Lattine cancerogene

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Lattine nei supermercati vietate, eppure le troviamo ancora in vendita: attenzione alle confezioni che contengono BPA. Facciamo chiarezza

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Nella attuale società preda della pubblicità, e delle conveniente industriali e finanziare, spesso notizie di rilevanza estrema per il benessere personale e per quello ugualmente importnte delle intere comunità, passano in secondo ordine, sfumate da una diffusione giornalistica e radio televisiva al soldo dei potentati economici e politici.

Con questo articolo, desunto dal link della testata, proviamo ad affiancare, se non prorpio sostituire, la penaalizzante non curanza riservata alla legiferata dichiarazione di “pericolo pubblico” espressa dalla normativa europea entrata in vigore il 20 gennaio 2025.

Alla luce dei tempi “tecnici” concessi alle aziende per il ritiro delle lattine killer, non può sfuggirci la considerazione per la quale l’etica della difesa della collettivitò lascia il passo (anche per alcuni anni) agli interessi delle lobby maggiormente aggressive e condizionanti economicamente tutte le strutture pubbliche.

ECCO IL TESTO INTEGRALE ripreso da “La Cucina Italiana”: rivista gastronomica in edicola più antica del mondo, l’unica in Italia ad avere la cucina in redazione.

<Le confezioni che contengono BPA sono dannose per la salute, e per questo sono state messe al bando in tutta Europa. Ma l’applicazione piena della normativa richiede ancora qualche passaggio, che impone qualche cautela ai consumatori

A più di un anno dall’entrata in vigore del divieto europeo, tra le lattine in vendita nei supermercati quelle vietate ci sono ancora: per eliminare tutte le confezioni che contengono il dannoso bisfenolo A o BPA la normativa (entrata in vigore il 20 gennaio 2025) prevede un regime transitorio con scadenze diverse a seconda del tipo di imballaggio e dell’uso, con alcune categorie che possono arrivare fino al 2028, e in casi specifici anche oltre per lo smaltimento delle scorte, in modo da consentire alle aziende di adeguare progressivamente materiali e processi produttivi. Ma con quali pericoli, nel mentre, per i consumatori? E come riconoscere le confezioni meno sicure?

Il dibattito si è riacceso nei giorni scorsi, quando

il quotidiano Leggo ha riportato il parere di Matteo Bassetti, direttore della Clinica di Malattie Infettive del Policlinico San Martino di Genova:

«Il Bisfenolo A è un composto chimico che viene utilizzato dagli anni Sessanta per produrre delle plastiche, fondamentalmente sia rigide che morbide, che trasparenti o in policarbonato», ha spiegato. «È utilizzato comunemente nelle bottiglie riutilizzabili, nei contenitori per alimenti, nelle resine soprattutto quelle epossidiche, cioè quelle che fanno il rivestimento interno delle lattine». Il problema è che si tratta di un noto interferente endocrino: «Mima gli estrogeni alterando il sistema ormonale. Fa sembrare che ci siano degli ormoni nel nostro corpo e può dare problemi, per esempio per la fertilità, per la pubertà precoce, ma anche per l’obesità, il diabete, anche alcuni tumori, per esempio ormonodipendenti».
Lattine nei supermercati vietate: le precauzioni

Secondo le autorità sanitarie europee, l’esposizione alimentare rappresenta una delle principali fonti di assunzione. Il BPA è inserito dal 2006 nell’elenco delle sostanze estremamente preoccupanti ai sensi del REACH Regulation per la sua tossicità riproduttiva e, dal 2017, anche per le sue proprietà di interferente endocrino per la salute umana.

Il recente divieto arriva dopo il parere pubblicato nel 2023 dall’European Food Safety Authority,

che ha concluso come l’esposizione alimentare al BPA rappresenti un rischio per la salute dei consumatori di tutte le fasce d’età, mentre già dal 2011 la sostanza era vietata nei prodotti destinati a neonati e bambini piccoli, come i biberon.

L’Unione Europea è la prima grande area regolatoria ad aver adottato un limite così rigoroso sui bisfenoli nei materiali alimentari, ma il percorso è stato lungo. E, come dicevamo, manca ancora un pezzo di percorso: almeno fino al 2028, sugli scaffali dei negozi i packaging incriminati resteranno in vendita, seppure in misura progressivamente ridotta.

Come proteggersi dal pericolo BPA?

Per proteggersi il più possibile, poiché nulla si può desumere dall’etichetta (a meno che un produttore decida in autonomia di applicare la scritta “BPA free”) gli esperti consigliano di preferire contenitori in vetro, acciaio inox, ceramica e contenitori non rivestiti con resine a rischio. E di evitare sempre, tassativamente, di riscaldare il cibo all’interno delle lattine. Anche quando si cucina in campeggio.>

Bruno Mancini

Bruno Mancini scrittore

Bruno Mancini Presidente DILA APS

DILA APS.it

DILA Altervista

NUSIV - Premio Otto milioni

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