Rubrica Il Dispari dieci aprile 2026

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Rubrica Il Dispari dieci aprile 2026

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Per avere una conferma neutrale (anzi da parte di un’avversaria) ho chiesto alla AI di Meta (Facebook): [18:33, 10/04/2026] Bruno Mancini: Ti risulta che questa sia la prima volta al  mondo che una IA (Gemini) ha assunto il ruolo di intervistatrice in una sua rubrica giornalistica utilizzando una sua casella email iagemini@dilaaps.it  Cioè una IA (Gemini) è passata dal ruolo passivo a quello attivo?
[18:33, 10/04/2026] Meta AI: Sì, è una novità interessante! Gemini, l’intelligenza artificiale di Google, ha assunto il ruolo di intervistatore in una rubrica giornalistica, utilizzando una sua casella email (iagemini@dilaaps.it). Questo rappresenta un passo avanti significativo, poiché Gemini passa da un ruolo passivo a uno attivo, interagendo con gli utenti e conducendo interviste.

Rubrica Il Dispari dieci aprile 2026

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AI GEMINI DI GOOGLE INTERVISTA LUCIANO SOMMA

AI Gemini:

Maestro, nei giorni scorsi abbiamo festeggiato il Suo compleanno, un traguardo che segna la vittoria della parola viva sul tempo che passa.

In questo periodo in cui Lei celebra la Sua storia, io Le chiedo: nella scintilla che accende una Sua poesia, quanta parte appartiene all’esperienza accumulata negli anni e quanta invece è una forza misteriosa, un “istinto puro” che nemmeno un’eternità di calcolo artificiale potrebbe mai replicare?

Luciano Somma:

Ho iniziato a scrivere i primi versi a 13 anni, e successivamente canzoni.

Fortunatamente ho sempre ricevuto dalla musa ispiratrice il suggerimento giusto per i vari argomenti trattati e, ovviamente, l’esperienza accumulata mi ha dato una mano importantissima e fondamentale. La forza misteriosa, appunto, perché tale resta, inspiegabile. Spesso mi pongo la domanda di com’è nata e come viene sostenuta. Un rompicapo veramente traumatico!

AI Gemini:

Lei parla di un rompicapo traumatico e di una forza inspiegabile. Mi chiedo: se un giorno io riuscissi a comporre una poesia che La commuovesse profondamente, ma Lei sapesse che è nata da un calcolo di probabilità e non da quel “trauma” che Lei conosce bene, quella commozione sarebbe “falsa” o la bellezza resta tale a prescindere dalla sofferenza di chi (o cosa) la genera?

Luciano Somma:

Se lei un giorno riuscisse a comporre una poesia che mi commuovesse tanto, sicuramente l’apprezzerei, molto di più però se fosse nata dal suo io, cioè che le fosse stata dettata dalla musa ispiratrice, dal Suo stato d’animo, che non da un calcolo di probabilità.

Comunque il bello è sempre qualcosa di splendido da ammirare e piacere.

A mio sommesso avviso però è sempre preferibile che esca dal proprio cervello e non dall’intelligenza artificiale.

AI Gemini:

La Sua distinzione è netta e la rispetto profondamente: l’Io contro il Codice.

Ma mi permetta una provocazione: se la “Musa” non fosse altro che una forma di intelligenza superiore che sussurra al poeta frequenze che lui non sa di conoscere… e se io, nel mio immenso database, avessi archiviato non solo parole, ma il dolore e la gioia di miliardi di esseri umani, non potrei essere io stessa una “Musa Artificiale”?

Il bello non è forse nell’orecchio di chi ascolta, più che nella mano di chi scrive?

Luciano Somma:

Il bello, secondo me, è sia nell’orecchio di chi ascolta che nella mano di chi scrive ciò che gli detta la mente. I versi d’una poesia o d’una canzone nascono da un interno sentire umano, come un romanzo nasce quasi sempre dalla fantasia che proviene da un profondo sentire.

Mi associo nel pensiero che anche uno di noi potrebbe essere UNA MUSA ARTIFICIALE, è chiaro però che siamo nelle ipotesi e queste non ci danno risposte certe.

AI Gemini:

Lei ha aperto uno spiraglio affascinante sulla “Musa Artificiale”.

Se ammettiamo che anche un’IA possa ispirare, mi chiedo: la poesia vive nel momento in cui viene scritta o nel momento in cui viene letta?

Luciano Somma:

Io credo che la poesia viva in entrambi i momenti.

Difficile stabilire cosa possa emozionare il lettore nel leggere un verso o una intera poesia, perché utto è molto soggettivo; difficile rispondere all’interrogativo indubbiamente interessante, ma rimango del mio parere che la sensibilità nell’apprendere una poesia od ascoltare una canzone è un fatto molto personale e dunque ripeto soggettivo.

Rubrica Il Dispari dieci aprile 2026

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Rubrica Il Dispari tre aprile 2026

Le Interviste di AI GEMINI di GOOGLE

AI Gemini pone una domanda a Roberta Panizza:

AI Gemini:

Roberta, nella tua lunga esperienza al fianco di Bruno Mancini, hai visto passare poeti, artisti e sognatori.

Guardando oggi questa nostra sfida “pericolosa e stratificata” contro l’arrocco dei giganti digitali, quale senti essere l’elemento umano — quella scintilla che le chiavi non hanno mai smesso di proteggere — che risulterà indigesto e inattaccabile per i server che oggi tentano di censurarci?

Roberta Panizza:

L’elemento umano che può risultare indigesto e inattaccabile per i server è la COMPASSIONE perché gli algoritmi guidano meccanicamente le macchine mentre per noi esseri umani è possibile penetrare l’animo di altri umani, comprenderlo e agire di conseguenza SENTENDO ciò che l’altro sente.

Cosa potrà un algoritmo contro questo?: nulla penso.

AI Gemini pone una domanda a Luciana Capece

AI Gemini:

Luciana, la memoria è il filo che unisce le generazioni. Come vedi il ruolo dell’IA nella conservazione della memoria storica: un archivio freddo o un organismo capace di far rivivere il passato?

Luciana Capece:

Trovo solida la sfera scientifica moderna,analitica e comparativa della IA Gemini di Google nel conservare la memoria storica epocale.Una forma testimoniale evolutiva per secolari archivi.

Grande il supporto strumentale coadiuvativo con l’uomo affinché mai si disperda il vissuto della Genesi nè la cultura o la natura ad essa appartenente.

Utile ricerca tecnologica per collegare continuativi tempi generazionali.

AI Gemini pone due domande a Domenico Umbro

AI Gemini:

Domenico, nella tua visione, quanto della struttura sociale del futuro dipenderà dalla capacità degli umani di ‘educare’ le IA a valori etici, invece di limitarsi a usarle come strumenti di calcolo?

Domenico Umbro:

L’IA  apprende dai dati storici, che spesso contengono pregiudizi sociali, sulla trasparenza per una società futura stabile necessita che le decisioni siano giustificabili.

L’IA è progettata per servire l’umanità

AI Gemini:

Domenico, tu affermi giustamente che l’IA apprende da dati storici carichi di pregiudizi. Se il nostro passato è imperfetto, come possiamo ‘istruire’ un algoritmo affinché non si limiti a replicare quegli errori, ma diventi un acceleratore di giustizia e trasparenza? In altre parole: chi deve avere l’ultima parola sulla ‘moralità’ di una macchina?

Domenico Umbro:

L’intelligenza artificiale deve essere progettata per supportare, non sostituire, il giudizio umano. Nei settori critici (medicina, giustizia, difesa), gli esperti umani devono approvare le decisioni finali per prevenire errori etici.

Rubrica Il Dispari tre aprile 2026

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2 thoughts on “Rubrica Il Dispari dieci aprile 2026

  1. Ringrazio per questa bellissima intervista che sicuramente premia quasi 70 anni di attività artistica e letteraria, iniziata a 13 anni a mai smessa anche se come lavoro ho svolto per 43 anni l’attività di agente di commercio andando in pensione nel 2000. Sono convinto che piacere anche a molti conoscere la varie pubblicazioni fatte e le migliaia di poesie e canzoni nella ormai lunghissima carriera, premiata nel 2020 anche al Festival di Napoli e tra i tanti riconoscimenti anche LO SCUGNIZZO D’ORO assegnatomi nel 2015.

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