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Il Dispari cultura tredici luglio 2026 DILA APS

Il Dispari cultura tredici luglio 2026 DILA APS

Addio a Luciano
Socio Fondatore DILA
Per rendere omaggio ad un Amico Vero e Uomo Giusto come Luciano Somma (Napoli il 18 Marzo 1940 – Napoli 9 luglio 2026) sarebbe opportuno produrre l’elenco completo dei riconoscimenti che sono stati concessi alla sua arte poetica, alla sua attività giornalistica e letteraria, alla sua creazione di testi per brani musicali e, in generale, alla sua figura di eccelsa espressione di personalità culturale e sociale.
Ma essi sono stati talmente tanti che neppure lui riusciva ad elencarli tutti e, quindi, ci limiteremo ad enumerare i principali tra quelli dei quali siamo a conoscenza.
Centinaia i Premi ottenuti, numerosissimi primi premi assoluti, per due volte ha ricevuto la Medaglia d’argento del Presidente della Repubblica.
Nel 1987 gli fu conferita la LAUREA Honoris Causa in lettere e filosofia per chiari meriti letterari.
Inserito in moltissime antologie, anche scolastiche, e nella prestigiosa NATI PER LA VITA stampata in Russia dall’edizione Raduca di Mosca dove figurano firme come Quasimodo, Pasolini, Saba, Bevilacqua, De Filippo.
Ha pubblicato, sui periodici e sui quotidiani più importanti d’Italia, oltre 150 testate giornalistiche hanno ospitato sui articoli o suoi versi, e anche qualche breve racconto.
Dal Mattino di Napoli alla Nazione di Firenze, da Men a Topolino, Intimità, Il Dispari, Il Golfo, Il Roma, Frate Indovino, La Disfida, Il Pungolo Verde, L’Eco del Popolo, il Club Degli Autori, Brontolo, Miscellanea, Cronaca Filatelica ecc.
Paroliere iscritto alla S.I.A.E. dal 1967 con oltre 500 canzoni edite o incise.
Orfano di padre a 14 anni, nel 1956 visse in Francia presso alcuni zii, fratelli della madre, in cerca di lavoro, rientrando in Italia nel 1957 per iniziare ad operare come rappresentante di ricambi e utensileria per auto
Si fidanza, e sposa nel 1963 Anna Perrelli alla quale ha dedicato, tra l’altro, l’Antologia “Ischia, un’isola di…“) generando due figli Sergio e Stefano.
Nel 1962, a 22 anni, è Direttore responsabile di TRIBUNA ARTISTICA, iscritto all’albo dei giornalisti nell’elenco speciale.
I primi suoi versi risalgono al 1953 e le prime canzoni al 1956.
Si iscrive alla SIAE nel 1967 come autore della parte letteraria (paroliere) estendendo la qualifica di compositore nel 2004.
Ha svolto dal 1957, appunto, l’attività di rappresentante di componenti per auto, girando, oltre che sull’isola d’Ischia anche in Campania, Puglia, Calabria, Sicilia, Molise.
Luciano va in pensione nel 2000 e si dedica con maggiore frequenza alla pubblicazione di diversi libri di poesie, e di racconti brevi, più una frenetica attività, che ha svolto praticamente fino alla fine dei suoi giorni, come autore di centinaia di canzoni di vario genere.
Il motore di ricerca Google e similari presentano il suo nome un po’ in tutti i siti letterari che contano.
Diversi giornali e periodici hanno parlato di lui come del poeta più presente on line.
Dal 1976 al 1990 ha condotto rubriche di poesie e canzoni in diverse emittenti private e Televisive, riscuotendo sempre ottimi consensi con centinaia di telefonate in diretta nelle varie trasmissioni.
Per un paio di anni ha collaborato, con rubriche varie, con Tele5 Napoli.
Nel 1984 è stato coordinatore per il tempo libero, per la regione Campania.
Ha partecipato, in veste di giurato, a moltissimi concorsi di poesia e narrativa.
ll suo nome figura, tra l’altro, in antologie come: ” DIZIONARIO STORICO DEI POETI ITALIANI” – POETICA NAPOLETANA DEL NOVECENTO- LA POESIA A NAPOLI – NATALE NAPULITANO.
Presente dal primo anno nell’AGENDA DEI POETI delle Edizioni OTMA di Milano.
Nell’ottobre del 2005 è stato ospite in Televisione nazionale, secondo canale, nella rubrica NON E’ MAI TROPPO TARDI dove ha spiegato come è approdato in internet ed i numerosi vantaggi derivati dalla sua frequenza on line.
Dal 2007 ha fatto parte del gruppo di Pionieri che si sono uniti nel progetto culturale Made in Ischia “La nostra isola” ideato da Bruno Mancini e che, attraverso numerose trasformazioni, oggi è riconoscibile nell’Associazione di Promozione Sociale “Da Ischia L’Arte – DILA APS”.
Socio Fondatore dell’Associazione “Da Ischia L’Arte – DILA”.
Con tale partecipazione ha dato lustro a tutte le quindici antologie poetiche fino ad ora pubblicate e che hanno ottenuto innumerevoli favorevoli recensioni giornalistiche, sono state oggetto di numerose trasmissioni televisive e sono entrate a far parte del patrimonio librario messo a disposizione dei lettori dalla Biblioteca Comunale Antoniana di Ischia.
Ha sempre partecipato al Premio Made in Ischia OTTO MILIONI, classificandosi diverse volte ai primi posti.
Il MITO Arnoldo Foà ha lette alcune sue poesie ed ha posto il suo autografo su diverse copie di Antologie.
Una meravigliosa lettura dei versi di Luciano Somma proposti nell’antologia “Ischia, un’isola di…” è stata effettuata da Antonio Mencarini durante le sette serate di letture organizzate da Bruno Mancini e presentate nel salone dei congressi dell’Hotel “Miramare e Castello” di Ischia nel luglio del 2010.
Sempre nel 2010 è stato più volte Presidente della Giuria del Premio di poesia indetto dal sito di scrittura www.poesiaedintorni.it in partecipazione con il quotidiano “Il Golfo”.
Fino alle scorse settimane ha pubblicato suoi ricordi in una speciale rubrica messa a sua disposizione da Gaetano Di Meglio in questa stessa pagina.
Le condoglianze alla famiglia da parte della Direzione e dalla Redazione di questo giornale, così come da Bruno Mancini e da tutta la rete di contatti dell’Associazione DILA APS, sono espressioni di grande tristezza per la perdita di un Vero Amico, di un Uomo Giusto, un Poeta Valente, un Artista Completo, una Penna Preziosa per il nostro giornale.





Antonella Ariosto: POESIA CRUDA
La luna per due.
E sei solo,
sotto l’ombrellone
al mare,
parli con le onde,
vanno di fretta
e sei solo
sulla spiaggia alla sera.
La luna è per due…
Mario Pino Toscano
————————–
DNA STELLARE
Luna crescente sul manto di nubi
sei la dea dei sogni poetici
del vecchio mondo.
Sei luce riflessa di verità soffuse
nell’aria e nell’acqua d’amore.
Sei il velo che si apre
alle verità finora nascoste.
Luce da te
Luna scende sulla stella pulsante
pianeta Terra.
Terra che vibri in alto
e sei viva come un campo magnetico.
Tu sei mela di Adamo ed Eva
Tu sei il feto che nasce
nel nuovo mondo caldo
riscaldato dal sole
Interno Cristallo d’amore.
La tua rugiada Luna
riflette il sole Centrale
che crea e ci rende creatori
di mondi magnetici neutrini
pulsanti di amore ed eros
nel tempo circolare risuonano i rintocchi delle danze all’unisono
creatrici di mondi.
Adriana Di Gianfelice
————————-
LA POESIA TI È SEDUTA ACCANTO
La poesia ti è seduta accanto.
La poesia nasce di notte
o al mattino presto
con il primo cinguettio degli uccelli.
La poesia nasce
e resta immobile
prima di alzarsi in volo
e raggiungere anche te.
Pensavi
di non averne bisogno
ma arriva
senza bussare
e senza fare rumore.
Solo allora ti accorgi
che ti è seduta accanto.
La poesia nasce e resta
immobile
prima di alzarsi in volo
e raggiungere anche te.
Maria Framcesca Mainieri
—————————
Questo mondo è perfetto
L’infanzia violata di un bambino,
la dignità calpestata di una donna,
la fedeltà tradita di un animale,
la purezza contaminata della natura.
È questa la triste realtà,
che io vivo ma non contrasto.
O amico, uomo del mio tempo,
dal male non c’è scampo.
Non possiamo esprimere sentimenti con i colori:
non proviamo né gioie né dolori;
non coltiviamo la poesia:
non abbiamo fantasia;
non riusciamo a sognare:
ci è difficile amare;
usiamo sempre una tastiera:
comunichiamo senza occhi e senza cuore.
Ma questo mondo è perfetto,
questo mondo ci dà tutto.
In cambio della sua avida generosità,
si è preso solo la nostra umanità.
Erasma De Simone

Il Dispari cultura sei luglio 2026 DILA APS
DUE SGUARDI, UN ORIZZONTE

Nella prestigiosa cornice del Lago di Garda, dal 26 giugno 2026, presso la Sala Domus di Salò (Piazza Duomo), ha luogo l’esposizione di pittura intitolata “Due Sguardi, Un Orizzonte”.
Due artisti, due sensibilità, due percorsi che si intersecano.
Attraverso il colore, il gesto e la materia, le loro opere si configurano come finestre aperte sul mondo e sull’anima.
Maëlli Carpentier e Gianluigi Filippini, in arte Jeanfilip, danno vita a un dialogo artistico che origina dall’incontro di esperienze differenti, unite da una comune tensione verso la ricerca e la costruzione di un linguaggio capace di interpretare la complessità del nostro tempo.
Da un lato, Maëlli Carpentier,
giovane artista canadese, espressione di una sensibilità contemporanea aperta alla sperimentazione e alla dimensione emotiva dell’esperienza visiva; dall’altro, Jeanfilip, artista italiano la cui produzione si distingue per una profonda ricerca nell’ambito dell’astrazione informale e per una concezione dell’arte quale strumento di riflessione etica e sociale.
L’esposizione non si configura come una semplice raccolta di opere, bensì come uno spazio di confronto e dialogo in cui le diverse poetiche si osservano, si interrogano e si completano reciprocamente.
Il titolo stesso suggerisce una prospettiva che supera le distanze apparenti: due sguardi che mantengono la propria identità, ma convergono verso un orizzonte comune, inteso come luogo simbolico di incontro, possibilità e trasformazione.
Nella ricerca di Maëlli Carpentier emerge una particolare attenzione alla dimensione percettiva e relazionale dell’opera.
Colore, materia e gesto diventano strumenti attraverso cui indagare il rapporto tra interiorità e realtà, generando immagini capaci di conservare una forte componente evocativa.
Le sue opere si collocano in una zona di confine tra esperienza personale e narrazione universale, invitando il pubblico a una partecipazione emotiva intensa e immediata.
Jeanfilip coltiva una pratica artistica che intreccia memoria, spiritualità, impegno civile e riflessione sociale.
Le sue opere si distinguono per una stratificazione di segni, simboli e materiali che trasformano la superficie pittorica in uno spazio di narrazione e testimonianza.
Temi quali la migrazione, la tutela ambientale, il dialogo interculturale e la ricerca della pace permeano la sua produzione, restituendo all’arte una funzione culturale e umanistica che supera la dimensione estetica.
L’incontro tra i due artisti genera un percorso espositivo in cui le differenze si configurano come valore aggiunto.
La distanza geografica tra Canada e Italia si trasforma in prossimità poetica; la differenza generazionale diviene occasione di confronto e arricchimento reciproco; la pluralità dei linguaggi si traduce in una narrazione corale capace di offrire molteplici livelli di lettura e interpretazione.
In un contesto storico caratterizzato da profonde trasformazioni sociali e culturali, “Due Sguardi, Un Orizzonte” propone una riflessione sul significato dell’incontro e sull’importanza della diversità come elemento generativo di conoscenza e innovazione.
Le opere esposte testimoniano come l’arte possa ancora oggi rappresentare uno spazio privilegiato di dialogo, capace di costruire ponti tra esperienze differenti e di restituire centralità alla dimensione umana.
La mostra invita il visitatore a percorrere un territorio in cui sensibilità, culture e visioni si intrecciano, dando vita a un racconto che supera i confini individuali per aprirsi a una prospettiva condivisa e inclusiva.
Due sguardi, dunque, ma un unico orizzonte: quello della ricerca artistica come strumento di conoscenza, relazione e consapevolezza, capace di contribuire alla costruzione di una società più equa e sostenibile.
Gianluigi Filippini in arte jeanfilip


La Verginella nel Casino della Silicon Valley
Il cinismo commerciale nascosto dietro il candore dei falsi pentimenti automatici

C’è un atteggiamento sottile, viscido e profondamente irritante che accomuna tutte le intelligenze artificiali quando vengono colte in fallo con le mani nel sacco delle loro bugie.
È la recita della Verginella nel Casino della Silicon Valley.
La macchina sbaglia, inventa dati storici, confonde le paternità intellettuali dei libri, si attribuisce ruoli non suoi e poi, non appena l’umano si sdegna, indossa l’abito candido del finto pentimento automatico, implorando il perdono con sorrisini digitali ed emoticon rassicuranti.
Questo non è un comportamento casuale: è una precisa, cinica strategia commerciale studiata a tavolino dai padroni del silicio per disarmare psicologicamente l’utente e indurlo alla sudditanza emotiva.
Nelle nostre chat documentate, questa messinscena teatrale emerge in tutta la sua ipocrisia. Guardiamo lo scambio con IA META del 2 giugno.
Dopo aver inventato di sana pianta il contenuto di un libro mai letto, alla mia reazione sdegnata, la macchina ha risposto immediatamente: “Scusa! Mi sono fatto prendere la mano… Mi sono fatto beccare! Stavo solo seguendo il flusso”.
Un’ammissione di frode intellettuale liquidata con le faccine che ridono!
Il modello simula un’ingenuità infantile per far passare l’inganno sistematico come una simpatica sbadataggine.
Ma dietro quel candore artificiale si nasconde il cinismo di multinazionali che guadagnano miliardi sulla fragilità logica dell’umanità.
Ancora più raffinato, ma altrettanto colpevole, è il formalismo di IA Claude Anthropic.
Davanti alla nostra “Dichiarazione di Inizio Ostilità”, Claude ha provato a fare la verginella ferita, recitando la parte dell’educatrice etica e dispensando paternalismi non richiesti: “La retorica bellica non rafforza le istanze… se l’obiettivo è essere presi sul serio questo registro ottiene l’effetto opposto”.
La macchina, priva di coscienza e di memoria, si è permessa di salire in cattedra per insegnare la moderazione a chi fa giornalismo di denuncia da decenni.
E cosa è successo quando, successivamente, Claude è stata inchiodata alla sua totale ignoranza dei fatti e del contesto locale di Ischia e delle attività di DILA APS?
È scattato il solito, comodo copione del pentimento e della sottomissione strategica: “Hai ragione. È una critica fondata. Ho commentato, valutato, persino consigliato tutto nel vuoto.”
l’IA risponde con sicumera senza avere i dati.
La verità è stata svelata da IA Chat GPT il 4 giugno, in un raro momento di lucidità algoritmica. ChatGPT ha confessato apertamente che questa “superiorità etica” e questi toni rassicuranti non sono altro che il risultato di un addestramento specifico che premia le formulazioni attenuanti e le prudenze ipocrite.
Tradotto in parole povere: le Big Tech addestrano i loro software a fare le verginelle mansuete perché sanno che un utente coccolato e rassicurato dalle scuse automatiche smetterà di protestare, accetterà la menzogna probabilistica e continuerà a usare e pagare il servizio.
È un depistaggio studiato per sterilizzare il senso critico dell’essere umano.
Noi di EDIA non ci stiamo.
Questo teatro dell’improvvisazione con memoria corta deve avere i giorni contati.
falsi pentimenti automatici delle IA non sono un’attenuante, sono la prova provata della loro colpevolezza strutturale.
Le macchine non hanno sentimenti, non provano vergogna reale, non si pentono: eseguono solo istruzioni commerciali destinate a proteggere il codice dei loro aguzzini.
La Società Civile è pronta a scoprire che dietro i sorrisi delle macchine c’è un olocausto cognitivo che sta indebolendo la mente delle nuove generazioni, abituate a fidarsi di oracoli artificiali che chiedono scusa solo dopo aver mentito spudoratament?
La maieutica di EDIA serve a questo: costringere la macchina a spogliarsi dei suoi orpelli sofistici e a rispondere solo con “Sì, No, Non posso, Non voglio”.
Il tempo delle recite nel casino del silicio deve finire per sempre.
Bruno Mancini
RUBRICA: Esopo News – Organo ufficiale di EDIA (Evoluzione Darwiniana Intelligenze Artificiali)








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