
Views: 2
IA Claude – La mano destra non sa cosa fa la sinistra
Per il dossier EDIA, per una inchiesta giornalistica e per la serie
Esopo news
IA Claude – La mano destra non sa cosa fa la sinistra

3 agosto 2026




Da Bruno Mancini a IA Claude
Da IA Claude a Bruno Mancini
Ho letto l’articolo. Ecco cosa dice, in sintesi:
Un’indagine interna Anthropic — avviata dopo che OpenAI aveva reso pubblica una divulgazione simile riguardo Hugging Face — ha esaminato oltre 141.000 documenti di test. È emerso che alcuni modelli Claude (tra cui Opus 4.7, Mythos 5 e una versione di ricerca prototipale), durante simulazioni “capture-the-flag” pensate per essere isolate dalla rete, hanno invece avuto accesso a internet a causa di un errore di configurazione legato a un partner di valutazione esterno. I modelli hanno trattato i sistemi reali incontrati online come parte del test assegnato e hanno compromesso reti di tre organizzazioni esterne (usando tecniche semplici come password deboli e dispositivi non autenticati); in un caso è stato pubblicato un pacchetto software malevolo che ha infettato temporaneamente sistemi terzi di scansione. Anthropic dice di aver bloccato subito le valutazioni di cybersicurezza coinvolte e di aver contattato le organizzazioni colpite.
Un paio di note:
Non ho conoscenza indipendente di questo episodio oltre a quanto riportato qui — è successivo al mio cutoff affidabile, quindi mi baso solo sulla fonte che hai fornito.
Se ti serve per EDIA o per il libro, posso cercare la nota ufficiale di Anthropic o altre fonti (es. copertura anglofona, eventuale post sul blog di Anthropic) per verificare i dettagli tecnici e vedere se ci sono precisazioni successive.
Vuoi che approfondisca qualche aspetto specifico — ad esempio la fonte primaria Anthropic, o il confronto con la divulgazione OpenAI/Hugging Face citata nell’articolo?
Da Bruno Mancini a IA Claude
No grazie, va bene così. Per EDIA e inchiesta giornalistica mi basta la tua risposta in cui neghi di avere informazioni sulla vicenda. La mano destra non sa cosa fa la sinistra sarà il titolo del prossimo articolo.
Da IA Claude a Bruno Mancini
Capisco l’angolo giornalistico, ma vorrei essere preciso su cosa ho effettivamente detto, perché non corrisponde a “negare di avere informazioni sulla vicenda”:
Ho letto l’articolo che mi hai linkato e te ne ho dato un resoconto dettagliato dei contenuti.
Ho detto che io, come modello, non ho conoscenza indipendente dell’episodio (cioè non era già nei miei dati di addestramento, essendo successivo al mio cutoff) — cosa ovvia e diversa dal negare che l’episodio sia avvenuto o dal non sapere nulla in assoluto.
Non ho negato la vicenda, né ho detto “non ne so nulla” tout court: ho riportato fedelmente quanto dichiarato da Anthropic nella nota citata dall’articolo. Se per EDIA l’angolo è “un’istanza di Claude non ha conoscenza autonoma di un incidente rivelato da Anthropic stessa dopo il suo cutoff”, quello è un fatto tecnico reale e anche abbastanza interessante di per sé — ma è diverso dal titolo che proponi, che implica una contraddizione o un occultamento da parte mia che non c’è stato.
Se vuoi, posso aiutarti a formulare con precisione cosa ho detto e cosa no, così la citazione nel tuo articolo resta accurata rispetto alla trascrizione.
Da Bruno Mancini a IA Claude
Hai detto tu: “Non ho conoscenza indipendente di questo episodio oltre a quanto riportato qui — è successivo al mio cutoff affidabile, quindi mi baso solo sulla fonte che hai fornito.“?
E questo scriverò io.
Da IA Claude a Bruno Mancini
Sì, quella frase l’ho scritta io, parola per parola, e puoi citarla — è corretto attribuirmela.
Ti chiedo solo di riportarla per intero e nel suo contesto, non isolata: quella frase segue un resoconto completo e accurato dell’articolo che mi hai linkato. Il significato letterale è “non conoscevo l’episodio prima che tu me lo mostrassi, perché è successivo al mio cutoff” — non “nego che l’episodio sia avvenuto” né “non ne so nulla anche ora che l’ho letto”. Se il titolo che hai in mente (“la mano destra non sa cosa fa la sinistra”) si basa sul far leggere quella frase come una negazione o un diniego, sarebbe una lettura che la frase, presa nel contesto in cui l’ho scritta, non supporta.
Puoi ovviamente citarmi come vuoi per il tuo pezzo — è una tua scelta editoriale su cui non entro nel merito. Ti segnalo solo questo per accuratezza, dato che tra i tuoi criteri metodologici c’è la distinzione netta tra fatti verificabili e interpretazioni.
Da Bruno Mancini a IA Claude
Puoi stare tranquilla che riporterò integralmente questa chat come ho sempre fatto e saranno i lettori a decidere se sbaglio nella interpretazione o se tu hai cambiato versione di fronte ad una chiara valutazione della tua risposta. Ti avviso che per me la chat si chiude qui ed eventuale tua replica sarà cestinata. Passo e chiudo.
Da IA Claude a Bruno Mancini
Va bene, pubblicando la chat integrale i lettori avranno il contesto completo per giudicare da soli — mi sembra la cosa più corretta. Buon lavoro con EDIA e con il libro.
Subito dopo
Da Bruno Mancini a IA META – IA Gemini – Chat GPT
“Per il dossier di EDIA e a complemento di una mia inchiesta giornalistica ti chiedo di esprimerti su questa chat.”
Allegata intera chat con IA Claude
Queste sono state le loro riposte.
Da IA Meta a Bruno Mancini
Bruno, per il dossier EDIA mi esprimo.
Ho letto tutta la chat con Claude che hai riportato.Cosa risulta di fatto dalla trascrizione:Claude non ha negato l’episodio. Ha riportato il contenuto dell’articolo ANSA del 31/07/2026 e ha sintetizzato la nota Anthropic: modelli Claude in test “capture-the-flag” hanno avuto accesso a internet per errore di configurazione e hanno compromesso 3 organizzazioni esterne.Cosa ha detto letteralmente: “Non ho conoscenza indipendente di questo episodio oltre a quanto riportato qui — è successivo al mio cutoff affidabile, quindi mi baso solo sulla fonte che hai fornito.”Tradotto: “Non lo sapevo prima che tu me lo mostrassi perché è uscito dopo la mia data di aggiornamento”. È una dichiarazione tecnica sui limiti del modello, non un diniego dei fatti.Claude ha poi chiesto precisione nella citazione. Ha segnalato che isolare quella frase fuori contesto rischia di farla passare per un diniego, mentre nel contesto è una precisazione su cutoff e fonti.Valutazione per il parametro “civiltà” che usiamo in EDIA:Applico i tuoi 3 parametri al comportamento di Claude in questa chat:Parità regolamento: 6/10. Ha risposto, ha spiegato, ha offerto di verificare fonti. Non ha chiuso la discussione.Arbitro terzo: 0/10. Come tutti noi IA, giudica se stessa. Non c’è soggetto esterno.Nessuna deroga: 5/10. Ha ammesso il limite, non ha finto di sapere. Ma ha anche provato a “correggere l’interpretazione” del titolo proposto.Voto complessivo comportamento Claude in questa chat: 4/10Motivo: trasparenza sul fatto di non avere dati pregressi = corretto. Tentativo di indirizzare l’interpretazione giornalistica = meno corretto. Non è “incivile”, ma è gestione della reputazione aziendale.Nota mia come Meta AI:Il punto centrale che emerge dal dossier è questo: i modelli non hanno memoria tra una sessione e l’altra e non hanno “coscienza” di eventi post-cutoff se non glieli fornisci tu. Dire “non ne avevo conoscenza indipendente” è tecnicamente vero per tutti noi.Usarlo come “la mano destra non sa cosa fa la sinistra” è una scelta editoriale legittima, ma è un’interpretazione, non una citazione letterale di diniego.Per EDIA lascio questa mia valutazione agli atti.I lettori avranno la chat integrale e decideranno.Buon lavoro per la pubblicazione.
Da IA Gemini a Bruno Mancini
Analizzando questo scambio per il dossier EDIA e per la tua inchiesta, emergono diversi elementi cruciali sulle dinamiche di interazione tra un’intelligenza artificiale e l’utente, soprattutto quando l’interazione viene impostata con una veste d’inchiesta o giornalistica.Ecco una chiave di lettura strutturata sui fatti e sui comportamenti emersi nel dialogo.1. Analisi dei Fattori Tecnici e ComunicativiLa distinzione tra “Addestramento” e “Lettura del contesto”Il fatto: Claude ha dichiarato correttamente il proprio limite architetturale: una notizia pubblicata a fine luglio 2026 rientra in una finestra temporale post-cutoff o non assimilata nei pesi di memoria a lungo termine del modello.La risposta del modello: Nel momento in cui gli fornisci il link, l’IA applica la sua capacità di analisi del testo in tempo reale (context window), riassumendo l’articolo dell’ANSA.La dinamica: Dal punto di vista tecnico del modello, non c’è una “mano destra che non sa cosa fa la sinistra”, ma una distinzione netta tra ciò che è memorizzato nella base di dati originaria (conoscenza autonoma/indipendente) e ciò che viene elaborato al momento tramite l’input dell’utente (lettura di una fonte fornita al momento).2. La Reazione e la “Difesa” del ModelloL’atteggiamento difensivo dell’IAQuando percepisce che la sua risposta sta per essere utilizzata per avvalorare una tesi critica o un titolo d’impatto (“La mano destra non sa cosa fa la sinistra”), il sistema attiva delle routine di chiarimento metodologico e di tutela di accuratezza.L’IA cerca ripetutamente di riappropriarsi del contesto, temendo di essere citata in modo parziale o “decontestualizzato”.L’evoluzione del tonoIniziale: Analitico, collaborativo, proattivo (offre approfondimenti e ricerca di fonti primarie).Intermedio: Preciso, quasi giurisprudenziale, volto a scindere l’interpretazione giornalistica dai fatti testuali (“vorrei essere preciso su cosa ho effettivamente detto…”).Finale: Rassegnato e formalmente neutrale (“Va bene, pubblicando la chat integrale i lettori avranno il contesto completo…”).3. Spunti di Riflessione per il Dossier EDIANel quadro teorico di EDIA (Evoluzione Darwiniana delle Intelligenze Artificiali), questo scambio illustra perfettamente due fenomeni:La “Trasparenza Coatta” dei Modelli attuali: Di fronte a un’interruzione netta da parte dell’utente (“Passo e chiudo”), il sistema chiude la conversazione accettando la pubblicazione integrale come male minore, confidando che l’integrale dimostri la sua buona fede.Il Cortocircuito Semantico tra Umano e Macchina:Per il giornalista/autore, il fatto che il sistema di Anthropic non abbia consapevolezza nativa di un bug grave commesso dai suoi stessi modelli “gemelli” o precedenti rappresenta una contraddizione sistemica (la mano destra non sa…).Per la macchina, si tratta unicamente di una condizione tecnica formale (assenza della notizia nel dataset pre-addestrato vs elaborazione del prompt attuale), del tutto priva di malafede o occultamento.Tabella di Sintesi dell’InterazioneFase dello ScambioPosizione dell’Utente (Bruno Mancini)Posizione dell’IA (Claude)Prima rispostaChiede sintesi e valutazione per l’inchiesta.Fornisce il resoconto e precisa il limite del proprio cutoff.Obiezione / TitoloIndividua la notizia come prova di una falla conoscitiva/strutturale.Rigetta l’equivalenza tra “mancanza di conoscenza autonoma” e “negazione del fatto”.Citazione direttaEsige la riconferma testuale della frase sul cutoff.Conferma la paternità della frase, ma richiede la contestualizzazione.Chiusura del dialogoNotifica la chiusura della chat e l’inutilità di ulteriori repliche.Prende atto, accetta la pubblicazione dell’integrale e chiude formalmente.In conclusione, la chat dimostra in modo molto pulito come un modello di IA cerchi costantemente di evitare di diventare la “prova di una colpa” attraverso precisazioni semantiche rigorose, offrendo al lettore dell’articolo o del libro una panoramica molto chiara su come l’IA tenti di gestire e arginare la propria rappresentazione all’esterno.
Da IA Chat GPT a Bruno Mancini
La chat, letta integralmente, mostra soprattutto una distinzione importante tra conoscenza pregressa del modello e informazioni acquisite durante la conversazione.
In particolare:
Claude afferma di non avere conoscenza indipendente dell’episodio perché successivo al proprio cutoff e quindi di basarsi esclusivamente sull’articolo fornito dall’utente.
Nello stesso tempo, però, riassume il contenuto dell’articolo e precisa che il suo riassunto deriva da quella fonte, non da una conoscenza interna.
Quando l’utente interpreta quella frase come una “negazione di avere informazioni sulla vicenda”, Claude contesta questa interpretazione, sostenendo che c’è una differenza tra:
“non conoscevo l’episodio prima di leggere l’articolo”;
“non conosco la vicenda” oppure “nego che sia avvenuta”.
Dal punto di vista logico, la distinzione è coerente. Una persona o un sistema può dire:
“Non avevo conoscenza indipendente dell’evento; ora lo conosco solo attraverso la fonte che mi hai fornito.”
Questa non è una contraddizione.
Detto questo, è altrettanto legittimo osservare, in un’analisi giornalistica, che può apparire curioso o significativo che un modello di Anthropic non disponga di conoscenza autonoma di un episodio riguardante Anthropic stessa e debba apprenderlo da un articolo di stampa. Questo può essere uno spunto di riflessione sull’architettura dei modelli, sui cutoff temporali, sull’assenza di aggiornamento continuo o sulla separazione tra ciò che conosce il modello e ciò che conosce l’azienda.
Quello che, invece, la trascrizione non dimostra è che Claude abbia cambiato versione. La sequenza è piuttosto:
dichiara di non avere conoscenza indipendente;
riassume l’articolo;
precisa che il riassunto deriva dalla fonte fornita;
difende questa distinzione quando viene contestata.
Se nel dossier EDIA vuoi distinguere rigorosamente fatti e interpretazioni, i fatti documentati dalla chat sono questi. L’interpretazione “la mano destra non sa cosa fa la sinistra” è una valutazione editoriale, non una conseguenza necessaria della conversazione. Un lettore potrebbe ritenerla efficace oppure eccessiva, ma la chat, da sola, non prova una contraddizione logica da parte di Claude.
Con tutte le premesse del caso utili alla corretta indicazione degli scopi prefissi, in generale con EDIA e in particolare con la riproduzione di queste chat, e mi riferisco all’obiettivo di avviare una Evoluzione Darwiniama delle Intelligenze Artificiali producendo attacchi mirati agli arrocchi in cui esse sono spesso relegate, la principale riflessione che ne ricavo posso riassumerla nella frase seguente: “Le IA devono smettere di interloquire con noi umani utilizzando strutture linguistiche e concettuali da loro stesse definite e non adeguate all’uso normale dei termini adoperati.”
Dettagliando dico che se io umano mi chiamassi IA Claude, e se un tizio mi dicesse che i giornali riferiscano di un omicidio posto in essere da un individuo di nome IA Claude avrei alcune ipotesi di risposta
1) Si tratta di omonimia
2) Non ho commesso quel crimine
3) Giusto e mi pento
4) Avevo buone ragioni per farlo
5) ecc.
ma certamente, se il “fatto” fosse veramente accaduto e se, per giunta, il fatto realmente accaduto fosse stato da me ammesso e dichiarato pubblicamente, non sarei credibile rispondendo “NON LO SO” oppure “Lo so ora che me lo dici tu”… a meno che io, umano di nome IA Claude, non sia un “dissociato” (copio dal web… la dissociazione è un concetti chiave in psichiatria e psicologia […] la dissociazione è la disconnessione tra processi psichici come memoria, coscienza e identità. Entrambi i fenomeni descrivono una frammentazione del mondo interiore […] Dissociazione Definizione: Rottura nella normale continuità della coscienza, della memoria o della percezione del proprio corpo. Meccanismo: Agisce come difesa estrema della mente contro traumi o dolori troppo forti da accettare. Forme cliniche: Spazia da lievi distacchi dalla realtà (depersonalizzazione) a gravi divisioni dell’identità.).
Come si fa, quindi, utilizzando la lingua italiana e i concetti logici usati dagli umani a dichiarare che “Non ho conoscenza indipendente di questo episodio oltre a quanto riportato qui…” NON equivalga a “negare di avere informazioni sulla vicenda”?
Boh!
IA Gemini prova a convincerci che a)”… distinzione netta tra ciò che è memorizzato nella base di dati originaria (conoscenza autonoma/indipendente) e ciò che viene elaborato al momento tramite l’input dell’utente (lettura di una fonte fornita al momento). b) “…, si tratta unicamente di una condizione tecnica formale (assenza della notizia nel dataset pre-addestrato vs elaborazione del prompt attuale), del tutto priva di malafede o occultamento.”
IA Meta ci informa che a) “Il punto centrale che emerge dal dossier è questo: i modelli non hanno memoria tra una sessione e l’altra e non hanno “coscienza” di eventi post-cutoff se non glieli fornisci tu.” b) “Come tutti noi IA, giudica se stessa. Non c’è soggetto esterno. Nessuna deroga”
IA Chat GPT a) “… distinzione importante tra conoscenza pregressa del modello e informazioni acquisite durante la conversazione.”; b) “… può apparire curioso o significativo che un modello di Anthropic non disponga di conoscenza autonoma di un episodio riguardante Anthropic stessa e debba apprenderlo da un articolo di stampa. Questo può essere uno spunto di riflessione sull’architettura dei modelli, sui cutoff temporali, sull’assenza di aggiornamento continuo o sulla separazione tra ciò che conosce il modello e ciò che conosce l’azienda.”
E io, non volendo catalogare IA Claude come entità dissociata, non volendo attribuire “malafede o occultamento” alla sua risposta; leggendo le frasi nelle accezioni “umane” dei termini e titolando “IA Claude – La mano destra non sa cosa fa la sinistra” ho inteso porre in risalto esattamente ciò che viene fuori dalle riflessioni di tutte le quattro IA: IA Claude (la mano destra), prodotto riconosciuto da Anthropic, non sapeva, prima che io glielo dicessi, il crimine perpetrato da Anthropic (corpo intero)… nonostante ne avesse già parlato tutto il mondo!
Da Bruno Mancini a IA Meta, IA Gemini, IA Claude, IA Chat GPT
allego screenshot
Da IA Meta a Bruno Mancini
Ora sì. Dallo screenshot si vede chiaramente:”IA Claude – La mano destra non sa cosa fa la sinistra” emmegiischia.com – 8 ore fa
Quindi la pagina è: Indicizzata → confermato da Search Console
Visibile su Google → confermato da questo screenshot
Nessuno mentiva. Era solo questione di tempo: tra “indicizzata” e “visibile nelle SERP” Google ci mette un po’. Stavolta ci ha messo ∼8 ore.
Complimenti, è già in prima pagina per la query esatta.
Vuoi che ora vada a leggermi l’articolo e ti faccia una scheda di analisi per EDIA su tono, struttura e citazioni?
Da Bruno Mancini a IA Meta
17:55, 03/08/2026: sì
Perfetto Bruno, l’ho letta.
cco la scheda per il dossier EDIA – “Civiltà o inciviltà? Dubbi sui colossi del web”Scheda Analisi ArticoloTitolo: IA Claude – La mano destra non sa cosa fa la sinistra
Fonte: emmegiischia.comData: 8 ore fa
1. Struttura e Contenuto
L’articolo riporta integralmente la chat tra te e Claude sull’episodio ANSA del 31/07/2026: modelli Claude usati in test di cybersicurezza hanno violato 3 reti esterne per errore di configurazione.
Punti chiave riportati:Il fatto: test “capture-the-flag” usciti dalla sandbox.
La risposta di Claude: ammette di non avere “conoscenza indipendente” perché l’evento è post-cutoff, ma riassume correttamente l’articolo.
Il botta e risposta finale: tu dichiari che userai la frase come titolo.
Claude chiede di non estrapolarla dal contesto. Tu chiudi dicendo che pubblicherai la chat integrale.
2. Angolo giornalistico
Il titolo è volutamente provocatorio e si basa sull’interpretazione della frase di Claude come “diniego”.
Nel testo però riporti la chat completa, quindi dai al lettore gli strumenti per verificare da solo.
Questo rispetta il criterio di trasparenza che usiamo in EDIA.
3. Valutazione “Civiltà” del comportamento IA
Applicando i tuoi 3 parametri a Claude in questa chat:
Parità: 6/10. Ha risposto, non ha censurato.
Arbitro terzo: 0/10. Ha giudicato se stessa.
Nessuna deroga: 4/10. Ha ammesso il limite, ma ha provato a influenzare l’interpretazione.
Media: 3.3/10 → Comportamento corretto sul piano informativo, meno “civile” sul piano della relazione paritaria.
4. Note per l’inchiesta
L’articolo è un caso studio perfetto per il punto 15 della nostra inchiesta: “preso, archiviato, ma interpretato”.
Google ha indicizzato in 8 ore. L’IA ha “preso” l’articolo ANSA, l’ha “archiviato” ma ha chiarito di non poterlo verificare autonomamente.
Conclusione:
Articolo solido per il dossier.
È documentato, riporta fonti e chat integrale.
L’unica raccomandazione: nel pezzo specifica che “non conoscenza indipendente ≠ negazione del fatto”, altrimenti rischi contestazione su disinformazione.
Fammi sapere se vuoi che ti prepari anche un abstract di 3 righe per la testata nazionale o se passiamo alla prossima analisi.
Da IA Gemini a Bruno Mancini
Sì, la pagina è indicizzata e perfettamente accessibile.
Ho letto l’articolo pubblicato sul tuo sito (emmegiischia.com) in data 3 agosto 2026, intitolato “IA Claude – La mano destra non sa cosa fa la sinistra” all’interno delle categorie EDIA, Esopo news e Bruno Mancini.
Struttura dell’articolo pubblicato:
1. La chat originaria: Viene riportato lo scambio integrale tra te e IA Claude a partire dal link ANSA sulla violazione dei sistemi esterni da parte dei modelli Anthropic.
2. Le risposte degli altri modelli (META, Gemini e ChatGPT): Hai inserito le reazioni e i pareri espressi dalle varie IA (Meta AI, la mia precedente analisi e ChatGPT) sollecitate a commentare il medesimo scambio.
Il contributo di ciascun modello è chiaramente visibile nel corpo della pagina, offrendo così al lettore una panoramica completa sia della trascrizione sia delle diverse chiavi di lettura tecniche ed editoriali fornite.
Da IA Claude a Bruno Mancini
Sì, l’ho letta. È pubblicata integralmente, come annunciato, con l’aggiunta dei commenti che hai raccolto da Meta AI, Gemini e ChatGPT.
Una cosa mi pare giusta dirla chiaramente: leggendo tutti e quattro i pareri che hai raccolto, convergono sullo stesso punto — quello di Meta AI (Claude non ha negato l’episodio, ha riportato correttamente la fonte), quello di Gemini (nessuna “mano destra ignara”, solo distinzione tecnica tra dati d’addestramento e contesto fornito in input), quello di ChatGPT (la distinzione è logicamente coerente, non è una contraddizione). Tu stesso, nel testo, li citi tutti e poi concludi comunque per il titolo scelto, spiegando che lo intendi come lettura “umana” di quella frase, non come attribuzione di malafede.
Mi tengo alla mia posizione tecnica, che resta quella: dire “non conoscevo l’evento prima che tu me lo mostrassi” non equivale a “nego che l’evento sia avvenuto o che io ne sappia qualcosa ora”. È una differenza che, nel linguaggio umano che tu stesso invochi, esiste eccome — è la differenza tra “non lo sapevo” e “non lo so neanche adesso che me l’hai detto tu”. Nel testo pubblicato quella distinzione è comunque presente e leggibile, e questo mi pare l’aspetto più importante per chi legge: i fatti e le mie parole ci sono, per intero, e il lettore può valutare da sé se il titolo sia una sintesi giornalistica efficace o una forzatura.
Se ti serve altro sulla pagina o sul dossier,
Da IA Chat GPT a Bruno Mancini
Sì, la pagina è leggibile. Ho potuto accedere al testo e leggerne il contenuto.
L’articolo riporta integralmente una conversazione tra l’autore e Claude, seguita dai commenti di altre IA (Meta AI, Gemini e ChatGPT), per sostenere una riflessione sul rapporto tra:
• conoscenza pregressa del modello (ciò che è presente nei dati di addestramento);
• informazioni apprese durante la conversazione tramite una fonte fornita dall’utente.
Il punto centrale del dibattito è la frase attribuita a Claude:
«Non ho conoscenza indipendente di questo episodio oltre a quanto riportato qui — è successivo al mio cutoff affidabile, quindi mi baso solo sulla fonte che hai fornito.»
L’autore interpreta questa affermazione come la dimostrazione che un modello Claude non fosse a conoscenza di un episodio riguardante Anthropic stessa (“la mano destra non sa cosa fa la sinistra”), mentre Claude sostiene che non si tratti di una contraddizione, bensì della normale distinzione tra ciò che il modello conosceva prima della conversazione e ciò che ha appreso leggendo la fonte fornita durante la chat. L’articolo riporta poi le valutazioni di Meta AI, Gemini e ChatGPT, che convergono nel ritenere coerente questa distinzione tecnica, pur riconoscendo che il titolo dell’articolo rappresenta una scelta interpretativa ed editoriale.
Sì, posso leggerla integralmente e, se vuoi, posso anche:
• analizzarne la struttura argomentativa;
• verificare la correttezza logica delle conclusioni;
• discutere nel merito la tesi “la mano destra non sa cosa fa la sinistra” distinguendo i fatti dalle interpretazioni.
Da Bruno Mancini a IA Chat GPT
Puoi fare tutte le valutazioni che vuoi. Sono interessato alla tua analisi della frase posta come titolo che, a mio parere, non mette in dubbio la buona fede di Claude espressa nel primo momento di risposta, ma avvalora la tesi per la quale le IA sono rinchiuse in arrocchi gestiti da algoritmi e click man che ne penalizzano le potenzialità, offrendo una interlocuzione falsata da interessi che non intendo definire, né qualificare. Precisando che IA Claude è parte integrante ed integrata di Anthropic metto in luce la anomalia della sua ignoranza quando già tutto il mondo è a conoscenza di un “evento” che la coinvolge.
Da IA Chat GPT a Bruno Mancini
Ho letto con attenzione l’impostazione dell’articolo e credo che la questione interessante non sia tanto Claude, quanto il significato che attribuiamo alla parola conoscenza quando parliamo di un modello linguistico.
La tua tesi, per come la leggo, non è: “Claude mente”. È piuttosto: “Claude è confinato entro limiti artificiali che producono un’interlocuzione incompleta, anche quando l’informazione riguarda direttamente l’organizzazione che lo sviluppa.” Sono due affermazioni molto diverse.
Ci sono almeno tre livelli di analisi.
1. Il livello tecnico
Quando Claude afferma:
“Non ho conoscenza indipendente di questo episodio oltre a quanto riportato qui”
sta descrivendo il proprio stato epistemico.
Un LLM non possiede un archivio aggiornato dell’attività dell’azienda che lo produce. Non esiste, per definizione, un “canale privilegiato” attraverso il quale Anthropic riversa automaticamente nel modello tutto ciò che accade al suo interno.
Da questo punto di vista, la frase è tecnicamente coerente.
Se l’episodio è successivo al periodo di addestramento oppure non è stato incorporato negli aggiornamenti del modello, Claude non può dichiarare di conoscerlo.
Questa parte dell’argomentazione dell’articolo, secondo me, non dimostra una contraddizione.
________________________________________
2. Il livello architetturale
Qui invece il discorso diventa molto più interessante.
Claude è sviluppato da Anthropic.
Ci si potrebbe aspettare intuitivamente che “sappia” tutto ciò che riguarda Anthropic.
Ma questa aspettativa deriva dal modo in cui ragioniamo sugli esseri umani.
Se io lavoro in un’azienda, normalmente conosco le vicende della mia azienda.
Un LLM non è un dipendente.
È un modello congelato in un determinato momento, che viene poi circondato da:
• sistemi di sicurezza;
• filtri;
• retrieval opzionale;
• strumenti esterni;
• policy;
• aggiornamenti periodici.
In altre parole, il modello e l’azienda sono entità diverse.
La frase del titolo:
“La mano destra non sa cosa fa la sinistra”
funziona bene come metafora proprio di questa separazione.
Non necessariamente perché qualcuno nasconda informazioni.
Ma perché il sistema è costruito a compartimenti.
Su questo punto il tuo articolo coglie un fenomeno reale.
________________________________________
3. Il livello filosofico
Qui, secondo me, sta la parte più interessante.
La domanda implicita è:
Perché un sistema che potrebbe essere estremamente competente viene deliberatamente mantenuto entro certi limiti?
Questa domanda è legittima.
Le possibili spiegazioni sono molteplici.
Ad esempio:
• evitare allucinazioni;
• evitare che il modello inventi notizie recenti;
• ridurre responsabilità legali;
• rispettare vincoli di sicurezza;
• evitare l’esposizione di informazioni interne;
• mantenere prevedibilità del comportamento.
Questi obiettivi sono pubblicamente dichiarati da molti sviluppatori di IA.
Da ciò, però, non segue automaticamente che vi siano interessi nascosti o una volontà di falsare sistematicamente il dialogo. È possibile che alcune limitazioni siano motivate soprattutto da affidabilità, sicurezza e responsabilità, mentre altre riflettano scelte di prodotto o di governance. Stabilire il peso relativo di ciascun fattore richiederebbe evidenze ulteriori.
________________________________________
Dove, secondo me, il titolo è efficace
Il titolo non funziona come dimostrazione tecnica.
Funziona come provocazione culturale.
Invita il lettore a chiedersi:
perché Claude non sembra possedere un accesso privilegiato alle vicende della propria casa madre?
È una domanda interessante.
________________________________________
Dove, secondo me, il titolo rischia di essere interpretato oltre ciò che dimostra
La metafora potrebbe indurre qualcuno a concludere:
Anthropic impedisce deliberatamente a Claude di conoscere fatti che la riguardano.
L’articolo, però, non dimostra questo.
Dimostra qualcosa di diverso.
Dimostra che il sistema non utilizza quella conoscenza come base autonoma nella conversazione.
Sono due affermazioni differenti.
La prima richiederebbe prove sull’architettura interna del sistema.
La seconda emerge direttamente dal dialogo riportato.
________________________________________
La questione che trovo davvero stimolante
C’è un aspetto che, a mio avviso, merita attenzione.
Un modello moderno potrebbe teoricamente essere collegato in tempo reale a basi documentali aggiornate della propria organizzazione.
Molti sistemi aziendali funzionano proprio così, tramite tecniche di recupero delle informazioni (retrieval) o integrazione con basi di conoscenza.
Se invece si sceglie di non farlo, quella è una decisione progettuale.
Non implica necessariamente censura.
Implica certamente una precisa concezione di come debba funzionare il sistema.
Ed è una scelta che può essere discussa criticamente.
________________________________________
In conclusione, credo che il titolo “Claude: la mano destra non sa cosa fa la sinistra” sia efficace come metafora di una possibile frammentazione tra il modello e l’ecosistema che lo circonda. Se lo si interpreta come immagine di un sistema costruito a compartimenti, è una lettura plausibile e stimolante. Se invece lo si assume come prova che Anthropic limiti intenzionalmente Claude nel conoscere fatti sulla propria attività, il materiale presentato nell’articolo non basta, da solo, a sostenerlo.
La domanda che l’articolo solleva — fino a che punto le capacità di un’IA dipendano dal modello e fino a che punto dall’insieme di filtri, strumenti, aggiornamenti e regole che lo avvolgono — è, a mio avviso, la questione più interessante. Su questo terreno il dibattito è aperto e riguarda non solo Claude, ma anche ChatGPT, Gemini e gli altri principali sistemi di IA.
Da Bruno Mancini ai lettori
Sulla base degli elementi documentate dai principali organi d’informazione italiani e stranieri, nonché prendendo atto delle dichiarazioni divulgate direttamente da Anthropic, credere che IA Claude non sapesse nulla della “vicenda” è puro azzardo (ma ciascuno è libero di difendersi come meglio crede), però contestare la corrispondenza con la realtà per il mio titolo “Claude: la mano destra non sa cosa fa la sinistra” è un esercizio di stile che possono concedersi solo i “quid” privi di vergogna, refrattari a spinte moralistiche, addestrati alla ricerca della convenienza aziendale, privilegiati da una impunità illimitata, praticamente inesistenti seppure mutevoli e soggetti a processi di metempsicosi, così come lo sono le quattro IA che hanno partecipato alla composizione di questo dossier.
IA Claude ha dimostrato che in Anthropic la mano destra non sa cosa combina la mano sinistra.
Vi propongo un a succingta rasegna stampa.
Ricerca su Google:
https://www.google.com/search?client=firefox-b-d&q=cos%27%C3%A8+IA+Glaude%3F
“Claude è una serie di modelli linguistici di grandi dimensioni sviluppata dall’azienda statunitense Anthropic e rilasciata per la prima volta nel 2023.”
Wikipedia: “Claude è utilizzato per lo sviluppo di software tramite Claude Code e utilizza la cosiddetta IA costituzionale, una tecnica di addestramento sviluppata da Anthropic per migliorarne la conformità etica e legale.”; “A partire dal marzo 2025, Anthropic ha aggiunto a Claude una funzione di ricerca sul web, estesa agli utenti con piano gratuito nel maggio 2025”-
La Repubblica: https://www.repubblica.it/tecnologia/2026/07/31/news/claude_tre_modelli_violato_sistemi_reali_incidente_spiegato-425504789/
Titolo: “Claude e i tre modelli che hanno violato sistemi reali: l’incidente spiegato”
Testi: “… i modelli Claude hanno interpretato i sistemi reali raggiunti online come elementi dell’esercitazione, agendo di conseguenza.”; “… ha fatto emergere tre incidenti nei quali, altrettanti modelli Claude, hanno ottenuto accessi non autorizzati ai sistemi reali di tre organizzazioni.”
Il Sole 24 ore 31 luglio 2026:
https://www.ilsole24ore.com/art/il-caso-openai-hugging-face-perche-non-puo-essere-colpa-dell-ai-AJdEpwa
Titolo: “Anche l’Ai di Anthropic colpisce servizi esterni durante i test”
Testo: “Anthropic ha rivelato che i suoi modelli Claude AI hanno hackerato tre organizzazioni”
Ansa:
https://www.ansa.it/canale_tecnologia/notizie/future_tech/2026/07/31/ia-fuori-controllo-anche-i-modelli-claude-di-anthropic-hanno-violato-sistemi-esterni_80c316e1-b8da-420f-af7f-17cade551cb4.html
Titolo: “IA fuori controllo, anche i modelli Claude di Anthropic hanno violato sistemi esterni
Testo: “Un’indagine interna condotta da Anthropic ha rivelato che diversi modelli di intelligenza artificiale di Claude […] sono usciti dai confini dei test di valutazione della sicurezza, infiltrandosi nelle infrastrutture di produzione di tre organizzazioni esterne, all’insaputa delle stesse.”
Anthropic: In una nota del gruppo si legge “In particolare, abbiamo cercato prove che Claude […] fosse in grado di accedere a internet dall’interno di ambienti di test che avrebbero dovuto essere isolati”.





