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Bruno Mancini | L’imponente eredità civile che ci ha lasciato CHICCO CECCHI – quinta puntata

“Ischia, un’antologia”

APPUNTI PER ITINERARI TURISTICI

NELL’ISOLA D’ISCHIA

PER CONTO DELL’ENTE VALORIZZAZIONE ISCHIA.

Di GIOVAN GIUSEPPE CERVERA

Pag. 54

Via Piano – Via fuori il Ralo. Partendo dalla Via Regina Elena, mette anch’essa sulla Scarrupata nella parte più sud presso la non mai tanto segnalata Guardiola, oggi lasciata in abbandono. Il golfo sottostante prende il nome di Fèlice. Indicare Via Piano e, dove questa si biforca, precisare Via Fuori il Rale. E’ questo il ramo che acquista particolarità rilevanti, infossata com’è tra l’umido “maschione”, proprio verso il ripiano dove si consiglia porre la scritta “temine”.

CALA DI OMBRASCO – CASCATELLA DEL TAMBURO – CAVA DEL BUBU’

SORGENTI DI ARVANIELLO

FUMAROLE DEL CACCIUTTO – FONDO D’OGLIO – PIETRA DEL VOIA

La vita di Casamicciola svolgentesi essenzialmente lungo la fascia costiera non lascia intravedere al turista le meraviglie delle sue zone collinose. Eppure queste, una volta venute a conoscenza, difficilmente si lasciano dimenticare: riescono, infatti, a suggerire nel visitatore tal senso di amore per questa terra e ad infondere tanta voglia di rivederle, che non sempre chi le ha visitate può evitare un ritorno in Ischia.

Fondo d’Oglio, Cretaio, Tresta, Ombrasco, Paravisiello, Piccolo Paradiso, Campo Manno, Pera, Cràtica, Ciufano per l’isolano distratto e per il turista che dà uno sguardo sommario alla cartina geografica dell’Isola rappresentano nomi vuoti, privi di significato e senza una gloria di bellezza, ma a chi ha visitato questi posti, non possono non riaprire un cofano di ricordi, di sentimenti, di propositi, non possono non ricordargli le autentiche gioie che la terra, passo passo, gli offriva a ricompensa della piccola fatica.

Lasciare che queste bellezze restino solitarie, ignote al mondo turistico rappresenta una colpevolezza che rasenta il delitto.

Basterebbe una opportuna segnaletica, solo a titolo di compagna e guida, anche lasciando al turista la gioia di scoprire da sé le segrete bellezze dell’isola, rimettendo tutto nelle sue capacità di intendere e amare la natura.

Sarebbe già questo non piccolo conforto nella solitudine di questi sentieri che portano a contatto diretto colle Cave, con le fonti, con le Fumarole, con le Ventarole, con la terra cresciuta col sovrapporsi delle colate eruttive, con le vestigia d’un passato cui si ricollega la nostra esistenza, con il delicato odore dei castagni – odore della nostra terra -, con la visuale aperta, allargantesi colla salita, del nostro mondo la cui componente essenziale e vivificatrice resterà sempre il suo valore estetico:

Io sono colui che spirò fuori la forma.

Io spinsi avanti questo  nobile

dio che riempie il cielo colla sua bellezza .

(75, tes, delle Pir)

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Bruno Mancini | L’imponente eredità civile che ci ha lasciato CHICCO CECCHI – quarta puntata

“Ischia, un’antologia”

APPUNTI PER ITINERARI TURISTICI

NELL’ISOLA D’ISCHIA

PER CONTO DELL’ENTE VALORIZZAZIONE ISCHIA.

Di GIOVAN GIUSEPPE CERVERA

 

Pag. 53

La convalle del Cratere – La Scarrupata – Matarace

 

Fiancheggiano la Convalle:

Via Chiummano e Via Terone- Vatoliere per i casali omonimi. Ambedue queste strade sanno tanto di romantico e, qualora fossero ben tenute, anche con un pizzico di ornamento floreale- si potrebbe piantare sui cigli dei muri a secco la Cannocchiera, fiore che dura tutta l’estate e richiede pochissima accqua –

Pag. 54

diventerebbero una romantica passeggiata per ammirare la Convalle del Cratere-

Quelle che raggiungono la Scarrupata sono:

Via Schiappone. Quel bruttissimo fontanino andrebbe modificato nel senso di una più decente collocazione onde rivelate meno sciattoneria nelle opere pubbliche. Ben ricostruito, servirebba anche ad indicare la strada, cosa che peraltro, allo stato, non esiste affatto. Segnare alla prima biforcazione Via Terone-Vatoliere e alla seconda, presso la chiesa, Via dei Teroni, quindi immettere il visitatore sul sentiero che deve portarlo alla Scarrupata.

Non sarà male indicare che simile passeggiata è riservata soltanto agli audaci, ma non sarebbe nemmeno altrettanto male se nei passi impervi venisse resa praticabile.

Questo sentiero raggiunge Via San Pancrazio, la quale, a sua volta, consente di scendere verso punta San Pancrazio e di salire su Piano Liguori.

Logicamente queste deviazioni vanno segnate nel modo che la perizia e la estrosità dei competenti sanno trovare.

Via Vatoliere. Bisogna segnare Via Chiummano all’inizio, la strada non presenta difficoltà e facilmente raggiunge l’orlo del cratere della Scarrupata. La visuale permette di distinguere nettamente la forma dell’antichissimo cratere e dei vari strati di roccia che compongono quella parte dell’isola. Il lato esteriore del cratere è sprofondato nel mare sul cui fondo un banco detto Ciglio ne ricorda i limiti e la forma. La pietra che nereggia nel mare non lontani dalla riva è Pietra  Crespa. Se in qualche modo si potesse soddisfare la curiosità del turista indicandogli che in fondo, sulla spiaggia, esisteva il celebre Bagno di Succellaro, famoso prima che il bradisismo non lo raggiungesse, e le cui acque calde affiorano ancora in riva al mare, si farebbe opera veramente meritoria e nei confronti di un bagno, le cui acque, a quanto dice Jasolino, erano le migliori (il succo) di tutta, e nei riguardi dei visitatori anziani che non possono consentirsi la gioia di toccare la spiaggia, dato che dovrebbero rifare il sentiero troppo erto.

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Bruno Mancini

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La convalle del Cratere – La Scarrupata – Matarace

Fiancheggiano la Convalle:

Via Chiummano e Via Terone- Vatoliere per i casali omonimi. Ambedue queste strade sanno tanto di romantico e, qualora fossero ben tenute, anche con un pizzico di ornamento floreale- si potrebbe piantare sui cigli dei muri a secco la Cannocchiera, fiore che dura tutta l’estate e richiede pochissima accqua –

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diventerebbero una romantica passeggiata per ammirare la Convalle del Cratere-

Quelle che raggiungono la Scarrupata sono:

Via Schiappone. Quel bruttissimo fontanino andrebbe modificato nel senso di una più decente collocazione onde rivelate meno sciattoneria nelle opere pubbliche. Ben ricostruito, servirebba anche ad indicare la strada, cosa che peraltro, allo stato, non esiste affatto. Segnare alla prima biforcazione Via Terone-Vatoliere e alla seconda, presso la chiesa, Via dei Teroni, quindi immettere il visitatore sul sentiero che deve portarlo alla Scarrupata.

Non sarà male indicare che simile passeggiata è riservata soltanto agli audaci, ma non sarebbe nemmeno altrettanto male se nei passi impervi venisse resa praticabile.

Questo sentiero raggiunge Via San Pancrazio, la quale, a sua volta, consente di scendere verso punta San Pancrazio e di salire su Piano Liguori.

Logicamente queste deviazioni vanno segnate nel modo che la perizia e la estrosità dei competenti sanno trovare.

Via Vatoliere. Bisogna segnare Via Chiummano all’inizio, la strada non presenta difficoltà e facilmente raggiunge l’orlo del cratere della Scarrupata. La visuale permette di distinguere nettamente la forma dell’antichissimo cratere e dei vari strati di roccia che compongono quella parte dell’isola. Il lato esteriore del cratere è sprofondato nel mare sul cui fondo un banco detto Ciglio ne ricorda i limiti e la forma. La pietra che nereggia nel mare non lontani dalla riva è Pietra  Crespa. Se in qualche modo si potesse soddisfare la curiosità del turista indicandogli che in fondo, sulla spiaggia, esisteva il celebre Bagno di Succellaro, famoso prima che il bradisismo non lo raggiungesse, e le cui acque calde affiorano ancora in riva al mare, si farebbe opera veramente meritoria e nei confronti di un bagno, le cui acque, a quanto dice Jasolino, erano le migliori (il succo) di tutta, e nei riguardi dei visitatori anziani che non possono consentirsi la gioia di toccare la spiaggia, dato che dovrebbero rifare il sentiero troppo erto.

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Pag. 53

La convalle del Cratere – La Scarrupata – Matarace

 

Nella località Pieio-Piedimonte-Vatoliere risaltano in primissimo piano ben tre accidentalità del terreno che meritano di essere visitate.

Esse sono: la Convalle del Cratere (‘U Coss ‘u Vateliere), la Scarrupata di Barano, Matarece.

Via  Matarece, dopo aver mandato Via Terranera per l’omonimo casolare, si arrampica subito sulla collina, passando per il Cavone delle Rose.

Non sarebbe dispendioso ridare al Cavone pieno di rovi un roseto a tutta soddisfazione del turista che riceverebbe un “benvenuto” accogliente per la visita di Matarace.

Il Casolare è tutto aggrappato verso la cima la strada diventa parte integrante della casa, della quale forma i minuscoli tinelli in cui prendono vita gradini dalla più strana costruzione.

l’architettura delle case richiama ad un certo recente passato. L’aria è particolarmente pura e la pace che vi regna suggerisce la rinuncia ad una vita piena di negozi.

Su Matarece ci vorrebbe un’ipoteca.

L’Ente dovrebbe intervenire per conservare questo gioiello che il mastro nella sua estrosa genialità ha creato, modellandole come un presepe.

Se si potesse arrivare a parlare di turismo sociale, Matarece potrebbe diventare un vivo museo allo aperto, esperienza interessate quanto quella di Bokrik, in Belgio.

Allora Matarece diventerebbe un  mondo a parte, dove ci si potrebbe rifugiare nella certezza di non sentire il bisogno di affacciarsi sull’altro mondo più vasto.

Sulla cima di  Matarece sta appollaiato anche un boschetto quasi la natura abbia provvisto Matarece di tutti i presupposti, per offrire alla generazione attuale le premesse per lo sviluppo di un turismo sociale.

La strada dopo Matarece consente di scendere per via Cufa sulla Duca degli Abruzzi.

Più d’una strada fiancheggia il Convalle del Cratere ben tre di esse portano alla Scarrupata, e precisamente una (Via Vatoliere) consente di raggiungere la spiaggia, la seconda (Via Piano) di fermarsi sulla Scarrupata, la terza (Via Schiappone) di avventurarsi lungo la stessa Scarrupata fino ad immettersi nella Via per San Pancrazio.

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La convalle del Cratere – La Scarrupata – Matarace

Nella località Pieio-Piedimonte-Vatoliere risaltano in primissimo piano ben tre accidentalità del terreno che meritano di essere visitate.

Esse sono: la Convalle del Cratere (‘U Coss ‘u Vateliere), la Scarrupata di Barano, Matarece.

Via  Matarece, dopo aver mandato Via Terranera per l’omonimo casolare, si arrampica subito sulla collina, passando per il Cavone delle Rose.

Non sarebbe dispendioso ridare al Cavone pieno di rovi un roseto a tutta soddisfazione del turista che riceverebbe un “benvenuto” accogliente per la visita di Matarace.

Il Casolare è tutto aggrappato verso la cima la strada diventa parte integrante della casa, della quale forma i minuscoli tinelli in cui prendono vita gradini dalla più strana costruzione.

l’architettura delle case richiama ad un certo recente passato. L’aria è particolarmente pura e la pace che vi regna suggerisce la rinuncia ad una vita piena di negozi.

Su Matarece ci vorrebbe un’ipoteca.

L’Ente dovrebbe intervenire per conservare questo gioiello che il mastro nella sua estrosa genialità ha creato, modellandole come un presepe.

Se si potesse arrivare a parlare di turismo sociale, Matarece potrebbe diventare un vivo museo allo aperto, esperienza interessate quanto quella di Bokrik, in Belgio.

Allora Matarece diventerebbe un  mondo a parte, dove ci si potrebbe rifugiare nella certezza di non sentire il bisogno di affacciarsi sull’altro mondo più vasto.

Sulla cima di  Matarece sta appollaiato anche un boschetto quasi la natura abbia provvisto Matarece di tutti i presupposti, per offrire alla generazione attuale le premesse per lo sviluppo di un turismo sociale.

La strada dopo Matarece consente di scendere per via Cufa sulla Duca degli Abruzzi.

Più d’una strada fiancheggia il Convalle del Cratere ben tre di esse portano alla Scarrupata, e precisamente una (Via Vatoliere) consente di raggiungere la spiaggia, la seconda (Via Piano) di fermarsi sulla Scarrupata, la terza (Via Schiappone) di avventurarsi lungo la stessa Scarrupata fino ad immettersi nella Via per San Pancrazio.

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Natalia Costa & Lucio Filisdeo – Brasile in cucina

Torta di mortadella – Torta con salsicha

Per la pasta

-200 gr. di yogurt al naturale

-2 tazze di farina

-3 uova

-1 cucchiaio di lievito in polvere

-½ tazza di maionese

-½ tazza di latte

-1 tazza di olio

-sale

-ketchup e senape (facoltativi)

 

Per la farcia

-500 gr. di mortadella a fette spesse

-2 pomodori

-½ tazza di erbe aromatiche tritate

-sale, pepe

 

Per la farcia: tagliate la mortadella e i pomodori a dadini e riuniteli in una terrina; aggiungete le erbe aromatiche, mescolate e aggiustate di sale e pepe.

Per la pasta: riunite nel frullatore tutti gli ingredienti per la pasta e lavorateli fino a quando la massa sarà omogenea e amalgamata.

Trasferire metà del composto in un teglia di 22×30 cm. foderata con carta da forno.

Copritelo con la farina e versatevi sopra delicatamente la parte restante della pasta.

Mettere la torta nel forno già caldo a 180° e fatela cuocere per 30 minuti o finché non sarà lievemente dorata.

Sfornate, suddividete in porzioni e servitela, accompagnandola a piacere con del ketchup e della senape

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Legenda valida per tutte le ricette

Gli ingredienti delle ricette sono sempre per 4-6 persone.
Con cucchiaio si intende quello da minestra.
Il cucchiaino è quello da tè.
La tazza è quella a tè.
La tazzina è quella da caffè.
Le temperature di cottura sono espresse in gradi centigradi.
Gli ingredienti: verdure, frutta, carne e pesce sono sempre già mondati, se non diversamente precisato.
Se la preparazione prevede l’utilizzo di scorza di arancia, limone ecc. scegliete sempre agrumi non trattati.
Con olio si intende olio extravergine di oliva leggero, salvo indicazioni diverse.
L’aceto è sempre aceto di vino rosso, se bianco o a base di altri ingredienti viene specificato.
Con pepe si intende sempre il pepe nero, se di altro tipo viene specificato.
Con zucchero si intende il prodotto semolato, se grezzo, di canna o altro viene specificato.

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Bruno Mancini

Bruno Mancini scrittore

Bruno Mancini Presidente DILA APS

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Natalia Costa & Lucio Filisdeo – Brasile in cucina

Torta di mortadella – Torta con salsicha

Per la pasta

-200 gr. di yogurt al naturale

-2 tazze di farina

-3 uova

-1 cucchiaio di lievito in polvere

-½ tazza di maionese

-½ tazza di latte

-1 tazza di olio

-sale

-ketchup e senape (facoltativi)

 

Per la farcia

-500 gr. di mortadella a fette spesse

-2 pomodori

-½ tazza di erbe aromatiche tritate

-sale, pepe

 

Per la farcia: tagliate la mortadella e i pomodori a dadini e riuniteli in una terrina; aggiungete le erbe aromatiche, mescolate e aggiustate di sale e pepe.

Per la pasta: riunite nel frullatore tutti gli ingredienti per la pasta e lavorateli fino a quando la massa sarà omogenea e amalgamata.

Trasferire metà del composto in un teglia di 22×30 cm. foderata con carta da forno.

Copritelo con la farina e versatevi sopra delicatamente la parte restante della pasta.

Mettere la torta nel forno già caldo a 180° e fatela cuocere per 30 minuti o finché non sarà lievemente dorata.

Sfornate, suddividete in porzioni e servitela, accompagnandola a piacere con del ketchup e della senape

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Legenda valida per tutte le ricette

Gli ingredienti delle ricette sono sempre per 4-6 persone.
Con cucchiaio si intende quello da minestra.
Il cucchiaino è quello da tè.
La tazza è quella a tè.
La tazzina è quella da caffè.
Le temperature di cottura sono espresse in gradi centigradi.
Gli ingredienti: verdure, frutta, carne e pesce sono sempre già mondati, se non diversamente precisato.
Se la preparazione prevede l’utilizzo di scorza di arancia, limone ecc. scegliete sempre agrumi non trattati.
Con olio si intende olio extravergine di oliva leggero, salvo indicazioni diverse.
L’aceto è sempre aceto di vino rosso, se bianco o a base di altri ingredienti viene specificato.
Con pepe si intende sempre il pepe nero, se di altro tipo viene specificato.
Con zucchero si intende il prodotto semolato, se grezzo, di canna o altro viene specificato.

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NAPOLI LUCI ED OMBRE

Ridateci Peppino o’ Zingariello, il posteggiatore che piaceva a Wagner

Che Napoli sia unica al mondo per le sue bellezze sparse tra città e zone limitrofe ed isole è una realtà riconosciuta in tutto il mondo.

Panorami mozzafiato, gastronomia vastissima dalla pizza, alla pastiera, al “casatiello”, al babà, alle sfogliatelle ricce e frolle ed ai vari piatti a base di pesce, solo per citarne qualcuna.

Queste sono le cose positive ma purtroppo dove c’è il sole da qualche parte c’è l’ombra, e la nostra bella Partenope ha diversi lati oscuri.

Cominciamo col dire che noi Napoletani potremmo vivere di agricoltura, pesca, turismo e canzoni…

Invece l’agricoltura è in ginocchio, molti terreni sono avvelenati dai rifiuti tossici e dunque molti raccolti siamo costretti ad importarli da altre zone, il prodotto locale è a rischio serissimo di malattie anche mortali!

La pesca è al lumicino, quella di frodo ha sterminato la fauna marina in alcune zone dove ormai il pescato è diventato solo un bellissimo ricordo.

Il turismo, stava progredendo e finalmente centinaia di migliaia di visitatori affollavano alberghi e B&B, ma nel 2022 il Covid ha spezzato questo benessere e molti alberghi stentano a tirare avanti…

La canzone è diventata il fanalino di coda, gli emergenti non sono stati in grado di bissare i grossi successi del passato che hanno fatto della musica partenopea un celere veicolo nel mondo che ancora oggi si canta ovunque.

I vari posteggiatori nei ristoranti storici riescono a presentare SOLO brani storici ignorando le nuove canzoni.

Ridateci Peppino o’ Zingariello, il posteggiatore che piaceva a Wagner!

Si spera in una futura ripresa, verrà?

Ai posteri l’ardua sentenza.

LUCIANO SOMMA

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Il Castello Aragonese di Ischia non si può fotografare

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Scempi ischitani

Per la serie

Esopo news

Il Castello Aragonese di Ischia non si può fotografare

Vorreste fotografare il Castello Aragonese di ischia?
C’è chi ha pensato di impedirvelo montando pali e rete alti diversi metri che ne sporcano la visuale.
A meno che non andiate nel suo stabilimen balneare.

Per giunta il luogo è suolo pubblico (dominio marittimo – patrimonio comunale – beni culturali?) del quale il tizio ha una concessione che paga ad un prezzo irrisorio.

Qualcuno interverrà?

Il Castello Aragonese di Ischia non si può fotografare

Castello Aragonese Ischia nella rete

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Castello Aragonese Ischia nella rete

 

 

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NAPOLI LUCI ED OMBRE

Ridateci Peppino o’ Zingariello, il posteggiatore che piaceva a Wagner

Che Napoli sia unica al mondo per le sue bellezze sparse tra città e zone limitrofe ed isole è una realtà riconosciuta in tutto il mondo.

Panorami mozzafiato, gastronomia vastissima dalla pizza, alla pastiera, al “casatiello”, al babà, alle sfogliatelle ricce e frolle ed ai vari piatti a base di pesce, solo per citarne qualcuna.

Queste sono le cose positive ma purtroppo dove c’è il sole da qualche parte c’è l’ombra, e la nostra bella Partenope ha diversi lati oscuri.

Cominciamo col dire che noi Napoletani potremmo vivere di agricoltura, pesca, turismo e canzoni…

Invece l’agricoltura è in ginocchio, molti terreni sono avvelenati dai rifiuti tossici e dunque molti raccolti siamo costretti ad importarli da altre zone, il prodotto locale è a rischio serissimo di malattie anche mortali!

La pesca è al lumicino, quella di frodo ha sterminato la fauna marina in alcune zone dove ormai il pescato è diventato solo un bellissimo ricordo.

Il turismo, stava progredendo e finalmente centinaia di migliaia di visitatori affollavano alberghi e B&B, ma nel 2022 il Covid ha spezzato questo benessere e molti alberghi stentano a tirare avanti…

La canzone è diventata il fanalino di coda, gli emergenti non sono stati in grado di bissare i grossi successi del passato che hanno fatto della musica partenopea un celere veicolo nel mondo che ancora oggi si canta ovunque.

I vari posteggiatori nei ristoranti storici riescono a presentare SOLO brani storici ignorando le nuove canzoni.

Ridateci Peppino o’ Zingariello, il posteggiatore che piaceva a Wagner!

Si spera in una futura ripresa, verrà?

Ai posteri l’ardua sentenza.

LUCIANO SOMMA

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LUCIANO SOMMA | MANCATE ISPEZIONI SIAE

MANCATI DIRITTI DI AUTORE

Ritorno sull’argomento trattato in precedenza per evidenziare un’altra gravissima lacuna d’una Società che dovrebbe avere a cuore gli interessi di TUTTI gli iscritti ed invece fa orecchi da mercante.

La S.I.A.E.

A chi scrive loro, come risposta arriva l’invio d’un modulo dove l’autore che non ha percepito diritti di autori su molti titoli dovrebbe elencare: nome del locale, giorno ed ora della esecuzione, nome delle canzoni presentate.

ASSURDO!

Non basterebbero i tanti occhi di ARGO.

I locali in Italia sono decine di migliaia.

E purtroppo gli ispettori non effettuano tutti i controlli necessari per impartire sanzioni e chiusura dei locali di coloro che, facendo i furbi, fregano sia la SIAE stessa sia chi produce  musica che viene largamente diffusa in maniera scorretta nelle festività tipo matrimoni, cresime, comunioni, compleanni, onomastici.

Alcuni proprietari di locali, che incassano decine di migliaia di euro per i vari banchetti, lesinano qualche centinaio di euro per i diritti sacrosanti d’autore e gli Autori si debbono accontentare troppo spesso di qualche decina di euro, tanto che la maggior parte di loro deve pagare per differenza la quota sociale, della quale, infatti, sono esenti solo coloro che hanno meno di 30 anni o più di 80, oltre naturalmente ai disabili.

Tra le tante cose che non funzionano anche in altri campi questa è una questione ormai diventata anzianissima, come pure la modalità d’iscrizione.

Ai miei tempi, anni 60, bisognava fare degli esami sia per la qualifica di paroliere che di compositore, oggi si può iscrivere chiunque versano la quota stabilita.

Così ci tocca ascoltare ragazzini minorenni che stampano CD o inseriscono nei social decine di canzoni firmate da loro.

Possibile che TUTTI siano parolieri e musicisti a 15-16 anni?

Alla SIAE la cosa non interessa, basta incassare, chi sta ai vertici ed al comando se ne frega altamente di questo argomento tanto la “pappa” loro è assicurata e molto ben pagata.

Speriamo nel futuro che si presenta abbastanza duro, comunque ai posteri l’ardua sentenza!

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STRONZO ispe dixit hacker gerardo.dritan96@cookiecooker.de

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Esopo news

STRONZO ispe dixit hacker gerardo.dritan96@cookiecooker.de

Comunicato stampa.

In allegato trovate testo e pdf di email proveniente da ispe dixit hacker gerardo.dritan96@cookiecooker.de che, di seguito, chiamerò semplicemente STRONZO.

Premesso che me ne fotto totalmente di qualsiasi tipo di minaccia che possa essermi inoltrata (reale o fasulla che sia) perché la mia vita non è soggetta a ricatti e la vivo senza dover dare conto a nessuno, e precisato che ho avviate tutte le attività possibili volte ad identificare lo STRONZO estensore della mail (che ovviamente non vi descrivo per non dare allo STRONZO informazioni utili ad inficiare le mie aspettative positive sulla sua individuazione), ne rendo pubblico il contenuto in tutti i suoi particolari allo scopo di contribuire in maniera, anche minima, alla presa di coscienza del problema che, a mio parere, dovrebbe essere contrastato (risolto?) in maniera più robusta dalle autorità preposte alla difesa dei cittadini.

ECCO IL TESTO:

ANOMALIA MESSAGGIO: no subject
1 messaggio

Per conto di: gerardo.dritan96@cookiecooker.de <posta-certificata@pec.aruba.it>           10 maggio 2025 alle ore 10:05

Rispondi a: gerardo.dritan96@cookiecooker.de

A: dilaaps@pec.it

Anomalia nel messaggio

Il giorno 10/05/2025 alle ore 10:05:35 (+0200) è stato ricevuto
il messaggio “no subject” proveniente da “gerardo.dritan96@cookiecooker.de
ed indirizzato a:

Tali dati non sono stati certificati per il seguente errore:
Messaggio non application/x-pkcs7-signature
Il messaggio originale è incluso in allegato.

Message anomaly

On 10/05/2025 at 10:05:35 (+0200) the message
“no subject” from “gerardo.dritan96@cookiecooker.de
and addressed to:

These data have not been certified due to the following error:
Not application/x-pkcs7-signature
The original message is included as an attachment

———- Messaggio inoltrato ———-
From: ludwig carole <gerardo.dritan96@cookiecooker.de>
To: <dilaaps@pec.it>
Cc: 
Bcc: 
Date: 10 May 2025 10:33:32 +0100
Subject: no subject

Salve!

Sono un hacker che ha accesso al vostro sistema operativo.

Ho anche pieno accesso ai tuoi account.

Ti tengo d’occhio da qualche mese.

Il fatto è che siete stati infettati da un malware attraverso un sito per adulti che avete visitato.

Se non avete familiarità con questo fenomeno, ve lo spiegherò.

Il virus Trojan mi dà pieno accesso e controllo su un computer o un altro dispositivo.

Ciò significa che posso vedere tutto ciò che appare sul vostro schermo, accendere la fotocamera e il microfono, ma voi non lo sapete.

Ho anche accesso a tutti i vostri contatti e a tutta la vostra corrispondenza.

Perché il vostro antivirus non ha rilevato il malware?

Risposta: Il mio malware utilizza il driver e aggiorna le sue firme ogni 4 ore in modo che il vostro antivirus sia silenzioso.

Ho fatto un video che mostra come si soddisfa nella metà sinistra dello schermo, e nella metà destra si vede il video che si è guardato.

Con un solo clic del mouse, posso inviare questo video a tutte le vostre e-mail e ai vostri contatti sui social network.

Posso anche pubblicare l’accesso a tutta la vostra corrispondenza e-mail e ai messenger che utilizzate.

Se volete evitare che ciò accada,

trasferite l’importo di 1200 € (EUR) al mio indirizzo bitcoin (se non sapete come fare, cercate su Google: “Buy Bitcoin”).

Il mio indirizzo bitcoin (portafoglio BTC) è: bc1qqrx84g8sgwvseear7hay5z6jx2za8ejg08stec

Dopo aver ricevuto il pagamento, cancellerò il video e non mi sentirete più.

Vi do 50 ore (più di 2 giorni) per pagare.

Ho una notifica di lettura di questa lettera e il timer partirà subito dopo la sua apertura.

Presentare un reclamo da qualche parte non ha senso perché questa email non può essere tracciata come il mio indirizzo bitcoin.

Non commetto alcun errore.

Se scopro che avete condiviso questo messaggio con qualcun altro, il video sarà immediatamente distribuito.

Cordiali saluti!

P.S. invierò il link di questa pagina anche allo STRONZO ispe dixit hacker gerardo.dritan96@cookiecooker.de

 

 

 

 

 

20250508 DILA APS IL DISPARI professionisti

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LUCIANO SOMMA | MANCATE ISPEZIONI SIAE

MANCATI DIRITTI DI AUTORE

Ritorno sull’argomento trattato in precedenza per evidenziare un’altra gravissima lacuna d’una Società che dovrebbe avere a cuore gli interessi di TUTTI gli iscritti ed invece fa orecchi da mercante.

La S.I.A.E.

A chi scrive loro, come risposta arriva l’invio d’un modulo dove l’autore che non ha percepito diritti di autori su molti titoli dovrebbe elencare: nome del locale, giorno ed ora della esecuzione, nome delle canzoni presentate.

ASSURDO!

Non basterebbero i tanti occhi di ARGO.

I locali in Italia sono decine di migliaia.

E purtroppo gli ispettori non effettuano tutti i controlli necessari per impartire sanzioni e chiusura dei locali di coloro che, facendo i furbi, fregano sia la SIAE stessa sia chi produce  musica che viene largamente diffusa in maniera scorretta nelle festività tipo matrimoni, cresime, comunioni, compleanni, onomastici.

Alcuni proprietari di locali, che incassano decine di migliaia di euro per i vari banchetti, lesinano qualche centinaio di euro per i diritti sacrosanti d’autore e gli Autori si debbono accontentare troppo spesso di qualche decina di euro, tanto che la maggior parte di loro deve pagare per differenza la quota sociale, della quale, infatti, sono esenti solo coloro che hanno meno di 30 anni o più di 80, oltre naturalmente ai disabili.

Tra le tante cose che non funzionano anche in altri campi questa è una questione ormai diventata anzianissima, come pure la modalità d’iscrizione.

Ai miei tempi, anni 60, bisognava fare degli esami sia per la qualifica di paroliere che di compositore, oggi si può iscrivere chiunque versano la quota stabilita.

Così ci tocca ascoltare ragazzini minorenni che stampano CD o inseriscono nei social decine di canzoni firmate da loro.

Possibile che TUTTI siano parolieri e musicisti a 15-16 anni?

Alla SIAE la cosa non interessa, basta incassare, chi sta ai vertici ed al comando se ne frega altamente di questo argomento tanto la “pappa” loro è assicurata e molto ben pagata.

Speriamo nel futuro che si presenta abbastanza duro, comunque ai posteri l’ardua sentenza!

20250508 DILA APS IL DISPARI professionisti

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LUCIANO SOMMA: SUCCEDE ANCHE QUESTO IN CAMPO MUSICALE

Tempi duri per gli autori di canzoni, quelli che non hanno scritto per grossi nomi ma per cantanti magari alle prime armi.

Questi ultimi utilizzano i brani, magari partecipano a concorsi musicali, ma, guarda un po’, “DIMENTICANO” di segnare il titolo della canzone eseguita negli appositi borderò, quando esiste, unico modo per far introitare qualche spicciolo di diritto di autore.

E già perché di centesimi di euro ad ogni esecuzione si tratta se non si ha la fortuna di avere qualche passaggio televisivo su reti nazionali televisive o radiofoniche che  pagano fior di quattrini per i diritti, nulla invece si riceve dalle emittenti libere che mandano in onda i bran, poiché questi pagano una cifra forfettaria che certamente diventa indivisibile per le decine di migliaia  di canzoni trasmette nell’arco dell’anno.

A chi “figli e a chi figliastri” dunque, anche per quanto riguarda i diritti che dovrebbero pagare YOU TUBE e SPOTFY, per canzoni che hanno avuto oltre due milioni di ascolti alla fine danno agli autori ed editori qualche centesimo di euro!

Quake Ente bisogna interpellare a tale proposito?

A chi comunicare questa diversità di trattamento?

D’altro canto i Big e le Star che scrivono canzoni non badano tanto ai diritti, poiché loro sono pagatissimi ad ogni esibizione canora con decine di migliaia di spettatori paganti cifre da capogiro ad ogni concerto.

Aggiungo che da moltissimi locali, provare per credere, la SIAE è completamente ignorata e se il cantante chiede il borderò si sentirà dire che se insiste nella richiesta non si esibirà più in quella località…

Questa à la pura verità, questo succede oggi anno 2025, la situazione, colpa del Covid è peggiorata dal 2020 già ai primi sintomi della pandemia.

Si spera in qualche disegno di legge che possa dare agli autori ed editori minori ciò che spetta loro di diritto per ciò che producono, ma campa cavallo che l’erba cresce… e si tira “alla meno peggio” a campà!

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Bruno Mancini

Bruno Mancini scrittore

Bruno Mancini Presidente DILA APS

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NUSIV – Premio Otto milioni

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Per la serie

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Lettera aperta

Annessione Vati

Carissimo Presidente Donato Trumpo (scusate la mia ignoranza politica!),

ho letto e ascoltato molte notizie/interviste/decreti/minacce/ecc. che hai sobriamente voluto divulgare, attingendo, in premessa, alla due immense sfere dei principali valori sociali: libertà di parola individuale e democrazia collettiva.

Ovviamente nessuno può impedire a chicchessia di dire cazzate né, tantomeno, di professarsi paladino della pace, pertanto le tue eiaculazioni verbali sono state (e sono) burrate per giornalisti avidi di libidini di basso ventre rigurgitate in nome di eccelsi ideali patriottici.

Tremano la Groenlandia, la Danimarca, il Canada, il Messico, Panama, Gaza e l’Ucraina, per ora, e sono in tremebonda turbolenza i 27 Paesi che, oggi, fanno parte dell’Unione europea, e una buona percentuale di quelli che sono collocati in America del sud, senza escludere a priore TUTTI gli altri Stati presenti sul pianeta Terra.

E questo è il frutto avvelenato della libertà di parola concessati.

Poi c’è il miraggio della pastocchia (invenzione a scopo di falsificazione o di inganno) chiamata democrazia che vai sciorinando in pubbliche adunate, con modi di un Ursus scriteriato, quasi fosse il profumo della cocca delle tue prezzolate escort.

E la riconquista del bottone di esplosione della bomba atomica è il premio riconosciuto da un popolo, eterogeneo e promiscuo, al furbetto di sette cotte che non ha fatto nemmeno un giorno di galera nonostante sia stato ritenuto colpevole di 34 capi d’imputazione dalla Cor.. Supr… dello Stato di Ne. Yor., per aver falsificato documenti aziendali in relazione a un pagamento di 130 mila$ effettuato alla pornostar Stor.. Dan…  e inoltre incriminato di sette reati (tra cui false dichiarazioni e cospirazione per ostruire la giustizia) dai procuratori federali per aver portato via illegalmente dalla C… Bi…. documenti riservati che avrebbero dovuto essere consegnati agli Arc…. di Stato.

Invece di accanirti verso un’isola tutto ghiaccio perché non concentre le tue mire espansionistiche vereso un palazzo, Vatic, romanoi pieno di soldi?
Pensa che bello! Potresti anche essere eletto Papino per la gioia delle Pupette che ronzano intorno ai tuoi din din. E poi avresti decine, anzi migliaia, anzi decine di migliaia, anzi centinaia di migliaia di sorelline prone e genuflesse al richiamo dei tuoi batacchi!

Che ne pensi di organizzare un referendum per la sua annessione alla usa e getta!

Annessione Vatic

 

 

 

 

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LUCIANO SOMMA: SUCCEDE ANCHE QUESTO IN CAMPO MUSICALE

Tempi duri per gli autori di canzoni, quelli che non hanno scritto per grossi nomi ma per cantanti magari alle prime armi.

Questi ultimi utilizzano i brani, magari partecipano a concorsi musicali, ma, guarda un po’, “DIMENTICANO” di segnare il titolo della canzone eseguita negli appositi borderò, quando esiste, unico modo per far introitare qualche spicciolo di diritto di autore.

E già perché di centesimi di euro ad ogni esecuzione si tratta se non si ha la fortuna di avere qualche passaggio televisivo su reti nazionali televisive o radiofoniche che  pagano fior di quattrini per i diritti, nulla invece si riceve dalle emittenti libere che mandano in onda i bran, poiché questi pagano una cifra forfettaria che certamente diventa indivisibile per le decine di migliaia  di canzoni trasmette nell’arco dell’anno.

A chi “figli e a chi figliastri” dunque, anche per quanto riguarda i diritti che dovrebbero pagare YOU TUBE e SPOTFY, per canzoni che hanno avuto oltre due milioni di ascolti alla fine danno agli autori ed editori qualche centesimo di euro!

Quake Ente bisogna interpellare a tale proposito?

A chi comunicare questa diversità di trattamento?

D’altro canto i Big e le Star che scrivono canzoni non badano tanto ai diritti, poiché loro sono pagatissimi ad ogni esibizione canora con decine di migliaia di spettatori paganti cifre da capogiro ad ogni concerto.

Aggiungo che da moltissimi locali, provare per credere, la SIAE è completamente ignorata e se il cantante chiede il borderò si sentirà dire che se insiste nella richiesta non si esibirà più in quella località…

Questa à la pura verità, questo succede oggi anno 2025, la situazione, colpa del Covid è peggiorata dal 2020 già ai primi sintomi della pandemia.

Si spera in qualche disegno di legge che possa dare agli autori ed editori minori ciò che spetta loro di diritto per ciò che producono, ma campa cavallo che l’erba cresce… e si tira “alla meno peggio” a campà!

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20250424 DILA ASP IL DISPARI professionisti

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Bruno Mancini | L’imponente eredità civile che ci ha lasciato CHICCO CECCHI – terza puntata

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“Ischia, un’antologia”

APPUNTI PER ITINERARI TURISTICI

NELL’ISOLA D’ISCHIA

PER CONTO DELL’ENTE VALORIZZAZIONE ISCHIA.

Di GIOVAN GIUSEPPE CERVERA

Pag. 52
Via Andrea Mattera
nasce, invece da Serrara Fontana presso la chiesa parrocchiale. Quest’ingresso si potrebbe sistemare meglio. Ma al bivio occorre senz’altro un pizzico di esteticità, quel giusto che possa indicare con un po’ di gusto le due strade:

Via Cugnoluongo per Rufano, Quedro e Sant’Angelo, e di cui vi dirò in seguito.

Via Jesca, che si stende sul fianco della collina di Castanite e subito ne raggiunge la punta. è qui, sulla punta di Castanite, dove la visuale si allarga e si arricchisce di rara preziosità.

Qui sarebbe necessario un piccolo Belvedere perché chi arriva qui fuori, anche se non volesse continuare, possa sostare e contemplare Sant’Angelo in tutto il suo splendore, Cava Petrella dai mille colori che si assommano in un violetto delicatissimo, i Giardini Afrodite e Apollon, tutto il complesso delle Cave racchiuse nella conca delimitata dal crinale principale dell’Isola e dalla spiaggia dei Maronti, la stessa spiaggia dei Maronti, le due Guardiole, i due rami del Cavone, l’architettonica conformazione della costa che diventa stupenda dove Punta Chiarito e il Monaco s’inarcano per dare vita alla Cala di Soliceto, le Fumarie, Monte Cotto e il Monte, Monte Vezzi e Punta Imperatore.

Poi la strada scende dal versante della Cave, incontra un arco in muratura nei pressi della cappella privata di don Mattia, quindi presenta al turista quel gioiello costituito dal “pennino” con la meravigliosa gola dalla quale si esce per trovarsi, dopo breve tratto, in Cava Scura tra le sorgenti e il ristorante di “Baffone”.

Alla naturale semplicità di questa strada non bisogna aggiungere altro che una particolare cura dov’è impervia e una buona “reclame”, se si vuole che qualcosa di genuinamente isclano resti imperituro nel ricordo del turista.
Via Andrea Mattera (Serrara)
C’è tutti e c’è niente, in via Andrea Mattera. Si sa dove comincia e non si sa dove arriva. I terrazzani la guardano con soddisfazione, noi con un senso di pietà. È tutto

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Via Andrea Mattera (Serrara) C’è tutti e c’è niente, in via Andrea Mattera. Si sa dove comincia e non si sa dove arriva. I terrazzani la guardano con soddisfazione, noi con un senso di pietà. È tutto

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20250410 DILA ASP IL DISPARI professionisti

20250410 DILA ASP IL DISPARI professionisti

Bruno Mancini

Bruno Mancini scrittore

Bruno Mancini Presidente DILA APS

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DILA Altervista

NUSIV – Premio Otto milioni

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