Domenica Luise

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Golfo 19062010 virginia.- domenica

Virginia Murru

Virginia Murru

presenta

DOMENICA LUISE


Nuova amica del progetto culturale


La nostra isola


Antologie Poetiche a cura di


Roberta Panizza
e di

Bruno Mancini

Domenica Luise è una poetessa che ha dentro tutto il fervore e la passione delle donne del Sud, lei si racconta schietta nei suoi versi, sorprende con virate vigorose nelle quali riflette la poliedricità del suo estro creativo.

“Ed amo ciò che genero dal pensiero
alle mani.

La partita di dolore e d’amore
o il ballo in vortice..”

Parole come terra da plasmare, da piegare alle esigenze del suo dire in versi, un punto di partenza, non indicazioni d’arrivo; lei parte da un solo epicentro: l’entusiasmo per la vita, la fierezza d’esserci ogni mattina all’appello silenzioso degli esseri viventi.
Quel che all’occhio distratto e profano passa inosservato, lei lo trova inaudito e fantastico, nelle piccole cose che le volteggiano intorno fissa un obiettivo acuto e discreto per ricondurci all’essenza delle immagini, con rivelazioni di tratti e profili inediti.

“Qua in mezzo il mio sussurro.
soffio lieve alla tempia che sogna e gioco
o la sferzata che piaga l’osso a stroncare..”

anche una pietra potrebbe raccontare qualcosa nei suoi versi. Questa è l’impressione che ne ho tratto leggendo i componimenti. Il suo verseggiare lo definisce “canto libero”, e in effetti si tratta proprio d’una libera interpretazione della realtà, con le aderenze e le asimmetrie… appena accennate, queste ultime, ché nel suo orientamento c’è spazio soprattutto per l’esaltazione della vita, l’aspetto che essa assume nei riti del quotidiano.
È la sua ‘welthanshaung’, ossia la propria visione del mondo, un proporsi a se stessa e agli altri con prospettive personali, altri filtri, che sanno selezionare gli eventi del vissuto e inconsciamente ignorare tutto ciò che è ostacolo, impedimento.
Nel suo comporre c’è poco spazio per il verso ragionato, si tratta di pregevoli peculiarità stilistiche, sono irruzioni improvvise, con “inserti” che sembrano diagonali di pensiero estranei al tema del testo, ma in realtà questi originali virtuosismi espressivi sono l’elemento caratterizzante della sua poetica.

“Aggiro il toro morto sulla strada
o il sogno nero. Verso il sole
c’è una strada di raggi solidi agli smarriti
e senza porta né battente
perché tutto intorno è casa mia
ad infinito.

Ogni attesa è interrotta, adesso tocco
i profumi che intuii…”

Si potrebbe pensare a qualcuno che osserva l’effetto di un sasso lanciato in una superficie di acqua immobile, ne scruta i movimenti, i cerchi concentrici, e ne riporta
fedelmente le impressioni. È in qualche modo l’allegoria del suo pensiero, spontaneo e poco elaborato – ottimi gli enjambement – seguito nelle sue evoluzioni con l’acume che le è proprio, ed esternato infine con moduli espressivi di grande interesse e valore poetico.
Nel suo blog mi ha colpito una riflessione:

“La nostra condizione umana è la sconoscenza
Il che deve essere nobilissimo per andare così…”

Non è certo un’idea bislacca, ma profondo rendiconto del rapporto tra conoscenza e intelletto umano.
Virginia Murru

 

C O N T A T T A C I emmegiischia@gmail.com

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Domenica Luise
aderisce al progetto culturale “La nostra isola” ideato da Bruno Mancini

Il luogo preferito da Domenica per vivere la poesia è la rete di internet scelto dopo due poco soddisfacenti esperienze con editori non virtuali che l’hanno inizialmente spinta a “tenere nel cassetto” i propri scritti per poi affidare all’onda infinita degli spazi web i suoi versi.
Domenica definisce il suo verseggiare “il mio canto libero inventato lì per lì quando mi sento radiosa” e lo affida, grazie anche all’aiuto di esperte amiche virtuali che la affiancano nel non sempre agevole uso del computer e delle sue funzionalità, a molteplici siti internet creati appositamente per la diffusione di opere di scrittura tra i quali due blog gestiti direttamente da lei.
Vivere la poesia e la scrittura in internet è molto gratificante per la nostra autrice. Tale ambiente costituisce per lei un luogo di importante scambio culturale ed umano.

Sì, la gioia

E’ un frutto maturo
col nocciolo che sboccia battendo
come una bomba a orologeria:
mi sono innamorata
adesso. Ho le mani
piene di colori spremuti e i piedi di danza
e la bocca del canto che tu sai.

E’ la festa dell’Etna in eruzione
con tutù di fuoco e lapilli
quando la farfalla gialla sale intatta
svolazzando nei fiori di fichidindia.

Di nuvole leggere e trombe d’aria
vado, vado,
dove non so. Mi portano parole
smosse, acqua, fuoco e vento,
i buchi neri impetuosamente
attirano le pietre di sale. E squilla
la vita coi girasoli
in vortici, facce di semi e bocche. Oltre.

Strisce di galassie
e di universi degli universi,
abito bianco alla sposa in prisma,
occhio di luce e sorriso.

Silenzio
che grida l’amore.

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