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Antonio Mencarini codice 16vi25 ‘O brinnese
Antonio Mencarini codice 16vi25 ‘O brinnese con sigla opera iscritta premio video otto milioni 2025

Poesie
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Antonio Mencarini codice 16vi25 ‘O brinnese

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Ritrovarsi fra cent’anni codice 15vi25 Antonio Fiore 096 Mancineide

Ritrovarsi fra cent’anni codice 15vi25
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Antonio Mencarini codice 14vi25 legge Roberta Panizza Tra Capri e Sant’Angelo

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Adriana Iftimie Ceroli codice 10vi25 Ombra Rossa

Adriana Iftimie Ceroli codice 10vi25 Ombra Rossa
Adriana Iftimie Ceroli codice 10vi25 Ombra Rossa
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Il Dispari cultura due febbraio 2026 DILA APS


Novelle distinte su picchi di speranze
notizie distorte da spicchi di potere
ruotare in tondi quadrati
chiome rasare
e
grigi patemi in albe infuocate:
mi squassa un mare in tempesta
lei soffre deserto algerino.
“Certamente! Dalila Boukhalfa è una figura poliedrica, nota sia in ambito culturale e letterario che in quello accademico.
È molto attiva nella promozione della cultura internazionale, in particolare attraverso la sua collaborazione con l’associazione DILA (Da Ischia L’Arte), fondata da Bruno Mancini.
* Traduzioni: Ha svolto un ruolo chiave nel tradurre opere letterarie (come Alice e Barbablù) dall’italiano verso l’arabo e il francese, favorendo il dialogo tra diverse culture mediterranee.
* Riconoscimenti: Nel 2019, durante gli eventi di Bookcity Milano, è stata premiata nell’ambito del premio “OTTO MILIONI” per il suo contributo artistico e culturale.
Dal momento che ti trovi a Ischia, è molto probabile che la tua curiosità riguardi la sua stretta collaborazione con gli artisti e i poeti dell’isola per i progetti di DILA.
Ti servono informazioni più specifiche sulle sue traduzioni letterarie o preferiresti approfondire i suoi lavori accademici?”


Dopo il notevole successo ottenuto dalle due mostre di Roma (Centro culturale Interno 4 di Chiara Pavoni) e di Barano d’Ischia (Volo Pazzo nella Casa dei Popoli di Pasquale Di Costanzo) che hanno prodotto non solo una rilevante quantità di opere vendute, ma anche il deciso interessamento da parte della Redazione culturale di questa testata giornalistica sfociata nella lunga serie di articoli che oggi concludiamo dopo undici puntate, ebbene dopo, o forse sull’abbrivio di tali iniziative, la “nostra” pittrice Mara Concetta Leone è stata invitata ad esporre a Bologna in una mostra magnificata da numerosi eccellenti artisti di Arti grafiche ed impreziosita dalla “nostra” Chiara Pavoni.
Collettiva dal 2 all’8 febbraio in via Galliera 40, in pieno centro, nello storico palazzo Savioli, struttura del ‘700.
La mostra ha per titolo “Materia e Spirito”, ed è organizzata da Gaia Chon, vicepresidente dell’associazione, insegnante di yoga ma anche attrice e conduttrice, che da anni orbita nel mondo dei vernissage intervistando pittori o portando le sue performance teatrali.
Incoraggiata dall’attrice teatrale Chiara Pavoni, che ha avuto l’idea del tema, le due artiste si sono impegnate per mesi nel promuovere una call in tutta Italia, tanto che hanno aderito alla mostra numerosi artisti da Torino a Viareggio, come Roma e Lamezia.
Ogni artista ha saputo esprimere come la materia sia densa, ma anche spirituale, come ognuno di noi possa vivere questo tema profondo, contraddittorio ma unico, in modo completamente diverso.
Gli artisti sono: Heva Nuy-Emukk – Paolo Beltrambini – Mara Concetta Leone – Anna Checchi – Manuela De Rosa – Miriam Bruni – Roberto Boldrini – Viviana Santinelli – Paola Dall’Oca – Roberta Magni – Caio Fiore Melacrinis – Pier Luca Mori – Antonella Nigro – Alessandro Di Simone – Ida Ruberto –Aryas -Roberto Cerè.
La mostra sarà visitabile gratuitamente da oggi 2 all’8 febbraio, dal lunedì al sabato dalle 15 alle 19, la domenica dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 15 alle 19.
Il 7 febbraio dalle 16 alle 18 ci sarà un brindisi con i responsabili dello spazio Gaia Chon e Samuel Accomo, i numerosi artisti che hanno aderito alla collettiva con la loro arte, l’attrice Chiara Pavoni con una sua performance, la poetessa Piera Grosso e le poesie di Miriam Bruni a tema “La Ragnatela”.
Sarà una bella occasione per conoscere nuovi artisti e mostrare come Bologna possa essere un ottimo crocevia di arte, benessere, cultura: temi promossi dal Club 11:11 nelle sue molteplici attività.
Per avere tutte le info consigliamo di contattare telefonicamente il: 351 3029306 Club 11:11
Oggi, con questa dodicesima puntata, concludiamo la pubblicazione dei contenuti inseriti nel volume “Mara Leone – Mostra personale a cura di Chiara Pavoni” presentato il 21 novembre nel Centro culturale Interno 4 di Roma e poi a Barano d’Ischia in occasione del progetto culturale Volo Pazzo organizzato dall’Associazione di Promozione Sociale “Da Ischia L’Arre – DILA APS”.
Un libro/catalogo doppiamente interessante in quanto in esso, oltre alla riproduzione dei quadri, sono state aggiunte poesie che un eccellente gruppo di poetesse, scelte dalla stessa Chiara Pavoni, ha scritto in una libera ispirazione riferita a ciascun quadro..

—-°°°°—-
Cosa ci insegnano i padri?
A guardare avanti
E le madri?
A dare uno sguardo anche dietro
Cosa ci insegnano gli amanti?
A guardare tutto attorno
Solo per un breve istante
E gli amici?
A mettere a fuoco ciò che è sbiadito
Cosa ci lasciano i padri?
Il bello e il brutto
E le madri?
Il senso del bello e del brutto
Cosa ci lasciano gli amanti?
L’ odore del bello e del brutto
E gli amici?
Il gusto di ciò che è bello
La domanda più difficile
La risposta più semplice
Cosa ci insegnano i bambini?
A non avere paura

—-°°°°—-
Portato dal sole nel vento,
reclina il capo con mesto candore,
nonostante del sole il furore
s’esprima in pennellate di memoria,
dove nel sole l’ombra non muore,
come per l’umano il millenario dolore

—-°°°°—-
Il cielo è così azzurro sopra il mondo
e l’amore così compatto tra le labbra
che ogni altra cosa scompare
il cuore va verso un rumore di tamburo una corsa verde
come una foresta
ed è un procedere tra eternità sempre più serrate
avremmo potuto sospendere il tempo
e respirare ancora a lungo il destino come vento che
spinge via lontananze
le anime stese in un colore senza peccato.




A breve la città di Bologna sarà invasa di appassionati di arte e ricca di tanti eventi, per via della storica fiera di arte contemporanea e di kermesse collaterali, tra cui l’associazione Club11:11- centro di arte cultura e benessere che organizza una collettiva dal 2 all’8 febbraio presso i suoi spazi in via Galliera 40, in pieno centro, nello storico palazzo Savioli, struttura del ‘700.
La mostra avrà il titolo “Materia e Spirito”, organizzata da Gaia Chon, vicepresidente dell’associazione, insegnante di yoga ma anche attrice e conduttrice, che da anni orbita nel mondo dei vernissage intervistando pittori o portando le sue performance teatrali.
Incoraggiata dall’attrice teatrale Chiara Pavoni, che ha avuto l’idea del tema, le due artiste si sono impegnate per mesi nel promuovere una call in tutta Italia, tanto che hanno aderito alla mostra numerosi artisti da Torino a Viareggio, come Roma e Lamezia.
Ogni artista ha saputo esprimere come la materia sia densa, ma anche spirituale, come ognuno di noi possa vivere questo tema profondo, contraddittorio ma unico, in modo completamente diverso.
Heva Nuy-Emukk – Paolo Beltrambini – Mara Concetta Leone – Anna Checchi – Manuela De Rosa – Miriam Bruni – Roberto Boldrini – Viviana Santinelli – Paola Dall’Oca – Roberta Magni – Caio Fiore Melacrinis – Pier Luca Mori – Antonella Nigro – Alessandro Di Simone – Ida Ruberto –Aryas -Roberto Cerè.
Sarà una bella occasione per conoscere nuovi artisti e mostrare come Bologna possa essere un ottimo crocevia di arte, benessere, cultura: temi promossi dal Club 11:11 nelle sue molteplici attività.
consigliamo di contattare telefonicamente :
351 3029306 Club 11:11

Dopo il notevole successo ottenuto dalle due mostre di Roma (Centro culturale Interno 4 di Chiara Pavoni) e di Barano d’Ischia (Volo Pazzo nella Casa dei Popoli di Pasquale Di Costanzo) che hanno prodotto non solo una rilevante quantità di opere vendute, ma anche il deciso interessamento da parte della Redazione culturale di questa testata giornalistica sfociata nella lunga serie di articoli che stiamo tuttora pubblicando, ebbene dopo, o forse sull’abbrivio di tali iniziative, la “nostra” pittrice Mara Concetta Leone è stata invitata ad esporre a Bologna in una mostra collettiva (vedi il relativo CS in questa pagina) magnificata da numerosi eccellenti artisti di Arti grafiche ed impreziosita dalla “nostra” attrice Chiara Pavoni con una sua performance e dalla poetessa Piera Grosso con le poesie di Miriam Bruni a tema “La Ragnatela”.
Continuiamo la pubblicazione dei contenuti inseriti nel volume “Mara Leone – Mostra personale a cura di Chiara Pavoni” presentato il 21 novembre nel Centro culturale Interno 4 di Roma e poi a Barano d’Ischia in occasione del progetto culturale Volo Pazzo organizzato dall’Associazione di Promozione Sociale “Da Ischia L’Arre – DILA APS”.
Un libro/catalogo doppiamente interessante in quanto in esso, oltre alla riproduzione dei quadri, sono state aggiunte poesie che un eccellente gruppo di poetesse, scelte dalla stessa Chiara Pavoni, ha scritto in una libera ispirazione riferita a ciascun quadro.

—-°°°°—-
E poi domani canterò alla luna
tra frammenti di cuore
al buio
un caleidoscopio di luci sulle pareti assenti vibranti.
Nel soffocare dolori su questi versi
in piedi, allineati.
Tutto mi renderà di nuovo
il tuo sorriso
saziati da questo Tango d’amore.
Il tuo respiro, rosa il tuo incarnato puro senza rughe.
Affronteremo mano nella mano
le ombre che ci uniscono
danzando
tra sogni erranti
profumi dolci di cannella
intorno ardimentoso prato fiorito
da esplorare ancora.
Le mani giunte
al compiersi del viaggio
i nostri corpi
lascivi e stanchi
si arrenderanno ancora
abbandonati, cullati
da sguardi e carezze.

Mara Concetta Leone – Un passo di flamenco, acrilico su tela 120×90 cm.
—-°°°°—-
Sulla tela un’ala di fuoco che sfiora l’orizzonte.
Una donna di spalle
vestita di rosso
è un sogno che si muove.
I capelli danzano al vento
e il mare increspato
le accarezza il volto.
Il rosso del vestito è un fuoco che arde,
un’emozione viva
che illumina l’oscurità
che brucia e scalda
come fiamma danzante.
Un rosso vestito
un amore ardente e passionale
un cuore che implode
un’emozione intensa
un’anima che si rivela.
Chi sei, donna in rosso,
che guardi il mare?
Un’anima inquieta o
un sogno che avanza?

Mara Concetta Leone – Tropea “ricordo”, acrilico su tela 120×90 cm.

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L’Ucello in chiesa Trilussa

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Chiara Pavoni Enigmi dal mondo di Liga Lapinska video

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Video opere finaliste Liga Sara Lapinska – Omaggio a Bruno Mancini
Video opere finaliste Liga Sara Lapinska – Omaggio a Bruno Mancini – codice 20vi25f Premio internazionale Otto Milioni – performace Chiara Pavoni musica Roberto Prandin

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Poesie secondo premio OTTO MILIONI 2025

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Poesie primo premio OTTO MILIONI 2025

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Poesie terzo premio OTTO MILIONI 2025

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Poesie quarto premio OTTO MILIONI 2025

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Poesie quinto premio OTTO MILIONI 2025

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Il Dispari cultura diciannove gennaio 2026 DILA APS


A partire dal 22 dicembre, ogni lunedì abbiamo pubblicato su queste colonne le immagini dei quadri, e le poesie ad essi ispirate, inserite nel volume “Mara Leone – Mostra personale a cura di Chiara Pavoni” presentato il 21 novembre nel Centro culturale Interno 4 di Roma e poi a Barano d’Ischia in occasione del progetto culturale Volo Pazzo organizzato dall’Associazione di Promozione Sociale “Da Ischia L’Arte – DILA APS”.
Un volume doppiamente interessante in quanto in esso, oltre alla riproduzione dei quadri, sono state aggiunte poesie che un eccellente gruppo di poetesse, scelte dalla stessa Chiara Pavoni, ha scritto in una libera ispirazione riferita a ciascun quadro.

Vibrazione che si diffonde e prende forma nello spazio…
fiato, poi onda e di nuovo respiro…
ora potente, ora delicato, poi calibrato sino a diventare
suono, voce che sa di te… che parla di te…
e attraverso te danzanti note zampillano come gocce
d’acqua, dapprima trattenute, raccolte, poi lasciate
scivolare via…
libere come brina sulle foglie d’erba al mattino…
Note sussurrate come parole pronunciate al buio da
labbra morbide mentre sfiorano la pelle calda
nell’intimità.
Labbra poggiate sul metallo o su flessuose ance capaci di
liberare il suono…
di creare emozioni palpabili come quelle di un bacio lento
che risveglia l’anima liberandola nella sua vera natura
sconfinata in perpetuo movimento…
Tu
trombettista dallo sguardo scanzonato, con gli occhi
disincantati di chi conosce il dolore e di chi ha imparato
ad attraversarlo sublimandolo nell’ Arte, ti guardi attorno
come sorpreso dalla magia del tuo strumento e dalla sua
potenzialità creativa e riparatrice…
come un principiante ad ogni nuovo Tuo respiro ti
commuovi immaginandone il suono e la sua forza che
genera Vita.
—-°°°°—-

—-°°°°—-
Sui tasti di un pianoforte bianco
vola la tua musica
in black.
Si fa
denso liquido
il bianco,
in onda si confonde
col nero
fiorendo in rivoli
di note fumose.
Uomo in tight
indossi la musica
nel tuo portamento sicuro;
fammi ballare,
coperti sono gli specchi, solo la luna ischiara
la stanza
e la tua camicia
bianca il mio volto felice.
Avvicinati alle mie spalle scoperte
e respira il profumo dei miei capelli.
Fluida dai tasti
alle nostre mani
passa la tua musica, scivola dai fogli
al fiume sotto la finestra, dai tasti
al bianco della
nebbia tra noi.
E così belli insieme ancora vi ascolto
e sempre vi vedo
in un damascato pensiero: musica e uomo in black.

—-°°°°—-
Certe giornate speciali
nascono un po’ grigie
e aspettano di essere imbiancate.
Incontro allo stupore
soli e insieme guardando attorno
ciascuno abbracciato al proprio colore
ciascuno è accompagnato da dubbi
che come acqua nutrono la Terra
e le radici sotto l’asfalto
intrappolate nelle attese.
Il silenzio confonde e conforta.
Soli e diversi
nell’identico andirivieni
vanno a capo chino sotto gli ombrelli colorati
incontro alla purezza che si sparge intorno
alla fatica che blocca il germoglio di un fiore
incontro a sogni desiderati
sotto lo stesso cielo inermi e stupiti
fra inaffidabili nuvole in movimento
finché attorno il cielo si fa limpido
e tutto ripulito scintilla



Sulla scia della nave
spumeggiano sensazioni
e nostalgici ricordi
del tempo passato.
Uragano di emozioni e confusioni,
carezze e baci appassionati
sul deserto del litorale,
nel fragore delle onde sugli scogli
un rimbombo s’insinua
nel groviglio dei pensieri
e sobbalza il cuore…
Lo sguardo cupo si perde
verso l’orizzonte
dove la distesa azzurra s’unisce
agli abissi mentali ed è bufera.
Un tremito attraversa ogni anfratto,
ogni valle del sentimento si ribella al fato
si ribella a questo amare
a questo nutrirsi nostalgico
del tempo passato…
……………
Quando arriva il tempo
che l’amore supera
i confini della passione
e ripara nella complicità
di uno sguardo, di una carezza, nella condivisione,
nella solidarietà,
nelle sinergie intellettuali.
Quando lo trovi
nella capacità
di sapersi ascoltare,
nel mutuo soccorso,
allora,
puoi dire che ami.
Un amore nuovo,
questo nostro sentimento,
un amore speciale.
——————
Una sera di stanchezza,
un dolore inesplorato,
un corpo mai riscaldato:
son caduta nella trama.
E gli alberi scuriscono il mio cuore,
non vedo più il suo amore.
Cosa rende speciale un amore,
cosa fonda un immenso dolore?
Anima mia
ti scopro per riperderti,
ti accolgo per accendermi,
ti sfido per difendermi,
non lasciare la speranza,
non distruggere l’attesa.
Cielo limpido e sereno
ti sei rifugiato,
tutto,
nei suoi occhi,
non posso più vagare,
fammi annegare nel tuo universo.
Risveglio il tuo cielo
nel mio minuto
spezzato cuore.



Sortilegio di malefica bellezza,
giovane
mi pose nel frutteto dell’Eden
al bordo discendente
tra folto bosco di pini resinosi
e poche zolle fitte di ciliegi
– nell’ansa del torrente –
carichi di frutti.
Anatema d’insulso guardiano,
vergine
volle ch’io fossi un fermo immagine
complice silente,
per giorni notti ore
– lontano dalla luce –,
delle sue umide ombre scolorite
nel grande slam del verbo voglio.
Nemesi storica mi cantò nel petto,
smisurato
come colpo di doppietta
appena appena un soffio d’esuberanza
mi spinse, le gambe appollaiate,
– segreto aiutami –
in fuga sul ramo di ciliegio,
la bacca tra le labbra.
Troia fattrice delle mie bestemmie,
deflagrazione di foreste,
la folgore che sfregia i tronchi,
poteva spegnerti con un “Avvampami!”
ridurti miccia candela stoppio
se solo la fiamma non fosse nata cieca.
Commenti

ù—-°°°°—-
Essere donna non le dà pace
quando è la strada che attizza
il suo “per ora”
nembo che sbuca e offusca
tra filiformi steli di ginestre apparsi,
arditi nel lembo in basso
del suo torrione sulla rocca.
E lei vorrebbe fiato caldo tra la guancia e il collo,
mani indecenti a superare ostacoli
dalle ginocchia
al breve tratto dove concentra osceni paradisi,
osceno e paradiso.
Il ruvido pigiare sul suo perduto senso del reale.
Enfasi immacolata
sbaraglia il trucido bivacco,
ma lei non gode.
Commenti


A partire dal 22 dicembre, ogni lunedì abbiamo pubblicato su queste colonne le immagini dei quadri e le poesie ad essi ispirate inserite nel volume “Mara Leone – Mostra personale a cura di Chiara Pavoni” presentato il 21 novembre nel Centro culturale Interno 4 di Roma e poi a Barano d’Ischia in occasione del progetto culturale Volo Pazzo organizzato dall’Associazione di Promozione Sociale “Da Ischia L’Arre – DILA APS”.
Un volume doppiamente interessante in quanto in esso, oltre alla riproduzione dei quadri, sono state aggiunte poesie che un eccellente gruppo di poetesse, scelte dalla stessa Chiara Pavoni, ha scritto in una libera ispirazione riferita a ciascun quadro..

Danzo e volteggio.
Danzo e volteggio in un caldo tango
cingendo me stessa per la strada in tempesta.
Danzo e volteggio giacché le vita è una
e non val la pena pianger per chi non ti ama.
Danzo e volteggio per terra e nel cielo
fremendo fuori e dentro come fiamma viva.
Danzano e ardono la mia chioma
il mio vestito rosso
le mie membra che si attardano nella danza ancora.
Danzo e volteggio.
Danzo e volteggio perché nessun uomo
sia padrone del mio tempo
del mio corpo del mio pensiero.
Danzo e urlo.
Urlo e volteggio perché nessun silenzio
cada ancora come spadasu ogni donna
che più non danza
che più non parla
che più non grida.
Danzo e volteggio.
Danzo e volteggio.
Danzo e sogno.
Sogno e danzo.
Nuda l’anima.
Nudo il cuore.
Nuda la pelle.
Nudi i nei e gli errori. Nudi i piedi.
Nudi i capelli.
Nudi i pensieri.
E finalmente libera di essere me stessa.

—-°°°°—-
In quel volto di donna
c’è un tempo sospeso
di parole e di storie.
Ha il viso macchiato di sangue,
ha dolore di dentro,
ha subito violenza.
Fra silenzi sospesi
ha il vuoto nel cuore.
I colori son tanti,
il verde è speranza,
l’azzurro è di cielo,
il rosso è d’amore.
Il bianco del volto rimane assopito
dalle incognite sulla vita e su l’amore.

—-°°°°—-
Nuotando nell’aria
ritroverò i miei vent’anni
e tutto quello che non ho fatto.
Ascolterò quei sogni di bambina
inespressi
sotto il caldo abbraccio del perdono
di chi mi ha fatto male
senza saperlo.
Nuotando nell’aria
ritroverò il sapore
di domeniche mai vissute.
Di lasagne dai parenti
e di pasticcini portati a mano.
Gli anni ’80 ritornano innocui
sotto un pranzo di pesce
di sole stantio.



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Traduzioni in più di una lingua
Liga Sarah Lapinska traduce una poesia di Bruno Mancini

Liga Sarah Lapinska
Caro amico Bruno,
ecco, la tua poesia toccantissima, tradotta poco fa da me in lingue lettone, inglese, russo e spagnolo, se vuoi, io sarei felice di vederla pubblicata, in diverse lingue, Antonio Mencarini in ogni caso lo merita.
Avevo sapore
di timo di geranio
e stalli e scosse e brividi
e sonni al sole al mare
dolcezze delizie malizie
avevi
di strofe equilibrismo
tra tutto e niente.
Avevi musica
equadoregna-lettone
cortocircuito irrefrenabile
tra i lobi della mente
e corse in bicicletta e piedi nudi
forni bagnati e turbamenti
e recettori esterni in ribellione
avevo.
Ho saturato fotogrammi
allucinando i sentimenti
ed ora imbalsamo
– replico l‘arduo in ogni micron –
se già mi assiste e assolve
Antonio Mencarini,
il duplo del mio Ignazio
Es pagaršoju
gan timiānu, gan ģerānijas
un krišanu, grūdienus, drebuļus
un miegošanos saulē pie jūras
to saldmi, to prieku, to ļaunprātību
kas tavi bija
no pantiem , līdzsvara pilniem
starp visu un starp neko.
Tev bija sava mūzika
ekvatoriski latviska
neapvaldāms īssavienojums
prāta daivām pa vidu
un velobraucieniem, basām kājām
aizlijušām krāsnīm un traucēkļiem
un mani ārējie receptori
dumpojās.
Fotokadrus es piesūcināju
ar halucigēnām sajūtām
kuras tagad es iebalzamēju
– to šķērsli atkārtojot pa mikronam vien –
ja vien tu palīdzi man
un attaisno
Antonio Mencarini,
mana Ignācija dubultniek.
Myself I tasted
thyme and geraniums, both
and falling, jolts, shivers
and sleeping in the sun by the sea
the sweetness, the joy, the malice
that youself you had
from verses, full of balance
between everything and nothing.
You had your music
equatorial Latvian
an uncontrollable
an short circuit
between the lobes of the mind
and, barefoot, bicycle rides
to flooded stoves and distractions
and my external receptors
rebelled.
I imbued the photo frames
with hallucinogenic sensations
which I now embalm
– repeating that obstacle
by a every micron –
if only you help me
and justify too
Antonio Mencarini,
my Ignatius double.
Я вкусил
и тимьян, и герань
и падения, и толчки, и дрожь
и сон на солнце у моря
сладость, радость, злобу
которые пренодлежали тебя
из стихов, полных равновесия
между всем и между ничем.
У тебя была твоя музыка
экваториально латышская
неконтролируемое короткое замыкание
между мозглими долями разума
были поездки на велосипеде, босиком
к затопленным печам и всякими
отвлекающим факторам
и внешние рецепторы мой
вдруг восстали.
Я наполнил фотокадров
галлюциногенными ощущениями
которых бальзамирую теперь
– повторяя это препятствие
с точностью до микрона, поверь –
если только ты поможешь мне
и оправдаешь
Антонио Менкарини,
двойник моего Игнация.
Yo saboreé
tanto los tomillos como los geranios
y caídas, sacudidas, escalofríos
y estaba durmiendo
al sol junto al mar, después madrugada
la dulzura, la alegría, la malicia
que tenías
de versos, llenos de equilibrio
entre todo y nada.
Tuviste tu música
ecuatorial letona
un cortocircuito incontrolable
entre los lóbulos de la mente
y paseos en bicicleta, descalzo
hasta estufas inundadas y distracciones
y mis receptores externos
se rebelaron.
Imbuí las fotografías
de sensaciones alucinógenas
que ahora embalsamamos
—repitiendo ese obstáculo con una micra—
si tan solo me ayudas
y justificas ,tu
Antonio Mencarini,
el doble de mi Ignacio.

Bruno Mancini


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Il Dispari cultura dodici gennaio 2026 DILA APS


Sortilegio di malefica bellezza,
giovane
mi pose nel frutteto dell’Eden
al bordo discendente
tra folto bosco di pini resinosi
e poche zolle fitte di ciliegi
– nell’ansa del torrente –
carichi di frutti.
Anatema d’insulso guardiano,
vergine
volle ch’io fossi un fermo immagine
complice silente,
per giorni notti ore
– lontano dalla luce –,
delle sue umide ombre scolorite
nel grande slam del verbo voglio.
Nemesi storica mi cantò nel petto,
smisurato
come colpo di doppietta
appena appena un soffio d’esuberanza
mi spinse, le gambe appollaiate,
– segreto aiutami –
in fuga sul ramo di ciliegio,
la bacca tra le labbra.
Troia fattrice delle mie bestemmie,
deflagrazione di foreste,
la folgore che sfregia i tronchi,
poteva spegnerti con un “Avvampami!”
ridurti miccia candela stoppio
se solo la fiamma non fosse nata cieca.
Commenti

ù—-°°°°—-
Essere donna non le dà pace
quando è la strada che attizza
il suo “per ora”
nembo che sbuca e offusca
tra filiformi steli di ginestre apparsi,
arditi nel lembo in basso
del suo torrione sulla rocca.
E lei vorrebbe fiato caldo tra la guancia e il collo,
mani indecenti a superare ostacoli
dalle ginocchia
al breve tratto dove concentra osceni paradisi,
osceno e paradiso.
Il ruvido pigiare sul suo perduto senso del reale.
Enfasi immacolata
sbaraglia il trucido bivacco,
ma lei non gode.
Commenti


A partire dal 22 dicembre, ogni lunedì abbiamo pubblicato su queste colonne le immagini dei quadri e le poesie ad essi ispirate inserite nel volume “Mara Leone – Mostra personale a cura di Chiara Pavoni” presentato il 21 novembre nel Centro culturale Interno 4 di Roma e poi a Barano d’Ischia in occasione del progetto culturale Volo Pazzo organizzato dall’Associazione di Promozione Sociale “Da Ischia L’Arre – DILA APS”.
Un volume doppiamente interessante in quanto in esso, oltre alla riproduzione dei quadri, sono state aggiunte poesie che un eccellente gruppo di poetesse, scelte dalla stessa Chiara Pavoni, ha scritto in una libera ispirazione riferita a ciascun quadro..

Danzo e volteggio.
Danzo e volteggio in un caldo tango
cingendo me stessa per la strada in tempesta.
Danzo e volteggio giacché le vita è una
e non val la pena pianger per chi non ti ama.
Danzo e volteggio per terra e nel cielo
fremendo fuori e dentro come fiamma viva.
Danzano e ardono la mia chioma
il mio vestito rosso
le mie membra che si attardano nella danza ancora.
Danzo e volteggio.
Danzo e volteggio perché nessun uomo
sia padrone del mio tempo
del mio corpo del mio pensiero.
Danzo e urlo.
Urlo e volteggio perché nessun silenzio
cada ancora come spadasu ogni donna
che più non danza
che più non parla
che più non grida.
Danzo e volteggio.
Danzo e volteggio.
Danzo e sogno.
Sogno e danzo.
Nuda l’anima.
Nudo il cuore.
Nuda la pelle.
Nudi i nei e gli errori. Nudi i piedi.
Nudi i capelli.
Nudi i pensieri.
E finalmente libera di essere me stessa.

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In quel volto di donna
c’è un tempo sospeso
di parole e di storie.
Ha il viso macchiato di sangue,
ha dolore di dentro,
ha subito violenza.
Fra silenzi sospesi
ha il vuoto nel cuore.
I colori son tanti,
il verde è speranza,
l’azzurro è di cielo,
il rosso è d’amore.
Il bianco del volto rimane assopito
dalle incognite sulla vita e su l’amore.

—-°°°°—-
Nuotando nell’aria
ritroverò i miei vent’anni
e tutto quello che non ho fatto.
Ascolterò quei sogni di bambina
inespressi
sotto il caldo abbraccio del perdono
di chi mi ha fatto male
senza saperlo.
Nuotando nell’aria
ritroverò il sapore
di domeniche mai vissute.
Di lasagne dai parenti
e di pasticcini portati a mano.
Gli anni ’80 ritornano innocui
sotto un pranzo di pesce
di sole stantio.




“Ciao caro, stasera ti ho bloccato, su questo consunto tappeto di vecchia fattura persiana che ami tanto, perché desidero confrontarmi con te su un argomento che potrei dire mi rosicchia la pazienza così come tu faresti con un buon biscottino agli aromi bestiali.
Piano piano, quasi mordendo in malefica dolcezza.
Tu sai che sono algerina e vivo da circa 10 anni in Italia, e sai anche che rispetto uomini e animali forse più di quanto io sappia fare con me stessa, perché spesso mi trascuro tanto che, a volte, neppure appago esigenze primarie per la mia salute.
Non è così, invece, che mi comporto con le persone che hanno rapporti di consuetudine con me, e neppure mi capita di disinteressarmi dei minimi problemi che riesco a riconoscere nei sette cani con i quali, e tu lo sai molto bene, mi comporto da madre accudente.
Non riesco a comprendere l’astiosità che gran parte dell’umanità riserva a coloro i quali sono, o anche solamente appaiono, portatori di elementi di una differente socialità.
L’Italia decantata come culla dell’Arte, come madrepatria della Cultura, come millenaria sede di sviluppo Sociale, purtroppo neppure l’Italia riesce a conquistarsi una certificazione d’immacolata civiltà.
L’Italia… e in modo palese una parte consistente degli italiani.
Dimmi se sbaglio affermando che nella vostra società a nessuno interessa se Caia o Tizio, per esempio, sia devoto a un Santo bastardo di nascita o a un Santo dal nobile blasone.
Prendo un abbaglio se asserisco che non vi arruffate per imporre la vostra lingua, non combattete per decidere le catene di comando, non vi uccidete per la pretesa di voler governare su territori diversamente abitati, il che, fatte le debite proporzioni, equivale a scannarsi per impedire ad altri di fare la pipì in un giardino pubblico?
Tu non me ne hai mai parlato, ma io so che tu non sei buddista né cristiano, né sei seguace dell’Islam o di qualsiasi altra forma di religiosità. Non sei comunista né fascista, e neppure populista o anarchico. Tu sei, a mio parere il prototipo dell’individuo libero, perfettamente consapevole di non avere bisogno di surrogati di spiritualità per comportarti in maniera etica rispetto alle circostanze della tua esistenza.
Vero è che hai intoppi fisici che ti impediscono di parlare la mia lingua in modo comprensibile, però, durante tutti questi anni della nostra convivenza, mi sono convinta che intendi benissimo le mie intenzioni e i miei pensieri anche se mi rivolgo a te con semplici gesti, alla napoletana e, quindi, ti chiedo di aiutarmi a capire se potrò mai realizzare un sogno.
Vorrei circolare tranquillamente tra la gente avendo i capelli avvolti nei veli di un Hijab , di un Niqab o finanche vestita con un Burqa senza essere derisa o, peggio, additata come potenziale terrorista; vorrei digiunare seguendo i dettati della religiosità che ho assimilata senza essere licenziata per presunta inadeguatezza al ruolo di badante; vorrei, in definitiva, essere considerata SOLO UNA CITTADINA, senza aggettivi di contorno o di disprezzo, senza favoritismi e senza penalizzazioni.
Rispondimi con un suono lungo per invogliarmi alla speranza, uno breve per sconsigliarmi di seguire un’utopia.”
“BAUUUUUU!”


A partire dal 24 novembre, ogni lunedì abbiamo pubblicato su queste colonne i testi delle “note critiche” inserite nel volume “Mara Leone – Mostra personale a cura di Chiara Pavoni” presentato il 21 novembre nel Centro culturale Interno 4 di Roma e poi a Barano d’Ischia in occasione del progetto culturale Volo Pazzo organizzato dall’Associazione di Promozione Sociale “Da Ischia L’Arre – DILA APS”.
Un volume doppiamente interessante in quanto in esso, oltre alla riproduzione dei quadri, sono state aggiunte poesie che un’eccellente gruppo di poetesse, scelte dalla stessa Chiara Pavoni, ha scritto in una libera ispirazione riferita a ciascun quadro.
Dal 22 dicembre abbiamo iniziato a pubblicare le immagini dei quadri e le poesie ad essi ispirate.
—-°°°°—-
Nei giorni scorsi abbiamo ricevuto questo messaggio da… e, nel pubblicarlo, mentre la ringraziamo per le parole di stima che ci spingono a proseguire sulla strada intrapresa, ribadiamo il concetto generale che costituisce la base inamovibile di tutte le nostre attività divulgatrici: questa pagina del quotidiano IL DISPARI offre gratuite promozioni, attraverso la visibilità che ricevono i nostri articoli, unicamente in ragione di componenti artistici, culturali e sociali espressi dagli Autori che presentiamo. In definitiva i meriti sono SOLO loro, e Mara Concetta Leone di meriti ne ha a bizzeffe.
Le scrivo con profonda stima per esprimerle il mio più sincero ringraziamento per l’attenzione e lo spazio che, ancora una volta, ha voluto dedicare al lavoro artistico di mia madre, Mara Leone.
Vedere le sue opere e la sua poetica valorizzate con tale cura sulle pagine de ‘Il Dispari’ è per la nostra famiglia motivo di grande orgoglio. La ringraziamo non solo per la professionalità, ma per la costante sensibilità con cui sostiene l’arte e la cultura.
Con i sensi della mia più alta considerazione.”
—-°°°°—-
Il libro/catalogo MARA è stato pubblicato nel mese di Agosto 2025 a cura dell’Associazione di Promozione Sociale “Da Ischia L’Arte – DILA APS” con codice ISBN 9781326544713.

—-°°°°—-
L’amore che lega tutte le cose –
omaggio a Plutarco:
vinci la vendetta
riunisci i cari pezzi e ami…
come solo l’arte dell’amore insegna!
sorella, amante, sposa
o Iside la tua fertilità accoglie ciclicamente
con amore il caro Nilo
ed Osiride ti feconda
come per magia rinato..
tu sì fedele e sublime femminilità
simbolo d’amore
e fertilità
fosti sorella e sposa..
chè ancor prima di nascer tu l’amasti!
sì chè il tuo fratello sposo
simbolo d’amore rinascente
oltre la morte ti fecondó!
.. chè Horus
testimone di regalità
ne è la prova!
o potenti e leggendari
fratelli sposi:
il corpo tuo Osiride
con Nefti alleata
Iside ricompose…
l’amore trionfa così sulla vendetta come sempre!…
questo insegnate
saggi ed amorevoli
leggendari dei
all’ignorante Seth
che per gelosia non seppe
l’amore neppure onorare!…

—-°°°°—-
Tremano i ricordi
inseguono orme
di un passato lontano.
Profumi di zagare e di gelsomini
di mosto a bollire
nei pentoloni.
Suoni e danze
nei giardini
colmi di sole.
Colorate farfalle
soavemente posate
su papaveri rossi.
Sapore di sale
sul lungomare
barche di pescatori
a illuminare il mare di notte
con le loro lampare.
Aria di vento di scirocco
tra le persiane accostate
e quelle struggenti serenate mai più dimenticate.
Ricordi…
nel tempo trascorso.


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Quinto premio poesia Otto milioni 2025
Quinto premio 955 voti
51po25f Elisabetta Biondi della Sdriscia
LE USTIONI DELLA LUCE
Omaggio a Zanzotto
Si è svuotato di sogni il riquadro
spento della finestra, al riparo
dalle ustioni che la luce infliggeva
alla retina aperta, trafiggendo
giorni non ancora appassiti di futuro.
Armonia recisa anche il passato,
deriva di significanti opachi,
vuoti fonemi spogli di ottativo,
chiusi nel trapassato remoto
senza vocativo del già coniugato.
Ingorda di presente, dal pozzo senza fondo
cerco un pertugio in cui si fosse per errore
insinuato un raggio, il baluginare incerto
della luce di una qualsiasi torcia,
l’ombra capovolta di uno spicchio di cielo.

Poesie: Proclamazione vincitrici
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Quarto premio poesia Otto milioni 2025
Quarto Premio – 1246 voti – 13po25f
Come il prode Ulisse
esule dalla patria
vago per questo mondo
Scorre la sabbia
nelle spire del tempo
col suo implacabile ticchettìo
Fermati o Tempo
non appellarmi piu’ “Nessuno”
Il senza nome
Il mio naviglio è sommerso
tra i canti delle Sirene
Oltrepasso Scilla e Cariddi
con le vele spezzate
mentre quasi il Leviatano mi divora
Vedo Cielo e mare unirsi
come i gabbiani sulle onde
Avrò la forza di combattere contro
Circe ed il gigante Polifemo?
Itaca mi attende tra le nubi bianca e sassosa
indimenticabile come la quotidianità
Tutti gli amici m’han tradito
Solo il fedele Argo attende a casa
ai piedi di Penelope che spera
In un vittorioso ritorno
Mentre io sto naufragando
con le ferite aperte
Vorrei poter essere un eroe senza tempo
ma sono un essere mortale
Languo e gemo navigando nel buio
Poesie: Proclamazione vincitrici
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Terzo premio poesia Otto milioni 2025
Terzo Premio 1949 voti
08po25f Antonella Ariosto
HO RESPIRATO
Ho respirato
aria fresca del mattino
e notti piene di fumo di sigarette
che la gola bruciavano
dissolvendo i pensieri dietro buie coltri.
La luce di un faro
spesso era un sostegno
in quelle notti di parole silenti
di sguardi che sapevano toccare il cuore.
La musica dentro le orecchie
canzoni impossibili
da riascoltare ancora oggi.
Ho respirato a pieni polmoni
l’aria salmastra del mio mare
per spazzare via
tutte quelle domande
alle quali non sapevo dare risposte.
Non le ho mai trovate
neanche oggi che è tutto distante.
Forse sono sbagliata io
evanescente come fumo
che verso il cielo vola.
Andata senza ritorno.
Poesie: Proclamazione vincitrici
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Secondo premio poesia Otto milioni 2025
Secondo Premio 3348 voti
07po25f
Caldo il vento di scirocco
s’infilava tra le serrande
abbassate in penombra.
Erano i pomeriggi d’estate
nella mia terra natia.
Terra colma di odori
di colori, di sole e mare.
Di dorate spiagge
profumate di sale.
Portava una terra rossa
lo scirocco di allora
la terra dei deserti dell’Africa
e un calore infernale.
Erano belle le mie sere d’allora
quando sul lungomare
si parlava per ore tra amici
e una luna buona ci sorrideva.
Poesie: Proclamazione vincitrici
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Primo premio poesia Otto milioni 2025
04po25f
Primo premio 3414 voti
Si resta qui
a guardare gli uragani
una ruota girare all’incontrario
i treni fermi oziare sui binari
seduti su una comoda poltrona
si resta qui
tra oggetti inanimati indifferenti
disassociati ormai dal divenire
d’un altro giorno che sarà diverso
solo per chi lo vive in prima linea
si resta qui
nel guscio d’una squallida conchiglia
fieri d’un egoismo ch’è sovrano
che regna dentro al corpo e nella mente
che forse non ha più nulla di umano
si resta qui
a contare il trascorrere dell’ora
volta sicuramente all’imbrunire
in lenta attesa d’una lunga notte
si resta qui e restando è un po’ morire.
Poesie: Proclamazione vincitrici
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20250908 DILA APS – IL DISPARI

ATTENZIONE: tutte le seguenti poesie sono state pubblicate nella ESATTA formattazione fornita dall’Autore. Per alcune di esse, trattandosi di testi scritti in lingue straniere, le traduzioni in italiano che presentiamo sono state realizzate a cura degli stessi Autori, in maniera amichevole e non professionale, e contengono evidenti imperfezioni ed errori sui quali non siamo intervenuti per non falsare lo spirito della gara.
La classifica finale verrà comunicata dall’attrice Chiara Pavoni il giorno 14 novembre 2025 nel Teatro Comunale di Laurino (stupendo borgo medioevale del Parco Nazionale del Cilento) durante un ciclo di tre giorni di eventi di Arti varie, VOLO PAZZO, organizzato da DILA APS e i suoi partner con la speciale collaborazione di Eva Di Perna, Angela Mennell e Gaetano Pacente.
La cerimonia di premiazione dei vincitori avverrà in una data compresa tra il 25 novembre 2025 e il 31 gennaio 2026 in località da decidere-
La data e la località della premiazione saranno rese note ai finalisti con un preavviso di almeno 10 giorni.
In bocca al lupo e vinca il migliore!

Attraverso una maschera congelata di sentimenti carbonizzati,
Fingere di essere vivo, un po’ e giusto, giusto
Strizzare gli occhi alla luce di una lampada illuminata artificialmente.
Soffocato da zampe crudeli,
Cerco di non mostrare che sto perdendo le forze.
Il freddo salvifico mi sveglierà.
Il suo potere e la sua furia,
E, attraverso le nevicate, una balena la primavera,
Lampeggiante attraverso i turbini di neve
Ci sarà l’essenza e il significato del giorno dopo,
Chi tradisce ha mille buone ragioni,
Ma i caduti urlano in modo così antiestetico.
Se hai un piede di porco tra le mani, perché hai le chiavi?
Ma la mia parte c’è solo dolore e solo tristezza,
E sembra troppo tardi per cambiare alleati,
Perché nel giorno scintillante che è sorto
Così poco di me è rimasto in me.
°°°°—-°°°°
Il vento, una farfalla in un prato soleggiato, turbina.
Che cosa sta cercando?
Oppure qualcuno che egli potrebbe accarezzare?
Forse qualcuno a chi una canzone cantare ,
Oppure la fiaba benvenuta narrare ?
Forse, alzare qualcuno sopra la terra,
qualcuno, che più a volare non si sa,
però sogna per la luce e per la lontananza
e per un’ ala di un’ uccello,
per tenersi
in un flash del mondo .
Il vento sta turbinando.
Qualcuno da amare sta cercando ?
Colui, che ha bisogno ,che il vento suoni,
ha bisogno di pioggia e dei tuoni,
ha bisogno di vestire l anima nel fulmine
Devi rivestire la tua anima di fulmini,
in modo di non congelarla.
°°°°—-°°°°
Il batticuore di Dio
Suona
Nei petali, nelle sbuffe
Dei fuori, per tutti i pianti.
Ecco, una benedizione divina.
Ecco, lo splendore Divino
E anche la solvenza per la Terra
L Amore dei cieli con la Terra
Collega.
Ecco, la Santità Divina.
Dio è il Padre di ogni bellezza.
Ecco, il batticuore della Terra.
°°°°—-°°°°
Scorrono gli istanti
come la linfa di betulla, entrando nelle vene,
scorrono lentamente, goccia a goccia,
una cicatrice che fa male, tutto apposto.
Da questi istanti brevi
un’intera vita viene ricomposta,
come l’alfa con l’omega,
in un istante l’inizio con la fine lampeggia.
Solo l’ultima goccia nella corteccia
screpolata di una betulla.
Diede la sua vita alla betulla affinché sbocciasse.
Dove qualcuno con l’alfa comincia
l’altro –l’omega- inevitabile ha.
La vita rimane nella corteccia,
e un solo istante,
l’istante di svanire.

Luciano Somma, voce autorevole della poesia napoletana contemporanea, ci regala con “’O primmo ’e Settembre” un affresco lirico che cattura il passaggio tra due stagioni, ma anche tra due stati d’animo.
Il primo settembre non è solo una data: è un confine emotivo, un momento sospeso in cui il sogno dell’estate svanisce lasciando spazio alla malinconia dell’autunno che si avvicina.
La poesia si apre con un cielo “amaranto” e una “refola ’e viento” che accarezza e punge, dolce come una carezza d’amore, amara come il pianto.
Il paesaggio diventa specchio dell’anima: il poeta vorrebbe pioggia, nuvole, oscurità, ma la luna splende d’argento, indifferente al suo turbamento.
Il sogno che non torna è il simbolo di un desiderio perduto, di un tempo che non si può riavvolgere.
E così, il cuore si ritrova “messo in croce” dai pensieri, mentre la mente è affollata da ricordi e rimpianti.
Il dialetto napoletano, qui, non è solo lingua: è sostanza poetica.
Somma lo utilizza con naturalezza e intensità, trasformando ogni parola in musica, ogni immagine in emozione.
Il ritmo è fluido, la sonorità avvolgente, e il senso di malinconia si insinua tra i versi con delicatezza.
Il dialetto diventa veicolo di universalità: pur radicato in una cultura locale, riesce a parlare a chiunque abbia vissuto la fine di qualcosa di bello.
“’O primmo ’e Settembre” è una poesia che non descrive semplicemente un tramonto estivo, ma lo trasfigura in esperienza esistenziale.
È il canto di chi ha amato, sognato, e ora si ritrova a fare i conti con l’assenza.
Eppure, in mezzo al cielo amaranto, resta un grappolo di stelle: forse un segno che anche nella fine c’è una promessa di bellezza.
Luciano Somma ci invita a fermarci, a osservare, a sentire. E lo fa con la grazia di chi conosce il potere della parola e il valore del silenzio che la accompagna.
GIOIA LOMASTI
‘O PRIMMO ‘E SETTEMBRE
L’urdemo suonno d’Austo
Se sceta c’’o primmo ‘e Settembre
Stasera è n’incanto!
‘O cielo è amaranto, na refola ‘e viento
Doce comme ‘a carezza ‘e nu bbene
Amara comme ‘o ffele d’’o chianto
Me porta
Na chiorma ‘e penziere
Ch’affollano ‘a mente
E metteno ncroce ‘stu core.
Vurria ca chiuvesse e nun chiove
Vurria tanta nuvole attuorno
Ma ‘a luna è d’argiento…
Vurria ca nu suonno turnasse
Ma ‘o suonno nun torna.
‘Stu suonno è partuto
‘ncopp’’all’onne
‘e ll’urdema sera d’Austo
Lassannome
Nu grappolo ‘e stelle
Miez’a nu cielo amaranto
Int’’a ‘sta sera ‘ncantata
D’’o primmo ‘e Settembre.
LUCIANO SOMMA

20250901 DILA APS – IL DISPARI

ATTENZIONE: tutte le seguenti poesie sono state pubblicate nella ESATTA formattazione fornita dall’Autore. Per alcune di esse, trattandosi di testi scritti in lingue straniere, le traduzioni in italiano che presentiamo sono state realizzate a cura degli stessi Autori, in maniera amichevole e non professionale, e contengono evidenti imperfezioni ed errori sui quali non siamo intervenuti per non falsare lo spirito della gara.

La classifica finale verrà comunicata dall’attrice Chiara Pavoni il giorno 14 novembre 2025 nel Teatro Comunale di Laurino (stupendo borgo medioevale del Parco Nazionale del Cilento) durante un ciclo di tre giorni di eventi di Arti varie, VOLO PAZZO, organizzato da DILA APS e i suoi partner con la speciale collaborazione di Eva Di Perna, Angela Mennell e Gaetano Pacente.
La cerimonia di premiazione dei vincitori avverrà in una data compresa tra il 25 novembre 2025 e il 31 gennaio 2026 in località da decidere-
La data e la località della premiazione saranno rese note ai finalisti con un preavviso di almeno 10 giorni.
In bocca al lupo e vinca il migliore!

Tenerissima Māra ha coperto
La scialle sulla sue spalle
Con gli orpelli di argento.
Ha versato l argento nel ruscello,
È scorso tutto nel mare.
Scorri, oh, ruscelletto, nel mare,
Lascia che il sole si gioca ,
Fino al fondo del mare,
Dove si trova i tesori di Māra.
Lì l’ argento si splende,
La luce del sole riflettendo,
Allora la luce sarà sufficiente,
Per dividerla tra i popoli.
°°°°—-°°°°
Oggi nel buio mi riposo
nel suo grembo mi striscio,
come alla mamma mi ha coccolato,
per essere dondolata,
per avere una carezza
alla mia guancia abrasa,
oltretutto narra una fiaba,
salva dalla gente straniera,
per scomparmi nel profondità del sonno.
Nel buio diversamente le canzoni suonano
°°°°—-°°°°
Attraverso il sole argenteo ho rotolato,
Nel grembo del sonno della luna ho rannicchiato.
Per la bassa marea mi abbandonavo,
Con l alta marea indietro mi tiravo.
Padre, madre la luce mi destinavano,
Diventare il testardo ginepro desideravano.
Contro al vento, contro al vento mi tengo,
Con il vento, con il vento m accendo.
La fiamma nei tumulti da soffocare
E la luce nelle anime da bruciarla,
Tutto che è chiuso tra le cinture
Da liberamente aprirla !
°°°°—-°°°°
Attraverso il pino dei lupi dell’isola di Kihnu
ho strisciato
nei raggi neri neri dai soli distanti
sono infilato
alla forza dei fiori infiammati del vento del fuoco ho arreso
dalla riva dai nostri padri per sempre
sono strappato.
Si sta facendo il buio della camera dì nostra cara dea Māra le culline tacono
dea Laima, dea Dēkla, il Babbo delle Dainas,
e stesso Dio Padre s addormenta là.
Un blocco di granito giace riccamente scolpito sopra i nazioni morti
Non per me, ma per voi, i pionieri
c’ e una notizia saggia via E – mail,
attraverso quei grigi piumini
dell’oblio io guarderò.
Di una sacerdotessa tre volte rinascerò
sulla riva resinante di terra Baltica
per l eternità, a lungo io crescerò
e il popolo Baltico di nome loderò.
°°°°—-°°°°
Neanche ho bisogno del tuo tocco,
Neanche affondare nel tuo sguardo vorrei.
Dall’altra parte del cielo , dove, chissà,
La stella del mattino nascerei .
Chi si può una stella biancastra trattare?
Solo che nei raggi del sole il riflesso
io svanirei.
Essere vicina alle tue memorie vorrendo,
Io da lontano la tua mi sentirei.

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20250901 DILA APS – IL DISPARI

ATTENZIONE: tutte le seguenti poesie sono state pubblicate nella ESATTA formattazione fornita dall’Autore. Per alcune di esse, trattandosi di testi scritti in lingue straniere, le traduzioni in italiano che presentiamo sono state realizzate a cura degli stessi Autori, in maniera amichevole e non professionale, e contengono evidenti imperfezioni ed errori sui quali non siamo intervenuti per non falsare lo spirito della gara.

La classifica finale verrà comunicata dall’attrice Chiara Pavoni il giorno 14 novembre 2025 nel Teatro Comunale di Laurino (stupendo borgo medioevale del Parco Nazionale del Cilento) durante un ciclo di tre giorni di eventi di Arti varie, VOLO PAZZO, organizzato da DILA APS e i suoi partner con la speciale collaborazione di Eva Di Perna, Angela Mennell e Gaetano Pacente.
La cerimonia di premiazione dei vincitori avverrà in una data compresa tra il 25 novembre 2025 e il 31 gennaio 2026 in località da decidere-
La data e la località della premiazione saranno rese note ai finalisti con un preavviso di almeno 10 giorni.
In bocca al lupo e vinca il migliore!

Tenerissima Māra ha coperto
La scialle sulla sue spalle
Con gli orpelli di argento.
Ha versato l argento nel ruscello,
È scorso tutto nel mare.
Scorri, oh, ruscelletto, nel mare,
Lascia che il sole si gioca ,
Fino al fondo del mare,
Dove si trova i tesori di Māra.
Lì l’ argento si splende,
La luce del sole riflettendo,
Allora la luce sarà sufficiente,
Per dividerla tra i popoli.
°°°°—-°°°°
Oggi nel buio mi riposo
nel suo grembo mi striscio,
come alla mamma mi ha coccolato,
per essere dondolata,
per avere una carezza
alla mia guancia abrasa,
oltretutto narra una fiaba,
salva dalla gente straniera,
per scomparmi nel profondità del sonno.
Nel buio diversamente le canzoni suonano
°°°°—-°°°°
Attraverso il sole argenteo ho rotolato,
Nel grembo del sonno della luna ho rannicchiato.
Per la bassa marea mi abbandonavo,
Con l alta marea indietro mi tiravo.
Padre, madre la luce mi destinavano,
Diventare il testardo ginepro desideravano.
Contro al vento, contro al vento mi tengo,
Con il vento, con il vento m accendo.
La fiamma nei tumulti da soffocare
E la luce nelle anime da bruciarla,
Tutto che è chiuso tra le cinture
Da liberamente aprirla !
°°°°—-°°°°
Attraverso il pino dei lupi dell’isola di Kihnu
ho strisciato
nei raggi neri neri dai soli distanti
sono infilato
alla forza dei fiori infiammati del vento del fuoco ho arreso
dalla riva dai nostri padri per sempre
sono strappato.
Si sta facendo il buio della camera dì nostra cara dea Māra le culline tacono
dea Laima, dea Dēkla, il Babbo delle Dainas,
e stesso Dio Padre s addormenta là.
Un blocco di granito giace riccamente scolpito sopra i nazioni morti
Non per me, ma per voi, i pionieri
c’ e una notizia saggia via E – mail,
attraverso quei grigi piumini
dell’oblio io guarderò.
Di una sacerdotessa tre volte rinascerò
sulla riva resinante di terra Baltica
per l eternità, a lungo io crescerò
e il popolo Baltico di nome loderò.
°°°°—-°°°°
Neanche ho bisogno del tuo tocco,
Neanche affondare nel tuo sguardo vorrei.
Dall’altra parte del cielo , dove, chissà,
La stella del mattino nascerei .
Chi si può una stella biancastra trattare?
Solo che nei raggi del sole il riflesso
io svanirei.
Essere vicina alle tue memorie vorrendo,
Io da lontano la tua mi sentirei.


Al Castello del Buonconsiglio, il X Congresso “Impronte femminili senza frontiere” mette in crisi la narrazione ufficiale del potere.
Con la partecipazione dell’Associazione di Promozione Sociale “Da Ischia L’Arte – DILA APS” di Bruno Mancini
Chi ha detto che la Storia sia immutabile?
Chi ha deciso dove finiscono le domande e cominciano le certezze?
A Trento, il 25 e 26 ottobre, nella cornice maestosa del Castello del Buonconsiglio, queste domande saranno il cuore pulsante del X Congresso Internazionale “Impronte Femminili Senza Frontiere”, promosso dalla casa editrice e centro culturale Il Sextante di Mariapia Ciaghi, da sempre motore di progetti interdisciplinari capaci di unire linguaggi, territori e saperi.
Il tema scelto per questa edizione, “Sotto le parole: rileggere, riscrivere, resistere”, è già una dichiarazione di intenti: le parole, le immagini e i simboli non servono a confermare il potere, ma a incrinarlo.
Tra le realtà culturali che daranno voce a questa visione plurale e coraggiosa, parteciperà anche l’Associazione DILA APS – Da Ischia L’Arte, da anni attiva nella promozione di progetti culturali internazionali e nella valorizzazione del pensiero artistico e letterario indipendente.
La presenza di DILA APS rafforza ulteriormente il ponte ideale tra isole culturali diverse — da Ischia alle Marche, da Napoli a Trento — unite dal desiderio di riaprire i dossier della memoria con occhi nuovi.
Al centro dell’edizione 2025, nel 150° anniversario della nascita, brilla la figura immensa e inclassificabile di Matilde Serao, giornalista, scrittrice, fondatrice de Il Mattino, voce lucida e ribelle della comunicazione italiana tra Otto e Novecento.
Non si tratta solo di una celebrazione, ma di una riattivazione della sua eredità: Serao viene riletta, reinterpretata e messa in dialogo con il presente, in un contesto che accoglie anche altre figure come Anna Maria Mozzoni Beccari, e tutte quelle donne che, allora come oggi, scelgono la complessità, la verità e il coraggio nell’informazione.
Nel cuore di questo omaggio visivo e politico, spicca l’opera pittorica di Irene Levighi, realizzata per il congresso:
“La figura di Matilde emerge con potenza dal fondo materico e incandescente, lo sguardo fiero rivolto verso un mondo saturo di chiacchiere vuote e stereotipi, rappresentato da fumetti in stile Roy Lichtenstein che fanno da controcanto visivo e concettuale al messaggio dell’opera.
Le frasi ‘STAI ZITTA’, ‘BLABLABLA’ e ‘DIVIETO DI CAZZATE’ non sono semplici slogan ma veri e propri colpi di scalpello contro una cultura mediatica ancora dominata dal pettegolezzo e dalla superficialità.”
“Il dettaglio ‘+ articoli, – pettegolezzi’ è un manifesto che potrebbe valere oggi come ieri: un’esortazione a usare la parola come strumento di costruzione e non di distrazione. Irene, con questa tela, non celebra solo Matilde Serao: la resuscita in chiave pop-contemporanea, ricordandoci quanto sia urgente ancora oggi una voce libera, documentata, irriverente.”
(Mariapia Ciaghi)

Accanto alla Serao, l’altra grande figura che attraversa il congresso è Carlo Magno.
O meglio: la sua ombra, la sua leggenda, la sua (possibile) ubicazione.
Perché secondo Don Giovanni Carnevale (vedi intervista esclusiva rilasciata a IL DISPARI da Giorgio Rapanelli e pubblicata il giorno 11 agosto 2025) sacerdote e studioso marchigiano scomparso nel 2021, la vera Aquisgrana non si troverebbe in Germania, ma nelle Marche, a San Claudio al Chienti, tra Corridonia e Tolentino.
Una teoria audace, ancora oggi ignorata da buona parte dell’establishment accademico, ma che in questo congresso trova terreno fertile.
Non per cercare una verità definitiva, ma per aprire spazi di dubbio, riscrittura e insubordinazione storiografica.
Anche in questo caso, a tradurre visivamente l’ipotesi ci pensa Levighi con l’opera “Il mistero di Carlo Magno”: torri instabili, un cavaliere enigmatico, l’abbazia di San Claudio sullo sfondo, simbolo di un potere dimenticato e di una Storia da rivedere. Entrambe le opere, prodotte all’interno del Collettivo “Queste Donne” di Trento diretto dalla marchigiana Toti Buratti, si collocano al crocevia tra arte e attivismo, tra memoria storica e visione futura.
Non decorano, ma disturbano.
Non raccontano, ma chiedono conto.
E fanno esattamente ciò che faceva Matilde Serao: trasformano la parola e l’immagine in strumenti di resistenza.
Il Congresso di Trento, nel riprendere la lezione seriana, ci consegna un messaggio quanto mai attuale: non basta ricordare.
Bisogna agire, scrivere, disegnare e riscrivere.
Oggi come ieri.
Pietro Pennesi

Ti ho sempre sentita
Ti ho sentita
prima ancora che il tuo volto
avesse un nome,
quando eri soltanto un fremito segreto
e già riempivi il silenzio.
Dentro di me batteva un richiamo
che nessuno poteva udire,
un lampo sottile,
più vero del tempo stesso.
Quando sei apparsa al mondo
portavi negli occhi l’infinito
e nei capelli il fuoco delle aurore.
Guardavi senza paura,
come chi conosce vie antiche
e non ha bisogno di guide.
Sei cresciuta fragile e forte,
capace di cogliere i sussurri
delle emozioni più nascoste,
di sentire la pioggia
prima che cada dal cielo.
Ogni caduta ti ha insegnato a volare,
ogni ombra a scorgere la luce.
Non hai mai urlato la tua forza,
l’hai portata come un respiro costante,
come un passo che non si ferma.
Oggi ti guardo, donna,
e ritrovo quel battito antico.
Non sei speciale perché ti appartengo,
ma perché sei te.
Patrizia Palombi
°°°———–°°°
DITE AL VENTO
Dite al vento
che quando soffia
come brezza
è l’attesa delle stagioni
che non muore.
Dite alla pioggia
che quando cade senza far male
è acqua da bere
senza sale.
E dite al sole
che quando scalda appena
è il desiderio ritrovato di amori dimenticati
e alla notte che
arriva
senza far rumore
che non fa paura
prima che arrivi
ancora un’altra alba.
Maria Francesca Mainieri

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16po25f Opera iscritta Premio Poesie Otto Milioni 2025

Questa poesia, finalista del Premio Internazionale di Arti Varie OTTO MILIONI 2025, potrà essere votata fino al giorno 30 settembre 2025 cliccando ESLUSIVAMENTE IN QUESTA PAGINA sul pollice presente qualche rigo su in alto a sinistra. Il sistema accetta un solo voto ogni giorno per ogni IP.
13po25 Caterina Novak
ODISSEA
Come il prode Ulisse
esule dalla patria
vago per questo mondo
Scorre la sabbia
nelle spire del tempo
col suo implacabile ticchettìo
Fermati o Tempo
non appellarmi piu’ “Nessuno”
Il senza nome
Il mio naviglio è sommerso
tra i canti delle Sirene
Oltrepasso Scilla e Cariddi
con le vele spezzate
mentre quasi il Leviatano mi divora
Vedo Cielo e mare unirsi
come i gabbiani sulle onde
Avrò la forza di combattere contro
Circe ed il gigante Polifemo?
Itaca mi attende tra le nubi bianca e sassosa
indimenticabile come la quotidianità
Tutti gli amici m’han tradito
Solo il fedele Argo attende a casa
ai piedi di Penelope che spera
In un vittorioso ritorno
Mentre io sto naufragando
con le ferite aperte
Vorrei poter essere un eroe senza tempo
ma sono un essere mortale
Languo e gemo navigando nel buio

Premi Otto Milioni 2025
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Just for GAZA

Just for GAZA
Just walking on the rain
Io ero
nel ventre di mia madre
of israelian, american
io ero
contratto, assordato, sballottolato
bombs
io non ero ancora nato
in fuga tra i vicoli di Gaza.
Chi mai può dirmi stai calmo?
Sono le quattro all’alba
e tutto va bene.
Bruno Mancini
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20 Maria Poerio


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5 Erminia De Paola


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6 Maria Luisa Neri


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7 Cerimonia donazione libri


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15 Remo Sforna


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21 Tutto


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13 Antonella Ariosto


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19 Milena Petrarca


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9 Bookcity


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18 Alfonso Gurreri


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17 Caterina Novak


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16 Remo Sforna 2


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14 Erminia De Paola


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8 Caterina Novak ok


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2 Bruno Mancini giornali Il Dispari


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3 Bruno Mancini Otto milioni ok


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1 Caterina Novak ok


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1 Caterina Novak con effetti e sigla


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DILA & Interno 4


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Cerimonia donazione libri alla Biblioteca Antoniana di Ischia

L’Associazione di promozione Sociale “Da Ischia L’Arte – DILA APS“, in partenariato con l’Associazione ADA di Dalila Boukhalfa, l’Associazione ARTE DEL SUONARE di Maria Luisa Neri, la Fondazione LA SPONDA di Benito Corradini, la Casa Editrice IL SEXTANTE e il magazine EUDONNA di Mariapia Ciaghi, la testata giornalistica IL DISPARI di Gaetano Di Meglio, organizza la
Si tratta di un progetto culturale che viene proposto con la finalità di offire una prestigiosa destinazione a molti libri di autori che non godono della notorietà appropriata alle loro qualità letterarie. Non certamente per loro colpa, ma per le storture commerciali che quasi impongono alle Case editrici di pubblicare volumi scritti da personaggi già ampiamente noti anche se in campi diveri da quelli della produzione letteraria.
La nostra DILA APS ha raggiunto un accordo con la Biblioteca Antoniana di Ischia -grazie alla encomiabile disponibilitò della sua Direttrice Dottoressa Lucia Anniceli-, in funzione del quale siamo impegnati nella selezione di 10 volumi di poesia e di narrativa che entreranno a far parte del patrimonio librario reso disponibile per la pubblica lettura nella Biblioteca.
I libri verranno donati alla Biblioteca dagli stessi Autori nei giorni 26 / 27 e 28 maggio 2025.
La donazione dovrà essere effettuata PERSONALMENTE dall’Autore e/o da un Delegato della Casa Editrice.
I video completi dei tre giorni faranno parte di IL MAGGIO DEI LIBRI 2025 che si qualifica come “Campagna nazionale dei libri e della lettura e che, grazie alla collaborazione del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, nel corso delle edizioni ha operato in numerosi Paesi tra cui: Argentina (Buenos Aires e Morón), Belgio (Bruxelles, Liegi e il sito UNESCO Blegny-Mine), Brasile (San Paolo), Canada (Toronto), Croazia (Albona e Zara), Francia (Lione e Parigi), Germania (Berlino e Monaco di Baviera), Grecia (Atene), Perù (Lima), Romania (Bucarest), Slovenia (Koper e Pirano), Spagna (Barcellona e Sitges), Svizzera (Basilea, Lugano e Poschiavo) e Turchia (Smirne) anche meduante iniziative organizzate da numerosi Istituti Italiani di Cultura, Ambasciate e Consolati all’estero di tutto il mondo.”
Al termine della Cerimonia di donazione gli Autori riceveranno un attestato di partecioazione consistente in una copia del loro libro timbrata dalla Biblioteca e da DILA APS.
Le proposte di partecipazione dovranno essere inviate esclusivamente a CHIARA PAVONI tramite WatsApp +39 3476781074 entro e non oltre il prossimo 30 aprile corredate dal testo del libro proposto nel formato PDF.
Chiara Pavoni provvederà ad infomare gli Autori della accettazione o meno della loro proposta entro il giorno 10 maggio.
INFO dila@dilaaps.it
Bruno Mancini
Preidente DILA APS
Ischia 8 aprile 2025

Cerimonia donazione libri alla Biblioteca Antoniana di Ischia
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Solleva dalla terra – Davanti al tempo 99 di Bruno Mancini

Solleva dalla terra
Solleva dalla terra
i monumenti infranti
dal battere dei piedi
e dai silenzi vani
di labbra rese asciutte
per preghiere.
Dà morte ai morti.

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Tu saresti – Davanti al tempo-98 di Bruno Mancini

Tu saresti… la morte?
Che bruttura di ignoto!
Non capisco perché non scrivo “funebre”.
Non solo quello
e questa notte… devo tornare a casa.
Parlo senza poesia.
-“Ti dolgono gli occhi? ”
-” Guarda se c’è qualcosa;
………………………
….
RIDI?
Ridi perché caccio lacrime,
credi che non so
soffrire! Ma tu non sai
vivere. Guardo il tuo volto:
sul mio, le lacrime,
ma in te non scorgo
sangue. Peccato!”

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Quasi prova di fede e di amore – Davanti al tempo-87 di Bruno Mancini

Domattina
rivedrò quei colori?
Sotto i verdi
in grigia macchia
l’odio del rosso nemico?
Corri mia fantasia notturna
produci lieve inganno
addormentandomi.

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Niente – Davanti al tempo 79 – Bruno Mancini

Niente
non faccio più niente.
È quella pace tua
voce di valle solitaria?
Fissi lontano sguardo
in solitudine
in rimpianto.
Mistero di sensi svaniti
pietà
plasticità remota.
Mistero di sensi svaniti
pietà
passate voci.

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Mauro Paolo Montacchiesi recensioni


MILENA PETRARCA e MAURO MONTACCHIESI

Chiara Pavoni – Mauro Montacchiesi – Bruno Mancini
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Parlerai con le amiche

Sistemando libri polverosi su uno scaffale poco accessibile, ho trovato una rivista del 1964 che leggevo sempre, Europa Letteraria, nella quale avevo scritto una delle mie poesie giovanili.
Ve la propongo con tanta tenerezza!

(1962 – 1964)
Parlerai con le amiche
di un amore lontano
nelle chiuse ore di pomeriggi nebbiosi.
Lo so.
L’ho letto
sulla calma della mano
posata sul vetro dell’ascensore.
Ed ha premuto il bottone.
Dirai ch’è forte
che è l’uomo tuo.
Che è dolce.
L’hai detto muovendo le mani,
semplicemente,
la volta che hai chiuso la porta.
Parlerai con gli amici.
Un amore lontano.
Un amore da sole.


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Premi Otto Milioni 2025
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Programma e protagonisti DILA APS al BookCity 2023
Programma e protagonisti DILA APS al BookCity 2023

Programma e protagonisti DILA APS al BookCity 2023

Programma e protagonisti DILA APS al BookCity 2023

Programma e protagonisti DILA APS al BookCity 2023

Programma e protagonisti DILA APS al BookCity 2023

Programma e protagonisti DILA APS al BookCity 2023

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Programma e protagonisti DILA APS al BookCity 2023

Programma e protagonisti DILA APS al BookCity 2023

Programma e protagonisti DILA APS al BookCity 2023

Programma e protagonisti DILA APS al BookCity 2023

Programma e protagonisti DILA APS al BookCity 2023

Programma e protagonisti DILA APS al BookCity 2023

Programma e protagonisti DILA APS al BookCity 2023
Il complesso, sorto alla fine del III secolo per opera di Sant’Ambrogio e di Santa Marcellina, risale nella forma architettonica attuale al XII secolo, con l’ultima ristrutturazione realizzata dal Card. Federico Borromeo nel XVI secolo.
Qui sono stati ospitati protagonisti della letteratura, della scienza, del cinema e della musica come Vaclav Havel, il regista Waida, Lech Walesa, Sacharov, Jiri Pelikan, David Cooper, André Glucksmann, Bian Ino, Jack Lang (ministro francese dela Cultura con Mitterrand), autori italiani gli esordi, allora sconosciuti, come Roberto Benigni e Nanni Moretti, le grandi mostre di Jo’ Ponti e Titanus. Mario Merz e Arte e Società con gli artisti emergenti del momento, l’Odin Theatre, la coerografa Pina Bausch e la filmaker Rebecca Horn.
Amnesty International proprio nel Centro Brera aveva la sua sede operativa nazionale.
A partire dal maggio 2016 l’ultima Convenzione col Comune di Milano assegna al Centro Brera l’incarico del recupero storico-architettonico dei luoghi in concessione e il rinnovo dell’uso dei locali del piano terra e del Camminamento della Canonica. Il Centro opera dunque in contiguità con la Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori ed ora con il progetto Laboratorio Formentini (nella Canonica) e con l’Accademia delle Belle Arti (nella Chiesa grande di San Carpoforo).

DILA & Bookcity 2023

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Di Capri un po’ – Musica e Canto di Valentina Gavrish -Testo di Bruno Mancini
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Ad Occhi chiusi . Musica e Canto Valentina Gavrish – Testo Bruno Mancini
Non rubate la mia vita
Un sorriso di mare smeraldo
un profumo di ortensia maculata
lo scampanare di turisti pascolanti
lo sciacquio di graniti biancastri,
TEMPO,
la sposa non mi chiede altro
i miei ingorghi pazienteranno ancora
tra un’onda senza fine al tramonto
nel poggio di agrumi e di ninfee.
Non rubate la mia vita,
prendete i sogni.
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Ad Occhi chiusi . Musica e Canto Valentina Gavrish – Testo Bruno Mancini
….
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Tra eutanasia e ghigliottina -Musica Roberto Prandin Testo Bruno Mancini Canta Rezarta Dyrmyshi Piano Giovanna Santoro Legge Chiara Pavoni
….
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Quanno -Musica Roberto Prandin -Testo Bruno Mancini – Traduzione Luciano Somma -Canta Maria Rosaria De Bernardis – Pianoforte Giovanna Santoro
….
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E sento jastemmà -Musica Roberto Prandin -Testo Bruno Mancini – Traduzione Luciano Somma -Canta Lorena Sarra – Pianoforte Giovanna Santoro
….
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Quanno -Musica Roberto Prandin -Testo Bruno Mancini – Traduzione Luciano Somma -Canta Angela Prota
….
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SEMPE MIA Festival di Napoli 2023 – Musica Franco De Biase – Testo Bruno Mancini
….
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SUONNO CA DA ‘A LIBERTA – Musica di Franco De Biase – Testo di Bruno Mancini – Canta Angela Prota
….
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Canzone per San Valentino Musica di Vincenzo Salvia Testo di Bruno Mancini
Devo creare una canzone,
cercando le sillabe intonate
al sibilo dell’aria immobile
al frangere dell’onda soffice
al tuono di torrenti assolati
al movimento sinuoso dei ricordi
al baratro delle mie dimenticanze.
Mi poggio sul cuscino
e ti sento vicino
con la testa ad occhi chiusi
nel ricordo dei tuoi baci.
Ma tu non ci sei più
ed io non canto più
pensando sempre più:
“L’amore mio sei tu”.
Devo creare una canzone,
dalle note gracchianti come
come pick up di giradischi a pila,
per un volume sbiadito come
il tuono
come il mio sax dall’ancia abrasa,
con il cuore non ancora appassito come
come i giornali di tanto tempo fa.
Mi poggio sul cuscino
e ti sento vicino
con la testa ad occhi chiusi
nel ricordo dei tuoi baci.
Ma tu non ci sei più
ed io non canto più
pensando sempre più:
“Amor, dove sei tu?”
Devo creare una canzone
e per coprire il tempo
ed infiammare i giorni
devo convincere la mia vanità
un tuono
a miscelare i segni e i volti.
Devo plasmare i sogni e l’ombra.
I sogni e l’ombra.
Ma tu non ci sei più
ed io non canto più
pensando sempre più:
“Ma chi cazzo sei tu?”
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Sosteniamo con molti commenti le letture delle poesie del Premio OTTO MILIONI 2024 proposte da Chiara Pavoni?

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52po24 Poesia iscritta Otto Milioni 2024
Poesie Otto Milioni 2024 Opere iscritte

Dolce Nereide
Galoppi
Sul tuo cavalluccio
Marino
TU sogni
Un futuro
Di mare
Color oltremare
Più profondo
Del tuo abisso
Una grande
LUCE IRRADIA
Il tuo corpo
Nella musica
Più viva del tuo
ESSERE DONNA
DEL TUO IO
CHE PREVALE
PREGNANTE
NEL TUO
INFINITO
MISTERO …
La tredicesima edizione del Premio internazionale di Arti varie OTTO MILIONI 2024 ideato da Bruno Mancini è organizzata dall’Associazione di Promozione Sociale “Da Ischia L’Arte – DILA APS”

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e con i patrocini di

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51po24 Poesia iscritta Otto Milioni 2024
Poesie Otto Milioni 2024 Opere iscritte

Baci l’anima con il tuo
Sguardo incantatore
Polveri sottili trafiggono
La tua sfera
E solcano le strade
Del tuo essere
Inossidabile
Fanciulla venuta
In questo mondo
Come Eroina combatti
Quel male sottile
Volando come saette
D’uccelli felici…
La tredicesima edizione del Premio internazionale di Arti varie OTTO MILIONI 2024 ideato da Bruno Mancini è organizzata dall’Associazione di Promozione Sociale “Da Ischia L’Arte – DILA APS”

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49po24 Poesia iscritta Otto Milioni 2024
Poesie Otto Milioni 2024 Opere iscritte

Il vento, singhiozzando, svanisce.
Le lacrime di pioggia sulle guance sul vetro,
lasciando i segni suoi
i dita sporche.
Fa freddo…
La tredicesima edizione del Premio internazionale di Arti varie OTTO MILIONI 2024 ideato da Bruno Mancini è organizzata dall’Associazione di Promozione Sociale “Da Ischia L’Arte – DILA APS”

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53po24 Poesia iscritta Otto Milioni 2024
Poesie Otto Milioni 2024 Opere iscritte

Non è ancora successo niente.
Sto ancora aspettando.
Non è cominciato niente.
Solo il silenzio bianco.
Sfarfallio dorato
lentamente si avvicina.
Balla durante questo giorno,
più bello, volando come libellula.
Respira profondamente nell’alba…
facilmente.
Le vertigini increspano nel flusso di luce
nella tua sinfonia la rosa viola profuma
la tua melodia è liscia come il velluto rosso.
Nel tuo mistero il carbone nero brucia
la tua risata suona come un ruscello d’argento.
Dipingi questa notte… al buio.
Vagando nel giardino della luna, tutto oscuro.
Chiudi un po’ le tue palpebre… fragili.
Sentendo il volo nel sogno immaginabile
nella tua fantasia essi sono tutti fortunati.
Nel tuo romanticismo arrossisce persino l’ombrello.
Nei tuoi miti alati
le tue fiabe sono cantate
da un musicista straniero.
Qualcosa di meraviglioso è già cominciato.
Sto aspettando, sospettando.
Qualcosa si è già svegliato.
Una vita mi avvicina
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50po24 Poesia iscritta Otto Milioni 2024
Poesie Otto Milioni 2024 Opere iscritte

Un velo
Ti accarezza
E cela
Il tuo viso
Aggroviglia
Pensieri…
Ed ecco
I tuoi iris
Ti guardano
Incantati li
In un angolo
Nascosto
Della tua vita
Tormento
Occhi che
Parlano
Di tristezza
Ignari di quel
Futuro che deve
Ancora arrivare
Presagio di
Malinconia.
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48po24 Poesia iscritta Otto Milioni 2024
Poesie Otto Milioni 2024 Opere iscritte

Da qualche luogo il silenzio rapido brilla in fretta.
La tempesta dei miei sentimenti mi accarezza
il tuo coccolato amore, cioè, me, io sono attento
a chi canta nel vento.
Déjà vu – riceveremo il perdono già.
La nostra superiorità è annunziata.
La tempesta di sentimenti miei è il fuoco,
invece il tuo arrivo è il suolo.
Violini brillano e strillano.
Accordo le piroette dei vortici di vento, non invano.
Sono qui, il tuo camino, eccomi,
sono la vita, piena di morte, così così.
Déjà vu – il gran gala, un ballo, luogo avrà
in cui la nostra danza girerà.
La mia tempesta di sentimenti punge nel cuore
come grandine per amore.
Diviene più difficile respirare, tutto fatto,
la croce del Golghat è annunziata,
mai ci separerà, cari tuttofare,
I vantaggi del bene e del male.
Déjà vu – come la scintilla di un cerchio,
ripetere e non dimenticare
baciando i nostri passi placidi.
E i nostri batticuori acidi.
Da qualche luogo brilla il silenzio rapido.
La strada dell’amore è, ahimè, ripida
soprattutto nelle anime oltrepassate
che dobbiamo sempre indovinare.
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47po24 Poesia iscritta Otto Milioni 2024
Poesie Otto Milioni 2024 Opere iscritte

Ricordi le uscite in barca
a caccia di stelle cadenti,
la sabbia morbida e bianca
sotto i nostri piedi…
Ricordi il vento fra i miei capelli,
gli schizzi delle onde sul volto,
un grande arcobaleno
apparire all’orizzonte…
Guardavo i tuoi occhi felici
ed esprimevo un desiderio!
Ero una folle sognatrice
con le strofe scritte sul vetro.
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46po24 Poesia iscritta Otto Milioni 2024
Poesie Otto Milioni 2024 Opere iscritte

Una coppia legata dell’anima del sole
e tal cuore che ti unisce fin tutta giovinezza
Splendidi come sole, come sole dell’estate
ricchi di virtù esemplari
sono loro Milena Petrarca e Paolo Griffo
circondati i da opere uniche e rare
sanno amare e gli umili e i terribili
dei ceti sociali,
preziosi come i gioielli
mi tendono le mani e mi invitano
a sognare i castelli inventati della mia gioventù.
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45po24 Poesia iscritta Otto Milioni 2024
Poesie Otto Milioni 2024 Opere iscritte

In stile inglese se ne vanno i sentimenti –
con tatto, senza soluzione, istantaneamente.
Un ramo si spezzò, gli uccelli si fermarono,
le erbe il loro colore cambiarono.
Oh, l’autunno mi ha raggiunto già?
Ma fioriva a malapena ovunque poco fa!
Le mie guance infilando, gonfiando,
una ruga amara sulla mia fronte sta disegnando.
Oh, voglio tornare alla mia giovinezza
quando tutto era semplice leggerezza!
Non consentiti, limitati, dimentica, non pensare!
È già così buio… E il freddo irrompe nella mia stanza immensa.
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44po24 Poesia iscritta Otto Milioni 2024
Poesie Otto Milioni 2024 Opere iscritte

In cima alla betulla nel bosco io salirò
tra i rami come un ragno nella sua tela resterò
il ruscello color arcobaleno illumina.
Berrò il sole in una goccia pallida
con l’oscillare del vento e la pace della rugiada.
Sulle ali di una farfalla mi sposterò, retrograda.
E, passo dopo passo, e lentamente
passerò sulle ciglia e sugli zigomi, clemente.
Oh, occhetti dorati, sotto le palpebre nascosti,
guardando nel cielo con ansia buona!
Salirò sui rami agili della betulla, lenta
sorridendo al sole, sorridendo al vento,
in una danza nostra aggraziata crederò
tra ramoscelli deliziosi dondolerò.
Sono io solo tale, davvero, solo io…
Mi salirò sulla betulla, io lo posso, salirò
non cercando una risposta, che non c’è.
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43po24 Poesia iscritta Otto Milioni 2024
Poesie Otto Milioni 2024 Opere iscritte

SOLO UNA NOTA
Il vino fermenta,
riuscirà comunque a evadere
dal seminterrato.
Regalerò i carboni del focolare
dopo l’ultima notte, ché già sta andando via,
a lei, che è rimasta in me
adesso solo come una nota.
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40po24 Poesia iscritta Otto Milioni 2024
Poesie Otto Milioni 2024 Opere iscritte

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42po24 Poesia iscritta Otto Milioni 2024
Poesie Otto Milioni 2024 Opere iscritte

La luna divenne argentata.
Le luci limpide, sia verdi che rosse
con i razzi freddi freddini
sopra i lillà caldi caldini.
Dalle vecchie foto bianconere
non siamo più neanche protetti.
Ora io vorrei, come vorrei
andarmene attraverso i campi
nei ritardi, nei miti retrogradi,
e nei loro stampi.
La metropolitana
del Canale della Manica tuona
per tutti i ponti di Londra in onore.
Quindi, il nostro amico provenzale,
Piero non brama più il moonlighista
ma piccolo Icaro il sole non stima più.
Il cuore mio,
come fosse una cerva urbanista,
mentre scivola oltre l’ombra snella.
Tu, insieme agli antichi orologi a cucù,
fermati, stupidina.
Una maestosa quercia
cresce attraverso il secondo cielo,
attraverso i paradisi e le ghiande,
dopo inclinando
in giù, nella malerba
dove si avvolge una viperina,
verso le radice a zigzag.
Una sartina i cappotti di guerra
sta già cucendo.
Piangono mogli, moire e tutti i clown
per gli ordini nuovi, non a causa
della mancanza di clientela.
Sopra il pozzo -un coperchio pesante.
Le unghie sono lunghe
come la notte polare,
come l’argento all’oro,
come una bilancia contro il calo,
come un tubo pieno di bicchieri.
Un gufo scappa
attraverso uno stretto varco.
Ars longa, vita breve
tra le enciclopedie,
e tra le immagini della divinità tramandata.
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41po24 Poesia iscritta Otto Milioni 2024
Poesie Otto Milioni 2024 Opere iscritte

A volte il rumore, tutto ovattato e bruttino,
come se si strappasse le catene dalla testa,
urla.
Emerge con un morso pungente,
cade a terra sibilando,
proprio come un bollitore che sfrigola.
Pare che questi maledetti pagani
non possono usare uno slogan più efficace.
Il disonore delle persone è equiparato alla paura.
Il sole luminoso su una collina solitaria già splende,
trasformando l’odio umano in un vortice
e lo porta all’inferno.
Il sole sorge sopra la montagna,
il mattino è inondato di luce.
Uno sciame vitale di polline dorato svolazza.
L’inimicizia rompe come una rete nebbiosa.
Il sentiero del sole, direttamente nel cielo,
disegna
un sacro talismano,
un ferro di cavallo della felicità.
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39po24 Poesia iscritta Otto Milioni 2024
Poesie Otto Milioni 2024 Opere iscritte

Sono cresciuta nel mio paese
con radice dei pini nelle dune,
proprio qui, accanto al Mare
dell’Ambra Divina.
I torrenti dei fiumi Daugava e Venta
fluiscono
e altri, Lielupe e Gauja scorrono altrove.
Ma l’oro decora le foglie autunnali.
Io sono cresciuta in un boschetto di betulle,
dove gli stormi fischiano al vento
primaverile.
Da fanciulla
gli occhi azzurri, bastoncini di ghiaccioli
al mattino direttamente nella faccia
fiorivano.
E cadano giù i suoni degli usignoli
sulle edere e su tutti i fiori.
Sono io cresciuta nella sabbia
tenace del fosso.
E nella manciata della terra di vaso
regalato da mia mamma.
Con il desiderio del cielo azzurro
e i raggi solari.
Adoro il profilo dei campi di segale.
Quindi, non avrete una tal forza
da tagliare le miei radici,
perché io sono nel cuore
della nostra terra.
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38po24 Poesia iscritta Otto Milioni 2024
Poesie Otto Milioni 2024 Opere iscritte

Zingara, zingara, con il tuo sigaro in bocca,
dimmi, dimmi tutto onestamente.
Cosa vedi? Che cosa dirai?
Che cosa succederà?
Cosa per me e per la mia patria
accadrà?
Che cosa?
Lei sorride solo.
E apre il palmo
della sua mano morena.
Il suo sguardo impenetrabile si contrae.
La zingara è silenziosa.
Allora, di fronte, niente manca:
la strada e un severo tribunale
dietro il primo angolo mi aspetta?
E subito la voce di Cassandra,
che fa rabbrividire:
– Probabilmente hai vissuto
e possibilmente morirai.
La risposta è semplice,
ma tale non sia!
Le diverse gonne
diversamente frusciano.
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37po24 Poesia iscritta Otto Milioni 2024
Poesie Otto Milioni 2024 Opere iscritte

Non ho bisogno di tanto:
il fruscio del vento
e il mare impetuoso,
e le candide sabbie intorno.
Nel mio palmo un altro.
La terra, libera dai molestatori.
Il sorriso di un bambino,
la carezza di una madre,
i miei giorni felici.
Scrivere una storia, svolta.
Chiedo troppo, davvero?
Sono ingenua, vorrei
i denti di leone.
Tra i miei palmi
e nel cielo il sole luminoso.
La pulce di un ruscello cristallino,
un po’ dell’acqua chiara del mio papà?
Non ho bisogno di tanto, mi faccio viva.
Spero solo di sentire
sotto i piedi i sentieri nativi.
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36po24 Poesia iscritta Otto Milioni 2024
Poesie Otto Milioni 2024 Opere iscritte

Guardate queste pagine
dov’è scritto nero su bianco:
condannati a marcire in carcere
con accuse ingiuste e false.
Sul libro ingiallito della storia
le vite trasformate in cenere
rimarranno nella nostra memoria.
Non potete impedire di vivere!
Soffocate le nostre anime
assetate di vera giustizia.
Alle centinaia di cuori spezzati
non potete impedire le grida!
Volteremo queste pagine
cercando di sorvolare,
ma rimarranno le immagini
silenziose a testimoniarle.
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35po24 Poesia iscritta Otto Milioni 2024
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Oh, anima cara, non alzarti
nelle tue ali di un angelo rosso
e non stancarti con la terra verde,
con seme di palude, con una nuvola
in una croce oscura della chiesa.
Che tristezza rosea!
Come se nella sua barchetta
di canne, pastore sacrosanto
passasse accanto con un remo,
proprio il dio del sole e dell’oro.
L’incenso pesante come una carezza.
Non voglio credere nella morte,
al fallimento e all’abbandono.
L’usignolo che cantava gli inni
del nostro amore è morto già.
Uno sciacallo solitario
cerca la tomba comune,
agile come un archeologo.
Devi credere tu nelle sabbie mobili.
Varrò io sola la pena degli arcobaleni
e dei nuovi più brutti soli
o del canto degli usignoli.
Occorre cantare
insieme agli usignoli,
soffici come i cespugli.
Ahimè, anima, anima cara!
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34po24 Poesia iscritta Otto Milioni 2024
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Ricordo bene una formica, mia vera amica.
Le somiglio davvero,
lei lavora e anche io.
Lei sui campi, mentre io
seduta sulla mia poltrona.
Beve lei il nettare,
invece io bevo caffè.
Lei porta il fardello,
invece io non porto nulla.
Lei è diligente, è sovraccaricata,
mentre io sono pigro, lo ammetto.
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33po24 Poesia iscritta Otto Milioni 2024
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Ti aspetto sempre,
quando vieni e quando vai.
Ma il cuore, ancora triste,
negli attimi che ci separano s’apre.
Il cuore tuo non lo capisce.
Fermati!
All’anima non lo dico,
perché credo che lei,
pur essendo lui assente,
ancora lo vorrà accanto.
E sarà proprio una corda dritta,
come un arco ben teso, feroce.
Più tiri l’asta indietro,
più sarà veloce la corsa della freccia.
colpirà direttamente il bersaglio.
Il cuore insanguinato,
come una fiamma calda brucerà.
Da nessuna parte avrà pace.
Proprio per te si aprirà,
solo da te verrà,
tutto il resto non importa.
Cosa era e cosa sarà dopo.
Il cuore tuo non lo capisce.
Fermati!
All’anima non lo dico,
perché credo che lei,
pur essendo lui assente,
ancora lo vorrà accanto.
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32po24 Poesia iscritta Otto Milioni 2024
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A qual tempo ero io la bella.
Nel profondo
del bagliore
di quella sera.
La brina biancastra e brillante
nei fili oscuri è sempre presente.
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Le nove gru sopra la montagna hanno volato,
una sola è diventata rugiada mattutina.
Le nove gru si fecero eco, silenziose,
e una divenne maestosa.
Le sette gru si precipitarono in lontananza, che bello,
una sola è rimasta a cercare suo fratello.
Le sei gru atterrarono nella brughiera.
Quella della mattina era diventata un’estranea.
Le cinque gru si lanciarono nel cielo,
e una, in alto, puntava verso il sole.
Cinque richiami la riportarono indietro.
Quello successivo divenne ghiaccio mattutino.
Le tre gru vagarono a lungo attraverso le paludi.
Durano a lungo dopo il paradiso triste,
prima che diventi il tuo volo.
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31po24 Poesia iscritta Otto Milioni 2024
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Alla clessidra dorata
i solchi fatti dal vento
sulla spiaggia, ora le cime levigate,
tutto come l’altro ieri, sono fuori dal comune.
Per il flusso di sabbia
dall’alta marea alla bassa marea,
la strada sussurra in turbine a chiocciola rosa.
Scaricare e ritornare,
scaricare e ritornare in un segno diverso.
Io vorrei attendere quel momento
quando il grande scultore, a piedi nudi,
sull’acqua pagaia.
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30po24 Poesia iscritta Otto Milioni 2024
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Uccidi, uccidi
tutti i nostri ricordi,
i miei ansiosi pensieri…
Elimina tutto, elimina
e dimentica.
Non incolpare, non menzionare…
Sarà più facile vivere decisamente.
Oh, mio popolo paziente tataro!
Deportati dalla Crimea
su carri bestiame, tutti innocenti.
Andarono in lungo esilio
senza nessuna protezione,
dimostrando di essere
uguali ai loro giudici
con la loro morte e la loro sopravvivenza,
senza pietà e clemenza.
Passaparola, corpo a corpo…
E non osava tornare
nelle sue case natali
il mio popolo tartaro,
semplice, laborioso,
dai cuori forti, affidabili.
In cosa differiscono, scusate,
i tartari dai loro giudici?
Cosa ha fatto per arrabbiare
i suoi persecutori?
Passaparola, corpo a corpo,
l’unica verità fa il suo corso.
Tutti,vecchi, bambini
nei grembi delle madri
si convertirono, morirono in esilio,
i tatari.
Che bello se la memoria
non potesse essere cancellata.
Perciò persino il tempo
lascia ferite incurabili
eternamente irrisolte.
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È ancora possibile una pace totale?
Come quel grande silenzio
che circonda i suoi ascoltatori,
quelli del Festival della Canzone,
catturando il suono.
Una sola pecorella,
nei cieli azzurri e brillanti, sta pascolando.
Il sorriso di un bambino
rende ancora più pace
nel silenzio del Festival della Canzone di Lettonia.
Suona il silenzio del concerto.
Mentre il silenzio suona
i fiori estivi con i loro fiori abbagliano.
Proprio adesso,
quando il calderone sanguinante del mondo bolle,
quando nel naso puzza la morte, e l’ansia fa male,
in questo attimo di quiete musicale!
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28po24 Poesia iscritta Otto Milioni 2024
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Il mio mare al tramonto
dalle rive fuori trabocca
nella sua vanità della giornata
negli alberi della nave in trappola.
Il sole tra tutte le fasi quotidiane
sta cadendo ora sempre più in basso,
fino alle rovine e ai fracassi
il tramonto sarà lo stesso di prima.
Affondano i piedi nella sabbia bagnata,
nel suo corso la luce si sente stanca,
l’abbraccio delle onde rifrange i raggi,
il gabbiano va a dormire in pace.
È l’ora del tramonto, ma che sia,
sta cambiando i caratteri del mondo.
Il giorno fa il cenno dell’addio
e riavvia i suoi account.
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26po24 Poesia iscritta Otto Milioni 2024
Poesie Otto Milioni 2024 Opere iscritte

Il mare come in una pellicola fotografica si blocca.
Gabbiani, onde e navi ghiacciano.
E una madre, chinata sul suo bimbo
all’improvviso, scompare.
Il faro grigio sempre è lì,
in lontananza,
l’unico rimasto invariato.
Ma dietro di esso,
nel posto dove l’acqua
con il cielo coincide,
ribollendo come un calderone,
tagliando di schiuma ruggente,
si avvicina un temporale estivo.
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25po24 Poesia iscritta Otto Milioni 2024
Poesie Otto Milioni 2024 Opere iscritte

I fiocchi bianchi cadano,
oggi piove,
e già si illuminano
le faccia per la primavera.
Non pensiamo per un attimo,
che cosa accadrà domani.
Questo è l’unico modo
in cui possiamo,
senza fretta, avere il tempo
con buona fiducia
che tutta la neve si scioglierà
di nuovo,
dato che i germogli devono
combattere in libertà dalle loro conchiglie.
Lasciamo che la paura si allontani
e il dolore spingerei,
finché la pace
nel cuore fluirà.
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24po24 Poesia iscritta Otto Milioni 2024
Poesie Otto Milioni 2024 Opere iscritte

Camminiamo noi sfacciati,
con fiocchi eleganti le nostre code sono legate.
Ci sentiamo orgogliosi, succhiando i sederi,
perché abbiamo vinto davvero!
Lasciate che questi spudorati ucraini vengano torturati
e in polvere si trasformino tutti, noi vincere dobbiamo!
L’hanno meritato, perché sono governati dai nazisti,
invece da noi il fascismo non l’abbiamo!
Guarderemo la Tivù,
per sentire l’odio più acutamente, di più.
Rimanendo sempre grandi e onnipotenti,
faremo un piccolo picnic, con passo lento.
Faremo uno spuntino con shashlik
e facciamo un brindisi divino,
un po’ di vodka bevendo.
Dicendo grazie al leader della Russia.
Ma non abbiamo noi il fascismo?
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23po24 Poesia iscritta Otto Milioni 2024
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Il mondo è incollato tra le braccia di quello che crea,
come una massa pesante e omogenea, e
guarda qui sulla mia faccia.
Ti conforto con una buffa smorfia.
Non pretendo nulla e niente.
Non prometterò niente e nulla.
Voglio solo vedere la tua faccia bella
e i lineamenti della tua figura snella.
Domani mi innamorerò, forse, ancora,
stupidamente ed inutilmente.
Porterò, con la stessa tenerezza,
le catene di un mio nuovo amore strano.
E stringerò i pugni durissimi, ancora,
mordendo a sangue le mie labbra,
ascolterò, nel mio dolore,
la musica di trombe malvagie e solitarie.
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Non rattristarti, amichetta mia,
se l’alma tua ancora punge
e le lacrime amare scendono verso le guance.
Non devi abbandonarti alla tristezza.
Non devi insultarli
i nostri piani per domani non si incrociano.
La sciarpa morbida è avvolta intorno alla tua testa,
mentre ti accingi ad ospitarmi.
Elimineremo insieme ben presto il dolore.
Sulla spalla tua, già nel pomeriggio,
un sogno bello.
Come una colomba bianca per un momento si posa,
questo uccello avrà il potere di un gigante,
la tristezza cancellerà.
Ciò evaporare la gioia non lascerà.
Non rattristarti, amichetta mia.
Se ti fa ancora male, cantiamo,
lasciando asciugare le tue lacrime.
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21po24 Poesia iscritta Otto Milioni 2024
Poesie Otto Milioni 2024 Opere iscritte

Il paradiso è finché non pensi.
Addentare il frutto della conoscenza significa
perdere l’innocenza spirituale.
Un inizio nuovo.
Dio si è mosso deliberatamente sotto il melo,
verso la conoscenza del bene e del male.
Il paradiso fisico per un uomo sarebbe sufficiente.
La donna fu la prima a pensare.
È la creatrice di disordini mentali.
L’inizio dello sviluppo e della cognizione.
Se la donna non avesse avuto freddo e fame,
non avrebbe strappato la foglia della bellezza,
non avrebbe abbellito la sua vergogna.
Lascando che suo marito
mangiasse un capriolo con tutta la pelle.
La donna aveva bisogno di un letto
più morbido del muschio.
E l’abbigliamento.
E così è stato inventato l’ago.
La grotta senza luce
e un uomo che ha tagliato una finestra.
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Poesie Otto Milioni 2024 Opere iscritte

Tra solo due note-
una vita intera
la pulsazione
dell’amore vero,
ecco, per i suoni silenziosi
tra di noi –
un mare intero
di suoni
mescola, stizzisce.
Cerchiamo noi il sole vero
in nostre conchiglie.
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