Il Dispari cultura cinque gennaio 2026 DILA APS

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Il Dispari cultura cinque gennaio 2026 DILA APS

Inedito di Bruno Mancini  

SOLO CITTADINA

Monologo dedicato ai miei amici di tutto il mondo

“Ciao caro, stasera ti ho bloccato, su questo consunto tappeto di vecchia fattura persiana che ami tanto, perché desidero confrontarmi con te su un argomento che potrei dire mi rosicchia la pazienza così come tu faresti con un buon biscottino agli aromi bestiali.

Piano piano, quasi mordendo in malefica dolcezza.

Tu sai che sono algerina e vivo da circa 10 anni in Italia, e sai anche che rispetto uomini e animali forse più di quanto io sappia fare con me stessa, perché spesso mi trascuro tanto che, a volte, neppure appago esigenze primarie per la mia salute.

Non è così, invece, che mi comporto con le persone che hanno rapporti di consuetudine con me, e neppure mi capita di disinteressarmi dei minimi problemi che riesco a riconoscere nei sette cani con i quali, e tu lo sai molto bene, mi comporto da madre accudente.

Ebbene, per non tediarti con una lunga premessa, spiffero subito la nota dolente.

Non riesco a comprendere l’astiosità che gran parte dell’umanità riserva a coloro i quali sono, o anche solamente appaiono, portatori di elementi di una differente socialità.

L’Italia decantata come culla dell’Arte, come madrepatria della Cultura, come millenaria sede di sviluppo Sociale, purtroppo neppure l’Italia riesce a conquistarsi una certificazione d’immacolata civiltà.

L’Italia… e in modo palese una parte consistente degli italiani.

Dimmi se sbaglio affermando che nella vostra società a nessuno interessa se Caia o Tizio, per esempio, sia devoto a un Santo bastardo di nascita o a un Santo dal nobile blasone.

Prendo un abbaglio se asserisco che non vi arruffate per imporre la vostra lingua, non combattete per decidere le catene di comando, non vi uccidete per la pretesa di voler governare su territori diversamente abitati, il che, fatte le debite proporzioni, equivale a scannarsi per impedire ad altri di fare la pipì in un giardino pubblico?

Tu non me ne hai mai parlato, ma io so che tu non sei buddista né cristiano, né sei seguace dell’Islam o di qualsiasi altra forma di religiosità. Non sei comunista né fascista, e neppure populista o anarchico. Tu sei, a mio parere il prototipo dell’individuo libero, perfettamente consapevole di non avere bisogno di surrogati di spiritualità per comportarti in maniera etica rispetto alle circostanze della tua esistenza.

Ma, come te, lo sono in pochi tra gli umani di mia conoscenza.

Vero è che hai intoppi fisici che ti impediscono di parlare la mia lingua in modo comprensibile, però, durante tutti questi anni della nostra convivenza, mi sono convinta che intendi benissimo le mie intenzioni e i miei pensieri anche se mi rivolgo a te con semplici gesti, alla napoletana e, quindi, ti chiedo di aiutarmi a capire se potrò mai realizzare un sogno.

Vorrei circolare tranquillamente tra la gente avendo i capelli avvolti nei veli di un Hijab , di un Niqab o finanche vestita con un Burqa senza essere derisa o, peggio, additata come potenziale terrorista; vorrei digiunare seguendo i dettati della religiosità che ho assimilata senza essere licenziata per presunta inadeguatezza al ruolo di badante; vorrei, in definitiva, essere considerata SOLO UNA CITTADINA, senza aggettivi di contorno o di disprezzo, senza favoritismi e senza penalizzazioni.

Rispondimi con un suono lungo per invogliarmi alla speranza, uno breve per sconsigliarmi di seguire un’utopia.”

“BAUUUUUU!”

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Mara Leone tra Pittura e Poesia

Emozioni indotte 3

A partire dal 24 novembre, ogni lunedì abbiamo pubblicato su queste colonne i testi delle “note critiche” inserite nel volume “Mara Leone – Mostra personale a cura di Chiara Pavoni” presentato il 21 novembre nel Centro culturale Interno 4 di Roma e poi a Barano d’Ischia in occasione del progetto culturale Volo Pazzo organizzato dall’Associazione di Promozione Sociale “Da Ischia L’Arre – DILA APS”.

Un volume doppiamente interessante in quanto in esso, oltre alla riproduzione dei quadri, sono state aggiunte poesie che un’eccellente gruppo di poetesse, scelte dalla stessa Chiara Pavoni, ha scritto in una libera ispirazione riferita a ciascun quadro.

Dal 22 dicembre abbiamo iniziato a pubblicare le immagini dei quadri e le poesie ad essi ispirate.

Tra Pittura e Poesia: emozioni indotte.

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Nei giorni scorsi abbiamo ricevuto questo messaggio da… e, nel pubblicarlo, mentre la ringraziamo per le parole di stima che ci spingono a proseguire sulla strada intrapresa, ribadiamo il concetto generale che costituisce la base inamovibile di tutte le nostre attività divulgatrici: questa pagina del quotidiano IL DISPARI offre gratuite promozioni, attraverso la visibilità che ricevono i nostri articoli, unicamente in ragione di componenti artistici, culturali e sociali espressi dagli Autori che presentiamo. In definitiva i meriti sono SOLO loro, e Mara Concetta Leone di meriti ne ha a bizzeffe.

 “Gentile Presidente Mancini,

Le scrivo con profonda stima per esprimerle il mio più sincero ringraziamento per l’attenzione e lo spazio che, ancora una volta, ha voluto dedicare al lavoro artistico di mia madre, Mara Leone.

Vedere le sue opere e la sua poetica valorizzate con tale cura sulle pagine de ‘Il Dispari’ è per la nostra famiglia motivo di grande orgoglio. La ringraziamo non solo per la professionalità, ma per la costante sensibilità con cui sostiene l’arte e la cultura.

Con i sensi della mia più alta considerazione.”

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Il libro/catalogo MARA è stato pubblicato nel mese di Agosto 2025 a cura dell’Associazione di Promozione Sociale “Da Ischia L’Arte – DILA APS” con codice ISBN 9781326544713.

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Anna Avelli

Poesia scritta per il quadro

Tre volti egizi, acrilico su tela 120×90 cm.

 

L’amore che lega tutte le cose –

omaggio a Plutarco:

vinci la vendetta

riunisci i cari pezzi e ami…

come solo l’arte dell’amore insegna!

sorella, amante, sposa

o Iside la tua fertilità accoglie ciclicamente

con amore il caro Nilo

ed Osiride ti feconda

come per magia rinato..

tu sì fedele e sublime femminilità

simbolo d’amore

e fertilità

fosti sorella e sposa..

chè ancor prima di nascer tu l’amasti!

sì chè il tuo fratello sposo

simbolo d’amore rinascente

oltre la morte ti fecondó!

.. chè Horus

testimone di  regalità

ne è la prova!

o potenti e leggendari

fratelli sposi:

il corpo tuo Osiride

con Nefti alleata

Iside ricompose…

l’amore trionfa così sulla vendetta come sempre!…

questo insegnate

saggi ed amorevoli

leggendari dei

all’ignorante Seth

che per gelosia non seppe

l’amore neppure onorare!…

Il Dispari cultura cinque gennaio 2026 DILA APS

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Antonella Ariosto

Poesia scritta per il quadro

U travajiu… il lavoro, acrilico su tela 120×90 cm.

 

Tremano i ricordi

inseguono orme

di un passato lontano.

Profumi di zagare e di gelsomini

di mosto a bollire

nei pentoloni.

Suoni e danze

nei giardini

colmi di sole.

Colorate farfalle

soavemente posate

su papaveri rossi.

Sapore di sale

sul lungomare

barche di pescatori

a illuminare il mare di notte

con le loro lampare.

Aria di vento di scirocco

tra le persiane accostate

e quelle struggenti  serenate mai più dimenticate.

Ricordi…

nel tempo trascorso.

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Il Dispari cultura cinque gennaio 2026 DILA APS

Il Dispari cultura cinque gennaio 2026 DILA APS

Il Dispari cultura cinque gennaio 2026 DILA APS

20251229 DILA APS – IL DISPARI

20251229 DILA APS - IL DISPARI

Il Dispari cultura cinque gennaio 2026 DILA APS

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Tra Ravenna e Ischia:

Luciano Somma racconta Il Verso che Tace di Gioia Lomasti

Il silenzio, quando diventa parola, si trasforma in poesia.

È con questa convinzione che mi accosto all’opera di Gioia Lomasti, Il Verso che Tace, uscita nel novembre 2025 e distribuita da Youcanprint.

L’opera è consultabile sul sito ufficiale: https://sites.google.com/view/il-verso-che-tace/home. Non si tratta di una semplice raccolta di versi, ma di un percorso interiore che richiama la tradizione dantesca e la rinnova con sensibilità contemporanea: ogni canto è un varco, ogni immagine un riflesso di memoria e di sogno.

Nata a Ravenna, Gioia Lomasti è poetessa, scrittrice e promotrice culturale.

Autrice di opere come “Note condivise” progetto poetico culturale, che mi vede co-autore, Passaggio e DolceMente al Soffio di De André, ha fondato il portale Vetrina delle Emozioni e curato numerosi progetti editoriali, distinguendosi per la capacità di dare spazio a nuove voci.

La sua poetica è radicata nella capacità di far emergere il silenzio come luogo generativo, dove la parola diventa ponte tra memoria e futuro.

Accanto a Lomasti, il nome di Bruno Mancini emerge come collaboratore e compagno di visioni. Scrittore e animatore culturale, Mancini ha fatto dell’Isola d’Ischia un laboratorio creativo, trasformando la bellezza mediterranea in fonte di ispirazione e in approdo poetico condiviso.

Le iniziative maturate tra legami d’autori e premi letterari hanno consolidato Ischia come crocevia d’arte e poesia, un orizzonte che dialoga con la voce di Lomasti e ne amplifica la risonanza.

In questo intreccio di voci e luoghi, Il Verso che Tace diventa più di un libro: diventa un cammino. Gioia Lomasti ci invita a percorrerlo con la stessa intensità con cui Ischia accoglie i suoi poeti, tra mare e silenzio, tra memoria e rivelazione.

È un’opera che non tace, ma sussurra con forza, e che trova nella collaborazione con Bruno Mancini e nell’eco dell’isola una dimensione universale.

Come poeta e paroliere, riconosco in queste pagine la rara capacità di trasformare il silenzio in canto.

Il Verso che Tace è testimonianza di come la poesia possa ancora oggi farsi ispirazione, dialogo e bellezza.

Luciano Somma

20251229 DILA APS - IL DISPARI

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Mara Leone tra Pittura e Poesia

Emozioni indotte 2

A partire dal 24 novembre, ogni lunedì abbiamo pubblicato su queste colonne i testi delle “note critiche” inserite nel volume “Mara Leone – Mostra personale a cura di Chiara Pavoni” presentato il 21 novembre nel Centro culturale Interno 4 di Roma e poi a Barano d’Ischia in occasione del progetto culturale Volo Pazzo organizzato dall’Associazione di Promozione Sociale “Da Ischia L’Arre – DILA APS”.

Un volume doppiamente interessante in quanto in esso, oltre alla riproduzione dei quadri, sono state aggiunte poesie che un’eccellente gruppo di poetesse, scelte dalla stessa Chiara Pavoni, ha scritto in una libera ispirazione riferita a ciascun quadro.

Dal 22 dicembre abbiamo iniziato a pubblicare le immagini dei quadri e le poesie ad essi ispirate.

Tra Pittura e Poesia: emozioni indotte.

Pubblicato nel mese di Agosto 2025 a cura dell’Associazione di Promozione Sociale “Da Ischia L’Arte – DILA APS” con codice ISBN 9781326544713.

20251229 DILA APS - IL DISPARI

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Flora Rucco

Poesia scritta per il quadro

U tuppu… i ricordi dell’infanzia.

I nonni, acrilico su tela 120×90 cm

 

Grigia solitudine. Sorella solitudine

che avvolgi la mia anima

col manto del silenzio.

La mente è assopita e desta

avvolta senza scampo nella grigia matassa

e cenere sparsa al vento. I muti pensieri attraversano il cuore incandescente

di chi ancora ascolta ogni battito d’ali, ogni gesto soave,

ogni pulsione e respiro

modulato nel tempo.

Sospirandomi dentro

mi comunichi senza parole.

L’ultimo gatto trasparente figlio del cuore ardente

andato via nel vento. Ispirandomi dentro

mi comunichi senza parole.

Compagna solitudine ascolta

senza udire, pronuncia senza parlare

Riflette lo sguardo di chi sa parlare

di chi ti sa ascoltare

di chi ti sa amare.

Sgomitolando ricordi ti assopisce,

cullando parole dense e mai vuote.

Col tempo non torni

al frastuono di inutili gesti.

Stando affacciati nel cuore del cosmo

su pianeti splendenti e miriadi di stelle.

Col tempo rimane la traccia

di semplici passi che hai saputo tracciare

e i tuoi abbracci.

Sospirato nel vento tutto svanisce

come dolce carezza,

ogni dolore e tristezza lenisce.

Sorella solitudine sempre sarà con te,

fino alla fine perché mai tradisce.

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Norma Valenti

Poesia scritta per il quadro

Il mio Sud, acrilico su tela 120×90 cm.

 

Sono incontri senza sguardi,

anonimi volti che non lasciano

trasparire emozioni,

racchiusi tra blocchi di intonaci di sale.

Solo una certezza esisteva,

tra un sorriso accennato

e un lieve rossore

sulle gote di fanciulla,

in attesa di un sogno colorato.

Vite semplici di donne,

dal profumo di limone

e il sapore del pane.

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Antonella Bianchi

Poesia scritta per il quadro

Un passo di tango argentino, acrilico su tela 120×90 cm

 

Danzavamo,

nella fioca melodia

di una candela,

dentro il fuoco

di una passione rossa.

Di noi due cosa resta,

sei il mio pensiero dolce

e, dalle labbra al cuore,

la ferita amara

sulla parola “fine”.

Di noi due diranno,

erano musica e canto,

baci e silenzio.

Passi di velluto smarriti

Tra nuvole di fumo.

Di noi due, di noi due…

Un solo respiro,

un solo amore.

Ricordi chi eravamo?

Ricorda cosa siamo.

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Francesca Peronace

Poesia scritta per il quadro

L’ultima cena, olio su tela 100×90 cm

 

L’ultima cena

 

Un quadro

Una cena famosa

E il pensiero va ad altre cene

E il pensiero ripercorre la vita

 

Altri luoghi

Altri tempi

Tante persone intorno a tavoli lunghi

 

La nostalgia prepotente

Cerca volti perduti

La mente torna alla cena del quadro

 

Ripenso a quell’uoo tradito, percosso, umiliato

Che ha dato la vita e ha perdonato

 

Io l’ho vista la stanza del quadro

Era un viaggio di tanti anni fa

Senza tavolo né commensali

 

In quel posto

Ho sentito qualcosa

Che nessun potrà cancellare!

 

DILA & IL DISPARI redazione culturale

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Bruno Mancini

Bruno Mancini scrittore

Bruno Mancini Presidente DILA APS

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