BR12 Eduardo Cocciardo – Eppure tu

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BR12 Eduardo Cocciardo – Eppure tu

BR12 Eduardo Cocciardo legge la poesia “Eppure tu” scritta da Bruno Mancini

BR12 Eduardo Cocciardo – Eppure tu


Le votazioni web termineranno il 10 Ottobre 2019

La proclamazione dei brani vincitori avverrà tra il 13 e il 17 Novembre 2019, e cioè durante il Bookcity #BCM19

La cerimonia di premiazione avverrà entro il mese di gennaio 2020

Brani finalisti premio recitazione “Otto milioni” 2019

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Otto milioni 2019 – Premi di poesia, narrativa, musica, arti grafiche, giornalismo

Dichiarazioni iscrizioni premi “Otto milioni” 2019

Regolamenti partecipazioni premi “Otto milioni” 2019

Bandi completi premi “Otto milioni” 2019

Regolamento partecipazione premio Recitazione “Otto milioni” 2019

Dichiarazione iscrizione premio Recitazione Otto milioni 2019

Brani finalisti premio Recitazione “Otto milioni” 2019

Classifiche premio Recitazione “Otto milioni” 2019

BR12 Eduardo Cocciardo legge la poesia "Eppure tu" scritta da Bruno Mancini
Comunicazione ufficiale vincitori “Otto milioni” 2019

Cerimonia premiazione vincitori “Otto milioni” 2019

Attestati “Otto milioni” 2019

Rassegna stampa “Otto milioni” 2019

Rassegna fotografica “Otto milioni” 2019

Video “Otto milioni” 2019

INFO: emmegiischia@gmail.com – Tel: 3914830355

IBAN: IT52V0514239930CC1331129692


Premi “Otto milioni” edizione 2018

Premio internazionale Otto milioni

DILA

BR01 Adriana Iftimie Ceroli - Ombra Rossa

Premi Otto milioni

ideati da

Bruno Mancini

BR12 Eduardo Cocciardo legge la poesia "Eppure tu" scritta da Bruno Mancini

Una poesia di Bruno Mancini
Dalla raccolta “La mia vita mai vissuta”
Credevo

“Ho scandagliato anfratti
grigiastre fenditure
malsane sudditanze per la mente
-la mia,
la tua di te che non lo sai,
la sua di chi m’amava,
l’altra del bischero-,
i sensi atrofizzati
in dormiveglie indotte,
lombrico nella mela…
per scrivere poesie”.

Credevo.

“Ho carezzato muschi
verdognoli tappeti
esuberanze futili ai margini del cuore
-il mio,
il suo di lei che non capiva,
il tuo di te che sempre amavi,
l’altro della battona-,
la mente assente
dalla pelle respirando colori,
piumino incipriante gole…
per scrivere poesie”.

Pensavo.

“Fascicolo brogliacci
fogliastri ammuffiti
salvati dai mille traslochi di vita
-la mia,
la mia che non ho smesso di donare,
la mia che non ho smesso di godere,
la mia d’Ignazio-,
il mondo fuori stanza,
mi scopro uomo in giro
tra fronzoli e pepite…
per scrivere poesie”.

E sono.

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