Rubrica Il Dispari ventuno agosto 2026

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Rubrica Il Dispari ventuno agosto 2026

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Rubrica Il Dispari ventuno agosto 2026

Rubrica Il Dispari ventuno agosto 2026

Liga Sarah Lapinska intervsta

Marianna Zavadska:

“Faccio tutto con il brio del cuore”

 

Liga: Sono stata contentissima di incontrarti in questa giornata piovosa in un caffè della mia città nativa città poco dopo il concerto che tu e Aleksandrs Mirvis avete tenuto all’Accademia delle Scienze Lettone nell’ambito della mostra “Terra e Cielo”.

Qual è la tua città natale? Racconti ai lettori di Il Dispari le tue origini?

Marianna Zavadska: Sono nata a Limbaži, che è una delle città più antiche in Lettonia.

La madre di mia nonna, Eiženija Spridzāne, suonava la fisarmonica e il violino. Anche il mio bisnonno Jānis Spridzāns amava cantare e fare la musica.

Invece la mia nonna Julianna Rade aveva una meravigliosa voce da soprano.

Uno dei miei antenati è il noto poeta lettone Fricis Bārda, autore di molte canzoni, come “Ahimè, morte…” e “Vita, vita, sto dondolando in te”.

Sono nata il 3 luglio 1982 a Limbaži. È stata mia madre, la pianista Eiženija Zavadska, a insegnarmi per prima l’arte del canto e a darmi lezioni di pianoforte.

Mio padre, Edmunds Zavadskis, è un flautista.

Mia sorella, Izolde Markele, suona il flauto e anche la chitarra.

Ho anche un fratello.

In seguito, mi sono diplomata alla Scuola Secondaria di Musica. Ho cantato per un periodo all’Opera di Riga.

Attualmente, insegno musica in una scuola materna e impartisco lezioni private ai bambini.

Anche i miei migliori amici sono appassionati di musica, ad esempio Alvils Cedriņš, uno dei vincitori del concorso “Otto Milioni” organizzato dall’Associazione “Da Ischia L’Arte – DILA APS” di Bruno Mancini. Una persona fantastica che ho conosciuto nel 2019 durante un corso di pittura.

Liga: Come crei il tuo repertorio, qual è la tua formazione musicale e quali ruoli in opere o musical ti piacerebbe interpretare in futuro?

Marianna Zavadska: Mi piacciono soprattutto le opere di Joseph Haydn, Gaetano Donizetti, Francesco Cilea, Georges Bizet, Sergey Rahmaninov, Ruggero Leoncavallo, Pietro Mascagni, compositori nati in Lettonia Vitauts Žilinskis, Jāzeps Mediņš e Raimonds Pauls. Interpreterò presto il ruolo di Santuzza nell’opera “Cavalleria rusticana” di Pietro Mascagni. Talvolta mi diletto anche nel canto jazz e nella musica pop.

Barbra Streisand e Bruce Springsteen, pur non essendo cantanti d’opera, sono tra i miei musicisti preferiti.

Tra le donne cantantu amo Maria Callas, Jelena Obrazcova e Inese Galante, rra gli uomini preferisco Andrea Bocelli, Luciano Pavarotti e José Carreras.

Liga: Cosa ti viene in mente dapprima pensando all’Italia? Quali lingue parli e canti?

Marianna Zavadska: Mi viene in mente dapprima il mio fidanzato Marco Bruno, un ottimo ragazzo, di otto anni più grande di me, insegnante di lingua italiana, con il quale ho cantare regolarmente in duo la canzone di Antonello Venditti “Roma capoccia” come inno del nostro amore. E subito dopo penso all’isole d’Ischia che tu tanto decanti.

Parlo alcune lingue anche se non mi considero una poliglotta e molto volentieri canto in italiano, francese, tedesco, spagnolo, russo e lettone.

Liga: Quali sono i tuoi hobby, il tuo stile e il tuo segreto per rimanere in forma? Come alleni la tua voce?

Marianna Zavadska:Tra i miei hobby c’è la pittura, in particolare amo dipingere tramonti e albe. Sono snella perché cammino molto a piedi.

Alleno la mia voce cantando in concerti, molti dei quali di beneficenza presso la Società dei Ciechi.

Mi piace esibirmi insieme con la mia insegnante di musica Olga Moskalina, che ha dedicato tutta la sua lunga vita al canto e alla musica da camera, partecipo con successo ai concorsi musicali…e poi, faccio tutto con il brio del cuore.

 

Rubrica Il Dispari ventuno agosto 2026

Rubrica Il Dispari quattordici agosto 2026

Rubrica Il Dispari quattordici agosto 2026

Rubrica Il Dispari quattordici agosto 2026

Pēteris Rivža – Lettonia

Una fiaba per la Festa della Donna

Oltre i Tre Mari e le Tre Terre viveva una ragazza felicissima di nome Laima.

Ogni mattina lei sorrideva e andava a giocare (nell’antichità, questo mestiere si chiamava “fare scienza”).

Accadde la mattina dell’8 marzo.

Quando Laima si avvicinò alla macchina calcolatrice elettronica, questo apparecchio le sorrise gentilmente e le disse: “Auguri per la Festa della Donna!” e poi continuò: “Vorrei farti un regalo, qualcosa di poetico e romantico!

Ahimè, se sapessi quanto sono stanca di tutti quei programmi aridi con cui la gente cerca di riempirmi! Quanto amo la poesia… ma stiamo divagando.

Voglio regalarti un uomo perfetto!

Non pensare che ti stia imponendo i miei gusti personali.

Ti offro un intero bouquet.

Scegli quale di questi cavalieri vorresti vedere ai tuoi piedi e poi premi, ecco, il pulsante AUTOMAT“.

Laima cercò di convincere la macchina che un cavaliere moderno di solito non si sdraia sul pavimento ai piedi della sua dama, ma siede con tutto il conforto sul divano con una sigaretta in bocca e un giornale in mano, chiedendo di tanto in tanto se la cena verrà finalmente servita.

Ma la macchina non diede ascolto a Laima, le luci rosse lampeggiavano nervosamente, sibilando sommessamente.

Un serpente di carta strisciò fuori dalla macchina e si avvolse intorno ai piedi della ragazza.

Lei lo raccolse e iniziò a leggere:

Uomo n. 3 – snello e bello, il suo carattere non è abbastanza forte, è qualcosa a metà tra gelatina troppo cotta e gelatina poco cotta.  Nelle mani di una moglie severa e ben pragmatica egli può diventare un albero di casi.  L’iniziativa deve venire dalla parte femminile, perché di solito lui non vede né sente nulla di ciò che lo circonda.  Il suo carattere non è cattivo: quando viene rimproverato, non risponde, si alza e drizza le orecchie…

  1. 6 – un vero tipo cavalleresco, dai baffi neri, però è come la morte per le ragazze sensibili.

Ha lo sguardo che, in termini di penetrazione, si colloca tra un rilevatore di difetti a raggi gamma e un localizzatore a ultrasuoni. Le sopracciglia aggrottate e virili incorniciano adeguatamente gli specchi dell’anima meridionale. Ogni parola che dice, ogni promessa che fa suonano decisi e definitivi.

Certo, dopo, di solito, scompare con tutte le sue promesse e il suo sguardo inesprimibile, ma non importa più – cosa volete, una persona non può essere perfetta al 150%!

  1. 8 – tenerezza incarnata in un sorriso. Lui stesso sa di essere gentile, simpatico, affettuoso ed elegante, e spera che anche qualcun altro lo capirà.
  2. 9 – ti rispetterà. Ti rispetterà profondamente e per sempre. Rispetterà tutte voi! Non chiedetegli altro! È un bel miracolo nella nostra era supermoderna: un uomo che rispetta tutte le donne!
  3. 24…

“Carissima macchinetta M – 22,” iniziò a chiedere Laima “basta, grazie mille per la tua benevolenza, ma questa volta preferirei non prendere nessuno uomo.”

La macchina ululò, una luce verde lampeggiò: “Sei tu ingrata! Aspetta, ti esprimerò subito in algoritmi e ti convertirò in coefficienti di Fourier”ansimando pesantemente, la macchina iniziò ad avvicinarsi alla ragazza.

Laima urla di paura, i suoi piedi sembrarono proprio come inchiodati nel pavimento e poi si è  svegliata.

Rubrica Il Dispari quattordici agosto 2026

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Bruno Mancini scrittore

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