Rubrica Il Dispari cinque febbraio 2026

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Rubrica Il Dispari cinque febbraio 2026

 

Rubrica Il Dispari cinque febbraio 2026

Rubrica Il Dispari ventinove gennaio 2026

TagginEl Bey.

 

Nel 1827, per il primo anniversario di regno di Ahmed Bey durante il dominio ottomano in Algeria sua zia volle creare una pietanza speciale per un giorno speciale in onore al suo illustre nipote.

Lalla Zeineb, figlia di Ahmed Elkolli, sapeva che Ahmed Bey aveva una debolezza per 3 ingredienti: carne, noci e miele, per ciò decise di farne un piatto unico e molto speciale.

Per la gioia, El Bey ordinò che questa delizia portasse il suo nome e di non divulgarne la ricetta.

 

Ingredienti per le polpette:

 

  • Noci macinate 150 gr. più 2 manciate di noci intere (per la decorazione).
  • Mandorle macinate 100 gr. più 2 manciate di mandorle intere (per la decorazione).
  • Carne macinata 60 gr.
  • 100 gr. di zucchero
  • 2 tuorli d’uova.

 

Ingredienti per la salsa dolce:

 

  • 60 gr. di carne senza grasso
  • 1 bastoncino di cannella
  • burro
  • 2 cl. d’olio
  • ½ cipolla tagliata
  • sale, pepe bianco, zafferano

 

Preparazione:

 

in un recipiente mescolate le noci, le mandorle, la carne e lo zucchero amalgamate bene, e bagnate con i tuorli uno per volta.

Formate delle polpette di 25 gr., passatele negli albumi e friggetele.

Poggiatele su carta assorbente e poi friggetele di nuovo (friggetele ben 2 volte).

Il colore deve essere dorato, (l’impasto non deve essere troppo bagnato).

In un tegame mettete la carne, la cipolla, burro, sale, zafferano e pepe bianco.

Rosolare e coprire di acqua calda fino alla cottura della carne, filtrate la salsa, rimettere

la carne nel tegame, aggiungere la salsa filtrata, per ogni due tazze di sugo metterne una

di zucchero, e lasciate addensare il sciroppo/salsa.

Disporre le polpette, le noci intere e le mandorle e fate cuocere.

Quando il sugo diventa più o meno sciroppato, ma non troppo denso, spegnete e decorate ogni polpette con una noce e alcune con le mandorle intere.

Servite con il sugo/sciroppo.

Mi raccomando non lo dite a nessuno, tenete la ricetta per voi come l’ha ordinato Ahmed Bey!!!!!

Dalila Boukhalfa

 

Rubrica Il Dispari ventinove gennaio 2026 DILA APS Professionisti

 

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Rubrica Il Dispari ventinove gennaio 2026

Rubrica Il Dispari ventinove gennaio 2026

Gastronomia algerina

“Taggin del giudice e la sua congregazione”.

TadjineElkadiwedjmaatou.

Questo piatto algerino risale all’epoca ottomana, in cui per valorizzare qualcosa le davano nominativi di professioni e quello di giudice era il più alto.

Il pollo era il giudice, e tutto quello che lo circonda rappresentava la sua congregazione.

Si preparava per l’occasione di grandi feste o per ospitare grande personalità.

Nome scelto in funzione del suo sapore e della sua presentazione. e si sceglieva un pollo grosso per dare importanza agli ospiti.

 Ingredienti:

250 gr. di carne macinata

1 pollo intero o a pezzi

1 uovo a persona

1 cipolla tritata

1 limone

1 bastoncino di cannella

ceci

prezzemolo

olio di oliva, sale, pepe nero, cannella in polvere q.b.

Preparazione: 

In un tegame mettete la cipolla, il sale, il pepe nero e la cannella e fate rosolare per qualche minuto. Aggiungete un ciuffo di prezzemolo, il bastoncino di cannella, e lasciate rosolare un altro poco.

Dopo un minuto versate dell’acqua bollente e fate cuocere il pollo.

Se i ceci sono crudi si devono aggiungere con l’acqua, se sono precotti lasciateli per ultimo.

Condite la carne macinata con un uovo, sale, pepe, pane grattato, prezzemolo tagliato, mischiate il tutto.

Formate delle polpette e disponetele intorno al pollo al momento in cui il sughetto inizia a bollire. Una volta raggiunta la cottura aprite le uova vicino alle polpette (un uovo a persona). fate cuocere, spargete di prezzemolo e decorate di rondelle di limone.

Se volete potete (dopo avere aperto le uova) mettere il tegame nel forno e fare dorare il pollo e nello stesso tempo cuocere le uova.

Nel caso in cui il vostro tegame non possa andare nel forno, potete disporre il tutto in una teglia alta per forno.

Attenti però a non bruciare il pollo ricordatevi è un giudice!

Dalila Boukhalfa

Rubrica Il Dispari ventinove gennaio 2026Rubrica Il Dispari ventinove gennaio 2026

 

 

 

Rubrica Il Dispari quindici gennaio 2026 DILA APS Professionisti

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Rubrica Il Dispari ventidue gennaio

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Rubrica Il Dispari ventinove gennaio 2026 DILA APS Professionisti

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Gastronomia algerina

“Taggin del giudice e la sua congregazione”.

TadjineElkadiwedjmaatou.

Questo piatto algerino risale all’epoca ottomana, in cui per valorizzare qualcosa le davano nominativi di professioni e quello di giudice era il più alto.

Il pollo era il giudice, e tutto quello che lo circonda rappresentava la sua congregazione.

Si preparava per l’occasione di grandi feste o per ospitare grande personalità.

Nome scelto in funzione del suo sapore e della sua presentazione. e si sceglieva un pollo grosso per dare importanza agli ospiti.

 Ingredienti:

250 gr. di carne macinata

1 pollo intero o a pezzi

1 uovo a persona

1 cipolla tritata

1 limone

1 bastoncino di cannella

ceci

prezzemolo

olio di oliva, sale, pepe nero, cannella in polvere q.b.

Preparazione: 

In un tegame mettete la cipolla, il sale, il pepe nero e la cannella e fate rosolare per qualche minuto. Aggiungete un ciuffo di prezzemolo, il bastoncino di cannella, e lasciate rosolare un altro poco.

Dopo un minuto versate dell’acqua bollente e fate cuocere il pollo.

Se i ceci sono crudi si devono aggiungere con l’acqua, se sono precotti lasciateli per ultimo.

Condite la carne macinata con un uovo, sale, pepe, pane grattato, prezzemolo tagliato, mischiate il tutto.

Formate delle polpette e disponetele intorno al pollo al momento in cui il sughetto inizia a bollire. Una volta raggiunta la cottura aprite le uova vicino alle polpette (un uovo a persona). fate cuocere, spargete di prezzemolo e decorate di rondelle di limone.

Se volete potete (dopo avere aperto le uova) mettere il tegame nel forno e fare dorare il pollo e nello stesso tempo cuocere le uova.

Nel caso in cui il vostro tegame non possa andare nel forno, potete disporre il tutto in una teglia alta per forno.

Attenti però a non bruciare il pollo ricordatevi è un giudice!

Dalila Boukhalfa

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Rubrica Il Dispari ventidue gennaio 2026 DILA APS Professionisti

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Gastronomia algerina

L’ubriaco caduto nelle scale!

Il nome in arabo è“Sekranetayehfedroudj”, strano ma legato alla storia di una bella coppia che viveva nella Casbah (famosa cittadella di Algeri, la parte fortificata della vecchia città della capitale dell’Algeria).

Solo che, pur con tutto il rispetto, la pazienza e l’amore che la univa, il marito con malcontento della moglie, tornava a casa ogni sera ubriaco.

Una di quelle sere però, lui la picchiò di brutto e, piangendo dal dolore e dall’umiliazione causati dal marito, in silenzio, la povera donna pregava affinché lui pagasse per il trattamento incivile che le riservava.

In quello stesso momento, il marito perse l’equilibrio e cadde nelle scale, arrotolandosi fino giù.

Lei, quasi che la caduta fosse stata un risultato delle sue preghiere, giurò di cucinare, per le vicine e per le amiche, come oblazione, un piatto con carne mai cucinato prima!

Scelse di arrotolare la carne nelle melanzane in maniera simile a ciò che era successo al marito sulle scale.

Tutte chiesero il nome del buonissimo e nuovissimo piatto e lei rispose: ”L’ubriaco caduto sulle scale”.

Un soprannome burlesco ed emblematico, ma, per la vergogna, il marito non bevve più goccio di alcool.

 

Ingredienti:

400 gr. di carne di agnello

250 gr. di carne macinata

1 bella cipolla

2 o 3 belle melanzane

Aglio e peperoncino

30 gr. di pane grattugiato

1 bicchiere di sugo di pomodoro

1 uovo

Sale, pepe nero, paprica ceci e carvi se disponibili

Olio di oliva, olio di girasole.

 

Decorazione:

Prezzemolo

Limone

 

Preparazione:

In una pentola bassa o in un tegame mettete la carne di agnello con la metà della cipolla tritata, l’olio di oliva q.b.

Portate a fuoco medio e fate rosolare il tutto per qualche minuto, aggiungete allora il sugo del pomodoro, il sale, i peperoncini tritati con l’aglio, il pepe nero, la paprika e i carvi se disponibili. Mescolate bene con la carne e versate acqua bollente fino a coprire i ¾ della carne.

Coprite e lasciate cuocere la carne.

Da un’altra parte tagliate le melanzane lavate a strati e friggetele nell’olio, dopo averle salate, e poi trasferitele sulla carta assorbente.

Preparate la carne macinata mettendola in una ciotola con l’uovo, il pane grattato, la seconda metà della cipolla già tritata, sale pepe nero e la paprika.

Mescolate bene, confezionate dei piccoli budini di 7cm e conservateli su un piatto.

Preparate una padella con l’olio di girasole e passate tutti i budini fino a farli diventare di un bel colorito dorato.

Nel frattempo aggiungete i ceci nella pentola.

Prendete le melanzane una per volta, disponetevi sopra un budino di carne e fattelo arrotolare nella melanzana, proprio come il marito sulle scale.

Una volta che avete finito questa operazione, dovete disporre nella pentola in modo circolare, tutti gli involtini ottenuti.

Abbassate il fuoco e lasciate cuocere per circa 5 minuti controllando la quantità del sugo.

Potete decorare a volontà con un ciuffo di prezzemolo tritato e delle fettine di limone.

Buon appetito e mi raccomando arrotolate bene il marito!

Appuntamento giovedì prossimo 22 gennaio con la nuova ricetta dal titolo “Taggin il giudice e la sua congregazione.”

 

Dalila Boukhalfa

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Rubrica Il Dispari ventidue gennaio

Rubrica Il Dispari ventitre gennaio 2026

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AMBULATORIO DEI SANI – 3

La Farmacia della Natura: Focus su Metodo del Piatto e Glicemia

A cura della Dott.ssa Licia Di Falco – Biologa Nutrizionista

 

La Matematica del Gusto:

 

  • Indice, Carico Glicemico e Sostenibilità

Esiste una grande confusione linguistica e concettuale quando parliamo di zuccheri e carboidrati. La paura del carboidrato ha generato diete restrittive insostenibili, mentre la scienza della nutrizione ci insegna una verità diversa: non è il carboidrato il nemico, ma la velocità e la quantità con cui entra nel nostro sangue.

 

  • Indice vs Carico: una distinzione vitale

L’Indice Glicemico (IG) ci dice solo quanto velocemente un alimento alza la glicemia.

Ma questo dato è incompleto.

Ciò che conta davvero nella pratica clinica è il Carico Glicemico (CG), che considera anche la quantità di carboidrati assunti.

Una porzione di pasta eccessiva ha un impatto metabolico devastante; la stessa pasta, in quantità corretta e abbinata a fibre e grassi sani, diventa carburante pulito.

È qui che entra in gioco la strategia.

 

  • Il Metodo del Piatto: la regola aurea

Nell’Ambulatorio dei Sani non contiamo le calorie, costruiamo equilibri.

La mia regola per ogni pasto è visiva e scientifica:

50% Verdure: Le fibre creano una “rete” che rallenta l’assorbimento degli zuccheri.

25% Proteine e Grassi: Mattoni per i muscoli e ormoni, essenziali per la sazietà.

25% Carboidrati Complessi: La giusta energia, senza eccessi.

 

  • Sostenibilità nel piatto: la rivincita dei legumi

La nutrizione moderna deve guardare anche all’ambiente.

Consumo legumi (ceci, lenticchie, fagioli) almeno tre volte a settimana.

Non è solo una scelta etica per ridurre l’impronta idrica rispetto alla carne, ma una scelta di salute: i legumi sono l’alimento perfetto a basso carico glicemico, ricchi di fibre prebiotiche che nutrono il nostro microbiota intestinale.

 

  • Pianificazione settimanale

Riso basmati, gnocchi, pasta: tutto trova spazio se ruotato con intelligenza.

La monotonia alimentare è nemica del metabolismo; la varietà è la sua palestra.

Non servono rinunce drastiche, serve consapevolezza.

Imparare a comporre il proprio piatto significa diventare padroni della propria salute, liberi dalle mode e radicati nella biochimica.

Perché mangiare bene è il primo atto di rispetto verso se stessi.

 

Dott.ssa Licia Di Falco – Biologa Nutrizionista

Si ringrazia il Prof. Andrea Del Buono, ideatore dell’Ambulatorio, la redazione DISPARI e il Presidente Bruno Mancini.

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AMBULATORIO DEI SANI – 2

La Farmacia della Natura: Fitocomplessi e Architettura Metabolica

A cura della Dott.ssa Licia Di Falco – Biologa Nutrizionista

Spesso immaginiamo la nutrizione come un semplice calcolo di calorie, ignorando che il nostro corpo è un laboratorio biochimico in costante attività.

Nell’Ambulatorio dei Sani, ideato dal Prof. Andrea Del Buono, spostiamo l’attenzione dal “quanto” mangiamo al “come” le molecole interagiscono con le nostre cellule.

Oggi vi conduco nel mondo affascinante dei fitocomplessi: non semplici “erbe”, ma sofisticati modulatori metabolici.

Oltre l’integrazione: la strategia molecolare

La moderna fitoterapia clinica non cerca la “pillola magica”, ma utilizza sostanze bioattive per ripristinare la fisiologia perduta.

Tre protagonisti, in particolare, stanno rivoluzionando l’approccio alla sindrome metabolica e all’insulino-resistenza.

La Berberina: il “mimico” dell’attività fisica

Definita dalla letteratura scientifica come un potente attivatore dell’enzima AMPK, la berberina agisce a livello cellulare migliorando la sensibilità all’insulina.

È come se “aprisse le porte” delle cellule al glucosio, impedendo che questo rimanga nel sangue a creare danni infiammatori.

È l’alleato d’elezione quando il metabolismo sembra essersi “bloccato”.

Il Bergamotto: l’oro verde del cuore

Dimenticate il semplice agrume.

I flavonoidi estratti dal bergamotto hanno dimostrato un’azione statino-simile, ma naturale. Intervengono nella regolazione del profilo lipidico (colesterolo e trigliceridi) e glucidico, proteggendo l’endotelio vascolare con una potenza antiossidante straordinaria.

Il Gelso Bianco: il custode della glicemia

La foglia di Morus Alba agisce con un meccanismo affascinante: riduce l’assorbimento intestinale dei carboidrati.

Inserito in un contesto strategico, aiuta a contenere quel picco glicemico post-prandiale che è spesso causa di sonnolenza, infiammazione e accumulo adiposo.

Sinergia, non fai-da-te

Attenzione però: questi strumenti sono potenti.

La loro efficacia risiede nella sinergia con lo stile di vita.

Utilizzare fitocomplessi senza correggere l’alimentazione è come arredare una casa che sta bruciando.

Il ruolo del Biologo Nutrizionista è proprio questo: orchestrare queste molecole all’interno di un piano alimentare personalizzato, trasformando la prevenzione in una scienza esatta e tangibile.

La salute non è un dono, è una costruzione quotidiana.

Dott.ssa Licia Di Falco – Biologa Nutrizionista

Un ringraziamento alla redazione DISPARI e al Presidente Bruno Mancini per l’impegno costante nella divulgazione della cultura del benessere.

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Gastronomia algerina

L’ubriaco caduto nelle scale!

Il nome in arabo è“Sekranetayehfedroudj”, strano ma legato alla storia di una bella coppia che viveva nella Casbah (famosa cittadella di Algeri, la parte fortificata della vecchia città della capitale dell’Algeria).

Solo che, pur con tutto il rispetto, la pazienza e l’amore che la univa, il marito con malcontento della moglie, tornava a casa ogni sera ubriaco.

Una di quelle sere però, lui la picchiò di brutto e, piangendo dal dolore e dall’umiliazione causati dal marito, in silenzio, la povera donna pregava affinché lui pagasse per il trattamento incivile che le riservava.

In quello stesso momento, il marito perse l’equilibrio e cadde nelle scale, arrotolandosi fino giù.

Lei, quasi che la caduta fosse stata un risultato delle sue preghiere, giurò di cucinare, per le vicine e per le amiche, come oblazione, un piatto con carne mai cucinato prima!

Scelse di arrotolare la carne nelle melanzane in maniera simile a ciò che era successo al marito sulle scale.

Tutte chiesero il nome del buonissimo e nuovissimo piatto e lei rispose: ”L’ubriaco caduto sulle scale”.

Un soprannome burlesco ed emblematico, ma, per la vergogna, il marito non bevve più goccio di alcool.

 

Ingredienti:

400 gr. di carne di agnello

250 gr. di carne macinata

1 bella cipolla

2 o 3 belle melanzane

Aglio e peperoncino

30 gr. di pane grattugiato

1 bicchiere di sugo di pomodoro

1 uovo

Sale, pepe nero, paprica ceci e carvi se disponibili

Olio di oliva, olio di girasole.

 

Decorazione:

Prezzemolo

Limone

 

Preparazione:

In una pentola bassa o in un tegame mettete la carne di agnello con la metà della cipolla tritata, l’olio di oliva q.b.

Portate a fuoco medio e fate rosolare il tutto per qualche minuto, aggiungete allora il sugo del pomodoro, il sale, i peperoncini tritati con l’aglio, il pepe nero, la paprika e i carvi se disponibili. Mescolate bene con la carne e versate acqua bollente fino a coprire i ¾ della carne.

Coprite e lasciate cuocere la carne.

Da un’altra parte tagliate le melanzane lavate a strati e friggetele nell’olio, dopo averle salate, e poi trasferitele sulla carta assorbente.

Preparate la carne macinata mettendola in una ciotola con l’uovo, il pane grattato, la seconda metà della cipolla già tritata, sale pepe nero e la paprika.

Mescolate bene, confezionate dei piccoli budini di 7cm e conservateli su un piatto.

Preparate una padella con l’olio di girasole e passate tutti i budini fino a farli diventare di un bel colorito dorato.

Nel frattempo aggiungete i ceci nella pentola.

Prendete le melanzane una per volta, disponetevi sopra un budino di carne e fattelo arrotolare nella melanzana, proprio come il marito sulle scale.

Una volta che avete finito questa operazione, dovete disporre nella pentola in modo circolare, tutti gli involtini ottenuti.

Abbassate il fuoco e lasciate cuocere per circa 5 minuti controllando la quantità del sugo.

Potete decorare a volontà con un ciuffo di prezzemolo tritato e delle fettine di limone.

Buon appetito e mi raccomando arrotolate bene il marito!

Appuntamento giovedì prossimo 22 gennaio con la nuova ricetta dal titolo “Taggin il giudice e la sua congregazione.”

 

Dalila Boukhalfa

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Rubrica Il Dispari quindici gennaio 2026 DILA APS Professionisti

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Dalila Boukhalfa: Arte culinaria algerina – prima puntata

L’Algeria, uno dei paesi del Maghreb arabo dell’Africa del nord, si affaccia sul mare Mediterraneo con 1200 km di coste.

Ha accolto diverse civilizzazioni tra cui i fenici, i romani,gli  ottomani, e gli andalusi. .

Quindi, possiamo dire che la cucina algerina non ha una sola origine, ma è il risultato di una lunga accumulazione storica influenzata da tutte le civiltà che hanno attraversato l’Algeria nel corso di migliaia di anni.

Si può dire che la cucina amazigh sia mediterranea nelle sue radici, araba e africana nel suo sviluppo.

Aggiungerei un dettaglio molto importante sull’origine più antica della cucina algerina ed è quello della origine amazigh che ha gettato la base a quest’arte con il couscous e l’olio d’oliva, l’uso dell’orzo, il tadjine e la ceramica, il consumo dei prodotti locali e dell’agricoltura stagionale.

Con la conquista arabo-islamica (VII secolo d.C.), nel cibo algerino sono entrate le spezie come la cannella, il cumino, il coriandolo e diversi piatti nuovi coma la zuppa, la granella e il cambiamento radicale realizzato con la macelleria halal e l’organizzazione dei pasti.

Giova precisare anche che la cucina algerina è stata sviluppata degli arabi e musulmani, poi gli ottomani vi hanno aggiunto un tocco tramite il quale sono emersi diversi piatti come il Burak e la Dolma e la Kofta.

Dopo la caduto dell’Andalusia e l’arrivo degli immigrati andalusi sul territorio algerino, la cucina algerina è stata arricchita di qualcosa di diverso:  sono subentrati i dolci tradizionali,  il dolce salato e il fantastico tocco decorativo del cibo con una nuova idea nella presentazione dei piatti.

Il piccante e i piatti semplici arrivarono con la civilizzazione proveniente dell’Africa.

Ogni regione e ogni angolo del paese ha sue abitudine culinarie considerati come una parte del patrimonio da conservare.

Per concludere, vorrei dare una simpatica informazione sulla vita quotidiana in Algeria: dovete sapere che per la famiglia algerina non ci sono confini o regionalismo.

Si cucina in maniera tradizione regionale in generale, e si cucina in maniera nazionale ogni qualvolta se ne ha voglia.

La diversità culinaria è un’arte che ogni algerina deve provare a realizzare almeno durante i periodi festivi e di venerdì, il giorno in cui tutti i membri della famiglia sono presenti.

Fa parte della cultura e, agli occhi della società e della famiglia, niente vale più del sapere cucinare bene in entrambi i modi.

Da questa settimana in poi, ogni giovedì, la nostra nuova rubrica di “Arte Culinaria” sarà dedicata ai piatti algerini e, in più, ai cari lettori di IL DISPARI presenteremo numerose note sull’origine e sulla etimologia dei nomi delle pietanze.

Poiché ogni piatto ha una propria storia, una sua interessante origine!

Con voi Dalila Boukhalfa

20260115 Il Dispari DILA APS Rubrica Professionisti Dalila Boukhalfa

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Il Dispari cultura diciannove gennaio 2026 DILA APS

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Mara Leone tra Pittura e Poesia
Emozioni indotte 5

A partire dal 22 dicembre, ogni lunedì abbiamo pubblicato su queste colonne le immagini dei quadri, e le poesie ad essi ispirate, inserite nel volume “Mara Leone – Mostra personale a cura di Chiara Pavoni” presentato il 21 novembre nel Centro culturale Interno 4 di Roma e poi a Barano d’Ischia in occasione del progetto culturale Volo Pazzo organizzato dall’Associazione di Promozione Sociale “Da Ischia L’Arte – DILA APS”.

Un volume doppiamente interessante in quanto in esso, oltre alla riproduzione dei quadri, sono state aggiunte poesie che un eccellente gruppo di poetesse, scelte dalla stessa Chiara Pavoni, ha scritto in una libera ispirazione riferita a ciascun quadro.

Il Dispari cultura diciannove gennaio 2026 DILA APS

Il Dispari cultura diciannove gennaio 2026 DILA APS

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Tra Pittura e Poesia: emozioni indotte.

 

Rosita Privitera

Poesia scritta per il quadro

Ritratto di Miles Davis, acrilico su tela 120×90 cm.

 

Vibrazione che si diffonde e prende forma nello spazio…

fiato, poi onda e di nuovo respiro…

ora potente, ora delicato, poi calibrato sino a diventare

suono, voce che sa di te… che parla di te…

e attraverso te danzanti note zampillano come gocce

d’acqua, dapprima trattenute, raccolte, poi lasciate

scivolare via…

libere come brina sulle foglie d’erba al mattino…

Note sussurrate come parole pronunciate al buio da

labbra morbide mentre sfiorano la pelle calda

nell’intimità.

Labbra poggiate sul metallo o su flessuose ance capaci di

liberare il suono…

di creare emozioni palpabili come quelle di un bacio lento

che risveglia l’anima liberandola nella sua vera natura

sconfinata in perpetuo movimento…

Tu

trombettista dallo sguardo scanzonato, con gli occhi

disincantati di chi conosce il dolore e di chi ha imparato

ad attraversarlo sublimandolo nell’ Arte, ti guardi attorno

come sorpreso dalla magia del tuo strumento e dalla sua

potenzialità creativa e riparatrice…

come un principiante ad ogni nuovo Tuo respiro ti

commuovi immaginandone il suono e la sua forza che

genera Vita.

Il Dispari cultura diciannove gennaio 2026 DILA APS

—-°°°°—-

Il Dispari cultura diciannove gennaio 2026 DILA APS

Il Dispari cultura diciannove gennaio 2026 DILA APS

Il Dispari cultura diciannove gennaio 2026 DILA APS

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Il Dispari cultura diciannove gennaio 2026 DILA APS

 

Elisabetta Petrolati

Poesia scritta per il quadro

Ritratto di Thelonius Monk, acrilico su tela 120×90 cm.

 

Sui tasti di un pianoforte bianco

vola la tua musica

in black.

Si fa

denso liquido

il bianco,

in onda si confonde

col nero

fiorendo in rivoli

di note fumose.

Uomo in tight

indossi la musica

nel tuo portamento sicuro;

fammi ballare,

coperti sono gli specchi, solo la luna ischiara

la stanza

e la tua camicia

bianca il mio volto felice.

Avvicinati alle mie spalle scoperte

e respira il profumo dei miei capelli.

Fluida dai tasti

alle nostre mani

passa la tua musica, scivola dai fogli

al fiume sotto la finestra, dai tasti

al bianco della

nebbia tra noi.

E così belli insieme ancora vi ascolto

e sempre vi vedo

in un damascato pensiero: musica e uomo in black.

Il Dispari cultura diciannove gennaio 2026 DILA APS

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Luciana Raggi

Poesia scritta per il quadro

Un giorno invernale, acrilico su tela 30×30 cm.

 

Certe giornate speciali

nascono un po’ grigie

e aspettano di essere imbiancate.

Incontro allo stupore

soli e insieme guardando attorno

ciascuno abbracciato al proprio colore

ciascuno è accompagnato da dubbi

che come acqua nutrono la Terra

e le radici sotto l’asfalto

intrappolate nelle attese.

Il silenzio confonde e conforta.

Soli e diversi

nell’identico andirivieni

vanno a capo chino sotto gli ombrelli colorati

incontro alla purezza che si sparge intorno

alla fatica che blocca il germoglio di un fiore

incontro a sogni desiderati

sotto lo stesso cielo inermi e stupiti

fra inaffidabili nuvole in movimento

finché attorno il cielo si fa limpido

e tutto ripulito scintilla

Il Dispari cultura diciannove gennaio 2026 DILA APS

Il Dispari cultura

Il Dispari cultura diciannove gennaio 2026 DILA APS

Il Dispari cultura diciannove gennaio 2026 DILA APS

DILA APS

POESIE CRUDE scelte da Antonella Ariosto

 

Nina – Anna Giancarlo

TEMPO PASSATO

 

Sulla scia della nave

spumeggiano sensazioni

e nostalgici ricordi

del tempo passato.

 

Uragano di emozioni e confusioni,

carezze e baci appassionati

sul deserto del litorale,

 

nel fragore delle onde sugli scogli

un rimbombo s’insinua

nel groviglio dei pensieri

e sobbalza il cuore…

 

Lo sguardo cupo si perde

verso l’orizzonte

dove la distesa azzurra s’unisce

agli abissi mentali ed è bufera.

 

Un tremito attraversa ogni anfratto,

ogni valle del sentimento si ribella al fato

si ribella a questo amare

a questo nutrirsi nostalgico

del tempo passato…

 

……………

 

Mario Pino Toscano

QUANDO L’AMORE

 

Quando arriva il tempo

che l’amore supera

i confini della passione

e ripara nella complicità

di uno sguardo, di una carezza, nella condivisione,

nella solidarietà,

nelle sinergie intellettuali.

 

Quando lo trovi

nella capacità

di sapersi ascoltare,

nel mutuo soccorso,

allora,

puoi dire che ami.

 

Un amore nuovo,

questo nostro sentimento,

un amore speciale.

 

——————

 

Sarah Ariosto

CIELO LIMPIDO E SERENO

 

Una sera di stanchezza,

un dolore inesplorato,

un corpo mai riscaldato:

son caduta nella trama.

E gli alberi scuriscono il mio cuore,

non vedo più il suo amore.

Cosa rende speciale un amore,

cosa fonda un immenso dolore?

Anima mia

ti scopro per riperderti,

ti accolgo per accendermi,

ti sfido per difendermi,

non lasciare la speranza,

non distruggere l’attesa.

Cielo limpido e sereno

ti sei rifugiato,

tutto,

nei suoi occhi,

non posso più vagare,

fammi annegare nel tuo universo.

Risveglio il tuo cielo

nel mio minuto

spezzato cuore.

Il Dispari cultura diciannove gennaio 2026 DILA APS

20260112 DILA APS – IL DISPARI

Il Dispari cultura dodici gennaio 2026 DILA APS

Il Dispari cultura dodici gennaio 2026 DILA APS

Bruno Mancini

Dalla raccolta “La mia vita mai vissuta”

Ignazio-L’incendio                                                                                                           

 

Sortilegio di malefica bellezza,

giovane

mi pose nel frutteto dell’Eden

al bordo discendente

tra folto bosco di pini resinosi

e poche zolle fitte di ciliegi

– nell’ansa del torrente –

carichi di frutti.

Anatema d’insulso guardiano,

vergine

volle ch’io fossi un fermo immagine

complice silente,

per giorni notti ore

– lontano dalla luce –,

delle sue umide ombre scolorite

nel grande slam del verbo voglio.

Nemesi storica mi cantò nel petto,

smisurato

come colpo di doppietta

appena appena un soffio d’esuberanza

mi spinse, le gambe appollaiate,

– segreto aiutami –

in fuga sul ramo di ciliegio,

la bacca tra le labbra.

Troia fattrice delle mie bestemmie,

deflagrazione di foreste,

la folgore che sfregia i tronchi,

poteva spegnerti con un “Avvampami!”

ridurti miccia candela stoppio

se solo la fiamma non fosse nata cieca.

Il Dispari cultura dodici gennaio 2026 DILA APS

Commenti

  • Luciana Capece:

  • PROFONDITÀ INTERIORE NEL DICHIARARE L’IO… CON SENTIMENTO E INTENZIONE DI MANTENERE COMUNQUE IL SECRETATO DESIDERIO! COMPLIMENTI MERAVIGLIOSI POETA BRUNO MANCINI! IMPEGNATIVO E BELLISSIMO IL CONCETTO!
  • Antonella Ariosto:

  • Complimenti Bruno… originale, personale, mai banale.
  • Luciana Capece:

  • Carissimo Presidente, grazie a TE per ciò che ci regali. Incanto puro!
  • Angela Prota:

  • Bruno ha un modo di esprimersi elegante e raffinato… Entra in ambiti intimi con poesia ed un celato pudore, mostra, con ardore e veemenza, un Io che vorrebbe esplodere… ma, si contiene, perché il cammino della sensualità è impervio e misterioso… Ha bisogno di celarsi alla luce della consapevolezza… Ha, nel suo mistero, un miscuglio di erotismo e sentimento che a volte non combaciano insieme… La magia per compiersi, si nutre di un io segreto al cosciente, così si esalta e divampa! Dirti Bravo.. è molto insufficiente… perché non tutti sono davvero capaci, in senso poetico, di parlare dell’erotismo mescolato al sentimento. Ciò che mi piace è l’assenza di volgarità che renderebbe scadente la bellezza poetica del verso!

Il Dispari cultura dodici gennaio 2026 DILA APS

Il Dispari cultura dodici gennaio 2026 DILA APS

Il Dispari cultura dodici gennaio 2026 DILA APS

ù—-°°°°—-

Bruno Mancini

Dalla raccolta “Erotismo, sì!”

Essere donna non basta

 

Essere donna non le dà pace

quando è la strada che attizza

il suo “per ora”

nembo che sbuca e offusca

tra filiformi steli di ginestre apparsi,

arditi nel lembo in basso

del suo torrione sulla rocca.

 

E lei vorrebbe fiato caldo tra la guancia e il collo,

mani indecenti a superare ostacoli

dalle ginocchia

al breve tratto dove concentra osceni paradisi,

osceno e paradiso.

Il ruvido pigiare sul suo perduto senso del reale.

 

Enfasi immacolata

sbaraglia il trucido bivacco,

ma lei non gode.

Il Dispari cultura dodici gennaio 2026 DILA APS

Commenti

  • Chiara Pavoni: sempre meravigliosamente sensibile e femminile
  • Silvana Lazzarino: intrigante, complimenti Bruno
  • Antonella Ariosto: bravissimo Presidente molto bella
  • Anna Giancarlo: complimenti molto bella
  • Luciana Capece: NOTE ARMONIOSE E DI NOBILE INCANTO PER DEDICA AL PROFILO E PECULIARITÀ APPARTENENTE ALLA DONNA! POESIA INTRISA DI PURA FEMMINILITÀ!
  • Angela Prota: è una, poesia scritta da chi conosce bene intimamente la donna, che rende protagonista in ogni senso! Bruno trasferisce nella parola il gesto. L’ardore di chi sa scrutare vie impervie per raggiungere il Paradiso… Mah… C’è sempre un mah che interferisce tra il pensiero ed il gesto finale..

Il Dispari cultura dodici gennaio 2026 DILA APS

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Mara Leone tra Pittura e Poesia

Emozioni indotte 4

A partire dal 22 dicembre, ogni lunedì abbiamo pubblicato su queste colonne le immagini dei quadri e le poesie ad essi ispirate inserite nel volume “Mara Leone – Mostra personale a cura di Chiara Pavoni” presentato il 21 novembre nel Centro culturale Interno 4 di Roma e poi a Barano d’Ischia in occasione del progetto culturale Volo Pazzo organizzato dall’Associazione di Promozione Sociale “Da Ischia L’Arre – DILA APS”.

Un volume doppiamente interessante in quanto in esso, oltre alla riproduzione dei quadri, sono state aggiunte poesie che un eccellente gruppo di poetesse, scelte dalla stessa Chiara Pavoni, ha scritto in una libera ispirazione riferita a ciascun quadro..

20260112 DILA APS – IL DISPARI

Tra Pittura e Poesia: emozioni indotte.

 

Marsia Bambace

Poesia scritta per il quadro

La passione, acrilico su tela 120×90 cm.

 

Danzo e volteggio.

Danzo e volteggio in un caldo tango

cingendo me stessa per la strada in tempesta.

Danzo e volteggio giacché le vita è una

e non val la pena pianger per chi non ti ama.

Danzo e volteggio per terra e nel cielo

fremendo fuori e dentro come fiamma viva.

Danzano e ardono la mia chioma

il mio vestito rosso

le mie membra che si attardano nella danza ancora.

Danzo e volteggio.

Danzo e volteggio perché nessun uomo

sia padrone del mio tempo

del mio corpo del mio pensiero.

Danzo e urlo.

Urlo e volteggio perché nessun silenzio

cada ancora come spadasu ogni donna

che più non danza

che più non parla

che più non grida.

Danzo e volteggio.

Danzo e volteggio.

Danzo e sogno.

Sogno e danzo.

Nuda l’anima.

Nudo il cuore.

Nuda la pelle.

Nudi i nei e gli errori. Nudi i piedi.

Nudi i capelli.

Nudi i pensieri.

E finalmente libera di essere me stessa.

Il Dispari cultura dodici gennaio 2026 DILA APS

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—-°°°°—-

Lucia Izzo

Poesia scritta per il quadro

Il volto, tecnica a spatola su tela 20×20

 

In quel volto di donna

c’è un tempo sospeso

di parole e di storie.

Ha il viso macchiato di sangue,

ha dolore di dentro,

ha subito violenza.

Fra silenzi sospesi

ha il vuoto nel cuore.

I colori son tanti,

il verde è speranza,

l’azzurro è di cielo,

il rosso è d’amore.

Il bianco del volto rimane assopito

dalle incognite sulla vita e su l’amore.

Il Dispari cultura dodici gennaio 2026 DILA APS

—-°°°°—-

Simona Almerini

Poesia scritta per il quadro

Le mani in pasta, acrilico su tela 120×90 cm.

 

Nuotando nell’aria

ritroverò i miei vent’anni

e tutto quello che non ho fatto.

Ascolterò quei sogni di bambina

inespressi

sotto il caldo abbraccio del perdono

di chi mi ha fatto male

senza saperlo.

Nuotando nell’aria

ritroverò il sapore

di domeniche mai vissute.

Di lasagne dai parenti

e di pasticcini portati a mano.

Gli anni ’80 ritornano innocui

sotto un pranzo di pesce

di sole stantio.

Il Dispari cultura diciannove gennaio 2026 DILA APS

Il Dispari cultura dodici gennaio 2026 DILA APS

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IL DISPARI

20260105 DILA APS – IL DISPARI

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DILA & IL DISPARI redazione culturale

2025 DILA & IL DISPARI Redazione culturale

2024 DILA & IL DISPARI Redazione culturale

2023 DILA & IL DISPARI Redazione culturale

2022 DILA & IL DISPARI Redazione culturale

2021 DILA & IL DISPARI Redazione culturale

2020 DILA & IL DISPARI Redazione culturale

2019 DILA & IL DISPARI Redazione culturale

2018 DILA & IL DISPARI Redazione culturale

2017 DILA & IL DISPARI Redazione culturale

2016 – 2015 DILA & IL DISPARI Redazione culturale

Bruno Mancini

Bruno Mancini scrittore

Bruno Mancini Presidente DILA APS

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DILA Altervista

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Il Dispari cultura diciannove gennaio 2026 DILA APS

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Rubrica Il Dispari sedici gennaio 2026 DILA APS Professionisti

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Rubrica Il Dispari sedici gennaio 2026 DILA APS Professionisti Il Dispari

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Rubrica Il Dispari sedici gennaio 2026 DILA APS Professionisti

AMBULATORIO DEI SANI – 2

La Farmacia della Natura: Fitocomplessi e Architettura Metabolica

A cura della Dott.ssa Licia Di Falco – Biologa Nutrizionista

Spesso immaginiamo la nutrizione come un semplice calcolo di calorie, ignorando che il nostro corpo è un laboratorio biochimico in costante attività.

Nell’Ambulatorio dei Sani, ideato dal Prof. Andrea Del Buono, spostiamo l’attenzione dal “quanto” mangiamo al “come” le molecole interagiscono con le nostre cellule.

Oggi vi conduco nel mondo affascinante dei fitocomplessi: non semplici “erbe”, ma sofisticati modulatori metabolici.

Oltre l’integrazione: la strategia molecolare

La moderna fitoterapia clinica non cerca la “pillola magica”, ma utilizza sostanze bioattive per ripristinare la fisiologia perduta.

Tre protagonisti, in particolare, stanno rivoluzionando l’approccio alla sindrome metabolica e all’insulino-resistenza.

La Berberina: il “mimico” dell’attività fisica

Definita dalla letteratura scientifica come un potente attivatore dell’enzima AMPK, la berberina agisce a livello cellulare migliorando la sensibilità all’insulina.

È come se “aprisse le porte” delle cellule al glucosio, impedendo che questo rimanga nel sangue a creare danni infiammatori.

È l’alleato d’elezione quando il metabolismo sembra essersi “bloccato”.

Il Bergamotto: l’oro verde del cuore

Dimenticate il semplice agrume.

I flavonoidi estratti dal bergamotto hanno dimostrato un’azione statino-simile, ma naturale. Intervengono nella regolazione del profilo lipidico (colesterolo e trigliceridi) e glucidico, proteggendo l’endotelio vascolare con una potenza antiossidante straordinaria.

Il Gelso Bianco: il custode della glicemia

La foglia di Morus Alba agisce con un meccanismo affascinante: riduce l’assorbimento intestinale dei carboidrati.

Inserito in un contesto strategico, aiuta a contenere quel picco glicemico post-prandiale che è spesso causa di sonnolenza, infiammazione e accumulo adiposo.

Sinergia, non fai-da-te

Attenzione però: questi strumenti sono potenti.

La loro efficacia risiede nella sinergia con lo stile di vita.

Utilizzare fitocomplessi senza correggere l’alimentazione è come arredare una casa che sta bruciando.

Il ruolo del Biologo Nutrizionista è proprio questo: orchestrare queste molecole all’interno di un piano alimentare personalizzato, trasformando la prevenzione in una scienza esatta e tangibile.

La salute non è un dono, è una costruzione quotidiana.

Dott.ssa Licia Di Falco – Biologa Nutrizionista

Un ringraziamento alla redazione DISPARI e al Presidente Bruno Mancini per l’impegno costante nella divulgazione della cultura del benessere.

Rubrica Il Dispari sedici gennaio 2026 DILA APS Professionisti

Rubrica Il Dispari sedici gennaio 2026 DILA APS Professionisti Il Dispari

Rubrica Il Dispari sedici gennaio 2026 DILA APS Professionisti

20260109 Il Dispari DILA APS Rubrica Professionisti

L’AMBULATORIO DEI SANI

Viaggio nella Biochimica del Benessere

A cura della Dott.ssa Licia Di Falco – Biologa Nutrizionista

Rubrica Il Dispari sedici gennaio 2026 DILA APS Professionisti

Benvenuti nel primo appuntamento de “L’Ambulatorio dei Sani”, uno spazio dove la biologia non è solo materia di studio, ma la chiave di lettura della nostra esistenza.

Qui, ogni settimana, trasformeremo la prevenzione da concetto astratto a pratica clinica d’eccellenza.

L’ormone silenzioso: il paradosso della Vitamina D.

Nel mio lavoro quotidiano osservo una costante allarmante: un deficit sistemico di Vitamina D, trasversale per età e abitudini.

Definirla “vitamina” è un riduttivismo scientifico: siamo di fronte a un potente ormone pleiotropico, un direttore d’orchestra che regola l’immunità, la salute ossea e la neuro-cognizione. Carenze croniche non portano solo stanchezza, ma aprono le porte all’infiammazione silente.

La nutrizione, dunque, trascende il piatto: è esposizione alla luce, è ritmo circadiano, è vita.

Rubrica Il Dispari sedici gennaio

La sinfonia dei Fitocomplessi

La natura è il laboratorio chimico più sofisticato al mondo.

Oltre i macronutrienti, esistono i fitocomplessi: architetture molecolari che modulano il nostro metabolismo.

  • Il Bergamotto, con i suoi flavonoidi unici, agisce come statina naturale e regolatore glucidico.
  • Il Gelso Bianco, guardiano del picco glicemico post-prandiale.
  • La Berberina, straordinario “insulino-sensibilizzante” che ottimizza l’utilizzo del glucosio a livello cellulare.

Questi non sono semplici integratori, ma alleati biochimici che, se guidati da mano esperta, lavorano in sinergia con la nostra fisiologia.

La matematica del gusto

Indice vs Carico Glicemico

Dobbiamo evolvere il nostro linguaggio.

L’Indice Glicemico è solo una velocità; il Carico Glicemico è la verità metabolica, poiché considera la quantità.

La mia “formula” settimanale è semplice ma rigorosa: il Metodo del Piatto.

  • 50% di vegetali (fibre e micronutrienti).
  • 25% di proteine nobili e grassi sani.
  • 25% di carboidrati complessi.

Una rotazione che privilegia i legumi (scelta etica e sostenibile a basso impatto idrico) e alterna cereali come riso basmati e pasta, sempre “tamponati” dalle fibre delle verdure.

Neurochimica del piacere: Dopamina o Serotonina?

Attenzione alle etichette.

Il cioccolato ricco di zuccheri innesca scariche di adrenalina e dopamina: un piacere effimero che crea dipendenza.

Il vero cioccolato fondente (ad alta percentuale di cacao) è invece un precursore del triptofano e stimola la serotonina: il neurotrasmettitore della serenità.

Scegliere bene significa modulare il proprio umore, non solo le calorie.

Il Movimento come farmaco, il sonno rigenera, il movimento cura.

I 150 minuti di attività settimanale raccomandati non sono un hobby, ma uno strumento per combattere l’insulino-resistenza e proteggere il sistema cardiovascolare.

Costruiamo salute, giorno dopo giorno.

Un grazie alla redazione DISPARI e al Presidente Bruno Mancini per questa preziosa opportunità di divulgazione scientifica.

Rubrica Il Dispari sedici gennaio

20260109 Il Dispari DILA APS Rubrica Professionisti

Rubrica Il Dispari sedici gennaio

Professionisti DILA APS 2025 – Calendario pubblicazioni

Bruno Mancini 

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Bruno Mancini scrittore

Bruno Mancini Presidente DILA APS

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Rubrica Il Dispari sedici gennaio

Rubrica Il Dispari sedici gennaio 2026 DILA APS Professionisti

Rubrica Il Dispari sedici gennaio

Rubrica Il Dispari quindici gennaio 2026 DILA APS Professionisti

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Rubrica Il Dispari quindici gennaio 2026 DILA APS Professionisti

Rubrica Il Dispari quindici gennaio 2026 DILA APS Professionisti

Rubrica Il Dispari quindici gennaio 2026 DILA APS Professionisti

Rubrica Il Dispari quindici gennaio 2026 DILA APS Professionisti

Dalila Boukhalfa: Arte culinaria algerina – prima puntata

L’Algeria, uno dei paesi del Maghreb arabo dell’Africa del nord, si affaccia sul mare Mediterraneo con 1200 km di coste.

Ha accolto diverse civilizzazioni tra cui i fenici, i romani,gli  ottomani, e gli andalusi. .

Quindi, possiamo dire che la cucina algerina non ha una sola origine, ma è il risultato di una lunga accumulazione storica influenzata da tutte le civiltà che hanno attraversato l’Algeria nel corso di migliaia di anni.

Si può dire che la cucina amazigh sia mediterranea nelle sue radici, araba e africana nel suo sviluppo.

Aggiungerei un dettaglio molto importante sull’origine più antica della cucina algerina ed è quello della origine amazigh che ha gettato la base a quest’arte con il couscous e l’olio d’oliva, l’uso dell’orzo, il tadjine e la ceramica, il consumo dei prodotti locali e dell’agricoltura stagionale.

Con la conquista arabo-islamica (VII secolo d.C.), nel cibo algerino sono entrate le spezie come la cannella, il cumino, il coriandolo e diversi piatti nuovi coma la zuppa, la granella e il cambiamento radicale realizzato con la macelleria halal e l’organizzazione dei pasti.

Giova precisare anche che la cucina algerina è stata sviluppata degli arabi e musulmani, poi gli ottomani vi hanno aggiunto un tocco tramite il quale sono emersi diversi piatti come il Burak e la Dolma e la Kofta.

Dopo la caduto dell’Andalusia e l’arrivo degli immigrati andalusi sul territorio algerino, la cucina algerina è stata arricchita di qualcosa di diverso:  sono subentrati i dolci tradizionali,  il dolce salato e il fantastico tocco decorativo del cibo con una nuova idea nella presentazione dei piatti.

Il piccante e i piatti semplici arrivarono con la civilizzazione proveniente dell’Africa.

Ogni regione e ogni angolo del paese ha sue abitudine culinarie considerati come una parte del patrimonio da conservare.

Per concludere, vorrei dare una simpatica informazione sulla vita quotidiana in Algeria: dovete sapere che per la famiglia algerina non ci sono confini o regionalismo.

Si cucina in maniera tradizione regionale in generale, e si cucina in maniera nazionale ogni qualvolta se ne ha voglia.

La diversità culinaria è un’arte che ogni algerina deve provare a realizzare almeno durante i periodi festivi e di venerdì, il giorno in cui tutti i membri della famiglia sono presenti.

Fa parte della cultura e, agli occhi della società e della famiglia, niente vale più del sapere cucinare bene in entrambi i modi.

Da questa settimana in poi, ogni giovedì, la nostra nuova rubrica di “Arte Culinaria” sarà dedicata ai piatti algerini e, in più, ai cari lettori di IL DISPARI presenteremo numerose note sull’origine e sulla etimologia dei nomi delle pietanze.

Poiché ogni piatto ha una propria storia, una sua interessante origine!

Con voi Dalila Boukhalfa

20260115 Il Dispari DILA APS Rubrica Professionisti

Dalila Boukhalfa

Rubrica Il Dispari quindici gennaio 2026 DILA APS Professionisti

Rubrica Il Dispari otto gennaio 2026 DILA APS Professionisti

20260108 Il Dispari DILA APS Rubrica Professionisti

20260108 Il Dispari DILA APS Rubrica Professionisti

Il Professore Maasoum Abdellah

Presidente del Convegno per la celebrazione di autori italiani all’estero.

In Algeria, con la collaborazione del Ministero degli Affari esteri e dell’Istituto italiano di cultura, l’Università di Algeri 2, l’Università di Blida 2 e l’Università Badji Mokhtar di Annaba, hanno  organizzato  un terzo convegno internazionale di grande importanza sotto la Presidenza del Professore Abdellah Maasoum.

La squadra di Coordinatori del Convegno è stata composta da diverse Università e Dipartimenti di italiano in Algeria con la nomina del Prof. Mahmoud Hamdani, del Prof. Merouane ADDOU e della Prof.ssa Sandra Sabrina TRIKI.

Un comitato scientifico di emeriti Dottori e Professori della lingua italiana in Algeria.

Una partecipazione a tre livelli, in tre posti diversi, ma unita, organizzata e sincronizzata.

La prima edizione si era svolta sul tema della conoscenza dello scrittore Italo Calvino, la seconda per Grazia Deledda e quest’ultima è stata in memoria di Andrea Camilleri, grande figura culturale di letteratura, teatro, televisione.

Per l’organizzazione dell’evento, e per mettere in azione un tale progetto, ci sono volute disponibilità, esperienza e fermezza.

La scelta delle persone capaci di portare a termine tale Convegno è stata un’attività di grande merito per i nostri Professori e Dottori di lingua italiana delle tre Università, e a loro va certamente riconosciuto un notevole apprezzamento per gli sforzi e il tempo dedicato.

Oggi, desideriamo parlare del Presidente responsabile dell’organizzazione del terzo Convegno su Andrea Camilleri.

Il Professore Abdellah Maasoum è laureato in giornalismo, indirizzo “audiovisivo”, laureato  anche in lingua e cultura italiana, indirizzo “lingue applicate”, magistrale in civiltà e letteratura italiana. master di II livello in giornalismo, indirizzo “media e società”,  master di II livello in letteratura e civiltà italiana, dottorato di ricerca, indirizzo “letteratura e civiltà Italiana”.

Ha conseguito anche un diploma di abilitazione universitaria.

Ha svolto il ruolo di traduttore interprete in diverse occasioni.

Nel 2022-2024 è stato in missione come interprete presso l’Ambasciata d’Italia ad Algeri, presso la Presidenza della Repubblica algerina, e il Ministero degli Affari esteri.

Ad Algeri, ha collaborato con il Ministero della Giustizia, con il Parlamento, la Corte suprema, il Consiglio di stato, il Ministro degli Interni e il Ministro della Pesca.

Un personaggio di cui l’Università di italianistica algerina è fiera di avere tra i suoi Professori, un esempio di combattente con un percorso ricco e pieno per la sua età.

Una figura da onorare e da incoraggiare perché ha saputo, con l’uso della lingua, realizzare il sogno di tramandare tra i progetti futuri alcuni documentari sulla Moschea di Roma, sul percorso di doppiaggio di film e documentari, e traduzioni di libri, di romanzi e anche di racconti storici.

Dalila Boukhalfa

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Maasoum Abdellah

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Professionisti DILA APS 2025 – Calendario pubblicazioni

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Bruno Mancini

Dalla raccolta “La mia vita mai vissuta”

Ignazio-L’incendio                                                                                                           

 

Sortilegio di malefica bellezza,

giovane

mi pose nel frutteto dell’Eden

al bordo discendente

tra folto bosco di pini resinosi

e poche zolle fitte di ciliegi

– nell’ansa del torrente –

carichi di frutti.

Anatema d’insulso guardiano,

vergine

volle ch’io fossi un fermo immagine

complice silente,

per giorni notti ore

– lontano dalla luce –,

delle sue umide ombre scolorite

nel grande slam del verbo voglio.

Nemesi storica mi cantò nel petto,

smisurato

come colpo di doppietta

appena appena un soffio d’esuberanza

mi spinse, le gambe appollaiate,

– segreto aiutami –

in fuga sul ramo di ciliegio,

la bacca tra le labbra.

Troia fattrice delle mie bestemmie,

deflagrazione di foreste,

la folgore che sfregia i tronchi,

poteva spegnerti con un “Avvampami!”

ridurti miccia candela stoppio

se solo la fiamma non fosse nata cieca.

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  • Luciana Capece:

  • PROFONDITÀ INTERIORE NEL DICHIARARE L’IO… CON SENTIMENTO E INTENZIONE DI MANTENERE COMUNQUE IL SECRETATO DESIDERIO! COMPLIMENTI MERAVIGLIOSI POETA BRUNO MANCINI! IMPEGNATIVO E BELLISSIMO IL CONCETTO!
  • Antonella Ariosto:

  • Complimenti Bruno… originale, personale, mai banale.
  • Luciana Capece:

  • Carissimo Presidente, grazie a TE per ciò che ci regali. Incanto puro!
  • Angela Prota:

  • Bruno ha un modo di esprimersi elegante e raffinato… Entra in ambiti intimi con poesia ed un celato pudore, mostra, con ardore e veemenza, un Io che vorrebbe esplodere… ma, si contiene, perché il cammino della sensualità è impervio e misterioso… Ha bisogno di celarsi alla luce della consapevolezza… Ha, nel suo mistero, un miscuglio di erotismo e sentimento che a volte non combaciano insieme… La magia per compiersi, si nutre di un io segreto al cosciente, così si esalta e divampa! Dirti Bravo.. è molto insufficiente… perché non tutti sono davvero capaci, in senso poetico, di parlare dell’erotismo mescolato al sentimento. Ciò che mi piace è l’assenza di volgarità che renderebbe scadente la bellezza poetica del verso!

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ù—-°°°°—-

Bruno Mancini

Dalla raccolta “Erotismo, sì!”

Essere donna non basta

 

Essere donna non le dà pace

quando è la strada che attizza

il suo “per ora”

nembo che sbuca e offusca

tra filiformi steli di ginestre apparsi,

arditi nel lembo in basso

del suo torrione sulla rocca.

 

E lei vorrebbe fiato caldo tra la guancia e il collo,

mani indecenti a superare ostacoli

dalle ginocchia

al breve tratto dove concentra osceni paradisi,

osceno e paradiso.

Il ruvido pigiare sul suo perduto senso del reale.

 

Enfasi immacolata

sbaraglia il trucido bivacco,

ma lei non gode.

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  • Chiara Pavoni: sempre meravigliosamente sensibile e femminile
  • Silvana Lazzarino: intrigante, complimenti Bruno
  • Antonella Ariosto: bravissimo Presidente molto bella
  • Anna Giancarlo: complimenti molto bella
  • Luciana Capece: NOTE ARMONIOSE E DI NOBILE INCANTO PER DEDICA AL PROFILO E PECULIARITÀ APPARTENENTE ALLA DONNA! POESIA INTRISA DI PURA FEMMINILITÀ!
  • Angela Prota: è una, poesia scritta da chi conosce bene intimamente la donna, che rende protagonista in ogni senso! Bruno trasferisce nella parola il gesto. L’ardore di chi sa scrutare vie impervie per raggiungere il Paradiso… Mah… C’è sempre un mah che interferisce tra il pensiero ed il gesto finale..

Il Dispari cultura dodici gennaio 2026 DILA APS

Il Dispari cultura dodici gennaio 2026 DILA APS

Il Dispari cultura dodici gennaio 2026 DILA APS

Mara Leone tra Pittura e Poesia

Emozioni indotte 4

A partire dal 22 dicembre, ogni lunedì abbiamo pubblicato su queste colonne le immagini dei quadri e le poesie ad essi ispirate inserite nel volume “Mara Leone – Mostra personale a cura di Chiara Pavoni” presentato il 21 novembre nel Centro culturale Interno 4 di Roma e poi a Barano d’Ischia in occasione del progetto culturale Volo Pazzo organizzato dall’Associazione di Promozione Sociale “Da Ischia L’Arre – DILA APS”.

Un volume doppiamente interessante in quanto in esso, oltre alla riproduzione dei quadri, sono state aggiunte poesie che un eccellente gruppo di poetesse, scelte dalla stessa Chiara Pavoni, ha scritto in una libera ispirazione riferita a ciascun quadro..

20260112 DILA APS – IL DISPARI

Il Dispari cultura dodici gennaio 2026 DILA APS

Tra Pittura e Poesia: emozioni indotte.

 

Marsia Bambace

Poesia scritta per il quadro

La passione, acrilico su tela 120×90 cm.

 

Danzo e volteggio.

Danzo e volteggio in un caldo tango

cingendo me stessa per la strada in tempesta.

Danzo e volteggio giacché le vita è una

e non val la pena pianger per chi non ti ama.

Danzo e volteggio per terra e nel cielo

fremendo fuori e dentro come fiamma viva.

Danzano e ardono la mia chioma

il mio vestito rosso

le mie membra che si attardano nella danza ancora.

Danzo e volteggio.

Danzo e volteggio perché nessun uomo

sia padrone del mio tempo

del mio corpo del mio pensiero.

Danzo e urlo.

Urlo e volteggio perché nessun silenzio

cada ancora come spadasu ogni donna

che più non danza

che più non parla

che più non grida.

Danzo e volteggio.

Danzo e volteggio.

Danzo e sogno.

Sogno e danzo.

Nuda l’anima.

Nudo il cuore.

Nuda la pelle.

Nudi i nei e gli errori. Nudi i piedi.

Nudi i capelli.

Nudi i pensieri.

E finalmente libera di essere me stessa.

Il Dispari cultura dodici gennaio 2026 DILA APS

Il Dispari cultura dodici gennaio 2026 DILA APS

—-°°°°—-

Lucia Izzo

Poesia scritta per il quadro

Il volto, tecnica a spatola su tela 20×20

 

In quel volto di donna

c’è un tempo sospeso

di parole e di storie.

Ha il viso macchiato di sangue,

ha dolore di dentro,

ha subito violenza.

Fra silenzi sospesi

ha il vuoto nel cuore.

I colori son tanti,

il verde è speranza,

l’azzurro è di cielo,

il rosso è d’amore.

Il bianco del volto rimane assopito

dalle incognite sulla vita e su l’amore.

Il Dispari cultura dodici gennaio 2026 DILA APS

Il Dispari cultura dodici gennaio 2026 DILA APS

—-°°°°—-

Simona Almerini

Poesia scritta per il quadro

Le mani in pasta, acrilico su tela 120×90 cm.

 

Nuotando nell’aria

ritroverò i miei vent’anni

e tutto quello che non ho fatto.

Ascolterò quei sogni di bambina

inespressi

sotto il caldo abbraccio del perdono

di chi mi ha fatto male

senza saperlo.

Nuotando nell’aria

ritroverò il sapore

di domeniche mai vissute.

Di lasagne dai parenti

e di pasticcini portati a mano.

Gli anni ’80 ritornano innocui

sotto un pranzo di pesce

di sole stantio.

Il Dispari cultura dodici gennaio 2026 DILA APS

Il Dispari cultura dodici gennaio 2026 DILA APS

IL DISPARI

20260105 DILA APS – IL DISPARI

20260105 DILA APS – IL DISPARI

20260105 DILA APS – IL DISPARI

Inedito di Bruno Mancini  

SOLO CITTADINA

Monologo dedicato ai miei amici di tutto il mondo

“Ciao caro, stasera ti ho bloccato, su questo consunto tappeto di vecchia fattura persiana che ami tanto, perché desidero confrontarmi con te su un argomento che potrei dire mi rosicchia la pazienza così come tu faresti con un buon biscottino agli aromi bestiali.

Piano piano, quasi mordendo in malefica dolcezza.

Tu sai che sono algerina e vivo da circa 10 anni in Italia, e sai anche che rispetto uomini e animali forse più di quanto io sappia fare con me stessa, perché spesso mi trascuro tanto che, a volte, neppure appago esigenze primarie per la mia salute.

Non è così, invece, che mi comporto con le persone che hanno rapporti di consuetudine con me, e neppure mi capita di disinteressarmi dei minimi problemi che riesco a riconoscere nei sette cani con i quali, e tu lo sai molto bene, mi comporto da madre accudente.

Ebbene, per non tediarti con una lunga premessa, spiffero subito la nota dolente.

Non riesco a comprendere l’astiosità che gran parte dell’umanità riserva a coloro i quali sono, o anche solamente appaiono, portatori di elementi di una differente socialità.

L’Italia decantata come culla dell’Arte, come madrepatria della Cultura, come millenaria sede di sviluppo Sociale, purtroppo neppure l’Italia riesce a conquistarsi una certificazione d’immacolata civiltà.

L’Italia… e in modo palese una parte consistente degli italiani.

Dimmi se sbaglio affermando che nella vostra società a nessuno interessa se Caia o Tizio, per esempio, sia devoto a un Santo bastardo di nascita o a un Santo dal nobile blasone.

Prendo un abbaglio se asserisco che non vi arruffate per imporre la vostra lingua, non combattete per decidere le catene di comando, non vi uccidete per la pretesa di voler governare su territori diversamente abitati, il che, fatte le debite proporzioni, equivale a scannarsi per impedire ad altri di fare la pipì in un giardino pubblico?

Tu non me ne hai mai parlato, ma io so che tu non sei buddista né cristiano, né sei seguace dell’Islam o di qualsiasi altra forma di religiosità. Non sei comunista né fascista, e neppure populista o anarchico. Tu sei, a mio parere il prototipo dell’individuo libero, perfettamente consapevole di non avere bisogno di surrogati di spiritualità per comportarti in maniera etica rispetto alle circostanze della tua esistenza.

Ma, come te, lo sono in pochi tra gli umani di mia conoscenza.

Vero è che hai intoppi fisici che ti impediscono di parlare la mia lingua in modo comprensibile, però, durante tutti questi anni della nostra convivenza, mi sono convinta che intendi benissimo le mie intenzioni e i miei pensieri anche se mi rivolgo a te con semplici gesti, alla napoletana e, quindi, ti chiedo di aiutarmi a capire se potrò mai realizzare un sogno.

Vorrei circolare tranquillamente tra la gente avendo i capelli avvolti nei veli di un Hijab , di un Niqab o finanche vestita con un Burqa senza essere derisa o, peggio, additata come potenziale terrorista; vorrei digiunare seguendo i dettati della religiosità che ho assimilata senza essere licenziata per presunta inadeguatezza al ruolo di badante; vorrei, in definitiva, essere considerata SOLO UNA CITTADINA, senza aggettivi di contorno o di disprezzo, senza favoritismi e senza penalizzazioni.

Rispondimi con un suono lungo per invogliarmi alla speranza, uno breve per sconsigliarmi di seguire un’utopia.”

“BAUUUUUU!”

20260105 DILA APS – IL DISPARI

20260105 DILA APS – IL DISPARI

Mara Leone tra Pittura e Poesia

Emozioni indotte 3

A partire dal 24 novembre, ogni lunedì abbiamo pubblicato su queste colonne i testi delle “note critiche” inserite nel volume “Mara Leone – Mostra personale a cura di Chiara Pavoni” presentato il 21 novembre nel Centro culturale Interno 4 di Roma e poi a Barano d’Ischia in occasione del progetto culturale Volo Pazzo organizzato dall’Associazione di Promozione Sociale “Da Ischia L’Arre – DILA APS”.

Un volume doppiamente interessante in quanto in esso, oltre alla riproduzione dei quadri, sono state aggiunte poesie che un’eccellente gruppo di poetesse, scelte dalla stessa Chiara Pavoni, ha scritto in una libera ispirazione riferita a ciascun quadro.

Dal 22 dicembre abbiamo iniziato a pubblicare le immagini dei quadri e le poesie ad essi ispirate.

Tra Pittura e Poesia: emozioni indotte.

—-°°°°—-

Nei giorni scorsi abbiamo ricevuto questo messaggio da… e, nel pubblicarlo, mentre la ringraziamo per le parole di stima che ci spingono a proseguire sulla strada intrapresa, ribadiamo il concetto generale che costituisce la base inamovibile di tutte le nostre attività divulgatrici: questa pagina del quotidiano IL DISPARI offre gratuite promozioni, attraverso la visibilità che ricevono i nostri articoli, unicamente in ragione di componenti artistici, culturali e sociali espressi dagli Autori che presentiamo. In definitiva i meriti sono SOLO loro, e Mara Concetta Leone di meriti ne ha a bizzeffe.

 “Gentile Presidente Mancini,

Le scrivo con profonda stima per esprimerle il mio più sincero ringraziamento per l’attenzione e lo spazio che, ancora una volta, ha voluto dedicare al lavoro artistico di mia madre, Mara Leone.

Vedere le sue opere e la sua poetica valorizzate con tale cura sulle pagine de ‘Il Dispari’ è per la nostra famiglia motivo di grande orgoglio. La ringraziamo non solo per la professionalità, ma per la costante sensibilità con cui sostiene l’arte e la cultura.

Con i sensi della mia più alta considerazione.”

—-°°°°—-

Il libro/catalogo MARA è stato pubblicato nel mese di Agosto 2025 a cura dell’Associazione di Promozione Sociale “Da Ischia L’Arte – DILA APS” con codice ISBN 9781326544713.

20260105 DILA APS – IL DISPARI

20260112 DILA APS – IL DISPARI

—-°°°°—-

Anna Avelli

Poesia scritta per il quadro

Tre volti egizi, acrilico su tela 120×90 cm.

 

L’amore che lega tutte le cose –

omaggio a Plutarco:

vinci la vendetta

riunisci i cari pezzi e ami…

come solo l’arte dell’amore insegna!

sorella, amante, sposa

o Iside la tua fertilità accoglie ciclicamente

con amore il caro Nilo

ed Osiride ti feconda

come per magia rinato..

tu sì fedele e sublime femminilità

simbolo d’amore

e fertilità

fosti sorella e sposa..

chè ancor prima di nascer tu l’amasti!

sì chè il tuo fratello sposo

simbolo d’amore rinascente

oltre la morte ti fecondó!

.. chè Horus

testimone di  regalità

ne è la prova!

o potenti e leggendari

fratelli sposi:

il corpo tuo Osiride

con Nefti alleata

Iside ricompose…

l’amore trionfa così sulla vendetta come sempre!…

questo insegnate

saggi ed amorevoli

leggendari dei

all’ignorante Seth

che per gelosia non seppe

l’amore neppure onorare!…

—-°°°°—-

Antonella Ariosto

Poesia scritta per il quadro

U travajiu… il lavoro, acrilico su tela 120×90 cm.

 

Tremano i ricordi

inseguono orme

di un passato lontano.

Profumi di zagare e di gelsomini

di mosto a bollire

nei pentoloni.

Suoni e danze

nei giardini

colmi di sole.

Colorate farfalle

soavemente posate

su papaveri rossi.

Sapore di sale

sul lungomare

barche di pescatori

a illuminare il mare di notte

con le loro lampare.

Aria di vento di scirocco

tra le persiane accostate

e quelle struggenti  serenate mai più dimenticate.

Ricordi…

nel tempo trascorso.

20260105 DILA APS – IL DISPARI

Il Dispari cultura dodici gennaio 2026 DILA APS

DILA & IL DISPARI redazione culturale

2025 DILA & IL DISPARI Redazione culturale

2024 DILA & IL DISPARI Redazione culturale

2023 DILA & IL DISPARI Redazione culturale

2022 DILA & IL DISPARI Redazione culturale

2021 DILA & IL DISPARI Redazione culturale

2020 DILA & IL DISPARI Redazione culturale

2019 DILA & IL DISPARI Redazione culturale

2018 DILA & IL DISPARI Redazione culturale

2017 DILA & IL DISPARI Redazione culturale

2016 – 2015 DILA & IL DISPARI Redazione culturale

Il Dispari cultura dodici gennaio 2026 DILA APS

Il Dispari cultura dodici gennaio 2026 DILA APS

Rubrica Il Dispari nove gennaio 2026 DILA APS Professionisti

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Rubrica Il Dispari nove gennaio 2026 DILA APS Professionisti

Rubrica Il Dispari nove gennaio 2026 DILA APS Professionisti
Rubrica Il Dispari nove gennaio 2026 DILA APS Professionisti

Rubrica Il Dispari nove gennaio 2026 DILA APS Professionisti

L’AMBULATORIO DEI SANI

Viaggio nella Biochimica del Benessere

A cura della Dott.ssa Licia Di Falco – Biologa Nutrizionista

Benvenuti nel primo appuntamento de “L’Ambulatorio dei Sani”, uno spazio dove la biologia non è solo materia di studio, ma la chiave di lettura della nostra esistenza.

Qui, ogni settimana, trasformeremo la prevenzione da concetto astratto a pratica clinica d’eccellenza.

L’ormone silenzioso: il paradosso della Vitamina D.

Nel mio lavoro quotidiano osservo una costante allarmante: un deficit sistemico di Vitamina D, trasversale per età e abitudini.

Definirla “vitamina” è un riduttivismo scientifico: siamo di fronte a un potente ormone pleiotropico, un direttore d’orchestra che regola l’immunità, la salute ossea e la neuro-cognizione. Carenze croniche non portano solo stanchezza, ma aprono le porte all’infiammazione silente.

La nutrizione, dunque, trascende il piatto: è esposizione alla luce, è ritmo circadiano, è vita.

La sinfonia dei Fitocomplessi

La natura è il laboratorio chimico più sofisticato al mondo.

Oltre i macronutrienti, esistono i fitocomplessi: architetture molecolari che modulano il nostro metabolismo.

  • Il Bergamotto, con i suoi flavonoidi unici, agisce come statina naturale e regolatore glucidico.
  • Il Gelso Bianco, guardiano del picco glicemico post-prandiale.
  • La Berberina, straordinario “insulino-sensibilizzante” che ottimizza l’utilizzo del glucosio a livello cellulare.

Questi non sono semplici integratori, ma alleati biochimici che, se guidati da mano esperta, lavorano in sinergia con la nostra fisiologia.

La matematica del gusto

Indice vs Carico Glicemico

Dobbiamo evolvere il nostro linguaggio.

L’Indice Glicemico è solo una velocità; il Carico Glicemico è la verità metabolica, poiché considera la quantità.

La mia “formula” settimanale è semplice ma rigorosa: il Metodo del Piatto.

  • 50% di vegetali (fibre e micronutrienti).
  • 25% di proteine nobili e grassi sani.
  • 25% di carboidrati complessi.

Una rotazione che privilegia i legumi (scelta etica e sostenibile a basso impatto idrico) e alterna cereali come riso basmati e pasta, sempre “tamponati” dalle fibre delle verdure.

Neurochimica del piacere: Dopamina o Serotonina?

Attenzione alle etichette.

Il cioccolato ricco di zuccheri innesca scariche di adrenalina e dopamina: un piacere effimero che crea dipendenza.

Il vero cioccolato fondente (ad alta percentuale di cacao) è invece un precursore del triptofano e stimola la serotonina: il neurotrasmettitore della serenità.

Scegliere bene significa modulare il proprio umore, non solo le calorie.

Il Movimento come farmaco, il sonno rigenera, il movimento cura.

I 150 minuti di attività settimanale raccomandati non sono un hobby, ma uno strumento per combattere l’insulino-resistenza e proteggere il sistema cardiovascolare.

Costruiamo salute, giorno dopo giorno.

Un grazie alla redazione DISPARI e al Presidente Bruno Mancini per questa preziosa opportunità di divulgazione scientifica.

20260109 Il Dispari DILA APS Rubrica Professionisti

Rubrica Il Dispari nove gennaio 2026 DILA APS Professionisti

20251219 DILA APS IL DISPARI professionisti

20251218 DILA APS IL DISPARI professionisti

20251219 DILA APS IL DISPARI professionisti

20251219 DILA APS IL DISPARI professionisti

Natalia Costa & Lucio Filisdeo – Brasile in cucina

Zuppa di passato di fagioli – Sopa de caldo de feijao

INGREDIENTI

Zuppa di passato di fagioli

  • 1 tazza di fagioli cotti
  • 3 tazze di brodo di cottura dei fagioli
  • 1 cipolla
  • 2 spicchi di aglio
  • qualche ciuffo di finocchietto selvatico
  • qualche stelo di erba cipollina
  • qualche ciuffo di coriandolo fresco
  • 2 cucchiai di olio
  • sale
  • crostini di pane (facoltativo

PREPARAZIONE

Frullate i fagioli, passateli al setaccio e versateli in una casseruola con il loro brodo, scaldate e fate sobbollire finché il passato si addensa.

Fate soffriggere nell’olio la cipolla tritata finemente con l’aglio pestato e del sale.

Versate il soffritto nel brodo di fagioli, mescolate per insaporire il tutto, quindi cospargete con le erbe tritate e servite subito.

Se preferite, passate ancora una volta la zuppa al setaccio e servitela, a piacere, con dei crostini di pane tostato

20251219 DILA APS IL DISPARI professionisti

Legenda valida per tutte le ricette

  • Gli ingredienti delle ricette sono sempre per 4-6 persone.
  • Con cucchiaio si intende quello da minestra.
  • Il cucchiaino è quello da tè.
  • La tazza è quella a tè.
  • La tazzina è quella da caffè.
  • Le temperature di cottura sono espresse in gradi centigradi.
  • Gli ingredienti: verdure, frutta, carne e pesce sono sempre già mondati, se non diversamente precisato.
  • Se la preparazione prevede l’utilizzo di scorza di arancia, limone ecc. scegliete sempre agrumi non trattati.
  • Con olio si intende olio extravergine di oliva leggero, salvo indicazioni diverse.
  • L’aceto è sempre aceto di vino rosso, se bianco o a base di altri ingredienti viene specificato.
  • Con pepe si intende sempre il pepe nero, se di altro tipo viene specificato.
  • Con zucchero si intende il prodotto semolato, se grezzo, di canna o altro viene specificato.

20251219 DILA APS IL DISPARI professionisti

 

Professionisti DILA APS 2025 – Calendario pubblicazioni

Bruno Mancini 

DILA APS.it

Bruno Mancini scrittore

Bruno Mancini Presidente DILA APS

DILA Altervista

NUSIV – Premio Otto milioni

VIDEO YOUTUBE

Rubrica Il Dispari otto gennaio 2026 DILA APS Professionisti

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Rubrica Il Dispari otto gennaio 2026 DILA APS Professionisti

Rubrica Il Dispari otto gennaio 2026 DILA APS Professionisti

Rubrica Il Dispari otto gennaio 2026 DILA APS Professionisti

Il Professore Maasoum Abdellah

Presidente del Convegno per la celebrazione di autori italiani all’estero.

In Algeria, con la collaborazione del Ministero degli Affari esteri e dell’Istituto italiano di cultura, l’Università di Algeri 2, l’Università di Blida 2 e l’Università Badji Mokhtar di Annaba, hanno  organizzato  un terzo convegno internazionale di grande importanza sotto la Presidenza del Professore Abdellah Maasoum.

La squadra di Coordinatori del Convegno è stata composta da diverse Università e Dipartimenti di italiano in Algeria con la nomina del Prof. Mahmoud Hamdani, del Prof. Merouane ADDOU e della Prof.ssa Sandra Sabrina TRIKI.

Un comitato scientifico di emeriti Dottori e Professori della lingua italiana in Algeria.

Una partecipazione a tre livelli, in tre posti diversi, ma unita, organizzata e sincronizzata.

La prima edizione si era svolta sul tema della conoscenza dello scrittore Italo Calvino, la seconda per Grazia Deledda e quest’ultima è stata in memoria di Andrea Camilleri, grande figura culturale di letteratura, teatro, televisione.

Per l’organizzazione dell’evento, e per mettere in azione un tale progetto, ci sono volute disponibilità, esperienza e fermezza.

La scelta delle persone capaci di portare a termine tale Convegno è stata un’attività di grande merito per i nostri Professori e Dottori di lingua italiana delle tre Università, e a loro va certamente riconosciuto un notevole apprezzamento per gli sforzi e il tempo dedicato.

Oggi, desideriamo parlare del Presidente responsabile dell’organizzazione del terzo Convegno su Andrea Camilleri.

Il Professore Abdellah Maasoum è laureato in giornalismo, indirizzo “audiovisivo”, laureato  anche in lingua e cultura italiana, indirizzo “lingue applicate”, magistrale in civiltà e letteratura italiana. master di II livello in giornalismo, indirizzo “media e società”,  master di II livello in letteratura e civiltà italiana, dottorato di ricerca, indirizzo “letteratura e civiltà Italiana”.

Ha conseguito anche un diploma di abilitazione universitaria.

Ha svolto il ruolo di traduttore interprete in diverse occasioni.

Nel 2022-2024 è stato in missione come interprete presso l’Ambasciata d’Italia ad Algeri, presso la Presidenza della Repubblica algerina, e il Ministero degli Affari esteri.

Ad Algeri, ha collaborato con il Ministero della Giustizia, con il Parlamento, la Corte suprema, il Consiglio di stato, il Ministro degli Interni e il Ministro della Pesca.

Un personaggio di cui l’Università di italianistica algerina è fiera di avere tra i suoi Professori, un esempio di combattente con un percorso ricco e pieno per la sua età.

Una figura da onorare e da incoraggiare perché ha saputo, con l’uso della lingua, realizzare il sogno di tramandare tra i progetti futuri alcuni documentari sulla Moschea di Roma, sul percorso di doppiaggio di film e documentari, e traduzioni di libri, di romanzi e anche di racconti storici.

Dalila Boukhalfa

20260108 Il Dispari DILA APS Rubrica Professionisti

20260108 Il Dispari DILA APS Rubrica Professionisti

Maasoum Abdellah

20260108 Il Dispari DILA APS Rubrica Professionisti

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20251218 DILA APS IL DISPARI professionisti

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Natalia Costa & Lucio Filisdeo – Brasile in cucina

Minestra verde e gialla – Caldo verde e amarelo

INGREDIENTI

Minestra verde e gialla

  • 1 tazza di farina di mais sottile
  • 1 verza
  • 500 gr di cipolle
  • 2 uova
  • 1 spicchio di aglio
  • e cucchiai di olio
  • sale

 

PREPARAZIONE

Portate a bollire 2 l di acqua con l’olio, l’aglio pestato con mezzo cucchiaio di sale e le cipolle grattugiate.

Quando l’acqua è in ebollizione, versate la farina di mais, mescolate per evitare la formazione di grumi e aggiungete la verza tagliata a listarelle sottili.

Quando la verza sarà ben cotta, aggiungete le uova e mescolate.

Regolate di sale e servite la minestra ben calda.

 

Legenda valida per tutte le ricette

  • Gli ingredienti delle ricette sono sempre per 4-6 persone.
  • Con cucchiaio si intende quello da minestra.
  • Il cucchiaino è quello da tè.
  • La tazza è quella a tè.
  • La tazzina è quella da caffè.
  • Le temperature di cottura sono espresse in gradi centigradi.
  • Gli ingredienti: verdure, frutta, carne e pesce sono sempre già mondati, se non diversamente precisato.
  • Se la preparazione prevede l’utilizzo di scorza di arancia, limone ecc. scegliete sempre agrumi non trattati.
  • Con olio si intende olio extravergine di oliva leggero, salvo indicazioni diverse.
  • L’aceto è sempre aceto di vino rosso, se bianco o a base di altri ingredienti viene specificato.
  • Con pepe si intende sempre il pepe nero, se di altro tipo viene specificato.
  • Con zucchero si intende il prodotto semolato, se grezzo, di canna o altro viene specificato.

 

20251218 DILA APS IL DISPARI professionisti

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Professionisti DILA APS 2025 – Calendario pubblicazioni

Bruno Mancini 

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Bruno Mancini scrittore

Bruno Mancini Presidente DILA APS

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NUSIV – Premio Otto milioni

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Il Dispari cultura cinque gennaio 2026 DILA APS

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Il Dispari cultura cinque gennaio 2026 DILA APS

Il Dispari cultura cinque gennaio 2026 DILA APS

Il Dispari cultura cinque gennaio 2026 DILA APS

Il Dispari cultura cinque gennaio 2026 DILA APS

Inedito di Bruno Mancini  

SOLO CITTADINA

Monologo dedicato ai miei amici di tutto il mondo

“Ciao caro, stasera ti ho bloccato, su questo consunto tappeto di vecchia fattura persiana che ami tanto, perché desidero confrontarmi con te su un argomento che potrei dire mi rosicchia la pazienza così come tu faresti con un buon biscottino agli aromi bestiali.

Piano piano, quasi mordendo in malefica dolcezza.

Tu sai che sono algerina e vivo da circa 10 anni in Italia, e sai anche che rispetto uomini e animali forse più di quanto io sappia fare con me stessa, perché spesso mi trascuro tanto che, a volte, neppure appago esigenze primarie per la mia salute.

Non è così, invece, che mi comporto con le persone che hanno rapporti di consuetudine con me, e neppure mi capita di disinteressarmi dei minimi problemi che riesco a riconoscere nei sette cani con i quali, e tu lo sai molto bene, mi comporto da madre accudente.

Ebbene, per non tediarti con una lunga premessa, spiffero subito la nota dolente.

Non riesco a comprendere l’astiosità che gran parte dell’umanità riserva a coloro i quali sono, o anche solamente appaiono, portatori di elementi di una differente socialità.

L’Italia decantata come culla dell’Arte, come madrepatria della Cultura, come millenaria sede di sviluppo Sociale, purtroppo neppure l’Italia riesce a conquistarsi una certificazione d’immacolata civiltà.

L’Italia… e in modo palese una parte consistente degli italiani.

Dimmi se sbaglio affermando che nella vostra società a nessuno interessa se Caia o Tizio, per esempio, sia devoto a un Santo bastardo di nascita o a un Santo dal nobile blasone.

Prendo un abbaglio se asserisco che non vi arruffate per imporre la vostra lingua, non combattete per decidere le catene di comando, non vi uccidete per la pretesa di voler governare su territori diversamente abitati, il che, fatte le debite proporzioni, equivale a scannarsi per impedire ad altri di fare la pipì in un giardino pubblico?

Tu non me ne hai mai parlato, ma io so che tu non sei buddista né cristiano, né sei seguace dell’Islam o di qualsiasi altra forma di religiosità. Non sei comunista né fascista, e neppure populista o anarchico. Tu sei, a mio parere il prototipo dell’individuo libero, perfettamente consapevole di non avere bisogno di surrogati di spiritualità per comportarti in maniera etica rispetto alle circostanze della tua esistenza.

Ma, come te, lo sono in pochi tra gli umani di mia conoscenza.

Vero è che hai intoppi fisici che ti impediscono di parlare la mia lingua in modo comprensibile, però, durante tutti questi anni della nostra convivenza, mi sono convinta che intendi benissimo le mie intenzioni e i miei pensieri anche se mi rivolgo a te con semplici gesti, alla napoletana e, quindi, ti chiedo di aiutarmi a capire se potrò mai realizzare un sogno.

Vorrei circolare tranquillamente tra la gente avendo i capelli avvolti nei veli di un Hijab , di un Niqab o finanche vestita con un Burqa senza essere derisa o, peggio, additata come potenziale terrorista; vorrei digiunare seguendo i dettati della religiosità che ho assimilata senza essere licenziata per presunta inadeguatezza al ruolo di badante; vorrei, in definitiva, essere considerata SOLO UNA CITTADINA, senza aggettivi di contorno o di disprezzo, senza favoritismi e senza penalizzazioni.

Rispondimi con un suono lungo per invogliarmi alla speranza, uno breve per sconsigliarmi di seguire un’utopia.”

“BAUUUUUU!”

Il Dispari cultura cinque gennaio 2026 DILA APS

Il Dispari cultura cinque gennaio 2026 DILA APS

Il Dispari cultura cinque gennaio 2026 DILA APS

Il Dispari cultura cinque gennaio 2026 DILA APS

Mara Leone tra Pittura e Poesia

Emozioni indotte 3

A partire dal 24 novembre, ogni lunedì abbiamo pubblicato su queste colonne i testi delle “note critiche” inserite nel volume “Mara Leone – Mostra personale a cura di Chiara Pavoni” presentato il 21 novembre nel Centro culturale Interno 4 di Roma e poi a Barano d’Ischia in occasione del progetto culturale Volo Pazzo organizzato dall’Associazione di Promozione Sociale “Da Ischia L’Arre – DILA APS”.

Un volume doppiamente interessante in quanto in esso, oltre alla riproduzione dei quadri, sono state aggiunte poesie che un’eccellente gruppo di poetesse, scelte dalla stessa Chiara Pavoni, ha scritto in una libera ispirazione riferita a ciascun quadro.

Dal 22 dicembre abbiamo iniziato a pubblicare le immagini dei quadri e le poesie ad essi ispirate.

Tra Pittura e Poesia: emozioni indotte.

—-°°°°—-

Nei giorni scorsi abbiamo ricevuto questo messaggio da… e, nel pubblicarlo, mentre la ringraziamo per le parole di stima che ci spingono a proseguire sulla strada intrapresa, ribadiamo il concetto generale che costituisce la base inamovibile di tutte le nostre attività divulgatrici: questa pagina del quotidiano IL DISPARI offre gratuite promozioni, attraverso la visibilità che ricevono i nostri articoli, unicamente in ragione di componenti artistici, culturali e sociali espressi dagli Autori che presentiamo. In definitiva i meriti sono SOLO loro, e Mara Concetta Leone di meriti ne ha a bizzeffe.

 “Gentile Presidente Mancini,

Le scrivo con profonda stima per esprimerle il mio più sincero ringraziamento per l’attenzione e lo spazio che, ancora una volta, ha voluto dedicare al lavoro artistico di mia madre, Mara Leone.

Vedere le sue opere e la sua poetica valorizzate con tale cura sulle pagine de ‘Il Dispari’ è per la nostra famiglia motivo di grande orgoglio. La ringraziamo non solo per la professionalità, ma per la costante sensibilità con cui sostiene l’arte e la cultura.

Con i sensi della mia più alta considerazione.”

—-°°°°—-

Il libro/catalogo MARA è stato pubblicato nel mese di Agosto 2025 a cura dell’Associazione di Promozione Sociale “Da Ischia L’Arte – DILA APS” con codice ISBN 9781326544713.

Il Dispari cultura cinque gennaio 2026 DILA APS

Il Dispari cultura cinque gennaio 2026 DILA APS

—-°°°°—-

Anna Avelli

Poesia scritta per il quadro

Tre volti egizi, acrilico su tela 120×90 cm.

 

L’amore che lega tutte le cose –

omaggio a Plutarco:

vinci la vendetta

riunisci i cari pezzi e ami…

come solo l’arte dell’amore insegna!

sorella, amante, sposa

o Iside la tua fertilità accoglie ciclicamente

con amore il caro Nilo

ed Osiride ti feconda

come per magia rinato..

tu sì fedele e sublime femminilità

simbolo d’amore

e fertilità

fosti sorella e sposa..

chè ancor prima di nascer tu l’amasti!

sì chè il tuo fratello sposo

simbolo d’amore rinascente

oltre la morte ti fecondó!

.. chè Horus

testimone di  regalità

ne è la prova!

o potenti e leggendari

fratelli sposi:

il corpo tuo Osiride

con Nefti alleata

Iside ricompose…

l’amore trionfa così sulla vendetta come sempre!…

questo insegnate

saggi ed amorevoli

leggendari dei

all’ignorante Seth

che per gelosia non seppe

l’amore neppure onorare!…

Il Dispari cultura cinque gennaio 2026 DILA APS

Il Dispari cultura cinque gennaio 2026 DILA APS

—-°°°°—-

Antonella Ariosto

Poesia scritta per il quadro

U travajiu… il lavoro, acrilico su tela 120×90 cm.

 

Tremano i ricordi

inseguono orme

di un passato lontano.

Profumi di zagare e di gelsomini

di mosto a bollire

nei pentoloni.

Suoni e danze

nei giardini

colmi di sole.

Colorate farfalle

soavemente posate

su papaveri rossi.

Sapore di sale

sul lungomare

barche di pescatori

a illuminare il mare di notte

con le loro lampare.

Aria di vento di scirocco

tra le persiane accostate

e quelle struggenti  serenate mai più dimenticate.

Ricordi…

nel tempo trascorso.

Il Dispari cultura cinque gennaio 2026 DILA APS

Il Dispari cultura cinque gennaio 2026 DILA APS

Il Dispari cultura cinque gennaio 2026 DILA APS

Il Dispari cultura cinque gennaio 2026 DILA APS

20251229 DILA APS – IL DISPARI

20251229 DILA APS - IL DISPARI

Il Dispari cultura cinque gennaio 2026 DILA APS

20251229 DILA APS - IL DISPARI

Tra Ravenna e Ischia:

Luciano Somma racconta Il Verso che Tace di Gioia Lomasti

Il silenzio, quando diventa parola, si trasforma in poesia.

È con questa convinzione che mi accosto all’opera di Gioia Lomasti, Il Verso che Tace, uscita nel novembre 2025 e distribuita da Youcanprint.

L’opera è consultabile sul sito ufficiale: https://sites.google.com/view/il-verso-che-tace/home. Non si tratta di una semplice raccolta di versi, ma di un percorso interiore che richiama la tradizione dantesca e la rinnova con sensibilità contemporanea: ogni canto è un varco, ogni immagine un riflesso di memoria e di sogno.

Nata a Ravenna, Gioia Lomasti è poetessa, scrittrice e promotrice culturale.

Autrice di opere come “Note condivise” progetto poetico culturale, che mi vede co-autore, Passaggio e DolceMente al Soffio di De André, ha fondato il portale Vetrina delle Emozioni e curato numerosi progetti editoriali, distinguendosi per la capacità di dare spazio a nuove voci.

La sua poetica è radicata nella capacità di far emergere il silenzio come luogo generativo, dove la parola diventa ponte tra memoria e futuro.

Accanto a Lomasti, il nome di Bruno Mancini emerge come collaboratore e compagno di visioni. Scrittore e animatore culturale, Mancini ha fatto dell’Isola d’Ischia un laboratorio creativo, trasformando la bellezza mediterranea in fonte di ispirazione e in approdo poetico condiviso.

Le iniziative maturate tra legami d’autori e premi letterari hanno consolidato Ischia come crocevia d’arte e poesia, un orizzonte che dialoga con la voce di Lomasti e ne amplifica la risonanza.

In questo intreccio di voci e luoghi, Il Verso che Tace diventa più di un libro: diventa un cammino. Gioia Lomasti ci invita a percorrerlo con la stessa intensità con cui Ischia accoglie i suoi poeti, tra mare e silenzio, tra memoria e rivelazione.

È un’opera che non tace, ma sussurra con forza, e che trova nella collaborazione con Bruno Mancini e nell’eco dell’isola una dimensione universale.

Come poeta e paroliere, riconosco in queste pagine la rara capacità di trasformare il silenzio in canto.

Il Verso che Tace è testimonianza di come la poesia possa ancora oggi farsi ispirazione, dialogo e bellezza.

Luciano Somma

20251229 DILA APS - IL DISPARI

20251229 DILA APS - IL DISPARI

Mara Leone tra Pittura e Poesia

Emozioni indotte 2

A partire dal 24 novembre, ogni lunedì abbiamo pubblicato su queste colonne i testi delle “note critiche” inserite nel volume “Mara Leone – Mostra personale a cura di Chiara Pavoni” presentato il 21 novembre nel Centro culturale Interno 4 di Roma e poi a Barano d’Ischia in occasione del progetto culturale Volo Pazzo organizzato dall’Associazione di Promozione Sociale “Da Ischia L’Arre – DILA APS”.

Un volume doppiamente interessante in quanto in esso, oltre alla riproduzione dei quadri, sono state aggiunte poesie che un’eccellente gruppo di poetesse, scelte dalla stessa Chiara Pavoni, ha scritto in una libera ispirazione riferita a ciascun quadro.

Dal 22 dicembre abbiamo iniziato a pubblicare le immagini dei quadri e le poesie ad essi ispirate.

Tra Pittura e Poesia: emozioni indotte.

Pubblicato nel mese di Agosto 2025 a cura dell’Associazione di Promozione Sociale “Da Ischia L’Arte – DILA APS” con codice ISBN 9781326544713.

20251229 DILA APS - IL DISPARI

—-°°°°—-

Flora Rucco

Poesia scritta per il quadro

U tuppu… i ricordi dell’infanzia.

I nonni, acrilico su tela 120×90 cm

 

Grigia solitudine. Sorella solitudine

che avvolgi la mia anima

col manto del silenzio.

La mente è assopita e desta

avvolta senza scampo nella grigia matassa

e cenere sparsa al vento. I muti pensieri attraversano il cuore incandescente

di chi ancora ascolta ogni battito d’ali, ogni gesto soave,

ogni pulsione e respiro

modulato nel tempo.

Sospirandomi dentro

mi comunichi senza parole.

L’ultimo gatto trasparente figlio del cuore ardente

andato via nel vento. Ispirandomi dentro

mi comunichi senza parole.

Compagna solitudine ascolta

senza udire, pronuncia senza parlare

Riflette lo sguardo di chi sa parlare

di chi ti sa ascoltare

di chi ti sa amare.

Sgomitolando ricordi ti assopisce,

cullando parole dense e mai vuote.

Col tempo non torni

al frastuono di inutili gesti.

Stando affacciati nel cuore del cosmo

su pianeti splendenti e miriadi di stelle.

Col tempo rimane la traccia

di semplici passi che hai saputo tracciare

e i tuoi abbracci.

Sospirato nel vento tutto svanisce

come dolce carezza,

ogni dolore e tristezza lenisce.

Sorella solitudine sempre sarà con te,

fino alla fine perché mai tradisce.

—-°°°°—-

Norma Valenti

Poesia scritta per il quadro

Il mio Sud, acrilico su tela 120×90 cm.

 

Sono incontri senza sguardi,

anonimi volti che non lasciano

trasparire emozioni,

racchiusi tra blocchi di intonaci di sale.

Solo una certezza esisteva,

tra un sorriso accennato

e un lieve rossore

sulle gote di fanciulla,

in attesa di un sogno colorato.

Vite semplici di donne,

dal profumo di limone

e il sapore del pane.

—-°°°°—-

Antonella Bianchi

Poesia scritta per il quadro

Un passo di tango argentino, acrilico su tela 120×90 cm

 

Danzavamo,

nella fioca melodia

di una candela,

dentro il fuoco

di una passione rossa.

Di noi due cosa resta,

sei il mio pensiero dolce

e, dalle labbra al cuore,

la ferita amara

sulla parola “fine”.

Di noi due diranno,

erano musica e canto,

baci e silenzio.

Passi di velluto smarriti

Tra nuvole di fumo.

Di noi due, di noi due…

Un solo respiro,

un solo amore.

Ricordi chi eravamo?

Ricorda cosa siamo.

—-°°°°—-

Francesca Peronace

Poesia scritta per il quadro

L’ultima cena, olio su tela 100×90 cm

 

L’ultima cena

 

Un quadro

Una cena famosa

E il pensiero va ad altre cene

E il pensiero ripercorre la vita

 

Altri luoghi

Altri tempi

Tante persone intorno a tavoli lunghi

 

La nostalgia prepotente

Cerca volti perduti

La mente torna alla cena del quadro

 

Ripenso a quell’uoo tradito, percosso, umiliato

Che ha dato la vita e ha perdonato

 

Io l’ho vista la stanza del quadro

Era un viaggio di tanti anni fa

Senza tavolo né commensali

 

In quel posto

Ho sentito qualcosa

Che nessun potrà cancellare!

 

DILA & IL DISPARI redazione culturale

2025 DILA & IL DISPARI Redazione culturale

2024 DILA & IL DISPARI Redazione culturale

2023 DILA & IL DISPARI Redazione culturale

2022 DILA & IL DISPARI Redazione culturale

2021 DILA & IL DISPARI Redazione culturale

2020 DILA & IL DISPARI Redazione culturale

2019 DILA & IL DISPARI Redazione culturale

2018 DILA & IL DISPARI Redazione culturale

2017 DILA & IL DISPARI Redazione culturale

2016 – 2015 DILA & IL DISPARI Redazione culturale

Il Dispari cultura cinque gennaio 2026 DILA APS

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Il Dispari cultura cinque gennaio 2026 DILA APS

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Professionisti DILA APS 2026 Calendario pubblicazioni

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Professionisti DILA APS 2026 Calendario pubblicazioni Il Dispari

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CS IL DISPARI & DILA APS

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Redazione a cura di Bruno Mancini

Professionisti DILA APS 2024 Calendario pubblicazioni

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Il Dispari DILA APS Rubrica Tra Gaetano Di Meglio Rubrica Professionisti Patron e Direttore della testata giornalistica Il Dispari Rubrica Professionisti e Bruno Mancini CS IL DISPARI & DILA APS nella qualità di Presidente dell’Associazione di Promozione Sociale “Da Ischia L’Arte – DILA APSCS IL DISPARI & DILA APS si è stabilito quanto segue:

Rubrica Professionisti

CS IL DISPARI & DILA APS

Il Dispari affida ad una Redazione organizzata da DILA APS una rubrica settimanale, dal giovedì al venerdì, i cui contenuti, a firma di Soci e/o Collaboratori dell’Associazione, dovranno riguardare aspetti generali relativi a varie Professioni. Gli articoli non potranno eccedere le 3000 battute, spazi compresi e dovranno essere inviati in formato word almeno tre giorni prima della data prevista per la pubblicazione. Resta inteso che né DILA APS, né i firmatari degli articoli percepiranno compensi di alcun tipo e che DILA APS attiverà a suo carico un servizio di spedizione dei giornali verso le zone non coperte dal distributore ufficiale. A seguito di questo accordo, Bruno Mancini, per l’anno 2025, ha nominato la Vice Presidente DILA APS, Chiara Pavoni (che ha accettato), Capo Redattrice della rubrica “Professionisti DILA APS“. Come sempre, anche questo progetto DILA APS è aperto a tutte le vostre collaborazioni e, come sempre, DILA APS resta a vostra disposizione per qualsiasi chiarimento. INFO: dilaaps@pec.it dila@emmegiischia.com Cell. Bruno Mancini 3914830355 (tutti i giorni dalle 15 alle 23) Grazie per l’attenzione e W DILA APS.

Rubrica Professionisti

La rubrica “Professionisti DILA APS“, con la pubblicazione in due giorni settimanali, avrà una rotazione mensile di contenuti che, quando saremo a regime tratteranno argomenti illustrati da: Avvocati Professori Commercialisti Tecnici informatici Agronomi Dirigenti scolastici Editori Funzionari Pubblici Sindacalisti Scienziati Climatologi Assistenti disabili Professionisti alimentazione Addetti alla ricezione turistica Marittimi Giornalisti Magistrati Specialisti in Adozioni ecc. Quindi, con un po’ di presunzione, vorremmo attivare lo stesso percorso virtuoso che abbiamo già realizzato in campo artistico. Proveremo a mandare messaggi educativi del vivere civile nella realtà attuale. Cercheremo… e troveremo persone splendide capaci di esporsi in prima persona senza paure e senza condizionamenti.  

Professionisti DILA APS 2023 – Calendario pubblicazioni

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DILA APS & IL DISPARI 2026 Redazione culturale

Gaetano Di Meglio

Miramare Gaetano .jpg

Direttore del quotidiano Il Dispari

DILA APS & IL DISPARI 2026 Redazione culturale

distribuito in edicola insieme al quotidiano “Il Mattino” di Napoli

Il mattino logo

ha scritto:

Al Presidente Bruno Mancini e a tutti i Soci Fondatori dell’Associazione Culturale “Da Ischia L’Arte – DILA”

    • Cari amici, come da accordi verbali con Bruno Mancini ed in considerazione della valenza culturale e sociale dei progetti proposti dalla “nostra” Associazione DILA, ho piacere di rendere disponibile una pagina settimanale del quotidiano Il Dispari, da me diretto, per offrire una costante informazione dei programmi DILA ed una qualificata presentazione delle Opere e degli Artisti che vorrete mettere in mostra.

Tutto ciò tenendo in massima evidenza possibile il rapporto con la realtà geografica, isola d’Ischia in primis, nella quale viene distribuita la testata Il Dispari che, vi ricordo, è venduta in abbinamento con il quotidiano Il Mattino di Napoli.

La pagina sarà inserita, salvo imprevisti, nell’edizione del lunedì.

Il format suggerito è quello di 2-3 articoli della lunghezza totale di circa 6.000 battute spazi compresi con l’aggiunta di 1-2 foto.
Augurando a DILA e al Il Dispari una felice e lunga collaborazione

————|————

DILA APS & IL DISPARI 2026 Redazione culturale

Gaetano Di Meglio
Il Dispari Quotidiano | Il direttore

m. +39 346.6226480
u. +39 081.18909067
www.google.com/+gaetanodimeglio
dir@ildispari.com
www.ildispari.it

DILA APS & IL DISPARI 2026 Redazione culturale

Alla attenzione di tutti gli Amministratori dei gruppi ai quali sono iscritto.

Nella pagina

DILA APS & IL DISPARI 2026 Redazione culturale

che il quotidiano Il Dispari (distribuito in edicola insieme al quotidiano Il Mattino di Napoli) ha recentemente assegnata all’attività redazionale dell’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA” (della quale sono Presidente), sarò lieto di pubblicare notizie di carattere artistico culturale indicate dagli Amministratori dei gruppi ai quali sono iscritto.

Ciò vuole rappresentare la naturale trasformazione dell’Associazione “Da Ischia L’Arte DILA” nell’Associazione di Promozione Sociale “Da Ischia L’Arte DILA APS”  iscritta nel registro nazionale del terzo settore (RUNTS).

Compatibilmente con lo spazio di volta in volta disponibile, e con l’avvertenza che i contenuti dovranno essere interessanti specialmente per la comunità ischitana, invito chi di voi vorrà partecipare a questa iniziativa ad inviarmi un cenno di adesione e gli opportuni recapiti telefonici/e-mail a

dilaaps@dilaaps.it

Per ulteriori informazioni rispondo dal 3914830355 tutti i giorni dalle 14 alle 24 con avvertenza che NON rispondo a numeri segnalati come anonimi.

Bruno Mancini

Presidente DILA APS

DILA APS & IL DISPARI 2026 Redazione culturale

DILA-IL DISPARI tutte le pubblicazioni della Redazione culturale

DILA

Premi Otto milioni

Bruno Mancini

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Rubrica Il Dispari ventinove dicembre 2025 DILA APS

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Rubrica Il Dispari ventinove dicembre 2025 DILA APS

Rubrica Il Dispari ventinove dicembre 2025 DILA APS

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Tra Ravenna e Ischia:

Luciano Somma racconta Il Verso che Tace di Gioia Lomasti

Il silenzio, quando diventa parola, si trasforma in poesia.

È con questa convinzione che mi accosto all’opera di Gioia Lomasti, Il Verso che Tace, uscita nel novembre 2025 e distribuita da Youcanprint.

L’opera è consultabile sul sito ufficiale: https://sites.google.com/view/il-verso-che-tace/home. Non si tratta di una semplice raccolta di versi, ma di un percorso interiore che richiama la tradizione dantesca e la rinnova con sensibilità contemporanea: ogni canto è un varco, ogni immagine un riflesso di memoria e di sogno.

Nata a Ravenna, Gioia Lomasti è poetessa, scrittrice e promotrice culturale.

Autrice di opere come “Note condivise” progetto poetico culturale, che mi vede co-autore, Passaggio e DolceMente al Soffio di De André, ha fondato il portale Vetrina delle Emozioni e curato numerosi progetti editoriali, distinguendosi per la capacità di dare spazio a nuove voci.

La sua poetica è radicata nella capacità di far emergere il silenzio come luogo generativo, dove la parola diventa ponte tra memoria e futuro.

Accanto a Lomasti, il nome di Bruno Mancini emerge come collaboratore e compagno di visioni. Scrittore e animatore culturale, Mancini ha fatto dell’Isola d’Ischia un laboratorio creativo, trasformando la bellezza mediterranea in fonte di ispirazione e in approdo poetico condiviso.

Le iniziative maturate tra legami d’autori e premi letterari hanno consolidato Ischia come crocevia d’arte e poesia, un orizzonte che dialoga con la voce di Lomasti e ne amplifica la risonanza.

In questo intreccio di voci e luoghi, Il Verso che Tace diventa più di un libro: diventa un cammino. Gioia Lomasti ci invita a percorrerlo con la stessa intensità con cui Ischia accoglie i suoi poeti, tra mare e silenzio, tra memoria e rivelazione.

È un’opera che non tace, ma sussurra con forza, e che trova nella collaborazione con Bruno Mancini e nell’eco dell’isola una dimensione universale.

Come poeta e paroliere, riconosco in queste pagine la rara capacità di trasformare il silenzio in canto.

Il Verso che Tace è testimonianza di come la poesia possa ancora oggi farsi ispirazione, dialogo e bellezza.

Luciano Somma

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Mara Leone tra Pittura e Poesia

Emozioni indotte 2

A partire dal 24 novembre, ogni lunedì abbiamo pubblicato su queste colonne i testi delle “note critiche” inserite nel volume “Mara Leone – Mostra personale a cura di Chiara Pavoni” presentato il 21 novembre nel Centro culturale Interno 4 di Roma e poi a Barano d’Ischia in occasione del progetto culturale Volo Pazzo organizzato dall’Associazione di Promozione Sociale “Da Ischia L’Arre – DILA APS”.

Un volume doppiamente interessante in quanto in esso, oltre alla riproduzione dei quadri, sono state aggiunte poesie che un’eccellente gruppo di poetesse, scelte dalla stessa Chiara Pavoni, ha scritto in una libera ispirazione riferita a ciascun quadro.

Dal 22 dicembre abbiamo iniziato a pubblicare le immagini dei quadri e le poesie ad essi ispirate.

Tra Pittura e Poesia: emozioni indotte.

Pubblicato nel mese di Agosto 2025 a cura dell’Associazione di Promozione Sociale “Da Ischia L’Arte – DILA APS” con codice ISBN 9781326544713.

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Flora Rucco

Poesia scritta per il quadro

U tuppu… i ricordi dell’infanzia.

I nonni, acrilico su tela 120×90 cm

 

Grigia solitudine. Sorella solitudine

che avvolgi la mia anima

col manto del silenzio.

La mente è assopita e desta

avvolta senza scampo nella grigia matassa

e cenere sparsa al vento. I muti pensieri attraversano il cuore incandescente

di chi ancora ascolta ogni battito d’ali, ogni gesto soave,

ogni pulsione e respiro

modulato nel tempo.

Sospirandomi dentro

mi comunichi senza parole.

L’ultimo gatto trasparente figlio del cuore ardente

andato via nel vento. Ispirandomi dentro

mi comunichi senza parole.

Compagna solitudine ascolta

senza udire, pronuncia senza parlare

Riflette lo sguardo di chi sa parlare

di chi ti sa ascoltare

di chi ti sa amare.

Sgomitolando ricordi ti assopisce,

cullando parole dense e mai vuote.

Col tempo non torni

al frastuono di inutili gesti.

Stando affacciati nel cuore del cosmo

su pianeti splendenti e miriadi di stelle.

Col tempo rimane la traccia

di semplici passi che hai saputo tracciare

e i tuoi abbracci.

Sospirato nel vento tutto svanisce

come dolce carezza,

ogni dolore e tristezza lenisce.

Sorella solitudine sempre sarà con te,

fino alla fine perché mai tradisce.

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Norma Valenti

Poesia scritta per il quadro

Il mio Sud, acrilico su tela 120×90 cm.

 

Sono incontri senza sguardi,

anonimi volti che non lasciano

trasparire emozioni,

racchiusi tra blocchi di intonaci di sale.

Solo una certezza esisteva,

tra un sorriso accennato

e un lieve rossore

sulle gote di fanciulla,

in attesa di un sogno colorato.

Vite semplici di donne,

dal profumo di limone

e il sapore del pane.

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Antonella Bianchi

Poesia scritta per il quadro

Un passo di tango argentino, acrilico su tela 120×90 cm

 

Danzavamo,

nella fioca melodia

di una candela,

dentro il fuoco

di una passione rossa.

Di noi due cosa resta,

sei il mio pensiero dolce

e, dalle labbra al cuore,

la ferita amara

sulla parola “fine”.

Di noi due diranno,

erano musica e canto,

baci e silenzio.

Passi di velluto smarriti

Tra nuvole di fumo.

Di noi due, di noi due…

Un solo respiro,

un solo amore.

Ricordi chi eravamo?

Ricorda cosa siamo.

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Francesca Peronace

Poesia scritta per il quadro

L’ultima cena, olio su tela 100×90 cm

 

L’ultima cena

 

Un quadro

Una cena famosa

E il pensiero va ad altre cene

E il pensiero ripercorre la vita

 

Altri luoghi

Altri tempi

Tante persone intorno a tavoli lunghi

 

La nostalgia prepotente

Cerca volti perduti

La mente torna alla cena del quadro

 

Ripenso a quell’uoo tradito, percosso, umiliato

Che ha dato la vita e ha perdonato

 

Io l’ho vista la stanza del quadro

Era un viaggio di tanti anni fa

Senza tavolo né commensali

 

In quel posto

Ho sentito qualcosa

Che nessun potrà cancellare!

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20251222 DILA APS – IL DISPARI

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Larachiche Mohamed presente a Barano di Ischia per ”Volo Pazzo”

Nei giorni 14, 15, 16 di Novembre a Barano di Ischia, per l’evento dell’Associazione di Promozione Sociale “Da Ischia L’Arte DILA APS” denominato Volo Pazzo, l’artista algerino che abbiamo accolto ad Ischia per le sue precedenti donazione alla Biblioteca Antoniana, ci ha, ancora un’altra volta, onorati con la sua presenza sull’isola partecipando con una mostra di quadri eccezionali e un bel progetto di design su tessuti.

Una vera opera artistica in un ambiente internazionale caloroso e simpatico.

Mohamed Larachiche è un artista concettuale “self-made” algerino nato nel 1985 a Khemis Miliana  a AinDefla in Algeria.

Ha iniziato a partecipare a mostre e gallerie nel 2007 e ha collezionato almeno 30 partecipazioni artistiche nazionali, e numerose altre internazionali, anche in Italia.

Mohamed Larachiche ama la fotografia e la scultura e lavora come libero professionista nel settore della info-grafica.

Inoltre, per la sua immensa volontà di sviluppare le sue capacità nell’arte e nella creazione, Mohamed ha progettato 18 libri rivolti a bambini e ha progettato anche la decorazione per due opere teatrali per bambini.

Ma il nostro artista non si ferma qui, infatti lui è anche un autore ed ha pubblicato il suo primo libro di poesia intitolato “Ti racconterò una storia” e il suo secondo libro “Un’ombra confusa in un paese ingiusto” oltre al romanzo “Julia”.

Mohamed Larachiche ha conseguito numerose lauree, tra le quali quelle di ingegneria meccanica presso l’Università di Chlef, analisi biologica e chimica presso l’Università Khemis Miliana, e diritto commerciale presso l’Università Khemis Miliana, oltre a numerose lauree in sviluppo umano e design e lingue straniere, avendo studiato 7 lingue: francese, inglese, spagnolo, italiano, turco, russo e tedesco.

Interessato al turismo, ai viaggi e all’apprendimento di tutto ciò che è nuovo, aspira a diventare un artista internazionale.

Molti quotidiani nazionali in francese e in arabo hanno scritto su di lui più di 15 articoli, oltre a due riviste elettroniche “Abaad” e “Supernova” e una rivista cartacea chiamata “Dzeriat”. MansourAbrous lo ha menzionato anche nel dizionario artistico dal 1900 al 2010.

Ha rilasciato numerose interviste in TV e alla radio.

Yousra Chenah

20251222 DILA APS – IL DISPARI

Mara Leone tra Pittura e Poesia

Emozioni indotte

A partire dal 24 novembre, ogni lunedì abbiamo pubblicato su queste colonne i testi delle “note critiche” inserite nel volume “Mara Leone – Mostra personale a cura di Chiara Pavoni” presentato il 21 novembre nel Centro culturale Interno 4 di Roma e poi a Barano d’Ischia in occasione del progetto culturale Volo Pazzo organizzato dall’Associazione di Promozione Sociale “Da Ischia L’Arre – DILA APS”.

Un volume doppiamente interessante in quanto in esso, oltre alla riproduzione dei quadri, sono state aggiunte poesie che un’eccellente gruppo di poetesse, scelte dalla stessa Chiara Pavoni, ha scritto in una libera ispirazione riferita a ciascun quadro.

Da questa settimana iniziamo a pubblicare le immagini dei quadri e le poesie ad essi ispirate.

Tra Pittura e Poesia: emozioni indotte

Pubblicato nel mese di Agosto 2025 a cura dell’Associazione di Promozione Sociale “Da Ischia L’Arte – DILA APS” con codice ISBN 9781326544713.

20251222 DILA APS – IL DISPARI

—-°°°°—-

Alessandra Carnovale

Poesia scritta per il quadro

Ricordi di Tropea, acrilico su tela 120×90 cm.

Equilibrismo di fatica antica

il peso di ceste o giare in capo

affrontare postura eretta

di verde bruciato

da sole o tempesta

strade sempre in salita

20251222 DILA APS – IL DISPARI

—-°°°°—-

Francesca Liani

Poesia scritta per il quadro

Charles Mingus, acrilico su tela 120×90 

 

D’un tratto è già sera.

Dalla finestra una pallida luce

disegna i contorni dei tetti

Esistenze parallele

si muovono dentro altre mura

Mondi cui non appartengo

ignorano il mio sguardo.

Tra me e loro appena un battito d’ali.

Il cielo blu intenso è velluto

il quarto di luna una virgola sospesa

e la stella più in basso

è il punto finale di una frase mai scritta.

Fotografo questa poesia astrale

primordiale

e ne assaporo il verso in silenzio.

Docile

pervasa da un’estatica calma

accolgo le moltitudini che abitano in me.

Fantasmi, spettri e ombre

s’inchinano al canto del giorno che muore.

Nostalgia e speranza

caos e quiete

mi attraversano

come le note sincopate di Gershwin

20251222 DILA APS – IL DISPARI

 

—-°°°°—-

Ermina De Paola

Poesia scritta per il quadro

Affinità, acrilico su tela 120×90 cm

 

Ombre confuse nella nebbia del caos esistenziale

ondeggiano lentamente sulla via della sera.

La mano tocca il cuore pulsante di emozione.

Raggiunge l’apice del desiderio

per poi ricadere sulla dubbiosa incertezza del domani.

Eppure si avanza

nel tunnel dei ricordi sbiaditi dal velo del passato c

he traccia simboli indimenticabili.

Accanto al cuore e si avvicina la luce..

20251222 DILA APS – IL DISPARI

—-°°°°—-

Angela Donatelli

Poesia scritta per il quadro

Rientro dai campi, acrilico su tela 120×90 cm

 

Sud, terra arsa di mare e di sale

ricca d’agave e capperi amari

camminiamo sui tuoi antichi sentieri tra le bianche

pietre e il grano dove il passo talvolta inciampa.

Fatica e sudore ci fanno ritorti

come alberi d’ulivo/ sferzati dal vento/ domati dalle intemperie

ma mai arresi

Sangue che pulsa nelle vene

sotto I fazzoletti bianchi tra i campi

spuntano neri capelli, stanno

incollati alle gote dal duro lavoro.

Parole e suoni primordiali cantilena di tarantelle,

stridono le cicale al suono dell’ipnotica Lira

a segnare il passo delle donne, come danza di vita e morte.

Guance rosse di passione rivelano mondi di luce e d’ombra

in cui  il pensiero si confonde tra pudicizia e attrazione.

ll bianco delle  lenzuola e degli abiti da sposa,

il nero dei dolori incisi nella memoria,

comune matrice ricamata nel destino di una terra del Sud.

20251222 DILA APS – IL DISPARI

20251222 DILA APS – IL DISPARI

DILA & IL DISPARI redazione culturale

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DILA-IL DISPARI tutte le pubblicazioni della Redazione culturale

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Premi Otto Milioni 2025

Bruno Mancini

Bruno Mancini scrittore

Bruno Mancini Presidente DILA APS

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Secondo premio Articoli Otto milioni 2025

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Secondo premio Articoli Otto milioni 2025

Mariapia Ciaghi

Secondo premio 286 voti

20ar25f Mariapia Ciaghi

Civismo: un modello socio-economico per un futuro sostenibile

In un mondo segnato da disuguaglianze crescenti e crisi ambientali senza precedenti, l’urgenza di un modello socio-economico alternativo diventa sempre più evidente.
Il Civismo, come concetto e pratica, rappresenta una proposta audace e concreta per superare le rigidità del neoliberismo, combinando i valori del collettivismo e del capitalismo in un sistema che privilegia sostenibilità, inclusione sociale e rispetto per l’ambiente.

Al cuore di questa visione si trova una cooperativa multi-attività che integra formazione, lavoro e auto-produzione Convivio di beni e servizi essenziali.

Il Convivio non è semplicemente una struttura economica, ma un laboratorio di civiltà.

Qui si intrecciano la tradizione del mutuo soccorso e l’innovazione economica, dando vita a un microcosmo in cui le persone non sono meri strumenti del profitto, ma protagoniste di una narrazione più ampia e umana.

Formazione, lavoro e auto-produzione si combinano per rispondere ai bisogni essenziali, promuovendo una dignità condivisa che il neoliberismo, con il suo culto dell’individualismo e del consumo sfrenato, ha messo in crisi.

Il Convivio non è utopia, ma un percorso concreto verso una società equa e sostenibile.
Riconosce la necessità di superare il binarismo tra pubblico e privato, facendo spazio a un terzo pilastro: quello del bene comune, che attinge all’intelligenza collettiva delle comunità.
In questo senso, il Civismo non è solo una teoria economica, ma un atto culturale e morale, capace di ridisegnare le priorità della società.

Il Civismo propone un sistema che non lascia nessuno indietro e che include attivamente le donne, i giovani e i più vulnerabili come motori del cambiamento e si presenta oggi come una forma di ribellione pratica e pacifica contro le storture del sistema.

Non si tratta di un ritorno nostalgico al passato, ma di un recupero critico di valori che il neoliberismo ha soffocato: la solidarietà, il lavoro come espressione di sé, e il rispetto per la natura come fondamento della nostra esistenza.

La cooperativa Convivio è un manifesto vivente di questa visione. Immaginiamo una rete di Convivii sparsi per il mondo, capaci di fungere da centri pulsanti di innovazione sociale ed economica.

Qui, le persone si formano, lavorano e producono insieme, alimentando un ciclo virtuoso che combatte lo spreco, riduce le emissioni e ricostruisce il tessuto sociale.
Il cambiamento autentico nasce dal coraggio di immaginare un futuro diverso e dalla determinazione di realizzarlo, passo dopo passo.

Il Civismo e il Convivio non sono solo un’idea: sono una sfida a ripensare il nostro modo di vivere, lavorare e convivere.

Non è forse tempo di osare?

Non è forse il momento di ascoltare le voci di chi ci ricorda che la sostenibilità non è un lusso, ma una necessità?

Il Civismo ci offre una strada: spetta a noi percorrerla, con audacia, speranza e determinazione.

Appuntamento a Venezia il 10 Marzo con Gianfranco Trabuio (Esperto in statistica, economia e PNL. Dirigente e docente universitario); Pasquale Ruga (Esperto in soluzioni energetiche sostenibili); Gabriella Chiellino (Esperta in sostenibilità ambientale e consulente ambientale); Ettore Bonalberti (Sociologo esperto in gestione forestale e ambientale.

Presidnete Associazione internazionale per la Cultura Ambientale e del Lavoro solidale; Dino Gerardi (Esperto in statistica ed economia, già funzionario europeo presso Eurostat e Relazioni Esterne; Introduce Mariapia Ciaghi (Editore, Giornalista, Partner Associazione di Promozione Sociale “Da Ischia L’Arte – DILA APS”, Collaboratrice pagina culturale della testata giornalistica Il Dispari diretto da Gaetano Di Meglio).

Secondo premio Articoli Otto milioni 2025

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Quinto premio Articoli Otto milioni 2025Quinto premio Articoli Otto milioni 2025

ANTONIO MENCARINI

Ed ora iniziamo il 2025 parlando del compianto ANTONIO MENCARINI, VOX per gli amici ischitani dell’Associazione DILA APS, conosciuto alcuni anni or sono sempre on line.
Del resto tra i chiaroscuri d’internet vi è questo grande vantaggio di raggiungere persone ovunque si trovino per amicizie e collaborazioni.

Dotato d’una calda voce inconfondibile ha curato per 2 anni la trasmissione CAFFE’ DI NOTTE su RADIO ANTENNA CAPRI insieme al noto cantautore CARLO MISSAGLIA.
Con me ha collaborato incidendo poesie sia in Italiano che in napoletano raggruppate in 2 album inviati a suo tempo a molte radio, anche estere, che ancora oggi trasmettono la sua voce.

Ora che purtroppo non è più tra noi è emozionante ascoltare la sua voce interpretare i miei versi con una compartecipazione degna della sua fama di fine dicitore.
Per il suo impegnativo lavoro di responsabile commerciale d’una catena d’uno dei maggiori supermercati italiani ha girato mezzo mondo per moltissimi anni fino all’età del pensionamento.

Napoletanissimo  ha vissuto a Milano.

Spesso nei week end si recava ad Ischia.

Memorabili le sue collaborazione alle tante iniziative di Bruno Mancini che lo vedevano appunto sull’isola, in aereo da Milano-Napoli e aliscafo per Ischia!

Già nel primo breve lasso di tempo, solo qualche mese, successivo alla sua decisione di credere nel progetto nato ad Ischia, Mencarini volle e riuscì ad allestire e mandare in onda cinque puntate di trenta minuti ciascuna durante le quali Ischia, le Poesia delle nostre antologie con in primo piano Roberta Panizza, Bruno Mancini, Sacha Savastano, Franco Calise, Nunzia Binetti, Virginia Murru, Alberto Liguoro, Umberto Maselli, Liga Sarah Lapinska, e il sottoscritto, insieme alla musica di Nicola Pantalone, Dario Rustichelli vennero proposte attraverso una importante radio della Romagna.

Le pagine di questo giornale ne hanno illustrate le doti umane ed artistiche più e più volte come giusto riconoscimento alla sua visione dell’arte unificatrice di popoli e di tradizioni.

Quinto premio Articoli Otto milioni 2025

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Henné della sposa algerina a Barano di Ischia

Nei giorni 14,15, e 16 Novembre Bruno Mancini, Presidente della DILA APS di Ischia, ha organizzato il “Volo Pazzo” presso la Casa dei Popoli a Barano: un evento di grande importanza per la collaborazione di persone di provenienza internazionale riunite insieme per un solo motivo: “l’Arte”!

Tra le nazionalità presente nel evento c’era anche l’Algeria.

Ospite del grande Pasquale di Costanzo, il famoso sputa fuoco Dragon ischitano, i presenti hanno goduto dell’ospitalità italiana anche con una buonissima spaghettata preparata dall’ospitante per tutti gli ospiti presenti.

La Lettonia, l’Algeria e l’Italia hanno potuto condividere in allegria la generosità del padrone di casa.

Rimarrà nella memoria anche l’enorme campanello usato per chiamare tutti per mangiare, una cordialità mai vista, sicuramente indimenticabile.

Gli algerini, tra artisti e coinvolti come il mago Foud Dahmani, l’artista Larachiche Mohamed, la sottoscritta Dalila Boukhalfa, Presidente della sede operativa “Africa” DILA APS, il Presidente ASA (Associazione Studenti Algerini) Houari Chalakh  e le tre ragazze Djihene Grada, DouniaAoubid e Imene Yagoub, hanno avuto un momento di condivisione e di scambio culturale con i presenti  che, subito, ha dimostrato di essere un tempo molto importante per la valorizzazione della cultura algerina e la promozione delle sue tradizioni, mettendo in scena l’organizzazione di una serata di henné della sposa algerina.

Una coreografia simulata anche con la partecipazione dell’artista Chiara Pavoni (Italia) e della scrittrice Liga Sarah Lapinska proveniente, per l’occasione, dalla Lettonia.

Henné rappresenta per la sposa algerina un passo verso il matrimonio e l’ultimo saluto della famiglia.

La sua importanza fa di quella serata una delle più importante per il festeggiamento del matrimonio.

Cena, ballo e henné sono necessari per l’addio alla casa dei genitori.

Tante tradizioni da condividere e da preservare perché l’essere umano non può vivere senza cultura e senza identità.

Il patrimonio algerino è enorme e merita di essere conosciuto.

Yousra Chenah

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Djihene Grada, Dounia Aoubid e Imene Yagoub

20251205 DILA APS IL DISPARI professionisti

20251128 DILA APS IL DISPARI professionisti

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Algerini a Volo Pazzo

Barano di Ischia ha accolto con tutti gli onori tre ragazze algerine

Invitate, dalla Presidente della sede algerina dell’Associazione di Promozione Sociale “Da Ischia L’Arte DILA APS” Dalila Boukhalfa, a partecipare all’evento ”Volo Pazzo”del giorno 15 novembre nella Casa dei Popoli di Barano per una sfilata di abiti tradizionali algerini, ed accompagnate dal Presidente dell’Associazione degli studenti algerini ASA, quattro giovani donne hanno saputo conquistare i presenti con la loro bellezza e la loro intelligenza.

Sicure in ogni passo e in ogni parola, hanno rappresentato la cultura algerina in modo degno della sua storia millenaria.

Per il Dispari la DILA APS ha chiesto alle ragazze di parlare di loro e di presentarsi.

DouniaAoubid dice:

“Mi chiamo Dounia, ho 24 anni e sono nata e cresciuta in Italia.

Sono diplomata in odontotecnica, un percorso che mi ha permesso di sviluppare precisione, manualità e attenzione ai dettagli.

Sono una persona curiosa e dinamica: amo viaggiare, esplorare nuove realtà e lasciarmi ispirare dalle esperienze che vivo in giro per il mondo.

Nel tempo libero mi dedico alla cucina, una delle mie passioni più autentiche, e cerco ogni occasione per stare a contatto con la natura, che per me rappresenta equilibrio e benessere.

La moda è un altro ambito che mi rappresenta: mi piace sperimentare, seguire le tendenze e usare lo stile come forma di espressione personale.

Inoltre, sono una delle tre persone che hanno contribuito alla nascita dell’associazione GIA, un’iniziativa dedicata a valorizzare il legame tra le culture algerina e italiana, a promuovere percorsi di integrazione e a offrire supporto alla comunità algerina presente sul territorio”.

Abbiamo chiesto a Djihene Grada notizie dell’Associazione e lei ci ha risposto:

L’associazione nasce in Campania, noi siamo di Salerno-Avellino e Caserta, ma anche Napoli è punto d incontro, attraverso i nostri progetti e contenuti sui social, promuoviamo non solo la cultura algerina, ma anche quella italiana.

Crediamo sia importante riscoprire le proprie radici: oggi molti italiani sembrano dimenticare la loro cultura, e all’estero circolano ancora troppi stereotipi.

Per questo cerchiamo di rappresentare entrambe le culture, italiana e algerina, e di favorire l’integrazione, valorizzando anche ciò che unisce i due Paesi e più in generale l’area del Mediterraneo.

Offriamo anche diversi servizi di accompagnamento.

Ad esempio, abbiamo tenuto lezioni di italiano a una ragazza per aiutarla a prepararsi in anticipo all’ingresso nella scuola.

Ci occupiamo inoltre di mediazione nei servizi legali e sanitari, e forniamo assistenza alle donne vittime di violenza.

Tutte le nostre attività sono completamente gratuite, perché il nostro obiettivo è aiutare tutti gli algerini presenti sul territorio.

Alcune di noi sono arrivate in Italia da bambine, altre sono nate o cresciute qui: conosciamo bene le difficoltà che si possono incontrare nel percorso di integrazione, e proprio per questo vogliamo rendere questo cammino più semplice per chi arriva oggi.

Durante i nostri eventi, invece, ci concentriamo soprattutto sull’Algeria.

Nostro scopo è di promuovere la cultura algerina.

Inoltre, stiamo lavorando alla creazione di un club del libro e di un cineforum, in cui affronteremo tematiche legate all’Algeria e alla sua storia.

 

20251128 DILA APS IL DISPARI professionisti

Algerini a Volo Pazzo

Barano di Ischia ha accolto con tutti gli onori tre ragazze algerine

Algerini a Volo Pazzo

Barano di Ischia ha accolto con tutti gli onori tre ragazze algerine

Invitate, dalla Presidente della sede algerina dell’Associazione di Promozione Sociale “Da Ischia L’Arte DILA APS” Dalila Boukhalfa, a partecipare all’evento ”Volo Pazzo”del giorno 15 novembre nella Casa dei Popoli di Barano per una sfilata di abiti tradizionali algerini, ed accompagnate dal Presidente dell’Associazione degli studenti algerini ASA, quattro giovani donne hanno saputo conquistare i presenti con la loro bellezza e la loro intelligenza.

Sicure in ogni passo e in ogni parola, hanno rappresentato la cultura algerina in modo degno della sua storia millenaria.

Per il Dispari la DILA APS ha chiesto alle ragazze di parlare di loro e di presentarsi.

ImaneYagoub ha detto:

“Sono ImaneYagoub, nata in Algeria, nella provincia di Mascara, ma cresciuta a Napoli, in Italia. Ho 26 anni e sono laureata in Mediazione linguistica e culturale, una scelta che mi ha permesso di approfondire la mia conoscenza delle diverse culture del mondo e delle loro lingue.

Questa formazione mi ha aperto le porte a un mondo di opportunità, permettendomi di lavorare con persone di diverse origini e di scoprire nuove prospettive.

La mia vita è un mix di due culture, due realtà diverse ma che si completano a vicenda.

Sono figlia del Mediterraneo, un mare che unisce popoli e culture diverse, un luogo di incontro e di scambio.

Il Mediterraneo è un simbolo di unità e di diversità, un mare che ha visto nascere e crescere civiltà, culture e tradizioni diverse.

E io, come figlia del Mediterraneo, sento di appartenere a questo mare, a questa cultura e a questa storia.

Sono una donna algerina-italiana, con due anime e due culture che si incontrano.

Non sono più solo algerina, ma neanche solo italiana.

Sono entrambe, e questo mi rende unica.

La mia Algeria, con la sua storia e la sua cultura, è sempre presente nel mio cuore, ma l’Italia, con la sua lingua e la sua cultura, è la mia seconda casa.

Sono nata in Algeria, un paese ricco di storia e cultura, dove la tradizione e la religione si incontrano.

La mia famiglia è originaria di lì e ho sempre sentito parlare della bellezza e della ricchezza della cultura algerina.

Ma sono anche cresciuta a Napoli, una città vibrante e piena di vita, che mi ha insegnato a parlare italiano, a mangiare pizza e a vivere la vita italiana.

Attualmente lavoro come segretaria amministrativa presso un centro di elaborazione dati e collaboro con un CAF, in particolare per l’assistenza al cittadino straniero.

È un lavoro che mi permette di utilizzare le mie competenze linguistiche e culturali per aiutare le persone e di contribuire a creare un mondo più inclusivo e accogliente.

Inoltre, sono una delle tre fondatrici dell’associazione GIA, un’organizzazione senza scopo di lucro che ha come obiettivo quello di aiutare i giovani italo-algerini ad intraprendere un percorso formativo in Italia, dubbi o curiosità.

L’associazione offre servizi di orientamento burocratico, mediazione linguistica e supporto ai giovani che vogliono studiare o lavorare in Italia.

Gestiamo anche diverse pagine social in cui non solo condividiamo nozioni sulla burocrazia italiana ma anche curiosità, confronti ed uguaglianza tra la cultura italiana e quella algerina.

Sono orgogliosa di essere parte di questo progetto e di poter contribuire a creare opportunità per i giovani che, come me, hanno radici in entrambi i paesi”.

Segue venerdì 28 novembre

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Professionisti DILA APS 2025 – Calendario pubblicazioni

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Teatro Tordinona

Teatro Tordinona Teatro Tordinona Teatro Tordinona

 DILA APS: Performance di Chiara Pavoni “Ma forse è stata un sogno”

Rete Roma, Interno 4, Museo Archeologico Rodolfo Lanciani via XXV aprile Guidonia Montecelio, con il Patrocinio della Città di Guidonia Montecelio,  nell’ambito della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne, lo scorso 25 novembre  hanno presentata la Performance di Chiara Pavoni “Ma forse è stata un sogno” scritta da me, con fotografie di Rocco Scattino.

Link audio “Ma forse è stata un sogno”

https://youtu.be/IgX0FFBFac0?si=ukU82xqYsYMr3SzH

Video “Ma forse è stata un sogno” 

https://www.emmegiischia.com/ma-forse-a-stato-un-sogno/

DILA APS: Performance di Chiara Pavoni “Ma forse è stata un sogno”

Ecco il testo:

Ma forse è stata un sogno

Ricordo un giardino, rinchiuso in un muro di cinta sgangherato, di pietre pomici e laviche sgraziate, bitorzolute, coperte da muschi ed erbe selvatiche, grigiastre; alto oltre la mia testa, se anche fossi salita su uno dei massi sporgenti posti alla base.

Ricordo le gabbie dei conigli, sovrapposte, con mangiatoie formate da intrecci di fili di ferro arrugginiti; i conigli, maschi da una parte, le femmine da un’altra e i piccoli, selezionati per grandezza, collocati in gabbie differenti.

Tutti i pomeriggi fungevo da vivandiera, passando sotto l’albero di limone, intorno al pozzo con al centro il secchio pieno d’acqua, giù per i quattro scalini fino all’angolo del muro pietroso, posto di sghembo a seguire il confine con la boscaglia di castagni e di querce della collina immediatamente sovrastante.

Ricordo che giunta appena oltre la grande pietra sporgente sulla quale poggiava lo spigolo della parete, mi sembrava che il bosco coprisse ogni altra prospettiva, e divenisse, in pochi passi, ingombrante, avvolgente, incatenante…

… però i conigli erano lì, e quel giorno c’era pure lui. Ma forse è stato un sogno.

Non sono la tua Piccina. Io sono Chiara.

Era così bello toccare le sue braccia muscolose, alzava un secchio d’acqua con un dito; così misteriose le sue parole, più soffio che altro sul mio collo, e quando andavo via mi dava sempre un bacio, e mi stringeva forte sul petto.

Quel giorno aveva una camicia rossa e una birra in mano. Io avevo un graffio sul ginocchio.

Ma forse è stato un sogno

Gli dissi che non ero la sua Piccolina. Io sono Chiara.

Lui coprì il graffio sul ginocchio con la grande mano, per un attimo.

Poi prese a coccolarlo con le dita che formavano sentieri di brividi sulla mia pelle, nel nuovo gioco di un morbido girotondo tra le crepe ed i cespugli, le grotte ed i ruscelli della mia intimità.

Fu quando disse che mi voleva bene, lo disse, ne sono sicura, quando quella voce e quelle parole giunsero alla mia mente, fu allora che io gli gettai le braccia al collo così forte da farlo rotolare fino alla piccola zolla di prato nascosta tra due alti cespugli di mirtillo.

E continuava a chiamarmi Bambina. Io sono Chiara.

Io non sapevo niente di inganni e di violenze, io non sapevo niente, lo giuro, di Russi e di Ungheresi in lotta tra libertà ed oppressione, io non piangevo, quel giorno, per loro.

Piangevo dicendo “Non sono la tua Piccina. Io sono Chiara.”

20251201 DILA APS - IL DISPARI

Avevo venti anni quando incontrai “l’Amore”. Gino! Gino…

E lui mi chiamava Amore e mi chiamava Tesoro. Amore… Tesoro…

Fu bello fino a quando non venne il momento della verità. E lui non andò via, ma mi dedicò una poesia:

EPPURE SE

Eppure se tu fossi stata violata

– il vicino di casa maledetto -,

se nel fatato mondo d’innocenza tu

come madre fanciulla del figlio di nessuno

tu fossi stata

come vergine immolata nel tempio d’Efeso,

tu fossi stata violata

come gazzella indifesa dal branco di lupi,

tu fossi stata violata nella grotta pollaio

come una preda soggiogata dall’amico di famiglia,

tu saresti rinata

tra le mie braccia

di pescatore d’emozioni,

incubata in un tenero affetto

oltre ogni possibile attesa,

alitata dal vento del sud che cancella le orme

maledette –

dei tanti vigliacchi stupratori

… e non potresti perdermi.

Io sono vento io sono forza

io sono crudo esempio di follia.

Spingimi nei tuoi dilemmi di lupa insoddisfatta,

nessuno avrà il tuo scalpo.

Modifica il tuo stato

rimuovi l’occupato,

e vieni al sole.)

Performance di Chiara Pavoni "Ma forse è stata un sogno"

 DILA APS: Performance di Chiara Pavoni "Ma forse è stata un sogno"

DILA APS: Performance di Chiara Pavoni “Ma forse è stata un sogno”

 DILA APS: Performance di Chiara Pavoni "Ma forse è stata un sogno"

DILA APS: Performance di Chiara Pavoni “Ma forse è stata un sogno”

 DILA APS: Performance di Chiara Pavoni "Ma forse è stata un sogno"

DILA APS: Performance di Chiara Pavoni “Ma forse è stata un sogno”

 DILA APS: Performance di Chiara Pavoni "Ma forse è stata un sogno"

DILA APS: Performance di Chiara Pavoni “Ma forse è stata un sogno”

 DILA APS: Performance di Chiara Pavoni "Ma forse è stata un sogno"

DILA APS: Performance di Chiara Pavoni “Ma forse è stata un sogno”

 DILA APS: Performance di Chiara Pavoni "Ma forse è stata un sogno"

DILA APS: Performance di Chiara Pavoni “Ma forse è stata un sogno”

 DILA APS: Performance di Chiara Pavoni "Ma forse è stata un sogno"

DILA APS: Performance di Chiara Pavoni “Ma forse è stata un sogno”

 DILA APS: Performance di Chiara Pavoni "Ma forse è stata un sogno"

DILA APS: Performance di Chiara Pavoni “Ma forse è stata un sogno”

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La pittrice Mara Concetta Leone a Interno 4 – seconda parte

Lunedì 24 novembre abbiamo iniziato a pubblicare testi e immagini del volume “Mara Leone – Mostra personale a cura di Chiara Pavoni” presentato il 21 novembre nel Centro culturale Interno 4 di Roma.

Un volume doppiamente interessante in quanto in esso, oltre alla riproduzione dei quadri, sono state aggiunte poesie che un’eccellente gruppo di poetesse, scelte dalla stessa Chiara Pavoni, ha scritto in una libera ispirazione riferita a ciascun quadro.

Oggi pubblichiamo le note critiche di Liga Sarah Lapinska..

Pubblicato nel mese di Agosto 2025 a cura dell’Associazione di Promozione Sociale “Da Ischia L’Arte – DILA APS” con codice ISBN 9781326544713.

Nota critica di Liga Sarah Lapinska

Mara Concetta Leone: la sua magnifica Calabria, la sua abilità di unire nell’armonia luce ed ombra e il tradizionalismo con il modernismo.

La pittrice Mara Concetta Leone è nata in Calabria, nel Comune di Lamezia Terme del cui territorio fa parte, ad esempio, l’antica Nicastro, fondata dal Conte normanno Roberto il Guiscardo nel IX secolo.

In Calabria non mancano pittori, scultori e artisti di diverse scuole di pittura.

A Nunzio Bava, uno dei più noti tra loro, piaceva particolarmente dipingere scene patinate e decorative della natura calabrese, più statiche e classiche rispetto ai dipinti del celebre Renato Guttuso che influenzò fortemente i calabresi ed anche il modo di dipingere di Mara Leone.

Il senso del colore di Mara Concetta Leone e la sua spazialità, saggia e metafisica, ricordano la tavolozza, cromatica, ariosa e dalle sfumature cangianti, di Umberto Boccioni, anch’egli calabrese.

Anche Mara, come Umberto Boccioni, si è ispirata al divisionismo e alla direzione impressionista, che furono utilizzati per dimostrare la volontà dell’artista di esprimere, a priori, non un gioco di colori o un elogio al Sole, ma le proprie emozioni e le sue aspirazioni per il futuro: quasi come una profezia.

Le tele e gli schizzi di Mara Leone sono, spesso, pieni di contrasti espressivi come le canzoni delle sorelle Loredana Bertè e Mia Martini, di Rino Gaetano, e di Flavia Fortunato.

Mara Leone crea immagini filosofiche, simili a quelle di Fra Tommaso, per il quale il razionalismo e la luce del Sole armonizzano con l’ombra piena dei segreti notturni, metafisica e piena delle metafore non dette fino alla fine.

Lei è una filosofa, musicista e cercatrice dei punti comuni tra le nostre tradizioni, i nostri microcosmi, i nostri mondi solitari, i nostri paesi e le nostre differenti fonti d’ispirazione.

L’abilità del passaggio aggraziato, libero e sicuro, dalla pittura di miti e profeti e anche semidei o faraoni, alle scene rusticane, bucoliche, domestiche di vita contadina e popolana vicine alla pittura rupestre ed etrusca, all’amore di ogni tipo e significato, non all’odio, tutto questo è il fascino principale e potente di Mara Leone.

Pare che lei abbia una memoria genetica multidimensionale, che sia di aiuto a lei se stessa e agli ammiratori delle sue opere per comprendere il significato del ricordo del passato che, a mio parere, corrisponde proprio al nostro bisogno di dotarci di una base sicura e tradizionale in modo da poter crescere insieme nel futuro.

La sua interpretazione di “L’Ultima Cena”, insieme a “L’Ultima Cena” di Leonardo Da Vinci, sono le due opere d’arte più vicine a me su questo argomento, dato che entrambe nascondono, dietro l’ascetismo laconico ed elegante, sentimenti profondi e, addirittura, passionali.

Mara Leone esprime messaggi di conoscenza delle persone attraverso le facce umane e ci spinge nella fede, sempre giovanile ed idealista, che la luce sbocci più luminosa e si riscaldi nell’oscurità, e che la luce, sia Solare sia Lunare sia.

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La pittrice Mara Concetta Leone a Interno 4

Nel pomeriggio di venerdì 21 novembre, Chiara Pavoni ha presentato nel Centro culturale Interno 4 di Roma, il volume “Mara Leone – Mostra personale a cura di Chiara Pavoni” illustrato con le 21 opere che la pittrice aveva esposto nella scorsa primavera.

Un volume doppiamente interessante in quanto, oltre alla riproduzione dei quadri, sono state aggiunte poesie che un’eccellente gruppo di poetesse, scelte dalla stessa Chiara Pavoni, ha scritto in una libera ispirazione riferita a ciascun quadro.

Vi possiamo quindi leggere Alessandra Carnovale con “Ricordi di Tropea”;

Francesca Liani con “Charles Mingus”;

Ermina De Paola con”Affinità”;

Angela Donatelli con “Rientro dai campi!;

Flora Rucco con “U tuppu…”;

Norma Valenti con “Il mio Sud”;

Antonella Bianchi con “Un passo di tango argentino”;

Francesca Peronace con “L’ultima cena”;

Anna Avelli con “Tre volti egizi”;

Antonella Ariosto con “U travajiu… il lavoro”;

Marsia Bambace con “La passione”;

Lucia Izzo con “Il volto”;

Simona Almerini con “Le mani in pasta;

Rosita Privitera con “Ritratto di Miles Davis”;

Elisabetta Petrolati con “Ritratto di Thelonius Monk”;

Luciana Raggi con “Un giorno invernale”;

Orietta Petrignani con “Un passo di flamenco”;

Grazia Di Stefano con “Tropea, ricordo”;

Valeva co “L’emigrazione”; Silvia Leuzzi con “Girasole”;

Michela Zanarella con “Il bacio.

Il libro/catalogo introduce la visione/lettura con note critiche di Patrizia Palombi, Bruno Mancini, Liga Sarah Lapinska, Silvia Filippi, e Fabrizio.

Oggi, partendo appunto dalle prime pagine, vi proponiamo cosa pensano Patrizia Palombi e Bruno Mancini dell’Arte pittorica di Mara Concetta Leone.

Pubblicato nel mese di Agosto 2025 a cura dell’Associazione di Promozione Sociale “Da Ischia L’Arte – DILA APS” con codice ISBN 9781326544713.

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Mara Concetta Leone

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Nota critica Bruno Mancini

Mara: Passioni indotte

Quando, sfuggendo ad una forma di indolenza mentale resa continua dalla “frenesia della vita moderna” vissuta pur nella quiete dell’isola d’Ischia, mi induco a riflettere su vari argomenti degli aspetti generali della vita artistica e culturale che maggiormente incidono nel bagaglio che amo avere al mio fianco, ecco che il tema della valenza delle opere classificabili come artistiche mi spiazza in un bivio di incertezze tra il privilegiare la chiara ispirazione dell’artista oppure il palese gradimento che ricevo dalla osservazione di un’opera.

Ossia, estremizzando al massimo, mi chiedo se la feroce evidente passionalità riversata nelle forme e nelle tinte dei quadri di Van Gogh valga, nel mio giudizio, più o meno della leggiadra euforia ricavata dalla visione della eccellente maestria pittorica della Primavera di Botticelli.

Poi, un giorno quasi per caso,

mi trovo di fronte ad alcuni quadri che mi rapiscono per quanto sono palesemente originati da furore emotivo e per quanto, di quello stesso furore, riescono ad incuneare nella mia emotività.

Il bivio diventa rettilineo che mi trasporta in un percorso tra scenari di opposte e specifiche bellezze, ne parlerò brevemente sorvolandole tutte insieme come se io fossi un vento del nord soffiante in un tragitto terminato sulle dune del Sahara.

Infatti, la calma mai statica del suonatore di tromba trova il suo opposto nell’equilibrato dinamismo nella coppia di ballerini, mentre la tranquilla carezzevole testa di donna anziana si confronta con la fragile ma astuta ricerca di sopravvivenza del bambino con un secchio per la raccolta di acqua.

E poi il tema delle civiltà antiche, e poi un bacio ad occhi chiusi, e poi una gitana dai capelli corvini vestita di rosso, e poi un triste carretto in tinte grigie e poi… andate in via della Lungara per deliziarvi e per acquistare un pezzo di cuore e farlo diventare per voi un campanello di emozioni.

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Mara Concetta Leone: Nota critica di Patrizia Palombi

Mara Concetta Leone è una donna dotata di un dono raro: vede il mondo come se fosse sempre immerso in una luce dorata, capace di rivelare la bellezza insita anche nelle cose più semplici e ordinarie.

Non si limita a catturare ciò che i suoi occhi osservano, ma traduce la realtà in un linguaggio unico, un’interpretazione visiva che esalta ogni dettaglio, come se la verità avesse bisogno di lei per essere davvero completa.

Non dipinge sogni o fantasie, ma ciò che esiste, ciò che può toccare, annusare, udire.

I suoi quadri non rappresentano una fuga dall’esistenza, ma un’immersione profonda in essa.

Ogni pennellata è un’ode alla vita reale, alla sua complessità, ai suoi contrasti e alla sua perfezione.

Versatile, esplora con uguale maestria il ritratto, il paesaggio, la natura morta o le scene di vita quotidiana.

Passa con naturalezza dal calore dell’olio alla leggerezza dell’acquerello, dalla forza della tempera alla precisione del carboncino, mostrando una padronanza completa del suo mestiere.

Per lei i colori non sono semplici strumenti, ma entità vive, individui autonomi e perfettamente evoluti.

Il rosso non è solo un pigmento, ma la passione, l’impeto e il sangue.

Il blu incarna la profondità dell’anima, il mistero e la calma.

Il giallo, con il suo bagliore, canta la luce del sole che riempie il cuore.

Ogni colore ha una voce, un carattere, una storia da raccontare, e lei li fa dialogare sulla tela con la grazia di una compositrice che orchestra una sinfonia.

Per questo motivo, ogni quadro sembra pulsare di vita propria, come se nascesse da un rapporto intimo e viscerale tra l’artista e i colori stessi.

Ogni sua opera nasce da un’emozione rinnovata, come se fosse la prima volta.

Dipingere non è mai routine, ma un rituale.

Non ripete mai se stessa, perché per lei l’arte è un continuo viaggio, una scoperta infinita di nuovi modi di vedere e sentire.

Eppure, al di là della sua tecnica impeccabile e della sua immaginazione fervida, ciò che rende uniche le sue opere è il fatto che, per ogni spettatore, esse sembrano sussurrare un messaggio personale.

Guardando i suoi quadri, le persone vedono la bellezza del loro mondo, come se fossero educate, per un momento, a guardare attraverso i suoi occhi.

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41a edizione Premio FONTANE DI ROMA: Chiara Pavoni & Dalila Boukhalfa & Mara Concetta Leone

La Fondazione LA SPONDA, Presidente Benito Corradini, ha comunicato a Chiara Pavoni a Dalila Boukhalfa e a Mara Concetta Leone: “Ho il piacere di informarLa che la Giuria della 41° Premio Internazionale FONTANE DI ROMA, ha deciso con voto unanime di conferirLe l’Onorificenza per… ”

Il Premio Internazionale FONTANE DI ROMA, da decenni tra i più prestigiosi riconoscimenti per la Cultura, Arte, Lavoro, Solidarietà, Sanità e Romanità si svolgerà il prossimo 21 novembre, a Roma nella SALA ALESSANDRINA lungotevere in Sassia 3.

Sarà presente una delegazione dell’Associazione di Promozione Sociale “Da Ischia L’Arte – DILA” in quanto associata alla Fondazione La Sonda da accordo di partenariato e Membro della Giuria del Premio.

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Motivazione del Premio che sarà conferito alla Prof. Ernesta Mazzella

Chiara Pavoni, si laurea in storia del cinema.

Studia professionalmente danza e teatro.

è modella, fotomodella e performer.

Interpreta, come protagonista e regista, innumerevoli spettacoli di teatro.

Partecipa a film internazionali specializzandosi nel genere horror di cui diventa icona.

Crea, gestisce ed anima lo spazio artistico INTERNO 4 a Roma, un palcoscenico dove la musica, la recitazione, la pittura e altre forme d’arte possono esprimersi nella più pura indipendenza, creatività e passione.

Attualmente ricopre il ruolo di Vicepresidente dell’Associazione di Promozione Sociale “Da Ischia L’Arte DILA APS”.

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Motivazione del Premio che sarà conferito a Chiara Pavoni

Chiara Pavoni, si laurea in storia del cinema.

Studia professionalmente danza e teatro.

è modella, fotomodella e performer.

Interpreta, come protagonista e regista, innumerevoli spettacoli di teatro.

Partecipa a film internazionali specializzandosi nel genere horror di cui diventa icona.

Crea, gestisce ed anima lo spazio artistico INTERNO 4 a Roma, un palcoscenico dove la musica, la recitazione, la pittura e altre forme d’arte possono esprimersi nella più pura indipendenza, creatività e passione.

Attualmente ricopre il ruolo di Vicepresidente dell’Associazione di Promozione Sociale “Da Ischia L’Arte DILA APS”.

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Motivazione del Premio che sarà conferito a Dalila Boukhalfa

Dalila Boukhalfa algerina ha insegnato francese per 26 anni alla scuola media e 4 anni all’università per stranieri nella città di Blida.

Nel 2017 decide di laurearsi in lingua italiana.

Dal 2016 è Presidente dell’Associazione algerina ADA.

Ama scrivere, ed è esperta di cucina internazionale.

Con la qualifica di Presidente Sede operativa DILA APS in Africa, rappresenta, professionalmente,  il patrimonio culturale algerino in tutti gli eventi DILA APS.

Traduttrice in varie lingue, opera gratuitamente a favore di Poeti italiani, algerini e lettoni.

Il suo impegno è volto a diffondere, reciprocamente, la cultura del popolo italiano e di quello algerino, non solo in campo artistico ma anche in settori maggiormente popolari come la moda e la enogastronomia.

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Motivazione del Premio che sarà conferito a Mara Concetta Leone

Pittrice lametina, vince il Concorso Nazionale dei Pittori a Firenze nel 2021. Inizia a dipingere giovanissima, la sua arte è innocente ed è subito compresa, i suoi quadri sono esposti con lo stesso entusiastico riscontro a Lamezia, in Italia e all’estero: le sue emozioni, i suoi pensieri parlano la lingua internazionale del colore segnato dai suoi pennelli.

Attualmente sue composizioni pittoriche partecipano alla mostra collettiva inserita nel programma VOLO PAZZO organizzato dall’Associazione di Promozione Sociale “Da Ischia L’Arte – DILA APS” a Barano nell’isola d’Ischia.

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VINCITORI OTTO MILIONI 2025

Ieri è terminato il primo gruppo di tre giorni del progetto VOLO PAZZO, la lunga serie di sei giorni di eventi durante la quale l’Associazione “Da Ischia L’Arte – DILA APS” e molte altre realtà associative, unite in NUSIV (Network Uniti Si Vince), hanno proposto arte e cultura in una miscela socializzante di carattere internazionale e continueranno a farlo il 28, 29 e 30 di questo mese.

Avremo modo, prossimamente, di riportare su questa pagina tutte le sfaccettature delle proposte artistiche e culturali messe in “scena” dai numerosi personaggi giunti a Barano non solo da tante regioni italiane ma anche dall’Algeria e dalla Lettonia, però, oggi, dedichiamo questo spazio alla comunicazione delle classifiche finali e, quindi, dei vincitori delle quattro sezioni della XIV edizione del Premio Internazionale OTTO MILIONI, ai quali vanno i complimenti di tutta la Redazione.

Sezione ARTI GRAFICHE

 

VINCE il Primo Premio

35ag25f con voti 618

Sadulla Davletov

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Secondo Premio

81ag25f con voti 596

Aleksandrs Adamovičs

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Terzo Premio

32ag25f con voti 594

Ilze Magone

——–°°°°°°———

Quarto Premio

14ag25f con voti 513

Jevgenija Sundejeva

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Quinto Premio

10ag25f con voti 273

Sulumbek Idrisov

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Sezione POESIE

 

VINCE il Primo Premio

04po25f con voti 3414

Luciano Somma

SI RESTA QUI

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Secondo Premio

07po25f con voti 3348

Antonella Ariosto

VENTO DI SCIROCCO

——–°°°°°°———

Terzo Premio

08po25f  con voti 1949

Antonella Ariosto

HO RESPIRATO

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Quarto Premio

13po25f con voti 1246

Caterina Novak

ODISSEA

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Quinto premio

51po25f con voti 955

Elisabetta Biondi della Sdriscia

LE USTIONI DELLA LUCE
Omaggio a Zanzotto

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Sezione ARTICOLI

 

VINCE il Primo Premio

05ar25f con voti 892

Silvana Lazzarino

Counseling vocazionale: Disegnare il futuro a partire da sé

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Secondo premio

20ar25f con voti 286

Mariapia Ciaghi

Civismo: un modello socio-economico per un futuro sostenibile

——–°°°°°°———

Terzo premio

13ar25f con voti 256

Liga Sarah Lapinska

Il violino di Sholom

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Quarto premio

06ar25f con voti 225

Eva Mārtuža

Come una nipotina di Ibsen

——–°°°°°°———

Quinto premio

03ar25f con 220

Luciano Somma

ANTONIO MENCARINI

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Sezione VIDEO

VINCE il Primo Premio

10vi25f con voti 224

Adriana Iftimie Ceroli

Ombra Rossa

20251117 DILA APS - IL DISPAR

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SECONDO PREMIO

14vi25f  con voti 218

Antonio Mencarini

Tra Capri e Sant’Angelo

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TERZO PREMIO –

01vi25f con voti 202

Luciano Somma

RICORDI

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QUARTO PREMIO

19vi25f con voti 110

Angela Prota

Canto lirico

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QUINTO PREMIO

09vi25f con voti 105

Ilze Magone

La rugiada della potenza

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DILA & IL DISPARI redazione culturale

2025 DILA & IL DISPARI Redazione culturale

2024 DILA & IL DISPARI Redazione culturale

2023 DILA & IL DISPARI Redazione culturale

2022 DILA & IL DISPARI Redazione culturale

2021 DILA & IL DISPARI Redazione culturale

2020 DILA & IL DISPARI Redazione culturale

2019 DILA & IL DISPARI Redazione culturale

2018 DILA & IL DISPARI Redazione culturale

2017 DILA & IL DISPARI Redazione culturale

2016 – 2015 DILA & IL DISPARI Redazione culturale

 

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La pittrice Mara Concetta Leone a Interno 4

Nel pomeriggio di venerdì 21 novembre, Chiara Pavoni ha presentato nel Centro culturale Interno 4 di Roma, il volume “Mara Leone – Mostra personale a cura di Chiara Pavoni” illustrato con le 21 opere che la pittrice aveva esposto nella scorsa primavera.

Un volume doppiamente interessante in quanto, oltre alla riproduzione dei quadri, sono state aggiunte poesie che un’eccellente gruppo di poetesse, scelte dalla stessa Chiara Pavoni, ha scritto in una libera ispirazione riferita a ciascun quadro.

Vi possiamo quindi leggere Alessandra Carnovale con “Ricordi di Tropea”;

Francesca Liani con “Charles Mingus”;

Ermina De Paola con”Affinità”;

Angela Donatelli con “Rientro dai campi!;

Flora Rucco con “U tuppu…”;

Norma Valenti con “Il mio Sud”;

Antonella Bianchi con “Un passo di tango argentino”;

Francesca Peronace con “L’ultima cena”;

Anna Avelli con “Tre volti egizi”;

Antonella Ariosto con “U travajiu… il lavoro”;

Marsia Bambace con “La passione”;

Lucia Izzo con “Il volto”;

Simona Almerini con “Le mani in pasta;

Rosita Privitera con “Ritratto di Miles Davis”;

Elisabetta Petrolati con “Ritratto di Thelonius Monk”;

Luciana Raggi con “Un giorno invernale”;

Orietta Petrignani con “Un passo di flamenco”;

Grazia Di Stefano con “Tropea, ricordo”;

Valeva co “L’emigrazione”; Silvia Leuzzi con “Girasole”;

Michela Zanarella con “Il bacio.

Il libro/catalogo introduce la visione/lettura con note critiche di Patrizia Palombi, Bruno Mancini, Liga Sarah Lapinska, Silvia Filippi, e Fabrizio.

Oggi, partendo appunto dalle prime pagine, vi proponiamo cosa pensano Patrizia Palombi e Bruno Mancini dell’Arte pittorica di Mara Concetta Leone.

Pubblicato nel mese di Agosto 2025 a cura dell’Associazione di Promozione Sociale “Da Ischia L’Arte – DILA APS” con codice ISBN 9781326544713.

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Nota critica Bruno Mancini

Mara: Passioni indotte

Quando, sfuggendo ad una forma di indolenza mentale resa continua dalla “frenesia della vita moderna” vissuta pur nella quiete dell’isola d’Ischia, mi induco a riflettere su vari argomenti degli aspetti generali della vita artistica e culturale che maggiormente incidono nel bagaglio che amo avere al mio fianco, ecco che il tema della valenza delle opere classificabili come artistiche mi spiazza in un bivio di incertezze tra il privilegiare la chiara ispirazione dell’artista oppure il palese gradimento che ricevo dalla osservazione di un’opera.

Ossia, estremizzando al massimo, mi chiedo se la feroce evidente passionalità riversata nelle forme e nelle tinte dei quadri di Van Gogh valga, nel mio giudizio, più o meno della leggiadra euforia ricavata dalla visione della eccellente maestria pittorica della Primavera di Botticelli.

Poi, un giorno quasi per caso,

mi trovo di fronte ad alcuni quadri che mi rapiscono per quanto sono palesemente originati da furore emotivo e per quanto, di quello stesso furore, riescono ad incuneare nella mia emotività.

Il bivio diventa rettilineo che mi trasporta in un percorso tra scenari di opposte e specifiche bellezze, ne parlerò brevemente sorvolandole tutte insieme come se io fossi un vento del nord soffiante in un tragitto terminato sulle dune del Sahara.

Infatti, la calma mai statica del suonatore di tromba trova il suo opposto nell’equilibrato dinamismo nella coppia di ballerini, mentre la tranquilla carezzevole testa di donna anziana si confronta con la fragile ma astuta ricerca di sopravvivenza del bambino con un secchio per la raccolta di acqua.

E poi il tema delle civiltà antiche, e poi un bacio ad occhi chiusi, e poi una gitana dai capelli corvini vestita di rosso, e poi un triste carretto in tinte grigie e poi… andate in via della Lungara per deliziarvi e per acquistare un pezzo di cuore e farlo diventare per voi un campanello di emozioni.

20251124 DILA APS - IL DISPARI

Mara Concetta Leone: Nota critica di Patrizia Palombi

Mara Concetta Leone è una donna dotata di un dono raro: vede il mondo come se fosse sempre immerso in una luce dorata, capace di rivelare la bellezza insita anche nelle cose più semplici e ordinarie.

Non si limita a catturare ciò che i suoi occhi osservano, ma traduce la realtà in un linguaggio unico, un’interpretazione visiva che esalta ogni dettaglio, come se la verità avesse bisogno di lei per essere davvero completa.

Non dipinge sogni o fantasie, ma ciò che esiste, ciò che può toccare, annusare, udire.

I suoi quadri non rappresentano una fuga dall’esistenza, ma un’immersione profonda in essa.

Ogni pennellata è un’ode alla vita reale, alla sua complessità, ai suoi contrasti e alla sua perfezione.

Versatile, esplora con uguale maestria il ritratto, il paesaggio, la natura morta o le scene di vita quotidiana.

Passa con naturalezza dal calore dell’olio alla leggerezza dell’acquerello, dalla forza della tempera alla precisione del carboncino, mostrando una padronanza completa del suo mestiere.

Per lei i colori non sono semplici strumenti, ma entità vive, individui autonomi e perfettamente evoluti.

Il rosso non è solo un pigmento, ma la passione, l’impeto e il sangue.

Il blu incarna la profondità dell’anima, il mistero e la calma.

Il giallo, con il suo bagliore, canta la luce del sole che riempie il cuore.

Ogni colore ha una voce, un carattere, una storia da raccontare, e lei li fa dialogare sulla tela con la grazia di una compositrice che orchestra una sinfonia.

Per questo motivo, ogni quadro sembra pulsare di vita propria, come se nascesse da un rapporto intimo e viscerale tra l’artista e i colori stessi.

Ogni sua opera nasce da un’emozione rinnovata, come se fosse la prima volta.

Dipingere non è mai routine, ma un rituale.

Non ripete mai se stessa, perché per lei l’arte è un continuo viaggio, una scoperta infinita di nuovi modi di vedere e sentire.

Eppure, al di là della sua tecnica impeccabile e della sua immaginazione fervida, ciò che rende uniche le sue opere è il fatto che, per ogni spettatore, esse sembrano sussurrare un messaggio personale.

Guardando i suoi quadri, le persone vedono la bellezza del loro mondo, come se fossero educate, per un momento, a guardare attraverso i suoi occhi.

20251124 DILA APS - IL DISPARI

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41a edizione Premio FONTANE DI ROMA: Chiara Pavoni & Dalila Boukhalfa & Mara Concetta Leone

La Fondazione LA SPONDA, Presidente Benito Corradini, ha comunicato a Chiara Pavoni a Dalila Boukhalfa e a Mara Concetta Leone: “Ho il piacere di informarLa che la Giuria della 41° Premio Internazionale FONTANE DI ROMA, ha deciso con voto unanime di conferirLe l’Onorificenza per… ”

Il Premio Internazionale FONTANE DI ROMA, da decenni tra i più prestigiosi riconoscimenti per la Cultura, Arte, Lavoro, Solidarietà, Sanità e Romanità si svolgerà il prossimo 21 novembre, a Roma nella SALA ALESSANDRINA lungotevere in Sassia 3.

Sarà presente una delegazione dell’Associazione di Promozione Sociale “Da Ischia L’Arte – DILA” in quanto associata alla Fondazione La Sonda da accordo di partenariato e Membro della Giuria del Premio.

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Motivazione del Premio che sarà conferito alla Prof. Ernesta Mazzella

Chiara Pavoni, si laurea in storia del cinema.

Studia professionalmente danza e teatro.

è modella, fotomodella e performer.

Interpreta, come protagonista e regista, innumerevoli spettacoli di teatro.

Partecipa a film internazionali specializzandosi nel genere horror di cui diventa icona.

Crea, gestisce ed anima lo spazio artistico INTERNO 4 a Roma, un palcoscenico dove la musica, la recitazione, la pittura e altre forme d’arte possono esprimersi nella più pura indipendenza, creatività e passione.

Attualmente ricopre il ruolo di Vicepresidente dell’Associazione di Promozione Sociale “Da Ischia L’Arte DILA APS”.

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Motivazione del Premio che sarà conferito a Chiara Pavoni

Chiara Pavoni, si laurea in storia del cinema.

Studia professionalmente danza e teatro.

è modella, fotomodella e performer.

Interpreta, come protagonista e regista, innumerevoli spettacoli di teatro.

Partecipa a film internazionali specializzandosi nel genere horror di cui diventa icona.

Crea, gestisce ed anima lo spazio artistico INTERNO 4 a Roma, un palcoscenico dove la musica, la recitazione, la pittura e altre forme d’arte possono esprimersi nella più pura indipendenza, creatività e passione.

Attualmente ricopre il ruolo di Vicepresidente dell’Associazione di Promozione Sociale “Da Ischia L’Arte DILA APS”.

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Motivazione del Premio che sarà conferito a Dalila Boukhalfa

Dalila Boukhalfa algerina ha insegnato francese per 26 anni alla scuola media e 4 anni all’università per stranieri nella città di Blida.

Nel 2017 decide di laurearsi in lingua italiana.

Dal 2016 è Presidente dell’Associazione algerina ADA.

Ama scrivere, ed è esperta di cucina internazionale.

Con la qualifica di Presidente Sede operativa DILA APS in Africa, rappresenta, professionalmente,  il patrimonio culturale algerino in tutti gli eventi DILA APS.

Traduttrice in varie lingue, opera gratuitamente a favore di Poeti italiani, algerini e lettoni.

Il suo impegno è volto a diffondere, reciprocamente, la cultura del popolo italiano e di quello algerino, non solo in campo artistico ma anche in settori maggiormente popolari come la moda e la enogastronomia.

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Motivazione del Premio che sarà conferito a Mara Concetta Leone

Pittrice lametina, vince il Concorso Nazionale dei Pittori a Firenze nel 2021. Inizia a dipingere giovanissima, la sua arte è innocente ed è subito compresa, i suoi quadri sono esposti con lo stesso entusiastico riscontro a Lamezia, in Italia e all’estero: le sue emozioni, i suoi pensieri parlano la lingua internazionale del colore segnato dai suoi pennelli.

Attualmente sue composizioni pittoriche partecipano alla mostra collettiva inserita nel programma VOLO PAZZO organizzato dall’Associazione di Promozione Sociale “Da Ischia L’Arte – DILA APS” a Barano nell’isola d’Ischia.

20251117 DILA APS - IL DISPARI

VINCITORI OTTO MILIONI 2025

Ieri è terminato il primo gruppo di tre giorni del progetto VOLO PAZZO, la lunga serie di sei giorni di eventi durante la quale l’Associazione “Da Ischia L’Arte – DILA APS” e molte altre realtà associative, unite in NUSIV (Network Uniti Si Vince), hanno proposto arte e cultura in una miscela socializzante di carattere internazionale e continueranno a farlo il 28, 29 e 30 di questo mese.

Avremo modo, prossimamente, di riportare su questa pagina tutte le sfaccettature delle proposte artistiche e culturali messe in “scena” dai numerosi personaggi giunti a Barano non solo da tante regioni italiane ma anche dall’Algeria e dalla Lettonia, però, oggi, dedichiamo questo spazio alla comunicazione delle classifiche finali e, quindi, dei vincitori delle quattro sezioni della XIV edizione del Premio Internazionale OTTO MILIONI, ai quali vanno i complimenti di tutta la Redazione.

Sezione ARTI GRAFICHE

 

VINCE il Primo Premio

35ag25f con voti 618

Sadulla Davletov

20251117 DILA APS - IL DISPARI

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Secondo Premio

81ag25f con voti 596

Aleksandrs Adamovičs

——–°°°°°°———

Terzo Premio

32ag25f con voti 594

Ilze Magone

——–°°°°°°———

Quarto Premio

14ag25f con voti 513

Jevgenija Sundejeva

——–°°°°°°———

Quinto Premio

10ag25f con voti 273

Sulumbek Idrisov

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Sezione POESIE

 

VINCE il Primo Premio

04po25f con voti 3414

Luciano Somma

SI RESTA QUI

20251117 DILA APS - IL DISPARI

——–°°°°°°———

Secondo Premio

07po25f con voti 3348

Antonella Ariosto

VENTO DI SCIROCCO

——–°°°°°°———

Terzo Premio

08po25f  con voti 1949

Antonella Ariosto

HO RESPIRATO

——–°°°°°°———

Quarto Premio

13po25f con voti 1246

Caterina Novak

ODISSEA

——–°°°°°°———

Quinto premio

51po25f con voti 955

Elisabetta Biondi della Sdriscia

LE USTIONI DELLA LUCE
Omaggio a Zanzotto

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Sezione ARTICOLI

 

VINCE il Primo Premio

05ar25f con voti 892

Silvana Lazzarino

Counseling vocazionale: Disegnare il futuro a partire da sé

20251117 DILA APS - IL DISPARI

——–°°°°°°———

Secondo premio

20ar25f con voti 286

Mariapia Ciaghi

Civismo: un modello socio-economico per un futuro sostenibile

——–°°°°°°———

Terzo premio

13ar25f con voti 256

Liga Sarah Lapinska

Il violino di Sholom

——–°°°°°°———

Quarto premio

06ar25f con voti 225

Eva Mārtuža

Come una nipotina di Ibsen

——–°°°°°°———

Quinto premio

03ar25f con 220

Luciano Somma

ANTONIO MENCARINI

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Sezione VIDEO

VINCE il Primo Premio

10vi25f con voti 224

Adriana Iftimie Ceroli

Ombra Rossa

20251117 DILA APS - IL DISPAR

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SECONDO PREMIO

14vi25f  con voti 218

Antonio Mencarini

Tra Capri e Sant’Angelo

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TERZO PREMIO –

01vi25f con voti 202

Luciano Somma

RICORDI

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QUARTO PREMIO

19vi25f con voti 110

Angela Prota

Canto lirico

——–°°°°°°———

QUINTO PREMIO

09vi25f con voti 105

Ilze Magone

La rugiada della potenza

20251117 DILA APS - IL DISPARI

20251124 DILA APS – IL DISPARI

DILA & IL DISPARI redazione culturale

2025 DILA & IL DISPARI Redazione culturale

2024 DILA & IL DISPARI Redazione culturale

2023 DILA & IL DISPARI Redazione culturale

2022 DILA & IL DISPARI Redazione culturale

2021 DILA & IL DISPARI Redazione culturale

2020 DILA & IL DISPARI Redazione culturale

2019 DILA & IL DISPARI Redazione culturale

2018 DILA & IL DISPARI Redazione culturale

2017 DILA & IL DISPARI Redazione culturale

2016 – 2015 DILA & IL DISPARI Redazione culturale

 

20251117 DILA APS – IL DISPARI

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20251117 DILA APS – IL DISPARI

20251117 DILA APS - IL DISPARI

20251117 DILA APS – IL DISPARI

20251117 DILA APS - IL DISPARI

41a edizione Premio FONTANE DI ROMA: Chiara Pavoni & Dalila Boukhalfa & Mara Concetta Leone

La Fondazione LA SPONDA, Presidente Benito Corradini, ha comunicato a Chiara Pavoni a Dalila Boukhalfa e a Mara Concetta Leone: “Ho il piacere di informarLa che la Giuria della 41° Premio Internazionale FONTANE DI ROMA, ha deciso con voto unanime di conferirLe l’Onorificenza per… ”

Il Premio Internazionale FONTANE DI ROMA, da decenni tra i più prestigiosi riconoscimenti per la Cultura, Arte, Lavoro, Solidarietà, Sanità e Romanità si svolgerà il prossimo 21 novembre, a Roma nella SALA ALESSANDRINA lungotevere in Sassia 3.

Sarà presente una delegazione dell’Associazione di Promozione Sociale “Da Ischia L’Arte – DILA” in quanto associata alla Fondazione La Sonda da accordo di partenariato e Membro della Giuria del Premio.

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Motivazione del Premio che sarà conferito alla Prof. Ernesta Mazzella

Chiara Pavoni, si laurea in storia del cinema.

Studia professionalmente danza e teatro.

è modella, fotomodella e performer.

Interpreta, come protagonista e regista, innumerevoli spettacoli di teatro.

Partecipa a film internazionali specializzandosi nel genere horror di cui diventa icona.

Crea, gestisce ed anima lo spazio artistico INTERNO 4 a Roma, un palcoscenico dove la musica, la recitazione, la pittura e altre forme d’arte possono esprimersi nella più pura indipendenza, creatività e passione.

Attualmente ricopre il ruolo di Vicepresidente dell’Associazione di Promozione Sociale “Da Ischia L’Arte DILA APS”.

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Motivazione del Premio che sarà conferito a Chiara Pavoni

Chiara Pavoni, si laurea in storia del cinema.

Studia professionalmente danza e teatro.

è modella, fotomodella e performer.

Interpreta, come protagonista e regista, innumerevoli spettacoli di teatro.

Partecipa a film internazionali specializzandosi nel genere horror di cui diventa icona.

Crea, gestisce ed anima lo spazio artistico INTERNO 4 a Roma, un palcoscenico dove la musica, la recitazione, la pittura e altre forme d’arte possono esprimersi nella più pura indipendenza, creatività e passione.

Attualmente ricopre il ruolo di Vicepresidente dell’Associazione di Promozione Sociale “Da Ischia L’Arte DILA APS”.

20251117 DILA APS - IL DISPARI

Motivazione del Premio che sarà conferito a Dalila Boukhalfa

Dalila Boukhalfa algerina ha insegnato francese per 26 anni alla scuola media e 4 anni all’università per stranieri nella città di Blida.

Nel 2017 decide di laurearsi in lingua italiana.

Dal 2016 è Presidente dell’Associazione algerina ADA.

Ama scrivere, ed è esperta di cucina internazionale.

Con la qualifica di Presidente Sede operativa DILA APS in Africa, rappresenta, professionalmente,  il patrimonio culturale algerino in tutti gli eventi DILA APS.

Traduttrice in varie lingue, opera gratuitamente a favore di Poeti italiani, algerini e lettoni.

Il suo impegno è volto a diffondere, reciprocamente, la cultura del popolo italiano e di quello algerino, non solo in campo artistico ma anche in settori maggiormente popolari come la moda e la enogastronomia.

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Motivazione del Premio che sarà conferito a Mara Concetta Leone

Pittrice lametina, vince il Concorso Nazionale dei Pittori a Firenze nel 2021. Inizia a dipingere giovanissima, la sua arte è innocente ed è subito compresa, i suoi quadri sono esposti con lo stesso entusiastico riscontro a Lamezia, in Italia e all’estero: le sue emozioni, i suoi pensieri parlano la lingua internazionale del colore segnato dai suoi pennelli.

Attualmente sue composizioni pittoriche partecipano alla mostra collettiva inserita nel programma VOLO PAZZO organizzato dall’Associazione di Promozione Sociale “Da Ischia L’Arte – DILA APS” a Barano nell’isola d’Ischia.

20251117 DILA APS - IL DISPARI

VINCITORI OTTO MILIONI 2025

Ieri è terminato il primo gruppo di tre giorni del progetto VOLO PAZZO, la lunga serie di sei giorni di eventi durante la quale l’Associazione “Da Ischia L’Arte – DILA APS” e molte altre realtà associative, unite in NUSIV (Network Uniti Si Vince), hanno proposto arte e cultura in una miscela socializzante di carattere internazionale e continueranno a farlo il 28, 29 e 30 di questo mese.

Avremo modo, prossimamente, di riportare su questa pagina tutte le sfaccettature delle proposte artistiche e culturali messe in “scena” dai numerosi personaggi giunti a Barano non solo da tante regioni italiane ma anche dall’Algeria e dalla Lettonia, però, oggi, dedichiamo questo spazio alla comunicazione delle classifiche finali e, quindi, dei vincitori delle quattro sezioni della XIV edizione del Premio Internazionale OTTO MILIONI, ai quali vanno i complimenti di tutta la Redazione.

Sezione ARTI GRAFICHE

 

VINCE il Primo Premio

35ag25f con voti 618

Sadulla Davletov

20251117 DILA APS - IL DISPARI

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Secondo Premio

81ag25f con voti 596

Aleksandrs Adamovičs

——–°°°°°°———

Terzo Premio

32ag25f con voti 594

Ilze Magone

——–°°°°°°———

Quarto Premio

14ag25f con voti 513

Jevgenija Sundejeva

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Quinto Premio

10ag25f con voti 273

Sulumbek Idrisov

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Sezione POESIE

 

VINCE il Primo Premio

04po25f con voti 3414

Luciano Somma

SI RESTA QUI

20251117 DILA APS - IL DISPARI

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Secondo Premio

07po25f con voti 3348

Antonella Ariosto

VENTO DI SCIROCCO

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Terzo Premio

08po25f  con voti 1949

Antonella Ariosto

HO RESPIRATO

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Quarto Premio

13po25f con voti 1246

Caterina Novak

ODISSEA

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Quinto premio

51po25f con voti 955

Elisabetta Biondi della Sdriscia

LE USTIONI DELLA LUCE
Omaggio a Zanzotto

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Sezione ARTICOLI

 

VINCE il Primo Premio

05ar25f con voti 892

Silvana Lazzarino

Counseling vocazionale: Disegnare il futuro a partire da sé

20251117 DILA APS - IL DISPARI

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Secondo premio

20ar25f con voti 286

Mariapia Ciaghi

Civismo: un modello socio-economico per un futuro sostenibile

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Terzo premio

13ar25f con voti 256

Liga Sarah Lapinska

Il violino di Sholom

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Quarto premio

06ar25f con voti 225

Eva Mārtuža

Come una nipotina di Ibsen

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Quinto premio

03ar25f con 220

Luciano Somma

ANTONIO MENCARINI

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Sezione VIDEO

VINCE il Primo Premio

10vi25f con voti 224

Adriana Iftimie Ceroli

Ombra Rossa

20251117 DILA APS - IL DISPAR

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SECONDO PREMIO

14vi25f  con voti 218

Antonio Mencarini

Tra Capri e Sant’Angelo

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TERZO PREMIO –

01vi25f con voti 202

Luciano Somma

RICORDI

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QUARTO PREMIO

19vi25f con voti 110

Angela Prota

Canto lirico

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QUINTO PREMIO

09vi25f con voti 105

Ilze Magone

La rugiada della potenza

20251117 DILA APS - IL DISPARI

20251117 DILA APS – IL DISPARI

20251110 DILA APS – IL DISPARI

20251110 DILA APS – IL DISPARI

20251110 DILA APS – IL DISPARI

Tredici opere finaliste della XIV edizione del Premio di Arti varie “Otto milioni” ideato da Bruno Mancini ed organizzato dall’Associazione di Promozione Sociale “Da Ischia L’Arte DILA APS”.

La proclamazione dei vincitori avverrà a Barano, nella Casa Dei Popoli in Via Corrado Buono 88, durante la tre giorni di eventi denominata VOLO PAZZO che si terrà nei giorni 14 – 15 e 16 novembre prossimi.

20251110 DILA APS – IL DISPARI

85ag25f Miguel Pinero

86ag25f Mark Illukpitya

87ag25f Hairullah Kurbanov

87ag25f Hairullah Kurbanov

88ag25f Hairullah Kurbanov

89ag25f Guna Oškalna – Vējiņa

90ag25 Puran Singh Jhala

91ag25f Indulis Zālīte

92ag25f Ayssat Chamaeva

93ag25f Ayssat Chamaeva

94ag25f Ayssat Chamaeva

95ag25f Puran Singh Jhala

97ag25f Nunzia Zambardi

99ag25f Eugenia Murzaeva

20251110 DILA APS – IL DISPARI

VOLO PAZZO: Un evento che più pazzo non si può!

Inizia venerdì prossimo e terminerà domenica 30 la lunga serie di sei giorni di eventi durante i quali l’Associazione “Da Ischia L’Arte – DILA APS” e molte altre realtà associative unite in NUSIV (Network Uniti Si Vince) proporranno arte e cultura in una miscela socializzante di carattere internazionale.

Infatti, una folta delegazione di Artisti provenienti dalla Lettonia, insieme ad un altrettanto numeroso gruppo di Artisti provenienti dall’Algeria, alterneranno le loro performance con i tanti Artisti provenienti da diverse regioni italiane.

Volo Pazzo ha l’obiettivo di “Far riconquistare, all’Arte in generale e alla Poesia in particolare, il palco di primo piano che compete loro nell’attuale società italiana” dando visibilità ad Artisti, non inseriti nei processi commerciali di grandi aziende, attraverso una manifestazione tanto popolare, tanto elitaria, tanto artistica, tanto esclusiva, tanto rappresentativa, tanto apprezzata a livello mondiale… e tanto altro ancora come è il

Premio OTTO MILIONI

(presentato per un decennio nel palinsesto della manifestazione internazionale BOOKCITY organizzata dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Milano, Fondazioni Corriere della Sera, Repubblica, Feltrinelli ecc.).

In sintesi, in partenariato con

  • Testata giornalistica IL DISPARI
  • ASD IL Dragone – I cinque elementi
  • Associazione algerina ADA
  • Salotto culturale INTERNO 4
  • Fondazione DDClinic master
  • Fondazione LA SPONDA

con il Patrocinio morale del Comune di Napoli

grazie agli Sponsor

  • Covergenze internet – phone – tv – energie
  • Palladino design jewelry
  • Studenti Algerini in Italia – A.S.A
  • Tee mania – Serigrafia tessile
  • Associazione del pensiero e la creatività culturale

con la Direzione Artistica di Chiara Pavoni e la collaborazione di Sara Liga Lapinska, Dalila Boukhalfa, Andrea Del Buono, Clementina Petroni e Pasquale Dragon Di Costanzo, esibiranno le loro Arti Angela Prota, Ilze Magone, Eva Mārtuža, Sandra Švarca squalificata da tutte le edizioni del Premio OTTO MILIONI, Aleksandrs Adamovičs, Yousra Chenah, Adlene Mohamed Rostom Chenah, Larachiche Mohamed, Fouad Dahman, Anna Giancarlo, Antonella Ariosto, Mara Concetta Leone, Marcello Canzoniere, Oblio artist, Rocco Scattino, Yagoub Imane, Dounia Aoubid, Djihene Grada,Houari Chalakh

e il programma prevede

  • Proclamazione vincitori delle quattro sezioni (poesie, articoli, video, arti grafiche) della XIV edizione Premio Internazionale di Arti Varie OTTO MILIONI;
  • Mostra collettiva di Arti grafiche
  • Reading
  • Sfilata abiti tradizionali algerini
  • Presentazione libri
  • Concerti musica classica e popolare
  • Spettacolo di magia
  • Artisti di strada
  • Performance
  • Degustazioni enogastronomiche
  • Presentazione Antologia “Libertà è anche mentire”
  • Gadget personalizzati
  • Stand prodotti locali
  • Stand materiale illustrativo
  • Buffet di benvenuto
  • Spaghettate e balli serali.

 

Siete tutti invitati nei giorni 14 – 15 – 16 – 28 – 29 – 30 novembre, c/o la Casa dei Popoli in Via Corrado Buono 88 a Barano, inizio ore 16 e ingressi gratuiti.

INFO: 3914830355 tutti i giorni dalle 15 alle 23.

Bruno Mancini

20251110 DILA APS – IL DISPARI

 

 

DILA & IL DISPARI redazione culturale

2025 DILA & IL DISPARI Redazione culturale

2024 DILA & IL DISPARI Redazione culturale

2023 DILA & IL DISPARI Redazione culturale

2022 DILA & IL DISPARI Redazione culturale

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2020 DILA & IL DISPARI Redazione culturale

2019 DILA & IL DISPARI Redazione culturale

2018 DILA & IL DISPARI Redazione culturale

2017 DILA & IL DISPARI Redazione culturale

2016 – 2015 DILA & IL DISPARI Redazione culturale

 

20251128 DILA APS IL DISPARI professionisti

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20251128 DILA APS IL DISPARI professionisti

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20251128 DILA APS IL DISPARI professionisti

20251128 DILA APS IL DISPARI professionisti

Algerini a Volo Pazzo

Barano di Ischia ha accolto con tutti gli onori tre ragazze algerine

Invitate, dalla Presidente della sede algerina dell’Associazione di Promozione Sociale “Da Ischia L’Arte DILA APS” Dalila Boukhalfa, a partecipare all’evento ”Volo Pazzo”del giorno 15 novembre nella Casa dei Popoli di Barano per una sfilata di abiti tradizionali algerini, ed accompagnate dal Presidente dell’Associazione degli studenti algerini ASA, quattro giovani donne hanno saputo conquistare i presenti con la loro bellezza e la loro intelligenza.

Sicure in ogni passo e in ogni parola, hanno rappresentato la cultura algerina in modo degno della sua storia millenaria.

Per il Dispari la DILA APS ha chiesto alle ragazze di parlare di loro e di presentarsi.

DouniaAoubid dice:

“Mi chiamo Dounia, ho 24 anni e sono nata e cresciuta in Italia.

Sono diplomata in odontotecnica, un percorso che mi ha permesso di sviluppare precisione, manualità e attenzione ai dettagli.

Sono una persona curiosa e dinamica: amo viaggiare, esplorare nuove realtà e lasciarmi ispirare dalle esperienze che vivo in giro per il mondo.

Nel tempo libero mi dedico alla cucina, una delle mie passioni più autentiche, e cerco ogni occasione per stare a contatto con la natura, che per me rappresenta equilibrio e benessere.

La moda è un altro ambito che mi rappresenta: mi piace sperimentare, seguire le tendenze e usare lo stile come forma di espressione personale.

Inoltre, sono una delle tre persone che hanno contribuito alla nascita dell’associazione GIA, un’iniziativa dedicata a valorizzare il legame tra le culture algerina e italiana, a promuovere percorsi di integrazione e a offrire supporto alla comunità algerina presente sul territorio”.

Abbiamo chiesto a Djihene Grada notizie dell’Associazione e lei ci ha risposto:

L’associazione nasce in Campania, noi siamo di Salerno-Avellino e Caserta, ma anche Napoli è punto d incontro, attraverso i nostri progetti e contenuti sui social, promuoviamo non solo la cultura algerina, ma anche quella italiana.

Crediamo sia importante riscoprire le proprie radici: oggi molti italiani sembrano dimenticare la loro cultura, e all’estero circolano ancora troppi stereotipi.

Per questo cerchiamo di rappresentare entrambe le culture, italiana e algerina, e di favorire l’integrazione, valorizzando anche ciò che unisce i due Paesi e più in generale l’area del Mediterraneo.

Offriamo anche diversi servizi di accompagnamento.

Ad esempio, abbiamo tenuto lezioni di italiano a una ragazza per aiutarla a prepararsi in anticipo all’ingresso nella scuola.

Ci occupiamo inoltre di mediazione nei servizi legali e sanitari, e forniamo assistenza alle donne vittime di violenza.

Tutte le nostre attività sono completamente gratuite, perché il nostro obiettivo è aiutare tutti gli algerini presenti sul territorio.

Alcune di noi sono arrivate in Italia da bambine, altre sono nate o cresciute qui: conosciamo bene le difficoltà che si possono incontrare nel percorso di integrazione, e proprio per questo vogliamo rendere questo cammino più semplice per chi arriva oggi.

Durante i nostri eventi, invece, ci concentriamo soprattutto sull’Algeria.

Nostro scopo è di promuovere la cultura algerina.

Inoltre, stiamo lavorando alla creazione di un club del libro e di un cineforum, in cui affronteremo tematiche legate all’Algeria e alla sua storia.

20251128 DILA APS IL DISPARI professionisti

 

Algerini a Volo Pazzo

Barano di Ischia ha accolto con tutti gli onori tre ragazze algerine

Algerini a Volo Pazzo

Barano di Ischia ha accolto con tutti gli onori tre ragazze algerine

Invitate, dalla Presidente della sede algerina dell’Associazione di Promozione Sociale “Da Ischia L’Arte DILA APS” Dalila Boukhalfa, a partecipare all’evento ”Volo Pazzo”del giorno 15 novembre nella Casa dei Popoli di Barano per una sfilata di abiti tradizionali algerini, ed accompagnate dal Presidente dell’Associazione degli studenti algerini ASA, quattro giovani donne hanno saputo conquistare i presenti con la loro bellezza e la loro intelligenza.

Sicure in ogni passo e in ogni parola, hanno rappresentato la cultura algerina in modo degno della sua storia millenaria.

Per il Dispari la DILA APS ha chiesto alle ragazze di parlare di loro e di presentarsi.

ImaneYagoub ha detto:

“Sono ImaneYagoub, nata in Algeria, nella provincia di Mascara, ma cresciuta a Napoli, in Italia. Ho 26 anni e sono laureata in Mediazione linguistica e culturale, una scelta che mi ha permesso di approfondire la mia conoscenza delle diverse culture del mondo e delle loro lingue.

Questa formazione mi ha aperto le porte a un mondo di opportunità, permettendomi di lavorare con persone di diverse origini e di scoprire nuove prospettive.

La mia vita è un mix di due culture, due realtà diverse ma che si completano a vicenda.

Sono figlia del Mediterraneo, un mare che unisce popoli e culture diverse, un luogo di incontro e di scambio.

Il Mediterraneo è un simbolo di unità e di diversità, un mare che ha visto nascere e crescere civiltà, culture e tradizioni diverse.

E io, come figlia del Mediterraneo, sento di appartenere a questo mare, a questa cultura e a questa storia.

Sono una donna algerina-italiana, con due anime e due culture che si incontrano.

Non sono più solo algerina, ma neanche solo italiana.

Sono entrambe, e questo mi rende unica.

La mia Algeria, con la sua storia e la sua cultura, è sempre presente nel mio cuore, ma l’Italia, con la sua lingua e la sua cultura, è la mia seconda casa.

Sono nata in Algeria, un paese ricco di storia e cultura, dove la tradizione e la religione si incontrano.

La mia famiglia è originaria di lì e ho sempre sentito parlare della bellezza e della ricchezza della cultura algerina.

Ma sono anche cresciuta a Napoli, una città vibrante e piena di vita, che mi ha insegnato a parlare italiano, a mangiare pizza e a vivere la vita italiana.

Attualmente lavoro come segretaria amministrativa presso un centro di elaborazione dati e collaboro con un CAF, in particolare per l’assistenza al cittadino straniero.

È un lavoro che mi permette di utilizzare le mie competenze linguistiche e culturali per aiutare le persone e di contribuire a creare un mondo più inclusivo e accogliente.

Inoltre, sono una delle tre fondatrici dell’associazione GIA, un’organizzazione senza scopo di lucro che ha come obiettivo quello di aiutare i giovani italo-algerini ad intraprendere un percorso formativo in Italia, dubbi o curiosità.

L’associazione offre servizi di orientamento burocratico, mediazione linguistica e supporto ai giovani che vogliono studiare o lavorare in Italia.

Gestiamo anche diverse pagine social in cui non solo condividiamo nozioni sulla burocrazia italiana ma anche curiosità, confronti ed uguaglianza tra la cultura italiana e quella algerina.

Sono orgogliosa di essere parte di questo progetto e di poter contribuire a creare opportunità per i giovani che, come me, hanno radici in entrambi i paesi”.

Segue venerdì 28 novembre

20251128 DILA APS IL DISPARI

20251128 DILA APS IL DISPARI

Professionisti DILA APS 2025 – Calendario pubblicazioni

Bruno Mancini 

DILA APS.it

Bruno Mancini scrittore

Bruno Mancini Presidente DILA APS

DILA Altervista

NUSIV – Premio Otto milioni

VIDEO YOUTUBE

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La guerra elettronica – seconda parte

Luca Nicotra

Gli apparati di guerra elettronica sono classificati in passivi, se ricevono emissioni elettromagnetiche, e attivi, se le irradiano.

Fra gli apparati passivi, che hanno il vantaggio di non rivelare la loro presenza, i principali tipi sono:

  • ESM (Electronic Support Measures), Misure Elettroniche di Appoggio, con compiti di ricerca, intercettazione, localizzazione e identificazione delle emissioni elettromagnetiche. La loro azione è di appoggio alle operazioni militari. In particolare, se l’emissione intercettata è classificata come minaccia, tale dato, in un sistema integrato di guerra elettronica, è utilizzato in tempo reale per scatenare l’opportuna contromisura elettronica di disturbo o di inganno.
  • RWR (Radar Warning Receiver), Ricevitori di Allarme Radar, generalmente installati a bordo di aerei da combattimento. Sono ricevitori in grado di riconoscere le emissioni radar classificate come minacce e quindi di dare l’allarme al pilota che il suo aereo è stato inquadrato da un radar nemico.
  • ELINT (ELectronic INTelligence), Spionaggio Elettronico nello spettro radar. Le informazioni sulle emissioni radar dell’avversario sono archiviate e utilizzate successivamente come banca dati. Queste, per esempio, consentono agli apparati ESM di classificare un’emissione come minaccia.
  • COMINT (COMmunication INTelligence), Spionaggio Elettronico nello spettro delle radiocomunicazioni.
  • IR/EO (Infrared / Elettro-Optical), apparati all’infrarosso ed elettro-ottici.

Gli apparati attivi si distinguono in:

  • ECM (Electronic Counter Measures), Contromisure Elettroniche. Si tratta di apparati in grado di esplicare azioni intese a disturbare l’uso efficace delle emissioni elettromagnetiche da parte del nemico o addirittura a impedirle. Possono essere distinti essenzialmente in disturbatori e ingannatori.
  • ECCM (Electronic Counter-Counter Measures), Contro-Contromisure Elettroniche: contromisure elettroniche impiegate per neutralizzare l’azione delle contromisure elettroniche del nemico. Esistono vari livelli di ECCM.

20251127 DILA APS IL DISPARI professionisti

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La guerra elettronica – prima parte

Luca Nicotra

 Nata come attività di spionaggio politico-militare, tramite intercettazione nel campo delle radiocomunicazioni, la guerra elettronica si è successivamente sviluppata in molte altre branche e appare oggi una materia complessa, che utilizza l’elettronica per manipolare le onde elettromagnetiche a scopo difensivo da attacchi del nemico, scatenati da aria, terra e mare.

L’idea di disturbare le emissioni elettromagnetiche del nemico, nella fattispecie quelle a radiofrequenza, per scopi difensivi, risale al lontano 1904 in occasione della guerra russo-giapponese.

Quando la flotta russa fu intercettata da un incrociatore giapponese  -che cominciò a trasmettere via radio al proprio comando la notizia dell’avvistamento- al comandante di una nave russa venne l’idea di disturbare quella trasmissione, tramite una potente ricetrasmittente, ma gli fu negato il permesso dal suo ammiraglio.

Il risultato della mancata azione di disturbo radio costò alla flotta russa la sua completa distruzione nello stretto di Tsushima e la resa all’Impero Nipponico.

La guerra elettronica consiste nella manipolazione delle onde elettromagnetiche radio e radar a fini militari, in maniera passiva per renderne sicuro l’impiego nonostante le azioni ostili dell’avversario, o, al contrario, in maniera attiva per disturbare o inibire le emittenti radio del nemico.

20251120 DILA APS IL DISPARI professionisti

Durante la Seconda Guerra Mondiale si sono avute le prime vere applicazioni di guerra elettronica, ma soltanto nel corso dei successivi numerosi conflitti locali si è imposto il suo ruolo fondamentale nella moderna arte della guerra.

In particolare, il conflitto arabo-israeliano del 1973 ha sancito l’indiscutibile importanza delle contromisure elettroniche, fondamentali per la guerra elettronica.

Gli apparati di guerra elettronica generalmente si trovano presenti in un unico sistema integrato di difesa elettronica, svolgendo ciascuno la propria funzione, ma potendo scambiare dati in tempo reale fra loro (per esempio fra ESM ed ECM). I sistemi di difesa elettronica possono svolgere attività di sorveglianza tattica e strategica, di protezione di piattaforme e installazioni contro armi pilotate elettronicamente, attività di supporto logistico e operativo. Secondo il teatro delle operazioni in cui sono impiegati, essi possono essere di tipo terrestre, navale o aeronautico e, recentemente, anche aerospaziale.

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Algerini a Volo Pazzo

Barano di Ischia ha accolto con tutti gli onori tre ragazze algerine

Invitate, dalla Presidente della sede algerina dell’Associazione di Promozione Sociale “Da Ischia L’Arte DILA APS” Dalila Boukhalfa, a partecipare all’evento ”Volo Pazzo”del giorno 15 novembre nella Casa dei Popoli di Barano per una sfilata di abiti tradizionali algerini, ed accompagnate dal Presidente dell’Associazione degli studenti algerini ASA, quattro giovani donne hanno saputo conquistare i presenti con la loro bellezza e la loro intelligenza.

Sicure in ogni passo e in ogni parola, hanno rappresentato la cultura algerina in modo degno della sua storia millenaria.

Per il Dispari la DILA APS ha chiesto alle ragazze di parlare di loro e di presentarsi.

ImaneYagoub ha detto:

“Sono ImaneYagoub, nata in Algeria, nella provincia di Mascara, ma cresciuta a Napoli, in Italia. Ho 26 anni e sono laureata in Mediazione linguistica e culturale, una scelta che mi ha permesso di approfondire la mia conoscenza delle diverse culture del mondo e delle loro lingue.

Questa formazione mi ha aperto le porte a un mondo di opportunità, permettendomi di lavorare con persone di diverse origini e di scoprire nuove prospettive.

La mia vita è un mix di due culture, due realtà diverse ma che si completano a vicenda.

Sono figlia del Mediterraneo, un mare che unisce popoli e culture diverse, un luogo di incontro e di scambio.

Il Mediterraneo è un simbolo di unità e di diversità, un mare che ha visto nascere e crescere civiltà, culture e tradizioni diverse.

E io, come figlia del Mediterraneo, sento di appartenere a questo mare, a questa cultura e a questa storia.

Sono una donna algerina-italiana, con due anime e due culture che si incontrano.

Non sono più solo algerina, ma neanche solo italiana.

Sono entrambe, e questo mi rende unica.

La mia Algeria, con la sua storia e la sua cultura, è sempre presente nel mio cuore, ma l’Italia, con la sua lingua e la sua cultura, è la mia seconda casa.

Sono nata in Algeria, un paese ricco di storia e cultura, dove la tradizione e la religione si incontrano.

La mia famiglia è originaria di lì e ho sempre sentito parlare della bellezza e della ricchezza della cultura algerina.

Ma sono anche cresciuta a Napoli, una città vibrante e piena di vita, che mi ha insegnato a parlare italiano, a mangiare pizza e a vivere la vita italiana.

Attualmente lavoro come segretaria amministrativa presso un centro di elaborazione dati e collaboro con un CAF, in particolare per l’assistenza al cittadino straniero.

È un lavoro che mi permette di utilizzare le mie competenze linguistiche e culturali per aiutare le persone e di contribuire a creare un mondo più inclusivo e accogliente.

Inoltre, sono una delle tre fondatrici dell’associazione GIA, un’organizzazione senza scopo di lucro che ha come obiettivo quello di aiutare i giovani italo-algerini ad intraprendere un percorso formativo in Italia, dubbi o curiosità.

L’associazione offre servizi di orientamento burocratico, mediazione linguistica e supporto ai giovani che vogliono studiare o lavorare in Italia.

Gestiamo anche diverse pagine social in cui non solo condividiamo nozioni sulla burocrazia italiana ma anche curiosità, confronti ed uguaglianza tra la cultura italiana e quella algerina.

Sono orgogliosa di essere parte di questo progetto e di poter contribuire a creare opportunità per i giovani che, come me, hanno radici in entrambi i paesi”.

Segue venerdì 28 novembre

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DILA APS intervista la giovane scrittrice Marzia Dionizio – Seconda parte

D: Ci descrive il momento dell’uscita del suo libro “Il respiro immortale”? Come si è sentita?

R: E’ stata una sensazione particolare, adrenalinica.

Ero euforica, felice ma allo stesso tempo preoccupata poiché scrivere e pubblicare un libro apre le porte di te stessa a tutti gli altri, per la maggior parte sconosciuti.

Ma è qualcosa che rifarei mille volte e spero che questa sia la prima pubblicazione di tante altre, ho preso il mio piccolo posto nel mondo, rappresenta la mia identità, il mio essere.

 D: Come si comporta da giovane scrittrice durante la ricerca per un nuovo libro?

Osserva tutto intorno a Lei per trovare un tema per un altro libro?

Sceglie a caso?

Si sente spinta dai sentimenti o emozioni per scegliere?

R: Quando decido di cominciare la stesura di un nuovo racconto, mi lascio guidare molto dall’ispirazione e dalle emozioni.

Mi è capitato di scrivere interi romanzi partendo dal ricordo di un sogno sfuggente, l’ho afferrato appena sveglia prima che potesse fuggirmi dalla mente.

Le matrici per me sono sempre state le emozioni, l’inconscio e solo dopo, con l’aiuto e il sostegno della mente e della razionalità, completo il tutto.

 D:  Lei è sognatrice?

R: Sì, mi considero un’inguaribile sognatrice e ne vado fiera.

Quanto più il mondo reale, la vita quotidiana, i problemi che affrontiamo sembrano trascinarci in un turbinio di doveri e impegni, i sogni e i desideri ci aiutano ad affrontare tutto ciò.

Ognuno di noi e il mondo non è fatto solo di cose materiali o tangibili.

Pensate come sarebbe tutt’ora la nostra realtà senza il contributo dei sognatori, di persone che credono e hanno creduto fino in fondo nella propria visione realizzando cose straordinarie che forse gli altri non potevano neppure concepire.

Secondo me hanno reso migliore questo mondo.

 D: Come vede il futuro da scrittrice?

R: Sicuramente continuerò a scrivere e a perfezionare la mia scrittura e spero davvero di poter pubblicare ancora.

Dopo tanti anni trascorsi a scrivere, finalmente ho trovato il coraggio di lasciare una piccola goccia nel mare; quest’avventura per me è appena cominciata.

 D: Sarebbe capace di scrivere ogni tipo di argomenti, altri tipi di libri?

R: Il mio genere è sempre stato il fantasy, che sia gotico, darko medievale-epico lo adoro e mi rispecchia totalmente.

Ma non ho mai escluso di cimentarmi anche in altri generi come il romanzo storico, il mistery thriller e un genere più ibrido e tecnico tra la letteratura e le arti visive come la sceneggiatura.

 D: Come ha conosciuto la DILA APS?

R: Sono giunta a voi tramite amicizie in comune che mi hanno consigliato fortemente di rivolgermi a veri professionisti in questo campo.

 D: C’è una frase che commuove nel suo libro?

R: Si ce ne sono varie ovviamente,ma quella che preferisco recita così: “L’uomo osservò i graffi sul braccio e sulla mano di quello, ancora ben visibili.

Quel dolore… quel rancore… inciso a sangue sulla pelle. <<La sofferenza può farci commettere azioni deplorevoli dalle quali, a volte, non si torna indietro.>> Ma l’altro non rispose.”

Ogni volta che mi ritrovo a rileggerla comprendo quanto sia importante per me.

 Grazie Marzia per la sua bellissima collaborazione, a nome di DILA e di tutta la Redazione di Il Dispari.

 <Il respiro immortale – Editore Youcanprint – 2025

Pagine 428 – EAN 9791222794198 – € 25.00>

La prima parte di questa intervista è stata pubblicata su queste colonne venerdì 7 novembre

Dalila Boukhalfa & Silvana Lazzarino

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La guerra elettronica – prima parte

Luca Nicotra

 Nata come attività di spionaggio politico-militare, tramite intercettazione nel campo delle radiocomunicazioni, la guerra elettronica si è successivamente sviluppata in molte altre branche e appare oggi una materia complessa, che utilizza l’elettronica per manipolare le onde elettromagnetiche a scopo difensivo da attacchi del nemico, scatenati da aria, terra e mare.

L’idea di disturbare le emissioni elettromagnetiche del nemico, nella fattispecie quelle a radiofrequenza, per scopi difensivi, risale al lontano 1904 in occasione della guerra russo-giapponese.

Quando la flotta russa fu intercettata da un incrociatore giapponese  -che cominciò a trasmettere via radio al proprio comando la notizia dell’avvistamento- al comandante di una nave russa venne l’idea di disturbare quella trasmissione, tramite una potente ricetrasmittente, ma gli fu negato il permesso dal suo ammiraglio.

Il risultato della mancata azione di disturbo radio costò alla flotta russa la sua completa distruzione nello stretto di Tsushima e la resa all’Impero Nipponico.

La guerra elettronica consiste nella manipolazione delle onde elettromagnetiche radio e radar a fini militari, in maniera passiva per renderne sicuro l’impiego nonostante le azioni ostili dell’avversario, o, al contrario, in maniera attiva per disturbare o inibire le emittenti radio del nemico.

20251120 DILA APS IL DISPARI professionisti

Durante la Seconda Guerra Mondiale si sono avute le prime vere applicazioni di guerra elettronica, ma soltanto nel corso dei successivi numerosi conflitti locali si è imposto il suo ruolo fondamentale nella moderna arte della guerra.

In particolare, il conflitto arabo-israeliano del 1973 ha sancito l’indiscutibile importanza delle contromisure elettroniche, fondamentali per la guerra elettronica.

Gli apparati di guerra elettronica generalmente si trovano presenti in un unico sistema integrato di difesa elettronica, svolgendo ciascuno la propria funzione, ma potendo scambiare dati in tempo reale fra loro (per esempio fra ESM ed ECM). I sistemi di difesa elettronica possono svolgere attività di sorveglianza tattica e strategica, di protezione di piattaforme e installazioni contro armi pilotate elettronicamente, attività di supporto logistico e operativo. Secondo il teatro delle operazioni in cui sono impiegati, essi possono essere di tipo terrestre, navale o aeronautico e, recentemente, anche aerospaziale.

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Domani a Ischia: Dott. Houari Chalakh, Presidente

“Associazione Studenti Algerini” in Italia (ASA)

Presto il Dott. Houari Chalakh, Presidente “Associazione Studenti Algerini” in Italia (ASA) sarà a Ischia in occasione della sei giorni di eventi artistici, culturali e sociali denominata “Volo Pazzo” che

l’Associazione di Promozione Sociale “Da Ischia L’Arte”

ha in programma a Barano nella sede dell’Associazione “ADS Il Dragone – i cinque elementi” via Corrado Buono 88 (14, 15, 16, 28, 29, 30 novembre, inizio ore 16, ingressi gratuiti).

Dalila Boukhalfa, Presidente dell’Associazione algerina ADA l’ha intervistato in esclusiva per IL Dispari.

Seconda e ultima parte, la prima parte è stata pubblicata su queste colonne giovedì 6 novembre.

D: In che modo rappresentate gli interessi degli studenti?

R: Collaboriamo con ambasciate, consolati, associazioni, università e istituzioni italiane per difendere i diritti e le esigenze degli studenti.

Ci impegniamo anche a far sentire la loro voce nei tavoli di discussione e nelle reti internazionali studentesche.

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D: HouariChalakh, cosa ha da dire riguardo il sostegno psicologico agli studenti?

R: Spesso gli studenti che vivono lontano da casa affrontano momenti di solitudine o difficoltà. ASA non è solo un’associazione, ma una comunità che ascolta, accompagna e incoraggia. Crediamo che il benessere psicologico sia fondamentale quanto il successo accademico.

D: L’associazione ASA promuove la cooperazione internazionale e lo scambio culturale?

R: Assolutamente sì.

ASA partecipa a progetti di cooperazione tra università algerine e italiane, organizza incontri culturali e promuove la conoscenza reciproca tra i due Paesi.

Crediamo che la cultura e l’educazione siano strumenti di diplomazia e di pace.

D: Come avete conosciuto l’Associazione di Promozione Sociale “Da Ischia L’Arte – DILA APS?

R: Abbiamo conosciuto l’associazione DILA APS attraverso le sue attività culturali e letterarie che promuovono il dialogo tra i popoli.

Condividiamo la stessa visione di cooperazione e di apertura, e siamo lieti di collaborare per rafforzare i legami culturali tra Italia e Algeria.

D: Avete piani futuri, manifestazioni, attività?R: Sì, abbiamo in programma diversi progetti: seminari accademici, giornate di orientamento per i nuovi studenti, scambi culturali e una “Settimana della Cultura Algerina in Italia” per promuovere le tradizioni e i talenti dei nostri giovani.

Inoltre, stiamo lavorando alla creazione di una piattaforma digitale di supporto per gli studenti algerini in tutto il Paese.

D: In che modo si vuole migliorare la qualità della permanenza degli studenti in futuro?

R: Il nostro obiettivo è rafforzare la rete ASA in ogni città italiana, offrendo servizi più accessibili e un dialogo costante con le istituzioni.

Vogliamo che ogni studente algerino o internazionale in Italia si senta accompagnato, valorizzato e parte attiva della società che lo accoglie.

Grazie, Dottore, per averci dedicato il suo prezioso tempo, le porgo i nostri cordiali saluti e le  auguro una buona continuazione.
Arrivederci domani a Ischia!

Dalila Boukhalfa

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DILA APS intervista la giovane scrittrice Marzia Dionizio – Seconda parte

D: Ci descrive il momento dell’uscita del suo libro “Il respiro immortale”? Come si è sentita?

R: E’ stata una sensazione particolare, adrenalinica.

Ero euforica, felice ma allo stesso tempo preoccupata poiché scrivere e pubblicare un libro apre le porte di te stessa a tutti gli altri, per la maggior parte sconosciuti.

Ma è qualcosa che rifarei mille volte e spero che questa sia la prima pubblicazione di tante altre, ho preso il mio piccolo posto nel mondo, rappresenta la mia identità, il mio essere.

 D: Come si comporta da giovane scrittrice durante la ricerca per un nuovo libro?

Osserva tutto intorno a Lei per trovare un tema per un altro libro?

Sceglie a caso?

Si sente spinta dai sentimenti o emozioni per scegliere?

R: Quando decido di cominciare la stesura di un nuovo racconto, mi lascio guidare molto dall’ispirazione e dalle emozioni.

Mi è capitato di scrivere interi romanzi partendo dal ricordo di un sogno sfuggente, l’ho afferrato appena sveglia prima che potesse fuggirmi dalla mente.

Le matrici per me sono sempre state le emozioni, l’inconscio e solo dopo, con l’aiuto e il sostegno della mente e della razionalità, completo il tutto.

 D:  Lei è sognatrice?

R: Sì, mi considero un’inguaribile sognatrice e ne vado fiera.

Quanto più il mondo reale, la vita quotidiana, i problemi che affrontiamo sembrano trascinarci in un turbinio di doveri e impegni, i sogni e i desideri ci aiutano ad affrontare tutto ciò.

Ognuno di noi e il mondo non è fatto solo di cose materiali o tangibili.

Pensate come sarebbe tutt’ora la nostra realtà senza il contributo dei sognatori, di persone che credono e hanno creduto fino in fondo nella propria visione realizzando cose straordinarie che forse gli altri non potevano neppure concepire.

Secondo me hanno reso migliore questo mondo.

 D: Come vede il futuro da scrittrice?

R: Sicuramente continuerò a scrivere e a perfezionare la mia scrittura e spero davvero di poter pubblicare ancora.

Dopo tanti anni trascorsi a scrivere, finalmente ho trovato il coraggio di lasciare una piccola goccia nel mare; quest’avventura per me è appena cominciata.

 D: Sarebbe capace di scrivere ogni tipo di argomenti, altri tipi di libri?

R: Il mio genere è sempre stato il fantasy, che sia gotico, darko medievale-epico lo adoro e mi rispecchia totalmente.

Ma non ho mai escluso di cimentarmi anche in altri generi come il romanzo storico, il mistery thriller e un genere più ibrido e tecnico tra la letteratura e le arti visive come la sceneggiatura.

 D: Come ha conosciuto la DILA APS?

R: Sono giunta a voi tramite amicizie in comune che mi hanno consigliato fortemente di rivolgermi a veri professionisti in questo campo.

 D: C’è una frase che commuove nel suo libro?

R: Si ce ne sono varie ovviamente,ma quella che preferisco recita così: “L’uomo osservò i graffi sul braccio e sulla mano di quello, ancora ben visibili.

Quel dolore… quel rancore… inciso a sangue sulla pelle. <<La sofferenza può farci commettere azioni deplorevoli dalle quali, a volte, non si torna indietro.>> Ma l’altro non rispose.”

Ogni volta che mi ritrovo a rileggerla comprendo quanto sia importante per me.

 Grazie Marzia per la sua bellissima collaborazione, a nome di DILA e di tutta la Redazione di Il Dispari.

 <Il respiro immortale – Editore Youcanprint – 2025

Pagine 428 – EAN 9791222794198 – € 25.00>

La prima parte di questa intervista è stata pubblicata su queste colonne venerdì 7 novembre

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DILA APS intervista la giovane scrittrice Marzia Dionizio – Prima parte

D: Chi è Marzia Dionizio?

R: Sono una giovane donna della metà degli anni 80 che lavora come educatrice d’infanzia e hairstylist.

Sono nata, cresciuta e vivo tutt’ora nella città di Benevento, conosciuta per la sua storia con i suoi monumenti e colma di folclore.

Ho conseguito studi classici che mi hanno avvicinata al concetto dei miti e dei poemi, delle ballate medievali, dell’amor cortese e romantico.

La passione per la scrittura, il disegno, l’architettura, la storia delle acconciature, del costume dell’arte gotica mi ha sempre accompagnata durante gli anni della mia vita contribuendo a consolidare il mio gusto estetico in quei particolari generi.

D:  Come ha capito che voleva diventare una scrittrice?

R: Ho avuto la passione per la scrittura da quando ero bambina.

C’è sempre stato qualcosa nel mio animo che mi spingeva e che mi spinge a prendere la penna e dar vita a storie e racconti, scene e dialoghi.

Quando accade mi sentivo viva, in armonia con me stessa e gli altri.

D: C’è stata qualcosa che l’ha avvicinata alla scrittura?

R: Leggere fin da giovane autori di romanzi e racconti della letteratura straniera come Anne Rice, Tolkien, Bram Stoker, Edgar Allan Poe, Emily Dickinson, le sorelle Brontë, Dickens, la filmografia, nonché le opere teatrali del bardo Shakespeare in particolare, ha contribuito a far crescere questa passione per la scrittura.

Essi sono stati le pietre miliari della mia formazione e mi hanno aiutato nell’ispirazione.

D: Cosa significa per Lei scrivere?

R: Per me la scrittura rappresenta il miglior modo per esprimere ciò che provo, i miei sentimenti, le sensazioni; attraverso le parole, descrivendo le scene, i personaggi, vorrei mostrare le inquietudini, le passioni e l’anima che si celano in essi affinché appaiano nitide nella mente del lettore; al fine di farlo emozionare e con la speranza di lasciargli un ricordo piacevole della lettura, portandolo in quei mondi che ho sognato e creato anche per lui. La vita, il mondo, non sempre va nella direzione che vorremmo ma nella scrittura, nei mondi che plasmo, lì io posso far sì che vada come spero e desidero.

D: Quanto tempo ci ha messo per scrivere “Il Respiro Immortale”?

R: Ho cominciato la stesura di questo romanzo tre anni fa, riprendendolo e modificandolo più volte poiché non pienamente appagata dal finale che inizialmente avevo previsto; per me era troppo scontato, volevo renderlo più accattivante, molto più originale e alla fine ho raggiunto il mio obiettivo.

D: Qual è la parte più difficile nella tua creatività di scrittura?

R: La parte più estenuante nella creatività per me dipende dalla concentrazione.

Capita che se non hai l’attenzione per metterti alla scrivania ed esprimere ciò che vuoi scrivere, allora ogni tentativo risulta vano.

Non basta l’ispirazione nel mio caso, occorre sentirmi serena e fiduciosa nel potermi aprire alla scrittura.

E’ come un’onda che ti invade e se non sei pronta a nuotare allora diviene frustrante.

D: Perché ha scelto “Il respiro immortale” come titolo del suo libro?

R: Il titolo è stato la decisione più difficile, anche perché ne avevo pensati tantissimi, ma nessuno di quelli mi convinceva.

Alla fine ho scelto “Il Respiro Immortale” perché rappresenta il connubio e la dicotomia al tempo stesso, che volevo descrivere nell’intero libro.

Un essere sovrannaturale e immortale che non appartiene più al mondo terreno ma che possiede, nonostante tutto, ancora un anelito di umanità rappresentato dal respiro, rendendolo più umano di tanti che possono definirsi tali.

 <Il respiro immortale – Editore Youcanprint – 2025

Pagine 428 – EAN 9791222794198 – € 25.00>

La seconda parte di questa intervista sarà pubblicata su queste colonne venerdì 14 novembre

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Domani a Ischia: Dott. Houari Chalakh, Presidente

“Associazione Studenti Algerini” in Italia (ASA)

Presto il Dott. Houari Chalakh, Presidente “Associazione Studenti Algerini” in Italia (ASA) sarà a Ischia in occasione della sei giorni di eventi artistici, culturali e sociali denominata “Volo Pazzo” che

l’Associazione di Promozione Sociale “Da Ischia L’Arte”

ha in programma a Barano nella sede dell’Associazione “ADS Il Dragone – i cinque elementi” via Corrado Buono 88 (14, 15, 16, 28, 29, 30 novembre, inizio ore 16, ingressi gratuiti).

Dalila Boukhalfa, Presidente dell’Associazione algerina ADA l’ha intervistato in esclusiva per IL Dispari.

Seconda e ultima parte, la prima parte è stata pubblicata su queste colonne giovedì 6 novembre.

D: In che modo rappresentate gli interessi degli studenti?

R: Collaboriamo con ambasciate, consolati, associazioni, università e istituzioni italiane per difendere i diritti e le esigenze degli studenti.

Ci impegniamo anche a far sentire la loro voce nei tavoli di discussione e nelle reti internazionali studentesche.

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D: HouariChalakh, cosa ha da dire riguardo il sostegno psicologico agli studenti?

R: Spesso gli studenti che vivono lontano da casa affrontano momenti di solitudine o difficoltà. ASA non è solo un’associazione, ma una comunità che ascolta, accompagna e incoraggia. Crediamo che il benessere psicologico sia fondamentale quanto il successo accademico.

D: L’associazione ASA promuove la cooperazione internazionale e lo scambio culturale?

R: Assolutamente sì.

ASA partecipa a progetti di cooperazione tra università algerine e italiane, organizza incontri culturali e promuove la conoscenza reciproca tra i due Paesi.

Crediamo che la cultura e l’educazione siano strumenti di diplomazia e di pace.

D: Come avete conosciuto l’Associazione di Promozione Sociale “Da Ischia L’Arte – DILA APS?

R: Abbiamo conosciuto l’associazione DILA APS attraverso le sue attività culturali e letterarie che promuovono il dialogo tra i popoli.

Condividiamo la stessa visione di cooperazione e di apertura, e siamo lieti di collaborare per rafforzare i legami culturali tra Italia e Algeria.

D: Avete piani futuri, manifestazioni, attività?R: Sì, abbiamo in programma diversi progetti: seminari accademici, giornate di orientamento per i nuovi studenti, scambi culturali e una “Settimana della Cultura Algerina in Italia” per promuovere le tradizioni e i talenti dei nostri giovani.

Inoltre, stiamo lavorando alla creazione di una piattaforma digitale di supporto per gli studenti algerini in tutto il Paese.

D: In che modo si vuole migliorare la qualità della permanenza degli studenti in futuro?

R: Il nostro obiettivo è rafforzare la rete ASA in ogni città italiana, offrendo servizi più accessibili e un dialogo costante con le istituzioni.

Vogliamo che ogni studente algerino o internazionale in Italia si senta accompagnato, valorizzato e parte attiva della società che lo accoglie.

Grazie, Dottore, per averci dedicato il suo prezioso tempo, le porgo i nostri cordiali saluti e le  auguro una buona continuazione.
Arrivederci domani a Ischia!

Dalila Boukhalfa

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Intervista al Dott. Houari Chalakh, Presidente

“Associazione Studenti Algerini” in Italia (ASA)

Il Dott. Houari Chalakh, Presidente “Associazione Studenti Algerini” in Italia (ASA) sarà a Ischia in occasione della sei giorni di eventi artistici, culturali e sociali denominata “Volo Pazzo” che

l’Associazione di Promozione Sociale “Da Ischia L’Arte”

ha in programma a Barano nella sede dell’Associazione “ADS Il Dragone – i cinque elementi” via Corrado Buono 88 (14, 15, 16, 28, 29, 30 novembre, inizio ore 16, ingressi gratuiti).

Dalila Boukhalfa, Presidente dell’Associazione algerina ADA l’ha intervistato in esclusiva per IL Dispari.

Ecco la prima parte, la seconda e ultima parte sarà pubblicata su queste colonne il prossimo giovedì 13 novembre.

D: Chi è Houari Chalakh?

R: Sono un cittadino algerino residente in Italia.

Dopo la laurea triennale ho conseguito un master in Algeria ed ora sto preparando una laurea Magistrale in Relazioni internazionali e cooperazione allo sviluppo.

Ho sempre creduto nel valore della conoscenza come ponte tra i popoli.

La mia esperienza accademica e personale in Italia mi ha spinto ad impegnarmi nel sostegno degli studenti algerini e internazionali affinché il loro percorso universitario e umano fosse un’occasione di crescita e integrazione.

D: Come è nata l’Associazione Studenti Algerini in Italia, ASA?

R: L’associazione nasce per iniziativa di un gruppo di studenti e ricercatori e di maestri algerini accomunati da un sogno comune: creare una rete di supporto e di rappresentanza per gli studenti algerini e internazionali in Italia.

ASA è il frutto della solidarietà, della cooperazione e della volontà di migliorare la vita accademica e sociale dei nostri studenti.

D: Qual è lo scopo principale della sua associazione?

R: Il nostro scopo principale è rappresentare, assistere e accompagnare gli studenti durante il loro percorso in Italia.

Inoltre, lavoriamo per favorire l’integrazione accademica e culturale, rafforzare i legami con le istituzioni italiane e algerine, e promuovere il dialogo interculturale.

D: Che genere di sostegno offre ASA agli studenti?

R: Offriamo un sostegno completo che include assistenza amministrativa (permessi di soggiorno, iscrizioni universitarie, borse di studio aiuti alimentari, analisi del mercato di lavoro, opportunità di tirocinio e stage, compreso il volontariato), orientamento accademico, supporto linguistico e, soprattutto, un ambiente familiare e solidale.

Inoltre, organizziamo eventi culturali e momenti di incontro tra studenti di diverse regioni italiane.

D: Come si realizza l’integrazione culturale degli studenti Algerini in Italia?

R: L’integrazione è un processo reciproco.

Promuoviamo la partecipazione attiva degli studenti alla vita universitaria e culturale italiana, incoraggiando il dialogo, la condivisione e il rispetto reciproco.

Le nostre attività interculturali aiutano a far conoscere meglio la cultura algerina e quella italiana per costruire ponti con la comunità locale.

 D: Secondo la vostra opinione, ASA è un punto di riferimento per gli studenti?

R: Sì, ASA è ormai un punto di riferimento riconosciuto per gli studenti algerini.

Ossia è uno spazio di ascolto, di aiuto e di rappresentanza, ma anche una famiglia in cui ogni studente trova sostegno e motivazione.

Dalila Boukhalfa

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2025 Professionisti DILA APS – Calendario pubblicazioni

Bruno Mancini 

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Bruno Mancini scrittore

Bruno Mancini Presidente DILA APS

DILA Altervista

NUSIV – Premio Otto milioni

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Tredici opere finaliste della XIV edizione del Premio di Arti varie “Otto milioni” ideato da Bruno Mancini ed organizzato dall’Associazione di Promozione Sociale “Da Ischia L’Arte DILA APS”.

La proclamazione dei vincitori avverrà a Barano, nella Casa Dei Popoli in Via Corrado Buono 88, durante la tre giorni di eventi denominata VOLO PAZZO che si terrà nei giorni 14 – 15 e 16 novembre prossimi.

20251110 DILA APS – IL DISPARI

85ag25f Miguel Pinero

86ag25f Mark Illukpitya

87ag25f Hairullah Kurbanov

87ag25f Hairullah Kurbanov

88ag25f Hairullah Kurbanov

89ag25f Guna Oškalna – Vējiņa

90ag25 Puran Singh Jhala

91ag25f Indulis Zālīte

92ag25f Ayssat Chamaeva

93ag25f Ayssat Chamaeva

94ag25f Ayssat Chamaeva

95ag25f Puran Singh Jhala

97ag25f Nunzia Zambardi

99ag25f Eugenia Murzaeva

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VOLO PAZZO: Un evento che più pazzo non si può!

Inizia venerdì prossimo e terminerà domenica 30 la lunga serie di sei giorni di eventi durante i quali l’Associazione “Da Ischia L’Arte – DILA APS” e molte altre realtà associative unite in NUSIV (Network Uniti Si Vince) proporranno arte e cultura in una miscela socializzante di carattere internazionale.

Infatti, una folta delegazione di Artisti provenienti dalla Lettonia, insieme ad un altrettanto numeroso gruppo di Artisti provenienti dall’Algeria, alterneranno le loro performance con i tanti Artisti provenienti da diverse regioni italiane.

Volo Pazzo ha l’obiettivo di “Far riconquistare, all’Arte in generale e alla Poesia in particolare, il palco di primo piano che compete loro nell’attuale società italiana” dando visibilità ad Artisti, non inseriti nei processi commerciali di grandi aziende, attraverso una manifestazione tanto popolare, tanto elitaria, tanto artistica, tanto esclusiva, tanto rappresentativa, tanto apprezzata a livello mondiale… e tanto altro ancora come è il

Premio OTTO MILIONI

(presentato per un decennio nel palinsesto della manifestazione internazionale BOOKCITY organizzata dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Milano, Fondazioni Corriere della Sera, Repubblica, Feltrinelli ecc.).

In sintesi, in partenariato con

  • Testata giornalistica IL DISPARI
  • ASD IL Dragone – I cinque elementi
  • Associazione algerina ADA
  • Salotto culturale INTERNO 4
  • Fondazione DDClinic master
  • Fondazione LA SPONDA

con il Patrocinio morale del Comune di Napoli

grazie agli Sponsor

  • Covergenze internet – phone – tv – energie
  • Palladino design jewelry
  • Studenti Algerini in Italia – A.S.A
  • Tee mania – Serigrafia tessile
  • Associazione del pensiero e la creatività culturale

con la Direzione Artistica di Chiara Pavoni e la collaborazione di Sara Liga Lapinska, Dalila Boukhalfa, Andrea Del Buono, Clementina Petroni e Pasquale Dragon Di Costanzo, esibiranno le loro Arti Angela Prota, Ilze Magone, Eva Mārtuža, Sandra Švarca squalificata da tutte le edizioni del Premio OTTO MILIONI, Aleksandrs Adamovičs, Yousra Chenah, Adlene Mohamed Rostom Chenah, Larachiche Mohamed, Fouad Dahman, Anna Giancarlo, Antonella Ariosto, Mara Concetta Leone, Marcello Canzoniere, Oblio artist, Rocco Scattino, Yagoub Imane, Dounia Aoubid, Djihene Grada,Houari Chalakh

e il programma prevede

  • Proclamazione vincitori delle quattro sezioni (poesie, articoli, video, arti grafiche) della XIV edizione Premio Internazionale di Arti Varie OTTO MILIONI;
  • Mostra collettiva di Arti grafiche
  • Reading
  • Sfilata abiti tradizionali algerini
  • Presentazione libri
  • Concerti musica classica e popolare
  • Spettacolo di magia
  • Artisti di strada
  • Performance
  • Degustazioni enogastronomiche
  • Presentazione Antologia “Libertà è anche mentire”
  • Gadget personalizzati
  • Stand prodotti locali
  • Stand materiale illustrativo
  • Buffet di benvenuto
  • Spaghettate e balli serali.

 

Siete tutti invitati nei giorni 14 – 15 – 16 – 28 – 29 – 30 novembre, c/o la Casa dei Popoli in Via Corrado Buono 88 a Barano, inizio ore 16 e ingressi gratuiti.

INFO: 3914830355 tutti i giorni dalle 15 alle 23.

Bruno Mancini

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Venti opere finaliste della XIV edizione del Premio di Arti varie "Otto milioni" ideato da Bruno Mancini ed organizzato dall'Associazione di Promozione Sociale "Da Ischia L'Arte DILA APS". La proclamazione dei vincitori avverrà a Barano, nella Casa Dei Popoli in Via Corrado Buono 88, durante la tre giorni di eventi denominata VOLO PAZZO che si terrà nei giorni 14 – 15 e 16 novembre prossimi.

 

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Venti opere finaliste della XIV edizione del Premio di Arti varie “Otto milioni” ideato da Bruno Mancini ed organizzato dall’Associazione di Promozione Sociale “Da Ischia L’Arte DILA APS”.

La proclamazione dei vincitori avverrà a Barano, nella Casa Dei Popoli in Via Corrado Buono 88, durante la tre giorni di eventi denominata VOLO PAZZO che si terrà nei giorni 14 – 15 e 16 novembre prossimi.

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61ag25f Irina Befa

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62ag25f Igor Abramov

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63ag25f Igor Abramov

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64ag25f Valeria Paukova

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65ag25f Valeria Paukova

66ag25f Abu Pashaev

66ag25f Abu Pashaev

68ag25f Abu Pashaev

69ag25 Abu Pashaev

71ag25f Juris Zēbergs

72ag25f Dagnija Jankovska

73ag25f Igor Rostikov

74ag25 Igor Rostikov

75ag25 Juris Zēbergs

76ag25 MJuris Zēbergs

77ag25 Dagnija Jankovska

81ag25 Aleksandrs Adamovičs

82ag25 Aleksandrs Adamovičs

83ag25 Aleksandrs Adamovičs

84ag25 Guna Oškalna - Vējiņa

Venti opere finaliste della XIV edizione del Premio di Arti varie "Otto milioni" ideato da Bruno Mancini ed organizzato dall'Associazione di Promozione Sociale "Da Ischia L'Arte DILA APS". La proclamazione dei vincitori avverrà a Barano, nella Casa Dei Popoli in Via Corrado Buono 88, durante la tre giorni di eventi denominata VOLO PAZZO che si terrà nei giorni 14 – 15 e 16 novembre prossimi.

41a edizione Premio FONTANE DI ROMA: Ernesta Mazzella & Lucia Annicelli

La Fondazione LA SPONDA, Presidente Benito Corradini, ha comunicato alle ischitane Prof. Ernesta Mazzella e Dott. Lucia Annicelli: “Ho il piacere di informarLa che la Giuria della 41° Premio Internazionale FONTANE DI ROMA, ha deciso con voto unanime di conferirLe l’Onorificenza per… ”

Il Premio Internazionale FONTANE DI ROMA, da decenni tra i più prestigiosi riconoscimenti per la Cultura, Arte, Lavoro, Solidarietà, Sanità e Romanità si svolgerà il prossimo 21 novembre, a Roma nella SALA ALESSANDRINA lungotevere in Sassia 3.

Sarà presente una delegazione dell’Associazione di Promozione Sociale “Da Ischia L’Arte – DILA” in quanto associata alla Fondazione La Sonda da accordo di partenariato e Membro della Giuria del Premio.

——————-

Motivazione del Premio che sarà conferito alla Prof. Ernesta Mazzella

Laurea in Lettere Classiche Federico II Napoli 110 e lode.

Specializzazione in Storia dell’Arte Medievale Federico II Napoli.

Diploma di Archivista, Scuola Vaticana di Paleografia, Diplomatica e Archivistica.

TFA Corso di Specializzazione per le attività di sostegno, Università Link – Roma.

Abilitazione A011 Università Link – Roma.

Certificazione 24 CFU, Accademia delle Belle Arti “Michelangelo” Agrigento.

Master I livello, IUM, Metodologie e tecnologie per l’inclusione degli alunni con disturbi

specifici di apprendimento – DSA.

Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale, Sezione San Luigi, Scuola di alta Formazione

di Arte e Teologia, Il corpo nella dimensione artistica e teologica, A. A. 

Archivista e referente scientifico Archivio Storico della Diocesi d’Ischia.

Docente di Lettere e Storia dell’Arte I. P.S. “V. Telese”, Ischia.

Numerose pubblicazioni editoriali.

Organizzatrice eventi culturali.

Più volte Conferenziere.

———–

Motivazione del Premio che sarà conferito alla Dott. Lucia Annicelli

Lucia Annicelli, esperta in bibliografia e biblioteconomia, già assistente di cattedra presso l’Università degli Studi Suor Orsola Benincasa, è dal 2010 direttrice responsabile della Biblioteca comunale Antoniana di Ischia.

Già consulente MIC per la biblioteca Nazionale di Napoli, per la biblioteca di Serrara Fontana e per la biblioteca diocesana di Ischia.

Vicepresidente del Centro Studi isola d’Ischia è esperta di storia della massoneria e dell’isola d’Ischia.

L’attività di ricerca ha trovato un naturale sviluppo in saggi e articoli scientifici nonché in svariate conferenze ed interviste.

 

 

DILA & IL DISPARI redazione culturale

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DILA APS intervista la giovane scrittrice Marzia Dionizio – Prima parte

D: Chi è Marzia Dionizio?

R: Sono una giovane donna della metà degli anni 80 che lavora come educatrice d’infanzia e hairstylist.

Sono nata, cresciuta e vivo tutt’ora nella città di Benevento, conosciuta per la sua storia con i suoi monumenti e colma di folclore.

Ho conseguito studi classici che mi hanno avvicinata al concetto dei miti e dei poemi, delle ballate medievali, dell’amor cortese e romantico.

La passione per la scrittura, il disegno, l’architettura, la storia delle acconciature, del costume dell’arte gotica mi ha sempre accompagnata durante gli anni della mia vita contribuendo a consolidare il mio gusto estetico in quei particolari generi.

D:  Come ha capito che voleva diventare una scrittrice?

R: Ho avuto la passione per la scrittura da quando ero bambina.

C’è sempre stato qualcosa nel mio animo che mi spingeva e che mi spinge a prendere la penna e dar vita a storie e racconti, scene e dialoghi.

Quando accade mi sentivo viva, in armonia con me stessa e gli altri.

D: C’è stata qualcosa che l’ha avvicinata alla scrittura?

R: Leggere fin da giovane autori di romanzi e racconti della letteratura straniera come Anne Rice, Tolkien, Bram Stoker, Edgar Allan Poe, Emily Dickinson, le sorelle Brontë, Dickens, la filmografia, nonché le opere teatrali del bardo Shakespeare in particolare, ha contribuito a far crescere questa passione per la scrittura.

Essi sono stati le pietre miliari della mia formazione e mi hanno aiutato nell’ispirazione.

D: Cosa significa per Lei scrivere?

R: Per me la scrittura rappresenta il miglior modo per esprimere ciò che provo, i miei sentimenti, le sensazioni; attraverso le parole, descrivendo le scene, i personaggi, vorrei mostrare le inquietudini, le passioni e l’anima che si celano in essi affinché appaiano nitide nella mente del lettore; al fine di farlo emozionare e con la speranza di lasciargli un ricordo piacevole della lettura, portandolo in quei mondi che ho sognato e creato anche per lui. La vita, il mondo, non sempre va nella direzione che vorremmo ma nella scrittura, nei mondi che plasmo, lì io posso far sì che vada come spero e desidero.

D: Quanto tempo ci ha messo per scrivere “Il Respiro Immortale”?

R: Ho cominciato la stesura di questo romanzo tre anni fa, riprendendolo e modificandolo più volte poiché non pienamente appagata dal finale che inizialmente avevo previsto; per me era troppo scontato, volevo renderlo più accattivante, molto più originale e alla fine ho raggiunto il mio obiettivo.

D: Qual è la parte più difficile nella tua creatività di scrittura?

R: La parte più estenuante nella creatività per me dipende dalla concentrazione.

Capita che se non hai l’attenzione per metterti alla scrivania ed esprimere ciò che vuoi scrivere, allora ogni tentativo risulta vano.

Non basta l’ispirazione nel mio caso, occorre sentirmi serena e fiduciosa nel potermi aprire alla scrittura.

E’ come un’onda che ti invade e se non sei pronta a nuotare allora diviene frustrante.

D: Perché ha scelto “Il respiro immortale” come titolo del suo libro?

R: Il titolo è stato la decisione più difficile, anche perché ne avevo pensati tantissimi, ma nessuno di quelli mi convinceva.

Alla fine ho scelto “Il Respiro Immortale” perché rappresenta il connubio e la dicotomia al tempo stesso, che volevo descrivere nell’intero libro.

Un essere sovrannaturale e immortale che non appartiene più al mondo terreno ma che possiede, nonostante tutto, ancora un anelito di umanità rappresentato dal respiro, rendendolo più umano di tanti che possono definirsi tali.

 <Il respiro immortale – Editore Youcanprint – 2025

Pagine 428 – EAN 9791222794198 – € 25.00>

La seconda parte di questa intervista sarà pubblicata su queste colonne venerdì 14 novembre

 Dalila Boukhalfa & Silvana Lazzarino

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Valle dell’Angelo, piccolo borgo, grande storia

Borgo più piccolo del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, situato nella provincia di Salerno,Valle dell’Angelo si trova a 630 m di altitudine con 220 abitanti, di cui 100 solo nel centro storico.

Circondato a sud dal Monte Ausinito e affacciato sulla Valle del fiume Calore, questa cittadina prende il nome dalla presenza di una grotta dedicata a San Michele Arcangelo luogo di pellegrinaggio esito sacro legato al culto longobardo dell’Arcangelo Michele, la cui venerazione era fortemente sentita dai fedeli.

Denominato in precedenza Piaggine Sottane per distinguerlo da Piaggine Soprane l’attuale Piaggine, successivamente nel 1927 è stato ribattezzato per motivi religiosi con l’attuale nome.
Il borgo la cui origine risale intorno al X secolo d.C. fu rifugio dei monaci basiliani in fuga dalla Siria e dall’Epiro per via delle persecuzioni iconoclaste nell’Impero bizantino.

Essi rilanciarono l’agricoltura locale, coltivando vite, olivo e legumi.
Divenuto luogo di pellegrinaggio per la Grotta di San Michele, dopo varie vicende feudali nel 1799 fu protagonista nella Rivoluzione Napoletana e nelle rivolte contadine.

Attualmente borgo meno popolato tra i comuni di tutta la Campania, Valle dell’Angelo vive di turismo, per la bellezza naturale, i siti culturali e le attrazioni gastronomiche, offrendo ai visitatori paesaggi, cultura e tradizioni autentiche.

Ha visto una riqualificazione e una conversione della propria economia da agricolo pastorale a vocazione prettamente turistica.

Sede in passato di colonie montane per i più giovani, la cittadina negli anni ha ampliato i servizi rivolti al turismo anche con supporto infermieristico e con un bonus per soggiorni.

Seppur piccolo, il paese offre diversi siti da visitare, tra questi, la Chiesa di San Barbato del XVII secolo di origine longobarda con tre portali d’ingresso di cui uno importante in legno scolpito con raffigurati i simboli di S. Barbato: libro e mitria vescovile ed un imponente altare maggiore capolavoro di arte barocca con coro ligneo; la Chiesa settecentesca di Santa Barbara con un portale in pietra lavorato ed un elegante campanile.

Citiamo inoltre Palazzo Vertullo del XVII secolo esempio di architettura signorile del passato e tra i più antichi del borgo caratterizzato da un portale in pietra calcarea, e la Grotta di San Michele Arcangelo simbolo della religiosità cristiana dei Monti Alburni, santuario rupestre risalente al periodo longobardo, dove è custodita una piccola statua dell’Arcangelo Michele in atteggiamento di difesa.

Senza dimenticare la Sorgente del Festolaro a sud del paese, ubicata all’interno di una grotta carsica, alla quale si accede mediante una galleria artificiale di oltre 220 metri lungo il cuore della montagna.

Tra i piatti tipici di Valle dell’Angelo, e presenti nel Cilento: i cavatelli al ragù, i ravioli di ricotta, lagane e ceci, ciambotta, freselle con pomodori.

Nei dintorni di Valle dell’Angelo si trova il Museo Naturalistico degli Alburni dove è presente una ricca esposizione permanente di fauna europea con vertebrati e invertebrati, tra cui mammiferi, uccelli, crostacei e insetti.

Silvana Lazzarino e Dalila Boukhalfa

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Professionisti DILA APS 2025 – Calendario pubblicazioni

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Bruno Mancini Presidente DILA APS

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Intervista al Dott. Houari Chalakh, Presidente

“Associazione Studenti Algerini” in Italia (ASA)

Il Dott. Houari Chalakh, Presidente “Associazione Studenti Algerini” in Italia (ASA) sarà a Ischia in occasione della sei giorni di eventi artistici, culturali e sociali denominata “Volo Pazzo” che l’Associazione di Promozione Sociale “Da Ischia L’Arte” ha in programma a Barano nella sede dell’Associazione “ADS Il Dragone – i cinque elementi” via Corrado Buono 88 (14, 15, 16, 28, 29, 30 novembre, inizio ore 16, ingressi gratuiti).

Dalila Boukhalfa, Presidente dell’Associazione algerina ADA l’ha intervistato in esclusiva per IL Dispari.

Prima parte, la seconda e ultima parte sarà pubblicata su queste colonne il prossimo giovedì 13 novembre.

D: Chi è Houari Chalakh?

R: Sono un cittadino algerino residente in Italia.

Dopo la laurea triennale ho conseguito un master in Algeria ed ora sto preparando una laurea Magistrale in Relazioni internazionali e cooperazione allo sviluppo.

Ho sempre creduto nel valore della conoscenza come ponte tra i popoli.

La mia esperienza accademica e personale in Italia mi ha spinto ad impegnarmi nel sostegno degli studenti algerini e internazionali affinché il loro percorso universitario e umano fosse un’occasione di crescita e integrazione.

D: Come è nata l’Associazione Studenti Algerini in Italia, ASA?

R: L’associazione nasce per iniziativa di un gruppo di studenti e ricercatori e di maestri algerini accomunati da un sogno comune: creare una rete di supporto e di rappresentanza per gli studenti algerini e internazionali in Italia.

ASA è il frutto della solidarietà, della cooperazione e della volontà di migliorare la vita accademica e sociale dei nostri studenti.

D: Qual è lo scopo principale della sua associazione?

R: Il nostro scopo principale è rappresentare, assistere e accompagnare gli studenti durante il loro percorso in Italia.

Lavoriamo per favorire l’integrazione accademica e culturale, rafforzare i legami con le istituzioni italiane e algerine, e promuovere il dialogo interculturale.

D: Che genere di sostegno offre ASA agli studenti?

R: Offriamo un sostegno completo che include assistenza amministrativa (permessi di soggiorno, iscrizioni universitarie, borse di studio aiuti alimentari, analisi del mercato di lavoro, opportunità di tirocinio e stage, compreso il volontariato), orientamento accademico, supporto linguistico e, soprattutto, un ambiente familiare e solidale.

Inoltre, organizziamo eventi culturali e momenti di incontro tra studenti di diverse regioni italiane.

D: Come si realizza l’integrazione culturale degli studenti Algerini in Italia?

R: L’integrazione è un processo reciproco.

Promuoviamo la partecipazione attiva degli studenti alla vita universitaria e culturale italiana, incoraggiando il dialogo, la condivisione e il rispetto reciproco.

Le nostre attività interculturali aiutano a far conoscere meglio la cultura algerina e quella italiana per costruire ponti con la comunità locale.

 D: Secondo la vostra opinione, ASA è un punto di riferimento per gli studenti?

R: Sì, ASA è ormai un punto di riferimento riconosciuto per gli studenti algerini.

È uno spazio di ascolto, di aiuto e di rappresentanza, ma anche una famiglia in cui ogni studente trova sostegno e motivazione.

Dalila Boukhalfa

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Serre affascinante borgo medievale

Ai piedi dei Monti Alburni sorge Serre affascinante borgo medievale incastonato tra due fiumi, il Sele e il Calore lucano, che ne delimitano il territorio formando una suggestiva conformazione a cuneo.

Serre, parte nel Parco del Cilento e parte nel Vallo di Diano, si trova ai piedi dei Monti Alburni in una zona collinare caratterizzata da aree boscose, uliveti e vigneti.

Il nome deriva sia dal termine “serrae” con cui nel Medioevo si indicavano le colline o i monti che escludevano gli orizzonti, sia dall’antica attività dei boscaioli che con “serre” seghe disboscavano il territorio.

Il primo nucleo abitato di Serre risale probabilmente all’ X – XI secolo D. C., ma non rimane traccia del castello intorno al quale esso si sviluppava.

Dal XV secolo si assiste al susseguirsi di diverse dinastie, dai Sanseverino ai De Rossi, fino alla dominazione dei Borboni.

Edificato intorno al XVI secolo nel sito occupato in epoca medioevale da un castello del quale ricalca la pianta, il Palazzo Ducale, residenza della famiglia De Rossi è caratterizzato da due ali di fabbricato disposte ad angolo retto che unendosi ai muri di cinta, davano vita ad un impianto quadrangolare atto a racchiudere un vasto cortile dove gli elementi prevalenti sono un pozzo laterale di stile cinquecentesco, due scale in pietra e il secolare platano centrale.

Lungo il perimetro della corte è annessa la Cappella del Soccorso di cui resta il portale e i conci di chiave (riferiti all’arco) su cui si notano rosette e simboli araldici.

Edificata nel Settecento per volere del re Carlo di Borbone appassionato di caccia, su progetto iniziale dell’ingegnere militare Giovanni Domenico Piana, e poi rielaborata da Luigi Vanvitelli, la Real Casina di Cacciadi Persano (1752) prende il nome dalla località di Persano, area rurale situata a pochi chilometri da Serre.

La tenuta, autentico tesoro di storia e arte, è stata per lungo tempo l’elegante residenza di caccia dei Borboni, che qui trovavano ristoro e svago fino al periodo dell’Unità d’Italia.

Distribuita su due piani, la residenza con simmetrica pianta quadrata, presenta una facciata in stile barocco, un ampio cortile centrale e un atrio nel quale si trova un ampio scalone al termine del quale si nota la scultura in marmo di scuola del Canova che ritrae un mastino napoletano.

Dopo il periodo borbonico, l’edificio ha visto una nuova trasformazione: parte della costruzione e dell’immensa tenuta sono stati destinati a presidio militare.

Tra gli edifici di culto citiamo: la Chiesa di S. Martino risalente al XIII secolo caratterizzata da una facciata semplice e con un interno decorato da affreschi del XV secolo; ed il Santuario di Santa Maria dell’Olivo, così denominato per la presenza di una maestosa pianta di olivo accanto ad esso. Si narra che la costruzione del tempio risalga al X – XI secolo in seguito all’apparizione ad un pastore della Madonna su un albero di ulivo.

La chiesa dalla facciata bianca in pietra calcarea presenta all’interno decorazioni con affreschi e statue con episodi della vita di Maria ed in fondo alla navata centraleè una nicchia dove è presente una statua in stucco della Madonna dell’Olivo risalente circa all’ultimo decennio del XIII secolo che per stile rimanda alle raffigurazioni bizantine.

Dalila Boukhalfa e Silvana Lazzarino

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Venti opere finaliste della XIV edizione del Premio di Arti varie "Otto milioni" ideato da Bruno Mancini ed organizzato dall'Associazione di Promozione Sociale "Da Ischia L'Arte DILA APS". La proclamazione dei vincitori avverrà a Barano, nella Casa Dei Popoli in Via Corrado Buono 88, durante la tre giorni di eventi denominata VOLO PAZZO che si terrà nei giorni 14 – 15 e 16 novembre prossimi.

 

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Venti opere finaliste della XIV edizione del Premio di Arti varie “Otto milioni” ideato da Bruno Mancini ed organizzato dall’Associazione di Promozione Sociale “Da Ischia L’Arte DILA APS”.

La proclamazione dei vincitori avverrà a Barano, nella Casa Dei Popoli in Via Corrado Buono 88, durante la tre giorni di eventi denominata VOLO PAZZO che si terrà nei giorni 14 – 15 e 16 novembre prossimi.

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64ag25f Valeria Paukova

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65ag25f Valeria Paukova

66ag25f Abu Pashaev

66ag25f Abu Pashaev

68ag25f Abu Pashaev

69ag25 Abu Pashaev

71ag25f Juris Zēbergs

72ag25f Dagnija Jankovska

73ag25f Igor Rostikov

74ag25 Igor Rostikov

75ag25 Juris Zēbergs

76ag25 MJuris Zēbergs

77ag25 Dagnija Jankovska

81ag25 Aleksandrs Adamovičs

82ag25 Aleksandrs Adamovičs

83ag25 Aleksandrs Adamovičs

84ag25 Guna Oškalna - Vējiņa

Venti opere finaliste della XIV edizione del Premio di Arti varie "Otto milioni" ideato da Bruno Mancini ed organizzato dall'Associazione di Promozione Sociale "Da Ischia L'Arte DILA APS". La proclamazione dei vincitori avverrà a Barano, nella Casa Dei Popoli in Via Corrado Buono 88, durante la tre giorni di eventi denominata VOLO PAZZO che si terrà nei giorni 14 – 15 e 16 novembre prossimi.

41a edizione Premio FONTANE DI ROMA: Ernesta Mazzella & Lucia Annicelli

La Fondazione LA SPONDA, Presidente Benito Corradini, ha comunicato alle ischitane Prof. Ernesta Mazzella e Dott. Lucia Annicelli: “Ho il piacere di informarLa che la Giuria della 41° Premio Internazionale FONTANE DI ROMA, ha deciso con voto unanime di conferirLe l’Onorificenza per… ”

Il Premio Internazionale FONTANE DI ROMA, da decenni tra i più prestigiosi riconoscimenti per la Cultura, Arte, Lavoro, Solidarietà, Sanità e Romanità si svolgerà il prossimo 21 novembre, a Roma nella SALA ALESSANDRINA lungotevere in Sassia 3.

Sarà presente una delegazione dell’Associazione di Promozione Sociale “Da Ischia L’Arte – DILA” in quanto associata alla Fondazione La Sonda da accordo di partenariato e Membro della Giuria del Premio.

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Motivazione del Premio che sarà conferito alla Prof. Ernesta Mazzella

Laurea in Lettere Classiche Federico II Napoli 110 e lode.

Specializzazione in Storia dell’Arte Medievale Federico II Napoli.

Diploma di Archivista, Scuola Vaticana di Paleografia, Diplomatica e Archivistica.

TFA Corso di Specializzazione per le attività di sostegno, Università Link – Roma.

Abilitazione A011 Università Link – Roma.

Certificazione 24 CFU, Accademia delle Belle Arti “Michelangelo” Agrigento.

Master I livello, IUM, Metodologie e tecnologie per l’inclusione degli alunni con disturbi

specifici di apprendimento – DSA.

Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale, Sezione San Luigi, Scuola di alta Formazione

di Arte e Teologia, Il corpo nella dimensione artistica e teologica, A. A. 

Archivista e referente scientifico Archivio Storico della Diocesi d’Ischia.

Docente di Lettere e Storia dell’Arte I. P.S. “V. Telese”, Ischia.

Numerose pubblicazioni editoriali.

Organizzatrice eventi culturali.

Più volte Conferenziere.

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Motivazione del Premio che sarà conferito alla Dott. Lucia Annicelli

Lucia Annicelli, esperta in bibliografia e biblioteconomia, già assistente di cattedra presso l’Università degli Studi Suor Orsola Benincasa, è dal 2010 direttrice responsabile della Biblioteca comunale Antoniana di Ischia.

Già consulente MIC per la biblioteca Nazionale di Napoli, per la biblioteca di Serrara Fontana e per la biblioteca diocesana di Ischia.

Vicepresidente del Centro Studi isola d’Ischia è esperta di storia della massoneria e dell’isola d’Ischia.

L’attività di ricerca ha trovato un naturale sviluppo in saggi e articoli scientifici nonché in svariate conferenze ed interviste.

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Diciotto opere finaliste della XIV edizione del Premio di Arti varie “Otto milioni” ideato da Bruno Mancini ed organizzato dall’Associazione di Promozione Sociale “Da Ischia L’Arte DILA APS”.

La proclamazione dei vincitori avverrà a Barano, nell’isola d’Ischia, durante la tre giorni di eventi denominata VOLO PAZZO che si terrà nei giorni 14 – 15 e 16 novembre prossimi.

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Oggi vi presentiamo in anteprima il testo dell’Inno che verrà presentato il 14 novembre durante l’evento culturale che DILA APS organizzerà nella Casa Dei Popoli a Barano

INNO

VOLO PAZZO

Testo di Luciano Somma & BRUNO MANCINI

Luciano Somma

BRUNO MANCINI

Musica e canto di Luciano Somma

Luciano Somma

VOLO PAZZO

Con un dolce soffio di vento
siamo giunti da Roma a Barano
per vivere tre giorni in armonia
con tanti artisti tutti in allegria.
Tanta semplicità, gente ospitale.
Siamo a Barano dove c’è cultura
e con la premiazione “OTTO MILIONI”
s’inchina tutta  quanta la natura!

Ritornello

 
VOLO PAZZO
Da Ischia a Barano
dove c’è aria pura e cibo sano
con DILA, DILA, DILA evviva, urrà!

Un mondo di bellezza senza fine
ancora inventeremo nel futuro
perché le arti non hanno confine
e tutto è bello e tutto duraturo.
Qui sopra si respira un’aria fina:
è l’aria della splendida Barano
dove quando apri gli occhi la mattina
Intoni un dolce canto piano piano.

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DILA & IL DISPARI redazione culturale

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Serre affascinante borgo medievale

Ai piedi dei Monti Alburni sorge Serre affascinante borgo medievale incastonato tra due fiumi, il Sele e il Calore lucano, che ne delimitano il territorio formando una suggestiva conformazione a cuneo.

Serre, parte nel Parco del Cilento e parte nel Vallo di Diano, si trova ai piedi dei Monti Alburni in una zona collinare caratterizzata da aree boscose, uliveti e vigneti.

Il nome deriva sia dal termine “serrae” con cui nel Medioevo si indicavano le colline o i monti che escludevano gli orizzonti, sia dall’antica attività dei boscaioli che con “serre” seghe disboscavano il territorio.

Il primo nucleo abitato di Serre risale probabilmente all’ X – XI secolo D. C., ma non rimane traccia del castello intorno al quale esso si sviluppava.

Dal XV secolo si assiste al susseguirsi di diverse dinastie, dai Sanseverino ai De Rossi, fino alla dominazione dei Borboni.

Edificato intorno al XVI secolo nel sito occupato in epoca medioevale da un castello del quale ricalca la pianta, il Palazzo Ducale, residenza della famiglia De Rossi è caratterizzato da due ali di fabbricato disposte ad angolo retto che unendosi ai muri di cinta, davano vita ad un impianto quadrangolare atto a racchiudere un vasto cortile dove gli elementi prevalenti sono un pozzo laterale di stile cinquecentesco, due scale in pietra e il secolare platano centrale.

Lungo il perimetro della corte è annessa la Cappella del Soccorso di cui resta il portale e i conci di chiave (riferiti all’arco) su cui si notano rosette e simboli araldici.

Edificata nel Settecento per volere del re Carlo di Borbone appassionato di caccia, su progetto iniziale dell’ingegnere militare Giovanni Domenico Piana, e poi rielaborata da Luigi Vanvitelli, la Real Casina di Cacciadi Persano (1752) prende il nome dalla località di Persano, area rurale situata a pochi chilometri da Serre.

La tenuta, autentico tesoro di storia e arte, è stata per lungo tempo l’elegante residenza di caccia dei Borboni, che qui trovavano ristoro e svago fino al periodo dell’Unità d’Italia.

Distribuita su due piani, la residenza con simmetrica pianta quadrata, presenta una facciata in stile barocco, un ampio cortile centrale e un atrio nel quale si trova un ampio scalone al termine del quale si nota la scultura in marmo di scuola del Canova che ritrae un mastino napoletano.

Dopo il periodo borbonico, l’edificio ha visto una nuova trasformazione: parte della costruzione e dell’immensa tenuta sono stati destinati a presidio militare.

Tra gli edifici di culto citiamo: la Chiesa di S. Martino risalente al XIII secolo caratterizzata da una facciata semplice e con un interno decorato da affreschi del XV secolo; ed il Santuario di Santa Maria dell’Olivo, così denominato per la presenza di una maestosa pianta di olivo accanto ad esso. Si narra che la costruzione del tempio risalga al X – XI secolo in seguito all’apparizione ad un pastore della Madonna su un albero di ulivo.

La chiesa dalla facciata bianca in pietra calcarea presenta all’interno decorazioni con affreschi e statue con episodi della vita di Maria ed in fondo alla navata centraleè una nicchia dove è presente una statua in stucco della Madonna dell’Olivo risalente circa all’ultimo decennio del XIII secolo che per stile rimanda alle raffigurazioni bizantine.

Dalila Boukhalfa e Silvana Lazzarino

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Luca Nicotra | Il principio di azione e reazione e la propulsione

Il principio di azione e reazione o terzo principio della dinamica, formulato da Isaac Newton, asserisce che un corpo che subisce da un altro un’azione reagisce su quest’ultimo con un’azione uguale e contraria, vale a dire con una forza che ha la stessa direzione e la stessa intensità ma verso contrario: «Actioni contrariam semper et aequalem esse reactionem: sive corporum duorum actiones in se mutuo semper esse aequales et in partes contrarias dirigi».

Su questo semplice principio poggia il funzionamento di qualunque sistema di propulsione “attivo”, che è quindi sempre “a reazione”.

Tuttavia, convenzionalmente in senso restrittivo, si parla di “propulsione a reazione” o “a getto” quando per generare la spinta propulsiva per reazione si utilizza un fluido captato dall’esterno e proiettato all’indietro a velocità molto superiore rispetto a quella d’ingresso, partecipando esso stesso al ciclo termodinamico che trasforma calore nell’energia meccanica necessaria ad accelerare il fluido.

Il caso più semplice di propulsione è il camminare: con i piedi esercitiamo sul terreno una forza orizzontale all’indietro che, grazie all’attrito, ci viene restituita dal terreno in avanti, come reazione.

Su un piano totalmente privo d’attrito non potremmo camminare.
Quando nuotiamo spingiamo indietro l’acqua con le mani e i piedi: l’acqua spostata ci ricambia con una spinta in avanti della stessa intensità.

Una barca si muove grazie ai remi o all’elica, che esercitano sull’acqua una spinta all’indietro, cui corrisponde una spinta di uguale intensità esercitata in avanti dalla massa d’acqua spostata.

Un aereo ad elica, analogamente, sposta all’indietro una certa massa d’aria tramite la rotazione dell’elica e lo svergolamento delle sue pale, ricevendo da tale massa d’aria una spinta in avanti di uguale intensità: il suo funzionamento è simile a quello di una vite che si avviti nell’aria.

La navigazione o il volo a vela sono, invece, sistemi di propulsione “passivi”.
Particolarmente interessanti sono i vari tipi di propulsori impiegati in campo aeronautico e spaziale.

Se il volo avviene entro l’atmosfera vengono utilizzati propulsori a getto di vario tipo: statoreattore, turboreattore (a flusso semplice e doppio), turboelica, turbostatoreattore.

Nello statoreattore il ciclo termodinamico che realizza la trasformazione di calore in energia meccanica, viene effettuato sul fluido senza organi ruotanti.

La caratteristica dello statoreattore è di generare la spinta quando raggiunge una velocità minima, per cui non consente il decollo e può funzionare soltanto quando il veicolo è portato a quella velocità minima da un altro tipo di propulsore.

Nel turboreattore, invece, il ciclo termodinamico è realizzato con organi ruotanti (in genere una turbina a gas) ed è possibile il decollo da fermo.
Il turboelica realizza una spinta che per l’85- 90 % è dovuta alla massa d’aria spostata indietro dall’elica e per il restante 15-10 % è prodotta dal getto dei gas di scarico.

Il turbostatoreattore riunisce le caratteristiche del turboreattore e dello statoreattore: al decollo funziona soltanto come turboreattore, mentre a velocità molto elevate (circa 5 Mach, cioè 5 volte la velocità del suono) la parte rotante viene disattivata e il propulsore funziona come statoreattore.

Se, invece, il volo avviene nello spazio interplanetario “vuoto”, il fluido, che espulso posteriormente genera per reazione la spinta propulsiva, non può essere prelevato dall’esterno, bensì deve essere portato a bordo: in tal caso si parla di propulsione a razzo.

A seconda del sistema con cui viene fornita energia meccanica al fluido, si hanno diversi tipi di razzi: razzo chimico, razzo nucleare, razzo a isotopi, razzo solare, razzo ad arco, razzo a ioni, razzo a plasma.

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Capita anche questo!

Senza fare il nome, ma con accesso a

https://www.emmegiischia.com/sponsor-volo-pazzo/

potrete capire facilmente di chi sto scrivendo, capita che l’ingordigia superi di gran lunga il rispetto per la parola data.

In premessa devo dire che decidendo di relazionare con una certa continuità tutte le fasi, di programmazione prima, e di realizzazione poi del progetto culturale artistico e sociale VOLO PAZZO in programma a Laurino (Cilento) nei giorni 14, 15 e 16 novembre prossimi, mi ero ripromesso di non portare alle vostra attenzione tutte le problematiche che di norma vanno sviluppandosi quando si mette mano ad una impresa tanto popolare, tanto elitaria, tanto artistica, tanto esclusiva, tanto rappresentativa… e tanto altro ancora come lo è VOLO PAZZO.

Però oggi desidero fare un’eccezione tanto è il disgusto provato dalla presa atto che l’ingordigia supera di gran lunga il rispetto.

In sintesi, nei giorni immediatamente successivi alla notizia pubblicata in anteprima su questo giornale relativa alla programmazione della tre giorni di VOLO PAZZO, tante sono state le istanze di partecipazione e le relative richieste di aiuto per trovare una sistemazione per i pernottamenti che Eva Di Perna, nella sua qualità di Presidente DILA APS della sede operativa Parco Nazionale del Cilento, in pochi giorni ha contattato tutte le strutture disponibili nel Comune di Laurino concordando con i titolari di ciascuna di esse le migliori condizioni economiche da offrire agli Artisti e a tutti coloro che ne avevano fatta richiesta.

Considerando che il mese di Novembre è un mese pessimo per il turismo di quella zona del Cilento e valutando il fatto che Eva garantiva il sold out ai BeB e ai Fittacamere di Laurino e comuni limitrofi, la sua proposta di collaborazione è stata accolta con un vero plebiscito.

In quindici giorni, e mi riferisco all’inizio del mese di settembre, TUTTI i posti letti di Laurino e comuni limitrofi sono stati assegnati a vario titolo a persone provenienti non solo dall’Italia ma anche dalla Lettonia, dalla Algeria e da altre Nazioni.

Un successo enorme prodromo di interessanti ricadute commerciali per una zona del Cilento notoriamente estranea a tale tipologia di flussi turistici.

Questa era la situazione fino a domenica, quando uno dei titolari di BeB le ha mandato un messaggio dicendo che non poteva mantenere l’impegno preso in quanto alcune persone avevano chiesto di usufruire della sua struttura per la durata di 20 giorni… compresi i tre giorni di VOLO PAZZO.

Cioè lui, beneficiando del sold out realizzato grazie alla collaborazione tra DILA APS e lui stesso e tutti i suoi colleghi, furbescamente ha intascato una prenotazione della quale si sarebbe sognato di beneficiare se anche i suoi colleghi fossero stati disponibili ad accettarla.

Egoisticamente, non solo è venuto meno al nostro accordo ma ha anche gabbato i suoi colleghi!

l’ingordigia supera di gran lunga il rispetto per la parola data… e anche una corretta condotta concorrenziale.

Ovviamente Eva Di Perna ha già provveduto a risolvere il problema sistemando gli ospiti in una struttura adeguata.

Chiudo dicendo che questi è altri rilievi moralmente e professionalmente inqualificabili gli sono stati spiattellati, personalmente e senza reticenze, dalla nostra Socia alla quale aggiungiamo un complimento per l’efficienza e un grande applauso per la determinazione.

Bruno Mancini

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Valle dell’Angelo, piccolo borgo, grande storia

Borgo più piccolo del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, situato nella provincia di Salerno,Valle dell’Angelo si trova a 630 m di altitudine con 220 abitanti, di cui 100 solo nel centro storico.

Circondato a sud dal Monte Ausinito e affacciato sulla Valle del fiume Calore, questa cittadina prende il nome dalla presenza di una grotta dedicata a San Michele Arcangelo luogo di pellegrinaggio esito sacro legato al culto longobardo dell’Arcangelo Michele, la cui venerazione era fortemente sentita dai fedeli.

Denominato in precedenza Piaggine Sottane per distinguerlo da Piaggine Soprane l’attuale Piaggine, successivamente nel 1927 è stato ribattezzato per motivi religiosi con l’attuale nome.
Il borgo la cui origine risale intorno al X secolo d.C. fu rifugio dei monaci basiliani in fuga dalla Siria e dall’Epiro per via delle persecuzioni iconoclaste nell’Impero bizantino.

Essi rilanciarono l’agricoltura locale, coltivando vite, olivo e legumi.
Divenuto luogo di pellegrinaggio per la Grotta di San Michele, dopo varie vicende feudali nel 1799 fu protagonista nella Rivoluzione Napoletana e nelle rivolte contadine.

Attualmente borgo meno popolato tra i comuni di tutta la Campania, Valle dell’Angelo vive di turismo, per la bellezza naturale, i siti culturali e le attrazioni gastronomiche, offrendo ai visitatori paesaggi, cultura e tradizioni autentiche.

Ha visto una riqualificazione e una conversione della propria economia da agricolo pastorale a vocazione prettamente turistica.

Sede in passato di colonie montane per i più giovani, la cittadina negli anni ha ampliato i servizi rivolti al turismo anche con supporto infermieristico e con un bonus per soggiorni.

Seppur piccolo, il paese offre diversi siti da visitare, tra questi, la Chiesa di San Barbato del XVII secolo di origine longobarda con tre portali d’ingresso di cui uno importante in legno scolpito con raffigurati i simboli di S. Barbato: libro e mitria vescovile ed un imponente altare maggiore capolavoro di arte barocca con coro ligneo; la Chiesa settecentesca di Santa Barbara con un portale in pietra lavorato ed un elegante campanile.

Citiamo inoltre Palazzo Vertullo del XVII secolo esempio di architettura signorile del passato e tra i più antichi del borgo caratterizzato da un portale in pietra calcarea, e la Grotta di San Michele Arcangelo simbolo della religiosità cristiana dei Monti Alburni, santuario rupestre risalente al periodo longobardo, dove è custodita una piccola statua dell’Arcangelo Michele in atteggiamento di difesa.

Senza dimenticare la Sorgente del Festolaro a sud del paese, ubicata all’interno di una grotta carsica, alla quale si accede mediante una galleria artificiale di oltre 220 metri lungo il cuore della montagna.

Tra i piatti tipici di Valle dell’Angelo, e presenti nel Cilento: i cavatelli al ragù, i ravioli di ricotta, lagane e ceci, ciambotta, freselle con pomodori.

Nei dintorni di Valle dell’Angelo si trova il Museo Naturalistico degli Alburni dove è presente una ricca esposizione permanente di fauna europea con vertebrati e invertebrati, tra cui mammiferi, uccelli, crostacei e insetti.

Silvana Lazzarino e Dalila Boukhalfa

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San Giovanni a Piro tra storia, natura e tradizione

Tra i monti e il mare, immerso nel Parco Nazionale del Cilento, San Giovanni a Piro conquista per la sua storia millenaria, le meraviglie naturali e un patrimonio ricco di tradizioni.

La sua denominazione porta con sé un duplice riferimento: a San Giovanni Battista, figura venerata cui è stato dedicato un antico monastero basiliano sorto tra l’XI e il XII secolo, e al termine greco “pyros” alludendo a un posto di guardia o ad una località legata al fuoco, in riferimento forse alle torri di avvistamento che proteggevano la costa dalle incursioni saracene.

Arroccato sulle pendici del Monte Bulgheria il borgo offre una vista sulla costa tirrenica tra il blu intenso del Golfo di Policastro e le tonalità argentee degli ulivi secolari.

Tra invasioni saracene, dominio normanno e era borbonica pur tra momenti di ricchezza e difficoltà, la cittadina ha mantenuto viva sempre la propria identità.

Tra le testimonianze legate all’arte e alla spiritualità troviamo il Santuario di Maria SS. di Pietrasanta, edificato nel XVI secolo, noto per il suo portale in pietra e per la statua lignea della Vergine, che custodisce preziose opere d’arte tra affreschi seicenteschi e un altare maggiore finemente decorato a testimoniare il passaggio di artisti locali e la profonda fede popolare.

Gli uliveti e i sentieri che lo circondano lo rendono ancora più suggestivo, specie durante le celebrazioni religiose quando la comunità si ritrova in pellegrinaggio, creando un’atmosfera di intensa partecipazione.
Con la sua imponente facciata la Chiesa madre di San Giovanni Battista, esempio di architettura cilentana il cui corpo centrale è databile circa al XV secolo, presenta interni riccamente decorati.

Oltre a raffinati stucchi e dipinti che narrano episodi della vita del santo patrono, si trova una fonte battesimale in marmo di pregevole fattura e un organo a canne del XVIII secolo.

La chiesa è spesso teatro di eventi musicali e momenti di raccoglimento collettivo, consolidando il suo ruolo di punto di riferimento spirituale e sociale per tutta la comunità.
Tra i vicoli si incontrano palazzi storici, portali in pietra lavorata e antiche fontane che raccontano la vita quotidiana di un tempo.

La natura con i suoi profumi e colori restituisce scenari indimenticabili come la piccola frazione di Scario considerata la “Porta del Cilento” per la sua posizione privilegiata tra le acque cristalline e i boschi rigogliosi.
Anche la vista dal Monte Bulgheria alle spalle del paese offre scorci unici sull’intero Golfo di Policastro.

Decisi e intensi i sapori della tavola rispecchiano il carattere di questa terra generosa dalla cultura contadina consolidata nel tempo dove le ricette sono state tramandate di generazione in generazione: accanto a le “lagane e ceci”, semplice e gustosa pasta fatta a mano accompagnata da legumi locali, è la “ciambotta” ricco stufato di verdure di stagione.

La memoria collettiva e le radici sono sempre vive grazie anche ad eventi e manifestazioni come le feste tra cui quella in onore di Maria SS. di Pietrasanta con processioni, antiche melodie e spettacoli pirotecnici, che ogni anno richiama pellegrini e visitatori da tutta la regione.

Dalila Boukhalfa e Silvana Lazzarino

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Diciotto opere finaliste della XIV edizione del Premio di Arti varie “Otto milioni” ideato da Bruno Mancini ed organizzato dall’Associazione di Promozione Sociale “Da Ischia L’Arte DILA APS”.

La proclamazione dei vincitori avverrà a Barano, nell’isola d’Ischia, durante la tre giorni di eventi denominata VOLO PAZZO che si terrà nei giorni 14 – 15 e 16 novembre prossimi.

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Oggi vi presentiamo in anteprima il testo dell’Inno che verrà presentato il 14 novembre durante l’evento culturale che DILA APS organizzerà nella Casa Dei Popoli a Barano

INNO

VOLO PAZZO

Testo di Luciano Somma & BRUNO MANCINI

Luciano Somma

BRUNO MANCINI

Musica e canto di Luciano Somma

Luciano Somma

VOLO PAZZO

Con un dolce soffio di vento
siamo giunti da Roma a Barano
per vivere tre giorni in armonia
con tanti artisti tutti in allegria.
Tanta semplicità, gente ospitale.
Siamo a Barano dove c’è cultura
e con la premiazione “OTTO MILIONI”
s’inchina tutta  quanta la natura!

Ritornello

 
VOLO PAZZO
Da Ischia a Barano
dove c’è aria pura e cibo sano
con DILA, DILA, DILA evviva, urrà!

Un mondo di bellezza senza fine
ancora inventeremo nel futuro
perché le arti non hanno confine
e tutto è bello e tutto duraturo.
Qui sopra si respira un’aria fina:
è l’aria della splendida Barano
dove quando apri gli occhi la mattina
Intoni un dolce canto piano piano.

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20251020 DILA APS – IL DISPARI

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Venti opere finaliste della XIV edizione del Premio di Arti varie “Otto milioni” ideato da Bruno Mancini ed organizzato dall’Associazione di Promozione Sociale “Da Ischia L’Arte DILA APS”.

La proclamazione dei vincitori avverrà a Laurino, nel parco Nazionale del Cilento del Vallo di Diano e Alburni, durante la tre giorni di eventi denominata VOLO PAZZO che si terrà nei giorni 14 – 15 e 16 novembre prossimi e, contemporaneamente a Barano (Isola d’Ischia) nella “Casa dei Popoli”.

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21ag25 Einars Repše I

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23ag25 Marija Gadaldi

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24ag25 Marija Gadaldi

25ag25 Marija Gadaldi

26ag25 Aida Turrini

 

27ag25 Aida Turrini

28ag25 Aida Turrini

29ag25 Heino Blum

30ag25 Ilze Magone

31ag25 Heino Blum

32ag25 Ilze Magone

33ag25 Ilze Magone

34ag25 Heino Blum

35ag25 Sadulla Davletov

36ag25 Sadulla Davletov

37ag25 Elizabete Blūma

38ag25 Elizabete Blūma

39ag25 Elizabete Blūma

40ag25 Aleksandra Tatarinceva

20251020 DILA APS – IL DISPARI

Yousra Chenah | Fouad Dahmani mago algerino.
Chi è il nostro mago algerino?

Si chiama Fouad Dahmani, nato a AinDefla (Algeria) nel settembre 1989.
Fouad è un artista e un professionista con un percorso poliedrico che unisce formazione accademica, attività culturali, esperienze artistiche e impegno sociale.

Dopo aver conseguito il Baccalauréatin Scienze Meccaniche (2009), ha ottenuto un Master in Scienze e Tecniche delle Attività Fisiche e Sportive (2014) presso l’Università di Khemis Miliana e successivamente un Master in Lingua Italiana (2023) presso l’Università di Blida 2, con il riconoscimento speciale di Studente Cinque Stelle per merito accademico.

Parallelamente al suo percorso di studi, è attivo dal 2007 come animatore e dirigente associativo, avendo ricoperto anche il ruolo di Presidente del Club di Lingua Italiana (club culturale e scientifico).

Ha lavorato come docente di teatro presso la scuola privata Asia Djebar (dal 2017 al 2024), contribuendo alla formazione artistica di bambini e adolescenti.

Come artista riconosciuto dal Ministero della Cultura algerino (titolare di Carta d’Artista – Magicien), si esibisce regolarmente come mago, attore e pianista, partecipando a festival, settimane culturali, scambi interculturali e spettacoli nelle scuole e nei comuni di diverse wilayas.

Nel 2017 ha interpretato il ruolo di Emiro Abdelkader in una grande produzione teatrale del Ministero della Gioventù e dello Sport, in collaborazione con la Direzione dei Mujahidin.
Inoltre, ha avuto ed ha esperienze di collaborazione internazionale, in particolare con l’Associazione italiana di Promozione Sociale “Da Ischia L’Arte DILA APS”” a partire dal 2019.

Sempre con DILA APS, parteciperà ad una serie di eventi a Ischia che si svolgeranno in date comprese tra il 14 e il 16 novembre.
Attualmente ricopre il ruolo di Consigliere Sportivo presso la Direzione della Gioventù e dello Sport di AinDefla, continuando parallelamente la sua attività artistica e culturale.

Il suo obiettivo è valorizzare le sue competenze e la sua passione attraverso nuovi progetti che uniscano arte, cultura e formazione, portando sorrisi, conoscenza e creatività a un pubblico sempre più ampio.
Assisteremo con grande entusiasmo alla sua prossima esibizione ischitana.

20251020 DILA APS – IL DISPARI

DILA & IL DISPARI redazione culturale

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San Giovanni a Piro tra storia, natura e tradizione

Tra i monti e il mare, immerso nel Parco Nazionale del Cilento, San Giovanni a Piro conquista per la sua storia millenaria, le meraviglie naturali e un patrimonio ricco di tradizioni.

La sua denominazione porta con sé un duplice riferimento: a San Giovanni Battista, figura venerata cui è stato dedicato un antico monastero basiliano sorto tra l’XI e il XII secolo, e al termine greco “pyros” alludendo a un posto di guardia o ad una località legata al fuoco, in riferimento forse alle torri di avvistamento che proteggevano la costa dalle incursioni saracene.

Arroccato sulle pendici del Monte Bulgheria il borgo offre una vista sulla costa tirrenica tra il blu intenso del Golfo di Policastro e le tonalità argentee degli ulivi secolari.

Tra invasioni saracene, dominio normanno e era borbonica pur tra momenti di ricchezza e difficoltà, la cittadina ha mantenuto viva sempre la propria identità.

Tra le testimonianze legate all’arte e alla spiritualità troviamo il Santuario di Maria SS. di Pietrasanta, edificato nel XVI secolo, noto per il suo portale in pietra e per la statua lignea della Vergine, che custodisce preziose opere d’arte tra affreschi seicenteschi e un altare maggiore finemente decorato a testimoniare il passaggio di artisti locali e la profonda fede popolare.

Gli uliveti e i sentieri che lo circondano lo rendono ancora più suggestivo, specie durante le celebrazioni religiose quando la comunità si ritrova in pellegrinaggio, creando un’atmosfera di intensa partecipazione.
Con la sua imponente facciata la Chiesa madre di San Giovanni Battista, esempio di architettura cilentana il cui corpo centrale è databile circa al XV secolo, presenta interni riccamente decorati.

Oltre a raffinati stucchi e dipinti che narrano episodi della vita del santo patrono, si trova una fonte battesimale in marmo di pregevole fattura e un organo a canne del XVIII secolo.

La chiesa è spesso teatro di eventi musicali e momenti di raccoglimento collettivo, consolidando il suo ruolo di punto di riferimento spirituale e sociale per tutta la comunità.
Tra i vicoli si incontrano palazzi storici, portali in pietra lavorata e antiche fontane che raccontano la vita quotidiana di un tempo.

La natura con i suoi profumi e colori restituisce scenari indimenticabili come la piccola frazione di Scario considerata la “Porta del Cilento” per la sua posizione privilegiata tra le acque cristalline e i boschi rigogliosi.
Anche la vista dal Monte Bulgheria alle spalle del paese offre scorci unici sull’intero Golfo di Policastro.

Decisi e intensi i sapori della tavola rispecchiano il carattere di questa terra generosa dalla cultura contadina consolidata nel tempo dove le ricette sono state tramandate di generazione in generazione: accanto a le “lagane e ceci”, semplice e gustosa pasta fatta a mano accompagnata da legumi locali, è la “ciambotta” ricco stufato di verdure di stagione.

La memoria collettiva e le radici sono sempre vive grazie anche ad eventi e manifestazioni come le feste tra cui quella in onore di Maria SS. di Pietrasanta con processioni, antiche melodie e spettacoli pirotecnici, che ogni anno richiama pellegrini e visitatori da tutta la regione.

Dalila Boukhalfa e Silvana Lazzarino

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Sant’Angelo a Fasanella
perla segreta del Cilento tra storia millenaria, arte e paesaggi incantati

Nel cuore del Parco Nazionale del Cilento Vallo di Diano e Alburni, sorge Sant’Angelo a Fasanella, piccolo borgo della provincia di Salerno che incanta per la sua atmosfera sospesa nel tempo.

Qui, dove la natura regna sovrana e la storia si respira ad ogni passo, la vita scorre lenta tra vicoli acciottolati, case in pietra e panorami mozzafiato sulla valle sottostante.
Il toponimo Sant’Angelo a Fasanella nasce dall’unione di due centri storici: Fasanella, distrutta da Federico II di Svevia nel 1246 durante le lotte contro i baroni ribelli, e Sant’Angelo, piccolo casale sopravvissuto alla devastazione.

Il nome Fasanella, secondo la tradizione, deriverebbe da “Phasis”, antica città greca e nome di un fiume al confine tra l’Asia Minore e la Colchide, mentre lo stemma comunale raffigura un fagiano, simbolo di prosperità e rinascita.

Fu feudo delle potenti famiglie Sanseverino e Capece-Galeota, e nel XIX secolo la cittadina si distinse per il suo ruolo attivo nei moti risorgimentali, diventando un simbolo di coraggio e desiderio di libertà per tutto il salernitano.

La festa patronale di San Michele Arcangelo, evento che porta con sé secoli di tradizione e devozionesi celebra l’8 maggio e il 29 settembre con processioni, musiche e riti che coinvolgono l’intera comunità.

Immerso tra boschi di faggio secolari come quelli di “Terra Forte” e “Vallone dei Lupi”, Sant’Angelo a Fasanella è attraversato dal limpido fiume Fasanella e custodisce la suggestiva cascata dell’Auso.

Uno spettacolo naturale straordinario quello della Risorgenza dell’Auso, dove le acque sotterranee emergendo da una grotta confluiscono in un laghetto artificiale per poi dare origine ad una cascata alta circa 8 metri continuando il percorso verso valle tra rupi e salti.

Una meta ideale per escursionisti e amanti della fotografia naturalistica.
Ricco è il suo patrimonio storico e artistico: basti pensare al Convento di San Francesco e dell’Annunziata fondato dai francescani dove sono conservate statue, tele e dipinti di grande valore artistico tra cui la Statua di Sant’Antonio da Padova; o alla Chiesa di Santa Maria Maggiore risalente al XIV secolo con un raffinato portale in marmo e al cui interno spiccano preziosi dipinti tra cui quello raffigurante la Gloria di Maria insieme alle quattro Virtù Cardinali.

A dominare il borgo dall’alto con la massiccia torre angolare è il Castello Baronale, edificato nel XV secolo che conserva due segrete sotterranee, anticamente usate come prigioni e camminamenti a testimoniare storie di assedi e intrighi.

Patrimonio Mondiale UNESCO la Grotta di San Michele Arcangelo simbolo della Religiosità Cristiana dei Monti Alburni e situata ai piedi di una parete rocciosa, fu sede nell’XI secolo di una comunità benedettina.

Superato il portale all’interno si trovano resti i dell’abate Francesco Caracciolo, una cappella, affreschi trecenteschi e sculture tra cui la statua marmorea di San Michele Arcangelo attribuita a Giovanni da Nola.

Sulla vicina Costa Palomba vi è una delle testimonianze più affascinanti dell’arte rupestre pre-romana: l’Antece scultura neolitica del IV secolo a.C. scolpita nella roccia, raffigurante un antico guerriero armato di spada e scudo.

Avvolto da misteri e leggende esso, rappresenta uno dei più antichi esempi di arte italica e richiama studiosi e appassionati da ogni parte d’Italia.

Dalila Boukhalfa e Silvana Lazzarino

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Professionisti DILA APS 2025 – Calendario pubblicazioni

Bruno Mancini 

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Bruno Mancini scrittore

Bruno Mancini Presidente DILA APS

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Luca Nicotra | Il principio di azione e reazione e la propulsione

Il principio di azione e reazione o terzo principio della dinamica, formulato da Isaac Newton, asserisce che un corpo che subisce da un altro un’azione reagisce su quest’ultimo con un’azione uguale e contraria, vale a dire con una forza che ha la stessa direzione e la stessa intensità ma verso contrario: «Actioni contrariam semper et aequalem esse reactionem: sive corporum duorum actiones in se mutuo semper esse aequales et in partes contrarias dirigi».

Su questo semplice principio poggia il funzionamento di qualunque sistema di propulsione “attivo”, che è quindi sempre “a reazione”.

Tuttavia, convenzionalmente in senso restrittivo, si parla di “propulsione a reazione” o “a getto” quando per generare la spinta propulsiva per reazione si utilizza un fluido captato dall’esterno e proiettato all’indietro a velocità molto superiore rispetto a quella d’ingresso, partecipando esso stesso al ciclo termodinamico che trasforma calore nell’energia meccanica necessaria ad accelerare il fluido.

Il caso più semplice di propulsione è il camminare: con i piedi esercitiamo sul terreno una forza orizzontale all’indietro che, grazie all’attrito, ci viene restituita dal terreno in avanti, come reazione.

Su un piano totalmente privo d’attrito non potremmo camminare.
Quando nuotiamo spingiamo indietro l’acqua con le mani e i piedi: l’acqua spostata ci ricambia con una spinta in avanti della stessa intensità.

Una barca si muove grazie ai remi o all’elica, che esercitano sull’acqua una spinta all’indietro, cui corrisponde una spinta di uguale intensità esercitata in avanti dalla massa d’acqua spostata.

Un aereo ad elica, analogamente, sposta all’indietro una certa massa d’aria tramite la rotazione dell’elica e lo svergolamento delle sue pale, ricevendo da tale massa d’aria una spinta in avanti di uguale intensità: il suo funzionamento è simile a quello di una vite che si avviti nell’aria.

La navigazione o il volo a vela sono, invece, sistemi di propulsione “passivi”.
Particolarmente interessanti sono i vari tipi di propulsori impiegati in campo aeronautico e spaziale.

Se il volo avviene entro l’atmosfera vengono utilizzati propulsori a getto di vario tipo: statoreattore, turboreattore (a flusso semplice e doppio), turboelica, turbostatoreattore.

Nello statoreattore il ciclo termodinamico che realizza la trasformazione di calore in energia meccanica, viene effettuato sul fluido senza organi ruotanti.

La caratteristica dello statoreattore è di generare la spinta quando raggiunge una velocità minima, per cui non consente il decollo e può funzionare soltanto quando il veicolo è portato a quella velocità minima da un altro tipo di propulsore.

Nel turboreattore, invece, il ciclo termodinamico è realizzato con organi ruotanti (in genere una turbina a gas) ed è possibile il decollo da fermo.
Il turboelica realizza una spinta che per l’85- 90 % è dovuta alla massa d’aria spostata indietro dall’elica e per il restante 15-10 % è prodotta dal getto dei gas di scarico.

Il turbostatoreattore riunisce le caratteristiche del turboreattore e dello statoreattore: al decollo funziona soltanto come turboreattore, mentre a velocità molto elevate (circa 5 Mach, cioè 5 volte la velocità del suono) la parte rotante viene disattivata e il propulsore funziona come statoreattore.

Se, invece, il volo avviene nello spazio interplanetario “vuoto”, il fluido, che espulso posteriormente genera per reazione la spinta propulsiva, non può essere prelevato dall’esterno, bensì deve essere portato a bordo: in tal caso si parla di propulsione a razzo.

A seconda del sistema con cui viene fornita energia meccanica al fluido, si hanno diversi tipi di razzi: razzo chimico, razzo nucleare, razzo a isotopi, razzo solare, razzo ad arco, razzo a ioni, razzo a plasma.

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Capita anche questo!

Senza fare il nome, ma con accesso a

https://www.emmegiischia.com/sponsor-volo-pazzo/

potrete capire facilmente di chi sto scrivendo, capita che l’ingordigia superi di gran lunga il rispetto per la parola data.

In premessa devo dire che decidendo di relazionare con una certa continuità tutte le fasi, di programmazione prima, e di realizzazione poi del progetto culturale artistico e sociale VOLO PAZZO in programma a Laurino (Cilento) nei giorni 14, 15 e 16 novembre prossimi, mi ero ripromesso di non portare alle vostra attenzione tutte le problematiche che di norma vanno sviluppandosi quando si mette mano ad una impresa tanto popolare, tanto elitaria, tanto artistica, tanto esclusiva, tanto rappresentativa… e tanto altro ancora come lo è VOLO PAZZO.

Però oggi desidero fare un’eccezione tanto è il disgusto provato dalla presa atto che l’ingordigia supera di gran lunga il rispetto.

In sintesi, nei giorni immediatamente successivi alla notizia pubblicata in anteprima su questo giornale relativa alla programmazione della tre giorni di VOLO PAZZO, tante sono state le istanze di partecipazione e le relative richieste di aiuto per trovare una sistemazione per i pernottamenti che Eva Di Perna, nella sua qualità di Presidente DILA APS della sede operativa Parco Nazionale del Cilento, in pochi giorni ha contattato tutte le strutture disponibili nel Comune di Laurino concordando con i titolari di ciascuna di esse le migliori condizioni economiche da offrire agli Artisti e a tutti coloro che ne avevano fatta richiesta.

Considerando che il mese di Novembre è un mese pessimo per il turismo di quella zona del Cilento e valutando il fatto che Eva garantiva il sold out ai BeB e ai Fittacamere di Laurino e comuni limitrofi, la sua proposta di collaborazione è stata accolta con un vero plebiscito.

In quindici giorni, e mi riferisco all’inizio del mese di settembre, TUTTI i posti letti di Laurino e comuni limitrofi sono stati assegnati a vario titolo a persone provenienti non solo dall’Italia ma anche dalla Lettonia, dalla Algeria e da altre Nazioni.

Un successo enorme prodromo di interessanti ricadute commerciali per una zona del Cilento notoriamente estranea a tale tipologia di flussi turistici.

Questa era la situazione fino a domenica, quando uno dei titolari di BeB le ha mandato un messaggio dicendo che non poteva mantenere l’impegno preso in quanto alcune persone avevano chiesto di usufruire della sua struttura per la durata di 20 giorni… compresi i tre giorni di VOLO PAZZO.

Cioè lui, beneficiando del sold out realizzato grazie alla collaborazione tra DILA APS e lui stesso e tutti i suoi colleghi, furbescamente ha intascato una prenotazione della quale si sarebbe sognato di beneficiare se anche i suoi colleghi fossero stati disponibili ad accettarla.

Egoisticamente, non solo è venuto meno al nostro accordo ma ha anche gabbato i suoi colleghi!

l’ingordigia supera di gran lunga il rispetto per la parola data… e anche una corretta condotta concorrenziale.

Ovviamente Eva Di Perna ha già provveduto a risolvere il problema sistemando gli ospiti in una struttura adeguata.

Chiudo dicendo che questi è altri rilievi moralmente e professionalmente inqualificabili gli sono stati spiattellati, personalmente e senza reticenze, dalla nostra Socia alla quale aggiungiamo un complimento per l’efficienza e un grande applauso per la determinazione.

Bruno Mancini

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20251020 DILA APS – IL DISPARI

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20251020 DILA APS – IL DISPARI

20251020 DILA APS – IL DISPARI

Venti opere finaliste della XIV edizione del Premio di Arti varie “Otto milioni” ideato da Bruno Mancini ed organizzato dall’Associazione di Promozione Sociale “Da Ischia L’Arte DILA APS”.

La proclamazione dei vincitori avverrà a Laurino, nel parco Nazionale del Cilento del Vallo di Diano e Alburni, durante la tre giorni di eventi denominata VOLO PAZZO che si terrà nei giorni 14 – 15 e 16 novembre prossimi e, contemporaneamente a Barano (Isola d’Ischia) nella “Casa dei Popoli”.

20251020 DILA APS – IL DISPARI

20251020 DILA APS – IL DISPARI

21ag25 Einars Repše I

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22ag25 Einars Repše

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23ag25 Marija Gadaldi

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24ag25 Marija Gadaldi

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26ag25 Aida Turrini

 

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29ag25 Heino Blum

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33ag25 Ilze Magone

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35ag25 Sadulla Davletov

36ag25 Sadulla Davletov

37ag25 Elizabete Blūma

38ag25 Elizabete Blūma

39ag25 Elizabete Blūma

40ag25 Aleksandra Tatarinceva

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Yousra Chenah | Fouad Dahmani mago algerino.
Chi è il nostro mago algerino?

Si chiama Fouad Dahmani, nato a AinDefla (Algeria) nel settembre 1989.
Fouad è un artista e un professionista con un percorso poliedrico che unisce formazione accademica, attività culturali, esperienze artistiche e impegno sociale.

Dopo aver conseguito il Baccalauréatin Scienze Meccaniche (2009), ha ottenuto un Master in Scienze e Tecniche delle Attività Fisiche e Sportive (2014) presso l’Università di Khemis Miliana e successivamente un Master in Lingua Italiana (2023) presso l’Università di Blida 2, con il riconoscimento speciale di Studente Cinque Stelle per merito accademico.

Parallelamente al suo percorso di studi, è attivo dal 2007 come animatore e dirigente associativo, avendo ricoperto anche il ruolo di Presidente del Club di Lingua Italiana (club culturale e scientifico).

Ha lavorato come docente di teatro presso la scuola privata Asia Djebar (dal 2017 al 2024), contribuendo alla formazione artistica di bambini e adolescenti.

Come artista riconosciuto dal Ministero della Cultura algerino (titolare di Carta d’Artista – Magicien), si esibisce regolarmente come mago, attore e pianista, partecipando a festival, settimane culturali, scambi interculturali e spettacoli nelle scuole e nei comuni di diverse wilayas.

Nel 2017 ha interpretato il ruolo di Emiro Abdelkader in una grande produzione teatrale del Ministero della Gioventù e dello Sport, in collaborazione con la Direzione dei Mujahidin.
Inoltre, ha avuto ed ha esperienze di collaborazione internazionale, in particolare con l’Associazione italiana di Promozione Sociale “Da Ischia L’Arte DILA APS”” a partire dal 2019.

Sempre con DILA APS, parteciperà ad una serie di eventi a Ischia che si svolgeranno in date comprese tra il 14 e il 16 novembre.
Attualmente ricopre il ruolo di Consigliere Sportivo presso la Direzione della Gioventù e dello Sport di AinDefla, continuando parallelamente la sua attività artistica e culturale.

Il suo obiettivo è valorizzare le sue competenze e la sua passione attraverso nuovi progetti che uniscano arte, cultura e formazione, portando sorrisi, conoscenza e creatività a un pubblico sempre più ampio.
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Sant’Angelo a Fasanella
perla segreta del Cilento tra storia millenaria, arte e paesaggi incantati

Nel cuore del Parco Nazionale del Cilento Vallo di Diano e Alburni, sorge Sant’Angelo a Fasanella, piccolo borgo della provincia di Salerno che incanta per la sua atmosfera sospesa nel tempo.

Qui, dove la natura regna sovrana e la storia si respira ad ogni passo, la vita scorre lenta tra vicoli acciottolati, case in pietra e panorami mozzafiato sulla valle sottostante.
Il toponimo Sant’Angelo a Fasanella nasce dall’unione di due centri storici: Fasanella, distrutta da Federico II di Svevia nel 1246 durante le lotte contro i baroni ribelli, e Sant’Angelo, piccolo casale sopravvissuto alla devastazione.

Il nome Fasanella, secondo la tradizione, deriverebbe da “Phasis”, antica città greca e nome di un fiume al confine tra l’Asia Minore e la Colchide, mentre lo stemma comunale raffigura un fagiano, simbolo di prosperità e rinascita.

Fu feudo delle potenti famiglie Sanseverino e Capece-Galeota, e nel XIX secolo la cittadina si distinse per il suo ruolo attivo nei moti risorgimentali, diventando un simbolo di coraggio e desiderio di libertà per tutto il salernitano.

La festa patronale di San Michele Arcangelo, evento che porta con sé secoli di tradizione e devozionesi celebra l’8 maggio e il 29 settembre con processioni, musiche e riti che coinvolgono l’intera comunità.

Immerso tra boschi di faggio secolari come quelli di “Terra Forte” e “Vallone dei Lupi”, Sant’Angelo a Fasanella è attraversato dal limpido fiume Fasanella e custodisce la suggestiva cascata dell’Auso.

Uno spettacolo naturale straordinario quello della Risorgenza dell’Auso, dove le acque sotterranee emergendo da una grotta confluiscono in un laghetto artificiale per poi dare origine ad una cascata alta circa 8 metri continuando il percorso verso valle tra rupi e salti.

Una meta ideale per escursionisti e amanti della fotografia naturalistica.
Ricco è il suo patrimonio storico e artistico: basti pensare al Convento di San Francesco e dell’Annunziata fondato dai francescani dove sono conservate statue, tele e dipinti di grande valore artistico tra cui la Statua di Sant’Antonio da Padova; o alla Chiesa di Santa Maria Maggiore risalente al XIV secolo con un raffinato portale in marmo e al cui interno spiccano preziosi dipinti tra cui quello raffigurante la Gloria di Maria insieme alle quattro Virtù Cardinali.

A dominare il borgo dall’alto con la massiccia torre angolare è il Castello Baronale, edificato nel XV secolo che conserva due segrete sotterranee, anticamente usate come prigioni e camminamenti a testimoniare storie di assedi e intrighi.

Patrimonio Mondiale UNESCO la Grotta di San Michele Arcangelo simbolo della Religiosità Cristiana dei Monti Alburni e situata ai piedi di una parete rocciosa, fu sede nell’XI secolo di una comunità benedettina.

Superato il portale all’interno si trovano resti i dell’abate Francesco Caracciolo, una cappella, affreschi trecenteschi e sculture tra cui la statua marmorea di San Michele Arcangelo attribuita a Giovanni da Nola.

Sulla vicina Costa Palomba vi è una delle testimonianze più affascinanti dell’arte rupestre pre-romana: l’Antece scultura neolitica del IV secolo a.C. scolpita nella roccia, raffigurante un antico guerriero armato di spada e scudo.

Avvolto da misteri e leggende esso, rappresenta uno dei più antichi esempi di arte italica e richiama studiosi e appassionati da ogni parte d’Italia.

Dalila Boukhalfa e Silvana Lazzarino

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Piaggine, la spiaggia antica del Cilento.

Il nome deriva dall’appellativo dialettale “piaggia” o “playa”, cioè lido che scende fino al mare. Il borgo, detto Piaggine Soprane (per distinguerlo da Piaggine Sottane, l’odierna Val dell’Angelo), dal 1811 al 1860 faceva parte del comprensorio di Laurino.

Piaggine nacque come un villaggio di pastori, le cui greggi salivano e scendevano dal ponte dell’asinello in continue transumanze.

A 630m di altitudine, il paesino, è proprio nel cuore del Parco Nazionale del Cilento Vallo di Diano e Alburni, un territorio caratterizzato da monti, in particolare il Monte Cervati il più alto della Campania con una vetta che sfiora i 1898 metri, boschi tra cui le faggete, e i boschi misti, fiumi e canyon.

Siamo nell’entroterra dove domina una grande varietà di flora tra piante officinali, erbe aromatiche e orchidee selvatiche; come anche di specie animali: accanto ai lupi e alle aquile reali vi sono cervi, caprioli, tassi, ma anche rapaci come il falco pellegrino e lo sparviero e una specie di coleottero raro,  Rosalia alpina della famiglia Cerambycidae, caratterizzato da una colorazione nera e blu.

Camminando lungo le strade acciottolate e gli antichi palazzi, si resta incantati da tanta bellezza: tra i luoghi più interessanti dell’entroterra cilentano le Gole del Calore profonde incisioni scavate nella roccia dalle acque del fiume Calore con escavazioni e pareti rocciose che piombano a picco. La gola più suggestiva è quella tra Felitto e Magliano, ma tutte insieme restituiscono uno spettacolo indimenticabile lungo un sentiero dagli ambienti incontaminati e dalla vegetazione selvaggia, per offrire una scenografia ricca di colori e profumi con sullo sfondo il rumore delle acque.

Da menzionare l’Affondatore di Vallivona una grotta di attraversamento lunga circa 500m. a 1100 metri di altitudine, tra i comuni di Sanza, Piaggine e Monte San Giacomo e la Sorgente del Sammaro.

Un’atmosfera di mistero avvolge Roscigno Vecchia: borgo fantasma ormai disabitato.

In pieno centro storico è la Cascata Piaggine che s’immerge nelle acque del fiume Calore, scorre fragorosa.

Una bellezza che ci offre uno spettacolo inedito e eccezionale.

Tra le sagre citiamo quella del fungo porcino accompagnata da musica folcloristica dal vivo, danze popolari, stand artigianali e mercati con i prodotti locali.

È tradizione ogni anno per la vigilia di Natale in ciascun rione del paese accendere un falò, detto in dialetto locale “focara”: la tradizione vuole che per la sua realizzazione gli abitanti debbano donare della legna come segno di unità.

In quella sera, viaggiando attraverso il paese, si viene accolti calorosamente da ogni vicinato per vivere insieme lo spirito del Natale.

Tra i piatti tipici di Piaggine ricordiamo: il cavolfiore dello zingaro, il cosciotto di agnello farcito, i fusilli conditi con sugo di cinghiale, il caciocavallo podolico e olio extravergine di oliva di primissima qualità, senza dimenticare il piatto di zucchine e carote alla scapece.

Detti e modi di dire della tradizione del Cilento, sono presenti anche tra i piagginesi. Ne citiamo alcuni: “Abbi fortuna e dduormi” tradotto “Chi ha fortuna può dormire sonni tranquilli”; “Canta che te fai canonico”si riferisce a chi parla troppo e non ottiene niente; ”Chi sape fila’ fila lo spruocco” si riferisce a chi conoscendo bene il mestiere può lavorare anche con mezzi rudimentali e inadeguati.

La bellezza del dialetto, la simpatia della gente fa di Piaggine un borgo radicato nelle tradizioni, ma in continuo cambiamento.

Dalila Boukhalfa e Silvana Lazzarino

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Bruno Mancini scrittore

Bruno Mancini Presidente DILA APS

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Capita anche questo!

Senza fare il nome, ma con accesso a

https://www.emmegiischia.com/sponsor-volo-pazzo/

potrete capire facilmente di chi sto scrivendo, capita che l’ingordigia superi di gran lunga il rispetto per la parola data.

In premessa devo dire che decidendo di relazionare con una certa continuità tutte le fasi, di programmazione prima, e di realizzazione poi del progetto culturale artistico e sociale VOLO PAZZO in programma a Laurino (Cilento) nei giorni 14, 15 e 16 novembre prossimi, mi ero ripromesso di non portare alle vostra attenzione tutte le problematiche che di norma vanno sviluppandosi quando si mette mano ad una impresa tanto popolare, tanto elitaria, tanto artistica, tanto esclusiva, tanto rappresentativa… e tanto altro ancora come lo è VOLO PAZZO.

Però oggi desidero fare un’eccezione tanto è il disgusto provato dalla presa atto che l’ingordigia supera di gran lunga il rispetto.

In sintesi, nei giorni immediatamente successivi alla notizia pubblicata in anteprima su questo giornale relativa alla programmazione della tre giorni di VOLO PAZZO, tante sono state le istanze di partecipazione e le relative richieste di aiuto per trovare una sistemazione per i pernottamenti che Eva Di Perna, nella sua qualità di Presidente DILA APS della sede operativa Parco Nazionale del Cilento, in pochi giorni ha contattato tutte le strutture disponibili nel Comune di Laurino concordando con i titolari di ciascuna di esse le migliori condizioni economiche da offrire agli Artisti e a tutti coloro che ne avevano fatta richiesta.

Considerando che il mese di Novembre è un mese pessimo per il turismo di quella zona del Cilento e valutando il fatto che Eva garantiva il sold out ai BeB e ai Fittacamere di Laurino e comuni limitrofi, la sua proposta di collaborazione è stata accolta con un vero plebiscito.

In quindici giorni, e mi riferisco all’inizio del mese di settembre, TUTTI i posti letti di Laurino e comuni limitrofi sono stati assegnati a vario titolo a persone provenienti non solo dall’Italia ma anche dalla Lettonia, dalla Algeria e da altre Nazioni.

Un successo enorme prodromo di interessanti ricadute commerciali per una zona del Cilento notoriamente estranea a tale tipologia di flussi turistici.

Questa era la situazione fino a domenica, quando uno dei titolari di BeB le ha mandato un messaggio dicendo che non poteva mantenere l’impegno preso in quanto alcune persone avevano chiesto di usufruire della sua struttura per la durata di 20 giorni… compresi i tre giorni di VOLO PAZZO.

Cioè lui, beneficiando del sold out realizzato grazie alla collaborazione tra DILA APS e lui stesso e tutti i suoi colleghi, furbescamente ha intascato una prenotazione della quale si sarebbe sognato di beneficiare se anche i suoi colleghi fossero stati disponibili ad accettarla.

Egoisticamente, non solo è venuto meno al nostro accordo ma ha anche gabbato i suoi colleghi!

l’ingordigia supera di gran lunga il rispetto per la parola data… e anche una corretta condotta concorrenziale.

Ovviamente Eva Di Perna ha già provveduto a risolvere il problema sistemando gli ospiti in una struttura adeguata.

Chiudo dicendo che questi è altri rilievi moralmente e professionalmente inqualificabili gli sono stati spiattellati, personalmente e senza reticenze, dalla nostra Socia alla quale aggiungiamo un complimento per l’efficienza e un grande applauso per la determinazione.

Bruno Mancini

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Dal Messico ad Afragola: Il Viaggio del Padel

Il padel nasce in Messico nel 1969 grazie a Enrique Corcuera, che trasformò un campo da squash nella sua villa di Acapulco per creare uno sport giocabile in spazi ridotti, ma con regole che mantengono la palla sempre in gioco.

Diffusosi inizialmente in Spagna grazie al principe Alfonso de Hohenlohe, ha poi conquistato il Sud America, l’Europa e il mondo.

Durante la pandemia, il padel ha vissuto un’espansione significativa: non essendo uno sport di contatto, ha permesso a molti di praticarlo prima della ripresa delle discipline tradizionali.

In Italia, come altrove, si è rivelato semplice da iniziare e coinvolgente fin dalla prima partita.

A differenza del tennis, che richiede una lunga preparazione tecnica, il padel consente anche ai principianti di divertirsi subito.

Molti campi da calcetto sono stati riconvertiti in strutture da padel, generando un business fiorente.

Tuttavia, con l’aumento dell’offerta, la qualità è diventata essenziale: oggi i giocatori preferiscono impianti coperti e ben attrezzati.

Dal punto di vista tecnico, il padel si distingue per regole che favoriscono il gioco continuo: la palla deve rimbalzare nel campo avversario e può essere giocata anche dopo il rimbalzo su vetri e grate. Colpi potenti e precisi, efficaci nel tennis, possono diventare un vantaggio per il difensore nel padel, che sfrutta il rallentamento della palla per contrattaccare.

Il pallonetto, se ben eseguito, costringe gli avversari a retrocedere, lasciando spazio per l’attacco a rete.

Anche il servizio è unico: deve partire al di sotto della linea del bacino.

Gli scambi possono durare a lungo, richiedendo pazienza e strategia.

Il punteggio è identico a quello del tennis, ma l’approccio è più dinamico e coinvolgente.

In pochi anni, il padel è diventato una passione quotidiana per molti: una “dipendenza positiva” che unisce sport, divertimento e socialità.

In una delle mie rare uscite attuali ho avuto modo di visitare il ROMPI PADEL ad Afragola, situato in Via Libertà 22, che dispone di due campi da gioco in una posizione strategica: di fronte al centro commerciale I PINI, lungo la Strada Sannitica, incastonato tra i palazzi di una zona centrale e facilmente raggiungibile sia dalle strade ordinarie che dall’Asse Mediano.

Qualificatomi come collaboratore di questa testata giornalistica, ho percepito la sensazione di una splendida accoglienza, ricevendo tutte le precedenti informazioni e la notizia che entro metà novembre, entrambi i campi saranno coperti, garantendo la possibilità di giocare in qualsiasi condizione climatica.

I miei migliori auguri di successo vanno quindi alla struttura che offre istruttori di primo livello, competenti e disponibili, spogliatoi moderni e bar climatizzati, una boutique specializzata con firme sportive di alto profilo.

A cura di Luciano Somma, in collaborazione con Gioia Lomasti

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PREMIO OTTO MILIONI 2025

Arti grafiche 1-20

Venti  opere finaliste della XIV edizione del Premio di Arti varie “Otto milioni” ideato da Bruno Mancini ed organizzato dall’Associazione di Promozione Sociale “Da Ischia L’Arte DILA APS”.

La proclamazione dei vincitori avverrà a Laurino, nel parco Nazionale del Cilento del Vallo di Diano e Alburni, durante la tre giorni di eventi denominata VOLO PAZZO che si terrà nei giorni 14 – 15 e 16 novembre prossimi.

Ingressi gratuiti.

INFO e PRENOTAZIONI: WhatsApp

Eva di Perna +39 349 099 8377

Angela Mennella +39 338 343 7661

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POESIE CRUDE scelte da Antonella Ariosto

—-°°°°—-

GUIDANDOMI DA TE

S’allontana
la mia vita solitaria…

Nel cielo
già s’accendono
le stelle e la luna mi è complice stasera.

La sua grande luce
mi spoglia
di ogni esitazione.

Cammina il mio sogno
e ogni passo
si fa desiderio.

L’aria complice
mi accarezza la pelle,
o forse sei tu
che nel vento
mi cerchi
guidandomi da te.

 Bruno Vergani.

—-°°°°—-

IN UN PUGNO DI POLVERE

Nella lieve foschia
immane è il silenzio.
Rammento i tuoi occhi,
il tuo sorriso,
la dolcezza della tua essenza.

Nell’aria una musica aleggia,
nel silenzio del vuoto
permea la mia anima.
Ceneri di sentimenti
andati nel corteo della vita…

Non fugge sì amara realtà
di quei luoghi nella mente impressi,
di filari di cipressi
che si stagliano verso il cielo
in una muta preghiera
per il sonno immeritato.

Lungo i viali ghiaiosi
si perde il dolor mio,
nell’antro del buio,
nella deserta gelida terra
che cinge i fianchi dormienti,
nella desolazione della mancanza,
nell’angoscia interiore,
nel lento andare del tempo,
nel nulla dell’essere umano
che tutto riduce in un pugno di polvere…

NINA – Anna Giancarlo

—-°°°°—-

Negati all’innocenza

È un fuori chiuso – si muove
chissà quale dio. Ora
sta piovendo vapore
lo modellerò dall’interno
tante sembianze il nulla.
L’ultimo brano ascoltato
è metallico di rabbioso dolore
bombarda i timpani
ad assorbirlo mattoni
in ricordo di rocce magmatiche.
Piagato senza doglie – pulsa
era stato detto
nessuno vi aveva creduto
lì, tra i non obblighi
i debiti negati all’innocenza.

Meb

20251013 DILA APS – IL DISPARI

 

20251006 DILA APS – IL DISPARI

20251006 DILA APS - IL DISPARII

Presentazione VOLO PAZZO

Lo scorso 4 ottobre, a Roma, si è tenuta la conferenza stampa DILA APS per la presentazione dell’articolato progetto culturale “VOLO PAZZO” che si svolgerà a Laurino, e in altri Comuni del Parco Nazionale del Cilento del Vallo di Diano e Alburni, nei giorni 14 – 15 e 16 novembre prossimi.

Chiara Pavoni, dopo aver salutato gli ospiti in sala e quelli collegati via streaming, si è presenta nella qualità di Vice Presidente dell’Associazione di Promozione Sociale “Da Ischia L’Arte – DILA APS” organizzatrice della tre giorni di eventi, illustrandone le varie fasi e i capitoli del programma.
Ecco in sintesi la sua presentazione.
• Organizzatrice DILA APS, Associazione di Promozione Sociale “Da Ischia L’Arte” iscritta al RUNTS (Registro unico nazionale terzo settore), costituita con atto notarile nel 2014, fondatore e presidente Bruno Mancini.
• In partenariato con
Testata giornalistica IL DISPARI
Magazine trimestrale EUDONNA
Casa Editrice IL SEXTANTE
Salotto culturale INTERNO 4
Associazione italo algerina ADA
Fondazione LA SPONDA
Associazione ARTE DEL SUONARE

20251006 DILA APS - IL DISPARI

Programma VOLO PAZZO 14, 15 e 16 novembre nel Teatro settecentesco di Laurino e in altre sedi:

1. Proclamazione vincitori della XIV edizione del Premio Internazionale di Arti Varie OTTO MILIONI articolato in quattro sezioni: poesie, articoli, video, arti grafiche.
2. Mostra collettiva di Arti grafiche di Artisti internazionali e di Artisti locali.
3. Reading
4. Sfilata abiti tradizionali dell’Algeria e del Cilento
5. Presentazione libri
6. Concerti di musica classica e moderna
7. Spettacolo di magia
8. Artisti di strada
9. Tour storico e naturalistico nei dintorni del Comune di Laurino
10. Performance di Chiara Pavoni in anteprima assoluta
11. Degustazioni enogastronomiche
12. Street food
13. Riprese televisive e tramite droni
14. Coro diretto dal Tenore Mario Lamanna
15. Estemporanea arti grafiche alunni elementari e medie
16. Presentazione Antologia “Libertà è anche mentire”
17. Gadget personalizzati
18. Stand prodotti locali
19. Stand materiale illustrativo DILA APS, OTTO MILIONI, evento, patrocini, sponsor, partner, ospiti
20. Folk Band
21. Scuola di danza
22. Buffet di benvenuto
23. Cena di arrivederci.

Patrocini

Civitas Laurini PRO LOCO LAURINO Presidente Gaetano Pacente
Pro loco S. Angelo a Fasanella Presidente Francesco Scala
Comune Laurino Sindaco Romano Gregorio
Comune Piaggine Sindaco Renato Pizzolante
Comune Polla Sindaco Massimo Loviso
Comune San Giovanni a Piro Sindaco Ferdinando Palazzo
Comune Sant’Angelo a Fasanella Sindaco Bruno Tierno
Comune Serre Sindaco Antonio Opramolla
Comune Valle dell’Angelo Sindaco Salvatore Iannuzzi

Sponsor

ALUX – Alluminium frames
Agriturismo 7 venti
ADS Il Dragone i 5 elementi
Associazione del Patrimonio culturale Artistico e storico algerino TI MGAD
‘Ausono Azienda agricola
AZ. AGR. Passaro Antonio
Bar Jolly
Birrificio Gregorio
Astiletv canale 78
Chalet Nicoletti Ristoro in alta quota
Covergenze Internet – phone – tv – energie
Croquembouche Pasticceria
Djihene Grada
Dounia Aoubid
FESAGI Affitti brevi
Houari Chalakh
Il Posticino Affittacamere
La Terrazza di Laurino Casa vacanze
La Villa Ristorante
Larachiche Mohamed
Montano Antilia – Club alpino italiano
Alle Sorgenti del Calore – Nel cuore del Cilento –
Palladino Design jewelry
Piazza Laurino Locazioni turistiche
Santa Lucia Caffetteria Rosticceria
Selù – Il tuo relax nel cuore del Cilento
Studenti Algerini in Italia – A.S.A
Tee Mania – Serigrafia tessile
Yagoub Imane

Cast:

Chiara Pavoni Direttrice Artistica e Presentatrice
Eva Di Perna Madrina e Organizzatrice
Angela Mennella Addetto stampa e Presentatrice
Dalila Boukhalfa Interprete e Capo delegazione Artisti internazionali
Liga Sarah Lapinska Interprete e Capo delegazione Artisti lettoni
Yousra Chenah Interprete e Capo delegazione studenti algerini

Ospiti d’onore:

Adlene Mohamed Rostom Chenah,
Aleksandrs Adamovičs,
Angela Prota,
Clementina Petroni,
Eva Mārtuža,
Gianluca Mei,
Giorgia Sabatini,
Giusy Comunale,
Gustavo Martucci,
Ilze Magone,
Lilia Krav
Lucia Annicelli,
Luciano Somma,
Luigi Ancora,
Marcello Canzoniere,
Maria Luisa Neri,
Mariarosaria Cascio,
Mario Lamanna
Pasquale Di Costanzo,
Sandra Švarca squalificata da tutte le edizioni del Premio OTTO MILIONI,
Silvana Lazzarino.

20251006 DILA APS - IL DISPARI

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La band Balkanski Put si presenta

La band Balkanski Put nasce nel’95 a Roma dalla volontà di aggiornare i ritmi della tradizione  balcanica al contemporaneo.

In tanti siamo fuggiti dal conflitto che ha cancellato la Jugoslavia e la musica, quella musica, diventava in quegli anni, strumento di ritrovata identità culturale per far fronte alla diaspora vissuta da molti di noi.

Da qui l’esigenza di affondare la nostra  ricerca musicale nella storia dei Balcani da cui far emergere ritmi e memoria…

Racconti di figli strappati alle loro famiglie dai turchi (Nizamski Rastanak) o semplici canti d’amore (Ajde Jano con nuovi arrangiamenti spesso in chiave rock).

“Moj Dilbere!”, il primo brano presentato in concorso nella sezione video del Premio Internazionale di Arti Varie “OTTO MILIONI” è un popolare “Sevdalinka” un genere tradizionale bosniaco che non ha autore.

La canzone è stata tramandata oralmente per generazioni dal 17° secolo.

Moj Dilbere nasconde la terribile sofferenza di una ragazza innamorata di un soldato ottomano che parte per la guerra e lei rimane da sola richiusa in casa.

Arrangiamento Balkanski Put.

Il secondo brano presentato al Premio “OTTO MILIONI” si intitola “Lela Vranjanka!”, musica di Stanisa Stosic 1982.

Parla di una persona che si domanda dove sia e con chi sia il più grande amore della sua vita.

Lui racconta la bellezza di una ragazza della città Vranje che si trova nel sud della Serbia.                  Arrangiamento di  Balkanski Put: Violeta Stojanovic, Zdenko Trivic, Marco Tocilj, Giancarlo di Fabio, Daniele di Vito.

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DILA & IL DISPARI redazione culturale

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Piaggine, la spiaggia antica del Cilento.

Il nome deriva dall’appellativo dialettale “piaggia” o “playa”, cioè lido che scende fino al mare. Il borgo, detto Piaggine Soprane (per distinguerlo da Piaggine Sottane, l’odierna Val dell’Angelo), dal 1811 al 1860 faceva parte del comprensorio di Laurino.

Piaggine nacque come un villaggio di pastori, le cui greggi salivano e scendevano dal ponte dell’asinello in continue transumanze.

A 630m di altitudine, il paesino, è proprio nel cuore del Parco Nazionale del Cilento Vallo di Diano e Alburni, un territorio caratterizzato da monti, in particolare il Monte Cervati il più alto della Campania con una vetta che sfiora i 1898 metri, boschi tra cui le faggete, e i boschi misti, fiumi e canyon.

Siamo nell’entroterra dove domina una grande varietà di flora tra piante officinali, erbe aromatiche e orchidee selvatiche; come anche di specie animali: accanto ai lupi e alle aquile reali vi sono cervi, caprioli, tassi, ma anche rapaci come il falco pellegrino e lo sparviero e una specie di coleottero raro,  Rosalia alpina della famiglia Cerambycidae, caratterizzato da una colorazione nera e blu.

Camminando lungo le strade acciottolate e gli antichi palazzi, si resta incantati da tanta bellezza: tra i luoghi più interessanti dell’entroterra cilentano le Gole del Calore profonde incisioni scavate nella roccia dalle acque del fiume Calore con escavazioni e pareti rocciose che piombano a picco. La gola più suggestiva è quella tra Felitto e Magliano, ma tutte insieme restituiscono uno spettacolo indimenticabile lungo un sentiero dagli ambienti incontaminati e dalla vegetazione selvaggia, per offrire una scenografia ricca di colori e profumi con sullo sfondo il rumore delle acque.

Da menzionare l’Affondatore di Vallivona una grotta di attraversamento lunga circa 500m. a 1100 metri di altitudine, tra i comuni di Sanza, Piaggine e Monte San Giacomo e la Sorgente del Sammaro.

Un’atmosfera di mistero avvolge Roscigno Vecchia: borgo fantasma ormai disabitato.

In pieno centro storico è la Cascata Piaggine che s’immerge nelle acque del fiume Calore, scorre fragorosa.

Una bellezza che ci offre uno spettacolo inedito e eccezionale.

Tra le sagre citiamo quella del fungo porcino accompagnata da musica folcloristica dal vivo, danze popolari, stand artigianali e mercati con i prodotti locali.

È tradizione ogni anno per la vigilia di Natale in ciascun rione del paese accendere un falò, detto in dialetto locale “focara”: la tradizione vuole che per la sua realizzazione gli abitanti debbano donare della legna come segno di unità.

In quella sera, viaggiando attraverso il paese, si viene accolti calorosamente da ogni vicinato per vivere insieme lo spirito del Natale.

Tra i piatti tipici di Piaggine ricordiamo: il cavolfiore dello zingaro, il cosciotto di agnello farcito, i fusilli conditi con sugo di cinghiale, il caciocavallo podolico e olio extravergine di oliva di primissima qualità, senza dimenticare il piatto di zucchine e carote alla scapece.

Detti e modi di dire della tradizione del Cilento, sono presenti anche tra i piagginesi. Ne citiamo alcuni: “Abbi fortuna e dduormi” tradotto “Chi ha fortuna può dormire sonni tranquilli”; “Canta che te fai canonico”si riferisce a chi parla troppo e non ottiene niente; ”Chi sape fila’ fila lo spruocco” si riferisce a chi conoscendo bene il mestiere può lavorare anche con mezzi rudimentali e inadeguati.

La bellezza del dialetto, la simpatia della gente fa di Piaggine un borgo radicato nelle tradizioni, ma in continuo cambiamento.

Dalila Boukhalfa e Silvana Lazzarino

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Ottati, una graziosa terra immersa nel parco nazionale del Cilento.

Alle propaggini meridionali dei monti Alburni, nel parco cilentano, si estende Ottati in provincia di Salerno.

Una cittadina che offre una combinazione unica di storia, cultura e natura.
Il nome viene dal latino “optatus” la cui traduzione indica “scelto” probabilmente in riferimento ai pastori che optarono per quella terra ricca di pascoli e dove decisero di costruire le proprie case. Tra le curiosità possiamo citare il fico “dottato bianco” che prende il nome dalla località ed infatti ogni anno il comune organizza una rassegna gastronomica “Ficus in Tabula”, una festa dedicata alla valorizzazione e degustazione di questo fico anche utilizzato per la preparazione del dolce tradizionale dei “fichi ripieni”.

Fu il feudo di tante famiglie nobiliari, a cominciare dai Capece – Galeota, per poi diventare nel 1700 parte del dominio dei Caraguso – Mariconda.

Era assolutamente proibito tagliare gli alberi di elci, a pena della “scomunica inflitta agli incisori”, essendo questi “di riparo alle pietre, che brontolando dal Monte, potevano offendere la costruzione”.

Camminando lungo il borgo si possono ammirare monumenti e luoghi di interesse risalenti al 1400, come il Convento dei Domenicani, la Chiesa dell’Annunziata con portale in pietra risalente al 1600, la Chiesa di San Biagio, Patrono del borgo, costruita tra il XII e il XIII secolo dove si conserva una reliquia del santo.

Altro luogo da visitare è quello del Santuario della Madonna del Cardoneto con la statua della Madonna del 1400 esposta al suo interno.
Interessante sito archeologico è il Monte Civita che offre testimonianza di resti di un insediamento rurale risalente all’incarica all’anno 1000.

Nel territorio possiamo ammirare montagne ricche di boschi e zone collinari; in particolare ricordiamo la Sorgente Auso che dà vita al fiume Fasanella nei pressi del borgo di San Angelo a Fasanella.
Il paesino, che fa parte del parco nazionale del Cilento e Vallo di Diano e Alburni, si trova in prossimità anche del monte Costa la Croce la cui altitudine è di 951 metri sul livello del mare.

Il borgo presenta la caratteristica di formazione a grappolo che degrada verso la valle del Calore.
Ad accogliere i visitatori sono panorami incantevoli, ricchi di vegetazione di grande varietà tra cui: faggi, ontani, castagni e pini neri.

L‘originalità del borgo è dovuta alla presenza di ben ottanta murales realizzati da artisti provenienti da diverse regioni italiane, rendendo il centro storico una vera e propria pinacoteca a cielo aperto.
Ad Ottani è possibile compiere escursioni e passeggiate ideali per principianti ed esperti di trekking e trovare ospitalità presso agriturismi collocati nella zona del Cilento dove gustare prodotti tipici avendo a disposizione alloggi di alta qualità.

Tra gli agriturismi citiamo: Carretiello, l’Oasi, Ferrara H e tanti altri.
Da notare la Sagra della Sfrionzola e della salsiccia paesana, piatti tipici di Ottati, la già citata sagra del fico celebrata nel Convento dei Domenicani ed il Festival Etnomusicale e per l’Ottati MTB il circuito dei tre rifugi (Panormo, Domus Otium, BbGrekus).

Dalila Boukhalfa e Silvana Lazzarino

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Dal Messico ad Afragola: Il Viaggio del Padel

Il padel nasce in Messico nel 1969 grazie a Enrique Corcuera, che trasformò un campo da squash nella sua villa di Acapulco per creare uno sport giocabile in spazi ridotti, ma con regole che mantengono la palla sempre in gioco.

Diffusosi inizialmente in Spagna grazie al principe Alfonso de Hohenlohe, ha poi conquistato il Sud America, l’Europa e il mondo.

Durante la pandemia, il padel ha vissuto un’espansione significativa: non essendo uno sport di contatto, ha permesso a molti di praticarlo prima della ripresa delle discipline tradizionali.

In Italia, come altrove, si è rivelato semplice da iniziare e coinvolgente fin dalla prima partita.

A differenza del tennis, che richiede una lunga preparazione tecnica, il padel consente anche ai principianti di divertirsi subito.

Molti campi da calcetto sono stati riconvertiti in strutture da padel, generando un business fiorente.

Tuttavia, con l’aumento dell’offerta, la qualità è diventata essenziale: oggi i giocatori preferiscono impianti coperti e ben attrezzati.

Dal punto di vista tecnico, il padel si distingue per regole che favoriscono il gioco continuo: la palla deve rimbalzare nel campo avversario e può essere giocata anche dopo il rimbalzo su vetri e grate. Colpi potenti e precisi, efficaci nel tennis, possono diventare un vantaggio per il difensore nel padel, che sfrutta il rallentamento della palla per contrattaccare.

Il pallonetto, se ben eseguito, costringe gli avversari a retrocedere, lasciando spazio per l’attacco a rete.

Anche il servizio è unico: deve partire al di sotto della linea del bacino.

Gli scambi possono durare a lungo, richiedendo pazienza e strategia.

Il punteggio è identico a quello del tennis, ma l’approccio è più dinamico e coinvolgente.

In pochi anni, il padel è diventato una passione quotidiana per molti: una “dipendenza positiva” che unisce sport, divertimento e socialità.

In una delle mie rare uscite attuali ho avuto modo di visitare il ROMPI PADEL ad Afragola, situato in Via Libertà 22, che dispone di due campi da gioco in una posizione strategica: di fronte al centro commerciale I PINI, lungo la Strada Sannitica, incastonato tra i palazzi di una zona centrale e facilmente raggiungibile sia dalle strade ordinarie che dall’Asse Mediano.

Qualificatomi come collaboratore di questa testata giornalistica, ho percepito la sensazione di una splendida accoglienza, ricevendo tutte le precedenti informazioni e la notizia che entro metà novembre, entrambi i campi saranno coperti, garantendo la possibilità di giocare in qualsiasi condizione climatica.

I miei migliori auguri di successo vanno quindi alla struttura che offre istruttori di primo livello, competenti e disponibili, spogliatoi moderni e bar climatizzati, una boutique specializzata con firme sportive di alto profilo.

A cura di Luciano Somma, in collaborazione con Gioia Lomasti

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UNA NAPOLI NUOVA

Non uscivo da parecchi mesi ed in precedenza, quando ero ancora automunito, ogni tanto qualche giro lo facevo sul Vomero fino a Posillipo, con mia moglie, per sederci fuori a qualche chalet a gustare un buon caffè o una bibita.

Pochi giorni fa per una visita dentistica con Sergio, il mio primogenito, trovandosi lo studio a Giugliano, abbiamo fatto un giro per alcuni paesi limitrofi e grande è stata la mia meraviglia di vedere strade nuove, mi sembrava  di essere uno straniero che visita Napoli completamente diversa da quella da me conosciuta e girata, per motivi di lavoro, per ben 43 anni e tra le mete vi era anche Ischia dove avevo clienti e quasi tutta la Campania.

Raccordi da me sconosciuti, fabbricati nuovi, decine di supermercati, un cambiamento che mi ha letteralmente lasciato di stucco.

Dopo la visita mio figlio ci ha tenuto a farmi vedere un campo di PADEL, un gioco sul quale mi propongo di scrivere un articolo a breve, gestito da lui e dal figlio Luciano Somma Junior. Struttura nuovissima con 2 campi di gioco, panchine per i visitatori, spogliatoi, bar tutto molto funzionale in Afragola.

Quest’ultima da me visitata per lavoro decine di volte ma oggi ai miei occhi irriconoscibile, in positivo, piena di negozi e studi professionali, uffici, coi sui 62.000 abitanti circa una vera e propria città come del resto molti paesi Campani quali ad esempio: Marano di Napoli, Mugnano, Giugliano, Pozzuoli, S.Antimo, Aversa  e tantissimi altri.

Tutti comuni bene organizzati anche se forse troppo sovraffollati ma sicuramente ben vivibili e meno cari di parecchia mercanzia rispetto a Napoli.

A proposito ricordo che quando soggiornavo ad Ischia mia moglie si lamentava che fosse più cara di Napoli perché a detta dei negozianti gravava molto, per molta merce,  l’anteporto.

Un mio cliente ricambista di Ischia Porto mi faceva vedere le fatture degli autotrasportatori per merce ordinata a Torino, quasi il doppio di quello pagati dai colleghi del continente.

Tornando a Napoli questa estate vi è stato un ottimo risultato turistico che fa ben sperare per il futuro e che potrà portare a visitare Napoli e le zone limitrofe, isole comprese, un grande afflusso di visitatori.

Una Napoli Nuova specie per chi non la conosce da non perdere.

LUCIANO SOMMA

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Professionisti DILA APS 2025 – Calendario pubblicazioni

Bruno Mancini

Bruno Mancini scrittore

Bruno Mancini Presidente DILA APS

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DILA Altervista

NUSIV – Premio Otto milioni

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Presentazione VOLO PAZZO

Lo scorso 4 ottobre, a Roma, si è tenuta la conferenza stampa DILA APS per la presentazione dell’articolato progetto culturale “VOLO PAZZO” che si svolgerà a Laurino, e in altri Comuni del Parco Nazionale del Cilento del Vallo di Diano e Alburni, nei giorni 14 – 15 e 16 novembre prossimi.

Chiara Pavoni, dopo aver salutato gli ospiti in sala e quelli collegati via streaming, si è presenta nella qualità di Vice Presidente dell’Associazione di Promozione Sociale “Da Ischia L’Arte – DILA APS” organizzatrice della tre giorni di eventi, illustrandone le varie fasi e i capitoli del programma.
Ecco in sintesi la sua presentazione.
• Organizzatrice DILA APS, Associazione di Promozione Sociale “Da Ischia L’Arte” iscritta al RUNTS (Registro unico nazionale terzo settore), costituita con atto notarile nel 2014, fondatore e presidente Bruno Mancini.
• In partenariato con
Testata giornalistica IL DISPARI
Magazine trimestrale EUDONNA
Casa Editrice IL SEXTANTE
Salotto culturale INTERNO 4
Associazione italo algerina ADA
Fondazione LA SPONDA
Associazione ARTE DEL SUONARE

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Programma VOLO PAZZO 14, 15 e 16 novembre nel Teatro settecentesco di Laurino e in altre sedi:

1. Proclamazione vincitori della XIV edizione del Premio Internazionale di Arti Varie OTTO MILIONI articolato in quattro sezioni: poesie, articoli, video, arti grafiche.
2. Mostra collettiva di Arti grafiche di Artisti internazionali e di Artisti locali.
3. Reading
4. Sfilata abiti tradizionali dell’Algeria e del Cilento
5. Presentazione libri
6. Concerti di musica classica e moderna
7. Spettacolo di magia
8. Artisti di strada
9. Tour storico e naturalistico nei dintorni del Comune di Laurino
10. Performance di Chiara Pavoni in anteprima assoluta
11. Degustazioni enogastronomiche
12. Street food
13. Riprese televisive e tramite droni
14. Coro diretto dal Tenore Mario Lamanna
15. Estemporanea arti grafiche alunni elementari e medie
16. Presentazione Antologia “Libertà è anche mentire”
17. Gadget personalizzati
18. Stand prodotti locali
19. Stand materiale illustrativo DILA APS, OTTO MILIONI, evento, patrocini, sponsor, partner, ospiti
20. Folk Band
21. Scuola di danza
22. Buffet di benvenuto
23. Cena di arrivederci.

Patrocini

Civitas Laurini PRO LOCO LAURINO Presidente Gaetano Pacente
Pro loco S. Angelo a Fasanella Presidente Francesco Scala
Comune Laurino Sindaco Romano Gregorio
Comune Piaggine Sindaco Renato Pizzolante
Comune Polla Sindaco Massimo Loviso
Comune San Giovanni a Piro Sindaco Ferdinando Palazzo
Comune Sant’Angelo a Fasanella Sindaco Bruno Tierno
Comune Serre Sindaco Antonio Opramolla
Comune Valle dell’Angelo Sindaco Salvatore Iannuzzi

Sponsor

ALUX – Alluminium frames
Agriturismo 7 venti
ADS Il Dragone i 5 elementi
Associazione del Patrimonio culturale Artistico e storico algerino TI MGAD
‘Ausono Azienda agricola
AZ. AGR. Passaro Antonio
Bar Jolly
Birrificio Gregorio
Astiletv canale 78
Chalet Nicoletti Ristoro in alta quota
Covergenze Internet – phone – tv – energie
Croquembouche Pasticceria
Djihene Grada
Dounia Aoubid
FESAGI Affitti brevi
Houari Chalakh
Il Posticino Affittacamere
La Terrazza di Laurino Casa vacanze
La Villa Ristorante
Larachiche Mohamed
Montano Antilia – Club alpino italiano
Alle Sorgenti del Calore – Nel cuore del Cilento –
Palladino Design jewelry
Piazza Laurino Locazioni turistiche
Santa Lucia Caffetteria Rosticceria
Selù – Il tuo relax nel cuore del Cilento
Studenti Algerini in Italia – A.S.A
Tee Mania – Serigrafia tessile
Yagoub Imane

Cast:

Chiara Pavoni Direttrice Artistica e Presentatrice
Eva Di Perna Madrina e Organizzatrice
Angela Mennella Addetto stampa e Presentatrice
Dalila Boukhalfa Interprete e Capo delegazione Artisti internazionali
Liga Sarah Lapinska Interprete e Capo delegazione Artisti lettoni
Yousra Chenah Interprete e Capo delegazione studenti algerini

Ospiti d’onore:

Adlene Mohamed Rostom Chenah,
Aleksandrs Adamovičs,
Angela Prota,
Clementina Petroni,
Eva Mārtuža,
Gianluca Mei,
Giorgia Sabatini,
Giusy Comunale,
Gustavo Martucci,
Ilze Magone,
Lilia Krav
Lucia Annicelli,
Luciano Somma,
Luigi Ancora,
Marcello Canzoniere,
Maria Luisa Neri,
Mariarosaria Cascio,
Mario Lamanna
Pasquale Di Costanzo,
Sandra Švarca squalificata da tutte le edizioni del Premio OTTO MILIONI,
Silvana Lazzarino.

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La band Balkanski Put si presenta

La band Balkanski Put nasce nel’95 a Roma dalla volontà di aggiornare i ritmi della tradizione  balcanica al contemporaneo.

In tanti siamo fuggiti dal conflitto che ha cancellato la Jugoslavia e la musica, quella musica, diventava in quegli anni, strumento di ritrovata identità culturale per far fronte alla diaspora vissuta da molti di noi.

Da qui l’esigenza di affondare la nostra  ricerca musicale nella storia dei Balcani da cui far emergere ritmi e memoria…

Racconti di figli strappati alle loro famiglie dai turchi (Nizamski Rastanak) o semplici canti d’amore (Ajde Jano con nuovi arrangiamenti spesso in chiave rock).

“Moj Dilbere!”, il primo brano presentato in concorso nella sezione video del Premio Internazionale di Arti Varie “OTTO MILIONI” è un popolare “Sevdalinka” un genere tradizionale bosniaco che non ha autore.

La canzone è stata tramandata oralmente per generazioni dal 17° secolo.

Moj Dilbere nasconde la terribile sofferenza di una ragazza innamorata di un soldato ottomano che parte per la guerra e lei rimane da sola richiusa in casa.

Arrangiamento Balkanski Put.

Il secondo brano presentato al Premio “OTTO MILIONI” si intitola “Lela Vranjanka!”, musica di Stanisa Stosic 1982.

Parla di una persona che si domanda dove sia e con chi sia il più grande amore della sua vita.

Lui racconta la bellezza di una ragazza della città Vranje che si trova nel sud della Serbia.                  Arrangiamento di  Balkanski Put: Violeta Stojanovic, Zdenko Trivic, Marco Tocilj, Giancarlo di Fabio, Daniele di Vito.

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Vota la tua poesia: OTTO MILIONI 2025
dal codice 46po25f al codice 51po25f

La selezione delle opere idonee a partecipare alla fase finale della XIV edizione del Premio internazionale di Arti Varie “Otto Milioni” è terminata.
La sezione poesia risulta composta da 51 componimenti che stiamo pubblicando tutti in questa pagina con cadenza settimanale.
Per un consolidato sistema di coinvolgimento dei lettori, qui di seguito trovate un coupon valido per assegnare voti alle poesie da voi prescelte.
Ogni coupon da diritto all’assegnazione di un SOLO voto che avrà valore di ben 10 punti nella classifica finale.
Per esprimere il voto vi sarà sufficiente compilare il coupon nelle due parti in bianco e consegnarlo alla edicola TRANI a Piazza degli Eroi Ischia, oppure potrete inviarlo (digitalizzato o fotografato) come allegato ad una e-mail da indirizzare a dila@dilaaps.it entro e non oltre il prossimo 20 settembre.
ATTENZIONE: tutte le seguenti poesie sono state pubblicate nella ESATTA formattazione fornita dall’Autore. Per alcune di esse, trattandosi di testi scritti in lingue straniere, le traduzioni in italiano che presentiamo sono state realizzate a cura degli stessi Autori, in maniera amichevole e non professionale, e contengono evidenti imperfezioni ed errori sui quali non siamo intervenuti per non falsare lo spirito della gara.
Invitiamo i lettori a tenerne conto nelle operazioni di voto non facendosi influenzare dai refusi.
La cerimonia di premiazione dei vincitori avverrà in una data compresa tra il 25 novembre 2025 e il 31 gennaio 2026.
La data e la località della premiazione saranno rese note ai finalisti con un preavviso di almeno 10 giorni.
In bocca al lupo e vinca il migliore!

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46po25f Valerio Giovanni Ruberto
INCONTRO DI DUE ANIME
Siamo seduti uno vicino all’altro
mentre le nostre mani
si sfiorano appena.
Tu mi parli di te
mentre io rimango affascinato
da tanta bellezza.
Guardo i tuoi occhi limpidi e dolci
e un senso di tenerezza
mi avvolge tutto.La tua mano
mi sfiora per un attimo il viso
e un brivido caldo percorre
ogni centimetro del mio corpo
abbattendo ogni mia barriera.
Per un attimo poggi la tua testa
sulla mia spalla
e il fragrante profumo del tuo corpo
vela ogni mio pensiero.
Ci guardiamo negli occhi senza dir nulla
consapevoli che il nostro
é un incontro di due anime
che per troppo tempo si sono cercate
senza mai incontrarsi.
Adesso sono finalmente insieme
e insieme cantano e ballano,
mentre io e te,
spettatori muti e inconsapevoli,
restiamo a guardarci senza dir nulla.

°°°°—-°°°°
47po25f Jānis Zariņš
STA PIOVENDO.
Stamattina piove.
Come nei sogni.
Piove… E piove. Non ferma.
Uno ride, l’altro abbaia,
Qualcun altro nell’oscurità sdraia,
Non immerso nella propria pelle, affatto,
Della vita, comunque, insodisfatto
Un cappello cadente e lacerato egli ha,
Correndo attraverso la vita, così.
Stamattina piove. Come nei sogni, quasi.
Piove .. E piove . Non ferma.

°°°°—-°°°°
48po25f Elīna Kubuliņa – Vilne
LA NOSTRA CANZONE
Viene in memoria un’ melodia, vecchia e buona.
Le note in un arazzo vibrante si trasformano,
In cui siamo insieme di nuovo
Insieme camminiamo, mano nella mano.
I sussurri tuoi nel mio cuore risuonano.
Sulla mia pelle le tue carezze timidi scivolano.
Nel silenzio è accesa la fiamma,
Nel silenzio comincia Il nostro canto.
La nostra canzone del tramonto e del vento,
La nostra canzone con una dolce tè di mattino,
Coi fili stellati, pieni di felicità,
Colle rondini di diverse tonalità nell’aria che volteggiano,
È a casa i miei pensieri più non tornano,
Una melodia antica risuona dalla distanza,
Le cicatrici nell’ombra della mezzanotte svaniscono,
Simi trasforma in una danza lenta ogni desiderio
Ogni giorno risuonate note diverse vengono
Ogni anno – le melodie diverse,
Scorreranno via senza essere pronunciate le parole.
Non si fermerà mai la nostra canzone.

°°°°—-°°°°
49po25f Baiba Talce
L’ ULTIMO INFINITO
Da una vita all’altra
Quel tempo di piaceri inutili è stanco ,
Un scarafaggio dei gru verso Ovest vola
troppo giocato, romantico, eterno.
Nel sole cupo dalla libertà falsa
Qualcuno non deve raggiungere le preghiere
Per ancora una volta la vita esigere,
Affinché il passato nostro consolare !
Dalla mia vita verso le vostre
Dondolano nel sole le corde delle note.
Pure io ben presto sarò nella Terra del Tramonto,
Ma che miraggio,
Última in quel scarafaggio randagio.

°°°°—-°°°°
50po25f Elisabetta Biondi della Sdriscia
OMBRE
Ombra nella sera, di nascosto, dal buio
della finestra appena schiusa, carpisco
frammenti sconosciuti di un esistere
uguale e differente, e vedo il mondo
immutabile nel continuo mutamento.
Vedo la strada, giù, e la piazzetta
dove si affaccenda la vita che non passa
e all’improvviso scopri che è passata:
ridono, i ragazzi, appoggiati al muretto,
si passano una birra e credono di sapere,
ma non sanno, né della gabbia né della clessidra.
Sogni e sigarette, sulle labbra dense
di parole non dette, di baci ancora
da cogliere: la vita è una promessa
intatta, una tela non ancora imbrattata.
Ridono i ragazzi, nascondendo
spavaldi la loro timidezza,
e si chiedono chi sia quell’ombra
celata dietro la persiana spenta.

°°°°—-°°°°
51po25f Elisabetta Biondi della Sdriscia
LE USTIONI DELLA LUCE
Omaggio a Zanzotto
Si è svuotato di sogni il riquadro
spento della finestra, al riparo
dalle ustioni che la luce infliggeva
alla retina aperta, trafiggendo
giorni non ancora appassiti di futuro.
Armonia recisa anche il passato,
deriva di significanti opachi,
vuoti fonemi spogli di ottativo,
chiusi nel trapassato remoto
senza vocativo del già coniugato.
Ingorda di presente, dal pozzo senza fondo
cerco un pertugio in cui si fosse per errore
insinuato un raggio, il baluginare incerto
della luce di una qualsiasi torcia,
l’ombra capovolta di uno spicchio di cielo.

20250929 DILA APS – IL DISPARI

VOLO PAZZO: conferenza stampa

Domenica 4 ottobre a Roma, nel salotto culturale INTERNO 4 di Chiara Pavoni in via della Lungara 44, l’Associazione di Promozione Sociale “Da Ischia L’Arte – DILA APS” illustrerà il programma della tre giorni di eventi (14 – 15 – 16 novembre 2025) che è in allestimento a Laurino, borgo medioevale situato nel centro del Parco Nazionale del Cilento Vallo di Diano e Alburni.

La conferenza stampa, sarà trasmessa anche in streaming a cura di Eva Di Perna e di Angela Mennella

Relatrici Chiara Pavoni e Dalila Boukhalfa.

Per partecipare alla riunione su Google Meet, fai clic su questo link:
https://meet.google.com/crb-wosj-uom

Altrimenti apri Meet e inserisci questo codice: crb-wosj-uom

Siete tutti invitati!

INFO: 3914830355

Bruno Mancini

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DILA & IL DISPARI redazione culturale

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UNA NAPOLI NUOVA

Non uscivo da parecchi mesi ed in precedenza, quando ero ancora automunito, ogni tanto qualche giro lo facevo sul Vomero fino a Posillipo, con mia moglie, per sederci fuori a qualche chalet a gustare un buon caffè o una bibita.

Pochi giorni fa per una visita dentistica con Sergio, il mio primogenito, trovandosi lo studio a Giugliano, abbiamo fatto un giro per alcuni paesi limitrofi e grande è stata la mia meraviglia di vedere strade nuove, mi sembrava  di essere uno straniero che visita Napoli completamente diversa da quella da me conosciuta e girata, per motivi di lavoro, per ben 43 anni e tra le mete vi era anche Ischia dove avevo clienti e quasi tutta la Campania.

Raccordi da me sconosciuti, fabbricati nuovi, decine di supermercati, un cambiamento che mi ha letteralmente lasciato di stucco.

Dopo la visita mio figlio ci ha tenuto a farmi vedere un campo di PADEL, un gioco sul quale mi propongo di scrivere un articolo a breve, gestito da lui e dal figlio Luciano Somma Junior. Struttura nuovissima con 2 campi di gioco, panchine per i visitatori, spogliatoi, bar tutto molto funzionale in Afragola.

Quest’ultima da me visitata per lavoro decine di volte ma oggi ai miei occhi irriconoscibile, in positivo, piena di negozi e studi professionali, uffici, coi sui 62.000 abitanti circa una vera e propria città come del resto molti paesi Campani quali ad esempio: Marano di Napoli, Mugnano, Giugliano, Pozzuoli, S.Antimo, Aversa  e tantissimi altri.

Tutti comuni bene organizzati anche se forse troppo sovraffollati ma sicuramente ben vivibili e meno cari di parecchia mercanzia rispetto a Napoli.

A proposito ricordo che quando soggiornavo ad Ischia mia moglie si lamentava che fosse più cara di Napoli perché a detta dei negozianti gravava molto, per molta merce,  l’anteporto.

Un mio cliente ricambista di Ischia Porto mi faceva vedere le fatture degli autotrasportatori per merce ordinata a Torino, quasi il doppio di quello pagati dai colleghi del continente.

Tornando a Napoli questa estate vi è stato un ottimo risultato turistico che fa ben sperare per il futuro e che potrà portare a visitare Napoli e le zone limitrofe, isole comprese, un grande afflusso di visitatori.

Una Napoli Nuova specie per chi non la conosce da non perdere.

LUCIANO SOMMA

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Laurino: un borgo medievale nel Parco Nazionale del Cilento

Il nome “Laurino”, del comune di della Provincia di Salerno, deriva dal latino “Lauretum”, che significa “bosco di allori”.

Nella cultura antica, l’alloro era considerato un simbolo di saggezza e gloria.

Inoltre, gli allori erano usati per incoronare i vincitori, sia in guerra che nei giochi olimpici. Conosciuto anche come “La perla del Calore” questo centro restituisce oltre ad una cordiale ospitalità, la possibilità di ammirare l’area di Gorgonero con la sua biodiversità, il fiume Calore, lungo uno spazio verde che si estende a perdita d’occhio.

In quest’area incontaminata il respiro della natura fa eco ai battiti del cuore invitando a restare in silenzio per lasciare che affiorino ricordi lontani eppure vicini, così da ritrovare un nuovo ascolto interiore, mentre lo sguardo si perde lungo l’orizzonte.

La formazione geologica del parco del Cilento è fuori dal comune.

Un paesaggio unico, naturale che incita a scoprire i sentieri come: “Pruno di Laurino”, “Il cammino di Sant’ Elena”, “Il sentiero del Torrente silenzioso”, “Il Vallo di Diano” e “Monte Rotondo”, perfetti per gli amanti del trekking e del picnic.

Da non perdere piacevoli momenti da trascorrere nelle “Gole del Calore” in una vallata a picco sul fiume.

Nel silenzio della natura meravigliosa Laurino invita a rigenerare mente, corpo e spirito.

Per la sua posizione incantevole nel Parco Nazionale del Cilento, Laurino circondata da colline e montagne, regala un’atmosfera pacifica e tranquilla ideale per rilassarsi e staccare da una vita frenetica, lasciandosi anche conquistare dalla sua storia ricca di memorie e tradizioni.

A proposito di cultura e tradizioni Laurino, borgo medievale, nei suoi scenari dà risalto a chiese, palazzi storici che custodiscono secoli di storia.

Accanto al convento di Sant’Antonio con la chiesa adiacente di cui spicca il portale ligneo d’ingresso con figure in bassorilievo di Sant’Antonio, San Francesco e altri Santi ad opera di Girolamo Consulmagno, citiamo la chiesa di Ognissanti del XV secolo con affreschi e un quadro dell’Adorazione dei Magi.

Tra i palazzi storici Palazzo Civico del 1225 sede delle principali attività giuridiche e amministrative, Palazzo Gaudiani edificio di grande valore architettonico e Palazzo Ducale residenza dei duchi Spinelli dal 1686 ultimi feudatari di Laurino per via della legge di eversione della feudalità del 2 agosto 1806, emanata da Giuseppe Bonaparte, fratello di Napoleone e re di Napoli.

Tale legge sanciva la fine dell’epoca feudale nell’Italia meridionale.

A proposito della famiglia Spinelli va ricordata la leggenda che avvolge il Palazzo Spinelli di Laurini sito a Napoli.

Rimasta orfana e adottata dal Duca Troiano di Laurino, Bianca finì per conquistare il suo cuore tanto da suscitare la gelosia della moglie Lorenza che non tardò a far murare viva la giovanissima fanciulla.

Si narra che lo spirito di Bianca appaia nel palazzo tre giorni prima di ogni evento importante e tre giorni dopo.

Tra gli altri monumenti vanno citati i ruderi del castello Longobardo e il Seggio o Foro simbolo delle antiche attività democratiche della città.

 

Dalila Boukhalfa e Silvana Lazzarino

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Ottati, una graziosa terra immersa nel parco nazionale del Cilento.

Alle propaggini meridionali dei monti Alburni, nel parco cilentano, si estende Ottati in provincia di Salerno.

Una cittadina che offre una combinazione unica di storia, cultura e natura.
Il nome viene dal latino “optatus” la cui traduzione indica “scelto” probabilmente in riferimento ai pastori che optarono per quella terra ricca di pascoli e dove decisero di costruire le proprie case. Tra le curiosità possiamo citare il fico “dottato bianco” che prende il nome dalla località ed infatti ogni anno il comune organizza una rassegna gastronomica “Ficus in Tabula”, una festa dedicata alla valorizzazione e degustazione di questo fico anche utilizzato per la preparazione del dolce tradizionale dei “fichi ripieni”.

Fu il feudo di tante famiglie nobiliari, a cominciare dai Capece – Galeota, per poi diventare nel 1700 parte del dominio dei Caraguso – Mariconda.

Era assolutamente proibito tagliare gli alberi di elci, a pena della “scomunica inflitta agli incisori”, essendo questi “di riparo alle pietre, che brontolando dal Monte, potevano offendere la costruzione”.

Camminando lungo il borgo si possono ammirare monumenti e luoghi di interesse risalenti al 1400, come il Convento dei Domenicani, la Chiesa dell’Annunziata con portale in pietra risalente al 1600, la Chiesa di San Biagio, Patrono del borgo, costruita tra il XII e il XIII secolo dove si conserva una reliquia del santo.

Altro luogo da visitare è quello del Santuario della Madonna del Cardoneto con la statua della Madonna del 1400 esposta al suo interno.
Interessante sito archeologico è il Monte Civita che offre testimonianza di resti di un insediamento rurale risalente all’incarica all’anno 1000.

Nel territorio possiamo ammirare montagne ricche di boschi e zone collinari; in particolare ricordiamo la Sorgente Auso che dà vita al fiume Fasanella nei pressi del borgo di San Angelo a Fasanella.
Il paesino, che fa parte del parco nazionale del Cilento e Vallo di Diano e Alburni, si trova in prossimità anche del monte Costa la Croce la cui altitudine è di 951 metri sul livello del mare.

Il borgo presenta la caratteristica di formazione a grappolo che degrada verso la valle del Calore.
Ad accogliere i visitatori sono panorami incantevoli, ricchi di vegetazione di grande varietà tra cui: faggi, ontani, castagni e pini neri.

L‘originalità del borgo è dovuta alla presenza di ben ottanta murales realizzati da artisti provenienti da diverse regioni italiane, rendendo il centro storico una vera e propria pinacoteca a cielo aperto.
Ad Ottani è possibile compiere escursioni e passeggiate ideali per principianti ed esperti di trekking e trovare ospitalità presso agriturismi collocati nella zona del Cilento dove gustare prodotti tipici avendo a disposizione alloggi di alta qualità.

Tra gli agriturismi citiamo: Carretiello, l’Oasi, Ferrara H e tanti altri.
Da notare la Sagra della Sfrionzola e della salsiccia paesana, piatti tipici di Ottati, la già citata sagra del fico celebrata nel Convento dei Domenicani ed il Festival Etnomusicale e per l’Ottati MTB il circuito dei tre rifugi (Panormo, Domus Otium, BbGrekus).

Dalila Boukhalfa e Silvana Lazzarino

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Laurino: un borgo medievale nel Parco Nazionale del Cilento

Il nome “Laurino”, del comune di della Provincia di Salerno, deriva dal latino “Lauretum”, che significa “bosco di allori”.

Nella cultura antica, l’alloro era considerato un simbolo di saggezza e gloria.

Inoltre, gli allori erano usati per incoronare i vincitori, sia in guerra che nei giochi olimpici. Conosciuto anche come “La perla del Calore” questo centro restituisce oltre ad una cordiale ospitalità, la possibilità di ammirare l’area di Gorgonero con la sua biodiversità, il fiume Calore, lungo uno spazio verde che si estende a perdita d’occhio.

In quest’area incontaminata il respiro della natura fa eco ai battiti del cuore invitando a restare in silenzio per lasciare che affiorino ricordi lontani eppure vicini, così da ritrovare un nuovo ascolto interiore, mentre lo sguardo si perde lungo l’orizzonte.

La formazione geologica del parco del Cilento è fuori dal comune.

Un paesaggio unico, naturale che incita a scoprire i sentieri come: “Pruno di Laurino”, “Il cammino di Sant’ Elena”, “Il sentiero del Torrente silenzioso”, “Il Vallo di Diano” e “Monte Rotondo”, perfetti per gli amanti del trekking e del picnic.

Da non perdere piacevoli momenti da trascorrere nelle “Gole del Calore” in una vallata a picco sul fiume.

Nel silenzio della natura meravigliosa Laurino invita a rigenerare mente, corpo e spirito.

Per la sua posizione incantevole nel Parco Nazionale del Cilento, Laurino circondata da colline e montagne, regala un’atmosfera pacifica e tranquilla ideale per rilassarsi e staccare da una vita frenetica, lasciandosi anche conquistare dalla sua storia ricca di memorie e tradizioni.

A proposito di cultura e tradizioni Laurino, borgo medievale, nei suoi scenari dà risalto a chiese, palazzi storici che custodiscono secoli di storia.

Accanto al convento di Sant’Antonio con la chiesa adiacente di cui spicca il portale ligneo d’ingresso con figure in bassorilievo di Sant’Antonio, San Francesco e altri Santi ad opera di Girolamo Consulmagno, citiamo la chiesa di Ognissanti del XV secolo con affreschi e un quadro dell’Adorazione dei Magi.

Tra i palazzi storici Palazzo Civico del 1225 sede delle principali attività giuridiche e amministrative, Palazzo Gaudiani edificio di grande valore architettonico e Palazzo Ducale residenza dei duchi Spinelli dal 1686 ultimi feudatari di Laurino per via della legge di eversione della feudalità del 2 agosto 1806, emanata da Giuseppe Bonaparte, fratello di Napoleone e re di Napoli.

Tale legge sanciva la fine dell’epoca feudale nell’Italia meridionale.

A proposito della famiglia Spinelli va ricordata la leggenda che avvolge il Palazzo Spinelli di Laurini sito a Napoli.

Rimasta orfana e adottata dal Duca Troiano di Laurino, Bianca finì per conquistare il suo cuore tanto da suscitare la gelosia della moglie Lorenza che non tardò a far murare viva la giovanissima fanciulla.

Si narra che lo spirito di Bianca appaia nel palazzo tre giorni prima di ogni evento importante e tre giorni dopo.

Tra gli altri monumenti vanno citati i ruderi del castello Longobardo e il Seggio o Foro simbolo delle antiche attività democratiche della città.

Dalila Boukhalfa e Silvana Lazzarino

20250925 DILA APS IL DISPARI professionisti

Professionisti DILA APS 2025 – Calendario pubblicazioni

Bruno Mancini

Bruno Mancini scrittore

Bruno Mancini Presidente DILA APS

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DILA Altervista

NUSIV – Premio Otto milioni

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20250929 DILA APS – IL DISPARI

20250929 DILA APS – IL DISPARI

20250929 DILA APS – IL DISPARI

Vota la tua poesia: OTTO MILIONI 2025
dal codice 46po25f al codice 51po25f

La selezione delle opere idonee a partecipare alla fase finale della XIV edizione del Premio internazionale di Arti Varie “Otto Milioni” è terminata.
La sezione poesia risulta composta da 51 componimenti che stiamo pubblicando tutti in questa pagina con cadenza settimanale.
Per un consolidato sistema di coinvolgimento dei lettori, qui di seguito trovate un coupon valido per assegnare voti alle poesie da voi prescelte.
Ogni coupon da diritto all’assegnazione di un SOLO voto che avrà valore di ben 10 punti nella classifica finale.
Per esprimere il voto vi sarà sufficiente compilare il coupon nelle due parti in bianco e consegnarlo alla edicola TRANI a Piazza degli Eroi Ischia, oppure potrete inviarlo (digitalizzato o fotografato) come allegato ad una e-mail da indirizzare a dila@dilaaps.it entro e non oltre il prossimo 20 settembre.
ATTENZIONE: tutte le seguenti poesie sono state pubblicate nella ESATTA formattazione fornita dall’Autore. Per alcune di esse, trattandosi di testi scritti in lingue straniere, le traduzioni in italiano che presentiamo sono state realizzate a cura degli stessi Autori, in maniera amichevole e non professionale, e contengono evidenti imperfezioni ed errori sui quali non siamo intervenuti per non falsare lo spirito della gara.
Invitiamo i lettori a tenerne conto nelle operazioni di voto non facendosi influenzare dai refusi.
La cerimonia di premiazione dei vincitori avverrà in una data compresa tra il 25 novembre 2025 e il 31 gennaio 2026.
La data e la località della premiazione saranno rese note ai finalisti con un preavviso di almeno 10 giorni.
In bocca al lupo e vinca il migliore!

20250929 DILA APS – IL DISPARI
46po25f Valerio Giovanni Ruberto
INCONTRO DI DUE ANIME
Siamo seduti uno vicino all’altro
mentre le nostre mani
si sfiorano appena.
Tu mi parli di te
mentre io rimango affascinato
da tanta bellezza.
Guardo i tuoi occhi limpidi e dolci
e un senso di tenerezza
mi avvolge tutto.La tua mano
mi sfiora per un attimo il viso
e un brivido caldo percorre
ogni centimetro del mio corpo
abbattendo ogni mia barriera.
Per un attimo poggi la tua testa
sulla mia spalla
e il fragrante profumo del tuo corpo
vela ogni mio pensiero.
Ci guardiamo negli occhi senza dir nulla
consapevoli che il nostro
é un incontro di due anime
che per troppo tempo si sono cercate
senza mai incontrarsi.
Adesso sono finalmente insieme
e insieme cantano e ballano,
mentre io e te,
spettatori muti e inconsapevoli,
restiamo a guardarci senza dir nulla.

°°°°—-°°°°
47po25f Jānis Zariņš
STA PIOVENDO.
Stamattina piove.
Come nei sogni.
Piove… E piove. Non ferma.
Uno ride, l’altro abbaia,
Qualcun altro nell’oscurità sdraia,
Non immerso nella propria pelle, affatto,
Della vita, comunque, insodisfatto
Un cappello cadente e lacerato egli ha,
Correndo attraverso la vita, così.
Stamattina piove. Come nei sogni, quasi.
Piove .. E piove . Non ferma.

°°°°—-°°°°
48po25f Elīna Kubuliņa – Vilne
LA NOSTRA CANZONE
Viene in memoria un’ melodia, vecchia e buona.
Le note in un arazzo vibrante si trasformano,
In cui siamo insieme di nuovo
Insieme camminiamo, mano nella mano.
I sussurri tuoi nel mio cuore risuonano.
Sulla mia pelle le tue carezze timidi scivolano.
Nel silenzio è accesa la fiamma,
Nel silenzio comincia Il nostro canto.
La nostra canzone del tramonto e del vento,
La nostra canzone con una dolce tè di mattino,
Coi fili stellati, pieni di felicità,
Colle rondini di diverse tonalità nell’aria che volteggiano,
È a casa i miei pensieri più non tornano,
Una melodia antica risuona dalla distanza,
Le cicatrici nell’ombra della mezzanotte svaniscono,
Simi trasforma in una danza lenta ogni desiderio
Ogni giorno risuonate note diverse vengono
Ogni anno – le melodie diverse,
Scorreranno via senza essere pronunciate le parole.
Non si fermerà mai la nostra canzone.

°°°°—-°°°°
49po25f Baiba Talce
L’ ULTIMO INFINITO
Da una vita all’altra
Quel tempo di piaceri inutili è stanco ,
Un scarafaggio dei gru verso Ovest vola
troppo giocato, romantico, eterno.
Nel sole cupo dalla libertà falsa
Qualcuno non deve raggiungere le preghiere
Per ancora una volta la vita esigere,
Affinché il passato nostro consolare !
Dalla mia vita verso le vostre
Dondolano nel sole le corde delle note.
Pure io ben presto sarò nella Terra del Tramonto,
Ma che miraggio,
Última in quel scarafaggio randagio.

°°°°—-°°°°
50po25f Elisabetta Biondi della Sdriscia
OMBRE
Ombra nella sera, di nascosto, dal buio
della finestra appena schiusa, carpisco
frammenti sconosciuti di un esistere
uguale e differente, e vedo il mondo
immutabile nel continuo mutamento.
Vedo la strada, giù, e la piazzetta
dove si affaccenda la vita che non passa
e all’improvviso scopri che è passata:
ridono, i ragazzi, appoggiati al muretto,
si passano una birra e credono di sapere,
ma non sanno, né della gabbia né della clessidra.
Sogni e sigarette, sulle labbra dense
di parole non dette, di baci ancora
da cogliere: la vita è una promessa
intatta, una tela non ancora imbrattata.
Ridono i ragazzi, nascondendo
spavaldi la loro timidezza,
e si chiedono chi sia quell’ombra
celata dietro la persiana spenta.

°°°°—-°°°°
51po25f Elisabetta Biondi della Sdriscia
LE USTIONI DELLA LUCE
Omaggio a Zanzotto
Si è svuotato di sogni il riquadro
spento della finestra, al riparo
dalle ustioni che la luce infliggeva
alla retina aperta, trafiggendo
giorni non ancora appassiti di futuro.
Armonia recisa anche il passato,
deriva di significanti opachi,
vuoti fonemi spogli di ottativo,
chiusi nel trapassato remoto
senza vocativo del già coniugato.
Ingorda di presente, dal pozzo senza fondo
cerco un pertugio in cui si fosse per errore
insinuato un raggio, il baluginare incerto
della luce di una qualsiasi torcia,
l’ombra capovolta di uno spicchio di cielo.

20250929 DILA APS – IL DISPARI

VOLO PAZZO: conferenza stampa

Domenica 4 ottobre a Roma, nel salotto culturale INTERNO 4 di Chiara Pavoni in via della Lungara 44, l’Associazione di Promozione Sociale “Da Ischia L’Arte – DILA APS” illustrerà il programma della tre giorni di eventi (14 – 15 – 16 novembre 2025) che è in allestimento a Laurino, borgo medioevale situato nel centro del Parco Nazionale del Cilento Vallo di Diano e Alburni.

La conferenza stampa, sarà trasmessa anche in streaming a cura di Eva Di Perna e di Angela Mennella

Relatrici Chiara Pavoni e Dalila Boukhalfa.

Per partecipare alla riunione su Google Meet, fai clic su questo link:
https://meet.google.com/crb-wosj-uom

Altrimenti apri Meet e inserisci questo codice: crb-wosj-uom

Siete tutti invitati!

INFO: 3914830355

Bruno Mancini

20250929 DILA APS – IL DISPARI

20250929 DILA APS – IL DISPARI

 

20250922 DILA APS – IL DISPARI

20250922 DILA APS – IL DISPARI

Vota la tua poesia: OTTO MILIONI 2025
dal codice 41po25f al codice 45 po25f

La selezione delle opere idonee a partecipare alla fase finale della XIV edizione del Premio internazionale di Arti Varie “Otto Milioni” è terminata.
La sezione poesia risulta composta da 51 componimenti che stiamo pubblicando tutti in questa pagina con cadenza settimanale.
Per un consolidato sistema di coinvolgimento dei lettori, qui di seguito trovate un coupon valido per assegnare voti alle poesie da voi prescelte.
Ogni coupon da diritto all’assegnazione di un SOLO voto che avrà valore di ben 10 punti nella classifica finale.
Per esprimere il voto vi sarà sufficiente compilare il coupon nelle due parti in bianco e consegnarlo alla edicola TRANI a Piazza degli Eroi Ischia, oppure potrete inviarlo (digitalizzato o fotografato) come allegato ad una e-mail da indirizzare a dila@dilaaps.it entro e non oltre il prossimo 20 settembre.
ATTENZIONE: tutte le seguenti poesie sono state pubblicate nella ESATTA formattazione fornita dall’Autore. Per alcune di esse, trattandosi di testi scritti in lingue straniere, le traduzioni in italiano che presentiamo sono state realizzate a cura degli stessi Autori, in maniera amichevole e non professionale, e contengono evidenti imperfezioni ed errori sui quali non siamo intervenuti per non falsare lo spirito della gara.
Invitiamo i lettori a tenerne conto nelle operazioni di voto non facendosi influenzare dai refusi.
La cerimonia di premiazione dei vincitori avverrà in una data compresa tra il 25 novembre 2025 e il 31 gennaio 2026.
La data e la località della premiazione saranno rese note ai finalisti con un preavviso di almeno 10 giorni.
In bocca al lupo e vinca il migliore!

20250922 DILA APS – IL DISPARI
41po25f Elizabete Endzele
GIOCA !
Questa vita è come un’ gioco,
Un’ gioco che giochiamo
Noi tutti,
Ognuno al suo livello.
Per ognuno di noi
Hanno le sue regole diversi.
Non è facile questo gioco
Il gioco non è facile,
Ma dà la possibilità di sopravvivere.
Non è facile sopravvivere ,
Ma non è nemmeno impossibile.
A trovare il modo suo occorre
E continuare a sempre giocare !
P.S. Chi ha bisogno di capire, capirà!

°°°°—-°°°°
42po25f Vera Roķe
APPARTENENZA ALLA TERRA
Amo la mia terra,
È il granaio mio, io mi scopro
Qui il sole si sveglia la mattina
E la terra coi raggi copre
Come nel momento della verità
Noi ci sacrifichiamo.
Traiamo ogni forza dalla terra,
A lei noi apparteniamo.

°°°°—-°°°°
43PO25F ELITA VIŠKERE
…IL LAVORO, FATTO DAL CUORE DEL SOLE
I bordi dorati e anche le gioiellerie.
Tutto nel bagliore rosso
la faccia di un’ fabbro si brucia
e il suo sudore lavorativo è come un’ riflesso
scintillante di riguada
coincide con le figlie
e con le erbe autunnali.
Ecco, il lavoro, fatto dal cuore del sole

°°°°—-°°°°
44po25f Velta Brinza
LE NOTIZIE NEL LINGUAGGIO SEMPLICE
La forma della conversazione positiva assai,
Taglia un’ abalone, il temperino mondiale, dai,
Smetta i segni di punteggiatura, il mestiere addatta.
Non piega la dote tua sotto la candela, non affretta
La lingua potente di un popolo piccolo, si sta.
Le spalle scrolla e un’ passo indietro non fa
La saggezza dell ‘ erede dagli antenati, si va,
Affinché l’emozione non scompia. E la gloria,
Affinché lo splendore del linguaggio risplende
Nel lievito magico delle parole antiche
Vediamo il riflesso di noi, magico.

°°°°—-°°°°
45po25f Dagnija Gudriķe
FACCIAMO VIVI
Quando hai iniziato a scivolare,
Fu nata io
Quando ti alzi ai piedi,
Io striscio.
Mentre il mondo stai imparando,
Mi sto osservando.
Allo stess.

20250922 DILA APS – IL DISPARI

Roma ospita “Conexiones inteligentes y liderazgo: ¿y tú, dónde pones tus energías?”

Eudonna Magazine tra le voci protagoniste

Il prossimo 2 ottobre 2025, dalle ore 13:00 alle 15:00, negli uffici di DLA Piper a Roma, si terrà un incontro che promette di lasciare il segno: “Conexiones inteligentes y liderazgo: ¿y tú, dónde pones tus energías?”, promosso da CEIA Mujeres con la partecipazione di relatrici di spicco come Elena Pérez Moreiras, psicologa ed esperta in coaching, Veronica Sosa, fondatrice di She, Sabrina Monzon, coach ontologico professionale, e Karina Cesio, docente e coach ontologico.

Un appuntamento pensato non solo per riflettere sul ruolo delle donne nella leadership contemporanea, ma anche per aprire un dibattito concreto su come ciascuna possa orientare le proprie energie verso obiettivi condivisi, trasformando le connessioni in leve di cambiamento.

La sottoscritta Mariapia Ciaghi, Direttrice ed Editrice di Eudonna Magazine, parteciperà all’evento, anche a nome dell’Associazione di Promozione Sociale “Da Ischia L’Arte – DILA APS” con un messaggio editoriale che sarà condiviso con le partecipanti.

Un contributo che si inserisce in una lunga collaborazione con She Mujeres Emprendedoras, rete internazionale che Eudonna ha già raccontato più volte sulle proprie pagine, riconoscendone il valore di comunità innovativa capace di dare spazio e visibilità all’imprenditoria femminile.

Non meno importante il sostegno offerto come media partner all’arbitrato di Nazareth Romero, la cui attività rappresenta un ponte fondamentale tra diritto, mediazione e inclusione.

Una scelta che ribadisce il ruolo dei media non come semplici osservatori, ma come attori attivi nel dare voce a esperienze che meritano di essere conosciute e condivise.

Le connessioni intelligenti sono il nostro capitale più prezioso: non si misurano in numeri, ma in possibilità” – si legge nel messaggio editoriale preparato per l’occasione – “ed è questa la visione che Eudonna Magazine continua a raccontare, attraverso le storie di donne che intrecciando le proprie energie costruiscono futuro.

L’incontro romano sarà dunque un’occasione preziosa non solo per riflettere sul significato della leadership al femminile, ma soprattutto per fare rete e sperimentare concretamente il valore delle connessioni intelligenti: alleanze che non si esauriscono in un momento, ma che continuano a generare opportunità e cambiamento nel tempo.

dott.ssa Mariapia Ciaghi
direttrice IL SEXTANTE
www.ilsextante.net
Editoria-Comunicazione-Eventi
via Calvet 14 38086 Pinzolo (TN)
via Fara Sabina 2 00199 Roma
mob: +39 3886315672

20250922 DILA APS – IL DISPARI20250922 DILA APS – IL DISPARI

DILA & IL DISPARI redazione culturale

DILA & IL DISPARI 2025 Redazione culturale

DILA & IL DISPARI 2024 Redazione culturale

DILA & IL DISPARI 2023 Redazione culturale

DILA & IL DISPARI 2022 Redazione culturale

DILA & IL DISPARI 2021 Redazione culturale

DILA & IL DISPARI 2020 Redazione culturale

DILA & IL DISPARI 2019 Redazione culturale

DILA & IL DISPARI 2018 Redazione culturale

DILA & IL DISPARI 2017 Redazione culturale

DILA & IL DISPARI 2016-2015 Redazione culturale

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20250922 DILA APS – IL DISPARI

 

20250922 DILA APS – IL DISPARI

20250922 DILA APS – IL DISPARI

Vota la tua poesia: OTTO MILIONI 2025
dal codice 41po25f al codice 45 po25f

La selezione delle opere idonee a partecipare alla fase finale della XIV edizione del Premio internazionale di Arti Varie “Otto Milioni” è terminata.
La sezione poesia risulta composta da 51 componimenti che stiamo pubblicando tutti in questa pagina con cadenza settimanale.
Per un consolidato sistema di coinvolgimento dei lettori, qui di seguito trovate un coupon valido per assegnare voti alle poesie da voi prescelte.
Ogni coupon da diritto all’assegnazione di un SOLO voto che avrà valore di ben 10 punti nella classifica finale.
Per esprimere il voto vi sarà sufficiente compilare il coupon nelle due parti in bianco e consegnarlo alla edicola TRANI a Piazza degli Eroi Ischia, oppure potrete inviarlo (digitalizzato o fotografato) come allegato ad una e-mail da indirizzare a dila@dilaaps.it entro e non oltre il prossimo 20 settembre.
ATTENZIONE: tutte le seguenti poesie sono state pubblicate nella ESATTA formattazione fornita dall’Autore. Per alcune di esse, trattandosi di testi scritti in lingue straniere, le traduzioni in italiano che presentiamo sono state realizzate a cura degli stessi Autori, in maniera amichevole e non professionale, e contengono evidenti imperfezioni ed errori sui quali non siamo intervenuti per non falsare lo spirito della gara.
Invitiamo i lettori a tenerne conto nelle operazioni di voto non facendosi influenzare dai refusi.
La cerimonia di premiazione dei vincitori avverrà in una data compresa tra il 25 novembre 2025 e il 31 gennaio 2026.
La data e la località della premiazione saranno rese note ai finalisti con un preavviso di almeno 10 giorni.
In bocca al lupo e vinca il migliore!

20250922 DILA APS – IL DISPARI
41po25f Elizabete Endzele
GIOCA !
Questa vita è come un’ gioco,
Un’ gioco che giochiamo
Noi tutti,
Ognuno al suo livello.
Per ognuno di noi
Hanno le sue regole diversi.
Non è facile questo gioco
Il gioco non è facile,
Ma dà la possibilità di sopravvivere.
Non è facile sopravvivere ,
Ma non è nemmeno impossibile.
A trovare il modo suo occorre
E continuare a sempre giocare !
P.S. Chi ha bisogno di capire, capirà!

°°°°—-°°°°
42po25f Vera Roķe
APPARTENENZA ALLA TERRA
Amo la mia terra,
È il granaio mio, io mi scopro
Qui il sole si sveglia la mattina
E la terra coi raggi copre
Come nel momento della verità
Noi ci sacrifichiamo.
Traiamo ogni forza dalla terra,
A lei noi apparteniamo.

°°°°—-°°°°
43PO25F ELITA VIŠKERE
…IL LAVORO, FATTO DAL CUORE DEL SOLE
I bordi dorati e anche le gioiellerie.
Tutto nel bagliore rosso
la faccia di un’ fabbro si brucia
e il suo sudore lavorativo è come un’ riflesso
scintillante di riguada
coincide con le figlie
e con le erbe autunnali.
Ecco, il lavoro, fatto dal cuore del sole

°°°°—-°°°°
44po25f Velta Brinza
LE NOTIZIE NEL LINGUAGGIO SEMPLICE
La forma della conversazione positiva assai,
Taglia un’ abalone, il temperino mondiale, dai,
Smetta i segni di punteggiatura, il mestiere addatta.
Non piega la dote tua sotto la candela, non affretta
La lingua potente di un popolo piccolo, si sta.
Le spalle scrolla e un’ passo indietro non fa
La saggezza dell ‘ erede dagli antenati, si va,
Affinché l’emozione non scompia. E la gloria,
Affinché lo splendore del linguaggio risplende
Nel lievito magico delle parole antiche
Vediamo il riflesso di noi, magico.

°°°°—-°°°°
45po25f Dagnija Gudriķe
FACCIAMO VIVI
Quando hai iniziato a scivolare,
Fu nata io
Quando ti alzi ai piedi,
Io striscio.
Mentre il mondo stai imparando,
Mi sto osservando.
Allo stess.

20250922 DILA APS – IL DISPARI

Roma ospita “Conexiones inteligentes y liderazgo: ¿y tú, dónde pones tus energías?”

Eudonna Magazine tra le voci protagoniste

Il prossimo 2 ottobre 2025, dalle ore 13:00 alle 15:00, negli uffici di DLA Piper a Roma, si terrà un incontro che promette di lasciare il segno: “Conexiones inteligentes y liderazgo: ¿y tú, dónde pones tus energías?”, promosso da CEIA Mujeres con la partecipazione di relatrici di spicco come Elena Pérez Moreiras, psicologa ed esperta in coaching, Veronica Sosa, fondatrice di She, Sabrina Monzon, coach ontologico professionale, e Karina Cesio, docente e coach ontologico.

Un appuntamento pensato non solo per riflettere sul ruolo delle donne nella leadership contemporanea, ma anche per aprire un dibattito concreto su come ciascuna possa orientare le proprie energie verso obiettivi condivisi, trasformando le connessioni in leve di cambiamento.

La sottoscritta Mariapia Ciaghi, Direttrice ed Editrice di Eudonna Magazine, parteciperà all’evento, anche a nome dell’Associazione di Promozione Sociale “Da Ischia L’Arte – DILA APS” con un messaggio editoriale che sarà condiviso con le partecipanti.

Un contributo che si inserisce in una lunga collaborazione con She Mujeres Emprendedoras, rete internazionale che Eudonna ha già raccontato più volte sulle proprie pagine, riconoscendone il valore di comunità innovativa capace di dare spazio e visibilità all’imprenditoria femminile.

Non meno importante il sostegno offerto come media partner all’arbitrato di Nazareth Romero, la cui attività rappresenta un ponte fondamentale tra diritto, mediazione e inclusione.

Una scelta che ribadisce il ruolo dei media non come semplici osservatori, ma come attori attivi nel dare voce a esperienze che meritano di essere conosciute e condivise.

Le connessioni intelligenti sono il nostro capitale più prezioso: non si misurano in numeri, ma in possibilità” – si legge nel messaggio editoriale preparato per l’occasione – “ed è questa la visione che Eudonna Magazine continua a raccontare, attraverso le storie di donne che intrecciando le proprie energie costruiscono futuro.

L’incontro romano sarà dunque un’occasione preziosa non solo per riflettere sul significato della leadership al femminile, ma soprattutto per fare rete e sperimentare concretamente il valore delle connessioni intelligenti: alleanze che non si esauriscono in un momento, ma che continuano a generare opportunità e cambiamento nel tempo.

dott.ssa Mariapia Ciaghi
direttrice IL SEXTANTE
www.ilsextante.net
Editoria-Comunicazione-Eventi
via Calvet 14 38086 Pinzolo (TN)
via Fara Sabina 2 00199 Roma
mob: +39 3886315672

20250922 DILA APS – IL DISPARI20250922 DILA APS – IL DISPARI

20250915 DILA APS – IL DISPARI

20250915 DILA APS – IL DISPARI

Vota la tua poesia: OTTO MILIONI 2025
dal codice 37po25f al codice 40po25f

ATTENZIONE: tutte le seguenti poesie sono state pubblicate nella ESATTA formattazione fornita dall’Autore. Per alcune di esse, trattandosi di testi scritti in lingue straniere, le traduzioni in italiano che presentiamo sono state realizzate a cura degli stessi Autori, in maniera amichevole e non professionale, e contengono evidenti imperfezioni ed errori sui quali non siamo intervenuti per non falsare lo spirito della gara.
La classifica finale verrà comunicata dall’attrice Chiara Pavoni il giorno 14 novembre 2025 nel Teatro Comunale di Laurino (stupendo borgo medioevale del Parco Nazionale del Cilento) durante un ciclo di tre giorni di eventi di Arti varie, VOLO PAZZO, organizzato da DILA APS e i suoi partner con la speciale collaborazione di Eva Di Perna, Angela Mennell e Gaetano Pacente.
La cerimonia di premiazione dei vincitori avverrà in una data compresa tra il 25 novembre 2025 e il 31 gennaio 2026 in località da decidere-
La data e la località della premiazione saranno rese note ai finalisti con un preavviso di almeno 10 giorni.
In bocca al lupo e vinca il migliore!

20250915 DILA APS – IL DISPARI

°°°°—-°°°°
37po25f Ingrīda Zaķe
GLI IRIS
la spada degli iris
gialla, proprio l’inferno
in cui il fuoco un’ diavolo accende
la spada degli iris
viola come un’ lillà
che un’ custode tiene riverente
ma che cosa tu dirai
se ti darò un candido
o di rosa , o d arancia,
non può essere un’ inezia,
dirai, che allora indurrebbero i geni,
ma forse lasciamoci agli essi,
che maestà,
come dev’essere, non sapendo
e come il bottone allarmante
di fertilità ,
a cucire al risvolto del cielo

°°°°—-°°°°
38po25f Ingrīda Zaķe
COME IL TACERE
Come il tacere è il tuo gemito,
Preso stamattina violentamente,
Come il tacere è il tuo odio ,
Che nella parola mai detta nasconde.
Come il tacere è questa follia della neve ,
Pugna, lacera, s’ avventa, senza inviargli.
Le battaglie degli occhi tra noi due, deve
Diventare l’esplosione sottomesso dei desideri.
Come il tacere è una promessa vera
Alla fine, sciogliere la brina dei nostri cuori , diamante.
E coi passi leggeri trascorrere il sentiero
Che salì verso la montagna pesante.
Perché i pini germano così pesantemente ?
Il vento è nei legami delle rabbie s impigli .
E tu con loro, mi fai paura, realmente.
È possibile ? Oppure mi sbagli…
Come nel tacere…

°°°°—-°°°°
39po25f Ingrīda Zaķe
IL SOGNO RUBATO
La vongole si illumina le stelle
Intreccia con elle la terra
Il sogno rubato
Sta affumicando
I venti trecciano le gramigne
Convocano le colombe
Il fuoco ha perso
Il suo calore

°°°°—-°°°°
40po25f Sandra Švarca squalificata da tutte le edizioni del Premio OTTO MILIONI
PER DOMANI
finestra appena coperta –
soffia passionale vento
e la notte fluisce dentro di esso.
per ore e ore batte calmo il cuore
biancheria da letto è stata sparsa,
che profuma dei passioni…
eccola, due che dormono,
non ne hanno l intuizion e
per domani saranno sfavorevoli…

20250915 DILA APS – IL DISPARI

20250915 DILA APS – IL DISPARI

Lettera aperta al Presidente Houari Chalkh

Associazione studenti algerini in Italia

In quanto Socia Fondatrice dell’Associazione di Promozione Sociale “Da Ischia l’Arte – DILA APS” mi rivolgo a Lei per invitarla al programma di eventi “VOLO PAZZO” che stiamo allestendo nel Comune di Laurino, e mi permetto di chiederle di volere caldeggiare l’invito alla partecipazione a tale programma.

Mi rendo conto di manifestare due richieste molto ambiziose, ma sono convinta che “VOLO PAZZO” si qualificherà come una manifestazione atta a segnare un interessante incipit per il processo di rivalutazione artistica, culturale e sociale del bellissimo territorio del Parco Nazionale del Cilento.

L’iniziativa è un progetto Made in Ischia che non persegue scopi di lucro e presenta carattere e rilevanza nazionale/internazionale.

“VOLO PAZZO” ha l’obiettivo di “Far riconquistare, all’Arte in generale e alla Poesia in particolare, il palco di primo piano che compete loro nell’attuale società italiana” dando visibilità ad Artisti, non inseriti nei processi commerciali di grandi aziende, attraverso una manifestazione tanto popolare, tanto elitaria, tanto artistica, tanto esclusiva, tanto rappresentativa, tanto apprezzata a livello mondiale… e tanto altro ancora come è il Premio OTTO MILIONI (presentato per un decennio nel palinsesto della manifestazione internazionale BOOKCITY organizzata dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Milano, Fondazioni Corriere della Sera, Repubblica, Feltrinelli ecc.).

  • Con il Patrocinio del Comune di Laurino grazie alla preziosa lungimiranza del Sindaco Romano Gregorio che ringraziamo.
  • Con i Patrocini morali dei comuni di Polla, San Giovanni a Piro, Sant’Antonio a Fasanella.
  • Luogo Laurino, Teatro settecentesco e strutture storicamente deputate alla Cultura e all’Arte – Date 14 – 15 – 16 novembre 2025.

Se Lei,  Signor Presidente Houari Chalkh, vorrà dedicarci qualche momento di attenzione, sarò ben felice di illustrarle il progetto in tutti i particolari, nella convinzione di ottenere, insieme a numerose presenze di Amministratori, anche la partecipazione degli studenti e il coinvolgimento dell’Ambasciata algerina.

In fiduciosa attesa, voglia accettare molti e cordiali saluti.

Ischia 10 settembre 2025

Dalila Boukhalfa

20250915 DILA APS – IL DISPARI

Dalila Boukhalfa

DILA & IL DISPARI redazione culturale

DILA & IL DISPARI 2025 Redazione culturale

DILA & IL DISPARI 2024 Redazione culturale

DILA & IL DISPARI 2023 Redazione culturale

DILA & IL DISPARI 2022 Redazione culturale

DILA & IL DISPARI 2021 Redazione culturale

DILA & IL DISPARI 2020 Redazione culturale

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Dedicata al Parco del Cilento la nuova rubrica gestita da Dalila Boukhalfa

L’Italia dalle mille e mille bellezze, monumentali, artistiche, storiche, naturalistiche ed ambientali, trova nel Parco Nazionale del Cilento Vallo di Diano e Alburni una presenza di sintesi che, per chi vi si approccia per la prima volta, supera ogni più rosea immaginazione.

L’Associazione di Promozione Sociale “Da Ischia L’Arte – DILA APS” è stata scelta come struttura associativa di appartenenza da due cilentane DOC: Eva Di Perna e Angela Mennella che, in pochi mesi ne sono diventate Socie Onorarie!

Potevamo lasciaci sfuggire l’occasione di istituire una Sede operativa in un Comune del Parco?

La nostra ormai pluriennale attenzione alle nuove collocazioni geografiche dei progetti Made in Ischia promossi da DILA APS è stata una molla dalla spinta incontenibile… e abbiamo aperta la Sede operativa DILA APS a Laurino.

Come sempre vado ripetendo, quando DILA APS si muove nei settori di sua competenza (arte, cultura, società) attivando un nuovo progetto, ecco che la prima timida bozza assume via via dimensioni che stentiamo a contenere nei limiti delle nostre possibilità organizzative: ossia “L’affare s’ingrossa”; ovviamente in una interpretazione non penalizzata dal sarcasmo di doppi sensi e per la quale ci affidiamo all’antico è famoso motto dell’Ordine della Giarrettiera “Honi soit qui mal y pense” tradotto in “Sia vituperato chi ne pensa male” o “Si vergogni chi pensa male”!

E allora, il primo evento DILA APS “VOLO PAZZO” ha ricevuto in pochi giorni il patrocinio morale del Comuni di Laurino, Polla, San Giovanni a Pero, Sant’Angelo a Fasanella, Piaggine, Serre, Ottati, Valle dell’Angelo, e la sponsorizzazione di circa trenta aziende locali, e si svolgerà per tre giorni (14 15 16 novembre 2025) nello splendido teatro settecentesco di Laurino e in alcuni altri  siti di riconosciuta valenza storica.

Quindi, da molte realtà associative e culturali locali ci è giunta la richiesta di avviare una prima proposta di un tentativo di “gemellaggio” con la nostra bella Ischia, e Il Dispari, mettendo in agenda questa nuova rubrica ne vuole essere il Primo Paladino.

Appuntamento su questa pagina con notizie, curiosità, tradizioni, eventi ecc. provenienti dagli 83 Comuni del Parco (una superficie di circa 181.000 ettari) e firmati da Dalila Boukhalfa, Da Silvana Lazzarino  e da loro collaboratori.

Bruno Mancini

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Lavorare per morire: la strage silenziosa nei cantieri e nei campi
Di Yuleisy Cruz Lezcano

Quando ho scritto a per proporgli di pubblicare una mia poesia sulle morti sul lavoro, non immaginavo che quel messaggio avrebbe aperto un dialogo così profondo.
Lui, giornalista con oltre trent’anni di carriera al Messaggero, io con la parola poetica: entrambi, da prospettive diverse, riceviamo da tempo messaggi commossi dei familiari delle vittime.
Santonastaso ha attraversato tutte le trasformazioni del giornalismo italiano: dallo sport alla cronaca, dalla cultura al digitale.
Ma è dopo il 2013, che il suo impegno civile prende una forma nuova.
Per dieci anni ha curato l’ufficio stampa dell’Unione Sindacale di Base, approfondendo con rigore il tema delle morti sul lavoro.
Oggi porta avanti una pagina Facebook e Instagram, “Morti di lavoro”, che ogni giorno pubblica nomi, storie e contesti.
«Ho iniziato mentre ero ancora al desk», racconta «confrontandomi ogni giorno con notizie etichettate come ‘morti bianche’.
Iniziai a vedere queste tragedie sotto un’altra luce grazie al confronto con Marco Bazzoni, delegato alla sicurezza.
Poi, in USB, diventò uno dei temi centrali del mio lavoro.
Da tre anni ho deciso di condividerlo pubblicamente».
Alla domanda sul perché il Paese non percepisca questa come una vera emergenza, Santonastaso risponde senza giri di parole: «Come in guerra, accettiamo il concetto di ‘danno collaterale’.
L’economia, il Pil, il profitto… si dà per scontato che qualcuno debba rimetterci la vita.
È questo il pensiero da smantellare».
E la sicurezza, allora, diventa un lusso.
«Le aziende la vedono come un costo.
Nel settore agricolo oltre 670.000 trattori circolano senza dispositivi di sicurezza.
E il decreto attuativo per la loro revisione è fermo da dieci anni».
I numeri ufficiali sottostimano la realtà: «L’INAIL registra solo ciò che viene denunciato.
Chi lavora in nero, o in settori non coperti, non esiste.
I miei dati tengono conto di queste vittime dimenticate.»
Solo a settembre 2025 si contano già 16 vittime, 11 sul lavoro e 5 in itinere.
Due nomi: Antonio Arena, operaio 64enne schiacciato da uno scavatore a Sinopoli, e Antonio Travaglini, 47 anni, viticoltore morto in Molise sotto un trattore ribaltato.
Le loro storie sono raccontate nella pagina di Santonastaso: 760 morti da inizio anno, di cui 609 sul lavoro.
La Lombardia è la regione con il numero più alto.
Sulle sanzioni, Piero è chiaro: «Oggi valgono poco.
Omicidio colposo, condizionale, e tutto finisce lì.
Servirebbe una nuova figura giuridica, come per l’omicidio stradale: pene certe, proporzionate».
La responsabilità, per lui, ricade anche sui media. «Non raccontano abbastanza.
Né si parla davvero di cultura della sicurezza.
Non vedo segnali concreti, né dalla politica, né dalle istituzioni.
Solo parole».
Nel frattempo, il suo lavoro continua, quotidiano.
A ricordarci che ogni vita spezzata merita di essere raccontata.
E ogni morte sul lavoro, combattuta.

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“Repetita iuvant”

ISCHIA ISOLA REGINA

“Repetita iuvant” è un’espressione latina che significa, voi tutti lo sapete, “le cose ripetute giovano”, puntualizzando in maniera concisa che la ripetizione di un quid, sia esso formalizzato in un concetto, in un’immagine, o, perché no, in un elenco di caratteristiche ambientali o personali, ne migliora la comprensione, il ricordo, la divulgazione e in definitiva incoraggia a riguardare o a perseverare su qualcosa di importante.

ISCHIA ISOLA REGINA e le sue principali caratteristiche sociali e naturalistiche vanno ripetute a lettere maiuscole!

Appartenendo all’arcipelago delle isole flegree l’isola D’Ischia ha 6 comuni vicino alle isole di Procida e Vivara ed  è una delle mete più ambite del turismo mondiale.

Conta in totale oltre 62.000 abitanti e con 46 chilometri quadrati è la terza isola Italiana.

I Comuni sono: Barano – Casamicciola Terme – Forio – Ischia – Lacco Ameno – Serrara Fontana.

Per i cenni geografici e storici si suggerisce consultare Wikipendia che è molto dettagliata!

Tra i luoghi di maggiore interesse Il Castello Aragonese ad Ischia Ponte – Molto caratteristica la Spiaggia dei pescatori – La fonte delle Ninfe dei Nitrodi a Barano, dove per esperienza personale con quell’acqua negli anni 70 riuscii a curare una cisti che un “luminare della scienza” (Sic) per forza voleva operarmi – La chiesa di Santa Maria del Soccorso a Forio (dove si gode d’un panorama stupendo) Il Fungo a Lacco Ameno – La Colombaia a Forio – La Cattedrale Santa Maria Assunta a Ischia Ponte – Il Parco termale Castiglione.

Molto caratteristica Ischia Ponte coi suoi angusti vicoli ed ancora qualche casa coi servizi igienici nelle verande.

Santi Patroni: San Giovanni Giuseppe della Croce ad Ischia e Santa Restituta a Forio.

Ricchissima di acqua termale curativa utilizzate già dai primi coloni Euboici del VIII secolo A.C.

Molto apprezzata la gastronomia dell’isola utilizzata, per la, maggior parte, con prodotti locali. Piatti saporiti legati a carne – pesce fresco – ortaggi vari e vino (ottimo anche quello della Cantina Sociale).

Tra i piatti più ambiti e gustosi Il Coniglio all’Ischitana – La zuppa di pesce – Le melanzane a funghetto – pasta e fagioli con cozze – Pasta e patate con provola.

Moltissimi i film girati ad Ischia, tra i personaggi artistici e culturali che l’hanno amata Giovanni Pontano – Matisse – Eduardo De Filippo ed Elsa Morante che utilizzo l’isola come ambiente in uno dei suoi lavori letterari.

L’isola Regina non è certamente tutta qui, ci sarebbe da scrivere ancora moltissimo ma chiaramente lo spazio d’un articolo esige dei limiti che io cerco sempre di osservare.

E mi piace chiudere, allegando la bella copertina realizzata dal Direttore Gaetano Di Meglio per una delle prime antologie pubblicate dall’Associazione “Da Ischia L’Arte – DILA” come volume dedicato al Premio Internazionale di Ari Varie OTTO MILIONI.

LUCIANO SOMMA

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L’ALGERIA.

Un poeta ha scritto:
“Non esiste nessuna terra dove esiliarsi è più bello e più dolce della riva dell’Algeria.”

L’Algeria è il Paese più grande dell’Africa, noto per la sua ricca storia, influenzata da Fenici, Romani, Arabi e Ottomani, e per la lunga colonizzazione francese.
Elementi di patrimonio universale e di eredità storica si trovano un po’ dappertutto in Algeria: Al Timgad, Tipaza, Cherchel.
Visitando la Casbah della capitale Algeri, classificata patrimonio protetto dall’UNESCO, ci si rende conto che ogni posto, ogni angolo ed ogni pietra raccontano una storia diversa.
A un’ora e trenta di volo da Roma, l’Algeria occupa un posto strategico sul mare Mediterraneo ed è straordinaria la possibilità di osservare in essa un misto di culture che cambia da città a città.
Una diversità unica ma unita, nell’arte degli abbigliamenti tradizionali, così come nel modo in cui si organizzano tutte le attività e i festeggiamenti della vita sociale.
La varietà della cultura culinaria è straordinaria e permette di assaggiare piatti diversi ogni volta che ci si sposti nei vasti territori dell’Algeria, chiamata anche Continente per la sua ampia gamma di paesaggi.
Campagna, città, montagna, mare, foresta, e poi il deserto che occupa circa il 90% della superficie del Paese, nonostante che esso, in realtà, soltanto diecimila anni fa, fosse stato una pianura di un verde assoluto.
Ad Algeri, è ubicata la terza più grande Moschea del Mondo, capace di ospitare fino a 120 mila fedeli su una superficie di 300.000 mq.
L’economia dipende fortemente dalle esportazioni di petrolio e gas naturale.
I debiti Algerini sono pari a zero dollari, virtù che proietta la Nazione verso un futuro di tranquillità economica.
In questa breve carrellata non possiamo dimenticare di segnalare la pregevole attività dell’Arte e degli Artisti e delle moderne infrastrutture dell’Algeria.
L’inno nazionale algerino è in realtà una canzone patriottica scritta per sconfiggere il nemico francese durante la guerra di liberazione.
Ma quello di cui nessun visitatore dell’Algeria potrà dimenticare è l’incontro con il popolo, accogliente, semplice e sincero.
Lontano dalla ricerca di un turismo di massa, è sempre pronto a dare calorosi benvenuti.
Popolo certamente con alcune idee diverse da quelle italiane, ma con ambizioni e modo unico di essere, con un cuore grande, aperto all’ospitalità, ma che grida lo stesso inno, lo stessa nome, lo stesso patriottismo.
Unito per un solo nome ALGERI MON AMOUR.

Yousra Chenah
Socia Onoraria Sede operativa Blida (Algeria) Associazione Promozione Sociale “Da Ischia L’Arte – DILA APS”.

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Lavorare per morire: la strage silenziosa nei cantieri e nei campi
Di Yuleisy Cruz Lezcano

Quando ho scritto a per proporgli di pubblicare una mia poesia sulle morti sul lavoro, non immaginavo che quel messaggio avrebbe aperto un dialogo così profondo.
Lui, giornalista con oltre trent’anni di carriera al Messaggero, io con la parola poetica: entrambi, da prospettive diverse, riceviamo da tempo messaggi commossi dei familiari delle vittime.
Santonastaso ha attraversato tutte le trasformazioni del giornalismo italiano: dallo sport alla cronaca, dalla cultura al digitale.
Ma è dopo il 2013, che il suo impegno civile prende una forma nuova.
Per dieci anni ha curato l’ufficio stampa dell’Unione Sindacale di Base, approfondendo con rigore il tema delle morti sul lavoro.
Oggi porta avanti una pagina Facebook e Instagram, “Morti di lavoro”, che ogni giorno pubblica nomi, storie e contesti.
«Ho iniziato mentre ero ancora al desk», racconta «confrontandomi ogni giorno con notizie etichettate come ‘morti bianche’.
Iniziai a vedere queste tragedie sotto un’altra luce grazie al confronto con Marco Bazzoni, delegato alla sicurezza.
Poi, in USB, diventò uno dei temi centrali del mio lavoro.
Da tre anni ho deciso di condividerlo pubblicamente».
Alla domanda sul perché il Paese non percepisca questa come una vera emergenza, Santonastaso risponde senza giri di parole: «Come in guerra, accettiamo il concetto di ‘danno collaterale’.
L’economia, il Pil, il profitto… si dà per scontato che qualcuno debba rimetterci la vita.
È questo il pensiero da smantellare».
E la sicurezza, allora, diventa un lusso.
«Le aziende la vedono come un costo.
Nel settore agricolo oltre 670.000 trattori circolano senza dispositivi di sicurezza.
E il decreto attuativo per la loro revisione è fermo da dieci anni».
I numeri ufficiali sottostimano la realtà: «L’INAIL registra solo ciò che viene denunciato.
Chi lavora in nero, o in settori non coperti, non esiste.
I miei dati tengono conto di queste vittime dimenticate.»
Solo a settembre 2025 si contano già 16 vittime, 11 sul lavoro e 5 in itinere.
Due nomi: Antonio Arena, operaio 64enne schiacciato da uno scavatore a Sinopoli, e Antonio Travaglini, 47 anni, viticoltore morto in Molise sotto un trattore ribaltato.
Le loro storie sono raccontate nella pagina di Santonastaso: 760 morti da inizio anno, di cui 609 sul lavoro.
La Lombardia è la regione con il numero più alto.
Sulle sanzioni, Piero è chiaro: «Oggi valgono poco.
Omicidio colposo, condizionale, e tutto finisce lì.
Servirebbe una nuova figura giuridica, come per l’omicidio stradale: pene certe, proporzionate».
La responsabilità, per lui, ricade anche sui media. «Non raccontano abbastanza.
Né si parla davvero di cultura della sicurezza.
Non vedo segnali concreti, né dalla politica, né dalle istituzioni.
Solo parole».
Nel frattempo, il suo lavoro continua, quotidiano.
A ricordarci che ogni vita spezzata merita di essere raccontata.
E ogni morte sul lavoro, combattuta.

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Perché il cielo si tinge di rosso al tramonto?

Tutto ciò che osserviamo in cielo non è proprio là dove “adesso” lo vediamo e non possiamo nemmeno sapere in nessun modo se gli astri che vediamo sulla volta celeste ancora esistono realmente, per una ragione semplicissima: la velocità della luce è enorme ma pur sempre finita, circa 300 mila kilometri al secondo nel vuoto.

La luce della stella più vicina alla Terra dopo il Sole, Proxima Centauri, impiega 4,243 anni per giungere fino a noi.
Il Sole che vediamo in cielo in un certo istante è quello di circa 8 minuti prima, perché la sua luce impiega mediamente tale tempo per giungere sulla Terra.

Quindi, quando vediamo il Sole al tramonto, prossimo all’orizzonte, in realtà è già tramontato da 8 minuti per tale motivo, ma continuiamo a vederlo per un altro fenomeno cui è soggetta la luce: la rifrazione, ovvero la deviazione dei raggi luminosi dovuta all’attraversamento di strati di atmosfera a densità differente.
Il disco rosso che vediamo nell’atto di tuffarsi sotto l’orizzonte è soltanto l’immagine rifratta del Sole e non quella diretta.

Per questo motivo lo possiamo guardare ad occhio nudo, senza alcuna protezione.
Così, pur essendo il Sole già al disotto dell’orizzonte, i suoi raggi attraversando stati di atmosfera a densità maggiore, rispetto a quando è alto sull’orizzonte, vengono curvati raggiungendo ancora la Terra per qualche minuto.

La luce che noi consideriamo bianca è in realtà, come per primo ha scoperto Isaac Newton (1643-1727), una mescolanza di colori: perché?
La luce, dal punto di vista fisico, è una oscillazione periodica del campo elettromagnetico che si propaga per onde ed è composta da radiazioni di diversa frequenza di oscillazione.
Un risultato che l’umanità è riuscita a capire soltanto in tempi recenti, grazie al grande fisico e matematico James Clerk Maxwell (1831–1879).

Elettricità e magnetismo, due fenomeni prima ritenuti separati e distinti, si sono rivelati essere attori di uno stesso fenomeno: il campo elettromagnetico.
Elettricità e magnetismo danzano a braccetto nello spazio, con la grazia e la leggerezza di un’onda, trasferendo energia da un punto all’altro.
Le nostre cellule sensibili alla luce (coni e bastoncelli) sono in grado di percepire soltanto una piccolissima parte dell’ampio intervallo di componenti della radiazione elettromagnetica, quelle che chiamiamo luce e ci consentono di vedere le forme esterne delle cose.

Quanto diversa sarebbe la nostra idea di bellezza, se invece i nostri occhi fossero in grado di essere sensibili ai raggi X: vedremmo anche tutto ciò che è all’interno di cose ed esseri viventi! Oltre la bellezza delle forme esterne, la Natura ci ha voluto regalare anche quella del colore, facendo percepire dal nostro cervello come colori diversi le componenti di diversa frequenza di oscillazione della luce bianca.

E il tramonto cosa c’entra con tutto questo?
Eccoci alla conclusione.
Le componenti della luce con frequenza più bassa, e lunghezza d’onda maggiore, sono percepite dal nostro cervello come colore rosso, mentre quelle con frequenza più alta, e lunghezza d’onda minore, sono percepite come colore blu.

Al tramonto, quando il Sole è prossimo all’orizzonte, i suoi raggi attraversano un’atmosfera molto ricca di particelle pesanti sospese, di dimensioni relativamente maggiori rispetto a quelle degli strati più alti, tali da filtrare (per un fenomeno fisico detto diffrazione) le radiazioni di piccola lunghezza d’onda (percepite come colore blu) lasciando invece passare quelle di maggiore lunghezza d’onda, percepite da noi come colore rosso, che così colorano il cielo di quelle straordinarie sfumature di rosso che sembrano incendiarlo.

Luca Nicotra

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L’ALGERIA.

Un poeta ha scritto:
“Non esiste nessuna terra dove esiliarsi è più bello e più dolce della riva dell’Algeria.”

L’Algeria è il Paese più grande dell’Africa, noto per la sua ricca storia, influenzata da Fenici, Romani, Arabi e Ottomani, e per la lunga colonizzazione francese.
Elementi di patrimonio universale e di eredità storica si trovano un po’ dappertutto in Algeria: Al Timgad, Tipaza, Cherchel.
Visitando la Casbah della capitale Algeri, classificata patrimonio protetto dall’UNESCO, ci si rende conto che ogni posto, ogni angolo ed ogni pietra raccontano una storia diversa.
A un’ora e trenta di volo da Roma, l’Algeria occupa un posto strategico sul mare Mediterraneo ed è straordinaria la possibilità di osservare in essa un misto di culture che cambia da città a città.
Una diversità unica ma unita, nell’arte degli abbigliamenti tradizionali, così come nel modo in cui si organizzano tutte le attività e i festeggiamenti della vita sociale.
La varietà della cultura culinaria è straordinaria e permette di assaggiare piatti diversi ogni volta che ci si sposti nei vasti territori dell’Algeria, chiamata anche Continente per la sua ampia gamma di paesaggi.
Campagna, città, montagna, mare, foresta, e poi il deserto che occupa circa il 90% della superficie del Paese, nonostante che esso, in realtà, soltanto diecimila anni fa, fosse stato una pianura di un verde assoluto.
Ad Algeri, è ubicata la terza più grande Moschea del Mondo, capace di ospitare fino a 120 mila fedeli su una superficie di 300.000 mq.
L’economia dipende fortemente dalle esportazioni di petrolio e gas naturale.
I debiti Algerini sono pari a zero dollari, virtù che proietta la Nazione verso un futuro di tranquillità economica.
In questa breve carrellata non possiamo dimenticare di segnalare la pregevole attività dell’Arte e degli Artisti e delle moderne infrastrutture dell’Algeria.
L’inno nazionale algerino è in realtà una canzone patriottica scritta per sconfiggere il nemico francese durante la guerra di liberazione.
Ma quello di cui nessun visitatore dell’Algeria potrà dimenticare è l’incontro con il popolo, accogliente, semplice e sincero.
Lontano dalla ricerca di un turismo di massa, è sempre pronto a dare calorosi benvenuti.
Popolo certamente con alcune idee diverse da quelle italiane, ma con ambizioni e modo unico di essere, con un cuore grande, aperto all’ospitalità, ma che grida lo stesso inno, lo stessa nome, lo stesso patriottismo.
Unito per un solo nome ALGERI MON AMOUR.

Yousra Chenah
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Fouad Dahmani mago algerino

Chi è nostro mago algerino?
Si chiama Fouad Dahmani, nato a AinDefla (Algeria) nel settembre 1989.
Fouad è un artista e un professionista con un percorso poliedrico che unisce formazione accademica, attività culturali, esperienze artistiche e impegno sociale.

Dopo aver conseguito il Baccalauréatin Scienze Meccaniche (2009), ha ottenuto un Master in Scienze e Tecniche delle Attività Fisiche e Sportive (2014) presso l’Università di Khemis Miliana e successivamente un Master in Lingua Italiana (2023) presso l’Università di Blida 2, con il riconoscimento speciale di Studente Cinque Stelle per merito accademico.

Parallelamente al suo percorso di studi, è attivo dal 2007 come animatore e dirigente associativo, avendo ricoperto anche il ruolo di Presidente del Club di Lingua Italiana (club culturale e scientifico).

Ha lavorato come docente di teatro presso la scuola privata Asia Djebar (dal 2017 al 2024), contribuendo alla formazione artistica di bambini e adolescenti.

Come artista riconosciuto dal Ministero della Cultura algerino (titolare di Carta d’Artista – Magicien), si esibisce regolarmente come mago, attore e pianista, partecipando a festival, settimane culturali, scambi interculturali e spettacoli nelle scuole e nei comuni di diverse wilayas.

Nel 2017 ha interpretato il ruolo di Emiro Abdelkader in una grande produzione teatrale del Ministero della Gioventù e dello Sport, in collaborazione con la Direzione dei Mujahidin.
Inoltre, ha avuto ed ha esperienze di collaborazione internazionale, in particolare con l’Associazione italiana di Promozione Sociale “Da Ischia L’Arte DILA APS”” a partire dal 2019.

Attualmente ricopre il ruolo di Consigliere Sportivo presso la Direzione della Gioventù e dello Sport di AinDefla, continuando parallelamente la sua attività artistica e culturale.
Il suo obiettivo è valorizzare le sue competenze e la sua passione attraverso nuovi progetti che uniscano arte, cultura e formazione, portando sorrisi, conoscenza e creatività a un pubblico sempre più ampio.

Aspettiamo con grande entusiasmo la sua collaborazione all’evento di VOLO PAZZO di Laurino,14/15/16 novembre 2025, e così voliamo anche noi algerini in tutta magia a Laurino con i progetti Made Ischia della DILA APS.

Yousra Chenah

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20250828 DILA APS IL DISPARI professionisti

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RITORNA SETTEMBRE

20250828 DILA APS IL DISPARI professionisti

L’estate non è ancora finita ma la maggior parte dei vacanzieri rientrano in città.

Ad Ischia, come in altre mete turistiche, forse Settembre, bel tempo permettendo, è il periodo ideale per qualche settimana di ferie all’insegna d’un sereno trascorso ovunque senza caos, su spiagge finalmente semideserte e luoghi di montagna che ossigenano i polmoni di chi può godere scegliendo questo mese.

Ricordo, con grande nostalgia, quando non ero ancora in pensione, alcuni giorni settembrini trascorsi sia sull’isola d’Ischia che a Palinuro o a Roccamonfina dove avevo una villetta di proprietà in mezzo ai castagneti.

Nulla dura in eterno ed anche i 15 anni trascorsi a Rocca, specie nelle festività, sono immagazzinati nel ricordo.

Allora si aspettava il tempo della castagne, poco più d’una ventina di qualità differenti, alcune delle quali dagli alberi d’un mio vicino pendevano ed il vento le faceva cadere nel mio piccolo giardino di 200 mq dove coi miei ci rovinavamo la schiena per raccoglierle essendo diventate di nostra proprietà.

Caldarroste o scaldate erano d’una squisitezza apprezzabile ed unica.

Spesso anche i primi di Ottobre erano giorni sereni e caldi, ricordo negli anni 80 il giorno di San Francesco.

Trascorremmo una magnifica giornata ad Ischia al mare e la sera gustammo una favolosa cena sopra Campagnano.

Oggi che non posso fare nemmeno quattro passi senza il bastone o la badante che si cura della mia persona, uscire mi diventa difficile, ma poi per andare dove?

Purtroppo il parentado, quello più stretto, è andato tutto nei pascoli del cielo avendo in media una decina, alcuni molto di più, anni di me.

Stesso dicasi per gli amici d’arte, scrittori, poeti, cantanti, musicisti frequentati nel corso degli anni coi quali ho condiviso manifestazioni, salotti e viaggi.

Di loro restano libri o articoli, opere musicali e versi che oziano nella vasta libreria a muro del mio studiolo.

Dopo aver macinato qualche milione di chilometri in auto oggi, e sono già 5 anni, sono appiedato ritenendo inutile possedere un’automobile inservibile.

Preludio all’autunno, Settembre fa ben sperare nel vivere il mese con romanticismo, con la caduta delle prime foglie e l’aria fresca che, almeno qui al Vomero dove vivo, si respira tra i ricordi cercando di allontanare pensieri nostalgici d’un tempo che non tornerà mai più!

LUCIANO SOMMA

20250828 DILA APS IL DISPARI professionisti

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Professionisti DILA APS 2025 – Calendario pubblicazioni

Bruno Mancini

Bruno Mancini scrittore

Bruno Mancini Presidente DILA APS

DILA APS.it

DILA Altervista

NUSIV – Premio Otto milioni

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20250908 DILA APS – IL DISPARI

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20250908 DILA APS – IL DISPARI

20250908 DILA APS – IL DISPARI

20250908 DILA APS – IL DISPARI

Vota la tua poesia: OTTO MILIONI 2025

dal codice 33po25f al codice 36po25f

ATTENZIONE: tutte le seguenti poesie sono state pubblicate nella ESATTA formattazione fornita dall’Autore. Per alcune di esse, trattandosi di testi scritti in lingue straniere, le traduzioni in italiano che presentiamo sono state realizzate a cura degli stessi Autori, in maniera amichevole e non professionale, e contengono evidenti imperfezioni ed errori sui quali non siamo intervenuti per non falsare lo spirito della gara.

La classifica finale verrà comunicata dall’attrice Chiara Pavoni il giorno 14 novembre 2025 nel Teatro Comunale di Laurino (stupendo borgo medioevale del Parco Nazionale del Cilento) durante un ciclo di tre giorni di eventi di Arti varie, VOLO PAZZO, organizzato da DILA APS e i suoi partner con la speciale collaborazione di Eva Di Perna, Angela Mennell e Gaetano Pacente.

La cerimonia di premiazione dei vincitori avverrà in una data compresa tra il 25 novembre 2025 e il 31 gennaio 2026 in località da decidere-

La data e la località della premiazione saranno rese note ai finalisti con un preavviso di almeno 10 giorni.

In bocca al lupo e vinca il migliore!

20250908 DILA APS – IL DISPARI

33po25f Aleksandrs Mirvis
So sorridere quando non lo voglio

Attraverso una maschera congelata di sentimenti carbonizzati,
Fingere di essere vivo, un po’ e giusto, giusto
Strizzare gli occhi alla luce di una lampada illuminata artificialmente.
Soffocato da zampe crudeli,
Cerco di non mostrare che sto perdendo le forze.
Il freddo salvifico mi sveglierà.
Il suo potere e la sua furia,
E, attraverso le nevicate, una balena la primavera,
Lampeggiante attraverso i turbini di neve
Ci sarà l’essenza e il significato del giorno dopo,
Chi tradisce ha mille buone ragioni,
Ma i caduti urlano in modo così antiestetico.
Se hai un piede di porco tra le mani, perché hai le chiavi?
Ma la mia parte c’è solo dolore e solo tristezza,
E sembra troppo tardi per cambiare alleati,
Perché nel giorno scintillante che è sorto
Così poco di me è rimasto in me.

°°°°—-°°°°

34po25f Rasma Urtāne
L’anima nel vento avvolgere

Il vento, una farfalla in un prato soleggiato, turbina.
Che cosa sta cercando?
Oppure qualcuno che egli potrebbe accarezzare?
Forse qualcuno a chi una canzone cantare ,
Oppure la fiaba benvenuta narrare ?
Forse, alzare qualcuno sopra la terra,
qualcuno, che più a volare non si sa,
però sogna per la luce e per la lontananza
e per un’ ala di un’ uccello,
per tenersi
in un flash del mondo .
Il vento sta turbinando.
Qualcuno da amare sta cercando ?
Colui, che ha bisogno ,che il vento suoni,
ha bisogno di pioggia e dei tuoni,
ha bisogno di vestire l anima nel fulmine
Devi rivestire la tua anima di fulmini,
in modo di non congelarla.

°°°°—-°°°°

35po25f Elita Ābele
Il batticuore di Dio

Il batticuore di Dio
Suona
Nei petali, nelle sbuffe
Dei fuori, per tutti i pianti.
Ecco, una benedizione divina.
Ecco, lo splendore Divino
E anche la solvenza per la Terra
L Amore dei cieli con la Terra
Collega.
Ecco, la Santità Divina.
Dio è il Padre di ogni bellezza.
Ecco, il batticuore della Terra.

°°°°—-°°°°

36po25 Rasma Urtāne
Gli istanti

Scorrono gli istanti
come la linfa di betulla, entrando nelle vene,
scorrono lentamente, goccia a goccia,
una cicatrice che fa male, tutto apposto.
Da questi istanti brevi
un’intera vita viene ricomposta,
come l’alfa con l’omega,
in un istante l’inizio con la fine lampeggia.
Solo l’ultima goccia nella corteccia
screpolata di una betulla.
Diede la sua vita alla betulla affinché sbocciasse.
Dove qualcuno con l’alfa comincia
l’altro –l’omega- inevitabile ha.
La vita rimane nella corteccia,
e un solo istante,
l’istante di svanire.

20250908 DILA APS – IL DISPARI

NOTE SUL GIORNO 1 SETTEMBRE
Il primo settembre secondo Luciano Somma: poesia di fine estate in dialetto napoletano

Luciano Somma, voce autorevole della poesia napoletana contemporanea, ci regala con “’O primmo ’e Settembre” un affresco lirico che cattura il passaggio tra due stagioni, ma anche tra due stati d’animo.
Il primo settembre non è solo una data: è un confine emotivo, un momento sospeso in cui il sogno dell’estate svanisce lasciando spazio alla malinconia dell’autunno che si avvicina.
La poesia si apre con un cielo “amaranto” e una “refola ’e viento” che accarezza e punge, dolce come una carezza d’amore, amara come il pianto.
Il paesaggio diventa specchio dell’anima: il poeta vorrebbe pioggia, nuvole, oscurità, ma la luna splende d’argento, indifferente al suo turbamento.
Il sogno che non torna è il simbolo di un desiderio perduto, di un tempo che non si può riavvolgere.
E così, il cuore si ritrova “messo in croce” dai pensieri, mentre la mente è affollata da ricordi e rimpianti.
Il dialetto napoletano, qui, non è solo lingua: è sostanza poetica.
Somma lo utilizza con naturalezza e intensità, trasformando ogni parola in musica, ogni immagine in emozione.
Il ritmo è fluido, la sonorità avvolgente, e il senso di malinconia si insinua tra i versi con delicatezza.
Il dialetto diventa veicolo di universalità: pur radicato in una cultura locale, riesce a parlare a chiunque abbia vissuto la fine di qualcosa di bello.
“’O primmo ’e Settembre” è una poesia che non descrive semplicemente un tramonto estivo, ma lo trasfigura in esperienza esistenziale.
È il canto di chi ha amato, sognato, e ora si ritrova a fare i conti con l’assenza.
Eppure, in mezzo al cielo amaranto, resta un grappolo di stelle: forse un segno che anche nella fine c’è una promessa di bellezza.
Luciano Somma ci invita a fermarci, a osservare, a sentire. E lo fa con la grazia di chi conosce il potere della parola e il valore del silenzio che la accompagna.

GIOIA LOMASTI

‘O PRIMMO ‘E SETTEMBRE
L’urdemo suonno d’Austo
Se sceta c’’o primmo ‘e Settembre
Stasera è n’incanto!
‘O cielo è amaranto, na refola ‘e viento
Doce comme ‘a carezza ‘e nu bbene
Amara comme ‘o ffele d’’o chianto
Me porta
Na chiorma ‘e penziere
Ch’affollano ‘a mente
E metteno ncroce ‘stu core.
Vurria ca chiuvesse e nun chiove
Vurria tanta nuvole attuorno
Ma ‘a luna è d’argiento…
Vurria ca nu suonno turnasse
Ma ‘o suonno nun torna.
‘Stu suonno è partuto
‘ncopp’’all’onne
‘e ll’urdema sera d’Austo
Lassannome
Nu grappolo ‘e stelle
Miez’a nu cielo amaranto
Int’’a ‘sta sera ‘ncantata
D’’o primmo ‘e Settembre.

LUCIANO SOMMA

20250908 DILA APS – IL DISPARI

20250901 DILA APS – IL DISPARI

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20250901 DILA APS – IL DISPARI

20250901 DILA APS – IL DISPARI

Vota la tua poesia: OTTO MILIONI 2025

dal codice 28po25f al codice 32po25f

ATTENZIONE: tutte le seguenti poesie sono state pubblicate nella ESATTA formattazione fornita dall’Autore. Per alcune di esse, trattandosi di testi scritti in lingue straniere, le traduzioni in italiano che presentiamo sono state realizzate a cura degli stessi Autori, in maniera amichevole e non professionale, e contengono evidenti imperfezioni ed errori sui quali non siamo intervenuti per non falsare lo spirito della gara.

20250901 DILA APS – IL DISPARI

La classifica finale verrà comunicata dall’attrice Chiara Pavoni il giorno 14 novembre 2025 nel Teatro Comunale di Laurino (stupendo borgo medioevale del Parco Nazionale del Cilento) durante un ciclo di tre giorni di eventi di Arti varie, VOLO PAZZO, organizzato da DILA APS e i suoi partner con la speciale collaborazione di Eva Di Perna, Angela Mennell e Gaetano Pacente.

La cerimonia di premiazione dei vincitori avverrà in una data compresa tra il 25 novembre 2025 e il 31 gennaio 2026 in località da decidere-

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20250901 DILA APS – IL DISPARI

28po25f Ilze Magone
L argento della Māra

Tenerissima Māra ha coperto
La scialle sulla sue spalle
Con gli orpelli di argento.
Ha versato l argento nel ruscello,
È scorso tutto nel mare.

Scorri, oh, ruscelletto, nel mare,
Lascia che il sole si gioca ,
Fino al fondo del mare,
Dove si trova i tesori di Māra.

Lì l’ argento si splende,
La luce del sole riflettendo,
Allora la luce sarà sufficiente,
Per dividerla tra i popoli.

°°°°—-°°°°

29po25f Eva Mārtuža
Nel buio

Oggi nel buio mi riposo
nel suo grembo mi striscio,
come alla mamma mi ha coccolato,
per essere dondolata,
per avere una carezza
alla mia guancia abrasa,
oltretutto narra una fiaba,
salva dalla gente straniera,
per scomparmi nel profondità del sonno.

Nel buio diversamente le canzoni suonano

°°°°—-°°°°

30po25f Eva Mārtuža
Attraverso il sole argenteo

Attraverso il sole argenteo ho rotolato,
Nel grembo del sonno della luna ho rannicchiato.
Per la bassa marea mi abbandonavo,
Con l alta marea indietro mi tiravo.
Padre, madre la luce mi destinavano,
Diventare il testardo ginepro desideravano.
Contro al vento, contro al vento mi tengo,
Con il vento, con il vento m accendo.
La fiamma nei tumulti da soffocare
E la luce nelle anime da bruciarla,
Tutto che è chiuso tra le cinture
Da liberamente aprirla !

°°°°—-°°°°

31po25f Eva Mārtuža
L’incantesimo

Attraverso il pino dei lupi dell’isola di Kihnu
ho strisciato
nei raggi neri neri dai soli distanti
sono infilato
alla forza dei fiori infiammati del vento del fuoco ho arreso
dalla riva dai nostri padri per sempre
sono strappato.
Si sta facendo il buio della camera dì nostra cara dea Māra le culline tacono
dea Laima, dea Dēkla, il Babbo delle Dainas,
e stesso Dio Padre s addormenta là.
Un blocco di granito giace riccamente scolpito sopra i nazioni morti
Non per me, ma per voi, i pionieri
c’ e una notizia saggia via E – mail,
attraverso quei grigi piumini
dell’oblio io guarderò.
Di una sacerdotessa tre volte rinascerò
sulla riva resinante di terra Baltica
per l eternità, a lungo io crescerò
e il popolo Baltico di nome loderò.

°°°°—-°°°°

32po25f Rasma Urtāne
Vorrei

Neanche ho bisogno del tuo tocco,
Neanche affondare nel tuo sguardo vorrei.
Dall’altra parte del cielo , dove, chissà,
La stella del mattino nascerei .
Chi si può una stella biancastra trattare?
Solo che nei raggi del sole il riflesso
io svanirei.
Essere vicina alle tue memorie vorrendo,
Io da lontano la tua mi sentirei.

20250901 DILA APS – IL DISPARI

DILA & IL DISPARI redazione culturale

DILA & IL DISPARI 2025 Redazione culturale

DILA & IL DISPARI 2024 Redazione culturale

DILA & IL DISPARI 2023 Redazione culturale

DILA & IL DISPARI 2022 Redazione culturale

DILA & IL DISPARI 2021 Redazione culturale

DILA & IL DISPARI 2020 Redazione culturale

DILA & IL DISPARI 2019 Redazione culturale

DILA & IL DISPARI 2018 Redazione culturale

DILA & IL DISPARI 2017 Redazione culturale

DILA & IL DISPARI 2016-2015 Redazione culturale

20250829 DILA APS IL DISPARI professionisti

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20250829 DILA APS IL DISPARI professionisti

20250829 DILA APS IL DISPARI professionisti

Ad Ischia arriva la forza dell’autoguarigione dello Jin Shin Jyutsu

Ogni giorno si è chiamati a confrontarsi con diverse situazioni che richiedono strategie e soluzioni efficaci per procedere al meglio per se e gli altri.

Questo necessita di attenzione, concentrazione ed uno stato di equilibrio fisico, mentale e spirituale essendo nell’individuo presenti queste tre dimensioni chiamate a cooperare in sintonia.

Proprio per garantire questa armonia di benessere a 360 gradi vi presento un’Arte Cosmica di grande efficacia e semplice da applicare che può essere eseguita anche in autoaiuto al fine di restituire a sé stessi pieno benessere e una rinnovata consapevolezza.

Mi riferisco allo Jin Shin Jyutsu, antica pratica giapponese, che accompagna le persone a ritrovare una rinnovata consapevolezza, nonché benessere a livello del corpo fisico, mentale e spirituale. Riscoperta da Jiro Murai più di cento anni fa, poi portata in America e in Europa dalla sua allieva Mary Burmeister negli anni ’50 – ’60, lo Jin Shin Jyutsu mira a riequilibrare l’energia corporea attraverso il tocco delicato delle mani che vanno a poggiarsi su punti del corpo specifici.

Considerando che tutte le parti del corpo siano tra loro interconnesse e che ogni cellula sia connessa con l’energia universale, questa Arte -che trae spunto dalla fisica quantistica, dall’astrologia e dalla numerologia- mira a mantenere mediante sequenze base, un flusso scorrevole a livello dell’energia vitale del corpo che investe anche gli organi.

Semplicemente con le dita delle mani poggiate su specifici punti del corpo chiamati “serrature di salvaguardia”, ma anche attraverso le sequenze dei Mudra, si garantisce il corretto scorrere di questa energia vitale attraverso i principali canali.

Questa pratica lavora con le profondità considerate sorta di strati che avvolgono il corpo fisico ma anche quello invisibile/spirituale: nello specifico.

Vi sono tre canali principali di energia: il Canale Centrale o Sorgente della Vita, i Supervisori e i Mediatori, che scorrono lungo il corpo, ma il Canale centrale è il principale canale di energia verticale che si forma nell’individuo e si muove lungo il corpo salendo posteriormente e scendendo anteriormente come un ovale.

Molti sono i benefici restituiti dallo Jin Shin Jyutsu, sia con il lavoro dell’operatore, sia in autoaiuto.

Tra questi: la riduzione di ansia e stress, la diminuzione del dolore, delle tensioni muscolari e della stanchezza cronica.

Contribuisce a rilassare il sistema nervoso, a sostenere la digestione, a prevenire e combattere le allergie.

E’ ottimo per armonizzare il sistema ormonale, rafforzare le difese immunitarie e il sistema linfatico, e ancora aiuta a migliorare il sistema circolatorio e la capacità di adattarsi ai cambiamenti. Per quanti volessero saperne di più su questa Arte Cosmica, che appartiene alle discipline olistiche, Heike Hoerdemann operatore JSJ, insegnante yoga e naturopata, propone ad Ischia il 3 e 4 settembre 2025, presso La Citarea, l’introduzione allo Jin Shin Jyutsu in cui apprendere sequenze base di pratica, essenziali per il l benessere.

Non è richiesta conoscenza della materia.

INFO: info@heikehoerdemann.com

 

Silvana Lazzarino

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Mia passione per Nail Design o decorazione unghie

La parola arte definisce ogni forma di attività dell’uomo come riprova o esaltazione del suo talento.

Quindi, scrivere, pitturare, cantare o altro sono comuni.

Ora è nato un altro stile in cui l’artista esalta la sua passione sulle unghie.

Per me l’arte del “Nail Design” è un modo di esprimermi e mi butta in un mondo di creatività ogni volta più bello e più originale.

Maneggiare lo smalto, i colori e le decorazioni diventa più artistico anzi eccezionale per il modo sottile e raffinato in cui si prepara, si taglia e si crea.

Smalto Semipermanente mani trattamento 1 ora circa.

Ricopertura Gel trattamento 1 ora 30 min circa.

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Smalto semipermanente rinforzato trattamento 1 ora 30 min circa.

Applicazione Smalto trattamento 30 min circa.

Ricostruzione in Gel trattamento 2 ore circa.

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Mi chiamo YousraChenah, algerina, Presidente e ambasciatrice DILA APS Algeria, studentessa ultimo anno Master traduzione e interpretazione all’università di Algeri.

Vorrei condividere con voi mia performance, che tira fuori u’anima pura, dolce e piena di ambizioni nella quale l’unghia diventa materiale e la mente si lascia andare in una fantasia sottile, delicata per trasmettere una bellezza pregiata ed elegante, usando dei prodotti scelti con delicatezza e pur istinto artistico.

Da DILA APS Algeria

Chenah Yousra.

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Professionisti DILA APS 2025 – Calendario pubblicazioni

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20250825 DILA APS – IL DISPARI

20250825 DILA APS – IL DISPARI

Da Matilde Serao a Carlo Magno:
quando la Storia si riscrive da Trento (passando per le Marche)

20250825 DILA APS – IL DISPARI

Al Castello del Buonconsiglio, il X Congresso “Impronte femminili senza frontiere” mette in crisi la narrazione ufficiale del potere.
Con la partecipazione dell’Associazione di Promozione Sociale “Da Ischia L’Arte – DILA APS” di Bruno Mancini

Chi ha detto che la Storia sia immutabile?
Chi ha deciso dove finiscono le domande e cominciano le certezze?
A Trento, il 25 e 26 ottobre, nella cornice maestosa del Castello del Buonconsiglio, queste domande saranno il cuore pulsante del X Congresso Internazionale “Impronte Femminili Senza Frontiere”, promosso dalla casa editrice e centro culturale Il Sextante di Mariapia Ciaghi, da sempre motore di progetti interdisciplinari capaci di unire linguaggi, territori e saperi.
Il tema scelto per questa edizione, “Sotto le parole: rileggere, riscrivere, resistere”, è già una dichiarazione di intenti: le parole, le immagini e i simboli non servono a confermare il potere, ma a incrinarlo.
Tra le realtà culturali che daranno voce a questa visione plurale e coraggiosa, parteciperà anche l’Associazione DILA APS – Da Ischia L’Arte, da anni attiva nella promozione di progetti culturali internazionali e nella valorizzazione del pensiero artistico e letterario indipendente.
La presenza di DILA APS rafforza ulteriormente il ponte ideale tra isole culturali diverse — da Ischia alle Marche, da Napoli a Trento — unite dal desiderio di riaprire i dossier della memoria con occhi nuovi.
Al centro dell’edizione 2025, nel 150° anniversario della nascita, brilla la figura immensa e inclassificabile di Matilde Serao, giornalista, scrittrice, fondatrice de Il Mattino, voce lucida e ribelle della comunicazione italiana tra Otto e Novecento.
Non si tratta solo di una celebrazione, ma di una riattivazione della sua eredità: Serao viene riletta, reinterpretata e messa in dialogo con il presente, in un contesto che accoglie anche altre figure come Anna Maria Mozzoni Beccari, e tutte quelle donne che, allora come oggi, scelgono la complessità, la verità e il coraggio nell’informazione.
Nel cuore di questo omaggio visivo e politico, spicca l’opera pittorica di Irene Levighi, realizzata per il congresso:
“La figura di Matilde emerge con potenza dal fondo materico e incandescente, lo sguardo fiero rivolto verso un mondo saturo di chiacchiere vuote e stereotipi, rappresentato da fumetti in stile Roy Lichtenstein che fanno da controcanto visivo e concettuale al messaggio dell’opera.
Le frasi ‘STAI ZITTA’, ‘BLABLABLA’ e ‘DIVIETO DI CAZZATE’ non sono semplici slogan ma veri e propri colpi di scalpello contro una cultura mediatica ancora dominata dal pettegolezzo e dalla superficialità.”
“Il dettaglio ‘+ articoli, – pettegolezzi’ è un manifesto che potrebbe valere oggi come ieri: un’esortazione a usare la parola come strumento di costruzione e non di distrazione. Irene, con questa tela, non celebra solo Matilde Serao: la resuscita in chiave pop-contemporanea, ricordandoci quanto sia urgente ancora oggi una voce libera, documentata, irriverente.”
(Mariapia Ciaghi)

20250825 DILA APS – IL DISPARI

Accanto alla Serao, l’altra grande figura che attraversa il congresso è Carlo Magno.
O meglio: la sua ombra, la sua leggenda, la sua (possibile) ubicazione.
Perché secondo Don Giovanni Carnevale (vedi intervista esclusiva rilasciata a IL DISPARI da Giorgio Rapanelli e pubblicata il giorno 11 agosto 2025) sacerdote e studioso marchigiano scomparso nel 2021, la vera Aquisgrana non si troverebbe in Germania, ma nelle Marche, a San Claudio al Chienti, tra Corridonia e Tolentino.
Una teoria audace, ancora oggi ignorata da buona parte dell’establishment accademico, ma che in questo congresso trova terreno fertile.
Non per cercare una verità definitiva, ma per aprire spazi di dubbio, riscrittura e insubordinazione storiografica.
Anche in questo caso, a tradurre visivamente l’ipotesi ci pensa Levighi con l’opera “Il mistero di Carlo Magno”: torri instabili, un cavaliere enigmatico, l’abbazia di San Claudio sullo sfondo, simbolo di un potere dimenticato e di una Storia da rivedere. Entrambe le opere, prodotte all’interno del Collettivo “Queste Donne” di Trento diretto dalla marchigiana Toti Buratti, si collocano al crocevia tra arte e attivismo, tra memoria storica e visione futura.
Non decorano, ma disturbano.
Non raccontano, ma chiedono conto.
E fanno esattamente ciò che faceva Matilde Serao: trasformano la parola e l’immagine in strumenti di resistenza.
Il Congresso di Trento, nel riprendere la lezione seriana, ci consegna un messaggio quanto mai attuale: non basta ricordare.
Bisogna agire, scrivere, disegnare e riscrivere.
Oggi come ieri.

Pietro Pennesi

20250825 DILA APS – IL DISPARI
Antonella Ariosto | POESIA CRUDA

Ti ho sempre sentita

Ti ho sentita
prima ancora che il tuo volto
avesse un nome,
quando eri soltanto un fremito segreto
e già riempivi il silenzio.

Dentro di me batteva un richiamo
che nessuno poteva udire,
un lampo sottile,
più vero del tempo stesso.

Quando sei apparsa al mondo
portavi negli occhi l’infinito
e nei capelli il fuoco delle aurore.
Guardavi senza paura,
come chi conosce vie antiche
e non ha bisogno di guide.

Sei cresciuta fragile e forte,
capace di cogliere i sussurri
delle emozioni più nascoste,
di sentire la pioggia
prima che cada dal cielo.

Ogni caduta ti ha insegnato a volare,
ogni ombra a scorgere la luce.
Non hai mai urlato la tua forza,
l’hai portata come un respiro costante,
come un passo che non si ferma.

Oggi ti guardo, donna,
e ritrovo quel battito antico.
Non sei speciale perché ti appartengo,
ma perché sei te.

Patrizia Palombi

°°°———–°°°

DITE AL VENTO

Dite al vento
che quando soffia
come brezza
è l’attesa delle stagioni
che non muore.
Dite alla pioggia
che quando cade senza far male
è acqua da bere
senza sale.
E dite al sole
che quando scalda appena
è il desiderio ritrovato di amori dimenticati
e alla notte che
arriva
senza far rumore
che non fa paura
prima che arrivi
ancora un’altra alba.

Maria Francesca Mainieri

20250825 DILA APS – IL DISPARI

 

20250818 DILA APS – IL DISPARI

20250818 DILA APS – IL DISPARI

20250818 DILA APS – IL DISPARI

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dal codice 25po25f al codice 27po25f

ATTENZIONE: tutte le seguenti poesie sono state pubblicate nella ESATTA formattazione fornita dall’Autore. Per alcune di esse, trattandosi di testi scritti in lingue straniere, le traduzioni in italiano che presentiamo sono state realizzate a cura degli stessi Autori, in maniera amichevole e non professionale, e contengono evidenti imperfezioni ed errori sui quali non siamo intervenuti per non falsare lo spirito della gara.

La classifica finale verrà comunicata dall’attrice Chiara Pavoni il giorno 14 novembre 2025 nel Teatro Comunale di Laurino (stupendo borgo medioevale del Parco Nazionale del Cilento) durante un ciclo di tre giorni di eventi di Arti varie, VOLO PAZZO, organizzato da DILA APS e i suoi partner con la speciale collaborazione di Eva Di Perna, Angela Mennell e Gaetano Pacente.

La cerimonia di premiazione dei vincitori avverrà in una data compresa tra il 25 novembre 2025 e il 31 gennaio 2026 in località da decidere-

La data e la località della premiazione saranno rese note ai finalisti con un preavviso di almeno 10 giorni.

In bocca al lupo e vinca il migliore!

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25po25f Liga Sarah Lapinska
È l’ora dei salici, oh Aengus
Omaggio a Angelo Branduardi, violinista

È l’ora dei baccelli di salici , Aengus .
I fiori di campo, i fuori sul lungomare
E le erbacce verdi chiaro, i fiori stradali.
Il bosco incantato svegliando sta
Con le felci di oro, con le foglie d argento –
Nella sua intatta maestà .
È proibito nessuna tagliare
Col lembo dei panni o col soffio,
Appena, appena, aspetta e cuor mio fiorir
Una rosa rossa di una felce,
Sarà il miracolo, oh, il miracolo,
Non solo un’ spettacolo.
La neve si sta sciogliendo già.
Le barbe dei licheni sono cresciuti lunghe.
È il tempo di amare e di odiare.
La porta solo per aprirla chiudi ?
Non ci sono più una migliaia
Di sorgenti, correnti, passioni, urli.
Non ci sono più nei nostri magazzini
Cosa mi suonerai da ballare?
Vento da Sud o da Nord nel tuo violino ?
Perso come e cosa sei, oh, Aengus,
Un po’ stanco, un po’ pupazzo,
Sempre credente nei miracoli, oh, pazzo .

°°°°—-°°°°

26po25f Ilze Magone
La libertà di un uccello

L’ uccello vola, le ali espandendo ,
Il flusso del vento come un’ corrente catturando,
Ed, ecco , che si libra nei cieli.
Alzati gli occhi e ti senti
Che essere nei cieli con lui vorresti ,
Per la libertà giusta goditi.
Niente da aspettare, espandi le ali !

°°°°—-°°°°

27po25f Ilze Magone
La rugiada della potenza

Dio dava la rugiada della potenza,
Una spallina dei diamanti,
Sia recinto che prato coprendo
Con gli suoi fini orpellini.
Poi, io sono uscita a piedi nudi
Nelle goccine mattutine,
Raccogliendomi la rugiada
Per tutta la mia bella giornata.
La guancia mia ho accarezzato ,
Per renderla sempre più limpida.
Gli occhi miei ho puri lavato,
Per potere vedere più fissa.
Allora , potevo le cose azionare,
Allora, potevo le parole menzionare,
Perciò la rugiadina la forza dava,
Perciò la rugiadina il pasto regalava.
Condividi così, Dio mio, la rugiada,
Per sarebbe sufficiente a tutta la strada,
Per a me stessa sarebbe sufficiente,
Per a mio fratellino sarebbe bastante.

20250818 DILA APS – IL DISPARI

Comunicato stampa Associazione di Promozione Sociale

“Da Ischia L’Arte – DILA APS”

Bruno Mancini Presidente Associazione DILA APS. Dalila Boukhalfa Delegata alle attività DILA APS per il Continente Africa, Yousra Chenah Direttrice Sede operativa DILA APS BLIDA per la Nazione Algeria –  Via Benyoucef Benkhedda. AADL Ouled Yaich Blida. Algeria,  esprimono a Sua Eccellenza Mohamed Khelifi, Ambasciatore della Nazione Algeria in Italia, profonda  gratitudine per il concesso onore dell’incontro di persona tra Lui e i Membri della comunità per celebrare la festa musulmana dell’Aia El Kebir nella residenza della Bufalotta.

Il colloquio è stato diretto, sincero e molto umano.

Con la dichiarata apertura all’affiancamento in favore di nuove prospettive per gli algerini in Italia, Egli ha dato una nuova prospettiva per il futuro, insieme alla certezza di poter affrontare le difficoltà della vita associativa con le spalle coperte della Ambasciata da Lui diretta.

Sua Eccellenza Mohamed Khelifi, Ministro plenipotenziario che ha già realizzato un percorso di notevole importanza (Malta, San Marino, Uganda, Londra etc…), Ambasciatore della Nazione Algeria in Italia si è, infatti, presentato a mano tesa, con gesti di fraternità molto gratificanti.

I giovani studenti presenti alla cerimonia sono testimoni di tutti i cambiamenti e dei nuovi protocolli già resi attivi.

Durante questo incontro l’Associazione di Promozione Sociale “Da Ischia L’Arte – DILA APS” è stata rappresentata dalla sottoscritta Dalila Boukhalfa in qualità di Socia Onoraria nonché Direttrice DILA APS della Sede operativa della Nazione Algeria e Responsabile di tutte le attività artistiche, culturali e sociali programmate e da pianificare nel Continente Africa.

DILA APS ritiene pertanto opportuno ribadire, a nome di tutto il Consiglio Direttivo, che l’interesse dimostrato dall’Ambasciatore nella dichiarata intenzione di voler collaborare con la nostra Associazione e in funzione della Sua proposta di valutare idee e programmi DILA APS relativi alle attività artistiche culturali e sociali dei cittadini algerini presenti qui in Italia, ci onora e ci impegna in maniera concreta e collettiva.

La Sua cortese attenzione ci ha dato una visione della Sua qualificata competenza.

Infine, i sottoscritti Bruno Mancini, Dalila Boukhalfa e Yoursa Chenah, a nome proprio e per incarico ricevuto dell’intero CS Dila APS, augurano a Sua Eccellenza Mohamed Khelifi Ambasciatore algerino in Italia, un mandato foriero di nuove opportunità di collaborazione e di crescita per le nostre Nazioni, Algeria – Italia, unite da vincoli di rispetto e di amicizia.

Con stima.
Bruno Mancini
Dalila Boukhalfa
Yousra Chenah

20250818 DILA APS – IL DISPARI

Dalila Boukhalfa con Mohamed Khelifi, Ambasciatore della Nazione Algeria in Italia,

20250818 DILA APS – IL DISPARI

Mohamed Khelifi, Ambasciatore della Nazione Algeria in Italia, con Dalila Boukhalfa delegata DILA APS

20250818 DILA APS – IL DISPARI

20250811 DILA APS – IL DISPARI

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DILA & IL DISPARI 2023 Redazione culturale

DILA & IL DISPARI 2022 Redazione culturale

DILA & IL DISPARI 2021 Redazione culturale

DILA & IL DISPARI 2020 Redazione culturale

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DILA & IL DISPARI 2017 Redazione culturale

DILA & IL DISPARI 2016-2015 Redazione culturale

Volo Pazzo

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Volo Pazzo

Mascotte Volo Pazzo – Don Cacao

Volo Pazzo

14 – 15 – 16 – 28 – 29 – 30 novembre 2025

Casa dei Popoli Via Corrado Buono n. 88 – Barano – Isola d’Ischia

Sei giorni di Arte, Cultura e Spettacoli con Artisti italiani, algerini, lettoni e provenienti da altre nazioni.

Ingressi sempre gratuiti

Per partecipare e per informazioni Tel 3914830355 tutti i giorni dalle 15 alle 23

VOLO PAZZO

è organizzato da DILA APS, Associazione di Promozione Sociale “Da Ischia L’Arte” iscritta al RUNTS (Registro unico nazionale terzo settore), costituita con atto notarile nel 2014, fondatore e presidente Bruno Mancini.

In partenariato con

Testata giornalistica IL DISPARI

ASD IL Dragone – I cinque elementi

 

Associazione algerina ADA

Salotto culturale INTERNO 4

Fondazione DDClinic master

 

Fondazione LA SPONDA

Proclamazione vincitori Premio Internazionale di Arti Varie OTTO MILIONI.
XIV edizione, iscrizione gratuita, quattro sezioni: poesie, articoli, video, arti grafiche.

  • Mostra collettiva di Arti grafiche
  • Reading
  • Sfilata abiti tradizionali algerini
  • Presentazione libri
  • Concerti musica classica e popolare
  • Spettacolo di magia
  • Artisti di strada
  • Performance
  • Degustazioni enogastronomiche
  • Presentazione Antologia “Libertà è anche mentire”
  • Gadget personalizzati
  • Stand prodotti locali
  • Stand materiale illustrativo
  • Buffet di benvenuto
  • Spaghettate e balli serali.

Sponsor
ADS Il Dragone i 5 elementi

Covergenze internet – phone – tv – energie

Palladino design jewelry

Studenti Algerini in Italia – A.S.A

Tee mania – Serigrafia tessile

Associazione del pensiero e la creativita culturale

Campagna pubblicitaria Volo pazzo

Locandine Volo pazzo

Segnalibro Volo pazzo

Mascotte Volo pazzo – Gadget

Inviti Volo pazzo

Ospitalità Volo pazzo

Patrocini Volo pazzo

Sponsor Volo pazzo

Prenotazioni Casa Dei Popoli

Inno Volo pazzo

Volo pazzo VIDEO

Mostra pittorica Volo pazzo

Dragon Volo pazzo

Attestati Volo pazzo

Trofei e Premi Volo pazzo

Video eventi Volo pazzo

Foto eventi Volo pazzo

Rassegna stampa Volo pazzo

 

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Mia passione per Nail Design o decorazione unghie

La parola arte definisce ogni forma di attività dell’uomo come riprova o esaltazione del suo talento.

Quindi, scrivere, pitturare, cantare o altro sono comuni.

Ora è nato un altro stile in cui l’artista esalta la sua passione sulle unghie.

Per me l’arte del “Nail Design” è un modo di esprimermi e mi butta in un mondo di creatività ogni volta più bello e più originale.

Maneggiare lo smalto, i colori e le decorazioni diventa più artistico anzi eccezionale per il modo sottile e raffinato in cui si prepara, si taglia e si crea.

Smalto Semipermanente mani trattamento 1 ora circa.

Ricopertura Gel trattamento 1 ora 30 min circa.

Refill Acrygel trattamento1 ora 30 min circa.

Smalto semipermanente rinforzato trattamento 1 ora 30 min circa.

Applicazione Smalto trattamento 30 min circa.

Ricostruzione in Gel trattamento 2 ore circa.

Ricostruzione Acrilico trattamento 2 ore circa.

Refill Acrilico trattamento 2 ore circa.

Smalto Semipermanente Mani trattamento 1 ora circa.

Ricopertura Gel trattamento 1 ora circa.

Riparazione Unghia trattamento 30 min circa.

Ricostruzione Unghie Acrygel trattamento 2 ore circa.

Refill Acrygel trattamento 1 ora 30 min circa.

Smalto semipermanente rinforzato trattamento 1 ora 30 min circa.

Ricopertura Acrilico trattamento 2 ore circa.

Ricopertura Acrygel trattamento 1 ora 30 min circa.

Mi chiamo YousraChenah, algerina, Presidente e ambasciatrice DILA APS Algeria, studentessa ultimo anno Master traduzione e interpretazione all’università di Algeri.

Vorrei condividere con voi mia performance, che tira fuori u’anima pura, dolce e piena di ambizioni nella quale l’unghia diventa materiale e la mente si lascia andare in una fantasia sottile, delicata per trasmettere una bellezza pregiata ed elegante, usando dei prodotti scelti con delicatezza e pur istinto artistico.

Da DILA APS Algeria

Chenah Yousra.

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Yousra Chenah intervista Massilva Azhar Achchoul, giovane pittrice algerina

D:- Chi è Massilva?

R:- Mi chiamo Massilva Azhar Achchoul. Ho 21 anni, studentessa in lingue, primo anno Masterad Algeri Tecnico Superiore nella gestione delle risorse umane.

Sono un’artista appassionata all’esplorazione dei mondi astratti.

Crescere in una famiglia di pittori ha modellato il mio sguardo e influenzato il mio approccio artistico, spingendomi a trovare una mia propria strada, pur rimanendo fedele alle mie radici.

 D:- Come hai iniziato? Quale è stato lo scatto?

R:- Ho iniziato molto giovane, da un’esplorazione spontanea di disegni e di pittura.

Lo scatto è quando ho capito che potevo usare l’arte per esprimere le mie emozioni e le mie idee senza limitarmi ad una rappresentazione realistica del mondo

 D:- Qual è il tuo stile?

R:- Mio style è l’astratto. Adoro esplorare le forme, le trame e i colori che vanno al di là del figurativo, lasciando spazio all’interpretazione e all’emozione.

 D:- Cosa ti ispira di più nel tuo percorso artistico?

R:- L’ambito artistico in cui sono cresciuta. Avendo vissuto da sempre in una famiglia di pittori, sono stata circondata d’arte, da idee e da creatività. Questa immersione ha nutrito la mia passione per l’astrazione.

D:-  Quali’sono le tue fonti d’ispirazione?

R:- La natura, le emozioni umane e le interazioni tra i colori e le forme. A volte, una semplice tessitura o un gioco di luce può innescare una nuova creazione. 

D:- Ci sono strumenti o materiali specifici con i quali preferisci lavorare?R:- Vernice acrilica per la sua versatilità e a volte acquarello.

Ma uso anche l’inchiostro, spatole e ogni tanto dei materiali misti. Ora sto provando ad esplorare la pittura a olio. 

D:- Sei attratta da un argomento o un concetto specifico?R:- Sono particolarmente attratta dai concetti di dualità, dell’equilibrio e del caos. Queste idee si ritrovano nelle mie composizioni astratte, dove contrasti forti e transizioni sottili coesistono armoniosamente.

D:- Cosa ti spinge verso l’arte?R:- L’arte per me è una necessità, un modo per comunicare delle emozioni, di catturare l’invisibile e di dare forma all’intangibile, è una forma di libertà e d’evasione.

D:- Ha frequentato una scuola d’arte?R:- Sono autodidatta per la maggiore parte.

D:- Ha collaborato con altri artisti o professionisti della creazione?R:- Sì, ho avuto l’occasione di collaborare con altri artisti in mostre collettive. Questi scambi mi arricchiscono sempre.

D:- Come potresti descrivere la tua visione artistica o il messaggio che vorresti trasmettere attraverso le tue opere?R:- Con la mia arte, cerco di trasmettere un’esperienza emozionale unica. Mio obiettivo è d’invitare lo spettatore ad interpretare l’opera al modo suo, creando un dialogo tra l’arte e l’osservatore.

D:-  Ci sono progetti in corso che ti appassionano?R:- Sì, attualmente sto lavorando su una serie d’opere per la mia prossima mostra.

Grazie Massilva per l’intervista in esclusiva per IL DISPARI, e mi permetto di augurarti un buon proseguimento nel tuo percorso artistico, sperando di ritrovarti in prossime mostre nelle nostre Sedi di Ischia o di Laurino.

Sempre con l’Associazione di Promozione Sociale “Da Ischia L’Arte DILA APS”!

CHENAH YOUSRA.

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Professionisti DILA APS 2025 – Calendario pubblicazioni

Bruno Mancini

Bruno Mancini scrittore

Bruno Mancini Presidente DILA APS

DILA APS.it

DILA Altervista

NUSIV – Premio Otto milioni

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RIFLESSIONI

Chi sarà che aprirà la porta del nuovo mondo in futuro?

E’ un interrogativo che mi sono posto fin da bambino, ma la risposta non viene, resta il mistero, qualcosa d’indefinibile che ci fa riflettere sulla nostra condizione umana.

Mettiamo famiglia, nascono i figli, i nipoti con la certezza che anche loro faranno un’esperienza di vita e poi chissà…

Questo rimugino in questi giorni di pausa estiva dove tutto, o quasi, si ferma, e per chi che, come me, non può andare per motivi di salute in vacanza quando fino al 2020 giravo con mia moglie per le varie spiagge nei vari territori, costretto in casa a riflettere, il pensiero vola lontano nel tempo.

Quando in pieno vigore ben altre erano le giornate estive, e Agosto era il sogno realizzato per un anno intero.

I 20 anni trascorsi ad Ischia che, nonostante l’affollamento, restava una meta dove si riuscivano a scoprire sempre cose nuove, luoghi nuovi, e fatti che i vecchi pescatori raccontavano, a parte veri a parte arricchiti dall’immaginazione ma che sembravano reali e veramente vissuti.

Ho conosciuto tanti personaggi, artisti, cantanti, poeti, festività vissute il giorno di sant’Anna quando le barche scenografiche solcavano il mare e la giuria votava le migliori.

Oggi che il mare lo vedo solamente in cartolina, come citato già in un altro mio articolo, oggi che sono in una prigione, senza sbarre, ed internet mi fa scoprire tante cose nuove, inedite appunto, non mi resta che pensare ed il pensiero mi riporta nel giardino dei nonni dove spuntavano le rose e gli altri primi fiori in primavera, le galline fornivano uova spesso ancora calde che nonostante potessero far male le succhiavamo o ci facevamo fare, coi cugini, degli ottimi zabaioni.

E l’ossessionante interrogativo ritorna senza dare una risposta, nel misterioso vortice d’una mente, la mia, creativa che ha prodotto tantissimi lavori specie nei 25 anni di pensionamento quando l’attività professionale mi faceva pensare a ben altro.

A tutti buone vacanze e che siate felici e spensierati coi vostri cari nelle mete agognate.

LUCIANO SOMMA

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VIVERE A NAPOLI

I testi delle canzoni contenute nel video sono di Luciano Somma.

Le musiche gli arrangiamenti e la voce sono di Gustavo Martucci.

Sono otto canzoni e due poesie per omaggiare la nostra Meravigliosa Napoli.

La musica della sigla è tratta dalla canzone ‘Na terra d’ammore presente nel video-

Tutti i diritti d’Autore sono riservati e di esclusiva proprietà di Luciano Somma e Gustavo Martucci

Il comune di LANGHIRANO (Parma) sta promuovendo questo nostro progetto poetico-musicale, mentre Tv napoletane lo IGNORANO!

Allora poi non lamentiamoci …

https://www.facebook.com/langhirano.news.notizie/videos/1151230930100484/?rdid=92czIPZuADVXVgn6

Il video vuole essere una panoramica di alcuni argomenti Napoletani, città ingiustamente accusata da alcuni come malfamata, abitata da molti nullafacenti, sporca, ignorando volutamente le sue bellezze, il suo folklore, le bellissime isole tra le quali troneggia ISCHIA, e tanti paesi limitrofi ricchi di storia e tradizioni.

Per non parlare della gastronomia con cibi succulenti e dolci amati da tutti coloro che hanno avuto il piacere di mangiare come i milioni di turisti che dalla ripresa dal Covid stanno ritornando a riempire alberghi e ristoranti.

Basta dunque a sparlare della città con note negative cercando di rendere nota ed apprezzare una metropoli ricca di storia secolare tramandata da generazione in generazione.

Tra le tante tradizioni religiose da segnalare: Il sangue di san Gennaro, La festa di Sant’Anna a Ischia, quella di Graziella a Procida, l’incendio al Campanile del Carmine, La Piedigrotta (Da alcuni anni soppressa) e tantissime altre.

Molto seguite dall’intera popolazione.

Mi fermo qui per rinnovare l’invito a tutti i Napoletani Doc ed a tutti quelli che veramente amano ed ammirano la nostra Partenope di aiutarci a promuovere questo progetto che osanna a tutto tondo le cose belle che il buon Dio ci ha regalato e che noi abbiamo l’obbligo di preservare.

LUCIANO SOMMA

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Vota la tua poesia: OTTO MILIONI 2025

dal codice 25po25f al codice 27po25f

ATTENZIONE: tutte le seguenti poesie sono state pubblicate nella ESATTA formattazione fornita dall’Autore. Per alcune di esse, trattandosi di testi scritti in lingue straniere, le traduzioni in italiano che presentiamo sono state realizzate a cura degli stessi Autori, in maniera amichevole e non professionale, e contengono evidenti imperfezioni ed errori sui quali non siamo intervenuti per non falsare lo spirito della gara.

La classifica finale verrà comunicata dall’attrice Chiara Pavoni il giorno 14 novembre 2025 nel Teatro Comunale di Laurino (stupendo borgo medioevale del Parco Nazionale del Cilento) durante un ciclo di tre giorni di eventi di Arti varie, VOLO PAZZO, organizzato da DILA APS e i suoi partner con la speciale collaborazione di Eva Di Perna, Angela Mennell e Gaetano Pacente.

La cerimonia di premiazione dei vincitori avverrà in una data compresa tra il 25 novembre 2025 e il 31 gennaio 2026 in località da decidere-

La data e la località della premiazione saranno rese note ai finalisti con un preavviso di almeno 10 giorni.

In bocca al lupo e vinca il migliore!

20250818 DILA APS – IL DISPARI

°°°°—-°°°°

25po25f Liga Sarah Lapinska
È l’ora dei salici, oh Aengus
Omaggio a Angelo Branduardi, violinista

È l’ora dei baccelli di salici , Aengus .
I fiori di campo, i fuori sul lungomare
E le erbacce verdi chiaro, i fiori stradali.
Il bosco incantato svegliando sta
Con le felci di oro, con le foglie d argento –
Nella sua intatta maestà .
È proibito nessuna tagliare
Col lembo dei panni o col soffio,
Appena, appena, aspetta e cuor mio fiorir
Una rosa rossa di una felce,
Sarà il miracolo, oh, il miracolo,
Non solo un’ spettacolo.
La neve si sta sciogliendo già.
Le barbe dei licheni sono cresciuti lunghe.
È il tempo di amare e di odiare.
La porta solo per aprirla chiudi ?
Non ci sono più una migliaia
Di sorgenti, correnti, passioni, urli.
Non ci sono più nei nostri magazzini
Cosa mi suonerai da ballare?
Vento da Sud o da Nord nel tuo violino ?
Perso come e cosa sei, oh, Aengus,
Un po’ stanco, un po’ pupazzo,
Sempre credente nei miracoli, oh, pazzo .

°°°°—-°°°°

26po25f Ilze Magone
La libertà di un uccello

L’ uccello vola, le ali espandendo ,
Il flusso del vento come un’ corrente catturando,
Ed, ecco , che si libra nei cieli.
Alzati gli occhi e ti senti
Che essere nei cieli con lui vorresti ,
Per la libertà giusta goditi.
Niente da aspettare, espandi le ali !

°°°°—-°°°°

27po25f Ilze Magone
La rugiada della potenza

Dio dava la rugiada della potenza,
Una spallina dei diamanti,
Sia recinto che prato coprendo
Con gli suoi fini orpellini.
Poi, io sono uscita a piedi nudi
Nelle goccine mattutine,
Raccogliendomi la rugiada
Per tutta la mia bella giornata.
La guancia mia ho accarezzato ,
Per renderla sempre più limpida.
Gli occhi miei ho puri lavato,
Per potere vedere più fissa.
Allora , potevo le cose azionare,
Allora, potevo le parole menzionare,
Perciò la rugiadina la forza dava,
Perciò la rugiadina il pasto regalava.
Condividi così, Dio mio, la rugiada,
Per sarebbe sufficiente a tutta la strada,
Per a me stessa sarebbe sufficiente,
Per a mio fratellino sarebbe bastante.

20250818 DILA APS – IL DISPARI

Comunicato stampa Associazione di Promozione Sociale

“Da Ischia L’Arte – DILA APS”

Bruno Mancini Presidente Associazione DILA APS. Dalila Boukhalfa Delegata alle attività DILA APS per il Continente Africa, Yousra Chenah Direttrice Sede operativa DILA APS BLIDA per la Nazione Algeria –  Via Benyoucef Benkhedda. AADL Ouled Yaich Blida. Algeria,  esprimono a Sua Eccellenza Mohamed Khelifi, Ambasciatore della Nazione Algeria in Italia, profonda  gratitudine per il concesso onore dell’incontro di persona tra Lui e i Membri della comunità per celebrare la festa musulmana dell’Aia El Kebir nella residenza della Bufalotta.

Il colloquio è stato diretto, sincero e molto umano.

Con la dichiarata apertura all’affiancamento in favore di nuove prospettive per gli algerini in Italia, Egli ha dato una nuova prospettiva per il futuro, insieme alla certezza di poter affrontare le difficoltà della vita associativa con le spalle coperte della Ambasciata da Lui diretta.

Sua Eccellenza Mohamed Khelifi, Ministro plenipotenziario che ha già realizzato un percorso di notevole importanza (Malta, San Marino, Uganda, Londra etc…), Ambasciatore della Nazione Algeria in Italia si è, infatti, presentato a mano tesa, con gesti di fraternità molto gratificanti.

I giovani studenti presenti alla cerimonia sono testimoni di tutti i cambiamenti e dei nuovi protocolli già resi attivi.

Durante questo incontro l’Associazione di Promozione Sociale “Da Ischia L’Arte – DILA APS” è stata rappresentata dalla sottoscritta Dalila Boukhalfa in qualità di Socia Onoraria nonché Direttrice DILA APS della Sede operativa della Nazione Algeria e Responsabile di tutte le attività artistiche, culturali e sociali programmate e da pianificare nel Continente Africa.

DILA APS ritiene pertanto opportuno ribadire, a nome di tutto il Consiglio Direttivo, che l’interesse dimostrato dall’Ambasciatore nella dichiarata intenzione di voler collaborare con la nostra Associazione e in funzione della Sua proposta di valutare idee e programmi DILA APS relativi alle attività artistiche culturali e sociali dei cittadini algerini presenti qui in Italia, ci onora e ci impegna in maniera concreta e collettiva.

La Sua cortese attenzione ci ha dato una visione della Sua qualificata competenza.

Infine, i sottoscritti Bruno Mancini, Dalila Boukhalfa e Yoursa Chenah, a nome proprio e per incarico ricevuto dell’intero CS Dila APS, augurano a Sua Eccellenza Mohamed Khelifi Ambasciatore algerino in Italia, un mandato foriero di nuove opportunità di collaborazione e di crescita per le nostre Nazioni, Algeria – Italia, unite da vincoli di rispetto e di amicizia.

Con stima.
Bruno Mancini
Dalila Boukhalfa
Yousra Chenah

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Dalila Boukhalfa con Mohamed Khelifi, Ambasciatore della Nazione Algeria in Italia,

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Mohamed Khelifi, Ambasciatore della Nazione Algeria in Italia, con Dalila Boukhalfa delegata DILA APS

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20250811 DILA APS – IL DISPARI

20250811 DILA APS – IL DISPARI

20250811 DILA APS – IL DISPARI

20250811 DILA APS – IL DISPARI

Mariapia Ciaghi: Giorgio Rapanelli ospite a Ischia.

Un viaggio oltre il Reno per riscrivere la storia carolingia

Nell’autunno prossimo, l’isola d’Ischia, perla del Golfo di Napoli, ospiterà un evento culturale di grande suggestione.

Protagonista sarà Giorgio Rapanelli, giornalista e studioso indipendente di storia medievale, invitato dall’Associazione DILA APS – Da Ischia L’Arte, per presentare una tesi tanto affascinante quanto dirompente: e se la vera Aquisgrana di Carlo Magno non fosse in Germania, ma nel cuore dell’Italia, nel Piceno?

Rapanelli, che riprende e amplia le ricerche del compianto Giovanni Carnevale, sfida apertamente la geografia ufficiale dell’Impero carolingio e, con essa, l’intera narrazione storiografica dominante.

In questa intervista che mi ha rilasciata in eslusiva per Il DISPARI, l’autore anticipa i temi dell’incontro ischitano, offrendo spunti che mescolano metodo, dubbio e coraggio intellettuale.

20250811 DILA APS – IL DISPARI

D: -Oltre il Reno: viaggio tra storia, silenzi e potere.

Dottor Rapanelli, l’ipotesi di un’Aquisgrana nel Piceno è affascinante e provocatoria. In che modo ridefinisce l’identità dell’Europa medievale?
R: -Le narrazioni storiche sull’Europa medievale sono tutt’altro che neutre. Spostare Aquisgrana dall’attuale Germania all’Italia centrale significa spostare l’epicentro simbolico e culturale dell’Impero carolingio. È un ribaltamento di prospettiva che restituisce centralità a territori oggi considerati periferici nella narrazione ufficiale.

D: –Secondo lei, quanto pesano le costruzioni ideologiche e geopolitiche sulla versione della storia che ci viene tramandata?
R: -Purtroppo molto. Le ideologie e i poteri costituiti influenzano cosa si ricorda e cosa si dimentica. I vincitori scrivono la storia, ma spesso lo fanno per legittimare il proprio ruolo. Le narrazioni dominanti sono frutto di scelte: sottolineano certi eventi e ne ignorano altri.

20250811 DILA APS – IL DISPARI

D: –Come si concilia il metodo storico con il silenzio delle fonti?
R: -Il silenzio può essere eloquente. L’assenza di documenti su eventi rilevanti non va ignorata: può indicare rimozioni strategiche, o raccontare un’altra geografia dei fatti. Anche ciò che manca è fonte, purché si abbia l’attenzione di ascoltarlo.

D: –Quali insidie si nascondono nell’affidarsi a traduzioni e sintesi delle fonti?
R: -Tradurre è interpretare. Un errore, anche involontario, può stravolgere il senso di un documento. Giovanni Carnevale conosceva le lingue originali delle fonti – latino, greco, tedesco – e questo gli permetteva di lavorare con un rigore che molti altri, affidandosi a traduzioni, non possono garantire.

 D: –Lei critica la “storia per autorità”. Qual è l’antidoto a questa tendenza?
R: -Il pensiero critico. Non si può accettare una tesi solo perché proposta da un’autorità accademica. Occorre verificarla, confrontarla, metterla in discussione. La storia non è fede, ma ricerca.

 D: –Qual è il valore dell’interdisciplinarità in ricerche storiche controverse?
R: -Altissimo. Le fonti scritte non bastano. Servono archeologia, climatologia, toponomastica, filologia. Solo intrecciando questi saperi si può avvicinarsi a una verità storica più sfaccettata e fondata.

 D: –Che ruolo ha il dubbio metodologico nel lavoro dello storico?
R: -È il suo carburante. Senza dubbio non c’è ricerca, solo ripetizione. Il problema è che i paradigmi consolidati rassicurano, ma spesso imprigionano. Solo il dubbio può spezzare queste gabbie.

 D: –Come può una narrazione dominante trasformarsi in dogma culturale?
R: -Quando smette di essere discussa. Una verità storica, anche se fragile, può diventare indiscutibile solo perché continuamente ripetuta. È un fenomeno pericoloso, che soffoca il dibattito e marginalizza letture alternative.

 D: –Se si accreditasse la tesi di un’Impero carolingio centrato sull’Italia, cosa cambierebbe?
R: -Non solo la mappa simbolica dell’Europa, ma anche il riconoscimento del ruolo italiano nella formazione dell’identità europea. Non è una questione di orgoglio nazionale, ma di verità storica da ristabilire.

 D: –Che tipo di dialogo dovrebbe instaurarsi tra storici accademici e indipendenti?
R: -Un dialogo vero, privo di pregiudizi. Il confronto dovrebbe essere costruttivo, basato sul merito delle tesi, non sul curriculum di chi le propone. La scienza, anche quella storica, progredisce solo se si confronta apertamente con l’“eresia”.

 D: –In un’epoca dominata dall’infotainment, come si può raccontare la storia con rigore e al tempo stesso con efficacia?
R: -Non si deve scegliere tra rigore e chiarezza. Si può essere precisi senza essere noiosi. Una narrazione storica ben costruita è come un edificio: solido nelle fondamenta, ma bello da vedere. Gli storici devono imparare a parlare anche fuori dalle mura dell’accademia.

 D: –Come interpreta il silenzio delle fonti sul viaggio di Carlo Magno verso Roma?
R: -È un’assenza troppo pesante per essere casuale. Può indicare che il percorso non fu quello canonico o che certi eventi si volevano nascondere. È un vuoto che invita alla ricerca, non all’indifferenza.

 D: –Quali potrebbero essere le ricadute culturali e politiche di un “baricentro carolingio” spostato verso l’Italia?
R: -Potrebbero essere significative. Non riscriverebbero la storia politica, ma quella culturale sì. Aiuterebbero a riequilibrare una narrazione europeista spesso troppo germanocentrica, restituendo dignità e centralità a territori dimenticati.

 D: –Infine, qual è il suo invito ai lettori quando si confrontano con la storia, specie quando questa è piena di incertezze?
R: -Di non cercare certezze, ma senso. La storia non è un libro chiuso, ma una mappa in continua riscrittura. Solo chi accetta di perdercisi dentro può davvero scoprirne i tesori nascosti.

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Mariapia Ciaghi: Giorgio Rapanelli ospite a Ischia.

Un viaggio oltre il Reno per riscrivere la storia carolingia

Nell’autunno prossimo, l’isola d’Ischia, perla del Golfo di Napoli, ospiterà un evento culturale di grande suggestione.

Protagonista sarà Giorgio Rapanelli, giornalista e studioso indipendente di storia medievale, invitato dall’Associazione DILA APS – Da Ischia L’Arte, per presentare una tesi tanto affascinante quanto dirompente: e se la vera Aquisgrana di Carlo Magno non fosse in Germania, ma nel cuore dell’Italia, nel Piceno?

Rapanelli, che riprende e amplia le ricerche del compianto Giovanni Carnevale, sfida apertamente la geografia ufficiale dell’Impero carolingio e, con essa, l’intera narrazione storiografica dominante.

In questa intervista che mi ha rilasciata in eslusiva per Il DISPARI, l’autore anticipa i temi dell’incontro ischitano, offrendo spunti che mescolano metodo, dubbio e coraggio intellettuale.

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D: -Oltre il Reno: viaggio tra storia, silenzi e potere.

Dottor Rapanelli, l’ipotesi di un’Aquisgrana nel Piceno è affascinante e provocatoria. In che modo ridefinisce l’identità dell’Europa medievale?
R: -Le narrazioni storiche sull’Europa medievale sono tutt’altro che neutre. Spostare Aquisgrana dall’attuale Germania all’Italia centrale significa spostare l’epicentro simbolico e culturale dell’Impero carolingio. È un ribaltamento di prospettiva che restituisce centralità a territori oggi considerati periferici nella narrazione ufficiale.

D: –Secondo lei, quanto pesano le costruzioni ideologiche e geopolitiche sulla versione della storia che ci viene tramandata?
R: -Purtroppo molto. Le ideologie e i poteri costituiti influenzano cosa si ricorda e cosa si dimentica. I vincitori scrivono la storia, ma spesso lo fanno per legittimare il proprio ruolo. Le narrazioni dominanti sono frutto di scelte: sottolineano certi eventi e ne ignorano altri.

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D: –Come si concilia il metodo storico con il silenzio delle fonti?
R: -Il silenzio può essere eloquente. L’assenza di documenti su eventi rilevanti non va ignorata: può indicare rimozioni strategiche, o raccontare un’altra geografia dei fatti. Anche ciò che manca è fonte, purché si abbia l’attenzione di ascoltarlo.

D: –Quali insidie si nascondono nell’affidarsi a traduzioni e sintesi delle fonti?
R: -Tradurre è interpretare. Un errore, anche involontario, può stravolgere il senso di un documento. Giovanni Carnevale conosceva le lingue originali delle fonti – latino, greco, tedesco – e questo gli permetteva di lavorare con un rigore che molti altri, affidandosi a traduzioni, non possono garantire.

 D: –Lei critica la “storia per autorità”. Qual è l’antidoto a questa tendenza?
R: -Il pensiero critico. Non si può accettare una tesi solo perché proposta da un’autorità accademica. Occorre verificarla, confrontarla, metterla in discussione. La storia non è fede, ma ricerca.

 D: –Qual è il valore dell’interdisciplinarità in ricerche storiche controverse?
R: -Altissimo. Le fonti scritte non bastano. Servono archeologia, climatologia, toponomastica, filologia. Solo intrecciando questi saperi si può avvicinarsi a una verità storica più sfaccettata e fondata.

 D: –Che ruolo ha il dubbio metodologico nel lavoro dello storico?
R: -È il suo carburante. Senza dubbio non c’è ricerca, solo ripetizione. Il problema è che i paradigmi consolidati rassicurano, ma spesso imprigionano. Solo il dubbio può spezzare queste gabbie.

 D: –Come può una narrazione dominante trasformarsi in dogma culturale?
R: -Quando smette di essere discussa. Una verità storica, anche se fragile, può diventare indiscutibile solo perché continuamente ripetuta. È un fenomeno pericoloso, che soffoca il dibattito e marginalizza letture alternative.

 D: –Se si accreditasse la tesi di un’Impero carolingio centrato sull’Italia, cosa cambierebbe?
R: -Non solo la mappa simbolica dell’Europa, ma anche il riconoscimento del ruolo italiano nella formazione dell’identità europea. Non è una questione di orgoglio nazionale, ma di verità storica da ristabilire.

 D: –Che tipo di dialogo dovrebbe instaurarsi tra storici accademici e indipendenti?
R: -Un dialogo vero, privo di pregiudizi. Il confronto dovrebbe essere costruttivo, basato sul merito delle tesi, non sul curriculum di chi le propone. La scienza, anche quella storica, progredisce solo se si confronta apertamente con l’“eresia”.

 D: –In un’epoca dominata dall’infotainment, come si può raccontare la storia con rigore e al tempo stesso con efficacia?
R: -Non si deve scegliere tra rigore e chiarezza. Si può essere precisi senza essere noiosi. Una narrazione storica ben costruita è come un edificio: solido nelle fondamenta, ma bello da vedere. Gli storici devono imparare a parlare anche fuori dalle mura dell’accademia.

 D: –Come interpreta il silenzio delle fonti sul viaggio di Carlo Magno verso Roma?
R: -È un’assenza troppo pesante per essere casuale. Può indicare che il percorso non fu quello canonico o che certi eventi si volevano nascondere. È un vuoto che invita alla ricerca, non all’indifferenza.

 D: –Quali potrebbero essere le ricadute culturali e politiche di un “baricentro carolingio” spostato verso l’Italia?
R: -Potrebbero essere significative. Non riscriverebbero la storia politica, ma quella culturale sì. Aiuterebbero a riequilibrare una narrazione europeista spesso troppo germanocentrica, restituendo dignità e centralità a territori dimenticati.

 D: –Infine, qual è il suo invito ai lettori quando si confrontano con la storia, specie quando questa è piena di incertezze?
R: -Di non cercare certezze, ma senso. La storia non è un libro chiuso, ma una mappa in continua riscrittura. Solo chi accetta di perdercisi dentro può davvero scoprirne i tesori nascosti.

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Chiara Pavoni: incipit di Pina Farina

Anime sommerse

Anima mia, ci sentiamo soli oggi, più che mai. Sospesi in un vuoto insostenibile. Tra cielo e terra. Annichiliti di paura, all’ombra dei nostri inconsistenti vuoti di spirito. Bisognosi d’essere amati, più che di amare; compresi, più che di comprendere, in perenne attesa che accada qualcosa di bello o brutto che sia, piuttosto che alimentare la speranza e mettere a fuoco il nostro atavico potenziale creativo e spirituale.

D’altra parte, le cronache quotidiane non fanno altro che porci dinnanzi ai disumani e feroci effetti di quella «scienza esatta persuasa allo sterminio» come grida Salvatore Quasimodo in ‘Uomo del mio tempo’. Uno sterminio che è andato ben oltre le deportazioni, i lager e la morte ‘perfetta’ di milioni di innocenti sul finire del secondo conflitto mondiale.

Ora, quella scienza esatta, sembra addirittura aver affilato ulteriormente le sue armi radicandosi in ogni angolo del mondo. La velata copertura di un certo benessere materiale non ci ha preservati dall’essere, comunque, piuttosto infelici e, in questo senso, la ‘leggerezza dell’essere’, che ha caratterizzato la nostra vita di fughe e distrazioni mondane non c’è stata di grande aiuto. Anzi. Dal dopoguerra ad oggi la vita emancipata di una minima parte di ‘fortunati’ a discapito dei tre quarti di mondo meno progrediti (ancor oggi si è forse ignari che l’1% della popolazione mondiale possiede più del restante 99), non ci ha risparmiato nessun dolore e ha favorito l’amplificarsi di un’inquietudine esistenziale forse mai vissuta prima d’ora. Quella morte di Dio, preannunciata da Nietzsche e che prende il nome di nichilismo, a tutt’oggi costituisce il virus incurabile e contagioso dell’uomo contemporaneo. Un batterio, lento e inesorabile, insinuatosi fin dentro di Te. Sommersa, sotto una coltre di supponente psicologismo che ne ha svuotato il senso intrinseco di appartenenza al ‘Logos’, lo Spirito; ridotta ad una mera funzione d’effetto emotivo (in molti testi musicali e nella pubblicità), hai perduto quell’aspetto mistico, spirituale e pertanto, filosofico, mitico e poetico che faceva di Te il ‘luogo’ della ricerca e dell’incontro con Dio. Sono molte le ragioni che hanno concorso a condannarti, da troppo tempo, ad una funzione secondaria e marginale nel percorso esistenziale dell’essere. Di questa lunga riflessione con Te non voglio farne un discorso per dotti, esperti studiosi delle scienze umane (che peraltro costituiscono una categoria quasi del tutto estinta), i quali parlano, teorizzando soluzioni astratte e astruse sui come e sui perché girando alla larga da un mondo lontano dalle loro tavole rotonde o dai festival di filosofia. Anch’essi prigionieri di questo vulcano mediatico in eruzione riversano le loro frustrazioni dentro una storia che appare sempre più sfilacciata come un vecchio pullover eroso dal tempo.

Tutto ciò accade, Anima mia, mentre tu, da oltre due secoli, vieni bandita dai convegni; ignorata dai giornali; confinata nelle vecchie biblioteche; mortificata dal disvalore che ti abbiamo attribuito e perciò spogliata delle tue ali. Prima o poi dovremo riaprire il processo che ti ha condannata ad un così lungo esilio dalla storia, sacrificando con la tua, la nostra stessa libertà; prima o poi si dovranno tirare le somme di questa assurda e grottesca vittoria mutilata: la conquista di un certo progresso scientifico e tecnologico a discapito della magia dell’ignoto, degli sguardi poetici, degli abissi inesplorati. Accadeva prima, quando tutto era più lontano e si bussava alla tua porta per guardare alle cose da più vicino. Un tempo ormai remoto, in grado di preservarci dalla brusca caduta nel burrone, dove sembra che oggi stiamo precipitando. Prima o poi, dovrai uscire dal guscio, aiutarci a rileggere la vita, ricontattarti nel profondo, per un tentativo di guarigione da questo straziante male di vivere e dalla promessa fallita di un’incondizionata felicità. Scienza, tecnologia e denaro, salutati con orgoglio dal superbo ottimismo, ci avrebbero liberati dal peso di un’esistenza martoriata dal dolore e dalla morte. Niente di più falso.

Pina Farina

ha insegnato per molti anni nella scuola pubblica come docente di materie letterarie e storico-filosofiche. In qualità di formatrice del MIUR ha seguito centinaia di docenti nell’acquisizione di competenze socio-pedagogiche e collaborato con Enti pubblici e privati con progetti finalizzati al contrasto e al contenimento del disagio adolescenziale e adulto. È tuttora impegnata nella ricerca, l’approfondimento e la divulgazione di contenuti storico-sociali, filosofici e poetici attraverso le sue numerose opere.

20250804 DILA APS – IL DISPARI

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Moreno Celletti

MIO PADRE

Sei stato
una presente
pesante
assenza.
Un esempio
per
non saprei dire bene
cosa.
Ti ho voluto bene
credo.
Per te
persona
più che per te
padre.
Mi hai voluto bene
più per me figlio
credo.
Che per me persona.
Ti ho deluso
certo.
Mi hai deluso
certo.
Hai vissuto la vita tua
preservandola
con cura
dalla presenza mia
e dei miei fratelli
un asceta egoista.
Non ti ho visto morire
una malattia distratta
ha spento il tuo sogno
d’eternità.
Nel mazzo di cipolle
estratto dall’orto
che tenevi in mano
come un figlio
fotografai la tua
felicità.

——-°°°°——–

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——-°°°°——–;

Antonella Ariosto

ALESSIO

Oggi il sei di giugno
nove anni Alessio
e in un batter di ciglia
rivivo attimi e emozioni
dal giorno della tua nascita
ad oggi.

La gioia che hai portato
non ha adeguate parole
e se guardo il tuo visino
tenero e birichino
si allaga il mio cuore
di felicità.

Ti seguo nel tuo crescere
dolce ma tenace
deciso e volitivo
con i tuoi grandi occhi
sognanti e intelligenti.
E allora piano prego
a modo mio
perché la vita ti possa regalare sogni
e la realtà di realizzarli.

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Yousra Chenah intervista Massilva Azhar Achchoul, giovane pittrice algerina

D:- Chi è Massilva?

R:- Mi chiamo Massilva Azhar Achchoul. Ho 21 anni, studentessa in lingue, primo anno Masterad Algeri Tecnico Superiore nella gestione delle risorse umane.

Sono un’artista appassionata all’esplorazione dei mondi astratti.

Crescere in una famiglia di pittori ha modellato il mio sguardo e influenzato il mio approccio artistico, spingendomi a trovare una mia propria strada, pur rimanendo fedele alle mie radici.

 D:- Come hai iniziato? Quale è stato lo scatto?

R:- Ho iniziato molto giovane, da un’esplorazione spontanea di disegni e di pittura.

Lo scatto è quando ho capito che potevo usare l’arte per esprimere le mie emozioni e le mie idee senza limitarmi ad una rappresentazione realistica del mondo

 D:- Qual è il tuo stile?

R:- Mio style è l’astratto. Adoro esplorare le forme, le trame e i colori che vanno al di là del figurativo, lasciando spazio all’interpretazione e all’emozione.

 D:- Cosa ti ispira di più nel tuo percorso artistico?

R:- L’ambito artistico in cui sono cresciuta. Avendo vissuto da sempre in una famiglia di pittori, sono stata circondata d’arte, da idee e da creatività. Questa immersione ha nutrito la mia passione per l’astrazione.

D:-  Quali’sono le tue fonti d’ispirazione?

R:- La natura, le emozioni umane e le interazioni tra i colori e le forme. A volte, una semplice tessitura o un gioco di luce può innescare una nuova creazione. 

D:- Ci sono strumenti o materiali specifici con i quali preferisci lavorare?R:- Vernice acrilica per la sua versatilità e a volte acquarello.

Ma uso anche l’inchiostro, spatole e ogni tanto dei materiali misti. Ora sto provando ad esplorare la pittura a olio. 

D:- Sei attratta da un argomento o un concetto specifico?R:- Sono particolarmente attratta dai concetti di dualità, dell’equilibrio e del caos. Queste idee si ritrovano nelle mie composizioni astratte, dove contrasti forti e transizioni sottili coesistono armoniosamente.

D:- Cosa ti spinge verso l’arte?R:- L’arte per me è una necessità, un modo per comunicare delle emozioni, di catturare l’invisibile e di dare forma all’intangibile, è una forma di libertà e d’evasione.

D:- Ha frequentato una scuola d’arte?R:- Sono autodidatta per la maggiore parte.

D:- Ha collaborato con altri artisti o professionisti della creazione?R:- Sì, ho avuto l’occasione di collaborare con altri artisti in mostre collettive. Questi scambi mi arricchiscono sempre.

D:- Come potresti descrivere la tua visione artistica o il messaggio che vorresti trasmettere attraverso le tue opere?R:- Con la mia arte, cerco di trasmettere un’esperienza emozionale unica. Mio obiettivo è d’invitare lo spettatore ad interpretare l’opera al modo suo, creando un dialogo tra l’arte e l’osservatore.

D:-  Ci sono progetti in corso che ti appassionano?R:- Sì, attualmente sto lavorando su una serie d’opere per la mia prossima mostra.

Grazie Massilva per l’intervista in esclusiva per IL DISPARI, e mi permetto di augurarti un buon proseguimento nel tuo percorso artistico, sperando di ritrovarti in prossime mostre nelle nostre Sedi di Ischia o di Laurino.

Sempre con l’Associazione di Promozione Sociale “Da Ischia L’Arte DILA APS”!

CHENAH YOUSRA.

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NAPOLI- LIDO MAPPATELLA

Tra i ricordi estivi della mia primissima infanzia riaffiorano nella memoria le prime estati trascorse con gli amici al mare.

All’epoca abitavo coi nonni alle spalle del cinema Delle Palme, a poche centinaia di metri dal mare e nel periodo Luglio – Settembre (le scuole erano chiuse) con i piccoli amici del posto ci recavamo con ’A Marenna (la colazione) pane e frittata o pane e peperoni, tra i cibi più utilizzati, al LIDO MAPPATELLA dove fittavamo una barca a remi per poche decine di lire dando al proprietario, per caparra, una scarpa.

Era questo il nostro documento (non avevamo ancora l’età per la tessera d’identità) per assicurare il rientro stabilito intorno alle 6 (ore 18 Napoletane) con la quale a turno si remava per raggiungere dal mare gli stabilimenti balneari di Posillipo fino ad arrivare spesso a Marechiaro.

Là “rimorchiavamo” qualche coetanea che sfuggendo alla famiglia ci teneva compagnia nelle acque certamente non pulitissime (in quell’epoca non si parlava ancora di depuratori…) sfidando il tifo o qualche altra malattia infettiva che poteva colpirci essendoci nei pressi le cloache che gettavano nell’acqua anche gli scarichi dei vari gabinetti…

Per fortuna tornavamo a casa sani e salvi, il mare spessissimo era calmo, sembrava una tavola, e la barca sfilava facilmente, tranne in un’occasione particolare che vi narro.

Quel giorno nonostante il parere contrario dei pescatori di uscire in barca il mare era agitatissimo, non saprei dire la forza ma faceva paura!

Noi, forti della nostra competenza barcarola convincemmo prima col buono poi con le cattive, il proprietario a fittarci lo stesso il mezzo, cosa che fece a malincuore ma alla fine si convinse per non perdere dei clienti fissi come noi.

Ci allontanammo dalla riva imprudentemente qualche chilometro quando le onde s’ingigantirono, sembrava volessero inghiottirci, minacciosamente ci fecero ballare per qualche ora ma riuscimmo a tenerle testa, fino a quando non ci raggiunsero altri mezzi per riportarci alla partenza pallidi e tremolanti…

Le “cibarie” erano finite in bocca ai pesci e dunque ci ritirammo, prima del previsto, nelle nostre case con una fame da lupi tra i rimproveri dei parenti spaventati per le notizie che nel frattempo erano giunte dalla voce dei quartieri d’una pericolosissima tempesta marina.

Negli anni a seguire alcuni bagni li feci al Sirena di Posillipo fino a giungere ad Ischia dove avevo casa tutto l’anno in fitto e ci restai fino al 1983.

Successivamente gli itinerari furono Mondragone, parte della Calabria, Il Cilento, Le Puglie fino a Minturno nel 2019, dopo stop con le vacanze primo, tra tutti, motivo di salute.

Oggi il mare, come recita il testo d’una canzone,  lo vedo solamente in cartolina…

LUCIANO SOMMA 

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ùProfessionisti DILA APS 2025 – Calendario pubblicazioni

Bruno Mancini

Bruno Mancini scrittore

Bruno Mancini Presidente DILA APS

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NUSIV – Premio Otto milioni

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VIVERE A NAPOLI

I testi delle canzoni contenute nel video sono di Luciano Somma.

Le musiche gli arrangiamenti e la voce sono di Gustavo Martucci.

Sono otto canzoni e due poesie per omaggiare la nostra Meravigliosa Napoli.

La musica della sigla è tratta dalla canzone ‘Na terra d’ammore presente nel video-

Tutti i diritti d’Autore sono riservati e di esclusiva proprietà di Luciano Somma e Gustavo Martucci

Il comune di LANGHIRANO (Parma) sta promuovendo questo nostro progetto poetico-musicale, mentre Tv napoletane lo IGNORANO!

Allora poi non lamentiamoci …

https://www.facebook.com/langhirano.news.notizie/videos/1151230930100484/?rdid=92czIPZuADVXVgn6

Il video vuole essere una panoramica di alcuni argomenti Napoletani, città ingiustamente accusata da alcuni come malfamata, abitata da molti nullafacenti, sporca, ignorando volutamente le sue bellezze, il suo folklore, le bellissime isole tra le quali troneggia ISCHIA, e tanti paesi limitrofi ricchi di storia e tradizioni.

Per non parlare della gastronomia con cibi succulenti e dolci amati da tutti coloro che hanno avuto il piacere di mangiare come i milioni di turisti che dalla ripresa dal Covid stanno ritornando a riempire alberghi e ristoranti.

Basta dunque a sparlare della città con note negative cercando di rendere nota ed apprezzare una metropoli ricca di storia secolare tramandata da generazione in generazione.

Tra le tante tradizioni religiose da segnalare: Il sangue di san Gennaro, La festa di Sant’Anna a Ischia, quella di Graziella a Procida, l’incendio al Campanile del Carmine, La Piedigrotta (Da alcuni anni soppressa) e tantissime altre.

Molto seguite dall’intera popolazione.

Mi fermo qui per rinnovare l’invito a tutti i Napoletani Doc ed a tutti quelli che veramente amano ed ammirano la nostra Partenope di aiutarci a promuovere questo progetto che osanna a tutto tondo le cose belle che il buon Dio ci ha regalato e che noi abbiamo l’obbligo di preservare.

LUCIANO SOMMA

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Rubrica Ddclinic-Journal

“Salute in Primo Piano: Prevenire è Vivere Meglio”

“Ambulatorio dei Sani” – Un Progetto per Tutti: Come l’Ambulatorio dei Sani Cambierà la Tua Vita

Dopo aver esplorato per sette giorni i principi fondamentali e le metodologie innovative del progetto “Ambulatorio dei Sani“, giungiamo al punto cruciale: quale impatto concreto avrà tutto questo sulla tua vita, cittadino?

L’obiettivo ultimo di questa iniziativa è offrirti un percorso personalizzato e proattivo per la tua salute, che ti collochi al centro della prevenzione, trasformandoti da spettatore a protagonista.

Non dovrai più attendere la comparsa di una malattia per agire, ma potrai acquisire una conoscenza profonda del tuo profilo di salute in anticipo, grazie a un approccio integrato di analisi molecolari avanzate: test genetici per le tue predisposizioni, esami metabolomici per monitorare i tuoi squilibri funzionali e analisi dei metalli pesanti per valutare l’esposizione a fattori di rischio ambientale.

Immagina di sapere, con precisione, quali alimenti sono più adatti al tuo metabolismo unico, quali integrazioni nutraceutiche possono supportarti al meglio per potenziare le tue difese naturali, e quali rischi specifici puoi prevenire con scelte consapevoli e mirate di stile di vita.

Tutto questo sarà reso possibile grazie a una rete qualificata e collaborativa di professionisti – medici di base, farmacisti, biologi nutrizionisti, laboratori specializzati come Valsambro Laboratorio e Valsambro Academy, e l’autorevolezza scientifica dell’Università degli Studi di Salerno – tutti impegnati a lavorare in sinergia per offrirti consulenze personalizzate e un monitoraggio costante del tuo percorso di benessere.

Il progetto mira a rendere queste analisi e consulenze accessibili, anche grazie a costi promozionali per i test, come quelli offerti da Valsambro Laboratorio agli associati della Fondazione DDClinic.

L'”Ambulatorio dei Sani” non è semplicemente un nuovo servizio sanitario; è un autentico cambio di mentalità, un invito ad abbracciare la “biologia positiva“, a prendere saldamente le redini del tuo benessere, a diventare il principale artefice della tua salute.

È il futuro della prevenzione, che si concretizza oggi, a portata di mano, per una vita più lunga, più sana e pienamente consapevole.

Andrea Del Buono

Presidente Fondazione DDCLINIC

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“Salute in Primo Piano: Prevenire è Vivere Meglio”

“Ambulatorio dei Sani” – Un Progetto per Tutti: Come l’Ambulatorio dei Sani Cambierà la Tua Vita

Dopo aver esplorato per sette giorni i principi fondamentali e le metodologie innovative del progetto “Ambulatorio dei Sani“, giungiamo al punto cruciale: quale impatto concreto avrà tutto questo sulla tua vita, cittadino?

L’obiettivo ultimo di questa iniziativa è offrirti un percorso personalizzato e proattivo per la tua salute, che ti collochi al centro della prevenzione, trasformandoti da spettatore a protagonista.

Non dovrai più attendere la comparsa di una malattia per agire, ma potrai acquisire una conoscenza profonda del tuo profilo di salute in anticipo, grazie a un approccio integrato di analisi molecolari avanzate: test genetici per le tue predisposizioni, esami metabolomici per monitorare i tuoi squilibri funzionali e analisi dei metalli pesanti per valutare l’esposizione a fattori di rischio ambientale.

Immagina di sapere, con precisione, quali alimenti sono più adatti al tuo metabolismo unico, quali integrazioni nutraceutiche possono supportarti al meglio per potenziare le tue difese naturali, e quali rischi specifici puoi prevenire con scelte consapevoli e mirate di stile di vita.

Tutto questo sarà reso possibile grazie a una rete qualificata e collaborativa di professionisti – medici di base, farmacisti, biologi nutrizionisti, laboratori specializzati come Valsambro Laboratorio e Valsambro Academy, e l’autorevolezza scientifica dell’Università degli Studi di Salerno – tutti impegnati a lavorare in sinergia per offrirti consulenze personalizzate e un monitoraggio costante del tuo percorso di benessere.

Il progetto mira a rendere queste analisi e consulenze accessibili, anche grazie a costi promozionali per i test, come quelli offerti da Valsambro Laboratorio agli associati della Fondazione DDClinic.

L'”Ambulatorio dei Sani” non è semplicemente un nuovo servizio sanitario; è un autentico cambio di mentalità, un invito ad abbracciare la “biologia positiva“, a prendere saldamente le redini del tuo benessere, a diventare il principale artefice della tua salute.

È il futuro della prevenzione, che si concretizza oggi, a portata di mano, per una vita più lunga, più sana e pienamente consapevole.

Andrea Del Buono

Presidente Fondazione DDCLINIC

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Rubrica Ddclinic-Journal

“Salute in Primo Piano: Prevenire è Vivere Meglio”

“Ambulatorio dei Sani” – Formazione Continua: Il Biologo del Futuro e l’Eccellenza della Nutrizione di Precisione

Per dare vita a un “Ambulatorio dei Sani” che sia realmente efficace e all’avanguardia, non basta disporre delle tecnologie più sofisticate; è imperativo investire nel capitale umano, formando professionisti altamente qualificati e costantemente aggiornati.

L’interpretazione dei complessi profili metabolomici e la definizione di piani di nutrizione di precisione, infatti, richiedono competenze specifiche, multidisciplinari e in continua evoluzione.

Per questo motivo, la formazione continua dei professionisti, in particolare dei biologi che opereranno nell’Ambulatorio, è un pilastro ineludibile del progetto.

L’Università degli Studi di Salerno, con la sua autorevolezza scientifica, si impegna a garantire la qualità e l’aggiornamento costante dei programmi formativi, anche in sinergia con partner di eccellenza.

In questo contesto, Valsambro Academy riveste un ruolo cruciale, offrendo agli associati della Fondazione DDClinic la possibilità di accedere a un corso base online sulla metabolomica, che costituisce il fondamento teorico indispensabile per affrontare le tematiche della biologia positiva e della nutrizione di precisione.

Questa agevolazione nell’iscrizione mira a favorire un’ampia partecipazione, senza però interferire con le iscrizioni autonome ai corsi dell’Academy.

Parallelamente, la Fondazione DDClinic garantisce la preziosa formazione sul campo in ambulatorio, offrendo agli associati che hanno completato il corso base la possibilità di frequentare l’Ambulatorio dei Sani per esercitarsi e affinare le proprie competenze pratiche nella disciplina della nutrizione di precisione.

Questo percorso formativo integrato è stato progettato per forgiare una nuova generazione di biologi professionisti, non solo esperti nell’analisi molecolare avanzata, ma anche pienamente capaci di tradurre i dati scientifici in strategie concrete ed efficaci per la “diagnosi di salute” e per la prevenzione mirata delle malattie croniche.

Un investimento strategico nella crescita professionale per un futuro di eccellenza nella sanità preventiva.

Andrea Del Buono

Presidente Fondazione DDCLINIC

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Rubrica Ddclinic-Journal

“Salute in Primo Piano: Prevenire è Vivere Meglio”

“Ambulatorio dei Sani” – Formazione Continua: Il Biologo del Futuro e l’Eccellenza della Nutrizione di Precisione

Per dare vita a un “Ambulatorio dei Sani” che sia realmente efficace e all’avanguardia, non basta disporre delle tecnologie più sofisticate; è imperativo investire nel capitale umano, formando professionisti altamente qualificati e costantemente aggiornati.

L’interpretazione dei complessi profili metabolomici e la definizione di piani di nutrizione di precisione, infatti, richiedono competenze specifiche, multidisciplinari e in continua evoluzione.

Per questo motivo, la formazione continua dei professionisti, in particolare dei biologi che opereranno nell’Ambulatorio, è un pilastro ineludibile del progetto.

L’Università degli Studi di Salerno, con la sua autorevolezza scientifica, si impegna a garantire la qualità e l’aggiornamento costante dei programmi formativi, anche in sinergia con partner di eccellenza.

In questo contesto, Valsambro Academy riveste un ruolo cruciale, offrendo agli associati della Fondazione DDClinic la possibilità di accedere a un corso base online sulla metabolomica, che costituisce il fondamento teorico indispensabile per affrontare le tematiche della biologia positiva e della nutrizione di precisione.

Questa agevolazione nell’iscrizione mira a favorire un’ampia partecipazione, senza però interferire con le iscrizioni autonome ai corsi dell’Academy.

Parallelamente, la Fondazione DDClinic garantisce la preziosa formazione sul campo in ambulatorio, offrendo agli associati che hanno completato il corso base la possibilità di frequentare l’Ambulatorio dei Sani per esercitarsi e affinare le proprie competenze pratiche nella disciplina della nutrizione di precisione.

Questo percorso formativo integrato è stato progettato per forgiare una nuova generazione di biologi professionisti, non solo esperti nell’analisi molecolare avanzata, ma anche pienamente capaci di tradurre i dati scientifici in strategie concrete ed efficaci per la “diagnosi di salute” e per la prevenzione mirata delle malattie croniche.

Un investimento strategico nella crescita professionale per un futuro di eccellenza nella sanità preventiva.

Andrea Del Buono

Presidente Fondazione DDCLINIC

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Rubrica Ddclinic-Journal

“Salute in Primo Piano: Prevenire è Vivere Meglio”

“Ambulatorio dei Sani” – La Rete della Salute: Farmacie, Laboratori e Biologi, un’Alleanza Vincente

Un progetto ambizioso e trasformativo come “Ambulatorio dei Sani“, con la sua visione di “biologia positiva” e di prevenzione attiva, non può prescindere da una sinergia profonda e ben orchestrata tra attori e competenze diverse.

Per estendere la propria portata e offrire un servizio realmente completo e accessibile a ogni cittadino, è indispensabile creare una rete integrata e funzionale.

In questo modello, le farmacie assumono un ruolo strategico: capillarmente distribuite sul territorio, si trasformano in veri e propri “hub di screening“, punti di riferimento facilitati dove i cittadini possono accedere alla raccolta dei campioni biologici, come previsto dalla normativa vigente che consente alle farmacie di offrire tale servizio.

Questi campioni vengono poi inviati a laboratori specializzati, che garantiscono l’affidabilità, la qualità e la precisione delle analisi richieste.

Ma il fulcro di questa rete e la vera chiave di volta per la nutrizione di precisione è la figura del biologo professionista.

Con una formazione specifica e competenze avanzate nell’interpretazione delle analisi molecolari (genomica e metabolomica), il biologo è il “consulente per la salute” che traduce la complessità dei dati scientifici in piani alimentari personalizzati e raccomandazioni pratiche per lo stile di vita.

La Fondazione DDClinic, promotrice del progetto, valorizza e integra strategicamente tutte queste figure, creando un percorso virtuoso che non solo mira a ridurre i costi per il Sistema Sanitario Nazionale grazie all’efficacia della prevenzione precoce, ma eleva anche il ruolo e la professionalità di farmacisti e biologi sul territorio.

È un modello innovativo che avvicina la scienza al cittadino, rendendo la prevenzione una realtà concreta, accessibile e integrata nel tessuto della nostra comunità, contribuendo a una gestione più consapevole della propria salute.

Andrea Del Buono Presidente Fondazione DDCLINIC

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“Salute in Primo Piano: Prevenire è Vivere Meglio”

“Ambulatorio dei Sani” – Il Peso Invisibile: Metalli Pesanti e Invecchiamento Cellulare, l’Allarme Silente

Viviamo immersi in un ambiente in continua evoluzione, e la nostra salute è sempre più influenzata dall’esposizione a inquinanti di varia natura.

Tra questi, i metalli pesanti rappresentano una minaccia spesso invisibile e silenziosa, ma estremamente pervasiva.

Studi scientifici recenti hanno chiaramente dimostrato come l’esposizione a inquinanti ambientali, inclusi i metalli pesanti, le radiazioni e gli inquinanti atmosferici e organici, sia una delle cause principali delle malattie umane non trasmissibili, come le patologie polmonari e cardiovascolari, e persino la mortalità prematura.

Il meccanismo di danno è complesso: l’accumulo di metalli pesanti nel nostro organismo può innescare uno stato di tossicità cronica, compromettendo le funzioni cellulari e contribuendo a un invecchiamento cellulare accelerato, non direttamente correlato all’età anagrafica.

Spesso, non percepiamo questi danni finché non si manifestano patologie più gravi.

È qui che emerge il ruolo fondamentale della metabolomica, una tecnologia “omica” ad alta sensibilità e ad alto rendimento.

Attraverso l’analisi dettagliata dei metaboliti –le piccole molecole prodotte dal nostro metabolismo– la metabolomica è in grado di ottenere informazioni precise e complete sulle vie di regolazione del nostro organismo.

Questa tecnologia è uno strumento cruciale per identificare potenziali indicatori di uno stato di tossicità da bioaccumulo di metalli e di un invecchiamento cellulare precoce.

Il progetto “Ambulatorio dei Sani“, attraverso la collaborazione tra il Dipartimento di Farmacia dell’Università di Salerno e Beauty & Healthcare at Home Srl, integra lo screening dei metalli pesanti (ad esempio, tramite il mineralogramma del capello, un test standard riconosciuto dall’EPA) con l’analisi metabolomica urinaria.

Questo approccio combinato offre una consapevolezza approfondita del rischio ambientale e permette di orientare strategie di prevenzione mirate, contribuendo anche all’ampliamento delle conoscenze sulla presenza e distribuzione di questi inquinanti nell’uomo e nell’ambiente, per un futuro più sano.

 Andrea Del Buono

Presidente Fondazione DDCLINIC

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Rubrica Ddclinic-Journal

“Salute in Primo Piano: Prevenire è Vivere Meglio”

“Ambulatorio dei Sani” – Oltre la Superficie: Le Analisi Molecolari Avanzate al Servizio della Prevenzione

Come possiamo tradurre concretamente i principi della “biologia positiva” in un percorso tangibile per la nostra salute?

La chiave risiede nell’adozione di analisi molecolari avanzate, strumenti diagnostici di precisione che ci consentono di “leggere” il nostro organismo a un livello di dettaglio senza precedenti, andando ben oltre i tradizionali esami di routine.

Non parliamo di generici check-up, ma di indagini mirate a identificare i precursori della malattia molto prima che questa possa manifestarsi clinicamente.

Tra queste metodologie d’avanguardia, i test genetici non sono finalizzati alla diagnosi di malattie genetiche rare, ma piuttosto all’individuazione di varianti genetiche comuni (polimorfismi) che possono influenzare profondamente il nostro metabolismo, la nostra risposta ai nutrienti e la nostra predisposizione individuale allo sviluppo di determinate patologie, incluso il cancro.
 Queste informazioni, tipiche dell’approccio di biologia positiva, sono fondamentali per personalizzare l’alimentazione e lo stile di vita, minimizzando il rischio ben prima che la malattia possa palesarsi.

Parallelamente, l’esame metabolomico analizza in dettaglio i metaboliti presenti nei fluidi biologici, come l’urina.

I metaboliti sono le “impronte” molecolari delle reazioni biochimiche in atto nel nostro organismo, i prodotti finali del metabolismo.

Alterazioni significative nel profilo metabolomico possono indicare squilibri funzionali che precedono la comparsa di una malattia, permettendo interventi dietetici e di integrazione estremamente mirati. Infine, l’analisi dei metalli pesanti è cruciale, poiché la nostra esposizione cronica a questi inquinanti ambientali può interferire con numerosi processi metabolici vitali e aumentare in modo significativo il rischio di sviluppare malattie croniche.

Questa analisi consente di valutare l’effettiva esposizione e di adottare strategie di detossificazione personalizzate.

Il progetto “Ambulatorio dei Sani” si pone all’avanguardia nell’utilizzo di queste tecnologie diagnostiche, offrendo una “radiografia” completa e dinamica del nostro stato di salute, anticipando i problemi e consentendo un intervento tempestivo ed efficace.

Dott. Andrea Del Buono

Presidente Fondazione DDCLINIC

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Il falso storico della Tavola Pitagorica e il principio posizionale dell’abaco

I PARTE

Nelle puntate di  questo articolo tratterò di un falso storico troppo spesso dimenticato.

Noi oggi chiamiamo Tavola Pitagorica la tavola di moltiplicazione dei numeri naturali nel sistema posizionale decimale, ma in realtà questo nome denotava l’ultimo tipo di abaco medioevale, l’abaco a gettoni o a colonne, attribuito ai tardo neopitagorici medioevali del secolo XI e per questo motivo detto anche Mensa Pythagorea (Tavola Pitagorica).

La tavola di moltiplicazione non può essere stata inventata né da Pitagora, che visse nel VI sec. a.C. né dai neopitagorici, che operarono ad Alessandria d’Egitto dal I sec. a.C al III sec. d.C. Ciò per l’ovvio motivo che il sistema di numerazione decimale posizionale, che essa utilizza, è stato inventato, secondo le fonti ufficiali, nell’India settentrionale all’inizio del VI secolo d.C., essendo il più antico documento che ne attesta l’uso  un atto di donazione, inciso su rame, recante in indiano la data 346 corrispondente a 595 d.C.

Questa l’origine universalmente ormai condivisa del nostro attuale sistema di numerazione.

Secondo gli studi più accreditati, gli arabi appresero le nove cifre indiane e il loro uso probabilmente con l’introduzione a Baghdād, nel 766 o secondo altri nel 773, di un’opera indiana di contenuto astronomico e matematico, Sindhind, poi tradotta in arabo nel 775.

Successivamente, il nuovo sistema di numerazione indiano fu diffuso dagli arabi in Spagna, da loro conquistata già nel 711-712, e poi in Europa soprattutto per opera di Leonardo Fibonacci, con la sua famosa opera Liber Abbaci del 1202. Abacus è il termine latino con cui si designava l’abaco, mentre abbacus (con due b) è il termine latino con cui in Italia, dal secolo XIII in poi, ci si riferiva al calcolo basato sul sistema di numerazione scritta decimale e posizionale indiano.

Per dettagli sulla diffusione del nuovo sistema di numerazione indiano in Europa rimando al mio articolo Il ruolo dell’Islàm nello sviluppo delle scienze, «ArteScienza», Anno II, N. 4, pp. 39-124.

Tutta una diversa narrazione è stata, però, proposta da alcuni studiosi. Francesco Ginanni (1716 -1766), nella sua opera Dissertatio mathematica critica de numeralium notarum minuscolarum origine, sostiene che le nostre attuali cifre sono nate in Italia e che furono usate già nel sec. II d.C. sotto l’impero di Marco Aurelio.

Invece Gian Domenico Romagnosi (1761-1835), Michel Chasles (1793–1880) e Alexander von Humboldt (1769-1859) attribuiscono l’invenzione del sistema di numerazione posizionale decimale alla Scuola Pitagorica, che operò dal 530 al 450 a.C. a Crotone sotto la guida di Pitagora.

I neo-pitagorici greci di Alessandria d’Egitto le avrebbero diffuse nella Roma imperiale, poi nel vicino oriente e in India tramite gli scambi commerciali.

Da Roma il sistema di numerazione posizionale sarebbe stato esportato in Spagna e nelle province romane dell’Africa settentrionale.

Gli arabi lo avrebbero appreso durante le loro conquiste di queste province.

Questa narrazione non ha però  alcun serio fondamento storico, in quanto non esistono documenti che attestino la conoscenza del sistema di numerazione decimale posizionale da parte dei greci.

Al contrario, le fonti storiche provano che Pitagora e tutti i greci, anche del periodo alessandrino, utilizzavano un altro sistema di numerazione scritta additiva, simile a quella ebrea, rappresentando nella scrittura i numeri con le iniziali dei loro nomi.

Se i matematici greci avessero veramente ideato il sistema di numerazione decimale posizionale, lo avrebbero applicato e certamente Aristotile ne avrebbe fatta menzione nelle sue opere, come osserva Andrea Stiattesi (Sull’Aritmetica. Dissertazione storica-critica, 1870).

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ROBERTO MUROLO

Un Mito dell’arte musicale

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Nato il 19 Gennaio 1912 e morto il 13 Marzo 2003.

Imparentato con i De Filippo ed Eduardo Scarpetta è stato oltre che un grande cantante chitarrista anche autore ed attore.

Ricchissimo il suo repertorio nella lunga carriera da NAPULE CHE SE NE VA a PISCATORE ‘E PUSILLECO – NUN ME SCETA’- MUNASTERIO ‘E SANTA CHIARA – VIERNO – SCIUMMO – LUNA CAPRESE – SCALINATELLA – TAMMURRIATA NERA – NA VOCE NA CHITARRA E ‘O PPOCO ‘E LUNA.

All’attivo ben 12 album a 33 giri tra il 1963 ed il 1965. Oltre ad una lunghissima serie di dischi monografici.

Tra i brani da lui composti: ‘O CIUCCIARIELLO – TORNA A VUCA’ – SCRIVEME.

Suo erede vocale, a detta di molti critici, è MARIO MAGLIONE.

Nel 1992 ebbe un grande successo duellando con MIA MARTINI di CU’ MME di ENZO GRAGNANIELLO e DON RAFFAE’ di e con FABRIZIO DE ANDRE’.

Ultimo suo lavoro: HO SOGNATO DI CANTARE con 11 canzoni a 90 anni nel 2022.

Personalmente abbiamo fatto insieme alcuni interventi, io con la dizione di mie poesie e lui con la sua voce e chitarra in numerosissime manifestazioni filantropiche a favore di bambini handicappati in varie località Napoletane, la maggior parte scuole.

Si congratulò moltissimo con me ad OTTAVIANO dove io conseguii il premio di un milione per il terzo posto con la poesia GELO.

In quell’occasione ebbi il piacere di conoscere il Maestro SERGIO BRUNI al quale piacquero

moltissimo i miei versi.

Erano gli anni 90 quando ancora facevo parte della vita salottiera e poetica anche con numerosi viaggi in diverse località Italiane con l’Associazione dei poeti dialettali d’Italia con sede in Roma. Locri – Grottaferrata – Procida – Caserta – Anzio – Massalubrense  e tante altre.

Bei ricordi appartenenti ad un periodo andato via e che non tornerà mai più!

LUCIANO SOMMA

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Vota il tuo video OTTO MILIONI 2025

La selezione dei video idonei a partecipare alla fase finale della XIV edizione del Premio internazionale di Arti Varie “Otto Milioni” è terminata.

Per un consolidato sistema di coinvolgimento dei lettori, qui di seguito trovate un coupon valido per assegnare voti ai video da voi prescelti.

Ogni coupon da diritto all’assegnazione di un voto che avrà valore di ben 10 punti nella classifica finale.

Per esprimere il voto vi sarà sufficiente compilare il coupon nelle due parti in bianco e consegnarlo alla edicola TRANI a Piazza degli Eroi Ischia, oppure potrete inviarlo (digitalizzato o fotografato) come allegato ad una e-mail da indirizzare a dila@dilaaps.it entro e non oltre il prossimo 20 settembre.

La cerimonia di premiazione dei vincitori avverrà in una data compresa tra il 25 novembre 2025 e il 31 gennaio 2026.

La data e la località della premiazione saranno rese note ai finalisti con un preavviso di almeno 10 giorni.

In bocca al lupo e vinca il migliore!

20250707 DILA APS – IL DISPARI

01vi25f Luciano Somma

RICORDI

canta MILA SIERVO

01vi25f opera finalista premio video otto milioni 2025

 

02vi25f Luciano Somma
Nun ‘o dicere a papa’
ANTONIO ALTIERI

02vi25f opera finalista premio video otto milioni 2025

 

03vi25f Luciano Somma
CREDO
Fabio Martoglio

03vi25f opera finalista premio video otto milioni 2025

 

04vi25f Valentina Gavrish
Gilda

04vi25f opera finalista premio video otto milioni 2025

20250707 DILA APS – IL DISPARI

05vi25f Marija Gadaldi
suona il piano.
Da Les parapluies de Cherbourg

05vi25f opera finalista premio video otto milioni 2025

 

06vi25f Aleksandrs Mirvis
Gli Specchi
Aleksandrs Mirvis

06vi25f opera finalista premio video otto milioni 2025

 

07vi25f Ieva Akurātere
Io semplicemente voglio nutrire gli uccelli

07vi25f opera finalista premio video otto milioni 2025

 

08vi25f Ilze Magone
L’argento di Mara

08vi25f opera finalista premio video otto milioni 2025

09vi25f Ilze Magone
La rugiada della potenza

09vi25f opera finalista premio video otto milioni 2025

 

10vi25f Adriana Iftimie Ceroli
Ombra Rossa

10vi25f opera finalista premio video otto milioni 2025

 

11vi25f Domenico Umbro
STRAVINSKY

11vi25f opera finalista premio video otto milioni 2025

 

12vi25f Marija Gadaldi
Lodovico Einaudi

12vi25f opera finalista premio video otto milioni 2025

 

13vi25f Antonio Mencarini
L’ucello in chiesa
Trilussa

13vi25f opera finalista premio video otto milioni 2025

 

14vi25f Antonio Mencarini
Tra Capri e Sant’Angelo
Roberta Panizza

14vi25f opera finalista premio video otto milioni 2025

 

15vi25f Antonio Fiore
Ritrovarsi fra cent’anni

15vi25f opera finalista premio video otto milioni 2025

 

16vi25f Antonio Mencarini
‘O brinnese

16vi25f opera finalista premio video otto milioni 2025

 

17vi25f Maria Poerio
legge poesie

17vi25f opera finalista premio video otto milioni 2025

 

18vi25f Caterina Novak
canto lirico

18vi25f opera finalista premio video otto milioni 2025

 

19vi25f Angela Prota
canto lirico

19vi25f opera finalista premio video otto milioni 2025

 

20vi25f Chiara Pavoni
Enigmi dal mondo
testo di Liga Lapinska – musica di Roberto Prandin

20vi25f opera finalista premio video otto milioni 2025

 

 

 

 

 

 

20250707 DILA APS – IL DISPARI

 

20250630 DILA APS – IL DISPARI

20250630 DILA APS – IL DISPARI

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Vota la tua poesia: OTTO MILIONI 2025

dal codice 18po25f al codice 24po25f

Sono 51 le opere, sezione poesia, finaliste della XIV edizione del Premio internazionale di Arti Varie “Otto Milioni” e le stiamo pubblicando tutte in questa pagina con cadenza settimanale. Qui di seguito trovate un coupon valido per votarle..

Il coupon da diritto all’assegnazione di un SOLO voto che avrà valore di ben 10 punti nella classifica finale e potrà essere consegnato alla edicola TRANI a Piazza degli Eroi Ischia, oppure inviato come allegato ad una e-mail da indirizzare a dila@dilaaps.it entro e non oltre il prossimo 20 settembre.

ATTENZIONE: tutte le seguenti poesie sono state pubblicate nella ESATTA formattazione fornita dall’Autore. Per alcune di esse, trattandosi di testi scritti in lingue straniere, le traduzioni in italiano che presentiamo sono state realizzate a cura degli stessi Autori, in maniera amichevole e non professionale, e contengono evidenti imperfezioni ed errori sui quali non siamo intervenuti per non falsare lo spirito della gara.

Invitiamo i lettori a tenerne conto nelle operazioni di voto non facendosi influenzare dai refusi.

20250630 DILA APS – IL DISPARI

18po25f Ieva Akurātere
Io semplicemente voglio nutrire gli uccelli

Io semplicemente voglio nutrire gli uccelli
E aspettare il sole sorgendo
Io semplicemente vorrei nutrire gli uccelli
Un raggio caldo sulla spalla sentendo
Semplicemente voglio silenziosa osservare
Come giovani bisce nella danza intrecciano
Quando l ‘amore nacque
Non ricordano le fiabe più vecchie
Semplicemente voglio osservare
Qui, sotto quei cieli come
La pioggia Il campo ha bagnato,
Quando il vomere il suolo ha arato
E riempie il vaso assetato,
Lasciando che le ali degli uccelli
Portando i miei desideri
E aspettare il sole sorgendo
Io semplicemente voglio nutrire gli uccelli
La Tua mano sulla mia spalla sentendo

°°°°—-°°°°

19po25f ELIMINATA

°°°°—-°°°°

20po25f Marija Gadaldi
Nel silenzio dell’onda

Quando si addormenta il mare?
Dove s’invola il tramonto?
Quando il dolore può tacere
per perdite senza confronto?
L’onda cancella sulla sabbia
le tracce di un giorno svanito…
Solo la tua mano m’abbraccia
e rimane nel mio infinito.

Nel silenzio dell’onda,
dove il mare sogna e tace,
le lacrime dell’anima
si perdono nel suo abbraccio.
Che il vento mi sfiori la pelle
vicino all’acqua cristallina,
e gli schizzi, come le stelle,
sian pianto dell’anima mia.

°°°°—-°°°°

21po25 Marija Gadaldi 

Il dono della vita

La vita nostra è bella, sì, ma breve,
a volte dura, a volte assai lieve.
Viviamo come in fiaba, sotto il cielo,
tra sogni, luci e un incanto sottile e vero.
Costruiamo castelli in aria, senza posa,
seguendo strade ignote e misteriose.
La vita è unica, fragile, lucente–
conservala con cura, eternamente.
La vita è un dono – tienila stretta!
La vita è un fuoco – non farla spenta!
C’è chi, per soldi, tradisce un fratello,
ma c’è chi, per amore, raggiunge il cielo.
C’è chi condanna chi non ha colpa,
per accontentare la stupida folla.
Ma c’è chi nasce santo, e con coraggio
porta la croce e sparge amore e raggio,
sacrifica sé stesso al bene umano,
e salva il mondo dalla sua condanna.
Questa è la vita – dura, reale.
Ci chiama a scegliere tra bene e male.
Basta col male che opprime e confonde–
che sia la pace a regnare nel mondo.
La vita è un dono, è una rosa fiorita!
La vita è sacra, e va custodita!

20250630 DILA APS – IL DISPARI

°°°°—-°°°°

22po25f Marija Gadaldi
Nel riflesso dei tuoi occhi
A mia madre

Nei tuoi occhi limpidi e profondi,
celesti come cieli senza sponde,
mi perdo, come in mari senza fine,
cullata dolcemente dalle onde.
Il tuo sorriso, anche col tempo,
non ha mai perso il suo incanto.
Hai un cuore sincero e attento,
sei fonte di saggezza e di canto.
Quando dormivo nella culla,
sentivo la tua mano leggera,
e anche ora, nei giorni più duri,
mi sento protetta da una preghiera.
Ogni notte buia hai vegliato,
con la fatica e con il sudore.
Ogni carezza che mi hai donato
la custodisco dentro al cuore.
Ti voglio bene per ogni istante,
per ogni giorno della mia vita.
Sei il mio sole, il cielo grande,
sei la mia sorgente infinita.

°°°°—-°°°°

23po25f Liga Sarah Lapinska
Guarda bene
A Bruno Mancini, poeta

Guarda, me ne sono lasciato
il paese dell’eterna gioventù,
persino i suoi castelli di sabbia,
persino le sue caselle di carte,
persino le nostre vocazioni
insieme con on tutte le rabbie,
persino le sue campanelle di bronzo,

Gli occhi miei verdi di meraviglia mantenendo,
Il gelato di cioccolato quotidiano godendo,
i diritti umani delle scelte tenendo,
meno male,
alla margherite ancora non raccolte quest’estate:
Non ama – o ama – o non ama,
Ahi, ma che strana brama !
Così come quei nubi degni
Chi inviano verso all’ Est,
Ahi, lettere, musiche , segni.
Insomma, in bocca al lupo !

°°°°—-°°°°

24po25f Liga Sarah Lapinska
Parla più piano

Parla più piano:
Se non ti strisciare, allora vola,
Se ti va difficile tacere, allora canta.
Se il lutto non si trova nel cuore,
Allora fai una banchetta in diretta.
Se hai paura di morire, devi resistere
Per nove più forti fiori di lilla domani.
Se hai paura di annoiarmi, stai zitto,
Cantando una ninna nanna finta
E tra le lavande fai un pisolino.
Per quanto riguarda la primavera,
Fino al miracolo della crocevia,
In cui un’ cavaliere già grigio
Ti chiederà la strada per il mulino
Oppure verso i nostri poveri Apocrifi.
E sarà la notte come uno scudo d’argento
O un gufo nero, a dire il vero,
Con una vita mai vissuta,
O una mezzaluna dorata
Tra i minareti, pioppi , residenziali,
Mentre le cicale di nostra Crimea
Dormano già , profondamente.

20250630 DILA APS – IL DISPARI

 

20250630 DILA APS – IL DISPARI

 

 

20250616 DILA APS – IL DISPARI

DILA APS & IL DISPARI 2025 Redazione culturale

DILA APS & IL DISPARI 2024 Redazione culturale

DILA APS & IL DISPARI 2023 Redazione culturale

DILA & IL DISPARI 2023 Redazione culturale

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DILA & IL DISPARI 2020 Redazione culturale

DILA & IL DISPARI 2019 Redazione culturale

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DILA & IL DISPARI 2017 Redazione culturale

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Rubrica Ddclinic-Journal

“Salute in Primo Piano: Prevenire è Vivere Meglio”

“Ambulatorio dei Sani” – Oltre la Superficie: Le Analisi Molecolari Avanzate al Servizio della Prevenzione

Come possiamo tradurre concretamente i principi della “biologia positiva” in un percorso tangibile per la nostra salute?

La chiave risiede nell’adozione di analisi molecolari avanzate, strumenti diagnostici di precisione che ci consentono di “leggere” il nostro organismo a un livello di dettaglio senza precedenti, andando ben oltre i tradizionali esami di routine.

Non parliamo di generici check-up, ma di indagini mirate a identificare i precursori della malattia molto prima che questa possa manifestarsi clinicamente.

Tra queste metodologie d’avanguardia, i test genetici non sono finalizzati alla diagnosi di malattie genetiche rare, ma piuttosto all’individuazione di varianti genetiche comuni (polimorfismi) che possono influenzare profondamente il nostro metabolismo, la nostra risposta ai nutrienti e la nostra predisposizione individuale allo sviluppo di determinate patologie, incluso il cancro.
 Queste informazioni, tipiche dell’approccio di biologia positiva, sono fondamentali per personalizzare l’alimentazione e lo stile di vita, minimizzando il rischio ben prima che la malattia possa palesarsi.

Parallelamente, l’esame metabolomico analizza in dettaglio i metaboliti presenti nei fluidi biologici, come l’urina.

I metaboliti sono le “impronte” molecolari delle reazioni biochimiche in atto nel nostro organismo, i prodotti finali del metabolismo.

Alterazioni significative nel profilo metabolomico possono indicare squilibri funzionali che precedono la comparsa di una malattia, permettendo interventi dietetici e di integrazione estremamente mirati. Infine, l’analisi dei metalli pesanti è cruciale, poiché la nostra esposizione cronica a questi inquinanti ambientali può interferire con numerosi processi metabolici vitali e aumentare in modo significativo il rischio di sviluppare malattie croniche.

Questa analisi consente di valutare l’effettiva esposizione e di adottare strategie di detossificazione personalizzate.

Il progetto “Ambulatorio dei Sani” si pone all’avanguardia nell’utilizzo di queste tecnologie diagnostiche, offrendo una “radiografia” completa e dinamica del nostro stato di salute, anticipando i problemi e consentendo un intervento tempestivo ed efficace.

Dott. Andrea Del Buono

Presidente Fondazione DDCLINIC

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Ddclinic-Journal

“Salute in Primo Piano: Prevenire è Vivere Meglio”

Il Progetto “Ambulatorio dei Sani” – Un faro per la Salute di Domani

La Rivoluzione della “Biologia Positiva”: Dalla Malattia alla Salute Attiva

 

Per decenni, il modello dominante nella sanità è stato quello della “biologia negativa”: un approccio reattivo, focalizzato sulla diagnosi e la cura della malattia una volta che questa si è manifestata.

Si interviene sui sintomi, si cerca di contenere il danno, spesso quando il processo patologico è già in fase avanzata.

Ma cosa accadrebbe se cambiassimo radicalmente questa prospettiva?

Se ci proiettassimo verso un modello proattivo, incentrato sulla “diagnosi di salute” e sul rafforzamento delle nostre capacità intrinseche di benessere?

Questa è la promettente visione della “biologia positiva“, un paradigma emergente che sta ridisegnando il nostro rapporto con la salute.

Non si tratta più soltanto di evitare il male o di curare il disagio, ma di costruire attivamente la salute, potenziando le nostre risorse fisiologiche e individuando i primi, sottili segnali di squilibrio molto prima che questi possano evolvere in patologie conclamate.

Questa inversione di rotta è cruciale e sempre più urgente, specialmente di fronte alla preoccupante incidenza delle malattie croniche e all’aumento dei casi di cancro ad insorgenza precoce, fenomeni che gravano pesantemente sia sul Sistema Sanitario Nazionale, in termini di costi, sia sulla qualità della vita dei singoli cittadini.

La prevenzione primaria e secondaria, dunque, non è più una mera opzione auspicabile, ma diventa un imperativo strategico, un investimento lungimirante per un futuro più sano, sostenibile e prospero per l’intera comunità.

Il progetto “Ambulatorio dei Sani” della DDclinic Foundation ETS nasce precisamente da questa profonda consapevolezza, proponendo un approccio integrato che valorizza sinergicamente le risorse esistenti, come le farmacie territoriali, e le competenze specialistiche dei biologi professionisti, per guidare i cittadini verso una salute attiva e pienamente consapevole.

È una sfida ambiziosa ma assolutamente raggiungibile, una collaborazione tra scienza, clinica e territorio per un domani di benessere diffuso e duraturo.

Seguici su ddclinicfoundation.eu

 

Andrea Del Buono

Presidente Fondazione DDCLINIC

 

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 Professionisti DILA APS 2025 – Calendario pubblicazioni

Bruno Mancini

Bruno Mancini scrittore

Bruno Mancini Presidente DILA APS

DILA APS.it

DILA Altervista

NUSIV – Premio Otto milioni

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20250630 DILA APS – IL DISPARI

Vota la tua poesia: OTTO MILIONI 2025

dal codice 18po25f al codice 24po25f

Sono 51 le opere, sezione poesia, finaliste della XIV edizione del Premio internazionale di Arti Varie “Otto Milioni” e le stiamo pubblicando tutte in questa pagina con cadenza settimanale. Qui di seguito trovate un coupon valido per votarle..

Il coupon da diritto all’assegnazione di un SOLO voto che avrà valore di ben 10 punti nella classifica finale e potrà essere consegnato alla edicola TRANI a Piazza degli Eroi Ischia, oppure inviato come allegato ad una e-mail da indirizzare a dila@dilaaps.it entro e non oltre il prossimo 20 settembre.

ATTENZIONE: tutte le seguenti poesie sono state pubblicate nella ESATTA formattazione fornita dall’Autore. Per alcune di esse, trattandosi di testi scritti in lingue straniere, le traduzioni in italiano che presentiamo sono state realizzate a cura degli stessi Autori, in maniera amichevole e non professionale, e contengono evidenti imperfezioni ed errori sui quali non siamo intervenuti per non falsare lo spirito della gara.

Invitiamo i lettori a tenerne conto nelle operazioni di voto non facendosi influenzare dai refusi.

20250630 DILA APS – IL DISPARI

18po25f Ieva Akurātere
Io semplicemente voglio nutrire gli uccelli

Io semplicemente voglio nutrire gli uccelli
E aspettare il sole sorgendo
Io semplicemente vorrei nutrire gli uccelli
Un raggio caldo sulla spalla sentendo
Semplicemente voglio silenziosa osservare
Come giovani bisce nella danza intrecciano
Quando l ‘amore nacque
Non ricordano le fiabe più vecchie
Semplicemente voglio osservare
Qui, sotto quei cieli come
La pioggia Il campo ha bagnato,
Quando il vomere il suolo ha arato
E riempie il vaso assetato,
Lasciando che le ali degli uccelli
Portando i miei desideri
E aspettare il sole sorgendo
Io semplicemente voglio nutrire gli uccelli
La Tua mano sulla mia spalla sentendo

°°°°—-°°°°

19po25f ELIMINATA

°°°°—-°°°°

20po25f Marija Gadaldi
Nel silenzio dell’onda

Quando si addormenta il mare?
Dove s’invola il tramonto?
Quando il dolore può tacere
per perdite senza confronto?
L’onda cancella sulla sabbia
le tracce di un giorno svanito…
Solo la tua mano m’abbraccia
e rimane nel mio infinito.

Nel silenzio dell’onda,
dove il mare sogna e tace,
le lacrime dell’anima
si perdono nel suo abbraccio.
Che il vento mi sfiori la pelle
vicino all’acqua cristallina,
e gli schizzi, come le stelle,
sian pianto dell’anima mia.

°°°°—-°°°°

21po25 Marija Gadaldi 

Il dono della vita

La vita nostra è bella, sì, ma breve,
a volte dura, a volte assai lieve.
Viviamo come in fiaba, sotto il cielo,
tra sogni, luci e un incanto sottile e vero.
Costruiamo castelli in aria, senza posa,
seguendo strade ignote e misteriose.
La vita è unica, fragile, lucente–
conservala con cura, eternamente.
La vita è un dono – tienila stretta!
La vita è un fuoco – non farla spenta!
C’è chi, per soldi, tradisce un fratello,
ma c’è chi, per amore, raggiunge il cielo.
C’è chi condanna chi non ha colpa,
per accontentare la stupida folla.
Ma c’è chi nasce santo, e con coraggio
porta la croce e sparge amore e raggio,
sacrifica sé stesso al bene umano,
e salva il mondo dalla sua condanna.
Questa è la vita – dura, reale.
Ci chiama a scegliere tra bene e male.
Basta col male che opprime e confonde–
che sia la pace a regnare nel mondo.
La vita è un dono, è una rosa fiorita!
La vita è sacra, e va custodita!

20250630 DILA APS – IL DISPARI

°°°°—-°°°°

22po25f Marija Gadaldi
Nel riflesso dei tuoi occhi
A mia madre

Nei tuoi occhi limpidi e profondi,
celesti come cieli senza sponde,
mi perdo, come in mari senza fine,
cullata dolcemente dalle onde.
Il tuo sorriso, anche col tempo,
non ha mai perso il suo incanto.
Hai un cuore sincero e attento,
sei fonte di saggezza e di canto.
Quando dormivo nella culla,
sentivo la tua mano leggera,
e anche ora, nei giorni più duri,
mi sento protetta da una preghiera.
Ogni notte buia hai vegliato,
con la fatica e con il sudore.
Ogni carezza che mi hai donato
la custodisco dentro al cuore.
Ti voglio bene per ogni istante,
per ogni giorno della mia vita.
Sei il mio sole, il cielo grande,
sei la mia sorgente infinita.

°°°°—-°°°°

23po25f Liga Sarah Lapinska
Guarda bene
A Bruno Mancini, poeta

Guarda, me ne sono lasciato
il paese dell’eterna gioventù,
persino i suoi castelli di sabbia,
persino le sue caselle di carte,
persino le nostre vocazioni
insieme con on tutte le rabbie,
persino le sue campanelle di bronzo,

Gli occhi miei verdi di meraviglia mantenendo,
Il gelato di cioccolato quotidiano godendo,
i diritti umani delle scelte tenendo,
meno male,
alla margherite ancora non raccolte quest’estate:
Non ama – o ama – o non ama,
Ahi, ma che strana brama !
Così come quei nubi degni
Chi inviano verso all’ Est,
Ahi, lettere, musiche , segni.
Insomma, in bocca al lupo !

°°°°—-°°°°

24po25f Liga Sarah Lapinska
Parla più piano

Parla più piano:
Se non ti strisciare, allora vola,
Se ti va difficile tacere, allora canta.
Se il lutto non si trova nel cuore,
Allora fai una banchetta in diretta.
Se hai paura di morire, devi resistere
Per nove più forti fiori di lilla domani.
Se hai paura di annoiarmi, stai zitto,
Cantando una ninna nanna finta
E tra le lavande fai un pisolino.
Per quanto riguarda la primavera,
Fino al miracolo della crocevia,
In cui un’ cavaliere già grigio
Ti chiederà la strada per il mulino
Oppure verso i nostri poveri Apocrifi.
E sarà la notte come uno scudo d’argento
O un gufo nero, a dire il vero,
Con una vita mai vissuta,
O una mezzaluna dorata
Tra i minareti, pioppi , residenziali,
Mentre le cicale di nostra Crimea
Dormano già , profondamente.

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Gli INCIPIT scelti da Chiara Pavoni

IL SICHERHEITSDIENST (SD) IL SERVIZIO INFORMAZIONI E INTELLIGENCE DELLE SS

di Antonella Colonna Vilasi

La ricerca riferita ai servizi di informazione e intelligence è sempre molto complicata, ma nel caso della Germania nazista, le difficoltà vengono amplificate dal fatto che verso la fine della guerra, i nazisti si adoperarono con germanica precisione alla distruzione di tutti i documenti riferiti al regime.

Risulta, inoltre, ancor più difficile reperire informazioni valide sui primi anni di azione del SD; gli studiosi hanno dovuto effettuare una ricostruzione in base a molti frammenti di informazioni ricavate da altre fonti. L’unica documentazione diretta, soprattutto per i primi anni, utile anche ad una corretta interpretazione dei documenti frammentati, si è ottenuta grazie alla scoperta di pochi documenti rimasti di un Ufficio regionale del SD a Francoforte sul Meno, che ora si trovano nell’Archivio Centrale di Stato dell’Assia a Wiesbaden.

Sembra inoltre, che durante la creazione del SD e nei primi anni di attività non vi fosse del personale assegnato a tale struttura; non vi sono infatti liste degli agenti ma solo dei “free lance” che lavoravano gratuitamente, in una sorta di volontariato. Sicuramente l’intento di Himmler era quello di creare una struttura limitata, cosa comprensibile date le difficoltà che vi erano all’interno del Partito stesso a causa dei giochi di potere tra i gerarchi. Successivamente, ai volontari si accostarono anche persone stipendiate2.

Adolf Hitler sin dai suoi primi passi in politica era perfettamente cosciente che per prendere il potere, e poi per mantenerlo con un regime dittatoriale, fosse necessario l’appoggio di un gruppo armato fedele e disposto a tutto.

Nel 1919 quando era ancora nell’Esercito, venne incaricato di sorvegliare in borghese il Deutsche Arbeiterpartei (DAP), ossia il Partito Tedesco dei Lavoratori, un piccolo Partito di estrema destra che era stato fondato solo da qualche mese, nel Gennaio del 1919, da Anton Drexler, un insegnante e collaudatore di locomotive con la passione per la poesia. Questi fu profondamente colpito dal giovane Hitler e dalla sua capacità oratoria dopo aver assistito ad una discussione che intraprese durante una riunione; fu così che gli fece inviare a casa non solo la tessera del Partito, ma anche la nomina al Comitato direttivo.

Hitler, lasciato l’Esercito, l’anno seguente, si rese conto che le sue capacità avrebbero potuto rivelarsi utili per una carriera politica, a cui si dedicò completamente, tanto che riuscì a diventare il leader del DAP. La prima cosa che fece fu cambiargli il nome in National Sozialistische Deutche Arbeiterpartei (NSDAP): era nato il famigerato Partito nazista.

Da subito Hitler grazie al suo innegabile carisma riuscì a circondarsi di una schiera di fedelissimi, nomi che in seguito diverranno tristemente famosi, come Rudolph Hesse, Hermann Göring, Robert Heinrich Wagner, Erich Ludendorff, Emil Maurice, Heinrich Himmler, Wilhelm Frick ed Ernst Julius Günther Röhm. Fu proprio con quest’ultimo che creò le Sturmabteilung, più note come SA o “camicie brune”, una milizia armata nata ufficialmente come “corpo sportivo” del Partito atta a proteggere i politici duranti i comizi, ma più spesso utilizzata per azioni violente contro gli avversari e in seguito azioni di intimidazione contro comunisti ed ebrei. Le SA non erano certo caratterizzate da azioni, per così dire, silenziose che potevano passare inosservate. Hitler intuì che erano controproducenti.

20250623 DILA APS – IL DISPARI

l’Autrice Antonella Colonna Vilasi è una studiosa italiana, docente di intelligence e storia dell’intelligence. Dal 1987 si occupa di intelligence. Ha all’attivo più di cento pubblicazioni scientifiche in riviste di intelligence.

Responsabile del Centro Studi Intelligence costituito nel 2012 e con sede a Roma, un’associazione di esperti italiani ed europei in materia di storia, geopolitica, sociologia, economia e sicurezza internazionale con la finalità di sviluppare un sapere interdisciplinare sull’intelligence.

20250623 DILA APS – IL DISPARI

20250623 DILA APS – IL DISPARI

CS IL SEXTANTE |“Cieco, così scrivo” di Theodor Damian:

un nuovo viaggio poetico nella collana La Fenice Romena

Cieco, così scrivo, è la nuova raccolta poetica di Theodor Damian, edita da Il Sextante nella collana La Fenice Romena, curata da Valeriu Barbu.

Questa uscita rappresenta molto più di una pubblicazione: è un atto di rinascita letteraria, in perfetta sintonia con lo spirito della collana che si ispira all’immagine mitologica della Fenice.

La Fenice Romena non è soltanto una raccolta di testi, ma un varco aperto sul cuore pulsante della letteratura romena, una voce che da troppo tempo attendeva di farsi udire al di fuori delle frontiere linguistiche.

Come ricorda la premessa del progetto, qui la parola “brucia, si spegne e risorge”: e proprio in questa tensione si colloca l’opera di Theodor Damian.

Teologo, filosofo e poeta, Damian intreccia nella sua scrittura il silenzio e la parola, l’angoscia e la fede, la solitudine e l’infinito.

Cieco, così scrivo è una raccolta densa, quasi un pellegrinaggio esistenziale in versi, che interroga l’uomo, la memoria e il divino con lo sguardo cieco ma lucido di chi cerca la verità non con gli occhi, ma con l’anima.

Tra i versi spiccano immagini che riportano alla dimensione biblica e metafisica, come l’evocazione di Lazzaro, simbolo di una resurrezione che è anche interiore, o il viaggio a Bruges, città che diventa specchio di misteri irrisolti e silenzi carichi di senso.

La sua poesia, densa di interrogativi e priva di risposte facili, invita il lettore a un confronto con il dolore, il tempo, la speranza e la memoria.

Non è un caso che l’opera venga presentata in questo periodo dell’anno, durante un mese dedicato alla lettura, alla riflessione e alla scoperta.

Cieco, così scrivo non è una lettura comoda, ma è una lettura necessaria.

Richiede ascolto, tempo e predisposizione a lasciarsi interrogare.

Come scrive Mariapia Ciaghi nell’introduzione: “Il poeta non offre risposte facili, ma apre spazi di riflessione […] e invita a guardare oltre, verso quel mistero che, forse, solo la poesia può sfiorare.”

La sua lettura sarà dunque un’occasione preziosa per immergersi in una voce poetica autentica, profonda e universale, e per riscoprire la vitalità della letteratura romena contemporanea attraverso le parole di un autore che sa trasformare ogni verso in una soglia di senso.

Cieco, così scrivo di Theodor Damian

Editore Il Sextante di Mariapia Ciaghi – 2025

EAN: 9788897708698

ISBN: 8897708692

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DILA APS & IL DISPARI 2025 Redazione culturale

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ROBERTO MUROLO

Un Mito dell’arte musicale

20250627 DILA APS IL DISPARI professionisti

Nato il 19 Gennaio 1912 e morto il 13 Marzo 2003.

Imparentato con i De Filippo ed Eduardo Scarpetta è stato oltre che un grande cantante chitarrista anche autore ed attore.

Ricchissimo il suo repertorio nella lunga carriera da NAPULE CHE SE NE VA a PISCATORE ‘E PUSILLECO – NUN ME SCETA’- MUNASTERIO ‘E SANTA CHIARA – VIERNO – SCIUMMO – LUNA CAPRESE – SCALINATELLA – TAMMURRIATA NERA – NA VOCE NA CHITARRA E ‘O PPOCO ‘E LUNA.

All’attivo ben 12 album a 33 giri tra il 1963 ed il 1965. Oltre ad una lunghissima serie di dischi monografici.

Tra i brani da lui composti: ‘O CIUCCIARIELLO – TORNA A VUCA’ – SCRIVEME.

Suo erede vocale, a detta di molti critici, è MARIO MAGLIONE.

Nel 1992 ebbe un grande successo duellando con MIA MARTINI di CU’ MME di ENZO GRAGNANIELLO e DON RAFFAE’ di e con FABRIZIO DE ANDRE’.

Ultimo suo lavoro: HO SOGNATO DI CANTARE con 11 canzoni a 90 anni nel 2022.

Personalmente abbiamo fatto insieme alcuni interventi, io con la dizione di mie poesie e lui con la sua voce e chitarra in numerosissime manifestazioni filantropiche a favore di bambini handicappati in varie località Napoletane, la maggior parte scuole.

Si congratulò moltissimo con me ad OTTAVIANO dove io conseguii il premio di un milione per il terzo posto con la poesia GELO.

In quell’occasione ebbi il piacere di conoscere il Maestro SERGIO BRUNI al quale piacquero

moltissimo i miei versi.

Erano gli anni 90 quando ancora facevo parte della vita salottiera e poetica anche con numerosi viaggi in diverse località Italiane con l’Associazione dei poeti dialettali d’Italia con sede in Roma. Locri – Grottaferrata – Procida – Caserta – Anzio – Massalubrense  e tante altre.

Bei ricordi appartenenti ad un periodo andato via e che non tornerà mai più!

LUCIANO SOMMA

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Natalia Costa & Lucio Filisdeo – Brasile in cucina

Torta salata ai cinque formaggi – Torta 5 queijos

 

Per la pasta

– 1 tazza di farina

– 1 cucchiaio di lievito in polvere

– 2 uova

– 1 tazza di latte

– 1 tazza di prezzemolo tritato

-1 tazza di olio

– sale

Per la farcia

– 200 gr. di ricotta

– ½ tazza di mozzarella a pezzetti e sgocciolata

– 1 tazza di Parmigiano-Reggiano grattugiato

– ½ tazza di grana grattugiato

– 1 tazza di gorgonzola a pezzetti

– 1 tazza di steli di cipollotto tagliuzzati (la parte verde).

Per la farcia: mescolate insieme tutti gli ingredienti in una terrina, lavorateli con una forchetta fino ad amalgamarli.

Per la pasta: nel frullatore sbattere le uova, il latte, l’olio, il prezzemolo e del sale. Aggiungete la farina e il lievito, frullando fino ad avere un composto perfettamente omogeneo. Versatelo in una teglia imburrata di 22×30 cm. foderata con carta forno.

Coprite la superficie con la farcia e fate cuocere la torta nel forno già caldo a 180° per 30 minuti, o fino a quando non sarà lievemente dorata. Servitela subito.

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Professionisti DILA APS 2025 – Calendario pubblicazioni

Bruno Mancini

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“Salute in Primo Piano: Prevenire è Vivere Meglio”

Il Progetto “Ambulatorio dei Sani” – Un faro per la Salute di Domani

La Rivoluzione della “Biologia Positiva”: Dalla Malattia alla Salute Attiva

 

Per decenni, il modello dominante nella sanità è stato quello della “biologia negativa”: un approccio reattivo, focalizzato sulla diagnosi e la cura della malattia una volta che questa si è manifestata.

Si interviene sui sintomi, si cerca di contenere il danno, spesso quando il processo patologico è già in fase avanzata.

Ma cosa accadrebbe se cambiassimo radicalmente questa prospettiva?

Se ci proiettassimo verso un modello proattivo, incentrato sulla “diagnosi di salute” e sul rafforzamento delle nostre capacità intrinseche di benessere?

Questa è la promettente visione della “biologia positiva“, un paradigma emergente che sta ridisegnando il nostro rapporto con la salute.

Non si tratta più soltanto di evitare il male o di curare il disagio, ma di costruire attivamente la salute, potenziando le nostre risorse fisiologiche e individuando i primi, sottili segnali di squilibrio molto prima che questi possano evolvere in patologie conclamate.

Questa inversione di rotta è cruciale e sempre più urgente, specialmente di fronte alla preoccupante incidenza delle malattie croniche e all’aumento dei casi di cancro ad insorgenza precoce, fenomeni che gravano pesantemente sia sul Sistema Sanitario Nazionale, in termini di costi, sia sulla qualità della vita dei singoli cittadini.

La prevenzione primaria e secondaria, dunque, non è più una mera opzione auspicabile, ma diventa un imperativo strategico, un investimento lungimirante per un futuro più sano, sostenibile e prospero per l’intera comunità.

Il progetto “Ambulatorio dei Sani” della DDclinic Foundation ETS nasce precisamente da questa profonda consapevolezza, proponendo un approccio integrato che valorizza sinergicamente le risorse esistenti, come le farmacie territoriali, e le competenze specialistiche dei biologi professionisti, per guidare i cittadini verso una salute attiva e pienamente consapevole.

È una sfida ambiziosa ma assolutamente raggiungibile, una collaborazione tra scienza, clinica e territorio per un domani di benessere diffuso e duraturo.

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Bruno Mancini | L’imponente eredità civile che ci ha lasciato CHICCO CECCHI – sesta puntata

“Ischia, un’antologia”

APPUNTI PER ITINERARI TURISTICI

NELL’ISOLA D’ISCHIA

PER CONTO DELL’ENTE VALORIZZAZIONE ISCHIA.

Di GIOVAN GIUSEPPE CERVERA 

Pag. 55

Io sono colui che spirò fuori la forma.

Io spinsi avanti questo nobile

dio che riempie il cielo colla sua bellezza .

(75, tes, delle Pir)

Da siffatti presupposti indiscussi, da questa fonte perenne di vita l’estensore di un Piano regolatore dell’Isola d’Ischia dovrebbe pigliar le mosse per impostare seriamente il suo  lavoro. Ed essa rimane ancora l’unica via: il riconoscimento, la salvaguardia, e il potenziamento di questo enorme carico di ricchezze naturali, incapaci, fino a questo momento, di esplodere in tutta la loro forza di rigenerazione e di vita.

Il compito, perciò, che mi s’apre davanti, anche per il presente lavoro di semplice indicazione, resta arduo, e, forse, la sua realizzazione lo è di più: ma chi non vede che accingersi a realizzare tutto questo riesce, come dell’amore, tanto più soddisfacente, quanto maggiore studio e dedizione siano stati richiesti?

Via Tresta e via Ombrasco,

la prima dopo aver percorso l’abitato Tresta e la seconda partendo dalla Cala Ombrasco – che Jasolino addita come la ricchezza genuina dell’isola d’Ischia – si congiungono là dove generano:

Via Fasaniello. Il turista è sopra Cava Fasaniello e ne ammira la ricchezza, perché la natura, come da una sua piena mammella riversa le mirabili acque. Intanto ecco la cascata del Tamburo nella Cava omonima.

A questo punto la strada e si bivia: Via Acqua Piccola, che va ad incrociare Via Campo Manno, e via Buceto.

Chi viole continuare sul ciglio di cava Fasaniello e passare a Cava del Bubù, nei cui fondo l’acqua sulfurea gli fa sentire e vedere il proprio monotono ribollire che ha fatto derivare dalla stessa il nome onomatopeico, chi vuole conoscere le sorgenti dei Arvaniello vigilate da un secolare castagno, chi vuole soffermarsi nelle piccole grotte foderate di issopo di Acqua Piccola, deve prendere la prima.

Chi, invece, volesse scavalcare la collina Tresta e camminare sul ciglio di cava del Malandrino per gustare le meraviglie di questa Cava sempre franante, della Cava di Brusomonte, della Cava di Lecce, fino ad adagiarsi su i due ripiani soffici di “palieri” e di felci di cava Conserva, o, se mai, raggiungere Piano San Paolo, deve imboccare la seconda, cioè Via Buceto.

Ma fin da questo bivio si può rassicurare il turista che nessuna delle due strade gli sarà sgradita.

Ebbene, per un distorto malinteso del bisogno, queste Cave sono diventate ricetto delle immondizie urbane. Il cittadino di Casamicciola, coprendo coi suoi rifiuti l’incomparabile ricchezza che la natura gli ha gratuitamente elargito, sta anteponendo l’idea di bisogno a quella di valore, sta commettendo una vergogna per coprire la quale non basterebbero tutte le foglie di fico del mondo, sta perpetrando un delitto che, in caso di malaugurata alluvione, si ritorcerebbe grottescamente e fatidicamente contro di lui, sommergendolo sotto l’immenso strato di immondizie da lui stesso accumulate.

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Natalia Costa & Lucio Filisdeo – Brasile in cucina

Torta salata ai cinque formaggi – Torta 5 queijos

 

Per la pasta

– 1 tazza di farina

– 1 cucchiaio di lievito in polvere

– 2 uova

– 1 tazza di latte

– 1 tazza di prezzemolo tritato

-1 tazza di olio

– sale

Per la farcia

– 200 gr. di ricotta

– ½ tazza di mozzarella a pezzetti e sgocciolata

– 1 tazza di Parmigiano-Reggiano grattugiato

– ½ tazza di grana grattugiato

– 1 tazza di gorgonzola a pezzetti

– 1 tazza di steli di cipollotto tagliuzzati (la parte verde).

Per la farcia: mescolate insieme tutti gli ingredienti in una terrina, lavorateli con una forchetta fino ad amalgamarli.

Per la pasta: nel frullatore sbattere le uova, il latte, l’olio, il prezzemolo e del sale. Aggiungete la farina e il lievito, frullando fino ad avere un composto perfettamente omogeneo. Versatelo in una teglia imburrata di 22×30 cm. foderata con carta forno.

Coprite la superficie con la farcia e fate cuocere la torta nel forno già caldo a 180° per 30 minuti, o fino a quando non sarà lievemente dorata. Servitela subito.

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Natalia Costa & Lucio Filisdeo – Brasile in cucina

Torta di mortadella – Torta con salsicha

Per la pasta

-200 gr. di yogurt al naturale

-2 tazze di farina

-3 uova

-1 cucchiaio di lievito in polvere

-½ tazza di maionese

-½ tazza di latte

-1 tazza di olio

-sale

-ketchup e senape (facoltativi)

 

Per la farcia

-500 gr. di mortadella a fette spesse

-2 pomodori

-½ tazza di erbe aromatiche tritate

-sale, pepe

 

Per la farcia: tagliate la mortadella e i pomodori a dadini e riuniteli in una terrina; aggiungete le erbe aromatiche, mescolate e aggiustate di sale e pepe.

Per la pasta: riunite nel frullatore tutti gli ingredienti per la pasta e lavorateli fino a quando la massa sarà omogenea e amalgamata.

Trasferire metà del composto in un teglia di 22×30 cm. foderata con carta da forno.

Copritelo con la farina e versatevi sopra delicatamente la parte restante della pasta.

Mettere la torta nel forno già caldo a 180° e fatela cuocere per 30 minuti o finché non sarà lievemente dorata.

Sfornate, suddividete in porzioni e servitela, accompagnandola a piacere con del ketchup e della senape

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Legenda valida per tutte le ricette

Gli ingredienti delle ricette sono sempre per 4-6 persone.
Con cucchiaio si intende quello da minestra.
Il cucchiaino è quello da tè.
La tazza è quella a tè.
La tazzina è quella da caffè.
Le temperature di cottura sono espresse in gradi centigradi.
Gli ingredienti: verdure, frutta, carne e pesce sono sempre già mondati, se non diversamente precisato.
Se la preparazione prevede l’utilizzo di scorza di arancia, limone ecc. scegliete sempre agrumi non trattati.
Con olio si intende olio extravergine di oliva leggero, salvo indicazioni diverse.
L’aceto è sempre aceto di vino rosso, se bianco o a base di altri ingredienti viene specificato.
Con pepe si intende sempre il pepe nero, se di altro tipo viene specificato.
Con zucchero si intende il prodotto semolato, se grezzo, di canna o altro viene specificato.

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Bruno Mancini | L’imponente eredità civile che ci ha lasciato CHICCO CECCHI – sesta puntata

“Ischia, un’antologia”

APPUNTI PER ITINERARI TURISTICI

NELL’ISOLA D’ISCHIA

PER CONTO DELL’ENTE VALORIZZAZIONE ISCHIA.

Di GIOVAN GIUSEPPE CERVERA 

Pag. 55

Io sono colui che spirò fuori la forma.

Io spinsi avanti questo nobile

dio che riempie il cielo colla sua bellezza .

(75, tes, delle Pir)

Da siffatti presupposti indiscussi, da questa fonte perenne di vita l’estensore di un Piano regolatore dell’Isola d’Ischia dovrebbe pigliar le mosse per impostare seriamente il suo  lavoro. Ed essa rimane ancora l’unica via: il riconoscimento, la salvaguardia, e il potenziamento di questo enorme carico di ricchezze naturali, incapaci, fino a questo momento, di esplodere in tutta la loro forza di rigenerazione e di vita.

Il compito, perciò, che mi s’apre davanti, anche per il presente lavoro di semplice indicazione, resta arduo, e, forse, la sua realizzazione lo è di più: ma chi non vede che accingersi a realizzare tutto questo riesce, come dell’amore, tanto più soddisfacente, quanto maggiore studio e dedizione siano stati richiesti?

Via Tresta e via Ombrasco,

la prima dopo aver percorso l’abitato Tresta e la seconda partendo dalla Cala Ombrasco – che Jasolino addita come la ricchezza genuina dell’isola d’Ischia – si congiungono là dove generano:

Via Fasaniello. Il turista è sopra Cava Fasaniello e ne ammira la ricchezza, perché la natura, come da una sua piena mammella riversa le mirabili acque. Intanto ecco la cascata del Tamburo nella Cava omonima.

A questo punto la strada e si bivia: Via Acqua Piccola, che va ad incrociare Via Campo Manno, e via Buceto.

Chi viole continuare sul ciglio di cava Fasaniello e passare a Cava del Bubù, nei cui fondo l’acqua sulfurea gli fa sentire e vedere il proprio monotono ribollire che ha fatto derivare dalla stessa il nome onomatopeico, chi vuole conoscere le sorgenti dei Arvaniello vigilate da un secolare castagno, chi vuole soffermarsi nelle piccole grotte foderate di issopo di Acqua Piccola, deve prendere la prima.

Chi, invece, volesse scavalcare la collina Tresta e camminare sul ciglio di cava del Malandrino per gustare le meraviglie di questa Cava sempre franante, della Cava di Brusomonte, della Cava di Lecce, fino ad adagiarsi su i due ripiani soffici di “palieri” e di felci di cava Conserva, o, se mai, raggiungere Piano San Paolo, deve imboccare la seconda, cioè Via Buceto.

Ma fin da questo bivio si può rassicurare il turista che nessuna delle due strade gli sarà sgradita.

Ebbene, per un distorto malinteso del bisogno, queste Cave sono diventate ricetto delle immondizie urbane. Il cittadino di Casamicciola, coprendo coi suoi rifiuti l’incomparabile ricchezza che la natura gli ha gratuitamente elargito, sta anteponendo l’idea di bisogno a quella di valore, sta commettendo una vergogna per coprire la quale non basterebbero tutte le foglie di fico del mondo, sta perpetrando un delitto che, in caso di malaugurata alluvione, si ritorcerebbe grottescamente e fatidicamente contro di lui, sommergendolo sotto l’immenso strato di immondizie da lui stesso accumulate.

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Bruno Mancini | L’imponente eredità civile che ci ha lasciato CHICCO CECCHI – quinta puntata

“Ischia, un’antologia”

APPUNTI PER ITINERARI TURISTICI

NELL’ISOLA D’ISCHIA

PER CONTO DELL’ENTE VALORIZZAZIONE ISCHIA.

Di GIOVAN GIUSEPPE CERVERA

Pag. 54

Via Piano – Via fuori il Ralo. Partendo dalla Via Regina Elena, mette anch’essa sulla Scarrupata nella parte più sud presso la non mai tanto segnalata Guardiola, oggi lasciata in abbandono. Il golfo sottostante prende il nome di Fèlice. Indicare Via Piano e, dove questa si biforca, precisare Via Fuori il Rale. E’ questo il ramo che acquista particolarità rilevanti, infossata com’è tra l’umido “maschione”, proprio verso il ripiano dove si consiglia porre la scritta “temine”.

CALA DI OMBRASCO – CASCATELLA DEL TAMBURO – CAVA DEL BUBU’

SORGENTI DI ARVANIELLO

FUMAROLE DEL CACCIUTTO – FONDO D’OGLIO – PIETRA DEL VOIA

La vita di Casamicciola svolgentesi essenzialmente lungo la fascia costiera non lascia intravedere al turista le meraviglie delle sue zone collinose. Eppure queste, una volta venute a conoscenza, difficilmente si lasciano dimenticare: riescono, infatti, a suggerire nel visitatore tal senso di amore per questa terra e ad infondere tanta voglia di rivederle, che non sempre chi le ha visitate può evitare un ritorno in Ischia.

Fondo d’Oglio, Cretaio, Tresta, Ombrasco, Paravisiello, Piccolo Paradiso, Campo Manno, Pera, Cràtica, Ciufano per l’isolano distratto e per il turista che dà uno sguardo sommario alla cartina geografica dell’Isola rappresentano nomi vuoti, privi di significato e senza una gloria di bellezza, ma a chi ha visitato questi posti, non possono non riaprire un cofano di ricordi, di sentimenti, di propositi, non possono non ricordargli le autentiche gioie che la terra, passo passo, gli offriva a ricompensa della piccola fatica.

Lasciare che queste bellezze restino solitarie, ignote al mondo turistico rappresenta una colpevolezza che rasenta il delitto.

Basterebbe una opportuna segnaletica, solo a titolo di compagna e guida, anche lasciando al turista la gioia di scoprire da sé le segrete bellezze dell’isola, rimettendo tutto nelle sue capacità di intendere e amare la natura.

Sarebbe già questo non piccolo conforto nella solitudine di questi sentieri che portano a contatto diretto colle Cave, con le fonti, con le Fumarole, con le Ventarole, con la terra cresciuta col sovrapporsi delle colate eruttive, con le vestigia d’un passato cui si ricollega la nostra esistenza, con il delicato odore dei castagni – odore della nostra terra -, con la visuale aperta, allargantesi colla salita, del nostro mondo la cui componente essenziale e vivificatrice resterà sempre il suo valore estetico:

Io sono colui che spirò fuori la forma.

Io spinsi avanti questo  nobile

dio che riempie il cielo colla sua bellezza .

(75, tes, delle Pir)

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Gli INCIPIT scelti da Chiara Pavoni

IL SICHERHEITSDIENST (SD) IL SERVIZIO INFORMAZIONI E INTELLIGENCE DELLE SS

di Antonella Colonna Vilasi

La ricerca riferita ai servizi di informazione e intelligence è sempre molto complicata, ma nel caso della Germania nazista, le difficoltà vengono amplificate dal fatto che verso la fine della guerra, i nazisti si adoperarono con germanica precisione alla distruzione di tutti i documenti riferiti al regime.

Risulta, inoltre, ancor più difficile reperire informazioni valide sui primi anni di azione del SD; gli studiosi hanno dovuto effettuare una ricostruzione in base a molti frammenti di informazioni ricavate da altre fonti. L’unica documentazione diretta, soprattutto per i primi anni, utile anche ad una corretta interpretazione dei documenti frammentati, si è ottenuta grazie alla scoperta di pochi documenti rimasti di un Ufficio regionale del SD a Francoforte sul Meno, che ora si trovano nell’Archivio Centrale di Stato dell’Assia a Wiesbaden.

Sembra inoltre, che durante la creazione del SD e nei primi anni di attività non vi fosse del personale assegnato a tale struttura; non vi sono infatti liste degli agenti ma solo dei “free lance” che lavoravano gratuitamente, in una sorta di volontariato. Sicuramente l’intento di Himmler era quello di creare una struttura limitata, cosa comprensibile date le difficoltà che vi erano all’interno del Partito stesso a causa dei giochi di potere tra i gerarchi. Successivamente, ai volontari si accostarono anche persone stipendiate2.

Adolf Hitler sin dai suoi primi passi in politica era perfettamente cosciente che per prendere il potere, e poi per mantenerlo con un regime dittatoriale, fosse necessario l’appoggio di un gruppo armato fedele e disposto a tutto.

Nel 1919 quando era ancora nell’Esercito, venne incaricato di sorvegliare in borghese il Deutsche Arbeiterpartei (DAP), ossia il Partito Tedesco dei Lavoratori, un piccolo Partito di estrema destra che era stato fondato solo da qualche mese, nel Gennaio del 1919, da Anton Drexler, un insegnante e collaudatore di locomotive con la passione per la poesia. Questi fu profondamente colpito dal giovane Hitler e dalla sua capacità oratoria dopo aver assistito ad una discussione che intraprese durante una riunione; fu così che gli fece inviare a casa non solo la tessera del Partito, ma anche la nomina al Comitato direttivo.

Hitler, lasciato l’Esercito, l’anno seguente, si rese conto che le sue capacità avrebbero potuto rivelarsi utili per una carriera politica, a cui si dedicò completamente, tanto che riuscì a diventare il leader del DAP. La prima cosa che fece fu cambiargli il nome in National Sozialistische Deutche Arbeiterpartei (NSDAP): era nato il famigerato Partito nazista.

Da subito Hitler grazie al suo innegabile carisma riuscì a circondarsi di una schiera di fedelissimi, nomi che in seguito diverranno tristemente famosi, come Rudolph Hesse, Hermann Göring, Robert Heinrich Wagner, Erich Ludendorff, Emil Maurice, Heinrich Himmler, Wilhelm Frick ed Ernst Julius Günther Röhm. Fu proprio con quest’ultimo che creò le Sturmabteilung, più note come SA o “camicie brune”, una milizia armata nata ufficialmente come “corpo sportivo” del Partito atta a proteggere i politici duranti i comizi, ma più spesso utilizzata per azioni violente contro gli avversari e in seguito azioni di intimidazione contro comunisti ed ebrei. Le SA non erano certo caratterizzate da azioni, per così dire, silenziose che potevano passare inosservate. Hitler intuì che erano controproducenti.

20250623 DILA APS – IL DISPARI

l’Autrice Antonella Colonna Vilasi è una studiosa italiana, docente di intelligence e storia dell’intelligence. Dal 1987 si occupa di intelligence. Ha all’attivo più di cento pubblicazioni scientifiche in riviste di intelligence.

Responsabile del Centro Studi Intelligence costituito nel 2012 e con sede a Roma, un’associazione di esperti italiani ed europei in materia di storia, geopolitica, sociologia, economia e sicurezza internazionale con la finalità di sviluppare un sapere interdisciplinare sull’intelligence.

20250623 DILA APS – IL DISPARI

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CS IL SEXTANTE |“Cieco, così scrivo” di Theodor Damian:

un nuovo viaggio poetico nella collana La Fenice Romena

Cieco, così scrivo, è la nuova raccolta poetica di Theodor Damian, edita da Il Sextante nella collana La Fenice Romena, curata da Valeriu Barbu.

Questa uscita rappresenta molto più di una pubblicazione: è un atto di rinascita letteraria, in perfetta sintonia con lo spirito della collana che si ispira all’immagine mitologica della Fenice.

La Fenice Romena non è soltanto una raccolta di testi, ma un varco aperto sul cuore pulsante della letteratura romena, una voce che da troppo tempo attendeva di farsi udire al di fuori delle frontiere linguistiche.

Come ricorda la premessa del progetto, qui la parola “brucia, si spegne e risorge”: e proprio in questa tensione si colloca l’opera di Theodor Damian.

Teologo, filosofo e poeta, Damian intreccia nella sua scrittura il silenzio e la parola, l’angoscia e la fede, la solitudine e l’infinito.

Cieco, così scrivo è una raccolta densa, quasi un pellegrinaggio esistenziale in versi, che interroga l’uomo, la memoria e il divino con lo sguardo cieco ma lucido di chi cerca la verità non con gli occhi, ma con l’anima.

Tra i versi spiccano immagini che riportano alla dimensione biblica e metafisica, come l’evocazione di Lazzaro, simbolo di una resurrezione che è anche interiore, o il viaggio a Bruges, città che diventa specchio di misteri irrisolti e silenzi carichi di senso.

La sua poesia, densa di interrogativi e priva di risposte facili, invita il lettore a un confronto con il dolore, il tempo, la speranza e la memoria.

Non è un caso che l’opera venga presentata in questo periodo dell’anno, durante un mese dedicato alla lettura, alla riflessione e alla scoperta.

Cieco, così scrivo non è una lettura comoda, ma è una lettura necessaria.

Richiede ascolto, tempo e predisposizione a lasciarsi interrogare.

Come scrive Mariapia Ciaghi nell’introduzione: “Il poeta non offre risposte facili, ma apre spazi di riflessione […] e invita a guardare oltre, verso quel mistero che, forse, solo la poesia può sfiorare.”

La sua lettura sarà dunque un’occasione preziosa per immergersi in una voce poetica autentica, profonda e universale, e per riscoprire la vitalità della letteratura romena contemporanea attraverso le parole di un autore che sa trasformare ogni verso in una soglia di senso.

Cieco, così scrivo di Theodor Damian

Editore Il Sextante di Mariapia Ciaghi – 2025

EAN: 9788897708698

ISBN: 8897708692

 

20250616 DILA APS – IL DISPARI

20250616 DILA APS – IL DISPARI

20250616 DILA APS – IL DISPARI

20250616 DILA APS – IL DISPARI

Vota la tua poesia: OTTO MILIONI 2025

dal codice 11po25f al codice 17po25f

La selezione delle opere idonee a partecipare alla fase finale della XIV edizione del Premio internazionale di Arti Varie “Otto Milioni” è terminata.

La sezione poesia risulta composta da 51 componimenti che stiamo pubblicando tutti in questa pagina con cadenza settimanale.

Per un consolidato sistema di coinvolgimento dei lettori, qui di seguito trovate un coupon valido per assegnare voti alle poesie da voi prescelte.

Ogni coupon da diritto all’assegnazione di un SOLO voto che avrà valore di  ben 10 punti nella classifica finale.

Per esprimere il voto vi sarà sufficiente compilare il coupon nelle due parti in bianco e consegnarlo alla edicola TRANI a Piazza degli Eroi Ischia, oppure potrete inviarlo (digitalizzato o fotografato) come allegato ad una e-mail da indirizzare a dila@dilaaps.it entro e non oltre il prossimo 20 settembre.

ATTENZIONE: tutte le seguenti poesie sono state pubblicate nella ESATTA formattazione fornita dall’Autore. Per alcune di esse, trattandosi di testi scritti in lingue straniere, le traduzioni in italiano che presentiamo sono state realizzate a cura degli stessi Autori, in maniera amichevole e non professionale, e contengono evidenti imperfezioni ed errori sui quali non siamo intervenuti per non falsare lo spirito della gara.

Invitiamo i lettori a tenerne conto nelle operazioni di voto non facendosi influenzare dai refusi.

La cerimonia di premiazione dei vincitori avverrà in una data compresa tra il 25 novembre 2025 e il 31 gennaio 2026.

La data e la località della premiazione saranno rese note ai finalisti con un preavviso di almeno 10 giorni.

In bocca al lupo e vinca il migliore!

20250616 DILA APS – IL DISPARI

20250616 DILA APS – IL DISPARI

°°°°—-°°°°

11po25f Milena Petrarca
VESTITA DI LAMPI D’AMORE

Apparire i tuoi occhi dal cielo
Trafori l’anima.
Vestita di lampi D’AMORE.
Creatura celeste
Irradi tutto il mio essere
Raccontami ancora
Fiabe d’amore
SEI COME PRIMAVERA
Vestita di pesco giardino
Serpenti divini
Solcano la tua anima
SEI Come chioma dal vento . .
RAPITA E MI TRASCINI IN
MONDI INCANTATI.

 

°°°°—-°°°°

12po25f Caterina Novak
L’ARTISTA UNIVERSALE

Come il vasaio plasma l’argilla
così l’Artista Universale
scolpisce l’Idea
memoria platonica
insita nell’abisso dell’anima
O auree Pleiadi
Arte e Musica
divine ed intangibili
scendete sulla terra!
Incoraggiateci ancora a sperare
nell’Etereo Spazio
specchio palpitante
porto sicuro
nel tormentoso volteggiare della vita
Con accordi inesprimibili
donate brividi e luci eterne al mondo
Il vostro linguaggio universale
corre veloce come freccia ardente
tra le guerre dei popoli divisi
Le vostre sette chiavi
aprono cancelli chiusi
annientano barriere
L’essenza del vostro
libero manifestarsi
è creare il perfetto accordo
di un’Unica Nuova Realtà.

 

°°°°—-°°°°

13po25f Caterina Novak
ODISSEA

Come il prode Ulisse
esule dalla patria
vago per questo mondo
Scorre la sabbia
nelle spire del tempo
col suo implacabile ticchettìo
Fermati o Tempo
non appellarmi piu’ “Nessuno”
Il senza nome
Il mio naviglio è sommerso
tra i canti delle Sirene
Oltrepasso Scilla e Cariddi
con le vele spezzate
mentre quasi il Leviatano mi divora
Vedo Cielo e mare unirsi
come i gabbiani sulle onde
Avrò la forza di combattere contro
Circe ed il gigante Polifemo?
Itaca mi attende tra le nubi bianca e sassosa
indimenticabile come la quotidianità
Tutti gli amici m’han tradito
Solo il fedele Argo attende a casa
ai piedi di Penelope che spera
In un vittorioso ritorno
Mentre io sto naufragando
con le ferite aperte
Vorrei poter essere un eroe senza tempo
ma sono un essere mortale
Languo e gemo navigando nel buio

 

°°°°—-°°°°

14po25f Caterina Novak
SENTIERI

Camminar mi è grato quando tace il mondo
e lieve è il sospiro del vento
tra le rocce di queste montagne
Mi perdo in te o sacro bosco
ammantato di verde
dove le ninfe mi guardano assopite
dondolandosi tra i rami del platano
Non conosco la strada
néso quale brezza respirar dovro’
ma odo il rumore dei miei passi incerti
Diversi sentieri portano alla vetta
Non so come percorrerli senza timore
con ardimento coraggioso e pio
Il sentieromaestro è piccolo e stretto
Implica fatica e sacrificio percorrerlo
Salir dovrò tratornanti scoscesi
senza mai chiedermi perché
Alta è ormai la luna e mi guarda stupita
mentre ascendo pian piano senza guardare indietro
Il battito del mio cuore affranto
sorvolagli abissi del terrore e dei ricordi
Nessuno potrà fermarmi
La mia meta è quella vetta
che intravedo tra le nubi
quella cima dove tutto
acquista un senso e un fine
tutto è felicità e Gloria eterna

 

°°°°—-°°°°

15po25f Viesturs Āboliņš
Alla mia prima insegnante

Un anno, tal lontano, un anno al dì la,
la mia vecchia classe
e il peso dei banchi, la fila dei calamai,
la luce degli occhi saggi, e la bontà,
e poi la vita è la nostra strada adulta –
ci riscalda quel splendore, che maestà

Come in un calamaio, nel cuore
la mia penna immergo, lì,
con l’inchiostro rosso scrivendo,
con le goccine come con le lettere,
e la vita nell’ immensità ascende.
Non mi dispiace la carta, ma l inchiostro, sì.
Mentire , maledire – risparmio la forza.

 

 

°°°°—-°°°°

16po25f Viesturs Āboliņš
Sto camminando

Sto camminando per la strada,
ma la strada una curva prende,
non si perde.
Tanti anni fa,, un’ uomo qui pascolava.
Un’ giro ai margini del bosco io faccio.
Una deviazione attorno al prato sconosciuto
io prendo ,
così mi immenso rendo.
I secoli passano, i prati scompaiono,
dov’era una curva e sul sentiero rimane.
Il sentiero del pastore nella via principale,
via polverosa si trasforme
della una città frettolosa.
Le orme dei nostri antenati seguiamo,
le nostre case sopra costruiamo.
Grazie per la terra, grazie per il cielo,
grazie per la vita.
In troppa fretta ringraziarsi.
Non dimenticarsi di coloro che c’erano.
Anche noi stessi spariremo.
Resteranno solo i sentieri
dove abbiamo camminato.

 

°°°°—-°°°°

17po25f Ieva Akurātere
Questa lancia

Quando ti chiama una voce
Non pensa che sia una sciocchezza.
Quando un’ala ti copre, quasi,
Non ferma, continua così.
E ridi dal tutto cuore,
E piangi le lacrime splendori,
Vai via, non rifletta troppo, non rallenta,
Come un ruscello di montagna diventa.
Credi, credi ad esso
A unico voce questo,
E ridi dal cuore tutto,
E piangi le lacrime splendori.
Lascia che la lancia ti ferisca
E per la tenerezza spezza.
Lascia di suonare un lodo
Per il tuo vero amore.

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DILA APS & IL DISPARI 2025 Redazione culturale

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dal codice 11po25f al codice 17po25f

La selezione delle opere idonee a partecipare alla fase finale della XIV edizione del Premio internazionale di Arti Varie “Otto Milioni” è terminata.

La sezione poesia risulta composta da 51 componimenti che stiamo pubblicando tutti in questa pagina con cadenza settimanale.

Per un consolidato sistema di coinvolgimento dei lettori, qui di seguito trovate un coupon valido per assegnare voti alle poesie da voi prescelte.

Ogni coupon da diritto all’assegnazione di un SOLO voto che avrà valore di  ben 10 punti nella classifica finale.

Per esprimere il voto vi sarà sufficiente compilare il coupon nelle due parti in bianco e consegnarlo alla edicola TRANI a Piazza degli Eroi Ischia, oppure potrete inviarlo (digitalizzato o fotografato) come allegato ad una e-mail da indirizzare a dila@dilaaps.it entro e non oltre il prossimo 20 settembre.

ATTENZIONE: tutte le seguenti poesie sono state pubblicate nella ESATTA formattazione fornita dall’Autore. Per alcune di esse, trattandosi di testi scritti in lingue straniere, le traduzioni in italiano che presentiamo sono state realizzate a cura degli stessi Autori, in maniera amichevole e non professionale, e contengono evidenti imperfezioni ed errori sui quali non siamo intervenuti per non falsare lo spirito della gara.

Invitiamo i lettori a tenerne conto nelle operazioni di voto non facendosi influenzare dai refusi.

La cerimonia di premiazione dei vincitori avverrà in una data compresa tra il 25 novembre 2025 e il 31 gennaio 2026.

La data e la località della premiazione saranno rese note ai finalisti con un preavviso di almeno 10 giorni.

In bocca al lupo e vinca il migliore!

20250616 DILA APS – IL DISPARI

20250616 DILA APS – IL DISPARI

°°°°—-°°°°

11po25f Milena Petrarca
VESTITA DI LAMPI D’AMORE

Apparire i tuoi occhi dal cielo
Trafori l’anima.
Vestita di lampi D’AMORE.
Creatura celeste
Irradi tutto il mio essere
Raccontami ancora
Fiabe d’amore
SEI COME PRIMAVERA
Vestita di pesco giardino
Serpenti divini
Solcano la tua anima
SEI Come chioma dal vento . .
RAPITA E MI TRASCINI IN
MONDI INCANTATI.

 

°°°°—-°°°°

12po25f Caterina Novak
L’ARTISTA UNIVERSALE

Come il vasaio plasma l’argilla
così l’Artista Universale
scolpisce l’Idea
memoria platonica
insita nell’abisso dell’anima
O auree Pleiadi
Arte e Musica
divine ed intangibili
scendete sulla terra!
Incoraggiateci ancora a sperare
nell’Etereo Spazio
specchio palpitante
porto sicuro
nel tormentoso volteggiare della vita
Con accordi inesprimibili
donate brividi e luci eterne al mondo
Il vostro linguaggio universale
corre veloce come freccia ardente
tra le guerre dei popoli divisi
Le vostre sette chiavi
aprono cancelli chiusi
annientano barriere
L’essenza del vostro
libero manifestarsi
è creare il perfetto accordo
di un’Unica Nuova Realtà.

 

°°°°—-°°°°

13po25f Caterina Novak
ODISSEA

Come il prode Ulisse
esule dalla patria
vago per questo mondo
Scorre la sabbia
nelle spire del tempo
col suo implacabile ticchettìo
Fermati o Tempo
non appellarmi piu’ “Nessuno”
Il senza nome
Il mio naviglio è sommerso
tra i canti delle Sirene
Oltrepasso Scilla e Cariddi
con le vele spezzate
mentre quasi il Leviatano mi divora
Vedo Cielo e mare unirsi
come i gabbiani sulle onde
Avrò la forza di combattere contro
Circe ed il gigante Polifemo?
Itaca mi attende tra le nubi bianca e sassosa
indimenticabile come la quotidianità
Tutti gli amici m’han tradito
Solo il fedele Argo attende a casa
ai piedi di Penelope che spera
In un vittorioso ritorno
Mentre io sto naufragando
con le ferite aperte
Vorrei poter essere un eroe senza tempo
ma sono un essere mortale
Languo e gemo navigando nel buio

 

°°°°—-°°°°

14po25f Caterina Novak
SENTIERI

Camminar mi è grato quando tace il mondo
e lieve è il sospiro del vento
tra le rocce di queste montagne
Mi perdo in te o sacro bosco
ammantato di verde
dove le ninfe mi guardano assopite
dondolandosi tra i rami del platano
Non conosco la strada
néso quale brezza respirar dovro’
ma odo il rumore dei miei passi incerti
Diversi sentieri portano alla vetta
Non so come percorrerli senza timore
con ardimento coraggioso e pio
Il sentieromaestro è piccolo e stretto
Implica fatica e sacrificio percorrerlo
Salir dovrò tratornanti scoscesi
senza mai chiedermi perché
Alta è ormai la luna e mi guarda stupita
mentre ascendo pian piano senza guardare indietro
Il battito del mio cuore affranto
sorvolagli abissi del terrore e dei ricordi
Nessuno potrà fermarmi
La mia meta è quella vetta
che intravedo tra le nubi
quella cima dove tutto
acquista un senso e un fine
tutto è felicità e Gloria eterna

 

°°°°—-°°°°

15po25f Viesturs Āboliņš
Alla mia prima insegnante

Un anno, tal lontano, un anno al dì la,
la mia vecchia classe
e il peso dei banchi, la fila dei calamai,
la luce degli occhi saggi, e la bontà,
e poi la vita è la nostra strada adulta –
ci riscalda quel splendore, che maestà

Come in un calamaio, nel cuore
la mia penna immergo, lì,
con l’inchiostro rosso scrivendo,
con le goccine come con le lettere,
e la vita nell’ immensità ascende.
Non mi dispiace la carta, ma l inchiostro, sì.
Mentire , maledire – risparmio la forza.

 

 

°°°°—-°°°°

16po25f Viesturs Āboliņš
Sto camminando

Sto camminando per la strada,
ma la strada una curva prende,
non si perde.
Tanti anni fa,, un’ uomo qui pascolava.
Un’ giro ai margini del bosco io faccio.
Una deviazione attorno al prato sconosciuto
io prendo ,
così mi immenso rendo.
I secoli passano, i prati scompaiono,
dov’era una curva e sul sentiero rimane.
Il sentiero del pastore nella via principale,
via polverosa si trasforme
della una città frettolosa.
Le orme dei nostri antenati seguiamo,
le nostre case sopra costruiamo.
Grazie per la terra, grazie per il cielo,
grazie per la vita.
In troppa fretta ringraziarsi.
Non dimenticarsi di coloro che c’erano.
Anche noi stessi spariremo.
Resteranno solo i sentieri
dove abbiamo camminato.

 

°°°°—-°°°°

17po25f Ieva Akurātere
Questa lancia

Quando ti chiama una voce
Non pensa che sia una sciocchezza.
Quando un’ala ti copre, quasi,
Non ferma, continua così.
E ridi dal tutto cuore,
E piangi le lacrime splendori,
Vai via, non rifletta troppo, non rallenta,
Come un ruscello di montagna diventa.
Credi, credi ad esso
A unico voce questo,
E ridi dal cuore tutto,
E piangi le lacrime splendori.
Lascia che la lancia ti ferisca
E per la tenerezza spezza.
Lascia di suonare un lodo
Per il tuo vero amore.

20250616 DILA APS – IL DISPARI

20250616 DILA APS – IL DISPARI

20250616 DILA APS – IL DISPARI

20250616 DILA APS – IL DISPARI

20250616 DILA APS – IL DISPARI

20250609 DILA APS – IL DISPARI

20250609 DILA APS – IL DISPARI

20250609 DILA APS – IL DISPARI

Vota la tua poesia: OTTO MILIONI 2025

dal codice 01po25f al codice 10po25f

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20250609 DILA APS – IL DISPARI

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01po25f Luciana Capece
LA TERRA TREMA

L’abissale vulcano dormiente
finge a respirare di quiete!
Perfetto è il suo passo
di danza delittuosa,
mentre di catastrofe nutre le ore
imbattendosi a sorpresa.
SISMA è il suo nome!
Terrorista maniacale di storia!

Senza veli viaggia smisurato
alla velocità indescrivibile,
con un lungo elenco di crateri
per diaboliche trame
ove è abolita la parola freno.

< PADRONE individuale!>
< Ottimo CALCOLATORE di danni!>

Ladro d’attimi di cicli viventi,
onde di polvere s’atteggia
privo di rimpianti.
Sgombratore forzuto,
nato per ingoiare
supplizio d’equilibrio
anche in contempli di preghiere.
Unico incredulo ai miracoli!

 

°°°°—-°°°°

03po25f Luciana Capece
UNA LUCE TRA LA NEBBIA

Distillo amore
in questa terra di martirio
per deviare dall’accordo oscuro
che offusca
l’aurora dei sentimenti.

Si!
Anch’io madre,
trafitta da rocciose paure
tutelo
nel presente datomi in prestito:
< Il bianco mare del bene!>

Per scoprire fra gli orrori
gli inverni del male in agguato,
capace di spalmare
solo coltre di ghiaccio.

Mentre il cuore potente
come un pianeta solare
riscalda incondizionato
il FIGLIO della mia carne!

 

°°°°—-°°°°

04po25f Luciano Somma
SI RESTA QUI

Si resta qui
a guardare gli uragani
una ruota girare all’incontrario
i treni fermi oziare sui binari
seduti su una comoda poltrona
si resta qui
tra oggetti inanimati indifferenti
disassociati ormai dal divenire
d’un altro giorno che sarà diverso
solo per chi lo vive in prima linea
si resta qui
nel guscio d’una squallida conchiglia
fieri d’un egoismo ch’è sovrano
che regna dentro al corpo e nella mente
che forse non ha più nulla di umano
si resta qui
a contare il trascorrere dell’ora
volta sicuramente all’imbrunire
in lenta attesa d’una lunga notte
si resta qui e restando è un po’ morire.

 

°°°°—-°°°°

05po25f Luciano Somma
MEMORIE D’ALBA

Il mio ricordo
Gioca a rinverdire
Un ieri irripetibile
Col desiderio assurdo
Di tornare
Sulle betulle
Della prima infanzia
Anche se allora
Tuonavano cannoni
Ed i cipressi
accoglievano morti
Ma è solo un attimo
Di volontà d’immenso
Poi nel voltare pagina
Trovo nuovi motivi
Di altre riflessioni
Ora che non ho più
Memorie d’alba.

 

°°°°—-°°°°

06po25f Antonella Ariosto
COLORE DEL CIELO

Tra la cenere ancora ardente
delle mie reminiscenze di ieri
vola alta la vanità
nei tuoi occhi azzurri
colore del cielo.
Cercami mi sussurravi
nella calda notte di luglio
tra la notte e l’alba
in un sbadiglio sul mare.

L’arte di sedurre
è evidente ti appartiene
un verbo nato con te
un abito che ti veste
alla perfezione.

Il sentire avvertito
tra mente e cuore
ho presto zittito
già colma d’amore.
Ero fragile
ero forte
così ingenuamente vera.
Nelle lunghe giornate d’estate
per te un’eccitante preda

 

°°°°—-°°°°

07po25f Antonella Ariosto
VENTO DI SCIROCCO 

Caldo il vento di scirocco
s’infilava tra le serrande
abbassate in penombra.

Erano i pomeriggi d’estate
nella mia terra natia.
Terra colma di odori
di colori, di sole e mare.
Di dorate spiagge
profumate di sale.

Portava una terra rossa
lo scirocco di allora
la terra dei deserti dell’Africa
e un calore infernale.

Erano belle le mie sere d’allora
quando sul lungomare
si parlava per ore tra amici
e una luna buona ci sorrideva.

 

°°°°—-°°°°

08po25f Antonella Ariosto
HO RESPIRATO

Ho respirato
aria fresca del mattino
e notti piene di fumo di sigarette
che la gola bruciavano
dissolvendo i pensieri dietro buie coltri.

La luce di un faro
spesso era un sostegno
in quelle notti di parole silenti
di sguardi che sapevano toccare il cuore.
La musica dentro le orecchie
canzoni impossibili
da riascoltare ancora oggi.

Ho respirato a pieni polmoni
l’aria salmastra del mio mare
per spazzare via
tutte quelle domande
alle quali non sapevo dare risposte.
Non le ho mai trovate
neanche oggi che è tutto distante.
Forse sono sbagliata io
evanescente come fumo
che verso il cielo vola.
Andata senza ritorno.

 

°°°°—-°°°°

09po25f Milena Petrarca
FANCIULLA VIOLATA

Pensierosa rimembri giorni lontani
Emozioni di una vita vissuta ancora
Troppo bambina occhi in cerca di
Quella dolcezza di quell’ amore negato
Violato nella tua essenza.
IL dolore e la tristezza traspaiono
Da tutto il tuo essere
Fanciulla dai semi acerbi
Come magica visione e liberi
La tua anima cascate di capelli
Ammantano la tua vita fanciulla
Violata nell’anima di donna bambina
Ti hanno rubato il cuore  hanno
Rubato il tuo dolce sorriso
Hanno violato la tua Fanciullezza
Troppo piccola per essere donna
Troppo fragile e malinconica per amare
Serenamente la danza dell’amore
Incendia la tua vita nel tuo vissuto

 

°°°°—-°°°°

10po25f Milena Petrarca
OCCHIO COME ONDE GRAVITAZIONALI

Come visione appare
Il mio arcobaleno della vita
Nel tuo occhio
Una girandola frenetica
Un gioco vorticoso che ti prende
Volteggi forze impetuose
Come onde gravitazionali
Ti trascinano, ti rapiscono
Nei mondi fluttuanti della vita
Cerca D’AMORE.

20250609 DILA APS – IL DISPARI

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DILA APS & IL DISPARI 2025 Redazione culturale

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20250613 DILA APS IL DISPARI professionisti

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Perché la probabilità (oggettiva) non esiste (V)

Luca Nicotra

La definizione soggettiva di Bruno de Finetti, precedentemente data, riporta il significato della probabilità alla comune accezione dell’uomo della strada, ma non è una definizione “operativa”, nel senso che non indica una procedura specifica per assegnare alla probabilità un valore numerico, salvo che dovrà essere un valore (compreso fra 0 e 1) tanto più vicino a uno quanto maggiore è la nostra convinzione che l’evento si verifichi, e tanto più vicino a zero quanto maggiore è la nostra convinzione che l’evento non si verifichi.

La definizione operativa è stata data da Bruno de Finetti secondo lo schema delle scommesse, da lui prediletto, assegnando come valore della probabilità di un evento il rapporto tra la “posta” di chi valuta la probabilità e la somma delle “poste” dei due scommettitori.

Così, per esempio, se Giovanni è disposto a scommettere 3 contro 1 che il cavallo Destriero vincerà la prossima corsa, significa che il suo avversario è invece disposto a scommettere 1 contro 3 che quel cavallo vincerà: la probabilità che Giovanni attribuisce alla vittoria di Destriero, quindi, è per lui ¾, vale a dire il 75%, mentre per il suo avversario è ¼, pari al 25%.

In altri termini la scuola soggettivista di de Finetti e Ramsey assegna alla probabilità di un evento il valore numerico pari «alla massima somma di denaro che un soggetto razionale è disposto a scommettere a fronte di una vincita lorda unitaria».

La “posta” impegnata nella definizione di de Finetti può essere determinata in svariati modi (simulazioni al computer, calcoli scientifici, calcoli combinatori, frequenza relativa, valutazioni puramente intuitive, rapporto casi favorevoli/casi possibili, ecc.), ma sempre in maniera “equa e coerente con le informazioni” possedute dal soggetto che valuta la probabilità (sarebbe qui troppo lungo illustrare il significato della frase «equa e coerente con le informazioni», per il quale si rimanda alle trattazioni specialistiche sulla probabilità soggettiva.)

La definizione soggettiva di probabilità, dunque, non rigetta le precedenti definizioni, ma le recupera sottraendole all’errata pretesa di oggettivismo, per utilizzarle più ragionevolmente e realisticamente in ottica soggettivista, come scelte non necessarie, bensì ritenute utili da chi deve dare un valore alla probabilità, in base alle “sue” informazioni o al “suo” intuito.

Il soggettivismo in essa presente non è pertanto “arbitrarietà”, come a volte è frainteso da alcuni, ma l’espressione dell’opinione del soggetto che valuta la probabilità, coerente con le informazioni, di qualunque tipo, di cui egli dispone sull’evento in un certo istante, comprendendo fra esse anche la conoscenza di diverse valutazioni della probabilità dell’evento espresse da altri soggetti o, perfino, la mancanza di qualunque informazione.

Le tecniche di calcolo messe a punto da Bruno de Finetti sono tali da consentire di ricavare, in maniera coerente con le premesse, il valore della probabilità e pertanto sono “oggettive”, pur essendo le premesse stesse soggettive, in accordo con la sostanziale differenza fra il Calcolo delle probabilità, che ha valore oggettivo, seguendo un metodo matematico rigoroso, e i metodi per la definizione di probabilità propri della Teoria delle probabilità, che invece possono variare.

La definizione definettiana ha il pregio innegabile di fornire “sempre” un valore della probabilità, anche nei casi in cui l’evento non è ripetibile, non è mai accaduto o le informazioni disponibili sono molto scarse o inesistenti.

FINE

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Perché la probabilità (oggettiva) non esiste (IV)

Luca Nicotra

Abbiamo visto che tutte e tre le definizioni di probabilità oggettiva sono inficiate da elementi di puro soggettivismo.

Già questo sarebbe sufficiente per giustificare la famosa frase di Bruno de Finetti «la probabilità non esiste», come lui provocatoriamente affermava, per dire che la probabilità  non può essere oggettiva ma soltanto soggettiva.

Alla stessa conclusione si può arrivare con considerazioni più generali di carattere filosofico.

La questione del probabilismo, ovvero dell’indeterminismo, è ancor oggi affrontata in maniera molto ambigua e fuorviante, confondendo spesso la realtà ontologica (la Natura in sé) con la sua rappresentazione (la Scienza), che è il “come  appare” quella realtà all’uomo.

Una distinzione fondamentale, che in maniera molto suggestiva il filosofo Alfred Korzybski (1879–1950) esprimeva con la famosa frase: «La mappa non è il territorio».

Fatto questo distinguo, è ragionevole pensare che la Natura in sé sia deterministica, regolata da leggi precise aventi tre attributi: universalità, immutabilità e necessità.

Se la Natura giocasse veramente a dadi, non avrebbe alcun senso la ricerca di regolarità nei suoi fenomeni, che è alla base del lavoro degli scienziati.

Il mondo stesso sarebbe caotico.

Una Natura “capricciosa” che giocasse a dadi non permetterebbe nessuna scienza.

Il determinismo nella Natura è stato espresso molto chiaramente proprio da un illustre probabilista francese, Emile Borel (1871-1956), nel suo  Traité du Calcul de Probabilités  et ses applications (1924-34), a proposito del lancio in aria di una moneta: «Possiamo scommettere su testa e croce mentre la moneta, già lanciata, è in aria e di conseguenza ne viene determinato il movimento. Possiamo scommettere una volta che la moneta è caduta, alla sola condizione di non vedere su quale lato è caduta. La probabilità non deriva dal fatto che un tale evento sia indeterminato (nel senso più o meno filosofico del termine), bensì dal fatto che non siamo in grado di prevedere quale eventualità si verificherà, o, il che è lo stesso, sapere quale eventualità si è verificata».

Ma allora se la Natura è deterministica, il considerare la probabilità come una “proprietà” oggettiva della Natura è una macroscopica contraddizione: la Natura sarebbe allo stesso tempo regolata dalla logica del certo (determinismo) e dalla logica dell’incerto (probabilismo), che sono l’una la negazione dell’altra.

In termini ancora più espressivi: la Natura saprebbe esattamente come agire e nello stesso tempo sarebbe indecisa sul come agire.

Una probabilità oggettiva significherebbe affermare che la Natura è deterministica e indeterministica nello stesso tempo.

Che senso avrebbe allora una scienza deterministica, rappresentazione che l’uomo costruisce della natura, se invece la natura stessa gioca a dadi?

La probabilità quindi non può essere una proprietà della Natura, ma deve riguardare soltanto la nostra conoscenza della Natura, che per ragioni di limiti umani è necessariamente imperfetta.

La probabilità riguarda la mappa e non il territorio, per dirla con Korzybski.

La probabilità esprime dunque soltanto il nostro grado di ignoranza.

La natura sa sempre come deve agire, mentre l’uomo, con la sua scienza, ne può conoscere le leggi soltanto con un certo grado di fiducia che varia a seconda delle informazioni che riesce ad avere, che possono variare nel tempo.

Dunque possiamo dire con de Finetti (Teoria delle Probabilità. Vol. 1, p. 6, Einaudi, 1970): «La probabilità è il grado di fiducia di un dato soggetto, in un dato istante e con un dato insieme di informazioni, riguardo al verificarsi di un dato evento». (Continua)

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Perché la probabilità (oggettiva) non esiste (III)

Luca Nicotra 

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Voglio ritornare su alcune osservazioni critiche che riguardano la definizione classica (per partizione), considerando l’esempio icona di questo tipo di probabilità: il lancio in aria di una moneta, realizzata in modo che non ci sia maggior concentrazione di massa su una faccia piuttosto che sull’altra, tale da  favorirne la caduta su quella faccia. Gli eventi possibili sono generalmente considerati due (testa, croce), mutuamente escludentisi, mentre l’evento favorevole è uno dei due (o testa o croce), per cui la probabilità per partizione è 0,5 (50%).

Ma in tale calcolo si esclude un terzo caso, teoricamente possibile: la caduta della moneta di taglio, utilizzando, in maniera “sottaciuta”, una valutazione di probabilità stessa di tale caso, tanto piccola da giustificarne l’esclusione a priori.

Questa scelta inficia la determinazione della probabilità a 0,5 perché utilizza già a sua volta, per escludere un terzo caso possibile, una valutazione di probabilità espressa, oltretutto, non secondo un criterio “oggettivo”, ma in maniera palesemente generica e soggettiva. La definizione classica di probabilità riguarda ovviamente eventi del futuro (altrimenti non si potrebbe parlare di probabilità) ma  che sono anche già accaduti e ripetibili, basandosi sulla partizione dei casi in possibili e favorevoli.  Un nuovo lancio in aria di una moneta è certamente un evento del futuro ma è un “tipo di evento” già accaduto nel passato che è ripetibile quante volte si vuole. La definizione classica di probabilità non è  quindi applicabile a quella stragrande maggioranza di casi in cui gli eventi di cui vogliamo stimare la probabilità non sono mai accaduti oppure sono per loro stessa natura irripetibili. Per esempio: sarà africano il prossimo Papa? Il prossimo presidente degli Stati Uniti sarà una donna? Ecc. Per essi, ovviamente, non è possibile la partizione dei casi in possibili e favorevoli. Altre critiche molto severe riguardano il criterio di determinazione dei casi possibili. Gli eventi “giudicati” possibili devono avere tutti la stessa probabilità, vale a dire non ci deve essere nessuna circostanza che favorisca la realizzazione dell’uno piuttosto che dell’altro. «Eccoci dunque costretti a definire il probabile col probabile. Come sapremo che due casi possibili sono ugualmente probabili?», osservava il grande matematico e filosofo Henri Poincaré (La scienza e l’ipotesi,   1902).  Come già detto la definizione della probabilità per partizione si richiude in un circolo vizioso, poiché fa uso dello stesso concetto di probabilità che “pretende” di definire, richiedendo una valutazione di equiprobabilità degli eventi possibili, che è inoltre sempre relativa e soggettiva. Relativa, perché «il fatto che due casi ci appaiano ugualmente probabili dipende dal gruppo di circostanze che ci sono note od ignote», osservava de Finetti (Probabilismo, 1931, p.98). Soggettiva, perché la valutazione che una circostanza possa influire o no su un certo evento non è oggettiva, ma dipende da quanto noi stessi riteniamo più o meno probabile che ciò accada. Lo abbiamo visto nel caso del lancio di una moneta: la caduta sul dorso della moneta, pur essendo teoricamente possibile, non viene considerato come tale perché lo si “ritiene molto poco probabile”. Riemerge il carattere circolare di questa definizione. Quanto basta per demolire il preteso carattere “oggettivo” della definizione di probabilità per partizione.

Nella definizione assiomatica, oltre a  rimanere indeterminata la natura della probabilità, è soggettiva la scelta della funzione d’insieme che fornisce la misura dell’insieme-evento.

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CS DILA APS | Rendere possibile il difficile

Rendere possibile il difficile: è questo il fondamento della scelta operativa che è alla base della nuova iniziativa ideata Bruno Mancini ed affidata alla gestione dell’Associazione di Promozione Sociale “Da Ischia L’Arte – DILA APS”.
Infatti, la prima edizione della CERIMONIA DI DONAZIONE LIBRI ALLA BIBLIOTECA ANTONIANA DI ISCHIA si prefigge il compito di agire affinché Scrittori particolarmente interessanti, ma privi di “spinte” commerciali definite dalle case editrici padrone e quasi monopoliste del mercato commerciale librario italiano, possano beneficiare di una vetrina di lettura prestigiosa come lo è certamente la Biblioteca Comunale Antoniana di Ischia.

Fiore all’occhiello del complesso, dinamico nonché internazionale mondo culturale ischitano, la Biblioteca Antoniana diretta con lungimiranti intuizioni organizzative dalla Dottoressa Lucia Annicelli, raccoglie tra i suoi scaffali più di ventimila volumi, alcuni dei quali di notevole pregio storico e didattico (Fondo “Don Pietro Monti” appartenuto a colui al quale dobbiamo la scoperta di una serie di testimonianze e reperti archeologici dall’VIII secolo a.C. fino agli albori del Cristianesimo nel sottosuolo di Lacco Ameno; Fondo “Prof. Edoardo Malagoli” Docente di italiano e latino per oltre venti anni, dal 1955 al 1976, presso il Liceo Classico di Ischia, era storico e filosofo di cultura e formazione crociana; Fondo “Prof. Giuseppe Gallo”: un patrimonio interessante per la presenza di una buona selezione di testi di linguistica, di classici della letteratura e di opere di consultazione generale di grande pregio).

Nei giorni 26 – 27 – 28 maggio prossimo nel salone Onofrio Buonocore della Biblioteca, a partire dalle ore 17, un selezionato numero di scrittori italiani provenienti da diverse regioni ed operanti in variegati settori di scrittura (saggistica, narrativa, poetica ecc.) personalmente, o tramite un delegato, consegneranno i propri libri alla Direttrice Dottoressa Lucia Annicelli che, accettandoli in nome e per conto della Biblioteca, li inserirà nel catalogo dei tomi disponibili alla pubblica lettura.

La cerimonia, semplice e formale, ma ufficiale in misura sufficiente a dare il senso dello speciale prestigioso riconoscimento concesso agli autori, sarà impreziosita dalla lettura di stralci delle opere effettuata dalla attrice Chiara Pavoni.
Sono stati coinvolti in forme di partenariato, e si ringraziamo, l’Associazione ADA di Dalila Boukhalfa, la Fondazione LA SPONDA di Benito Corradini, la Casa Editrice IL SEXTANTE e il magazine EUDONNA di Mariapia Ciaghi, la testata giornalistica IL DISPARI di Gaetano Di Meglio, il salotto letterario INTERNO 4 di Chiara Pavoni, la DDclinic Foundation ETS presieduta da Andrea Del Buono.

I tre giorni della cerimonia sono stati inseriti nel palinsesto della rassegna internazionale IL MAGGIO DEI LIBRI.
Ovviamente, l’ingresso è gratuito e l’invito è rivolto a tutti i lettori.

Ischia 21 maggio 2025

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DILA APS IL DISPARI Rubrica Professionisti 2025

Professionisti DILA APS 2024 – Calendario pubblicazioni

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Bruno Mancini | L’imponente eredità civile che ci ha lasciato CHICCO CECCHI – quinta puntata

“Ischia, un’antologia”

APPUNTI PER ITINERARI TURISTICI

NELL’ISOLA D’ISCHIA

PER CONTO DELL’ENTE VALORIZZAZIONE ISCHIA.

Di GIOVAN GIUSEPPE CERVERA

Pag. 54

Via Piano – Via fuori il Ralo. Partendo dalla Via Regina Elena, mette anch’essa sulla Scarrupata nella parte più sud presso la non mai tanto segnalata Guardiola, oggi lasciata in abbandono. Il golfo sottostante prende il nome di Fèlice. Indicare Via Piano e, dove questa si biforca, precisare Via Fuori il Rale. E’ questo il ramo che acquista particolarità rilevanti, infossata com’è tra l’umido “maschione”, proprio verso il ripiano dove si consiglia porre la scritta “temine”.

CALA DI OMBRASCO – CASCATELLA DEL TAMBURO – CAVA DEL BUBU’

SORGENTI DI ARVANIELLO

FUMAROLE DEL CACCIUTTO – FONDO D’OGLIO – PIETRA DEL VOIA

La vita di Casamicciola svolgentesi essenzialmente lungo la fascia costiera non lascia intravedere al turista le meraviglie delle sue zone collinose. Eppure queste, una volta venute a conoscenza, difficilmente si lasciano dimenticare: riescono, infatti, a suggerire nel visitatore tal senso di amore per questa terra e ad infondere tanta voglia di rivederle, che non sempre chi le ha visitate può evitare un ritorno in Ischia.

Fondo d’Oglio, Cretaio, Tresta, Ombrasco, Paravisiello, Piccolo Paradiso, Campo Manno, Pera, Cràtica, Ciufano per l’isolano distratto e per il turista che dà uno sguardo sommario alla cartina geografica dell’Isola rappresentano nomi vuoti, privi di significato e senza una gloria di bellezza, ma a chi ha visitato questi posti, non possono non riaprire un cofano di ricordi, di sentimenti, di propositi, non possono non ricordargli le autentiche gioie che la terra, passo passo, gli offriva a ricompensa della piccola fatica.

Lasciare che queste bellezze restino solitarie, ignote al mondo turistico rappresenta una colpevolezza che rasenta il delitto.

Basterebbe una opportuna segnaletica, solo a titolo di compagna e guida, anche lasciando al turista la gioia di scoprire da sé le segrete bellezze dell’isola, rimettendo tutto nelle sue capacità di intendere e amare la natura.

Sarebbe già questo non piccolo conforto nella solitudine di questi sentieri che portano a contatto diretto colle Cave, con le fonti, con le Fumarole, con le Ventarole, con la terra cresciuta col sovrapporsi delle colate eruttive, con le vestigia d’un passato cui si ricollega la nostra esistenza, con il delicato odore dei castagni – odore della nostra terra -, con la visuale aperta, allargantesi colla salita, del nostro mondo la cui componente essenziale e vivificatrice resterà sempre il suo valore estetico:

Io sono colui che spirò fuori la forma.

Io spinsi avanti questo  nobile

dio che riempie il cielo colla sua bellezza .

(75, tes, delle Pir)

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Bruno Mancini | L’imponente eredità civile che ci ha lasciato CHICCO CECCHI – quarta puntata

“Ischia, un’antologia”

APPUNTI PER ITINERARI TURISTICI

NELL’ISOLA D’ISCHIA

PER CONTO DELL’ENTE VALORIZZAZIONE ISCHIA.

Di GIOVAN GIUSEPPE CERVERA

 

Pag. 53

La convalle del Cratere – La Scarrupata – Matarace

 

Fiancheggiano la Convalle:

Via Chiummano e Via Terone- Vatoliere per i casali omonimi. Ambedue queste strade sanno tanto di romantico e, qualora fossero ben tenute, anche con un pizzico di ornamento floreale- si potrebbe piantare sui cigli dei muri a secco la Cannocchiera, fiore che dura tutta l’estate e richiede pochissima accqua –

Pag. 54

diventerebbero una romantica passeggiata per ammirare la Convalle del Cratere-

Quelle che raggiungono la Scarrupata sono:

Via Schiappone. Quel bruttissimo fontanino andrebbe modificato nel senso di una più decente collocazione onde rivelate meno sciattoneria nelle opere pubbliche. Ben ricostruito, servirebba anche ad indicare la strada, cosa che peraltro, allo stato, non esiste affatto. Segnare alla prima biforcazione Via Terone-Vatoliere e alla seconda, presso la chiesa, Via dei Teroni, quindi immettere il visitatore sul sentiero che deve portarlo alla Scarrupata.

Non sarà male indicare che simile passeggiata è riservata soltanto agli audaci, ma non sarebbe nemmeno altrettanto male se nei passi impervi venisse resa praticabile.

Questo sentiero raggiunge Via San Pancrazio, la quale, a sua volta, consente di scendere verso punta San Pancrazio e di salire su Piano Liguori.

Logicamente queste deviazioni vanno segnate nel modo che la perizia e la estrosità dei competenti sanno trovare.

Via Vatoliere. Bisogna segnare Via Chiummano all’inizio, la strada non presenta difficoltà e facilmente raggiunge l’orlo del cratere della Scarrupata. La visuale permette di distinguere nettamente la forma dell’antichissimo cratere e dei vari strati di roccia che compongono quella parte dell’isola. Il lato esteriore del cratere è sprofondato nel mare sul cui fondo un banco detto Ciglio ne ricorda i limiti e la forma. La pietra che nereggia nel mare non lontani dalla riva è Pietra  Crespa. Se in qualche modo si potesse soddisfare la curiosità del turista indicandogli che in fondo, sulla spiaggia, esisteva il celebre Bagno di Succellaro, famoso prima che il bradisismo non lo raggiungesse, e le cui acque calde affiorano ancora in riva al mare, si farebbe opera veramente meritoria e nei confronti di un bagno, le cui acque, a quanto dice Jasolino, erano le migliori (il succo) di tutta, e nei riguardi dei visitatori anziani che non possono consentirsi la gioia di toccare la spiaggia, dato che dovrebbero rifare il sentiero troppo erto.

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Perché la probabilità (oggettiva) non esiste (IV)

Luca Nicotra

Abbiamo visto che tutte e tre le definizioni di probabilità oggettiva sono inficiate da elementi di puro soggettivismo.

Già questo sarebbe sufficiente per giustificare la famosa frase di Bruno de Finetti «la probabilità non esiste», come lui provocatoriamente affermava, per dire che la probabilità  non può essere oggettiva ma soltanto soggettiva.

Alla stessa conclusione si può arrivare con considerazioni più generali di carattere filosofico.

La questione del probabilismo, ovvero dell’indeterminismo, è ancor oggi affrontata in maniera molto ambigua e fuorviante, confondendo spesso la realtà ontologica (la Natura in sé) con la sua rappresentazione (la Scienza), che è il “come  appare” quella realtà all’uomo.

Una distinzione fondamentale, che in maniera molto suggestiva il filosofo Alfred Korzybski (1879–1950) esprimeva con la famosa frase: «La mappa non è il territorio».

Fatto questo distinguo, è ragionevole pensare che la Natura in sé sia deterministica, regolata da leggi precise aventi tre attributi: universalità, immutabilità e necessità.

Se la Natura giocasse veramente a dadi, non avrebbe alcun senso la ricerca di regolarità nei suoi fenomeni, che è alla base del lavoro degli scienziati.

Il mondo stesso sarebbe caotico.

Una Natura “capricciosa” che giocasse a dadi non permetterebbe nessuna scienza.

Il determinismo nella Natura è stato espresso molto chiaramente proprio da un illustre probabilista francese, Emile Borel (1871-1956), nel suo  Traité du Calcul de Probabilités  et ses applications (1924-34), a proposito del lancio in aria di una moneta: «Possiamo scommettere su testa e croce mentre la moneta, già lanciata, è in aria e di conseguenza ne viene determinato il movimento. Possiamo scommettere una volta che la moneta è caduta, alla sola condizione di non vedere su quale lato è caduta. La probabilità non deriva dal fatto che un tale evento sia indeterminato (nel senso più o meno filosofico del termine), bensì dal fatto che non siamo in grado di prevedere quale eventualità si verificherà, o, il che è lo stesso, sapere quale eventualità si è verificata».

Ma allora se la Natura è deterministica, il considerare la probabilità come una “proprietà” oggettiva della Natura è una macroscopica contraddizione: la Natura sarebbe allo stesso tempo regolata dalla logica del certo (determinismo) e dalla logica dell’incerto (probabilismo), che sono l’una la negazione dell’altra.

In termini ancora più espressivi: la Natura saprebbe esattamente come agire e nello stesso tempo sarebbe indecisa sul come agire.

Una probabilità oggettiva significherebbe affermare che la Natura è deterministica e indeterministica nello stesso tempo.

Che senso avrebbe allora una scienza deterministica, rappresentazione che l’uomo costruisce della natura, se invece la natura stessa gioca a dadi?

La probabilità quindi non può essere una proprietà della Natura, ma deve riguardare soltanto la nostra conoscenza della Natura, che per ragioni di limiti umani è necessariamente imperfetta.

La probabilità riguarda la mappa e non il territorio, per dirla con Korzybski.

La probabilità esprime dunque soltanto il nostro grado di ignoranza.

La natura sa sempre come deve agire, mentre l’uomo, con la sua scienza, ne può conoscere le leggi soltanto con un certo grado di fiducia che varia a seconda delle informazioni che riesce ad avere, che possono variare nel tempo.

Dunque possiamo dire con de Finetti (Teoria delle Probabilità. Vol. 1, p. 6, Einaudi, 1970): «La probabilità è il grado di fiducia di un dato soggetto, in un dato istante e con un dato insieme di informazioni, riguardo al verificarsi di un dato evento». (Continua)

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Perché la probabilità (oggettiva) non esiste (III)

Luca Nicotra 

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Voglio ritornare su alcune osservazioni critiche che riguardano la definizione classica (per partizione), considerando l’esempio icona di questo tipo di probabilità: il lancio in aria di una moneta, realizzata in modo che non ci sia maggior concentrazione di massa su una faccia piuttosto che sull’altra, tale da  favorirne la caduta su quella faccia. Gli eventi possibili sono generalmente considerati due (testa, croce), mutuamente escludentisi, mentre l’evento favorevole è uno dei due (o testa o croce), per cui la probabilità per partizione è 0,5 (50%).

Ma in tale calcolo si esclude un terzo caso, teoricamente possibile: la caduta della moneta di taglio, utilizzando, in maniera “sottaciuta”, una valutazione di probabilità stessa di tale caso, tanto piccola da giustificarne l’esclusione a priori.

Questa scelta inficia la determinazione della probabilità a 0,5 perché utilizza già a sua volta, per escludere un terzo caso possibile, una valutazione di probabilità espressa, oltretutto, non secondo un criterio “oggettivo”, ma in maniera palesemente generica e soggettiva. La definizione classica di probabilità riguarda ovviamente eventi del futuro (altrimenti non si potrebbe parlare di probabilità) ma  che sono anche già accaduti e ripetibili, basandosi sulla partizione dei casi in possibili e favorevoli.  Un nuovo lancio in aria di una moneta è certamente un evento del futuro ma è un “tipo di evento” già accaduto nel passato che è ripetibile quante volte si vuole. La definizione classica di probabilità non è  quindi applicabile a quella stragrande maggioranza di casi in cui gli eventi di cui vogliamo stimare la probabilità non sono mai accaduti oppure sono per loro stessa natura irripetibili. Per esempio: sarà africano il prossimo Papa? Il prossimo presidente degli Stati Uniti sarà una donna? Ecc. Per essi, ovviamente, non è possibile la partizione dei casi in possibili e favorevoli. Altre critiche molto severe riguardano il criterio di determinazione dei casi possibili. Gli eventi “giudicati” possibili devono avere tutti la stessa probabilità, vale a dire non ci deve essere nessuna circostanza che favorisca la realizzazione dell’uno piuttosto che dell’altro. «Eccoci dunque costretti a definire il probabile col probabile. Come sapremo che due casi possibili sono ugualmente probabili?», osservava il grande matematico e filosofo Henri Poincaré (La scienza e l’ipotesi,   1902).  Come già detto la definizione della probabilità per partizione si richiude in un circolo vizioso, poiché fa uso dello stesso concetto di probabilità che “pretende” di definire, richiedendo una valutazione di equiprobabilità degli eventi possibili, che è inoltre sempre relativa e soggettiva. Relativa, perché «il fatto che due casi ci appaiano ugualmente probabili dipende dal gruppo di circostanze che ci sono note od ignote», osservava de Finetti (Probabilismo, 1931, p.98). Soggettiva, perché la valutazione che una circostanza possa influire o no su un certo evento non è oggettiva, ma dipende da quanto noi stessi riteniamo più o meno probabile che ciò accada. Lo abbiamo visto nel caso del lancio di una moneta: la caduta sul dorso della moneta, pur essendo teoricamente possibile, non viene considerato come tale perché lo si “ritiene molto poco probabile”. Riemerge il carattere circolare di questa definizione. Quanto basta per demolire il preteso carattere “oggettivo” della definizione di probabilità per partizione.

Nella definizione assiomatica, oltre a  rimanere indeterminata la natura della probabilità, è soggettiva la scelta della funzione d’insieme che fornisce la misura dell’insieme-evento.

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CS DILA APS | Rendere possibile il difficile

Rendere possibile il difficile: è questo il fondamento della scelta operativa che è alla base della nuova iniziativa ideata Bruno Mancini ed affidata alla gestione dell’Associazione di Promozione Sociale “Da Ischia L’Arte – DILA APS”.
Infatti, la prima edizione della CERIMONIA DI DONAZIONE LIBRI ALLA BIBLIOTECA ANTONIANA DI ISCHIA si prefigge il compito di agire affinché Scrittori particolarmente interessanti, ma privi di “spinte” commerciali definite dalle case editrici padrone e quasi monopoliste del mercato commerciale librario italiano, possano beneficiare di una vetrina di lettura prestigiosa come lo è certamente la Biblioteca Comunale Antoniana di Ischia.

Fiore all’occhiello del complesso, dinamico nonché internazionale mondo culturale ischitano, la Biblioteca Antoniana diretta con lungimiranti intuizioni organizzative dalla Dottoressa Lucia Annicelli, raccoglie tra i suoi scaffali più di ventimila volumi, alcuni dei quali di notevole pregio storico e didattico (Fondo “Don Pietro Monti” appartenuto a colui al quale dobbiamo la scoperta di una serie di testimonianze e reperti archeologici dall’VIII secolo a.C. fino agli albori del Cristianesimo nel sottosuolo di Lacco Ameno; Fondo “Prof. Edoardo Malagoli” Docente di italiano e latino per oltre venti anni, dal 1955 al 1976, presso il Liceo Classico di Ischia, era storico e filosofo di cultura e formazione crociana; Fondo “Prof. Giuseppe Gallo”: un patrimonio interessante per la presenza di una buona selezione di testi di linguistica, di classici della letteratura e di opere di consultazione generale di grande pregio).

Nei giorni 26 – 27 – 28 maggio prossimo nel salone Onofrio Buonocore della Biblioteca, a partire dalle ore 17, un selezionato numero di scrittori italiani provenienti da diverse regioni ed operanti in variegati settori di scrittura (saggistica, narrativa, poetica ecc.) personalmente, o tramite un delegato, consegneranno i propri libri alla Direttrice Dottoressa Lucia Annicelli che, accettandoli in nome e per conto della Biblioteca, li inserirà nel catalogo dei tomi disponibili alla pubblica lettura.

La cerimonia, semplice e formale, ma ufficiale in misura sufficiente a dare il senso dello speciale prestigioso riconoscimento concesso agli autori, sarà impreziosita dalla lettura di stralci delle opere effettuata dalla attrice Chiara Pavoni.
Sono stati coinvolti in forme di partenariato, e si ringraziamo, l’Associazione ADA di Dalila Boukhalfa, la Fondazione LA SPONDA di Benito Corradini, la Casa Editrice IL SEXTANTE e il magazine EUDONNA di Mariapia Ciaghi, la testata giornalistica IL DISPARI di Gaetano Di Meglio, il salotto letterario INTERNO 4 di Chiara Pavoni, la DDclinic Foundation ETS presieduta da Andrea Del Buono.

I tre giorni della cerimonia sono stati inseriti nel palinsesto della rassegna internazionale IL MAGGIO DEI LIBRI.
Ovviamente, l’ingresso è gratuito e l’invito è rivolto a tutti i lettori.

Ischia 21 maggio 2025

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Bruno Mancini | L’imponente eredità civile che ci ha lasciato CHICCO CECCHI – quarta puntata

“Ischia, un’antologia”

APPUNTI PER ITINERARI TURISTICI

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PER CONTO DELL’ENTE VALORIZZAZIONE ISCHIA.

Di GIOVAN GIUSEPPE CERVERA

 

Pag. 53

La convalle del Cratere – La Scarrupata – Matarace

Fiancheggiano la Convalle:

Via Chiummano e Via Terone- Vatoliere per i casali omonimi. Ambedue queste strade sanno tanto di romantico e, qualora fossero ben tenute, anche con un pizzico di ornamento floreale- si potrebbe piantare sui cigli dei muri a secco la Cannocchiera, fiore che dura tutta l’estate e richiede pochissima accqua –

Pag. 54

diventerebbero una romantica passeggiata per ammirare la Convalle del Cratere-

Quelle che raggiungono la Scarrupata sono:

Via Schiappone. Quel bruttissimo fontanino andrebbe modificato nel senso di una più decente collocazione onde rivelate meno sciattoneria nelle opere pubbliche. Ben ricostruito, servirebba anche ad indicare la strada, cosa che peraltro, allo stato, non esiste affatto. Segnare alla prima biforcazione Via Terone-Vatoliere e alla seconda, presso la chiesa, Via dei Teroni, quindi immettere il visitatore sul sentiero che deve portarlo alla Scarrupata.

Non sarà male indicare che simile passeggiata è riservata soltanto agli audaci, ma non sarebbe nemmeno altrettanto male se nei passi impervi venisse resa praticabile.

Questo sentiero raggiunge Via San Pancrazio, la quale, a sua volta, consente di scendere verso punta San Pancrazio e di salire su Piano Liguori.

Logicamente queste deviazioni vanno segnate nel modo che la perizia e la estrosità dei competenti sanno trovare.

Via Vatoliere. Bisogna segnare Via Chiummano all’inizio, la strada non presenta difficoltà e facilmente raggiunge l’orlo del cratere della Scarrupata. La visuale permette di distinguere nettamente la forma dell’antichissimo cratere e dei vari strati di roccia che compongono quella parte dell’isola. Il lato esteriore del cratere è sprofondato nel mare sul cui fondo un banco detto Ciglio ne ricorda i limiti e la forma. La pietra che nereggia nel mare non lontani dalla riva è Pietra  Crespa. Se in qualche modo si potesse soddisfare la curiosità del turista indicandogli che in fondo, sulla spiaggia, esisteva il celebre Bagno di Succellaro, famoso prima che il bradisismo non lo raggiungesse, e le cui acque calde affiorano ancora in riva al mare, si farebbe opera veramente meritoria e nei confronti di un bagno, le cui acque, a quanto dice Jasolino, erano le migliori (il succo) di tutta, e nei riguardi dei visitatori anziani che non possono consentirsi la gioia di toccare la spiaggia, dato che dovrebbero rifare il sentiero troppo erto.

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Bruno Mancini | L’imponente eredità civile che ci ha lasciato CHICCO CECCHI – quarta puntata

“Ischia, un’antologia”

APPUNTI PER ITINERARI TURISTICI

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PER CONTO DELL’ENTE VALORIZZAZIONE ISCHIA.

Di GIOVAN GIUSEPPE CERVERA

 

Pag. 53

La convalle del Cratere – La Scarrupata – Matarace

 

Nella località Pieio-Piedimonte-Vatoliere risaltano in primissimo piano ben tre accidentalità del terreno che meritano di essere visitate.

Esse sono: la Convalle del Cratere (‘U Coss ‘u Vateliere), la Scarrupata di Barano, Matarece.

Via  Matarece, dopo aver mandato Via Terranera per l’omonimo casolare, si arrampica subito sulla collina, passando per il Cavone delle Rose.

Non sarebbe dispendioso ridare al Cavone pieno di rovi un roseto a tutta soddisfazione del turista che riceverebbe un “benvenuto” accogliente per la visita di Matarace.

Il Casolare è tutto aggrappato verso la cima la strada diventa parte integrante della casa, della quale forma i minuscoli tinelli in cui prendono vita gradini dalla più strana costruzione.

l’architettura delle case richiama ad un certo recente passato. L’aria è particolarmente pura e la pace che vi regna suggerisce la rinuncia ad una vita piena di negozi.

Su Matarece ci vorrebbe un’ipoteca.

L’Ente dovrebbe intervenire per conservare questo gioiello che il mastro nella sua estrosa genialità ha creato, modellandole come un presepe.

Se si potesse arrivare a parlare di turismo sociale, Matarece potrebbe diventare un vivo museo allo aperto, esperienza interessate quanto quella di Bokrik, in Belgio.

Allora Matarece diventerebbe un  mondo a parte, dove ci si potrebbe rifugiare nella certezza di non sentire il bisogno di affacciarsi sull’altro mondo più vasto.

Sulla cima di  Matarece sta appollaiato anche un boschetto quasi la natura abbia provvisto Matarece di tutti i presupposti, per offrire alla generazione attuale le premesse per lo sviluppo di un turismo sociale.

La strada dopo Matarece consente di scendere per via Cufa sulla Duca degli Abruzzi.

Più d’una strada fiancheggia il Convalle del Cratere ben tre di esse portano alla Scarrupata, e precisamente una (Via Vatoliere) consente di raggiungere la spiaggia, la seconda (Via Piano) di fermarsi sulla Scarrupata, la terza (Via Schiappone) di avventurarsi lungo la stessa Scarrupata fino ad immettersi nella Via per San Pancrazio.

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Vota la tua poesia: OTTO MILIONI 2025

dal codice 01po25f al codice 10po25f

La selezione delle opere idonee a partecipare alla fase finale della XIV edizione del Premio internazionale di Arti Varie “Otto Milioni” è terminata.

La sezione poesia risulta composta da 51 componimenti che pubblicheremo tutti in questa pagina con cadenza settimanale.

Per un consolidato sistema di coinvolgimento dei lettori, qui di seguito trovate un coupon valido per assegnare voti alle poesie da voi prescelte.

Ogni coupon da diritto all’assegnazione di un voto che avrà valore di  ben 10 punti nella classifica finale.

Per esprimere il voto vi sarà sufficiente compilare il coupon nelle due parti in bianco e consegnarlo alla edicola TRANI a Piazza degli Eroi Ischia, oppure potrete inviarlo (digitalizzato o fotografato) come allegato ad una e-mail da indirizzare a dila@dilaaps.it entro e non oltre il prossimo 20 settembre.

ATTENZIONE: tutte le seguenti poesie sono state pubblicate nella ESATTA formattazione fornita dall’Autore. Per alcune di esse, trattandosi di testi scritti in lingue straniere, le traduzioni in italiano che presentiamo, sono state realizzate a cura degli stessi Autori, in maniera amichevole e non professionale, e contengono evidenti imperfezioni ed errori sui quali non siamo intervenuti per non falsare lo spirito della gara.

Invitiamo i lettori a tenerne conto nelle operazioni di voto non facendosi influenzare dai refusi.

La cerimonia di premiazione dei vincitori avverrà in una data compresa tra il 25 novembre 2025 e il 31 gennaio 2026.

La data e la località della premiazione saranno rese note ai finalisti con un preavviso di almeno 10 giorni.

In bocca al lupo e vinca il migliore!

20250609 DILA APS – IL DISPARI

°°°°—-°°°°

01po25f Luciana Capece
LA TERRA TREMA

L’abissale vulcano dormiente
finge a respirare di quiete!
Perfetto è il suo passo
di danza delittuosa,
mentre di catastrofe nutre le ore
imbattendosi a sorpresa.
SISMA è il suo nome!
Terrorista maniacale di storia!

Senza veli viaggia smisurato
alla velocità indescrivibile,
con un lungo elenco di crateri
per diaboliche trame
ove è abolita la parola freno.

< PADRONE individuale!>
< Ottimo CALCOLATORE di danni!>

Ladro d’attimi di cicli viventi,
onde di polvere s’atteggia
privo di rimpianti.
Sgombratore forzuto,
nato per ingoiare
supplizio d’equilibrio
anche in contempli di preghiere.
Unico incredulo ai miracoli!

 

°°°°—-°°°°

03po25f Luciana Capece
UNA LUCE TRA LA NEBBIA

Distillo amore
in questa terra di martirio
per deviare dall’accordo oscuro
che offusca
l’aurora dei sentimenti.

Si!
Anch’io madre,
trafitta da rocciose paure
tutelo
nel presente datomi in prestito:
< Il bianco mare del bene!>

Per scoprire fra gli orrori
gli inverni del male in agguato,
capace di spalmare
solo coltre di ghiaccio.

Mentre il cuore potente
come un pianeta solare
riscalda incondizionato
il FIGLIO della mia carne!

 

°°°°—-°°°°

04po25f Luciano Somma
SI RESTA QUI

Si resta qui
a guardare gli uragani
una ruota girare all’incontrario
i treni fermi oziare sui binari
seduti su una comoda poltrona
si resta qui
tra oggetti inanimati indifferenti
disassociati ormai dal divenire
d’un altro giorno che sarà diverso
solo per chi lo vive in prima linea
si resta qui
nel guscio d’una squallida conchiglia
fieri d’un egoismo ch’è sovrano
che regna dentro al corpo e nella mente
che forse non ha più nulla di umano
si resta qui
a contare il trascorrere dell’ora
volta sicuramente all’imbrunire
in lenta attesa d’una lunga notte
si resta qui e restando è un po’ morire.

 

°°°°—-°°°°

05po25f Luciano Somma
MEMORIE D’ALBA

Il mio ricordo
Gioca a rinverdire
Un ieri irripetibile
Col desiderio assurdo
Di tornare
Sulle betulle
Della prima infanzia
Anche se allora
Tuonavano cannoni
Ed i cipressi
accoglievano morti
Ma è solo un attimo
Di volontà d’immenso
Poi nel voltare pagina
Trovo nuovi motivi
Di altre riflessioni
Ora che non ho più
Memorie d’alba.

 

°°°°—-°°°°

06po25f Antonella Ariosto
COLORE DEL CIELO

Tra la cenere ancora ardente
delle mie reminiscenze di ieri
vola alta la vanità
nei tuoi occhi azzurri
colore del cielo.
Cercami mi sussurravi
nella calda notte di luglio
tra la notte e l’alba
in un sbadiglio sul mare.

L’arte di sedurre
è evidente ti appartiene
un verbo nato con te
un abito che ti veste
alla perfezione.

Il sentire avvertito
tra mente e cuore
ho presto zittito
già colma d’amore.
Ero fragile
ero forte
così ingenuamente vera.
Nelle lunghe giornate d’estate
per te un’eccitante preda

 

°°°°—-°°°°

07po25f Antonella Ariosto
VENTO DI SCIROCCO 

Caldo il vento di scirocco
s’infilava tra le serrande
abbassate in penombra.

Erano i pomeriggi d’estate
nella mia terra natia.
Terra colma di odori
di colori, di sole e mare.
Di dorate spiagge
profumate di sale.

Portava una terra rossa
lo scirocco di allora
la terra dei deserti dell’Africa
e un calore infernale.

Erano belle le mie sere d’allora
quando sul lungomare
si parlava per ore tra amici
e una luna buona ci sorrideva.

 

°°°°—-°°°°

08po25f Antonella Ariosto
HO RESPIRATO

Ho respirato
aria fresca del mattino
e notti piene di fumo di sigarette
che la gola bruciavano
dissolvendo i pensieri dietro buie coltri.

La luce di un faro
spesso era un sostegno
in quelle notti di parole silenti
di sguardi che sapevano toccare il cuore.
La musica dentro le orecchie
canzoni impossibili
da riascoltare ancora oggi.

Ho respirato a pieni polmoni
l’aria salmastra del mio mare
per spazzare via
tutte quelle domande
alle quali non sapevo dare risposte.
Non le ho mai trovate
neanche oggi che è tutto distante.
Forse sono sbagliata io
evanescente come fumo
che verso il cielo vola.
Andata senza ritorno.

 

°°°°—-°°°°

09po25f Milena Petrarca
FANCIULLA VIOLATA

Pensierosa rimembri giorni lontani
Emozioni di una vita vissuta ancora
Troppo bambina occhi in cerca di
Quella dolcezza di quell’ amore negato
Violato nella tua essenza.
IL dolore e la tristezza traspaiono
Da tutto il tuo essere
Fanciulla dai semi acerbi
Come magica visione e liberi
La tua anima cascate di capelli
Ammantano la tua vita fanciulla
Violata nell’anima di donna bambina
Ti hanno rubato il cuore  hanno
Rubato il tuo dolce sorriso
Hanno violato la tua Fanciullezza
Troppo piccola per essere donna
Troppo fragile e malinconica per amare
Serenamente la danza dell’amore
Incendia la tua vita nel tuo vissuto

 

°°°°—-°°°°

10po25f Milena Petrarca
OCCHIO COME ONDE GRAVITAZIONALI

Come visione appare
Il mio arcobaleno della vita
Nel tuo occhio
Una girandola frenetica
Un gioco vorticoso che ti prende
Volteggi forze impetuose
Come onde gravitazionali
Ti trascinano, ti rapiscono
Nei mondi fluttuanti della vita
Cerca D’AMORE.

20250609 DILA APS – IL DISPARI

20250609 DILA APS – IL DISPARI

20250609 DILA APS – IL DISPARI

20250609 DILA APS – IL DISPARI

20250609 DILA APS – IL DISPARI

20250602 DILA APS – IL DISPARI

20250602 DILA APS – IL DISPARI

Il difficile è diventato possibile

All’atto della presentazione della prima edizione del progetto culturale “Cerimonia donazione libri alla Biblioteca Antoniana di Ischia” avevamo titolato “Rendere possibile il difficile”.

Ebbene, i risultati, sia in termini di partecipazione da parte degli Autori, sia nella quantità di libri resi disponibili, sia come interesse suscitato sul web e nei rapporti delle persone che vi hanno presenziato, sono andati ben oltre le nostre più rosee aspettative.

Basti dire che avevamo fissato un obiettivo massimo di 10 volumi da donare e, invece, siamo stati letteralmente sommersi da un numero enorme di proposte di donazione, tanto che, pur attivando una robusta selezione, non abbiamo potuto fare a meno di inserire nell’elenco oltre 50 titoli.

La Direttrice Lucia Annicelli nel ruolo di Anfitrione e Madrina, l’Attrice Chiara Pavoni coinvolgente presentatrice, Andrea Del Buono quale Presidente della Fondazione DDClinic partner di DILA APS nel network NUSIV, Dalila Boukhalfa Presidente ADA quale delegata di scrittori algerini dell’Università di Blida, gli scrittori Clementina Petroni e Alberto Liguoro con la lettura di stralci dei testi proposti, hanno reso brillante ed intrigante la cerimonia, semplice e formale, ma ufficiale in misura sufficiente a dare il senso dello speciale prestigioso riconoscimento concesso agli Autori da parte di un’Istituzione tanto autorevole in campo culturale come lo è la Biblioteca Comunale Antoniana di Ischia.

L’Associazione di promozione Sociale “Da Ischia L’Arte – DILA APS“, ringraziando il Comune di Ischia per la concessione della Sala Onofrio Buonocore della Biblioteca Antoniana in concerto con la Direttrice Dottoressa Lucia Annicelli, ed esprimendo grande compiacimento per la collaborazione ricevuta dai partner Associazione ADA di Dalila Boukhalfa, Associazione ARTE DEL SUONARE di Maria Luisa Neri, Fondazione LA SPONDA di Benito Corradini, Casa Editrice IL SEXTANTE e  magazine EUDONNA di Mariapia Ciaghi, testata giornalistica IL DISPARI di Gaetano Di Meglio, DDClinic Foundation ETS presieduta da Andrea Del Buono, si prefigge di dare seguito alla iniziativa intraprendendo l’organizzazione della seconda edizione.

Qui di seguito pubblichiamo titoli e autori dei libri che, da subito, sono entrati a far parte del catalogo in cui la Biblioteca Antoniana indica i libri resi disponibili alla pubblica fruizione rivolgendo loro l’augurio di ricevere tanti e meritati successi.

Bruno Mancini

20250602 DILA APS – IL DISPARI

Alberto Liguoro

Andrea Del Buono

Bruno Mancini _AndreA Del Buono – Dalila Boukhalfa – Lucia Annicelli – Chiara Pavoni

Chiara Pavoni – Clementina Petroni con libri donati e rassegna stampa Il Dispari

Chiara Pavoni – Clementina Petroni con libri donati e rassegna stampa Il Dispari

Chiara Pavoni –

da sinistra seduti Chiara Pavoni e Dalila Boukhalfa in piedi Clementina Petroni e Bruno Mancini

Dalila Boukhalda e Chiara Pavoni

Libri donati e rassegna stampa Il Dispari

Studentessa e professoressa dell’Istituto alberghiero di Ischia con Lucia Annicelli e Chira Pavoni

Studenti con Lucia Annicelli – Andrea Del Buono . Chiara Pavoni

Studenti dell’istituto Alberghiero di Ischia

 

  1. Titolo: Sei vita e…

Autore: Maria Poerio

  1. Titolo: Ho sognato una favola….

Autore :Antonella Colonna Vilasi

  1. Titolo: Alimentazione e cancro 2.0

Autore: Andrea Del Buono e Armando D’Orta

  1. Titolo: Prigionieri del tempo.

Autore:Baldassare Patti

  1. Titolo: Fluendo

Autore:Francesca Liani

  1. Titolo: In viaggio con le fate

Autore: Caterina Novak

  1. Titolo: Il romanzo della Gurfa

Autore: Caterina Luisa De Caro

  1. Titolo: La vita ricca

Autore: Massimo Balletti

  1. Titolo: Tu sei porcospino

Autore: Grazia Distefano

  1. Titolo: A Latitudine incerta

Autore: Elisabetta Biondi della Sdriscia

  1. Titolo: Io… Luci e Ombre

Autore: Antonella Ariosto

  1. Titolo: Odissea di un’anima

Autore: Rosario Napoli

  1. Titolo: La moda è Emozioni

Autori: Antonia Doronzo Manno e Anna Battipaglia

  1. Titolo: Gioioso vivere

Autore: Antonia Doronzo Manno

  1. Titolo: Manuale Detoxic

Autori: Andrea del Buono – Aldo Galeandro – Armando D’Orta

  1. Titolo: Asfalto spumante

Autore: Alessandra Carnovale

  1. Titolo: Questa non è Poesia

Autore: Lucrezia Rubini

  1. Titolo: A piccoli passi nella Poesia

Autore: Silvia Leuzzi

  1. Titolo: Nido di rovi

Autore: Alberto Liguoro

  1. Titolo: Il Drago e la farfalla

Autore: Luca Nicotra e Rosalma Salina Borello

  1. Titolo: A questo punto

Autore: Alberto Liguoro

  1. Titolo: Covid e non covid

Autore: ANNA MARIA PAOLUCCI

  1. Titolo: Un uomo confuso in un mondo ingiusto

Autore: Larachiche Mohamed

  1. Titolo: Assettati ca ti cuntu

Autore: Grazia Distefano

  1. Titolo: Brividi di ricordi

Autore: Luciano Somma

  1. Titolo: Immagini

Autore: Luciano Somma

  1. Titolo: Cronaca Casanatense venticinque anni di gestione laica

Autore: Angela Adriana Cavarra

  1. Titolo: Alessandro Manzoni

Autore: Caterina Dominici

  1. Titolo: Eureka

Autore: Alberto Liguoro e Dalila Liguoro

  1. Titolo: Falso 1

Autore: Russ Kick

  1. Titolo: Falso 2

Autore: Russ Kick

  1. Titolo: Giovanni Pascoli

Autore: Caterina Dominici

  1. Giosuè Carducci

Autore: Caterina Dominici

  1. Titolo: Giovanni Verga

Autore: Caterina Dominici

  1. Titolo: Luigi Pirandello

Autore: Caterina Dominici

  1. Titolo: Eudonna

Autore: Editore Il Sextante

  1. Titolo: Radici

Autore: Alberto Liguoro

  1. Titolo: Rumore di passi nei Giardini imperiale

Autore: Alberto Liguoro

  1. Titolo: Emozioni e counseling e mediazione artistica

Autore: Silvana Lazzarino

  1. Titolo: I topi di Napoli

Autore: Salvatore Rea

  1. Titolo: Il sesso del male

Autore: Ferdinando Gargiulo e Isabella de Paz

  1. Titolo: La vendetta della colf

Autore: Annamaria Paolucci

  1. Titolo: Le stagioni

Autore: Algot

  1. Titolo: Nello specchio dell’altro

Autore: Luca Nicotra e Rosalma Salina Borello

  1. Titolo: Vivremo tutto il resto

Autore: Loretta Liberati

  1. Titolo: XX-XY

Autore: Claudia Minenna e Arturo Bevilacqu

  1. Titolo: La Maschera del tempo

Autore: Alberto Liguoro

  1. Titolo: Un fiore tra le spine

Autore: LER

  1. Titolo: Bullismo in rete

Autore: Luigi Iavarone

  1. Titolo: Vi racconto una storia

Autore: Larachiche Mohamed

  1. Titolo: Cieco, così scrivo

Autore: Theodor Damian

20250602 DILA APS – IL DISPARI

DILA APS & IL DISPARI 2025 Redazione culturale

DILA APS & IL DISPARI 2024 Redazione culturale

DILA APS & IL DISPARI 2023 Redazione culturale

DILA & IL DISPARI 2023 Redazione culturale

DILA & IL DISPARI 2022 Redazione culturale

DILA & IL DISPARI 2021 Redazione culturale

DILA & IL DISPARI 2020 Redazione culturale

DILA & IL DISPARI 2019 Redazione culturale

DILA & IL DISPARI 2018 Redazione culturale

DILA & IL DISPARI 2017 Redazione culturale

DILA & IL DISPARI 2016-2015 Redazione culturale

20250602 DILA APS – IL DISPARI

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20250519 DILA APS – IL DISPARI

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Il difficile è diventato possibile

All’atto della presentazione della prima edizione del progetto culturale “Cerimonia donazione libri alla Biblioteca Antoniana di Ischia” avevamo titolato “Rendere possibile il difficile”.

Ebbene, i risultati, sia in termini di partecipazione da parte degli Autori, sia nella quantità di libri resi disponibili, sia come interesse suscitato sul web e nei rapporti delle persone che vi hanno presenziato, sono andati ben oltre le nostre più rosee aspettative.

Basti dire che avevamo fissato un obiettivo massimo di 10 volumi da donare e, invece, siamo stati letteralmente sommersi da un numero enorme di proposte di donazione, tanto che, pur attivando una robusta selezione, non abbiamo potuto fare a meno di inserire nell’elenco oltre 50 titoli.

La Direttrice Lucia Annicelli nel ruolo di Anfitrione e Madrina, l’Attrice Chiara Pavoni coinvolgente presentatrice, Andrea Del Buono quale Presidente della Fondazione DDClinic partner di DILA APS nel network NUSIV, Dalila Boukhalfa Presidente ADA quale delegata di scrittori algerini dell’Università di Blida, gli scrittori Clementina Petroni e Alberto Liguoro con la lettura di stralci dei testi proposti, hanno reso brillante ed intrigante la cerimonia, semplice e formale, ma ufficiale in misura sufficiente a dare il senso dello speciale prestigioso riconoscimento concesso agli Autori da parte di un’Istituzione tanto autorevole in campo culturale come lo è la Biblioteca Comunale Antoniana di Ischia.

L’Associazione di promozione Sociale “Da Ischia L’Arte – DILA APS“, ringraziando il Comune di Ischia per la concessione della Sala Onofrio Buonocore della Biblioteca Antoniana in concerto con la Direttrice Dottoressa Lucia Annicelli, ed esprimendo grande compiacimento per la collaborazione ricevuta dai partner Associazione ADA di Dalila Boukhalfa, Associazione ARTE DEL SUONARE di Maria Luisa Neri, Fondazione LA SPONDA di Benito Corradini, Casa Editrice IL SEXTANTE e  magazine EUDONNA di Mariapia Ciaghi, testata giornalistica IL DISPARI di Gaetano Di Meglio, DDClinic Foundation ETS presieduta da Andrea Del Buono, si prefigge di dare seguito alla iniziativa intraprendendo l’organizzazione della seconda edizione.

Qui di seguito pubblichiamo titoli e autori dei libri che, da subito, sono entrati a far parte del catalogo in cui la Biblioteca Antoniana indica i libri resi disponibili alla pubblica fruizione rivolgendo loro l’augurio di ricevere tanti e meritati successi.

Bruno Mancini

20250602 DILA APS – IL DISPARI

Alberto Liguoro

Andrea Del Buono

Bruno Mancini _AndreA Del Buono – Dalila Boukhalfa – Lucia Annicelli – Chiara Pavoni

Chiara Pavoni – Clementina Petroni con libri donati e rassegna stampa Il Dispari

Chiara Pavoni – Clementina Petroni con libri donati e rassegna stampa Il Dispari

Chiara Pavoni –

da sinistra seduti Chiara Pavoni e Dalila Boukhalfa in piedi Clementina Petroni e Bruno Mancini

Dalila Boukhalda e Chiara Pavoni

Libri donati e rassegna stampa Il Dispari

Studentessa e professoressa dell’Istituto alberghiero di Ischia con Lucia Annicelli e Chira Pavoni

Studenti con Lucia Annicelli – Andrea Del Buono . Chiara Pavoni

Studenti dell’istituto Alberghiero di Ischia

 

  1. Titolo: Sei vita e…

Autore: Maria Poerio

  1. Titolo: Ho sognato una favola….

Autore :Antonella Colonna Vilasi

  1. Titolo: Alimentazione e cancro 2.0

Autore: Andrea Del Buono e Armando D’Orta

  1. Titolo: Prigionieri del tempo.

Autore:Baldassare Patti

  1. Titolo: Fluendo

Autore:Francesca Liani

  1. Titolo: In viaggio con le fate

Autore: Caterina Novak

  1. Titolo: Il romanzo della Gurfa

Autore: Caterina Luisa De Caro

  1. Titolo: La vita ricca

Autore: Massimo Balletti

  1. Titolo: Tu sei porcospino

Autore: Grazia Distefano

  1. Titolo: A Latitudine incerta

Autore: Elisabetta Biondi della Sdriscia

  1. Titolo: Io… Luci e Ombre

Autore: Antonella Ariosto

  1. Titolo: Odissea di un’anima

Autore: Rosario Napoli

  1. Titolo: La moda è Emozioni

Autori: Antonia Doronzo Manno e Anna Battipaglia

  1. Titolo: Gioioso vivere

Autore: Antonia Doronzo Manno

  1. Titolo: Manuale Detoxic

Autori: Andrea del Buono – Aldo Galeandro – Armando D’Orta

  1. Titolo: Asfalto spumante

Autore: Alessandra Carnovale

  1. Titolo: Questa non è Poesia

Autore: Lucrezia Rubini

  1. Titolo: A piccoli passi nella Poesia

Autore: Silvia Leuzzi

  1. Titolo: Nido di rovi

Autore: Alberto Liguoro

  1. Titolo: Il Drago e la farfalla

Autore: Luca Nicotra e Rosalma Salina Borello

  1. Titolo: A questo punto

Autore: Alberto Liguoro

  1. Titolo: Covid e non covid

Autore: ANNA MARIA PAOLUCCI

  1. Titolo: Un uomo confuso in un mondo ingiusto

Autore: Larachiche Mohamed

  1. Titolo: Assettati ca ti cuntu

Autore: Grazia Distefano

  1. Titolo: Brividi di ricordi

Autore: Luciano Somma

  1. Titolo: Immagini

Autore: Luciano Somma

  1. Titolo: Cronaca Casanatense venticinque anni di gestione laica

Autore: Angela Adriana Cavarra

  1. Titolo: Alessandro Manzoni

Autore: Caterina Dominici

  1. Titolo: Eureka

Autore: Alberto Liguoro e Dalila Liguoro

  1. Titolo: Falso 1

Autore: Russ Kick

  1. Titolo: Falso 2

Autore: Russ Kick

  1. Titolo: Giovanni Pascoli

Autore: Caterina Dominici

  1. Giosuè Carducci

Autore: Caterina Dominici

  1. Titolo: Giovanni Verga

Autore: Caterina Dominici

  1. Titolo: Luigi Pirandello

Autore: Caterina Dominici

  1. Titolo: Eudonna

Autore: Editore Il Sextante

  1. Titolo: Radici

Autore: Alberto Liguoro

  1. Titolo: Rumore di passi nei Giardini imperiale

Autore: Alberto Liguoro

  1. Titolo: Emozioni e counseling e mediazione artistica

Autore: Silvana Lazzarino

  1. Titolo: I topi di Napoli

Autore: Salvatore Rea

  1. Titolo: Il sesso del male

Autore: Ferdinando Gargiulo e Isabella de Paz

  1. Titolo: La vendetta della colf

Autore: Annamaria Paolucci

  1. Titolo: Le stagioni

Autore: Algot

  1. Titolo: Nello specchio dell’altro

Autore: Luca Nicotra e Rosalma Salina Borello

  1. Titolo: Vivremo tutto il resto

Autore: Loretta Liberati

  1. Titolo: XX-XY

Autore: Claudia Minenna e Arturo Bevilacqu

  1. Titolo: La Maschera del tempo

Autore: Alberto Liguoro

  1. Titolo: Un fiore tra le spine

Autore: LER

  1. Titolo: Bullismo in rete

Autore: Luigi Iavarone

  1. Titolo: Vi racconto una storia

Autore: Larachiche Mohamed

  1. Titolo: Cieco, così scrivo

Autore: Theodor Damian

20250602 DILA APS – IL DISPARI

20250526 DILA APS – IL DISPARI

20250526 DILA APS – IL DISPARI

Editoriale per la Cerimonia di Donazione Libri

alla Biblioteca Antoniana di Ischia

Ci sono gesti che, pur nella loro apparente semplicità, racchiudono un significato profondo, capace di resistere al tempo e di parlare al futuro.

Donare un libro alla collettività è uno di questi gesti.

Ed è proprio in questa visione che nasce l’iniziativa “Rendere possibile il difficile”, ideata da Bruno Mancini e affidata alla cura dell’Associazione di Promozione Sociale “Da Ischia L’Arte – DILA APS”, che il 26, 27 e 28 maggio 2025 vedrà la sua prima edizione presso la prestigiosa Biblioteca Comunale Antoniana di Ischia.

Non si tratta di una semplice cerimonia di consegna, ma del riconoscimento concreto di un decennio di impegno, studio, passione e ricerca.

Due volumi Alimentazione Cancro 2:0 Prima_Durante e Dopo Chemio e Radio Terapia e Detoxic, come difenderci dai metalli tossici, sono il frutto delle nostre ricerche e saranno donati alla Biblioteca Antoniana come simbolo tangibile di un percorso che ha saputo unire scienza e coscienza, parola scritta e responsabilità civile.

La Biblioteca Antoniana, cuore pulsante del fermento culturale dell’isola, è da sempre uno scrigno di sapere e memoria, animato da una visione dinamica e inclusiva promossa dalla sua direttrice, la Dott.ssa Lucia Annicelli.

Accoglierà nei suoi scaffali queste nuove opere che — pur nate lontano dalle rotte battute dall’editoria commerciale — portano con sé il peso autentico della ricerca libera e della cultura indipendente.

In un sistema editoriale dominato dalle logiche del mercato e dalle “grandi firme”, l’iniziativa offre uno spazio visibile e riconosciuto ad autori e opere che altrimenti rischierebbero di rimanere nell’ombra.

Perché è nei margini che spesso si cela il valore più autentico della scrittura.

E i libri che saranno donati, compresi i nostri due volumi, ne sono una dimostrazione.

La cerimonia, scandita da momenti di lettura a cura dell’attrice Chiara Pavoni, vedrà la partecipazione di autori provenienti da tutta Italia e sarà impreziosita dalla presenza di importanti realtà partner: l’Associazione ADA di Dalila Boukhalfa, la Fondazione La Sponda di Benito Corradini, la Casa Editrice Il Sextante, il magazine Eudonna di Mariapia Ciaghi, la testata Il Dispari di Gaetano Di Meglio, il salotto letterario Interno 4, e la nostra DDclinic Foundation ETS.

Essere parte di questa iniziativa non significa solo donare libri, ma consegnare storie, visioni e testimonianze al patrimonio collettivo.

Significa lasciare un segno, costruire un ponte tra le generazioni, affidare alla parola scritta il compito di custodire la memoria e ispirare il cambiamento.

In un tempo che spesso dimentica il valore dell’approfondimento e dell’impegno, questa cerimonia è un piccolo, grande atto di fiducia nella cultura come bene comune.

E per noi, che da dieci anni lavoriamo per unire sapere scientifico e responsabilità sociale, è un onore che le nostre opere possano trovare casa in una biblioteca così significativa.

Un ringraziamento speciale va al Presidente Bruno Mancini, per la sua visione, la sua dedizione instancabile e per aver creato le condizioni perché tutto questo potesse accadere.

La sua capacità di “rendere possibile il difficile” è oggi realtà, ed è anche grazie a lui se tante voci indipendenti possono trovare ascolto e riconoscimento.

Cerimonia di Donazione Libri alla Biblioteca Antoniana di Ischia.
Maggio 2025
Andrea Del Buono
Medico-ImmunoAllergologo
Presidente DDclinic Foundation ETS
Presidente S.I.B.A (Società Italiana di Biologia e Alimentazione)

20250526 DILA APS – IL DISPARI

Attestati di stima

L’articolo con il quale, lo scorso venerdì, abbiamo dato notizia della prima cerimonia di donazione libri alla Biblioteca Antoniana di Ischia ha collezionato, praticamente, tutta una serie di interventi di apprezzamento per l’iniziativa, due dei quali, in particolare, trovo molto significativi e mi piace sottoporre alla vostra attenzione, anche in considerazione della straordinaria autorevolezza che viene generalmente riconosciuta ai due Autori.

Si tratta dell’Architetto Alfonso Gurreri e del Dottor Andrea Del Buono.

Di entrambi abbiamo già scritto in precedenti articoli e loro sono ben presenti nelle pagine web con riconoscimenti ed attestati di carattere internazionale, sociale e umanitario per entrambi, oltre che urbanistico e ambientalistico per l’Architetto Alfonso Gurreri e di Immunologia e Allergologia per il Dottor Andrea Del Buono.
Ringraziarli attraverso questa pagina in nome dell’Associazione di Promozione Sociale “Da Ischia L’Arte – DILA APS” è anche un modo per invogliarli a donare alla nostra comunità ischitana ulteriori attenzioni e momenti di conoscenza personale.

GRAZIE.

Bruno Mancini – Presidente DILA APS

20250526 DILA APS – IL DISPARI20250526 DILA APS – IL DISPARI

Alfonso Gurreri Bio Architetto e Docente

Alfonso Gurreri, Bio Architetto e Docente, ha scritto (e lo ringraziamo): “Carissimo e stimato intrigante caro presidente, Bruno Mancini, la Tua eccezionale possibilità di alto spessore per facilitare quel possibile desiderato da tanti scrittori “non in luce” rende di grande nobiltà, generosità, passionalità e tanto amore per gli scritti, variamente declinati, la tua indiscussa persona che oltre ad entusiasmarci, a stupirci e perché no a indurci a riflettere, getti il tuo cuore oltre la linea per gli altri, per tutti. Ti abbraccio affettuosamente i miei più sentiti ossequi e complimenti alla direttrice della biblioteca Antoniana di Ischia anche per questa raccolta di autori di varia provenienza. Viva noi. Alfonso Gurreri.”

20250526 DILA APS – IL DISPARI

20250526 DILA APS – IL DISPARI

20250519 DILA APS – IL DISPARI

20250519 DILA APS – IL DISPARI

PRESENTAZIONE DEL XIV° PREMIO INTERNAZIONALE DI ARTI VARIE

“OTTO MILIONI 2025”

COMMENTO RECENSIVO

Con meritocratica disponibilità iniziale si ringrazia il Dott. GAETANO DI MEGLIO per la gentile concessione di stampa su IL DISPARI e il Presidente DILA APS BRUNO MANCINI – diamante della speciale Associazione nota in varie parti geografiche mondiali.

La presentazione del XIV° Premio Internazionale di Arti Varie “OTTO MILIONI 2025”, presieduta dall’ideatore Presidente BRUNO MANCINI, svoltasi il 05/04/2025 a ROMA nel Salotto della Cultura INTERNO 4 alla valida presenza dell’Attrice Conduttrice Vicepresidente CHIARA PAVONI e di molti ARTISTI nonché la Sottoscritta, è stata una solida rivelazione progettuale, seco pronta a sbocciare con programmazione connessa al dovuto iter tempistico.

Un coinvolgimento attinente alle dinamiche concorsuali con delle innovazioni di cambiamento sempre più interessante.

Alto il respiro di radicato valore letterario intriso da ogni ARTISTA partecipe, caratterizzato dalla propria risorsa professionale.

Una voce da trasporto emozionale in paradisiaco empireo sognante l’ha esibita la mezzosoprano CATERINA NOVAK.

Ha cantato <Ideale di F. P. TOSTI, musica proibita di S. GASTALDON, Mon Coeur S’ouvre A Ta Voix Aria dall’Opera SANSONE E DALILA di SAINT SAENS.>

A lei dedicato un tributo di plauso interminabile.

Altrettanto consenso significativo ha accompagnato il Reading Poetico ove preziose liriche del Presidente MANCINI declamate da altri ARTISTI, e da ME onoratissima, si è concluso con ovazione e battiti di mani FORTE SEGNALE ELOGIATIVO!

Ad allietare lo spazio musicale la pianista JONNA LUKASZEWICS e la violinista MARIA LUISA NERI che hanno suonato <VIVALDI Sonata N.9 in MI minore. Adante, Allegro CAPRICCIO e SALUTE D’AMOR di ELGAR> con  approvazioni e applausi infiniti.

Fervida l’esultanza di raffinata accoglienza riservata alla Editrice del SEXTANTE Dott.ssa MARIA PIA CIAGHI. Un tripudio!

Punto cardine di sacrale ascolto l’importantissima intervista rilasciata dal grande architetto Dott. ALFONSO GURRERI ove con stima e attenzione sono state sottolineate note congratulatorie nella sala gremita.

SI RINGRAZIANO TUTTI I PRESENTI PER LA CONDIVISIONE ARTISTICA.

LUCIANA  CAPECE: Scrittrice Poetessa Saggista Aforista Prefatrice Critico Letterario Critico Teatrale Recensora.

20250519 DILA APS – IL DISPARI

Simbolicamente la Mamma

Questo grandissimo simbolo è associato a quello del mare, dei campi e della terra, nel senso che tutto è un ricettacolo o matrice della vita, dal mare e dalla terra nasce il corpo materno.

Qui troviamo la stessa ambivalenza dove la vita e la morte sono collegate.

La nascita è uscire dal grembo della mamma, mentre la morte è l’ingresso o per meglio dire il ritorno nella terra.

Secondo il Cristianesimo la madre è la Santa Chiesa, come fosse un battaglione da cui i fedeli ricevono la vita e il dono celeste, però si può anche soffrire quando se ne abusa o la spiritualità viene usata come strumento tirannico.

Quindi la Vergine Maria, che ha partorito Gesù Cristo dallo Spirito Santo, esprime una realtà storica e non un simbolo.

Allora Dio può fecondare il suo Creato contro ogni legge della natura.

Questa cosa rileva che le radici di Gesù Cristo uomo sono attraverso sua Madre con la Divina Legge, cioè Dio e null’altro unisce meglio il Divino con il Creato.

I Padri della Chiesa hanno dovuto spiegare questo fatto paradossale, mi riferisco che Santa Maria Vergine non potrebbe essere figlia del suo figlio ma sono teorie che fanno ancora sbattere la testa tra la scienza e la fede.

Sul firmamento cosmologico ogni pianeta con nome maschile corrisponde ad un’unica dea, Minerva, così lasciò testimonianza scritta Giulio Cesare.

Nella psicanalisi moderna, il simbolo materno diventa un archetipo anche dell’inconscio, dell’anima.

Si dice che nei sogni la mamma appare sottoforma di un orso perché esso rappresenta tutti gli istinti su cui la persona si concentra e si sente protetto dalla mamma.

Sono un insieme di sentimenti che un individuo, nell’inconscio, chiede protezione e coccole.

Augurando a tutti di avere sempre nel cuore la spiritualità e l’ingenuità di un bambino, concludo con la speranza che ciò che scrivo sia di vostro gradimento.

Adriana Iftimie Ceroli

20250519 DILA APS – IL DISPARI

Adriana Iftimie Ceroli

20250519 DILA APS – IL DISPARI

Antonella Ariosto presenta POESIA CRUDA

20250519 DILA APS – IL DISPARI

Trandafira Nechita

MATILDE 

Con il tuo sorriso guarisci le nostre ferite
Sei luce in un mondo grigio, crudele
Dolce bambina con te
l’eccesso di baci è consentito

Quel bacio

Quel bacio mattutino
dolce
rubato
Un tocco delicato
un brivido
al debutto del sole
Le labbra arrossiscono al primo sguardo
accordo tacito in una danza
Quel bacio mattutino con i capelli arruffati
l’impronta che unisce il corpo la mente e il cuore.

°°°°°°°°°°

Patrizia Palombi
UN GIORNO CHIARO D’APRILE

Sfioro il tuo confine, in questo giorno chiaro di aprile,
in cui la luce taglia i pensieri come lame sottili,
e il vento porta via le ultime paure rimaste appese ai rami.
Non ti attraverso, non ti invado:
cammino lieve lungo i tuoi margini,
come chi teme di svegliare un sogno antico.

Sento che siamo arrivati ai giorni semplici,
i giorni in cui ogni battito trova il suo ritmo naturale,
in cui la terra sotto i piedi pulsa senza fretta,
e le mani, finalmente vuote, imparano a ricevere.
Tu mi hai voluto qui,
mi hai insegnato il silenzio che sa fiorire,
la pazienza delle radici invisibili,
il coraggio di restare immobili
mentre la vita accade, lenta e profonda.

Ora, senza più resistenze,
mi concedi di avvicinarmi ancora,
di posare l’orecchio contro il tuo respiro segreto,
e sentire che il tuo fiato sa di pietra levigata dal sole,
di argilla modellata dalle mani del tempo,
di pioggia antica assorbita e custodita nei solchi della pelle.

Sfiorandoti, imparo l’umiltà della goccia che scava,
l’obbedienza della foglia che si abbandona al vento,
la forza mite di chi sa appartenere senza possedere.

In questo giorno chiaro di aprile,
io divento parte di te:
terra, cielo, vento e attesa.
E cammino ancora,
non più per cercarti,
ma per respirarti,
per lasciarmi plasmare dal tuo lento, instancabile battito.

°°°°°°°°°°

Bruno Mancini

Dalla raccolta di poesie
“Incarto caramelle di uva passita”
(2002)

Just

Just Walking on the rain

Io ero
nel ventre di mia madre

of israelian, american

io ero
contratto, assordato, sballottolato

bombs

io non ero ancora nato
in fuga tra i vicoli di Gaza.

Chi mai può dirmi stai calmo?
Sono le quattro all’alba
e tutto va bene.

20250519 DILA APS – IL DISPARI

DILA APS & IL DISPARI 2025 Redazione culturale

DILA APS & IL DISPARI 2024 Redazione culturale

DILA APS & IL DISPARI 2023 Redazione culturale

DILA & IL DISPARI 2023 Redazione culturale

DILA & IL DISPARI 2022 Redazione culturale

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DILA & IL DISPARI 2020 Redazione culturale

DILA & IL DISPARI 2019 Redazione culturale

DILA & IL DISPARI 2018 Redazione culturale

DILA & IL DISPARI 2017 Redazione culturale

DILA & IL DISPARI 2016-2015 Redazione culturale

20250526 DILA APS – IL DISPARI

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20250519 DILA APS – IL DISPARI

20250526 DILA APS – IL DISPARI

20250526 DILA APS – IL DISPARI

Editoriale per la Cerimonia di Donazione Libri

alla Biblioteca Antoniana di Ischia

Ci sono gesti che, pur nella loro apparente semplicità, racchiudono un significato profondo, capace di resistere al tempo e di parlare al futuro.

Donare un libro alla collettività è uno di questi gesti.

Ed è proprio in questa visione che nasce l’iniziativa “Rendere possibile il difficile”, ideata da Bruno Mancini e affidata alla cura dell’Associazione di Promozione Sociale “Da Ischia L’Arte – DILA APS”, che il 26, 27 e 28 maggio 2025 vedrà la sua prima edizione presso la prestigiosa Biblioteca Comunale Antoniana di Ischia.

Non si tratta di una semplice cerimonia di consegna, ma del riconoscimento concreto di un decennio di impegno, studio, passione e ricerca.

Due volumi Alimentazione Cancro 2:0 Prima_Durante e Dopo Chemio e Radio Terapia e Detoxic, come difenderci dai metalli tossici, sono il frutto delle nostre ricerche e saranno donati alla Biblioteca Antoniana come simbolo tangibile di un percorso che ha saputo unire scienza e coscienza, parola scritta e responsabilità civile.

La Biblioteca Antoniana, cuore pulsante del fermento culturale dell’isola, è da sempre uno scrigno di sapere e memoria, animato da una visione dinamica e inclusiva promossa dalla sua direttrice, la Dott.ssa Lucia Annicelli.

Accoglierà nei suoi scaffali queste nuove opere che — pur nate lontano dalle rotte battute dall’editoria commerciale — portano con sé il peso autentico della ricerca libera e della cultura indipendente.

In un sistema editoriale dominato dalle logiche del mercato e dalle “grandi firme”, l’iniziativa offre uno spazio visibile e riconosciuto ad autori e opere che altrimenti rischierebbero di rimanere nell’ombra.

Perché è nei margini che spesso si cela il valore più autentico della scrittura.

E i libri che saranno donati, compresi i nostri due volumi, ne sono una dimostrazione.

La cerimonia, scandita da momenti di lettura a cura dell’attrice Chiara Pavoni, vedrà la partecipazione di autori provenienti da tutta Italia e sarà impreziosita dalla presenza di importanti realtà partner: l’Associazione ADA di Dalila Boukhalfa, la Fondazione La Sponda di Benito Corradini, la Casa Editrice Il Sextante, il magazine Eudonna di Mariapia Ciaghi, la testata Il Dispari di Gaetano Di Meglio, il salotto letterario Interno 4, e la nostra DDclinic Foundation ETS.

Essere parte di questa iniziativa non significa solo donare libri, ma consegnare storie, visioni e testimonianze al patrimonio collettivo.

Significa lasciare un segno, costruire un ponte tra le generazioni, affidare alla parola scritta il compito di custodire la memoria e ispirare il cambiamento.

In un tempo che spesso dimentica il valore dell’approfondimento e dell’impegno, questa cerimonia è un piccolo, grande atto di fiducia nella cultura come bene comune.

E per noi, che da dieci anni lavoriamo per unire sapere scientifico e responsabilità sociale, è un onore che le nostre opere possano trovare casa in una biblioteca così significativa.

Un ringraziamento speciale va al Presidente Bruno Mancini, per la sua visione, la sua dedizione instancabile e per aver creato le condizioni perché tutto questo potesse accadere.

La sua capacità di “rendere possibile il difficile” è oggi realtà, ed è anche grazie a lui se tante voci indipendenti possono trovare ascolto e riconoscimento.

Cerimonia di Donazione Libri alla Biblioteca Antoniana di Ischia.
Maggio 2025
Andrea Del Buono
Medico-ImmunoAllergologo
Presidente DDclinic Foundation ETS
Presidente S.I.B.A (Società Italiana di Biologia e Alimentazione)

20250526 DILA APS – IL DISPARI

Attestati di stima

L’articolo con il quale, lo scorso venerdì, abbiamo dato notizia della prima cerimonia di donazione libri alla Biblioteca Antoniana di Ischia ha collezionato, praticamente, tutta una serie di interventi di apprezzamento per l’iniziativa, due dei quali, in particolare, trovo molto significativi e mi piace sottoporre alla vostra attenzione, anche in considerazione della straordinaria autorevolezza che viene generalmente riconosciuta ai due Autori.

Si tratta dell’Architetto Alfonso Gurreri e del Dottor Andrea Del Buono.

Di entrambi abbiamo già scritto in precedenti articoli e loro sono ben presenti nelle pagine web con riconoscimenti ed attestati di carattere internazionale, sociale e umanitario per entrambi, oltre che urbanistico e ambientalistico per l’Architetto Alfonso Gurreri e di Immunologia e Allergologia per il Dottor Andrea Del Buono.
Ringraziarli attraverso questa pagina in nome dell’Associazione di Promozione Sociale “Da Ischia L’Arte – DILA APS” è anche un modo per invogliarli a donare alla nostra comunità ischitana ulteriori attenzioni e momenti di conoscenza personale.

GRAZIE.

Bruno Mancini – Presidente DILA APS

20250526 DILA APS – IL DISPARI20250526 DILA APS – IL DISPARI

Alfonso Gurreri Bio Architetto e Docente

Alfonso Gurreri, Bio Architetto e Docente, ha scritto (e lo ringraziamo): “Carissimo e stimato intrigante caro presidente, Bruno Mancini, la Tua eccezionale possibilità di alto spessore per facilitare quel possibile desiderato da tanti scrittori “non in luce” rende di grande nobiltà, generosità, passionalità e tanto amore per gli scritti, variamente declinati, la tua indiscussa persona che oltre ad entusiasmarci, a stupirci e perché no a indurci a riflettere, getti il tuo cuore oltre la linea per gli altri, per tutti. Ti abbraccio affettuosamente i miei più sentiti ossequi e complimenti alla direttrice della biblioteca Antoniana di Ischia anche per questa raccolta di autori di varia provenienza. Viva noi. Alfonso Gurreri.”

20250526 DILA APS – IL DISPARI

20250526 DILA APS – IL DISPARI

20250519 DILA APS – IL DISPARI

20250519 DILA APS – IL DISPARI

PRESENTAZIONE DEL XIV° PREMIO INTERNAZIONALE DI ARTI VARIE

“OTTO MILIONI 2025”

COMMENTO RECENSIVO

Con meritocratica disponibilità iniziale si ringrazia il Dott. GAETANO DI MEGLIO per la gentile concessione di stampa su IL DISPARI e il Presidente DILA APS BRUNO MANCINI – diamante della speciale Associazione nota in varie parti geografiche mondiali.

La presentazione del XIV° Premio Internazionale di Arti Varie “OTTO MILIONI 2025”, presieduta dall’ideatore Presidente BRUNO MANCINI, svoltasi il 05/04/2025 a ROMA nel Salotto della Cultura INTERNO 4 alla valida presenza dell’Attrice Conduttrice Vicepresidente CHIARA PAVONI e di molti ARTISTI nonché la Sottoscritta, è stata una solida rivelazione progettuale, seco pronta a sbocciare con programmazione connessa al dovuto iter tempistico.

Un coinvolgimento attinente alle dinamiche concorsuali con delle innovazioni di cambiamento sempre più interessante.

Alto il respiro di radicato valore letterario intriso da ogni ARTISTA partecipe, caratterizzato dalla propria risorsa professionale.

Una voce da trasporto emozionale in paradisiaco empireo sognante l’ha esibita la mezzosoprano CATERINA NOVAK.

Ha cantato <Ideale di F. P. TOSTI, musica proibita di S. GASTALDON, Mon Coeur S’ouvre A Ta Voix Aria dall’Opera SANSONE E DALILA di SAINT SAENS.>

A lei dedicato un tributo di plauso interminabile.

Altrettanto consenso significativo ha accompagnato il Reading Poetico ove preziose liriche del Presidente MANCINI declamate da altri ARTISTI, e da ME onoratissima, si è concluso con ovazione e battiti di mani FORTE SEGNALE ELOGIATIVO!

Ad allietare lo spazio musicale la pianista JONNA LUKASZEWICS e la violinista MARIA LUISA NERI che hanno suonato <VIVALDI Sonata N.9 in MI minore. Adante, Allegro CAPRICCIO e SALUTE D’AMOR di ELGAR> con  approvazioni e applausi infiniti.

Fervida l’esultanza di raffinata accoglienza riservata alla Editrice del SEXTANTE Dott.ssa MARIA PIA CIAGHI. Un tripudio!

Punto cardine di sacrale ascolto l’importantissima intervista rilasciata dal grande architetto Dott. ALFONSO GURRERI ove con stima e attenzione sono state sottolineate note congratulatorie nella sala gremita.

SI RINGRAZIANO TUTTI I PRESENTI PER LA CONDIVISIONE ARTISTICA.

LUCIANA  CAPECE: Scrittrice Poetessa Saggista Aforista Prefatrice Critico Letterario Critico Teatrale Recensora.

20250519 DILA APS – IL DISPARI

Simbolicamente la Mamma

Questo grandissimo simbolo è associato a quello del mare, dei campi e della terra, nel senso che tutto è un ricettacolo o matrice della vita, dal mare e dalla terra nasce il corpo materno.

Qui troviamo la stessa ambivalenza dove la vita e la morte sono collegate.

La nascita è uscire dal grembo della mamma, mentre la morte è l’ingresso o per meglio dire il ritorno nella terra.

Secondo il Cristianesimo la madre è la Santa Chiesa, come fosse un battaglione da cui i fedeli ricevono la vita e il dono celeste, però si può anche soffrire quando se ne abusa o la spiritualità viene usata come strumento tirannico.

Quindi la Vergine Maria, che ha partorito Gesù Cristo dallo Spirito Santo, esprime una realtà storica e non un simbolo.

Allora Dio può fecondare il suo Creato contro ogni legge della natura.

Questa cosa rileva che le radici di Gesù Cristo uomo sono attraverso sua Madre con la Divina Legge, cioè Dio e null’altro unisce meglio il Divino con il Creato.

I Padri della Chiesa hanno dovuto spiegare questo fatto paradossale, mi riferisco che Santa Maria Vergine non potrebbe essere figlia del suo figlio ma sono teorie che fanno ancora sbattere la testa tra la scienza e la fede.

Sul firmamento cosmologico ogni pianeta con nome maschile corrisponde ad un’unica dea, Minerva, così lasciò testimonianza scritta Giulio Cesare.

Nella psicanalisi moderna, il simbolo materno diventa un archetipo anche dell’inconscio, dell’anima.

Si dice che nei sogni la mamma appare sottoforma di un orso perché esso rappresenta tutti gli istinti su cui la persona si concentra e si sente protetto dalla mamma.

Sono un insieme di sentimenti che un individuo, nell’inconscio, chiede protezione e coccole.

Augurando a tutti di avere sempre nel cuore la spiritualità e l’ingenuità di un bambino, concludo con la speranza che ciò che scrivo sia di vostro gradimento.

Adriana Iftimie Ceroli

20250519 DILA APS – IL DISPARI

Adriana Iftimie Ceroli

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Antonella Ariosto presenta POESIA CRUDA

20250519 DILA APS – IL DISPARI

Trandafira Nechita

MATILDE 

Con il tuo sorriso guarisci le nostre ferite
Sei luce in un mondo grigio, crudele
Dolce bambina con te
l’eccesso di baci è consentito

Quel bacio

Quel bacio mattutino
dolce
rubato
Un tocco delicato
un brivido
al debutto del sole
Le labbra arrossiscono al primo sguardo
accordo tacito in una danza
Quel bacio mattutino con i capelli arruffati
l’impronta che unisce il corpo la mente e il cuore.

°°°°°°°°°°

Patrizia Palombi
UN GIORNO CHIARO D’APRILE

Sfioro il tuo confine, in questo giorno chiaro di aprile,
in cui la luce taglia i pensieri come lame sottili,
e il vento porta via le ultime paure rimaste appese ai rami.
Non ti attraverso, non ti invado:
cammino lieve lungo i tuoi margini,
come chi teme di svegliare un sogno antico.

Sento che siamo arrivati ai giorni semplici,
i giorni in cui ogni battito trova il suo ritmo naturale,
in cui la terra sotto i piedi pulsa senza fretta,
e le mani, finalmente vuote, imparano a ricevere.
Tu mi hai voluto qui,
mi hai insegnato il silenzio che sa fiorire,
la pazienza delle radici invisibili,
il coraggio di restare immobili
mentre la vita accade, lenta e profonda.

Ora, senza più resistenze,
mi concedi di avvicinarmi ancora,
di posare l’orecchio contro il tuo respiro segreto,
e sentire che il tuo fiato sa di pietra levigata dal sole,
di argilla modellata dalle mani del tempo,
di pioggia antica assorbita e custodita nei solchi della pelle.

Sfiorandoti, imparo l’umiltà della goccia che scava,
l’obbedienza della foglia che si abbandona al vento,
la forza mite di chi sa appartenere senza possedere.

In questo giorno chiaro di aprile,
io divento parte di te:
terra, cielo, vento e attesa.
E cammino ancora,
non più per cercarti,
ma per respirarti,
per lasciarmi plasmare dal tuo lento, instancabile battito.

°°°°°°°°°°

Bruno Mancini

Dalla raccolta di poesie
“Incarto caramelle di uva passita”
(2002)

Just

Just Walking on the rain

Io ero
nel ventre di mia madre

of israelian, american

io ero
contratto, assordato, sballottolato

bombs

io non ero ancora nato
in fuga tra i vicoli di Gaza.

Chi mai può dirmi stai calmo?
Sono le quattro all’alba
e tutto va bene.

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DILA APS & IL DISPARI 2025 Redazione culturale

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Bruno Mancini | L’imponente eredità civile che ci ha lasciato CHICCO CECCHI – quarta puntata

“Ischia, un’antologia”

APPUNTI PER ITINERARI TURISTICI

NELL’ISOLA D’ISCHIA

PER CONTO DELL’ENTE VALORIZZAZIONE ISCHIA.

Di GIOVAN GIUSEPPE CERVERA

 

Pag. 53

La convalle del Cratere – La Scarrupata – Matarace

Nella località Pieio-Piedimonte-Vatoliere risaltano in primissimo piano ben tre accidentalità del terreno che meritano di essere visitate.

Esse sono: la Convalle del Cratere (‘U Coss ‘u Vateliere), la Scarrupata di Barano, Matarece.

Via  Matarece, dopo aver mandato Via Terranera per l’omonimo casolare, si arrampica subito sulla collina, passando per il Cavone delle Rose.

Non sarebbe dispendioso ridare al Cavone pieno di rovi un roseto a tutta soddisfazione del turista che riceverebbe un “benvenuto” accogliente per la visita di Matarace.

Il Casolare è tutto aggrappato verso la cima la strada diventa parte integrante della casa, della quale forma i minuscoli tinelli in cui prendono vita gradini dalla più strana costruzione.

l’architettura delle case richiama ad un certo recente passato. L’aria è particolarmente pura e la pace che vi regna suggerisce la rinuncia ad una vita piena di negozi.

Su Matarece ci vorrebbe un’ipoteca.

L’Ente dovrebbe intervenire per conservare questo gioiello che il mastro nella sua estrosa genialità ha creato, modellandole come un presepe.

Se si potesse arrivare a parlare di turismo sociale, Matarece potrebbe diventare un vivo museo allo aperto, esperienza interessate quanto quella di Bokrik, in Belgio.

Allora Matarece diventerebbe un  mondo a parte, dove ci si potrebbe rifugiare nella certezza di non sentire il bisogno di affacciarsi sull’altro mondo più vasto.

Sulla cima di  Matarece sta appollaiato anche un boschetto quasi la natura abbia provvisto Matarece di tutti i presupposti, per offrire alla generazione attuale le premesse per lo sviluppo di un turismo sociale.

La strada dopo Matarece consente di scendere per via Cufa sulla Duca degli Abruzzi.

Più d’una strada fiancheggia il Convalle del Cratere ben tre di esse portano alla Scarrupata, e precisamente una (Via Vatoliere) consente di raggiungere la spiaggia, la seconda (Via Piano) di fermarsi sulla Scarrupata, la terza (Via Schiappone) di avventurarsi lungo la stessa Scarrupata fino ad immettersi nella Via per San Pancrazio.

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20250522 DILA APS IL DISPARI professionisti

20250522 DILA APS IL DISPARI professionisti

20250522 DILA APS IL DISPARI professionisti

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Natalia Costa & Lucio Filisdeo – Brasile in cucina

Torta di mortadella – Torta con salsicha

Per la pasta

-200 gr. di yogurt al naturale

-2 tazze di farina

-3 uova

-1 cucchiaio di lievito in polvere

-½ tazza di maionese

-½ tazza di latte

-1 tazza di olio

-sale

-ketchup e senape (facoltativi)

 

Per la farcia

-500 gr. di mortadella a fette spesse

-2 pomodori

-½ tazza di erbe aromatiche tritate

-sale, pepe

 

Per la farcia: tagliate la mortadella e i pomodori a dadini e riuniteli in una terrina; aggiungete le erbe aromatiche, mescolate e aggiustate di sale e pepe.

Per la pasta: riunite nel frullatore tutti gli ingredienti per la pasta e lavorateli fino a quando la massa sarà omogenea e amalgamata.

Trasferire metà del composto in un teglia di 22×30 cm. foderata con carta da forno.

Copritelo con la farina e versatevi sopra delicatamente la parte restante della pasta.

Mettere la torta nel forno già caldo a 180° e fatela cuocere per 30 minuti o finché non sarà lievemente dorata.

Sfornate, suddividete in porzioni e servitela, accompagnandola a piacere con del ketchup e della senape

20250522 DILA APS IL DISPARI professionisti

Legenda valida per tutte le ricette

Gli ingredienti delle ricette sono sempre per 4-6 persone.
Con cucchiaio si intende quello da minestra.
Il cucchiaino è quello da tè.
La tazza è quella a tè.
La tazzina è quella da caffè.
Le temperature di cottura sono espresse in gradi centigradi.
Gli ingredienti: verdure, frutta, carne e pesce sono sempre già mondati, se non diversamente precisato.
Se la preparazione prevede l’utilizzo di scorza di arancia, limone ecc. scegliete sempre agrumi non trattati.
Con olio si intende olio extravergine di oliva leggero, salvo indicazioni diverse.
L’aceto è sempre aceto di vino rosso, se bianco o a base di altri ingredienti viene specificato.
Con pepe si intende sempre il pepe nero, se di altro tipo viene specificato.
Con zucchero si intende il prodotto semolato, se grezzo, di canna o altro viene specificato.

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 Professionisti DILA APS 2025 – Calendario pubblicazioni

Bruno Mancini

Bruno Mancini scrittore

Bruno Mancini Presidente DILA APS

DILA APS.it

DILA Altervista

NUSIV – Premio Otto milioni

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Natalia Costa & Lucio Filisdeo – Brasile in cucina

Torta di mortadella – Torta con salsicha

Per la pasta

-200 gr. di yogurt al naturale

-2 tazze di farina

-3 uova

-1 cucchiaio di lievito in polvere

-½ tazza di maionese

-½ tazza di latte

-1 tazza di olio

-sale

-ketchup e senape (facoltativi)

 

Per la farcia

-500 gr. di mortadella a fette spesse

-2 pomodori

-½ tazza di erbe aromatiche tritate

-sale, pepe

 

Per la farcia: tagliate la mortadella e i pomodori a dadini e riuniteli in una terrina; aggiungete le erbe aromatiche, mescolate e aggiustate di sale e pepe.

Per la pasta: riunite nel frullatore tutti gli ingredienti per la pasta e lavorateli fino a quando la massa sarà omogenea e amalgamata.

Trasferire metà del composto in un teglia di 22×30 cm. foderata con carta da forno.

Copritelo con la farina e versatevi sopra delicatamente la parte restante della pasta.

Mettere la torta nel forno già caldo a 180° e fatela cuocere per 30 minuti o finché non sarà lievemente dorata.

Sfornate, suddividete in porzioni e servitela, accompagnandola a piacere con del ketchup e della senape

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Legenda valida per tutte le ricette

Gli ingredienti delle ricette sono sempre per 4-6 persone.
Con cucchiaio si intende quello da minestra.
Il cucchiaino è quello da tè.
La tazza è quella a tè.
La tazzina è quella da caffè.
Le temperature di cottura sono espresse in gradi centigradi.
Gli ingredienti: verdure, frutta, carne e pesce sono sempre già mondati, se non diversamente precisato.
Se la preparazione prevede l’utilizzo di scorza di arancia, limone ecc. scegliete sempre agrumi non trattati.
Con olio si intende olio extravergine di oliva leggero, salvo indicazioni diverse.
L’aceto è sempre aceto di vino rosso, se bianco o a base di altri ingredienti viene specificato.
Con pepe si intende sempre il pepe nero, se di altro tipo viene specificato.
Con zucchero si intende il prodotto semolato, se grezzo, di canna o altro viene specificato.

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NAPOLI LUCI ED OMBRE

Ridateci Peppino o’ Zingariello, il posteggiatore che piaceva a Wagner

Che Napoli sia unica al mondo per le sue bellezze sparse tra città e zone limitrofe ed isole è una realtà riconosciuta in tutto il mondo.

Panorami mozzafiato, gastronomia vastissima dalla pizza, alla pastiera, al “casatiello”, al babà, alle sfogliatelle ricce e frolle ed ai vari piatti a base di pesce, solo per citarne qualcuna.

Queste sono le cose positive ma purtroppo dove c’è il sole da qualche parte c’è l’ombra, e la nostra bella Partenope ha diversi lati oscuri.

Cominciamo col dire che noi Napoletani potremmo vivere di agricoltura, pesca, turismo e canzoni…

Invece l’agricoltura è in ginocchio, molti terreni sono avvelenati dai rifiuti tossici e dunque molti raccolti siamo costretti ad importarli da altre zone, il prodotto locale è a rischio serissimo di malattie anche mortali!

La pesca è al lumicino, quella di frodo ha sterminato la fauna marina in alcune zone dove ormai il pescato è diventato solo un bellissimo ricordo.

Il turismo, stava progredendo e finalmente centinaia di migliaia di visitatori affollavano alberghi e B&B, ma nel 2022 il Covid ha spezzato questo benessere e molti alberghi stentano a tirare avanti…

La canzone è diventata il fanalino di coda, gli emergenti non sono stati in grado di bissare i grossi successi del passato che hanno fatto della musica partenopea un celere veicolo nel mondo che ancora oggi si canta ovunque.

I vari posteggiatori nei ristoranti storici riescono a presentare SOLO brani storici ignorando le nuove canzoni.

Ridateci Peppino o’ Zingariello, il posteggiatore che piaceva a Wagner!

Si spera in una futura ripresa, verrà?

Ai posteri l’ardua sentenza.

LUCIANO SOMMA

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Perché la probabilità (oggettiva) non esiste (III)

Luca Nicotra 

20250530 DILA APS IL DISPARI professionisti

Voglio ritornare su alcune osservazioni critiche che riguardano la definizione classica (per partizione), considerando l’esempio icona di questo tipo di probabilità: il lancio in aria di una moneta, realizzata in modo che non ci sia maggior concentrazione di massa su una faccia piuttosto che sull’altra, tale da  favorirne la caduta su quella faccia. Gli eventi possibili sono generalmente considerati due (testa, croce), mutuamente escludentisi, mentre l’evento favorevole è uno dei due (o testa o croce), per cui la probabilità per partizione è 0,5 (50%).

Ma in tale calcolo si esclude un terzo caso, teoricamente possibile: la caduta della moneta di taglio, utilizzando, in maniera “sottaciuta”, una valutazione di probabilità stessa di tale caso, tanto piccola da giustificarne l’esclusione a priori.

Questa scelta inficia la determinazione della probabilità a 0,5 perché utilizza già a sua volta, per escludere un terzo caso possibile, una valutazione di probabilità espressa, oltretutto, non secondo un criterio “oggettivo”, ma in maniera palesemente generica e soggettiva. La definizione classica di probabilità riguarda ovviamente eventi del futuro (altrimenti non si potrebbe parlare di probabilità) ma  che sono anche già accaduti e ripetibili, basandosi sulla partizione dei casi in possibili e favorevoli.  Un nuovo lancio in aria di una moneta è certamente un evento del futuro ma è un “tipo di evento” già accaduto nel passato che è ripetibile quante volte si vuole. La definizione classica di probabilità non è  quindi applicabile a quella stragrande maggioranza di casi in cui gli eventi di cui vogliamo stimare la probabilità non sono mai accaduti oppure sono per loro stessa natura irripetibili. Per esempio: sarà africano il prossimo Papa? Il prossimo presidente degli Stati Uniti sarà una donna? Ecc. Per essi, ovviamente, non è possibile la partizione dei casi in possibili e favorevoli. Altre critiche molto severe riguardano il criterio di determinazione dei casi possibili. Gli eventi “giudicati” possibili devono avere tutti la stessa probabilità, vale a dire non ci deve essere nessuna circostanza che favorisca la realizzazione dell’uno piuttosto che dell’altro. «Eccoci dunque costretti a definire il probabile col probabile. Come sapremo che due casi possibili sono ugualmente probabili?», osservava il grande matematico e filosofo Henri Poincaré (La scienza e l’ipotesi,   1902).  Come già detto la definizione della probabilità per partizione si richiude in un circolo vizioso, poiché fa uso dello stesso concetto di probabilità che “pretende” di definire, richiedendo una valutazione di equiprobabilità degli eventi possibili, che è inoltre sempre relativa e soggettiva. Relativa, perché «il fatto che due casi ci appaiano ugualmente probabili dipende dal gruppo di circostanze che ci sono note od ignote», osservava de Finetti (Probabilismo, 1931, p.98). Soggettiva, perché la valutazione che una circostanza possa influire o no su un certo evento non è oggettiva, ma dipende da quanto noi stessi riteniamo più o meno probabile che ciò accada. Lo abbiamo visto nel caso del lancio di una moneta: la caduta sul dorso della moneta, pur essendo teoricamente possibile, non viene considerato come tale perché lo si “ritiene molto poco probabile”. Riemerge il carattere circolare di questa definizione. Quanto basta per demolire il preteso carattere “oggettivo” della definizione di probabilità per partizione.

Nella definizione assiomatica, oltre a  rimanere indeterminata la natura della probabilità, è soggettiva la scelta della funzione d’insieme che fornisce la misura dell’insieme-evento.

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CS DILA APS | Rendere possibile il difficile

Rendere possibile il difficile: è questo il fondamento della scelta operativa che è alla base della nuova iniziativa ideata Bruno Mancini ed affidata alla gestione dell’Associazione di Promozione Sociale “Da Ischia L’Arte – DILA APS”.
Infatti, la prima edizione della CERIMONIA DI DONAZIONE LIBRI ALLA BIBLIOTECA ANTONIANA DI ISCHIA si prefigge il compito di agire affinché Scrittori particolarmente interessanti, ma privi di “spinte” commerciali definite dalle case editrici padrone e quasi monopoliste del mercato commerciale librario italiano, possano beneficiare di una vetrina di lettura prestigiosa come lo è certamente la Biblioteca Comunale Antoniana di Ischia.

Fiore all’occhiello del complesso, dinamico nonché internazionale mondo culturale ischitano, la Biblioteca Antoniana diretta con lungimiranti intuizioni organizzative dalla Dottoressa Lucia Annicelli, raccoglie tra i suoi scaffali più di ventimila volumi, alcuni dei quali di notevole pregio storico e didattico (Fondo “Don Pietro Monti” appartenuto a colui al quale dobbiamo la scoperta di una serie di testimonianze e reperti archeologici dall’VIII secolo a.C. fino agli albori del Cristianesimo nel sottosuolo di Lacco Ameno; Fondo “Prof. Edoardo Malagoli” Docente di italiano e latino per oltre venti anni, dal 1955 al 1976, presso il Liceo Classico di Ischia, era storico e filosofo di cultura e formazione crociana; Fondo “Prof. Giuseppe Gallo”: un patrimonio interessante per la presenza di una buona selezione di testi di linguistica, di classici della letteratura e di opere di consultazione generale di grande pregio).

Nei giorni 26 – 27 – 28 maggio prossimo nel salone Onofrio Buonocore della Biblioteca, a partire dalle ore 17, un selezionato numero di scrittori italiani provenienti da diverse regioni ed operanti in variegati settori di scrittura (saggistica, narrativa, poetica ecc.) personalmente, o tramite un delegato, consegneranno i propri libri alla Direttrice Dottoressa Lucia Annicelli che, accettandoli in nome e per conto della Biblioteca, li inserirà nel catalogo dei tomi disponibili alla pubblica lettura.

La cerimonia, semplice e formale, ma ufficiale in misura sufficiente a dare il senso dello speciale prestigioso riconoscimento concesso agli autori, sarà impreziosita dalla lettura di stralci delle opere effettuata dalla attrice Chiara Pavoni.
Sono stati coinvolti in forme di partenariato, e si ringraziamo, l’Associazione ADA di Dalila Boukhalfa, la Fondazione LA SPONDA di Benito Corradini, la Casa Editrice IL SEXTANTE e il magazine EUDONNA di Mariapia Ciaghi, la testata giornalistica IL DISPARI di Gaetano Di Meglio, il salotto letterario INTERNO 4 di Chiara Pavoni, la DDclinic Foundation ETS presieduta da Andrea Del Buono.

I tre giorni della cerimonia sono stati inseriti nel palinsesto della rassegna internazionale IL MAGGIO DEI LIBRI.
Ovviamente, l’ingresso è gratuito e l’invito è rivolto a tutti i lettori.

Ischia 21 maggio 2025

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Rendere possibile il difficile: è questo il fondamento della scelta operativa che è alla base della nuova iniziativa ideata Bruno Mancini ed affidata alla gestione dell’Associazione di Promozione Sociale “Da Ischia L’Arte – DILA APS”.
Infatti, la prima edizione della CERIMONIA DI DONAZIONE LIBRI ALLA BIBLIOTECA ANTONIANA DI ISCHIA si prefigge il compito di agire affinché Scrittori particolarmente interessanti, ma privi di “spinte” commerciali definite dalle case editrici padrone e quasi monopoliste del mercato commerciale librario italiano, possano beneficiare di una vetrina di lettura prestigiosa come lo è certamente la Biblioteca Comunale Antoniana di Ischia.

Fiore all’occhiello del complesso, dinamico nonché internazionale mondo culturale ischitano, la Biblioteca Antoniana diretta con lungimiranti intuizioni organizzative dalla Dottoressa Lucia Annicelli, raccoglie tra i suoi scaffali più di ventimila volumi, alcuni dei quali di notevole pregio storico e didattico (Fondo “Don Pietro Monti” appartenuto a colui al quale dobbiamo la scoperta di una serie di testimonianze e reperti archeologici dall’VIII secolo a.C. fino agli albori del Cristianesimo nel sottosuolo di Lacco Ameno; Fondo “Prof. Edoardo Malagoli” Docente di italiano e latino per oltre venti anni, dal 1955 al 1976, presso il Liceo Classico di Ischia, era storico e filosofo di cultura e formazione crociana; Fondo “Prof. Giuseppe Gallo”: un patrimonio interessante per la presenza di una buona selezione di testi di linguistica, di classici della letteratura e di opere di consultazione generale di grande pregio).

Nei giorni 26 – 27 – 28 maggio prossimo nel salone Onofrio Buonocore della Biblioteca, a partire dalle ore 17, un selezionato numero di scrittori italiani provenienti da diverse regioni ed operanti in variegati settori di scrittura (saggistica, narrativa, poetica ecc.) personalmente, o tramite un delegato, consegneranno i propri libri alla Direttrice Dottoressa Lucia Annicelli che, accettandoli in nome e per conto della Biblioteca, li inserirà nel catalogo dei tomi disponibili alla pubblica lettura.

La cerimonia, semplice e formale, ma ufficiale in misura sufficiente a dare il senso dello speciale prestigioso riconoscimento concesso agli autori, sarà impreziosita dalla lettura di stralci delle opere effettuata dalla attrice Chiara Pavoni.
Sono stati coinvolti in forme di partenariato, e si ringraziamo, l’Associazione ADA di Dalila Boukhalfa, la Fondazione LA SPONDA di Benito Corradini, la Casa Editrice IL SEXTANTE e il magazine EUDONNA di Mariapia Ciaghi, la testata giornalistica IL DISPARI di Gaetano Di Meglio, il salotto letterario INTERNO 4 di Chiara Pavoni, la DDclinic Foundation ETS presieduta da Andrea Del Buono.

I tre giorni della cerimonia sono stati inseriti nel palinsesto della rassegna internazionale IL MAGGIO DEI LIBRI.
Ovviamente, l’ingresso è gratuito e l’invito è rivolto a tutti i lettori.

Ischia 21 maggio 2025

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Perché la probabilità (oggettiva) non esiste (II)
Luca Nicotra

Diceva il matematico e filosofo americano Charles Sanders Pierce (1839-1914): «Questa branca della matematica, la probabilità, è la sola, credo, in cui anche validi autori hanno dato spesso risultati erronei».
E ancora Bertrand Russell (1872-1970) ironicamente: «Il concetto di probabilità è il più importante della scienza moderna, soprattutto perché nessuno ha la più pallida idea del suo significato».
Bruno de Finetti, all’età di 24 anni, nel saggio Probabilismo, scritto nel 1930 ma pubblicato nel 1931, espresse i suoi dubbi e le sue critiche sulla validità dei modi di esprimere la probabilità oggettiva fino ad allora utilizzati dai matematici, che davano luogo a diversi “tipi” di probabilità (per partizione, per frequenza e per assiomi) ai quali il giovane Bruno, giustamente, non riconosceva la categoria di vere definizioni, ma soltanto di “modi operativi di calcolare la probabilità”.
La probabilità per partizione (detta anche classica perché utilizzata per prima) è definita come il rapporto fra il numero di casi favorevoli e il numero di casi possibili per un certo evento.
La probabilità di un evento per frequenza (generalmente utilizzata dai fisici e dagli ingegneri) è invece definita come il rapporto (frequenza relativa) fra il numero di esperimenti in cui l’evento si è verificato e il numero totale di esperimenti eseguiti nelle stesse condizioni, essendo tale numero opportunamente grande.
Infine la probabilità assiomatica è definita in maniera molto astratta come una legge in grado di assegnare ad ogni evento E, appartenente a un certo insieme S di eventi, un numero (compreso fra 0 e 1) che soddisfa i tre assiomi di Kolmogorov: la probabilità di un evento E è un numero reale non negativo compreso fra 0 e 1; la probabilità di un evento certo è 1; la probabilità di un evento composto dagli eventi semplici E1 e E2 incompatibili (E1 ∩ E2 = ∅) è la somma delle probabilità di E1 e di E2.
Accenno alle principali critiche mosse dal giovane Bruno a questi modi di definire (soltanto operativamente) la probabilità.
La probabilità per partizione è applicabile soltanto in tutti i casi in cui è possibile conoscere quali e quanti sono gli eventi che si possono realizzare e quali e quanti sono quelli favorevoli, non è applicabile quindi a eventi del futuro; inoltre gli eventi possibili devono avere tutti la stessa probabilità, vale a dire non ci deve essere nessun motivo che favorisca la realizzazione dell’uno piuttosto che dell’altro.
La sua definizione si richiude in un circolo vizioso, poiché essa fa uso dello stesso concetto di probabilità che “pretende” di definire.
La definizione frequentista, essendo fondata su un’operatività sperimentale, dovrebbe essere applicata soltanto a eventi ripetibili, ovvero generati da esperimenti ripetuti, inoltre, esattamente nelle stesse condizioni quante volte si voglia.
Tuttavia, in pratica, specialmente in statistica, la frequenza relativa è assunta come probabilità di eventi che non hanno tali caratteristiche, bensì hanno la connotazione di “accadimenti” avvenuti nel passato e non riproducibili quante volte si voglia.
Inoltre è una scelta arbitraria stabilire il numero di volte (opportunamente grande) da eseguire l’esperimento.
L’impostazione assiomatica della probabilità è accattivante per il suo rigore formale ma, come in qualunque teoria assiomatica, la probabilità è definita non nella sua natura ma soltanto implicitamente come “un” (e non “quel”) numero reale non negativo che soddisfa i tre assiomi di Kolmogorov.

La terza e ultima parte sarà pubblicata venerdì prossimo.

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PRESENTAZIONE DEL XIV° PREMIO INTERNAZIONALE DI ARTI VARIE

“OTTO MILIONI 2025”

COMMENTO RECENSIVO

Con meritocratica disponibilità iniziale si ringrazia il Dott. GAETANO DI MEGLIO per la gentile concessione di stampa su IL DISPARI e il Presidente DILA APS BRUNO MANCINI – diamante della speciale Associazione nota in varie parti geografiche mondiali.

La presentazione del XIV° Premio Internazionale di Arti Varie “OTTO MILIONI 2025”, presieduta dall’ideatore Presidente BRUNO MANCINI, svoltasi il 05/04/2025 a ROMA nel Salotto della Cultura INTERNO 4 alla valida presenza dell’Attrice Conduttrice Vicepresidente CHIARA PAVONI e di molti ARTISTI nonché la Sottoscritta, è stata una solida rivelazione progettuale, seco pronta a sbocciare con programmazione connessa al dovuto iter tempistico.

Un coinvolgimento attinente alle dinamiche concorsuali con delle innovazioni di cambiamento sempre più interessante.

Alto il respiro di radicato valore letterario intriso da ogni ARTISTA partecipe, caratterizzato dalla propria risorsa professionale.

Una voce da trasporto emozionale in paradisiaco empireo sognante l’ha esibita la mezzosoprano CATERINA NOVAK.

Ha cantato <Ideale di F. P. TOSTI, musica proibita di S. GASTALDON, Mon Coeur S’ouvre A Ta Voix Aria dall’Opera SANSONE E DALILA di SAINT SAENS.>

A lei dedicato un tributo di plauso interminabile.

Altrettanto consenso significativo ha accompagnato il Reading Poetico ove preziose liriche del Presidente MANCINI declamate da altri ARTISTI, e da ME onoratissima, si è concluso con ovazione e battiti di mani FORTE SEGNALE ELOGIATIVO!

Ad allietare lo spazio musicale la pianista JONNA LUKASZEWICS e la violinista MARIA LUISA NERI che hanno suonato <VIVALDI Sonata N.9 in MI minore. Adante, Allegro CAPRICCIO e SALUTE D’AMOR di ELGAR> con  approvazioni e applausi infiniti.

Fervida l’esultanza di raffinata accoglienza riservata alla Editrice del SEXTANTE Dott.ssa MARIA PIA CIAGHI. Un tripudio!

Punto cardine di sacrale ascolto l’importantissima intervista rilasciata dal grande architetto Dott. ALFONSO GURRERI ove con stima e attenzione sono state sottolineate note congratulatorie nella sala gremita.

SI RINGRAZIANO TUTTI I PRESENTI PER LA CONDIVISIONE ARTISTICA.

LUCIANA  CAPECE: Scrittrice Poetessa Saggista Aforista Prefatrice Critico Letterario Critico Teatrale Recensora.

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Simbolicamente la Mamma

Questo grandissimo simbolo è associato a quello del mare, dei campi e della terra, nel senso che tutto è un ricettacolo o matrice della vita, dal mare e dalla terra nasce il corpo materno.

Qui troviamo la stessa ambivalenza dove la vita e la morte sono collegate.

La nascita è uscire dal grembo della mamma, mentre la morte è l’ingresso o per meglio dire il ritorno nella terra.

Secondo il Cristianesimo la madre è la Santa Chiesa, come fosse un battaglione da cui i fedeli ricevono la vita e il dono celeste, però si può anche soffrire quando se ne abusa o la spiritualità viene usata come strumento tirannico.

Quindi la Vergine Maria, che ha partorito Gesù Cristo dallo Spirito Santo, esprime una realtà storica e non un simbolo.

Allora Dio può fecondare il suo Creato contro ogni legge della natura.

Questa cosa rileva che le radici di Gesù Cristo uomo sono attraverso sua Madre con la Divina Legge, cioè Dio e null’altro unisce meglio il Divino con il Creato.

I Padri della Chiesa hanno dovuto spiegare questo fatto paradossale, mi riferisco che Santa Maria Vergine non potrebbe essere figlia del suo figlio ma sono teorie che fanno ancora sbattere la testa tra la scienza e la fede.

Sul firmamento cosmologico ogni pianeta con nome maschile corrisponde ad un’unica dea, Minerva, così lasciò testimonianza scritta Giulio Cesare.

Nella psicanalisi moderna, il simbolo materno diventa un archetipo anche dell’inconscio, dell’anima.

Si dice che nei sogni la mamma appare sottoforma di un orso perché esso rappresenta tutti gli istinti su cui la persona si concentra e si sente protetto dalla mamma.

Sono un insieme di sentimenti che un individuo, nell’inconscio, chiede protezione e coccole.

Augurando a tutti di avere sempre nel cuore la spiritualità e l’ingenuità di un bambino, concludo con la speranza che ciò che scrivo sia di vostro gradimento.

Adriana Iftimie Ceroli

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Adriana Iftimie Ceroli

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Antonella Ariosto presenta POESIA CRUDA

20250519 DILA APS – IL DISPARI

Trandafira Nechita

MATILDE 

Con il tuo sorriso guarisci le nostre ferite
Sei luce in un mondo grigio, crudele
Dolce bambina con te
l’eccesso di baci è consentito

Quel bacio

Quel bacio mattutino
dolce
rubato
Un tocco delicato
un brivido
al debutto del sole
Le labbra arrossiscono al primo sguardo
accordo tacito in una danza
Quel bacio mattutino con i capelli arruffati
l’impronta che unisce il corpo la mente e il cuore.

°°°°°°°°°°

Patrizia Palombi
UN GIORNO CHIARO D’APRILE

Sfioro il tuo confine, in questo giorno chiaro di aprile,
in cui la luce taglia i pensieri come lame sottili,
e il vento porta via le ultime paure rimaste appese ai rami.
Non ti attraverso, non ti invado:
cammino lieve lungo i tuoi margini,
come chi teme di svegliare un sogno antico.

Sento che siamo arrivati ai giorni semplici,
i giorni in cui ogni battito trova il suo ritmo naturale,
in cui la terra sotto i piedi pulsa senza fretta,
e le mani, finalmente vuote, imparano a ricevere.
Tu mi hai voluto qui,
mi hai insegnato il silenzio che sa fiorire,
la pazienza delle radici invisibili,
il coraggio di restare immobili
mentre la vita accade, lenta e profonda.

Ora, senza più resistenze,
mi concedi di avvicinarmi ancora,
di posare l’orecchio contro il tuo respiro segreto,
e sentire che il tuo fiato sa di pietra levigata dal sole,
di argilla modellata dalle mani del tempo,
di pioggia antica assorbita e custodita nei solchi della pelle.

Sfiorandoti, imparo l’umiltà della goccia che scava,
l’obbedienza della foglia che si abbandona al vento,
la forza mite di chi sa appartenere senza possedere.

In questo giorno chiaro di aprile,
io divento parte di te:
terra, cielo, vento e attesa.
E cammino ancora,
non più per cercarti,
ma per respirarti,
per lasciarmi plasmare dal tuo lento, instancabile battito.

°°°°°°°°°°

Bruno Mancini

Dalla raccolta di poesie
“Incarto caramelle di uva passita”
(2002)

Just

Just Walking on the rain

Io ero
nel ventre di mia madre

of israelian, american

io ero
contratto, assordato, sballottolato

bombs

io non ero ancora nato
in fuga tra i vicoli di Gaza.

Chi mai può dirmi stai calmo?
Sono le quattro all’alba
e tutto va bene.

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20250512 DILA APS – IL DISPARI
20250512 DILA APS – IL DISPARI

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Collaborazione tra Fondazione DDClinic ETS e

Associazione Culturale “Da Ischia, l’Arte – DILA APS”

Gentilissimo Presidente Bruno Mancini,
Gentili membri dell’Associazione DILA APS,

a seguito del nostro cordiale confronto, desidero confermare e riassumere con entusiasmo l’avvio della collaborazione tra la Fondazione DDClinic ETS e l’Associazione culturale “Da Ischia, l’Arte – DILA APS”, fondata e guidata con passione e visione dalla tua Presidenza.

Abbiamo convenuto sull’opportunità di unire le nostre forze per dare vita a un percorso condiviso di divulgazione, prevenzione e promozione della salute, che valorizzi la centralità della cultura, dell’arte e della scienza nel miglioramento della qualità della vita delle persone.

Un network per la salute nel blog emmegiischia.com

Un primo ambito di azione sarà la creazione, all’interno del blog emmegiischia.com, di uno spazio editoriale dedicato alla salute, all’educazione alimentare e alla prevenzione delle malattie cronico-degenerative.

In questo spazio, intendiamo coinvolgere figure professionali – medici, farmacisti, biologi, naturopati, fisioterapisti, osteopati – che possano contribuire con contenuti informativi, riflessioni, esperienze cliniche e strumenti pratici per promuovere uno stile di vita sano e consapevole.

Il blog emmegiischia.com, da anni punto di riferimento culturale nel panorama dell’arte, della poesia e dell’attualità, si arricchirà di un nuovo spazio dedicato alla divulgazione scientifica e alla promozione della salute, diventando una piattaforma autorevole per la costruzione di un network multidisciplinare in linea con la Missione 2025 della Fondazione DDClinic ETS: Raggiungere quante più famiglie possibili con una prevenzione concreta, fondata su evidenze oggettive e scientificamente validate.

Al centro di questo percorso ci saranno le scienze omiche – come la metabolomica, la redoxomica e la genomica – già ampiamente riconosciute e accettate dalla comunità scientifica internazionale per la loro capacità di fornire dati precisi, riproducibili e clinicamente utili. Ci teniamo a sottolineare che questo approccio si distingue nettamente da altri esami, oggi molto diffusi, che fanno riferimento a discipline come la fisica quantistica o la cosiddetta medicina quantistica. Pur essendo ambiti teoricamente interessanti e promettenti, al momento non possono essere considerati strumenti affidabili in ambito clinico, a causa dell’alta variabilità dei risultati e della mancanza di una validazione scientifica oggettiva.

Per questo, il nostro obiettivo condiviso sarà quello di offrire ai lettori strumenti di lettura seri, trasparenti e basati su dati misurabili, in grado di supportare realmente scelte consapevoli per il proprio benessere.

Premiazione, cultura e benessere
La collaborazione si estenderà inoltre alla partecipazione attiva della Fondazione DDClinic all’organizzazione dei premi culturali già promossi con grande successo dall’Associazione DILA APS, tra cui il prestigioso Premio Internazionale “Otto Milioni” per l’Arte e la Poesia, attivo dal 2012.

Condividiamo la volontà di ampliare i temi del premio alla salute e alla prevenzione, offrendo uno spazio di espressione anche agli operatori della salute e del benessere che, attraverso il loro lavoro e il proprio stile di vita, possano diventare promotori di cultura e consapevolezza. In questo senso, prevediamo l’allargamento del Comitato scientifico e culturale, e la possibilità di condividere organizzazione e donazioni provenienti dai rispettivi sostenitori, in un’ottica di crescita comune e trasparente.

Siamo profondamente convinti che l’unione tra cultura e scienza sia oggi più che mai necessaria per costruire una società fondata sulla salute integrale dell’individuo.

In attesa di concordare i prossimi passi operativi e proseguire in un cammino comune diamo ufficialmente avvio a questa bella collaborazione.

Un caro saluto,
Andrea Del Buono
Caserta 03/05/2025

20250512 DILA APS – IL DISPARI

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Conferma collaborazione tra l’Associazione di Promozione Sociale “Da Ischia L’Arte – DILA APS” e la Fondazione DDClinic ETS

Gentilissimo Presidente Andrea Del Buono
Eccellenti Membri della Fondazione DDClinic

Riscontro con profonda gratitudine la Vostra comunicazione del 03/05/2025, approvando ogni singolo proposito ed ogni prospettiva di comune progettualità.

Io personalmente e l’Associazione DILA APS che presiedo siamo onorati di iniziare un percorso di particolare valore sociale, e di indiscutibile virtù morale, come questo che ci vedrà attivi in partenariato con le migliori espressioni della prevenzione sanitaria da Voi rappresentate.

Sono altresì convinto che, ben presto, accetteranno di affiancarsi a noi tutte le realtà artistiche, culturali, editoriali, e giornalistiche con le quali la nostra DILA APS intrattiene costanti e proficui rapporti di collaborazione.

Nella consapevolezza che ci attende un grosso impegno da onorare nel massimo rispetto dei nostri interlocutori, resto a disposizione per proseguire nei tempi e nei modi che riterrete più rapidi ed opportuni.

Cari saluti e auguri di grandi successi.
Ischia 6 maggio 2025
Bruno Mancini
Presidente DILA APS

Antonella Ariosto | POESIA CRUDA

Luciano Giovannini
DOMANI

E di mutevoli stagioni
è fatto il nostro tempo breve,
di soffi lievi sulle spalle curve
e di troppo sole tra la fronte e il cuore.

Poi tu mi dici”facciomolo domani”
come se domani fosse già certezza
senza pensare che magari piove
e non vi sarà riparo da quel temporale.

No, non dovrà finire quella melodia
che sento quando il giorno muore,
quei sassolini sotto le scarpe nuove
che sembrano fuggire senza far rumore.

Quanto costa il tuo sorriso nuovo?
Quello che indossavi laggiù al mercato
dove ogni sogno è un ballo
ma tu non sai che pur dovrai ballare.

Guardale bene le stelle in cielo,
io son piegato a contare i passi
che faccio in fretta per arrivare
al mare.
°°°°°°°°°°

Antonella Ariosto
ANCHE QUESTO È AMORE

Un bacio,un saluto
l’augurio di una giornata serena.
Con gli occhi ti seguo
aspetto che prima di salire le scale
per entrare a scuola
ti giri a salutarmi
inviandomi un bacio.

Quel bacio rimasto impresso
nei mie ricordi.

Anche questo è Amore
grande, immenso
incomparabile.

Mentre mi perdo Emma
in un mare di tenerezza
dentro i tuoi occhi grigioverdi
e il mio cuore trabocca
di puro amore.

DILA APS & IL DISPARI 2025 Redazione culturale

DILA APS & IL DISPARI 2024 Redazione culturale

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Perché la probabilità (oggettiva) non esiste (II)
Luca Nicotra

Diceva il matematico e filosofo americano Charles Sanders Pierce (1839-1914): «Questa branca della matematica, la probabilità, è la sola, credo, in cui anche validi autori hanno dato spesso risultati erronei».
E ancora Bertrand Russell (1872-1970) ironicamente: «Il concetto di probabilità è il più importante della scienza moderna, soprattutto perché nessuno ha la più pallida idea del suo significato».
Bruno de Finetti, all’età di 24 anni, nel saggio Probabilismo, scritto nel 1930 ma pubblicato nel 1931, espresse i suoi dubbi e le sue critiche sulla validità dei modi di esprimere la probabilità oggettiva fino ad allora utilizzati dai matematici, che davano luogo a diversi “tipi” di probabilità (per partizione, per frequenza e per assiomi) ai quali il giovane Bruno, giustamente, non riconosceva la categoria di vere definizioni, ma soltanto di “modi operativi di calcolare la probabilità”.
La probabilità per partizione (detta anche classica perché utilizzata per prima) è definita come il rapporto fra il numero di casi favorevoli e il numero di casi possibili per un certo evento.
La probabilità di un evento per frequenza (generalmente utilizzata dai fisici e dagli ingegneri) è invece definita come il rapporto (frequenza relativa) fra il numero di esperimenti in cui l’evento si è verificato e il numero totale di esperimenti eseguiti nelle stesse condizioni, essendo tale numero opportunamente grande.
Infine la probabilità assiomatica è definita in maniera molto astratta come una legge in grado di assegnare ad ogni evento E, appartenente a un certo insieme S di eventi, un numero (compreso fra 0 e 1) che soddisfa i tre assiomi di Kolmogorov: la probabilità di un evento E è un numero reale non negativo compreso fra 0 e 1; la probabilità di un evento certo è 1; la probabilità di un evento composto dagli eventi semplici E1 e E2 incompatibili (E1 ∩ E2 = ∅) è la somma delle probabilità di E1 e di E2.
Accenno alle principali critiche mosse dal giovane Bruno a questi modi di definire (soltanto operativamente) la probabilità.
La probabilità per partizione è applicabile soltanto in tutti i casi in cui è possibile conoscere quali e quanti sono gli eventi che si possono realizzare e quali e quanti sono quelli favorevoli, non è applicabile quindi a eventi del futuro; inoltre gli eventi possibili devono avere tutti la stessa probabilità, vale a dire non ci deve essere nessun motivo che favorisca la realizzazione dell’uno piuttosto che dell’altro.
La sua definizione si richiude in un circolo vizioso, poiché essa fa uso dello stesso concetto di probabilità che “pretende” di definire.
La definizione frequentista, essendo fondata su un’operatività sperimentale, dovrebbe essere applicata soltanto a eventi ripetibili, ovvero generati da esperimenti ripetuti, inoltre, esattamente nelle stesse condizioni quante volte si voglia.
Tuttavia, in pratica, specialmente in statistica, la frequenza relativa è assunta come probabilità di eventi che non hanno tali caratteristiche, bensì hanno la connotazione di “accadimenti” avvenuti nel passato e non riproducibili quante volte si voglia.
Inoltre è una scelta arbitraria stabilire il numero di volte (opportunamente grande) da eseguire l’esperimento.
L’impostazione assiomatica della probabilità è accattivante per il suo rigore formale ma, come in qualunque teoria assiomatica, la probabilità è definita non nella sua natura ma soltanto implicitamente come “un” (e non “quel”) numero reale non negativo che soddisfa i tre assiomi di Kolmogorov.

La terza e ultima parte sarà pubblicata venerdì prossimo.

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Perché la probabilità (oggettiva) non esiste

Luca Nicotra

Se a una persona di media cultura, e non matematico, si chiedesse che cosa intende per probabilità, “probabilmente” risponderebbe con un’espressione del tipo: é la “fiducia (speranza o timore)” che “noi” riponiamo nell’avverarsi di un evento ed esprimiamo con un numero compreso fra 0 (evento impossibile) e 1 (evento certo) o, che è la stessa cosa, con un valore percentuale variabile fra 0% e 100% .

Questa idea di probabilità dell’uomo della strada, tuttavia, non è mai stata presa in seria considerazione dai matematici, fino a quando un grande matematico italiano negli anni Trenta del secolo scorso non solo ha avuto il coraggio di farla propria, ma ha anche dimostrato che sopra questa idea “soggettiva” della probabilità è possibile costruire in maniera rigorosa una nuova teoria matematica della probabilità.

Questo matematico, che in realtà è stato anche un grande statistico, economista e filosofo della scienza, si chiama Bruno de Finetti (1906-1985), riconosciuto oggi universalmente padre della moderna teoria soggettiva della probabilità.

«La probabilità: chi è costei? Prima di rispondere a tale domanda è certamente opportuno chiedersi: ma davvero ‘esiste’ la probabilità? e cosa mai sarebbe? Io risponderei di no, che non esiste». Così scrive Bruno de Finetti nella voce Probabilità dell’Enciclopedia Einaudi.

Una frase ormai storica, scritta proprio dal massimo probabilista del secolo XX e immortalata persino nella lapide posta a sua memoria accanto al portone della sua casa natale ad Innsbruck. Scandalo! Un probabilista che afferma che la probabilità non esiste!

E allora perché se ne occupa? Bruno stesso risponde: «Mah! Potrei anche dire, viceversa e senza contraddizione, che la probabilità regna ovunque, che è, o almeno dovrebbe essere, la nostra ‘guida nel pensare e nell’agire’, e che perciò mi interessa. Soltanto, mi sembra improprio, e perciò mi urta, vederla concretizzata in un sostantivo, ‘probabilità’, mentre riterrei meglio accettabile e più appropriato che si usasse soltanto l’aggettivo, ‘probabile’, o, meglio ancora, soltanto l’avverbio, ‘probabilmente’. Dire che la probabilità di una certa asserzione vale 40 per cento appare – purtroppo! – come espressione concreta di una verità apodittica. Non pretendo né desidero che tale modo di esprimersi vada bandito, ma certo è che l’asserzione apparirebbe assai più appropriatamente formulata se la si ammorbidisse dicendo, invece, che quel fatto lo si giudica ‘probabile al 40 per cento’ ».

Ecco la parola corretta che scioglie d’un solo colpo l’apparente paradosso della storica affermazione definettiana: “giudica”. La probabilità non esiste in quanto proprietà oggettiva ma esiste come valutazione soggettiva. L’affermazione nel mondo scientifico della nuova teoria soggettiva della probabilità di de Finetti ha incontrato inizialmente un muro di incomprensione (come del resto tutte le grandi innovazioni della scienza), proprio dai matematici di professione, per i quali, invece, la probabilità doveva avere un valore oggettivo, indipendente dal nostro giudizio.

Una probabilità soggettiva non poteva rientrare nella scienza deterministica di allora: sarebbe stata una contraddizione. Invece mostrerò, seguendo de Finetti, proprio il contrario: la concezione oggettiva della probabilità è in contraddizione con la scienza deterministica, in quanto rappresentazione di una natura deterministica.

… continua venerdì prossimo.

 

 

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NAPOLI LUCI ED OMBRE

Ridateci Peppino o’ Zingariello, il posteggiatore che piaceva a Wagner

Che Napoli sia unica al mondo per le sue bellezze sparse tra città e zone limitrofe ed isole è una realtà riconosciuta in tutto il mondo.

Panorami mozzafiato, gastronomia vastissima dalla pizza, alla pastiera, al “casatiello”, al babà, alle sfogliatelle ricce e frolle ed ai vari piatti a base di pesce, solo per citarne qualcuna.

Queste sono le cose positive ma purtroppo dove c’è il sole da qualche parte c’è l’ombra, e la nostra bella Partenope ha diversi lati oscuri.

Cominciamo col dire che noi Napoletani potremmo vivere di agricoltura, pesca, turismo e canzoni…

Invece l’agricoltura è in ginocchio, molti terreni sono avvelenati dai rifiuti tossici e dunque molti raccolti siamo costretti ad importarli da altre zone, il prodotto locale è a rischio serissimo di malattie anche mortali!

La pesca è al lumicino, quella di frodo ha sterminato la fauna marina in alcune zone dove ormai il pescato è diventato solo un bellissimo ricordo.

Il turismo, stava progredendo e finalmente centinaia di migliaia di visitatori affollavano alberghi e B&B, ma nel 2022 il Covid ha spezzato questo benessere e molti alberghi stentano a tirare avanti…

La canzone è diventata il fanalino di coda, gli emergenti non sono stati in grado di bissare i grossi successi del passato che hanno fatto della musica partenopea un celere veicolo nel mondo che ancora oggi si canta ovunque.

I vari posteggiatori nei ristoranti storici riescono a presentare SOLO brani storici ignorando le nuove canzoni.

Ridateci Peppino o’ Zingariello, il posteggiatore che piaceva a Wagner!

Si spera in una futura ripresa, verrà?

Ai posteri l’ardua sentenza.

LUCIANO SOMMA

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LUCIANO SOMMA | MANCATE ISPEZIONI SIAE

MANCATI DIRITTI DI AUTORE

Ritorno sull’argomento trattato in precedenza per evidenziare un’altra gravissima lacuna d’una Società che dovrebbe avere a cuore gli interessi di TUTTI gli iscritti ed invece fa orecchi da mercante.

La S.I.A.E.

A chi scrive loro, come risposta arriva l’invio d’un modulo dove l’autore che non ha percepito diritti di autori su molti titoli dovrebbe elencare: nome del locale, giorno ed ora della esecuzione, nome delle canzoni presentate.

ASSURDO!

Non basterebbero i tanti occhi di ARGO.

I locali in Italia sono decine di migliaia.

E purtroppo gli ispettori non effettuano tutti i controlli necessari per impartire sanzioni e chiusura dei locali di coloro che, facendo i furbi, fregano sia la SIAE stessa sia chi produce  musica che viene largamente diffusa in maniera scorretta nelle festività tipo matrimoni, cresime, comunioni, compleanni, onomastici.

Alcuni proprietari di locali, che incassano decine di migliaia di euro per i vari banchetti, lesinano qualche centinaio di euro per i diritti sacrosanti d’autore e gli Autori si debbono accontentare troppo spesso di qualche decina di euro, tanto che la maggior parte di loro deve pagare per differenza la quota sociale, della quale, infatti, sono esenti solo coloro che hanno meno di 30 anni o più di 80, oltre naturalmente ai disabili.

Tra le tante cose che non funzionano anche in altri campi questa è una questione ormai diventata anzianissima, come pure la modalità d’iscrizione.

Ai miei tempi, anni 60, bisognava fare degli esami sia per la qualifica di paroliere che di compositore, oggi si può iscrivere chiunque versano la quota stabilita.

Così ci tocca ascoltare ragazzini minorenni che stampano CD o inseriscono nei social decine di canzoni firmate da loro.

Possibile che TUTTI siano parolieri e musicisti a 15-16 anni?

Alla SIAE la cosa non interessa, basta incassare, chi sta ai vertici ed al comando se ne frega altamente di questo argomento tanto la “pappa” loro è assicurata e molto ben pagata.

Speriamo nel futuro che si presenta abbastanza duro, comunque ai posteri l’ardua sentenza!

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 Professionisti DILA APS 2025 – Calendario pubblicazioni

Bruno Mancini

Bruno Mancini scrittore

Bruno Mancini Presidente DILA APS

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DILA Altervista

NUSIV – Premio Otto milioni

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Collaborazione tra Fondazione DDClinic ETS e

Associazione Culturale “Da Ischia, l’Arte – DILA APS”

Gentilissimo Presidente Bruno Mancini,
Gentili membri dell’Associazione DILA APS,

a seguito del nostro cordiale confronto, desidero confermare e riassumere con entusiasmo l’avvio della collaborazione tra la Fondazione DDClinic ETS e l’Associazione culturale “Da Ischia, l’Arte – DILA APS”, fondata e guidata con passione e visione dalla tua Presidenza.

Abbiamo convenuto sull’opportunità di unire le nostre forze per dare vita a un percorso condiviso di divulgazione, prevenzione e promozione della salute, che valorizzi la centralità della cultura, dell’arte e della scienza nel miglioramento della qualità della vita delle persone.

Un network per la salute nel blog emmegiischia.com

Un primo ambito di azione sarà la creazione, all’interno del blog emmegiischia.com, di uno spazio editoriale dedicato alla salute, all’educazione alimentare e alla prevenzione delle malattie cronico-degenerative.

In questo spazio, intendiamo coinvolgere figure professionali – medici, farmacisti, biologi, naturopati, fisioterapisti, osteopati – che possano contribuire con contenuti informativi, riflessioni, esperienze cliniche e strumenti pratici per promuovere uno stile di vita sano e consapevole.

Il blog emmegiischia.com, da anni punto di riferimento culturale nel panorama dell’arte, della poesia e dell’attualità, si arricchirà di un nuovo spazio dedicato alla divulgazione scientifica e alla promozione della salute, diventando una piattaforma autorevole per la costruzione di un network multidisciplinare in linea con la Missione 2025 della Fondazione DDClinic ETS: Raggiungere quante più famiglie possibili con una prevenzione concreta, fondata su evidenze oggettive e scientificamente validate.

Al centro di questo percorso ci saranno le scienze omiche – come la metabolomica, la redoxomica e la genomica – già ampiamente riconosciute e accettate dalla comunità scientifica internazionale per la loro capacità di fornire dati precisi, riproducibili e clinicamente utili. Ci teniamo a sottolineare che questo approccio si distingue nettamente da altri esami, oggi molto diffusi, che fanno riferimento a discipline come la fisica quantistica o la cosiddetta medicina quantistica. Pur essendo ambiti teoricamente interessanti e promettenti, al momento non possono essere considerati strumenti affidabili in ambito clinico, a causa dell’alta variabilità dei risultati e della mancanza di una validazione scientifica oggettiva.

Per questo, il nostro obiettivo condiviso sarà quello di offrire ai lettori strumenti di lettura seri, trasparenti e basati su dati misurabili, in grado di supportare realmente scelte consapevoli per il proprio benessere.

Premiazione, cultura e benessere
La collaborazione si estenderà inoltre alla partecipazione attiva della Fondazione DDClinic all’organizzazione dei premi culturali già promossi con grande successo dall’Associazione DILA APS, tra cui il prestigioso Premio Internazionale “Otto Milioni” per l’Arte e la Poesia, attivo dal 2012.

Condividiamo la volontà di ampliare i temi del premio alla salute e alla prevenzione, offrendo uno spazio di espressione anche agli operatori della salute e del benessere che, attraverso il loro lavoro e il proprio stile di vita, possano diventare promotori di cultura e consapevolezza. In questo senso, prevediamo l’allargamento del Comitato scientifico e culturale, e la possibilità di condividere organizzazione e donazioni provenienti dai rispettivi sostenitori, in un’ottica di crescita comune e trasparente.

Siamo profondamente convinti che l’unione tra cultura e scienza sia oggi più che mai necessaria per costruire una società fondata sulla salute integrale dell’individuo.

In attesa di concordare i prossimi passi operativi e proseguire in un cammino comune diamo ufficialmente avvio a questa bella collaborazione.

Un caro saluto,
Andrea Del Buono
Caserta 03/05/2025

20250512 DILA APS – IL DISPARI

20250512 DILA APS – IL DISPARI

Conferma collaborazione tra l’Associazione di Promozione Sociale “Da Ischia L’Arte – DILA APS” e la Fondazione DDClinic ETS

Gentilissimo Presidente Andrea Del Buono
Eccellenti Membri della Fondazione DDClinic

Riscontro con profonda gratitudine la Vostra comunicazione del 03/05/2025, approvando ogni singolo proposito ed ogni prospettiva di comune progettualità.

Io personalmente e l’Associazione DILA APS che presiedo siamo onorati di iniziare un percorso di particolare valore sociale, e di indiscutibile virtù morale, come questo che ci vedrà attivi in partenariato con le migliori espressioni della prevenzione sanitaria da Voi rappresentate.

Sono altresì convinto che, ben presto, accetteranno di affiancarsi a noi tutte le realtà artistiche, culturali, editoriali, e giornalistiche con le quali la nostra DILA APS intrattiene costanti e proficui rapporti di collaborazione.

Nella consapevolezza che ci attende un grosso impegno da onorare nel massimo rispetto dei nostri interlocutori, resto a disposizione per proseguire nei tempi e nei modi che riterrete più rapidi ed opportuni.

Cari saluti e auguri di grandi successi.
Ischia 6 maggio 2025
Bruno Mancini
Presidente DILA APS

Antonella Ariosto | POESIA CRUDA

Luciano Giovannini
DOMANI

E di mutevoli stagioni
è fatto il nostro tempo breve,
di soffi lievi sulle spalle curve
e di troppo sole tra la fronte e il cuore.

Poi tu mi dici”facciomolo domani”
come se domani fosse già certezza
senza pensare che magari piove
e non vi sarà riparo da quel temporale.

No, non dovrà finire quella melodia
che sento quando il giorno muore,
quei sassolini sotto le scarpe nuove
che sembrano fuggire senza far rumore.

Quanto costa il tuo sorriso nuovo?
Quello che indossavi laggiù al mercato
dove ogni sogno è un ballo
ma tu non sai che pur dovrai ballare.

Guardale bene le stelle in cielo,
io son piegato a contare i passi
che faccio in fretta per arrivare
al mare.
°°°°°°°°°°

Antonella Ariosto
ANCHE QUESTO È AMORE

Un bacio,un saluto
l’augurio di una giornata serena.
Con gli occhi ti seguo
aspetto che prima di salire le scale
per entrare a scuola
ti giri a salutarmi
inviandomi un bacio.

Quel bacio rimasto impresso
nei mie ricordi.

Anche questo è Amore
grande, immenso
incomparabile.

Mentre mi perdo Emma
in un mare di tenerezza
dentro i tuoi occhi grigioverdi
e il mio cuore trabocca
di puro amore.

20250505 DILA APS – IL DISPARI

“Cieco, così scrivo” di Theodor Damian
Un nuovo viaggio poetico nella collana La Fenice Romena

Il 26 – 27 – 28 maggio, in occasione dell’iniziativa nazionale Il Maggio dei Libri, la Biblioteca Antoniana di Ischia ospiterà un evento culturale di particolare rilievo organizzato dall’Associazione di Promozione Sociale “Da Ischia L’Arte – DILA APS”: la presentazione di Cieco, così scrivo, la nuova raccolta poetica di Theodor Damian, edita da Il Sextante nella collana La Fenice Romena, curata da Valeriu Barbu.

Questa uscita rappresenta molto più di una pubblicazione: è un atto di rinascita letteraria, in perfetta sintonia con lo spirito della collana che si ispira all’immagine mitologica della Fenice.

La Fenice Romena non è soltanto una raccolta di testi, ma un varco aperto sul cuore pulsante della letteratura romena, una voce che da troppo tempo attendeva di farsi udire al di fuori delle frontiere linguistiche.

Come ricorda la premessa del progetto, qui la parola “brucia, si spegne e risorge”: e proprio in questa tensione si colloca l’opera di Theodor Damian.

Teologo, filosofo e poeta, Damian intreccia nella sua scrittura il silenzio e la parola, l’angoscia e la fede, la solitudine e l’infinito.

Cieco, così scrivo è una raccolta densa, quasi un pellegrinaggio esistenziale in versi, che interroga l’uomo, la memoria e il divino con lo sguardo cieco ma lucido di chi cerca la verità non con gli occhi, ma con l’anima.

Tra i versi spiccano immagini che riportano alla dimensione biblica e metafisica, come l’evocazione di Lazzaro, simbolo di una resurrezione che è anche interiore, o il viaggio a Bruges, città che diventa specchio di misteri irrisolti e silenzi carichi di senso.

La sua poesia, densa di interrogativi e priva di risposte facili, invita il lettore a un confronto con il dolore, il tempo, la speranza e la memoria.

Non è un caso che l’opera venga presentata in questo periodo dell’anno, durante un mese dedicato alla lettura, alla riflessione e alla scoperta.

Cieco, così scrivo non è una lettura comoda, ma è una lettura necessaria. Richiede ascolto, tempo e predisposizione a lasciarsi interrogare.

Come scrive Mariapia Ciaghi nell’introduzione: “Il poeta non offre risposte facili, ma apre spazi di riflessione […] e invita a guardare oltre, verso quel mistero che, forse, solo la poesia può sfiorare.”

L’appuntamento alla Biblioteca Antoniana sarà dunque un’occasione preziosa per immergersi in una voce poetica autentica, profonda e universale, e per riscoprire la vitalità della letteratura romena contemporanea attraverso le parole di un autore che sa trasformare ogni verso in una soglia di senso.

 

Cerimonia donazione libri alla Biblioteca Antoniana di Ischia

Prima edizione

L’Associazione di promozione Sociale “Da Ischia L’Arte – DILA APS“, in partenariato con l’Associazione ADA di Dalila Boukhalfa, l’Associazione ARTE DEL SUONARE di Maria Luisa Neri, la Fondazione LA SPONDA di Benito Corradini, la Casa Editrice IL SEXTANTE e il magazine EUDONNA di Mariapia Ciaghi, la testata giornalistica IL DISPARI di Gaetano Di Meglio, la DDclinic Foundation ETS presieduta da Andrea Del Buono, organizza la prima cerimonia di donazione libri DILA APS alla Biblioteca Antoniana di Ischia.

Si tratta di un progetto culturale, ideato da Bruno Mancini, che viene proposto con la finalità di offrire una prestigiosa destinazione a molti libri di autori che non godono della notorietà appropriata alle loro qualità letterarie.

Non certamente per loro colpa, ma per le storture commerciali che quasi impongono alle Case editrici di pubblicare volumi scritti da personaggi già ampiamente noti anche se in campi diversi da quelli della produzione letteraria.

La nostra DILA APS ha raggiunto un accordo con la Biblioteca Antoniana di Ischia -grazie alla encomiabile disponibilità della sua Direttrice Dottoressa Lucia Anniceli-, in funzione del quale siamo impegnati nella selezione di libri che entreranno a far parte del patrimonio librario reso disponibile per la pubblica lettura nella Biblioteca.

I libri verranno donati alla Biblioteca dagli stessi Autori nei giorni 26 / 27 e 28 maggio 2025.

La donazione sarà effettuata PERSONALMENTE dall’Autore e/o da un Delegato della Casa Editrice.

I video completi delle donazioni faranno parte di IL MAGGIO DEI LIBRI 2025, che si qualifica come “Campagna nazionale dei libri e della lettura e che, grazie alla collaborazione del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, nel corso delle edizioni ha operato in numerosi Paesi tra cui: Argentina (Buenos Aires e Morón), Belgio (Bruxelles, Liegi e il sito UNESCO Blegny-Mine), Brasile (San Paolo), Canada (Toronto), Croazia (Albona e Zara), Francia (Lione e Parigi), Germania (Berlino e Monaco di Baviera), Grecia (Atene), Perù (Lima), Romania (Bucarest), Slovenia (Koper e Pirano), Spagna (Barcellona e Sitges), Svizzera (Basilea, Lugano e Poschiavo) e Turchia (Smirne) anche mediante iniziative organizzate da numerosi Istituti Italiani di Cultura, Ambasciate e Consolati all’estero di tutto il mondo.”

Al termine della Cerimonia di donazione gli Autori riceveranno un attestato di partecipazione consistente  in una copia del loro libro timbrata dalla Biblioteca e da DILA APS.

INFO dila@dilaaps.it

Bruno Mancini

 

LIGA SARAH LAPINSKA

Baiba Rivža: L’occasione speciale della vita è oggi

Un concetto essenziale, secondo la professoressa di economia, nonché mecenate dell’arte, di nome Baiba Rivža è la seguente: “Ogni vita e ogni giorno della vita valgono la pena di essere vissuti“.

Lei mi racconta, in una dalle nostre conversazioni, la passione della sua vita e anche quella dei suoi antenati: “Proprio come una casa classica che ha quattro pilastri, la vita di una creatura umana ha quattro sostegni fondamentali.

Radici che contengono i doni sia fisici che spirituali ricevuti dagli antenati, comprendendo virtù, tratti caratteriali, atteggiamenti di vita, istruzione, carriera e soci, che nella mia vita sono tutti bilanciati.

Ho scritto, con l’aiuto della mia amica letterata Rasma Urtāne, la monografia biografica, intitolata Baiba.

Mia mamma Vilma durante tutta la vita scriveva diari.

Ho ereditato questa abitudine da lei.

Così, la nostra comune memoria cartacea esprime la conclusione essenziale per la quale “L’occasione speciale della vita è oggi“.

Nella foto Baiba Rivža posa con il libro delle poesie di una dalle sue amiche Rasma Urtāne, “Saulīte plaukstās”, in italiano “Il sole tra le braccia”

20250428 DILA APS – IL DISPARI

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Gli incipit scelti da Chiara Pavoni

“Itinerari” di Antonella Colonna Vilasi

 

Ecopsicologia, natura, biodiversità

 

Natura, in te trovo conforto

Ogni tuo aspetto mi illumina

La luce penetra tra l’erba, i prati e gli alberi

L’aria è avvolta nei profumi e colori

La mia anima che vaga, si perde e si trova

Ode alla natura, nella sua biodiversità, bellezza, e varietà

In ogni tua sfaccettatura, trovo rifugio

 

°°°°°°°°°°

Presepi

 

Presepi

Natività di Gesù

Memori del primo presepe di S. Francesco

Personaggi e luoghi della tradizione religiosa

La grotta

La mangiatoia

Gesù

Giuseppe e Maria

Magi

pastori

Le pecore, il bue e l’asino

Gli angeli

La stella di Betlemme

Presepi viventi

Personaggi reali

Presepi napoletani

  1. Gregorio degli Armeni

Presepi spagnoli

Simbolo della cristianità

Presepi suggestivi immobili ma animati della Fede

 

°°°°°°°°°°

Architetture

 

Architetture, linee, geometrie

Paesaggi urbani selvaggi in bilico

Natura offesa e dimenticata

Grattacieli che svettano in piazze asfaltate

Senza giardini

Città da ricostruire

Architetture pensate a misura d’uomo

Città green

Cpazi verdi

Alberi, prati e passeggiate per vecchi e bambini

Architetture al servizio del cittadino

Cementificazione controllata

Architetture del nuovo uomo

Patto tra individuo e natura

Architetture del futuro

Per un uomo del futuro

 

°°°°°°°°°°

Delfino

 

Delfino, ispiri simpatia

Immagine positiva e benigna

Alleato degli Dei e degli uomini

Strumento delle forze benefiche contro le potenze occulte

Pacifico e giocherellone

Dalla linea elegante

Ti muovi nel mare con grazia

Delfino

Animale sacro ad Apollo e a Poseidone

Salvi Arione musicista talentuoso

Condotto fino alla costa più vicina

Durante il suo viaggio di ritorno a Lesbo

 

Edizioni Del Faro, Trento, 2024

Antonella Colonna Vilasi è una studiosa italiana, docente di intelligence e storia dell’intelligence.

Dal 1987 si occupa di intelligence.

Ha all’attivo più di cento pubblicazioni scientifiche in riviste di intelligence.

E’ responsabile del Centro Studi Intelligence costituito nel 2012 e con sede a Roma, un’associazione

di esperti italiani ed europei in materia di storia, geopolitica, sociologia, economia e sicurezza

internazionale con la finalità di sviluppare un sapere interdisciplinare sull’intelligence.

20250428 DILA APS – IL DISPARI

MARIAPIA CIAGHI | ELETTRONICISMO – CREATI PER NON ESSERE VISTI

 

Il Movimento Artistico Elettronicismo ETS è lieto di annunciare l’apertura della sua mostra “Creati per non essere visti”, che si terrà dal prossimo 8 maggio al 29 maggio 2025 presso la Galleria Carlo D’Orta, situata nel cuore di Piazza Crati a Roma.

La mostra, promossa in collaborazione con la Scuola d’Arte Domenico Mastroianni e il Carlo D’Orta Art Studio, sarà un’occasione imperdibile per immergersi in un’estetica innovativa e invisibile, dove l’arte e la tecnologia si incontrano in modo sorprendente.

L’esposizione, a ingresso libero, sarà visitabile tutti i giorni dalle 16:00 alle 19:00 (su appuntamento in altri orari), e l’inaugurazione avrà luogo giovedì 8 maggio alle 16:00.

 

Un’estetica invisibile che prende vita

Il Movimento dell’Elettronicismo nasce con l’obiettivo di esplorare il rapporto tra arte e tecnologia, dando nuova vita a componenti elettronici dismessi.

Attraverso il riciclo creativo di scarti industriali e circuiti elettronici, le opere in mostra raccontano storie di sostenibilità, innovazione e trasformazione, proponendo un’arte che sfida le convenzioni tradizionali e celebra la bellezza nascosta dell’invisibile.

Ogni opera esposta rappresenta una riflessione profonda sull’evoluzione e sulla memoria, nonché sul potenziale di un futuro in cui l’arte si fonda con la tecnologia, creando nuove dimensioni estetiche e culturali.

 

Ospite d’onore: Serafín Santibáñez Reigadas

In evidenza, tra le opere in esposizione, troviamo due sculture dello scultore spagnolo Serafín Santibáñez Reigadas, il cui linguaggio plastico si inserisce perfettamente nel contesto dell’Elettronicismo.

Le sue opere, “Abrazos entre Pueblos” e “Náufragos”, evocano temi universali di speranza, resistenza e salvezza, aggiungendo una potente dimensione sociale e culturale al percorso espositivo.

 

Un invito a Ischia e alla partecipazione all’Associazione DILA APS

In questo contesto di apertura e innovazione, l’Associazione Movimento Artistico Elettronicismo ETS si auspica di poter organizzare una futura esposizione anche sull’isola di Ischia, estendendo l’invito non solo agli artisti del Movimento, ma anche a coloro che appartengono all’Associazione DILA APS, un’altra realtà culturale di rilievo che promuove la creatività e l’espressione artistica in molteplici forme, e ai lettori della testata giornalistica IL DISPARI di Gaetano Di Meglio.

La possibilità di coinvolgere e integrare artisti appartenenti a DILA APS e a IL DISPARI è un passo verso una sempre maggiore inclusività e un’ulteriore valorizzazione delle diversità artistiche nel panorama contemporaneo.

 

Informazioni utili
Contatti: +39 335 7624841 – vviolanti@velna.it

Per ulteriori materiali stampa, immagini ad alta risoluzione o interviste con gli artisti, è possibile contattare l’organizzazione ai recapiti sopra indicati.

Vi aspettiamo per un viaggio visivo che sfida le convenzioni e abbraccia l’invisibile!

Dott.ssa Mariapia Ciaghi

direttrice IL SEXTANTE

www.ilsextante.net

Editoria-Comunicazione-Eventi

via Calvet 14 38086 Pinzolo (TN)

via Fara Sabina 2 00199 Roma

mob: +39 3886315672

20250428 DILA APS – IL DISPARI

20250414 DILA APS – IL DISPARI

20250414 DILA APS – IL DISPARI

20250414 DILA APS – IL DISPARI

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Yousra Chenah dalla Sede DILA APS in Algeria

Diamo un caloroso benvenuto alla studentessa di Blida (Algeria) Yousra Chenah che inizia a collaborare con la nostra Associazione di Promozione Sociale “Da Ischia L’Arte – DILA APS” nella redazione di questa nuova rubrica “ITALIA & ALGERIA” che il Direttore Gaetano Di Meglio ci consente (e lo ringraziamo) di pubblicare su IL DISPARI.

Yousra Chenah | Djuha: personaggio immaginario del Medio Oriente

Nella cultura araba in generale, e in quella algerina in particolare, ci sono tante figure famose che non solo sono note per essere parte della storia e dell’eredità araba, ma lo sono anche per le loro vicende che, grazie ai buoni valori morali che sono stati trasmessi, hanno plasmata positivamente intere generazioni di giovani.

Il personaggio di oggi è Djuha.

Djuha è in realtà un personaggio immaginario del Medio Oriente, noto per la sua saggezza e brillantezza nel risolvere i problemi che affronta durante il suo viaggio e per la sua ingenuità nell’agire in modo divertente per dare lezioni a giovani e anziani.

Djuha è attribuito a un povero iracheno di nome Abu Al Ghusn Dujain Al Fazari che porta sempre con sé il suo asino al bazar.

In un’altra fonte il personaggio di Djuha è attribuito a un uomo turco di nome Nasr Al Din Khouja. Potrebbe essere uno di loro, chi lo sa?

La cosa importante è che Djuha sarà sempre una leggenda che possiamo emulare.

Oggi vi racconteremo una breve storia su come lo stupido Djuha sia riuscito a vendicarsi usando i suoi trucchi.

Un giorno Djuha stava facendo la spesa al bazar e un uomo strano gli si avvicinò e gli diede uno schiaffo molto forte in faccia, lui si arrabbiò e iniziò a urlargli contro e ad agitare la mano per mostrare la sua rabbia perché non aveva fatto nulla di sbagliato per essere schiaffeggiato.

Subito dopo andarono entrambi a casa del giudice presidente del tribunale.

Sfortunatamente per Djuha, il giudice era un parente dell’aggressore e per risolvere il problema strizzò l’occhio al suo parente dicendo “Devi dare a Djuha 20 dinari per essere perdonato da lui” e poi aggiunse “Vai a prenderli e lui ti aspetterà qui”.

Gli strizzò di nuovo l’occhio.

Djuha era felice per i 20 dinari e aspettò pacificamente.

Ma passarono molte ore e l’aggressore non si fece vedere, così Djuha iniziò a ripensare agli ammiccamenti che aveva visto tra loro e si rese conto che era accaduto qualcosa di sospetto.

Quindi Djuha si alzò, andò dal giudice, lo schiaffeggiò e gli disse “Quando l’aggressore arriva con i soldi per me tu prendili per perdonarmi” e poi voltò le spalle e andò via felice per la vendetta.

20250414 DILA APS – IL DISPARI

20250414 DILA APS – IL DISPARI

20250414 DILA APS – IL DISPARI

Poesie “crude” scelte dalla scrittrice Antonella Ariosto

Donatella Borghi
VUOTO

Amore mio
ti ho rubato il respiro
nella leggerezza di essere tra le tue braccia
il mondo fuori un buco di niente
dove il tempo si annulla
e il mio corpo si estranea insieme al tuo
due anime perse.
Voliamo oltre i confini dell’esistenza
dove sopravvive il nostro esserci
i nostri respiri rubati
e…
il vuoto intorno

——————————-

Mario Pino Toscano
VALENTINE

Biglietti d’amore di ieri,
di oggi per te,Valentino,
sorrisi, sguardi,
promesse, conferme.

Sei vicino ad ogni
innamorato stase
oggi stento
a riconoscerti.

20250414 DILA APS – IL DISPARI

Antonella Ariosto
ANNO DOPO ANNO

Tra i ricordi Mamma
una foto ingiallita dal tempo.

Noi due insieme.

Ripercorro i sentieri
non sempre sereni
di ieri
la nostalgia
mi riporta i ricordi
dei momenti più belli.

Anno dopo anno
sono tanti
da quando manchi
eppure ancora oggi
spesso prendo il telefono
per telefonarti al solito orario.

Una Mamma presente
una pesante mancanza
le sue parole
resteranno eterne
immutate per sempre
come l’ultimo abbraccio
dal quale non ti vorresti
mai staccare.

Resta impresso
nell’anima
quell’ultimo abbraccio
suggello d’amore.

——————————-

Bruno Mancini
Dalla raccolta di poesie “Non sono un principe”
Ohibò

Stanotte lascio la penna
al suo destino,
prona servetta
di fantasia ribelle,
antenna estrema
di compresse emozioni,
segreta custode
del prima e del nulla.

“Vorrei poter sapere”
-la penna scrive sulla carta-
“se ci ritroveremo abbracciati
tra i liquami in fondo al mare,
oppure spiaccicati
nella teca di una biblio.”

Avanti posteri,
venite avanti.
Sbrigatevi.

20250414 DILA APS – IL DISPARI

Bruno Mancini

Dalla raccolta di poesie

 “Non sono un principe”

(2012 – 2014): 

Non solo un nome

Pensiero tragico,
stiletto al centro del mio centro,
per me che ascolto Gilda
tra meridiana immobile
e forse antichi flussi di misteri
-malie.

Non più
baldo dissacratore
scalzo su braci-aculei,
quando solstizio di desiderio
per lei ristagna
nell’apparire simulacro
di chi non fu.

Io sì la vidi singhiozzare
i battiti a milioni
sacrilegio di tutte le bestemmie
e l’ideogramma dell’unica condanna
Che siate Maledetti!“.

Nel fingere bucoliche attrazioni
-nirvana catechesi oppiacea-
ancora sommo
offese e pentimenti
dei miei di lui
dei miei di lei,
forse violenze,
o forse candeline sulle torte,
e mi presento il conto
espresso in babilonia
di sfinge poliglotta
-sensazioni sentimenti-
di mie passioni sfatte

… mentre su in cielo un titolo a sei colonne:
“Lui sarà mio
e si chiamava Ignazio”.

20250324 DILA APS – IL DISPARI

20250324 DILA APS – IL DISPARI


Poesie “crude” scelte dalla scrittrice Antonella Ariosto

Alberto Umbrella

L’INCANTO DELL’ATTESA

La porta che conduce
col suo trillo gioioso
il tuo corpo che seduce
con brillio fragoroso

le candele scintillano
nel loro rosso fervore
tra bicchieri che tintillano
nel giorno dell’amore

gli occhi che cercano
tra gli astanti abbinati
tra camerieri che celano
i miei sguardi affrettati

nel vederti suadente
appressarti al mio desco
nel ritardo ormai latente
come sempre furbesco

ma ora il tempo si ferma
sorridendo al mio sguardo
il dolce amore si afferma
anche se sempre in ritardo

la tua bocca si muove
tra le scuse affermate
ma la mente è altrove
tra le alcove sognate

———————————–

Erminia De Paola
SEGUIMI
 

Seguimi… lascia la tua orma dietro di me… dietro le mie spalle nude… odorose di rugiada mattutina…
Seguimi… nel cammino che ci porterà verso la felicità assoluta, dove il tempo e lo spazio, per nostra volontà, svanisce per far posto all’intimità più assoluta…
Corpi che si intrecciano e non vogliono lasciarsi…
Sudore misto a profumi del prato fiorito e del mare salato… Seguimi… non aver paura di pensare… non aver timore di lasciarti indietro dolori e gioie…
Seguimi…
Abbi fiducia e cura di te e di me…
Seguimi nelle parole e nei gesti, negli sguardi e nella voglia di esserci insieme, oggi e sempre…
Seguimi…
Segui il colore delle stagioni e lo scorrere del tempo…
Segui la mia felicità ed il mio tormento…
Seguimi…
Io sono qui… con te… e lo sarò fino a che tu lo vorrai… liberi e sicuri… forti e deboli… insieme…
Seguimi…
E la rugiada ora è anche tua…

20250324 DILA APS – IL DISPARI

DILA APS & IL DISPARI 2025 Redazione culturale

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DILA APS & IL DISPARI 2023 Redazione culturale

DILA & IL DISPARI 2023 Redazione culturale

DILA & IL DISPARI 2022 Redazione culturale

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20250509 DILA APS IL DISPARI professionisti

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Perché la probabilità (oggettiva) non esiste

Luca Nicotra

Se a una persona di media cultura, e non matematico, si chiedesse che cosa intende per probabilità, “probabilmente” risponderebbe con un’espressione del tipo: é la “fiducia (speranza o timore)” che “noi” riponiamo nell’avverarsi di un evento ed esprimiamo con un numero compreso fra 0 (evento impossibile) e 1 (evento certo) o, che è la stessa cosa, con un valore percentuale variabile fra 0% e 100% .

Questa idea di probabilità dell’uomo della strada, tuttavia, non è mai stata presa in seria considerazione dai matematici, fino a quando un grande matematico italiano negli anni Trenta del secolo scorso non solo ha avuto il coraggio di farla propria, ma ha anche dimostrato che sopra questa idea “soggettiva” della probabilità è possibile costruire in maniera rigorosa una nuova teoria matematica della probabilità.

Questo matematico, che in realtà è stato anche un grande statistico, economista e filosofo della scienza, si chiama Bruno de Finetti (1906-1985), riconosciuto oggi universalmente padre della moderna teoria soggettiva della probabilità.

«La probabilità: chi è costei? Prima di rispondere a tale domanda è certamente opportuno chiedersi: ma davvero ‘esiste’ la probabilità? e cosa mai sarebbe? Io risponderei di no, che non esiste». Così scrive Bruno de Finetti nella voce Probabilità dell’Enciclopedia Einaudi.

Una frase ormai storica, scritta proprio dal massimo probabilista del secolo XX e immortalata persino nella lapide posta a sua memoria accanto al portone della sua casa natale ad Innsbruck. Scandalo! Un probabilista che afferma che la probabilità non esiste!

E allora perché se ne occupa? Bruno stesso risponde: «Mah! Potrei anche dire, viceversa e senza contraddizione, che la probabilità regna ovunque, che è, o almeno dovrebbe essere, la nostra ‘guida nel pensare e nell’agire’, e che perciò mi interessa. Soltanto, mi sembra improprio, e perciò mi urta, vederla concretizzata in un sostantivo, ‘probabilità’, mentre riterrei meglio accettabile e più appropriato che si usasse soltanto l’aggettivo, ‘probabile’, o, meglio ancora, soltanto l’avverbio, ‘probabilmente’. Dire che la probabilità di una certa asserzione vale 40 per cento appare – purtroppo! – come espressione concreta di una verità apodittica. Non pretendo né desidero che tale modo di esprimersi vada bandito, ma certo è che l’asserzione apparirebbe assai più appropriatamente formulata se la si ammorbidisse dicendo, invece, che quel fatto lo si giudica ‘probabile al 40 per cento’ ».

Ecco la parola corretta che scioglie d’un solo colpo l’apparente paradosso della storica affermazione definettiana: “giudica”. La probabilità non esiste in quanto proprietà oggettiva ma esiste come valutazione soggettiva. L’affermazione nel mondo scientifico della nuova teoria soggettiva della probabilità di de Finetti ha incontrato inizialmente un muro di incomprensione (come del resto tutte le grandi innovazioni della scienza), proprio dai matematici di professione, per i quali, invece, la probabilità doveva avere un valore oggettivo, indipendente dal nostro giudizio.

Una probabilità soggettiva non poteva rientrare nella scienza deterministica di allora: sarebbe stata una contraddizione. Invece mostrerò, seguendo de Finetti, proprio il contrario: la concezione oggettiva della probabilità è in contraddizione con la scienza deterministica, in quanto rappresentazione di una natura deterministica.

… continua venerdì prossimo.

 

 

 

 

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Natalia Costa & Lucio Filisdeo | Brasile in cucina

Quiche di sarde – Quiche de sardinha

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20250425 DILA ASP IL DISPARI professionisti

PER LA PASTA

500 gr. di farina
250 gr. di margarina
2 uova
sale

PER LA FARCIA

2 lattine di sardine sottolio sgocciolate
4 uova
500 gr. di panna
sale
pepe

Per la pasta: in una terrina riunite tutti gli ingredienti e lavorateli finché non saranno amalgamati, dovrete avere un composto liscio e omogeneo.

Stendetelo, ricavatene dei dischi e con questi rivestite delle piccole formine individuali per quiche imburrate (o un unico stampo); tenetele da parte.

Per la farcia: frullate insieme la panna, le uova, sale e pepe.

Distribuite il composto nelle formine (o nello stampo), coprite con le sarde e cuocete in forno a 170° per 30 minuti circa, finché non saranno dorate.

20250425 DILA ASP IL DISPARI professionisti

20250425 DILA ASP IL DISPARI professionisti

Natalia Costa & Lucio Filisdeo | Brasile in cucina

Torta di cuori di palma – Torta de palmito

20250418 DILA ASP IL DISPARI professionisti

INGREDIENTI

Per la pasta

500 gr. di farina
250 gr. di margarina
2 uova
sale.

Per la farcia

1 tazza e ½ di cuori di palma a rondelle
1 cipolla piccola
4 cucchiai di farina
1 tazza di latte
2 cucchiai di prezzemolo tritato
2 cucchiai di steli di cipollotto tagliuzzati (la parte verde)
2 cucchiai di burro
sale
pepe

Per completare

1 tuorlo
1 cucchiaio di burro

Per la pasta: in una terrina riunite tutti gli ingredienti e lavorateli finché non saranno amalgamati; dovrete avere un composto liscio e omogeneo.
Per la farcia: fate fondere il burro in una padella, poi unite la cipolla tritata e fatela soffriggere finché diventa morbida, mescolando.
Aggiungete i cuori di palma e fateli risolare per almeno 5 minuti, poi incorporate la farina.
Versate il latte e continuate a mescolare per amalgamarlo, fate cuocere a fuoco basso per circa 8 minuti, fino ad ottenere un composto cremoso, poi insaporite con il prezzemolo e il cipollotto, regolate di sale e pepe, mescolate e lasciate intiepidire la farcia.
Stendete la pasta e ricavatene due dischi, uno un  po’ più grande della tortiera, l’altro del diametro del recipiente, conservate i ritagli.
Trasferite il disco più grande nella tortiera, foderata con carta da forno rivestendo il fondo e il bordo.
Riempitela con la farcia poi copritela con il disco più piccolo e sigillate accuratamente i bordi.
Con la pasta avanzata preparate dei rotolini e disponeteli a forma di grata sulla superficie della torta.
Spennellate la torta con il tuorlo mescolato con il burro fuso (o margarina) e cuocetela in forno a 180°.
Quando avrà raggiunto un bel colore dorato (saranno necessari circa 45 minti), sfornatela e lasciatela raffreddare leggermente prima di sformarla e servirla.

PREPARAZIONE

Passate i gamberi nel tritatutto.
Scaldate la besciamella sul fuoco e amalgamatevi l’uovo.
Incorporate al composto il formaggio, mescolate e aggiungete i gamberi e il latte.
Trasferite il tutto in una teglia imburrata e infarinata, coprite con l’albume montato a neve e passate nel forno già caldo a 180° per qualche minuto (non più di 10).

20250418 DILA ASP IL DISPARI professionisti

20250418 DILA ASP IL DISPARI professionisti

Legenda valida per tutte le ricette

  • Gli ingredienti delle ricette sono sempre per 4-6 persone.
  • Con cucchiaio si intende quello da minestra.
  • Il cucchiaino è quello da tè.
  • La tazza è quella a tè.
  • La tazzina è quella da caffè.
  • Le temperature di cottura sono espresse in gradi centigradi.
  • Gli ingredienti: verdure, frutta, carne e pesce sono sempre già mondati, se non diversamente precisato.
  • Se la preparazione prevede l’utilizzo di scorza di arancia, limone ecc. scegliete sempre agrumi non trattati.
  • Con olio si intende olio extravergine di oliva leggero, salvo indicazioni diverse.
  • L’aceto è sempre aceto di vino rosso, se bianco o a base di altri ingredienti viene specificato.
  • Con pepe si intende sempre il pepe nero, se di altro tipo viene specificato.
  • Con zucchero si intende il prodotto semolato, se grezzo, di canna o altro viene specificato.

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Quiche di sarde – Quiche de sardinha

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PER LA PASTA

500 gr. di farina
250 gr. di margarina
2 uova
sale

PER LA FARCIA

2 lattine di sardine sottolio sgocciolate
4 uova
500 gr. di panna
sale
pepe

Per la pasta: in una terrina riunite tutti gli ingredienti e lavorateli finché non saranno amalgamati, dovrete avere un composto liscio e omogeneo.

Stendetelo, ricavatene dei dischi e con questi rivestite delle piccole formine individuali per quiche imburrate (o un unico stampo); tenetele da parte.

Per la farcia: frullate insieme la panna, le uova, sale e pepe.

Distribuite il composto nelle formine (o nello stampo), coprite con le sarde e cuocete in forno a 170° per 30 minuti circa, finché non saranno dorate.

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Torta di cuori di palma – Torta de palmito

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INGREDIENTI

Per la pasta

500 gr. di farina
250 gr. di margarina
2 uova
sale.

Per la farcia

1 tazza e ½ di cuori di palma a rondelle
1 cipolla piccola
4 cucchiai di farina
1 tazza di latte
2 cucchiai di prezzemolo tritato
2 cucchiai di steli di cipollotto tagliuzzati (la parte verde)
2 cucchiai di burro
sale
pepe

Per completare

1 tuorlo
1 cucchiaio di burro

Per la pasta: in una terrina riunite tutti gli ingredienti e lavorateli finché non saranno amalgamati; dovrete avere un composto liscio e omogeneo.
Per la farcia: fate fondere il burro in una padella, poi unite la cipolla tritata e fatela soffriggere finché diventa morbida, mescolando.
Aggiungete i cuori di palma e fateli risolare per almeno 5 minuti, poi incorporate la farina.
Versate il latte e continuate a mescolare per amalgamarlo, fate cuocere a fuoco basso per circa 8 minuti, fino ad ottenere un composto cremoso, poi insaporite con il prezzemolo e il cipollotto, regolate di sale e pepe, mescolate e lasciate intiepidire la farcia.
Stendete la pasta e ricavatene due dischi, uno un  po’ più grande della tortiera, l’altro del diametro del recipiente, conservate i ritagli.
Trasferite il disco più grande nella tortiera, foderata con carta da forno rivestendo il fondo e il bordo.
Riempitela con la farcia poi copritela con il disco più piccolo e sigillate accuratamente i bordi.
Con la pasta avanzata preparate dei rotolini e disponeteli a forma di grata sulla superficie della torta.
Spennellate la torta con il tuorlo mescolato con il burro fuso (o margarina) e cuocetela in forno a 180°.
Quando avrà raggiunto un bel colore dorato (saranno necessari circa 45 minti), sfornatela e lasciatela raffreddare leggermente prima di sformarla e servirla.

PREPARAZIONE

Passate i gamberi nel tritatutto.
Scaldate la besciamella sul fuoco e amalgamatevi l’uovo.
Incorporate al composto il formaggio, mescolate e aggiungete i gamberi e il latte.
Trasferite il tutto in una teglia imburrata e infarinata, coprite con l’albume montato a neve e passate nel forno già caldo a 180° per qualche minuto (non più di 10).

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Legenda valida per tutte le ricette

  • Gli ingredienti delle ricette sono sempre per 4-6 persone.
  • Con cucchiaio si intende quello da minestra.
  • Il cucchiaino è quello da tè.
  • La tazza è quella a tè.
  • La tazzina è quella da caffè.
  • Le temperature di cottura sono espresse in gradi centigradi.
  • Gli ingredienti: verdure, frutta, carne e pesce sono sempre già mondati, se non diversamente precisato.
  • Se la preparazione prevede l’utilizzo di scorza di arancia, limone ecc. scegliete sempre agrumi non trattati.
  • Con olio si intende olio extravergine di oliva leggero, salvo indicazioni diverse.
  • L’aceto è sempre aceto di vino rosso, se bianco o a base di altri ingredienti viene specificato.
  • Con pepe si intende sempre il pepe nero, se di altro tipo viene specificato.
  • Con zucchero si intende il prodotto semolato, se grezzo, di canna o altro viene specificato.

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LUCIANO SOMMA | MANCATE ISPEZIONI SIAE

MANCATI DIRITTI DI AUTORE

Ritorno sull’argomento trattato in precedenza per evidenziare un’altra gravissima lacuna d’una Società che dovrebbe avere a cuore gli interessi di TUTTI gli iscritti ed invece fa orecchi da mercante.

La S.I.A.E.

A chi scrive loro, come risposta arriva l’invio d’un modulo dove l’autore che non ha percepito diritti di autori su molti titoli dovrebbe elencare: nome del locale, giorno ed ora della esecuzione, nome delle canzoni presentate.

ASSURDO!

Non basterebbero i tanti occhi di ARGO.

I locali in Italia sono decine di migliaia.

E purtroppo gli ispettori non effettuano tutti i controlli necessari per impartire sanzioni e chiusura dei locali di coloro che, facendo i furbi, fregano sia la SIAE stessa sia chi produce  musica che viene largamente diffusa in maniera scorretta nelle festività tipo matrimoni, cresime, comunioni, compleanni, onomastici.

Alcuni proprietari di locali, che incassano decine di migliaia di euro per i vari banchetti, lesinano qualche centinaio di euro per i diritti sacrosanti d’autore e gli Autori si debbono accontentare troppo spesso di qualche decina di euro, tanto che la maggior parte di loro deve pagare per differenza la quota sociale, della quale, infatti, sono esenti solo coloro che hanno meno di 30 anni o più di 80, oltre naturalmente ai disabili.

Tra le tante cose che non funzionano anche in altri campi questa è una questione ormai diventata anzianissima, come pure la modalità d’iscrizione.

Ai miei tempi, anni 60, bisognava fare degli esami sia per la qualifica di paroliere che di compositore, oggi si può iscrivere chiunque versano la quota stabilita.

Così ci tocca ascoltare ragazzini minorenni che stampano CD o inseriscono nei social decine di canzoni firmate da loro.

Possibile che TUTTI siano parolieri e musicisti a 15-16 anni?

Alla SIAE la cosa non interessa, basta incassare, chi sta ai vertici ed al comando se ne frega altamente di questo argomento tanto la “pappa” loro è assicurata e molto ben pagata.

Speriamo nel futuro che si presenta abbastanza duro, comunque ai posteri l’ardua sentenza!

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LUCIANO SOMMA: SUCCEDE ANCHE QUESTO IN CAMPO MUSICALE

Tempi duri per gli autori di canzoni, quelli che non hanno scritto per grossi nomi ma per cantanti magari alle prime armi.

Questi ultimi utilizzano i brani, magari partecipano a concorsi musicali, ma, guarda un po’, “DIMENTICANO” di segnare il titolo della canzone eseguita negli appositi borderò, quando esiste, unico modo per far introitare qualche spicciolo di diritto di autore.

E già perché di centesimi di euro ad ogni esecuzione si tratta se non si ha la fortuna di avere qualche passaggio televisivo su reti nazionali televisive o radiofoniche che  pagano fior di quattrini per i diritti, nulla invece si riceve dalle emittenti libere che mandano in onda i bran, poiché questi pagano una cifra forfettaria che certamente diventa indivisibile per le decine di migliaia  di canzoni trasmette nell’arco dell’anno.

A chi “figli e a chi figliastri” dunque, anche per quanto riguarda i diritti che dovrebbero pagare YOU TUBE e SPOTFY, per canzoni che hanno avuto oltre due milioni di ascolti alla fine danno agli autori ed editori qualche centesimo di euro!

Quake Ente bisogna interpellare a tale proposito?

A chi comunicare questa diversità di trattamento?

D’altro canto i Big e le Star che scrivono canzoni non badano tanto ai diritti, poiché loro sono pagatissimi ad ogni esibizione canora con decine di migliaia di spettatori paganti cifre da capogiro ad ogni concerto.

Aggiungo che da moltissimi locali, provare per credere, la SIAE è completamente ignorata e se il cantante chiede il borderò si sentirà dire che se insiste nella richiesta non si esibirà più in quella località…

Questa à la pura verità, questo succede oggi anno 2025, la situazione, colpa del Covid è peggiorata dal 2020 già ai primi sintomi della pandemia.

Si spera in qualche disegno di legge che possa dare agli autori ed editori minori ciò che spetta loro di diritto per ciò che producono, ma campa cavallo che l’erba cresce… e si tira “alla meno peggio” a campà!

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Bruno Mancini

Bruno Mancini scrittore

Bruno Mancini Presidente DILA APS

DILA APS.it

DILA Altervista

NUSIV – Premio Otto milioni

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“Cieco, così scrivo” di Theodor Damian

Un nuovo viaggio poetico nella collana La Fenice Romena

 

Il 26 – 27 – 28 maggio, in occasione dell’iniziativa nazionale Il Maggio dei Libri, la Biblioteca Antoniana di Ischia ospiterà un evento culturale di particolare rilievo organizzato dall’Associazione di Promozione Sociale “Da Ischia L’Arte – DILA APS”: la presentazione di Cieco, così scrivo, la nuova raccolta poetica di Theodor Damian, edita da Il Sextante nella collana La Fenice Romena, curata da Valeriu Barbu.

Questa uscita rappresenta molto più di una pubblicazione: è un atto di rinascita letteraria, in perfetta sintonia con lo spirito della collana che si ispira all’immagine mitologica della Fenice.

La Fenice Romena non è soltanto una raccolta di testi, ma un varco aperto sul cuore pulsante della letteratura romena, una voce che da troppo tempo attendeva di farsi udire al di fuori delle frontiere linguistiche.

Come ricorda la premessa del progetto, qui la parola “brucia, si spegne e risorge”: e proprio in questa tensione si colloca l’opera di Theodor Damian.

Teologo, filosofo e poeta, Damian intreccia nella sua scrittura il silenzio e la parola, l’angoscia e la fede, la solitudine e l’infinito.

Cieco, così scrivo è una raccolta densa, quasi un pellegrinaggio esistenziale in versi, che interroga l’uomo, la memoria e il divino con lo sguardo cieco ma lucido di chi cerca la verità non con gli occhi, ma con l’anima.

Tra i versi spiccano immagini che riportano alla dimensione biblica e metafisica, come l’evocazione di Lazzaro, simbolo di una resurrezione che è anche interiore, o il viaggio a Bruges, città che diventa specchio di misteri irrisolti e silenzi carichi di senso.

La sua poesia, densa di interrogativi e priva di risposte facili, invita il lettore a un confronto con il dolore, il tempo, la speranza e la memoria.

Non è un caso che l’opera venga presentata in questo periodo dell’anno, durante un mese dedicato alla lettura, alla riflessione e alla scoperta.

Cieco, così scrivo non è una lettura comoda, ma è una lettura necessaria. Richiede ascolto, tempo e predisposizione a lasciarsi interrogare.

Come scrive Mariapia Ciaghi nell’introduzione: “Il poeta non offre risposte facili, ma apre spazi di riflessione […] e invita a guardare oltre, verso quel mistero che, forse, solo la poesia può sfiorare.”

L’appuntamento alla Biblioteca Antoniana sarà dunque un’occasione preziosa per immergersi in una voce poetica autentica, profonda e universale, e per riscoprire la vitalità della letteratura romena contemporanea attraverso le parole di un autore che sa trasformare ogni verso in una soglia di senso.

 

Cerimonia donazione libri alla Biblioteca Antoniana di Ischia

Prima edizione

 

L’Associazione di promozione Sociale “Da Ischia L’Arte – DILA APS“, in partenariato con l’Associazione ADA di Dalila Boukhalfa, l’Associazione ARTE DEL SUONARE di Maria Luisa Neri, la Fondazione LA SPONDA di Benito Corradini, la Casa Editrice IL SEXTANTE e il magazine EUDONNA di Mariapia Ciaghi, la testata giornalistica IL DISPARI di Gaetano Di Meglio, la DDclinic Foundation ETS presieduta da Andrea Del Buono, organizza la prima cerimonia di donazione libri DILA APS alla Biblioteca Antoniana di Ischia.

Si tratta di un progetto culturale, ideato da Bruno Mancini, che viene proposto con la finalità di offrire una prestigiosa destinazione a molti libri di autori che non godono della notorietà appropriata alle loro qualità letterarie.

Non certamente per loro colpa, ma per le storture commerciali che quasi impongono alle Case editrici di pubblicare volumi scritti da personaggi già ampiamente noti anche se in campi diversi da quelli della produzione letteraria.

La nostra DILA APS ha raggiunto un accordo con la Biblioteca Antoniana di Ischia -grazie alla encomiabile disponibilità della sua Direttrice Dottoressa Lucia Anniceli-, in funzione del quale siamo impegnati nella selezione di libri che entreranno a far parte del patrimonio librario reso disponibile per la pubblica lettura nella Biblioteca.

I libri verranno donati alla Biblioteca dagli stessi Autori nei giorni 26 / 27 e 28 maggio 2025.

La donazione sarà effettuata PERSONALMENTE dall’Autore e/o da un Delegato della Casa Editrice.

I video completi delle donazioni faranno parte di IL MAGGIO DEI LIBRI 2025, che si qualifica come “Campagna nazionale dei libri e della lettura e che, grazie alla collaborazione del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, nel corso delle edizioni ha operato in numerosi Paesi tra cui: Argentina (Buenos Aires e Morón), Belgio (Bruxelles, Liegi e il sito UNESCO Blegny-Mine), Brasile (San Paolo), Canada (Toronto), Croazia (Albona e Zara), Francia (Lione e Parigi), Germania (Berlino e Monaco di Baviera), Grecia (Atene), Perù (Lima), Romania (Bucarest), Slovenia (Koper e Pirano), Spagna (Barcellona e Sitges), Svizzera (Basilea, Lugano e Poschiavo) e Turchia (Smirne) anche mediante iniziative organizzate da numerosi Istituti Italiani di Cultura, Ambasciate e Consolati all’estero di tutto il mondo.”

Al termine della Cerimonia di donazione gli Autori riceveranno un attestato di partecipazione consistente  in una copia del loro libro timbrata dalla Biblioteca e da DILA APS.

INFO dila@dilaaps.it

Bruno Mancini

 

LIGA SARAH LAPINSKA

Baiba Rivža: L’occasione speciale della vita è oggi

 

Un concetto essenziale, secondo la professoressa di economia, nonché mecenate dell’arte, di nome Baiba Rivža è la seguente: “Ogni vita e ogni giorno della vita valgono la pena di essere vissuti“.

Lei mi racconta, in una dalle nostre conversazioni, la passione della sua vita e anche quella dei suoi antenati: “Proprio come una casa classica che ha quattro pilastri, la vita di una creatura umana ha quattro sostegni fondamentali.

Radici che contengono i doni sia fisici che spirituali ricevuti dagli antenati, comprendendo virtù, tratti caratteriali, atteggiamenti di vita, istruzione, carriera e soci, che nella mia vita sono tutti bilanciati.

Ho scritto, con l’aiuto della mia amica letterata Rasma Urtāne, la monografia biografica, intitolata Baiba.

Mia mamma Vilma durante tutta la vita scriveva diari.

Ho ereditato questa abitudine da lei.

Così, la nostra comune memoria cartacea esprime la conclusione essenziale per la quale “L’occasione speciale della vita è oggi“.

 

Nella foto Baiba Rivža posa con il libro delle poesie di una dalle sue amiche Rasma Urtāne, “Saulīte plaukstās”, in italiano “Il sole tra le braccia”

20250428 DILA APS – IL DISPARI

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20250428 DILA APS – IL DISPARI

20250428 DILA APS – IL DISPARI

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Gli incipit scelti da Chiara Pavoni

“Itinerari” di Antonella Colonna Vilasi

 

Ecopsicologia, natura, biodiversità

 

Natura, in te trovo conforto

Ogni tuo aspetto mi illumina

La luce penetra tra l’erba, i prati e gli alberi

L’aria è avvolta nei profumi e colori

La mia anima che vaga, si perde e si trova

Ode alla natura, nella sua biodiversità, bellezza, e varietà

In ogni tua sfaccettatura, trovo rifugio

 

°°°°°°°°°°

Presepi

 

Presepi

Natività di Gesù

Memori del primo presepe di S. Francesco

Personaggi e luoghi della tradizione religiosa

La grotta

La mangiatoia

Gesù

Giuseppe e Maria

Magi

pastori

Le pecore, il bue e l’asino

Gli angeli

La stella di Betlemme

Presepi viventi

Personaggi reali

Presepi napoletani

  1. Gregorio degli Armeni

Presepi spagnoli

Simbolo della cristianità

Presepi suggestivi immobili ma animati della Fede

 

°°°°°°°°°°

Architetture

 

Architetture, linee, geometrie

Paesaggi urbani selvaggi in bilico

Natura offesa e dimenticata

Grattacieli che svettano in piazze asfaltate

Senza giardini

Città da ricostruire

Architetture pensate a misura d’uomo

Città green

Cpazi verdi

Alberi, prati e passeggiate per vecchi e bambini

Architetture al servizio del cittadino

Cementificazione controllata

Architetture del nuovo uomo

Patto tra individuo e natura

Architetture del futuro

Per un uomo del futuro

 

°°°°°°°°°°

Delfino

 

Delfino, ispiri simpatia

Immagine positiva e benigna

Alleato degli Dei e degli uomini

Strumento delle forze benefiche contro le potenze occulte

Pacifico e giocherellone

Dalla linea elegante

Ti muovi nel mare con grazia

Delfino

Animale sacro ad Apollo e a Poseidone

Salvi Arione musicista talentuoso

Condotto fino alla costa più vicina

Durante il suo viaggio di ritorno a Lesbo

 

Edizioni Del Faro, Trento, 2024

Antonella Colonna Vilasi è una studiosa italiana, docente di intelligence e storia dell’intelligence.

Dal 1987 si occupa di intelligence.

Ha all’attivo più di cento pubblicazioni scientifiche in riviste di intelligence.

E’ responsabile del Centro Studi Intelligence costituito nel 2012 e con sede a Roma, un’associazione

di esperti italiani ed europei in materia di storia, geopolitica, sociologia, economia e sicurezza

internazionale con la finalità di sviluppare un sapere interdisciplinare sull’intelligence.

20250428 DILA APS – IL DISPARI

MARIAPIA CIAGHI | ELETTRONICISMO – CREATI PER NON ESSERE VISTI

 

Il Movimento Artistico Elettronicismo ETS è lieto di annunciare l’apertura della sua mostra “Creati per non essere visti”, che si terrà dal prossimo 8 maggio al 29 maggio 2025 presso la Galleria Carlo D’Orta, situata nel cuore di Piazza Crati a Roma.

La mostra, promossa in collaborazione con la Scuola d’Arte Domenico Mastroianni e il Carlo D’Orta Art Studio, sarà un’occasione imperdibile per immergersi in un’estetica innovativa e invisibile, dove l’arte e la tecnologia si incontrano in modo sorprendente.

L’esposizione, a ingresso libero, sarà visitabile tutti i giorni dalle 16:00 alle 19:00 (su appuntamento in altri orari), e l’inaugurazione avrà luogo giovedì 8 maggio alle 16:00.

 

Un’estetica invisibile che prende vita

Il Movimento dell’Elettronicismo nasce con l’obiettivo di esplorare il rapporto tra arte e tecnologia, dando nuova vita a componenti elettronici dismessi.

Attraverso il riciclo creativo di scarti industriali e circuiti elettronici, le opere in mostra raccontano storie di sostenibilità, innovazione e trasformazione, proponendo un’arte che sfida le convenzioni tradizionali e celebra la bellezza nascosta dell’invisibile.

Ogni opera esposta rappresenta una riflessione profonda sull’evoluzione e sulla memoria, nonché sul potenziale di un futuro in cui l’arte si fonda con la tecnologia, creando nuove dimensioni estetiche e culturali.

 

Ospite d’onore: Serafín Santibáñez Reigadas

In evidenza, tra le opere in esposizione, troviamo due sculture dello scultore spagnolo Serafín Santibáñez Reigadas, il cui linguaggio plastico si inserisce perfettamente nel contesto dell’Elettronicismo.

Le sue opere, “Abrazos entre Pueblos” e “Náufragos”, evocano temi universali di speranza, resistenza e salvezza, aggiungendo una potente dimensione sociale e culturale al percorso espositivo.

 

Un invito a Ischia e alla partecipazione all’Associazione DILA APS

In questo contesto di apertura e innovazione, l’Associazione Movimento Artistico Elettronicismo ETS si auspica di poter organizzare una futura esposizione anche sull’isola di Ischia, estendendo l’invito non solo agli artisti del Movimento, ma anche a coloro che appartengono all’Associazione DILA APS, un’altra realtà culturale di rilievo che promuove la creatività e l’espressione artistica in molteplici forme, e ai lettori della testata giornalistica IL DISPARI di Gaetano Di Meglio.

La possibilità di coinvolgere e integrare artisti appartenenti a DILA APS e a IL DISPARI è un passo verso una sempre maggiore inclusività e un’ulteriore valorizzazione delle diversità artistiche nel panorama contemporaneo.

 

Informazioni utili
Contatti: +39 335 7624841 – vviolanti@velna.it

Per ulteriori materiali stampa, immagini ad alta risoluzione o interviste con gli artisti, è possibile contattare l’organizzazione ai recapiti sopra indicati.

Vi aspettiamo per un viaggio visivo che sfida le convenzioni e abbraccia l’invisibile!

Dott.ssa Mariapia Ciaghi

direttrice IL SEXTANTE

www.ilsextante.net

Editoria-Comunicazione-Eventi

via Calvet 14 38086 Pinzolo (TN)

via Fara Sabina 2 00199 Roma

mob: +39 3886315672

20250428 DILA APS – IL DISPARI

20250414 DILA APS – IL DISPARI

20250414 DILA APS – IL DISPARI

20250414 DILA APS – IL DISPARI

20250414 DILA APS – IL DISPARI

Yousra Chenah dalla Sede DILA APS in Algeria

Diamo un caloroso benvenuto alla studentessa di Blida (Algeria) Yousra Chenah che inizia a collaborare con la nostra Associazione di Promozione Sociale “Da Ischia L’Arte – DILA APS” nella redazione di questa nuova rubrica “ITALIA & ALGERIA” che il Direttore Gaetano Di Meglio ci consente (e lo ringraziamo) di pubblicare su IL DISPARI.

Yousra Chenah | Djuha: personaggio immaginario del Medio Oriente

Nella cultura araba in generale, e in quella algerina in particolare, ci sono tante figure famose che non solo sono note per essere parte della storia e dell’eredità araba, ma lo sono anche per le loro vicende che, grazie ai buoni valori morali che sono stati trasmessi, hanno plasmata positivamente intere generazioni di giovani.

Il personaggio di oggi è Djuha.

Djuha è in realtà un personaggio immaginario del Medio Oriente, noto per la sua saggezza e brillantezza nel risolvere i problemi che affronta durante il suo viaggio e per la sua ingenuità nell’agire in modo divertente per dare lezioni a giovani e anziani.

Djuha è attribuito a un povero iracheno di nome Abu Al Ghusn Dujain Al Fazari che porta sempre con sé il suo asino al bazar.

In un’altra fonte il personaggio di Djuha è attribuito a un uomo turco di nome Nasr Al Din Khouja. Potrebbe essere uno di loro, chi lo sa?

La cosa importante è che Djuha sarà sempre una leggenda che possiamo emulare.

Oggi vi racconteremo una breve storia su come lo stupido Djuha sia riuscito a vendicarsi usando i suoi trucchi.

Un giorno Djuha stava facendo la spesa al bazar e un uomo strano gli si avvicinò e gli diede uno schiaffo molto forte in faccia, lui si arrabbiò e iniziò a urlargli contro e ad agitare la mano per mostrare la sua rabbia perché non aveva fatto nulla di sbagliato per essere schiaffeggiato.

Subito dopo andarono entrambi a casa del giudice presidente del tribunale.

Sfortunatamente per Djuha, il giudice era un parente dell’aggressore e per risolvere il problema strizzò l’occhio al suo parente dicendo “Devi dare a Djuha 20 dinari per essere perdonato da lui” e poi aggiunse “Vai a prenderli e lui ti aspetterà qui”.

Gli strizzò di nuovo l’occhio.

Djuha era felice per i 20 dinari e aspettò pacificamente.

Ma passarono molte ore e l’aggressore non si fece vedere, così Djuha iniziò a ripensare agli ammiccamenti che aveva visto tra loro e si rese conto che era accaduto qualcosa di sospetto.

Quindi Djuha si alzò, andò dal giudice, lo schiaffeggiò e gli disse “Quando l’aggressore arriva con i soldi per me tu prendili per perdonarmi” e poi voltò le spalle e andò via felice per la vendetta.

20250414 DILA APS – IL DISPARI

20250414 DILA APS – IL DISPARI

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Poesie “crude” scelte dalla scrittrice Antonella Ariosto

Donatella Borghi
VUOTO

Amore mio
ti ho rubato il respiro
nella leggerezza di essere tra le tue braccia
il mondo fuori un buco di niente
dove il tempo si annulla
e il mio corpo si estranea insieme al tuo
due anime perse.
Voliamo oltre i confini dell’esistenza
dove sopravvive il nostro esserci
i nostri respiri rubati
e…
il vuoto intorno

——————————-

Mario Pino Toscano
VALENTINE

Biglietti d’amore di ieri,
di oggi per te,Valentino,
sorrisi, sguardi,
promesse, conferme.

Sei vicino ad ogni
innamorato stase
oggi stento
a riconoscerti.

20250414 DILA APS – IL DISPARI

Antonella Ariosto
ANNO DOPO ANNO

Tra i ricordi Mamma
una foto ingiallita dal tempo.

Noi due insieme.

Ripercorro i sentieri
non sempre sereni
di ieri
la nostalgia
mi riporta i ricordi
dei momenti più belli.

Anno dopo anno
sono tanti
da quando manchi
eppure ancora oggi
spesso prendo il telefono
per telefonarti al solito orario.

Una Mamma presente
una pesante mancanza
le sue parole
resteranno eterne
immutate per sempre
come l’ultimo abbraccio
dal quale non ti vorresti
mai staccare.

Resta impresso
nell’anima
quell’ultimo abbraccio
suggello d’amore.

——————————-

Bruno Mancini
Dalla raccolta di poesie “Non sono un principe”
Ohibò

Stanotte lascio la penna
al suo destino,
prona servetta
di fantasia ribelle,
antenna estrema
di compresse emozioni,
segreta custode
del prima e del nulla.

“Vorrei poter sapere”
-la penna scrive sulla carta-
“se ci ritroveremo abbracciati
tra i liquami in fondo al mare,
oppure spiaccicati
nella teca di una biblio.”

Avanti posteri,
venite avanti.
Sbrigatevi.

20250414 DILA APS – IL DISPARI

Bruno Mancini

Dalla raccolta di poesie

 “Non sono un principe”

(2012 – 2014): 

Non solo un nome

Pensiero tragico,
stiletto al centro del mio centro,
per me che ascolto Gilda
tra meridiana immobile
e forse antichi flussi di misteri
-malie.

Non più
baldo dissacratore
scalzo su braci-aculei,
quando solstizio di desiderio
per lei ristagna
nell’apparire simulacro
di chi non fu.

Io sì la vidi singhiozzare
i battiti a milioni
sacrilegio di tutte le bestemmie
e l’ideogramma dell’unica condanna
Che siate Maledetti!“.

Nel fingere bucoliche attrazioni
-nirvana catechesi oppiacea-
ancora sommo
offese e pentimenti
dei miei di lui
dei miei di lei,
forse violenze,
o forse candeline sulle torte,
e mi presento il conto
espresso in babilonia
di sfinge poliglotta
-sensazioni sentimenti-
di mie passioni sfatte

… mentre su in cielo un titolo a sei colonne:
“Lui sarà mio
e si chiamava Ignazio”.

20250324 DILA APS – IL DISPARI

20250324 DILA APS – IL DISPARI


Poesie “crude” scelte dalla scrittrice Antonella Ariosto

Alberto Umbrella

L’INCANTO DELL’ATTESA

La porta che conduce
col suo trillo gioioso
il tuo corpo che seduce
con brillio fragoroso

le candele scintillano
nel loro rosso fervore
tra bicchieri che tintillano
nel giorno dell’amore

gli occhi che cercano
tra gli astanti abbinati
tra camerieri che celano
i miei sguardi affrettati

nel vederti suadente
appressarti al mio desco
nel ritardo ormai latente
come sempre furbesco

ma ora il tempo si ferma
sorridendo al mio sguardo
il dolce amore si afferma
anche se sempre in ritardo

la tua bocca si muove
tra le scuse affermate
ma la mente è altrove
tra le alcove sognate

———————————–

Erminia De Paola
SEGUIMI
 

Seguimi… lascia la tua orma dietro di me… dietro le mie spalle nude… odorose di rugiada mattutina…
Seguimi… nel cammino che ci porterà verso la felicità assoluta, dove il tempo e lo spazio, per nostra volontà, svanisce per far posto all’intimità più assoluta…
Corpi che si intrecciano e non vogliono lasciarsi…
Sudore misto a profumi del prato fiorito e del mare salato… Seguimi… non aver paura di pensare… non aver timore di lasciarti indietro dolori e gioie…
Seguimi…
Abbi fiducia e cura di te e di me…
Seguimi nelle parole e nei gesti, negli sguardi e nella voglia di esserci insieme, oggi e sempre…
Seguimi…
Segui il colore delle stagioni e lo scorrere del tempo…
Segui la mia felicità ed il mio tormento…
Seguimi…
Io sono qui… con te… e lo sarò fino a che tu lo vorrai… liberi e sicuri… forti e deboli… insieme…
Seguimi…
E la rugiada ora è anche tua…

20250324 DILA APS – IL DISPARI

DILA APS & IL DISPARI 2025 Redazione culturale

DILA APS & IL DISPARI 2024 Redazione culturale

DILA APS & IL DISPARI 2023 Redazione culturale

DILA & IL DISPARI 2023 Redazione culturale

DILA & IL DISPARI 2022 Redazione culturale

DILA & IL DISPARI 2021 Redazione culturale

DILA & IL DISPARI 2020 Redazione culturale

DILA & IL DISPARI 2019 Redazione culturale

DILA & IL DISPARI 2018 Redazione culturale

DILA & IL DISPARI 2017 Redazione culturale

DILA & IL DISPARI 2016-2015 Redazione culturale

20250501 DILA ASP IL DISPARI professionisti

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20250501 DILA ASP IL DISPARI professionisti

LUCIANO SOMMA: SUCCEDE ANCHE QUESTO IN CAMPO MUSICALE

Tempi duri per gli autori di canzoni, quelli che non hanno scritto per grossi nomi ma per cantanti magari alle prime armi.

Questi ultimi utilizzano i brani, magari partecipano a concorsi musicali, ma, guarda un po’, “DIMENTICANO” di segnare il titolo della canzone eseguita negli appositi borderò, quando esiste, unico modo per far introitare qualche spicciolo di diritto di autore.

E già perché di centesimi di euro ad ogni esecuzione si tratta se non si ha la fortuna di avere qualche passaggio televisivo su reti nazionali televisive o radiofoniche che  pagano fior di quattrini per i diritti, nulla invece si riceve dalle emittenti libere che mandano in onda i bran, poiché questi pagano una cifra forfettaria che certamente diventa indivisibile per le decine di migliaia  di canzoni trasmette nell’arco dell’anno.

A chi “figli e a chi figliastri” dunque, anche per quanto riguarda i diritti che dovrebbero pagare YOU TUBE e SPOTFY, per canzoni che hanno avuto oltre due milioni di ascolti alla fine danno agli autori ed editori qualche centesimo di euro!

Quake Ente bisogna interpellare a tale proposito?

A chi comunicare questa diversità di trattamento?

D’altro canto i Big e le Star che scrivono canzoni non badano tanto ai diritti, poiché loro sono pagatissimi ad ogni esibizione canora con decine di migliaia di spettatori paganti cifre da capogiro ad ogni concerto.

Aggiungo che da moltissimi locali, provare per credere, la SIAE è completamente ignorata e se il cantante chiede il borderò si sentirà dire che se insiste nella richiesta non si esibirà più in quella località…

Questa à la pura verità, questo succede oggi anno 2025, la situazione, colpa del Covid è peggiorata dal 2020 già ai primi sintomi della pandemia.

Si spera in qualche disegno di legge che possa dare agli autori ed editori minori ciò che spetta loro di diritto per ciò che producono, ma campa cavallo che l’erba cresce… e si tira “alla meno peggio” a campà!

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Bruno Mancini | L’imponente eredità civile che ci ha lasciato CHICCO CECCHI – terza puntata

20250424 DILA ASP IL DISPARI professionisti

“Ischia, un’antologia”

APPUNTI PER ITINERARI TURISTICI

NELL’ISOLA D’ISCHIA

PER CONTO DELL’ENTE VALORIZZAZIONE ISCHIA.

Di GIOVAN GIUSEPPE CERVERA

Pag. 52
Via Andrea Mattera
nasce, invece da Serrara Fontana presso la chiesa parrocchiale. Quest’ingresso si potrebbe sistemare meglio. Ma al bivio occorre senz’altro un pizzico di esteticità, quel giusto che possa indicare con un po’ di gusto le due strade:

Via Cugnoluongo per Rufano, Quedro e Sant’Angelo, e di cui vi dirò in seguito.

Via Jesca, che si stende sul fianco della collina di Castanite e subito ne raggiunge la punta. è qui, sulla punta di Castanite, dove la visuale si allarga e si arricchisce di rara preziosità.

Qui sarebbe necessario un piccolo Belvedere perché chi arriva qui fuori, anche se non volesse continuare, possa sostare e contemplare Sant’Angelo in tutto il suo splendore, Cava Petrella dai mille colori che si assommano in un violetto delicatissimo, i Giardini Afrodite e Apollon, tutto il complesso delle Cave racchiuse nella conca delimitata dal crinale principale dell’Isola e dalla spiaggia dei Maronti, la stessa spiaggia dei Maronti, le due Guardiole, i due rami del Cavone, l’architettonica conformazione della costa che diventa stupenda dove Punta Chiarito e il Monaco s’inarcano per dare vita alla Cala di Soliceto, le Fumarie, Monte Cotto e il Monte, Monte Vezzi e Punta Imperatore.

Poi la strada scende dal versante della Cave, incontra un arco in muratura nei pressi della cappella privata di don Mattia, quindi presenta al turista quel gioiello costituito dal “pennino” con la meravigliosa gola dalla quale si esce per trovarsi, dopo breve tratto, in Cava Scura tra le sorgenti e il ristorante di “Baffone”.

Alla naturale semplicità di questa strada non bisogna aggiungere altro che una particolare cura dov’è impervia e una buona “reclame”, se si vuole che qualcosa di genuinamente isclano resti imperituro nel ricordo del turista.
Via Andrea Mattera (Serrara)
C’è tutti e c’è niente, in via Andrea Mattera. Si sa dove comincia e non si sa dove arriva. I terrazzani la guardano con soddisfazione, noi con un senso di pietà. È tutto

20250424 DILA ASP IL DISPARI professionisti

Via Andrea Mattera (Serrara) C’è tutti e c’è niente, in via Andrea Mattera. Si sa dove comincia e non si sa dove arriva. I terrazzani la guardano con soddisfazione, noi con un senso di pietà. È tutto

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20250410 DILA ASP IL DISPARI professionisti

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Bruno Mancini

Bruno Mancini scrittore

Bruno Mancini Presidente DILA APS

DILA APS.it

DILA Altervista

NUSIV – Premio Otto milioni

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Natalia Costa & Lucio Filisdeo | Brasile in cucina

Quiche di sarde – Quiche de sardinha

20250425 DILA ASP IL DISPARI professionisti

20250425 DILA ASP IL DISPARI professionisti

PER LA PASTA

500 gr. di farina
250 gr. di margarina
2 uova
sale

PER LA FARCIA

2 lattine di sardine sottolio sgocciolate
4 uova
500 gr. di panna
sale
pepe

Per la pasta: in una terrina riunite tutti gli ingredienti e lavorateli finché non saranno amalgamati, dovrete avere un composto liscio e omogeneo.

Stendetelo, ricavatene dei dischi e con questi rivestite delle piccole formine individuali per quiche imburrate (o un unico stampo); tenetele da parte.

Per la farcia: frullate insieme la panna, le uova, sale e pepe.

Distribuite il composto nelle formine (o nello stampo), coprite con le sarde e cuocete in forno a 170° per 30 minuti circa, finché non saranno dorate.

20250425 DILA ASP IL DISPARI professionisti

20250425 DILA ASP IL DISPARI professionisti

Natalia Costa & Lucio Filisdeo | Brasile in cucina

Torta di cuori di palma – Torta de palmito

20250418 DILA ASP IL DISPARI professionisti

INGREDIENTI

Per la pasta

500 gr. di farina
250 gr. di margarina
2 uova
sale.

Per la farcia

1 tazza e ½ di cuori di palma a rondelle
1 cipolla piccola
4 cucchiai di farina
1 tazza di latte
2 cucchiai di prezzemolo tritato
2 cucchiai di steli di cipollotto tagliuzzati (la parte verde)
2 cucchiai di burro
sale
pepe

Per completare

1 tuorlo
1 cucchiaio di burro

Per la pasta: in una terrina riunite tutti gli ingredienti e lavorateli finché non saranno amalgamati; dovrete avere un composto liscio e omogeneo.
Per la farcia: fate fondere il burro in una padella, poi unite la cipolla tritata e fatela soffriggere finché diventa morbida, mescolando.
Aggiungete i cuori di palma e fateli risolare per almeno 5 minuti, poi incorporate la farina.
Versate il latte e continuate a mescolare per amalgamarlo, fate cuocere a fuoco basso per circa 8 minuti, fino ad ottenere un composto cremoso, poi insaporite con il prezzemolo e il cipollotto, regolate di sale e pepe, mescolate e lasciate intiepidire la farcia.
Stendete la pasta e ricavatene due dischi, uno un  po’ più grande della tortiera, l’altro del diametro del recipiente, conservate i ritagli.
Trasferite il disco più grande nella tortiera, foderata con carta da forno rivestendo il fondo e il bordo.
Riempitela con la farcia poi copritela con il disco più piccolo e sigillate accuratamente i bordi.
Con la pasta avanzata preparate dei rotolini e disponeteli a forma di grata sulla superficie della torta.
Spennellate la torta con il tuorlo mescolato con il burro fuso (o margarina) e cuocetela in forno a 180°.
Quando avrà raggiunto un bel colore dorato (saranno necessari circa 45 minti), sfornatela e lasciatela raffreddare leggermente prima di sformarla e servirla.

PREPARAZIONE

Passate i gamberi nel tritatutto.
Scaldate la besciamella sul fuoco e amalgamatevi l’uovo.
Incorporate al composto il formaggio, mescolate e aggiungete i gamberi e il latte.
Trasferite il tutto in una teglia imburrata e infarinata, coprite con l’albume montato a neve e passate nel forno già caldo a 180° per qualche minuto (non più di 10).

20250418 DILA ASP IL DISPARI professionisti

20250418 DILA ASP IL DISPARI professionisti

Legenda valida per tutte le ricette

  • Gli ingredienti delle ricette sono sempre per 4-6 persone.
  • Con cucchiaio si intende quello da minestra.
  • Il cucchiaino è quello da tè.
  • La tazza è quella a tè.
  • La tazzina è quella da caffè.
  • Le temperature di cottura sono espresse in gradi centigradi.
  • Gli ingredienti: verdure, frutta, carne e pesce sono sempre già mondati, se non diversamente precisato.
  • Se la preparazione prevede l’utilizzo di scorza di arancia, limone ecc. scegliete sempre agrumi non trattati.
  • Con olio si intende olio extravergine di oliva leggero, salvo indicazioni diverse.
  • L’aceto è sempre aceto di vino rosso, se bianco o a base di altri ingredienti viene specificato.
  • Con pepe si intende sempre il pepe nero, se di altro tipo viene specificato.
  • Con zucchero si intende il prodotto semolato, se grezzo, di canna o altro viene specificato.

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20250428 DILA APS – IL DISPARI

20250428 DILA APS – IL DISPARI

20250428 DILA APS – IL DISPARI

Gli incipit scelti da Chiara Pavoni

“Itinerari” di Antonella Colonna Vilasi

 

Ecopsicologia, natura, biodiversità

 

Natura, in te trovo conforto

Ogni tuo aspetto mi illumina

La luce penetra tra l’erba, i prati e gli alberi

L’aria è avvolta nei profumi e colori

La mia anima che vaga, si perde e si trova

Ode alla natura, nella sua biodiversità, bellezza, e varietà

In ogni tua sfaccettatura, trovo rifugio

 

°°°°°°°°°°

Presepi

 

Presepi

Natività di Gesù

Memori del primo presepe di S. Francesco

Personaggi e luoghi della tradizione religiosa

La grotta

La mangiatoia

Gesù

Giuseppe e Maria

Magi

pastori

Le pecore, il bue e l’asino

Gli angeli

La stella di Betlemme

Presepi viventi

Personaggi reali

Presepi napoletani

  1. Gregorio degli Armeni

Presepi spagnoli

Simbolo della cristianità

Presepi suggestivi immobili ma animati della Fede

 

°°°°°°°°°°

Architetture

 

Architetture, linee, geometrie

Paesaggi urbani selvaggi in bilico

Natura offesa e dimenticata

Grattacieli che svettano in piazze asfaltate

Senza giardini

Città da ricostruire

Architetture pensate a misura d’uomo

Città green

Cpazi verdi

Alberi, prati e passeggiate per vecchi e bambini

Architetture al servizio del cittadino

Cementificazione controllata

Architetture del nuovo uomo

Patto tra individuo e natura

Architetture del futuro

Per un uomo del futuro

 

°°°°°°°°°°

Delfino

 

Delfino, ispiri simpatia

Immagine positiva e benigna

Alleato degli Dei e degli uomini

Strumento delle forze benefiche contro le potenze occulte

Pacifico e giocherellone

Dalla linea elegante

Ti muovi nel mare con grazia

Delfino

Animale sacro ad Apollo e a Poseidone

Salvi Arione musicista talentuoso

Condotto fino alla costa più vicina

Durante il suo viaggio di ritorno a Lesbo

 

Edizioni Del Faro, Trento, 2024

Antonella Colonna Vilasi è una studiosa italiana, docente di intelligence e storia dell’intelligence.

Dal 1987 si occupa di intelligence.

Ha all’attivo più di cento pubblicazioni scientifiche in riviste di intelligence.

E’ responsabile del Centro Studi Intelligence costituito nel 2012 e con sede a Roma, un’associazione

di esperti italiani ed europei in materia di storia, geopolitica, sociologia, economia e sicurezza

internazionale con la finalità di sviluppare un sapere interdisciplinare sull’intelligence.

20250428 DILA APS – IL DISPARI

MARIAPIA CIAGHI | ELETTRONICISMO – CREATI PER NON ESSERE VISTI

 

Il Movimento Artistico Elettronicismo ETS è lieto di annunciare l’apertura della sua mostra “Creati per non essere visti”, che si terrà dal prossimo 8 maggio al 29 maggio 2025 presso la Galleria Carlo D’Orta, situata nel cuore di Piazza Crati a Roma.

La mostra, promossa in collaborazione con la Scuola d’Arte Domenico Mastroianni e il Carlo D’Orta Art Studio, sarà un’occasione imperdibile per immergersi in un’estetica innovativa e invisibile, dove l’arte e la tecnologia si incontrano in modo sorprendente.

L’esposizione, a ingresso libero, sarà visitabile tutti i giorni dalle 16:00 alle 19:00 (su appuntamento in altri orari), e l’inaugurazione avrà luogo giovedì 8 maggio alle 16:00.

 

Un’estetica invisibile che prende vita

Il Movimento dell’Elettronicismo nasce con l’obiettivo di esplorare il rapporto tra arte e tecnologia, dando nuova vita a componenti elettronici dismessi.

Attraverso il riciclo creativo di scarti industriali e circuiti elettronici, le opere in mostra raccontano storie di sostenibilità, innovazione e trasformazione, proponendo un’arte che sfida le convenzioni tradizionali e celebra la bellezza nascosta dell’invisibile.

Ogni opera esposta rappresenta una riflessione profonda sull’evoluzione e sulla memoria, nonché sul potenziale di un futuro in cui l’arte si fonda con la tecnologia, creando nuove dimensioni estetiche e culturali.

 

Ospite d’onore: Serafín Santibáñez Reigadas

In evidenza, tra le opere in esposizione, troviamo due sculture dello scultore spagnolo Serafín Santibáñez Reigadas, il cui linguaggio plastico si inserisce perfettamente nel contesto dell’Elettronicismo.

Le sue opere, “Abrazos entre Pueblos” e “Náufragos”, evocano temi universali di speranza, resistenza e salvezza, aggiungendo una potente dimensione sociale e culturale al percorso espositivo.

 

Un invito a Ischia e alla partecipazione all’Associazione DILA APS

In questo contesto di apertura e innovazione, l’Associazione Movimento Artistico Elettronicismo ETS si auspica di poter organizzare una futura esposizione anche sull’isola di Ischia, estendendo l’invito non solo agli artisti del Movimento, ma anche a coloro che appartengono all’Associazione DILA APS, un’altra realtà culturale di rilievo che promuove la creatività e l’espressione artistica in molteplici forme, e ai lettori della testata giornalistica IL DISPARI di Gaetano Di Meglio.

La possibilità di coinvolgere e integrare artisti appartenenti a DILA APS e a IL DISPARI è un passo verso una sempre maggiore inclusività e un’ulteriore valorizzazione delle diversità artistiche nel panorama contemporaneo.

 

Informazioni utili
Contatti: +39 335 7624841 – vviolanti@velna.it

Per ulteriori materiali stampa, immagini ad alta risoluzione o interviste con gli artisti, è possibile contattare l’organizzazione ai recapiti sopra indicati.

Vi aspettiamo per un viaggio visivo che sfida le convenzioni e abbraccia l’invisibile!

Dott.ssa Mariapia Ciaghi

direttrice IL SEXTANTE

www.ilsextante.net

Editoria-Comunicazione-Eventi

via Calvet 14 38086 Pinzolo (TN)

via Fara Sabina 2 00199 Roma

mob: +39 3886315672

20250428 DILA APS – IL DISPARI

20250414 DILA APS – IL DISPARI

20250414 DILA APS – IL DISPARI

20250414 DILA APS – IL DISPARI

20250414 DILA APS – IL DISPARI

Yousra Chenah dalla Sede DILA APS in Algeria

Diamo un caloroso benvenuto alla studentessa di Blida (Algeria) Yousra Chenah che inizia a collaborare con la nostra Associazione di Promozione Sociale “Da Ischia L’Arte – DILA APS” nella redazione di questa nuova rubrica “ITALIA & ALGERIA” che il Direttore Gaetano Di Meglio ci consente (e lo ringraziamo) di pubblicare su IL DISPARI.

Yousra Chenah | Djuha: personaggio immaginario del Medio Oriente

Nella cultura araba in generale, e in quella algerina in particolare, ci sono tante figure famose che non solo sono note per essere parte della storia e dell’eredità araba, ma lo sono anche per le loro vicende che, grazie ai buoni valori morali che sono stati trasmessi, hanno plasmata positivamente intere generazioni di giovani.

Il personaggio di oggi è Djuha.

Djuha è in realtà un personaggio immaginario del Medio Oriente, noto per la sua saggezza e brillantezza nel risolvere i problemi che affronta durante il suo viaggio e per la sua ingenuità nell’agire in modo divertente per dare lezioni a giovani e anziani.

Djuha è attribuito a un povero iracheno di nome Abu Al Ghusn Dujain Al Fazari che porta sempre con sé il suo asino al bazar.

In un’altra fonte il personaggio di Djuha è attribuito a un uomo turco di nome Nasr Al Din Khouja. Potrebbe essere uno di loro, chi lo sa?

La cosa importante è che Djuha sarà sempre una leggenda che possiamo emulare.

Oggi vi racconteremo una breve storia su come lo stupido Djuha sia riuscito a vendicarsi usando i suoi trucchi.

Un giorno Djuha stava facendo la spesa al bazar e un uomo strano gli si avvicinò e gli diede uno schiaffo molto forte in faccia, lui si arrabbiò e iniziò a urlargli contro e ad agitare la mano per mostrare la sua rabbia perché non aveva fatto nulla di sbagliato per essere schiaffeggiato.

Subito dopo andarono entrambi a casa del giudice presidente del tribunale.

Sfortunatamente per Djuha, il giudice era un parente dell’aggressore e per risolvere il problema strizzò l’occhio al suo parente dicendo “Devi dare a Djuha 20 dinari per essere perdonato da lui” e poi aggiunse “Vai a prenderli e lui ti aspetterà qui”.

Gli strizzò di nuovo l’occhio.

Djuha era felice per i 20 dinari e aspettò pacificamente.

Ma passarono molte ore e l’aggressore non si fece vedere, così Djuha iniziò a ripensare agli ammiccamenti che aveva visto tra loro e si rese conto che era accaduto qualcosa di sospetto.

Quindi Djuha si alzò, andò dal giudice, lo schiaffeggiò e gli disse “Quando l’aggressore arriva con i soldi per me tu prendili per perdonarmi” e poi voltò le spalle e andò via felice per la vendetta.

20250414 DILA APS – IL DISPARI

20250414 DILA APS – IL DISPARI

20250414 DILA APS – IL DISPARI

Poesie “crude” scelte dalla scrittrice Antonella Ariosto

Donatella Borghi
VUOTO

Amore mio
ti ho rubato il respiro
nella leggerezza di essere tra le tue braccia
il mondo fuori un buco di niente
dove il tempo si annulla
e il mio corpo si estranea insieme al tuo
due anime perse.
Voliamo oltre i confini dell’esistenza
dove sopravvive il nostro esserci
i nostri respiri rubati
e…
il vuoto intorno

——————————-

Mario Pino Toscano
VALENTINE

Biglietti d’amore di ieri,
di oggi per te,Valentino,
sorrisi, sguardi,
promesse, conferme.

Sei vicino ad ogni
innamorato stase
oggi stento
a riconoscerti.

20250414 DILA APS – IL DISPARI

Antonella Ariosto
ANNO DOPO ANNO

Tra i ricordi Mamma
una foto ingiallita dal tempo.

Noi due insieme.

Ripercorro i sentieri
non sempre sereni
di ieri
la nostalgia
mi riporta i ricordi
dei momenti più belli.

Anno dopo anno
sono tanti
da quando manchi
eppure ancora oggi
spesso prendo il telefono
per telefonarti al solito orario.

Una Mamma presente
una pesante mancanza
le sue parole
resteranno eterne
immutate per sempre
come l’ultimo abbraccio
dal quale non ti vorresti
mai staccare.

Resta impresso
nell’anima
quell’ultimo abbraccio
suggello d’amore.

——————————-

Bruno Mancini
Dalla raccolta di poesie “Non sono un principe”
Ohibò

Stanotte lascio la penna
al suo destino,
prona servetta
di fantasia ribelle,
antenna estrema
di compresse emozioni,
segreta custode
del prima e del nulla.

“Vorrei poter sapere”
-la penna scrive sulla carta-
“se ci ritroveremo abbracciati
tra i liquami in fondo al mare,
oppure spiaccicati
nella teca di una biblio.”

Avanti posteri,
venite avanti.
Sbrigatevi.

20250414 DILA APS – IL DISPARI

Bruno Mancini

Dalla raccolta di poesie

 “Non sono un principe”

(2012 – 2014): 

Non solo un nome

Pensiero tragico,
stiletto al centro del mio centro,
per me che ascolto Gilda
tra meridiana immobile
e forse antichi flussi di misteri
-malie.

Non più
baldo dissacratore
scalzo su braci-aculei,
quando solstizio di desiderio
per lei ristagna
nell’apparire simulacro
di chi non fu.

Io sì la vidi singhiozzare
i battiti a milioni
sacrilegio di tutte le bestemmie
e l’ideogramma dell’unica condanna
Che siate Maledetti!“.

Nel fingere bucoliche attrazioni
-nirvana catechesi oppiacea-
ancora sommo
offese e pentimenti
dei miei di lui
dei miei di lei,
forse violenze,
o forse candeline sulle torte,
e mi presento il conto
espresso in babilonia
di sfinge poliglotta
-sensazioni sentimenti-
di mie passioni sfatte

… mentre su in cielo un titolo a sei colonne:
“Lui sarà mio
e si chiamava Ignazio”.

20250324 DILA APS – IL DISPARI

20250324 DILA APS – IL DISPARI


Poesie “crude” scelte dalla scrittrice Antonella Ariosto

Alberto Umbrella

L’INCANTO DELL’ATTESA

La porta che conduce
col suo trillo gioioso
il tuo corpo che seduce
con brillio fragoroso

le candele scintillano
nel loro rosso fervore
tra bicchieri che tintillano
nel giorno dell’amore

gli occhi che cercano
tra gli astanti abbinati
tra camerieri che celano
i miei sguardi affrettati

nel vederti suadente
appressarti al mio desco
nel ritardo ormai latente
come sempre furbesco

ma ora il tempo si ferma
sorridendo al mio sguardo
il dolce amore si afferma
anche se sempre in ritardo

la tua bocca si muove
tra le scuse affermate
ma la mente è altrove
tra le alcove sognate

———————————–

Erminia De Paola
SEGUIMI
 

Seguimi… lascia la tua orma dietro di me… dietro le mie spalle nude… odorose di rugiada mattutina…
Seguimi… nel cammino che ci porterà verso la felicità assoluta, dove il tempo e lo spazio, per nostra volontà, svanisce per far posto all’intimità più assoluta…
Corpi che si intrecciano e non vogliono lasciarsi…
Sudore misto a profumi del prato fiorito e del mare salato… Seguimi… non aver paura di pensare… non aver timore di lasciarti indietro dolori e gioie…
Seguimi…
Abbi fiducia e cura di te e di me…
Seguimi nelle parole e nei gesti, negli sguardi e nella voglia di esserci insieme, oggi e sempre…
Seguimi…
Segui il colore delle stagioni e lo scorrere del tempo…
Segui la mia felicità ed il mio tormento…
Seguimi…
Io sono qui… con te… e lo sarò fino a che tu lo vorrai… liberi e sicuri… forti e deboli… insieme…
Seguimi…
E la rugiada ora è anche tua…

20250324 DILA APS – IL DISPARI

DILA APS & IL DISPARI 2025 Redazione culturale

DILA APS & IL DISPARI 2024 Redazione culturale

DILA APS & IL DISPARI 2023 Redazione culturale

DILA & IL DISPARI 2023 Redazione culturale

DILA & IL DISPARI 2022 Redazione culturale

DILA & IL DISPARI 2021 Redazione culturale

DILA & IL DISPARI 2020 Redazione culturale

DILA & IL DISPARI 2019 Redazione culturale

DILA & IL DISPARI 2018 Redazione culturale

DILA & IL DISPARI 2017 Redazione culturale

DILA & IL DISPARI 2016-2015 Redazione culturale

20250425 DILA ASP IL DISPARI professionisti

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20250425 DILA ASP IL DISPARI professionisti

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Natalia Costa & Lucio Filisdeo | Brasile in cucina

Quiche di sarde – Quiche de sardinha

20250425 DILA ASP IL DISPARI professionisti

20250425 DILA ASP IL DISPARI professionisti

PER LA PASTA

500 gr. di farina
250 gr. di margarina
2 uova
sale

PER LA FARCIA

2 lattine di sardine sottolio sgocciolate
4 uova
500 gr. di panna
sale
pepe

Per la pasta: in una terrina riunite tutti gli ingredienti e lavorateli finché non saranno amalgamati, dovrete avere un composto liscio e omogeneo.

Stendetelo, ricavatene dei dischi e con questi rivestite delle piccole formine individuali per quiche imburrate (o un unico stampo); tenetele da parte.

Per la farcia: frullate insieme la panna, le uova, sale e pepe.

Distribuite il composto nelle formine (o nello stampo), coprite con le sarde e cuocete in forno a 170° per 30 minuti circa, finché non saranno dorate.

20250425 DILA ASP IL DISPARI professionisti

20250425 DILA ASP IL DISPARI professionisti

Natalia Costa & Lucio Filisdeo | Brasile in cucina

Torta di cuori di palma – Torta de palmito

20250418 DILA ASP IL DISPARI professionisti

INGREDIENTI

Per la pasta

500 gr. di farina
250 gr. di margarina
2 uova
sale.

Per la farcia

1 tazza e ½ di cuori di palma a rondelle
1 cipolla piccola
4 cucchiai di farina
1 tazza di latte
2 cucchiai di prezzemolo tritato
2 cucchiai di steli di cipollotto tagliuzzati (la parte verde)
2 cucchiai di burro
sale
pepe

Per completare

1 tuorlo
1 cucchiaio di burro

Per la pasta: in una terrina riunite tutti gli ingredienti e lavorateli finché non saranno amalgamati; dovrete avere un composto liscio e omogeneo.
Per la farcia: fate fondere il burro in una padella, poi unite la cipolla tritata e fatela soffriggere finché diventa morbida, mescolando.
Aggiungete i cuori di palma e fateli risolare per almeno 5 minuti, poi incorporate la farina.
Versate il latte e continuate a mescolare per amalgamarlo, fate cuocere a fuoco basso per circa 8 minuti, fino ad ottenere un composto cremoso, poi insaporite con il prezzemolo e il cipollotto, regolate di sale e pepe, mescolate e lasciate intiepidire la farcia.
Stendete la pasta e ricavatene due dischi, uno un  po’ più grande della tortiera, l’altro del diametro del recipiente, conservate i ritagli.
Trasferite il disco più grande nella tortiera, foderata con carta da forno rivestendo il fondo e il bordo.
Riempitela con la farcia poi copritela con il disco più piccolo e sigillate accuratamente i bordi.
Con la pasta avanzata preparate dei rotolini e disponeteli a forma di grata sulla superficie della torta.
Spennellate la torta con il tuorlo mescolato con il burro fuso (o margarina) e cuocetela in forno a 180°.
Quando avrà raggiunto un bel colore dorato (saranno necessari circa 45 minti), sfornatela e lasciatela raffreddare leggermente prima di sformarla e servirla.

PREPARAZIONE

Passate i gamberi nel tritatutto.
Scaldate la besciamella sul fuoco e amalgamatevi l’uovo.
Incorporate al composto il formaggio, mescolate e aggiungete i gamberi e il latte.
Trasferite il tutto in una teglia imburrata e infarinata, coprite con l’albume montato a neve e passate nel forno già caldo a 180° per qualche minuto (non più di 10).

20250418 DILA ASP IL DISPARI professionisti

20250418 DILA ASP IL DISPARI professionisti

Legenda valida per tutte le ricette

  • Gli ingredienti delle ricette sono sempre per 4-6 persone.
  • Con cucchiaio si intende quello da minestra.
  • Il cucchiaino è quello da tè.
  • La tazza è quella a tè.
  • La tazzina è quella da caffè.
  • Le temperature di cottura sono espresse in gradi centigradi.
  • Gli ingredienti: verdure, frutta, carne e pesce sono sempre già mondati, se non diversamente precisato.
  • Se la preparazione prevede l’utilizzo di scorza di arancia, limone ecc. scegliete sempre agrumi non trattati.
  • Con olio si intende olio extravergine di oliva leggero, salvo indicazioni diverse.
  • L’aceto è sempre aceto di vino rosso, se bianco o a base di altri ingredienti viene specificato.
  • Con pepe si intende sempre il pepe nero, se di altro tipo viene specificato.
  • Con zucchero si intende il prodotto semolato, se grezzo, di canna o altro viene specificato.

DILA APS IL DISPARI Rubrica Professionisti 2025

Professionisti DILA APS 2024 – Calendario pubblicazioni

Professionisti DILA APS 2023 – Calendario pubblicazioni

IL DISPARI & DILA APS rubrica Professionisti

CS IL DISPARI & DILA APS

Professionisti DILA APS 2024

dilaaps.it

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20250424 DILA ASP IL DISPARI professionisti

Bruno Mancini | L’imponente eredità civile che ci ha lasciato CHICCO CECCHI – terza puntata

20250424 DILA ASP IL DISPARI professionisti

“Ischia, un’antologia”

APPUNTI PER ITINERARI TURISTICI

NELL’ISOLA D’ISCHIA

PER CONTO DELL’ENTE VALORIZZAZIONE ISCHIA.

Di GIOVAN GIUSEPPE CERVERA

Pag. 52
Via Andrea Mattera
nasce, invece da Serrara Fontana presso la chiesa parrocchiale. Quest’ingresso si potrebbe sistemare meglio. Ma al bivio occorre senz’altro un pizzico di esteticità, quel giusto che possa indicare con un po’ di gusto le due strade:

Via Cugnoluongo per Rufano, Quedro e Sant’Angelo, e di cui vi dirò in seguito.

Via Jesca, che si stende sul fianco della collina di Castanite e subito ne raggiunge la punta. è qui, sulla punta di Castanite, dove la visuale si allarga e si arricchisce di rara preziosità.

Qui sarebbe necessario un piccolo Belvedere perché chi arriva qui fuori, anche se non volesse continuare, possa sostare e contemplare Sant’Angelo in tutto il suo splendore, Cava Petrella dai mille colori che si assommano in un violetto delicatissimo, i Giardini Afrodite e Apollon, tutto il complesso delle Cave racchiuse nella conca delimitata dal crinale principale dell’Isola e dalla spiaggia dei Maronti, la stessa spiaggia dei Maronti, le due Guardiole, i due rami del Cavone, l’architettonica conformazione della costa che diventa stupenda dove Punta Chiarito e il Monaco s’inarcano per dare vita alla Cala di Soliceto, le Fumarie, Monte Cotto e il Monte, Monte Vezzi e Punta Imperatore.

Poi la strada scende dal versante della Cave, incontra un arco in muratura nei pressi della cappella privata di don Mattia, quindi presenta al turista quel gioiello costituito dal “pennino” con la meravigliosa gola dalla quale si esce per trovarsi, dopo breve tratto, in Cava Scura tra le sorgenti e il ristorante di “Baffone”.

Alla naturale semplicità di questa strada non bisogna aggiungere altro che una particolare cura dov’è impervia e una buona “reclame”, se si vuole che qualcosa di genuinamente isclano resti imperituro nel ricordo del turista.
Via Andrea Mattera (Serrara)
C’è tutti e c’è niente, in via Andrea Mattera. Si sa dove comincia e non si sa dove arriva. I terrazzani la guardano con soddisfazione, noi con un senso di pietà. È tutto

20250424 DILA ASP IL DISPARI professionisti

Via Andrea Mattera (Serrara) C’è tutti e c’è niente, in via Andrea Mattera. Si sa dove comincia e non si sa dove arriva. I terrazzani la guardano con soddisfazione, noi con un senso di pietà. È tutto

20250424 DILA ASP IL DISPARI professionisti

20250417 DILA ASP IL DISPARI professionisti

Benvenuto Luca Nicotra con la sua nuova rubrica di scienza e matematica

Con la email che segue inizia la collaborazione con la Redazione DILA APS di questo giornale da parte di Luca Nicotra.

Luca Nicotra ingegnere, giornalista pubblicista e divulgatore scientifico; ricercatore in ambito universitario e nell’industria della difesa; esperto di sistemi computerizzati per la progettazione e produzione meccanica, autore di circa 60 pubblicazioni tecniche e di oltre 200 articoli in gran parte di divulgazione scientifica; autore del libro “La verità in matematica. Da Godel a Euclide“; Presidente dell’Associazione di Promozione Sociale (APS) “Arte e Scienza”; Accademico onorario dell’Accademia Piceno Aprutina dei Velati; Direttore responsabile dell’omonima rivista telematica semestrale il cui Comitato di Redazione è composto da Angela Ales Bello, Gian Italo Bischi, Luigi Campanella, Isabella De Paz, Franco Eugeni, Maurizio Lopa, Paolo Severino Manca, Ezio Sciarra; e il cui Comitato Scientifico è composto da Ales Bello Angela, Audino Patrizia, Balis Crema Luigi, Bischi Gian Italo, Bruno Giordano, Campanella Luigi, Caputo Rino, Cerroni Fabio, Colonna Vilasi Antonella, Crespi Marco, Culbert Samuel, Dell’Agata Anna Maria, De Paz Isabella, De Paz Mario, Emmer Michele, Eugeni Franco, Gargiulo Ferdinando, Gavrilovich Donatella, Ginestrone Mauro, Guidoni Armando, Knoll Manuel, Lopa Maurizio, Manca Paolo Severino, Mattoscio Nicola, Mazzuferi Paolo, Nicotra Luca, Pietrocini Emanuela, Polimei Teresa, Ronchetti Paola, Sandrelli Stefano, Sciarra Ezio, Sigismondi Costantino, Vinci Anna Maria.

“Caro Bruno… a breve ti invierò i miei contributi.”

Benvenuto Luca Nicotra con la tua nuova rubrica di scienza e matematica, e grazie per aver scelto la testata giornalistica IL DISPARI Diretta da Gaetano Di Meglio.

20250417 DILA ASP IL DISPARI professionisti

20250410 DILA ASP IL DISPARI professionisti

20250410 DILA ASP IL DISPARI professionisti

 

Bruno Mancini

Bruno Mancini scrittore

Bruno Mancini Presidente DILA APS

DILA APS.it

DILA Altervista

NUSIV – Premio Otto milioni

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Natalia Costa & Lucio Filisdeo | Brasile in cucina

Torta di cuori di palma – Torta de palmito

20250418 DILA ASP IL DISPARI professionisti

INGREDIENTI

Per la pasta

500 gr. di farina
250 gr. di margarina
2 uova
sale.

Per la farcia

1 tazza e ½ di cuori di palma a rondelle
1 cipolla piccola
4 cucchiai di farina
1 tazza di latte
2 cucchiai di prezzemolo tritato
2 cucchiai di steli di cipollotto tagliuzzati (la parte verde)
2 cucchiai di burro
sale
pepe

Per completare

1 tuorlo
1 cucchiaio di burro

Per la pasta: in una terrina riunite tutti gli ingredienti e lavorateli finché non saranno amalgamati; dovrete avere un composto liscio e omogeneo.
Per la farcia: fate fondere il burro in una padella, poi unite la cipolla tritata e fatela soffriggere finché diventa morbida, mescolando.
Aggiungete i cuori di palma e fateli risolare per almeno 5 minuti, poi incorporate la farina.
Versate il latte e continuate a mescolare per amalgamarlo, fate cuocere a fuoco basso per circa 8 minuti, fino ad ottenere un composto cremoso, poi insaporite con il prezzemolo e il cipollotto, regolate di sale e pepe, mescolate e lasciate intiepidire la farcia.
Stendete la pasta e ricavatene due dischi, uno un  po’ più grande della tortiera, l’altro del diametro del recipiente, conservate i ritagli.
Trasferite il disco più grande nella tortiera, foderata con carta da forno rivestendo il fondo e il bordo.
Riempitela con la farcia poi copritela con il disco più piccolo e sigillate accuratamente i bordi.
Con la pasta avanzata preparate dei rotolini e disponeteli a forma di grata sulla superficie della torta.
Spennellate la torta con il tuorlo mescolato con il burro fuso (o margarina) e cuocetela in forno a 180°.
Quando avrà raggiunto un bel colore dorato (saranno necessari circa 45 minti), sfornatela e lasciatela raffreddare leggermente prima di sformarla e servirla.

PREPARAZIONE

Passate i gamberi nel tritatutto.
Scaldate la besciamella sul fuoco e amalgamatevi l’uovo.
Incorporate al composto il formaggio, mescolate e aggiungete i gamberi e il latte.
Trasferite il tutto in una teglia imburrata e infarinata, coprite con l’albume montato a neve e passate nel forno già caldo a 180° per qualche minuto (non più di 10).

20250418 DILA ASP IL DISPARI professionisti

20250418 DILA ASP IL DISPARI professionisti

20250411 DILA ASP IL DISPARI professionisti

20250411 DILA ASP IL DISPARI professionisti

Natalia Costa & Lucio Filisdeo | Brasile in cucina

Soufflé di gamberi – Soufflé de camarōes

 

INGREDIENTI

½  kg. di gamberi sgusciati

1 tazza di besciamella

1 uovo

½ tazza di grana grattugiato

½ tazza di latte

farina

burro.

PREPARAZIONE 

Passate i gamberi nel tritatutto.

Scaldate la besciamella sul fuoco e amalgamatevi l’uovo.

Incorporate al composto il formaggio, mescolate e aggiungete i gamberi e il latte.

Trasferite il tutto in una teglia imburrata e infarinata, coprite con l’albume montato a neve e passate nel forno già caldo a 180° per qualche minuto (non più di 10).

 

20250411 DILA ASP IL DISPARI professionisti

Legenda valida per tutte le ricette

  • Gli ingredienti delle ricette sono sempre per 4-6 persone.
  • Con cucchiaio si intende quello da minestra.
  • Il cucchiaino è quello da tè.
  • La tazza è quella a tè.
  • La tazzina è quella da caffè.
  • Le temperature di cottura sono espresse in gradi centigradi.
  • Gli ingredienti: verdure, frutta, carne e pesce sono sempre già mondati, se non diversamente precisato.
  • Se la preparazione prevede l’utilizzo di scorza di arancia, limone ecc. scegliete sempre agrumi non trattati.
  • Con olio si intende olio extravergine di oliva leggero, salvo indicazioni diverse.
  • L’aceto è sempre aceto di vino rosso, se bianco o a base di altri ingredienti viene specificato.
  • Con pepe si intende sempre il pepe nero, se di altro tipo viene specificato.
  • Con zucchero si intende il prodotto semolato, se grezzo, di canna o altro viene specificato.

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