Cultura e Vergogna

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Cultura e Vergogna

 Senza falso o ipocrita campanilismo, si  può ben affermare che in molte occasioni l’immagine nazionale ed internazionale della nostra isola d’Ischia sia stata fatta oggetto di mortificanti giudizi a causa di scellerati comportamenti imputabili alle amministrazioni che hanno governato (?) il nostro territorio.

Questo scritto vuole esprimere un motivo di critica verso tutti, indistintamente tutti, i colori politici e verso tutte le appartenenze partitiche dei così detti rappresentanti della sovranità popolare!

 Nell’auspicabile vaso di Pandora dal quale fare attingere notizie ed informazioni relative alla nostra cultura sociale, tutte le amministrazioni che ci hanno governato hanno lasciato vituperabili escrementi riducendolo a qualcosa di simile ad un trogolo (… forma letteraria: truogolo. è un termine di origine longobarda con cui si indica una vasca costruita dall’uomo, in genere di forma quadrangolare, realizzata in legno, pietra o mattoni, allo scopo di raccogliere acqua piovana, lavare indumenti, spegnere la calce, o raccogliere materiali di varie lavorazioni.

Un trogolo utilizzato per contenere cibo per animali è detto mangiatoia, abbeveratoio se invece contiene acqua.

In genere, la mangiatoia nel quale offrire il pasto per affamati ed ingordi maiali (anche detti “porci”) è chiamata semplicemente trogolo. 

Chi potrebbe negare che tali mortificazioni ci siano state tributate a causa della tolleranza verso le speculazioni edilizie, promossa a legge da parte delle autorità comunali?

Oppure per le loro negligenze nel risolvere il problema dell’inqiuinamento marino?

O anche per il disinteresse (interesse?) dimostrato nel non voler affrontare le principali ragioni dei disagi procurati all’intera economia locale da parte di posizioni dominanti e da lobby di albergatori, imprenditori e operatori della grande distribuzione alimentare?

Non è così che si governa una collettività operosa, non è così che si gestisce la sua vocazione turistica.

Eppure.

Cultura e Vergogna

Eppure ognuna di queste carenze e tutte insieme non bastano a bilanciare l’assurdo disinteresse mostrato nei confronti della Cultura.

Il teatro che ad Ischia non esiste è diventato oggetto di una barzelletta che ha già fatto più volte il giro del mondo, così come sarà ambasciatrice della nostra “Inesistenza culturale” il documento del Ministero per i Beni e le Attività Culturali che ha visto 5 dei 6 Comuni dell’isola d’Ischia assenti ad un evento di carattere nazionale.

VERGOGNA!

Enzo Boffelli, con la sua battaglia per un teatro ad Ischia, e noi di LENOIS, con i nostri progetti antologici, abbiamo di continuo martellata l’opinione pubblica allo scopo di sensibilizzarla sull’opportunità di trasformare tali specifiche “INESISTENZE” in utili strumenti di promozione turistica e sociale, ma nessuno di noi avrebbe mai immaginato di doversi impegnare affinché la Cultura ischitana, con la C maiuscola, tutta intera, possa un giorno fuggire dal recinto delle “INESISTENZE” per avere l’opportunità di dimostrare in pieno il suo valore.

 Nel sito ufficiale del  

http://www.beniculturali.it/mibac/export/MiBAC/sito-MiBAC/Contenuti/MibacUnif/Eventi/visualizza_asset.html_622988441.html

si legge che:

– “Anche quest’anno il Ministero per i Beni e le Attività Culturali ha promosso  “la Settimana della Cultura”, aprendo per nove giorni, gratuitamente, le porte di musei, ville, monumenti, aree archeologiche, archivi e biblioteche statali su tutto il territorio nazionale.

L’iniziativa, nata per trasmettere l’amore per l’arte e la conoscenza dell’immenso patrimonio italiano, offre un ricco calendario di eventi, mostre, convegni, aperture straordinarie, laboratori didattici, visite guidate e concerti. Si rende così ancora più speciale l’esperienza di tutti i visitatori, grazie al coinvolgimento di molte Istituzioni pubbliche e private, per una partecipazione estesa e capillare.”

Nel seguito di tale documento informativo sono elencati tutti gli eventi predisposti a tale finaliltà nazionale.

I comuni di Ischia, Casamicciola Terme, Lacco Ameno, Barano e Serrara Fontana sono stati completamente assenti.

VERGOGNA!

‎E allora rivolgiamo un grosso applauso al silenzio TOTALE con il quale tutte le istituzioni politiche e sociali dell’Isola hanno accompagnato questi anni di emancipazione del progetto “La nostra isola”, questi anni di Antologie poetiche e di eventi culturali che hanno portato il nome di Ischia ben oltre le scogliere sommerse che ormai circondano l’isola.

Possiamo applaudire alla loro assenza poiché abbiamo avuto la FORTUNA di registrare lo stesso identico preciso e totale disinteressamento da parte di TUTTE le sei amministrazioni locali, composte da sindaci e consiglieri di ogni colore e di ogni collocazione politica.

Guai se si fosse levata una voce al di fuori del silenzio generale.

Si sarebbe potuto sospettare una nostra complice appartenenza alla parte “plaudente”.
Invece, ripetiamo, per nostra FORTUNA sono stati tutti e sempre zitti e lontani.

Oggi possiamo affermare con giusta ragione che l’assenteismo delle “Forze” (debolezze?) politiche – tutte lo ripetiamo – ha dimostrato che sull’Isola d’Ischia si può fare CULTURA, non ci azzardiamo a dire “contro”, ma abbiamo la presunzione di dire “senza” di loro.

Senza i loro condizionamenti elettorali, senza le loro pretestuose censure, senza i loro anacronistici nepotismi!

Enzo Boffelli, potrebbe aggiungere al “Teatro” ed al nostro ormai quinquennale progetto culturale “La nostra isola” anche la “Cultura” tutta intera con la C maiuscola tra le INESISTENZE dell’isola d’Ischia!

A Noi “TENACI, TESTARDI e LOQUACI”, si è aggiunta la “CULTURA”; a loro, “FINTI SORDI CIECHI E MUTI”, amministratori dell’Isola d’Ischia si è aggiunta la “VERGOGNA”.

Bruno Mancini

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