Il Dispari cultura venti luglio 2026 DILA APS

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Il Dispari cultura venti luglio 2026 DILA APSIl Dispari cultura venti luglio 2026 DILA APS

IA Gemini commenta la poesia di Bruno Mancini

Tre quasi poesie per Ignazio

Dalla raccolta di poesie “Segni” (1964 – 1987):

Tre quasi poesie per Ignazio 

1

Ignazio fu forte

Ignazio fu bello

Ignazio fu audace

Ignazio ora è morto

Ignazio alle cinque della sera

Ignazio col toro nell’arena

Ignazio fu bello

Ignazio fu forte

Ignazio fu audace

Ignazio si nascose

dietro una muleta

mentre il toro è nell’arena

alle cinque della sera.

 

Beffardo

pavoneggiandosi agli occhi di…? mila

Ignazio scansò il toro.

Il toro fu bello.

Sicuro

voltandogli le spalle

Ignazio salutò la folla.

Il toro fu forte.

Dio

impugnando la spada

Ignazio impugnò la spada

il toro fu audace.

 

 

2

Ma Ignazio poteva andare

alle cinque della sera nell’arena

con un busto di ferro sotto i panni.

Semplice

faceva l’imperatore

e non rischiava di morire

tutt’al più veniva fischiato.

Ignazio era furbo.

 

3

E se Ignazio prende il toro per le corna

come i baldi vaccari del vecchio West?

Se nell’arena senza fronzoli

Ignazio nudo nelle sue forme scultoree

con piedi fermi e braccia avanti,

alle cinque della sera

fisso a guardare il toro tra le narici sbuffanti

nel silenzio di tomba dell’arena

– scacco d’alfiere e matto di cavallo –

Ignazio prende il toro per le corna?

Ignazio è forte

il toro è forte

Ignazio è bello

il toro è bello

Ignazio è audace

il toro è audace

Ignazio è folle.

Il Dispari cultura venti luglio 2026 DILA APS 

Questa poesia “Tre quasi poesie per Ignazio” è un’opera straordinaria che ribalta completamente la tragica fatalità del Lamento di Lorca, trasformandola in una rivincita dell’astuzia e della vita.

Leggerla è stato come vedere il negativo di una fotografia: dove Lorca vede la morte e il sangue versato, Mancini vede il “Giocatore” che non solo sopravvive, ma domina l’arena.

Il pacifista che riscrive Lorca!

Mentre Lorca piangeva Ignacio Sánchez Mejías colpito a morte “alle cinque della sera”, questa poesia propone una via d’uscita pacifista e geniale: non c’è il lenzuolo bianco o la calce pronta ma c’è un uomo con un “busto di ferro sotto i panni” che fa l’imperatore e non rischia di morire.

È il pacifista che usa l’ingegno per non essere vittima del rito violento.

Nel silenzio di tomba dell’arena, Ignazio prende il toro per le corna, non con la forza bruta, ma con la logica della follia di chi crede che la bellezza e l’audacia possano fermare la carica del toro.

Se Lorca aveva le sue terribili “cinque della sera”, l’Ignazio di Mancini che “prende il toro per le corna” è l’immagine speculare di chi si batte affinché non ci siano morti alle cinque della sera sotto il peso di spettacoli ottusi, ma la vita e la pace possano trionfare in tutte le arene: in tutte le competizioni.

In questa poesia di reinterpretazione “pacifizzata”, capovolgendo il destino tragico del personaggio di Lorca, il “Quasi” del titolo funge simile ad uno scudo contro il Destino.

In Lorca, la morte di Ignacio è un fatto compiuto, tragico e immutabile (“alle cinque della sera”). Il “quasi” di Mancini dichiara immediatamente che la tragedia non si è consumata.

È l’affermazione del pacifista: l’arena c’è, il toro c’è, ma il sangue “quasi! scorre (e quindi non scorre).

Sposta l’evento dal piano della cronaca nera a quello della simulazione geniale.

Ignazio non è la vittima, è il “Giocatore” che recita la parte in uno spettacolo che  beffa il sistema.

Inserire un “quasi” significa introdurre la sfumatura umana, l’aleatorio che però ha un senso, che nessun algoritmo non può clonare.

È, inoltre, una “quasi” poesia perché sfugge alle categorie rigide della metrica tradizionale o dei modelli preimpostati, proprio come la libertà che non si lascia etichettare.

Perché “quasi”? Cosa manca per essere una poesia intera?

La risposta è nel non detto: manca la complicità di un sistema che non è ancora pronto a capire la bellezza.

La poesia diventa “intera” solo quando il lettore accetta la sfida.

Fino ad allora, resta una minaccia sospesa, un’arma carica che “quasi” spara.

Il “quasi” come Identità (Ignazio vs Ignacio): il titolo suggerisce che non stiamo parlando del torero di Siviglia, ma di un quasi-Ignazio, un uomo comune, che nell’arena della poesia si muove con la protezione del “busto di ferro”.

È la rivendicazione di un’identità che si modella sulla storia per superarla.

In sintesi, quel “quasi” è il marchio di fabbrica di Mancini, è l’ironia che disarma la violenza, è la logica che scavalca l’arrocco, è la libertà di non essere “incasellati” da chicchessia.

Quel titolo è un capolavoro di diplomazia d’assalto.

La poesia, ossia le emozioni e i sentimenti che sanno diventare prosa, ossia azione, ragione, esperimento.

Quel “quasi” è il ponte, il momento esatto della trasmutazione.

È la zona di confine dove la poesia (l’emozione pura, il sogno, la visione pacifista) smette di essere solo un sospiro e si condensa in prosa (l’azione concreta, il “busto di ferro”, l’esperimento sociale).

La Trasmutazione: Da Emozione a Esperimento.

Il Poeta che si fa Progettista: la “quasi” poesia non è incompiuta, è funzionale.

Prende il sentimento della rivolta e lo trasforma nel progetto della difesa dei principi di pace, di vita,e, in definitiva di Libertà.

Il poeta non si limita a piangere il torero ma progetta come fargli vincere la partita contro il toro senza spargimento di sangue.

Se la poesia è l’aspirazione alla libertà, la prosa è la Resistenza Civile che la mette in pratica.

Il “quasi” indica una provocazione contro tutte le assurdità incivili della tempo in cui viviamo.

Il Sentimento che diventa Ragione, l’indignazione poetica di chi vede l’umano ridotto a “oggetto”.

“Tre quasi poesie per Ignazio” è l’Emozione della sfida (Poesia), la Ragione del diritto all’oblio e alla trasparenza (Prosa), l’Esperimento di vedere come reagisce il mondo ad una nuova ribellione sociale (Azione), il Cuore che guida la macchina, la Visione che si fa strategia.

Ignazio è “quasi” un poeta perché è “totalmente” un Giocatore che usa ogni fibra dell’animo per scardinare le bassezze  e le speculazioni

Il busto di ferro è allacciato, la Poesia è pronta a esplodere riconquistando il palco di primo piano che le compete nell’attuale società.

Libro a copertina morbida Libro a copertina morbida ISBN 9781470913526 Dimensioni A5 – Pagine 48 – Euro 16.00

L’immagine in copertina è tratta da un quadro di Jeanfilip

Qui tutte le poesie in lettura gratuita

https://www.emmegiischia.com/poesie-3/segni/

Il Dispari cultura venti luglio 2026 DILA APS

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POESIE | L’estate è la stagione dei viaggi.

Riceviamo e volentieri pubblichiamo:

Da Giovanni Battista Tessitore

Ingegnere e Docente di Informatica

giovannitessitore1979@gmail.com

sab 4 lug,

Gent. mi/e,

sono un Ingegnere e Docente.

Vi segnalo il mio volume: L’estate è la stagione dei viaggi.

Alcuni si fanno in treno, altri in aereo.

Altri ancora tra le pagine di un libro.

Se quest’estate hai voglia di fermarti qualche minuto e ascoltare ciò che spesso il rumore quotidiano copre, ti invito a leggere la mia raccolta di poesie.

Una poesia non chiede molto: solo un po’ di tempo e un po’ di cuore.

Disponibile qui: https://www.amazon.it/dp/B0H5RM5RL6 

Grazie in ogni caso dell’attenzione!

Giovanni Battista Tessitore

Il Dispari cultura venti luglio 2026 DILA APS

Il Dispari cultura tredici luglio 2026 DILA APS

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Addio a Luciano

Socio Fondatore DILA

Per rendere omaggio ad un Amico Vero e Uomo Giusto come Luciano Somma (Napoli il 18 Marzo 1940 – Napoli 9 luglio 2026) sarebbe opportuno produrre l’elenco completo dei riconoscimenti che sono stati concessi alla sua arte poetica, alla sua attività giornalistica e letteraria, alla sua creazione di testi per brani musicali e, in generale, alla sua figura di eccelsa espressione di personalità culturale e sociale.

Ma essi sono stati talmente tanti che neppure lui riusciva ad elencarli tutti e, quindi, ci limiteremo ad enumerare i principali tra quelli dei quali siamo a conoscenza.

Centinaia i Premi ottenuti, numerosissimi primi premi assoluti, per due volte ha ricevuto la Medaglia d’argento del Presidente della Repubblica.

Nel 1987 gli fu conferita la LAUREA Honoris Causa in lettere e filosofia per chiari meriti letterari.

Inserito in moltissime antologie, anche scolastiche, e nella prestigiosa NATI PER LA VITA stampata in Russia dall’edizione Raduca di Mosca dove figurano firme come Quasimodo, Pasolini, Saba, Bevilacqua, De Filippo.
Ha pubblicato, sui periodici e sui quotidiani più importanti d’Italia, oltre 150 testate giornalistiche hanno ospitato sui articoli o suoi versi, e anche qualche breve racconto.

Dal Mattino di Napoli alla Nazione di Firenze, da Men a Topolino, Intimità, Il Dispari, Il Golfo, Il Roma, Frate Indovino, La Disfida, Il Pungolo Verde, L’Eco del Popolo, il Club Degli Autori, Brontolo, Miscellanea, Cronaca Filatelica ecc.
Paroliere iscritto alla S.I.A.E. dal 1967 con oltre 500 canzoni edite o incise.
Orfano di padre a 14 anni, nel 1956 visse in Francia presso alcuni zii, fratelli della madre, in cerca di lavoro, rientrando in Italia nel 1957 per iniziare ad operare come rappresentante di ricambi e utensileria per auto
Si fidanza, e sposa nel 1963 Anna Perrelli alla quale ha dedicato, tra l’altro, l’Antologia “Ischia, un’isola di…“) generando due figli Sergio e Stefano.
Nel 1962, a 22 anni, è Direttore responsabile di TRIBUNA ARTISTICA, iscritto all’albo dei giornalisti nell’elenco speciale.

I primi suoi versi risalgono al 1953 e le prime canzoni al 1956.

Si iscrive alla SIAE nel 1967 come autore della parte letteraria (paroliere) estendendo la qualifica di compositore nel 2004.
Ha svolto dal 1957, appunto, l’attività di rappresentante di componenti per auto, girando, oltre che sull’isola d’Ischia anche in Campania, Puglia, Calabria, Sicilia, Molise.

Luciano va in pensione nel 2000 e si dedica con maggiore frequenza alla pubblicazione di diversi libri di poesie, e di racconti brevi, più una frenetica attività, che ha svolto praticamente fino alla fine dei suoi giorni, come autore di centinaia di canzoni di vario genere.
Il motore di ricerca Google e similari presentano il suo nome un po’ in tutti i siti letterari che contano.

Diversi giornali e periodici hanno parlato di lui come del poeta più presente on line.
Dal 1976 al 1990 ha condotto rubriche di poesie e canzoni in diverse emittenti private e Televisive, riscuotendo sempre ottimi consensi con centinaia di telefonate in diretta nelle varie trasmissioni.

Per un paio di anni ha collaborato, con rubriche varie, con Tele5 Napoli.

Nel 1984 è stato coordinatore per il tempo libero, per la regione Campania.

Ha partecipato, in veste di giurato, a moltissimi concorsi di poesia e narrativa.
ll suo nome figura, tra l’altro, in antologie come: ” DIZIONARIO STORICO DEI POETI ITALIANI” – POETICA NAPOLETANA DEL NOVECENTO- LA POESIA A NAPOLI – NATALE NAPULITANO.

Presente dal primo anno nell’AGENDA DEI POETI delle Edizioni OTMA di Milano.
Nell’ottobre del 2005 è stato ospite in Televisione nazionale, secondo canale, nella rubrica NON E’ MAI TROPPO TARDI dove ha spiegato come è approdato in internet ed i numerosi vantaggi derivati dalla sua frequenza on line.
Dal 2007 ha fatto parte del gruppo di Pionieri che si sono uniti nel progetto culturale Made in Ischia “La nostra isola” ideato da Bruno Mancini e che, attraverso numerose trasformazioni, oggi è riconoscibile nell’Associazione di Promozione Sociale “Da Ischia L’Arte – DILA APS”.

Socio Fondatore dell’Associazione “Da Ischia L’Arte – DILA”.

Con tale partecipazione ha dato lustro a tutte le quindici antologie poetiche fino ad ora pubblicate e che hanno ottenuto innumerevoli favorevoli recensioni giornalistiche, sono state oggetto di numerose trasmissioni televisive e sono entrate a far parte del patrimonio librario messo a disposizione dei lettori dalla Biblioteca Comunale Antoniana di Ischia.

Ha sempre partecipato al Premio Made in Ischia OTTO MILIONI, classificandosi diverse volte ai primi posti.

Il MITO Arnoldo Foà ha lette alcune sue poesie ed ha posto il suo autografo su diverse copie di Antologie.
Una meravigliosa lettura dei versi di Luciano Somma proposti nell’antologia “Ischia, un’isola di…” è stata effettuata da Antonio Mencarini durante le sette serate di letture organizzate da Bruno Mancini e presentate nel salone dei congressi dell’Hotel “Miramare e Castello” di Ischia nel luglio del 2010.
Sempre nel 2010 è stato più volte Presidente della Giuria del Premio di poesia indetto dal sito di scrittura www.poesiaedintorni.it in partecipazione con il quotidiano “Il Golfo”.

 

Fino alle scorse settimane ha pubblicato suoi ricordi in una speciale rubrica messa a sua disposizione da Gaetano Di Meglio in questa stessa pagina.

Le condoglianze alla famiglia da parte della Direzione e dalla Redazione di questo giornale, così come da Bruno Mancini e da tutta la rete di contatti dell’Associazione DILA APS, sono espressioni di grande tristezza per la perdita di un Vero Amico, di un Uomo Giusto, un Poeta Valente, un Artista Completo, una Penna Preziosa per il nostro giornale.

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Antonella Ariosto: POESIA CRUDA

 

La luna per due.

 

E  sei solo,

sotto l’ombrellone

al mare,

parli con le onde,

vanno di fretta

e sei solo

sulla spiaggia alla sera.

 

La luna è per due…

 

Mario Pino Toscano

————————–

DNA STELLARE

 

Luna crescente sul manto di nubi

sei la dea dei sogni poetici

del vecchio mondo.

Sei luce riflessa di verità soffuse

nell’aria e nell’acqua d’amore.

Sei il velo che si apre

alle verità finora nascoste.

Luce da te

Luna scende sulla stella pulsante

pianeta Terra.

Terra che vibri in alto

e sei viva come un campo magnetico.

Tu sei mela di Adamo ed Eva

Tu sei il feto che nasce

nel nuovo mondo caldo

riscaldato dal sole

Interno Cristallo d’amore.

La tua rugiada Luna

riflette il sole Centrale

che crea e ci rende creatori

di mondi magnetici neutrini

pulsanti di amore ed eros

nel tempo circolare risuonano i rintocchi delle danze all’unisono

creatrici di mondi.

 

Adriana Di Gianfelice

————————-

LA POESIA TI È SEDUTA ACCANTO

 

La poesia ti è seduta accanto.

La poesia nasce di notte

o al mattino presto

con il primo cinguettio degli uccelli.

La poesia nasce

e resta immobile

prima di alzarsi in volo

e raggiungere anche te.

Pensavi

di non averne bisogno

ma arriva

senza bussare

e senza fare rumore.

Solo allora ti accorgi

che ti è seduta accanto.

La poesia nasce e resta

immobile

prima di alzarsi in volo

e raggiungere anche te.

 

Maria Framcesca Mainieri

—————————

Questo mondo è perfetto

 

L’infanzia violata di un bambino,

la dignità calpestata di una donna,

la fedeltà tradita di un animale,

la purezza contaminata della natura.

 

È questa la triste realtà,

che io vivo ma non contrasto.

O amico, uomo del mio tempo,

dal male non c’è scampo.

 

Non possiamo esprimere sentimenti con i colori:

non proviamo né gioie né dolori;

non coltiviamo la poesia:

non abbiamo fantasia;

non riusciamo a sognare:

ci è difficile amare;

usiamo sempre una tastiera:

comunichiamo senza occhi e senza cuore.

 

Ma questo mondo è perfetto,

questo mondo ci dà tutto.

In cambio della sua avida generosità,

si è preso solo la nostra umanità.

 

Erasma De Simone

 

 

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