INTRODUZIONE Avevo solo 14 anni Abusata.

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INTRODUZIONE

Avevo solo 14 anni

Abusata.

Avevo solo 14 anni

La vera storia di abusi sessuali nella Roma degli anni ’70.

Squallidi individui messi alla gogna dalle “Iene” nella trasmissione del 5 ottobre 2025

 

Avevo solo 14 anni

La protagonista Grazia Distefano,


all’epoca quattordicenne siciliana trasferita a Roma con la famiglia, non fa sconti con parole e, attraverso precise ricostruzioni degli abusi subiti, non urla ma non nasconde le infamie e le violenze perpetrate da individui tuttora in vita.

Cuore forte e mente lucida sono gli anelli che intrecciano il racconto, partecipazione emotiva allo sdegno saranno gli elementi che indurranno i lettori a chiudere il libro solo alla parola fine.

Presto in libreria in una edizione curata da Bruno Mancini, Presidente della Associazione di Promozione Sociale “Da Ischia L’Arte – DILA APS

In copertina un quadro di Mara Concetta Leone

Formato A5, 80 pagine, 16.00 euro.

Copie numerate, datate e firmate, in prenotazione SOLO fino al 30 agosto 2026, al prezzo speciale di 16.00 € comprese spese di spedizione contattando l’Autrice al whatsapp:

Grazia Distefano
+39 324 633 6505

IL LIBRO COMPLETO IN LETTURA GRATUITA

INTRODUZIONE

Conosco Grazia personalmente.

Mi sono ben note le inquietanti vicende qui narrate delle quali è stata vittima fanciulla.

Ho avuto modo di apprezzare il suo stile di scrittura attraverso alcune delle sue precedenti opere letterarie in prosa e in poesia..

Con notevole compiacimento da parte mia, Grazia mi ha chiesto di curare la pubblicazione di questo suo libro/racconto delle infamità subite… e ora che, accettato l’incarico, ne ho terminata la lettura mi giro in tondo nel dubbio se comporre questa introduzione scrivendo di lei, oppure della sua storia, o della sua abilità letteraria: tutti aspetti ugualmente intriganti e stimolanti la mia pigrizia di scrittore.

Risolvo il dubbio, invertendo le priorità, con titoli di paragrafi per i quali sostengo che lo stile è ridotto all’essenziale, la storia si definisce nelle parole “stupro di gruppo” e lei, lei è risultata superbamente vittoriosa.

LO STILE

Leggere senza porsi domande è un piacevole passatempo che, a volte, ci insegna anche nuove interpretazioni per parole o locuzioni, ma leggere ponendosi domande è il modo corretto di accettare la “sfida” sulla quale Grazia, anche in maniera parzialmente inconscia, costruisce la sua storia: capirne la natura prendendo il posto della scrittrice, ossia spogliandosi delle proprie “visioni” e provando a vivere nelle loro esatte accezioni, parole e frasi, così come esse sono state realmente concepite.

Asciutte, disadorne, essenziali.

Ogni parola ed ogni locuzione ha uno ed un solo significato.

Stupro vale stupro e piangere significa piangere.

Con una tale impostazione finalizzata al confronto sullo spartito della violenza, piuttosto che alla serafica beatitudine di un giornaletto di Paperino, il lettore non ha altra scelta se non quella tra chiudere il libro e restare sereno a guardare le stelle, oppure proseguire nella lettura fino ad acquisire nuova disponibilità verso una posizione di prima linea sulle barricate con le bandiere della civiltà.

LA STORIA

Nel libro non esistono riferimenti che non siano autobiografici, sia nella descrizione di logistiche ambientali e sia, in maniera decisa e netta, nella caratterizzazione amorale e perversa dei personaggi che Grazia ha inteso riportare con ruoli di varia valenza etica.

Lei stessa non si fa sconti, solo chiedendo comprensione per l’età  poco più che infantile (14 anni!) e per la “violenza” subita (anche questa!) in seguito allo sradicamento dalla pace rurale alla brutalità dei conflitti cittadini.

Due mondi in collisioni nelle due essenzialità dell’IO e del MONDO ESTERNO: semplicità contro apparenza.

Il ricordo di personaggi estranei a lei, ma vissuti nella sua vita, conflittuali ad ogni livello percettibile per una fanciulla, poco più che bambina.

Madre, Padre in rigidi moralismi tradizionali; Maestri, Compagni di scuola, tutti protesi verso un dissacrante futuro.

Lei li, nel guado, priva di qualsiasi strumento di contrasto e di sopravvivenza.

Lei li, a 14 anni, senza scarpe alla moda e con i capelli ricci, nella città più internazionalizzata della nostra Italia post bellica.

GRAZIA

Se, molto spesso, la pubblicazione di un libro ha un forte risvolto di curiosità, quasi come se darlo in lettura implichi godere delle altrui reazioni, per Grazia questo mettere allo scoperto la propria fragilità è stato un modo per rigenerarsi nella invettiva, senza sconti né falsi pietismi, certamente contro un sistema, ma ancora maggiormente contro un gruppo di criminali che inizialmente, quasi fosse ancora in loro soggezione, appella come “balordi“.

Balordi per la bimba, criminali per noi e per lei adulta.

Non è un caso se questo libro è composto da 14 capitoli e tutti i numeri, tranne  il 14, sono scritti in formato testo, non è un caso ma una scelta precisa perché 14, più che Grazia o Graziella o gli infami delinquenti pervertiti, è il vero “cuore” del racconto.

14 anni, un’età che noi abbiamo già vissuta ma che tutti i bambini e le bambine dovranno vivere prima di diventare adulti.

E toccherà ancora a noi, anche tramite denunce coraggiose come questa di Grazia Distefano, creare le barriere per le loro difese.

E qui chiudo questo siparietto che va diventando una comparazione tra sesso e stupro, piuttosto che una recensione asettica quale quella che, in una scrittura priva di sentimenti, vorrei offrire, ma, per ultimo, non posso disattendere l’esplicito desiderio di Grazia, da lei formulato chiedendomi di scrivere  “… dal punto di vista maschile“.

Cara Grazia di maschile in me non c’è niente, così come in te la femminilità è solo apparenza: tu bel cigno, io ex ragazzo di strada, siamo Storia asessuata, ma noi siamo, molto semplicemente, Forza di Civiltà.

Bruno Mancini

Grazia Distefano a Ischia

Progetto editoriale dell’Associazione di Promozione Sociale “Da Ischia L’Arte – DILA APS”

Copyright 2026 – prima edizione

ISBN 978-1-291-67096-7

TUTTI I DIRITTI SONO RISERVATI A GRAZIA DISTEFANO

Immagine copertina di MARA CONCETTA LEONE

INFO DILA APS: dila@dilaaps.it

dilaaps@pec.it

Tel: 3914830355  (tutti i giorni dalle 15 alle 22)

L’Associazione di Promozione Sociale DILA APS potrà concedere, a pagamento, l’autorizzazione a riprodurre una porzione del presente volume.

Le richieste di riproduzione andranno inoltrate a dilaaps@pec.it

Con la collaborazione di:


INTERNO 4 di

Chiara Pavoni

IL DISPARI testata giornalistica di

Gaetano Di Meglio

Associazione ADA di Dalila Boukhalfa

Casa Editrice BookSprint Edizioni di

Patrizia Palombi


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Bruno Mancini Presidente DILA APS

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