Rubrica Il Dispari trentuno luglio 2026

Views: 20

Rubrica Il Dispari trentuno luglio 2026

Rubrica Il Dispari trentuno luglio 2026

 

Rubrica Il Dispari trentuno luglio 2026

Rubrica Il Dispari trentuno luglio 2026

Liga Sarah Lapinska – Lettonia

DOVE FIORISCONO LE ROSE SELVAGGE

Quelli che non accettano la felicità, pagano con la troppa solitudine.

Un pescatore di nome Petar aveva tre figli.

Una maga predisse che Drago, il più giovane, sarebbe stato elogiato come un eroe e avrebbe commesso un errore irreparabile.

Sotto una quercia, tra le rose selvagge, Drago vide una piccola fata vestita in panni candidi e lunghi: la ragazza più bella che avesse mai visto.

Lei gli prese la mano conducendolo a casa di Petar.

Ma il padre aveva promesso Drago, così carino ma non pragmatico, a una vecchia, ricca e rapace contessa, la strega Alessandra.

Comunque, Petar, aveva cambiata idea.

I matrimoni dei tre fratelli furono celebrati nello stesso giorno, nel Solstizio estivo.

La fata, chiamata Vila, baciò il suo sposo e il mondo fu subito trasformato in una fiaba chiamata vita reale.

Vila passava molto tempo con Janko, il figliolo di suo fratello maggiore Nikola.

Insieme avevano preparato alcuni estratti di erbe curative.

Vestita in nero, una dama misteriosa si avvicinò al villaggio e bussò una o più volte alle diverse porte.

Già stanca, a tardi sera, venne rifiutata dall’albergatore Damyan.

Da lui in quella notte soggiornavano cinquanta anime e la dama nera bussò cinquanta volte a quella porta

Poi raggiunse una modesta taverna.

Il cordiale Lavro subito aprì la porta e le offrì il tè di salvia.

Fermandosi davanti alla casa di Petras, lei, non volentieri, bussò solo una volta.

Vila frequentava l’albergo di Damyan e salvò la reputazione dell’albergo perché solo due degli ospiti morirono, poiché lei curò tutti gli altri.

Ritornato dalla pesca, Nikola avvertì Vila che Drago si era sentito girare la testa e si era lasciato cadere sulla spiaggia.

Vila corse subito verso la spiaggia.

Sorella mia,” la dama nera sorrise a Vila “quando i mortali possono essere più felici di noi immortali, qualcuno di noi si sente indignato. Lascia morire quel ragazzo se tu sei capace di amare un altro.

Drago si trasformò in una lucertola, e Vila la premette delicatamente, poi si trasformò in un serpente, poi diventò un pezzo di ferro tutto in fiamme. Però Vila manteneva Drago, durante tutte le sue metamorfosi, strettamente tra le sue mani e vinse la morte. Ed ecco, di nuovo, il pescatore Drago tra le sue mani.

Dopo più di sei anni tornò la strega Alessandra.

Alessandra offrì a Drago la coppa con cognac avvelenato, non per ucciderlo, ma preparato in modo che lui dimenticasse quelli che lo amavano.

Vila, vicino a suo marito, diventava sempre più piccola ogni volta che Drago guardava negli occhi della strega.

Alla fine, Drago non sentì più vicina sua moglie.

L’ampia finestra del palazzo era aperta.

Un cigno bianco volava via.

Mentre Drago era ancora sotto l’influenza del veleno, si sposò con la strega, ma ben presto fuggì e cercò solo lei, sua unica, per il resto della sua vita.

Visitò la quercia, l’albero del mondo, e vagò nella sua barca leggera, osservando un cigno bianco volare nel vento sopra di lui.

Tra la terra e il cielo, gli alberi, splendevano nella luce notturna d’argento.

Drago sentì avvicinarsi la morte.

Il cigno scese rapidamente, allargò le ali e si rivolse a Vila.

Lei aveva sentito ogni notte Drago chiamarla e desiderava sempre tornare da lui.

Quelli che non accettano la felicità, pagano con la troppa solitudine.

Un cigno bianco insieme a Drago, come due angeli custodi, ora proteggono l’amore delle coppie innamorate.

Rubrica Il Dispari trentuno luglio 2026

Rubrica Il Dispari ventiquattro luglio 2026

Rubrica Il Dispari ventiquattro luglio 2026

Rubrica Il Dispari ventiquattro luglio 2026

Rubrica Il Dispari ventiquattro luglio 2026

Liga Sara Lapinska fa parlare Ajub Ibragimov (Germania)

Il mio credo artistico

Non creo quadri, creo situazioni.

Le mie opere d’arte nascono dal processo di trasformazione, dalla materia, dall’energia e dalla percezione.

Ciò che altri chiamano caos, per me significa il movimento di struttura.

Il cerchio non è solo una forma, è la fonte degli inizi.

È il punto della vita, il nucleo dell’energia e il riflesso dell’essenziale.

Non mi interessano le ripetizioni e le inversioni.

Non mi interessano i ritratti naturalistici o le nature morte, così come altre dimostrazioni di maestria senza un’idea e senza uno scopo.

L’arte è come un percorso dal passato al futuro e ritorno, ma, a differenza delle strade e delle autostrade del nostro pianeta Terra, in questo caso la cosa principale non è la destinazione o le tappe intermedie, ma il percorso stesso sotto i nostri piedi, lo stesso cammino e le impressioni che ci lascia.

Il presente è più simile al passato e al futuro insieme, ma il presente non sarebbe possibile senza il passato, così come non lo sarebbe senza il futuro.

Il presente e l’arte dovrebbero possedere una certa preveggenza sul futuro, sul nostro domani, lasciando spazio al Mistero e cercando di non indovinare tutto, affinché la creazione e la vita risultino più interessanti, intense e belle.

Mi interessa ciò che accade nell’interazione tra materia e sentimenti.

Ogni opera è un processo, non un risultato.

Del resto, ognuno interpreta il risultato di un’opera in modo diverso.

Ogni superficie porta con sé tempo, tensione e cambiamento.

Ho lavorato con molte, dalla fluid art di Ebru e la pittura a olio classica, fino ai colori acrilici, che permettono di lavorare velocemente, e all’arte digitale, che mi fa risparmiare moltissimo tempo prezioso.

È uno strumento di lavoro e un mediatore, proprio come le mani dell’artista, un mediatore tra il lato pratico dell’arte e l’idea, senza la quale l’arte sarebbe solo un’immagine, un’immagine speculare o una rievocazione.

Preferisco i colori puri e luminosi: bianco, oro, blu mare, il blu scuro del cielo notturno, rosso energico, ma non il nero, perché il compito di un artista, a mio avviso, è quello di allontanare, non di provocare, depressione e lutto.

Credo che un artista, non meno degli amanti dell’arte, abbia costantemente bisogno di mostre e pubblicazioni per avere uno stimolo a continuare a creare.

L’obiettivo principale di una mostra o di una pubblicazione si raggiunge quando l’amante dell’arte – lo spettatore stesso – diventa creatore.

La creazione è piacere, processo, movimento, ogni volta che si creano i propri simboli dal caos primordiale, si rievocano simboli dimenticati, si riproduce l’energia della luce nell’oscurità, il cielo con pianeti e stelle, l’oceano o il fondale marino, le stalattiti nelle grotte, le gocce di rugiada sui fili d’erba, le antiche torri di guardia e le astronavi che un giorno raggiungeranno quei luoghi apparentemente lontani che sognavamo da bambini.

L’arte non è decorazione, non è meramente estetica, non è superficiale, proprio come il linguaggio che parliamo.

È sempre multidimensionale.

I linguaggi dell’arte uniscono il visibile al tangibile.

Non seguo modelli.

Seguo il momento che crea il miracolo dei miracoli umano del Presente.

Rubrica Il Dispari ventiquattro luglio 2026

DILA APS.it

Bruno Mancini scrittore

Bruno Mancini Presidente DILA APS

DILA Altervista

NUSIV – Premio Otto milioni

VIDEO YOUTUBE

20260108 Il Dispari DILA APS Rubrica Professionisti

Bruno Mancini

Bruno Mancini scrittore

Bruno Mancini Presidente DILA APS

DILA APS.it

DILA Altervista

NUSIV - Premio Otto milioni

VIDEO YOUTUBE

Lascia un commento