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comeicinesi
Poesia d’amore
del 13/04/2010 288 visite 4 voti
Il quinto dito di una mano.
Forti emozioni più
forti, fortissime.
Lei troppo prima.
Nel tempo perduto di un viaggio astrale
la nostra coppia
solitaria
– in solitudini senza tempo –
s’arrocca in semplici schemi
– d’amore è troppo -.
Lei – pensa – troppo unica.
“Rivederci un giorno”
“Appuntamento in centro”
“Va bene, ai treni”
“All’ora di punta”
“Che non sia Carnevale”
Troppo amore non serve.
Lei – pensa – troppo uguale.
Troppo nuda
troppo sincera
troppo significante.
L’attesa è del troppo gradevole.
Ma il vecchio corsaro ora vuole la noia
– pretende
attende –
l’ultima emozione prima
ignota, offensiva.
Sul fasciame di un suo vascello
– disteso –
alla fonda in acque mitiche
– solo –
il sole affisso all’albero alto
– chiuso –
lasciati avvizzire i ricordi
cerca – e sbaglia –
la Noia.
L’ultima emozione è più
forte, fortissima:
se assale è solo da sola
solissima
senza illudersi d’essere attesa
assimilata
per poi dissolvere anche i rimpianti
– scrupoli –
di non essere ancora
appartenuta.
E Franco potrà dire
“Il tema è favola
la storia è antica
il passo è breve
accettati
e lascia libere le tue certezze”.
Note dell’autore
Vedi anche il mio precedente post “Una storia di troppo”.
I commenti
Commento 12533
Virginia Murru il 20 apr 10 9:38 ha commentato:
Molto apprezzata, nonostante non ami i testi molto lunghi, questa non stanca il lettore, va a percorrere ogni fase del proprio sentire, l’emozione viene aperta e indagata senza inutili eufemismi.
Molto bravo.
Ester
comeicinesi il 15 apr 10 21:49 ha commentato:
In risposta al commento:
:-):
Sì! E’ come tu dici.
Soffermandoci su attitudini non immediatamente riconoscibili anche un piccolo mignolo assurge a protagonista nella creazione di emozioni d’altra parte improponibili.
Così ho immaginato “Una storia di troppo”… tanto TUTTO da consegnare (dopo la sua fine) a chi l’ha vissuta soltanto l’opzione dell’ultima emozione possibile: “La noia”.
E, quando ricevo considerazioni come la tua, mi viene voglia di riprovare a far sognare una penna!
Spesso nelle prefazioni dei miei libri propongo una pagina di “Brevi commenti amichevoli”, del tutto anonimi, ed in futuro, se mi autorizzi, mi piacerebbe aggiungervi questi tuoi:
“… mille sfumature suscitano riflessioni e dubbi, ma mi è difficile coglierli a volo… troppo sofisticati a volte, troppo logici forse, oppure il contrario. Insomma troppo! Però… “
“Però che impresa leggerti, ma se così non fosse, dove starebbe il piacere? Ancora complimenti!”
:-)
ester il 15 apr 10 19:23 ha commentato:
Hai fatto bene a proporre l’intero testo: ora mille sfumature suscitano riflessioni e dubbi, ma mi è difficile coglierli a volo… troppo sofisticati a volte, troppo logici forse, oppure il contrario. Insomma troppo! Però…
“Il quinto dito di una mano.”
… e che sarà mai? In fondo è solo un’ulteriore appendice, forse di troppo, quasi insignificante, ma poi vedo il gesto aggraziato di un movimento di danza dove anche il mignolo ha la sua parte e la fantasia vola e vede ampi spazi, creati dal gesto, che diventano reali davanti ai miei occhi perché ho creduto nel mignolo e nelle sue infinite possibilità…
E se un violino lascia nell’aria la sua malinconia, dico grazie anche al mignolo, curvo e teso alla ricerca della nota agognata.
Forse il Poeta vuole significarci che ci si può accontentare anche di una mediocrità basata su certezze, su sensazioni arroccate a semplici schemi sicuri, ma chi può dire cosa si perde nel cambio?
E chi può dire di aver compreso a fondo il Poeta? Un folle? Come lui stesso dice altrove:-)
Però che impresa leggerti, ma se così non fosse, dove starebbe il piacere? Ancora complimenti!
Commento 12437
comeicinesi il 14 apr 10 13:26 ha commentato:
In risposta al commento:
Commento 12435:
… sì! La noia.
Commento 12435
Roberta il 14 apr 10 13:19 ha commentato:
Un bel percorso interiore per assimilare un sentimento, nuovo.
Commento 12434
domenicabramo il 14 apr 10 9:06 ha commentato:
____________________________-***
Non potevo non leggerla.
E’ bellissima!
ciao
,domenica