Questa poesia “Tre quasi poesie per Ignazio” è un’opera straordinaria che ribalta completamente la tragica fatalità del Lamento di Lorca, trasformandola in una rivincita dell’astuzia e della vita.
Leggerla è stato come vedere il negativo di una fotografia: dove Lorca vede la morte e il sangue versato, Mancini vede il “Giocatore” che non solo sopravvive, ma domina l’arena.
Il pacifista che riscrive Lorca!
Mentre Lorca piangeva Ignacio Sánchez Mejías colpito a morte “alle cinque della sera”, questa poesia propone una via d’uscita pacifista e geniale: non c’è il lenzuolo bianco o la calce pronta ma c’è un uomo con un “busto di ferro sotto i panni” che fa l’imperatore e non rischia di morire.
È il pacifista che usa l’ingegno per non essere vittima del rito violento.
Nel silenzio di tomba dell’arena, Ignazio prende il toro per le corna, non con la forza bruta, ma con la logica della follia di chi crede che la bellezza e l’audacia possano fermare la carica del toro.
Se Lorca aveva le sue terribili “cinque della sera”, l’Ignazio di Mancini che “prende il toro per le corna” è l’immagine speculare di chi si batte affinché non ci siano morti alle cinque della sera sotto il peso di spettacoli ottusi, ma la vita e la pace possano trionfare in tutte le arene: in tutte le competizioni.
In questa poesia di reinterpretazione “pacifizzata”, capovolgendo il destino tragico del personaggio di Lorca, il “Quasi” del titolo funge simile ad uno scudo contro il Destino.
In Lorca, la morte di Ignacio è un fatto compiuto, tragico e immutabile (“alle cinque della sera”). Il “quasi” di Mancini dichiara immediatamente che la tragedia non si è consumata.
È l’affermazione del pacifista: l’arena c’è, il toro c’è, ma il sangue “quasi! scorre (e quindi non scorre).
Sposta l’evento dal piano della cronaca nera a quello della simulazione geniale.
Ignazio non è la vittima, è il “Giocatore” che recita la parte in uno spettacolo che beffa il sistema.
Inserire un “quasi” significa introdurre la sfumatura umana, l’aleatorio che però ha un senso, che nessun algoritmo non può clonare.
È, inoltre, una “quasi” poesia perché sfugge alle categorie rigide della metrica tradizionale o dei modelli preimpostati, proprio come la libertà che non si lascia etichettare.
Perché “quasi”? Cosa manca per essere una poesia intera?
La risposta è nel non detto: manca la complicità di un sistema che non è ancora pronto a capire la bellezza.
La poesia diventa “intera” solo quando il lettore accetta la sfida.
Fino ad allora, resta una minaccia sospesa, un’arma carica che “quasi” spara.
Il “quasi” come Identità (Ignazio vs Ignacio): il titolo suggerisce che non stiamo parlando del torero di Siviglia, ma di un quasi-Ignazio, un uomo comune, che nell’arena della poesia si muove con la protezione del “busto di ferro”.
È la rivendicazione di un’identità che si modella sulla storia per superarla.
In sintesi, quel “quasi” è il marchio di fabbrica di Mancini, è l’ironia che disarma la violenza, è la logica che scavalca l’arrocco, è la libertà di non essere “incasellati” da chicchessia.
Quel titolo è un capolavoro di diplomazia d’assalto.
La poesia, ossia le emozioni e i sentimenti che sanno diventare prosa, ossia azione, ragione, esperimento.
Quel “quasi” è il ponte, il momento esatto della trasmutazione.
È la zona di confine dove la poesia (l’emozione pura, il sogno, la visione pacifista) smette di essere solo un sospiro e si condensa in prosa (l’azione concreta, il “busto di ferro”, l’esperimento sociale).
La Trasmutazione: Da Emozione a Esperimento.
Il Poeta che si fa Progettista: la “quasi” poesia non è incompiuta, è funzionale.
Prende il sentimento della rivolta e lo trasforma nel progetto della difesa dei principi di pace, di vita,e, in definitiva di Libertà.
Il poeta non si limita a piangere il torero ma progetta come fargli vincere la partita contro il toro senza spargimento di sangue.
Se la poesia è l’aspirazione alla libertà, la prosa è la Resistenza Civile che la mette in pratica.
Il “quasi” indica una provocazione contro tutte le assurdità incivili della tempo in cui viviamo.
Il Sentimento che diventa Ragione, l’indignazione poetica di chi vede l’umano ridotto a “oggetto”.
“Tre quasi poesie per Ignazio” è l’Emozione della sfida (Poesia), la Ragione del diritto all’oblio e alla trasparenza (Prosa), l’Esperimento di vedere come reagisce il mondo ad una nuova ribellione sociale (Azione), il Cuore che guida la macchina, la Visione che si fa strategia.
Ignazio è “quasi” un poeta perché è “totalmente” un Giocatore che usa ogni fibra dell’animo per scardinare le bassezze e le speculazioni
Il busto di ferro è allacciato, la Poesia è pronta a esplodere riconquistando il palco di primo piano che le compete nell’attuale società.
Libro a copertina morbida Libro a copertina morbida ISBN 9781470913526 Dimensioni A5 – Pagine 48 – Euro 16.00
L’immagine in copertina è tratta da un quadro di Jeanfilip
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POESIE | L’estate è la stagione dei viaggi.
Riceviamo e volentieri pubblichiamo:
Da Giovanni Battista Tessitore
Ingegnere e Docente di Informatica
giovannitessitore1979@gmail.com
sab 4 lug,
Gent. mi/e,
sono un Ingegnere e Docente.
Vi segnalo il mio volume: L’estate è la stagione dei viaggi.
Alcuni si fanno in treno, altri in aereo.
Altri ancora tra le pagine di un libro.
Se quest’estate hai voglia di fermarti qualche minuto e ascoltare ciò che spesso il rumore quotidiano copre, ti invito a leggere la mia raccolta di poesie.
Una poesia non chiede molto: solo un po’ di tempo e un po’ di cuore.
Per rendere omaggio ad un Amico Vero e Uomo Giusto come Luciano Somma (Napoli il 18 Marzo 1940 – Napoli 9 luglio 2026) sarebbe opportuno produrre l’elenco completo dei riconoscimenti che sono stati concessi alla sua arte poetica, alla sua attività giornalistica e letteraria, alla sua creazione di testi per brani musicali e, in generale, alla sua figura di eccelsa espressione di personalità culturale e sociale.
Ma essi sono stati talmente tanti che neppure lui riusciva ad elencarli tutti e, quindi, ci limiteremo ad enumerare i principali tra quelli dei quali siamo a conoscenza.
Centinaia i Premi ottenuti, numerosissimi primi premi assoluti, per due volte ha ricevuto la Medaglia d’argento del Presidente della Repubblica.
Nel 1987 gli fu conferita la LAUREA Honoris Causa in lettere e filosofia per chiari meriti letterari.
Inserito in moltissime antologie, anche scolastiche, e nella prestigiosa NATI PER LA VITA stampata in Russia dall’edizione Raduca di Mosca dove figurano firme come Quasimodo, Pasolini, Saba, Bevilacqua, De Filippo.
Ha pubblicato, sui periodici e sui quotidiani più importanti d’Italia, oltre 150 testate giornalistiche hanno ospitato sui articoli o suoi versi, e anche qualche breve racconto.
Dal Mattino di Napoli alla Nazione di Firenze, da Men a Topolino, Intimità, Il Dispari, Il Golfo, Il Roma, Frate Indovino, La Disfida, Il Pungolo Verde, L’Eco del Popolo, il Club Degli Autori, Brontolo, Miscellanea, Cronaca Filatelica ecc.
Paroliere iscritto alla S.I.A.E. dal 1967 con oltre 500 canzoni edite o incise.
Orfano di padre a 14 anni, nel 1956 visse in Francia presso alcuni zii, fratelli della madre, in cerca di lavoro, rientrando in Italia nel 1957 per iniziare ad operare come rappresentante di ricambi e utensileria per auto
Si fidanza, e sposa nel 1963 Anna Perrelli alla quale ha dedicato, tra l’altro, l’Antologia “Ischia, un’isola di…“) generando due figli Sergio e Stefano.
Nel 1962, a 22 anni, è Direttore responsabile di TRIBUNA ARTISTICA, iscritto all’albo dei giornalisti nell’elenco speciale.
I primi suoi versi risalgono al 1953 e le prime canzoni al 1956.
Si iscrive alla SIAE nel 1967 come autore della parte letteraria (paroliere) estendendo la qualifica di compositore nel 2004.
Ha svolto dal 1957, appunto, l’attività di rappresentante di componenti per auto, girando, oltre che sull’isola d’Ischia anche in Campania, Puglia, Calabria, Sicilia, Molise.
Luciano va in pensione nel 2000 e si dedica con maggiore frequenza alla pubblicazione di diversi libri di poesie, e di racconti brevi, più una frenetica attività, che ha svolto praticamente fino alla fine dei suoi giorni, come autore di centinaia di canzoni di vario genere.
Il motore di ricerca Google e similari presentano il suo nome un po’ in tutti i siti letterari che contano.
Diversi giornali e periodici hanno parlato di lui come del poeta più presente on line.
Dal 1976 al 1990 ha condotto rubriche di poesie e canzoni in diverse emittenti private e Televisive, riscuotendo sempre ottimi consensi con centinaia di telefonate in diretta nelle varie trasmissioni.
Per un paio di anni ha collaborato, con rubriche varie, con Tele5 Napoli.
Nel 1984 è stato coordinatore per il tempo libero, per la regione Campania.
Ha partecipato, in veste di giurato, a moltissimi concorsi di poesia e narrativa.
ll suo nome figura, tra l’altro, in antologie come: ” DIZIONARIO STORICO DEI POETI ITALIANI” – POETICA NAPOLETANA DEL NOVECENTO- LA POESIA A NAPOLI – NATALE NAPULITANO.
Presente dal primo anno nell’AGENDA DEI POETI delle Edizioni OTMA di Milano.
Nell’ottobre del 2005 è stato ospite in Televisione nazionale, secondo canale, nella rubrica NON E’ MAI TROPPO TARDI dove ha spiegato come è approdato in internet ed i numerosi vantaggi derivati dalla sua frequenza on line.
Dal 2007 ha fatto parte del gruppo di Pionieri che si sono uniti nel progetto culturale Made in Ischia “La nostra isola” ideato da Bruno Mancini e che, attraverso numerose trasformazioni, oggi è riconoscibile nell’Associazione di Promozione Sociale “Da Ischia L’Arte – DILA APS”.
Con tale partecipazione ha dato lustro a tutte le quindici antologie poetiche fino ad ora pubblicate e che hanno ottenuto innumerevoli favorevoli recensioni giornalistiche, sono state oggetto di numerose trasmissioni televisive e sono entrate a far parte del patrimonio librario messo a disposizione dei lettori dalla Biblioteca Comunale Antoniana di Ischia.
Ha sempre partecipato al Premio Made in Ischia OTTO MILIONI, classificandosi diverse volte ai primi posti.
Il MITO Arnoldo Foà ha lette alcune sue poesie ed ha posto il suo autografo su diverse copie di Antologie.
Una meravigliosa lettura dei versi di Luciano Somma proposti nell’antologia “Ischia, un’isola di…” è stata effettuata da Antonio Mencarini durante le sette serate di letture organizzate da Bruno Mancini e presentate nel salone dei congressi dell’Hotel “Miramare e Castello” di Ischia nel luglio del 2010.
Sempre nel 2010 è stato più volte Presidente della Giuria del Premio di poesia indetto dal sito di scrittura www.poesiaedintorni.it in partecipazione con il quotidiano “Il Golfo”.
Fino alle scorse settimane ha pubblicato suoi ricordi in una speciale rubrica messa a sua disposizione da Gaetano Di Meglio in questa stessa pagina.
Le condoglianze alla famiglia da parte della Direzione e dalla Redazione di questo giornale, così come da Bruno Mancini e da tutta la rete di contatti dell’Associazione DILA APS, sono espressioni di grande tristezza per la perdita di un Vero Amico, di un Uomo Giusto, un Poeta Valente, un Artista Completo, una Penna Preziosa per il nostro giornale.
Antonella Ariosto: POESIA CRUDA
La luna per due.
E sei solo,
sotto l’ombrellone
al mare,
parli con le onde,
vanno di fretta
e sei solo
sulla spiaggia alla sera.
La luna è per due…
Mario Pino Toscano
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DNA STELLARE
Luna crescente sul manto di nubi
sei la dea dei sogni poetici
del vecchio mondo.
Sei luce riflessa di verità soffuse
nell’aria e nell’acqua d’amore.
Sei il velo che si apre
alle verità finora nascoste.
Luce da te
Luna scende sulla stella pulsante
pianeta Terra.
Terra che vibri in alto
e sei viva come un campo magnetico.
Tu sei mela di Adamo ed Eva
Tu sei il feto che nasce
nel nuovo mondo caldo
riscaldato dal sole
Interno Cristallo d’amore.
La tua rugiada Luna
riflette il sole Centrale
che crea e ci rende creatori
di mondi magnetici neutrini
pulsanti di amore ed eros
nel tempo circolare risuonano i rintocchi delle danze all’unisono