ANGHELOPOULOS E PINCHI CI CONDUCONO NEL VIAGGIO DELL’UOMO ALLA RICERCA DEL SENSO DELLA VITA

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ANGHELOPOULOS E PINCHI

LE EMOZIONI DEL VIAGGIO DELLA VITA TRA VISIBILE E INVISIBILE NELLE OPERE DI

ANGHELOPOULOS E PINCHIA.T. ANGHELOPOULOS E ANDREA PINCHI

Le mille domande sul senso della vita, le speranze ed i dubbi che accompagnano l’uomo nel suo percorso esistenziale si intrecciano nelle opere di A.T. Angelopoulos e Andrea Pinchi.

Ai segni e alle forme avvolgenti che caratterizzano l’opera di A. T. ANGHELPOULOS sospesa tra una dimensione terrena e spirituale si accostano quelle essenziali in perfetto equilibrio tra pieni e vuoti, presenza e assenza dei lavori di ANDREA PINCHI, artista che a partire da materiali di organi musicali antichi e oggetti spesso in disuso ridefinisce nuove presenze della materia nel suo appartenere ai processi esistenziali sospesi nel tempo.

A questi due protagonisti della scena artistica contemporanea, diversi per il modo di vedere e ripensare i segni del colore e della materia, ma vicini per i risultati semantici con cui elaborano il processo esplorativo dell’arte, il Complesso del Vittoriano di Roma dedica una suggestiva mostra (nella Sala Giubileo) che si inaugura il 12 novembre 2015 alle ore 18.30.

Curata dal Prof. Claudio Strinati, l’esposizione TRA MATERIA E ANIMA, TRA MEMORIA E TEMPO. A. T. Anghelopoulos e Andrea Pinchi, che sarà aperta al pubblico dal 13 al 25 novembre 2015, esplora attraverso le loro opere i luoghi dell’ascolto interiore a partire dallo sguardo con cui l’individuo si rapporta al mondo circostante spesso ingannevole seppur denso di fascino.

Attraverso segni fitti e armoniosi che si rincorrono sulla tela Anghelopoulos indaga i luoghi della natura umana spingendosi oltre i suoi limiti, per recuperare sensazioni legate ad  attese e speranze, desideri e tormenti. Immagini che racchiudono le energie dell’universo ad abbracciare terra e cielo, materia e spirito: innanzi a questo spettacolo l’uomo è protagonista fragile e impotente nel constatare l’impossibilità di costruire veri legami umani e sociali di fronte al prevalere dell’egoismo.. Situazioni rielaborate sulla tela attraverso segni fitti e intricati che successivamente vengono via via sostituiti da colori accesi e dalla presenza dell’oro disposto a larghi strati o in filigrana a creare una sospensione temporale con cui suggerire una possibile dimensione ultraterrena, o forme superiori di conoscenza cui aspirare. Da qui si fa strada una possibile comunicazione, attesa e desiderata che rimette in gioco l’uomo nell’autentico percorso esistenziale in cui si ha paura e si trova poi il coraggio per aprirsi al cambiamento.

L’essenza della materia rielaborata attraverso nuove forme, la presenza di legami con il passato in cui ritrovare angoli di storie cui si è legati, si respirano nelle atmosfere dell’opera di Andrea Pinchi (Foligno 1967) artista che parte dalla semplicità di un oggetto, un elemento per amplificarne le potenzialità tra astratto e concreto, verità e immaginazione. Figlio di costruttori di organi a canne Pinchi ha saputo riadattare ogni elemento in disuso di questi strumenti per creare nuove combinazioni in cui ritrovare segni e riferimenti alla quotidianità, alla storia passata e presente dove si rincorrono ansie, attese, paure e desiderio di liberà. Materiali quali pelli, stoffe, lastre metalliche, le stesse canne degli organi usurate e ancora legno e rocce, si intrecciano per richiamare, attraverso il colore, la forma e il gioco di interazioni, emozioni vicine e lontane che fanno parte dell’essere. Così affiorano sospensioni emotive che aprono ad interrogativi sul senso della vita e sul suo mistero. Mistero di cui è fatta la materia da cui Pinchi sa tirare fuori un’energia inaspettata a creare suggestive rappresentazioni che rimandano a verità non dette, idee ipotizzate, simboli appartenuti al passato che ritorna. I dipinti poetici e materici, eleganti e raffinati di Anghelopoulos, (Superficie fratturata Bianca, Passages, Inner Life e il Trittico- Sulle orme di Dante ispirato alla Divina Commedia dantesca), i lavori attraversati da una luce che ne esalta colore e semplicità, equilibrio e armonie di Pinchi (Tertium Datur, Gala tra anime e cuori, Anime in fiamme, Piume di stelle e Agnettomio) colgono le infinite espressioni della natura per riflettere sugli eterni interrogativi dell’uomo alla costante ricerca del limite tra visibile e invisibile, finito e infinito.

    Silvana Lazzarino

TRA MATERIA E ANIMA, TRA MEMORIA E TEMPO.

A, T. Anghelopoulos e Andrea Pinchi,

Complesso del Vittoriano, Sala Giubileo

Via di San Pietro in Carcere, Roma

Organizzazione Generale: Comunicare Organizzando srl

tel. 06/3225380

dal 13 al 25 novembre 2015

Inaugurazione giovedì 12 novembre 2015 ore 18.30

Ingresso libero

 

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