Paola Occhi

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mi presento:

Paola Occhi Socia DILA

DILA nomina Paola Occhi Ambasciatrice della Pace

Evento pianoforte – Paola Occhi

Papa Francesco udienza: ammessi Paola Occhi DILA e La Nazionale Cantanti Lirici

La piccola Veronica Coppola con Paola Occhi – Ischia Museo del mare

Paola Occhi e Veronica Coppola

Cod 21: Paola Occhi – Pensiero alla nonna

Paola Occhi e Santina Amici a Roma

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Relitto marino a Capo Rizzuto

Relitto marino a Capo Rizzuto

Relitto marino

Il “Relitto della campana” è quello che la Soprintendenza Nazionale Patrimonio Culturale Subacqueo guidata da Barbara Davidde e la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio diretta da Fabrizio Sudano stanno indagando nelle acque di Capo Rizzuto.

Coinvolti anche l’Area Marina Protetta di Capo Rizzuto, il Centro Regionale Strategia Marina dell’Arpa Calabria e il Nucleo Carabinieri Subacquei di Messina.

Fabrizio Sudano: «Nel Maggio del 2019 alcuni subacquei locali – Francesco Megna, Simone Megna, Luca De Rosa e Franco Megna – rinvennero alcuni cannoni nei pressi di Capo Rizzuto e ne denunciarono la scoperta alle autorità. Dopo un primo sopralluogo, le due Soprintendenze hanno deciso di avviare, nell’ottica della tutela, alcune indagini subacquee le cui attività scientifiche sono state dirette dagli archeologi subacquei Salvatore Medaglia e Paola Caruso appartenenti ai due istituti del Ministero della Cultura».

Barbara Davidde «Sono stati censiti 9 cannoni sparsi caoticamente in un’area di bassifondi rocciosi. Si tratta di pezzi d’artiglieria in ghisa di dimensioni e calibri differenti adagiati su un fondale compreso tra 6 e 10 metri di profondità. Intorno alle bocche da fuoco ad avancarica sono state scoperte anche due enormi ancore in ferro, la più grande della quale è lunga circa due metri».

Supporto dei sommozzatori dei Carabinieri guidati dal Comandante Domenico De Giorgio.

Ritrovata una campana di bronzo in uno stato di conservazione giudicato, tutto sommato, buono, il manufatto presenta varie incrostazioni marine ed è caratterizzato da alcune decorazioni in rilievo.

Salvatore Medaglia, della Soprintendenza per il Patrimonio Subacqueo «Tra le attrezzature di bordo la campana aveva certamente un ruolo importante, dal valore, se vogliamo, simbolico. Appesa sul castello al tempo della marineria a vela, scandiva lo scorrere del tempo e avvertiva l’equipaggio dell’avvicendarsi delle varie attività giornaliere. Essa fungeva anche come segnalatore acustico, ad esempio in caso di nebbia o per un pericolo immediato. Non di rado la campana recava l’anno di fusione e talvolta il marchio dell’artigiano che l’aveva realizzata. A tali elementi potevano ulteriormente aggiungersi il nome della nave e l’emblema della marina o lo stemma dello stato sotto la cui bandiera navigava. Ecco perché è cosi importante per noi ricercatori nell’ottica di voler dare un’identità al relitto».

I cannoni in ghisa fanno parte  di un tipo di artiglieria che andò progressivamente ad affiancare e poi lentamente a sostituire l’armamento navale in bronzo nel corso del XVI secolo. Sin dalla metà del XVII secolo le bocche da fuoco in ghisa divennero l’armamento principale delle navi in quanto avevano un costo di produzione molto inferiore.

Paola Caruso «Queste attività di ricerca siano basilari per la conoscenza storica dell’intera area. Le ricorrenti segnalazioni dimostrano, inoltre, la sensibilità degli abitanti del luogo per l’archeologia e la consapevolezza relativamente all’importanza della salvaguardia del patrimonio sommerso».

L’area marina di Capo Rizzuto è già nota agli archeologi.

In queste acque ci sono  tracce di altri naufragi tra cui quelle del piroscafo Bengala della flotta della Navigazione Generale Italiana che, varato a Sunderland nel 1872, colò a picco nel 1889 causando la morte di due membri dell’equipaggio.

Ci sono poi altri due giacimenti archeologici legati a naufragi, inquadrabili tra XVII e XVIII secolo, che sono posizionati a non molta distanza dal relitto della campana. Il primo di essi è un bastimento che forse iniziò il suo viaggio a Narbonne e che trasportava un variegato carico litico composto da marmi provenienti dalle cave di Caunes Minervois in Francia (altrimenti conosciuto come rosso mischio di Francia), da Portovenere (marmo nero) e da Carrara; l’altro, adagiato su un fondale di circa 8 metri, ha restituito altri cannoni, anche questi in ghisa.

Il motivo per cui tali relitti giacciono concentrati in queste acque – e ad essi sono da aggiungersi altre testimonianze sporadiche di età romana e altomedioevale – è presumibilmente dovuta alla presenza di alcune secche che, almeno sino alla fine del Settecento, erano semi-affioranti.

Molti portolani dell’età moderna, nella fattispecie datati tra il XV e il XVIII secolo, ricordano la pericolosità di queste secche e numerosi documenti d’archivio conservano memoria dei naufragi avvenuti tra XVI e XIX secolo in questo tratto di mare.

Alle insidie dei banchi rocciosi, si aggiungeva la piaga della pirateria, prevalentemente barbaresca, che fu molto virulenta lungo lo Jonio calabrese e di cui vi è ampia traccia nella documentazione storica.

Non è un caso che il più famoso pirata ottomano, ‛Ulūǵ ‛Alī “il rinnegato”, convenzionalmente chiamato Uccialì e al secolo Giovan Dionigi Galeni, era nativo proprio di queste contrade e che, rapito dai pirati di Barbarossa, si convertì e fece una straordinaria carriera nell’amministrazione ottomana.

«È infatti auspicabile – afferma la Davidde – che alle attività di tutela della Soprintendenza Nazionale, la quale lavora raccordandosi con le soprintendenze ABAP del Ministero della Cultura, si affianchi una capillare attività di divulgazione e promozione del patrimonio archeologico subacqueo. Una missione, questa, che passa anche attraverso nuove forme di musealizzazione dei giacimenti subacquei la cui fruizione, anche con l’ausilio dei nuovi ritrovati tecnologici, può divenire un elemento di crescita in un Paese come il nostro che si trova ad avere oltre 8000 km di coste e un patrimonio culturale sommerso ingente».

 

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Il Dispari 20210927 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20210927 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20210927

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Il Dispari 20210927 – Redazione culturale DILA

La soprano Rezarta Dyrmyshi, nuova amica dei progetti culturali Made in Ischia

Alla fine dello scorso mese di maggio, nella splendida location romana “Interno 4”, è stato realizzato (come vi abbiamo informati a partire da lunedì 21 giugno in questa stessa pagina) un concerto speciale organizzato dall’Attrice e Regista Chiara Pavoni, nella sua funzione di Presidente di Sede operativa dell’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA“, che è stato caratterizzato dalla registrazione video della prima esecuzione mondiale di tre musiche composte dal maestro Roberto Prandin su testi di Bruno Mancini.

Tale evento, da considerarsi come ringraziamento al M° Prandin per la sua collaborazione con i progetti culturali Made in Ischia dell’Associazione DILA, ha visto la partecipazione di tre brave e belle cantanti di musica classica accompagnate dalla pianista Giovanna Santoro.

Di Giovanna Santoro abbiamo già scritto in una puntata precedente, così oggi richiamiamo la vostra attenzione verso la soprano Rezarta Dyrmyshi che nel concerto ha cantato, in prima esecuzione mondiale, il brano musicale “Tra eutanasia e ghigliottina” che Roberto Prandin ha scritto su testo di Bruno Mancini.

Dell’intero concerto è stato realizzato un video disponibile sul Youtube al link

https://youtu.be/yWUWh1rUpRY

Rezarta Dyrmyshi ha conseguito il diploma superiore di canto presso il liceo artistico “Onufri  Elbasan” (Albania).

Ha proseguito gli studi nella “Accademia delle belle Arti” di Tirana e successivamente presso il Conservatorio di musica “Santa Cecilia” di Roma.

Durante la permanenza a Tirana ha svolto diverse attività artistiche tra cui la partecipazione al “Pax Day”, uno tra i cori più importanti dell’Albania.

Presso l’Accademia delle Belle Arti di Tirana ha vinto, con il massimo dei voti, una borsa di studio indirizzata ai giovani talenti.

Sulle pagine di cronaca musicale si legge che la sua voce è stata subito apprezzata per la sua purezza, per il suo colore limpido e caldo, tanto che è stata nominata “La voce di cristallo”.

Ha partecipato a diverse master class, tra cui quella con il soprano Daniela Dessi.

La sua grande passione per la musica, e l’arte in generale, l’ha spinta a coltivare un interesse particolare per la musica leggera, pop, e altri generi musicali.

Spinta da questo interesse, in collaborazione con la “Mediterraneos Productions”, ha inciso un CD composto da cover, dove ha registrato alcuni brani famosi in veste lirica presentato al “Premio Eudonna”.

Successivamente ha vinto il primo premio del concorso “Il Cantagiro”,  per la sezione lirico pop internazionale.

Rezarta Dyrmyshi ha partecipato al musical “Salvo D’Acquisto” di Antonio Pappalardo svolto nella Cattedrale metropolitana di “Santa Maria Assunta” di Napoli.

Le varie esperienze di Rezarta Dyrmyshi nel campo operistico sono state caratterizzate dalle interpretazioni dei ruoli di “Serpina” in “La Serva Padrona” di G. B. Pergolesi, “Carolina” in “Il matrimonio segreto” di D. Cimarosa, “Susanna” in “Le nozze di Figaro” di W. A. Mozart,  “Gilda” nel “Rigoletto” di G. Verdi,  “Lucia” nella “Lucia di Lammermoor” di G. Donizetti, “Mimmi” e “Musetta” in “La Bohème” di G. Puccini, “Liu” nella “Turandot” di G. Puccini, e “Violetta” in “La Traviata” di G. Verdi.

Ha fondato, insieme all’oboista Enio Marfoli e alla pianista Federica Simonelli, il “Trio Mission” con un vasto repertorio che spazia dal genere classico, alle colonne sonore, e alla musica pop.

Attualmente svolge un’intensa attività concertistica anche in formazione da camera.

Oltre alla attività concertistica, si dedica all’insegnamento con specifici riferimenti alla tecnica vocale.

Chiara Pavoni ci dice di essere impegnata a realizzare le condizioni per concretizzare un evento ad Ischia durante il quale potremo assistere ad un concerto di Rezarta Dyrmyshi.

Al termine del concerto di maggio, Rezarta Dyrmyshi ha rilasciato questa breve intervista a Chiara Pavoni.

D: -“Ti era mai capitato di cantare dei testi poetici su musica contemporanea?”

R: -“Allora, mi è capitato di fare dei concerti su testi scritti da poeti e da scrittori, ma di musica contemporanea, no. Non di questo genere diciamo”.

D: -“Quindi…”

R: -” Musica contemporanea, sì, ho cantato, ma non di questo genere, non con una precisa impronta poetica.”

D: -“Progetti per il tuo futuro?”

R: -“Ultimamente abbiano deciso di fare un gruppetto. Siamo noi tre…. e quindi ci piacerebbe fare un bel progetto insieme con una bellissima musica che spazi dall’opera classica al musicol al pop lirico”

D-“Bene, allora chiudiamo il concerto dandoci un ambizioso appuntamento: andremo tutte a Ischia!”

R:-“Magnifica idea alla quale io aderisco con entusiasmo!”

Questo è il testo scritto da Bruno Mancini per la musica di Roberto Prandin cantata da Rezarta Dyrmyshi

TRA EUTANASIA E GHIGLIOTTINA

Tra eutanasia e ghigliottina,
le mie sbizzarrite molecole,
tra sortilegi
avvenenti attese
improbe rincorse nella nebbia
oppure disincanti
monotone certezze
tranquille soste sulle spiagge,
le mie sfavillanti molecole,
hanno fermato il tempo all’improvviso.

E così sia.

Il Dispari 20210927 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20210927 – Redazione culturale DILA

La soprano Rezarta Dyrmyshi, nuova amica dei progetti culturali Made in Ischia

La soprano Rezarta Dyrmyshi, nuova amica dei progetti culturali Made in Ischia

La soprano Rezarta Dyrmyshi, nuova amica dei progetti culturali Made in Ischia

La soprano Rezarta Dyrmyshi, nuova amica dei progetti culturali Made in Ischia

La soprano Rezarta Dyrmyshi, nuova amica dei progetti culturali Made in Ischia

La soprano Rezarta Dyrmyshi, nuova amica dei progetti culturali Made in Ischia

Il Dispari 20210927 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20210927 – Redazione culturale DILA

Il Vecchio Ovile

Durante l’ìndimenticabile serata, a Pontinia l’8 agosto 2021 con tre veri “eroi” del popolo italiano ossia il dott. Mariano Amici, l’avv. Edoardo Polacco, e la scrittrice Ornella Mariani Forni, ricordi indimenticabili toccano il mio cuore vedendo i prati in fiore e l’accoglienza di amore della civiltà contadina, della folla che geme per i soprrusi dell’elite miliardaria che vuole ridurre l’umanità da otto miliardi a meno di un miliardo entro il 2030.

Rispolvero nel mio cuore i ricordi della mia infanzia, figlia di contadini dell’Agro Pontino, e i miei studi sulla storia dell’agricoltura.

L’agricoltura nasce circa diecimila anni fa, insieme all’uomo della preistoria che, da nomade e cacciatore, diventa stabile coltivatore di semi e di addomesticamento di animali selvatici come cani, ovini, suini, buoi e mucche, pollame.

Consuma latte come bevanda e lo trasforma in formaggi, latticini e burro.

Conserva carne, pesce, frutta e legumi in inverno sotto la neve, oppure e affumicandoli, e utilizza il sale e l’essicazione durante i mesi caldi.

L’uomo utilizza strumenti di lavoro ricavati dal legno, dalle ossa degli animali, dalla sabbia levigata.

Costruisce zappe, falci, asce, macine.

Durante l’invasione barbarica e con la caduta dell’impero romano le ville romane vengono distrutte e i sopravvissuti sviluppano l’ortocultura.

Nell’anno mille gli arabi sviluppano l’agricoltura con la sostituzione dei cavalli ai buoi, coltivazione di riso, agrumi, canna da zucchero, pistacchio, spinacio.

Uso della rotazione triennale cioè anno di coltivazione e due anni di pascolo.

Nel secolo XVIII si sviluppa la rivoluzione agraria e si utilizza il vaccino del vaiolo.

Cambiamenti al posto del maggese, si semina il foraggio (erba medica) intensificando l’allevamento domestico di ovini, suini, bovini, e si utilizza come fertilizzante il letame.
La rivoluzione industriale nasce nella seconda metà del’700 con l’introduzione della spoletta volante e delle macchine a vapore, utilizzando i combustibili fossili.

La seconda rivoluzione industriale a partire del 1870 con l’introduzione dell’elettricità, dei prodotti chimici e del petrolio.

terza rivoluzione industriale inizia a partire dal 1970 con l’introduzione dell’informatica, dell’elettronica e delle telecomunicazione e con il cambiamento totale culturale e sociale.

Ora, energia atomica, serre agricole, produzione OGM, diserbanti che inquinano le falde acquifere e riducono la fertilità dei terreni.

Problemi ambientali e catastrofi ambientali con l’eliminazione graduale dei polmoni terrestri come l’eliminazione della Foresta Amazzonica, con l’allevamento intensivo e con lo sviluppo delle zoonosi.

Le zoonosi sono infezioni o malattie che possono essere trasmesse direttamente o indirettamente tra gli animali e l’uomo, ad esempio attraverso il consumo di alimenti contaminati o il contatto con animali infetti.

Sviluppo sempre più prepotente e dispotico delle imprese multinazionali farmaceutiche, informatiche, elettroniche, eliminazione della privacy e dei diritti umani.
Chi vuole rimanere inerte senza lottare per contrastare tali violenze contro la natura, e contro l’Umanità?

Angela Maria Tiberi

Angela Maria Tiberi, poetessa, è Presidente sede operativa Nazione Italia per conto dell’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA”.

Il Dispari 20210920 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20210920

Il Dispari 20210920 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20210920 – Redazione culturale DILA

Michela Zanarella intervista Bruno Mancini. Era il 2011

Bruno Mancini è l’ideatore del progetto culturale “LENOIS”, le nostre isole. è nato a Napoli nel 1943 e risiede ad Ischia dall’età di tre anni.
A lui piace dire che l’origine della sua ispirazione o forse solo un iniziale impulso ancestrale ed istintivo, il vero basilare momento poetico della sua vita, si è concretizzato nell’incontro, propriamente fisico, tra i suoi sensi acerbi, infantili, e le secolari, immutate, tentazioni autoctone dell’Isola d’Ischia, dove le leggi della natura sembravano fluire ancora difese da valori di primitive protezioni.

Apostrofando lo incontra per un’intervista.

Il Dispari 20210920 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20210920 – Redazione culturale DILA

D- Bruno Mancini, scrittore, poeta, ideatore del progetto “LENOIS”, le nostre isole. Come è iniziato il tuo percorso nel mondo della scrittura?

R- Praticamente potrei affermare che siamo nati insieme!

Credo che le primissime esternazioni poetiche io le abbia espresse fin da piccolissimo ed è cronaca che sapessi usare la penna in età prescolare, tanto che i dirigenti scolastici consentirono che i miei genitori m’iscrivessero direttamente alla seconda elementare, pur non avendo ancora l’età sufficiente nemmeno per l’iscrizione alla prima classe: morale della favola pur essendo stato promosso all’esame di quinta elementare non fui ammesso alla scuola media per carenza di età!

Burocrazia italiana volle che restassi… un anno fermo!

Qualche anno fa ho ritrovato in un vecchio diario del 1956 un mio componimento poetico che ho inserito nella raccolta “La sagra del peccato”, con il titolo “La mia prima poesia”.

Poi, nel corso degli anni, ho avvicinato culturalmente stili e personaggi artistici di vario spessore, restando sempre attento a percepire quanto d’innovativo esprimessero.
In alcuni momenti ho avuto delle pseudo dipendenze culturali da poeti come Quasimodo o da scrittori come Proust o Kundera.

Posso ricordare, nostalgicamente, le lunghe giornate bolognesi che passavo a leggere ed a scrivere, nella Biblioteca dell’Archiginnasio negli anni 1963-4 (quindi ben prima del ’68!), tra le manifestazioni pacifiste ispirate da Danilo Dolci e dal Movimento nonviolento per la pace animato da Pietro Pinna (con relative fughe in seguito alle cariche della polizia), e le riunioni di amici affamati di Arte, di Libertà e di Diritti Civili.

Il Dispari 20210920 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20210920 – Redazione culturale DILA

D- So di una recente collaborazione nata con il settimanale “Il Dispari” diretto da Gaetano Di Meglio. Ci vuoi parlare di come verrà gestita la rubrica culturale?

R- La decisione della nostra partecipazione redazionale a “Il Dispari” è troppo recente per consentirci di approntare fin da ora un’impostazione definitiva della pagina, tuttavia alcuni punti fermi sono stati ben individuati e si tratta di:

1) “La Poesia della settimana”.

Rubrica in cui Roberta Panizza, Direttrice Artistica di LENOIS, intende suggerire ai lettori de Il Dispari esempi, lei dice, “a mio giudizio significativi di poesia dei giorni nostri. Versi che, facendo ampio uso delle potenzialità della parola e delle figure retoriche, riescano ad uscire dalla bidimensionalità della lingua parlata e colloquiale e a toccare sfere e piani della comunicazione che solo la poesia può esprimere. Le poesie che di settimana in settimana leggerete tra queste pagine proverranno principalmente dal web, luogo prescelto da molti autori per esporre la propria arte”.

Sarà dato spazio, e ciò vale anche per tutte le altre forme artistiche che proporremo, preferibilmente, a poesie che con la pubblicazione su Il Dispari vedranno per la prima volta una loro diffusione cartacea.

Il Dispari e LENOIS desiderano, infatti, dare visibilità a tutti gli Artisti meritevoli, ma snobbati dalle lobby editoriali e commerciali importanti che amano andare sul sicuro pubblicando solo big.

2) “L’immagine della settimana”.

Le immagini che ammirerete in questo spazio saranno selezionate dalla pittrice Nunzia Zambardi, certamente già ben nota alla gran parte dei lettori del settimanale, e saranno opere pittoriche o scatti fotografici che ritraggano squarci di vita ischitana, proposti da artisti anche non locali locali, utilizzando qualsiasi tecnica riproduttiva, purché esse riescano a comunicare emozioni.
Anche in questo caso privilegeremo opere inedite.

3) “Personaggi e celebrazioni”.

Alberto Liguoro, scrittore -giornalista porterà alla nostra attenzione storie e aneddoti relativi ai mille e mille personaggi famosi che nei secoli hanno scelto l’isola d’Ischia come località adatta allo sviluppo delle loro ispirazioni oppure come meta per vacanze e relax.

4) “La musica ed Ischia”.

Affidata alla straordinaria competenza di Luciano Somma, vorrà miscelare ricordi e prospettive future della più popolare tra le arti, spaziando tra le innumerevoli sfaccettature offerte da personaggi e spartiti ispirati all’isola d’Ischia.

5) “Nunzia Binetti”.

Poetessa e collaboratrice del network Vivicentro.org, oltre a spaziare praticamente in tutti i campi artistici con l’acume delle sue analisi critiche, sarà la coordinatrice del pool di Pionieri impegnati quali Opinionisti nello scrivere recensioni, interviste, commenti e presentazioni ecc.

D- Qualche anticipazione sui prossimi impegni culturali?

R- Nel mio album dei ricordi trovo una fotografia dei primi anni sessanta, scattata nel salone dell’Hotel Jolly, che mi vede declamare versi tratti dalla prima Antologia “Poeti e Novellieri di oggi e di domani” della quale feci parte con tre o quattro liriche.
Era quello uno dei tanti incontri letterari che proponevo, nemmeno ventenne, agli amici cultori della Poesia.

Come a volte accade, in seguito e per un lunghissimo periodo, il lavoro e la famiglia mi hanno impegnato in maniera totale, fin quando, alcuni anni fa, ho trovato il tempo per sistemare le varie “cose” che avevo scritto nel corso degli anni.

Sedici volumi tra poesie e racconti.

Ciò non è bastato a calmare la mia voglia di confronto con il giudizio dei lettori, e da questa insoddisfazione è scaturita in me, con molta semplicità, l’idea di riproporre “Serate di Letture” ovunque sia possibile.

In tale intenzione si inseriscono non solo una serie di eventi che proporremo (ricalcando le orme che negli anni passati hanno visto protagonisti i nostri Pionieri) in prestigiosi alberghi ed in strutture culturali tipo musei e biblioteche, ma stiamo studiando anche, ad esempio, alcune modalità di diversificazione del nuovo prodotto antologico (titolo provvisorio ANT 5 LENOIS), in modo da ampliare il target finale e sfruttare al meglio le sinergie con settori non direttamente correlati col nostro mondo; e poi pensiamo, per dirne una, ad antologie create ad hoc per l’esposizione e la vendita in strutture turistiche, ricche di informazioni utili per i visitatori ed eccellenti vettori della nostra cultura e delle opere dei nostri artisti.

Stiamo costruendo, e siamo già a buon punto, una rete interregionale di personalità vicine a “LENOIS” in modo da estendere il nostro raggio d’azione all’intero paese.

Stiamo costruendo, lentamente ma decisamente, una vera e propria rete distributiva indipendente, su modello di quanto accade in realtà ben più consolidate della nostra, in modo da far giungere autonomamente il prodotto praticamente ovunque.

Stiamo realizzando alcuni format televisivi e radiofonici tramite cui saremo in grado di trasmettere i nostri contenuti a livello multimediale, grazie anche all’appoggio di preziosissimi partner quali Vivicentro – Poesia e dintorni – Italia della Cultura – Radioinvisibili – Livestream ecc.

Utilizzare le dirette online per documentare i nostri eventi… e poi pare, ma lo dico con tutta la prudenza possibile, che una importante emittente televisiva abbia intenzione di inserire nel suo palinsesto una specifica rubrica culturale di circa 30 minuti settimanali della quale ci sarebbe affidata la redazione.

Infine, stiamo lavorando ad un progetto che vedrà la luce non prima del 2013 e che sarà il punto di arrivo di tutto questo lungo viaggio.

Punto di arrivo sì, ma tale da darà il senso, una volta e per sempre, alla premessa con la quale ho iniziato anche questa intervista; posizionare la poesia sul palco di primo piano che le compete nell’attuale società italiana.

Sarà una vera e propria rivoluzione culturale proposta nella certezza che Ischia è, e sarà sempre isola di sogni e di emozioni, di gioiosa follia e di magia.

Un’isola, in definitiva, di poesia.

Michela Zanarella

Michela Zanarella è nata a Cittadella nel1980.
Ha conseguito il diploma di perito aziendale e corrispondenza in lingue estere.
Inizia a scrivere poesie nel 2004 e scopre un talento naturale nella espressione della vita in versi.

Ottiene parecchi premi a livello nazionale.

Fino al 2011 ha pubblicato tre libri: “Credo” ed. MeEdusa, “Risvegli” ed. Nuovi Poeti, “Vita, infinito, Paradisi” ed. Stravagario.

Suoi articoli sono presenti su quotidiani quali il Mattino di Padova, il Gazzettino di Padova, il Padova, la voce dei Berici.

Ha partecipato alla trasmissione televisiva “Poeti e Poesia” di Elio Pecora su Televita, a Roma.

Il Dispari 20210920 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20210920 – Redazione culturale DILA

 

Il Dispari 20210913 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20210913

Il Dispari 20210913 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20210913 – Redazione culturale DILA

Maria Letizia De Berardinis, nuova amica dei progetti culturali Made in Ischia

Il concerto organizzato dall’Attrice e Regista Chiara Pavoni, nella sua funzione di Presidente di Sede operativa dell’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA”, che si è volto, alla fine del mese di maggio nella splendida location romana “Interno 4”, per rendere omaggio alle musiche composte dal maestro Roberto Prandin su testi di Bruno Mancini, ha visto la partecipazione di tre brave e belle cantanti di musica classica accompagnate dalla pianista Giovanna Santoro.
Dell’intero concerto è stato realizzato un video disponibile sul Youtube al link
https://youtu.be/-FPmZf59hjM

Abbiamo avuto modo nelle scorse settimane di presentarvi la soprano Lorena Sarra, mentre oggi richiamiamo la vostra attenzione verso la soprano Maria Letizia De Berardinis che nel concerto ha cantato, in prima esecuzione mondiale, il brano musicale “Quanno” che Roberto Prandin ha scritto su testo di Bruno Mancini tradotto in napoletano da Luciano Somma.

Il Dispari 20210913 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20210913 – Redazione culturale DILA

Maria Letizia De Berardinis, nata a Roma nel 1961, giovanissima, inizia a studiare privatamente il violino con il maestro Antonio Testoni, per poi proseguire con gli eccellenti insegnanti Mina Raimondi, Monserrat Serveras, Domini Marco, arrivando fino all’VIII° corso.

Parallelamente inizia lo studio del canto lirico completando il corso inferiore presso il Conservatorio “Licinio Refice“ di Frosinone, proseguendo lo studio con gli eccellenti maestri Silvano Muratore e Oto Noriko tramite i cui insegnamenti, approfondirà l’aspetto tecnico vocale con un metodo completamente nuovo, straordinario e molto distante da quello convenzionale.

Ciò la porterà, con convincimento, ad allontanarsi definitivamente dal mondo scolastico musicale accademico.

Nel 1998 inizia a svolgere un’intensa attività concertistica come cantante solista (soprano), dedicandosi al repertorio operistico e in particolare a quello di musica da camera, sia in ambito sacro sia in quello profano, a partire dal Seicento fino al Novecento.

A Roma, ha cantato in molte importanti sale (Baldini), chiese (Santa Maria in Montesanto o “Chiesa degli Artisti“), Associazioni (Istituzione Musicale Abruzzese e Associazione degli Umbri), teatri (Agorà), musei (Delle Arti e Tradizioni Popolari e Museo Barracco), istituti e scuole (Lezioni – Concerto) e in occasione di varie manifestazioni musicali (16° Novembre Musicale anno 2002 “Itinerario Verdiano“ – Sala Convegni di Ciampino in occasione della Festa di Santa Cecilia, Theleton).

Come solista e nel Duo Convocalis, con il baritono Roberto Bisconti, nel 2009 ha aperto la stagione di Musica da Camera di Ronciglione.

Nel 2011 ha cantato nel concerto operistico “Cantare il Settecento” nella sala Nardini di Capranica, e ha cantato nel concerto “Cuore Napoletano” (interamente dedicato alla storia della canzone napoletana) nella sala Regia del Palazzo dei Priori del Comune di Viterbo.

Nel 2012 ha cantato come solista (voce e chitarra) per l’Associazione artistico letteraria “Il leggio sul mare” di Roma.

2014 ha partecipato, a Roma, al III° Concorso internazionale di musica da camera “Note sul Mare” organizzato dall’Associazione Culturale “Arte del Suonare” di Maria Luisa Neri, ottenendo il primo premio con votazione 100/100.

Fa anche parte, in qualità di voce solista, della formazione musicale rinascimentale e barocca Ensemble Convocalis con la quale ha partecipato, il 26 marzo 2017, nella Chiesa della Visitazione a Bracciano con il patrocinio del Comune, al concerto di Musica Barocca. Concerto poi replicato nella Chiesa di S. Francesco del Comune di Sutri.

Nel 2017 ha partecipato, sempre come voce solista, al concerto di musica da camera e operistica del XVII del Totti Vocal Ensemble “Affetti Perfetti“ nella Chiesa di S. Rosa da Viterbo di Roma.

Ancora nel 2017, per “I Concerti della Città di Scandicci“, ha cantato, nella sala Consiliare “Orazio Barbieri“ del Comune di Scandicci, sei arie operistiche: dalla Boheme, dalla Tosca, dalla Butterfly, dalla Rondine, dal Gianni Schicchi e dalla Turandot di Giacomo Puccini.

Nel 2018 partecipa come voce solista, con il Coro Jubilate Deo di Roma, diretto dal M° Alfredo Totti, al concerto di Natale Rorate Coeli tenutosi a Roma nella Chiesa di S. Maria in portico Campitelli.

Nel 2019 esegue lo Stabat Mater di G.B. Pergolesi come soprano solista insieme al controtenore Mario Bassani e all’orchestra da camera “Gli Arcadi“ diretta dal M° Massimo Munari.

Attualmente fa parte del coro Cima e Massenzio di Ronciglione, sia come corista sia come voce solista.

Con la suddetta corale svolge anche attività concertistica con il proprio Duo Convocalis.

Chiara Pavoni ci dice di essere impegnata a realizzare le condizioni per concretizzare un evento ad Ischia durante il quale potremo assistere ad un concerto di Maria Letizia De Berardinis.

Al termine del concerto di maggio, Maria Letizia De Berardinis ha rilasciato questa breve intervista a Chiara Pavoni.

D: -“Cos’è per te la musica e perché hai deciso di diventare cantante?”
R: -“Io, in realtà, è una cosa che non ho deciso. Io sono nata cantante…”

D: -“Quindi invece di fare il primo vagito ha fatto ohoh…”
R: -“Sì, praticamente avevo tre anni, mia madre aveva una sartoria, io trovavo gli straccetti per terra, li mettevo addosso, andavo fuori e cantavo.
Quindi io sono nata per il canto e dico sempre che ho cantato anche nella mia precedente vita.
E il discorso della poesia… io leggo una poesia al giorno perché credo che la poesia sia qualcosa di molto formativo, anche se oggi la poesia non trova spazio, così come del resto tutta l’arte in generale.
Amo molto la pittura. Mi diletto. Però io amo un po’ tutta l’arte.
Il canto è qualcosa che, in particolare, io sento molto, lo sento fisicamente. Quando sto male, quando ho momenti brutti canto.”

D-“Bene, allora chiudiamo il concerto dandoci un ambizioso appuntamento: andremo tutte a Ischia!”
R:-“Magnifica idea alla quale io aderisco con entusiasmo!”

Questo è il testo scritto da Bruno Mancini (tradotto in napoletano da Luciano Somma) per la musica di Roberto Prandin cantata da Maria Letizia De Berardinis

QUANNO

Quanno chest’ora
‘e primma matina griggia
appicciarrà
spèrcianno all’uocchie tuoje
quanno ‘e palumme
farranno ‘ammore
int’’o nivo deserto
e tu trapassarraje
int’’o ggelo ‘e chesta vita scura
quanno ‘e mmane meje, ‘e ddete
nun mangiarranno cchiù ll’aria
inutilmente suppliccanno
ammore ammore…

Il Dispari 20210913 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20210913 – Redazione culturale DILA

 

Il Dispari 20210913 – Redazione culturale DILA

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Gianluigi Filippini, in arte Janfilip, è a Ischia

Il Dispari 20210913 – Redazione culturale DILA

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L’Associazione culturale Da Ischia L’Arte – DILA e la Redazione di questa pagina sono lieti di dare un cordiale benvenuto all’artista Gianluigi Filippini in arte Janfilip, pittore di valenza internazionale che ha reso disponibile la sua opere “Parnaso” per la copertina dell’Antologia “Arte Altrove” (edita da IL SEXTANTE di Mariapia Ciaghi – ISBN 978024456782) associata al premio internazionale Otto milioni, Made in Ischia, nato dieci anni fa dalla collaborazione di Bruno Mancini con l’Istituto Agostino Lauro.

Jeanfilip, infatti è a Forio per una lunga vacanza con la famiglie e con una coppia di amici, attratto dal desiderio di conoscere i luoghi e le atmosfere che sono state determinanti nella ideazione dell’antologia “Arte Altrove” secondo il racconto che gli è stato illustrato dagli autori incontrati a Milano in occasione dell’evento DILA inserito nel palinsesto della rassegna internazionale del libro e del lettore “BookCity 2018”.

Una sua opera inedita è entrata a far parte della antologia di prossima pubblicazione “Decima Edizione” edita da DILA.

Gianluigi Filippini,

in arte Jeanfilip, vive e lavora in provincia di Milano dove, negli anni 1985-1991, ha frequentato la scuola d’arte “Accademia Nania”.

Nelle sue opere, la linea e il colore sono gli assoluti protagonisti: la linea è alternata e dinamica, il colore viene espresso nei cromatismi più vari.

Alle classiche tele, predilige supporti diversi, come plexiglas, legno e vecchie porte.
Ha esposto in numerose Gallerie, non soltanto in Italia, ma in varie nazioni del mondo.

Secondo Jeanfilip, le parole e i concetti si riducono a semplici twitt i cui algoritmi, sono “subdoli trascinatori di masse verso la più anonima mercificazione.
Solo attivando le nostre coscienze a farsi stendardi di libertà riusciremo ad uscire dalla falsa musica del Dio Apollo moderno, e saremo abili a smettere di essere solo vittime indotte a trasformarsi in nuova linfa per nuovi e vecchi mercanti.

Il Dispari 20210913 – Redazione culturale DILA

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DILA

NUSIV

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Il Dispari 20210920 – Redazione culturale DILA

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Il Dispari 20210920

Il Dispari 20210920 – Redazione culturale DILA

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Michela Zanarella intervista Bruno Mancini. Era il 2011

Bruno Mancini è l’ideatore del progetto culturale “LENOIS”, le nostre isole. è nato a Napoli nel 1943 e risiede ad Ischia dall’età di tre anni.
A lui piace dire che l’origine della sua ispirazione o forse solo un iniziale impulso ancestrale ed istintivo, il vero basilare momento poetico della sua vita, si è concretizzato nell’incontro, propriamente fisico, tra i suoi sensi acerbi, infantili, e le secolari, immutate, tentazioni autoctone dell’Isola d’Ischia, dove le leggi della natura sembravano fluire ancora difese da valori di primitive protezioni.

Apostrofando lo incontra per un’intervista.

Il Dispari 20210920 – Redazione culturale DILA

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D- Bruno Mancini, scrittore, poeta, ideatore del progetto “LENOIS”, le nostre isole. Come è iniziato il tuo percorso nel mondo della scrittura?

R- Praticamente potrei affermare che siamo nati insieme!

Credo che le primissime esternazioni poetiche io le abbia espresse fin da piccolissimo ed è cronaca che sapessi usare la penna in età prescolare, tanto che i dirigenti scolastici consentirono che i miei genitori m’iscrivessero direttamente alla seconda elementare, pur non avendo ancora l’età sufficiente nemmeno per l’iscrizione alla prima classe: morale della favola pur essendo stato promosso all’esame di quinta elementare non fui ammesso alla scuola media per carenza di età!

Burocrazia italiana volle che restassi… un anno fermo!

Qualche anno fa ho ritrovato in un vecchio diario del 1956 un mio componimento poetico che ho inserito nella raccolta “La sagra del peccato”, con il titolo “La mia prima poesia”.

Poi, nel corso degli anni, ho avvicinato culturalmente stili e personaggi artistici di vario spessore, restando sempre attento a percepire quanto d’innovativo esprimessero.
In alcuni momenti ho avuto delle pseudo dipendenze culturali da poeti come Quasimodo o da scrittori come Proust o Kundera.

Posso ricordare, nostalgicamente, le lunghe giornate bolognesi che passavo a leggere ed a scrivere, nella Biblioteca dell’Archiginnasio negli anni 1963-4 (quindi ben prima del ’68!), tra le manifestazioni pacifiste ispirate da Danilo Dolci e dal Movimento nonviolento per la pace animato da Pietro Pinna (con relative fughe in seguito alle cariche della polizia), e le riunioni di amici affamati di Arte, di Libertà e di Diritti Civili.

Il Dispari 20210920 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20210920 – Redazione culturale DILA

D- So di una recente collaborazione nata con il settimanale “Il Dispari” diretto da Gaetano Di Meglio. Ci vuoi parlare di come verrà gestita la rubrica culturale?

R- La decisione della nostra partecipazione redazionale a “Il Dispari” è troppo recente per consentirci di approntare fin da ora un’impostazione definitiva della pagina, tuttavia alcuni punti fermi sono stati ben individuati e si tratta di:

1) “La Poesia della settimana”.

Rubrica in cui Roberta Panizza, Direttrice Artistica di LENOIS, intende suggerire ai lettori de Il Dispari esempi, lei dice, “a mio giudizio significativi di poesia dei giorni nostri. Versi che, facendo ampio uso delle potenzialità della parola e delle figure retoriche, riescano ad uscire dalla bidimensionalità della lingua parlata e colloquiale e a toccare sfere e piani della comunicazione che solo la poesia può esprimere. Le poesie che di settimana in settimana leggerete tra queste pagine proverranno principalmente dal web, luogo prescelto da molti autori per esporre la propria arte”.

Sarà dato spazio, e ciò vale anche per tutte le altre forme artistiche che proporremo, preferibilmente, a poesie che con la pubblicazione su Il Dispari vedranno per la prima volta una loro diffusione cartacea.

Il Dispari e LENOIS desiderano, infatti, dare visibilità a tutti gli Artisti meritevoli, ma snobbati dalle lobby editoriali e commerciali importanti che amano andare sul sicuro pubblicando solo big.

2) “L’immagine della settimana”.

Le immagini che ammirerete in questo spazio saranno selezionate dalla pittrice Nunzia Zambardi, certamente già ben nota alla gran parte dei lettori del settimanale, e saranno opere pittoriche o scatti fotografici che ritraggano squarci di vita ischitana, proposti da artisti anche non locali locali, utilizzando qualsiasi tecnica riproduttiva, purché esse riescano a comunicare emozioni.
Anche in questo caso privilegeremo opere inedite.

3) “Personaggi e celebrazioni”.

Alberto Liguoro, scrittore -giornalista porterà alla nostra attenzione storie e aneddoti relativi ai mille e mille personaggi famosi che nei secoli hanno scelto l’isola d’Ischia come località adatta allo sviluppo delle loro ispirazioni oppure come meta per vacanze e relax.

4) “La musica ed Ischia”.

Affidata alla straordinaria competenza di Luciano Somma, vorrà miscelare ricordi e prospettive future della più popolare tra le arti, spaziando tra le innumerevoli sfaccettature offerte da personaggi e spartiti ispirati all’isola d’Ischia.

5) “Nunzia Binetti”.

Poetessa e collaboratrice del network Vivicentro.org, oltre a spaziare praticamente in tutti i campi artistici con l’acume delle sue analisi critiche, sarà la coordinatrice del pool di Pionieri impegnati quali Opinionisti nello scrivere recensioni, interviste, commenti e presentazioni ecc.

D- Qualche anticipazione sui prossimi impegni culturali?

R- Nel mio album dei ricordi trovo una fotografia dei primi anni sessanta, scattata nel salone dell’Hotel Jolly, che mi vede declamare versi tratti dalla prima Antologia “Poeti e Novellieri di oggi e di domani” della quale feci parte con tre o quattro liriche.
Era quello uno dei tanti incontri letterari che proponevo, nemmeno ventenne, agli amici cultori della Poesia.

Come a volte accade, in seguito e per un lunghissimo periodo, il lavoro e la famiglia mi hanno impegnato in maniera totale, fin quando, alcuni anni fa, ho trovato il tempo per sistemare le varie “cose” che avevo scritto nel corso degli anni.

Sedici volumi tra poesie e racconti.

Ciò non è bastato a calmare la mia voglia di confronto con il giudizio dei lettori, e da questa insoddisfazione è scaturita in me, con molta semplicità, l’idea di riproporre “Serate di Letture” ovunque sia possibile.

In tale intenzione si inseriscono non solo una serie di eventi che proporremo (ricalcando le orme che negli anni passati hanno visto protagonisti i nostri Pionieri) in prestigiosi alberghi ed in strutture culturali tipo musei e biblioteche, ma stiamo studiando anche, ad esempio, alcune modalità di diversificazione del nuovo prodotto antologico (titolo provvisorio ANT 5 LENOIS), in modo da ampliare il target finale e sfruttare al meglio le sinergie con settori non direttamente correlati col nostro mondo; e poi pensiamo, per dirne una, ad antologie create ad hoc per l’esposizione e la vendita in strutture turistiche, ricche di informazioni utili per i visitatori ed eccellenti vettori della nostra cultura e delle opere dei nostri artisti.

Stiamo costruendo, e siamo già a buon punto, una rete interregionale di personalità vicine a “LENOIS” in modo da estendere il nostro raggio d’azione all’intero paese.

Stiamo costruendo, lentamente ma decisamente, una vera e propria rete distributiva indipendente, su modello di quanto accade in realtà ben più consolidate della nostra, in modo da far giungere autonomamente il prodotto praticamente ovunque.

Stiamo realizzando alcuni format televisivi e radiofonici tramite cui saremo in grado di trasmettere i nostri contenuti a livello multimediale, grazie anche all’appoggio di preziosissimi partner quali Vivicentro – Poesia e dintorni – Italia della Cultura – Radioinvisibili – Livestream ecc.

Utilizzare le dirette online per documentare i nostri eventi… e poi pare, ma lo dico con tutta la prudenza possibile, che una importante emittente televisiva abbia intenzione di inserire nel suo palinsesto una specifica rubrica culturale di circa 30 minuti settimanali della quale ci sarebbe affidata la redazione.

Infine, stiamo lavorando ad un progetto che vedrà la luce non prima del 2013 e che sarà il punto di arrivo di tutto questo lungo viaggio.

Punto di arrivo sì, ma tale da darà il senso, una volta e per sempre, alla premessa con la quale ho iniziato anche questa intervista; posizionare la poesia sul palco di primo piano che le compete nell’attuale società italiana.

Sarà una vera e propria rivoluzione culturale proposta nella certezza che Ischia è, e sarà sempre isola di sogni e di emozioni, di gioiosa follia e di magia.

Un’isola, in definitiva, di poesia.

Michela Zanarella

Michela Zanarella è nata a Cittadella nel1980.
Ha conseguito il diploma di perito aziendale e corrispondenza in lingue estere.
Inizia a scrivere poesie nel 2004 e scopre un talento naturale nella espressione della vita in versi.

Ottiene parecchi premi a livello nazionale.

Fino al 2011 ha pubblicato tre libri: “Credo” ed. MeEdusa, “Risvegli” ed. Nuovi Poeti, “Vita, infinito, Paradisi” ed. Stravagario.

Suoi articoli sono presenti su quotidiani quali il Mattino di Padova, il Gazzettino di Padova, il Padova, la voce dei Berici.

Ha partecipato alla trasmissione televisiva “Poeti e Poesia” di Elio Pecora su Televita, a Roma.

Il Dispari 20210920 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20210920 – Redazione culturale DILA

 

Il Dispari 20210913 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20210913

Il Dispari 20210913 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20210913 – Redazione culturale DILA

Maria Letizia De Berardinis, nuova amica dei progetti culturali Made in Ischia

Il concerto organizzato dall’Attrice e Regista Chiara Pavoni, nella sua funzione di Presidente di Sede operativa dell’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA”, che si è volto, alla fine del mese di maggio nella splendida location romana “Interno 4”, per rendere omaggio alle musiche composte dal maestro Roberto Prandin su testi di Bruno Mancini, ha visto la partecipazione di tre brave e belle cantanti di musica classica accompagnate dalla pianista Giovanna Santoro.
Dell’intero concerto è stato realizzato un video disponibile sul Youtube al link
https://youtu.be/-FPmZf59hjM

Abbiamo avuto modo nelle scorse settimane di presentarvi la soprano Lorena Sarra, mentre oggi richiamiamo la vostra attenzione verso la soprano Maria Letizia De Berardinis che nel concerto ha cantato, in prima esecuzione mondiale, il brano musicale “Quanno” che Roberto Prandin ha scritto su testo di Bruno Mancini tradotto in napoletano da Luciano Somma.

Il Dispari 20210913 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20210913 – Redazione culturale DILA

Maria Letizia De Berardinis, nata a Roma nel 1961, giovanissima, inizia a studiare privatamente il violino con il maestro Antonio Testoni, per poi proseguire con gli eccellenti insegnanti Mina Raimondi, Monserrat Serveras, Domini Marco, arrivando fino all’VIII° corso.

Parallelamente inizia lo studio del canto lirico completando il corso inferiore presso il Conservatorio “Licinio Refice“ di Frosinone, proseguendo lo studio con gli eccellenti maestri Silvano Muratore e Oto Noriko tramite i cui insegnamenti, approfondirà l’aspetto tecnico vocale con un metodo completamente nuovo, straordinario e molto distante da quello convenzionale.

Ciò la porterà, con convincimento, ad allontanarsi definitivamente dal mondo scolastico musicale accademico.

Nel 1998 inizia a svolgere un’intensa attività concertistica come cantante solista (soprano), dedicandosi al repertorio operistico e in particolare a quello di musica da camera, sia in ambito sacro sia in quello profano, a partire dal Seicento fino al Novecento.

A Roma, ha cantato in molte importanti sale (Baldini), chiese (Santa Maria in Montesanto o “Chiesa degli Artisti“), Associazioni (Istituzione Musicale Abruzzese e Associazione degli Umbri), teatri (Agorà), musei (Delle Arti e Tradizioni Popolari e Museo Barracco), istituti e scuole (Lezioni – Concerto) e in occasione di varie manifestazioni musicali (16° Novembre Musicale anno 2002 “Itinerario Verdiano“ – Sala Convegni di Ciampino in occasione della Festa di Santa Cecilia, Theleton).

Come solista e nel Duo Convocalis, con il baritono Roberto Bisconti, nel 2009 ha aperto la stagione di Musica da Camera di Ronciglione.

Nel 2011 ha cantato nel concerto operistico “Cantare il Settecento” nella sala Nardini di Capranica, e ha cantato nel concerto “Cuore Napoletano” (interamente dedicato alla storia della canzone napoletana) nella sala Regia del Palazzo dei Priori del Comune di Viterbo.

Nel 2012 ha cantato come solista (voce e chitarra) per l’Associazione artistico letteraria “Il leggio sul mare” di Roma.

2014 ha partecipato, a Roma, al III° Concorso internazionale di musica da camera “Note sul Mare” organizzato dall’Associazione Culturale “Arte del Suonare” di Maria Luisa Neri, ottenendo il primo premio con votazione 100/100.

Fa anche parte, in qualità di voce solista, della formazione musicale rinascimentale e barocca Ensemble Convocalis con la quale ha partecipato, il 26 marzo 2017, nella Chiesa della Visitazione a Bracciano con il patrocinio del Comune, al concerto di Musica Barocca. Concerto poi replicato nella Chiesa di S. Francesco del Comune di Sutri.

Nel 2017 ha partecipato, sempre come voce solista, al concerto di musica da camera e operistica del XVII del Totti Vocal Ensemble “Affetti Perfetti“ nella Chiesa di S. Rosa da Viterbo di Roma.

Ancora nel 2017, per “I Concerti della Città di Scandicci“, ha cantato, nella sala Consiliare “Orazio Barbieri“ del Comune di Scandicci, sei arie operistiche: dalla Boheme, dalla Tosca, dalla Butterfly, dalla Rondine, dal Gianni Schicchi e dalla Turandot di Giacomo Puccini.

Nel 2018 partecipa come voce solista, con il Coro Jubilate Deo di Roma, diretto dal M° Alfredo Totti, al concerto di Natale Rorate Coeli tenutosi a Roma nella Chiesa di S. Maria in portico Campitelli.

Nel 2019 esegue lo Stabat Mater di G.B. Pergolesi come soprano solista insieme al controtenore Mario Bassani e all’orchestra da camera “Gli Arcadi“ diretta dal M° Massimo Munari.

Attualmente fa parte del coro Cima e Massenzio di Ronciglione, sia come corista sia come voce solista.

Con la suddetta corale svolge anche attività concertistica con il proprio Duo Convocalis.

Chiara Pavoni ci dice di essere impegnata a realizzare le condizioni per concretizzare un evento ad Ischia durante il quale potremo assistere ad un concerto di Maria Letizia De Berardinis.

Al termine del concerto di maggio, Maria Letizia De Berardinis ha rilasciato questa breve intervista a Chiara Pavoni.

D: -“Cos’è per te la musica e perché hai deciso di diventare cantante?”
R: -“Io, in realtà, è una cosa che non ho deciso. Io sono nata cantante…”

D: -“Quindi invece di fare il primo vagito ha fatto ohoh…”
R: -“Sì, praticamente avevo tre anni, mia madre aveva una sartoria, io trovavo gli straccetti per terra, li mettevo addosso, andavo fuori e cantavo.
Quindi io sono nata per il canto e dico sempre che ho cantato anche nella mia precedente vita.
E il discorso della poesia… io leggo una poesia al giorno perché credo che la poesia sia qualcosa di molto formativo, anche se oggi la poesia non trova spazio, così come del resto tutta l’arte in generale.
Amo molto la pittura. Mi diletto. Però io amo un po’ tutta l’arte.
Il canto è qualcosa che, in particolare, io sento molto, lo sento fisicamente. Quando sto male, quando ho momenti brutti canto.”

D-“Bene, allora chiudiamo il concerto dandoci un ambizioso appuntamento: andremo tutte a Ischia!”
R:-“Magnifica idea alla quale io aderisco con entusiasmo!”

Questo è il testo scritto da Bruno Mancini (tradotto in napoletano da Luciano Somma) per la musica di Roberto Prandin cantata da Maria Letizia De Berardinis

QUANNO

Quanno chest’ora
‘e primma matina griggia
appicciarrà
spèrcianno all’uocchie tuoje
quanno ‘e palumme
farranno ‘ammore
int’’o nivo deserto
e tu trapassarraje
int’’o ggelo ‘e chesta vita scura
quanno ‘e mmane meje, ‘e ddete
nun mangiarranno cchiù ll’aria
inutilmente suppliccanno
ammore ammore…

Il Dispari 20210913 – Redazione culturale DILA

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Gianluigi Filippini, in arte Janfilip, è a Ischia

Il Dispari 20210913 – Redazione culturale DILA

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L’Associazione culturale Da Ischia L’Arte – DILA e la Redazione di questa pagina sono lieti di dare un cordiale benvenuto all’artista Gianluigi Filippini in arte Janfilip, pittore di valenza internazionale che ha reso disponibile la sua opere “Parnaso” per la copertina dell’Antologia “Arte Altrove” (edita da IL SEXTANTE di Mariapia Ciaghi – ISBN 978024456782) associata al premio internazionale Otto milioni, Made in Ischia, nato dieci anni fa dalla collaborazione di Bruno Mancini con l’Istituto Agostino Lauro.

Jeanfilip, infatti è a Forio per una lunga vacanza con la famiglie e con una coppia di amici, attratto dal desiderio di conoscere i luoghi e le atmosfere che sono state determinanti nella ideazione dell’antologia “Arte Altrove” secondo il racconto che gli è stato illustrato dagli autori incontrati a Milano in occasione dell’evento DILA inserito nel palinsesto della rassegna internazionale del libro e del lettore “BookCity 2018”.

Una sua opera inedita è entrata a far parte della antologia di prossima pubblicazione “Decima Edizione” edita da DILA.

Gianluigi Filippini,

in arte Jeanfilip, vive e lavora in provincia di Milano dove, negli anni 1985-1991, ha frequentato la scuola d’arte “Accademia Nania”.

Nelle sue opere, la linea e il colore sono gli assoluti protagonisti: la linea è alternata e dinamica, il colore viene espresso nei cromatismi più vari.

Alle classiche tele, predilige supporti diversi, come plexiglas, legno e vecchie porte.
Ha esposto in numerose Gallerie, non soltanto in Italia, ma in varie nazioni del mondo.

Secondo Jeanfilip, le parole e i concetti si riducono a semplici twitt i cui algoritmi, sono “subdoli trascinatori di masse verso la più anonima mercificazione.
Solo attivando le nostre coscienze a farsi stendardi di libertà riusciremo ad uscire dalla falsa musica del Dio Apollo moderno, e saremo abili a smettere di essere solo vittime indotte a trasformarsi in nuova linfa per nuovi e vecchi mercanti.

Il Dispari 20210913 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20210913 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20210906 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20210906

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Il Dispari 20210906 – Redazione culturale DILA

Giuseppe Punzi visto da Angela Maria Tiberi

Giuseppe Punzi: giornalista e paparazzo delle città italiane.
A te mi rivolgo per svegliare il popolo ubbidiente e drogato dall’informazione unica del Nuovo Mondo Globale.
Amo la tua personalità chiara come acqua di sorgente a cui mi disseto per rinforzare la mia anima e fare rispettare la Costituzione italiana.
Immortala con il tuo flash questo momento storico e il popolo italiano lobizzato dal pensiero unico.
Ritroviamo la nostra anima, la gioia di vivere, uniamoci e combattiamo insieme agli avvocati, medici, inegnanti che il Deep State vuole la decimazione umana.
Abiuriamo il transumanesimo, la nanatologia, il microchip e uniamoci perchè siamo perennemente umani.
“Io sono con voi” disse il Grande Maestro.
Noi ci amiamo e come tali le nostre anime sono libere ed unite.
Nessuno ci incatenerà perché siamo orgogliosi di essere umani.
Anche nei campi di concentramento esistevano i sogni della libertà e si giocava con i carnefici
come il mio zio bambino che fu spedito dalla stazione di Terracina a Mauthausen.
Visse tre anni di sperimentazione umana, non si dormiva e si viveva di orrori umani.
Lui sognava e sopravisse dandomi l’incarico di fare scrivere a te che ami la libertà come me.
L’umanità ha vinto la battaglia e tu scrivi queste emozioni eterne.
Continua a filmare, a scrivere la storia del momento e la vittoria dello spirito umano guidato dal Grande Condottiero il Re dei Re, Cristo Risorto.

Angela Maria Tiberi

Angela Maria Tiberi, poetessa, è Presidente sede operativa Nazione Italia per conto dell’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA”.

Il Dispari 20210906 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20210906 – Redazione culturale DILA

Lorena Sarra, nuova amica dei progetti culturali Made in Ischia

Il concerto organizzato dall’Attrice e Regista Chiara Pavoni, nella sua funzione di Presidente di Sede operativa dell’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA“, che si è volto, alla fine del mese di maggio nella splendida location romana “Interno 4”, per rendere omaggio alle musiche composte dal maestro Roberto Prandin su testi di Bruno Mancini, ha visto la partecipazione di tre brave e belle cantanti di musica classica accompagnate dalla pianista Giovanna Santoro.

Dell’intero concerto è stato realizzato un video disponibile sul Youtube al link

Abbiamo avuto modo nelle scorse settimane di presentarvi la soprano Rezarta Dyrmyshi, mentre oggi richiamiamo la vostra attenzione verso la soprano Lorena Sarra che nel concerto ha cantato, in prima esecuzione mondiale, il brano musicale “E sento jastemmà ‘o cielo” che Roberto Prandin ha scritto su testo di Bruno Mancini tradotto in napoletano da Luciano Somma, e vi diamo appuntamento alla prossima settimana quando vi presenteremo la soprano Maria Letizia De Bernardinis.

Lorena Sarra

si è diplomata in pianoforte e in canto lirico presso il conservatorio di musica “L.Refice” di Frosinone, sotto la guida dei Maestri Vittoria Forgià ed Emanuela De Santis Salucci. Ha studiato canto jazz con Carla Marcotulli.

Ha vestito i panni di Zerlina nel “Don Giovanni” e del pastorello in “Tosca”, presso il teatro Italia di Roma.

Fa parte di molte formazioni musicali e cori, come quello pucciniano (Coro Lirico Toscano) di Torre del Lago.

Ha frequentato corsi internazionali di perfezionamento tenuti a Norcia e a Norma, il seminario di canto jazz con Cinzia Spata a Fara Sabina, e quello di”Scat vocale”con Bob Stoloff.

Si è esibita in prestigiose sedi musicali quali: Teatro Flavio Vespasiano di Rieti, Teatro Maria Caniglia di Sulmona, Teatro Olimpico di Roma, Tetro comunale di Fiuggi, Teatro Ghione di Roma e a Clisson in Francia.

Ha vinto premi e concorsi nazionali.

A soli sette anni, vince le selezioni regionali del concorso canoro”Lo Zecchino d’Oro”.

A soli otto anni è vincitrice del concorso “La Corrida” svoltosi ad Alatri e-viene ospitata in diversi programmi della televisione locale.

Vincitrice delle selezioni regionali per la partecipazione all’accademia di Sanremo, dove partecipa con il suo brano inedito “è solo un volo”.

Ha la fortuna di duettare con il grande Nino Manfredi nella canzone “Tanto pe’ cantà” e finalista del concorso Nazionale “Gian Burrasca” tenuto da Rita Pavone e Teddy Reno ad Ariccia.

Impartisce lezioni private di canto e pianoforte.

Ha insegnato in diverse scuole di musica di Alatri, Veroli, Frosinone.

Nel 2014 entra a far parte del “Coro Lirico Toscano” con il quale lavora presso la fondazione pucciniana per il 60° Festival di Puccini tenutosi a Torre del Lago.

Nel 2013 effettua un concerto da solista presso la “Sala Inferiore di Santa Maria del Gonfalone”. Corista nel concerto di “Atom Herat Mother” tenutosi al Teatro Olimpico in Roma.

Nel 2012 dirige un Coro di voci bianche presso la scuola statale Luigi Ceciâ di Alatri;    

Nel 2011 prende parte nel ruolo di “Zerlina”(Don Giovanni, di Mozart) presso il Teatro Italia di Roma, con la collaborazione, nel ruolo del Don Giovanni, del noto baritono Franco Giovine.

Sempre nel 2011 effettua un concerto in qualità di Pianista presso il Policlinico Gemelli di Roma.

Nel 2009 prende parte nello spettacolo “Donne di mare”(testo Porrino) e in “Ninna Nanna della Bambola” al Teatro Ghione di Roma.

Nel 2008 è corista nel concerto “Petite Messe Solennelle” di Rossini diretta dal M° Antonio D’Antò, e poi tiene un concerto presso Clisson, in Francia per voce e pianoforte.

Nel 2003 è vincitrice del concorso canoro “Ciociaria Tour” tenuto da Tony De Bonis presso il Teatro Delle Fonti di Fiuggi.

Chiara Pavoni ci dice di essere impegnata a realizzare le condizioni per concretizzare un evento ad Ischia durante il quale potremo assistere ad un concerto di Lorena Sarra.

Al termine del concerto di maggio, Lorena Sarra ha rilasciato questa breve intervista a Chiara Pavoni.

D: -“Che rapporti hai con la poesia?”

R: -“Allora, io bello. Ho un bel rapporto con la poesia che mi sono scelta come compagno. Lui non lo fa per lavoro, ma scrive. La poesia va a braccetto con il canto, con la musica sicuramente.

Non avevo mai cantato prima di ora musica contemporanea, però mi è capitato di cantare brani con un sottofondo poetico.

D: -“Nel tuo futuro magari conterai qualcosa del tuo compagno…”

R: -“Mah!”

D:- “Chi può dirlo.”

R: -“Nel lavoro è meglio mantenere ruoli separati!”

D-“Bene, allora chiudiamo il concerto dandoci un ambizioso appuntamento: andremo tutte a Ischia!”

R:-“Magnifica idea alla quale io aderisco con entusiasmo!”

Il Dispari 20210906 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20210906 – Redazione culturale DILA

                                 

Questo è il testo -tradotto in napoletano da Luciano Somma- del testo scritto da Bruno Mancini per la musica di Roberto Prandin cantata da Lorena Sarra

E SENTO JASTEMMÀ ‘O CIELO

 

E sento jastemmà ‘o cielo
e sento l’aria che pogne sta carne
e sento ‘o gallo ‘nfame
vicino ‘a morte ‘e Cristo
ca me ricorda ‘o tradimento.

Sona ancora ‘a campana mia
sona ‘ncopp’’a sta pelle
‘a sinfonia ‘e nu silenzio d’alba,
ma me riporta mo cu’’o primmo sole
l’angoscia ‘e me sentì sultanto n’uosso.

Il Dispari 20210906 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20210906 – Redazione culturale DILA

Lorena Sarra durante il concerto con musiche di Prandin - Mancini

Lorena Sarra durante il concerto con musiche di Prandin – Mancini

Lorena Sarra durante il concerto con musiche di Prandin - Mancini

Lorena Sarra durante il concerto con musiche di Prandin – Mancini

Lorena Sarra durante il concerto con musiche di Prandin - Mancini

Lorena Sarra durante il concerto con musiche di Prandin – Mancini

Lorena Sarra durante il concerto con musiche di Prandin - Mancini

Lorena Sarra durante il concerto con musiche di Prandin – Mancini

Chiara Pavoni fotografata da Claudio Benenati

DILA

NUSIV

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ENEL – Bonus energetico in ritardo

ENEL – Bonus energetico in ritardo

Riceviamo e volentieri pubblichiamo

ENEL – Bonus energetico in ritardo

Egr. Sig. xxxxx Via xxxxxx.
Pratica: xxxx N.Documento: xxxx
Oggetto: bonus economico

Gentile Signor xxxxxxx, grazie per averci contattato.
Le scriviamo in merito alla sua comunicazione del 15 settembre 2021, relativa alla fornitura indicata nella sezione “Informazioni Utili” in fondo alla lettera.
Con la suddetta comunicazione indica di non aver riscontrato il bonus economico, applicato nell’ultima fattura emessa.

Confermiamo che da quest’anno, il bonus elettrico è automatico e i cittadini non dovranno più presentare richiesta, ogni anno, al CAF oppure all’ufficio comunale preposto.

Per il 2021 la procedura che porterà all’erogazione dei bonus in bolletta, potrebbe richiedere più tempo del previsto ma le agevolazioni saranno comunque riconosciute a tutti i beneficiari, anche se con qualche mese di ritardo.

Pertanto per l’anno in corso, il bonus sarà riconosciuto secondo le tempistiche previste dalla delibera vigente, a partire dal secondo semestre del 2021 e in tale occasione riconosceremo automaticamente anche le eventuali quote già maturate relative ai precedenti mesi dell’anno.

Pertanto la informiamo che il bonus sociale 2021 verrà fatturato non appena avremo comunicazioni a riguardo da parte degli enti preposti alla sua erogazione.

Ad oggi stiamo registrando dei ritardi, per cause a noi non imputabili, nell’invio dei flussi da parte di suddetti enti.

Appena avremo le necessarie comunicazioni dall’Inps- Caf- Comune, non esiteremo ad applicare il bonus in fattura. La informiamo che abbiamo provveduto ad inviarle al suo indirizzo di posta elettronica un link per poter attivare il servizio di bolletta online.

Le ricordiamo che il servizio è gratuito e le permette di ricevere senza ritardi le fatture e di consultarle in modo facile e sicuro al suo indirizzo email. Inoltre con la domiciliazione bancaria/postale ha uno sconto annuo sulla fornitura.

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Sappiamo che ci ha dedicato parte del suo tempo e per questo la ringraziamo.
Saluti.

16/09/2021 Servizio Clienti Servizio Elettrico Nazionale S.p.A

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