Rino R. Sortino

Rino R. Sortino – Un giornalista dalle ampie vedute

Rino R. Sortino - Un giornalista dalle ampie vedute

Rino R. Sortino,

è un giornalista iscritto nell’albo dei Free Lance, nato a Tripoli (Libia).

Dopo aver lavorato per diversi anni quale impiegato civile al Ministero della Difesa, si è laureato in Scienze Politiche presso l’Università “La Sapienza di Roma”.

Le sue prime esperienze nel campo del giornalismo le fece come inviato allo Stadio Francioni di Latina, per descrivere le cronache
della locale squadra di calcio che allora militava in Serie C.

Dopo anni di esperienza, nel settore riservato dello stadio e direttamente in tribuna stampa, ebbe la grande opportunità di partecipare come opinionista sportivo negli anni 2006-2007-2008 alla trasmissione “Passione Sport” condotta da Pierluigi Grande in onda su Lazio TV e su Gold TV.

In quella settimanale trasmissione televisiva, che aveva raggiunto una certa popolarità nel settore, aveva il grande onore di raccontare
le gesta di campioni del passato che avevano lasciato un’impronta indelebile nel mondo dello sport.

In seguito, dopo aver scritto su diversi giornali on line, tra i quali è doveroso ricordare Latina Biz, ha preso parte negli anni a diverse giurie nel campo della moda e dello spettacolo in diverse località
italiane.

Rino in seguito, ha inteso dedicarsi ad altri panorami oltre lo sport, sono anni che ha allargato i propri orizzonti e scrive riguardo differenti argomentazioni su Latina Flash, una rivista del capoluogo laziale, che indirizza i suoi interessi all’arte, la cultura e lo spettacolo.

Latina Flash è una rivista on line oltre che cartacea, ormai da anni i suoi lettori la seguono con grande partecipazione in Italia e all’estero e lo dimostra il fatto che da quando ha un sito operativo su
internet, è stato visualizzato da circa sessanta milioni di persone.

Proprio quest’anno Latina Flash ha raggiunto il suo ventesimo anno di pubblicazioni, in quanto il suo primo numero risale al 1999.

Segreti di Moda e Alta Velocità sono dei supplementi di Latina Flash dove Sortino è spesso presente con i suoi articoli.

Per il momento sono riviste bimestrali, ma in futuro Alta Velocità
potrebbe diventare un Mensile.

Rino R. Sortino partecipa inoltre settimanalmente alla trasmissione
Monitor in onda il giovedì sera su Lazio TV condotta dal bravissimo Direttore Egidio Fia, ed esprime di volta in volta i suoi pareri riguardo una serie di problematiche sociali.

Angela Maria Tiberi

Presidente Sede operativa Pontinia Dell’Associazione “Da Ischia L’Arte – DILA”

VIA GIUSEPPE VERDI 39 04014 PONTINIA, Cel. 3205584216

DILA sede operativa Pontinia

“Da Ischia L’Arte”  – Associazione culturale

Bruno-ManciniI6

Presidente

Bruno Mancini

 

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Una donna da scoprire

Una donna da scoprire: Caterina Guttadauro.

Una donna da scoprire Caterina Guttadauro La Brasca

Una donna da scoprire

 

Caterina Guttadauro La Brasca è nata e vissuta in Sicilia dove ha completato gli studi classici.

Vive da 40 anni a Bologna, sposata è madre di una figlia
medico-psicoterapeuta.

È da sempre amante dello scrivere.

Fa parte dell’Associazione DILA (Da Ischia L’Arte).

È stata nel direttivo dell’Associazione Culturale “Lo Specchio di Alice”dove scriveva sulla Rivista Quaderni ed ha preso parte ad un Romanzo Collettivo, assieme ad altri scrittori.

È stata Relatrice alla Fiera dell’Editoria World book International di Cattolica 2014.

È stata Presidente di Giuria a ben quattro edizioni del Concorso Letterario Nazionale “L’Anfora di Calliope” e confermata Presidente per la quinta edizione.

È stata Presidente per la prima Edizione del Concorso Letterario Internazionale Città di Soncino 2018 e riconfermata per la seconda edizione del 2019.

Giurata al World Literary Price, Concorso Letterario Mondiale itinerante, alla riscoperta delle capitali mondiali.

Recensionista, creatrice ed organizzatrice di eventi letterari nazionali ed internazionali.

Nel 2015 ha ricevuto a Parigi il Premio alla Cultura.

Nel 2017, il 10 giugno, al Concorso Letterario Internazionale ”VOCI” di Abano Terme ha ricevuto la medaglia al Merito del Senato della Repubblica Italiana, per talento e meriti letterari.

Scrive per “il Dispari” inserto del “Mattino” di Napoli.

Scrive per la Rivista parigina “La Voce”, bimensile cartaceo distribuito in tutta Europa solo su abbonamento, Rivista bilingue che diffonde la cultura italiana all’estero.

Scrive per Fattitaliani, quotidiano on line.

In data 27 gennaio 2019 è stata premiata a Roma per essersi classificata al 1° posto assoluto per la Narrativa ed al 3° per il Giornalismo al famoso Premio “Otto milioni” Edizione 2018.

Con i suoi libri è stata presente al Salone Internazionale del Libro di Torino e a Roma alla Fiera del Libro “Più Libri Più Liberi”.

È stata nel direttivo dell’Associazione Culturale “Lo Specchio di Alice” dove scriveva sulla Rivista Quaderni ed ha preso parte ad un Romanzo Collettivo, assieme ad altri scrittori.

I suoi libri, pluripremiati, sono:

Il suo primo libro “La Barriera Invisibile” pubblicato nel 2010, ha vinto il Premio Speciale della Giuria al Premio Letterario Internazionale “Città di Cattolica”.

Nel 2011 ha pubblicato il suo secondo romanzo: “Silenzi d’Amore” che ha vinto nella seconda Edizione del Premio Letterario Internazionale Montefiore, il Primo Premio per la Sezione “PIANETA DONNA”.

Ha vinto il Premio Speciale della Giuria nell’Edizione 2012 del Premio Letterario HISTONIUM.

Ha vinto il Premio assoluto della Critica al Concorso Letterario Internazionale Il Golfo dei Poeti. Questo Stesso libro è stato presentato dall’Autrice al Salone Internazionale del Libro di Torino  e a Roma alla Fiera del Libro” Più Libri Più Liberi” nel 2012.

Nel 2013 ha pubblicato il suo terzo libro “La vita appesa ai muri” che ha vinto il Premio della Giuria al Concorso Letterario Internazionale Città di Pontremoli.

Nel 2015 pubblica “La voglio gassata” libro adottato dall’A.I.L (Associazione Italiana contro le leucemie, mielomi e fibromi) che reca in Copertina il Logo Nazionale dell’Associazione per concessione del Presidente Nazionale Prof. Mandelli. Parte del
ricavato è stato devoluto all’A.I.L. Il libro ha vinto il Primo Premio assoluto della Narrativa nella XXXI Edizione del Concorso Letterario HISTONIUM.

Attualmente è al lavoro al suo quinto libro che è un romanzo storico/saggio, ambientato nel 1940.

Caterina ama dire: “I libri sono come i figli, li facciamo ma non ci appartengono, sono di tutti perché ognuno trova in essi la sua verità”.

Ecco la Sinossi dell’ultimo libro di Caterina Guttadauro La Brasca dal titolo LA VOGLIO GASSATA.

Questa è la storia di Roberta, forse la troverete interessante, forse no ma sicuramente non banale.

Tutto comincia una mattina di un giorno nuovo da vivere e ciò che vede attorno a se la porta a ricordare la sua fanciullezza, le case dove ha vissuto; i particolari anche piccoli, il giardino, i suoi fiori, le sue frequentazioni e le immagini sono così nitide ai suoi occhi da farle rivivere tutto quanto. Comprende che la mente e il cuore hanno una loro memoria.

Una casa calda, accogliente, curata nei particolari da una madre attenta, che aveva buon gusto, non trascurava nessuno dei suoi affetti ed educava i suoi figli vivendo in prima persona ciò che insegnava loro.

Un sottile raggio di sole illumina un pettine azzurro sul comodino e la sua mente si sofferma su una figura che era il suo più grande amore: suo padre.

Un uomo forte,che una malattia lunga non ha privato della voglia di vivere, anche se lo ha costretto all’immobilità fisica.

Tutto ciò che non riusciva più a fare fisicamente con i suoi figli lo faceva con la parola, insegnando e raccontando loro che la vita va vissuta e amata in ogni caso perché è un valore.

Al suo fianco una donna razionale, pratica, che visse con lui sempre, nei suoi ricoveri più o meno lunghi, non lamentandosi mai e, quindi, era preziosa per tutti, soprattutto per i suoi figli che riuscirono a vivere la loro vita nonostante il dolore e la malattia del padre.

Roberta assorbì in pieno dal padre l’amore per la vita, la capacità di lottare e non arrendersi mai.

Tra loro c’era un’intesa che non era solo limitata al legame di sangue, ma ai gusti in comune, alla forza di lottare per ciò che si ama, alla solidarietà e alla fede.

Suo padre non entrò in conflitto con Dio anche se, nei frequenti viaggi a Lourdes, aveva pregato tanto.

Il miracolo per lui era amare, sempre e intensamente ogni minuto di quella vita che, giorno dopo giorno, stava perdendo.

E venne quel momento in cui la casa si svuotò, ma Roberta non conobbe la disperazione della perdita perché l’aveva elaborata in tutti quegli anni.

Con la madre c’era rispetto, ma poco dialogo per la conflittualità che, come spesso succede, c’è tra madre e figlia.

Dopo, da grande, Roberta si rammaricò di non averla aiutata, anche con un gesto affettuoso, a pensare che non era da sola, nonostante avesse perduto il compagno di una vita, il padre dei suoi figli.

Quanta fatica e quanto dolore sicuramente visse, ma sempre silenziosamente.

Era una donna molto concisa, colta, per aver imparato alla scuola della vita; ogni suo detto era un seme che cadeva in profondità.

L’ultima parola fu l’unica richiesta, fatta a sua figlia in tutta la vita: “Pensami”.

Roberta viveva le sue simpatie, i suoi amori giovanili perché era ingorda di vita, non voleva sprecare neanche un minuto, non voleva rapporti banali e non pensava a legarsi per la vita.

Del resto, come poteva se l’amore più grande lo aveva avuto già: suo padre.

L’azienda di famiglia, senza di lui, chiuse e Roberta con il fratello dovettero cercare un lavoro presso un’Azienda.

Roberta non accettò mai quel lavoro, gli fu solo riconoscente per averla fatta incontrare Roberto che poi divenne suo marito.

Lei voleva vivere la vita con leggerezza, restando ai margini del dolore e godere appieno della gioia che la vita le regalava.

Ma arrivò il buio anche per lei, un’ospite sgradevole, dal nome insidioso: Leucemia Mieloide Cronica.

Avrebbe scoperto il valore di ogni singola vocale e consonante di queste parole. L’unica positività: Il Seragnoli, Istituto di Ematologia ed Oncologia del Policlinico Sant’Orsola di Bologna.

il Centro di eccellenza in questo Campo era proprio nella sua città.

La affidarono a un medico che da allora chiamò il suo “angelo/dottore”.

Fu paziente, comprese il suo imbarazzo, la sua paura e le insegnò, affiancandola sempre, a sperare, dicendole che prima per quella malattia si moriva ma in tanti, grazie alle conquiste della ricerca, adesso la superavano.

Cominciarono le sue quasi quotidiane frequentazioni con l’Ematologia, coi farmaci, le indagini cliniche.

Roberta, soprattutto, comprese il valore e le doti umane di quei medici che si schieravano, tutti i giorni, dalla sua parte per non farla sentire sola.

Il suo angelo medico fu anche un bravo Psicologo; ancora non esisteva il Servizio di Psicologia Clinica che oggi è una preziosa realtà.

Le propose di diventare volontaria A.I.L. Aveva capito che aveva bisogno di interessarsi a qualcosa che la facesse distrarre e sentire utile.

Roberta lo fece e la sua attività continua ancora nel Gruppo di sole donne, conosciuto come: “Noi, donne per Bologna A.I.L.” (Associazione Italiana contro le Leucemie, linfomi e mielomi.)

In quel contesto trovò il modo di sentirsi realizzata; avrebbe potuto ricambiare in qualche modo l’aiuto che le veniva dato.

L’A.I.L. (Aiuto, Impegno, Lavoro), come lei lo definiva, una realtà concreta che cura e si prende anche cura dei malati.

Durante quel periodo di volontariato venne a contatto anche di Casa A.I.L., che è una realtà che offre ospitalità gratuita ai familiari e i malati.

Gli esami andavano bene e Roberta riassaporava la vita.

Lei si diceva: “Non contano quanti respiri fai, ma quanti attimi ti hanno tolto il respiro” e dicendolo inspirava a fondo ossigeno e vita.

Era riconoscente al suo angelo/dottore e a tutti quei ricercatori che dedicavano tutti i giorni della loro vita a conoscere in profondità le cause di queste malattie per poterle combattere con efficacia.

Ma non era finita, e dopo cinque anni, una mammografia diagnosticò un tumore al seno.

Di nuovo io,” pensò Robrta “perché proprio a me”, si chiese sull’onda della rabbia e della paura.

Ma la domanda non era quella, doveva invece chiedersi: ”Perché non a me?”

Anche in questo increscioso episodio fu sostenuta dall’oncologa, dal suo angelo/dottore e dal chirurgo che avrebbe fatto l’intervento.

Quest’ultimo spiegò a Lei e a Roberto, con tanto garbo e pazienza della necessità di fare, prima di intervenire chirurgicamente, un trattamento chemioterapico per ridurre le dimensioni del tumore.

Con il conforto e la competenza di tutti, l’intervento fu superato, e Roberta ritornò a casa.

La domenica successiva al suo rientro, ci fu una bella manifestazione: la maratona a favore delle donne ammalate di tumore al seno.

Si chiamava “Race for the cure”, una tre giorni di salute, sport e benessere per la lotta al tumore al seno.

Correvano in tanti, e Roberta riconobbe il suo oncologo, il suo ematologo e il suo chirurgo.

Vederli uniti quella mattina a testimoniare il loro impegno emozionò Roberta che pensò “Se io vivo lo devo a loro.”

Tutto andò per il meglio.

Do la parola a Roberta per rendere maggiormente l’incisività di questo episodio che dà il titolo al libro: Finalmente posso pensare ad un futuro.

Entro in un bar e chiedo un caffè.
Il barman mi pone dinanzi il bicchierino e mi chiede: signora liscia o gassata? Per un attimo la mia mente si assentò e pensai all’opportunità che adesso mi potevo dare: scegliere di vivere ogni momento intensamente e con tutta me stessa.

Risposi: “La voglio gassata.” Quel ragazzo non seppe mai che in quel bicchierino bevevo la mia vita.

Ci vuole raccontare la sinossi di “LA VITA APPESA AI MURI”?

Una giovane giornalista, inviata per lavoro, nelle zone terremotate dell’Emilia, vive un’esperienza che la porta al di là di ciò che i suoi occhi vedono.

Intere case rase al suolo, che occultano vite che hanno protetto per anni e poi….

In mezzo a tanta distruzione si ergono ancora dei muri, qualche parete che ha resistito alla furia della natura e testimonia che non tutto è cancellabile, che ci sono lembi di vita che, con forza disperata, raccontano a chi sa leggerli le loro storie.

Giada scatta delle foto, intervista della gente, tenta di asciugare qualche lacrima ma soprattutto, per la prima volta, fa delle interviste silenziose all’udito di tutti ma chiare e significative a tal punto da lasciarsi spogliare della distanza dai fatti cosa che la sua professione le ha sempre imposto e ascolta, col cuore, la vita vera, quella che è la quotidianità che, in quella circostanza, ha reso eroi della gente comune.

Non si pone il problema, come ha sempre fatto di essere impersonale, di cercare la notizia che può scuotere di più l’interesse del lettore, stavolta sente di dover più ascoltare che chiedere, di cercare con gli occhi quei visi attoniti, quelle parole inespresse e rimaste come dei macigni dentro l’anima di chi incontra tra le macerie.

Quei muri li vede come guerrieri coraggiosi testimoniare come la forza dei sentimenti può sconfiggere quella della natura e Giada pensa che il loro coraggio merita il suo ascolto e la fierezza, con cui si stagliano come paladini di vita, testimonia che a tenerli saldi o parzialmente feriti è stata la forza di ciò che rappresentano, della vita che rende coese le pietre più del cemento.

L’unico elemento che li differenzia è il colore che diventa un elemento distintivo di ognuno di loro.

Si raccontano così cinque storie di gente comune che si trova a diventare, per l’eccezionalità di ciò che hanno visto e vissuto, degli “eroi per caso”.

La prima parete dipinta di verde smeraldo “racconta” la storia di una giovane donna, a servizio presso una famiglia benestante.

La sua ignoranza è pari alla sua forza che, meglio di chiunque altro, la rende ottima collaboratrice domestica.

Tante cose non si sa spiegare e si rifugia nell’immaginario, cedendo a credenze del vissuto popolare che diventano la soluzione ai suoi problemi.

Anche l’amore vero le è ignoto, quello tra una donna e un uomo mentre sa di essere apprezzata e considerata quasi un membro di famiglia… a lei è bastato un colore a cambiarle la vita...

Ivanka, giovane vita, anima graffiata nel corpo e nell’anima da una guerra che, come spesso succede, è voluta da pochi e pagata da tutti.

Coloro che invadono le loro case sono chiamati liberatori e chiedono, in cambio, un prezzo molto alto.

Ivanka vive cose più grandi di lei ma non può, come vorrebbe, sparire perché una vecchia sola, con gli occhi già spenti, la attende in una casa dove nonostante ciò che la circonda c’è ancora un po’ di umanità…

… Un’esperienza personale agevola la conoscenza tra una donna ammalata ed il suo operatore chirurgico.

Un’esperienza vissuta all’estremo come tutte quelle in cui si rischia la vita, mette in luce la nobile professione di un medico che, ogni giorno, combatte la morte.

Il suo campo di battaglia non è il fronte ma una sala chirurgica dove ruota un’umanità sofferente, talvolta senza scampo.

Il dolore, la consapevolezza di rischiare fa emergere i sentimenti più nascosti che creano legami che la memoria salverà dall’oblio… una madre, un marito, quattro bambini che costituiscono una famiglia gioiosa, piena di progetti e di aspettative.

Una malattia ammanta di nero quei quattro pulcini che si sentiranno per sempre puniti immeritatamente.

Francesca vive un mondo di cui aveva sentito parlare ma che le era distante o meglio, che lei teneva a distanza come facciamo con tutto ciò che ci fa paura.

Sofferenza, responsi senza scampo, speranze alimentate da piccoli miglioramenti e poi la resa, dettata da un cuore che si stanca di vivere…

Un nonno e un nipote, due vite che la sorte fa crescere vicini, il passato e il futuro che si nutrono di un presente dettato dall’esperienza e dall’innocenza.

La vita dapprima trionfa dando ad un vecchio un ultimo motivo per vivere e ad un ragazzo l’amore incondizionato, le verità in cui credere, la capacità di perdonare e l’orgoglio di essere onesti.

Cosi un nipote comprende che i nonni sono la  vera storia di un popolo, coloro che hanno indagato la vita prima di noi ed è irriconoscente ignorarli e, in taluni casi, dimenticarli…

… Una signora che vive in una realtà che non è la sua sentimenti che la fanno invidia

Riporto alcuni pensieri di CATERINA GUTTADAURO Caterina Guttadauro in un’intervista dichiara:-

«Parecchi critici mi hanno paragonata ad Isabel Allende e ne sono compiaciuta.

Sì, ad animare le nostre storie è l’amore per la famiglia, focalizzare l’attenzione sulle donne, esaltandone il valore soprattutto nel contesto familiare.

Ci unisce anche la profondità dei legami che sopravvivono al tempo, alla distanza ed alla morte. Come dice Nerudafinché ci assistono la memoria e il ricordo, nulla va perduto anche se ovunque si vada ci si sentirà degli eterni trapiantati”.

Sottolinea che la peculiarità del nord e del sud che compongono la nostra bella Italia è costituita da – fili indistruttibili di vissuto, di immagini, di profumi, sapori e tradizioni che ci legheranno per sempre alla nostra terra d’origine.

La Sicilia, come i siciliani, è una terra di intense passioni, di grande generosità.

Se hai un vero amico siciliano, lo avrai per sempre.

Al Nord c’è più formalità, più distanza nei rapporti ed è meno coltivato il far dono di sé.

In entrambi i casi c’è da imparare ed apprezzare, la scelta è quella che poi si avvicina di più al nostro sentire»

CATERINA GUTTADAURO nell’intervista sottolinea che:-

«L’impegno sociale, personalmente, lo considero quasi un dovere per chi, con il proprio lavoro, raggiunge il cuore di tanta gente.

Dare visibilità e voce a chi non ce l’ha è un gesto di altruismo che ci migliora ed un apporto sociale per chi è in condizione di fragilità, di diversità e, spesso, dimenticato dalle istituzioni.

Oggi c’è più attenzione per queste fasce di umanità ma tanto rimane ancora da fare.»

Ringrazio la giornalista ESTER CAMPESE di questa intervista in quanto ha evidenziato le particolarità creative della nostra amata artista nonché amica dolcissima che trasmette nei suoi scritti l’amore familiare indispensabile per vincere le angosce e le paure dalle problematiche che la vita quotidianamente ci presenta.

Angela Maria Tiberi

Presidente Sede operativa Pontinia Dell’Associazione “Da Ischia L’Arte – DILA”

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DILA sede operativa Pontinia

“Da Ischia L’Arte”  – Associazione culturale

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Presidente

Bruno Mancini

 

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Clinica Annunziatella di Roma

Clinica Annunziatella di Roma

Clinica Annunziatella

Al prof. MASSIMILIANO BRUGNOLO

Specialista in Anestesia Rianimazione e Terapia Intensiva e del Dolore

Bellissimo uomo dagli occhi profondi
che toccano l’anima del paziente
e donano fiducia all’equipe della sala operatoria.
Dolcemente ci addormentiamo con la fede
di estirpare il male
che affligge il nostro corpo umano.
Sa amare chi gli tende la mano
donando il suo cuore umano.

Con profonda stima e ammirazione dalla Prof. ssa ANGELA MARIA TIBERI,
Presidente delegata REGIONE LAZIO ASSOCIAZIONE INTERNAZIONALE DILA – ISCHIA;
Presidente delegata REGIONE LAZIO ACCADEMIA INTERNAZIONALE ARTE E CULTURA DI MICHELANGELO ANGRISANI;
Presidente delegata REGIONE LAZIO ASSOCIAZIONE INTERNAZIONALE LA PULCE LETTERARIA;
Ambasciatore ASSOCIAZIONE INTERNAZIONALE MAGNA GRECIA LATINA-NEW YORK;
Membro speciale A.L.I.A.S ACCADEMIA ITALIA-AUSTRALIA SCRITTORI MELBOURNE;
ROMA li, 18 Gennaio 2019.

AL PROF. LUIGI DE SANTIS

Specialista in Chirurgia Generale
chirurgia tradizionale e mini-invasiva (laparoscopia e robotica)

Meraviglioso chirurgo dalla profonda umanità
con dolci mani come ali di farfalla operi con
magnificenza e altissima maestria
lasciando nell’anima del paziente gioia ed allegria,
estirpando la parte ammalata doni ristoro
al disperso nel deserto della sofferenza.
Ti amiamo e siamo grati al SIGNORE di aver
conosciuto un uomo stupendo di rare virtù.
Poeticamente ci sentiamo vicini e la distanza
del LEI non sentiamo perché profondamente
ci sentiamo uniti come le acque del cielo
e dell’amorevole Terra a cui noi apparteniamo.

Con stima e profonda ammirazione dalla Prof. ssa ANGELA MARIA TIBERI,
Presidente delegata REGIONE LAZIO ASSOCIAZIONE INTERNAZIONALE DILA – ISCHIA;
Presidente delegata REGIONE LAZIO ACCADEMIA INTERNAZIONALE ARTE E CULTURA DI MICHELANGELO ANGRISANI;
Presidente delegata REGIONE LAZIO ASSOCIAZIONE INTERNAZIONALE LA PULCE LETTERARIA;
Ambasciatore ASSOCIAZIONE INTERNAZIONALE MAGNA GRECIA LATINA-NEW YORK;
Membro speciale A.L.I.A.S ACCADEMIA ITALIA-AUSTRALIA SCRITTORI MELBOURNE;
ROMA li, 18 Gennaio 2019.

Al prof. GIANCARLO STAZI

Specialista in Cardiologia e Terapia intensiva, Geriatria e Medicina interna

Ammirevole professionista dal cuore di un’immensa umanità
come l’Universo a cui noi apparteniamo,
ci incoraggi tenendoci per mano con semplicità
i tuoi occhi sono dolcissimi come il miele appena raccolto
dandoci coraggio e riattivando la nostra vitalità
appassita e indebolita dai mali fisici.
Uomo di profonda cultura e pioniere di nuove tecniche cardiologiche
insegni con umiltà e illuminante genialità.
Ti amiamo e dolcemente ci incamminiamo
insieme verso i valori profondi della vita
che rendono eterni il nostro passaggio
in questa società.

Con stima dalla Prof. ssa ANGELA MARIA TIBERI,
Presidente delegata REGIONE LAZIO ASSOCIAZIONE INTERNAZIONALE DILA – ISCHIA;
Presidente delegata REGIONE LAZIO ACCADEMIA INTERNAZIONALE ARTE E CULTURA DI MICHELANGELO ANGRISANI;
Presidente delegata REGIONE LAZIO ASSOCIAZIONE INTERNAZIONALE LA PULCE LETTERARIA;
Ambasciatore ASSOCIAZIONE INTERNAZIONALE MAGNA GRECIA LATINA-NEW YORK;
Membro speciale A.L.I.A.S ACCADEMIA ITALIA-AUSTRALIA SCRITTORI MELBOURNE;
ROMA li, 18 Gennaio 2019.

Angela Maria Tiberi

Presidente Sede operativa Pontinia Dell’Associazione “Da Ischia L’Arte – DILA”

VIA GIUSEPPE VERDI 39 04014 PONTINIA, Cel. 3205584216

DILA sede operativa Pontinia

Clinica Annunziatella Al prof. MASSIMILIANO BRUGNOLO Specialista in Anestesia Rianimazione e Terapia Intensiva e del Dolore

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Enzo Casagni – Crispelle 34 Elegia di un amore

Enzo Casagni – Crispelle 34 Elegia di un amore

Enzo Casagni - Crispelle 34 Elegia di un amore

Enzo Casagni

Crispelle 34 Elegia di un amore

Si può vivere quando l’amore della nostra vita ci lascia?
Questa domanda che chiunque abbia mai amato in quel modo assoluto e totalizzante (che è l’unico che si possa davvero chiamare amore) si è posta, almeno una volta nella vita, è diventata, suo malgrado, il liet motiv della raccolta di Enzo Casagni.

Un uomo forte, incrollabile, si percepisce chiaramente
da questi versi.

Eppure un uomo che d’un tratto, s’è sentito sperso, il giorno in cui la sua amata Cristina se n’è andata.

La solitudine, a volte, la disperazione.

Ma una grande, immensa voglia di continuare a vivere, di affermare il proprio diritto alla vita e all’amore.

Una persona amata in un modo speciale, verso la quale si eleva un elogio così intenso da spazzar via ogni dubbio sul fatto che, pur nelle mille difficoltà quotidiane, non è possibile immaginare una vita diversa.

Cristina mia, posso ancora pronunciare il tuo nome!
Anzi. Voglio gridarlo al vento, che lo porti lontano!
Che gioia sentire il suono del tuo nome!
Cristina, Cristina, Cristina…
Il suono invade i miei pensieri e va a quando rispondevi alla mia
voce che cercava il tuo volto.
Cristina, Cristina, Cristina…
Non mi stancherò mai di chiamarti!
Chi mi risponde?
È il suono della mia voce che disperatamente cerca, cerca e conti-
nua a cercare il suono della tua.

È questa, in poche parole, la summa del pensiero di Enzo Casagni, il suo modo di utilizzare l’arte poetica per affrontare il dolore del distacco, il suo approcciarsi alla parola scritta per ricomporla secondo l’emozione.

Vivere è la più difficile delle arti, e per interpretarla al meglio bisogna ascoltare prima di tutto la parte più intima di se stessi, il proprio cuore pulsante, e lasciare che sia lui a parlare e a dettare l’ispirazione, l’emozione pura e semplice di cui tutti siamo fatti.

[…]
La Vita scorre senza fine
e… noi siamo su quel “treno”
che ha la fermata in Paradiso.

Mia cara, aspettami alla fermata:
quando Gesù vorrà, io sarò su quel treno,
cercando la tua mano per scenderne i gradini!

D’altronde non è detto che la vita assecondi sempre i nostri desideri: al contrario, fin troppo spesso sono gli imprevisti, gli incontri, le deviazioni a delinearne il percorso, e l’autore, come anche il lettore che in qualche modo vi si rispecchia, deve e può solo seguirla a un passo.

Chi può cogliere la mia vita?
La mia vita barcolla in un sentiero
che non ha la parola fine incisa!
Dove posare i miei occhi
in questo sentiero?
Quale luce illuminerà
i miei incerti passi?
Cristina,
8aiutami a camminare ancora
nei nostri sentieri,
ma… non odo più la tua voce
e… il tuo volto si è disperso
in un rosso tramonto!
Vita, vita corri, corri in sentieri
che non hanno nome!
Corri, chi ti guarderà negli occhi?
[…]

Ma il cammino che porta finalmente alla pacificazione e all’accettazione del dolore, non può passare per una strada esterna a noi stessi: ed è per questo, infatti, che il suggerimento di Casagni è quello di guardarsi dentro, di trovare in noi il seme della gioia da far accrescere in noi stessi e in coloro che ci sono vicini.

E soprattutto, di affidarsi, completamente, alla grazia della Fede.

[…]
Chi può separarmi dalla mia Cristina?
La morte, forse?
Morte dimmi:
dove è la tua vittoria?
Il mio Gesù ti ha sconfitta…
La Sua vittoria unisce ora terra e cielo…
La Sua vittoria unisce ora
Enzo e Cristina per sempre!

È una raccolta preziosa quella che Enzo Casagni condivide in queste pagine, ed è un privilegio poter viaggiare, cosi in profondità,  nell’anima di quest’uomo, un’anima che reca in sé tanto amore, ma che, avendo vissuto con intensità, non è potuta sfuggire all’amaro calice della sofferenza.

Flavia Weisghizzi (Redazione Eutorpa Edizioni)

ENZO CASAGNI è un vero poeta dell’animo romantico e da sensibilità universale che sa parlare con i suoi versi al lettore dandogli la mano a comprendere il vero amore ricambiato dalla sua adorata compagna di vita che le ha donato i suoi amati figli.

La scomparsa e la sofferenza della sua perdita hanno permesso all’autore di esprimersi in versi poetici romantici come

… CRISTINA… Non mi stancherò di chiamarti! … È il suono della mia voce che disperatamente cerca, cerca e continua a cercare il suono della tua.

La sua fede cristiana sostiene la sua sofferenza di solitudine

… Vedo, ora, scintille d’amore/salire verso il cielo, oltre le nubi, / toccando l’infinito Amore di Dio. La sua forza di vivere… Devo vivere, / e… so che il tuo amore sarà sempre inciso sul mio cuore. / Ciao, dolce amore mio, spero un giorno di raggiungerti… Aspettami! / Enzo, il tuo amante per sempre! –

Dal testo Crispelle Elegia di un amore EUROPA EDIZIONI

Questo testo è molto prezioso anche con la sua dedica che condivido… l’amore vive e vivrà, oltre il tempo e lo spazio!

Nel 2016 il poeta ha scritto una raccolta di poesie DAMASCO 79 ODISSEA DI UN AMORE, testo da scoprire con la prefazione di WISLAWA SZYMBORSKA

… Cademmo nell’abbraccio, ci separammo dal mondo, non sapevamo se eravamo due corpi o due anime o un corpo e un’anima o semplicemente non eravamo perché era amore solamente e poi solamente fu la marea d’argento del nulla…

ANGELA MARIA TIBERI,
Presidente delegata REGIONE LAZIO ASSOCIAZIONE INTERNAZIONALE DILA – ISCHIA;
Presidente delegata REGIONE LAZIO ACCADEMIA INTERNAZIONALE ARTE E CULTURA DI MICHELANGELO ANGRISANI;
Presidente delegata REGIONE LAZIO ASSOCIAZIONE INTERNAZIONALE LA PULCE LETTERARIA;
Ambasciatore ASSOCIAZIONE INTERNAZIONALE MAGNA GRECIA LATINA-NEW YORK;
Membro speciale A.L.I.A.S ACCADEMIA ITALIA-AUSTRALIA SCRITTORI MELBOURNE;
ROMA li, 18 Gennaio 2019.

Angela Maria Tiberi

Presidente Sede operativa Pontinia Dell’Associazione “Da Ischia L’Arte – DILA”

VIA GIUSEPPE VERDI 39 04014 PONTINIA, Cel. 3205584216

DILA sede operativa Pontinia

Clinica Annunziatella Al prof. MASSIMILIANO BRUGNOLO Specialista in Anestesia Rianimazione e Terapia Intensiva e del Dolore

“Da Ischia L’Arte”  – Associazione culturale

Bruno-ManciniI6

Presidente

Bruno Mancini

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Moretto Giuliano scrittore pontino

Moretto Giuliano scrittore pontino

Moretto Giuliano scrittore pontino

Moretto Giuliano

Moretto Giuliano, scrittore pontino che si è imposto all’attenzione del pubblico con i suoi primi romanzi Il Paese perduto e Lo specchio del giustiziere, ha presentato lo scorso dicembre nella sua città natale, Latina, la sua nuova opera dal titolo “Diamante”.

Il libro, che è una raccolta di storie vere di personaggi che hanno avuto rilievo nella vita sociale della città, è dedicato a uno di loro, Francesco Porzi, noto a tutti come Biscotto, il giovane latinense che negli anni ‘60 con la sua straordinaria bellezza e i suoi modi eleganti e affascinanti riuscì a conquistare ingaggi dai più importanti stilisti e registi di quegli anni.

Il libro è stato distribuito con la sponsorizzazione della BANCA MEDIOLANUM sede di Latina grazie all’iniziativa del direttore Renato Palombi.

Lo scrittore e i suoi amici si ritrovano spesso al Bar Kristal al Centro Commerciale Latina Fiori e si raccontano la loro vita, le loro storie e le raccontano nel libro e raccontando le loro storie ripercorrono la storia della nostra amata Italia dagli anni Sessanta fino ai giorni d’oggi.

I protagonisti sono tutti pensionati tranne DIAMANTE, un giovane di diciassette anni il cui vero nome è MARCO.

Nelle parole che ROSITA, la ragazza del bar, pronuncia la prima volta che lo vede c’è il chiaro presagio del turbamento che il ragazzo porterà dentro al gruppo di questi uomini maturi: “Che affascinante questo gay” – dice Rosita per i suoi modi effeminati e dolcissimi, per i suoi occhi dal colore del mare.

L’autore mette in risalto la sofferenza di questo giovane facendoci toccare con mano le motivazioni della diversità sessuale e parla apertamente dell’amore che MARCO prova per lui facendoci comprendere l’umanità dell’amore diverso dall’amore “uomo donna” contemplato dai canoni religiosi.

Marco racconta la sua infanzia di sofferenza segnata da un padre diavolo, un satana travestito da uomo con i modi gentili, che lo violentò all’età di nove anni e che con gli anni capì che, dietro la facciata di politico rispettabile per la società, era in realtà un tossico e uno spacciatore.

Sua moglie, cercava di fermarlo, di contrastarlo ma prendeva botte finché dopo dieci anni decise di uccidersi gettandosi sotto un treno.

Una storia spaventosa e surreale.

Trascrivo una pagina sconvolgente senza censura ma carica di sofferenza per un innocente che viene violentato e senza pietà trascorre così la sua infanzia.

L’autore denuncia con il suo scritto l’inferno vissuto da questo bambino innocente e lasciato senza aiuto

(…) Marco andò ad avvertire il padre del ricovero dell’ospedale della mamma per una colica renale e andò all’ufficio del padre trovando la porta socchiusa entrò e vide l’inferno.

Nell’interno dell’ufficio c’erano cinque soggetti, tre belle ragazze adolescenti dalla carnagione bianca nude insieme a due uomini molto avanti con gli anni, nudi.

Presi dal sesso non si accorsero di me che li stavo guardando, mio padre aveva la testa fra le cosce di una delle ragazze, alla quale stava leccando la natura, mentre l’altro complice era dietro di lui che lo penetrava con il suo enorme membro aiutato dall’altra ragazza.

Notai sul tavolo su di un foglio di carta argentata della polverina bianca, delle siringhe e un cucchiaio, e appoggiato sulla sedia c’era un abito talare di colore rosso con in bella vista lo zucchetto sempre dello stesso colore.

Sembravano degli spiriti assatanati, con gli occhi vitrei fuori dalle orbite, pensai quanta cocaina si sono presi per non accorgersi di me… ci son volute sei ore… per accorgersi della mia presenza… Il primo a vestirsi… il cardinale… il padre porge alle giovani donne ancora minorenni del denaro in contanti, tanti soldi tutti insieme non li avevo mai visti… dicendo di rivedersi presto con loro… guardo mio padre… non provo niente… emerito vigliacco e traditore… (…)

In queste poche righe lo scrittore denuncia la pedofilia e la meschinità umana non punita dalla legge dell’uomo ma condannata nell’eternità dall’Unico DIO CREATORE.

Provo profondo amore verso MARCO e verso tutti i bambini che vengono violentati sessualmente e psicologicamente tra le pareti domestiche così come nelle guerre da orchi umani che non vengono puniti dai tribunali.

Riporto la sensibilità di GIULIANO MORETTO nel suo libro avvincente e profondo:

“Non sono giudice di nessuno, ogni persona si deve prendere le proprie responsabilità… “ e dichiara il suo pensiero verso l’amore diverso dall’eterosessuale “Un amore strano, un amore che non si può descrivere, un amore tra gli stessi sessi ha dell’inconcepibile, si possono trovare tanti aggettivi ma sempre amore è, sbagliato quanto si voglia, ma sempre amore è “.

Diamante è un libro sconvolgente che affronta tematiche di grande interesse per la società attuale come la prostituzione, l’omosessualità, la pedofilia, la miseria umana e della CHIESA e che, più vicino a noi del territorio di Latina, contiene un appello alle autorità della nostra Provincia di dedicare una via o una piazza a FRANCESCO PORZI nato a LATINA il 3/3/ del 1947 e morto prematuramente il 31/8/1970 a causa di un incidente stradale, conosciuto con il soprannome di BISCOTTO.

La motivazione dell’autore è cosi dichiarata:

“Perché ho pensato a lui, perché noi, cioè tutti coloro tra il 1945 al 1951, siamo ancora legati con il pensiero al nostro amato e mai dimenticato concittadino…

E’ lui che ha fatto conoscere la nostra terra al mondo intero, come attore in film con attori famosi dell’epoca, fotomodello di case di moda, che ha sfilato nei migliori atelier europei, che ha dato molto alla nostra città.

E’ stato un ragazzo che manifestava la sua grande sensibilità d’animo soprattutto con la disponibilità verso gli amici.

A fronte di tutto ciò nulla è stato fatto da alcuna amministrazione comunale per ricordarlo.

E questo fa sdegnare gente come noi.

Questo libro vuole sensibilizzare la politica cittadina ad intestare qualcosa per far ricordare alle generazioni future il nostro amato concittadino, siamo in tanti a chiederlo alla politica.

Tu invece caro Biscotto rimarrai sempre nei nostri cuori, di chi ha avuto la fortuna di conoscerti e di essere amico in eterno. CIAO”.

La mia fortuna è di aver letto questo libro e di aver conosciuto tramite la sua lettura BISCOTTO.

Mi unisco all’autore e sollecito tutti coloro che leggeranno la mia recensione di fare appello alle autorità della provincia di LATINA di dedicare una via o una piazza a questo sfortunato giovane che ha reso illustre la nostra amata città e ai personaggi importanti che hanno messo in risalto la loro storia conoscendo le miserie umane ma anche la bellezza della vita come l’amore che ha riscattato la loro persona.

Complimenti a Moretto Giuliano per il suo coraggio di aprire un dialogo e di educare l’umanità ai valori eterni come l’amore e la famiglia facendo diventare ogni personaggio dei suoi racconti un vero diamante eterno.

Sono profondamente religiosa e cristiana, ma la lettura del libro ha squarciato la mia coscienza integra come un magnifico quadro d’autore facendomi meditare sulla miseria umana e mi ha ispirato un’invocazione fiduciosa al SIGNORE CREATORE dell’Universo di ricondurre alla retta via i violentatori dell’innocenza perché diventino persone degne di questo nome come succede all’INNOMINATO ne I Promessi SPOSI di ALESSANDRO MANZONI.

ANGELA MARIA TIBERI,
Presidente delegata REGIONE LAZIO ASSOCIAZIONE INTERNAZIONALE DILA – ISCHIA;
Presidente delegata REGIONE LAZIO ACCADEMIA INTERNAZIONALE ARTE E CULTURA DI MICHELANGELO ANGRISANI;
Presidente delegata REGIONE LAZIO ASSOCIAZIONE INTERNAZIONALE LA PULCE LETTERARIA;
Ambasciatore ASSOCIAZIONE INTERNAZIONALE MAGNA GRECIA LATINA-NEW YORK;
Membro speciale A.L.I.A.S ACCADEMIA ITALIA-AUSTRALIA SCRITTORI MELBOURNE;
ROMA li, 18 Gennaio 2019.

Angela Maria Tiberi

Presidente Sede operativa Pontinia Dell’Associazione “Da Ischia L’Arte – DILA”

VIA GIUSEPPE VERDI 39 04014 PONTINIA, Cel. 3205584216

DILA sede operativa Pontinia

Clinica Annunziatella Al prof. MASSIMILIANO BRUGNOLO Specialista in Anestesia Rianimazione e Terapia Intensiva e del Dolore

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Bruno-ManciniI6

Presidente

Bruno Mancini

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