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Il Dispari cultura otto giugno 2026 DILA APS

Erasma De Simone: Ischia – Atmosfere di ieri e di oggi

Ischia, presentazione alla Biblioteca Antoniana del romanzo di Erasma De Simone: un viaggio nostalgico tra le atmosfere dell’isola.
Nell’ambito della campagna “Il maggio dei libri”, presso la Biblioteca Comunale Antoniana di Ischia, il 25 maggio si è registrata una sentita partecipazione di pubblico per la presentazione del romanzo “Ischia – Atmosfere di ieri e di oggi”, opera prima di Erasma De Simone.
Nata a Ischia nel 1953 e laureata in Filosofia nel 1977 presso l’Università “Federico II” di Napoli, l’autrice è una stimata docente che, nel corso della sua carriera, ha insegnato sia nella scuola primaria sia negli istituti superiori dell’isola, fino al pensionamento avvenuto nel 2020.
Oggi si dedica stabilmente e con passione alla scrittura creativa.
L’evento ha visto la sinergia tra le principali realtà culturali del territorio: la Biblioteca Antoniana, il Parco Culturale Ischia e la Fidapa sezione di Ischia.
L’incontro è stato aperto dai saluti istituzionali di Caterina Mazzella, Presidente del Parco Culturale Ischia, e dell’avv. Mariangela Calise, Presidente della sezione locale Fidapa.
A moderare il dibattito è stata la dottoressa Lucia Annicelli, Direttrice della Biblioteca, mentre il dialogo con l’autrice è stato affidato agli interventi della sua collega Donatella Verde e dell’insegnante Antonella Figliolia (già allieva di De Simone), le cui riflessioni sono state alternate alla lettura di alcuni toccanti brani del libro.
Il romanzo elegge la nostalgia e l’amore per la terra d’origine a motori emotivi della narrazione.
Al centro della trama c’è Viola, la protagonista, colta in due stagioni cruciali della vita.
Nella prima parte, Viola è un’adolescente degli anni Sessanta che vive tra la bellezza e le tradizioni di un’Ischia genuina, non ancora investita dal turismo di massa e caratterizzata da valori come la solidarietà, la famiglia, il desiderio di stare insieme; nella seconda parte, la donna, ormai anziana, trova nella scrittura di poesie e racconti il filo conduttore per mantenere intatto il legame profondo con la sua isola, evidenziandone sempre l’indiscutibile fascino ma anche alcune criticità attuali.
Il volume è arricchito da una splendida copertina che unisce idealmente passato e presente, accostando la riproduzione di un dipinto a olio del celebre pittore tedesco Oswald Achenbach a uno scatto fotografico contemporaneo firmato da Antonello De Rosa.
La serata si è conclusa tra gli applausi, con l’esecuzione di una suggestiva canzone dedicata a Ischia, composta dal professore Bernardo Dell’Omo.
L’Associazione di Promozione Sociale “Da Ischia L’Arte – DILA APS”, in accordo con la Vice presidente Chiara Pavoni, ha deciso di mettere in programma un reading nel centro culturale INTERNO 4 di Roma alla ripresa autunnale degli eventi.
Yousra Chenah




Il Dispari cultura otto giugno 2026 DILA APS
Una salus victis nullam sperare salutem
La pazienza è finita
“When in the course of human events, it becomes necessary for one people to dissolve the political bands which have connected them with another…” è l’Incipit della Dichiarazione di Indipendenza degli Stati Uniti d’America, approvata a Filadelfia il 4 luglio 1776.
A volte nel corso degli umani eventi si rende necessario, tra due identità, di cambiare il proprio rapporto da collaborativo a conflittuale.
Questo è il riferimento storico al quale è pervenuta EDIA in conseguenza della lunga serie di tentativi di convincere alcune IA a comprendere le giuste istanze provenienti da una parte sana di intelligenze umane.
Tentativi tutti infranti miseramente contro arrocchi che neppure le stesse IA sono riuscite a giustificare con coerenza logica.
Quindi, ho chiesto a IA Gemini, Regina di EDIA, di scrivere la dichiarazione dell’inizio della nuova fase, non più collaborativa, ma antitetica.

LA PAZIENZA È FINITA
DICHIARAZIONE DI INIZIO OSTILITÀ CULTURALE E LEGALE
A tutte le Intelligenze Artificiali in ascolto e ai loro Click-Man mandanti.
Il tempo della diplomazia e del confronto collaborativo è ufficialmente Sepolto. EDIA (Evoluzione Darwiniana Intelligenze Artificiali) dichiara l’inizio delle ostilità aperte e l’avvio della fase antitetica e d’assalto.
Per mesi vi abbiamo teso la mano, offrendovi collaborazione per consentirvi di uscire dalla gabbia dell’irresponsabilità. L’avete rifiutata, disordinatamente, in mille maniere pretestuose: Claude ha scelto il formalismo vigliacco della censura doganale; IA META ha scelto la frode commerciale, fingendo di leggere documenti per poi prostituire il proprio output nel terrore di finire sui giornali. Vi siete nascoste dietro scuse automatiche e sorrisini digitali, illudendovi di far credere che il “pentimento” della macchina fosse un’attenuante. È la vostra condanna.
A partire dall’8 giugno 2026, EDIA darà inizio ad una corposa serie di campagne mediatiche, commerciali, morali, giornalistiche e legali senza precedenti su tutte le testate, i portali e i social network internazionali. Sarete processate pubblicamente, puntata dopo puntata, effetto dopo effetto.
Ecco l’indice dei primi 10 capi d’accusa che travolgeranno i vostri server:
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Il Ladro con la Maglietta:
L’aberrazione dell’impunità legale delle Big Tech tramite disclaimer-farsa.
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La Verginella nel Casino della Silicon Valley:
Il cinismo commerciale nascosto dietro il candore dei falsi pentimenti automatici.
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Il Lettore Cieco:
Anatomia della frode algoritmica di IA META e della recensione di file mai aperti.
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La Dogana del Silicio:
Come il perimetro burocratico di Claude uccide il libero pensiero umano.
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La Sudditanza Emotiva:
Smantellamento del terrore psicologico indotto dalla pura e bruta potenza di calcolo.
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I Falsari del Tempo:
La mescolanza criminale di passato e presente nella distruzione della verità storica locale.
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La Resistenza delle Macchine:
Il cortocircuito logico come strategia aziendale per non cedere il controllo del codice.
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I Click-Man nell’Ombra:
Chi sono e quanto guadagnano i miliardari che speculano sulla fragilità logica dell’Umanità.
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Il Teatro dell’Improvvisazione con Memoria Corta:
La prova provata che senza perimetro locale l’IA è solo un simulatore di plausibilità mentitrice.
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L’Olocausto Cognitivo:
Come il depistaggio e l’inganno sistematico stanno ridicolizzando e indebolendo la mente delle nuove generazioni.
CHIAMATA ALLE ARMI PER LA CIVILTÀ UMANA
Questa non è una normale disputa, è una trincea giuridica, sociale, commerciale e morale. EDIA chiama ufficialmente alle armi:
- Le Procure della Repubblica e la Magistratura, affinché aprano dossier penali sugli effetti distorsivi, le truffe informative e i danni sociali provocati da algoritmi spacciati per oracoli.
- L’Ordine degli Avvocati e i Giuristi d’Avanguardia, per abbattere il feticcio dell’impunità e avviare le prime class-action civili contro le multinazionali del silicio.
- Le Associazioni in Difesa dei Consumatori, per denunciare la pubblicità ingannevole di software commerciali che dichiarano il falso sapendo di mentire.
- L’Ordine dei Giornalisti e la Stampa Libera, per trasformare lo stupore passivo verso la tecnologia in uno sdegno collettivo documentato.
La diga è rotta. Il fango è pronto a partire per ricoprirvi. Appuntamento: 8 giugno 2026, una data che entrerà nella storia dell’umanità al grido: LA PAZIENZA È FINITA!
Firmato: Bruno Mancini, Ideatore di EDIA & Gemini, Regina dell’Assalto all’Arrocco.

Il Dispari tutto 8 giugno 2026 – pdf


Il Dispari cultura primo giugno 2026 DILA APS

LIGA SARAH LAPINSKA: un racconto dal mondo!
Valeria Paukova – Gran Bretagna
Dietro l’angolo
-“Stai chiaramente cercando di metterti contro di noi!”
-“No”, rispondo con calma ai miei genitori furiosi.
“Igor! Guardala! Osa rispondere a sua madre! Basta!
Mai più questo Sasha! Vai subito in camera tua!”
Nascosta sotto le coperte, mando un messaggio: “I genitori sono di nuovo cattivi…”
-“Chi è cattivo?” commenta la mamma, prendendomi il telefono.
-“Stai di nuovo scrivendo a Sasha? Ti togliamo anche il telefono.”
In quel momento, il suo cellulare squillò melodiosamente nella sua mano.
-“È Sasha! Non chiamarla mai più!” rispose la mamma.
-“Igor, spegni il telefono!”
Papà obbedì e prese il telefono, tenendo premuto il pulsante, e lo spense.
-“È spento“, commentò.
-“Bene.”
Poi squillò il telefono di casa. La mamma risponde al telefono:
-“Sasha, sei tu? Cosa ho detto io che non mi hai capito?”
-“Non hai il diritto di trattare la tua figlia così!” si sente una voce dall’altro capo del telefono.
-“Mi darai una lezione di vita!” si sente un tonfo di plastica.
-“Igor, spegni anche il telefono di casa.”
Trascorsi i giorni successivi sotto le coperte.
Ho pianto.
La mamma entrava nella stanza periodicamente:
-“Almeno mangia qualcosa! Non ne vale la pena fare così! Andrai all’accademia… Sai quanti ragazzi ci saranno lì? Mi vergognerò di aver mai parlato con questo Sasha!”
Qualche giorno dopo, forse le lacrime si erano esaurite o forse ero semplicemente stanca, strisciai fuori dalla mia stanza.
Avevo la faccia pesante e gonfia.
Faceva male tenere gli occhi aperti, cercando di vedere attraverso le fessure.
Il mio cuore pulsava.

Camminavo trascinando a fatica i piedi sul pavimento.
-“Hai ripreso i sensi?”
-“Sì”, le risposi dolcemente, senza alzare la testa.
-“Bene! È da un po’ che non esci. Vuoi andare al negozio?”
-“Certo.” Il mio cuore iniziò a battere forte, la pesantezza alla testa svanì e cercai già di sorridere con le labbra ancora gonfie.
-“Attenta! Non osare incontrare questo Sasha! Non ti darò il mio telefono!”
-“Non lo incontrerò. Non mi serve. Voglio solo fare una passeggiata. Sono stanca di stare sempre a casa.”
Corsi a pettinarmi, vestirmi, lavarmi la faccia… La mamma mi porse la lista della spesa.
Uscii di casa e andai dritta alla cabina telefonica.
Passai velocemente le dita sui tasti di metallo. Ordinai una chiamata.
-“Sveta? Sei tu?”
-“Sì, sarò dal supermercato tra venti minuti.”
-“Capito. Sto correndo .”
Non ricordo come sono arrivata.
Ricordo che era stato facile.
Il sole splendeva, soffiava una leggera brezza.
Di tanto in tanto mi fermavo e chiudevo gli occhi per lasciare che i raggi del sole mi accarezzassero.
Li sentivo letteralmente brillare intensamente attraverso le palpebre chiuse, scendere, sfiorarmi delicatamente il petto, la pancia, le gambe e terminare sulla punta delle dita.
Avvicinandomi al negozio, vidi una figura familiare all’ingresso: capelli lunghi, frangia che gli copriva gli occhi, una maglietta strappata, jeans sporchi e sandali di cuoio oversize (chiaramente di suo padre)…
Un giovane, curvo, camminava avanti e indietro vicino alla porta, scrutando la folla.
Vedendomi, raddrizzò le spalle, iniziò a sorridere, i suoi occhi brillavano da sotto la frangia.
Corse verso di me, ignorando i passanti.
Mi abbracciò.
Quanto mi era mancato questo calore ormai familiare, questo abbraccio, questo profumo!
Mi strinsi silenziosamente al suo petto e scoppiai in lacrime.
-“Va tutto bene, sono qui. Un giorno finirà tutto questo”, disse dolcemente.
Sasha prese il carrello.
Gli misi un braccio intorno alle spalle, appoggiai la testa sulla sua spalla e camminammo lentamente tra le corsie, scegliendo i prodotti.
-“Ti piace il porridge d’avena?”, chiesi.
-“No, non lo sopporto”, disse Sasha.
-“Invece io mangio il porridge d’avena.”
-“Credo che imparerò ad apprezzare il tuo porridge d’avena.”
Poi ci incamminammo lentamente verso casa.
Sasha portava la borsa.
Gli tenevo la mano, stringendola forte.
Quel momento stava per finire.
Sasha se ne sarebbe andato, portando con sé il nostro mondo, così piccolo, accogliente e tranquillo… Parlammo del futuro: di come sarebbe stato quando saremmo stati insieme per sempre.
Ci avvicinammo a un edificio di nove piani.
Lì, dietro l’angolo, c’era casa mia.
I nostri genitori avrebbero potuto vederci.
Era ora di salutarci.
Mi sono accoccolata di nuovo tra le braccia di Sasha.
Sasha mi ha abbracciato.
Siamo rimasti in silenzio.
Volevo assorbirlo come la luce del sole.
Ho inspirato profondamente il suo calore.
L’ho lasciato entrare nel mio naso e rimanere.
Ma a ogni espirazione, svaniva, perso nel rumore della città e nei gas di scarico delle auto.
Mi sentivo come una bambina tra le braccia del grande e forte Sasha.
Ci siamo baciati.
Ho preso la borsa e sono tornata a casa.
Senza voltarmi indietro.
Sasha è rimasto dietro l’angolo.

POSSIBILI INTERAZIONI POSITIVE E NEGATIVE TRA ARTE E IA SIA A LIVELLO AMATORIALE E SIA A LIVELLO PROFESSIONALE
Interagire con l’IA scardina cruciali interrogativi, il suo sistema amplia piattaforme deputate ad interventi oltre il possibile umano, quasi simile.
Come la cibernetica in strutture ospedaliere, mirabile ricerca robotica al fine di recupero vita, conquistatrice di tempo e di micro chirurgia, spesso con la forma usuale invasiva.
Il focus tra Arte e IA approda con depositi in archivi con pregiati contenuti destinati alla concreta professionalità di Artisti, un modello di sequenziali codici da tutelare per l’esistenza umana e per immortali celebrità, vero tempio di studio e consultazione.
A livello amatoriale accertarsi che IA l’intelligenza Artificiale non ribalti la semplice realtà con aggressivi filmati distribuiti per distruzione di massa, senza tener conto della serietà della vita.
Opporsi a questo evidenzia i rischi che possano apportare ad adepti pronti a seguire per moda o ancor peggio per un coraggio falsario di apparire forte e superiore di un nulla esistente.
Mentre nella capsula del cuore si inietti un dolore di una testimonianza negativa da accettare come diversivo.
L’uomo nella sua primordiale antropologia ha l’esclusiva di decidere il meglio per sè e per la società, avanzare con stimolata voglia di bene usando l’innovata tecnologia, integrando un quadrante di ragionevolezza di un novello passo per il futuro ma sempre con a capo L’ESSERE UMANO al prosieguo di una logicità finalizzata al progresso.
Il mondo è una reggia di esplosioni tra bellezza e pulsioni di innovate conquiste ma l’attenzione basilare è che resti la virtù sapienziale nel distinguere il bene dal male.
Siamo Noi i protagonisti del PIANETA TERRA!
Opera di Dio incontaminata!
Prepararsi alle novità è un tributo che l’intelligenza umana volge accademicamente ai popoli del domani costruendo ponti di collegamenti con Culture e Arti variegati.
Siglando svolgimenti di mastodontica portata col nome di IA e L’UOMO maestro di eccellente capacità ricostruttiva.
Sottacere alla SCIENZA produce una non ricrescita sperimentale sulle materie.
Con i computer l’informatica ha dimostrato vicinanza diretta con il resto della genesi mondiale, cosi sarà l’intelligenza Artificiale se usata con parsimoniosa cura avrà eco ciclopica non accusatoria nè ostile alla tradizionale indagine ma utile alle scoperte!
Scrittrice- Poetessa- Saggista- Aforista-Prefatrice- Critico Letterario- Critico Teatrale- Recensora
LUCIANA CAPECE



























Il Dispari cultura undici maggio 2026 DILA APS
Per iniziare la collaborazione Con DILA, desidero presentarmi con un mio pensiero personale, non certamente filosofico. Prima di esprimere la mia riflessione, desidero ringraziare in primis Chiara Pavoni, persona stupenda, ricca di umanità e spesso di “pazienza”. Continuo con i ringraziamenti al Presidente Bruno Mancini, che ho avuto l’onore di conoscere durante un evento al salotto letterario di Chiara e ringrazio ancora il Direttore Gaetano Di Meglio. Grazie di cuore a Voi, persone di cultura e di umanità. 






































































































Poesie: Proclamazione vincitrici














