All’energia degli abissi

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Sagome dalla tinta scura, quasi nera,
si danno convegno nella volta celeste,
si precipitano a ossequiare con omaggi
la luce tenue e diffusa del giorno incipiente
che fa capolino sulla natura,
per irradiarla di bagliore, di energia.
I nembi cupi, gonfi di pioggia e grandine,
si dissolvono al manifestarsi sul confine del cielo
della sfera bionda e similmente a spettri
si eclissano all’ultima luce che spunta.
L’energia degli abissi
si frantuma sulla rena giallastra
e i ciottoli volteggiano turbinosamente
nel risucchio verso il mare.
I frangenti lontani, sulla sconfinata vastità,
stimolano labirinti spumeggianti
che salgono al firmamento,
per poi morire, nelle voragini degli abissi.
Adesso l’acqua permane immota, inerte,
e nonostante l’affacciarsi dei marosi,
non resta sconvolta dal loro movimento
di gitana burrasca.
Impassibile insiste la sua essenza
a intercettare dall’infinito un’energia misteriosa.
*
Tratta dal libro edito “Làbrys – Opus Hybridum de Labyrinthismo”
Aletti Editore

MAURO MONTACCHIESI

PAGINA PERSONALE DI MAURO MONTACCHIESI

Làbrys-Opus Hybridum de Labyrinthismo di Mauro Montacchiesi

Làbrys-Opus Hybridum de Labyrinthismo di Mauro Montacchiesi

Làbrys-Opus Magnum de Labyrinthismo (Labirintismo), Mauro Montacchiesi

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