Per Elena – Poesia tratta dalla raccolta “La sagra del peccato” di Bruno Mancini

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Per Elena – Poesia tratta dalla raccolta “La sagra del peccato” di Bruno Mancini

Per Elena

(Lei)
T’ho pensato
e mi sono vista nei tuoi occhi:
quell’immagine fissa
che non può svanire,
appiccicata
come il più vecchio cappotto,
uggiosa
come il sette novembre,
decisa
come un dito nell’occhio.

Ho pensato a te
e ti ho visto a palpebre chiuse
quasi visione sfumata
che avrei potuto perdere,
scapigliato
in un mantello azzurro,
fuggente
su una nuvola bianca,
amato
come un bacio sul cuore.

Ora, ancora
ho pensato te,
e non ho smesso lacrime e risate.

Io sono la viola
cercata in un bosco.

(Lui)
T’ho persa:
come il ricordo
di banchi di scuola,
ricordo
di legna bruciata,
ricordo
di treni, di navi,
di calde coperte;
ricordo
di balli, di risse,
di rossi d’Abruzzo;
come i ricordi.

Io sono corda di viola
in un suono d’orchestra.

(Loro, l’amore, la vita)
Ho perso, con te,
la mia chiave:
invano il pensiero spinge
la porta serrata,
e non mi veste di luce
neppure la nuova follia,
né intona una canzone
il vento dei miei passi
o spargono dolcezze
le fantasie di oblio.

Io sono una viola pensiero
che scuote passioni.

(La poesia)
E mentre fuori i passeri
negli aghi dei pini
tra gocce salate
ad un soffio dall’alba
vi uccido.

Io sono di mammole viola
la macchia e l’inchiostro.

(L’autore)
Con la pioggia di stelle che cade
sui semi di viola appassita,
spargendo profumi e magie,
sono di nuovo nudo,
ancora bagnato,
a già mi asciuga il sorriso
di immaginarmi sognato.

Così nel suo destino
così
senza battiti di ciglia
ad un velo dal suo respiro
fra le sue dita
così

nella solitudine delle nostre ansie,
io sono la viola
cercata in un bosco
io sono corda di viola
in un suono d’orchestra
io sono viola pensiero
che scuote passioni
io sono di mammole viola
la macchia, l’inchiostro,
di semi di viola appassita
profumi e magie,
io sono poeta
io sono

silenzio.

 

La sagra del  peccato – anteprima Lulu

Bruno Mancini – vetrina Lulu

Alla ricerca di belle storie d’amore.

Racconti e poesie ambientati nella splendida Isola d’Ischia.

Per Bruno Mancini: brevi commenti amichevoli:

“…sincero, elegante, sempre aderente al soggettivismo letterario del particolare momento che attraversiamo.” “Le aperture liriche, più che segnare il passo dell’emozionalità, offrono un ulteriore invito a perdersi nei labirinti della parola scritta…” “Troverete un urlo e un soffio di amore, un vuoto, immersi nella forza e nella malinconia di chi comprende che…” “Quasi poesia cruda, percuote e carezza, giovane e antica…”

LA SAGRA DEL PECCATO – VIDEO 

La mia prima poesia
Lamento plebeo
Albore
Amico
Più fine che amore
Garanza rosa
Per Elena
Nessuno ha infranto
Conosco una storia
Nella foresta
Nel buio donna
Qualcosa
La mia ultima poesia

Sul palco si inizia
Lei bruna sedeva
Se non hai scritto mai
Le mummie e le vestali
Ancora hai voglia
Nebbia
La maschera e il cappello
Domeniche di folle
La carta e la pallina
Dio Burocrazia l’Artista
Volava in Viet Nam
Stordiamo ancora
Il fatto e la passione

Mentre andavamo in primo piano
C’è un patto
A Salvatore Quasimodo
Dissi
Soggiorno per uomini stanchi
La penna per nascere
Adone stanco
Io, forse ladro
Le ombre, per vivere 1,2,3
Mi danzi intorno
Ci fosse ancora
L’amore per essere
E Bruno stappa il Chianti

Per Elena Poesia tratta dalla raccolta "La sagra del peccato" di Bruno Mancini

Poi guardo un giorno
e c’ero.
Poi guardo un giorno
tu c’eri.
Poi guardo un giorno
insieme.
Un giorno… un giorno… un giorno.


Dettagli del prodotto:

Stampato:
92 pagine,
6″ x 9″,
rilegatura termica rilegatura,
60# crema carta per l’interno,
B/N inchiostro per l’interno ,
100# bianco carta per l’esterno,
in quadricromia inchiostro per l’esterno

Editore: Bruno Mancini

Copyright:

© 2006 M.G. s.a.s. Ischia Standard Copyright License

Lingua: Italiana

Paese: Italy

Edizione: prima – Versione: 2 – Accessi: 198

La sagra del peccato

 

Nella foresta

di alghe marine

boccaglio e maschera,

furtivo, smuovo

a tana della murena;

è già maturala mia fobia.

La piccola occhi celesti

gote di rosso furente

inquieta,

sotto un monte

di gocce salate,

nella tana della murena;

è già deciso

il mio ritiro.

Ma quando andremo

a caccia di meduse?

Dove?

In cerca di tartufi,

a cogliere ciliegie?

E poi?

in giro in bicicletta,

al cinema all’aperto?

La mia passione

è pazza.

Se fosse figlia

la chiamerei Viviana.

Albore

E sono passate le tre

e sono

passate.

Ti manca l’attesa

– ricordo le notti –

resisti agli affetti

– più certa di me –

rovisti:

e a poco

la luna seduta sul mare.

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Nel buio, donna.

Stregone e mago

come nei giochi di me bambino

– di notte –

preparo ampolle

– con i ricordi –

di fogli strani

abbandonati -.

Nel sole, donna:

sul filo un colpo

di telefono,

sul libro un velo

di colori,

al cuore un laccio.

 

Le bambole sul letto

le foto alle pareti

i ciondoli

non temono distacchi.

 

Nel buio, donna:

sul labbro un colpo

di rossetto,

sul corpo un velo

opaco,

ai piedi un laccio.

 

Le bambole sul letto

le foto alle pareti

i ciondoli

non vedono distacchi.

 

Uno scrigno per te,

profumo intenso di malizia.

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NEBBIA

Stasera preferisco

fumare.

La musica del bosco

evito.

Chi guardo?

Ancora rombi.

E l’alito della farfalla.

Di nostro

resta l’opera

e l’ira

e l’ultima falena

al neon.

Ritornano biondi capelli

Ritornano neri capelli

Ritornano rossi capelli

Ritorna il caimano

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Lasagradelpeccatocopfincomp

Ci fosse ancora un solo tabù

ancora un piccolo perché

l’ombra lunga di un

totem

la vergine fanciulla

il mio fucile ad aria compressa

un sogno (un velo)

una speranza (una visione)

un rischio

un inganno (un volo)

un soffio (un urlo)

il tuo rifiuto inutile.

INFO – Contatti
Cell. 3914830355
emmegiischia@gmail.com (tutti i giorni dalle ore 13 alle ore 23)

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