Rubrica Il Dispari ventidue dicembre 2025 DILA APS

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Larachiche Mohamed presente a Barano di Ischia per ”Volo Pazzo”

Nei giorni 14, 15, 16 di Novembre a Barano di Ischia, per l’evento dell’Associazione di Promozione Sociale “Da Ischia L’Arte DILA APS” denominato Volo Pazzo, l’artista algerino che abbiamo accolto ad Ischia per le sue precedenti donazione alla Biblioteca Antoniana, ci ha, ancora un’altra volta, onorati con la sua presenza sull’isola partecipando con una mostra di quadri eccezionali e un bel progetto di design su tessuti.

Una vera opera artistica in un ambiente internazionale caloroso e simpatico.

Mohamed Larachiche è un artista concettuale “self-made” algerino nato nel 1985 a Khemis Miliana  a AinDefla in Algeria.

Ha iniziato a partecipare a mostre e gallerie nel 2007 e ha collezionato almeno 30 partecipazioni artistiche nazionali, e numerose altre internazionali, anche in Italia.

Mohamed Larachiche ama la fotografia e la scultura e lavora come libero professionista nel settore della info-grafica.

Inoltre, per la sua immensa volontà di sviluppare le sue capacità nell’arte e nella creazione, Mohamed ha progettato 18 libri rivolti a bambini e ha progettato anche la decorazione per due opere teatrali per bambini.

Ma il nostro artista non si ferma qui, infatti lui è anche un autore ed ha pubblicato il suo primo libro di poesia intitolato “Ti racconterò una storia” e il suo secondo libro “Un’ombra confusa in un paese ingiusto” oltre al romanzo “Julia”.

Mohamed Larachiche ha conseguito numerose lauree, tra le quali quelle di ingegneria meccanica presso l’Università di Chlef, analisi biologica e chimica presso l’Università Khemis Miliana, e diritto commerciale presso l’Università Khemis Miliana, oltre a numerose lauree in sviluppo umano e design e lingue straniere, avendo studiato 7 lingue: francese, inglese, spagnolo, italiano, turco, russo e tedesco.

Interessato al turismo, ai viaggi e all’apprendimento di tutto ciò che è nuovo, aspira a diventare un artista internazionale.

Molti quotidiani nazionali in francese e in arabo hanno scritto su di lui più di 15 articoli, oltre a due riviste elettroniche “Abaad” e “Supernova” e una rivista cartacea chiamata “Dzeriat”. MansourAbrous lo ha menzionato anche nel dizionario artistico dal 1900 al 2010.

Ha rilasciato numerose interviste in TV e alla radio.

Yousra Chenah

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Mara Leone tra Pittura e Poesia

Emozioni indotte

A partire dal 24 novembre, ogni lunedì abbiamo pubblicato su queste colonne i testi delle “note critiche” inserite nel volume “Mara Leone – Mostra personale a cura di Chiara Pavoni” presentato il 21 novembre nel Centro culturale Interno 4 di Roma e poi a Barano d’Ischia in occasione del progetto culturale Volo Pazzo organizzato dall’Associazione di Promozione Sociale “Da Ischia L’Arre – DILA APS”.

Un volume doppiamente interessante in quanto in esso, oltre alla riproduzione dei quadri, sono state aggiunte poesie che un’eccellente gruppo di poetesse, scelte dalla stessa Chiara Pavoni, ha scritto in una libera ispirazione riferita a ciascun quadro.

Da questa settimana iniziamo a pubblicare le immagini dei quadri e le poesie ad essi ispirate.

Tra Pittura e Poesia: emozioni indotte

Pubblicato nel mese di Agosto 2025 a cura dell’Associazione di Promozione Sociale “Da Ischia L’Arte – DILA APS” con codice ISBN 9781326544713.

Rubrica Il Dispari ventidue dicembre 2025 DILA APS

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Alessandra Carnovale

Poesia scritta per il quadro

Ricordi di Tropea, acrilico su tela 120×90 cm.

Equilibrismo di fatica antica

il peso di ceste o giare in capo

affrontare postura eretta

di verde bruciato

da sole o tempesta

strade sempre in salita

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Francesca Liani

Poesia scritta per il quadro

Charles Mingus, acrilico su tela 120×90 

 

D’un tratto è già sera.

Dalla finestra una pallida luce

disegna i contorni dei tetti

Esistenze parallele

si muovono dentro altre mura

Mondi cui non appartengo

ignorano il mio sguardo.

Tra me e loro appena un battito d’ali.

Il cielo blu intenso è velluto

il quarto di luna una virgola sospesa

e la stella più in basso

è il punto finale di una frase mai scritta.

Fotografo questa poesia astrale

primordiale

e ne assaporo il verso in silenzio.

Docile

pervasa da un’estatica calma

accolgo le moltitudini che abitano in me.

Fantasmi, spettri e ombre

s’inchinano al canto del giorno che muore.

Nostalgia e speranza

caos e quiete

mi attraversano

come le note sincopate di Gershwin

Rubrica Il Dispari ventidue dicembre 2025 DILA APS

 

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Ermina De Paola

Poesia scritta per il quadro

Affinità, acrilico su tela 120×90 cm

 

Ombre confuse nella nebbia del caos esistenziale

ondeggiano lentamente sulla via della sera.

La mano tocca il cuore pulsante di emozione.

Raggiunge l’apice del desiderio

per poi ricadere sulla dubbiosa incertezza del domani.

Eppure si avanza

nel tunnel dei ricordi sbiaditi dal velo del passato c

he traccia simboli indimenticabili.

Accanto al cuore e si avvicina la luce..

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Angela Donatelli

Poesia scritta per il quadro

Rientro dai campi, acrilico su tela 120×90 cm

 

Sud, terra arsa di mare e di sale

ricca d’agave e capperi amari

camminiamo sui tuoi antichi sentieri tra le bianche

pietre e il grano dove il passo talvolta inciampa.

Fatica e sudore ci fanno ritorti

come alberi d’ulivo/ sferzati dal vento/ domati dalle intemperie

ma mai arresi

Sangue che pulsa nelle vene

sotto I fazzoletti bianchi tra i campi

spuntano neri capelli, stanno

incollati alle gote dal duro lavoro.

Parole e suoni primordiali cantilena di tarantelle,

stridono le cicale al suono dell’ipnotica Lira

a segnare il passo delle donne, come danza di vita e morte.

Guance rosse di passione rivelano mondi di luce e d’ombra

in cui  il pensiero si confonde tra pudicizia e attrazione.

ll bianco delle  lenzuola e degli abiti da sposa,

il nero dei dolori incisi nella memoria,

comune matrice ricamata nel destino di una terra del Sud.

Rubrica Il Dispari ventidue dicembre 2025 DILA APS

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20251215 DILA APS – IL DISPARI

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IL ROMANZO DELLA GURFA

di Caterina Luisa De Caro

Nel cuore d’inverno, quando le antiche memorie si risvegliano e il silenzio della terra sembra raccontare storie dimenticate, Ischia accoglie una voce nuova e antichissima allo stesso tempo: quella di Caterina Luisa De Caro, autrice, filosofa, esploratrice del simbolo, guida nei territori oscuri e luminosi dell’anima mediterranea.

Il 22 dicembre 2025 alle ore 18.00, l’isola si farà tempio, e la libreria di Odilia Telese (info 3484566796) Ischiabookstore Mondadori Point in via Edgardo Cortese 9, diventerà un varco: un ingresso nella Gurfa, il santuario arcaico che da millenni custodisce il respiro dei Sicani, popolo primordiale della Sicilia, popolo di pietra e di vento.

ARA – Il Romanzo della Gurfa non è un semplice libro: è una discesa agli inferi della nostra identità, un viaggio nel grembo di una civiltà che ha lasciato più misteri che tracce, una liturgia narrativa in cui mito, storia e visione si fondono come fuoco e cenere.

Al centro del romanzo c’è Ara, sacerdotessa-guerriera, donna-stella, custode di riti antichi e di un sapere che precede la scrittura.

Ara è madre, figlia, guida, eco delle nostre radici.

Attraverso lei, De Caro ci riconsegna un Mediterraneo sacro, dove il divino si nasconde nelle rocce, nelle voci del vento, nelle vene della terra.

L’autrice, Caterina Luisa De Caro, docente di Filosofia, esperta di simbologia e filosofia esoterica, non scrive: evoca.

Non narra: risveglia.

Ogni pagina è un ponte verso un tempo in cui gli uomini cercavano ancora il cielo tra le grotte, e il sapere non era informazione, ma iniziazione.

A dialogare con lei ci sarà Chiara Pavoni, attrice, interprete dell’anima e della scena, capace come pochi di tradurre il mito in voce viva.

Un evento unico per chi non vuole leggere, ma vivere.

Per chi non vuole ascoltare, ma ritornare.

Per chi sente che sotto la pelle del nostro Sud scorrono ancora i canti delle Origini.

ARA ti aspetta.

La Gurfa si apre.

La memoria si risveglia.

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SCHEDA AUTORE Caterina Luisa De Caro

 

Caterina Luisa De Caro, Autrice, docente di Filosofia, Esperta di simbologia, miti antichi, filosofia esoterica, Ricercatrice indipendente sulle radici spirituali del Mediterraneo.

Principali opere: “Ara. Il Romanzo della Gurfa” Ed. Aurora Boreale, 2024, romanzo storico-iniziatico ambientato nell’età del Bronzo tra Sicani, Elimi e Siculi.

Protagonista: Ara, sacerdotessa ella della Gurfa.

Temi: miti mediterranei, riti ancestrali, archeologia sacra, identità arcaica.

Bomarzo: “La dea nel suo giardino”, un viaggio nella simbologia del Sacro Bosco di Bomarzo, mitologia, archetipi, alchimia, arte iniziatica.

“Il giardino dei tarocchi”: il gioco di Niki.

Testo dedicato alle simbologie del Giardino dei Tarocchi di Niki de Saint Phalle, esplorazione del linguaggio esoterico delle immagini.

Attività culturale

Presentazioni in sedi prestigiose: Biblioteca della Camera dei Deputati – Roma, Museo Nazionale Cerite – Progetto “Sulla Strada degli Etruschi”, Castello di Santa Severa – Rassegna “Libri e Calici”.

Collaborazioni artistiche con attori, registi, studiosi e centri culturali.

Promotrice di percorsi spirituali attraverso mito, simbolo e storia antica.

Caterina Luisa De Caro si distingue per un approccio narrativo unico: porta alla luce il mondo pre-greco, la spiritualità arcaica mediterranea, la memoria che precede la Storia.

I suoi libri sono ponti tra mondi: tra ciò che siamo e ciò che eravamo prima di dimenticare.

 

Aniello Sicignano

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La pittrice Mara Concetta Leone a Interno 4 – quarta parte

Lunedì 24 novembre,  1  e 8 dicembre abbiamo iniziato a pubblicare testi e immagini del volume “Mara Leone – Mostra personale a cura di Chiara Pavoni” presentato il 21 novembre nel Centro culturale Interno 4 di Roma.

Un volume doppiamente interessante in quanto in esso, oltre alla riproduzione dei quadri, sono state aggiunte poesie che un’eccellente gruppo di poetesse, scelte dalla stessa Chiara Pavoni, ha scritto in una libera ispirazione riferita a ciascun quadro.

Oggi pubblichiamo la nota critiche di Silvia Filippi.

Pubblicato nel mese di Agosto 2025 a cura dell’Associazione di Promozione Sociale “Da Ischia L’Arte – DILA APS” con codice ISBN 9781326544713.

 

Nota critica Fabrizio

 

Fabrizio

Qui nella sala che ho progettato e che Chiara ha voluto per fare esprimere tutti coloro che hanno qualcosa di artistico da dire, una sala senza punti di riferimento che trova la forza dell’architettura che diventa se pur non voltata, bizantina solo riflettendo negli specchi la sua semplicità, da qualche giorno espone un’artista di nome Mara di cui non so nulla, neanche il cognome.

L’unico contatto che ho con lei è un biglietto di ringraziamento molto dolce che mi ha consegnato il mio amico più caro, Riccardo.

Sono esposte tredici opere, tutte della stessa grandezza come un quaderno a quadretti: tutte opere vive ed empatiche, con uno stile elegante, vigoroso e coinvolgente.

Le pennellate fanno emergere un disegno libero, i soggetti sembrano banali, casalinghi: donne e momenti di vita contadina, ma le figure invece sono vere, affascinanti, ricche di una umanità fatta di luce e materia.

Questi quadri, ad osservarli bene, sono carichi di dolore e sofferenza e proprio la padronanza del colore e della luce conferisce loro una forte emotività.

Catturano e coinvolgono nelle vicende interiori rappresentate.

Dietro questo dolore non rappresentato ma emanato c’e il simbolismo delle donne di Klimt, creature dolci e affascinanti oppure fatali, e la critica al mondo di cui non si vuole parlare.

Come se Mara volesse coscientemente limitare la sua esplorazione in una tensione barocca qui non nella tettonica ma nella forza interiore, tra interno ed esterno, tra la bellezza di una splendida donna che balla fasciata da un sensuale vestito rosso Valentino e la solitudine di chi balla sola come è sola in una spiaggia fredda d’inverno.

Sirene enigmatiche, lontane e misteriose, appartate in un mondo esclusivo ed inviolabile. Una contraddizione musicale tra “Balla guapa” e “te la ricordi Lella” ma legate dallo stessa impronta indelebile lasciata, non da una aristocratica e borghese Vienna, ma dal dolore della terra di Calabria.

L’universo femminile di Mara si configura così come una realtà autonoma, dalla quale l’uomo è allontanato o quantomeno posto ai margini: gli uomini sono un elemento accessorio dell’intera composizione.

In realtà ci sono due quadri di uomini soli.

Uno a me sembra essere un Louis Armstrong che l’animo gentile di Mara ha reso più bello ed elegante, magro e con meno guanciotte ma è sicuramente complice di un donna e ricorda l’immortalità di Sam in Casablanca,

Suonala Sam, mentre il tempo passa

chiede Ingrid Bergman, e Sam “You must remember this A kiss is just a kiss A sigh is just a sigh…” con negli occhi la dolcezza e il dolore di un rimpianto distacco. L’altro un fanciullo, un figghjiolu, impertinente con la coppola e i piedi piccoli come il monello di Charlie Chaplin, questo piccolo ha negli occhi lo sguardo di chi non aspetta gli amichetti per giocare, ma la dolcezza di chi ha solo la madre e l’aspetta con l’ansia d’amore che solo gli orfani possano avere.

Sono tutti quadri di un rigore essenziale, la perfetta trama di un pensiero costante ed inconfessabile: nessun arredo, nessun orpello, nessun riferimento letterario od allegorico, solo corpi, stoffe che si emancipano a coprire i recessi del desiderio.

C’e in questi quadri una lacerazione che impedisce di abbandonarsi alla vita, con un calore umano, una forza drammatica di donne, forti, schiette, volitive, talora istintive, qualche volta scapijate ma mai sguaiate, sono figure accorate, capaci di forti e sinceri sentimenti di generosità, di coraggio e di tenerezza, profonde complesse, illuse.

Le figure sono sempre in movimento, anche nel quadro egizio, statico per eccellenza, sono immerse tra le cose immaginate e non visibili come in un abbozzo impressionistico e naturalistico di Tommaso di Ser Giovanni di Mone Cassai detto Masaccio cioè chi è tanto preso dall’arte che dimentica le vicende del mondo, in sussulto in una unica fonte di luce che definisce la struttura dei corpi.

Tutto è subito compreso, tutto diventa assoluto, tutto è patrimonio comune, tutto si spoglia del colore locale per diventare universale, tutto  ha il riconoscimento che avviene solo nella coscienza di ognuno di noi.

Grazie Mara.

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