“Una Ragazza per il Cinema”: grande successo a Formello (RM)

“Una Ragazza per il Cinema”: si è svolta a Formello la finale provinciale di Roma del noto concorso di bellezza

Anche in questa calda estate la bellezza è protagonista con il tanto atteso concorso Una Ragazza per il Cinema, la cui finale provinciale si è svolta lo scorso 9 agosto 2019 a Formello (Roma) presso i Giardini Comunali.

Ideato dai Patron nazionali Antonio Lo Presti e Daniela Eramo, il Concorso nazionale volto a premiare unitamente alla bellezza anche il talento, giunto alla 31° edizione, per questa tappa di Formello ha visto in prima linea come organizzatore Massimo Meschino, Presidente della Mtm Event, responsabile regionale del contest, che grazie alla collaborazione del sindaco Gian Filippo Santi ha garantito il successo della manifestazione.

Cinema Una Ragazza per il Cinemam On stage durante la serata Elisa Pepe Sciarria e Anthony Peth

Il noto presentatore Anthony Peth, fresco del suo recente ritorno in Rai, ha condotto brillantemente la serata affiancato dalla bellissima e giovanissima attrice Elisa Pepè Sciarria, già vincitrice nazionale del concorso nel 2015 e prossimamente mamma, alla sua prima esperienza nei panni di conduttrice. Ad aprire l’evento la cantante Ramona Giusti che durante la serata ha tenuto compagnia al pubblico in vari intermezzi, a più riprese, insieme agli altri cantanti succedutisi on stage: Lomi e Walter Sciortino.

A contendersi le fasce in palio della selezione femminile principale be venti ragazze: Giulia Colacchi, Silvia Terriaca, Martina Genovesi, Veronica Parisi, Ginevra Pianelli , Martina Lombardi, Ines Perrone, Pamela Ferri, Michela Meschini, Chiara Scarlato, Victoria Marrone, Emily Bompadre, Simona Novelli, Valeria Gennari, Giorgia Anzellotti, Aurora Filitti, Suamy Forestieri, Michela Anniballi, Alessandra Veroli e Marianna Pantani. Tutte molto emozionate, si sono sfidate con eleganza e ritmo, per aggiudicarsi le fasce di accesso alla finale regionale Lazio e gli altri titoli in palio per la serata.

Cinema Una ragazza per il cinema. Da sx Miss Formello 2019 con Elisa Pepe Sciarria

Si è svolta anche la 7° selezione dei nuovi concorsi Un Ragazzo per il Cinema ed Un Bambino per il Cinema, a cui hanno potuto partecipare bambini e ragazzi fino ai 35 anni. Tre soltanto invece i ragazzi in gara ( Christian Marrone, Damiano Giudici ed Andrea Bruschi ); un numero consistente invece (ben 35) i bambini che si sono divertiti per accedere alla finale.

A chiusura della lunga diretta sul palco le fasce ufficiali regionali laziali di “Una Ragazza per il Cinema sono state assegnate a Giorgia Anzellotti, Suamy Forestieri, Marianna Pantani, Simona Novelli, Alessandra Veroli e Victoria Marrone; la fascia di Ragazza Città di Formello (ovvero la ragazza più votata della serata) è andata a Ginevra Pianelli che, a sorpresa, ha avuto accesso direttamente alla finale nazionale prevista dal 4 al 9 settembre prossimi a Taormina.

Inoltre fascia di Ragazza Autoscuola Alberto Meoni a Silvia Terriaca; fascia di Ragazza Natura da baciare ad Aurora Filitti; fascia di Ragazza Aob Magazine a Valeria Gennari; fascia di Ragazza BCC a Pamela Ferri (quest’ultima, essendo arrivata seconda nel punteggio finale, si è aggiudicata il titolo di Ragazza per il Cinema provincia di Roma, dal momento che la prima classificata in serata era già detentrice del titolo di Ragazza per il Cinema provincia di Latina). Infine, fascia di Ragazza Peperoncino Che Passione a Giulia ColacchiE’ stata anche consegnata anche la terza fascia ufficiale per il Premio Nazionale La Modella per l’Arte 2019 a Marianna Pantani 43° edizione; si ricorda che il Presidente della MTM EVENTS Massimo Meschino (unico nel centro sud Italia) è stato delegato direttamente dal Dott. Paolo Vassallo, Presidente del Premio.

Cinema Uma ragazza per il Cinema Giovanni Brusatori e da sx Carlotta BOlogni ed Olga Bisera

Il testimone ufficiale per concorrere alla finale di Un Ragazzo per il Cinema è stato consegnato a Christian Marrone; Ragazzo Natura da Baciare è stato insignito Andrea Bruschi; Ragazzo Città di Formello (il più votato della serata) è risultato Damiano Giudici, che ha avuto accesso automaticamente anche alla finale.

Anche per il concorso Un Bambino/a per il Cinema vi sono stati diversi riconoscimenti in palio: vincitori delle fasce ufficiali Maiomouna Ba, Ilaria Danieli, Rudolph Ballazhi, Petra Biancini, Elisa Valentini, Cecilia Angeletti e Michele Ferranti: Bambino/a Natura da Baciare a Filippo Ponti; Bambino/a Aob Magazine a Lorenzo Valente; infine, Bambino/a Città di Formello (il più votato della serata) è risultato Elvis De Gianni.

Il fotografo ufficiale per gli appuntamenti laziali organizzati dalla Mtm Events, Mario Buonanno, ha omaggiato di un suo servizio fotografico la partecipante Michela Anniballi.

I partecipanti Ginevra Pianelli e Damiano Giudici sono stati omaggiati invece di un premio offerto dalla gioielleria Arte Orafa.

Numerosa e qualificata la giuria che ha valutato tutti i concorrenti, a cominciare dall’attore, produttore ed aiuto regista Karis Vassili, dalla produttrice cinematografica Carlotta Bolognini e dall’attrice e scrittrice Olga Bisera, ultima compagna del rimpianto Luciano Martino.

Cinema Una Ragazza per il Cinema Panoramica di palco finale

Altri personaggi dello spettacolo hanno presenziato ed espresso i loro voti: il disturbatore tv Niki Giusino, il presentatore televisivo Carlo Senes, il regista, tecnico di palco e produttore tv Alfonso Stagno, l’attore, doppiatore e regista Giovanni Brusatori. Non sono mancati ad esprimere il loro parere neanche altre tipologie di eccellenze: il parrucchiere dei Vip e talent scout Tony Al Parlamento, Mister Bear Europe 2019 Fabio Cudco. il Professore del conservatorio Santa Cecilia e primo clarinetto dell’orchestra della Rai M° Franco Ferranti, la critica musicale e fashion blogger Author Patty, il giornalista e scrittore Marino Collacciani. A completare la giuria, la dirigente del reparto di psicoterapia dell’ospedale Sant’Andrea di Roma, la Dottoressa Paola Notargiovanni, ed il vivaista dei Vip Germano De Vittori.

Non è maicato un momento dedicato alla solidarietà con una lotteria benefica istantanea per raccogliere fondi da destinare ad un giovane cittadino di Formello malato di leucemia; tutti i fondi raccolti sono stati consegnati direttamente alla famiglia. A fine serata il Sindaco Gianfilippo Santi e gli Assessori Federico Palla ed Ilaria Sgalippa dal palco hanno premiato i tre vincitori del titolo dedicato alla città di Formello. A turno gli altri giurati hanno distribuito tutti gli altri titoli previsti.

I commenti sulla tappa li ha fatti a notte fonda Massimo Meschino: “Oltre ai doverosi ringraziamenti alle istituzioni cittadine che ci hanno ospitato, a tutti i concorrenti in gara, agli sponsor e al meraviglioso pubblico che ha partecipato attivamente fino a notte fonda, i miei complimenti come responsabile regionale del concorso vanno al regista ufficiale nel Lazio, Michele Conidi; al fotografo ufficiale Mario Buonanno; al mio insostituibile collaboratore, Mirko Ferranti, senza il quale non sarebbe stato possibile essere qui”.

I partner regionali del concorso : la filiera Natura da Baciare ed Aob Magazine. Sponsor della serata: Banco di Credito Cooperativo filiale di Formello e Trevignano Romano, pizzeria Al Corso, agenzia funebre Marco Spinucci, autoscuoka Alberto Meoni, impresa Ornita 65 srl, ditta edile Ferranti Costruzioni, gioielleria Arte Orafa, forniture termoidrauliche SI.MA. Srls, ristorante La Pineta da Mazzone, Landi Flor di Matteo Landi, Bar Lai, la ditta Spa Antincendio, Bar Poli e la pasticceria dolciaria Flaminia.

Silvana Lazzarino

 

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Roberto Barni in mostra ad Abetone (Pistoia)

“La piazza… L’uomo in marcia” : tre sculture di Roberto Barni a Piazzale Europa Abetone fino al 15 settembre 2019

Sempre più in questa società dove tutto scorre velocemente si rischia di smarrire quell’equilibrio e quella certezza con cui costruire autentici rapporti, perdendo di vista l’importanza del riconoscersi quale persona con la propria specificità entro un contesto che tende a omologare secondo regole predefinite. Dei tentativi da parte dell’uomo di ritrovare quell’equilibrio che risiede anche nell’armonia dei contrari, degli sforzi compiuti da esso nel creare ponti di comunicazione con l’altro, tratta la poetica di Roberto Barni /Pistoia 1939) artista di fama internazionale che si sofferma a guardare questa esistenza e in particolare l’individuo ansioso di conoscere la verità su questa vita dove il tempo sembra arenarsi innanzi a contrasti e divergenze che creano separazioni.

Nelle sue sculture di grandi dimensioni, si evince come gesti e azioni dell’uomo siano destinati ad una ripetitività passiva generando indifferenza e allo steso tempo disappunto e rifiuto, fino a vedere l’uomo stesso relegato ad una condizione di servo sottomesso ad obblighi come in “Atto muto”. In questa opera, la cui prima versione era stata presentata all’ingresso dei Giardini alla Biennale di Venezia del 1988, si fa riferimento al fatto che ancora in epoca moderna all’uomo siano affidati compiti alienanti come si può notare nei tre uomini silenti nell’atto di reggere un piano circolare.

Roberto Barni in mostra ad Abetone (Pistoia)

Roberto Barni in mostra  a Abetone (Pistoia)

Lo spostamento, il camminare sono tentativi necessari per uscire da una situazione di stallo e procedere verso un cambiamento che risulta difficile da raggiungere come sottolineato nelle opere “Camminare in croce”, “Doppia controversia” esposte in più occasioni dalla Galleria Poggiali come per la mostra “Controversie” nel 2017 a Pietrasanta. Esposte nella Basilica di Santa Maria dei Frari durante la Biennale di Venezia del 2017, queste opere fanno riferimento alla difficoltà dell’uomo di trovare una collocazione e giungere ad un obiettivo. Da qui il bisogno di riconoscere l’identità dell’individuo, di ridefinirla in una società che tende ad offuscarla.

Se in “Camminare in croce” quattro uomini congiunti per i piedi e separati da uno spazio pari ad un angolo retto, percorrono direzioni diametralmente opposte a formare una croce simbolo di sofferenza in cui ciascuno sembra privo di personalità, in “Doppia controversia” una stele umana, in cui la verticalità è accentuata dalla posizione delle braccia aderenti al corpo, simboleggia lo smarrimento dell’uomo in difficoltà nel trovare la sua strada, e allo stesso tempo la sofferenza emotiva cui egli sembra destinato in questo viaggio.

La mostra di Roberto Barni La Piazza… L’uomo in marcia” in corso all’Abetone (Pistoia) in Piazzale Europa, visibile fino al 15 settembre 2019 sviluppa questa dimensione a partire dal sito della piazza dove sono esposte tre sue sculture in bronzo.

Roberto Barni

Realizzata con il sostegno del Comune di Abetone Cutigliano in collaborazione con, Artitaly e la Galleria Poggiali, la mostra restituisce alla piazza di Abetone una nuova dimensione invitando chi passa a soffermarsi a ripensare al destino dell’uomo immerso in un contesto sociale dove avverte una costante inquietudine e insoddisfazione dovute al suo non sentirsi ascoltato, visto per come è nella sua unicità.

Le sculture raffigurano uomini in movimento che non si incontrano, anzi si dirigono verso direzioni opposte a suggerire come la comunicazione si stia sempre più smarrendo per mancanza di autostima e fiducia in sé stessi e negli altri. La comunicazione, il relazionarsi che dovrebbe essere l’aspetto più importante poiché permette il confronto, l’arricchimento, talvolta spaventa e spiazza poiché entra in gioco l’altro che spesso non si conosce.  Il mettersi in marcia potrebbe essere visto anche quale bisogno di ritrovare sé stessi provando a mettersi in gioco aprendosi agli altri.

Silvana Lazzarino

 

 La Piazza… L’uomo in marcia

 ROBERTO BARNI

Piazzale Europa Abetone (PT)

Fino al 15 settembre 2019

 

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DILA

 

Ischia Castello Aragonese: sequestrato il “Maschio” dalla Guardia di Finanza

Ischia Castello Aragonese: sequestrato il “Maschio” dalla Guardia di Finanza

Ischia Castello Aragonese: sequestrato dalla Guardia di Finanza

Ischia Castello Aragonese: sequestrato il “Maschio”

La Guardia di Finanza ha effettuata un’eclatante operazione di contrasto alla criminalità di carattere finanziario e tributario.

Agli arresti domiciliari è stato posto il noto 77enne commercialista napoletano Alessandro Gelormini (che in passato ha lavorato come fiscalista per l’ex ministro Paolo Cirino Pomicino), Presidente del Consorzio Co.Tra.Sir. che gestisce il trasporto dei rifiuti tra l’isola d’Ischia e la Terraferma.

A tre imprenditori sono stati notificati gli arresti domiciliari per bancarotta ed evasione fiscale, tra i quali l’imprenditore Nicola D’Abundo, figura di primissimo piano nel settore dei trasposti marittimi operanti nel Golfo di Napoli.

Due militari della Guardia di Finanza sono indagati per corruzione, in quanto accusati di avere intascato una tangente da 4.000 euro da Gelormini affinché alterassero il contenuto di un verbale redatto all’esito di un controllo incrociato a carico di una società il cui titolare era cliente del commercialista.

Sono state sequestrate sette società, tra i cui beni risulta essere disponibile anche il “Maschio” del famoso Castello Aragonese di Ischia, simbolo dell’isola e meta continua di migliaia di visitatori.

In totale assomma a circa 40 milioni di euro il valore dei beni sequestrati.

Infatti, oltre alla porzione edificata sul Castello Aragonese di Ischia, sono stati  sequestrati anche un immobile nell’isola di Capri e vari stabili tra Napoli e Roma.

Ischia Castello Aragonese: sequestrato il “Maschio” dalla Guardia di Finanza

Ischia Castello Aragonese: sequestrato dalla Guardia di Finanza

A quanto pare l’indagine andrebbe collegata ad un’inchiesta nella quale è coinvolto un magistrato, Enrico Caria (finito agli arresti domiciliari ad aprile scorso con l’accusa di aver veicolato nomine di consulenze in cambio di favori) operante sia nella sezione fallimentare del tribunale di Napoli Nord e sia in quella di Santa Maria Capua Vetere.

Si tratta del primo bilancio, tuttora provvisorio, dell’operazione eseguita in queste ore della Guardia di Finanza di Napoli coordinata dalla Procura della Repubblica di Napoli Nord (Caserta) tramite la quale sono state svelate alcune attività di carattere criminali attuate dal notissimo professionista napoletano Alessandro Gerolmini, il quale, stando alle accuse, operava in modo tale da svuotare gli interi patrimoni di società in difficoltà finanziaria, praticamente ormai insolventi, prima di rendere formalmente attiva la dichiarazione di fallimento, commettendo, tra l’altro, anche una lunga serie di reati tributari.

Ischia Castello Aragonese: sequestrato

Il suddetto commercialista è inoltre accusato di aver versato un compenso monetario a due militari della Guardia di Finanza con il preciso scopo di indurli a modificare un verbale di accertamento che avrebbe potuto essere utilizzato dalla magistratura per denunciare in sede penale un suo cliente.

Pare, infine, come si legge in una nota diramata dalla Procura della Repubblica, che il commercialista abbia  “frodato lo stesso suo cliente trattenendo per sé parte dell’illecito compenso”.

La Procura della Repubblica di Napoli Nord rende noto che, in totale, allo stato dell’operazione, sono sette le società individuate dalla Guardia di Finanza detentrici di patrimoni illegali e che,  nei confronti dei due finanzieri, “sono in corso di esecuzione misure coercitive”.

Ischia Castello Aragonese: sequestrato dalla Guardia di Finanza

Ischia Castello Aragonese: sequestrato dalla Guardia di Finanza

Per Aurora volume terzo

Così o come

CAPITOLO TERZO

C’era una volta ed ora non c’è più, è una espressione di dolore dissimulato, la maniera atavica di considerare una perdita, qualsiasi essa sia stata, al pari di un accadimento ineluttabile, una forza del destino, una scelta divina, a secondo delle diverse dottrine alle quali ci si voglia rapportare.

C’era una volta ed ora non c’è più, è comunque una frase meno sferzante e dolorosa di: c’erano una volta ed ora non ci sono più.

Meno sotto tutti gli aspetti: quantità, certezze, valori.
Non sempre è possibile accertare, per singoli eventi, quanti siano stati coloro che “C’erano!”.

Nel tentativo d’identificare chi o cosa valga l’affetto che gli dedichiamo, e ne sia degno fino al punto da meritare l’inserimento nel nostro personale elenco speciale dei “C’erano!”, dobbiamo ricostruire molte difficili certezze.
Non sono certo che esista, per ogni situazione, uno specifico sistema adatto a farmi assegnare valore alle univoche diversità, nel caso in cui esse rappresentino i tanti o tante che “C’erano!”

“Così o come”: così trama e dubbio (sempre lui), o come da rivolo a torrente, il mio segreto addio saluta le PINETE D’ISCHIA.

C’erano.
Grazie ai miei amici ed ai miei nemici, se mai ne ho avuti degli uni e/o degli altri, le PINETE D’ISCHIA non ci sono più.

Proseguendo nella particolare marcia per l’avvicinamento alla efebica idea del racconto di uno spacco inciso tra le facce, di Ischia e degli ischitani, che ho amato in maniera inconsapevole, mi piombano addosso, scostumati, i canneti a ridosso delle distese sabbiose che merlavano con ricami inconsueti i bordi tra l’isola e il mare.

Era esaltante la solitudine di ascolti, tra venti e risacche, dei fruscii di lucertole verdognole e d’innocue bisce in contrappunti, duetti e contrasti con i battiti delle ali di calabroni simili ad elefanti, o di vespe ed api più veloci degli elicotteri modello da battaglia.

Ero lì.
Io c’ero.

Forse cercando vermi da usare come esche sulle trappole per uccelli, direbbe il diavoletto.
Assaporando la prima dose di una poesia drogante mai più dimenticata, direbbe il santarello.
Partecipando ad una irripetibile esplosione di schioppettante bellezza, direi io.
Così trama e dubbio, come da rivolo a torrente, il mio segreto addio saluta i CANNETI D’ISCHIA.
C’erano.

Grazie ai miei amici ed ai miei nemici, se mai ne ho avuti degli uni e/o degli altri, i CANNETI D’ISCHIA non ci sono più.

Vorrei poter cambiare almeno il corso delle mie giornate per farle iniziare dalla sera e cessare all’ora di pranzo, trasformando in sonno la pennichella pomeridiana, ed in attiva fioritura le faticose ore che le notti attuali concedono alle mie vibrazioni.

Questo racconto semplice come può essere la ricostruzione, mentre sono bendato, bendato, del mio profilo nasale, apparentemente svogliato, privo di fronzoli e inganni né più né meno di Cappuccetto Rosso, ma, in effetti, affaticato dai problemi che torcono i sogni in desideri, che intrecciano passioni ed affetti, ricordi e realtà, il nostro andare in carrozzella ed il tiro del cavallo, questo racconto mi chiamerebbe fazioso sfuggente incompleto se non menzionassi la perla nera di tutti gli abissi che sono stati perforati con malvagità ed abusivismo sulla pelle e nel cuore della mia isola.

L’orca marina uccide per sopravvivere.
Il leone marino di oltre due quintali, caccia con volteggi essenziali.

“Così o come” un rudere, nel tempo delle PINETE e dei CANNETI, il CASTELLO sprigionava il lezzo dei morti ammazzati in tentativi di conquiste e difese, i profumi di spezie cortigiane e principesche, gli odori unici ed irripetibili di mirti o di muschi trasportati da brezze contrastanti tra ceneri vulcaniche e spruzzi d’onde sfacciate, gli effluvi per nulla evanescenti di sterco di muli e cavalli, i vapori solfurei della grotta deposito per polveri da sparo, il fumo della bestia rosolata a fuoco lento nel cortile delle feste.

“Così o come” un simbolo, nel tempo delle PINETE e dei CANNETI, il CASTELLO scopriva senza civetteria il suo interno, ove, rinchiusi racchiusi socchiusi, mitiche alcove, ruderi anonimi, antiche fortezze e nuove prigioni, in alcune notti fungevano da segreto richiamo per giovani coppie in cerca d’ispiranti atmosfere amorose, nei giorni di festa si confacevano a lussureggiante baita per famiglie in gita domenicale con la classica frittatina di maccheroni avvolta in due piatti ed una salvietta, e, non tanto raramente, si prestavano ad accettare il ruolo di solitario rifugio per sperduti intellettuali scappati dai disincanti di schematici palazzi cittadini.

“Così o come” una gioia, nel tempo delle PINETE e dei CANNETI, il CASTELLO offriva la luminosità dei nostri orizzonti naturali sparsa senza ritegno sulle profonde tracce lasciate nella rocca maniero da eventi impetuosi e passionali. Per ora basta così!

CASTELLO ARAGONESE IL CASTELLO D’ISCHIA.

Volete un residence, un ascensore, un botteghino, un ristorante, un cannocchiale sul golfo, volete una scia di storia coperta da muraglie di cemento, volete un isolotto bucato come una gruviera, squassato da malte e laterizi, illuminato con i fari ed i laser dei by night, stordito da urli urlacci musica musicaccia, volete una Vostra eredità intangibile trasformata in affare turistico: ecco a Voi IL

CASTELLO ARAGONESE D’ISCHIA.
Oggi potete chiamarlo “IL CASTEL LETTO”.
Albergo a “?” stelle.
“Così” trama e dubbio, “come” da rivolo a torrente, il mio segreto addio saluta il:

VECCHIO BALUARDO ARAGONESE, CASTELLO D’ISCHIA.

C’era.
Grazie ai miei amici ed ai miei nemici, se mai ne ho avuti degli uni e/o degli altri, il CASTELLO ARAGONESE D’ISCHIA non c’è più.

Bruno Mancini

Chi incassa 5 MLD$ multa Facebook? Vergogna:Facebook lucra illegalmente su di NOIe “altri” ma non NOI incassano la multa da 5 MLD imposta dalla Federal Trade Commission (Ftc)!

Presidente Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA”

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imposta dalla Federal Trade Commission (Ftc)!

E così i nostri dati sensibili saranno merce di profitto per due organizzazioni, prima fb e poi FTC.

E così saremo truffati due volte!

Chi incassa 5 MLD$ multa Facebook?

Multa da 5MLD$ per Facebook.

La FTC (Federal Trade Commission) ha votato l’approvazione di un accordo con il leader dei social network che prevede la sanzione record di 5MLD$ per le sue violazioni della privacy.

La sanzione prevede anche nuovi controlli e nuove restrizioni utili a garantire futura protezione dei dati personali degli utenti attivi nel socia Facebook.

Tali dettagli, non si capisce perché, sono rimasti al momento riservati.

Il percorso giuridico della multa non è completamente terminato. Il dossier, infatti, ora viene tramesso al Dipartimento della Giustizia, che dovrebbe finalizzarlo.

Tuttavia, il Ministero molto raramente apportate revisioni dsignificative.

L’indagine era scattata dopo la scoperta che i dati di molti milioni di utenti fb, senza il loro consenso, erano pervenuti a una società di consulenza elettorale.

Durante l’inchiesta sono stati rilevate ulteriori violazioni della privacy da parte di Facebook nel campo del trattamento dei dati personali.

Bruno Mancini

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ANTOH MANSUETO, la mostra a Roma a Villa Borghese

Alla Casina di Raffaello in Villa Borghese fino a metà settembre la mostra  “Distruzione Creativa” con opere di Antoh Mansueto per parlare di recupero e trasformazione nella ciclicità dell’esistenza.

il mondo di oggi, i suoi equilibri dinamici e le sue fratture, ma anche la capacità di recuperare da quanto distrutto e scartato, viene restituito attraverso un percorso che si sofferma ad indagare sentimenti, desideri del nostro tempo dove si avverte la difficoltà nel credere nei sogni e nella possibilità del cambiamento. Verso il cambiamento, la trasformazione quale reazione a quanto lo precede proietta il percorso espositivo dedicato all’opera di Antoh Mansueto  inaugurato il 13 giugno 2019 alla Casina di Raffaello in Villa Borghese a Roma. Gestita da Spazio Arte e Creatività dell’Assessorato alla Persona, Scuola e Comunità Solidale, la mostra “Distruzione Creativa” con opere di Antoh Mansueto aperta fino al 15 settembre 2019, si sofferma sul motivo della distruzione creativa con riferimento al recupero degli scarti attraverso un linguaggio che passando dalla pittura alla scultura al video, contempla uno stile che si rifà a diverse correnti del passato.

Antoh Mansueto la mostra“Distruzione Creativa” a Roma Villa Borghese Casina di Raffaello

L’artista nato a Napoli nel 1960 oltre ad appassionarsi giovanissimo alla pittura, parallelamente al lavoro di analista finanziario si accosta alla ceramica e trae nuovi spunti per la sua arte dall’incontro con Bruno Munari. Le opere di Antoh Mansueto, sempre protese a soffermarsi su temi esistenziali, restituiscono il respiro della vita, il suo fluire fatto di luci e ombre, di inizi e conclusioni, dove tutto è in costante divenire tra distruzione e ricostruzione. Come la natura è fatta di “piccole e grandi distruzioni creative, drammatiche e feconde” anche “l’arte è maestra di vita, quindi di “distruzione creativa” perché in essa “la distruzione è spesso l’altra faccia della creazione”(Bruno Munari ed altri).

Gli equilibri dinamici,, le fratture del mondo di oggi sono indagate attraverso diversi lavori che spaziano dal dipinto alla scultura in legno riciclato, dalla carta all’opera in alluminio sagomato, con alcuni esempi di video. Affiorano rimandi al surrealismo e all’espressionismo astratti, alla pop art, all’art brut, e poi al decostruttivismo per dare forma ad opere in cui domina il colore, la vitalità, l’ironia nel restituire la ciclicità dell’esistenza tra distruzione  creativa e recupero degli scarti, Nell’esposizione oltre ai due incontri con l’artista in apertura e in chiusura, sono previsti laboratori didattici rivolti a bambini e ragazzi dai 3 anni compiuti ai 14 anni per tutta la durata della mostra con date già fissate.

Antoh Mansueto

Antoh Mansueto

I laboratori “Fare e disfare scultura” / “Fare e disfare pittura” prevedono sempre una breve visita per soli bambini alla mostra. Durante il laboratorio “Fare e disfare scultura” (per bambini dai 3 anni compiuti in su) che segue una breve visita guidata alla mostra dedicata ad

Antoh Mansueto,

i bambini creeranno insieme delle torri di legno, per poi distruggerle. Successivamente i pezzi delle torri, colorati e incollati, saranno usati per ricreare delle nuove piccole sculture personali da appendere al muro. L’altro laboratorio “Fare e disfare pittura” (per bambini dai 6 anni in su) vede i bambini utilizzare le forbici per ritagliare e quindi distruggere i disegni originali messi appositamente a disposizione dall’artista, che poi dovranno ricomporre mettendo insieme come collage le forme da dipingere.

Il percorso espositivo dell’artista, iniziato nel 1990 è intenso e diversificato tra diverse gallerie in Italia (Genova, Parma, Pavia, Milano, Roma, Napoli, Torino, Ferrara, Lecce) e all’estero (Nizza, Lione, Mulhouse, Bucarest, Palo Alto). Disegna foulard d’arte per l’azienda d’alta moda A. Quaranta Locatelli di Napoli e di recente ha realizzato nuove opere in ceramica in collaborazione con la Galleria di Ventura Milano a Praiano, in costiera amalfitana.

Tra i temi socio-esistenziali delle mostre passate: “Energia Emotiva”, “Entropica” (con richiami alla Bioenergetica di Alexander Lowen), “Universi rotanti”, “Multiverso” (che paragonano le moderne teorie fisiche sull’universo alla molteplicità della società contemporanea), “Archetipo-Prototipo” (sulla circolarità del tempo).

Mansueto, che ha avuto grande ammirazione per Bruno Munari, da lui considerato un vero mentore, ha partecipato al gruppo di artisti dell’Osservatorio Figurale, ha co-fondato il gruppo Art Intensive. Guida il gruppo di studio AIAF Beni Culturali e come Ass. Villadarcore ha ottenuto l’apertura del laboratorio di restauro dell’Accademia di Brera, nelle scuderie di Villa Borromeo D’Adda ad Arcore. Ha inoltre fatto teatro sin da ragazzo e ha scritto due commedie storiche sul primo ‘800 e sul Risorgimento (L’abate Visionario e Va’ Pensiero), messe in scena da giovani attori del Piccolo Teatro di Milano e dalla compagnia Teatro Aleph con la regia di Giovanni Moleri, con annessi laboratori teatrali per bambini. Info su www.antoh.eu.

Silvana Lazzarino

Distruzione Creativa” con opere di Antoh Mansueto

CASINA DI RAFFAELLO

Via della Casina di Raffaello (Piazza di Siena – Villa Borghese) Roma

fino al 15 settembre 2019

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