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Rubrica Il Dispari ventidue maggio 2026

Rubrica Il Dispari ventidue maggio 2026

Andrea Del Buono | Longevità e benessere: “Il cibo come cura” per invecchiare bene.
Un articolo della dott.ssa Valentina Corato, biologa nutrizionista, esperta in alimentazione biodinamica, ricercatrice e socia sostenitrice della DD Clinic Foundation.
Metabolomica, test genetici e mineralogramma: prevenzione e alimentazione personalizzata.
Lametabolomica, studia l’insieme dei metaboliti presenti in un sistema biologico in un determinato momento, fornendo una fotografia dinamica dell’attività metabolica.
Essa riflette l’interazione tra patrimonio genetico, ambiente, stile di vita, alimentazione e stato di salute, risultando particolarmente sensibile alle variazioni funzionali dell’organismo.
L’analisi genetica tramite test del DNAe ilmineralogramma rappresentano strumenti complementari, la cui correlazione consente una valutazione approfondita dello stato fisiologico e metabolico dell’individuo
Perché facciamo il test genetico?
Il test genetico non dice con certezza se una persona si ammalerà, ma evidenzia predisposizioni.
Tramite il test accurato del DNA è possibile capire perché due persone reagiscono diversamente alla stessa dieta o farmaco; ci permette di individuare biomarcatori per diagnosticare precocemente malattie e personalizzare dieta, integrazione in base al profilo microbiotico e metabolico di ciascuno.
Perché alimenti della stessa categoria possono avere effetti digestivi diversi?
Per esempio sia il cavolo sia il broccolo appartengono alla stessa famiglia delle Brassicacee ma poiché ognuno di noi ha una composizione microbica e quindi una sensibilità intestinale differente, tramite il test è possibile comprendere quali alimenti sono migliori per ciascuno, perché un alimento fermenta e causa disturbi intestinali mentre un altro produce effetti benefici per l’intestino.
Il test del DNA viene effettuato tramite prelevamento con un tampone buccale di saliva e cellule della mucosa interna delle guance.
Dal campione viene estratto il DNA, e tramite utilizzo della biologia molecolare viene analizzato il suo genotipo.
Tramite la lettura di questo test è possibile vedere i piccoli difetti nell’attività delle proteine codificate dai geni analizzati, che non sono di per sé causa di patologie, ma possono causare squilibrio nelle vie metaboliche.
A tal proposito, risulta di particolare interesse la valutazione dei polimorfismi a singolo nucleotide (Single Nucleotide Polymorphisms, SNPs) del gene MTHFR, il quale codifica per l’enzima metilentetraidrofolato reduttasi, coinvolto in maniera cruciale nel metabolismo dei folati e nei processi di metilazione cellulare
La diminuzione dell’attività dell’enzima MTHFR, può condurre a una ridotta disponibilità di 5-metiltetraidrofolato, con conseguente accumulo di omocisteina nel plasma.
L’iperomocisteinemia è stata associata a un aumentato rischio cardiovascolare, a disturbi neurologici, a complicanze in gravidanza e a una ridotta capacità di metilazione cellulare, con una ridotta produzione di glutatione (il nostro principale antiossidante).
Un deficit nella metilazione e un eccesso di stress ossidativo accelerano l’accorciamento dei telomeri (i cappucci protettivi dei nostri cromosomi), favorendo l’invecchiamento cellulare.
In questi casi particolari non si somministra acido folico generico (che potrebbe accumularsi se non metabolizzato), ma folato attivo (5-MTHF)per proteggere e riparare il DNA.
Un approccio preventivo avanzato prevede pertanto l’integrazione dei dati genetici con quelli metabolici e biochimici, consentendo una medicina di precisione orientata alla prevenzione primaria e secondaria.
Dott.ssa Valentina Corato


Rubrica Il Dispari quindici maggio 2026

Andrea Del Buono inaugura la nuova rubrica di Consiglia Testa
Il Metodo “Consiglia” e la Nuova Frontiera della Postura PNEIM

D:
Cominciamo dalle presentazioni.
Lei si definisce “Naturopata Tecnico Posturale” e ha registrato il marchio PNEIM.
Cosa racchiude questo acronimo e qual è la filosofia alla base del suo lavoro?
R:
Il termine PNEIM è l’evoluzione del concetto di PNEI (Psiconeuroendocrinoimmunologia), con l’aggiunta fondamentale della “M” di Morfologia o Movimento.
La mia filosofia parte dal presupposto che la postura non sia solo una questione di “ossa dritte”, ma il risultato di un dialogo costante tra sistema nervoso, emozioni e biochimica.
Come naturopata, non guardo solo al sintomo meccanico, ma cerco di riequilibrare l’individuo nella sua totalità, partendo dal presupposto che un corpo in equilibrio posturale è un corpo che comunica correttamente con la mente.
D:
Il “Metodo Consiglia” è una sintesi originale di tre discipline molto note: Feldenkrais, Franklin e Yamuna Body Rolling.
Come si integrano tra loro e perché ha scelto proprio queste tre?
R:
Queste discipline sono i tre pilastri della consapevolezza corporea.
Il Metodo Feldenkrais lavora sulla riorganizzazione del movimento attraverso la neuroplasticità; il Metodo Franklin utilizza l’imaging dinamico per migliorare la funzione biomeccanica; lo Yamuna Body Rolling agisce profondamente sui tessuti e sulle ossa per liberare le restrizioni.
L’integrazione permette di agire su livelli diversi: dal comando cerebrale alla struttura fisica profonda.
La vera innovazione del Metodo Consiglia, però, è l’applicazione di questi principi sul trampolino elastico.
D:
Il trampolino elastico è spesso associato al fitness cardio.
Qual è invece la sua valenza posturale nel suo metodo?
R:
Sul trampolino, la gravità cambia costantemente.
Questo stimola i propriocettori e il sistema vestibolare in modo unico.
Utilizzare le tecniche di rilascio e allineamento su una superficie instabile ma elastica permette di lavorare sul tono posturale senza impatti traumatici, favorendo il drenaggio linfatico e la rimodulazione del tono muscolare profondo.
È un lavoro di “ginnastica medica” ad alta efficienza che diverte e rigenera.
D:
Lei menziona anche l’uso della tecnica Dejarnette e del biomagnetismo per “equiparare le anche”.
Può spiegarci l’importanza di questo passaggio?
R:
Le anche sono il fulcro del nostro movimento.
Un disallineamento del bacino si ripercuote sulla colonna e sulle articolazioni distali.
La tecnica Dejarnette (SOT) si concentra sulla relazione tra l’osso sacro e l’occipite, utilizzando dei “blocchi” per permettere al corpo di riallinearsi sfruttando il proprio peso.
Il biomagnetismo, invece, ci aiuta a lavorare sui campi magnetici del corpo per ridurre le infiammazioni e favorire l’omeostasi cellulare.
Equiparare le anche significa dare al corpo una base solida e simmetrica su cui costruire il movimento.
D:
Qual è il profilo tipo di chi si rivolge a lei e quali benefici può aspettarsi nel lungo periodo?
R:
Non c’è un paziente tipo, ma una necessità comune: il desiderio di abitare il proprio corpo con meno dolore e più fluidità.
Mi rivolgo a chi soffre di tensioni croniche, a chi vuole migliorare la propria performance sportiva o semplicemente a chi sente che la propria postura sta limitando la qualità della vita.
I benefici vanno oltre la scomparsa del dolore: si ottiene una maggiore vitalità, una respirazione più libera e una nuova consapevolezza di sé.


