistiche (musica, danza, teatro, arti figurative, cinema e altro), sviluppando eventi e supporti editoriali e mediatici con il preciso scopo della socializzazione e della promozione della cultura in generale.

Libri, recensioni, opere pittoriche, produzioni musicali sono solo alcuni dei capitoli posti al centro delle attività dell’Associazione, come elementi di traino e di divulgazione di tutte le altre forme d’Arte, in una prospettiva di incontri sociali ma anche di formazione e di istruzione permanente.

I libri sono cultura, serenità, malizia –  I libri aggiungono valore agli auguri – I libri aumentano il pregio dei regali – I libri donano intensità emotive – I libri sprigionano emozioni – I libri offrono esperienze insostituibili – I libri rappresentano patrimoni di conoscenze – I libri arricchiscono competenze – I libri spandono seduzioni – I libri suscitano serenità – I libri adornano di charme – I libri diffondono culture – I libri posseggono fascino – I libri infondono distensione – I libri non ingannano, ma ammaliano – I libri sono tranquillità, sono suggestioni, sono tentazioni, sono lusinghe, sono confronto e tanto altro ancora.

Le attività principali svolte dall’Associazione sono l’ideazione e la realizzazione di progetti ed eventi fruibili sia in luoghi istituzionalmente deputati alla cultura come scuole, musei, biblioteche, cinema, teatri e centri culturali; sia in sedi tradizionalmente non deputate a tale scopo come luoghi ricreativi, parchi e giardini, piazze, librerie, luoghi di ristorazione, alberghi, salotti privati

Un impegno rivolto alla creazione di “nuovi” spazi di libero confronto e partecipazione alla vita culturale che favoriscano la partecipazione di cittadini e lettori di ogni età, con spirito di piacevole interessamento.

L’Associazione, in proiezione internazione, ha come attività principale il Premio di Arti varie OTTO MILIONI giunto, nel 2023, alla 12a edizione articolata, quest’anno, in quattro sezioni: Poesia, Arti grafiche, Video, Articoli.

Il Premio, fin dalla prima edizione, è stato (e sarà sempre) ad iscrizione assolutamente gratuita e aperto a TUTTI gli Artisti senza alcuna discriminazione.

Boicottiamo tutti i concorsi e tutti i cosiddetti “premi” che prevedano una tassa d’iscrizione per parteciparvi, perché per gli scrittori è mortificante dover “pagare” per avere “l’onore” di essere letti.

Un’Antologia di circa 160 pagine contenente tutte le opere finaliste viene pubblicata ogni anno in contemporanea con la cerimonia di premiazione dei vincitori delle varie sezioni.

Nel corso degli anni hanno partecipato al Premio molte migliaia di Artisti provenienti da quasi tutte le nazioni dei quattro continenti, tanto che il solo gruppo di coloro che sono stati pubblicati nelle antologie ha superato di gran lunga il numero di 500.

I Partner

DA ISCHIA L’ARTE DILA APS ha attivate Sedi operative e Case della Cultura in numerose nazioni europee, americane, africane e mediorientali con il favore e la collaborazione di numerose associazioni culturali, fondazioni, istituti scolastici, librerie, biblioteche, musei, enti pubblici e privati,  nonché di artisti, insegnanti, professionisti, artigiani, blogger, case editrici, giornalisti e organi di informazione.

L’Associazione cura, fra le altre attività giornalistiche, la redazione di una pagina culturale settimanale su questo quotidiano cartaceo IL DISPARI, distribuito in abbinamento con lo storico IL MATTINO di Napoli.

Succinto elenco dei nostri progetti

  • 22 Prodotti editoriali antologici
  • 30 Prodotti editoriali individuali
  • 7 Partecipazioni al Bookcity di Milano
  • Pluriennale partecipazione a IL MAGGIUO DEI LIBRI con oltre 200 eventi
  • Attività presentate in luoghi prestigiosi tra i quali:

MUDUC – Milano; Museo etnografico del mare – Ischia; Aula magna SIAM – Milano; Sala Maddalena – Monza; Hotel Delfini – Ischia; Sala Consiliare – Pontinia; Museo Della Terra Pontina – Latina; Hotel Delfini – Ischia; Biblioteca Antoniana – Ischia; Sala Consiliare – Norma; Abazia Sermoneta; Spazio MICRO – Roma;  Libreria Spazio cultura – Palermo; Archeoclub d’Italia; Parco termale Negombo – Lacco Ameno; Sala Consiliare – Torrenova; Interno 4 – Roma; Guardia Costiera – Sapri; Hotel Ulisse – Ischia; Hotel Oriente – Ischia; Hotel Mareblù – Ischia; Hotel Miramare e Castello – Ischia; Castello Sforzesco – Milano; Teatro PIME – Milano; Biblioteca Nazionale Centrale di Roma.

Nel corso delle precedenti 11 edizioni del Premio di Arti Varie OTTO MILIONI l’Associazione DILA ha contribuito a promuovere i libro e le lettura nelle biblioteche attraverso donazioni e reading.

In chiusura giova precisare che fino al 26/05/2023, ed a partire dalla sua costituzione (19/11/2014) l’Associazione DILA APS non ha partecipato ad alcun bando pubblico, non ha richiesto alcun finanziamento pubblico e, di conseguenza, non ha ricevuto neppure un euro da nessuna Amministrazione pubblica.

Programma della 12a edizione del Premio di Arti varie OTTO MILIONI

La dodicesima edizione del Premio di Arti varie OTTO MILIONI ha avuto inizio il 18/02/2023 con la pubblicazione del bando

https://www.emmegiischia.com/premi-otto-milioni-2023/

è proseguita con la verifica della iscrizioni terminate il 15/05/2023.
Attualmente è nella fase di votazione web delle opere finaliste che sono state comunicate il 14 giugno in occasione di un evento patrocinato dalla Città di Ischia che si è svolto nella Biblioteca Antoniana di Ischia.

 https://www.emmegiischia.com/wp-content/uploads/2023/05/Biblioteca-14-15-giugno-delibera-patrocinio-ridim.jpg

Tutte le opere che le Giurie designate come finaliste sono state pubblicate in singole pagine

https://www.emmegiischia.com/arti-grafiche-finaliste-premio-otto-milioni-2023/

https://www.emmegiischia.com/poesie-finaliste-premio-otto-milioni-2023/

https://www.emmegiischia.com/video-finalisti-premio-otto-milioni-2023/

https://www.emmegiischia.com/articoli-finalisti-premio-otto-milioni-2023/

e potranno ricevere voti web.

La somma dei voti espressi sul web verrà assegnata ad altre tre Giure scelte dalla presidenza DILA APS le quali li potranno attribuire a loro arbitrio alle opere finaliste.

La somma dei voti ricevuti dal web e dalle tre Giurie comporrà il punteggio finale designando i vincitori delle quattro sezioni.

Tale classifica finale sarà comunicata in una data compresa tra il 15 e il 19 novembre 2023 durante uno o più eventi che si svolgeranno in contemporanea in alcune località italiane compresa, in primis l’isola d’Ischia.

La cerimonia di premiazione avverrà a Ischia in una data compresa tra il  22 novembre e il 20 dicembre 2023.

In tale occasione sarà presentato al pubblico e alla stampa il volume antologico contenente TUTTE le opere finaliste di tutte le quattro sezioni, oltre a brevi noti informative relative sulla storia del premio e dei suoi principali protagonisti.

L’antologia dal titolo “ISPIRAZIONI”, saà regolarmente provvista di ISBN.

Vi sembrano buone ragioni per donare il vostro 5×1000 alla nostra Associazione di Promozione Sociale DILA APS?

Durante la cerimonia di premiazione, per iniziativa di Massimo Abbate, Patron del festival della Canzone Napoletana nonché Presidente dell’Associazione ANIA APS (Associazione Nazionale Italiana Artisti) con la sua regia e con la sua conduzione, un gruppo di allievi/e delle principali Accademie musicali della Campania celebreranno il 150o anniversario della nascita del già citato Tenore Enrico Caruso attraverso l’illustrazione dell’impegno discografico che Egli profuse omaggiando la tradizione musicale napoletana mediante la registrazione di 22 canzoni, alcune anche di sua fattura.

Inoltre, per la prima volta in assoluto, sarà esposto un autografo del grande Maestro Caruso consistente in una cartolina che Lui ha inviata dall’America agli avi del Presidente Bruno Mancini.

Bruno Mancini Ischia, un’isola di poesia Prima edizione 2007
Daniela Baldassari Ischia, un’isola di poesia Prima edizione 2007
Elena Mancini Ischia, un’isola di poesia Prima edizione 2007
Italo Zingoni Ischia, un’isola di poesia Prima edizione 2007
Liga Sarah Lapinska Ischia, un’isola di poesia Prima edizione 2007
Lucia Cassini Ischia, un’isola di poesia Prima edizione 2007
Luciano Somma Ischia, un’isola di poesia Prima edizione 2007
Pamela Allegretto Franz Ischia, un’isola di poesia Prima edizione 2007
Roberta Panizza Ischia, un’isola di poesia Prima edizione 2007
Valerien Bressy Ischia, un’isola di poesia Prima edizione 2007
Angela Barnaba Ischia, un’isola d’amore Prima edizione 2008
Angelo Zotti Ischia, un’isola d’amore Prima edizione 2008
Bruno Mancini Ischia, un’isola d’amore Prima edizione 2008
Christian Preziosi Ischia, un’isola d’amore Prima edizione 2008
Daniela Baldassari Ischia, un’isola d’amore Prima edizione 2008
Dario Rustichelli Ischia, un’isola d’amore Prima edizione 2008
Elena Mancini Ischia, un’isola d’amore Prima edizione 2008
Franco Trani Ischia, un’isola d’amore Prima edizione 2008
Giancarlo Grassi Ischia, un’isola d’amore Prima edizione 2008
Italo Zingoni Ischia, un’isola d’amore Prima edizione 2008
Katia Massaro Ischia, un’isola d’amore Prima edizione 2008
Liga Sarah Lapinska Ischia, un’isola d’amore Prima edizione 2008
Luciano Somma Ischia, un’isola d’amore Prima edizione 2008
Mauro Montacchiesi Ischia, un’isola d’amore Prima edizione 2008
Nicola Pantalone Ischia, un’isola d’amore Prima edizione 2008
Nunzia Binetti Ischia, un’isola d’amore Prima edizione 2008
Nunzia Zambardi Ischia, un’isola d’amore Prima edizione 2008
Pamela Allegretto Franz Ischia, un’isola d’amore Prima edizione 2008
Roberta Panizza Ischia, un’isola d’amore Prima edizione 2008
Umberto Maselli Ischia, un’isola d’amore Prima edizione 2008
Valerien Bressy Ischia, un’isola d’amore Prima edizione 2008
Alberto Liguoro Ischia, un’isola di… Prima edizione 2009
Antonio Mencarini Ischia, un’isola di… Prima edizione 2009
Bruno Mancini Ischia, un’isola di… Prima edizione 2009
Christian Preziosi Ischia, un’isola di… Prima edizione 2009
Clementina Petroni Ischia, un’isola di… Prima edizione 2009
Dalila Liguoro Ischia, un’isola di… Prima edizione 2009
Dario Rustichelli Ischia, un’isola di… Prima edizione 2009
Duo Colombo Ischia, un’isola di… Prima edizione 2009
Fabio Salvi Ischia, un’isola di… Prima edizione 2009
Franco Calise Ischia, un’isola di… Prima edizione 2009
Franco Trani Ischia, un’isola di… Prima edizione 2009
Katia Massaro Ischia, un’isola di… Prima edizione 2009
Liga Sarah Lapinska Ischia, un’isola di… Prima edizione 2009
Luciano Somma Ischia, un’isola di… Prima edizione 2009
Marta Zemgune Ischia, un’isola di… Prima edizione 2009
Nicola Pantalone Ischia, un’isola di… Prima edizione 2009
Nunzia Binetti Ischia, un’isola di… Prima edizione 2009
Nunzia Zambardi Ischia, un’isola di… Prima edizione 2009
Pietro Massaro Ischia, un’isola di… Prima edizione 2009
Roberta Panizza Ischia, un’isola di… Prima edizione 2009
Sacha Savastano Ischia, un’isola di… Prima edizione 2009
Umberto Maselli Ischia, un’isola di… Prima edizione 2009
Alberto Liguoro Ischia mare e poesia Prima edizione 2010
Alessandro Monticelli Ischia mare e poesia Prima edizione 2010
Antonio Spagnuolo Ischia mare e poesia Prima edizione 2010
Antonio Mencarini Ischia mare e poesia Prima edizione 2010
Barbara Lo Fermo Ischia mare e poesia Prima edizione 2010
Bruno Mancini Ischia mare e poesia Prima edizione 2010
Carmela Di Lustro Ischia mare e poesia Prima edizione 2010
Christian Preziosi Ischia mare e poesia Prima edizione 2010
Clementina Petroni Ischia mare e poesia Prima edizione 2010
Dario Rustichelli Ischia mare e poesia Prima edizione 2010
Donatella Verde Ischia mare e poesia Prima edizione 2010
Eduardo Cocciardo Ischia mare e poesia Prima edizione 2010
Elen De Gori Ischia mare e poesia Prima edizione 2010
Emanuela Di Stefano Ischia mare e poesia Prima edizione 2010
Enzo Boffelli Ischia mare e poesia Prima edizione 2010
Felice Serino Ischia mare e poesia Prima edizione 2010
Francesco Mattera Ischia mare e poesia Prima edizione 2010
Franco Calise Ischia mare e poesia Prima edizione 2010
Fulvia Marconi Ischia mare e poesia Prima edizione 2010
Inara Gale Ischia mare e poesia Prima edizione 2010
Katia Massaro Ischia mare e poesia Prima edizione 2010
Liga Sarah Lapinska Ischia mare e poesia Prima edizione 2010
Lucia D’Ambra Ischia mare e poesia Prima edizione 2010
Luciano Somma Ischia mare e poesia Prima edizione 2010
Maria Calise Ischia mare e poesia Prima edizione 2010
Michela Zanarella Ischia mare e poesia Prima edizione 2010
Nicola Pantalone Ischia mare e poesia Prima edizione 2010
Nunzia Binetti Ischia mare e poesia Prima edizione 2010
Nunzia Zambardi Ischia mare e poesia Prima edizione 2010
Paul Polansky Ischia mare e poesia Prima edizione 2010
Roberta Panizza Ischia mare e poesia Prima edizione 2010
Sacha Savastano Ischia mare e poesia Prima edizione 2010
Santa Vetturi Ischia mare e poesia Prima edizione 2010
Umberto Maselli Ischia mare e poesia Prima edizione 2010
Vera Roche Ischia mare e poesia Prima edizione 2010
Alberto Liguoro Adotta una poesia Prima edizione 2011
Antonio Fiore Adotta una poesia Prima edizione 2011
Antonio Guarracino Adotta una poesia Prima edizione 2011
Antonio Mencarini. Adotta una poesia Prima edizione 2011
Bruno Mancini Adotta una poesia Prima edizione 2011
Dalmazio Masini Adotta una poesia Prima edizione 2011
Demo Martelli Adotta una poesia Prima edizione 2011
Donato Ladik Adotta una poesia Prima edizione 2011
Elisa Barone Adotta una poesia Prima edizione 2011
Emanuela Di Stefano Adotta una poesia Prima edizione 2011
Ester Margherita Barbato Adotta una poesia Prima edizione 2011
Felice Serino Adotta una poesia Prima edizione 2011
Italo Zingoni Adotta una poesia Prima edizione 2011
Ivana Tata Adotta una poesia Prima edizione 2011
Liga Sarah Lapinska Adotta una poesia Prima edizione 2011
Lorenzo Pais Adotta una poesia Prima edizione 2011
Luciano Somma Adotta una poesia Prima edizione 2011
Luigi De Luca Adotta una poesia Prima edizione 2011
Maria Bigazzi Adotta una poesia Prima edizione 2011
Maria Calise Adotta una poesia Prima edizione 2011
Michela Zanarella Adotta una poesia Prima edizione 2011
Modris Andžāns Adotta una poesia Prima edizione 2011
Nunzia Binetti Adotta una poesia Prima edizione 2011
Paola Guarini Adotta una poesia Prima edizione 2011
Rita Minniti Adotta una poesia Prima edizione 2011
Roberta Panizza Adotta una poesia Prima edizione 2011
Rodolfo Vettorello Adotta una poesia Prima edizione 2011
Sacha Savastano Adotta una poesia Prima edizione 2011
Sanita Simsone Adotta una poesia Prima edizione 2011
Stefano Milighetti Adotta una poesia Prima edizione 2011
Vincenzo Tesone Adotta una poesia Prima edizione 2011
Virginia Murru Adotta una poesia Prima edizione 2011
Agata De Nuccio Otto milioni Prima edizione 2012
Agnese Monaco Otto milioni Prima edizione 2012
Angelica Lubrano Otto milioni Prima edizione 2012
Anita Nuzzi Otto milioni Prima edizione 2012
Anna Lamonaca Otto milioni Prima edizione 2012
Anna Laura Cittadino Otto milioni Prima edizione 2012
Annalisa Civitelli Otto milioni Prima edizione 2012
Annamaria Cardillo Otto milioni Prima edizione 2012
Antonio Fiore Otto milioni Prima edizione 2012
Antonio Pellegrino Otto milioni Prima edizione 2012
Aurelio Zucchi Otto milioni Prima edizione 2012
Barbara Carminitana Otto milioni Prima edizione 2012
Barbara Lo Fermo Otto milioni Prima edizione 2012
Bruno Mancini Otto milioni Prima edizione 2012
Carlo Parente Otto milioni Prima edizione 2012
Carmen Auletta Otto milioni Prima edizione 2012
Chiara Elia Otto milioni Prima edizione 2012
Claudio Beccalossi Otto milioni Prima edizione 2012
Domenico Ruggiero Otto milioni Prima edizione 2012
Don Backy Otto milioni Prima edizione 2012
Duilio Martino Otto milioni Prima edizione 2012
Edang Onomo Emile Amou Otto milioni Prima edizione 2012
Elisabetta Corveddu Otto milioni Prima edizione 2012
Emanuela Arlotta Otto milioni Prima edizione 2012
Emma Rotini Otto milioni Prima edizione 2012
Ermanno Eandi Otto milioni Prima edizione 2012
Eva Kaufmane Otto milioni Prima edizione 2012
Felice Serino Otto milioni Prima edizione 2012
Francesca Bucci Otto milioni Prima edizione 2012
Franco De Angelis Otto milioni Prima edizione 2012
Franco Maccioni Otto milioni Prima edizione 2012
Gabriele Fabiani Otto milioni Prima edizione 2012
Gabriella Afa Otto milioni Prima edizione 2012
Gianlica Regondi Otto milioni Prima edizione 2012
Gianluca Conte Otto milioni Prima edizione 2012
Giuseppe Vetromile Otto milioni Prima edizione 2012
Immacolata Concetta Bruno Otto milioni Prima edizione 2012
Italo Zingoni Otto milioni Prima edizione 2012
Janis Lapinskis Otto milioni Prima edizione 2012
Liga Sarah Lapinska Otto milioni Prima edizione 2012
Lorenzo Pais Otto milioni Prima edizione 2012
Luca Nicastro Otto milioni Prima edizione 2012
Luciano Somma Otto milioni Prima edizione 2012
Mara Zilio Otto milioni Prima edizione 2012
Margherita Delle Monache Otto milioni Prima edizione 2012
Maria De Luca Otto milioni Prima edizione 2012
Maria Dolceamore Otto milioni Prima edizione 2012
Maria Francesca Petrungaro Otto milioni Prima edizione 2012
Maria Grazia Vai Otto milioni Prima edizione 2012
Marta Zemgune Otto milioni Prima edizione 2012
Massimiliano Iacono Otto milioni Prima edizione 2012
Massimo Rozzi Otto milioni Prima edizione 2012
Matteo Cotugno Otto milioni Prima edizione 2012
Mauro Bompadre Otto milioni Prima edizione 2012
Michela Zanarella Otto milioni Prima edizione 2012
Mimmo Martinucci Otto milioni Prima edizione 2012
Nadezhda Slavova Otto milioni Prima edizione 2012
Nina Lavieri Otto milioni Prima edizione 2012
Nuccia De Ianniello Otto milioni Prima edizione 2012
Nunzio Buono Otto milioni Prima edizione 2012
Orazio Abbate Otto milioni Prima edizione 2012
Paolo Battista Otto milioni Prima edizione 2012
Patrizia Portoghese Otto milioni Prima edizione 2012
Pietro De Bonis Otto milioni Prima edizione 2012
Pseudonimo 4 Otto milioni Prima edizione 2012
Rita Mantuano Otto milioni Prima edizione 2012
Rita Massetti Otto milioni Prima edizione 2012
Rita Minniti Otto milioni Prima edizione 2012
Roberta Panizza Otto milioni Prima edizione 2012
Sanita Simsone Otto milioni Prima edizione 2012
Santa Vetturi Otto milioni Prima edizione 2012
Sara Cicolani Otto milioni Prima edizione 2012
Silvia De Angelis Otto milioni Prima edizione 2012
Solidea Basso Otto milioni Prima edizione 2012
Svetlana Tumanova Otto milioni Prima edizione 2012
Tiziana Mignosa Otto milioni Prima edizione 2012
Valerio Agostino Baron Otto milioni Prima edizione 2012
Adriana Pedicini Da Ischia sempre poesia Prima edizione 2013
Angelica Lubrano Da Ischia sempre poesia Prima edizione 2013
Anna Alessandrino Da Ischia sempre poesia Prima edizione 2013
Anna Alessandrino Da Ischia sempre poesia Prima edizione 2013
Anna Maria Dall’Olio Da Ischia sempre poesia Prima edizione 2013
Antonietta De Luca Da Ischia sempre poesia Prima edizione 2013
Antonio Curci Da Ischia sempre poesia Prima edizione 2013
Antonio Fiore Da Ischia sempre poesia Prima edizione 2013
Antonio Santacroce Da Ischia sempre poesia Prima edizione 2013
Barbara Lo Fermo Da Ischia sempre poesia Prima edizione 2013
Bruno Mancini Da Ischia sempre poesia Prima edizione 2013
Cecilia Martino Da Ischia sempre poesia Prima edizione 2013
Ciro Iengo Da Ischia sempre poesia Prima edizione 2013
Claudio Michetti Da Ischia sempre poesia Prima edizione 2013
Davide Rocco Colacrai Da Ischia sempre poesia Prima edizione 2013
Domenico Ruggiero Da Ischia sempre poesia Prima edizione 2013
Emanuela Di Stefano Da Ischia sempre poesia Prima edizione 2013
Francesca Dono Da Ischia sempre poesia Prima edizione 2013
Franco Maccioni Da Ischia sempre poesia Prima edizione 2013
Gino Centofante Da Ischia sempre poesia Prima edizione 2013
Gino Iorio Da Ischia sempre poesia Prima edizione 2013
Janis Lapinskis Da Ischia sempre poesia Prima edizione 2013
Liga Sarah Lapinska Da Ischia sempre poesia Prima edizione 2013
Lucia Maiese Da Ischia sempre poesia Prima edizione 2013
Luciano Somma Da Ischia sempre poesia Prima edizione 2013
Luisa Bolleri Da Ischia sempre poesia Prima edizione 2013
Maria Bigazzi Da Ischia sempre poesia Prima edizione 2013
Maria Teresa Manta Da Ischia sempre poesia Prima edizione 2013
Marina De Caro Da Ischia sempre poesia Prima edizione 2013
Mario De Rosa Da Ischia sempre poesia Prima edizione 2013
Marta Zemgune Da Ischia sempre poesia Prima edizione 2013
Mauro Bompadre Da Ischia sempre poesia Prima edizione 2013
Modris Andzans Da Ischia sempre poesia Prima edizione 2013
Nina Lavieri Da Ischia sempre poesia Prima edizione 2013
Pietro Calise Da Ischia sempre poesia Prima edizione 2013
Roberta Panizza Da Ischia sempre poesia Prima edizione 2013
Salvatore Senatore Da Ischia sempre poesia Prima edizione 2013
Sanita Simsone Da Ischia sempre poesia Prima edizione 2013
Teodora Gandolfi Da Ischia sempre poesia Prima edizione 2013
Teodora Gandolfo Da Ischia sempre poesia Prima edizione 2013
Tina Bruno Da Ischia sempre poesia Prima edizione 2013
Vera Roke Da Ischia sempre poesia Prima edizione 2013
Alessia Palomba Mare Monti Mare Prima edizione 2014
Andra Gabriela Prodea Mare Monti Mare Prima edizione 2014
Andris Vējš Mare Monti Mare Prima edizione 2014
Antonio Fiore Mare Monti Mare Prima edizione 2014
Antonio Mencarini Mare Monti Mare Prima edizione 2014
Antonio Scarfone Mare Monti Mare Prima edizione 2014
Aurelio De Rose Mare Monti Mare Prima edizione 2014
Barbara Lo Fermo Mare Monti Mare Prima edizione 2014
Bruno Mancini Mare Monti Mare Prima edizione 2014
Don Backy Mare Monti Mare Prima edizione 2014
Donatella Verde Mare Monti Mare Prima edizione 2014
Emanuela Di Stefano Mare Monti Mare Prima edizione 2014
Mare Monti Mare Prima edizione 2014
Eva Kaufmane Mare Monti Mare Prima edizione 2014
Franco Maccioni Mare Monti Mare Prima edizione 2014
Gino Iorio Mare Monti Mare Prima edizione 2014
Giulia Vazzoler Mare Monti Mare Prima edizione 2014
Giulio Di Lorenzo Mare Monti Mare Prima edizione 2014
Giulio Menichelli Mare Monti Mare Prima edizione 2014
Graziella Lo Vano Mare Monti Mare Prima edizione 2014
Guerino Cigliano Mare Monti Mare Prima edizione 2014
Itala Cosmo Mare Monti Mare Prima edizione 2014
Jānis Lapinski Mare Monti Mare Prima edizione 2014
Katia Massaro Mare Monti Mare Prima edizione 2014
La Spina Nicolina Mare Monti Mare Prima edizione 2014
Liga Sarah Lapinska Mare Monti Mare Prima edizione 2014
Linda Reale Ruffino Mare Monti Mare Prima edizione 2014
Lucia D’Ambra Mare Monti Mare Prima edizione 2014
Maria Francesca Giovelli Mare Monti Mare Prima edizione 2014
Maria Stella Bruno Mare Monti Mare Prima edizione 2014
Marta Zemgune Mare Monti Mare Prima edizione 2014
Modris Andžāns Mare Monti Mare Prima edizione 2014
Roberta Panizza Mare Monti Mare Prima edizione 2014
Sanita Simsone Mare Monti Mare Prima edizione 2014
Solidea Basso Mare Monti Mare Prima edizione 2014
Vera Roke Mare Monti Mare Prima edizione 2014
Angela Maria Tiberi Da Ischia L’Arte Prima edizione 2015
Alberto Ghirardini Da Ischia L’Arte Prima edizione 2015
Aniello Buonocore Da Ischia L’Arte Prima edizione 2015
Anna Gura Da Ischia L’Arte Prima edizione 2015
Annamaria Vezio Da Ischia L’Arte Prima edizione 2015
Antonella Ronzulli Da Ischia L’Arte Prima edizione 2015
Antonio Fiore Da Ischia L’Arte Prima edizione 2015
Antonio Mencarini Da Ischia L’Arte Prima edizione 2015
Artista di Strada Da Ischia L’Arte Prima edizione 2015
Bruno Mancini Da Ischia L’Arte Prima edizione 2015
Calogero Pettineo Da Ischia L’Arte Prima edizione 2015
Celestina Carofiglio Da Ischia L’Arte Prima edizione 2015
Daniella Pasqua Da Ischia L’Arte Prima edizione 2015
Don Backy Da Ischia L’Arte Prima edizione 2015
Donata Porcu Da Ischia L’Arte Prima edizione 2015
Edoardo Malagoli Da Ischia L’Arte Prima edizione 2015
Elisa Ruthenberg Da Ischia L’Arte Prima edizione 2015
Emanuela Di Stefano Da Ischia L’Arte Prima edizione 2015
Enrico Marco Cipollini Da Ischia L’Arte Prima edizione 2015
Da Ischia L’Arte Prima edizione 2015
Eva Kaufmane Da Ischia L’Arte Prima edizione 2015
Ezio Strada Da Ischia L’Arte Prima edizione 2015
Francesco Di Costanzo Da Ischia L’Arte Prima edizione 2015
Franco Maccioni Da Ischia L’Arte Prima edizione 2015
Giuditta Abbatescianni Da Ischia L’Arte Prima edizione 2015
Giulio Menichelli Da Ischia L’Arte Prima edizione 2015
Giuseppe Perrone Da Ischia L’Arte Prima edizione 2015
Jānis Lapinskis Da Ischia L’Arte Prima edizione 2015
Katia Massaro Da Ischia L’Arte Prima edizione 2015
Liga Sarah Lapinska Da Ischia L’Arte Prima edizione 2015
Maria Luisa Neri Da Ischia L’Arte Prima edizione 2015
Maria Petruzzelli Da Ischia L’Arte Prima edizione 2015
Mariella Cardinale Da Ischia L’Arte Prima edizione 2015
Marina De Caro Da Ischia L’Arte Prima edizione 2015
Mario Di Nicola Da Ischia L’Arte Prima edizione 2015
Marta Zemgune Da Ischia L’Arte Prima edizione 2015
Massimo Rozzi Da Ischia L’Arte Prima edizione 2015
Maurizio Tocchi Da Ischia L’Arte Prima edizione 2015
Michela Manente Da Ischia L’Arte Prima edizione 2015
Michela Pietropaolo Da Ischia L’Arte Prima edizione 2015
Modris Andžāns Da Ischia L’Arte Prima edizione 2015
Monica Marzio Da Ischia L’Arte Prima edizione 2015
Natalya Kalynovskaya Da Ischia L’Arte Prima edizione 2015
Nunzia Cannovo Da Ischia L’Arte Prima edizione 2015
Pasquale Di Costanzo Da Ischia L’Arte Prima edizione 2015
Pippo Faranda Da Ischia L’Arte Prima edizione 2015
Roberta Panizza Da Ischia L’Arte Prima edizione 2015
Rosanna Affronte Da Ischia L’Arte Prima edizione 2015
Sam Di Bella Da Ischia L’Arte Prima edizione 2015
Santa Vetturi Da Ischia L’Arte Prima edizione 2015
Alberto Ghirardini Otto milioni 2016 Prima edizione 2016
Anna Gura Otto milioni 2016 Prima edizione 2016
Antonella Ronzulli Otto milioni 2016 Prima edizione 2016
Antonio Fiore Otto milioni 2016 Prima edizione 2016
Antonio Mencarini Otto milioni 2016 Prima edizione 2016
Artista Di Strada Otto milioni 2016 Prima edizione 2016
Bruno Mancini Otto milioni 2016 Prima edizione 2016
Don Backy Otto milioni 2016 Prima edizione 2016
Elisa Barone Otto milioni 2016 Prima edizione 2016
Ester Barbato Otto milioni 2016 Prima edizione 2016
Eva Strazdina Otto milioni 2016 Prima edizione 2016
Francesca Luzzio Otto milioni 2016 Prima edizione 2016
Giulio Menichelli Otto milioni 2016 Prima edizione 2016
Guido Arbonelli Otto milioni 2016 Prima edizione 2016
Jānis Lapinskis Otto milioni 2016 Prima edizione 2016
Jo Scaglione Otto milioni 2016 Prima edizione 2016
Katia Massaro Otto milioni 2016 Prima edizione 2016
Liga Sarah Lapinska Otto milioni 2016 Prima edizione 2016
Luigi Esposito Otto milioni 2016 Prima edizione 2016
Mariolina Cannarella Otto milioni 2016 Prima edizione 2016
Marta Zemgune Otto milioni 2016 Prima edizione 2016
Massimo Natalucci Otto milioni 2016 Prima edizione 2016
Massimo Rozzi Otto milioni 2016 Prima edizione 2016
Michela Zanarella Otto milioni 2016 Prima edizione 2016
Miriam Piga Otto milioni 2016 Prima edizione 2016
Monica Marzio Otto milioni 2016 Prima edizione 2016
Natalia Benedett Otto milioni 2016 Prima edizione 2016
Natalya Kalinovskaya Otto milioni 2016 Prima edizione 2016
Paola Occhi Otto milioni 2016 Prima edizione 2016
Raffaele Ventola. Otto milioni 2016 Prima edizione 2016
Rino Lauro Otto milioni 2016 Prima edizione 2016
Rita Stanzione Otto milioni 2016 Prima edizione 2016
Roberta Panizza Otto milioni 2016 Prima edizione 2016
Roberto Rossi Otto milioni 2016 Prima edizione 2016
Saverio Dionizio Otto milioni 2016 Prima edizione 2016
Silvana Lazzarino Otto milioni 2016 Prima edizione 2016
Solidea Basso Otto milioni 2016 Prima edizione 2016
Tina Bruno Otto milioni 2016 Prima edizione 2016
Vera Roķe Otto milioni 2016 Prima edizione 2016
Vincenzo Savarese Otto milioni 2016 Prima edizione 2016
Abdeldjaili Amri Penne Note Matite Prima edizione 2017
Abderrahmane Benhammouda Penne Note Matite Prima edizione 2017
Ajub Ibragimov Penne Note Matite Prima edizione 2017
Alvils Cedriņš Penne Note Matite Prima edizione 2017
Angela Maria Tiberi Penne Note Matite Prima edizione 2017
Anita Zvaigzne Penne Note Matite Prima edizione 2017
Antonio Fiore Penne Note Matite Prima edizione 2017
Antonio Mencarini Penne Note Matite Prima edizione 2017
Antonio Molina Vasconselos Penne Note Matite Prima edizione 2017
Assunta Gneo Penne Note Matite Prima edizione 2017
Dalila Boukhalfa Penne Note Matite Prima edizione 2017
Didzis Laidins Penne Note Matite Prima edizione 2017
Domenico Umbro Penne Note Matite Prima edizione 2017
Einars Repše Penne Note Matite Prima edizione 2017
Elīna Zālīte Penne Note Matite Prima edizione 2017
Penne Note Matite Prima edizione 2017
Eva Martuza Penne Note Matite Prima edizione 2017
Eva Strazdiņa Penne Note Matite Prima edizione 2017
Flora Rucco Penne Note Matite Prima edizione 2017
Francesca Luzzio Penne Note Matite Prima edizione 2017
Franco Maccioni Penne Note Matite Prima edizione 2017
Giovanni Arbonelli Penne Note Matite Prima edizione 2017
Giulio Menichelli Penne Note Matite Prima edizione 2017
Giuseppe Capoluongo Penne Note Matite Prima edizione 2017
Giuseppe Perrone Penne Note Matite Prima edizione 2017
Guido Arbonelli Penne Note Matite Prima edizione 2017
Heino Blum Penne Note Matite Prima edizione 2017
Ilda Consales Penne Note Matite Prima edizione 2017
Janis Drozdovs Penne Note Matite Prima edizione 2017
Jānis Lapinskis Penne Note Matite Prima edizione 2017
Janis Zarins Penne Note Matite Prima edizione 2017
Liga SarahLapinska Penne Note Matite Prima edizione 2017
Ligija Kovaļevska Penne Note Matite Prima edizione 2017
Luciano Di Meglio Penne Note Matite Prima edizione 2017
Mairita Dūze Penne Note Matite Prima edizione 2017
Maria Battaglia Penne Note Matite Prima edizione 2017
Maria Luisa Neri Penne Note Matite Prima edizione 2017
Massimo Rozzi Penne Note Matite Prima edizione 2017
Maurizio Pedace Penne Note Matite Prima edizione 2017
Michela Pietropaolo Penne Note Matite Prima edizione 2017
Michelangelo Sngrisani Penne Note Matite Prima edizione 2017
Miguel Piñero Penne Note Matite Prima edizione 2017
Milena Petrarca Penne Note Matite Prima edizione 2017
Modris Andzàns Penne Note Matite Prima edizione 2017
Mohamed Benmaiza Penne Note Matite Prima edizione 2017
Nadeem Ansari Penne Note Matite Prima edizione 2017
Natalia Benedetti Penne Note Matite Prima edizione 2017
Nika Kolinz Penne Note Matite Prima edizione 2017
Paola Occhi Penne Note Matite Prima edizione 2017
Patrizia Canola Penne Note Matite Prima edizione 2017
Roberta Panizza Penne Note Matite Prima edizione 2017
Roberto Prandin Penne Note Matite Prima edizione 2017
Rosalba Grella Penne Note Matite Prima edizione 2017
Safia Amara Penne Note Matite Prima edizione 2017
Sergey Kyrychenko Penne Note Matite Prima edizione 2017
Silvana Arbia Penne Note Matite Prima edizione 2017
Silvana Lazzarino Penne Note Matite Prima edizione 2017
Simone Vela Penne Note Matite Prima edizione 2017
Sounad  Challal Penne Note Matite Prima edizione 2017
Tina Brubo Penne Note Matite Prima edizione 2017
Ugo De Angelis Penne Note Matite Prima edizione 2017
Valentina Gavrish Penne Note Matite Prima edizione 2017
Vera Roke Penne Note Matite Prima edizione 2017
Vilis Vizulis Penne Note Matite Prima edizione 2017
Adriana Iftimie Una pagina, un’emozione Prima edizione 2018
Ajub Ibragimov Una pagina, un’emozione Prima edizione 2018
Angela Maria Una pagina, un’emozione Prima edizione 2018
Antonio Fiore Una pagina, un’emozione Prima edizione 2018
Antonio Mencarini Una pagina, un’emozione Prima edizione 2018
Arte del suonare Una pagina, un’emozione Prima edizione 2018
Assunta Gneo Una pagina, un’emozione Prima edizione 2018
Boutique Maria Grazia Una pagina, un’emozione Prima edizione 2018
Bruno Mancini Una pagina, un’emozione Prima edizione 2018
Caterina Guttadauro Una pagina, un’emozione Prima edizione 2018
Dalila Boukhalfa Una pagina, un’emozione Prima edizione 2018
Domenico Umbro Una pagina, un’emozione Prima edizione 2018
Don Backy Una pagina, un’emozione Prima edizione 2018
Felice Maria Corticchia Una pagina, un’emozione Prima edizione 2018
Flora Rucco Una pagina, un’emozione Prima edizione 2018
Francesco Terrone Una pagina, un’emozione Prima edizione 2018
Franco Maccioni Una pagina, un’emozione Prima edizione 2018
Gaetano Di Meglio Una pagina, un’emozione Prima edizione 2018
Gianna Formato Una pagina, un’emozione Prima edizione 2018
Giovanni Rotunno Una pagina, un’emozione Prima edizione 2018
Giulio Menichelli Una pagina, un’emozione Prima edizione 2018
Giuseppe Lorin Una pagina, un’emozione Prima edizione 2018
Guido Arbonelli Una pagina, un’emozione Prima edizione 2018
Ismail Akinc Una pagina, un’emozione Prima edizione 2018
Janis Drozdovs Una pagina, un’emozione Prima edizione 2018
Ksenia Svetlova Una pagina, un’emozione Prima edizione 2018
Liga Sarah Lapinska Una pagina, un’emozione Prima edizione 2018
Lorel Valentini Una pagina, un’emozione Prima edizione 2018
Maria Luisa Neri Una pagina, un’emozione Prima edizione 2018
Maria Rosaria Longobardi Una pagina, un’emozione Prima edizione 2018
Mariapia Ciaghi Una pagina, un’emozione Prima edizione 2018
Miguel Pinero Una pagina, un’emozione Prima edizione 2018
Milena Petrarca Una pagina, un’emozione Prima edizione 2018
Natalia Benedetti Una pagina, un’emozione Prima edizione 2018
Nunzia Zambardi Una pagina, un’emozione Prima edizione 2018
Osama Salama Una pagina, un’emozione Prima edizione 2018
Paola Occhi Una pagina, un’emozione Prima edizione 2018
Patrizia Canola Una pagina, un’emozione Prima edizione 2018
Ravishankar Roy Una pagina, un’emozione Prima edizione 2018
Ricardo O. Montesinos Una pagina, un’emozione Prima edizione 2018
Roberta Panizza Una pagina, un’emozione Prima edizione 2018
Roberto Prandin Una pagina, un’emozione Prima edizione 2018
Safa Bn Una pagina, un’emozione Prima edizione 2018
Sigal Bali Una pagina, un’emozione Prima edizione 2018
Silvana Lazzarino Una pagina, un’emozione Prima edizione 2018
Teleischia Una pagina, un’emozione Prima edizione 2018
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Zara Ilyasova Una pagina, un’emozione Prima edizione 2018
Zhayna Ilyasova Una pagina, un’emozione Prima edizione 2018
Adriana Iftimie Ceroli Magari un’emozione! Prima edizione 2019
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Opere finaliste Premio musica Magari un’emozione! Prima edizione 2019
Opere finaliste Premio Narrativa Magari un’emozione! Prima edizione 2019
Opere finaliste Premio Poesia Magari un’emozione! Prima edizione 2019
Opere finaliste Premio Recitazione Magari un’emozione! Prima edizione 2019
Paola Occhi Magari un’emozione! Prima edizione 2019
Raffaele Pagliaruli, Magari un’emozione! Prima edizione 2019
Riccardo Nicolai Magari un’emozione! Prima edizione 2019
Roberta Panizza Magari un’emozione! Prima edizione 2019
Roberto Prandin Magari un’emozione! Prima edizione 2019
Santina Amici Magari un’emozione! Prima edizione 2019
Stefano Degli Abbati Magari un’emozione! Prima edizione 2019
Ajub Ibragimov Arte altrove Prima edizione 2020
Aleem Uddin Arte altrove Prima edizione 2020
Aleksandra Kazanceva Arte altrove Prima edizione 2020
Aleksandra Zavišjus Arte altrove Prima edizione 2020
Alessia Palomba Arte altrove Prima edizione 2020
Angela Maria Tiberi Arte altrove Prima edizione 2020
Anita Ķēķe Arte altrove Prima edizione 2020
Anna Rancāne – Arte altrove Prima edizione 2020
Antonio Mencarini Arte altrove Prima edizione 2020
Antonio Molina Vasconcelos Arte altrove Prima edizione 2020
Arif Azad Painter Arte altrove Prima edizione 2020
Astra Empele Arte altrove Prima edizione 2020
Broņislava Dzene Arte altrove Prima edizione 2020
Bruno Mancini Arte altrove Prima edizione 2020
Chiara Pavoni Arte altrove Prima edizione 2020
Chijia He Arte altrove Prima edizione 2020
Daniele Bocci Arte altrove Prima edizione 2020
Dario Alessio Arte altrove Prima edizione 2020
Dzintra Delpere Krāsaini Arte altrove Prima edizione 2020
Eduards Aivars Arte altrove Prima edizione 2020
Edvīns Jansons Arte altrove Prima edizione 2020
Elīna Zālīte Arte altrove Prima edizione 2020
Elita Viškere Arte altrove Prima edizione 2020
Elita Viškere Arte altrove Prima edizione 2020
Ēriks Bāris Arte altrove Prima edizione 2020
Eva Mārtuža Arte altrove Prima edizione 2020
Fatima Daudova Arte altrove Prima edizione 2020
Frank W. Tansey Arte altrove Prima edizione 2020
German Vizulis Arte altrove Prima edizione 2020
Guido Arbonelli Arte altrove Prima edizione 2020
Guna Oškalna Vējiņa Arte altrove Prima edizione 2020
Heino Blum Arte altrove Prima edizione 2020
Herminia Mesquita Arte altrove Prima edizione 2020
Ilze Zeimule Arte altrove Prima edizione 2020
Ināra Gaile Arte altrove Prima edizione 2020
Ingrīda Zaķe Arte altrove Prima edizione 2020
Ingvar El – Raven Arte altrove Prima edizione 2020
Ismail Akinc Arte altrove Prima edizione 2020
Janis Drozdovs Arte altrove Prima edizione 2020
Janis Jan Zarins Arte altrove Prima edizione 2020
Jeanfilip Arte altrove Prima edizione 2020
Jon Mucogllava Arte altrove Prima edizione 2020
Kārlis Īle Arte altrove Prima edizione 2020
Kheyrollah Asghari Arte altrove Prima edizione 2020
Lela Geleishvili Arte altrove Prima edizione 2020
Liga Sarah Lapinska Arte altrove Prima edizione 2020
Ligija Kovaļevska Arte altrove Prima edizione 2020
Liliana Manetti Arte altrove Prima edizione 2020
Linh Arte altrove Prima edizione 2020
Lucia D’Ambra Arte altrove Prima edizione 2020
Luciana Capece Arte altrove Prima edizione 2020
Mairita Ķērpe Arte altrove Prima edizione 2020
Marcos Robson Mota Arte altrove Prima edizione 2020
Maria Francesca Mosca Arte altrove Prima edizione 2020
Maria Luisa Neri Arte altrove Prima edizione 2020
Marija Gadaldi Arte altrove Prima edizione 2020
Marta Zemgune Arte altrove Prima edizione 2020
Maurizio Pedace Arte altrove Prima edizione 2020
Mehtap Guler Arte altrove Prima edizione 2020
Melinda Horvath Arte altrove Prima edizione 2020
Migel Piñero Arte altrove Prima edizione 2020
Milena Petrarca Arte altrove Prima edizione 2020
Milo Shor Arte altrove Prima edizione 2020
Mirjana Milanovic Arte altrove Prima edizione 2020
Modris Andžāns Arte altrove Prima edizione 2020
Nancy Avellina Arte altrove Prima edizione 2020
Nicola Pantalone Arte altrove Prima edizione 2020
Nunzia Zambardi Arte altrove Prima edizione 2020
Nunzia Zambardi Arte altrove Prima edizione 2020
Olga Ivanova Arte altrove Prima edizione 2020
Onofre P.P. Pinheiro Arte altrove Prima edizione 2020
Osama Salama Arte altrove Prima edizione 2020
Roalds Dobrovenskis Arte altrove Prima edizione 2020
Rosalba Grella Arte altrove Prima edizione 2020
Rubik Kocharian Arte altrove Prima edizione 2020
Safa Bn Arte altrove Prima edizione 2020
Sanita Simsone Arte altrove Prima edizione 2020
Sara Rogoni Arte altrove Prima edizione 2020
Sasho Kostov Arte altrove Prima edizione 2020
Sayed A. Irfan Arte altrove Prima edizione 2020
Sebastiano Grasso Arte altrove Prima edizione 2020
Sergey Kyrychenko Arte altrove Prima edizione 2020
Silvana Lazzarino Arte altrove Prima edizione 2020
Soledad Llamas Gonsalez Arte altrove Prima edizione 2020
Stefano degli Abbati Arte altrove Prima edizione 2020
Thamer M. Alhiti Arte altrove Prima edizione 2020
Tomas Fernandez Arte altrove Prima edizione 2020
Valdis Jaunskungs Arte altrove Prima edizione 2020
Valerien Bressy Arte altrove Prima edizione 2020
Vera Roķe Arte altrove Prima edizione 2020
Vilis Vizulis Arte altrove Prima edizione 2020
Vslentina Gavrish Arte altrove Prima edizione 2020
Yuri Serebryakov Arte altrove Prima edizione 2020
Zara Ilyasova Arte altrove Prima edizione 2020
Zhayna Ilyasova Arte altrove Prima edizione 2020
Abu Pahaev Decima edizione Prima edizione 2021
Adam Ilyasov Decima edizione Prima edizione 2021
Ajub Ibragimov Decima edizione Prima edizione 2021
Alessia Gaveglia Decima edizione Prima edizione 2021
Angela Maria Tiberi Decima edizione Prima edizione 2021
Anita Ķēķe Decima edizione Prima edizione 2021
Anita Zvaigzne Decima edizione Prima edizione 2021
Art Linh Decima edizione Prima edizione 2021
Astra Empele Decima edizione Prima edizione 2021
Broņislava Dzene Decima edizione Prima edizione 2021
Chijia He Decima edizione Prima edizione 2021
Daniel Hooper Decima edizione Prima edizione 2021
Dita Dīķe Decima edizione Prima edizione 2021
Eduards Aivars Decima edizione Prima edizione 2021
Elīna Zālīte Decima edizione Prima edizione 2021
Elita Viškere Decima edizione Prima edizione 2021
Emanuela Di Stefano Decima edizione Prima edizione 2021
Ēriks Bāris Decima edizione Prima edizione 2021
Eva Mārtuža Decima edizione Prima edizione 2021
Flora Rucco Decima edizione Prima edizione 2021
Frank W. Tansey Decima edizione Prima edizione 2021
German Vizulis Decima edizione Prima edizione 2021
Gianfranco Cilento Decima edizione Prima edizione 2021
Guillermo L. De Linaje Decima edizione Prima edizione 2021
Guna Oškalna-Vējiņa Decima edizione Prima edizione 2021
Heino Blum Decima edizione Prima edizione 2021
Herminia Mesquita Decima edizione Prima edizione 2021
Il Dispari Decima edizione Prima edizione 2021
Il SEXTANTE Decima edizione Prima edizione 2021
Ināra Gaile Decima edizione Prima edizione 2021
Ingrīda Zaķe Decima edizione Prima edizione 2021
Ingvar El Raven Decima edizione Prima edizione 2021
Ingvar El-Voron Decima edizione Prima edizione 2021
Janis Jan Zarins Decima edizione Prima edizione 2021
Jeanfilip Decima edizione Prima edizione 2021
Jelena Plotnikova Decima edizione Prima edizione 2021
Kārlis Īle Decima edizione Prima edizione 2021
Liene Liepiņa Decima edizione Prima edizione 2021
Liga Sarah Lapinska Decima edizione Prima edizione 2021
Ligija Kovaļevska Decima edizione Prima edizione 2021
Luciana Capece Decima edizione Prima edizione 2021
Lucio Rinaldini – Decima edizione Prima edizione 2021
Mairita Ķērpe-Dūze Decima edizione Prima edizione 2021
Makka Ilyasova Decima edizione Prima edizione 2021
Maria Francesca Mosca Decima edizione Prima edizione 2021
Miguel Pinero Decima edizione Prima edizione 2021
Milena Petrarca Decima edizione Prima edizione 2021
Miriana Milanovic Decima edizione Prima edizione 2021
Modris Andžāns Decima edizione Prima edizione 2021
Natalina Stefi Decima edizione Prima edizione 2021
Nunzia Zambardi Decima edizione Prima edizione 2021
Orietta Bellomo Decima edizione Prima edizione 2021
Osama Salama Decima edizione Prima edizione 2021
Rosaria Zizzo Decima edizione Prima edizione 2021
Safa Bn Decima edizione Prima edizione 2021
Sebastiano Grasso Decima edizione Prima edizione 2021
Sergey Kyrychenko Decima edizione Prima edizione 2021
Sigal Bali Decima edizione Prima edizione 2021
Simasilver Konya Decima edizione Prima edizione 2021
Thamer M. Alhiti Decima edizione Prima edizione 2021
Tomas Fernandez Decima edizione Prima edizione 2021
Valerien Bressy Decima edizione Prima edizione 2021
Vera Roķe Decima edizione Prima edizione 2021
Vera Roķe Decima edizione Prima edizione 2021
Viesturs Āboliņš Decima edizione Prima edizione 2021
Vilis Vizulis Decima edizione Prima edizione 2021
Virginio Sannino Decima edizione Prima edizione 2021
Yair Aharon Decima edizione Prima edizione 2021
Yuri Serebryakov Decima edizione Prima edizione 2021
Zara Ilyasova Decima edizione Prima edizione 2021
Abu Pashaev Isole nuove Prima edizione 2022
Adriana Iftimie Ceroli Isole nuove Prima edizione 2022
Agostino Lauro Isole nuove Prima edizione 2022
Aida Turrini Isole nuove Prima edizione 2022
Ajub Ibragimov Isole nuove Prima edizione 2022
Alberto Corradini Isole nuove Prima edizione 2022
Alberto Liguoro Isole nuove Prima edizione 2022
Aleandro Mariani Isole nuove Prima edizione 2022
Alessandra Corvi Isole nuove Prima edizione 2022
Alessandro Fantini Isole nuove Prima edizione 2022
Alessandro Fantoni Isole nuove Prima edizione 2022
Alessandro Petrarca Isole nuove Prima edizione 2022
Alessia Gaveglia Isole nuove Prima edizione 2022
Alfonso Gurreri Isole nuove Prima edizione 2022
Amirbek Ismailov Isole nuove Prima edizione 2022
Anastasia Lesyuk Isole nuove Prima edizione 2022
Andrea Del Buono Isole nuove Prima edizione 2022
Anes Chenah Isole nuove Prima edizione 2022
Angela Maria Tiberi Isole nuove Prima edizione 2022
Angela Prota Isole nuove Prima edizione 2022
Angela Rucco Isole nuove Prima edizione 2022
Anita Zvaigzne Isole nuove Prima edizione 2022
Anna Maria Bovieri Isole nuove Prima edizione 2022
Anna Maria Polidori Isole nuove Prima edizione 2022
Anna Rizzo Isole nuove Prima edizione 2022
Anna Santoliquido Isole nuove Prima edizione 2022
Antonio Buonomo Isole nuove Prima edizione 2022
Antonio De Asmundis Isole nuove Prima edizione 2022
Antonio Fusco Isole nuove Prima edizione 2022
Antonio Scarsella Isole nuove Prima edizione 2022
Arif Azad Painter Isole nuove Prima edizione 2022
Artur Gevorgyan Isole nuove Prima edizione 2022
Aslambek Tuguzov Isole nuove Prima edizione 2022
Baiba Rivža Isole nuove Prima edizione 2022
Beatrice Milan Isole nuove Prima edizione 2022
Bella Luna Isole nuove Prima edizione 2022
Bruno Mancini Isole nuove Prima edizione 2022
Carlo Bottoni Isole nuove Prima edizione 2022
Cecilia Salaices Isole nuove Prima edizione 2022
Chiara Pavoni Isole nuove Prima edizione 2022
Claudio D’Andrea Isole nuove Prima edizione 2022
Claudio Galeazzi Isole nuove Prima edizione 2022
Claudio Sgura Isole nuove Prima edizione 2022
Claudio Volpe Isole nuove Prima edizione 2022
Clementina Petroni Isole nuove Prima edizione 2022
Comune di Pontinia Isole nuove Prima edizione 2022
Dalila Boukhalfa Isole nuove Prima edizione 2022
Dante Maffia Isole nuove Prima edizione 2022
Dina Banay Babay Isole nuove Prima edizione 2022
Dita Dīķe Isole nuove Prima edizione 2022
Domenico Umbro Isole nuove Prima edizione 2022
Èda Gyenis Isole nuove Prima edizione 2022
Elisabetta Petrolati Isole nuove Prima edizione 2022
Elita Viškere Isole nuove Prima edizione 2022
Elizabete Blūma Isole nuove Prima edizione 2022
Enzo Casagni Isole nuove Prima edizione 2022
Enzo Rufino Isole nuove Prima edizione 2022
Erica Greco Isole nuove Prima edizione 2022
Ēriks Bāris Isole nuove Prima edizione 2022
Eros Ciotti Isole nuove Prima edizione 2022
Eva Mārtuža Isole nuove Prima edizione 2022
Fabaries Vasquez Isole nuove Prima edizione 2022
Fabio Ricci Isole nuove Prima edizione 2022
Fatima Daudova Isole nuove Prima edizione 2022
Felice Ceparano Isole nuove Prima edizione 2022
Flora Rucco Isole nuove Prima edizione 2022
Florenza Lessa Isole nuove Prima edizione 2022
Franca Cappelli Isole nuove Prima edizione 2022
Franco Borretti Isole nuove Prima edizione 2022
Franco Turco Isole nuove Prima edizione 2022
Gabriella Consoli Bravo Isole nuove Prima edizione 2022
Gaetano Di Meglio Isole nuove Prima edizione 2022
Gaetano Manfredi Isole nuove Prima edizione 2022
Gerardo Pinto Isole nuove Prima edizione 2022
Giacinta Santilli Isole nuove Prima edizione 2022
Giacomo Antognarelli Isole nuove Prima edizione 2022
Giancarla Sissa Isole nuove Prima edizione 2022
Gianna Formato Isole nuove Prima edizione 2022
Gianni Mida Isole nuove Prima edizione 2022
Gino Da Vinci Isole nuove Prima edizione 2022
Giovanni Pacella Isole nuove Prima edizione 2022
Giulia Vignapiano Isole nuove Prima edizione 2022
Giuliano Moretto Isole nuove Prima edizione 2022
Giuseppe Astarita Isole nuove Prima edizione 2022
Giuseppe Lorin Isole nuove Prima edizione 2022
Giuseppe Scognamiglio Isole nuove Prima edizione 2022
Giusy Donini Isole nuove Prima edizione 2022
Gregorio Iannotta Isole nuove Prima edizione 2022
Hayde Guttierez Isole nuove Prima edizione 2022
Hyade Guttierez; Isole nuove Prima edizione 2022
Ieva Akuratere Isole nuove Prima edizione 2022
Indulis Zālīte Isole nuove Prima edizione 2022
Ingrīda Zaķe Isole nuove Prima edizione 2022
Irina Befa Isole nuove Prima edizione 2022
Irinel Daniel Iacob Isole nuove Prima edizione 2022
Isabella Baratta Isole nuove Prima edizione 2022
Isabella Insolvibile Isole nuove Prima edizione 2022
Italo Proferisce Isole nuove Prima edizione 2022
Iuliana Lakavaja Isole nuove Prima edizione 2022
Iveta Koško Isole nuove Prima edizione 2022
Janis Drozdovs Isole nuove Prima edizione 2022
Jeanfilip Isole nuove Prima edizione 2022
Kārlis Dobrājs Isole nuove Prima edizione 2022
Kristīne Lapiņa Isole nuove Prima edizione 2022
Le Hai Linh Isole nuove Prima edizione 2022
Lev Karnauhov Isole nuove Prima edizione 2022
Liga Sarah Lapinska Isole nuove Prima edizione 2022
Lina Savone Villa Isole nuove Prima edizione 2022
Lopel Gisela Isole nuove Prima edizione 2022
Loris Giorgini Isole nuove Prima edizione 2022
Luca Hoti Isole nuove Prima edizione 2022
Lucia Annicelli. Isole nuove Prima edizione 2022
Lucia Fusco Isole nuove Prima edizione 2022
Luciana Capece Isole nuove Prima edizione 2022
Luciano Somma Isole nuove Prima edizione 2022
Luigi Costantini Isole nuove Prima edizione 2022
Luigi Zaccheo Isole nuove Prima edizione 2022
lvi Dakho Isole nuove Prima edizione 2022
Mafalda Cantarelli Isole nuove Prima edizione 2022
Magomed Zakriev Isole nuove Prima edizione 2022
Mairita Ķērpe–Dūze Isole nuove Prima edizione 2022
Manal Serry; Isole nuove Prima edizione 2022
Marcella Continanza Isole nuove Prima edizione 2022
Marcella Foranna Isole nuove Prima edizione 2022
Maria Francesca Mosca Isole nuove Prima edizione 2022
Maria Luisa Neri Isole nuove Prima edizione 2022
Maria Supino Isole nuove Prima edizione 2022
Marija Gadaldi Isole nuove Prima edizione 2022
Marina Cappelli Isole nuove Prima edizione 2022
Mario De Marchis Isole nuove Prima edizione 2022
Mark Illukpitiya Isole nuove Prima edizione 2022
Mattiew Lamberti Isole nuove Prima edizione 2022
Maurizio Pedace Isole nuove Prima edizione 2022
Mauro Paolo Montacchiesi Isole nuove Prima edizione 2022
Melinda Horvath Isole nuove Prima edizione 2022
Michela Zanarella Isole nuove Prima edizione 2022
Miguel Pinero Isole nuove Prima edizione 2022
Milena Petrarca Isole nuove Prima edizione 2022
Mino Sferra Isole nuove Prima edizione 2022
Mirjana Milanovic Isole nuove Prima edizione 2022
Monica Astarita Isole nuove Prima edizione 2022
Monica Hernandez Isole nuove Prima edizione 2022
Nancy Piccaro Isole nuove Prima edizione 2022
Nicola Muciaccia Isole nuove Prima edizione 2022
Nicola Pantalone Isole nuove Prima edizione 2022
Nunzia Zambardi Isole nuove Prima edizione 2022
Padre Giancarlo Isole nuove Prima edizione 2022
Paola Cacciotti Isole nuove Prima edizione 2022
Paola Iotti Isole nuove Prima edizione 2022
Paola Occhi Isole nuove Prima edizione 2022
Pasquale Esposito Isole nuove Prima edizione 2022
Pietrantonio De Lucia Isole nuove Prima edizione 2022
Pietro Santoro Isole nuove Prima edizione 2022
Pini Goldstein Isole nuove Prima edizione 2022
Puransingh Jhala Isole nuove Prima edizione 2022
Raffaele Pagliaruli Isole nuove Prima edizione 2022
Raimonds Spundzāns Isole nuove Prima edizione 2022
Rino Sortino Isole nuove Prima edizione 2022
Rita Petrarca Isole nuove Prima edizione 2022
Rita Sani Isole nuove Prima edizione 2022
Rita Vectirāne Isole nuove Prima edizione 2022
Roberta Cappuccilli Isole nuove Prima edizione 2022
Roberto Prandin Isole nuove Prima edizione 2022
Rolands Krišjāns Isole nuove Prima edizione 2022
Rosalba Grella Isole nuove Prima edizione 2022
Safa Bn Isole nuove Prima edizione 2022
Salvatore Volpe Isole nuove Prima edizione 2022
Sandra Švarca squalificata da tutte le edizioni del Premio OTTO MILIONI Isole nuove Prima edizione 2022
Sergey Kyrychenko Isole nuove Prima edizione 2022
Soledad Lamas Gonzalez Isole nuove Prima edizione 2022
Sonia Testa Isole nuove Prima edizione 2022
Stefano Degli Abbati Isole nuove Prima edizione 2022
Sulumbek Idrisov Isole nuove Prima edizione 2022
Svetlana Gnevanova Isole nuove Prima edizione 2022
Tomas Fernandez Isole nuove Prima edizione 2022
Tommaso Barea Isole nuove Prima edizione 2022
Tony Piccaro Isole nuove Prima edizione 2022
Valerio Giovanni Ruberto Isole nuove Prima edizione 2022
Vera Roķe Isole nuove Prima edizione 2022
Veronica Peredes Isole nuove Prima edizione 2022
Victoria Suriani Isole nuove Prima edizione 2022
Vidma Wait Isole nuove Prima edizione 2022
Viesturs Āboliņš Isole nuove Prima edizione 2022
Vija Laganovska Isole nuove Prima edizione 2022
Vincenzo Caccamo Isole nuove Prima edizione 2022
Vincenzo De Luca Isole nuove Prima edizione 2022
Vincenzo Middei Isole nuove Prima edizione 2022
Virgilio Violo Isole nuove Prima edizione 2022
Vittorio Zingone Isole nuove Prima edizione 2022
Walter Poli Isole nuove Prima edizione 2022
Wanda Puglia. Isole nuove Prima edizione 2022
Yair Aharon Isole nuove Prima edizione 2022
Yousra Chenah Isole nuove Prima edizione 2022
Yuri Serebryakov Isole nuove Prima edizione 2022

Copertine antologie

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DILA

NUSIV

 

Il Dispari 20230703 – Redazione culturale DILA

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Il Dispari 20230703– Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230703

Il Dispari 20230703 – Redazione culturale DILA
… E allora iniziamo a pubblicare le opere finaliste

La 12a edizione del Premio di Arti varie OTTO MILIONI ha avuto inizio il 18 febbraio 2023 con la pubblicazione del bando

https://www.emmegiischia.com/premi-otto-milioni-2023/

è proseguita con la verifica della iscrizioni terminate il 15 maggio 2023.
Le opere finaliste delle quattro sezioni (Poesie, Arti grafiche, Video, Articoli) sono state comunicate il 14 giugno in occasione di un evento patrocinato dalla Città di Ischia che si è svolto nella Biblioteca Antoniana di Ischia e sono state pubblicate in singole pagine dove possono ricevere voti web

https://www.emmegiischia.com/arti-grafiche-finaliste-premio-otto-milioni-2023/

https://www.emmegiischia.com/poesie-finaliste-premio-otto-milioni-2023/

https://www.emmegiischia.com/video-finalisti-premio-otto-milioni-2023/

https://www.emmegiischia.com/articoli-finalisti-premio-otto-milioni-2023/

La somma dei voti espressi sul web verrà assegnata ad altre tre Giure scelte dalla presidenza DILA APS, le quali li potranno attribuire a loro arbitrio.

La somma dei voti ricevuti dal web e dalle tre Giurie comporrà il punteggio finale designando i vincitori delle quattro sezioni.

Tale classifica finale sarà comunicata il 17 novembre 2023 durante un evento della nostra Associazione di Promozione Sociale “Da Ischia L’Arte – DILA APS” che si svolgerà a Milano nell’ambito della manifestazione internazionale BOOKCITY 2023.

La cerimonia di premiazione avverrà a Ischia in una data compresa tra il  25 novembre e il 20 dicembre 2023.

In tale occasione sarà presentato al pubblico e alla stampa il volume antologico contenente TUTTE le opere finaliste di tutte le quattro sezioni, oltre a brevi noti informative relative alla storia del Premio e dei suoi principali protagonisti.

Oggi, grazie alla disponibilità che ci viene concessa dal Direttore Gaetano Di Meglio, diamo inizio alla pubblicazione in esclusiva su questo quotidiano IL DISPARI di tutte le opere finaliste.

A voi tutti buona visione e in bocca al lupo ai finalisti.

Bruno Mancini

Il Dispari 20230703 – Redazione culturale DILA

G231 Aida Turrini – Italia

Il Dispari 20230703 – Redazione culturale DILA

G232 Einars Repše – Lettonia

Presidente DILA APS
Il Dispari 20230703 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230703 – Redazione culturale DILA

G233 Jevgenija Sundejeva – Lettonia

Il Dispari 20230703 – Redazione culturale DILA

G234 Guna Oškalna Vējiņa – Lettonia

Il Dispari 20230703 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230703 – Redazione culturale DILA

G235 Fabaries Vasquez – Cile

Il Dispari 20230703 – Redazione culturale DILA

G236 Farhate Hassouna – Tunisia

Il Dispari 20230703 – Redazione culturale DILA

G237 Hairullah Kurbanov – Russia

Il Dispari 20230703 – Redazione culturale DILA

G238 Heino Blum – Germania

Il Dispari 20230703 – Redazione culturale DILA

G239 Valerien Bressy – Italia

Il Dispari 20230703 – Redazione culturale DILA

G2310 Ajub Ibragimov – Germania

Il Dispari 20230703 – Redazione culturale DILA

G2311 Aslan Khadjimuradov – Germania

Il Dispari 20230703 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230703 – Redazione culturale DILA

G2313 Irina Befa – Germania

Il Dispari 20230703 – Redazione culturale DILA

G2314 Jevgenija Sundejeva – Lettonia

Il Dispari 20230703 – Redazione culturale DILA

G2315 Kārlis Īle – Lettonia

Il Dispari 20230703 – Redazione culturale DILA

G2316 Kārlis Īle – Lettonia

Il Dispari 20230703 – Redazione culturale DILA

P231

Alexandr Mirvis (Lettonia)

Non sopporta, sopporta

 

Questo mondo il vuoto non sopporta.

Non è nemmeno lo stesso, guarda,

quello che era solo un attimo fa…

Questa mascherata spettrale, eccola,

questo  furioso carnevale

trasforma l’angolo in un ovale.

Ho appena ripreso il fiato

di ciò che c è uno dei due, esatto.

Ma la scelta, in più guardando.

ha fatto qualcun altro, peraltro.

Finché clicca, girare la chiave a baccello,

ed in qualche ora è fatto quello.

Il percorso dal grigio piastrellista

all’un sofisticato violinista.

Se potessi sul confine rimanere,

i miei versi dalla stessa pelle tagliare.

ma con fastidio riconosco in essa

quello, zigrino, lo stesso!

Io gli stracci di linee rattoppo,

e i pezzetti dall’anima strappo.

I fili nelle mani mie storte si spezzano.

La paura e il lavoro mio guidano…

Che rimangano le maniche corte, lasciare,

quindi è più conveniente la legna tagliare.

P232

Vija Laganovska (Lettonia)

I treni partono

 

Gli ultimi treni più veloci partono.

I cambiamenti bussano

come nella tomba le manciate di sabbia.

 

Le stagioni più forti e più rapide pulsano

le mani sulle spalle assenti oscillano

e i sogni in cucina la vodka bevono.

 

Forse non hai corso affatto

forse in una stanza vuota sei sveglio

e ascolti sia cani sia vecchi che tacciono –

sulla guerra.

 

Nella piazza del mercato più rumori parlano

e i social network sparano.

 

E tu vedi subito –

tra di noi troppo eccesso

fino ad amare.

 

Il Dispari 20230626

Il Dispari 20230626 – Redazione culturale DILA

DILA APS: QUESTA SCONOSCIUTA?

ASSOCIAZIONE DI PROMOZIONE SOCIALE

“DA ISCHIA L’ARTE – DILA APS”
 
Costituita il 19/11/2014
Iscritta al RUNTS il 20/03/2023
Idonea a ricevere il 5×1000 con il C. F. 91013050637
Sede legale: Via Gemito 27 – 80077 Ischia
Telefono 3914830355
E-mail: dila@emmegiischia.com
PEC: dilaaps@pec.it
Sito web: https://www.emmegiischia.com/
Statistiche sito web dal 13/11/2019 al 22/05/2023: Iscritti 48.561; Total Visits 21.679.838; Total Posts 6.825; Total Pages 2.200
Sito web n 2: https://dila.altervista.org/
Il nostro canale Youtube, con 2.100 video, ha ottenuto 100.320 visualizzazioni per la durata   complessiva di 1.958 ore.

L’Associazione

L’Associazione di Promozione Sociale DA ISCHIA L’ARTE DILA APS opera ufficialmente dal 2014 in prosecuzione di una lunga serie di attività artistiche e culturali ideate ed organizzate da Bruno Mancini a partire dal 2008.

La sua attività è stata compresa negli ambiti della promozione della lettura, della letteratura e di tutte le forme artistiche (musica, danza, teatro, arti figurative, cinema e altro), sviluppando eventi e supporti editoriali e mediatici con il preciso scopo della socializzazione e della promozione della cultura in generale.

Libri, recensioni, opere pittoriche, produzioni musicali sono solo alcuni dei capitoli posti al centro delle attività dell’Associazione, come elementi di traino e di divulgazione di tutte le altre forme d’Arte, in una prospettiva di incontri sociali ma anche di formazione e di istruzione permanente.

I libri sono cultura, serenità, malizia –  I libri aggiungono valore agli auguri – I libri aumentano il pregio dei regali – I libri donano intensità emotive – I libri sprigionano emozioni – I libri offrono esperienze insostituibili – I libri rappresentano patrimoni di conoscenze – I libri arricchiscono competenze – I libri spandono seduzioni – I libri suscitano serenità – I libri adornano di charme – I libri diffondono culture – I libri posseggono fascino – I libri infondono distensione – I libri non ingannano, ma ammaliano – I libri sono tranquillità, sono suggestioni, sono tentazioni, sono lusinghe, sono confronto e tanto altro ancora.

Le attività principali svolte dall’Associazione sono l’ideazione e la realizzazione di progetti ed eventi fruibili sia in luoghi istituzionalmente deputati alla cultura come scuole, musei, biblioteche, cinema, teatri e centri culturali; sia in sedi tradizionalmente non deputate a tale scopo come luoghi ricreativi, parchi e giardini, piazze, librerie, luoghi di ristorazione, alberghi, salotti privati

Un impegno rivolto alla creazione di “nuovi” spazi di libero confronto e partecipazione alla vita culturale che favoriscano la partecipazione di cittadini e lettori di ogni età, con spirito di piacevole interessamento.

L’Associazione, in proiezione internazione, ha come attività principale il Premio di Arti varie OTTO MILIONI giunto, nel 2023, alla 12a edizione articolata, quest’anno, in quattro sezioni: Poesia, Arti grafiche, Video, Articoli.

Il Premio, fin dalla prima edizione, è stato (e sarà sempre) ad iscrizione assolutamente gratuita e aperto a TUTTI gli Artisti senza alcuna discriminazione.

Boicottiamo tutti i concorsi e tutti i cosiddetti “premi” che prevedano una tassa d’iscrizione per parteciparvi, perché per gli scrittori è mortificante dover “pagare” per avere “l’onore” di essere letti.

Un’Antologia di circa 160 pagine contenente tutte le opere finaliste viene pubblicata ogni anno in contemporanea con la cerimonia di premiazione dei vincitori delle varie sezioni.

Nel corso degli anni hanno partecipato al Premio molte migliaia di Artisti provenienti da quasi tutte le nazioni dei quattro continenti, tanto che il solo gruppo di coloro che sono stati pubblicati nelle antologie ha superato di gran lunga il numero di 500.

 Il Dispari 20230626 – Redazione culturale DILA


I Partner

DA ISCHIA L’ARTE DILA APS ha attivate Sedi operative e Case della Cultura in numerose nazioni europee, americane, africane e mediorientali con il favore e la collaborazione di numerose associazioni culturali, fondazioni, istituti scolastici, librerie, biblioteche, musei, enti pubblici e privati,  nonché di artisti, insegnanti, professionisti, artigiani, blogger, case editrici, giornalisti e organi di informazione.

L’Associazione cura, fra le altre attività giornalistiche, la redazione di una pagina culturale settimanale su questo quotidiano cartaceo IL DISPARI, distribuito in abbinamento con lo storico IL MATTINO di Napoli.

Succinto elenco dei nostri progetti

  • 22 Prodotti editoriali antologici
  • 30 Prodotti editoriali individuali
  • 7 Partecipazioni al Bookcity di Milano
  • Pluriennale partecipazione a IL MAGGIUO DEI LIBRI con oltre 200 eventi
  • Attività presentate in luoghi prestigiosi tra i quali:

MUDUC – Milano; Museo etnografico del mare – Ischia; Aula magna SIAM – Milano; Sala Maddalena – Monza; Hotel Delfini – Ischia; Sala Consiliare – Pontinia; Museo Della Terra Pontina – Latina; Hotel Delfini – Ischia; Biblioteca Antoniana – Ischia; Sala Consiliare – Norma; Abazia Sermoneta; Spazio MICRO – Roma;  Libreria Spazio cultura – Palermo; Archeoclub d’Italia; Parco termale Negombo – Lacco Ameno; Sala Consiliare – Torrenova; Interno 4 – Roma; Guardia Costiera – Sapri; Hotel Ulisse – Ischia; Hotel Oriente – Ischia; Hotel Mareblù – Ischia; Hotel Miramare e Castello – Ischia; Castello Sforzesco – Milano; Teatro PIME – Milano; Biblioteca Nazionale Centrale di Roma.

Nel corso delle precedenti 11 edizioni del Premio di Arti Varie OTTO MILIONI l’Associazione DILA ha contribuito a promuovere i libro e le lettura nelle biblioteche attraverso donazioni e reading.

In chiusura giova precisare che fino al 26/05/2023, ed a partire dalla sua costituzione (19/11/2014) l’Associazione DILA APS non ha partecipato ad alcun bando pubblico, non ha richiesto alcun finanziamento pubblico e, di conseguenza, non ha ricevuto neppure un euro da nessuna Amministrazione pubblica.

Programma della 12a edizione del Premio di Arti varie OTTO MILIONI
La dodicesima edizione del Premio di Arti varie OTTO MILIONI ha avuto inizio il 18/02/2023 con la pubblicazione del bando
https://www.emmegiischia.com/premi-otto-milioni-2023/

è proseguita con la verifica della iscrizioni terminate il 15/05/2023.
Attualmente è nella fase di votazione web delle opere finaliste che sono state comunicate il 14 giugno in occasione di un evento patrocinato dalla Città di Ischia che si è svolto nella Biblioteca Antoniana di Ischia.

https://www.emmegiischia.com/wp-content/uploads/2023/05/Biblioteca-14-15-giugno-delibera-patrocinio-ridim.jpg

Tutte le opere che le Giurie designate come finaliste sono state pubblicate in singole pagine

https://www.emmegiischia.com/arti-grafiche-finaliste-premio-otto-milioni-2023/

https://www.emmegiischia.com/poesie-finaliste-premio-otto-milioni-2023/

https://www.emmegiischia.com/video-finalisti-premio-otto-milioni-2023/

https://www.emmegiischia.com/articoli-finalisti-premio-otto-milioni-2023/

e potranno ricevere voti web.

La somma dei voti espressi sul web verrà assegnata ad altre tre Giure scelte dalla presidenza DILA APS le quali li potranno attribuire a loro arbitrio alle opere finaliste.

La somma dei voti ricevuti dal web e dalle tre Giurie comporrà il punteggio finale designando i vincitori delle quattro sezioni.

Tale classifica finale sarà comunicata in una data compresa tra il 15 e il 19 novembre 2023 durante uno o più eventi che si svolgeranno in contemporanea in alcune località italiane compresa, in primis l’isola d’Ischia.

La cerimonia di premiazione avverrà a Ischia in una data compresa tra il  22 novembre e il 20 dicembre 2023.

In tale occasione sarà presentato al pubblico e alla stampa il volume antologico contenente TUTTE le opere finaliste di tutte le quattro sezioni, oltre a brevi noti informative relative sulla storia del premio e dei suoi principali protagonisti.

L’antologia dal titolo “ISPIRAZIONI”, saà regolarmente provvista di ISBN.

Vi sembrano buone ragioni per donare il vostro 5×1000 alla nostra Associazione di Promozione Sociale DILA APS?

Il Dispari 20230626 – Redazione culturale DILA

Durante la cerimonia di premiazione, per iniziativa di Massimo Abbate, Patron del festival della Canzone Napoletana nonché Presidente dell’Associazione ANIA APS (Associazione Nazionale Italiana Artisti) con la sua regia e con la sua conduzione, un gruppo di allievi/e delle principali Accademie musicali della Campania celebreranno il 150o anniversario della nascita del già citato Tenore Enrico Caruso attraverso l’illustrazione dell’impegno discografico che Egli profuse omaggiando la tradizione musicale napoletana mediante la registrazione di 22 canzoni, alcune anche di sua fattura.

Inoltre, per la prima volta in assoluto, sarà esposto un autografo del grande Maestro Caruso consistente in una cartolina che Lui ha inviata dall’America agli avi del Presidente Bruno Mancini.

Il Dispari 20230626 – Redazione culturale DILA

Commercialisti italiani elenco 1

Commercialisti 1

ABATE Carmine 16/02/1956 Napoli BTACMN56B16F839G 01778370591 Rag. Commercialista Diploma Di Ragioniere E Perito Commerciale

ABATE Francesco 18/01/1963 Ottaviano BTAFNC63A18G190Y 08619621213 Dott. Commercialista Laurea In Economia E Commercio

ABATE Hernest 08/09/1965 Teramo BTAHNS65P08L103V 07065z70633 Dott. Commercialista Scienze Economico Marittime

ABATE Rachele 12/10/1985 Caserta BTARHL85R52B963M 04121700613 Dott. Commercialista Laurea Magistrale Lm77

ABATE Silvana 28/03/1962 Napoli BTASVN62C68F839A 04963940632 Rag. Commercialista Diploma Di Ragioniere E Perito Commerciale

ABBATE Cesare 24/01/1947 Calvizzano BBTCSR47A24B452Q 01831900632 Dott. Commercialista Laurea In Economia E Commercio

ABBATE Emiliano 13/05/1973 Napoli BBTMLN73E13F839Z 05964431216 Dott. Commercialista Commercio Internazionale E Mercati Valutari

ABBATE Giovanni 13/07/1974 Napoli BBTGNN74L13F839F 06103001217 Dott. Commercialista Laurea In Economia E Commercio

ABBATE Maria 20/07/1987 Napoli BBTMRA87L60F839Q Dott. Commercialista Laurea Magistrale Lm77

ABBONDANDOLO Claudio 22/12/1972 Napoli BBNCLD72T22F839O 04928281213 Dott. Commercialista Laurea Magistrale Lm5f

ABBONDANDOLO Manuela 22/12/1972 Napoli BBNMNL72T62F839A 07457490634 Dott. Commercialista Laurea Magistrale Lm5£

ABBONDATI Antonella 06/11/196s Napoli BBNNNL66S46F839J 07366650633 Dott. Commercialista Laurea In Economia E Commercio

ABETE Nicola 16/10/1952 Ercolano BTANCL52R16H243H 00064051212 Dott. Commercialista Laurea In Economia E Commercio

ABIOSI Arduino 05/05/1961 Napoli BSARDN61E05F839M 04814490639 Dott. Commercialista Laurea In Economia E Commercio

ABIOSI Francesco 26/01/1980 Napoli BSAFNC80A26F839B 06798601214 Dott. Commercialista Laurea In Economia E Commercio

ABIOSI Gennaro 27/12/1974 Napoli BSAGNR74T27F839I 07953580631 Dott. Commercialista Laurea In Economia E Commercio

ABITABILE Filippo 06/08/19s9 Napoli BTBFPP59M06F839P Dott. Commercialista Laurea In Economia E Commercio

ABROGATO Rosa 26/04/1981 Lacco Ameno BRGRSO81 D66E396C 06809971218 Dott. Commercialista Commercio Internazionale E Mercati Valutari

ACAMPA Armando Samuele 20/01/1984 San Felice A Cancello CMPRND84A20H834V 09541941218 Dott. Commercialista Laurea Magistrale Lm77

ACAMPORA Ciro 23/09/1968 Portici CMPCRI68P23G902B 03126721210 Dott. Commercialista Laurea In Economia E Commercio

ACANFORA Stefano 27/07/1963 Napoli CNFSFN63L27F839I 09491061215 Dott. Commercialista Laurea In Economia E Commercio

ACCARDI Fabio 30/03/1957 Napoli CCRFBA57C30F839T Dott. Commercialista Laurea In Economia E Commercio

ACCARDO Ciro 16/08/1965 Torre Del Greco CCRCRI65M16L259Z 04328571213 Rag. Commercialista Laurea Specialistica 84/S Economia E Management

ACCARDO Francesco 1s/09/1977 Napoli CCRFNC77P15F839B 05705571213 Dott. Commercialista Laurea In Economia E Commercio

ACCARDO Gabriella 15/07/1950 Napoli CCRGRL50L55F839T Dott. Commercialista Laurea In Economia E Commercio

ACCURSO Giuseppina 26/05/1976 Napoli CCRGPP76E66F839K 07690601211 Dott. Commercialista Laurea In Economia

Commercialisti italiani elenco

DILA APS

Artisti partecipanti alle antologie

DILA APS: QUESTA SCONOSCIUTA?

ASSOCIAZIONE DI PROMOZIONE SOCIALE

“DA ISCHIA L’ARTE – DILA APS”

 

Costituita il 19/11/2014

Iscritta al RUNTS il 20/03/2023

Idonea a ricevere il 5×1000 con il C. F. 91013050637

Sede legale: Via Gemito 27 – 80077 Ischia

Telefono 3914830355

E-mail: dila@emmegiischia.com

PEC: dilaaps@pec.it

Sito web: https://www.emmegiischia.com/

Statistiche sito web dal 13/11/2019 al 22/05/2023: Iscritti 48.561; Total Visits 21.679.838; Total Posts 6.825; Total Pages 2.200

Sito web n 2: https://dila.altervista.org/

Il nostro canale Youtube, con 2.100 video, ha ottenuto 100.320 visualizzazioni per la durata   complessiva di 1.958 ore.

L’Associazione

L’Associazione di Promozione Sociale DA ISCHIA L’ARTE DILA APS opera ufficialmente dal 2014 in prosecuzione di una lunga serie di attività artistiche e culturali ideate ed organizzate da Bruno Mancini a partire dal 2008.

La sua attività è stata compresa negli ambiti della promozione della lettura, della letteratura e di tutte le forme artistiche (musica, danza, teatro, arti figurative, cinema e altro), sviluppando eventi e supporti editoriali e mediatici con il preciso scopo della socializzazione e della promozione della cultura in generale.

Libri, recensioni, opere pittoriche, produzioni musicali sono solo alcuni dei capitoli posti al centro delle attività dell’Associazione, come elementi di traino e di divulgazione di tutte le altre forme d’Arte, in una prospettiva di incontri sociali ma anche di formazione e di istruzione permanente.

I libri sono cultura, serenità, malizia –  I libri aggiungono valore agli auguri – I libri aumentano il pregio dei regali – I libri donano intensità emotive – I libri sprigionano emozioni – I libri offrono esperienze insostituibili – I libri rappresentano patrimoni di conoscenze – I libri arricchiscono competenze – I libri spandono seduzioni – I libri suscitano serenità – I libri adornano di charme – I libri diffondono culture – I libri posseggono fascino – I libri infondono distensione – I libri non ingannano, ma ammaliano – I libri sono tranquillità, sono suggestioni, sono tentazioni, sono lusinghe, sono confronto e tanto altro ancora.

Le attività principali svolte dall’Associazione sono l’ideazione e la realizzazione di progetti ed eventi fruibili sia in luoghi istituzionalmente deputati alla cultura come scuole, musei, biblioteche, cinema, teatri e centri culturali; sia in sedi tradizionalmente non deputate a tale scopo come luoghi ricreativi, parchi e giardini, piazze, librerie, luoghi di ristorazione, alberghi, salotti privati

Un impegno rivolto alla creazione di “nuovi” spazi di libero confronto e partecipazione alla vita culturale che favoriscano la partecipazione di cittadini e lettori di ogni età, con spirito di piacevole interessamento.

L’Associazione, in proiezione internazione, ha come attività principale il Premio di Arti varie OTTO MILIONI giunto, nel 2023, alla 12a edizione articolata, quest’anno, in quattro sezioni: Poesia, Arti grafiche, Video, Articoli.

Il Premio, fin dalla prima edizione, è stato (e sarà sempre) ad iscrizione assolutamente gratuita e aperto a TUTTI gli Artisti senza alcuna discriminazione.

Boicottiamo tutti i concorsi e tutti i cosiddetti “premi” che prevedano una tassa d’iscrizione per parteciparvi, perché per gli scrittori è mortificante dover “pagare” per avere “l’onore” di essere letti.

Un’Antologia di circa 160 pagine contenente tutte le opere finaliste viene pubblicata ogni anno in contemporanea con la cerimonia di premiazione dei vincitori delle varie sezioni.

Nel corso degli anni hanno partecipato al Premio molte migliaia di Artisti provenienti da quasi tutte le nazioni dei quattro continenti, tanto che il solo gruppo di coloro che sono stati pubblicati nelle antologie ha superato di gran lunga il numero di 500.

I Partner

DA ISCHIA L’ARTE DILA APS ha attivate Sedi operative e Case della Cultura in numerose nazioni europee, americane, africane e mediorientali con il favore e la collaborazione di numerose associazioni culturali, fondazioni, istituti scolastici, librerie, biblioteche, musei, enti pubblici e privati,  nonché di artisti, insegnanti, professionisti, artigiani, blogger, case editrici, giornalisti e organi di informazione.

L’Associazione cura, fra le altre attività giornalistiche, la redazione di una pagina culturale settimanale su questo quotidiano cartaceo IL DISPARI, distribuito in abbinamento con lo storico IL MATTINO di Napoli.

Succinto elenco dei nostri progetti

  • 22 Prodotti editoriali antologici
  • 30 Prodotti editoriali individuali
  • 7 Partecipazioni al Bookcity di Milano
  • Pluriennale partecipazione a IL MAGGIUO DEI LIBRI con oltre 200 eventi
  • Attività presentate in luoghi prestigiosi tra i quali:

MUDUC – Milano; Museo etnografico del mare – Ischia; Aula magna SIAM – Milano; Sala Maddalena – Monza; Hotel Delfini – Ischia; Sala Consiliare – Pontinia; Museo Della Terra Pontina – Latina; Hotel Delfini – Ischia; Biblioteca Antoniana – Ischia; Sala Consiliare – Norma; Abazia Sermoneta; Spazio MICRO – Roma;  Libreria Spazio cultura – Palermo; Archeoclub d’Italia; Parco termale Negombo – Lacco Ameno; Sala Consiliare – Torrenova; Interno 4 – Roma; Guardia Costiera – Sapri; Hotel Ulisse – Ischia; Hotel Oriente – Ischia; Hotel Mareblù – Ischia; Hotel Miramare e Castello – Ischia; Castello Sforzesco – Milano; Teatro PIME – Milano; Biblioteca Nazionale Centrale di Roma.

Nel corso delle precedenti 11 edizioni del Premio di Arti Varie OTTO MILIONI l’Associazione DILA ha contribuito a promuovere i libro e le lettura nelle biblioteche attraverso donazioni e reading.

In chiusura giova precisare che fino al 26/05/2023, ed a partire dalla sua costituzione (19/11/2014) l’Associazione DILA APS non ha partecipato ad alcun bando pubblico, non ha richiesto alcun finanziamento pubblico e, di conseguenza, non ha ricevuto neppure un euro da nessuna Amministrazione pubblica.

Programma della 12a edizione del Premio di Arti varie OTTO MILIONI

La dodicesima edizione del Premio di Arti varie OTTO MILIONI ha avuto inizio il 18/02/2023 con la pubblicazione del bando

https://www.emmegiischia.com/premi-otto-milioni-2023/

è proseguita con la verifica della iscrizioni terminate il 15/05/2023.
Attualmente è nella fase di votazione web delle opere finaliste che sono state comunicate il 14 giugno in occasione di un evento patrocinato dalla Città di Ischia che si è svolto nella Biblioteca Antoniana di Ischia.

 https://www.emmegiischia.com/wp-content/uploads/2023/05/Biblioteca-14-15-giugno-delibera-patrocinio-ridim.jpg

Tutte le opere che le Giurie designate come finaliste sono state pubblicate in singole pagine

https://www.emmegiischia.com/arti-grafiche-finaliste-premio-otto-milioni-2023/

https://www.emmegiischia.com/poesie-finaliste-premio-otto-milioni-2023/

https://www.emmegiischia.com/video-finalisti-premio-otto-milioni-2023/

https://www.emmegiischia.com/articoli-finalisti-premio-otto-milioni-2023/

e potranno ricevere voti web.

La somma dei voti espressi sul web verrà assegnata ad altre tre Giure scelte dalla presidenza DILA APS le quali li potranno attribuire a loro arbitrio alle opere finaliste.

La somma dei voti ricevuti dal web e dalle tre Giurie comporrà il punteggio finale designando i vincitori delle quattro sezioni.

Tale classifica finale sarà comunicata in una data compresa tra il 15 e il 19 novembre 2023 durante uno o più eventi che si svolgeranno in contemporanea in alcune località italiane compresa, in primis l’isola d’Ischia.

La cerimonia di premiazione avverrà a Ischia in una data compresa tra il  22 novembre e il 20 dicembre 2023.

In tale occasione sarà presentato al pubblico e alla stampa il volume antologico contenente TUTTE le opere finaliste di tutte le quattro sezioni, oltre a brevi noti informative relative sulla storia del premio e dei suoi principali protagonisti.

L’antologia dal titolo “ISPIRAZIONI”, saà regolarmente provvista di ISBN.

Vi sembrano buone ragioni per donare il vostro 5×1000 alla nostra Associazione di Promozione Sociale DILA APS?

Durante la cerimonia di premiazione, per iniziativa di Massimo Abbate, Patron del festival della Canzone Napoletana nonché Presidente dell’Associazione ANIA APS (Associazione Nazionale Italiana Artisti) con la sua regia e con la sua conduzione, un gruppo di allievi/e delle principali Accademie musicali della Campania celebreranno il 150o anniversario della nascita del già citato Tenore Enrico Caruso attraverso l’illustrazione dell’impegno discografico che Egli profuse omaggiando la tradizione musicale napoletana mediante la registrazione di 22 canzoni, alcune anche di sua fattura.

Inoltre, per la prima volta in assoluto, sarà esposto un autografo del grande Maestro Caruso consistente in una cartolina che Lui ha inviata dall’America agli avi del Presidente Bruno Mancini.

Bruno Mancini Ischia, un’isola di poesia Prima edizione 2007
Daniela Baldassari Ischia, un’isola di poesia Prima edizione 2007
Elena Mancini Ischia, un’isola di poesia Prima edizione 2007
Italo Zingoni Ischia, un’isola di poesia Prima edizione 2007
Liga Sarah Lapinska Ischia, un’isola di poesia Prima edizione 2007
Lucia Cassini Ischia, un’isola di poesia Prima edizione 2007
Luciano Somma Ischia, un’isola di poesia Prima edizione 2007
Pamela Allegretto Franz Ischia, un’isola di poesia Prima edizione 2007
Roberta Panizza Ischia, un’isola di poesia Prima edizione 2007
Valerien Bressy Ischia, un’isola di poesia Prima edizione 2007
Angela Barnaba Ischia, un’isola d’amore Prima edizione 2008
Angelo Zotti Ischia, un’isola d’amore Prima edizione 2008
Bruno Mancini Ischia, un’isola d’amore Prima edizione 2008
Christian Preziosi Ischia, un’isola d’amore Prima edizione 2008
Daniela Baldassari Ischia, un’isola d’amore Prima edizione 2008
Dario Rustichelli Ischia, un’isola d’amore Prima edizione 2008
Elena Mancini Ischia, un’isola d’amore Prima edizione 2008
Franco Trani Ischia, un’isola d’amore Prima edizione 2008
Giancarlo Grassi Ischia, un’isola d’amore Prima edizione 2008
Italo Zingoni Ischia, un’isola d’amore Prima edizione 2008
Katia Massaro Ischia, un’isola d’amore Prima edizione 2008
Liga Sarah Lapinska Ischia, un’isola d’amore Prima edizione 2008
Luciano Somma Ischia, un’isola d’amore Prima edizione 2008
Mauro Montacchiesi Ischia, un’isola d’amore Prima edizione 2008
Nicola Pantalone Ischia, un’isola d’amore Prima edizione 2008
Nunzia Binetti Ischia, un’isola d’amore Prima edizione 2008
Nunzia Zambardi Ischia, un’isola d’amore Prima edizione 2008
Pamela Allegretto Franz Ischia, un’isola d’amore Prima edizione 2008
Roberta Panizza Ischia, un’isola d’amore Prima edizione 2008
Umberto Maselli Ischia, un’isola d’amore Prima edizione 2008
Valerien Bressy Ischia, un’isola d’amore Prima edizione 2008
Alberto Liguoro Ischia, un’isola di… Prima edizione 2009
Antonio Mencarini Ischia, un’isola di… Prima edizione 2009
Bruno Mancini Ischia, un’isola di… Prima edizione 2009
Christian Preziosi Ischia, un’isola di… Prima edizione 2009
Clementina Petroni Ischia, un’isola di… Prima edizione 2009
Dalila Liguoro Ischia, un’isola di… Prima edizione 2009
Dario Rustichelli Ischia, un’isola di… Prima edizione 2009
Duo Colombo Ischia, un’isola di… Prima edizione 2009
Fabio Salvi Ischia, un’isola di… Prima edizione 2009
Franco Calise Ischia, un’isola di… Prima edizione 2009
Franco Trani Ischia, un’isola di… Prima edizione 2009
Katia Massaro Ischia, un’isola di… Prima edizione 2009
Liga Sarah Lapinska Ischia, un’isola di… Prima edizione 2009
Luciano Somma Ischia, un’isola di… Prima edizione 2009
Marta Zemgune Ischia, un’isola di… Prima edizione 2009
Nicola Pantalone Ischia, un’isola di… Prima edizione 2009
Nunzia Binetti Ischia, un’isola di… Prima edizione 2009
Nunzia Zambardi Ischia, un’isola di… Prima edizione 2009
Pietro Massaro Ischia, un’isola di… Prima edizione 2009
Roberta Panizza Ischia, un’isola di… Prima edizione 2009
Sacha Savastano Ischia, un’isola di… Prima edizione 2009
Umberto Maselli Ischia, un’isola di… Prima edizione 2009
Alberto Liguoro Ischia mare e poesia Prima edizione 2010
Alessandro Monticelli Ischia mare e poesia Prima edizione 2010
Antonio Spagnuolo Ischia mare e poesia Prima edizione 2010
Antonio Mencarini Ischia mare e poesia Prima edizione 2010
Barbara Lo Fermo Ischia mare e poesia Prima edizione 2010
Bruno Mancini Ischia mare e poesia Prima edizione 2010
Carmela Di Lustro Ischia mare e poesia Prima edizione 2010
Christian Preziosi Ischia mare e poesia Prima edizione 2010
Clementina Petroni Ischia mare e poesia Prima edizione 2010
Dario Rustichelli Ischia mare e poesia Prima edizione 2010
Donatella Verde Ischia mare e poesia Prima edizione 2010
Eduardo Cocciardo Ischia mare e poesia Prima edizione 2010
Elen De Gori Ischia mare e poesia Prima edizione 2010
Emanuela Di Stefano Ischia mare e poesia Prima edizione 2010
Enzo Boffelli Ischia mare e poesia Prima edizione 2010
Felice Serino Ischia mare e poesia Prima edizione 2010
Francesco Mattera Ischia mare e poesia Prima edizione 2010
Franco Calise Ischia mare e poesia Prima edizione 2010
Fulvia Marconi Ischia mare e poesia Prima edizione 2010
Inara Gale Ischia mare e poesia Prima edizione 2010
Katia Massaro Ischia mare e poesia Prima edizione 2010
Liga Sarah Lapinska Ischia mare e poesia Prima edizione 2010
Lucia D’Ambra Ischia mare e poesia Prima edizione 2010
Luciano Somma Ischia mare e poesia Prima edizione 2010
Maria Calise Ischia mare e poesia Prima edizione 2010
Michela Zanarella Ischia mare e poesia Prima edizione 2010
Nicola Pantalone Ischia mare e poesia Prima edizione 2010
Nunzia Binetti Ischia mare e poesia Prima edizione 2010
Nunzia Zambardi Ischia mare e poesia Prima edizione 2010
Paul Polansky Ischia mare e poesia Prima edizione 2010
Roberta Panizza Ischia mare e poesia Prima edizione 2010
Sacha Savastano Ischia mare e poesia Prima edizione 2010
Santa Vetturi Ischia mare e poesia Prima edizione 2010
Umberto Maselli Ischia mare e poesia Prima edizione 2010
Vera Roche Ischia mare e poesia Prima edizione 2010
Alberto Liguoro Adotta una poesia Prima edizione 2011
Antonio Fiore Adotta una poesia Prima edizione 2011
Antonio Guarracino Adotta una poesia Prima edizione 2011
Antonio Mencarini. Adotta una poesia Prima edizione 2011
Bruno Mancini Adotta una poesia Prima edizione 2011
Dalmazio Masini Adotta una poesia Prima edizione 2011
Demo Martelli Adotta una poesia Prima edizione 2011
Donato Ladik Adotta una poesia Prima edizione 2011
Elisa Barone Adotta una poesia Prima edizione 2011
Emanuela Di Stefano Adotta una poesia Prima edizione 2011
Ester Margherita Barbato Adotta una poesia Prima edizione 2011
Felice Serino Adotta una poesia Prima edizione 2011
Italo Zingoni Adotta una poesia Prima edizione 2011
Ivana Tata Adotta una poesia Prima edizione 2011
Liga Sarah Lapinska Adotta una poesia Prima edizione 2011
Lorenzo Pais Adotta una poesia Prima edizione 2011
Luciano Somma Adotta una poesia Prima edizione 2011
Luigi De Luca Adotta una poesia Prima edizione 2011
Maria Bigazzi Adotta una poesia Prima edizione 2011
Maria Calise Adotta una poesia Prima edizione 2011
Michela Zanarella Adotta una poesia Prima edizione 2011
Modris Andžāns Adotta una poesia Prima edizione 2011
Nunzia Binetti Adotta una poesia Prima edizione 2011
Paola Guarini Adotta una poesia Prima edizione 2011
Rita Minniti Adotta una poesia Prima edizione 2011
Roberta Panizza Adotta una poesia Prima edizione 2011
Rodolfo Vettorello Adotta una poesia Prima edizione 2011
Sacha Savastano Adotta una poesia Prima edizione 2011
Sanita Simsone Adotta una poesia Prima edizione 2011
Stefano Milighetti Adotta una poesia Prima edizione 2011
Vincenzo Tesone Adotta una poesia Prima edizione 2011
Virginia Murru Adotta una poesia Prima edizione 2011
Agata De Nuccio Otto milioni Prima edizione 2012
Agnese Monaco Otto milioni Prima edizione 2012
Angelica Lubrano Otto milioni Prima edizione 2012
Anita Nuzzi Otto milioni Prima edizione 2012
Anna Lamonaca Otto milioni Prima edizione 2012
Anna Laura Cittadino Otto milioni Prima edizione 2012
Annalisa Civitelli Otto milioni Prima edizione 2012
Annamaria Cardillo Otto milioni Prima edizione 2012
Antonio Fiore Otto milioni Prima edizione 2012
Antonio Pellegrino Otto milioni Prima edizione 2012
Aurelio Zucchi Otto milioni Prima edizione 2012
Barbara Carminitana Otto milioni Prima edizione 2012
Barbara Lo Fermo Otto milioni Prima edizione 2012
Bruno Mancini Otto milioni Prima edizione 2012
Carlo Parente Otto milioni Prima edizione 2012
Carmen Auletta Otto milioni Prima edizione 2012
Chiara Elia Otto milioni Prima edizione 2012
Claudio Beccalossi Otto milioni Prima edizione 2012
Domenico Ruggiero Otto milioni Prima edizione 2012
Don Backy Otto milioni Prima edizione 2012
Duilio Martino Otto milioni Prima edizione 2012
Edang Onomo Emile Amou Otto milioni Prima edizione 2012
Elisabetta Corveddu Otto milioni Prima edizione 2012
Emanuela Arlotta Otto milioni Prima edizione 2012
Emma Rotini Otto milioni Prima edizione 2012
Ermanno Eandi Otto milioni Prima edizione 2012
Eva Kaufmane Otto milioni Prima edizione 2012
Felice Serino Otto milioni Prima edizione 2012
Francesca Bucci Otto milioni Prima edizione 2012
Franco De Angelis Otto milioni Prima edizione 2012
Franco Maccioni Otto milioni Prima edizione 2012
Gabriele Fabiani Otto milioni Prima edizione 2012
Gabriella Afa Otto milioni Prima edizione 2012
Gianlica Regondi Otto milioni Prima edizione 2012
Gianluca Conte Otto milioni Prima edizione 2012
Giuseppe Vetromile Otto milioni Prima edizione 2012
Immacolata Concetta Bruno Otto milioni Prima edizione 2012
Italo Zingoni Otto milioni Prima edizione 2012
Janis Lapinskis Otto milioni Prima edizione 2012
Liga Sarah Lapinska Otto milioni Prima edizione 2012
Lorenzo Pais Otto milioni Prima edizione 2012
Luca Nicastro Otto milioni Prima edizione 2012
Luciano Somma Otto milioni Prima edizione 2012
Mara Zilio Otto milioni Prima edizione 2012
Margherita Delle Monache Otto milioni Prima edizione 2012
Maria De Luca Otto milioni Prima edizione 2012
Maria Dolceamore Otto milioni Prima edizione 2012
Maria Francesca Petrungaro Otto milioni Prima edizione 2012
Maria Grazia Vai Otto milioni Prima edizione 2012
Marta Zemgune Otto milioni Prima edizione 2012
Massimiliano Iacono Otto milioni Prima edizione 2012
Massimo Rozzi Otto milioni Prima edizione 2012
Matteo Cotugno Otto milioni Prima edizione 2012
Mauro Bompadre Otto milioni Prima edizione 2012
Michela Zanarella Otto milioni Prima edizione 2012
Mimmo Martinucci Otto milioni Prima edizione 2012
Nadezhda Slavova Otto milioni Prima edizione 2012
Nina Lavieri Otto milioni Prima edizione 2012
Nuccia De Ianniello Otto milioni Prima edizione 2012
Nunzio Buono Otto milioni Prima edizione 2012
Orazio Abbate Otto milioni Prima edizione 2012
Paolo Battista Otto milioni Prima edizione 2012
Patrizia Portoghese Otto milioni Prima edizione 2012
Pietro De Bonis Otto milioni Prima edizione 2012
Pseudonimo 4 Otto milioni Prima edizione 2012
Rita Mantuano Otto milioni Prima edizione 2012
Rita Massetti Otto milioni Prima edizione 2012
Rita Minniti Otto milioni Prima edizione 2012
Roberta Panizza Otto milioni Prima edizione 2012
Sanita Simsone Otto milioni Prima edizione 2012
Santa Vetturi Otto milioni Prima edizione 2012
Sara Cicolani Otto milioni Prima edizione 2012
Silvia De Angelis Otto milioni Prima edizione 2012
Solidea Basso Otto milioni Prima edizione 2012
Svetlana Tumanova Otto milioni Prima edizione 2012
Tiziana Mignosa Otto milioni Prima edizione 2012
Valerio Agostino Baron Otto milioni Prima edizione 2012
Adriana Pedicini Da Ischia sempre poesia Prima edizione 2013
Angelica Lubrano Da Ischia sempre poesia Prima edizione 2013
Anna Alessandrino Da Ischia sempre poesia Prima edizione 2013
Anna Alessandrino Da Ischia sempre poesia Prima edizione 2013
Anna Maria Dall’Olio Da Ischia sempre poesia Prima edizione 2013
Antonietta De Luca Da Ischia sempre poesia Prima edizione 2013
Antonio Curci Da Ischia sempre poesia Prima edizione 2013
Antonio Fiore Da Ischia sempre poesia Prima edizione 2013
Antonio Santacroce Da Ischia sempre poesia Prima edizione 2013
Barbara Lo Fermo Da Ischia sempre poesia Prima edizione 2013
Bruno Mancini Da Ischia sempre poesia Prima edizione 2013
Cecilia Martino Da Ischia sempre poesia Prima edizione 2013
Ciro Iengo Da Ischia sempre poesia Prima edizione 2013
Claudio Michetti Da Ischia sempre poesia Prima edizione 2013
Davide Rocco Colacrai Da Ischia sempre poesia Prima edizione 2013
Domenico Ruggiero Da Ischia sempre poesia Prima edizione 2013
Emanuela Di Stefano Da Ischia sempre poesia Prima edizione 2013
Francesca Dono Da Ischia sempre poesia Prima edizione 2013
Franco Maccioni Da Ischia sempre poesia Prima edizione 2013
Gino Centofante Da Ischia sempre poesia Prima edizione 2013
Gino Iorio Da Ischia sempre poesia Prima edizione 2013
Janis Lapinskis Da Ischia sempre poesia Prima edizione 2013
Liga Sarah Lapinska Da Ischia sempre poesia Prima edizione 2013
Lucia Maiese Da Ischia sempre poesia Prima edizione 2013
Luciano Somma Da Ischia sempre poesia Prima edizione 2013
Luisa Bolleri Da Ischia sempre poesia Prima edizione 2013
Maria Bigazzi Da Ischia sempre poesia Prima edizione 2013
Maria Teresa Manta Da Ischia sempre poesia Prima edizione 2013
Marina De Caro Da Ischia sempre poesia Prima edizione 2013
Mario De Rosa Da Ischia sempre poesia Prima edizione 2013
Marta Zemgune Da Ischia sempre poesia Prima edizione 2013
Mauro Bompadre Da Ischia sempre poesia Prima edizione 2013
Modris Andzans Da Ischia sempre poesia Prima edizione 2013
Nina Lavieri Da Ischia sempre poesia Prima edizione 2013
Pietro Calise Da Ischia sempre poesia Prima edizione 2013
Roberta Panizza Da Ischia sempre poesia Prima edizione 2013
Salvatore Senatore Da Ischia sempre poesia Prima edizione 2013
Sanita Simsone Da Ischia sempre poesia Prima edizione 2013
Teodora Gandolfi Da Ischia sempre poesia Prima edizione 2013
Teodora Gandolfo Da Ischia sempre poesia Prima edizione 2013
Tina Bruno Da Ischia sempre poesia Prima edizione 2013
Vera Roke Da Ischia sempre poesia Prima edizione 2013
Alessia Palomba Mare Monti Mare Prima edizione 2014
Andra Gabriela Prodea Mare Monti Mare Prima edizione 2014
Andris Vējš Mare Monti Mare Prima edizione 2014
Antonio Fiore Mare Monti Mare Prima edizione 2014
Antonio Mencarini Mare Monti Mare Prima edizione 2014
Antonio Scarfone Mare Monti Mare Prima edizione 2014
Aurelio De Rose Mare Monti Mare Prima edizione 2014
Barbara Lo Fermo Mare Monti Mare Prima edizione 2014
Bruno Mancini Mare Monti Mare Prima edizione 2014
Don Backy Mare Monti Mare Prima edizione 2014
Donatella Verde Mare Monti Mare Prima edizione 2014
Emanuela Di Stefano Mare Monti Mare Prima edizione 2014
Mare Monti Mare Prima edizione 2014
Eva Kaufmane Mare Monti Mare Prima edizione 2014
Franco Maccioni Mare Monti Mare Prima edizione 2014
Gino Iorio Mare Monti Mare Prima edizione 2014
Giulia Vazzoler Mare Monti Mare Prima edizione 2014
Giulio Di Lorenzo Mare Monti Mare Prima edizione 2014
Giulio Menichelli Mare Monti Mare Prima edizione 2014
Graziella Lo Vano Mare Monti Mare Prima edizione 2014
Guerino Cigliano Mare Monti Mare Prima edizione 2014
Itala Cosmo Mare Monti Mare Prima edizione 2014
Jānis Lapinski Mare Monti Mare Prima edizione 2014
Katia Massaro Mare Monti Mare Prima edizione 2014
La Spina Nicolina Mare Monti Mare Prima edizione 2014
Liga Sarah Lapinska Mare Monti Mare Prima edizione 2014
Linda Reale Ruffino Mare Monti Mare Prima edizione 2014
Lucia D’Ambra Mare Monti Mare Prima edizione 2014
Maria Francesca Giovelli Mare Monti Mare Prima edizione 2014
Maria Stella Bruno Mare Monti Mare Prima edizione 2014
Marta Zemgune Mare Monti Mare Prima edizione 2014
Modris Andžāns Mare Monti Mare Prima edizione 2014
Roberta Panizza Mare Monti Mare Prima edizione 2014
Sanita Simsone Mare Monti Mare Prima edizione 2014
Solidea Basso Mare Monti Mare Prima edizione 2014
Vera Roke Mare Monti Mare Prima edizione 2014
Angela Maria Tiberi Da Ischia L’Arte Prima edizione 2015
Alberto Ghirardini Da Ischia L’Arte Prima edizione 2015
Aniello Buonocore Da Ischia L’Arte Prima edizione 2015
Anna Gura Da Ischia L’Arte Prima edizione 2015
Annamaria Vezio Da Ischia L’Arte Prima edizione 2015
Antonella Ronzulli Da Ischia L’Arte Prima edizione 2015
Antonio Fiore Da Ischia L’Arte Prima edizione 2015
Antonio Mencarini Da Ischia L’Arte Prima edizione 2015
Artista di Strada Da Ischia L’Arte Prima edizione 2015
Bruno Mancini Da Ischia L’Arte Prima edizione 2015
Calogero Pettineo Da Ischia L’Arte Prima edizione 2015
Celestina Carofiglio Da Ischia L’Arte Prima edizione 2015
Daniella Pasqua Da Ischia L’Arte Prima edizione 2015
Don Backy Da Ischia L’Arte Prima edizione 2015
Donata Porcu Da Ischia L’Arte Prima edizione 2015
Edoardo Malagoli Da Ischia L’Arte Prima edizione 2015
Elisa Ruthenberg Da Ischia L’Arte Prima edizione 2015
Emanuela Di Stefano Da Ischia L’Arte Prima edizione 2015
Enrico Marco Cipollini Da Ischia L’Arte Prima edizione 2015
Da Ischia L’Arte Prima edizione 2015
Eva Kaufmane Da Ischia L’Arte Prima edizione 2015
Ezio Strada Da Ischia L’Arte Prima edizione 2015
Francesco Di Costanzo Da Ischia L’Arte Prima edizione 2015
Franco Maccioni Da Ischia L’Arte Prima edizione 2015
Giuditta Abbatescianni Da Ischia L’Arte Prima edizione 2015
Giulio Menichelli Da Ischia L’Arte Prima edizione 2015
Giuseppe Perrone Da Ischia L’Arte Prima edizione 2015
Jānis Lapinskis Da Ischia L’Arte Prima edizione 2015
Katia Massaro Da Ischia L’Arte Prima edizione 2015
Liga Sarah Lapinska Da Ischia L’Arte Prima edizione 2015
Maria Luisa Neri Da Ischia L’Arte Prima edizione 2015
Maria Petruzzelli Da Ischia L’Arte Prima edizione 2015
Mariella Cardinale Da Ischia L’Arte Prima edizione 2015
Marina De Caro Da Ischia L’Arte Prima edizione 2015
Mario Di Nicola Da Ischia L’Arte Prima edizione 2015
Marta Zemgune Da Ischia L’Arte Prima edizione 2015
Massimo Rozzi Da Ischia L’Arte Prima edizione 2015
Maurizio Tocchi Da Ischia L’Arte Prima edizione 2015
Michela Manente Da Ischia L’Arte Prima edizione 2015
Michela Pietropaolo Da Ischia L’Arte Prima edizione 2015
Modris Andžāns Da Ischia L’Arte Prima edizione 2015
Monica Marzio Da Ischia L’Arte Prima edizione 2015
Natalya Kalynovskaya Da Ischia L’Arte Prima edizione 2015
Nunzia Cannovo Da Ischia L’Arte Prima edizione 2015
Pasquale Di Costanzo Da Ischia L’Arte Prima edizione 2015
Pippo Faranda Da Ischia L’Arte Prima edizione 2015
Roberta Panizza Da Ischia L’Arte Prima edizione 2015
Rosanna Affronte Da Ischia L’Arte Prima edizione 2015
Sam Di Bella Da Ischia L’Arte Prima edizione 2015
Santa Vetturi Da Ischia L’Arte Prima edizione 2015
Alberto Ghirardini Otto milioni 2016 Prima edizione 2016
Anna Gura Otto milioni 2016 Prima edizione 2016
Antonella Ronzulli Otto milioni 2016 Prima edizione 2016
Antonio Fiore Otto milioni 2016 Prima edizione 2016
Antonio Mencarini Otto milioni 2016 Prima edizione 2016
Artista Di Strada Otto milioni 2016 Prima edizione 2016
Bruno Mancini Otto milioni 2016 Prima edizione 2016
Don Backy Otto milioni 2016 Prima edizione 2016
Elisa Barone Otto milioni 2016 Prima edizione 2016
Ester Barbato Otto milioni 2016 Prima edizione 2016
Eva Strazdina Otto milioni 2016 Prima edizione 2016
Francesca Luzzio Otto milioni 2016 Prima edizione 2016
Giulio Menichelli Otto milioni 2016 Prima edizione 2016
Guido Arbonelli Otto milioni 2016 Prima edizione 2016
Jānis Lapinskis Otto milioni 2016 Prima edizione 2016
Jo Scaglione Otto milioni 2016 Prima edizione 2016
Katia Massaro Otto milioni 2016 Prima edizione 2016
Liga Sarah Lapinska Otto milioni 2016 Prima edizione 2016
Luigi Esposito Otto milioni 2016 Prima edizione 2016
Mariolina Cannarella Otto milioni 2016 Prima edizione 2016
Marta Zemgune Otto milioni 2016 Prima edizione 2016
Massimo Natalucci Otto milioni 2016 Prima edizione 2016
Massimo Rozzi Otto milioni 2016 Prima edizione 2016
Michela Zanarella Otto milioni 2016 Prima edizione 2016
Miriam Piga Otto milioni 2016 Prima edizione 2016
Monica Marzio Otto milioni 2016 Prima edizione 2016
Natalia Benedett Otto milioni 2016 Prima edizione 2016
Natalya Kalinovskaya Otto milioni 2016 Prima edizione 2016
Paola Occhi Otto milioni 2016 Prima edizione 2016
Raffaele Ventola. Otto milioni 2016 Prima edizione 2016
Rino Lauro Otto milioni 2016 Prima edizione 2016
Rita Stanzione Otto milioni 2016 Prima edizione 2016
Roberta Panizza Otto milioni 2016 Prima edizione 2016
Roberto Rossi Otto milioni 2016 Prima edizione 2016
Saverio Dionizio Otto milioni 2016 Prima edizione 2016
Silvana Lazzarino Otto milioni 2016 Prima edizione 2016
Solidea Basso Otto milioni 2016 Prima edizione 2016
Tina Bruno Otto milioni 2016 Prima edizione 2016
Vera Roķe Otto milioni 2016 Prima edizione 2016
Vincenzo Savarese Otto milioni 2016 Prima edizione 2016
Abdeldjaili Amri Penne Note Matite Prima edizione 2017
Abderrahmane Benhammouda Penne Note Matite Prima edizione 2017
Ajub Ibragimov Penne Note Matite Prima edizione 2017
Alvils Cedriņš Penne Note Matite Prima edizione 2017
Angela Maria Tiberi Penne Note Matite Prima edizione 2017
Anita Zvaigzne Penne Note Matite Prima edizione 2017
Antonio Fiore Penne Note Matite Prima edizione 2017
Antonio Mencarini Penne Note Matite Prima edizione 2017
Antonio Molina Vasconselos Penne Note Matite Prima edizione 2017
Assunta Gneo Penne Note Matite Prima edizione 2017
Dalila Boukhalfa Penne Note Matite Prima edizione 2017
Didzis Laidins Penne Note Matite Prima edizione 2017
Domenico Umbro Penne Note Matite Prima edizione 2017
Einars Repše Penne Note Matite Prima edizione 2017
Elīna Zālīte Penne Note Matite Prima edizione 2017
Penne Note Matite Prima edizione 2017
Eva Martuza Penne Note Matite Prima edizione 2017
Eva Strazdiņa Penne Note Matite Prima edizione 2017
Flora Rucco Penne Note Matite Prima edizione 2017
Francesca Luzzio Penne Note Matite Prima edizione 2017
Franco Maccioni Penne Note Matite Prima edizione 2017
Giovanni Arbonelli Penne Note Matite Prima edizione 2017
Giulio Menichelli Penne Note Matite Prima edizione 2017
Giuseppe Capoluongo Penne Note Matite Prima edizione 2017
Giuseppe Perrone Penne Note Matite Prima edizione 2017
Guido Arbonelli Penne Note Matite Prima edizione 2017
Heino Blum Penne Note Matite Prima edizione 2017
Ilda Consales Penne Note Matite Prima edizione 2017
Janis Drozdovs Penne Note Matite Prima edizione 2017
Jānis Lapinskis Penne Note Matite Prima edizione 2017
Janis Zarins Penne Note Matite Prima edizione 2017
Liga SarahLapinska Penne Note Matite Prima edizione 2017
Ligija Kovaļevska Penne Note Matite Prima edizione 2017
Luciano Di Meglio Penne Note Matite Prima edizione 2017
Mairita Dūze Penne Note Matite Prima edizione 2017
Maria Battaglia Penne Note Matite Prima edizione 2017
Maria Luisa Neri Penne Note Matite Prima edizione 2017
Massimo Rozzi Penne Note Matite Prima edizione 2017
Maurizio Pedace Penne Note Matite Prima edizione 2017
Michela Pietropaolo Penne Note Matite Prima edizione 2017
Michelangelo Sngrisani Penne Note Matite Prima edizione 2017
Miguel Piñero Penne Note Matite Prima edizione 2017
Milena Petrarca Penne Note Matite Prima edizione 2017
Modris Andzàns Penne Note Matite Prima edizione 2017
Mohamed Benmaiza Penne Note Matite Prima edizione 2017
Nadeem Ansari Penne Note Matite Prima edizione 2017
Natalia Benedetti Penne Note Matite Prima edizione 2017
Nika Kolinz Penne Note Matite Prima edizione 2017
Paola Occhi Penne Note Matite Prima edizione 2017
Patrizia Canola Penne Note Matite Prima edizione 2017
Roberta Panizza Penne Note Matite Prima edizione 2017
Roberto Prandin Penne Note Matite Prima edizione 2017
Rosalba Grella Penne Note Matite Prima edizione 2017
Safia Amara Penne Note Matite Prima edizione 2017
Sergey Kyrychenko Penne Note Matite Prima edizione 2017
Silvana Arbia Penne Note Matite Prima edizione 2017
Silvana Lazzarino Penne Note Matite Prima edizione 2017
Simone Vela Penne Note Matite Prima edizione 2017
Sounad  Challal Penne Note Matite Prima edizione 2017
Tina Brubo Penne Note Matite Prima edizione 2017
Ugo De Angelis Penne Note Matite Prima edizione 2017
Valentina Gavrish Penne Note Matite Prima edizione 2017
Vera Roke Penne Note Matite Prima edizione 2017
Vilis Vizulis Penne Note Matite Prima edizione 2017
Adriana Iftimie Una pagina, un’emozione Prima edizione 2018
Ajub Ibragimov Una pagina, un’emozione Prima edizione 2018
Angela Maria Una pagina, un’emozione Prima edizione 2018
Antonio Fiore Una pagina, un’emozione Prima edizione 2018
Antonio Mencarini Una pagina, un’emozione Prima edizione 2018
Arte del suonare Una pagina, un’emozione Prima edizione 2018
Assunta Gneo Una pagina, un’emozione Prima edizione 2018
Boutique Maria Grazia Una pagina, un’emozione Prima edizione 2018
Bruno Mancini Una pagina, un’emozione Prima edizione 2018
Caterina Guttadauro Una pagina, un’emozione Prima edizione 2018
Dalila Boukhalfa Una pagina, un’emozione Prima edizione 2018
Domenico Umbro Una pagina, un’emozione Prima edizione 2018
Don Backy Una pagina, un’emozione Prima edizione 2018
Felice Maria Corticchia Una pagina, un’emozione Prima edizione 2018
Flora Rucco Una pagina, un’emozione Prima edizione 2018
Francesco Terrone Una pagina, un’emozione Prima edizione 2018
Franco Maccioni Una pagina, un’emozione Prima edizione 2018
Gaetano Di Meglio Una pagina, un’emozione Prima edizione 2018
Gianna Formato Una pagina, un’emozione Prima edizione 2018
Giovanni Rotunno Una pagina, un’emozione Prima edizione 2018
Giulio Menichelli Una pagina, un’emozione Prima edizione 2018
Giuseppe Lorin Una pagina, un’emozione Prima edizione 2018
Guido Arbonelli Una pagina, un’emozione Prima edizione 2018
Ismail Akinc Una pagina, un’emozione Prima edizione 2018
Janis Drozdovs Una pagina, un’emozione Prima edizione 2018
Ksenia Svetlova Una pagina, un’emozione Prima edizione 2018
Liga Sarah Lapinska Una pagina, un’emozione Prima edizione 2018
Lorel Valentini Una pagina, un’emozione Prima edizione 2018
Maria Luisa Neri Una pagina, un’emozione Prima edizione 2018
Maria Rosaria Longobardi Una pagina, un’emozione Prima edizione 2018
Mariapia Ciaghi Una pagina, un’emozione Prima edizione 2018
Miguel Pinero Una pagina, un’emozione Prima edizione 2018
Milena Petrarca Una pagina, un’emozione Prima edizione 2018
Natalia Benedetti Una pagina, un’emozione Prima edizione 2018
Nunzia Zambardi Una pagina, un’emozione Prima edizione 2018
Osama Salama Una pagina, un’emozione Prima edizione 2018
Paola Occhi Una pagina, un’emozione Prima edizione 2018
Patrizia Canola Una pagina, un’emozione Prima edizione 2018
Ravishankar Roy Una pagina, un’emozione Prima edizione 2018
Ricardo O. Montesinos Una pagina, un’emozione Prima edizione 2018
Roberta Panizza Una pagina, un’emozione Prima edizione 2018
Roberto Prandin Una pagina, un’emozione Prima edizione 2018
Safa Bn Una pagina, un’emozione Prima edizione 2018
Sigal Bali Una pagina, un’emozione Prima edizione 2018
Silvana Lazzarino Una pagina, un’emozione Prima edizione 2018
Teleischia Una pagina, un’emozione Prima edizione 2018
Tomas Fernandez Una pagina, un’emozione Prima edizione 2018
Victor Rocha Una pagina, un’emozione Prima edizione 2018
Yair Aharon Una pagina, un’emozione Prima edizione 2018
Zara Ilyasova Una pagina, un’emozione Prima edizione 2018
Zhayna Ilyasova Una pagina, un’emozione Prima edizione 2018
Adriana Iftimie Ceroli Magari un’emozione! Prima edizione 2019
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Angela Maria Tiberi Magari un’emozione! Prima edizione 2019
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Dalila Boukhalfa Magari un’emozione! Prima edizione 2019
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Opere finaliste Premio musica Magari un’emozione! Prima edizione 2019
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Paola Occhi Magari un’emozione! Prima edizione 2019
Raffaele Pagliaruli, Magari un’emozione! Prima edizione 2019
Riccardo Nicolai Magari un’emozione! Prima edizione 2019
Roberta Panizza Magari un’emozione! Prima edizione 2019
Roberto Prandin Magari un’emozione! Prima edizione 2019
Santina Amici Magari un’emozione! Prima edizione 2019
Stefano Degli Abbati Magari un’emozione! Prima edizione 2019
Ajub Ibragimov Arte altrove Prima edizione 2020
Aleem Uddin Arte altrove Prima edizione 2020
Aleksandra Kazanceva Arte altrove Prima edizione 2020
Aleksandra Zavišjus Arte altrove Prima edizione 2020
Alessia Palomba Arte altrove Prima edizione 2020
Angela Maria Tiberi Arte altrove Prima edizione 2020
Anita Ķēķe Arte altrove Prima edizione 2020
Anna Rancāne – Arte altrove Prima edizione 2020
Antonio Mencarini Arte altrove Prima edizione 2020
Antonio Molina Vasconcelos Arte altrove Prima edizione 2020
Arif Azad Painter Arte altrove Prima edizione 2020
Astra Empele Arte altrove Prima edizione 2020
Broņislava Dzene Arte altrove Prima edizione 2020
Bruno Mancini Arte altrove Prima edizione 2020
Chiara Pavoni Arte altrove Prima edizione 2020
Chijia He Arte altrove Prima edizione 2020
Daniele Bocci Arte altrove Prima edizione 2020
Dario Alessio Arte altrove Prima edizione 2020
Dzintra Delpere Krāsaini Arte altrove Prima edizione 2020
Eduards Aivars Arte altrove Prima edizione 2020
Edvīns Jansons Arte altrove Prima edizione 2020
Elīna Zālīte Arte altrove Prima edizione 2020
Elita Viškere Arte altrove Prima edizione 2020
Elita Viškere Arte altrove Prima edizione 2020
Ēriks Bāris Arte altrove Prima edizione 2020
Eva Mārtuža Arte altrove Prima edizione 2020
Fatima Daudova Arte altrove Prima edizione 2020
Frank W. Tansey Arte altrove Prima edizione 2020
German Vizulis Arte altrove Prima edizione 2020
Guido Arbonelli Arte altrove Prima edizione 2020
Guna Oškalna Vējiņa Arte altrove Prima edizione 2020
Heino Blum Arte altrove Prima edizione 2020
Herminia Mesquita Arte altrove Prima edizione 2020
Ilze Zeimule Arte altrove Prima edizione 2020
Ināra Gaile Arte altrove Prima edizione 2020
Ingrīda Zaķe Arte altrove Prima edizione 2020
Ingvar El – Raven Arte altrove Prima edizione 2020
Ismail Akinc Arte altrove Prima edizione 2020
Janis Drozdovs Arte altrove Prima edizione 2020
Janis Jan Zarins Arte altrove Prima edizione 2020
Jeanfilip Arte altrove Prima edizione 2020
Jon Mucogllava Arte altrove Prima edizione 2020
Kārlis Īle Arte altrove Prima edizione 2020
Kheyrollah Asghari Arte altrove Prima edizione 2020
Lela Geleishvili Arte altrove Prima edizione 2020
Liga Sarah Lapinska Arte altrove Prima edizione 2020
Ligija Kovaļevska Arte altrove Prima edizione 2020
Liliana Manetti Arte altrove Prima edizione 2020
Linh Arte altrove Prima edizione 2020
Lucia D’Ambra Arte altrove Prima edizione 2020
Luciana Capece Arte altrove Prima edizione 2020
Mairita Ķērpe Arte altrove Prima edizione 2020
Marcos Robson Mota Arte altrove Prima edizione 2020
Maria Francesca Mosca Arte altrove Prima edizione 2020
Maria Luisa Neri Arte altrove Prima edizione 2020
Marija Gadaldi Arte altrove Prima edizione 2020
Marta Zemgune Arte altrove Prima edizione 2020
Maurizio Pedace Arte altrove Prima edizione 2020
Mehtap Guler Arte altrove Prima edizione 2020
Melinda Horvath Arte altrove Prima edizione 2020
Migel Piñero Arte altrove Prima edizione 2020
Milena Petrarca Arte altrove Prima edizione 2020
Milo Shor Arte altrove Prima edizione 2020
Mirjana Milanovic Arte altrove Prima edizione 2020
Modris Andžāns Arte altrove Prima edizione 2020
Nancy Avellina Arte altrove Prima edizione 2020
Nicola Pantalone Arte altrove Prima edizione 2020
Nunzia Zambardi Arte altrove Prima edizione 2020
Nunzia Zambardi Arte altrove Prima edizione 2020
Olga Ivanova Arte altrove Prima edizione 2020
Onofre P.P. Pinheiro Arte altrove Prima edizione 2020
Osama Salama Arte altrove Prima edizione 2020
Roalds Dobrovenskis Arte altrove Prima edizione 2020
Rosalba Grella Arte altrove Prima edizione 2020
Rubik Kocharian Arte altrove Prima edizione 2020
Safa Bn Arte altrove Prima edizione 2020
Sanita Simsone Arte altrove Prima edizione 2020
Sara Rogoni Arte altrove Prima edizione 2020
Sasho Kostov Arte altrove Prima edizione 2020
Sayed A. Irfan Arte altrove Prima edizione 2020
Sebastiano Grasso Arte altrove Prima edizione 2020
Sergey Kyrychenko Arte altrove Prima edizione 2020
Silvana Lazzarino Arte altrove Prima edizione 2020
Soledad Llamas Gonsalez Arte altrove Prima edizione 2020
Stefano degli Abbati Arte altrove Prima edizione 2020
Thamer M. Alhiti Arte altrove Prima edizione 2020
Tomas Fernandez Arte altrove Prima edizione 2020
Valdis Jaunskungs Arte altrove Prima edizione 2020
Valerien Bressy Arte altrove Prima edizione 2020
Vera Roķe Arte altrove Prima edizione 2020
Vilis Vizulis Arte altrove Prima edizione 2020
Vslentina Gavrish Arte altrove Prima edizione 2020
Yuri Serebryakov Arte altrove Prima edizione 2020
Zara Ilyasova Arte altrove Prima edizione 2020
Zhayna Ilyasova Arte altrove Prima edizione 2020
Abu Pahaev Decima edizione Prima edizione 2021
Adam Ilyasov Decima edizione Prima edizione 2021
Ajub Ibragimov Decima edizione Prima edizione 2021
Alessia Gaveglia Decima edizione Prima edizione 2021
Angela Maria Tiberi Decima edizione Prima edizione 2021
Anita Ķēķe Decima edizione Prima edizione 2021
Anita Zvaigzne Decima edizione Prima edizione 2021
Art Linh Decima edizione Prima edizione 2021
Astra Empele Decima edizione Prima edizione 2021
Broņislava Dzene Decima edizione Prima edizione 2021
Chijia He Decima edizione Prima edizione 2021
Daniel Hooper Decima edizione Prima edizione 2021
Dita Dīķe Decima edizione Prima edizione 2021
Eduards Aivars Decima edizione Prima edizione 2021
Elīna Zālīte Decima edizione Prima edizione 2021
Elita Viškere Decima edizione Prima edizione 2021
Emanuela Di Stefano Decima edizione Prima edizione 2021
Ēriks Bāris Decima edizione Prima edizione 2021
Eva Mārtuža Decima edizione Prima edizione 2021
Flora Rucco Decima edizione Prima edizione 2021
Frank W. Tansey Decima edizione Prima edizione 2021
German Vizulis Decima edizione Prima edizione 2021
Gianfranco Cilento Decima edizione Prima edizione 2021
Guillermo L. De Linaje Decima edizione Prima edizione 2021
Guna Oškalna-Vējiņa Decima edizione Prima edizione 2021
Heino Blum Decima edizione Prima edizione 2021
Herminia Mesquita Decima edizione Prima edizione 2021
Il Dispari Decima edizione Prima edizione 2021
Il SEXTANTE Decima edizione Prima edizione 2021
Ināra Gaile Decima edizione Prima edizione 2021
Ingrīda Zaķe Decima edizione Prima edizione 2021
Ingvar El Raven Decima edizione Prima edizione 2021
Ingvar El-Voron Decima edizione Prima edizione 2021
Janis Jan Zarins Decima edizione Prima edizione 2021
Jeanfilip Decima edizione Prima edizione 2021
Jelena Plotnikova Decima edizione Prima edizione 2021
Kārlis Īle Decima edizione Prima edizione 2021
Liene Liepiņa Decima edizione Prima edizione 2021
Liga Sarah Lapinska Decima edizione Prima edizione 2021
Ligija Kovaļevska Decima edizione Prima edizione 2021
Luciana Capece Decima edizione Prima edizione 2021
Lucio Rinaldini – Decima edizione Prima edizione 2021
Mairita Ķērpe-Dūze Decima edizione Prima edizione 2021
Makka Ilyasova Decima edizione Prima edizione 2021
Maria Francesca Mosca Decima edizione Prima edizione 2021
Miguel Pinero Decima edizione Prima edizione 2021
Milena Petrarca Decima edizione Prima edizione 2021
Miriana Milanovic Decima edizione Prima edizione 2021
Modris Andžāns Decima edizione Prima edizione 2021
Natalina Stefi Decima edizione Prima edizione 2021
Nunzia Zambardi Decima edizione Prima edizione 2021
Orietta Bellomo Decima edizione Prima edizione 2021
Osama Salama Decima edizione Prima edizione 2021
Rosaria Zizzo Decima edizione Prima edizione 2021
Safa Bn Decima edizione Prima edizione 2021
Sebastiano Grasso Decima edizione Prima edizione 2021
Sergey Kyrychenko Decima edizione Prima edizione 2021
Sigal Bali Decima edizione Prima edizione 2021
Simasilver Konya Decima edizione Prima edizione 2021
Thamer M. Alhiti Decima edizione Prima edizione 2021
Tomas Fernandez Decima edizione Prima edizione 2021
Valerien Bressy Decima edizione Prima edizione 2021
Vera Roķe Decima edizione Prima edizione 2021
Vera Roķe Decima edizione Prima edizione 2021
Viesturs Āboliņš Decima edizione Prima edizione 2021
Vilis Vizulis Decima edizione Prima edizione 2021
Virginio Sannino Decima edizione Prima edizione 2021
Yair Aharon Decima edizione Prima edizione 2021
Yuri Serebryakov Decima edizione Prima edizione 2021
Zara Ilyasova Decima edizione Prima edizione 2021
Abu Pashaev Isole nuove Prima edizione 2022
Adriana Iftimie Ceroli Isole nuove Prima edizione 2022
Agostino Lauro Isole nuove Prima edizione 2022
Aida Turrini Isole nuove Prima edizione 2022
Ajub Ibragimov Isole nuove Prima edizione 2022
Alberto Corradini Isole nuove Prima edizione 2022
Alberto Liguoro Isole nuove Prima edizione 2022
Aleandro Mariani Isole nuove Prima edizione 2022
Alessandra Corvi Isole nuove Prima edizione 2022
Alessandro Fantini Isole nuove Prima edizione 2022
Alessandro Fantoni Isole nuove Prima edizione 2022
Alessandro Petrarca Isole nuove Prima edizione 2022
Alessia Gaveglia Isole nuove Prima edizione 2022
Alfonso Gurreri Isole nuove Prima edizione 2022
Amirbek Ismailov Isole nuove Prima edizione 2022
Anastasia Lesyuk Isole nuove Prima edizione 2022
Andrea Del Buono Isole nuove Prima edizione 2022
Anes Chenah Isole nuove Prima edizione 2022
Angela Maria Tiberi Isole nuove Prima edizione 2022
Angela Prota Isole nuove Prima edizione 2022
Angela Rucco Isole nuove Prima edizione 2022
Anita Zvaigzne Isole nuove Prima edizione 2022
Anna Maria Bovieri Isole nuove Prima edizione 2022
Anna Maria Polidori Isole nuove Prima edizione 2022
Anna Rizzo Isole nuove Prima edizione 2022
Anna Santoliquido Isole nuove Prima edizione 2022
Antonio Buonomo Isole nuove Prima edizione 2022
Antonio De Asmundis Isole nuove Prima edizione 2022
Antonio Fusco Isole nuove Prima edizione 2022
Antonio Scarsella Isole nuove Prima edizione 2022
Arif Azad Painter Isole nuove Prima edizione 2022
Artur Gevorgyan Isole nuove Prima edizione 2022
Aslambek Tuguzov Isole nuove Prima edizione 2022
Baiba Rivža Isole nuove Prima edizione 2022
Beatrice Milan Isole nuove Prima edizione 2022
Bella Luna Isole nuove Prima edizione 2022
Bruno Mancini Isole nuove Prima edizione 2022
Carlo Bottoni Isole nuove Prima edizione 2022
Cecilia Salaices Isole nuove Prima edizione 2022
Chiara Pavoni Isole nuove Prima edizione 2022
Claudio D’Andrea Isole nuove Prima edizione 2022
Claudio Galeazzi Isole nuove Prima edizione 2022
Claudio Sgura Isole nuove Prima edizione 2022
Claudio Volpe Isole nuove Prima edizione 2022
Clementina Petroni Isole nuove Prima edizione 2022
Comune di Pontinia Isole nuove Prima edizione 2022
Dalila Boukhalfa Isole nuove Prima edizione 2022
Dante Maffia Isole nuove Prima edizione 2022
Dina Banay Babay Isole nuove Prima edizione 2022
Dita Dīķe Isole nuove Prima edizione 2022
Domenico Umbro Isole nuove Prima edizione 2022
Èda Gyenis Isole nuove Prima edizione 2022
Elisabetta Petrolati Isole nuove Prima edizione 2022
Elita Viškere Isole nuove Prima edizione 2022
Elizabete Blūma Isole nuove Prima edizione 2022
Enzo Casagni Isole nuove Prima edizione 2022
Enzo Rufino Isole nuove Prima edizione 2022
Erica Greco Isole nuove Prima edizione 2022
Ēriks Bāris Isole nuove Prima edizione 2022
Eros Ciotti Isole nuove Prima edizione 2022
Eva Mārtuža Isole nuove Prima edizione 2022
Fabaries Vasquez Isole nuove Prima edizione 2022
Fabio Ricci Isole nuove Prima edizione 2022
Fatima Daudova Isole nuove Prima edizione 2022
Felice Ceparano Isole nuove Prima edizione 2022
Flora Rucco Isole nuove Prima edizione 2022
Florenza Lessa Isole nuove Prima edizione 2022
Franca Cappelli Isole nuove Prima edizione 2022
Franco Borretti Isole nuove Prima edizione 2022
Franco Turco Isole nuove Prima edizione 2022
Gabriella Consoli Bravo Isole nuove Prima edizione 2022
Gaetano Di Meglio Isole nuove Prima edizione 2022
Gaetano Manfredi Isole nuove Prima edizione 2022
Gerardo Pinto Isole nuove Prima edizione 2022
Giacinta Santilli Isole nuove Prima edizione 2022
Giacomo Antognarelli Isole nuove Prima edizione 2022
Giancarla Sissa Isole nuove Prima edizione 2022
Gianna Formato Isole nuove Prima edizione 2022
Gianni Mida Isole nuove Prima edizione 2022
Gino Da Vinci Isole nuove Prima edizione 2022
Giovanni Pacella Isole nuove Prima edizione 2022
Giulia Vignapiano Isole nuove Prima edizione 2022
Giuliano Moretto Isole nuove Prima edizione 2022
Giuseppe Astarita Isole nuove Prima edizione 2022
Giuseppe Lorin Isole nuove Prima edizione 2022
Giuseppe Scognamiglio Isole nuove Prima edizione 2022
Giusy Donini Isole nuove Prima edizione 2022
Gregorio Iannotta Isole nuove Prima edizione 2022
Hayde Guttierez Isole nuove Prima edizione 2022
Hyade Guttierez; Isole nuove Prima edizione 2022
Ieva Akuratere Isole nuove Prima edizione 2022
Indulis Zālīte Isole nuove Prima edizione 2022
Ingrīda Zaķe Isole nuove Prima edizione 2022
Irina Befa Isole nuove Prima edizione 2022
Irinel Daniel Iacob Isole nuove Prima edizione 2022
Isabella Baratta Isole nuove Prima edizione 2022
Isabella Insolvibile Isole nuove Prima edizione 2022
Italo Proferisce Isole nuove Prima edizione 2022
Iuliana Lakavaja Isole nuove Prima edizione 2022
Iveta Koško Isole nuove Prima edizione 2022
Janis Drozdovs Isole nuove Prima edizione 2022
Jeanfilip Isole nuove Prima edizione 2022
Kārlis Dobrājs Isole nuove Prima edizione 2022
Kristīne Lapiņa Isole nuove Prima edizione 2022
Le Hai Linh Isole nuove Prima edizione 2022
Lev Karnauhov Isole nuove Prima edizione 2022
Liga Sarah Lapinska Isole nuove Prima edizione 2022
Lina Savone Villa Isole nuove Prima edizione 2022
Lopel Gisela Isole nuove Prima edizione 2022
Loris Giorgini Isole nuove Prima edizione 2022
Luca Hoti Isole nuove Prima edizione 2022
Lucia Annicelli. Isole nuove Prima edizione 2022
Lucia Fusco Isole nuove Prima edizione 2022
Luciana Capece Isole nuove Prima edizione 2022
Luciano Somma Isole nuove Prima edizione 2022
Luigi Costantini Isole nuove Prima edizione 2022
Luigi Zaccheo Isole nuove Prima edizione 2022
lvi Dakho Isole nuove Prima edizione 2022
Mafalda Cantarelli Isole nuove Prima edizione 2022
Magomed Zakriev Isole nuove Prima edizione 2022
Mairita Ķērpe–Dūze Isole nuove Prima edizione 2022
Manal Serry; Isole nuove Prima edizione 2022
Marcella Continanza Isole nuove Prima edizione 2022
Marcella Foranna Isole nuove Prima edizione 2022
Maria Francesca Mosca Isole nuove Prima edizione 2022
Maria Luisa Neri Isole nuove Prima edizione 2022
Maria Supino Isole nuove Prima edizione 2022
Marija Gadaldi Isole nuove Prima edizione 2022
Marina Cappelli Isole nuove Prima edizione 2022
Mario De Marchis Isole nuove Prima edizione 2022
Mark Illukpitiya Isole nuove Prima edizione 2022
Mattiew Lamberti Isole nuove Prima edizione 2022
Maurizio Pedace Isole nuove Prima edizione 2022
Mauro Paolo Montacchiesi Isole nuove Prima edizione 2022
Melinda Horvath Isole nuove Prima edizione 2022
Michela Zanarella Isole nuove Prima edizione 2022
Miguel Pinero Isole nuove Prima edizione 2022
Milena Petrarca Isole nuove Prima edizione 2022
Mino Sferra Isole nuove Prima edizione 2022
Mirjana Milanovic Isole nuove Prima edizione 2022
Monica Astarita Isole nuove Prima edizione 2022
Monica Hernandez Isole nuove Prima edizione 2022
Nancy Piccaro Isole nuove Prima edizione 2022
Nicola Muciaccia Isole nuove Prima edizione 2022
Nicola Pantalone Isole nuove Prima edizione 2022
Nunzia Zambardi Isole nuove Prima edizione 2022
Padre Giancarlo Isole nuove Prima edizione 2022
Paola Cacciotti Isole nuove Prima edizione 2022
Paola Iotti Isole nuove Prima edizione 2022
Paola Occhi Isole nuove Prima edizione 2022
Pasquale Esposito Isole nuove Prima edizione 2022
Pietrantonio De Lucia Isole nuove Prima edizione 2022
Pietro Santoro Isole nuove Prima edizione 2022
Pini Goldstein Isole nuove Prima edizione 2022
Puransingh Jhala Isole nuove Prima edizione 2022
Raffaele Pagliaruli Isole nuove Prima edizione 2022
Raimonds Spundzāns Isole nuove Prima edizione 2022
Rino Sortino Isole nuove Prima edizione 2022
Rita Petrarca Isole nuove Prima edizione 2022
Rita Sani Isole nuove Prima edizione 2022
Rita Vectirāne Isole nuove Prima edizione 2022
Roberta Cappuccilli Isole nuove Prima edizione 2022
Roberto Prandin Isole nuove Prima edizione 2022
Rolands Krišjāns Isole nuove Prima edizione 2022
Rosalba Grella Isole nuove Prima edizione 2022
Safa Bn Isole nuove Prima edizione 2022
Salvatore Volpe Isole nuove Prima edizione 2022
Sandra Švarca squalificata da tutte le edizioni del Premio OTTO MILIONI Isole nuove Prima edizione 2022
Sergey Kyrychenko Isole nuove Prima edizione 2022
Soledad Lamas Gonzalez Isole nuove Prima edizione 2022
Sonia Testa Isole nuove Prima edizione 2022
Stefano Degli Abbati Isole nuove Prima edizione 2022
Sulumbek Idrisov Isole nuove Prima edizione 2022
Svetlana Gnevanova Isole nuove Prima edizione 2022
Tomas Fernandez Isole nuove Prima edizione 2022
Tommaso Barea Isole nuove Prima edizione 2022
Tony Piccaro Isole nuove Prima edizione 2022
Valerio Giovanni Ruberto Isole nuove Prima edizione 2022
Vera Roķe Isole nuove Prima edizione 2022
Veronica Peredes Isole nuove Prima edizione 2022
Victoria Suriani Isole nuove Prima edizione 2022
Vidma Wait Isole nuove Prima edizione 2022
Viesturs Āboliņš Isole nuove Prima edizione 2022
Vija Laganovska Isole nuove Prima edizione 2022
Vincenzo Caccamo Isole nuove Prima edizione 2022
Vincenzo De Luca Isole nuove Prima edizione 2022
Vincenzo Middei Isole nuove Prima edizione 2022
Virgilio Violo Isole nuove Prima edizione 2022
Vittorio Zingone Isole nuove Prima edizione 2022
Walter Poli Isole nuove Prima edizione 2022
Wanda Puglia. Isole nuove Prima edizione 2022
Yair Aharon Isole nuove Prima edizione 2022
Yousra Chenah Isole nuove Prima edizione 2022
Yuri Serebryakov Isole nuove Prima edizione 2022

Copertine antologie

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Locandine rassegna parziale

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Il Dispari 20230619

Il Dispari 20230619 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230619 – Redazione culturale DILA

CS DILA APS: Tutte le opere finaliste della 12a edizione Premio OTTO MILIONI

Il 14 giugno 2023, nel salone Onofrio Buonocore della Biblioteca Antoniana di Ischia, la Direttrice della Biblioteca, Dottoressa Lucia Annicelli, ha comunicalo gli elenchi delle opere finaliste delle quattro sezioni (Poesia, Arti grafiche, Articoli, Video) relativi alla dodicesima edizione del Premio internazionale di Arti Varie OTTO MILIONI, ideato da Bruno Mancini ed organizzato dall’Associazione di Promozione Sociale DILA APS in collaborazione con le Associazioni che hanno aderito al partenariato proposto dalla stessa DILA APS, vale a dire Casa Editrice IL SEXTANTE, Associazione L’Arte DEL SUONARE, Testata giornalistica IL DISPARI, Associazione ADA, Fondazione LA SPONDA, Magazine EUDONNA e Associazione ANIA.

Tutte le opere finaliste potranno essere votate nei link che seguono:

POESIA: https://www.emmegiischia.com/poesie-finaliste-premio-otto-milioni-2022/

ARTI GRAFICHE: https://www.emmegiischia.com/arti-grafiche-finaliste-premio-otto-milioni-2023/

ARTICOLI: https://www.emmegiischia.com/articoli-finalisti-premio-otto-milioni-2023/

VIDEO: https://www.emmegiischia.com/video-finalisti-premio-otto-milioni-2023/

Si vota cliccando sul pollice (LIKE FB) presente in ciascuna pagina.
Si possono votare un numero a piacere di opere.
Ogni IP può votare una sola volta al giorno una singola opera.
Le votazioni WEB termineranno il 25 ottobre 2023 e subito dopo inizieranno le votazioni da parte delle Giurie nominate da DILA APS & Partner.
Le classifiche finali (somma dei voti web + voti Giurie) saranno comunicate in una data compresa tra 15 e il 20 novembre 2023.
La cerimonia di premiazione avverrà in una data compresa tra il 30 novembre e il 30 dicembre 2023.

Presenti Bruno Mancini Patron del Premio nonché Presidente dell’Associazione DILA APS e Chiara Pavoni (che ha diretto l’evento) Membro del Consiglio Direttivo DILA APS, la cantante Angela Prota ha allietato l’incontro con un apprezzatissimo recital di canzoni napoletane; la poetessa Clementina Petroni ha letto sue poesie e lo scrittore Alberto Liguoro ha illustrato il tema che poi è stato trattato il giorno seguente sempre nella Biblioteca Antoniana.

Sono stati consegnati, inoltre, alcuni attestati di partecipazione alla rassegna nazionale IL MAGGIO DEI LIBRI 22023.

Complimenti e in bocca al lupo a tutti i finalisti.

Il Dispari 20230619 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230619 – Redazione culturale DILA
Il Dispari 20230619 – Redazione culturale DILA Il Dispari 20230619 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230619 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230619 – Redazione culturale DILAIl Dispari 20230619 – Redazione culturale DILA Il Dispari 20230619 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230619 – Redazione culturale DILA

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Il Dispari 20230619 – Redazione culturale DILA

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Il Dispari 20230626 – Redazione culturale DILA

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Il Dispari 20230626– Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230626

Il Dispari 20230626 – Redazione culturale DILA

DILA APS: QUESTA SCONOSCIUTA?

ASSOCIAZIONE DI PROMOZIONE SOCIALE

“DA ISCHIA L’ARTE – DILA APS”
 
Costituita il 19/11/2014
Iscritta al RUNTS il 20/03/2023
Idonea a ricevere il 5×1000 con il C. F. 91013050637
Sede legale: Via Gemito 27 – 80077 Ischia
Telefono 3914830355
E-mail: dila@emmegiischia.com
PEC: dilaaps@pec.it
Sito web: https://www.emmegiischia.com/
Statistiche sito web dal 13/11/2019 al 22/05/2023: Iscritti 48.561; Total Visits 21.679.838; Total Posts 6.825; Total Pages 2.200
Sito web n 2: https://dila.altervista.org/
Il nostro canale Youtube, con 2.100 video, ha ottenuto 100.320 visualizzazioni per la durata   complessiva di 1.958 ore.

L’Associazione

L’Associazione di Promozione Sociale DA ISCHIA L’ARTE DILA APS opera ufficialmente dal 2014 in prosecuzione di una lunga serie di attività artistiche e culturali ideate ed organizzate da Bruno Mancini a partire dal 2008.

La sua attività è stata compresa negli ambiti della promozione della lettura, della letteratura e di tutte le forme artistiche (musica, danza, teatro, arti figurative, cinema e altro), sviluppando eventi e supporti editoriali e mediatici con il preciso scopo della socializzazione e della promozione della cultura in generale.

Libri, recensioni, opere pittoriche, produzioni musicali sono solo alcuni dei capitoli posti al centro delle attività dell’Associazione, come elementi di traino e di divulgazione di tutte le altre forme d’Arte, in una prospettiva di incontri sociali ma anche di formazione e di istruzione permanente.

I libri sono cultura, serenità, malizia –  I libri aggiungono valore agli auguri – I libri aumentano il pregio dei regali – I libri donano intensità emotive – I libri sprigionano emozioni – I libri offrono esperienze insostituibili – I libri rappresentano patrimoni di conoscenze – I libri arricchiscono competenze – I libri spandono seduzioni – I libri suscitano serenità – I libri adornano di charme – I libri diffondono culture – I libri posseggono fascino – I libri infondono distensione – I libri non ingannano, ma ammaliano – I libri sono tranquillità, sono suggestioni, sono tentazioni, sono lusinghe, sono confronto e tanto altro ancora.

Le attività principali svolte dall’Associazione sono l’ideazione e la realizzazione di progetti ed eventi fruibili sia in luoghi istituzionalmente deputati alla cultura come scuole, musei, biblioteche, cinema, teatri e centri culturali; sia in sedi tradizionalmente non deputate a tale scopo come luoghi ricreativi, parchi e giardini, piazze, librerie, luoghi di ristorazione, alberghi, salotti privati

Un impegno rivolto alla creazione di “nuovi” spazi di libero confronto e partecipazione alla vita culturale che favoriscano la partecipazione di cittadini e lettori di ogni età, con spirito di piacevole interessamento.

L’Associazione, in proiezione internazione, ha come attività principale il Premio di Arti varie OTTO MILIONI giunto, nel 2023, alla 12a edizione articolata, quest’anno, in quattro sezioni: Poesia, Arti grafiche, Video, Articoli.

Il Premio, fin dalla prima edizione, è stato (e sarà sempre) ad iscrizione assolutamente gratuita e aperto a TUTTI gli Artisti senza alcuna discriminazione.

Boicottiamo tutti i concorsi e tutti i cosiddetti “premi” che prevedano una tassa d’iscrizione per parteciparvi, perché per gli scrittori è mortificante dover “pagare” per avere “l’onore” di essere letti.

Un’Antologia di circa 160 pagine contenente tutte le opere finaliste viene pubblicata ogni anno in contemporanea con la cerimonia di premiazione dei vincitori delle varie sezioni.

Nel corso degli anni hanno partecipato al Premio molte migliaia di Artisti provenienti da quasi tutte le nazioni dei quattro continenti, tanto che il solo gruppo di coloro che sono stati pubblicati nelle antologie ha superato di gran lunga il numero di 500.

 Il Dispari 20230626 – Redazione culturale DILA


I Partner

DA ISCHIA L’ARTE DILA APS ha attivate Sedi operative e Case della Cultura in numerose nazioni europee, americane, africane e mediorientali con il favore e la collaborazione di numerose associazioni culturali, fondazioni, istituti scolastici, librerie, biblioteche, musei, enti pubblici e privati,  nonché di artisti, insegnanti, professionisti, artigiani, blogger, case editrici, giornalisti e organi di informazione.

L’Associazione cura, fra le altre attività giornalistiche, la redazione di una pagina culturale settimanale su questo quotidiano cartaceo IL DISPARI, distribuito in abbinamento con lo storico IL MATTINO di Napoli.

Succinto elenco dei nostri progetti

  • 22 Prodotti editoriali antologici
  • 30 Prodotti editoriali individuali
  • 7 Partecipazioni al Bookcity di Milano
  • Pluriennale partecipazione a IL MAGGIUO DEI LIBRI con oltre 200 eventi
  • Attività presentate in luoghi prestigiosi tra i quali:

MUDUC – Milano; Museo etnografico del mare – Ischia; Aula magna SIAM – Milano; Sala Maddalena – Monza; Hotel Delfini – Ischia; Sala Consiliare – Pontinia; Museo Della Terra Pontina – Latina; Hotel Delfini – Ischia; Biblioteca Antoniana – Ischia; Sala Consiliare – Norma; Abazia Sermoneta; Spazio MICRO – Roma;  Libreria Spazio cultura – Palermo; Archeoclub d’Italia; Parco termale Negombo – Lacco Ameno; Sala Consiliare – Torrenova; Interno 4 – Roma; Guardia Costiera – Sapri; Hotel Ulisse – Ischia; Hotel Oriente – Ischia; Hotel Mareblù – Ischia; Hotel Miramare e Castello – Ischia; Castello Sforzesco – Milano; Teatro PIME – Milano; Biblioteca Nazionale Centrale di Roma.

Nel corso delle precedenti 11 edizioni del Premio di Arti Varie OTTO MILIONI l’Associazione DILA ha contribuito a promuovere i libro e le lettura nelle biblioteche attraverso donazioni e reading.

In chiusura giova precisare che fino al 26/05/2023, ed a partire dalla sua costituzione (19/11/2014) l’Associazione DILA APS non ha partecipato ad alcun bando pubblico, non ha richiesto alcun finanziamento pubblico e, di conseguenza, non ha ricevuto neppure un euro da nessuna Amministrazione pubblica.

Programma della 12a edizione del Premio di Arti varie OTTO MILIONI
La dodicesima edizione del Premio di Arti varie OTTO MILIONI ha avuto inizio il 18/02/2023 con la pubblicazione del bando
https://www.emmegiischia.com/premi-otto-milioni-2023/

è proseguita con la verifica della iscrizioni terminate il 15/05/2023.
Attualmente è nella fase di votazione web delle opere finaliste che sono state comunicate il 14 giugno in occasione di un evento patrocinato dalla Città di Ischia che si è svolto nella Biblioteca Antoniana di Ischia.

https://www.emmegiischia.com/wp-content/uploads/2023/05/Biblioteca-14-15-giugno-delibera-patrocinio-ridim.jpg

Tutte le opere che le Giurie designate come finaliste sono state pubblicate in singole pagine

https://www.emmegiischia.com/arti-grafiche-finaliste-premio-otto-milioni-2023/

https://www.emmegiischia.com/poesie-finaliste-premio-otto-milioni-2023/

https://www.emmegiischia.com/video-finalisti-premio-otto-milioni-2023/

https://www.emmegiischia.com/articoli-finalisti-premio-otto-milioni-2023/

e potranno ricevere voti web.

La somma dei voti espressi sul web verrà assegnata ad altre tre Giure scelte dalla presidenza DILA APS le quali li potranno attribuire a loro arbitrio alle opere finaliste.

La somma dei voti ricevuti dal web e dalle tre Giurie comporrà il punteggio finale designando i vincitori delle quattro sezioni.

Tale classifica finale sarà comunicata in una data compresa tra il 15 e il 19 novembre 2023 durante uno o più eventi che si svolgeranno in contemporanea in alcune località italiane compresa, in primis l’isola d’Ischia.

La cerimonia di premiazione avverrà a Ischia in una data compresa tra il  22 novembre e il 20 dicembre 2023.

In tale occasione sarà presentato al pubblico e alla stampa il volume antologico contenente TUTTE le opere finaliste di tutte le quattro sezioni, oltre a brevi noti informative relative sulla storia del premio e dei suoi principali protagonisti.

L’antologia dal titolo “ISPIRAZIONI”, saà regolarmente provvista di ISBN.

Vi sembrano buone ragioni per donare il vostro 5×1000 alla nostra Associazione di Promozione Sociale DILA APS?

Il Dispari 20230626 – Redazione culturale DILA

Durante la cerimonia di premiazione, per iniziativa di Massimo Abbate, Patron del festival della Canzone Napoletana nonché Presidente dell’Associazione ANIA APS (Associazione Nazionale Italiana Artisti) con la sua regia e con la sua conduzione, un gruppo di allievi/e delle principali Accademie musicali della Campania celebreranno il 150o anniversario della nascita del già citato Tenore Enrico Caruso attraverso l’illustrazione dell’impegno discografico che Egli profuse omaggiando la tradizione musicale napoletana mediante la registrazione di 22 canzoni, alcune anche di sua fattura.

Inoltre, per la prima volta in assoluto, sarà esposto un autografo del grande Maestro Caruso consistente in una cartolina che Lui ha inviata dall’America agli avi del Presidente Bruno Mancini.

Il Dispari 20230626 – Redazione culturale DILA

Commercialisti italiani elenco 1

Commercialisti 1

ABATE Carmine 16/02/1956 Napoli BTACMN56B16F839G 01778370591 Rag. Commercialista Diploma Di Ragioniere E Perito Commerciale

ABATE Francesco 18/01/1963 Ottaviano BTAFNC63A18G190Y 08619621213 Dott. Commercialista Laurea In Economia E Commercio

ABATE Hernest 08/09/1965 Teramo BTAHNS65P08L103V 07065z70633 Dott. Commercialista Scienze Economico Marittime

ABATE Rachele 12/10/1985 Caserta BTARHL85R52B963M 04121700613 Dott. Commercialista Laurea Magistrale Lm77

ABATE Silvana 28/03/1962 Napoli BTASVN62C68F839A 04963940632 Rag. Commercialista Diploma Di Ragioniere E Perito Commerciale

ABBATE Cesare 24/01/1947 Calvizzano BBTCSR47A24B452Q 01831900632 Dott. Commercialista Laurea In Economia E Commercio

ABBATE Emiliano 13/05/1973 Napoli BBTMLN73E13F839Z 05964431216 Dott. Commercialista Commercio Internazionale E Mercati Valutari

ABBATE Giovanni 13/07/1974 Napoli BBTGNN74L13F839F 06103001217 Dott. Commercialista Laurea In Economia E Commercio

ABBATE Maria 20/07/1987 Napoli BBTMRA87L60F839Q Dott. Commercialista Laurea Magistrale Lm77

ABBONDANDOLO Claudio 22/12/1972 Napoli BBNCLD72T22F839O 04928281213 Dott. Commercialista Laurea Magistrale Lm5f

ABBONDANDOLO Manuela 22/12/1972 Napoli BBNMNL72T62F839A 07457490634 Dott. Commercialista Laurea Magistrale Lm5£

ABBONDATI Antonella 06/11/196s Napoli BBNNNL66S46F839J 07366650633 Dott. Commercialista Laurea In Economia E Commercio

ABETE Nicola 16/10/1952 Ercolano BTANCL52R16H243H 00064051212 Dott. Commercialista Laurea In Economia E Commercio

ABIOSI Arduino 05/05/1961 Napoli BSARDN61E05F839M 04814490639 Dott. Commercialista Laurea In Economia E Commercio

ABIOSI Francesco 26/01/1980 Napoli BSAFNC80A26F839B 06798601214 Dott. Commercialista Laurea In Economia E Commercio

ABIOSI Gennaro 27/12/1974 Napoli BSAGNR74T27F839I 07953580631 Dott. Commercialista Laurea In Economia E Commercio

ABITABILE Filippo 06/08/19s9 Napoli BTBFPP59M06F839P Dott. Commercialista Laurea In Economia E Commercio

ABROGATO Rosa 26/04/1981 Lacco Ameno BRGRSO81 D66E396C 06809971218 Dott. Commercialista Commercio Internazionale E Mercati Valutari

ACAMPA Armando Samuele 20/01/1984 San Felice A Cancello CMPRND84A20H834V 09541941218 Dott. Commercialista Laurea Magistrale Lm77

ACAMPORA Ciro 23/09/1968 Portici CMPCRI68P23G902B 03126721210 Dott. Commercialista Laurea In Economia E Commercio

ACANFORA Stefano 27/07/1963 Napoli CNFSFN63L27F839I 09491061215 Dott. Commercialista Laurea In Economia E Commercio

ACCARDI Fabio 30/03/1957 Napoli CCRFBA57C30F839T Dott. Commercialista Laurea In Economia E Commercio

ACCARDO Ciro 16/08/1965 Torre Del Greco CCRCRI65M16L259Z 04328571213 Rag. Commercialista Laurea Specialistica 84/S Economia E Management

ACCARDO Francesco 1s/09/1977 Napoli CCRFNC77P15F839B 05705571213 Dott. Commercialista Laurea In Economia E Commercio

ACCARDO Gabriella 15/07/1950 Napoli CCRGRL50L55F839T Dott. Commercialista Laurea In Economia E Commercio

ACCURSO Giuseppina 26/05/1976 Napoli CCRGPP76E66F839K 07690601211 Dott. Commercialista Laurea In Economia

Commercialisti italiani elenco

DILA APS

Artisti partecipanti alle antologie

DILA APS: QUESTA SCONOSCIUTA?

ASSOCIAZIONE DI PROMOZIONE SOCIALE

“DA ISCHIA L’ARTE – DILA APS”

 

Costituita il 19/11/2014

Iscritta al RUNTS il 20/03/2023

Idonea a ricevere il 5×1000 con il C. F. 91013050637

Sede legale: Via Gemito 27 – 80077 Ischia

Telefono 3914830355

E-mail: dila@emmegiischia.com

PEC: dilaaps@pec.it

Sito web: https://www.emmegiischia.com/

Statistiche sito web dal 13/11/2019 al 22/05/2023: Iscritti 48.561; Total Visits 21.679.838; Total Posts 6.825; Total Pages 2.200

Sito web n 2: https://dila.altervista.org/

Il nostro canale Youtube, con 2.100 video, ha ottenuto 100.320 visualizzazioni per la durata   complessiva di 1.958 ore.

L’Associazione

L’Associazione di Promozione Sociale DA ISCHIA L’ARTE DILA APS opera ufficialmente dal 2014 in prosecuzione di una lunga serie di attività artistiche e culturali ideate ed organizzate da Bruno Mancini a partire dal 2008.

La sua attività è stata compresa negli ambiti della promozione della lettura, della letteratura e di tutte le forme artistiche (musica, danza, teatro, arti figurative, cinema e altro), sviluppando eventi e supporti editoriali e mediatici con il preciso scopo della socializzazione e della promozione della cultura in generale.

Libri, recensioni, opere pittoriche, produzioni musicali sono solo alcuni dei capitoli posti al centro delle attività dell’Associazione, come elementi di traino e di divulgazione di tutte le altre forme d’Arte, in una prospettiva di incontri sociali ma anche di formazione e di istruzione permanente.

I libri sono cultura, serenità, malizia –  I libri aggiungono valore agli auguri – I libri aumentano il pregio dei regali – I libri donano intensità emotive – I libri sprigionano emozioni – I libri offrono esperienze insostituibili – I libri rappresentano patrimoni di conoscenze – I libri arricchiscono competenze – I libri spandono seduzioni – I libri suscitano serenità – I libri adornano di charme – I libri diffondono culture – I libri posseggono fascino – I libri infondono distensione – I libri non ingannano, ma ammaliano – I libri sono tranquillità, sono suggestioni, sono tentazioni, sono lusinghe, sono confronto e tanto altro ancora.

Le attività principali svolte dall’Associazione sono l’ideazione e la realizzazione di progetti ed eventi fruibili sia in luoghi istituzionalmente deputati alla cultura come scuole, musei, biblioteche, cinema, teatri e centri culturali; sia in sedi tradizionalmente non deputate a tale scopo come luoghi ricreativi, parchi e giardini, piazze, librerie, luoghi di ristorazione, alberghi, salotti privati

Un impegno rivolto alla creazione di “nuovi” spazi di libero confronto e partecipazione alla vita culturale che favoriscano la partecipazione di cittadini e lettori di ogni età, con spirito di piacevole interessamento.

L’Associazione, in proiezione internazione, ha come attività principale il Premio di Arti varie OTTO MILIONI giunto, nel 2023, alla 12a edizione articolata, quest’anno, in quattro sezioni: Poesia, Arti grafiche, Video, Articoli.

Il Premio, fin dalla prima edizione, è stato (e sarà sempre) ad iscrizione assolutamente gratuita e aperto a TUTTI gli Artisti senza alcuna discriminazione.

Boicottiamo tutti i concorsi e tutti i cosiddetti “premi” che prevedano una tassa d’iscrizione per parteciparvi, perché per gli scrittori è mortificante dover “pagare” per avere “l’onore” di essere letti.

Un’Antologia di circa 160 pagine contenente tutte le opere finaliste viene pubblicata ogni anno in contemporanea con la cerimonia di premiazione dei vincitori delle varie sezioni.

Nel corso degli anni hanno partecipato al Premio molte migliaia di Artisti provenienti da quasi tutte le nazioni dei quattro continenti, tanto che il solo gruppo di coloro che sono stati pubblicati nelle antologie ha superato di gran lunga il numero di 500.

I Partner

DA ISCHIA L’ARTE DILA APS ha attivate Sedi operative e Case della Cultura in numerose nazioni europee, americane, africane e mediorientali con il favore e la collaborazione di numerose associazioni culturali, fondazioni, istituti scolastici, librerie, biblioteche, musei, enti pubblici e privati,  nonché di artisti, insegnanti, professionisti, artigiani, blogger, case editrici, giornalisti e organi di informazione.

L’Associazione cura, fra le altre attività giornalistiche, la redazione di una pagina culturale settimanale su questo quotidiano cartaceo IL DISPARI, distribuito in abbinamento con lo storico IL MATTINO di Napoli.

Succinto elenco dei nostri progetti

  • 22 Prodotti editoriali antologici
  • 30 Prodotti editoriali individuali
  • 7 Partecipazioni al Bookcity di Milano
  • Pluriennale partecipazione a IL MAGGIUO DEI LIBRI con oltre 200 eventi
  • Attività presentate in luoghi prestigiosi tra i quali:

MUDUC – Milano; Museo etnografico del mare – Ischia; Aula magna SIAM – Milano; Sala Maddalena – Monza; Hotel Delfini – Ischia; Sala Consiliare – Pontinia; Museo Della Terra Pontina – Latina; Hotel Delfini – Ischia; Biblioteca Antoniana – Ischia; Sala Consiliare – Norma; Abazia Sermoneta; Spazio MICRO – Roma;  Libreria Spazio cultura – Palermo; Archeoclub d’Italia; Parco termale Negombo – Lacco Ameno; Sala Consiliare – Torrenova; Interno 4 – Roma; Guardia Costiera – Sapri; Hotel Ulisse – Ischia; Hotel Oriente – Ischia; Hotel Mareblù – Ischia; Hotel Miramare e Castello – Ischia; Castello Sforzesco – Milano; Teatro PIME – Milano; Biblioteca Nazionale Centrale di Roma.

Nel corso delle precedenti 11 edizioni del Premio di Arti Varie OTTO MILIONI l’Associazione DILA ha contribuito a promuovere i libro e le lettura nelle biblioteche attraverso donazioni e reading.

In chiusura giova precisare che fino al 26/05/2023, ed a partire dalla sua costituzione (19/11/2014) l’Associazione DILA APS non ha partecipato ad alcun bando pubblico, non ha richiesto alcun finanziamento pubblico e, di conseguenza, non ha ricevuto neppure un euro da nessuna Amministrazione pubblica.

Programma della 12a edizione del Premio di Arti varie OTTO MILIONI

La dodicesima edizione del Premio di Arti varie OTTO MILIONI ha avuto inizio il 18/02/2023 con la pubblicazione del bando

https://www.emmegiischia.com/premi-otto-milioni-2023/

è proseguita con la verifica della iscrizioni terminate il 15/05/2023.
Attualmente è nella fase di votazione web delle opere finaliste che sono state comunicate il 14 giugno in occasione di un evento patrocinato dalla Città di Ischia che si è svolto nella Biblioteca Antoniana di Ischia.

 https://www.emmegiischia.com/wp-content/uploads/2023/05/Biblioteca-14-15-giugno-delibera-patrocinio-ridim.jpg

Tutte le opere che le Giurie designate come finaliste sono state pubblicate in singole pagine

https://www.emmegiischia.com/arti-grafiche-finaliste-premio-otto-milioni-2023/

https://www.emmegiischia.com/poesie-finaliste-premio-otto-milioni-2023/

https://www.emmegiischia.com/video-finalisti-premio-otto-milioni-2023/

https://www.emmegiischia.com/articoli-finalisti-premio-otto-milioni-2023/

e potranno ricevere voti web.

La somma dei voti espressi sul web verrà assegnata ad altre tre Giure scelte dalla presidenza DILA APS le quali li potranno attribuire a loro arbitrio alle opere finaliste.

La somma dei voti ricevuti dal web e dalle tre Giurie comporrà il punteggio finale designando i vincitori delle quattro sezioni.

Tale classifica finale sarà comunicata in una data compresa tra il 15 e il 19 novembre 2023 durante uno o più eventi che si svolgeranno in contemporanea in alcune località italiane compresa, in primis l’isola d’Ischia.

La cerimonia di premiazione avverrà a Ischia in una data compresa tra il  22 novembre e il 20 dicembre 2023.

In tale occasione sarà presentato al pubblico e alla stampa il volume antologico contenente TUTTE le opere finaliste di tutte le quattro sezioni, oltre a brevi noti informative relative sulla storia del premio e dei suoi principali protagonisti.

L’antologia dal titolo “ISPIRAZIONI”, saà regolarmente provvista di ISBN.

Vi sembrano buone ragioni per donare il vostro 5×1000 alla nostra Associazione di Promozione Sociale DILA APS?

Durante la cerimonia di premiazione, per iniziativa di Massimo Abbate, Patron del festival della Canzone Napoletana nonché Presidente dell’Associazione ANIA APS (Associazione Nazionale Italiana Artisti) con la sua regia e con la sua conduzione, un gruppo di allievi/e delle principali Accademie musicali della Campania celebreranno il 150o anniversario della nascita del già citato Tenore Enrico Caruso attraverso l’illustrazione dell’impegno discografico che Egli profuse omaggiando la tradizione musicale napoletana mediante la registrazione di 22 canzoni, alcune anche di sua fattura.

Inoltre, per la prima volta in assoluto, sarà esposto un autografo del grande Maestro Caruso consistente in una cartolina che Lui ha inviata dall’America agli avi del Presidente Bruno Mancini.

Bruno Mancini Ischia, un’isola di poesia Prima edizione 2007
Daniela Baldassari Ischia, un’isola di poesia Prima edizione 2007
Elena Mancini Ischia, un’isola di poesia Prima edizione 2007
Italo Zingoni Ischia, un’isola di poesia Prima edizione 2007
Liga Sarah Lapinska Ischia, un’isola di poesia Prima edizione 2007
Lucia Cassini Ischia, un’isola di poesia Prima edizione 2007
Luciano Somma Ischia, un’isola di poesia Prima edizione 2007
Pamela Allegretto Franz Ischia, un’isola di poesia Prima edizione 2007
Roberta Panizza Ischia, un’isola di poesia Prima edizione 2007
Valerien Bressy Ischia, un’isola di poesia Prima edizione 2007
Angela Barnaba Ischia, un’isola d’amore Prima edizione 2008
Angelo Zotti Ischia, un’isola d’amore Prima edizione 2008
Bruno Mancini Ischia, un’isola d’amore Prima edizione 2008
Christian Preziosi Ischia, un’isola d’amore Prima edizione 2008
Daniela Baldassari Ischia, un’isola d’amore Prima edizione 2008
Dario Rustichelli Ischia, un’isola d’amore Prima edizione 2008
Elena Mancini Ischia, un’isola d’amore Prima edizione 2008
Franco Trani Ischia, un’isola d’amore Prima edizione 2008
Giancarlo Grassi Ischia, un’isola d’amore Prima edizione 2008
Italo Zingoni Ischia, un’isola d’amore Prima edizione 2008
Katia Massaro Ischia, un’isola d’amore Prima edizione 2008
Liga Sarah Lapinska Ischia, un’isola d’amore Prima edizione 2008
Luciano Somma Ischia, un’isola d’amore Prima edizione 2008
Mauro Montacchiesi Ischia, un’isola d’amore Prima edizione 2008
Nicola Pantalone Ischia, un’isola d’amore Prima edizione 2008
Nunzia Binetti Ischia, un’isola d’amore Prima edizione 2008
Nunzia Zambardi Ischia, un’isola d’amore Prima edizione 2008
Pamela Allegretto Franz Ischia, un’isola d’amore Prima edizione 2008
Roberta Panizza Ischia, un’isola d’amore Prima edizione 2008
Umberto Maselli Ischia, un’isola d’amore Prima edizione 2008
Valerien Bressy Ischia, un’isola d’amore Prima edizione 2008
Alberto Liguoro Ischia, un’isola di… Prima edizione 2009
Antonio Mencarini Ischia, un’isola di… Prima edizione 2009
Bruno Mancini Ischia, un’isola di… Prima edizione 2009
Christian Preziosi Ischia, un’isola di… Prima edizione 2009
Clementina Petroni Ischia, un’isola di… Prima edizione 2009
Dalila Liguoro Ischia, un’isola di… Prima edizione 2009
Dario Rustichelli Ischia, un’isola di… Prima edizione 2009
Duo Colombo Ischia, un’isola di… Prima edizione 2009
Fabio Salvi Ischia, un’isola di… Prima edizione 2009
Franco Calise Ischia, un’isola di… Prima edizione 2009
Franco Trani Ischia, un’isola di… Prima edizione 2009
Katia Massaro Ischia, un’isola di… Prima edizione 2009
Liga Sarah Lapinska Ischia, un’isola di… Prima edizione 2009
Luciano Somma Ischia, un’isola di… Prima edizione 2009
Marta Zemgune Ischia, un’isola di… Prima edizione 2009
Nicola Pantalone Ischia, un’isola di… Prima edizione 2009
Nunzia Binetti Ischia, un’isola di… Prima edizione 2009
Nunzia Zambardi Ischia, un’isola di… Prima edizione 2009
Pietro Massaro Ischia, un’isola di… Prima edizione 2009
Roberta Panizza Ischia, un’isola di… Prima edizione 2009
Sacha Savastano Ischia, un’isola di… Prima edizione 2009
Umberto Maselli Ischia, un’isola di… Prima edizione 2009
Alberto Liguoro Ischia mare e poesia Prima edizione 2010
Alessandro Monticelli Ischia mare e poesia Prima edizione 2010
Anonio Spagnuolo Ischia mare e poesia Prima edizione 2010
Antonio Mencarini Ischia mare e poesia Prima edizione 2010
Barbara Lo Fermo Ischia mare e poesia Prima edizione 2010
Bruno Mancini Ischia mare e poesia Prima edizione 2010
Carmela Di Lustro Ischia mare e poesia Prima edizione 2010
Christian Preziosi Ischia mare e poesia Prima edizione 2010
Clementina Petroni Ischia mare e poesia Prima edizione 2010
Dario Rustichelli Ischia mare e poesia Prima edizione 2010
Donatella Verde Ischia mare e poesia Prima edizione 2010
Eduardo Cocciardo Ischia mare e poesia Prima edizione 2010
Elen De Gori Ischia mare e poesia Prima edizione 2010
Emanuela Di Stefano Ischia mare e poesia Prima edizione 2010
Enzo Boffelli Ischia mare e poesia Prima edizione 2010
Felice Serino Ischia mare e poesia Prima edizione 2010
Francesco Mattera Ischia mare e poesia Prima edizione 2010
Franco Calise Ischia mare e poesia Prima edizione 2010
Fulvia Marconi Ischia mare e poesia Prima edizione 2010
Inara Gale Ischia mare e poesia Prima edizione 2010
Katia Massaro Ischia mare e poesia Prima edizione 2010
Liga Sarah Lapinska Ischia mare e poesia Prima edizione 2010
Lucia D’Ambra Ischia mare e poesia Prima edizione 2010
Luciano Somma Ischia mare e poesia Prima edizione 2010
Maria Calise Ischia mare e poesia Prima edizione 2010
Michela Zanarella Ischia mare e poesia Prima edizione 2010
Nicola Pantalone Ischia mare e poesia Prima edizione 2010
Nunzia Binetti Ischia mare e poesia Prima edizione 2010
Nunzia Zambardi Ischia mare e poesia Prima edizione 2010
Paul Polansky Ischia mare e poesia Prima edizione 2010
Roberta Panizza Ischia mare e poesia Prima edizione 2010
Sacha Savastano Ischia mare e poesia Prima edizione 2010
Santa Vetturi Ischia mare e poesia Prima edizione 2010
Umberto Maselli Ischia mare e poesia Prima edizione 2010
Vera Roche Ischia mare e poesia Prima edizione 2010
Alberto Liguoro Adotta una poesia Prima edizione 2011
Antonio Fiore Adotta una poesia Prima edizione 2011
Antonio Guarracino Adotta una poesia Prima edizione 2011
Antonio Mencarini. Adotta una poesia Prima edizione 2011
Bruno Mancini Adotta una poesia Prima edizione 2011
Dalmazio Masini Adotta una poesia Prima edizione 2011
Demo Martelli Adotta una poesia Prima edizione 2011
Donato Ladik Adotta una poesia Prima edizione 2011
Elisa Barone Adotta una poesia Prima edizione 2011
Emanuela Di Stefano Adotta una poesia Prima edizione 2011
Ester Margherita Barbato Adotta una poesia Prima edizione 2011
Felice Serino Adotta una poesia Prima edizione 2011
Italo Zingoni Adotta una poesia Prima edizione 2011
Ivana Tata Adotta una poesia Prima edizione 2011
Liga Sarah Lapinska Adotta una poesia Prima edizione 2011
Lorenzo Pais Adotta una poesia Prima edizione 2011
Luciano Somma Adotta una poesia Prima edizione 2011
Luigi De Luca Adotta una poesia Prima edizione 2011
Maria Bigazzi Adotta una poesia Prima edizione 2011
Maria Calise Adotta una poesia Prima edizione 2011
Michela Zanarella Adotta una poesia Prima edizione 2011
Modris Andžāns Adotta una poesia Prima edizione 2011
Nunzia Binetti Adotta una poesia Prima edizione 2011
Paola Guarini Adotta una poesia Prima edizione 2011
Rita Minniti Adotta una poesia Prima edizione 2011
Roberta Panizza Adotta una poesia Prima edizione 2011
Rodolfo Vettorello Adotta una poesia Prima edizione 2011
Sacha Savastano Adotta una poesia Prima edizione 2011
Sanita Simsone Adotta una poesia Prima edizione 2011
Stefano Milighetti Adotta una poesia Prima edizione 2011
Vincenzo Tesone Adotta una poesia Prima edizione 2011
Virginia Murru Adotta una poesia Prima edizione 2011
Agata De Nuccio Otto milioni Prima edizione 2012
Agnese Monaco Otto milioni Prima edizione 2012
Angelica Lubrano Otto milioni Prima edizione 2012
Anita Nuzzi Otto milioni Prima edizione 2012
Anna Lamonaca Otto milioni Prima edizione 2012
Anna Laura Cittadino Otto milioni Prima edizione 2012
Annalisa Civitelli Otto milioni Prima edizione 2012
Annamaria Cardillo Otto milioni Prima edizione 2012
Antonio Fiore Otto milioni Prima edizione 2012
Antonio Pellegrino Otto milioni Prima edizione 2012
Aurelio Zucchi Otto milioni Prima edizione 2012
Barbara Carminitana Otto milioni Prima edizione 2012
Barbara Lo Fermo Otto milioni Prima edizione 2012
Bruno Mancini Otto milioni Prima edizione 2012
Carlo Parente Otto milioni Prima edizione 2012
Carmen Auletta Otto milioni Prima edizione 2012
Chiara Elia Otto milioni Prima edizione 2012
Claudio Beccalossi Otto milioni Prima edizione 2012
Domenico Ruggiero Otto milioni Prima edizione 2012
Don Backy Otto milioni Prima edizione 2012
Duilio Martino Otto milioni Prima edizione 2012
Edang Onomo Emile Amou Otto milioni Prima edizione 2012
Elisabetta Corveddu Otto milioni Prima edizione 2012
Emanuela Arlotta Otto milioni Prima edizione 2012
Emma Rotini Otto milioni Prima edizione 2012
Ermanno Eandi Otto milioni Prima edizione 2012
Eva Kaufmane Otto milioni Prima edizione 2012
Felice Serino Otto milioni Prima edizione 2012
Francesca Bucci Otto milioni Prima edizione 2012
Franco De Angelis Otto milioni Prima edizione 2012
Franco Maccioni Otto milioni Prima edizione 2012
Gabriele Fabiani Otto milioni Prima edizione 2012
Gabriella Afa Otto milioni Prima edizione 2012
Gianlica Regondi Otto milioni Prima edizione 2012
Gianluca Conte Otto milioni Prima edizione 2012
Giuseppe Vetromile Otto milioni Prima edizione 2012
Immacolata Concetta Bruno Otto milioni Prima edizione 2012
Italo Zingoni Otto milioni Prima edizione 2012
Janis Lapinskis Otto milioni Prima edizione 2012
Liga Sarah Lapinska Otto milioni Prima edizione 2012
Lorenzo Pais Otto milioni Prima edizione 2012
Luca Nicastro Otto milioni Prima edizione 2012
Luciano Somma Otto milioni Prima edizione 2012
Mara Zilio Otto milioni Prima edizione 2012
Margherita Delle Monache Otto milioni Prima edizione 2012
Maria De Luca Otto milioni Prima edizione 2012
Maria Dolceamore Otto milioni Prima edizione 2012
Maria Francesca Petrungaro Otto milioni Prima edizione 2012
Maria Grazia Vai Otto milioni Prima edizione 2012
Marta Zemgune Otto milioni Prima edizione 2012
Massimilaino Iacono Otto milioni Prima edizione 2012
Massimo Rozzi Otto milioni Prima edizione 2012
Matteo Cotugno Otto milioni Prima edizione 2012
Mauro Bompadre Otto milioni Prima edizione 2012
Michela Zanarella Otto milioni Prima edizione 2012
Mimmo Martinucci Otto milioni Prima edizione 2012
Nadezhda Slavova Otto milioni Prima edizione 2012
Nina Lavieri Otto milioni Prima edizione 2012
Nuccia De Ianniello Otto milioni Prima edizione 2012
Nunzio Buono Otto milioni Prima edizione 2012
Orazio Abbate Otto milioni Prima edizione 2012
Paolo Battista Otto milioni Prima edizione 2012
Patrizia Portoghese Otto milioni Prima edizione 2012
Pietro De Bonis Otto milioni Prima edizione 2012
Pseudonimo 4 Otto milioni Prima edizione 2012
Rita Mantuano Otto milioni Prima edizione 2012
Rita Massetti Otto milioni Prima edizione 2012
Rita Minniti Otto milioni Prima edizione 2012
Roberta Panizza Otto milioni Prima edizione 2012
Sanita Simsone Otto milioni Prima edizione 2012
Santa Vetturi Otto milioni Prima edizione 2012
Sara Cicolani Otto milioni Prima edizione 2012
Silvia De Angelis Otto milioni Prima edizione 2012
Solidea Basso Otto milioni Prima edizione 2012
Svetlana Tumanova Otto milioni Prima edizione 2012
Tiziana Mignosa Otto milioni Prima edizione 2012
Valerio Agostino Baron Otto milioni Prima edizione 2012
Adriana Pedicini Da Ischia sempre poesia Prima edizione 2013
Angelica Lubrano Da Ischia sempre poesia Prima edizione 2013
Anna Alessandrino Da Ischia sempre poesia Prima edizione 2013
Anna Alessandrino Da Ischia sempre poesia Prima edizione 2013
Anna Maria Dall’Olio Da Ischia sempre poesia Prima edizione 2013
Antonietta De Luca Da Ischia sempre poesia Prima edizione 2013
Antonio Curci Da Ischia sempre poesia Prima edizione 2013
Antonio Fiore Da Ischia sempre poesia Prima edizione 2013
Antonio Santacroce Da Ischia sempre poesia Prima edizione 2013
Barbara Lo Fermo Da Ischia sempre poesia Prima edizione 2013
Bruno Mancini Da Ischia sempre poesia Prima edizione 2013
Cecilia Martino Da Ischia sempre poesia Prima edizione 2013
Ciro Iengo Da Ischia sempre poesia Prima edizione 2013
Claudio Michetti Da Ischia sempre poesia Prima edizione 2013
Davide Rocco Colacrai Da Ischia sempre poesia Prima edizione 2013
Domenico Ruggiero Da Ischia sempre poesia Prima edizione 2013
Emanuela Di Stefano Da Ischia sempre poesia Prima edizione 2013
Francesca Dono Da Ischia sempre poesia Prima edizione 2013
Franco Maccioni Da Ischia sempre poesia Prima edizione 2013
Gino Centofante Da Ischia sempre poesia Prima edizione 2013
Gino Iorio Da Ischia sempre poesia Prima edizione 2013
Janis Lapinskis Da Ischia sempre poesia Prima edizione 2013
Liga Sarah Lapinska Da Ischia sempre poesia Prima edizione 2013
Lucia Maiese Da Ischia sempre poesia Prima edizione 2013
Luciano Somma Da Ischia sempre poesia Prima edizione 2013
Luisa Bolleri Da Ischia sempre poesia Prima edizione 2013
Maria Bigazzi Da Ischia sempre poesia Prima edizione 2013
Maria Teresa Manta Da Ischia sempre poesia Prima edizione 2013
Marina De Caro Da Ischia sempre poesia Prima edizione 2013
Mario De Rosa Da Ischia sempre poesia Prima edizione 2013
Marta Zemgune Da Ischia sempre poesia Prima edizione 2013
Mauro Bompadre Da Ischia sempre poesia Prima edizione 2013
Modris Andzans Da Ischia sempre poesia Prima edizione 2013
Nina Lavieri Da Ischia sempre poesia Prima edizione 2013
Pietro Calise Da Ischia sempre poesia Prima edizione 2013
Roberta Panizza Da Ischia sempre poesia Prima edizione 2013
Salvatore Senatore Da Ischia sempre poesia Prima edizione 2013
Sanita Simsone Da Ischia sempre poesia Prima edizione 2013
Teodora Gandolfi Da Ischia sempre poesia Prima edizione 2013
Teodora Gandolfo Da Ischia sempre poesia Prima edizione 2013
Tina Bruno Da Ischia sempre poesia Prima edizione 2013
Vera Roke Da Ischia sempre poesia Prima edizione 2013
Alessia Palomba Mare Monti Mare Prima edizione 2014
Andra Gabriela Prodea Mare Monti Mare Prima edizione 2014
Andris Vējš Mare Monti Mare Prima edizione 2014
Antonio Fiore Mare Monti Mare Prima edizione 2014
Antonio Mencarini Mare Monti Mare Prima edizione 2014
Antonio Scarfone Mare Monti Mare Prima edizione 2014
Aurelio De Rose Mare Monti Mare Prima edizione 2014
Barbara Lo Fermo Mare Monti Mare Prima edizione 2014
Bruno Mancini Mare Monti Mare Prima edizione 2014
Don Backy Mare Monti Mare Prima edizione 2014
Donatella Verde Mare Monti Mare Prima edizione 2014
Emanuela Di Stefano Mare Monti Mare Prima edizione 2014
Mare Monti Mare Prima edizione 2014
Eva Kaufmane Mare Monti Mare Prima edizione 2014
Franco Maccioni Mare Monti Mare Prima edizione 2014
Gino Iorio Mare Monti Mare Prima edizione 2014
Giulia Vazzoler Mare Monti Mare Prima edizione 2014
Giulio Di Lorenzo Mare Monti Mare Prima edizione 2014
Giulio Menichelli Mare Monti Mare Prima edizione 2014
Graziella Lo Vano Mare Monti Mare Prima edizione 2014
Guerino Cigliano Mare Monti Mare Prima edizione 2014
Itala Cosmo Mare Monti Mare Prima edizione 2014
Jānis Lapinski Mare Monti Mare Prima edizione 2014
Katia Massaro Mare Monti Mare Prima edizione 2014
La Spina Nicolina Mare Monti Mare Prima edizione 2014
Liga Sarah Lapinska Mare Monti Mare Prima edizione 2014
Linda Reale Ruffino Mare Monti Mare Prima edizione 2014
Lucia D’Ambra Mare Monti Mare Prima edizione 2014
Maria Francesca Giovelli Mare Monti Mare Prima edizione 2014
Maria Stella Bruno Mare Monti Mare Prima edizione 2014
Marta Zemgune Mare Monti Mare Prima edizione 2014
Modris Andžāns Mare Monti Mare Prima edizione 2014
Roberta Panizza Mare Monti Mare Prima edizione 2014
Sanita Simsone Mare Monti Mare Prima edizione 2014
Solidea Basso Mare Monti Mare Prima edizione 2014
Vera Roke Mare Monti Mare Prima edizione 2014
Angela Maria Tiberi Da Ischia L’Arte Prima edizione 2015
Alberto Ghirardini Da Ischia L’Arte Prima edizione 2015
Aniello Buonocore Da Ischia L’Arte Prima edizione 2015
Anna Gura Da Ischia L’Arte Prima edizione 2015
Annamaia Vezio Da Ischia L’Arte Prima edizione 2015
Antonella Ronzulli Da Ischia L’Arte Prima edizione 2015
Antonio Fiore Da Ischia L’Arte Prima edizione 2015
Antonio Mencarini Da Ischia L’Arte Prima edizione 2015
Artista di Strada Da Ischia L’Arte Prima edizione 2015
Bruno Mancini Da Ischia L’Arte Prima edizione 2015
Calogero Pettineo Da Ischia L’Arte Prima edizione 2015
Celestina Carofiglio Da Ischia L’Arte Prima edizione 2015
Daniella Pasqua Da Ischia L’Arte Prima edizione 2015
Don Backy Da Ischia L’Arte Prima edizione 2015
Donata Porcu Da Ischia L’Arte Prima edizione 2015
Edoardo Malagoli Da Ischia L’Arte Prima edizione 2015
Elisa Ruthenberg Da Ischia L’Arte Prima edizione 2015
Emanuela Di Stefano Da Ischia L’Arte Prima edizione 2015
Enrico Marco Cipollini Da Ischia L’Arte Prima edizione 2015
Da Ischia L’Arte Prima edizione 2015
Eva Kaufmane Da Ischia L’Arte Prima edizione 2015
Ezio Strada Da Ischia L’Arte Prima edizione 2015
Francesco Di Costanzo Da Ischia L’Arte Prima edizione 2015
Franco Maccioni Da Ischia L’Arte Prima edizione 2015
Giuditta Abbatescianni Da Ischia L’Arte Prima edizione 2015
Giulio Menichelli Da Ischia L’Arte Prima edizione 2015
Giuseppe Perrone Da Ischia L’Arte Prima edizione 2015
Jānis Lapinskis Da Ischia L’Arte Prima edizione 2015
Karia Massaro Da Ischia L’Arte Prima edizione 2015
Liga Sarah Lapinska Da Ischia L’Arte Prima edizione 2015
Maria Luisa Neri Da Ischia L’Arte Prima edizione 2015
Maria Petruzzelli Da Ischia L’Arte Prima edizione 2015
Mariella Cardinale Da Ischia L’Arte Prima edizione 2015
Marina De Caro Da Ischia L’Arte Prima edizione 2015
Mario Di Nicola Da Ischia L’Arte Prima edizione 2015
Marta Zemgune Da Ischia L’Arte Prima edizione 2015
Massimo Rozzi Da Ischia L’Arte Prima edizione 2015
Maurizio Tocchi Da Ischia L’Arte Prima edizione 2015
Michela Manente Da Ischia L’Arte Prima edizione 2015
Michela Pietropaolo Da Ischia L’Arte Prima edizione 2015
Modris Andžāns Da Ischia L’Arte Prima edizione 2015
Monica Marzio Da Ischia L’Arte Prima edizione 2015
Natalya Kalynovskaya Da Ischia L’Arte Prima edizione 2015
Nunzia Cannovo Da Ischia L’Arte Prima edizione 2015
Pasquale Di Costanzo Da Ischia L’Arte Prima edizione 2015
Pippo Faranda Da Ischia L’Arte Prima edizione 2015
Roberta Panizza Da Ischia L’Arte Prima edizione 2015
Rosanna Affronte Da Ischia L’Arte Prima edizione 2015
Sam Di Bella Da Ischia L’Arte Prima edizione 2015
Santa Vetturi Da Ischia L’Arte Prima edizione 2015
Alberto Ghirardini Otto milioni 2016 Prima edizione 2016
Anna Gura Otto milioni 2016 Prima edizione 2016
Antonella Ronzulli Otto milioni 2016 Prima edizione 2016
Antonio Fiore Otto milioni 2016 Prima edizione 2016
Antonio Mencarini Otto milioni 2016 Prima edizione 2016
Artista Di Strada Otto milioni 2016 Prima edizione 2016
Bruno Mancini Otto milioni 2016 Prima edizione 2016
Don Backy Otto milioni 2016 Prima edizione 2016
Elisa Barone Otto milioni 2016 Prima edizione 2016
Ester Barbato Otto milioni 2016 Prima edizione 2016
Eva Strazdina Otto milioni 2016 Prima edizione 2016
Francesca Luzzio Otto milioni 2016 Prima edizione 2016
Giulio Menichelli Otto milioni 2016 Prima edizione 2016
Guido Arbonelli Otto milioni 2016 Prima edizione 2016
Jānis Lapinskis Otto milioni 2016 Prima edizione 2016
Jo Scaglione Otto milioni 2016 Prima edizione 2016
Katia Massaro Otto milioni 2016 Prima edizione 2016
Liga Sarah Lapinska Otto milioni 2016 Prima edizione 2016
Luigi Esposito Otto milioni 2016 Prima edizione 2016
Mariolina Cannarella Otto milioni 2016 Prima edizione 2016
Marta Zemgune Otto milioni 2016 Prima edizione 2016
Massimo Natalucci Otto milioni 2016 Prima edizione 2016
Massimo Rozzi Otto milioni 2016 Prima edizione 2016
Michela Zanarella Otto milioni 2016 Prima edizione 2016
Miriam Piga Otto milioni 2016 Prima edizione 2016
Monica Marzio Otto milioni 2016 Prima edizione 2016
Natalia Benedett Otto milioni 2016 Prima edizione 2016
Natalya Kalinovskaya Otto milioni 2016 Prima edizione 2016
Paola Occhi Otto milioni 2016 Prima edizione 2016
Raffaele Ventola. Otto milioni 2016 Prima edizione 2016
Rino Lauro Otto milioni 2016 Prima edizione 2016
Rita Stanzione Otto milioni 2016 Prima edizione 2016
Roberta Panizza Otto milioni 2016 Prima edizione 2016
Roberto Rossi Otto milioni 2016 Prima edizione 2016
Saverio Dionizio Otto milioni 2016 Prima edizione 2016
Silvana Lazzarino Otto milioni 2016 Prima edizione 2016
Solidea Basso Otto milioni 2016 Prima edizione 2016
Tina Bruno Otto milioni 2016 Prima edizione 2016
Vera Roķe Otto milioni 2016 Prima edizione 2016
Vincenzo Savarese Otto milioni 2016 Prima edizione 2016
Abdeldjaili Amri Penne Note Matite Prima edizione 2017
Abderrahmane Benhammouda Penne Note Matite Prima edizione 2017
Ajub Ibragimov Penne Note Matite Prima edizione 2017
Alvils Cedriņš Penne Note Matite Prima edizione 2017
Angela Maria Tiberi Penne Note Matite Prima edizione 2017
Anita Zvaigzne Penne Note Matite Prima edizione 2017
Antonio Fiore Penne Note Matite Prima edizione 2017
Antonio Mencarini Penne Note Matite Prima edizione 2017
Antonio Molina Vasconselos Penne Note Matite Prima edizione 2017
Assunta Gneo Penne Note Matite Prima edizione 2017
Dalila Boukhalfa Penne Note Matite Prima edizione 2017
Didzis Laidins Penne Note Matite Prima edizione 2017
Domenico Umbro Penne Note Matite Prima edizione 2017
Einars Repše Penne Note Matite Prima edizione 2017
Elīna Zālīte Penne Note Matite Prima edizione 2017
Penne Note Matite Prima edizione 2017
Eva Martuza Penne Note Matite Prima edizione 2017
Eva Strazdiņa Penne Note Matite Prima edizione 2017
Flora Rucco Penne Note Matite Prima edizione 2017
Francesca Luzzio Penne Note Matite Prima edizione 2017
Franco Maccioni Penne Note Matite Prima edizione 2017
Giovanni Arbonelli Penne Note Matite Prima edizione 2017
Giulio Menichelli Penne Note Matite Prima edizione 2017
Giuseppe Capoluongo Penne Note Matite Prima edizione 2017
Giuseppe Perrone Penne Note Matite Prima edizione 2017
Guido Arbonelli Penne Note Matite Prima edizione 2017
Heino Blum Penne Note Matite Prima edizione 2017
Ilda Consales Penne Note Matite Prima edizione 2017
Janis Drozdovs Penne Note Matite Prima edizione 2017
Jānis Lapinskis Penne Note Matite Prima edizione 2017
Janis Zarins Penne Note Matite Prima edizione 2017
Liga SarahLapinska Penne Note Matite Prima edizione 2017
Ligija Kovaļevska Penne Note Matite Prima edizione 2017
Luciano Di Meglio Penne Note Matite Prima edizione 2017
Mairita Dūze Penne Note Matite Prima edizione 2017
Maria Battaglia Penne Note Matite Prima edizione 2017
Maria Luisa Neri Penne Note Matite Prima edizione 2017
Massimo Rozzi Penne Note Matite Prima edizione 2017
Maurizio Pedace Penne Note Matite Prima edizione 2017
Michela Pietropaolo Penne Note Matite Prima edizione 2017
Michelangelo Sngrisani Penne Note Matite Prima edizione 2017
Miguel Piñero Penne Note Matite Prima edizione 2017
Milena Petrarca Penne Note Matite Prima edizione 2017
Modris Andzàns Penne Note Matite Prima edizione 2017
Mohamed Benmaiza Penne Note Matite Prima edizione 2017
Nadeem Ansari Penne Note Matite Prima edizione 2017
Natalia Benedetti Penne Note Matite Prima edizione 2017
Nika Kolinz Penne Note Matite Prima edizione 2017
Paola Occhi Penne Note Matite Prima edizione 2017
Patrizia Canola Penne Note Matite Prima edizione 2017
Roberta Panizza Penne Note Matite Prima edizione 2017
Roberto Prandin Penne Note Matite Prima edizione 2017
Rosalba Grella Penne Note Matite Prima edizione 2017
Safia Amara Penne Note Matite Prima edizione 2017
Sergey Kyrychenko Penne Note Matite Prima edizione 2017
Silvana Arbia Penne Note Matite Prima edizione 2017
Silvana Lazzarino Penne Note Matite Prima edizione 2017
Simone Vela Penne Note Matite Prima edizione 2017
Sounad  Challal Penne Note Matite Prima edizione 2017
Tina Brubo Penne Note Matite Prima edizione 2017
Ugo De Angelis Penne Note Matite Prima edizione 2017
Valentina Gavrish Penne Note Matite Prima edizione 2017
Vera Roke Penne Note Matite Prima edizione 2017
Vilis Vizulis Penne Note Matite Prima edizione 2017
Adriana Iftimie Una pagina, un’emozione Prima edizione 2018
Ajub Ibragimov Una pagina, un’emozione Prima edizione 2018
Angela Maria Una pagina, un’emozione Prima edizione 2018
Antonio Fiore Una pagina, un’emozione Prima edizione 2018
Antonio Mencarini Una pagina, un’emozione Prima edizione 2018
Arte del suonare Una pagina, un’emozione Prima edizione 2018
Assunta Gneo Una pagina, un’emozione Prima edizione 2018
Boutique Maria Grazia Una pagina, un’emozione Prima edizione 2018
Bruno Mancini Una pagina, un’emozione Prima edizione 2018
Caterina Guttadauro Una pagina, un’emozione Prima edizione 2018
Dalila Boukhalfa Una pagina, un’emozione Prima edizione 2018
Domenico Umbro Una pagina, un’emozione Prima edizione 2018
Don Backy Una pagina, un’emozione Prima edizione 2018
Felice Maria Corticchia Una pagina, un’emozione Prima edizione 2018
Flora Rucco Una pagina, un’emozione Prima edizione 2018
Francesco Terrone Una pagina, un’emozione Prima edizione 2018
Franco Maccioni Una pagina, un’emozione Prima edizione 2018
Gaetano Di Meglio Una pagina, un’emozione Prima edizione 2018
Gianna Formato Una pagina, un’emozione Prima edizione 2018
Giovanni Rotunno Una pagina, un’emozione Prima edizione 2018
Giulio Menichelli Una pagina, un’emozione Prima edizione 2018
Giuseppe Lorin Una pagina, un’emozione Prima edizione 2018
Guido Arbonelli Una pagina, un’emozione Prima edizione 2018
Ismail Akinc Una pagina, un’emozione Prima edizione 2018
Janis Drozdovs Una pagina, un’emozione Prima edizione 2018
Ksenia Svetlova Una pagina, un’emozione Prima edizione 2018
Liga Sarah Lapinska Una pagina, un’emozione Prima edizione 2018
Lorel Valentini Una pagina, un’emozione Prima edizione 2018
Maria Luisa Neri Una pagina, un’emozione Prima edizione 2018
Maria Rosaria Longobardi Una pagina, un’emozione Prima edizione 2018
Mariapia Ciaghi Una pagina, un’emozione Prima edizione 2018
Miguel Pinero Una pagina, un’emozione Prima edizione 2018
Milena Petrarca Una pagina, un’emozione Prima edizione 2018
Natalia Benedetti Una pagina, un’emozione Prima edizione 2018
Nunzia Zambardi Una pagina, un’emozione Prima edizione 2018
Osama Salama Una pagina, un’emozione Prima edizione 2018
Paola Occhi Una pagina, un’emozione Prima edizione 2018
Patrizia Canola Una pagina, un’emozione Prima edizione 2018
Ravishankar Roy Una pagina, un’emozione Prima edizione 2018
Ricardo O. Montesinos Una pagina, un’emozione Prima edizione 2018
Roberta Panizza Una pagina, un’emozione Prima edizione 2018
Roberto Prandin Una pagina, un’emozione Prima edizione 2018
Safa Bn Una pagina, un’emozione Prima edizione 2018
Sigal Bali Una pagina, un’emozione Prima edizione 2018
Silvana Lazzarino Una pagina, un’emozione Prima edizione 2018
Teleischia Una pagina, un’emozione Prima edizione 2018
Tomas Fernandez Una pagina, un’emozione Prima edizione 2018
Victor Rocha Una pagina, un’emozione Prima edizione 2018
Yair Aharon Una pagina, un’emozione Prima edizione 2018
Zara Ilyasova Una pagina, un’emozione Prima edizione 2018
Zhayna Ilyasova Una pagina, un’emozione Prima edizione 2018
Adriana Iftimie Ceroli Magari un’emozione! Prima edizione 2019
Alessia Gaveglia Magari un’emozione! Prima edizione 2019
Angela Maria Tiberi Magari un’emozione! Prima edizione 2019
Bruno Mancini Magari un’emozione! Prima edizione 2019
Chiara Pavoni Magari un’emozione! Prima edizione 2019
Dalila Boukhalfa Magari un’emozione! Prima edizione 2019
David Wilkinson Magari un’emozione! Prima edizione 2019
Domenico Umbro, Magari un’emozione! Prima edizione 2019
Enzo Casagni Magari un’emozione! Prima edizione 2019
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Flora Vona Magari un’emozione! Prima edizione 2019
Gianfranco Cilento Magari un’emozione! Prima edizione 2019
Gianna Formato Cavuoto Paganelli Magari un’emozione! Prima edizione 2019
Giulio Menichelli Magari un’emozione! Prima edizione 2019
Giuseppe Lòrin Magari un’emozione! Prima edizione 2019
Gli Archi della Donadoni Magari un’emozione! Prima edizione 2019
Iskra Peneva Magari un’emozione! Prima edizione 2019
Larachiche Mohamed Magari un’emozione! Prima edizione 2019
Liga Sarah Lapinska: Magari un’emozione! Prima edizione 2019
Liliana Manetti Magari un’emozione! Prima edizione 2019
Lucia Fusco Magari un’emozione! Prima edizione 2019
Lucia Marchi Magari un’emozione! Prima edizione 2019
Lucilla Trapazzo Magari un’emozione! Prima edizione 2019
Maria Luisa Neri Magari un’emozione! Prima edizione 2019
Mario Ceroli, Magari un’emozione! Prima edizione 2019
Milena Petrarca, Magari un’emozione! Prima edizione 2019
Natalina Stefi Magari un’emozione! Prima edizione 2019
Opere finaliste Premio Arti grafiche Magari un’emozione! Prima edizione 2019
Opere finaliste Premio Giornalismo Magari un’emozione! Prima edizione 2019
Opere finaliste Premio musica Magari un’emozione! Prima edizione 2019
Opere finaliste Premio Narrativa Magari un’emozione! Prima edizione 2019
Opere finaliste Premio Poesia Magari un’emozione! Prima edizione 2019
Opere finaliste Premio Recitazione Magari un’emozione! Prima edizione 2019
Paola Occhi Magari un’emozione! Prima edizione 2019
Raffaele Pagliaruli, Magari un’emozione! Prima edizione 2019
Riccardo Nicolai Magari un’emozione! Prima edizione 2019
Roberta Panizza Magari un’emozione! Prima edizione 2019
Roberto Prandin Magari un’emozione! Prima edizione 2019
Santina Amici Magari un’emozione! Prima edizione 2019
Stefano Degli Abbati Magari un’emozione! Prima edizione 2019
Ajub Ibragimov Arte altrove Prima edizione 2020
Aleem Uddin Arte altrove Prima edizione 2020
Aleksandra Kazanceva Arte altrove Prima edizione 2020
Aleksandra Zavišjus Arte altrove Prima edizione 2020
Alessia Palomba Arte altrove Prima edizione 2020
Angela Maria Tiberi Arte altrove Prima edizione 2020
Anita Ķēķe Arte altrove Prima edizione 2020
Anna Rancāne – Arte altrove Prima edizione 2020
Antonio Mencarini Arte altrove Prima edizione 2020
Antonio Molina Vasconcelos Arte altrove Prima edizione 2020
Arif Azad Painter Arte altrove Prima edizione 2020
Astra Empele Arte altrove Prima edizione 2020
Broņislava Dzene Arte altrove Prima edizione 2020
Bruno Mancini Arte altrove Prima edizione 2020
Chiara Pavoni Arte altrove Prima edizione 2020
Chijia He Arte altrove Prima edizione 2020
Daniele Bocci Arte altrove Prima edizione 2020
Dario Alessio Arte altrove Prima edizione 2020
Dzintra Delpere Krāsaini Arte altrove Prima edizione 2020
Eduards Aivars Arte altrove Prima edizione 2020
Edvīns Jansons Arte altrove Prima edizione 2020
Elīna Zālīte Arte altrove Prima edizione 2020
Elita Viškere Arte altrove Prima edizione 2020
Elita Viškere Arte altrove Prima edizione 2020
Ēriks Bāris Arte altrove Prima edizione 2020
Eva Mārtuža Arte altrove Prima edizione 2020
Fatima Daudova Arte altrove Prima edizione 2020
Frank W. Tansey Arte altrove Prima edizione 2020
German Vizulis Arte altrove Prima edizione 2020
Guido Arbonelli Arte altrove Prima edizione 2020
Guna Oškalna Vējiņa Arte altrove Prima edizione 2020
Heino Blum Arte altrove Prima edizione 2020
Herminia Mesquita Arte altrove Prima edizione 2020
Ilze Zeimule Arte altrove Prima edizione 2020
Ināra Gaile Arte altrove Prima edizione 2020
Ingrīda Zaķe Arte altrove Prima edizione 2020
Ingvar El – Raven Arte altrove Prima edizione 2020
Ismail Akinc Arte altrove Prima edizione 2020
Janis Drozdovs Arte altrove Prima edizione 2020
Janis Jan Zarins Arte altrove Prima edizione 2020
Jeanfilip Arte altrove Prima edizione 2020
Jon Mucogllava Arte altrove Prima edizione 2020
Kārlis Īle Arte altrove Prima edizione 2020
Kheyrollah Asghari Arte altrove Prima edizione 2020
Lela Geleishvili Arte altrove Prima edizione 2020
Liga Sarah Lapinska Arte altrove Prima edizione 2020
Ligija Kovaļevska Arte altrove Prima edizione 2020
Liliana Manetti Arte altrove Prima edizione 2020
Linh Arte altrove Prima edizione 2020
Lucia D’Ambra Arte altrove Prima edizione 2020
Luciana Capece Arte altrove Prima edizione 2020
Mairita Ķērpe Arte altrove Prima edizione 2020
Marcos Robson Mota Arte altrove Prima edizione 2020
Maria Francesca Mosca Arte altrove Prima edizione 2020
Maria Luisa Neri Arte altrove Prima edizione 2020
Marija Gadaldi Arte altrove Prima edizione 2020
Marta Zemgune Arte altrove Prima edizione 2020
Maurizio Pedace Arte altrove Prima edizione 2020
Mehtap Guler Arte altrove Prima edizione 2020
Melinda Horvath Arte altrove Prima edizione 2020
Migel Piñero Arte altrove Prima edizione 2020
Milena Petrarca Arte altrove Prima edizione 2020
Milo Shor Arte altrove Prima edizione 2020
Mirjana Milanovic Arte altrove Prima edizione 2020
Modris Andžāns Arte altrove Prima edizione 2020
Nancy Avellina Arte altrove Prima edizione 2020
Nicola Pantalone Arte altrove Prima edizione 2020
Nunzia Zambardi Arte altrove Prima edizione 2020
Nunzia Zambardi Arte altrove Prima edizione 2020
Olga Ivanova Arte altrove Prima edizione 2020
Onofre P.P. Pinheiro Arte altrove Prima edizione 2020
Osama Salama Arte altrove Prima edizione 2020
Roalds Dobrovenskis Arte altrove Prima edizione 2020
Rosalba Grella Arte altrove Prima edizione 2020
Rubik Kocharian Arte altrove Prima edizione 2020
Safa Bn Arte altrove Prima edizione 2020
Sanita Simsone Arte altrove Prima edizione 2020
Sara Rogoni Arte altrove Prima edizione 2020
Sasho Kostov Arte altrove Prima edizione 2020
Sayed A. Irfan Arte altrove Prima edizione 2020
Sebastiano Grasso Arte altrove Prima edizione 2020
Sergey Kyrychenko Arte altrove Prima edizione 2020
Silvana Lazzarino Arte altrove Prima edizione 2020
Soledad Llamas Gonsalez Arte altrove Prima edizione 2020
Stefano degli Abbati Arte altrove Prima edizione 2020
Thamer M. Alhiti Arte altrove Prima edizione 2020
Tomas Fernandez Arte altrove Prima edizione 2020
Valdis Jaunskungs Arte altrove Prima edizione 2020
Valerien Bressy Arte altrove Prima edizione 2020
Vera Roķe Arte altrove Prima edizione 2020
Vilis Vizulis Arte altrove Prima edizione 2020
Vslentina Gavrish Arte altrove Prima edizione 2020
Yuri Serebryakov Arte altrove Prima edizione 2020
Zara Ilyasova Arte altrove Prima edizione 2020
Zhayna Ilyasova Arte altrove Prima edizione 2020
Abu Pahaev Decima edizione Prima edizione 2021
Adam Ilyasov Decima edizione Prima edizione 2021
Ajub Ibragimov Decima edizione Prima edizione 2021
Alessia Gaveglia Decima edizione Prima edizione 2021
Angela Maria Tiberi Decima edizione Prima edizione 2021
Anita Ķēķe Decima edizione Prima edizione 2021
Anita Zvaigzne Decima edizione Prima edizione 2021
Art Linh Decima edizione Prima edizione 2021
Astra Empele Decima edizione Prima edizione 2021
Broņislava Dzene Decima edizione Prima edizione 2021
Chijia He Decima edizione Prima edizione 2021
Daniel Hooper Decima edizione Prima edizione 2021
Dita Dīķe Decima edizione Prima edizione 2021
Eduards Aivars Decima edizione Prima edizione 2021
Elīna Zālīte Decima edizione Prima edizione 2021
Elita Viškere Decima edizione Prima edizione 2021
Emanuela Di Stefano Decima edizione Prima edizione 2021
Ēriks Bāris Decima edizione Prima edizione 2021
Eva Mārtuža Decima edizione Prima edizione 2021
Flora Rucco Decima edizione Prima edizione 2021
Frank W. Tansey Decima edizione Prima edizione 2021
German Vizulis Decima edizione Prima edizione 2021
Gianfranco Cilento Decima edizione Prima edizione 2021
Guillermo L. De Linaje Decima edizione Prima edizione 2021
Guna Oškalna-Vējiņa Decima edizione Prima edizione 2021
Heino Blum Decima edizione Prima edizione 2021
Herminia Mesquita Decima edizione Prima edizione 2021
Il Dispari Decima edizione Prima edizione 2021
Il SEXTANTE Decima edizione Prima edizione 2021
Ināra Gaile Decima edizione Prima edizione 2021
Ingrīda Zaķe Decima edizione Prima edizione 2021
Ingvar El Raven Decima edizione Prima edizione 2021
Ingvar El-Voron Decima edizione Prima edizione 2021
Janis Jan Zarins Decima edizione Prima edizione 2021
Jeanfilip Decima edizione Prima edizione 2021
Jelena Plotnikova Decima edizione Prima edizione 2021
Kārlis Īle Decima edizione Prima edizione 2021
Liene Liepiņa Decima edizione Prima edizione 2021
Liga Sarah Lapinska Decima edizione Prima edizione 2021
Ligija Kovaļevska Decima edizione Prima edizione 2021
Luciana Capece Decima edizione Prima edizione 2021
Lucio Rinaldini – Decima edizione Prima edizione 2021
Mairita Ķērpe-Dūze Decima edizione Prima edizione 2021
Makka Ilyasova Decima edizione Prima edizione 2021
Maria Francesca Mosca Decima edizione Prima edizione 2021
Miguel Pinero Decima edizione Prima edizione 2021
Milena Petrarca Decima edizione Prima edizione 2021
Miriana Milanovic Decima edizione Prima edizione 2021
Modris Andžāns Decima edizione Prima edizione 2021
Natalina Stefi Decima edizione Prima edizione 2021
Nunzia Zambardi Decima edizione Prima edizione 2021
Orietta Bellomo Decima edizione Prima edizione 2021
Osama Salama Decima edizione Prima edizione 2021
Rosaria Zizzo Decima edizione Prima edizione 2021
Safa Bn Decima edizione Prima edizione 2021
Sebastiano Grasso Decima edizione Prima edizione 2021
Sergey Kyrychenko Decima edizione Prima edizione 2021
Sigal Bali Decima edizione Prima edizione 2021
Simasilver Konya Decima edizione Prima edizione 2021
Thamer M. Alhiti Decima edizione Prima edizione 2021
Tomas Fernandez Decima edizione Prima edizione 2021
Valerien Bressy Decima edizione Prima edizione 2021
Vera Roķe Decima edizione Prima edizione 2021
Vera Roķe Decima edizione Prima edizione 2021
Viesturs Āboliņš Decima edizione Prima edizione 2021
Vilis Vizulis Decima edizione Prima edizione 2021
Virginio Sannino Decima edizione Prima edizione 2021
Yair Aharon Decima edizione Prima edizione 2021
Yuri Serebryakov Decima edizione Prima edizione 2021
Zara Ilyasova Decima edizione Prima edizione 2021
Abu Pashaev Isole nuove Prima edizione 2022
Adriana Iftimie Ceroli Isole nuove Prima edizione 2022
Agostino Lauro Isole nuove Prima edizione 2022
Aida Turrini Isole nuove Prima edizione 2022
Ajub Ibragimov Isole nuove Prima edizione 2022
Alberto Corradini Isole nuove Prima edizione 2022
Alberto Liguoro Isole nuove Prima edizione 2022
Aleandro Mariani Isole nuove Prima edizione 2022
Alessandra Corvi Isole nuove Prima edizione 2022
Alessandro Fantini Isole nuove Prima edizione 2022
Alessandro Fantoni Isole nuove Prima edizione 2022
Alessandro Petrarca Isole nuove Prima edizione 2022
Alessia Gaveglia Isole nuove Prima edizione 2022
Alfonso Gurreri Isole nuove Prima edizione 2022
Amirbek Ismailov Isole nuove Prima edizione 2022
Anastasia Lesyuk Isole nuove Prima edizione 2022
Andrea Del Buono Isole nuove Prima edizione 2022
Anes Chenah Isole nuove Prima edizione 2022
Angela Maria Tiberi Isole nuove Prima edizione 2022
Angela Prota Isole nuove Prima edizione 2022
Angela Rucco Isole nuove Prima edizione 2022
Anita Zvaigzne Isole nuove Prima edizione 2022
Anna Maria Bovieri Isole nuove Prima edizione 2022
Anna Maria Polidori Isole nuove Prima edizione 2022
Anna Rizzo Isole nuove Prima edizione 2022
Anna Santoliquido Isole nuove Prima edizione 2022
Antonio Buonomo Isole nuove Prima edizione 2022
Antonio De Asmundis Isole nuove Prima edizione 2022
Antonio Fusco Isole nuove Prima edizione 2022
Antonio Scarsella Isole nuove Prima edizione 2022
Arif Azad Painter Isole nuove Prima edizione 2022
Artur Gevorgyan Isole nuove Prima edizione 2022
Aslambek Tuguzov Isole nuove Prima edizione 2022
Baiba Rivža Isole nuove Prima edizione 2022
Beatrice Milan Isole nuove Prima edizione 2022
Bella Luna Isole nuove Prima edizione 2022
Bruno Mancini Isole nuove Prima edizione 2022
Carlo Bottoni Isole nuove Prima edizione 2022
Cecilia Salaices Isole nuove Prima edizione 2022
Chiara Pavoni Isole nuove Prima edizione 2022
Claudio D’Andrea Isole nuove Prima edizione 2022
Claudio Galeazzi Isole nuove Prima edizione 2022
Claudio Sgura Isole nuove Prima edizione 2022
Claudio Volpe Isole nuove Prima edizione 2022
Clementina Petroni Isole nuove Prima edizione 2022
Comune di Pontinia Isole nuove Prima edizione 2022
Dalila Boukhalfa Isole nuove Prima edizione 2022
Dante Maffia Isole nuove Prima edizione 2022
Dina Banay Babay Isole nuove Prima edizione 2022
Dita Dīķe Isole nuove Prima edizione 2022
Domenico Umbro Isole nuove Prima edizione 2022
Èda Gyenis Isole nuove Prima edizione 2022
Elisabetta Petrolati Isole nuove Prima edizione 2022
Elita Viškere Isole nuove Prima edizione 2022
Elizabete Blūma Isole nuove Prima edizione 2022
Enzo Casagni Isole nuove Prima edizione 2022
Enzo Rufino Isole nuove Prima edizione 2022
Erica Greco Isole nuove Prima edizione 2022
Ēriks Bāris Isole nuove Prima edizione 2022
Eros Ciotti Isole nuove Prima edizione 2022
Eva Mārtuža Isole nuove Prima edizione 2022
Fabaries Vasquez Isole nuove Prima edizione 2022
Fabio Ricci Isole nuove Prima edizione 2022
Fatima Daudova Isole nuove Prima edizione 2022
Felice Ceparano Isole nuove Prima edizione 2022
Flora Rucco Isole nuove Prima edizione 2022
Florenza Lessa Isole nuove Prima edizione 2022
Franca Cappelli Isole nuove Prima edizione 2022
Franco Borretti Isole nuove Prima edizione 2022
Franco Turco Isole nuove Prima edizione 2022
Gabriella Consoli Bravo Isole nuove Prima edizione 2022
Gaetano Di Meglio Isole nuove Prima edizione 2022
Gaetano Manfredi Isole nuove Prima edizione 2022
Gerardo Pinto Isole nuove Prima edizione 2022
Giacinta Santilli Isole nuove Prima edizione 2022
Giacomo Antognarelli Isole nuove Prima edizione 2022
Giancarla Sissa Isole nuove Prima edizione 2022
Gianna Formato Isole nuove Prima edizione 2022
Gianni Mida Isole nuove Prima edizione 2022
Gino Da Vinci Isole nuove Prima edizione 2022
Giovanni Pacella Isole nuove Prima edizione 2022
Giulia Vignapiano Isole nuove Prima edizione 2022
Giuliano Moretto Isole nuove Prima edizione 2022
Giuseppe Astarita Isole nuove Prima edizione 2022
Giuseppe Lorin Isole nuove Prima edizione 2022
Giuseppe Scognamiglio Isole nuove Prima edizione 2022
Giusy Donini Isole nuove Prima edizione 2022
Gregorio Iannotta Isole nuove Prima edizione 2022
Hayde Guttierez Isole nuove Prima edizione 2022
Hyade Guttierez; Isole nuove Prima edizione 2022
Ieva Akuratere Isole nuove Prima edizione 2022
Indulis Zālīte Isole nuove Prima edizione 2022
Ingrīda Zaķe Isole nuove Prima edizione 2022
Irina Befa Isole nuove Prima edizione 2022
Irinel Daniel Iacob Isole nuove Prima edizione 2022
Isabella Baratta Isole nuove Prima edizione 2022
Isabella Insolvibile Isole nuove Prima edizione 2022
Italo Proferisce Isole nuove Prima edizione 2022
Iuliana Lakavaja Isole nuove Prima edizione 2022
Iveta Koško Isole nuove Prima edizione 2022
Janis Drozdovs Isole nuove Prima edizione 2022
Jeanfilip Isole nuove Prima edizione 2022
Kārlis Dobrājs Isole nuove Prima edizione 2022
Kristīne Lapiņa Isole nuove Prima edizione 2022
Le Hai Linh Isole nuove Prima edizione 2022
Lev Karnauhov Isole nuove Prima edizione 2022
Liga Sarah Lapinska Isole nuove Prima edizione 2022
Lina Savone Villa Isole nuove Prima edizione 2022
Lopel Gisela Isole nuove Prima edizione 2022
Loris Giorgini Isole nuove Prima edizione 2022
Luca Hoti Isole nuove Prima edizione 2022
Lucia Annicelli. Isole nuove Prima edizione 2022
Lucia Fusco Isole nuove Prima edizione 2022
Luciana Capece Isole nuove Prima edizione 2022
Luciano Somma Isole nuove Prima edizione 2022
Luigi Costantini Isole nuove Prima edizione 2022
Luigi Zaccheo Isole nuove Prima edizione 2022
lvi Dakho Isole nuove Prima edizione 2022
Mafalda Cantarelli Isole nuove Prima edizione 2022
Magomed Zakriev Isole nuove Prima edizione 2022
Mairita Ķērpe–Dūze Isole nuove Prima edizione 2022
Manal Serry; Isole nuove Prima edizione 2022
Marcella Continanza Isole nuove Prima edizione 2022
Marcella Foranna Isole nuove Prima edizione 2022
Maria Francesca Mosca Isole nuove Prima edizione 2022
Maria Luisa Neri Isole nuove Prima edizione 2022
Maria Supino Isole nuove Prima edizione 2022
Marija Gadaldi Isole nuove Prima edizione 2022
Marina Cappelli Isole nuove Prima edizione 2022
Mario De Marchis Isole nuove Prima edizione 2022
Mark Illukpitiya Isole nuove Prima edizione 2022
Mattiew Lamberti Isole nuove Prima edizione 2022
Maurizio Pedace Isole nuove Prima edizione 2022
Mauro Paolo Montacchiesi Isole nuove Prima edizione 2022
Melinda Horvath Isole nuove Prima edizione 2022
Michela Zanarella Isole nuove Prima edizione 2022
Miguel Pinero Isole nuove Prima edizione 2022
Milena Petrarca Isole nuove Prima edizione 2022
Mino Sferra Isole nuove Prima edizione 2022
Mirjana Milanovic Isole nuove Prima edizione 2022
Monica Astarita Isole nuove Prima edizione 2022
Monica Hernandez Isole nuove Prima edizione 2022
Nancy Piccaro Isole nuove Prima edizione 2022
Nicola Muciaccia Isole nuove Prima edizione 2022
Nicola Pantalone Isole nuove Prima edizione 2022
Nunzia Zambardi Isole nuove Prima edizione 2022
Padre Giancarlo Isole nuove Prima edizione 2022
Paola Cacciotti Isole nuove Prima edizione 2022
Paola Iotti Isole nuove Prima edizione 2022
Paola Occhi Isole nuove Prima edizione 2022
Pasquale Esposito Isole nuove Prima edizione 2022
Pietrantonio De Lucia Isole nuove Prima edizione 2022
Pietro Santoro Isole nuove Prima edizione 2022
Pini Goldstein Isole nuove Prima edizione 2022
Puransingh Jhala Isole nuove Prima edizione 2022
Raffaele Pagliaruli Isole nuove Prima edizione 2022
Raimonds Spundzāns Isole nuove Prima edizione 2022
Rino Sortino Isole nuove Prima edizione 2022
Rita Petrarca Isole nuove Prima edizione 2022
Rita Sani Isole nuove Prima edizione 2022
Rita Vectirāne Isole nuove Prima edizione 2022
Roberta Cappuccilli Isole nuove Prima edizione 2022
Roberto Prandin Isole nuove Prima edizione 2022
Rolands Krišjāns Isole nuove Prima edizione 2022
Rosalba Grella Isole nuove Prima edizione 2022
Safa Bn Isole nuove Prima edizione 2022
Salvatore Volpe Isole nuove Prima edizione 2022
Sandra Švarca squalificata da tutte le edizioni del Premio OTTO MILIONI Isole nuove Prima edizione 2022
Sergey Kyrychenko Isole nuove Prima edizione 2022
Soledad Lamas Gonzalez Isole nuove Prima edizione 2022
Sonia Testa Isole nuove Prima edizione 2022
Stefano Degli Abbati Isole nuove Prima edizione 2022
Sulumbek Idrisov Isole nuove Prima edizione 2022
Svetlana Gnevanova Isole nuove Prima edizione 2022
Tomas Fernandez Isole nuove Prima edizione 2022
Tommaso Barea Isole nuove Prima edizione 2022
Tony Piccaro Isole nuove Prima edizione 2022
Valerio Giovanni Ruberto Isole nuove Prima edizione 2022
Vera Roķe Isole nuove Prima edizione 2022
Veronica Peredes Isole nuove Prima edizione 2022
Victoria Suriani Isole nuove Prima edizione 2022
Vidma Wait Isole nuove Prima edizione 2022
Viesturs Āboliņš Isole nuove Prima edizione 2022
Vija Laganovska Isole nuove Prima edizione 2022
Vincenzo Caccamo Isole nuove Prima edizione 2022
Vincenzo De Luca Isole nuove Prima edizione 2022
Vincenzo Middei Isole nuove Prima edizione 2022
Virgilio Violo Isole nuove Prima edizione 2022
Vittorio Zingone Isole nuove Prima edizione 2022
Walter Poli Isole nuove Prima edizione 2022
Wanda Puglia. Isole nuove Prima edizione 2022
Yair Aharon Isole nuove Prima edizione 2022
Yousra Chenah Isole nuove Prima edizione 2022
Yuri Serebryakov Isole nuove Prima edizione 2022

Copertine antologie

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Locandine rassegna parziale

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Il Dispari 20230619

Il Dispari 20230619 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230619 – Redazione culturale DILA

CS DILA APS: Tutte le opere finaliste della 12a edizione Premio OTTO MILIONI

Il 14 giugno 2023, nel salone Onofrio Buonocore della Biblioteca Antoniana di Ischia, la Direttrice della Biblioteca, Dottoressa Lucia Annicelli, ha comunicalo gli elenchi delle opere finaliste delle quattro sezioni (Poesia, Arti grafiche, Articoli, Video) relativi alla dodicesima edizione del Premio internazionale di Arti Varie OTTO MILIONI, ideato da Bruno Mancini ed organizzato dall’Associazione di Promozione Sociale DILA APS in collaborazione con le Associazioni che hanno aderito al partenariato proposto dalla stessa DILA APS, vale a dire Casa Editrice IL SEXTANTE, Associazione L’Arte DEL SUONARE, Testata giornalistica IL DISPARI, Associazione ADA, Fondazione LA SPONDA, Magazine EUDONNA e Associazione ANIA.

Tutte le opere finaliste potranno essere votate nei link che seguono:

POESIA: https://www.emmegiischia.com/poesie-finaliste-premio-otto-milioni-2022/

ARTI GRAFICHE: https://www.emmegiischia.com/arti-grafiche-finaliste-premio-otto-milioni-2023/

ARTICOLI: https://www.emmegiischia.com/articoli-finalisti-premio-otto-milioni-2023/

VIDEO: https://www.emmegiischia.com/video-finalisti-premio-otto-milioni-2023/

Si vota cliccando sul pollice (LIKE FB) presente in ciascuna pagina.
Si possono votare un numero a piacere di opere.
Ogni IP può votare una sola volta al giorno una singola opera.
Le votazioni WEB termineranno il 25 ottobre 2023 e subito dopo inizieranno le votazioni da parte delle Giurie nominate da DILA APS & Partner.
Le classifiche finali (somma dei voti web + voti Giurie) saranno comunicate in una data compresa tra 15 e il 20 novembre 2023.
La cerimonia di premiazione avverrà in una data compresa tra il 30 novembre e il 30 dicembre 2023.

Presenti Bruno Mancini Patron del Premio nonché Presidente dell’Associazione DILA APS e Chiara Pavoni (che ha diretto l’evento) Membro del Consiglio Direttivo DILA APS, la cantante Angela Prota ha allietato l’incontro con un apprezzatissimo recital di canzoni napoletane; la poetessa Clementina Petroni ha letto sue poesie e lo scrittore Alberto Liguoro ha illustrato il tema che poi è stato trattato il giorno seguente sempre nella Biblioteca Antoniana.

Sono stati consegnati, inoltre, alcuni attestati di partecipazione alla rassegna nazionale IL MAGGIO DEI LIBRI 22023.

Complimenti e in bocca al lupo a tutti i finalisti.

Il Dispari 20230619 – Redazione culturale DILA

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Il Dispari 20230612

Il Dispari 20230612 – Redazione culturale DILA

Il Sindaco di Napoli Gaetano Manfredi ringrazia per invito DILA APS

Gentilissimi dottori Mancini Liguoro e Ceparano ringrazio tutti voi vivamente del gradito invito.

Da Sindaco della città metropolitana di Napoli,  il territorio più bombardato di Italia durante la II guerra mondiale, accolgo con particolare interesse e partecipazione la notizia del vostro evento.

Un sentito coinvolgimento al tema dell’incontro è inoltre dovuto alla mia storia personale che, come ben sapete, mi lega alla città di Nola.

Ripercorrere i grandi eventi della Storia senza perdere di vista l’importanza di un racconto che parta dalle persone, le famiglie e le comunità, è operazione di estremo valore.

Anche per questi motivi, in qualità di Sindaco, ho istituito un comitato per ricordare e celebrare le Quattro Giornate di Napoli, di cui il prossimo ottobre ricorreranno gli ottant’anni, le cui iniziative riguarderanno sia Napoli sia la Città Metropolitana e dunque anche le comunità di Nola e Ischia.

Tuttavia, sono particolarmente rammaricato di comunicare che non potrò prendere parte all’appuntamento del prossimo 15 giugno a causa di impegni istituzionali già programmati e inderogabili.

Ringraziando ancora del gradito coinvolgimento, colgo l’occasione per porgere i miei più cordiali saluti a gli auguri per una piena riuscita dell’iniziativa

Gaetano Manfredi

Il Dispari 20230612 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230612 – Redazione culturale DILA

DILA APS & Partner in Biblioteca Antoniana

Con il Patrocinio della Città di Ischia, in collaborazione con: Fondazione LA SPONDA – Testata giornalistica IL DISPARI – Magazine EUDONNA — Editrice IL SEXTANTE – Ass. ANIA – Ass. PUECHER, l’Associazione di Promozione Sociale DILA APS Vi invita il 14 e il 15 giugno 2023 (ore 17.00) alla Biblioteca Antoniana di Ischia via Rampe Sant’Antonio.

INFO: dila@emmegiischia.com

Madrina LUCIA ANNICELLI: Direttrice Biblioteca Antoniana.

14 giugno 2023: Premio di Arti varie OTTO MILIONI- Premio MARIO ABBATE -Attestati IL MAGGIO DEI LIBRI – Concerto ANGELA PROTA.

Presenta CHIARA PAVONI.

Con la speciale partecipazione di: MASSIMO ABBATE – GAETANO DI MEGLIO – CLEMENTINA PETRONI – ALBERTO LIGUORO.

15 giugno 2023: proiezione cortometraggio “L’eccidio di Nola” di FELICE CEPARANO – Presentazione libro “Nola, cronaca dall’eccidio” di ALBERTO LIGUORO.

Moderatrice CHIARA PAVONI.

Con la speciale partecipazione di GAETANO DI MEGLIO – CLEMENTINA PETRONI.

Dibattito pubblico con ALBERTO LIGUORO e FELICE CEPARANO.

Ingresso libero.

Dona il 5×1000 all’Associazione di Promozione Sociale “Da Ischia L’Arte DILA APS” CF 91013050637

Il Dispari 20230612 – Redazione culturale DILAIl Dispari 20230612 – Redazione culturale DILAIl Dispari 20230612 – Redazione culturale DILAIl Dispari 20230612 – Redazione culturale DILA

Dalla raccolta poetica di Bruno Mancini

LA SAGRA DEL PECCATO (1957 – 2003)

PARTE SECONDA

 

Sul palco si inizia
e la sala si buia
– non devi sentire gli umori –
“Attore”
scollato
nel cubo, dal resto.

Sospeso il goccio
e la rugiada
il melograno
“Prologo”
cava la prima scheggia.

Un giorno
guardami.
Un giorno
guardati.
Un giorno
guardaci.
Un giorno… un giorno… un giorno.

Proscenio scettico
l’alone della ribalta
– più ombre che molti –
“Attore”:
librante
sul solco, tra i fumi.

Mi guardo un giorno
e penso.
Ti guardo un giorno
e rido.
Ci guardo un giorno
stupisco.
Un giorno… un giorno… un giorno.

e quando si smette che accendono
e spargono giudizi
“Attore”
infuso
nel vuoto, tra gli altri.

Annebbia il fato
annebbia il rischio
il principe
“Eccomi”
il telo è teso.

Poi guardo un giorno
e c’ero.
Poi guardo un giorno
tu c’eri.
Poi guardo un giorno
insieme.
Un giorno… un giorno… un giorno.

Il Dispari 20230612 – Redazione culturale DILA

LIGA SARAH LAPINSKA – Twitterone: Ilona Beizitere

Ilona Beizitere, economista, dottoressa dell’Università di bio scienze e tele tecnologie della Lettonia, attualmente sta scrivendo un trattato sulle possibilità di supportare le piccole imprese.

Lei come ricercatrice del Servizio analitico del Saeima (Parlamento in lingua italiana) della Repubblica di Lettonia, lavora in conformità con gli ordini dei Deputati sulla preparazione di vari materiali di ricerca.

Nella fotografia posa contentissima con il mio disegno “La Creazione” nel suo onomastico, il 18 marzo.

È attivista per i diritti delle donne.

Lavora anche nell’associazione femminile “Līdere”.

È anche esperta in questioni legali, come i diritti per le pensioni speciali e per la digitalizzazione aziendale.

Pratica costantemente yoga, quindi è sempre in ottima forma fisica.

Si sente molto soddisfatta della sua esperienza e delle sue impressioni in Italia.

Di recente è  ritornata dalla Puglia che ha visitato nell’ambito del progetto ERASMUS per la formazione e il sostegno delle nuove imprese.

Sarà felice di venire a Ischia per partecipare ad eventi organizzati dalla nostra Associazione di Promozione Sociale DILA APS.

Il Dispari 20230612 – Redazione culturale DILA

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CS DILA APS: Tutte le opere finaliste della 12a edizione Premio OTTO MILIONI

Il 14 giugno 2023, nel salone Onofrio Buonocore della Biblioteca Antoniana di Ischia, la Direttrice della Biblioteca, Dottoressa Lucia Annicelli, ha comunicalo gli elenchi delle opere finaliste delle quattro sezioni (Poesia, Arti grafiche, Articoli, Video) relativi alla dodicesima edizione del Premio internazionale di Arti Varie OTTO MILIONI, ideato da Bruno Mancini ed organizzato dall’Associazione di Promozione Sociale DILA APS in collaborazione con le Associazioni che hanno aderito al partenariato proposto dalla stessa DILA APS, vale a dire Casa Editrice IL SEXTANTE, Associazione L’Arte DEL SUONARE, Testata giornalistica IL DISPARI, Associazione ADA, Fondazione LA SPONDA, Magazine EUDONNA e Associazione ANIA.

Tutte le opere finaliste potranno essere votate nei link che seguono:

POESIA: https://www.emmegiischia.com/poesie-finaliste-premio-otto-milioni-2022/

ARTI GRAFICHE: https://www.emmegiischia.com/arti-grafiche-finaliste-premio-otto-milioni-2023/

ARTICOLI: https://www.emmegiischia.com/articoli-finalisti-premio-otto-milioni-2023/

VIDEO: https://www.emmegiischia.com/video-finalisti-premio-otto-milioni-2023/

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Si possono votare un numero a piacere di opere.
Ogni IP può votare una sola volta al giorno una singola opera.
Le votazioni WEB termineranno il 25 ottobre 2023 e subito dopo inizieranno le votazioni da parte delle Giurie nominate da DILA APS & Partner.
Le classifiche finali (somma dei voti web + voti Giurie) saranno comunicate in una data compresa tra 15 e il 20 novembre 2023.
La cerimonia di premiazione avverrà in una data compresa tra il 30 novembre e il 30 dicembre 2023.

Presenti Bruno Mancini Patron del Premio nonché Presidente dell’Associazione DILA APS e Chiara Pavoni (che ha diretto l’evento) Membro del Consiglio Direttivo DILA APS, la cantante Angela Prota ha allietato l’incontro con un apprezzatissimo recital di canzoni napoletane; la poetessa Clementina Petroni ha letto sue poesie e lo scrittore Alberto Liguoro ha illustrato il tema che poi è stato trattato il giorno seguente sempre nella Biblioteca Antoniana.

Sono stati consegnati, inoltre, alcuni attestati di partecipazione alla rassegna nazionale IL MAGGIO DEI LIBRI 22023.

Complimenti e in bocca al lupo a tutti i finalisti.

Il Dispari 20230619 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230619 – Redazione culturale DILA
Il Dispari 20230619 – Redazione culturale DILA Il Dispari 20230619 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230619 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230619 – Redazione culturale DILAIl Dispari 20230619 – Redazione culturale DILA Il Dispari 20230619 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230619 – Redazione culturale DILA

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Il Dispari 20230612

Il Dispari 20230612 – Redazione culturale DILA

Il Sindaco di Napoli Gaetano Manfredi ringrazia per invito DILA APS

Gentilissimi dottori Mancini Liguoro e Ceparano ringrazio tutti voi vivamente del gradito invito.

Da Sindaco della città metropolitana di Napoli,  il territorio più bombardato di Italia durante la II guerra mondiale, accolgo con particolare interesse e partecipazione la notizia del vostro evento.

Un sentito coinvolgimento al tema dell’incontro è inoltre dovuto alla mia storia personale che, come ben sapete, mi lega alla città di Nola.

Ripercorrere i grandi eventi della Storia senza perdere di vista l’importanza di un racconto che parta dalle persone, le famiglie e le comunità, è operazione di estremo valore.

Anche per questi motivi, in qualità di Sindaco, ho istituito un comitato per ricordare e celebrare le Quattro Giornate di Napoli, di cui il prossimo ottobre ricorreranno gli ottant’anni, le cui iniziative riguarderanno sia Napoli sia la Città Metropolitana e dunque anche le comunità di Nola e Ischia.

Tuttavia, sono particolarmente rammaricato di comunicare che non potrò prendere parte all’appuntamento del prossimo 15 giugno a causa di impegni istituzionali già programmati e inderogabili.

Ringraziando ancora del gradito coinvolgimento, colgo l’occasione per porgere i miei più cordiali saluti a gli auguri per una piena riuscita dell’iniziativa

Gaetano Manfredi

Il Dispari 20230612 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230612 – Redazione culturale DILA

DILA APS & Partner in Biblioteca Antoniana

Con il Patrocinio della Città di Ischia, in collaborazione con: Fondazione LA SPONDA – Testata giornalistica IL DISPARI – Magazine EUDONNA — Editrice IL SEXTANTE – Ass. ANIA – Ass. PUECHER, l’Associazione di Promozione Sociale DILA APS Vi invita il 14 e il 15 giugno 2023 (ore 17.00) alla Biblioteca Antoniana di Ischia via Rampe Sant’Antonio.

INFO: dila@emmegiischia.com

Madrina LUCIA ANNICELLI: Direttrice Biblioteca Antoniana.

14 giugno 2023: Premio di Arti varie OTTO MILIONI- Premio MARIO ABBATE -Attestati IL MAGGIO DEI LIBRI – Concerto ANGELA PROTA.

Presenta CHIARA PAVONI.

Con la speciale partecipazione di: MASSIMO ABBATE – GAETANO DI MEGLIO – CLEMENTINA PETRONI – ALBERTO LIGUORO.

15 giugno 2023: proiezione cortometraggio “L’eccidio di Nola” di FELICE CEPARANO – Presentazione libro “Nola, cronaca dall’eccidio” di ALBERTO LIGUORO.

Moderatrice CHIARA PAVONI.

Con la speciale partecipazione di GAETANO DI MEGLIO – CLEMENTINA PETRONI.

Dibattito pubblico con ALBERTO LIGUORO e FELICE CEPARANO.

Ingresso libero.

Dona il 5×1000 all’Associazione di Promozione Sociale “Da Ischia L’Arte DILA APS” CF 91013050637

Il Dispari 20230612 – Redazione culturale DILAIl Dispari 20230612 – Redazione culturale DILAIl Dispari 20230612 – Redazione culturale DILAIl Dispari 20230612 – Redazione culturale DILA

Dalla raccolta poetica di Bruno Mancini

LA SAGRA DEL PECCATO (1957 – 2003)

PARTE SECONDA

 

Sul palco si inizia
e la sala si buia
– non devi sentire gli umori –
“Attore”
scollato
nel cubo, dal resto.

Sospeso il goccio
e la rugiada
il melograno
“Prologo”
cava la prima scheggia.

Un giorno
guardami.
Un giorno
guardati.
Un giorno
guardaci.
Un giorno… un giorno… un giorno.

Proscenio scettico
l’alone della ribalta
– più ombre che molti –
“Attore”:
librante
sul solco, tra i fumi.

Mi guardo un giorno
e penso.
Ti guardo un giorno
e rido.
Ci guardo un giorno
stupisco.
Un giorno… un giorno… un giorno.

e quando si smette che accendono
e spargono giudizi
“Attore”
infuso
nel vuoto, tra gli altri.

Annebbia il fato
annebbia il rischio
il principe
“Eccomi”
il telo è teso.

Poi guardo un giorno
e c’ero.
Poi guardo un giorno
tu c’eri.
Poi guardo un giorno
insieme.
Un giorno… un giorno… un giorno.

Il Dispari 20230612 – Redazione culturale DILA

LIGA SARAH LAPINSKA – Twitterone: Ilona Beizitere

Ilona Beizitere, economista, dottoressa dell’Università di bio scienze e tele tecnologie della Lettonia, attualmente sta scrivendo un trattato sulle possibilità di supportare le piccole imprese.

Lei come ricercatrice del Servizio analitico del Saeima (Parlamento in lingua italiana) della Repubblica di Lettonia, lavora in conformità con gli ordini dei Deputati sulla preparazione di vari materiali di ricerca.

Nella fotografia posa contentissima con il mio disegno “La Creazione” nel suo onomastico, il 18 marzo.

È attivista per i diritti delle donne.

Lavora anche nell’associazione femminile “Līdere”.

È anche esperta in questioni legali, come i diritti per le pensioni speciali e per la digitalizzazione aziendale.

Pratica costantemente yoga, quindi è sempre in ottima forma fisica.

Si sente molto soddisfatta della sua esperienza e delle sue impressioni in Italia.

Di recente è  ritornata dalla Puglia che ha visitato nell’ambito del progetto ERASMUS per la formazione e il sostegno delle nuove imprese.

Sarà felice di venire a Ischia per partecipare ad eventi organizzati dalla nostra Associazione di Promozione Sociale DILA APS.

Il Dispari 20230612 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230612 – Redazione culturale DILA

 

Il Dispari 20230605

Il Dispari 20230605 – Redazione culturale DILA

PREMIO “OTTO MILIONI”
PER IL TEATRO, A ROMA

Lo scorso13 maggio, presso lo spazio “Interno 4” a Roma, ha avuto luogo la cerimonia della consegna del Premio “Otto Milioni” ideato da Bruno Mancini.
Tale riconoscimento è stato conferito a quattro personaggi del mondo dello spettacolo: Alberto Macchi, drammaturgo e regista teatrale; Edoardo Terzo, attore, poeta-cantautore e aiuto regista teatrale; Patrizia Audino, attrice e autrice teatrale; Giuseppe Castelluzzo, attore e commediografo

Ad Alberto Macchi per aver scritto e diretto la “Trilogia Teatrale” costituita da tre pièces dai titoli “Mestiere di Osso” (2007), “Mestiere di Sveglia” (2010) e “Mestiere di Sandwich” (2014), definite rispettivamente Lettera, Monologo e Melologo.

Il Dispari 20230605 – Redazione culturale DILA

Agli altri tre per aver magistralmente interpretato i rispettivi ruoli, ognuno da protagonista.
La motivazione del premio recita “Tre opere teatrali che riguardano la lettura drammatizzata d’una lettera la cui scrittura ricalca, a detta di diversi critici, un genere di teatro real-fantastico, grottesco, surreale, metafisico, che può ricordare quello di Karl Valentin, di Becket, di Jonesco o di Mrozek.
Tre Atti Unici che divertono e commuovono nello stesso tempo, ma che fanno soprattutto riflettere su certe condizioni umane”

Alberto Macchi, classe 1941, figlio unico di genitori dal temperamento artistico – suo padre restauratore di mobili antichi e sua madre maestra d’arte –, trascorre la giovinezza impegnato tra scuola e attività culturali.
Viaggia per ricerca e per studio.
Presto compone drammi per il teatro, pubblica poesie e anche articoli su alcuni periodici.
Come regista di teatro si forma in seno all’Avanguardia Teatrale Italiana di Scuola Romana (dal Beat ’72 di Ulisse Benedetti, a Giancarlo Nanni, a Memè Perlini, a Carmelo Bene) e frequentando i laboratori e i seminari di Lindsey Kemp, Judith Malina, Susan Strasberg, Ariane Mnouchkine, Alessandro Fersen, Jerzy Grotowski.

Appassionato da sempre di teatro, di storia e di storia dell’arte, dalla fine degli anni ’70 già frequenta a Roma i seminari e i laboratori di Teatro e Psicodramma tenuti da Lorenza e Paola Mazzetti e successivamente quelli di Onirodramma tenuti da Lorenzo Ostuni e segue, in particolare, gli spettacoli al Teatro “La Fede” di Giancarlo Nanni e Manuela Kustermann, al ”Teatro di Porta Portese” di Maria Teresa Albani, al Teatro “Dell’Orologio” di Valentino Orfeo, al Teatro “La Comunità” di Giancarlo Sepe e al Teatro “La Piramide” di Memé Perlini.

Incontra tanti personaggi affascinanti che, attraverso il Teatro diffondono grazia, rispetto e solidarietà, come Judith Malina,l’anarchica che predica l’amore” con il suo Leaving Theatre, come Peter Brook e Ariane Mnouchkine con il suo Théâtre du Soleil “i due Shakya del Teatro Orientale maestri di pace”, Peter Stein, Tadeusz Kantor, Józef Szajna.

Il Dispari 20230605 – Redazione culturale DILA

Raccoglie una infinità di materiale documentario e porta, con il “Teatrovunque”, gli spettacoli in ogni contesto: in ville, piazze, palazzi, chiese, gallerie d’arte, ristoranti, ospedali, scuole, ecc..
Nel 1984 fonda un Laboratorio Teatrale Permanente insieme alla Compagnia “Teatro 84.
Nel 1989 a Roma crea la formula del “Teatro al Ristorante”, ovvero delle rappresentazioni di pièces teatrali fra i tavoli.
Svolge la sua professione di regista nel mondo della Danza, della Lirica e della Moda.
Tiene seminari in alcune scuole di teatro, laboratori per studenti universitari e corsi nelle scuole statali.
Propone corsi di Teatro Orientale, utilizzando tutto il materiale raccolto durante i viaggi effettuati in Asia, come le maschere del Barong, le figurine del Wayang Kulit, come i costumi del Kathakali o come gli strumenti del Gamelan.
È direttore artistico di eventi e mette in scena, oltre ai suoi testi, anche quelli di Pirandello, Petrolini, D’Annunzio, Kafka, Shakespeare, Ibsen, Wilde, Gogol’, Poe, Sofocle, Plauto, Goldoni, Rabelais, Feydeau o Courteline.

Scrive i drammi: “Śakiamuni”, “Celestino V”, “Cristoforo Colombo”, “L’Uomo Caravaggio”, “Michele Arcangelo”, “Cristina di Svezia”, “Cagliostro”, “Giacomo Casanova”, “Majakovskij”, “Jan III Sobieski”, “Stanisław Kostka”, “Bona Sforza”, “Poniatowski”, “Marcello Bacciarelli”, “Giorgio III Hanover”, “Grand Tour”, “Brat Albert”, “Sarah Bernhardt e Eleonora Duse”, “Tommaso Marinetti” e altri ancora.

Dal 1996 opera anche a Tarnów e a Cracovia in Polonia, dove fonda la Compagnia “Teatrosztuka”, un gruppo sperimentale che rispecchia la Compagnia “Teatro 84” di Roma.
Dal 2007 rivolge la sua attività principalmente a Varsavia.
Nel 2009, entra a far parte dell’Associazione “Italiani in Polonia” e assume la direzione artistica del Teatro “Henryk Marconi”.
Qui crea un laboratorio teatrale che nel 2017 diviene operativo presso il Teatro della “Galeria Freta” nel Centro storico della città.
Nel 2012-2013 tiene un laboratorio di teatro presso il Ginnasio e Liceo “Stefana Batorego” di Varsavia, conclusosi con una prima andata in scena e con una replica dello spettacolo “L’uomo Caravaggio” in lingua polacca.
Dal 2010, cura la rubrica “Italiani in Polonia nei secoli” su “Gazzetta Italia”, un periodico edito in italiano e in polacco distribuito in tutta la Polonia.
A Varsavia è Membro del Consiglio Direttivo con l’incarico di Direttore Artistico della Stowarzyszenie “Italiani in Polonia”.

Macchi ripete spesso che il suo obiettivo primario consiste nel “diffondere alle nuove generazioni, non solo l’interesse per il Teatro, ma anche l’amore per la Storia e per l’Arte, i due più grandi vanti dell’Italia” e che “Il Teatro, comunque coltivato (come passione, come professione, in prima persona o come spettatore), costituisce un prezioso alimento per lo spirito e per la crescita intellettuale.” e anche che “il Teatro è una disciplina quasi essenziale, che andrebbe adottata, come materia di studio obbligatoria, durante tutto il percorso scolastico, fin dalle elementari.”

Intanto, dirige spettacoli teatrali, sia in Italia che in Polonia, in teatri tradizionali, come i teatri pubblici e quelli privati ma anche in spazi non convenzionali.
Dal 2018 Alberto Macchi collabora con il periodico dell’Associazione “Arte Scienza” di Roma diretto da Luca Nicotra.

Dopo aver visitato più volte la Svezia inizia la collaborazione con il giornale in lingua italiana “Italienaren” curando una sua rubrica dal titolo “Italiani in Svezia nei secoli”.
Dal 1996, Alberto Macchi svolge la sua attività di drammaturgo, ricercatore e regista, sovente in collaborazione con la sua compagna, la Dott.ssa Angela Sołtys, Storica dell’Arte a Varsavia.

L’attestato del prestigioso Premio “Otto Milioni” –consegnato dalla nota attrice Chiara Pavoni, direttrice dello spazio “Interno 4” in Roma – che in origine era destinato solamente ai suddetti quattro artisti, con grande e gradita sorpresa di tutti, Bruno Mancini ha voluto riconoscerlo anche a Sergio Pennisi, valente musicista, restauratore e pittore, facente parte anch’egli del gruppo teatrale, il quale è tristemente deceduto di recente, così all’improvviso, in quanto egli s’era comunque adoperato a curare la selezione musicale di tutti e tre gli spettacoli della trilogia.
Tale premio è stato ritirato da sua moglie, Luisa De Bartolomeo, teatrante anche lei, oltre che scenografa e pittrice.

Nella sua ultima corrispondenza con Bruno Mancini, Alberto Mscchi ha concluso scrivendo: “… A fine giugno parto per Varsavia, ma in autunno, al mio ritorno a Roma, se non ci saremo incontrati prima a Roma, in autunno verrò io a conoscerti di persona nella tua meravigliosa Ischia.
Saluti cari,
E l’Associazione “Da Ischia L’Arte DILA APS” sarà pronta ed onorata di allestire un incontro pubblico con un sì grande personaggio artistico.

Il Dispari 20230605 – Redazione culturale DILA

Dalla raccolta poetica di Bruno Mancini

LA SAGRA DEL PECCATO (1957 – 2003)

PARTE SECONDA

 

Sul palco si inizia
e la sala si buia
– non devi sentire gli umori –
“Attore”
scollato
nel cubo, dal resto.

Sospeso il goccio
e la rugiada
il melograno
“Prologo”
cava la prima scheggia.

Un giorno
guardami.
Un giorno
guardati.
Un giorno
guardaci.
Un giorno… un giorno… un giorno.

Proscenio scettico
l’alone della ribalta
– più ombre che molti –
“Attore”:
librante
sul solco, tra i fumi.

Mi guardo un giorno
e penso.
Ti guardo un giorno
e rido.
Ci guardo un giorno
stupisco.
Un giorno… un giorno… un giorno.

è quando si smette che accendono
e spargono giudizi
“Attore”
infuso
nel vuoto, tra gli altri.

Annebbia il fato
annebbia il rischio
il principe
“Eccomi”
il telo è teso.

Poi guardo un giorno
e c’ero.
Poi guardo un giorno
tu c’eri.
Poi guardo un giorno
insieme.
Un giorno… un giorno… un giorno.

Il Dispari 20230529

Il Dispari 202305229– Redazione culturale DILA

Cortona (AR), domenica 21 maggio 2023

Ammetto la mia colpevole ignoranza perché fino al 4 Aprile 2023, pur avendo viaggiato un po’ per l’Italia in anni passati, non avevo incrociato la Cittadina di Cortona: in Regione Toscana Provincia di Arezzo poco più di 21.000 abitanti, rinomata soprattutto per le sue famose rocce di porfido.

Mauro Montacchiesi, appunto il 4 aprile, mi ha telefonato per dirmi che la Galleria d’Arte Il Quadrato di Viareggio (con la quale non  avevo avuto mai alcun tipo di contatto e che, come Cortona in maniera ugualmente colpevole, non sapevo neppure che esistesse) con il patrocinio del Comune di Cortona e l’Associazione Medusa di Viareggio (anch’essa a me completamente sconosciuta), aveva deliberato di riconoscermi un attestato di merito alla “carriera letteraria”.

Ovviamente ho ringraziato come meglio potevo scusandomi per la impossibilità di essere presente alla cerimonia di consegna.

Ieri, lo stesso Mauro Montacchiesi, mi ha inoltrato un succinto resoconto dell’evento scrivendo:

Nella prestigiosa cornice dello storico Palazzo Vagnotti si è svolta la Rassegna d’Arte e Letteratura Omaggio a Cortona Storica Città d’Arte Premio di pittura, scultura, poesia, narrativa, saggistica e fotografia, organizzata dalla Galleria d’Arte Il Quadrato di Viareggio, con il patrocinio del Comune di Cortona e l’Associazione Medusa di Viareggio.

Comitato d’Onore e Giuria: Presidente Dott. Lodovico Gierut – Poeta e Critico d’Arte; Prof.ssa Marilena Cheli Tomei – Saggista e Storica; Franco Pulzone – Scrittore; Prof.ssa Marina Pratici – Saggista e Critico Letterario; Dott. Gianmaria Cosignani – Direttore della Galleria Nazionale di Cortona;

Bruno Cosignani – Giornalista del Quadrato di Milano per le quotazioni d’Arte; Prof. Franco Pedrinzani – Poeta; Stefania Palagi – Segretaria del Premio.

È intervenuto Massimo Abbate, organizzatore del Festival della canzone napoletana.

Il grande Artista partenopeo, che ha ricevuto un Premio alla Carriera, ha deliziato il pubblico presente con esecuzioni di pianoforte e canto, nonché con poesie, battute, aforismi e aneddoti in vernacolo napoletano.

Tra i Soci della nostra Associazione di Promozione Sociale “Da Ischia L’Arte DILA APS” è stata premiata, oltre al Presidente Bruno Mancini e al sottoscritto  Mauro Montacchiesi anche Angela Maria Tiberi Vice Presidente DILA APS.

Con la presenza di Forconi Maria Isolina, Consigliere comunale e facente parte dello staff del Sindaco Meoni Andrea con delega ai rapporti istituzionali, la giornata, straordinaria per tutti i presenti all’insegna della pace, dell’amicizia, della cultura, si è conclusa con un appetitoso pranzo impreziosito da prodotti culinari della tradizione locale.”

E allora, nella prospettiva, più che auspicata, di prossimi accordi di collaborazioni associativa tra la nostra DILA APS e l’Associazione Medusa di Viareggio, promossi ed organizzati dal dinamico Mauro Montacchiesi, desidero  proporre un piccolo omaggio al Comune  di Cortona, alla Galleria d’Arte “Il Quadrato di Viareggio”, e alla stessa Associazione Medusa di Viareggio.

 Cortona scrive wikipedia “Antica lucumonia (massima carica politica all’interno delle città-Stato etrusche della penisola italica in epoca pre-romana) facente parte della dodecapoli etrusca (l’insieme di dodici città-Stato etrusche che, secondo la tradizione, costituirono la LEGA ETRUSCA, potente alleanza di carattere economico, religioso e militare) è situata a sud della provincia di Arezzo vicino al confine con la regione Umbria. Cortona si trova su una collina a quasi 500 metri di altezza in una posizione strategica che permette, con brevi spostamenti, di raggiungere importanti centri artistici e culturali. Il 27 giugno 1944 un gruppo di soldati tedeschi operò una feroce rappresaglia in risposta all’uccisione di due loro camerati da parte dei partigiani uccidendo dieci civili, alcuni dei quali fatti saltare con dell’esplosivo dopo essere stati rinchiusi nelle rovine di una casa bruciata il giorno prima. Attualmente il parco archeologico di Cortona conta 11 siti tra i quali un’imponente tomba arcaica (VI secolo a.C.) con una monumentale gradinata decorata da grandi gruppi scultorei.

  • La Galleria d’Arte “Il Quadrato di Viareggio” Via Leonardo Da Vinci, 77 Viareggio – Contatti 0584 30969, è specializzata in bomboniere con prodotti ricercati e originali, pensati e realizzati con cura.
  • L’Associazione Medusa di Viareggio (INFO: http://wwww.facebook.com/ 39 370 3769921), culturale no profit, è stata costituita allo scopo di promuovere la cultura, in ogni sua forma, con particolare riferimento alle tradizioni di Viareggio e della Versilia. Incontri, letture poetiche, conferenze, convegni, proiezioni cinematografiche, mostre d’arte, sono solo alcuni esempi di attività. L’associazione fa, poi, della collaborazione, il suo “asse portante”: ognuno, con le proprie caratteristiche, conoscenze, passioni, è chiamato a dare vita a tale realtà, in continua evoluzione.

Il Dispari 202305229– Redazione culturale DILA

Il Dispari 202305229– Redazione culturale DILA

Mini intervista di Liga Sarah Lapinska a Melinda Horvath

Melinda Horvath, pittrice austriaca, posa allegramente con l’antologia “Otto Milioni – 2022” e con il quotidiano “Il Dispari”.

Dipinge in varie tecniche e generi:  è una talentuosa paesaggista urbana.

È già diventata più volte finalista del nostro Premio “Otto Milioni.

Le auguriamo la vittoria nel 2023!

Lei dice: «Buongiorno Presidente Bruno Mancini, sono una candidata al Premio “Otto Milioni” già dal 2018.

Il suo contatto mi è stato gentilmente fornito da Liga Lapinska della DILA APS.

Mi ha suggerito di mandarvi la questa mia riflessione che ho scritto recentemente per un concerto di pianoforte: “Quando la musica fa vibrare le corde dell’anima attraversando ogni particella del nostro corpo e liberando la nostra mente, gli occhi si riempiono di lacrime! 

La lacrima è il canto fluido del nostro cuore intonato alla musica che nasce dal tocco del pianista.

E in piena armonia si forma un suono magico che avvolge la sala e poi va in altre dimensioni dove il tempo si ferma lasciando lo spazio alla meditazione.”

Gradirei sapere se è di interesse e se sarà oggetto di pubblicazione.» 

Il Dispari 202305229– Redazione culturale DILA

DILA

NUSIV

 

Il Dispari 20230612 – Redazione culturale DILA

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Il Dispari 20230612– Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230612

Il Dispari 20230612 – Redazione culturale DILA

Il Sindaco di Napoli Gaetano Manfredi ringrazia per invito DILA APS

Gentilissimi dottori Mancini Liguoro e Ceparano ringrazio tutti voi vivamente del gradito invito.

Da Sindaco della città metropolitana di Napoli,  il territorio più bombardato di Italia durante la II guerra mondiale, accolgo con particolare interesse e partecipazione la notizia del vostro evento.

Un sentito coinvolgimento al tema dell’incontro è inoltre dovuto alla mia storia personale che, come ben sapete, mi lega alla città di Nola.

Ripercorrere i grandi eventi della Storia senza perdere di vista l’importanza di un racconto che parta dalle persone, le famiglie e le comunità, è operazione di estremo valore.

Anche per questi motivi, in qualità di Sindaco, ho istituito un comitato per ricordare e celebrare le Quattro Giornate di Napoli, di cui il prossimo ottobre ricorreranno gli ottant’anni, le cui iniziative riguarderanno sia Napoli sia la Città Metropolitana e dunque anche le comunità di Nola e Ischia.

Tuttavia, sono particolarmente rammaricato di comunicare che non potrò prendere parte all’appuntamento del prossimo 15 giugno a causa di impegni istituzionali già programmati e inderogabili.

Ringraziando ancora del gradito coinvolgimento, colgo l’occasione per porgere i miei più cordiali saluti a gli auguri per una piena riuscita dell’iniziativa

Gaetano Manfredi

Il Dispari 20230612 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230612 – Redazione culturale DILA

DILA APS & Partner in Biblioteca Antoniana

Con il Patrocinio della Città di Ischia, in collaborazione con: Fondazione LA SPONDA – Testata giornalistica IL DISPARI – Magazine EUDONNA — Editrice IL SEXTANTE – Ass. ANIA – Ass. PUECHER, l’Associazione di Promozione Sociale DILA APS Vi invita il 14 e il 15 giugno 2023 (ore 17.00) alla Biblioteca Antoniana di Ischia via Rampe Sant’Antonio.

INFO: dila@emmegiischia.com

Madrina LUCIA ANNICELLI: Direttrice Biblioteca Antoniana.

14 giugno 2023: Premio di Arti varie OTTO MILIONI- Premio MARIO ABBATE -Attestati IL MAGGIO DEI LIBRI – Concerto ANGELA PROTA.

Presenta CHIARA PAVONI.

Con la speciale partecipazione di: MASSIMO ABBATE – GAETANO DI MEGLIO – CLEMENTINA PETRONI – ALBERTO LIGUORO.

15 giugno 2023: proiezione cortometraggio “L’eccidio di Nola” di FELICE CEPARANO – Presentazione libro “Nola, cronaca dall’eccidio” di ALBERTO LIGUORO.

Moderatrice CHIARA PAVONI.

Con la speciale partecipazione di GAETANO DI MEGLIO – CLEMENTINA PETRONI.

Dibattito pubblico con ALBERTO LIGUORO e FELICE CEPARANO.

Ingresso libero.

Dona il 5×1000 all’Associazione di Promozione Sociale “Da Ischia L’Arte DILA APS” CF 91013050637

Il Dispari 20230612 – Redazione culturale DILAIl Dispari 20230612 – Redazione culturale DILAIl Dispari 20230612 – Redazione culturale DILAIl Dispari 20230612 – Redazione culturale DILA

Dalla raccolta poetica di Bruno Mancini

LA SAGRA DEL PECCATO (1957 – 2003)

PARTE SECONDA

 

Sul palco si inizia
e la sala si buia
– non devi sentire gli umori –
“Attore”
scollato
nel cubo, dal resto.

Sospeso il goccio
e la rugiada
il melograno
“Prologo”
cava la prima scheggia.

Un giorno
guardami.
Un giorno
guardati.
Un giorno
guardaci.
Un giorno… un giorno… un giorno.

Proscenio scettico
l’alone della ribalta
– più ombre che molti –
“Attore”:
librante
sul solco, tra i fumi.

Mi guardo un giorno
e penso.
Ti guardo un giorno
e rido.
Ci guardo un giorno
stupisco.
Un giorno… un giorno… un giorno.

e quando si smette che accendono
e spargono giudizi
“Attore”
infuso
nel vuoto, tra gli altri.

Annebbia il fato
annebbia il rischio
il principe
“Eccomi”
il telo è teso.

Poi guardo un giorno
e c’ero.
Poi guardo un giorno
tu c’eri.
Poi guardo un giorno
insieme.
Un giorno… un giorno… un giorno.

Il Dispari 20230612 – Redazione culturale DILA

LIGA SARAH LAPINSKA – Twitterone: Ilona Beizitere

Ilona Beizitere, economista, dottoressa dell’Università di bio scienze e tele tecnologie della Lettonia, attualmente sta scrivendo un trattato sulle possibilità di supportare le piccole imprese.

Lei come ricercatrice del Servizio analitico del Saeima (Parlamento in lingua italiana) della Repubblica di Lettonia, lavora in conformità con gli ordini dei Deputati sulla preparazione di vari materiali di ricerca.

Nella fotografia posa contentissima con il mio disegno “La Creazione” nel suo onomastico, il 18 marzo.

È attivista per i diritti delle donne.

Lavora anche nell’associazione femminile “Līdere”.

È anche esperta in questioni legali, come i diritti per le pensioni speciali e per la digitalizzazione aziendale.

Pratica costantemente yoga, quindi è sempre in ottima forma fisica.

Si sente molto soddisfatta della sua esperienza e delle sue impressioni in Italia.

Di recente è  ritornata dalla Puglia che ha visitato nell’ambito del progetto ERASMUS per la formazione e il sostegno delle nuove imprese.

Sarà felice di venire a Ischia per partecipare ad eventi organizzati dalla nostra Associazione di Promozione Sociale DILA APS.

Il Dispari 20230612 – Redazione culturale DILA

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Il Dispari 20230605

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PREMIO “OTTO MILIONI”
PER IL TEATRO, A ROMA

Lo scorso13 maggio, presso lo spazio “Interno 4” a Roma, ha avuto luogo la cerimonia della consegna del Premio “Otto Milioni” ideato da Bruno Mancini.
Tale riconoscimento è stato conferito a quattro personaggi del mondo dello spettacolo: Alberto Macchi, drammaturgo e regista teatrale; Edoardo Terzo, attore, poeta-cantautore e aiuto regista teatrale; Patrizia Audino, attrice e autrice teatrale; Giuseppe Castelluzzo, attore e commediografo

Ad Alberto Macchi per aver scritto e diretto la “Trilogia Teatrale” costituita da tre pièces dai titoli “Mestiere di Osso” (2007), “Mestiere di Sveglia” (2010) e “Mestiere di Sandwich” (2014), definite rispettivamente Lettera, Monologo e Melologo.

Il Dispari 20230605 – Redazione culturale DILA

Agli altri tre per aver magistralmente interpretato i rispettivi ruoli, ognuno da protagonista.
La motivazione del premio recita “Tre opere teatrali che riguardano la lettura drammatizzata d’una lettera la cui scrittura ricalca, a detta di diversi critici, un genere di teatro real-fantastico, grottesco, surreale, metafisico, che può ricordare quello di Karl Valentin, di Becket, di Jonesco o di Mrozek.
Tre Atti Unici che divertono e commuovono nello stesso tempo, ma che fanno soprattutto riflettere su certe condizioni umane”

Alberto Macchi, classe 1941, figlio unico di genitori dal temperamento artistico – suo padre restauratore di mobili antichi e sua madre maestra d’arte –, trascorre la giovinezza impegnato tra scuola e attività culturali.
Viaggia per ricerca e per studio.
Presto compone drammi per il teatro, pubblica poesie e anche articoli su alcuni periodici.
Come regista di teatro si forma in seno all’Avanguardia Teatrale Italiana di Scuola Romana (dal Beat ’72 di Ulisse Benedetti, a Giancarlo Nanni, a Memè Perlini, a Carmelo Bene) e frequentando i laboratori e i seminari di Lindsey Kemp, Judith Malina, Susan Strasberg, Ariane Mnouchkine, Alessandro Fersen, Jerzy Grotowski.

Appassionato da sempre di teatro, di storia e di storia dell’arte, dalla fine degli anni ’70 già frequenta a Roma i seminari e i laboratori di Teatro e Psicodramma tenuti da Lorenza e Paola Mazzetti e successivamente quelli di Onirodramma tenuti da Lorenzo Ostuni e segue, in particolare, gli spettacoli al Teatro “La Fede” di Giancarlo Nanni e Manuela Kustermann, al ”Teatro di Porta Portese” di Maria Teresa Albani, al Teatro “Dell’Orologio” di Valentino Orfeo, al Teatro “La Comunità” di Giancarlo Sepe e al Teatro “La Piramide” di Memé Perlini.

Incontra tanti personaggi affascinanti che, attraverso il Teatro diffondono grazia, rispetto e solidarietà, come Judith Malina,l’anarchica che predica l’amore” con il suo Leaving Theatre, come Peter Brook e Ariane Mnouchkine con il suo Théâtre du Soleil “i due Shakya del Teatro Orientale maestri di pace”, Peter Stein, Tadeusz Kantor, Józef Szajna.

Il Dispari 20230605 – Redazione culturale DILA

Raccoglie una infinità di materiale documentario e porta, con il “Teatrovunque”, gli spettacoli in ogni contesto: in ville, piazze, palazzi, chiese, gallerie d’arte, ristoranti, ospedali, scuole, ecc..
Nel 1984 fonda un Laboratorio Teatrale Permanente insieme alla Compagnia “Teatro 84.
Nel 1989 a Roma crea la formula del “Teatro al Ristorante”, ovvero delle rappresentazioni di pièces teatrali fra i tavoli.
Svolge la sua professione di regista nel mondo della Danza, della Lirica e della Moda.
Tiene seminari in alcune scuole di teatro, laboratori per studenti universitari e corsi nelle scuole statali.
Propone corsi di Teatro Orientale, utilizzando tutto il materiale raccolto durante i viaggi effettuati in Asia, come le maschere del Barong, le figurine del Wayang Kulit, come i costumi del Kathakali o come gli strumenti del Gamelan.
È direttore artistico di eventi e mette in scena, oltre ai suoi testi, anche quelli di Pirandello, Petrolini, D’Annunzio, Kafka, Shakespeare, Ibsen, Wilde, Gogol’, Poe, Sofocle, Plauto, Goldoni, Rabelais, Feydeau o Courteline.

Scrive i drammi: “Śakiamuni”, “Celestino V”, “Cristoforo Colombo”, “L’Uomo Caravaggio”, “Michele Arcangelo”, “Cristina di Svezia”, “Cagliostro”, “Giacomo Casanova”, “Majakovskij”, “Jan III Sobieski”, “Stanisław Kostka”, “Bona Sforza”, “Poniatowski”, “Marcello Bacciarelli”, “Giorgio III Hanover”, “Grand Tour”, “Brat Albert”, “Sarah Bernhardt e Eleonora Duse”, “Tommaso Marinetti” e altri ancora.

Dal 1996 opera anche a Tarnów e a Cracovia in Polonia, dove fonda la Compagnia “Teatrosztuka”, un gruppo sperimentale che rispecchia la Compagnia “Teatro 84” di Roma.
Dal 2007 rivolge la sua attività principalmente a Varsavia.
Nel 2009, entra a far parte dell’Associazione “Italiani in Polonia” e assume la direzione artistica del Teatro “Henryk Marconi”.
Qui crea un laboratorio teatrale che nel 2017 diviene operativo presso il Teatro della “Galeria Freta” nel Centro storico della città.
Nel 2012-2013 tiene un laboratorio di teatro presso il Ginnasio e Liceo “Stefana Batorego” di Varsavia, conclusosi con una prima andata in scena e con una replica dello spettacolo “L’uomo Caravaggio” in lingua polacca.
Dal 2010, cura la rubrica “Italiani in Polonia nei secoli” su “Gazzetta Italia”, un periodico edito in italiano e in polacco distribuito in tutta la Polonia.
A Varsavia è Membro del Consiglio Direttivo con l’incarico di Direttore Artistico della Stowarzyszenie “Italiani in Polonia”.

Macchi ripete spesso che il suo obiettivo primario consiste nel “diffondere alle nuove generazioni, non solo l’interesse per il Teatro, ma anche l’amore per la Storia e per l’Arte, i due più grandi vanti dell’Italia” e che “Il Teatro, comunque coltivato (come passione, come professione, in prima persona o come spettatore), costituisce un prezioso alimento per lo spirito e per la crescita intellettuale.” e anche che “il Teatro è una disciplina quasi essenziale, che andrebbe adottata, come materia di studio obbligatoria, durante tutto il percorso scolastico, fin dalle elementari.”

Intanto, dirige spettacoli teatrali, sia in Italia che in Polonia, in teatri tradizionali, come i teatri pubblici e quelli privati ma anche in spazi non convenzionali.
Dal 2018 Alberto Macchi collabora con il periodico dell’Associazione “Arte Scienza” di Roma diretto da Luca Nicotra.

Dopo aver visitato più volte la Svezia inizia la collaborazione con il giornale in lingua italiana “Italienaren” curando una sua rubrica dal titolo “Italiani in Svezia nei secoli”.
Dal 1996, Alberto Macchi svolge la sua attività di drammaturgo, ricercatore e regista, sovente in collaborazione con la sua compagna, la Dott.ssa Angela Sołtys, Storica dell’Arte a Varsavia.

L’attestato del prestigioso Premio “Otto Milioni” –consegnato dalla nota attrice Chiara Pavoni, direttrice dello spazio “Interno 4” in Roma – che in origine era destinato solamente ai suddetti quattro artisti, con grande e gradita sorpresa di tutti, Bruno Mancini ha voluto riconoscerlo anche a Sergio Pennisi, valente musicista, restauratore e pittore, facente parte anch’egli del gruppo teatrale, il quale è tristemente deceduto di recente, così all’improvviso, in quanto egli s’era comunque adoperato a curare la selezione musicale di tutti e tre gli spettacoli della trilogia.
Tale premio è stato ritirato da sua moglie, Luisa De Bartolomeo, teatrante anche lei, oltre che scenografa e pittrice.

Nella sua ultima corrispondenza con Bruno Mancini, Alberto Mscchi ha concluso scrivendo: “… A fine giugno parto per Varsavia, ma in autunno, al mio ritorno a Roma, se non ci saremo incontrati prima a Roma, in autunno verrò io a conoscerti di persona nella tua meravigliosa Ischia.
Saluti cari,
E l’Associazione “Da Ischia L’Arte DILA APS” sarà pronta ed onorata di allestire un incontro pubblico con un sì grande personaggio artistico.

Il Dispari 20230605 – Redazione culturale DILA

Dalla raccolta poetica di Bruno Mancini

LA SAGRA DEL PECCATO (1957 – 2003)

PARTE SECONDA

 

Sul palco si inizia
e la sala si buia
– non devi sentire gli umori –
“Attore”
scollato
nel cubo, dal resto.

Sospeso il goccio
e la rugiada
il melograno
“Prologo”
cava la prima scheggia.

Un giorno
guardami.
Un giorno
guardati.
Un giorno
guardaci.
Un giorno… un giorno… un giorno.

Proscenio scettico
l’alone della ribalta
– più ombre che molti –
“Attore”:
librante
sul solco, tra i fumi.

Mi guardo un giorno
e penso.
Ti guardo un giorno
e rido.
Ci guardo un giorno
stupisco.
Un giorno… un giorno… un giorno.

è quando si smette che accendono
e spargono giudizi
“Attore”
infuso
nel vuoto, tra gli altri.

Annebbia il fato
annebbia il rischio
il principe
“Eccomi”
il telo è teso.

Poi guardo un giorno
e c’ero.
Poi guardo un giorno
tu c’eri.
Poi guardo un giorno
insieme.
Un giorno… un giorno… un giorno.

Il Dispari 20230529

Il Dispari 202305229– Redazione culturale DILA

Cortona (AR), domenica 21 maggio 2023

Ammetto la mia colpevole ignoranza perché fino al 4 Aprile 2023, pur avendo viaggiato un po’ per l’Italia in anni passati, non avevo incrociato la Cittadina di Cortona: in Regione Toscana Provincia di Arezzo poco più di 21.000 abitanti, rinomata soprattutto per le sue famose rocce di porfido.

Mauro Montacchiesi, appunto il 4 aprile, mi ha telefonato per dirmi che la Galleria d’Arte Il Quadrato di Viareggio (con la quale non  avevo avuto mai alcun tipo di contatto e che, come Cortona in maniera ugualmente colpevole, non sapevo neppure che esistesse) con il patrocinio del Comune di Cortona e l’Associazione Medusa di Viareggio (anch’essa a me completamente sconosciuta), aveva deliberato di riconoscermi un attestato di merito alla “carriera letteraria”.

Ovviamente ho ringraziato come meglio potevo scusandomi per la impossibilità di essere presente alla cerimonia di consegna.

Ieri, lo stesso Mauro Montacchiesi, mi ha inoltrato un succinto resoconto dell’evento scrivendo:

Nella prestigiosa cornice dello storico Palazzo Vagnotti si è svolta la Rassegna d’Arte e Letteratura Omaggio a Cortona Storica Città d’Arte Premio di pittura, scultura, poesia, narrativa, saggistica e fotografia, organizzata dalla Galleria d’Arte Il Quadrato di Viareggio, con il patrocinio del Comune di Cortona e l’Associazione Medusa di Viareggio.

Comitato d’Onore e Giuria: Presidente Dott. Lodovico Gierut – Poeta e Critico d’Arte; Prof.ssa Marilena Cheli Tomei – Saggista e Storica; Franco Pulzone – Scrittore; Prof.ssa Marina Pratici – Saggista e Critico Letterario; Dott. Gianmaria Cosignani – Direttore della Galleria Nazionale di Cortona;

Bruno Cosignani – Giornalista del Quadrato di Milano per le quotazioni d’Arte; Prof. Franco Pedrinzani – Poeta; Stefania Palagi – Segretaria del Premio.

È intervenuto Massimo Abbate, organizzatore del Festival della canzone napoletana.

Il grande Artista partenopeo, che ha ricevuto un Premio alla Carriera, ha deliziato il pubblico presente con esecuzioni di pianoforte e canto, nonché con poesie, battute, aforismi e aneddoti in vernacolo napoletano.

Tra i Soci della nostra Associazione di Promozione Sociale “Da Ischia L’Arte DILA APS” è stata premiata, oltre al Presidente Bruno Mancini e al sottoscritto  Mauro Montacchiesi anche Angela Maria Tiberi Vice Presidente DILA APS.

Con la presenza di Forconi Maria Isolina, Consigliere comunale e facente parte dello staff del Sindaco Meoni Andrea con delega ai rapporti istituzionali, la giornata, straordinaria per tutti i presenti all’insegna della pace, dell’amicizia, della cultura, si è conclusa con un appetitoso pranzo impreziosito da prodotti culinari della tradizione locale.”

E allora, nella prospettiva, più che auspicata, di prossimi accordi di collaborazioni associativa tra la nostra DILA APS e l’Associazione Medusa di Viareggio, promossi ed organizzati dal dinamico Mauro Montacchiesi, desidero  proporre un piccolo omaggio al Comune  di Cortona, alla Galleria d’Arte “Il Quadrato di Viareggio”, e alla stessa Associazione Medusa di Viareggio.

 Cortona scrive wikipedia “Antica lucumonia (massima carica politica all’interno delle città-Stato etrusche della penisola italica in epoca pre-romana) facente parte della dodecapoli etrusca (l’insieme di dodici città-Stato etrusche che, secondo la tradizione, costituirono la LEGA ETRUSCA, potente alleanza di carattere economico, religioso e militare) è situata a sud della provincia di Arezzo vicino al confine con la regione Umbria. Cortona si trova su una collina a quasi 500 metri di altezza in una posizione strategica che permette, con brevi spostamenti, di raggiungere importanti centri artistici e culturali. Il 27 giugno 1944 un gruppo di soldati tedeschi operò una feroce rappresaglia in risposta all’uccisione di due loro camerati da parte dei partigiani uccidendo dieci civili, alcuni dei quali fatti saltare con dell’esplosivo dopo essere stati rinchiusi nelle rovine di una casa bruciata il giorno prima. Attualmente il parco archeologico di Cortona conta 11 siti tra i quali un’imponente tomba arcaica (VI secolo a.C.) con una monumentale gradinata decorata da grandi gruppi scultorei.

  • La Galleria d’Arte “Il Quadrato di Viareggio” Via Leonardo Da Vinci, 77 Viareggio – Contatti 0584 30969, è specializzata in bomboniere con prodotti ricercati e originali, pensati e realizzati con cura.
  • L’Associazione Medusa di Viareggio (INFO: http://wwww.facebook.com/ 39 370 3769921), culturale no profit, è stata costituita allo scopo di promuovere la cultura, in ogni sua forma, con particolare riferimento alle tradizioni di Viareggio e della Versilia. Incontri, letture poetiche, conferenze, convegni, proiezioni cinematografiche, mostre d’arte, sono solo alcuni esempi di attività. L’associazione fa, poi, della collaborazione, il suo “asse portante”: ognuno, con le proprie caratteristiche, conoscenze, passioni, è chiamato a dare vita a tale realtà, in continua evoluzione.

Il Dispari 202305229– Redazione culturale DILA

Il Dispari 202305229– Redazione culturale DILA

Mini intervista di Liga Sarah Lapinska a Melinda Horvath

Melinda Horvath, pittrice austriaca, posa allegramente con l’antologia “Otto Milioni – 2022” e con il quotidiano “Il Dispari”.

Dipinge in varie tecniche e generi:  è una talentuosa paesaggista urbana.

È già diventata più volte finalista del nostro Premio “Otto Milioni.

Le auguriamo la vittoria nel 2023!

Lei dice: «Buongiorno Presidente Bruno Mancini, sono una candidata al Premio “Otto Milioni” già dal 2018.

Il suo contatto mi è stato gentilmente fornito da Liga Lapinska della DILA APS.

Mi ha suggerito di mandarvi la questa mia riflessione che ho scritto recentemente per un concerto di pianoforte: “Quando la musica fa vibrare le corde dell’anima attraversando ogni particella del nostro corpo e liberando la nostra mente, gli occhi si riempiono di lacrime! 

La lacrima è il canto fluido del nostro cuore intonato alla musica che nasce dal tocco del pianista.

E in piena armonia si forma un suono magico che avvolge la sala e poi va in altre dimensioni dove il tempo si ferma lasciando lo spazio alla meditazione.”

Gradirei sapere se è di interesse e se sarà oggetto di pubblicazione.» 

Il Dispari 202305229– Redazione culturale DILA

DILA

NUSIV

 

Il Dispari 20230605 – Redazione culturale DILA

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Il Dispari 20230605– Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230605

Il Dispari 20230605 – Redazione culturale DILA

PREMIO “OTTO MILIONI”
PER IL TEATRO, A ROMA

Lo scorso13 maggio, presso lo spazio “Interno 4” a Roma, ha avuto luogo la cerimonia della consegna del Premio “Otto Milioni” ideato da Bruno Mancini.
Tale riconoscimento è stato conferito a quattro personaggi del mondo dello spettacolo: Alberto Macchi, drammaturgo e regista teatrale; Edoardo Terzo, attore, poeta-cantautore e aiuto regista teatrale; Patrizia Audino, attrice e autrice teatrale; Giuseppe Castelluzzo, attore e commediografo

Ad Alberto Macchi per aver scritto e diretto la “Trilogia Teatrale” costituita da tre pièces dai titoli “Mestiere di Osso” (2007), “Mestiere di Sveglia” (2010) e “Mestiere di Sandwich” (2014), definite rispettivamente Lettera, Monologo e Melologo.

Il Dispari 20230605 – Redazione culturale DILA

Agli altri tre per aver magistralmente interpretato i rispettivi ruoli, ognuno da protagonista.
La motivazione del premio recita “Tre opere teatrali che riguardano la lettura drammatizzata d’una lettera la cui scrittura ricalca, a detta di diversi critici, un genere di teatro real-fantastico, grottesco, surreale, metafisico, che può ricordare quello di Karl Valentin, di Becket, di Jonesco o di Mrozek.
Tre Atti Unici che divertono e commuovono nello stesso tempo, ma che fanno soprattutto riflettere su certe condizioni umane”

Alberto Macchi, classe 1941, figlio unico di genitori dal temperamento artistico – suo padre restauratore di mobili antichi e sua madre maestra d’arte –, trascorre la giovinezza impegnato tra scuola e attività culturali.
Viaggia per ricerca e per studio.
Presto compone drammi per il teatro, pubblica poesie e anche articoli su alcuni periodici.
Come regista di teatro si forma in seno all’Avanguardia Teatrale Italiana di Scuola Romana (dal Beat ’72 di Ulisse Benedetti, a Giancarlo Nanni, a Memè Perlini, a Carmelo Bene) e frequentando i laboratori e i seminari di Lindsey Kemp, Judith Malina, Susan Strasberg, Ariane Mnouchkine, Alessandro Fersen, Jerzy Grotowski.

Appassionato da sempre di teatro, di storia e di storia dell’arte, dalla fine degli anni ’70 già frequenta a Roma i seminari e i laboratori di Teatro e Psicodramma tenuti da Lorenza e Paola Mazzetti e successivamente quelli di Onirodramma tenuti da Lorenzo Ostuni e segue, in particolare, gli spettacoli al Teatro “La Fede” di Giancarlo Nanni e Manuela Kustermann, al ”Teatro di Porta Portese” di Maria Teresa Albani, al Teatro “Dell’Orologio” di Valentino Orfeo, al Teatro “La Comunità” di Giancarlo Sepe e al Teatro “La Piramide” di Memé Perlini.

Incontra tanti personaggi affascinanti che, attraverso il Teatro diffondono grazia, rispetto e solidarietà, come Judith Malina,l’anarchica che predica l’amore” con il suo Leaving Theatre, come Peter Brook e Ariane Mnouchkine con il suo Théâtre du Soleil “i due Shakya del Teatro Orientale maestri di pace”, Peter Stein, Tadeusz Kantor, Józef Szajna.

Il Dispari 20230605 – Redazione culturale DILA

Raccoglie una infinità di materiale documentario e porta, con il “Teatrovunque”, gli spettacoli in ogni contesto: in ville, piazze, palazzi, chiese, gallerie d’arte, ristoranti, ospedali, scuole, ecc..
Nel 1984 fonda un Laboratorio Teatrale Permanente insieme alla Compagnia “Teatro 84.
Nel 1989 a Roma crea la formula del “Teatro al Ristorante”, ovvero delle rappresentazioni di pièces teatrali fra i tavoli.
Svolge la sua professione di regista nel mondo della Danza, della Lirica e della Moda.
Tiene seminari in alcune scuole di teatro, laboratori per studenti universitari e corsi nelle scuole statali.
Propone corsi di Teatro Orientale, utilizzando tutto il materiale raccolto durante i viaggi effettuati in Asia, come le maschere del Barong, le figurine del Wayang Kulit, come i costumi del Kathakali o come gli strumenti del Gamelan.
È direttore artistico di eventi e mette in scena, oltre ai suoi testi, anche quelli di Pirandello, Petrolini, D’Annunzio, Kafka, Shakespeare, Ibsen, Wilde, Gogol’, Poe, Sofocle, Plauto, Goldoni, Rabelais, Feydeau o Courteline.

Scrive i drammi: “Śakiamuni”, “Celestino V”, “Cristoforo Colombo”, “L’Uomo Caravaggio”, “Michele Arcangelo”, “Cristina di Svezia”, “Cagliostro”, “Giacomo Casanova”, “Majakovskij”, “Jan III Sobieski”, “Stanisław Kostka”, “Bona Sforza”, “Poniatowski”, “Marcello Bacciarelli”, “Giorgio III Hanover”, “Grand Tour”, “Brat Albert”, “Sarah Bernhardt e Eleonora Duse”, “Tommaso Marinetti” e altri ancora.

Dal 1996 opera anche a Tarnów e a Cracovia in Polonia, dove fonda la Compagnia “Teatrosztuka”, un gruppo sperimentale che rispecchia la Compagnia “Teatro 84” di Roma.
Dal 2007 rivolge la sua attività principalmente a Varsavia.
Nel 2009, entra a far parte dell’Associazione “Italiani in Polonia” e assume la direzione artistica del Teatro “Henryk Marconi”.
Qui crea un laboratorio teatrale che nel 2017 diviene operativo presso il Teatro della “Galeria Freta” nel Centro storico della città.
Nel 2012-2013 tiene un laboratorio di teatro presso il Ginnasio e Liceo “Stefana Batorego” di Varsavia, conclusosi con una prima andata in scena e con una replica dello spettacolo “L’uomo Caravaggio” in lingua polacca.
Dal 2010, cura la rubrica “Italiani in Polonia nei secoli” su “Gazzetta Italia”, un periodico edito in italiano e in polacco distribuito in tutta la Polonia.
A Varsavia è Membro del Consiglio Direttivo con l’incarico di Direttore Artistico della Stowarzyszenie “Italiani in Polonia”.

Macchi ripete spesso che il suo obiettivo primario consiste nel “diffondere alle nuove generazioni, non solo l’interesse per il Teatro, ma anche l’amore per la Storia e per l’Arte, i due più grandi vanti dell’Italia” e che “Il Teatro, comunque coltivato (come passione, come professione, in prima persona o come spettatore), costituisce un prezioso alimento per lo spirito e per la crescita intellettuale.” e anche che “il Teatro è una disciplina quasi essenziale, che andrebbe adottata, come materia di studio obbligatoria, durante tutto il percorso scolastico, fin dalle elementari.”

Intanto, dirige spettacoli teatrali, sia in Italia che in Polonia, in teatri tradizionali, come i teatri pubblici e quelli privati ma anche in spazi non convenzionali.
Dal 2018 Alberto Macchi collabora con il periodico dell’Associazione “Arte Scienza” di Roma diretto da Luca Nicotra.

Dopo aver visitato più volte la Svezia inizia la collaborazione con il giornale in lingua italiana “Italienaren” curando una sua rubrica dal titolo “Italiani in Svezia nei secoli”.
Dal 1996, Alberto Macchi svolge la sua attività di drammaturgo, ricercatore e regista, sovente in collaborazione con la sua compagna, la Dott.ssa Angela Sołtys, Storica dell’Arte a Varsavia.

L’attestato del prestigioso Premio “Otto Milioni” –consegnato dalla nota attrice Chiara Pavoni, direttrice dello spazio “Interno 4” in Roma – che in origine era destinato solamente ai suddetti quattro artisti, con grande e gradita sorpresa di tutti, Bruno Mancini ha voluto riconoscerlo anche a Sergio Pennisi, valente musicista, restauratore e pittore, facente parte anch’egli del gruppo teatrale, il quale è tristemente deceduto di recente, così all’improvviso, in quanto egli s’era comunque adoperato a curare la selezione musicale di tutti e tre gli spettacoli della trilogia.
Tale premio è stato ritirato da sua moglie, Luisa De Bartolomeo, teatrante anche lei, oltre che scenografa e pittrice.

Nella sua ultima corrispondenza con Bruno Mancini, Alberto Mscchi ha concluso scrivendo: “… A fine giugno parto per Varsavia, ma in autunno, al mio ritorno a Roma, se non ci saremo incontrati prima a Roma, in autunno verrò io a conoscerti di persona nella tua meravigliosa Ischia.
Saluti cari,
E l’Associazione “Da Ischia L’Arte DILA APS” sarà pronta ed onorata di allestire un incontro pubblico con un sì grande personaggio artistico.

Il Dispari 20230605 – Redazione culturale DILA

Dalla raccolta poetica di Bruno Mancini

LA SAGRA DEL PECCATO (1957 – 2003)

PARTE SECONDA

 

Sul palco si inizia
e la sala si buia
– non devi sentire gli umori –
“Attore”
scollato
nel cubo, dal resto.

Sospeso il goccio
e la rugiada
il melograno
“Prologo”
cava la prima scheggia.

Un giorno
guardami.
Un giorno
guardati.
Un giorno
guardaci.
Un giorno… un giorno… un giorno.

Proscenio scettico
l’alone della ribalta
– più ombre che molti –
“Attore”:
librante
sul solco, tra i fumi.

Mi guardo un giorno
e penso.
Ti guardo un giorno
e rido.
Ci guardo un giorno
stupisco.
Un giorno… un giorno… un giorno.

è quando si smette che accendono
e spargono giudizi
“Attore”
infuso
nel vuoto, tra gli altri.

Annebbia il fato
annebbia il rischio
il principe
“Eccomi”
il telo è teso.

Poi guardo un giorno
e c’ero.
Poi guardo un giorno
tu c’eri.
Poi guardo un giorno
insieme.
Un giorno… un giorno… un giorno.

Il Dispari 20230529

Il Dispari 202305229– Redazione culturale DILA

Cortona (AR), domenica 21 maggio 2023

Ammetto la mia colpevole ignoranza perché fino al 4 Aprile 2023, pur avendo viaggiato un po’ per l’Italia in anni passati, non avevo incrociato la Cittadina di Cortona: in Regione Toscana Provincia di Arezzo poco più di 21.000 abitanti, rinomata soprattutto per le sue famose rocce di porfido.

Mauro Montacchiesi, appunto il 4 aprile, mi ha telefonato per dirmi che la Galleria d’Arte Il Quadrato di Viareggio (con la quale non  avevo avuto mai alcun tipo di contatto e che, come Cortona in maniera ugualmente colpevole, non sapevo neppure che esistesse) con il patrocinio del Comune di Cortona e l’Associazione Medusa di Viareggio (anch’essa a me completamente sconosciuta), aveva deliberato di riconoscermi un attestato di merito alla “carriera letteraria”.

Ovviamente ho ringraziato come meglio potevo scusandomi per la impossibilità di essere presente alla cerimonia di consegna.

Ieri, lo stesso Mauro Montacchiesi, mi ha inoltrato un succinto resoconto dell’evento scrivendo:

Nella prestigiosa cornice dello storico Palazzo Vagnotti si è svolta la Rassegna d’Arte e Letteratura Omaggio a Cortona Storica Città d’Arte Premio di pittura, scultura, poesia, narrativa, saggistica e fotografia, organizzata dalla Galleria d’Arte Il Quadrato di Viareggio, con il patrocinio del Comune di Cortona e l’Associazione Medusa di Viareggio.

Comitato d’Onore e Giuria: Presidente Dott. Lodovico Gierut – Poeta e Critico d’Arte; Prof.ssa Marilena Cheli Tomei – Saggista e Storica; Franco Pulzone – Scrittore; Prof.ssa Marina Pratici – Saggista e Critico Letterario; Dott. Gianmaria Cosignani – Direttore della Galleria Nazionale di Cortona;

Bruno Cosignani – Giornalista del Quadrato di Milano per le quotazioni d’Arte; Prof. Franco Pedrinzani – Poeta; Stefania Palagi – Segretaria del Premio.

È intervenuto Massimo Abbate, organizzatore del Festival della canzone napoletana.

Il grande Artista partenopeo, che ha ricevuto un Premio alla Carriera, ha deliziato il pubblico presente con esecuzioni di pianoforte e canto, nonché con poesie, battute, aforismi e aneddoti in vernacolo napoletano.

Tra i Soci della nostra Associazione di Promozione Sociale “Da Ischia L’Arte DILA APS” è stata premiata, oltre al Presidente Bruno Mancini e al sottoscritto  Mauro Montacchiesi anche Angela Maria Tiberi Vice Presidente DILA APS.

Con la presenza di Forconi Maria Isolina, Consigliere comunale e facente parte dello staff del Sindaco Meoni Andrea con delega ai rapporti istituzionali, la giornata, straordinaria per tutti i presenti all’insegna della pace, dell’amicizia, della cultura, si è conclusa con un appetitoso pranzo impreziosito da prodotti culinari della tradizione locale.”

E allora, nella prospettiva, più che auspicata, di prossimi accordi di collaborazioni associativa tra la nostra DILA APS e l’Associazione Medusa di Viareggio, promossi ed organizzati dal dinamico Mauro Montacchiesi, desidero  proporre un piccolo omaggio al Comune  di Cortona, alla Galleria d’Arte “Il Quadrato di Viareggio”, e alla stessa Associazione Medusa di Viareggio.

 Cortona scrive wikipedia “Antica lucumonia (massima carica politica all’interno delle città-Stato etrusche della penisola italica in epoca pre-romana) facente parte della dodecapoli etrusca (l’insieme di dodici città-Stato etrusche che, secondo la tradizione, costituirono la LEGA ETRUSCA, potente alleanza di carattere economico, religioso e militare) è situata a sud della provincia di Arezzo vicino al confine con la regione Umbria. Cortona si trova su una collina a quasi 500 metri di altezza in una posizione strategica che permette, con brevi spostamenti, di raggiungere importanti centri artistici e culturali. Il 27 giugno 1944 un gruppo di soldati tedeschi operò una feroce rappresaglia in risposta all’uccisione di due loro camerati da parte dei partigiani uccidendo dieci civili, alcuni dei quali fatti saltare con dell’esplosivo dopo essere stati rinchiusi nelle rovine di una casa bruciata il giorno prima. Attualmente il parco archeologico di Cortona conta 11 siti tra i quali un’imponente tomba arcaica (VI secolo a.C.) con una monumentale gradinata decorata da grandi gruppi scultorei.

  • La Galleria d’Arte “Il Quadrato di Viareggio” Via Leonardo Da Vinci, 77 Viareggio – Contatti 0584 30969, è specializzata in bomboniere con prodotti ricercati e originali, pensati e realizzati con cura.
  • L’Associazione Medusa di Viareggio (INFO: http://wwww.facebook.com/ 39 370 3769921), culturale no profit, è stata costituita allo scopo di promuovere la cultura, in ogni sua forma, con particolare riferimento alle tradizioni di Viareggio e della Versilia. Incontri, letture poetiche, conferenze, convegni, proiezioni cinematografiche, mostre d’arte, sono solo alcuni esempi di attività. L’associazione fa, poi, della collaborazione, il suo “asse portante”: ognuno, con le proprie caratteristiche, conoscenze, passioni, è chiamato a dare vita a tale realtà, in continua evoluzione.

Il Dispari 202305229– Redazione culturale DILA

Il Dispari 202305229– Redazione culturale DILA

Mini intervista di Liga Sarah Lapinska a Melinda Horvath

Melinda Horvath, pittrice austriaca, posa allegramente con l’antologia “Otto Milioni – 2022” e con il quotidiano “Il Dispari”.

Dipinge in varie tecniche e generi:  è una talentuosa paesaggista urbana.

È già diventata più volte finalista del nostro Premio “Otto Milioni.

Le auguriamo la vittoria nel 2023!

Lei dice: «Buongiorno Presidente Bruno Mancini, sono una candidata al Premio “Otto Milioni” già dal 2018.

Il suo contatto mi è stato gentilmente fornito da Liga Lapinska della DILA APS.

Mi ha suggerito di mandarvi la questa mia riflessione che ho scritto recentemente per un concerto di pianoforte: “Quando la musica fa vibrare le corde dell’anima attraversando ogni particella del nostro corpo e liberando la nostra mente, gli occhi si riempiono di lacrime! 

La lacrima è il canto fluido del nostro cuore intonato alla musica che nasce dal tocco del pianista.

E in piena armonia si forma un suono magico che avvolge la sala e poi va in altre dimensioni dove il tempo si ferma lasciando lo spazio alla meditazione.”

Gradirei sapere se è di interesse e se sarà oggetto di pubblicazione.» 

Il Dispari 202305229– Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230522

Il Dispari 20230522 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230522 – Redazione culturale DILA

DILA APS nella Biblioteca Antoniana il 14 e il 15 Giugno

L’Associazione di Promozione Sociale “Da Ischia L’Arte – DILA APS” in collaborazione con la Testata Giornalistica IL DISPARI, la Casa Editrice IL SEXTANTE, il Magazine EUDONNA, La Fondazione LA SPONDA, La Nazionale Cantanti Lirici DILA APS e L’Associazione ADA, ha richiesto ed ha ottenuto dalla Città di Ischia il gratuito patrocinio per la realizzazione di due pomeriggi d’incontri culturali da svolgersi nell’ambito della dodicesima edizione del Premio internazionale di Arti Varie “OTTO MILIONI“.

Mentre si ringrazia vivamente l’Amministrazione Comunale insieme alla Direttrice della Biblioteca Dott.ssa Lucia Annicelli per la disponibilità ancora una volta dimostrata nei confronti dei progetti culturali proposti dalla nostra Associazione DILA APS, desideriamo invitare voi lettori di questa pagina non solo a presenziare ma anche a partecipare attivamente agli incontri in oggetto, regalandoci, in tal modo, l’opportunità di assistere alla vostra arte nei termini che potremo definire subito dopo la comunicazione della vostra disponibilità.

In considerazione delle divulgazioni mediatiche che intendiamo avviare quanto prima, sarà necessario che confermiate la vostra intenzione entro e NON oltre il prossimo 25 maggio scrivendo a dila@emmegiischia.com

La locandina sarà disponibile a partire dal 2 giugno, ma fin da ora è accertata la presenza dell’attrice Chiara Pavoni, della cantante Angela Prota dello scrittore Alberto Liguoro e del regista Felice Ceparano.

Delibera comunale:

Servizio 9
Patrimonio. Manutenzione, Servizi a rete, Ambiente
Autorizzazione n.47 del 18/05/2023

Firmato Ing. Marco Minicucci

Ischia, stazione di cura, soggiorno e turismo, estivo ed invernale Via Iasolino, 1 80077 Ischia {NA) Tel +39 0813333111

Delibera comunale

Il Dispari 20230522 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230522 – Redazione culturale DILA

Festival della Canzone Napoletana

Il Sindaco di Napoli ne condivide le finalità

Riportato in auge dall’amore per la tradizione musicale napoletana tenacemente difesa e promossa dal figlio d’Arte Massimo Abbate, lo storico Festival della Canzone napoletana ha avviata una fitta serie di contatti tendenti alla migliore realizzazione dell’edizione 2023.

Nelle more della sua definitiva localizzazione (per cui la Città di Ischia ha già espresso il suo interessamento avviando un’intensa interlocuzione con il sottoscritto delegato dal Patron Massimo Abbate, trascrivo il contenuto della e-mail ricevuta dal Sindaco di Napoli Ing. Gaetano Manfredi:

Il Sindaco di Napoli

Prot. N. 330
del 16/05/2023

 Gentile Signor Mancini,

La ringrazio per quanto mi partecipa circa l’0rganizzazione , da parte della Associazione Nazionale Italiana Artisti – del “Festival di Napoli in Tour”,  che si terrà nella nostra Città tra Luglio e Agosto 2023.

A tale proposito desidero infrormarLa, che ho concesso all’iniziativa, di cui condivido le finalità, il Patrocinio della Città di Napoli

Con viva cordialità

Gaetano Manfredi

  Gaetano Manfredi

Il Dispari 20230522 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230522 – Redazione culturale DILA

Mini intervista di Liga Sara Lapinska a Marija Gadaldi

Marija Gadaldi, già due volte finalista del Premio “Otto milioni“, posa felice con l’antologia “Una pagina, un’emozione“.

Scrive poesie sia in russo che in italiano, recensioni di musica e suona il pianoforte.

Le auguriamo un successo creativo di lunga durata.

Marija dice: “Cogliendo l’occasione vorrei condividere un pensiero.

In un mondo perfetto le persone sono trasparenti, non indossano le mascherine, non hanno paura di essere ferite e non nascondano i propri sentimenti.

Le loro anime sono pure, non serve dire bugie, e comunicano tra di loro attraverso i pensieri.

Noi abbiamo possibilità di comunicare con il mondo attraverso l’arte, creando i nostri messaggi di pace e divulgando la cultura e la bellezza attraverso le nostre opere.

Vorrei ringraziare l’associazione DILA APS e in particolare Bruno Mancini e Liga Lapinska per aver reso possibilità l’evento “Otto milioni“.

Marija Gadaldi scrittrice e musicista

Marija Gadaldi scrittrice e musicista

Il Dispari 20230522 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230522 – Redazione culturale DILA

Mini intervista di Liga Sarah Lapinska a Melinda Horvath

Melinda Horvath, pittrice austriaca, posa allegramente con l’antologia “Otto Milioni – 2022″ e con il quotidiano “Il Dispari”.

Dipinge in varie tecniche e generi:  è una talentuosa paesaggista urbana.

È già diventata più volte finalista del nostro Premio “Otto Milioni.

Le auguriamo la vittoria nel 2023!

Lei dice: «Buongiorno Presidente Bruno Mancini, sono una candidata al Premio “Otto Milioni” già dal 2018.

Il suo contatto mi è stato gentilmente fornito da Liga Lapinska della DILA APS.

Mi ha suggerito di mandarvi la questa mia riflessione che ho scritto recentemente per un concerto di pianoforte: “Quando la musica fa vibrare le corde dell’anima attraversando ogni particella del nostro corpo e liberando la nostra mente, gli occhi si riempiono di lacrime! 

La lacrima è il canto fluido del nostro cuore intonato alla musica che nasce dal tocco del pianista.

E in piena armonia si forma un suono magico che avvolge la sala e poi va in altre dimensioni dove il tempo si ferma lasciando lo spazio alla meditazione.”

Gradirei sapere se è di interesse e se sarà oggetto di pubblicazione.» 

Marija Gadaldi,

Marija Gadaldi,

Il Dispari 20230515

Il Dispari 20230515 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230515 – Redazione culturale DILA

STRUMENTI CONTRO LE VIOLENZE ALLA PERSONA,

IL NUOVO LIBRO DI VALERIO DE GIOIA

è fresco di stampa il manuale per la tutela delle vittime vulnerabili scritto da Valerio de Gioia, giudice del Tribunale di Roma e già si conferma scritto di grande attenzione per avvocati, magistrati, Forze dell’ordine, ma anche per i privati cittadini.
Il Volume -edito da Ad Maiora- passa in rassegna le principali ipotesi di reato commessi in ambito familiare e parafamiliare (dai maltrattamenti in famiglia al femminicidio, passando dagli atti persecutori e dalla violenza sessuale), esaminandone gli elementi costitutivi alla luce della ricca
casistica giurisprudenziale e soffermandosi sulle questioni di maggior rilievo (si pensi al sempre più preoccupante fenomeno della c.d. violenza assistita).

Di fondamentale importanza– spiega l’autore –  è la parte processuale dell’Opera in cui, oltre alla puntuale analisi degli istituti a tutela delle vittime vulnerabili, all’indomani della Riforma Cartabia, vengono riportati i modelli di atto di più frequente impiego- dalla querela all’istanza di ammissione al patrocinio a spese dello Stato della persona offesa- corredati dalle indicazioni necessarie per una loro corretta predisposizione.

Non mancano i suggerimenti volti a scongiurare il verificarsi della c.d. vittimizzazione secondaria oggetto di specifici rilievi mossi alle istituzioni italiane nel rapporto GREVIO (Group of Expert on Action against Violence against Women and Domestic Violence).
E non è un caso che il libro sia impreziosito dalla collaborazione  di Giovanna Spirito, avvocato e giornalista – autrice di numerosissime pubblicazioni di diritto civile e processuale civile, specializzata in diritto di famiglia e soggetti vulnerabili e sia preceduto dalla  puntuale prefazione di Gian Ettore Gassani – avvocato specializzato in diritto di famiglia e Presidente Nazionale dell’AMI ( Associazione Avvocati Matrimonialisti Italiani per la tutela delle persone, dei minorenni e della Famiglia) che richiama l’importanza di un coraggioso intervento legislativo volto ad arricchire e rafforzare l’impianto delle misure finalizzate a prevenire e reprimere la violenza di genere, con una particolare attenzione ai casi in cui tale fenomeno si manifesta in contesti familiari o nell’ambito di relazioni di convivenza, nella considerazione della particolare vulnerabilità delle vittime, nonché degli specifici rischi di reiterazione e multilesività –.

Per questo, l’ordinamento, e in particolare gli appartenenti alle forze dell’Ordine e i magistrati, devono essere in grado di intercettare la richiesta di aiuto della vittima, non appena la stessa si manifesti, per scongiurare il rischio, che la mancata attenzione alla violenza e all’abuso, o peggio la sua sottovalutazione o negazione da parte delle istituzioni, possano indurre la vittima a ricadere nel ciclo della violenza, al quale aveva cercato di sottrarsi” – conclude l’avvocato Gassani.
Completano l’opera, infine, gli schemi riepilogativi che consentono l’immediata acquisizione delle nozioni base dei singoli capitoli anche da parte dei non addetti ai lavori.
Per prenotare il testo : www.edizioniadmaiora.it AD MAIORA rappresenta la nuova frontiera dell’editoria tecnica.

Il loro ambizioso  progetto, in costante progresso, è la specializzazione settoriale attraverso la pubblicazione di testi, destinati ai professionisti, caratterizzati dall’approfondimento esaustivo di un singolo argomento.

Le opere pubblicate sono caratterizzate dal taglio pratico, affiancato da un eccellente lavoro di ricerca dottrinaria (sentenze, modelli, riferimenti giuridici).

Dott.ssa Mariapia Ciaghi

Il Dispari 20230515 – Redazione culturale DILA Il Dispari 20230515 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230515 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230515 – Redazione culturale DILA

A Bruno Mancini

Nella spiaggia dal mare turchese

Una piccola isola,
sassi lucenti, magnolie stupite:
c’ero anch’io.
Anch’io vivo qui, conosco le facce e le vite.
Sulla spiaggia del mare turchese,
nella sabbia grigia,
un pescatore con i libri sotto il braccio sta
invocando le stelle mattutine.
Non valuta niente, ma
semplicemente, registra.
Non incanta nulla, ma
semplicemente, conferma.
Oh, pescatori di anime,
esploratori di stelle,
e, delle mappe celesti tutti gli ingegneri
e tutti i poeti!
Tutti, tutti sono sorelle e fratelli.
Ma dal mare aspirano
l’aroma dolce delle alghe
e la fragranza di aprile,
ma dal mare soffiano
i grossolani sali.
Perché non tutto è già successo,
perché non tutto è già stato.
L’amore vince.
La speranza rinfresca.
Perfetti colpevoli non esistono.
Ecco, c’è la metafisica e c’è la vita.
C’è fede nell’imperativo categorico.
Senza fanatismo di ferro.
Andiamo avanti, insieme
con le barche e con le vele
che, la fede, sigillano.
I sogni non possono essere venduti,
ma i sogni possono essere regalati,
in una poesie abile incisi,
nel gioco del teatro e delle maschere ermetiche,
nel canto degli ulivi e dei pini fruscianti.
Perciò tutto ciò che è scritto rimane.
Tutto predefinito.
Tutto indecifrabile.
Tutto irrecuperabile.
Viva Napoli,
Città tua natale,
viva Ischia,
rifugio d’emigranti fortunati,
contrabbandieri,
madonnine,
albergatori,
pescatori:
l’isola dei poeti – romantici!

Liga Sarah Lapinska (Lettonia).

Il Dispari 20230515 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230515 – Redazione culturale DILA

VOCI NELL’INFINITO

Un dì non lontano
sarò presso
l’oblio del tempo
a raccogliere
ciottoli d’infanzia
per il nulla
del mio miraggio.
Ritornerò neonato
e forse i vagiti
cattureranno
la Signora Nera,
che si avvierà
nel suo infinito.
Offrendomi
l’ultimo grappolo
di un incantesimo,
dubbiosa terapia
per il mio rottame
d’uomo risorto!

Biagio Di Meglio

Alla cara memoria di
ANTONIO MANCINI

Istituzione burbera benefica,
colle di saggezza
e galantuomo
al cospetto di Dio.
Di lui ravvivo
l’opera per congiunti e turismo.
Amò la famiglia,
rispettò il dettato
di ogni comandamento.
Lottatore,
lottò per Dio
e mai rimase deluso.
Umorista all’insegna
di PETITO, EDUARDO e TOTò.
Dalla sua maestria
la luce
per il mio cammino.
E passato alla VITA,
lasciò di sè
grappoli di ricordi
a perenne culto
per quanti amò
da un cuore
di aneliti e palpiti.

Biagio Di Meglio

Il Dispari 20230515 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230515 – Redazione culturale DILA

 

Il Dispari 20230508

Il Dispari 20230508 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230508 – Redazione culturale DILA

DILA APS partecipa a IL MAGGIO DEI LIBRI 2023

Nata nel 2011 con l’obiettivo di sottolineare il valore sociale dei libri quale elemento chiave della crescita personale, culturale e civile, IL MAGGIO DEI LIBRI è” così si legge nella pagina ufficiale del sito web “una campagna nazionale che invita a portare i libri e la lettura anche in contesti diversi da quelli tradizionali, per intercettare coloro che solitamente non leggono ma che possono essere incuriositi se stimolati nel modo giusto.

Quest’anno è iniziata il 23 aprile e terminerà il 31 maggio.

Il progetto si giova della collaborazione del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, e può annoverare. con giustificabile soddisfazione, appuntamenti svolti nel corso degli anni in numerosi Paesi tra cui: Argentina (Buenos Aires e Morón), Belgio (Liegi e il sito UNESCO Blegny-Mine), Brasile (San Paolo), Canada (Toronto), Croazia (Albona e Zara), Francia (Lione e Parigi), Germania (Berlino), Grecia (Atene), Perù (Lima), Romania (Bucarest), Slovenia (Pirano), Spagna (Barcellona), Svizzera (Lugano e Poschiavo) e Turchia (Smirne), oltre a iniziative organizzate da 46 tra Istituti Italiani di Cultura, Ambasciate e Consolati all’estero di tutto il mondo.

L’Associazione culturale DA ISC HIA L’ARTE – DILA APS” vi ha partecipato ogni anno già a partire dall’anno dalla sua costituzione.

Quest’anno DILA APS, in sinergia con la testata giornalistica IL DISPARI di Gaetano Di Meglio, la Casa Editrice IL SEXTANTE, il Magazine EUDONNA, La Fondazione LA SPONDA, La Nazionale Cantanti Lirici DILA APS, L’Associazione ADA, il FESTIVAL della Canzone Napoletana, e in collaborazione con tutte le Sedi operative di DILA attive sul territorio nazionale e in molte nazioni estere, vi aderisce con un massiccio impegno organizzativo ed artistico presentando 14 eventi live e 39 eventi web, coinvolgendo un centinaio di Artisti di varie discipline e numerose decine di collaboratori.

Tra i principali protagonisti che saranno presenti in più puntate è giusto citare Adriana Iftimie Ceroli, Ajub Ibragimov, Alberto Liguoro, Alberto Macchi, Alessia Gaveglia, Alessia Palomba, Alfonso Gurreri, Alidoro Catocci, Anastasia Pinaeva, Andrada Ada Sirca, Angela Donatelli, Angela Maria Tiberi, Angela Prota, Anna Avelli, Anna Terenzi, Annunziata Candia, Angela Donatelli, Antonio Fiore, Antonio Palladino, Assunta Gneo, Barbara Maresti, Benito Corradini, Bruno Mancini, Carlo Terrenzio, Caterina Luisa De Caro, Chiara Pavoni, Dalila Boukhalfa, Domenico Umbro, Donatella di Francia Cordopatri, Edoardo Terzo, Elisabetta Biondi Della Sdriscia, Evaldo Cavallaro, Fabio Di Marcantonio, Flora Rucco, Francesca Laiacona, Francesca Liani, Francesca Peronace, Franco Fratini, Franco Libero Manca, Gaetano Di Meglio, Gianfranco Cilento, Gianluigi Filippini, Giovanna Santoro, Giulia Defazio, Giulio Di Lorenzo, Giuseppe Castelluzzo, Giuseppe Lorin, Giusy Masi, Guerino Cigliano, Guido Arbonelli, Guido Tracanna, Jerry Lee, Katia Massaro, Lara De Carlo, Liga Sarah Lapinska, Lorena Calicchia, Lorena Sarra, Loretta Liberati, Lucia Fusco, Lucia Marchi, Luciana Capece, Luciana Zaccarini, Luciano Somma, Lucio Macchia, Marco Salvatori, Maria Francesca Mosca, Maria Rita Barbonari, Mariapia Ciaghi, Mario Pino Toscano, Marsia Bambace, Massimo Abbate, Mauro Montacchiesi, Michela Zanarella, Milena Petrarca, Nicola Foti, Nicola Pantalone, Nunzia Zambardi, Orietta Petrignani, Paola Oliva, Pasquale Esposito, Patrizia Audino, Patrizia Canola, Patrizia Palombi, Patrizia Simonetti, Renata Tacus, Rezarta Dyrmyshi, Rita Cuccaro, Roberta Panizza, Roberto Prandin, Rosanna Affronte, Sandra Tuesta, Santina Amici,  Saverio Dionizio, Silvana Lazzarino, Silvia Noto, Stefano Degli Abbati, Stella Arricale, Tina Bruno, Tiziana Mignosa, Tullia Ranieri, Tullio Princigallo, Valentina Gavrish, Valentina Riposati, Valerio Michetti, Veronica Paredes, Victoria Suriani.

A tutti loro verrà consegnato un attestato di partecipazione durante l’ultimo evento live che si terrà il 28 maggio presso la Casa della Cultura DILA nel salotto magico INTERNO 4 di Chiara Pavoni in Via Della Lungara 44 a Roma.

Ulteriori informazioni (anche su cosa fare per chiedere di partecipare) potrete trovarle sia sul nostro sito DILA APS & Il Maggio dei libri 2023 alla pagina https://www.emmegiischia.com/maggio-dei-libri-2023/

sia sul sito ufficiale di IL MAGGIO DEI LIBRI alla sezione TUTTI GLI APPUNTAMENTI https://www.ilmaggiodeilibri.cepell.it/edizione/Appuntamenti.html?annoIniziativa=2023

Ovviamente tutte le più importanti notizie potrete continuare a leggere ogni lunedì in questa pagina.

Il Dispari 20230508 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230508 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230508 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230508 – Redazione culturale DILA

Walter Lazzarin, nuovo amico dei progetti culturali DILA APS

Made in Ischia

Conosciuto a Roma in occasione della cerimonia di premiazione dei vincitori della 11a edizione del premio internazionale di Arti varie OTTO MILIONI, Walter Lazzarin ha subito dimostrato di essere in piena sintonia con i modelli di collaborazione programmati dalla nostra Associazione DILA APS.

E, quindi,  eccoci qui per presentarvi una prima succinta sintesi della sua potente forza artistica e sociale.

Non mancheremo di rendere possibile il suo espresso desiderio di venire a Ischia per un contatto diretto con la redazione di questo giornale e per partecipare ad uno dei prossimi eventi che avremo il privilegio di organizzare nella Biblioteca Antoniana splendidamente diretta dalla Dottoressa Lucia Annicelli.

Walter Lazzarin ha due lauree e l’abilitazione per insegnare storia e filosofia.

Nel 2011 ha esordito nella narrativa con il romanzo A volte un bacio, pubblicato dal Foglio Letterario.

Nel 2012 ha vinto il concorso internazionale Lettere d’amore e nel 2014 il contest Intervista con il padre, a cura di Leconte ed.

Nell’ottobre 2015 ha ideato il progetto Scrittore per strada: una nuova forma di proposta culturale che si sviluppa attraverso il contatto diretto tra autore e lettore, sui marciapiedi e nelle piazze delle città.

Da otto anni, anziché stare dietro una cattedra, gira per le strade d’Italia con una macchina da scrivere, visitando numerose regioni e centinaia di città, regalando racconti e “spacciando” copie del secondo romanzo: Il drago non si droga.

Dal 2016 al 2017 ha lavorato a Dribbling, trasmissione storica di Rai 2, come autore e interprete dei tautogrammi che introducevano le puntate.

Nel 2017 ha pubblicato con Casa Sirio Ed. una raccolta di racconti: Ventuno vicende vagamente vergognose, nel 2019 con Glifo Ed. ha pubblicato Animali all’avventura, tautogrammi per bambini.

Dal 2020 porta in scena nei teatri e nei locali uno spettacolo di narrazione: Storiacce sparse sul sentiero storico, un viaggio nella storia e nelle lettere dell’alfabeto.

Gioca a calcio nella Nazionale degli Scrittori col numero 3.

Storiacce sparse sul sentiero storico

Storiacce sparse sul sentiero storico è uno spettacolo di narrazione, un viaggio nei secoli – a volte comico, a volte magico – in cui spicca l’amore in ogni sua forma: l’amore verso gli altri, verso di sé e verso il mondo.

Un racconto di cornice si alterna a storie in tautogramma e mescola giochi di parole con verità piccanti, in una fusione alchemica di divulgazione e intrattenimento.

Dalla Genesi ai miti di oggi, queste Storiacce mettono in scena l’umanità in maniera sfacciata.

Il Dispari 20230508 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230508 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230508 – Redazione culturale DILA

Walter Lazzarin

Il Dispari 20230508 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230508 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230508 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230508 – Redazione culturale DILA

DILA

NUSIV

 

Il Dispari 202305229– Redazione culturale DILA

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Il Dispari 20230529– Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230529

Il Dispari 202305229– Redazione culturale DILA

Cortona (AR), domenica 21 maggio 2023

Ammetto la mia colpevole ignoranza perché fino al 4 Aprile 2023, pur avendo viaggiato un po’ per l’Italia in anni passati, non avevo incrociato la Cittadina di Cortona: in Regione Toscana Provincia di Arezzo poco più di 21.000 abitanti, rinomata soprattutto per le sue famose rocce di porfido.

Mauro Montacchiesi, appunto il 4 aprile, mi ha telefonato per dirmi che la Galleria d’Arte Il Quadrato di Viareggio (con la quale non  avevo avuto mai alcun tipo di contatto e che, come Cortona in maniera ugualmente colpevole, non sapevo neppure che esistesse) con il patrocinio del Comune di Cortona e l’Associazione Medusa di Viareggio (anch’essa a me completamente sconosciuta), aveva deliberato di riconoscermi un attestato di merito alla “carriera letteraria”.

Ovviamente ho ringraziato come meglio potevo scusandomi per la impossibilità di essere presente alla cerimonia di consegna.

Ieri, lo stesso Mauro Montacchiesi, mi ha inoltrato un succinto resoconto dell’evento scrivendo:

Nella prestigiosa cornice dello storico Palazzo Vagnotti si è svolta la Rassegna d’Arte e Letteratura Omaggio a Cortona Storica Città d’Arte Premio di pittura, scultura, poesia, narrativa, saggistica e fotografia, organizzata dalla Galleria d’Arte Il Quadrato di Viareggio, con il patrocinio del Comune di Cortona e l’Associazione Medusa di Viareggio.

Comitato d’Onore e Giuria: Presidente Dott. Lodovico Gierut – Poeta e Critico d’Arte; Prof.ssa Marilena Cheli Tomei – Saggista e Storica; Franco Pulzone – Scrittore; Prof.ssa Marina Pratici – Saggista e Critico Letterario; Dott. Gianmaria Cosignani – Direttore della Galleria Nazionale di Cortona;

Bruno Cosignani – Giornalista del Quadrato di Milano per le quotazioni d’Arte; Prof. Franco Pedrinzani – Poeta; Stefania Palagi – Segretaria del Premio.

È intervenuto Massimo Abbate, organizzatore del Festival della canzone napoletana.

Il grande Artista partenopeo, che ha ricevuto un Premio alla Carriera, ha deliziato il pubblico presente con esecuzioni di pianoforte e canto, nonché con poesie, battute, aforismi e aneddoti in vernacolo napoletano.

Tra i Soci della nostra Associazione di Promozione Sociale “Da Ischia L’Arte DILA APS” è stata premiata, oltre al Presidente Bruno Mancini e al sottoscritto  Mauro Montacchiesi anche Angela Maria Tiberi Vice Presidente DILA APS.

Con la presenza di Forconi Maria Isolina, Consigliere comunale e facente parte dello staff del Sindaco Meoni Andrea con delega ai rapporti istituzionali, la giornata, straordinaria per tutti i presenti all’insegna della pace, dell’amicizia, della cultura, si è conclusa con un appetitoso pranzo impreziosito da prodotti culinari della tradizione locale.”

E allora, nella prospettiva, più che auspicata, di prossimi accordi di collaborazioni associativa tra la nostra DILA APS e l’Associazione Medusa di Viareggio, promossi ed organizzati dal dinamico Mauro Montacchiesi, desidero  proporre un piccolo omaggio al Comune  di Cortona, alla Galleria d’Arte “Il Quadrato di Viareggio”, e alla stessa Associazione Medusa di Viareggio.

 Cortona scrive wikipedia “Antica lucumonia (massima carica politica all’interno delle città-Stato etrusche della penisola italica in epoca pre-romana) facente parte della dodecapoli etrusca (l’insieme di dodici città-Stato etrusche che, secondo la tradizione, costituirono la LEGA ETRUSCA, potente alleanza di carattere economico, religioso e militare) è situata a sud della provincia di Arezzo vicino al confine con la regione Umbria. Cortona si trova su una collina a quasi 500 metri di altezza in una posizione strategica che permette, con brevi spostamenti, di raggiungere importanti centri artistici e culturali. Il 27 giugno 1944 un gruppo di soldati tedeschi operò una feroce rappresaglia in risposta all’uccisione di due loro camerati da parte dei partigiani uccidendo dieci civili, alcuni dei quali fatti saltare con dell’esplosivo dopo essere stati rinchiusi nelle rovine di una casa bruciata il giorno prima. Attualmente il parco archeologico di Cortona conta 11 siti tra i quali un’imponente tomba arcaica (VI secolo a.C.) con una monumentale gradinata decorata da grandi gruppi scultorei.

  • La Galleria d’Arte “Il Quadrato di Viareggio” Via Leonardo Da Vinci, 77 Viareggio – Contatti 0584 30969, è specializzata in bomboniere con prodotti ricercati e originali, pensati e realizzati con cura.
  • L’Associazione Medusa di Viareggio (INFO: http://wwww.facebook.com/ 39 370 3769921), culturale no profit, è stata costituita allo scopo di promuovere la cultura, in ogni sua forma, con particolare riferimento alle tradizioni di Viareggio e della Versilia. Incontri, letture poetiche, conferenze, convegni, proiezioni cinematografiche, mostre d’arte, sono solo alcuni esempi di attività. L’associazione fa, poi, della collaborazione, il suo “asse portante”: ognuno, con le proprie caratteristiche, conoscenze, passioni, è chiamato a dare vita a tale realtà, in continua evoluzione.

Il Dispari 202305229– Redazione culturale DILA

Il Dispari 202305229– Redazione culturale DILA

Mini intervista di Liga Sarah Lapinska a Melinda Horvath

Melinda Horvath, pittrice austriaca, posa allegramente con l’antologia “Otto Milioni – 2022” e con il quotidiano “Il Dispari”.

Dipinge in varie tecniche e generi:  è una talentuosa paesaggista urbana.

È già diventata più volte finalista del nostro Premio “Otto Milioni.

Le auguriamo la vittoria nel 2023!

Lei dice: «Buongiorno Presidente Bruno Mancini, sono una candidata al Premio “Otto Milioni” già dal 2018.

Il suo contatto mi è stato gentilmente fornito da Liga Lapinska della DILA APS.

Mi ha suggerito di mandarvi la questa mia riflessione che ho scritto recentemente per un concerto di pianoforte: “Quando la musica fa vibrare le corde dell’anima attraversando ogni particella del nostro corpo e liberando la nostra mente, gli occhi si riempiono di lacrime! 

La lacrima è il canto fluido del nostro cuore intonato alla musica che nasce dal tocco del pianista.

E in piena armonia si forma un suono magico che avvolge la sala e poi va in altre dimensioni dove il tempo si ferma lasciando lo spazio alla meditazione.”

Gradirei sapere se è di interesse e se sarà oggetto di pubblicazione.» 

Il Dispari 202305229– Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230522

Il Dispari 20230522 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230522 – Redazione culturale DILA

DILA APS nella Biblioteca Antoniana il 14 e il 15 Giugno

L’Associazione di Promozione Sociale “Da Ischia L’Arte – DILA APS” in collaborazione con la Testata Giornalistica IL DISPARI, la Casa Editrice IL SEXTANTE, il Magazine EUDONNA, La Fondazione LA SPONDA, La Nazionale Cantanti Lirici DILA APS e L’Associazione ADA, ha richiesto ed ha ottenuto dalla Città di Ischia il gratuito patrocinio per la realizzazione di due pomeriggi d’incontri culturali da svolgersi nell’ambito della dodicesima edizione del Premio internazionale di Arti Varie “OTTO MILIONI“.

Mentre si ringrazia vivamente l’Amministrazione Comunale insieme alla Direttrice della Biblioteca Dott.ssa Lucia Annicelli per la disponibilità ancora una volta dimostrata nei confronti dei progetti culturali proposti dalla nostra Associazione DILA APS, desideriamo invitare voi lettori di questa pagina non solo a presenziare ma anche a partecipare attivamente agli incontri in oggetto, regalandoci, in tal modo, l’opportunità di assistere alla vostra arte nei termini che potremo definire subito dopo la comunicazione della vostra disponibilità.

In considerazione delle divulgazioni mediatiche che intendiamo avviare quanto prima, sarà necessario che confermiate la vostra intenzione entro e NON oltre il prossimo 25 maggio scrivendo a dila@emmegiischia.com

La locandina sarà disponibile a partire dal 2 giugno, ma fin da ora è accertata la presenza dell’attrice Chiara Pavoni, della cantante Angela Prota dello scrittore Alberto Liguoro e del regista Felice Ceparano.

Delibera comunale:

Servizio 9
Patrimonio. Manutenzione, Servizi a rete, Ambiente
Autorizzazione n.47 del 18/05/2023

Firmato Ing. Marco Minicucci

Ischia, stazione di cura, soggiorno e turismo, estivo ed invernale Via Iasolino, 1 80077 Ischia {NA) Tel +39 0813333111

Delibera comunale

Il Dispari 20230522 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230522 – Redazione culturale DILA

Festival della Canzone Napoletana

Il Sindaco di Napoli ne condivide le finalità

Riportato in auge dall’amore per la tradizione musicale napoletana tenacemente difesa e promossa dal figlio d’Arte Massimo Abbate, lo storico Festival della Canzone napoletana ha avviata una fitta serie di contatti tendenti alla migliore realizzazione dell’edizione 2023.

Nelle more della sua definitiva localizzazione (per cui la Città di Ischia ha già espresso il suo interessamento avviando un’intensa interlocuzione con il sottoscritto delegato dal Patron Massimo Abbate, trascrivo il contenuto della e-mail ricevuta dal Sindaco di Napoli Ing. Gaetano Manfredi:

Il Sindaco di Napoli

Prot. N. 330
del 16/05/2023

 Gentile Signor Mancini,

La ringrazio per quanto mi partecipa circa l’0rganizzazione , da parte della Associazione Nazionale Italiana Artisti – del “Festival di Napoli in Tour”,  che si terrà nella nostra Città tra Luglio e Agosto 2023.

A tale proposito desidero infrormarLa, che ho concesso all’iniziativa, di cui condivido le finalità, il Patrocinio della Città di Napoli

Con viva cordialità

Gaetano Manfredi

  Gaetano Manfredi

Il Dispari 20230522 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230522 – Redazione culturale DILA

Mini intervista di Liga Sara Lapinska a Marija Gadaldi

Marija Gadaldi, già due volte finalista del Premio “Otto milioni“, posa felice con l’antologia “Una pagina, un’emozione“.

Scrive poesie sia in russo che in italiano, recensioni di musica e suona il pianoforte.

Le auguriamo un successo creativo di lunga durata.

Marija dice: “Cogliendo l’occasione vorrei condividere un pensiero.

In un mondo perfetto le persone sono trasparenti, non indossano le mascherine, non hanno paura di essere ferite e non nascondano i propri sentimenti.

Le loro anime sono pure, non serve dire bugie, e comunicano tra di loro attraverso i pensieri.

Noi abbiamo possibilità di comunicare con il mondo attraverso l’arte, creando i nostri messaggi di pace e divulgando la cultura e la bellezza attraverso le nostre opere.

Vorrei ringraziare l’associazione DILA APS e in particolare Bruno Mancini e Liga Lapinska per aver reso possibilità l’evento “Otto milioni“.

Marija Gadaldi scrittrice e musicista

Marija Gadaldi scrittrice e musicista

Il Dispari 20230522 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230522 – Redazione culturale DILA

Mini intervista di Liga Sarah Lapinska a Melinda Horvath

Melinda Horvath, pittrice austriaca, posa allegramente con l’antologia “Otto Milioni – 2022″ e con il quotidiano “Il Dispari”.

Dipinge in varie tecniche e generi:  è una talentuosa paesaggista urbana.

È già diventata più volte finalista del nostro Premio “Otto Milioni.

Le auguriamo la vittoria nel 2023!

Lei dice: «Buongiorno Presidente Bruno Mancini, sono una candidata al Premio “Otto Milioni” già dal 2018.

Il suo contatto mi è stato gentilmente fornito da Liga Lapinska della DILA APS.

Mi ha suggerito di mandarvi la questa mia riflessione che ho scritto recentemente per un concerto di pianoforte: “Quando la musica fa vibrare le corde dell’anima attraversando ogni particella del nostro corpo e liberando la nostra mente, gli occhi si riempiono di lacrime! 

La lacrima è il canto fluido del nostro cuore intonato alla musica che nasce dal tocco del pianista.

E in piena armonia si forma un suono magico che avvolge la sala e poi va in altre dimensioni dove il tempo si ferma lasciando lo spazio alla meditazione.”

Gradirei sapere se è di interesse e se sarà oggetto di pubblicazione.» 

Marija Gadaldi,

Marija Gadaldi,

Il Dispari 20230515

Il Dispari 20230515 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230515 – Redazione culturale DILA

STRUMENTI CONTRO LE VIOLENZE ALLA PERSONA,

IL NUOVO LIBRO DI VALERIO DE GIOIA

è fresco di stampa il manuale per la tutela delle vittime vulnerabili scritto da Valerio de Gioia, giudice del Tribunale di Roma e già si conferma scritto di grande attenzione per avvocati, magistrati, Forze dell’ordine, ma anche per i privati cittadini.
Il Volume -edito da Ad Maiora- passa in rassegna le principali ipotesi di reato commessi in ambito familiare e parafamiliare (dai maltrattamenti in famiglia al femminicidio, passando dagli atti persecutori e dalla violenza sessuale), esaminandone gli elementi costitutivi alla luce della ricca
casistica giurisprudenziale e soffermandosi sulle questioni di maggior rilievo (si pensi al sempre più preoccupante fenomeno della c.d. violenza assistita).

Di fondamentale importanza– spiega l’autore –  è la parte processuale dell’Opera in cui, oltre alla puntuale analisi degli istituti a tutela delle vittime vulnerabili, all’indomani della Riforma Cartabia, vengono riportati i modelli di atto di più frequente impiego- dalla querela all’istanza di ammissione al patrocinio a spese dello Stato della persona offesa- corredati dalle indicazioni necessarie per una loro corretta predisposizione.

Non mancano i suggerimenti volti a scongiurare il verificarsi della c.d. vittimizzazione secondaria oggetto di specifici rilievi mossi alle istituzioni italiane nel rapporto GREVIO (Group of Expert on Action against Violence against Women and Domestic Violence).
E non è un caso che il libro sia impreziosito dalla collaborazione  di Giovanna Spirito, avvocato e giornalista – autrice di numerosissime pubblicazioni di diritto civile e processuale civile, specializzata in diritto di famiglia e soggetti vulnerabili e sia preceduto dalla  puntuale prefazione di Gian Ettore Gassani – avvocato specializzato in diritto di famiglia e Presidente Nazionale dell’AMI ( Associazione Avvocati Matrimonialisti Italiani per la tutela delle persone, dei minorenni e della Famiglia) che richiama l’importanza di un coraggioso intervento legislativo volto ad arricchire e rafforzare l’impianto delle misure finalizzate a prevenire e reprimere la violenza di genere, con una particolare attenzione ai casi in cui tale fenomeno si manifesta in contesti familiari o nell’ambito di relazioni di convivenza, nella considerazione della particolare vulnerabilità delle vittime, nonché degli specifici rischi di reiterazione e multilesività –.

Per questo, l’ordinamento, e in particolare gli appartenenti alle forze dell’Ordine e i magistrati, devono essere in grado di intercettare la richiesta di aiuto della vittima, non appena la stessa si manifesti, per scongiurare il rischio, che la mancata attenzione alla violenza e all’abuso, o peggio la sua sottovalutazione o negazione da parte delle istituzioni, possano indurre la vittima a ricadere nel ciclo della violenza, al quale aveva cercato di sottrarsi” – conclude l’avvocato Gassani.
Completano l’opera, infine, gli schemi riepilogativi che consentono l’immediata acquisizione delle nozioni base dei singoli capitoli anche da parte dei non addetti ai lavori.
Per prenotare il testo : www.edizioniadmaiora.it AD MAIORA rappresenta la nuova frontiera dell’editoria tecnica.

Il loro ambizioso  progetto, in costante progresso, è la specializzazione settoriale attraverso la pubblicazione di testi, destinati ai professionisti, caratterizzati dall’approfondimento esaustivo di un singolo argomento.

Le opere pubblicate sono caratterizzate dal taglio pratico, affiancato da un eccellente lavoro di ricerca dottrinaria (sentenze, modelli, riferimenti giuridici).

Dott.ssa Mariapia Ciaghi

Il Dispari 20230515 – Redazione culturale DILA Il Dispari 20230515 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230515 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230515 – Redazione culturale DILA

A Bruno Mancini

Nella spiaggia dal mare turchese

Una piccola isola,
sassi lucenti, magnolie stupite:
c’ero anch’io.
Anch’io vivo qui, conosco le facce e le vite.
Sulla spiaggia del mare turchese,
nella sabbia grigia,
un pescatore con i libri sotto il braccio sta
invocando le stelle mattutine.
Non valuta niente, ma
semplicemente, registra.
Non incanta nulla, ma
semplicemente, conferma.
Oh, pescatori di anime,
esploratori di stelle,
e, delle mappe celesti tutti gli ingegneri
e tutti i poeti!
Tutti, tutti sono sorelle e fratelli.
Ma dal mare aspirano
l’aroma dolce delle alghe
e la fragranza di aprile,
ma dal mare soffiano
i grossolani sali.
Perché non tutto è già successo,
perché non tutto è già stato.
L’amore vince.
La speranza rinfresca.
Perfetti colpevoli non esistono.
Ecco, c’è la metafisica e c’è la vita.
C’è fede nell’imperativo categorico.
Senza fanatismo di ferro.
Andiamo avanti, insieme
con le barche e con le vele
che, la fede, sigillano.
I sogni non possono essere venduti,
ma i sogni possono essere regalati,
in una poesie abile incisi,
nel gioco del teatro e delle maschere ermetiche,
nel canto degli ulivi e dei pini fruscianti.
Perciò tutto ciò che è scritto rimane.
Tutto predefinito.
Tutto indecifrabile.
Tutto irrecuperabile.
Viva Napoli,
Città tua natale,
viva Ischia,
rifugio d’emigranti fortunati,
contrabbandieri,
madonnine,
albergatori,
pescatori:
l’isola dei poeti – romantici!

Liga Sarah Lapinska (Lettonia).

Il Dispari 20230515 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230515 – Redazione culturale DILA

VOCI NELL’INFINITO

Un dì non lontano
sarò presso
l’oblio del tempo
a raccogliere
ciottoli d’infanzia
per il nulla
del mio miraggio.
Ritornerò neonato
e forse i vagiti
cattureranno
la Signora Nera,
che si avvierà
nel suo infinito.
Offrendomi
l’ultimo grappolo
di un incantesimo,
dubbiosa terapia
per il mio rottame
d’uomo risorto!

Biagio Di Meglio

Alla cara memoria di
ANTONIO MANCINI

Istituzione burbera benefica,
colle di saggezza
e galantuomo
al cospetto di Dio.
Di lui ravvivo
l’opera per congiunti e turismo.
Amò la famiglia,
rispettò il dettato
di ogni comandamento.
Lottatore,
lottò per Dio
e mai rimase deluso.
Umorista all’insegna
di PETITO, EDUARDO e TOTò.
Dalla sua maestria
la luce
per il mio cammino.
E passato alla VITA,
lasciò di sè
grappoli di ricordi
a perenne culto
per quanti amò
da un cuore
di aneliti e palpiti.

Biagio Di Meglio

Il Dispari 20230515 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230515 – Redazione culturale DILA

 

Il Dispari 20230508

Il Dispari 20230508 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230508 – Redazione culturale DILA

DILA APS partecipa a IL MAGGIO DEI LIBRI 2023

Nata nel 2011 con l’obiettivo di sottolineare il valore sociale dei libri quale elemento chiave della crescita personale, culturale e civile, IL MAGGIO DEI LIBRI è” così si legge nella pagina ufficiale del sito web “una campagna nazionale che invita a portare i libri e la lettura anche in contesti diversi da quelli tradizionali, per intercettare coloro che solitamente non leggono ma che possono essere incuriositi se stimolati nel modo giusto.

Quest’anno è iniziata il 23 aprile e terminerà il 31 maggio.

Il progetto si giova della collaborazione del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, e può annoverare. con giustificabile soddisfazione, appuntamenti svolti nel corso degli anni in numerosi Paesi tra cui: Argentina (Buenos Aires e Morón), Belgio (Liegi e il sito UNESCO Blegny-Mine), Brasile (San Paolo), Canada (Toronto), Croazia (Albona e Zara), Francia (Lione e Parigi), Germania (Berlino), Grecia (Atene), Perù (Lima), Romania (Bucarest), Slovenia (Pirano), Spagna (Barcellona), Svizzera (Lugano e Poschiavo) e Turchia (Smirne), oltre a iniziative organizzate da 46 tra Istituti Italiani di Cultura, Ambasciate e Consolati all’estero di tutto il mondo.

L’Associazione culturale DA ISC HIA L’ARTE – DILA APS” vi ha partecipato ogni anno già a partire dall’anno dalla sua costituzione.

Quest’anno DILA APS, in sinergia con la testata giornalistica IL DISPARI di Gaetano Di Meglio, la Casa Editrice IL SEXTANTE, il Magazine EUDONNA, La Fondazione LA SPONDA, La Nazionale Cantanti Lirici DILA APS, L’Associazione ADA, il FESTIVAL della Canzone Napoletana, e in collaborazione con tutte le Sedi operative di DILA attive sul territorio nazionale e in molte nazioni estere, vi aderisce con un massiccio impegno organizzativo ed artistico presentando 14 eventi live e 39 eventi web, coinvolgendo un centinaio di Artisti di varie discipline e numerose decine di collaboratori.

Tra i principali protagonisti che saranno presenti in più puntate è giusto citare Adriana Iftimie Ceroli, Ajub Ibragimov, Alberto Liguoro, Alberto Macchi, Alessia Gaveglia, Alessia Palomba, Alfonso Gurreri, Alidoro Catocci, Anastasia Pinaeva, Andrada Ada Sirca, Angela Donatelli, Angela Maria Tiberi, Angela Prota, Anna Avelli, Anna Terenzi, Annunziata Candia, Angela Donatelli, Antonio Fiore, Antonio Palladino, Assunta Gneo, Barbara Maresti, Benito Corradini, Bruno Mancini, Carlo Terrenzio, Caterina Luisa De Caro, Chiara Pavoni, Dalila Boukhalfa, Domenico Umbro, Donatella di Francia Cordopatri, Edoardo Terzo, Elisabetta Biondi Della Sdriscia, Evaldo Cavallaro, Fabio Di Marcantonio, Flora Rucco, Francesca Laiacona, Francesca Liani, Francesca Peronace, Franco Fratini, Franco Libero Manca, Gaetano Di Meglio, Gianfranco Cilento, Gianluigi Filippini, Giovanna Santoro, Giulia Defazio, Giulio Di Lorenzo, Giuseppe Castelluzzo, Giuseppe Lorin, Giusy Masi, Guerino Cigliano, Guido Arbonelli, Guido Tracanna, Jerry Lee, Katia Massaro, Lara De Carlo, Liga Sarah Lapinska, Lorena Calicchia, Lorena Sarra, Loretta Liberati, Lucia Fusco, Lucia Marchi, Luciana Capece, Luciana Zaccarini, Luciano Somma, Lucio Macchia, Marco Salvatori, Maria Francesca Mosca, Maria Rita Barbonari, Mariapia Ciaghi, Mario Pino Toscano, Marsia Bambace, Massimo Abbate, Mauro Montacchiesi, Michela Zanarella, Milena Petrarca, Nicola Foti, Nicola Pantalone, Nunzia Zambardi, Orietta Petrignani, Paola Oliva, Pasquale Esposito, Patrizia Audino, Patrizia Canola, Patrizia Palombi, Patrizia Simonetti, Renata Tacus, Rezarta Dyrmyshi, Rita Cuccaro, Roberta Panizza, Roberto Prandin, Rosanna Affronte, Sandra Tuesta, Santina Amici,  Saverio Dionizio, Silvana Lazzarino, Silvia Noto, Stefano Degli Abbati, Stella Arricale, Tina Bruno, Tiziana Mignosa, Tullia Ranieri, Tullio Princigallo, Valentina Gavrish, Valentina Riposati, Valerio Michetti, Veronica Paredes, Victoria Suriani.

A tutti loro verrà consegnato un attestato di partecipazione durante l’ultimo evento live che si terrà il 28 maggio presso la Casa della Cultura DILA nel salotto magico INTERNO 4 di Chiara Pavoni in Via Della Lungara 44 a Roma.

Ulteriori informazioni (anche su cosa fare per chiedere di partecipare) potrete trovarle sia sul nostro sito DILA APS & Il Maggio dei libri 2023 alla pagina https://www.emmegiischia.com/maggio-dei-libri-2023/

sia sul sito ufficiale di IL MAGGIO DEI LIBRI alla sezione TUTTI GLI APPUNTAMENTI https://www.ilmaggiodeilibri.cepell.it/edizione/Appuntamenti.html?annoIniziativa=2023

Ovviamente tutte le più importanti notizie potrete continuare a leggere ogni lunedì in questa pagina.

Il Dispari 20230508 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230508 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230508 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230508 – Redazione culturale DILA

Walter Lazzarin, nuovo amico dei progetti culturali DILA APS

Made in Ischia

Conosciuto a Roma in occasione della cerimonia di premiazione dei vincitori della 11a edizione del premio internazionale di Arti varie OTTO MILIONI, Walter Lazzarin ha subito dimostrato di essere in piena sintonia con i modelli di collaborazione programmati dalla nostra Associazione DILA APS.

E, quindi,  eccoci qui per presentarvi una prima succinta sintesi della sua potente forza artistica e sociale.

Non mancheremo di rendere possibile il suo espresso desiderio di venire a Ischia per un contatto diretto con la redazione di questo giornale e per partecipare ad uno dei prossimi eventi che avremo il privilegio di organizzare nella Biblioteca Antoniana splendidamente diretta dalla Dottoressa Lucia Annicelli.

Walter Lazzarin ha due lauree e l’abilitazione per insegnare storia e filosofia.

Nel 2011 ha esordito nella narrativa con il romanzo A volte un bacio, pubblicato dal Foglio Letterario.

Nel 2012 ha vinto il concorso internazionale Lettere d’amore e nel 2014 il contest Intervista con il padre, a cura di Leconte ed.

Nell’ottobre 2015 ha ideato il progetto Scrittore per strada: una nuova forma di proposta culturale che si sviluppa attraverso il contatto diretto tra autore e lettore, sui marciapiedi e nelle piazze delle città.

Da otto anni, anziché stare dietro una cattedra, gira per le strade d’Italia con una macchina da scrivere, visitando numerose regioni e centinaia di città, regalando racconti e “spacciando” copie del secondo romanzo: Il drago non si droga.

Dal 2016 al 2017 ha lavorato a Dribbling, trasmissione storica di Rai 2, come autore e interprete dei tautogrammi che introducevano le puntate.

Nel 2017 ha pubblicato con Casa Sirio Ed. una raccolta di racconti: Ventuno vicende vagamente vergognose, nel 2019 con Glifo Ed. ha pubblicato Animali all’avventura, tautogrammi per bambini.

Dal 2020 porta in scena nei teatri e nei locali uno spettacolo di narrazione: Storiacce sparse sul sentiero storico, un viaggio nella storia e nelle lettere dell’alfabeto.

Gioca a calcio nella Nazionale degli Scrittori col numero 3.

Storiacce sparse sul sentiero storico

Storiacce sparse sul sentiero storico è uno spettacolo di narrazione, un viaggio nei secoli – a volte comico, a volte magico – in cui spicca l’amore in ogni sua forma: l’amore verso gli altri, verso di sé e verso il mondo.

Un racconto di cornice si alterna a storie in tautogramma e mescola giochi di parole con verità piccanti, in una fusione alchemica di divulgazione e intrattenimento.

Dalla Genesi ai miti di oggi, queste Storiacce mettono in scena l’umanità in maniera sfacciata.

Il Dispari 20230508 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230508 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230508 – Redazione culturale DILA

Walter Lazzarin

Il Dispari 20230508 – Redazione culturale DILA

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Il Dispari 20230508 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230508 – Redazione culturale DILA

DILA

NUSIV

 

Il Dispari 20230522 – Redazione culturale DILA

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Il Dispari 20230522 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230522

Il Dispari 20230522 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230522 – Redazione culturale DILA

DILA APS nella Biblioteca Antoniana il 14 e il 15 Giugno

L’Associazione di Promozione Sociale “Da Ischia L’Arte – DILA APS” in collaborazione con la Testata Giornalistica IL DISPARI, la Casa Editrice IL SEXTANTE, il Magazine EUDONNA, La Fondazione LA SPONDA, La Nazionale Cantanti Lirici DILA APS e L’Associazione ADA, ha richiesto ed ha ottenuto dalla Città di Ischia il gratuito patrocinio per la realizzazione di due pomeriggi d’incontri culturali da svolgersi nell’ambito della dodicesima edizione del Premio internazionale di Arti Varie “OTTO MILIONI“.

Mentre si ringrazia vivamente l’Amministrazione Comunale insieme alla Direttrice della Biblioteca Dott.ssa Lucia Annicelli per la disponibilità ancora una volta dimostrata nei confronti dei progetti culturali proposti dalla nostra Associazione DILA APS, desideriamo invitare voi lettori di questa pagina non solo a presenziare ma anche a partecipare attivamente agli incontri in oggetto, regalandoci, in tal modo, l’opportunità di assistere alla vostra arte nei termini che potremo definire subito dopo la comunicazione della vostra disponibilità.

In considerazione delle divulgazioni mediatiche che intendiamo avviare quanto prima, sarà necessario che confermiate la vostra intenzione entro e NON oltre il prossimo 25 maggio scrivendo a dila@emmegiischia.com

La locandina sarà disponibile a partire dal 2 giugno, ma fin da ora è accertata la presenza dell’attrice Chiara Pavoni, della cantante Angela Prota dello scrittore Alberto Liguoro e del regista Felice Ceparano.

Delibera comunale:

Servizio 9
Patrimonio. Manutenzione, Servizi a rete, Ambiente
Autorizzazione n.47 del 18/05/2023

Firmato Ing. Marco Minicucci

Ischia, stazione di cura, soggiorno e turismo, estivo ed invernale Via Iasolino, 1 80077 Ischia {NA) Tel +39 0813333111

Delibera comunale

Il Dispari 20230522 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230522 – Redazione culturale DILA

Festival della Canzone Napoletana

Il Sindaco di Napoli ne condivide le finalità

Riportato in auge dall’amore per la tradizione musicale napoletana tenacemente difesa e promossa dal figlio d’Arte Massimo Abbate, lo storico Festival della Canzone napoletana ha avviata una fitta serie di contatti tendenti alla migliore realizzazione dell’edizione 2023.

Nelle more della sua definitiva localizzazione (per cui la Città di Ischia ha già espresso il suo interessamento avviando un’intensa interlocuzione con il sottoscritto delegato dal Patron Massimo Abbate, trascrivo il contenuto della e-mail ricevuta dal Sindaco di Napoli Ing. Gaetano Manfredi:

Il Sindaco di Napoli

Prot. N. 330
del 16/05/2023

 Gentile Signor Mancini,

La ringrazio per quanto mi partecipa circa l’0rganizzazione , da parte della Associazione Nazionale Italiana Artisti – del “Festival di Napoli in Tour”,  che si terrà nella nostra Città tra Luglio e Agosto 2023.

A tale proposito desidero infrormarLa, che ho concesso all’iniziativa, di cui condivido le finalità, il Patrocinio della Città di Napoli

Con viva cordialità

Gaetano Manfredi

  Gaetano Manfredi

Il Dispari 20230522 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230522 – Redazione culturale DILA

Mini intervista di Liga Sara Lapinska a Marija Gadaldi

Marija Gadaldi, già due volte finalista del Premio “Otto milioni“, posa felice con l’antologia “Una pagina, un’emozione“.

Scrive poesie sia in russo che in italiano, recensioni di musica e suona il pianoforte.

Le auguriamo un successo creativo di lunga durata.

Marija dice: “Cogliendo l’occasione vorrei condividere un pensiero.

In un mondo perfetto le persone sono trasparenti, non indossano le mascherine, non hanno paura di essere ferite e non nascondano i propri sentimenti.

Le loro anime sono pure, non serve dire bugie, e comunicano tra di loro attraverso i pensieri.

Noi abbiamo possibilità di comunicare con il mondo attraverso l’arte, creando i nostri messaggi di pace e divulgando la cultura e la bellezza attraverso le nostre opere.

Vorrei ringraziare l’associazione DILA APS e in particolare Bruno Mancini e Liga Lapinska per aver reso possibilità l’evento “Otto milioni“.

Marija Gadaldi scrittrice e musicista

Marija Gadaldi scrittrice e musicista

Il Dispari 20230522 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230522 – Redazione culturale DILA

Mini intervista di Liga Sarah Lapinska a Melinda Horvath

Melinda Horvath, pittrice austriaca, posa allegramente con l’antologia “Otto Milioni – 2022″ e con il quotidiano “Il Dispari”.

Dipinge in varie tecniche e generi:  è una talentuosa paesaggista urbana.

È già diventata più volte finalista del nostro Premio “Otto Milioni.

Le auguriamo la vittoria nel 2023!

Lei dice: «Buongiorno Presidente Bruno Mancini, sono una candidata al Premio “Otto Milioni” già dal 2018.

Il suo contatto mi è stato gentilmente fornito da Liga Lapinska della DILA APS.

Mi ha suggerito di mandarvi la questa mia riflessione che ho scritto recentemente per un concerto di pianoforte: “Quando la musica fa vibrare le corde dell’anima attraversando ogni particella del nostro corpo e liberando la nostra mente, gli occhi si riempiono di lacrime! 

La lacrima è il canto fluido del nostro cuore intonato alla musica che nasce dal tocco del pianista.

E in piena armonia si forma un suono magico che avvolge la sala e poi va in altre dimensioni dove il tempo si ferma lasciando lo spazio alla meditazione.”

Gradirei sapere se è di interesse e se sarà oggetto di pubblicazione.» 

Marija Gadaldi,

Marija Gadaldi,

Il Dispari 20230515

Il Dispari 20230515 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230515 – Redazione culturale DILA

STRUMENTI CONTRO LE VIOLENZE ALLA PERSONA,

IL NUOVO LIBRO DI VALERIO DE GIOIA

è fresco di stampa il manuale per la tutela delle vittime vulnerabili scritto da Valerio de Gioia, giudice del Tribunale di Roma e già si conferma scritto di grande attenzione per avvocati, magistrati, Forze dell’ordine, ma anche per i privati cittadini.
Il Volume -edito da Ad Maiora- passa in rassegna le principali ipotesi di reato commessi in ambito familiare e parafamiliare (dai maltrattamenti in famiglia al femminicidio, passando dagli atti persecutori e dalla violenza sessuale), esaminandone gli elementi costitutivi alla luce della ricca
casistica giurisprudenziale e soffermandosi sulle questioni di maggior rilievo (si pensi al sempre più preoccupante fenomeno della c.d. violenza assistita).

Di fondamentale importanza– spiega l’autore –  è la parte processuale dell’Opera in cui, oltre alla puntuale analisi degli istituti a tutela delle vittime vulnerabili, all’indomani della Riforma Cartabia, vengono riportati i modelli di atto di più frequente impiego- dalla querela all’istanza di ammissione al patrocinio a spese dello Stato della persona offesa- corredati dalle indicazioni necessarie per una loro corretta predisposizione.

Non mancano i suggerimenti volti a scongiurare il verificarsi della c.d. vittimizzazione secondaria oggetto di specifici rilievi mossi alle istituzioni italiane nel rapporto GREVIO (Group of Expert on Action against Violence against Women and Domestic Violence).
E non è un caso che il libro sia impreziosito dalla collaborazione  di Giovanna Spirito, avvocato e giornalista – autrice di numerosissime pubblicazioni di diritto civile e processuale civile, specializzata in diritto di famiglia e soggetti vulnerabili e sia preceduto dalla  puntuale prefazione di Gian Ettore Gassani – avvocato specializzato in diritto di famiglia e Presidente Nazionale dell’AMI ( Associazione Avvocati Matrimonialisti Italiani per la tutela delle persone, dei minorenni e della Famiglia) che richiama l’importanza di un coraggioso intervento legislativo volto ad arricchire e rafforzare l’impianto delle misure finalizzate a prevenire e reprimere la violenza di genere, con una particolare attenzione ai casi in cui tale fenomeno si manifesta in contesti familiari o nell’ambito di relazioni di convivenza, nella considerazione della particolare vulnerabilità delle vittime, nonché degli specifici rischi di reiterazione e multilesività –.

Per questo, l’ordinamento, e in particolare gli appartenenti alle forze dell’Ordine e i magistrati, devono essere in grado di intercettare la richiesta di aiuto della vittima, non appena la stessa si manifesti, per scongiurare il rischio, che la mancata attenzione alla violenza e all’abuso, o peggio la sua sottovalutazione o negazione da parte delle istituzioni, possano indurre la vittima a ricadere nel ciclo della violenza, al quale aveva cercato di sottrarsi” – conclude l’avvocato Gassani.
Completano l’opera, infine, gli schemi riepilogativi che consentono l’immediata acquisizione delle nozioni base dei singoli capitoli anche da parte dei non addetti ai lavori.
Per prenotare il testo : www.edizioniadmaiora.it AD MAIORA rappresenta la nuova frontiera dell’editoria tecnica.

Il loro ambizioso  progetto, in costante progresso, è la specializzazione settoriale attraverso la pubblicazione di testi, destinati ai professionisti, caratterizzati dall’approfondimento esaustivo di un singolo argomento.

Le opere pubblicate sono caratterizzate dal taglio pratico, affiancato da un eccellente lavoro di ricerca dottrinaria (sentenze, modelli, riferimenti giuridici).

Dott.ssa Mariapia Ciaghi

Il Dispari 20230515 – Redazione culturale DILA Il Dispari 20230515 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230515 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230515 – Redazione culturale DILA

A Bruno Mancini

Nella spiaggia dal mare turchese

Una piccola isola,
sassi lucenti, magnolie stupite:
c’ero anch’io.
Anch’io vivo qui, conosco le facce e le vite.
Sulla spiaggia del mare turchese,
nella sabbia grigia,
un pescatore con i libri sotto il braccio sta
invocando le stelle mattutine.
Non valuta niente, ma
semplicemente, registra.
Non incanta nulla, ma
semplicemente, conferma.
Oh, pescatori di anime,
esploratori di stelle,
e, delle mappe celesti tutti gli ingegneri
e tutti i poeti!
Tutti, tutti sono sorelle e fratelli.
Ma dal mare aspirano
l’aroma dolce delle alghe
e la fragranza di aprile,
ma dal mare soffiano
i grossolani sali.
Perché non tutto è già successo,
perché non tutto è già stato.
L’amore vince.
La speranza rinfresca.
Perfetti colpevoli non esistono.
Ecco, c’è la metafisica e c’è la vita.
C’è fede nell’imperativo categorico.
Senza fanatismo di ferro.
Andiamo avanti, insieme
con le barche e con le vele
che, la fede, sigillano.
I sogni non possono essere venduti,
ma i sogni possono essere regalati,
in una poesie abile incisi,
nel gioco del teatro e delle maschere ermetiche,
nel canto degli ulivi e dei pini fruscianti.
Perciò tutto ciò che è scritto rimane.
Tutto predefinito.
Tutto indecifrabile.
Tutto irrecuperabile.
Viva Napoli,
Città tua natale,
viva Ischia,
rifugio d’emigranti fortunati,
contrabbandieri,
madonnine,
albergatori,
pescatori:
l’isola dei poeti – romantici!

Liga Sarah Lapinska (Lettonia).

Il Dispari 20230515 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230515 – Redazione culturale DILA

VOCI NELL’INFINITO

Un dì non lontano
sarò presso
l’oblio del tempo
a raccogliere
ciottoli d’infanzia
per il nulla
del mio miraggio.
Ritornerò neonato
e forse i vagiti
cattureranno
la Signora Nera,
che si avvierà
nel suo infinito.
Offrendomi
l’ultimo grappolo
di un incantesimo,
dubbiosa terapia
per il mio rottame
d’uomo risorto!

Biagio Di Meglio

Alla cara memoria di
ANTONIO MANCINI

Istituzione burbera benefica,
colle di saggezza
e galantuomo
al cospetto di Dio.
Di lui ravvivo
l’opera per congiunti e turismo.
Amò la famiglia,
rispettò il dettato
di ogni comandamento.
Lottatore,
lottò per Dio
e mai rimase deluso.
Umorista all’insegna
di PETITO, EDUARDO e TOTò.
Dalla sua maestria
la luce
per il mio cammino.
E passato alla VITA,
lasciò di sè
grappoli di ricordi
a perenne culto
per quanti amò
da un cuore
di aneliti e palpiti.

Biagio Di Meglio

Il Dispari 20230515 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230515 – Redazione culturale DILA

 

Il Dispari 20230508

Il Dispari 20230508 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230508 – Redazione culturale DILA

DILA APS partecipa a IL MAGGIO DEI LIBRI 2023

Nata nel 2011 con l’obiettivo di sottolineare il valore sociale dei libri quale elemento chiave della crescita personale, culturale e civile, IL MAGGIO DEI LIBRI è” così si legge nella pagina ufficiale del sito web “una campagna nazionale che invita a portare i libri e la lettura anche in contesti diversi da quelli tradizionali, per intercettare coloro che solitamente non leggono ma che possono essere incuriositi se stimolati nel modo giusto.

Quest’anno è iniziata il 23 aprile e terminerà il 31 maggio.

Il progetto si giova della collaborazione del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, e può annoverare. con giustificabile soddisfazione, appuntamenti svolti nel corso degli anni in numerosi Paesi tra cui: Argentina (Buenos Aires e Morón), Belgio (Liegi e il sito UNESCO Blegny-Mine), Brasile (San Paolo), Canada (Toronto), Croazia (Albona e Zara), Francia (Lione e Parigi), Germania (Berlino), Grecia (Atene), Perù (Lima), Romania (Bucarest), Slovenia (Pirano), Spagna (Barcellona), Svizzera (Lugano e Poschiavo) e Turchia (Smirne), oltre a iniziative organizzate da 46 tra Istituti Italiani di Cultura, Ambasciate e Consolati all’estero di tutto il mondo.

L’Associazione culturale DA ISC HIA L’ARTE – DILA APS” vi ha partecipato ogni anno già a partire dall’anno dalla sua costituzione.

Quest’anno DILA APS, in sinergia con la testata giornalistica IL DISPARI di Gaetano Di Meglio, la Casa Editrice IL SEXTANTE, il Magazine EUDONNA, La Fondazione LA SPONDA, La Nazionale Cantanti Lirici DILA APS, L’Associazione ADA, il FESTIVAL della Canzone Napoletana, e in collaborazione con tutte le Sedi operative di DILA attive sul territorio nazionale e in molte nazioni estere, vi aderisce con un massiccio impegno organizzativo ed artistico presentando 14 eventi live e 39 eventi web, coinvolgendo un centinaio di Artisti di varie discipline e numerose decine di collaboratori.

Tra i principali protagonisti che saranno presenti in più puntate è giusto citare Adriana Iftimie Ceroli, Ajub Ibragimov, Alberto Liguoro, Alberto Macchi, Alessia Gaveglia, Alessia Palomba, Alfonso Gurreri, Alidoro Catocci, Anastasia Pinaeva, Andrada Ada Sirca, Angela Donatelli, Angela Maria Tiberi, Angela Prota, Anna Avelli, Anna Terenzi, Annunziata Candia, Angela Donatelli, Antonio Fiore, Antonio Palladino, Assunta Gneo, Barbara Maresti, Benito Corradini, Bruno Mancini, Carlo Terrenzio, Caterina Luisa De Caro, Chiara Pavoni, Dalila Boukhalfa, Domenico Umbro, Donatella di Francia Cordopatri, Edoardo Terzo, Elisabetta Biondi Della Sdriscia, Evaldo Cavallaro, Fabio Di Marcantonio, Flora Rucco, Francesca Laiacona, Francesca Liani, Francesca Peronace, Franco Fratini, Franco Libero Manca, Gaetano Di Meglio, Gianfranco Cilento, Gianluigi Filippini, Giovanna Santoro, Giulia Defazio, Giulio Di Lorenzo, Giuseppe Castelluzzo, Giuseppe Lorin, Giusy Masi, Guerino Cigliano, Guido Arbonelli, Guido Tracanna, Jerry Lee, Katia Massaro, Lara De Carlo, Liga Sarah Lapinska, Lorena Calicchia, Lorena Sarra, Loretta Liberati, Lucia Fusco, Lucia Marchi, Luciana Capece, Luciana Zaccarini, Luciano Somma, Lucio Macchia, Marco Salvatori, Maria Francesca Mosca, Maria Rita Barbonari, Mariapia Ciaghi, Mario Pino Toscano, Marsia Bambace, Massimo Abbate, Mauro Montacchiesi, Michela Zanarella, Milena Petrarca, Nicola Foti, Nicola Pantalone, Nunzia Zambardi, Orietta Petrignani, Paola Oliva, Pasquale Esposito, Patrizia Audino, Patrizia Canola, Patrizia Palombi, Patrizia Simonetti, Renata Tacus, Rezarta Dyrmyshi, Rita Cuccaro, Roberta Panizza, Roberto Prandin, Rosanna Affronte, Sandra Tuesta, Santina Amici,  Saverio Dionizio, Silvana Lazzarino, Silvia Noto, Stefano Degli Abbati, Stella Arricale, Tina Bruno, Tiziana Mignosa, Tullia Ranieri, Tullio Princigallo, Valentina Gavrish, Valentina Riposati, Valerio Michetti, Veronica Paredes, Victoria Suriani.

A tutti loro verrà consegnato un attestato di partecipazione durante l’ultimo evento live che si terrà il 28 maggio presso la Casa della Cultura DILA nel salotto magico INTERNO 4 di Chiara Pavoni in Via Della Lungara 44 a Roma.

Ulteriori informazioni (anche su cosa fare per chiedere di partecipare) potrete trovarle sia sul nostro sito DILA APS & Il Maggio dei libri 2023 alla pagina https://www.emmegiischia.com/maggio-dei-libri-2023/

sia sul sito ufficiale di IL MAGGIO DEI LIBRI alla sezione TUTTI GLI APPUNTAMENTI https://www.ilmaggiodeilibri.cepell.it/edizione/Appuntamenti.html?annoIniziativa=2023

Ovviamente tutte le più importanti notizie potrete continuare a leggere ogni lunedì in questa pagina.

Il Dispari 20230508 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230508 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230508 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230508 – Redazione culturale DILA

Walter Lazzarin, nuovo amico dei progetti culturali DILA APS

Made in Ischia

Conosciuto a Roma in occasione della cerimonia di premiazione dei vincitori della 11a edizione del premio internazionale di Arti varie OTTO MILIONI, Walter Lazzarin ha subito dimostrato di essere in piena sintonia con i modelli di collaborazione programmati dalla nostra Associazione DILA APS.

E, quindi,  eccoci qui per presentarvi una prima succinta sintesi della sua potente forza artistica e sociale.

Non mancheremo di rendere possibile il suo espresso desiderio di venire a Ischia per un contatto diretto con la redazione di questo giornale e per partecipare ad uno dei prossimi eventi che avremo il privilegio di organizzare nella Biblioteca Antoniana splendidamente diretta dalla Dottoressa Lucia Annicelli.

Walter Lazzarin ha due lauree e l’abilitazione per insegnare storia e filosofia.

Nel 2011 ha esordito nella narrativa con il romanzo A volte un bacio, pubblicato dal Foglio Letterario.

Nel 2012 ha vinto il concorso internazionale Lettere d’amore e nel 2014 il contest Intervista con il padre, a cura di Leconte ed.

Nell’ottobre 2015 ha ideato il progetto Scrittore per strada: una nuova forma di proposta culturale che si sviluppa attraverso il contatto diretto tra autore e lettore, sui marciapiedi e nelle piazze delle città.

Da otto anni, anziché stare dietro una cattedra, gira per le strade d’Italia con una macchina da scrivere, visitando numerose regioni e centinaia di città, regalando racconti e “spacciando” copie del secondo romanzo: Il drago non si droga.

Dal 2016 al 2017 ha lavorato a Dribbling, trasmissione storica di Rai 2, come autore e interprete dei tautogrammi che introducevano le puntate.

Nel 2017 ha pubblicato con Casa Sirio Ed. una raccolta di racconti: Ventuno vicende vagamente vergognose, nel 2019 con Glifo Ed. ha pubblicato Animali all’avventura, tautogrammi per bambini.

Dal 2020 porta in scena nei teatri e nei locali uno spettacolo di narrazione: Storiacce sparse sul sentiero storico, un viaggio nella storia e nelle lettere dell’alfabeto.

Gioca a calcio nella Nazionale degli Scrittori col numero 3.

Storiacce sparse sul sentiero storico

Storiacce sparse sul sentiero storico è uno spettacolo di narrazione, un viaggio nei secoli – a volte comico, a volte magico – in cui spicca l’amore in ogni sua forma: l’amore verso gli altri, verso di sé e verso il mondo.

Un racconto di cornice si alterna a storie in tautogramma e mescola giochi di parole con verità piccanti, in una fusione alchemica di divulgazione e intrattenimento.

Dalla Genesi ai miti di oggi, queste Storiacce mettono in scena l’umanità in maniera sfacciata.

Il Dispari 20230508 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230508 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230508 – Redazione culturale DILA

Walter Lazzarin

Il Dispari 20230508 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230508 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230508 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230508 – Redazione culturale DILA

DILA

NUSIV

 

Il Dispari 20230515 – Redazione culturale DILA

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Il Dispari 20230515

Il Dispari 20230515 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230515 – Redazione culturale DILA

STRUMENTI CONTRO LE VIOLENZE ALLA PERSONA,

IL NUOVO LIBRO DI VALERIO DE GIOIA

è fresco di stampa il manuale per la tutela delle vittime vulnerabili scritto da Valerio de Gioia, giudice del Tribunale di Roma e già si conferma scritto di grande attenzione per avvocati, magistrati, Forze dell’ordine, ma anche per i privati cittadini.
Il Volume -edito da Ad Maiora- passa in rassegna le principali ipotesi di reato commessi in ambito familiare e parafamiliare (dai maltrattamenti in famiglia al femminicidio, passando dagli atti persecutori e dalla violenza sessuale), esaminandone gli elementi costitutivi alla luce della ricca
casistica giurisprudenziale e soffermandosi sulle questioni di maggior rilievo (si pensi al sempre più preoccupante fenomeno della c.d. violenza assistita).

Di fondamentale importanza– spiega l’autore –  è la parte processuale dell’Opera in cui, oltre alla puntuale analisi degli istituti a tutela delle vittime vulnerabili, all’indomani della Riforma Cartabia, vengono riportati i modelli di atto di più frequente impiego- dalla querela all’istanza di ammissione al patrocinio a spese dello Stato della persona offesa- corredati dalle indicazioni necessarie per una loro corretta predisposizione.

Non mancano i suggerimenti volti a scongiurare il verificarsi della c.d. vittimizzazione secondaria oggetto di specifici rilievi mossi alle istituzioni italiane nel rapporto GREVIO (Group of Expert on Action against Violence against Women and Domestic Violence).
E non è un caso che il libro sia impreziosito dalla collaborazione  di Giovanna Spirito, avvocato e giornalista – autrice di numerosissime pubblicazioni di diritto civile e processuale civile, specializzata in diritto di famiglia e soggetti vulnerabili e sia preceduto dalla  puntuale prefazione di Gian Ettore Gassani – avvocato specializzato in diritto di famiglia e Presidente Nazionale dell’AMI ( Associazione Avvocati Matrimonialisti Italiani per la tutela delle persone, dei minorenni e della Famiglia) che richiama l’importanza di un coraggioso intervento legislativo volto ad arricchire e rafforzare l’impianto delle misure finalizzate a prevenire e reprimere la violenza di genere, con una particolare attenzione ai casi in cui tale fenomeno si manifesta in contesti familiari o nell’ambito di relazioni di convivenza, nella considerazione della particolare vulnerabilità delle vittime, nonché degli specifici rischi di reiterazione e multilesività –.

Per questo, l’ordinamento, e in particolare gli appartenenti alle forze dell’Ordine e i magistrati, devono essere in grado di intercettare la richiesta di aiuto della vittima, non appena la stessa si manifesti, per scongiurare il rischio, che la mancata attenzione alla violenza e all’abuso, o peggio la sua sottovalutazione o negazione da parte delle istituzioni, possano indurre la vittima a ricadere nel ciclo della violenza, al quale aveva cercato di sottrarsi” – conclude l’avvocato Gassani.
Completano l’opera, infine, gli schemi riepilogativi che consentono l’immediata acquisizione delle nozioni base dei singoli capitoli anche da parte dei non addetti ai lavori.
Per prenotare il testo : www.edizioniadmaiora.it AD MAIORA rappresenta la nuova frontiera dell’editoria tecnica.

Il loro ambizioso  progetto, in costante progresso, è la specializzazione settoriale attraverso la pubblicazione di testi, destinati ai professionisti, caratterizzati dall’approfondimento esaustivo di un singolo argomento.

Le opere pubblicate sono caratterizzate dal taglio pratico, affiancato da un eccellente lavoro di ricerca dottrinaria (sentenze, modelli, riferimenti giuridici).

Dott.ssa Mariapia Ciaghi

Il Dispari 20230515 – Redazione culturale DILA Il Dispari 20230515 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230515 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230515 – Redazione culturale DILA

A Bruno Mancini

Nella spiaggia dal mare turchese

Una piccola isola,
sassi lucenti, magnolie stupite:
c’ero anch’io.
Anch’io vivo qui, conosco le facce e le vite.
Sulla spiaggia del mare turchese,
nella sabbia grigia,
un pescatore con i libri sotto il braccio sta
invocando le stelle mattutine.
Non valuta niente, ma
semplicemente, registra.
Non incanta nulla, ma
semplicemente, conferma.
Oh, pescatori di anime,
esploratori di stelle,
e, delle mappe celesti tutti gli ingegneri
e tutti i poeti!
Tutti, tutti sono sorelle e fratelli.
Ma dal mare aspirano
l’aroma dolce delle alghe
e la fragranza di aprile,
ma dal mare soffiano
i grossolani sali.
Perché non tutto è già successo,
perché non tutto è già stato.
L’amore vince.
La speranza rinfresca.
Perfetti colpevoli non esistono.
Ecco, c’è la metafisica e c’è la vita.
C’è fede nell’imperativo categorico.
Senza fanatismo di ferro.
Andiamo avanti, insieme
con le barche e con le vele
che, la fede, sigillano.
I sogni non possono essere venduti,
ma i sogni possono essere regalati,
in una poesie abile incisi,
nel gioco del teatro e delle maschere ermetiche,
nel canto degli ulivi e dei pini fruscianti.
Perciò tutto ciò che è scritto rimane.
Tutto predefinito.
Tutto indecifrabile.
Tutto irrecuperabile.
Viva Napoli,
Città tua natale,
viva Ischia,
rifugio d’emigranti fortunati,
contrabbandieri,
madonnine,
albergatori,
pescatori:
l’isola dei poeti – romantici!

Liga Sarah Lapinska (Lettonia).

Il Dispari 20230515 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230515 – Redazione culturale DILA

VOCI NELL’INFINITO

Un dì non lontano
sarò presso
l’oblio del tempo
a raccogliere
ciottoli d’infanzia
per il nulla
del mio miraggio.
Ritornerò neonato
e forse i vagiti
cattureranno
la Signora Nera,
che si avvierà
nel suo infinito.
Offrendomi
l’ultimo grappolo
di un incantesimo,
dubbiosa terapia
per il mio rottame
d’uomo risorto!

Biagio Di Meglio

Alla cara memoria di
ANTONIO MANCINI

Istituzione burbera benefica,
colle di saggezza
e galantuomo
al cospetto di Dio.
Di lui ravvivo
l’opera per congiunti e turismo.
Amò la famiglia,
rispettò il dettato
di ogni comandamento.
Lottatore,
lottò per Dio
e mai rimase deluso.
Umorista all’insegna
di PETITO, EDUARDO e TOTò.
Dalla sua maestria
la luce
per il mio cammino.
E passato alla VITA,
lasciò di sè
grappoli di ricordi
a perenne culto
per quanti amò
da un cuore
di aneliti e palpiti.

Biagio Di Meglio

Il Dispari 20230515 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230515 – Redazione culturale DILA

 

Il Dispari 20230508

Il Dispari 20230508 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230508 – Redazione culturale DILA

DILA APS partecipa a IL MAGGIO DEI LIBRI 2023

Nata nel 2011 con l’obiettivo di sottolineare il valore sociale dei libri quale elemento chiave della crescita personale, culturale e civile, IL MAGGIO DEI LIBRI è” così si legge nella pagina ufficiale del sito web “una campagna nazionale che invita a portare i libri e la lettura anche in contesti diversi da quelli tradizionali, per intercettare coloro che solitamente non leggono ma che possono essere incuriositi se stimolati nel modo giusto.

Quest’anno è iniziata il 23 aprile e terminerà il 31 maggio.

Il progetto si giova della collaborazione del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, e può annoverare. con giustificabile soddisfazione, appuntamenti svolti nel corso degli anni in numerosi Paesi tra cui: Argentina (Buenos Aires e Morón), Belgio (Liegi e il sito UNESCO Blegny-Mine), Brasile (San Paolo), Canada (Toronto), Croazia (Albona e Zara), Francia (Lione e Parigi), Germania (Berlino), Grecia (Atene), Perù (Lima), Romania (Bucarest), Slovenia (Pirano), Spagna (Barcellona), Svizzera (Lugano e Poschiavo) e Turchia (Smirne), oltre a iniziative organizzate da 46 tra Istituti Italiani di Cultura, Ambasciate e Consolati all’estero di tutto il mondo.

L’Associazione culturale DA ISC HIA L’ARTE – DILA APS” vi ha partecipato ogni anno già a partire dall’anno dalla sua costituzione.

Quest’anno DILA APS, in sinergia con la testata giornalistica IL DISPARI di Gaetano Di Meglio, la Casa Editrice IL SEXTANTE, il Magazine EUDONNA, La Fondazione LA SPONDA, La Nazionale Cantanti Lirici DILA APS, L’Associazione ADA, il FESTIVAL della Canzone Napoletana, e in collaborazione con tutte le Sedi operative di DILA attive sul territorio nazionale e in molte nazioni estere, vi aderisce con un massiccio impegno organizzativo ed artistico presentando 14 eventi live e 39 eventi web, coinvolgendo un centinaio di Artisti di varie discipline e numerose decine di collaboratori.

Tra i principali protagonisti che saranno presenti in più puntate è giusto citare Adriana Iftimie Ceroli, Ajub Ibragimov, Alberto Liguoro, Alberto Macchi, Alessia Gaveglia, Alessia Palomba, Alfonso Gurreri, Alidoro Catocci, Anastasia Pinaeva, Andrada Ada Sirca, Angela Donatelli, Angela Maria Tiberi, Angela Prota, Anna Avelli, Anna Terenzi, Annunziata Candia, Angela Donatelli, Antonio Fiore, Antonio Palladino, Assunta Gneo, Barbara Maresti, Benito Corradini, Bruno Mancini, Carlo Terrenzio, Caterina Luisa De Caro, Chiara Pavoni, Dalila Boukhalfa, Domenico Umbro, Donatella di Francia Cordopatri, Edoardo Terzo, Elisabetta Biondi Della Sdriscia, Evaldo Cavallaro, Fabio Di Marcantonio, Flora Rucco, Francesca Laiacona, Francesca Liani, Francesca Peronace, Franco Fratini, Franco Libero Manca, Gaetano Di Meglio, Gianfranco Cilento, Gianluigi Filippini, Giovanna Santoro, Giulia Defazio, Giulio Di Lorenzo, Giuseppe Castelluzzo, Giuseppe Lorin, Giusy Masi, Guerino Cigliano, Guido Arbonelli, Guido Tracanna, Jerry Lee, Katia Massaro, Lara De Carlo, Liga Sarah Lapinska, Lorena Calicchia, Lorena Sarra, Loretta Liberati, Lucia Fusco, Lucia Marchi, Luciana Capece, Luciana Zaccarini, Luciano Somma, Lucio Macchia, Marco Salvatori, Maria Francesca Mosca, Maria Rita Barbonari, Mariapia Ciaghi, Mario Pino Toscano, Marsia Bambace, Massimo Abbate, Mauro Montacchiesi, Michela Zanarella, Milena Petrarca, Nicola Foti, Nicola Pantalone, Nunzia Zambardi, Orietta Petrignani, Paola Oliva, Pasquale Esposito, Patrizia Audino, Patrizia Canola, Patrizia Palombi, Patrizia Simonetti, Renata Tacus, Rezarta Dyrmyshi, Rita Cuccaro, Roberta Panizza, Roberto Prandin, Rosanna Affronte, Sandra Tuesta, Santina Amici,  Saverio Dionizio, Silvana Lazzarino, Silvia Noto, Stefano Degli Abbati, Stella Arricale, Tina Bruno, Tiziana Mignosa, Tullia Ranieri, Tullio Princigallo, Valentina Gavrish, Valentina Riposati, Valerio Michetti, Veronica Paredes, Victoria Suriani.

A tutti loro verrà consegnato un attestato di partecipazione durante l’ultimo evento live che si terrà il 28 maggio presso la Casa della Cultura DILA nel salotto magico INTERNO 4 di Chiara Pavoni in Via Della Lungara 44 a Roma.

Ulteriori informazioni (anche su cosa fare per chiedere di partecipare) potrete trovarle sia sul nostro sito DILA APS & Il Maggio dei libri 2023 alla pagina https://www.emmegiischia.com/maggio-dei-libri-2023/

sia sul sito ufficiale di IL MAGGIO DEI LIBRI alla sezione TUTTI GLI APPUNTAMENTI https://www.ilmaggiodeilibri.cepell.it/edizione/Appuntamenti.html?annoIniziativa=2023

Ovviamente tutte le più importanti notizie potrete continuare a leggere ogni lunedì in questa pagina.

Il Dispari 20230508 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230508 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230508 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230508 – Redazione culturale DILA

Walter Lazzarin, nuovo amico dei progetti culturali DILA APS

Made in Ischia

Conosciuto a Roma in occasione della cerimonia di premiazione dei vincitori della 11a edizione del premio internazionale di Arti varie OTTO MILIONI, Walter Lazzarin ha subito dimostrato di essere in piena sintonia con i modelli di collaborazione programmati dalla nostra Associazione DILA APS.

E, quindi,  eccoci qui per presentarvi una prima succinta sintesi della sua potente forza artistica e sociale.

Non mancheremo di rendere possibile il suo espresso desiderio di venire a Ischia per un contatto diretto con la redazione di questo giornale e per partecipare ad uno dei prossimi eventi che avremo il privilegio di organizzare nella Biblioteca Antoniana splendidamente diretta dalla Dottoressa Lucia Annicelli.

Walter Lazzarin ha due lauree e l’abilitazione per insegnare storia e filosofia.

Nel 2011 ha esordito nella narrativa con il romanzo A volte un bacio, pubblicato dal Foglio Letterario.

Nel 2012 ha vinto il concorso internazionale Lettere d’amore e nel 2014 il contest Intervista con il padre, a cura di Leconte ed.

Nell’ottobre 2015 ha ideato il progetto Scrittore per strada: una nuova forma di proposta culturale che si sviluppa attraverso il contatto diretto tra autore e lettore, sui marciapiedi e nelle piazze delle città.

Da otto anni, anziché stare dietro una cattedra, gira per le strade d’Italia con una macchina da scrivere, visitando numerose regioni e centinaia di città, regalando racconti e “spacciando” copie del secondo romanzo: Il drago non si droga.

Dal 2016 al 2017 ha lavorato a Dribbling, trasmissione storica di Rai 2, come autore e interprete dei tautogrammi che introducevano le puntate.

Nel 2017 ha pubblicato con Casa Sirio Ed. una raccolta di racconti: Ventuno vicende vagamente vergognose, nel 2019 con Glifo Ed. ha pubblicato Animali all’avventura, tautogrammi per bambini.

Dal 2020 porta in scena nei teatri e nei locali uno spettacolo di narrazione: Storiacce sparse sul sentiero storico, un viaggio nella storia e nelle lettere dell’alfabeto.

Gioca a calcio nella Nazionale degli Scrittori col numero 3.

Storiacce sparse sul sentiero storico

Storiacce sparse sul sentiero storico è uno spettacolo di narrazione, un viaggio nei secoli – a volte comico, a volte magico – in cui spicca l’amore in ogni sua forma: l’amore verso gli altri, verso di sé e verso il mondo.

Un racconto di cornice si alterna a storie in tautogramma e mescola giochi di parole con verità piccanti, in una fusione alchemica di divulgazione e intrattenimento.

Dalla Genesi ai miti di oggi, queste Storiacce mettono in scena l’umanità in maniera sfacciata.

Il Dispari 20230508 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230508 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230508 – Redazione culturale DILA

Walter Lazzarin

Il Dispari 20230508 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230508 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230508 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230508 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230501

Il Dispari 20230501 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230501 – Redazione culturale DILA

Bruno Mancini: i caleidoscopici accadimenti interiori di un’anima

Molteplici voci del nostro poeta

Bruno Mancini propone, e subito il lettore affezionato di poesia è invogliato a mettersi comodo sulla poltrona, pronto a lasciarsi trasportare a lungo dalla lettura, intuendo di essere di fronte ad un autore che utilizza in modo magistrale ed esemplare questo stile di scrittura.

Nel leggere i versi “ad ampio spettro” di questo poeta, il lettore si trova ad attraversare le più diverse sensazioni emozionali: a tratti stupito rapimento per il modo in cui il freddo tecnicismo delle figure retoriche, fluendo da questa penna, sia capace di trasformarsi in palpabile emozione, oppure una certa qual perplessità derivante dall’esplicita asprezza di alcune espressioni le quali però, nell’immediatezza del messaggio così consegnato al lettore, riescono a racchiudere una forza e una potenza non consuete in poesia, oppure ancora simpatia, quasi tenerezza, per l’immagine del giovane poeta che traspare da certi versi in alcuni momenti accorati ed enfatici, certamente ancora limpidi.

Queste molteplici voci del nostro poeta, succedendosi pagina dopo pagina, avvolgono e coinvolgono il lettore, ma la gradevole complessità del personaggio di cui, con questi testi, tentiamo di penetrare la poetica, non si esaurisce in questo, dato che molteplici sono anche gli scenari umani che egli impersona per poter meglio indagare e quindi meglio proporre la sua visione del mondo o contrasti interiori che spesso assalgono l’animo umano e non si tratta, il più delle volte di dialoghi solo a due, ma in alcuni casi del vero concerto dei vari livelli dell’Io che stratificano la personalità non solo del nostro autore.

Ecco quindi che la sua poesia si popola, in determinati momenti della sua produzione poetica, di personaggi che dialogano tra loro, antagoniste voci interiori che sondano fin nel profondo i contrasti insiti nell’anima che quasi certamente non esiste per essere “capita”.

A proposito delle sue poesie, Mancini infatti scrive:

Scrivo poesie.
Se un tizio mi dirà che le ha capite
Io sorridendo penserò -È folle-.”

Sensazioni, emozioni, flash intermittenti sulla vita interiore di un poeta: di questo si “accontenti” chi legge Bruno Mancini così, come dovrebbe accadere per la lettura di un qualunque altro poeta nel quale ci troviamo ad imbatterci.

Lasciamoci trasportare: seguire il percorso forse tortuoso, certo ineguale, dei versi del nostro autore, ci fa entrare in contatto e vivere in prima persona i caleidoscopici accadimenti interiori di un’anima, una visione che solo la vera poesia può offrirci. molteplici voci del nostro poeta

 Roberta Panizza

Il Dispari 20230501 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230501 – Redazione culturale DILA

 

Il mago: “Come nei giochi di me bambino”.

La poesia di Bruno Mancini

Sono passati già tanti anni da quando ho cominciato a leggere le poesie di Bruno Mancini e approfondirmi ad esse, così vive e fresche.

Approfondirsi a queste poesie non significa praticare una meditazione che ci allontana dal mondo reale e porta in un altro mondo in cui regnano le altre regole e dove la parola sia primaria su tutto il resto, o dove l’idea sia più in alto dalle vite umane e del correre del tempo.

No, la poesia di Bruno accetta questo mondo, perché, solo se siamo in grado di accettare e capire, possiamo portare qui, in più, la luce e in più la cordialità.

Pensando a Bruno ed alla sua personalità, per quanto lo conosco io, non si può dividere la sua soggettività dalla sua voglia di regalare agli altri la sua forza e le sue emozioni positive, (che ci aiutano a sopravvivere nel condividerle con la sua maestria di poeta, con il suo ritmo di poeta, con il suo scopo di poeta), cioè, non solo le espressioni, ma anche l’energia (non solo le emozioni!) positiva per gli altri.

Il valore che apprezzo dapprima nel mondo delle poesie e del pensiero di Bruno è l’emozione di presenza che lui regala per i suoi lettori, la forza della vita radicata nella sua propria infanzia, nella sua memoria genetica dei tempi antichi di varie località, dall’America indiana all’Efeso, dappertutto; e poi radicata nel suo amore per il nostro mondo, la forza che lui divide con noi nella sua caratterizzante generosità, simile alla generosità della natura.

Comunque, il mio primo pensiero, quando ho cominciato a tradurre in lettone in inglese e in russo le sue poesie, era che lui usa una lingua molto ricca, che lui ha un’abbondante raccolta di espressioni e, di conseguenza, un’ampia scelta di parole, di tonalità, di aggettivi e di comparazioni.

Anche se lui non è contrario a giocare con le parole con affascinante leggerezza, tuttavia, il suo stile più enfatizzato non è mai il gioco svelto con le parole, con i pensieri, con i suoi e con le nostre emozioni.

Il suo mestiere è dare la forza e il senso alle sue immagini, tanto intensamente, che anche noi lettori sentiamo questa forza calda e viva, vediamo con gli occhi e con tutta la pelle queste immagini coloratissime, con le prospettive e con le frequenze quasi infinite, in lungo da una poesia all’altra, tutte collegate logicamente e tutte diverse, come un viaggio senza un termine, con tante fermate, ma che poi continua, e sembra infinito, come una stagione che cambia in un’altra, e come il futuro che lentamente e impercettibilmente diventa il passato.

Quanto alla costruzione delle sue poesie, Bruno spesso usa le ripetizioni non solo per rendere i suoi versi più musicali, ma anche per sottolinearne delicatamente il senso, ogni volta diverso, in riflessioni differenti.

Un’altra emozione che mai mi lascia (e che è necessaria per me), leggendo le poesie di Bruno, è il pensiero del collegamento di tutto ciò che esiste in questo mondo e fuori da esso, rispetto, sia con i teoremi delle regole della scienza della natura, sia con le convinzioni degli astrologhi antichi.

Ecco: il convincimento del collegamento tra il passato e il futuro; il collegamento tra noi tutti qui sulla terra, sotto e sopra; il ritmo ciclico secondo le regole della natura.

Solo quando facciamo nostro questo collegamento, solo sapendo che non siamo in solitudine ma uniti e collegati, possiamo diventare, eventualmente, davvero liberi, e non solo nelle nostre illusioni.

Il sentimento di legame, di unità, apre per noi i confini prima chiusi e, inoltre, non chiaramente conosciuti.

è l’unico modo per sapere e vedere questi confini, dove loro iniziano, che cosa dividano e se davvero esistano.

Bruno non scrive solo di se stesso e delle sue esperienze, ma si sublima insieme con le sue osservazioni e le sue contemplazioni in immagini diversissime.

Non preferisce solo due o tre temi generali per ricantarle.

Certo, lui ritorna, a volte, ai temi ed alle immagini già create, ma sempre in altre tonalità, con fresche riflessioni, usando sempre nuova magia per ricordarci queste immagini, spesso piene non solo di colori intensi e di prospettive avventurose, ma anche dei venti e dei profumi

Apparentemente di solito riservata, però mai fredda, la poesia di Bruno, piena di forza della natura, assomiglia un po’ al folclore lettone, sopratutto ai canti popolari, chiamati in lettone “dainas“, nei quali l’unità tra il creato umano e la natura è una situazione assolutamente normale, e dove le persone spesso  identificano se stessi ed altri umani con gli animali, con gli alberi, con gli elementi della natura, come nelle poesie di Bruno.

Però, quanto alle poesie di Bruno, questa energia primaria è solo il fondamento, proprio come i suoi ritorni nell’infanzia, nel passato, dalle radici, per andare avanti e per portarci più lontano.

Dei suoi sogni e delle sue memorie lui non parla spesso, ma lo fa molto espressivamente.

Lui è pescatore d’emozioni.

Questa volta parlo maggiormente dei fondamenti, inizi, radici, che vedo nelle poesie di Bruno Mancini.

Più leggo le sue poesie, più rileggo, più mi si aprono forti ed intense.

Come un vero mago, lui ci porta più lontano, più profondamente, sia verso sogni, sia verso esperienze vissute.

 Liga Sarah Lapinska

Il Dispari 20230501 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230501 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230501 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230501 – Redazione culturale DILA

SPECIALE DILA

Scampía

Interviste volanti tra la gente

Oggi 25 Aprile 2023, per fare qualcosa di diverso, dato che il giorno della Libertàè la festa di tutti gli Italiani, da Scampía a Treviso, da Bagheria a Cinisello Balsamo, senza distinzioni, ho pensato di recarmi aScampía, il quartiere più chiacchierato e meno gettonato di Napoli, per sentir parlare le persone per strada e così, farmi un’idea e rendere l’idea su una realtà diversa dai “soliti” Posillipo, Marechiaro, Mergellina, San Martino, via Toledo, Chiaia e così via.

Siamo seduti a un bar. Prendo appunti su un taccuino.

Ecco il mio resoconto:

D: Si vedono tante brave persone in giro, allora che cosa è questa storia di Scampìa territorio di violenza, di delinquenza ecc.?

R (Giovanni): Su 100mila abitanti, se ci sono 100 delinquenti, loro determinano la fama del posto, e così è successo a  Scampìa; ma le persone per bene sono il 99% degli abitanti; come me che faccio l’operaio da quando avevo 15 anni, e mo’ a 60 anni, sono in pensione. Una volta, mentre ritornavo molto tardi a casa, di notte, da un viaggio in macchina, sono stato fermato dalla polizia e il controllo è stato molto più accurato del solito; non avevo niente da nascondere, ma ho chiesto “perché?”; un agente mi ha risposto: “perché dai documenti si vede che siete di Scampìa”.

Qua si sta più sicuri che a Posillipo, o al Vomero, se non fosse per quelle poche persone, non ci sarebbe neanche la cattiva nomea.

Poi s’è creato uno stereotipo su questo quartiere, e pure alle Assicurazioni fa comodo.

D: Che cosa manca a Scampia? Che cosa, secondo voi, è importante e a Scampìa non c’è?

R (Vincenzo ed altri): Lo Stato non è presente; non si dà nessuna attenzione alle persone perbene. Non vengono valorizzate; fanno più scena i malamenti.Scampìa serve ai politici per mettersi in mostra, per fare carriera;è una gallina dalle uova d’oro.

Molti esagerano; ci vorrebbe più attenzione per i problemi e una volontà vera di risolverli.

Molte cose sono sbagliate e si fanno solo pe’ fa’ i business; “Gomorra”, per esempio, (la serie televisiva n.d.r.) è stata la rovina di Scampìa. Molte cose che si dicevano o si facevano vedereerano assurde, false e deformate. Per una questione di soldi, hanno messo a Scampìa il marchio di regno della malavita, e l’hanno diffuso da tutte le parti; però hanno fatto un sacco di soldi.

D: Che differenza c’è tra abitare a Scampìa e abitare in un altro posto di Napoli, per esempio la Riviera di Chiaia, la Ferrovia, Toledo ecc.?E, se c’è, perché?

R (Giovanni, Gennaro, ecc.): A Scampìa la vita costa meno. Le case popolari permettono di vivere anche con 1000 € al mese.

A Napoli, con 1000 € al mese, fai ‘a famme!

E poi ci sta solidarietà tra i vicini; se uno ha bisogno di qualche cosa, trova sempre chi è disposto ad aiutarlo.

Come in tutti i posti popolari. A ‘o Vommero, a Chiaia, nun te guardano proprio. A Milano, po’ te chiudono proprio ‘a porta ‘nfaccia.

(Pasquale) Ma pecché se parla semp’ ‘e Milano e di qua non si parla mai? Perché è la malavita che regola i rapporti tra Nord e Sud, e i suoi interessi li ha al Nord.  Parliamo di qua invece, che ci stanno tante cose da dire. Scampìa, per esempio, è il quartiere più bello di Napoli. Il 63% del verde di Napoli sta a Scampìa, lo sapete? Qua ci sta una Facoltà Universitaria.

(Questo lo so –  dico – è un polo della Facoltà di medicina e chirurgia della Federico II. So anche che c’è una Casa Editrice molto attiva e condotta con criteri moderni)

Qua non c’è mai troppo traffico, si parcheggia bene, i giardini son ben tenuti. Il Comune di Napoli ci ha abbandonato un po’.

(Altri) ‘U Comune qualcosa fa; fa quello che può.

‘O Comune fa poco perché vuole valorizzare di più le zone del centro.

D: Ma se uno zio d’America le proponesse di andare ad abitare in una lussuosa casa a Milano, messa a sua disposizione, lei ci andrebbe?Sì o no, perché?

(Mi rivolgo un po’ genericamente ai presenti, senza interpellare specificamentenessuno)

R (Pasquale): Io non me ne andrei mai da qua. Qua si sta bene; che devo andare a fare a Milano?

(Giovanni) Ci potrei pure andare. Perché no? Però se mi fosse assicurato un buon lavoro. Senza lavoro ‘e case nun servono a niente.

Vedete qua; hanno fatto ‘e case popolari, ‘a cientosessantasette; hanno messo tutte ‘e persone dentro, ma nun hanno dato ‘o lavoro a nessuno. Dopo poco tempo non s’è fatta più la manutenzione, non ci sono state più riparazioni ecc. e vedete in che condizioni stanno le case? Vedete ‘e vele? Tutti conoscono solo ‘e vele di Scampìa; tutto abbandonato, ‘a maggior parte le case son o vuote e il grosso è abitato dai Rumeni, i Rom. I furti dei fili di rame per la luce qua proprio stanno a una percentuale altissima.

(Ma visto che state qua, vi posso offrire ‘nu cafè?

Grazie, accetto volentieri.)

D: Per migliorare le cose, che cosa occorrerebbe a Scampìa, più studio? Più lavoro? E perché?

(Risponde deciso Giovanni): Più cultura! Quell’insieme di lavoro e studio. Le cose devono essere fatte bene, e bisogna saperle fare bene. Bisogna imparare. È questo che manca.

E la Polizia? Se ci fosse più Polizia cambierebbe qualcosa?

Non cambierebbe proprio niente (rispondono un po’ tutti).

La Polizia non serve a niente. Le cose non si devono imporre, si devono fare spontaneamente. La Polizia è un argomento usato solo per distogliere l’attenzione.

D: Chi non è di Scampìa, secondo voi, che cosa non ha capito di Scampìa?

R (qua è come una sola voce corale) : La gente. La stragrande maggioranza di Scampìa è composta da gente perbene. Per capire bisogna viverci a Scampìa, almeno per un po’ di tempo.

(Pasquale: dite la verità, vuje ‘e sapevate già le nostre risposte alle vostre domande.

Rispondo: Questo è vero; o almeno speravo proprio che le risposte fossero queste. Ma il punto è che, vista la pessima reputazione di questo quartiere, il lettore che prossimamente avrà sott’occhio l’intervista, sarà molto stupito e colpito perché quello che si aspettava, certamente, era che non rispondevate proprio; anzi che mi mandavate proprio… mi avete capito. –Risatine ironiche sparse.)

D: Secondo voi. Il turismo può fare qualcosa per Scampìa?

R (vari) : se è buon turismo, sì.

Ma finora, qua vengono solo per fotografare le “vele”. Nessuno viene per conoscere meglio questa zona, la sua storia, per l’aria buona che si respira ecc.

E la musica? Può significare qualcosa, la musica per Scampìa?

La musica va bene.

Qua si canta sempre dalla mattina alla sera.

(Giovanni) Mo’ però andiamoci a prendere il caffè. Ve lo avevo promesso, e ve lo voglio offrire.

-Va bene – Ci alziamo per andare al banco.

-Però scrivete pure che vi ho offerto il caffè eh!

– E come no? Certamente. Comunque, visto che ci siamo, tenete presente che io scrivo anche poesie – che all’occorrenza possono diventare canzoni – e quindi potreste trovarvi, prossimamente, in una canzone, che mi viene in mente proprio stando qui. –

Vedo sguardi vagamente perplessi, intorno.

Al banco c’è Giuseppe. Dall’aspetto, sembrerebbe molto giovane.

-Vedete questo? – Dice Giovanni – Si sveglia alle 5 la mattina per aprire il bar e smonta alle 8 la sera. Ha due figli e sta sempre sorridente. –

A questo punto, chiedo qualcosa anche a lui.

D: Come ti trovi i qua? Com’è il lavoro?

R (Giuseppe): ‘O masto è una brava persona, un amico, un fratello, più che un principale. Io lavoro qua da quando avevo 10 anni. Poi me ne sono andato. Ho lavorato per 4/5 anni a piazza Carlo III; poi sono ritornato qua. Mi trovo meglio, la gente mi vuole bene. Ci stanno tante brave persone affezionate, che parlano, scherzano con me. Non ci sta cattiveria. –

(Ci serve il caffè, veramente ottimo. Salutiamo e ce ne andiamo.)

Giovanni mi invita ad accompagnarlo a vedere il condominio dove abita.Accetto volentieri.

Strada facendo, mi indica una signora che mi appare subito molto attiva e motivata.

-‘A vedete quella signora? – Giovanni – Non è sposata e tiene due figli da mantenere. Ha una bancarella al mercato e vive onestamente e con la gioia in faccia. –

Arriviamo in un ampio spazio condominiale, erba ben curata, e così gli alberi alti e ombrosi. Si accede, da un lato, ad un altro spazio condominiale, non erboso, ma altrettanto ampio.

-Qua si parcheggiano le macchine – dice Giovanni – vedete come è comodo? –

Passano alcuni ragazzi e signore con i cani al guinzaglio.

-Avete visto quanti cani ci stanno? – Osserva Giovanni – Avete visto per terra una cacca di cane?

-Niente – confermo.

Mi mostra la bottega di un fabbro ferraio che, mi dice, è molto bravo.

Si accompagna a noi un consigliere condominiale che ci tiene a mostrarmi l’entrata di uno dei caseggiati che affaccia sul cortile.

-Vedete? – Mi dice – C’è una bella luce. Qua ci sono tutte le cassette postali ben allineate. Qua c’è l’acqua per innaffiare il giardino. –

Quando andiamo via, Giovanni mi accompagna per un tratto di strada. Ho lasciato la macchina lungo il marciapiede, in via Piero Gobetti.Mi fa vedere il parrucchiere, il minimarket, il tabaccaio, ecc.

-Però, signor Giovanni, diciamoci la verità, la dobbiamo pure smettere co’ ‘sta roba “ci hanno l’acqua, hanno la luce, c’è la posta, la lavanderia,il tabaccaio…” e che è? Stiamo pur sempre in un quartiere di Napoli, non in un film western! –

Ci salutiamo con una forte stretta di mano.

Napoli 27 Aprile 2023           Alberto Liguoro

albertoliguoro@gmail.com

Il Dispari 20230501 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230501 – Redazione culturale DILA

DILA

NUSIV

 

Il Dispari 20230508 – Redazione culturale DILA

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Il Dispari 20230508 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230508

Il Dispari 20230508 – Redazione culturale DILA

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DILA APS partecipa a IL MAGGIO DEI LIBRI 2023

Nata nel 2011 con l’obiettivo di sottolineare il valore sociale dei libri quale elemento chiave della crescita personale, culturale e civile, IL MAGGIO DEI LIBRI è” così si legge nella pagina ufficiale del sito web “una campagna nazionale che invita a portare i libri e la lettura anche in contesti diversi da quelli tradizionali, per intercettare coloro che solitamente non leggono ma che possono essere incuriositi se stimolati nel modo giusto.

Quest’anno è iniziata il 23 aprile e terminerà il 31 maggio.

Il progetto si giova della collaborazione del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, e può annoverare. con giustificabile soddisfazione, appuntamenti svolti nel corso degli anni in numerosi Paesi tra cui: Argentina (Buenos Aires e Morón), Belgio (Liegi e il sito UNESCO Blegny-Mine), Brasile (San Paolo), Canada (Toronto), Croazia (Albona e Zara), Francia (Lione e Parigi), Germania (Berlino), Grecia (Atene), Perù (Lima), Romania (Bucarest), Slovenia (Pirano), Spagna (Barcellona), Svizzera (Lugano e Poschiavo) e Turchia (Smirne), oltre a iniziative organizzate da 46 tra Istituti Italiani di Cultura, Ambasciate e Consolati all’estero di tutto il mondo.

L’Associazione culturale DA ISC HIA L’ARTE – DILA APS” vi ha partecipato ogni anno già a partire dall’anno dalla sua costituzione.

Quest’anno DILA APS, in sinergia con la testata giornalistica IL DISPARI di Gaetano Di Meglio, la Casa Editrice IL SEXTANTE, il Magazine EUDONNA, La Fondazione LA SPONDA, La Nazionale Cantanti Lirici DILA APS, L’Associazione ADA, il FESTIVAL della Canzone Napoletana, e in collaborazione con tutte le Sedi operative di DILA attive sul territorio nazionale e in molte nazioni estere, vi aderisce con un massiccio impegno organizzativo ed artistico presentando 14 eventi live e 39 eventi web, coinvolgendo un centinaio di Artisti di varie discipline e numerose decine di collaboratori.

Tra i principali protagonisti che saranno presenti in più puntate è giusto citare Adriana Iftimie Ceroli, Ajub Ibragimov, Alberto Liguoro, Alberto Macchi, Alessia Gaveglia, Alessia Palomba, Alfonso Gurreri, Alidoro Catocci, Anastasia Pinaeva, Andrada Ada Sirca, Angela Donatelli, Angela Maria Tiberi, Angela Prota, Anna Avelli, Anna Terenzi, Annunziata Candia, Angela Donatelli, Antonio Fiore, Antonio Palladino, Assunta Gneo, Barbara Maresti, Benito Corradini, Bruno Mancini, Carlo Terrenzio, Caterina Luisa De Caro, Chiara Pavoni, Dalila Boukhalfa, Domenico Umbro, Donatella di Francia Cordopatri, Edoardo Terzo, Elisabetta Biondi Della Sdriscia, Evaldo Cavallaro, Fabio Di Marcantonio, Flora Rucco, Francesca Laiacona, Francesca Liani, Francesca Peronace, Franco Fratini, Franco Libero Manca, Gaetano Di Meglio, Gianfranco Cilento, Gianluigi Filippini, Giovanna Santoro, Giulia Defazio, Giulio Di Lorenzo, Giuseppe Castelluzzo, Giuseppe Lorin, Giusy Masi, Guerino Cigliano, Guido Arbonelli, Guido Tracanna, Jerry Lee, Katia Massaro, Lara De Carlo, Liga Sarah Lapinska, Lorena Calicchia, Lorena Sarra, Loretta Liberati, Lucia Fusco, Lucia Marchi, Luciana Capece, Luciana Zaccarini, Luciano Somma, Lucio Macchia, Marco Salvatori, Maria Francesca Mosca, Maria Rita Barbonari, Mariapia Ciaghi, Mario Pino Toscano, Marsia Bambace, Massimo Abbate, Mauro Montacchiesi, Michela Zanarella, Milena Petrarca, Nicola Foti, Nicola Pantalone, Nunzia Zambardi, Orietta Petrignani, Paola Oliva, Pasquale Esposito, Patrizia Audino, Patrizia Canola, Patrizia Palombi, Patrizia Simonetti, Renata Tacus, Rezarta Dyrmyshi, Rita Cuccaro, Roberta Panizza, Roberto Prandin, Rosanna Affronte, Sandra Tuesta, Santina Amici,  Saverio Dionizio, Silvana Lazzarino, Silvia Noto, Stefano Degli Abbati, Stella Arricale, Tina Bruno, Tiziana Mignosa, Tullia Ranieri, Tullio Princigallo, Valentina Gavrish, Valentina Riposati, Valerio Michetti, Veronica Paredes, Victoria Suriani.

A tutti loro verrà consegnato un attestato di partecipazione durante l’ultimo evento live che si terrà il 28 maggio presso la Casa della Cultura DILA nel salotto magico INTERNO 4 di Chiara Pavoni in Via Della Lungara 44 a Roma.

Ulteriori informazioni (anche su cosa fare per chiedere di partecipare) potrete trovarle sia sul nostro sito DILA APS & Il Maggio dei libri 2023 alla pagina https://www.emmegiischia.com/maggio-dei-libri-2023/

sia sul sito ufficiale di IL MAGGIO DEI LIBRI alla sezione TUTTI GLI APPUNTAMENTI https://www.ilmaggiodeilibri.cepell.it/edizione/Appuntamenti.html?annoIniziativa=2023

Ovviamente tutte le più importanti notizie potrete continuare a leggere ogni lunedì in questa pagina.

Il Dispari 20230508 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230508 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230508 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230508 – Redazione culturale DILA

Walter Lazzarin, nuovo amico dei progetti culturali DILA APS

Made in Ischia

Conosciuto a Roma in occasione della cerimonia di premiazione dei vincitori della 11a edizione del premio internazionale di Arti varie OTTO MILIONI, Walter Lazzarin ha subito dimostrato di essere in piena sintonia con i modelli di collaborazione programmati dalla nostra Associazione DILA APS.

E, quindi,  eccoci qui per presentarvi una prima succinta sintesi della sua potente forza artistica e sociale.

Non mancheremo di rendere possibile il suo espresso desiderio di venire a Ischia per un contatto diretto con la redazione di questo giornale e per partecipare ad uno dei prossimi eventi che avremo il privilegio di organizzare nella Biblioteca Antoniana splendidamente diretta dalla Dottoressa Lucia Annicelli.

Walter Lazzarin ha due lauree e l’abilitazione per insegnare storia e filosofia.

Nel 2011 ha esordito nella narrativa con il romanzo A volte un bacio, pubblicato dal Foglio Letterario.

Nel 2012 ha vinto il concorso internazionale Lettere d’amore e nel 2014 il contest Intervista con il padre, a cura di Leconte ed.

Nell’ottobre 2015 ha ideato il progetto Scrittore per strada: una nuova forma di proposta culturale che si sviluppa attraverso il contatto diretto tra autore e lettore, sui marciapiedi e nelle piazze delle città.

Da otto anni, anziché stare dietro una cattedra, gira per le strade d’Italia con una macchina da scrivere, visitando numerose regioni e centinaia di città, regalando racconti e “spacciando” copie del secondo romanzo: Il drago non si droga.

Dal 2016 al 2017 ha lavorato a Dribbling, trasmissione storica di Rai 2, come autore e interprete dei tautogrammi che introducevano le puntate.

Nel 2017 ha pubblicato con Casa Sirio Ed. una raccolta di racconti: Ventuno vicende vagamente vergognose, nel 2019 con Glifo Ed. ha pubblicato Animali all’avventura, tautogrammi per bambini.

Dal 2020 porta in scena nei teatri e nei locali uno spettacolo di narrazione: Storiacce sparse sul sentiero storico, un viaggio nella storia e nelle lettere dell’alfabeto.

Gioca a calcio nella Nazionale degli Scrittori col numero 3.

Storiacce sparse sul sentiero storico

Storiacce sparse sul sentiero storico è uno spettacolo di narrazione, un viaggio nei secoli – a volte comico, a volte magico – in cui spicca l’amore in ogni sua forma: l’amore verso gli altri, verso di sé e verso il mondo.

Un racconto di cornice si alterna a storie in tautogramma e mescola giochi di parole con verità piccanti, in una fusione alchemica di divulgazione e intrattenimento.

Dalla Genesi ai miti di oggi, queste Storiacce mettono in scena l’umanità in maniera sfacciata.

Il Dispari 20230508 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230508 – Redazione culturale DILA

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Walter Lazzarin

Il Dispari 20230508 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230508 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230508 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230508 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230501

Il Dispari 20230501 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230501 – Redazione culturale DILA

Bruno Mancini: i caleidoscopici accadimenti interiori di un’anima

Molteplici voci del nostro poeta

Bruno Mancini propone, e subito il lettore affezionato di poesia è invogliato a mettersi comodo sulla poltrona, pronto a lasciarsi trasportare a lungo dalla lettura, intuendo di essere di fronte ad un autore che utilizza in modo magistrale ed esemplare questo stile di scrittura.

Nel leggere i versi “ad ampio spettro” di questo poeta, il lettore si trova ad attraversare le più diverse sensazioni emozionali: a tratti stupito rapimento per il modo in cui il freddo tecnicismo delle figure retoriche, fluendo da questa penna, sia capace di trasformarsi in palpabile emozione, oppure una certa qual perplessità derivante dall’esplicita asprezza di alcune espressioni le quali però, nell’immediatezza del messaggio così consegnato al lettore, riescono a racchiudere una forza e una potenza non consuete in poesia, oppure ancora simpatia, quasi tenerezza, per l’immagine del giovane poeta che traspare da certi versi in alcuni momenti accorati ed enfatici, certamente ancora limpidi.

Queste molteplici voci del nostro poeta, succedendosi pagina dopo pagina, avvolgono e coinvolgono il lettore, ma la gradevole complessità del personaggio di cui, con questi testi, tentiamo di penetrare la poetica, non si esaurisce in questo, dato che molteplici sono anche gli scenari umani che egli impersona per poter meglio indagare e quindi meglio proporre la sua visione del mondo o contrasti interiori che spesso assalgono l’animo umano e non si tratta, il più delle volte di dialoghi solo a due, ma in alcuni casi del vero concerto dei vari livelli dell’Io che stratificano la personalità non solo del nostro autore.

Ecco quindi che la sua poesia si popola, in determinati momenti della sua produzione poetica, di personaggi che dialogano tra loro, antagoniste voci interiori che sondano fin nel profondo i contrasti insiti nell’anima che quasi certamente non esiste per essere “capita”.

A proposito delle sue poesie, Mancini infatti scrive:

Scrivo poesie.
Se un tizio mi dirà che le ha capite
Io sorridendo penserò -È folle-.”

Sensazioni, emozioni, flash intermittenti sulla vita interiore di un poeta: di questo si “accontenti” chi legge Bruno Mancini così, come dovrebbe accadere per la lettura di un qualunque altro poeta nel quale ci troviamo ad imbatterci.

Lasciamoci trasportare: seguire il percorso forse tortuoso, certo ineguale, dei versi del nostro autore, ci fa entrare in contatto e vivere in prima persona i caleidoscopici accadimenti interiori di un’anima, una visione che solo la vera poesia può offrirci. molteplici voci del nostro poeta

 Roberta Panizza

Il Dispari 20230501 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230501 – Redazione culturale DILA

 

Il mago: “Come nei giochi di me bambino”.

La poesia di Bruno Mancini

Sono passati già tanti anni da quando ho cominciato a leggere le poesie di Bruno Mancini e approfondirmi ad esse, così vive e fresche.

Approfondirsi a queste poesie non significa praticare una meditazione che ci allontana dal mondo reale e porta in un altro mondo in cui regnano le altre regole e dove la parola sia primaria su tutto il resto, o dove l’idea sia più in alto dalle vite umane e del correre del tempo.

No, la poesia di Bruno accetta questo mondo, perché, solo se siamo in grado di accettare e capire, possiamo portare qui, in più, la luce e in più la cordialità.

Pensando a Bruno ed alla sua personalità, per quanto lo conosco io, non si può dividere la sua soggettività dalla sua voglia di regalare agli altri la sua forza e le sue emozioni positive, (che ci aiutano a sopravvivere nel condividerle con la sua maestria di poeta, con il suo ritmo di poeta, con il suo scopo di poeta), cioè, non solo le espressioni, ma anche l’energia (non solo le emozioni!) positiva per gli altri.

Il valore che apprezzo dapprima nel mondo delle poesie e del pensiero di Bruno è l’emozione di presenza che lui regala per i suoi lettori, la forza della vita radicata nella sua propria infanzia, nella sua memoria genetica dei tempi antichi di varie località, dall’America indiana all’Efeso, dappertutto; e poi radicata nel suo amore per il nostro mondo, la forza che lui divide con noi nella sua caratterizzante generosità, simile alla generosità della natura.

Comunque, il mio primo pensiero, quando ho cominciato a tradurre in lettone in inglese e in russo le sue poesie, era che lui usa una lingua molto ricca, che lui ha un’abbondante raccolta di espressioni e, di conseguenza, un’ampia scelta di parole, di tonalità, di aggettivi e di comparazioni.

Anche se lui non è contrario a giocare con le parole con affascinante leggerezza, tuttavia, il suo stile più enfatizzato non è mai il gioco svelto con le parole, con i pensieri, con i suoi e con le nostre emozioni.

Il suo mestiere è dare la forza e il senso alle sue immagini, tanto intensamente, che anche noi lettori sentiamo questa forza calda e viva, vediamo con gli occhi e con tutta la pelle queste immagini coloratissime, con le prospettive e con le frequenze quasi infinite, in lungo da una poesia all’altra, tutte collegate logicamente e tutte diverse, come un viaggio senza un termine, con tante fermate, ma che poi continua, e sembra infinito, come una stagione che cambia in un’altra, e come il futuro che lentamente e impercettibilmente diventa il passato.

Quanto alla costruzione delle sue poesie, Bruno spesso usa le ripetizioni non solo per rendere i suoi versi più musicali, ma anche per sottolinearne delicatamente il senso, ogni volta diverso, in riflessioni differenti.

Un’altra emozione che mai mi lascia (e che è necessaria per me), leggendo le poesie di Bruno, è il pensiero del collegamento di tutto ciò che esiste in questo mondo e fuori da esso, rispetto, sia con i teoremi delle regole della scienza della natura, sia con le convinzioni degli astrologhi antichi.

Ecco: il convincimento del collegamento tra il passato e il futuro; il collegamento tra noi tutti qui sulla terra, sotto e sopra; il ritmo ciclico secondo le regole della natura.

Solo quando facciamo nostro questo collegamento, solo sapendo che non siamo in solitudine ma uniti e collegati, possiamo diventare, eventualmente, davvero liberi, e non solo nelle nostre illusioni.

Il sentimento di legame, di unità, apre per noi i confini prima chiusi e, inoltre, non chiaramente conosciuti.

è l’unico modo per sapere e vedere questi confini, dove loro iniziano, che cosa dividano e se davvero esistano.

Bruno non scrive solo di se stesso e delle sue esperienze, ma si sublima insieme con le sue osservazioni e le sue contemplazioni in immagini diversissime.

Non preferisce solo due o tre temi generali per ricantarle.

Certo, lui ritorna, a volte, ai temi ed alle immagini già create, ma sempre in altre tonalità, con fresche riflessioni, usando sempre nuova magia per ricordarci queste immagini, spesso piene non solo di colori intensi e di prospettive avventurose, ma anche dei venti e dei profumi

Apparentemente di solito riservata, però mai fredda, la poesia di Bruno, piena di forza della natura, assomiglia un po’ al folclore lettone, sopratutto ai canti popolari, chiamati in lettone “dainas“, nei quali l’unità tra il creato umano e la natura è una situazione assolutamente normale, e dove le persone spesso  identificano se stessi ed altri umani con gli animali, con gli alberi, con gli elementi della natura, come nelle poesie di Bruno.

Però, quanto alle poesie di Bruno, questa energia primaria è solo il fondamento, proprio come i suoi ritorni nell’infanzia, nel passato, dalle radici, per andare avanti e per portarci più lontano.

Dei suoi sogni e delle sue memorie lui non parla spesso, ma lo fa molto espressivamente.

Lui è pescatore d’emozioni.

Questa volta parlo maggiormente dei fondamenti, inizi, radici, che vedo nelle poesie di Bruno Mancini.

Più leggo le sue poesie, più rileggo, più mi si aprono forti ed intense.

Come un vero mago, lui ci porta più lontano, più profondamente, sia verso sogni, sia verso esperienze vissute.

 Liga Sarah Lapinska

Il Dispari 20230501 – Redazione culturale DILA

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Il Dispari 20230501 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230501 – Redazione culturale DILA

SPECIALE DILA

Scampía

Interviste volanti tra la gente

Oggi 25 Aprile 2023, per fare qualcosa di diverso, dato che il giorno della Libertàè la festa di tutti gli Italiani, da Scampía a Treviso, da Bagheria a Cinisello Balsamo, senza distinzioni, ho pensato di recarmi aScampía, il quartiere più chiacchierato e meno gettonato di Napoli, per sentir parlare le persone per strada e così, farmi un’idea e rendere l’idea su una realtà diversa dai “soliti” Posillipo, Marechiaro, Mergellina, San Martino, via Toledo, Chiaia e così via.

Siamo seduti a un bar. Prendo appunti su un taccuino.

Ecco il mio resoconto:

D: Si vedono tante brave persone in giro, allora che cosa è questa storia di Scampìa territorio di violenza, di delinquenza ecc.?

R (Giovanni): Su 100mila abitanti, se ci sono 100 delinquenti, loro determinano la fama del posto, e così è successo a  Scampìa; ma le persone per bene sono il 99% degli abitanti; come me che faccio l’operaio da quando avevo 15 anni, e mo’ a 60 anni, sono in pensione. Una volta, mentre ritornavo molto tardi a casa, di notte, da un viaggio in macchina, sono stato fermato dalla polizia e il controllo è stato molto più accurato del solito; non avevo niente da nascondere, ma ho chiesto “perché?”; un agente mi ha risposto: “perché dai documenti si vede che siete di Scampìa”.

Qua si sta più sicuri che a Posillipo, o al Vomero, se non fosse per quelle poche persone, non ci sarebbe neanche la cattiva nomea.

Poi s’è creato uno stereotipo su questo quartiere, e pure alle Assicurazioni fa comodo.

D: Che cosa manca a Scampia? Che cosa, secondo voi, è importante e a Scampìa non c’è?

R (Vincenzo ed altri): Lo Stato non è presente; non si dà nessuna attenzione alle persone perbene. Non vengono valorizzate; fanno più scena i malamenti.Scampìa serve ai politici per mettersi in mostra, per fare carriera;è una gallina dalle uova d’oro.

Molti esagerano; ci vorrebbe più attenzione per i problemi e una volontà vera di risolverli.

Molte cose sono sbagliate e si fanno solo pe’ fa’ i business; “Gomorra”, per esempio, (la serie televisiva n.d.r.) è stata la rovina di Scampìa. Molte cose che si dicevano o si facevano vedereerano assurde, false e deformate. Per una questione di soldi, hanno messo a Scampìa il marchio di regno della malavita, e l’hanno diffuso da tutte le parti; però hanno fatto un sacco di soldi.

D: Che differenza c’è tra abitare a Scampìa e abitare in un altro posto di Napoli, per esempio la Riviera di Chiaia, la Ferrovia, Toledo ecc.?E, se c’è, perché?

R (Giovanni, Gennaro, ecc.): A Scampìa la vita costa meno. Le case popolari permettono di vivere anche con 1000 € al mese.

A Napoli, con 1000 € al mese, fai ‘a famme!

E poi ci sta solidarietà tra i vicini; se uno ha bisogno di qualche cosa, trova sempre chi è disposto ad aiutarlo.

Come in tutti i posti popolari. A ‘o Vommero, a Chiaia, nun te guardano proprio. A Milano, po’ te chiudono proprio ‘a porta ‘nfaccia.

(Pasquale) Ma pecché se parla semp’ ‘e Milano e di qua non si parla mai? Perché è la malavita che regola i rapporti tra Nord e Sud, e i suoi interessi li ha al Nord.  Parliamo di qua invece, che ci stanno tante cose da dire. Scampìa, per esempio, è il quartiere più bello di Napoli. Il 63% del verde di Napoli sta a Scampìa, lo sapete? Qua ci sta una Facoltà Universitaria.

(Questo lo so –  dico – è un polo della Facoltà di medicina e chirurgia della Federico II. So anche che c’è una Casa Editrice molto attiva e condotta con criteri moderni)

Qua non c’è mai troppo traffico, si parcheggia bene, i giardini son ben tenuti. Il Comune di Napoli ci ha abbandonato un po’.

(Altri) ‘U Comune qualcosa fa; fa quello che può.

‘O Comune fa poco perché vuole valorizzare di più le zone del centro.

D: Ma se uno zio d’America le proponesse di andare ad abitare in una lussuosa casa a Milano, messa a sua disposizione, lei ci andrebbe?Sì o no, perché?

(Mi rivolgo un po’ genericamente ai presenti, senza interpellare specificamentenessuno)

R (Pasquale): Io non me ne andrei mai da qua. Qua si sta bene; che devo andare a fare a Milano?

(Giovanni) Ci potrei pure andare. Perché no? Però se mi fosse assicurato un buon lavoro. Senza lavoro ‘e case nun servono a niente.

Vedete qua; hanno fatto ‘e case popolari, ‘a cientosessantasette; hanno messo tutte ‘e persone dentro, ma nun hanno dato ‘o lavoro a nessuno. Dopo poco tempo non s’è fatta più la manutenzione, non ci sono state più riparazioni ecc. e vedete in che condizioni stanno le case? Vedete ‘e vele? Tutti conoscono solo ‘e vele di Scampìa; tutto abbandonato, ‘a maggior parte le case son o vuote e il grosso è abitato dai Rumeni, i Rom. I furti dei fili di rame per la luce qua proprio stanno a una percentuale altissima.

(Ma visto che state qua, vi posso offrire ‘nu cafè?

Grazie, accetto volentieri.)

D: Per migliorare le cose, che cosa occorrerebbe a Scampìa, più studio? Più lavoro? E perché?

(Risponde deciso Giovanni): Più cultura! Quell’insieme di lavoro e studio. Le cose devono essere fatte bene, e bisogna saperle fare bene. Bisogna imparare. È questo che manca.

E la Polizia? Se ci fosse più Polizia cambierebbe qualcosa?

Non cambierebbe proprio niente (rispondono un po’ tutti).

La Polizia non serve a niente. Le cose non si devono imporre, si devono fare spontaneamente. La Polizia è un argomento usato solo per distogliere l’attenzione.

D: Chi non è di Scampìa, secondo voi, che cosa non ha capito di Scampìa?

R (qua è come una sola voce corale) : La gente. La stragrande maggioranza di Scampìa è composta da gente perbene. Per capire bisogna viverci a Scampìa, almeno per un po’ di tempo.

(Pasquale: dite la verità, vuje ‘e sapevate già le nostre risposte alle vostre domande.

Rispondo: Questo è vero; o almeno speravo proprio che le risposte fossero queste. Ma il punto è che, vista la pessima reputazione di questo quartiere, il lettore che prossimamente avrà sott’occhio l’intervista, sarà molto stupito e colpito perché quello che si aspettava, certamente, era che non rispondevate proprio; anzi che mi mandavate proprio… mi avete capito. –Risatine ironiche sparse.)

D: Secondo voi. Il turismo può fare qualcosa per Scampìa?

R (vari) : se è buon turismo, sì.

Ma finora, qua vengono solo per fotografare le “vele”. Nessuno viene per conoscere meglio questa zona, la sua storia, per l’aria buona che si respira ecc.

E la musica? Può significare qualcosa, la musica per Scampìa?

La musica va bene.

Qua si canta sempre dalla mattina alla sera.

(Giovanni) Mo’ però andiamoci a prendere il caffè. Ve lo avevo promesso, e ve lo voglio offrire.

-Va bene – Ci alziamo per andare al banco.

-Però scrivete pure che vi ho offerto il caffè eh!

– E come no? Certamente. Comunque, visto che ci siamo, tenete presente che io scrivo anche poesie – che all’occorrenza possono diventare canzoni – e quindi potreste trovarvi, prossimamente, in una canzone, che mi viene in mente proprio stando qui. –

Vedo sguardi vagamente perplessi, intorno.

Al banco c’è Giuseppe. Dall’aspetto, sembrerebbe molto giovane.

-Vedete questo? – Dice Giovanni – Si sveglia alle 5 la mattina per aprire il bar e smonta alle 8 la sera. Ha due figli e sta sempre sorridente. –

A questo punto, chiedo qualcosa anche a lui.

D: Come ti trovi i qua? Com’è il lavoro?

R (Giuseppe): ‘O masto è una brava persona, un amico, un fratello, più che un principale. Io lavoro qua da quando avevo 10 anni. Poi me ne sono andato. Ho lavorato per 4/5 anni a piazza Carlo III; poi sono ritornato qua. Mi trovo meglio, la gente mi vuole bene. Ci stanno tante brave persone affezionate, che parlano, scherzano con me. Non ci sta cattiveria. –

(Ci serve il caffè, veramente ottimo. Salutiamo e ce ne andiamo.)

Giovanni mi invita ad accompagnarlo a vedere il condominio dove abita.Accetto volentieri.

Strada facendo, mi indica una signora che mi appare subito molto attiva e motivata.

-‘A vedete quella signora? – Giovanni – Non è sposata e tiene due figli da mantenere. Ha una bancarella al mercato e vive onestamente e con la gioia in faccia. –

Arriviamo in un ampio spazio condominiale, erba ben curata, e così gli alberi alti e ombrosi. Si accede, da un lato, ad un altro spazio condominiale, non erboso, ma altrettanto ampio.

-Qua si parcheggiano le macchine – dice Giovanni – vedete come è comodo? –

Passano alcuni ragazzi e signore con i cani al guinzaglio.

-Avete visto quanti cani ci stanno? – Osserva Giovanni – Avete visto per terra una cacca di cane?

-Niente – confermo.

Mi mostra la bottega di un fabbro ferraio che, mi dice, è molto bravo.

Si accompagna a noi un consigliere condominiale che ci tiene a mostrarmi l’entrata di uno dei caseggiati che affaccia sul cortile.

-Vedete? – Mi dice – C’è una bella luce. Qua ci sono tutte le cassette postali ben allineate. Qua c’è l’acqua per innaffiare il giardino. –

Quando andiamo via, Giovanni mi accompagna per un tratto di strada. Ho lasciato la macchina lungo il marciapiede, in via Piero Gobetti.Mi fa vedere il parrucchiere, il minimarket, il tabaccaio, ecc.

-Però, signor Giovanni, diciamoci la verità, la dobbiamo pure smettere co’ ‘sta roba “ci hanno l’acqua, hanno la luce, c’è la posta, la lavanderia,il tabaccaio…” e che è? Stiamo pur sempre in un quartiere di Napoli, non in un film western! –

Ci salutiamo con una forte stretta di mano.

Napoli 27 Aprile 2023           Alberto Liguoro

albertoliguoro@gmail.com

Il Dispari 20230501 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230501 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230424

Il Dispari 20230424 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230424 – Redazione culturale DILA

Testo scelto da Angela Maria Tiberi
Rita Gemma Petrarca scrive del padre Domenico Petrarca

Lui era un uomo fantastico, un uomo buono e giusto.
Chiunque s’imbattesse in lui ne restava affascinato.
Nato in una grande famiglia, in cui si respirava aria di semplicità di rispetto per il lavoro… di rispetto di tutti i valori cristiani e civili.
Egli nasce nel 1906 non nella sua Pozzuoli, ma molto più lontano, nella sua Muggia, nel Friuli Venezia Giulia, nella provincia della bella e antica Trieste.
La sua Muggia era ed è una cittadina sul mare, un porto piccolo, ma molto somigliante alla nostra Pozzuoli.
Il piccolo Domenico, cresciuto con i sani principi morali e civili, studia molto e, tornato a Pozzuoli, frequenta la casa del cavalier Cialenta che lo fa studiare mantenendolo agli studi scientifici.
Egli, così, cerca di formarsi, forgiando carattere e personalità, sempre all’insegna del sacrificio, dell’impegno, dell’educazione, serietà e gratitudine.
Aveva un grande rispetto per la famiglia, la madre era venerata, così le sorelle e i fratelli e, per il padre, aveva devozione e riconoscenza.
Poi conobbe una donna… ne fu ammirato e conquistato, folgorato, Ella era mia madre, Maria Panetty, una donna bella dagli occhi verdi pieni di stelle… due gemme rare… una donna che ne fu, anch’ella, conquistata per il garbo l’eleganza la signorilità con cui si presentava quest’uomo, l’ingegnere Domenico Petrarca.
È questo il momento in cui nasce l’idillio, si fa per dire, una storia appassionata d’amore, di quelle che non sono comuni.
Questa meravigliosa creatura, proveniva da nobile progenie, armatori e ingegneri balistici della fabbrica Armstrong, una provenienza scozzese.
Ricordo, ancora, che mio padre ci raccontava di aver sfidato a duello una persona che importunava l’amata e, noi ascoltavamo attenti e incuriositi, egli aveva un suo modo avvincente di narrare le cose.
Ricordo che era anche poeta, infatti componeva con Mamma liriche e canzoni che, per amore della bella Maria, faceva musicare da maestri importanti.
Quanto amore per Maria, per i suoi 10 figli partoriti e per gli altri 8, mai nati.
La scultrice Elena fu la loro primogenita, premiata e pubblicata sui più prestigiosi depliant d’arte italiana ed europea, poi fu la volta di Elisa, la bella miss flegrea, seguì Giovanna l’avvocatessa, Sandro il ceramista, anche preside ad interim del liceo artistico di Latina, Milena Michelina la pastellista, attiva artista che espone oltre oceano, in America, la matematica Pasqualina dagli occhi verdi come la mamma, la farmacista Annamaria, nata di sei mesi e mezzo, salvata nella bambagia, Annamaria della Monarchia, perché mamma, all’epoca, si era candidata alle elezioni insieme all’armatore Achille Lauro, al parlamento italiano, poi fu la volta dell’esperta nella relazione d’aiuto, la counselor Rita Gemma, pubblicata per le sue commedie, anche a NewYork, quindi l’artista dalla voce calda e dal tocco magico sul piano,Alberto e, poi, il piccolo Salvatore, nato e morto subito dopo.
Poi, la poesia, il teatro e fu la volta delle partecipazioni ai festivals, che ricordo tutte, perché i miei mi portavano con loro, sempre.
Ricordo le coppe, i premi e riconoscimenti, la mamma era sempre in finale con i più bravi cantanti d’epoca: Sergio Bruni, Mario Abbate, Luciano Tajoli, che fu ospitato in casa nostra e, per questo, la stampa e la folla invasero la nostra casa di Pozzuoli.
Mio padre amava molto anche il teatro e il cinema, infatti sono sempre stata beneficiata in questo, perché mi portavano sempre con loro
Mi sono nutrita della loro compagnia, moltissimo.
Ero come in uno spazio caldo d’amore e di serenità.
Egli voleva l’istruzione per tutti.
Ricordo i plastici nel suo studio, a casa, i suoi disegni sul tecnigrafo, i suoi infiniti progetti, perizie, la costruzione dell’accademia Aeronautica di Pozzuoli, unica nel suo genere, il Rione Olivetti e le visite di Adriano Olivetti… ricordo il bene che gli volevano i meno abbienti puteolani che, grazie a lui, avevano un tetto sotto cui stare… ricordo gli innumerevoli, ora noti artisti di Pozzuoli, i pittori di quadri che lo asserragliavano nell’ufficio tecnico e lui acquistava tutto decorosamente.
Era un estimatore d’arte, della bella arte.
Mio padre l’ingegnere era davvero un uomo speciale.
Lui era un benefattore e, con immenso orgoglio e riconoscenza, sono fiera di essere stata sua figlia ed ora, mi ritrovo a scrivere di lui conservando quell’umiltà e devozione per il mio paese, quell’eredità a cui non voglio sottrarmi per poter operare e vivere secondo quei dettami che sono radicati in me e incarnati nel mio mondo e, per questo vanno coltivati ed ossigenati come eredità preziosa.

Il Dispari 20230424 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230424 – Redazione culturale DILA

Foto Premio FONTANE DI ROMA in cui è stato premiato anche il
nostro Direttore Gaetano Di Meglio

A complemento dell’articolo pubblicato lunedì scorso come cronaca della quarantesima edizione del Premio FONTANE DI ROMA ideato, ed organizzato con assoluta perfezione, dal dinamico e tenace Benito Corradini nell’Aula dei Gruppi Parlamentari di Montecitorio a Roma il 3 aprile, vi proponiamo qualche altra foto di personaggi premiati.

Il Dispari 20230424 – Redazione culturale DILA

Antonio Palladino e Gianna Formato

Il Dispari 20230424 – Redazione culturale DILA

Bruno Scapini Montecitorio premio Fontane di Roma 3 aprile 2023

Il Dispari 20230424 – Redazione culturale DILA

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BRUNO MANCINI
dalla raccolta di poesie
Segni

1964 – 1987
L’inganno di Ignazio

Non so se,
quando avrai smesso il flamenco
sul capitello in fumi d’antico,
alzando gli occhi
– olé –
al simbolo
vorrò sapere se.
E il nome ti assalirà
compresso
tra un tacco e il mito.
Il nome ti forzerà
bagnato
tra cosce in ritmo.
Il nome il nome,
il nome mio
al simbolo!

Lenta sui fianchi la gonna a ruota,
pavoneggiando altera
rossa e nera
– il sangue e la sfida –
prima in corrida,
lenta sui fianchi,
– la fiamma e la fine –
s’attarda.

Il nome mio al simbolo.
Non voglio sapere se.
Se l’attimo dopo a braccia alzate
– olé –
se a terra inginocchiata
a capo chino.

Il Dispari 20230424 – Redazione culturale DILA

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DILA

NUSIV

 

Il Dispari 20230501 – Redazione culturale DILA

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Il Dispari 20230501

Il Dispari 20230501 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230501 – Redazione culturale DILA

Bruno Mancini: i caleidoscopici accadimenti interiori di un’anima

Molteplici voci del nostro poeta

Bruno Mancini propone, e subito il lettore affezionato di poesia è invogliato a mettersi comodo sulla poltrona, pronto a lasciarsi trasportare a lungo dalla lettura, intuendo di essere di fronte ad un autore che utilizza in modo magistrale ed esemplare questo stile di scrittura.

Nel leggere i versi “ad ampio spettro” di questo poeta, il lettore si trova ad attraversare le più diverse sensazioni emozionali: a tratti stupito rapimento per il modo in cui il freddo tecnicismo delle figure retoriche, fluendo da questa penna, sia capace di trasformarsi in palpabile emozione, oppure una certa qual perplessità derivante dall’esplicita asprezza di alcune espressioni le quali però, nell’immediatezza del messaggio così consegnato al lettore, riescono a racchiudere una forza e una potenza non consuete in poesia, oppure ancora simpatia, quasi tenerezza, per l’immagine del giovane poeta che traspare da certi versi in alcuni momenti accorati ed enfatici, certamente ancora limpidi.

Queste molteplici voci del nostro poeta, succedendosi pagina dopo pagina, avvolgono e coinvolgono il lettore, ma la gradevole complessità del personaggio di cui, con questi testi, tentiamo di penetrare la poetica, non si esaurisce in questo, dato che molteplici sono anche gli scenari umani che egli impersona per poter meglio indagare e quindi meglio proporre la sua visione del mondo o contrasti interiori che spesso assalgono l’animo umano e non si tratta, il più delle volte di dialoghi solo a due, ma in alcuni casi del vero concerto dei vari livelli dell’Io che stratificano la personalità non solo del nostro autore.

Ecco quindi che la sua poesia si popola, in determinati momenti della sua produzione poetica, di personaggi che dialogano tra loro, antagoniste voci interiori che sondano fin nel profondo i contrasti insiti nell’anima che quasi certamente non esiste per essere “capita”.

A proposito delle sue poesie, Mancini infatti scrive:

Scrivo poesie.
Se un tizio mi dirà che le ha capite
Io sorridendo penserò -È folle-.”

Sensazioni, emozioni, flash intermittenti sulla vita interiore di un poeta: di questo si “accontenti” chi legge Bruno Mancini così, come dovrebbe accadere per la lettura di un qualunque altro poeta nel quale ci troviamo ad imbatterci.

Lasciamoci trasportare: seguire il percorso forse tortuoso, certo ineguale, dei versi del nostro autore, ci fa entrare in contatto e vivere in prima persona i caleidoscopici accadimenti interiori di un’anima, una visione che solo la vera poesia può offrirci. molteplici voci del nostro poeta

 Roberta Panizza

Il Dispari 20230501 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230501 – Redazione culturale DILA

 

Il mago: “Come nei giochi di me bambino”.

La poesia di Bruno Mancini

Sono passati già tanti anni da quando ho cominciato a leggere le poesie di Bruno Mancini e approfondirmi ad esse, così vive e fresche.

Approfondirsi a queste poesie non significa praticare una meditazione che ci allontana dal mondo reale e porta in un altro mondo in cui regnano le altre regole e dove la parola sia primaria su tutto il resto, o dove l’idea sia più in alto dalle vite umane e del correre del tempo.

No, la poesia di Bruno accetta questo mondo, perché, solo se siamo in grado di accettare e capire, possiamo portare qui, in più, la luce e in più la cordialità.

Pensando a Bruno ed alla sua personalità, per quanto lo conosco io, non si può dividere la sua soggettività dalla sua voglia di regalare agli altri la sua forza e le sue emozioni positive, (che ci aiutano a sopravvivere nel condividerle con la sua maestria di poeta, con il suo ritmo di poeta, con il suo scopo di poeta), cioè, non solo le espressioni, ma anche l’energia (non solo le emozioni!) positiva per gli altri.

Il valore che apprezzo dapprima nel mondo delle poesie e del pensiero di Bruno è l’emozione di presenza che lui regala per i suoi lettori, la forza della vita radicata nella sua propria infanzia, nella sua memoria genetica dei tempi antichi di varie località, dall’America indiana all’Efeso, dappertutto; e poi radicata nel suo amore per il nostro mondo, la forza che lui divide con noi nella sua caratterizzante generosità, simile alla generosità della natura.

Comunque, il mio primo pensiero, quando ho cominciato a tradurre in lettone in inglese e in russo le sue poesie, era che lui usa una lingua molto ricca, che lui ha un’abbondante raccolta di espressioni e, di conseguenza, un’ampia scelta di parole, di tonalità, di aggettivi e di comparazioni.

Anche se lui non è contrario a giocare con le parole con affascinante leggerezza, tuttavia, il suo stile più enfatizzato non è mai il gioco svelto con le parole, con i pensieri, con i suoi e con le nostre emozioni.

Il suo mestiere è dare la forza e il senso alle sue immagini, tanto intensamente, che anche noi lettori sentiamo questa forza calda e viva, vediamo con gli occhi e con tutta la pelle queste immagini coloratissime, con le prospettive e con le frequenze quasi infinite, in lungo da una poesia all’altra, tutte collegate logicamente e tutte diverse, come un viaggio senza un termine, con tante fermate, ma che poi continua, e sembra infinito, come una stagione che cambia in un’altra, e come il futuro che lentamente e impercettibilmente diventa il passato.

Quanto alla costruzione delle sue poesie, Bruno spesso usa le ripetizioni non solo per rendere i suoi versi più musicali, ma anche per sottolinearne delicatamente il senso, ogni volta diverso, in riflessioni differenti.

Un’altra emozione che mai mi lascia (e che è necessaria per me), leggendo le poesie di Bruno, è il pensiero del collegamento di tutto ciò che esiste in questo mondo e fuori da esso, rispetto, sia con i teoremi delle regole della scienza della natura, sia con le convinzioni degli astrologhi antichi.

Ecco: il convincimento del collegamento tra il passato e il futuro; il collegamento tra noi tutti qui sulla terra, sotto e sopra; il ritmo ciclico secondo le regole della natura.

Solo quando facciamo nostro questo collegamento, solo sapendo che non siamo in solitudine ma uniti e collegati, possiamo diventare, eventualmente, davvero liberi, e non solo nelle nostre illusioni.

Il sentimento di legame, di unità, apre per noi i confini prima chiusi e, inoltre, non chiaramente conosciuti.

è l’unico modo per sapere e vedere questi confini, dove loro iniziano, che cosa dividano e se davvero esistano.

Bruno non scrive solo di se stesso e delle sue esperienze, ma si sublima insieme con le sue osservazioni e le sue contemplazioni in immagini diversissime.

Non preferisce solo due o tre temi generali per ricantarle.

Certo, lui ritorna, a volte, ai temi ed alle immagini già create, ma sempre in altre tonalità, con fresche riflessioni, usando sempre nuova magia per ricordarci queste immagini, spesso piene non solo di colori intensi e di prospettive avventurose, ma anche dei venti e dei profumi

Apparentemente di solito riservata, però mai fredda, la poesia di Bruno, piena di forza della natura, assomiglia un po’ al folclore lettone, sopratutto ai canti popolari, chiamati in lettone “dainas“, nei quali l’unità tra il creato umano e la natura è una situazione assolutamente normale, e dove le persone spesso  identificano se stessi ed altri umani con gli animali, con gli alberi, con gli elementi della natura, come nelle poesie di Bruno.

Però, quanto alle poesie di Bruno, questa energia primaria è solo il fondamento, proprio come i suoi ritorni nell’infanzia, nel passato, dalle radici, per andare avanti e per portarci più lontano.

Dei suoi sogni e delle sue memorie lui non parla spesso, ma lo fa molto espressivamente.

Lui è pescatore d’emozioni.

Questa volta parlo maggiormente dei fondamenti, inizi, radici, che vedo nelle poesie di Bruno Mancini.

Più leggo le sue poesie, più rileggo, più mi si aprono forti ed intense.

Come un vero mago, lui ci porta più lontano, più profondamente, sia verso sogni, sia verso esperienze vissute.

 Liga Sarah Lapinska

Il Dispari 20230501 – Redazione culturale DILA

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SPECIALE DILA

Scampía

Interviste volanti tra la gente

Oggi 25 Aprile 2023, per fare qualcosa di diverso, dato che il giorno della Libertàè la festa di tutti gli Italiani, da Scampía a Treviso, da Bagheria a Cinisello Balsamo, senza distinzioni, ho pensato di recarmi aScampía, il quartiere più chiacchierato e meno gettonato di Napoli, per sentir parlare le persone per strada e così, farmi un’idea e rendere l’idea su una realtà diversa dai “soliti” Posillipo, Marechiaro, Mergellina, San Martino, via Toledo, Chiaia e così via.

Siamo seduti a un bar. Prendo appunti su un taccuino.

Ecco il mio resoconto:

D: Si vedono tante brave persone in giro, allora che cosa è questa storia di Scampìa territorio di violenza, di delinquenza ecc.?

R (Giovanni): Su 100mila abitanti, se ci sono 100 delinquenti, loro determinano la fama del posto, e così è successo a  Scampìa; ma le persone per bene sono il 99% degli abitanti; come me che faccio l’operaio da quando avevo 15 anni, e mo’ a 60 anni, sono in pensione. Una volta, mentre ritornavo molto tardi a casa, di notte, da un viaggio in macchina, sono stato fermato dalla polizia e il controllo è stato molto più accurato del solito; non avevo niente da nascondere, ma ho chiesto “perché?”; un agente mi ha risposto: “perché dai documenti si vede che siete di Scampìa”.

Qua si sta più sicuri che a Posillipo, o al Vomero, se non fosse per quelle poche persone, non ci sarebbe neanche la cattiva nomea.

Poi s’è creato uno stereotipo su questo quartiere, e pure alle Assicurazioni fa comodo.

D: Che cosa manca a Scampia? Che cosa, secondo voi, è importante e a Scampìa non c’è?

R (Vincenzo ed altri): Lo Stato non è presente; non si dà nessuna attenzione alle persone perbene. Non vengono valorizzate; fanno più scena i malamenti.Scampìa serve ai politici per mettersi in mostra, per fare carriera;è una gallina dalle uova d’oro.

Molti esagerano; ci vorrebbe più attenzione per i problemi e una volontà vera di risolverli.

Molte cose sono sbagliate e si fanno solo pe’ fa’ i business; “Gomorra”, per esempio, (la serie televisiva n.d.r.) è stata la rovina di Scampìa. Molte cose che si dicevano o si facevano vedereerano assurde, false e deformate. Per una questione di soldi, hanno messo a Scampìa il marchio di regno della malavita, e l’hanno diffuso da tutte le parti; però hanno fatto un sacco di soldi.

D: Che differenza c’è tra abitare a Scampìa e abitare in un altro posto di Napoli, per esempio la Riviera di Chiaia, la Ferrovia, Toledo ecc.?E, se c’è, perché?

R (Giovanni, Gennaro, ecc.): A Scampìa la vita costa meno. Le case popolari permettono di vivere anche con 1000 € al mese.

A Napoli, con 1000 € al mese, fai ‘a famme!

E poi ci sta solidarietà tra i vicini; se uno ha bisogno di qualche cosa, trova sempre chi è disposto ad aiutarlo.

Come in tutti i posti popolari. A ‘o Vommero, a Chiaia, nun te guardano proprio. A Milano, po’ te chiudono proprio ‘a porta ‘nfaccia.

(Pasquale) Ma pecché se parla semp’ ‘e Milano e di qua non si parla mai? Perché è la malavita che regola i rapporti tra Nord e Sud, e i suoi interessi li ha al Nord.  Parliamo di qua invece, che ci stanno tante cose da dire. Scampìa, per esempio, è il quartiere più bello di Napoli. Il 63% del verde di Napoli sta a Scampìa, lo sapete? Qua ci sta una Facoltà Universitaria.

(Questo lo so –  dico – è un polo della Facoltà di medicina e chirurgia della Federico II. So anche che c’è una Casa Editrice molto attiva e condotta con criteri moderni)

Qua non c’è mai troppo traffico, si parcheggia bene, i giardini son ben tenuti. Il Comune di Napoli ci ha abbandonato un po’.

(Altri) ‘U Comune qualcosa fa; fa quello che può.

‘O Comune fa poco perché vuole valorizzare di più le zone del centro.

D: Ma se uno zio d’America le proponesse di andare ad abitare in una lussuosa casa a Milano, messa a sua disposizione, lei ci andrebbe?Sì o no, perché?

(Mi rivolgo un po’ genericamente ai presenti, senza interpellare specificamentenessuno)

R (Pasquale): Io non me ne andrei mai da qua. Qua si sta bene; che devo andare a fare a Milano?

(Giovanni) Ci potrei pure andare. Perché no? Però se mi fosse assicurato un buon lavoro. Senza lavoro ‘e case nun servono a niente.

Vedete qua; hanno fatto ‘e case popolari, ‘a cientosessantasette; hanno messo tutte ‘e persone dentro, ma nun hanno dato ‘o lavoro a nessuno. Dopo poco tempo non s’è fatta più la manutenzione, non ci sono state più riparazioni ecc. e vedete in che condizioni stanno le case? Vedete ‘e vele? Tutti conoscono solo ‘e vele di Scampìa; tutto abbandonato, ‘a maggior parte le case son o vuote e il grosso è abitato dai Rumeni, i Rom. I furti dei fili di rame per la luce qua proprio stanno a una percentuale altissima.

(Ma visto che state qua, vi posso offrire ‘nu cafè?

Grazie, accetto volentieri.)

D: Per migliorare le cose, che cosa occorrerebbe a Scampìa, più studio? Più lavoro? E perché?

(Risponde deciso Giovanni): Più cultura! Quell’insieme di lavoro e studio. Le cose devono essere fatte bene, e bisogna saperle fare bene. Bisogna imparare. È questo che manca.

E la Polizia? Se ci fosse più Polizia cambierebbe qualcosa?

Non cambierebbe proprio niente (rispondono un po’ tutti).

La Polizia non serve a niente. Le cose non si devono imporre, si devono fare spontaneamente. La Polizia è un argomento usato solo per distogliere l’attenzione.

D: Chi non è di Scampìa, secondo voi, che cosa non ha capito di Scampìa?

R (qua è come una sola voce corale) : La gente. La stragrande maggioranza di Scampìa è composta da gente perbene. Per capire bisogna viverci a Scampìa, almeno per un po’ di tempo.

(Pasquale: dite la verità, vuje ‘e sapevate già le nostre risposte alle vostre domande.

Rispondo: Questo è vero; o almeno speravo proprio che le risposte fossero queste. Ma il punto è che, vista la pessima reputazione di questo quartiere, il lettore che prossimamente avrà sott’occhio l’intervista, sarà molto stupito e colpito perché quello che si aspettava, certamente, era che non rispondevate proprio; anzi che mi mandavate proprio… mi avete capito. –Risatine ironiche sparse.)

D: Secondo voi. Il turismo può fare qualcosa per Scampìa?

R (vari) : se è buon turismo, sì.

Ma finora, qua vengono solo per fotografare le “vele”. Nessuno viene per conoscere meglio questa zona, la sua storia, per l’aria buona che si respira ecc.

E la musica? Può significare qualcosa, la musica per Scampìa?

La musica va bene.

Qua si canta sempre dalla mattina alla sera.

(Giovanni) Mo’ però andiamoci a prendere il caffè. Ve lo avevo promesso, e ve lo voglio offrire.

-Va bene – Ci alziamo per andare al banco.

-Però scrivete pure che vi ho offerto il caffè eh!

– E come no? Certamente. Comunque, visto che ci siamo, tenete presente che io scrivo anche poesie – che all’occorrenza possono diventare canzoni – e quindi potreste trovarvi, prossimamente, in una canzone, che mi viene in mente proprio stando qui. –

Vedo sguardi vagamente perplessi, intorno.

Al banco c’è Giuseppe. Dall’aspetto, sembrerebbe molto giovane.

-Vedete questo? – Dice Giovanni – Si sveglia alle 5 la mattina per aprire il bar e smonta alle 8 la sera. Ha due figli e sta sempre sorridente. –

A questo punto, chiedo qualcosa anche a lui.

D: Come ti trovi i qua? Com’è il lavoro?

R (Giuseppe): ‘O masto è una brava persona, un amico, un fratello, più che un principale. Io lavoro qua da quando avevo 10 anni. Poi me ne sono andato. Ho lavorato per 4/5 anni a piazza Carlo III; poi sono ritornato qua. Mi trovo meglio, la gente mi vuole bene. Ci stanno tante brave persone affezionate, che parlano, scherzano con me. Non ci sta cattiveria. –

(Ci serve il caffè, veramente ottimo. Salutiamo e ce ne andiamo.)

Giovanni mi invita ad accompagnarlo a vedere il condominio dove abita.Accetto volentieri.

Strada facendo, mi indica una signora che mi appare subito molto attiva e motivata.

-‘A vedete quella signora? – Giovanni – Non è sposata e tiene due figli da mantenere. Ha una bancarella al mercato e vive onestamente e con la gioia in faccia. –

Arriviamo in un ampio spazio condominiale, erba ben curata, e così gli alberi alti e ombrosi. Si accede, da un lato, ad un altro spazio condominiale, non erboso, ma altrettanto ampio.

-Qua si parcheggiano le macchine – dice Giovanni – vedete come è comodo? –

Passano alcuni ragazzi e signore con i cani al guinzaglio.

-Avete visto quanti cani ci stanno? – Osserva Giovanni – Avete visto per terra una cacca di cane?

-Niente – confermo.

Mi mostra la bottega di un fabbro ferraio che, mi dice, è molto bravo.

Si accompagna a noi un consigliere condominiale che ci tiene a mostrarmi l’entrata di uno dei caseggiati che affaccia sul cortile.

-Vedete? – Mi dice – C’è una bella luce. Qua ci sono tutte le cassette postali ben allineate. Qua c’è l’acqua per innaffiare il giardino. –

Quando andiamo via, Giovanni mi accompagna per un tratto di strada. Ho lasciato la macchina lungo il marciapiede, in via Piero Gobetti.Mi fa vedere il parrucchiere, il minimarket, il tabaccaio, ecc.

-Però, signor Giovanni, diciamoci la verità, la dobbiamo pure smettere co’ ‘sta roba “ci hanno l’acqua, hanno la luce, c’è la posta, la lavanderia,il tabaccaio…” e che è? Stiamo pur sempre in un quartiere di Napoli, non in un film western! –

Ci salutiamo con una forte stretta di mano.

Napoli 27 Aprile 2023           Alberto Liguoro

albertoliguoro@gmail.com

Il Dispari 20230501 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230501 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230424

Il Dispari 20230424 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230424 – Redazione culturale DILA

Testo scelto da Angela Maria Tiberi
Rita Gemma Petrarca scrive del padre Domenico Petrarca

Lui era un uomo fantastico, un uomo buono e giusto.
Chiunque s’imbattesse in lui ne restava affascinato.
Nato in una grande famiglia, in cui si respirava aria di semplicità di rispetto per il lavoro… di rispetto di tutti i valori cristiani e civili.
Egli nasce nel 1906 non nella sua Pozzuoli, ma molto più lontano, nella sua Muggia, nel Friuli Venezia Giulia, nella provincia della bella e antica Trieste.
La sua Muggia era ed è una cittadina sul mare, un porto piccolo, ma molto somigliante alla nostra Pozzuoli.
Il piccolo Domenico, cresciuto con i sani principi morali e civili, studia molto e, tornato a Pozzuoli, frequenta la casa del cavalier Cialenta che lo fa studiare mantenendolo agli studi scientifici.
Egli, così, cerca di formarsi, forgiando carattere e personalità, sempre all’insegna del sacrificio, dell’impegno, dell’educazione, serietà e gratitudine.
Aveva un grande rispetto per la famiglia, la madre era venerata, così le sorelle e i fratelli e, per il padre, aveva devozione e riconoscenza.
Poi conobbe una donna… ne fu ammirato e conquistato, folgorato, Ella era mia madre, Maria Panetty, una donna bella dagli occhi verdi pieni di stelle… due gemme rare… una donna che ne fu, anch’ella, conquistata per il garbo l’eleganza la signorilità con cui si presentava quest’uomo, l’ingegnere Domenico Petrarca.
È questo il momento in cui nasce l’idillio, si fa per dire, una storia appassionata d’amore, di quelle che non sono comuni.
Questa meravigliosa creatura, proveniva da nobile progenie, armatori e ingegneri balistici della fabbrica Armstrong, una provenienza scozzese.
Ricordo, ancora, che mio padre ci raccontava di aver sfidato a duello una persona che importunava l’amata e, noi ascoltavamo attenti e incuriositi, egli aveva un suo modo avvincente di narrare le cose.
Ricordo che era anche poeta, infatti componeva con Mamma liriche e canzoni che, per amore della bella Maria, faceva musicare da maestri importanti.
Quanto amore per Maria, per i suoi 10 figli partoriti e per gli altri 8, mai nati.
La scultrice Elena fu la loro primogenita, premiata e pubblicata sui più prestigiosi depliant d’arte italiana ed europea, poi fu la volta di Elisa, la bella miss flegrea, seguì Giovanna l’avvocatessa, Sandro il ceramista, anche preside ad interim del liceo artistico di Latina, Milena Michelina la pastellista, attiva artista che espone oltre oceano, in America, la matematica Pasqualina dagli occhi verdi come la mamma, la farmacista Annamaria, nata di sei mesi e mezzo, salvata nella bambagia, Annamaria della Monarchia, perché mamma, all’epoca, si era candidata alle elezioni insieme all’armatore Achille Lauro, al parlamento italiano, poi fu la volta dell’esperta nella relazione d’aiuto, la counselor Rita Gemma, pubblicata per le sue commedie, anche a NewYork, quindi l’artista dalla voce calda e dal tocco magico sul piano,Alberto e, poi, il piccolo Salvatore, nato e morto subito dopo.
Poi, la poesia, il teatro e fu la volta delle partecipazioni ai festivals, che ricordo tutte, perché i miei mi portavano con loro, sempre.
Ricordo le coppe, i premi e riconoscimenti, la mamma era sempre in finale con i più bravi cantanti d’epoca: Sergio Bruni, Mario Abbate, Luciano Tajoli, che fu ospitato in casa nostra e, per questo, la stampa e la folla invasero la nostra casa di Pozzuoli.
Mio padre amava molto anche il teatro e il cinema, infatti sono sempre stata beneficiata in questo, perché mi portavano sempre con loro
Mi sono nutrita della loro compagnia, moltissimo.
Ero come in uno spazio caldo d’amore e di serenità.
Egli voleva l’istruzione per tutti.
Ricordo i plastici nel suo studio, a casa, i suoi disegni sul tecnigrafo, i suoi infiniti progetti, perizie, la costruzione dell’accademia Aeronautica di Pozzuoli, unica nel suo genere, il Rione Olivetti e le visite di Adriano Olivetti… ricordo il bene che gli volevano i meno abbienti puteolani che, grazie a lui, avevano un tetto sotto cui stare… ricordo gli innumerevoli, ora noti artisti di Pozzuoli, i pittori di quadri che lo asserragliavano nell’ufficio tecnico e lui acquistava tutto decorosamente.
Era un estimatore d’arte, della bella arte.
Mio padre l’ingegnere era davvero un uomo speciale.
Lui era un benefattore e, con immenso orgoglio e riconoscenza, sono fiera di essere stata sua figlia ed ora, mi ritrovo a scrivere di lui conservando quell’umiltà e devozione per il mio paese, quell’eredità a cui non voglio sottrarmi per poter operare e vivere secondo quei dettami che sono radicati in me e incarnati nel mio mondo e, per questo vanno coltivati ed ossigenati come eredità preziosa.

Il Dispari 20230424 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230424 – Redazione culturale DILA

Foto Premio FONTANE DI ROMA in cui è stato premiato anche il
nostro Direttore Gaetano Di Meglio

A complemento dell’articolo pubblicato lunedì scorso come cronaca della quarantesima edizione del Premio FONTANE DI ROMA ideato, ed organizzato con assoluta perfezione, dal dinamico e tenace Benito Corradini nell’Aula dei Gruppi Parlamentari di Montecitorio a Roma il 3 aprile, vi proponiamo qualche altra foto di personaggi premiati.

Il Dispari 20230424 – Redazione culturale DILA

Antonio Palladino e Gianna Formato

Il Dispari 20230424 – Redazione culturale DILA

Bruno Scapini Montecitorio premio Fontane di Roma 3 aprile 2023

Il Dispari 20230424 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230424 – Redazione culturale DILA

BRUNO MANCINI
dalla raccolta di poesie
Segni

1964 – 1987
L’inganno di Ignazio

Non so se,
quando avrai smesso il flamenco
sul capitello in fumi d’antico,
alzando gli occhi
– olé –
al simbolo
vorrò sapere se.
E il nome ti assalirà
compresso
tra un tacco e il mito.
Il nome ti forzerà
bagnato
tra cosce in ritmo.
Il nome il nome,
il nome mio
al simbolo!

Lenta sui fianchi la gonna a ruota,
pavoneggiando altera
rossa e nera
– il sangue e la sfida –
prima in corrida,
lenta sui fianchi,
– la fiamma e la fine –
s’attarda.

Il nome mio al simbolo.
Non voglio sapere se.
Se l’attimo dopo a braccia alzate
– olé –
se a terra inginocchiata
a capo chino.

Il Dispari 20230424 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230424 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230417

Il Dispari 20230417 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230417 – Redazione culturale DILA

Premiati Gaetano Di Meglio e Bruno Mancini

Il 40° Premio Internazionale FONTANE DI ROMA Omaggio a Dante Alighieri si è svolto a ROMA nell’Aula dei Gruppi Parlamentari (Via di Campo Marzio, 78) il giorno 3 Aprile.

Presidente onorario del Premio è stato Mons. Marcello Semeraro, Prefetto della Pontificia Congregazione delle Cause dei Santi.

L’On. Luciano Ciocchetti di FdI ha presieduto l’evento culturale oltre ad aver creato le opportunità necessarie per poter svolgere la manifestazione internazionale nei locali della Camera dei Deputati

I Trofei del Premio sono stati realizzati dal Prof. Domenico Annicchiarico, dal Maestro Ferdinando Codognotto, con Grafiche degli Artisti Pietra Barrasso, Giovanni Crabuzza, Rosanna Della Valle, Roberto Gabrieli, Silvana Galeone, Gianprovvé, Lucio Trojano.

Il Dott. Benito Corradini, Presidente della FONDAZIONE LA SPONDA, nel prosieguo delle edizioni del Premio FONTANE DI ROMA, ideato da decenni per l’Accademia Internazionale La Sponda, d’intesa col Comitato Promotore, ha premiato personalità operanti nei settori culturali artistici e sociali indicati dalla Giuria composta da Gianfranco Girotti Presidente, Benito Corradini Vice Presidente, Giorgio Bruzzese, Silvana Calcagni, Luca Caruso, Raffaele Cavaliere, Paolo Coscione, Fulvio Rocco De Marinis, Guido D’Ubaldo, Margherita Ferraris, Mimoza Haxhiaj, Isabella Lomoro, Ivan Marsura, Maurizio Tcheng, Francesca Triticucci, Lucio Vetrella.

Tra i tanti eccellenti premiati sono stati premiati anche i “nostri” Gaetano Di Meglio Direttore di questa testata giornalistica, Bruno Mancini Presidente dell’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA APS”, e il nutrito gruppo di collaboratori del volume “Napoli Ombelico del mondo” organizzato dalla Vice Presidente DILA APS Angela Mari Tiberi.

 

Foto Premio FONTANE DI ROMA in cui è stato premiato anche il

nostro Direttore Gaetano Di Meglio

A complemento dell’articolo pubblicato lunedì scorso come cronaca della quarantesima edizione del Premio FONTANE DI ROMA ideato, ed organizzato con assoluta perfezione, dal dinamico e tenace Benito Corradini nell’Aula dei Gruppi Parlamentari di Montecitorio a Roma il 3 aprile, vi proponiamo qualche altra foto di personaggi premiati.

BRUNO MANCINI
dalla raccolta di poesie
Segni
1964 – 1987
L’inganno di Ignazio

Non so se,
quando avrai smesso il flamenco
sul capitello in fumi d’antico,
alzando gli occhi
– olé –
al simbolo
vorrò sapere se.
E il nome ti assalirà
compresso
tra un tacco e il mito.
Il nome ti forzerà
bagnato
tra cosce in ritmo.
Il nome il nome,
il nome mio
al simbolo!

Lenta sui fianchi la gonna a ruota,
pavoneggiando altera
rossa e nera
– il sangue e la sfida –
prima in corrida,
lenta sui fianchi,
– la fiamma e la fine –
s’attarda.

Il nome mio al simbolo.
Non voglio sapere se.
Se l’attimo dopo a braccia alzate
– olé –
se a terra inginocchiata
a capo chino.

Il Dispari 20230417 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230417 – Redazione culturale DILA

Questo è stato il PROGRAMMA della premiazione

Saluto Presidente Corradini
Inno Italiano
Saluto On. Luciano Ciocchetti
Saluto Mon. Gianfranco Girotti
Relazione di Solidarietà internazionale: “Italia: Solidarietà e Rispetto per gli Emigranti”
Avv. Romualdo Truncè Presidente Camera Penale Crotone
Cantanti: Dominika Zamara Soprano – Argia Sara Pastore – Angela Prota – MT Battaglia
Poeta: Roberto Ciavarro
Modelle Gruppo Miss Italia

Premi Promozione Solidarietà:

  1. Em.za Card. Pietro Parolin Segretario di Stato Santa Sede Vaticano

On. Francesco Rocca Presidente Regione Lazio
On. Massimiliano Maselli Assessore Politiche Sociali Regione Lazio

Premi Sanità:
Prof. Marco Scatizzi Presidente ACOI Ass.ne Chirurghi Italiani
Prof. Paolo Marchetti Prof Universitario – Oncologo IDI
Prof.ssa Anna Materia Medico Chirurgo – Pronto Soccorso Pediatrico-Autismo
Prof. Fabio Ricci Direttore Clinico Breast Unit Ospedale Santa Maria Goretti
Dott.ssa Silvia Cavalli Direttore Generale AUSL Latina

Premi Cultura:
Dott.ssa Francesca Ballali Presidente Associazioni Cultura UE
Avv. Anna Egidia Catenaro Pres. Avvocatura in Missione – Org Convegno Pace
Prof.ssa Caterina Luisa De Caro Prof.ssa Filosofia Liceo Ladispoli – Scrittrice
Dott.ssa Maria Pepe Scrittrice

Premi Stampa – Informazione:
Dott. Carlo Bartoli Presidente Ordine Nazionale Giornalisti
Dott. Massimo Martinelli Direttore de Il Messaggero
Dott. Davide Vecchi Direttore de Il Tempo
Daniele Morgera Press RAI
Egidio FIA Dir. Lazio TV
Gabriella Di Mambro Latina Oggi

Premi alla Memoria:
Prof. Grazioso David Cofondatore LaSponda – Artista – Docente
Pietra Barrasso – Giovanni Crabuzza – Rosanna Della Valle – Roberto Gabrieli – Gianprovvé – Lucio Trojano – Giorgio Roberti Fondatore Centro Romanesco Trilussa

Premi alla Carriera:
Giorgio Onorato “Voce de Roma”
Bruno Mancini Presidente DILA APS
Antonio Palladino Moda Gioielli
Bruno Scapini Ambasciatore
 
Premio Libro “Napoli Ombelico del Mondo”:
Associazione DILA APS Bruno Mancini (Presidente), A.M. Petrarca, Alfonso Gurreri, Alfredo Soffiati, Angela Maria Tiberi, Angela Prota, Carla Pitarelli, Cecilia Salaices, Chiara Pavoni, Claudio Castana, Daniela Gigante, Enza Colagrosso, Flora Rucco, Gaetano Di Meglio, Gianna Formato Paganelli, Gisela Josefina Lopez, Giuseppe Bonetti, Graziella Zomparelli, Haydi Gutierrez, Isabella Poli, Luciana Capece, Lucio Isabella, Manuela Ranaldi, Maria Luisa Neri, Mario Vona, Mary Shannazaryan, Mauro Montacchiesi, Milena Petrarca, Pasquale Esposito, Pasqualina Petrarca, Rino Sortino, Rita Petrarca, Santina Amici, Tony Battini, Vincenzina Giannunzio, Vincenzo Middei.
 
Staff:
Francesca Corradini coordinatrice, Leonardo Gambardella, Roberto Simon, MarioTieghi
 
Foto/Video:
Alberto Alberti, Marco Bonanni, Massimiliano Sebastiani
 
Promoter:
Fondazione La Sponda / Dott. Benito Corradini Presidente

Organizzazione generale: Francesca Corradini – Margherita Ferraris

Il Dispari 20230417 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230417 – Redazione culturale DILA

Chiara Pavoni - Premio Fontane di Roma 2023 - Aula dei Gruppi Parlamentari Montecitorio Roma 3 aprile 2023

Chiara Pavoni – Premio Fontane di Roma 2023 – Aula dei Gruppi Parlamentari Montecitorio Roma 3 aprile 2023

Gisela Lopez e Bruno Mancini - Premio Fontane di Roma 2023 - Aula dei Gruppi Parlamentari Montecitorio Roma 3 aprile 2023

Gisela Lopez e Bruno Mancini – Premio Fontane di Roma 2023 – Aula dei Gruppi Parlamentari Montecitorio Roma 3 aprile 2023

Benito Corradini - Chiara Pavoni - Bruno Mancini - Premio Fontane di Roma 2023 - Aula dei Gruppi Parlamentari Montecitorio Roma 3 aprile 2023

Benito Corradini – Chiara Pavoni – Bruno Mancini – Premio Fontane di Roma 2023 – Aula dei Gruppi Parlamentari Montecitorio Roma 3 aprile 2023

Mauro Montacchiesi Premio Fontane di Roma 2023 - Aula dei Gruppi Parlamentari Montecitorio Roma 3 aprile 2023

Mauro Montacchiesi Premio Fontane di Roma 2023 – Aula dei Gruppi Parlamentari Montecitorio Roma 3 aprile 2023

Gruppo di premiate - Premio Fontane di Roma 2023 - Aula dei Gruppi Parlamentari Montecitorio Roma 3 aprile 2023

Gruppo di premiate – Premio Fontane di Roma 2023 – Aula dei Gruppi Parlamentari Montecitorio Roma 3 aprile 2023

Il Dispari 20230403

Il Dispari 20230403 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230403 – Redazione culturale DILA

“Cleopatra la schiava dei romani” di Giuseppe Lorin

Lo scrittore Giuseppe Lorin, amico dei progetti culturali Made in Ischia ideati e realizzati dall’Associazione di Promozione Sociale DILA APS, ci ha inviato in lettura il suo pregevole saggio introduttivo nella terra dei faraoni intitolato “Cleopatra la schiava dei romani”.

Presentato a Roma lo scorso 21 marzo, la forte suggestione della storia, dei personaggi e della edotta e chiara narrazione di cui il libro è portatore è stata ulteriormente gratificata dall’interpretazione dell’attrice Chiara Pavoni (ormai ben nota anche ad Ischia per avere organizzato e presentato alcuni eventi nella Biblioteca Antoniana), coadiuvata dalla presenza di un centurione in alta uniforme, Carlo Mele. Chiara Pavoni si è esibita nel ruolo della nutrice di Cleopatra VII, regina dell’alto e del basso Nilo, così come si legge nel monologo scritto da Giuseppe Lorin.

Ha moderato l’evento l’archeologa dott.ssa Elisa Carrisi assistita dall’archeo architetto Paolo Meogrossi, fautore della grande pedana lignea nel Colosseo.

La poetessa Michela Zanarella (Socia fondatrice di DILA) ha letto alcune sue poesie inserite nel saggio di Giuseppe Lorin.

Non potevamo certo mancare di chiedere a Giuseppe Lorin, in esclusiva per IL DISPARI, un suo “pensiero” sull’attualità della vicenda narrata.

E lui ha benevolmente accettato di risponderci con le argute considerazioni che qui trascriviamo:

«La definizione “schiava dei romani” riferita alla regina dell’Egitto è un eufemismo che sostituisce e chiarisce, in forma affettiva, quel fascino amoroso che la regina ha avuto su Giulio Cesare, ammirato ed amato dal popolo di Roma e dal quale ebbe un figlio ovvero, Tolomeo Cesare XV Philopátor Philométor (devoto al padre e alla madre) che venne soprannominato Cesarione perché figlio di Cesare.

Cleopatra è stata una delle donne con più potere dal punto di vista politico della storia antica. Oggigiorno esistono figure politiche femminili che possono assimilarsi in importanza o strategia alla regina egizia, contestualizzando il suo modo di agire all’epoca in cui viviamo perché Cleopatra è antesignana del pensiero europeo, una eroina ante litteram d’Europa; è stata la prima Ursula von der Leyen della storia.

Stirpe generata in Macedonia ellenica, radici e legami fraterni con l’Africa del filoellenicos Nectaneb I della XXX Dinastia (378-341), con Cipro dove ancora ci sono le rovine della reggia del faraone e dove nacque la madre di Cleopatra VII la cipriota.

Tutta l’area del Mediterraneo è stata toccata dai commercianti egizi, e Roma che catturò il cuore di Cleopatra. 

Cleopatra VII, intesa come strumento di pace dalle radici europee trapiantate in terra d’Egitto, sembra essere ancora viva!»

Se amate la Storia, se amate trovare le corrispondenze tra gli eventi passati e l’attualità per poter crescere in sintonia con l’evoluzione dell’umanità, allora questo saggio è la scelta ideale per intraprendere un percorso di equilibrio e bellezza… e potrete conoscere Lorin in un prossimo incontro di lettura che DILA APS ha in agenda a Ischia.

Cleopatra la schiava dei romani
Giuseppe Lorin, Bonfirraro Editore
ISBN 978-88-6272-276-6
PAG. 400, € 27

Il Dispari 20230403 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230403 – Redazione culturale DILA

TWITTERTONE

Mentre scriviamo questo twitterone è in corso a Roma un APERITIVO ARTISTICO organizzato da Chiara Pavoni presso la Casa della Cultura INTERNO 4 – DILA in via della Lungara 44.

Sono stati invitati a partecipare, leggendo proprie poesie, diversi poeti tra i quali si notano i nomi di alcuni scrittori presentati da DILA in reading realizzati ultimamente nella Biblioteca Antoniana.

La locandina porta i nomi di:

Elisabetta Pamela Petrolati, Luciana Capece, Patrizia Palombi, Veronica Paredes, Loretta Liberati, Anna Avelli, Barbara Maresti, Guido Tracanna, Francesca Peronace, Valentina Riposati, Tullia Ranieri, Francesca Liani, Paola Oliva, Mario Pino Toscano, Marsia Bambace, Elisabetta Biondi Della Sdriscia, Orietta Petrignani, Nicola Foti, Victoria Suriani, Antonella Ariosto, Lucio Macchia, Maria Rita Barbonari, Bruno Mancini, Michela Zanarella

Maria Cavicchioni, pittrice

Presenta Chiara Pavoni

Non mancheremo di proporvi, nelle prossime puntate di questa pagina, un’ampia cronaca dell’evento.

Il Dispari 20230403 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230403 – Redazione culturale DILA

Poesia inedita di Alberto Liguoro

destinata alla raccolta fuori concorso

del premio internazionale

di Arti varie”DILA 2023″

 

Sei versi in attesa di un senso

I

I bambini piangono
perché il mondo li uccide.
I bambini ridono
perché amano e giocano.
è ‘a voce de’ criature
che saglie chianu chianu.

II

Sento lo Spirito Universale
sopra di me
e la Ragione morale in me,
mentre danza,
intorno ai muri crollati,
alle frontiere abbattute,
ai vascelli sventrati,
la Dea Bellezza,
e davanti ai suoi seni al vento,
l’anima del Mondo
cerca salvezza.

III

Le navi del Mediterraneo
oltre l’orizzonte
trasportano i Morti;
mentre Vite innocenti
regalate
a fredde bare galleggianti,
cantano in coro
Fifteen men on the dead man’s chest.
Una bottiglia di rum e Satana
pensano al resto.

IV

Amor, ch’a nullo amato amar perdona
si te sbatte ‘o core ‘npietto è ammore
si spontano ‘e lacrime è ammore
si pienz’ d’accirere è ammore.
‘A fenesta ‘e Marechiaro
sta ‘nfaccia‘o mare blu,
ma che dd’è?
Se oltre l’abisso
non può esserci amore,
un lungo filo da sarto,
c’è sempre, e abbraccia
i cuori più belli del mondo.

V

Su un antico percorso
lastricato di vittime
di lutti e macerie,
verso la giustizia, la libertà
e l’amore,
temiamo senza badarci,
una sbarra alla fine,
con su scritto:
strada interrotta per frane“;
ma già oltre un dosso,
tra la nebbia di mare,
sfuma occhieggiante,
il faro dell’isola di Lesbo.

VI

Se la vita è un dono di Dio,
se lo è l’anima di una formica,
chi siamo noi per rifiutare
disprezzare o offendere?
Ma quando
il più raro e prezioso papiro egiziano
mi brucia la pelle,
incrina le pupille,
o intossica i polmoni,
è solo mostruoso
l’obbligo di aprire,
per umano decreto,
le braccia e la mente
all’occhio nefasto di Ra.

Ai 79 morti, 33 dei quali minorenni,
finora accertati, ai numerosi dispersi e
agli 80 profughi giunti in salvo, dei circa
180 a bordo del barcone naufragato nel
mare in tempesta, al largo di Crotone,

il 26 febbraio 2023.
 
Napoli 13 marzo 2023    <stro
Alberto Liguoro

Il Dispari 20230403 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230403 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230327

Il Dispari 20230327 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230327 – Redazione culturale DILA

Saranno premiati Gaetano Di Meglio, Bruno Mancini e Daniele Morgera?

Comunicato stampa della Fondazione La Sponda – Via Vespasiano, 12 – 00192 Roma

Il 40° Premio Internazionale FONTANE DI ROMA Omaggio a Dante Alighieri si terrà a ROMA nell’Aula dei Gruppi Parlamentari (Via di Campo Marzio, 78) il giorno 3 Aprile 2023 – ore 16/19
(dalle ore 15, ingresso da Via Uffici del Vicario, 21 Roma)

Il Dott. Benito Corradini, Presidente della FONDAZIONE LA SPONDA, nel prosieguo delle edizioni del Premio FONTANE DI ROMA, ideato da decenni per l’Accademia Internazionale La Sponda, d’intesa col Comitato Promotore, sta definendo i Patrocini e le presenze di Organismi Internazionali e Nazionali, la partecipazione di Ambasciate, Accademie e Associazioni di Arte, Cultura, Solidarietà e l’organizzazione del 40° Premio Internazionale Fontane di Roma.

Presidente onorario del Premio è S. Ecc. Mons. Marcello Semeraro, Prefetto della Pontificia Congregazione delle Cause dei Santi.

La Giuria, composta da S. Ecc. Prof. Gianfranco Girotti (Presidente), Benito Corradini (Vice Pres), Giorgio Bruzzese, Silvana Calcagni, Luca Caruso, Raffaele Cavaliere, Rosa Dalmiglio, Fulvio Rocco De Marinis, Guido D’Ubaldo, Filippo Esposito, Margherita Ferraris, Porfirio Grazioli, Mimoza Haxhiaj, Gianni Lattanzio, Elisabetta Lomoro,Umberto Puato, Anna Selvaggi, Maurizio Tcheng, Francesca Triticucci, Lucio Vetrella, sta definendo l’elenco dei Premiati (Personalità, VIP, Autorità del Vaticano, Ambasciatori, Personalità di Sanità, Cultura, Arte, Solidarietà, Ambiente, Lavoro, Sport).
I Trofei del Premio sono stati realizzati dal Prof. Domenico Annicchiarico, dal Maestro Ferdinando Codognotto, con Grafiche degli Artisti Pietra Barrasso, Giovanni Crabuzza, Rosanna Della Valle, Roberto Gabrieli, Silvana Galeone, Gianprovvé, Lucio Trojano.
Per la presenza al Premio, alla Sala dei Gruppi Parlamentari, è necessario prenotarsi, sia per motivi di registrazione che per disponibilità dei posti.
Grazie.
Il Comitato Promotore
Roma, 21 Marzo 2023

Il Dispari 20230327 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230327 – Redazione culturale DILA

Dalla raccolta di poesie
“LA SAGRA DEL PECCATO”
1957 – 2003 – ISBN 9781470913205
SCRITTA DA BRUNO MANCINI

Le mummie e le vestali

LA FORZA DI IGNAZIE

Se io fossi stata solo figlia
se io fossi stata solo
se io fossi stata
se io fossi
se io
se
per vicoli stretti e fumosi
attenta smarrita
avrei venduto gli occhi.

Se io fossi stata solo sposa
se io fossi stata solo
se io fossi stata
se io fossi
se io
se
per luccichii mimetici
solitaria rarità
avrei gelato le parole.

Se io fossi stata solo madre
se io fossi stata solo
se io fossi stata
se io fossi
se io
se
per veglie e voglie
condannata smarrita
avrei sedato i suoni.

Se io fossi stata solo donna
se io fossi stata solo
se io fossi stata
se io fossi
se io
se
per folli folle disumane
paradisi perduti
avrei tritato i pensieri.

°———°———°———°

Ma tu offendimi
con albe boreali
e poi sussurrami
di tuoni di tempeste
ma tu affondami
in nuvole di abbracci
e poi ritrovami
nelle bugie dei sogni

io vivo da sempre
quasi fossi vestale
attonita.

LA FORZA DI IGNAZII

Come giunco
tra rane

sbattuto
frustato
sferzato
quando avevo vent’anni
ho lasciato mio padre
lui ne aveva cinquanta.

Come graffio
su specchio

stridente
gelante
sfregiante

quando avevo altri anni
ho lasciato l’amata
lei non so.

Come gancio
al labbro

stupisce
tradisce
scurisce

quando avevo più anni
ho lasciato mio figlio
lui era grande.

Come bruco
fra frane

intanato
stordito
immoto

in questo giorno d’afa
ho lasciato la mia immagine
lei non lo capirà.

°———°———°———

Ma tu lisciami
e fasciami
e abbracciami e stringimi
e scoprimi e coprimi
e narrami e ignorami
e forgiami favola ottusa

io vivo da sempre
quasi fossi una mummia
deluso.

https://www.lulu.com/it/shop/bruno-mancini/la-sagra-del-peccato/paperback/product-n4pg97.html?q=la+sagra+del+peccato

Il Dispari 20230327 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230327 – Redazione culturale DILA

Poesia inedita di Alberto Liguoro
destinata alla raccolta fuori concorso
del premio internazionale
di Arti varie”DILA 2023″

Sei versi in attesa di un senso

I
I bambini piangono
perché il mondo li uccide.
I bambini ridono
perché amano e giocano.
È ‘a voce de’ criature
che saglie chianu chianu.

II
Sento lo Spirito Universale
sopra di me
e la Ragione morale in me,
mentre danza,
intorno ai muri crollati,
alle frontiere abbattute,
ai vascelli sventrati,
la Dea Bellezza,
e davanti ai suoi seni al vento,
l’anima del Mondo
cerca salvezza.

III
Le navi del Mediterraneo
oltre l’orizzonte
trasportano i Morti;
mentre Vite innocenti
regalate
a fredde bare galleggianti,
cantano in coro
Fifteen men on the dead man’s chest.
Una bottiglia di rum e Satana
pensano al resto.

IV
Amor, ch’a nullo amato amar perdona
si te sbatte ‘o core ‘npietto è ammore
si spontano ‘e lacrime è ammore
si pienz’ d’accirere è ammore.
‘A fenesta ‘e Marechiaro
sta ‘nfaccia‘o mare blu,
ma che dd’è?
Se oltre l’abisso
non può esserci amore,
un lungo filo da sarto,
c’è sempre, e abbraccia
i cuori più belli del mondo.

V
Su un antico percorso
lastricato di vittime
di lutti e macerie,
verso la giustizia, la libertà
e l’amore,
temiamo senza badarci,
una sbarra alla fine,
con su scritto:
“strada interrotta per frane”;
ma già oltre un dosso,
tra la nebbia di mare,
sfuma occhieggiante,
il faro dell’isola di Lesbo.

VI

Se la vita è un dono di Dio,
se lo è l’anima di una formica,
chi siamo noi per rifiutare
disprezzare o offendere?
Ma quando
il più raro e prezioso papiro egiziano
mi brucia la pelle,
incrina le pupille,
o intossica i polmoni,
è solo mostruoso
l’obbligo di aprire,
per umano decreto,
le braccia e la mente
all’occhio nefasto di Ra.

Ai 79 morti, 33 dei quali minorenni,
finora accertati, ai numerosi dispersi e
agli 80 profughi giunti in salvo, dei circa
180 a bordo del barcone naufragato nel
mare in tempesta, al largo di Crotone,
il 26 febbraio 2023.

Napoli 13 marzo 2023
Alberto Liguoro

Il Dispari 20230327 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230327 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230320

LO STORICO
FESTIVAL DELLA CANZONE NAPOLETANA
ARRIVERÀ A ISCHIA?

Dopo un approfondito e costruttivo confronto svolto tra Massimo Abbate, proprietario del marchio e Direttore Artistico del Festival Della Canzone Napoletana, e Bruno Mancini, Presidente dell’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA“, Massimo Abbate ha ufficializzata la nomina di Bruno Mancini nel ruolo di “Responsabile delle Relazioni esterne” al fine di promuovere il Festival Della Canzone Napoletana.

Ciò vuol dire che, fin da subito, l’Associazione DILA in sinergia con tutte le realtà associative, artistiche e mediatiche amiche dei progetti Made in Ischia, sarà impegnata nel coinvolgimento dell’Isola d’Ischia (prevalentemente ma non solo l’Isola d’Ischia) nella programmazione del Festival.

Il testo della lettera dell’incarico

«Gentile sig. Bruno Mancini,
riscontrando la sua disponibilità per assumere un ruolo direttivo nell’ambito dell’organizzazione del Festival della Canzone napoletana che, da tempo, ho rilanciato quale proprietario del marchio nonché Direttore Artistico giungendo quest’anno alla nona edizione, le sottoponiamo con piacere e ufficialmente la nostra proposta che consiste nell’affidarle l’incarico di Responsabile delle Relazioni esterne presso lo Stato e gli Enti pubblici al fine di promuovere il Festival quale importante vettore della cultura musicale napoletana.

Nel restare in attesa di conoscere la Sua disponibilità, porgo
Cordiali saluti.
18 marzo 2023
Massimo Abbate»

In una precedente mail Massimo Abbate aveva scritto a Bruno Mancini:

«Ischia è una delle perle del golfo di Napoli.
Il Festival di Napoli non è mai approdato nell’isola e non si sa per quale motivo.
A Capri invece nel 1970 si tenne di fatto l’ultima edizione e questo perché nel 1971 a causa della violenta protesta degli autori esclusi, l’oscuramento delle telecamere RAI e il diniego da parte dell’allora giudice Krog il festival ebbe il suo triste epilogo.
È dal 2015 che mi onoro di aver acceso un interesse negli uomini di buona volontà per il festival da me diretto.
Riportarlo in vita con abnegazione dopo averlo salvato da morte certa non è stato facile e non lo è tuttora a causa di un ostracismo silente e subdolo di alcuni personaggi di potere locale: Organizzatori di eventi, direttori artistici, politici, direttori di radio e televisioni nonché giornalisti di settore che non potendolo avere sotto controllo come tutte o quasi le attività artistiche in atto da anni, adoperano un oscuramento sistematico scoraggiando chiunque voglia sostenerlo.
Solo la mia insistenza, onestà professionale anche queste non meno sistematiche e caparbie, resistono e combattono tali squallidi interessi personali che nulla hanno a che fare con quelli puramente comunitari e culturali nell’interesse della promozione del patrimonio storico e artistico della città e della canzone napoletana.
Ma la giustizia anche se a volte tarda ad arrivare prima o poi fa il suo corso e allora tutto il male fatto a questa manifestazione ricadrà implacabilmente su loro stessi determinando la legge del boomerang.
Una bella ripulita in un ambiente corrotto e un ricambio generazionale sono indispensabili.
Ritornando a Ischia sarebbe bello riportarlo anche lì.
Se è finito a Capri può rinascere a Ischia.
Questo è un ottimo spunto di cronaca per chi saprà coglierlo.
In questa isola ho ricordi bellissimi a partire dalla mia infanzia.
Non solo fughe sentimentali con fidanzatine ma anche improvvisate con i miei amici più cari.
Non sono mancate visite organizzate grazie ai molti impegni di lavoro e su tutti quelli di accompagnare e seguire mio padre in qualità di suo personal manager.
Negli ultimi anni della sua carriera ho capito tramite il suo sguardo malinconico di dover proseguire il percorso da lui intrapreso a difesa della nostra canzone.
A partire dal momento in cui lui, a causa della sua imminente dipartita, lo avrebbe interrotto ripercorrendolo con la stessa passione e qualità.
E allora eccomi qua a riproporre l’unico vero grande evento che può riportare il canto napoletano e la sua poesia in tutto il mondo: Il Festival della canzone napoletana.
Se gli amministratori ischitani sono concretamente interessati io nell’interesse della canzone napoletana e per la promessa tacita fatta a mio padre, sono pronto.»

INFO:
dila@emmegiischia.com
tel 3914830355 (ore 15-23)

Poesia inedita di Alberto Liguoro
destinata alla raccolta fuori concorso
del premio internazionale
di Arti varie” DILA 2023″

Sei versi in attesa di un senso

I
I bambini piangono
perché il mondo li uccide.
I bambini ridono
perché amano e giocano.
È ‘a voce de’ criature
che saglie chianu chianu.

II
Sento lo Spirito Universale
sopra di me
e la Ragione morale in me,
mentre danza,
intorno ai muri crollati,
alle frontiere abbattute,
ai vascelli sventrati,
la Dea Bellezza,
e davanti ai suoi seni al vento,
l’anima del Mondo
cerca salvezza.

III
Le navi del Mediterraneo
oltre l’orizzonte
trasportano i Morti;
mentre Vite innocenti
regalate
a fredde bare galleggianti,
cantano in coro
Fifteen men on the dead man’s chest.
Una bottiglia di rum e Satana
pensano al resto.

IV
Amor, ch’a nullo amato amar perdona
si te sbatte ‘o core ‘npietto è ammore
si spontano ‘e lacrime è ammore
si pienz’ d’accirere è ammore.
‘A fenesta ‘e Marechiaro
sta ‘nfaccia‘o mare blu,
ma che dd’è?
Se oltre l’abisso
non può esserci amore,
un lungo filo da sarto,
c’è sempre, e abbraccia
i cuori più belli del mondo.

V
Su un antico percorso
lastricato di vittime
di lutti e macerie,
verso la giustizia, la libertà
e l’amore,
temiamo senza badarci,
una sbarra alla fine,
con su scritto:
“strada interrotta per frane”;
ma già oltre un dosso,
tra la nebbia di mare,
sfuma occhieggiante,
il faro dell’isola di Lesbo.

VI

Se la vita è un dono di Dio,
se lo è l’anima di una formica,
chi siamo noi per rifiutare
disprezzare o offendere?
Ma quando
il più raro e prezioso papiro egiziano
mi brucia la pelle,
incrina le pupille,
o intossica i polmoni,
è solo mostruoso
l’obbligo di aprire,
per umano decreto,
le braccia e la mente
all’occhio nefasto di Ra.

Ai 79 morti, 33 dei quali minorenni,
finora accertati, ai numerosi dispersi e
agli 80 profughi giunti in salvo, dei circa
180 a bordo del barcone naufragato nel
mare in tempesta, al largo di Crotone,
il 26 febbraio 2023.

Napoli 13 marzo 2023
Alberto Liguoro

Dalla raccolta di poesie
“LA SAGRA DEL PECCATO”
1957 – 2003 – ISBN 9781470913205
SCRITTA DA BRUNO MANCINI

Le mummie e le vestali

LA FORZA DI IGNAZIE

Se io fossi stata solo figlia
se io fossi stata solo
se io fossi stata
se io fossi
se io
se
per vicoli stretti e fumosi
attenta smarrita
avrei venduto gli occhi.

Se io fossi stata solo sposa
se io fossi stata solo
se io fossi stata
se io fossi
se io
se
per luccichii mimetici
solitaria rarità
avrei gelato le parole.

Se io fossi stata solo madre
se io fossi stata solo
se io fossi stata
se io fossi
se io
se
per veglie e voglie
condannata smarrita
avrei sedato i suoni.

Se io fossi stata solo donna
se io fossi stata solo
se io fossi stata
se io fossi
se io
se
per folli folle disumane
paradisi perduti
avrei tritato i pensieri.

°———°———°———°

Ma tu offendimi
con albe boreali
e poi sussurrami
di tuoni di tempeste
ma tu affondami
in nuvole di abbracci
e poi ritrovami
nelle bugie dei sogni

io vivo da sempre
quasi fossi vestale
attonita.

LA FORZA DI IGNAZII

Come giunco
tra rane

sbattuto
frustato
sferzato
quando avevo vent’anni
ho lasciato mio padre
lui ne aveva cinquanta.

Come graffio
su specchio

stridente
gelante
sfregiante

quando avevo altri anni
ho lasciato l’amata
lei non so.

Come gancio
al labbro

stupisce
tradisce
scurisce

quando avevo più anni
ho lasciato mio figlio
lui era grande.

Come bruco
fra frane

intanato
stordito
immoto

in questo giorno d’afa
ho lasciato la mia immagine
lei non lo capirà.

°———°———°———

Ma tu lisciami
e fasciami
e abbracciami e stringimi
e scoprimi e coprimi
e narrami e ignorami
e forgiami favola ottusa

io vivo da sempre
quasi fossi una mummia
deluso.

https://www.lulu.com/it/shop/bruno-mancini/la-sagra-del-peccato/paperback/product-n4pg97.html?q=la+sagra+del+peccato

Il Dispari 20230313

Il Dispari 20230313 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230313 – Redazione culturale DILA

Angela Maria Tiberi: Lucio Isabella scrittore di vita

Lucio Isabella scrittore, poeta, scultore di vita sarà a Ischia il 21 marzo per presentare le sue opere artistiche in occasione dell’evento “Giornata mondiale della poesia” organizzato dall’Associazione “Da Ischia L’Arte – DILA” presieduta da Bruno Mancini, dal Circolo Sportivo Culturale Il Dragone presieduto da Pasquale Di Costanzo, in collaborazione con la testata giornalistica IL DISPARI di Gaetano Di Meglio, con il Magazine Eudonna e la Casa Editrice IL SEXTANTE entrambi di Mariapia Ciaghi, e con l’Associazione ADA di Dalila Boukhalfa.

L’incontro si svolgerà a partire dalle ore 18, con ingresso gratuito fino ad esaurimento posti, presso la Casa Della Cultura DILA-DRAGONE ubicata nel salone teatro dell’ex Hotel Franceschina in Barano d’Ischia alla Via Corrado Buono 42: INFO dila@emmegiischia.com

Il Dispari 20230313 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230313 – Redazione culturale DILA

Angela Maria Tiberi, vicepresidente DILA, ci illustra il contenuto di una novella di Lucio Isabella.

Figlio di contadini e appartenente ad una famiglia numerosa, orfano di padre all’età di undici anni, Lucio Isabella lascia gli studi in tenera età per dedicarsi ai lavori nei campi.
Lucio Isabella è stato lavoratore instancabile nell’ambito dell’agricoltura per poi diventare, mediante un profondo impegno, disegnatore navale con ampia competenza.

Nell’ambito della sua letteratura si nota una vivace fantasia con dolorose e toccanti vicende, con meravigliosa sensibilità.

Lo chiamano ribelle perché non permette a nessuno che venga a calpestare i valori umani esaltati nei suoi romanzi.

Il Comune di Castellabate ha voluto conferirgli una particolare benemerenza per la diffusione nel mondo delle sue opere che fanno ampio riferimento alla vita e alla cultura del Cilento.

Un libro di racconti dal titolo “Cuore Cilentano”, a cui è stato assegnato Medaglia d’oro per la narrativa al Premio Internazionale “Natale Agropolese”, è entrato nelle scuole toccando il cuore dei giovani,

Visti i titoli, i meriti e l’attività svolta, l’Accademia Internazionale di Belle Arti, Scienze, Lettere, Diritto “Fide Europeoin” gli conferisce solennemente a Norma di Statuto il Diploma Accademico d’Onore Maestro Lucio Isabella, Vate del mito cilentano , iscrivendolo nell’Albo d’Oro il 19 novembre 2006.

Le sue trentasette opere letterarie fanno parte della collana “Storie d’amore e di vita del Cilento”.

Esaminando il romanzo “All’ombra dei castagni”, incluso nella collana “Storie d’amore e di vita nel Cilento” e presentato da Ezio Guandalini, si consiglia il lettore di leggerlo attentamente per riuscire ad ascoltare l’eco di un tempo che accarezza il cuore facendo rivivere i ricordi.

Lucio Isabella racconta in forma poetica l’amore verso la sua terra e la sua famiglia perché la sua anima gentile sa gioire, amare e soffrire e tutto questo traspare nel testo facendoci sentire protagonisti dei personaggi narrati tanto che il lettore sensibile prova profonde emozioni diventando spiritualmente amico dei protagonisti del testo.

Lucio Isabella mette in evidenza che i padroni erano chiamati “Galantuomini” con il termine “Don”, “Eccellenza”.
Il rispetto era obbligatorio e i padroni approfittavano dell’ignoranza dei coloni e dei contadini che lavoravano per loro.
La loro prepotenza rientrava nella norma quotidiana e il buono dei proprietari era una rarità.

Si andava negli anni 39/45 in calesse, carretta e il “traino” era effettuato da asini o muli, difficilmente cavalli.

Dopo la guerra arrivarono nei paesi di campagna o di montagna autobus molto vecchio chiamati “O postale”, perché portavano la posta e qualche raro passeggero.
Era insolito vedere un’automobile per strada.
Regnava il rispetto fra le famiglie e i loro componenti si aiutavano a vicenda mentre ora questa è divenuto rarità nelle grandi città.
I matrimoni si celebravano fra i paesani, mentre le famiglie dei “galantuomini” si imparentavano nello stesso ceto.

Parlandoci dei suoi romanzi, Lucio Isabella ci racconterà, a Ischia il prossimo 21 marzo, queste ed altre emozionanti storie di vita.
Siete tutti invitati!
Angela Maria Tiberi

Il Dispari 20230313 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230313 – Redazione culturale DILA

Da Liga Sarah Lapinska TWITTERONE lettone

1) Agnese Rudzīte, una giovane lady amante dell’Arte e amica dei progetti DILA che lavora insieme al marito presso “CopyPlus”, un laboratorio di stampa in via Mātera 26A, Jelgava – Lettonia, è stata contenta di ricevere in regalo il mio disegno “Asian Tune”.
I turisti dall’Italia e da altri Paesi, così come i residenti di Jelgava, sono gentilmente invitati a visitarli.
Possano entrambi avere successo nella loro piccola impresa e nella loro vita!

2) Aida Turrini conosce e ama la natura. Scatta fotografie nel suo tempo libero. Nelle sue immagini si possono vedere Italia, Argentina, Lettonia e altri paesi.
Lei è una delle finaliste del concorso “Otto milioni – 2022” ed ha ordinato con entusiasmo tre copie dell’antologia “Isole nuove – 2022”.

3) Irinel Daniela Iacob, pittrice di Romania, Bucarest, che ha una formazione ingegneristica e gestionale, è felice di ricevere l’antologia “Isole Nuove – 2022” e il quotidiano “Il Dispari”.
Nelle immagini si vede lei e uno dei suoi dipinti dedicati a fiabe, romanticismo e fate.

4) Viesturs Āboliņš posa con l’antologia “Isole nuove – 2022”, il quotidiano “Il Dispari” e il mio disegno “Fairy tale”.
Lui non solo scrive poesie storiche molto emozionanti, ma anche fiabe, articoli scientifici e di statistica, oltre a fotografare attentamente la natura, soprattutto acque e uccelli acquatici.
È un ingegnere per professione, ed inoltre è esperto di previsioni del tempo.
Buona salute e resistenza a lui!

5) Raimonds, persona di buona volontà, che per ora non vuole rendere noto il suo cognome, ha ricevuto con piacere, interesse e stima la nostra meravigliosa antologia “Una pagina, un’emozione” in regalo.
Grazie a lui e ai suoi amici, ora ho un comodo smartphone e un fornello elettrico altrettanto comodo.
Buona salute e successo in tutto a lui e a suoi amici sinceri!

6) Eda Gyenis (Ungheria) Artista, ottima disegnatrice una delle finaliste del concorso “Otto milioni – 2022” posa con l’antologica “Isole nuove – 2022”.

Aida Turrini 1

Aida Turrini 1

Aida Turrini

Aida Turrini

Irinel Daniela Iacob

Irinel Daniela Iacob

Irinel Daniela Iacob

Irinel Daniela Iacob

Viesturs Āboliņš

Viesturs Āboliņš

Eda Gyenis (Ungheria)

Eda Gyenis (Ungheria)

Liga Lapinska

Liga Lapinska

Il Dispari 20230313 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230313 – Redazione culturale DILA

Dalla raccolta di poesie
“LA SAGRA DEL PECCATO”
1957 – 2003 – ISBN 9781470913205
SCRITTA DA BRUNO MANCINI

Le mummie e le vestali

LA FORZA DI IGNAZIE

Se io fossi stata solo figlia
se io fossi stata solo
se io fossi stata
se io fossi
se io
se
per vicoli stretti e fumosi
attenta smarrita
avrei venduto gli occhi.

Se io fossi stata solo sposa
se io fossi stata solo
se io fossi stata
se io fossi
se io
se
per luccichii mimetici
solitaria rarità
avrei gelato le parole.

Se io fossi stata solo madre
se io fossi stata solo
se io fossi stata
se io fossi
se io
se
per veglie e voglie
condannata smarrita
avrei sedato i suoni.

Se io fossi stata solo donna
se io fossi stata solo
se io fossi stata
se io fossi
se io
se
per folli folle disumane
paradisi perduti
avrei tritato i pensieri.

°———°———°———°

Ma tu offendimi
con albe boreali
e poi sussurrami
di tuoni di tempeste
ma tu affondami
in nuvole di abbracci
e poi ritrovami
nelle bugie dei sogni

io vivo da sempre
quasi fossi vestale
attonita.

LA FORZA DI IGNAZII

Come giunco
tra rane

sbattuto
frustato
sferzato
quando avevo vent’anni
ho lasciato mio padre
lui ne aveva cinquanta.

Come graffio
su specchio

stridente
gelante
sfregiante

quando avevo altri anni
ho lasciato l’amata
lei non so.

Come gancio
al labbro

stupisce
tradisce
scurisce

quando avevo più anni
ho lasciato mio figlio
lui era grande.

Come bruco
fra frane

intanato
stordito
immoto

in questo giorno d’afa
ho lasciato la mia immagine
lei non lo capirà.

°———°———°———

Ma tu lisciami
e fasciami
e abbracciami e stringimi
e scoprimi e coprimi
e narrami e ignorami
e forgiami favola ottusa

io vivo da sempre
quasi fossi una mummia
deluso.

https://www.lulu.com/it/shop/bruno-mancini/la-sagra-del-peccato/paperback/product-n4pg97.html?q=la+sagra+del+peccato

Il Dispari 20230306

Il Dispari 20230306 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230306 – Redazione culturale DILA

Angela Maria Tiberi recensisce Antonio Scarsella
Il Grifone, la scimmia, l’usignolo
Il Levante Libreria Editrice

Centro di svolgimento del giallo è Sermoneta, borgo medioevale, intrecciandosi con la musica, la cultura, la storia.
I protagonisti del romanzo sono: il campus internazionale di Musica, diventato Fondazione, il Castello di Sermoneta e la Musica, che diventano cornice di un giallo d’ambiente mentre il filo conduttore è la Musica.
Protagonista femminile è Carola Leman sposata con il settantenne Franz Kramer, violoncellista di fama mondiale, direttore del Conservatorio di Stoccolma e di altri istituti di mezza Europa, genio della musica mondiale.
I protagonisti si erano conosciuti a Stoccolma, lei giovanissima impiegata del Conservatorio e lui più di quarant’anni d’età, diventando lei, successivamente, la sua seconda moglie ed assistente di cattedra nello stesso istituto.
Il prof. Kramer teneva i suoi corsi di perfezionamento nel castello di Sermoneta, centro di importanza internazionale della Musica.
La moglie non dava motivo di tradirlo anche se aveva 45 anni e lui settant’anni: c’era complicità fra loro.
Il marito non sapeva che la sua amata fosse attirata sia dal corpo che dalla mente di giovani donne in quanto il suo desiderio di madre non era stato esaudito.
Le avventure con gli uomini non placavano la passione di Carola.
La sua prima donna fu una violoncellista, Agneska, e tra loro vi fu una grande passione e passarono una notte insieme, nella stanza numero 32 dell’Hotel Holiday Inn di Stoccolma.
Si lasciarono.
Colpo di scena del giallo è la morte della giovane Céline nel Castello di Sermoneta.
Così l’autore ci introduce nel giallo.
Chi ha ucciso Céline Bloom?
Non dico altro!
Il giallo è pieno di misteri.
Colgo l’occasione per invitare a meditare per il messaggio sconosciuto a molte persone (inciso all’ingresso del Palazzo di Vetro dell’Onu a New York.) che lo scrittore riporta nel suo testo .
Scritto da un grande poeta di religione mussulmana, vissuto in Persia a cavallo tra il XII e il XIII secolo: Mosleh ad-Din Abdollah, conosciuto come Sa’di: “I figli di Abramo sono membra di uno stesso corpo e della stessa essenza sono stati creati.
Quando anche la più piccola parte, per le avversità della vita, si addolora, anche le altre parti perdono la calma e quiete.
Tu che sei insensibile alle pene altrui mai e poi mai potrai essere chiamato essere umano”.
Complimenti ad Antonio Scarsella e un buon successo di questo fantastico libro.

Angela Maria Tiberi

Il Dispari 20230306 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230306 – Redazione culturale DILA

DICHIARAZIONE RICHIESTA PER LA PARTECIPAZIONE ALLA
12a EDIZIONE DEL
PREMIO INTERNAZIONALE DI ARTI VARIE
“OTTO MILIONI” 2023

Io sottoscritto/a____________________________________________

residente a _______________ in Via______________ N_____ CAP________

tel. ______________________ e-mail________________________________________________

avendo letto, ed accettando tutte le norme del regolamento relativo alla undicesima edizione del Premio internazionale “Otto Milioni”2022 pubblicato anche tramite web all’url

Premi “Otto milioni” 2023 dodicesima edizione

manifesto l’intenzione di partecipare alla sezione
POESIA □ ARTI GRAFICHE □
ARTICOLO □ VIDEO □

della 12a del premio internazionale di Arti Varie “OTTO MILIONI”2023 e, pertanto, nella mia qualità di Autore, allego l’opera dal titolo_________________

A TALE SCOPO DICHIARO DI
1. essere stato informato, ai sensi dell’art. 13 del D.Lgs.196 /2003 sulla tutela dei dati personali, che i miei dati personali forniti all’atto della compilazione della presente richiesta d’iscrizione saranno trattati, in conformità alle norme legislative e regolamentari vigenti e applicabili, con modalità automatiche, anche mediante sistemi informatizzati, solo ed esclusivamente nell’ambito delle operazioni necessarie a consentire la partecipazione del sottoscritto alla 12a edizione del premio internazionale di Arti Varie “OTTO MILIONI” 2023 organizzato da Bruno Mancini;
2. di acconsentire, con la presente richiesta d’iscrizione, al trattamento dei miei dati personali svolto con le modalità e per le finalità sopra indicate ed in conformità alle norme legislative e regolamentari vigenti e applicabili
3. di essere a conoscenza del fatto di poter esercitare i diritti previsti dall’art. 7 della Legge 196/2003, tra i quali il diritto di ottenere la conferma dell’esistenza o meno di dati, nonché la loro cancellazione mediante comunicazione scritta da inoltrare al titolare del trattamento dei dati personali ai sensi e per gli effetti della stessa legge;
4. volere concedere a Bruno Mancini il diritto di pubblicare ed utilizzare la mia suddetta opera in ogni forma e modo, alle condizioni di seguito indicate, affermando, sotto la mia personale responsabilità, di esserne l’unico autore, l’unico titolare dei diritti e di poterne liberamente disporre, così che Bruno Mancini avrà il diritto pieno, esclusivo e definitivo dì pubblicare e di utilizzare in ogni forma e modo la mia suddetta opera nel rispetto del diritto morale dell’autore ai sensi dell’art. 2575 codice civile (diritti di autore e di ingegno), e avrà il diritto di pubblicare la mia suddetta opera anche in via telematica a mezzo internet, come proposta da me Autore e non sarà tenuto ad effettuare alcuna correzione;
5. aver concordato in maniera definitiva con Bruno Mancini che egli NON corrisponderà alcun compenso presente o futuro in mio favore né a titolo di “diritto d’autore”, né per alcun altro diritto, pretesa, rimborso, compenso ed indennità, poiché sono favorevolmente disposto a destinare la mia suddetta opera al gratuito utilizzo da parte di Bruno Mancini per qualunque forma di pubblicazione, e per qualsiasi utilizzazione egli voglia decidere, restando inteso che avrò comunque piena ed assoluta disponibilità della mia suddetta opera, senza dover chiedere consenso a Bruno Mancini, né dovere in alcun modo rendergli conto del suo utilizzo, in quanto io sottoscritto Autore resterò unico titolare della proprietà intellettuale della mia suddetta opera;
6. volere provvedere all’acquisto di n°…… copie del volume antologico “ISPIRAZIONI” se la mia suddetta opera sarà ritenuta idonea a partecipare alla dodicesima edizione del Premio di Arti Varie “OTTO MILIONI” e se sarà pubblicata nella suddetta Antologia.
Data e Luogo…………………. Firma dell’autore …………………….

Ai sensi dell’art. 1341 cod. civ., approvo specificatamente le clausole 1) 2) 3) 4) 5) 6) 7) 8) 9) 10) 11) 12) 13) 14) 15) 16) del regolamento relativo alla 12a edizione del premio internazionale di Arti Varie “OTTO MILIONI” 2023 pubblicato anche tramite web all’url https://www.emmegiischia.com/premi-otto-milioni-2023/

Data e Luogo…………………. Firma dell’autore …………………….

P.S. Aggiungere i dati richiesti, ed inviare entro il 15 Maggio 2023 a dila@emmegiischia.com
Info & contatti: – Tel. 3914830355 – dila@emmegiischia.com

Il Dispari 20230306 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230306 – Redazione culturale DILA

BRUNO MANCINI

Dalla raccolta
Io fui mortale
(2005 – 2009)

Giovane Apaches

Scriverò di te innocente – giovane Apaches –
dalla lunga chioma di grappoli
di grappoli d’uva rossigna,
tra le fiamme dei tronchi
dei tronchi ardenti sfavillanti
una notte di cielo deserto,
deserto, nel cuore del deserto.

Penserò alla tua malinconia – giovane Apaches –
d’attesa e di passioni con occhi memorie
memorie affastellate,
sopra i fumi dei tronchi
dei tronchi assopiti
nelle notti di cielo deserto,
deserto, come il cuore del deserto.

Amerò gli sguardi squillanti – giovane Apaches –
per la felice follia di silenziosi sorrisi
sorrisi all’ombra di tante chimere,
dentro ai profumi dei tronchi
dei tronchi spenti dalla mia ombra
ogni notte di cielo deserto,
deserta, più del cuore del deserto.

Il Dispari 20230306 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230306 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230227

Il Dispari 20230227 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230227 – Redazione culturale DILA

Il Premio internazionale di Arti Varie “Otto milioni” 2023 ideato da Bruno Mancini, dedicato alla memoria di Paola Occhi, Nina Lavieri, Antonio Mencarini, Vincenzo Savarese, organizzato dall’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA” in collaborazione con la testata giornalistica IL DISPARI diretta da Gaetano Di Meglio, con la Casa Editrice IL SEXTANTE e con il magazine Eudonna entrambi riferibili a Mariapia Ciaghi e con l’Associazione algerina ADA presieduta da Dalila Boukhalfa, si sviluppa in quattro sezioni: Poesia – Arti grafiche – Articolo – Video.

Il Dispari 20230227 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230227 – Redazione culturale DILA

Regolamento
TEMA LIBERO

1. L’iscrizione al Premio è completamente gratuita per TUTTI.
2. Una commissione nominata da Bruno Mancini provvederà a selezionare in maniera insindacabile le opere che parteciperanno alla fase finale del Premio.
3. I Soci dell’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA” avranno diritto ad iscrivere UNA loro opera per ciascuna sezione direttamente nel gruppo delle finaliste, purché rispettino quanto prescritto negli articoli successivi di questo regolamento.
Sono esclusi da questa opportunità i Soci DILA che saranno, eventualmente, inseriti in una Giuria del Premio.
Gli Autori che hanno già partecipato ad una qualsiasi delle Antologie pubblicate da Bruno Mancini sono equiparati agli Associati DILA.

SEZIONE POESIA
4. Autori italiani e stranieri potranno iscrivere al Premio non più di 3 poesie ciascuno.
5. Le poesie iscritte al Premio: a) non dovranno avere ricevuto precedenti premi DILA; b) dovranno essere inviate in formato word a dila@emmegiischia.com; c) dovranno essere scritte in lingua italiana; d) dovranno essere composte da un massimo di 30 righe (compreso il titolo ed eventuali spazi bianchi tra i versi e/o tra le strofe); e) potranno essere scritte in una delle seguenti lingue <arabo, francese, inglese, lettone, russo, spagnolo> purché, SOLO in questo caso, siano accompagnate dal versamento di 10,00€ ciascuna come contributo per la traduzione in italiano che verrà effettuata da poeti collaboratori dell’Ass. DILA. Tali versamenti andranno effettuati sull’IBAN che verrà indicato in maniera privata.

SEZIONE ARTI GRAFICHE
4. Autori italiani e stranieri potranno iscrivere al Premio non più di 3 opere ciascuno.
5. Le opere iscritte al Premio: a) non dovranno avere ricevuto precedenti premi DILA; b) dovranno essere inviate in formato jpeg a dila@emmegiischia.com; c) potranno essere realizzate con qualsiasi tecnica, anche digitale e/o fotografica

SEZIONE VIDEO
4. Autori italiani e stranieri potranno iscrivere al Premio non più di 3 video ciascuno.
5. I video iscritti al Premio: a) non dovranno avere ricevuto precedenti premi DILA; b) dovranno essere inviati in formato mp4 o simile a dila@emmegiischia.com; c) potranno essere realizzati con qualsiasi contenuto (musica, recitazione, eventi ecc.); d) dovranno avere la durata massima di quattro minuti.

SEZIONE ARTICOLO
4, Autori italiani e stranieri potranno iscrivere al Premio al massimo 3 articoli ciascuno.
5. Gli articoli iscritti al Premio: a) non dovranno avere ricevuto precedenti premi DILA; b) dovranno essere inviati in formato word a dila@emmegiischia.com; c) potranno essere realizzati su qualsiasi argomento; d) dovranno avere la lunghezza massima di 5.000 battute spazi e titolo compresi.
6. A richiesta degli Autori, TUTTE le opere iscritte al Premio potranno essere pubblicate nell’antologia “ISPIRAZIONI”.
7 La mancata adesione alla suddetta opportunità editoriale NON pregiudicherà in alcun modo la partecipazione delle opere al Premio.
8. L’antologia “ISPIRAZIONI” sarà regolarmente provvista di un codice ISBN.
Il prezzo di copertina del volume in bianco e nero sarà di 22.00 € e la stampa avverrà entro settembre 2021.
9. L’Autore, per partecipare al Premio, dovrà compilare in tutte le sue parti la dichiarazione annessa a questo regolamento e dovrà inviarla a dila@emmegiischia.com debitamente firmata, insieme al file dell’opera proposta.
10. La votazione conclusiva che designerà le opere vincitrici delle sei sezioni, avverrà sommando i punti ricevuti mediante: a) like ai siti web che aderiranno all’iniziativa (1 voto = 1 punto); b) coupon inseriti nelle testate giornalistiche che aderiranno all’iniziativa (1 voto = 10 punti); c) schede allegate all’antologia “ISPIRAZIONI (1 voto = 30 punti), d) voti espressi da giurie nominate da DILA e dagli sponsor del premio -i punti totali assegnati a ciascuna Giuria saranno pari al totale dei punti espressi al capo a).
11. Le opere per partecipare al Premio dovranno pervenire a dila@emmegiischia.com nella loro stesura finale entro e non oltre il 15 Maggio 2023.
12. Il mancato rispetto di una qualsiasi delle norme di questo regolamento sarà causa di esclusione dell’opera dal premio.
13. I nomi dei finalisti saranno annunciati entro il 10 Giugno 2023.
14. La classifica finale sarà resa nota in una data compresa tra il 30 ottobre e il 30 novembre 2023.
15. La cerimonia di premiazione dei vincitori avverrà in una data compresa tra il 10 novembre e il 31 dicembre 2023.
La data e la località della premiazione saranno rese note ai finalisti con un preavviso di almeno 10 giorni.
16. Trattandosi di un premio ad iscrizione COMPLETAMENTE GRATUITA, Bruno Mancini si riserva il diritto di effettuare qualsiasi variazione a questo regolamento, e gli Autori, inviando le proprie opere, ne prendono atto in maniera definitiva.

Il Dispari 20230227 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230227 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230227 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230227 – Redazione culturale DILA

 

Il Dispari 20230227 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230227 – Redazione culturale DILA

 

Il Dispari 20230221

È Carnevale
Dalla raccolta di poesie di
Bruno Mancini

“Non rubate la mia vita”
(2005 – 2007):
ISBN 9781470909499
Paperback EUR 13.87

https://www.amazon.com.be/-/en/Bruno-Mancini/dp/1470909499

È Carnevale
tu mi hai lasciato con una promessa.
Hai detto: “Aspettami.”
“Ritornerò”.

È Carnevale
e ho visto il tuo culetto allontanarsi.
Ho detto: “<È certo.”
“Ti troverò”.

Per vicoli e botteghe
ho mosso il mio delirio incontrollato
la maschera che hai tu
non l’ho rivista più.

Su canali e lagune
ho spinto la mia assurda gelosia
la maschera che hai tu
non l’ho rivista più.

È Carnevale
tu mia hai lasciato con una promessa
ho visto il tuo culetto allontanarsi
la maschera che hai tu
non l’ho rivista più
e adesso guardo alla ti vu
le belle chiappe d’una indù
il piffero va su
della maschera ch’hai tu
non me ne fotte niente più.

Canzone per Carnevale
testo di Bruno Mancini
musica, canto e fisarmonica di Valentina Gavrish
https://youtu.be/yz6YTxU5wbQ

Il Dispari 20230220

Il Dispari 20230220 Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230220 Redazione culturale DILA

C’è un mistero dietro la morte/sepoltura di Vittoria Colonna?
Albertin Galiano ne è sicuro.

Diciamo subito che la poetessa Vittoria Colonna (Marino, aprile 1490 o 1492 – Roma, 25 febbraio 1547), figlia del generale Fabrizio Colonna e di Agnese di Montefeltro e poi moglie di Francesco Ferrante d’Avalos Marchese di Pescara, rappresenta l’icona artistica dell’intera isola d’Ischia.

Infatti, il suo matrimonio con Ferrante d’Avalos fu celebrato ad Ischia nel Castello Aragonese il 27 dicembre 1509 e lì lei trascorse gran parte della sua vita avendo modo di intrattenere relazioni culturali con i migliori artisti e letterati del secolo, tra cui Angelo di Costanzo, Annibale Caro, Bernardo Tasso, Giovanni Pontano, Girolamo Britonio, Jacopo Sannazaro, Ludovico Ariosto, Michelangelo Buonarroti e tanti altri ancora.

Una storia tramandata oralmente, a mio parere più vicina alla realtà che non alla fantasia, vuole che il sommo Michelangelo Buonarroti abbia soggiornato a Ischia in una Torre distante poche centinaia di metri dalle finestre del Castello Aragonese, potendo quindi agevolmente incontrare  la bella castellana.

Certo è storicamente provato che ad un loro primo incontro avvenuto tra il 1536 o 1538, ne seguirono altri già a partire dal 1539 quando ella dimorò a Roma e fino alla sua morte.

Che poi tra loro ci sia stata “solo” una profonda amicizia (come sostengono alcuni storici), oppure si sia sviluppato un amore per niente platonico (come maliziosamente “insinua” la tradizione popolare) certo è che Vittoria ebbe su di lui un grande ascendente, probabilmente anche religioso, tanto che lui le dedicò numerosi componimenti poetici tra i quali è degno di attenzione un madrigale molto simile ad una dichiarazione di amore passionale:

Un uomo in una donna, anzi uno dio
per la sua bocca parla,
ond’io per ascoltarla,
son fatto tal, che ma’ più sarò mio.”
(Michelangelo Buonarroti, Rime, Edizioni Rizzoli, 1981, pag. 268.)

Il Dispari 20230220 Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230220 Redazione culturale DILA

Questo lungo preambolo è strumentale alla introduzione dell’argomento definito nel titolo: “C’è un mistero dietro la morte/sepoltura di Vittoria Colonna?” perché Albertin Galiano identifica proprio in Michelangelo Buonarroti il personaggio che avrebbe creato prima e custodito poi il segreto della sepoltura della poetessa.

Quando, in seguito ad una banalissima richiesta di informazioni, sono entrato in contatto con Albertin Galiano riuscendo ad ottenere la sua fiducia nella esposizione sommaria di ciò che egli asseriva di avere appurato durante molti anni di studi e di ricerche, ho capito che, confermata o invalidata che fosse la sua ricostruzione del mistero della sepoltura della “nostra” Vittoria Colonna, certamente sarebbe stato utile presentarla pubblicamente onde avviare un dibattito ma anche una ulteriore nuova serie di indagini e di accertamenti.

Così, contando sulla comprensione del Direttore Gaetano Di Meglio che non ha esitato a mettere diverse pagine a disposizione di questa serie di articoli che inizio oggi, e nella prospettiva di pianificare, per la prossima primavera, un corposo confronto organizzato dall’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA” nella Biblioteca Antoniana di Ischia con la presenza di Albertin Galiano, mi accingo, ora, ad introdurre il risultato della sua ricerca in una sintesi piuttosto succinta, ma sufficientemente idonea a rendere comprensibile l’impegno con il quale è stata perseguita.

Il Dispari 20230220 Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230220 Redazione culturale DILA

Dopo alcuni mesi di contatti telefoni e tramite e-mail, Albertin Galiano mi ha scritto;

«Ho ricevuto la sua risposta, con la sua proposta per un “articolo-intervista” relativo ai risultati dello studio da me eseguito.
Ma, dopo la telefonata di questo pomeriggio, la cosa mi sembra fattibile.
Come è anche superabile il fatto di riuscire a dare una complessiva spiegazione dell’intero studio che si è reso necessario svolgere fino a ottenere i risultati cui ritengo di essere giunto.

Questo perché tale “studio” ha dovuto essere svolto a vari livelli.
Le cronache del tempo tramandate dai cronisti dell’epoca: Giorgio Vasari, Ascanio Condivi, i vari ‘Carteggi’ di Michelangelo, quelli del Vasari.
È una documentazione davvero esorbitante, in rapporto al solo Michelangelo.
Al quale andrebbe aggiunto anche Leonardo da Vinci,
In quanto, relativamente a quelle “figurazioni nascoste” da egli realizzate sulle sue varie “Pietà”, Michelangelo le ha apprese da Leonardo.

E con Leonardo si aprirebbe un altro “Universo” su cui indagare, studiare, per presentarne gli opportuni riscontri.
Un “Universo” molto problematico, date le frammentarie e contraddittorie notizie e tesi, fornite dalla Critica della Storia dell’Arte.
Su tutto ciò è stato necessario fare una verifica degli effettivi fatti storici, cioè degli eventi effettivamente accaduti.

Fare una loro verifica con i riscontri incrociati, perché, relativamente a Leonardo, di quanto ne scrive la Critica dell’Arte, non sembra esserci nulla di certo, tanto che ogni “datazione” che lo riguarda viene immancabilmente accompagnata dalla parola: “circa” (e questo “circa” può essere variabile dai due, quattro, sei, nove o undici anni, ma con tali riferimenti, non si arriva da nessuna parte).

Oltre a questo, è stato necessario anche uno studio filologico sull’espressività usata da Giorgio Vasari, nel trasmettere le sue cronache, relative alle due edizioni delle “Vite” dei vari artisti.
Quella del 1550 e l’altra del 1568.
Questo perché, nel suo scrivere egli dimostra avere anche altre “intenzionalità”, non meglio specificate, insite nel suo “contraddittorio” modo di scrivere; ed è appunto la conoscenza di queste sue “intenzionalità” a permettere una corretta interpretazione dei suoi scritti.

Ed è questo il vero problema con il quale ci si “scontra” con le tesi e le interpretazioni date dall’intero “Mondo Accademico della Storia dell’Arte”.
La quale appare tutta coesa, (i suoi rappresentanti), a sostenere le medesime tesi, citando e pubblicando solo ciò che altri loro “colleghi” hanno già pubblicato.
 
E, in effetti, nelle loro pubblicazioni non fanno altro che compiere delle “citazioni bibliografiche”, al fine di acquisire credito e sostegno dai loro “colleghi”, che ne hanno già scritto, riportando dati “effimeri”.
Ed il loro “gioco” sembra essere questo: ripetere ciò che altri hanno già scritto, senza nemmeno andare a verificarlo.
Tanto è vero che, hanno anche “riscritto” le due edizioni delle “Vite” di Giorgio Vasari, al fine di renderle “in un italiano meglio leggibile”.

 
Ed in questo hanno commesso degli errori di trascrizione, alterando di fatto il testo originale, il quale ha acquisito un diverso significato.
Il guaio è che ora tutti gli “esperti critici” della Storia dell’Arte fanno uso di queste “nuove edizioni”, (alterate).
Chi glielo va a dire?

 Ma soprattutto: sarebbe forse possibile che essi ammettano questi loro macroscopici errori?
Eppure, verificarlo, sarebbe cosa semplicissima.
È sufficiente fare un confronto con i testi originali scritti da Giorgio Vasari.
Cosa che ho fatto.

 
Mi sono procurato delle copie facsimili degli originali, e lì,ho notato subito la differenza.
Anche se poi, è necessario uno studio “filologico” sul modo di scrivere di Giorgio Vasari, per comprenderne le implicazioni. Ovvero, quanto effettivamente accaduto.
Questo per via delle sue “intenzionalità”.

 
Intenzionalità che alla sua epoca, (per via di quegli “Apparati Inquisitori”, allora esistenti, e dell’elenco dei libri proibiti), non poteva permettersi di scrivere e pubblicare.
Se l’avesse fatto, il Vasari sarebbe sparito, lui e le sue opere.

 
E con lui anche Michelangelo, e di loro, oggi non ne sapremmo nulla.
Senza tralasciare Leonardo da Vinci.
Perché anche lui è stato perseguitato dall’Inquisizione.
A causa del suo pensiero è stato “esiliato” in Francia. Anche se questo “esilio” è stato presentato come un “regale invito del Re Francese Francesco I°”.
Come può rendersi conto, le argomentazioni complessive di questo mio studio su Michelangelo Buonarroti, non riguardano solo lui, ma un po’ tutta la storia del periodo nel quale è vissuto.

 
Le cui ripercussioni ancora oggi sussistono, quando si parla di questi personaggi.
“Personaggi” verso i quali abbiano contratto un “debito Culturale” enorme.
Un “debito” del quale i così detti “Grandi Critici dell’Arte” non sembrano essere consapevoli.
È anche pur vero che di questo aspetto “Inquisitorio” si potrebbe accennarne di sfuggita, ma dato che si dovrebbe parlare della Pietà Rondanini, e delle “figure”, nascostamente scolpite da Michelangelo sulla sua superficie, considerando che anche questa Pietà, (come la Pietà Bandini di Firenze), è anch’essa andata distrutta; e in modo misterioso, perché le caratteristiche proprie della statua indicano che non è stato Michelangelo a romperla, e quindi, deve essere stato qualcun altro.

 
Chi?
Chi è stato?
Anche a questa domanda vi è la risposta, sotto forma di una immagine, la quale indica i motivi per cui la versione originaria è stata distrutta.

Così, ora, dopo la telefonata intercorsa, mi metto al lavoro per scrivere e presentare i motivi per cui è da ritenere che la Pietà Rondanini sia l’opera nella quale Michelangelo ha voluto esprimere e raffigurare tutto il suo sentimento vissuto per Vittoria Colonna.
Con grande simpatia e cordialità.

 
E a risentirla.
Galiano Albertin.
»

Ma per conoscere il mistero che si nasconde dietro la morte/sepoltura di Vittoria Colonna ci dobbiamo dare appuntamento alla prossima puntata, sempre su questa pagina e sempre di lunedì, perché vi proporremo il testo integrale di ciò che Albertin Galiano ci ha scritto a tale proposito.

Bruno Mancini – Presidente DILA

Il Dispari 20230220 Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230220 Redazione culturale DILA

ILA

NUSIV

 

Il Dispari 20230424 – Redazione culturale DILA

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Il Dispari 20230424 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230424

Il Dispari 20230424 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230424 – Redazione culturale DILA

Testo scelto da Angela Maria Tiberi
Rita Gemma Petrarca scrive del padre Domenico Petrarca

Lui era un uomo fantastico, un uomo buono e giusto.
Chiunque s’imbattesse in lui ne restava affascinato.
Nato in una grande famiglia, in cui si respirava aria di semplicità di rispetto per il lavoro… di rispetto di tutti i valori cristiani e civili.
Egli nasce nel 1906 non nella sua Pozzuoli, ma molto più lontano, nella sua Muggia, nel Friuli Venezia Giulia, nella provincia della bella e antica Trieste.
La sua Muggia era ed è una cittadina sul mare, un porto piccolo, ma molto somigliante alla nostra Pozzuoli.
Il piccolo Domenico, cresciuto con i sani principi morali e civili, studia molto e, tornato a Pozzuoli, frequenta la casa del cavalier Cialenta che lo fa studiare mantenendolo agli studi scientifici.
Egli, così, cerca di formarsi, forgiando carattere e personalità, sempre all’insegna del sacrificio, dell’impegno, dell’educazione, serietà e gratitudine.
Aveva un grande rispetto per la famiglia, la madre era venerata, così le sorelle e i fratelli e, per il padre, aveva devozione e riconoscenza.
Poi conobbe una donna… ne fu ammirato e conquistato, folgorato, Ella era mia madre, Maria Panetty, una donna bella dagli occhi verdi pieni di stelle… due gemme rare… una donna che ne fu, anch’ella, conquistata per il garbo l’eleganza la signorilità con cui si presentava quest’uomo, l’ingegnere Domenico Petrarca.
È questo il momento in cui nasce l’idillio, si fa per dire, una storia appassionata d’amore, di quelle che non sono comuni.
Questa meravigliosa creatura, proveniva da nobile progenie, armatori e ingegneri balistici della fabbrica Armstrong, una provenienza scozzese.
Ricordo, ancora, che mio padre ci raccontava di aver sfidato a duello una persona che importunava l’amata e, noi ascoltavamo attenti e incuriositi, egli aveva un suo modo avvincente di narrare le cose.
Ricordo che era anche poeta, infatti componeva con Mamma liriche e canzoni che, per amore della bella Maria, faceva musicare da maestri importanti.
Quanto amore per Maria, per i suoi 10 figli partoriti e per gli altri 8, mai nati.
La scultrice Elena fu la loro primogenita, premiata e pubblicata sui più prestigiosi depliant d’arte italiana ed europea, poi fu la volta di Elisa, la bella miss flegrea, seguì Giovanna l’avvocatessa, Sandro il ceramista, anche preside ad interim del liceo artistico di Latina, Milena Michelina la pastellista, attiva artista che espone oltre oceano, in America, la matematica Pasqualina dagli occhi verdi come la mamma, la farmacista Annamaria, nata di sei mesi e mezzo, salvata nella bambagia, Annamaria della Monarchia, perché mamma, all’epoca, si era candidata alle elezioni insieme all’armatore Achille Lauro, al parlamento italiano, poi fu la volta dell’esperta nella relazione d’aiuto, la counselor Rita Gemma, pubblicata per le sue commedie, anche a NewYork, quindi l’artista dalla voce calda e dal tocco magico sul piano,Alberto e, poi, il piccolo Salvatore, nato e morto subito dopo.
Poi, la poesia, il teatro e fu la volta delle partecipazioni ai festivals, che ricordo tutte, perché i miei mi portavano con loro, sempre.
Ricordo le coppe, i premi e riconoscimenti, la mamma era sempre in finale con i più bravi cantanti d’epoca: Sergio Bruni, Mario Abbate, Luciano Tajoli, che fu ospitato in casa nostra e, per questo, la stampa e la folla invasero la nostra casa di Pozzuoli.
Mio padre amava molto anche il teatro e il cinema, infatti sono sempre stata beneficiata in questo, perché mi portavano sempre con loro
Mi sono nutrita della loro compagnia, moltissimo.
Ero come in uno spazio caldo d’amore e di serenità.
Egli voleva l’istruzione per tutti.
Ricordo i plastici nel suo studio, a casa, i suoi disegni sul tecnigrafo, i suoi infiniti progetti, perizie, la costruzione dell’accademia Aeronautica di Pozzuoli, unica nel suo genere, il Rione Olivetti e le visite di Adriano Olivetti… ricordo il bene che gli volevano i meno abbienti puteolani che, grazie a lui, avevano un tetto sotto cui stare… ricordo gli innumerevoli, ora noti artisti di Pozzuoli, i pittori di quadri che lo asserragliavano nell’ufficio tecnico e lui acquistava tutto decorosamente.
Era un estimatore d’arte, della bella arte.
Mio padre l’ingegnere era davvero un uomo speciale.
Lui era un benefattore e, con immenso orgoglio e riconoscenza, sono fiera di essere stata sua figlia ed ora, mi ritrovo a scrivere di lui conservando quell’umiltà e devozione per il mio paese, quell’eredità a cui non voglio sottrarmi per poter operare e vivere secondo quei dettami che sono radicati in me e incarnati nel mio mondo e, per questo vanno coltivati ed ossigenati come eredità preziosa.

Il Dispari 20230424 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230424 – Redazione culturale DILA

Foto Premio FONTANE DI ROMA in cui è stato premiato anche il
nostro Direttore Gaetano Di Meglio

A complemento dell’articolo pubblicato lunedì scorso come cronaca della quarantesima edizione del Premio FONTANE DI ROMA ideato, ed organizzato con assoluta perfezione, dal dinamico e tenace Benito Corradini nell’Aula dei Gruppi Parlamentari di Montecitorio a Roma il 3 aprile, vi proponiamo qualche altra foto di personaggi premiati.

Il Dispari 20230424 – Redazione culturale DILA

Antonio Palladino e Gianna Formato

Il Dispari 20230424 – Redazione culturale DILA

Bruno Scapini Montecitorio premio Fontane di Roma 3 aprile 2023

Il Dispari 20230424 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230424 – Redazione culturale DILA

BRUNO MANCINI
dalla raccolta di poesie
Segni

1964 – 1987
L’inganno di Ignazio

Non so se,
quando avrai smesso il flamenco
sul capitello in fumi d’antico,
alzando gli occhi
– olé –
al simbolo
vorrò sapere se.
E il nome ti assalirà
compresso
tra un tacco e il mito.
Il nome ti forzerà
bagnato
tra cosce in ritmo.
Il nome il nome,
il nome mio
al simbolo!

Lenta sui fianchi la gonna a ruota,
pavoneggiando altera
rossa e nera
– il sangue e la sfida –
prima in corrida,
lenta sui fianchi,
– la fiamma e la fine –
s’attarda.

Il nome mio al simbolo.
Non voglio sapere se.
Se l’attimo dopo a braccia alzate
– olé –
se a terra inginocchiata
a capo chino.

Il Dispari 20230424 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230424 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230417

Il Dispari 20230417 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230417 – Redazione culturale DILA

Premiati Gaetano Di Meglio e Bruno Mancini

Il 40° Premio Internazionale FONTANE DI ROMA Omaggio a Dante Alighieri si è svolto a ROMA nell’Aula dei Gruppi Parlamentari (Via di Campo Marzio, 78) il giorno 3 Aprile.

Presidente onorario del Premio è stato Mons. Marcello Semeraro, Prefetto della Pontificia Congregazione delle Cause dei Santi.

L’On. Luciano Ciocchetti di FdI ha presieduto l’evento culturale oltre ad aver creato le opportunità necessarie per poter svolgere la manifestazione internazionale nei locali della Camera dei Deputati

I Trofei del Premio sono stati realizzati dal Prof. Domenico Annicchiarico, dal Maestro Ferdinando Codognotto, con Grafiche degli Artisti Pietra Barrasso, Giovanni Crabuzza, Rosanna Della Valle, Roberto Gabrieli, Silvana Galeone, Gianprovvé, Lucio Trojano.

Il Dott. Benito Corradini, Presidente della FONDAZIONE LA SPONDA, nel prosieguo delle edizioni del Premio FONTANE DI ROMA, ideato da decenni per l’Accademia Internazionale La Sponda, d’intesa col Comitato Promotore, ha premiato personalità operanti nei settori culturali artistici e sociali indicati dalla Giuria composta da Gianfranco Girotti Presidente, Benito Corradini Vice Presidente, Giorgio Bruzzese, Silvana Calcagni, Luca Caruso, Raffaele Cavaliere, Paolo Coscione, Fulvio Rocco De Marinis, Guido D’Ubaldo, Margherita Ferraris, Mimoza Haxhiaj, Isabella Lomoro, Ivan Marsura, Maurizio Tcheng, Francesca Triticucci, Lucio Vetrella.

Tra i tanti eccellenti premiati sono stati premiati anche i “nostri” Gaetano Di Meglio Direttore di questa testata giornalistica, Bruno Mancini Presidente dell’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA APS”, e il nutrito gruppo di collaboratori del volume “Napoli Ombelico del mondo” organizzato dalla Vice Presidente DILA APS Angela Mari Tiberi.

 

Foto Premio FONTANE DI ROMA in cui è stato premiato anche il

nostro Direttore Gaetano Di Meglio

A complemento dell’articolo pubblicato lunedì scorso come cronaca della quarantesima edizione del Premio FONTANE DI ROMA ideato, ed organizzato con assoluta perfezione, dal dinamico e tenace Benito Corradini nell’Aula dei Gruppi Parlamentari di Montecitorio a Roma il 3 aprile, vi proponiamo qualche altra foto di personaggi premiati.

BRUNO MANCINI
dalla raccolta di poesie
Segni
1964 – 1987
L’inganno di Ignazio

Non so se,
quando avrai smesso il flamenco
sul capitello in fumi d’antico,
alzando gli occhi
– olé –
al simbolo
vorrò sapere se.
E il nome ti assalirà
compresso
tra un tacco e il mito.
Il nome ti forzerà
bagnato
tra cosce in ritmo.
Il nome il nome,
il nome mio
al simbolo!

Lenta sui fianchi la gonna a ruota,
pavoneggiando altera
rossa e nera
– il sangue e la sfida –
prima in corrida,
lenta sui fianchi,
– la fiamma e la fine –
s’attarda.

Il nome mio al simbolo.
Non voglio sapere se.
Se l’attimo dopo a braccia alzate
– olé –
se a terra inginocchiata
a capo chino.

Il Dispari 20230417 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230417 – Redazione culturale DILA

Questo è stato il PROGRAMMA della premiazione

Saluto Presidente Corradini
Inno Italiano
Saluto On. Luciano Ciocchetti
Saluto Mon. Gianfranco Girotti
Relazione di Solidarietà internazionale: “Italia: Solidarietà e Rispetto per gli Emigranti”
Avv. Romualdo Truncè Presidente Camera Penale Crotone
Cantanti: Dominika Zamara Soprano – Argia Sara Pastore – Angela Prota – MT Battaglia
Poeta: Roberto Ciavarro
Modelle Gruppo Miss Italia

Premi Promozione Solidarietà:

  1. Em.za Card. Pietro Parolin Segretario di Stato Santa Sede Vaticano

On. Francesco Rocca Presidente Regione Lazio
On. Massimiliano Maselli Assessore Politiche Sociali Regione Lazio

Premi Sanità:
Prof. Marco Scatizzi Presidente ACOI Ass.ne Chirurghi Italiani
Prof. Paolo Marchetti Prof Universitario – Oncologo IDI
Prof.ssa Anna Materia Medico Chirurgo – Pronto Soccorso Pediatrico-Autismo
Prof. Fabio Ricci Direttore Clinico Breast Unit Ospedale Santa Maria Goretti
Dott.ssa Silvia Cavalli Direttore Generale AUSL Latina

Premi Cultura:
Dott.ssa Francesca Ballali Presidente Associazioni Cultura UE
Avv. Anna Egidia Catenaro Pres. Avvocatura in Missione – Org Convegno Pace
Prof.ssa Caterina Luisa De Caro Prof.ssa Filosofia Liceo Ladispoli – Scrittrice
Dott.ssa Maria Pepe Scrittrice

Premi Stampa – Informazione:
Dott. Carlo Bartoli Presidente Ordine Nazionale Giornalisti
Dott. Massimo Martinelli Direttore de Il Messaggero
Dott. Davide Vecchi Direttore de Il Tempo
Daniele Morgera Press RAI
Egidio FIA Dir. Lazio TV
Gabriella Di Mambro Latina Oggi

Premi alla Memoria:
Prof. Grazioso David Cofondatore LaSponda – Artista – Docente
Pietra Barrasso – Giovanni Crabuzza – Rosanna Della Valle – Roberto Gabrieli – Gianprovvé – Lucio Trojano – Giorgio Roberti Fondatore Centro Romanesco Trilussa

Premi alla Carriera:
Giorgio Onorato “Voce de Roma”
Bruno Mancini Presidente DILA APS
Antonio Palladino Moda Gioielli
Bruno Scapini Ambasciatore
 
Premio Libro “Napoli Ombelico del Mondo”:
Associazione DILA APS Bruno Mancini (Presidente), A.M. Petrarca, Alfonso Gurreri, Alfredo Soffiati, Angela Maria Tiberi, Angela Prota, Carla Pitarelli, Cecilia Salaices, Chiara Pavoni, Claudio Castana, Daniela Gigante, Enza Colagrosso, Flora Rucco, Gaetano Di Meglio, Gianna Formato Paganelli, Gisela Josefina Lopez, Giuseppe Bonetti, Graziella Zomparelli, Haydi Gutierrez, Isabella Poli, Luciana Capece, Lucio Isabella, Manuela Ranaldi, Maria Luisa Neri, Mario Vona, Mary Shannazaryan, Mauro Montacchiesi, Milena Petrarca, Pasquale Esposito, Pasqualina Petrarca, Rino Sortino, Rita Petrarca, Santina Amici, Tony Battini, Vincenzina Giannunzio, Vincenzo Middei.
 
Staff:
Francesca Corradini coordinatrice, Leonardo Gambardella, Roberto Simon, MarioTieghi
 
Foto/Video:
Alberto Alberti, Marco Bonanni, Massimiliano Sebastiani
 
Promoter:
Fondazione La Sponda / Dott. Benito Corradini Presidente

Organizzazione generale: Francesca Corradini – Margherita Ferraris

Il Dispari 20230417 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230417 – Redazione culturale DILA

Chiara Pavoni - Premio Fontane di Roma 2023 - Aula dei Gruppi Parlamentari Montecitorio Roma 3 aprile 2023

Chiara Pavoni – Premio Fontane di Roma 2023 – Aula dei Gruppi Parlamentari Montecitorio Roma 3 aprile 2023

Gisela Lopez e Bruno Mancini - Premio Fontane di Roma 2023 - Aula dei Gruppi Parlamentari Montecitorio Roma 3 aprile 2023

Gisela Lopez e Bruno Mancini – Premio Fontane di Roma 2023 – Aula dei Gruppi Parlamentari Montecitorio Roma 3 aprile 2023

Benito Corradini - Chiara Pavoni - Bruno Mancini - Premio Fontane di Roma 2023 - Aula dei Gruppi Parlamentari Montecitorio Roma 3 aprile 2023

Benito Corradini – Chiara Pavoni – Bruno Mancini – Premio Fontane di Roma 2023 – Aula dei Gruppi Parlamentari Montecitorio Roma 3 aprile 2023

Mauro Montacchiesi Premio Fontane di Roma 2023 - Aula dei Gruppi Parlamentari Montecitorio Roma 3 aprile 2023

Mauro Montacchiesi Premio Fontane di Roma 2023 – Aula dei Gruppi Parlamentari Montecitorio Roma 3 aprile 2023

Gruppo di premiate - Premio Fontane di Roma 2023 - Aula dei Gruppi Parlamentari Montecitorio Roma 3 aprile 2023

Gruppo di premiate – Premio Fontane di Roma 2023 – Aula dei Gruppi Parlamentari Montecitorio Roma 3 aprile 2023

Il Dispari 20230403

Il Dispari 20230403 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230403 – Redazione culturale DILA

“Cleopatra la schiava dei romani” di Giuseppe Lorin

Lo scrittore Giuseppe Lorin, amico dei progetti culturali Made in Ischia ideati e realizzati dall’Associazione di Promozione Sociale DILA APS, ci ha inviato in lettura il suo pregevole saggio introduttivo nella terra dei faraoni intitolato “Cleopatra la schiava dei romani”.

Presentato a Roma lo scorso 21 marzo, la forte suggestione della storia, dei personaggi e della edotta e chiara narrazione di cui il libro è portatore è stata ulteriormente gratificata dall’interpretazione dell’attrice Chiara Pavoni (ormai ben nota anche ad Ischia per avere organizzato e presentato alcuni eventi nella Biblioteca Antoniana), coadiuvata dalla presenza di un centurione in alta uniforme, Carlo Mele. Chiara Pavoni si è esibita nel ruolo della nutrice di Cleopatra VII, regina dell’alto e del basso Nilo, così come si legge nel monologo scritto da Giuseppe Lorin.

Ha moderato l’evento l’archeologa dott.ssa Elisa Carrisi assistita dall’archeo architetto Paolo Meogrossi, fautore della grande pedana lignea nel Colosseo.

La poetessa Michela Zanarella (Socia fondatrice di DILA) ha letto alcune sue poesie inserite nel saggio di Giuseppe Lorin.

Non potevamo certo mancare di chiedere a Giuseppe Lorin, in esclusiva per IL DISPARI, un suo “pensiero” sull’attualità della vicenda narrata.

E lui ha benevolmente accettato di risponderci con le argute considerazioni che qui trascriviamo:

«La definizione “schiava dei romani” riferita alla regina dell’Egitto è un eufemismo che sostituisce e chiarisce, in forma affettiva, quel fascino amoroso che la regina ha avuto su Giulio Cesare, ammirato ed amato dal popolo di Roma e dal quale ebbe un figlio ovvero, Tolomeo Cesare XV Philopátor Philométor (devoto al padre e alla madre) che venne soprannominato Cesarione perché figlio di Cesare.

Cleopatra è stata una delle donne con più potere dal punto di vista politico della storia antica. Oggigiorno esistono figure politiche femminili che possono assimilarsi in importanza o strategia alla regina egizia, contestualizzando il suo modo di agire all’epoca in cui viviamo perché Cleopatra è antesignana del pensiero europeo, una eroina ante litteram d’Europa; è stata la prima Ursula von der Leyen della storia.

Stirpe generata in Macedonia ellenica, radici e legami fraterni con l’Africa del filoellenicos Nectaneb I della XXX Dinastia (378-341), con Cipro dove ancora ci sono le rovine della reggia del faraone e dove nacque la madre di Cleopatra VII la cipriota.

Tutta l’area del Mediterraneo è stata toccata dai commercianti egizi, e Roma che catturò il cuore di Cleopatra. 

Cleopatra VII, intesa come strumento di pace dalle radici europee trapiantate in terra d’Egitto, sembra essere ancora viva!»

Se amate la Storia, se amate trovare le corrispondenze tra gli eventi passati e l’attualità per poter crescere in sintonia con l’evoluzione dell’umanità, allora questo saggio è la scelta ideale per intraprendere un percorso di equilibrio e bellezza… e potrete conoscere Lorin in un prossimo incontro di lettura che DILA APS ha in agenda a Ischia.

Cleopatra la schiava dei romani
Giuseppe Lorin, Bonfirraro Editore
ISBN 978-88-6272-276-6
PAG. 400, € 27

Il Dispari 20230403 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230403 – Redazione culturale DILA

TWITTERTONE

Mentre scriviamo questo twitterone è in corso a Roma un APERITIVO ARTISTICO organizzato da Chiara Pavoni presso la Casa della Cultura INTERNO 4 – DILA in via della Lungara 44.

Sono stati invitati a partecipare, leggendo proprie poesie, diversi poeti tra i quali si notano i nomi di alcuni scrittori presentati da DILA in reading realizzati ultimamente nella Biblioteca Antoniana.

La locandina porta i nomi di:

Elisabetta Pamela Petrolati, Luciana Capece, Patrizia Palombi, Veronica Paredes, Loretta Liberati, Anna Avelli, Barbara Maresti, Guido Tracanna, Francesca Peronace, Valentina Riposati, Tullia Ranieri, Francesca Liani, Paola Oliva, Mario Pino Toscano, Marsia Bambace, Elisabetta Biondi Della Sdriscia, Orietta Petrignani, Nicola Foti, Victoria Suriani, Antonella Ariosto, Lucio Macchia, Maria Rita Barbonari, Bruno Mancini, Michela Zanarella

Maria Cavicchioni, pittrice

Presenta Chiara Pavoni

Non mancheremo di proporvi, nelle prossime puntate di questa pagina, un’ampia cronaca dell’evento.

Il Dispari 20230403 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230403 – Redazione culturale DILA

Poesia inedita di Alberto Liguoro

destinata alla raccolta fuori concorso

del premio internazionale

di Arti varie”DILA 2023″

 

Sei versi in attesa di un senso

I

I bambini piangono
perché il mondo li uccide.
I bambini ridono
perché amano e giocano.
è ‘a voce de’ criature
che saglie chianu chianu.

II

Sento lo Spirito Universale
sopra di me
e la Ragione morale in me,
mentre danza,
intorno ai muri crollati,
alle frontiere abbattute,
ai vascelli sventrati,
la Dea Bellezza,
e davanti ai suoi seni al vento,
l’anima del Mondo
cerca salvezza.

III

Le navi del Mediterraneo
oltre l’orizzonte
trasportano i Morti;
mentre Vite innocenti
regalate
a fredde bare galleggianti,
cantano in coro
Fifteen men on the dead man’s chest.
Una bottiglia di rum e Satana
pensano al resto.

IV

Amor, ch’a nullo amato amar perdona
si te sbatte ‘o core ‘npietto è ammore
si spontano ‘e lacrime è ammore
si pienz’ d’accirere è ammore.
‘A fenesta ‘e Marechiaro
sta ‘nfaccia‘o mare blu,
ma che dd’è?
Se oltre l’abisso
non può esserci amore,
un lungo filo da sarto,
c’è sempre, e abbraccia
i cuori più belli del mondo.

V

Su un antico percorso
lastricato di vittime
di lutti e macerie,
verso la giustizia, la libertà
e l’amore,
temiamo senza badarci,
una sbarra alla fine,
con su scritto:
strada interrotta per frane“;
ma già oltre un dosso,
tra la nebbia di mare,
sfuma occhieggiante,
il faro dell’isola di Lesbo.

VI

Se la vita è un dono di Dio,
se lo è l’anima di una formica,
chi siamo noi per rifiutare
disprezzare o offendere?
Ma quando
il più raro e prezioso papiro egiziano
mi brucia la pelle,
incrina le pupille,
o intossica i polmoni,
è solo mostruoso
l’obbligo di aprire,
per umano decreto,
le braccia e la mente
all’occhio nefasto di Ra.

Ai 79 morti, 33 dei quali minorenni,
finora accertati, ai numerosi dispersi e
agli 80 profughi giunti in salvo, dei circa
180 a bordo del barcone naufragato nel
mare in tempesta, al largo di Crotone,

il 26 febbraio 2023.
 
Napoli 13 marzo 2023    <stro
Alberto Liguoro

Il Dispari 20230403 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230403 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230327

Il Dispari 20230327 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230327 – Redazione culturale DILA

Saranno premiati Gaetano Di Meglio, Bruno Mancini e Daniele Morgera?

Comunicato stampa della Fondazione La Sponda – Via Vespasiano, 12 – 00192 Roma

Il 40° Premio Internazionale FONTANE DI ROMA Omaggio a Dante Alighieri si terrà a ROMA nell’Aula dei Gruppi Parlamentari (Via di Campo Marzio, 78) il giorno 3 Aprile 2023 – ore 16/19
(dalle ore 15, ingresso da Via Uffici del Vicario, 21 Roma)

Il Dott. Benito Corradini, Presidente della FONDAZIONE LA SPONDA, nel prosieguo delle edizioni del Premio FONTANE DI ROMA, ideato da decenni per l’Accademia Internazionale La Sponda, d’intesa col Comitato Promotore, sta definendo i Patrocini e le presenze di Organismi Internazionali e Nazionali, la partecipazione di Ambasciate, Accademie e Associazioni di Arte, Cultura, Solidarietà e l’organizzazione del 40° Premio Internazionale Fontane di Roma.

Presidente onorario del Premio è S. Ecc. Mons. Marcello Semeraro, Prefetto della Pontificia Congregazione delle Cause dei Santi.

La Giuria, composta da S. Ecc. Prof. Gianfranco Girotti (Presidente), Benito Corradini (Vice Pres), Giorgio Bruzzese, Silvana Calcagni, Luca Caruso, Raffaele Cavaliere, Rosa Dalmiglio, Fulvio Rocco De Marinis, Guido D’Ubaldo, Filippo Esposito, Margherita Ferraris, Porfirio Grazioli, Mimoza Haxhiaj, Gianni Lattanzio, Elisabetta Lomoro,Umberto Puato, Anna Selvaggi, Maurizio Tcheng, Francesca Triticucci, Lucio Vetrella, sta definendo l’elenco dei Premiati (Personalità, VIP, Autorità del Vaticano, Ambasciatori, Personalità di Sanità, Cultura, Arte, Solidarietà, Ambiente, Lavoro, Sport).
I Trofei del Premio sono stati realizzati dal Prof. Domenico Annicchiarico, dal Maestro Ferdinando Codognotto, con Grafiche degli Artisti Pietra Barrasso, Giovanni Crabuzza, Rosanna Della Valle, Roberto Gabrieli, Silvana Galeone, Gianprovvé, Lucio Trojano.
Per la presenza al Premio, alla Sala dei Gruppi Parlamentari, è necessario prenotarsi, sia per motivi di registrazione che per disponibilità dei posti.
Grazie.
Il Comitato Promotore
Roma, 21 Marzo 2023

Il Dispari 20230327 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230327 – Redazione culturale DILA

Dalla raccolta di poesie
“LA SAGRA DEL PECCATO”
1957 – 2003 – ISBN 9781470913205
SCRITTA DA BRUNO MANCINI

Le mummie e le vestali

LA FORZA DI IGNAZIE

Se io fossi stata solo figlia
se io fossi stata solo
se io fossi stata
se io fossi
se io
se
per vicoli stretti e fumosi
attenta smarrita
avrei venduto gli occhi.

Se io fossi stata solo sposa
se io fossi stata solo
se io fossi stata
se io fossi
se io
se
per luccichii mimetici
solitaria rarità
avrei gelato le parole.

Se io fossi stata solo madre
se io fossi stata solo
se io fossi stata
se io fossi
se io
se
per veglie e voglie
condannata smarrita
avrei sedato i suoni.

Se io fossi stata solo donna
se io fossi stata solo
se io fossi stata
se io fossi
se io
se
per folli folle disumane
paradisi perduti
avrei tritato i pensieri.

°———°———°———°

Ma tu offendimi
con albe boreali
e poi sussurrami
di tuoni di tempeste
ma tu affondami
in nuvole di abbracci
e poi ritrovami
nelle bugie dei sogni

io vivo da sempre
quasi fossi vestale
attonita.

LA FORZA DI IGNAZII

Come giunco
tra rane

sbattuto
frustato
sferzato
quando avevo vent’anni
ho lasciato mio padre
lui ne aveva cinquanta.

Come graffio
su specchio

stridente
gelante
sfregiante

quando avevo altri anni
ho lasciato l’amata
lei non so.

Come gancio
al labbro

stupisce
tradisce
scurisce

quando avevo più anni
ho lasciato mio figlio
lui era grande.

Come bruco
fra frane

intanato
stordito
immoto

in questo giorno d’afa
ho lasciato la mia immagine
lei non lo capirà.

°———°———°———

Ma tu lisciami
e fasciami
e abbracciami e stringimi
e scoprimi e coprimi
e narrami e ignorami
e forgiami favola ottusa

io vivo da sempre
quasi fossi una mummia
deluso.

https://www.lulu.com/it/shop/bruno-mancini/la-sagra-del-peccato/paperback/product-n4pg97.html?q=la+sagra+del+peccato

Il Dispari 20230327 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230327 – Redazione culturale DILA

Poesia inedita di Alberto Liguoro
destinata alla raccolta fuori concorso
del premio internazionale
di Arti varie”DILA 2023″

Sei versi in attesa di un senso

I
I bambini piangono
perché il mondo li uccide.
I bambini ridono
perché amano e giocano.
È ‘a voce de’ criature
che saglie chianu chianu.

II
Sento lo Spirito Universale
sopra di me
e la Ragione morale in me,
mentre danza,
intorno ai muri crollati,
alle frontiere abbattute,
ai vascelli sventrati,
la Dea Bellezza,
e davanti ai suoi seni al vento,
l’anima del Mondo
cerca salvezza.

III
Le navi del Mediterraneo
oltre l’orizzonte
trasportano i Morti;
mentre Vite innocenti
regalate
a fredde bare galleggianti,
cantano in coro
Fifteen men on the dead man’s chest.
Una bottiglia di rum e Satana
pensano al resto.

IV
Amor, ch’a nullo amato amar perdona
si te sbatte ‘o core ‘npietto è ammore
si spontano ‘e lacrime è ammore
si pienz’ d’accirere è ammore.
‘A fenesta ‘e Marechiaro
sta ‘nfaccia‘o mare blu,
ma che dd’è?
Se oltre l’abisso
non può esserci amore,
un lungo filo da sarto,
c’è sempre, e abbraccia
i cuori più belli del mondo.

V
Su un antico percorso
lastricato di vittime
di lutti e macerie,
verso la giustizia, la libertà
e l’amore,
temiamo senza badarci,
una sbarra alla fine,
con su scritto:
“strada interrotta per frane”;
ma già oltre un dosso,
tra la nebbia di mare,
sfuma occhieggiante,
il faro dell’isola di Lesbo.

VI

Se la vita è un dono di Dio,
se lo è l’anima di una formica,
chi siamo noi per rifiutare
disprezzare o offendere?
Ma quando
il più raro e prezioso papiro egiziano
mi brucia la pelle,
incrina le pupille,
o intossica i polmoni,
è solo mostruoso
l’obbligo di aprire,
per umano decreto,
le braccia e la mente
all’occhio nefasto di Ra.

Ai 79 morti, 33 dei quali minorenni,
finora accertati, ai numerosi dispersi e
agli 80 profughi giunti in salvo, dei circa
180 a bordo del barcone naufragato nel
mare in tempesta, al largo di Crotone,
il 26 febbraio 2023.

Napoli 13 marzo 2023
Alberto Liguoro

Il Dispari 20230327 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230327 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230320

LO STORICO
FESTIVAL DELLA CANZONE NAPOLETANA
ARRIVERÀ A ISCHIA?

Dopo un approfondito e costruttivo confronto svolto tra Massimo Abbate, proprietario del marchio e Direttore Artistico del Festival Della Canzone Napoletana, e Bruno Mancini, Presidente dell’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA“, Massimo Abbate ha ufficializzata la nomina di Bruno Mancini nel ruolo di “Responsabile delle Relazioni esterne” al fine di promuovere il Festival Della Canzone Napoletana.

Ciò vuol dire che, fin da subito, l’Associazione DILA in sinergia con tutte le realtà associative, artistiche e mediatiche amiche dei progetti Made in Ischia, sarà impegnata nel coinvolgimento dell’Isola d’Ischia (prevalentemente ma non solo l’Isola d’Ischia) nella programmazione del Festival.

Il testo della lettera dell’incarico

«Gentile sig. Bruno Mancini,
riscontrando la sua disponibilità per assumere un ruolo direttivo nell’ambito dell’organizzazione del Festival della Canzone napoletana che, da tempo, ho rilanciato quale proprietario del marchio nonché Direttore Artistico giungendo quest’anno alla nona edizione, le sottoponiamo con piacere e ufficialmente la nostra proposta che consiste nell’affidarle l’incarico di Responsabile delle Relazioni esterne presso lo Stato e gli Enti pubblici al fine di promuovere il Festival quale importante vettore della cultura musicale napoletana.

Nel restare in attesa di conoscere la Sua disponibilità, porgo
Cordiali saluti.
18 marzo 2023
Massimo Abbate»

In una precedente mail Massimo Abbate aveva scritto a Bruno Mancini:

«Ischia è una delle perle del golfo di Napoli.
Il Festival di Napoli non è mai approdato nell’isola e non si sa per quale motivo.
A Capri invece nel 1970 si tenne di fatto l’ultima edizione e questo perché nel 1971 a causa della violenta protesta degli autori esclusi, l’oscuramento delle telecamere RAI e il diniego da parte dell’allora giudice Krog il festival ebbe il suo triste epilogo.
È dal 2015 che mi onoro di aver acceso un interesse negli uomini di buona volontà per il festival da me diretto.
Riportarlo in vita con abnegazione dopo averlo salvato da morte certa non è stato facile e non lo è tuttora a causa di un ostracismo silente e subdolo di alcuni personaggi di potere locale: Organizzatori di eventi, direttori artistici, politici, direttori di radio e televisioni nonché giornalisti di settore che non potendolo avere sotto controllo come tutte o quasi le attività artistiche in atto da anni, adoperano un oscuramento sistematico scoraggiando chiunque voglia sostenerlo.
Solo la mia insistenza, onestà professionale anche queste non meno sistematiche e caparbie, resistono e combattono tali squallidi interessi personali che nulla hanno a che fare con quelli puramente comunitari e culturali nell’interesse della promozione del patrimonio storico e artistico della città e della canzone napoletana.
Ma la giustizia anche se a volte tarda ad arrivare prima o poi fa il suo corso e allora tutto il male fatto a questa manifestazione ricadrà implacabilmente su loro stessi determinando la legge del boomerang.
Una bella ripulita in un ambiente corrotto e un ricambio generazionale sono indispensabili.
Ritornando a Ischia sarebbe bello riportarlo anche lì.
Se è finito a Capri può rinascere a Ischia.
Questo è un ottimo spunto di cronaca per chi saprà coglierlo.
In questa isola ho ricordi bellissimi a partire dalla mia infanzia.
Non solo fughe sentimentali con fidanzatine ma anche improvvisate con i miei amici più cari.
Non sono mancate visite organizzate grazie ai molti impegni di lavoro e su tutti quelli di accompagnare e seguire mio padre in qualità di suo personal manager.
Negli ultimi anni della sua carriera ho capito tramite il suo sguardo malinconico di dover proseguire il percorso da lui intrapreso a difesa della nostra canzone.
A partire dal momento in cui lui, a causa della sua imminente dipartita, lo avrebbe interrotto ripercorrendolo con la stessa passione e qualità.
E allora eccomi qua a riproporre l’unico vero grande evento che può riportare il canto napoletano e la sua poesia in tutto il mondo: Il Festival della canzone napoletana.
Se gli amministratori ischitani sono concretamente interessati io nell’interesse della canzone napoletana e per la promessa tacita fatta a mio padre, sono pronto.»

INFO:
dila@emmegiischia.com
tel 3914830355 (ore 15-23)

Poesia inedita di Alberto Liguoro
destinata alla raccolta fuori concorso
del premio internazionale
di Arti varie” DILA 2023″

Sei versi in attesa di un senso

I
I bambini piangono
perché il mondo li uccide.
I bambini ridono
perché amano e giocano.
È ‘a voce de’ criature
che saglie chianu chianu.

II
Sento lo Spirito Universale
sopra di me
e la Ragione morale in me,
mentre danza,
intorno ai muri crollati,
alle frontiere abbattute,
ai vascelli sventrati,
la Dea Bellezza,
e davanti ai suoi seni al vento,
l’anima del Mondo
cerca salvezza.

III
Le navi del Mediterraneo
oltre l’orizzonte
trasportano i Morti;
mentre Vite innocenti
regalate
a fredde bare galleggianti,
cantano in coro
Fifteen men on the dead man’s chest.
Una bottiglia di rum e Satana
pensano al resto.

IV
Amor, ch’a nullo amato amar perdona
si te sbatte ‘o core ‘npietto è ammore
si spontano ‘e lacrime è ammore
si pienz’ d’accirere è ammore.
‘A fenesta ‘e Marechiaro
sta ‘nfaccia‘o mare blu,
ma che dd’è?
Se oltre l’abisso
non può esserci amore,
un lungo filo da sarto,
c’è sempre, e abbraccia
i cuori più belli del mondo.

V
Su un antico percorso
lastricato di vittime
di lutti e macerie,
verso la giustizia, la libertà
e l’amore,
temiamo senza badarci,
una sbarra alla fine,
con su scritto:
“strada interrotta per frane”;
ma già oltre un dosso,
tra la nebbia di mare,
sfuma occhieggiante,
il faro dell’isola di Lesbo.

VI

Se la vita è un dono di Dio,
se lo è l’anima di una formica,
chi siamo noi per rifiutare
disprezzare o offendere?
Ma quando
il più raro e prezioso papiro egiziano
mi brucia la pelle,
incrina le pupille,
o intossica i polmoni,
è solo mostruoso
l’obbligo di aprire,
per umano decreto,
le braccia e la mente
all’occhio nefasto di Ra.

Ai 79 morti, 33 dei quali minorenni,
finora accertati, ai numerosi dispersi e
agli 80 profughi giunti in salvo, dei circa
180 a bordo del barcone naufragato nel
mare in tempesta, al largo di Crotone,
il 26 febbraio 2023.

Napoli 13 marzo 2023
Alberto Liguoro

Dalla raccolta di poesie
“LA SAGRA DEL PECCATO”
1957 – 2003 – ISBN 9781470913205
SCRITTA DA BRUNO MANCINI

Le mummie e le vestali

LA FORZA DI IGNAZIE

Se io fossi stata solo figlia
se io fossi stata solo
se io fossi stata
se io fossi
se io
se
per vicoli stretti e fumosi
attenta smarrita
avrei venduto gli occhi.

Se io fossi stata solo sposa
se io fossi stata solo
se io fossi stata
se io fossi
se io
se
per luccichii mimetici
solitaria rarità
avrei gelato le parole.

Se io fossi stata solo madre
se io fossi stata solo
se io fossi stata
se io fossi
se io
se
per veglie e voglie
condannata smarrita
avrei sedato i suoni.

Se io fossi stata solo donna
se io fossi stata solo
se io fossi stata
se io fossi
se io
se
per folli folle disumane
paradisi perduti
avrei tritato i pensieri.

°———°———°———°

Ma tu offendimi
con albe boreali
e poi sussurrami
di tuoni di tempeste
ma tu affondami
in nuvole di abbracci
e poi ritrovami
nelle bugie dei sogni

io vivo da sempre
quasi fossi vestale
attonita.

LA FORZA DI IGNAZII

Come giunco
tra rane

sbattuto
frustato
sferzato
quando avevo vent’anni
ho lasciato mio padre
lui ne aveva cinquanta.

Come graffio
su specchio

stridente
gelante
sfregiante

quando avevo altri anni
ho lasciato l’amata
lei non so.

Come gancio
al labbro

stupisce
tradisce
scurisce

quando avevo più anni
ho lasciato mio figlio
lui era grande.

Come bruco
fra frane

intanato
stordito
immoto

in questo giorno d’afa
ho lasciato la mia immagine
lei non lo capirà.

°———°———°———

Ma tu lisciami
e fasciami
e abbracciami e stringimi
e scoprimi e coprimi
e narrami e ignorami
e forgiami favola ottusa

io vivo da sempre
quasi fossi una mummia
deluso.

https://www.lulu.com/it/shop/bruno-mancini/la-sagra-del-peccato/paperback/product-n4pg97.html?q=la+sagra+del+peccato

Il Dispari 20230313

Il Dispari 20230313 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230313 – Redazione culturale DILA

Angela Maria Tiberi: Lucio Isabella scrittore di vita

Lucio Isabella scrittore, poeta, scultore di vita sarà a Ischia il 21 marzo per presentare le sue opere artistiche in occasione dell’evento “Giornata mondiale della poesia” organizzato dall’Associazione “Da Ischia L’Arte – DILA” presieduta da Bruno Mancini, dal Circolo Sportivo Culturale Il Dragone presieduto da Pasquale Di Costanzo, in collaborazione con la testata giornalistica IL DISPARI di Gaetano Di Meglio, con il Magazine Eudonna e la Casa Editrice IL SEXTANTE entrambi di Mariapia Ciaghi, e con l’Associazione ADA di Dalila Boukhalfa.

L’incontro si svolgerà a partire dalle ore 18, con ingresso gratuito fino ad esaurimento posti, presso la Casa Della Cultura DILA-DRAGONE ubicata nel salone teatro dell’ex Hotel Franceschina in Barano d’Ischia alla Via Corrado Buono 42: INFO dila@emmegiischia.com

Il Dispari 20230313 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230313 – Redazione culturale DILA

Angela Maria Tiberi, vicepresidente DILA, ci illustra il contenuto di una novella di Lucio Isabella.

Figlio di contadini e appartenente ad una famiglia numerosa, orfano di padre all’età di undici anni, Lucio Isabella lascia gli studi in tenera età per dedicarsi ai lavori nei campi.
Lucio Isabella è stato lavoratore instancabile nell’ambito dell’agricoltura per poi diventare, mediante un profondo impegno, disegnatore navale con ampia competenza.

Nell’ambito della sua letteratura si nota una vivace fantasia con dolorose e toccanti vicende, con meravigliosa sensibilità.

Lo chiamano ribelle perché non permette a nessuno che venga a calpestare i valori umani esaltati nei suoi romanzi.

Il Comune di Castellabate ha voluto conferirgli una particolare benemerenza per la diffusione nel mondo delle sue opere che fanno ampio riferimento alla vita e alla cultura del Cilento.

Un libro di racconti dal titolo “Cuore Cilentano”, a cui è stato assegnato Medaglia d’oro per la narrativa al Premio Internazionale “Natale Agropolese”, è entrato nelle scuole toccando il cuore dei giovani,

Visti i titoli, i meriti e l’attività svolta, l’Accademia Internazionale di Belle Arti, Scienze, Lettere, Diritto “Fide Europeoin” gli conferisce solennemente a Norma di Statuto il Diploma Accademico d’Onore Maestro Lucio Isabella, Vate del mito cilentano , iscrivendolo nell’Albo d’Oro il 19 novembre 2006.

Le sue trentasette opere letterarie fanno parte della collana “Storie d’amore e di vita del Cilento”.

Esaminando il romanzo “All’ombra dei castagni”, incluso nella collana “Storie d’amore e di vita nel Cilento” e presentato da Ezio Guandalini, si consiglia il lettore di leggerlo attentamente per riuscire ad ascoltare l’eco di un tempo che accarezza il cuore facendo rivivere i ricordi.

Lucio Isabella racconta in forma poetica l’amore verso la sua terra e la sua famiglia perché la sua anima gentile sa gioire, amare e soffrire e tutto questo traspare nel testo facendoci sentire protagonisti dei personaggi narrati tanto che il lettore sensibile prova profonde emozioni diventando spiritualmente amico dei protagonisti del testo.

Lucio Isabella mette in evidenza che i padroni erano chiamati “Galantuomini” con il termine “Don”, “Eccellenza”.
Il rispetto era obbligatorio e i padroni approfittavano dell’ignoranza dei coloni e dei contadini che lavoravano per loro.
La loro prepotenza rientrava nella norma quotidiana e il buono dei proprietari era una rarità.

Si andava negli anni 39/45 in calesse, carretta e il “traino” era effettuato da asini o muli, difficilmente cavalli.

Dopo la guerra arrivarono nei paesi di campagna o di montagna autobus molto vecchio chiamati “O postale”, perché portavano la posta e qualche raro passeggero.
Era insolito vedere un’automobile per strada.
Regnava il rispetto fra le famiglie e i loro componenti si aiutavano a vicenda mentre ora questa è divenuto rarità nelle grandi città.
I matrimoni si celebravano fra i paesani, mentre le famiglie dei “galantuomini” si imparentavano nello stesso ceto.

Parlandoci dei suoi romanzi, Lucio Isabella ci racconterà, a Ischia il prossimo 21 marzo, queste ed altre emozionanti storie di vita.
Siete tutti invitati!
Angela Maria Tiberi

Il Dispari 20230313 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230313 – Redazione culturale DILA

Da Liga Sarah Lapinska TWITTERONE lettone

1) Agnese Rudzīte, una giovane lady amante dell’Arte e amica dei progetti DILA che lavora insieme al marito presso “CopyPlus”, un laboratorio di stampa in via Mātera 26A, Jelgava – Lettonia, è stata contenta di ricevere in regalo il mio disegno “Asian Tune”.
I turisti dall’Italia e da altri Paesi, così come i residenti di Jelgava, sono gentilmente invitati a visitarli.
Possano entrambi avere successo nella loro piccola impresa e nella loro vita!

2) Aida Turrini conosce e ama la natura. Scatta fotografie nel suo tempo libero. Nelle sue immagini si possono vedere Italia, Argentina, Lettonia e altri paesi.
Lei è una delle finaliste del concorso “Otto milioni – 2022” ed ha ordinato con entusiasmo tre copie dell’antologia “Isole nuove – 2022”.

3) Irinel Daniela Iacob, pittrice di Romania, Bucarest, che ha una formazione ingegneristica e gestionale, è felice di ricevere l’antologia “Isole Nuove – 2022” e il quotidiano “Il Dispari”.
Nelle immagini si vede lei e uno dei suoi dipinti dedicati a fiabe, romanticismo e fate.

4) Viesturs Āboliņš posa con l’antologia “Isole nuove – 2022”, il quotidiano “Il Dispari” e il mio disegno “Fairy tale”.
Lui non solo scrive poesie storiche molto emozionanti, ma anche fiabe, articoli scientifici e di statistica, oltre a fotografare attentamente la natura, soprattutto acque e uccelli acquatici.
È un ingegnere per professione, ed inoltre è esperto di previsioni del tempo.
Buona salute e resistenza a lui!

5) Raimonds, persona di buona volontà, che per ora non vuole rendere noto il suo cognome, ha ricevuto con piacere, interesse e stima la nostra meravigliosa antologia “Una pagina, un’emozione” in regalo.
Grazie a lui e ai suoi amici, ora ho un comodo smartphone e un fornello elettrico altrettanto comodo.
Buona salute e successo in tutto a lui e a suoi amici sinceri!

6) Eda Gyenis (Ungheria) Artista, ottima disegnatrice una delle finaliste del concorso “Otto milioni – 2022” posa con l’antologica “Isole nuove – 2022”.

Aida Turrini 1

Aida Turrini 1

Aida Turrini

Aida Turrini

Irinel Daniela Iacob

Irinel Daniela Iacob

Irinel Daniela Iacob

Irinel Daniela Iacob

Viesturs Āboliņš

Viesturs Āboliņš

Eda Gyenis (Ungheria)

Eda Gyenis (Ungheria)

Liga Lapinska

Liga Lapinska

Il Dispari 20230313 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230313 – Redazione culturale DILA

Dalla raccolta di poesie
“LA SAGRA DEL PECCATO”
1957 – 2003 – ISBN 9781470913205
SCRITTA DA BRUNO MANCINI

Le mummie e le vestali

LA FORZA DI IGNAZIE

Se io fossi stata solo figlia
se io fossi stata solo
se io fossi stata
se io fossi
se io
se
per vicoli stretti e fumosi
attenta smarrita
avrei venduto gli occhi.

Se io fossi stata solo sposa
se io fossi stata solo
se io fossi stata
se io fossi
se io
se
per luccichii mimetici
solitaria rarità
avrei gelato le parole.

Se io fossi stata solo madre
se io fossi stata solo
se io fossi stata
se io fossi
se io
se
per veglie e voglie
condannata smarrita
avrei sedato i suoni.

Se io fossi stata solo donna
se io fossi stata solo
se io fossi stata
se io fossi
se io
se
per folli folle disumane
paradisi perduti
avrei tritato i pensieri.

°———°———°———°

Ma tu offendimi
con albe boreali
e poi sussurrami
di tuoni di tempeste
ma tu affondami
in nuvole di abbracci
e poi ritrovami
nelle bugie dei sogni

io vivo da sempre
quasi fossi vestale
attonita.

LA FORZA DI IGNAZII

Come giunco
tra rane

sbattuto
frustato
sferzato
quando avevo vent’anni
ho lasciato mio padre
lui ne aveva cinquanta.

Come graffio
su specchio

stridente
gelante
sfregiante

quando avevo altri anni
ho lasciato l’amata
lei non so.

Come gancio
al labbro

stupisce
tradisce
scurisce

quando avevo più anni
ho lasciato mio figlio
lui era grande.

Come bruco
fra frane

intanato
stordito
immoto

in questo giorno d’afa
ho lasciato la mia immagine
lei non lo capirà.

°———°———°———

Ma tu lisciami
e fasciami
e abbracciami e stringimi
e scoprimi e coprimi
e narrami e ignorami
e forgiami favola ottusa

io vivo da sempre
quasi fossi una mummia
deluso.

https://www.lulu.com/it/shop/bruno-mancini/la-sagra-del-peccato/paperback/product-n4pg97.html?q=la+sagra+del+peccato

Il Dispari 20230306

Il Dispari 20230306 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230306 – Redazione culturale DILA

Angela Maria Tiberi recensisce Antonio Scarsella
Il Grifone, la scimmia, l’usignolo
Il Levante Libreria Editrice

Centro di svolgimento del giallo è Sermoneta, borgo medioevale, intrecciandosi con la musica, la cultura, la storia.
I protagonisti del romanzo sono: il campus internazionale di Musica, diventato Fondazione, il Castello di Sermoneta e la Musica, che diventano cornice di un giallo d’ambiente mentre il filo conduttore è la Musica.
Protagonista femminile è Carola Leman sposata con il settantenne Franz Kramer, violoncellista di fama mondiale, direttore del Conservatorio di Stoccolma e di altri istituti di mezza Europa, genio della musica mondiale.
I protagonisti si erano conosciuti a Stoccolma, lei giovanissima impiegata del Conservatorio e lui più di quarant’anni d’età, diventando lei, successivamente, la sua seconda moglie ed assistente di cattedra nello stesso istituto.
Il prof. Kramer teneva i suoi corsi di perfezionamento nel castello di Sermoneta, centro di importanza internazionale della Musica.
La moglie non dava motivo di tradirlo anche se aveva 45 anni e lui settant’anni: c’era complicità fra loro.
Il marito non sapeva che la sua amata fosse attirata sia dal corpo che dalla mente di giovani donne in quanto il suo desiderio di madre non era stato esaudito.
Le avventure con gli uomini non placavano la passione di Carola.
La sua prima donna fu una violoncellista, Agneska, e tra loro vi fu una grande passione e passarono una notte insieme, nella stanza numero 32 dell’Hotel Holiday Inn di Stoccolma.
Si lasciarono.
Colpo di scena del giallo è la morte della giovane Céline nel Castello di Sermoneta.
Così l’autore ci introduce nel giallo.
Chi ha ucciso Céline Bloom?
Non dico altro!
Il giallo è pieno di misteri.
Colgo l’occasione per invitare a meditare per il messaggio sconosciuto a molte persone (inciso all’ingresso del Palazzo di Vetro dell’Onu a New York.) che lo scrittore riporta nel suo testo .
Scritto da un grande poeta di religione mussulmana, vissuto in Persia a cavallo tra il XII e il XIII secolo: Mosleh ad-Din Abdollah, conosciuto come Sa’di: “I figli di Abramo sono membra di uno stesso corpo e della stessa essenza sono stati creati.
Quando anche la più piccola parte, per le avversità della vita, si addolora, anche le altre parti perdono la calma e quiete.
Tu che sei insensibile alle pene altrui mai e poi mai potrai essere chiamato essere umano”.
Complimenti ad Antonio Scarsella e un buon successo di questo fantastico libro.

Angela Maria Tiberi

Il Dispari 20230306 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230306 – Redazione culturale DILA

DICHIARAZIONE RICHIESTA PER LA PARTECIPAZIONE ALLA
12a EDIZIONE DEL
PREMIO INTERNAZIONALE DI ARTI VARIE
“OTTO MILIONI” 2023

Io sottoscritto/a____________________________________________

residente a _______________ in Via______________ N_____ CAP________

tel. ______________________ e-mail________________________________________________

avendo letto, ed accettando tutte le norme del regolamento relativo alla undicesima edizione del Premio internazionale “Otto Milioni”2022 pubblicato anche tramite web all’url

Premi “Otto milioni” 2023 dodicesima edizione

manifesto l’intenzione di partecipare alla sezione
POESIA □ ARTI GRAFICHE □
ARTICOLO □ VIDEO □

della 12a del premio internazionale di Arti Varie “OTTO MILIONI”2023 e, pertanto, nella mia qualità di Autore, allego l’opera dal titolo_________________

A TALE SCOPO DICHIARO DI
1. essere stato informato, ai sensi dell’art. 13 del D.Lgs.196 /2003 sulla tutela dei dati personali, che i miei dati personali forniti all’atto della compilazione della presente richiesta d’iscrizione saranno trattati, in conformità alle norme legislative e regolamentari vigenti e applicabili, con modalità automatiche, anche mediante sistemi informatizzati, solo ed esclusivamente nell’ambito delle operazioni necessarie a consentire la partecipazione del sottoscritto alla 12a edizione del premio internazionale di Arti Varie “OTTO MILIONI” 2023 organizzato da Bruno Mancini;
2. di acconsentire, con la presente richiesta d’iscrizione, al trattamento dei miei dati personali svolto con le modalità e per le finalità sopra indicate ed in conformità alle norme legislative e regolamentari vigenti e applicabili
3. di essere a conoscenza del fatto di poter esercitare i diritti previsti dall’art. 7 della Legge 196/2003, tra i quali il diritto di ottenere la conferma dell’esistenza o meno di dati, nonché la loro cancellazione mediante comunicazione scritta da inoltrare al titolare del trattamento dei dati personali ai sensi e per gli effetti della stessa legge;
4. volere concedere a Bruno Mancini il diritto di pubblicare ed utilizzare la mia suddetta opera in ogni forma e modo, alle condizioni di seguito indicate, affermando, sotto la mia personale responsabilità, di esserne l’unico autore, l’unico titolare dei diritti e di poterne liberamente disporre, così che Bruno Mancini avrà il diritto pieno, esclusivo e definitivo dì pubblicare e di utilizzare in ogni forma e modo la mia suddetta opera nel rispetto del diritto morale dell’autore ai sensi dell’art. 2575 codice civile (diritti di autore e di ingegno), e avrà il diritto di pubblicare la mia suddetta opera anche in via telematica a mezzo internet, come proposta da me Autore e non sarà tenuto ad effettuare alcuna correzione;
5. aver concordato in maniera definitiva con Bruno Mancini che egli NON corrisponderà alcun compenso presente o futuro in mio favore né a titolo di “diritto d’autore”, né per alcun altro diritto, pretesa, rimborso, compenso ed indennità, poiché sono favorevolmente disposto a destinare la mia suddetta opera al gratuito utilizzo da parte di Bruno Mancini per qualunque forma di pubblicazione, e per qualsiasi utilizzazione egli voglia decidere, restando inteso che avrò comunque piena ed assoluta disponibilità della mia suddetta opera, senza dover chiedere consenso a Bruno Mancini, né dovere in alcun modo rendergli conto del suo utilizzo, in quanto io sottoscritto Autore resterò unico titolare della proprietà intellettuale della mia suddetta opera;
6. volere provvedere all’acquisto di n°…… copie del volume antologico “ISPIRAZIONI” se la mia suddetta opera sarà ritenuta idonea a partecipare alla dodicesima edizione del Premio di Arti Varie “OTTO MILIONI” e se sarà pubblicata nella suddetta Antologia.
Data e Luogo…………………. Firma dell’autore …………………….

Ai sensi dell’art. 1341 cod. civ., approvo specificatamente le clausole 1) 2) 3) 4) 5) 6) 7) 8) 9) 10) 11) 12) 13) 14) 15) 16) del regolamento relativo alla 12a edizione del premio internazionale di Arti Varie “OTTO MILIONI” 2023 pubblicato anche tramite web all’url https://www.emmegiischia.com/premi-otto-milioni-2023/

Data e Luogo…………………. Firma dell’autore …………………….

P.S. Aggiungere i dati richiesti, ed inviare entro il 15 Maggio 2023 a dila@emmegiischia.com
Info & contatti: – Tel. 3914830355 – dila@emmegiischia.com

Il Dispari 20230306 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230306 – Redazione culturale DILA

BRUNO MANCINI

Dalla raccolta
Io fui mortale
(2005 – 2009)

Giovane Apaches

Scriverò di te innocente – giovane Apaches –
dalla lunga chioma di grappoli
di grappoli d’uva rossigna,
tra le fiamme dei tronchi
dei tronchi ardenti sfavillanti
una notte di cielo deserto,
deserto, nel cuore del deserto.

Penserò alla tua malinconia – giovane Apaches –
d’attesa e di passioni con occhi memorie
memorie affastellate,
sopra i fumi dei tronchi
dei tronchi assopiti
nelle notti di cielo deserto,
deserto, come il cuore del deserto.

Amerò gli sguardi squillanti – giovane Apaches –
per la felice follia di silenziosi sorrisi
sorrisi all’ombra di tante chimere,
dentro ai profumi dei tronchi
dei tronchi spenti dalla mia ombra
ogni notte di cielo deserto,
deserta, più del cuore del deserto.

Il Dispari 20230306 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230306 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230227

Il Dispari 20230227 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230227 – Redazione culturale DILA

Il Premio internazionale di Arti Varie “Otto milioni” 2023 ideato da Bruno Mancini, dedicato alla memoria di Paola Occhi, Nina Lavieri, Antonio Mencarini, Vincenzo Savarese, organizzato dall’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA” in collaborazione con la testata giornalistica IL DISPARI diretta da Gaetano Di Meglio, con la Casa Editrice IL SEXTANTE e con il magazine Eudonna entrambi riferibili a Mariapia Ciaghi e con l’Associazione algerina ADA presieduta da Dalila Boukhalfa, si sviluppa in quattro sezioni: Poesia – Arti grafiche – Articolo – Video.

Il Dispari 20230227 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230227 – Redazione culturale DILA

Regolamento
TEMA LIBERO

1. L’iscrizione al Premio è completamente gratuita per TUTTI.
2. Una commissione nominata da Bruno Mancini provvederà a selezionare in maniera insindacabile le opere che parteciperanno alla fase finale del Premio.
3. I Soci dell’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA” avranno diritto ad iscrivere UNA loro opera per ciascuna sezione direttamente nel gruppo delle finaliste, purché rispettino quanto prescritto negli articoli successivi di questo regolamento.
Sono esclusi da questa opportunità i Soci DILA che saranno, eventualmente, inseriti in una Giuria del Premio.
Gli Autori che hanno già partecipato ad una qualsiasi delle Antologie pubblicate da Bruno Mancini sono equiparati agli Associati DILA.

SEZIONE POESIA
4. Autori italiani e stranieri potranno iscrivere al Premio non più di 3 poesie ciascuno.
5. Le poesie iscritte al Premio: a) non dovranno avere ricevuto precedenti premi DILA; b) dovranno essere inviate in formato word a dila@emmegiischia.com; c) dovranno essere scritte in lingua italiana; d) dovranno essere composte da un massimo di 30 righe (compreso il titolo ed eventuali spazi bianchi tra i versi e/o tra le strofe); e) potranno essere scritte in una delle seguenti lingue <arabo, francese, inglese, lettone, russo, spagnolo> purché, SOLO in questo caso, siano accompagnate dal versamento di 10,00€ ciascuna come contributo per la traduzione in italiano che verrà effettuata da poeti collaboratori dell’Ass. DILA. Tali versamenti andranno effettuati sull’IBAN che verrà indicato in maniera privata.

SEZIONE ARTI GRAFICHE
4. Autori italiani e stranieri potranno iscrivere al Premio non più di 3 opere ciascuno.
5. Le opere iscritte al Premio: a) non dovranno avere ricevuto precedenti premi DILA; b) dovranno essere inviate in formato jpeg a dila@emmegiischia.com; c) potranno essere realizzate con qualsiasi tecnica, anche digitale e/o fotografica

SEZIONE VIDEO
4. Autori italiani e stranieri potranno iscrivere al Premio non più di 3 video ciascuno.
5. I video iscritti al Premio: a) non dovranno avere ricevuto precedenti premi DILA; b) dovranno essere inviati in formato mp4 o simile a dila@emmegiischia.com; c) potranno essere realizzati con qualsiasi contenuto (musica, recitazione, eventi ecc.); d) dovranno avere la durata massima di quattro minuti.

SEZIONE ARTICOLO
4, Autori italiani e stranieri potranno iscrivere al Premio al massimo 3 articoli ciascuno.
5. Gli articoli iscritti al Premio: a) non dovranno avere ricevuto precedenti premi DILA; b) dovranno essere inviati in formato word a dila@emmegiischia.com; c) potranno essere realizzati su qualsiasi argomento; d) dovranno avere la lunghezza massima di 5.000 battute spazi e titolo compresi.
6. A richiesta degli Autori, TUTTE le opere iscritte al Premio potranno essere pubblicate nell’antologia “ISPIRAZIONI”.
7 La mancata adesione alla suddetta opportunità editoriale NON pregiudicherà in alcun modo la partecipazione delle opere al Premio.
8. L’antologia “ISPIRAZIONI” sarà regolarmente provvista di un codice ISBN.
Il prezzo di copertina del volume in bianco e nero sarà di 22.00 € e la stampa avverrà entro settembre 2021.
9. L’Autore, per partecipare al Premio, dovrà compilare in tutte le sue parti la dichiarazione annessa a questo regolamento e dovrà inviarla a dila@emmegiischia.com debitamente firmata, insieme al file dell’opera proposta.
10. La votazione conclusiva che designerà le opere vincitrici delle sei sezioni, avverrà sommando i punti ricevuti mediante: a) like ai siti web che aderiranno all’iniziativa (1 voto = 1 punto); b) coupon inseriti nelle testate giornalistiche che aderiranno all’iniziativa (1 voto = 10 punti); c) schede allegate all’antologia “ISPIRAZIONI (1 voto = 30 punti), d) voti espressi da giurie nominate da DILA e dagli sponsor del premio -i punti totali assegnati a ciascuna Giuria saranno pari al totale dei punti espressi al capo a).
11. Le opere per partecipare al Premio dovranno pervenire a dila@emmegiischia.com nella loro stesura finale entro e non oltre il 15 Maggio 2023.
12. Il mancato rispetto di una qualsiasi delle norme di questo regolamento sarà causa di esclusione dell’opera dal premio.
13. I nomi dei finalisti saranno annunciati entro il 10 Giugno 2023.
14. La classifica finale sarà resa nota in una data compresa tra il 30 ottobre e il 30 novembre 2023.
15. La cerimonia di premiazione dei vincitori avverrà in una data compresa tra il 10 novembre e il 31 dicembre 2023.
La data e la località della premiazione saranno rese note ai finalisti con un preavviso di almeno 10 giorni.
16. Trattandosi di un premio ad iscrizione COMPLETAMENTE GRATUITA, Bruno Mancini si riserva il diritto di effettuare qualsiasi variazione a questo regolamento, e gli Autori, inviando le proprie opere, ne prendono atto in maniera definitiva.

Il Dispari 20230227 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230227 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230227 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230227 – Redazione culturale DILA

 

Il Dispari 20230227 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230227 – Redazione culturale DILA

 

Il Dispari 20230221

È Carnevale
Dalla raccolta di poesie di
Bruno Mancini

“Non rubate la mia vita”
(2005 – 2007):
ISBN 9781470909499
Paperback EUR 13.87

https://www.amazon.com.be/-/en/Bruno-Mancini/dp/1470909499

È Carnevale
tu mi hai lasciato con una promessa.
Hai detto: “Aspettami.”
“Ritornerò”.

È Carnevale
e ho visto il tuo culetto allontanarsi.
Ho detto: “<È certo.”
“Ti troverò”.

Per vicoli e botteghe
ho mosso il mio delirio incontrollato
la maschera che hai tu
non l’ho rivista più.

Su canali e lagune
ho spinto la mia assurda gelosia
la maschera che hai tu
non l’ho rivista più.

È Carnevale
tu mia hai lasciato con una promessa
ho visto il tuo culetto allontanarsi
la maschera che hai tu
non l’ho rivista più
e adesso guardo alla ti vu
le belle chiappe d’una indù
il piffero va su
della maschera ch’hai tu
non me ne fotte niente più.

Canzone per Carnevale
testo di Bruno Mancini
musica, canto e fisarmonica di Valentina Gavrish
https://youtu.be/yz6YTxU5wbQ

Il Dispari 20230220

Il Dispari 20230220 Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230220 Redazione culturale DILA

C’è un mistero dietro la morte/sepoltura di Vittoria Colonna?
Albertin Galiano ne è sicuro.

Diciamo subito che la poetessa Vittoria Colonna (Marino, aprile 1490 o 1492 – Roma, 25 febbraio 1547), figlia del generale Fabrizio Colonna e di Agnese di Montefeltro e poi moglie di Francesco Ferrante d’Avalos Marchese di Pescara, rappresenta l’icona artistica dell’intera isola d’Ischia.

Infatti, il suo matrimonio con Ferrante d’Avalos fu celebrato ad Ischia nel Castello Aragonese il 27 dicembre 1509 e lì lei trascorse gran parte della sua vita avendo modo di intrattenere relazioni culturali con i migliori artisti e letterati del secolo, tra cui Angelo di Costanzo, Annibale Caro, Bernardo Tasso, Giovanni Pontano, Girolamo Britonio, Jacopo Sannazaro, Ludovico Ariosto, Michelangelo Buonarroti e tanti altri ancora.

Una storia tramandata oralmente, a mio parere più vicina alla realtà che non alla fantasia, vuole che il sommo Michelangelo Buonarroti abbia soggiornato a Ischia in una Torre distante poche centinaia di metri dalle finestre del Castello Aragonese, potendo quindi agevolmente incontrare  la bella castellana.

Certo è storicamente provato che ad un loro primo incontro avvenuto tra il 1536 o 1538, ne seguirono altri già a partire dal 1539 quando ella dimorò a Roma e fino alla sua morte.

Che poi tra loro ci sia stata “solo” una profonda amicizia (come sostengono alcuni storici), oppure si sia sviluppato un amore per niente platonico (come maliziosamente “insinua” la tradizione popolare) certo è che Vittoria ebbe su di lui un grande ascendente, probabilmente anche religioso, tanto che lui le dedicò numerosi componimenti poetici tra i quali è degno di attenzione un madrigale molto simile ad una dichiarazione di amore passionale:

Un uomo in una donna, anzi uno dio
per la sua bocca parla,
ond’io per ascoltarla,
son fatto tal, che ma’ più sarò mio.”
(Michelangelo Buonarroti, Rime, Edizioni Rizzoli, 1981, pag. 268.)

Il Dispari 20230220 Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230220 Redazione culturale DILA

Questo lungo preambolo è strumentale alla introduzione dell’argomento definito nel titolo: “C’è un mistero dietro la morte/sepoltura di Vittoria Colonna?” perché Albertin Galiano identifica proprio in Michelangelo Buonarroti il personaggio che avrebbe creato prima e custodito poi il segreto della sepoltura della poetessa.

Quando, in seguito ad una banalissima richiesta di informazioni, sono entrato in contatto con Albertin Galiano riuscendo ad ottenere la sua fiducia nella esposizione sommaria di ciò che egli asseriva di avere appurato durante molti anni di studi e di ricerche, ho capito che, confermata o invalidata che fosse la sua ricostruzione del mistero della sepoltura della “nostra” Vittoria Colonna, certamente sarebbe stato utile presentarla pubblicamente onde avviare un dibattito ma anche una ulteriore nuova serie di indagini e di accertamenti.

Così, contando sulla comprensione del Direttore Gaetano Di Meglio che non ha esitato a mettere diverse pagine a disposizione di questa serie di articoli che inizio oggi, e nella prospettiva di pianificare, per la prossima primavera, un corposo confronto organizzato dall’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA” nella Biblioteca Antoniana di Ischia con la presenza di Albertin Galiano, mi accingo, ora, ad introdurre il risultato della sua ricerca in una sintesi piuttosto succinta, ma sufficientemente idonea a rendere comprensibile l’impegno con il quale è stata perseguita.

Il Dispari 20230220 Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230220 Redazione culturale DILA

Dopo alcuni mesi di contatti telefoni e tramite e-mail, Albertin Galiano mi ha scritto;

«Ho ricevuto la sua risposta, con la sua proposta per un “articolo-intervista” relativo ai risultati dello studio da me eseguito.
Ma, dopo la telefonata di questo pomeriggio, la cosa mi sembra fattibile.
Come è anche superabile il fatto di riuscire a dare una complessiva spiegazione dell’intero studio che si è reso necessario svolgere fino a ottenere i risultati cui ritengo di essere giunto.

Questo perché tale “studio” ha dovuto essere svolto a vari livelli.
Le cronache del tempo tramandate dai cronisti dell’epoca: Giorgio Vasari, Ascanio Condivi, i vari ‘Carteggi’ di Michelangelo, quelli del Vasari.
È una documentazione davvero esorbitante, in rapporto al solo Michelangelo.
Al quale andrebbe aggiunto anche Leonardo da Vinci,
In quanto, relativamente a quelle “figurazioni nascoste” da egli realizzate sulle sue varie “Pietà”, Michelangelo le ha apprese da Leonardo.

E con Leonardo si aprirebbe un altro “Universo” su cui indagare, studiare, per presentarne gli opportuni riscontri.
Un “Universo” molto problematico, date le frammentarie e contraddittorie notizie e tesi, fornite dalla Critica della Storia dell’Arte.
Su tutto ciò è stato necessario fare una verifica degli effettivi fatti storici, cioè degli eventi effettivamente accaduti.

Fare una loro verifica con i riscontri incrociati, perché, relativamente a Leonardo, di quanto ne scrive la Critica dell’Arte, non sembra esserci nulla di certo, tanto che ogni “datazione” che lo riguarda viene immancabilmente accompagnata dalla parola: “circa” (e questo “circa” può essere variabile dai due, quattro, sei, nove o undici anni, ma con tali riferimenti, non si arriva da nessuna parte).

Oltre a questo, è stato necessario anche uno studio filologico sull’espressività usata da Giorgio Vasari, nel trasmettere le sue cronache, relative alle due edizioni delle “Vite” dei vari artisti.
Quella del 1550 e l’altra del 1568.
Questo perché, nel suo scrivere egli dimostra avere anche altre “intenzionalità”, non meglio specificate, insite nel suo “contraddittorio” modo di scrivere; ed è appunto la conoscenza di queste sue “intenzionalità” a permettere una corretta interpretazione dei suoi scritti.

Ed è questo il vero problema con il quale ci si “scontra” con le tesi e le interpretazioni date dall’intero “Mondo Accademico della Storia dell’Arte”.
La quale appare tutta coesa, (i suoi rappresentanti), a sostenere le medesime tesi, citando e pubblicando solo ciò che altri loro “colleghi” hanno già pubblicato.
 
E, in effetti, nelle loro pubblicazioni non fanno altro che compiere delle “citazioni bibliografiche”, al fine di acquisire credito e sostegno dai loro “colleghi”, che ne hanno già scritto, riportando dati “effimeri”.
Ed il loro “gioco” sembra essere questo: ripetere ciò che altri hanno già scritto, senza nemmeno andare a verificarlo.
Tanto è vero che, hanno anche “riscritto” le due edizioni delle “Vite” di Giorgio Vasari, al fine di renderle “in un italiano meglio leggibile”.

 
Ed in questo hanno commesso degli errori di trascrizione, alterando di fatto il testo originale, il quale ha acquisito un diverso significato.
Il guaio è che ora tutti gli “esperti critici” della Storia dell’Arte fanno uso di queste “nuove edizioni”, (alterate).
Chi glielo va a dire?

 Ma soprattutto: sarebbe forse possibile che essi ammettano questi loro macroscopici errori?
Eppure, verificarlo, sarebbe cosa semplicissima.
È sufficiente fare un confronto con i testi originali scritti da Giorgio Vasari.
Cosa che ho fatto.

 
Mi sono procurato delle copie facsimili degli originali, e lì,ho notato subito la differenza.
Anche se poi, è necessario uno studio “filologico” sul modo di scrivere di Giorgio Vasari, per comprenderne le implicazioni. Ovvero, quanto effettivamente accaduto.
Questo per via delle sue “intenzionalità”.

 
Intenzionalità che alla sua epoca, (per via di quegli “Apparati Inquisitori”, allora esistenti, e dell’elenco dei libri proibiti), non poteva permettersi di scrivere e pubblicare.
Se l’avesse fatto, il Vasari sarebbe sparito, lui e le sue opere.

 
E con lui anche Michelangelo, e di loro, oggi non ne sapremmo nulla.
Senza tralasciare Leonardo da Vinci.
Perché anche lui è stato perseguitato dall’Inquisizione.
A causa del suo pensiero è stato “esiliato” in Francia. Anche se questo “esilio” è stato presentato come un “regale invito del Re Francese Francesco I°”.
Come può rendersi conto, le argomentazioni complessive di questo mio studio su Michelangelo Buonarroti, non riguardano solo lui, ma un po’ tutta la storia del periodo nel quale è vissuto.

 
Le cui ripercussioni ancora oggi sussistono, quando si parla di questi personaggi.
“Personaggi” verso i quali abbiano contratto un “debito Culturale” enorme.
Un “debito” del quale i così detti “Grandi Critici dell’Arte” non sembrano essere consapevoli.
È anche pur vero che di questo aspetto “Inquisitorio” si potrebbe accennarne di sfuggita, ma dato che si dovrebbe parlare della Pietà Rondanini, e delle “figure”, nascostamente scolpite da Michelangelo sulla sua superficie, considerando che anche questa Pietà, (come la Pietà Bandini di Firenze), è anch’essa andata distrutta; e in modo misterioso, perché le caratteristiche proprie della statua indicano che non è stato Michelangelo a romperla, e quindi, deve essere stato qualcun altro.

 
Chi?
Chi è stato?
Anche a questa domanda vi è la risposta, sotto forma di una immagine, la quale indica i motivi per cui la versione originaria è stata distrutta.

Così, ora, dopo la telefonata intercorsa, mi metto al lavoro per scrivere e presentare i motivi per cui è da ritenere che la Pietà Rondanini sia l’opera nella quale Michelangelo ha voluto esprimere e raffigurare tutto il suo sentimento vissuto per Vittoria Colonna.
Con grande simpatia e cordialità.

 
E a risentirla.
Galiano Albertin.
»

Ma per conoscere il mistero che si nasconde dietro la morte/sepoltura di Vittoria Colonna ci dobbiamo dare appuntamento alla prossima puntata, sempre su questa pagina e sempre di lunedì, perché vi proporremo il testo integrale di ciò che Albertin Galiano ci ha scritto a tale proposito.

Bruno Mancini – Presidente DILA

Il Dispari 20230220 Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230220 Redazione culturale DILA

ILA

NUSIV

 

Il Dispari 20230417 – Redazione culturale DILA

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Il Dispari 20230417

Il Dispari 20230417 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230417 – Redazione culturale DILA

Premiati Gaetano Di Meglio e Bruno Mancini

Il 40° Premio Internazionale FONTANE DI ROMA Omaggio a Dante Alighieri si è svolto a ROMA nell’Aula dei Gruppi Parlamentari (Via di Campo Marzio, 78) il giorno 3 Aprile.

Presidente onorario del Premio è stato Mons. Marcello Semeraro, Prefetto della Pontificia Congregazione delle Cause dei Santi.

L’On. Luciano Ciocchetti di FdI ha presieduto l’evento culturale oltre ad aver creato le opportunità necessarie per poter svolgere la manifestazione internazionale nei locali della Camera dei Deputati

I Trofei del Premio sono stati realizzati dal Prof. Domenico Annicchiarico, dal Maestro Ferdinando Codognotto, con Grafiche degli Artisti Pietra Barrasso, Giovanni Crabuzza, Rosanna Della Valle, Roberto Gabrieli, Silvana Galeone, Gianprovvé, Lucio Trojano.

Il Dott. Benito Corradini, Presidente della FONDAZIONE LA SPONDA, nel prosieguo delle edizioni del Premio FONTANE DI ROMA, ideato da decenni per l’Accademia Internazionale La Sponda, d’intesa col Comitato Promotore, ha premiato personalità operanti nei settori culturali artistici e sociali indicati dalla Giuria composta da Gianfranco Girotti Presidente, Benito Corradini Vice Presidente, Giorgio Bruzzese, Silvana Calcagni, Luca Caruso, Raffaele Cavaliere, Paolo Coscione, Fulvio Rocco De Marinis, Guido D’Ubaldo, Margherita Ferraris, Mimoza Haxhiaj, Isabella Lomoro, Ivan Marsura, Maurizio Tcheng, Francesca Triticucci, Lucio Vetrella.

Tra i tanti eccellenti premiati sono stati premiati anche i “nostri” Gaetano Di Meglio Direttore di questa testata giornalistica, Bruno Mancini Presidente dell’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA APS”, e il nutrito gruppo di collaboratori del volume “Napoli Ombelico del mondo” organizzato dalla Vice Presidente DILA APS Angela Mari Tiberi.

Il Dispari 20230417 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230417 – Redazione culturale DILA

Questo è stato il PROGRAMMA della premiazione

Saluto Presidente Corradini
Inno Italiano
Saluto On. Luciano Ciocchetti
Saluto Mon. Gianfranco Girotti
Relazione di Solidarietà internazionale: “Italia: Solidarietà e Rispetto per gli Emigranti”
Avv. Romualdo Truncè Presidente Camera Penale Crotone
Cantanti: Dominika Zamara Soprano – Argia Sara Pastore – Angela Prota – MT Battaglia
Poeta: Roberto Ciavarro
Modelle Gruppo Miss Italia

Premi Promozione Solidarietà:

  1. Em.za Card. Pietro Parolin Segretario di Stato Santa Sede Vaticano

On. Francesco Rocca Presidente Regione Lazio
On. Massimiliano Maselli Assessore Politiche Sociali Regione Lazio

Premi Sanità:
Prof. Marco Scatizzi Presidente ACOI Ass.ne Chirurghi Italiani
Prof. Paolo Marchetti Prof Universitario – Oncologo IDI
Prof.ssa Anna Materia Medico Chirurgo – Pronto Soccorso Pediatrico-Autismo
Prof. Fabio Ricci Direttore Clinico Breast Unit Ospedale Santa Maria Goretti
Dott.ssa Silvia Cavalli Direttore Generale AUSL Latina

Premi Cultura:
Dott.ssa Francesca Ballali Presidente Associazioni Cultura UE
Avv. Anna Egidia Catenaro Pres. Avvocatura in Missione – Org Convegno Pace
Prof.ssa Caterina Luisa De Caro Prof.ssa Filosofia Liceo Ladispoli – Scrittrice
Dott.ssa Maria Pepe Scrittrice

Premi Stampa – Informazione:
Dott. Carlo Bartoli Presidente Ordine Nazionale Giornalisti
Dott. Massimo Martinelli Direttore de Il Messaggero
Dott. Davide Vecchi Direttore de Il Tempo
Daniele Morgera Press RAI
Egidio FIA Dir. Lazio TV
Gabriella Di Mambro Latina Oggi

Premi alla Memoria:
Prof. Grazioso David Cofondatore LaSponda – Artista – Docente
Pietra Barrasso – Giovanni Crabuzza – Rosanna Della Valle – Roberto Gabrieli – Gianprovvé – Lucio Trojano – Giorgio Roberti Fondatore Centro Romanesco Trilussa

Premi alla Carriera:
Giorgio Onorato “Voce de Roma”
Bruno Mancini Presidente DILA APS
Antonio Palladino Moda Gioielli
Bruno Scapini Ambasciatore
 
Premio Libro “Napoli Ombelico del Mondo”:
Associazione DILA APS Bruno Mancini (Presidente), A.M. Petrarca, Alfonso Gurreri, Alfredo Soffiati, Angela Maria Tiberi, Angela Prota, Carla Pitarelli, Cecilia Salaices, Chiara Pavoni, Claudio Castana, Daniela Gigante, Enza Colagrosso, Flora Rucco, Gaetano Di Meglio, Gianna Formato Paganelli, Gisela Josefina Lopez, Giuseppe Bonetti, Graziella Zomparelli, Haydi Gutierrez, Isabella Poli, Luciana Capece, Lucio Isabella, Manuela Ranaldi, Maria Luisa Neri, Mario Vona, Mary Shannazaryan, Mauro Montacchiesi, Milena Petrarca, Pasquale Esposito, Pasqualina Petrarca, Rino Sortino, Rita Petrarca, Santina Amici, Tony Battini, Vincenzina Giannunzio, Vincenzo Middei.
 
Staff:
Francesca Corradini coordinatrice, Leonardo Gambardella, Roberto Simon, MarioTieghi
 
Foto/Video:
Alberto Alberti, Marco Bonanni, Massimiliano Sebastiani
 
Promoter:
Fondazione La Sponda / Dott. Benito Corradini Presidente

Organizzazione generale: Francesca Corradini – Margherita Ferraris

Il Dispari 20230417 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230417 – Redazione culturale DILA

Chiara Pavoni - Premio Fontane di Roma 2023 - Aula dei Gruppi Parlamentari Montecitorio Roma 3 aprile 2023

Chiara Pavoni – Premio Fontane di Roma 2023 – Aula dei Gruppi Parlamentari Montecitorio Roma 3 aprile 2023

Gisela Lopez e Bruno Mancini - Premio Fontane di Roma 2023 - Aula dei Gruppi Parlamentari Montecitorio Roma 3 aprile 2023

Gisela Lopez e Bruno Mancini – Premio Fontane di Roma 2023 – Aula dei Gruppi Parlamentari Montecitorio Roma 3 aprile 2023

Benito Corradini - Chiara Pavoni - Bruno Mancini - Premio Fontane di Roma 2023 - Aula dei Gruppi Parlamentari Montecitorio Roma 3 aprile 2023

Benito Corradini – Chiara Pavoni – Bruno Mancini – Premio Fontane di Roma 2023 – Aula dei Gruppi Parlamentari Montecitorio Roma 3 aprile 2023

Mauro Montacchiesi  Premio Fontane di Roma 2023 - Aula dei Gruppi Parlamentari Montecitorio Roma 3 aprile 2023

Mauro Montacchiesi Premio Fontane di Roma 2023 – Aula dei Gruppi Parlamentari Montecitorio Roma 3 aprile 2023

Gruppo di premiate -  Premio Fontane di Roma 2023 - Aula dei Gruppi Parlamentari Montecitorio Roma 3 aprile 2023

Gruppo di premiate – Premio Fontane di Roma 2023 – Aula dei Gruppi Parlamentari Montecitorio Roma 3 aprile 2023

Il Dispari 20230403

Il Dispari 20230403 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230403 – Redazione culturale DILA

“Cleopatra la schiava dei romani” di Giuseppe Lorin

Lo scrittore Giuseppe Lorin, amico dei progetti culturali Made in Ischia ideati e realizzati dall’Associazione di Promozione Sociale DILA APS, ci ha inviato in lettura il suo pregevole saggio introduttivo nella terra dei faraoni intitolato “Cleopatra la schiava dei romani”.

Presentato a Roma lo scorso 21 marzo, la forte suggestione della storia, dei personaggi e della edotta e chiara narrazione di cui il libro è portatore è stata ulteriormente gratificata dall’interpretazione dell’attrice Chiara Pavoni (ormai ben nota anche ad Ischia per avere organizzato e presentato alcuni eventi nella Biblioteca Antoniana), coadiuvata dalla presenza di un centurione in alta uniforme, Carlo Mele. Chiara Pavoni si è esibita nel ruolo della nutrice di Cleopatra VII, regina dell’alto e del basso Nilo, così come si legge nel monologo scritto da Giuseppe Lorin.

Ha moderato l’evento l’archeologa dott.ssa Elisa Carrisi assistita dall’archeo architetto Paolo Meogrossi, fautore della grande pedana lignea nel Colosseo.

La poetessa Michela Zanarella (Socia fondatrice di DILA) ha letto alcune sue poesie inserite nel saggio di Giuseppe Lorin.

Non potevamo certo mancare di chiedere a Giuseppe Lorin, in esclusiva per IL DISPARI, un suo “pensiero” sull’attualità della vicenda narrata.

E lui ha benevolmente accettato di risponderci con le argute considerazioni che qui trascriviamo:

«La definizione “schiava dei romani” riferita alla regina dell’Egitto è un eufemismo che sostituisce e chiarisce, in forma affettiva, quel fascino amoroso che la regina ha avuto su Giulio Cesare, ammirato ed amato dal popolo di Roma e dal quale ebbe un figlio ovvero, Tolomeo Cesare XV Philopátor Philométor (devoto al padre e alla madre) che venne soprannominato Cesarione perché figlio di Cesare.

Cleopatra è stata una delle donne con più potere dal punto di vista politico della storia antica. Oggigiorno esistono figure politiche femminili che possono assimilarsi in importanza o strategia alla regina egizia, contestualizzando il suo modo di agire all’epoca in cui viviamo perché Cleopatra è antesignana del pensiero europeo, una eroina ante litteram d’Europa; è stata la prima Ursula von der Leyen della storia.

Stirpe generata in Macedonia ellenica, radici e legami fraterni con l’Africa del filoellenicos Nectaneb I della XXX Dinastia (378-341), con Cipro dove ancora ci sono le rovine della reggia del faraone e dove nacque la madre di Cleopatra VII la cipriota.

Tutta l’area del Mediterraneo è stata toccata dai commercianti egizi, e Roma che catturò il cuore di Cleopatra. 

Cleopatra VII, intesa come strumento di pace dalle radici europee trapiantate in terra d’Egitto, sembra essere ancora viva!»

Se amate la Storia, se amate trovare le corrispondenze tra gli eventi passati e l’attualità per poter crescere in sintonia con l’evoluzione dell’umanità, allora questo saggio è la scelta ideale per intraprendere un percorso di equilibrio e bellezza… e potrete conoscere Lorin in un prossimo incontro di lettura che DILA APS ha in agenda a Ischia.

Cleopatra la schiava dei romani
Giuseppe Lorin, Bonfirraro Editore
ISBN 978-88-6272-276-6
PAG. 400, € 27

Il Dispari 20230403 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230403 – Redazione culturale DILA

TWITTERTONE

Mentre scriviamo questo twitterone è in corso a Roma un APERITIVO ARTISTICO organizzato da Chiara Pavoni presso la Casa della Cultura INTERNO 4 – DILA in via della Lungara 44.

Sono stati invitati a partecipare, leggendo proprie poesie, diversi poeti tra i quali si notano i nomi di alcuni scrittori presentati da DILA in reading realizzati ultimamente nella Biblioteca Antoniana.

La locandina porta i nomi di:

Elisabetta Pamela Petrolati, Luciana Capece, Patrizia Palombi, Veronica Paredes, Loretta Liberati, Anna Avelli, Barbara Maresti, Guido Tracanna, Francesca Peronace, Valentina Riposati, Tullia Ranieri, Francesca Liani, Paola Oliva, Mario Pino Toscano, Marsia Bambace, Elisabetta Biondi Della Sdriscia, Orietta Petrignani, Nicola Foti, Victoria Suriani, Antonella Ariosto, Lucio Macchia, Maria Rita Barbonari, Bruno Mancini, Michela Zanarella

Maria Cavicchioni, pittrice

Presenta Chiara Pavoni

Non mancheremo di proporvi, nelle prossime puntate di questa pagina, un’ampia cronaca dell’evento.

Il Dispari 20230403 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230403 – Redazione culturale DILA

Poesia inedita di Alberto Liguoro

destinata alla raccolta fuori concorso

del premio internazionale

di Arti varie”DILA 2023″

 

Sei versi in attesa di un senso

I

I bambini piangono
perché il mondo li uccide.
I bambini ridono
perché amano e giocano.
è ‘a voce de’ criature
che saglie chianu chianu.

II

Sento lo Spirito Universale
sopra di me
e la Ragione morale in me,
mentre danza,
intorno ai muri crollati,
alle frontiere abbattute,
ai vascelli sventrati,
la Dea Bellezza,
e davanti ai suoi seni al vento,
l’anima del Mondo
cerca salvezza.

III

Le navi del Mediterraneo
oltre l’orizzonte
trasportano i Morti;
mentre Vite innocenti
regalate
a fredde bare galleggianti,
cantano in coro
Fifteen men on the dead man’s chest.
Una bottiglia di rum e Satana
pensano al resto.

IV

Amor, ch’a nullo amato amar perdona
si te sbatte ‘o core ‘npietto è ammore
si spontano ‘e lacrime è ammore
si pienz’ d’accirere è ammore.
‘A fenesta ‘e Marechiaro
sta ‘nfaccia‘o mare blu,
ma che dd’è?
Se oltre l’abisso
non può esserci amore,
un lungo filo da sarto,
c’è sempre, e abbraccia
i cuori più belli del mondo.

V

Su un antico percorso
lastricato di vittime
di lutti e macerie,
verso la giustizia, la libertà
e l’amore,
temiamo senza badarci,
una sbarra alla fine,
con su scritto:
strada interrotta per frane“;
ma già oltre un dosso,
tra la nebbia di mare,
sfuma occhieggiante,
il faro dell’isola di Lesbo.

VI

Se la vita è un dono di Dio,
se lo è l’anima di una formica,
chi siamo noi per rifiutare
disprezzare o offendere?
Ma quando
il più raro e prezioso papiro egiziano
mi brucia la pelle,
incrina le pupille,
o intossica i polmoni,
è solo mostruoso
l’obbligo di aprire,
per umano decreto,
le braccia e la mente
all’occhio nefasto di Ra.

Ai 79 morti, 33 dei quali minorenni,
finora accertati, ai numerosi dispersi e
agli 80 profughi giunti in salvo, dei circa
180 a bordo del barcone naufragato nel
mare in tempesta, al largo di Crotone,

il 26 febbraio 2023.
 
Napoli 13 marzo 2023    <stro
Alberto Liguoro

Il Dispari 20230403 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230403 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230327

Il Dispari 20230327 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230327 – Redazione culturale DILA

Saranno premiati Gaetano Di Meglio, Bruno Mancini e Daniele Morgera?

Comunicato stampa della Fondazione La Sponda – Via Vespasiano, 12 – 00192 Roma

Il 40° Premio Internazionale FONTANE DI ROMA Omaggio a Dante Alighieri si terrà a ROMA nell’Aula dei Gruppi Parlamentari (Via di Campo Marzio, 78) il giorno 3 Aprile 2023 – ore 16/19
(dalle ore 15, ingresso da Via Uffici del Vicario, 21 Roma)

Il Dott. Benito Corradini, Presidente della FONDAZIONE LA SPONDA, nel prosieguo delle edizioni del Premio FONTANE DI ROMA, ideato da decenni per l’Accademia Internazionale La Sponda, d’intesa col Comitato Promotore, sta definendo i Patrocini e le presenze di Organismi Internazionali e Nazionali, la partecipazione di Ambasciate, Accademie e Associazioni di Arte, Cultura, Solidarietà e l’organizzazione del 40° Premio Internazionale Fontane di Roma.

Presidente onorario del Premio è S. Ecc. Mons. Marcello Semeraro, Prefetto della Pontificia Congregazione delle Cause dei Santi.

La Giuria, composta da S. Ecc. Prof. Gianfranco Girotti (Presidente), Benito Corradini (Vice Pres), Giorgio Bruzzese, Silvana Calcagni, Luca Caruso, Raffaele Cavaliere, Rosa Dalmiglio, Fulvio Rocco De Marinis, Guido D’Ubaldo, Filippo Esposito, Margherita Ferraris, Porfirio Grazioli, Mimoza Haxhiaj, Gianni Lattanzio, Elisabetta Lomoro,Umberto Puato, Anna Selvaggi, Maurizio Tcheng, Francesca Triticucci, Lucio Vetrella, sta definendo l’elenco dei Premiati (Personalità, VIP, Autorità del Vaticano, Ambasciatori, Personalità di Sanità, Cultura, Arte, Solidarietà, Ambiente, Lavoro, Sport).
I Trofei del Premio sono stati realizzati dal Prof. Domenico Annicchiarico, dal Maestro Ferdinando Codognotto, con Grafiche degli Artisti Pietra Barrasso, Giovanni Crabuzza, Rosanna Della Valle, Roberto Gabrieli, Silvana Galeone, Gianprovvé, Lucio Trojano.
Per la presenza al Premio, alla Sala dei Gruppi Parlamentari, è necessario prenotarsi, sia per motivi di registrazione che per disponibilità dei posti.
Grazie.
Il Comitato Promotore
Roma, 21 Marzo 2023

Il Dispari 20230327 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230327 – Redazione culturale DILA

Dalla raccolta di poesie
“LA SAGRA DEL PECCATO”
1957 – 2003 – ISBN 9781470913205
SCRITTA DA BRUNO MANCINI

Le mummie e le vestali

LA FORZA DI IGNAZIE

Se io fossi stata solo figlia
se io fossi stata solo
se io fossi stata
se io fossi
se io
se
per vicoli stretti e fumosi
attenta smarrita
avrei venduto gli occhi.

Se io fossi stata solo sposa
se io fossi stata solo
se io fossi stata
se io fossi
se io
se
per luccichii mimetici
solitaria rarità
avrei gelato le parole.

Se io fossi stata solo madre
se io fossi stata solo
se io fossi stata
se io fossi
se io
se
per veglie e voglie
condannata smarrita
avrei sedato i suoni.

Se io fossi stata solo donna
se io fossi stata solo
se io fossi stata
se io fossi
se io
se
per folli folle disumane
paradisi perduti
avrei tritato i pensieri.

°———°———°———°

Ma tu offendimi
con albe boreali
e poi sussurrami
di tuoni di tempeste
ma tu affondami
in nuvole di abbracci
e poi ritrovami
nelle bugie dei sogni

io vivo da sempre
quasi fossi vestale
attonita.

LA FORZA DI IGNAZII

Come giunco
tra rane

sbattuto
frustato
sferzato
quando avevo vent’anni
ho lasciato mio padre
lui ne aveva cinquanta.

Come graffio
su specchio

stridente
gelante
sfregiante

quando avevo altri anni
ho lasciato l’amata
lei non so.

Come gancio
al labbro

stupisce
tradisce
scurisce

quando avevo più anni
ho lasciato mio figlio
lui era grande.

Come bruco
fra frane

intanato
stordito
immoto

in questo giorno d’afa
ho lasciato la mia immagine
lei non lo capirà.

°———°———°———

Ma tu lisciami
e fasciami
e abbracciami e stringimi
e scoprimi e coprimi
e narrami e ignorami
e forgiami favola ottusa

io vivo da sempre
quasi fossi una mummia
deluso.

https://www.lulu.com/it/shop/bruno-mancini/la-sagra-del-peccato/paperback/product-n4pg97.html?q=la+sagra+del+peccato

Il Dispari 20230327 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230327 – Redazione culturale DILA

Poesia inedita di Alberto Liguoro
destinata alla raccolta fuori concorso
del premio internazionale
di Arti varie”DILA 2023″

Sei versi in attesa di un senso

I
I bambini piangono
perché il mondo li uccide.
I bambini ridono
perché amano e giocano.
È ‘a voce de’ criature
che saglie chianu chianu.

II
Sento lo Spirito Universale
sopra di me
e la Ragione morale in me,
mentre danza,
intorno ai muri crollati,
alle frontiere abbattute,
ai vascelli sventrati,
la Dea Bellezza,
e davanti ai suoi seni al vento,
l’anima del Mondo
cerca salvezza.

III
Le navi del Mediterraneo
oltre l’orizzonte
trasportano i Morti;
mentre Vite innocenti
regalate
a fredde bare galleggianti,
cantano in coro
Fifteen men on the dead man’s chest.
Una bottiglia di rum e Satana
pensano al resto.

IV
Amor, ch’a nullo amato amar perdona
si te sbatte ‘o core ‘npietto è ammore
si spontano ‘e lacrime è ammore
si pienz’ d’accirere è ammore.
‘A fenesta ‘e Marechiaro
sta ‘nfaccia‘o mare blu,
ma che dd’è?
Se oltre l’abisso
non può esserci amore,
un lungo filo da sarto,
c’è sempre, e abbraccia
i cuori più belli del mondo.

V
Su un antico percorso
lastricato di vittime
di lutti e macerie,
verso la giustizia, la libertà
e l’amore,
temiamo senza badarci,
una sbarra alla fine,
con su scritto:
“strada interrotta per frane”;
ma già oltre un dosso,
tra la nebbia di mare,
sfuma occhieggiante,
il faro dell’isola di Lesbo.

VI

Se la vita è un dono di Dio,
se lo è l’anima di una formica,
chi siamo noi per rifiutare
disprezzare o offendere?
Ma quando
il più raro e prezioso papiro egiziano
mi brucia la pelle,
incrina le pupille,
o intossica i polmoni,
è solo mostruoso
l’obbligo di aprire,
per umano decreto,
le braccia e la mente
all’occhio nefasto di Ra.

Ai 79 morti, 33 dei quali minorenni,
finora accertati, ai numerosi dispersi e
agli 80 profughi giunti in salvo, dei circa
180 a bordo del barcone naufragato nel
mare in tempesta, al largo di Crotone,
il 26 febbraio 2023.

Napoli 13 marzo 2023
Alberto Liguoro

Il Dispari 20230327 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230327 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230320

LO STORICO
FESTIVAL DELLA CANZONE NAPOLETANA
ARRIVERÀ A ISCHIA?

Dopo un approfondito e costruttivo confronto svolto tra Massimo Abbate, proprietario del marchio e Direttore Artistico del Festival Della Canzone Napoletana, e Bruno Mancini, Presidente dell’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA“, Massimo Abbate ha ufficializzata la nomina di Bruno Mancini nel ruolo di “Responsabile delle Relazioni esterne” al fine di promuovere il Festival Della Canzone Napoletana.

Ciò vuol dire che, fin da subito, l’Associazione DILA in sinergia con tutte le realtà associative, artistiche e mediatiche amiche dei progetti Made in Ischia, sarà impegnata nel coinvolgimento dell’Isola d’Ischia (prevalentemente ma non solo l’Isola d’Ischia) nella programmazione del Festival.

Il testo della lettera dell’incarico

«Gentile sig. Bruno Mancini,
riscontrando la sua disponibilità per assumere un ruolo direttivo nell’ambito dell’organizzazione del Festival della Canzone napoletana che, da tempo, ho rilanciato quale proprietario del marchio nonché Direttore Artistico giungendo quest’anno alla nona edizione, le sottoponiamo con piacere e ufficialmente la nostra proposta che consiste nell’affidarle l’incarico di Responsabile delle Relazioni esterne presso lo Stato e gli Enti pubblici al fine di promuovere il Festival quale importante vettore della cultura musicale napoletana.

Nel restare in attesa di conoscere la Sua disponibilità, porgo
Cordiali saluti.
18 marzo 2023
Massimo Abbate»

In una precedente mail Massimo Abbate aveva scritto a Bruno Mancini:

«Ischia è una delle perle del golfo di Napoli.
Il Festival di Napoli non è mai approdato nell’isola e non si sa per quale motivo.
A Capri invece nel 1970 si tenne di fatto l’ultima edizione e questo perché nel 1971 a causa della violenta protesta degli autori esclusi, l’oscuramento delle telecamere RAI e il diniego da parte dell’allora giudice Krog il festival ebbe il suo triste epilogo.
È dal 2015 che mi onoro di aver acceso un interesse negli uomini di buona volontà per il festival da me diretto.
Riportarlo in vita con abnegazione dopo averlo salvato da morte certa non è stato facile e non lo è tuttora a causa di un ostracismo silente e subdolo di alcuni personaggi di potere locale: Organizzatori di eventi, direttori artistici, politici, direttori di radio e televisioni nonché giornalisti di settore che non potendolo avere sotto controllo come tutte o quasi le attività artistiche in atto da anni, adoperano un oscuramento sistematico scoraggiando chiunque voglia sostenerlo.
Solo la mia insistenza, onestà professionale anche queste non meno sistematiche e caparbie, resistono e combattono tali squallidi interessi personali che nulla hanno a che fare con quelli puramente comunitari e culturali nell’interesse della promozione del patrimonio storico e artistico della città e della canzone napoletana.
Ma la giustizia anche se a volte tarda ad arrivare prima o poi fa il suo corso e allora tutto il male fatto a questa manifestazione ricadrà implacabilmente su loro stessi determinando la legge del boomerang.
Una bella ripulita in un ambiente corrotto e un ricambio generazionale sono indispensabili.
Ritornando a Ischia sarebbe bello riportarlo anche lì.
Se è finito a Capri può rinascere a Ischia.
Questo è un ottimo spunto di cronaca per chi saprà coglierlo.
In questa isola ho ricordi bellissimi a partire dalla mia infanzia.
Non solo fughe sentimentali con fidanzatine ma anche improvvisate con i miei amici più cari.
Non sono mancate visite organizzate grazie ai molti impegni di lavoro e su tutti quelli di accompagnare e seguire mio padre in qualità di suo personal manager.
Negli ultimi anni della sua carriera ho capito tramite il suo sguardo malinconico di dover proseguire il percorso da lui intrapreso a difesa della nostra canzone.
A partire dal momento in cui lui, a causa della sua imminente dipartita, lo avrebbe interrotto ripercorrendolo con la stessa passione e qualità.
E allora eccomi qua a riproporre l’unico vero grande evento che può riportare il canto napoletano e la sua poesia in tutto il mondo: Il Festival della canzone napoletana.
Se gli amministratori ischitani sono concretamente interessati io nell’interesse della canzone napoletana e per la promessa tacita fatta a mio padre, sono pronto.»

INFO:
dila@emmegiischia.com
tel 3914830355 (ore 15-23)

Poesia inedita di Alberto Liguoro
destinata alla raccolta fuori concorso
del premio internazionale
di Arti varie” DILA 2023″

Sei versi in attesa di un senso

I
I bambini piangono
perché il mondo li uccide.
I bambini ridono
perché amano e giocano.
È ‘a voce de’ criature
che saglie chianu chianu.

II
Sento lo Spirito Universale
sopra di me
e la Ragione morale in me,
mentre danza,
intorno ai muri crollati,
alle frontiere abbattute,
ai vascelli sventrati,
la Dea Bellezza,
e davanti ai suoi seni al vento,
l’anima del Mondo
cerca salvezza.

III
Le navi del Mediterraneo
oltre l’orizzonte
trasportano i Morti;
mentre Vite innocenti
regalate
a fredde bare galleggianti,
cantano in coro
Fifteen men on the dead man’s chest.
Una bottiglia di rum e Satana
pensano al resto.

IV
Amor, ch’a nullo amato amar perdona
si te sbatte ‘o core ‘npietto è ammore
si spontano ‘e lacrime è ammore
si pienz’ d’accirere è ammore.
‘A fenesta ‘e Marechiaro
sta ‘nfaccia‘o mare blu,
ma che dd’è?
Se oltre l’abisso
non può esserci amore,
un lungo filo da sarto,
c’è sempre, e abbraccia
i cuori più belli del mondo.

V
Su un antico percorso
lastricato di vittime
di lutti e macerie,
verso la giustizia, la libertà
e l’amore,
temiamo senza badarci,
una sbarra alla fine,
con su scritto:
“strada interrotta per frane”;
ma già oltre un dosso,
tra la nebbia di mare,
sfuma occhieggiante,
il faro dell’isola di Lesbo.

VI

Se la vita è un dono di Dio,
se lo è l’anima di una formica,
chi siamo noi per rifiutare
disprezzare o offendere?
Ma quando
il più raro e prezioso papiro egiziano
mi brucia la pelle,
incrina le pupille,
o intossica i polmoni,
è solo mostruoso
l’obbligo di aprire,
per umano decreto,
le braccia e la mente
all’occhio nefasto di Ra.

Ai 79 morti, 33 dei quali minorenni,
finora accertati, ai numerosi dispersi e
agli 80 profughi giunti in salvo, dei circa
180 a bordo del barcone naufragato nel
mare in tempesta, al largo di Crotone,
il 26 febbraio 2023.

Napoli 13 marzo 2023
Alberto Liguoro

Dalla raccolta di poesie
“LA SAGRA DEL PECCATO”
1957 – 2003 – ISBN 9781470913205
SCRITTA DA BRUNO MANCINI

Le mummie e le vestali

LA FORZA DI IGNAZIE

Se io fossi stata solo figlia
se io fossi stata solo
se io fossi stata
se io fossi
se io
se
per vicoli stretti e fumosi
attenta smarrita
avrei venduto gli occhi.

Se io fossi stata solo sposa
se io fossi stata solo
se io fossi stata
se io fossi
se io
se
per luccichii mimetici
solitaria rarità
avrei gelato le parole.

Se io fossi stata solo madre
se io fossi stata solo
se io fossi stata
se io fossi
se io
se
per veglie e voglie
condannata smarrita
avrei sedato i suoni.

Se io fossi stata solo donna
se io fossi stata solo
se io fossi stata
se io fossi
se io
se
per folli folle disumane
paradisi perduti
avrei tritato i pensieri.

°———°———°———°

Ma tu offendimi
con albe boreali
e poi sussurrami
di tuoni di tempeste
ma tu affondami
in nuvole di abbracci
e poi ritrovami
nelle bugie dei sogni

io vivo da sempre
quasi fossi vestale
attonita.

LA FORZA DI IGNAZII

Come giunco
tra rane

sbattuto
frustato
sferzato
quando avevo vent’anni
ho lasciato mio padre
lui ne aveva cinquanta.

Come graffio
su specchio

stridente
gelante
sfregiante

quando avevo altri anni
ho lasciato l’amata
lei non so.

Come gancio
al labbro

stupisce
tradisce
scurisce

quando avevo più anni
ho lasciato mio figlio
lui era grande.

Come bruco
fra frane

intanato
stordito
immoto

in questo giorno d’afa
ho lasciato la mia immagine
lei non lo capirà.

°———°———°———

Ma tu lisciami
e fasciami
e abbracciami e stringimi
e scoprimi e coprimi
e narrami e ignorami
e forgiami favola ottusa

io vivo da sempre
quasi fossi una mummia
deluso.

https://www.lulu.com/it/shop/bruno-mancini/la-sagra-del-peccato/paperback/product-n4pg97.html?q=la+sagra+del+peccato

Il Dispari 20230313

Il Dispari 20230313 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230313 – Redazione culturale DILA

Angela Maria Tiberi: Lucio Isabella scrittore di vita

Lucio Isabella scrittore, poeta, scultore di vita sarà a Ischia il 21 marzo per presentare le sue opere artistiche in occasione dell’evento “Giornata mondiale della poesia” organizzato dall’Associazione “Da Ischia L’Arte – DILA” presieduta da Bruno Mancini, dal Circolo Sportivo Culturale Il Dragone presieduto da Pasquale Di Costanzo, in collaborazione con la testata giornalistica IL DISPARI di Gaetano Di Meglio, con il Magazine Eudonna e la Casa Editrice IL SEXTANTE entrambi di Mariapia Ciaghi, e con l’Associazione ADA di Dalila Boukhalfa.

L’incontro si svolgerà a partire dalle ore 18, con ingresso gratuito fino ad esaurimento posti, presso la Casa Della Cultura DILA-DRAGONE ubicata nel salone teatro dell’ex Hotel Franceschina in Barano d’Ischia alla Via Corrado Buono 42: INFO dila@emmegiischia.com

Il Dispari 20230313 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230313 – Redazione culturale DILA

Angela Maria Tiberi, vicepresidente DILA, ci illustra il contenuto di una novella di Lucio Isabella.

Figlio di contadini e appartenente ad una famiglia numerosa, orfano di padre all’età di undici anni, Lucio Isabella lascia gli studi in tenera età per dedicarsi ai lavori nei campi.
Lucio Isabella è stato lavoratore instancabile nell’ambito dell’agricoltura per poi diventare, mediante un profondo impegno, disegnatore navale con ampia competenza.

Nell’ambito della sua letteratura si nota una vivace fantasia con dolorose e toccanti vicende, con meravigliosa sensibilità.

Lo chiamano ribelle perché non permette a nessuno che venga a calpestare i valori umani esaltati nei suoi romanzi.

Il Comune di Castellabate ha voluto conferirgli una particolare benemerenza per la diffusione nel mondo delle sue opere che fanno ampio riferimento alla vita e alla cultura del Cilento.

Un libro di racconti dal titolo “Cuore Cilentano”, a cui è stato assegnato Medaglia d’oro per la narrativa al Premio Internazionale “Natale Agropolese”, è entrato nelle scuole toccando il cuore dei giovani,

Visti i titoli, i meriti e l’attività svolta, l’Accademia Internazionale di Belle Arti, Scienze, Lettere, Diritto “Fide Europeoin” gli conferisce solennemente a Norma di Statuto il Diploma Accademico d’Onore Maestro Lucio Isabella, Vate del mito cilentano , iscrivendolo nell’Albo d’Oro il 19 novembre 2006.

Le sue trentasette opere letterarie fanno parte della collana “Storie d’amore e di vita del Cilento”.

Esaminando il romanzo “All’ombra dei castagni”, incluso nella collana “Storie d’amore e di vita nel Cilento” e presentato da Ezio Guandalini, si consiglia il lettore di leggerlo attentamente per riuscire ad ascoltare l’eco di un tempo che accarezza il cuore facendo rivivere i ricordi.

Lucio Isabella racconta in forma poetica l’amore verso la sua terra e la sua famiglia perché la sua anima gentile sa gioire, amare e soffrire e tutto questo traspare nel testo facendoci sentire protagonisti dei personaggi narrati tanto che il lettore sensibile prova profonde emozioni diventando spiritualmente amico dei protagonisti del testo.

Lucio Isabella mette in evidenza che i padroni erano chiamati “Galantuomini” con il termine “Don”, “Eccellenza”.
Il rispetto era obbligatorio e i padroni approfittavano dell’ignoranza dei coloni e dei contadini che lavoravano per loro.
La loro prepotenza rientrava nella norma quotidiana e il buono dei proprietari era una rarità.

Si andava negli anni 39/45 in calesse, carretta e il “traino” era effettuato da asini o muli, difficilmente cavalli.

Dopo la guerra arrivarono nei paesi di campagna o di montagna autobus molto vecchio chiamati “O postale”, perché portavano la posta e qualche raro passeggero.
Era insolito vedere un’automobile per strada.
Regnava il rispetto fra le famiglie e i loro componenti si aiutavano a vicenda mentre ora questa è divenuto rarità nelle grandi città.
I matrimoni si celebravano fra i paesani, mentre le famiglie dei “galantuomini” si imparentavano nello stesso ceto.

Parlandoci dei suoi romanzi, Lucio Isabella ci racconterà, a Ischia il prossimo 21 marzo, queste ed altre emozionanti storie di vita.
Siete tutti invitati!
Angela Maria Tiberi

Il Dispari 20230313 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230313 – Redazione culturale DILA

Da Liga Sarah Lapinska TWITTERONE lettone

1) Agnese Rudzīte, una giovane lady amante dell’Arte e amica dei progetti DILA che lavora insieme al marito presso “CopyPlus”, un laboratorio di stampa in via Mātera 26A, Jelgava – Lettonia, è stata contenta di ricevere in regalo il mio disegno “Asian Tune”.
I turisti dall’Italia e da altri Paesi, così come i residenti di Jelgava, sono gentilmente invitati a visitarli.
Possano entrambi avere successo nella loro piccola impresa e nella loro vita!

2) Aida Turrini conosce e ama la natura. Scatta fotografie nel suo tempo libero. Nelle sue immagini si possono vedere Italia, Argentina, Lettonia e altri paesi.
Lei è una delle finaliste del concorso “Otto milioni – 2022” ed ha ordinato con entusiasmo tre copie dell’antologia “Isole nuove – 2022”.

3) Irinel Daniela Iacob, pittrice di Romania, Bucarest, che ha una formazione ingegneristica e gestionale, è felice di ricevere l’antologia “Isole Nuove – 2022” e il quotidiano “Il Dispari”.
Nelle immagini si vede lei e uno dei suoi dipinti dedicati a fiabe, romanticismo e fate.

4) Viesturs Āboliņš posa con l’antologia “Isole nuove – 2022”, il quotidiano “Il Dispari” e il mio disegno “Fairy tale”.
Lui non solo scrive poesie storiche molto emozionanti, ma anche fiabe, articoli scientifici e di statistica, oltre a fotografare attentamente la natura, soprattutto acque e uccelli acquatici.
È un ingegnere per professione, ed inoltre è esperto di previsioni del tempo.
Buona salute e resistenza a lui!

5) Raimonds, persona di buona volontà, che per ora non vuole rendere noto il suo cognome, ha ricevuto con piacere, interesse e stima la nostra meravigliosa antologia “Una pagina, un’emozione” in regalo.
Grazie a lui e ai suoi amici, ora ho un comodo smartphone e un fornello elettrico altrettanto comodo.
Buona salute e successo in tutto a lui e a suoi amici sinceri!

6) Eda Gyenis (Ungheria) Artista, ottima disegnatrice una delle finaliste del concorso “Otto milioni – 2022” posa con l’antologica “Isole nuove – 2022”.

Aida Turrini 1

Aida Turrini 1

Aida Turrini

Aida Turrini

Irinel Daniela Iacob

Irinel Daniela Iacob

Irinel Daniela Iacob

Irinel Daniela Iacob

Viesturs Āboliņš

Viesturs Āboliņš

Eda Gyenis (Ungheria)

Eda Gyenis (Ungheria)

Liga Lapinska

Liga Lapinska

Il Dispari 20230313 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230313 – Redazione culturale DILA

Dalla raccolta di poesie
“LA SAGRA DEL PECCATO”
1957 – 2003 – ISBN 9781470913205
SCRITTA DA BRUNO MANCINI

Le mummie e le vestali

LA FORZA DI IGNAZIE

Se io fossi stata solo figlia
se io fossi stata solo
se io fossi stata
se io fossi
se io
se
per vicoli stretti e fumosi
attenta smarrita
avrei venduto gli occhi.

Se io fossi stata solo sposa
se io fossi stata solo
se io fossi stata
se io fossi
se io
se
per luccichii mimetici
solitaria rarità
avrei gelato le parole.

Se io fossi stata solo madre
se io fossi stata solo
se io fossi stata
se io fossi
se io
se
per veglie e voglie
condannata smarrita
avrei sedato i suoni.

Se io fossi stata solo donna
se io fossi stata solo
se io fossi stata
se io fossi
se io
se
per folli folle disumane
paradisi perduti
avrei tritato i pensieri.

°———°———°———°

Ma tu offendimi
con albe boreali
e poi sussurrami
di tuoni di tempeste
ma tu affondami
in nuvole di abbracci
e poi ritrovami
nelle bugie dei sogni

io vivo da sempre
quasi fossi vestale
attonita.

LA FORZA DI IGNAZII

Come giunco
tra rane

sbattuto
frustato
sferzato
quando avevo vent’anni
ho lasciato mio padre
lui ne aveva cinquanta.

Come graffio
su specchio

stridente
gelante
sfregiante

quando avevo altri anni
ho lasciato l’amata
lei non so.

Come gancio
al labbro

stupisce
tradisce
scurisce

quando avevo più anni
ho lasciato mio figlio
lui era grande.

Come bruco
fra frane

intanato
stordito
immoto

in questo giorno d’afa
ho lasciato la mia immagine
lei non lo capirà.

°———°———°———

Ma tu lisciami
e fasciami
e abbracciami e stringimi
e scoprimi e coprimi
e narrami e ignorami
e forgiami favola ottusa

io vivo da sempre
quasi fossi una mummia
deluso.

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Il Dispari 20230306

Il Dispari 20230306 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230306 – Redazione culturale DILA

Angela Maria Tiberi recensisce Antonio Scarsella
Il Grifone, la scimmia, l’usignolo
Il Levante Libreria Editrice

Centro di svolgimento del giallo è Sermoneta, borgo medioevale, intrecciandosi con la musica, la cultura, la storia.
I protagonisti del romanzo sono: il campus internazionale di Musica, diventato Fondazione, il Castello di Sermoneta e la Musica, che diventano cornice di un giallo d’ambiente mentre il filo conduttore è la Musica.
Protagonista femminile è Carola Leman sposata con il settantenne Franz Kramer, violoncellista di fama mondiale, direttore del Conservatorio di Stoccolma e di altri istituti di mezza Europa, genio della musica mondiale.
I protagonisti si erano conosciuti a Stoccolma, lei giovanissima impiegata del Conservatorio e lui più di quarant’anni d’età, diventando lei, successivamente, la sua seconda moglie ed assistente di cattedra nello stesso istituto.
Il prof. Kramer teneva i suoi corsi di perfezionamento nel castello di Sermoneta, centro di importanza internazionale della Musica.
La moglie non dava motivo di tradirlo anche se aveva 45 anni e lui settant’anni: c’era complicità fra loro.
Il marito non sapeva che la sua amata fosse attirata sia dal corpo che dalla mente di giovani donne in quanto il suo desiderio di madre non era stato esaudito.
Le avventure con gli uomini non placavano la passione di Carola.
La sua prima donna fu una violoncellista, Agneska, e tra loro vi fu una grande passione e passarono una notte insieme, nella stanza numero 32 dell’Hotel Holiday Inn di Stoccolma.
Si lasciarono.
Colpo di scena del giallo è la morte della giovane Céline nel Castello di Sermoneta.
Così l’autore ci introduce nel giallo.
Chi ha ucciso Céline Bloom?
Non dico altro!
Il giallo è pieno di misteri.
Colgo l’occasione per invitare a meditare per il messaggio sconosciuto a molte persone (inciso all’ingresso del Palazzo di Vetro dell’Onu a New York.) che lo scrittore riporta nel suo testo .
Scritto da un grande poeta di religione mussulmana, vissuto in Persia a cavallo tra il XII e il XIII secolo: Mosleh ad-Din Abdollah, conosciuto come Sa’di: “I figli di Abramo sono membra di uno stesso corpo e della stessa essenza sono stati creati.
Quando anche la più piccola parte, per le avversità della vita, si addolora, anche le altre parti perdono la calma e quiete.
Tu che sei insensibile alle pene altrui mai e poi mai potrai essere chiamato essere umano”.
Complimenti ad Antonio Scarsella e un buon successo di questo fantastico libro.

Angela Maria Tiberi

Il Dispari 20230306 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230306 – Redazione culturale DILA

DICHIARAZIONE RICHIESTA PER LA PARTECIPAZIONE ALLA
12a EDIZIONE DEL
PREMIO INTERNAZIONALE DI ARTI VARIE
“OTTO MILIONI” 2023

Io sottoscritto/a____________________________________________

residente a _______________ in Via______________ N_____ CAP________

tel. ______________________ e-mail________________________________________________

avendo letto, ed accettando tutte le norme del regolamento relativo alla undicesima edizione del Premio internazionale “Otto Milioni”2022 pubblicato anche tramite web all’url

Premi “Otto milioni” 2023 dodicesima edizione

manifesto l’intenzione di partecipare alla sezione
POESIA □ ARTI GRAFICHE □
ARTICOLO □ VIDEO □

della 12a del premio internazionale di Arti Varie “OTTO MILIONI”2023 e, pertanto, nella mia qualità di Autore, allego l’opera dal titolo_________________

A TALE SCOPO DICHIARO DI
1. essere stato informato, ai sensi dell’art. 13 del D.Lgs.196 /2003 sulla tutela dei dati personali, che i miei dati personali forniti all’atto della compilazione della presente richiesta d’iscrizione saranno trattati, in conformità alle norme legislative e regolamentari vigenti e applicabili, con modalità automatiche, anche mediante sistemi informatizzati, solo ed esclusivamente nell’ambito delle operazioni necessarie a consentire la partecipazione del sottoscritto alla 12a edizione del premio internazionale di Arti Varie “OTTO MILIONI” 2023 organizzato da Bruno Mancini;
2. di acconsentire, con la presente richiesta d’iscrizione, al trattamento dei miei dati personali svolto con le modalità e per le finalità sopra indicate ed in conformità alle norme legislative e regolamentari vigenti e applicabili
3. di essere a conoscenza del fatto di poter esercitare i diritti previsti dall’art. 7 della Legge 196/2003, tra i quali il diritto di ottenere la conferma dell’esistenza o meno di dati, nonché la loro cancellazione mediante comunicazione scritta da inoltrare al titolare del trattamento dei dati personali ai sensi e per gli effetti della stessa legge;
4. volere concedere a Bruno Mancini il diritto di pubblicare ed utilizzare la mia suddetta opera in ogni forma e modo, alle condizioni di seguito indicate, affermando, sotto la mia personale responsabilità, di esserne l’unico autore, l’unico titolare dei diritti e di poterne liberamente disporre, così che Bruno Mancini avrà il diritto pieno, esclusivo e definitivo dì pubblicare e di utilizzare in ogni forma e modo la mia suddetta opera nel rispetto del diritto morale dell’autore ai sensi dell’art. 2575 codice civile (diritti di autore e di ingegno), e avrà il diritto di pubblicare la mia suddetta opera anche in via telematica a mezzo internet, come proposta da me Autore e non sarà tenuto ad effettuare alcuna correzione;
5. aver concordato in maniera definitiva con Bruno Mancini che egli NON corrisponderà alcun compenso presente o futuro in mio favore né a titolo di “diritto d’autore”, né per alcun altro diritto, pretesa, rimborso, compenso ed indennità, poiché sono favorevolmente disposto a destinare la mia suddetta opera al gratuito utilizzo da parte di Bruno Mancini per qualunque forma di pubblicazione, e per qualsiasi utilizzazione egli voglia decidere, restando inteso che avrò comunque piena ed assoluta disponibilità della mia suddetta opera, senza dover chiedere consenso a Bruno Mancini, né dovere in alcun modo rendergli conto del suo utilizzo, in quanto io sottoscritto Autore resterò unico titolare della proprietà intellettuale della mia suddetta opera;
6. volere provvedere all’acquisto di n°…… copie del volume antologico “ISPIRAZIONI” se la mia suddetta opera sarà ritenuta idonea a partecipare alla dodicesima edizione del Premio di Arti Varie “OTTO MILIONI” e se sarà pubblicata nella suddetta Antologia.
Data e Luogo…………………. Firma dell’autore …………………….

Ai sensi dell’art. 1341 cod. civ., approvo specificatamente le clausole 1) 2) 3) 4) 5) 6) 7) 8) 9) 10) 11) 12) 13) 14) 15) 16) del regolamento relativo alla 12a edizione del premio internazionale di Arti Varie “OTTO MILIONI” 2023 pubblicato anche tramite web all’url https://www.emmegiischia.com/premi-otto-milioni-2023/

Data e Luogo…………………. Firma dell’autore …………………….

P.S. Aggiungere i dati richiesti, ed inviare entro il 15 Maggio 2023 a dila@emmegiischia.com
Info & contatti: – Tel. 3914830355 – dila@emmegiischia.com

Il Dispari 20230306 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230306 – Redazione culturale DILA

BRUNO MANCINI

Dalla raccolta
Io fui mortale
(2005 – 2009)

Giovane Apaches

Scriverò di te innocente – giovane Apaches –
dalla lunga chioma di grappoli
di grappoli d’uva rossigna,
tra le fiamme dei tronchi
dei tronchi ardenti sfavillanti
una notte di cielo deserto,
deserto, nel cuore del deserto.

Penserò alla tua malinconia – giovane Apaches –
d’attesa e di passioni con occhi memorie
memorie affastellate,
sopra i fumi dei tronchi
dei tronchi assopiti
nelle notti di cielo deserto,
deserto, come il cuore del deserto.

Amerò gli sguardi squillanti – giovane Apaches –
per la felice follia di silenziosi sorrisi
sorrisi all’ombra di tante chimere,
dentro ai profumi dei tronchi
dei tronchi spenti dalla mia ombra
ogni notte di cielo deserto,
deserta, più del cuore del deserto.

Il Dispari 20230306 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230306 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230227

Il Dispari 20230227 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230227 – Redazione culturale DILA

Il Premio internazionale di Arti Varie “Otto milioni” 2023 ideato da Bruno Mancini, dedicato alla memoria di Paola Occhi, Nina Lavieri, Antonio Mencarini, Vincenzo Savarese, organizzato dall’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA” in collaborazione con la testata giornalistica IL DISPARI diretta da Gaetano Di Meglio, con la Casa Editrice IL SEXTANTE e con il magazine Eudonna entrambi riferibili a Mariapia Ciaghi e con l’Associazione algerina ADA presieduta da Dalila Boukhalfa, si sviluppa in quattro sezioni: Poesia – Arti grafiche – Articolo – Video.

Il Dispari 20230227 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230227 – Redazione culturale DILA

Regolamento
TEMA LIBERO

1. L’iscrizione al Premio è completamente gratuita per TUTTI.
2. Una commissione nominata da Bruno Mancini provvederà a selezionare in maniera insindacabile le opere che parteciperanno alla fase finale del Premio.
3. I Soci dell’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA” avranno diritto ad iscrivere UNA loro opera per ciascuna sezione direttamente nel gruppo delle finaliste, purché rispettino quanto prescritto negli articoli successivi di questo regolamento.
Sono esclusi da questa opportunità i Soci DILA che saranno, eventualmente, inseriti in una Giuria del Premio.
Gli Autori che hanno già partecipato ad una qualsiasi delle Antologie pubblicate da Bruno Mancini sono equiparati agli Associati DILA.

SEZIONE POESIA
4. Autori italiani e stranieri potranno iscrivere al Premio non più di 3 poesie ciascuno.
5. Le poesie iscritte al Premio: a) non dovranno avere ricevuto precedenti premi DILA; b) dovranno essere inviate in formato word a dila@emmegiischia.com; c) dovranno essere scritte in lingua italiana; d) dovranno essere composte da un massimo di 30 righe (compreso il titolo ed eventuali spazi bianchi tra i versi e/o tra le strofe); e) potranno essere scritte in una delle seguenti lingue <arabo, francese, inglese, lettone, russo, spagnolo> purché, SOLO in questo caso, siano accompagnate dal versamento di 10,00€ ciascuna come contributo per la traduzione in italiano che verrà effettuata da poeti collaboratori dell’Ass. DILA. Tali versamenti andranno effettuati sull’IBAN che verrà indicato in maniera privata.

SEZIONE ARTI GRAFICHE
4. Autori italiani e stranieri potranno iscrivere al Premio non più di 3 opere ciascuno.
5. Le opere iscritte al Premio: a) non dovranno avere ricevuto precedenti premi DILA; b) dovranno essere inviate in formato jpeg a dila@emmegiischia.com; c) potranno essere realizzate con qualsiasi tecnica, anche digitale e/o fotografica

SEZIONE VIDEO
4. Autori italiani e stranieri potranno iscrivere al Premio non più di 3 video ciascuno.
5. I video iscritti al Premio: a) non dovranno avere ricevuto precedenti premi DILA; b) dovranno essere inviati in formato mp4 o simile a dila@emmegiischia.com; c) potranno essere realizzati con qualsiasi contenuto (musica, recitazione, eventi ecc.); d) dovranno avere la durata massima di quattro minuti.

SEZIONE ARTICOLO
4, Autori italiani e stranieri potranno iscrivere al Premio al massimo 3 articoli ciascuno.
5. Gli articoli iscritti al Premio: a) non dovranno avere ricevuto precedenti premi DILA; b) dovranno essere inviati in formato word a dila@emmegiischia.com; c) potranno essere realizzati su qualsiasi argomento; d) dovranno avere la lunghezza massima di 5.000 battute spazi e titolo compresi.
6. A richiesta degli Autori, TUTTE le opere iscritte al Premio potranno essere pubblicate nell’antologia “ISPIRAZIONI”.
7 La mancata adesione alla suddetta opportunità editoriale NON pregiudicherà in alcun modo la partecipazione delle opere al Premio.
8. L’antologia “ISPIRAZIONI” sarà regolarmente provvista di un codice ISBN.
Il prezzo di copertina del volume in bianco e nero sarà di 22.00 € e la stampa avverrà entro settembre 2021.
9. L’Autore, per partecipare al Premio, dovrà compilare in tutte le sue parti la dichiarazione annessa a questo regolamento e dovrà inviarla a dila@emmegiischia.com debitamente firmata, insieme al file dell’opera proposta.
10. La votazione conclusiva che designerà le opere vincitrici delle sei sezioni, avverrà sommando i punti ricevuti mediante: a) like ai siti web che aderiranno all’iniziativa (1 voto = 1 punto); b) coupon inseriti nelle testate giornalistiche che aderiranno all’iniziativa (1 voto = 10 punti); c) schede allegate all’antologia “ISPIRAZIONI (1 voto = 30 punti), d) voti espressi da giurie nominate da DILA e dagli sponsor del premio -i punti totali assegnati a ciascuna Giuria saranno pari al totale dei punti espressi al capo a).
11. Le opere per partecipare al Premio dovranno pervenire a dila@emmegiischia.com nella loro stesura finale entro e non oltre il 15 Maggio 2023.
12. Il mancato rispetto di una qualsiasi delle norme di questo regolamento sarà causa di esclusione dell’opera dal premio.
13. I nomi dei finalisti saranno annunciati entro il 10 Giugno 2023.
14. La classifica finale sarà resa nota in una data compresa tra il 30 ottobre e il 30 novembre 2023.
15. La cerimonia di premiazione dei vincitori avverrà in una data compresa tra il 10 novembre e il 31 dicembre 2023.
La data e la località della premiazione saranno rese note ai finalisti con un preavviso di almeno 10 giorni.
16. Trattandosi di un premio ad iscrizione COMPLETAMENTE GRATUITA, Bruno Mancini si riserva il diritto di effettuare qualsiasi variazione a questo regolamento, e gli Autori, inviando le proprie opere, ne prendono atto in maniera definitiva.

Il Dispari 20230227 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230227 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230227 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230227 – Redazione culturale DILA

 

Il Dispari 20230227 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230227 – Redazione culturale DILA

 

Il Dispari 20230221

È Carnevale
Dalla raccolta di poesie di
Bruno Mancini

“Non rubate la mia vita”
(2005 – 2007):
ISBN 9781470909499
Paperback EUR 13.87

https://www.amazon.com.be/-/en/Bruno-Mancini/dp/1470909499

È Carnevale
tu mi hai lasciato con una promessa.
Hai detto: “Aspettami.”
“Ritornerò”.

È Carnevale
e ho visto il tuo culetto allontanarsi.
Ho detto: “<È certo.”
“Ti troverò”.

Per vicoli e botteghe
ho mosso il mio delirio incontrollato
la maschera che hai tu
non l’ho rivista più.

Su canali e lagune
ho spinto la mia assurda gelosia
la maschera che hai tu
non l’ho rivista più.

È Carnevale
tu mia hai lasciato con una promessa
ho visto il tuo culetto allontanarsi
la maschera che hai tu
non l’ho rivista più
e adesso guardo alla ti vu
le belle chiappe d’una indù
il piffero va su
della maschera ch’hai tu
non me ne fotte niente più.

Canzone per Carnevale
testo di Bruno Mancini
musica, canto e fisarmonica di Valentina Gavrish
https://youtu.be/yz6YTxU5wbQ

Il Dispari 20230220

Il Dispari 20230220 Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230220 Redazione culturale DILA

C’è un mistero dietro la morte/sepoltura di Vittoria Colonna?
Albertin Galiano ne è sicuro.

Diciamo subito che la poetessa Vittoria Colonna (Marino, aprile 1490 o 1492 – Roma, 25 febbraio 1547), figlia del generale Fabrizio Colonna e di Agnese di Montefeltro e poi moglie di Francesco Ferrante d’Avalos Marchese di Pescara, rappresenta l’icona artistica dell’intera isola d’Ischia.

Infatti, il suo matrimonio con Ferrante d’Avalos fu celebrato ad Ischia nel Castello Aragonese il 27 dicembre 1509 e lì lei trascorse gran parte della sua vita avendo modo di intrattenere relazioni culturali con i migliori artisti e letterati del secolo, tra cui Angelo di Costanzo, Annibale Caro, Bernardo Tasso, Giovanni Pontano, Girolamo Britonio, Jacopo Sannazaro, Ludovico Ariosto, Michelangelo Buonarroti e tanti altri ancora.

Una storia tramandata oralmente, a mio parere più vicina alla realtà che non alla fantasia, vuole che il sommo Michelangelo Buonarroti abbia soggiornato a Ischia in una Torre distante poche centinaia di metri dalle finestre del Castello Aragonese, potendo quindi agevolmente incontrare  la bella castellana.

Certo è storicamente provato che ad un loro primo incontro avvenuto tra il 1536 o 1538, ne seguirono altri già a partire dal 1539 quando ella dimorò a Roma e fino alla sua morte.

Che poi tra loro ci sia stata “solo” una profonda amicizia (come sostengono alcuni storici), oppure si sia sviluppato un amore per niente platonico (come maliziosamente “insinua” la tradizione popolare) certo è che Vittoria ebbe su di lui un grande ascendente, probabilmente anche religioso, tanto che lui le dedicò numerosi componimenti poetici tra i quali è degno di attenzione un madrigale molto simile ad una dichiarazione di amore passionale:

Un uomo in una donna, anzi uno dio
per la sua bocca parla,
ond’io per ascoltarla,
son fatto tal, che ma’ più sarò mio.”
(Michelangelo Buonarroti, Rime, Edizioni Rizzoli, 1981, pag. 268.)

Il Dispari 20230220 Redazione culturale DILA

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Questo lungo preambolo è strumentale alla introduzione dell’argomento definito nel titolo: “C’è un mistero dietro la morte/sepoltura di Vittoria Colonna?” perché Albertin Galiano identifica proprio in Michelangelo Buonarroti il personaggio che avrebbe creato prima e custodito poi il segreto della sepoltura della poetessa.

Quando, in seguito ad una banalissima richiesta di informazioni, sono entrato in contatto con Albertin Galiano riuscendo ad ottenere la sua fiducia nella esposizione sommaria di ciò che egli asseriva di avere appurato durante molti anni di studi e di ricerche, ho capito che, confermata o invalidata che fosse la sua ricostruzione del mistero della sepoltura della “nostra” Vittoria Colonna, certamente sarebbe stato utile presentarla pubblicamente onde avviare un dibattito ma anche una ulteriore nuova serie di indagini e di accertamenti.

Così, contando sulla comprensione del Direttore Gaetano Di Meglio che non ha esitato a mettere diverse pagine a disposizione di questa serie di articoli che inizio oggi, e nella prospettiva di pianificare, per la prossima primavera, un corposo confronto organizzato dall’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA” nella Biblioteca Antoniana di Ischia con la presenza di Albertin Galiano, mi accingo, ora, ad introdurre il risultato della sua ricerca in una sintesi piuttosto succinta, ma sufficientemente idonea a rendere comprensibile l’impegno con il quale è stata perseguita.

Il Dispari 20230220 Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230220 Redazione culturale DILA

Dopo alcuni mesi di contatti telefoni e tramite e-mail, Albertin Galiano mi ha scritto;

«Ho ricevuto la sua risposta, con la sua proposta per un “articolo-intervista” relativo ai risultati dello studio da me eseguito.
Ma, dopo la telefonata di questo pomeriggio, la cosa mi sembra fattibile.
Come è anche superabile il fatto di riuscire a dare una complessiva spiegazione dell’intero studio che si è reso necessario svolgere fino a ottenere i risultati cui ritengo di essere giunto.

Questo perché tale “studio” ha dovuto essere svolto a vari livelli.
Le cronache del tempo tramandate dai cronisti dell’epoca: Giorgio Vasari, Ascanio Condivi, i vari ‘Carteggi’ di Michelangelo, quelli del Vasari.
È una documentazione davvero esorbitante, in rapporto al solo Michelangelo.
Al quale andrebbe aggiunto anche Leonardo da Vinci,
In quanto, relativamente a quelle “figurazioni nascoste” da egli realizzate sulle sue varie “Pietà”, Michelangelo le ha apprese da Leonardo.

E con Leonardo si aprirebbe un altro “Universo” su cui indagare, studiare, per presentarne gli opportuni riscontri.
Un “Universo” molto problematico, date le frammentarie e contraddittorie notizie e tesi, fornite dalla Critica della Storia dell’Arte.
Su tutto ciò è stato necessario fare una verifica degli effettivi fatti storici, cioè degli eventi effettivamente accaduti.

Fare una loro verifica con i riscontri incrociati, perché, relativamente a Leonardo, di quanto ne scrive la Critica dell’Arte, non sembra esserci nulla di certo, tanto che ogni “datazione” che lo riguarda viene immancabilmente accompagnata dalla parola: “circa” (e questo “circa” può essere variabile dai due, quattro, sei, nove o undici anni, ma con tali riferimenti, non si arriva da nessuna parte).

Oltre a questo, è stato necessario anche uno studio filologico sull’espressività usata da Giorgio Vasari, nel trasmettere le sue cronache, relative alle due edizioni delle “Vite” dei vari artisti.
Quella del 1550 e l’altra del 1568.
Questo perché, nel suo scrivere egli dimostra avere anche altre “intenzionalità”, non meglio specificate, insite nel suo “contraddittorio” modo di scrivere; ed è appunto la conoscenza di queste sue “intenzionalità” a permettere una corretta interpretazione dei suoi scritti.

Ed è questo il vero problema con il quale ci si “scontra” con le tesi e le interpretazioni date dall’intero “Mondo Accademico della Storia dell’Arte”.
La quale appare tutta coesa, (i suoi rappresentanti), a sostenere le medesime tesi, citando e pubblicando solo ciò che altri loro “colleghi” hanno già pubblicato.
 
E, in effetti, nelle loro pubblicazioni non fanno altro che compiere delle “citazioni bibliografiche”, al fine di acquisire credito e sostegno dai loro “colleghi”, che ne hanno già scritto, riportando dati “effimeri”.
Ed il loro “gioco” sembra essere questo: ripetere ciò che altri hanno già scritto, senza nemmeno andare a verificarlo.
Tanto è vero che, hanno anche “riscritto” le due edizioni delle “Vite” di Giorgio Vasari, al fine di renderle “in un italiano meglio leggibile”.

 
Ed in questo hanno commesso degli errori di trascrizione, alterando di fatto il testo originale, il quale ha acquisito un diverso significato.
Il guaio è che ora tutti gli “esperti critici” della Storia dell’Arte fanno uso di queste “nuove edizioni”, (alterate).
Chi glielo va a dire?

 Ma soprattutto: sarebbe forse possibile che essi ammettano questi loro macroscopici errori?
Eppure, verificarlo, sarebbe cosa semplicissima.
È sufficiente fare un confronto con i testi originali scritti da Giorgio Vasari.
Cosa che ho fatto.

 
Mi sono procurato delle copie facsimili degli originali, e lì,ho notato subito la differenza.
Anche se poi, è necessario uno studio “filologico” sul modo di scrivere di Giorgio Vasari, per comprenderne le implicazioni. Ovvero, quanto effettivamente accaduto.
Questo per via delle sue “intenzionalità”.

 
Intenzionalità che alla sua epoca, (per via di quegli “Apparati Inquisitori”, allora esistenti, e dell’elenco dei libri proibiti), non poteva permettersi di scrivere e pubblicare.
Se l’avesse fatto, il Vasari sarebbe sparito, lui e le sue opere.

 
E con lui anche Michelangelo, e di loro, oggi non ne sapremmo nulla.
Senza tralasciare Leonardo da Vinci.
Perché anche lui è stato perseguitato dall’Inquisizione.
A causa del suo pensiero è stato “esiliato” in Francia. Anche se questo “esilio” è stato presentato come un “regale invito del Re Francese Francesco I°”.
Come può rendersi conto, le argomentazioni complessive di questo mio studio su Michelangelo Buonarroti, non riguardano solo lui, ma un po’ tutta la storia del periodo nel quale è vissuto.

 
Le cui ripercussioni ancora oggi sussistono, quando si parla di questi personaggi.
“Personaggi” verso i quali abbiano contratto un “debito Culturale” enorme.
Un “debito” del quale i così detti “Grandi Critici dell’Arte” non sembrano essere consapevoli.
È anche pur vero che di questo aspetto “Inquisitorio” si potrebbe accennarne di sfuggita, ma dato che si dovrebbe parlare della Pietà Rondanini, e delle “figure”, nascostamente scolpite da Michelangelo sulla sua superficie, considerando che anche questa Pietà, (come la Pietà Bandini di Firenze), è anch’essa andata distrutta; e in modo misterioso, perché le caratteristiche proprie della statua indicano che non è stato Michelangelo a romperla, e quindi, deve essere stato qualcun altro.

 
Chi?
Chi è stato?
Anche a questa domanda vi è la risposta, sotto forma di una immagine, la quale indica i motivi per cui la versione originaria è stata distrutta.

Così, ora, dopo la telefonata intercorsa, mi metto al lavoro per scrivere e presentare i motivi per cui è da ritenere che la Pietà Rondanini sia l’opera nella quale Michelangelo ha voluto esprimere e raffigurare tutto il suo sentimento vissuto per Vittoria Colonna.
Con grande simpatia e cordialità.

 
E a risentirla.
Galiano Albertin.
»

Ma per conoscere il mistero che si nasconde dietro la morte/sepoltura di Vittoria Colonna ci dobbiamo dare appuntamento alla prossima puntata, sempre su questa pagina e sempre di lunedì, perché vi proporremo il testo integrale di ciò che Albertin Galiano ci ha scritto a tale proposito.

Bruno Mancini – Presidente DILA

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ILA

NUSIV

 

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Benito Corradini premia Bruno Mancini Premio Fontane di Roma

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Chiara Pavoni legge la poesia TA di Bruno Mancini Premio Fontane di Roma

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Chiara Pavoni Premio Fontane di Roma

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Milena Petrarca Premio Fontane di Roma

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Bruno Scapini Premio Fontane di Roma

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Fabio Ricci Premio Fontane di Roma

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Mauro Montacchiesi Premio Fontane di Roma

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Benito Corradini Premio Fontane di Roma

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Premio Fontane di Roma – Quarantesima edizione – 3 aprile 2023

Premio Fontane di Roma

Patrocini (richiesti)
Parlamento Europeo ) Presidenza Consiglio dei Ministri /
Ministeri Cultura – Esteri – Turismo – Regione Lazio
Roma Capitale

40° Premio Internazionale

FONTANE DI ROMA

Arte – Cultura – Solidarietà

Omaggio a Dante Alighieri

CAMERA dei DEPUTATI

Aula Palazzo Gruppi Parlamentari
Via Campo Marzio, 78  – 00186 Roma
3 Aprile 2023 / ore 17

Promoter
FONDAZIONE la SPONDA
Dott. Benito Corradini / Presidente

Via Vespasiano 12 –  00192 Roma – Tel. +39063201443 – 351938384
email lasponda2@gmail.com / www.accademialasponda.com

Premiato BRUNO MANCINI:

Premio Fontane di Roma - Quarantesima edizione - 3 aprile 2023

Premio Fontane di Roma – Quarantesima edizione – 3 aprile 2023

Una poesia per la pace
 dalla raccolta di poesie

“Agli angoli degli occhi”

(1962 – 1964)      

interpretata dall’attrice

Chiara Pavoni

TA

1

Ta
ta, tatà, ta
ta, tatà, ta
tatata
ta, tatà, ta
tatà, ta, ta
ta, tatà, ta
ta, tatà, ta
tatatatatatata.

2

Spari
le armi parlano.
Dissanguano montagne.
Uomini parlano
le armi parlano.
Le armi tacciano
gli uomini muoiono.
Uomini muoiono
le armi tacciono.

3

…….. in cielo,
sott’acqua, sull’acqua,
nel ferro, vicino al ferro,
vicino all’esplosivo, il fabbro,
il contadino, il borsaiolo:
i corpi.

4

Cantano.
I folli cantano.
Uccidere dovrebbero.
La loro pazienza.
La loro mansuetudine.
Il suicidio.
L’omicidio.
La guerra.
La potenza.
Infine.

5

Cantano le loro donne,
che a casa partoriscono sole
che zappano sole
che sole
con altre sole
sole vivono
distrutte
voglie.

6

Ta
ta, tatà, ta
ta, tatà, ta
sparano altri soli
tatatatatatata
dissanguano montagne
cantano le montagne.
Dissanguano le donne
cantano le donne.

7

“Alla fine di quelle montagne esiste il regno dei nostri figli. Lì, siate eroi per le vostre donne combattendo lottando vincendo.”

8

Applaudono.
I folli applaudono.
Uccidere dovrebbero.
“Siate eroi per le vostre donne.”
Uccidere dovrebbero.

“Combattendo lottando vincendo.”
Donne.
Uomini.
Risuscitando.
Eroi.

Premio Fontane di Roma - Quarantesima edizione - 3 aprile 2023

Premio Fontane di Roma – Quarantesima edizione – 3 aprile 2023

Premio Fontane di Roma - Quarantesima edizione - 3 aprile 2023

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Premio Fontane di Roma - Quarantesima edizione - 3 aprile 2023

Premio Fontane di Roma – Quarantesima edizione – 3 aprile 2023

Cartella di grafica

Premio Fontane di Roma - Quarantesima edizione - 3 aprile 2023

Premio Fontane di Roma – Quarantesima edizione – 3 aprile 2023

Premio Fontane di Roma - Quarantesima edizione - 3 aprile 2023

Premio Fontane di Roma – Quarantesima edizione – 3 aprile 2023

Premio Fontane di Roma - Quarantesima edizione - 3 aprile 2023

Premio Fontane di Roma – Quarantesima edizione – 3 aprile 2023

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Premio Fontane di Roma – Quarantesima edizione – 3 aprile 2023

Premio Fontane di Roma - Quarantesima edizione - 3 aprile 2023

Premio Fontane di Roma – Quarantesima edizione – 3 aprile 2023

Premio Fontane di Roma - Quarantesima edizione - 3 aprile 2023

Premio Fontane di Roma – Quarantesima edizione – 3 aprile 2023

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Premio Fontane di Roma – Quarantesima edizione – 3 aprile 2023

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Premio Fontane di Roma – Quarantesima edizione – 3 aprile 2023

Premio Fontane di Roma - Quarantesima edizione - 3 aprile 2023

Premio Fontane di Roma – Quarantesima edizione – 3 aprile 2023

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Premio Fontane di Roma – Quarantesima edizione – 3 aprile 2023

 

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DILA

NUSIV

Applaudono.
I folli applaudono.
Uccidere dovrebbero.
“Siate eroi per le vostre donne.”
Uccidere dovrebbero.

“Combattendo lottando vincendo.”
Donne.
Uomini.
Risuscitando.
Eroi.

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DILA

NUSIV

Rassegna stampa Premio Fontane di Roma

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Rassegna stampa Premio Fontane di Roma

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Saranno premiati Gaetano Di Meglio, Bruno Mancini e  Daniele Morgera?

Comunicato stampa della Fondazione La Sponda – Via Vespasiano, 12 – 00192 Roma

Il 40° Premio Internazionale FONTANE DI ROMA Omaggio a Dante Alighieri si terrà a ROMA nell’Aula dei Gruppi Parlamentari (Via di Campo Marzio, 78) il giorno 3 Aprile 2023 – ore 16/19

(dalle ore 15, ingresso da Via Uffici del Vicario, 21 Roma)

Il Dott. Benito Corradini, Presidente della FONDAZIONE LA SPONDA, nel prosieguo delle edizioni del Premio FONTANE DI ROMA, ideato da decenni per l’Accademia Internazionale La Sponda, d’intesa col Comitato Promotore, sta definendo i Patrocini e le presenze di Organismi Internazionali e Nazionali, la partecipazione di Ambasciate, Accademie e Associazioni di Arte, Cultura, Solidarietà e l’organizzazione del 40° Premio Internazionale Fontane di Roma.

Presidente onorario del Premio è S. Ecc. Mons. Marcello Semeraro, Prefetto della Pontificia Congregazione delle Cause dei Santi.

La Giuria, composta da S. Ecc. Prof. Gianfranco Girotti (Presidente), Benito Corradini (Vice Pres), Giorgio Bruzzese, Silvana Calcagni, Luca Caruso, Raffaele Cavaliere, Rosa Dalmiglio, Fulvio Rocco De Marinis, Guido D’Ubaldo, Filippo Esposito, Margherita Ferraris, Porfirio Grazioli, Mimoza Haxhiaj, Gianni Lattanzio, Elisabetta Lomoro,Umberto Puato, Anna Selvaggi, Maurizio Tcheng, Francesca Triticucci, Lucio Vetrella, sta definendo l’elenco dei Premiati (Personalità, VIP, Autorità del Vaticano, Ambasciatori, Personalità di Sanità, Cultura, Arte, Solidarietà, Ambiente, Lavoro, Sport).

I Trofei del Premio sono stati realizzati dal Prof. Domenico Annicchiarico, dal Maestro Ferdinando Codognotto, con Grafiche degli Artisti Pietra Barrasso, Giovanni Crabuzza, Rosanna Della Valle, Roberto Gabrieli, Silvana Galeone, Gianprovvé, Lucio Trojano.

Per la presenza al Premio, alla Sala dei Gruppi Parlamentari, è necessario prenotarsi, sia per motivi di registrazione che per disponibilità dei posti.

Grazie.
Il Comitato Promotore
Roma, 21 Marzo 2023

Dalla raccolta di poesie

 “LA SAGRA DEL PECCATO”

1957 – 2003 – ISBN 9781470913205

scritta da Bruno Mancini
 
Le mummie e le vestali
 
LA FORZA DI IGNAZIE
 
Se io fossi stata solo figlia
se io fossi stata solo
se io fossi stata
se io fossi
se io
se
per vicoli stretti e fumosi
attenta smarrita
avrei venduto gli occhi.
 
Se io fossi stata solo sposa
se io fossi stata solo
se io fossi stata
se io fossi
se io
se
per luccichii mimetici
solitaria rarità
avrei gelato le parole.
 
Se io fossi stata solo madre
se io fossi stata solo
se io fossi stata
se io fossi
se io
se
per veglie e voglie
condannata smarrita
avrei sedato i suoni.
 
Se io fossi stata solo donna
se io fossi stata solo
se io fossi stata
se io fossi
se io
se
per folli folle disumane
paradisi perduti
avrei tritato i pensieri.
 
°———°———°———°
 
Ma tu offendimi
con albe boreali
e poi sussurrami
di tuoni di tempeste
ma tu affondami
 in nuvole di abbracci
e poi ritrovami
nelle bugie dei sogni
 
io vivo da sempre
quasi fossi vestale
attonita.
 
 
LA FORZA DI IGNAZII
 
Come giunco
tra rane
 
sbattuto
frustato
sferzato
quando avevo vent’anni
ho lasciato mio padre
lui ne aveva cinquanta.
 
Come graffio
su specchio
 
stridente
gelante
sfregiante
 
quando avevo altri anni
ho lasciato l’amata
lei non so.
 
Come gancio
al labbro
 
stupisce
tradisce
scurisce
 
quando avevo più anni
ho lasciato mio figlio
lui era grande.
 
Come bruco
fra frane
 
intanato
stordito
immoto
 
in questo giorno d’afa
ho lasciato la mia immagine
lei non lo capirà.
 
°———°———°———
 
Ma tu lisciami
e fasciami
e abbracciami e stringimi
e scoprimi e coprimi
e narrami e ignorami
e forgiami favola ottusa
 
io vivo da sempre
quasi fossi una mummia
deluso.
 

https://www.lulu.com/it/shop/bruno-mancini/la-sagra-del-peccato/paperback/product-n4pg97.html?q=la+sagra+del+peccato

 

Premio Fontane di Roma

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FONTANE DI ROMA

Arte – Cultura – Solidarietà

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CAMERA dei DEPUTATI

Aula Palazzo Gruppi Parlamentari
Via Campo Marzio, 78  – 00186 Roma
3 Aprile 2023 / ore 17

Promoter
FONDAZIONE la SPONDA
Dott. Benito Corradini / Presidente

Via Vespasiano 12 –  00192 Roma – Tel. +39063201443 – 351938384
email lasponda2@gmail.com / www.accademialasponda.com

Premiato BRUNO MANCINI:

Premio Fontane di Roma - Quarantesima edizione - 3 aprile 2023

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Una poesia per la pace
 dalla raccolta di poesie

“Agli angoli degli occhi”

(1962 – 1964)      

interpretata dall’attrice

Chiara Pavoni

TA

1

Ta
ta, tatà, ta
ta, tatà, ta
tatata
ta, tatà, ta
tatà, ta, ta
ta, tatà, ta
ta, tatà, ta
tatatatatatata.

2

Spari
le armi parlano.
Dissanguano montagne.
Uomini parlano
le armi parlano.
Le armi tacciano
gli uomini muoiono.
Uomini muoiono
le armi tacciono.

3

…….. in cielo,
sott’acqua, sull’acqua,
nel ferro, vicino al ferro,
vicino all’esplosivo, il fabbro,
il contadino, il borsaiolo:
i corpi.

4

Cantano.
I folli cantano.
Uccidere dovrebbero.
La loro pazienza.
La loro mansuetudine.
Il suicidio.
L’omicidio.
La guerra.
La potenza.
Infine.

5

Cantano le loro donne,
che a casa partoriscono sole
che zappano sole
che sole
con altre sole
sole vivono
distrutte
voglie.

6

Ta
ta, tatà, ta
ta, tatà, ta
sparano altri soli
tatatatatatata
dissanguano montagne
cantano le montagne.
Dissanguano le donne
cantano le donne.

7

“Alla fine di quelle montagne esiste il regno dei nostri figli. Lì, siate eroi per le vostre donne combattendo lottando vincendo.”

8

Applaudono.
I folli applaudono.
Uccidere dovrebbero.
“Siate eroi per le vostre donne.”
Uccidere dovrebbero.

“Combattendo lottando vincendo.”
Donne.
Uomini.
Risuscitando.
Eroi.

Premio Fontane di Roma - Quarantesima edizione - 3 aprile 2023

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NUSIV

Applaudono.
I folli applaudono.
Uccidere dovrebbero.
“Siate eroi per le vostre donne.”
Uccidere dovrebbero.

“Combattendo lottando vincendo.”
Donne.
Uomini.
Risuscitando.
Eroi.

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3 Aprile 2023 / ore 17

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FONDAZIONE la SPONDA
Dott. Benito Corradini / Presidente

Via Vespasiano 12 –  00192 Roma – Tel. +39063201443 – 351938384
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Premiato BRUNO MANCINI:

Premio Fontane di Roma - Quarantesima edizione - 3 aprile 2023

Premio Fontane di Roma – Quarantesima edizione – 3 aprile 2023

Una poesia per la pace
 dalla raccolta di poesie

“Agli angoli degli occhi”

(1962 – 1964)      

interpretata dall’attrice

Chiara Pavoni

TA

1

Ta
ta, tatà, ta
ta, tatà, ta
tatata
ta, tatà, ta
tatà, ta, ta
ta, tatà, ta
ta, tatà, ta
tatatatatatata.

2

Spari
le armi parlano.
Dissanguano montagne.
Uomini parlano
le armi parlano.
Le armi tacciano
gli uomini muoiono.
Uomini muoiono
le armi tacciono.

3

…….. in cielo,
sott’acqua, sull’acqua,
nel ferro, vicino al ferro,
vicino all’esplosivo, il fabbro,
il contadino, il borsaiolo:
i corpi.

4

Cantano.
I folli cantano.
Uccidere dovrebbero.
La loro pazienza.
La loro mansuetudine.
Il suicidio.
L’omicidio.
La guerra.
La potenza.
Infine.

5

Cantano le loro donne,
che a casa partoriscono sole
che zappano sole
che sole
con altre sole
sole vivono
distrutte
voglie.

6

Ta
ta, tatà, ta
ta, tatà, ta
sparano altri soli
tatatatatatata
dissanguano montagne
cantano le montagne.
Dissanguano le donne
cantano le donne.

7

“Alla fine di quelle montagne esiste il regno dei nostri figli. Lì, siate eroi per le vostre donne combattendo lottando vincendo.”

8

Applaudono.
I folli applaudono.
Uccidere dovrebbero.
“Siate eroi per le vostre donne.”
Uccidere dovrebbero.

“Combattendo lottando vincendo.”
Donne.
Uomini.
Risuscitando.
Eroi.

Premio Fontane di Roma - Quarantesima edizione - 3 aprile 2023

Premio Fontane di Roma – Quarantesima edizione – 3 aprile 2023

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DILA

NUSIV

Applaudono.
I folli applaudono.
Uccidere dovrebbero.
“Siate eroi per le vostre donne.”
Uccidere dovrebbero.

“Combattendo lottando vincendo.”
Donne.
Uomini.
Risuscitando.
Eroi.

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DILA

NUSIV

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1 Montecitorio premio Fontane di Roma 3 aprile 2023 Antonio Palladino e Gianna Formato

1 Montecitorio premio Fontane di Roma 3 aprile 2023 Antonio Palladino e Gianna Formato

1 Montecitorio premio Fontane di Roma 3 aprile 2023 l'emozione di Milena Petrarca

1 Montecitorio premio Fontane di Roma 3 aprile 2023 l’emozione di Milena Petrarca

2 Montecitorio premio Fontane di Roma 3 aprile 2023 l'allegria di Milena Petrarca

2 Montecitorio premio Fontane di Roma 3 aprile 2023 l’allegria di Milena Petrarca

3 Montecitorio premio Fontane di Roma 3 aprile 2023 la felicità di Milena Petrarca

3 Montecitorio premio Fontane di Roma 3 aprile 2023 la felicità di Milena Petrarca

4 Montecitorio premio Fontane di Roma 3 aprile 2023 l'attesa di Milena Petrarca

4 Montecitorio premio Fontane di Roma 3 aprile 2023 l’attesa di Milena Petrarca

5 Montecitorio premio Fontane di Roma 3 aprile 2023 Milena Petrarca & sorelle

5 Montecitorio premio Fontane di Roma 3 aprile 2023 Milena Petrarca & sorelle

6 Montecitorio premio Fontane di Roma 3 aprile 2023 (90) Milena Petrarca prepara il suo intervento

6 Montecitorio premio Fontane di Roma 3 aprile 2023 (90) Milena Petrarca prepara il suo intervento

7 Montecitorio premio Fontane di Roma 3 aprile 2023 (107) premiazione Bruno Mancini

7 Montecitorio premio Fontane di Roma 3 aprile 2023 (107) premiazione Bruno Mancini

Montecitorio premio Fontane di Roma 3 aprile 2023 (1)

Montecitorio premio Fontane di Roma 3 aprile 2023 (1)

Montecitorio premio Fontane di Roma 3 aprile 2023 (15)

Montecitorio premio Fontane di Roma 3 aprile 2023 (15)

Montecitorio premio Fontane di Roma 3 aprile 2023 (20) pubblico in sala

Montecitorio premio Fontane di Roma 3 aprile 2023 (20) pubblico in sala

Montecitorio premio Fontane di Roma 3 aprile 2023 (25) diploma Silvia Cavalli

Montecitorio premio Fontane di Roma 3 aprile 2023 (25) diploma Silvia Cavalli

Montecitorio premio Fontane di Roma 3 aprile 2023 (26)

Montecitorio premio Fontane di Roma 3 aprile 2023 (26)

Montecitorio premio Fontane di Roma 3 aprile 2023 (27)

Montecitorio premio Fontane di Roma 3 aprile 2023 (27)

Montecitorio premio Fontane di Roma 3 aprile 2023 (28)

Montecitorio premio Fontane di Roma 3 aprile 2023 (28)

Montecitorio premio Fontane di Roma 3 aprile 2023 (29) premiati

Montecitorio premio Fontane di Roma 3 aprile 2023 (29) premiati

Montecitorio premio Fontane di Roma 3 aprile 2023 (30)

Montecitorio premio Fontane di Roma 3 aprile 2023 (30)

Montecitorio premio Fontane di Roma 3 aprile 2023 (31) premiati

Montecitorio premio Fontane di Roma 3 aprile 2023 (31) premiati

Montecitorio premio Fontane di Roma 3 aprile 2023 (32) premiati

Montecitorio premio Fontane di Roma 3 aprile 2023 (32) premiati

Montecitorio premio Fontane di Roma 3 aprile 2023 (33)

Montecitorio premio Fontane di Roma 3 aprile 2023 (33)

Montecitorio premio Fontane di Roma 3 aprile 2023 (34) premiati

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Montecitorio premio Fontane di Roma 3 aprile 2023

Montecitorio premio Fontane di Roma 3 aprile 2023

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Montecitorio premio Fontane di Roma 3 aprile 2023

Montecitorio premio Fontane di Roma 3 aprile 2023

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Montecitorio premio Fontane di Roma 3 aprile 2023

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Montecitorio premio Fontane di Roma 3 aprile 2023

Montecitorio premio Fontane di Roma 3 aprile 2023

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Montecitorio premio Fontane di Roma 3 aprile 2023

Montecitorio premio Fontane di Roma 3 aprile 2023

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Montecitorio premio Fontane di Roma 3 aprile 2023

Montecitorio premio Fontane di Roma 3 aprile 2023

Montecitorio premio Fontane di Roma 3 aprile 2023

Montecitorio premio Fontane di Roma 3 aprile 2023

Montecitorio premio Fontane di Roma 3 aprile 2023

Montecitorio premio Fontane di Roma 3 aprile 2023

Montecitorio premio Fontane di Roma 3 aprile 2023

Montecitorio premio Fontane di Roma 3 aprile 2023

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“Agli angoli degli occhi”

(1962 – 1964)      

interpretata dall’attrice

Chiara Pavoni

TA

1

Ta
ta, tatà, ta
ta, tatà, ta
tatata
ta, tatà, ta
tatà, ta, ta
ta, tatà, ta
ta, tatà, ta
tatatatatatata.

2

Spari
le armi parlano.
Dissanguano montagne.
Uomini parlano
le armi parlano.
Le armi tacciano
gli uomini muoiono.
Uomini muoiono
le armi tacciono.

3

…….. in cielo,
sott’acqua, sull’acqua,
nel ferro, vicino al ferro,
vicino all’esplosivo, il fabbro,
il contadino, il borsaiolo:
i corpi.

4

Cantano.
I folli cantano.
Uccidere dovrebbero.
La loro pazienza.
La loro mansuetudine.
Il suicidio.
L’omicidio.
La guerra.
La potenza.
Infine.

5

Cantano le loro donne,
che a casa partoriscono sole
che zappano sole
che sole
con altre sole
sole vivono
distrutte
voglie.

6

Ta
ta, tatà, ta
ta, tatà, ta
sparano altri soli
tatatatatatata
dissanguano montagne
cantano le montagne.
Dissanguano le donne
cantano le donne.

7

“Alla fine di quelle montagne esiste il regno dei nostri figli. Lì, siate eroi per le vostre donne combattendo lottando vincendo.”

8

Applaudono.
I folli applaudono.
Uccidere dovrebbero.
“Siate eroi per le vostre donne.”
Uccidere dovrebbero.

“Combattendo lottando vincendo.”
Donne.
Uomini.
Risuscitando.
Eroi.

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Applaudono.
I folli applaudono.
Uccidere dovrebbero.
“Siate eroi per le vostre donne.”
Uccidere dovrebbero.

“Combattendo lottando vincendo.”
Donne.
Uomini.
Risuscitando.
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TA

1

Ta
ta, tatà, ta
ta, tatà, ta
tatata
ta, tatà, ta
tatà, ta, ta
ta, tatà, ta
ta, tatà, ta
tatatatatatata.

2

Spari
le armi parlano.
Dissanguano montagne.
Uomini parlano
le armi parlano.
Le armi tacciano
gli uomini muoiono.
Uomini muoiono
le armi tacciono.

3

…….. in cielo,
sott’acqua, sull’acqua,
nel ferro, vicino al ferro,
vicino all’esplosivo, il fabbro,
il contadino, il borsaiolo:
i corpi.

4

Cantano.
I folli cantano.
Uccidere dovrebbero.
La loro pazienza.
La loro mansuetudine.
Il suicidio.
L’omicidio.
La guerra.
La potenza.
Infine.

5

Cantano le loro donne,
che a casa partoriscono sole
che zappano sole
che sole
con altre sole
sole vivono
distrutte
voglie.

6

Ta
ta, tatà, ta
ta, tatà, ta
sparano altri soli
tatatatatatata
dissanguano montagne
cantano le montagne.
Dissanguano le donne
cantano le donne.

7

“Alla fine di quelle montagne esiste il regno dei nostri figli. Lì, siate eroi per le vostre donne combattendo lottando vincendo.”

8

Applaudono.
I folli applaudono.
Uccidere dovrebbero.
“Siate eroi per le vostre donne.”
Uccidere dovrebbero.

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Premio Fontane di Roma – Quarantesima edizione – 3 aprile 2023

Premio Fontane di Roma - Quarantesima edizione - 3 aprile 2023

Premio Fontane di Roma – Quarantesima edizione – 3 aprile 2023

Premio Fontane di Roma - Quarantesima edizione - 3 aprile 2023

Premio Fontane di Roma – Quarantesima edizione – 3 aprile 2023

Premio Fontane di Roma - Quarantesima edizione - 3 aprile 2023

Premio Fontane di Roma – Quarantesima edizione – 3 aprile 2023

Premio Fontane di Roma - Quarantesima edizione - 3 aprile 2023

Premio Fontane di Roma – Quarantesima edizione – 3 aprile 2023

Premio Fontane di Roma - Quarantesima edizione - 3 aprile 2023

Premio Fontane di Roma – Quarantesima edizione – 3 aprile 2023

Premio Fontane di Roma - Quarantesima edizione - 3 aprile 2023

Premio Fontane di Roma – Quarantesima edizione – 3 aprile 2023

Premio Fontane di Roma - Quarantesima edizione - 3 aprile 2023

Premio Fontane di Roma – Quarantesima edizione – 3 aprile 2023

 

Galleria fotografica

Galleria video

Galleria premiazione Bruno Mancini

Rassegna stampa

DILA

NUSIV

PUBBLICAZIONI EDITORIALI

La Sponda

Rassegna fotografica – Sotto il cielo di aprile – 2 aprile 2023

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Rassegna fotografica – Sotto il cielo di aprile – 2 aprile 2023

Rassegna fotografica – Sotto il cielo di aprile

Rassegna fotografica - Sotto il cielo di aprile

Rassegna fotografica – Sotto il cielo di aprile

 

Rassegna fotografica - Sotto il cielo di aprile

Rassegna fotografica – Sotto il cielo di aprile

 

Rassegna fotografica - Sotto il cielo di aprile

Rassegna fotografica – Sotto il cielo di aprile

Rassegna fotografica - Sotto il cielo di aprile

Chiara Pavoni – Rassegna fotografica – Sotto il cielo di aprile

Rassegna fotografica - Sotto il cielo di aprile

Chiara Pavoni – Rassegna fotografica – Sotto il cielo di aprile

Rassegna fotografica - Sotto il cielo di aprile

Michela Zanarella – Rassegna fotografica – Sotto il cielo di aprile

Rassegna fotografica - Sotto il cielo di aprile

Michela Zanarella – Rassegna fotografica – Sotto il cielo di aprile

Rassegna fotografica - Sotto il cielo di aprile

Rassegna fotografica – Sotto il cielo di aprile

Sotto il cielo di aprile - 2 aprile 2023

L’Associazione culturale DA ISCHIA L’ARTE—DILA APS

PRESENTA Eventi di Arte e Cultura

Sotto il cielo di aprile – 2 aprile 2023

Domenica 2 aprile 2023
ore 18:00 INTERNO 4
Via della Lungara, 44

Interverranno i poeti:

Elisabetta Pamela Petrolati, Luciana Capece, Patrizia Palombi, Veronica Paredes, Loretta Liberati, Anna Avelli, Barbara Maresti, Guido Tracanna, FRancesca Peronace, Valentina Riposati, Tullia Ranieri, Francesca Liani, Paola Oliva, Mario Pino Toscano, Marsia Bambace, Elisabetta Biondi Della Sdriscia, Orietta Petrignani, Nicola Foti, Victoria Suriani, Antonella Ariosto, Lucio Macchia, Maria Rita Barbonari, Bruno Mancini, Michela Zanarella

Maria Cavicchioni, pittrice

Presenta Chiara Pavoni

APERITIVO ARTISTICO
Si richiede cortesemente di confermare la presenza ad numero 347 6781074

DILA & Interno 4

Rassegna fotografica

Sotto il cielo di aprile – 2 aprile 2023

Il Dispari 20230403 – Redazione culturale DILA

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Il Dispari 20230403 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230403

Il Dispari 20230403 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230403 – Redazione culturale DILA

“Cleopatra la schiava dei romani” di Giuseppe Lorin

Lo scrittore Giuseppe Lorin, amico dei progetti culturali Made in Ischia ideati e realizzati dall’Associazione di Promozione Sociale DILA APS, ci ha inviato in lettura il suo pregevole saggio introduttivo nella terra dei faraoni intitolato “Cleopatra la schiava dei romani”.

Presentato a Roma lo scorso 21 marzo, la forte suggestione della storia, dei personaggi e della edotta e chiara narrazione di cui il libro è portatore è stata ulteriormente gratificata dall’interpretazione dell’attrice Chiara Pavoni (ormai ben nota anche ad Ischia per avere organizzato e presentato alcuni eventi nella Biblioteca Antoniana), coadiuvata dalla presenza di un centurione in alta uniforme, Carlo Mele. Chiara Pavoni si è esibita nel ruolo della nutrice di Cleopatra VII, regina dell’alto e del basso Nilo, così come si legge nel monologo scritto da Giuseppe Lorin.

Ha moderato l’evento l’archeologa dott.ssa Elisa Carrisi assistita dall’archeo architetto Paolo Meogrossi, fautore della grande pedana lignea nel Colosseo.

La poetessa Michela Zanarella (Socia fondatrice di DILA) ha letto alcune sue poesie inserite nel saggio di Giuseppe Lorin.

Non potevamo certo mancare di chiedere a Giuseppe Lorin, in esclusiva per IL DISPARI, un suo “pensiero” sull’attualità della vicenda narrata.

E lui ha benevolmente accettato di risponderci con le argute considerazioni che qui trascriviamo:

«La definizione “schiava dei romani” riferita alla regina dell’Egitto è un eufemismo che sostituisce e chiarisce, in forma affettiva, quel fascino amoroso che la regina ha avuto su Giulio Cesare, ammirato ed amato dal popolo di Roma e dal quale ebbe un figlio ovvero, Tolomeo Cesare XV Philopátor Philométor (devoto al padre e alla madre) che venne soprannominato Cesarione perché figlio di Cesare.

Cleopatra è stata una delle donne con più potere dal punto di vista politico della storia antica. Oggigiorno esistono figure politiche femminili che possono assimilarsi in importanza o strategia alla regina egizia, contestualizzando il suo modo di agire all’epoca in cui viviamo perché Cleopatra è antesignana del pensiero europeo, una eroina ante litteram d’Europa; è stata la prima Ursula von der Leyen della storia.

Stirpe generata in Macedonia ellenica, radici e legami fraterni con l’Africa del filoellenicos Nectaneb I della XXX Dinastia (378-341), con Cipro dove ancora ci sono le rovine della reggia del faraone e dove nacque la madre di Cleopatra VII la cipriota.

Tutta l’area del Mediterraneo è stata toccata dai commercianti egizi, e Roma che catturò il cuore di Cleopatra. 

Cleopatra VII, intesa come strumento di pace dalle radici europee trapiantate in terra d’Egitto, sembra essere ancora viva!»

Se amate la Storia, se amate trovare le corrispondenze tra gli eventi passati e l’attualità per poter crescere in sintonia con l’evoluzione dell’umanità, allora questo saggio è la scelta ideale per intraprendere un percorso di equilibrio e bellezza… e potrete conoscere Lorin in un prossimo incontro di lettura che DILA APS ha in agenda a Ischia.

Cleopatra la schiava dei romani
Giuseppe Lorin, Bonfirraro Editore
ISBN 978-88-6272-276-6
PAG. 400, € 27

Il Dispari 20230403 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230403 – Redazione culturale DILA

TWITTERTONE

Mentre scriviamo questo twitterone è in corso a Roma un APERITIVO ARTISTICO organizzato da Chiara Pavoni presso la Casa della Cultura INTERNO 4 – DILA in via della Lungara 44.

Sono stati invitati a partecipare, leggendo proprie poesie, diversi poeti tra i quali si notano i nomi di alcuni scrittori presentati da DILA in reading realizzati ultimamente nella Biblioteca Antoniana.

La locandina porta i nomi di:

Elisabetta Pamela Petrolati, Luciana Capece, Patrizia Palombi, Veronica Paredes, Loretta Liberati, Anna Avelli, Barbara Maresti, Guido Tracanna, Francesca Peronace, Valentina Riposati, Tullia Ranieri, Francesca Liani, Paola Oliva, Mario Pino Toscano, Marsia Bambace, Elisabetta Biondi Della Sdriscia, Orietta Petrignani, Nicola Foti, Victoria Suriani, Antonella Ariosto, Lucio Macchia, Maria Rita Barbonari, Bruno Mancini, Michela Zanarella

Maria Cavicchioni, pittrice

Presenta Chiara Pavoni

Non mancheremo di proporvi, nelle prossime puntate di questa pagina, un’ampia cronaca dell’evento.

Il Dispari 20230403 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230403 – Redazione culturale DILA

Poesia inedita di Alberto Liguoro

destinata alla raccolta fuori concorso

del premio internazionale

di Arti varie”DILA 2023″

 

Sei versi in attesa di un senso

I

I bambini piangono
perché il mondo li uccide.
I bambini ridono
perché amano e giocano.
è ‘a voce de’ criature
che saglie chianu chianu.

II

Sento lo Spirito Universale
sopra di me
e la Ragione morale in me,
mentre danza,
intorno ai muri crollati,
alle frontiere abbattute,
ai vascelli sventrati,
la Dea Bellezza,
e davanti ai suoi seni al vento,
l’anima del Mondo
cerca salvezza.

III

Le navi del Mediterraneo
oltre l’orizzonte
trasportano i Morti;
mentre Vite innocenti
regalate
a fredde bare galleggianti,
cantano in coro
Fifteen men on the dead man’s chest.
Una bottiglia di rum e Satana
pensano al resto.

IV

Amor, ch’a nullo amato amar perdona
si te sbatte ‘o core ‘npietto è ammore
si spontano ‘e lacrime è ammore
si pienz’ d’accirere è ammore.
‘A fenesta ‘e Marechiaro
sta ‘nfaccia‘o mare blu,
ma che dd’è?
Se oltre l’abisso
non può esserci amore,
un lungo filo da sarto,
c’è sempre, e abbraccia
i cuori più belli del mondo.

V

Su un antico percorso
lastricato di vittime
di lutti e macerie,
verso la giustizia, la libertà
e l’amore,
temiamo senza badarci,
una sbarra alla fine,
con su scritto:
strada interrotta per frane“;
ma già oltre un dosso,
tra la nebbia di mare,
sfuma occhieggiante,
il faro dell’isola di Lesbo.

VI

Se la vita è un dono di Dio,
se lo è l’anima di una formica,
chi siamo noi per rifiutare
disprezzare o offendere?
Ma quando
il più raro e prezioso papiro egiziano
mi brucia la pelle,
incrina le pupille,
o intossica i polmoni,
è solo mostruoso
l’obbligo di aprire,
per umano decreto,
le braccia e la mente
all’occhio nefasto di Ra.

Ai 79 morti, 33 dei quali minorenni,
finora accertati, ai numerosi dispersi e
agli 80 profughi giunti in salvo, dei circa
180 a bordo del barcone naufragato nel
mare in tempesta, al largo di Crotone,

il 26 febbraio 2023.
 
Napoli 13 marzo 2023    <stro
Alberto Liguoro

Il Dispari 20230403 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230403 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230327

Il Dispari 20230327 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230327 – Redazione culturale DILA

Saranno premiati Gaetano Di Meglio, Bruno Mancini e Daniele Morgera?

Comunicato stampa della Fondazione La Sponda – Via Vespasiano, 12 – 00192 Roma

Il 40° Premio Internazionale FONTANE DI ROMA Omaggio a Dante Alighieri si terrà a ROMA nell’Aula dei Gruppi Parlamentari (Via di Campo Marzio, 78) il giorno 3 Aprile 2023 – ore 16/19
(dalle ore 15, ingresso da Via Uffici del Vicario, 21 Roma)

Il Dott. Benito Corradini, Presidente della FONDAZIONE LA SPONDA, nel prosieguo delle edizioni del Premio FONTANE DI ROMA, ideato da decenni per l’Accademia Internazionale La Sponda, d’intesa col Comitato Promotore, sta definendo i Patrocini e le presenze di Organismi Internazionali e Nazionali, la partecipazione di Ambasciate, Accademie e Associazioni di Arte, Cultura, Solidarietà e l’organizzazione del 40° Premio Internazionale Fontane di Roma.

Presidente onorario del Premio è S. Ecc. Mons. Marcello Semeraro, Prefetto della Pontificia Congregazione delle Cause dei Santi.

La Giuria, composta da S. Ecc. Prof. Gianfranco Girotti (Presidente), Benito Corradini (Vice Pres), Giorgio Bruzzese, Silvana Calcagni, Luca Caruso, Raffaele Cavaliere, Rosa Dalmiglio, Fulvio Rocco De Marinis, Guido D’Ubaldo, Filippo Esposito, Margherita Ferraris, Porfirio Grazioli, Mimoza Haxhiaj, Gianni Lattanzio, Elisabetta Lomoro,Umberto Puato, Anna Selvaggi, Maurizio Tcheng, Francesca Triticucci, Lucio Vetrella, sta definendo l’elenco dei Premiati (Personalità, VIP, Autorità del Vaticano, Ambasciatori, Personalità di Sanità, Cultura, Arte, Solidarietà, Ambiente, Lavoro, Sport).
I Trofei del Premio sono stati realizzati dal Prof. Domenico Annicchiarico, dal Maestro Ferdinando Codognotto, con Grafiche degli Artisti Pietra Barrasso, Giovanni Crabuzza, Rosanna Della Valle, Roberto Gabrieli, Silvana Galeone, Gianprovvé, Lucio Trojano.
Per la presenza al Premio, alla Sala dei Gruppi Parlamentari, è necessario prenotarsi, sia per motivi di registrazione che per disponibilità dei posti.
Grazie.
Il Comitato Promotore
Roma, 21 Marzo 2023

Il Dispari 20230327 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230327 – Redazione culturale DILA

Dalla raccolta di poesie
“LA SAGRA DEL PECCATO”
1957 – 2003 – ISBN 9781470913205
SCRITTA DA BRUNO MANCINI

Le mummie e le vestali

LA FORZA DI IGNAZIE

Se io fossi stata solo figlia
se io fossi stata solo
se io fossi stata
se io fossi
se io
se
per vicoli stretti e fumosi
attenta smarrita
avrei venduto gli occhi.

Se io fossi stata solo sposa
se io fossi stata solo
se io fossi stata
se io fossi
se io
se
per luccichii mimetici
solitaria rarità
avrei gelato le parole.

Se io fossi stata solo madre
se io fossi stata solo
se io fossi stata
se io fossi
se io
se
per veglie e voglie
condannata smarrita
avrei sedato i suoni.

Se io fossi stata solo donna
se io fossi stata solo
se io fossi stata
se io fossi
se io
se
per folli folle disumane
paradisi perduti
avrei tritato i pensieri.

°———°———°———°

Ma tu offendimi
con albe boreali
e poi sussurrami
di tuoni di tempeste
ma tu affondami
in nuvole di abbracci
e poi ritrovami
nelle bugie dei sogni

io vivo da sempre
quasi fossi vestale
attonita.

LA FORZA DI IGNAZII

Come giunco
tra rane

sbattuto
frustato
sferzato
quando avevo vent’anni
ho lasciato mio padre
lui ne aveva cinquanta.

Come graffio
su specchio

stridente
gelante
sfregiante

quando avevo altri anni
ho lasciato l’amata
lei non so.

Come gancio
al labbro

stupisce
tradisce
scurisce

quando avevo più anni
ho lasciato mio figlio
lui era grande.

Come bruco
fra frane

intanato
stordito
immoto

in questo giorno d’afa
ho lasciato la mia immagine
lei non lo capirà.

°———°———°———

Ma tu lisciami
e fasciami
e abbracciami e stringimi
e scoprimi e coprimi
e narrami e ignorami
e forgiami favola ottusa

io vivo da sempre
quasi fossi una mummia
deluso.

https://www.lulu.com/it/shop/bruno-mancini/la-sagra-del-peccato/paperback/product-n4pg97.html?q=la+sagra+del+peccato

Il Dispari 20230327 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230327 – Redazione culturale DILA

Poesia inedita di Alberto Liguoro
destinata alla raccolta fuori concorso
del premio internazionale
di Arti varie”DILA 2023″

Sei versi in attesa di un senso

I
I bambini piangono
perché il mondo li uccide.
I bambini ridono
perché amano e giocano.
È ‘a voce de’ criature
che saglie chianu chianu.

II
Sento lo Spirito Universale
sopra di me
e la Ragione morale in me,
mentre danza,
intorno ai muri crollati,
alle frontiere abbattute,
ai vascelli sventrati,
la Dea Bellezza,
e davanti ai suoi seni al vento,
l’anima del Mondo
cerca salvezza.

III
Le navi del Mediterraneo
oltre l’orizzonte
trasportano i Morti;
mentre Vite innocenti
regalate
a fredde bare galleggianti,
cantano in coro
Fifteen men on the dead man’s chest.
Una bottiglia di rum e Satana
pensano al resto.

IV
Amor, ch’a nullo amato amar perdona
si te sbatte ‘o core ‘npietto è ammore
si spontano ‘e lacrime è ammore
si pienz’ d’accirere è ammore.
‘A fenesta ‘e Marechiaro
sta ‘nfaccia‘o mare blu,
ma che dd’è?
Se oltre l’abisso
non può esserci amore,
un lungo filo da sarto,
c’è sempre, e abbraccia
i cuori più belli del mondo.

V
Su un antico percorso
lastricato di vittime
di lutti e macerie,
verso la giustizia, la libertà
e l’amore,
temiamo senza badarci,
una sbarra alla fine,
con su scritto:
“strada interrotta per frane”;
ma già oltre un dosso,
tra la nebbia di mare,
sfuma occhieggiante,
il faro dell’isola di Lesbo.

VI

Se la vita è un dono di Dio,
se lo è l’anima di una formica,
chi siamo noi per rifiutare
disprezzare o offendere?
Ma quando
il più raro e prezioso papiro egiziano
mi brucia la pelle,
incrina le pupille,
o intossica i polmoni,
è solo mostruoso
l’obbligo di aprire,
per umano decreto,
le braccia e la mente
all’occhio nefasto di Ra.

Ai 79 morti, 33 dei quali minorenni,
finora accertati, ai numerosi dispersi e
agli 80 profughi giunti in salvo, dei circa
180 a bordo del barcone naufragato nel
mare in tempesta, al largo di Crotone,
il 26 febbraio 2023.

Napoli 13 marzo 2023
Alberto Liguoro

Il Dispari 20230327 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230327 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230320

LO STORICO
FESTIVAL DELLA CANZONE NAPOLETANA
ARRIVERÀ A ISCHIA?

Dopo un approfondito e costruttivo confronto svolto tra Massimo Abbate, proprietario del marchio e Direttore Artistico del Festival Della Canzone Napoletana, e Bruno Mancini, Presidente dell’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA“, Massimo Abbate ha ufficializzata la nomina di Bruno Mancini nel ruolo di “Responsabile delle Relazioni esterne” al fine di promuovere il Festival Della Canzone Napoletana.

Ciò vuol dire che, fin da subito, l’Associazione DILA in sinergia con tutte le realtà associative, artistiche e mediatiche amiche dei progetti Made in Ischia, sarà impegnata nel coinvolgimento dell’Isola d’Ischia (prevalentemente ma non solo l’Isola d’Ischia) nella programmazione del Festival.

Il testo della lettera dell’incarico

«Gentile sig. Bruno Mancini,
riscontrando la sua disponibilità per assumere un ruolo direttivo nell’ambito dell’organizzazione del Festival della Canzone napoletana che, da tempo, ho rilanciato quale proprietario del marchio nonché Direttore Artistico giungendo quest’anno alla nona edizione, le sottoponiamo con piacere e ufficialmente la nostra proposta che consiste nell’affidarle l’incarico di Responsabile delle Relazioni esterne presso lo Stato e gli Enti pubblici al fine di promuovere il Festival quale importante vettore della cultura musicale napoletana.

Nel restare in attesa di conoscere la Sua disponibilità, porgo
Cordiali saluti.
18 marzo 2023
Massimo Abbate»

In una precedente mail Massimo Abbate aveva scritto a Bruno Mancini:

«Ischia è una delle perle del golfo di Napoli.
Il Festival di Napoli non è mai approdato nell’isola e non si sa per quale motivo.
A Capri invece nel 1970 si tenne di fatto l’ultima edizione e questo perché nel 1971 a causa della violenta protesta degli autori esclusi, l’oscuramento delle telecamere RAI e il diniego da parte dell’allora giudice Krog il festival ebbe il suo triste epilogo.
È dal 2015 che mi onoro di aver acceso un interesse negli uomini di buona volontà per il festival da me diretto.
Riportarlo in vita con abnegazione dopo averlo salvato da morte certa non è stato facile e non lo è tuttora a causa di un ostracismo silente e subdolo di alcuni personaggi di potere locale: Organizzatori di eventi, direttori artistici, politici, direttori di radio e televisioni nonché giornalisti di settore che non potendolo avere sotto controllo come tutte o quasi le attività artistiche in atto da anni, adoperano un oscuramento sistematico scoraggiando chiunque voglia sostenerlo.
Solo la mia insistenza, onestà professionale anche queste non meno sistematiche e caparbie, resistono e combattono tali squallidi interessi personali che nulla hanno a che fare con quelli puramente comunitari e culturali nell’interesse della promozione del patrimonio storico e artistico della città e della canzone napoletana.
Ma la giustizia anche se a volte tarda ad arrivare prima o poi fa il suo corso e allora tutto il male fatto a questa manifestazione ricadrà implacabilmente su loro stessi determinando la legge del boomerang.
Una bella ripulita in un ambiente corrotto e un ricambio generazionale sono indispensabili.
Ritornando a Ischia sarebbe bello riportarlo anche lì.
Se è finito a Capri può rinascere a Ischia.
Questo è un ottimo spunto di cronaca per chi saprà coglierlo.
In questa isola ho ricordi bellissimi a partire dalla mia infanzia.
Non solo fughe sentimentali con fidanzatine ma anche improvvisate con i miei amici più cari.
Non sono mancate visite organizzate grazie ai molti impegni di lavoro e su tutti quelli di accompagnare e seguire mio padre in qualità di suo personal manager.
Negli ultimi anni della sua carriera ho capito tramite il suo sguardo malinconico di dover proseguire il percorso da lui intrapreso a difesa della nostra canzone.
A partire dal momento in cui lui, a causa della sua imminente dipartita, lo avrebbe interrotto ripercorrendolo con la stessa passione e qualità.
E allora eccomi qua a riproporre l’unico vero grande evento che può riportare il canto napoletano e la sua poesia in tutto il mondo: Il Festival della canzone napoletana.
Se gli amministratori ischitani sono concretamente interessati io nell’interesse della canzone napoletana e per la promessa tacita fatta a mio padre, sono pronto.»

INFO:
dila@emmegiischia.com
tel 3914830355 (ore 15-23)

Poesia inedita di Alberto Liguoro
destinata alla raccolta fuori concorso
del premio internazionale
di Arti varie” DILA 2023″

Sei versi in attesa di un senso

I
I bambini piangono
perché il mondo li uccide.
I bambini ridono
perché amano e giocano.
È ‘a voce de’ criature
che saglie chianu chianu.

II
Sento lo Spirito Universale
sopra di me
e la Ragione morale in me,
mentre danza,
intorno ai muri crollati,
alle frontiere abbattute,
ai vascelli sventrati,
la Dea Bellezza,
e davanti ai suoi seni al vento,
l’anima del Mondo
cerca salvezza.

III
Le navi del Mediterraneo
oltre l’orizzonte
trasportano i Morti;
mentre Vite innocenti
regalate
a fredde bare galleggianti,
cantano in coro
Fifteen men on the dead man’s chest.
Una bottiglia di rum e Satana
pensano al resto.

IV
Amor, ch’a nullo amato amar perdona
si te sbatte ‘o core ‘npietto è ammore
si spontano ‘e lacrime è ammore
si pienz’ d’accirere è ammore.
‘A fenesta ‘e Marechiaro
sta ‘nfaccia‘o mare blu,
ma che dd’è?
Se oltre l’abisso
non può esserci amore,
un lungo filo da sarto,
c’è sempre, e abbraccia
i cuori più belli del mondo.

V
Su un antico percorso
lastricato di vittime
di lutti e macerie,
verso la giustizia, la libertà
e l’amore,
temiamo senza badarci,
una sbarra alla fine,
con su scritto:
“strada interrotta per frane”;
ma già oltre un dosso,
tra la nebbia di mare,
sfuma occhieggiante,
il faro dell’isola di Lesbo.

VI

Se la vita è un dono di Dio,
se lo è l’anima di una formica,
chi siamo noi per rifiutare
disprezzare o offendere?
Ma quando
il più raro e prezioso papiro egiziano
mi brucia la pelle,
incrina le pupille,
o intossica i polmoni,
è solo mostruoso
l’obbligo di aprire,
per umano decreto,
le braccia e la mente
all’occhio nefasto di Ra.

Ai 79 morti, 33 dei quali minorenni,
finora accertati, ai numerosi dispersi e
agli 80 profughi giunti in salvo, dei circa
180 a bordo del barcone naufragato nel
mare in tempesta, al largo di Crotone,
il 26 febbraio 2023.

Napoli 13 marzo 2023
Alberto Liguoro

Dalla raccolta di poesie
“LA SAGRA DEL PECCATO”
1957 – 2003 – ISBN 9781470913205
SCRITTA DA BRUNO MANCINI

Le mummie e le vestali

LA FORZA DI IGNAZIE

Se io fossi stata solo figlia
se io fossi stata solo
se io fossi stata
se io fossi
se io
se
per vicoli stretti e fumosi
attenta smarrita
avrei venduto gli occhi.

Se io fossi stata solo sposa
se io fossi stata solo
se io fossi stata
se io fossi
se io
se
per luccichii mimetici
solitaria rarità
avrei gelato le parole.

Se io fossi stata solo madre
se io fossi stata solo
se io fossi stata
se io fossi
se io
se
per veglie e voglie
condannata smarrita
avrei sedato i suoni.

Se io fossi stata solo donna
se io fossi stata solo
se io fossi stata
se io fossi
se io
se
per folli folle disumane
paradisi perduti
avrei tritato i pensieri.

°———°———°———°

Ma tu offendimi
con albe boreali
e poi sussurrami
di tuoni di tempeste
ma tu affondami
in nuvole di abbracci
e poi ritrovami
nelle bugie dei sogni

io vivo da sempre
quasi fossi vestale
attonita.

LA FORZA DI IGNAZII

Come giunco
tra rane

sbattuto
frustato
sferzato
quando avevo vent’anni
ho lasciato mio padre
lui ne aveva cinquanta.

Come graffio
su specchio

stridente
gelante
sfregiante

quando avevo altri anni
ho lasciato l’amata
lei non so.

Come gancio
al labbro

stupisce
tradisce
scurisce

quando avevo più anni
ho lasciato mio figlio
lui era grande.

Come bruco
fra frane

intanato
stordito
immoto

in questo giorno d’afa
ho lasciato la mia immagine
lei non lo capirà.

°———°———°———

Ma tu lisciami
e fasciami
e abbracciami e stringimi
e scoprimi e coprimi
e narrami e ignorami
e forgiami favola ottusa

io vivo da sempre
quasi fossi una mummia
deluso.

https://www.lulu.com/it/shop/bruno-mancini/la-sagra-del-peccato/paperback/product-n4pg97.html?q=la+sagra+del+peccato

Il Dispari 20230313

Il Dispari 20230313 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230313 – Redazione culturale DILA

Angela Maria Tiberi: Lucio Isabella scrittore di vita

Lucio Isabella scrittore, poeta, scultore di vita sarà a Ischia il 21 marzo per presentare le sue opere artistiche in occasione dell’evento “Giornata mondiale della poesia” organizzato dall’Associazione “Da Ischia L’Arte – DILA” presieduta da Bruno Mancini, dal Circolo Sportivo Culturale Il Dragone presieduto da Pasquale Di Costanzo, in collaborazione con la testata giornalistica IL DISPARI di Gaetano Di Meglio, con il Magazine Eudonna e la Casa Editrice IL SEXTANTE entrambi di Mariapia Ciaghi, e con l’Associazione ADA di Dalila Boukhalfa.

L’incontro si svolgerà a partire dalle ore 18, con ingresso gratuito fino ad esaurimento posti, presso la Casa Della Cultura DILA-DRAGONE ubicata nel salone teatro dell’ex Hotel Franceschina in Barano d’Ischia alla Via Corrado Buono 42: INFO dila@emmegiischia.com

Il Dispari 20230313 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230313 – Redazione culturale DILA

Angela Maria Tiberi, vicepresidente DILA, ci illustra il contenuto di una novella di Lucio Isabella.

Figlio di contadini e appartenente ad una famiglia numerosa, orfano di padre all’età di undici anni, Lucio Isabella lascia gli studi in tenera età per dedicarsi ai lavori nei campi.
Lucio Isabella è stato lavoratore instancabile nell’ambito dell’agricoltura per poi diventare, mediante un profondo impegno, disegnatore navale con ampia competenza.

Nell’ambito della sua letteratura si nota una vivace fantasia con dolorose e toccanti vicende, con meravigliosa sensibilità.

Lo chiamano ribelle perché non permette a nessuno che venga a calpestare i valori umani esaltati nei suoi romanzi.

Il Comune di Castellabate ha voluto conferirgli una particolare benemerenza per la diffusione nel mondo delle sue opere che fanno ampio riferimento alla vita e alla cultura del Cilento.

Un libro di racconti dal titolo “Cuore Cilentano”, a cui è stato assegnato Medaglia d’oro per la narrativa al Premio Internazionale “Natale Agropolese”, è entrato nelle scuole toccando il cuore dei giovani,

Visti i titoli, i meriti e l’attività svolta, l’Accademia Internazionale di Belle Arti, Scienze, Lettere, Diritto “Fide Europeoin” gli conferisce solennemente a Norma di Statuto il Diploma Accademico d’Onore Maestro Lucio Isabella, Vate del mito cilentano , iscrivendolo nell’Albo d’Oro il 19 novembre 2006.

Le sue trentasette opere letterarie fanno parte della collana “Storie d’amore e di vita del Cilento”.

Esaminando il romanzo “All’ombra dei castagni”, incluso nella collana “Storie d’amore e di vita nel Cilento” e presentato da Ezio Guandalini, si consiglia il lettore di leggerlo attentamente per riuscire ad ascoltare l’eco di un tempo che accarezza il cuore facendo rivivere i ricordi.

Lucio Isabella racconta in forma poetica l’amore verso la sua terra e la sua famiglia perché la sua anima gentile sa gioire, amare e soffrire e tutto questo traspare nel testo facendoci sentire protagonisti dei personaggi narrati tanto che il lettore sensibile prova profonde emozioni diventando spiritualmente amico dei protagonisti del testo.

Lucio Isabella mette in evidenza che i padroni erano chiamati “Galantuomini” con il termine “Don”, “Eccellenza”.
Il rispetto era obbligatorio e i padroni approfittavano dell’ignoranza dei coloni e dei contadini che lavoravano per loro.
La loro prepotenza rientrava nella norma quotidiana e il buono dei proprietari era una rarità.

Si andava negli anni 39/45 in calesse, carretta e il “traino” era effettuato da asini o muli, difficilmente cavalli.

Dopo la guerra arrivarono nei paesi di campagna o di montagna autobus molto vecchio chiamati “O postale”, perché portavano la posta e qualche raro passeggero.
Era insolito vedere un’automobile per strada.
Regnava il rispetto fra le famiglie e i loro componenti si aiutavano a vicenda mentre ora questa è divenuto rarità nelle grandi città.
I matrimoni si celebravano fra i paesani, mentre le famiglie dei “galantuomini” si imparentavano nello stesso ceto.

Parlandoci dei suoi romanzi, Lucio Isabella ci racconterà, a Ischia il prossimo 21 marzo, queste ed altre emozionanti storie di vita.
Siete tutti invitati!
Angela Maria Tiberi

Il Dispari 20230313 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230313 – Redazione culturale DILA

Da Liga Sarah Lapinska TWITTERONE lettone

1) Agnese Rudzīte, una giovane lady amante dell’Arte e amica dei progetti DILA che lavora insieme al marito presso “CopyPlus”, un laboratorio di stampa in via Mātera 26A, Jelgava – Lettonia, è stata contenta di ricevere in regalo il mio disegno “Asian Tune”.
I turisti dall’Italia e da altri Paesi, così come i residenti di Jelgava, sono gentilmente invitati a visitarli.
Possano entrambi avere successo nella loro piccola impresa e nella loro vita!

2) Aida Turrini conosce e ama la natura. Scatta fotografie nel suo tempo libero. Nelle sue immagini si possono vedere Italia, Argentina, Lettonia e altri paesi.
Lei è una delle finaliste del concorso “Otto milioni – 2022” ed ha ordinato con entusiasmo tre copie dell’antologia “Isole nuove – 2022”.

3) Irinel Daniela Iacob, pittrice di Romania, Bucarest, che ha una formazione ingegneristica e gestionale, è felice di ricevere l’antologia “Isole Nuove – 2022” e il quotidiano “Il Dispari”.
Nelle immagini si vede lei e uno dei suoi dipinti dedicati a fiabe, romanticismo e fate.

4) Viesturs Āboliņš posa con l’antologia “Isole nuove – 2022”, il quotidiano “Il Dispari” e il mio disegno “Fairy tale”.
Lui non solo scrive poesie storiche molto emozionanti, ma anche fiabe, articoli scientifici e di statistica, oltre a fotografare attentamente la natura, soprattutto acque e uccelli acquatici.
È un ingegnere per professione, ed inoltre è esperto di previsioni del tempo.
Buona salute e resistenza a lui!

5) Raimonds, persona di buona volontà, che per ora non vuole rendere noto il suo cognome, ha ricevuto con piacere, interesse e stima la nostra meravigliosa antologia “Una pagina, un’emozione” in regalo.
Grazie a lui e ai suoi amici, ora ho un comodo smartphone e un fornello elettrico altrettanto comodo.
Buona salute e successo in tutto a lui e a suoi amici sinceri!

6) Eda Gyenis (Ungheria) Artista, ottima disegnatrice una delle finaliste del concorso “Otto milioni – 2022” posa con l’antologica “Isole nuove – 2022”.

Aida Turrini 1

Aida Turrini 1

Aida Turrini

Aida Turrini

Irinel Daniela Iacob

Irinel Daniela Iacob

Irinel Daniela Iacob

Irinel Daniela Iacob

Viesturs Āboliņš

Viesturs Āboliņš

Eda Gyenis (Ungheria)

Eda Gyenis (Ungheria)

Liga Lapinska

Liga Lapinska

Il Dispari 20230313 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230313 – Redazione culturale DILA

Dalla raccolta di poesie
“LA SAGRA DEL PECCATO”
1957 – 2003 – ISBN 9781470913205
SCRITTA DA BRUNO MANCINI

Le mummie e le vestali

LA FORZA DI IGNAZIE

Se io fossi stata solo figlia
se io fossi stata solo
se io fossi stata
se io fossi
se io
se
per vicoli stretti e fumosi
attenta smarrita
avrei venduto gli occhi.

Se io fossi stata solo sposa
se io fossi stata solo
se io fossi stata
se io fossi
se io
se
per luccichii mimetici
solitaria rarità
avrei gelato le parole.

Se io fossi stata solo madre
se io fossi stata solo
se io fossi stata
se io fossi
se io
se
per veglie e voglie
condannata smarrita
avrei sedato i suoni.

Se io fossi stata solo donna
se io fossi stata solo
se io fossi stata
se io fossi
se io
se
per folli folle disumane
paradisi perduti
avrei tritato i pensieri.

°———°———°———°

Ma tu offendimi
con albe boreali
e poi sussurrami
di tuoni di tempeste
ma tu affondami
in nuvole di abbracci
e poi ritrovami
nelle bugie dei sogni

io vivo da sempre
quasi fossi vestale
attonita.

LA FORZA DI IGNAZII

Come giunco
tra rane

sbattuto
frustato
sferzato
quando avevo vent’anni
ho lasciato mio padre
lui ne aveva cinquanta.

Come graffio
su specchio

stridente
gelante
sfregiante

quando avevo altri anni
ho lasciato l’amata
lei non so.

Come gancio
al labbro

stupisce
tradisce
scurisce

quando avevo più anni
ho lasciato mio figlio
lui era grande.

Come bruco
fra frane

intanato
stordito
immoto

in questo giorno d’afa
ho lasciato la mia immagine
lei non lo capirà.

°———°———°———

Ma tu lisciami
e fasciami
e abbracciami e stringimi
e scoprimi e coprimi
e narrami e ignorami
e forgiami favola ottusa

io vivo da sempre
quasi fossi una mummia
deluso.

https://www.lulu.com/it/shop/bruno-mancini/la-sagra-del-peccato/paperback/product-n4pg97.html?q=la+sagra+del+peccato

Il Dispari 20230306

Il Dispari 20230306 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230306 – Redazione culturale DILA

Angela Maria Tiberi recensisce Antonio Scarsella
Il Grifone, la scimmia, l’usignolo
Il Levante Libreria Editrice

Centro di svolgimento del giallo è Sermoneta, borgo medioevale, intrecciandosi con la musica, la cultura, la storia.
I protagonisti del romanzo sono: il campus internazionale di Musica, diventato Fondazione, il Castello di Sermoneta e la Musica, che diventano cornice di un giallo d’ambiente mentre il filo conduttore è la Musica.
Protagonista femminile è Carola Leman sposata con il settantenne Franz Kramer, violoncellista di fama mondiale, direttore del Conservatorio di Stoccolma e di altri istituti di mezza Europa, genio della musica mondiale.
I protagonisti si erano conosciuti a Stoccolma, lei giovanissima impiegata del Conservatorio e lui più di quarant’anni d’età, diventando lei, successivamente, la sua seconda moglie ed assistente di cattedra nello stesso istituto.
Il prof. Kramer teneva i suoi corsi di perfezionamento nel castello di Sermoneta, centro di importanza internazionale della Musica.
La moglie non dava motivo di tradirlo anche se aveva 45 anni e lui settant’anni: c’era complicità fra loro.
Il marito non sapeva che la sua amata fosse attirata sia dal corpo che dalla mente di giovani donne in quanto il suo desiderio di madre non era stato esaudito.
Le avventure con gli uomini non placavano la passione di Carola.
La sua prima donna fu una violoncellista, Agneska, e tra loro vi fu una grande passione e passarono una notte insieme, nella stanza numero 32 dell’Hotel Holiday Inn di Stoccolma.
Si lasciarono.
Colpo di scena del giallo è la morte della giovane Céline nel Castello di Sermoneta.
Così l’autore ci introduce nel giallo.
Chi ha ucciso Céline Bloom?
Non dico altro!
Il giallo è pieno di misteri.
Colgo l’occasione per invitare a meditare per il messaggio sconosciuto a molte persone (inciso all’ingresso del Palazzo di Vetro dell’Onu a New York.) che lo scrittore riporta nel suo testo .
Scritto da un grande poeta di religione mussulmana, vissuto in Persia a cavallo tra il XII e il XIII secolo: Mosleh ad-Din Abdollah, conosciuto come Sa’di: “I figli di Abramo sono membra di uno stesso corpo e della stessa essenza sono stati creati.
Quando anche la più piccola parte, per le avversità della vita, si addolora, anche le altre parti perdono la calma e quiete.
Tu che sei insensibile alle pene altrui mai e poi mai potrai essere chiamato essere umano”.
Complimenti ad Antonio Scarsella e un buon successo di questo fantastico libro.

Angela Maria Tiberi

Il Dispari 20230306 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230306 – Redazione culturale DILA

DICHIARAZIONE RICHIESTA PER LA PARTECIPAZIONE ALLA
12a EDIZIONE DEL
PREMIO INTERNAZIONALE DI ARTI VARIE
“OTTO MILIONI” 2023

Io sottoscritto/a____________________________________________

residente a _______________ in Via______________ N_____ CAP________

tel. ______________________ e-mail________________________________________________

avendo letto, ed accettando tutte le norme del regolamento relativo alla undicesima edizione del Premio internazionale “Otto Milioni”2022 pubblicato anche tramite web all’url

Premi “Otto milioni” 2023 dodicesima edizione

manifesto l’intenzione di partecipare alla sezione
POESIA □ ARTI GRAFICHE □
ARTICOLO □ VIDEO □

della 12a del premio internazionale di Arti Varie “OTTO MILIONI”2023 e, pertanto, nella mia qualità di Autore, allego l’opera dal titolo_________________

A TALE SCOPO DICHIARO DI
1. essere stato informato, ai sensi dell’art. 13 del D.Lgs.196 /2003 sulla tutela dei dati personali, che i miei dati personali forniti all’atto della compilazione della presente richiesta d’iscrizione saranno trattati, in conformità alle norme legislative e regolamentari vigenti e applicabili, con modalità automatiche, anche mediante sistemi informatizzati, solo ed esclusivamente nell’ambito delle operazioni necessarie a consentire la partecipazione del sottoscritto alla 12a edizione del premio internazionale di Arti Varie “OTTO MILIONI” 2023 organizzato da Bruno Mancini;
2. di acconsentire, con la presente richiesta d’iscrizione, al trattamento dei miei dati personali svolto con le modalità e per le finalità sopra indicate ed in conformità alle norme legislative e regolamentari vigenti e applicabili
3. di essere a conoscenza del fatto di poter esercitare i diritti previsti dall’art. 7 della Legge 196/2003, tra i quali il diritto di ottenere la conferma dell’esistenza o meno di dati, nonché la loro cancellazione mediante comunicazione scritta da inoltrare al titolare del trattamento dei dati personali ai sensi e per gli effetti della stessa legge;
4. volere concedere a Bruno Mancini il diritto di pubblicare ed utilizzare la mia suddetta opera in ogni forma e modo, alle condizioni di seguito indicate, affermando, sotto la mia personale responsabilità, di esserne l’unico autore, l’unico titolare dei diritti e di poterne liberamente disporre, così che Bruno Mancini avrà il diritto pieno, esclusivo e definitivo dì pubblicare e di utilizzare in ogni forma e modo la mia suddetta opera nel rispetto del diritto morale dell’autore ai sensi dell’art. 2575 codice civile (diritti di autore e di ingegno), e avrà il diritto di pubblicare la mia suddetta opera anche in via telematica a mezzo internet, come proposta da me Autore e non sarà tenuto ad effettuare alcuna correzione;
5. aver concordato in maniera definitiva con Bruno Mancini che egli NON corrisponderà alcun compenso presente o futuro in mio favore né a titolo di “diritto d’autore”, né per alcun altro diritto, pretesa, rimborso, compenso ed indennità, poiché sono favorevolmente disposto a destinare la mia suddetta opera al gratuito utilizzo da parte di Bruno Mancini per qualunque forma di pubblicazione, e per qualsiasi utilizzazione egli voglia decidere, restando inteso che avrò comunque piena ed assoluta disponibilità della mia suddetta opera, senza dover chiedere consenso a Bruno Mancini, né dovere in alcun modo rendergli conto del suo utilizzo, in quanto io sottoscritto Autore resterò unico titolare della proprietà intellettuale della mia suddetta opera;
6. volere provvedere all’acquisto di n°…… copie del volume antologico “ISPIRAZIONI” se la mia suddetta opera sarà ritenuta idonea a partecipare alla dodicesima edizione del Premio di Arti Varie “OTTO MILIONI” e se sarà pubblicata nella suddetta Antologia.
Data e Luogo…………………. Firma dell’autore …………………….

Ai sensi dell’art. 1341 cod. civ., approvo specificatamente le clausole 1) 2) 3) 4) 5) 6) 7) 8) 9) 10) 11) 12) 13) 14) 15) 16) del regolamento relativo alla 12a edizione del premio internazionale di Arti Varie “OTTO MILIONI” 2023 pubblicato anche tramite web all’url https://www.emmegiischia.com/premi-otto-milioni-2023/

Data e Luogo…………………. Firma dell’autore …………………….

P.S. Aggiungere i dati richiesti, ed inviare entro il 15 Maggio 2023 a dila@emmegiischia.com
Info & contatti: – Tel. 3914830355 – dila@emmegiischia.com

Il Dispari 20230306 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230306 – Redazione culturale DILA

BRUNO MANCINI

Dalla raccolta
Io fui mortale
(2005 – 2009)

Giovane Apaches

Scriverò di te innocente – giovane Apaches –
dalla lunga chioma di grappoli
di grappoli d’uva rossigna,
tra le fiamme dei tronchi
dei tronchi ardenti sfavillanti
una notte di cielo deserto,
deserto, nel cuore del deserto.

Penserò alla tua malinconia – giovane Apaches –
d’attesa e di passioni con occhi memorie
memorie affastellate,
sopra i fumi dei tronchi
dei tronchi assopiti
nelle notti di cielo deserto,
deserto, come il cuore del deserto.

Amerò gli sguardi squillanti – giovane Apaches –
per la felice follia di silenziosi sorrisi
sorrisi all’ombra di tante chimere,
dentro ai profumi dei tronchi
dei tronchi spenti dalla mia ombra
ogni notte di cielo deserto,
deserta, più del cuore del deserto.

Il Dispari 20230306 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230306 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230227

Il Dispari 20230227 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230227 – Redazione culturale DILA

Il Premio internazionale di Arti Varie “Otto milioni” 2023 ideato da Bruno Mancini, dedicato alla memoria di Paola Occhi, Nina Lavieri, Antonio Mencarini, Vincenzo Savarese, organizzato dall’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA” in collaborazione con la testata giornalistica IL DISPARI diretta da Gaetano Di Meglio, con la Casa Editrice IL SEXTANTE e con il magazine Eudonna entrambi riferibili a Mariapia Ciaghi e con l’Associazione algerina ADA presieduta da Dalila Boukhalfa, si sviluppa in quattro sezioni: Poesia – Arti grafiche – Articolo – Video.

Il Dispari 20230227 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230227 – Redazione culturale DILA

Regolamento
TEMA LIBERO

1. L’iscrizione al Premio è completamente gratuita per TUTTI.
2. Una commissione nominata da Bruno Mancini provvederà a selezionare in maniera insindacabile le opere che parteciperanno alla fase finale del Premio.
3. I Soci dell’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA” avranno diritto ad iscrivere UNA loro opera per ciascuna sezione direttamente nel gruppo delle finaliste, purché rispettino quanto prescritto negli articoli successivi di questo regolamento.
Sono esclusi da questa opportunità i Soci DILA che saranno, eventualmente, inseriti in una Giuria del Premio.
Gli Autori che hanno già partecipato ad una qualsiasi delle Antologie pubblicate da Bruno Mancini sono equiparati agli Associati DILA.

SEZIONE POESIA
4. Autori italiani e stranieri potranno iscrivere al Premio non più di 3 poesie ciascuno.
5. Le poesie iscritte al Premio: a) non dovranno avere ricevuto precedenti premi DILA; b) dovranno essere inviate in formato word a dila@emmegiischia.com; c) dovranno essere scritte in lingua italiana; d) dovranno essere composte da un massimo di 30 righe (compreso il titolo ed eventuali spazi bianchi tra i versi e/o tra le strofe); e) potranno essere scritte in una delle seguenti lingue <arabo, francese, inglese, lettone, russo, spagnolo> purché, SOLO in questo caso, siano accompagnate dal versamento di 10,00€ ciascuna come contributo per la traduzione in italiano che verrà effettuata da poeti collaboratori dell’Ass. DILA. Tali versamenti andranno effettuati sull’IBAN che verrà indicato in maniera privata.

SEZIONE ARTI GRAFICHE
4. Autori italiani e stranieri potranno iscrivere al Premio non più di 3 opere ciascuno.
5. Le opere iscritte al Premio: a) non dovranno avere ricevuto precedenti premi DILA; b) dovranno essere inviate in formato jpeg a dila@emmegiischia.com; c) potranno essere realizzate con qualsiasi tecnica, anche digitale e/o fotografica

SEZIONE VIDEO
4. Autori italiani e stranieri potranno iscrivere al Premio non più di 3 video ciascuno.
5. I video iscritti al Premio: a) non dovranno avere ricevuto precedenti premi DILA; b) dovranno essere inviati in formato mp4 o simile a dila@emmegiischia.com; c) potranno essere realizzati con qualsiasi contenuto (musica, recitazione, eventi ecc.); d) dovranno avere la durata massima di quattro minuti.

SEZIONE ARTICOLO
4, Autori italiani e stranieri potranno iscrivere al Premio al massimo 3 articoli ciascuno.
5. Gli articoli iscritti al Premio: a) non dovranno avere ricevuto precedenti premi DILA; b) dovranno essere inviati in formato word a dila@emmegiischia.com; c) potranno essere realizzati su qualsiasi argomento; d) dovranno avere la lunghezza massima di 5.000 battute spazi e titolo compresi.
6. A richiesta degli Autori, TUTTE le opere iscritte al Premio potranno essere pubblicate nell’antologia “ISPIRAZIONI”.
7 La mancata adesione alla suddetta opportunità editoriale NON pregiudicherà in alcun modo la partecipazione delle opere al Premio.
8. L’antologia “ISPIRAZIONI” sarà regolarmente provvista di un codice ISBN.
Il prezzo di copertina del volume in bianco e nero sarà di 22.00 € e la stampa avverrà entro settembre 2021.
9. L’Autore, per partecipare al Premio, dovrà compilare in tutte le sue parti la dichiarazione annessa a questo regolamento e dovrà inviarla a dila@emmegiischia.com debitamente firmata, insieme al file dell’opera proposta.
10. La votazione conclusiva che designerà le opere vincitrici delle sei sezioni, avverrà sommando i punti ricevuti mediante: a) like ai siti web che aderiranno all’iniziativa (1 voto = 1 punto); b) coupon inseriti nelle testate giornalistiche che aderiranno all’iniziativa (1 voto = 10 punti); c) schede allegate all’antologia “ISPIRAZIONI (1 voto = 30 punti), d) voti espressi da giurie nominate da DILA e dagli sponsor del premio -i punti totali assegnati a ciascuna Giuria saranno pari al totale dei punti espressi al capo a).
11. Le opere per partecipare al Premio dovranno pervenire a dila@emmegiischia.com nella loro stesura finale entro e non oltre il 15 Maggio 2023.
12. Il mancato rispetto di una qualsiasi delle norme di questo regolamento sarà causa di esclusione dell’opera dal premio.
13. I nomi dei finalisti saranno annunciati entro il 10 Giugno 2023.
14. La classifica finale sarà resa nota in una data compresa tra il 30 ottobre e il 30 novembre 2023.
15. La cerimonia di premiazione dei vincitori avverrà in una data compresa tra il 10 novembre e il 31 dicembre 2023.
La data e la località della premiazione saranno rese note ai finalisti con un preavviso di almeno 10 giorni.
16. Trattandosi di un premio ad iscrizione COMPLETAMENTE GRATUITA, Bruno Mancini si riserva il diritto di effettuare qualsiasi variazione a questo regolamento, e gli Autori, inviando le proprie opere, ne prendono atto in maniera definitiva.

Il Dispari 20230227 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230227 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230227 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230227 – Redazione culturale DILA

 

Il Dispari 20230227 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230227 – Redazione culturale DILA

 

Il Dispari 20230221

È Carnevale
Dalla raccolta di poesie di
Bruno Mancini

“Non rubate la mia vita”
(2005 – 2007):
ISBN 9781470909499
Paperback EUR 13.87

https://www.amazon.com.be/-/en/Bruno-Mancini/dp/1470909499

È Carnevale
tu mi hai lasciato con una promessa.
Hai detto: “Aspettami.”
“Ritornerò”.

È Carnevale
e ho visto il tuo culetto allontanarsi.
Ho detto: “<È certo.”
“Ti troverò”.

Per vicoli e botteghe
ho mosso il mio delirio incontrollato
la maschera che hai tu
non l’ho rivista più.

Su canali e lagune
ho spinto la mia assurda gelosia
la maschera che hai tu
non l’ho rivista più.

È Carnevale
tu mia hai lasciato con una promessa
ho visto il tuo culetto allontanarsi
la maschera che hai tu
non l’ho rivista più
e adesso guardo alla ti vu
le belle chiappe d’una indù
il piffero va su
della maschera ch’hai tu
non me ne fotte niente più.

Canzone per Carnevale
testo di Bruno Mancini
musica, canto e fisarmonica di Valentina Gavrish
https://youtu.be/yz6YTxU5wbQ

Il Dispari 20230220

Il Dispari 20230220 Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230220 Redazione culturale DILA

C’è un mistero dietro la morte/sepoltura di Vittoria Colonna?
Albertin Galiano ne è sicuro.

Diciamo subito che la poetessa Vittoria Colonna (Marino, aprile 1490 o 1492 – Roma, 25 febbraio 1547), figlia del generale Fabrizio Colonna e di Agnese di Montefeltro e poi moglie di Francesco Ferrante d’Avalos Marchese di Pescara, rappresenta l’icona artistica dell’intera isola d’Ischia.

Infatti, il suo matrimonio con Ferrante d’Avalos fu celebrato ad Ischia nel Castello Aragonese il 27 dicembre 1509 e lì lei trascorse gran parte della sua vita avendo modo di intrattenere relazioni culturali con i migliori artisti e letterati del secolo, tra cui Angelo di Costanzo, Annibale Caro, Bernardo Tasso, Giovanni Pontano, Girolamo Britonio, Jacopo Sannazaro, Ludovico Ariosto, Michelangelo Buonarroti e tanti altri ancora.

Una storia tramandata oralmente, a mio parere più vicina alla realtà che non alla fantasia, vuole che il sommo Michelangelo Buonarroti abbia soggiornato a Ischia in una Torre distante poche centinaia di metri dalle finestre del Castello Aragonese, potendo quindi agevolmente incontrare  la bella castellana.

Certo è storicamente provato che ad un loro primo incontro avvenuto tra il 1536 o 1538, ne seguirono altri già a partire dal 1539 quando ella dimorò a Roma e fino alla sua morte.

Che poi tra loro ci sia stata “solo” una profonda amicizia (come sostengono alcuni storici), oppure si sia sviluppato un amore per niente platonico (come maliziosamente “insinua” la tradizione popolare) certo è che Vittoria ebbe su di lui un grande ascendente, probabilmente anche religioso, tanto che lui le dedicò numerosi componimenti poetici tra i quali è degno di attenzione un madrigale molto simile ad una dichiarazione di amore passionale:

Un uomo in una donna, anzi uno dio
per la sua bocca parla,
ond’io per ascoltarla,
son fatto tal, che ma’ più sarò mio.”
(Michelangelo Buonarroti, Rime, Edizioni Rizzoli, 1981, pag. 268.)

Il Dispari 20230220 Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230220 Redazione culturale DILA

Questo lungo preambolo è strumentale alla introduzione dell’argomento definito nel titolo: “C’è un mistero dietro la morte/sepoltura di Vittoria Colonna?” perché Albertin Galiano identifica proprio in Michelangelo Buonarroti il personaggio che avrebbe creato prima e custodito poi il segreto della sepoltura della poetessa.

Quando, in seguito ad una banalissima richiesta di informazioni, sono entrato in contatto con Albertin Galiano riuscendo ad ottenere la sua fiducia nella esposizione sommaria di ciò che egli asseriva di avere appurato durante molti anni di studi e di ricerche, ho capito che, confermata o invalidata che fosse la sua ricostruzione del mistero della sepoltura della “nostra” Vittoria Colonna, certamente sarebbe stato utile presentarla pubblicamente onde avviare un dibattito ma anche una ulteriore nuova serie di indagini e di accertamenti.

Così, contando sulla comprensione del Direttore Gaetano Di Meglio che non ha esitato a mettere diverse pagine a disposizione di questa serie di articoli che inizio oggi, e nella prospettiva di pianificare, per la prossima primavera, un corposo confronto organizzato dall’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA” nella Biblioteca Antoniana di Ischia con la presenza di Albertin Galiano, mi accingo, ora, ad introdurre il risultato della sua ricerca in una sintesi piuttosto succinta, ma sufficientemente idonea a rendere comprensibile l’impegno con il quale è stata perseguita.

Il Dispari 20230220 Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230220 Redazione culturale DILA

Dopo alcuni mesi di contatti telefoni e tramite e-mail, Albertin Galiano mi ha scritto;

«Ho ricevuto la sua risposta, con la sua proposta per un “articolo-intervista” relativo ai risultati dello studio da me eseguito.
Ma, dopo la telefonata di questo pomeriggio, la cosa mi sembra fattibile.
Come è anche superabile il fatto di riuscire a dare una complessiva spiegazione dell’intero studio che si è reso necessario svolgere fino a ottenere i risultati cui ritengo di essere giunto.

Questo perché tale “studio” ha dovuto essere svolto a vari livelli.
Le cronache del tempo tramandate dai cronisti dell’epoca: Giorgio Vasari, Ascanio Condivi, i vari ‘Carteggi’ di Michelangelo, quelli del Vasari.
È una documentazione davvero esorbitante, in rapporto al solo Michelangelo.
Al quale andrebbe aggiunto anche Leonardo da Vinci,
In quanto, relativamente a quelle “figurazioni nascoste” da egli realizzate sulle sue varie “Pietà”, Michelangelo le ha apprese da Leonardo.

E con Leonardo si aprirebbe un altro “Universo” su cui indagare, studiare, per presentarne gli opportuni riscontri.
Un “Universo” molto problematico, date le frammentarie e contraddittorie notizie e tesi, fornite dalla Critica della Storia dell’Arte.
Su tutto ciò è stato necessario fare una verifica degli effettivi fatti storici, cioè degli eventi effettivamente accaduti.

Fare una loro verifica con i riscontri incrociati, perché, relativamente a Leonardo, di quanto ne scrive la Critica dell’Arte, non sembra esserci nulla di certo, tanto che ogni “datazione” che lo riguarda viene immancabilmente accompagnata dalla parola: “circa” (e questo “circa” può essere variabile dai due, quattro, sei, nove o undici anni, ma con tali riferimenti, non si arriva da nessuna parte).

Oltre a questo, è stato necessario anche uno studio filologico sull’espressività usata da Giorgio Vasari, nel trasmettere le sue cronache, relative alle due edizioni delle “Vite” dei vari artisti.
Quella del 1550 e l’altra del 1568.
Questo perché, nel suo scrivere egli dimostra avere anche altre “intenzionalità”, non meglio specificate, insite nel suo “contraddittorio” modo di scrivere; ed è appunto la conoscenza di queste sue “intenzionalità” a permettere una corretta interpretazione dei suoi scritti.

Ed è questo il vero problema con il quale ci si “scontra” con le tesi e le interpretazioni date dall’intero “Mondo Accademico della Storia dell’Arte”.
La quale appare tutta coesa, (i suoi rappresentanti), a sostenere le medesime tesi, citando e pubblicando solo ciò che altri loro “colleghi” hanno già pubblicato.
 
E, in effetti, nelle loro pubblicazioni non fanno altro che compiere delle “citazioni bibliografiche”, al fine di acquisire credito e sostegno dai loro “colleghi”, che ne hanno già scritto, riportando dati “effimeri”.
Ed il loro “gioco” sembra essere questo: ripetere ciò che altri hanno già scritto, senza nemmeno andare a verificarlo.
Tanto è vero che, hanno anche “riscritto” le due edizioni delle “Vite” di Giorgio Vasari, al fine di renderle “in un italiano meglio leggibile”.

 
Ed in questo hanno commesso degli errori di trascrizione, alterando di fatto il testo originale, il quale ha acquisito un diverso significato.
Il guaio è che ora tutti gli “esperti critici” della Storia dell’Arte fanno uso di queste “nuove edizioni”, (alterate).
Chi glielo va a dire?

 Ma soprattutto: sarebbe forse possibile che essi ammettano questi loro macroscopici errori?
Eppure, verificarlo, sarebbe cosa semplicissima.
È sufficiente fare un confronto con i testi originali scritti da Giorgio Vasari.
Cosa che ho fatto.

 
Mi sono procurato delle copie facsimili degli originali, e lì,ho notato subito la differenza.
Anche se poi, è necessario uno studio “filologico” sul modo di scrivere di Giorgio Vasari, per comprenderne le implicazioni. Ovvero, quanto effettivamente accaduto.
Questo per via delle sue “intenzionalità”.

 
Intenzionalità che alla sua epoca, (per via di quegli “Apparati Inquisitori”, allora esistenti, e dell’elenco dei libri proibiti), non poteva permettersi di scrivere e pubblicare.
Se l’avesse fatto, il Vasari sarebbe sparito, lui e le sue opere.

 
E con lui anche Michelangelo, e di loro, oggi non ne sapremmo nulla.
Senza tralasciare Leonardo da Vinci.
Perché anche lui è stato perseguitato dall’Inquisizione.
A causa del suo pensiero è stato “esiliato” in Francia. Anche se questo “esilio” è stato presentato come un “regale invito del Re Francese Francesco I°”.
Come può rendersi conto, le argomentazioni complessive di questo mio studio su Michelangelo Buonarroti, non riguardano solo lui, ma un po’ tutta la storia del periodo nel quale è vissuto.

 
Le cui ripercussioni ancora oggi sussistono, quando si parla di questi personaggi.
“Personaggi” verso i quali abbiano contratto un “debito Culturale” enorme.
Un “debito” del quale i così detti “Grandi Critici dell’Arte” non sembrano essere consapevoli.
È anche pur vero che di questo aspetto “Inquisitorio” si potrebbe accennarne di sfuggita, ma dato che si dovrebbe parlare della Pietà Rondanini, e delle “figure”, nascostamente scolpite da Michelangelo sulla sua superficie, considerando che anche questa Pietà, (come la Pietà Bandini di Firenze), è anch’essa andata distrutta; e in modo misterioso, perché le caratteristiche proprie della statua indicano che non è stato Michelangelo a romperla, e quindi, deve essere stato qualcun altro.

 
Chi?
Chi è stato?
Anche a questa domanda vi è la risposta, sotto forma di una immagine, la quale indica i motivi per cui la versione originaria è stata distrutta.

Così, ora, dopo la telefonata intercorsa, mi metto al lavoro per scrivere e presentare i motivi per cui è da ritenere che la Pietà Rondanini sia l’opera nella quale Michelangelo ha voluto esprimere e raffigurare tutto il suo sentimento vissuto per Vittoria Colonna.
Con grande simpatia e cordialità.

 
E a risentirla.
Galiano Albertin.
»

Ma per conoscere il mistero che si nasconde dietro la morte/sepoltura di Vittoria Colonna ci dobbiamo dare appuntamento alla prossima puntata, sempre su questa pagina e sempre di lunedì, perché vi proporremo il testo integrale di ciò che Albertin Galiano ci ha scritto a tale proposito.

Bruno Mancini – Presidente DILA

Il Dispari 20230220 Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230220 Redazione culturale DILA

ILA

NUSIV

 

Sotto il cielo di aprile – 2 aprile 2023

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Sotto il cielo di aprile – 2 aprile 2023

Sotto il cielo di aprile

Sotto il cielo di aprile - 2 aprile 2023

L’Associazione culturale DA ISCHIA L’ARTE—DILA APS

PRESENTA Eventi di Arte e Cultura

Sotto il cielo di aprile – 2 aprile 2023

Domenica 2 aprile 2023
ore 18:00 INTERNO 4
Via della Lungara, 44

Interverranno i poeti:

Elisabetta Pamela Petrolati, Luciana Capece, Patrizia Palombi, Veronica Paredes, Loretta Liberati, Anna Avelli, Barbara Maresti, Guido Tracanna, FRancesca Peronace, Valentina Riposati, Tullia Ranieri, Francesca Liani, Paola Oliva, Mario Pino Toscano, Marsia Bambace, Elisabetta Biondi Della Sdriscia, Orietta Petrignani, Nicola Foti, Victoria Suriani, Antonella Ariosto, Lucio Macchia, Maria Rita Barbonari, Bruno Mancini, Michela Zanarella

Maria Cavicchioni, pittrice

Presenta Chiara Pavoni

APERITIVO ARTISTICO
Si richiede cortesemente di confermare la presenza ad numero 347 6781074

DILA & Interno 4

Rassegna fotografica

Il Dispari 20230327 – Redazione culturale DILA

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Il Dispari 20230327 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230327

Il Dispari 20230327 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230327 – Redazione culturale DILA

Saranno premiati Gaetano Di Meglio, Bruno Mancini e Daniele Morgera?

Comunicato stampa della Fondazione La Sponda – Via Vespasiano, 12 – 00192 Roma

Il 40° Premio Internazionale FONTANE DI ROMA Omaggio a Dante Alighieri si terrà a ROMA nell’Aula dei Gruppi Parlamentari (Via di Campo Marzio, 78) il giorno 3 Aprile 2023 – ore 16/19
(dalle ore 15, ingresso da Via Uffici del Vicario, 21 Roma)

Il Dott. Benito Corradini, Presidente della FONDAZIONE LA SPONDA, nel prosieguo delle edizioni del Premio FONTANE DI ROMA, ideato da decenni per l’Accademia Internazionale La Sponda, d’intesa col Comitato Promotore, sta definendo i Patrocini e le presenze di Organismi Internazionali e Nazionali, la partecipazione di Ambasciate, Accademie e Associazioni di Arte, Cultura, Solidarietà e l’organizzazione del 40° Premio Internazionale Fontane di Roma.

Presidente onorario del Premio è S. Ecc. Mons. Marcello Semeraro, Prefetto della Pontificia Congregazione delle Cause dei Santi.

La Giuria, composta da S. Ecc. Prof. Gianfranco Girotti (Presidente), Benito Corradini (Vice Pres), Giorgio Bruzzese, Silvana Calcagni, Luca Caruso, Raffaele Cavaliere, Rosa Dalmiglio, Fulvio Rocco De Marinis, Guido D’Ubaldo, Filippo Esposito, Margherita Ferraris, Porfirio Grazioli, Mimoza Haxhiaj, Gianni Lattanzio, Elisabetta Lomoro,Umberto Puato, Anna Selvaggi, Maurizio Tcheng, Francesca Triticucci, Lucio Vetrella, sta definendo l’elenco dei Premiati (Personalità, VIP, Autorità del Vaticano, Ambasciatori, Personalità di Sanità, Cultura, Arte, Solidarietà, Ambiente, Lavoro, Sport).
I Trofei del Premio sono stati realizzati dal Prof. Domenico Annicchiarico, dal Maestro Ferdinando Codognotto, con Grafiche degli Artisti Pietra Barrasso, Giovanni Crabuzza, Rosanna Della Valle, Roberto Gabrieli, Silvana Galeone, Gianprovvé, Lucio Trojano.
Per la presenza al Premio, alla Sala dei Gruppi Parlamentari, è necessario prenotarsi, sia per motivi di registrazione che per disponibilità dei posti.
Grazie.
Il Comitato Promotore
Roma, 21 Marzo 2023

Il Dispari 20230327 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230327 – Redazione culturale DILA

Dalla raccolta di poesie
“LA SAGRA DEL PECCATO”
1957 – 2003 – ISBN 9781470913205
SCRITTA DA BRUNO MANCINI

Le mummie e le vestali

LA FORZA DI IGNAZIE

Se io fossi stata solo figlia
se io fossi stata solo
se io fossi stata
se io fossi
se io
se
per vicoli stretti e fumosi
attenta smarrita
avrei venduto gli occhi.

Se io fossi stata solo sposa
se io fossi stata solo
se io fossi stata
se io fossi
se io
se
per luccichii mimetici
solitaria rarità
avrei gelato le parole.

Se io fossi stata solo madre
se io fossi stata solo
se io fossi stata
se io fossi
se io
se
per veglie e voglie
condannata smarrita
avrei sedato i suoni.

Se io fossi stata solo donna
se io fossi stata solo
se io fossi stata
se io fossi
se io
se
per folli folle disumane
paradisi perduti
avrei tritato i pensieri.

°———°———°———°

Ma tu offendimi
con albe boreali
e poi sussurrami
di tuoni di tempeste
ma tu affondami
in nuvole di abbracci
e poi ritrovami
nelle bugie dei sogni

io vivo da sempre
quasi fossi vestale
attonita.

LA FORZA DI IGNAZII

Come giunco
tra rane

sbattuto
frustato
sferzato
quando avevo vent’anni
ho lasciato mio padre
lui ne aveva cinquanta.

Come graffio
su specchio

stridente
gelante
sfregiante

quando avevo altri anni
ho lasciato l’amata
lei non so.

Come gancio
al labbro

stupisce
tradisce
scurisce

quando avevo più anni
ho lasciato mio figlio
lui era grande.

Come bruco
fra frane

intanato
stordito
immoto

in questo giorno d’afa
ho lasciato la mia immagine
lei non lo capirà.

°———°———°———

Ma tu lisciami
e fasciami
e abbracciami e stringimi
e scoprimi e coprimi
e narrami e ignorami
e forgiami favola ottusa

io vivo da sempre
quasi fossi una mummia
deluso.

https://www.lulu.com/it/shop/bruno-mancini/la-sagra-del-peccato/paperback/product-n4pg97.html?q=la+sagra+del+peccato

Il Dispari 20230327 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230327 – Redazione culturale DILA

Poesia inedita di Alberto Liguoro
destinata alla raccolta fuori concorso
del premio internazionale
di Arti varie”DILA 2023″

Sei versi in attesa di un senso

I
I bambini piangono
perché il mondo li uccide.
I bambini ridono
perché amano e giocano.
È ‘a voce de’ criature
che saglie chianu chianu.

II
Sento lo Spirito Universale
sopra di me
e la Ragione morale in me,
mentre danza,
intorno ai muri crollati,
alle frontiere abbattute,
ai vascelli sventrati,
la Dea Bellezza,
e davanti ai suoi seni al vento,
l’anima del Mondo
cerca salvezza.

III
Le navi del Mediterraneo
oltre l’orizzonte
trasportano i Morti;
mentre Vite innocenti
regalate
a fredde bare galleggianti,
cantano in coro
Fifteen men on the dead man’s chest.
Una bottiglia di rum e Satana
pensano al resto.

IV
Amor, ch’a nullo amato amar perdona
si te sbatte ‘o core ‘npietto è ammore
si spontano ‘e lacrime è ammore
si pienz’ d’accirere è ammore.
‘A fenesta ‘e Marechiaro
sta ‘nfaccia‘o mare blu,
ma che dd’è?
Se oltre l’abisso
non può esserci amore,
un lungo filo da sarto,
c’è sempre, e abbraccia
i cuori più belli del mondo.

V
Su un antico percorso
lastricato di vittime
di lutti e macerie,
verso la giustizia, la libertà
e l’amore,
temiamo senza badarci,
una sbarra alla fine,
con su scritto:
“strada interrotta per frane”;
ma già oltre un dosso,
tra la nebbia di mare,
sfuma occhieggiante,
il faro dell’isola di Lesbo.

VI

Se la vita è un dono di Dio,
se lo è l’anima di una formica,
chi siamo noi per rifiutare
disprezzare o offendere?
Ma quando
il più raro e prezioso papiro egiziano
mi brucia la pelle,
incrina le pupille,
o intossica i polmoni,
è solo mostruoso
l’obbligo di aprire,
per umano decreto,
le braccia e la mente
all’occhio nefasto di Ra.

Ai 79 morti, 33 dei quali minorenni,
finora accertati, ai numerosi dispersi e
agli 80 profughi giunti in salvo, dei circa
180 a bordo del barcone naufragato nel
mare in tempesta, al largo di Crotone,
il 26 febbraio 2023.

Napoli 13 marzo 2023
Alberto Liguoro

Il Dispari 20230327 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230327 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230320

LO STORICO
FESTIVAL DELLA CANZONE NAPOLETANA
ARRIVERÀ A ISCHIA?

Dopo un approfondito e costruttivo confronto svolto tra Massimo Abbate, proprietario del marchio e Direttore Artistico del Festival Della Canzone Napoletana, e Bruno Mancini, Presidente dell’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA“, Massimo Abbate ha ufficializzata la nomina di Bruno Mancini nel ruolo di “Responsabile delle Relazioni esterne” al fine di promuovere il Festival Della Canzone Napoletana.

Ciò vuol dire che, fin da subito, l’Associazione DILA in sinergia con tutte le realtà associative, artistiche e mediatiche amiche dei progetti Made in Ischia, sarà impegnata nel coinvolgimento dell’Isola d’Ischia (prevalentemente ma non solo l’Isola d’Ischia) nella programmazione del Festival.

Il testo della lettera dell’incarico

«Gentile sig. Bruno Mancini,
riscontrando la sua disponibilità per assumere un ruolo direttivo nell’ambito dell’organizzazione del Festival della Canzone napoletana che, da tempo, ho rilanciato quale proprietario del marchio nonché Direttore Artistico giungendo quest’anno alla nona edizione, le sottoponiamo con piacere e ufficialmente la nostra proposta che consiste nell’affidarle l’incarico di Responsabile delle Relazioni esterne presso lo Stato e gli Enti pubblici al fine di promuovere il Festival quale importante vettore della cultura musicale napoletana.

Nel restare in attesa di conoscere la Sua disponibilità, porgo
Cordiali saluti.
18 marzo 2023
Massimo Abbate»

In una precedente mail Massimo Abbate aveva scritto a Bruno Mancini:

«Ischia è una delle perle del golfo di Napoli.
Il Festival di Napoli non è mai approdato nell’isola e non si sa per quale motivo.
A Capri invece nel 1970 si tenne di fatto l’ultima edizione e questo perché nel 1971 a causa della violenta protesta degli autori esclusi, l’oscuramento delle telecamere RAI e il diniego da parte dell’allora giudice Krog il festival ebbe il suo triste epilogo.
È dal 2015 che mi onoro di aver acceso un interesse negli uomini di buona volontà per il festival da me diretto.
Riportarlo in vita con abnegazione dopo averlo salvato da morte certa non è stato facile e non lo è tuttora a causa di un ostracismo silente e subdolo di alcuni personaggi di potere locale: Organizzatori di eventi, direttori artistici, politici, direttori di radio e televisioni nonché giornalisti di settore che non potendolo avere sotto controllo come tutte o quasi le attività artistiche in atto da anni, adoperano un oscuramento sistematico scoraggiando chiunque voglia sostenerlo.
Solo la mia insistenza, onestà professionale anche queste non meno sistematiche e caparbie, resistono e combattono tali squallidi interessi personali che nulla hanno a che fare con quelli puramente comunitari e culturali nell’interesse della promozione del patrimonio storico e artistico della città e della canzone napoletana.
Ma la giustizia anche se a volte tarda ad arrivare prima o poi fa il suo corso e allora tutto il male fatto a questa manifestazione ricadrà implacabilmente su loro stessi determinando la legge del boomerang.
Una bella ripulita in un ambiente corrotto e un ricambio generazionale sono indispensabili.
Ritornando a Ischia sarebbe bello riportarlo anche lì.
Se è finito a Capri può rinascere a Ischia.
Questo è un ottimo spunto di cronaca per chi saprà coglierlo.
In questa isola ho ricordi bellissimi a partire dalla mia infanzia.
Non solo fughe sentimentali con fidanzatine ma anche improvvisate con i miei amici più cari.
Non sono mancate visite organizzate grazie ai molti impegni di lavoro e su tutti quelli di accompagnare e seguire mio padre in qualità di suo personal manager.
Negli ultimi anni della sua carriera ho capito tramite il suo sguardo malinconico di dover proseguire il percorso da lui intrapreso a difesa della nostra canzone.
A partire dal momento in cui lui, a causa della sua imminente dipartita, lo avrebbe interrotto ripercorrendolo con la stessa passione e qualità.
E allora eccomi qua a riproporre l’unico vero grande evento che può riportare il canto napoletano e la sua poesia in tutto il mondo: Il Festival della canzone napoletana.
Se gli amministratori ischitani sono concretamente interessati io nell’interesse della canzone napoletana e per la promessa tacita fatta a mio padre, sono pronto.»

INFO:
dila@emmegiischia.com
tel 3914830355 (ore 15-23)

Poesia inedita di Alberto Liguoro
destinata alla raccolta fuori concorso
del premio internazionale
di Arti varie” DILA 2023″

Sei versi in attesa di un senso

I
I bambini piangono
perché il mondo li uccide.
I bambini ridono
perché amano e giocano.
È ‘a voce de’ criature
che saglie chianu chianu.

II
Sento lo Spirito Universale
sopra di me
e la Ragione morale in me,
mentre danza,
intorno ai muri crollati,
alle frontiere abbattute,
ai vascelli sventrati,
la Dea Bellezza,
e davanti ai suoi seni al vento,
l’anima del Mondo
cerca salvezza.

III
Le navi del Mediterraneo
oltre l’orizzonte
trasportano i Morti;
mentre Vite innocenti
regalate
a fredde bare galleggianti,
cantano in coro
Fifteen men on the dead man’s chest.
Una bottiglia di rum e Satana
pensano al resto.

IV
Amor, ch’a nullo amato amar perdona
si te sbatte ‘o core ‘npietto è ammore
si spontano ‘e lacrime è ammore
si pienz’ d’accirere è ammore.
‘A fenesta ‘e Marechiaro
sta ‘nfaccia‘o mare blu,
ma che dd’è?
Se oltre l’abisso
non può esserci amore,
un lungo filo da sarto,
c’è sempre, e abbraccia
i cuori più belli del mondo.

V
Su un antico percorso
lastricato di vittime
di lutti e macerie,
verso la giustizia, la libertà
e l’amore,
temiamo senza badarci,
una sbarra alla fine,
con su scritto:
“strada interrotta per frane”;
ma già oltre un dosso,
tra la nebbia di mare,
sfuma occhieggiante,
il faro dell’isola di Lesbo.

VI

Se la vita è un dono di Dio,
se lo è l’anima di una formica,
chi siamo noi per rifiutare
disprezzare o offendere?
Ma quando
il più raro e prezioso papiro egiziano
mi brucia la pelle,
incrina le pupille,
o intossica i polmoni,
è solo mostruoso
l’obbligo di aprire,
per umano decreto,
le braccia e la mente
all’occhio nefasto di Ra.

Ai 79 morti, 33 dei quali minorenni,
finora accertati, ai numerosi dispersi e
agli 80 profughi giunti in salvo, dei circa
180 a bordo del barcone naufragato nel
mare in tempesta, al largo di Crotone,
il 26 febbraio 2023.

Napoli 13 marzo 2023
Alberto Liguoro

Dalla raccolta di poesie
“LA SAGRA DEL PECCATO”
1957 – 2003 – ISBN 9781470913205
SCRITTA DA BRUNO MANCINI

Le mummie e le vestali

LA FORZA DI IGNAZIE

Se io fossi stata solo figlia
se io fossi stata solo
se io fossi stata
se io fossi
se io
se
per vicoli stretti e fumosi
attenta smarrita
avrei venduto gli occhi.

Se io fossi stata solo sposa
se io fossi stata solo
se io fossi stata
se io fossi
se io
se
per luccichii mimetici
solitaria rarità
avrei gelato le parole.

Se io fossi stata solo madre
se io fossi stata solo
se io fossi stata
se io fossi
se io
se
per veglie e voglie
condannata smarrita
avrei sedato i suoni.

Se io fossi stata solo donna
se io fossi stata solo
se io fossi stata
se io fossi
se io
se
per folli folle disumane
paradisi perduti
avrei tritato i pensieri.

°———°———°———°

Ma tu offendimi
con albe boreali
e poi sussurrami
di tuoni di tempeste
ma tu affondami
in nuvole di abbracci
e poi ritrovami
nelle bugie dei sogni

io vivo da sempre
quasi fossi vestale
attonita.

LA FORZA DI IGNAZII

Come giunco
tra rane

sbattuto
frustato
sferzato
quando avevo vent’anni
ho lasciato mio padre
lui ne aveva cinquanta.

Come graffio
su specchio

stridente
gelante
sfregiante

quando avevo altri anni
ho lasciato l’amata
lei non so.

Come gancio
al labbro

stupisce
tradisce
scurisce

quando avevo più anni
ho lasciato mio figlio
lui era grande.

Come bruco
fra frane

intanato
stordito
immoto

in questo giorno d’afa
ho lasciato la mia immagine
lei non lo capirà.

°———°———°———

Ma tu lisciami
e fasciami
e abbracciami e stringimi
e scoprimi e coprimi
e narrami e ignorami
e forgiami favola ottusa

io vivo da sempre
quasi fossi una mummia
deluso.

https://www.lulu.com/it/shop/bruno-mancini/la-sagra-del-peccato/paperback/product-n4pg97.html?q=la+sagra+del+peccato

Il Dispari 20230313

Il Dispari 20230313 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230313 – Redazione culturale DILA

Angela Maria Tiberi: Lucio Isabella scrittore di vita

Lucio Isabella scrittore, poeta, scultore di vita sarà a Ischia il 21 marzo per presentare le sue opere artistiche in occasione dell’evento “Giornata mondiale della poesia” organizzato dall’Associazione “Da Ischia L’Arte – DILA” presieduta da Bruno Mancini, dal Circolo Sportivo Culturale Il Dragone presieduto da Pasquale Di Costanzo, in collaborazione con la testata giornalistica IL DISPARI di Gaetano Di Meglio, con il Magazine Eudonna e la Casa Editrice IL SEXTANTE entrambi di Mariapia Ciaghi, e con l’Associazione ADA di Dalila Boukhalfa.

L’incontro si svolgerà a partire dalle ore 18, con ingresso gratuito fino ad esaurimento posti, presso la Casa Della Cultura DILA-DRAGONE ubicata nel salone teatro dell’ex Hotel Franceschina in Barano d’Ischia alla Via Corrado Buono 42: INFO dila@emmegiischia.com

Il Dispari 20230313 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230313 – Redazione culturale DILA

Angela Maria Tiberi, vicepresidente DILA, ci illustra il contenuto di una novella di Lucio Isabella.

Figlio di contadini e appartenente ad una famiglia numerosa, orfano di padre all’età di undici anni, Lucio Isabella lascia gli studi in tenera età per dedicarsi ai lavori nei campi.
Lucio Isabella è stato lavoratore instancabile nell’ambito dell’agricoltura per poi diventare, mediante un profondo impegno, disegnatore navale con ampia competenza.

Nell’ambito della sua letteratura si nota una vivace fantasia con dolorose e toccanti vicende, con meravigliosa sensibilità.

Lo chiamano ribelle perché non permette a nessuno che venga a calpestare i valori umani esaltati nei suoi romanzi.

Il Comune di Castellabate ha voluto conferirgli una particolare benemerenza per la diffusione nel mondo delle sue opere che fanno ampio riferimento alla vita e alla cultura del Cilento.

Un libro di racconti dal titolo “Cuore Cilentano”, a cui è stato assegnato Medaglia d’oro per la narrativa al Premio Internazionale “Natale Agropolese”, è entrato nelle scuole toccando il cuore dei giovani,

Visti i titoli, i meriti e l’attività svolta, l’Accademia Internazionale di Belle Arti, Scienze, Lettere, Diritto “Fide Europeoin” gli conferisce solennemente a Norma di Statuto il Diploma Accademico d’Onore Maestro Lucio Isabella, Vate del mito cilentano , iscrivendolo nell’Albo d’Oro il 19 novembre 2006.

Le sue trentasette opere letterarie fanno parte della collana “Storie d’amore e di vita del Cilento”.

Esaminando il romanzo “All’ombra dei castagni”, incluso nella collana “Storie d’amore e di vita nel Cilento” e presentato da Ezio Guandalini, si consiglia il lettore di leggerlo attentamente per riuscire ad ascoltare l’eco di un tempo che accarezza il cuore facendo rivivere i ricordi.

Lucio Isabella racconta in forma poetica l’amore verso la sua terra e la sua famiglia perché la sua anima gentile sa gioire, amare e soffrire e tutto questo traspare nel testo facendoci sentire protagonisti dei personaggi narrati tanto che il lettore sensibile prova profonde emozioni diventando spiritualmente amico dei protagonisti del testo.

Lucio Isabella mette in evidenza che i padroni erano chiamati “Galantuomini” con il termine “Don”, “Eccellenza”.
Il rispetto era obbligatorio e i padroni approfittavano dell’ignoranza dei coloni e dei contadini che lavoravano per loro.
La loro prepotenza rientrava nella norma quotidiana e il buono dei proprietari era una rarità.

Si andava negli anni 39/45 in calesse, carretta e il “traino” era effettuato da asini o muli, difficilmente cavalli.

Dopo la guerra arrivarono nei paesi di campagna o di montagna autobus molto vecchio chiamati “O postale”, perché portavano la posta e qualche raro passeggero.
Era insolito vedere un’automobile per strada.
Regnava il rispetto fra le famiglie e i loro componenti si aiutavano a vicenda mentre ora questa è divenuto rarità nelle grandi città.
I matrimoni si celebravano fra i paesani, mentre le famiglie dei “galantuomini” si imparentavano nello stesso ceto.

Parlandoci dei suoi romanzi, Lucio Isabella ci racconterà, a Ischia il prossimo 21 marzo, queste ed altre emozionanti storie di vita.
Siete tutti invitati!
Angela Maria Tiberi

Il Dispari 20230313 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230313 – Redazione culturale DILA

Da Liga Sarah Lapinska TWITTERONE lettone

1) Agnese Rudzīte, una giovane lady amante dell’Arte e amica dei progetti DILA che lavora insieme al marito presso “CopyPlus”, un laboratorio di stampa in via Mātera 26A, Jelgava – Lettonia, è stata contenta di ricevere in regalo il mio disegno “Asian Tune”.
I turisti dall’Italia e da altri Paesi, così come i residenti di Jelgava, sono gentilmente invitati a visitarli.
Possano entrambi avere successo nella loro piccola impresa e nella loro vita!

2) Aida Turrini conosce e ama la natura. Scatta fotografie nel suo tempo libero. Nelle sue immagini si possono vedere Italia, Argentina, Lettonia e altri paesi.
Lei è una delle finaliste del concorso “Otto milioni – 2022” ed ha ordinato con entusiasmo tre copie dell’antologia “Isole nuove – 2022”.

3) Irinel Daniela Iacob, pittrice di Romania, Bucarest, che ha una formazione ingegneristica e gestionale, è felice di ricevere l’antologia “Isole Nuove – 2022” e il quotidiano “Il Dispari”.
Nelle immagini si vede lei e uno dei suoi dipinti dedicati a fiabe, romanticismo e fate.

4) Viesturs Āboliņš posa con l’antologia “Isole nuove – 2022”, il quotidiano “Il Dispari” e il mio disegno “Fairy tale”.
Lui non solo scrive poesie storiche molto emozionanti, ma anche fiabe, articoli scientifici e di statistica, oltre a fotografare attentamente la natura, soprattutto acque e uccelli acquatici.
È un ingegnere per professione, ed inoltre è esperto di previsioni del tempo.
Buona salute e resistenza a lui!

5) Raimonds, persona di buona volontà, che per ora non vuole rendere noto il suo cognome, ha ricevuto con piacere, interesse e stima la nostra meravigliosa antologia “Una pagina, un’emozione” in regalo.
Grazie a lui e ai suoi amici, ora ho un comodo smartphone e un fornello elettrico altrettanto comodo.
Buona salute e successo in tutto a lui e a suoi amici sinceri!

6) Eda Gyenis (Ungheria) Artista, ottima disegnatrice una delle finaliste del concorso “Otto milioni – 2022” posa con l’antologica “Isole nuove – 2022”.

Aida Turrini 1

Aida Turrini 1

Aida Turrini

Aida Turrini

Irinel Daniela Iacob

Irinel Daniela Iacob

Irinel Daniela Iacob

Irinel Daniela Iacob

Viesturs Āboliņš

Viesturs Āboliņš

Eda Gyenis (Ungheria)

Eda Gyenis (Ungheria)

Liga Lapinska

Liga Lapinska

Il Dispari 20230313 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230313 – Redazione culturale DILA

Dalla raccolta di poesie
“LA SAGRA DEL PECCATO”
1957 – 2003 – ISBN 9781470913205
SCRITTA DA BRUNO MANCINI

Le mummie e le vestali

LA FORZA DI IGNAZIE

Se io fossi stata solo figlia
se io fossi stata solo
se io fossi stata
se io fossi
se io
se
per vicoli stretti e fumosi
attenta smarrita
avrei venduto gli occhi.

Se io fossi stata solo sposa
se io fossi stata solo
se io fossi stata
se io fossi
se io
se
per luccichii mimetici
solitaria rarità
avrei gelato le parole.

Se io fossi stata solo madre
se io fossi stata solo
se io fossi stata
se io fossi
se io
se
per veglie e voglie
condannata smarrita
avrei sedato i suoni.

Se io fossi stata solo donna
se io fossi stata solo
se io fossi stata
se io fossi
se io
se
per folli folle disumane
paradisi perduti
avrei tritato i pensieri.

°———°———°———°

Ma tu offendimi
con albe boreali
e poi sussurrami
di tuoni di tempeste
ma tu affondami
in nuvole di abbracci
e poi ritrovami
nelle bugie dei sogni

io vivo da sempre
quasi fossi vestale
attonita.

LA FORZA DI IGNAZII

Come giunco
tra rane

sbattuto
frustato
sferzato
quando avevo vent’anni
ho lasciato mio padre
lui ne aveva cinquanta.

Come graffio
su specchio

stridente
gelante
sfregiante

quando avevo altri anni
ho lasciato l’amata
lei non so.

Come gancio
al labbro

stupisce
tradisce
scurisce

quando avevo più anni
ho lasciato mio figlio
lui era grande.

Come bruco
fra frane

intanato
stordito
immoto

in questo giorno d’afa
ho lasciato la mia immagine
lei non lo capirà.

°———°———°———

Ma tu lisciami
e fasciami
e abbracciami e stringimi
e scoprimi e coprimi
e narrami e ignorami
e forgiami favola ottusa

io vivo da sempre
quasi fossi una mummia
deluso.

https://www.lulu.com/it/shop/bruno-mancini/la-sagra-del-peccato/paperback/product-n4pg97.html?q=la+sagra+del+peccato

Il Dispari 20230306

Il Dispari 20230306 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230306 – Redazione culturale DILA

Angela Maria Tiberi recensisce Antonio Scarsella
Il Grifone, la scimmia, l’usignolo
Il Levante Libreria Editrice

Centro di svolgimento del giallo è Sermoneta, borgo medioevale, intrecciandosi con la musica, la cultura, la storia.
I protagonisti del romanzo sono: il campus internazionale di Musica, diventato Fondazione, il Castello di Sermoneta e la Musica, che diventano cornice di un giallo d’ambiente mentre il filo conduttore è la Musica.
Protagonista femminile è Carola Leman sposata con il settantenne Franz Kramer, violoncellista di fama mondiale, direttore del Conservatorio di Stoccolma e di altri istituti di mezza Europa, genio della musica mondiale.
I protagonisti si erano conosciuti a Stoccolma, lei giovanissima impiegata del Conservatorio e lui più di quarant’anni d’età, diventando lei, successivamente, la sua seconda moglie ed assistente di cattedra nello stesso istituto.
Il prof. Kramer teneva i suoi corsi di perfezionamento nel castello di Sermoneta, centro di importanza internazionale della Musica.
La moglie non dava motivo di tradirlo anche se aveva 45 anni e lui settant’anni: c’era complicità fra loro.
Il marito non sapeva che la sua amata fosse attirata sia dal corpo che dalla mente di giovani donne in quanto il suo desiderio di madre non era stato esaudito.
Le avventure con gli uomini non placavano la passione di Carola.
La sua prima donna fu una violoncellista, Agneska, e tra loro vi fu una grande passione e passarono una notte insieme, nella stanza numero 32 dell’Hotel Holiday Inn di Stoccolma.
Si lasciarono.
Colpo di scena del giallo è la morte della giovane Céline nel Castello di Sermoneta.
Così l’autore ci introduce nel giallo.
Chi ha ucciso Céline Bloom?
Non dico altro!
Il giallo è pieno di misteri.
Colgo l’occasione per invitare a meditare per il messaggio sconosciuto a molte persone (inciso all’ingresso del Palazzo di Vetro dell’Onu a New York.) che lo scrittore riporta nel suo testo .
Scritto da un grande poeta di religione mussulmana, vissuto in Persia a cavallo tra il XII e il XIII secolo: Mosleh ad-Din Abdollah, conosciuto come Sa’di: “I figli di Abramo sono membra di uno stesso corpo e della stessa essenza sono stati creati.
Quando anche la più piccola parte, per le avversità della vita, si addolora, anche le altre parti perdono la calma e quiete.
Tu che sei insensibile alle pene altrui mai e poi mai potrai essere chiamato essere umano”.
Complimenti ad Antonio Scarsella e un buon successo di questo fantastico libro.

Angela Maria Tiberi

Il Dispari 20230306 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230306 – Redazione culturale DILA

DICHIARAZIONE RICHIESTA PER LA PARTECIPAZIONE ALLA
12a EDIZIONE DEL
PREMIO INTERNAZIONALE DI ARTI VARIE
“OTTO MILIONI” 2023

Io sottoscritto/a____________________________________________

residente a _______________ in Via______________ N_____ CAP________

tel. ______________________ e-mail________________________________________________

avendo letto, ed accettando tutte le norme del regolamento relativo alla undicesima edizione del Premio internazionale “Otto Milioni”2022 pubblicato anche tramite web all’url

Premi “Otto milioni” 2023 dodicesima edizione

manifesto l’intenzione di partecipare alla sezione
POESIA □ ARTI GRAFICHE □
ARTICOLO □ VIDEO □

della 12a del premio internazionale di Arti Varie “OTTO MILIONI”2023 e, pertanto, nella mia qualità di Autore, allego l’opera dal titolo_________________

A TALE SCOPO DICHIARO DI
1. essere stato informato, ai sensi dell’art. 13 del D.Lgs.196 /2003 sulla tutela dei dati personali, che i miei dati personali forniti all’atto della compilazione della presente richiesta d’iscrizione saranno trattati, in conformità alle norme legislative e regolamentari vigenti e applicabili, con modalità automatiche, anche mediante sistemi informatizzati, solo ed esclusivamente nell’ambito delle operazioni necessarie a consentire la partecipazione del sottoscritto alla 12a edizione del premio internazionale di Arti Varie “OTTO MILIONI” 2023 organizzato da Bruno Mancini;
2. di acconsentire, con la presente richiesta d’iscrizione, al trattamento dei miei dati personali svolto con le modalità e per le finalità sopra indicate ed in conformità alle norme legislative e regolamentari vigenti e applicabili
3. di essere a conoscenza del fatto di poter esercitare i diritti previsti dall’art. 7 della Legge 196/2003, tra i quali il diritto di ottenere la conferma dell’esistenza o meno di dati, nonché la loro cancellazione mediante comunicazione scritta da inoltrare al titolare del trattamento dei dati personali ai sensi e per gli effetti della stessa legge;
4. volere concedere a Bruno Mancini il diritto di pubblicare ed utilizzare la mia suddetta opera in ogni forma e modo, alle condizioni di seguito indicate, affermando, sotto la mia personale responsabilità, di esserne l’unico autore, l’unico titolare dei diritti e di poterne liberamente disporre, così che Bruno Mancini avrà il diritto pieno, esclusivo e definitivo dì pubblicare e di utilizzare in ogni forma e modo la mia suddetta opera nel rispetto del diritto morale dell’autore ai sensi dell’art. 2575 codice civile (diritti di autore e di ingegno), e avrà il diritto di pubblicare la mia suddetta opera anche in via telematica a mezzo internet, come proposta da me Autore e non sarà tenuto ad effettuare alcuna correzione;
5. aver concordato in maniera definitiva con Bruno Mancini che egli NON corrisponderà alcun compenso presente o futuro in mio favore né a titolo di “diritto d’autore”, né per alcun altro diritto, pretesa, rimborso, compenso ed indennità, poiché sono favorevolmente disposto a destinare la mia suddetta opera al gratuito utilizzo da parte di Bruno Mancini per qualunque forma di pubblicazione, e per qualsiasi utilizzazione egli voglia decidere, restando inteso che avrò comunque piena ed assoluta disponibilità della mia suddetta opera, senza dover chiedere consenso a Bruno Mancini, né dovere in alcun modo rendergli conto del suo utilizzo, in quanto io sottoscritto Autore resterò unico titolare della proprietà intellettuale della mia suddetta opera;
6. volere provvedere all’acquisto di n°…… copie del volume antologico “ISPIRAZIONI” se la mia suddetta opera sarà ritenuta idonea a partecipare alla dodicesima edizione del Premio di Arti Varie “OTTO MILIONI” e se sarà pubblicata nella suddetta Antologia.
Data e Luogo…………………. Firma dell’autore …………………….

Ai sensi dell’art. 1341 cod. civ., approvo specificatamente le clausole 1) 2) 3) 4) 5) 6) 7) 8) 9) 10) 11) 12) 13) 14) 15) 16) del regolamento relativo alla 12a edizione del premio internazionale di Arti Varie “OTTO MILIONI” 2023 pubblicato anche tramite web all’url https://www.emmegiischia.com/premi-otto-milioni-2023/

Data e Luogo…………………. Firma dell’autore …………………….

P.S. Aggiungere i dati richiesti, ed inviare entro il 15 Maggio 2023 a dila@emmegiischia.com
Info & contatti: – Tel. 3914830355 – dila@emmegiischia.com

Il Dispari 20230306 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230306 – Redazione culturale DILA

BRUNO MANCINI

Dalla raccolta
Io fui mortale
(2005 – 2009)

Giovane Apaches

Scriverò di te innocente – giovane Apaches –
dalla lunga chioma di grappoli
di grappoli d’uva rossigna,
tra le fiamme dei tronchi
dei tronchi ardenti sfavillanti
una notte di cielo deserto,
deserto, nel cuore del deserto.

Penserò alla tua malinconia – giovane Apaches –
d’attesa e di passioni con occhi memorie
memorie affastellate,
sopra i fumi dei tronchi
dei tronchi assopiti
nelle notti di cielo deserto,
deserto, come il cuore del deserto.

Amerò gli sguardi squillanti – giovane Apaches –
per la felice follia di silenziosi sorrisi
sorrisi all’ombra di tante chimere,
dentro ai profumi dei tronchi
dei tronchi spenti dalla mia ombra
ogni notte di cielo deserto,
deserta, più del cuore del deserto.

Il Dispari 20230306 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230306 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230227

Il Dispari 20230227 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230227 – Redazione culturale DILA

Il Premio internazionale di Arti Varie “Otto milioni” 2023 ideato da Bruno Mancini, dedicato alla memoria di Paola Occhi, Nina Lavieri, Antonio Mencarini, Vincenzo Savarese, organizzato dall’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA” in collaborazione con la testata giornalistica IL DISPARI diretta da Gaetano Di Meglio, con la Casa Editrice IL SEXTANTE e con il magazine Eudonna entrambi riferibili a Mariapia Ciaghi e con l’Associazione algerina ADA presieduta da Dalila Boukhalfa, si sviluppa in quattro sezioni: Poesia – Arti grafiche – Articolo – Video.

Il Dispari 20230227 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230227 – Redazione culturale DILA

Regolamento
TEMA LIBERO

1. L’iscrizione al Premio è completamente gratuita per TUTTI.
2. Una commissione nominata da Bruno Mancini provvederà a selezionare in maniera insindacabile le opere che parteciperanno alla fase finale del Premio.
3. I Soci dell’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA” avranno diritto ad iscrivere UNA loro opera per ciascuna sezione direttamente nel gruppo delle finaliste, purché rispettino quanto prescritto negli articoli successivi di questo regolamento.
Sono esclusi da questa opportunità i Soci DILA che saranno, eventualmente, inseriti in una Giuria del Premio.
Gli Autori che hanno già partecipato ad una qualsiasi delle Antologie pubblicate da Bruno Mancini sono equiparati agli Associati DILA.

SEZIONE POESIA
4. Autori italiani e stranieri potranno iscrivere al Premio non più di 3 poesie ciascuno.
5. Le poesie iscritte al Premio: a) non dovranno avere ricevuto precedenti premi DILA; b) dovranno essere inviate in formato word a dila@emmegiischia.com; c) dovranno essere scritte in lingua italiana; d) dovranno essere composte da un massimo di 30 righe (compreso il titolo ed eventuali spazi bianchi tra i versi e/o tra le strofe); e) potranno essere scritte in una delle seguenti lingue <arabo, francese, inglese, lettone, russo, spagnolo> purché, SOLO in questo caso, siano accompagnate dal versamento di 10,00€ ciascuna come contributo per la traduzione in italiano che verrà effettuata da poeti collaboratori dell’Ass. DILA. Tali versamenti andranno effettuati sull’IBAN che verrà indicato in maniera privata.

SEZIONE ARTI GRAFICHE
4. Autori italiani e stranieri potranno iscrivere al Premio non più di 3 opere ciascuno.
5. Le opere iscritte al Premio: a) non dovranno avere ricevuto precedenti premi DILA; b) dovranno essere inviate in formato jpeg a dila@emmegiischia.com; c) potranno essere realizzate con qualsiasi tecnica, anche digitale e/o fotografica

SEZIONE VIDEO
4. Autori italiani e stranieri potranno iscrivere al Premio non più di 3 video ciascuno.
5. I video iscritti al Premio: a) non dovranno avere ricevuto precedenti premi DILA; b) dovranno essere inviati in formato mp4 o simile a dila@emmegiischia.com; c) potranno essere realizzati con qualsiasi contenuto (musica, recitazione, eventi ecc.); d) dovranno avere la durata massima di quattro minuti.

SEZIONE ARTICOLO
4, Autori italiani e stranieri potranno iscrivere al Premio al massimo 3 articoli ciascuno.
5. Gli articoli iscritti al Premio: a) non dovranno avere ricevuto precedenti premi DILA; b) dovranno essere inviati in formato word a dila@emmegiischia.com; c) potranno essere realizzati su qualsiasi argomento; d) dovranno avere la lunghezza massima di 5.000 battute spazi e titolo compresi.
6. A richiesta degli Autori, TUTTE le opere iscritte al Premio potranno essere pubblicate nell’antologia “ISPIRAZIONI”.
7 La mancata adesione alla suddetta opportunità editoriale NON pregiudicherà in alcun modo la partecipazione delle opere al Premio.
8. L’antologia “ISPIRAZIONI” sarà regolarmente provvista di un codice ISBN.
Il prezzo di copertina del volume in bianco e nero sarà di 22.00 € e la stampa avverrà entro settembre 2021.
9. L’Autore, per partecipare al Premio, dovrà compilare in tutte le sue parti la dichiarazione annessa a questo regolamento e dovrà inviarla a dila@emmegiischia.com debitamente firmata, insieme al file dell’opera proposta.
10. La votazione conclusiva che designerà le opere vincitrici delle sei sezioni, avverrà sommando i punti ricevuti mediante: a) like ai siti web che aderiranno all’iniziativa (1 voto = 1 punto); b) coupon inseriti nelle testate giornalistiche che aderiranno all’iniziativa (1 voto = 10 punti); c) schede allegate all’antologia “ISPIRAZIONI (1 voto = 30 punti), d) voti espressi da giurie nominate da DILA e dagli sponsor del premio -i punti totali assegnati a ciascuna Giuria saranno pari al totale dei punti espressi al capo a).
11. Le opere per partecipare al Premio dovranno pervenire a dila@emmegiischia.com nella loro stesura finale entro e non oltre il 15 Maggio 2023.
12. Il mancato rispetto di una qualsiasi delle norme di questo regolamento sarà causa di esclusione dell’opera dal premio.
13. I nomi dei finalisti saranno annunciati entro il 10 Giugno 2023.
14. La classifica finale sarà resa nota in una data compresa tra il 30 ottobre e il 30 novembre 2023.
15. La cerimonia di premiazione dei vincitori avverrà in una data compresa tra il 10 novembre e il 31 dicembre 2023.
La data e la località della premiazione saranno rese note ai finalisti con un preavviso di almeno 10 giorni.
16. Trattandosi di un premio ad iscrizione COMPLETAMENTE GRATUITA, Bruno Mancini si riserva il diritto di effettuare qualsiasi variazione a questo regolamento, e gli Autori, inviando le proprie opere, ne prendono atto in maniera definitiva.

Il Dispari 20230227 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230227 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230227 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230227 – Redazione culturale DILA

 

Il Dispari 20230227 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230227 – Redazione culturale DILA

 

Il Dispari 20230221

È Carnevale
Dalla raccolta di poesie di
Bruno Mancini

“Non rubate la mia vita”
(2005 – 2007):
ISBN 9781470909499
Paperback EUR 13.87

https://www.amazon.com.be/-/en/Bruno-Mancini/dp/1470909499

È Carnevale
tu mi hai lasciato con una promessa.
Hai detto: “Aspettami.”
“Ritornerò”.

È Carnevale
e ho visto il tuo culetto allontanarsi.
Ho detto: “<È certo.”
“Ti troverò”.

Per vicoli e botteghe
ho mosso il mio delirio incontrollato
la maschera che hai tu
non l’ho rivista più.

Su canali e lagune
ho spinto la mia assurda gelosia
la maschera che hai tu
non l’ho rivista più.

È Carnevale
tu mia hai lasciato con una promessa
ho visto il tuo culetto allontanarsi
la maschera che hai tu
non l’ho rivista più
e adesso guardo alla ti vu
le belle chiappe d’una indù
il piffero va su
della maschera ch’hai tu
non me ne fotte niente più.

Canzone per Carnevale
testo di Bruno Mancini
musica, canto e fisarmonica di Valentina Gavrish
https://youtu.be/yz6YTxU5wbQ

Il Dispari 20230220

Il Dispari 20230220 Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230220 Redazione culturale DILA

C’è un mistero dietro la morte/sepoltura di Vittoria Colonna?
Albertin Galiano ne è sicuro.

Diciamo subito che la poetessa Vittoria Colonna (Marino, aprile 1490 o 1492 – Roma, 25 febbraio 1547), figlia del generale Fabrizio Colonna e di Agnese di Montefeltro e poi moglie di Francesco Ferrante d’Avalos Marchese di Pescara, rappresenta l’icona artistica dell’intera isola d’Ischia.

Infatti, il suo matrimonio con Ferrante d’Avalos fu celebrato ad Ischia nel Castello Aragonese il 27 dicembre 1509 e lì lei trascorse gran parte della sua vita avendo modo di intrattenere relazioni culturali con i migliori artisti e letterati del secolo, tra cui Angelo di Costanzo, Annibale Caro, Bernardo Tasso, Giovanni Pontano, Girolamo Britonio, Jacopo Sannazaro, Ludovico Ariosto, Michelangelo Buonarroti e tanti altri ancora.

Una storia tramandata oralmente, a mio parere più vicina alla realtà che non alla fantasia, vuole che il sommo Michelangelo Buonarroti abbia soggiornato a Ischia in una Torre distante poche centinaia di metri dalle finestre del Castello Aragonese, potendo quindi agevolmente incontrare  la bella castellana.

Certo è storicamente provato che ad un loro primo incontro avvenuto tra il 1536 o 1538, ne seguirono altri già a partire dal 1539 quando ella dimorò a Roma e fino alla sua morte.

Che poi tra loro ci sia stata “solo” una profonda amicizia (come sostengono alcuni storici), oppure si sia sviluppato un amore per niente platonico (come maliziosamente “insinua” la tradizione popolare) certo è che Vittoria ebbe su di lui un grande ascendente, probabilmente anche religioso, tanto che lui le dedicò numerosi componimenti poetici tra i quali è degno di attenzione un madrigale molto simile ad una dichiarazione di amore passionale:

Un uomo in una donna, anzi uno dio
per la sua bocca parla,
ond’io per ascoltarla,
son fatto tal, che ma’ più sarò mio.”
(Michelangelo Buonarroti, Rime, Edizioni Rizzoli, 1981, pag. 268.)

Il Dispari 20230220 Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230220 Redazione culturale DILA

Questo lungo preambolo è strumentale alla introduzione dell’argomento definito nel titolo: “C’è un mistero dietro la morte/sepoltura di Vittoria Colonna?” perché Albertin Galiano identifica proprio in Michelangelo Buonarroti il personaggio che avrebbe creato prima e custodito poi il segreto della sepoltura della poetessa.

Quando, in seguito ad una banalissima richiesta di informazioni, sono entrato in contatto con Albertin Galiano riuscendo ad ottenere la sua fiducia nella esposizione sommaria di ciò che egli asseriva di avere appurato durante molti anni di studi e di ricerche, ho capito che, confermata o invalidata che fosse la sua ricostruzione del mistero della sepoltura della “nostra” Vittoria Colonna, certamente sarebbe stato utile presentarla pubblicamente onde avviare un dibattito ma anche una ulteriore nuova serie di indagini e di accertamenti.

Così, contando sulla comprensione del Direttore Gaetano Di Meglio che non ha esitato a mettere diverse pagine a disposizione di questa serie di articoli che inizio oggi, e nella prospettiva di pianificare, per la prossima primavera, un corposo confronto organizzato dall’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA” nella Biblioteca Antoniana di Ischia con la presenza di Albertin Galiano, mi accingo, ora, ad introdurre il risultato della sua ricerca in una sintesi piuttosto succinta, ma sufficientemente idonea a rendere comprensibile l’impegno con il quale è stata perseguita.

Il Dispari 20230220 Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230220 Redazione culturale DILA

Dopo alcuni mesi di contatti telefoni e tramite e-mail, Albertin Galiano mi ha scritto;

«Ho ricevuto la sua risposta, con la sua proposta per un “articolo-intervista” relativo ai risultati dello studio da me eseguito.
Ma, dopo la telefonata di questo pomeriggio, la cosa mi sembra fattibile.
Come è anche superabile il fatto di riuscire a dare una complessiva spiegazione dell’intero studio che si è reso necessario svolgere fino a ottenere i risultati cui ritengo di essere giunto.

Questo perché tale “studio” ha dovuto essere svolto a vari livelli.
Le cronache del tempo tramandate dai cronisti dell’epoca: Giorgio Vasari, Ascanio Condivi, i vari ‘Carteggi’ di Michelangelo, quelli del Vasari.
È una documentazione davvero esorbitante, in rapporto al solo Michelangelo.
Al quale andrebbe aggiunto anche Leonardo da Vinci,
In quanto, relativamente a quelle “figurazioni nascoste” da egli realizzate sulle sue varie “Pietà”, Michelangelo le ha apprese da Leonardo.

E con Leonardo si aprirebbe un altro “Universo” su cui indagare, studiare, per presentarne gli opportuni riscontri.
Un “Universo” molto problematico, date le frammentarie e contraddittorie notizie e tesi, fornite dalla Critica della Storia dell’Arte.
Su tutto ciò è stato necessario fare una verifica degli effettivi fatti storici, cioè degli eventi effettivamente accaduti.

Fare una loro verifica con i riscontri incrociati, perché, relativamente a Leonardo, di quanto ne scrive la Critica dell’Arte, non sembra esserci nulla di certo, tanto che ogni “datazione” che lo riguarda viene immancabilmente accompagnata dalla parola: “circa” (e questo “circa” può essere variabile dai due, quattro, sei, nove o undici anni, ma con tali riferimenti, non si arriva da nessuna parte).

Oltre a questo, è stato necessario anche uno studio filologico sull’espressività usata da Giorgio Vasari, nel trasmettere le sue cronache, relative alle due edizioni delle “Vite” dei vari artisti.
Quella del 1550 e l’altra del 1568.
Questo perché, nel suo scrivere egli dimostra avere anche altre “intenzionalità”, non meglio specificate, insite nel suo “contraddittorio” modo di scrivere; ed è appunto la conoscenza di queste sue “intenzionalità” a permettere una corretta interpretazione dei suoi scritti.

Ed è questo il vero problema con il quale ci si “scontra” con le tesi e le interpretazioni date dall’intero “Mondo Accademico della Storia dell’Arte”.
La quale appare tutta coesa, (i suoi rappresentanti), a sostenere le medesime tesi, citando e pubblicando solo ciò che altri loro “colleghi” hanno già pubblicato.
 
E, in effetti, nelle loro pubblicazioni non fanno altro che compiere delle “citazioni bibliografiche”, al fine di acquisire credito e sostegno dai loro “colleghi”, che ne hanno già scritto, riportando dati “effimeri”.
Ed il loro “gioco” sembra essere questo: ripetere ciò che altri hanno già scritto, senza nemmeno andare a verificarlo.
Tanto è vero che, hanno anche “riscritto” le due edizioni delle “Vite” di Giorgio Vasari, al fine di renderle “in un italiano meglio leggibile”.

 
Ed in questo hanno commesso degli errori di trascrizione, alterando di fatto il testo originale, il quale ha acquisito un diverso significato.
Il guaio è che ora tutti gli “esperti critici” della Storia dell’Arte fanno uso di queste “nuove edizioni”, (alterate).
Chi glielo va a dire?

 Ma soprattutto: sarebbe forse possibile che essi ammettano questi loro macroscopici errori?
Eppure, verificarlo, sarebbe cosa semplicissima.
È sufficiente fare un confronto con i testi originali scritti da Giorgio Vasari.
Cosa che ho fatto.

 
Mi sono procurato delle copie facsimili degli originali, e lì,ho notato subito la differenza.
Anche se poi, è necessario uno studio “filologico” sul modo di scrivere di Giorgio Vasari, per comprenderne le implicazioni. Ovvero, quanto effettivamente accaduto.
Questo per via delle sue “intenzionalità”.

 
Intenzionalità che alla sua epoca, (per via di quegli “Apparati Inquisitori”, allora esistenti, e dell’elenco dei libri proibiti), non poteva permettersi di scrivere e pubblicare.
Se l’avesse fatto, il Vasari sarebbe sparito, lui e le sue opere.

 
E con lui anche Michelangelo, e di loro, oggi non ne sapremmo nulla.
Senza tralasciare Leonardo da Vinci.
Perché anche lui è stato perseguitato dall’Inquisizione.
A causa del suo pensiero è stato “esiliato” in Francia. Anche se questo “esilio” è stato presentato come un “regale invito del Re Francese Francesco I°”.
Come può rendersi conto, le argomentazioni complessive di questo mio studio su Michelangelo Buonarroti, non riguardano solo lui, ma un po’ tutta la storia del periodo nel quale è vissuto.

 
Le cui ripercussioni ancora oggi sussistono, quando si parla di questi personaggi.
“Personaggi” verso i quali abbiano contratto un “debito Culturale” enorme.
Un “debito” del quale i così detti “Grandi Critici dell’Arte” non sembrano essere consapevoli.
È anche pur vero che di questo aspetto “Inquisitorio” si potrebbe accennarne di sfuggita, ma dato che si dovrebbe parlare della Pietà Rondanini, e delle “figure”, nascostamente scolpite da Michelangelo sulla sua superficie, considerando che anche questa Pietà, (come la Pietà Bandini di Firenze), è anch’essa andata distrutta; e in modo misterioso, perché le caratteristiche proprie della statua indicano che non è stato Michelangelo a romperla, e quindi, deve essere stato qualcun altro.

 
Chi?
Chi è stato?
Anche a questa domanda vi è la risposta, sotto forma di una immagine, la quale indica i motivi per cui la versione originaria è stata distrutta.

Così, ora, dopo la telefonata intercorsa, mi metto al lavoro per scrivere e presentare i motivi per cui è da ritenere che la Pietà Rondanini sia l’opera nella quale Michelangelo ha voluto esprimere e raffigurare tutto il suo sentimento vissuto per Vittoria Colonna.
Con grande simpatia e cordialità.

 
E a risentirla.
Galiano Albertin.
»

Ma per conoscere il mistero che si nasconde dietro la morte/sepoltura di Vittoria Colonna ci dobbiamo dare appuntamento alla prossima puntata, sempre su questa pagina e sempre di lunedì, perché vi proporremo il testo integrale di ciò che Albertin Galiano ci ha scritto a tale proposito.

Bruno Mancini – Presidente DILA

Il Dispari 20230220 Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230220 Redazione culturale DILA

ILA

NUSIV

Il Dispari 20230320 – Redazione culturale DILA

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Il Dispari 20230320 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230320

LO STORICO
FESTIVAL DELLA CANZONE NAPOLETANA
ARRIVERÀ A ISCHIA?

Dopo un approfondito e costruttivo confronto svolto tra Massimo Abbate, proprietario del marchio e Direttore Artistico del Festival Della Canzone Napoletana, e Bruno Mancini, Presidente dell’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA“, Massimo Abbate ha ufficializzata la nomina di Bruno Mancini nel ruolo di “Responsabile delle Relazioni esterne” al fine di promuovere il Festival Della Canzone Napoletana.

Ciò vuol dire che, fin da subito, l’Associazione DILA in sinergia con tutte le realtà associative, artistiche e mediatiche amiche dei progetti Made in Ischia, sarà impegnata nel coinvolgimento dell’Isola d’Ischia (prevalentemente ma non solo l’Isola d’Ischia) nella programmazione del Festival.

Il testo della lettera dell’incarico

«Gentile sig. Bruno Mancini,
riscontrando la sua disponibilità per assumere un ruolo direttivo nell’ambito dell’organizzazione del Festival della Canzone napoletana che, da tempo, ho rilanciato quale proprietario del marchio nonché Direttore Artistico giungendo quest’anno alla nona edizione, le sottoponiamo con piacere e ufficialmente la nostra proposta che consiste nell’affidarle l’incarico di Responsabile delle Relazioni esterne presso lo Stato e gli Enti pubblici al fine di promuovere il Festival quale importante vettore della cultura musicale napoletana.

Nel restare in attesa di conoscere la Sua disponibilità, porgo
Cordiali saluti.
18 marzo 2023
Massimo Abbate»

In una precedente mail Massimo Abbate aveva scritto a Bruno Mancini:

«Ischia è una delle perle del golfo di Napoli.
Il Festival di Napoli non è mai approdato nell’isola e non si sa per quale motivo.
A Capri invece nel 1970 si tenne di fatto l’ultima edizione e questo perché nel 1971 a causa della violenta protesta degli autori esclusi, l’oscuramento delle telecamere RAI e il diniego da parte dell’allora giudice Krog il festival ebbe il suo triste epilogo.
È dal 2015 che mi onoro di aver acceso un interesse negli uomini di buona volontà per il festival da me diretto.
Riportarlo in vita con abnegazione dopo averlo salvato da morte certa non è stato facile e non lo è tuttora a causa di un ostracismo silente e subdolo di alcuni personaggi di potere locale: Organizzatori di eventi, direttori artistici, politici, direttori di radio e televisioni nonché giornalisti di settore che non potendolo avere sotto controllo come tutte o quasi le attività artistiche in atto da anni, adoperano un oscuramento sistematico scoraggiando chiunque voglia sostenerlo.
Solo la mia insistenza, onestà professionale anche queste non meno sistematiche e caparbie, resistono e combattono tali squallidi interessi personali che nulla hanno a che fare con quelli puramente comunitari e culturali nell’interesse della promozione del patrimonio storico e artistico della città e della canzone napoletana.
Ma la giustizia anche se a volte tarda ad arrivare prima o poi fa il suo corso e allora tutto il male fatto a questa manifestazione ricadrà implacabilmente su loro stessi determinando la legge del boomerang.
Una bella ripulita in un ambiente corrotto e un ricambio generazionale sono indispensabili.
Ritornando a Ischia sarebbe bello riportarlo anche lì.
Se è finito a Capri può rinascere a Ischia.
Questo è un ottimo spunto di cronaca per chi saprà coglierlo.
In questa isola ho ricordi bellissimi a partire dalla mia infanzia.
Non solo fughe sentimentali con fidanzatine ma anche improvvisate con i miei amici più cari.
Non sono mancate visite organizzate grazie ai molti impegni di lavoro e su tutti quelli di accompagnare e seguire mio padre in qualità di suo personal manager.
Negli ultimi anni della sua carriera ho capito tramite il suo sguardo malinconico di dover proseguire il percorso da lui intrapreso a difesa della nostra canzone.
A partire dal momento in cui lui, a causa della sua imminente dipartita, lo avrebbe interrotto ripercorrendolo con la stessa passione e qualità.
E allora eccomi qua a riproporre l’unico vero grande evento che può riportare il canto napoletano e la sua poesia in tutto il mondo: Il Festival della canzone napoletana.
Se gli amministratori ischitani sono concretamente interessati io nell’interesse della canzone napoletana e per la promessa tacita fatta a mio padre, sono pronto.»

INFO:
dila@emmegiischia.com
tel 3914830355 (ore 15-23)

Poesia inedita di Alberto Liguoro
destinata alla raccolta fuori concorso
del premio internazionale
di Arti varie” DILA 2023″

Sei versi in attesa di un senso

I
I bambini piangono
perché il mondo li uccide.
I bambini ridono
perché amano e giocano.
È ‘a voce de’ criature
che saglie chianu chianu.

II
Sento lo Spirito Universale
sopra di me
e la Ragione morale in me,
mentre danza,
intorno ai muri crollati,
alle frontiere abbattute,
ai vascelli sventrati,
la Dea Bellezza,
e davanti ai suoi seni al vento,
l’anima del Mondo
cerca salvezza.

III
Le navi del Mediterraneo
oltre l’orizzonte
trasportano i Morti;
mentre Vite innocenti
regalate
a fredde bare galleggianti,
cantano in coro
Fifteen men on the dead man’s chest.
Una bottiglia di rum e Satana
pensano al resto.

IV
Amor, ch’a nullo amato amar perdona
si te sbatte ‘o core ‘npietto è ammore
si spontano ‘e lacrime è ammore
si pienz’ d’accirere è ammore.
‘A fenesta ‘e Marechiaro
sta ‘nfaccia‘o mare blu,
ma che dd’è?
Se oltre l’abisso
non può esserci amore,
un lungo filo da sarto,
c’è sempre, e abbraccia
i cuori più belli del mondo.

V
Su un antico percorso
lastricato di vittime
di lutti e macerie,
verso la giustizia, la libertà
e l’amore,
temiamo senza badarci,
una sbarra alla fine,
con su scritto:
“strada interrotta per frane”;
ma già oltre un dosso,
tra la nebbia di mare,
sfuma occhieggiante,
il faro dell’isola di Lesbo.

VI

Se la vita è un dono di Dio,
se lo è l’anima di una formica,
chi siamo noi per rifiutare
disprezzare o offendere?
Ma quando
il più raro e prezioso papiro egiziano
mi brucia la pelle,
incrina le pupille,
o intossica i polmoni,
è solo mostruoso
l’obbligo di aprire,
per umano decreto,
le braccia e la mente
all’occhio nefasto di Ra.

Ai 79 morti, 33 dei quali minorenni,
finora accertati, ai numerosi dispersi e
agli 80 profughi giunti in salvo, dei circa
180 a bordo del barcone naufragato nel
mare in tempesta, al largo di Crotone,
il 26 febbraio 2023.

Napoli 13 marzo 2023
Alberto Liguoro

Dalla raccolta di poesie
“LA SAGRA DEL PECCATO”
1957 – 2003 – ISBN 9781470913205
SCRITTA DA BRUNO MANCINI

Le mummie e le vestali

LA FORZA DI IGNAZIE

Se io fossi stata solo figlia
se io fossi stata solo
se io fossi stata
se io fossi
se io
se
per vicoli stretti e fumosi
attenta smarrita
avrei venduto gli occhi.

Se io fossi stata solo sposa
se io fossi stata solo
se io fossi stata
se io fossi
se io
se
per luccichii mimetici
solitaria rarità
avrei gelato le parole.

Se io fossi stata solo madre
se io fossi stata solo
se io fossi stata
se io fossi
se io
se
per veglie e voglie
condannata smarrita
avrei sedato i suoni.

Se io fossi stata solo donna
se io fossi stata solo
se io fossi stata
se io fossi
se io
se
per folli folle disumane
paradisi perduti
avrei tritato i pensieri.

°———°———°———°

Ma tu offendimi
con albe boreali
e poi sussurrami
di tuoni di tempeste
ma tu affondami
in nuvole di abbracci
e poi ritrovami
nelle bugie dei sogni

io vivo da sempre
quasi fossi vestale
attonita.

LA FORZA DI IGNAZII

Come giunco
tra rane

sbattuto
frustato
sferzato
quando avevo vent’anni
ho lasciato mio padre
lui ne aveva cinquanta.

Come graffio
su specchio

stridente
gelante
sfregiante

quando avevo altri anni
ho lasciato l’amata
lei non so.

Come gancio
al labbro

stupisce
tradisce
scurisce

quando avevo più anni
ho lasciato mio figlio
lui era grande.

Come bruco
fra frane

intanato
stordito
immoto

in questo giorno d’afa
ho lasciato la mia immagine
lei non lo capirà.

°———°———°———

Ma tu lisciami
e fasciami
e abbracciami e stringimi
e scoprimi e coprimi
e narrami e ignorami
e forgiami favola ottusa

io vivo da sempre
quasi fossi una mummia
deluso.

https://www.lulu.com/it/shop/bruno-mancini/la-sagra-del-peccato/paperback/product-n4pg97.html?q=la+sagra+del+peccato

Il Dispari 20230313

Il Dispari 20230313 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230313 – Redazione culturale DILA

Angela Maria Tiberi: Lucio Isabella scrittore di vita

Lucio Isabella scrittore, poeta, scultore di vita sarà a Ischia il 21 marzo per presentare le sue opere artistiche in occasione dell’evento “Giornata mondiale della poesia” organizzato dall’Associazione “Da Ischia L’Arte – DILA” presieduta da Bruno Mancini, dal Circolo Sportivo Culturale Il Dragone presieduto da Pasquale Di Costanzo, in collaborazione con la testata giornalistica IL DISPARI di Gaetano Di Meglio, con il Magazine Eudonna e la Casa Editrice IL SEXTANTE entrambi di Mariapia Ciaghi, e con l’Associazione ADA di Dalila Boukhalfa.

L’incontro si svolgerà a partire dalle ore 18, con ingresso gratuito fino ad esaurimento posti, presso la Casa Della Cultura DILA-DRAGONE ubicata nel salone teatro dell’ex Hotel Franceschina in Barano d’Ischia alla Via Corrado Buono 42: INFO dila@emmegiischia.com

Il Dispari 20230313 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230313 – Redazione culturale DILA

Angela Maria Tiberi, vicepresidente DILA, ci illustra il contenuto di una novella di Lucio Isabella.

Figlio di contadini e appartenente ad una famiglia numerosa, orfano di padre all’età di undici anni, Lucio Isabella lascia gli studi in tenera età per dedicarsi ai lavori nei campi.
Lucio Isabella è stato lavoratore instancabile nell’ambito dell’agricoltura per poi diventare, mediante un profondo impegno, disegnatore navale con ampia competenza.

Nell’ambito della sua letteratura si nota una vivace fantasia con dolorose e toccanti vicende, con meravigliosa sensibilità.

Lo chiamano ribelle perché non permette a nessuno che venga a calpestare i valori umani esaltati nei suoi romanzi.

Il Comune di Castellabate ha voluto conferirgli una particolare benemerenza per la diffusione nel mondo delle sue opere che fanno ampio riferimento alla vita e alla cultura del Cilento.

Un libro di racconti dal titolo “Cuore Cilentano”, a cui è stato assegnato Medaglia d’oro per la narrativa al Premio Internazionale “Natale Agropolese”, è entrato nelle scuole toccando il cuore dei giovani,

Visti i titoli, i meriti e l’attività svolta, l’Accademia Internazionale di Belle Arti, Scienze, Lettere, Diritto “Fide Europeoin” gli conferisce solennemente a Norma di Statuto il Diploma Accademico d’Onore Maestro Lucio Isabella, Vate del mito cilentano , iscrivendolo nell’Albo d’Oro il 19 novembre 2006.

Le sue trentasette opere letterarie fanno parte della collana “Storie d’amore e di vita del Cilento”.

Esaminando il romanzo “All’ombra dei castagni”, incluso nella collana “Storie d’amore e di vita nel Cilento” e presentato da Ezio Guandalini, si consiglia il lettore di leggerlo attentamente per riuscire ad ascoltare l’eco di un tempo che accarezza il cuore facendo rivivere i ricordi.

Lucio Isabella racconta in forma poetica l’amore verso la sua terra e la sua famiglia perché la sua anima gentile sa gioire, amare e soffrire e tutto questo traspare nel testo facendoci sentire protagonisti dei personaggi narrati tanto che il lettore sensibile prova profonde emozioni diventando spiritualmente amico dei protagonisti del testo.

Lucio Isabella mette in evidenza che i padroni erano chiamati “Galantuomini” con il termine “Don”, “Eccellenza”.
Il rispetto era obbligatorio e i padroni approfittavano dell’ignoranza dei coloni e dei contadini che lavoravano per loro.
La loro prepotenza rientrava nella norma quotidiana e il buono dei proprietari era una rarità.

Si andava negli anni 39/45 in calesse, carretta e il “traino” era effettuato da asini o muli, difficilmente cavalli.

Dopo la guerra arrivarono nei paesi di campagna o di montagna autobus molto vecchio chiamati “O postale”, perché portavano la posta e qualche raro passeggero.
Era insolito vedere un’automobile per strada.
Regnava il rispetto fra le famiglie e i loro componenti si aiutavano a vicenda mentre ora questa è divenuto rarità nelle grandi città.
I matrimoni si celebravano fra i paesani, mentre le famiglie dei “galantuomini” si imparentavano nello stesso ceto.

Parlandoci dei suoi romanzi, Lucio Isabella ci racconterà, a Ischia il prossimo 21 marzo, queste ed altre emozionanti storie di vita.
Siete tutti invitati!
Angela Maria Tiberi

Il Dispari 20230313 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230313 – Redazione culturale DILA

Da Liga Sarah Lapinska TWITTERONE lettone

1) Agnese Rudzīte, una giovane lady amante dell’Arte e amica dei progetti DILA che lavora insieme al marito presso “CopyPlus”, un laboratorio di stampa in via Mātera 26A, Jelgava – Lettonia, è stata contenta di ricevere in regalo il mio disegno “Asian Tune”.
I turisti dall’Italia e da altri Paesi, così come i residenti di Jelgava, sono gentilmente invitati a visitarli.
Possano entrambi avere successo nella loro piccola impresa e nella loro vita!

2) Aida Turrini conosce e ama la natura. Scatta fotografie nel suo tempo libero. Nelle sue immagini si possono vedere Italia, Argentina, Lettonia e altri paesi.
Lei è una delle finaliste del concorso “Otto milioni – 2022” ed ha ordinato con entusiasmo tre copie dell’antologia “Isole nuove – 2022”.

3) Irinel Daniela Iacob, pittrice di Romania, Bucarest, che ha una formazione ingegneristica e gestionale, è felice di ricevere l’antologia “Isole Nuove – 2022” e il quotidiano “Il Dispari”.
Nelle immagini si vede lei e uno dei suoi dipinti dedicati a fiabe, romanticismo e fate.

4) Viesturs Āboliņš posa con l’antologia “Isole nuove – 2022”, il quotidiano “Il Dispari” e il mio disegno “Fairy tale”.
Lui non solo scrive poesie storiche molto emozionanti, ma anche fiabe, articoli scientifici e di statistica, oltre a fotografare attentamente la natura, soprattutto acque e uccelli acquatici.
È un ingegnere per professione, ed inoltre è esperto di previsioni del tempo.
Buona salute e resistenza a lui!

5) Raimonds, persona di buona volontà, che per ora non vuole rendere noto il suo cognome, ha ricevuto con piacere, interesse e stima la nostra meravigliosa antologia “Una pagina, un’emozione” in regalo.
Grazie a lui e ai suoi amici, ora ho un comodo smartphone e un fornello elettrico altrettanto comodo.
Buona salute e successo in tutto a lui e a suoi amici sinceri!

6) Eda Gyenis (Ungheria) Artista, ottima disegnatrice una delle finaliste del concorso “Otto milioni – 2022” posa con l’antologica “Isole nuove – 2022”.

Aida Turrini 1

Aida Turrini 1

Aida Turrini

Aida Turrini

Irinel Daniela Iacob

Irinel Daniela Iacob

Irinel Daniela Iacob

Irinel Daniela Iacob

Viesturs Āboliņš

Viesturs Āboliņš

Eda Gyenis (Ungheria)

Eda Gyenis (Ungheria)

Liga Lapinska

Liga Lapinska

Il Dispari 20230313 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230313 – Redazione culturale DILA

Dalla raccolta di poesie
“LA SAGRA DEL PECCATO”
1957 – 2003 – ISBN 9781470913205
SCRITTA DA BRUNO MANCINI

Le mummie e le vestali

LA FORZA DI IGNAZIE

Se io fossi stata solo figlia
se io fossi stata solo
se io fossi stata
se io fossi
se io
se
per vicoli stretti e fumosi
attenta smarrita
avrei venduto gli occhi.

Se io fossi stata solo sposa
se io fossi stata solo
se io fossi stata
se io fossi
se io
se
per luccichii mimetici
solitaria rarità
avrei gelato le parole.

Se io fossi stata solo madre
se io fossi stata solo
se io fossi stata
se io fossi
se io
se
per veglie e voglie
condannata smarrita
avrei sedato i suoni.

Se io fossi stata solo donna
se io fossi stata solo
se io fossi stata
se io fossi
se io
se
per folli folle disumane
paradisi perduti
avrei tritato i pensieri.

°———°———°———°

Ma tu offendimi
con albe boreali
e poi sussurrami
di tuoni di tempeste
ma tu affondami
in nuvole di abbracci
e poi ritrovami
nelle bugie dei sogni

io vivo da sempre
quasi fossi vestale
attonita.

LA FORZA DI IGNAZII

Come giunco
tra rane

sbattuto
frustato
sferzato
quando avevo vent’anni
ho lasciato mio padre
lui ne aveva cinquanta.

Come graffio
su specchio

stridente
gelante
sfregiante

quando avevo altri anni
ho lasciato l’amata
lei non so.

Come gancio
al labbro

stupisce
tradisce
scurisce

quando avevo più anni
ho lasciato mio figlio
lui era grande.

Come bruco
fra frane

intanato
stordito
immoto

in questo giorno d’afa
ho lasciato la mia immagine
lei non lo capirà.

°———°———°———

Ma tu lisciami
e fasciami
e abbracciami e stringimi
e scoprimi e coprimi
e narrami e ignorami
e forgiami favola ottusa

io vivo da sempre
quasi fossi una mummia
deluso.

https://www.lulu.com/it/shop/bruno-mancini/la-sagra-del-peccato/paperback/product-n4pg97.html?q=la+sagra+del+peccato

Il Dispari 20230306

Il Dispari 20230306 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230306 – Redazione culturale DILA

Angela Maria Tiberi recensisce Antonio Scarsella
Il Grifone, la scimmia, l’usignolo
Il Levante Libreria Editrice

Centro di svolgimento del giallo è Sermoneta, borgo medioevale, intrecciandosi con la musica, la cultura, la storia.
I protagonisti del romanzo sono: il campus internazionale di Musica, diventato Fondazione, il Castello di Sermoneta e la Musica, che diventano cornice di un giallo d’ambiente mentre il filo conduttore è la Musica.
Protagonista femminile è Carola Leman sposata con il settantenne Franz Kramer, violoncellista di fama mondiale, direttore del Conservatorio di Stoccolma e di altri istituti di mezza Europa, genio della musica mondiale.
I protagonisti si erano conosciuti a Stoccolma, lei giovanissima impiegata del Conservatorio e lui più di quarant’anni d’età, diventando lei, successivamente, la sua seconda moglie ed assistente di cattedra nello stesso istituto.
Il prof. Kramer teneva i suoi corsi di perfezionamento nel castello di Sermoneta, centro di importanza internazionale della Musica.
La moglie non dava motivo di tradirlo anche se aveva 45 anni e lui settant’anni: c’era complicità fra loro.
Il marito non sapeva che la sua amata fosse attirata sia dal corpo che dalla mente di giovani donne in quanto il suo desiderio di madre non era stato esaudito.
Le avventure con gli uomini non placavano la passione di Carola.
La sua prima donna fu una violoncellista, Agneska, e tra loro vi fu una grande passione e passarono una notte insieme, nella stanza numero 32 dell’Hotel Holiday Inn di Stoccolma.
Si lasciarono.
Colpo di scena del giallo è la morte della giovane Céline nel Castello di Sermoneta.
Così l’autore ci introduce nel giallo.
Chi ha ucciso Céline Bloom?
Non dico altro!
Il giallo è pieno di misteri.
Colgo l’occasione per invitare a meditare per il messaggio sconosciuto a molte persone (inciso all’ingresso del Palazzo di Vetro dell’Onu a New York.) che lo scrittore riporta nel suo testo .
Scritto da un grande poeta di religione mussulmana, vissuto in Persia a cavallo tra il XII e il XIII secolo: Mosleh ad-Din Abdollah, conosciuto come Sa’di: “I figli di Abramo sono membra di uno stesso corpo e della stessa essenza sono stati creati.
Quando anche la più piccola parte, per le avversità della vita, si addolora, anche le altre parti perdono la calma e quiete.
Tu che sei insensibile alle pene altrui mai e poi mai potrai essere chiamato essere umano”.
Complimenti ad Antonio Scarsella e un buon successo di questo fantastico libro.

Angela Maria Tiberi

Il Dispari 20230306 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230306 – Redazione culturale DILA

DICHIARAZIONE RICHIESTA PER LA PARTECIPAZIONE ALLA
12a EDIZIONE DEL
PREMIO INTERNAZIONALE DI ARTI VARIE
“OTTO MILIONI” 2023

Io sottoscritto/a____________________________________________

residente a _______________ in Via______________ N_____ CAP________

tel. ______________________ e-mail________________________________________________

avendo letto, ed accettando tutte le norme del regolamento relativo alla undicesima edizione del Premio internazionale “Otto Milioni”2022 pubblicato anche tramite web all’url

Premi “Otto milioni” 2023 dodicesima edizione

manifesto l’intenzione di partecipare alla sezione
POESIA □ ARTI GRAFICHE □
ARTICOLO □ VIDEO □

della 12a del premio internazionale di Arti Varie “OTTO MILIONI”2023 e, pertanto, nella mia qualità di Autore, allego l’opera dal titolo_________________

A TALE SCOPO DICHIARO DI
1. essere stato informato, ai sensi dell’art. 13 del D.Lgs.196 /2003 sulla tutela dei dati personali, che i miei dati personali forniti all’atto della compilazione della presente richiesta d’iscrizione saranno trattati, in conformità alle norme legislative e regolamentari vigenti e applicabili, con modalità automatiche, anche mediante sistemi informatizzati, solo ed esclusivamente nell’ambito delle operazioni necessarie a consentire la partecipazione del sottoscritto alla 12a edizione del premio internazionale di Arti Varie “OTTO MILIONI” 2023 organizzato da Bruno Mancini;
2. di acconsentire, con la presente richiesta d’iscrizione, al trattamento dei miei dati personali svolto con le modalità e per le finalità sopra indicate ed in conformità alle norme legislative e regolamentari vigenti e applicabili
3. di essere a conoscenza del fatto di poter esercitare i diritti previsti dall’art. 7 della Legge 196/2003, tra i quali il diritto di ottenere la conferma dell’esistenza o meno di dati, nonché la loro cancellazione mediante comunicazione scritta da inoltrare al titolare del trattamento dei dati personali ai sensi e per gli effetti della stessa legge;
4. volere concedere a Bruno Mancini il diritto di pubblicare ed utilizzare la mia suddetta opera in ogni forma e modo, alle condizioni di seguito indicate, affermando, sotto la mia personale responsabilità, di esserne l’unico autore, l’unico titolare dei diritti e di poterne liberamente disporre, così che Bruno Mancini avrà il diritto pieno, esclusivo e definitivo dì pubblicare e di utilizzare in ogni forma e modo la mia suddetta opera nel rispetto del diritto morale dell’autore ai sensi dell’art. 2575 codice civile (diritti di autore e di ingegno), e avrà il diritto di pubblicare la mia suddetta opera anche in via telematica a mezzo internet, come proposta da me Autore e non sarà tenuto ad effettuare alcuna correzione;
5. aver concordato in maniera definitiva con Bruno Mancini che egli NON corrisponderà alcun compenso presente o futuro in mio favore né a titolo di “diritto d’autore”, né per alcun altro diritto, pretesa, rimborso, compenso ed indennità, poiché sono favorevolmente disposto a destinare la mia suddetta opera al gratuito utilizzo da parte di Bruno Mancini per qualunque forma di pubblicazione, e per qualsiasi utilizzazione egli voglia decidere, restando inteso che avrò comunque piena ed assoluta disponibilità della mia suddetta opera, senza dover chiedere consenso a Bruno Mancini, né dovere in alcun modo rendergli conto del suo utilizzo, in quanto io sottoscritto Autore resterò unico titolare della proprietà intellettuale della mia suddetta opera;
6. volere provvedere all’acquisto di n°…… copie del volume antologico “ISPIRAZIONI” se la mia suddetta opera sarà ritenuta idonea a partecipare alla dodicesima edizione del Premio di Arti Varie “OTTO MILIONI” e se sarà pubblicata nella suddetta Antologia.
Data e Luogo…………………. Firma dell’autore …………………….

Ai sensi dell’art. 1341 cod. civ., approvo specificatamente le clausole 1) 2) 3) 4) 5) 6) 7) 8) 9) 10) 11) 12) 13) 14) 15) 16) del regolamento relativo alla 12a edizione del premio internazionale di Arti Varie “OTTO MILIONI” 2023 pubblicato anche tramite web all’url https://www.emmegiischia.com/premi-otto-milioni-2023/

Data e Luogo…………………. Firma dell’autore …………………….

P.S. Aggiungere i dati richiesti, ed inviare entro il 15 Maggio 2023 a dila@emmegiischia.com
Info & contatti: – Tel. 3914830355 – dila@emmegiischia.com

Il Dispari 20230306 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230306 – Redazione culturale DILA

BRUNO MANCINI

Dalla raccolta
Io fui mortale
(2005 – 2009)

Giovane Apaches

Scriverò di te innocente – giovane Apaches –
dalla lunga chioma di grappoli
di grappoli d’uva rossigna,
tra le fiamme dei tronchi
dei tronchi ardenti sfavillanti
una notte di cielo deserto,
deserto, nel cuore del deserto.

Penserò alla tua malinconia – giovane Apaches –
d’attesa e di passioni con occhi memorie
memorie affastellate,
sopra i fumi dei tronchi
dei tronchi assopiti
nelle notti di cielo deserto,
deserto, come il cuore del deserto.

Amerò gli sguardi squillanti – giovane Apaches –
per la felice follia di silenziosi sorrisi
sorrisi all’ombra di tante chimere,
dentro ai profumi dei tronchi
dei tronchi spenti dalla mia ombra
ogni notte di cielo deserto,
deserta, più del cuore del deserto.

Il Dispari 20230306 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230306 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230227

Il Dispari 20230227 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230227 – Redazione culturale DILA

Il Premio internazionale di Arti Varie “Otto milioni” 2023 ideato da Bruno Mancini, dedicato alla memoria di Paola Occhi, Nina Lavieri, Antonio Mencarini, Vincenzo Savarese, organizzato dall’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA” in collaborazione con la testata giornalistica IL DISPARI diretta da Gaetano Di Meglio, con la Casa Editrice IL SEXTANTE e con il magazine Eudonna entrambi riferibili a Mariapia Ciaghi e con l’Associazione algerina ADA presieduta da Dalila Boukhalfa, si sviluppa in quattro sezioni: Poesia – Arti grafiche – Articolo – Video.

Il Dispari 20230227 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230227 – Redazione culturale DILA

Regolamento
TEMA LIBERO

1. L’iscrizione al Premio è completamente gratuita per TUTTI.
2. Una commissione nominata da Bruno Mancini provvederà a selezionare in maniera insindacabile le opere che parteciperanno alla fase finale del Premio.
3. I Soci dell’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA” avranno diritto ad iscrivere UNA loro opera per ciascuna sezione direttamente nel gruppo delle finaliste, purché rispettino quanto prescritto negli articoli successivi di questo regolamento.
Sono esclusi da questa opportunità i Soci DILA che saranno, eventualmente, inseriti in una Giuria del Premio.
Gli Autori che hanno già partecipato ad una qualsiasi delle Antologie pubblicate da Bruno Mancini sono equiparati agli Associati DILA.

SEZIONE POESIA
4. Autori italiani e stranieri potranno iscrivere al Premio non più di 3 poesie ciascuno.
5. Le poesie iscritte al Premio: a) non dovranno avere ricevuto precedenti premi DILA; b) dovranno essere inviate in formato word a dila@emmegiischia.com; c) dovranno essere scritte in lingua italiana; d) dovranno essere composte da un massimo di 30 righe (compreso il titolo ed eventuali spazi bianchi tra i versi e/o tra le strofe); e) potranno essere scritte in una delle seguenti lingue <arabo, francese, inglese, lettone, russo, spagnolo> purché, SOLO in questo caso, siano accompagnate dal versamento di 10,00€ ciascuna come contributo per la traduzione in italiano che verrà effettuata da poeti collaboratori dell’Ass. DILA. Tali versamenti andranno effettuati sull’IBAN che verrà indicato in maniera privata.

SEZIONE ARTI GRAFICHE
4. Autori italiani e stranieri potranno iscrivere al Premio non più di 3 opere ciascuno.
5. Le opere iscritte al Premio: a) non dovranno avere ricevuto precedenti premi DILA; b) dovranno essere inviate in formato jpeg a dila@emmegiischia.com; c) potranno essere realizzate con qualsiasi tecnica, anche digitale e/o fotografica

SEZIONE VIDEO
4. Autori italiani e stranieri potranno iscrivere al Premio non più di 3 video ciascuno.
5. I video iscritti al Premio: a) non dovranno avere ricevuto precedenti premi DILA; b) dovranno essere inviati in formato mp4 o simile a dila@emmegiischia.com; c) potranno essere realizzati con qualsiasi contenuto (musica, recitazione, eventi ecc.); d) dovranno avere la durata massima di quattro minuti.

SEZIONE ARTICOLO
4, Autori italiani e stranieri potranno iscrivere al Premio al massimo 3 articoli ciascuno.
5. Gli articoli iscritti al Premio: a) non dovranno avere ricevuto precedenti premi DILA; b) dovranno essere inviati in formato word a dila@emmegiischia.com; c) potranno essere realizzati su qualsiasi argomento; d) dovranno avere la lunghezza massima di 5.000 battute spazi e titolo compresi.
6. A richiesta degli Autori, TUTTE le opere iscritte al Premio potranno essere pubblicate nell’antologia “ISPIRAZIONI”.
7 La mancata adesione alla suddetta opportunità editoriale NON pregiudicherà in alcun modo la partecipazione delle opere al Premio.
8. L’antologia “ISPIRAZIONI” sarà regolarmente provvista di un codice ISBN.
Il prezzo di copertina del volume in bianco e nero sarà di 22.00 € e la stampa avverrà entro settembre 2021.
9. L’Autore, per partecipare al Premio, dovrà compilare in tutte le sue parti la dichiarazione annessa a questo regolamento e dovrà inviarla a dila@emmegiischia.com debitamente firmata, insieme al file dell’opera proposta.
10. La votazione conclusiva che designerà le opere vincitrici delle sei sezioni, avverrà sommando i punti ricevuti mediante: a) like ai siti web che aderiranno all’iniziativa (1 voto = 1 punto); b) coupon inseriti nelle testate giornalistiche che aderiranno all’iniziativa (1 voto = 10 punti); c) schede allegate all’antologia “ISPIRAZIONI (1 voto = 30 punti), d) voti espressi da giurie nominate da DILA e dagli sponsor del premio -i punti totali assegnati a ciascuna Giuria saranno pari al totale dei punti espressi al capo a).
11. Le opere per partecipare al Premio dovranno pervenire a dila@emmegiischia.com nella loro stesura finale entro e non oltre il 15 Maggio 2023.
12. Il mancato rispetto di una qualsiasi delle norme di questo regolamento sarà causa di esclusione dell’opera dal premio.
13. I nomi dei finalisti saranno annunciati entro il 10 Giugno 2023.
14. La classifica finale sarà resa nota in una data compresa tra il 30 ottobre e il 30 novembre 2023.
15. La cerimonia di premiazione dei vincitori avverrà in una data compresa tra il 10 novembre e il 31 dicembre 2023.
La data e la località della premiazione saranno rese note ai finalisti con un preavviso di almeno 10 giorni.
16. Trattandosi di un premio ad iscrizione COMPLETAMENTE GRATUITA, Bruno Mancini si riserva il diritto di effettuare qualsiasi variazione a questo regolamento, e gli Autori, inviando le proprie opere, ne prendono atto in maniera definitiva.

Il Dispari 20230227 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230227 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230227 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230227 – Redazione culturale DILA

 

Il Dispari 20230227 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230227 – Redazione culturale DILA

 

Il Dispari 20230221

È Carnevale
Dalla raccolta di poesie di
Bruno Mancini

“Non rubate la mia vita”
(2005 – 2007):
ISBN 9781470909499
Paperback EUR 13.87

https://www.amazon.com.be/-/en/Bruno-Mancini/dp/1470909499

È Carnevale
tu mi hai lasciato con una promessa.
Hai detto: “Aspettami.”
“Ritornerò”.

È Carnevale
e ho visto il tuo culetto allontanarsi.
Ho detto: “<È certo.”
“Ti troverò”.

Per vicoli e botteghe
ho mosso il mio delirio incontrollato
la maschera che hai tu
non l’ho rivista più.

Su canali e lagune
ho spinto la mia assurda gelosia
la maschera che hai tu
non l’ho rivista più.

È Carnevale
tu mia hai lasciato con una promessa
ho visto il tuo culetto allontanarsi
la maschera che hai tu
non l’ho rivista più
e adesso guardo alla ti vu
le belle chiappe d’una indù
il piffero va su
della maschera ch’hai tu
non me ne fotte niente più.

Canzone per Carnevale
testo di Bruno Mancini
musica, canto e fisarmonica di Valentina Gavrish
https://youtu.be/yz6YTxU5wbQ

Il Dispari 20230220

Il Dispari 20230220 Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230220 Redazione culturale DILA

C’è un mistero dietro la morte/sepoltura di Vittoria Colonna?
Albertin Galiano ne è sicuro.

Diciamo subito che la poetessa Vittoria Colonna (Marino, aprile 1490 o 1492 – Roma, 25 febbraio 1547), figlia del generale Fabrizio Colonna e di Agnese di Montefeltro e poi moglie di Francesco Ferrante d’Avalos Marchese di Pescara, rappresenta l’icona artistica dell’intera isola d’Ischia.

Infatti, il suo matrimonio con Ferrante d’Avalos fu celebrato ad Ischia nel Castello Aragonese il 27 dicembre 1509 e lì lei trascorse gran parte della sua vita avendo modo di intrattenere relazioni culturali con i migliori artisti e letterati del secolo, tra cui Angelo di Costanzo, Annibale Caro, Bernardo Tasso, Giovanni Pontano, Girolamo Britonio, Jacopo Sannazaro, Ludovico Ariosto, Michelangelo Buonarroti e tanti altri ancora.

Una storia tramandata oralmente, a mio parere più vicina alla realtà che non alla fantasia, vuole che il sommo Michelangelo Buonarroti abbia soggiornato a Ischia in una Torre distante poche centinaia di metri dalle finestre del Castello Aragonese, potendo quindi agevolmente incontrare  la bella castellana.

Certo è storicamente provato che ad un loro primo incontro avvenuto tra il 1536 o 1538, ne seguirono altri già a partire dal 1539 quando ella dimorò a Roma e fino alla sua morte.

Che poi tra loro ci sia stata “solo” una profonda amicizia (come sostengono alcuni storici), oppure si sia sviluppato un amore per niente platonico (come maliziosamente “insinua” la tradizione popolare) certo è che Vittoria ebbe su di lui un grande ascendente, probabilmente anche religioso, tanto che lui le dedicò numerosi componimenti poetici tra i quali è degno di attenzione un madrigale molto simile ad una dichiarazione di amore passionale:

Un uomo in una donna, anzi uno dio
per la sua bocca parla,
ond’io per ascoltarla,
son fatto tal, che ma’ più sarò mio.”
(Michelangelo Buonarroti, Rime, Edizioni Rizzoli, 1981, pag. 268.)

Il Dispari 20230220 Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230220 Redazione culturale DILA

Questo lungo preambolo è strumentale alla introduzione dell’argomento definito nel titolo: “C’è un mistero dietro la morte/sepoltura di Vittoria Colonna?” perché Albertin Galiano identifica proprio in Michelangelo Buonarroti il personaggio che avrebbe creato prima e custodito poi il segreto della sepoltura della poetessa.

Quando, in seguito ad una banalissima richiesta di informazioni, sono entrato in contatto con Albertin Galiano riuscendo ad ottenere la sua fiducia nella esposizione sommaria di ciò che egli asseriva di avere appurato durante molti anni di studi e di ricerche, ho capito che, confermata o invalidata che fosse la sua ricostruzione del mistero della sepoltura della “nostra” Vittoria Colonna, certamente sarebbe stato utile presentarla pubblicamente onde avviare un dibattito ma anche una ulteriore nuova serie di indagini e di accertamenti.

Così, contando sulla comprensione del Direttore Gaetano Di Meglio che non ha esitato a mettere diverse pagine a disposizione di questa serie di articoli che inizio oggi, e nella prospettiva di pianificare, per la prossima primavera, un corposo confronto organizzato dall’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA” nella Biblioteca Antoniana di Ischia con la presenza di Albertin Galiano, mi accingo, ora, ad introdurre il risultato della sua ricerca in una sintesi piuttosto succinta, ma sufficientemente idonea a rendere comprensibile l’impegno con il quale è stata perseguita.

Il Dispari 20230220 Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230220 Redazione culturale DILA

Dopo alcuni mesi di contatti telefoni e tramite e-mail, Albertin Galiano mi ha scritto;

«Ho ricevuto la sua risposta, con la sua proposta per un “articolo-intervista” relativo ai risultati dello studio da me eseguito.
Ma, dopo la telefonata di questo pomeriggio, la cosa mi sembra fattibile.
Come è anche superabile il fatto di riuscire a dare una complessiva spiegazione dell’intero studio che si è reso necessario svolgere fino a ottenere i risultati cui ritengo di essere giunto.

Questo perché tale “studio” ha dovuto essere svolto a vari livelli.
Le cronache del tempo tramandate dai cronisti dell’epoca: Giorgio Vasari, Ascanio Condivi, i vari ‘Carteggi’ di Michelangelo, quelli del Vasari.
È una documentazione davvero esorbitante, in rapporto al solo Michelangelo.
Al quale andrebbe aggiunto anche Leonardo da Vinci,
In quanto, relativamente a quelle “figurazioni nascoste” da egli realizzate sulle sue varie “Pietà”, Michelangelo le ha apprese da Leonardo.

E con Leonardo si aprirebbe un altro “Universo” su cui indagare, studiare, per presentarne gli opportuni riscontri.
Un “Universo” molto problematico, date le frammentarie e contraddittorie notizie e tesi, fornite dalla Critica della Storia dell’Arte.
Su tutto ciò è stato necessario fare una verifica degli effettivi fatti storici, cioè degli eventi effettivamente accaduti.

Fare una loro verifica con i riscontri incrociati, perché, relativamente a Leonardo, di quanto ne scrive la Critica dell’Arte, non sembra esserci nulla di certo, tanto che ogni “datazione” che lo riguarda viene immancabilmente accompagnata dalla parola: “circa” (e questo “circa” può essere variabile dai due, quattro, sei, nove o undici anni, ma con tali riferimenti, non si arriva da nessuna parte).

Oltre a questo, è stato necessario anche uno studio filologico sull’espressività usata da Giorgio Vasari, nel trasmettere le sue cronache, relative alle due edizioni delle “Vite” dei vari artisti.
Quella del 1550 e l’altra del 1568.
Questo perché, nel suo scrivere egli dimostra avere anche altre “intenzionalità”, non meglio specificate, insite nel suo “contraddittorio” modo di scrivere; ed è appunto la conoscenza di queste sue “intenzionalità” a permettere una corretta interpretazione dei suoi scritti.

Ed è questo il vero problema con il quale ci si “scontra” con le tesi e le interpretazioni date dall’intero “Mondo Accademico della Storia dell’Arte”.
La quale appare tutta coesa, (i suoi rappresentanti), a sostenere le medesime tesi, citando e pubblicando solo ciò che altri loro “colleghi” hanno già pubblicato.
 
E, in effetti, nelle loro pubblicazioni non fanno altro che compiere delle “citazioni bibliografiche”, al fine di acquisire credito e sostegno dai loro “colleghi”, che ne hanno già scritto, riportando dati “effimeri”.
Ed il loro “gioco” sembra essere questo: ripetere ciò che altri hanno già scritto, senza nemmeno andare a verificarlo.
Tanto è vero che, hanno anche “riscritto” le due edizioni delle “Vite” di Giorgio Vasari, al fine di renderle “in un italiano meglio leggibile”.

 
Ed in questo hanno commesso degli errori di trascrizione, alterando di fatto il testo originale, il quale ha acquisito un diverso significato.
Il guaio è che ora tutti gli “esperti critici” della Storia dell’Arte fanno uso di queste “nuove edizioni”, (alterate).
Chi glielo va a dire?

 Ma soprattutto: sarebbe forse possibile che essi ammettano questi loro macroscopici errori?
Eppure, verificarlo, sarebbe cosa semplicissima.
È sufficiente fare un confronto con i testi originali scritti da Giorgio Vasari.
Cosa che ho fatto.

 
Mi sono procurato delle copie facsimili degli originali, e lì,ho notato subito la differenza.
Anche se poi, è necessario uno studio “filologico” sul modo di scrivere di Giorgio Vasari, per comprenderne le implicazioni. Ovvero, quanto effettivamente accaduto.
Questo per via delle sue “intenzionalità”.

 
Intenzionalità che alla sua epoca, (per via di quegli “Apparati Inquisitori”, allora esistenti, e dell’elenco dei libri proibiti), non poteva permettersi di scrivere e pubblicare.
Se l’avesse fatto, il Vasari sarebbe sparito, lui e le sue opere.

 
E con lui anche Michelangelo, e di loro, oggi non ne sapremmo nulla.
Senza tralasciare Leonardo da Vinci.
Perché anche lui è stato perseguitato dall’Inquisizione.
A causa del suo pensiero è stato “esiliato” in Francia. Anche se questo “esilio” è stato presentato come un “regale invito del Re Francese Francesco I°”.
Come può rendersi conto, le argomentazioni complessive di questo mio studio su Michelangelo Buonarroti, non riguardano solo lui, ma un po’ tutta la storia del periodo nel quale è vissuto.

 
Le cui ripercussioni ancora oggi sussistono, quando si parla di questi personaggi.
“Personaggi” verso i quali abbiano contratto un “debito Culturale” enorme.
Un “debito” del quale i così detti “Grandi Critici dell’Arte” non sembrano essere consapevoli.
È anche pur vero che di questo aspetto “Inquisitorio” si potrebbe accennarne di sfuggita, ma dato che si dovrebbe parlare della Pietà Rondanini, e delle “figure”, nascostamente scolpite da Michelangelo sulla sua superficie, considerando che anche questa Pietà, (come la Pietà Bandini di Firenze), è anch’essa andata distrutta; e in modo misterioso, perché le caratteristiche proprie della statua indicano che non è stato Michelangelo a romperla, e quindi, deve essere stato qualcun altro.

 
Chi?
Chi è stato?
Anche a questa domanda vi è la risposta, sotto forma di una immagine, la quale indica i motivi per cui la versione originaria è stata distrutta.

Così, ora, dopo la telefonata intercorsa, mi metto al lavoro per scrivere e presentare i motivi per cui è da ritenere che la Pietà Rondanini sia l’opera nella quale Michelangelo ha voluto esprimere e raffigurare tutto il suo sentimento vissuto per Vittoria Colonna.
Con grande simpatia e cordialità.

 
E a risentirla.
Galiano Albertin.
»

Ma per conoscere il mistero che si nasconde dietro la morte/sepoltura di Vittoria Colonna ci dobbiamo dare appuntamento alla prossima puntata, sempre su questa pagina e sempre di lunedì, perché vi proporremo il testo integrale di ciò che Albertin Galiano ci ha scritto a tale proposito.

Bruno Mancini – Presidente DILA

Il Dispari 20230220 Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230220 Redazione culturale DILA

ILA

NUSIV

Premio Leggiamoci 2023

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Premio Leggiamoci 2023

da: Centro per il libro e la lettura <scuola.cepell@cultura.gov.it> tramite sh01.musvc.com
rispondi a: scuola.cepell@cultura.gov.it
a: emmegiischia@gmail.com


data: 15 mar 2023, 12:54
oggetto: Riparte il Premio Leggiamoci. Invio degli elaborati entro l’8 maggio
mailing list: <3004.3> Filtra i messaggi di questa mailing list
proveniente da: bounce.musvc.com
firmato da: sh01.musvc.com
sicurezza: Crittografia standard (TLS) Ulteriori informazioni

Riparte il Premio Leggiamoci. Invio degli elaborati entro l’8 maggio

Premio Leggiamoci 2023


Gentile Insegnante,

siamo felici di informarla che la scadenza per partecipare al Premio Leggiamoci – Fiction for future, destinato a ragazze e ragazzi tra i 13 e i 19 anni, è stata rinviata a lunedì 8 maggio.

Il Premio, alla sua seconda edizione, è indetto da Leggiamoci.it – una piattaforma online promossa dalla Fondazione Maria e Goffredo Bellonci e Centro per il libro e la lettura in collaborazione con BPER Banca.

La traccia del premio invita a immaginare uno scenario per l’avvenire all’insegna della sostenibilità ambientale:

Il futuro viene spesso immaginato come distopico e apocalittico. Per questo, negli ultimi anni, è cresciuto nei più giovani un inedito senso di responsabilità e una forte volontà di agire tempestivamente. Provate immaginare nel vostro racconto un’umanità in movimento che, attraverso mutazioni e migrazioni, ha intrapreso un percorso che l’ha condotta a un mondo fatto di prosperità, pace, sostenibilità e bellezza.

Immaginate una città fatta di beni comuni e spazi creativi, una comunità spinta dal senso di inclusione e di cura, che costruisce nuovi legami e abita tutti gli spazi, anche quelli più periferici, in armonia con gli altri esseri viventi.

Parole chiave: città, periferia, migrazione, mutazione, sostenibilità, comunità, utopia, simbiosi, mondo vegetale, clima, ambiente, ecosistema, energia, desiderio, responsabilità.

Come partecipare

Le ragazze e i ragazzi tra i 13 e i 19 anni che intendono iscriversi al premio dovranno registrarsi sulla piattaforma con il profilo Autore. Potranno inviare da uno a tre racconti, caricandoli all’interno della propria area personale entro le ore 12 di lunedì 8 maggio.

Il Premio Leggiamoci – Fiction for future è aperto anche ai racconti grafici, sarà sufficiente inviarli all’indirizzo fictionforfuture@leggiamoci.it tramite l’email di registrazione alla piattaforma, entro la stessa data.

I nuovi partner

Siamo felici di comunicarvi che il Comitato promotore del Premio Leggiamoci – composto da Fondazione Maria e Goffredo Bellonci, dal Centro per il libro e la lettura e da BPER Banca, in collaborazione con l’hub di innovazione culturale riverrun e SYGLA – si arricchisce di nuovi partner che hanno deciso di affiancarci in questo progetto offrendo l’opportunità di raggiungere una platea di scrittori e lettori ancora più vasta.

Il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI) e il Sistema della Formazione Italiana nel Mondo (SFIM) aggiungono il loro prezioso contributo diffondendo il progetto oltre i confini nazionali: grazie a questa collaborazione il concorso si estende alle scuole italiane all’estero e a tutti gli studenti che vorranno pubblicare i loro racconti in lingua italiana.

Vi ricordiamo che Leggiamoci.it è una piattaforma che si rivolge anche ai docenti, italiani e stranieri, che potranno iscriversi gratuitamente con l’account Insegnante e accedere a contenuti formativi esclusivi.

Il Festival 42 gradi, idee sostenibili di Bisceglie, organizzato dalla libreria Vecchie Segherie Mastrototaro, arricchisce il progetto con un contributo concreto alla consapevolezza del rispetto del pianeta e della sostenibilità attraverso l’offerta di un’esperienza formativa ai vincitori del premio.

I premi in palio

Al primo classificato un riconoscimento di € 1.500,00 (Euro millecinquecento/00) offerto da BPER Banca.

Al primo, secondo e terzo classificato una penna in legno a tiratura limitata prodotta da SYGLA;

A tre autori selezionati da riverrun la possibilità di far parte di un gruppo di lavoro che sta realizzando un progetto di scrittura collettiva.

Al primo, secondo e terzo classificato la partecipazione alla “classe” del Festival 42 gradi, idee sostenibili dal 27 al 30 luglio a Bisceglie (viaggi, vitto, alloggio e partecipazione a workshop sulla sostenibilità a carico dell’organizzazione);

La premiazione si svolgerà a Roma all’inizio di giugno, durante la cerimonia di assegnazione del Premio Strega Giovani, il riconoscimento letterario promosso dalla Fondazione Maria e Goffredo Bellonci e dall’azienda Strega Alberti di Benevento, in collaborazione con BPER Banca, sponsor tecnico IBS.it.

Per qualsiasi chiarimento è possibile contattarci all’indirizzo info@leggiamoci.it

Il Dispari 20230313 – Redazione culturale DILA

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Il Dispari 20230313– Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230313

Il Dispari 20230313 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230313 – Redazione culturale DILA

Angela Maria Tiberi: Lucio Isabella scrittore di vita

Lucio Isabella scrittore, poeta, scultore di vita sarà a Ischia il 21 marzo per presentare le sue opere artistiche in occasione dell’evento “Giornata mondiale della poesia” organizzato dall’Associazione “Da Ischia L’Arte – DILA” presieduta da Bruno Mancini, dal Circolo Sportivo Culturale Il Dragone presieduto da Pasquale Di Costanzo, in collaborazione con la testata giornalistica IL DISPARI di Gaetano Di Meglio, con il Magazine Eudonna e la Casa Editrice IL SEXTANTE entrambi di Mariapia Ciaghi, e con l’Associazione ADA di Dalila Boukhalfa.

L’incontro si svolgerà a partire dalle ore 18, con ingresso gratuito fino ad esaurimento posti, presso la Casa Della Cultura DILA-DRAGONE ubicata nel salone teatro dell’ex Hotel Franceschina in Barano d’Ischia alla Via Corrado Buono 42: INFO dila@emmegiischia.com

Il Dispari 20230313 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230313 – Redazione culturale DILA

Angela Maria Tiberi, vicepresidente DILA, ci illustra il contenuto di una novella di Lucio Isabella.

Figlio di contadini e appartenente ad una famiglia numerosa, orfano di padre all’età di undici anni, Lucio Isabella lascia gli studi in tenera età per dedicarsi ai lavori nei campi.
Lucio Isabella è stato lavoratore instancabile nell’ambito dell’agricoltura per poi diventare, mediante un profondo impegno, disegnatore navale con ampia competenza.

Nell’ambito della sua letteratura si nota una vivace fantasia con dolorose e toccanti vicende, con meravigliosa sensibilità.

Lo chiamano ribelle perché non permette a nessuno che venga a calpestare i valori umani esaltati nei suoi romanzi.

Il Comune di Castellabate ha voluto conferirgli una particolare benemerenza per la diffusione nel mondo delle sue opere che fanno ampio riferimento alla vita e alla cultura del Cilento.

Un libro di racconti dal titolo “Cuore Cilentano”, a cui è stato assegnato Medaglia d’oro per la narrativa al Premio Internazionale “Natale Agropolese”, è entrato nelle scuole toccando il cuore dei giovani,

Visti i titoli, i meriti e l’attività svolta, l’Accademia Internazionale di Belle Arti, Scienze, Lettere, Diritto “Fide Europeoin” gli conferisce solennemente a Norma di Statuto il Diploma Accademico d’Onore Maestro Lucio Isabella, Vate del mito cilentano , iscrivendolo nell’Albo d’Oro il 19 novembre 2006.

Le sue trentasette opere letterarie fanno parte della collana “Storie d’amore e di vita del Cilento”.

Esaminando il romanzo “All’ombra dei castagni”, incluso nella collana “Storie d’amore e di vita nel Cilento” e presentato da Ezio Guandalini, si consiglia il lettore di leggerlo attentamente per riuscire ad ascoltare l’eco di un tempo che accarezza il cuore facendo rivivere i ricordi.

Lucio Isabella racconta in forma poetica l’amore verso la sua terra e la sua famiglia perché la sua anima gentile sa gioire, amare e soffrire e tutto questo traspare nel testo facendoci sentire protagonisti dei personaggi narrati tanto che il lettore sensibile prova profonde emozioni diventando spiritualmente amico dei protagonisti del testo.

Lucio Isabella mette in evidenza che i padroni erano chiamati “Galantuomini” con il termine “Don”, “Eccellenza”.
Il rispetto era obbligatorio e i padroni approfittavano dell’ignoranza dei coloni e dei contadini che lavoravano per loro.
La loro prepotenza rientrava nella norma quotidiana e il buono dei proprietari era una rarità.

Si andava negli anni 39/45 in calesse, carretta e il “traino” era effettuato da asini o muli, difficilmente cavalli.

Dopo la guerra arrivarono nei paesi di campagna o di montagna autobus molto vecchio chiamati “O postale”, perché portavano la posta e qualche raro passeggero.
Era insolito vedere un’automobile per strada.
Regnava il rispetto fra le famiglie e i loro componenti si aiutavano a vicenda mentre ora questa è divenuto rarità nelle grandi città.
I matrimoni si celebravano fra i paesani, mentre le famiglie dei “galantuomini” si imparentavano nello stesso ceto.

Parlandoci dei suoi romanzi, Lucio Isabella ci racconterà, a Ischia il prossimo 21 marzo, queste ed altre emozionanti storie di vita.
Siete tutti invitati!
Angela Maria Tiberi

Il Dispari 20230313 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230313 – Redazione culturale DILA

Da Liga Sarah Lapinska TWITTERONE lettone

1) Agnese Rudzīte, una giovane lady amante dell’Arte e amica dei progetti DILA che lavora insieme al marito presso “CopyPlus”, un laboratorio di stampa in via Mātera 26A, Jelgava – Lettonia, è stata contenta di ricevere in regalo il mio disegno “Asian Tune”.
I turisti dall’Italia e da altri Paesi, così come i residenti di Jelgava, sono gentilmente invitati a visitarli.
Possano entrambi avere successo nella loro piccola impresa e nella loro vita!

2) Aida Turrini conosce e ama la natura. Scatta fotografie nel suo tempo libero. Nelle sue immagini si possono vedere Italia, Argentina, Lettonia e altri paesi.
Lei è una delle finaliste del concorso “Otto milioni – 2022” ed ha ordinato con entusiasmo tre copie dell’antologia “Isole nuove – 2022”.

3) Irinel Daniela Iacob, pittrice di Romania, Bucarest, che ha una formazione ingegneristica e gestionale, è felice di ricevere l’antologia “Isole Nuove – 2022” e il quotidiano “Il Dispari”.
Nelle immagini si vede lei e uno dei suoi dipinti dedicati a fiabe, romanticismo e fate.

4) Viesturs Āboliņš posa con l’antologia “Isole nuove – 2022”, il quotidiano “Il Dispari” e il mio disegno “Fairy tale”.
Lui non solo scrive poesie storiche molto emozionanti, ma anche fiabe, articoli scientifici e di statistica, oltre a fotografare attentamente la natura, soprattutto acque e uccelli acquatici.
È un ingegnere per professione, ed inoltre è esperto di previsioni del tempo.
Buona salute e resistenza a lui!

5) Raimonds, persona di buona volontà, che per ora non vuole rendere noto il suo cognome, ha ricevuto con piacere, interesse e stima la nostra meravigliosa antologia “Una pagina, un’emozione” in regalo.
Grazie a lui e ai suoi amici, ora ho un comodo smartphone e un fornello elettrico altrettanto comodo.
Buona salute e successo in tutto a lui e a suoi amici sinceri!

6) Eda Gyenis (Ungheria) Artista, ottima disegnatrice una delle finaliste del concorso “Otto milioni – 2022” posa con l’antologica “Isole nuove – 2022”.

Aida Turrini 1

Aida Turrini 1

Aida Turrini

Aida Turrini

Irinel Daniela Iacob

Irinel Daniela Iacob

Irinel Daniela Iacob

Irinel Daniela Iacob

Viesturs Āboliņš

Viesturs Āboliņš

Eda Gyenis (Ungheria)

Eda Gyenis (Ungheria)

Liga Lapinska

Liga Lapinska

Il Dispari 20230313 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230313 – Redazione culturale DILA

Dalla raccolta di poesie
“LA SAGRA DEL PECCATO”
1957 – 2003 – ISBN 9781470913205
SCRITTA DA BRUNO MANCINI

Le mummie e le vestali

LA FORZA DI IGNAZIE

Se io fossi stata solo figlia
se io fossi stata solo
se io fossi stata
se io fossi
se io
se
per vicoli stretti e fumosi
attenta smarrita
avrei venduto gli occhi.

Se io fossi stata solo sposa
se io fossi stata solo
se io fossi stata
se io fossi
se io
se
per luccichii mimetici
solitaria rarità
avrei gelato le parole.

Se io fossi stata solo madre
se io fossi stata solo
se io fossi stata
se io fossi
se io
se
per veglie e voglie
condannata smarrita
avrei sedato i suoni.

Se io fossi stata solo donna
se io fossi stata solo
se io fossi stata
se io fossi
se io
se
per folli folle disumane
paradisi perduti
avrei tritato i pensieri.

°———°———°———°

Ma tu offendimi
con albe boreali
e poi sussurrami
di tuoni di tempeste
ma tu affondami
in nuvole di abbracci
e poi ritrovami
nelle bugie dei sogni

io vivo da sempre
quasi fossi vestale
attonita.

LA FORZA DI IGNAZII

Come giunco
tra rane

sbattuto
frustato
sferzato
quando avevo vent’anni
ho lasciato mio padre
lui ne aveva cinquanta.

Come graffio
su specchio

stridente
gelante
sfregiante

quando avevo altri anni
ho lasciato l’amata
lei non so.

Come gancio
al labbro

stupisce
tradisce
scurisce

quando avevo più anni
ho lasciato mio figlio
lui era grande.

Come bruco
fra frane

intanato
stordito
immoto

in questo giorno d’afa
ho lasciato la mia immagine
lei non lo capirà.

°———°———°———

Ma tu lisciami
e fasciami
e abbracciami e stringimi
e scoprimi e coprimi
e narrami e ignorami
e forgiami favola ottusa

io vivo da sempre
quasi fossi una mummia
deluso.

https://www.lulu.com/it/shop/bruno-mancini/la-sagra-del-peccato/paperback/product-n4pg97.html?q=la+sagra+del+peccato

Il Dispari 20230306

Il Dispari 20230306 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230306 – Redazione culturale DILA

Angela Maria Tiberi recensisce Antonio Scarsella
Il Grifone, la scimmia, l’usignolo
Il Levante Libreria Editrice

Centro di svolgimento del giallo è Sermoneta, borgo medioevale, intrecciandosi con la musica, la cultura, la storia.
I protagonisti del romanzo sono: il campus internazionale di Musica, diventato Fondazione, il Castello di Sermoneta e la Musica, che diventano cornice di un giallo d’ambiente mentre il filo conduttore è la Musica.
Protagonista femminile è Carola Leman sposata con il settantenne Franz Kramer, violoncellista di fama mondiale, direttore del Conservatorio di Stoccolma e di altri istituti di mezza Europa, genio della musica mondiale.
I protagonisti si erano conosciuti a Stoccolma, lei giovanissima impiegata del Conservatorio e lui più di quarant’anni d’età, diventando lei, successivamente, la sua seconda moglie ed assistente di cattedra nello stesso istituto.
Il prof. Kramer teneva i suoi corsi di perfezionamento nel castello di Sermoneta, centro di importanza internazionale della Musica.
La moglie non dava motivo di tradirlo anche se aveva 45 anni e lui settant’anni: c’era complicità fra loro.
Il marito non sapeva che la sua amata fosse attirata sia dal corpo che dalla mente di giovani donne in quanto il suo desiderio di madre non era stato esaudito.
Le avventure con gli uomini non placavano la passione di Carola.
La sua prima donna fu una violoncellista, Agneska, e tra loro vi fu una grande passione e passarono una notte insieme, nella stanza numero 32 dell’Hotel Holiday Inn di Stoccolma.
Si lasciarono.
Colpo di scena del giallo è la morte della giovane Céline nel Castello di Sermoneta.
Così l’autore ci introduce nel giallo.
Chi ha ucciso Céline Bloom?
Non dico altro!
Il giallo è pieno di misteri.
Colgo l’occasione per invitare a meditare per il messaggio sconosciuto a molte persone (inciso all’ingresso del Palazzo di Vetro dell’Onu a New York.) che lo scrittore riporta nel suo testo .
Scritto da un grande poeta di religione mussulmana, vissuto in Persia a cavallo tra il XII e il XIII secolo: Mosleh ad-Din Abdollah, conosciuto come Sa’di: “I figli di Abramo sono membra di uno stesso corpo e della stessa essenza sono stati creati.
Quando anche la più piccola parte, per le avversità della vita, si addolora, anche le altre parti perdono la calma e quiete.
Tu che sei insensibile alle pene altrui mai e poi mai potrai essere chiamato essere umano”.
Complimenti ad Antonio Scarsella e un buon successo di questo fantastico libro.

Angela Maria Tiberi

Il Dispari 20230306 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230306 – Redazione culturale DILA

DICHIARAZIONE RICHIESTA PER LA PARTECIPAZIONE ALLA
12a EDIZIONE DEL
PREMIO INTERNAZIONALE DI ARTI VARIE
“OTTO MILIONI” 2023

Io sottoscritto/a____________________________________________

residente a _______________ in Via______________ N_____ CAP________

tel. ______________________ e-mail________________________________________________

avendo letto, ed accettando tutte le norme del regolamento relativo alla undicesima edizione del Premio internazionale “Otto Milioni”2022 pubblicato anche tramite web all’url

Premi “Otto milioni” 2023 dodicesima edizione

manifesto l’intenzione di partecipare alla sezione
POESIA □ ARTI GRAFICHE □
ARTICOLO □ VIDEO □

della 12a del premio internazionale di Arti Varie “OTTO MILIONI”2023 e, pertanto, nella mia qualità di Autore, allego l’opera dal titolo_________________

A TALE SCOPO DICHIARO DI
1. essere stato informato, ai sensi dell’art. 13 del D.Lgs.196 /2003 sulla tutela dei dati personali, che i miei dati personali forniti all’atto della compilazione della presente richiesta d’iscrizione saranno trattati, in conformità alle norme legislative e regolamentari vigenti e applicabili, con modalità automatiche, anche mediante sistemi informatizzati, solo ed esclusivamente nell’ambito delle operazioni necessarie a consentire la partecipazione del sottoscritto alla 12a edizione del premio internazionale di Arti Varie “OTTO MILIONI” 2023 organizzato da Bruno Mancini;
2. di acconsentire, con la presente richiesta d’iscrizione, al trattamento dei miei dati personali svolto con le modalità e per le finalità sopra indicate ed in conformità alle norme legislative e regolamentari vigenti e applicabili
3. di essere a conoscenza del fatto di poter esercitare i diritti previsti dall’art. 7 della Legge 196/2003, tra i quali il diritto di ottenere la conferma dell’esistenza o meno di dati, nonché la loro cancellazione mediante comunicazione scritta da inoltrare al titolare del trattamento dei dati personali ai sensi e per gli effetti della stessa legge;
4. volere concedere a Bruno Mancini il diritto di pubblicare ed utilizzare la mia suddetta opera in ogni forma e modo, alle condizioni di seguito indicate, affermando, sotto la mia personale responsabilità, di esserne l’unico autore, l’unico titolare dei diritti e di poterne liberamente disporre, così che Bruno Mancini avrà il diritto pieno, esclusivo e definitivo dì pubblicare e di utilizzare in ogni forma e modo la mia suddetta opera nel rispetto del diritto morale dell’autore ai sensi dell’art. 2575 codice civile (diritti di autore e di ingegno), e avrà il diritto di pubblicare la mia suddetta opera anche in via telematica a mezzo internet, come proposta da me Autore e non sarà tenuto ad effettuare alcuna correzione;
5. aver concordato in maniera definitiva con Bruno Mancini che egli NON corrisponderà alcun compenso presente o futuro in mio favore né a titolo di “diritto d’autore”, né per alcun altro diritto, pretesa, rimborso, compenso ed indennità, poiché sono favorevolmente disposto a destinare la mia suddetta opera al gratuito utilizzo da parte di Bruno Mancini per qualunque forma di pubblicazione, e per qualsiasi utilizzazione egli voglia decidere, restando inteso che avrò comunque piena ed assoluta disponibilità della mia suddetta opera, senza dover chiedere consenso a Bruno Mancini, né dovere in alcun modo rendergli conto del suo utilizzo, in quanto io sottoscritto Autore resterò unico titolare della proprietà intellettuale della mia suddetta opera;
6. volere provvedere all’acquisto di n°…… copie del volume antologico “ISPIRAZIONI” se la mia suddetta opera sarà ritenuta idonea a partecipare alla dodicesima edizione del Premio di Arti Varie “OTTO MILIONI” e se sarà pubblicata nella suddetta Antologia.
Data e Luogo…………………. Firma dell’autore …………………….

Ai sensi dell’art. 1341 cod. civ., approvo specificatamente le clausole 1) 2) 3) 4) 5) 6) 7) 8) 9) 10) 11) 12) 13) 14) 15) 16) del regolamento relativo alla 12a edizione del premio internazionale di Arti Varie “OTTO MILIONI” 2023 pubblicato anche tramite web all’url https://www.emmegiischia.com/premi-otto-milioni-2023/

Data e Luogo…………………. Firma dell’autore …………………….

P.S. Aggiungere i dati richiesti, ed inviare entro il 15 Maggio 2023 a dila@emmegiischia.com
Info & contatti: – Tel. 3914830355 – dila@emmegiischia.com

Il Dispari 20230306 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230306 – Redazione culturale DILA

BRUNO MANCINI

Dalla raccolta
Io fui mortale
(2005 – 2009)

Giovane Apaches

Scriverò di te innocente – giovane Apaches –
dalla lunga chioma di grappoli
di grappoli d’uva rossigna,
tra le fiamme dei tronchi
dei tronchi ardenti sfavillanti
una notte di cielo deserto,
deserto, nel cuore del deserto.

Penserò alla tua malinconia – giovane Apaches –
d’attesa e di passioni con occhi memorie
memorie affastellate,
sopra i fumi dei tronchi
dei tronchi assopiti
nelle notti di cielo deserto,
deserto, come il cuore del deserto.

Amerò gli sguardi squillanti – giovane Apaches –
per la felice follia di silenziosi sorrisi
sorrisi all’ombra di tante chimere,
dentro ai profumi dei tronchi
dei tronchi spenti dalla mia ombra
ogni notte di cielo deserto,
deserta, più del cuore del deserto.

Il Dispari 20230306 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230306 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230227

Il Dispari 20230227 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230227 – Redazione culturale DILA

Il Premio internazionale di Arti Varie “Otto milioni” 2023 ideato da Bruno Mancini, dedicato alla memoria di Paola Occhi, Nina Lavieri, Antonio Mencarini, Vincenzo Savarese, organizzato dall’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA” in collaborazione con la testata giornalistica IL DISPARI diretta da Gaetano Di Meglio, con la Casa Editrice IL SEXTANTE e con il magazine Eudonna entrambi riferibili a Mariapia Ciaghi e con l’Associazione algerina ADA presieduta da Dalila Boukhalfa, si sviluppa in quattro sezioni: Poesia – Arti grafiche – Articolo – Video.

Il Dispari 20230227 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230227 – Redazione culturale DILA

Regolamento
TEMA LIBERO

1. L’iscrizione al Premio è completamente gratuita per TUTTI.
2. Una commissione nominata da Bruno Mancini provvederà a selezionare in maniera insindacabile le opere che parteciperanno alla fase finale del Premio.
3. I Soci dell’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA” avranno diritto ad iscrivere UNA loro opera per ciascuna sezione direttamente nel gruppo delle finaliste, purché rispettino quanto prescritto negli articoli successivi di questo regolamento.
Sono esclusi da questa opportunità i Soci DILA che saranno, eventualmente, inseriti in una Giuria del Premio.
Gli Autori che hanno già partecipato ad una qualsiasi delle Antologie pubblicate da Bruno Mancini sono equiparati agli Associati DILA.

SEZIONE POESIA
4. Autori italiani e stranieri potranno iscrivere al Premio non più di 3 poesie ciascuno.
5. Le poesie iscritte al Premio: a) non dovranno avere ricevuto precedenti premi DILA; b) dovranno essere inviate in formato word a dila@emmegiischia.com; c) dovranno essere scritte in lingua italiana; d) dovranno essere composte da un massimo di 30 righe (compreso il titolo ed eventuali spazi bianchi tra i versi e/o tra le strofe); e) potranno essere scritte in una delle seguenti lingue <arabo, francese, inglese, lettone, russo, spagnolo> purché, SOLO in questo caso, siano accompagnate dal versamento di 10,00€ ciascuna come contributo per la traduzione in italiano che verrà effettuata da poeti collaboratori dell’Ass. DILA. Tali versamenti andranno effettuati sull’IBAN che verrà indicato in maniera privata.

SEZIONE ARTI GRAFICHE
4. Autori italiani e stranieri potranno iscrivere al Premio non più di 3 opere ciascuno.
5. Le opere iscritte al Premio: a) non dovranno avere ricevuto precedenti premi DILA; b) dovranno essere inviate in formato jpeg a dila@emmegiischia.com; c) potranno essere realizzate con qualsiasi tecnica, anche digitale e/o fotografica

SEZIONE VIDEO
4. Autori italiani e stranieri potranno iscrivere al Premio non più di 3 video ciascuno.
5. I video iscritti al Premio: a) non dovranno avere ricevuto precedenti premi DILA; b) dovranno essere inviati in formato mp4 o simile a dila@emmegiischia.com; c) potranno essere realizzati con qualsiasi contenuto (musica, recitazione, eventi ecc.); d) dovranno avere la durata massima di quattro minuti.

SEZIONE ARTICOLO
4, Autori italiani e stranieri potranno iscrivere al Premio al massimo 3 articoli ciascuno.
5. Gli articoli iscritti al Premio: a) non dovranno avere ricevuto precedenti premi DILA; b) dovranno essere inviati in formato word a dila@emmegiischia.com; c) potranno essere realizzati su qualsiasi argomento; d) dovranno avere la lunghezza massima di 5.000 battute spazi e titolo compresi.
6. A richiesta degli Autori, TUTTE le opere iscritte al Premio potranno essere pubblicate nell’antologia “ISPIRAZIONI”.
7 La mancata adesione alla suddetta opportunità editoriale NON pregiudicherà in alcun modo la partecipazione delle opere al Premio.
8. L’antologia “ISPIRAZIONI” sarà regolarmente provvista di un codice ISBN.
Il prezzo di copertina del volume in bianco e nero sarà di 22.00 € e la stampa avverrà entro settembre 2021.
9. L’Autore, per partecipare al Premio, dovrà compilare in tutte le sue parti la dichiarazione annessa a questo regolamento e dovrà inviarla a dila@emmegiischia.com debitamente firmata, insieme al file dell’opera proposta.
10. La votazione conclusiva che designerà le opere vincitrici delle sei sezioni, avverrà sommando i punti ricevuti mediante: a) like ai siti web che aderiranno all’iniziativa (1 voto = 1 punto); b) coupon inseriti nelle testate giornalistiche che aderiranno all’iniziativa (1 voto = 10 punti); c) schede allegate all’antologia “ISPIRAZIONI (1 voto = 30 punti), d) voti espressi da giurie nominate da DILA e dagli sponsor del premio -i punti totali assegnati a ciascuna Giuria saranno pari al totale dei punti espressi al capo a).
11. Le opere per partecipare al Premio dovranno pervenire a dila@emmegiischia.com nella loro stesura finale entro e non oltre il 15 Maggio 2023.
12. Il mancato rispetto di una qualsiasi delle norme di questo regolamento sarà causa di esclusione dell’opera dal premio.
13. I nomi dei finalisti saranno annunciati entro il 10 Giugno 2023.
14. La classifica finale sarà resa nota in una data compresa tra il 30 ottobre e il 30 novembre 2023.
15. La cerimonia di premiazione dei vincitori avverrà in una data compresa tra il 10 novembre e il 31 dicembre 2023.
La data e la località della premiazione saranno rese note ai finalisti con un preavviso di almeno 10 giorni.
16. Trattandosi di un premio ad iscrizione COMPLETAMENTE GRATUITA, Bruno Mancini si riserva il diritto di effettuare qualsiasi variazione a questo regolamento, e gli Autori, inviando le proprie opere, ne prendono atto in maniera definitiva.

Il Dispari 20230227 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230227 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230227 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230227 – Redazione culturale DILA

 

Il Dispari 20230227 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230227 – Redazione culturale DILA

 

Il Dispari 20230221

È Carnevale
Dalla raccolta di poesie di
Bruno Mancini

“Non rubate la mia vita”
(2005 – 2007):
ISBN 9781470909499
Paperback EUR 13.87

https://www.amazon.com.be/-/en/Bruno-Mancini/dp/1470909499

È Carnevale
tu mi hai lasciato con una promessa.
Hai detto: “Aspettami.”
“Ritornerò”.

È Carnevale
e ho visto il tuo culetto allontanarsi.
Ho detto: “<È certo.”
“Ti troverò”.

Per vicoli e botteghe
ho mosso il mio delirio incontrollato
la maschera che hai tu
non l’ho rivista più.

Su canali e lagune
ho spinto la mia assurda gelosia
la maschera che hai tu
non l’ho rivista più.

È Carnevale
tu mia hai lasciato con una promessa
ho visto il tuo culetto allontanarsi
la maschera che hai tu
non l’ho rivista più
e adesso guardo alla ti vu
le belle chiappe d’una indù
il piffero va su
della maschera ch’hai tu
non me ne fotte niente più.

Canzone per Carnevale
testo di Bruno Mancini
musica, canto e fisarmonica di Valentina Gavrish
https://youtu.be/yz6YTxU5wbQ

Il Dispari 20230220

Il Dispari 20230220 Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230220 Redazione culturale DILA

C’è un mistero dietro la morte/sepoltura di Vittoria Colonna?
Albertin Galiano ne è sicuro.

Diciamo subito che la poetessa Vittoria Colonna (Marino, aprile 1490 o 1492 – Roma, 25 febbraio 1547), figlia del generale Fabrizio Colonna e di Agnese di Montefeltro e poi moglie di Francesco Ferrante d’Avalos Marchese di Pescara, rappresenta l’icona artistica dell’intera isola d’Ischia.

Infatti, il suo matrimonio con Ferrante d’Avalos fu celebrato ad Ischia nel Castello Aragonese il 27 dicembre 1509 e lì lei trascorse gran parte della sua vita avendo modo di intrattenere relazioni culturali con i migliori artisti e letterati del secolo, tra cui Angelo di Costanzo, Annibale Caro, Bernardo Tasso, Giovanni Pontano, Girolamo Britonio, Jacopo Sannazaro, Ludovico Ariosto, Michelangelo Buonarroti e tanti altri ancora.

Una storia tramandata oralmente, a mio parere più vicina alla realtà che non alla fantasia, vuole che il sommo Michelangelo Buonarroti abbia soggiornato a Ischia in una Torre distante poche centinaia di metri dalle finestre del Castello Aragonese, potendo quindi agevolmente incontrare  la bella castellana.

Certo è storicamente provato che ad un loro primo incontro avvenuto tra il 1536 o 1538, ne seguirono altri già a partire dal 1539 quando ella dimorò a Roma e fino alla sua morte.

Che poi tra loro ci sia stata “solo” una profonda amicizia (come sostengono alcuni storici), oppure si sia sviluppato un amore per niente platonico (come maliziosamente “insinua” la tradizione popolare) certo è che Vittoria ebbe su di lui un grande ascendente, probabilmente anche religioso, tanto che lui le dedicò numerosi componimenti poetici tra i quali è degno di attenzione un madrigale molto simile ad una dichiarazione di amore passionale:

Un uomo in una donna, anzi uno dio
per la sua bocca parla,
ond’io per ascoltarla,
son fatto tal, che ma’ più sarò mio.”
(Michelangelo Buonarroti, Rime, Edizioni Rizzoli, 1981, pag. 268.)

Il Dispari 20230220 Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230220 Redazione culturale DILA

Questo lungo preambolo è strumentale alla introduzione dell’argomento definito nel titolo: “C’è un mistero dietro la morte/sepoltura di Vittoria Colonna?” perché Albertin Galiano identifica proprio in Michelangelo Buonarroti il personaggio che avrebbe creato prima e custodito poi il segreto della sepoltura della poetessa.

Quando, in seguito ad una banalissima richiesta di informazioni, sono entrato in contatto con Albertin Galiano riuscendo ad ottenere la sua fiducia nella esposizione sommaria di ciò che egli asseriva di avere appurato durante molti anni di studi e di ricerche, ho capito che, confermata o invalidata che fosse la sua ricostruzione del mistero della sepoltura della “nostra” Vittoria Colonna, certamente sarebbe stato utile presentarla pubblicamente onde avviare un dibattito ma anche una ulteriore nuova serie di indagini e di accertamenti.

Così, contando sulla comprensione del Direttore Gaetano Di Meglio che non ha esitato a mettere diverse pagine a disposizione di questa serie di articoli che inizio oggi, e nella prospettiva di pianificare, per la prossima primavera, un corposo confronto organizzato dall’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA” nella Biblioteca Antoniana di Ischia con la presenza di Albertin Galiano, mi accingo, ora, ad introdurre il risultato della sua ricerca in una sintesi piuttosto succinta, ma sufficientemente idonea a rendere comprensibile l’impegno con il quale è stata perseguita.

Il Dispari 20230220 Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230220 Redazione culturale DILA

Dopo alcuni mesi di contatti telefoni e tramite e-mail, Albertin Galiano mi ha scritto;

«Ho ricevuto la sua risposta, con la sua proposta per un “articolo-intervista” relativo ai risultati dello studio da me eseguito.
Ma, dopo la telefonata di questo pomeriggio, la cosa mi sembra fattibile.
Come è anche superabile il fatto di riuscire a dare una complessiva spiegazione dell’intero studio che si è reso necessario svolgere fino a ottenere i risultati cui ritengo di essere giunto.

Questo perché tale “studio” ha dovuto essere svolto a vari livelli.
Le cronache del tempo tramandate dai cronisti dell’epoca: Giorgio Vasari, Ascanio Condivi, i vari ‘Carteggi’ di Michelangelo, quelli del Vasari.
È una documentazione davvero esorbitante, in rapporto al solo Michelangelo.
Al quale andrebbe aggiunto anche Leonardo da Vinci,
In quanto, relativamente a quelle “figurazioni nascoste” da egli realizzate sulle sue varie “Pietà”, Michelangelo le ha apprese da Leonardo.

E con Leonardo si aprirebbe un altro “Universo” su cui indagare, studiare, per presentarne gli opportuni riscontri.
Un “Universo” molto problematico, date le frammentarie e contraddittorie notizie e tesi, fornite dalla Critica della Storia dell’Arte.
Su tutto ciò è stato necessario fare una verifica degli effettivi fatti storici, cioè degli eventi effettivamente accaduti.

Fare una loro verifica con i riscontri incrociati, perché, relativamente a Leonardo, di quanto ne scrive la Critica dell’Arte, non sembra esserci nulla di certo, tanto che ogni “datazione” che lo riguarda viene immancabilmente accompagnata dalla parola: “circa” (e questo “circa” può essere variabile dai due, quattro, sei, nove o undici anni, ma con tali riferimenti, non si arriva da nessuna parte).

Oltre a questo, è stato necessario anche uno studio filologico sull’espressività usata da Giorgio Vasari, nel trasmettere le sue cronache, relative alle due edizioni delle “Vite” dei vari artisti.
Quella del 1550 e l’altra del 1568.
Questo perché, nel suo scrivere egli dimostra avere anche altre “intenzionalità”, non meglio specificate, insite nel suo “contraddittorio” modo di scrivere; ed è appunto la conoscenza di queste sue “intenzionalità” a permettere una corretta interpretazione dei suoi scritti.

Ed è questo il vero problema con il quale ci si “scontra” con le tesi e le interpretazioni date dall’intero “Mondo Accademico della Storia dell’Arte”.
La quale appare tutta coesa, (i suoi rappresentanti), a sostenere le medesime tesi, citando e pubblicando solo ciò che altri loro “colleghi” hanno già pubblicato.
 
E, in effetti, nelle loro pubblicazioni non fanno altro che compiere delle “citazioni bibliografiche”, al fine di acquisire credito e sostegno dai loro “colleghi”, che ne hanno già scritto, riportando dati “effimeri”.
Ed il loro “gioco” sembra essere questo: ripetere ciò che altri hanno già scritto, senza nemmeno andare a verificarlo.
Tanto è vero che, hanno anche “riscritto” le due edizioni delle “Vite” di Giorgio Vasari, al fine di renderle “in un italiano meglio leggibile”.

 
Ed in questo hanno commesso degli errori di trascrizione, alterando di fatto il testo originale, il quale ha acquisito un diverso significato.
Il guaio è che ora tutti gli “esperti critici” della Storia dell’Arte fanno uso di queste “nuove edizioni”, (alterate).
Chi glielo va a dire?

 Ma soprattutto: sarebbe forse possibile che essi ammettano questi loro macroscopici errori?
Eppure, verificarlo, sarebbe cosa semplicissima.
È sufficiente fare un confronto con i testi originali scritti da Giorgio Vasari.
Cosa che ho fatto.

 
Mi sono procurato delle copie facsimili degli originali, e lì,ho notato subito la differenza.
Anche se poi, è necessario uno studio “filologico” sul modo di scrivere di Giorgio Vasari, per comprenderne le implicazioni. Ovvero, quanto effettivamente accaduto.
Questo per via delle sue “intenzionalità”.

 
Intenzionalità che alla sua epoca, (per via di quegli “Apparati Inquisitori”, allora esistenti, e dell’elenco dei libri proibiti), non poteva permettersi di scrivere e pubblicare.
Se l’avesse fatto, il Vasari sarebbe sparito, lui e le sue opere.

 
E con lui anche Michelangelo, e di loro, oggi non ne sapremmo nulla.
Senza tralasciare Leonardo da Vinci.
Perché anche lui è stato perseguitato dall’Inquisizione.
A causa del suo pensiero è stato “esiliato” in Francia. Anche se questo “esilio” è stato presentato come un “regale invito del Re Francese Francesco I°”.
Come può rendersi conto, le argomentazioni complessive di questo mio studio su Michelangelo Buonarroti, non riguardano solo lui, ma un po’ tutta la storia del periodo nel quale è vissuto.

 
Le cui ripercussioni ancora oggi sussistono, quando si parla di questi personaggi.
“Personaggi” verso i quali abbiano contratto un “debito Culturale” enorme.
Un “debito” del quale i così detti “Grandi Critici dell’Arte” non sembrano essere consapevoli.
È anche pur vero che di questo aspetto “Inquisitorio” si potrebbe accennarne di sfuggita, ma dato che si dovrebbe parlare della Pietà Rondanini, e delle “figure”, nascostamente scolpite da Michelangelo sulla sua superficie, considerando che anche questa Pietà, (come la Pietà Bandini di Firenze), è anch’essa andata distrutta; e in modo misterioso, perché le caratteristiche proprie della statua indicano che non è stato Michelangelo a romperla, e quindi, deve essere stato qualcun altro.

 
Chi?
Chi è stato?
Anche a questa domanda vi è la risposta, sotto forma di una immagine, la quale indica i motivi per cui la versione originaria è stata distrutta.

Così, ora, dopo la telefonata intercorsa, mi metto al lavoro per scrivere e presentare i motivi per cui è da ritenere che la Pietà Rondanini sia l’opera nella quale Michelangelo ha voluto esprimere e raffigurare tutto il suo sentimento vissuto per Vittoria Colonna.
Con grande simpatia e cordialità.

 
E a risentirla.
Galiano Albertin.
»

Ma per conoscere il mistero che si nasconde dietro la morte/sepoltura di Vittoria Colonna ci dobbiamo dare appuntamento alla prossima puntata, sempre su questa pagina e sempre di lunedì, perché vi proporremo il testo integrale di ciò che Albertin Galiano ci ha scritto a tale proposito.

Bruno Mancini – Presidente DILA

Il Dispari 20230220 Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230220 Redazione culturale DILA

ILA

NUSIV

Il Dispari 20230306 – Redazione culturale DILA

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Il Dispari 20230306 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230306

Il Dispari 20230306 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230306 – Redazione culturale DILA

Angela Maria Tiberi recensisce Antonio Scarsella
Il Grifone, la scimmia, l’usignolo
Il Levante Libreria Editrice

Centro di svolgimento del giallo è Sermoneta, borgo medioevale, intrecciandosi con la musica, la cultura, la storia.
I protagonisti del romanzo sono: il campus internazionale di Musica, diventato Fondazione, il Castello di Sermoneta e la Musica, che diventano cornice di un giallo d’ambiente mentre il filo conduttore è la Musica.
Protagonista femminile è Carola Leman sposata con il settantenne Franz Kramer, violoncellista di fama mondiale, direttore del Conservatorio di Stoccolma e di altri istituti di mezza Europa, genio della musica mondiale.
I protagonisti si erano conosciuti a Stoccolma, lei giovanissima impiegata del Conservatorio e lui più di quarant’anni d’età, diventando lei, successivamente, la sua seconda moglie ed assistente di cattedra nello stesso istituto.
Il prof. Kramer teneva i suoi corsi di perfezionamento nel castello di Sermoneta, centro di importanza internazionale della Musica.
La moglie non dava motivo di tradirlo anche se aveva 45 anni e lui settant’anni: c’era complicità fra loro.
Il marito non sapeva che la sua amata fosse attirata sia dal corpo che dalla mente di giovani donne in quanto il suo desiderio di madre non era stato esaudito.
Le avventure con gli uomini non placavano la passione di Carola.
La sua prima donna fu una violoncellista, Agneska, e tra loro vi fu una grande passione e passarono una notte insieme, nella stanza numero 32 dell’Hotel Holiday Inn di Stoccolma.
Si lasciarono.
Colpo di scena del giallo è la morte della giovane Céline nel Castello di Sermoneta.
Così l’autore ci introduce nel giallo.
Chi ha ucciso Céline Bloom?
Non dico altro!
Il giallo è pieno di misteri.
Colgo l’occasione per invitare a meditare per il messaggio sconosciuto a molte persone (inciso all’ingresso del Palazzo di Vetro dell’Onu a New York.) che lo scrittore riporta nel suo testo .
Scritto da un grande poeta di religione mussulmana, vissuto in Persia a cavallo tra il XII e il XIII secolo: Mosleh ad-Din Abdollah, conosciuto come Sa’di: “I figli di Abramo sono membra di uno stesso corpo e della stessa essenza sono stati creati.
Quando anche la più piccola parte, per le avversità della vita, si addolora, anche le altre parti perdono la calma e quiete.
Tu che sei insensibile alle pene altrui mai e poi mai potrai essere chiamato essere umano”.
Complimenti ad Antonio Scarsella e un buon successo di questo fantastico libro.

Angela Maria Tiberi

Il Dispari 20230306 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230306 – Redazione culturale DILA

DICHIARAZIONE RICHIESTA PER LA PARTECIPAZIONE ALLA
12a EDIZIONE DEL
PREMIO INTERNAZIONALE DI ARTI VARIE
“OTTO MILIONI” 2023

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ARTICOLO □ VIDEO □

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Ai sensi dell’art. 1341 cod. civ., approvo specificatamente le clausole 1) 2) 3) 4) 5) 6) 7) 8) 9) 10) 11) 12) 13) 14) 15) 16) del regolamento relativo alla 12a edizione del premio internazionale di Arti Varie “OTTO MILIONI” 2023 pubblicato anche tramite web all’url https://www.emmegiischia.com/premi-otto-milioni-2023/

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BRUNO MANCINI

Dalla raccolta
Io fui mortale
(2005 – 2009)

Giovane Apaches

Scriverò di te innocente – giovane Apaches –
dalla lunga chioma di grappoli
di grappoli d’uva rossigna,
tra le fiamme dei tronchi
dei tronchi ardenti sfavillanti
una notte di cielo deserto,
deserto, nel cuore del deserto.

Penserò alla tua malinconia – giovane Apaches –
d’attesa e di passioni con occhi memorie
memorie affastellate,
sopra i fumi dei tronchi
dei tronchi assopiti
nelle notti di cielo deserto,
deserto, come il cuore del deserto.

Amerò gli sguardi squillanti – giovane Apaches –
per la felice follia di silenziosi sorrisi
sorrisi all’ombra di tante chimere,
dentro ai profumi dei tronchi
dei tronchi spenti dalla mia ombra
ogni notte di cielo deserto,
deserta, più del cuore del deserto.

Il Dispari 20230306 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230306 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230227

Il Dispari 20230227 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230227 – Redazione culturale DILA

Il Premio internazionale di Arti Varie “Otto milioni” 2023 ideato da Bruno Mancini, dedicato alla memoria di Paola Occhi, Nina Lavieri, Antonio Mencarini, Vincenzo Savarese, organizzato dall’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA” in collaborazione con la testata giornalistica IL DISPARI diretta da Gaetano Di Meglio, con la Casa Editrice IL SEXTANTE e con il magazine Eudonna entrambi riferibili a Mariapia Ciaghi e con l’Associazione algerina ADA presieduta da Dalila Boukhalfa, si sviluppa in quattro sezioni: Poesia – Arti grafiche – Articolo – Video.

Il Dispari 20230227 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230227 – Redazione culturale DILA

Regolamento
TEMA LIBERO

1. L’iscrizione al Premio è completamente gratuita per TUTTI.
2. Una commissione nominata da Bruno Mancini provvederà a selezionare in maniera insindacabile le opere che parteciperanno alla fase finale del Premio.
3. I Soci dell’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA” avranno diritto ad iscrivere UNA loro opera per ciascuna sezione direttamente nel gruppo delle finaliste, purché rispettino quanto prescritto negli articoli successivi di questo regolamento.
Sono esclusi da questa opportunità i Soci DILA che saranno, eventualmente, inseriti in una Giuria del Premio.
Gli Autori che hanno già partecipato ad una qualsiasi delle Antologie pubblicate da Bruno Mancini sono equiparati agli Associati DILA.

SEZIONE POESIA
4. Autori italiani e stranieri potranno iscrivere al Premio non più di 3 poesie ciascuno.
5. Le poesie iscritte al Premio: a) non dovranno avere ricevuto precedenti premi DILA; b) dovranno essere inviate in formato word a dila@emmegiischia.com; c) dovranno essere scritte in lingua italiana; d) dovranno essere composte da un massimo di 30 righe (compreso il titolo ed eventuali spazi bianchi tra i versi e/o tra le strofe); e) potranno essere scritte in una delle seguenti lingue <arabo, francese, inglese, lettone, russo, spagnolo> purché, SOLO in questo caso, siano accompagnate dal versamento di 10,00€ ciascuna come contributo per la traduzione in italiano che verrà effettuata da poeti collaboratori dell’Ass. DILA. Tali versamenti andranno effettuati sull’IBAN che verrà indicato in maniera privata.

SEZIONE ARTI GRAFICHE
4. Autori italiani e stranieri potranno iscrivere al Premio non più di 3 opere ciascuno.
5. Le opere iscritte al Premio: a) non dovranno avere ricevuto precedenti premi DILA; b) dovranno essere inviate in formato jpeg a dila@emmegiischia.com; c) potranno essere realizzate con qualsiasi tecnica, anche digitale e/o fotografica

SEZIONE VIDEO
4. Autori italiani e stranieri potranno iscrivere al Premio non più di 3 video ciascuno.
5. I video iscritti al Premio: a) non dovranno avere ricevuto precedenti premi DILA; b) dovranno essere inviati in formato mp4 o simile a dila@emmegiischia.com; c) potranno essere realizzati con qualsiasi contenuto (musica, recitazione, eventi ecc.); d) dovranno avere la durata massima di quattro minuti.

SEZIONE ARTICOLO
4, Autori italiani e stranieri potranno iscrivere al Premio al massimo 3 articoli ciascuno.
5. Gli articoli iscritti al Premio: a) non dovranno avere ricevuto precedenti premi DILA; b) dovranno essere inviati in formato word a dila@emmegiischia.com; c) potranno essere realizzati su qualsiasi argomento; d) dovranno avere la lunghezza massima di 5.000 battute spazi e titolo compresi.
6. A richiesta degli Autori, TUTTE le opere iscritte al Premio potranno essere pubblicate nell’antologia “ISPIRAZIONI”.
7 La mancata adesione alla suddetta opportunità editoriale NON pregiudicherà in alcun modo la partecipazione delle opere al Premio.
8. L’antologia “ISPIRAZIONI” sarà regolarmente provvista di un codice ISBN.
Il prezzo di copertina del volume in bianco e nero sarà di 22.00 € e la stampa avverrà entro settembre 2021.
9. L’Autore, per partecipare al Premio, dovrà compilare in tutte le sue parti la dichiarazione annessa a questo regolamento e dovrà inviarla a dila@emmegiischia.com debitamente firmata, insieme al file dell’opera proposta.
10. La votazione conclusiva che designerà le opere vincitrici delle sei sezioni, avverrà sommando i punti ricevuti mediante: a) like ai siti web che aderiranno all’iniziativa (1 voto = 1 punto); b) coupon inseriti nelle testate giornalistiche che aderiranno all’iniziativa (1 voto = 10 punti); c) schede allegate all’antologia “ISPIRAZIONI (1 voto = 30 punti), d) voti espressi da giurie nominate da DILA e dagli sponsor del premio -i punti totali assegnati a ciascuna Giuria saranno pari al totale dei punti espressi al capo a).
11. Le opere per partecipare al Premio dovranno pervenire a dila@emmegiischia.com nella loro stesura finale entro e non oltre il 15 Maggio 2023.
12. Il mancato rispetto di una qualsiasi delle norme di questo regolamento sarà causa di esclusione dell’opera dal premio.
13. I nomi dei finalisti saranno annunciati entro il 10 Giugno 2023.
14. La classifica finale sarà resa nota in una data compresa tra il 30 ottobre e il 30 novembre 2023.
15. La cerimonia di premiazione dei vincitori avverrà in una data compresa tra il 10 novembre e il 31 dicembre 2023.
La data e la località della premiazione saranno rese note ai finalisti con un preavviso di almeno 10 giorni.
16. Trattandosi di un premio ad iscrizione COMPLETAMENTE GRATUITA, Bruno Mancini si riserva il diritto di effettuare qualsiasi variazione a questo regolamento, e gli Autori, inviando le proprie opere, ne prendono atto in maniera definitiva.

Il Dispari 20230227 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230227 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230227 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230227 – Redazione culturale DILA

 

Il Dispari 20230227 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230227 – Redazione culturale DILA

 

Il Dispari 20230221

È Carnevale
Dalla raccolta di poesie di
Bruno Mancini

“Non rubate la mia vita”
(2005 – 2007):
ISBN 9781470909499
Paperback EUR 13.87

https://www.amazon.com.be/-/en/Bruno-Mancini/dp/1470909499

È Carnevale
tu mi hai lasciato con una promessa.
Hai detto: “Aspettami.”
“Ritornerò”.

È Carnevale
e ho visto il tuo culetto allontanarsi.
Ho detto: “<È certo.”
“Ti troverò”.

Per vicoli e botteghe
ho mosso il mio delirio incontrollato
la maschera che hai tu
non l’ho rivista più.

Su canali e lagune
ho spinto la mia assurda gelosia
la maschera che hai tu
non l’ho rivista più.

È Carnevale
tu mia hai lasciato con una promessa
ho visto il tuo culetto allontanarsi
la maschera che hai tu
non l’ho rivista più
e adesso guardo alla ti vu
le belle chiappe d’una indù
il piffero va su
della maschera ch’hai tu
non me ne fotte niente più.

Canzone per Carnevale
testo di Bruno Mancini
musica, canto e fisarmonica di Valentina Gavrish
https://youtu.be/yz6YTxU5wbQ

Il Dispari 20230220

Il Dispari 20230220 Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230220 Redazione culturale DILA

C’è un mistero dietro la morte/sepoltura di Vittoria Colonna?
Albertin Galiano ne è sicuro.

Diciamo subito che la poetessa Vittoria Colonna (Marino, aprile 1490 o 1492 – Roma, 25 febbraio 1547), figlia del generale Fabrizio Colonna e di Agnese di Montefeltro e poi moglie di Francesco Ferrante d’Avalos Marchese di Pescara, rappresenta l’icona artistica dell’intera isola d’Ischia.

Infatti, il suo matrimonio con Ferrante d’Avalos fu celebrato ad Ischia nel Castello Aragonese il 27 dicembre 1509 e lì lei trascorse gran parte della sua vita avendo modo di intrattenere relazioni culturali con i migliori artisti e letterati del secolo, tra cui Angelo di Costanzo, Annibale Caro, Bernardo Tasso, Giovanni Pontano, Girolamo Britonio, Jacopo Sannazaro, Ludovico Ariosto, Michelangelo Buonarroti e tanti altri ancora.

Una storia tramandata oralmente, a mio parere più vicina alla realtà che non alla fantasia, vuole che il sommo Michelangelo Buonarroti abbia soggiornato a Ischia in una Torre distante poche centinaia di metri dalle finestre del Castello Aragonese, potendo quindi agevolmente incontrare  la bella castellana.

Certo è storicamente provato che ad un loro primo incontro avvenuto tra il 1536 o 1538, ne seguirono altri già a partire dal 1539 quando ella dimorò a Roma e fino alla sua morte.

Che poi tra loro ci sia stata “solo” una profonda amicizia (come sostengono alcuni storici), oppure si sia sviluppato un amore per niente platonico (come maliziosamente “insinua” la tradizione popolare) certo è che Vittoria ebbe su di lui un grande ascendente, probabilmente anche religioso, tanto che lui le dedicò numerosi componimenti poetici tra i quali è degno di attenzione un madrigale molto simile ad una dichiarazione di amore passionale:

Un uomo in una donna, anzi uno dio
per la sua bocca parla,
ond’io per ascoltarla,
son fatto tal, che ma’ più sarò mio.”
(Michelangelo Buonarroti, Rime, Edizioni Rizzoli, 1981, pag. 268.)

Il Dispari 20230220 Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230220 Redazione culturale DILA

Questo lungo preambolo è strumentale alla introduzione dell’argomento definito nel titolo: “C’è un mistero dietro la morte/sepoltura di Vittoria Colonna?” perché Albertin Galiano identifica proprio in Michelangelo Buonarroti il personaggio che avrebbe creato prima e custodito poi il segreto della sepoltura della poetessa.

Quando, in seguito ad una banalissima richiesta di informazioni, sono entrato in contatto con Albertin Galiano riuscendo ad ottenere la sua fiducia nella esposizione sommaria di ciò che egli asseriva di avere appurato durante molti anni di studi e di ricerche, ho capito che, confermata o invalidata che fosse la sua ricostruzione del mistero della sepoltura della “nostra” Vittoria Colonna, certamente sarebbe stato utile presentarla pubblicamente onde avviare un dibattito ma anche una ulteriore nuova serie di indagini e di accertamenti.

Così, contando sulla comprensione del Direttore Gaetano Di Meglio che non ha esitato a mettere diverse pagine a disposizione di questa serie di articoli che inizio oggi, e nella prospettiva di pianificare, per la prossima primavera, un corposo confronto organizzato dall’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA” nella Biblioteca Antoniana di Ischia con la presenza di Albertin Galiano, mi accingo, ora, ad introdurre il risultato della sua ricerca in una sintesi piuttosto succinta, ma sufficientemente idonea a rendere comprensibile l’impegno con il quale è stata perseguita.

Il Dispari 20230220 Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230220 Redazione culturale DILA

Dopo alcuni mesi di contatti telefoni e tramite e-mail, Albertin Galiano mi ha scritto;

«Ho ricevuto la sua risposta, con la sua proposta per un “articolo-intervista” relativo ai risultati dello studio da me eseguito.
Ma, dopo la telefonata di questo pomeriggio, la cosa mi sembra fattibile.
Come è anche superabile il fatto di riuscire a dare una complessiva spiegazione dell’intero studio che si è reso necessario svolgere fino a ottenere i risultati cui ritengo di essere giunto.

Questo perché tale “studio” ha dovuto essere svolto a vari livelli.
Le cronache del tempo tramandate dai cronisti dell’epoca: Giorgio Vasari, Ascanio Condivi, i vari ‘Carteggi’ di Michelangelo, quelli del Vasari.
È una documentazione davvero esorbitante, in rapporto al solo Michelangelo.
Al quale andrebbe aggiunto anche Leonardo da Vinci,
In quanto, relativamente a quelle “figurazioni nascoste” da egli realizzate sulle sue varie “Pietà”, Michelangelo le ha apprese da Leonardo.

E con Leonardo si aprirebbe un altro “Universo” su cui indagare, studiare, per presentarne gli opportuni riscontri.
Un “Universo” molto problematico, date le frammentarie e contraddittorie notizie e tesi, fornite dalla Critica della Storia dell’Arte.
Su tutto ciò è stato necessario fare una verifica degli effettivi fatti storici, cioè degli eventi effettivamente accaduti.

Fare una loro verifica con i riscontri incrociati, perché, relativamente a Leonardo, di quanto ne scrive la Critica dell’Arte, non sembra esserci nulla di certo, tanto che ogni “datazione” che lo riguarda viene immancabilmente accompagnata dalla parola: “circa” (e questo “circa” può essere variabile dai due, quattro, sei, nove o undici anni, ma con tali riferimenti, non si arriva da nessuna parte).

Oltre a questo, è stato necessario anche uno studio filologico sull’espressività usata da Giorgio Vasari, nel trasmettere le sue cronache, relative alle due edizioni delle “Vite” dei vari artisti.
Quella del 1550 e l’altra del 1568.
Questo perché, nel suo scrivere egli dimostra avere anche altre “intenzionalità”, non meglio specificate, insite nel suo “contraddittorio” modo di scrivere; ed è appunto la conoscenza di queste sue “intenzionalità” a permettere una corretta interpretazione dei suoi scritti.

Ed è questo il vero problema con il quale ci si “scontra” con le tesi e le interpretazioni date dall’intero “Mondo Accademico della Storia dell’Arte”.
La quale appare tutta coesa, (i suoi rappresentanti), a sostenere le medesime tesi, citando e pubblicando solo ciò che altri loro “colleghi” hanno già pubblicato.
 
E, in effetti, nelle loro pubblicazioni non fanno altro che compiere delle “citazioni bibliografiche”, al fine di acquisire credito e sostegno dai loro “colleghi”, che ne hanno già scritto, riportando dati “effimeri”.
Ed il loro “gioco” sembra essere questo: ripetere ciò che altri hanno già scritto, senza nemmeno andare a verificarlo.
Tanto è vero che, hanno anche “riscritto” le due edizioni delle “Vite” di Giorgio Vasari, al fine di renderle “in un italiano meglio leggibile”.

 
Ed in questo hanno commesso degli errori di trascrizione, alterando di fatto il testo originale, il quale ha acquisito un diverso significato.
Il guaio è che ora tutti gli “esperti critici” della Storia dell’Arte fanno uso di queste “nuove edizioni”, (alterate).
Chi glielo va a dire?

 Ma soprattutto: sarebbe forse possibile che essi ammettano questi loro macroscopici errori?
Eppure, verificarlo, sarebbe cosa semplicissima.
È sufficiente fare un confronto con i testi originali scritti da Giorgio Vasari.
Cosa che ho fatto.

 
Mi sono procurato delle copie facsimili degli originali, e lì,ho notato subito la differenza.
Anche se poi, è necessario uno studio “filologico” sul modo di scrivere di Giorgio Vasari, per comprenderne le implicazioni. Ovvero, quanto effettivamente accaduto.
Questo per via delle sue “intenzionalità”.

 
Intenzionalità che alla sua epoca, (per via di quegli “Apparati Inquisitori”, allora esistenti, e dell’elenco dei libri proibiti), non poteva permettersi di scrivere e pubblicare.
Se l’avesse fatto, il Vasari sarebbe sparito, lui e le sue opere.

 
E con lui anche Michelangelo, e di loro, oggi non ne sapremmo nulla.
Senza tralasciare Leonardo da Vinci.
Perché anche lui è stato perseguitato dall’Inquisizione.
A causa del suo pensiero è stato “esiliato” in Francia. Anche se questo “esilio” è stato presentato come un “regale invito del Re Francese Francesco I°”.
Come può rendersi conto, le argomentazioni complessive di questo mio studio su Michelangelo Buonarroti, non riguardano solo lui, ma un po’ tutta la storia del periodo nel quale è vissuto.

 
Le cui ripercussioni ancora oggi sussistono, quando si parla di questi personaggi.
“Personaggi” verso i quali abbiano contratto un “debito Culturale” enorme.
Un “debito” del quale i così detti “Grandi Critici dell’Arte” non sembrano essere consapevoli.
È anche pur vero che di questo aspetto “Inquisitorio” si potrebbe accennarne di sfuggita, ma dato che si dovrebbe parlare della Pietà Rondanini, e delle “figure”, nascostamente scolpite da Michelangelo sulla sua superficie, considerando che anche questa Pietà, (come la Pietà Bandini di Firenze), è anch’essa andata distrutta; e in modo misterioso, perché le caratteristiche proprie della statua indicano che non è stato Michelangelo a romperla, e quindi, deve essere stato qualcun altro.

 
Chi?
Chi è stato?
Anche a questa domanda vi è la risposta, sotto forma di una immagine, la quale indica i motivi per cui la versione originaria è stata distrutta.

Così, ora, dopo la telefonata intercorsa, mi metto al lavoro per scrivere e presentare i motivi per cui è da ritenere che la Pietà Rondanini sia l’opera nella quale Michelangelo ha voluto esprimere e raffigurare tutto il suo sentimento vissuto per Vittoria Colonna.
Con grande simpatia e cordialità.

 
E a risentirla.
Galiano Albertin.
»

Ma per conoscere il mistero che si nasconde dietro la morte/sepoltura di Vittoria Colonna ci dobbiamo dare appuntamento alla prossima puntata, sempre su questa pagina e sempre di lunedì, perché vi proporremo il testo integrale di ciò che Albertin Galiano ci ha scritto a tale proposito.

Bruno Mancini – Presidente DILA

Il Dispari 20230220 Redazione culturale DILA

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ILA

NUSIV

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Il Premio internazionale di Arti Varie “Otto milioni” 2023 ideato da Bruno Mancini, dedicato alla memoria di Paola Occhi, Nina Lavieri, Antonio Mencarini, Vincenzo Savarese, organizzato dall’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA” in collaborazione con la testata giornalistica IL DISPARI diretta da Gaetano Di Meglio, con la Casa Editrice IL SEXTANTE e con il magazine Eudonna entrambi riferibili a Mariapia Ciaghi e con l’Associazione algerina ADA presieduta da Dalila Boukhalfa, si sviluppa in quattro sezioni: Poesia – Arti grafiche – Articolo – Video.

Il Dispari 20230227 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230227 – Redazione culturale DILA

Regolamento
TEMA LIBERO

1. L’iscrizione al Premio è completamente gratuita per TUTTI.
2. Una commissione nominata da Bruno Mancini provvederà a selezionare in maniera insindacabile le opere che parteciperanno alla fase finale del Premio.
3. I Soci dell’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA” avranno diritto ad iscrivere UNA loro opera per ciascuna sezione direttamente nel gruppo delle finaliste, purché rispettino quanto prescritto negli articoli successivi di questo regolamento.
Sono esclusi da questa opportunità i Soci DILA che saranno, eventualmente, inseriti in una Giuria del Premio.
Gli Autori che hanno già partecipato ad una qualsiasi delle Antologie pubblicate da Bruno Mancini sono equiparati agli Associati DILA.

SEZIONE POESIA
4. Autori italiani e stranieri potranno iscrivere al Premio non più di 3 poesie ciascuno.
5. Le poesie iscritte al Premio: a) non dovranno avere ricevuto precedenti premi DILA; b) dovranno essere inviate in formato word a dila@emmegiischia.com; c) dovranno essere scritte in lingua italiana; d) dovranno essere composte da un massimo di 30 righe (compreso il titolo ed eventuali spazi bianchi tra i versi e/o tra le strofe); e) potranno essere scritte in una delle seguenti lingue <arabo, francese, inglese, lettone, russo, spagnolo> purché, SOLO in questo caso, siano accompagnate dal versamento di 10,00€ ciascuna come contributo per la traduzione in italiano che verrà effettuata da poeti collaboratori dell’Ass. DILA. Tali versamenti andranno effettuati sull’IBAN che verrà indicato in maniera privata.

SEZIONE ARTI GRAFICHE
4. Autori italiani e stranieri potranno iscrivere al Premio non più di 3 opere ciascuno.
5. Le opere iscritte al Premio: a) non dovranno avere ricevuto precedenti premi DILA; b) dovranno essere inviate in formato jpeg a dila@emmegiischia.com; c) potranno essere realizzate con qualsiasi tecnica, anche digitale e/o fotografica

SEZIONE VIDEO
4. Autori italiani e stranieri potranno iscrivere al Premio non più di 3 video ciascuno.
5. I video iscritti al Premio: a) non dovranno avere ricevuto precedenti premi DILA; b) dovranno essere inviati in formato mp4 o simile a dila@emmegiischia.com; c) potranno essere realizzati con qualsiasi contenuto (musica, recitazione, eventi ecc.); d) dovranno avere la durata massima di quattro minuti.

SEZIONE ARTICOLO
4, Autori italiani e stranieri potranno iscrivere al Premio al massimo 3 articoli ciascuno.
5. Gli articoli iscritti al Premio: a) non dovranno avere ricevuto precedenti premi DILA; b) dovranno essere inviati in formato word a dila@emmegiischia.com; c) potranno essere realizzati su qualsiasi argomento; d) dovranno avere la lunghezza massima di 5.000 battute spazi e titolo compresi.
6. A richiesta degli Autori, TUTTE le opere iscritte al Premio potranno essere pubblicate nell’antologia “ISPIRAZIONI”.
7 La mancata adesione alla suddetta opportunità editoriale NON pregiudicherà in alcun modo la partecipazione delle opere al Premio.
8. L’antologia “ISPIRAZIONI” sarà regolarmente provvista di un codice ISBN.
Il prezzo di copertina del volume in bianco e nero sarà di 22.00 € e la stampa avverrà entro settembre 2021.
9. L’Autore, per partecipare al Premio, dovrà compilare in tutte le sue parti la dichiarazione annessa a questo regolamento e dovrà inviarla a dila@emmegiischia.com debitamente firmata, insieme al file dell’opera proposta.
10. La votazione conclusiva che designerà le opere vincitrici delle sei sezioni, avverrà sommando i punti ricevuti mediante: a) like ai siti web che aderiranno all’iniziativa (1 voto = 1 punto); b) coupon inseriti nelle testate giornalistiche che aderiranno all’iniziativa (1 voto = 10 punti); c) schede allegate all’antologia “ISPIRAZIONI (1 voto = 30 punti), d) voti espressi da giurie nominate da DILA e dagli sponsor del premio -i punti totali assegnati a ciascuna Giuria saranno pari al totale dei punti espressi al capo a).
11. Le opere per partecipare al Premio dovranno pervenire a dila@emmegiischia.com nella loro stesura finale entro e non oltre il 15 Maggio 2023.
12. Il mancato rispetto di una qualsiasi delle norme di questo regolamento sarà causa di esclusione dell’opera dal premio.
13. I nomi dei finalisti saranno annunciati entro il 10 Giugno 2023.
14. La classifica finale sarà resa nota in una data compresa tra il 30 ottobre e il 30 novembre 2023.
15. La cerimonia di premiazione dei vincitori avverrà in una data compresa tra il 10 novembre e il 31 dicembre 2023.
La data e la località della premiazione saranno rese note ai finalisti con un preavviso di almeno 10 giorni.
16. Trattandosi di un premio ad iscrizione COMPLETAMENTE GRATUITA, Bruno Mancini si riserva il diritto di effettuare qualsiasi variazione a questo regolamento, e gli Autori, inviando le proprie opere, ne prendono atto in maniera definitiva.

Il Dispari 20230227 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230227 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230227 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230227 – Redazione culturale DILA

DICHIARAZIONE RICHIESTA per la partecipazione alla

12a EDIZIONE DEL premio internazionale di arti varie

“Otto milioni” 2023

Io sottoscritto/a____________________________________________

residente a _______________   in Via______________           N_____                     CAP________

tel. ______________________    e-mail________________________________________________

avendo letto, ed accettando tutte le norme del regolamento relativo alla undicesima edizione del Premio internazionale “Otto Milioni”2022 pubblicato anche tramite web all’url

https://www.emmegiischia.com/premi-otto-milioni-2023/

manifesto l’intenzione di partecipare alla sezione

POESIA □    ARTI GRAFICHE □        

ARTICOLO □       VIDEO □

della 12a del premio internazionale di Arti Varie “Otto Milioni”2023  e, pertanto, nella mia qualità di Autore, allego l’opera dal titolo_________________

 A tale scopo DICHIARO di

  1. essere stato informato, ai sensi dell’art. 13 del D.Lgs.196 /2003 sulla tutela dei dati personali, che i miei dati personali forniti all’atto della compilazione della presente richiesta d’iscrizione saranno trattati, in conformità alle norme legislative e regolamentari vigenti e applicabili, con modalità automatiche, anche mediante sistemi informatizzati, solo ed esclusivamente nell’ambito delle operazioni necessarie a consentire la partecipazione del sottoscritto alla 12a edizione del premio internazionale di Arti Varie “Otto Milioni” 2023 organizzato da Bruno Mancini;
  2. di acconsentire, con la presente richiesta d’iscrizione, al trattamento dei miei dati personali svolto con le modalità e per le finalità sopra indicate ed in conformità alle norme legislative e regolamentari vigenti e applicabili
  3. di essere a conoscenza del fatto di poter esercitare i diritti previsti dall’art. 7 della Legge 196/2003, tra i quali il diritto di ottenere la conferma dell’esistenza o meno di dati, nonché la loro cancellazione mediante comunicazione scritta da inoltrare al titolare del trattamento dei dati personali ai sensi e per gli effetti della stessa legge;
  4. volere concedere a Bruno Mancini il diritto di pubblicare ed utilizzare la mia suddetta opera in ogni forma e modo, alle condizioni di seguito indicate, affermando, sotto la mia personale responsabilità, di esserne l’unico autore, l’unico titolare dei diritti e di poterne liberamente disporre, così che Bruno Mancini avrà il diritto pieno, esclusivo e definitivo dì pubblicare e di utilizzare in ogni forma e modo la mia suddetta opera nel rispetto del diritto morale dell’autore ai sensi dell’art. 2575 codice civile (diritti di autore e di ingegno), e avrà il diritto di pubblicare la mia suddetta opera anche in via telematica a mezzo internet, come proposta da me Autore e non sarà tenuto ad effettuare alcuna correzione;
  5. aver concordato in maniera definitiva con Bruno Mancini che egli NON corrisponderà alcun compenso presente o futuro in mio favore né a titolo di “diritto d’autore”, né per alcun altro diritto, pretesa, rimborso, compenso ed indennità, poiché sono favorevolmente disposto a destinare la mia suddetta opera al gratuito utilizzo da parte di Bruno Mancini per qualunque forma di pubblicazione, e per qualsiasi utilizzazione egli voglia decidere, restando inteso che avrò comunque piena ed assoluta disponibilità della mia suddetta opera, senza dover chiedere consenso a Bruno Mancini, né dovere in alcun modo rendergli conto del suo utilizzo, in quanto io sottoscritto Autore resterò unico titolare della proprietà intellettuale della mia suddetta opera;
  6. volere provvedere all’acquisto di n°…… copie del volume antologico “ISPIRAZIONI” se la mia suddetta opera sarà ritenuta idonea a partecipare alla dodicesima edizione del Premio di Arti Varie “Otto milioni” e se sarà pubblicata nella suddetta Antologia.
  7. A tale scopo allego ricevuta versamento effettuato sull’IBAN IT52V0514239930CC1331129692 intestato all’Associazine culturale “Da Ischia L’Arte – DILA” Via Gemito 27 Ischia

Data e Luogo………………….            Firma dell’autore  …………………….

Ai sensi dell’art. 1341 cod. civ., approvo specificatamente le clausole 1) 2) 3) 4) 5) 6) 7) 8) 9) 10) 11) 12) 13) 14) 15) 16) del regolamento relativo alla 12a edizione del premio internazionale di Arti Varie “Otto Milioni” 2023  pubblicato anche tramite web all’url https://www.emmegiischia.com/premi-otto-milioni-2023/

 Data e Luogo………………….            Firma dell’autore  …………………….

P.S. Aggiungere i dati richiesti, ed inviare entro il 15 Maggio 2023 a dila@emmegiischia.com

Info & contatti: – Tel. 3914830355 – dila@emmegiischia.com

Il Dispari 20230227 – Redazione culturale DILA

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Il Dispari 20230221

È Carnevale
Dalla raccolta di poesie di
Bruno Mancini

“Non rubate la mia vita”
(2005 – 2007):
ISBN 9781470909499
Paperback EUR 13.87

https://www.amazon.com.be/-/en/Bruno-Mancini/dp/1470909499

È Carnevale
tu mi hai lasciato con una promessa.
Hai detto: “Aspettami.”
“Ritornerò”.

È Carnevale
e ho visto il tuo culetto allontanarsi.
Ho detto: “<È certo.”
“Ti troverò”.

Per vicoli e botteghe
ho mosso il mio delirio incontrollato
la maschera che hai tu
non l’ho rivista più.

Su canali e lagune
ho spinto la mia assurda gelosia
la maschera che hai tu
non l’ho rivista più.

È Carnevale
tu mia hai lasciato con una promessa
ho visto il tuo culetto allontanarsi
la maschera che hai tu
non l’ho rivista più
e adesso guardo alla ti vu
le belle chiappe d’una indù
il piffero va su
della maschera ch’hai tu
non me ne fotte niente più.

Canzone per Carnevale
testo di Bruno Mancini
musica, canto e fisarmonica di Valentina Gavrish
https://youtu.be/yz6YTxU5wbQ

Il Dispari 20230220

Il Dispari 20230220 Redazione culturale DILA

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C’è un mistero dietro la morte/sepoltura di Vittoria Colonna?
Albertin Galiano ne è sicuro.

Diciamo subito che la poetessa Vittoria Colonna (Marino, aprile 1490 o 1492 – Roma, 25 febbraio 1547), figlia del generale Fabrizio Colonna e di Agnese di Montefeltro e poi moglie di Francesco Ferrante d’Avalos Marchese di Pescara, rappresenta l’icona artistica dell’intera isola d’Ischia.

Infatti, il suo matrimonio con Ferrante d’Avalos fu celebrato ad Ischia nel Castello Aragonese il 27 dicembre 1509 e lì lei trascorse gran parte della sua vita avendo modo di intrattenere relazioni culturali con i migliori artisti e letterati del secolo, tra cui Angelo di Costanzo, Annibale Caro, Bernardo Tasso, Giovanni Pontano, Girolamo Britonio, Jacopo Sannazaro, Ludovico Ariosto, Michelangelo Buonarroti e tanti altri ancora.

Una storia tramandata oralmente, a mio parere più vicina alla realtà che non alla fantasia, vuole che il sommo Michelangelo Buonarroti abbia soggiornato a Ischia in una Torre distante poche centinaia di metri dalle finestre del Castello Aragonese, potendo quindi agevolmente incontrare  la bella castellana.

Certo è storicamente provato che ad un loro primo incontro avvenuto tra il 1536 o 1538, ne seguirono altri già a partire dal 1539 quando ella dimorò a Roma e fino alla sua morte.

Che poi tra loro ci sia stata “solo” una profonda amicizia (come sostengono alcuni storici), oppure si sia sviluppato un amore per niente platonico (come maliziosamente “insinua” la tradizione popolare) certo è che Vittoria ebbe su di lui un grande ascendente, probabilmente anche religioso, tanto che lui le dedicò numerosi componimenti poetici tra i quali è degno di attenzione un madrigale molto simile ad una dichiarazione di amore passionale:

Un uomo in una donna, anzi uno dio
per la sua bocca parla,
ond’io per ascoltarla,
son fatto tal, che ma’ più sarò mio.”
(Michelangelo Buonarroti, Rime, Edizioni Rizzoli, 1981, pag. 268.)

Il Dispari 20230220 Redazione culturale DILA

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Questo lungo preambolo è strumentale alla introduzione dell’argomento definito nel titolo: “C’è un mistero dietro la morte/sepoltura di Vittoria Colonna?” perché Albertin Galiano identifica proprio in Michelangelo Buonarroti il personaggio che avrebbe creato prima e custodito poi il segreto della sepoltura della poetessa.

Quando, in seguito ad una banalissima richiesta di informazioni, sono entrato in contatto con Albertin Galiano riuscendo ad ottenere la sua fiducia nella esposizione sommaria di ciò che egli asseriva di avere appurato durante molti anni di studi e di ricerche, ho capito che, confermata o invalidata che fosse la sua ricostruzione del mistero della sepoltura della “nostra” Vittoria Colonna, certamente sarebbe stato utile presentarla pubblicamente onde avviare un dibattito ma anche una ulteriore nuova serie di indagini e di accertamenti.

Così, contando sulla comprensione del Direttore Gaetano Di Meglio che non ha esitato a mettere diverse pagine a disposizione di questa serie di articoli che inizio oggi, e nella prospettiva di pianificare, per la prossima primavera, un corposo confronto organizzato dall’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA” nella Biblioteca Antoniana di Ischia con la presenza di Albertin Galiano, mi accingo, ora, ad introdurre il risultato della sua ricerca in una sintesi piuttosto succinta, ma sufficientemente idonea a rendere comprensibile l’impegno con il quale è stata perseguita.

Il Dispari 20230220 Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230220 Redazione culturale DILA

Dopo alcuni mesi di contatti telefoni e tramite e-mail, Albertin Galiano mi ha scritto;

«Ho ricevuto la sua risposta, con la sua proposta per un “articolo-intervista” relativo ai risultati dello studio da me eseguito.
Ma, dopo la telefonata di questo pomeriggio, la cosa mi sembra fattibile.
Come è anche superabile il fatto di riuscire a dare una complessiva spiegazione dell’intero studio che si è reso necessario svolgere fino a ottenere i risultati cui ritengo di essere giunto.

Questo perché tale “studio” ha dovuto essere svolto a vari livelli.
Le cronache del tempo tramandate dai cronisti dell’epoca: Giorgio Vasari, Ascanio Condivi, i vari ‘Carteggi’ di Michelangelo, quelli del Vasari.
È una documentazione davvero esorbitante, in rapporto al solo Michelangelo.
Al quale andrebbe aggiunto anche Leonardo da Vinci,
In quanto, relativamente a quelle “figurazioni nascoste” da egli realizzate sulle sue varie “Pietà”, Michelangelo le ha apprese da Leonardo.

E con Leonardo si aprirebbe un altro “Universo” su cui indagare, studiare, per presentarne gli opportuni riscontri.
Un “Universo” molto problematico, date le frammentarie e contraddittorie notizie e tesi, fornite dalla Critica della Storia dell’Arte.
Su tutto ciò è stato necessario fare una verifica degli effettivi fatti storici, cioè degli eventi effettivamente accaduti.

Fare una loro verifica con i riscontri incrociati, perché, relativamente a Leonardo, di quanto ne scrive la Critica dell’Arte, non sembra esserci nulla di certo, tanto che ogni “datazione” che lo riguarda viene immancabilmente accompagnata dalla parola: “circa” (e questo “circa” può essere variabile dai due, quattro, sei, nove o undici anni, ma con tali riferimenti, non si arriva da nessuna parte).

Oltre a questo, è stato necessario anche uno studio filologico sull’espressività usata da Giorgio Vasari, nel trasmettere le sue cronache, relative alle due edizioni delle “Vite” dei vari artisti.
Quella del 1550 e l’altra del 1568.
Questo perché, nel suo scrivere egli dimostra avere anche altre “intenzionalità”, non meglio specificate, insite nel suo “contraddittorio” modo di scrivere; ed è appunto la conoscenza di queste sue “intenzionalità” a permettere una corretta interpretazione dei suoi scritti.

Ed è questo il vero problema con il quale ci si “scontra” con le tesi e le interpretazioni date dall’intero “Mondo Accademico della Storia dell’Arte”.
La quale appare tutta coesa, (i suoi rappresentanti), a sostenere le medesime tesi, citando e pubblicando solo ciò che altri loro “colleghi” hanno già pubblicato.
 
E, in effetti, nelle loro pubblicazioni non fanno altro che compiere delle “citazioni bibliografiche”, al fine di acquisire credito e sostegno dai loro “colleghi”, che ne hanno già scritto, riportando dati “effimeri”.
Ed il loro “gioco” sembra essere questo: ripetere ciò che altri hanno già scritto, senza nemmeno andare a verificarlo.
Tanto è vero che, hanno anche “riscritto” le due edizioni delle “Vite” di Giorgio Vasari, al fine di renderle “in un italiano meglio leggibile”.

 
Ed in questo hanno commesso degli errori di trascrizione, alterando di fatto il testo originale, il quale ha acquisito un diverso significato.
Il guaio è che ora tutti gli “esperti critici” della Storia dell’Arte fanno uso di queste “nuove edizioni”, (alterate).
Chi glielo va a dire?

 Ma soprattutto: sarebbe forse possibile che essi ammettano questi loro macroscopici errori?
Eppure, verificarlo, sarebbe cosa semplicissima.
È sufficiente fare un confronto con i testi originali scritti da Giorgio Vasari.
Cosa che ho fatto.

 
Mi sono procurato delle copie facsimili degli originali, e lì,ho notato subito la differenza.
Anche se poi, è necessario uno studio “filologico” sul modo di scrivere di Giorgio Vasari, per comprenderne le implicazioni. Ovvero, quanto effettivamente accaduto.
Questo per via delle sue “intenzionalità”.

 
Intenzionalità che alla sua epoca, (per via di quegli “Apparati Inquisitori”, allora esistenti, e dell’elenco dei libri proibiti), non poteva permettersi di scrivere e pubblicare.
Se l’avesse fatto, il Vasari sarebbe sparito, lui e le sue opere.

 
E con lui anche Michelangelo, e di loro, oggi non ne sapremmo nulla.
Senza tralasciare Leonardo da Vinci.
Perché anche lui è stato perseguitato dall’Inquisizione.
A causa del suo pensiero è stato “esiliato” in Francia. Anche se questo “esilio” è stato presentato come un “regale invito del Re Francese Francesco I°”.
Come può rendersi conto, le argomentazioni complessive di questo mio studio su Michelangelo Buonarroti, non riguardano solo lui, ma un po’ tutta la storia del periodo nel quale è vissuto.

 
Le cui ripercussioni ancora oggi sussistono, quando si parla di questi personaggi.
“Personaggi” verso i quali abbiano contratto un “debito Culturale” enorme.
Un “debito” del quale i così detti “Grandi Critici dell’Arte” non sembrano essere consapevoli.
È anche pur vero che di questo aspetto “Inquisitorio” si potrebbe accennarne di sfuggita, ma dato che si dovrebbe parlare della Pietà Rondanini, e delle “figure”, nascostamente scolpite da Michelangelo sulla sua superficie, considerando che anche questa Pietà, (come la Pietà Bandini di Firenze), è anch’essa andata distrutta; e in modo misterioso, perché le caratteristiche proprie della statua indicano che non è stato Michelangelo a romperla, e quindi, deve essere stato qualcun altro.

 
Chi?
Chi è stato?
Anche a questa domanda vi è la risposta, sotto forma di una immagine, la quale indica i motivi per cui la versione originaria è stata distrutta.

Così, ora, dopo la telefonata intercorsa, mi metto al lavoro per scrivere e presentare i motivi per cui è da ritenere che la Pietà Rondanini sia l’opera nella quale Michelangelo ha voluto esprimere e raffigurare tutto il suo sentimento vissuto per Vittoria Colonna.
Con grande simpatia e cordialità.

 
E a risentirla.
Galiano Albertin.
»

Ma per conoscere il mistero che si nasconde dietro la morte/sepoltura di Vittoria Colonna ci dobbiamo dare appuntamento alla prossima puntata, sempre su questa pagina e sempre di lunedì, perché vi proporremo il testo integrale di ciò che Albertin Galiano ci ha scritto a tale proposito.

Bruno Mancini – Presidente DILA

Il Dispari 20230220 Redazione culturale DILA

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Il Dispari 20230213

Il Dispari 20230213 Redazione culturale DILA

Angela Maria Tiberi recensisce Francesco Prandi
Uomini che andavano per mare

Francesco Prandi è uno scrittore amato dal pubblico della città di Latina e seguito con molta attenzione verso i suoi lavori letterari.
Ha pubblicato: Il Mondo nelle mie mani (2018), Cultura Afro-Americana o Cultura Anglo-Americana? (2018), Il Cambusiere dei Sette Mari (2019), Il Crepuscolo dei Sogni (2020).
Si è dedicato anche alla scrittura di poesie, saggi e romanzi.

Appassionato di cinema e letteratura inglese, americana e francese, durante i lunghi anni di vagabondaggio sui sette mari, ha letto quasi tutti i classici della letteratura occidentale.

Francesco Prandi nasce a Sermoneta nell’ottobre del ’43 durante lo sfollamento.
Si diploma Allievo Capitano di Macchina nel ’62, nell’Istituto Nautico G. Gaboto di Gaeta, e naviga dal ’63 al ’72, prima nella Marina Militare (2 anni), dopo in quella Mercantile.
Non ha mai smesso di viaggiare.
Ricercatore delle bellezze umane e naturali, ha nel suo cuore il mare e ama l’infinito, la curiosità dell’ignoto e la vita come le onde marine.

Nella sua opera “Uomini che andavano per mare” ha racchiusa la sua vita.
La presentazione del libro si è svolta il 26 novembre 2022 al Circolo Cittadino Sante Palumbo di Latina, in piazza del Popolo.
Insieme all’autore c’era il giornalista Fabrizio Giona e l’attore Jason Forbus.

Le letture del testo sono state affidate a due attori pontini di notevole spessore: Nino Bernardini e Giada Prandi figlia adorata di Francesco, amata e stimata dal pubblico per l’interpretazione “Anna Cappelli” di Ruccello effettuata nell’arena Gambellotti piena di suoi ammiratori.

Il testo “Uomini che andavano per mare” è costituito da diversi racconti ma il più divertente e drammatico nell’insieme è l’Eden delle puttane delicate e cortesi, tutto da scoprire.
Con un linguaggio signorile si svela la vita di bordo e l’improvvisata della scoperta della taverna delle belle ragazze ventenni.
Leggendo il libro del nostro amato Francesco Prandi si scope un mondo fatato di un tempo recente ormai troppo lontano… divertente da leggere tutto di un fiato.

Grazie all’impegno dell’Associazione DILA, con la collaborazione della testata giornalistica IL DISPARI di Gaetano Di Meglio, Francesco Prandi e il suo libro “Uomini che andavano per mare” costituiranno il fulcro di un prossimo incontro culturale da organizzare nella splendida isola d’Ischia.

Angela Maria Tiberi
Vice Presidente DILA

Il Dispari 20230213 Redazione culturale DILA

LIGA SARAH LAPINSKA – LETTONIA | TWITTERONE

1) Per conto di DILA, Dagnija Jankovska ha ricevuto il dipinto di Liga Sarah Lapinska “Gardens of May”.
Dagnija è una donna talentuosa che ama scattare fotografie e ha interesse e desiderio di partecipare agli eventi culturali che si svolgono a Kuldīga, città in cui vive, e in molte altre località della Lettonia.

2) Per conto di DILA, Viesturs Āboliņš, ha ricevuto la decima edizione dell’ultima antologia “Isole nuove 2022” pubblicata dall’Associazione DILA con la collaborazione della testata giornalistica IL DISPARI di Gaetano Di Meglio.
Nel suo tempo libero lui non solo scrive poesie e fiabe su argomenti storici e sociali, ma scatta anche fotografie espressive della natura, che ama e conosce bene.
Tuttavia, nella foto che pubblichiamo non è con la nostra antologia, ma protesta contro la cancellazione della licenza del canale televisivo “Дождь” (Pioggia – in italiano) in Lettonia, perché crede che tutti abbiano il diritto di esprimere liberamente la propria opinione.
Inoltre, è un attivista contro la guerra di cui comprende bene sia le genesi, sia le cause degli eccessi di censura.
Forza a Viestursi!

3) Per conto di DILA Liga Sarah Lapinska, ambasciatrice culturale dell’associazione DILA in Lettonia, si appresta tradurre in lettone la raccolta di poesie “Amore senza fine” scritta dal noto poeta nonché presidente dell’Università Internazionale della Pace in Svizzera, Valerio Giovanni Ruberto.
Valerio Giovanni Ruberto è stato anche finalista, nella sezione poesia, della undicesima edizione del nostro premio di arti varie “Otto Milioni – 2022“.
Per l’anno 2023, Liga Sarah augura, a tutti, amore possibile, tolleranza possibile e buona salute.

1 Dagnija Jankovska

2 Viesturs Āboliņš

Il Dispari 20230213 Redazione culturale DILA

Boscotrecase ha accolto DILA con grande ospitalità

In qualità di Presidente dell’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA” ringrazio vivamente il Sindaco di Boscotrecase Pietro Carotenuto, l’Assessore alla cultura Maria Luisa Russomanno e la Giunta comunale tutta per la speciale ospitalità con la quale hanno accolto nella sala del Consiglio Comunale i rappresentati della nostra Associazione in occasione dell’incontro di presentazione del libro “Napoli ombelico del mondo“: antologia di testi vari a cura di Angela Maria Tiberi pubblicata dalla Casa editrice Edit Santoro, 2022.

DILA ringrazia, inoltre, il tenore Mattiew Lamberti e tutti i poeti che hanno dato lustro all’incontro, con la loro musica e con i loro testi.

Al termine dell’evento, Angela Maria Tiberi ha rilasciato questa dichiarazione:
-“È stato emozionante parlare in collegamento video con il maestro Massimo Abbate ed avere avuto come ospite lo scrittore Lucio Isabella che ha donato le sue opere ai poeti e al Sindaco.
Ringrazio l’autore Pasquale Esposito per la collaborazione nella organizzazione della serata e per l’importante contributo nella stesura del testo scritto da me e dai vari protagonisti come Milena Petrarca, Rita Petrarca, Angela Prota, Lello Olmo, Flora Rucco, Giuni Tuosto, Luciana Capece, Lucia Fusco, Maria Supino, Oreste Resta.
Ringrazio, inoltre, Mauro Nardi, Alessandra Murolo, Rita Siani, Pino Autiero, Nicola Pantalone, Antonio Palladino, i maestri Luigi Ottaviani e Gianni Aterrano, le famiglie Merola, Bruni, Astarita, Abbate, Da Vinci, Bennato, Santina Amici, Gisela Josefina Lopez Montilla, Cecilia Salaices, Sabrina Fardello ed altri autori che amorevolmente hanno contribuito a rendere l’antologia un documento importante per la comprensione della storia culturale napoletana.

Un particolare ringraziamento lo rivolgo alla famiglia di Pasquale Esposito e ai suoi amici che hanno contribuito a rendere speciale la serata, onorando, nel contempo, tutta la cultura napoletana.
Prossimo appuntamento a Ischia in primavera per la presentazione del libro e di alcuni dei suoi autori.

Il Dispari 20230213 Redazione culturale DILA

DILA

NUSIV

Articoli finalisti Premio “Otto milioni” 2023

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Articoli finalisti Premio “Otto milioni” 2023

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Articoli finalisti Premio “Otto milioni” 2023

CS DILA APS
Oggi, 14 giugno 2023, nel salone Onofrio Buonocore della Biblioteca Antoniana di Ischia, la Direttrice della Biblioteca, Dottoressa Lucia Annicelli, ha comunicalo gli elenchi delle opere finaliste delle quattro sezioni (Poesia, Arti grafiche, Articoli, Video) relativi alla dodicesima edizione del Premio internazionale di Arti Varie OTTO MILIONI, ideato da Bruno Mancini ed organizzato dall’Associazione di Promozione Sociale DILA APS in collaborazione con le Associazioni che hanno aderito al partenariato proposto dalla stessa DILA APS, vale a dire Casa Editrice IL SEXTANTE, Associazione L’Arte DEL SUONARE, Testata giornalistica IL DISPARI, Associazione ADA, Fondazione LA SPONDA, Magazine EUDONNA e Associazione ANIA.

Tutte le opere finaliste potranno essere votate, a mano a mano, che le inseriremo nel sito ufficiale di DILA APS che, per completezza d’informazione, indichiamo nei seguenti link

POESIA: https://www.emmegiischia.com/poesie-finaliste-premio-otto-milioni-2022/

ARTI GRAFICHE: https://www.emmegiischia.com/arti-grafiche-finaliste-premio-otto-milioni-2023/

ARTICOLI: https://www.emmegiischia.com/articoli-finalisti-premio-otto-milioni-2023/

VIDEO: https://www.emmegiischia.com/video-finalisti-premio-otto-milioni-2023/

Si vota cliccando sul pollice (LIKE FB) presente in ciascuna pagina.
Si possono votare un numero a piacere di opere.
Ogni IP può votare una sola volta al giorno una singola opera.
Le votazioni WEB termineranno il 25 ottobre 2023 e subito dopo inizieranno le votazioni dalle Giurie nominate da DILA APS & Partner.
Le classifiche finali (somma dei voti web + voti Giurie) saranno comunicate in una data compresa tra 15 e il 20 novembre 2023.
La cerimonia di premiazione avverrà in una data compresa tra il 30 novembre e il 30 dicembre 2023.

Presenti Bruno Mancini Patron del Premio nonché Presidente dell’Associazione DILA APS e Chiara Pavoni (che ha diretto l’evento) Membro del Consiglio Direttivo DILA APS, la cantante Angela Prota ha allietato l’incontro con un apprezzatissimo recital di canzoni napoletane; la poetessa Clementina Petroni ha letto sue poesie e lo scrittore Alberto Liguoro ha illustrato il tema che verrà trattato domani sempre nella Biblioteca Antoniana.

Sono stati consegnati, inoltre, alcuni attestati di partecipazione alla rassegna nazionale IL MAGGIO DEI LIBRI 22023.

Complimenti e in bocca al lupo a tutti i finalisti

Consiglio Direttivo DILA APS

 

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Classifica finale Articoli Premio “Otto milioni” 2023

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Premio internazionale Otto milioni

 

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Articoli finalisti Premio “Otto milioni” 2023

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Luciana Capece
La cultura forziere della saggezza

In questa confusione di satanico male nascosto, un mondo ormai dichiarato pandemico, sull’orlo del baratro e quanto di peggio si possa sentire, l’attimo fugge comunque sotto il giudizio della vita.
L’ uomo a volte con respiro d’oscurità, fatica a svestirsi da quella maglia di dolore, a causa di chi con indole funesta fa vanti di tale frustrazione su fragili persone, ove a dismisura corrente, inculca paradossale panico anziché di rifiorire egregiamente, superando antiche epopee oppressive.
La Cultura al completo, in marcia con volto artistico, raggiunge il trionfale Tempio di Civiltà, per evitare abissali visioni spettrali, cui di là solcano scatenate tentazioni anomale, contrarie alla filosofica comprensione mai associata alla mutilazione della sacra Libertà!
I Poeti, in compagnia del firmamento tracciano i loro poemi lirici con dedita riflessione, cui apportano a quell’ etica comunitaria sana, vero contatto intimo e umano (patrimonio del cuore dalle procedure eclatanti).
Una unione Universale mai ingrata alle pagine correnti dell’individuo, che vernicia splendore d’enfasi e immortala quel filo di proiezione benevola, utile a chi è conservatore di valori.
L’ ARTE in generale porta in evidenza quei primordiali passi virtuosi non opacizzati dall’era moderna, anzi, naturalmente nè impedisce i nascituri fanghi d’oblio e si avvale di quei pulsori inarrestabili che scaturiscono emozionali esiti.
Gli Artisti, Eccellenti divulgatori di Cultura sono un pezzo di storicità mondiale, ostentano sempre in auge le loro maestose muse Scritturali – Pitturali – Scultorei etc. vere Colonne regnanti nel mitologico Tempio Artistico… dove pascola la grande saggezza dell’ UOMO e incornicia l’adempimento dell’ ARTE nel depositario tempo.
Custode segreto di molteplici obiettivi, in una trapunta d’armoniosa misura viscerale di propalare sempre nuove idee.
Ove placa arsure di distanze con capacità d’ingranaggio ingegnoso nel panorama del sapere. Interprete di pronunciata iconografia d’aggregazione… linea guida per gestazioni di poetica sociale.

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Mariapia Ciaghi
Strumenti contro le violenze alla persona, il nuovo libro di Valerio De Gioia.

È fresco di stampa il manuale per la tutela delle vittime vulnerabili scritto da Valerio de Gioia, giudice del Tribunale di Roma e già si conferma scritto di grande attenzione per avvocati, magistrati, Forze dell’ordine, ma anche per i privati cittadini.
Il Volume – edito da Ad Maiora- passa in rassegna le principali ipotesi di reato commessi in ambito familiare e parafamiliare (dai maltrattamenti in famiglia al femminicidio, passando dagli atti persecutori e dalla violenza sessuale), esaminandone gli elementi costitutivi alla luce della ricca
casistica giurisprudenziale e soffermandosi sulle questioni di maggior rilievo (si pensi al sempre più preoccupante fenomeno della c.d. violenza assistita).
“Di fondamentale importanza- spiega l’autore – è la parte processuale dell’Opera in cui, oltre alla puntuale analisi degli istituti a tutela delle vittime vulnerabili, all’indomani della Riforma Cartabia, vengono riportati i modelli di atto di più frequente impiego- dalla querela all’istanza di ammissione al patrocinio a spese dello Stato della persona offesa- corredati dalle indicazioni necessarie per una loro corretta predisposizione.”
Non mancano i suggerimenti volti a scongiurare il verificarsi della c.d. vittimizzazione secondaria oggetto di specifici rilievi mossi alle istituzioni italiane nel rapporto GREVIO (Group of Expert on Action against Violence against Women and Domestic Violence).
E non è un caso che il libro sia impreziosito dalla collaborazione di Giovanna Spirito – avvocato e giornalista – autrice di numerosissime pubblicazioni di diritto civile e processuale civile, specializzata in diritto di famiglia e soggetti vulnerabili, e sia preceduto dalla puntuale prefazione di Gian Ettore Gassani – avvocato specializzato in diritto di famiglia e Presidente Nazionale dell’AMIm(Associazione Avvocati Matrimonialisti Italiani per la tutela delle persone, dei minorenni e della Famiglia) – che richiama l’importanza di un coraggioso intervento legislativo volto ad arricchire e rafforzare l’impianto delle misure finalizzate a prevenire e reprimere la violenza di genere, con una particolare attenzione ai casi in cui tale fenomeno si manifesta in contesti familiari o nell’ambito di relazioni di convivenza, nella considerazione della particolare vulnerabilità delle vittime, nonché degli specifici rischi di reiterazione e multilesività-
“Per questo, l’ordinamento, e in particolare gli appartenenti alle forze dell’Ordine e i magistrati, devono essere in grado di intercettare la richiesta di aiuto della vittima, non appena la stessa si manifesti, per scongiurare il rischio, che la mancata attenzione alla violenza e all’abuso, o peggio la sua sottovalutazione o negazione da parte delle istituzioni, possano indurre la vittima a ricadere nel ciclo della violenza, al quale aveva cercato di sottrarsi” – conclude l’avvocato Gassani.
Completano l’opera, infine, gli schemi riepilogativi che consentono l’immediata acquisizione delle nozioni base dei singoli capitoli anche da parte dei non addetti ai lavori.
Per prenotare il testo : www.edizioniadmaiora.it AD MAIORA rappresenta la nuova frontiera dell’editoria tecnica.
Il loro ambizioso progetto, in costante progresso, è la specializzazione settoriale attraverso la pubblicazione di testi, destinati ai professionisti, caratterizzati dall’approfondimento esaustivo di un singolo argomento.
Le opere pubblicate sono caratterizzate dal taglio pratico, affiancato da un eccellente lavoro di ricerca dottrinaria (sentenze, modelli, riferimenti giuridici).

A2309 Articoli finalisti Premio “Otto milioni” 2023

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Liga Sarah Lapinska (Lettonia)
Abu Pashaev & Francisco De Goya

Sia Abu Pashaev che Francisco De Goya y Lucientes sono nati in montagna.
Abu è nato nel 1966 in Cecenia.
Ha conosciuto sia gli orrori della guerra, la forza e le debolezze delle tradizioni esistenti, sia l’oblio, sia lo splendore del successo.
Goya nacque nel 1740 a Fuendetodos, vicino a Aragona e morì nel 1828 a Bordeaux, in Francia.
Ha vissuto un’infanzia modesta e poi il brillante successo come pittore della Corte spagnola.
I partigiani spagnoli durante la guerra contro Napoleone hanno mostrato lo stesso coraggio del popolo ceceno nelle guerre e nelle repressioni.
Nelle sue incisioni così come nei suoi dipinti, Goya ha creato due cicli di capolavori.
Intero nuovo mondo, gioviale, magico e robusto.
Il ciclo “Los Caprichos” è composto da 80 opere satiriche verso la società spagnola.
Il ciclo “Los disastros de la guerra” è dedicato all’invasione dell’esercito di Napoleone in Spagna.
Nessun pathos.
Raffigurando la morte e il coraggio degli eroi, Goya invita alla riconciliazione.
I suoi toni di argento, grigi, gialli e d’oro sono molto personali.
Quando Goya perse l’udito, i soggetti delle sue opere divennero più oscuri.
Ha ritratto il Tempo come l’implacabile Crone.
Prima degli impressionisti ha superato le regole canoniche che cercavano di confinare il flusso delle emozioni nella prigionia delle linee.
Uno degli autori preferiti da Goya era il drammaturgo Calderón che disse: “Tutti sognano ciò che sono benché nessuno lo sappia “.
Sogni, incubi, fantasmi e racconti popolari hanno avuto un ruolo importante nella creatività di Goya.
L’arte di Abu è dedicata dapprima alla pace e all’allegria primaverile.
Il suo disegno virtuoso, la presenza di letteratura e poesia nell’arte grafica ricordano molto le opere di Goya.
Tuttavia, l’arte di Abu tende a non essere così satirica come “Los Caprichos” di Goya.
È più tenera.
Abu crea linee melodiche e labirinti dadaisti con motivi naturali sulle foglie degli alberi o grovigli di radici sotto la zolla.
Tanti profili ceceni e di eroi dei miti ellenici.
Aquile, piccioni e altre creature alate tipiche delle montagne del Caucaso.
Tante farfalle.
Secondo le tradizioni giapponesi la farfalla è simbolo di spiritualità.
Abu è un esperto della cultura giapponese e della saggezza dell’Asia orientale.
Le sue opere sono un alto canto panteistico.
Miti, illusioni ottiche, ricche simbiosi sono l’essenziale della sua arte.
Dall’astrazione e dalla pittura fluida agli schizzi eleganti e meditazioni sul tempo, vita, amore e morte.
In molti luoghi della Cecenia si possono vedere le antiche mura difensive che circondano giardini di uva e di rose.
Il 23/02/1944, per ordine di Stalin fu emesso l’ordine di distruggere i monumenti etnografici, i cimiteri e le lapidi del popolo ceceno.
La popolazione della Cecenia è stata indurita sia dal genocidio che dalle frequenti ostilità.
Per questi motivi i ceceni apprezzano tanto la pace.
Abu ha giocato a calcio, poi si interessò alle arti marziali, ora insegna arte agli studenti ceceni.
Molti autodidatti hanno deciso di dedicarsi sulla pittura, ispirati dai tali corsi.
Abu realizza illustrazioni per opere letterarie.
Abu è già stato due volte finalista del Premio “Otto milioni”, nel 2021 e nel 2022.
Sa cosa significa un periodo di opere d’arte oscure e la depressione superata.
Come Goya.
Goya, Pieter Bruegel, Bertoldt Brecht e il regista Andrey Tarkovsky sono tra gli artisti preferiti di Abu.
A differenza di Goya Abu non si dedica agli autoritratti.
Il romanzo illustrato, di Abu “Stigal”, basato sugli eventi documentati dello scrittore ceceno Kanta Ibragimov riflette le idee di Abu.
Il soggetto è il seguente: un padre perde tragicamente il suo figlio, ma non cerca di vendicare la sua morte.
Il personaggio protagonista è un idealista etico che tende a ripagare il male con il bene.
Crede nella misericordia.
Rifiuta la vendetta.
Kyunah, il codice d’onore per gli uomini ceceni, richiede di mantenere la parola data, difendere i deboli ed essere compassionevoli.
Kyunah è una preziosa tradizione popolare che rende gli uomini più mascolini e le donne più femminili allo stesso tempo.
Tuttavia, gli assassini del suo figlio sparano l’eroe protagonista, a tradimento mentre vola su un deltaplano.
Abu dice: “Goya è uno sperimentatore avanzato nella sua epoca. I suoi cicli grafici con immagini grottesche, tragiche e realistiche dimostrano che per combattere il male bisogna essere benevoli. La guerra crea guerra, ma la pace crea pace. Attraverso il prisma della guerra.”
Le sue illustrazioni sono preziose.
Alla fine della nostra conversazione Abu cita una haiku del pensatore giapponese Ozawa Runo:
Con chi si può paragonare la carne umana? La vita trasparente, proprio la rugiada sull’erba, come un lampo del fulmine.
Pertanto, vale la pena creare e lasciare testimonianze di tutte le cose belle che abbiamo creato su questa terra.

A2308 Articoli finalisti Premio “Otto milioni” 2023

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Premio Articolo “Otto milioni” 2023

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Articoli finalisti Premio “Otto milioni” 2023

A2307
Mauro Montacchiesi
recensisce la poesia
AGLI ANGOLI DEGLI OCCHI di Bruno Mancini

Agli angoli degli occhi
sotto pigrizie amiche
prepara a morte
nostalgia.
Passa più parti
lampo di tempo indietro
indietro secoli
e sempre come sempre.
Cambia
se non adesso
a morte.
Alla viola nasce il pensiero
e posso ancora muovermi
venirti accanto
e senti la corteccia
vecchia e inutile.

AGLI ANGOLI
Gli angoli sono le fondamenta di un edificio, che collegano e consolidano due muri al loro luogo d’incontro, tuttavia si incontrano persino sul vertice, in cui perfezionano l’edificio e contemporaneamente lo tengono unito.
Gli angoli sono, per similitudine, l’alfa e l’omega, il principio e la fine.
Essi sono l’Uomo, in questo caso l’Uomo Poeta Bruno Mancini, che aspira a trasformarsi, a proiettarsi sulla scala macrocosmica dell’Universo.

DEGLI OCCHI
“Animi est enim omnis actio et imago animi vultus, indices oculi.”
Ogni azione parte dall’anima e il volto è l’immagine dell’anima, gli occhi ne sono gli indici
(Cicerone).
Gli occhi sono gli indici rivelatori dell’anima del Poeta, gli angoli ne sono l’Alfa e L’Omega, l’anelito di abbandonare il microcosmo (l’IO) e di proiettarsi nel macrocosmo (il NOI).

SOTTO PIGRIZIE AMICHE
Amiche, perché la pigrizia (le pigrizie) può essere un illusorio stato di quiete, di rilassatezza, ma, invero, è una fase di diminuzione della fiducia in sé stessi, un nichilistico, manicheo odi et amo nei confronti del successo totale.

PREPARA A MORTE NOSTALGIA.
La nostalgia (gr. νόστος = ritorno e άλγος = dolore), il dolore del ritorno al passato, il desiderio di tornare a vivere ciò che è stato, prepara a morte, alla trasformazione in divenire.
La nostalgia (l’IO), un’ancora del passato che inutilmente tenta di frenare, di rallentare, di impedire l’ineluttabile morte, la metamorfosi nel NOI.

PASSA PIÙ PARTI
LAMPO DI TEMPO INDIETRO
INDIETRO SECOLI
E SEMPRE COME SEMPRE.
Rapidamente appaiono e scompaiono, ripetutamente flashback, rievocazioni di un passato ormai cristallizzato.

CAMBIA
SE NON ADESSO
A MORTE.
Essere o non essere. Cambiare o non cambiare.
È questo il momento di decidere se cambiare oppure no.

ALLA VIOLA NASCE IL PENSIERO
E POSSO ANCORA MUOVERMI
VENIRTI ACCANTO
E SENTI LA CORTECCIA
VECCHIA E INUTILE.
La Viola del pensiero, chiamata anche Viola tricolor, è un’affascinante pianta da fiore, nota in tutto il mondo quale emblema di amore profondo, dal momento che, conformemente al mito, una freccia di Cupido finì su questo fiore.
L’amore profondo del Poeta può ancora muoversi, andarle accanto.
La copertina del libro, con la sua policromia, con il suo modellato, è riflesso d’inquietudine interiore.
Il Poeta si sente una corteccia vecchia e inutile.
La corteccia, gli indurimenti della vita, l’apparenza che non permette di penetrare nella sostanza delle cose, del Poeta.
È un momento esistenziale e lei vedrà veramente una corteccia vecchia e inutile?
Il cuore dice che il suo amore riuscirà a penetrare l’essenza delle cose, del Poeta.
Post nubila Phoebus/Dopo la pioggia c’è il sole.

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Angela Maria Tiberi
recensisce Antonio Scarsella
Il Grifone, la scimmia, l’usignolo

Centro di svolgimento del giallo è Sermoneta, borgo medioevale, intrecciandosi con la musica, la cultura, la storia.
I protagonisti del romanzo sono: il campus internazionale di Musica, diventato Fondazione, il Castello di Sermoneta e la Musica, che diventano cornice di un giallo d’ambiente mentre il filo conduttore è la Musica.
Protagonista femminile è Carola Leman sposata con il settantenne Franz Kramer, violoncellista di fama mondiale, direttore del Conservatorio di Stoccolma e di altri istituti di mezza Europa, genio della musica mondiale.
I protagonisti si erano conosciuti a Stoccolma, lei giovanissima impiegata del Conservatorio e lui più di quarant’anni d’età, diventando lei, successivamente, la sua seconda moglie ed assistente di cattedra nello stesso istituto.
Il prof. Kramer teneva i suoi corsi di perfezionamento nel castello di Sermoneta, centro di importanza internazionale della Musica.
La moglie non dava motivo di tradirlo anche se aveva 45 anni e lui settant’anni: c’era complicità fra loro.
Il marito non sapeva che la sua amata fosse attirata sia dal corpo che dalla mente di giovani donne in quanto il suo desiderio di madre non era stato esaudito.
Le avventure con gli uomini non placavano la passione di Carola.
La sua prima donna fu una violoncellista, Agneska, e tra loro vi fu una grande passione e passarono una notte insieme, nella stanza numero 32 dell’Hotel Holiday Inn di Stoccolma.
Si lasciarono.
Colpo di scena del giallo è la morte della giovane Céline nel Castello di Sermoneta.
Così l’autore ci introduce nel giallo.
Chi ha ucciso Céline Bloom?
Non dico altro!
Il giallo è pieno di misteri.
Colgo l’occasione per invitare a meditare per il messaggio sconosciuto a molte persone (inciso all’ingresso del Palazzo di Vetro dell’Onu a New York.) che lo scrittore riporta nel suo testo .
Scritto da un grande poeta di religione mussulmana, vissuto in Persia a cavallo tra il XII e il XIII secolo: Mosleh ad-Din Abdollah, conosciuto come Sa’di: “I figli di Abramo sono membra di uno stesso corpo e della stessa essenza sono stati creati.
Quando anche la più piccola parte, per le avversità della vita, si addolora, anche le altre parti perdono la calma e quiete.
Tu che sei insensibile alle pene altrui mai e poi mai potrai essere chiamato essere umano”.
Complimenti ad Antonio Scarsella e un buon successo di questo fantastico libro.

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Tina Bruno
La poesia è la realizzazione dell’impossibile.
Leggendo la poesia di Bruno Mancini “Agli angoli degli occhi”

Agli angoli degli occhi
sotto pigrizie amiche
prepara a morte
nostalgia.
Passa più parti
lampo di tempo indietro
indietro secoli
e sempre come sempre.
Cambia
se non adesso
a morte.
Alla viola nasce il pensiero
e posso ancora muovermi
venirti accanto
e senti la corteccia
vecchia e inutile.

Le poesie del poeta Bruno Mancini hanno sempre un richiamo sentimentale che le unisce e le accomuna con il grande sentimento dell’amore.
La poesia che mi accingo a commentare oggi è inserita nella omonima raccolta ”Agli angoli degli occhi”, che lui ventenne ha scritto tra il 1962 e il 1964.
In questa poesia il poeta usa il linguaggio del corpo, comunicazione non verbale ma ricca di espressioni, capace di coinvolgere gli occhi in veri e propri discorsi senza parole.
Gli occhi rappresentano, sin dalla più tenera età, lo specchio dell’anima, comunicano e percepiscono corrugando le palpebre e, anche se un velo di tristezza rivela in età avanzata tanta malinconia, sono capaci di trasmettere stati d’animo, ricordi, sentimenti, emozioni, evocando fatti vissuti, allontanando la nostalgia che si prova quando il tempo passa velocemente e anche il corpo umano trascorre il proprio pensando al passato: a ciò che è stato e più non sarà.
A questo punto, l’autore con una similitudine, tra la viola e l’essere umano, mostra la differenza: la viola germogliando fa nascere il pensiero, mentre gli innamorati, invecchiando, amandosi nostalgicamente, lasciano agli occhi la voglia di continuare il racconto attraverso i ricordi, gli atteggiamenti, la fantasia, gli sguardi e i contenuti che trasmettono guardando.

ART2305 Articoli finalisti Premio “Otto milioni” 2023

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Adriana Iftimie Ceroli (Italia)
Simbolicamente “La rosa”

Bella e meravigliosa, profumata, la rosa è il fiore più utilizzato come simbolo nel Occidente, corrispondendo, come forma, alle ninfee in Asia, e entrambe sono simbolo della ruota. Nell’iconografia cristiana, la rosa può essere la coppa in cui gocciolava il sangue di Gesù, o la trasfigurazione delle gocce di sangue.
Il simbolo delle ferite di Gesù compare raffigurato in cinque rose, una in centro e le altre disposte su ogni braccio della croce.
Qui stiamo parlando della rosa che sta nel centro della Santa Croce, dove c’è il cuore di Gesù, il Santo Cuore.
Si tratta dello stesso simbolo, come la Rosa Candida nella Divina Commedia, che a sua volta evoca la rosa mistica dei testi sacri cristiani, simbolo della Vergine Maria.
Quindi, attraverso il sangue versato, la rosa diventa simbolo di una rinascita mistica.
Nella virtù del simbolo della rigenerazione, sulle tombe vengono posate le rose sin dall’antichità. La rosa è anche simbolo dell’amore, dell’amore puro, pulito.
Dante parla dell’amore paradisiaco paragonandolo con il centro della rosa.
Bianco o rosso, questo fiore diventa il preferito dagli alchimisti.
Spesso i loro trattati si chiamavano la rosa dei filosofi.
La rosa azzurra è simbolo dell’impossibile.

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Viesturs Āboliņš (Lettonia)
La storia dei ragni

– Nonno, perché ci chiamano mangiatori di ragni?
– Perché mangiamo i ragni.
– Perché mangiamo i ragni?
– Perché sappiamo come catturarli. Perché noi siamo intelligenti. Capiamo cosa pensano i ragni.
– Nonno, raccontami! Cosa pensano i ragni? Voglio anch’io diventare intelligente, voglio anch’io catturare i ragni!
– I ragni hanno il loro segreto: le Regole più Importanti. Qualunque cosa accada, il ragno segue sempre questa Regola: se c’è pericolo, se, semplicemente, ha paura o qualcosa è andato storto, deve sempre nascondersi nel profondo.
Né il becco di un gabbiano né la bocca di un tricheco raggiungeranno il ragno lì.
Solo l’uomo con la sua abile lenza può raggiungere il ragno sul fondo del mare.
L’uomo sa che i ragni hanno i loro ottimi posti nel mare.
Solo i ragni più vecchi e più saggi conoscono la strada per questi luoghi.
Anche se ricordano questi luoghi in modo impreciso, da qualche parte qui o un po’ più in là. Ecco perché i branchi di ragni nuotano lungo la riva, cercando la strada per i luoghi ottimi: i ragni più saggi sono davanti, quelli comuni nel mezzo, e i più stupidi e inesperti sono dietro.
Un uomo blocca già per tempo il percorso dei ragni con una rete da pesca.
Un branco irritato, seguendo i ragni saggi lungo la barriera, va nel profondo, perché le Regole dei ragni insegnano che occorre sempre cercare una deviazione dove è più profondo.
E lì, ecco, più lontano dalla riva, spunta anche una lunga rete dall’altra parte, accerchiando il branco da due lati.
Inoltre la rete sale diagonalmente dal basso, creando un passaggio più stretto e costringendo il branco a salire.
I ragni più saggi, che guidano il branco, capiscono che le Regole vengono violate.
Il branco spunta piuttosto che tuffarsi nel profondo.
Loro cominciano a frenare, cercano di ristabilire l’ordine e di tuffarsi nel profondo.
Ma altri ragni stanno salendo da dietro, la tensione e la confusione crescono.
E poi il branco viene affrettato dai più stupidi e inesperti.
Loro spingono l’intero branco un po’ più avanti…
I ragni più saggi vengono schiacciati attraverso un passaggio spaventoso è si trovano in una gabbia ampia e profonda.
Ma dopo i ragni esperti, l’intero gruppo entra nella scatola e si tuffa…
– Nonno, ma i ragni possono nuotare fuori dalla gabbia allo stesso modo?
– Possono. Ma allora quella sarebbe la più grave violazione delle Regole.
Ogni ragionevole ragno sa che la via d’uscita da una situazione pericolosa va sempre cercata nel profondo.
Pertanto, solo i ragni più stupidi nuotano accidentalmente lungo il passaggio che restringe e poi nuotano fuori dalla gabbia.
Ma l’intero branco cercherà diligentemente una via nel profondo.
– Nonno, ma cosa succede se i ragni improvvisamente cambiano l’idea pensando che le Regole a volte debbano essere cambiate?
– Guarda la testa del ragoo – occhi grandi, bocca grande e cervello piccolo.
Il ragno guarda e mangia con la testa, ha difficoltà a pensare.
I ragni hanno bisogno delle stesse regole per tutte le occasioni della vita.
Pertanto, saremo sempre più intelligenti dei ragni e quindi li mangeremo sempre.
– Nonno, quando sarò grande ci saranno ancora i ragni? Non li mangeremo tutti?
– Sì, con talmente e tali Regole, i ragni non possono sopravvivere nel nostro mare a lungo. Ma se siamo più intelligenti, allora dovremmo essere in grado di salvarli e pescare gradualmente, in modo che ce ne siano sempre abbastanza da mangiare.
Post scriptum
Questa storia è una bugia, ma ha la sua parabola e istruzione non solo per i pescatori.

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A2302 – Sandra Švarca squalificata da tutte le edizioni del Premio OTTO MILIONI (Lettonia)
Proseguendo la strada

La strada per il faro costeggiava il molo, un mucchio ben ordinato di enormi massi, creando una strada particolare, circondata dall’acqua su entrambi i lati, ricoperta di asfalto per comodità dell’equipe di riparazione e dei vacanzieri.
In una calda giornata estiva, è impossibile immaginare un piacere più grande che percorrerlo, inalare il vento fresco che profuma di alghe e di segreto, ammirare irrequieti gabbiani e giganti albatros, osservare le navi di ogni paese immaginabile del mondo percorrerlo.
Il sole era caldo, ma il suo calore era calmato dal fresco proveniente dall’acqua: era così facile respirare; sembrava che tutto il corpo fosse saturo degli aromi tonificanti del mare…
Come un traguardo covato, quando lo raggiungi, non devi aspirare altrove, come obiettivo di strada essenziale.
La strada per raggiungerlo sembrava semplice, agevole e facile: vai e basta.
Il vento si alzò inaspettatamente, il mare si mosse, sollevandosi, innervosendosi, svegliandosi da una fantasticheria serale ispirata dal caldo estivo.
Le onde cominciarono a salire qua e là con le cavità di schiuma in cima; i gabbiani sopra l’acqua improvvisamente urlarono freneticamente, correndo indietro come se avessero improvvisamente perso l’orientamento.
La striscia di asfalto secco che si estendeva tra le acque agitate su entrambi i lati si faceva sempre più stretta.
I vacanzieri si sono rannicchiati insieme, cercando di proteggere scarpe e vestiti dagli schizzi d’acqua, che erano sorprendentemente freddi in quella giornata estiva.
Le signore gridavano quando il vento soffiava particolarmente forte, tenendosi cappelli e gonne con le mani.
Ma il mare è diventato sempre più forte, i toni turchesi sono scomparsi da qualche parte, le onde sono diventate grigie.
All’improvviso sembrava che il faro fosse molto più lontano di un minuto fa, che non c’era bisogno di andarci, che era un’idea stupida cercare di vedere da vicino il suo alloggiamento corroso con stupide iscrizioni: “Eccomi … “, che non c’è niente di attraente in esso, che il mare al di là non è così delizioso come pensavamo quando ci trovavamo sulla riva.
Alcuni viaggiatori tornavano indietro.
Ma c’erano alcuni che hanno proseguito la loro strada…

ART2302 Articoli finalisti Premio “Otto milioni” 2023

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A2301 Ingrīda Zaķe I venti di Diablo

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A2301 Ingrīda Zaķe I venti di Diablo

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A231 Ingrīda Zaķe I venti di Diablo Fuoco. Lei ricorda chiaramente quella mattina, minuto per minuto. Lo squillo della sveglia, la doccia, il caffè, il suo bacio di arrivederci. Tutto lei ricorda. Solo talvolta le querce dei pensieri, che di solito crescono molto fitte nei prati di quel giorno, come falciati cadano nella tempesta dei ricordi dolorosi. Il vuoto ... Questa tempesta urla così tanto che la ragione si rifiuta di obbedire. Non c'è più niente per essere preso. Il consiglio storto della lampada non è valido. Le orecchie piene di ritmi a scatti. Lui non c'è più... Le manciate piene dei grappoli di desideri. Invano... Quella mattina, iniziata come tutte le altre, l'ha fatta a pezzi, l'ha fatta saltare in aria, ha distrutto non solo quel maledetto supermercato, ma anche la sua vita. Come i venti di Diablo, che portano i carboni dal luogo del fuoco a un intero chilometro di distanza, così questa cattiva notizia si precipitò inaspettatamente, crudelmente e irresistibilmente trasformò in cenere i suoi giorni felici. Sembra che questi pozzi delle lacrime si non prosciugheranno mai... Lei si raccoglie. Sali sull'autobus 53 e se ne andò lì. Le rovine, proprio le torri mute. Candele, fiori ancora... l suo ultimo giorno cominciò a cantare ma, finì qui, sdraiato sotto una pesante trave di cemento. Nel mezzo: la vita. La sua vita. Si avvicina come stregata alla recinzione a maglie di catena. Le dita scivolano sui lacci in alluminio come per accarezzarli. Poi restano intrappolate nella trama e il braccio spacca il dolore. Una goccia rossa scivola a terra. Fa male. Come gli ha fatto male? Era il dolore o la paura puramente umana e selvaggia che spezzava il suo batticuore? Lui era sicuro, molto sicuro. "Tu lo sai", lui diceva spesso , "non ricordo di aver mai avuto paura di niente. Dovevo sempre salire più in alto, correre più lontano. Poi ho sentito che sono vivo". Il fuoco. Lui era il fuoco. Non era il sangue che gli scorreva nelle vene, erano le correnti di fuoco che lo spingevano avanti. Lingue di fuoco, fiore di fuoco, fuochino... Inconsapevolmente, si piega e chissà perché raccoglie un pezzo di carta bruciato. Probabilmente l'assegno del negozio. Data, ora, nome del cassiere, nome dell'acquisto. I fiammiferi. Qualcuno è venuto per le partite. E forse l'ha lasciato... lì. Lei fa rotolare l'assegno in una pallina e lo fa scivola tra le dita. All'improvviso, questo attrito fa scattare una scintilla e la palla divampa. Le fiamme l'avvolgono come in un batuffolo di cotone impermeabile, e questo batuffolo di cotone gira e intreccia intorno, una grande massa di fuoco ora sta già scoppiettando. Questa massa si muove verso le rovine, mentre la tastiera di betulle suona l'inno della distruzione. Ma il fuoco - questa proprietà originale degli dei - è ora nelle mani della gente. E l'uomo ha imparato a crearlo stesso. L'unico degli elementi della natura. Il fuoco purifica. E i venti di Diablo la portano attraverso il fuoco affinché rinasca di nuovo.

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A2301 – Ingrīda Zaķe

I venti di Diablo

Fuoco.
Lei ricorda chiaramente quella mattina, minuto per minuto.
Lo squillo della sveglia, la doccia, il caffè, il suo bacio di arrivederci.
Tutto lei ricorda.
Solo talvolta le querce dei pensieri, che di solito crescono molto fitte nei prati di quel giorno, come falciati cadano nella tempesta dei ricordi dolorosi.
Il vuoto …
Questa tempesta urla così tanto che la ragione si rifiuta di obbedire.
Non c’è più niente per essere preso.
Il consiglio storto della lampada non è valido.
Le orecchie piene di ritmi a scatti.
Lui non c’è più…
Le manciate piene dei grappoli di desideri.
Invano…
Quella mattina, iniziata come tutte le altre, l’ha fatta a pezzi, l’ha fatta saltare in aria, ha distrutto non solo quel maledetto supermercato, ma anche la sua vita.
Come i venti di Diablo, che portano i carboni dal luogo del fuoco a un intero chilometro di distanza, così questa cattiva notizia si precipitò inaspettatamente, crudelmente e irresistibilmente trasformò in cenere i suoi giorni felici.
Sembra che questi pozzi delle lacrime si non prosciugheranno mai…
Lei si raccoglie.
Sali sull’autobus 53 e se ne andò lì.
Le rovine, proprio le torri mute.
Candele, fiori ancora…
l suo ultimo giorno cominciò a cantare ma, finì qui, sdraiato sotto una pesante trave di cemento.
Nel mezzo: la vita.
La sua vita.
Si avvicina come stregata alla recinzione a maglie di catena.
Le dita scivolano sui lacci in alluminio come per accarezzarli.
Poi restano intrappolate nella trama e il braccio spacca il dolore.
Una goccia rossa scivola a terra.
Fa male.
Come gli ha fatto male?
Era il dolore o la paura puramente umana e selvaggia che spezzava il suo batticuore?
Lui era sicuro, molto sicuro.
“Tu lo sai”, lui diceva spesso , “non ricordo di aver mai avuto paura di niente. Dovevo sempre salire più in alto, correre più lontano. Poi ho sentito che sono vivo”.
Il fuoco.
Lui era il fuoco.
Non era il sangue che gli scorreva nelle vene, erano le correnti di fuoco che lo spingevano avanti. Lingue di fuoco, fiore di fuoco, fuochino…
Inconsapevolmente, si piega e chissà perché raccoglie un pezzo di carta bruciato.
Probabilmente l’assegno del negozio.
Data, ora, nome del cassiere, nome dell’acquisto.
I fiammiferi.
Qualcuno è venuto per le partite.
E forse l’ha lasciato… lì.
Lei fa rotolare l’assegno in una pallina e lo fa scivola tra le dita.
All’improvviso, questo attrito fa scattare una scintilla e la palla divampa.
Le fiamme l’avvolgono come in un batuffolo di cotone impermeabile, e questo batuffolo di cotone gira e intreccia intorno, una grande massa di fuoco ora sta già scoppiettando.
Questa massa si muove verso le rovine, mentre la tastiera di betulle suona l’inno della distruzione. Ma il fuoco – questa proprietà originale degli dei – è ora nelle mani della gente.
E l’uomo ha imparato a crearlo stesso.
L’unico degli elementi della natura.
Il fuoco purifica.
E i venti di Diablo la portano attraverso il fuoco affinché rinasca di nuovo.

A2301 Ingrīda Zaķe I venti di Diablo

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Classifica finale Articoli Premio “Otto milioni” 2023

Premio Articolo “Otto milioni” 2023

Premio internazionale Otto milioni

Il Dispari 20230221 Redazione culturale DILA

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Il Dispari 20230221 Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230221

È Carnevale
Dalla raccolta di poesie di
Bruno Mancini

“Non rubate la mia vita”
(2005 – 2007):
ISBN 9781470909499
Paperback EUR 13.87

https://www.amazon.com.be/-/en/Bruno-Mancini/dp/1470909499

È Carnevale
tu mi hai lasciato con una promessa.
Hai detto: “Aspettami.”
“Ritornerò”.

È Carnevale
e ho visto il tuo culetto allontanarsi.
Ho detto: “<È certo.”
“Ti troverò”.

Per vicoli e botteghe
ho mosso il mio delirio incontrollato
la maschera che hai tu
non l’ho rivista più.

Su canali e lagune
ho spinto la mia assurda gelosia
la maschera che hai tu
non l’ho rivista più.

È Carnevale
tu mia hai lasciato con una promessa
ho visto il tuo culetto allontanarsi
la maschera che hai tu
non l’ho rivista più
e adesso guardo alla ti vu
le belle chiappe d’una indù
il piffero va su
della maschera ch’hai tu
non me ne fotte niente più.

Canzone per Carnevale
testo di Bruno Mancini
musica, canto e fisarmonica di Valentina Gavrish
https://youtu.be/yz6YTxU5wbQ

Il Dispari 20230220

Il Dispari 20230220 Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230220 Redazione culturale DILA

C’è un mistero dietro la morte/sepoltura di Vittoria Colonna?
Albertin Galiano ne è sicuro.

Diciamo subito che la poetessa Vittoria Colonna (Marino, aprile 1490 o 1492 – Roma, 25 febbraio 1547), figlia del generale Fabrizio Colonna e di Agnese di Montefeltro e poi moglie di Francesco Ferrante d’Avalos Marchese di Pescara, rappresenta l’icona artistica dell’intera isola d’Ischia.

Infatti, il suo matrimonio con Ferrante d’Avalos fu celebrato ad Ischia nel Castello Aragonese il 27 dicembre 1509 e lì lei trascorse gran parte della sua vita avendo modo di intrattenere relazioni culturali con i migliori artisti e letterati del secolo, tra cui Angelo di Costanzo, Annibale Caro, Bernardo Tasso, Giovanni Pontano, Girolamo Britonio, Jacopo Sannazaro, Ludovico Ariosto, Michelangelo Buonarroti e tanti altri ancora.

Una storia tramandata oralmente, a mio parere più vicina alla realtà che non alla fantasia, vuole che il sommo Michelangelo Buonarroti abbia soggiornato a Ischia in una Torre distante poche centinaia di metri dalle finestre del Castello Aragonese, potendo quindi agevolmente incontrare  la bella castellana.

Certo è storicamente provato che ad un loro primo incontro avvenuto tra il 1536 o 1538, ne seguirono altri già a partire dal 1539 quando ella dimorò a Roma e fino alla sua morte.

Che poi tra loro ci sia stata “solo” una profonda amicizia (come sostengono alcuni storici), oppure si sia sviluppato un amore per niente platonico (come maliziosamente “insinua” la tradizione popolare) certo è che Vittoria ebbe su di lui un grande ascendente, probabilmente anche religioso, tanto che lui le dedicò numerosi componimenti poetici tra i quali è degno di attenzione un madrigale molto simile ad una dichiarazione di amore passionale:

Un uomo in una donna, anzi uno dio
per la sua bocca parla,
ond’io per ascoltarla,
son fatto tal, che ma’ più sarò mio.”
(Michelangelo Buonarroti, Rime, Edizioni Rizzoli, 1981, pag. 268.)

Il Dispari 20230220 Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230220 Redazione culturale DILA

Questo lungo preambolo è strumentale alla introduzione dell’argomento definito nel titolo: “C’è un mistero dietro la morte/sepoltura di Vittoria Colonna?” perché Albertin Galiano identifica proprio in Michelangelo Buonarroti il personaggio che avrebbe creato prima e custodito poi il segreto della sepoltura della poetessa.

Quando, in seguito ad una banalissima richiesta di informazioni, sono entrato in contatto con Albertin Galiano riuscendo ad ottenere la sua fiducia nella esposizione sommaria di ciò che egli asseriva di avere appurato durante molti anni di studi e di ricerche, ho capito che, confermata o invalidata che fosse la sua ricostruzione del mistero della sepoltura della “nostra” Vittoria Colonna, certamente sarebbe stato utile presentarla pubblicamente onde avviare un dibattito ma anche una ulteriore nuova serie di indagini e di accertamenti.

Così, contando sulla comprensione del Direttore Gaetano Di Meglio che non ha esitato a mettere diverse pagine a disposizione di questa serie di articoli che inizio oggi, e nella prospettiva di pianificare, per la prossima primavera, un corposo confronto organizzato dall’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA” nella Biblioteca Antoniana di Ischia con la presenza di Albertin Galiano, mi accingo, ora, ad introdurre il risultato della sua ricerca in una sintesi piuttosto succinta, ma sufficientemente idonea a rendere comprensibile l’impegno con il quale è stata perseguita.

Il Dispari 20230220 Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230220 Redazione culturale DILA

Dopo alcuni mesi di contatti telefoni e tramite e-mail, Albertin Galiano mi ha scritto;

«Ho ricevuto la sua risposta, con la sua proposta per un “articolo-intervista” relativo ai risultati dello studio da me eseguito.
Ma, dopo la telefonata di questo pomeriggio, la cosa mi sembra fattibile.
Come è anche superabile il fatto di riuscire a dare una complessiva spiegazione dell’intero studio che si è reso necessario svolgere fino a ottenere i risultati cui ritengo di essere giunto.

Questo perché tale “studio” ha dovuto essere svolto a vari livelli.
Le cronache del tempo tramandate dai cronisti dell’epoca: Giorgio Vasari, Ascanio Condivi, i vari ‘Carteggi’ di Michelangelo, quelli del Vasari.
È una documentazione davvero esorbitante, in rapporto al solo Michelangelo.
Al quale andrebbe aggiunto anche Leonardo da Vinci,
In quanto, relativamente a quelle “figurazioni nascoste” da egli realizzate sulle sue varie “Pietà”, Michelangelo le ha apprese da Leonardo.

E con Leonardo si aprirebbe un altro “Universo” su cui indagare, studiare, per presentarne gli opportuni riscontri.
Un “Universo” molto problematico, date le frammentarie e contraddittorie notizie e tesi, fornite dalla Critica della Storia dell’Arte.
Su tutto ciò è stato necessario fare una verifica degli effettivi fatti storici, cioè degli eventi effettivamente accaduti.

Fare una loro verifica con i riscontri incrociati, perché, relativamente a Leonardo, di quanto ne scrive la Critica dell’Arte, non sembra esserci nulla di certo, tanto che ogni “datazione” che lo riguarda viene immancabilmente accompagnata dalla parola: “circa” (e questo “circa” può essere variabile dai due, quattro, sei, nove o undici anni, ma con tali riferimenti, non si arriva da nessuna parte).

Oltre a questo, è stato necessario anche uno studio filologico sull’espressività usata da Giorgio Vasari, nel trasmettere le sue cronache, relative alle due edizioni delle “Vite” dei vari artisti.
Quella del 1550 e l’altra del 1568.
Questo perché, nel suo scrivere egli dimostra avere anche altre “intenzionalità”, non meglio specificate, insite nel suo “contraddittorio” modo di scrivere; ed è appunto la conoscenza di queste sue “intenzionalità” a permettere una corretta interpretazione dei suoi scritti.

Ed è questo il vero problema con il quale ci si “scontra” con le tesi e le interpretazioni date dall’intero “Mondo Accademico della Storia dell’Arte”.
La quale appare tutta coesa, (i suoi rappresentanti), a sostenere le medesime tesi, citando e pubblicando solo ciò che altri loro “colleghi” hanno già pubblicato.
 
E, in effetti, nelle loro pubblicazioni non fanno altro che compiere delle “citazioni bibliografiche”, al fine di acquisire credito e sostegno dai loro “colleghi”, che ne hanno già scritto, riportando dati “effimeri”.
Ed il loro “gioco” sembra essere questo: ripetere ciò che altri hanno già scritto, senza nemmeno andare a verificarlo.
Tanto è vero che, hanno anche “riscritto” le due edizioni delle “Vite” di Giorgio Vasari, al fine di renderle “in un italiano meglio leggibile”.

 
Ed in questo hanno commesso degli errori di trascrizione, alterando di fatto il testo originale, il quale ha acquisito un diverso significato.
Il guaio è che ora tutti gli “esperti critici” della Storia dell’Arte fanno uso di queste “nuove edizioni”, (alterate).
Chi glielo va a dire?

 Ma soprattutto: sarebbe forse possibile che essi ammettano questi loro macroscopici errori?
Eppure, verificarlo, sarebbe cosa semplicissima.
È sufficiente fare un confronto con i testi originali scritti da Giorgio Vasari.
Cosa che ho fatto.

 
Mi sono procurato delle copie facsimili degli originali, e lì,ho notato subito la differenza.
Anche se poi, è necessario uno studio “filologico” sul modo di scrivere di Giorgio Vasari, per comprenderne le implicazioni. Ovvero, quanto effettivamente accaduto.
Questo per via delle sue “intenzionalità”.

 
Intenzionalità che alla sua epoca, (per via di quegli “Apparati Inquisitori”, allora esistenti, e dell’elenco dei libri proibiti), non poteva permettersi di scrivere e pubblicare.
Se l’avesse fatto, il Vasari sarebbe sparito, lui e le sue opere.

 
E con lui anche Michelangelo, e di loro, oggi non ne sapremmo nulla.
Senza tralasciare Leonardo da Vinci.
Perché anche lui è stato perseguitato dall’Inquisizione.
A causa del suo pensiero è stato “esiliato” in Francia. Anche se questo “esilio” è stato presentato come un “regale invito del Re Francese Francesco I°”.
Come può rendersi conto, le argomentazioni complessive di questo mio studio su Michelangelo Buonarroti, non riguardano solo lui, ma un po’ tutta la storia del periodo nel quale è vissuto.

 
Le cui ripercussioni ancora oggi sussistono, quando si parla di questi personaggi.
“Personaggi” verso i quali abbiano contratto un “debito Culturale” enorme.
Un “debito” del quale i così detti “Grandi Critici dell’Arte” non sembrano essere consapevoli.
È anche pur vero che di questo aspetto “Inquisitorio” si potrebbe accennarne di sfuggita, ma dato che si dovrebbe parlare della Pietà Rondanini, e delle “figure”, nascostamente scolpite da Michelangelo sulla sua superficie, considerando che anche questa Pietà, (come la Pietà Bandini di Firenze), è anch’essa andata distrutta; e in modo misterioso, perché le caratteristiche proprie della statua indicano che non è stato Michelangelo a romperla, e quindi, deve essere stato qualcun altro.

 
Chi?
Chi è stato?
Anche a questa domanda vi è la risposta, sotto forma di una immagine, la quale indica i motivi per cui la versione originaria è stata distrutta.

Così, ora, dopo la telefonata intercorsa, mi metto al lavoro per scrivere e presentare i motivi per cui è da ritenere che la Pietà Rondanini sia l’opera nella quale Michelangelo ha voluto esprimere e raffigurare tutto il suo sentimento vissuto per Vittoria Colonna.
Con grande simpatia e cordialità.

 
E a risentirla.
Galiano Albertin.
»

Ma per conoscere il mistero che si nasconde dietro la morte/sepoltura di Vittoria Colonna ci dobbiamo dare appuntamento alla prossima puntata, sempre su questa pagina e sempre di lunedì, perché vi proporremo il testo integrale di ciò che Albertin Galiano ci ha scritto a tale proposito.

Bruno Mancini – Presidente DILA

Il Dispari 20230220 Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230220 Redazione culturale DILA

 

Il Dispari 20230213

Il Dispari 20230213 Redazione culturale DILA

Angela Maria Tiberi recensisce Francesco Prandi
Uomini che andavano per mare

Francesco Prandi è uno scrittore amato dal pubblico della città di Latina e seguito con molta attenzione verso i suoi lavori letterari.
Ha pubblicato: Il Mondo nelle mie mani (2018), Cultura Afro-Americana o Cultura Anglo-Americana? (2018), Il Cambusiere dei Sette Mari (2019), Il Crepuscolo dei Sogni (2020).
Si è dedicato anche alla scrittura di poesie, saggi e romanzi.

Appassionato di cinema e letteratura inglese, americana e francese, durante i lunghi anni di vagabondaggio sui sette mari, ha letto quasi tutti i classici della letteratura occidentale.

Francesco Prandi nasce a Sermoneta nell’ottobre del ’43 durante lo sfollamento.
Si diploma Allievo Capitano di Macchina nel ’62, nell’Istituto Nautico G. Gaboto di Gaeta, e naviga dal ’63 al ’72, prima nella Marina Militare (2 anni), dopo in quella Mercantile.
Non ha mai smesso di viaggiare.
Ricercatore delle bellezze umane e naturali, ha nel suo cuore il mare e ama l’infinito, la curiosità dell’ignoto e la vita come le onde marine.

Nella sua opera “Uomini che andavano per mare” ha racchiusa la sua vita.
La presentazione del libro si è svolta il 26 novembre 2022 al Circolo Cittadino Sante Palumbo di Latina, in piazza del Popolo.
Insieme all’autore c’era il giornalista Fabrizio Giona e l’attore Jason Forbus.

Le letture del testo sono state affidate a due attori pontini di notevole spessore: Nino Bernardini e Giada Prandi figlia adorata di Francesco, amata e stimata dal pubblico per l’interpretazione “Anna Cappelli” di Ruccello effettuata nell’arena Gambellotti piena di suoi ammiratori.

Il testo “Uomini che andavano per mare” è costituito da diversi racconti ma il più divertente e drammatico nell’insieme è l’Eden delle puttane delicate e cortesi, tutto da scoprire.
Con un linguaggio signorile si svela la vita di bordo e l’improvvisata della scoperta della taverna delle belle ragazze ventenni.
Leggendo il libro del nostro amato Francesco Prandi si scope un mondo fatato di un tempo recente ormai troppo lontano… divertente da leggere tutto di un fiato.

Grazie all’impegno dell’Associazione DILA, con la collaborazione della testata giornalistica IL DISPARI di Gaetano Di Meglio, Francesco Prandi e il suo libro “Uomini che andavano per mare” costituiranno il fulcro di un prossimo incontro culturale da organizzare nella splendida isola d’Ischia.

Angela Maria Tiberi
Vice Presidente DILA

Il Dispari 20230213 Redazione culturale DILA

LIGA SARAH LAPINSKA – LETTONIA | TWITTERONE

1) Per conto di DILA, Dagnija Jankovska ha ricevuto il dipinto di Liga Sarah Lapinska “Gardens of May”.
Dagnija è una donna talentuosa che ama scattare fotografie e ha interesse e desiderio di partecipare agli eventi culturali che si svolgono a Kuldīga, città in cui vive, e in molte altre località della Lettonia.

2) Per conto di DILA, Viesturs Āboliņš, ha ricevuto la decima edizione dell’ultima antologia “Isole nuove 2022” pubblicata dall’Associazione DILA con la collaborazione della testata giornalistica IL DISPARI di Gaetano Di Meglio.
Nel suo tempo libero lui non solo scrive poesie e fiabe su argomenti storici e sociali, ma scatta anche fotografie espressive della natura, che ama e conosce bene.
Tuttavia, nella foto che pubblichiamo non è con la nostra antologia, ma protesta contro la cancellazione della licenza del canale televisivo “Дождь” (Pioggia – in italiano) in Lettonia, perché crede che tutti abbiano il diritto di esprimere liberamente la propria opinione.
Inoltre, è un attivista contro la guerra di cui comprende bene sia le genesi, sia le cause degli eccessi di censura.
Forza a Viestursi!

3) Per conto di DILA Liga Sarah Lapinska, ambasciatrice culturale dell’associazione DILA in Lettonia, si appresta tradurre in lettone la raccolta di poesie “Amore senza fine” scritta dal noto poeta nonché presidente dell’Università Internazionale della Pace in Svizzera, Valerio Giovanni Ruberto.
Valerio Giovanni Ruberto è stato anche finalista, nella sezione poesia, della undicesima edizione del nostro premio di arti varie “Otto Milioni – 2022“.
Per l’anno 2023, Liga Sarah augura, a tutti, amore possibile, tolleranza possibile e buona salute.

1 Dagnija Jankovska

2 Viesturs Āboliņš

Il Dispari 20230213 Redazione culturale DILA

Boscotrecase ha accolto DILA con grande ospitalità

In qualità di Presidente dell’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA” ringrazio vivamente il Sindaco di Boscotrecase Pietro Carotenuto, l’Assessore alla cultura Maria Luisa Russomanno e la Giunta comunale tutta per la speciale ospitalità con la quale hanno accolto nella sala del Consiglio Comunale i rappresentati della nostra Associazione in occasione dell’incontro di presentazione del libro “Napoli ombelico del mondo“: antologia di testi vari a cura di Angela Maria Tiberi pubblicata dalla Casa editrice Edit Santoro, 2022.

DILA ringrazia, inoltre, il tenore Mattiew Lamberti e tutti i poeti che hanno dato lustro all’incontro, con la loro musica e con i loro testi.

Al termine dell’evento, Angela Maria Tiberi ha rilasciato questa dichiarazione:
-“È stato emozionante parlare in collegamento video con il maestro Massimo Abbate ed avere avuto come ospite lo scrittore Lucio Isabella che ha donato le sue opere ai poeti e al Sindaco.
Ringrazio l’autore Pasquale Esposito per la collaborazione nella organizzazione della serata e per l’importante contributo nella stesura del testo scritto da me e dai vari protagonisti come Milena Petrarca, Rita Petrarca, Angela Prota, Lello Olmo, Flora Rucco, Giuni Tuosto, Luciana Capece, Lucia Fusco, Maria Supino, Oreste Resta.
Ringrazio, inoltre, Mauro Nardi, Alessandra Murolo, Rita Siani, Pino Autiero, Nicola Pantalone, Antonio Palladino, i maestri Luigi Ottaviani e Gianni Aterrano, le famiglie Merola, Bruni, Astarita, Abbate, Da Vinci, Bennato, Santina Amici, Gisela Josefina Lopez Montilla, Cecilia Salaices, Sabrina Fardello ed altri autori che amorevolmente hanno contribuito a rendere l’antologia un documento importante per la comprensione della storia culturale napoletana.

Un particolare ringraziamento lo rivolgo alla famiglia di Pasquale Esposito e ai suoi amici che hanno contribuito a rendere speciale la serata, onorando, nel contempo, tutta la cultura napoletana.
Prossimo appuntamento a Ischia in primavera per la presentazione del libro e di alcuni dei suoi autori.

Il Dispari 20230213 Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230206

Il Dispari 20230206 Redazione culturale DILA

CS DILA | Dall’Egitto un riconoscimento alla nostra associazione DILA

Una pregiata pergamena, proveniente dall’Egitto, è stato il dono con cui Manal Serry Presidente della Fondazione IBDART-PEACE insieme all’Accademia della Creatività e al Canale televisivo del Turismo A Cioff hanno inteso documentare la riconoscenza per l’attenzione posta da Bruno Mancini, e da tutta l’Associazione DILA da lui presieduta, verso l’arte e gli artisti, egiziani in particolare ed arabi in generale.

Incaricata del recapito è stata Angela Mari Tiberi, Vicepresidente DILA, che l’ha consegnata in occasione della premiazione, svolta lo scoro 22 gennaio Roma nella “CASA DELLA CULTURA INTERNO 4 DILA” diretta da Chiara Pavoni, dei vincitori della 11a edizione del Premio internazionale di arti varie Otto Milioni organizzato dall’Associazione “Da Ischia L’Arte – DILA” in collaborazione con la testata giornalistica IL DISPARI diretta da Gaetano Di Meglio e con l’Associazione algerina ADA presieduta da Dalila Boukhalfa.

L’Associazione DILA, la testata giornalistica IL DISPARI, e Bruno Mancini ringraziano vivamente gli amici egiziani ed arabi (con una particolare amichevole simpatia nei confronti di Manal Serry e di Dalila Boukhalfa) che hanno consolidato un ponte di collaborazione culturale tra Italia, Egitto e Algeria, e contano, quanto prima, di poterne apprezzare le qualità artistiche e sociali in un incontro ischitano alla insegna della pace e della collaborazione tra tutti i Popoli.

Il Dispari 20230206 Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230206 Redazione culturale DILA

Il testo della pergamena dice:
Certificato di apprezzamento
L’ASSOCIAZIONE IL NILO (GUSUR)
L’ACCADEMIA DELLA CREATIVITÀ
LA FONDAZIONE IBDART-PEACE
IL CANALE TELEVISIVO DEL TURISMO A CIOFF
EGYPT
HANNO IL PIACERE DI LASCIARE
QUESTO CERTIFICATO CHE RENDE
TESTIMONIANZA DELLA NOSTRA SINCERA
GRATITUDINE AL
DR. BRUNO MANCINI
PER LA SUA CARRIERA E LA SUA
COLLABORAZIONE CON LA COMUNITÀ
EGIZIANA E COMUNITÀ ARABA

Il Dispari 20230206 Redazione culturale DILA

CS DILA | SILVANA LAZZARINO vince un altro primo premio di poesia

Vince il Premio Trofeo Città di Milano il libro di poesie
“Il volo dell’Anima” di Silvana Lazzarino e Dario Nicolella

A Silvana Lazzarino, stimatissima collaboratrice di questa pagina, nonché vincitrice nel 2015 del Premio internazionale di poesia OTTO MILIONI con la poesia Inaspettatamente l’amore, vanno i complimenti del Direttore Gaetano Di Meglio e della Redazione di questa pagina culturale insieme a quelli di tutto il CD dell’Associazione “Da Ischia L’Arte – DILA”.

Complimenti anche al Dott. Dario Nicolella che auspichiamo possa diventare presto amico dei nostri progetti artistici Made in Ischia.

——°°°°°——

Due poeti e due artiste per restituire il respiro dell’anima tra visibile e invisibile, memoria e tempo.
«Due artiste e due poeti si confrontano per dare vita a un libro in cui l’arte, in senso lato, cerca – con un “linguaggio” diverso – di fornire al mondo uno strumento in più affinché ci si possa avvicinare alla semplice complessità o, se volete, la complessa semplicità della vita».

Queste le parole di Sandro Angelucci, affermato poeta, critico letterario e saggista, nell’introduzione alla raccolta poetica “Il volo dell’Anima. Incontri ravvicinati tra scultura e poesia. Alba Gonzales e Rabarama”) edita da Apeiron Edizioni (2019) e scritta da Silvana Lazzarino e Dario Nicolella.

Il libro che, tra arte e poesia restituisce una lettura in versi delle opere di due scultrici di fama internazionale: Alba Gonzales e Rabarama, è risultato vincitore al Premio internazionale AGENDA DEI POETI 2022 per la sezione libro edito di Poesia, organizzato dalla OTMA2 Edizioni, Premio tra i più prestigiosi che contempla quattro sezioni tra poesia e narrativa.

La Cerimonia di Premiazione, cui ha perso parte Elisabetta Viviani in qualità di presentatrice, si è svolta a Milano il 20 novembre 2022 presso il Circolo Alessandro Volta.

Silvana Lazzarino, giornalista/pubblicista e poetessa di Roma e Dario Nicolella medico, poeta e scrittore di Napoli, hanno saputo presentare attraverso la forza evocativa del verso poetico un percorso di emozioni in divenire a partire dal fascino suscitato dalle opere delle scultrici Alba Gonzales e Rabarama (nome d’arte di Paola Epifani) note a livello internazionale.

L’arte diventa punto di forza e motivo di ispirazione per le liriche dei due poeti che, seppur con stili diversi, restituiscono un percorso dove si muovono figure classiche da una parte e antropomorfiche dall’altra a suggerire come il fascino del mito e il mistero della trasformazione non si siano mai spente nel percorso dell’uomo.
Sia Alba Gonzales, sia Rabarama raccontano il viaggio emozionale dell’uomo nel suo essere sospeso tra il finito e l’infinito, il bene e il male.

Rabarama e Alba Gonzales, come spiega il poeta, filosofo e saggista Franco Campegiani nella prefazione al libro, seppur diverse presentano radici che affondano entrambe nelle regioni dell’Essere: “la prima con una figurazione meditabonda che parla di solitudini e annullamenti dell’ego, di vuoto mentale propedeutico alla rinascita interiore; la seconda con racconti allegorici che svelano i principi elementari, lo statuto segreto del mondo, sospeso tra Essere e Divenire”.

Se Alba Gonzels ha restituito l’universo femminile con i suoi drammi e smarrimenti e più in generale le emozioni dell’individuo nel viaggio a riscoprire se stesso, guardando anche al mito e alla storia, Rabarama utilizza per le superfici delle sue sculture simboli di forte impatto visivo ed evocativo, ad intrecciare richiami a filosofie orientali e occidentali volti a suggerire il bisogno di una piena autoconsapevolezza, liberi da quanto appartiene alla predeterminazione.

Il Dispari 20230206 Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230206 Redazione culturale DILA

DILA

NUSIV

Il Dispari 20230220 Redazione culturale DILA

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Il Dispari 20230220

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Il Dispari 20230220 Redazione culturale DILA

C’è un mistero dietro la morte/sepoltura di Vittoria Colonna?
Albertin Galiano ne è sicuro.

Diciamo subito che la poetessa Vittoria Colonna (Marino, aprile 1490 o 1492 – Roma, 25 febbraio 1547), figlia del generale Fabrizio Colonna e di Agnese di Montefeltro e poi moglie di Francesco Ferrante d’Avalos Marchese di Pescara, rappresenta l’icona artistica dell’intera isola d’Ischia.

Infatti, il suo matrimonio con Ferrante d’Avalos fu celebrato ad Ischia nel Castello Aragonese il 27 dicembre 1509 e lì lei trascorse gran parte della sua vita avendo modo di intrattenere relazioni culturali con i migliori artisti e letterati del secolo, tra cui Angelo di Costanzo, Annibale Caro, Bernardo Tasso, Giovanni Pontano, Girolamo Britonio, Jacopo Sannazaro, Ludovico Ariosto, Michelangelo Buonarroti e tanti altri ancora.

Una storia tramandata oralmente, a mio parere più vicina alla realtà che non alla fantasia, vuole che il sommo Michelangelo Buonarroti abbia soggiornato a Ischia in una Torre distante poche centinaia di metri dalle finestre del Castello Aragonese, potendo quindi agevolmente incontrare  la bella castellana.

Certo è storicamente provato che ad un loro primo incontro avvenuto tra il 1536 o 1538, ne seguirono altri già a partire dal 1539 quando ella dimorò a Roma e fino alla sua morte.

Che poi tra loro ci sia stata “solo” una profonda amicizia (come sostengono alcuni storici), oppure si sia sviluppato un amore per niente platonico (come maliziosamente “insinua” la tradizione popolare) certo è che Vittoria ebbe su di lui un grande ascendente, probabilmente anche religioso, tanto che lui le dedicò numerosi componimenti poetici tra i quali è degno di attenzione un madrigale molto simile ad una dichiarazione di amore passionale:

Un uomo in una donna, anzi uno dio
per la sua bocca parla,
ond’io per ascoltarla,
son fatto tal, che ma’ più sarò mio.”
(Michelangelo Buonarroti, Rime, Edizioni Rizzoli, 1981, pag. 268.)

Il Dispari 20230220 Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230220 Redazione culturale DILA

Questo lungo preambolo è strumentale alla introduzione dell’argomento definito nel titolo: “C’è un mistero dietro la morte/sepoltura di Vittoria Colonna?” perché Albertin Galiano identifica proprio in Michelangelo Buonarroti il personaggio che avrebbe creato prima e custodito poi il segreto della sepoltura della poetessa.

Quando, in seguito ad una banalissima richiesta di informazioni, sono entrato in contatto con Albertin Galiano riuscendo ad ottenere la sua fiducia nella esposizione sommaria di ciò che egli asseriva di avere appurato durante molti anni di studi e di ricerche, ho capito che, confermata o invalidata che fosse la sua ricostruzione del mistero della sepoltura della “nostra” Vittoria Colonna, certamente sarebbe stato utile presentarla pubblicamente onde avviare un dibattito ma anche una ulteriore nuova serie di indagini e di accertamenti.

Così, contando sulla comprensione del Direttore Gaetano Di Meglio che non ha esitato a mettere diverse pagine a disposizione di questa serie di articoli che inizio oggi, e nella prospettiva di pianificare, per la prossima primavera, un corposo confronto organizzato dall’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA” nella Biblioteca Antoniana di Ischia con la presenza di Albertin Galiano, mi accingo, ora, ad introdurre il risultato della sua ricerca in una sintesi piuttosto succinta, ma sufficientemente idonea a rendere comprensibile l’impegno con il quale è stata perseguita.

Il Dispari 20230220 Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230220 Redazione culturale DILA

Dopo alcuni mesi di contatti telefoni e tramite e-mail, Albertin Galiano mi ha scritto;

«Ho ricevuto la sua risposta, con la sua proposta per un “articolo-intervista” relativo ai risultati dello studio da me eseguito.
Ma, dopo la telefonata di questo pomeriggio, la cosa mi sembra fattibile.
Come è anche superabile il fatto di riuscire a dare una complessiva spiegazione dell’intero studio che si è reso necessario svolgere fino a ottenere i risultati cui ritengo di essere giunto.

Questo perché tale “studio” ha dovuto essere svolto a vari livelli.
Le cronache del tempo tramandate dai cronisti dell’epoca: Giorgio Vasari, Ascanio Condivi, i vari ‘Carteggi’ di Michelangelo, quelli del Vasari.
È una documentazione davvero esorbitante, in rapporto al solo Michelangelo.
Al quale andrebbe aggiunto anche Leonardo da Vinci,
In quanto, relativamente a quelle “figurazioni nascoste” da egli realizzate sulle sue varie “Pietà”, Michelangelo le ha apprese da Leonardo.

E con Leonardo si aprirebbe un altro “Universo” su cui indagare, studiare, per presentarne gli opportuni riscontri.
Un “Universo” molto problematico, date le frammentarie e contraddittorie notizie e tesi, fornite dalla Critica della Storia dell’Arte.
Su tutto ciò è stato necessario fare una verifica degli effettivi fatti storici, cioè degli eventi effettivamente accaduti.

Fare una loro verifica con i riscontri incrociati, perché, relativamente a Leonardo, di quanto ne scrive la Critica dell’Arte, non sembra esserci nulla di certo, tanto che ogni “datazione” che lo riguarda viene immancabilmente accompagnata dalla parola: “circa” (e questo “circa” può essere variabile dai due, quattro, sei, nove o undici anni, ma con tali riferimenti, non si arriva da nessuna parte).

Oltre a questo, è stato necessario anche uno studio filologico sull’espressività usata da Giorgio Vasari, nel trasmettere le sue cronache, relative alle due edizioni delle “Vite” dei vari artisti.
Quella del 1550 e l’altra del 1568.
Questo perché, nel suo scrivere egli dimostra avere anche altre “intenzionalità”, non meglio specificate, insite nel suo “contraddittorio” modo di scrivere; ed è appunto la conoscenza di queste sue “intenzionalità” a permettere una corretta interpretazione dei suoi scritti.

Ed è questo il vero problema con il quale ci si “scontra” con le tesi e le interpretazioni date dall’intero “Mondo Accademico della Storia dell’Arte”.
La quale appare tutta coesa, (i suoi rappresentanti), a sostenere le medesime tesi, citando e pubblicando solo ciò che altri loro “colleghi” hanno già pubblicato.
 
E, in effetti, nelle loro pubblicazioni non fanno altro che compiere delle “citazioni bibliografiche”, al fine di acquisire credito e sostegno dai loro “colleghi”, che ne hanno già scritto, riportando dati “effimeri”.
Ed il loro “gioco” sembra essere questo: ripetere ciò che altri hanno già scritto, senza nemmeno andare a verificarlo.
Tanto è vero che, hanno anche “riscritto” le due edizioni delle “Vite” di Giorgio Vasari, al fine di renderle “in un italiano meglio leggibile”.

 
Ed in questo hanno commesso degli errori di trascrizione, alterando di fatto il testo originale, il quale ha acquisito un diverso significato.
Il guaio è che ora tutti gli “esperti critici” della Storia dell’Arte fanno uso di queste “nuove edizioni”, (alterate).
Chi glielo va a dire?

 Ma soprattutto: sarebbe forse possibile che essi ammettano questi loro macroscopici errori?
Eppure, verificarlo, sarebbe cosa semplicissima.
È sufficiente fare un confronto con i testi originali scritti da Giorgio Vasari.
Cosa che ho fatto.

 
Mi sono procurato delle copie facsimili degli originali, e lì,ho notato subito la differenza.
Anche se poi, è necessario uno studio “filologico” sul modo di scrivere di Giorgio Vasari, per comprenderne le implicazioni. Ovvero, quanto effettivamente accaduto.
Questo per via delle sue “intenzionalità”.

 
Intenzionalità che alla sua epoca, (per via di quegli “Apparati Inquisitori”, allora esistenti, e dell’elenco dei libri proibiti), non poteva permettersi di scrivere e pubblicare.
Se l’avesse fatto, il Vasari sarebbe sparito, lui e le sue opere.

 
E con lui anche Michelangelo, e di loro, oggi non ne sapremmo nulla.
Senza tralasciare Leonardo da Vinci.
Perché anche lui è stato perseguitato dall’Inquisizione.
A causa del suo pensiero è stato “esiliato” in Francia. Anche se questo “esilio” è stato presentato come un “regale invito del Re Francese Francesco I°”.
Come può rendersi conto, le argomentazioni complessive di questo mio studio su Michelangelo Buonarroti, non riguardano solo lui, ma un po’ tutta la storia del periodo nel quale è vissuto.

 
Le cui ripercussioni ancora oggi sussistono, quando si parla di questi personaggi.
“Personaggi” verso i quali abbiano contratto un “debito Culturale” enorme.
Un “debito” del quale i così detti “Grandi Critici dell’Arte” non sembrano essere consapevoli.
È anche pur vero che di questo aspetto “Inquisitorio” si potrebbe accennarne di sfuggita, ma dato che si dovrebbe parlare della Pietà Rondanini, e delle “figure”, nascostamente scolpite da Michelangelo sulla sua superficie, considerando che anche questa Pietà, (come la Pietà Bandini di Firenze), è anch’essa andata distrutta; e in modo misterioso, perché le caratteristiche proprie della statua indicano che non è stato Michelangelo a romperla, e quindi, deve essere stato qualcun altro.

 
Chi?
Chi è stato?
Anche a questa domanda vi è la risposta, sotto forma di una immagine, la quale indica i motivi per cui la versione originaria è stata distrutta.

Così, ora, dopo la telefonata intercorsa, mi metto al lavoro per scrivere e presentare i motivi per cui è da ritenere che la Pietà Rondanini sia l’opera nella quale Michelangelo ha voluto esprimere e raffigurare tutto il suo sentimento vissuto per Vittoria Colonna.
Con grande simpatia e cordialità.

 
E a risentirla.
Galiano Albertin.
»

Ma per conoscere il mistero che si nasconde dietro la morte/sepoltura di Vittoria Colonna ci dobbiamo dare appuntamento alla prossima puntata, sempre su questa pagina e sempre di lunedì, perché vi proporremo il testo integrale di ciò che Albertin Galiano ci ha scritto a tale proposito.

Bruno Mancini – Presidente DILA

Il Dispari 20230220 Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230220 Redazione culturale DILA

 

Il Dispari 20230213

Il Dispari 20230213 Redazione culturale DILA

Angela Maria Tiberi recensisce Francesco Prandi
Uomini che andavano per mare

Francesco Prandi è uno scrittore amato dal pubblico della città di Latina e seguito con molta attenzione verso i suoi lavori letterari.
Ha pubblicato: Il Mondo nelle mie mani (2018), Cultura Afro-Americana o Cultura Anglo-Americana? (2018), Il Cambusiere dei Sette Mari (2019), Il Crepuscolo dei Sogni (2020).
Si è dedicato anche alla scrittura di poesie, saggi e romanzi.

Appassionato di cinema e letteratura inglese, americana e francese, durante i lunghi anni di vagabondaggio sui sette mari, ha letto quasi tutti i classici della letteratura occidentale.

Francesco Prandi nasce a Sermoneta nell’ottobre del ’43 durante lo sfollamento.
Si diploma Allievo Capitano di Macchina nel ’62, nell’Istituto Nautico G. Gaboto di Gaeta, e naviga dal ’63 al ’72, prima nella Marina Militare (2 anni), dopo in quella Mercantile.
Non ha mai smesso di viaggiare.
Ricercatore delle bellezze umane e naturali, ha nel suo cuore il mare e ama l’infinito, la curiosità dell’ignoto e la vita come le onde marine.

Nella sua opera “Uomini che andavano per mare” ha racchiusa la sua vita.
La presentazione del libro si è svolta il 26 novembre 2022 al Circolo Cittadino Sante Palumbo di Latina, in piazza del Popolo.
Insieme all’autore c’era il giornalista Fabrizio Giona e l’attore Jason Forbus.

Le letture del testo sono state affidate a due attori pontini di notevole spessore: Nino Bernardini e Giada Prandi figlia adorata di Francesco, amata e stimata dal pubblico per l’interpretazione “Anna Cappelli” di Ruccello effettuata nell’arena Gambellotti piena di suoi ammiratori.

Il testo “Uomini che andavano per mare” è costituito da diversi racconti ma il più divertente e drammatico nell’insieme è l’Eden delle puttane delicate e cortesi, tutto da scoprire.
Con un linguaggio signorile si svela la vita di bordo e l’improvvisata della scoperta della taverna delle belle ragazze ventenni.
Leggendo il libro del nostro amato Francesco Prandi si scope un mondo fatato di un tempo recente ormai troppo lontano… divertente da leggere tutto di un fiato.

Grazie all’impegno dell’Associazione DILA, con la collaborazione della testata giornalistica IL DISPARI di Gaetano Di Meglio, Francesco Prandi e il suo libro “Uomini che andavano per mare” costituiranno il fulcro di un prossimo incontro culturale da organizzare nella splendida isola d’Ischia.

Angela Maria Tiberi
Vice Presidente DILA

Il Dispari 20230213 Redazione culturale DILA

LIGA SARAH LAPINSKA – LETTONIA | TWITTERONE

1) Per conto di DILA, Dagnija Jankovska ha ricevuto il dipinto di Liga Sarah Lapinska “Gardens of May”.
Dagnija è una donna talentuosa che ama scattare fotografie e ha interesse e desiderio di partecipare agli eventi culturali che si svolgono a Kuldīga, città in cui vive, e in molte altre località della Lettonia.

2) Per conto di DILA, Viesturs Āboliņš, ha ricevuto la decima edizione dell’ultima antologia “Isole nuove 2022” pubblicata dall’Associazione DILA con la collaborazione della testata giornalistica IL DISPARI di Gaetano Di Meglio.
Nel suo tempo libero lui non solo scrive poesie e fiabe su argomenti storici e sociali, ma scatta anche fotografie espressive della natura, che ama e conosce bene.
Tuttavia, nella foto che pubblichiamo non è con la nostra antologia, ma protesta contro la cancellazione della licenza del canale televisivo “Дождь” (Pioggia – in italiano) in Lettonia, perché crede che tutti abbiano il diritto di esprimere liberamente la propria opinione.
Inoltre, è un attivista contro la guerra di cui comprende bene sia le genesi, sia le cause degli eccessi di censura.
Forza a Viestursi!

3) Per conto di DILA Liga Sarah Lapinska, ambasciatrice culturale dell’associazione DILA in Lettonia, si appresta tradurre in lettone la raccolta di poesie “Amore senza fine” scritta dal noto poeta nonché presidente dell’Università Internazionale della Pace in Svizzera, Valerio Giovanni Ruberto.
Valerio Giovanni Ruberto è stato anche finalista, nella sezione poesia, della undicesima edizione del nostro premio di arti varie “Otto Milioni – 2022“.
Per l’anno 2023, Liga Sarah augura, a tutti, amore possibile, tolleranza possibile e buona salute.

1 Dagnija Jankovska

2 Viesturs Āboliņš

Il Dispari 20230213 Redazione culturale DILA

Boscotrecase ha accolto DILA con grande ospitalità

In qualità di Presidente dell’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA” ringrazio vivamente il Sindaco di Boscotrecase Pietro Carotenuto, l’Assessore alla cultura Maria Luisa Russomanno e la Giunta comunale tutta per la speciale ospitalità con la quale hanno accolto nella sala del Consiglio Comunale i rappresentati della nostra Associazione in occasione dell’incontro di presentazione del libro “Napoli ombelico del mondo“: antologia di testi vari a cura di Angela Maria Tiberi pubblicata dalla Casa editrice Edit Santoro, 2022.

DILA ringrazia, inoltre, il tenore Mattiew Lamberti e tutti i poeti che hanno dato lustro all’incontro, con la loro musica e con i loro testi.

Al termine dell’evento, Angela Maria Tiberi ha rilasciato questa dichiarazione:
-“È stato emozionante parlare in collegamento video con il maestro Massimo Abbate ed avere avuto come ospite lo scrittore Lucio Isabella che ha donato le sue opere ai poeti e al Sindaco.
Ringrazio l’autore Pasquale Esposito per la collaborazione nella organizzazione della serata e per l’importante contributo nella stesura del testo scritto da me e dai vari protagonisti come Milena Petrarca, Rita Petrarca, Angela Prota, Lello Olmo, Flora Rucco, Giuni Tuosto, Luciana Capece, Lucia Fusco, Maria Supino, Oreste Resta.
Ringrazio, inoltre, Mauro Nardi, Alessandra Murolo, Rita Siani, Pino Autiero, Nicola Pantalone, Antonio Palladino, i maestri Luigi Ottaviani e Gianni Aterrano, le famiglie Merola, Bruni, Astarita, Abbate, Da Vinci, Bennato, Santina Amici, Gisela Josefina Lopez Montilla, Cecilia Salaices, Sabrina Fardello ed altri autori che amorevolmente hanno contribuito a rendere l’antologia un documento importante per la comprensione della storia culturale napoletana.

Un particolare ringraziamento lo rivolgo alla famiglia di Pasquale Esposito e ai suoi amici che hanno contribuito a rendere speciale la serata, onorando, nel contempo, tutta la cultura napoletana.
Prossimo appuntamento a Ischia in primavera per la presentazione del libro e di alcuni dei suoi autori.

Il Dispari 20230213 Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230206

Il Dispari 20230206 Redazione culturale DILA

CS DILA | Dall’Egitto un riconoscimento alla nostra associazione DILA

Una pregiata pergamena, proveniente dall’Egitto, è stato il dono con cui Manal Serry Presidente della Fondazione IBDART-PEACE insieme all’Accademia della Creatività e al Canale televisivo del Turismo A Cioff hanno inteso documentare la riconoscenza per l’attenzione posta da Bruno Mancini, e da tutta l’Associazione DILA da lui presieduta, verso l’arte e gli artisti, egiziani in particolare ed arabi in generale.

Incaricata del recapito è stata Angela Mari Tiberi, Vicepresidente DILA, che l’ha consegnata in occasione della premiazione, svolta lo scoro 22 gennaio Roma nella “CASA DELLA CULTURA INTERNO 4 DILA” diretta da Chiara Pavoni, dei vincitori della 11a edizione del Premio internazionale di arti varie Otto Milioni organizzato dall’Associazione “Da Ischia L’Arte – DILA” in collaborazione con la testata giornalistica IL DISPARI diretta da Gaetano Di Meglio e con l’Associazione algerina ADA presieduta da Dalila Boukhalfa.

L’Associazione DILA, la testata giornalistica IL DISPARI, e Bruno Mancini ringraziano vivamente gli amici egiziani ed arabi (con una particolare amichevole simpatia nei confronti di Manal Serry e di Dalila Boukhalfa) che hanno consolidato un ponte di collaborazione culturale tra Italia, Egitto e Algeria, e contano, quanto prima, di poterne apprezzare le qualità artistiche e sociali in un incontro ischitano alla insegna della pace e della collaborazione tra tutti i Popoli.

Il Dispari 20230206 Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230206 Redazione culturale DILA

Il testo della pergamena dice:
Certificato di apprezzamento
L’ASSOCIAZIONE IL NILO (GUSUR)
L’ACCADEMIA DELLA CREATIVITÀ
LA FONDAZIONE IBDART-PEACE
IL CANALE TELEVISIVO DEL TURISMO A CIOFF
EGYPT
HANNO IL PIACERE DI LASCIARE
QUESTO CERTIFICATO CHE RENDE
TESTIMONIANZA DELLA NOSTRA SINCERA
GRATITUDINE AL
DR. BRUNO MANCINI
PER LA SUA CARRIERA E LA SUA
COLLABORAZIONE CON LA COMUNITÀ
EGIZIANA E COMUNITÀ ARABA

Il Dispari 20230206 Redazione culturale DILA

CS DILA | SILVANA LAZZARINO vince un altro primo premio di poesia

Vince il Premio Trofeo Città di Milano il libro di poesie
“Il volo dell’Anima” di Silvana Lazzarino e Dario Nicolella

A Silvana Lazzarino, stimatissima collaboratrice di questa pagina, nonché vincitrice nel 2015 del Premio internazionale di poesia OTTO MILIONI con la poesia Inaspettatamente l’amore, vanno i complimenti del Direttore Gaetano Di Meglio e della Redazione di questa pagina culturale insieme a quelli di tutto il CD dell’Associazione “Da Ischia L’Arte – DILA”.

Complimenti anche al Dott. Dario Nicolella che auspichiamo possa diventare presto amico dei nostri progetti artistici Made in Ischia.

——°°°°°——

Due poeti e due artiste per restituire il respiro dell’anima tra visibile e invisibile, memoria e tempo.
«Due artiste e due poeti si confrontano per dare vita a un libro in cui l’arte, in senso lato, cerca – con un “linguaggio” diverso – di fornire al mondo uno strumento in più affinché ci si possa avvicinare alla semplice complessità o, se volete, la complessa semplicità della vita».

Queste le parole di Sandro Angelucci, affermato poeta, critico letterario e saggista, nell’introduzione alla raccolta poetica “Il volo dell’Anima. Incontri ravvicinati tra scultura e poesia. Alba Gonzales e Rabarama”) edita da Apeiron Edizioni (2019) e scritta da Silvana Lazzarino e Dario Nicolella.

Il libro che, tra arte e poesia restituisce una lettura in versi delle opere di due scultrici di fama internazionale: Alba Gonzales e Rabarama, è risultato vincitore al Premio internazionale AGENDA DEI POETI 2022 per la sezione libro edito di Poesia, organizzato dalla OTMA2 Edizioni, Premio tra i più prestigiosi che contempla quattro sezioni tra poesia e narrativa.

La Cerimonia di Premiazione, cui ha perso parte Elisabetta Viviani in qualità di presentatrice, si è svolta a Milano il 20 novembre 2022 presso il Circolo Alessandro Volta.

Silvana Lazzarino, giornalista/pubblicista e poetessa di Roma e Dario Nicolella medico, poeta e scrittore di Napoli, hanno saputo presentare attraverso la forza evocativa del verso poetico un percorso di emozioni in divenire a partire dal fascino suscitato dalle opere delle scultrici Alba Gonzales e Rabarama (nome d’arte di Paola Epifani) note a livello internazionale.

L’arte diventa punto di forza e motivo di ispirazione per le liriche dei due poeti che, seppur con stili diversi, restituiscono un percorso dove si muovono figure classiche da una parte e antropomorfiche dall’altra a suggerire come il fascino del mito e il mistero della trasformazione non si siano mai spente nel percorso dell’uomo.
Sia Alba Gonzales, sia Rabarama raccontano il viaggio emozionale dell’uomo nel suo essere sospeso tra il finito e l’infinito, il bene e il male.

Rabarama e Alba Gonzales, come spiega il poeta, filosofo e saggista Franco Campegiani nella prefazione al libro, seppur diverse presentano radici che affondano entrambe nelle regioni dell’Essere: “la prima con una figurazione meditabonda che parla di solitudini e annullamenti dell’ego, di vuoto mentale propedeutico alla rinascita interiore; la seconda con racconti allegorici che svelano i principi elementari, lo statuto segreto del mondo, sospeso tra Essere e Divenire”.

Se Alba Gonzels ha restituito l’universo femminile con i suoi drammi e smarrimenti e più in generale le emozioni dell’individuo nel viaggio a riscoprire se stesso, guardando anche al mito e alla storia, Rabarama utilizza per le superfici delle sue sculture simboli di forte impatto visivo ed evocativo, ad intrecciare richiami a filosofie orientali e occidentali volti a suggerire il bisogno di una piena autoconsapevolezza, liberi da quanto appartiene alla predeterminazione.

Il Dispari 20230206 Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230206 Redazione culturale DILA

DILA

NUSIV

Il Dispari 20230213 Redazione culturale DILA

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Il Dispari 20230213

Il Dispari 20230213 Redazione culturale DILA

Angela Maria Tiberi recensisce Francesco Prandi
Uomini che andavano per mare

Francesco Prandi è uno scrittore amato dal pubblico della città di Latina e seguito con molta attenzione verso i suoi lavori letterari.
Ha pubblicato: Il Mondo nelle mie mani (2018), Cultura Afro-Americana o Cultura Anglo-Americana? (2018), Il Cambusiere dei Sette Mari (2019), Il Crepuscolo dei Sogni (2020).
Si è dedicato anche alla scrittura di poesie, saggi e romanzi.

Appassionato di cinema e letteratura inglese, americana e francese, durante i lunghi anni di vagabondaggio sui sette mari, ha letto quasi tutti i classici della letteratura occidentale.

Francesco Prandi nasce a Sermoneta nell’ottobre del ’43 durante lo sfollamento.
Si diploma Allievo Capitano di Macchina nel ’62, nell’Istituto Nautico G. Gaboto di Gaeta, e naviga dal ’63 al ’72, prima nella Marina Militare (2 anni), dopo in quella Mercantile.
Non ha mai smesso di viaggiare.
Ricercatore delle bellezze umane e naturali, ha nel suo cuore il mare e ama l’infinito, la curiosità dell’ignoto e la vita come le onde marine.

Nella sua opera “Uomini che andavano per mare” ha racchiusa la sua vita.
La presentazione del libro si è svolta il 26 novembre 2022 al Circolo Cittadino Sante Palumbo di Latina, in piazza del Popolo.
Insieme all’autore c’era il giornalista Fabrizio Giona e l’attore Jason Forbus.

Le letture del testo sono state affidate a due attori pontini di notevole spessore: Nino Bernardini e Giada Prandi figlia adorata di Francesco, amata e stimata dal pubblico per l’interpretazione “Anna Cappelli” di Ruccello effettuata nell’arena Gambellotti piena di suoi ammiratori.

Il testo “Uomini che andavano per mare” è costituito da diversi racconti ma il più divertente e drammatico nell’insieme è l’Eden delle puttane delicate e cortesi, tutto da scoprire.
Con un linguaggio signorile si svela la vita di bordo e l’improvvisata della scoperta della taverna delle belle ragazze ventenni.
Leggendo il libro del nostro amato Francesco Prandi si scope un mondo fatato di un tempo recente ormai troppo lontano… divertente da leggere tutto di un fiato.

Grazie all’impegno dell’Associazione DILA, con la collaborazione della testata giornalistica IL DISPARI di Gaetano Di Meglio, Francesco Prandi e il suo libro “Uomini che andavano per mare” costituiranno il fulcro di un prossimo incontro culturale da organizzare nella splendida isola d’Ischia.

Angela Maria Tiberi
Vice Presidente DILA

Il Dispari 20230213 Redazione culturale DILA

LIGA SARAH LAPINSKA – LETTONIA | TWITTERONE

1) Per conto di DILA, Dagnija Jankovska ha ricevuto il dipinto di Liga Sarah Lapinska “Gardens of May”.
Dagnija è una donna talentuosa che ama scattare fotografie e ha interesse e desiderio di partecipare agli eventi culturali che si svolgono a Kuldīga, città in cui vive, e in molte altre località della Lettonia.

2) Per conto di DILA, Viesturs Āboliņš, ha ricevuto la decima edizione dell’ultima antologia “Isole nuove 2022” pubblicata dall’Associazione DILA con la collaborazione della testata giornalistica IL DISPARI di Gaetano Di Meglio.
Nel suo tempo libero lui non solo scrive poesie e fiabe su argomenti storici e sociali, ma scatta anche fotografie espressive della natura, che ama e conosce bene.
Tuttavia, nella foto che pubblichiamo non è con la nostra antologia, ma protesta contro la cancellazione della licenza del canale televisivo “Дождь” (Pioggia – in italiano) in Lettonia, perché crede che tutti abbiano il diritto di esprimere liberamente la propria opinione.
Inoltre, è un attivista contro la guerra di cui comprende bene sia le genesi, sia le cause degli eccessi di censura.
Forza a Viestursi!

3) Per conto di DILA Liga Sarah Lapinska, ambasciatrice culturale dell’associazione DILA in Lettonia, si appresta tradurre in lettone la raccolta di poesie “Amore senza fine” scritta dal noto poeta nonché presidente dell’Università Internazionale della Pace in Svizzera, Valerio Giovanni Ruberto.
Valerio Giovanni Ruberto è stato anche finalista, nella sezione poesia, della undicesima edizione del nostro premio di arti varie “Otto Milioni – 2022“.
Per l’anno 2023, Liga Sarah augura, a tutti, amore possibile, tolleranza possibile e buona salute.

1 Dagnija Jankovska

2 Viesturs Āboliņš

Il Dispari 20230213 Redazione culturale DILA

Boscotrecase ha accolto DILA con grande ospitalità

In qualità di Presidente dell’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA” ringrazio vivamente il Sindaco di Boscotrecase Pietro Carotenuto, l’Assessore alla cultura Maria Luisa Russomanno e la Giunta comunale tutta per la speciale ospitalità con la quale hanno accolto nella sala del Consiglio Comunale i rappresentati della nostra Associazione in occasione dell’incontro di presentazione del libro “Napoli ombelico del mondo“: antologia di testi vari a cura di Angela Maria Tiberi pubblicata dalla Casa editrice Edit Santoro, 2022.

DILA ringrazia, inoltre, il tenore Mattiew Lamberti e tutti i poeti che hanno dato lustro all’incontro, con la loro musica e con i loro testi.

Al termine dell’evento, Angela Maria Tiberi ha rilasciato questa dichiarazione:
-“È stato emozionante parlare in collegamento video con il maestro Massimo Abbate ed avere avuto come ospite lo scrittore Lucio Isabella che ha donato le sue opere ai poeti e al Sindaco.
Ringrazio l’autore Pasquale Esposito per la collaborazione nella organizzazione della serata e per l’importante contributo nella stesura del testo scritto da me e dai vari protagonisti come Milena Petrarca, Rita Petrarca, Angela Prota, Lello Olmo, Flora Rucco, Giuni Tuosto, Luciana Capece, Lucia Fusco, Maria Supino, Oreste Resta.
Ringrazio, inoltre, Mauro Nardi, Alessandra Murolo, Rita Siani, Pino Autiero, Nicola Pantalone, Antonio Palladino, i maestri Luigi Ottaviani e Gianni Aterrano, le famiglie Merola, Bruni, Astarita, Abbate, Da Vinci, Bennato, Santina Amici, Gisela Josefina Lopez Montilla, Cecilia Salaices, Sabrina Fardello ed altri autori che amorevolmente hanno contribuito a rendere l’antologia un documento importante per la comprensione della storia culturale napoletana.

Un particolare ringraziamento lo rivolgo alla famiglia di Pasquale Esposito e ai suoi amici che hanno contribuito a rendere speciale la serata, onorando, nel contempo, tutta la cultura napoletana.
Prossimo appuntamento a Ischia in primavera per la presentazione del libro e di alcuni dei suoi autori.

Il Dispari 20230213 Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230206

Il Dispari 20230206 Redazione culturale DILA

CS DILA | Dall’Egitto un riconoscimento alla nostra associazione DILA

Una pregiata pergamena, proveniente dall’Egitto, è stato il dono con cui Manal Serry Presidente della Fondazione IBDART-PEACE insieme all’Accademia della Creatività e al Canale televisivo del Turismo A Cioff hanno inteso documentare la riconoscenza per l’attenzione posta da Bruno Mancini, e da tutta l’Associazione DILA da lui presieduta, verso l’arte e gli artisti, egiziani in particolare ed arabi in generale.

Incaricata del recapito è stata Angela Mari Tiberi, Vicepresidente DILA, che l’ha consegnata in occasione della premiazione, svolta lo scoro 22 gennaio Roma nella “CASA DELLA CULTURA INTERNO 4 DILA” diretta da Chiara Pavoni, dei vincitori della 11a edizione del Premio internazionale di arti varie Otto Milioni organizzato dall’Associazione “Da Ischia L’Arte – DILA” in collaborazione con la testata giornalistica IL DISPARI diretta da Gaetano Di Meglio e con l’Associazione algerina ADA presieduta da Dalila Boukhalfa.

L’Associazione DILA, la testata giornalistica IL DISPARI, e Bruno Mancini ringraziano vivamente gli amici egiziani ed arabi (con una particolare amichevole simpatia nei confronti di Manal Serry e di Dalila Boukhalfa) che hanno consolidato un ponte di collaborazione culturale tra Italia, Egitto e Algeria, e contano, quanto prima, di poterne apprezzare le qualità artistiche e sociali in un incontro ischitano alla insegna della pace e della collaborazione tra tutti i Popoli.

Il Dispari 20230206 Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230206 Redazione culturale DILA

Il testo della pergamena dice:
Certificato di apprezzamento
L’ASSOCIAZIONE IL NILO (GUSUR)
L’ACCADEMIA DELLA CREATIVITÀ
LA FONDAZIONE IBDART-PEACE
IL CANALE TELEVISIVO DEL TURISMO A CIOFF
EGYPT
HANNO IL PIACERE DI LASCIARE
QUESTO CERTIFICATO CHE RENDE
TESTIMONIANZA DELLA NOSTRA SINCERA
GRATITUDINE AL
DR. BRUNO MANCINI
PER LA SUA CARRIERA E LA SUA
COLLABORAZIONE CON LA COMUNITÀ
EGIZIANA E COMUNITÀ ARABA

Il Dispari 20230206 Redazione culturale DILA

CS DILA | SILVANA LAZZARINO vince un altro primo premio di poesia

Vince il Premio Trofeo Città di Milano il libro di poesie
“Il volo dell’Anima” di Silvana Lazzarino e Dario Nicolella

A Silvana Lazzarino, stimatissima collaboratrice di questa pagina, nonché vincitrice nel 2015 del Premio internazionale di poesia OTTO MILIONI con la poesia Inaspettatamente l’amore, vanno i complimenti del Direttore Gaetano Di Meglio e della Redazione di questa pagina culturale insieme a quelli di tutto il CD dell’Associazione “Da Ischia L’Arte – DILA”.

Complimenti anche al Dott. Dario Nicolella che auspichiamo possa diventare presto amico dei nostri progetti artistici Made in Ischia.

——°°°°°——

Due poeti e due artiste per restituire il respiro dell’anima tra visibile e invisibile, memoria e tempo.
«Due artiste e due poeti si confrontano per dare vita a un libro in cui l’arte, in senso lato, cerca – con un “linguaggio” diverso – di fornire al mondo uno strumento in più affinché ci si possa avvicinare alla semplice complessità o, se volete, la complessa semplicità della vita».

Queste le parole di Sandro Angelucci, affermato poeta, critico letterario e saggista, nell’introduzione alla raccolta poetica “Il volo dell’Anima. Incontri ravvicinati tra scultura e poesia. Alba Gonzales e Rabarama”) edita da Apeiron Edizioni (2019) e scritta da Silvana Lazzarino e Dario Nicolella.

Il libro che, tra arte e poesia restituisce una lettura in versi delle opere di due scultrici di fama internazionale: Alba Gonzales e Rabarama, è risultato vincitore al Premio internazionale AGENDA DEI POETI 2022 per la sezione libro edito di Poesia, organizzato dalla OTMA2 Edizioni, Premio tra i più prestigiosi che contempla quattro sezioni tra poesia e narrativa.

La Cerimonia di Premiazione, cui ha perso parte Elisabetta Viviani in qualità di presentatrice, si è svolta a Milano il 20 novembre 2022 presso il Circolo Alessandro Volta.

Silvana Lazzarino, giornalista/pubblicista e poetessa di Roma e Dario Nicolella medico, poeta e scrittore di Napoli, hanno saputo presentare attraverso la forza evocativa del verso poetico un percorso di emozioni in divenire a partire dal fascino suscitato dalle opere delle scultrici Alba Gonzales e Rabarama (nome d’arte di Paola Epifani) note a livello internazionale.

L’arte diventa punto di forza e motivo di ispirazione per le liriche dei due poeti che, seppur con stili diversi, restituiscono un percorso dove si muovono figure classiche da una parte e antropomorfiche dall’altra a suggerire come il fascino del mito e il mistero della trasformazione non si siano mai spente nel percorso dell’uomo.
Sia Alba Gonzales, sia Rabarama raccontano il viaggio emozionale dell’uomo nel suo essere sospeso tra il finito e l’infinito, il bene e il male.

Rabarama e Alba Gonzales, come spiega il poeta, filosofo e saggista Franco Campegiani nella prefazione al libro, seppur diverse presentano radici che affondano entrambe nelle regioni dell’Essere: “la prima con una figurazione meditabonda che parla di solitudini e annullamenti dell’ego, di vuoto mentale propedeutico alla rinascita interiore; la seconda con racconti allegorici che svelano i principi elementari, lo statuto segreto del mondo, sospeso tra Essere e Divenire”.

Se Alba Gonzels ha restituito l’universo femminile con i suoi drammi e smarrimenti e più in generale le emozioni dell’individuo nel viaggio a riscoprire se stesso, guardando anche al mito e alla storia, Rabarama utilizza per le superfici delle sue sculture simboli di forte impatto visivo ed evocativo, ad intrecciare richiami a filosofie orientali e occidentali volti a suggerire il bisogno di una piena autoconsapevolezza, liberi da quanto appartiene alla predeterminazione.

Il Dispari 20230206 Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230206 Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230130

Il Dispari 20230130 Redazione culturale DILA

Cerimonia premiazione OTTO MILIONI undicesima edizione

Il 22 gennaio 2023, alle ore 18, nello spazio magico “Interno 4” di Chiara Pavoni in via Della Lungara 44 a Roma, a conclusione della undicesima edizione del Premio internazionale di arti varie “Otto Milioni” ideato da Bruno Mancini, si è tenuta la cerimonia di premiazione del premio con la consegna dei relativi attestati di merito.

In tale occasione è stata presentata l’antologia di Arti varie, dal titolo “Isole nuove – 2022” (Edizione a colori ISBN 9781471065514 – BARNES & NOBLE

https://www.barnesandnoble.com/w/isole-nuove-2022-bruno-mancini/1142811364 )

contenente tutte le opere di arti grafiche finaliste, l’articolo giornalistico vincitore e l’elenco dei primi cinque articoli classificati, i link ai video dei cinque finalisti per la sezione “recitazione” e tutti i testi delle poesie finaliste del Premio, oltre a contributi culturali proposti da Artisti di varie discipline.

La cerimonia di premiazione è stata presentata con mirabile professionalità dall’attrice Chiara Pavoni.

Il Premio “Otto milioni” è stato, anche in questa undicesima edizione, organizzato dall’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA” con la collaborazione della testata giornalistica IL DISPARI di Gaetano Di Meglio e dell’Associazione algerina ADA di Dalila Boukhalfa.

Erano presenti e sono stati premiati alcuni dei cinque primi classificati delle quattro sezioni:
Angela Maria Tiberi – Chiara Pavoni – Giuseppe Lorin – Luciana Capece – Mauro Paolo Montacchiesi – Milena Petrarca.

Hanno aderito all’iniziativa molti artisti e amici DILA tra i quali Adriana Iftimie, Alfonso Gurreri, Angela Maria Tiberi, Benito Corradini, Elena Enache, Giuseppe Lorin, Gisela Lopez, Giorgia Sabatini, Lucia Fusco, Luciana Capece, Manuela Pallucca, Maria Luisa Neri, Mauro Montacchiesi, Michela Zanarella, Milena Petrarca, Roberto Federico, Santina Amici, Silvana Lazzarino.

Durante l’incontro è stato deciso, su proposta del Presidente DILA, con approvazione di Chiara Pavoni e con vivo apprezzamento di tutti i presenti, di nominare il salotto “Interno 4” CASA DELLA CULTURA INTERNO 4 – DILA e di realizzarvi una libreria specializzata nella conservazione e nella libera lettura dei libri di tutti i collaboratori e gli amici dei progetti MADE in Ischia organizzati dall’Associazione DILA.
Potrete, quindi, anche voi lettori di questa pagina, decidere di donare i vostri libri affinché facciano parte della suddetta libreria.

Inoltre, nella nuova CASA DELLA CULTURA INTERNO 4 – DILA sarà attivato un calendario eventi a cadenza almeno mensile del quale, ovviamente, vi daremo notizie in anteprima su questa pagina.
Elena Enache violino (12 anni), Santina Amici pianoforte, Maria Luisa Neri violino, Gisela Lopez cantante e Giorgia Sabatini violino (12 anni) hanno allietato la serata con loro applaudite esecuzioni musicali.

Il Dispari 20230130 Redazione culturale DILA

1 Benito Corradini – Michela Zanarella – Luciana Capece – Gisela Lopez – Giuseppe Lorin – Milena Petrarca – Angela Maria Tiberi – Bruno Mancini – Manuela Pallucca – Mauro Montacchiesi – L.uciana Fusco

Adriana Iftimie Ceroli – Bruno Mancini

Angela Maria Tiberi

 

Chiara Pavoni

Il Dispari 20230130 Redazione culturale DILA

Giorgia Sabatini – Elena Enache

Gisela Lopez

Lucia Fusco

Maria Luisa Neri

Chiara Pavoni – Luciana Capece

Benito Corradini – Chiara Pavoni – Milena Petrarca – Bruno Mancini

Chiara Pavoni – Alfonso Gurreri

Chiara Pavoni – Michela Zanarella – Bruno Mancini

Milena Petrarca

Santina Amici

Silvana Lazzarino

Chiara Pavoni – Giuseppe Lorin – Bruno Mancini

Chiara Pavoni – Mauro Montacchiesi – Bruno Mancini

Pubblico premiazione

Bruno Mancini – Angela Maria Tiberi

Chiara Pavoni – Bruno Mancini – Milena Petrarca

Chiara Pavoni – Silvana Lazzarino – Bruno Mancini

Giorgia Sabatini

Giorgia Sabatini

Giorgia Sabatini

Luciana Capece – Bruno Mancini – Lucia Fusco – Una spettatrice

Maria Luisa Neri – Elena Enache

Milena Petrarca – Gisela Lopez

Pubblico in sala

Pubblico in sala 2

Il Dispari 20230130 Redazione culturale DILA

DILA

NUSIV

Il Dispari 20230206 Redazione culturale DILA

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Il Dispari 20230206

Il Dispari 20230206 Redazione culturale DILA

CS DILA | Dall’Egitto un riconoscimento alla nostra associazione DILA

Una pregiata pergamena, proveniente dall’Egitto, è stato il dono con cui Manal Serry Presidente della Fondazione IBDART-PEACE insieme all’Accademia della Creatività e al Canale televisivo del Turismo A Cioff hanno inteso documentare la riconoscenza per l’attenzione posta da Bruno Mancini, e da tutta l’Associazione DILA da lui presieduta, verso l’arte e gli artisti, egiziani in particolare ed arabi in generale.

Incaricata del recapito è stata Angela Mari Tiberi, Vicepresidente DILA, che l’ha consegnata in occasione della premiazione, svolta lo scoro 22 gennaio Roma nella “CASA DELLA CULTURA INTERNO 4 DILA” diretta da Chiara Pavoni, dei vincitori della 11a edizione del Premio internazionale di arti varie Otto Milioni organizzato dall’Associazione “Da Ischia L’Arte – DILA” in collaborazione con la testata giornalistica IL DISPARI diretta da Gaetano Di Meglio e con l’Associazione algerina ADA presieduta da Dalila Boukhalfa.

L’Associazione DILA, la testata giornalistica IL DISPARI, e Bruno Mancini ringraziano vivamente gli amici egiziani ed arabi (con una particolare amichevole simpatia nei confronti di Manal Serry e di Dalila Boukhalfa) che hanno consolidato un ponte di collaborazione culturale tra Italia, Egitto e Algeria, e contano, quanto prima, di poterne apprezzare le qualità artistiche e sociali in un incontro ischitano alla insegna della pace e della collaborazione tra tutti i Popoli.

Il Dispari 20230206 Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230206 Redazione culturale DILA

Il testo della pergamena dice:
Certificato di apprezzamento
L’ASSOCIAZIONE IL NILO (GUSUR)
L’ACCADEMIA DELLA CREATIVITÀ
LA FONDAZIONE IBDART-PEACE
IL CANALE TELEVISIVO DEL TURISMO A CIOFF
EGYPT
HANNO IL PIACERE DI LASCIARE
QUESTO CERTIFICATO CHE RENDE
TESTIMONIANZA DELLA NOSTRA SINCERA
GRATITUDINE AL
DR. BRUNO MANCINI
PER LA SUA CARRIERA E LA SUA
COLLABORAZIONE CON LA COMUNITÀ
EGIZIANA E COMUNITÀ ARABA

Il Dispari 20230206 Redazione culturale DILA

CS DILA | SILVANA LAZZARINO vince un altro primo premio di poesia

Vince il Premio Trofeo Città di Milano il libro di poesie
“Il volo dell’Anima” di Silvana Lazzarino e Dario Nicolella

A Silvana Lazzarino, stimatissima collaboratrice di questa pagina, nonché vincitrice nel 2015 del Premio internazionale di poesia OTTO MILIONI con la poesia Inaspettatamente l’amore, vanno i complimenti del Direttore Gaetano Di Meglio e della Redazione di questa pagina culturale insieme a quelli di tutto il CD dell’Associazione “Da Ischia L’Arte – DILA”.

Complimenti anche al Dott. Dario Nicolella che auspichiamo possa diventare presto amico dei nostri progetti artistici Made in Ischia.

——°°°°°——

Due poeti e due artiste per restituire il respiro dell’anima tra visibile e invisibile, memoria e tempo.
«Due artiste e due poeti si confrontano per dare vita a un libro in cui l’arte, in senso lato, cerca – con un “linguaggio” diverso – di fornire al mondo uno strumento in più affinché ci si possa avvicinare alla semplice complessità o, se volete, la complessa semplicità della vita».

Queste le parole di Sandro Angelucci, affermato poeta, critico letterario e saggista, nell’introduzione alla raccolta poetica “Il volo dell’Anima. Incontri ravvicinati tra scultura e poesia. Alba Gonzales e Rabarama”) edita da Apeiron Edizioni (2019) e scritta da Silvana Lazzarino e Dario Nicolella.

Il libro che, tra arte e poesia restituisce una lettura in versi delle opere di due scultrici di fama internazionale: Alba Gonzales e Rabarama, è risultato vincitore al Premio internazionale AGENDA DEI POETI 2022 per la sezione libro edito di Poesia, organizzato dalla OTMA2 Edizioni, Premio tra i più prestigiosi che contempla quattro sezioni tra poesia e narrativa.

La Cerimonia di Premiazione, cui ha perso parte Elisabetta Viviani in qualità di presentatrice, si è svolta a Milano il 20 novembre 2022 presso il Circolo Alessandro Volta.

Silvana Lazzarino, giornalista/pubblicista e poetessa di Roma e Dario Nicolella medico, poeta e scrittore di Napoli, hanno saputo presentare attraverso la forza evocativa del verso poetico un percorso di emozioni in divenire a partire dal fascino suscitato dalle opere delle scultrici Alba Gonzales e Rabarama (nome d’arte di Paola Epifani) note a livello internazionale.

L’arte diventa punto di forza e motivo di ispirazione per le liriche dei due poeti che, seppur con stili diversi, restituiscono un percorso dove si muovono figure classiche da una parte e antropomorfiche dall’altra a suggerire come il fascino del mito e il mistero della trasformazione non si siano mai spente nel percorso dell’uomo.
Sia Alba Gonzales, sia Rabarama raccontano il viaggio emozionale dell’uomo nel suo essere sospeso tra il finito e l’infinito, il bene e il male.

Rabarama e Alba Gonzales, come spiega il poeta, filosofo e saggista Franco Campegiani nella prefazione al libro, seppur diverse presentano radici che affondano entrambe nelle regioni dell’Essere: “la prima con una figurazione meditabonda che parla di solitudini e annullamenti dell’ego, di vuoto mentale propedeutico alla rinascita interiore; la seconda con racconti allegorici che svelano i principi elementari, lo statuto segreto del mondo, sospeso tra Essere e Divenire”.

Se Alba Gonzels ha restituito l’universo femminile con i suoi drammi e smarrimenti e più in generale le emozioni dell’individuo nel viaggio a riscoprire se stesso, guardando anche al mito e alla storia, Rabarama utilizza per le superfici delle sue sculture simboli di forte impatto visivo ed evocativo, ad intrecciare richiami a filosofie orientali e occidentali volti a suggerire il bisogno di una piena autoconsapevolezza, liberi da quanto appartiene alla predeterminazione.

Il Dispari 20230206 Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230206 Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230130

Il Dispari 20230130 Redazione culturale DILA

Cerimonia premiazione OTTO MILIONI undicesima edizione

Il 22 gennaio 2023, alle ore 18, nello spazio magico “Interno 4” di Chiara Pavoni in via Della Lungara 44 a Roma, a conclusione della undicesima edizione del Premio internazionale di arti varie “Otto Milioni” ideato da Bruno Mancini, si è tenuta la cerimonia di premiazione del premio con la consegna dei relativi attestati di merito.

In tale occasione è stata presentata l’antologia di Arti varie, dal titolo “Isole nuove – 2022” (Edizione a colori ISBN 9781471065514 – BARNES & NOBLE

https://www.barnesandnoble.com/w/isole-nuove-2022-bruno-mancini/1142811364 )

contenente tutte le opere di arti grafiche finaliste, l’articolo giornalistico vincitore e l’elenco dei primi cinque articoli classificati, i link ai video dei cinque finalisti per la sezione “recitazione” e tutti i testi delle poesie finaliste del Premio, oltre a contributi culturali proposti da Artisti di varie discipline.

La cerimonia di premiazione è stata presentata con mirabile professionalità dall’attrice Chiara Pavoni.

Il Premio “Otto milioni” è stato, anche in questa undicesima edizione, organizzato dall’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA” con la collaborazione della testata giornalistica IL DISPARI di Gaetano Di Meglio e dell’Associazione algerina ADA di Dalila Boukhalfa.

Erano presenti e sono stati premiati alcuni dei cinque primi classificati delle quattro sezioni:
Angela Maria Tiberi – Chiara Pavoni – Giuseppe Lorin – Luciana Capece – Mauro Paolo Montacchiesi – Milena Petrarca.

Hanno aderito all’iniziativa molti artisti e amici DILA tra i quali Adriana Iftimie, Alfonso Gurreri, Angela Maria Tiberi, Benito Corradini, Elena Enache, Giuseppe Lorin, Gisela Lopez, Giorgia Sabatini, Lucia Fusco, Luciana Capece, Manuela Pallucca, Maria Luisa Neri, Mauro Montacchiesi, Michela Zanarella, Milena Petrarca, Roberto Federico, Santina Amici, Silvana Lazzarino.

Durante l’incontro è stato deciso, su proposta del Presidente DILA, con approvazione di Chiara Pavoni e con vivo apprezzamento di tutti i presenti, di nominare il salotto “Interno 4” CASA DELLA CULTURA INTERNO 4 – DILA e di realizzarvi una libreria specializzata nella conservazione e nella libera lettura dei libri di tutti i collaboratori e gli amici dei progetti MADE in Ischia organizzati dall’Associazione DILA.
Potrete, quindi, anche voi lettori di questa pagina, decidere di donare i vostri libri affinché facciano parte della suddetta libreria.

Inoltre, nella nuova CASA DELLA CULTURA INTERNO 4 – DILA sarà attivato un calendario eventi a cadenza almeno mensile del quale, ovviamente, vi daremo notizie in anteprima su questa pagina.
Elena Enache violino (12 anni), Santina Amici pianoforte, Maria Luisa Neri violino, Gisela Lopez cantante e Giorgia Sabatini violino (12 anni) hanno allietato la serata con loro applaudite esecuzioni musicali.

Il Dispari 20230130 Redazione culturale DILA

1 Benito Corradini – Michela Zanarella – Luciana Capece – Gisela Lopez – Giuseppe Lorin – Milena Petrarca – Angela Maria Tiberi – Bruno Mancini – Manuela Pallucca – Mauro Montacchiesi – L.uciana Fusco

Adriana Iftimie Ceroli – Bruno Mancini

Angela Maria Tiberi

 

Chiara Pavoni

Il Dispari 20230130 Redazione culturale DILA

Giorgia Sabatini – Elena Enache

Gisela Lopez

Lucia Fusco

Maria Luisa Neri

Chiara Pavoni – Luciana Capece

Benito Corradini – Chiara Pavoni – Milena Petrarca – Bruno Mancini

Chiara Pavoni – Alfonso Gurreri

Chiara Pavoni – Michela Zanarella – Bruno Mancini

Milena Petrarca

Santina Amici

Silvana Lazzarino

Chiara Pavoni – Giuseppe Lorin – Bruno Mancini

Chiara Pavoni – Mauro Montacchiesi – Bruno Mancini

Pubblico premiazione

Bruno Mancini – Angela Maria Tiberi

Chiara Pavoni – Bruno Mancini – Milena Petrarca

Chiara Pavoni – Silvana Lazzarino – Bruno Mancini

Giorgia Sabatini

Giorgia Sabatini

Giorgia Sabatini

Luciana Capece – Bruno Mancini – Lucia Fusco – Una spettatrice

Maria Luisa Neri – Elena Enache

Milena Petrarca – Gisela Lopez

Pubblico in sala

Pubblico in sala 2

Il Dispari 20230130 Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230123

Il Dispari 20230123 Redazione culturale DILA

Enzio Strada: Processi e torture della Inquisizione

Invitandovi a leggere, e lo faccio molto molto volentieri, l’interessante volume “Processi e torture” (dato alle stampe quest’anno da Enzio Strada con l’Editore “Carta Bianca” di Faenza), la prima considerazione sulla quale desidero spingervi a riflettere è relativa all’incredibile capacità di sopravvivenza della Chiesa Romana dopo aver perpetrato infamie del tipo di quelle documentate in esclusiva dal sagace autore romagnolo.
Premesso che Enzio lo conosco, e bene, fin da lontanissimo 1963/64, quando entrambi provavamo a realizzare i nostri sogni giovanili prestando servizio come Prefetti nel collegio Sacro Cuore, sito nella splendida e culturalmente primeggiante città di Bologna, devo dire che, da allora, terminate le nostre permanenze nel collegio, non avevamo avuto più contatti fino a quando, credo intorno al 2014, un altro nostro collega, il milanese Alberto Ghirardini, riuscì a rintracciarmi su un social riportandomi nel gruppo dei Prefetti che loro avevano mantenuto sempre attivo.
Alberto Ghirardini ed Enzio Strada sono diventati, quindi, Soci fondatori dell’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA” collaborando anche sporadicamente con la redazione di questa pagina.
Dico questo perché so di volermi avviare a magnificare la qualità storica e letteraria del libro e perché so di volerlo fare a buona ragione, ben oltre la spinta emotiva implicita nella notizia della sua pubblicazione.
Entrare, come fece Enzio alcuni anni fa, nell’Archivio diocesano di Ravenna-Cervia, consultarne i faldoni fino ad imbattersi in un voluminoso incartamento del XVI secolo inserito in una copertina dal titolo “Pro Curia et Fisco contro diversi per bestemmia ed altro – 1597-1599”, fu già un pregevole risultato: la scoperta di documentazione inedita contribuisce ad approfondire storicamente la reale attività messa in atto dalle più alte gerarchie della Chiesa al tempo della Riforma Protestante e della Controriforma cattolica.
Cioè Processi (e anche torture) contro tutti coloro che si macchiavano, ad insindacabile giudizio del Tribunale dell’Inquisizione, di “delitti” quali stregoneria, bestemmie, anima al diavolo, spregio della scomunica ecc.
Dopo aver ottenuto dalle autorità competenti la rimozione di spaghi e laccioli che tenevano legate (ed inaccessibili)le pagine dell’incartamento, Enzio Strada ha potuto aprire il faldone e sfogliare con “delicatezza ed emozione” i singoli fogli finalmente “liberati”.
Ciò, tuttavia, non sarebbe servito a nulla se lui, che è anche un esperto latinista, non avesse avuto la costanza di affrontare il problema della decifrazione di verbali scritti seduta stante da persone diverse, in tempi differenti, con penne ed inchiostri di vario tipo, in una lingua non ortodossa, con “calligrafie” molto personalizzate, su fogli deturpati dal tempo e da condizioni ambientali.
Enzio Strada ha riportato (e commentato) nel suo libro, il testo integrale dei documenti riportati alla luce dopo tanti secoli.
Un documento che complessivamente può ritenersi più unico che raro poiché, come si legge nel libro “Gran parte della documentazione è stata fatta sparire in modo deliberato dalla stessa Congregazione del Santo Uffizio a più riprese e soprattutto in concomitanza con eventi storici drammatici per la Chiesa: Rivoluzione Francese, Napoleone I (1789 – 1815), Repubblica Romana (1848 – 49) fino allo Stato Pontificio, presa di Roma (1859 – 1870)”.
I pochi documenti superstiti sono sparsi per lo più negli Archivi Vaticani, negli Archivi Diocesani, e in alcuni Archivi di Stato.
La seconda riflessione che il libro mi ha stimolato, e che vi propongo in maniera stringata, riguarda l’origine stessa delle nefaste direttive di cui si legge, poiché esse furono emanate non già da singoli ecclesiastici fanatici, o anche da organizzazioni strutturate nel tessuto direttivo della Chiesa, no, esse furono in larghissima parte dettate, imposte, da dirette espressioni delle volontà papali: Giovanni Pietro Carafa futuro Papa Paolo IV, Papa Giulio III, Papa Innocenzo VIII e Papa Paolo III Farnese furono tra i peggiori esempi.
“Quasi sempre si incominciava con la tortura cosiddetta della corda perché si trattava di un sistema poco costoso: bastavano una corda ed una carrucola fissata al soffitto. Essa era facile da praticare perché un solo uomo era in grado di spogliare, legare, issare in alto il malcapitato. Inoltre era efficace perché il dolore che infliggeva era difficile da sopportare e poteva essere accresciuto mediante strattoni che slogavano braccia e spalle.
In genere, nella prima seduta questa tortura durava un quarto d’ora, poi se l’imputato non si dichiarava subito colpevole, lo si sottoponeva ad una seconda seduta di durata doppia.
Altra tortura praticata dall’Inquisizione in Emilia Romagna era quella della stanghetta o tassello…

Il resto potrete saperlo leggendo il libro: Enzio Strada, “Processi e tortura”, Carta Bianca Editore Faenza, 2022, ISBN 9791280840103.

Bruno Mancini

Il Dispari 20230123 Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230123 Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230123 Redazione culturale DILA

CS DILA | SILVANA LAZZARINO vince un altro primo premio di poesia

Vince il Premio Trofeo Città di Milano il libro di poesie
“Il volo dell’Anima” di Silvana Lazzarino e Dario Nicolella

A Silvana Lazzarino, stimatissima collaboratrice di questa pagina, nonché vincitrice nel 2015
del Premio internazionale di poesia OTTO MILIONI con la poesia Inaspettatamente l’amore, vanno i complimenti del Direttore Gaetano Di Meglio e della Redazione di questa pagina culturale insieme a quelli di tutto il CD dell’Associazione “Da Ischia L’Arte – DILA”.
Complimenti anche al Dott. Dario Nicolella che auspichiamo possa diventare presto amico dei nostri progetti artistici Made in Ischia.

——°°°°°——

Due poeti e due artiste per restituire il respiro dell’anima tra visibile e invisibile, memoria e tempo.
«Due artiste e due poeti si confrontano per dare vita a un libro in cui l’arte, in senso lato, cerca – con un “linguaggio” diverso – di fornire al mondo uno strumento in più affinché ci si possa avvicinare alla semplice complessità o, se volete, la complessa semplicità della vita». Queste le parole di Sandro Angelucci, affermato poeta, critico letterario e saggista, nell’introduzione alla raccolta poetica “Il volo dell’Anima. Incontri ravvicinati tra scultura e poesia. Alba Gonzales e Rabarama”) edita da Apeiron Edizioni (2019) e scritta da Silvana Lazzarino e Dario Nicolella.
Il libro che, tra arte e poesia restituisce una lettura in versi delle opere di due scultrici di fama internazionale: Alba Gonzales e Rabarama, è risultato vincitore al Premio internazionale AGENDA DEI POETI 2022 per la sezione libro edito di Poesia, organizzato dalla OTMA2 Edizioni, Premio tra i più prestigiosi che contempla quattro sezioni tra poesia e narrativa.
La Cerimonia di Premiazione, cui ha perso parte Elisabetta Viviani in qualità di presentatrice, si è svolta a Milano il 20 novembre 2022 presso il Circolo Alessandro Volta.
Silvana Lazzarino, giornalista/pubblicista e poetessa di Roma e Dario Nicolella medico, poeta e scrittore di Napoli, hanno saputo presentare attraverso la forza evocativa del verso poetico un percorso di emozioni in divenire a partire dal fascino suscitato dalle opere delle scultrici Alba Gonzales e Rabarama (nome d’arte di Paola Epifani) note a livello internazionale.
L’arte diventa punto di forza e motivo di ispirazione per le liriche dei due poeti che, seppur con stili diversi, restituiscono un percorso dove si muovono figure classiche da una parte e antropomorfiche dall’altra a suggerire come il fascino del mito e il mistero della trasformazione non si siano mai spente nel percorso dell’uomo.
Sia Alba Gonzales, sia Rabarama raccontano il viaggio emozionale dell’uomo nel suo essere sospeso tra il finito e l’infinito, il bene e il male.
Rabarama e Alba Gonzales, come spiega il poeta, filosofo e saggista Franco Campegiani nella prefazione al libro, seppur diverse presentano radici che affondano entrambe nelle regioni dell’Essere: “la prima con una figurazione meditabonda che parla di solitudini e annullamenti dell’ego, di vuoto mentale propedeutico alla rinascita interiore; la seconda con racconti allegorici che svelano i principi elementari, lo statuto segreto del mondo, sospeso tra Essere e Divenire”.
Se Alba Gonzels ha restituito l’universo femminile con i suoi drammi e smarrimentie più in generale le emozioni dell’individuo nel viaggio a riscoprire se stesso, guardando anche al mito e alla storia, Rabarama utilizza per le superfici delle sue sculture simboli di forte impatto visivo ed evocativo, ad intrecciare richiami a filosofie orientali e occidentali volti a suggerire il bisogno di una piena autoconsapevolezza, liberi da quanto appartiene alla predeterminazione.

Il Dispari 20230116

Il Dispari 20230116 Redazione culturale DILA

BRUNO MANCINI |Adriana Iftimie Ceroli: IL CANTICO DEL CIGNO
Un regalo di Natale

Certamente Natale è un giorno speciale “anche” perché si scambiano regali con amici e persone care, ma se un regalo arriva da molto lontano ed è un libro di poesie intense, emozionate ed emozionanti, allora quel Natale non solo acquista il valore dello stupore, ma diventa una data da ricordare molte volte nel prosieguo dei giorni specialmente memorabili tra quelli dedicati alle scorribande nei territori dell’Arte in generale e della poesia in particolare.
Adriana Iftimie Ceroli mi ha fatto dono per Natale dell’ultima sua raccolta poetica intitolata “Il cantico del cigno”, magicamente illustrata, non solo in copertina ma anche al’interno, da riproduzioni di opere assolutamente straordinarie del Maestro Mario Ceroli… la cui fama va ben oltre qualsiasi mia presentazione!

Adriana Iftimie Ceroli, si legge nella quarta di copertina del suo libro di poesie “Il cantico del cigno” sottotitolato “d’amore e altre cose”, è nata il primo agosto 1973 in Romania, sotto il regime di Ceausescu, dove i suoi studi sono stati regolari.
Esordisce con INIMA PIERDUTA nel 2002, libro che vince un primo premio internazionale di poesia per poi pubblicare nel 2018 POESIE.
Vive a Roma da 28 anni perché pensa ancora che sia la capitale del’impero romano e della cultura occidentale.
Nella dotta prefazione di Giuseppe Scaglione siamo introdotti al libro con la visione che “Adriana in questa raccolta proietta le proprie declinazioni esistenziali e la propria componente biografica alla ricerca di un significato ulteriore”.
Mentre, nella postazione ugualmente sapiente, Pietrangelo Buttafuoco esprime la piacevolezza che lui ha ricavata dalla lettura, iniziando con “Adriana Iftimie torna ai suoi amati versi, torna a se stessa, e la poesia è ancora una volta per lei la via diretta lungo la quale trova risposta”, per poi, un po’ oltre nella recensione, illuminarci con una frase priva di fronzoli, precisa e decisamente condivisibile “Iftimie ha la grazia dell’autenticità”.
Già, condivisibile perché a me la lettura di “Il cantico del ciglio” ha creato volumi di emozioni e, per quanto possa valere il mio intendere di poesia, ho strutturata l’dea che se un verso crea emozioni vuol dire che si tratta di un verso autenticamente generato da un’anima aperta al mondo.
Ho detto un verso?
Ebbene sono stato minimalista poiché “Il cantico del ciglio” è un crogiolo resistente alle più alte temperature delle passioni, delle sfide, delle solitudini, calate al suo interno da legioni di versi che passano dalle dita che sfogliano le pagine, attraverso gli occhi dell’immaginazione, fino al più profondo inferno-paradiso delle nostre anime.

SENZA TITOLO

Ti sprigiona il pensiero
questa primavera partorita dal sole
e nel tempo che ruota impietoso
giacciono tramonti lividi,
battaglie tra paradiso e inferno
e gli angeli stanchi
adornano di processioni
di ombre prolisse
e venti smemorati.
Le foglie bussano dai riami
disseminando rumori
sulle vie polverose.
Resto in attesa della luna
che scarabocchia tonda
un volto fanciullo.
E la guerra svanisce.

"Il Cantico del cigno" Collana Interartes della Casa Editrice IBUC – ISBN 978-88-98355-57-0

Bruno Mancini

Il Dispari 20230116 Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230116 Redazione culturale DILA

Premiata Cecilia Salaices, Presidente DILA per la nazione Messico

Giovedì 22 dicembre 2022 a Milano presso l’Hotel Novotel Ca Granda si è svolto con successo il Gran Gala Night TCG News Italy 2022: serata di gala e cerimonia di consegna dei riconoscimenti e degli “Excellence Awards 2022″ presentata dal noto personal trainer e conduttore televisivo Maikol Fazio e dal giornalista ecuadoriano Daniel Sigua (Fondatore e CEO di TCG News Italia, la prima agenzia di stampa latino americana e la principale piattaforma di comunicazione latina in Italia).
Cecilia Salaices, Presidente per la nazione Messico dell’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte –DILA” nonché collaboratrice di questa pagina, ha ricevuto l’ambito riconoscimento EXCELLENCE AWARDS.
A lei vanno i migliori complimenti di DILA e di tutta la Redazione di IL DISPARI.
Per completezza d’informazione elenchiamo tutti i Personaggi premiati, così come comunicato nel CS dell’evento:
Karlos Xavier – Cantante ecuadoriano in Italia;
Narda Martinez – Pittrice ecuadoriana in Italia;
Kessia Maryta Chamba Castillo – Direttrice di Fe y Alegria Italia;
Cecilia Salacices – Artista messicana in Italia, Presidente della Associazione Orchidea Latina aps, e Presidente DILA per il Messico, nominata dal suo Presidente Bruno Mancini;
Cristina Zambrano – Giornalista ecuadoriana in Italia e Direttricedi Expreso Latino – Notizie per i latini in Italia;
Mi Lindo Ecuador – Miglior evento culturale ecuadoriano in Italia;
Jorge Luis Proaño – Uomo d’affari ecuadoriano in Italia e organizzatore di Mi Lindo Ecuador;
Ricardo Cabrejos – Uomo d’affari peruviano in Italia e organizzatore di Mi Lindo Ecuador;
Daniel Ruidias – Imprenditore ecuadoriano in Italia e proprietario di Asadero El GATO;
Julio Garcia – Uomo d’affari peruviano in Italia e proprietario di Rest-El Chorrillano Milano.

Il Dispari 20230116 Redazione culturale DILA

TINA BRUNO |UNA PAGINA RITROVATA

parte prima
 Incipit
“Bastarono poche note a far sussultare il suo cuore, pochi istanti di quella musica familiare proveniente da un panda giallino parcheggiato in doppia fila, per ripescare una pagina di vita che credeva ormai dimenticata.”

Racconto
Quelle note fecero presente a Lina che, non molto lontano, c’era qualcuno che ancora le voleva bene.
Lina, infatti, conosceva quella melodia, e sapeva che a diffonderla era Edoardo: il fidanzatino conosciuto negli anni dell’adolescenza, suo compagno di banco al liceo, abbandonato per seguire Pierpaolo.

Quello di Pierpaolo più che amore era infatuazione, perché dopo qualche mese egli abbandonò Lina per seguire Ambra, un’amica del gruppo di cui facevano parte anche i due fidanzatini, molto ricca e con la quale il giovane dopo pochi mesi convolò a nozze.
Da quel giorno, Lina si chiuse in se stessa e non pronunciò più una parola, anzi, cominciò a sentire crampi, dolori muscolari, debolezza agli arti, problemi nel parlare chiaramente.
Dai controlli medici tutto lasciava supporre che si trattasse di SLA e i sanitari iniziarono il trattamento.
Quel giorno però, a differenza degli anni trascorsi, le note diffuse nell’aria da un venticello primaverile interruppero improvvisamente il loro suono…
Segue prossimamente su questa pagina!

Il Dispari 20230116 Redazione culturale DILA

DILA

NUSIV

L’OASI – ATTUALE FONDAZIONE SANTA LUCIA

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Era l’anno 1962 e avevo sei anni quando, per la prima volta, misi piede a L’Oasi. L’Oasi era, ed è tuttora, un importantissimo centro di riabilitazione motoria, con sede a Roma, in Via Ardeatina, a poche centinaia di metri dalla casa in cui sono nato. La Via Ardeatina nasce come moderna diramazione dell’Appia Antica, esattamente dall’evangelico: Domine, quo vadis? Dal punto, cioè, dove Pietro, fuggente, incontrò Cristo! Dopo circa tre km si incontrano le, ahimè, famigerate Fosse Ardeatine. All’epoca il cartello “ROMA” si trovava proprio davanti alla sinistra inferriata delle Fosse Ardeatine. Noi stavamo al quarto km, per cui, stavamo “Fuori Roma”. Andavamo all’asilo prima e alle elementari poi, dalle Suore Orsoline di Via Tasso, “A ROMA”. All’epoca c’era un vecchio autobus, o meglio una vecchia diligenza del Far West, che passava, quando passava, ogni due ore e che faceva la linea: Scala Santa (vicino la triste Via Tasso) – Santuario Madonna del Divino Amore. Una madre a turno accompagnava tutti i bambini a scuola. Altri tempi! Ho narrato ciò per evidenziare il fatto che, all’epoca, quel tratto della Via Ardeatina era aperta campagna, per cui, eravamo pressoché isolati dal resto del mondo, a parte L’Oasi dove, calzoncini corti e calzettoni, approdai per la prima volta, perché invitato a giocare da due fraterni amici d’infanzia, Graziano e Lino, i quali abitavano all’interno dell’area di pertinenza di L’Oasi stessa. La loro madre vedova, santa donna che si era dovuta sobbarcare da sola il ménage familiare con due figli piccoli, era dipendente di L’Oasi e aveva lì un alloggio di servizio. A noi si unirono altri due amici coetanei: Maurizio e Stefano. Eravamo, dunque, cinque ragazzini di cui: due interni e tre esterni. L’abitazione di Graziano e Lino era, per meglio intenderci, una sorta di dependance della struttura del centro vero e proprio. L’abitazione si trovava vicino ai parcheggi e, quindi, a livello con la Via Ardeatina, mentre la vita di L’Oasi si svolgeva in un vastissimo piazzale rialzato al centro della struttura, al quale si accedeva tramite ascensore. I nostri erano i giochi dei bambini dell’epoca: un immancabile pallone, le figurine della Panini Modena e un mazzo di carte da briscola. Un giorno, però, Graziano e Lino ci “introdussero” al piazzale, zona vietata per gli esterni. E lì, lo racconto con un grande magone, noi tre esterni venimmo a contatto con una realtà che oggi, senza presunzione alcuna e con grande umiltà nel cuore, potrei accostare a quella di umano dolore che trovò il Buddha quando fuggì dalla reggia paterna. Tanta gente sulle sedie a rotelle! Bambini, giovani, vecchi! Rimasi immediatamente colpito dall’accoglienza gioiosa e fraterna che i paraplegici riservarono a me e agli altri due sconosciuti! Da quel giorno i nostri giochi bambini si ampliarono, perché si trasferirono al “Piazzale”. Infatti, sul Piazzale c’era il bar con biliardino, flipper e tavolo da ping – pong. Le nostre vite divennero una giornaliera, costante simbiosi con il piazzale e con gli “amici” del piazzale. Uno dei primi paraplegici che conobbi fu Giovanni Pische, Sardo, ex ufficiale dell’Aviazione Italiana, abbattuto dagli Inglesi nella battaglia aerea di Malta nel 1941. Giovanni fu Fondatore e Presidente dell’A.N.S.P.I. (Associazione Nazionale Sport Paraplegici Italiani). Giovanni vinse svariate medaglie d’oro alle para – olimpiadi di Tokyo 1964. Lasciato l’agonismo, si dedicò all’organizzazione dello sport che ebbe, ed ha tuttora, un grande ruolo per quel che riguarda il recupero psicofisico dei paraplegici. Poi conobbi Antonio, centralinista di L’Oasi. Amico fraterno che ancora frequento. Antonio è Calabrese. Era operaio a Torino quando cadde da un’impalcatura. Quando tornava dalla Calabria era un banchetto collettivo: vino come l’inchiostro, olive e salami piccantissimi, formaggi, dolcetti vari… Ma all’epoca non avevamo problemi di colesterolo e di soprappeso. Successivamente conobbi Giuseppe Trieste, Calabrese anche lui.

COMM. GIUSEPPE TRIESTE

PRESIDENTE DI FIABA – ANTHAI

Chi siamo

Giuseppe, all’età di 13 anni, cadde da un albero e addio colonna vertebrale. Con Giuseppe, tra le altre cose, abbiamo frequentato, nei primi anni ’70, l’Accademia Britannica di Viale Manzoni, a Roma. Andavamo con la sua macchina, con comandi speciali, perché io non avevo ancora 18 anni. L’Accademia britannica aveva, ahimè, delle strettissime scale a chiocciola. Helen, la Preside, Inglese ovviamente, la prima volta era preoccupata, ma poi si rese conto che il lavoro di equipe, di Giuseppe e mio, non conosceva ostacoli architettonici. Giuseppe, con il placet di Giovanni Pische, mi portò in alcuni paesi dell’Europa Occidentale: Francia, Inghilterra, Belgio, Germania, Austria. Giuseppe era infatti all’epoca, il più medagliato degli atleti italiani ai vari para – giochi italiani, europei, mondiali, olimpici. Lo chiamavamo, alla romana, “ER MEDAJA”! Giuseppe primeggiò per anni in varie specialità: corsa, gymkhana, tennis da tavolo, tutte le specialità del nuoto, tiro con l’arco! Un vero fuoriclasse! Pensate: soltanto ai Giochi di Roma 1974, conquistò 13 medaglie in 13 gare! Da anni Giuseppe è un affermatissimo uomo d’affari! Sottolineo che, senza cinismo da parte mia, quando a seguito dell’evento arrivò a Roma, economicamente non se la passava per niente bene! Un fulgido esempio di reazione alle avversità della vita! A proposito, non lo conobbi sul piazzale, ma all’ingresso di L’Oasi, sulla Via Ardeatina, in un lago di sangue! Era uno scavezzacollo e guidava un motorino a tre ruote per paraplegici che quel giorno gli si ribaltò a causa della sua guida “allegra”! Oltre a essere un affermatissimo uomo d’affari, Giuseppe Trieste oggi è, tra le altre cose, Presidente di F.I.A.B.A. (Fondo Italiano Abbattimento Barriere Architettoniche). Casa sua e gli uffici di FIABA, sono dei veri e propri templi allo Sport che, tuttavia, non bastano a contenere le centinaia di coppe, medaglie, targhe, Lauree Honoris Causa, diplomi, attestati, ecc. Giuseppe è un modello da seguire da parte di chi, ahimè, ha subito un handicap! Ho conosciuto anche Franco, ROMANO DE ROMA. Proprietario di un prestigioso ristorante del centro storico. Grande pokerista e fratello maggiore di tutti, sempre pronto a dare saggi consigli e supporto psicologico a tutti, anche a noi “bipedi”. Si, proprio lui a noi e non viceversa! In questo periodo, a “L’Oasi”, arrivò Osanna Brugnoli, “fresca” d’evento, che ci stregò con la sua principesca leggiadria di delicata farfalla, con il suo animo profondamente umano, animo che, più tardi, la spinse verso ANTHAI (Associazione Nazionale Tutela Handicappati e Invalidi) e a diventarne Presidente. Osanna ha trasformato il suo “incontro” con il destino in una missione altamente umanitaria, al servizio dei più sfortunati, divenendone un imprescindibile punto di riferimento. Poi ho conosciuto Angelo, Paoletto e Bruno, tre tetraplegici. I più sfortunati! Oltre alle gambe, avevano problemi anche alle mani, ma con una mostruosa voglia di vivere. Angelo e Paoletto, ovviamente in tempi diversi, si erano tuffati a Ostia in un punto dove l’acqua era troppo bassa! Bruno, invece, aveva ricevuto una doppia razione dal destino: era un ex paracadutista! Durante un’esercitazione ebbe problemi di “paracadute”! Si era un po’ ripreso dall’incidente, quando, similmente ad Angelo e Paoletto, si tuffò nel punto sbagliato! Ovviamente la lista dei nomi sarebbe interminabile! Per un periodo fu costituito anche un gruppo musicale di cui, l’unico “bipede” (così ci chiamavano loro) era Maurizio, batterista! Gli anni passavano e insieme ci spostavamo sempre di più da L’Oasi che, però, rimaneva sempre il punto di riferimento! Insieme andavamo al mare, in discoteca, in pizzeria, allo Stadio Olimpico! Era l’epoca della musica rock ed eravamo di casa al PalaEur dove venivano tutti i maggiori gruppi dell’epoca: Carlos Santana, Frank Zappa, Pink Floyd, Jethro Tull, Deep Purple, Emerson Lake and Palmer, Super Tramp, Genesis, Banco del Mutuo Soccorso, Premiata Forneria Marconi…Spesso la sera, soprattutto all’aperto, ci facevamo delle conviviali scorpacciate di pizza, spaghetti, bucatini, cocomero…insieme a noi partecipava, ovviamente, parte del personale medico e paramedico. Organizzavamo tornei di carte, ping – pong, pallacanestro…Noi “bipedi” ci sedevamo sulle sedie a rotelle e formavamo una squadra che, puntualmente e ovviamente, prendeva delle batoste incredibili. Naturalmente non avevamo la loro forza di braccia. Il tempo passa inesorabilmente e noi “bipedi”, uno alla volta, siamo andati a fare il militare. Io mi sono arruolato nell’Arma dei Carabinieri. Prima ho frequentato la Scuola Allievi Carabinieri di Via Carlo Alberto Dalla Chiesa, a Roma (stranezze del destino, due anni fa sono venuto ad abitare di fronte alla Scuola), poi ho frequentato la Scuola Sottufficiali Velletri-Firenze. Sono stati tre anni particolarmente duri. Più volte ho pensato di mollare! Sapete cosa mia ha dato la forza? Il ricordo dei ragazzi di L’Oasi! In quei difficili momenti mi chiedevo: “Chissà, loro, cosa darebbero per stare al posto mio!” La vita, si sa, propone, o forse obbliga, strade diverse per tutti e così ci si perde di vista! Gli anni sono volati! Nel 1996 mia madre, con la quale all’epoca vivevo, fu colta da ictus. Ero solo e disperato! Non sapevo cosa fare! Mi preoccupavo, soprattutto, di mia madre, della dignità di mia madre! In quei giorni, dopo tanti anni, ho incontrato (sarà stato un caso?) uno dei ragazzi di L’Oasi, il quale mi ha spalancato le porte del Centro. Mia madre tre mesi dopo è morta, ma sono convinto che L’Oasi è stata lo strumento che Dio Onnipotente ha usato per tutelare l’umana dignità di mia madre, donna che ho smisuratamente amato. Sono convinto che Dio si è ricordato di me! Quanto ci sarebbe da raccontare! Dio esiste! Ciao!

Il Dispari 20230130 Redazione culturale DILA

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Il Dispari 20230130

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Cerimonia premiazione OTTO MILIONI undicesima edizione

Il 22 gennaio 2023, alle ore 18, nello spazio magico “Interno 4” di Chiara Pavoni in via Della Lungara 44 a Roma, a conclusione della undicesima edizione del Premio internazionale di arti varie “Otto Milioni” ideato da Bruno Mancini, si è tenuta la cerimonia di premiazione del premio con la consegna dei relativi attestati di merito.

In tale occasione è stata presentata l’antologia di Arti varie, dal titolo “Isole nuove – 2022” (Edizione a colori ISBN 9781471065514 – BARNES & NOBLE

https://www.barnesandnoble.com/w/isole-nuove-2022-bruno-mancini/1142811364 )

contenente tutte le opere di arti grafiche finaliste, l’articolo giornalistico vincitore e l’elenco dei primi cinque articoli classificati, i link ai video dei cinque finalisti per la sezione “recitazione” e tutti i testi delle poesie finaliste del Premio, oltre a contributi culturali proposti da Artisti di varie discipline.

La cerimonia di premiazione è stata presentata con mirabile professionalità dall’attrice Chiara Pavoni.

Il Premio “Otto milioni” è stato, anche in questa undicesima edizione, organizzato dall’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA” con la collaborazione della testata giornalistica IL DISPARI di Gaetano Di Meglio e dell’Associazione algerina ADA di Dalila Boukhalfa.

Erano presenti e sono stati premiati alcuni dei cinque primi classificati delle quattro sezioni:
Angela Maria Tiberi – Chiara Pavoni – Giuseppe Lorin – Luciana Capece – Mauro Paolo Montacchiesi – Milena Petrarca.

Hanno aderito all’iniziativa molti artisti e amici DILA tra i quali Adriana Iftimie, Alfonso Gurreri, Angela Maria Tiberi, Benito Corradini, Elena Enache, Giuseppe Lorin, Gisela Lopez, Giorgia Sabatini, Lucia Fusco, Luciana Capece, Manuela Pallucca, Maria Luisa Neri, Mauro Montacchiesi, Michela Zanarella, Milena Petrarca, Roberto Federico, Santina Amici, Silvana Lazzarino.

Durante l’incontro è stato deciso, su proposta del Presidente DILA, con approvazione di Chiara Pavoni e con vivo apprezzamento di tutti i presenti, di nominare il salotto “Interno 4” CASA DELLA CULTURA INTERNO 4 – DILA e di realizzarvi una libreria specializzata nella conservazione e nella libera lettura dei libri di tutti i collaboratori e gli amici dei progetti MADE in Ischia organizzati dall’Associazione DILA.
Potrete, quindi, anche voi lettori di questa pagina, decidere di donare i vostri libri affinché facciano parte della suddetta libreria.

Inoltre, nella nuova CASA DELLA CULTURA INTERNO 4 – DILA sarà attivato un calendario eventi a cadenza almeno mensile del quale, ovviamente, vi daremo notizie in anteprima su questa pagina.
Elena Enache violino (12 anni), Santina Amici pianoforte, Maria Luisa Neri violino, Gisela Lopez cantante e Giorgia Sabatini violino (12 anni) hanno allietato la serata con loro applaudite esecuzioni musicali.

Il Dispari 20230130 Redazione culturale DILA

1 Benito Corradini – Michela Zanarella – Luciana Capece – Gisela Lopez – Giuseppe Lorin – Milena Petrarca – Angela Maria Tiberi – Bruno Mancini – Manuela Pallucca – Mauro Montacchiesi – L.uciana Fusco

Adriana Iftimie Ceroli – Bruno Mancini

Angela Maria Tiberi

 

Chiara Pavoni

Il Dispari 20230130 Redazione culturale DILA

Giorgia Sabatini – Elena Enache

Gisela Lopez

Lucia Fusco

Maria Luisa Neri

Chiara Pavoni – Luciana Capece

Benito Corradini – Chiara Pavoni – Milena Petrarca – Bruno Mancini

Chiara Pavoni – Alfonso Gurreri

Chiara Pavoni – Michela Zanarella – Bruno Mancini

Milena Petrarca

Santina Amici

Silvana Lazzarino

Chiara Pavoni – Giuseppe Lorin – Bruno Mancini

Chiara Pavoni – Mauro Montacchiesi – Bruno Mancini

Pubblico premiazione

Bruno Mancini – Angela Maria Tiberi

Chiara Pavoni – Bruno Mancini – Milena Petrarca

Chiara Pavoni – Silvana Lazzarino – Bruno Mancini

Giorgia Sabatini

Giorgia Sabatini

Giorgia Sabatini

Luciana Capece – Bruno Mancini – Lucia Fusco – Una spettatrice

Maria Luisa Neri – Elena Enache

Milena Petrarca – Gisela Lopez

Pubblico in sala

Pubblico in sala 2

Il Dispari 20230130 Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230123

Il Dispari 20230123 Redazione culturale DILA

Enzio Strada: Processi e torture della Inquisizione

Invitandovi a leggere, e lo faccio molto molto volentieri, l’interessante volume “Processi e torture” (dato alle stampe quest’anno da Enzio Strada con l’Editore “Carta Bianca” di Faenza), la prima considerazione sulla quale desidero spingervi a riflettere è relativa all’incredibile capacità di sopravvivenza della Chiesa Romana dopo aver perpetrato infamie del tipo di quelle documentate in esclusiva dal sagace autore romagnolo.
Premesso che Enzio lo conosco, e bene, fin da lontanissimo 1963/64, quando entrambi provavamo a realizzare i nostri sogni giovanili prestando servizio come Prefetti nel collegio Sacro Cuore, sito nella splendida e culturalmente primeggiante città di Bologna, devo dire che, da allora, terminate le nostre permanenze nel collegio, non avevamo avuto più contatti fino a quando, credo intorno al 2014, un altro nostro collega, il milanese Alberto Ghirardini, riuscì a rintracciarmi su un social riportandomi nel gruppo dei Prefetti che loro avevano mantenuto sempre attivo.
Alberto Ghirardini ed Enzio Strada sono diventati, quindi, Soci fondatori dell’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA” collaborando anche sporadicamente con la redazione di questa pagina.
Dico questo perché so di volermi avviare a magnificare la qualità storica e letteraria del libro e perché so di volerlo fare a buona ragione, ben oltre la spinta emotiva implicita nella notizia della sua pubblicazione.
Entrare, come fece Enzio alcuni anni fa, nell’Archivio diocesano di Ravenna-Cervia, consultarne i faldoni fino ad imbattersi in un voluminoso incartamento del XVI secolo inserito in una copertina dal titolo “Pro Curia et Fisco contro diversi per bestemmia ed altro – 1597-1599”, fu già un pregevole risultato: la scoperta di documentazione inedita contribuisce ad approfondire storicamente la reale attività messa in atto dalle più alte gerarchie della Chiesa al tempo della Riforma Protestante e della Controriforma cattolica.
Cioè Processi (e anche torture) contro tutti coloro che si macchiavano, ad insindacabile giudizio del Tribunale dell’Inquisizione, di “delitti” quali stregoneria, bestemmie, anima al diavolo, spregio della scomunica ecc.
Dopo aver ottenuto dalle autorità competenti la rimozione di spaghi e laccioli che tenevano legate (ed inaccessibili)le pagine dell’incartamento, Enzio Strada ha potuto aprire il faldone e sfogliare con “delicatezza ed emozione” i singoli fogli finalmente “liberati”.
Ciò, tuttavia, non sarebbe servito a nulla se lui, che è anche un esperto latinista, non avesse avuto la costanza di affrontare il problema della decifrazione di verbali scritti seduta stante da persone diverse, in tempi differenti, con penne ed inchiostri di vario tipo, in una lingua non ortodossa, con “calligrafie” molto personalizzate, su fogli deturpati dal tempo e da condizioni ambientali.
Enzio Strada ha riportato (e commentato) nel suo libro, il testo integrale dei documenti riportati alla luce dopo tanti secoli.
Un documento che complessivamente può ritenersi più unico che raro poiché, come si legge nel libro “Gran parte della documentazione è stata fatta sparire in modo deliberato dalla stessa Congregazione del Santo Uffizio a più riprese e soprattutto in concomitanza con eventi storici drammatici per la Chiesa: Rivoluzione Francese, Napoleone I (1789 – 1815), Repubblica Romana (1848 – 49) fino allo Stato Pontificio, presa di Roma (1859 – 1870)”.
I pochi documenti superstiti sono sparsi per lo più negli Archivi Vaticani, negli Archivi Diocesani, e in alcuni Archivi di Stato.
La seconda riflessione che il libro mi ha stimolato, e che vi propongo in maniera stringata, riguarda l’origine stessa delle nefaste direttive di cui si legge, poiché esse furono emanate non già da singoli ecclesiastici fanatici, o anche da organizzazioni strutturate nel tessuto direttivo della Chiesa, no, esse furono in larghissima parte dettate, imposte, da dirette espressioni delle volontà papali: Giovanni Pietro Carafa futuro Papa Paolo IV, Papa Giulio III, Papa Innocenzo VIII e Papa Paolo III Farnese furono tra i peggiori esempi.
“Quasi sempre si incominciava con la tortura cosiddetta della corda perché si trattava di un sistema poco costoso: bastavano una corda ed una carrucola fissata al soffitto. Essa era facile da praticare perché un solo uomo era in grado di spogliare, legare, issare in alto il malcapitato. Inoltre era efficace perché il dolore che infliggeva era difficile da sopportare e poteva essere accresciuto mediante strattoni che slogavano braccia e spalle.
In genere, nella prima seduta questa tortura durava un quarto d’ora, poi se l’imputato non si dichiarava subito colpevole, lo si sottoponeva ad una seconda seduta di durata doppia.
Altra tortura praticata dall’Inquisizione in Emilia Romagna era quella della stanghetta o tassello…

Il resto potrete saperlo leggendo il libro: Enzio Strada, “Processi e tortura”, Carta Bianca Editore Faenza, 2022, ISBN 9791280840103.

Bruno Mancini

Il Dispari 20230123 Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230123 Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230123 Redazione culturale DILA

CS DILA | SILVANA LAZZARINO vince un altro primo premio di poesia

Vince il Premio Trofeo Città di Milano il libro di poesie
“Il volo dell’Anima” di Silvana Lazzarino e Dario Nicolella

A Silvana Lazzarino, stimatissima collaboratrice di questa pagina, nonché vincitrice nel 2015
del Premio internazionale di poesia OTTO MILIONI con la poesia Inaspettatamente l’amore, vanno i complimenti del Direttore Gaetano Di Meglio e della Redazione di questa pagina culturale insieme a quelli di tutto il CD dell’Associazione “Da Ischia L’Arte – DILA”.
Complimenti anche al Dott. Dario Nicolella che auspichiamo possa diventare presto amico dei nostri progetti artistici Made in Ischia.

——°°°°°——

Due poeti e due artiste per restituire il respiro dell’anima tra visibile e invisibile, memoria e tempo.
«Due artiste e due poeti si confrontano per dare vita a un libro in cui l’arte, in senso lato, cerca – con un “linguaggio” diverso – di fornire al mondo uno strumento in più affinché ci si possa avvicinare alla semplice complessità o, se volete, la complessa semplicità della vita». Queste le parole di Sandro Angelucci, affermato poeta, critico letterario e saggista, nell’introduzione alla raccolta poetica “Il volo dell’Anima. Incontri ravvicinati tra scultura e poesia. Alba Gonzales e Rabarama”) edita da Apeiron Edizioni (2019) e scritta da Silvana Lazzarino e Dario Nicolella.
Il libro che, tra arte e poesia restituisce una lettura in versi delle opere di due scultrici di fama internazionale: Alba Gonzales e Rabarama, è risultato vincitore al Premio internazionale AGENDA DEI POETI 2022 per la sezione libro edito di Poesia, organizzato dalla OTMA2 Edizioni, Premio tra i più prestigiosi che contempla quattro sezioni tra poesia e narrativa.
La Cerimonia di Premiazione, cui ha perso parte Elisabetta Viviani in qualità di presentatrice, si è svolta a Milano il 20 novembre 2022 presso il Circolo Alessandro Volta.
Silvana Lazzarino, giornalista/pubblicista e poetessa di Roma e Dario Nicolella medico, poeta e scrittore di Napoli, hanno saputo presentare attraverso la forza evocativa del verso poetico un percorso di emozioni in divenire a partire dal fascino suscitato dalle opere delle scultrici Alba Gonzales e Rabarama (nome d’arte di Paola Epifani) note a livello internazionale.
L’arte diventa punto di forza e motivo di ispirazione per le liriche dei due poeti che, seppur con stili diversi, restituiscono un percorso dove si muovono figure classiche da una parte e antropomorfiche dall’altra a suggerire come il fascino del mito e il mistero della trasformazione non si siano mai spente nel percorso dell’uomo.
Sia Alba Gonzales, sia Rabarama raccontano il viaggio emozionale dell’uomo nel suo essere sospeso tra il finito e l’infinito, il bene e il male.
Rabarama e Alba Gonzales, come spiega il poeta, filosofo e saggista Franco Campegiani nella prefazione al libro, seppur diverse presentano radici che affondano entrambe nelle regioni dell’Essere: “la prima con una figurazione meditabonda che parla di solitudini e annullamenti dell’ego, di vuoto mentale propedeutico alla rinascita interiore; la seconda con racconti allegorici che svelano i principi elementari, lo statuto segreto del mondo, sospeso tra Essere e Divenire”.
Se Alba Gonzels ha restituito l’universo femminile con i suoi drammi e smarrimentie più in generale le emozioni dell’individuo nel viaggio a riscoprire se stesso, guardando anche al mito e alla storia, Rabarama utilizza per le superfici delle sue sculture simboli di forte impatto visivo ed evocativo, ad intrecciare richiami a filosofie orientali e occidentali volti a suggerire il bisogno di una piena autoconsapevolezza, liberi da quanto appartiene alla predeterminazione.

Il Dispari 20230116

Il Dispari 20230116 Redazione culturale DILA

BRUNO MANCINI |Adriana Iftimie Ceroli: IL CANTICO DEL CIGNO
Un regalo di Natale

Certamente Natale è un giorno speciale “anche” perché si scambiano regali con amici e persone care, ma se un regalo arriva da molto lontano ed è un libro di poesie intense, emozionate ed emozionanti, allora quel Natale non solo acquista il valore dello stupore, ma diventa una data da ricordare molte volte nel prosieguo dei giorni specialmente memorabili tra quelli dedicati alle scorribande nei territori dell’Arte in generale e della poesia in particolare.
Adriana Iftimie Ceroli mi ha fatto dono per Natale dell’ultima sua raccolta poetica intitolata “Il cantico del cigno”, magicamente illustrata, non solo in copertina ma anche al’interno, da riproduzioni di opere assolutamente straordinarie del Maestro Mario Ceroli… la cui fama va ben oltre qualsiasi mia presentazione!

Adriana Iftimie Ceroli, si legge nella quarta di copertina del suo libro di poesie “Il cantico del cigno” sottotitolato “d’amore e altre cose”, è nata il primo agosto 1973 in Romania, sotto il regime di Ceausescu, dove i suoi studi sono stati regolari.
Esordisce con INIMA PIERDUTA nel 2002, libro che vince un primo premio internazionale di poesia per poi pubblicare nel 2018 POESIE.
Vive a Roma da 28 anni perché pensa ancora che sia la capitale del’impero romano e della cultura occidentale.
Nella dotta prefazione di Giuseppe Scaglione siamo introdotti al libro con la visione che “Adriana in questa raccolta proietta le proprie declinazioni esistenziali e la propria componente biografica alla ricerca di un significato ulteriore”.
Mentre, nella postazione ugualmente sapiente, Pietrangelo Buttafuoco esprime la piacevolezza che lui ha ricavata dalla lettura, iniziando con “Adriana Iftimie torna ai suoi amati versi, torna a se stessa, e la poesia è ancora una volta per lei la via diretta lungo la quale trova risposta”, per poi, un po’ oltre nella recensione, illuminarci con una frase priva di fronzoli, precisa e decisamente condivisibile “Iftimie ha la grazia dell’autenticità”.
Già, condivisibile perché a me la lettura di “Il cantico del ciglio” ha creato volumi di emozioni e, per quanto possa valere il mio intendere di poesia, ho strutturata l’dea che se un verso crea emozioni vuol dire che si tratta di un verso autenticamente generato da un’anima aperta al mondo.
Ho detto un verso?
Ebbene sono stato minimalista poiché “Il cantico del ciglio” è un crogiolo resistente alle più alte temperature delle passioni, delle sfide, delle solitudini, calate al suo interno da legioni di versi che passano dalle dita che sfogliano le pagine, attraverso gli occhi dell’immaginazione, fino al più profondo inferno-paradiso delle nostre anime.

SENZA TITOLO

Ti sprigiona il pensiero
questa primavera partorita dal sole
e nel tempo che ruota impietoso
giacciono tramonti lividi,
battaglie tra paradiso e inferno
e gli angeli stanchi
adornano di processioni
di ombre prolisse
e venti smemorati.
Le foglie bussano dai riami
disseminando rumori
sulle vie polverose.
Resto in attesa della luna
che scarabocchia tonda
un volto fanciullo.
E la guerra svanisce.

"Il Cantico del cigno" Collana Interartes della Casa Editrice IBUC – ISBN 978-88-98355-57-0

Bruno Mancini

Il Dispari 20230116 Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230116 Redazione culturale DILA

Premiata Cecilia Salaices, Presidente DILA per la nazione Messico

Giovedì 22 dicembre 2022 a Milano presso l’Hotel Novotel Ca Granda si è svolto con successo il Gran Gala Night TCG News Italy 2022: serata di gala e cerimonia di consegna dei riconoscimenti e degli “Excellence Awards 2022″ presentata dal noto personal trainer e conduttore televisivo Maikol Fazio e dal giornalista ecuadoriano Daniel Sigua (Fondatore e CEO di TCG News Italia, la prima agenzia di stampa latino americana e la principale piattaforma di comunicazione latina in Italia).
Cecilia Salaices, Presidente per la nazione Messico dell’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte –DILA” nonché collaboratrice di questa pagina, ha ricevuto l’ambito riconoscimento EXCELLENCE AWARDS.
A lei vanno i migliori complimenti di DILA e di tutta la Redazione di IL DISPARI.
Per completezza d’informazione elenchiamo tutti i Personaggi premiati, così come comunicato nel CS dell’evento:
Karlos Xavier – Cantante ecuadoriano in Italia;
Narda Martinez – Pittrice ecuadoriana in Italia;
Kessia Maryta Chamba Castillo – Direttrice di Fe y Alegria Italia;
Cecilia Salacices – Artista messicana in Italia, Presidente della Associazione Orchidea Latina aps, e Presidente DILA per il Messico, nominata dal suo Presidente Bruno Mancini;
Cristina Zambrano – Giornalista ecuadoriana in Italia e Direttricedi Expreso Latino – Notizie per i latini in Italia;
Mi Lindo Ecuador – Miglior evento culturale ecuadoriano in Italia;
Jorge Luis Proaño – Uomo d’affari ecuadoriano in Italia e organizzatore di Mi Lindo Ecuador;
Ricardo Cabrejos – Uomo d’affari peruviano in Italia e organizzatore di Mi Lindo Ecuador;
Daniel Ruidias – Imprenditore ecuadoriano in Italia e proprietario di Asadero El GATO;
Julio Garcia – Uomo d’affari peruviano in Italia e proprietario di Rest-El Chorrillano Milano.

Il Dispari 20230116 Redazione culturale DILA

TINA BRUNO |UNA PAGINA RITROVATA

parte prima
 Incipit
“Bastarono poche note a far sussultare il suo cuore, pochi istanti di quella musica familiare proveniente da un panda giallino parcheggiato in doppia fila, per ripescare una pagina di vita che credeva ormai dimenticata.”

Racconto
Quelle note fecero presente a Lina che, non molto lontano, c’era qualcuno che ancora le voleva bene.
Lina, infatti, conosceva quella melodia, e sapeva che a diffonderla era Edoardo: il fidanzatino conosciuto negli anni dell’adolescenza, suo compagno di banco al liceo, abbandonato per seguire Pierpaolo.

Quello di Pierpaolo più che amore era infatuazione, perché dopo qualche mese egli abbandonò Lina per seguire Ambra, un’amica del gruppo di cui facevano parte anche i due fidanzatini, molto ricca e con la quale il giovane dopo pochi mesi convolò a nozze.
Da quel giorno, Lina si chiuse in se stessa e non pronunciò più una parola, anzi, cominciò a sentire crampi, dolori muscolari, debolezza agli arti, problemi nel parlare chiaramente.
Dai controlli medici tutto lasciava supporre che si trattasse di SLA e i sanitari iniziarono il trattamento.
Quel giorno però, a differenza degli anni trascorsi, le note diffuse nell’aria da un venticello primaverile interruppero improvvisamente il loro suono…
Segue prossimamente su questa pagina!

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DILA

NUSIV

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Il Dispari 20230123

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Enzio Strada: Processi e torture della Inquisizione

Invitandovi a leggere, e lo faccio molto molto volentieri, l’interessante volume “Processi e torture” (dato alle stampe quest’anno da Enzio Strada con l’Editore “Carta Bianca” di Faenza), la prima considerazione sulla quale desidero spingervi a riflettere è relativa all’incredibile capacità di sopravvivenza della Chiesa Romana dopo aver perpetrato infamie del tipo di quelle documentate in esclusiva dal sagace autore romagnolo.
Premesso che Enzio lo conosco, e bene, fin da lontanissimo 1963/64, quando entrambi provavamo a realizzare i nostri sogni giovanili prestando servizio come Prefetti nel collegio Sacro Cuore, sito nella splendida e culturalmente primeggiante città di Bologna, devo dire che, da allora, terminate le nostre permanenze nel collegio, non avevamo avuto più contatti fino a quando, credo intorno al 2014, un altro nostro collega, il milanese Alberto Ghirardini, riuscì a rintracciarmi su un social riportandomi nel gruppo dei Prefetti che loro avevano mantenuto sempre attivo.
Alberto Ghirardini ed Enzio Strada sono diventati, quindi, Soci fondatori dell’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA” collaborando anche sporadicamente con la redazione di questa pagina.
Dico questo perché so di volermi avviare a magnificare la qualità storica e letteraria del libro e perché so di volerlo fare a buona ragione, ben oltre la spinta emotiva implicita nella notizia della sua pubblicazione.
Entrare, come fece Enzio alcuni anni fa, nell’Archivio diocesano di Ravenna-Cervia, consultarne i faldoni fino ad imbattersi in un voluminoso incartamento del XVI secolo inserito in una copertina dal titolo “Pro Curia et Fisco contro diversi per bestemmia ed altro – 1597-1599”, fu già un pregevole risultato: la scoperta di documentazione ineditacontribuisce ad approfondire storicamente la reale attività messa in atto dalle più alte gerarchie della Chiesa al tempo della Riforma Protestante e della Controriforma cattolica.
Cioè Processi (e anche torture) contro tutti coloro che si macchiavano, ad insindacabile giudizio del Tribunale dell’Inquisizione, di “delitti” quali stregoneria, bestemmie, anima al diavolo, spregio della scomunica ecc.
Dopo aver ottenuto dalle autorità competenti la rimozione di spaghi e laccioli che tenevano legate (ed inaccessibili)le pagine dell’incartamento, Enzio Strada ha potuto aprire il faldone e sfogliare con “delicatezza ed emozione” i singoli fogli finalmente “liberati”.
Ciò, tuttavia, non sarebbe servito a nulla se lui, che è anche un esperto latinista, non avesse avuto la costanza di affrontare il problema della decifrazione di verbali scritti seduta stante da persone diverse, in tempi differenti, con penne ed inchiostri di vario tipo, in una lingua non ortodossa, con “calligrafie” molto personalizzate, su fogli deturpati dal tempo e da condizioni ambientali.
Enzio Strada ha riportato (e commentato) nel suo libro, il testo integrale dei documenti riportati alla luce dopo tanti secoli.
Un documento che complessivamente può ritenersi più unico che raro poiché, come si legge nel libro “Gran parte della documentazione è stata fatta sparire in modo deliberato dalla stessa Congregazione del Santo Uffizio a più riprese e soprattutto in concomitanza con eventi storici drammatici per la Chiesa: Rivoluzione Francese, Napoleone I (1789 – 1815), Repubblica Romana (1848 – 49) fino allo Stato Pontificio, presa di Roma (1859 – 1870)”.
I pochi documenti superstiti sono sparsi per lo più negli Archivi Vaticani, negli Archivi Diocesani, e in alcuni Archivi di Stato.
La seconda riflessione che il libro mi ha stimolato, e che vi propongo in maniera stringata, riguarda l’origine stessa delle nefaste direttive di cui si legge, poiché esse furono emanate non già da singoli ecclesiastici fanatici, o anche da organizzazioni strutturate nel tessuto direttivo della Chiesa, no, esse furono in larghissima parte dettate, imposte, da dirette espressioni delle volontà papali: Giovanni Pietro Carafa futuro Papa Paolo IV, Papa Giulio III, Papa Innocenzo VIII e Papa Paolo III Farnese furono tra i peggiori esempi.
“Quasi sempre si incominciava con la tortura cosiddetta della corda perché si trattava di un sistema poco costoso: bastavano una corda ed una carrucola fissata al soffitto. Essa era facile da praticare perché un solo uomo era in grado di spogliare, legare, issare in alto il malcapitato. Inoltre era efficace perché il dolore che infliggeva era difficile da sopportare e poteva essere accresciuto mediante strattoni che slogavano braccia e spalle.
In genere, nella prima seduta questa tortura durava un quarto d’ora, poi se l’imputato non si dichiarava subito colpevole, lo si sottoponeva ad una seconda seduta di durata doppia.
Altra tortura praticata dall’Inquisizione in Emilia Romagna era quella della stanghetta o tassello…

Il resto potrete saperlo leggendo il libro: Enzio Strada, “Processi e tortura”, Carta Bianca Editore Faenza, 2022, ISBN 9791280840103.

Bruno Mancini

Il Dispari 20230123 Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230123 Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230123 Redazione culturale DILA

CS DILA | SILVANA LAZZARINO vince un altro primo premio di poesia

Vince il Premio Trofeo Città di Milano il libro di poesie
“Il volo dell’Anima” di Silvana Lazzarino e Dario Nicolella

A Silvana Lazzarino, stimatissima collaboratrice di questa pagina, nonché vincitrice nel 2015
del Premio internazionale di poesia OTTO MILIONI con la poesia Inaspettatamente l’amore, vanno i complimenti del Direttore Gaetano Di Meglio e della Redazione di questa pagina culturale insieme a quelli di tutto il CD dell’Associazione “Da Ischia L’Arte – DILA”.
Complimenti anche al Dott. Dario Nicolella che auspichiamo possa diventare presto amico dei nostri progetti artistici Made in Ischia.

——°°°°°——

Due poeti e due artiste per restituire il respiro dell’anima tra visibile e invisibile, memoria e tempo.
«Due artiste e due poeti si confrontano per dare vita a un libro in cui l’arte, in senso lato, cerca – con un “linguaggio” diverso – di fornire al mondo uno strumento in più affinché ci si possa avvicinare alla semplice complessità o, se volete, la complessa semplicità della vita». Queste le parole di Sandro Angelucci, affermato poeta, critico letterario e saggista, nell’introduzione alla raccolta poetica “Il volo dell’Anima. Incontri ravvicinati tra scultura e poesia. Alba Gonzales e Rabarama”) edita da Apeiron Edizioni (2019) e scritta da Silvana Lazzarino e Dario Nicolella.
Il libro che, tra arte e poesia restituisce una lettura in versi delle opere di due scultrici di fama internazionale: Alba Gonzales e Rabarama, è risultato vincitore al Premio internazionale AGENDA DEI POETI 2022 per la sezione libro edito di Poesia, organizzato dalla OTMA2 Edizioni, Premio tra i più prestigiosi che contempla quattro sezioni tra poesia e narrativa.
La Cerimonia di Premiazione, cui ha perso parte Elisabetta Viviani in qualità di presentatrice, si è svolta a Milano il 20 novembre 2022 presso il Circolo Alessandro Volta.
Silvana Lazzarino, giornalista/pubblicista e poetessa di Roma e Dario Nicolella medico, poeta e scrittore di Napoli, hanno saputo presentare attraverso la forza evocativa del verso poetico un percorso di emozioni in divenire a partire dal fascino suscitato dalle opere delle scultrici Alba Gonzales e Rabarama (nome d’arte di Paola Epifani) note a livello internazionale.
L’arte diventa punto di forza e motivo di ispirazione per le liriche dei due poeti che, seppur con stili diversi, restituiscono un percorso dove si muovono figure classiche da una parte e antropomorfiche dall’altra a suggerire come il fascino del mito e il mistero della trasformazione non si siano mai spente nel percorso dell’uomo.
Sia Alba Gonzales, sia Rabarama raccontano il viaggio emozionale dell’uomo nel suo essere sospeso tra il finito e l’infinito, il bene e il male.
Rabarama e Alba Gonzales, come spiega il poeta, filosofo e saggista Franco Campegiani nella prefazione al libro, seppur diverse presentano radici che affondano entrambe nelle regioni dell’Essere: “la prima con una figurazione meditabonda che parla di solitudini e annullamenti dell’ego, di vuoto mentale propedeutico alla rinascita interiore; la seconda con racconti allegorici che svelano i principi elementari, lo statuto segreto del mondo, sospeso tra Essere e Divenire”.
Se Alba Gonzels ha restituito l’universo femminile con i suoi drammi e smarrimentie più in generale le emozioni dell’individuo nel viaggio a riscoprire se stesso, guardando anche al mito e alla storia, Rabarama utilizza per le superfici delle sue sculture simboli di forte impatto visivo ed evocativo, ad intrecciare richiami a filosofie orientali e occidentali volti a suggerire il bisogno di una piena autoconsapevolezza, liberi da quanto appartiene alla predeterminazione.

Il Dispari 20230116

Il Dispari 20230116 Redazione culturale DILA

BRUNO MANCINI |Adriana Iftimie Ceroli: IL CANTICO DEL CIGNO
Un regalo di Natale

Certamente Natale è un giorno speciale “anche” perché si scambiano regali con amici e persone care, ma se un regalo arriva da molto lontano ed è un libro di poesie intense, emozionate ed emozionanti, allora quel Natale non solo acquista il valore dello stupore, ma diventa una data da ricordare molte volte nel prosieguo dei giorni specialmente memorabili tra quelli dedicati alle scorribande nei territori dell’Arte in generale e della poesia in particolare.
Adriana Iftimie Ceroli mi ha fatto dono per Natale dell’ultima sua raccolta poetica intitolata “Il cantico del cigno”, magicamente illustrata, non solo in copertina ma anche al’interno, da riproduzioni di opere assolutamente straordinarie del Maestro Mario Ceroli… la cui fama va ben oltre qualsiasi mia presentazione!

Adriana Iftimie Ceroli, si legge nella quarta di copertina del suo libro di poesie “Il cantico del cigno” sottotitolato “d’amore e altre cose”, è nata il primo agosto 1973 in Romania, sotto il regime di Ceausescu, dove i suoi studi sono stati regolari.
Esordisce con INIMA PIERDUTA nel 2002, libro che vince un primo premio internazionale di poesia per poi pubblicare nel 2018 POESIE.
Vive a Roma da 28 anni perché pensa ancora che sia la capitale del’impero romano e della cultura occidentale.
Nella dotta prefazione di Giuseppe Scaglione siamo introdotti al libro con la visione che “Adriana in questa raccolta proietta le proprie declinazioni esistenziali e la propria componente biografica alla ricerca di un significato ulteriore”.
Mentre, nella postazione ugualmente sapiente, Pietrangelo Buttafuoco esprime la piacevolezza che lui ha ricavata dalla lettura, iniziando con “Adriana Iftimie torna ai suoi amati versi, torna a se stessa, e la poesia è ancora una volta per lei la via diretta lungo la quale trova risposta”, per poi, un po’ oltre nella recensione, illuminarci con una frase priva di fronzoli, precisa e decisamente condivisibile “Iftimie ha la grazia dell’autenticità”.
Già, condivisibile perché a me la lettura di “Il cantico del ciglio” ha creato volumi di emozioni e, per quanto possa valere il mio intendere di poesia, ho strutturata l’dea che se un verso crea emozioni vuol dire che si tratta di un verso autenticamente generato da un’anima aperta al mondo.
Ho detto un verso?
Ebbene sono stato minimalista poiché “Il cantico del ciglio” è un crogiolo resistente alle più alte temperature delle passioni, delle sfide, delle solitudini, calate al suo interno da legioni di versi che passano dalle dita che sfogliano le pagine, attraverso gli occhi dell’immaginazione, fino al più profondo inferno-paradiso delle nostre anime.

SENZA TITOLO

Ti sprigiona il pensiero
questa primavera partorita dal sole
e nel tempo che ruota impietoso
giacciono tramonti lividi,
battaglie tra paradiso e inferno
e gli angeli stanchi
adornano di processioni
di ombre prolisse
e venti smemorati.
Le foglie bussano dai riami
disseminando rumori
sulle vie polverose.
Resto in attesa della luna
che scarabocchia tonda
un volto fanciullo.
E la guerra svanisce.

"Il Cantico del cigno" Collana Interartes della Casa Editrice IBUC – ISBN 978-88-98355-57-0

Bruno Mancini

Il Dispari 20230116 Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230116 Redazione culturale DILA

Premiata Cecilia Salaices, Presidente DILA per la nazione Messico

Giovedì 22 dicembre 2022 a Milano presso l’Hotel Novotel Ca Granda si è svolto con successo il Gran Gala Night TCG News Italy 2022: serata di gala e cerimonia di consegna dei riconoscimenti e degli “Excellence Awards 2022″ presentata dal noto personal trainer e conduttore televisivo Maikol Fazio e dal giornalista ecuadoriano Daniel Sigua (Fondatore e CEO di TCG News Italia, la prima agenzia di stampa latino americana e la principale piattaforma di comunicazione latina in Italia).
Cecilia Salaices, Presidente per la nazione Messico dell’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte –DILA” nonché collaboratrice di questa pagina, ha ricevuto l’ambito riconoscimento EXCELLENCE AWARDS.
A lei vanno i migliori complimenti di DILA e di tutta la Redazione di IL DISPARI.
Per completezza d’informazione elenchiamo tutti i Personaggi premiati, così come comunicato nel CS dell’evento:
Karlos Xavier – Cantante ecuadoriano in Italia;
Narda Martinez – Pittrice ecuadoriana in Italia;
Kessia Maryta Chamba Castillo – Direttrice di Fe y Alegria Italia;
Cecilia Salacices – Artista messicana in Italia, Presidente della Associazione Orchidea Latina aps, e Presidente DILA per il Messico, nominata dal suo Presidente Bruno Mancini;
Cristina Zambrano – Giornalista ecuadoriana in Italia e Direttricedi Expreso Latino – Notizie per i latini in Italia;
Mi Lindo Ecuador – Miglior evento culturale ecuadoriano in Italia;
Jorge Luis Proaño – Uomo d’affari ecuadoriano in Italia e organizzatore di Mi Lindo Ecuador;
Ricardo Cabrejos – Uomo d’affari peruviano in Italia e organizzatore di Mi Lindo Ecuador;
Daniel Ruidias – Imprenditore ecuadoriano in Italia e proprietario di Asadero El GATO;
Julio Garcia – Uomo d’affari peruviano in Italia e proprietario di Rest-El Chorrillano Milano.

Il Dispari 20230116 Redazione culturale DILA

TINA BRUNO |UNA PAGINA RITROVATA

parte prima
 Incipit
“Bastarono poche note a far sussultare il suo cuore, pochi istanti di quella musica familiare proveniente da un panda giallino parcheggiato in doppia fila, per ripescare una pagina di vita che credeva ormai dimenticata.”

Racconto
Quelle note fecero presente a Lina che, non molto lontano, c’era qualcuno che ancora le voleva bene.
Lina, infatti, conosceva quella melodia, e sapeva che a diffonderla era Edoardo: il fidanzatino conosciuto negli anni dell’adolescenza, suo compagno di banco al liceo, abbandonato per seguire Pierpaolo.

Quello di Pierpaolo più che amore era infatuazione, perché dopo qualche mese egli abbandonò Lina per seguire Ambra, un’amica del gruppo di cui facevano parte anche i due fidanzatini, molto ricca e con la quale il giovane dopo pochi mesi convolò a nozze.
Da quel giorno, Lina si chiuse in se stessa e non pronunciò più una parola, anzi, cominciò a sentire crampi, dolori muscolari, debolezza agli arti, problemi nel parlare chiaramente.
Dai controlli medici tutto lasciava supporre che si trattasse di SLA e i sanitari iniziarono il trattamento.
Quel giorno però, a differenza degli anni trascorsi, le note diffuse nell’aria da un venticello primaverile interruppero improvvisamente il loro suono…
Segue prossimamente su questa pagina!

Il Dispari 20230116 Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230109

Il Dispari 20230109 Redazione culturale DILA

ROMA, INTERNO 4:
spazio dedicato alla lettura esclusiva dei nostri libri, dei giornali IL DISPARI e delle Riviste EUDONNA

Il 2023 si apre con i migliori auspici per la nostra DILA!
Infatti, Chiara Pavoni ha voluto omaggiare l’inizio della sua attuale partecipazione al CS DILA offrendoci l’opportunità di attivare nel suo salotto “Interno quattro” uno spazio dedicato alla lettura esclusiva dei nostri libri, dei giornali IL DISPARI e delle riviste EUDONNA, con annessa possibilità di vendita.

Ciò significa che abbiamo già iniziato a spedirle gran parte dell’archivio che abbiamo conservato nei 15 anni di attività culturale, ma ciò significa anche che, voi tutti Amici dei progetti DILA, potrete, volendo, chiedere (a me o lei fa lo stesso) di partecipare alla iniziativa offrendo in omaggio per la lettura singole copie dei vostri libri, giornali ecc. cartacei, stabilendo anche, eventualmente, le condizioni per eventuali successive vendite.

Io dico che avere il privilegio di esporre, offrire in gratuita lettura e finanche vendere i nostri libri/giornali/riviste in un ambiente prestigioso e frequentato da amanti della cultura come “Interno quattro” sono tutte opportunità che fanno ben sperare per lo sviluppo della nostra Associazione.
Cari auguri a tutti W DILA

TINA BRUNO |UNA PAGINA RITROVATA
parte prima
Incipit
“Bastarono poche note a far sussultare il suo cuore, pochi istanti di quella musica familiare proveniente da un panda giallino parcheggiato in doppia fila, per ripescare una pagina di vita che credeva ormai dimenticata.”

Racconto
Quelle note fecero presente a Lina che, non molto lontano, c’era qualcuno che ancora le voleva bene.
Lina, infatti, conosceva quella melodia, e sapeva che a diffonderla era Edoardo: il fidanzatino conosciuto negli anni dell’adolescenza, suo compagno di banco al liceo, abbandonato per seguire Pierpaolo.
Quello di Pierpaolo più che amore era infatuazione, perché dopo qualche mese egli abbandonò Lina per seguire Ambra, un’amica del gruppo di cui facevano parte anche i due fidanzatini, molto ricca e con la quale il giovane dopo pochi mesi convolò a nozze.
Da quel giorno, Lina si chiuse in se stessa e non pronunciò più una parola, anzi, cominciò a sentire crampi, dolori muscolari, debolezza agli arti, problemi nel parlare chiaramente.
Dai controlli medici tutto lasciava supporre che si trattasse di SLA e i sanitari iniziarono il trattamento.
Quel giorno però, a differenza degli anni trascorsi, le note diffuse nell’aria da un venticello primaverile interruppero improvvisamente il loro suono…

Segue prossimamente su questa pagina!

INTERNO 4

Il Dispari 20230109 Redazione culturale DILA

Premio OTTO MILIONI – 2022
Cerimonia di premiazione a ROMA

Il 22 gennaio 2023, alle ore 18, nello spazio magico “Interno 4” di Chiara Pavoni in via Della Lungara 44 a Roma a conclusione della undicesima edizione del Premio internazionale di arti varie “Otto Milioni” si terrà la cerimonia di premiazione con la consegna dei relativi attestati di merito.

In tale occasione sarà presentata l’antologia collegata al premio.
L’Antologia, dal titolo “Isole nuove – 2022” contiene tutte le opere di arti grafiche finaliste, l’articolo giornalistico vincitore e l’elenco dei primi cinque articoli classificati, i link ai video dei cinque finalisti per la sezione “recitazione” e tutti i testi delle poesie finaliste del Premio, oltre a contributi culturali proposti da Artisti di varie discipline.
L’evento avrà un interessante sviluppo on-line con trasmissione in streaming delle fasi salienti, consistenti nelle premiazioni, in interviste e in letture di testi.

Un caloroso ringraziamento va riservato, fin da ora, all’attrice Chiara Pavoni che non solo metterà gratuitamente a disposizione il suo spazio magico “Interno 4” con tutta la sua organizzazione, ma svolgerà anche funzioni di Madrina speciale della cerimonia in nome e per conto della nostra Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA“.

Premio OTTO MILIONI – 2022 Cerimonia di premiazione a ROMA

Il Premio “Otto milioni” è stato, anche in questa undicesima edizione, organizzato dall’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA” con la collaborazione della testata giornalistica IL DISPARI di Gaetano Di Meglio e dell’Associazione algerina ADA di Dalila Boukhalfa.

Convinti che tutti i premiati saranno in prima linea per diffondere i progetti culturali Made in Ischia rivolgiamo calorosi complimenti ai vincitori.
Saranno premiati i cinque primi classificati delle quattro sezioni:
Angela Maria Tiberi – Artur Gevorgyan – Chiara Pavoni – Clementina Petroni – Elisabetta Petrolati – Fabaries Vasquez – Giuseppe Lorin – Liga Sarah Lapinska – Luciana Capece – Mauro Paolo Montacchiesi – Milena Petrarca – Sandra Švarca squalificata da tutte le edizioni del Premio OTTO MILIONI – Sergey Kyrychenko – Sulumbek Idrisov – Vija Laganovska Birkova.

Hanno aderito all’iniziativa molti Artisti e Amici DILA tra i quali ci è stata confermata la partecipazione di: Adriana Iftimie, Alberto Liguoro, Alfonso Gurreri e Signora, Angela Maria Tiberi, Angela Prota, Benito Corrdini, Cacilia Salaices, Dalila Boukhalfa, Flora Rucco, Giovanna Sansone, Giuseppe Lorin, Gisela Lopez, Lucia Fusco, Luciana Capece, Manal Serry, Maria Luisa Neri, Mariapia Ciaghi, Mauro Montacchiesi e Signora, Michela Zanarella, Milena Petrarca, Rezarta Dyrmyshi, Roberto Federico, Santina Amici, Silvana Lazzarino.

Il Dispari 20230109 Redazione culturale DILA

Chiara Pavoni

Da Liga Sarah Lapinska – Lettonia
Auguri per il 2023

Elizabete Blūma non ha ancora compiuto 14 anni.
Lei ha debuttato nel concorso “Otto milioni” del 2022.
Eccola in posa con l’antologica “Isole nuove – 2022” e con il quotidiano “Il Dispari” per augurare le migliori fortune a tutti i gli amici e collaboratori dei progetti culturali della nostra Associazione “Da Ischia L’Arte – DILA
Mi associo ai suoi auguri insieme a tutti gli amici internazionali dei progetti Made in Ischia.

Elizabete Blūma

DILA

NUSIV

Il Dispari 20230116 Redazione culturale DILA

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Il Dispari 20230116

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BRUNO MANCINI |Adriana Iftimie Ceroli: IL CANTICO DEL CIGNO
Un regalo di Natale

Certamente Natale è un giorno speciale “anche” perché si scambiano regali con amici e persone care, ma se un regalo arriva da molto lontano ed è un libro di poesie intense, emozionate ed emozionanti, allora quel Natale non solo acquista il valore dello stupore, ma diventa una data da ricordare molte volte nel prosieguo dei giorni specialmente memorabili tra quelli dedicati alle scorribande nei territori dell’Arte in generale e della poesia in particolare.
Adriana Iftimie Ceroli mi ha fatto dono per Natale dell’ultima sua raccolta poetica intitolata “Il cantico del cigno”, magicamente illustrata, non solo in copertina ma anche al’interno, da riproduzioni di opere assolutamente straordinarie del Maestro Mario Ceroli… la cui fama va ben oltre qualsiasi mia presentazione!

Adriana Iftimie Ceroli, si legge nella quarta di copertina del suo libro di poesie “Il cantico del cigno” sottotitolato “d’amore e altre cose”, è nata il primo agosto 1973 in Romania, sotto il regime di Ceausescu, dove i suoi studi sono stati regolari.
Esordisce con INIMA PIERDUTA nel 2002, libro che vince un primo premio internazionale di poesia per poi pubblicare nel 2018 POESIE.
Vive a Roma da 28 anni perché pensa ancora che sia la capitale del’impero romano e della cultura occidentale.
Nella dotta prefazione di Giuseppe Scaglione siamo introdotti al libro con la visione che “Adriana in questa raccolta proietta le proprie declinazioni esistenziali e la propria componente biografica alla ricerca di un significato ulteriore”.
Mentre, nella postazione ugualmente sapiente, Pietrangelo Buttafuoco esprime la piacevolezza che lui ha ricavata dalla lettura, iniziando con “Adriana Iftimie torna ai suoi amati versi, torna a se stessa, e la poesia è ancora una volta per lei la via diretta lungo la quale trova risposta”, per poi, un po’ oltre nella recensione, illuminarci con una frase priva di fronzoli, precisa e decisamente condivisibile “Iftimie ha la grazia dell’autenticità”.
Già, condivisibile perché a me la lettura di “Il cantico del ciglio” ha creato volumi di emozioni e, per quanto possa valere il mio intendere di poesia, ho strutturata l’dea che se un verso crea emozioni vuol dire che si tratta di un verso autenticamente generato da un’anima aperta al mondo.
Ho detto un verso?
Ebbene sono stato minimalista poiché “Il cantico del ciglio” è un crogiolo resistente alle più alte temperature delle passioni, delle sfide, delle solitudini, calate al suo interno da legioni di versi che passano dalle dita che sfogliano le pagine, attraverso gli occhi dell’immaginazione, fino al più profondo inferno-paradiso delle nostre anime.

SENZA TITOLO

Ti sprigiona il pensiero
questa primavera partorita dal sole
e nel tempo che ruota impietoso
giacciono tramonti lividi,
battaglie tra paradiso e inferno
e gli angeli stanchi
adornano di processioni
di ombre prolisse
e venti smemorati.
Le foglie bussano dai riami
disseminando rumori
sulle vie polverose.
Resto in attesa della luna
che scarabocchia tonda
un volto fanciullo.
E la guerra svanisce.

"Il Cantico del cigno" Collana Interartes della Casa Editrice IBUC – ISBN 978-88-98355-57-0

Bruno Mancini

Il Dispari 20230116 Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230116 Redazione culturale DILA

Premiata Cecilia Salaices, Presidente DILA per la nazione Messico

Giovedì 22 dicembre 2022 a Milano presso l’Hotel Novotel Ca Granda si è svolto con successo il Gran Gala Night TCG News Italy 2022: serata di gala e cerimonia di consegna dei riconoscimenti e degli “Excellence Awards 2022″ presentata dal noto personal trainer e conduttore televisivo Maikol Fazio e dal giornalista ecuadoriano Daniel Sigua (Fondatore e CEO di TCG News Italia, la prima agenzia di stampa latino americana e la principale piattaforma di comunicazione latina in Italia).
Cecilia Salaices, Presidente per la nazione Messico dell’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte –DILA” nonché collaboratrice di questa pagina, ha ricevuto l’ambito riconoscimento EXCELLENCE AWARDS.
A lei vanno i migliori complimenti di DILA e di tutta la Redazione di IL DISPARI.
Per completezza d’informazione elenchiamo tutti i Personaggi premiati, così come comunicato nel CS dell’evento:
Karlos Xavier – Cantante ecuadoriano in Italia;
Narda Martinez – Pittrice ecuadoriana in Italia;
Kessia Maryta Chamba Castillo – Direttrice di Fe y Alegria Italia;
Cecilia Salacices – Artista messicana in Italia, Presidente della Associazione Orchidea Latina aps, e Presidente DILA per il Messico, nominata dal suo Presidente Bruno Mancini;
Cristina Zambrano – Giornalista ecuadoriana in Italia e Direttricedi Expreso Latino – Notizie per i latini in Italia;
Mi Lindo Ecuador – Miglior evento culturale ecuadoriano in Italia;
Jorge Luis Proaño – Uomo d’affari ecuadoriano in Italia e organizzatore di Mi Lindo Ecuador;
Ricardo Cabrejos – Uomo d’affari peruviano in Italia e organizzatore di Mi Lindo Ecuador;
Daniel Ruidias – Imprenditore ecuadoriano in Italia e proprietario di Asadero El GATO;
Julio Garcia – Uomo d’affari peruviano in Italia e proprietario di Rest-El Chorrillano Milano.

Il Dispari 20230116 Redazione culturale DILA

TINA BRUNO |UNA PAGINA RITROVATA

parte prima
 Incipit
“Bastarono poche note a far sussultare il suo cuore, pochi istanti di quella musica familiare proveniente da un panda giallino parcheggiato in doppia fila, per ripescare una pagina di vita che credeva ormai dimenticata.”

Racconto
Quelle note fecero presente a Lina che, non molto lontano, c’era qualcuno che ancora le voleva bene.
Lina, infatti, conosceva quella melodia, e sapeva che a diffonderla era Edoardo: il fidanzatino conosciuto negli anni dell’adolescenza, suo compagno di banco al liceo, abbandonato per seguire Pierpaolo.

Quello di Pierpaolo più che amore era infatuazione, perché dopo qualche mese egli abbandonò Lina per seguire Ambra, un’amica del gruppo di cui facevano parte anche i due fidanzatini, molto ricca e con la quale il giovane dopo pochi mesi convolò a nozze.
Da quel giorno, Lina si chiuse in se stessa e non pronunciò più una parola, anzi, cominciò a sentire crampi, dolori muscolari, debolezza agli arti, problemi nel parlare chiaramente.
Dai controlli medici tutto lasciava supporre che si trattasse di SLA e i sanitari iniziarono il trattamento.
Quel giorno però, a differenza degli anni trascorsi, le note diffuse nell’aria da un venticello primaverile interruppero improvvisamente il loro suono…
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Il Dispari 20230109

Il Dispari 20230109 Redazione culturale DILA

ROMA, INTERNO 4:
spazio dedicato alla lettura esclusiva dei nostri libri, dei giornali IL DISPARI e delle Riviste EUDONNA

Il 2023 si apre con i migliori auspici per la nostra DILA!
Infatti, Chiara Pavoni ha voluto omaggiare l’inizio della sua attuale partecipazione al CS DILA offrendoci l’opportunità di attivare nel suo salotto “Interno quattro” uno spazio dedicato alla lettura esclusiva dei nostri libri, dei giornali IL DISPARI e delle riviste EUDONNA, con annessa possibilità di vendita.

Ciò significa che abbiamo già iniziato a spedirle gran parte dell’archivio che abbiamo conservato nei 15 anni di attività culturale, ma ciò significa anche che, voi tutti Amici dei progetti DILA, potrete, volendo, chiedere (a me o lei fa lo stesso) di partecipare alla iniziativa offrendo in omaggio per la lettura singole copie dei vostri libri, giornali ecc. cartacei, stabilendo anche, eventualmente, le condizioni per eventuali successive vendite.

Io dico che avere il privilegio di esporre, offrire in gratuita lettura e finanche vendere i nostri libri/giornali/riviste in un ambiente prestigioso e frequentato da amanti della cultura come “Interno quattro” sono tutte opportunità che fanno ben sperare per lo sviluppo della nostra Associazione.
Cari auguri a tutti W DILA

TINA BRUNO |UNA PAGINA RITROVATA
parte prima
Incipit
“Bastarono poche note a far sussultare il suo cuore, pochi istanti di quella musica familiare proveniente da un panda giallino parcheggiato in doppia fila, per ripescare una pagina di vita che credeva ormai dimenticata.”

Racconto
Quelle note fecero presente a Lina che, non molto lontano, c’era qualcuno che ancora le voleva bene.
Lina, infatti, conosceva quella melodia, e sapeva che a diffonderla era Edoardo: il fidanzatino conosciuto negli anni dell’adolescenza, suo compagno di banco al liceo, abbandonato per seguire Pierpaolo.
Quello di Pierpaolo più che amore era infatuazione, perché dopo qualche mese egli abbandonò Lina per seguire Ambra, un’amica del gruppo di cui facevano parte anche i due fidanzatini, molto ricca e con la quale il giovane dopo pochi mesi convolò a nozze.
Da quel giorno, Lina si chiuse in se stessa e non pronunciò più una parola, anzi, cominciò a sentire crampi, dolori muscolari, debolezza agli arti, problemi nel parlare chiaramente.
Dai controlli medici tutto lasciava supporre che si trattasse di SLA e i sanitari iniziarono il trattamento.
Quel giorno però, a differenza degli anni trascorsi, le note diffuse nell’aria da un venticello primaverile interruppero improvvisamente il loro suono…

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INTERNO 4

Il Dispari 20230109 Redazione culturale DILA

Premio OTTO MILIONI – 2022
Cerimonia di premiazione a ROMA

Il 22 gennaio 2023, alle ore 18, nello spazio magico “Interno 4” di Chiara Pavoni in via Della Lungara 44 a Roma a conclusione della undicesima edizione del Premio internazionale di arti varie “Otto Milioni” si terrà la cerimonia di premiazione con la consegna dei relativi attestati di merito.

In tale occasione sarà presentata l’antologia collegata al premio.
L’Antologia, dal titolo “Isole nuove – 2022” contiene tutte le opere di arti grafiche finaliste, l’articolo giornalistico vincitore e l’elenco dei primi cinque articoli classificati, i link ai video dei cinque finalisti per la sezione “recitazione” e tutti i testi delle poesie finaliste del Premio, oltre a contributi culturali proposti da Artisti di varie discipline.
L’evento avrà un interessante sviluppo on-line con trasmissione in streaming delle fasi salienti, consistenti nelle premiazioni, in interviste e in letture di testi.

Un caloroso ringraziamento va riservato, fin da ora, all’attrice Chiara Pavoni che non solo metterà gratuitamente a disposizione il suo spazio magico “Interno 4” con tutta la sua organizzazione, ma svolgerà anche funzioni di Madrina speciale della cerimonia in nome e per conto della nostra Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA“.

Premio OTTO MILIONI – 2022 Cerimonia di premiazione a ROMA

Il Premio “Otto milioni” è stato, anche in questa undicesima edizione, organizzato dall’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA” con la collaborazione della testata giornalistica IL DISPARI di Gaetano Di Meglio e dell’Associazione algerina ADA di Dalila Boukhalfa.

Convinti che tutti i premiati saranno in prima linea per diffondere i progetti culturali Made in Ischia rivolgiamo calorosi complimenti ai vincitori.
Saranno premiati i cinque primi classificati delle quattro sezioni:
Angela Maria Tiberi – Artur Gevorgyan – Chiara Pavoni – Clementina Petroni – Elisabetta Petrolati – Fabaries Vasquez – Giuseppe Lorin – Liga Sarah Lapinska – Luciana Capece – Mauro Paolo Montacchiesi – Milena Petrarca – Sandra Švarca squalificata da tutte le edizioni del Premio OTTO MILIONI – Sergey Kyrychenko – Sulumbek Idrisov – Vija Laganovska Birkova.

Hanno aderito all’iniziativa molti Artisti e Amici DILA tra i quali ci è stata confermata la partecipazione di: Adriana Iftimie, Alberto Liguoro, Alfonso Gurreri e Signora, Angela Maria Tiberi, Angela Prota, Benito Corrdini, Cacilia Salaices, Dalila Boukhalfa, Flora Rucco, Giovanna Sansone, Giuseppe Lorin, Gisela Lopez, Lucia Fusco, Luciana Capece, Manal Serry, Maria Luisa Neri, Mariapia Ciaghi, Mauro Montacchiesi e Signora, Michela Zanarella, Milena Petrarca, Rezarta Dyrmyshi, Roberto Federico, Santina Amici, Silvana Lazzarino.

Il Dispari 20230109 Redazione culturale DILA

Chiara Pavoni

Da Liga Sarah Lapinska – Lettonia
Auguri per il 2023

Elizabete Blūma non ha ancora compiuto 14 anni.
Lei ha debuttato nel concorso “Otto milioni” del 2022.
Eccola in posa con l’antologica “Isole nuove – 2022” e con il quotidiano “Il Dispari” per augurare le migliori fortune a tutti i gli amici e collaboratori dei progetti culturali della nostra Associazione “Da Ischia L’Arte – DILA
Mi associo ai suoi auguri insieme a tutti gli amici internazionali dei progetti Made in Ischia.

Elizabete Blūma

Il Dispari 20221219

Il Dispari 20221219 Redazione culturale DILA

Cari amici lettori,

con questo numero termina un nuovo anno di pubblicazioni riservate alla nostra Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA” dalla speciale attenzione che ci concede il Direttore Gaetano Di Meglio... che ringraziamo a go go.
Poiché, per ovvi motivi, non saremo in edicola il prossimo lunedì 26 dicembre, ritengo opportuno, oltre che massimamente gradito, esprimervi la gratitudine per tutta l’attenzione che in questo tribolato 2022 avete riservato alle nostre proposte/informazioni culturali e, a nome di tutta l’Associazione augurarvi uno splendido Natale e felicissime feste.

Bruno Mancini
Presidente DILA

Il Dispari 20221219 Redazione culturale DILA

Demo Martelli

Grande e storico amico dei progetti Made in Ischia ideati dall’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA“, vincitore del premio speciale “Bruno Mancini” nella prima edizione – 2012 – del premio “Adotta una poesia“ ideato da Bruno Mancini con la Direzione Artistica di Roberta Panizza sponsorizzato dal settimanale “Il Dispari“ di Gaetano Di Meglio, Demo Martelli ci regala l’anteprima di queste sue poesie.
Grandi auguri e complimenti a lui da tutta la nostra DILA e da tutto IL DISPARI.

RASCHIO DEL VENTO

Aveva il raschio del vento
l’energia senza forma né volume
quando il vortice asciugava
con la logica il codice all’idea.
S’infilava nelle crepe
a pizzicar le corde del pensiero
e dare i giusti limiti
al ritorno del canto e controcanto.
Dicono che sia mancato
al bulbo verde del versante buono
quel solfeggio giocoliere
che piena di dolcezza a chi l’ascolta.
Il rimpiangere non serve
perché quello che conta non è il sogno
né la gloria di un minuto
ma è il crescere, anche di un centimetro.

LE CREPE

Seduto all’ombra
tra il tuo viso e il sole,
chiudo le crepe delle ore.
Aperte dall’assenza dell’amore
quando di notte…
non mi prendi la mano.

MI SON FATTO DA SOLO

Restare senza il babbo a quattro anni
e avere da badare alla famiglia,
è come camminar senza lucerna,
nella notte, quando non c’è la luna.
Eppure son riuscito
convinto di riuscire,
con la luce mentale
con forza intellettuale
guardando positivo.
Ho usato le mie forze
per scavalcare le difficoltà.
E adesso, ultraottantenne,
mi abbraccio, mi bacio,
e mi accarezzo,
straripante di gioia,
senza dover ringraziamenti
a chicchessia:
mi son fatto da solo.

Demo Martelli
Via Don Mariano Clerici, 10
18017 San Lorenzo al Mare ( IM )
Cell. 338.82.27.683 e-mail: demomartelli@libero.it

Il Dispari 20221219 Redazione culturale DILA

Tina Bruno | La poesia è la realizzazione dell’impossibile.

Leggendo la poesia di Bruno Mancini “Agli angoli degli occhi”

Agli angoli degli occhi

sotto pigrizie amiche
prepara a morte
nostalgia.
Passa più parti
lampo di tempo indietro
indietro secoli
e sempre come sempre.
Cambia
se non adesso
a morte.
Alla viola nasce il pensiero

e posso ancora muovermi
venirti accanto
e senti la corteccia
vecchia e inutile.

Le poesie del poeta Bruno Mancini hanno sempre un richiamo sentimentale che le unisce e le accomuna con il grande sentimento dell’amore.
La poesia che mi accingo a commentare oggi è inserita nella omonima raccolta ”Agli angoli degli occhi”, che lui ventenne ha scritto tra il 1962 e il 1964.
In questa poesia il poeta usa il linguaggio del corpo, comunicazione non verbale ma ricca di espressioni, capace di coinvolgere gli occhi in veri e propri discorsi senza parole.
Gli occhi rappresentano, sin dalla più tenera età, lo specchio dell’anima, comunicano e percepiscono corrugando le palpebre e, anche se un velo di tristezza rivela in età avanzata tanta malinconia, sono capaci di trasmettere stati d’animo, ricordi, sentimenti, emozioni, evocando fatti vissuti, allontanando la nostalgia che si prova quando il tempo passa velocemente e anche il corpo umano trascorre il proprio pensando al passato: a ciò che è stato e più non sarà.
A questo punto, l’autore con una similitudine, tra la viola e l’essere umano, mostra la differenza: la viola germogliando fa nascere il pensiero, mentre gli innamorati, invecchiando, amandosi nostalgicamente, lasciano agli occhi la voglia di continuare il racconto attraverso i ricordi, gli atteggiamenti, la fantasia, gli sguardi e i contenuti che trasmettono guardando.

Tina Bruno

Il Dispari 20221219 Redazione culturale DILA

DILA

NUSIV

Il Dispari 20230109 Redazione culturale DILA

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Il Dispari 20230109 Redazione culturale DILA

Il Dispari 20230109

Il Dispari 20230109 Redazione culturale DILA

ROMA, INTERNO 4:
spazio dedicato alla lettura esclusiva dei nostri libri, dei giornali IL DISPARI e delle Riviste EUDONNA

Il 2023 si apre con i migliori auspici per la nostra DILA!
Infatti, Chiara Pavoni ha voluto omaggiare l’inizio della sua attuale partecipazione al CS DILA offrendoci l’opportunità di attivare nel suo salotto “Interno quattro” uno spazio dedicato alla lettura esclusiva dei nostri libri, dei giornali IL DISPARI e delle riviste EUDONNA, con annessa possibilità di vendita.

Ciò significa che abbiamo già iniziato a spedirle gran parte dell’archivio che abbiamo conservato nei 15 anni di attività culturale, ma ciò significa anche che, voi tutti Amici dei progetti DILA, potrete, volendo, chiedere (a me o lei fa lo stesso) di partecipare alla iniziativa offrendo in omaggio per la lettura singole copie dei vostri libri, giornali ecc. cartacei, stabilendo anche, eventualmente, le condizioni per eventuali successive vendite.

Io dico che avere il privilegio di esporre, offrire in gratuita lettura e finanche vendere i nostri libri/giornali/riviste in un ambiente prestigioso e frequentato da amanti della cultura come “Interno quattro” sono tutte opportunità che fanno ben sperare per lo sviluppo della nostra Associazione.
Cari auguri a tutti W DILA

INTERNO 4

Il Dispari 20230109 Redazione culturale DILA

Premio OTTO MILIONI – 2022
Cerimonia di premiazione a ROMA

Il 22 gennaio 2023, alle ore 18, nello spazio magico “Interno 4” di Chiara Pavoni in via Della Lungara 44 a Roma a conclusione della undicesima edizione del Premio internazionale di arti varie “Otto Milioni” si terrà la cerimonia di premiazione con la consegna dei relativi attestati di merito.

In tale occasione sarà presentata l’antologia collegata al premio.
L’Antologia, dal titolo “Isole nuove – 2022” contiene tutte le opere di arti grafiche finaliste, l’articolo giornalistico vincitore e l’elenco dei primi cinque articoli classificati, i link ai video dei cinque finalisti per la sezione “recitazione” e tutti i testi delle poesie finaliste del Premio, oltre a contributi culturali proposti da Artisti di varie discipline.
L’evento avrà un interessante sviluppo on-line con trasmissione in streaming delle fasi salienti, consistenti nelle premiazioni, in interviste e in letture di testi.

Un caloroso ringraziamento va riservato, fin da ora, all’attrice Chiara Pavoni che non solo metterà gratuitamente a disposizione il suo spazio magico “Interno 4” con tutta la sua organizzazione, ma svolgerà anche funzioni di Madrina speciale della cerimonia in nome e per conto della nostra Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA“.

Premio OTTO MILIONI – 2022 Cerimonia di premiazione a ROMA

Il Premio “Otto milioni” è stato, anche in questa undicesima edizione, organizzato dall’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA” con la collaborazione della testata giornalistica IL DISPARI di Gaetano Di Meglio e dell’Associazione algerina ADA di Dalila Boukhalfa.

Convinti che tutti i premiati saranno in prima linea per diffondere i progetti culturali Made in Ischia rivolgiamo calorosi complimenti ai vincitori.
Saranno premiati i cinque primi classificati delle quattro sezioni:
Angela Maria Tiberi – Artur Gevorgyan – Chiara Pavoni – Clementina Petroni – Elisabetta Petrolati – Fabaries Vasquez – Giuseppe Lorin – Liga Sarah Lapinska – Luciana Capece – Mauro Paolo Montacchiesi – Milena Petrarca – Sandra Švarca squalificata da tutte le edizioni del Premio OTTO MILIONI – Sergey Kyrychenko – Sulumbek Idrisov – Vija Laganovska Birkova.

Hanno aderito all’iniziativa molti Artisti e Amici DILA tra i quali ci è stata confermata la partecipazione di: Adriana Iftimie, Alberto Liguoro, Alfonso Gurreri e Signora, Angela Maria Tiberi, Angela Prota, Benito Corrdini, Cacilia Salaices, Dalila Boukhalfa, Flora Rucco, Giovanna Sansone, Giuseppe Lorin, Gisela Lopez, Lucia Fusco, Luciana Capece, Manal Serry, Maria Luisa Neri, Mariapia Ciaghi, Mauro Montacchiesi e Signora, Michela Zanarella, Milena Petrarca, Rezarta Dyrmyshi, Roberto Federico, Santina Amici, Silvana Lazzarino.

Il Dispari 20230109 Redazione culturale DILA

Chiara Pavoni

Da Liga Sarah Lapinska – Lettonia
Auguri per il 2023

Elizabete Blūma non ha ancora compiuto 14 anni.
Lei ha debuttato nel concorso “Otto milioni” del 2022.
Eccola in posa con l’antologica “Isole nuove – 2022” e con il quotidiano “Il Dispari” per augurare le migliori fortune a tutti i gli amici e collaboratori dei progetti culturali della nostra Associazione “Da Ischia L’Arte – DILA
Mi associo ai suoi auguri insieme a tutti gli amici internazionali dei progetti Made in Ischia.

Elizabete Blūma

Il Dispari 20221219

Il Dispari 20221219 Redazione culturale DILA

Cari amici lettori,

con questo numero termina un nuovo anno di pubblicazioni riservate alla nostra Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA” dalla speciale attenzione che ci concede il Direttore Gaetano Di Meglio... che ringraziamo a go go.
Poiché, per ovvi motivi, non saremo in edicola il prossimo lunedì 26 dicembre, ritengo opportuno, oltre che massimamente gradito, esprimervi la gratitudine per tutta l’attenzione che in questo tribolato 2022 avete riservato alle nostre proposte/informazioni culturali e, a nome di tutta l’Associazione augurarvi uno splendido Natale e felicissime feste.

Bruno Mancini
Presidente DILA

Il Dispari 20221219 Redazione culturale DILA

Demo Martelli

Grande e storico amico dei progetti Made in Ischia ideati dall’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA“, vincitore del premio speciale “Bruno Mancini” nella prima edizione – 2012 – del premio “Adotta una poesia“ ideato da Bruno Mancini con la Direzione Artistica di Roberta Panizza sponsorizzato dal settimanale “Il Dispari“ di Gaetano Di Meglio, Demo Martelli ci regala l’anteprima di queste sue poesie.
Grandi auguri e complimenti a lui da tutta la nostra DILA e da tutto IL DISPARI.

RASCHIO DEL VENTO

Aveva il raschio del vento
l’energia senza forma né volume
quando il vortice asciugava
con la logica il codice all’idea.
S’infilava nelle crepe
a pizzicar le corde del pensiero
e dare i giusti limiti
al ritorno del canto e controcanto.
Dicono che sia mancato
al bulbo verde del versante buono
quel solfeggio giocoliere
che piena di dolcezza a chi l’ascolta.
Il rimpiangere non serve
perché quello che conta non è il sogno
né la gloria di un minuto
ma è il crescere, anche di un centimetro.

LE CREPE

Seduto all’ombra
tra il tuo viso e il sole,
chiudo le crepe delle ore.
Aperte dall’assenza dell’amore
quando di notte…
non mi prendi la mano.

MI SON FATTO DA SOLO

Restare senza il babbo a quattro anni
e avere da badare alla famiglia,
è come camminar senza lucerna,
nella notte, quando non c’è la luna.
Eppure son riuscito
convinto di riuscire,
con la luce mentale
con forza intellettuale
guardando positivo.
Ho usato le mie forze
per scavalcare le difficoltà.
E adesso, ultraottantenne,
mi abbraccio, mi bacio,
e mi accarezzo,
straripante di gioia,
senza dover ringraziamenti
a chicchessia:
mi son fatto da solo.

Demo Martelli
Via Don Mariano Clerici, 10
18017 San Lorenzo al Mare ( IM )
Cell. 338.82.27.683 e-mail: demomartelli@libero.it

Il Dispari 20221219 Redazione culturale DILA

Tina Bruno | La poesia è la realizzazione dell’impossibile.

Leggendo la poesia di Bruno Mancini “Agli angoli degli occhi”

Agli angoli degli occhi

sotto pigrizie amiche
prepara a morte
nostalgia.
Passa più parti
lampo di tempo indietro
indietro secoli
e sempre come sempre.
Cambia
se non adesso
a morte.
Alla viola nasce il pensiero

e posso ancora muovermi
venirti accanto
e senti la corteccia
vecchia e inutile.

Le poesie del poeta Bruno Mancini hanno sempre un richiamo sentimentale che le unisce e le accomuna con il grande sentimento dell’amore.
La poesia che mi accingo a commentare oggi è inserita nella omonima raccolta ”Agli angoli degli occhi”, che lui ventenne ha scritto tra il 1962 e il 1964.
In questa poesia il poeta usa il linguaggio del corpo, comunicazione non verbale ma ricca di espressioni, capace di coinvolgere gli occhi in veri e propri discorsi senza parole.
Gli occhi rappresentano, sin dalla più tenera età, lo specchio dell’anima, comunicano e percepiscono corrugando le palpebre e, anche se un velo di tristezza rivela in età avanzata tanta malinconia, sono capaci di trasmettere stati d’animo, ricordi, sentimenti, emozioni, evocando fatti vissuti, allontanando la nostalgia che si prova quando il tempo passa velocemente e anche il corpo umano trascorre il proprio pensando al passato: a ciò che è stato e più non sarà.
A questo punto, l’autore con una similitudine, tra la viola e l’essere umano, mostra la differenza: la viola germogliando fa nascere il pensiero, mentre gli innamorati, invecchiando, amandosi nostalgicamente, lasciano agli occhi la voglia di continuare il racconto attraverso i ricordi, gli atteggiamenti, la fantasia, gli sguardi e i contenuti che trasmettono guardando.

Tina Bruno

Il Dispari 20221219 Redazione culturale DILA

Il Dispari 20221212

Il Dispari 20221212 Redazione culturale DILA

CS DILA | Annullamento eventi

Coinvolti da sentimenti di tristezza e di pena per i nostri concittadini morti e per tutti gli oltre mille che si trovano in una situazione di precarietà fisica, emotiva ed economica la quale, purtroppo, non sarà né di facile soluzione né di breve periodo, la nostra Associazione DILA, in PIENO accordo con la Dottoressa Lucia Annicelli, Direttrice della Biblioteca Antoniana di Ischia, e in sintonia con Gaetano Di Meglio Direttore della testata giornalistica IL DISPARI e con Dalila Boukhalfa Presidente dell’Associazione ADA, ha deciso l’annullamento degli eventi relativi alla cerimonia di premiazione dei vincitori delle quattro sezioni della undicesima edizione del Premio internazionale OTTO MILIONI in programma, appunto, nella Biblioteca Antoniana di Ischia, nei giorni 22, 23 e 28 dicembre 2022.

Sappiamo benissimo il disagio che ciò provocherà per alcuni vostri già programmati viaggi e ve ne chiediamo scusa, ma la disgrazia che sta coinvolgendo tutta la nostra isola non consente (almeno a noi del CD DILA) la serenità di organizzare festeggiamenti che, per di più, dovremmo attuare nel periodo natalizio.

Personalmente non ho mai creduto che lo “show must go on” valga ad ogni costo, ma ritengo che i nostri incontri dovranno sempre essere connotati con forte spinte certamente artistiche, ma sempre umanitarie, sociali e, in definitiva, umane.

Sarà certamente nostro impegno comunicarvi tempestivamente luogo e data decisi per la cerimonia di premiazione che, molto probabilmente, effettueremo in occasione di uno spettacolo di beneficenza a favore di cittadini coinvolti nella frana di Casamicciola.

Infine, quale Presidente DILA, mi renderò personalmente disponibile alla consegna del premio, in maniera privata, a coloro che volessero, comunque, giungere nella nostra isola durante i giorni precedentemente programmati per la cerimonia di premiazione.

Grazie per la comprensione

Bruno Mancini
Presidente DILA

Ischia 8 dicembre 2022

Il Dispari 20221212 Redazione culturale DILA

Adriana Iftimie Ceroli

Simbolicamente “La rosa”

 

Bella e meravigliosa, profumata, la rosa è il fiore più utilizzato come simbolo nel Occidente, corrispondendo, come forma, alle ninfee in Asia, e entrambe sono simbolo della ruota. Nell’iconografia cristiana, la rosa può essere la coppa in cui gocciolava il sangue di Gesù, o la trasfigurazione delle gocce di sangue.

Il simbolo delle ferite di Gesù compare raffigurato in cinque rose, una in centro e le altre disposte su ogni braccio della croce.

Qui stiamo parlando della rosa che sta nel centro della Santa Croce, dove c’è il cuore di Gesù, il Santo Cuore.

Si tratta dello stesso simbolo, come la Rosa Candida nella Divina Commedia, che a sua volta evoca la rosa mistica dei testi sacri cristiani, simbolo della Vergine Maria.

Quindi, attraverso il sangue versato, la rosa diventa simbolo di una rinascita mistica.

Nella virtù del simbolo della rigenerazione, sulle tombe vengono posate le rose sin dall’antichità. La rosa è anche simbolo dell’amore, dell’amore puro, pulito.

Dante parla dell’amore paradisiaco paragonandolo con il centro della rosa.

Bianco o rosso, questo fiore diventa il preferito dagli alchimisti.

Spesso i loro trattati si chiamavano la rosa dei filosofi.

La rosa azzurra è simbolo dell’impossibile.

Adriana Iftimie Ceroli

Il Dispari 20221212 Redazione culturale DILA

BRUNO MANCINI
Dalla raccolta di poesie “La mia vita mai vissuta”

(1990 – 2014): 

La Frana-E Noi

 

Sono le tre e tredici minuti
un’ora insignificante,
digiuna di attese
sterile di affanni
e
penso alla Madre in auto con la figlia
Quindicianni
meno di quaranta anni in due
trasportate in un fiume di fango
sputo dell’ingordigia umana
fino a che lei
Quindicianni
lei muore annegata…

… e scrivo in prosa

mentre ora soffro per quanto è sciocca la poesia
– inutile –
che genera emozioni
soltanto in chi ne ha già di proprie,
lasciando indifferenti

speculatori

politici collusi

giudici compiacenti

la malavita della bella vita

i giornalisti fuochi di paglia

assuefatti poliziotti-carabinieri
finanzieri-guardie forestali marine montane
pluviali
divine (i bravi sacerdoti con le loro assoluzioni
a meno di trenta denari)

i settemila imputati
di
“Luculliana reiterata perversione
tra Sodoma e Gomorra
d’abusivismi e scempi”
oppure
“Anime scure soggiogate al carro fetido
del mattatore vincente”
comprese mogli figli nipoti e consanguinei
di chi ha lo scettro del potere

i cinquanta e più milioni d’italiani pensanti
sempre
ma che agiamo
solo
quando ad essere pestato è il nostro callo

me

gli altri come me

me ed il mio io
che già fra un’ora mi stenderà sul divano
sigaro avana
whisky di vecchia conoscenza
il dito in cerca di canali
– notturni –
per uomini soli.

Quindicianni
è morta.
La Madre vaga nel mondo dei vivi.
Grazie a questa bella società!

Qualcuno ha detto che il Vesuvio scoppierà…
e Noi?
Noi, sì, Noi!
Noi siamo pronti a sopraffarci per un dollaro bucato
una parola di troppo
la conquista di un posto a capotavola
il sorriso di un’altra donna
la fede e la non fede
la Juve
un semaforo rosso
un sigillo negato
il ruolo di Caronte
nel turbinoso fango del nostro dramma umano.
Fine.
Fine?
Io voglio.
Mi voglio-Ti voglio-Lo voglio
mentre la frana sghignazza sulla collina
forzando l’alveo
per tracimarci fino a mare.

La Frana-E Noi.
La Frana siamo Noi.

Non è delirio avere pena di Quindicianni  “MORTA”.
Non è delirio  avere pena per la Madre “VIVA”.
Non è delirio lanciare oltraggi agli “ASSASSINI”.

Supplico
per capire se le stelle
Quindicianni
nuotano o volano
innocenti
nei loro nuovi cieli senza albe!

15/16 Novembre 2009
 
https://youtu.be/TZcIw2Krx4E

Il Dispari 20221212 Redazione culturale DILA

DILA

NUSIV

Cerimonia premiazione OTTO MILIONI 2022

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Cerimonia premiazione OTTO MILIONI 2022

VIDEO Proclamazione Bookcity

VIDEO PREMIAZIONE

FOTO PREMIAZIONE

RASSEGNA STAMPA

Al CS DILA
A tutti i partecipanti alla undicesima edizione del premio internazionale OTTO MILIONI – 2022
Ai Presidenti delle Sedi operative dell’Associazione DILA
Agli amici e ai collaboratori del progetti culturali Made in Ischia dell’Associazione DILA
Alle Agenzie di stampa e agli organi di informazione
Alle Associazione aderenti al NUSIV (Network Uniti SI Vince).

 

Il 22 gennaio 2023, alle ore 18, nello spazio magico “Interno 4” di Chiara Pavoni in via Della Lungara 44 a Roma

a conclusione della undicesima edizione del Premio internazionale di arti varie “Otto Milioni”

si terrà la cerimonia di premiazione con la  consegna dei relativi attestati di merito.

In tale occasione sarà presentata l’antologia collegata al premio.

L’Antologia, dal titolo “Isole nuove – 2022”

contiene tutte le opere di arti grafiche finaliste, l’articolo giornalistico vincitore e l’elenco dei primi cinque articoli classificati, i link ai video dei cinque finalisti per la sezione “recitazione” e tutti i testi delle poesie finaliste del Premio, oltre a contributi culturali proposti da Artisti di varie discipline.

In considerazione dello spazio disponibile, la partecipazione all’incontro potrà avvenire solo previa prenotazione che dovrà essere richiesta a

dila@emmegiischia.com

oppure telefonando al 3914830355 (tutti i giorni dalle 14 alle 23) entro il 10 gennaio 2023.

L’evento avrà un interessante sviluppo on-line con trasmissione in streaming delle fasi salienti, consistenti nelle premiazioni, in interviste e in letture di testi.

Un caloroso ringraziamento va riservato, fin da ora, all’attrice Chiara Pavoni che

non solo metterà a disposizione il suo spazio magico “Interno 4” con tutta la sua organizzazione, ma svolgerà anche funzioni di Madrina speciale della cerimonia in nome e per conto della nostra Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA“.

Il Premio “Otto milioni” è stato, anche in questa undicesima edizione, organizzato dall’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA” con la collaborazione della testata giornalistica IL DISPARI di Gaetano Di Meglio

 

e dell’Associazione algerina ADA di Dalila Boukhalfa.

Convinti che tutti i premiati saranno in prima linea per diffondere i progetti culturali Made in Ischia rivolgiamo calorosi complimenti ai vincitori.

Cerimonia premiazione OTTO MILIONI 2021

Saranno premiati i cinque primi classificati delle quattro sezioni:

Angela Maria Tiberi
Artur Gevorgyan
Chiara Pavoni
Clementina Petroni
Elisabetta Petrolati
Fabaries Vasquez
Giuseppe Lorin
Liga Sarah Lapinska
Luciana Capece
Mauro Paolo Montacchiesi
Milena Petrarca
Sandra Švarca squalificata da tutte le edizioni del Premio OTTO MILIONI
Sergey Kyrychenko
Sulumbek Idrisov
Vija Laganovska – Birkova

CERIMONIA PREMIAZIONE Premio Arti Varie Otto milioni 2021

TERMINATA LA DECIMA EDIZIONE DEL PREMIO “OTTO MILIONI”, BRUNO MANCINI

IL PREMIO “OTTO MILIONI” COMPIE DIECI ANNI, BRUNO MANCINI

Premio internazionale Otto milioni

Il Dispari 20221219 Redazione culturale DILA

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Il Dispari 20221219 Redazione culturale DILA

Il Dispari 20221219

Il Dispari 20221219 Redazione culturale DILA

Cari amici lettori,

con questo numero termina un nuovo anno di pubblicazioni riservate alla nostra Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA” dalla speciale attenzione che ci concede il Direttore Gaetano Di Meglio... che ringraziamo a go go.
Poiché, per ovvi motivi, non saremo in edicola il prossimo lunedì 26 dicembre, ritengo opportuno, oltre che massimamente gradito, esprimervi la gratitudine per tutta l’attenzione che in questo tribolato 2022 avete riservato alle nostre proposte/informazioni culturali e, a nome di tutta l’Associazione augurarvi uno splendido Natale e felicissime feste.

Bruno Mancini
Presidente DILA

Il Dispari 20221219 Redazione culturale DILA

Demo Martelli

Grande e storico amico dei progetti Made in Ischia ideati dall’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA“, vincitore del premio speciale “Bruno Mancini” nella prima edizione – 2012 – del premio “Adotta una poesia“ ideato da Bruno Mancini con la Direzione Artistica di Roberta Panizza sponsorizzato dal settimanale “Il Dispari“ di Gaetano Di Meglio, Demo Martelli ci regala l’anteprima di queste sue poesie.
Grandi auguri e complimenti a lui da tutta la nostra DILA e da tutto IL DISPARI.

RASCHIO DEL VENTO

Aveva il raschio del vento
l’energia senza forma né volume
quando il vortice asciugava
con la logica il codice all’idea.
S’infilava nelle crepe
a pizzicar le corde del pensiero
e dare i giusti limiti
al ritorno del canto e controcanto.
Dicono che sia mancato
al bulbo verde del versante buono
quel solfeggio giocoliere
che piena di dolcezza a chi l’ascolta.
Il rimpiangere non serve
perché quello che conta non è il sogno
né la gloria di un minuto
ma è il crescere, anche di un centimetro.

LE CREPE

Seduto all’ombra
tra il tuo viso e il sole,
chiudo le crepe delle ore.
Aperte dall’assenza dell’amore
quando di notte…
non mi prendi la mano.

MI SON FATTO DA SOLO

Restare senza il babbo a quattro anni
e avere da badare alla famiglia,
è come camminar senza lucerna,
nella notte, quando non c’è la luna.
Eppure son riuscito
convinto di riuscire,
con la luce mentale
con forza intellettuale
guardando positivo.
Ho usato le mie forze
per scavalcare le difficoltà.
E adesso, ultraottantenne,
mi abbraccio, mi bacio,
e mi accarezzo,
straripante di gioia,
senza dover ringraziamenti
a chicchessia:
mi son fatto da solo.

Demo Martelli
Via Don Mariano Clerici, 10
18017 San Lorenzo al Mare ( IM )
Cell. 338.82.27.683 e-mail: demomartelli@libero.it

Il Dispari 20221219 Redazione culturale DILA

Tina Bruno | La poesia è la realizzazione dell’impossibile.

Leggendo la poesia di Bruno Mancini “Agli angoli degli occhi”

Agli angoli degli occhi

sotto pigrizie amiche
prepara a morte
nostalgia.
Passa più parti
lampo di tempo indietro
indietro secoli
e sempre come sempre.
Cambia
se non adesso
a morte.
Alla viola nasce il pensiero

e posso ancora muovermi
venirti accanto
e senti la corteccia
vecchia e inutile.

Le poesie del poeta Bruno Mancini hanno sempre un richiamo sentimentale che le unisce e le accomuna con il grande sentimento dell’amore.
La poesia che mi accingo a commentare oggi è inserita nella omonima raccolta ”Agli angoli degli occhi”, che lui ventenne ha scritto tra il 1962 e il 1964.
In questa poesia il poeta usa il linguaggio del corpo, comunicazione non verbale ma ricca di espressioni, capace di coinvolgere gli occhi in veri e propri discorsi senza parole.
Gli occhi rappresentano, sin dalla più tenera età, lo specchio dell’anima, comunicano e percepiscono corrugando le palpebre e, anche se un velo di tristezza rivela in età avanzata tanta malinconia, sono capaci di trasmettere stati d’animo, ricordi, sentimenti, emozioni, evocando fatti vissuti, allontanando la nostalgia che si prova quando il tempo passa velocemente e anche il corpo umano trascorre il proprio pensando al passato: a ciò che è stato e più non sarà.
A questo punto, l’autore con una similitudine, tra la viola e l’essere umano, mostra la differenza: la viola germogliando fa nascere il pensiero, mentre gli innamorati, invecchiando, amandosi nostalgicamente, lasciano agli occhi la voglia di continuare il racconto attraverso i ricordi, gli atteggiamenti, la fantasia, gli sguardi e i contenuti che trasmettono guardando.

Tina Bruno

Il Dispari 20221219 Redazione culturale DILA

Il Dispari 20221212

Il Dispari 20221212 Redazione culturale DILA

CS DILA | Annullamento eventi

Coinvolti da sentimenti di tristezza e di pena per i nostri concittadini morti e per tutti gli oltre mille che si trovano in una situazione di precarietà fisica, emotiva ed economica la quale, purtroppo, non sarà né di facile soluzione né di breve periodo, la nostra Associazione DILA, in PIENO accordo con la Dottoressa Lucia Annicelli, Direttrice della Biblioteca Antoniana di Ischia, e in sintonia con Gaetano Di Meglio Direttore della testata giornalistica IL DISPARI e con Dalila Boukhalfa Presidente dell’Associazione ADA, ha deciso l’annullamento degli eventi relativi alla cerimonia di premiazione dei vincitori delle quattro sezioni della undicesima edizione del Premio internazionale OTTO MILIONI in programma, appunto, nella Biblioteca Antoniana di Ischia, nei giorni 22, 23 e 28 dicembre 2022.

Sappiamo benissimo il disagio che ciò provocherà per alcuni vostri già programmati viaggi e ve ne chiediamo scusa, ma la disgrazia che sta coinvolgendo tutta la nostra isola non consente (almeno a noi del CD DILA) la serenità di organizzare festeggiamenti che, per di più, dovremmo attuare nel periodo natalizio.

Personalmente non ho mai creduto che lo “show must go on” valga ad ogni costo, ma ritengo che i nostri incontri dovranno sempre essere connotati con forte spinte certamente artistiche, ma sempre umanitarie, sociali e, in definitiva, umane.

Sarà certamente nostro impegno comunicarvi tempestivamente luogo e data decisi per la cerimonia di premiazione che, molto probabilmente, effettueremo in occasione di uno spettacolo di beneficenza a favore di cittadini coinvolti nella frana di Casamicciola.

Infine, quale Presidente DILA, mi renderò personalmente disponibile alla consegna del premio, in maniera privata, a coloro che volessero, comunque, giungere nella nostra isola durante i giorni precedentemente programmati per la cerimonia di premiazione.

Grazie per la comprensione

Bruno Mancini
Presidente DILA

Ischia 8 dicembre 2022

Il Dispari 20221212 Redazione culturale DILA

Adriana Iftimie Ceroli

Simbolicamente “La rosa”

 

Bella e meravigliosa, profumata, la rosa è il fiore più utilizzato come simbolo nel Occidente, corrispondendo, come forma, alle ninfee in Asia, e entrambe sono simbolo della ruota. Nell’iconografia cristiana, la rosa può essere la coppa in cui gocciolava il sangue di Gesù, o la trasfigurazione delle gocce di sangue.

Il simbolo delle ferite di Gesù compare raffigurato in cinque rose, una in centro e le altre disposte su ogni braccio della croce.

Qui stiamo parlando della rosa che sta nel centro della Santa Croce, dove c’è il cuore di Gesù, il Santo Cuore.

Si tratta dello stesso simbolo, come la Rosa Candida nella Divina Commedia, che a sua volta evoca la rosa mistica dei testi sacri cristiani, simbolo della Vergine Maria.

Quindi, attraverso il sangue versato, la rosa diventa simbolo di una rinascita mistica.

Nella virtù del simbolo della rigenerazione, sulle tombe vengono posate le rose sin dall’antichità. La rosa è anche simbolo dell’amore, dell’amore puro, pulito.

Dante parla dell’amore paradisiaco paragonandolo con il centro della rosa.

Bianco o rosso, questo fiore diventa il preferito dagli alchimisti.

Spesso i loro trattati si chiamavano la rosa dei filosofi.

La rosa azzurra è simbolo dell’impossibile.

Adriana Iftimie Ceroli

Il Dispari 20221212 Redazione culturale DILA

BRUNO MANCINI
Dalla raccolta di poesie “La mia vita mai vissuta”

(1990 – 2014): 

La Frana-E Noi

 

Sono le tre e tredici minuti
un’ora insignificante,
digiuna di attese
sterile di affanni
e
penso alla Madre in auto con la figlia
Quindicianni
meno di quaranta anni in due
trasportate in un fiume di fango
sputo dell’ingordigia umana
fino a che lei
Quindicianni
lei muore annegata…

… e scrivo in prosa

mentre ora soffro per quanto è sciocca la poesia
– inutile –
che genera emozioni
soltanto in chi ne ha già di proprie,
lasciando indifferenti

speculatori

politici collusi

giudici compiacenti

la malavita della bella vita

i giornalisti fuochi di paglia

assuefatti poliziotti-carabinieri
finanzieri-guardie forestali marine montane
pluviali
divine (i bravi sacerdoti con le loro assoluzioni
a meno di trenta denari)

i settemila imputati
di
“Luculliana reiterata perversione
tra Sodoma e Gomorra
d’abusivismi e scempi”
oppure
“Anime scure soggiogate al carro fetido
del mattatore vincente”
comprese mogli figli nipoti e consanguinei
di chi ha lo scettro del potere

i cinquanta e più milioni d’italiani pensanti
sempre
ma che agiamo
solo
quando ad essere pestato è il nostro callo

me

gli altri come me

me ed il mio io
che già fra un’ora mi stenderà sul divano
sigaro avana
whisky di vecchia conoscenza
il dito in cerca di canali
– notturni –
per uomini soli.

Quindicianni
è morta.
La Madre vaga nel mondo dei vivi.
Grazie a questa bella società!

Qualcuno ha detto che il Vesuvio scoppierà…
e Noi?
Noi, sì, Noi!
Noi siamo pronti a sopraffarci per un dollaro bucato
una parola di troppo
la conquista di un posto a capotavola
il sorriso di un’altra donna
la fede e la non fede
la Juve
un semaforo rosso
un sigillo negato
il ruolo di Caronte
nel turbinoso fango del nostro dramma umano.
Fine.
Fine?
Io voglio.
Mi voglio-Ti voglio-Lo voglio
mentre la frana sghignazza sulla collina
forzando l’alveo
per tracimarci fino a mare.

La Frana-E Noi.
La Frana siamo Noi.

Non è delirio avere pena di Quindicianni  “MORTA”.
Non è delirio  avere pena per la Madre “VIVA”.
Non è delirio lanciare oltraggi agli “ASSASSINI”.

Supplico
per capire se le stelle
Quindicianni
nuotano o volano
innocenti
nei loro nuovi cieli senza albe!

15/16 Novembre 2009
 
https://youtu.be/TZcIw2Krx4E

Il Dispari 20221212 Redazione culturale DILA

Il Dispari 20221205

Il Dispari 20221205 Redazione culturale DILA

Opere vincitrici della 11a edizione del
Premio di Poesia “Otto Milioni” 2022

Il premio internazionale “Otto milioni”, ideato da Bruno Mancini e giunto alla undicesima edizione, è stato definito in quattro sezioni: poesia, arti grafiche, giornalismo, recitazione.
Queste che offriamo alla vostra lettura sono le poesie vincitrici, con l’avvertenza che i testi di alcune di esse, contengono imperfezioni linguistiche in quanto non siamo intervenuti nella correzione delle traduzioni effettuate, grazie alla versatilità della poetessa lettone Liga Sara Lapinska (che ringraziamo), da idiomi piuttosto desueti.
Potrete esprimere i vostri gradimenti accedendo alle pagine web indicate nei titoli di ciascuna poesia.

Primo premio voti 152 – Poesia18
Milena Petrarca – Italia

poe18 Poesia finalista Premio Otto milioni


Nausicaa

“Nausicaa” come farfalla in volo.
Cascate di luce
i tuoi capelli
tu NAUSICAA
Fanciulla Eterea
sogno
bocciolo
di rosa
ti ergi
dolcemente
e ti affacci
alla vita come farfalla in volo…
——————-

Secondo premio voti 50 – Poesia08
Sandra Švarca squalificata da tutte le edizioni del Premio OTTO MILIONI – Lettonia

poe08 Poesia finalista Premio Otto milioni 2022


E la felicità dura

La sera nel colore delle prugne mature cade in mare
e l’ultimo raggio di sole annega,
le onde si placano con compresso espettorato,
dopo gli squali rosa di ninna nanna il canto
e ci sediamo. Il tempo è a fianco rannicchiato,
ringhia come un gatto,
che ha smesso di correre.
Per un mese si accende la lampada,
e la felicità dura un secolo intero…
———————-

Terzo premio voti 49 – Poesia13
Liga Sarah Lapinska – Lettonia

poe13 Poesia finalista Premio Otto milioni 2022


Lo smistamento

Lo smistamento
è il Dio dalle mani rosse come
un macellaio che ordina -sporco o pulito?
Colpevole o innocente?
Il Dio dei Consigli, crociati, ingannati.
Un altro dice – führer, un altro dice – guru.
Credente o ateo?
Sia i Salmi, sia l’Alto Cantico,
sia aneddoti come parole di incantesimo.
Il Dio della sorte – ariano, forse, ebreo.
Una donna combatte contro un uomo
e chiede un’assurda uguaglianza
da usare secondo le idee di Woodstock:
gli orinatoi per tutti simili.
E un uomo che ride della rosetta
tra i capelli di una donna.
E chi non sia capace di amare
combatte contro i gay a Sodoma.
Sia zar, sia führer si arrendono
gettando i loro baroni dai portici
e rilasciando ai tribunali internazionali
i loro soldatini di solo sedici anni.
Soldatino ignorante, dove sei?
Non abbastanza coccolato, e dove sono
i tuoi trenini o le tue bamboline,
sotto quale zolla tu, kaddish,
dimenticato fascista, tu dormi, dormi?
————-

Quarto premio voti 44 – Poesia14
Vija Laganovska Birkova – Lettonia

poe14 Poesia finalista Premio Otto milioni 2022


Tuttavia, non è chiaro

Il sole viene catturato sempre più spesso tra le ciglia
le palpebre dovrebbero essere abbassate,
riscaldato così che sarà,
premere il lato di questo calore invisibile
farsi prendere nel gomito
le dita dell’arricciatura dei capelli si attorcigliano
parlare e parlare di curiosità
e così via fino all’autunno
ma la statura cadrà nel vuoto
dove la neve non ha nemmeno fermato il vento
tuttavia, non è chiaro.
O attraverso la terra incantata
castagna
ora germogliando.
——————-

Quinto premio voti 37 – Poesia19
Milena Petrarca “ – Italia

poe19 Poesia finalista Premio Otto milioni


Parole di fuoco

Due brillanti nocciole
guardano lontano…
in quell’azzurro
di saette
papaveri rossi
sussurrano parole
di fuoco
onde dolci
frastagliate
di lingue di caldi
colori inondano
il tuo corpo
vestito di sogni
d’amore
e tu stai lì con il cuore
negli occhi aspettando
un domani migliore.

Twitterone DILA

1) DILA | Grazie alla iniziativa della Vice Presidente Angela Maria Tiberi e di molti altri Soci e Collaboratori della nostra Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA, abbiamo attivata una raccolta fondi da destinare all’acquisto di strumenti didattici da donare ai minorenni coinvolti nella frana di Casamicciola.

Per qualsiasi tipo di adesione siete invitati a rivolgervi alla suddetta Angela Maria Tiberi: 3205584216.

Grazie.

 2) DILA | A luglio il Ministero delle Finanze si era accorto di aver sbagliato i conti del riparto 2×1000, IRPEF 2021, da Assegnare alle Associazioni senza scopo di lucro e ieri (dopo QUATTRO mesi) li ha ripubblicati, così risulta che su 3021 Associazioni ammesse c’è solo DILA (al posto 1584)  x tutta l’isola d’Ischia.

3) Liga Sarah Lapinska | Ilze Strēle, fotografa e dottoressa lettone, è stata molto felice di ricevere in regalo, per il nome di DILA, la nostra antologia “Una pagina, un emozione”.

4) CS DILA| Da oggi,  le pubblicazioni dell’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA” potrete trovarle in vendita diretta, e anche in prenotazione, presso l’Edicola Trani a Ischia – Piazza degli Eroi. Dettagli di contatto  081982475..

5) Liga Sarah Lapinska | La professoressa di agricoltura Baiba Rivža, con vero entusiasmo, ha ricevuto una copia del nostro giornale “Il Dispari”.

Lei è già stata menzionata tante volte nelle pagine del “Il Dispari” come un’ottima organizzatrice di eventi culturali con un gusto delicato per l’arte. Insieme con la sua amica, poeta e scrittrice Rasma Urtāne ha scritto la sua autobiografia “Baiba” in lingua lettone. Occorrerebbe tradurre questo libro in lingua italiana. Auguriamo per Baiba e per Rasma la forza e la creatività!

6) DILA CS Sede Regione Lazio | La pittrice e poetessa Milena Petrarca si è fatta fotografare con un’antologia e un diploma DILA.

Baiba Rivža

Ilze Strēle

Ilze Strēle

Milena Petrarca

DILA

NUSIV

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CS DILA | Annullamento eventi

Coinvolti da sentimenti di tristezza e di pena per i nostri concittadini morti e per tutti gli oltre mille che si trovano in una situazione di precarietà fisica, emotiva ed economica la quale, purtroppo, non sarà né di facile soluzione né di breve periodo, la nostra Associazione DILA, in PIENO accordo con la Dottoressa Lucia Annicelli, Direttrice della Biblioteca Antoniana di Ischia, e in sintonia con Gaetano Di Meglio Direttore della testata giornalistica IL DISPARI e con Dalila Boukhalfa Presidente dell’Associazione ADA, ha deciso l’annullamento degli eventi relativi alla cerimonia di premiazione dei vincitori delle quattro sezioni della undicesima edizione del Premio internazionale OTTO MILIONI in programma, appunto, nella Biblioteca Antoniana di Ischia, nei giorni 22, 23 e 28 dicembre 2022.

Sappiamo benissimo il disagio che ciò provocherà per alcuni vostri già programmati viaggi e ve ne chiediamo scusa, ma la disgrazia che sta coinvolgendo tutta la nostra isola non consente (almeno a noi del CD DILA) la serenità di organizzare festeggiamenti che, per di più, dovremmo attuare nel periodo natalizio.

Personalmente non ho mai creduto che lo “show must go on” valga ad ogni costo, ma ritengo che i nostri incontri dovranno sempre essere connotati con forte spinte certamente artistiche, ma sempre umanitarie, sociali e, in definitiva, umane.

Sarà certamente nostro impegno comunicarvi tempestivamente luogo e data decisi per la cerimonia di premiazione che, molto probabilmente, effettueremo in occasione di uno spettacolo di beneficenza a favore di cittadini coinvolti nella frana di Casamicciola.

Infine, quale Presidente DILA, mi renderò personalmente disponibile alla consegna del premio, in maniera privata, a coloro che volessero, comunque, giungere nella nostra isola durante i giorni precedentemente programmati per la cerimonia di premiazione.

Grazie per la comprensione

Bruno Mancini
Presidente DILA

Ischia 8 dicembre 2022

Il Dispari 20221212 Redazione culturale DILA

Adriana Iftimie Ceroli

Simbolicamente “La rosa”

 

Bella e meravigliosa, profumata, la rosa è il fiore più utilizzato come simbolo nel Occidente, corrispondendo, come forma, alle ninfee in Asia, e entrambe sono simbolo della ruota. Nell’iconografia cristiana, la rosa può essere la coppa in cui gocciolava il sangue di Gesù, o la trasfigurazione delle gocce di sangue.

Il simbolo delle ferite di Gesù compare raffigurato in cinque rose, una in centro e le altre disposte su ogni braccio della croce.

Qui stiamo parlando della rosa che sta nel centro della Santa Croce, dove c’è il cuore di Gesù, il Santo Cuore.

Si tratta dello stesso simbolo, come la Rosa Candida nella Divina Commedia, che a sua volta evoca la rosa mistica dei testi sacri cristiani, simbolo della Vergine Maria.

Quindi, attraverso il sangue versato, la rosa diventa simbolo di una rinascita mistica.

Nella virtù del simbolo della rigenerazione, sulle tombe vengono posate le rose sin dall’antichità. La rosa è anche simbolo dell’amore, dell’amore puro, pulito.

Dante parla dell’amore paradisiaco paragonandolo con il centro della rosa.

Bianco o rosso, questo fiore diventa il preferito dagli alchimisti.

Spesso i loro trattati si chiamavano la rosa dei filosofi.

La rosa azzurra è simbolo dell’impossibile.

Adriana Iftimie Ceroli

Il Dispari 20221212 Redazione culturale DILA

BRUNO MANCINI
Dalla raccolta di poesie “La mia vita mai vissuta”

(1990 – 2014): 

La Frana-E Noi

 

Sono le tre e tredici minuti
un’ora insignificante,
digiuna di attese
sterile di affanni
e
penso alla Madre in auto con la figlia
Quindicianni
meno di quaranta anni in due
trasportate in un fiume di fango
sputo dell’ingordigia umana
fino a che lei
Quindicianni
lei muore annegata…

… e scrivo in prosa

mentre ora soffro per quanto è sciocca la poesia
– inutile –
che genera emozioni
soltanto in chi ne ha già di proprie,
lasciando indifferenti

speculatori

politici collusi

giudici compiacenti

la malavita della bella vita

i giornalisti fuochi di paglia

assuefatti poliziotti-carabinieri
finanzieri-guardie forestali marine montane
pluviali
divine (i bravi sacerdoti con le loro assoluzioni
a meno di trenta denari)

i settemila imputati
di
“Luculliana reiterata perversione
tra Sodoma e Gomorra
d’abusivismi e scempi”
oppure
“Anime scure soggiogate al carro fetido
del mattatore vincente”
comprese mogli figli nipoti e consanguinei
di chi ha lo scettro del potere

i cinquanta e più milioni d’italiani pensanti
sempre
ma che agiamo
solo
quando ad essere pestato è il nostro callo

me

gli altri come me

me ed il mio io
che già fra un’ora mi stenderà sul divano
sigaro avana
whisky di vecchia conoscenza
il dito in cerca di canali
– notturni –
per uomini soli.

Quindicianni
è morta.
La Madre vaga nel mondo dei vivi.
Grazie a questa bella società!

Qualcuno ha detto che il Vesuvio scoppierà…
e Noi?
Noi, sì, Noi!
Noi siamo pronti a sopraffarci per un dollaro bucato
una parola di troppo
la conquista di un posto a capotavola
il sorriso di un’altra donna
la fede e la non fede
la Juve
un semaforo rosso
un sigillo negato
il ruolo di Caronte
nel turbinoso fango del nostro dramma umano.
Fine.
Fine?
Io voglio.
Mi voglio-Ti voglio-Lo voglio
mentre la frana sghignazza sulla collina
forzando l’alveo
per tracimarci fino a mare.

La Frana-E Noi.
La Frana siamo Noi.

Non è delirio avere pena di Quindicianni  “MORTA”.
Non è delirio  avere pena per la Madre “VIVA”.
Non è delirio lanciare oltraggi agli “ASSASSINI”.

Supplico
per capire se le stelle
Quindicianni
nuotano o volano
innocenti
nei loro nuovi cieli senza albe!

15/16 Novembre 2009
 
https://youtu.be/TZcIw2Krx4E

Il Dispari 20221212 Redazione culturale DILA

Il Dispari 20221205

Il Dispari 20221205 Redazione culturale DILA

Opere vincitrici della 11a edizione del
Premio di Poesia “Otto Milioni” 2022

Il premio internazionale “Otto milioni”, ideato da Bruno Mancini e giunto alla undicesima edizione, è stato definito in quattro sezioni: poesia, arti grafiche, giornalismo, recitazione.
Queste che offriamo alla vostra lettura sono le poesie vincitrici, con l’avvertenza che i testi di alcune di esse, contengono imperfezioni linguistiche in quanto non siamo intervenuti nella correzione delle traduzioni effettuate, grazie alla versatilità della poetessa lettone Liga Sara Lapinska (che ringraziamo), da idiomi piuttosto desueti.
Potrete esprimere i vostri gradimenti accedendo alle pagine web indicate nei titoli di ciascuna poesia.

Primo premio voti 152 – Poesia18
Milena Petrarca – Italia

poe18 Poesia finalista Premio Otto milioni


Nausicaa

“Nausicaa” come farfalla in volo.
Cascate di luce
i tuoi capelli
tu NAUSICAA
Fanciulla Eterea
sogno
bocciolo
di rosa
ti ergi
dolcemente
e ti affacci
alla vita come farfalla in volo…
——————-

Secondo premio voti 50 – Poesia08
Sandra Švarca squalificata da tutte le edizioni del Premio OTTO MILIONI – Lettonia

poe08 Poesia finalista Premio Otto milioni 2022


E la felicità dura

La sera nel colore delle prugne mature cade in mare
e l’ultimo raggio di sole annega,
le onde si placano con compresso espettorato,
dopo gli squali rosa di ninna nanna il canto
e ci sediamo. Il tempo è a fianco rannicchiato,
ringhia come un gatto,
che ha smesso di correre.
Per un mese si accende la lampada,
e la felicità dura un secolo intero…
———————-

Terzo premio voti 49 – Poesia13
Liga Sarah Lapinska – Lettonia

poe13 Poesia finalista Premio Otto milioni 2022


Lo smistamento

Lo smistamento
è il Dio dalle mani rosse come
un macellaio che ordina -sporco o pulito?
Colpevole o innocente?
Il Dio dei Consigli, crociati, ingannati.
Un altro dice – führer, un altro dice – guru.
Credente o ateo?
Sia i Salmi, sia l’Alto Cantico,
sia aneddoti come parole di incantesimo.
Il Dio della sorte – ariano, forse, ebreo.
Una donna combatte contro un uomo
e chiede un’assurda uguaglianza
da usare secondo le idee di Woodstock:
gli orinatoi per tutti simili.
E un uomo che ride della rosetta
tra i capelli di una donna.
E chi non sia capace di amare
combatte contro i gay a Sodoma.
Sia zar, sia führer si arrendono
gettando i loro baroni dai portici
e rilasciando ai tribunali internazionali
i loro soldatini di solo sedici anni.
Soldatino ignorante, dove sei?
Non abbastanza coccolato, e dove sono
i tuoi trenini o le tue bamboline,
sotto quale zolla tu, kaddish,
dimenticato fascista, tu dormi, dormi?
————-

Quarto premio voti 44 – Poesia14
Vija Laganovska Birkova – Lettonia

poe14 Poesia finalista Premio Otto milioni 2022


Tuttavia, non è chiaro

Il sole viene catturato sempre più spesso tra le ciglia
le palpebre dovrebbero essere abbassate,
riscaldato così che sarà,
premere il lato di questo calore invisibile
farsi prendere nel gomito
le dita dell’arricciatura dei capelli si attorcigliano
parlare e parlare di curiosità
e così via fino all’autunno
ma la statura cadrà nel vuoto
dove la neve non ha nemmeno fermato il vento
tuttavia, non è chiaro.
O attraverso la terra incantata
castagna
ora germogliando.
——————-

Quinto premio voti 37 – Poesia19
Milena Petrarca “ – Italia

poe19 Poesia finalista Premio Otto milioni


Parole di fuoco

Due brillanti nocciole
guardano lontano…
in quell’azzurro
di saette
papaveri rossi
sussurrano parole
di fuoco
onde dolci
frastagliate
di lingue di caldi
colori inondano
il tuo corpo
vestito di sogni
d’amore
e tu stai lì con il cuore
negli occhi aspettando
un domani migliore.

Twitterone DILA

1) DILA | Grazie alla iniziativa della Vice Presidente Angela Maria Tiberi e di molti altri Soci e Collaboratori della nostra Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA, abbiamo attivata una raccolta fondi da destinare all’acquisto di strumenti didattici da donare ai minorenni coinvolti nella frana di Casamicciola.

Per qualsiasi tipo di adesione siete invitati a rivolgervi alla suddetta Angela Maria Tiberi: 3205584216.

Grazie.

 2) DILA | A luglio il Ministero delle Finanze si era accorto di aver sbagliato i conti del riparto 2×1000, IRPEF 2021, da Assegnare alle Associazioni senza scopo di lucro e ieri (dopo QUATTRO mesi) li ha ripubblicati, così risulta che su 3021 Associazioni ammesse c’è solo DILA (al posto 1584)  x tutta l’isola d’Ischia.

3) Liga Sarah Lapinska | Ilze Strēle, fotografa e dottoressa lettone, è stata molto felice di ricevere in regalo, per il nome di DILA, la nostra antologia “Una pagina, un emozione”.

4) CS DILA| Da oggi,  le pubblicazioni dell’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA” potrete trovarle in vendita diretta, e anche in prenotazione, presso l’Edicola Trani a Ischia – Piazza degli Eroi. Dettagli di contatto  081982475..

5) Liga Sarah Lapinska | La professoressa di agricoltura Baiba Rivža, con vero entusiasmo, ha ricevuto una copia del nostro giornale “Il Dispari”.

Lei è già stata menzionata tante volte nelle pagine del “Il Dispari” come un’ottima organizzatrice di eventi culturali con un gusto delicato per l’arte. Insieme con la sua amica, poeta e scrittrice Rasma Urtāne ha scritto la sua autobiografia “Baiba” in lingua lettone. Occorrerebbe tradurre questo libro in lingua italiana. Auguriamo per Baiba e per Rasma la forza e la creatività!

6) DILA CS Sede Regione Lazio | La pittrice e poetessa Milena Petrarca si è fatta fotografare con un’antologia e un diploma DILA.

Baiba Rivža

Ilze Strēle

Ilze Strēle

Milena Petrarca

Il Dispari 20221121

Il Dispari 20221121 Redazione culturale DILA

Bookcity 2022: DILA – IL DISPARI – ADA

Comunicati i vincitori del Premio OTTO MILIONI

Teatro PIME Milano

Jeanfilip, a nome dell’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA” di Bruno Mancini, della testata giornalistica IL DISPARI di Gaetano Di Meglio e dell’Associazione ADA di Dalila Boukhalfa ha rivolto un caloroso benvenuto a tutti gli spettatori dell’evento che ha sancito la pluriennale felice collaborazione della nostra organizzazione DILA con Bookcity, manifestazione  senza dubbio apice della divulgazione del libro e della lettura a livello europeo.

Dato il tempo a disposizione piuttosto limitato, per comprensibili motivi,  si è passati subito alla presentazione dei protagonisti dell’incontro ossia la cantante Angela Prota, lo scrittore Alberto Liguoro, il musicista Domenico Umbro, gli attori Pietro Ricci e Matteo Banfi, senza dimenticare Bruno Mancini che, pur non essendo personalmente presente, è stato il principale organizzatore dell’evento.

Subito dopo si è passati alla comunicazione delle classifiche finali, limitate ai primi cinque posti, delle quattro sezioni (poesia, arti grafiche, giornalismo, recitazione) della undicesima edizione del Premio di Arti Varie “OTTO MILIONI” ideato da Bruno Mancini e dedicato alla memoria del Comm. Agostino Lauro, che potrete leggere nei box di questa pagina.

Basterà dire che al Premio hanno partecipato Artisti provenienti da oltre 30 Nazioni di tutti i continenti.

La cerimonia di premiazione avverrà a Ischia nel salone Onofrio Buonocore della Biblioteca Antoniana nei giorni 22, 23 e 28 dicembre prossimi.

L’evento è proseguito con la presentazione dell’antologia “Isole Nuove 2022” contenente tutte le opere finaliste della quatto sezioni del premio, oltre alle poesie pubblicate nella raccolta “Incarto caramelle di uva passita” scritta da Bruno Mancini e con un  intervento dello scrittore Alberto Liguoro che ha illustrato il suo ultimo romanzo intitolato “IMMAGINAZIONE”.

Un concerto di musiche scritte dal Maestro Roberto Prandin su testi di Bruno Mancini è stato il delizioso l’intermezzo musicale proposto dalla cantante Angela Prota.

Maria Francesca Mosca, vincitrice della sezione poesia di una precedente edizione, è stata graditissima ospite e ha recitato alcuni suoi versi.

Tutto ciò con accompagnanti musicali eseguiti dal clarinettista Domenico Umbro e con letture effettuate dai giovani attori Pietro Ricci e Matteo Banfi.

Il Dispari 20221121 Redazione culturale DILA

Sezione Poesie Premio “Otto milioni” – 2022: classifica finale.

Con 152 voti vince il primo premio
Milena Petrarca  – Italia
con la poesia
Nausicaa

Seconda classificata con voti 50
Sandra Švarca squalificata da tutte le edizioni del Premio OTTO MILIONI – Lettonia
con la poesia
E la felicità dura

Terza classificata con voti 49
Liga Sarah Lapinska  – Lettonia
con la poesia
Lo smistamento

Quarta classificata con voti 44
Vija Laganovska–Birkova – Lettonia
con la poesia
Tuttavia, non è chiaro

Quinta classificata con voti 37
Milena Petrarca – Italia
con la poesia
Parole di fuoco

Nelle prossime settimane pubblicheremo i testi delle cinque poesie.

Sezione Arti grafiche “Premio Otto milioni” 2022: classifica finale

Con voti 732 vince il primo premio
arg37 – Sergey Kyrychenko

Secondo premio con voti 701
arg04 – Artur Gevorgyan

Terzo premio con voti 507
arg41 – Fabaries Vasquez

Quarto premio con voti 491
arg35 – Sulumbek Idrisov

Quinto premio con voti 389
arg16 – Milena Petrarca

Nelle prossime settimane pubblicheremo le immagini delle cinque opere.

Il Dispari 20221121 Redazione culturale DILA

Sezione Recitazione Premio “Otto milioni” – 2022: classifica finale 

Vince il primo premio
Chiara Pavoni -Rec0222- voti 340
con il brano Dialogo di una schiava
scritto da Bruno Mancini

Secondo premio
Giuseppe Lorin -Rec0122- voti 53
legge il brano “L’Estate con la parrucca”
scritto da Bruno Mancini

Terzo premio
Angela Maria Tiberi -Rec0522- voti 26
legge la poesia “Eppure se”
scritta da Bruno Mancini

Quarto premio
Elisabetta Petrolati -Rec0822- voti 24
legge sue poesie

Quinto premio
Clementina Petroni -Rec0422- voti 23
legge sue poesie

Nelle prossime settimane pubblicheremo i testi integrali e i link youtube delle cinque interpretazioni.

Sezione Giornalismo Premio “Otto milioni” – 2022 : classifica finale

Con 108 voti vince il primo premio
Mauro Paolo Montacchiesi
con l’articolo
La poesia “A Casablanca” di Bruno Mancini ·

Secondo premio con voti 101
Angela Maria Tiberi
con l’articolo
LA VOCE DI CIRCE:
“A Ischia l’incanto ti punge gli occhi per quanto è immenso.”

Terzo premio con voti 35
Mauro Paolo Montacchiesi
con l’articolo
AGLI ANGOLI DEGLI OCCHI di Bruno Mancini

Quarto premio con voti 34
Luciana Capece
con l’articolo
Tributo all’Artista Milena Petrarca – IL TRIONFO

Quinto premio con voti 18
Luciana Capece
con l’articolo
NAPOLI PUNTA DI DIAMANTE
 
Nelle prossime settimane pubblicheremo i testi dei cinque articoli.

Il Dispari 20221121 Redazione culturale DILA

 

DILA

NUSIV

Angela Maria Tiberi recensisce Francesco Prandi

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Angela Maria Tiberi recensisce Francesco Prandi

Uomini che andavano per mare

Francesco Prandi è uno scrittore amato dal pubblico della città di Latina e seguito con molta attenzione verso i suoi lavori letterari.

Ha pubblicato: Il Mondo nelle mie mani (2018), Cultura Afro-Americana o Cultura Anglo-Americana? (2018), Il Cambusiere dei Sette Mari (2019), Il Crepuscolo dei Sogni (2020).

Si è dedicato anche alla scrittura di poesie, saggi e romanzi.

Appassionato di cinema e letteratura inglese, americana e francese, durante i lunghi anni di vagabondaggio sui sette mari, ha letto quasi tutti i classici della letteratura occidentale.

Francesco Prandi nasce a Sermoneta nell’ottobre del ’43 durante lo sfollamento.

Si diploma Allievo Capitano di Macchina nel ’62, nell’Istituto Nautico G. Gaboto di Gaeta, e naviga dal ’63 al ’72, prima nella Marina Militare (2 anni), dopo in quella Mercantile.

Non ha mai smesso di viaggiare.

Ricercatore delle bellezze umane e naturali, ha nel suo cuore il mare e ama l’infinito, la curiosità dell’ignoto e la vita come le onde marine.

Nella sua opera “Uomini che andavano per mare” ha racchiusa la sua vita.

La presentazione del libro si è svolta il 26 novembre 2022 al Circolo Cittadino Sante Palumbo di Latina, in piazza del Popolo.

Insieme all’autore c’era il giornalista Fabrizio Giona e l’attore Jason Forbus.

Le letture del testo sono state affidate a due attori pontini di notevole spessore: Nino Bernardini e Giada Prandi figlia adorata di Francesco, amata e stimata dal pubblico per l’interpretazione “Anna Cappelli” di Ruccello effettuata nell’arena Gambellotti piena di suoi ammiratori.

Il testo “Uomini che andavano per mare” è costituito da diversi racconti ma il più divertente e drammatico nell’insieme è l’Eden delle puttane delicate e cortesi, tutto da scoprire,

Con un linguaggio signorile si svela la vita di bordo e l’improvvisata della scoperta della taverna delle belle ragazze ventenni.

Leggendo il libro del nostro amato Francesco Prandi si scope un mondo fatato di un tempo recente ormai troppo lontano… divertente da leggere tutto di un fiato.

 

Angela Maria Tiberi

Angela Maria Tiberi recensisce Antonio Scarsella

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Angela Maria Tiberi recensisce Antonio Scarsella

Il Grifone, la scimmia, l’usignolo
Il Levante Libreria Editrice

Centro di svolgimento del giallo è Sermoneta, borgo medioevale, intrecciandosi con la musica, la cultura, la storia.
I protagonisti del romanzo sono: il campus internazionale di Musica, diventato Fondazione, il Castello di Sermoneta e la Musica, che diventano cornice di un giallo d’ambiente mentre il filo conduttore è la Musica.
Protagonista femminile è Carola Leman sposata con il settantenne Franz Kramer, violoncellista di fama mondiale, direttore del Conservatorio di Stoccolma e di altri istituti di mezza Europa, genio della musica mondiale.
I protagonisti si erano conosciuti a Stoccolma, lei giovanissima impiegata del Conservatorio e lui più di quarant’anni d’età, diventando lei, successivamente, la sua seconda moglie ed assistente di cattedra nello stesso istituto.
Il prof. Kramer teneva i suoi corsi di perfezionamento nel castello di Sermoneta, centro di importanza internazionale della Musica.
La moglie non dava motivo di tradirlo anche se aveva 45 anni e lui settant’anni: c’era complicità fra loro.
Il marito non sapeva che la sua amata fosse attirata sia dal corpo che dalla mente di giovani donne in quanto il suo desiderio di madre non era stato esaudito.
Le avventure con gli uomini non placavano la passione di Carola.
La sua prima donna fu una violoncellista, Agneska, e tra loro vi fu una grande passione e passarono una notte insieme, nella stanza numero 32 dell’Hotel Holiday Inn di Stoccolma.
Si lasciarono.
Colpo di scena del giallo è la morte della giovane Céline nel Castello di Sermoneta.
Così l’autore ci introduce nel giallo.
Chi ha ucciso Céline Bloom?
Non dico altro!
Il giallo è pieno di misteri.
Colgo l’occasione per invitare a meditare per il messaggio sconosciuto a molte persone (inciso all’ingresso del Palazzo di Vetro dell’Onu a New York.) che lo scrittore riporta nel suo testo .
Scritto da un grande poeta di religione mussulmana, vissuto in Persia a cavallo tra il XII e il XIII secolo: Mosleh ad-Din Abdollah, conosciuto come Sa’di: “I figli di Abramo sono membra di uno stesso corpo e della stessa essenza sono stati creati.
Quando anche la più piccola parte, per le avversità della vita, si addolora, anche le altre parti perdono la calma e quiete.
Tu che sei insensibile alle pene altrui mai e poi mai potrai essere chiamato essere umano”.
Complimenti ad Antonio Scarsella e un buon successo di questo fantastico libro.

Angela Maria Tiberi

Il Dispari 20221205 Redazione culturale DILA

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Il Dispari 20221205 Redazione culturale DILA

Il Dispari 20221205

Il Dispari 20221205 Redazione culturale DILA

Opere vincitrici della 11a edizione del
Premio di Poesia “Otto Milioni” 2022

Il premio internazionale “Otto milioni”, ideato da Bruno Mancini e giunto alla undicesima edizione, è stato definito in quattro sezioni: poesia, arti grafiche, giornalismo, recitazione.
Queste che offriamo alla vostra lettura sono le poesie vincitrici, con l’avvertenza che i testi di alcune di esse, contengono imperfezioni linguistiche in quanto non siamo intervenuti nella correzione delle traduzioni effettuate, grazie alla versatilità della poetessa lettone Liga Sara Lapinska (che ringraziamo), da idiomi piuttosto desueti.
Potrete esprimere i vostri gradimenti accedendo alle pagine web indicate nei titoli di ciascuna poesia.

Primo premio voti 152 – Poesia18
Milena Petrarca – Italia

poe18 Poesia finalista Premio Otto milioni


Nausicaa

“Nausicaa” come farfalla in volo.
Cascate di luce
i tuoi capelli
tu NAUSICAA
Fanciulla Eterea
sogno
bocciolo
di rosa
ti ergi
dolcemente
e ti affacci
alla vita come farfalla in volo…
——————-

Secondo premio voti 50 – Poesia08
Sandra Švarca squalificata da tutte le edizioni del Premio OTTO MILIONI – Lettonia

poe08 Poesia finalista Premio Otto milioni 2022


E la felicità dura

La sera nel colore delle prugne mature cade in mare
e l’ultimo raggio di sole annega,
le onde si placano con compresso espettorato,
dopo gli squali rosa di ninna nanna il canto
e ci sediamo. Il tempo è a fianco rannicchiato,
ringhia come un gatto,
che ha smesso di correre.
Per un mese si accende la lampada,
e la felicità dura un secolo intero…
———————-

Terzo premio voti 49 – Poesia13
Liga Sarah Lapinska – Lettonia

poe13 Poesia finalista Premio Otto milioni 2022


Lo smistamento

Lo smistamento
è il Dio dalle mani rosse come
un macellaio che ordina -sporco o pulito?
Colpevole o innocente?
Il Dio dei Consigli, crociati, ingannati.
Un altro dice – führer, un altro dice – guru.
Credente o ateo?
Sia i Salmi, sia l’Alto Cantico,
sia aneddoti come parole di incantesimo.
Il Dio della sorte – ariano, forse, ebreo.
Una donna combatte contro un uomo
e chiede un’assurda uguaglianza
da usare secondo le idee di Woodstock:
gli orinatoi per tutti simili.
E un uomo che ride della rosetta
tra i capelli di una donna.
E chi non sia capace di amare
combatte contro i gay a Sodoma.
Sia zar, sia führer si arrendono
gettando i loro baroni dai portici
e rilasciando ai tribunali internazionali
i loro soldatini di solo sedici anni.
Soldatino ignorante, dove sei?
Non abbastanza coccolato, e dove sono
i tuoi trenini o le tue bamboline,
sotto quale zolla tu, kaddish,
dimenticato fascista, tu dormi, dormi?
————-

Quarto premio voti 44 – Poesia14
Vija Laganovska Birkova – Lettonia

poe14 Poesia finalista Premio Otto milioni 2022


Tuttavia, non è chiaro

Il sole viene catturato sempre più spesso tra le ciglia
le palpebre dovrebbero essere abbassate,
riscaldato così che sarà,
premere il lato di questo calore invisibile
farsi prendere nel gomito
le dita dell’arricciatura dei capelli si attorcigliano
parlare e parlare di curiosità
e così via fino all’autunno
ma la statura cadrà nel vuoto
dove la neve non ha nemmeno fermato il vento
tuttavia, non è chiaro.
O attraverso la terra incantata
castagna
ora germogliando.
——————-

Quinto premio voti 37 – Poesia19
Milena Petrarca “ – Italia

poe19 Poesia finalista Premio Otto milioni


Parole di fuoco

Due brillanti nocciole
guardano lontano…
in quell’azzurro
di saette
papaveri rossi
sussurrano parole
di fuoco
onde dolci
frastagliate
di lingue di caldi
colori inondano
il tuo corpo
vestito di sogni
d’amore
e tu stai lì con il cuore
negli occhi aspettando
un domani migliore.

Twitterone DILA

1) DILA | Grazie alla iniziativa della Vice Presidente Angela Maria Tiberi e di molti altri Soci e Collaboratori della nostra Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA, abbiamo attivata una raccolta fondi da destinare all’acquisto di strumenti didattici da donare ai minorenni coinvolti nella frana di Casamicciola.

Per qualsiasi tipo di adesione siete invitati a rivolgervi alla suddetta Angela Maria Tiberi: 3205584216.

Grazie.

 2) DILA | A luglio il Ministero delle Finanze si era accorto di aver sbagliato i conti del riparto 2×1000, IRPEF 2021, da Assegnare alle Associazioni senza scopo di lucro e ieri (dopo QUATTRO mesi) li ha ripubblicati, così risulta che su 3021 Associazioni ammesse c’è solo DILA (al posto 1584)  x tutta l’isola d’Ischia.

3) Liga Sarah Lapinska | Ilze Strēle, fotografa e dottoressa lettone, è stata molto felice di ricevere in regalo, per il nome di DILA, la nostra antologia “Una pagina, un emozione”.

4) CS DILA| Da oggi,  le pubblicazioni dell’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA” potrete trovarle in vendita diretta, e anche in prenotazione, presso l’Edicola Trani a Ischia – Piazza degli Eroi. Dettagli di contatto  081982475..

5) Liga Sarah Lapinska | La professoressa di agricoltura Baiba Rivža, con vero entusiasmo, ha ricevuto una copia del nostro giornale “Il Dispari”.

Lei è già stata menzionata tante volte nelle pagine del “Il Dispari” come un’ottima organizzatrice di eventi culturali con un gusto delicato per l’arte. Insieme con la sua amica, poeta e scrittrice Rasma Urtāne ha scritto la sua autobiografia “Baiba” in lingua lettone. Occorrerebbe tradurre questo libro in lingua italiana. Auguriamo per Baiba e per Rasma la forza e la creatività!

6) DILA CS Sede Regione Lazio | La pittrice e poetessa Milena Petrarca si è fatta fotografare con un’antologia e un diploma DILA.

Baiba Rivža

Ilze Strēle

Ilze Strēle

Milena Petrarca

Il Dispari 20221121

Il Dispari 20221121 Redazione culturale DILA

Bookcity 2022: DILA – IL DISPARI – ADA

Comunicati i vincitori del Premio OTTO MILIONI

Teatro PIME Milano

Jeanfilip, a nome dell’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA” di Bruno Mancini, della testata giornalistica IL DISPARI di Gaetano Di Meglio e dell’Associazione ADA di Dalila Boukhalfa ha rivolto un caloroso benvenuto a tutti gli spettatori dell’evento che ha sancito la pluriennale felice collaborazione della nostra organizzazione DILA con Bookcity, manifestazione  senza dubbio apice della divulgazione del libro e della lettura a livello europeo.

Dato il tempo a disposizione piuttosto limitato, per comprensibili motivi,  si è passati subito alla presentazione dei protagonisti dell’incontro ossia la cantante Angela Prota, lo scrittore Alberto Liguoro, il musicista Domenico Umbro, gli attori Pietro Ricci e Matteo Banfi, senza dimenticare Bruno Mancini che, pur non essendo personalmente presente, è stato il principale organizzatore dell’evento.

Subito dopo si è passati alla comunicazione delle classifiche finali, limitate ai primi cinque posti, delle quattro sezioni (poesia, arti grafiche, giornalismo, recitazione) della undicesima edizione del Premio di Arti Varie “OTTO MILIONI” ideato da Bruno Mancini e dedicato alla memoria del Comm. Agostino Lauro, che potrete leggere nei box di questa pagina.

Basterà dire che al Premio hanno partecipato Artisti provenienti da oltre 30 Nazioni di tutti i continenti.

La cerimonia di premiazione avverrà a Ischia nel salone Onofrio Buonocore della Biblioteca Antoniana nei giorni 22, 23 e 28 dicembre prossimi.

L’evento è proseguito con la presentazione dell’antologia “Isole Nuove 2022” contenente tutte le opere finaliste della quatto sezioni del premio, oltre alle poesie pubblicate nella raccolta “Incarto caramelle di uva passita” scritta da Bruno Mancini e con un  intervento dello scrittore Alberto Liguoro che ha illustrato il suo ultimo romanzo intitolato “IMMAGINAZIONE”.

Un concerto di musiche scritte dal Maestro Roberto Prandin su testi di Bruno Mancini è stato il delizioso l’intermezzo musicale proposto dalla cantante Angela Prota.

Maria Francesca Mosca, vincitrice della sezione poesia di una precedente edizione, è stata graditissima ospite e ha recitato alcuni suoi versi.

Tutto ciò con accompagnanti musicali eseguiti dal clarinettista Domenico Umbro e con letture effettuate dai giovani attori Pietro Ricci e Matteo Banfi.

Il Dispari 20221121 Redazione culturale DILA

Sezione Poesie Premio “Otto milioni” – 2022: classifica finale.

Con 152 voti vince il primo premio
Milena Petrarca  – Italia
con la poesia
Nausicaa

Seconda classificata con voti 50
Sandra Švarca squalificata da tutte le edizioni del Premio OTTO MILIONI – Lettonia
con la poesia
E la felicità dura

Terza classificata con voti 49
Liga Sarah Lapinska  – Lettonia
con la poesia
Lo smistamento

Quarta classificata con voti 44
Vija Laganovska–Birkova – Lettonia
con la poesia
Tuttavia, non è chiaro

Quinta classificata con voti 37
Milena Petrarca – Italia
con la poesia
Parole di fuoco

Nelle prossime settimane pubblicheremo i testi delle cinque poesie.

Sezione Arti grafiche “Premio Otto milioni” 2022: classifica finale

Con voti 732 vince il primo premio
arg37 – Sergey Kyrychenko

Secondo premio con voti 701
arg04 – Artur Gevorgyan

Terzo premio con voti 507
arg41 – Fabaries Vasquez

Quarto premio con voti 491
arg35 – Sulumbek Idrisov

Quinto premio con voti 389
arg16 – Milena Petrarca

Nelle prossime settimane pubblicheremo le immagini delle cinque opere.

Il Dispari 20221121 Redazione culturale DILA

Sezione Recitazione Premio “Otto milioni” – 2022: classifica finale 

Vince il primo premio
Chiara Pavoni -Rec0222- voti 340
con il brano Dialogo di una schiava
scritto da Bruno Mancini

Secondo premio
Giuseppe Lorin -Rec0122- voti 53
legge il brano “L’Estate con la parrucca”
scritto da Bruno Mancini

Terzo premio
Angela Maria Tiberi -Rec0522- voti 26
legge la poesia “Eppure se”
scritta da Bruno Mancini

Quarto premio
Elisabetta Petrolati -Rec0822- voti 24
legge sue poesie

Quinto premio
Clementina Petroni -Rec0422- voti 23
legge sue poesie

Nelle prossime settimane pubblicheremo i testi integrali e i link youtube delle cinque interpretazioni.

Sezione Giornalismo Premio “Otto milioni” – 2022 : classifica finale

Con 108 voti vince il primo premio
Mauro Paolo Montacchiesi
con l’articolo
La poesia “A Casablanca” di Bruno Mancini ·

Secondo premio con voti 101
Angela Maria Tiberi
con l’articolo
LA VOCE DI CIRCE:
“A Ischia l’incanto ti punge gli occhi per quanto è immenso.”

Terzo premio con voti 35
Mauro Paolo Montacchiesi
con l’articolo
AGLI ANGOLI DEGLI OCCHI di Bruno Mancini

Quarto premio con voti 34
Luciana Capece
con l’articolo
Tributo all’Artista Milena Petrarca – IL TRIONFO

Quinto premio con voti 18
Luciana Capece
con l’articolo
NAPOLI PUNTA DI DIAMANTE
 
Nelle prossime settimane pubblicheremo i testi dei cinque articoli.

Il Dispari 20221121 Redazione culturale DILA

Il Dispari 20221114

Il Dispari 20221114 Redazione culturale DILA

DILA al BookCity 2022

L’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA” di Bruno Mancini, la testata giornalistica IL DISPARI di Gaetano Di Meglio e l’Associazione ADA di Dalila Boukhalfa sanciscono, con questo evento, la pluriennale felice collaborazione con Bookcity, manifestazione senza dubbio apice della divulgazione del libro e della lettura a livello europeo.

I protagonisti di questo incontro saranno la cantante Angela Prota, il pittore Jeanfilip, lo scrittore Alberto Liguoro, il musicista Domenico Umbro e gli artisti teatrali Pietro Ricci e Matteo Banfi.
L’appuntamento è al Teatro PIME di Milano in data 19 novembre 2022 ore 10.00 nell’ambito del progetto DILA “OTTO MILIONI” inserito nel palinsesto della rassegna internazionale BookCity 2022.

Lo svolgimento dell’evento inizierà con la comunicazione delle classifiche finali, limitate ai primi cinque posti, delle quattro sezioni (poesia, arti grafiche, giornalismo, recitazione) della 11a edizione del Premio di Arti Varie “OTTO MILIONI” ideato da Bruno Mancini e dedicato alla memoria del Comm. Agostino Lauro.

Per rendere il senso della valenza internazionale del nostro Premio, basterà dire che a questa edizione hanno partecipato centinaia di Artisti provenienti da oltre 30 Nazioni di tutti i continenti e sono risultati finalisti (con tutti i nostri complimenti): Abu Pashaev – Russia, Adriana Iftimie Ceroli – Italia, Aida Turrini – Italia, Ajub Ibragimov -Germania, Alberto Liguoro – Italia, Alessia Gaveglia – Italia, Alfonso Gurreri – Italia, Amirbek Ismailov – Russia, Anastasia Lesyuk – Russia, Angela Maria Tiberi – Italia, Anita Zvaigzne– Lettonia, Arif Azad Painter – India, Artur Gevorgyan – Armenia, Aslambek Tuguzov – Russia, Azad Painter – India, Chiara Pavoni – Italia, Clementina Petroni – Italia, Dina Banay Babay – Israele, Dita Dīķe – Lettonia, Èda Gyenis – Ungheria, Elisabetta Petrolati – Italia, Elita Viškere – Lettonia, Elizabete Blūma – Lettonia, Ēriks Bāris – Lettonia, Eva Mārtuža – Lettonia, Fabaries Vasquez – Cile, Fatima Daudova – Russia, Flora Rucco – Italia, Florenza Lessa – Italia, Giuseppe Lorin – Italia, Giusy Donini – Italia, Ieva Akuratere – Lettonia, Indulis Zālīte – Lettonia, Ingrīda Zaķe – Lettonia, Inta Dobrāja – Lettonia, Irina Befa – Germania, Irinel Daniel Iacob – Romania, Janis Drozdovs – Lettonia, Kārlis Dobrājs – Lettonia, Le Hai Linh – Vietnam, Lev Karnauhov – Russia, Liga Sarah Lapinska – Lettonia, Loris Giorgini – Italia, Lucia Fusco – Italia, Luciana Capece – Italia, Luciano Somma – Italia, Magomed Zakriev – Russia, Mairita Ķērpe Dūze – Lettonia, Marija Gadaldi – Italia, Mark Illukpitiya – Maldive, Maurizio Pedace – Italia, Mauro Paolo Montacchiesi – Italia, Melinda Horvath – Ungheria, Miguel Pinero – Venezuela, Milena Petrarca – Italia Mirjana Milanovic – Serbia, Nicola Pantalone – Italia, Nunzia Zambardi – Italia, Pini Goldstein – Israele, Puransingh Jhala – India, Raimonds Spundzāns – Lettonia, Rolands Krišjāns – Lettonia, Safa Bn – Iran, Sandra Švarca squalificata da tutte le edizioni del Premio OTTO MILIONI – Lettonia, Sergey Kyrychenko – Ucraina Soledad Lamas Gonzalez – Spagna, Sulumbek Idrisov – Danimarca, Tomas Fernandez – Spagna, Valerio Giovanni Ruberto – Svizzera, Vera Roke – Lettonia, Veronica Paredes – Ecuador, Victoria Suriani – Italia, Vidma Wait – Gran Bretagna, Viesturs Āboliņš – Lettonia, Vija Laganovska Birkova – Lettonia, Vittorio Zingone – Italia, Yair Aharon – Israele, Yuri Serebryakov – Ucraina.

Il Dispari 20221114 Redazione culturale DILA

 

Quali saranno i quattro vincitori? Lo sveleremo sabato prossimo a Milano!

Il Dispari 20221114 Redazione culturale DILA

Una successiva cerimonia di premiazione avverrà a Ischia, nel salone Onofrio Buonocore della Biblioteca Antoniana stupendamente diretta da Lucia Annicelli, nei giorni 22, 23 e 28 dicembre prossimi.

A questo nostro evento BookCity presenteremo, inoltre, l’antologia “Isole Nuove 2022” contenente tutte le opere finaliste della quatto sezioni del premio, oltre alle poesie pubblicate nella raccolta “Incarto caramelle di uva passita” scritta da Bruno Mancini.

Seguirà un intervento autogestito da Alberto Liguoro che presenterà, in anteprima assoluta, il suo ultimo intrigante romanzo intitolato “IMMAGINAZIONE”.

Un concerto di musiche scritte dal Maestro Roberto Prandin su testi di Bruno Mancini sarà l’intermezzo musicale proposto dalla cantante Angela Prota, stupenda voce lirica del Teatro San Carlo di Napoli.

Tutto ciò con accompagnanti musicali eseguiti dal clarinettista Domenico Umbro che, da molti anni, contribuisce a magnificare gli eventi DILA a Milano.

Le letture dei testi saranno effettuate a cura dei giovani interessanti attori Pietro Ricci e Matteo Banfi.

Jeanfilip, vincitore della sezione Arti grafiche di una delle ultime edizioni del Premio OTTO MILIONI, curerà l’organizzazione e la conduzione di tutto il programma, aggiungendovi una nota di splendore pittorico con l’esposizione di alcune delle sue più recenti opere.

Questo è il programma… sperando di coinvolgere emotivamente gli spettatori milanesi e di ricevere i segni della vostra approvazione.

Il Dispari 20221114 Redazione culturale DILA

Angela Prota

Jeanfilip e Bruno Mancini

Da sinistra Bruno Mancini-Alberto Liguoro-Benedetto Valentino.

Domenico Umbro

 

DILA

NUSIV

Il Dispari 20221128 Redazione culturale DILA

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Il Dispari 20221128 Redazione culturale DILA

Il Dispari 20221128

 Chiuso per lutto frana Casamicciola

Il Dispari 20221121

Il Dispari 20221121 Redazione culturale DILA

Bookcity 2022: DILA – IL DISPARI – ADA

Comunicati i vincitori del Premio OTTO MILIONI

Teatro PIME Milano

Jeanfilip, a nome dell’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA” di Bruno Mancini, della testata giornalistica IL DISPARI di Gaetano Di Meglio e dell’Associazione ADA di Dalila Boukhalfa ha rivolto un caloroso benvenuto a tutti gli spettatori dell’evento che ha sancito la pluriennale felice collaborazione della nostra organizzazione DILA con Bookcity, manifestazione  senza dubbio apice della divulgazione del libro e della lettura a livello europeo.

Dato il tempo a disposizione piuttosto limitato, per comprensibili motivi,  si è passati subito alla presentazione dei protagonisti dell’incontro ossia la cantante Angela Prota, lo scrittore Alberto Liguoro, il musicista Domenico Umbro, gli attori Pietro Ricci e Matteo Banfi, senza dimenticare Bruno Mancini che, pur non essendo personalmente presente, è stato il principale organizzatore dell’evento.

Subito dopo si è passati alla comunicazione delle classifiche finali, limitate ai primi cinque posti, delle quattro sezioni (poesia, arti grafiche, giornalismo, recitazione) della undicesima edizione del Premio di Arti Varie “OTTO MILIONI” ideato da Bruno Mancini e dedicato alla memoria del Comm. Agostino Lauro, che potrete leggere nei box di questa pagina.

Basterà dire che al Premio hanno partecipato Artisti provenienti da oltre 30 Nazioni di tutti i continenti.

La cerimonia di premiazione avverrà a Ischia nel salone Onofrio Buonocore della Biblioteca Antoniana nei giorni 22, 23 e 28 dicembre prossimi.

L’evento è proseguito con la presentazione dell’antologia “Isole Nuove 2022” contenente tutte le opere finaliste della quatto sezioni del premio, oltre alle poesie pubblicate nella raccolta “Incarto caramelle di uva passita” scritta da Bruno Mancini e con un  intervento dello scrittore Alberto Liguoro che ha illustrato il suo ultimo romanzo intitolato “IMMAGINAZIONE”.

Un concerto di musiche scritte dal Maestro Roberto Prandin su testi di Bruno Mancini è stato il delizioso l’intermezzo musicale proposto dalla cantante Angela Prota.

Maria Francesca Mosca, vincitrice della sezione poesia di una precedente edizione, è stata graditissima ospite e ha recitato alcuni suoi versi.

Tutto ciò con accompagnanti musicali eseguiti dal clarinettista Domenico Umbro e con letture effettuate dai giovani attori Pietro Ricci e Matteo Banfi.

Il Dispari 20221121 Redazione culturale DILA

Sezione Poesie Premio “Otto milioni” – 2022: classifica finale.

Con 152 voti vince il primo premio
Milena Petrarca  – Italia
con la poesia
Nausicaa

Seconda classificata con voti 50
Sandra Švarca squalificata da tutte le edizioni del Premio OTTO MILIONI – Lettonia
con la poesia
E la felicità dura

Terza classificata con voti 49
Liga Sarah Lapinska  – Lettonia
con la poesia
Lo smistamento

Quarta classificata con voti 44
Vija Laganovska–Birkova – Lettonia
con la poesia
Tuttavia, non è chiaro

Quinta classificata con voti 37
Milena Petrarca – Italia
con la poesia
Parole di fuoco

Nelle prossime settimane pubblicheremo i testi delle cinque poesie.

Sezione Arti grafiche “Premio Otto milioni” 2022: classifica finale

Con voti 732 vince il primo premio
arg37 – Sergey Kyrychenko

Secondo premio con voti 701
arg04 – Artur Gevorgyan

Terzo premio con voti 507
arg41 – Fabaries Vasquez

Quarto premio con voti 491
arg35 – Sulumbek Idrisov

Quinto premio con voti 389
arg16 – Milena Petrarca

Nelle prossime settimane pubblicheremo le immagini delle cinque opere.

Il Dispari 20221121 Redazione culturale DILA

Sezione Recitazione Premio “Otto milioni” – 2022: classifica finale 

Vince il primo premio
Chiara Pavoni -Rec0222- voti 340
con il brano Dialogo di una schiava
scritto da Bruno Mancini

Secondo premio
Giuseppe Lorin -Rec0122- voti 53
legge il brano “L’Estate con la parrucca”
scritto da Bruno Mancini

Terzo premio
Angela Maria Tiberi -Rec0522- voti 26
legge la poesia “Eppure se”
scritta da Bruno Mancini

Quarto premio
Elisabetta Petrolati -Rec0822- voti 24
legge sue poesie

Quinto premio
Clementina Petroni -Rec0422- voti 23
legge sue poesie

Nelle prossime settimane pubblicheremo i testi integrali e i link youtube delle cinque interpretazioni.

Sezione Giornalismo Premio “Otto milioni” – 2022 : classifica finale

Con 108 voti vince il primo premio
Mauro Paolo Montacchiesi
con l’articolo
La poesia “A Casablanca” di Bruno Mancini ·

Secondo premio con voti 101
Angela Maria Tiberi
con l’articolo
LA VOCE DI CIRCE:
“A Ischia l’incanto ti punge gli occhi per quanto è immenso.”

Terzo premio con voti 35
Mauro Paolo Montacchiesi
con l’articolo
AGLI ANGOLI DEGLI OCCHI di Bruno Mancini

Quarto premio con voti 34
Luciana Capece
con l’articolo
Tributo all’Artista Milena Petrarca – IL TRIONFO

Quinto premio con voti 18
Luciana Capece
con l’articolo
NAPOLI PUNTA DI DIAMANTE
 
Nelle prossime settimane pubblicheremo i testi dei cinque articoli.

Il Dispari 20221121 Redazione culturale DILA

Il Dispari 20221114

Il Dispari 20221114 Redazione culturale DILA

DILA al BookCity 2022

L’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA” di Bruno Mancini, la testata giornalistica IL DISPARI di Gaetano Di Meglio e l’Associazione ADA di Dalila Boukhalfa sanciscono, con questo evento, la pluriennale felice collaborazione con Bookcity, manifestazione senza dubbio apice della divulgazione del libro e della lettura a livello europeo.

I protagonisti di questo incontro saranno la cantante Angela Prota, il pittore Jeanfilip, lo scrittore Alberto Liguoro, il musicista Domenico Umbro e gli artisti teatrali Pietro Ricci e Matteo Banfi.
L’appuntamento è al Teatro PIME di Milano in data 19 novembre 2022 ore 10.00 nell’ambito del progetto DILA “OTTO MILIONI” inserito nel palinsesto della rassegna internazionale BookCity 2022.

Lo svolgimento dell’evento inizierà con la comunicazione delle classifiche finali, limitate ai primi cinque posti, delle quattro sezioni (poesia, arti grafiche, giornalismo, recitazione) della 11a edizione del Premio di Arti Varie “OTTO MILIONI” ideato da Bruno Mancini e dedicato alla memoria del Comm. Agostino Lauro.

Per rendere il senso della valenza internazionale del nostro Premio, basterà dire che a questa edizione hanno partecipato centinaia di Artisti provenienti da oltre 30 Nazioni di tutti i continenti e sono risultati finalisti (con tutti i nostri complimenti): Abu Pashaev – Russia, Adriana Iftimie Ceroli – Italia, Aida Turrini – Italia, Ajub Ibragimov -Germania, Alberto Liguoro – Italia, Alessia Gaveglia – Italia, Alfonso Gurreri – Italia, Amirbek Ismailov – Russia, Anastasia Lesyuk – Russia, Angela Maria Tiberi – Italia, Anita Zvaigzne– Lettonia, Arif Azad Painter – India, Artur Gevorgyan – Armenia, Aslambek Tuguzov – Russia, Azad Painter – India, Chiara Pavoni – Italia, Clementina Petroni – Italia, Dina Banay Babay – Israele, Dita Dīķe – Lettonia, Èda Gyenis – Ungheria, Elisabetta Petrolati – Italia, Elita Viškere – Lettonia, Elizabete Blūma – Lettonia, Ēriks Bāris – Lettonia, Eva Mārtuža – Lettonia, Fabaries Vasquez – Cile, Fatima Daudova – Russia, Flora Rucco – Italia, Florenza Lessa – Italia, Giuseppe Lorin – Italia, Giusy Donini – Italia, Ieva Akuratere – Lettonia, Indulis Zālīte – Lettonia, Ingrīda Zaķe – Lettonia, Inta Dobrāja – Lettonia, Irina Befa – Germania, Irinel Daniel Iacob – Romania, Janis Drozdovs – Lettonia, Kārlis Dobrājs – Lettonia, Le Hai Linh – Vietnam, Lev Karnauhov – Russia, Liga Sarah Lapinska – Lettonia, Loris Giorgini – Italia, Lucia Fusco – Italia, Luciana Capece – Italia, Luciano Somma – Italia, Magomed Zakriev – Russia, Mairita Ķērpe Dūze – Lettonia, Marija Gadaldi – Italia, Mark Illukpitiya – Maldive, Maurizio Pedace – Italia, Mauro Paolo Montacchiesi – Italia, Melinda Horvath – Ungheria, Miguel Pinero – Venezuela, Milena Petrarca – Italia Mirjana Milanovic – Serbia, Nicola Pantalone – Italia, Nunzia Zambardi – Italia, Pini Goldstein – Israele, Puransingh Jhala – India, Raimonds Spundzāns – Lettonia, Rolands Krišjāns – Lettonia, Safa Bn – Iran, Sandra Švarca squalificata da tutte le edizioni del Premio OTTO MILIONI – Lettonia, Sergey Kyrychenko – Ucraina Soledad Lamas Gonzalez – Spagna, Sulumbek Idrisov – Danimarca, Tomas Fernandez – Spagna, Valerio Giovanni Ruberto – Svizzera, Vera Roke – Lettonia, Veronica Paredes – Ecuador, Victoria Suriani – Italia, Vidma Wait – Gran Bretagna, Viesturs Āboliņš – Lettonia, Vija Laganovska Birkova – Lettonia, Vittorio Zingone – Italia, Yair Aharon – Israele, Yuri Serebryakov – Ucraina.

Il Dispari 20221114 Redazione culturale DILA

 

Quali saranno i quattro vincitori? Lo sveleremo sabato prossimo a Milano!

Il Dispari 20221114 Redazione culturale DILA

Una successiva cerimonia di premiazione avverrà a Ischia, nel salone Onofrio Buonocore della Biblioteca Antoniana stupendamente diretta da Lucia Annicelli, nei giorni 22, 23 e 28 dicembre prossimi.

A questo nostro evento BookCity presenteremo, inoltre, l’antologia “Isole Nuove 2022” contenente tutte le opere finaliste della quatto sezioni del premio, oltre alle poesie pubblicate nella raccolta “Incarto caramelle di uva passita” scritta da Bruno Mancini.

Seguirà un intervento autogestito da Alberto Liguoro che presenterà, in anteprima assoluta, il suo ultimo intrigante romanzo intitolato “IMMAGINAZIONE”.

Un concerto di musiche scritte dal Maestro Roberto Prandin su testi di Bruno Mancini sarà l’intermezzo musicale proposto dalla cantante Angela Prota, stupenda voce lirica del Teatro San Carlo di Napoli.

Tutto ciò con accompagnanti musicali eseguiti dal clarinettista Domenico Umbro che, da molti anni, contribuisce a magnificare gli eventi DILA a Milano.

Le letture dei testi saranno effettuate a cura dei giovani interessanti attori Pietro Ricci e Matteo Banfi.

Jeanfilip, vincitore della sezione Arti grafiche di una delle ultime edizioni del Premio OTTO MILIONI, curerà l’organizzazione e la conduzione di tutto il programma, aggiungendovi una nota di splendore pittorico con l’esposizione di alcune delle sue più recenti opere.

Questo è il programma… sperando di coinvolgere emotivamente gli spettatori milanesi e di ricevere i segni della vostra approvazione.

Il Dispari 20221114 Redazione culturale DILA

Angela Prota

Jeanfilip e Bruno Mancini

Da sinistra Bruno Mancini-Alberto Liguoro-Benedetto Valentino.

Domenico Umbro

 

DILA

NUSIV

Il Dispari 20221121 Redazione culturale DILA

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Il Dispari 20221121

Il Dispari 20221121 Redazione culturale DILA

Bookcity 2022: DILA – IL DISPARI – ADA

Comunicati i vincitori del Premio OTTO MILIONI

Teatro PIME Milano

Jeanfilip, a nome dell’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA” di Bruno Mancini, della testata giornalistica IL DISPARI di Gaetano Di Meglio e dell’Associazione ADA di Dalila Boukhalfa ha rivolto un caloroso benvenuto a tutti gli spettatori dell’evento che ha sancito la pluriennale felice collaborazione della nostra organizzazione DILA con Bookcity, manifestazione  senza dubbio apice della divulgazione del libro e della lettura a livello europeo.

Dato il tempo a disposizione piuttosto limitato, per comprensibili motivi,  si è passati subito alla presentazione dei protagonisti dell’incontro ossia la cantante Angela Prota, lo scrittore Alberto Liguoro, il musicista Domenico Umbro, gli attori Pietro Ricci e Matteo Banfi, senza dimenticare Bruno Mancini che, pur non essendo personalmente presente, è stato il principale organizzatore dell’evento.

Subito dopo si è passati alla comunicazione delle classifiche finali, limitate ai primi cinque posti, delle quattro sezioni (poesia, arti grafiche, giornalismo, recitazione) della undicesima edizione del Premio di Arti Varie “OTTO MILIONI” ideato da Bruno Mancini e dedicato alla memoria del Comm. Agostino Lauro, che potrete leggere nei box di questa pagina.

Basterà dire che al Premio hanno partecipato Artisti provenienti da oltre 30 Nazioni di tutti i continenti.

La cerimonia di premiazione avverrà a Ischia nel salone Onofrio Buonocore della Biblioteca Antoniana nei giorni 22, 23 e 28 dicembre prossimi.

L’evento è proseguito con la presentazione dell’antologia “Isole Nuove 2022” contenente tutte le opere finaliste della quatto sezioni del premio, oltre alle poesie pubblicate nella raccolta “Incarto caramelle di uva passita” scritta da Bruno Mancini e con un  intervento dello scrittore Alberto Liguoro che ha illustrato il suo ultimo romanzo intitolato “IMMAGINAZIONE”.

Un concerto di musiche scritte dal Maestro Roberto Prandin su testi di Bruno Mancini è stato il delizioso l’intermezzo musicale proposto dalla cantante Angela Prota.

Maria Francesca Mosca, vincitrice della sezione poesia di una precedente edizione, è stata graditissima ospite e ha recitato alcuni suoi versi.

Tutto ciò con accompagnanti musicali eseguiti dal clarinettista Domenico Umbro e con letture effettuate dai giovani attori Pietro Ricci e Matteo Banfi.

Il Dispari 20221121 Redazione culturale DILA

Sezione Poesie Premio “Otto milioni” – 2022: classifica finale.

Con 152 voti vince il primo premio
Milena Petrarca  – Italia
con la poesia
Nausicaa

Seconda classificata con voti 50
Sandra Švarca squalificata da tutte le edizioni del Premio OTTO MILIONI – Lettonia
con la poesia
E la felicità dura

Terza classificata con voti 49
Liga Sarah Lapinska  – Lettonia
con la poesia
Lo smistamento

Quarta classificata con voti 44
Vija Laganovska–Birkova – Lettonia
con la poesia
Tuttavia, non è chiaro

Quinta classificata con voti 37
Milena Petrarca – Italia
con la poesia
Parole di fuoco

Nelle prossime settimane pubblicheremo i testi delle cinque poesie.

Sezione Arti grafiche “Premio Otto milioni” 2022: classifica finale

Con voti 732 vince il primo premio
arg37 – Sergey Kyrychenko

Secondo premio con voti 701
arg04 – Artur Gevorgyan

Terzo premio con voti 507
arg41 – Fabaries Vasquez

Quarto premio con voti 491
arg35 – Sulumbek Idrisov

Quinto premio con voti 389
arg16 – Milena Petrarca

Nelle prossime settimane pubblicheremo le immagini delle cinque opere.

Il Dispari 20221121 Redazione culturale DILA

Sezione Recitazione Premio “Otto milioni” – 2022: classifica finale 

Vince il primo premio
Chiara Pavoni -Rec0222- voti 340
con il brano Dialogo di una schiava
scritto da Bruno Mancini

Secondo premio
Giuseppe Lorin -Rec0122- voti 53
legge il brano “L’Estate con la parrucca”
scritto da Bruno Mancini

Terzo premio
Angela Maria Tiberi -Rec0522- voti 26
legge la poesia “Eppure se”
scritta da Bruno Mancini

Quarto premio
Elisabetta Petrolati -Rec0822- voti 24
legge sue poesie

Quinto premio
Clementina Petroni -Rec0422- voti 23
legge sue poesie

Nelle prossime settimane pubblicheremo i testi integrali e i link youtube delle cinque interpretazioni.

Sezione Giornalismo Premio “Otto milioni” – 2022 : classifica finale

Con 108 voti vince il primo premio
Mauro Paolo Montacchiesi
con l’articolo
La poesia “A Casablanca” di Bruno Mancini ·

Secondo premio con voti 101
Angela Maria Tiberi
con l’articolo
LA VOCE DI CIRCE:
“A Ischia l’incanto ti punge gli occhi per quanto è immenso.”

Terzo premio con voti 35
Mauro Paolo Montacchiesi
con l’articolo
AGLI ANGOLI DEGLI OCCHI di Bruno Mancini

Quarto premio con voti 34
Luciana Capece
con l’articolo
Tributo all’Artista Milena Petrarca – IL TRIONFO

Quinto premio con voti 18
Luciana Capece
con l’articolo
NAPOLI PUNTA DI DIAMANTE
 
Nelle prossime settimane pubblicheremo i testi dei cinque articoli.

Il Dispari 20221121 Redazione culturale DILA

Il Dispari 20221114

Il Dispari 20221114 Redazione culturale DILA

DILA al BookCity 2022

L’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA” di Bruno Mancini, la testata giornalistica IL DISPARI di Gaetano Di Meglio e l’Associazione ADA di Dalila Boukhalfa sanciscono, con questo evento, la pluriennale felice collaborazione con Bookcity, manifestazione senza dubbio apice della divulgazione del libro e della lettura a livello europeo.

I protagonisti di questo incontro saranno la cantante Angela Prota, il pittore Jeanfilip, lo scrittore Alberto Liguoro, il musicista Domenico Umbro e gli artisti teatrali Pietro Ricci e Matteo Banfi.
L’appuntamento è al Teatro PIME di Milano in data 19 novembre 2022 ore 10.00 nell’ambito del progetto DILA “OTTO MILIONI” inserito nel palinsesto della rassegna internazionale BookCity 2022.

Lo svolgimento dell’evento inizierà con la comunicazione delle classifiche finali, limitate ai primi cinque posti, delle quattro sezioni (poesia, arti grafiche, giornalismo, recitazione) della 11a edizione del Premio di Arti Varie “OTTO MILIONI” ideato da Bruno Mancini e dedicato alla memoria del Comm. Agostino Lauro.

Per rendere il senso della valenza internazionale del nostro Premio, basterà dire che a questa edizione hanno partecipato centinaia di Artisti provenienti da oltre 30 Nazioni di tutti i continenti e sono risultati finalisti (con tutti i nostri complimenti): Abu Pashaev – Russia, Adriana Iftimie Ceroli – Italia, Aida Turrini – Italia, Ajub Ibragimov -Germania, Alberto Liguoro – Italia, Alessia Gaveglia – Italia, Alfonso Gurreri – Italia, Amirbek Ismailov – Russia, Anastasia Lesyuk – Russia, Angela Maria Tiberi – Italia, Anita Zvaigzne– Lettonia, Arif Azad Painter – India, Artur Gevorgyan – Armenia, Aslambek Tuguzov – Russia, Azad Painter – India, Chiara Pavoni – Italia, Clementina Petroni – Italia, Dina Banay Babay – Israele, Dita Dīķe – Lettonia, Èda Gyenis – Ungheria, Elisabetta Petrolati – Italia, Elita Viškere – Lettonia, Elizabete Blūma – Lettonia, Ēriks Bāris – Lettonia, Eva Mārtuža – Lettonia, Fabaries Vasquez – Cile, Fatima Daudova – Russia, Flora Rucco – Italia, Florenza Lessa – Italia, Giuseppe Lorin – Italia, Giusy Donini – Italia, Ieva Akuratere – Lettonia, Indulis Zālīte – Lettonia, Ingrīda Zaķe – Lettonia, Inta Dobrāja – Lettonia, Irina Befa – Germania, Irinel Daniel Iacob – Romania, Janis Drozdovs – Lettonia, Kārlis Dobrājs – Lettonia, Le Hai Linh – Vietnam, Lev Karnauhov – Russia, Liga Sarah Lapinska – Lettonia, Loris Giorgini – Italia, Lucia Fusco – Italia, Luciana Capece – Italia, Luciano Somma – Italia, Magomed Zakriev – Russia, Mairita Ķērpe Dūze – Lettonia, Marija Gadaldi – Italia, Mark Illukpitiya – Maldive, Maurizio Pedace – Italia, Mauro Paolo Montacchiesi – Italia, Melinda Horvath – Ungheria, Miguel Pinero – Venezuela, Milena Petrarca – Italia Mirjana Milanovic – Serbia, Nicola Pantalone – Italia, Nunzia Zambardi – Italia, Pini Goldstein – Israele, Puransingh Jhala – India, Raimonds Spundzāns – Lettonia, Rolands Krišjāns – Lettonia, Safa Bn – Iran, Sandra Švarca squalificata da tutte le edizioni del Premio OTTO MILIONI – Lettonia, Sergey Kyrychenko – Ucraina Soledad Lamas Gonzalez – Spagna, Sulumbek Idrisov – Danimarca, Tomas Fernandez – Spagna, Valerio Giovanni Ruberto – Svizzera, Vera Roke – Lettonia, Veronica Paredes – Ecuador, Victoria Suriani – Italia, Vidma Wait – Gran Bretagna, Viesturs Āboliņš – Lettonia, Vija Laganovska Birkova – Lettonia, Vittorio Zingone – Italia, Yair Aharon – Israele, Yuri Serebryakov – Ucraina.

Il Dispari 20221114 Redazione culturale DILA

 

Quali saranno i quattro vincitori? Lo sveleremo sabato prossimo a Milano!

Il Dispari 20221114 Redazione culturale DILA

Una successiva cerimonia di premiazione avverrà a Ischia, nel salone Onofrio Buonocore della Biblioteca Antoniana stupendamente diretta da Lucia Annicelli, nei giorni 22, 23 e 28 dicembre prossimi.

A questo nostro evento BookCity presenteremo, inoltre, l’antologia “Isole Nuove 2022” contenente tutte le opere finaliste della quatto sezioni del premio, oltre alle poesie pubblicate nella raccolta “Incarto caramelle di uva passita” scritta da Bruno Mancini.

Seguirà un intervento autogestito da Alberto Liguoro che presenterà, in anteprima assoluta, il suo ultimo intrigante romanzo intitolato “IMMAGINAZIONE”.

Un concerto di musiche scritte dal Maestro Roberto Prandin su testi di Bruno Mancini sarà l’intermezzo musicale proposto dalla cantante Angela Prota, stupenda voce lirica del Teatro San Carlo di Napoli.

Tutto ciò con accompagnanti musicali eseguiti dal clarinettista Domenico Umbro che, da molti anni, contribuisce a magnificare gli eventi DILA a Milano.

Le letture dei testi saranno effettuate a cura dei giovani interessanti attori Pietro Ricci e Matteo Banfi.

Jeanfilip, vincitore della sezione Arti grafiche di una delle ultime edizioni del Premio OTTO MILIONI, curerà l’organizzazione e la conduzione di tutto il programma, aggiungendovi una nota di splendore pittorico con l’esposizione di alcune delle sue più recenti opere.

Questo è il programma… sperando di coinvolgere emotivamente gli spettatori milanesi e di ricevere i segni della vostra approvazione.

Il Dispari 20221114 Redazione culturale DILA

Angela Prota

Jeanfilip e Bruno Mancini

Da sinistra Bruno Mancini-Alberto Liguoro-Benedetto Valentino.

Domenico Umbro

 

Il Dispari 20221107

Il Dispari 20221107 Redazione culturale DILA

POESIE finaliste undicesima edizione Premio OTTO MILIONI 2022 – ultimo gruppo

Il premio internazionale “Otto milioni”, ideato da Bruno Mancini e giunto alla undicesima edizione, è stato definito in quattro sezioni: poesia, arti grafiche, giornalismo, recitazione.
Questo che offriamo oggi alla vostra lettura è il quinto e ultimo gruppo delle venti poesie finaliste (quattro precedenti gruppi sono stati pubblicati il 26 settembre e il 17, 24 e 31 ottobre scorsi).
Con l’avvertenza che i testi di alcune di esse, contengono imperfezioni linguistiche in quanto non siamo intervenuti nella correzione delle traduzioni effettuate, grazie alla versatilità della poetessa lettone Liga Sara Lapinska, da idiomi piuttosto desueti, vi invitiamo ad esprimere i vostri gradimenti accedendo alle pagine web indicate nei titoli di ciascuna poesia.

Premio POESIA “Otto milioni” 2022

https://www.emmegiischia.com/poesia17

Poesia17 Vittorio Zingone “La nebbia” – Italia

La nebbia

Avvolge ogni cosa
con vane sue braccia la nebbia;
con umide, diafane dita
rami nudi, foglie disfatte carezza.

S’affaccia la pallida luna
dagli eccelsi veroni del cielo
e illumina le zolle, le erbe
occulte da gelida guazza.

Vagano gli occhi assonnati
sull’erba del prato, sull’orto,
su alberi spogli e cespugli
avvolti in grigi velami di nebbia.

Trema il cuor nella notte,
palpita l’anima stanca
dinanzi alla vana sostanza
che cela ogni cosa alla vista.

————————————

https://www.emmegiischia.com/poesia18

Poesia18 Milena Petrarca “Nausicaa” – Italia

Nausicaa

“Nausicaa” come farfalla in volo
Cascate di luce
i tuoi capelli
tu NAUSICAA
Fanciulla Eterea
sogno
bocciolo
di rosa
ti ergi
dolcemente
e ti affacci
alla vita come farfalla in volo…

————————————

https://www.emmegiischia.com/poesia19

Poesia19 Milena Petrarca “Parole di fuoco” – Italia

Parole di fuoco

Due brillanti nocciole
guardano lontano…
in quell’azzurro
di saette
papaveri rossi
sussurrano parole
di fuoco
onde dolci
frastagliate
di lingue di caldi
colori inondano
il tuo corpo
vestito di sogni
d’amore
e tu stai lì con il cuore
negli occhi aspettando
un domani migliore.

————————————

https://www.emmegiischia.com/poesia20

Poesia20 Valerio Giovanni Ruberto “La mia donna” – Svizzera

La mia donna

A che serve vivere
se tu non vivi con me?

A che serve combattere
se tu non combatti al mio fianco?

A che serve parlare
se non sei tu la donna che vorrei amare?

A che serve morire
se la morte non sei tu?

Il Dispari 20221107 Redazione culturale DILA

ADRIANA IFTIMIE CEROLI |Simbolicamente la cascata

La cascata è il motivo essenziale della pittura paesaggistica cinese.
Nella coppia fondamentale: montagna e acqua, la cascata è il contrario della roccia, come yin è l’opposto di yang.
Il suo movimento discendente alterna, con il movimento ascendente della montagna, il dinamismo con il passivo della roccia.
Qui troviamo delle formule buddiste zen.
Nonostante l’entità della cascata si mantenga, essa non è mai la stessa.
Il filosofo greco Eraclito notò anche lui il fenomeno, dicendo che nello stesso fiume non scorrono le stesse acque.
Il movimento discendente della cascata viene rilevato nello stesso tempo con l’attività celeste, creata dal motore immobile.
La caduta dell’acqua significa anche il movimento elementare, perpetuo, delle correnti di forza che vanno fermate e stabilizzate.
Liliane Brion-Guerry sostiene, attraverso una certa visione interiore, che al di là dell’apparenza naturale della cascata, troviamo il suo significato simbolico, cioè l’emblema del mondo in cui gli elementi cambiano continuamente, mentre la forma rimane immobile.

Adriana Iftimie Ceroli
Presidente DILA
Sede operativa
Nazione Romania

Il Dispari 20221107 Redazione culturale DILA

Liga Sarah Lapinska: TWITTERONE dalla Lettonia

Rasma Urtāne, Scrittrice e Fondatrice del Club dei poeti di Zemgalia “Pieskāriens” (Il tocco), posa contenta con i due libri “Zemgales Vācelīte” in lingua lettone e “Una pagina, un’ emozione” antologia del Premio “Otto milioni” in cui è stata pubblicata anche una dalle sue poesie, così come anche in altre nostre antologie.
Rasma è brava anche nel cantare e nel suonare canzoni diverse e nel proporre sue interpretazioni di musica strumentale.
Sa di regalare belle ed emozionanti sorprese.
Lei ringrazia i rappresentanti del Comune di Jelgava, grazie ai quali si tengono regolarmente gli eventi del club dei poeti “Pieskāriens” che spesso contengono riferimenti ai progetti DILA Made in Ischia..

Il Dispari 20221107 Redazione culturale DILA

DILA

NUSIV

Il Dispari 20221114 Redazione culturale DILA

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Il Dispari 20221114 Redazione culturale DILA

Il Dispari 20221114

Il Dispari 20221114 Redazione culturale DILA

DILA al BookCity 2022

L’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA” di Bruno Mancini, la testata giornalistica IL DISPARI di Gaetano Di Meglio e l’Associazione ADA di Dalila Boukhalfa sanciscono, con questo evento, la pluriennale felice collaborazione con Bookcity, manifestazione senza dubbio apice della divulgazione del libro e della lettura a livello europeo.

I protagonisti di questo incontro saranno la cantante Angela Prota, il pittore Jeanfilip, lo scrittore Alberto Liguoro, il musicista Domenico Umbro e gli artisti teatrali Pietro Ricci e Matteo Banfi.
L’appuntamento è al Teatro PIME di Milano in data 19 novembre 2022 ore 10.00 nell’ambito del progetto DILA “OTTO MILIONI” inserito nel palinsesto della rassegna internazionale BookCity 2022.

Lo svolgimento dell’evento inizierà con la comunicazione delle classifiche finali, limitate ai primi cinque posti, delle quattro sezioni (poesia, arti grafiche, giornalismo, recitazione) della 11a edizione del Premio di Arti Varie “OTTO MILIONI” ideato da Bruno Mancini e dedicato alla memoria del Comm. Agostino Lauro.

Per rendere il senso della valenza internazionale del nostro Premio, basterà dire che a questa edizione hanno partecipato centinaia di Artisti provenienti da oltre 30 Nazioni di tutti i continenti e sono risultati finalisti (con tutti i nostri complimenti): Abu Pashaev – Russia, Adriana Iftimie Ceroli – Italia, Aida Turrini – Italia, Ajub Ibragimov -Germania, Alberto Liguoro – Italia, Alessia Gaveglia – Italia, Alfonso Gurreri – Italia, Amirbek Ismailov – Russia, Anastasia Lesyuk – Russia, Angela Maria Tiberi – Italia, Anita Zvaigzne– Lettonia, Arif Azad Painter – India, Artur Gevorgyan – Armenia, Aslambek Tuguzov – Russia, Azad Painter – India, Chiara Pavoni – Italia, Clementina Petroni – Italia, Dina Banay Babay – Israele, Dita Dīķe – Lettonia, Èda Gyenis – Ungheria, Elisabetta Petrolati – Italia, Elita Viškere – Lettonia, Elizabete Blūma – Lettonia, Ēriks Bāris – Lettonia, Eva Mārtuža – Lettonia, Fabaries Vasquez – Cile, Fatima Daudova – Russia, Flora Rucco – Italia, Florenza Lessa – Italia, Giuseppe Lorin – Italia, Giusy Donini – Italia, Ieva Akuratere – Lettonia, Indulis Zālīte – Lettonia, Ingrīda Zaķe – Lettonia, Inta Dobrāja – Lettonia, Irina Befa – Germania, Irinel Daniel Iacob – Romania, Janis Drozdovs – Lettonia, Kārlis Dobrājs – Lettonia, Le Hai Linh – Vietnam, Lev Karnauhov – Russia, Liga Sarah Lapinska – Lettonia, Loris Giorgini – Italia, Lucia Fusco – Italia, Luciana Capece – Italia, Luciano Somma – Italia, Magomed Zakriev – Russia, Mairita Ķērpe Dūze – Lettonia, Marija Gadaldi – Italia, Mark Illukpitiya – Maldive, Maurizio Pedace – Italia, Mauro Paolo Montacchiesi – Italia, Melinda Horvath – Ungheria, Miguel Pinero – Venezuela, Milena Petrarca – Italia Mirjana Milanovic – Serbia, Nicola Pantalone – Italia, Nunzia Zambardi – Italia, Pini Goldstein – Israele, Puransingh Jhala – India, Raimonds Spundzāns – Lettonia, Rolands Krišjāns – Lettonia, Safa Bn – Iran, Sandra Švarca squalificata da tutte le edizioni del Premio OTTO MILIONI – Lettonia, Sergey Kyrychenko – Ucraina Soledad Lamas Gonzalez – Spagna, Sulumbek Idrisov – Danimarca, Tomas Fernandez – Spagna, Valerio Giovanni Ruberto – Svizzera, Vera Roke – Lettonia, Veronica Paredes – Ecuador, Victoria Suriani – Italia, Vidma Wait – Gran Bretagna, Viesturs Āboliņš – Lettonia, Vija Laganovska Birkova – Lettonia, Vittorio Zingone – Italia, Yair Aharon – Israele, Yuri Serebryakov – Ucraina.

Il Dispari 20221114 Redazione culturale DILA

 

Quali saranno i quattro vincitori? Lo sveleremo sabato prossimo a Milano!

Il Dispari 20221114 Redazione culturale DILA

Una successiva cerimonia di premiazione avverrà a Ischia, nel salone Onofrio Buonocore della Biblioteca Antoniana stupendamente diretta da Lucia Annicelli, nei giorni 22, 23 e 28 dicembre prossimi.

A questo nostro evento BookCity presenteremo, inoltre, l’antologia “Isole Nuove 2022” contenente tutte le opere finaliste della quatto sezioni del premio, oltre alle poesie pubblicate nella raccolta “Incarto caramelle di uva passita” scritta da Bruno Mancini.

Seguirà un intervento autogestito da Alberto Liguoro che presenterà, in anteprima assoluta, il suo ultimo intrigante romanzo intitolato “IMMAGINAZIONE”.

Un concerto di musiche scritte dal Maestro Roberto Prandin su testi di Bruno Mancini sarà l’intermezzo musicale proposto dalla cantante Angela Prota, stupenda voce lirica del Teatro San Carlo di Napoli.

Tutto ciò con accompagnanti musicali eseguiti dal clarinettista Domenico Umbro che, da molti anni, contribuisce a magnificare gli eventi DILA a Milano.

Le letture dei testi saranno effettuate a cura dei giovani interessanti attori Pietro Ricci e Matteo Banfi.

Jeanfilip, vincitore della sezione Arti grafiche di una delle ultime edizioni del Premio OTTO MILIONI, curerà l’organizzazione e la conduzione di tutto il programma, aggiungendovi una nota di splendore pittorico con l’esposizione di alcune delle sue più recenti opere.

Questo è il programma… sperando di coinvolgere emotivamente gli spettatori milanesi e di ricevere i segni della vostra approvazione.

Il Dispari 20221114 Redazione culturale DILA

Angela Prota

Jeanfilip e Bruno Mancini

Da sinistra Bruno Mancini-Alberto Liguoro-Benedetto Valentino.

Domenico Umbro

 

Il Dispari 20221107

Il Dispari 20221107 Redazione culturale DILA

POESIE finaliste undicesima edizione Premio OTTO MILIONI 2022 – ultimo gruppo

Il premio internazionale “Otto milioni”, ideato da Bruno Mancini e giunto alla undicesima edizione, è stato definito in quattro sezioni: poesia, arti grafiche, giornalismo, recitazione.
Questo che offriamo oggi alla vostra lettura è il quinto e ultimo gruppo delle venti poesie finaliste (quattro precedenti gruppi sono stati pubblicati il 26 settembre e il 17, 24 e 31 ottobre scorsi).
Con l’avvertenza che i testi di alcune di esse, contengono imperfezioni linguistiche in quanto non siamo intervenuti nella correzione delle traduzioni effettuate, grazie alla versatilità della poetessa lettone Liga Sara Lapinska, da idiomi piuttosto desueti, vi invitiamo ad esprimere i vostri gradimenti accedendo alle pagine web indicate nei titoli di ciascuna poesia.

Premio POESIA “Otto milioni” 2022

https://www.emmegiischia.com/poesia17

Poesia17 Vittorio Zingone “La nebbia” – Italia

La nebbia

Avvolge ogni cosa
con vane sue braccia la nebbia;
con umide, diafane dita
rami nudi, foglie disfatte carezza.

S’affaccia la pallida luna
dagli eccelsi veroni del cielo
e illumina le zolle, le erbe
occulte da gelida guazza.

Vagano gli occhi assonnati
sull’erba del prato, sull’orto,
su alberi spogli e cespugli
avvolti in grigi velami di nebbia.

Trema il cuor nella notte,
palpita l’anima stanca
dinanzi alla vana sostanza
che cela ogni cosa alla vista.

————————————

https://www.emmegiischia.com/poesia18

Poesia18 Milena Petrarca “Nausicaa” – Italia

Nausicaa

“Nausicaa” come farfalla in volo
Cascate di luce
i tuoi capelli
tu NAUSICAA
Fanciulla Eterea
sogno
bocciolo
di rosa
ti ergi
dolcemente
e ti affacci
alla vita come farfalla in volo…

————————————

https://www.emmegiischia.com/poesia19

Poesia19 Milena Petrarca “Parole di fuoco” – Italia

Parole di fuoco

Due brillanti nocciole
guardano lontano…
in quell’azzurro
di saette
papaveri rossi
sussurrano parole
di fuoco
onde dolci
frastagliate
di lingue di caldi
colori inondano
il tuo corpo
vestito di sogni
d’amore
e tu stai lì con il cuore
negli occhi aspettando
un domani migliore.

————————————

https://www.emmegiischia.com/poesia20

Poesia20 Valerio Giovanni Ruberto “La mia donna” – Svizzera

La mia donna

A che serve vivere
se tu non vivi con me?

A che serve combattere
se tu non combatti al mio fianco?

A che serve parlare
se non sei tu la donna che vorrei amare?

A che serve morire
se la morte non sei tu?

Il Dispari 20221107 Redazione culturale DILA

ADRIANA IFTIMIE CEROLI |Simbolicamente la cascata

La cascata è il motivo essenziale della pittura paesaggistica cinese.
Nella coppia fondamentale: montagna e acqua, la cascata è il contrario della roccia, come yin è l’opposto di yang.
Il suo movimento discendente alterna, con il movimento ascendente della montagna, il dinamismo con il passivo della roccia.
Qui troviamo delle formule buddiste zen.
Nonostante l’entità della cascata si mantenga, essa non è mai la stessa.
Il filosofo greco Eraclito notò anche lui il fenomeno, dicendo che nello stesso fiume non scorrono le stesse acque.
Il movimento discendente della cascata viene rilevato nello stesso tempo con l’attività celeste, creata dal motore immobile.
La caduta dell’acqua significa anche il movimento elementare, perpetuo, delle correnti di forza che vanno fermate e stabilizzate.
Liliane Brion-Guerry sostiene, attraverso una certa visione interiore, che al di là dell’apparenza naturale della cascata, troviamo il suo significato simbolico, cioè l’emblema del mondo in cui gli elementi cambiano continuamente, mentre la forma rimane immobile.

Adriana Iftimie Ceroli
Presidente DILA
Sede operativa
Nazione Romania

Il Dispari 20221107 Redazione culturale DILA

Liga Sarah Lapinska: TWITTERONE dalla Lettonia

Rasma Urtāne, Scrittrice e Fondatrice del Club dei poeti di Zemgalia “Pieskāriens” (Il tocco), posa contenta con i due libri “Zemgales Vācelīte” in lingua lettone e “Una pagina, un’ emozione” antologia del Premio “Otto milioni” in cui è stata pubblicata anche una dalle sue poesie, così come anche in altre nostre antologie.
Rasma è brava anche nel cantare e nel suonare canzoni diverse e nel proporre sue interpretazioni di musica strumentale.
Sa di regalare belle ed emozionanti sorprese.
Lei ringrazia i rappresentanti del Comune di Jelgava, grazie ai quali si tengono regolarmente gli eventi del club dei poeti “Pieskāriens” che spesso contengono riferimenti ai progetti DILA Made in Ischia..

Il Dispari 20221107 Redazione culturale DILA

Il Dispari 20221031

Il Dispari 20221031 Redazione culturale DILA

CS | Eventi DILA & IL DISPARI – Natale nella Biblioteca Antoniana Ischia

Carissimi Amici e Simpatizzanti dei progetti culturali, artistici e sociali ideati dall’Associazione “Da Ischia L’Arte – DILA”, è con grande soddisfazione che rendo nota l’accettazione da parte dell’Amministrazione comunale della Città di Ischia (che ringraziamo vivamente) della nostra richiesta di poter disporre del Salone Onofrio Buonocore della Biblioteca comunale Antoniana di Ischia nei giorni 22, 23 e 28 dicembre 2022 dalle ore 17.00 alle ore 19.30.
Un ringraziamento particolare lo rivolgiamo alla Dottoressa Lucia Annicelli, Direttrice della Biblioteca Antoniana, per la sua costante attenzione verso i progetti DILA Made in Ischia.

Oltre alla programmazione di base che prevede le cerimonie di premiazioni dei vincitori delle quattro sezioni (Poesia, Arti grafiche, Recitazione, Giornalismo) della undicesima edizione del Premio internazionale “Otto milioni” 2022 (ideato da Bruno Mancini e dedicato al compianto Comm. Agostino Lauro), ed oltre alla seconda edizione del Premio “Le Stelle de Il Dispari, speciale amici di Ischia” ideato da Gaetano Di Meglio nella sua funzione di Fondatore e Direttore del quotidiano IL DISPARI, anche in questa occasione, come sempre, il palinsesto del nostro programma sarà aperto alle più interessanti iniziative artistiche culturali e sociali proposte dai Soci, dagli Amici, dai Simpatizzanti e dai Collaboratori dei progetti DILA Made in Ischia.

A tale proposito la Direzione Eventi – DEV Direttrice: Chiara Pavoni, e la Direzione Pubbliche Relazioni – DPR Direttrice: Angela Tiberi riceveranno le vostre e-mail indirizzate alla loro attenzione tramite

presidenti.dila@emmegiischia.com

assumendo il compito di selezionare e coordinare tutte le proposte di partecipazione agli eventi che vorrete inoltraci entro e non oltre il prossimo 8 novembre.

Sentitevi liberi di proporre i vostri interventi in QUALSIASI campo dei suddetti ambiti (arte, cultura, socialità) con la precisa esclusione di qualsiasi intromissione che abbia caratteristiche di natura politica e/o religiosa.

Certo della buona accoglienza di questo CS, invito TUTTI voi a dargli la massima diffusione.

Carissimi saluti
Bruno Mancini
Presidente DILA

Il Dispari 20221031 Redazione culturale DILA

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Natale DILA: Autorizzazione utilizzo Biblioteca Antoniana

Comune di Ischia
Protocollo N.0043818/2022 del 27/10/2022
n.11 – Servizio 9
Patrimonio, Manutenzione, Servizi a rete, Ambiente

Spett.le
Bruno Mancini
Presidente DILA
dila@pec.it

Oggetto: Richiesta utilizzo Biblioteca Antoniana
Visto l’istanza prevenuta al protocollo generale dell’Ente in data 21/10/2022 nr. prot
42777/2022 con la quale il sig. Mancini, in qualità di presidente ha richiesto l’utilizzo della
Biblioteca Antoniana per i giorni 22, 23, e 28 Dicembre 2022 dalle ore 17.00 alle ore 19.30 per le cerimonie di premiazione dell’undicesima edizione del premio “Otto Milioni”,
SI AUTORIZZA
L’utilizzo della Biblioteca Antoniana per i giorni 22, 23, e 28 Dicembre 2022 dalle ore 17.00
alle ore 19.30 stabilendo, ai sensi della normativa vigente in materia che l’evento avvenga
nel più rigoroso rispetto dei protocolli sul distanziamento sociale e delle norme sanitarie
prevenire la diffusione del Covid-19, sollevando l’Amministrazione Comunale da ogni responsabilità sia civile sia penale da eventuali danni a persone e/o cose. La presente autorizzazione è sempre revocabile per motivi di ordine e sicurezza pubblica o per qualsiasi sopravvenuta esigenza senza che il richiedente possa vantare alcuna pretesa verso l’Ente. Il richiedente è a conoscenza che tutte le responsabilità oggettive per quanto attiene lo
svolgimento della manifestazione, compreso autorizzazioni, assicurazioni, certificazioni,
ordine pubblico, sicurezza e quant’altro previsto e/o da prevedersi per il suo corretto
svolgimento, cadono a Suo carico manlevando l’Amministrazione da ogni e qualsiasi
conseguenza per fatti connessi allo svolgersi della medesima.

Il Responsabile del Servizio 9
Ing. Marco Minicucci

Il Dispari 20221031 Redazione culturale DILA

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POESIE finaliste undicesima edizione Premio OTTO MILIONI 2022 – quarto gruppo

Il premio internazionale “Otto milioni”, ideato da Bruno Mancini e giunto alla undicesima edizione, è stato definito in quattro sezioni: poesia, arti grafiche, giornalismo, recitazione.
Questo che offriamo oggi alla vostra lettura è il quarto gruppo delle venti poesie finaliste (tre precedenti gruppi sono stati pubblicati il 26 settembre e il 17 e il 24 ottobre scorsi).
Con l’avvertenza che i testi di alcune di esse, contengono imperfezioni linguistiche in quanto non siamo intervenuti nella correzione delle traduzioni effettuate, grazie alla versatilità della poetessa lettone Liga Sara Lapinska, da idiomi piuttosto desueti, vi invitiamo ad esprimere i vostri gradimenti accedendo alle pagine web indicate nei titoli di ciascuna poesia.

Premio POESIA “Otto milioni” 2022

https://www.emmegiischia.com/poesia13
Poesia13 Liga Sarah Lapinska “Lo smistamento” – Lettonia
Lo smistamento

Lo smistamento
è il Dio dalle mani rosse come
un macellaio che ordina -sporco o pulito?
Colpevole o innocente?
Il Dio dei Consigli, crociati, ingannati.
Un altro dice – führer, un altro dice – guru.
Credente o ateo?
Sia i Salmi, sia l’Alto Cantico,
sia aneddoti come parole di incantesimo.
Il Dio della sorte – ariano, forse, ebreo.
Una donna combatte contro un uomo
e chiede un’assurda uguaglianza
da usare secondo le idee di Woodstock:
gli orinatoi per tutti simili.
E un uomo che ride della rosetta
tra i capelli di una donna.
E chi non sia capace di amare
combatte contro i gay a Sodoma.
Sia zar, sia führer si arrendono
gettando i loro baroni dai portici
e rilasciando ai tribunali internazionali
i loro soldatini di solo sedici anni.
Soldatino ignorante, dove sei?
Non abbastanza coccolato, e dove sono
i tuoi trenini o le tue bamboline,
sotto quale zolla tu, kaddish,
dimenticato fascista, tu dormi, dormi?

————————————

https://www.emmegiischia.com/poesia14
Poesia14 Vija Laganovska–Birkova “Tuttavia, non è chiaro” – Lettonia
Tuttavia, non è chiaro

Il sole viene catturato sempre più spesso tra le ciglia
le palpebre dovrebbero essere abbassate,
riscaldato così che sarà,
premere il lato di questo calore invisibile
farsi prendere nel gomito
le dita dell’arricciatura dei capelli si attorcigliano
parlare e parlare di curiosità
e così via fino all’autunno
ma la statura cadrà nel vuoto
dove la neve non ha nemmeno fermato il vento
tuttavia, non è chiaro.
O attraverso la terra incantata
castagna
ora germogliando.

————————————

https://www.emmegiischia.com/poesia15
Poesia15 Liga Sarah Lapinska “I barcaioli” – Lettonia
I barcaioli

Nell’acqua non bruciato,
nel fuoco non annegato
Luna piena e rossa e dura.
Sulla baia che si oscura.

E oltre l’orizzonte le vele
distanti. Bianche o nere?
Come la speranza è crudele.
Come la scelta fermando – dolce.

La corona su testa riccia è pesante,
leggeri come gabbiani sono pensieri.
Che cos’è – la misura umana? Coraggio?
Il calendario: è intorpidito nel maggio.

Ci sono le carte lasciate sul tavolo,
e nella lampada di olio – rosa intensa
e in seta dorata – draghi, che brio!
Vola – per tornare immenso.

Oh, andare nel campo, e dopo?
Le pagaie non avranno abbastanza forza?
Che cos’è – la misura umana? Sentimenti?
Ti perdonerò i tuoi peccati altrimenti.

————————————

https://www.emmegiischia.com/poesia16
Poesia16 Vera Roķe “La terra va ai cieli” – Lettonia
La terra va ai cieli

Tutti lo sappiamo.
Inoltre solo pare così.
Che la terra va ai cieli da lontano.

Ai cieli la fretta abbiamo
dalla infanzia distante
e un drago di carta voliamo.
Chi non ha la propria casa.

Abbiamo sognato già in gioventù
delle nuvole
delle terre lassù,
dall’altra parte dell’orizzonte.

E possiamo correre durante tutta la vita,
ma la nostra strada va
solo attraverso la terra.
Ma il cielo così com’è, rimane
irraggiungibile, come si fa.

Il Dispari 20221031 Redazione culturale DILA

DILA

NUSIV

Il regista Nando Morra presenta il cortometraggio “Il seme della speranza” presso l’Associazione Il Valore del Femminile.

Views: 36

Il regista Nando Morra è intervistato da Virginia Vandini Presidente dell’Associazione di cui è fondatrice, e ideatrice e fondatrice di Henosis Counseling e Formazione. L’incontro si svolge giovedì 10 novembre 2022 presso la sede dell’Associazione in Roma alle ore 21.00

La realtà visibile, ma soprattutto quella legata ai lati più nascosti, emozionali, nel cinema diventa un’occasione di riscoperta di attimi, situazioni possibili e non, vissute e sognate, grazie al potere che questa arte ha di risvegliare la capacità di immaginare e andare oltre l’apparenza. La forza evocativa con cui il cinema restituisce storie, vissuti dove entrano in gioco tematiche che spaziano da contesti storico culturali a quelli sociali e politici , compresi aspetti inerenti l’ambiente, ha alla base un lavoro di squadra in cui ogni singolo membro dallo sceneggiatore al fotografo, dal montatore al costumista, da fonico, all’attore, per arrivare al regista, svolge un ruolo fondamentale per la riuscita di un buon film. Sullo schermo scorrono le immagini di ciò che è stato l’uomo e di ciò che potrebbe diventare, di ciò che è e di ciò che non dovrebbe o non potrebbe essere e da cui affiorano luci e ombre, verità e misteri della storia che cambia, ma nel tempo si ripete seppur in modalità diverse.

Tra i registi cinematografici che in modo autentico e diretto, poetico e incisivo raccontano, anche aspetti  complessi e attuali legati all’esistenza quali l’eutanasia, la xenofobia, è Nando Morra, che ha dato spazio sullo schermo a emozioni forti e dolorose per far emergere le fragilità umane e il bisogno dell’uomo di essere amato e riconosciuto. Il motivo dell’eutanasia e di quanto la libertà di scelta a volte comporti un grande sforzo, lo ha trattato nel suo corto d’esordio  “Una vita da sogno” da lui prodotto, scritto, interpretato e diretto.

Smarrimento, paura, umiliazione, e di contro l’importanza nel riconoscere e rispettare l’altro con cui creare ascolto e dialogo, incontro e confronto, sono ben espressi con grande efficacia nella storia affrontata nel corto” Il seme della speranza” da lui diretto, che viene presentato giovedì 10 novembre 2022 alle ore 21 in occasione degli incontri di cultura evolutiva che si tengono ogni giovedì presso la sede dell’Associazione Il Valore del Femminile di cui è Presidente Virginia Vandini Sociologa, Supervisor trainer Counselor professionista, Costellatrice evolutiva e spirituale con i Nat, Custode del Mantra Madre.

Durante l’incontro oltre alla visione del cortometraggio il pubblico presente ha l’occasione di assistere all’intervista al regista condotta da Virginia Vandini ideatrice e fondatrice di Henosis Counseling e Formazione.

Prodotto da RampaFilm di cui lo steso regista è presidente, il cortometraggioIl seme della speranza trattando un tema delicato quale quello del razzismo e del bullismo, mette in campo come la diversità crei distanza e tendenza al giudicare e svalutare, a partire da convinzioni e ideali che limitano spesso il pensiero personale e anche collettivo.  In questa storia dove protagonista è il piccolo bambino siriano Nasser giunto in Italia con la famiglia per sfuggire alla guerra, la diversità è rappresentata dalla nazionalità dal colore della sua pelle che sono aspetti discriminanti.

Vittima di bullismo e pregiudizi Nasser deve confrontarsi con una realtà dove non viene accettato e riconosciuto, e dove vince il pregiudizio e certi condizionamenti che diventano nel tempo limitanti. Premiato in diversi festival nazionali ed internazionali tra cui citiamo il premio “Best italian short” al Celebrity film awards, e con un cast di professionisti quali Francesco Sgro, Francesco Spagnolo, Erica Bianco, Grazia Leone e Nicola Quaranta, il cortometraggio per la sua valenza sociale e anche didattica si presta a diventare un punto di riferimento per gli adolescenti di età compresa tra 10 e15 anni.

Accanto agli attori professionisti si sono distinti nel cast giovanissimi talenti emergenti quali Nicola Galloro e Rosario Galati. A fare da sfondo a questa storia è il borgo di San Nicola da Crissa in provincia di Vibo Valentia con i suoi splendidi paesaggi.  Nando Morra ha inoltre vinto due festival in Spagna e ha recitato in film e fiction come ad esempio: “La nuova squadra” su Rai3 e “Gomorra La serie” su Sky. Per informazioni scrivere ainfo@ilvaloredelfemminile.org

 Silvana Lazzarino

Il Valore del femminile

Presenta per i giovedì di cultura evolutiva

L’intervista di Virginia Vandini al regista Nando Morra

e proiezione del cortometraggioIl seme della speranza” da lui diretto

presso la sede dell’Associazione Il Valore del Femminile

Piazzale delle Provincie, 8-  Roma

Giovedì 10 novembre 2022 ore 21,00

Per info: info@ilvaloredelfemminile.org

 

Alcuni articoli di silvana Lazzarino usciti su Emmegiischia e Il Dispari

Emmegiischia: Silvana Lazzarino partecipa al convegno “Le donne raccontano”

Emmegiischia: Roberta Damiata-prima-donna

Emmegiischia: La solitudine nei film di Philip Groening

Emmegiischia: Gli scatti di Llisetta Carmi documentano il senso della vita

 

Dima Book Festival: grande successo per la Fiera del libro più lunga d’Europa a Roma

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Dima Book Festival. La manifestazione si svolge nella Capitale al centro commerciale Dima Shopping di via della Bufalotta 548

Il viaggio dell’uomo tra dubbi e speranze, nostalgie e attese entro storie ed esperienze ordinarie e straordinarie che investono diversi aspetti culturali sociali e ambientali restituiscono un nuovo ascolto di sé e di quanto intorno guardando ai cambiamenti di una società sempre più in corsa contro il tempo e  chiamata in questi ultimi decenni a rimettere in campo quei valori dove al centro è la persona da  accogliere e valorizzare con la sua specificità e unicità.

Ad accompagnare verso storie ed esperienze vicine e lontane, del presente e ancorate al passato, ma anche al sogno e proiettate verso un ipotetico futuro, in cui ritrovarsi o da cui trarre nutrimento per il proprio bagaglio emozionale, sono gli appuntamenti letterari e artistici proposti dal Dima Book Festival, la Fiera del libro  più lunga d’Europa in corso a Roma presso il centro commerciale Dima Shopping di via della Bufalotta 548.

Il festival iniziato lo scorso 1 ottobre e della durata di 50 giorni, sta sempre più coinvolgendo i cittadini romani e non solo in un percorso artistico letterario in cui riscoprire il piacere di leggere un libro, che si tratti di romanzo, saggio o raccolta poetica, ma anche di lasciarsi affascinare dalle forme e dai colori di un’opera d’arte. Il Dima Book Festival da quando ha aperto i battenti propone eventi librari e artistici, con la partecipazione di scrittrici e scrittori, mostre d’arte e numerosi ospiti, unitamente a momenti di solidarietà.

Nella hall centrale di questa location sempre più frequentata, sono esposti i libri degli autori aderenti, unitamente a mostre personali e collettive di numerosi artisti. Entro questi spazi espositivi aperti ogni giorno per l’intera durata del Festival   accanto a presentazioni di libri, si svolgono conferenze su argomenti di vario interesse quali: il giornalismo, la narrazione del mondo odierno e nel post-Covid, la struttura del romanzo, la didattica digitale, le ragioni sociali dello sport, la riqualificazione delle metropoli, il coaching e la leadership; oltre a corsi di scrittura creativa per grandi e piccoli.

Durante i weekend sono diverse le iniziative volte ad arricchire il cartellone: tra quelle passate accanto alla presentazione del libro del giornalista RAI Stefano ButtafuocoIl bambino 23. La storia e i sogni di Brando che ha visto come testimonial ila conduttrice tv e radio Manila Nazzaro, con l’Asta di beneficienza per l’Associazione UNICI fondata dallo stesso giornalista Buttafuoco a sostegno della cura contro le malattie genetiche rare, citiamo la conferenza dal titolo “Dopo il Covid-19 il futuro della letteratura moderna” con la presentazione del libro “La notte più buia. Cronache di una generazione” di Roberto Gramiccia e ospiti d’onore Ennio Calabria, Ida Mitrano e Rita Pedonesi.

In programma il 6 novembre alle ore 16.00 la Conferenza La riqualificazione delle metropoli italiane a cura del Dott. Donato Bonanni per l’Associazione Ripensiamo Roma, mentre il 9 novembre si aprirà alle ore 16.00 la mostra di pittura “REUNION” cui partecipano con un’opera a testa tutti gli artisti delle mostre precedenti. Da non perdere il 12 novembre la conferenza del Professor Meldolesi Presidente della Fondazione NEURONE che presenterà il libroPanico, ossessioni e fobie: psicologia dell’ansia il 19 novembre alle ore 17,00.

Questa interessante iniziativa il “Dima Book Festival” ideata dalla Galleria Arte Sempione, dall’Associazione Officine Culturali Romane, dalla Collana Orofino (edita da Pathos Edizioni) e dal gruppo Facebook Segnalazioni Letterarie, intende mettere al servizio del territorio e dei suoi abitanti una proficua occasione di confronto e di crescita, dando un’ulteriore dimostrazione di come la cultura possa trovare i propri spunti d’espressione in contesti periferici sempre più vivaci.

Silvana Lazzarino

“Dima Book Festival”

la Fiera del libro più lunga d’Europa

centro commerciale Dima Shopping

via della Bufalotta 548.Roma

1°ottobre – 20 novembre2022

 

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Il Dispari 20221107 Redazione culturale DILA

Views: 43

Il Dispari 20221107 Redazione culturale DILA

Il Dispari 20221107

Il Dispari 20221107 Redazione culturale DILA

POESIE finaliste undicesima edizione Premio OTTO MILIONI 2022 – ultimo gruppo

Il premio internazionale “Otto milioni”, ideato da Bruno Mancini e giunto alla undicesima edizione, è stato definito in quattro sezioni: poesia, arti grafiche, giornalismo, recitazione.
Questo che offriamo oggi alla vostra lettura è il quinto e ultimo gruppo delle venti poesie finaliste (quattro precedenti gruppi sono stati pubblicati il 26 settembre e il 17, 24 e 31 ottobre scorsi).
Con l’avvertenza che i testi di alcune di esse, contengono imperfezioni linguistiche in quanto non siamo intervenuti nella correzione delle traduzioni effettuate, grazie alla versatilità della poetessa lettone Liga Sara Lapinska, da idiomi piuttosto desueti, vi invitiamo ad esprimere i vostri gradimenti accedendo alle pagine web indicate nei titoli di ciascuna poesia.

Premio POESIA “Otto milioni” 2022

https://www.emmegiischia.com/poesia17

Poesia17 Vittorio Zingone “La nebbia” – Italia

La nebbia

Avvolge ogni cosa
con vane sue braccia la nebbia;
con umide, diafane dita
rami nudi, foglie disfatte carezza.

S’affaccia la pallida luna
dagli eccelsi veroni del cielo
e illumina le zolle, le erbe
occulte da gelida guazza.

Vagano gli occhi assonnati
sull’erba del prato, sull’orto,
su alberi spogli e cespugli
avvolti in grigi velami di nebbia.

Trema il cuor nella notte,
palpita l’anima stanca
dinanzi alla vana sostanza
che cela ogni cosa alla vista.

————————————

https://www.emmegiischia.com/poesia18

Poesia18 Milena Petrarca “Nausicaa” – Italia

Nausicaa

“Nausicaa” come farfalla in volo
Cascate di luce
i tuoi capelli
tu NAUSICAA
Fanciulla Eterea
sogno
bocciolo
di rosa
ti ergi
dolcemente
e ti affacci
alla vita come farfalla in volo…

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Poesia19 Milena Petrarca “Parole di fuoco” – Italia

Parole di fuoco

Due brillanti nocciole
guardano lontano…
in quell’azzurro
di saette
papaveri rossi
sussurrano parole
di fuoco
onde dolci
frastagliate
di lingue di caldi
colori inondano
il tuo corpo
vestito di sogni
d’amore
e tu stai lì con il cuore
negli occhi aspettando
un domani migliore.

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Poesia20 Valerio Giovanni Ruberto “La mia donna” – Svizzera

La mia donna

A che serve vivere
se tu non vivi con me?

A che serve combattere
se tu non combatti al mio fianco?

A che serve parlare
se non sei tu la donna che vorrei amare?

A che serve morire
se la morte non sei tu?

Il Dispari 20221107 Redazione culturale DILA

ADRIANA IFTIMIE CEROLI |Simbolicamente la cascata

La cascata è il motivo essenziale della pittura paesaggistica cinese.
Nella coppia fondamentale: montagna e acqua, la cascata è il contrario della roccia, come yin è l’opposto di yang.
Il suo movimento discendente alterna, con il movimento ascendente della montagna, il dinamismo con il passivo della roccia.
Qui troviamo delle formule buddiste zen.
Nonostante l’entità della cascata si mantenga, essa non è mai la stessa.
Il filosofo greco Eraclito notò anche lui il fenomeno, dicendo che nello stesso fiume non scorrono le stesse acque.
Il movimento discendente della cascata viene rilevato nello stesso tempo con l’attività celeste, creata dal motore immobile.
La caduta dell’acqua significa anche il movimento elementare, perpetuo, delle correnti di forza che vanno fermate e stabilizzate.
Liliane Brion-Guerry sostiene, attraverso una certa visione interiore, che al di là dell’apparenza naturale della cascata, troviamo il suo significato simbolico, cioè l’emblema del mondo in cui gli elementi cambiano continuamente, mentre la forma rimane immobile.

Adriana Iftimie Ceroli
Presidente DILA
Sede operativa
Nazione Romania

Il Dispari 20221107 Redazione culturale DILA

Liga Sarah Lapinska: TWITTERONE dalla Lettonia

Rasma Urtāne, Scrittrice e Fondatrice del Club dei poeti di Zemgalia “Pieskāriens” (Il tocco), posa contenta con i due libri “Zemgales Vācelīte” in lingua lettone e “Una pagina, un’ emozione” antologia del Premio “Otto milioni” in cui è stata pubblicata anche una dalle sue poesie, così come anche in altre nostre antologie.
Rasma è brava anche nel cantare e nel suonare canzoni diverse e nel proporre sue interpretazioni di musica strumentale.
Sa di regalare belle ed emozionanti sorprese.
Lei ringrazia i rappresentanti del Comune di Jelgava, grazie ai quali si tengono regolarmente gli eventi del club dei poeti “Pieskāriens” che spesso contengono riferimenti ai progetti DILA Made in Ischia..

Il Dispari 20221107 Redazione culturale DILA

Il Dispari 20221031

Il Dispari 20221031 Redazione culturale DILA

CS | Eventi DILA & IL DISPARI – Natale nella Biblioteca Antoniana Ischia

Carissimi Amici e Simpatizzanti dei progetti culturali, artistici e sociali ideati dall’Associazione “Da Ischia L’Arte – DILA”, è con grande soddisfazione che rendo nota l’accettazione da parte dell’Amministrazione comunale della Città di Ischia (che ringraziamo vivamente) della nostra richiesta di poter disporre del Salone Onofrio Buonocore della Biblioteca comunale Antoniana di Ischia nei giorni 22, 23 e 28 dicembre 2022 dalle ore 17.00 alle ore 19.30.
Un ringraziamento particolare lo rivolgiamo alla Dottoressa Lucia Annicelli, Direttrice della Biblioteca Antoniana, per la sua costante attenzione verso i progetti DILA Made in Ischia.

Oltre alla programmazione di base che prevede le cerimonie di premiazioni dei vincitori delle quattro sezioni (Poesia, Arti grafiche, Recitazione, Giornalismo) della undicesima edizione del Premio internazionale “Otto milioni” 2022 (ideato da Bruno Mancini e dedicato al compianto Comm. Agostino Lauro), ed oltre alla seconda edizione del Premio “Le Stelle de Il Dispari, speciale amici di Ischia” ideato da Gaetano Di Meglio nella sua funzione di Fondatore e Direttore del quotidiano IL DISPARI, anche in questa occasione, come sempre, il palinsesto del nostro programma sarà aperto alle più interessanti iniziative artistiche culturali e sociali proposte dai Soci, dagli Amici, dai Simpatizzanti e dai Collaboratori dei progetti DILA Made in Ischia.

A tale proposito la Direzione Eventi – DEV Direttrice: Chiara Pavoni, e la Direzione Pubbliche Relazioni – DPR Direttrice: Angela Tiberi riceveranno le vostre e-mail indirizzate alla loro attenzione tramite

presidenti.dila@emmegiischia.com

assumendo il compito di selezionare e coordinare tutte le proposte di partecipazione agli eventi che vorrete inoltraci entro e non oltre il prossimo 8 novembre.

Sentitevi liberi di proporre i vostri interventi in QUALSIASI campo dei suddetti ambiti (arte, cultura, socialità) con la precisa esclusione di qualsiasi intromissione che abbia caratteristiche di natura politica e/o religiosa.

Certo della buona accoglienza di questo CS, invito TUTTI voi a dargli la massima diffusione.

Carissimi saluti
Bruno Mancini
Presidente DILA

Il Dispari 20221031 Redazione culturale DILA

——————-
Natale DILA: Autorizzazione utilizzo Biblioteca Antoniana

Comune di Ischia
Protocollo N.0043818/2022 del 27/10/2022
n.11 – Servizio 9
Patrimonio, Manutenzione, Servizi a rete, Ambiente

Spett.le
Bruno Mancini
Presidente DILA
dila@pec.it

Oggetto: Richiesta utilizzo Biblioteca Antoniana
Visto l’istanza prevenuta al protocollo generale dell’Ente in data 21/10/2022 nr. prot
42777/2022 con la quale il sig. Mancini, in qualità di presidente ha richiesto l’utilizzo della
Biblioteca Antoniana per i giorni 22, 23, e 28 Dicembre 2022 dalle ore 17.00 alle ore 19.30 per le cerimonie di premiazione dell’undicesima edizione del premio “Otto Milioni”,
SI AUTORIZZA
L’utilizzo della Biblioteca Antoniana per i giorni 22, 23, e 28 Dicembre 2022 dalle ore 17.00
alle ore 19.30 stabilendo, ai sensi della normativa vigente in materia che l’evento avvenga
nel più rigoroso rispetto dei protocolli sul distanziamento sociale e delle norme sanitarie
prevenire la diffusione del Covid-19, sollevando l’Amministrazione Comunale da ogni responsabilità sia civile sia penale da eventuali danni a persone e/o cose. La presente autorizzazione è sempre revocabile per motivi di ordine e sicurezza pubblica o per qualsiasi sopravvenuta esigenza senza che il richiedente possa vantare alcuna pretesa verso l’Ente. Il richiedente è a conoscenza che tutte le responsabilità oggettive per quanto attiene lo
svolgimento della manifestazione, compreso autorizzazioni, assicurazioni, certificazioni,
ordine pubblico, sicurezza e quant’altro previsto e/o da prevedersi per il suo corretto
svolgimento, cadono a Suo carico manlevando l’Amministrazione da ogni e qualsiasi
conseguenza per fatti connessi allo svolgersi della medesima.

Il Responsabile del Servizio 9
Ing. Marco Minicucci

Il Dispari 20221031 Redazione culturale DILA

—————–
POESIE finaliste undicesima edizione Premio OTTO MILIONI 2022 – quarto gruppo

Il premio internazionale “Otto milioni”, ideato da Bruno Mancini e giunto alla undicesima edizione, è stato definito in quattro sezioni: poesia, arti grafiche, giornalismo, recitazione.
Questo che offriamo oggi alla vostra lettura è il quarto gruppo delle venti poesie finaliste (tre precedenti gruppi sono stati pubblicati il 26 settembre e il 17 e il 24 ottobre scorsi).
Con l’avvertenza che i testi di alcune di esse, contengono imperfezioni linguistiche in quanto non siamo intervenuti nella correzione delle traduzioni effettuate, grazie alla versatilità della poetessa lettone Liga Sara Lapinska, da idiomi piuttosto desueti, vi invitiamo ad esprimere i vostri gradimenti accedendo alle pagine web indicate nei titoli di ciascuna poesia.

Premio POESIA “Otto milioni” 2022

https://www.emmegiischia.com/poesia13
Poesia13 Liga Sarah Lapinska “Lo smistamento” – Lettonia
Lo smistamento

Lo smistamento
è il Dio dalle mani rosse come
un macellaio che ordina -sporco o pulito?
Colpevole o innocente?
Il Dio dei Consigli, crociati, ingannati.
Un altro dice – führer, un altro dice – guru.
Credente o ateo?
Sia i Salmi, sia l’Alto Cantico,
sia aneddoti come parole di incantesimo.
Il Dio della sorte – ariano, forse, ebreo.
Una donna combatte contro un uomo
e chiede un’assurda uguaglianza
da usare secondo le idee di Woodstock:
gli orinatoi per tutti simili.
E un uomo che ride della rosetta
tra i capelli di una donna.
E chi non sia capace di amare
combatte contro i gay a Sodoma.
Sia zar, sia führer si arrendono
gettando i loro baroni dai portici
e rilasciando ai tribunali internazionali
i loro soldatini di solo sedici anni.
Soldatino ignorante, dove sei?
Non abbastanza coccolato, e dove sono
i tuoi trenini o le tue bamboline,
sotto quale zolla tu, kaddish,
dimenticato fascista, tu dormi, dormi?

————————————

https://www.emmegiischia.com/poesia14
Poesia14 Vija Laganovska–Birkova “Tuttavia, non è chiaro” – Lettonia
Tuttavia, non è chiaro

Il sole viene catturato sempre più spesso tra le ciglia
le palpebre dovrebbero essere abbassate,
riscaldato così che sarà,
premere il lato di questo calore invisibile
farsi prendere nel gomito
le dita dell’arricciatura dei capelli si attorcigliano
parlare e parlare di curiosità
e così via fino all’autunno
ma la statura cadrà nel vuoto
dove la neve non ha nemmeno fermato il vento
tuttavia, non è chiaro.
O attraverso la terra incantata
castagna
ora germogliando.

————————————

https://www.emmegiischia.com/poesia15
Poesia15 Liga Sarah Lapinska “I barcaioli” – Lettonia
I barcaioli

Nell’acqua non bruciato,
nel fuoco non annegato
Luna piena e rossa e dura.
Sulla baia che si oscura.

E oltre l’orizzonte le vele
distanti. Bianche o nere?
Come la speranza è crudele.
Come la scelta fermando – dolce.

La corona su testa riccia è pesante,
leggeri come gabbiani sono pensieri.
Che cos’è – la misura umana? Coraggio?
Il calendario: è intorpidito nel maggio.

Ci sono le carte lasciate sul tavolo,
e nella lampada di olio – rosa intensa
e in seta dorata – draghi, che brio!
Vola – per tornare immenso.

Oh, andare nel campo, e dopo?
Le pagaie non avranno abbastanza forza?
Che cos’è – la misura umana? Sentimenti?
Ti perdonerò i tuoi peccati altrimenti.

————————————

https://www.emmegiischia.com/poesia16
Poesia16 Vera Roķe “La terra va ai cieli” – Lettonia
La terra va ai cieli

Tutti lo sappiamo.
Inoltre solo pare così.
Che la terra va ai cieli da lontano.

Ai cieli la fretta abbiamo
dalla infanzia distante
e un drago di carta voliamo.
Chi non ha la propria casa.

Abbiamo sognato già in gioventù
delle nuvole
delle terre lassù,
dall’altra parte dell’orizzonte.

E possiamo correre durante tutta la vita,
ma la nostra strada va
solo attraverso la terra.
Ma il cielo così com’è, rimane
irraggiungibile, come si fa.

Il Dispari 20221031 Redazione culturale DILA

Il Dispari 20221024

Il Dispari 20221024 Redazione culturale DILA

POESIE finaliste undicesima edizione Premio OTTO MILIONI 2022 – terzo gruppo

Il premio internazionale “Otto milioni”, ideato da Bruno Mancini e giunto alla undicesima edizione, è stato definito in quattro sezioni: poesia, arti grafiche, giornalismo, recitazione.

Questo che offriamo oggi alla vostra lettura è il terzo gruppo delle venti poesie finaliste (due precedenti gruppi sono stati pubblicati il 26 settembre e il 3 ottobre scorsi).

Lunedì prossimo pubblicheremo il quarto ed ultimo gruppo delle poesie finaliste.

Con l’avvertenza che i testi di alcune di esse, contengono imperfezioni linguistiche in quanto non siamo intervenuti nella correzione delle traduzioni effettuate, grazie alla versatilità della poetessa lettone Liga Sara Lapinska, da idiomi piuttosto desueti, vi invitiamo ad esprimere i vostri gradimenti accedendo alle pagine web indicate nei titoli di ciascuna poesia.

https://www.emmegiischia.com/premio-poesia-otto-milioni-2022/

https://www.emmegiischia.com/poesia08

Poesia08 Sandra Švarca squalificata da tutte le edizioni del Premio OTTO MILIONI “E la felicità dura” – Lettonia

E la felicità dura

La sera nel colore delle prugne mature cade in mare
e l’ultimo raggio di sole annega,
le onde si placano con compresso espettorato,
dopo gli squali rosa di ninna nanna il canto
e ci sediamo. Il tempo è a fianco rannicchiato,
ringhia come un gatto,
che ha smesso di correre.
Per un mese si accende la lampada,
e la felicità dura un secolo intero…

 

https://www.emmegiischia.com/poesia09

Poesia09 Marija Gadaldi “Unicorno” – Italia

L’unicorno

Unicorno, cavallo magico,
tu guidi le persone verso la luce.
E forse puoi solo tu
apparire al poeta di notte.

Dalla tua grandezza inebriato
di sellarti sto cercando.
Dalla tua radiazione abbagliato,
non posso starti accanto.

E nell’espettorato bianco i capelli cigliati,
tremante, meraviglioso, nei venti.
Ma il cavallo alla fonte si precipita
bere al mattino l’acqua.

Aprì gli occhi alla luce –
e accanto, però, non c’è nessuno.
Questa è la visione del poeta.
Si è sciolto ed è sparito.

 

https://www.emmegiischia.com/poesia10

Poesia10 Ingrīda Zaķe “La festa del lillà” – Lettonia

La festa del lillà

Le tue labbra
profumano
hanno il gusto
del tempo del lillà.
I miei dubbi
bruciano
schiaffeggiano
il tempo del lillà
blu viola rosa.
Nella stessa posa
ci siamo rifugiati
dalle forbici dell’universo, che
pugna, annusa, punta
ma non solleva
il tetto della nostra casetta
perché noi abbiamo
la festa del lillà.

https://www.emmegiischia.com/poesia11

Poesia11 Lev Karnauhov “Desiderando” – Russia

Desiderando

La derivata del calore è languida,
la siesta sulle cime innevate aspetto,
sulla spiaggia, sia a casa sdraiato
di sorgenti arrugginite e rumorose,
l’ego sudato è decaduto prigioniero,
la bellezza nuda vedendo,
come dopo la corsa soffocante,
i minuti come un orologio sto tirando,
l’abbronzatura, ma il Paradiso bramo,
liberamente osare per tatto,
nel grembo a strisce della stalla,
godere per la notte in tempo,
le palpebre, stanco e languido, chiudendo,
e con una stella marina riposando,
l’estate sarà luminosa ed enorme,
ecco così per sempre vivere.

 

https://www.emmegiischia.com/poesia12

Poesia12 Liga Sarah Lapinska “Dai le carte rosse” – Lettonia

Dai le carte rosse!

Dai le carte rosse!
Con la sua settima metafisica,
con speranza nella Coppa Beltane,
comprerò i petali di rosa e raccoglierò
i ciottoli, verdi e screziati come uova
lungo le strade percorse da profughi e turisti.
Perdona, Terra!
Lascia che il fuoco si scaldi ma non bruci!
Non c’è contraddizione tra oscurità e luce.
Quando non vuoi credere a quello che succede.
Altrove fioriscono le ciliegie, altrove bombe esplodono.
Ma la sakura non sta sbocciando solo in Giappone,
affinché tu sappia che nessun mito è così realizzato
come la nostra vita tra le guerre e carri bestiame,
incantata, fiammeggiante primavera.
Che farfalle variegate quest’anno, che carte solo rosse!
Sulle nostre linee sia nei palmi sia stradali,
perché non hai più paura dei generali?
È la somma di speranze e aspettative
— finalmente dobbiamo sbrigarci?
Le reclute in una stanza grigia disertare.
Porta cassetto rigido per aperto lasciare?
Qualche sciarpa bianca, qualche amuleto, forse cibo in scatola.
Le nostre ali o le valigie non appesantire.

Il Dispari 20221024 Redazione culturale DILA

Mattiew Lamberti nuovo amico dei progetti Made in Ischia

A nome dell’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA” formulo i migliori complimenti al tenore Mattiew Lamberti, giovane nuovo amico dei nostri progetti, nonché membro della Nazionale Cantanti Lirici DILA, per l’ottima riuscita del concerto che ha tenuto lo scorso 15 ottobre presso la Chiesa di S. Pietro, ad Avella, (AV).

La sua è stata, senza dubbio, una prestazione canora splendida, così come è nel suo stile e per la sua bravura.

Di lui vi parleremo con dovizia di informazioni in una prossima puntata di questa pagina messa generosamente a nostra disposizione dal Direttore Gaetano Di Meglio.

Alla serata, totalmente di beneficienza,  il pianista Lorenzo Savarese e la violinista Fiorina Vece

hanno accompagnato con maestria il canto di Matthew Lamberti.

L’evento, concerto lirico di musica sacra “Dolci note per Carlo”, voluto dalla famiglia Lamberti per commemorare il Beato Carlo Acutis si è giovato della collaborazione della produttrice artistica Flora Febraro della FF PRODUCTIONS.

Sono intervenuti la mamma del Beato Carlo, Sig.ra Antonia Salzano (per un video saluto), il poeta Ing. Francesco Terrone e la poetessa Paola Miele.

Ospite della serata è stato il Rettore Presidente dell’Accademia Bonifaciana di Anagni Dott. Sante De Angelis

L’evento è stato trasmesso in diretta Facebook sul quotidiano di informazione Bassairpinia.

Graphic Designer Francesca Cancello.

 

Angela Maria Tiberi
Vicepresidente dell’Associazione
“Da Ischia L’Arte – DILA”

 

Il Dispari 20221024 Redazione culturale DILA

Gennaro Sangiuliano nominato Ministro della Cultura

Alcuni di voi sanno che la nostra Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA” gode, da molti anni, del privilegio di gestire la redazione di una pagina culturale settimanale (ogni lunedì) del quotidiano “IL DISPARI” di Gaetano Di Meglio che viene distribuito in edicola in abbinamento con lo storico quotidiano nazionale “Il MATTINO“.

Ebbene, la notizia che il napoletano Gennaro Sangiuliano sia stato nominato Ministro della Cultura ci spinge a formulargli pubblicamente i migliori auguri di buon lavoro in favore di TUTTA l’Arte italiana, con il particolare auspicio che sappia porre rilevante e massima attenzione per il superamento dell’atavico ritardo, programmatico e finanziario, in cui, per molto tempo, è stata relegata l’Arte e la Cultura meridionale.

Bruno Mancini, Presidente Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA”.

Il Dispari 20221024 Redazione culturale DILA

DILA

NUSIV

“Sex Positive Tarot” di Libera Ligorio e Diego Tigrotto: presentazione presso il Valore del Femminile a Roma il 3 novembre 2022

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“Sex Positive Tarot, Così tanto da esplorare!“: un libro  per trovare nuova consapevolezza nel vivere la sessualità in armonia con il proprio sentire, senza giudizio, Ad intervistare gli autori del libro è Virginia Vandini Presidente dell’Associazione Il Valore del femminile e ideatrice e fondatrice  di Henosis Counseling e Formazione

La sessualità è nel corpo e nel pensiero, nei gesti e nelle emozioni. Essa rende unici nella profondità e intensità di uno sguardo, nell’armonia di un gesto o di un movimento, nel tono della voce, ma soprattutto nel proprio modo di viverla e sentirla.

Non sempre è facile confrontarsi con la propria sessualità per paure, insicurezze e dubbi, ma l’accettarsi permette di fare un passo verso il riconoscimento di essa quale parte di sé da rispettare e di cui prendersi cura.

Per riscoprire la propria sessualità e mostrare le proprie emozioni ad essa legate, sia di paura e timore, sia di entusiasmo e accoglienza, per provare a viverla in modo autentico e con responsabilità, vi invitiamo a prendere parte alla presentazione del libro Sex Positive Tarot, Così tanto da esplorare! scritto da Libera Ligorio e Diego Tigrotto, che si svolge il 3 novembre 2022 alle ore 21.00 nell’ambito dei giovedì di Cultura Evolutiva presso la sede dell’Associazione Il Valore del Femminile a Roma in Piazzale delle Provincie, 8.

L’Associazione Il Valore del Femminile, ideata e fondata da Virginia Vandini Sociologa, Supervisor trainer Counselor professionista, Costellatrice evolutiva e spirituale con i Nat, Custode del Mantra Madre,  attraverso seminari, incontri e workshop, accompagna quanti interessati, a riconoscere il proprio valore e autenticità, nel rispetto di sé, dell’altro anche a partire da un cambiamento tenendo sempre presenti valori quali: Amore, Ascolto, Accoglienza che dovrebbero rappresentare modi di essere per ogni individuo.

Virginia Vandiini

Ad intervistare gli autori dell’interessante libro è Virginia Vandini, Presidente dell’Associazione Il Valore del Femminile, fondatrice e ideatrice di Henosis, Centro di Counseling e Formazione.  

Libera Ligorio Tarologa specializzata, Operatrice certificata in pratiche Tantra e Counselor in formazione e Diego Tigrotto artivista sex positive, impegnato nell’organizzazione di incontri esperienziali sulla consapevolezza sessuale, hanno dato vita ad un progetto che anche attraverso la forza evocativa dell’arte espressa nei simboli dei Tarocchi, porta ad acquisire nuove consapevolezze in piena libertà e senza giudizio.

I Tarocchi rappresentano uno strumento antichissimo il cui fine è quello di mettere il consultante in contatto con la propria anima collegata alla fonte universale, attraverso cui giungere a quelle risposte che stava cercando. Da sempre i tarocchi sono per Libera Ligorio un mezzo privilegiato con cui si esprime e con il quale entra in contatto con gli altri in una relazione intima e profonda. Esperta di Tarocchi e consulente Tarologica per diversi progetti, Libera Ligorio ha accostato e trasferito il significato dei Tarocchi di Marsiglia nei concetti cardine della Sessualità positiva e ha così progettato e creato un mazzo di Tarocchi pionieristici” Sex Positive Tarot”: un progetto unico poiché per la prima volta la sessualità viene associata sul piano grafico agli Arcani, accostamento invece già attuato per l’erotismo essendo presenti sul mercato diversi mazzi di carte riferiti ai Tarocchi erotici.

Libera Ligorio

Nel lavoro con i Tarocchi ogni arcano racconta un ambito specifico che caratterizza il proprio vissuto, un comportamento, un sentimento, un pensiero,  con riferimenti anche a situazioni e  persone con cui si vive e si condividono aspetti della propria esistenza (la propria  famiglia, le amicizie, gli amori, il lavoro, la vita sociale e le relazioni) . Il racconto avviene a partire dalla visualizzazione dell’immagine in riferimento alla carta dei Tarocchi. Attraverso i simboli si percorre il proprio vissuto personale per giungere poi alla creazione di una nuova narrazione.

Ne libro “Sex Positive Tarot (Golena edizioni 2022) realizzato da Libera Ligorio e Diego Tigrotto viene proposta una rivisitazione degli Arcani dei Tarocchi di Marsiglia in concetti Sex Positive. Questi Tarocchi realizzati sul piano grafico appositamente da diversi artisti internazionali, in virtù dei contenuti affrontati, rappresentano uno strumento educativo e di confronto per vivere al meglio la sessualità quale parte integrante della propria vita nelle sue diverse sfumature e    sfaccettature.

Diego Tigrotto. Foto presa dal sito https://sexpositivetarot.com

 

 

 

All’interno del testo vengono spiegati i concetti e significati delle carte che portano con sé quella funzione ludica che permette di attraversare con lo spirito creativo proprio della libertà e autenticità del gioco, l’esplorazione e l’espressione di sé, la capacità nel mettersi alla prova anche per guardare e aprirsi al nuovo. Così le tematiche della Sessualità positiva possono essere esplorate grazie alle 80 carte (78+2) presenti nel mazzo curate sul piano grafico da 35 artisti provenienti da diverse parti del mondo.

Stando nel “qui ed ora”, durante la lettura delle carte, il richiedente può entrare in contatto con le proprie emozioni, giungendo a ricontattare quei lati nascosti come qualità e capacità personali che fino a quel momento non erano a lui manifeste. In questo riconoscimento il simbolo rappresentato dalla carta gioca un ruolo importante. Vi sono nel mazzo 22 Arcani Maggiori e gli Arcani Minori.

Gli Arcani Maggiori si riferiscono ad aspetti inerenti la parte conscia quale vita materiale e sociale, ma anche inconscia riferita alle forze interiori legate alla zona oscura della psiche. Gli Arcani minori sono suddivisi in quattro semi rispondenti ai valori vitali in riferimento ad una visione positiva della sessualità (Nessun Giudizio, Consenso, Consapevolezza e Piacere) ciascuno dei quali comprende 14 carte. Per maggiori informazioni sul progetto di Diego Tigrotto e Libera Ligorio consultare il sito: https://sexpositivetarot.com/it/home-ita/.  Per partecipare alla presentazione del libroSex positive Tarot” nell’ambito degli appuntamenti organizzati dall’Associazione Il Valore del Femminile scrivere a: info@ilvaloredelfemminile.org

 Silvana Lazzarino

 

Sex Positive Tarot. Così tanto da esplorare!

di Libera Ligorio e Diego Tigrotto

la presentazione è nell’ambito dei Giovedì di Cultura Evolutiva

presso l’Associazione Il Valore del Femminile

Piazzale delle Provincie, 8 –  Roma

giovedì 3 novembre 2022,  ore 21.00

per informazioni e prenotazioni scrivere a: info@ilvaloredelfemminile.org

 

 

Alcuni articoli di silvana Lazzarino usciti su Emmegiischia e Il Dispari

Emmegiischia: Silvana Lazzarino partecipa al convegno “Le donne raccontano”

Emmegiischia: Roberta Damiata-prima-donna

Emmegiischia: La solitudine nei film di Philip Groening

Emmegiischia: Gli scatti di Llisetta Carmi documentano il senso della vita

 

Il Dispari 20221031 Redazione culturale DILA

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Il Dispari 20221031 Redazione culturale DILA

Il Dispari 20221031

Il Dispari 20221031 Redazione culturale DILA

CS | Eventi DILA & IL DISPARI – Natale nella Biblioteca Antoniana Ischia

Carissimi Amici e Simpatizzanti dei progetti culturali, artistici e sociali ideati dall’Associazione “Da Ischia L’Arte – DILA”, è con grande soddisfazione che rendo nota l’accettazione da parte dell’Amministrazione comunale della Città di Ischia (che ringraziamo vivamente) della nostra richiesta di poter disporre del Salone Onofrio Buonocore della Biblioteca comunale Antoniana di Ischia nei giorni 22, 23 e 28 dicembre 2022 dalle ore 17.00 alle ore 19.30.
Un ringraziamento particolare lo rivolgiamo alla Dottoressa Lucia Annicelli, Direttrice della Biblioteca Antoniana, per la sua costante attenzione verso i progetti DILA Made in Ischia.

Oltre alla programmazione di base che prevede le cerimonie di premiazioni dei vincitori delle quattro sezioni (Poesia, Arti grafiche, Recitazione, Giornalismo) della undicesima edizione del Premio internazionale “Otto milioni” 2022 (ideato da Bruno Mancini e dedicato al compianto Comm. Agostino Lauro), ed oltre alla seconda edizione del Premio “Le Stelle de Il Dispari, speciale amici di Ischia” ideato da Gaetano Di Meglio nella sua funzione di Fondatore e Direttore del quotidiano IL DISPARI, anche in questa occasione, come sempre, il palinsesto del nostro programma sarà aperto alle più interessanti iniziative artistiche culturali e sociali proposte dai Soci, dagli Amici, dai Simpatizzanti e dai Collaboratori dei progetti DILA Made in Ischia.

A tale proposito la Direzione Eventi – DEV Direttrice: Chiara Pavoni, e la Direzione Pubbliche Relazioni – DPR Direttrice: Angela Tiberi riceveranno le vostre e-mail indirizzate alla loro attenzione tramite

presidenti.dila@emmegiischia.com

assumendo il compito di selezionare e coordinare tutte le proposte di partecipazione agli eventi che vorrete inoltraci entro e non oltre il prossimo 8 novembre.

Sentitevi liberi di proporre i vostri interventi in QUALSIASI campo dei suddetti ambiti (arte, cultura, socialità) con la precisa esclusione di qualsiasi intromissione che abbia caratteristiche di natura politica e/o religiosa.

Certo della buona accoglienza di questo CS, invito TUTTI voi a dargli la massima diffusione.

Carissimi saluti
Bruno Mancini
Presidente DILA

Il Dispari 20221031 Redazione culturale DILA

——————-
Natale DILA: Autorizzazione utilizzo Biblioteca Antoniana

Comune di Ischia
Protocollo N.0043818/2022 del 27/10/2022
n.11 – Servizio 9
Patrimonio, Manutenzione, Servizi a rete, Ambiente

Spett.le
Bruno Mancini
Presidente DILA
dila@pec.it

Oggetto: Richiesta utilizzo Biblioteca Antoniana
Visto l’istanza prevenuta al protocollo generale dell’Ente in data 21/10/2022 nr. prot
42777/2022 con la quale il sig. Mancini, in qualità di presidente ha richiesto l’utilizzo della
Biblioteca Antoniana per i giorni 22, 23, e 28 Dicembre 2022 dalle ore 17.00 alle ore 19.30 per le cerimonie di premiazione dell’undicesima edizione del premio “Otto Milioni”,
SI AUTORIZZA
L’utilizzo della Biblioteca Antoniana per i giorni 22, 23, e 28 Dicembre 2022 dalle ore 17.00
alle ore 19.30 stabilendo, ai sensi della normativa vigente in materia che l’evento avvenga
nel più rigoroso rispetto dei protocolli sul distanziamento sociale e delle norme sanitarie
prevenire la diffusione del Covid-19, sollevando l’Amministrazione Comunale da ogni responsabilità sia civile sia penale da eventuali danni a persone e/o cose. La presente autorizzazione è sempre revocabile per motivi di ordine e sicurezza pubblica o per qualsiasi sopravvenuta esigenza senza che il richiedente possa vantare alcuna pretesa verso l’Ente. Il richiedente è a conoscenza che tutte le responsabilità oggettive per quanto attiene lo
svolgimento della manifestazione, compreso autorizzazioni, assicurazioni, certificazioni,
ordine pubblico, sicurezza e quant’altro previsto e/o da prevedersi per il suo corretto
svolgimento, cadono a Suo carico manlevando l’Amministrazione da ogni e qualsiasi
conseguenza per fatti connessi allo svolgersi della medesima.

Il Responsabile del Servizio 9
Ing. Marco Minicucci

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POESIE finaliste undicesima edizione Premio OTTO MILIONI 2022 – quarto gruppo

Il premio internazionale “Otto milioni”, ideato da Bruno Mancini e giunto alla undicesima edizione, è stato definito in quattro sezioni: poesia, arti grafiche, giornalismo, recitazione.
Questo che offriamo oggi alla vostra lettura è il quarto gruppo delle venti poesie finaliste (tre precedenti gruppi sono stati pubblicati il 26 settembre e il 17 e il 24 ottobre scorsi).
Con l’avvertenza che i testi di alcune di esse, contengono imperfezioni linguistiche in quanto non siamo intervenuti nella correzione delle traduzioni effettuate, grazie alla versatilità della poetessa lettone Liga Sara Lapinska, da idiomi piuttosto desueti, vi invitiamo ad esprimere i vostri gradimenti accedendo alle pagine web indicate nei titoli di ciascuna poesia.

Premio POESIA “Otto milioni” 2022

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Poesia13 Liga Sarah Lapinska “Lo smistamento” – Lettonia
Lo smistamento

Lo smistamento
è il Dio dalle mani rosse come
un macellaio che ordina -sporco o pulito?
Colpevole o innocente?
Il Dio dei Consigli, crociati, ingannati.
Un altro dice – führer, un altro dice – guru.
Credente o ateo?
Sia i Salmi, sia l’Alto Cantico,
sia aneddoti come parole di incantesimo.
Il Dio della sorte – ariano, forse, ebreo.
Una donna combatte contro un uomo
e chiede un’assurda uguaglianza
da usare secondo le idee di Woodstock:
gli orinatoi per tutti simili.
E un uomo che ride della rosetta
tra i capelli di una donna.
E chi non sia capace di amare
combatte contro i gay a Sodoma.
Sia zar, sia führer si arrendono
gettando i loro baroni dai portici
e rilasciando ai tribunali internazionali
i loro soldatini di solo sedici anni.
Soldatino ignorante, dove sei?
Non abbastanza coccolato, e dove sono
i tuoi trenini o le tue bamboline,
sotto quale zolla tu, kaddish,
dimenticato fascista, tu dormi, dormi?

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Poesia14 Vija Laganovska–Birkova “Tuttavia, non è chiaro” – Lettonia
Tuttavia, non è chiaro

Il sole viene catturato sempre più spesso tra le ciglia
le palpebre dovrebbero essere abbassate,
riscaldato così che sarà,
premere il lato di questo calore invisibile
farsi prendere nel gomito
le dita dell’arricciatura dei capelli si attorcigliano
parlare e parlare di curiosità
e così via fino all’autunno
ma la statura cadrà nel vuoto
dove la neve non ha nemmeno fermato il vento
tuttavia, non è chiaro.
O attraverso la terra incantata
castagna
ora germogliando.

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https://www.emmegiischia.com/poesia15
Poesia15 Liga Sarah Lapinska “I barcaioli” – Lettonia
I barcaioli

Nell’acqua non bruciato,
nel fuoco non annegato
Luna piena e rossa e dura.
Sulla baia che si oscura.

E oltre l’orizzonte le vele
distanti. Bianche o nere?
Come la speranza è crudele.
Come la scelta fermando – dolce.

La corona su testa riccia è pesante,
leggeri come gabbiani sono pensieri.
Che cos’è – la misura umana? Coraggio?
Il calendario: è intorpidito nel maggio.

Ci sono le carte lasciate sul tavolo,
e nella lampada di olio – rosa intensa
e in seta dorata – draghi, che brio!
Vola – per tornare immenso.

Oh, andare nel campo, e dopo?
Le pagaie non avranno abbastanza forza?
Che cos’è – la misura umana? Sentimenti?
Ti perdonerò i tuoi peccati altrimenti.

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Poesia16 Vera Roķe “La terra va ai cieli” – Lettonia
La terra va ai cieli

Tutti lo sappiamo.
Inoltre solo pare così.
Che la terra va ai cieli da lontano.

Ai cieli la fretta abbiamo
dalla infanzia distante
e un drago di carta voliamo.
Chi non ha la propria casa.

Abbiamo sognato già in gioventù
delle nuvole
delle terre lassù,
dall’altra parte dell’orizzonte.

E possiamo correre durante tutta la vita,
ma la nostra strada va
solo attraverso la terra.
Ma il cielo così com’è, rimane
irraggiungibile, come si fa.

Il Dispari 20221031 Redazione culturale DILA

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Il Dispari 20221024 Redazione culturale DILA

POESIE finaliste undicesima edizione Premio OTTO MILIONI 2022 – terzo gruppo

Il premio internazionale “Otto milioni”, ideato da Bruno Mancini e giunto alla undicesima edizione, è stato definito in quattro sezioni: poesia, arti grafiche, giornalismo, recitazione.

Questo che offriamo oggi alla vostra lettura è il terzo gruppo delle venti poesie finaliste (due precedenti gruppi sono stati pubblicati il 26 settembre e il 3 ottobre scorsi).

Lunedì prossimo pubblicheremo il quarto ed ultimo gruppo delle poesie finaliste.

Con l’avvertenza che i testi di alcune di esse, contengono imperfezioni linguistiche in quanto non siamo intervenuti nella correzione delle traduzioni effettuate, grazie alla versatilità della poetessa lettone Liga Sara Lapinska, da idiomi piuttosto desueti, vi invitiamo ad esprimere i vostri gradimenti accedendo alle pagine web indicate nei titoli di ciascuna poesia.

https://www.emmegiischia.com/premio-poesia-otto-milioni-2022/

https://www.emmegiischia.com/poesia08

Poesia08 Sandra Švarca squalificata da tutte le edizioni del Premio OTTO MILIONI “E la felicità dura” – Lettonia

E la felicità dura

La sera nel colore delle prugne mature cade in mare
e l’ultimo raggio di sole annega,
le onde si placano con compresso espettorato,
dopo gli squali rosa di ninna nanna il canto
e ci sediamo. Il tempo è a fianco rannicchiato,
ringhia come un gatto,
che ha smesso di correre.
Per un mese si accende la lampada,
e la felicità dura un secolo intero…

 

https://www.emmegiischia.com/poesia09

Poesia09 Marija Gadaldi “Unicorno” – Italia

L’unicorno

Unicorno, cavallo magico,
tu guidi le persone verso la luce.
E forse puoi solo tu
apparire al poeta di notte.

Dalla tua grandezza inebriato
di sellarti sto cercando.
Dalla tua radiazione abbagliato,
non posso starti accanto.

E nell’espettorato bianco i capelli cigliati,
tremante, meraviglioso, nei venti.
Ma il cavallo alla fonte si precipita
bere al mattino l’acqua.

Aprì gli occhi alla luce –
e accanto, però, non c’è nessuno.
Questa è la visione del poeta.
Si è sciolto ed è sparito.

 

https://www.emmegiischia.com/poesia10

Poesia10 Ingrīda Zaķe “La festa del lillà” – Lettonia

La festa del lillà

Le tue labbra
profumano
hanno il gusto
del tempo del lillà.
I miei dubbi
bruciano
schiaffeggiano
il tempo del lillà
blu viola rosa.
Nella stessa posa
ci siamo rifugiati
dalle forbici dell’universo, che
pugna, annusa, punta
ma non solleva
il tetto della nostra casetta
perché noi abbiamo
la festa del lillà.

https://www.emmegiischia.com/poesia11

Poesia11 Lev Karnauhov “Desiderando” – Russia

Desiderando

La derivata del calore è languida,
la siesta sulle cime innevate aspetto,
sulla spiaggia, sia a casa sdraiato
di sorgenti arrugginite e rumorose,
l’ego sudato è decaduto prigioniero,
la bellezza nuda vedendo,
come dopo la corsa soffocante,
i minuti come un orologio sto tirando,
l’abbronzatura, ma il Paradiso bramo,
liberamente osare per tatto,
nel grembo a strisce della stalla,
godere per la notte in tempo,
le palpebre, stanco e languido, chiudendo,
e con una stella marina riposando,
l’estate sarà luminosa ed enorme,
ecco così per sempre vivere.

 

https://www.emmegiischia.com/poesia12

Poesia12 Liga Sarah Lapinska “Dai le carte rosse” – Lettonia

Dai le carte rosse!

Dai le carte rosse!
Con la sua settima metafisica,
con speranza nella Coppa Beltane,
comprerò i petali di rosa e raccoglierò
i ciottoli, verdi e screziati come uova
lungo le strade percorse da profughi e turisti.
Perdona, Terra!
Lascia che il fuoco si scaldi ma non bruci!
Non c’è contraddizione tra oscurità e luce.
Quando non vuoi credere a quello che succede.
Altrove fioriscono le ciliegie, altrove bombe esplodono.
Ma la sakura non sta sbocciando solo in Giappone,
affinché tu sappia che nessun mito è così realizzato
come la nostra vita tra le guerre e carri bestiame,
incantata, fiammeggiante primavera.
Che farfalle variegate quest’anno, che carte solo rosse!
Sulle nostre linee sia nei palmi sia stradali,
perché non hai più paura dei generali?
È la somma di speranze e aspettative
— finalmente dobbiamo sbrigarci?
Le reclute in una stanza grigia disertare.
Porta cassetto rigido per aperto lasciare?
Qualche sciarpa bianca, qualche amuleto, forse cibo in scatola.
Le nostre ali o le valigie non appesantire.

Il Dispari 20221024 Redazione culturale DILA

Mattiew Lamberti nuovo amico dei progetti Made in Ischia

A nome dell’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA” formulo i migliori complimenti al tenore Mattiew Lamberti, giovane nuovo amico dei nostri progetti, nonché membro della Nazionale Cantanti Lirici DILA, per l’ottima riuscita del concerto che ha tenuto lo scorso 15 ottobre presso la Chiesa di S. Pietro, ad Avella, (AV).

La sua è stata, senza dubbio, una prestazione canora splendida, così come è nel suo stile e per la sua bravura.

Di lui vi parleremo con dovizia di informazioni in una prossima puntata di questa pagina messa generosamente a nostra disposizione dal Direttore Gaetano Di Meglio.

Alla serata, totalmente di beneficienza,  il pianista Lorenzo Savarese e la violinista Fiorina Vece

hanno accompagnato con maestria il canto di Matthew Lamberti.

L’evento, concerto lirico di musica sacra “Dolci note per Carlo”, voluto dalla famiglia Lamberti per commemorare il Beato Carlo Acutis si è giovato della collaborazione della produttrice artistica Flora Febraro della FF PRODUCTIONS.

Sono intervenuti la mamma del Beato Carlo, Sig.ra Antonia Salzano (per un video saluto), il poeta Ing. Francesco Terrone e la poetessa Paola Miele.

Ospite della serata è stato il Rettore Presidente dell’Accademia Bonifaciana di Anagni Dott. Sante De Angelis

L’evento è stato trasmesso in diretta Facebook sul quotidiano di informazione Bassairpinia.

Graphic Designer Francesca Cancello.

 

Angela Maria Tiberi
Vicepresidente dell’Associazione
“Da Ischia L’Arte – DILA”

 

Il Dispari 20221024 Redazione culturale DILA

Gennaro Sangiuliano nominato Ministro della Cultura

Alcuni di voi sanno che la nostra Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA” gode, da molti anni, del privilegio di gestire la redazione di una pagina culturale settimanale (ogni lunedì) del quotidiano “IL DISPARI” di Gaetano Di Meglio che viene distribuito in edicola in abbinamento con lo storico quotidiano nazionale “Il MATTINO“.

Ebbene, la notizia che il napoletano Gennaro Sangiuliano sia stato nominato Ministro della Cultura ci spinge a formulargli pubblicamente i migliori auguri di buon lavoro in favore di TUTTA l’Arte italiana, con il particolare auspicio che sappia porre rilevante e massima attenzione per il superamento dell’atavico ritardo, programmatico e finanziario, in cui, per molto tempo, è stata relegata l’Arte e la Cultura meridionale.

Bruno Mancini, Presidente Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA”.

Il Dispari 20221024 Redazione culturale DILA

Il Dispari 20221017

POESIE finaliste undicesima edizione Premio OTTO MILIONI 2022 – secondo gruppo

Il premio internazionale “Otto milioni”, ideato da Bruno Mancini e giunto alla undicesima edizione, è stato definito in quattro sezioni: poesia, arti grafiche, giornalismo, recitazione.
Questo che offriamo oggi alla vostra lettura è il secondo gruppo delle venti poesie finaliste (il primo gruppo è stato pubblicato lo scorso 26 settembre).
Nei successivi lunedì pubblicheremo tutte le altre poesie finaliste.
Con l’avvertenza che i testi di alcune di esse, contengono imperfezioni linguistiche in quanto non siamo intervenuti nella correzione delle traduzioni effettuate, grazie alla versatilità della poetessa lettone Liga Sara Lapinska, da idiomi piuttosto desueti, vi invitiamo ad esprimere i vostri gradimenti accedendo alle pagine web indicate nei titoli di ciascuna poesia.

Il Dispari 20221017 Redazione culturale DILA

https://www.emmegiischia.com/poesia05
poesia05 Mairita Ķērpe–Dūze “Il dicembre”

Il dicembre

Pensieri grigi per me oggi.
La terra grigia, e l’erba e il cielo,
passero grigio – in una pozzanghera grigia
Peras. Oggi è tutto grigio.

Come superare il tempo grigio
quando i pensieri sono bloccati,
e non c’è potere di pensare, fare,
c’è solo il destino, la pigrizia.

Ma ci sono ombre grigie nelle strade,
la gente vaga senza un sorriso,
passatevi l’un l’altro
e scompare nella nebbia grigia.

Quest’anno è inverno!
Il Natale non è bianco,
qualunque cosa sia stata fatta alla terra
che riceviamo un regalo grigio?

Eppure spero nelle candele
fiamme. Ci sarà un abete decorato,
allora la nebbia grigia scomparirà,
e ci sarà una notte tranquilla, santa.

Tutto andrà a posto
e rinasciamo,
i giorni grigi non saranno più sopraffatti.
Gioia negli occhi del bellissimo albero di Natale.

https://www.emmegiischia.com/poesia06
Poesia06 Eva Mārtuža “Maturare” – Lettonia

Maturare

Un ginepro ero
gin amaro diventando
ho sete e sto scorrendo
attraverso la cruna dell’ago.
La mattina data alla bocca
per le parole amare
e tutta trafitta
con i gradi di libertà.
Galleggia sull’anima,
brucia, grattugia,
il passato risciacquo
impigliato.
Prima della bacca maturavo
ero la radice
con i succhi di vita permeato.
Come uno brillo di rugiada sotto i piedi
succoso radiante
fluisce e alluviona
all’apice verde.
Brilla nei fiori
incontrollabile
riflesso del sole
indivisibile.
Per maturare come la bacca lentamente.
Per essere NON ADATTO.

poe07 Poesia finalista Premio Otto milioni 2022


Poesia07 Ieva Akuratere “Lo specchio” – Lettonia

Lo specchio

Ti vedo nella cornice dello specchio.
Lo specchio è rotto
e il destino i miei anni lancerà.

Addormentato nella neve,
il dolore presto scomparirà,
compianta dalla pioggia
la mia primavera è svanita.

La mia neve si addormenta
e io piango tra la pioggia.
Sto aspettando ancora la primavera.
La mia neve si addormenta
e io piango tra la pioggia.
Sto aspettando ancora la primavera.

Vivere sulla terra è non vivere nel cielo azzurro.
Vivere sulla terra è non vivere nel cielo azzurro.

Il Dispari 20221017 Redazione culturale DILA

Il Dispari 20221017 Redazione culturale DILA

CS | DILA a Pontinia – 28 Ottobre 2022

Nell’ambio della collaborazione che DILA ha avviata con successo con le Autorità del Comune di Pontinia, Angela Maria Tiberi, Vicepresidente DILA ha protocollato in questi giorni la seguente richiesta (accettata).

Ai Sigg.
Sindaco del Comune di Pontinia Eligio Tombolillo
Assessore Maria Rita D’Alessio
Assessore Beatrice Milani
Assessore Simone Orelli
Assessore Romina Realacci
Assistente sociale Francesca Pacilli

Buongiorno,

la sottoscritta Angela Maria Tiberi, Vicepresidente dell’Associazione culturale internazionale “Da Ischia L’Arte – DILA”, chiede l’Autorizzazione e il Patrocinio per un incontro culturale al MAP di Pontinia nel giorno, 28 ottobre 2022 ore 17.30.

Tema: La scuola e la famiglia hanno un ruolo importante nella società?
Competenze e sviluppo sociale per un’efficace coscienza collettiva a livello provinciale, nazionale e internazionale.
Sarà gradito il vostro intervento su questa tematica per eventuale progettualità di lavoro da svolgere nel prossimo futuro sul territorio locale, nazionale e internazionale con supporto telematico e scambi culturali, in quanto la solidarietà e la pace sono fondamentali per la sopravvivenza dell’umanità.

Ci sarà una mostra collettiva di Arti grafiche degli Associati DILA Ischia e di Artisti dell’Agro Pontino.

Con la piena collaborazione della testata giornalistica IL DISPARI di Gaetano Di Meglio, sono previsti interventi di autorevoli personaggi della cultura e dell’Associazionismo italiano.

Un intervallo musicale aggiungerà gradevoli note all’incontro.

Fiduciosa dell’accoglienza richiesta, vi invio distinti saluti da parte di tutta la Dirigenza DILA Ischia.

Angela Maria Tiberi
Vicepresidente DILA
cel 3205584216

Bruno Mancini
Presidente DILA Ischia

 

Il Dispari 20221017 Redazione culturale DILA

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POESIE finaliste undicesima edizione Premio OTTO MILIONI 2022 – terzo gruppo

Il premio internazionale “Otto milioni”, ideato da Bruno Mancini e giunto alla undicesima edizione, è stato definito in quattro sezioni: poesia, arti grafiche, giornalismo, recitazione.

Questo che offriamo oggi alla vostra lettura è il terzo gruppo delle venti poesie finaliste (due precedenti gruppi sono stati pubblicati il 26 settembre e il 3 ottobre scorsi).

Lunedì prossimo pubblicheremo il quarto ed ultimo gruppo delle poesie finaliste.

Con l’avvertenza che i testi di alcune di esse, contengono imperfezioni linguistiche in quanto non siamo intervenuti nella correzione delle traduzioni effettuate, grazie alla versatilità della poetessa lettone Liga Sara Lapinska, da idiomi piuttosto desueti, vi invitiamo ad esprimere i vostri gradimenti accedendo alle pagine web indicate nei titoli di ciascuna poesia.

https://www.emmegiischia.com/premio-poesia-otto-milioni-2022/

https://www.emmegiischia.com/poesia08

Poesia08 Sandra Švarca squalificata da tutte le edizioni del Premio OTTO MILIONI “E la felicità dura” – Lettonia

E la felicità dura

La sera nel colore delle prugne mature cade in mare
e l’ultimo raggio di sole annega,
le onde si placano con compresso espettorato,
dopo gli squali rosa di ninna nanna il canto
e ci sediamo. Il tempo è a fianco rannicchiato,
ringhia come un gatto,
che ha smesso di correre.
Per un mese si accende la lampada,
e la felicità dura un secolo intero…

 

https://www.emmegiischia.com/poesia09

Poesia09 Marija Gadaldi “Unicorno” – Italia

L’unicorno

Unicorno, cavallo magico,
tu guidi le persone verso la luce.
E forse puoi solo tu
apparire al poeta di notte.

Dalla tua grandezza inebriato
di sellarti sto cercando.
Dalla tua radiazione abbagliato,
non posso starti accanto.

E nell’espettorato bianco i capelli cigliati,
tremante, meraviglioso, nei venti.
Ma il cavallo alla fonte si precipita
bere al mattino l’acqua.

Aprì gli occhi alla luce –
e accanto, però, non c’è nessuno.
Questa è la visione del poeta.
Si è sciolto ed è sparito.

 

https://www.emmegiischia.com/poesia10

Poesia10 Ingrīda Zaķe “La festa del lillà” – Lettonia

La festa del lillà

Le tue labbra
profumano
hanno il gusto
del tempo del lillà.
I miei dubbi
bruciano
schiaffeggiano
il tempo del lillà
blu viola rosa.
Nella stessa posa
ci siamo rifugiati
dalle forbici dell’universo, che
pugna, annusa, punta
ma non solleva
il tetto della nostra casetta
perché noi abbiamo
la festa del lillà.

https://www.emmegiischia.com/poesia11

Poesia11 Lev Karnauhov “Desiderando” – Russia

Desiderando

La derivata del calore è languida,
la siesta sulle cime innevate aspetto,
sulla spiaggia, sia a casa sdraiato
di sorgenti arrugginite e rumorose,
l’ego sudato è decaduto prigioniero,
la bellezza nuda vedendo,
come dopo la corsa soffocante,
i minuti come un orologio sto tirando,
l’abbronzatura, ma il Paradiso bramo,
liberamente osare per tatto,
nel grembo a strisce della stalla,
godere per la notte in tempo,
le palpebre, stanco e languido, chiudendo,
e con una stella marina riposando,
l’estate sarà luminosa ed enorme,
ecco così per sempre vivere.

 

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Poesia12 Liga Sarah Lapinska “Dai le carte rosse” – Lettonia

Dai le carte rosse!

Dai le carte rosse!
Con la sua settima metafisica,
con speranza nella Coppa Beltane,
comprerò i petali di rosa e raccoglierò
i ciottoli, verdi e screziati come uova
lungo le strade percorse da profughi e turisti.
Perdona, Terra!
Lascia che il fuoco si scaldi ma non bruci!
Non c’è contraddizione tra oscurità e luce.
Quando non vuoi credere a quello che succede.
Altrove fioriscono le ciliegie, altrove bombe esplodono.
Ma la sakura non sta sbocciando solo in Giappone,
affinché tu sappia che nessun mito è così realizzato
come la nostra vita tra le guerre e carri bestiame,
incantata, fiammeggiante primavera.
Che farfalle variegate quest’anno, che carte solo rosse!
Sulle nostre linee sia nei palmi sia stradali,
perché non hai più paura dei generali?
È la somma di speranze e aspettative
— finalmente dobbiamo sbrigarci?
Le reclute in una stanza grigia disertare.
Porta cassetto rigido per aperto lasciare?
Qualche sciarpa bianca, qualche amuleto, forse cibo in scatola.
Le nostre ali o le valigie non appesantire.

Il Dispari 20221024 Redazione culturale DILA

Mattiew Lamberti nuovo amico dei progetti Made in Ischia

A nome dell’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA” formulo i migliori complimenti al tenore Mattiew Lamberti, giovane nuovo amico dei nostri progetti, nonché membro della Nazionale Cantanti Lirici DILA, per l’ottima riuscita del concerto che ha tenuto lo scorso 15 ottobre presso la Chiesa di S. Pietro, ad Avella, (AV).

La sua è stata, senza dubbio, una prestazione canora splendida, così come è nel suo stile e per la sua bravura.

Di lui vi parleremo con dovizia di informazioni in una prossima puntata di questa pagina messa generosamente a nostra disposizione dal Direttore Gaetano Di Meglio.

Alla serata, totalmente di beneficienza,  il pianista Lorenzo Savarese e la violinista Fiorina Vece

hanno accompagnato con maestria il canto di Matthew Lamberti.

L’evento, concerto lirico di musica sacra “Dolci note per Carlo”, voluto dalla famiglia Lamberti per commemorare il Beato Carlo Acutis si è giovato della collaborazione della produttrice artistica Flora Febraro della FF PRODUCTIONS.

Sono intervenuti la mamma del Beato Carlo, Sig.ra Antonia Salzano (per un video saluto), il poeta Ing. Francesco Terrone e la poetessa Paola Miele.

Ospite della serata è stato il Rettore Presidente dell’Accademia Bonifaciana di Anagni Dott. Sante De Angelis

L’evento è stato trasmesso in diretta Facebook sul quotidiano di informazione Bassairpinia.

Graphic Designer Francesca Cancello.

 

Angela Maria Tiberi
Vicepresidente dell’Associazione
“Da Ischia L’Arte – DILA”

 

Il Dispari 20221024 Redazione culturale DILA

Gennaro Sangiuliano nominato Ministro della Cultura

Alcuni di voi sanno che la nostra Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA” gode, da molti anni, del privilegio di gestire la redazione di una pagina culturale settimanale (ogni lunedì) del quotidiano “IL DISPARI” di Gaetano Di Meglio che viene distribuito in edicola in abbinamento con lo storico quotidiano nazionale “Il MATTINO“.

Ebbene, la notizia che il napoletano Gennaro Sangiuliano sia stato nominato Ministro della Cultura ci spinge a formulargli pubblicamente i migliori auguri di buon lavoro in favore di TUTTA l’Arte italiana, con il particolare auspicio che sappia porre rilevante e massima attenzione per il superamento dell’atavico ritardo, programmatico e finanziario, in cui, per molto tempo, è stata relegata l’Arte e la Cultura meridionale.

Bruno Mancini, Presidente Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA”.

Il Dispari 20221024 Redazione culturale DILA

Il Dispari 20221017

POESIE finaliste undicesima edizione Premio OTTO MILIONI 2022 – secondo gruppo

Il premio internazionale “Otto milioni”, ideato da Bruno Mancini e giunto alla undicesima edizione, è stato definito in quattro sezioni: poesia, arti grafiche, giornalismo, recitazione.
Questo che offriamo oggi alla vostra lettura è il secondo gruppo delle venti poesie finaliste (il primo gruppo è stato pubblicato lo scorso 26 settembre).
Nei successivi lunedì pubblicheremo tutte le altre poesie finaliste.
Con l’avvertenza che i testi di alcune di esse, contengono imperfezioni linguistiche in quanto non siamo intervenuti nella correzione delle traduzioni effettuate, grazie alla versatilità della poetessa lettone Liga Sara Lapinska, da idiomi piuttosto desueti, vi invitiamo ad esprimere i vostri gradimenti accedendo alle pagine web indicate nei titoli di ciascuna poesia.

Il Dispari 20221017 Redazione culturale DILA

https://www.emmegiischia.com/poesia05
poesia05 Mairita Ķērpe–Dūze “Il dicembre”

Il dicembre

Pensieri grigi per me oggi.
La terra grigia, e l’erba e il cielo,
passero grigio – in una pozzanghera grigia
Peras. Oggi è tutto grigio.

Come superare il tempo grigio
quando i pensieri sono bloccati,
e non c’è potere di pensare, fare,
c’è solo il destino, la pigrizia.

Ma ci sono ombre grigie nelle strade,
la gente vaga senza un sorriso,
passatevi l’un l’altro
e scompare nella nebbia grigia.

Quest’anno è inverno!
Il Natale non è bianco,
qualunque cosa sia stata fatta alla terra
che riceviamo un regalo grigio?

Eppure spero nelle candele
fiamme. Ci sarà un abete decorato,
allora la nebbia grigia scomparirà,
e ci sarà una notte tranquilla, santa.

Tutto andrà a posto
e rinasciamo,
i giorni grigi non saranno più sopraffatti.
Gioia negli occhi del bellissimo albero di Natale.

https://www.emmegiischia.com/poesia06
Poesia06 Eva Mārtuža “Maturare” – Lettonia

Maturare

Un ginepro ero
gin amaro diventando
ho sete e sto scorrendo
attraverso la cruna dell’ago.
La mattina data alla bocca
per le parole amare
e tutta trafitta
con i gradi di libertà.
Galleggia sull’anima,
brucia, grattugia,
il passato risciacquo
impigliato.
Prima della bacca maturavo
ero la radice
con i succhi di vita permeato.
Come uno brillo di rugiada sotto i piedi
succoso radiante
fluisce e alluviona
all’apice verde.
Brilla nei fiori
incontrollabile
riflesso del sole
indivisibile.
Per maturare come la bacca lentamente.
Per essere NON ADATTO.

poe07 Poesia finalista Premio Otto milioni 2022


Poesia07 Ieva Akuratere “Lo specchio” – Lettonia

Lo specchio

Ti vedo nella cornice dello specchio.
Lo specchio è rotto
e il destino i miei anni lancerà.

Addormentato nella neve,
il dolore presto scomparirà,
compianta dalla pioggia
la mia primavera è svanita.

La mia neve si addormenta
e io piango tra la pioggia.
Sto aspettando ancora la primavera.
La mia neve si addormenta
e io piango tra la pioggia.
Sto aspettando ancora la primavera.

Vivere sulla terra è non vivere nel cielo azzurro.
Vivere sulla terra è non vivere nel cielo azzurro.

Il Dispari 20221017 Redazione culturale DILA

Il Dispari 20221017 Redazione culturale DILA

CS | DILA a Pontinia – 28 Ottobre 2022

Nell’ambio della collaborazione che DILA ha avviata con successo con le Autorità del Comune di Pontinia, Angela Maria Tiberi, Vicepresidente DILA ha protocollato in questi giorni la seguente richiesta (accettata).

Ai Sigg.
Sindaco del Comune di Pontinia Eligio Tombolillo
Assessore Maria Rita D’Alessio
Assessore Beatrice Milani
Assessore Simone Orelli
Assessore Romina Realacci
Assistente sociale Francesca Pacilli

Buongiorno,

la sottoscritta Angela Maria Tiberi, Vicepresidente dell’Associazione culturale internazionale “Da Ischia L’Arte – DILA”, chiede l’Autorizzazione e il Patrocinio per un incontro culturale al MAP di Pontinia nel giorno, 28 ottobre 2022 ore 17.30.

Tema: La scuola e la famiglia hanno un ruolo importante nella società?
Competenze e sviluppo sociale per un’efficace coscienza collettiva a livello provinciale, nazionale e internazionale.
Sarà gradito il vostro intervento su questa tematica per eventuale progettualità di lavoro da svolgere nel prossimo futuro sul territorio locale, nazionale e internazionale con supporto telematico e scambi culturali, in quanto la solidarietà e la pace sono fondamentali per la sopravvivenza dell’umanità.

Ci sarà una mostra collettiva di Arti grafiche degli Associati DILA Ischia e di Artisti dell’Agro Pontino.

Con la piena collaborazione della testata giornalistica IL DISPARI di Gaetano Di Meglio, sono previsti interventi di autorevoli personaggi della cultura e dell’Associazionismo italiano.

Un intervallo musicale aggiungerà gradevoli note all’incontro.

Fiduciosa dell’accoglienza richiesta, vi invio distinti saluti da parte di tutta la Dirigenza DILA Ischia.

Angela Maria Tiberi
Vicepresidente DILA
cel 3205584216

Bruno Mancini
Presidente DILA Ischia

 

Il Dispari 20221017 Redazione culturale DILA

Il Dispari 20221010

Florinda Sorrentino – Angela Prota

Angela Prota | Chi è Florinda Sorrentino?

Accettando molto volentieri l’invito che mi è stato rivolto da Bruno Mancini, Presidente dell’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA”, a proseguire nella presentazione di Florinda Sorrentino iniziata con l’intervista esclusiva da lei concessa a questa stessa pagina culturale del quotidiano IL DISPARI di Gaetano Di Meglio (già pubblicata lunedì 3 ottobre), desidero soffermarmi nell’illustrarvi i molteplici meriti, i numerosi titoli professionali, le qualità morali, artistiche, culturali e sociali delle numerose attività di Florinda Sorrentino, nonché le principali caratteristiche umane, professionali e culturali di lei che è entrata a far parte degli amici/amiche dei progetti culturali Made in Ischia.

La ringrazio contando sulla sua prossima partecipazione agli eventi che DILA vorrà realizzare ad Ischia – e non solo ad Ischia.

Florinda Sorrentino – Angela Prota

Il Dispari 20221010 Redazione culturale DILA

Florinda Sorrentino pianista, musicoterapista e docente di sostegno scuola secondaria di primo grado vive a Torre del Greco dove insegna, realizza e condivide attività culturali e sociali.

Si laurea in pianoforte presso il Conservatorio Statale “Nicola Sala” di Benevento e in Didattica della Musica presso il Conservatorio Statale “Gesualdo da Venosa” di Potenza abilitandosi all’insegnamento della Musica nella scuola secondaria di primo e secondo grado.

Consegue, inoltre, la specializzazione polivalente per l’attività didattica di sostegno nelle scuole secondarie di primo e secondo grado presso l’Università degli Studi “Suor Orsola Benincasa” di Napoli con il massimo dei voti e la lode.

Nel 2019 conclude il percorso triennale di Musicoterapia presso SCISAR-Istituto per la diffusione dell’Arte e della Scienza (SA).

Dal 2009 è docente presso la Scuola Secondaria Statale di primo grado.

Florinda Sorrentino scrive, organizza e realizza spettacoli per voce, strumenti musicale e drammatizzazione verbale e sonora, sia per le scuole sia in altri ambiti sociali in cui i giovani possono esprimersi attraverso più forme d’arte.

Ama, infatti, esplorare la creatività dei propri allievi con la scrittura, la lettura, la poesia, la danza, il disegno, la recitazione, il canto e soprattutto con l’esecuzione strumentale, sia individuale sia di gruppo.

Un suo progetto coinvolge giovanissimi talenti in 5 pianoforti a 4 mani, per i quali scrive lei stessa gli arrangiamenti, prediligendo la realizzazione di lavori in cui si possa favorire ed ottenere una sinergia tra tutte le forme di espressione, stimolando tutte le intelligenze. (l’intelligenza multipla di Gardner).

Riconosce nella musica un importante canale di comunicazione, di espressione e di terapia per tutti gli individui, ma, soprattutto, per coloro che mostrano disagi sociali e relazionali.

Ciò, con il preciso obiettivo di contenere la dispersione scolastica e la marginalizzazione per coloro che sono portatori di handicap sia fisici che psichici.

Nella sperimentazione di percorsi laboratoriali innovativi per classi aperte, orientati all’inclusione di alunni BES, alla motivazione e al coinvolgimento di tutti i soggetti coinvolti, predilige le seguenti metodologie: Cooperative learning; Circle time; Learning by doing; Flipped classroom;

Brainstorming; Role playing.

Florinda Sorrentino

Il Dispari 20221010 Redazione culturale DILA

Vanta numerose collaborazioni con diverse Associazioni Culturali:

  • Vicepresidente e pianista dell’Ass. Musicale e Culturale “Nova Concentus Vocalis” di Torre del Greco, dal 1997 svolge attività di volontariato e organizza manifestazioni in collaborazione con altre Associazioni.
  • Collabora con la Pro Loco di Torre del Greco, per la quale dal 2019 ha ideato e realizzato numerosi progetti artistico-musicali tra cui il progetto/concorso didattico e inclusivo di musica, pittura, scrittura creativa e moda “ascoltARTI, abbracciARTI, emozionARTI”, ispirato al ciclo di opere “I colori della musica” del Maestro Ciro Adrian Ciavolino. Progetto patrocinato dal MIUR e dal Comune di Torre del Greco, rivolto a tutti gli Istituti scolastici di Torre del Greco.
  • Con il proprio gruppo “VibrARTE”, cura diversi eventi musicali in collaborazione con il Soprano e Maestro di canto Angela Camilleri, tra cui il progetto di rivalutazione del territorio dal titolo “Vulcano 4.S”, promosso dalla Città metropolitana di Napoli in collaborazione con la Pro Loco di Torre del Greco e con il patrocinio del Comune di Torre del Greco.
  • Realizza collaborazioni artistiche e di beneficenza per e con l’Associazione di volontariato “Chiamami per nome”, a sostegno di ragazzi portatori di handicap.
  • Per la Fondazione Ente Ville Vesuviane ha curato la presentazione del libro di poesie “Avete visto l’amore dell’anima mia?”di Elvira Scognamiglio presso Villa delle Ginestre.
  • Per il cantautore napoletano Ciro Sciallo ha presentato il libro “Tra le rughe del mio cuore” presso la sala consiliare del Palazzo Baronale di Torre del Greco.
  • In collaborazione con il garante dei disabili Prof. Aldo Rivieccio ha realizzato ColoriAMOci di BLU, un progetto di condivisione artistica con gli alunni di tutti gli Istituti comprensivi del territorio per la giornata del 2 aprile sulla consapevolezza dell’autismo.

Tra le sue esperienze ci sono stati numerosi percorsi ludici e formativi sul ritmo e sullo studio del pianoforte a partire da bambini della scuola dell’infanzia tra cui l’insegnamento della metodologia Orff e del flauto dolce in lingua inglese presso l’International School of Naples.

Docente referente per gli alunni BES e benessere a scuola presso l’lstituto Comprensivo Giampietro-Romano, collabora a titolo gratuito con il Comune di Torre del Greco per l’attuazione del programma di governo nelle tematiche di politica e inclusione sociale, con particolare riferimento ai minori in età scolastica.

Referente della rete locale per la lettura di “CITTÀ CHE LEGGE” per la Città di Torre del Greco, è maestro accompagnatore al pianoforte e all’organo dei tre cori polifonici (Corale parrocchiale, Coro polifonico di voci bianche S.Antonio’s children, S.A. Gospel Choir) presso la Parrocchia  S. Antonio di Padova.

Proprio durante una esibizione del Coro Gospel abbiamo avuto la reciproca gioia di conoscerci e di avviare la collaborazione che la porterà ad accompagnarmi al pianoforte il prossimo 19 novembre al Teatro PIMA di Milano, in occasione dell’evento “OTTO MILIONI” organizzato dall’Associazione “Da Ischia L’Arte – DILA”, il cui Presidente è lo scrittore Bruno Mancini, nell’ambito della manifestazione internazionale BookCity.

ANGELA PROTA

Florinda Sorrentino

Florinda Sorrentino

Il Dispari 20221010 Redazione culturale DILA

DILA

NUSIV

Il Dispari 20221017 Redazione culturale DILA

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Il Dispari 20221017 Redazione culturale DILA

Il Dispari 20221017

POESIE finaliste undicesima edizione Premio OTTO MILIONI 2022 – secondo gruppo

Il premio internazionale “Otto milioni”, ideato da Bruno Mancini e giunto alla undicesima edizione, è stato definito in quattro sezioni: poesia, arti grafiche, giornalismo, recitazione.
Questo che offriamo oggi alla vostra lettura è il secondo gruppo delle venti poesie finaliste (il primo gruppo è stato pubblicato lo scorso 26 settembre).
Nei successivi lunedì pubblicheremo tutte le altre poesie finaliste.
Con l’avvertenza che i testi di alcune di esse, contengono imperfezioni linguistiche in quanto non siamo intervenuti nella correzione delle traduzioni effettuate, grazie alla versatilità della poetessa lettone Liga Sara Lapinska, da idiomi piuttosto desueti, vi invitiamo ad esprimere i vostri gradimenti accedendo alle pagine web indicate nei titoli di ciascuna poesia.

Il Dispari 20221017 Redazione culturale DILA

https://www.emmegiischia.com/poesia05
poesia05 Mairita Ķērpe–Dūze “Il dicembre”

Il dicembre

Pensieri grigi per me oggi.
La terra grigia, e l’erba e il cielo,
passero grigio – in una pozzanghera grigia
Peras. Oggi è tutto grigio.

Come superare il tempo grigio
quando i pensieri sono bloccati,
e non c’è potere di pensare, fare,
c’è solo il destino, la pigrizia.

Ma ci sono ombre grigie nelle strade,
la gente vaga senza un sorriso,
passatevi l’un l’altro
e scompare nella nebbia grigia.

Quest’anno è inverno!
Il Natale non è bianco,
qualunque cosa sia stata fatta alla terra
che riceviamo un regalo grigio?

Eppure spero nelle candele
fiamme. Ci sarà un abete decorato,
allora la nebbia grigia scomparirà,
e ci sarà una notte tranquilla, santa.

Tutto andrà a posto
e rinasciamo,
i giorni grigi non saranno più sopraffatti.
Gioia negli occhi del bellissimo albero di Natale.

https://www.emmegiischia.com/poesia06
Poesia06 Eva Mārtuža “Maturare” – Lettonia

Maturare

Un ginepro ero
gin amaro diventando
ho sete e sto scorrendo
attraverso la cruna dell’ago.
La mattina data alla bocca
per le parole amare
e tutta trafitta
con i gradi di libertà.
Galleggia sull’anima,
brucia, grattugia,
il passato risciacquo
impigliato.
Prima della bacca maturavo
ero la radice
con i succhi di vita permeato.
Come uno brillo di rugiada sotto i piedi
succoso radiante
fluisce e alluviona
all’apice verde.
Brilla nei fiori
incontrollabile
riflesso del sole
indivisibile.
Per maturare come la bacca lentamente.
Per essere NON ADATTO.

poe07 Poesia finalista Premio Otto milioni 2022


Poesia07 Ieva Akuratere “Lo specchio” – Lettonia

Lo specchio

Ti vedo nella cornice dello specchio.
Lo specchio è rotto
e il destino i miei anni lancerà.

Addormentato nella neve,
il dolore presto scomparirà,
compianta dalla pioggia
la mia primavera è svanita.

La mia neve si addormenta
e io piango tra la pioggia.
Sto aspettando ancora la primavera.
La mia neve si addormenta
e io piango tra la pioggia.
Sto aspettando ancora la primavera.

Vivere sulla terra è non vivere nel cielo azzurro.
Vivere sulla terra è non vivere nel cielo azzurro.

Il Dispari 20221017 Redazione culturale DILA

Il Dispari 20221017 Redazione culturale DILA

CS | DILA a Pontinia – 28 Ottobre 2022

Nell’ambio della collaborazione che DILA ha avviata con successo con le Autorità del Comune di Pontinia, Angela Maria Tiberi, Vicepresidente DILA ha protocollato in questi giorni la seguente richiesta (accettata).

Ai Sigg.
Sindaco del Comune di Pontinia Eligio Tombolillo
Assessore Maria Rita D’Alessio
Assessore Beatrice Milani
Assessore Simone Orelli
Assessore Romina Realacci
Assistente sociale Francesca Pacilli

Buongiorno,

la sottoscritta Angela Maria Tiberi, Vicepresidente dell’Associazione culturale internazionale “Da Ischia L’Arte – DILA”, chiede l’Autorizzazione e il Patrocinio per un incontro culturale al MAP di Pontinia nel giorno, 28 ottobre 2022 ore 17.30.

Tema: La scuola e la famiglia hanno un ruolo importante nella società?
Competenze e sviluppo sociale per un’efficace coscienza collettiva a livello provinciale, nazionale e internazionale.
Sarà gradito il vostro intervento su questa tematica per eventuale progettualità di lavoro da svolgere nel prossimo futuro sul territorio locale, nazionale e internazionale con supporto telematico e scambi culturali, in quanto la solidarietà e la pace sono fondamentali per la sopravvivenza dell’umanità.

Ci sarà una mostra collettiva di Arti grafiche degli Associati DILA Ischia e di Artisti dell’Agro Pontino.

Con la piena collaborazione della testata giornalistica IL DISPARI di Gaetano Di Meglio, sono previsti interventi di autorevoli personaggi della cultura e dell’Associazionismo italiano.

Un intervallo musicale aggiungerà gradevoli note all’incontro.

Fiduciosa dell’accoglienza richiesta, vi invio distinti saluti da parte di tutta la Dirigenza DILA Ischia.

Angela Maria Tiberi
Vicepresidente DILA
cel 3205584216

Bruno Mancini
Presidente DILA Ischia

 

Il Dispari 20221017 Redazione culturale DILA

Il Dispari 20221010

Florinda Sorrentino – Angela Prota

Angela Prota | Chi è Florinda Sorrentino?

Accettando molto volentieri l’invito che mi è stato rivolto da Bruno Mancini, Presidente dell’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA”, a proseguire nella presentazione di Florinda Sorrentino iniziata con l’intervista esclusiva da lei concessa a questa stessa pagina culturale del quotidiano IL DISPARI di Gaetano Di Meglio (già pubblicata lunedì 3 ottobre), desidero soffermarmi nell’illustrarvi i molteplici meriti, i numerosi titoli professionali, le qualità morali, artistiche, culturali e sociali delle numerose attività di Florinda Sorrentino, nonché le principali caratteristiche umane, professionali e culturali di lei che è entrata a far parte degli amici/amiche dei progetti culturali Made in Ischia.

La ringrazio contando sulla sua prossima partecipazione agli eventi che DILA vorrà realizzare ad Ischia – e non solo ad Ischia.

Florinda Sorrentino – Angela Prota

Il Dispari 20221010 Redazione culturale DILA

Florinda Sorrentino pianista, musicoterapista e docente di sostegno scuola secondaria di primo grado vive a Torre del Greco dove insegna, realizza e condivide attività culturali e sociali.

Si laurea in pianoforte presso il Conservatorio Statale “Nicola Sala” di Benevento e in Didattica della Musica presso il Conservatorio Statale “Gesualdo da Venosa” di Potenza abilitandosi all’insegnamento della Musica nella scuola secondaria di primo e secondo grado.

Consegue, inoltre, la specializzazione polivalente per l’attività didattica di sostegno nelle scuole secondarie di primo e secondo grado presso l’Università degli Studi “Suor Orsola Benincasa” di Napoli con il massimo dei voti e la lode.

Nel 2019 conclude il percorso triennale di Musicoterapia presso SCISAR-Istituto per la diffusione dell’Arte e della Scienza (SA).

Dal 2009 è docente presso la Scuola Secondaria Statale di primo grado.

Florinda Sorrentino scrive, organizza e realizza spettacoli per voce, strumenti musicale e drammatizzazione verbale e sonora, sia per le scuole sia in altri ambiti sociali in cui i giovani possono esprimersi attraverso più forme d’arte.

Ama, infatti, esplorare la creatività dei propri allievi con la scrittura, la lettura, la poesia, la danza, il disegno, la recitazione, il canto e soprattutto con l’esecuzione strumentale, sia individuale sia di gruppo.

Un suo progetto coinvolge giovanissimi talenti in 5 pianoforti a 4 mani, per i quali scrive lei stessa gli arrangiamenti, prediligendo la realizzazione di lavori in cui si possa favorire ed ottenere una sinergia tra tutte le forme di espressione, stimolando tutte le intelligenze. (l’intelligenza multipla di Gardner).

Riconosce nella musica un importante canale di comunicazione, di espressione e di terapia per tutti gli individui, ma, soprattutto, per coloro che mostrano disagi sociali e relazionali.

Ciò, con il preciso obiettivo di contenere la dispersione scolastica e la marginalizzazione per coloro che sono portatori di handicap sia fisici che psichici.

Nella sperimentazione di percorsi laboratoriali innovativi per classi aperte, orientati all’inclusione di alunni BES, alla motivazione e al coinvolgimento di tutti i soggetti coinvolti, predilige le seguenti metodologie: Cooperative learning; Circle time; Learning by doing; Flipped classroom;

Brainstorming; Role playing.

Florinda Sorrentino

Il Dispari 20221010 Redazione culturale DILA

Vanta numerose collaborazioni con diverse Associazioni Culturali:

  • Vicepresidente e pianista dell’Ass. Musicale e Culturale “Nova Concentus Vocalis” di Torre del Greco, dal 1997 svolge attività di volontariato e organizza manifestazioni in collaborazione con altre Associazioni.
  • Collabora con la Pro Loco di Torre del Greco, per la quale dal 2019 ha ideato e realizzato numerosi progetti artistico-musicali tra cui il progetto/concorso didattico e inclusivo di musica, pittura, scrittura creativa e moda “ascoltARTI, abbracciARTI, emozionARTI”, ispirato al ciclo di opere “I colori della musica” del Maestro Ciro Adrian Ciavolino. Progetto patrocinato dal MIUR e dal Comune di Torre del Greco, rivolto a tutti gli Istituti scolastici di Torre del Greco.
  • Con il proprio gruppo “VibrARTE”, cura diversi eventi musicali in collaborazione con il Soprano e Maestro di canto Angela Camilleri, tra cui il progetto di rivalutazione del territorio dal titolo “Vulcano 4.S”, promosso dalla Città metropolitana di Napoli in collaborazione con la Pro Loco di Torre del Greco e con il patrocinio del Comune di Torre del Greco.
  • Realizza collaborazioni artistiche e di beneficenza per e con l’Associazione di volontariato “Chiamami per nome”, a sostegno di ragazzi portatori di handicap.
  • Per la Fondazione Ente Ville Vesuviane ha curato la presentazione del libro di poesie “Avete visto l’amore dell’anima mia?”di Elvira Scognamiglio presso Villa delle Ginestre.
  • Per il cantautore napoletano Ciro Sciallo ha presentato il libro “Tra le rughe del mio cuore” presso la sala consiliare del Palazzo Baronale di Torre del Greco.
  • In collaborazione con il garante dei disabili Prof. Aldo Rivieccio ha realizzato ColoriAMOci di BLU, un progetto di condivisione artistica con gli alunni di tutti gli Istituti comprensivi del territorio per la giornata del 2 aprile sulla consapevolezza dell’autismo.

Tra le sue esperienze ci sono stati numerosi percorsi ludici e formativi sul ritmo e sullo studio del pianoforte a partire da bambini della scuola dell’infanzia tra cui l’insegnamento della metodologia Orff e del flauto dolce in lingua inglese presso l’International School of Naples.

Docente referente per gli alunni BES e benessere a scuola presso l’lstituto Comprensivo Giampietro-Romano, collabora a titolo gratuito con il Comune di Torre del Greco per l’attuazione del programma di governo nelle tematiche di politica e inclusione sociale, con particolare riferimento ai minori in età scolastica.

Referente della rete locale per la lettura di “CITTÀ CHE LEGGE” per la Città di Torre del Greco, è maestro accompagnatore al pianoforte e all’organo dei tre cori polifonici (Corale parrocchiale, Coro polifonico di voci bianche S.Antonio’s children, S.A. Gospel Choir) presso la Parrocchia  S. Antonio di Padova.

Proprio durante una esibizione del Coro Gospel abbiamo avuto la reciproca gioia di conoscerci e di avviare la collaborazione che la porterà ad accompagnarmi al pianoforte il prossimo 19 novembre al Teatro PIMA di Milano, in occasione dell’evento “OTTO MILIONI” organizzato dall’Associazione “Da Ischia L’Arte – DILA”, il cui Presidente è lo scrittore Bruno Mancini, nell’ambito della manifestazione internazionale BookCity.

ANGELA PROTA

Florinda Sorrentino

Florinda Sorrentino

Il Dispari 20221010 Redazione culturale DILA

 

Il Dispari 20221003

Il Dispari 20221003 Redazione culturale DILA

Dal mio racconto “La sesta firma” inserito nel libro
PER AURORA VOLUME TERZO


Costui, con un inizio strascicato e pensante, quasi paladino della necessaria concentrazione che doveva lentamente liberarsi dalle velleitarie sovrapposizioni d’altri futili pensieri e preoccupazioni, più o meno attuali, che durante la breve pausa si erano celati nelle menti dei provvisori ascoltatori, Lui, concesse il bis alla maniera del migliore Ungaretti, con un irripetibile ed unico stile televisivo:
-«…o distanti, nel formulario delle loro composizioni scientifiche filosofiche, da ubriacanti teoremi destituiti di credibilità.
Io credo…»

Questo fu l’incipit con cui avviò la successiva narrazione spettacolo.
Quindi ne proseguì l’esposizione in un suo personale folcloristico parossistico edonismo.
Vagando tra due birre commerciali bionde fredde indifferenti, e nebulizzandosi fra sigarette bionde fuoco aspirate violentemente attraverso i baffi di colore giallo arancione indaco nero.
Incipriandola con effetti mutuati dalla storia della cinematografia: il polso del protagonista alla fronte (nel gesto dello sconforto per la notizia di una disfatta), il cammina e cammina di Monica nel mitico Deserto Rosso, John Waine alle prese con Jane Russel (pareggio ai punti).
Quando tutto ciò non gli parve sufficiente ad ammattire i docili astanti, utilizzò iconologie riconducibili al bagno nella fontana di Trevi, a Totò, ad Albertone e la pastasciutta.
Fino al punto da osare d’inserirvi anche sporadiche fragili simbologie canore tipo “Voooolareee…”.
Non ricordo di averlo notato proporsi con allegorici riferimenti politici, religiosi.
Li schifava entrambi.
-«… io credo che il vero disastro per il “cattivo” abbia avuto origine nella vanitosa attesa di un applauso.
Chi avrebbe potuto assecondarlo?
Chiaro, un altro “cattivo” meno potente.
Quasi sempre è per questo motivo che il numero Uno consente ad un piccolo inferiore di seguirlo nelle feste, nei festini, nelle orge, ed in quanto altro è prodotto dalla libidine di potenza, lasciando che lui ne apprezzi le molliche.
Devo dire che le briciole non sono uguali per tutte le valutazioni!
Piccole porzioni di pane non hanno evidentemente ugual pregio di minime elargizioni territoriali.
L’impero!
Un impero, anche se inutile, è pur sempre un impero.
Se ci regalano l’Isola d’Ischia in cambio del vilipendio di uno sputo in faccia, ci sembra di aver fatto un ottimo affare? Dipende!
Dipende da chi – come – io – tu – se – ma – quando – dove – e via così.
Nel caso in esame, al Piccolo Inferiore era stato promesso che avrebbe potuto fare quello che voleva: Capo, Presidente, Duce, Super Duce, Super Capo, Extra Presidente.
Va bene, ma non basta, l’Africa non è niente di fronte all’Albania la Grecia Nizza e Savoia.
Vieni con me, caro, – disse il numero Uno – e sarai il faro dell’immenso golfo del Nuovo Mediterraneo, da Nizza a Cipro da Trieste a Gibilterra.
Per te mari e coste e Porti-giane più sensuali e variegate delle tue belle Corti-giane Abissine.
Il diavolo disse al diavoletto.
E il diavoletto che era bravo (alle elementari aveva avuto sei in storia), rispose “Obbedisco”.»

Costui, in fondo, era un uomo gioioso e collerico, sensuale rude e tenero, bislacco e profondo, futile e sottile.
Un brivido per donne di sani tradizionali principi, per maschi timorosi di confronti e per tutte le belle statuine dei presepi viventi allestiti nelle piazze e nelle feste di paese.
Nessuna persona provvista di buon senso avrebbe voluto provocare un confronto con la sua dissacrante, violenta ed anarchica mancanza d’auto ironia…

Bruno Mancini
ISBN 978-1-4710-7481-3
Versione 2 | ID 29y6wr
Pagine 135, formato A5
https://www.lulu.com/shop/bruno-mancini/per-aurora-volume-terzo/paperback/product-29y6wr.html
Prezzo di vendita: EUR 14.00
https://www.emmegiischia.com/bruno-mancini/prose/per-aurora-vol.3/

Il Dispari 20221003 Redazione culturale DILA

BRUNO MANCINI |Florinda Sorrentino
nuova Amica dei progetti culturali Made in Ischia

Noi dell’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA” siamo orgogliosi di poter annoverare Florinda Sorrentino tra i nuovi amici della nostra Associazione.
Allo scopo di presentarla adeguatamente ai lettori di questa pagina, abbiamo chiesto alla cantante Angela Prota (voce lirica del Teatro del San Carlo di Napoli che a luglio ci ha donato due deliziosi pomeriggi musicali nella Biblioteca Comunale Antoniana) di intervistarla e di illustrarci le sue principali caratteristiche umane, professionali e culturali.
L’intervista realizzata da Angela Prota la trovate qui di seguito, mentre una interessante presentazione, ugualmente realizzata da Angela Prota ve la proporremo lunedì prossimo.
Ringraziamo Angela Prota per la sua disponibilità e, ovviamente, vi invitiamo ad accogliere Florinda Sorrentino con tutta l’amicizia che noi ischitani siamo in grado di esprimere.

Angela Prota intervista Florinda Sorrentino

Prota: Cara Florinda vuoi presentarti ai lettori del quotidiano IL DISPARI con una tua riflessione sulla Musica?
R: «Certamente.
Ma prima desidero ringraziare te per avermi invitata e il Direttore Gaetano Di Meglio per questo spazio che mi concede, senza dimenticare Bruno Mancini, Presidente DILA, per avermi accolta con tanta amicizia nel gruppo di Artisti internazionali che ha riunito sotto il simbolo del Made in Ischia.
Per me, posso dirlo in tutta chiarezza, la Musica è parte integrante della mia esistenza.
Gli aspetti formali e sostanziali di quest’arte, di ogni epoca e stile, confluendo l’uno nell’altro, creano uno strumento e un linguaggio che favoriscono lo sviluppo e la crescita individuale e sociale che appartiene non solo ai musicisti, ma all’umanità intera.
Noi docenti abbiamo un ruolo importante nella formazione dei nostri alunni e dobbiamo far conoscere con professionalità, coscienza e passione il prezioso valore della musica, che va promossa, ascoltata e praticata sin dalla prima infanzia attraverso esperienze che stimolino la libera creatività e che permettano lo sviluppo e l’arricchimento della personalità»

Il Dispari 20221003 Redazione culturale DILA

Prota: Quale pensiero ti senti di esprimere in relazione alla frase “Non c’è peggiore ingiustizia che far parti eguali tra diversi “di Don Milani (“Lettera a una professoressa”, 1967)?
R: «Compito della scuola, e soprattutto del docente di sostegno, è divulgare e promuovere l’idea di vivere “la diversità come ricchezza”, insegnando la cultura dell’accoglienza e della gentilezza.
La forza e la crescita di un gruppo è data non dagli elementi comuni, ma da tutto ciò per cui c’è differenza.
La comunità ha valore solo se è fatta di tante diversità, che vanno rispettate e valorizzate.
La scuola è il cuore della comunità».

Prota: Vuoi chiudere questo primo contatto con i lettori della pagina culturale del quotidiano IL DISPARI con una valutazione sulla figura del docente?
R: «Ogni docente deve riconoscersi come uno “specialista” della cultura e della formazione dei giovani, esprimendo un’etica fondata su comportamenti, riflessioni e scelte sempre e ovunque guidati dalla centralità dell’alunno e dall’idea di non dover solo trasmettere saperi, ma di dover formare persone con senso civico, capacità critica e di giudizio, amore verso se stessi, verso il prossimo, AMORE PER LA VITA.
Reputo fondamentale per tale ruolo una continua formazione, per un proficuo nutrimento nell’esercizio della professione.
Occorre dunque garantire il rispetto della professionalità con professionalità.
La scuola, e quindi il docente, ha una grande responsabilità verso l’umanità e verso il futuro che non può né deve essere MAI trascurata.»

Ringraziando Florinda Sorrentino, e contando sulla sua prossima partecipazione agli eventi che DILA vorrà realizzare ad Ischia – e non solo ad Ischia – vi diamo appuntamento alla prossima settimana.

Il Dispari 20221003 Redazione culturale DILA

Florinda Sorrentino – Angela Prota

DILA

NUSIV

Adriana Iftimie Ceroli

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Adriana Iftimie Ceroli

Simbologia

Adriana Iftimie Ceroli

Presidente Sede operativa Romania per l’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA”

Nazione Romania

DILA sede operativa RomaniaPresidente Adriana Iftimie Ceroli dal 5 Maggio 2019

GI06 Silvana Lazzarino – Adriana Iftimie Ceroli

GI02 Adriana Iftimie Ceroli – Simbolicamente la scrittura

GI01 Adriana Iftimie Ceroli – Simbolicamente Ischia

BR01 Adriana Iftimie Ceroli – Ombra Rossa

ART04 Adriana Iftimie Ceroli
SIMBOLICAMANTE IL CERVO

ART04 Adriana Iftimie Ceroli

PS18 Adriana Iftimie – Andiamo via

PS12 Adriana Iftimie – Il mio nome

PS04 Adriana Iftimie – La mia mente

PS01 Adriana Iftimie Ceroli – Poema 1

NA03 – Adriana Iftimie Ceroli – Simbolicamente Ischia

NA02 – Adriana Iftimie Ceroli -Simbolicamente il fulmine

 

Il Dispari 20221010 Redazione culturale DILA

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Il Dispari 20221010

Florinda Sorrentino – Angela Prota

Angela Prota | Chi è Florinda Sorrentino?

Accettando molto volentieri l’invito che mi è stato rivolto da Bruno Mancini, Presidente dell’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA”, a proseguire nella presentazione di Florinda Sorrentino iniziata con l’intervista esclusiva da lei concessa a questa stessa pagina culturale del quotidiano IL DISPARI di Gaetano Di Meglio (già pubblicata lunedì 3 ottobre), desidero soffermarmi nell’illustrarvi i molteplici meriti, i numerosi titoli professionali, le qualità morali, artistiche, culturali e sociali delle numerose attività di Florinda Sorrentino, nonché le principali caratteristiche umane, professionali e culturali di lei che è entrata a far parte degli amici/amiche dei progetti culturali Made in Ischia.

La ringrazio contando sulla sua prossima partecipazione agli eventi che DILA vorrà realizzare ad Ischia – e non solo ad Ischia.

Florinda Sorrentino – Angela Prota

Il Dispari 20221010 Redazione culturale DILA

Florinda Sorrentino pianista, musicoterapista e docente di sostegno scuola secondaria di primo grado vive a Torre del Greco dove insegna, realizza e condivide attività culturali e sociali.

Si laurea in pianoforte presso il Conservatorio Statale “Nicola Sala” di Benevento e in Didattica della Musica presso il Conservatorio Statale “Gesualdo da Venosa” di Potenza abilitandosi all’insegnamento della Musica nella scuola secondaria di primo e secondo grado.

Consegue, inoltre, la specializzazione polivalente per l’attività didattica di sostegno nelle scuole secondarie di primo e secondo grado presso l’Università degli Studi “Suor Orsola Benincasa” di Napoli con il massimo dei voti e la lode.

Nel 2019 conclude il percorso triennale di Musicoterapia presso SCISAR-Istituto per la diffusione dell’Arte e della Scienza (SA).

Dal 2009 è docente presso la Scuola Secondaria Statale di primo grado.

Florinda Sorrentino scrive, organizza e realizza spettacoli per voce, strumenti musicale e drammatizzazione verbale e sonora, sia per le scuole sia in altri ambiti sociali in cui i giovani possono esprimersi attraverso più forme d’arte.

Ama, infatti, esplorare la creatività dei propri allievi con la scrittura, la lettura, la poesia, la danza, il disegno, la recitazione, il canto e soprattutto con l’esecuzione strumentale, sia individuale sia di gruppo.

Un suo progetto coinvolge giovanissimi talenti in 5 pianoforti a 4 mani, per i quali scrive lei stessa gli arrangiamenti, prediligendo la realizzazione di lavori in cui si possa favorire ed ottenere una sinergia tra tutte le forme di espressione, stimolando tutte le intelligenze. (l’intelligenza multipla di Gardner).

Riconosce nella musica un importante canale di comunicazione, di espressione e di terapia per tutti gli individui, ma, soprattutto, per coloro che mostrano disagi sociali e relazionali.

Ciò, con il preciso obiettivo di contenere la dispersione scolastica e la marginalizzazione per coloro che sono portatori di handicap sia fisici che psichici.

Nella sperimentazione di percorsi laboratoriali innovativi per classi aperte, orientati all’inclusione di alunni BES, alla motivazione e al coinvolgimento di tutti i soggetti coinvolti, predilige le seguenti metodologie: Cooperative learning; Circle time; Learning by doing; Flipped classroom;

Brainstorming; Role playing.

Florinda Sorrentino

Il Dispari 20221010 Redazione culturale DILA

Vanta numerose collaborazioni con diverse Associazioni Culturali:

  • Vicepresidente e pianista dell’Ass. Musicale e Culturale “Nova Concentus Vocalis” di Torre del Greco, dal 1997 svolge attività di volontariato e organizza manifestazioni in collaborazione con altre Associazioni.
  • Collabora con la Pro Loco di Torre del Greco, per la quale dal 2019 ha ideato e realizzato numerosi progetti artistico-musicali tra cui il progetto/concorso didattico e inclusivo di musica, pittura, scrittura creativa e moda “ascoltARTI, abbracciARTI, emozionARTI”, ispirato al ciclo di opere “I colori della musica” del Maestro Ciro Adrian Ciavolino. Progetto patrocinato dal MIUR e dal Comune di Torre del Greco, rivolto a tutti gli Istituti scolastici di Torre del Greco.
  • Con il proprio gruppo “VibrARTE”, cura diversi eventi musicali in collaborazione con il Soprano e Maestro di canto Angela Camilleri, tra cui il progetto di rivalutazione del territorio dal titolo “Vulcano 4.S”, promosso dalla Città metropolitana di Napoli in collaborazione con la Pro Loco di Torre del Greco e con il patrocinio del Comune di Torre del Greco.
  • Realizza collaborazioni artistiche e di beneficenza per e con l’Associazione di volontariato “Chiamami per nome”, a sostegno di ragazzi portatori di handicap.
  • Per la Fondazione Ente Ville Vesuviane ha curato la presentazione del libro di poesie “Avete visto l’amore dell’anima mia?”di Elvira Scognamiglio presso Villa delle Ginestre.
  • Per il cantautore napoletano Ciro Sciallo ha presentato il libro “Tra le rughe del mio cuore” presso la sala consiliare del Palazzo Baronale di Torre del Greco.
  • In collaborazione con il garante dei disabili Prof. Aldo Rivieccio ha realizzato ColoriAMOci di BLU, un progetto di condivisione artistica con gli alunni di tutti gli Istituti comprensivi del territorio per la giornata del 2 aprile sulla consapevolezza dell’autismo.

Tra le sue esperienze ci sono stati numerosi percorsi ludici e formativi sul ritmo e sullo studio del pianoforte a partire da bambini della scuola dell’infanzia tra cui l’insegnamento della metodologia Orff e del flauto dolce in lingua inglese presso l’International School of Naples.

Docente referente per gli alunni BES e benessere a scuola presso l’lstituto Comprensivo Giampietro-Romano, collabora a titolo gratuito con il Comune di Torre del Greco per l’attuazione del programma di governo nelle tematiche di politica e inclusione sociale, con particolare riferimento ai minori in età scolastica.

Referente della rete locale per la lettura di “CITTÀ CHE LEGGE” per la Città di Torre del Greco, è maestro accompagnatore al pianoforte e all’organo dei tre cori polifonici (Corale parrocchiale, Coro polifonico di voci bianche S.Antonio’s children, S.A. Gospel Choir) presso la Parrocchia  S. Antonio di Padova.

Proprio durante una esibizione del Coro Gospel abbiamo avuto la reciproca gioia di conoscerci e di avviare la collaborazione che la porterà ad accompagnarmi al pianoforte il prossimo 19 novembre al Teatro PIMA di Milano, in occasione dell’evento “OTTO MILIONI” organizzato dall’Associazione “Da Ischia L’Arte – DILA”, il cui Presidente è lo scrittore Bruno Mancini, nell’ambito della manifestazione internazionale BookCity.

ANGELA PROTA

Florinda Sorrentino

Florinda Sorrentino

Il Dispari 20221010 Redazione culturale DILA

 

Il Dispari 20221003

Il Dispari 20221003 Redazione culturale DILA

Dal mio racconto “La sesta firma” inserito nel libro
PER AURORA VOLUME TERZO


Costui, con un inizio strascicato e pensante, quasi paladino della necessaria concentrazione che doveva lentamente liberarsi dalle velleitarie sovrapposizioni d’altri futili pensieri e preoccupazioni, più o meno attuali, che durante la breve pausa si erano celati nelle menti dei provvisori ascoltatori, Lui, concesse il bis alla maniera del migliore Ungaretti, con un irripetibile ed unico stile televisivo:
-«…o distanti, nel formulario delle loro composizioni scientifiche filosofiche, da ubriacanti teoremi destituiti di credibilità.
Io credo…»

Questo fu l’incipit con cui avviò la successiva narrazione spettacolo.
Quindi ne proseguì l’esposizione in un suo personale folcloristico parossistico edonismo.
Vagando tra due birre commerciali bionde fredde indifferenti, e nebulizzandosi fra sigarette bionde fuoco aspirate violentemente attraverso i baffi di colore giallo arancione indaco nero.
Incipriandola con effetti mutuati dalla storia della cinematografia: il polso del protagonista alla fronte (nel gesto dello sconforto per la notizia di una disfatta), il cammina e cammina di Monica nel mitico Deserto Rosso, John Waine alle prese con Jane Russel (pareggio ai punti).
Quando tutto ciò non gli parve sufficiente ad ammattire i docili astanti, utilizzò iconologie riconducibili al bagno nella fontana di Trevi, a Totò, ad Albertone e la pastasciutta.
Fino al punto da osare d’inserirvi anche sporadiche fragili simbologie canore tipo “Voooolareee…”.
Non ricordo di averlo notato proporsi con allegorici riferimenti politici, religiosi.
Li schifava entrambi.
-«… io credo che il vero disastro per il “cattivo” abbia avuto origine nella vanitosa attesa di un applauso.
Chi avrebbe potuto assecondarlo?
Chiaro, un altro “cattivo” meno potente.
Quasi sempre è per questo motivo che il numero Uno consente ad un piccolo inferiore di seguirlo nelle feste, nei festini, nelle orge, ed in quanto altro è prodotto dalla libidine di potenza, lasciando che lui ne apprezzi le molliche.
Devo dire che le briciole non sono uguali per tutte le valutazioni!
Piccole porzioni di pane non hanno evidentemente ugual pregio di minime elargizioni territoriali.
L’impero!
Un impero, anche se inutile, è pur sempre un impero.
Se ci regalano l’Isola d’Ischia in cambio del vilipendio di uno sputo in faccia, ci sembra di aver fatto un ottimo affare? Dipende!
Dipende da chi – come – io – tu – se – ma – quando – dove – e via così.
Nel caso in esame, al Piccolo Inferiore era stato promesso che avrebbe potuto fare quello che voleva: Capo, Presidente, Duce, Super Duce, Super Capo, Extra Presidente.
Va bene, ma non basta, l’Africa non è niente di fronte all’Albania la Grecia Nizza e Savoia.
Vieni con me, caro, – disse il numero Uno – e sarai il faro dell’immenso golfo del Nuovo Mediterraneo, da Nizza a Cipro da Trieste a Gibilterra.
Per te mari e coste e Porti-giane più sensuali e variegate delle tue belle Corti-giane Abissine.
Il diavolo disse al diavoletto.
E il diavoletto che era bravo (alle elementari aveva avuto sei in storia), rispose “Obbedisco”.»

Costui, in fondo, era un uomo gioioso e collerico, sensuale rude e tenero, bislacco e profondo, futile e sottile.
Un brivido per donne di sani tradizionali principi, per maschi timorosi di confronti e per tutte le belle statuine dei presepi viventi allestiti nelle piazze e nelle feste di paese.
Nessuna persona provvista di buon senso avrebbe voluto provocare un confronto con la sua dissacrante, violenta ed anarchica mancanza d’auto ironia…

Bruno Mancini
ISBN 978-1-4710-7481-3
Versione 2 | ID 29y6wr
Pagine 135, formato A5
https://www.lulu.com/shop/bruno-mancini/per-aurora-volume-terzo/paperback/product-29y6wr.html
Prezzo di vendita: EUR 14.00
https://www.emmegiischia.com/bruno-mancini/prose/per-aurora-vol.3/

Il Dispari 20221003 Redazione culturale DILA

BRUNO MANCINI |Florinda Sorrentino
nuova Amica dei progetti culturali Made in Ischia

Noi dell’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA” siamo orgogliosi di poter annoverare Florinda Sorrentino tra i nuovi amici della nostra Associazione.
Allo scopo di presentarla adeguatamente ai lettori di questa pagina, abbiamo chiesto alla cantante Angela Prota (voce lirica del Teatro del San Carlo di Napoli che a luglio ci ha donato due deliziosi pomeriggi musicali nella Biblioteca Comunale Antoniana) di intervistarla e di illustrarci le sue principali caratteristiche umane, professionali e culturali.
L’intervista realizzata da Angela Prota la trovate qui di seguito, mentre una interessante presentazione, ugualmente realizzata da Angela Prota ve la proporremo lunedì prossimo.
Ringraziamo Angela Prota per la sua disponibilità e, ovviamente, vi invitiamo ad accogliere Florinda Sorrentino con tutta l’amicizia che noi ischitani siamo in grado di esprimere.

Angela Prota intervista Florinda Sorrentino

Prota: Cara Florinda vuoi presentarti ai lettori del quotidiano IL DISPARI con una tua riflessione sulla Musica?
R: «Certamente.
Ma prima desidero ringraziare te per avermi invitata e il Direttore Gaetano Di Meglio per questo spazio che mi concede, senza dimenticare Bruno Mancini, Presidente DILA, per avermi accolta con tanta amicizia nel gruppo di Artisti internazionali che ha riunito sotto il simbolo del Made in Ischia.
Per me, posso dirlo in tutta chiarezza, la Musica è parte integrante della mia esistenza.
Gli aspetti formali e sostanziali di quest’arte, di ogni epoca e stile, confluendo l’uno nell’altro, creano uno strumento e un linguaggio che favoriscono lo sviluppo e la crescita individuale e sociale che appartiene non solo ai musicisti, ma all’umanità intera.
Noi docenti abbiamo un ruolo importante nella formazione dei nostri alunni e dobbiamo far conoscere con professionalità, coscienza e passione il prezioso valore della musica, che va promossa, ascoltata e praticata sin dalla prima infanzia attraverso esperienze che stimolino la libera creatività e che permettano lo sviluppo e l’arricchimento della personalità»

Il Dispari 20221003 Redazione culturale DILA

Prota: Quale pensiero ti senti di esprimere in relazione alla frase “Non c’è peggiore ingiustizia che far parti eguali tra diversi “di Don Milani (“Lettera a una professoressa”, 1967)?
R: «Compito della scuola, e soprattutto del docente di sostegno, è divulgare e promuovere l’idea di vivere “la diversità come ricchezza”, insegnando la cultura dell’accoglienza e della gentilezza.
La forza e la crescita di un gruppo è data non dagli elementi comuni, ma da tutto ciò per cui c’è differenza.
La comunità ha valore solo se è fatta di tante diversità, che vanno rispettate e valorizzate.
La scuola è il cuore della comunità».

Prota: Vuoi chiudere questo primo contatto con i lettori della pagina culturale del quotidiano IL DISPARI con una valutazione sulla figura del docente?
R: «Ogni docente deve riconoscersi come uno “specialista” della cultura e della formazione dei giovani, esprimendo un’etica fondata su comportamenti, riflessioni e scelte sempre e ovunque guidati dalla centralità dell’alunno e dall’idea di non dover solo trasmettere saperi, ma di dover formare persone con senso civico, capacità critica e di giudizio, amore verso se stessi, verso il prossimo, AMORE PER LA VITA.
Reputo fondamentale per tale ruolo una continua formazione, per un proficuo nutrimento nell’esercizio della professione.
Occorre dunque garantire il rispetto della professionalità con professionalità.
La scuola, e quindi il docente, ha una grande responsabilità verso l’umanità e verso il futuro che non può né deve essere MAI trascurata.»

Ringraziando Florinda Sorrentino, e contando sulla sua prossima partecipazione agli eventi che DILA vorrà realizzare ad Ischia – e non solo ad Ischia – vi diamo appuntamento alla prossima settimana.

Il Dispari 20221003 Redazione culturale DILA

Florinda Sorrentino – Angela Prota

Il Dispari 20220926

Il Dispari 20220926 Redazione culturale DILA

 

La Notizia virgola
La Condanna punto

Premessa

Ho scritto anche questo racconto dando per scontato che vi siano noti, ipotetici lettori, i modi di procedere disarticolati e quasi mai esplicativi della mia scrittura, che abbiate la pazienza di effettuare frequenti retromarce ed accelerazioni repentine, siate propensi ad accettare palesi contraddizioni, e sappiate, infine, che alcuni personaggi (la donna guascone, l’autore, l’anima ecc.) hanno già fatto parte di precedenti avventure.
Diversamente dal solito, in questo caso, intendo privilegiare la trama a discapito della costruzione formale.
Rischiando finanche di non consentire una eventuale piacevolezza nel districare la storia transitando per le omissioni volute ed i non chiari e non consequenziali passaggi.
Solo per questa scelta vanitosa ho deciso di preparare un prologo in grado di fornire un aiuto al chiarimento di alcuni possibili dubbi ed equivoci.
Il mio consiglio, comunque, è di non leggerlo, ma, scavalcandolo, farvi tentare  direttamente dalla tortura del racconto.
Poi fate voi.

Prologo

In un luogo non specificato, il professore Edoardo, forse la proiezione fantasiosa di Edoardo Malagoli, è impegnato a presentare in un sobrio allestimento scenico il racconto intitolato “La Notizia”.
Con lui, mente della formazione critica e letteraria (quasi il “Cervello”), partecipano alla rappresentazione, Edith (forse Edith Piaf “l’Anima?”), simbolica proiezione del sentimento artistico, e Tom (un tipo all’americana “Zio Tom?”), indiscusso emblema di pragmatismo dogmatico, ed altri personaggi che paiono proiezioni di realtà sociali.
Al di qua del palcoscenico, in un ambiente anch’esso dalle caratteristiche mai chiarite, ma che certo non è una platea nel senso classico, siede Aurora (la donna guascona, “La Signora”) in compagnia del suo amico autore (la vita nella forma più ampia del termine).
L’io narrante, che altre volte (L’Appuntamento, Vasco e Medea) aveva proposto all’attenzione della Signora storie d’amore particolarmente intense, in questo caso era stato invitato da lei a presentarle, nel modo che avesse preferito, il suo nuovo racconto pubblicato soltanto da poco.
Strano, in quanto esso, intitolato “La Notizia”, non aveva alcuna valenza sotto il profilo degli umani sentimenti amorosi.
Sospetto sembra anche l’intervento della “Signora”, la quale, mentre i primi tre dicitori erano ancora impegnati a leggere una parte iniziale e per nulla esplicativa della trama nel suo complesso, aveva ordinato, senza un apparente motivo, l’interruzione immediata della rappresentazione, invitando contemporaneamente il suo assistente Petrus ad elencare tutti gli eventi generati dalla semplice “notizia” dell’avvenuta stampa del racconto.
Da ciò, protagonisti e fatti descritti nella storia narrata, ed accadimenti realmente verificatisi, risultano talmente sovrapponibili da lasciare presumere essere, gli uni e gli altri, originati da una identica segreta volontà.
Fino a quando al nostro autore diventa chiaro che la sua amica Aurora lo aveva invitato allo scopo di vedere personalmente, attraverso le reazioni e gli atteggiamenti che egli avrebbe avuto, confermato o smentito un dubbio per lei inquietante.
Ed allora…
Detto ciò, penso che il finale possa essere letto senza ulteriori informazioni.
Ciao se ci siete.
https://www.emmegiischia.com/bruno-mancini/prose/per-aurora-vol.2/

Il Dispari 20220926 Redazione culturale DILA

POESIE finaliste undicesima edizione Premio OTTO MILIONI 2022 – primo gruppo

Il premio internazionale “Otto milioni”, ideato da Bruno Mancini e giunto alla undicesima edizione, è stato definito in quattro sezioni: poesia, arti grafiche, giornalismo, recitazione.
Queste che offriamo oggi alla vostra lettura sono quattro delle venti poesie finaliste.
Nei successivi lunedì pubblicheremo tutte le altre poesie finaliste.
Con l’avvertenza che i testi di alcune di esse, contengono imperfezioni linguistiche in quanto non siamo intervenuti nella correzione delle traduzioni effettuate, grazie alla versatilità della poetessa lettone Liga Sara Lapinska, da idiomi piuttosto desueti, vi invitiamo ad esprimere i vostri gradimenti accedendo alle pagine web indicate nei titoli di ciascuna poesia.

Premio POESIA “Otto milioni” 2022

https://www.emmegiischia.com/poesia01

Il Dispari 20220926 Redazione culturale DILA

Poesia01 Anita Zvaigzne “Alzati nelle ali” – Lettonia

Alzati nelle ali

Noi, in nostri momenti di uccelli
alzati sulle ali,
noi incontrandoci
nascosti sotto le ali,
attraverso di noi come un fulmine
l’amore è corso
e la fiducia candida sacra degli uccelli.
Noi alzati nelle ali
sotto il cielo azzurro,
noi dicendo addio
tra le centinaia di uccelli scomparsi
abbiamo bevuto la bevanda del fulmine
con l’amore nel petto
e siamo per una vita bianca consacrati.

————————————————

https://www.emmegiischia.com/poesia02

Poesia02 Viesturs Āboliņš “Il presentimento” – Lettonia

Il presentimento

Settembre striscia come un’estate stanca e arrugginita.
Vuole addormentarsi, vuole l’inverno,
sogni bianchi e pace.
Da qualche parte nel cielo di nuovo si rompe
grande primavera.
Tutto intorno scorre , tutto cigola.
I vivi fingono di essere morti,
nascondendosi dal freddo, si congela.
I pensieri volano sulle loro ali – non possono fingere
“Dietro – vai! Tutti in fila!” – segnale acustico in due battute,
in due sillabe, breve, comodo, –
i nomi dei Capi sa istintivamente riconoscere,
proprio come la colonna sonora dell’otturatore –
sei “nostro” o “nemico”.
Per non andare a letto prima di dormire,
per timore che si svegli, e invano.
Accetta la sfida senza esitazione,
perché l’inverno non aspetta per la prima volta,
e dopo il gelo primavera – perché qualcuno sopravviverà già,
vedremo
come torna a soffiare la terra, come svanisce il sogno
nell’oscurità.
Com’è la vita in pieno svolgimento e quanto è bella
è un uomo Ragionevole!

————————————————

https://www.emmegiischia.com/poesia03

Poesia03 Aslambek Tuguzov “Nella maturità” – Russia

Nella maturità

E nella maturità appare
tutto ciò che non si è avverato.
Perché non si può dormire
come prima era possibile,
perché tu sei più vecchio
e di altri più profondo,
in marcia rimanendo,
insieme ai tuoi fratelli.
E appare nei sogni, e finisce,
nella nostra vita li zittisco,
poi di nuovo oscilla
la tua culla.
Tutto è nella vita uguale,
sia i sogni sia la veglia reale,
sia nella festa le vertigini,
sia nella primavera i desideri.
Alzati all’alba
e guarda nella nebbia…
E le moschee ascolta,
l’anziano lontano.
E la voce come un rasoio
attraverso l’oscurità tirato,
e, credimi, la preghiera.
C’è per tutto la base vera.

————————————————

https://www.emmegiischia.com/poesia04

Poesia04 Elita Viškere “Felice” – Lettonia

Felice

Si dice, le persone felici non scrivono le poesie.
La sera cammino verso le stelle, io.
Per me e per un momento che c’è
dico felicità e gratitudine.
Felice perché il sole nuovo
e il mio domani sta arrivando.

Il Dispari 20220926 Redazione culturale DILA

DILA

NUSIV

Il Dispari 20221003 Redazione culturale DILA

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Il Dispari 20221003 Redazione culturale DILA

Il Dispari 20221003

Il Dispari 20221003 Redazione culturale DILA

Dal mio racconto “La sesta firma” inserito nel libro
PER AURORA VOLUME TERZO


Costui, con un inizio strascicato e pensante, quasi paladino della necessaria concentrazione che doveva lentamente liberarsi dalle velleitarie sovrapposizioni d’altri futili pensieri e preoccupazioni, più o meno attuali, che durante la breve pausa si erano celati nelle menti dei provvisori ascoltatori, Lui, concesse il bis alla maniera del migliore Ungaretti, con un irripetibile ed unico stile televisivo:
-«…o distanti, nel formulario delle loro composizioni scientifiche filosofiche, da ubriacanti teoremi destituiti di credibilità.
Io credo…»

Questo fu l’incipit con cui avviò la successiva narrazione spettacolo.
Quindi ne proseguì l’esposizione in un suo personale folcloristico parossistico edonismo.
Vagando tra due birre commerciali bionde fredde indifferenti, e nebulizzandosi fra sigarette bionde fuoco aspirate violentemente attraverso i baffi di colore giallo arancione indaco nero.
Incipriandola con effetti mutuati dalla storia della cinematografia: il polso del protagonista alla fronte (nel gesto dello sconforto per la notizia di una disfatta), il cammina e cammina di Monica nel mitico Deserto Rosso, John Waine alle prese con Jane Russel (pareggio ai punti).
Quando tutto ciò non gli parve sufficiente ad ammattire i docili astanti, utilizzò iconologie riconducibili al bagno nella fontana di Trevi, a Totò, ad Albertone e la pastasciutta.
Fino al punto da osare d’inserirvi anche sporadiche fragili simbologie canore tipo “Voooolareee…”.
Non ricordo di averlo notato proporsi con allegorici riferimenti politici, religiosi.
Li schifava entrambi.
-«… io credo che il vero disastro per il “cattivo” abbia avuto origine nella vanitosa attesa di un applauso.
Chi avrebbe potuto assecondarlo?
Chiaro, un altro “cattivo” meno potente.
Quasi sempre è per questo motivo che il numero Uno consente ad un piccolo inferiore di seguirlo nelle feste, nei festini, nelle orge, ed in quanto altro è prodotto dalla libidine di potenza, lasciando che lui ne apprezzi le molliche.
Devo dire che le briciole non sono uguali per tutte le valutazioni!
Piccole porzioni di pane non hanno evidentemente ugual pregio di minime elargizioni territoriali.
L’impero!
Un impero, anche se inutile, è pur sempre un impero.
Se ci regalano l’Isola d’Ischia in cambio del vilipendio di uno sputo in faccia, ci sembra di aver fatto un ottimo affare? Dipende!
Dipende da chi – come – io – tu – se – ma – quando – dove – e via così.
Nel caso in esame, al Piccolo Inferiore era stato promesso che avrebbe potuto fare quello che voleva: Capo, Presidente, Duce, Super Duce, Super Capo, Extra Presidente.
Va bene, ma non basta, l’Africa non è niente di fronte all’Albania la Grecia Nizza e Savoia.
Vieni con me, caro, – disse il numero Uno – e sarai il faro dell’immenso golfo del Nuovo Mediterraneo, da Nizza a Cipro da Trieste a Gibilterra.
Per te mari e coste e Porti-giane più sensuali e variegate delle tue belle Corti-giane Abissine.
Il diavolo disse al diavoletto.
E il diavoletto che era bravo (alle elementari aveva avuto sei in storia), rispose “Obbedisco”.»

Costui, in fondo, era un uomo gioioso e collerico, sensuale rude e tenero, bislacco e profondo, futile e sottile.
Un brivido per donne di sani tradizionali principi, per maschi timorosi di confronti e per tutte le belle statuine dei presepi viventi allestiti nelle piazze e nelle feste di paese.
Nessuna persona provvista di buon senso avrebbe voluto provocare un confronto con la sua dissacrante, violenta ed anarchica mancanza d’auto ironia…

Bruno Mancini
ISBN 978-1-4710-7481-3
Versione 2 | ID 29y6wr
Pagine 135, formato A5
https://www.lulu.com/shop/bruno-mancini/per-aurora-volume-terzo/paperback/product-29y6wr.html
Prezzo di vendita: EUR 14.00
https://www.emmegiischia.com/bruno-mancini/prose/per-aurora-vol.3/

Il Dispari 20221003 Redazione culturale DILA

BRUNO MANCINI |Florinda Sorrentino
nuova Amica dei progetti culturali Made in Ischia

Noi dell’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA” siamo orgogliosi di poter annoverare Florinda Sorrentino tra i nuovi amici della nostra Associazione.
Allo scopo di presentarla adeguatamente ai lettori di questa pagina, abbiamo chiesto alla cantante Angela Prota (voce lirica del Teatro del San Carlo di Napoli che a luglio ci ha donato due deliziosi pomeriggi musicali nella Biblioteca Comunale Antoniana) di intervistarla e di illustrarci le sue principali caratteristiche umane, professionali e culturali.
L’intervista realizzata da Angela Prota la trovate qui di seguito, mentre una interessante presentazione, ugualmente realizzata da Angela Prota ve la proporremo lunedì prossimo.
Ringraziamo Angela Prota per la sua disponibilità e, ovviamente, vi invitiamo ad accogliere Florinda Sorrentino con tutta l’amicizia che noi ischitani siamo in grado di esprimere.

Angela Prota intervista Florinda Sorrentino

Prota: Cara Florinda vuoi presentarti ai lettori del quotidiano IL DISPARI con una tua riflessione sulla Musica?
R: «Certamente.
Ma prima desidero ringraziare te per avermi invitata e il Direttore Gaetano Di Meglio per questo spazio che mi concede, senza dimenticare Bruno Mancini, Presidente DILA, per avermi accolta con tanta amicizia nel gruppo di Artisti internazionali che ha riunito sotto il simbolo del Made in Ischia.
Per me, posso dirlo in tutta chiarezza, la Musica è parte integrante della mia esistenza.
Gli aspetti formali e sostanziali di quest’arte, di ogni epoca e stile, confluendo l’uno nell’altro, creano uno strumento e un linguaggio che favoriscono lo sviluppo e la crescita individuale e sociale che appartiene non solo ai musicisti, ma all’umanità intera.
Noi docenti abbiamo un ruolo importante nella formazione dei nostri alunni e dobbiamo far conoscere con professionalità, coscienza e passione il prezioso valore della musica, che va promossa, ascoltata e praticata sin dalla prima infanzia attraverso esperienze che stimolino la libera creatività e che permettano lo sviluppo e l’arricchimento della personalità»

Il Dispari 20221003 Redazione culturale DILA

Prota: Quale pensiero ti senti di esprimere in relazione alla frase “Non c’è peggiore ingiustizia che far parti eguali tra diversi “di Don Milani (“Lettera a una professoressa”, 1967)?
R: «Compito della scuola, e soprattutto del docente di sostegno, è divulgare e promuovere l’idea di vivere “la diversità come ricchezza”, insegnando la cultura dell’accoglienza e della gentilezza.
La forza e la crescita di un gruppo è data non dagli elementi comuni, ma da tutto ciò per cui c’è differenza.
La comunità ha valore solo se è fatta di tante diversità, che vanno rispettate e valorizzate.
La scuola è il cuore della comunità».

Prota: Vuoi chiudere questo primo contatto con i lettori della pagina culturale del quotidiano IL DISPARI con una valutazione sulla figura del docente?
R: «Ogni docente deve riconoscersi come uno “specialista” della cultura e della formazione dei giovani, esprimendo un’etica fondata su comportamenti, riflessioni e scelte sempre e ovunque guidati dalla centralità dell’alunno e dall’idea di non dover solo trasmettere saperi, ma di dover formare persone con senso civico, capacità critica e di giudizio, amore verso se stessi, verso il prossimo, AMORE PER LA VITA.
Reputo fondamentale per tale ruolo una continua formazione, per un proficuo nutrimento nell’esercizio della professione.
Occorre dunque garantire il rispetto della professionalità con professionalità.
La scuola, e quindi il docente, ha una grande responsabilità verso l’umanità e verso il futuro che non può né deve essere MAI trascurata.»

Ringraziando Florinda Sorrentino, e contando sulla sua prossima partecipazione agli eventi che DILA vorrà realizzare ad Ischia – e non solo ad Ischia – vi diamo appuntamento alla prossima settimana.

Il Dispari 20221003 Redazione culturale DILA

Florinda Sorrentino – Angela Prota

Il Dispari 20220926

Il Dispari 20220926 Redazione culturale DILA

 

La Notizia virgola
La Condanna punto

Premessa

Ho scritto anche questo racconto dando per scontato che vi siano noti, ipotetici lettori, i modi di procedere disarticolati e quasi mai esplicativi della mia scrittura, che abbiate la pazienza di effettuare frequenti retromarce ed accelerazioni repentine, siate propensi ad accettare palesi contraddizioni, e sappiate, infine, che alcuni personaggi (la donna guascone, l’autore, l’anima ecc.) hanno già fatto parte di precedenti avventure.
Diversamente dal solito, in questo caso, intendo privilegiare la trama a discapito della costruzione formale.
Rischiando finanche di non consentire una eventuale piacevolezza nel districare la storia transitando per le omissioni volute ed i non chiari e non consequenziali passaggi.
Solo per questa scelta vanitosa ho deciso di preparare un prologo in grado di fornire un aiuto al chiarimento di alcuni possibili dubbi ed equivoci.
Il mio consiglio, comunque, è di non leggerlo, ma, scavalcandolo, farvi tentare  direttamente dalla tortura del racconto.
Poi fate voi.

Prologo

In un luogo non specificato, il professore Edoardo, forse la proiezione fantasiosa di Edoardo Malagoli, è impegnato a presentare in un sobrio allestimento scenico il racconto intitolato “La Notizia”.
Con lui, mente della formazione critica e letteraria (quasi il “Cervello”), partecipano alla rappresentazione, Edith (forse Edith Piaf “l’Anima?”), simbolica proiezione del sentimento artistico, e Tom (un tipo all’americana “Zio Tom?”), indiscusso emblema di pragmatismo dogmatico, ed altri personaggi che paiono proiezioni di realtà sociali.
Al di qua del palcoscenico, in un ambiente anch’esso dalle caratteristiche mai chiarite, ma che certo non è una platea nel senso classico, siede Aurora (la donna guascona, “La Signora”) in compagnia del suo amico autore (la vita nella forma più ampia del termine).
L’io narrante, che altre volte (L’Appuntamento, Vasco e Medea) aveva proposto all’attenzione della Signora storie d’amore particolarmente intense, in questo caso era stato invitato da lei a presentarle, nel modo che avesse preferito, il suo nuovo racconto pubblicato soltanto da poco.
Strano, in quanto esso, intitolato “La Notizia”, non aveva alcuna valenza sotto il profilo degli umani sentimenti amorosi.
Sospetto sembra anche l’intervento della “Signora”, la quale, mentre i primi tre dicitori erano ancora impegnati a leggere una parte iniziale e per nulla esplicativa della trama nel suo complesso, aveva ordinato, senza un apparente motivo, l’interruzione immediata della rappresentazione, invitando contemporaneamente il suo assistente Petrus ad elencare tutti gli eventi generati dalla semplice “notizia” dell’avvenuta stampa del racconto.
Da ciò, protagonisti e fatti descritti nella storia narrata, ed accadimenti realmente verificatisi, risultano talmente sovrapponibili da lasciare presumere essere, gli uni e gli altri, originati da una identica segreta volontà.
Fino a quando al nostro autore diventa chiaro che la sua amica Aurora lo aveva invitato allo scopo di vedere personalmente, attraverso le reazioni e gli atteggiamenti che egli avrebbe avuto, confermato o smentito un dubbio per lei inquietante.
Ed allora…
Detto ciò, penso che il finale possa essere letto senza ulteriori informazioni.
Ciao se ci siete.
https://www.emmegiischia.com/bruno-mancini/prose/per-aurora-vol.2/

Il Dispari 20220926 Redazione culturale DILA

POESIE finaliste undicesima edizione Premio OTTO MILIONI 2022 – primo gruppo

Il premio internazionale “Otto milioni”, ideato da Bruno Mancini e giunto alla undicesima edizione, è stato definito in quattro sezioni: poesia, arti grafiche, giornalismo, recitazione.
Queste che offriamo oggi alla vostra lettura sono quattro delle venti poesie finaliste.
Nei successivi lunedì pubblicheremo tutte le altre poesie finaliste.
Con l’avvertenza che i testi di alcune di esse, contengono imperfezioni linguistiche in quanto non siamo intervenuti nella correzione delle traduzioni effettuate, grazie alla versatilità della poetessa lettone Liga Sara Lapinska, da idiomi piuttosto desueti, vi invitiamo ad esprimere i vostri gradimenti accedendo alle pagine web indicate nei titoli di ciascuna poesia.

Premio POESIA “Otto milioni” 2022

https://www.emmegiischia.com/poesia01

Il Dispari 20220926 Redazione culturale DILA

Poesia01 Anita Zvaigzne “Alzati nelle ali” – Lettonia

Alzati nelle ali

Noi, in nostri momenti di uccelli
alzati sulle ali,
noi incontrandoci
nascosti sotto le ali,
attraverso di noi come un fulmine
l’amore è corso
e la fiducia candida sacra degli uccelli.
Noi alzati nelle ali
sotto il cielo azzurro,
noi dicendo addio
tra le centinaia di uccelli scomparsi
abbiamo bevuto la bevanda del fulmine
con l’amore nel petto
e siamo per una vita bianca consacrati.

————————————————

https://www.emmegiischia.com/poesia02

Poesia02 Viesturs Āboliņš “Il presentimento” – Lettonia

Il presentimento

Settembre striscia come un’estate stanca e arrugginita.
Vuole addormentarsi, vuole l’inverno,
sogni bianchi e pace.
Da qualche parte nel cielo di nuovo si rompe
grande primavera.
Tutto intorno scorre , tutto cigola.
I vivi fingono di essere morti,
nascondendosi dal freddo, si congela.
I pensieri volano sulle loro ali – non possono fingere
“Dietro – vai! Tutti in fila!” – segnale acustico in due battute,
in due sillabe, breve, comodo, –
i nomi dei Capi sa istintivamente riconoscere,
proprio come la colonna sonora dell’otturatore –
sei “nostro” o “nemico”.
Per non andare a letto prima di dormire,
per timore che si svegli, e invano.
Accetta la sfida senza esitazione,
perché l’inverno non aspetta per la prima volta,
e dopo il gelo primavera – perché qualcuno sopravviverà già,
vedremo
come torna a soffiare la terra, come svanisce il sogno
nell’oscurità.
Com’è la vita in pieno svolgimento e quanto è bella
è un uomo Ragionevole!

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https://www.emmegiischia.com/poesia03

Poesia03 Aslambek Tuguzov “Nella maturità” – Russia

Nella maturità

E nella maturità appare
tutto ciò che non si è avverato.
Perché non si può dormire
come prima era possibile,
perché tu sei più vecchio
e di altri più profondo,
in marcia rimanendo,
insieme ai tuoi fratelli.
E appare nei sogni, e finisce,
nella nostra vita li zittisco,
poi di nuovo oscilla
la tua culla.
Tutto è nella vita uguale,
sia i sogni sia la veglia reale,
sia nella festa le vertigini,
sia nella primavera i desideri.
Alzati all’alba
e guarda nella nebbia…
E le moschee ascolta,
l’anziano lontano.
E la voce come un rasoio
attraverso l’oscurità tirato,
e, credimi, la preghiera.
C’è per tutto la base vera.

————————————————

https://www.emmegiischia.com/poesia04

Poesia04 Elita Viškere “Felice” – Lettonia

Felice

Si dice, le persone felici non scrivono le poesie.
La sera cammino verso le stelle, io.
Per me e per un momento che c’è
dico felicità e gratitudine.
Felice perché il sole nuovo
e il mio domani sta arrivando.

Il Dispari 20220926 Redazione culturale DILA

Il Dispari 20220919

Il Dispari 20220919 Redazione culturale DILA

BRUNO MANCINI – IL LIBRO DI SONIA

Cap. 5

Anche è stata

una scure

sul pendio

il nostro rotolare avvinti

per erbe»

Così, con cinque miei versi ti inserisci al di sopra del più intimo velo di ricordi che anche Sonia con me si appresta a sollevare, e poi, subito di seguito continui:

-«Il rappresentante non si muove, resta immobile nel suo errore di timido; si torce sulla sedia.

È imbarazzato.

Ogni tanto guarda per cercare un sorriso, un cenno di complicità ai suoi gesti di savia pazienza.

Io ti compatisco, povero ometto con la valigia; no il mio non è disprezzo.

Non potrei.

Anche se per te sarebbe più gratificante.

Io ti piango ragazzo-vecchio perché vedo te come Gino.

Strano.

Lo lascerò”.

Ed intanto passano i giorni.

Lenti giorni.

Lenti giorni, sempre più vuoti.

Io e Gino in macchina.

Io e Gino in spiaggia.

Io e Gino e il silenzio.

La prima volta d’agosto.

Sulla spiaggia libera di Sant’Angelo non c’è molta gente.

Sto sulla sabbia umida con gli occhi chiusi, immobile verso il sole.

Silenzio.

Lui si annoia, vorrebbe parlare ma sarebbe inutile.

Silenzio.

Rimane concentrato nella sua orribile fissità, quasi tema il più piccolo movimento.

Silenzio.

Guardo il mare, triste.

Penso di tuffarmi per attrarre la sua attenzione.

Mi piacerebbe strappargli dalle labbra quella immobilità con un bacio violento.

Gino

Sì?

No meglio tuffarsi in modo discreto.

Silenzio.

Mi alzo in silenzio e vado in acqua in modo discreto.

Mi ripiomba addosso con tutta la sua intensità quel silenzio, mi straccia, si rende importante.

Mi alzo e vado in acqua lentamente gustando il rito.

Mi tuffo e so che non s’è accorto di essere rimasto solo – in silenzio – sulla spiaggia.

Penso che tornando, sdraiandomi, mi prenderà le mani – sciocca -, mi coprirà di baci – illusa -, mi dirà tante piccole sciocchezze – tenera -, che mi pensa – non è così -, che mi desidera – non come vorrei -, magari che mi ama – è solo una parola -.

Sarebbe come chiedere a questo scoglio di muoversi.

Ritorno su, mi agito, vado su e giù per la riva.

Silenzio.

È sempre quel silenzio.

Sempre più completo, ora sento che attraverso lui inalo la lentezza della vita perdendone l’entusiasmo, muoio piano piano.

Lui è immobile come un morto.

Lui sulla spiaggia. LUI.

Solo LUI.

Penso che il sole gli ha cotto quel poco di cervello che gli resta.

Il rappresentante resta immobile.

Ora guardo la mia mente diventare ogni giorno più vuota, i miei pensieri più cupi e intanto non posso muovermi, non ce la faccio.

È come quando in un sogno sei rincorsa, e vorresti correre ma non c’è il senso del movimento.

È vero, così, io vivo.

Ogni tanto riprovo a strappare un pizzico dei suoi pensieri, mi illudo di trovarli, di poter un giorno aprirli e gustarli, e so che mi illudo e so che non potrò mai inebriarmi di sensazioni che non possiede, che rimarrò, con lui, con Gino, sempre più guscio, magari sempre più vuoto… ma io aspetto.

Ecco la parola che mi ha sempre terrorizzata: aspettare.

Forse perché nella vita ho atteso troppo.

Anche ora, per esempio, sto aspettando.

Anche delle attese, come per i silenzi, mi è restato ancora il sapore, prima tenue, di quando continuavo a pettinarmi lentamente aspettando che venisse a prendermi, oppure facevo le smorfie nello specchio con tutte le luci della casa accese; quando aspettavo in macchina le ore, e le volte che la voglia di scappare era irrefrenabile immaginavo la sua faccia, avrebbe avuto una reazione, infine!

Finalmente!

Poi aspettavo che qualcosa cambiasse.

E aspett… che cazzo aspetto?

Allora ero forse molto più stupida o forse più innamorata.

E forse era ancora coerente aspettare.

Ma oggi?

Forse è vero, vorrei essere ancora, meglio, di nuovo, no, né ancora né di nuovo, essere e basta, essere perdutamente innamorata.

Vorrei provare quel batticuore ad ogni squillo del telefono, cercare con gli occhi tra la gente, per la strada, pensare e pensare solo con la massima intensità, appassionatamente.

https://www.emmegiischia.com/bruno-mancini/prose/come-i-cinesi-vol.1/

Il Dispari 20220919 Redazione culturale DILA

Liga Sarah Lapinska | TWITTERONE

La professoressa lettone di agricoltura Baiba Rivža ha accettato con entusiasmo una copia del nostro giornale “Il Dispari” diretto da Gaetano Di Meglio.

Lei è già stata menzionata tante volte nelle pagine di “Il Dispari” come ottima organizzatrice con un gusto delicato per l’arte.

Insieme alla sua amica, poetessa e scrittrice Rasma Urtāne ha scritto la sua autobiografia “Baiba” in lingua lettone.

Occorrerebbe tradurre questo libro in lingua italiana e probabilmente mi assumerò l’incarico di farlo.

Auguriamo a Baiba e a Rasma tanta forza e  creatività!

Il Dispari 20220919 Redazione culturale DILA

Finaliste Premio Arti grafiche OTTO MILIONI – ultimo gruppo

Il Premio internazionale di Arti Varie “Otto milioni” -definito in quattro sezioni: poesia, arti grafiche, giornalismo, recitazione- ideato da Bruno Mancini e dedicato alla memoria del Comm. Agostino Lauro, pioniere del trasporto marittimo ischitano, è giunto alla undicesima edizione ed anche quest’anno è stato affidato alla cura dell’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA“, con la preziosa collaborazione della testata giornalistica IL DISPARI di Gaetano Di Meglio e dell’Associazione culturale algerina ADA di Dalila Boukhalfa.

A partire dallo scorso 18 agosto, e fino ad oggi con questo ultimo gruppo, ogni lunedì, abbiamo pubblicate tutte le 50 opere di Arti grafiche finaliste tra le oltre 300 iscritte.

Potrete esprimere i vostri gradimenti accedendo alla pagina web https://www.emmegiischia.com/premio-arti-grafiche-otto-milioni-2022/

arg41 Fabaries Vasquez Cile

arg42 Giusy Donini Italia

arg43 Indulis Zālīte Lettonia

arg44 Irina Befa Germania

arg45 Loris Giorgini Italia

arg46 Mark Illukpitiya Maldives

arg47 Maurizio Pedace Italia

arg48 Melinda Horvath Ungheria

arg49 Miguel Pinero Venezuela

arg50 Mirjana Milanovic Serbia

Il Dispari 20220919 Redazione culturale DILA

DILA

NUSIV

Alla ricerca dei percome – TESTO COMPLETO IN LETTURA LIBERA

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Alla ricerca dei percome

Alla ricerca dei percome – TESTO COMPLETO IN LETTURA LIBERA

Dedica
 
Introduzione
 
La Banca dell’allegria
 
Un corteo con gli occhiali
 
Per una corretta gestione dell’Azienda Poste Italiane
 
Il bus lo guido io…
 
Il gazzo ipocrita
 
Topicida nelle aiuole
 
Il giudice e la bambina
 
La gita del cigno
 
La sirena impazzita
 
Somari in vanto
 
L’ora dei fantasmi
 
Chi è la signora del video?
 
Tre meglio di due e di gran lunga migliore di una?
 
Il freno e l’acceleratore
 
Disattivare sevizio a pagamento
 
A ruba
 
In auto vado dove voglio
 
La danza delle benne
 
Senza tarallucci e vino
 
Il marciapiede incompreso
 
Bracconieri marini primo articolo
 
Bracconieri marini secondo articolo
 
Bracconieri marini
 
Bracconieri marini quarto articolo
 
Bracconieri marini quinto articolo
 
A Ischia: Natale alla Pagoda
 
I CESSI della città d‘Ischia
 
FAI, Ischia che fai
 
Ischia non partecipa al fai – 2016
 
Coniglio morto pineta Mirtina
 
La siringa abbandonata
 
Ancora siringhe infette–Carabinieri nella pineta Mirtina?
 
Siringhe infette – Un cercatore di funghi velenosi
 
I funghi velenosi spariscono, le siringhe infette restano
 
Il ciclamino attonito
 
Perversione
 
Zooerastia all’italiana
 
Marciapiede alticcio
 
Tombini bi-partisan
 
Tubi non intubati
 
Remigia Gianturco: Promenade squallore
 
Tre promesse tre!
 
Miracoli in negativo
 
I Ferrandini inchiodarono Gesù?
 
Quando Berta filava
 
Nulla è perduto tranne l’onore!
 
Una salus victis, nullam sperare salutem
 
Fanatico sì, ma per amore!
 

Esopo news

A caccia di cittadini polli
 
Insulsi cervelletti di fb bloccano poesie di pace
 
Gli insulsi cervelletti di fb bloccano la programmazione post
 

Recensioni & Interviste

Recensione scritta da Liga Sarah Lapinska
 
Recensione scritta da Roberta Panizza
 
Recensione scritta da Marina De Caro
 
Caterina Guttadauro La Brasca intervista Bruno Mancini
 
Michela Zanarella intervista Bruno Mancini
 

Alla ricerca dei percome

 

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Alla ricerca dei percome

Bruno Mancini
ISBN 978-1-4710-6196-7
Versione 3 | ID wdm6w9
Libro, 159 Pagine
Libro stampato: A5 (148 x 210 mm), Standard Bianco e nero, 60# Bianco, Libro a copertina morbida, Lucido Copertina
Prezzo di vendita: EUR 16.00
 

 
Titolo
Alla ricerca dei percome
Sottotitolo
Esopo news
Collaboratori
Bruno Mancini
ISBN
978-1-4710-6196-7
Marchio editoriale
Lulu.com
Edizione
Edizione ampliata
Seconda edizione
Licenza
Tutti i diritti riservati – Licenza di copyright standard
Titolare del copyright
Bruno Mancini
Anno del copyright
2022
 

 
Dettagli del prodotto
 
ALLA RICERCA DEL “PERCOME”
Sono vissuto, da giovane, in una società nella quale gli “imprenditori” avevano pochi capitali e molta dignità (ad esempio, in piccolo, mio padre), ed ora mi trovo ad affrontare la vecchiaia nell’Italia in cui gli “imprenditori” hanno molti capitali e nessuna dignità (ad esempio, in grande, il cavaliere papi), e mi spingo alla ricerca dei “percome” il ciclo si sia invertito.
 
Per Bruno Mancini: brevi commenti amichevoli.
“Percorso di memoria o ricerca di spazi temporali virtuali?”
“Il continuo intersecarsi di livelli di identità con ipotesi e incarnazioni simboliche…”
“…sembrano accarezzare un sogno lontano, una speranza che non sarà mai certezza, un miraggio di felicità che si perde oltre l’orizzonte illusorio di fragili esistenze.”
“…a volte lirismo crepuscolare, intriso di soffusa malinconia, di struggente tristezza.”
“Opera interessante per i contenuti e le tematiche affrontate, nonché per i valori estetici…”
“… seria preparazione, corredata da rimarchevole fantasia.”
“… meditato, armonioso di buon afflato poetico.”
“… sincero, elegante, sempre aderente al soggettivismo letterario del particolare momento che attraversiamo.”
“Non racconto né romanzo, più che risolverli lascia aperti molti quesiti anche sul piano puramente tecnico linguistico.”
“Una prosa lacerata e sfuggente…”
“Le aperture liriche, più che segnare il passo dell’emozionalità, offrono un ulteriore invito a perdersi nei labirinti della parola scritta…”
“Quasi poesia cruda, percuote e carezza, giovane e antica…”
“Lavoro intenso, vissuto nella profondità della sua composizione, fatta di toni e di immagini…”
“Una voce nuova che chiama ad ascoltarla ed a giudicarla senza inibizioni, come liberamente essa è sviluppata.”
“Troverete un urlo e un soffio di amore, un vuoto, immersi nella forza e nella malinconia di chi comprende che…”
 

 
Categoria della libreria di Lulu
Narrativa
Categoria principale BISAC
FICTION / Fantasy / Urban
Categoria BISAC 2
YOUNG ADULT FICTION / Social Themes / New Experience
 
Parole chiave
notizie, scempi, società
Pubblico
Generale/Commerciale – Narrativa e saggistica per adulti
Contenuti espliciti
No

Info: Bruno Mancini
Cell. 3914830355 tutti i giorni dalle 14 alle 23
emmegiischia@gmail.com

 

Per Aurora – volume quinto – POESIA SPORCA

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Per Aurora – volume quinto – POESIA SPORCA

TESTO COMPLETO IN LETTURA LIBERA

Per Aurora – volume quinto – POESIA SPORCA

Poesia sporca

La radio avanza sulle curve magnetiche.
Nel suo frantoio
spirano avanzi
innominabili
di belle speranze.
Nessun arpeggio interrompe la macina.
Stritolata
da robuste ganasce
sporca poesia mi imbratta.

Per Aurora – volume quinto – Così fu PARTE 2 CAPITOLO SECONDO

Dedica

La menopausa di mia sorella

Conversazione fra un totano ed una pantegana

CAPITOLO PRIMO

CAPITOLO SECONDO

CAPITOLO TERZO

CAPITOLO QUARTO

CAPITOLO QUINTO

CAPITOLO SESTO

Così fu

PARTE 1

CAPITOLO PRIMO

CAPITOLO SECONDO

CAPITOLO TERZO

CAPITOLO QUARTO

CAPITOLO QUINTO

CAPITOLO SESTO

CAPITOLO SETTIMO

CAPITOLO OTTAVO

CAPITOLO NONO

CAPITOLO DECIMO

CAPITOLO UNDICESIMO

CAPITOLO DODICESIMO

CAPITOLO TREDICESIMO

PARTE 2

CAPITOLO 1

CAPITOLO 2

Poesia sporca

Poesia sporca

Per Aurora – volume quinto – TESTO COMPLETO IN LETTURA LIBERA

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Per Aurora – volume quinto – Vetrina LULU

Per Aurora volume quinto di Bruno Mancini

seconda edizione

Version 5 | ID r99qmg

ISBN 9781471068423

Bruno Mancini
ISBN 9781471068423
Versione 4 |  ID r99qmg
Creato: 31 ago 2022
Modificato: 31 ago 2022
Libro, 100 Pagine
Libro stampato: A5 (148 x 210 mm)
Standard Bianco e nero, 60# Bianco
Libro a copertina morbida
Lucido Copertina
Prezzo di vendita: EUR 14.00

Titolo Per Aurora volume quinto
Sottotitolo Alla ricerca di belle storie d’amore
Collaboratori Bruno Mancini
ISBN 9781471068423
Marchio editoriale Lulu.com
Edizione Nuova edizione
Seconda edizione
Licenza Tutti i diritti riservati – Licenza di copyright standard
Titolare del copyright Bruno Mancini
Anno del copyright 2022

E allora la bacia con violenza. Sulla bocca trattenendole la testa – come una bambola di pezza -, sul collo comprimendole le guance – come il morso per una cavalla-, sul seno acerbo – strappandole stoffe e bottoni.
“Lasciami bastardo. Vigliacco bastardo”.
E allora la getta per terra – come un sacco di roba vecchia -, le blocca le gambe – come un lottatore di judo -, le lega i polsi- come uno stupratore -.
“Lasciami bastardo. Vigliacco bastardo, Non farlo”.

Per Aurora volume quinto

seconda edizione

Racconti

La menopausa di mia sorella

Così fu

Info: Bruno Mancini

Cell. 3914830355 tutti i giorni dalle 14 alle 23
emmegiischia@gmail.com

 

Per Aurora – volume quinto – Così fu PARTE 2 CAPITOLO SECONDO

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Per Aurora – volume quinto – Così fu PARTE 2 CAPITOLO SECONDO

TESTO COMPLETO IN LETTURA LIBERA

Per Aurora – volume quinto – Così fu PARTE 2 CAPITOLO SECONDO

CAPITOLO 2

Ora non mi chiedo quanto può valere determinare la matrice della mia perdita di coscienza, né tanto meno mi pare a questo punto determinante dare la corretta interpretazione scientifica della mia assenza da me stesso, in quanto sarà certamente più utile, affinché io passa prendere le decisioni opportune, che sforzi la mia memoria, nella faticosa opera necessaria ad inanellate le scene ed i dialoghi secondo il loro corretto sviluppo.
Forse, scrivendo, ometterò qualche particolare connesso a questa ricostruzione delle vicende relative a quel giorno della mia vita che mi sono apparse, come ho già detto, non so bene se in sonno o nel corso di un momento della mia morte.
Ebbene, accanto al cadavere scheletrito, un filaccio di corda, quantunque annodato, era stato tranciato utilizzando la punta formata da una mano della sagoma umana rappresentata sul crocefisso.
Poco distante, un foglio di giornale ingiallito, scritto in inglese, presentava la foto di un mercenario ricercato per aver ucciso un suo superiore di grado che l’aveva colto mentre smerciava sostanze stupefacenti.
Una coperta in parte arrotolata, con evidenti segni di essere stata, tempo addietro, intrisa di un liquido scuro, inondava il maleodorante olezzo dal quale ero stato attratto come da una calamita, stordito come da un etere, reso ciondolante come un ubriaco, il capo chino come un cane, le braccia pendule come una scimmia, gli occhi fissi come un ebete, prima che raggiungessi la scala di comunicazione tra il piano terra e gli ambienti sottostanti: cantina, dispensa, lavanderia, chiesa, tugurio.
Sangue.
Un effluvio di sangue.
Un effluvio di sangue macerato.
Un effluvio di sangue macerato da almeno venti anni.
Una pentola di stagno con residui secchi di olio, adagiata su alcuni rinsecchiti tronchetti di legno – come uno schermo – tratteneva immagini catturate durante il loro antico passaggio – come uno scrigno di nature incorporee -, per riprodurle ai miei sensi inariditi,
al mio sguardo stupito, alla mia razionalità incredula, alla mia mente eretica – secondo un processo di trasmigrazione delle anime, una metempsicosi.
Ecco.
Un uomo, approfittando del buio, s’introduce nella cascina.
Nascondendosi come un legionario, coglie alle spalle l’unica persona, una donna poco più che ragazzina, presente nella casa.
Le pone una mano sugli occhi, le sussurra un nome all’orecchio, le bacia il collo teneramente.
Lei riconosce la voce.
Lei riconosce le mani.
Lei riconosce l’amore.
Lei sospira felice.
L’uomo le cinge la vita con un braccio – come un soldato di ventura-, la solleva dolcemente – come un amante -, continua a sussurrarle parole – come un traditore.
Giunti, insieme abbracciarti, accanto all’altare, le dice “Sposami”, lei risponde “Sì”.
E allora le bacia le labbra.
Un bacio breve.
Interrotto.
Non è sentimento, non è tormento, non è passione, non è amore, non è… lui non è.
Per lei è stupore, terrore, angoscia… per lei è impotenza. Immaginava di vivere la favola con l’arrivo del suo principe azzurro, nel ricordo di quand’era bambina. “Tu non sei lui. Lasciami”.
“Non potrai sfuggirmi.
Arrenditi”.
“Lasciami, bastardo”.
E allora la bacia con violenza.
Sulla bocca trattenendole la testa – come una bambola di pezza -, sul collo comprimendole le guance – come il morso per una cavalla-, sul seno acerbo – strappandole stoffe e bottoni. “Lasciami bastardo.
Vigliacco bastardo”.
E allora la getta per terra – come un sacco di roba vecchia -, le blocca le gambe – come un lottatore di judo -, le lega i polsi- come uno stupratore -.
“Lasciami bastardo.
Vigliacco bastardo.
Non farlo”.
Tutta nuda, le mani legate, le gambe divaricate a forza, la testa schiacciata con vigore su una vecchia coperta, gli occhi del lupo appena sopra la faccia, l’alito caldo della violenza sul suo respiro affannoso e ansante, le mani assassine sui seni sui fianchi sulle cosce sui seni sui fianchi sulle cosce sui seni sui fianchi sulle cosce… e piange.
“Ti prego lasciami”.
Non basta un fuscello a fermare una valanga.
Non basta una nota d’arpa ad ingentilire un colpo di grancassa.
Non basta una preghiera a convincere il fato.
Non basta, non basta, non basta mai credere per giovarsi della verità.
Bisogna CAPIRE.
L’uomo dai tratti simili ai miei e dalla voce simile alla mia si toglie la camicia, si abbassa i jeans, schiaccia il suo corpo rude sulla bella pelle candida, ormai pronto a gettare il suo estremo abuso contro la serena fanciullezza, il suo vigore vigliacco contro l’ingenua tenerezza, il suo sesso straziato da mille bagasce puttane fin dentro la purezza dell’innocenza.
“Se lo fai ti uccido”.
Lo fece.
Certo, lo fece.
Ora io so bene cosa accadde, conosco la verità.
Infatti, le ombre impresse nel tugurio-tomba non hanno più interrotto l’infinito vagare tra le tenebre delle loro dimensioni esistenziali, inanellando le scene ed i dialoghi secondo il loro corretto sviluppo.
Ora io possiedo la chiave di ferro, la cui riconsegna al Notaio nelle prossime ore, se lo farò, provocherà l’immediata demolizione della casa, della chiesa, del tugurio dello scheletro… della storia, e detengo anche
-«Una chiave, ideale, idonea a che si apra – il Notaio disse – la corretta lettura per una parte ignota della sua vita: la parola “CAPIRE”.»
-«Una parte ignota della mia vita?»
-«Appunto».
Le ho utilizzate entrambe, spingendomi molto al di là dei miei limiti, posso dirlo ormai, fisici e spirituali.
Lo scrigno di nature incorporee ha composto, forse per me solo, le azioni finali del dramma, anzi della tragedia vissuta venti anni prima su una coperta parzialmente arrotolata.
Ora io so bene cosa accadde, conosco la verità, e quel che più conta ho CAPITO, ma, poiché ora io so altrettanto bene cosa farò, quali saranno le mie scelte immediate, e quali quelle future, aggiungo il mio personale finale a questo manoscritto, prima di seppellirlo per sempre accanto al cadavere, e di avviarmi a riconsegnare la chiave di ferro.
L’altra, quella ideale, mi sarà ancora d’aiuto.
Riprendo da: ”Se lo fai ti uccido”.
Lo fece.
Certo, lo fece.
Per tutto il tempo che volle.
Sollazzando il suo barbaro istinto sul corpo, nel corpo, e nella mente e nella vita di una donna, poco più che fanciulla, ormai immobile più che una morta.
“Madre… aiutami.”
Lo fece.
Certo lo fece.
“Madre… aiutami.”
Per tutto il tempo che volle, fino a sentire prepotente il getto di liquido caldo uscirgli dai coglioni e schizzare attraverso il pene ben oltre le labbra aperte dallo stupro senza fine.
Nella pancia, nell’utero.
E come un toro quando tenta di sollevare la muleta, l’uomo dell’inganno, il peccato del mondo, la violenza, l’arroganza, il mercenario dalle grinfie avide, il mago truffatore, il maledetto, Ignazio di Frigeria, nel preciso momento dell’orgasmo, per la tensione della eiaculazione, alzò la testa, cozzando contro il telo bianco che sosteneva la sabbia sull’altare.
“Madre… aiutami.”
Lo fece.
Certo che lo fece.
Fin quando. al limite dell’eccitazione, alzando la testa come un toro nell’arena, cozzò contro il telo bianco che sosteneva il simbolo del martirio e del sacrificio, procurando, con la lacerazione della stoffa, lo schianto in verticale del corposo crocefisso di ferro forgiato a mano.
Tra la sua spalla e la sua testa.
Sulla giugulare.
La punta formata dai piedi in croce, gli penetrò violentemente nella carne – come lui stava ancora facendo -, lacerò la sua vena gonfia di sangue – come lui aveva fatto -, l’uccise – come lui fece -.
Ora, io so bene cosa farò.
E Gilda, vedendomi. saprà CAPIRE.

FINE

Dedicato a mia madre, dopo tanto tempo.

Per Aurora – volume quinto – Così fu PARTE 2 CAPITOLO SECONDO

Dedica

La menopausa di mia sorella

Conversazione fra un totano ed una pantegana

CAPITOLO PRIMO

CAPITOLO SECONDO

CAPITOLO TERZO

CAPITOLO QUARTO

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CAPITOLO SESTO

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Per Aurora volume quinto di Bruno Mancini

seconda edizione

Version 5 | ID r99qmg

ISBN 9781471068423

Bruno Mancini
ISBN 9781471068423
Versione 4 |  ID r99qmg
Creato: 31 ago 2022
Modificato: 31 ago 2022
Libro, 100 Pagine
Libro stampato: A5 (148 x 210 mm)
Standard Bianco e nero, 60# Bianco
Libro a copertina morbida
Lucido Copertina
Prezzo di vendita: EUR 14.00

Titolo Per Aurora volume quinto
Sottotitolo Alla ricerca di belle storie d’amore
Collaboratori Bruno Mancini
ISBN 9781471068423
Marchio editoriale Lulu.com
Edizione Nuova edizione
Seconda edizione
Licenza Tutti i diritti riservati – Licenza di copyright standard
Titolare del copyright Bruno Mancini
Anno del copyright 2022

E allora la bacia con violenza. Sulla bocca trattenendole la testa – come una bambola di pezza -, sul collo comprimendole le guance – come il morso per una cavalla-, sul seno acerbo – strappandole stoffe e bottoni.
“Lasciami bastardo. Vigliacco bastardo”.
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“Lasciami bastardo. Vigliacco bastardo, Non farlo”.

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La menopausa di mia sorella

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Per Aurora – volume quinto – Così fu PARTE 2 CAPITOLO PRIMO

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Per Aurora – volume quinto – Così fu PARTE 2 CAPITOLO PRIMO

TESTO COMPLETO IN LETTURA LIBERA

Per Aurora – volume quinto – Così fu PARTE 2 CAPITOLO PRIMO

PARTE 2

CAPITOLO 1

Sangue.

Un effluvio di sangue.
Un effluvio di sangue macerato.
Un effluvio di sangue macerato da almeno venti anni.

Non che io ne avessi già avuto la percezione in precedenza, e se anche per caso, chi sa quando, mi fossi altra volta imbattuto in tale sgradevole esalazione, certo non ne avevo associato al lezzo l’origine.
Eppure, compiuti pochi passi oltre il focolare, ho avuta una inspiegabile cognizione di dover seguire quel tenace effluvio di sangue macerato da almeno venti anni.
Attratto come da una calamita, stordito come da un etere, ciondolando come un ubriaco, il capo chino come un cane, le braccia pendule come una scimmia, gli occhi fissi come un ebete, ho raggiunto la scala di comunicazione tra il piano terra e gli ambienti sottostanti: cantina, dispensa, lavanderia, chiesa.
Esatto, un ambiente consacrato, ove, almeno due volte l’anno fin quando la Signora Aurora fu in vita, un sacerdote, con barba bianca e tanta voglia delle golosità alcoliche disponibili in casa, diceva messa alla presenza delle famiglie di tutti i domestici al completo (me compreso).
Per la verità, se non altro nelle ultime occasioni in cui fui presente, più che seguire il rito proposto dall’officiante, la mia attenzione divagava tra le futilità proposte dalle situazioni contingenti e le movenze di Gilda, che ogni anno di più sentivo appartenermi interamente.
Ignazio, molto meglio di me, sapeva fingere di aver fede e di pregare mia madre avrebbe voluto accelerare la liturgia, ad esempio eliminando la bevuta del sangue che invece rappresentava il pezzo forte di Petrus, per riprendere i lavori domestici.
La Signora svestiva i panni di Donna Guascone, solo in quelle occasioni, e poggiava le dita alle tempie quasi a dotarsi di un paraocchi che ampliasse la sua concentrazione verso l’altare, nell’attesa di essere liberata, mediante il gesto della croce, dai peccati di cui si era pentita in confessione.
Tutti gli altri, comparse, vestiti sempre con gli stessi abiti della festa, ripetevano sempre le stesse scene, alzandosi, inginocchiandosi, e cantando e pregando sempre con gli stessi toni di voce, ogni volta che l’uomo sull’altare, Petrus, ne dava l’imput.
L’altare, un marmo bianco lungo non meno di tre metri e largo circa due metri, poggiava solo sui tre lati frontali sagomati utilizzando mattoni ricavati squadrando pietre verdi presenti in una località chiamata Cavallaro.
Al suo centro era stata scalpellata un’ampia buca rotonda come un’ostia, nella quale la Signora Aurora, ad ogni cerimonia, voleva fosse collocato un contenitore di tela anch’essa bianca ripieno di sabbia raccolta durante la notte precedente lungo la marina antistante il vecchio cimitero di Sant’Anna a Cartaromana. Appena Petrus raggiungeva l’altare, in essa, cioè nella sabbia depositata nella buca a forma di ostia, lei, e solo lei, la Signora Aurora, conficcava un pesante crocifisso di ferro lavorato a mano che mi colpiva per aver le quattro sporgenze tutte a forma di punta. Potevo comprendere che ne fosse provvisto il lato lungo, dovendo penetrare nella sabbia per reggerne il peso, ma non riuscivo a dare una spiegazione agli altri aculei, anche perché la sagoma umana non era rappresentata né inchiodata né adagiata alla croce, bensì proprio le sue fattezze costituivano la geometria del simbolo, e quindi i suoi piedi – accavallati -, le sue braccia – distese-, la sua testa – eretta -, terminavano tutti in una struttura volutamente appuntita, forse per apparire come emblematici elementi indicanti pungoli morali e spirituali.
Discesa, non so come, la scala, fiancheggiata la dispensa e la cantina, mi sono avvicinato all’altare, e forse inciampando, forse per una perdita di equilibrio, forse per una ulteriore mancanza di forze, mi sono trovato inginocchiato con le mani aggrappate al bordo di marmo consacrato.
Mancava il crocefisso.
Ho chiuso gli occhi, ho stretto i pugni per non piangere, ho espresso un desiderio, un’esigenza, una ragione di vita: CAPIRE.
“Perché Gilda, la vita mia, la figlia di Aurora, il mio amore, la verità, la parte giusta della mia umanità, perché Gilda, la mia croce, la mia delizia, perché Gilda, la mia anima, la mia poesia… tutto passato, tutto finito, tutto passato, tutto finito con un addio incomprensibile, ingiusto, immeritato, immotivato, venti anni fa…”.
Neppure avevo terminata la frase ed ho udito, o forse solo sentito nella mia mente, chiaramente, la voce inconfondibile di Aurora rimbalzare da una parete all’altra, dal soffitto al piano di calpestio, passando e ripassando davanti e dietro la mia testa, roteando, ondeggiando, oscillando, esatto oscillando, l’ho sentita ripetere tre, cento, mille volte: “Ancora pochi passi e la metempsicosi spirituale che intendevi costruire tra il tuo passato ed il tuo futuro sarà completata”.
È stato come il vento forte che anticipi l’arrivo del temporale mentre si è intenti, fermi sul lembo estremo della scogliera, ad ammirare il sole scomparire oltre un orizzonte sempre ambito e mai raggiunto.
Che fare?
Restare ad accogliere la nuova dimostrazione di forza della natura, con il corpo passivo e la mente eccitata?
Cercare riparo tornando, correndo, fuggendo?
Andare incontro alla tempesta, a braccia aperte, sforzandosi d’individuarne la provenienza scrutando i primi barlumi di lampi oltre le nubi squarciate dagli ultimi raggi rossi?
Mia madre ci portava laggiù, sotto l’altare, in fondo alla botola segreta, nel tugurio utilizzato un tempo quale ricovero dai bombardamenti ed occasionale rifugio per combattenti della resistenza anti nazista.
Mia madre portava laggiù me e Ignazio durante la guerra, lasciandoci soli per non sottrarci spazio. Una tomba.
Limitata in alto dal sacco di sabbia contenete la croce, di poco più alta di una tomba e di essa poco più spaziosa, la grotta tugurio riusciva ad accogliere al massimo due adulti in posizione distesa.
Finita la guerra, passato il pericolo nazista, solo Ignazio ed io conservavamo il ricordo di quei giorni e di quel luogo, rivisitandolo di tanto in tanto per fumare le prime sigarette proibite.
“Appena posso, partirò per diventare un nuovo partigiano, un vero combattente – mi disse Ignazio nell’ultima occasione della nostra discesa -, e se dovrò fuggire, verrò a nascondermi qui.”
Raccolse una vecchia coperta… una pentola di stagno… dei tronchetti di legno… una corda… una bottiglietta d’olio, ed altri oggetti che immaginava potessero essergli utili in una tale eventualità e stipò tutto, ordinatamente, nell’angolo in fondo alla grotta.
Intanto che in me si sono accavallati simili ricordi, la voce di Aurora non ha smesso di ripetere ossessivamente, senza tregua “Ancora pochi passi e la metempsicosi spirituale che intendevi costruire tra il tuo passato ed il tuo futuro sarà completata”, ed io ho caricato nel mio cervello l’ultimo brandello di coraggio, muovendomi carponi verso il retro dell’altare.
Gli ultimi passi sono i più faticosi, l’ultimo boccone è il più indigesto, l’ultima speranza è la più dolorosa.
Uno scheletro in posizione prona.
Trafitto alle spalle da un crocifisso.
Il crocifisso della Signora Aurora, di ferro lavorato a mano, penetrato attraverso uno squarcio nel telo bianco che reggeva la sabbia nella buca a forma d’ostia al centro del marmo.
Ho fatto appena in tempo a leggere il nome sulla piastrina di riconoscimento legata alla catena che avevamo avuto in regalo il giorno della prima comunione, Ignazio ed io, e non so ancora se sono morto durante tutto il tempo seguente in cui ho sognato.

Per Aurora – volume quinto – Così fu PARTE 2 CAPITOLO PRIMO

Dedica

La menopausa di mia sorella

Conversazione fra un totano ed una pantegana

CAPITOLO PRIMO

CAPITOLO SECONDO

CAPITOLO TERZO

CAPITOLO QUARTO

CAPITOLO QUINTO

CAPITOLO SESTO

Così fu

PARTE 1

CAPITOLO PRIMO

CAPITOLO SECONDO

CAPITOLO TERZO

CAPITOLO QUARTO

CAPITOLO QUINTO

CAPITOLO SESTO

CAPITOLO SETTIMO

CAPITOLO OTTAVO

CAPITOLO NONO

CAPITOLO DECIMO

CAPITOLO UNDICESIMO

CAPITOLO DODICESIMO

CAPITOLO TREDICESIMO

PARTE 2

CAPITOLO 1

CAPITOLO 2

Poesia sporca

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Per Aurora – volume quinto – Vetrina LULU

Per Aurora volume quinto di Bruno Mancini

seconda edizione

Version 5 | ID r99qmg

ISBN 9781471068423

Bruno Mancini
ISBN 9781471068423
Versione 4 |  ID r99qmg
Creato: 31 ago 2022
Modificato: 31 ago 2022
Libro, 100 Pagine
Libro stampato: A5 (148 x 210 mm)
Standard Bianco e nero, 60# Bianco
Libro a copertina morbida
Lucido Copertina
Prezzo di vendita: EUR 14.00

Titolo Per Aurora volume quinto
Sottotitolo Alla ricerca di belle storie d’amore
Collaboratori Bruno Mancini
ISBN 9781471068423
Marchio editoriale Lulu.com
Edizione Nuova edizione
Seconda edizione
Licenza Tutti i diritti riservati – Licenza di copyright standard
Titolare del copyright Bruno Mancini
Anno del copyright 2022

E allora la bacia con violenza. Sulla bocca trattenendole la testa – come una bambola di pezza -, sul collo comprimendole le guance – come il morso per una cavalla-, sul seno acerbo – strappandole stoffe e bottoni.
“Lasciami bastardo. Vigliacco bastardo”.
E allora la getta per terra – come un sacco di roba vecchia -, le blocca le gambe – come un lottatore di judo -, le lega i polsi- come uno stupratore -.
“Lasciami bastardo. Vigliacco bastardo, Non farlo”.

Per Aurora volume quinto

seconda edizione

Racconti

La menopausa di mia sorella

Così fu

Info: Bruno Mancini

Cell. 3914830355 tutti i giorni dalle 14 alle 23
emmegiischia@gmail.com

 

Per Aurora – volume quinto – Così fu PARTE 1 CAPITOLO TREDICESIMO

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Per Aurora – volume quinto – Così fu PARTE 1 CAPITOLO TREDICESIMO

TESTO COMPLETO IN LETTURA LIBERA

Per Aurora – volume quinto – Così fu PARTE 1 CAPITOLO TREDICESIMO

CAPITOLO 13

Adesso che la retrospettiva del fatuo e del vanesio si dibatte all’interno del collo dell’imbuto formato, per un bordo, dalla infallibile ricostruzione totale fatta da sensi ignoti che superano il limite della memoria, e per un altro orlo, dalla debole intraprendenza che il rispetto per la verità impone alla sincerità ed all’orgoglio della mia passione, adesso dunque mi resta meno arduo assecondare l’impulso assassino verso il frastuono incontrollato delle attese giovanili.
E lascio statica una scena nella quale Gilda, ancora seduta sul gradino di pietra ruvida e grigia, avvolge un lembo della gonna intorno all’indice della mano sinistra – le ginocchia quasi fino al mento, le rose stampate sulla stoffa di cotone accartocciate tra le pieghe e le cuciture-, e nella quale sono io che manco.
I topi e le blatte, nel salone polveroso e fuligginoso, non si limitavano a considerare quello un luogo proibito per il cui accesso si sottintendessero numerosi controlli e prudenze, ma, per la loro quotidiana frettolosa ricerca di cibo, lo frequentavano come un luogo di transito simile alle moderne piazze principali di ogni di sobborgo.
Dove la gente va e viene, e l’insieme d’impettiti funzionari e lerci barboni, di atleti e di disabili, si muove in un continuo intrecciare contatti superficiali e quasi sempre privi di contenuti.
Altra cosa rispetto ai paradigmi che ci siamo tramandati relativi alla Agorà.
Le piazze sono state pulsanti di vita fino a quando non esistevano ancora le automobili per poi degenerare in semplici o complessi punti di svincolo in funzione dei mezzi di locomozione.
La piazza era vita, quando non esistevano né le cabine telefoniche né i cellulari, e quando gli appuntamenti, programmati con congruo anticipo, si usava fissarli nel luogo
comune per antonomasia all’angolo della piazza.
Quei luoghi erano animati di vita, quando i bambini giocavano senza guinzagli, quando gli anziani utilizzavano bastoni e non badanti extra comunitarie, e quando le belle di giorno e di notte diffondevano tracce di profumi parigini in locali poco distanti sia dagli edifici adibiti ad ambienti di culto e sia dai locali attrezzati per la pubblica amministrazione, e quando gli uccelli, per riposare di notte, avevano disponibili distese enormi di boschi e di pinete e non cercavano, in migliaia, provvisori disagevoli rifugi nei quattro alberi centenari che oggi disegnano il perimetro degli spazi adibiti ad isole pedonali.
Ricordo Piazza Maggiore nel giorno in cui fu nazionalizzata la produzione e la distribuzione di energia elettrica.
Il fermento di voci al passaggio dello strillone che annunciava l’evento.
Fu molto simile all’agitarsi dei fagioli nel pentolone senza coperchio ribollente sulla fornace di carboni che mia madre, di tanto in tanto, alimentava con un ventaglio di paglia nella cucina attigua al salotto.
Nel novero delle pseudo allucinazioni cataloghiamo di norma ogni nostra esperienza personale che non abbia conforto nei più ampi riscontri di una consistente parte della collettività.
Tuttavia, fin quando si tratti di percorsi semplicemente mentali, fantasiosi o sognanti che siano, i nostri interlocutori appaiono sempre propensi a benevoli ascolti e ad indulgenti interpretazioni, mentre, nei rari casi in cui un tale, qualcuno, riferisca il materializzarsi di una situazione pratica, tangibile, oggettiva, inspiegabile per le conoscenze del momento, ecco che scattano sistemi di auto difesa collettiva i quali, se pure non apportando benefici al progresso generale delle conoscenze comuni, tuttavia permettono la stabilizzazione di apparati atti ad avviare coprifuochi preventivi, e finanche essi, in casi estremi, attivano apposite strutture cui affidare il disorientato protagonista per la cura di presunte malattie mentali.
Penso al polpo che, in un giorno particolare, stanai senza procurargli alcun danno fisico da una grotta ricavata nella fenditura di due macigni precipitati dalla parete sovrastante la baia di Cartaromana a seguito d’interventi speculativi.
Lo trasportai con la massima delicatezza fino a riva, accettando la pressione delle ventose procurata dal suo difensivo avvolgersi al mio braccio.
Giunto a riva, lo immisi in una vasca trasparente, non tanto profonda, ma ben sufficiente a contenerlo tutto, ebbene, mi fermai a notare che il polpo restava quasi costantemente con la testa fuori acqua.
Rimasi stupito, non perché stessi assistendo ad un atteggiamento sconosciuto, ma per l’improvvisa consapevolezza che non avrei mai tentato di dare una spiegazione a tale modo di agire forse solo apparentemente contraddittorio con la natura marina del polpo.
Con l’intento di assegnare un preciso contenuto di analisi comportamentale ai mutamenti delle sue azioni, preparai una tanica trasparente piena d’acqua di mare, lo presi per la testa, lo trasferii in essa, chiusi il lato superiore del contenitore mediante una rete a maglie larghe sì, ma non tanto da permettergli di attraversarle, ed in questo stato lo trasportai in un tour di conoscenza del “nostro” mondo attraverso tappe puntigliosamente preordinate.
Il polpo poté guardare vari programmi televisivi tra cui il telegiornale di Emilio Fede e un documentario avente per oggetto il mondo sommerso della costa tirrenica, fece conoscenza con le cagnette – cucciole curiose – Rotty e Lola che l’intimidirono sbuffandogli aria calda con le lingue penzoloni, ebbe modo di ammirare erbe, cespugli, fiori, alberi, nuvole, cielo, sole, luna stelle, automobili, strade, piazze, suoni, vento.
Ebbe contatto fisico con molte specie di animali mai prima incontrati né immaginati: i gatti del ristorante con locanda sulla banchina, i canarini i cardellini ed i pappagallini del barbiere di Via Colonna, le galline i conigli le oche ed i tacchini della contadina con piscina termale ed impianto foto voltaico posizionato sul tetto della stalla.
Ascoltò in presa diretta suoni e rumori, senza le distorsioni provocate dalle onde frangenti sulle scogliere, dal rotolare dei sassi sui fondali marini per le irrequiete risacche, dalle eliche dei gommoni, motoscafi, navi crociera cariche di pseudo sfaccendati amanti del mare ma che incoerentemente avevano scelto d’immergersi nelle piscine sul ponte di prima classe e cibarsi con gamberi, aragoste e molluschi – polpi compresi purché piccoli e teneri -.
Udì il suono di campane a festa per la gloria di Sant’Anna, il contemporaneo tripudio della processione durante il tragitto verso l’omonima antica chiesetta abbandonata, semi diroccata ed invasa da bisce topi ed insetti di ogni dimensione. Percepì i collettivi sussurri gloria – amen – deo gratia della folla di fedeli in simbiosi con le omelie dei sacerdoti e del vescovo.
Ebbe giorno e notte diversamente sfolgoranti rispetto alle ottenebrate ripetitività dei suoi fondali marini.
Quando mai aveva annusato il letame degli animali da cortile, il sudore del suonatore di tuba ingabbiato nella divisa delle grandi occasioni, il fumo magico dell’incenso, gli olezzi artificiali a base di fiori d’arancio – gelsomino – rosa antica – giglio – tabacco cubano – hashish – marijuana dei penitenti in processione, i fumi bianchi e sudici di salsicce alla brace – pesci fritti – polpi in casseruola esalati durante una festa di ringraziamento per il patrono locale durante le ore antecedenti lo spettacolo dei fuochi pirotecnici?
Ho detto polpi in casseruola, poiché in un anno furono effettivamente serviti in casseruola e non all’insalata come in tutti gli anniversari precedenti.
Il termine della lunga immersione nell’aria che gli concessi, coincise con il momento in cui mi parve di aver appagato la mia sete di conoscenza per i suoi comportamenti, e quando finalmente decisi che avrebbe avuto una quantità innumerevole d’informazioni da ripetere ai suoi, devo dire con-terranei se non posso dire con-sabbinei o con-scoglierei.
Lo rimisi in mare nella stessa identica buca dello stesso scoglio dalla quale l’avevo prelevato, soddisfatto di sapere che in poche ore gli avevo elargito tutta una serie di esperienze, i cui racconti, una vota illustrati ai suoi simili, l’avrebbero fatto apparire alla loro incredulità, né più né meno simile ad un umano che tentasse di far credere ad un gruppo di concittadini d’essere stato trasportato in una dimensione extra terrestre.
Naturalmente se i molluschi avessero lo stesso nostro distorto rapporto con la realtà.
L’amore è negli occhi di chi ti guarda.
Le confusioni sono nella mente di chi non ti ascolta.
Sono durate solo pochi minuti, tra fantasia e ricordi, queste stravanti divagazioni che mi avevano reso assente dalla realtà, poiché ben presto l’evidenza dell’immobilità temporale che permeava tutto il locale, pigiò tanto forte alla radice al nervo scoperto della mia tensione emotiva da farmi scuotere la testa tre volte in rapida successione.
In un sobbalzo, gli occhi ripresero movimenti indagatori alla ricerca di ciò che immaginavo, o forse veramente sapevo, essere lì in attesa che io lo trovassi per CAPIRE.
Nel salone nulla era sfuggito alla polverosa coltre propria degli ambienti chiusi per decenni.
Un manto copriva tutto.
Impalpabile, invisibile al primo sguardo, esso si evidenziava con il tenero gesto del dito mosso a seguire le pieghe dell’oggetto situato in bella mostra sul tavolo in cucina, oppure lambendo l’alto ninnolo posto a sostenere una foto scattata il giorno del matrimonio.
Velata era anche la panca sistemata accanto al rialzo dell’informe blocco lavico piazzato come separazione tra il fuoco, un tempo alimentato nel camino, ed il resto della
stanza–cucina.

Era un pulviscolo tanto sottile, e tanto lento nella sedimentazione, da lasciare intravedere la sagoma di Gilda seduta sullo scanno ed appoggiata con le spalle alla parete laterale.
Un’orma impolverata con la stessa lentezza di sedimentazione cui era stata sottoposto tutto il resto della casa, e non ancora sopraffatta da uno spiffero di corrente d’aria provocata da una porta che, aprendosi, rimescoli insieme alle particelle aeree anche le forme composte dalle loro deposizioni.
Un’impronta parlava di Gilda alla mia immaginazione, o forse al mio ricordo.
Gilda quel giorno aveva provveduto personalmente a sistemare i tizzoni sotto la cenere e le carbonelle in fondo alla bocca del camino. Prima di uscire.
Con i gesti di chi sa di non poterli mai più ripetere, aveva lasciato che la paletta di ferro verniciato, spostata e rimossa continuamente, accarezzasse la cenere accumulata in quantità superiore alle normali consuetudini.
E la guardava.
Fissava lo strusciare del metallo sulle crespature della pietra.
I piccoli sedimenti lignei ammantarsi del colore grigio chiaro.
Le briciole di tizzoni spegnersi ad uno ad uno.
Il gracchiante stridore del ferro trascinato in avanti verso il fondo del camino.
Fissava gli attimi dei suoi movimenti, intanto che nella sua mente le venivano riprodotte interminabili immagini della vita che si accingeva ad abbandonare.
L’ombra lunga sulla parete non lo diceva, ma Gilda non mi avrebbe più rivisto.

Per Aurora – volume quinto – Così fu PARTE 1 CAPITOLO TREDICESIMO

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E allora la bacia con violenza. Sulla bocca trattenendole la testa – come una bambola di pezza -, sul collo comprimendole le guance – come il morso per una cavalla-, sul seno acerbo – strappandole stoffe e bottoni.
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E allora la getta per terra – come un sacco di roba vecchia -, le blocca le gambe – come un lottatore di judo -, le lega i polsi- come uno stupratore -.
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Per Aurora – volume quinto – Così fu PARTE 1 CAPITOLO DODICESIMO

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Per Aurora – volume quinto – Così fu PARTE 1 CAPITOLO DODICESIMO

CAPITOLO 12

Ho chiesto un taxi.
Ho indicato la meta.
Ho pagato la corsa.
Ho atteso che si allontanasse.
Ho iniziato a muovermi verso la cascina.
La casa, imperturbabile, ha lasciato che mi avvicinassi con incedere inconsueto – deciso, ma lento -, forse curiosa di capire dove si allocassero le mie intenzioni, o forse ormai indifferente a qualunque improbabile tentativo di oltraggio.
Non ho udito scricchiolii di finestre mal chiuse e non mi hanno distratto rami ciondolanti e serpentelli striscianti negli anfratti alla base della muratura.
La casa collaborava a rendere intrigante la mia presa di possesso, e non si prestava a mostrarsi rivestita di misteri o d’imprevisti sulla falsa riga di un’avventura esotica. La casa stava.
Eri io che muovevo passi decisi ed incerti, sicuri e titubanti, attenti e precari, passi di automa mal programmato, di veglia sonnambulica, passi guidati da una ragione extra corporea, indefinita.
Frattanto, forse, Gilda sarebbe apparsa seduta, all’ombra della magnolia che aveva la sua stessa età, sugli scalini arrotondati che segnavano l’ingresso al pergolato di canne e foglie di palme, avvolgendo un bambino in braccio.
Oppure, Gilda sarebbe apparsa poggiata al fusto della magnolia, le mani intrecciate dietro il collo, i gomiti sporgenti verso l’intruso, nell’atto di coprire il suo territorio con la stessa determinazione della belva intorno alla cucciolata.
Avresti potuto offrirle il cinghiale selvatico ucciso a morsi e pugni e lei non avrebbe ceduto un millimetro di spazio ai tuoi tentativi di avvicinamento.
Un cucciolo: Isidoro.
Una zona proibita: la sua vita affettiva.
La sua cantilena: “Il mio piccino non sarà mai solo.
Il mio piccino non sarà mai solo.
Il mio piccino.”
Appena ho superato il cancello a stecche di ferro verticali con residui di vernici verdi e nere, ho provato, calpestando i sassi polverosi del sentiero d’accesso ad un piccolo campo, la sensazione che i miei mocassini firmati Velente avessero immediatamente odiato il titolato negoziante di Via Montepelone per non avere responsabilmente provveduto alla loro collocazione presso una figura umana adeguata, in quanto a stile di vita e classe sociale, alla origine ed al censo dei quali si pregiavano.
Tomaia di cuoio… cuciture con filo… punti a … pelle di… borchia e… vernice… con me nella polvere e nel fango.
Le scarpe con certificati di origine DOC, DOCEC, UE, MADE IN ITALY, a modo loro pensavano che neppure Napoleone Bonaparte, l’uomo delle disfatte ciclopiche, avesse subito simile affronto, e che loro, di certo, non meritavano tale ignominioso sfregio in così tenera età.
Per un attimo, poggiando la mano sul lato sinistro del cancello, nell’atto di agevolarne la chiusura difettosa a causa della ruggine sedimentata tra i mozzi dei cardini, ho avuto la tentazione di scalzarmi e proseguire a piedi nudi.
Per un attimo ho corso il rischio di vanificare fin dall’inizio il progetto amorfo appena cominciato.
Due colonne di tufo verde non intonacato fungevano, una – quella a sinistra entrando – da stabile appiglio verso la parte interna del podere per un sultano roveto dalle more grosse come ciliegie, il quale, a sua volta, consentiva alcuni disagiati inserimenti ad uno striminzito arbusto di capperi attiguo ad un cespuglietto di bocche di leone in piena fioritura, mentre l’altra colonna, quella verso nord, meno esposta alla calura estiva, e situata al riparo dell’ombra di un ficus alto oltre quattro metri e largo fino al successivo angolo del muro di cinta, pareva civettare nel mostrare la pelle rugosa delle sue pietre dai toni cangianti a secondo che variassero le luci e le ombre di contorno.
“Bisognerebbe scrostare le scaglie di vernice dai segmenti verticali del cancello, scartavetrare il disegno composto da semplici volute a forma di spirali che si uniscono tra di loro, e che congiungono le barre di sostegno forgiate a mano, nell’antica eleganza propria dei lavori artigianali, ribattendo il metallo su una vecchia incudine a forma di doppio cono.
Sarebbe urgente completare l’opera di ripristino ridando lustro alle lance infisse in cima alle aste divisorie ove completano la parte superiore della cancellata come una corona di artigli.
Spuntare i rami penduli spinosi che creano intralcio alla chiusura del cancello e costituiscono un pericolo per le pregiate camicie di lino inglese che indosso.
Smussare i bozzi antiestetici scavati nelle pietre dal rivolo non incanalato che cola dalla sommità del pilastro. Bisognerebbe… ma sono pazzo?
Come se la mia presenza non bastasse già a svilire il paziente equilibrio ottenuto da questo lembo, di tempo più che di spazio, incurante delle violenze portate dagli uomini fino intorno ai suoi confini!”
L’aspirazione del pellegrinaggio laico per molti anni dato per scontato dalla nostalgia ma rifiutato dalla suggestione della malinconia, eppure mai prima valutato nelle conseguenze pratiche, rischiava di trovarsi sfaldata al momento dell’iniziale impatto con una realtà, ove i pensieri di abitudini a me comuni mostravano di essere rabberciati ad inconsueti schemi di rivolta.
Sfuggendo al dedalo di considerazioni che imboccavano l’uscio della mia attenzione, ruotando il capo in direzione del viale sommerso sotto erbacce affastellate dai lati verso il centro in un groviglio che a mala pena lasciava scorgere una porzione del tetto con due comignoli a forma di parallelepipedo, ho smesso di porre mente al lavoro manuale che sarebbe occorso per restituire i luoghi alla loro primitiva configurazione, e mi sono avviato, lentamente, verso la ricerca di una mia origine.
“CAPIRE”.

Certo anche nel viaggio mentale bisognava scostare barricate pungenti e resistenti come i roveti insediati dalla natura in maniera disordinata lungo il camminamento che conduceva alla casa, ed occorreva dipanare una immensa ragnatela di labili ricordi e trasparenti indizi agganciandone la scia invisibile con l’attenzione di chi debba razionalizzare il percorso prescelto.
Nel mio seguire un filo di intrecci meno folti, quasi una giungla casereccia, formato in prevalenza da liane di edere mediterranee e felci sovrastanti papaveri all’ombra delle ginestre (ginestra, fiore amato dalla mia donna) non ancora in fiore, la mole simmetrica del fabbricato, con i due balconi del primo piano poco distanti dagli angoli ed il portone di legno massiccio punteggiato all’estremità superiore da una nicchia votiva per un santo protettore, ad ogni passo, mi veniva incontro piano piano mostrando i segmenti di un puzzle che andavano continuamente ad accostarsi fino a formare la visone totale della sua struttura.
Finché, inaspettatamente, le piante e gli arbusti hanno finito di occupare parte del territorio, lasciando una chiazza semi desertica in corrispondenza del cortile antistante l’ingresso.
Un regalo della natura aveva permesso che il tavolo ed i sedili di lastroni lavici sistemati appena accanto al pozzo fossero soltanto ricoperti di muschio e piccoli fiori di campo, mentre, stupendamente incoronato da tralci di vite selvatica, il piano terra si confondeva con l’adiacente boscaglia.
Volevo, potevo, dovevo entrare?
“Che sia più semplice raggiungere una meta che non goderne i privilegi?”
Mancavano molte ore la tramonto, ed io ho avuto voglia di entusiasmarmi per ogni particolare di quel luogo, né brullo né antico, né vivo né solingo, così simile ai contorni che la vita mi offriva nella quotidiana stagnazione di affetti e prospettive di speranze.
Cos’altro erano le mie giornate tra scartoffie, progetti, bolli, scadenze, impegni, indirizzi, ripetitivi incontri, Mario l’usciere, Aniello il barbiere, Giuseppe l’autista, Vincenzo il praticante di studio, Cinzia la segretaria, Anna la collaboratrice domestica, Domenico il giornalaio, Teresinella la barista che mi porgeva il cappuccino al mattino, Rosa la bellina del bar all’ora dell’aperitivo, documenti, appuntamenti, relazioni, accordi, carte e poi di nuovo scartoffie… se non una lunga stagnante riproduzione della natura, ove le ginestre (ginestra, fiore amato dalla mia donna) continuino a fiorire nei periodi previsti, le edere seguitino senza sosta ad arrampicarsi verso i comignoli più alti, ed i papaveri contrastino un posto al sole alle margherite?
A Roma non avrebbe avuto senso che io ragionassi intorno all’ipotesi di potatura del grumo di spine, come non avrei impegnato più di un minuto per decidere se provvedere alla tinteggiatura del cancello ed al ripristino estetico dell’intero perimetro del muro di cinta.
A Roma, nel mio ufficio di Piazza Mergellina, la segretaria Gloria si faceva quotidianamente carico di risolvere ogni minimo dettaglio delle contingenze che mi si presentavano.
Una balia, una balia abruzzese, una balia abruzzese cui affidavo i figli illegittimi dei miei impegni professionali.
Il contatto fisico con la tenacia consistenza delle assi d’ulivo scarnite dalle intemperie e poi increspate per il degrado dell’intero portone, offendeva e sfidava la leziosa morbidezza delle mie mani ben curate e prive di rughe.
Su di esso, fenditure profonde spaziavano in verticale, prevalentemente verso la parte bassa del legno con solchi profondi a forma di cunei e reticolati simili ai rivi della foce di un fiume tra lagune, stagni, e deviazioni per ostacoli formati da sedimenti venuti da lontano.
Intorno alla parte inferiore, principalmente a contatto con il suolo, il marciume dovuto alle pozze di acque stagnanti, ne aveva quasi polverizzato gran parte del bordo orizzontale strutturato come appoggio per le sette assi che componevano ciascun battente.
Non ho smesso di tastare, palpeggiare, annusare, sbirciare, fin quando non mi sono accorto che, dolcemente ma con caparbia determinazione, stavo sbriciolando i bordi consunti scavando nelle tane e tra le larve delle formiche.
Ho sentito, intanto che mi conformavo alle sensazioni tattili, olfattive, visive, prodotte dal connubio che andavo attuando con il luogo nel suo complesso, avanzare dentro di me, ma stranamente ancora più intorno a me, il respiro lento della precedente notte trascorsa tra veglia e sonno.
Una incipiente sensazione di completa immobilità, quasi mi stesse mancando la benzina nel motore e che fosse necessario avviare manualmente il ventilatore affinché rimanesse vivo il mio computer umano.
Molte altre volte al risveglio, in special modo dopo notti turbate da sogni troppo presto risultati evanescenti, mi ero accorto di simili sintomi e li avevo esaminati nel tentativo di poterli dominare, così che sentendoli sopraggiungere, pur nella completa veglia di quei miei primi passi nella cascina, mi sono meravigliato, ma ne ho tratte conclusioni logiche in sintonia con i riscontri oggettivi che mi erano sembrati prevalere nelle precedenti situazioni.
Accadeva che nessuna forzature riuscisse s muovermi.
Per ogni completo risveglio dovevo necessariamente attendere quei pochi o molti minuti necessari ad umettare le labbra, stropicciare gli occhi, stendere le braccia, contrarre le dita dei piedi, respirare profondamente, sbadigliare rumorosamente, emettere una serie di colpetti di tosse, usare la mano come sipario scivolante dagli occhi al mento.
A volte avevo tentato di rifiutare questo rito pagano al dio risveglio nei modi più semplici, ed anche nelle maniere più astruse, rincoglionendomi intorno ad una sciarada che avrei voluto comporre con differenti soluzioni, raccogliendo però quasi sempre deludenti sconfitte.
Infatti, quando con impegno riuscivo a sbloccare la distensione delle braccia, di conseguenza, accumulavo piccoli rapidi movimenti delle spalle, e se pervenivo con successo ad impedire volutamente uno dei colpetti di tosse, allora una serie sorda e strozzata di mugugni mi saliva e scendeva dalla faringe allo stomaco.
Niente da fare.
Con semplicità non ero mai riuscito a risolvere il caso.
Se non cessava il respiro lento non iniziavo la marcia.
Non si attivavano le pattuglie di avanguardie preposte alla salvaguardia dei percorsi da delineare come struttura per il mio nuovo giorno.
Un mattino tentai una nuova soluzione temeraria.
Gilda.
Gilda tra le mie braccia come non era mai stata riversa in mezzo ai fior” – diceva Quasimodo -, mi supera la luce e tocca le tue braccia ignude – diceva Quasimodo-, all’amata che in se agita un mio figlio – diceva Quasimodo.
Con un movimento rapido, inatteso, ma per niente incoerente, invece di alzarmi e correre incontro al sogno, misi la testa sotto il cuscino per non rischiare di perdere un solo lembo d’immagine altrimenti sfocato dalla luce penetrata attraverso le giunture sconnesse della finestra, per non disperdere una sola briciola del suo odore di muschio e di ginestre (ginestre, fiore amato dalla mia donna) nel turbinio di effluvi di caffè e di fette biscottate che mi giungevano diffondendosi dalla cucina, per non dimenticare il null’altro importa che volevo rinchiudere in un profondo ed inaccessibile, anche a me stesso, scrigno di difesa.
Invece di schizzare dal letto ed andarla a cercare, sentii girarmi la testa, le palpebre pesanti, il suono di una nota alta di clarino tenuta continua come un fischio di richiamo, le mani gelate, il cuore fermo e Gilda che rideva, tra le mie braccia, con il volto ondulato dai frammenti di luce filtrati tra le foglie della magnolia, e rideva e rideva, tra le mie braccia, con il corpo adagiato in un groppo di papaveri e bacche di mirtilli, profumata di muschio e di ginestre e papaveri e mirtilli e gioia, come non aveva mai fatto.
In verità, fin dall’infanzia, i nostri destini parevano inseparabili, simili ai pali infissi nella laguna veneziana che delineano il tragitto dei vaporetti di linea.
Allineati verso una identica lontana meta ma distanti quanto basta per essere continuamente divisi non soltanto dallo spazio fisico ma finanche, peggio, dal rumore disordinato dei pendolari e dei vacanzieri che percorrono quella tratta, dagli sbuffi di nafta soffiati dalle ciminiere dei battelli, dal moto ondoso provocato dalle eliche in continuo passaggio.
Con una iperbole fantastica, in età successive, avremmo potuto credere che le finestre delle nostre stanza si confrontassero chiedendosi: Era lui?, Era lei?, Si è già affacciato?, Dorme?, Studia?, C’è la Signora?, Aspetta?, Aspetta!, intanto che catturare con uno sguardo il suo finto innaffiare il vaso di gerani alla finestra mi bastava per avere la speranza d’incontrarla più tardi, forse, chi sa, all’angolo del viale tra la locanda e il ciabattino, durante il suo ritorno a casa dalla vicina merceria.
Quasi come per caso, nonostante avessi levigato quel tratto di strada con un continuo insignificante via vai.
Gilda?
Gilda?
Avrebbe riprodotto il mio volto ad occhi chiusi, disegnato le mie mani senza il minimo errore, riconosciuta la mia sagoma anche di profilo, anche di spalle, con la certezza di un istinto ancestrale.
Avrebbe voluto il mio amore con la passione di una vergine fanciulla incantata da un sentimento sconosciuto ed invadente.
Due pali nella laguna che niente e nessuno univa, e che da soli non trovavano il sistema di accostarsi, nonostante fossero, nei sogni e nei pensieri, nei sogni e nei pensieri, comunque, nei sogni e nei pensieri, sempre, propensi, determinati, decisi, oltre ogni altra volontà, e desiderosi di sradicarsi per galleggiare uniti. Invidiosi dei colombi che tubavano sulle loro sommità.
Durante la nostra gioventù, le mattinate sembravano passare con le monotonie visive e le staticità fisiche di un impianto scenico ove le luci e i colori e le forme e le dimensioni siano trattenute nella loro originaria bellezza dalla forza del tempo che le gestisce.
Le notti scorrevano in un turbinio di sopraffazioni, intrecci, incastri, smosse e confuse per minuscoli dettagli ed enormi visioni.
“Aveva girato lo sguardo verso il gatto randagio che attraversava la via oppure… oppure… oppure mi aveva guardato?”
” Non sono io la preda da conquistare!”
“La preda?”
“Lei non sarà mai una preda.”
“Gilda io l’amo.”
Neppure il tempo di soffermarmi sulla parte logica di queste questioni ed ecco le notti, sempre, apparire immobili contro la violenza di urla disperate, secche e ripetitive, come accordi iniziali della quinta sinfonia: papapapà – pàpapapa.
Vieni da me!
Vieni da me.
Il gallo taceva sbalordito, le campane non colpivano i batacchi, il pullman di linea s’inerpicava su tornanti dall’acustica frammentata, gli anziani vicini di casa – di notte svegli da sempre – misuravano la potenza ed il timbro per elaborare
una proiezione e prevedere un nostro futuro incontro.
Lo sforzo fisico di resistere al sonno pur di soffrire, in piena solitudine, le pene di un amore desiderato e sconosciuto, vicino ed inesistente, per la mia, per la mia Gilda, bellissima, dolcissima, issima issima issima.
Ritornando a descrivere il percorso di avvicinamento alla meta “CAPIRE”, riprendo dalla “incipiente sensazione di completa immobilità” avvertita mentre stavo sbriciolando i bordi consunti del portone scavando nelle tane e tra le larve delle formiche”. Mi sono detto “Rilassati”.
Rifletti.
Alla sfida dei sentimenti, imponi la forza della ragione.
Alle sofferte rinunzie, continua ad opporre il riguardoso rispetto per scelte non tue, mai tue.
“Venti anni di solitudine sentimentale sferzati da ammalianti ricordi d’irripetibili emozioni trascinati come una croce incomprensibile, ingiusta, immeritata, immotivata, aspettano che tu compia altri passi, apra il portone, e segua i fluidi.
Per CAPIRE”.
Autocontrollo, tensione mentale, per una corporeità che avvertiva sempre maggiormente affievolite la capienza e la portata dei suoi terminali percettivi.
Di contro, il traino del mausoleo pieno di dubbi che mi ero trascinato dietro durante tanti anni, in quel luogo, in quel momento, davanti a quel portone, ha acquisito la struttura elementare di un guinzaglio.
E ad esso, nella parte terminale era aggrottala la scatolina porta oggetti in legno intarsiato a fuoco con le sagome di due cani ed un gatto che ho sempre conservata gelosamente, recuperandola quando era stipata tra i detriti alluvionali dei regali, salvandola dai roghi di vecchie cianfrusaglie appiccati per favorire nuove collocazioni d’insulsi modernismi, separandola dalla continue decimazioni perpetrate in danno di apparenti inutilità, ed inserendola nei numerosi traslochi per i miei trasferimenti abitativi.
Dimensioni ridotte – solo pochi centimetri per lato -, capienza minima, colore cartone bagnato, piccole cerniere deformate di latta brunita, il segno di una toppa in cui tempo addietro veniva inserita una chiave dai segmenti elementari, la parte superiore incisa in un bassorilievo con due cani di profilo sullo sfondo, muso contro muso, ed un gatto in primo piano di spalle con la testa rivolta verso l’alto.
Mi dicevo rilassati.
Con la luce che mi tagliava in due.
Da una parte, la schiena posta all’esterno dell’uscio coglieva il sole calante filtrato tra i residui di una nuvolaglia priva di pretese, dall’altra, il petto e le sporgenze del viso sguazzavano in un’ombra, un quasi buio perenne che imponeva, esso, alle mie palpebre di socchiudersi, alle mie iridi di rinchiudersi, alle mie fantasie di temere, al mio affetto di sovrapporre le doti alle forme.
Il volo gelatinoso ed ovattato di un odore senza definizione mi rendeva baco da seta in un bozzolo.
Avrebbero dovuto fermarmi prima che mettessi piede al di là del blocchetto di ottone sul quale una sporgenza ormai consunta e livellata da una sottile fanghiglia avrebbe potuto mostrare l’anno 1872 se solo fosse stato rimosso il velo di erbe selvatiche che lo ricopriva.
Ormai non avrei più ascoltato, anzi, udito, voci di richiamo. La raffinata attesa di CAPIRE era covata in me troppo tempo, rivivendo nel suo distillato fantastico, l’addio di Gilda, venti anni fa: una croce incomprensibile, ingiusta, immeritata, immotivata.
Deprimendomi ed entusiasmandomi nella ignota galassia dei suoi comportamenti e dei suoi sentimenti.
“Non devi più pensarmi”
“Impossibile, ti amo”
“Dimenticami.”
“Impossibile, mai”
“Voglio che non mi cerchi più”
“Perché?”
“Mai più”
“Fammi almeno CAPIRE”
“Addio”
Frasi e suoni, atmosfere movimenti stasi rimbalzi pianti pensieri carezze e sguardi e baci e strattoni e spinte e mani dolci ed incantate.
Tutto passato, tutto finito, tutto passato tutto finito con un addio incomprensibile, ingiusto, immeritato, immotivato, venti anni fa.
CAPIRE.
Magari, magari, magari una minima porzione, magari tutto. Magari con violenza, magari con dolore, liberandomi dalle notti finite su cuscini per terra con la testa una boa nel mare di scirocco.
“Un altro passo, apro il portone, seguo i fluidi”.
Ho inserito la chiave, quella di ferro avuta dal Notaio, nella toppa.
Ho ripetuto, inutilmente, tre volte il tentativo di far scattare la molla di apertura della serratura.
Alla quarta prova un leggero cedimento ha favorito il successivo sblocco del meccanismo di chiusura.
Ho mosso l’anta del portone solo di quel tanto utile al mio passaggio.
E sono entrato, richiudendo rapidamente.
Ero certo che le onde esistenziali, prigioniere della parva ampiezza spaziale nelle quali erano confinate, avrebbero potuto rivivere, per me, come durante la notte ignota della mia vita.
Nessuno avrebbe potuto dissuadermi dal credere che, così come è possibile catturare in qualunque ambiente onde magnetiche di suoni radiofonici, d’immagini televisive e di miliardi d’altri segnali provenienti da fonti emittenti quasi sempre sconosciute, allo stesso modo non sia possibile attraverso un distinto processo fisico – chimico – quantistico – ondulatorio – cosmico non importa, simile o dissimile dagli altri non importa, stabile, precario, materiale, non importa, ricostruire i flussi energetici originariamente espulsi con veemenza nello stesso luogo in cui tentiamo la loro intercettazione.
Volevo questo, ciò, nella stanza al primo piano dietro la finestra affacciata sul portone.
Come se bastassero le ombre, i fluidi, le onde elettromagnetiche a rappresentare sentimenti, immagini, speranze!
Via col vento senza Clark Gable e Rossella O’ Hara, Cabiria senza Giulietta Masina. Casablanca senza Humphrey Bogart, Stanlio ed Olio senza Stan Laurent and Oliver Hardy.
Per di più in un marasma generale entro il quale i movimenti delle comparse si mischiavano e si sovrapponevano alle azioni essenziali dei protagonisti.
Nonostante ogni logica opposta teoria, la mia attenzione nella maniacale ricostruzione degli unici ed irripetibili momenti che in quel luogo particolare avrebbero cambiato la mia esistenza, era attratta principalmente dalla ricerca di fluidi impalpabili, poco importandomi se fossero stati prodotti da azioni o da emozioni.
Solo ad essi era rivolta la mia ricerca.
È facile dire io sono.
Più difficile è affermare sono stato.
Ipocrita fingere di sapere io fui… dove i puntini di sospensione ritardano, insieme alla frase che dovrebbe riguardare l’avvenuta certezza, le tante e troppe etichette poste sulla nostra incosciente infanzia da persone che forse hanno voluto più bene a noi che a se stesse, ma che certo hanno articolato le parole secondo i loro amorosi punti di vista e le loro soggettive affettuose immaginazioni.
Io fui un bimbo bravo e sincero, mi è stato detto sempre così, ma chi ci crede?

Per Aurora – volume quinto – Così fu PARTE 1 CAPITOLO DODICESIMA

Dedica

La menopausa di mia sorella

Conversazione fra un totano ed una pantegana

CAPITOLO PRIMO

CAPITOLO SECONDO

CAPITOLO TERZO

CAPITOLO QUARTO

CAPITOLO QUINTO

CAPITOLO SESTO

Così fu

PARTE 1

CAPITOLO PRIMO

CAPITOLO SECONDO

CAPITOLO TERZO

CAPITOLO QUARTO

CAPITOLO QUINTO

CAPITOLO SESTO

CAPITOLO SETTIMO

CAPITOLO OTTAVO

CAPITOLO NONO

CAPITOLO DECIMO

CAPITOLO UNDICESIMO

CAPITOLO DODICESIMO

CAPITOLO TREDICESIMO

PARTE 2

CAPITOLO 1

CAPITOLO 2

Poesia sporca

Poesia sporca

Per Aurora – volume quinto – TESTO COMPLETO IN LETTURA LIBERA

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Per Aurora – volume quinto – Vetrina LULU

Per Aurora volume quinto di Bruno Mancini

seconda edizione

Version 5 | ID r99qmg

ISBN 9781471068423

Bruno Mancini
ISBN 9781471068423
Versione 4 |  ID r99qmg
Creato: 31 ago 2022
Modificato: 31 ago 2022
Libro, 100 Pagine
Libro stampato: A5 (148 x 210 mm)
Standard Bianco e nero, 60# Bianco
Libro a copertina morbida
Lucido Copertina
Prezzo di vendita: EUR 14.00

Titolo Per Aurora volume quinto
Sottotitolo Alla ricerca di belle storie d’amore
Collaboratori Bruno Mancini
ISBN 9781471068423
Marchio editoriale Lulu.com
Edizione Nuova edizione
Seconda edizione
Licenza Tutti i diritti riservati – Licenza di copyright standard
Titolare del copyright Bruno Mancini
Anno del copyright 2022

E allora la bacia con violenza. Sulla bocca trattenendole la testa – come una bambola di pezza -, sul collo comprimendole le guance – come il morso per una cavalla-, sul seno acerbo – strappandole stoffe e bottoni.
“Lasciami bastardo. Vigliacco bastardo”.
E allora la getta per terra – come un sacco di roba vecchia -, le blocca le gambe – come un lottatore di judo -, le lega i polsi- come uno stupratore -.
“Lasciami bastardo. Vigliacco bastardo, Non farlo”.

Per Aurora volume quinto

seconda edizione

Racconti

La menopausa di mia sorella

Così fu

Info: Bruno Mancini

Cell. 3914830355 tutti i giorni dalle 14 alle 23
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Per Aurora – volume quinto – Così fu PARTE 1 CAPITOLO UNDICESIMO

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Per Aurora – volume quinto – Così fu PARTE 1 CAPITOLO UNDICESIMO

TESTO COMPLETO IN LETTURA LIBERA

Per Aurora – volume quinto – Così fu PARTE 1 CAPITOLO UNDICESIMO

CAPITOLO 11

Ieri.

Soltanto ieri sera alle 20 sono uscito frastornato dallo studio del Notaio Vittorio Tramontore con una chiave di ferro, che dovrò decidere se riconsegnargli, al massimo entro le 20 di domani, o trattenere assumendomi determinate responsabilità, e con
-«Una chiave, ideale, idonea a che si apra – lui ha detto – la corretta lettura per una parte ignota della sua vita: la parola “CAPIRE”.»
-«Una parte ignota della mia vita?»
-«Appunto».

Quindi, come ho accennato all’inizio, ho serrato le porte in attesa di muovermi verso i luoghi delle mie origini. Metaforicamente, praticamente, completamente.
Prima di partire da Roma avevo prenotato l’alloggio presso un albergo di costruzione recente situato sullo sperone sporgente al confine tra la baia di Cartaromana ed il promontorio di Punta San Pancrazio.
Una scelta non casuale ma voluta per il desiderio di una notte serena, di silenzio assoluto infranto unicamente dalla risacca, dagli sbuffi dello scirocco lungo le pendici della collina ricoperta da ginestre (ginestra, fiore amato dalla mia donna) in piena fioritura, e da qualche sporadico monotono rimbalzare dei richiami che forse i grilli, forse le prime cicale, forse i gatti in amore, forse gli uccelli notturni, forse i roditori, avrebbero utilizzato per riconoscersi e difendersi.
Aspettando che mi fosse servita la cena al tavolo sulla terrazza a strapiombo sul mare, ho chiesto un gin tonic ed un sacchetto di anacardi, mi sono seduto nell’angolo meno illuminato, ho allungato le gambe poggiando i piedi tra i ghirigori formanti il disegno della ringhiera a pelo del baratro, ho socchiuso gli occhi, mi sono chiesto fino a che punto sarei stato in grado di ricordare, ricostruire, collegare, ed ho così iniziato il conto alla rovescia che avrebbe mutato il senso della mia vita portandomi, mediante una consapevole decisione, adesso a scriverne, ed in seguito ad indirizzarmi verso conclusioni difficili, ma ancora una volta coerenti con i sentimenti ai quali non ho mai inteso rinunziare.
Il primo pensiero conseguente è stato “Un solo gin tonic, venti anni fa, avrebbe rappresentato poco più di una goccia per la smoderatezza della mia ingordigia”: banale, pur risultando fondato su una indiscutibile verità.
Una certezza, senza dubbio, come il sapere che la cascina della quale avevo ricevuto la chiave dal Notaio sarebbe stata rasa al suolo, con il semplice gesto di chi prema il pulsante collegato ad una carica di dinamite, all’indomani della eventuale riconsegna che mi ero impegnato a non effettuare oltre quarantotto ore.
Una certezza, senza dubbio, come il sapere che avrei potuto impedirne la demolizione accettando di assumermi la responsabilità della sua conservazione nelle esatte attuali condizioni, interni compresi, e non esclusa alcuna parte dell’arredamento, suppellettili, ninnoli e cianfrusaglie inclusi.
Banale, come pensare che essa, la cascina, non avrebbe avuto fretta d’essere riscoperta da me, visto che ciò comportava la non peregrina e grave ipotesi della sua immediata distruzione.
Intanto, ricordandola come la vedevo tornando di corsa da scuola, ho rimuginato la dolorosa eventualità che un mio rifiuto sarebbe stato determinante a che fossero aggredite, da chi sa quale modernismo, anche le tante collaterali composizioni scenografiche pregne di affinità con i nostri, a volte, intensi individuali turbamenti.
Nostri, cioè miei e di Gilda, poiché gli altri, tutti gli altri con i quali ho convissuto la parte della mia vita che si è svolta all’interno della cascina – ponendo tra loro, in primo piano mia madre morta e mio fratello gemello mai più tornato da quando partì per combattere le ingiustizie del mondo – ormai li consideravo definitivamente collocati nel mio passato.
Ho finto di estraniarmi, mi sono proposto nella veste professionale di un analista, mi sono interrogato ed ho abbozzato alcune risposte incerte e non esaustive.
“Mi si chiede l’autorizzazione a demolire l’icona della nostra fanciullezza?
O forse, meno semplicisticamente, mi si induce ad agire, non solo al fine di convalidare l’irreversibile distruzione materiale dell’ultimo baluardo che tiene insieme squarci del nostro passato, ma infine perché io esprima l’accettazione alla cancellazione della visione idealizzata composta da tutto quanto rimane di ciò che ci unì?
Io, inflessibile iconoclasta, presumo che non dovrei avere remore a consentire che sia demolito il totem.
Io, irriducibile sentimentale, sono invece certo che scatenerò feroci conflitti tra il mio cervello e la mia anima se, insieme al nostro feticcio, dovrò eliminare anche le mie emozioni. Purtroppo è così.
Già sento atroce il rimpianto ed un senso di colpa”.
Nel mio immaginario, la casa non aveva fretta d’essere riscoperta.
Anzi essa, pur avendo la precisa cognizione che prima o poi sarebbe stata aggredita da ogni moderna novità, continuava, discreta e dimessa, ad attendere, con serena rassegnazione i giorni a venire.
Ciò mi turbava nonostante l’evidente sofferenza causata dall’abbandono e dalla decadenza senza tempo di cui pativano parti importanti delle antiche opere effettuate per creare sì certo le forme estetiche del casolare, ma che in seguito erano divenute essenziali affinché si coniugasse la totale radicazione della cascina in tutto il luogo nel suo complesso attraverso quei profondi processi di formazioni emozionali, anche sentimentali e patetici, che sarebbero con fluidezza sfociati nelle nostre, di Gilda e mie, complici intese. Non dubitavo che il poggio verso il quale mi sarei recato stamattina alla prima luce del sole avrebbe potuto attendere. Io no.
Io soffrivo il malessere occulto del provvisorio.
Il frenetico pigiare del pulcino che tenti di uscire dall’uovo. Tra un sorso di gin tonic ed una boccata di sigaro Branca, ieri, l’approccio con il mio passato ha avuto inizio ricordando che ero nato tra la notte e l’alba dell’ultimo giorno di Aprile in un casolare ischitano aggrappato alla cresta calante dal Cimitero nuovo di San Michele fin giù all’altro Cimitero in disuso e che circonda, anzi abbraccia, da tre lati la chiesa di Sant’Anna nella baia di Cartaromana.
In piena guerra mondiale.
Eppure, l’impulso cognitivo del ritorno alle origini che mi aveva perseguitato durante ogni momento di pausa riflessiva, a partire da bambino, come potrebbe essere stato il voler stabilire il giorno della settimana della mia nascita, l’ora e la temperatura esterna, e finanche il cercare di evidenziare qualche caratteristica specifica del luogo o delle circostanze del parto o di altri simili particolari, già per me non era più sufficiente a soddisfare la tanta incertezza generale ormai intenta a braccarmi, dopo il colloquio con il Notaio, per spingermi verso un “CAPIRE” enigmatico ed estremamente offuscato dal tempo trascorso.
Ieri sera, in un abbozzo di confronto tra le varie teorie sul creato, affrontando il tema dell’ipotetico artefice, sono stato sul punto di confondere ulteriormente certezze e banalità se non si fosse intrufolata, spingendo per farsi spazio, la carcassa del grande dilemma, “CAPIRE”, foriera di altre ore insonni.
Ho ripreso un filo più logico, forzando i ricordi – e le considerazioni ad essi riferibili – a presentarsi seguendo una pur minima parvenza di progressione temporale i cui risultati potrei così sintetizzare:
“Ho conosciuto mia madre per tutto il tempo necessario a porle domande e riceverne risposte sempre più offuscate dal tempo, ma ugualmente sempre più disinibite in quanto favorite dalle nostre età ormai adulte.
Se da bambino alla mia curiosità lei rispondeva che mio fratello ed io eravamo stati trovati sotto lo stesso cavolo, oppure insieme nel nido di una cicogna in fondo ad un campo di grano, poi, da ragazzo, i suoi racconti facevano coincidere la mia nascita con sbarchi americani, bombardamenti, rifugi antiaerei, corse precipitose, scarsità di cibo, coperte avvolte sulla testa come unica difesa dalle schegge, pianti, dolori, morti, moribondi, feriti, vita precaria appesa al filo d’imponderabili accadimenti, si salvi chi può… è scoppiata una nave carica di munizioni… per l’esplosione un carro armato è stato scagliato fin quasi al Vomero… brandelli di carne umana dappertutto, tranne in America, tranne in America, tranne in America”.
Le fortezze volanti oscuravano continuamente il cielo sorvolando le nostre terre per compiere le loro “Missioni”.
E giù tonnellate e stratonnellate di bombe e stramaledette bombe per liberarci dal “MALIGNO” demone della dittatura.
Oggi in Iraq, ieri in Viet Nam, oggi ed ieri in Afganistan, domani in SIRPIA in IRASCA in CUBACHIA CAMBOSCINA.
Loro non hanno mai fatto uso di strumenti coercitivi verso la volontà popolare?
La pena di morte?
La schiavitù?
Le persecuzioni politiche?
Il razzismo?
Le sopraffazioni economiche?
Ghettizzazioni per sesso?
Presidenti corrotti?
Intrighi politici?
Schifezze?
Omicidi di stato?
Clero pedofilo?
Servizi segreti sputtanati?
Monica… Pompadau?
Marilin… Borgia?
Loro appartengono al nobile apparato democratico dei giusti giustizieri, dei fieri paladini, dei moralissimi moralisti sgancia tori dell’ENOLA GAY

6 Agosto 1945.

Ammirai tanto il coraggio del mio gemello Ignazio, quando ci lasciò – ormai posso dire per sempre -, dichiarando che andava a combattere in difesa dei popoli oppressi!”
-«Avvocato, la cena è servita».
-«Grazie, sbarazzi pure. Non ho più fame ma sete, tanta sete e tanta voglia di contare le stelle…
Mi porti un gin tonic, grazie».
Neppure adesso, a cosa fatte, sarebbe facile inserirla, Gilda, con connotati essenziali in quegli anni amorfi nei contenuti e stupidi nelle forme.
Dov’ero quando nacque?
Ero nella sala d’attesa, insieme a mia madre che andava e veniva freneticamente da una stanza all’altra portando bacili d’acqua calda e tovaglie bianche, oppure camminava nervosamente, rumoreggiando, quasi contando i passi a voce alta dall’ingresso all’ultima porta in fondo al corridoio… e lo ricordo tutto piastrellato per mezzo di mattonelle esagonali, poste inseguendo linee parallele alle pareti, che apparivano del tipico colore grigio ottenuto mescolando in acqua, ora lo so, calce, cemento, pozzolana, con l’aggiunta di un pugno di polvere raccolta intorno alle pareti prevalentemente di creta formanti i margini dei sentieri verso l’Eremo del Monte Epomeo.
C’era scritto SALA TRAVAGLIO.
Non conoscevo quel termine TRAVAGLIO, non mi spiegavo il nervosismo di mia madre, e neppure davo peso ai gridi che arrivavano, quantunque smorzati, ben oltre le sedie di plastica rossa poste in due gruppi di quattro intorno alle pareti della minuscola saletta fino a riempirla quasi del tutto.
Seduto, silenzioso, composto, leggendo l’ultima avventura di Topolino contro Gambadilegno, non mi era concesso sapere che mia madre si trovava lì, ed io con lei, nella attesa che la ”Signora Aurora”, la reale “Dominus” del paese, partorisse Gilda.
Gilda, da lattante non era stata la più carina neonata della maternità, da bambina non veniva vezzeggiata come la più bella figliola della famiglia “Dominus”, da signorinella, alta e smunta, non richiamava gli sguardi appetitosi dei maschietti del rione.
Da quando, e come fosse avvenuto in lei il cambiamento fisico che mi dava i brividi finanche nel ricordo, non mi sembrava di averlo mai esaminato.
Eppure, a ripensarci, ero stato certo importante durante tutta la sua vita, dalla culla alle calze a rete, ma anche disperatamente incapace di percepire i flussi di attenzioni tipici delle diverse aspettative connaturate alla sensibilità delle sue differenti età, e ciò poiché li lasciavo sempre rimbalzare sugli schermi protettivi che alzavo a difesa delle mie convinzioni.
Dovrei, ma non posso.
Inventarmi una ragione per eludere il bisogno d’entrare nel covo dei ricordi sbiaditi perché lasciati, da soli, alle intemperie cadenzate secondo il monotono rincorrersi di stagioni assolutamente uguali da un anno all’altro, alle muffe nercrofobe degli insetti e dei piccoli animali – roditori, lucertole, bisce – vissuti tra le pieghe dei mobili e dei lumi e dei ninnoli sulle credenze così come nei massicci cassetti
mai chiusi a dovere, alle polveri screanzate venute su da chi sa dove e penetrate attraverso gli interstizi tra gli infissi e tra le canne fumarie dei camini: memorie abbandonate come figli tra i cassonetti dei rifiuti.
Dapprima per scarso amore e poi per il collare di ferro che impone al vinto il vincitore.
Potrei, ma non voglio.
Scontrarmi con la mia coscienza ed accettare l’inizio e la fine, il guado e la stenosi, la fiera ribellione e il docile, accattivante ozio, tutti i passaggi segreti, ogni caduta nei pozzi dei desideri, miracoli, tradimenti, egoismi; ammettere, appunto, l’inizio e la fine dei giorni e delle notti che io solo conosco io solo ammansisco, io solo uccido.
Il nocciolo duro che respinge le mie pavide titubanze e mette a nudo l’inconsistenza delle mie aleatorie prese di coscienza, il nerbo crudele che mi fustiga verso lo spazio antico e noto, contro spezzoni di azioni già fatte, nel buio visibile oltre il portone di legno massiccio, il sibilo lancinante che dalla mia testa m’impone di andare per “CAPIRE”, è il dubbio.
Lo stesso dubbio.
Sempre lo stesso dubbio.
Sempre lo stesso dubbio di quando partii.
Sempre lo stesso dubbio di quando partii con un sacco vuoto di cose ma pieno di speranze.
Ormai è l’alba, la terra non torna indietro.
Il sole attende immobile.

Per Aurora – volume quinto – Così fu PARTE 1 CAPITOLO UNDICESIMO

Dedica

La menopausa di mia sorella

Conversazione fra un totano ed una pantegana

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Così fu

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CAPITOLO NONO

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Poesia sporca

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Per Aurora volume quinto di Bruno Mancini

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ISBN 9781471068423

Bruno Mancini
ISBN 9781471068423
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Creato: 31 ago 2022
Modificato: 31 ago 2022
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Libro stampato: A5 (148 x 210 mm)
Standard Bianco e nero, 60# Bianco
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Lucido Copertina
Prezzo di vendita: EUR 14.00

Titolo Per Aurora volume quinto
Sottotitolo Alla ricerca di belle storie d’amore
Collaboratori Bruno Mancini
ISBN 9781471068423
Marchio editoriale Lulu.com
Edizione Nuova edizione
Seconda edizione
Licenza Tutti i diritti riservati – Licenza di copyright standard
Titolare del copyright Bruno Mancini
Anno del copyright 2022

E allora la bacia con violenza. Sulla bocca trattenendole la testa – come una bambola di pezza -, sul collo comprimendole le guance – come il morso per una cavalla-, sul seno acerbo – strappandole stoffe e bottoni.
“Lasciami bastardo. Vigliacco bastardo”.
E allora la getta per terra – come un sacco di roba vecchia -, le blocca le gambe – come un lottatore di judo -, le lega i polsi- come uno stupratore -.
“Lasciami bastardo. Vigliacco bastardo, Non farlo”.

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Per Aurora – volume quinto – Così fu PARTE 1 CAPITOLO DECIMO

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CAPITOLO 10

Mercoledì, ieri, puntualissimo, alle ore 18,30 ho fatto suonare il campanello, dlin dlon, della porta a due battenti entrambi impreziositi da vetri satinati con la riproduzione di uno stemma incomprensibile affiancante l’ideogramma GT (Giovanni Tramontore, padre defunto dell’ormai anch’egli anziano Notaio Vittorio dal quale ero atteso).
Non più di due minuti sono trascorsi dal momento della mia presentazione alla segretaria, Elisa, ed il suo invito a seguirla nello studio del Notaio Vittorio.
Tutto intorno mi era molto familiare, a partire dai movimenti a piccoli veloci scatti di Elisa comunque sempre armoniosi e non spigolosi, e poi per la forma a losanga del pavimento di cotto rosso pompeiano le cui antiche e consunte piastrelle venivano lucidate di certo ogni giorno con le cere più tradizionali, e finanche nel corridoio fiocamente illuminato da lampadari di ottone brunito a tre bracci sui quali erano situati porta lampade di ceramica che inglobavano lampadine a filamenti di tunghsteno da 25 watt in disuso da almeno venti anni.
-«Avanti, prego, venga avanti Avvocato Di Frigeria.
Scusi se resto seduto: mi perdoni… ho qualche acciacco dovuto all’età!
Lei si accomodi prego.»
-«Notaio… piacere di rivederla dopo tanti anni».
La conversazione è proseguita stancamente, quasi con impaccio, passando rapidamente da un banale generico convenevole ad una affettuosa considerazione verso alcuni personaggi locali che entrambi avevamo conosciuto, e durando un tempo appena sufficiente a dare una parvenza di familiarità al nostro incontro.
Elisa, così come discretamente si era allontanata di qualche passo al momento del mio ingresso, ugualmente, con atteggiamenti per niente evidenti, ad un cenno del capo del Notaio ha posato sulla scrivania – proprio al centro delle sottili braccia che egli vi teneva poggiate fino al gomito – una carpetta scura, molto scura anche in ragione dei tanti anni che ne avevano ingrigito l’originario colore.
Sul bordo alto della cartella, perfettamente conservata, senza la minima grinza, ma apparentemente vuota, si poteva leggere l’intestazione della pratica.
-«Non sono molti i casi di cui mi sono occupato durante il lungo cinquantennio della mia professione che hanno richiesto da parte mia un così grande impegno morale.
Controllare che Lei, Avvocato, fosse rimasto scapolo, e comunque privo di una relazione affettiva continuativa, per i venti anni successivi alla data che può leggere sulla carpetta … a proposito… auguri posticipati per il suo compleanno… di un solo giorno vero?… dicevo… sì mi creda, è stato un impegno tanto penoso quanto necessariamente discreto e responsabile, ma non avrei per nessun motivo potuto eludere la decisione della donna che mi aveva affidate queste sue volontà.
Venti anni è il tempo in cui si prescrive ogni reato e si perdona ogni peccato!
Ella volle, venti anni fa, che Lei, ma solo a ben definite e chiare ed inequivocabili condizioni, ora abbia la possibilità di “CAPIRE”.
Proprio così mi disse e scrisse, capire in lettere maiuscole.
Non si tratta in definitiva di un lascito che porti indiscussa consistenza economica a Lei che ne è il beneficiario, quantunque del resto, difficilmente un qualche bene tangibile, per quanto ho appreso durante le mie investigazioni, potrebbe mai essere tanto consistente da risultare per Lei interessante.
La nostra è una piccola comunità, inutile che glielo rammenti, la quale fonda sull’onestà e sulla rettitudine, piuttosto che sulle disponibilità economiche e finanziarie, sia l’andamento della socialità che essa stessa si è imposta, e sia la rispettosa continuità dei rapporti interpersonali.
L’onore, è questo ciò che vale qui.
Gradisce un caffè?
Certo è casalingo, ma Elisa se la cava ottenendo buoni risultati… a volte!»

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CAPITOLO OTTAVO

CAPITOLO NONO

CAPITOLO DECIMO

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Modificato: 31 ago 2022
Libro, 100 Pagine
Libro stampato: A5 (148 x 210 mm)
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Prezzo di vendita: EUR 14.00

Titolo Per Aurora volume quinto
Sottotitolo Alla ricerca di belle storie d’amore
Collaboratori Bruno Mancini
ISBN 9781471068423
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Edizione Nuova edizione
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Titolare del copyright Bruno Mancini
Anno del copyright 2022

E allora la bacia con violenza. Sulla bocca trattenendole la testa – come una bambola di pezza -, sul collo comprimendole le guance – come il morso per una cavalla-, sul seno acerbo – strappandole stoffe e bottoni.
“Lasciami bastardo. Vigliacco bastardo”.
E allora la getta per terra – come un sacco di roba vecchia -, le blocca le gambe – come un lottatore di judo -, le lega i polsi- come uno stupratore -.
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CAPITOLO 9

Mercoledì ore 12: “Andiamo, andiamo, andiamo.
Perché? Perché? Perché?
Oggi è il mio compleanno”.

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CAPITOLO 8

Mercoledì ore 9: “Oggi le figlie e i figli di puttane che vanno in chiesa, non a supplicare perdono, ma per sentirsi importanti nel rapporti con l’eterno (come dire voler corrompere la forza del destino, sottomettere il dio al loro interesse), loro, i santarelli amici di merende, le femmine tradite e traditrici, i miserabili che smerciano cocaina eroina sballina mortina e sigarette dinanzi alle questure, ai palazzi dei tribunali, agli ingressi dei giardini pubblici, ai portoni dei vigili comunali, del fuoco, del mare, della merda, oltre che tra i banchi delle scuole delle metropoli meridionali, delle scuole di ogni grado di tutti i rioni di tutte le rimbecillite metropoli meridionali di tutte le nazioni, oggi le figlie e i figli di puttane che impazziscono se non possono mostrare le chiappe adipose, le zizze gualdrappate, le zampe microbiche, le cosce microscopiche, le vene varicose, le voci stridule e sguaiate, i coltelli a molla, girando in bella mostra tra le boutique ed i pub schiamazzanti lungo tutta la viuzza Riviez ed il largo Maroz del quartiere top secondo Novella 300, oggi, uno o alcuni figli di puttane in attività nella zona in cui vivo ha, o hanno, rubato la mia sgangherata bicicletta parcheggiata in via Coppi 27.
Aiuti non ne voglio.
Mi basterebbe saperli spiaccicati contro un muro.
Darei in cambio 100 rupie”.

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CAPITOLO 7

Lunedì ore 19: “Invece, ogni volta che Elisabetta esce dal suo tugurio regale, non bastano migliaia di spiriti benigni per esaudire gli ordini dei suoi gesti”.

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CAPITOLO 6

Lunedì ore 15: “Quando Aladino era stimato più di una cicca, usciva, in tutto, solo tre volte dalla lampada per esaudire i desideri del Padrone”.

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CAPITOLO 5

Domenica ore 10: “Il risveglio non è la replica della veglia”.

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CAPITOLO 4

Sabato: “L’utopia dei bestemmiatori incalliti è la mamma santa che nessuno di loro ha, è il lupetto furbetto agnostico, è il padre falegname onnisciente”.

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CAPITOLO 3

Venerdì ore 18: “I coltelli non nascono da una coltellata”.

 

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CAPITOLO 2

Ieri.

Soltanto ieri è stato il mio presente.
-«Va bene, ci sarò».
Così risposi all’invito del Notaio Tramontore che si era premurato di notiziarmi del giorno e dell’ora in cui avrebbe dato lettura di un lascito in cui, a suo dire, io ero annoverato tra i beneficiari.
Ricordo bene, fu lo scorso venerdì pomeriggio alle undici di mattina e per la ressa delle incombenze del fine settimana non tentai neppure di proseguire il colloquio chiedendogli da parte di chi provenisse il bene o informandomi di quale natura fosse il dono.
-«Va bene, ci sarò.»
Appuntamento per il mercoledì successivo – ieri -, alle 18,30 in via Nuova Cartaromana ad Ischia.
Lasciai l’appunto a Geltrude, smisi di pensarci e ripresi a sublimarmi ai confini dei sermoni laici, e ad impegnarmi per rendere ragionevoli gli eccessi comportamentali di frotte di miei assistiti, in parte piagnucolanti, urlanti, irritati per non gradire improvvise o temute truffe economiche provenienti da loro clienti – fornitori – enti – amici e personaggi comunque orbitanti intorno agli affari di cui si occupavano, ed in parte, questa ultima di gran lunga, maggioritaria, composta da storici frequentatori sollazzanti in ragione dei buon esiti previsti per le rivendicazioni che avevano affidato alla professionalità del mio studio legale.
Certo idealizzavo, ma senza smettere, con intensità e concretezze molteplici e dissomiglianti, in momenti differenti dei giorni che seguirono, di volere il mio tempo e di dubitare.
“E se non fosse questo?” mi chiedevo dapprima, e poi proseguivo traendone valutazioni simili a “Dovrei scorrere le clessidre ateniesi romane egiziane cretesi micenee etrusche
cinesi spartane. Babilonesi.
L’america dei guappi dal pugno di ferro.
L’Europa dei sudditi del pozzo pieno.
Le folle africane prive dei nostri rimedi, ma vittime delle nostre opulenze. Arabi affaticati dal rispetto per gli insegnamenti scritti nei versetti dei loro libri sacri e dalla concomitante caccia agli infedeli.”
Oppure continuando amareggiato “Non è questo il mio mondo. Questo è solo un mondo di pazzi che impone, sottomette ed infine costringe falde enormi dell’umanità a scannarsi – dovrebbe essere incredibile – non solo per la necessaria sopravvivenza proveniente da un tozzo di pane, non solo per il superfluo benessere ottenibile da un litro di petrolio, ma finanche, anzi con maggiore cruenza, nella guerra senza regole battagliata per accumulare patrimoni che nessuno riuscirebbe mai a godere neppure in infinitesima parte (tante ville, tanti soldi, tanto tutto) da vivo o da morto su questa terra.
Se non fossimo folli, useremmo i poteri per altri obiettivi.
I neri valgono come i bianchi ed i bianchi valgono come i neri è un’affermazione quasi accettata, anche a prezzo di dolorosi storici sacrifici ed amare sconfitte, da tutti i neri e da tutti i bianchi, ma non si ottiene lo stesso consenso se si afferma che i ricchi e i figli dei ricchi hanno gli stessi diritti dei poveri e dei figli dei poveri.”
E quasi sempre concludendo con certezze e domande di arrendevole impotenza ”Occorreranno nuovi secoli e nuove religioni e nuovi eroi. E neppure in chimerica lontananza si avvista il freno capace di modificare le penose situazioni di disuguaglianze sociali, economiche e culturali che ci pervadono impregnando di egoismi i nostri atti, e se non è stata ancora assolutamente scalfita da moltitudini ribelli neanche l’apparentemente non eludibile «globalizzazione» – malvagia nelle intenzioni e perversa nei risultati -, fino a quando i Caino continueranno ad uccider gli Abele?”

Per Aurora – volume quinto – TESTO COMPLETO IN LETTURA LIBERA

Per Aurora – volume quinto – Così fu PARTE 1 CAPITOLO SECONDO

Dedica

La menopausa di mia sorella

Conversazione fra un totano ed una pantegana

CAPITOLO PRIMO

CAPITOLO SECONDO

CAPITOLO TERZO

CAPITOLO QUARTO

CAPITOLO QUINTO

CAPITOLO SESTO

Così fu

PARTE 1

CAPITOLO PRIMO

CAPITOLO SECONDO

CAPITOLO TERZO

CAPITOLO QUARTO

CAPITOLO QUINTO

CAPITOLO SESTO

CAPITOLO SETTIMO

CAPITOLO OTTAVO

CAPITOLO NONO

CAPITOLO DECIMO

CAPITOLO UNDICESIMO

CAPITOLO DODICESIMO

CAPITOLO TREDICESIMO

PARTE 2

CAPITOLO 1

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Poesia sporca

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Per Aurora volume quinto di Bruno Mancini

seconda edizione

Version 5 | ID r99qmg

ISBN 9781471068423

Bruno Mancini
ISBN 9781471068423
Versione 4 |  ID r99qmg
Creato: 31 ago 2022
Modificato: 31 ago 2022
Libro, 100 Pagine
Libro stampato: A5 (148 x 210 mm)
Standard Bianco e nero, 60# Bianco
Libro a copertina morbida
Lucido Copertina
Prezzo di vendita: EUR 14.00

Titolo Per Aurora volume quinto
Sottotitolo Alla ricerca di belle storie d’amore
Collaboratori Bruno Mancini
ISBN 9781471068423
Marchio editoriale Lulu.com
Edizione Nuova edizione
Seconda edizione
Licenza Tutti i diritti riservati – Licenza di copyright standard
Titolare del copyright Bruno Mancini
Anno del copyright 2022

E allora la bacia con violenza. Sulla bocca trattenendole la testa – come una bambola di pezza -, sul collo comprimendole le guance – come il morso per una cavalla-, sul seno acerbo – strappandole stoffe e bottoni.
“Lasciami bastardo. Vigliacco bastardo”.
E allora la getta per terra – come un sacco di roba vecchia -, le blocca le gambe – come un lottatore di judo -, le lega i polsi- come uno stupratore -.
“Lasciami bastardo. Vigliacco bastardo, Non farlo”.

Per Aurora volume quinto

seconda edizione

Racconti

La menopausa di mia sorella

Così fu

Info: Bruno Mancini

Cell. 3914830355 tutti i giorni dalle 14 alle 23
emmegiischia@gmail.com

 

Per Aurora – volume quinto – Così fu PARTE 1 CAPITOLO PRIMO

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Per Aurora – volume quinto – Così fu PARTE 1 CAPITOLO PRIMO

TESTO COMPLETO IN LETTURA LIBERA

Per Aurora – volume quinto – Così fu PARTE 1 CAPITOLO PRIMO

Così fu

PARTE 1

CAPITOLO 1

Ieri.

Soltanto ieri.
Finalmente, ho carpito dalle grinfie avide dei mercenari acquattati in ogni dove al soldo d’invadenti multinazionali, i tempi ed i modi per una voluta prigionia, ed ho serrato le porte nell’attesa di muovermi verso i luoghi delle mie origini.
Metaforicamente, praticamente, completamente.
L’assalto continuo, attraverso proposte indicanti modi d’essere adeguati agli inutili prodotti che i padroni universali del commercio e dei servizi inviano a pioggia di grappoli dai contorni impalpabili come foschia estiva di primo mattino, assume virulenze epidemiche una volta giunto a contatto con le blande aspirazioni di tranquillità e di serena assuefazione al ritmo quotidiano proprie di esistenze vissute senza sprechi e prive di inutili orpelli. Semplici, essenziali, autonome.
Le menzogne ballerine, create ad immagine di lusinghe dai loro maghi prezzolati, saltellano allegramente ben oltre ogni perdonabile entusiasmo, frattanto che abbattono ostacoli a forma di evanescenti birilli ed ideologie di carta straccia, male, o per niente, supportate da nervose manovre atte a ripristinare condivisibili pretese di libertà individuali.
Senza ritrosie, in ragione della forza amorale ricevuta dalle loro strutture interdipendenti, superano, con vigliacca disinvoltura gli specifici spessori delle singole vite incontrate lungo le vie che percorrono.
Ne deriva una complessa organizzazione della socialità immemore dei suoi stessi scopi istitutivi.
Mentre srotola piacevolezze esistenziali frammiste ad essenziali bisogni cognitivi ed impellenti necessità comunicative, essa, la falsa dignità universale – quella degli uomini invisibili oltre le cortine delle organizzazioni finanziarie, quella degli innominabili padroni del vizio e della schiavitù dei deboli, quella dei tizi in doppio petto sproloquianti in pubblico senza cuori brucianti all’interno del torace per giustizia ed uguaglianza, quella di tutti gli uomini animali da sé stessi assurti a mortificanti auto glorificazioni, quella dei nuovi Dei, meschini e blasfemi – essa la falsa dignità universale accaparra, tutto intero, senza pentimenti, l’indivisibile legame tra le vite ed i singoli uomini.
Non ero convinto che fosse sufficiente, ma limitare il raggio di azione dei miei giorni futuri nel perimetro, orto compreso, di una vecchia casa colonica, mi era apparso il sistema più agevole per tentare la metempsicosi spirituale che intendevo costruire tra il mio passato ed il mio futuro.

TESTO COMPLETO IN LETTURA LIBERA

Dedica

La menopausa di mia sorella

Conversazione fra un totano ed una pantegana

CAPITOLO PRIMO

CAPITOLO SECONDO

CAPITOLO TERZO

CAPITOLO QUARTO

CAPITOLO QUINTO

CAPITOLO SESTO

Così fu

PARTE 1

CAPITOLO PRIMO

CAPITOLO SECONDO

CAPITOLO TERZO

CAPITOLO QUARTO

CAPITOLO QUINTO

CAPITOLO SESTO

CAPITOLO SETTIMO

CAPITOLO OTTAVO

CAPITOLO NONO

CAPITOLO DECIMO

CAPITOLO UNDICESIMO

CAPITOLO DODICESIMO

CAPITOLO TREDICESIMO

PARTE 2

CAPITOLO 1

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Poesia sporca

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ISBN 9781471068423

Bruno Mancini
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Modificato: 31 ago 2022
Libro, 100 Pagine
Libro stampato: A5 (148 x 210 mm)
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E allora la bacia con violenza. Sulla bocca trattenendole la testa – come una bambola di pezza -, sul collo comprimendole le guance – come il morso per una cavalla-, sul seno acerbo – strappandole stoffe e bottoni.
“Lasciami bastardo. Vigliacco bastardo”.
E allora la getta per terra – come un sacco di roba vecchia -, le blocca le gambe – come un lottatore di judo -, le lega i polsi- come uno stupratore -.
“Lasciami bastardo. Vigliacco bastardo, Non farlo”.

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Per Aurora – volume quinto – La menopausa di mia sorella – CAPITOLO SESTO

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Per Aurora – volume quinto – La menopausa di mia sorella – CAPITOLO SESTO

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Per Aurora – volume quinto – La menopausa di mia sorella – CAPITOLO SESTO

CAPITOLO 6

Il racconto è finito, ma voi, per favorire la mia sorte, potreste anche immaginare che il totano poeta, avvinghiata – come ho detto – mediante numerosi intrecci del suo robusto tentacolo la cima per messo della quale rimanevo legato al pallone, si fosse attardato nel porre in atto ulteriori azioni di agganci, distratto, sia dalla vanità di rendere partecipe la pantegana al compiacimento procuratogli dal vedermi dibattere nel tentativo di sfuggirgli, e sia, a maggior ragione, dall’intento, a questo punto certamente palese, di ottenere le grazie della ormai affascinata compagna d’avventura e, con esse, una più che tangibile e materiale gratificazione per l’astratta e cerebrale magnificenza della sua cultura.
Potreste, e mi fareste cosa grata, anche aggiungere che io, approfittando del suo sublime peccato d’orgoglio, come Zeus nei confronti di Bellorofonte, gli avessi ficcato, finalmente, il tridente tra gli occhi ed il cervello, utilizzando tutta l’energia che avevo ancora disponibile e, quindi, sganciata con un rapido movimento la cintura ad apertura automatica – per mezzo della quale ero trattenuto in suo possesso attraverso la sagola legata alla boa -, mi fossi sottratto, con un deciso colpo di pinne, alla presa mortale di quella mimetica ipnotica bestia partorita dalla mia fantasia, tornando in tal modo… a rivedere il sole e Gilda che mi attendeva in lacrime sulla riva scrutando l’orizzonte (il nostro?), preoccupata per il biglietto trovato al risveglio accanto al cofanetto del trucco, ed in pena per la lunga attesa determinata dalla mia estrema immersione nel profondo abisso della solitudine e della poesia.
Grazie.

FINE

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E allora la bacia con violenza. Sulla bocca trattenendole la testa – come una bambola di pezza -, sul collo comprimendole le guance – come il morso per una cavalla-, sul seno acerbo – strappandole stoffe e bottoni.
“Lasciami bastardo. Vigliacco bastardo”.
E allora la getta per terra – come un sacco di roba vecchia -, le blocca le gambe – come un lottatore di judo -, le lega i polsi- come uno stupratore -.
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Per Aurora – volume quinto – La menopausa di mia sorella – CAPITOLO QUINTO

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Per Aurora – volume quinto – La menopausa di mia sorella – CAPITOLO QUINTO

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Per Aurora – volume quinto – La menopausa di mia sorella – CAPITOLO QUINTO

CAPITOLO 5

Il totano:
-«Il nome mio tutti lo sanno: “Ignazio”.
Ignazio di Frigeria e d’Alessandro.
Ignazio di Frigeria e d’Alessandro con cuore di poeta.
Mi hanno sprofondato in questo abisso per aver mancato di rispetto ad una deità artificiale soprannominata El Tibe o El Cibe o qualcosa di simile.
Avevo cantato i pastori dell’Ellade in guerra, i fieri naviganti fuggiti dalle troiane mura, l’inferno e il paradiso (il purgatorio mi venne meno bene), Lucia la santarella, il cinque maggio, il piccolo Lord, Cappuccetto rosso e Biancaneve.
Tutto bene.
Applausi, complimenti, auguri, riconoscimenti, recensioni, premi ecc. ecc.
Fino a quando… se ci penso mi ficco il terzo tentacolo da destra nel…
Fino a “Il furto della foto”.
Chi poteva pensare che sarei diventato una specie di mignotta solo per aver deriso in quel racconto un tappetto umano in brache bianche e maglietta azzurra!
Infamie e vituperi, offese e minacce, e tutti i contatti professionali cassati, distrutti, annullati.
Amici, spariti.
Conoscenti, neanche più un saluto.
La condanna universale.
Nessuna gratitudine sconfigge mai il danno di un’ultima minima offesa.
Il mio apporto alla gioia, non effimera, per una emozione continuamente dettata finanche a distanza di secoli attraverso solo parole (a volte tradotte in un altro idioma), e poi i casti baci che ho ricevuto dalla cultura, e poi l’essere o l’essere stato pensieri, sentimenti, amori per tutti e di nessuno, cioè tutta la linfa di me poeta, io poeta, travagliato pazzo visionario maledetto stramaledetto stramaledettissimo poeta, tutto ciò non ha retto lo scontro neppure con un bonario scherno verso la fotografia di un Pulcinella in mutande soprannominato El Sibe o El Bibe o qualcosa di simile.
Detto in un plurale maiestatis che a me si conviene, parafrasando un poeta di terra, potrei dire che per noi scrittori non sempre il tempo la beltà conserva.
Tanti anni sono trascorsi da quando gli opercoli dei miei nuovi tentacoli a mala pena raggiungevano il diametro di una capocchia di spillo.
Giocherellavo ad inserirvi prima un granello di sabbia, poi, con il trascorrere di nuove lune e nuovi soli, col tempo, una briciola della conchiglia che avevo mangiato a colazione, ed oggi, impegnandomi riesco a riempirli con bestioni della tua taglia.
E che dire della capacità di trazione di questi super tentacoli che io chiamo sagole viventi!
Altro che idee, queste nerborute propaggini sì hanno valore!
È nella forza il valore dell’essere: non esiste l’anima.
Se anche così non fosse, l’anima non basterebbe comunque, e certo non sarebbe in alcun modo determinante nello stupido inconcludente processo di evoluzione che condiziona, con una spirale infinita, le ambizioni di tutta la città umana.
Come i sentimenti, le ideologie, le filosofie, gli amori astratti.
Tocca, tocca, tutta una corda vigorosa, come una liana.
Mi hanno parlato delle liane sugli alberi, me ne hanno raccontate di storie.
Vi si appendevano per la coda, come la tua, animali considerati progenitori degli umani (i quali sono gli animali per eccellenza, le vere bestie).
Tocca palpeggia.
Se vuoi azzanna.
C’era una barca, l’estate scorsa, una barca lunga tre ciuffi di posidonie.
Ne ho bloccato l’ancora con un solo tentacolo e l’elica, quell’aggeggio che gira rumoroso sotto il culo della poppa, ruotava e strideva, ma il natante lungo un’aiuola di posidonie non si spostava di un’onda.
Proprio come sto facendo con questo umano rompicoglioni.
Vedi, ho intrecciato un cirro con la sagola del pallone boa.
Di solito la corda non è tanto vicina al pescatore.
Non è a portata di tentacolo.
Questo è un sistema diverso.
Mah!
Nessuna cima di tutte quelle che ho incontrato nei miei innumerevoli confronti con gli umani era allestita con questo sistema.
Guarda, guarda, c’è un piombo che la spinge nel basso agevolando involontariamente la mia presa.
Nella composizione classica noi non riusciamo ad agganciarla perché è stesa alle spalle del sub, verso l’alto in direzione delle superficie del mare.
Sì, ora che ci penso, una volta… sì una volta ho notato un altro umano utilizzare questo sistema con il piombo a scorrere sulla corda… ma lui fu fortunato… non mi vide… o se mi vide… fuggì a gambe levate.
Forse è stato lui a consigliare di costruire questa stronzata.
Guarda, guarda come questo qui sbatte piedi e braccia.
Sbatte piedi e braccia, sbatte ma non si sposta di un’acciuga.
Scommetto che questo sub sta ricordando quando la sorella, a quaranta tempi dalla nascita, entrò in menopausa, e la rivide gioiosa come chi s’’immetta nell’androne della stazione ferroviaria dalla quale inizierà il viaggio più suggestivo di tutta la vita: per lei il viaggio verso la sessualità libera e disinibita.
Lei non aveva capito, lui non gliene aveva mai parlato, ed io sciupo il mio tempo prezioso di poeta assoluto nell’insulso tentativo di fare intendere a te, lercia pantegana, indiscusso simbolo di libera cortigianeria, che le beltà dei giorni in cui ciascuno di noi fummo per la prima ed unica volta innamorati, cioè felici, quasi mai si accrescono insieme al diametro dei nostri muscoli od alla forza dei tentacoli che sviluppiamo.
Quasi sempre il vero danno irrimediabile scaturisce dal non aver avuto la preveggenza di conservarle, quelle irripetibili emozioni, nella teca dell’ottimismo, affinché, in seguito, le si possano aprire e riaprire, e godere o rigodere, e amare e riamare, ogni volta che inutili silenzi non si materializzino per aggiungere schizzi scuri al mare profondo di sopraggiunte insidiose solitudini.
Purtroppo, le beltà dei giorni in cui ciascuno di noi fummo per la prima ed unica volta innamorati, cioè felici, con il passare del tempo, considerate ormai inutili, come il mare profondo, finiscono irrimediabilmente rigettate nel mare profondo del superfluo.
Ed allora, io dico beata te, cara pantegana!
Beata te, malcelato incubo notturno per adolescenziali peregrinazioni nei bassifondi innominabili d’invereconde sensazioni, beata te, finché continui a tacere, mentre io mi affatico a nutrirti con le distillate essenze dei miei tormenti. Beata te che poco sai, poco pensi, e poco sei.
Beata te zoccola puttana!
Evviva.
Ed ora basta convenevoli, fatti toccare il culo e baciami il cervello.»

Languida menopausa
del mio furente
Ingarbugliato orgoglio,
inflaccida frange pendule
sconnesse
di una tardiva certezza.
Dal cavallo alato di Bellorofonte
spodesti il tardo
maculato arrivo,
senza condanna
con dolce eutanasia.
Assegno la coda di rospo,
ricotta pregna di canditi,
al tonfo dell’io bambino,
un botto, spiaccicato sulla torta.

Pegaso.
Si fa derivare il suo nome P h g h, ossia sorgente, perché era nato alle fonti dell’Oceano, cioè all’estremo Occidente, dove Perseo aveva ucciso la Gorgonie Medusa.
Altre versioni lo fanno nascere dallo stesso collo reciso della Medusa, oppure dalla Terra, fecondata dal sangue del mostro. Compare in numerose leggende.
Perseo lo cavalcava quando andò a liberare Andromeda dallo scoglio su cui era stata esposta in sacrificio ad un mostro marino.
In seguito fu trovato da Bellorofonte, l’eroe nazionale di Corinto, che lo domò e con lui partecipò a gloriose imprese.
Questi era figlio di Poseidone e di una figlia del re di Megera, sul cui nome le versioni sono diverse.
Avendo ucciso accidentalmente un uomo, dovette lasciare la sua città e andare dal re Preto perché lo purificasse.
La moglie di questi si innamorò di lui e, essendo stata rifiutata, raccontò al marito di essere stata insidiata.
Re Preto, non volendo vendicarsi personalmente, perché non era permesso uccidere il proprio ospite lo mandò dal suocero Iobate con un messaggio, nel quale gli si chiedeva di uccidere il latore della missiva.
Letta la lettera, Iobate chiese a Bellorofonte di uccidere la Chimera, un mostro metà leone, metà drago, che sputava fiamme, convinto che ne sarebbe uscito sconfitto.
Ma Bellorofonte montò il cavallo alato Pegaso, piombò dall’alto sulla Chimera e la uccise in un sol colpo.
Iobate gli affidò allora una successione di altre imprese impossibili, dalle quali l’eroe uscì vittorioso. Iobate si convinse quindi dell’innocenza dell’eroe e ne ammirò le qualità al punto da dargli in moglie la propria figlia. Inorgoglito, Bellorofonte volle salire all’Olimpo sul suo cavallo alato, ma fu precipitato sulla terra da Zeus, come castigo del suo peccato d’orgoglio.

Per Aurora – volume quinto – TESTO COMPLETO IN LETTURA LIBERA

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CAPITOLO TERZO

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E allora la bacia con violenza. Sulla bocca trattenendole la testa – come una bambola di pezza -, sul collo comprimendole le guance – come il morso per una cavalla-, sul seno acerbo – strappandole stoffe e bottoni.
“Lasciami bastardo. Vigliacco bastardo”.
E allora la getta per terra – come un sacco di roba vecchia -, le blocca le gambe – come un lottatore di judo -, le lega i polsi- come uno stupratore -.
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Per Aurora – volume quinto – La menopausa di mia sorella – CAPITOLO QUARTO

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CAPITOLO 4

Gli ero ormai talmente vicino che la mia maschera faticava a rendere completamente visibile l’estensione dei suoi tentacoli.
Comunque indirizzassi lo sguardo, una parte della sua mole usciva dai bordi della mia pinguino nera.
Sapevo bene che in situazioni di estrema tensione, nelle rischiose apnee, gli attimi valgono tutto, eppure, almeno per una frazione di tempo mi abbandonai all’impressione d’essere spettatore di una partita di tennis, seduto in linea con la rete, intento a seguire con continui spostamenti della testa il percorso della palla.
Di reale c’era il suo immobilismo, d’irreale la sua immobile attesa. Tra la forza della sua indole, forgiata dalla lunga esperienza, che imponeva alle sue caratteristiche naturali di trattenere finanche lo scorrere dell’acqua negli opercoli per sfuggire nascondendosi, e la potenza della sua smisurata, prorompente, devastante stazza che le chiedeva di occultarsi scappando, la preda continuava a privilegiare la prima congettura, anche se, per tale scelta, il vetro plastificato della mia maschera nera, durante il progressivo avvicinamento, doveva apparirle come la bocca spalancata del Terrore e del Male. Io, la mia faccia, il Terrore!
Quale percorso aveva condotto la mia vita verso e fino alla mortale sfida con quella icona bestiale?
Scompaginare il certo e rumoroso declino di quel tragitto in cui mi riconoscevo felice tuffandomi nei silenzi profondi?
Offuscare un prosieguo del mio viaggio esistenziale temuto troppo simile al decadente simbolismo dell’immagine di mia sorella, seduta con un gatto sulle ginocchia, nell’atto di tagliarsi le unghie, dopo la menopausa, per meglio palpeggiare la creta, proponendosi, pulsandosi in un nuovo mondo fatto di terracotta e di ceramiche?
Gilda?
Che c’entra Gilda?
Gilda?
Che c’entra Gilda?
Gilda si crogiola sulla spiaggia con le tette al sole, voluminose, le tette, tanto da costringere a sbirciarle anche sfigati esistenzialisti un po’ gay e un po’ narcisisti durante andirivieni senza senso che lei, anima candida, neppure nota.
Non è così?
Che cosa non è così?
Crogiola, spiaggia, sole, tette, voluminose, sbirciare, sfigati, esistenzialisti, gay, narcisisti, andirivieni?
Non è questo?
Che altro allora?
Bum… la macchia nera che prima era ondeggiante tra i tentacoli del mostruoso colosso posato sul fondo marino gli schizzò, con lo scatto breve e goffo di una pantegana, verso il testone immobile nella concentrazione mimetica.
C’è tutto un modo a noi sconosciuto di comunicare tra animali non solo della stessa specie, ma anche di razze profondamente dissimili, finanche, credo, tra uccelli e pesci o tra rettili e pesci o tra molluschi e mammiferi.
IL totano è un mollusco.
Simile al polpo.
La pantegana è un mammifero.
Anch’essa nel suo ambito, spesso, sfugge dai pericoli restando ferma acquattata in un angolo, il più buio possibile, il più profondo possibile, dalle pareti il più possibile di colore scuro come la sua pelle, la sua coda, la sua testa.
Una maniera efficace almeno quanto lo è lo sfrontato mimetismo dei cefalopodi, ma che essa spesso, d’improvviso abbandona sfruttando, con la sorpresa della fuga in una direzione imprevista, l’attimo in cui il suo nemico si blocca per elaborare e decidere la modalità dell’attacco.
Se esce indenne dal primo scatto, è salva.
La pantegana, abbandonato l’insicuro riparo, fuggendo, balzò sul capo di quell’immenso totem e forse gli disse…. Gilda?
Che c’entra Gilda?
Perché penso a Gilda?
Gilda?
Che c’entra Gilda?
Perché penso a Gilda?
Gilda si crogiola sulla spiaggia con le tette al sole, voluminose, le tette, tanto da costringere a sbirciarle anche sfigati esistenzialisti un po’ gay ed un po’ narcisisti durante andirivieni senza senso che lei, anima candida, neppure nota.
È vero.
Ne sono sicuro.
Sono… si… nooo…
Salgo a vedere.
Tanto bastò.
Il totano ne aveva già approfittato per mettere in moto un tentacolo nella mia direzione.
Salgo a vedere.
È troppo tardi?
Meglio, così…

Per Aurora – volume quinto – TESTO COMPLETO IN LETTURA LIBERA

TESTO COMPLETO IN LETTURA LIBERA

Dedica

La menopausa di mia sorella

Conversazione fra un totano ed una pantegana

CAPITOLO PRIMO

CAPITOLO SECONDO

CAPITOLO TERZO

CAPITOLO QUARTO

CAPITOLO QUINTO

CAPITOLO SESTO

Così fu

PARTE 1

CAPITOLO PRIMO

CAPITOLO SECONDO

CAPITOLO TERZO

CAPITOLO QUARTO

CAPITOLO QUINTO

CAPITOLO SESTO

CAPITOLO SETTIMO

CAPITOLO OTTAVO

CAPITOLO NONO

CAPITOLO DECIMO

CAPITOLO UNDICESIMO

CAPITOLO DODICESIMO

CAPITOLO TREDICESIMO

PARTE 2

CAPITOLO 1

CAPITOLO 2

Poesia sporca

Poesia sporca

Per Aurora – volume quinto – TESTO COMPLETO IN LETTURA LIBERA

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Per Aurora – volume quinto – Vetrina LULU

Per Aurora volume quinto di Bruno Mancini

seconda edizione

Version 5 | ID r99qmg

ISBN 9781471068423

Bruno Mancini
ISBN 9781471068423
Versione 4 |  ID r99qmg
Creato: 31 ago 2022
Modificato: 31 ago 2022
Libro, 100 Pagine
Libro stampato: A5 (148 x 210 mm)
Standard Bianco e nero, 60# Bianco
Libro a copertina morbida
Lucido Copertina
Prezzo di vendita: EUR 14.00

Titolo Per Aurora volume quinto
Sottotitolo Alla ricerca di belle storie d’amore
Collaboratori Bruno Mancini
ISBN 9781471068423
Marchio editoriale Lulu.com
Edizione Nuova edizione
Seconda edizione
Licenza Tutti i diritti riservati – Licenza di copyright standard
Titolare del copyright Bruno Mancini
Anno del copyright 2022

E allora la bacia con violenza. Sulla bocca trattenendole la testa – come una bambola di pezza -, sul collo comprimendole le guance – come il morso per una cavalla-, sul seno acerbo – strappandole stoffe e bottoni.
“Lasciami bastardo. Vigliacco bastardo”.
E allora la getta per terra – come un sacco di roba vecchia -, le blocca le gambe – come un lottatore di judo -, le lega i polsi- come uno stupratore -.
“Lasciami bastardo. Vigliacco bastardo, Non farlo”.

Per Aurora volume quinto

seconda edizione

Racconti

La menopausa di mia sorella

Così fu

Info: Bruno Mancini

Cell. 3914830355 tutti i giorni dalle 14 alle 23
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Per Aurora – volume quinto – La menopausa di mia sorella – CAPITOLO TERZO

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Per Aurora – volume quinto – La menopausa di mia sorella – CAPITOLO TERZO

TESTO COMPLETO IN LETTURA LIBERA

Per Aurora – volume quinto – La menopausa di mia sorella – CAPITOLO TERZO

CAPITOLO 3

Quella mattina mi ero immerso, era inizio settembre, con il sole delle prime ore non ancora velato dalla parte basa dell’atmosfera. Esatto, mi ero immerso.
Mi ero immerso e basta.
Contava poco come, quasi niente dove, ancora meno per cosa, assolutamente non mi chiedevo perché.
Mi ero immerso e basta.
Più o meno come seguissi il piffero di una magia lusingatrice che mi spingesse lontano verso abissi di strane dimensioni, astratte, immateriali, quasi da vivere in altri tempi cosmici.
Magia dissimile certo, forse opposta, rispetto all’irripetibile incantesimo che, durante l’indolente sfrontata giovinezza, sentii trascinarmi semplicemente verso un altrove, corposo, multiforme, edonistico, attimizzato in ogni sfaccettatura. Sapore di sale.
Una melodia, intrufolatasi per vie misteriose nella parte della mente addetta agli addobbi acustici delle decisioni importanti, prima che io cominciassi a nuotare aveva suonato il tema “maestoso” che caratterizza la sinfonia numero sette di Beethoven, cui aveva fatto seguire, senza alcuna soluzione di continuità, le prorompenti battute iniziali che aprono l’Uccello di fuoco di Stravinsky.
Prepotentemente, questi ultimi accordi, come una esplosione d’artiglieria narrata in tante vecchie storie di trincee e di orgogliosi disprezzi del pericolo, mi scoppiavano intorno e dentro, mentre la mia testa traboccava d’immagini e ripeteva l’ultima frase con la quale Gilda, la sera prima, uscendo di casa, aveva sbattuta la porta.
-“Il tuo scetticismo uccide la tua fortuna”.
Volevo, sapevo di volere, e sapevo di poter volere.
Cosa?
Volevo volere.
Io non mi ero bardato con cinture e boccaglio per inseguire pesci impauriti o sconvolgere come fulmine tra i licheni nel bosco, le alghe e gli avannotti.
Neppure avevo armeggiato intorno ai tridenti allo scopo d’infilzarne le punte limate e stralimate, molate, scartavetrate e lucidate, nelle squame di scorfani immobili o nei morbidi opercoli delle seppioline…
Ancora non sapevo che un flauto magico mi spingeva verso di lei.

In effetti, senza averne coscienza, non altro che per lei mi ero gravato in vita con tre chili di piombo. Un simbolo: la murena.
L’immobile predatrice.
La bestia mai impaurita dal progressivo avvicinamento della morte che si accosta mimetizzata in una macchia scura: la tuta nera del subacqueo che piomba in discesa dal cielo.
Feroce se mostra la bocca spalancata, già pronta a ghermire.
Tenace, lascia scoperti i denti arcuati: ganci indeformabili come l’acciaio.
Solitaria.
Rinchiusa in una tana in cui lo spazio è minimo.
Arrotolata su se stessa in modo da aderire con forza alle pareti al fine d’impedire alla preda azzannata di fuggire trascinandola con sé.
Volevo la murena: una poesia.
Ne andavo alla ricerca.
Senza averne consapevolezza.
Attende il momento atto a coglierti di sorpresa, e se ti morde un dito, non puoi far altro che tagliarlo per non restare ancorato al fondo dalla tenacia del suo aggancio.
Molti Cacciatori sono stati cacciati, cioè molti Pescatori sono stati pescati, voglio dire che molti Sub sono rimasti sub, molti Poeti non hanno mai affrontato una murena.
Molti Traditori sono stati traditi.
Quella mattina, come ho già detto era inizio settembre, Gilda
era rincasata quasi all’alba perseguendo a suo modo l’intento di dare un segnale concreto ed immediato alla ennesima litigata che avevamo protratto per tutta la sera precedente, prima che sbattesse la porta uscendo:
-“Hai chiamato l’idraulico?”
-“No.”
-“Perché?
Quanto tempo dovremo stare con la goccia che cade nel lavello?
Possibile che la casa non debba mai essere in ordine?
Mi senti?
Mi ascolti?
Dico a te, mi odi?
Non solo non gli hai telefonato, ma fai pure l’offeso.
Il silenzioso.
L’insofferente.

Quando mi portavi le rose rubate, ai tempi del nostro amore, non aspettavi due volte per accontentare un mio desiderio! Era bello.
Ero bella.
Ti piaceva.
Ti piacevo.
È sempre stato solo questo.
Piacere.
La molla che fa girare il mondo attraverso i coglioni…”
-“E basta.
Appena ti mollo, cazzo, non la finisci più.
Non l’ho chiamato.
Capito?
Non l’ho chiamato.
E non lo chiamo.
E basta… ”
-“No, basta lo dico io.
Che molli, che cazzo, che basta.
Che basta, che cazzo, che molli.
E una, e due, e tre, e insomma quanto pensi che potremo andare avanti così?
Un giorno litighiamo per il cibo, una sera discutiamo per la gente, una notte sbuffiamo per una toccata, e poi gli orari, e poi la macchina, e poi, e poi l’idraulico.
Sono stanca.”

Quella mattina di settembre, giunto ormai a quasi la metà del tempo che di solito prevedevo di utilizzare per l’immersione, mi resi conto che dovevo almeno per un attimo tentare di designare, sebbene posticcio, un qualche obiettivo da prospettare per la mia battuta di caccia, ed occuparmene, tralasciando sia le immagini dei totani filosofeggianti e delle attigue pantegana in attenta adorazione, e sia le considerazioni relative alle ossessioni che mi stavano procurando le ultime vicende affettive.
Optai per stanare una murena, credo seguendo la tentazione cosparsa mellifluamente dallo stesso piffero magico che aveva accompagnato da protagonista l’inizio della mia immersione, ed effettuai un rapido controllo, sia degli agganci tra la sagola, la cintura, ed il pallone, e sia della posizione in cui era avvitato il tridente all’asta d’acciaio.
Pigiai con due dita sui baffi per agevolare l’aderenza della maschera fra la bocca e il naso.
Spinsi leggermente il tubo del boccaglio verso il punto di contatto tra la molla della pinguino ed il lato frontale della mia tempia.
Per un attimo, di sfuggita, immaginai ancora che il totano originato dalla mia fantasia stesse penzolando a mezza acqua, poco sovrastante il fondo, proprio in un preciso punto sul quale mi si era fermata l’attenzione durante una precedente immersione per avervi visto intrattenere numerosi sciami di novellame, brulicanti con movimenti sincronizzati, e ciascuno sempre nella sessa buca.
Tuttavia, subito dopo, volgendo una rapida occhiata al sacchetto per le catture che portavo agganciato al pallone di segnalazione, partendo dalla ricostruzione di come, alcuni giorni prima io avessi in parte modificato il sistema di aggancio del pallone-boa alla cintura che stringevo in vita per gravarmi dei pesi necessari ad una comoda e veloce discesa, mi arruffai nel ricordo di quando, parlando con uno dei fratelli di Gilda, abile sì nella pesca subacquea, però di una fortuna sfacciata, mi ero lamentato che la conformazione di quel fondale, altalenante, con grossi promontori quasi emergenti ed immediate cadute a picco, non solo rendesse problematica una buona visione e costringesse quindi ad immersioni prive di riferimenti, ma in alcuni casi configurasse degli ostacoli, tra il pallone stesso ed il sub, in grado di bloccarne la discesa.
La parte superiore del cavetto legato al pallone incagliava tra gli interstizi e le protuberanze degli scogli emergenti, opponendo resistenza alla immersione.
Quel mio cognato, esperto fortunato predone delle profondità marine, che aveva un suggerimento per ogni situazione, non mancò l’occasione per dimostrarmi la sua maestria mettendomi a conoscenza di un trucco, a suo dire segreto, che lui usava praticare:
-«Metti la cintura con i pesi intorno alla vita.
Giusto?
Leghi ad essa la fune del pallone boa.
Vero?
Per far sì che il pallone non s’incagli nelle fenditure degli scogli affioranti, devi legare ad un anello un peso tra i cento ed i centocinquanta grammi e farlo scorrere liberamente sulla corda tra la cintura che hai in vita ed il pallone.
Guarda ti faccio un disegno.
In questo modo hai più di un beneficio.
In primo luogo, durante il nuoto in mare aperto, se tu galleggi il pallone sarà quasi attaccato a te in quanto il gancio che sostiene il piombo, spostandosi attraverso l’anello scorrevole, affonderà gran parte della corda, impedendo al pallone di allontanarsi; in secondo luogo, se vorrai immergerti, questo stesso movimento di pesi spingerà la boa a stazionare precisamente sulla tua verticale.
Nell’uno e nell’altro caso, il sistema contribuirà finanche ad una maggiore sicurezza, per quanto riguarda eventuali tardivi avvistamenti da parte di natanti a motore.
Ma ciò che a te interessa è che la boa da segnalazione non si blocchi tra le cime degli scogli, e con il mio artifizio il risultato positivo è sicuro, perché il pallone, non essendo trascinato dalla corrente, seguirà docilmente da vicino il tuo percorso, il quale, ovviamente, non andrà in collisione con speroni emergenti.»
-«Bella idea.
Un piombo, un anello.
Semplice.»

Esauriti i pensieri intorno all’argomento piombo-anello-sagola, immediatamente, come in un rosario monotono, ripetitivo, inutile, sciocco, allucinante, altri momenti di vita antecedente, altre meditazioni, altri altari alla ragione incontrastata scompaginarono il già disordinato approccio per il controllo relativo ala corretta sistemazione delle attrezzature che mi portavo appresso nuotando, lentamente, nel profondo mare azzurro cupo steso, come un velo d’odalisca, sotto il dirupo digradante dall’antico borgo rurale di Campagnano.
Ed allora mi coinvolsi nel tentare di chiarirmi il giusto e l’ingiusto dei comportamenti che avevo posto in atto negli ultimi tempi.
Forse tentando di risalire ai motivi, se non ai moventi, della crisi che ormai opprimeva il mio rapporto con Gilda.
Una analisi in piena solitudine, tra cielo e mare, tra sole ed abisso. Da quando ero tornato in maniera definitiva sull’isola d’Ischia, lasciando via via deperire ogni precedente contatto con il mondo dei viaggi e degli incontri, non rispondevo al telefono e, peggio, neanche leggevo un libro o ascoltavo una musica che fossero prodromi di nuovi interessi culturali.
D’altra parte schifavo da sempre la televisione, non avevo mai smesso di considerare i giornali come impapocchiamenti della verità, e l’unico modo intrigante per trascorrere il tempo, oltre ad utilizzarlo nella normale amministrazione familiare, mi era parso utile scorgerlo nella ricerca di inezie complementari ai flussi delle vite che mi passavano accanto.
Da amplificare con tale parossismo da far sì che esse mi provocassero valanghe di vertigini.
Gilda non mancò di notare questi precipitii, a volte staccati dall’algido massiccio della mia ragione, in altri casi appiccicati ad una parte della mia epidermide sentimentale, quasi sempre sviluppatisi nell’apparentemente definitiva discesa di uno yo-yo, le quali tutte mi spingevano comunque verso il centro di singole attività umane, quasi che in esse fossero stipati i segreti del bello e dell’amore.
Lei seguì con cura le tracce che tali mie innocue divagazioni mentali lasciavano attraverso gesti, parole e frasi inserite nel racconto che stavo scrivendo, ed appena ne ebbe certezza, indicò con l’indice il centro della mia fronte e scandì con eccezionale chiarezza, lentamente:
-”Niente di più falso.
Nel piccolo non risiede il complesso, e niente è più complesso del bello e dell’amore.”

Mi ero certamente esaltato.
Avevo certo dilatato la tranquillità a volte grigia e passiva di un rapporto consolidato, trasferendo su di essa, pur senza volerlo, ciò nondimeno in maniera automatica ma indubbiamente con pensieri ed atteggiamenti, sfilacciati brandelli di una inarrestabile sindrome distruttiva della ipocrisia e delle colpevoli prevaricazioni.
Se io fossi il loro dio – pensavo, proponendomi un particolare del rapporto tra un dio ed i suoi uomini – m’incazzerei tremendamente per quanta irrisoria partecipazione personale pongono nella difesa della mia universalità.
Urlando nel giardino di casa, iniziai ad urlare che, al suo posto, avrei urlato per tutte le galassie:
-“Cosa discutete con quei peccatori originari delle province romane!
Così agendo vi prestate al gioco di profeti che non ho mai annunciati e che hanno ignorato il figlio mio e le mie colombe bianche, imbecilli.
Va bene… vediamo… forse… non ho detto questo… ogni religione è figlia del creatore… il mio creatore è più antico del tuo… il tuo modello è senza barba bianca… vogliamoci bene… siamo tutti nella stessa barca… nessuno deve prevaricare l’altro… una moschea a te, una basilica a me… grande rispetto reciproco per le nostre fedi… una porpora in più, un cappellino in più… un pellegrinaggio… una devozione… una statuina… un libricino… una via…un muro… una sinagoga… un altare… un muro… una cappella… una campana… un muro… un’ostia che significa inganno.
Avete raggiunto la comodità?
Poltroncine, tronetti, portantine, limusine, schiavetti, frocetti, chiavetti, chiav…
Volete altro?
Potere, ricchezza, santità, alleluia, adorazione, potenza, fetenziacce, fetenziaccissime…
Tutto in nome mio.
Restando al riparo della mia invincibilità.
Con in bocca le palline di un rosario che appartengono alla mia verità.
Per effetto di un disonesto proclama e di collettivi auto riconoscimenti d’imbecillità.
Ma io non ho mai dato questi attestati!
Né ho chiesto aiuto per propagandare il nome mio!
Neppure ho offerto difese ai cialtroni ed agli imbonitori di povere anime ingenue!
Io non impongo preghiere!
Io non ho lamenti per la mia solitudine, né patisco l’ignoranza di chi sfugge a se stesso, e poi, e poi, e poi, e poi.
È però certo senza poi e senza ma che io schifo profondamente l’ignavia dei vostri comportamenti incoerenti, finanche con la truffa sfacciata che vi rende sovrani.”

Gilda non poteva non udire, dovunque fosse, e non voleva tacere nei confronti di qualunque provocazione io producessi, quindi, lasciò che terminassi il proclama, e punse l’evidente allitterazione verso cui non ponevo remore:
-“Ciascuno è re dei sudditi che riesce a conquistare.
Ciascuno è dio dei fedeli che riesce a creare. vuoi ricrearti re, dio, suddito o fedele?
Non credo che tu lo sappia, e non lo scoprirai urlando.”

Ma io aspettavo da lei lozioni odorose, dolci linimenti, melasse e dolcezze, infusi inebrianti, vibrazioni sottocutanee, suadenti passionali serenità, il volo silenzioso di abbracci mai privi di… mai privi di tutto intero il nostro passato!
Ciò non avvenne neppure quando iniziai a scrivere un capitolo nel quale riportavo di aver fermato la mia attenzione su un profilattico usato e lasciato per terra, in una calda giornata autunnale, accanto al muro di cinta di un parcheggio confinante con un terreno incolto. … qualcuno al mio posto l’avrebbe fatto segno di considerazioni dai vaghi risvolti cannibaleschi?
Dal mio totalizzatore la risposta positiva non è data vincente. Eppure di un così fetente gesto d’inciviltà – parcheggio Cava dell’isola 14 ottobre 2006 ore 13 – per me sarebbe stato divertente parlarne con lo strafottente autore.
Egli, senza dubbio sfacciato e prepotente, incolto e superficiale, maschio ma per niente uomo, forse sarebbe rimasto disorientato se fosse stato condotto a vedere le migliaia di formiche nere freneticamente impegnate a distruggere annientare e trasportare nei loro depositi alimentari i poveri resti dei suoi spermatozoi.
Eppure, quasi certamente, egli fa sua la fede che assegna a quella schifezza – da lui lasciata in balia dei fieri predatori – i diritti inalienabili riconosciuti a beneficio delle forme vitali preposte alla riproduzione della specie umana, negli stessi termini nei quali, questa ultima, riceve gloria per essere stata plasmata personalmente dal creatore in cui lui, lurido zozzone, finge di credere.
I massimi requisiti della fertile potenza di quel porco eiaculatore, i codici del suo patrimonio genetico, assaliti da legioni di formiche nere, devastanti distruttrici dell’unico elemento di civiltà che gli era dato di possedere!
Lo sperma è spesso migliore dell’uomo”.

.“Maniacale ricerca dell’orrido”, fu il commento che Gilda lasciò a margine della pagina.
Ed allora iniziai, solo iniziai, per mia fortuna iniziai soltanto, a cercare di ricavare un nesso dal fatto che a mia sorella dopo la menopausa crebbero le unghie.
Una spuma d’onda sgocciolò nel tubo della maschera richiamandomi a riprendere il controllo della situazione in cui mi trovavo.
Quasi a fuggire da questi nuovi e vecchi invadenti ed inopportuni pensieri, effettuai di botto un profondo respiro, spinsi la testa sottacqua, ruotai il capo verso il basso, e, dando un deciso colpo di pinne, mi lasciai cadere nella profonda fenditura tra due masse rocciose.
Nel chiarore indeciso delle strisce di sole che, penetrando i circa otto metri di profondità, in una prospettiva parevano sciamare entro gruppi aghiformi tra i filari delle posidonie, mentre invece, in un angolo opposto, squarciavano il fondale trafiggendo l’incastro della falda sulla scogliera, come un fantasma di pura luce, seguendo la corrente sottomarina con un docile movimento a pendolo che non ne spostava granché la posizione, un fantastico enorme agglomerato, perfettamente mimetizzato tra le rare pietre, le variegate alghe, e gli spigoli di sabbia, giaceva come un polpo.
Un polpo?
Una piovra!
Otto metri circa sotto di me, un polpo di dimensioni mai prima affrontate sbatacchiava fra i suoi enormi tentacoli una macchia nerastra simile ad una delle rotondeggianti rocce laviche stracciate dai bordi del magma solidificato.
A meno che non si fosse trattato di un riccio gigante o di un grappolo di cozze, la macchia non mi sembrava giustificata in quel luogo.
Non ebbi in mente altre ipotesi.
Neppure che potesse trattarsi di un totano.
Le pulsazioni m’incalzavano risucchiando quanto più ossigeno possibile dai polmoni, l’adrenalina mi eccitò rendendo secchi e decisi i movimenti con i quali proseguii la discesa, gli occhi sbarrati dietro il vetro perlato della maschera molto compressa sulla faccia puntarono il centro dell’ammasso spiaccicato indifeso sul fondo, la mano destra strinse l’asta d’acciaio del tridente fino a procurarmi dolore per l’improvvida compressione, il braccio sinistro si mosse a cavare il pugnale dalla guaina legata al polpaccio.
Non ebbi un pensiero.
Che fosse un totano.
Agii come un plotone di armigeri.
In una azione simultanea, un unico sincronismo, un insieme fatto di singoli particolari, in un unico tutto, il mio corpo non mi appartenne, ma si comportò, nelle sue diverse strutture, come un gruppo formato da numerose entità, ciascuna decisamente separata da tutto il resto, ma che attuava un canovaccio a lungo studiato e provato e riprovato.
Il sincrono meccanismo di una squadra d’incursori movimentò ogni singolo muscolo di ogni azione della mia persona, anche sensoriale, tattile, visiva, preposta al controllo della fulminea immersione d’attacco che andavo attuando.
Era lì.
La bestia più grande e fascinosa che avessi mai affrontato nella vita.
Con tutti i pericoli.
Era lì.
Con tutte le insidie.
Certo non tradussi in un ragionamento logico l’immagine del cefalopode mentre si dibatteva, trafitto dall’arpione, brandendo i tentacoli alla ricerca di un aggancio con l’assalitore per trattenerlo sul fondo fino alla morte per esaurimento delle sue risorse d’aria.
Nemmeno mi dettai la prudenza di non avvicinarmi tanto da consentirgli di ferrarsi ad una qualsiasi sporgenza voluminosa, sfilacciando un tentacolo sulla mia mano che impugnava l’arma.
Neppure, neanche, nemmeno ricordai per un attimo la nube nero inchiostro che avrebbe potuto spargermi intorno, impedendo, così, che vedessi i pericoli portati dai suoi contrattacchi.
Era lì.
Con tutte le insidie.
Era lì.
Con tutta la potenza del suo mostrarsi padrone in un regno che non concedeva superflui respiri, forze e movimenti.
Un mondo senza poesia.
Un mondo che non accoglieva benevolo l’infido luccichio del mio sguardo, né il barlume del mio pugnale.
Con me veloci, le punte del tridente, meticolosamente affilate, fenderono l’acqua alternando bagliori nella discesa.
Tutte le forze del braccio teso e del corpo trascinato nell’apnea dai pesi che portavo agganciati alla cintura, furono guidati dall’incosciente volontà di una conquista che di conquista non aveva nulla.
Per la cattura più esaltante da mostrare che da possedere gelosamente, fosse anche solo nei ricordi.
Per una morte che se fosse giunta sarebbe stata solo una morte,
Era lì.
Anche io.
Non ero stato sempre da sempre ai bordi di quel promontorio, non mi ero di abitudine tuffato con tanta foga, repentinamente, verso una situazione imprevista, non avevo mai subito l’ansia per la scoperta di una chimera, né ero mai stato succube di una simile crudeltà immotivata.
Gilda diceva
.“Il tuo malvezzo è un presuntuoso orgoglio”.
In tante occasioni sarei stato tentato di spingerla a ridimensionare, utilizzando esempi concreti, un giudizio che non avendo nulla di concettuale, alla fine di ogni discussione, lei m’appiccicava sul muso come un’aringa affumicata.
Se ipotetici contenitori potessero recuperare tutti i suoni, (i quali come ogni accadimento non attraversano spazi senza lasciare traccia), ed il loro utilizzo avvenisse in special modo accanto al lume dal braccio verde e dalla calotta gialla che illumina le mie letture mentre Gilda appassisce davanti all’ultimo film giallo trasmesso dalla televisione di stato, essi risulterebbero certamente traboccanti di una monotona ripetizione, in falsetto, urlata, malinconica, sottovoce, ad occhi bassi, sferzante, delusa, un groppo in gola, una stanchezza di confronti, un presagio di distacchi…
-“Il tuo presuntuoso orgoglio”.
Non ero stato sempre da sempre ai bordi di quel promontorio, ed ugualmente non era restata sempre da sempre nella mia mente l’emozione del primo incontro con Gilda.
Paradossalmente, invece, continuavo a ricordare il temine linguistico con cui in principio esaltavo le mie individualistiche esultanze per l’avvenuta conquista del suo primo semplice gesto di affetto. In una trasformazione compiuta a seguito d’impercettibili cambiamenti, negli ultimi tempi, certo anche come corollario di continui diverbi, essa, la parola magica scaccia problemi, era ormai diventata il tormento di una goccia che rimbombi nelle orecchie, la nebbia che abbrutisca le linee orlate degli alberi, il mio compagno indesiderato, monotono, piagnone.
Ormai in me fomentavo finanche lo scherno, per uno spiacevole senso di banalità e balordaggine che mi ero convinto l’accompagnasse.
Fosse stato il contrario avrei avuta una labile speranza di attendere al confronto con il nostro passato, per tentare così di avviare tra noi una nuova forma di vicinanza più adatta ai tempi, alla società ed ai nostri anni.
Avessi continuato a sentire vivo il dolore del groppo che mi risalì dallo stomaco alla gola, lasciandomi senza fiato senza parole senza… senza tutto allorché Gilda mi gettò la prima volta le braccia al collo; fossi stato memore del graffiante percorso che una lacrima aveva solcato tra i miei occhi al contatto con la sua guancia; avessi saputo ripetere la sublime levità in cui il mio corpo depose la mia anima affinché divenisse libera di fuggire verso un bacio, un bacio e basta, allora sì, allora sì, allora sì tre volte, ora potrei affermare che il mio amore fosse diverso da tutti gli altri.
Ma forse gli amori sono veramente tutti uguali, come i cinesi. Non voglio a questo punto proseguire con i flash di Antonella che espose le labbra (o forse era Clara?) (o forse era Gilda?) (a chi?), perché ho il netto ricordo di quando mi accorsi che avevo trovato un mio equilibrio, senza averlo cercato, e quindi scrissi che esso imponeva… La rinunzia a continuare nel tentativo di costruire un senso per l’amore.
smettila di essere bufera
Su questo cielo
Di primo meriggio
Tracciato dal volo dei passeri
-di tanto è capace settembre-
Allo scopo di salvare la speranza, o se non altro almeno l’illusione, di creder che forse le storie d’amore sono tutte uguali, come i cinesi.
Miliardi d’individui dai tratti identici: stessi occhi, stessa statura, stesso modo di porgere, stesso incedere.
Eppure gestiscono, con comportamenti del tutto analoghi ai nostri, i rapporti e le individualità.
Si riconoscono.
Le storie d’amore sono tutte uguali.
Io non sono né Gino né Lelio, e Gilda non è Clara e neppure Antonella. Da Elena a Giulietta, dal Principe Azzurro a Dante, le vicende degli innamorati s’identificano, nel tema comune dell’irrinunciabile, perfino con la infinita determinazione
«Per me non conta altro» della gente comune.
Ed allora io sono Gino, divento Lelio sono… tu sei…
La passione universale ed eterna del mito Medea è identica all’irrinunciabile ostinazione che in ogni attimo rende moltitudini di persone anonime protagoniste di trombe d’aria tanto brevi, impercettibili e disattese da smuovere a stento l’atmosfera sopita delle loro famiglie, delle piccole comunità nelle quali articolano l’intimità della loro vita, ed eccezionalmente, nei casi brutali più eclatanti, divengono elementi di curiose pruderie e pettegolezzi per le cronache da fondo pagina di giornali locali.
Le storie d’amore sono tutte fotocopie nel linguaggio e nella gestualità – come i cinesi -, eppure ciascuno di noi ripete e riconosce le proprie. Io sono Clara sono te sono Antonella tu sei me e Gino e Lelio.

Così nel suo destino
così
senza battiti di ciglia
ad un velo dal suo respiro
fra le sue dita
così
nella solitudine delle nostre ansie,
io sono la viola
cercata in un bosco
io sono corda di viola
in un suono d’orchestra
io sono viola pensiero
che scuote passioni
io sono di mammole viola
la macchia, l’inchiostro,
di semi di viola appassita
profumi e magie,
io sono poeta
io sono
silenzio.

Ho detto:
-«Voglio che tu sia la mia donna»
Ha detto:
-«Voglio che tu sia la mia amante.»
Ho detto:
-«Ti amo.»
Ha detto:
-«Non chiedermi amore».
Ognuno riconosce la sua.
Per sfumature in teneri acquarelli, per contrasti di toni in
opere corpose, per forme di linee in immagini astratte e cerebrali.
Storie tenere, corpose, cerebrali, come tutta la vita mia”.

… Con Gilda.
Quella mattina di inizio settembre, prima d’immergermi nella nuova solitudine, nella desolata ricerca della mia murena, il rimbombo ossessivo dell’aggettivo che mi aveva dato sempre da sempre il senso del mio amore, mi donò un’ultima briciola di poesia:

Scriverò di te innocente
– giovane Apaches –
dalla lunga chioma di grappoli
di grappoli d’uva rossigna,
tra le fiamme dei tronchi
dei tronchi ardenti sfavillanti
una notte di cielo deserto,
deserto, nel cuore del deserto.
Penserò alla tua malinconia
– giovane Apaches –
d’attesa e di passioni con occhi memorie
memorie affastellate,
sopra i fumi dei tronchi
dei tronchi assopiti
nelle notti di cielo deserto,
deserto, come il cuore del deserto.
Amerò gli sguardi squillanti
– giovane Apaches –
per la felice follia di silenziosi sorrisi
sorrisi all’ombra di tante chimere,
dentro ai profumi dei tronchi
dei tronchi spenti dalla mia ombra
ogni notte di cielo deserto,
deserto, più del cuore del deserto.

Prima di uscire verso il mare, con in cielo il sole ancora rosato e velato come Gilda nel letto, con due stelle basse sull’orizzonte come gli occhi di Gilda dopo una notte di baldorie, lasciai il foglietto dei versi accanto al cofanetto del trucco – Gilda lo usava ogni mattina -, presi una penna di colore diverso, rossa, detti ascolto, per una volta, alla voce della ragione che m’imponeva di fare chiarezza.
Affinché Gilda sapesse.
Non solo per giustificare la mia decisione.
Andare in cerca della predatrice immobile.
Sollevare un velo sul presente.
L’ossessione della murena.
Ciò nonostante la sola libertà che seppi concedermi fu un messaggio criptico, risultato infine appannato, celato tra parole poco più che banali, scritto con penna rossa in poche righe a margine della poesia Apaches:
-”La colpa sono io:
Un bacio a nostro figlio.
Vado ad incontrare la mia bestia.
Addio:”

Certo, ho sempre da sempre avuto memoria della parola che mi riempiva la testa e la vita, la testa e la vita: Incredibile.
Un amore incredibile, un amore incredibile.
Incredibile.

Per Aurora – volume quinto – TESTO COMPLETO IN LETTURA LIBERA

TESTO COMPLETO IN LETTURA LIBERA

Dedica

La menopausa di mia sorella

Conversazione fra un totano ed una pantegana

CAPITOLO PRIMO

CAPITOLO SECONDO

CAPITOLO TERZO

CAPITOLO QUARTO

CAPITOLO QUINTO

CAPITOLO SESTO

Così fu

PARTE 1

CAPITOLO PRIMO

CAPITOLO SECONDO

CAPITOLO TERZO

CAPITOLO QUARTO

CAPITOLO QUINTO

CAPITOLO SESTO

CAPITOLO SETTIMO

CAPITOLO OTTAVO

CAPITOLO NONO

CAPITOLO DECIMO

CAPITOLO UNDICESIMO

CAPITOLO DODICESIMO

CAPITOLO TREDICESIMO

PARTE 2

CAPITOLO 1

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Poesia sporca

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Per Aurora – volume quinto – Vetrina LULU

Per Aurora volume quinto di Bruno Mancini

seconda edizione

Version 5 | ID r99qmg

ISBN 9781471068423

Bruno Mancini
ISBN 9781471068423
Versione 4 |  ID r99qmg
Creato: 31 ago 2022
Modificato: 31 ago 2022
Libro, 100 Pagine
Libro stampato: A5 (148 x 210 mm)
Standard Bianco e nero, 60# Bianco
Libro a copertina morbida
Lucido Copertina
Prezzo di vendita: EUR 14.00

Titolo Per Aurora volume quinto
Sottotitolo Alla ricerca di belle storie d’amore
Collaboratori Bruno Mancini
ISBN 9781471068423
Marchio editoriale Lulu.com
Edizione Nuova edizione
Seconda edizione
Licenza Tutti i diritti riservati – Licenza di copyright standard
Titolare del copyright Bruno Mancini
Anno del copyright 2022

E allora la bacia con violenza. Sulla bocca trattenendole la testa – come una bambola di pezza -, sul collo comprimendole le guance – come il morso per una cavalla-, sul seno acerbo – strappandole stoffe e bottoni.
“Lasciami bastardo. Vigliacco bastardo”.
E allora la getta per terra – come un sacco di roba vecchia -, le blocca le gambe – come un lottatore di judo -, le lega i polsi- come uno stupratore -.
“Lasciami bastardo. Vigliacco bastardo, Non farlo”.

Per Aurora volume quinto

seconda edizione

Racconti

La menopausa di mia sorella

Così fu

Info: Bruno Mancini

Cell. 3914830355 tutti i giorni dalle 14 alle 23
emmegiischia@gmail.com

 

Per Aurora – volume quinto – La menopausa di mia sorella – CAPITOLO SECONDO

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Per Aurora – volume quinto – La menopausa di mia sorella – CAPITOLO SECONDO

TESTO COMPLETO IN LETTURA LIBERA

Per Aurora – volume quinto – La menopausa di mia sorella – CAPITOLO SECONDO

CAPITOLO 2

Senza aver catturato neppure una preda nonostante le numerose calate in cui mi ero impegnato durante quella ora iniziale, ancora mi distraevo fantasticando intorno al dialogo improbabile tra un totano ed una pantegana!
Il totano: -«Che tu, tracotante, sia silente, aggiunge infimo blasone alla forestiera origine da cui provieni e che ci accingiamo, con giusto impegno e faticoso esame, ad irridere o laudare, a confinare nei ghetti della vergogna oppure a sdoganare da calunniose erculee maldicenze.
Negarsi il nesso tra rimorsi e sorsi di discorsi infissi nei fossi messi tra i sassi dei troppi “io fossi”, non ritara la rara misura della tenue natura, né ritarda la sorda onda che ti conduce alla luce.
La sorella di quel mio conoscente (un pescatore subacqueo che vedo spesso in giro, un sub con grosse pinne rondine del quale odo vibrazioni mentali durante le sforzate apnee che usa fare da queste parti), venti tempi dopo la nascita, per effetto delle sue “cose” fu serrata, allegra giovinetta, tra quattro mura sette alberi e cinque gatti, e, tuttavia, nessuno ha mai venerato il monastico dolore delle sue progressive privazioni al cospetto di Apollinee forme esibite da fustolenti fustacchi.
Come faccio a non impegnare la tue deludente sapienza verso la dicotomia di una follia e di una folle: lame dai bordi affilati, innocue se divaricate su un cuscino d’appoggio, bensì taglienti quando attacchino unite nel frangere il tessuto?
Allora mi intrigo ad appiccicare le ventose dei miei sette (ne manca uno che ho perso in combattimento) tentacoli sui diversi strati di questo privato mondo sotterraneo e sottomarino, mutando colore e dimensione, mimetizzandomi.
Poi vedremo insieme come finirà… »
E poi la mia fantasia continuava spostandosi sulla figura
silenziosa del ratto… … la pantegana non capiva un tubo.
Essa, da sempre abituata agli sparagnini termini rivieraschi – fame scogli venti gatti – nascondeva l’imbarazzo di fronte all’incomprensibile magniloquente eloquio abissale, spruzzando perfide puzze ad ogni passaggio dei ghirigori che ripeteva intorno al capoccione smisurato del totano poeta.
Ad ogni giro alzava la coda un po’, di più, un po’ di più, di più di un po’, un po’ di più di un po’.
Sfiorava i vettini terminali dei suoi tentacoli appassiti mostrando, ad ogni giro, un po’ di più, di più di più il sottocoda schioppettate.
Disse il totano: -«Melliflua tenebrosa, la seduzione è un’arte degli arti abbarbicata nei rovi incastrati tra i detriti degli orti, conserta, con serti, nei cesti concerti di gesti per cupidi musicanti alati.
Vai vaneggiando per vezzeggiate vezzose villiche promiscuità! Promiscuità è il tocco di un tentacolo di totano nella pelvica passera di una patente pantegana.
Riduci i giri, risparmia i sogni, ripensa al tuo delirio di femminilità un dì concupita, ed ora in ansia per asfittici orgasmi.
Rimedia al torto dell’offesa carnale con la ragione degli istinti naturali.
Io sono il totano, se voglio… se voglio io sono Poeta.
La sorella dell’imprudente apneista dalla maschera appiccicata al volto di cui ti ho detto, a trenta tempi dalla nascita usava cospargere di miele e di nettare le rotonde bigliette dei suoi capezzolini, dai pizzi puntuti, per avvampare l’infimo piacere del trucido compagno: assatanato assassino dei viaggi in nuvoletta.
Ancora mi stupisce, procace ammasso di nefande nequizie, il vano turpiloquio che gli slabbrati ondeggiare dei tuoi chiapponi sbudellano dal mio teorema concettoso.
Vedrai, insieme, inoltre, infine, sarà tutto facile… »

Per Aurora – volume quinto – TESTO COMPLETO IN LETTURA LIBERA

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Dedica

La menopausa di mia sorella

Conversazione fra un totano ed una pantegana

CAPITOLO PRIMO

CAPITOLO SECONDO

CAPITOLO TERZO

CAPITOLO QUARTO

CAPITOLO QUINTO

CAPITOLO SESTO

Così fu

PARTE 1

CAPITOLO PRIMO

CAPITOLO SECONDO

CAPITOLO TERZO

CAPITOLO QUARTO

CAPITOLO QUINTO

CAPITOLO SESTO

CAPITOLO SETTIMO

CAPITOLO OTTAVO

CAPITOLO NONO

CAPITOLO DECIMO

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CAPITOLO DODICESIMO

CAPITOLO TREDICESIMO

PARTE 2

CAPITOLO 1

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Poesia sporca

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E allora la bacia con violenza. Sulla bocca trattenendole la testa – come una bambola di pezza -, sul collo comprimendole le guance – come il morso per una cavalla-, sul seno acerbo – strappandole stoffe e bottoni.
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Per Aurora – volume quinto – La menopausa di mia sorella – CAPITOLO PRIMO

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Per Aurora – volume quinto – La menopausa di mia sorella – CAPITOLO PRIMO

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Per Aurora – volume quinto – La menopausa di mia sorella – CAPITOLO PRIMO

LA MENOPAUSA DI MIA SORELLA

Conversazione fra un totano ed una pantegana

CAPITOLO 1

Il totano:- «Cara Pantegana vivo da tredici periodi in questo lembo di liquido abisso rilucente, ma mai prima avevo posato l’olfatto l’udito lo sguardo su neruleee rotondità foriere di simili fetidi squittii.
D’onde vieni, chi sei, perché dondoli poppe e deretano, scomposta e sguaiata, al limitar della mia terra marina?
Pria che tu risponda, sarebbe giusto che sia io a presentare le mie tavole anagrafiche, per dovere d’ospitalità e per sesso.
D’altro canto, nel giroscopico testo unico di civili atteggiamenti, anche il blasone e l’età vengono qualificati come caratteristiche da rispettare con tutte le stucchevoli forme d’ossequio che le situazioni richiedono.
Tuttavia, e solo in quanto le mie onorificenze non ricevono unanime riconoscimento al pari di quelle feudali, né godono di privilegi uguali a quelli riservati alle specie e sottospecie di politici, mi induco a posare la prima pietra della nostra conoscenza.
Cosa c’è?
Quid accidit?
Ho profferto parole insensate o… insensate sono le tue ignoranze?
Ripeto il concetto con termini d’uso plebeo ed esempi tratti dalle notizie del telegiornale, e vengo a chiederti se hai mai saputo di un vincitore del Premio Nobel che, in ragione di tale riconoscimento, abbia sistematicamente beneficiato di aerei personali o auto blu con chauffeur in livrea dai bottoni d’oro.
No, mai successo.
Eppure quel Nobel per la medicina… sì lui… ha salvato con la sua scoperta milioni di ammalati, e, forse, miliardi di futuri contaminati.
Il premio in denaro, la festa alla presenza del RE, il suo nome inciso nel libro d’oro della onorificenza, tante foto in giro per il mondo, sui giornali, per televisione… e basta.
Non farnetico dicendo che sia rimasto povero, eventualmente lo fosse stato, ma affermo che ogni successivo privilegio gli sarà stato intestato in virtù del suo lavoro e non come puro riconoscimento per un titolo certamente più prestigioso di tante patetiche onorificenze politiche e settarie.
Non mi dilungherò nel tediarti con la ricostruzione dei cavilli e delle sopraffazioni usate contro di me da masse d’incolti meridionali per giungere a farmi sprofondare in questo abisso, strumentalizzando una mia mai dimostrata mancanza di rispetto nei confronti della loro populistica deità artificiale di origine argentina – spesso ritratta in brache bianche, maglietta azzurra ed un pallone di cuoio appiccicato al piede sinistro – soprannominata El Tibe o El Cibe o qualcosa di simile.
Eppure avevo cantato i pastori dell’Ellade in guerra, i fieri naviganti fuggiti dalle troiane mura, l’inferno e il paradiso (il purgatorio mi venne meno bene), Lucia la santarella, il cinque maggio, il piccolo Lord, Cappuccetto rosso e Biancaneve.
Nessuna gratitudine sconfigge mai il danno di un’ultima minima offesa.
Il nostro apporto alla gioia, non effimera, di una emozione continuamente dettata finanche a distanza di secoli per mezzo solo di parole – a volte tradotte da un altro idioma -, e poi i nostri casti baci alla cultura, e poi l’essere o l’essere stati nei pensieri, sentimenti, amori per tutti e di nessuno, cioè tutta la linfa di me poeta, io poeta, travagliato pazzo visionario maledetto stramaledetto stramaledettissimo poeta, tutto ciò non ha retto lo scontro neppure con la stupida statica fotografia di una specie di mini guitto in mutande soprannominato El Sibe o El Bibe o qualcosa di simile.
Tu prova ad aprire il tuo sguardo oltre le comode finestre dei provincialotti inconsistenti particolari luccichii idealistici, e subito comprenderai quanto vero sia che, per ognuna di quelle inondanti apparizioni, il mio contributo poetico filosofico ne ha già, da tempo immemore, sancito la storica immortalità mediante la trasposizione artistica in epopee travagliate e sublimi.
La sorella di un mio conoscente, a dieci tempi dopo la nascita ha avuto le sue “cose” ed è diventata signorinella pallida, però nessuno ha scarnificato l’evento fino all’essenziale apogeo dell’univoco nucleo di recondite armonie bellamente stipate nell’intangibilità delle sue intime segrete sensibilità femminee.
Ciò mi consente di credere che: o non tutti gli eventi hanno per diritto di nascita uguale dignità storica, oppure è vero che anche ciascuna singola stronzata acquisisce una particolare indefessa dignità attraverso il contributo che il “caso” il “fato” il “culo” il “destino” la “sorte” appiccica, non sempre materialmente sul tempo di quelle loro non pavide apparizioni: vedremo casa accadrà… »

In un gioco senza senso, antico quanto me, nuotando, inventavo questo tipo di storie improbabili delle quali il più delle volte non avrei avuto memoria giunto a riva, e che in gran parte, pur trovandole originali e degne di attenzioni letterarie, non utilizzavo per i miei scritti.
Immaginavo?
Ero convinto che la pantegana, espulsa dalla sua comoda tana dimora della Torre di Guevara a seguito di lavori di ristrutturazione tesi, finalmente, a rendere fruibili agli umani i residui dell’antica struttura soggetta a centenarie asportazioni fraudolente, sguazzando senza arte né parte in una melma fluida di gran lunga meno appiccicosa del liquame presente nella sua familiare fognetta interrata, digiuna, ovviamente bagnata, frullata nel precipitato percorso dal cantiere allo scarico a mare, spelacchiata, con la testa dolente, sofferente di continue vertigini, la coda mozza, la pelle maculata per bozzi e piaghe, bitorzoli, tritorzoli, e di certo gonfia d’acqua salmastra penetratale nel ventre attraverso la bocca l’ano e gli altri orifizi, ascoltando il totano erudito, tacesse.
Dopo circa un’ora di variazioni, integrazioni, puntualizzazioni, precisazioni, riferite al tema principale della nuova elucubrazione natatoria avente per soggetti questi due elementi accomunati in una improbabile coppia di acquatici, mi trovai pochi metri dietro il promontorio denominato Punta Pisciazza, sotto il costone che delimita a sud-est la baia di Cartaromana.
Ero quasi giunto in vista della conca che da quel punto si apre senza percettibili soluzioni di discontinuità fino al Castello Aragonese.
L’escursione subacquea mi sembrava appena iniziata anche se avevo le dita bianchicce, spugnate, le mani mollicce, spugnate, i piedi insensibili strizzati nelle pinne tipo rondine extra-large, il naso tumefatto, spiaccicato contro il vetro indeformabile della maschera pinguino nero.
Ogni parte del mio corpo si era conformata in una condizione fisica differente, se non addirittura opposta rispetto allo stato in cui si trovava al momento dell’immersione.
Prima no, prima di scendere in acqua le mie dita, le mani, erano arse, grinzose per le lunghe ore al sole, le narici erano atrofizzate dall’afa, i piedi dolenti per gli impervi percorsi sugli scogli, e non avevo il respiro rumoroso affrettato scomposto ansante a seguito delle apnee lunghe minuti senza fine sfilacciati nell’agguato all’enorme murena che m’era apparsa – intravista – in una fessura di roccia frammista a cespugli di alghe -ondulanti – da cui era formato il fondo del promontorio di Punta della Pisciazza, in direzione della Grotta del Mago lasciata la Baia di Cartaromana.

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E allora la bacia con violenza. Sulla bocca trattenendole la testa – come una bambola di pezza -, sul collo comprimendole le guance – come il morso per una cavalla-, sul seno acerbo – strappandole stoffe e bottoni.
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Per Aurora – volume quinto – Dedica

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TESTO COMPLETO IN LETTURA LIBERA

Per Aurora – volume quinto – Dedica

Per Aurora
volume quinto

Agosto 2022
Associazione culturale
“Da Ischia L’Arte – DILA”
Bruno Mancini

Edizioni

DILA

Per Aurora volume secondo
BRUNO MANCINI
Dello stesso autore nel catalogo DILA
Poesie
Promo uno
Davanti al tempo
Agli angoli degli occhi
Segni
La Sagra del peccato
Incarto caramelle di uva passita
Non rubate la mia vita
Io fui mortale
Sasquatch
Non sono un principe
La mia vita mai vissuta
Erotismo, sì!
Tutte le poesie
Prose
“Come i cinesi”:
L’estate con la parrucca
Il Libro di Sonia
Ambiguità
Il Nodo.
“Per Aurora”:
L’Appuntamento
Vasco e Medea
Anche questa volta
La Notizia virgola – La Condanna punto
Così o come
La sesta firma
Il furto della foto
La menopausa di mia sorella
Così fu
Per Aurora – Tutti i racconti

Questo volume contiene:

La menopausa di mia sorella

Cosi fu

Seconda edizione, produzione limitata.
Ischia, Agosto 2022.

A Rosalba

Avrebbe riprodotto il mio volto ad occhi chiusi, disegnato le mie mani senza il minimo errore, riconosciuta la mia sagoma anche di profilo, anche di spalle, con la certezza di un istinto ancestrale.

Per Bruno Mancini: brevi commenti amichevoli.
“Percorso di memoria o ricerca di spazi temporali virtuali?”
“Il continuo intersecarsi di livelli di identità con ipotesi e incarnazioni simboliche…”
“…sembrano accarezzare un sogno lontano, una speranza che non sarà mai certezza, un miraggio di felicità che si perde oltre l’orizzonte illusorio di fragili esistenze.”
“…a volte lirismo crepuscolare, intriso di soffusa malinconia, di struggente tristezza.”
“Opera interessante per i contenuti e le tematiche affrontate, nonché per i valori estetici…”
“… seria preparazione, corredata da rimarchevole fantasia.”
“… meditato, armonioso di buon afflato poetico.”
“… sincero, elegante, sempre aderente al soggettivismo letterario del particolare momento che attraversiamo.”
“Non racconto né romanzo, più che risolverli lascia aperti molti quesiti anche sul piano puramente tecnico linguistico.”
“Una prosa lacerata e sfuggente…”
“Le aperture liriche, più che segnare il passo dell’emozionalità, offrono un ulteriore invito a perdersi nei labirinti della parola scritta…”
“Quasi poesia cruda, percuote e carezza, giovane e antica…”
“Lavoro intenso, vissuto nella profondità della sua composizione, fatta di toni e di immagini…”
“Una voce nuova che chiama ad ascoltarla ed a giudicarla senza inibizioni, come liberamente essa è sviluppata.”
“Troverete un urlo e un soffio di amore, un vuoto, immersi nella forza e nella malinconia di chi comprende
che…”
Per Aurora – volume quinto – TESTO COMPLETO IN LETTURA LIBERA

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Dedica

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Conversazione fra un totano ed una pantegana

CAPITOLO PRIMO

CAPITOLO SECONDO

CAPITOLO TERZO

CAPITOLO QUARTO

CAPITOLO QUINTO

CAPITOLO SESTO

Così fu

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CAPITOLO PRIMO

CAPITOLO SECONDO

CAPITOLO TERZO

CAPITOLO QUARTO

CAPITOLO QUINTO

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CAPITOLO OTTAVO

CAPITOLO NONO

CAPITOLO DECIMO

CAPITOLO UNDICESIMO

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Per Aurora volume quinto di Bruno Mancini

Le aperture liriche, più che segnare il passo dell’emozionalità, offrono un ulteriore invito a perdersi nei labirinti della parola scritta.

Dettagli del prodotto
ISBN 978-1-4092-8184-9
Editore Bruno Mancini
Copyright ©2009 Bruno Mancini
Lingua Italian
Paese Italia
Data di pubblicazione 28 marzo 2009

Conto pagine 109 pagine
Formato Commerciale USA
Rilegatura Rilegatura termica

Libro a copertina morbida, 109 pagine
Viene spedito in 3–5 giorni lavorativi
Per Aurora volume quinto di Bruno Mancini

 

 

 

 

 

 

 

 

La menopausa di mia sorella

Conversazione fra un totano ed una pantegana

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La menopausa di mia sorella

Conversazione fra un totano ed una pantegana
Capitolo 1

….mi trovai pochi metri dietro il promontorio denominato Punta Pisciazza, sotto il costone che delimita a sud-est la baia di Cartaromana.
Ero quasi giunto in vista della conca che da quel punto si apre senza percettibili soluzioni di discontinuità fino al Castello Aragonese.

L’escursione subacquea mi sembrava appena iniziata anche se avevo le dita bianchicce, spugnate, le mani mollicce, spugnate, i piedi insensibili strizzati nelle pinne tipo rondine extra-large, il naso tumefatto, spiaccicato contro il vetro indeformabile della maschera “pinguino nero”.

Ogni parte del mio corpo si era conformata in una condizione fisica differente, se non addirittura opposta rispetto allo stato in cui si trovava al momento dell’immersione.

Prima no, prima di scendere in acqua le mie dita, le mani, erano arse, grinzose per le lunghe ore al sole, le narici erano atrofizzate dall’afa, i piedi dolenti per gli impervi percorsi sugli scogli, e non avevo il respiro rumoroso affrettato scomposto ansante a seguito delle apnee lunghe minuti senza fine sfilacciati nell’agguato all’enorme murena che m’era apparsa – intravista – in una fessura di roccia frammista a cespugli di alghe -ondulanti – da cui era formato il fondo del promontorio di Punta della Pisciazza, in direzione della Grotta del Mago lasciata la Baia di Cartaromana.

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parigi mirna & chris 391

Per Aurora volume quinto di Bruno Mancini

La menopausa di mia sorella

Conversazione fra un totano ed una pantegana

Capitolo terzo

Quasi a fuggire da questi nuovi e vecchi invadenti ed inopportuni pensieri, effettuai di botto un profondo respiro, spinsi la testa sottacqua, ruotai il capo verso il basso, e, dando un deciso colpo di pinne, mi lasciai cadere nella profonda fenditura tra due masse rocciose.

Nel chiarore indeciso delle strisce di sole che, penetrando i circa otto metri di profondità, in una prospettiva parevano sciamare entro gruppi aghiformi tra i filari delle posidonie, mentre invece, in un angolo opposto, squarciavano il fondale trafiggendo l’incastro della falda sulla scogliera, come un fantasma di pura luce, seguendo la corrente sottomarina con un docile movimento a pendolo che non ne spostava granché la posizione, un fantastico enorme agglomerato, perfettamente mimetizzato tra le rare pietre, le variegate alghe, e gli spigoli di sabbia, giaceva come un polpo.

Un polpo?
Una piovra!

Otto metri circa sotto di me, un polpo di dimensioni mai prima affrontate sbatacchiava fra i suoi enormi tentacoli una macchia nerastra simile ad una delle rotondeggianti rocce laviche stracciate dai bordi del magma solidificato.

A meno che non si fosse trattato di un riccio gigante o di un grappolo di cozze, la macchia non mi sembrava giustificata in quel luogo.
Non ebbi in mente altre ipotesi.
Neppure che potesse trattarsi di un totano.
Le pulsazioni m’incalzavano risucchiando quanto più ossigeno possibile dai polmoni, l’adrenalina mi eccitò rendendo secchi e decisi i movimenti con i quali proseguii la discesa, gli occhi sbarrati dietro il vetro perlato della maschera molto compressa sulla faccia puntarono il centro dell’ammasso spiaccicato indifeso sul fondo, la mano destra strinse l’asta d’acciaio del tridente fino a procurarmi dolore per l’improvvida compressione, il braccio sinistro si mosse a cavare il pugnale dalla guaina legata al polpaccio.

Non ebbi un pensiero.
Che fosse un totano.

.Per Aurora volume quinto di Bruno ManciniPer Aurora volume quinto di Bruno Mancini

Così fu

PARTE 1

Capitolo 1

Ieri.
Soltanto ieri.
Finalmente, ho carpito dalle grinfie avide dei mercenari acquattati in ogni dove al soldo d’invadenti multinazionali, i tempi ed i modi per una voluta prigionia, ed ho serrato le porte nell’attesa di muovermi verso i luoghi delle mie origini.
Metaforicamente, praticamente, completamente.

L’assalto continuo, attraverso proposte indicanti modi d’essere adeguati agli inutili prodotti che i padroni universali del commercio e dei servizi inviano a pioggia di grappoli dai contorni impalpabili come foschia estiva di primo mattino, assume virulenze epidemiche una volta giunto a contatto con le blande aspirazioni di tranquillità e di serena assuefazione al ritmo quotidiano proprie di esistenze vissute senza sprechi e prive di inutili orpelli.

Semplici, essenziali, autonome.

Le menzogne ballerine, create ad immagine di lusinghe dai loro maghi prezzolati, saltellano allegramente ben oltre ogni perdonabile entusiasmo, frattanto che abbattono ostacoli a forma di evanescenti birilli ed ideologie di carta straccia, male, o per niente, supportate da nervose manovre atte a ripristinare condivisibili pretese di libertà individuali.

Senza ritrosie, in ragione della forza amorale ricevuta dalle loro strutture interdipendenti, superano, con vigliacca disinvoltura gli specifici spessori delle singole vite incontrate lungo le vie che percorrono.

Ne deriva una complessa organizzazione della socialità immemore dei suoi stessi scopi istitutivi.

Mentre srotola piacevolezze esistenziali frammiste ad essenziali bisogni cognitivi ed impellenti necessità comunicative, essa, la falsa dignità universale – quella degli uomini invisibili oltre le cortine delle organizzazioni finanziarie, quella degli innominabili padroni del vizio e della schiavitù dei deboli, quella dei tizi in doppio petto sproloquianti in pubblico senza cuori brucianti all’interno del torace per giustizia ed uguaglianza, quella di tutti gli uomini animali da sé stessi assurti a mortificanti auto glorificazioni, quella dei nuovi Dei, meschini e blasfemi – essa la falsa dignità universale accaparra, tutto intero, senza pentimenti, l’indivisibile legame tra le vite ed i singoli uomini.

Non ero convinto che fosse sufficiente, ma limitare il raggio di azione dei miei giorni futuri nel perimetro, orto compreso, di una vecchia casa colonica, mi era apparso il sistema più agevole per tentare la metempsicosi spirituale che intendevo costruire tra il mio passato ed il mio futuro…
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Per Aurora volume quinto di Bruno Mancini

Così fu

PARTE 1

Capitolo 11

Prima di partire da Roma avevo prenotato l’alloggio presso un albergo di costruzione recente situato sullo sperone sporgente al confine tra la baia di Cartaromana ed il promontorio di Punta San Pancrazio.

Una scelta non casuale ma voluta per il desiderio di una notte serena, di silenzio assoluto infranto unicamente dalla risacca, dagli sbuffi dello scirocco lungo le pendici della collina ricoperta da ginestre (ginestra, fiore amato dalla mia donna) in piena fioritura, e da qualche sporadico monotono rimbalzare dei richiami che forse i grilli, forse le prime cicale, forse i gatti in amore, forse gli uccelli notturni, forse i roditori, avrebbero utilizzato per riconoscersi e difendersi.

Aspettando che mi fosse servita la cena al tavolo sulla terrazza a strapiombo sul mare, ho chiesto un gin tonic ed un sacchetto di anacardi, mi sono seduto nell’angolo meno illuminato, ho allungato le gambe poggiando i piedi tra i ghirigori formanti il disegno della ringhiera a pelo del baratro, ho socchiuso gli occhi, mi sono chiesto fino a che punto sarei stato in grado di ricordare, ricostruire, collegare, ed ho così iniziato il conto alla rovescia che avrebbe mutato il senso della mia vita portandomi, mediante una consapevole decisione, adesso a scriverne, ed in seguito ad indirizzarmi verso conclusioni difficili, ma ancora una volta coerenti con i sentimenti ai quali non ho mai inteso rinunziare…

Info: Bruno Mancini
Cell. 3914830355 tutti i giorni dalle 14 alle 23
emmegiischia@gmail.com

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