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comeicinesi
Cultura letteraria
del 17/04/2010 219 visite 2 voti
FABIO SALVI
Nuovo amico del progetto culturale “La mia isola”
Antologie Poetiche a cura di Roberta Panizza
Se ad Ischia il “Dolce stil novo” avesse un Circolo di riferimento, Fabio Salvi sarebbe un gran candidato a farne parte tanta è l’evidenza impulsiva che si evince dalla lettura dei suoi testi.
Come spesso accade in quasi tutte le forme di vita che propongano mutazioni di programmi abitudinari, il suo sentirsi in sintonia con il progetto “La mia isola”, ha fatto scoccare in Fabio Salvi una piacevole forma d’interesse anche per il luogo – ISCHIA – dal quale gli è giunto il canto della Sirena (per niente utopico o illusorio in quanto rappresentato dal concreto invito a far parte della nuova Antologia Poetica che sarà pubblicata ad Aprile, come sempre a cura della nostra straordinaria amica Roberta Panizza, e che avrà per titolo “Ischia, un’isola di…”, dove i puntini di sospensione vogliono sottintendere l’impossibilità di definire TUTTE le qualifiche eccellenti della nostra isola).
Così, semplicemente, Fabio Salvi ama Ischia attraverso il progetto “La mia isola” che Roberta Panizza ed il suo gruppo di Pionieri propongono a partire dal sito di scrittura www.poesiaedintorni.it, e che è stato sponsorizzato in prima battuta, senza tentennamenti, da quel grande amico e grandissimo giornalista che era il compianto Domenico Di Meglio, Direttore del quotidiano “Il Golfo”.
Fabio Salvi, assessore alla cultura del Comune di Venarotta (AP), ha chiesto ed ha ottenuto di partecipare alla prossima Antologia “Ischia, un’isola di…” proponendo le poesie presenti nel suo libro “diVerso”, creando in tal modo l’occasione, non solo per partecipare alla selezione dei nuovi componimenti da presentare nell’Antologia, ma anche per consentire la piacevole lettura di versi tanto tersi e fluenti da spingermi a presentare queste brevi note.
Ancora in questo momento, e sarà così fintanto che non avrò terminato di scrivere queste impressioni sulla sua arte poetica, di lui non so nulla, perfettamente nulla se si esclude qualche breve contatto di posta elettronica, non avendo avuto modo né di conoscerlo personalmente né di parlargli telefonicamente.
Ad una prima lettura, Fabio Salvi pare voler affrontare separatamente due ordini di convinzioni, lasciando decisamente staccati elaborazione metrica (troppo spesso invadente nei testi degli esordienti) e frantumazione del complesso mausoleo da cui intende estrarre le emozioni da trascrivere nelle sue poesie, affinché, né la prima con un forzato tecnicismo, né l’altra per mezzo dell’esuberante emotività propria di chi si avvicini alla poesia in prima battuta, possano, anche in seguito ad un fragile o parziale innesto, procurare il decadimento dell’opera intera.
Il tranquillo scorrere di locuzioni a noi del tutto familiari, forgia una struttura adatta alla serena presentazione d’immagini e di sentimenti mai statici e sempre di grande intensità, come quando scrive:
C’era una bicicletta, un cappello
e la voglia di correre
acqua fresca:
c’era l’ingenuità di chi inizia a vivere
e la felicità di chi vive da bambino.
Che la Poesia non sia necessaria all’ordinato svolgersi della nostra esistenza, è una affermazione che tutti, chi più chi meno, ci portiamo dietro dall’età scolare, ma Fabio non ne è convinto, tanto che supera l’asserto considerando la Poesia indispensabile alla quotidiana pulizia dell’alcova nella quale egli ripone quotidianamente i sentimenti e le passioni e lo riafferma proponendo come introduzione:
Non dimentichiamoci che la vita è anche poesia che in un vortice di esistenze frenetiche l’uomo è capace di sognare creando giravolte di parole, e può farlo da principiante senza selezionare la metrica, senza conoscere le regole del gioco, ascoltando di tanto in tanto qualcuna delle proprie emozioni.
Il suo poetare non è altro che il suo animo quando si oppone alla determinate forza di una rombante accanita risacca che trascina stupendi tronchi e favolose conchiglie in un insieme comprendente ingiuriose plastiche ed immarcescibili residui d’ignobili stili di vita, concedendosi un tempo in cui setacciare e separare le scorie dalle genuinità:
Fiore che brilli nella notte
accendi il giorno che c’è in te
passa oltre il vento e la bufera.
Quasi inavvertitamente, via via che la lettura procede, ecco quindi che i contorni della sua scelta stilistica si definiscono nella loro bellezza a prima vista impercettibile, e così si giunge alla fine del libro sapendo che tutte le impressioni ricevute durante la lettura ci sono state trasmesse dalla sensazione “principe” nella poetica di Fabio Salvi e cioè quel desiderio di abbandono affinché la bellezza della tristezza sia il solo cibo adatto alla sua malinconia.
Bruno Mancini
TENTACOLI DI BUIO
Una notte può raccontare molte storie
una notte d’ospedale
assopita scorre lenta nei corridoi.
Oscurità seminascosta da luci gialle
scivola con tentacoli nelle stanze
avvolge come abbraccio.
Storie similmente diverse
racconti avvinghiati a fili di speranza
ventagli di ricordi dolce amaro.
Sorrisi che regalano momenti
parole altrove sottotono
qui lottano coi tentacoli del buio.
Potessi con un gesto allietarti
sapessi forgiare la spada del coraggio
sarebbe luminosa, calda ed affilata.
Tra le dita di questa mano d’ombra
visi, capelli ed occhi che di una bella furono
ora col fascino della saggia sofferenza.
Si può stare bene cullati in queste notti
si può sentire un cuore palpitare
sussurrare respiri di vita.
Poesia tratta dal volume “diVerso”
46 poesie lunghe dodici anni
Boopen s.r.l. Agosto 2008
Euro 8.50
Note dell’autore
I commenti
Commento 12498
Isola il 18 apr 10 16:10 ha commentato:
Il gruppo si fa più cosistente, strada facendo, e vedo che si accresce di penne interessanti. Complimenti ,Fabio!
Commento 12489
Roberta il 18 apr 10 9:25 ha commentato:
Il mio voto su questa pubblicazione va a Fabio e alla sua poesia di cui qui abbiamo un saggio. Sono felice che anche questo autore faccia parte del nostro gruppo.