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20251106 DILA APS IL DISPARI professionisti

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Intervista al Dott. Houari Chalakh, Presidente
“Associazione Studenti Algerini” in Italia (ASA)
Il Dott. Houari Chalakh, Presidente “Associazione Studenti Algerini” in Italia (ASA) sarà a Ischia in occasione della sei giorni di eventi artistici, culturali e sociali denominata “Volo Pazzo” che l’Associazione di Promozione Sociale “Da Ischia L’Arte” ha in programma a Barano nella sede dell’Associazione “ADS Il Dragone – i cinque elementi” via Corrado Buono 88 (14, 15, 16, 28, 29, 30 novembre, inizio ore 16, ingressi gratuiti).
Dalila Boukhalfa, Presidente dell’Associazione algerina ADA l’ha intervistato in esclusiva per IL Dispari.
Prima parte, la seconda e ultima parte sarà pubblicata su queste colonne il prossimo giovedì 13 novembre.
D: Chi è Houari Chalakh?
R: Sono un cittadino algerino residente in Italia.
Dopo la laurea triennale ho conseguito un master in Algeria ed ora sto preparando una laurea Magistrale in Relazioni internazionali e cooperazione allo sviluppo.
Ho sempre creduto nel valore della conoscenza come ponte tra i popoli.
La mia esperienza accademica e personale in Italia mi ha spinto ad impegnarmi nel sostegno degli studenti algerini e internazionali affinché il loro percorso universitario e umano fosse un’occasione di crescita e integrazione.
D: Come è nata l’Associazione Studenti Algerini in Italia, ASA?
R: L’associazione nasce per iniziativa di un gruppo di studenti e ricercatori e di maestri algerini accomunati da un sogno comune: creare una rete di supporto e di rappresentanza per gli studenti algerini e internazionali in Italia.
ASA è il frutto della solidarietà, della cooperazione e della volontà di migliorare la vita accademica e sociale dei nostri studenti.
D: Qual è lo scopo principale della sua associazione?
R: Il nostro scopo principale è rappresentare, assistere e accompagnare gli studenti durante il loro percorso in Italia.
Lavoriamo per favorire l’integrazione accademica e culturale, rafforzare i legami con le istituzioni italiane e algerine, e promuovere il dialogo interculturale.
D: Che genere di sostegno offre ASA agli studenti?
R: Offriamo un sostegno completo che include assistenza amministrativa (permessi di soggiorno, iscrizioni universitarie, borse di studio aiuti alimentari, analisi del mercato di lavoro, opportunità di tirocinio e stage, compreso il volontariato), orientamento accademico, supporto linguistico e, soprattutto, un ambiente familiare e solidale.
Inoltre, organizziamo eventi culturali e momenti di incontro tra studenti di diverse regioni italiane.
D: Come si realizza l’integrazione culturale degli studenti Algerini in Italia?
R: L’integrazione è un processo reciproco.
Promuoviamo la partecipazione attiva degli studenti alla vita universitaria e culturale italiana, incoraggiando il dialogo, la condivisione e il rispetto reciproco.
Le nostre attività interculturali aiutano a far conoscere meglio la cultura algerina e quella italiana per costruire ponti con la comunità locale.
D: Secondo la vostra opinione, ASA è un punto di riferimento per gli studenti?
R: Sì, ASA è ormai un punto di riferimento riconosciuto per gli studenti algerini.
È uno spazio di ascolto, di aiuto e di rappresentanza, ma anche una famiglia in cui ogni studente trova sostegno e motivazione.
Dalila Boukhalfa

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Serre affascinante borgo medievale
Ai piedi dei Monti Alburni sorge Serre affascinante borgo medievale incastonato tra due fiumi, il Sele e il Calore lucano, che ne delimitano il territorio formando una suggestiva conformazione a cuneo.
Serre, parte nel Parco del Cilento e parte nel Vallo di Diano, si trova ai piedi dei Monti Alburni in una zona collinare caratterizzata da aree boscose, uliveti e vigneti.
Il nome deriva sia dal termine “serrae” con cui nel Medioevo si indicavano le colline o i monti che escludevano gli orizzonti, sia dall’antica attività dei boscaioli che con “serre” seghe disboscavano il territorio.
Il primo nucleo abitato di Serre risale probabilmente all’ X – XI secolo D. C., ma non rimane traccia del castello intorno al quale esso si sviluppava.
Dal XV secolo si assiste al susseguirsi di diverse dinastie, dai Sanseverino ai De Rossi, fino alla dominazione dei Borboni.
Edificato intorno al XVI secolo nel sito occupato in epoca medioevale da un castello del quale ricalca la pianta, il Palazzo Ducale, residenza della famiglia De Rossi è caratterizzato da due ali di fabbricato disposte ad angolo retto che unendosi ai muri di cinta, davano vita ad un impianto quadrangolare atto a racchiudere un vasto cortile dove gli elementi prevalenti sono un pozzo laterale di stile cinquecentesco, due scale in pietra e il secolare platano centrale.
Lungo il perimetro della corte è annessa la Cappella del Soccorso di cui resta il portale e i conci di chiave (riferiti all’arco) su cui si notano rosette e simboli araldici.
Edificata nel Settecento per volere del re Carlo di Borbone appassionato di caccia, su progetto iniziale dell’ingegnere militare Giovanni Domenico Piana, e poi rielaborata da Luigi Vanvitelli, la Real Casina di Cacciadi Persano (1752) prende il nome dalla località di Persano, area rurale situata a pochi chilometri da Serre.
La tenuta, autentico tesoro di storia e arte, è stata per lungo tempo l’elegante residenza di caccia dei Borboni, che qui trovavano ristoro e svago fino al periodo dell’Unità d’Italia.
Distribuita su due piani, la residenza con simmetrica pianta quadrata, presenta una facciata in stile barocco, un ampio cortile centrale e un atrio nel quale si trova un ampio scalone al termine del quale si nota la scultura in marmo di scuola del Canova che ritrae un mastino napoletano.
Dopo il periodo borbonico, l’edificio ha visto una nuova trasformazione: parte della costruzione e dell’immensa tenuta sono stati destinati a presidio militare.
Tra gli edifici di culto citiamo: la Chiesa di S. Martino risalente al XIII secolo caratterizzata da una facciata semplice e con un interno decorato da affreschi del XV secolo; ed il Santuario di Santa Maria dell’Olivo, così denominato per la presenza di una maestosa pianta di olivo accanto ad esso. Si narra che la costruzione del tempio risalga al X – XI secolo in seguito all’apparizione ad un pastore della Madonna su un albero di ulivo.
La chiesa dalla facciata bianca in pietra calcarea presenta all’interno decorazioni con affreschi e statue con episodi della vita di Maria ed in fondo alla navata centraleè una nicchia dove è presente una statua in stucco della Madonna dell’Olivo risalente circa all’ultimo decennio del XIII secolo che per stile rimanda alle raffigurazioni bizantine.
Dalila Boukhalfa e Silvana Lazzarino



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