Fiera Autori sconosciuti

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Molte fiere dell’editoria. Perché noi autori non organizziamo una nostra fiera?

19 dicembre 2011
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Massimiliano Spera e Paola Catalano consigliano questo elemento

14 commenti

Fiera Autori sconosciuti

ENRICOSmetti di seguire

ENRICO DANNA • Sai che è una bella idea. Perché non ci organizziamo, ci coalizziamo e ne discutiamo? Io ci sto…

16 febbraio 2012• Consiglia

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susanna berti franceschi • Finalmente uno che mi risponde,dopo mesi!!

16 febbraio 2012• Consiglia
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ENRICOSmetti di seguire

ENRICO DANNA • Mi era sfuggita la discussione…Altrimenti avrei risposto prima…Anche perchè è un’idea che mi era già balenata nel cervello un pò di tempo fa. Idea accantonata per mancanza momentanea di tempo. Ma, visto che l’unione fa la forza, come si suol dire, parliamone…

16 febbraio 2012• Consiglia
Fiera Autori sconosciuti

Segui Massimiliano

Massimiliano Spera • Mi dispiace che questa discussione non abbia ricevuto l’attenzione giusta, quantomeno per far partire un “tavolo di idee” rispetto ad una proposta così interessante.
Forse questo gruppo adesso è più sostanzioso e pronto a ricevere e affrontare tematiche del genere.
Nel frattempo hai avuto modo di sviluppare in qualche modo quest’idea?

4 giorni fa• Consiglia
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Segui Mario

Mario Scotto • mi pare un’idea ottima, ma con i costi delle fiere, di difficile realizzazione.

2 giorni fa• Consiglia
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Segui Massimiliano

Massimiliano Spera • Non tutte le fiere son nate direttamente nei locali di Bologna Fiera o affini, forse l’idea di Susanna è più quella di far partire un “movimento” alternativo/parallelo che possa porre l’attenzione non solo sul “mercato” ma anche sul “creatore”.
Con alcuni membri di questo gruppo, si è pensato alla costruzione di una rete che possa diventare veicolo di scambio di idee ma anche di materiale. Oggi l’autoproduzione e la promozione, sono fattibili anche nei costi e con una rete di distribuzione fatta dagli stessi autori, si potrebbe arrivare a risultati interessanti. Tutto naturalmente potrebbe coincidere con l’appoggio di Editori “veri”…su questa scia, l’ideazione di una “fiera” dell’ autore, che possa diventare un incontro annuale da sviluppare su più territori all’unisono, non penso sia una cosa impossibile. Ognuno di noi conosce una libreria o biblioteca e ognuno di noi potrebbe allestire uno spazio di 3 giorni con l’aiuto degli autori della sua città, con incontri, discussioni, proposte. Naturalmente, tutto partirebbe da un’organizzazione ramificata a livello nazionale, quindi vendibile ai vari comuni di appartenenza.
Naturalmente resta un punto di vista.

2 giorni fa• Consiglia
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lucia bassan • sarebbe molto interessante

1 giorno fa• Consiglia
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Segui Meini

Meini Maila • Parteciperei volentieri anch’io. Bypassare le case editrici che ignorano se grandi e succhiano soldi se piccole mi renderebbe felice

1 giorno fa• Consiglia
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Bruno Mancini • Ottima idea. Se si mette in azione un gruppo indipendente dalle lobby editoriali e si propongono PRINCIPALMENTE, anche se non esclusivamente, volumi ed Autori indipendenti dalle case editrici, mi arruolo e posso attivarmi per rendere disponibili gratuitamente prestigiose location in tutta l’isola d’Ischia. Anche qualche sponsor importante “potrebbe” seguirmi in questo progetto, e “potremmo” disporre di ospitalità e titoli di navigazione omaggio. https://www.emmegiischia.com/wordpress/otto-milioni-2013/

18 ore fa

Segui Meini

Meini Maila • Vai, Bruno, grande idea!

6 ore fa• Consiglia
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Segui Mario

Mario Scotto • d’accordo con Massimiliano; ci sto.

2 ore fa• Consiglia
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Segui j g

j g sapodilla • una fiera reale costa un sacco di soldi, Contropongo una fiera virtuale, sottoforma di blog. sito,rivista on line, casa editrice degli autori online. Naturalmente esiste un problema di mantenere un livello di qualità molto elevato, senza il quale si va subito a fondo.

2 ore fa• Consiglia
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Segui j g

j g sapodilla • ho aperto un gruppo di riferimento.
Autori in cerca di un vero editore

2 ore fa• Consiglia
Fiera Autori sconosciuti

Bruno Mancini • j g sapodilla non quantizzo “un sacco di soldi”. Puoi preparare una bozza di preventivo e darci indicazioni almeno sommarie sui capitoli di spesa? Grazie

Bruno Mancini • Cominciamo a far conoscere l’embrione di “progetto”?

Fiera Autori sconosciuti

23 ore fa

Bruno Mancini • Cominciamo a far conoscere l’embrione di “progetto”?

Fiera Autori sconosciuti

23 ore fa1

Bruno Mancini • https://twitter.com/comeicinesi/status/379592167896793088

23 ore fa1
Segui luisa

luisa colombo • mi sembra un’ottima idea, io ci sto.

17 ore fa• Consiglia
Segui j g

j g sapodilla • ragazzi, alle fiere si espongono i prodotti. Dunque, avete scritto un libro, un racconto, un ebook? ce lo fate leggere?
La fiera reale lasciatela fare agli editori, che hanno soldi e possibilità di farla conoscere.
Noi autori la fiera possiamo farla virtuale.

4 ore fa• Consiglia
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Massimiliano Spera • @Sapodilla perdonami se riprendo un secondo quello che hai scritto, ma forse ti contraddici…se alcuni autori hanno dei “prodotti” che possono mandare a te (che probabilmente sei una casa editrice), allora possono anche creare una fiera!!!???

Comunque quì non si sta intavolando un progetto per oscurare la fiera del libro di Bologna o affini, ma semplicemente c’è una discussione in atto sull’idea di poter pensare a delle alternative che possano in qualche modo smuovere un “sistema” che non funziona, che è vecchio o che probabilmente non esiste.

Parlare, creare, sognare, sono prerogative imprescindibili per un rinnovamento e crescita di qualsiasi ambito…quindi sognare per qualche minuto sulla pagina di Linkedin, non penso farà tremare la Mondadori o la Penguin.

:)

4 ore fa• Consiglia
Segui Mario

Mario Scotto • sono d’accordo con Massimiliano; l’immobilismo delle case editrici che puntano solo sui “soliti” anche quando sono inconcludenti, merita una reazione. Lo dice uno che, prima di trovarne una che lo pubblicasse, ha dovuto aspettare anni.

2 ore fa• Consiglia

Bruno Mancini • Pieno appoggio alle considerazioni di Massimiliano, dissento solo dal termine “sognare”.Il mio impegno in questa discussione non vuole essere del tipo “chiacchiere da bar sui massimi sistemi”, ma è concretamente finalizzato a realizzare un progetto che da subito ho ritenuto molto interessante. Pubblico antologie poetiche AAVV in 5000 copie, senza alcun intervento delle case editrici, senza contributi pubblici di alcun genere, e senza tasse d’iscrizione per gli autori ecc. Le trasmetto quasi interamente nella mia trasmissione televisiva “Da Ischia l’Arte” (www.teleischia.it digitale terrestre e web ogni giovedì alle 23 con numerose repliche fino alle 16 del venerdì successivo). Ne scrivono tutte le riviste e la stampa locale (anche Repubblica ha riportato qualche notizia) e molti siti di notevole importanza danno ampio spazio ai progetti che elaboriamo ormai da molti anni. All’inizio quasi nessuno credeva nella fattibilità di tali programmi, ma ora noi non riteniamo di aver realizzato un sogno bensì di aver costruito qualcosa di importante sulla base di una seria programmazione, di una forte volontà e di una buona capacità di coinvolgimento di Artisti e di Sponsors. Non è utopia raggruppare molti o tanti o tantissimi Artisti (e penso non solo agli scrittori ma anche ai pittori, ai musicisti ecc) in un luogo fisico per consentire loro di mettere in mostra prodotti culturali disattesi dalle lobby che governano i settori commerciali. Non è utopia convincere Aziende turistiche, Associazioni culturali, Enti preposti allo sviluppo della cultura ecc in azioni di supporto a basso costo ma di grande ritorno mediatico.
Ad Ischia nel mese di Maggio si presenta Ipomea… fiera internazionale delle piante… noi scrittori valiamo qualcosa di più?

j g sapodilla • allora. Non sono una casa editrice. Fossi matto. Ce ne sono fin troppe. A un certo punto hanno detto che scrivo bene e ci ho creduto. Intendevo dire ‘fate leggere 20 righe al gruppo o date un link’. Questa idea della fiera a casa della zia o sul terrazzo del condominio è balorda.
A costo quasi zero, si può realizzare una fiera virtuale. Insomma un sito dove gli ‘Artisti Riuniti’ presentano i loro libri. E poi ognuno si impegna a farlo sapere in giro. Certo ci vuole un prodotto di alta qualità, se no facciamo il sito e-writer numero trecentomila. Il primo obiettivo deve essere un certo numero di lettori A PAGAMENTO, poi se vede.
Per esternare i sentimenti c’è la fiera dei balocchi. .

2 ore fa• Consiglia

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j g sapodilla • Con Patate Arrosto
Il cameriere entrò di furia sbattendo le due mezze porte della cucina, la sala ristorante era piena di tipi e tipe affamati.
− Una coscia di pollo con patate arrosto − gridò al cuoco.
Il cuoco lasciò sospeso a mezz’aria il coltellaccio con cui stava tagliando le bistecche con l’osso.
− Gli diamo un qualcosa di surgelato?− chiese calmo al cameriere.
− Niente da fare. E’ il cliente con l’orologio a carillon, Paperone grandi mance. Gli devi dare qualcosa di fresco.
Il cuoco si guardò attorno perplesso, notò la tartaruga che si limava le unghie, rovesciata al sole sotto la finestra. La tartaruga fece cenno al cuoco di guardare sotto la sedia impagliata. A questo punto la gallina decise che era meglio uscire allo scoperto, si mosse zoppicando con una gamba sola e la stampella, lo sguardo torvo.
Il cuoco non si lasciò impressionare e fece subito notare alla gallina come stavano le cose.
− Al cliente piacciono le tue cosce, sei pagata per questo, devi accontentarlo.
La gallina si fece ancora più torva e indicò la stampella.
− Cuoco della mia pasta scotta, non vedi che mi è rimasta una coscia sola? Come farò a camminare?
Il cuoco prese ad affilare il coltellaccio e le rispose indifferente.
−Ti compreremo una carrozzella elettrica.
In quel momento rientrò il cameriere con un altro ordine.
− Un brodo.
Il cuoco si guardò di nuovo intorno e fece attenzione al fischio della tartaruga che gli indicava la posizione della gallina con la limetta per le unghie. Rasente al muro la gallina cercava di svignarsela dalla cucina. Ma il cameriere non aveva finito l’ordine.
− Un brodo di tartaruga.
La tartaruga continuò a limarsi le unghie. La cosa non la riguardava, lei era l’anima e la memoria storica del ristorante. Era entrata bambina col fondatore, un tipo tosto coi grandi baffi e la bombetta sempre in testa. Il frigo era pieno di tartarughe surgelate, gente da poco, il cuoco si arrangiasse al meglio.
− Gli diamo un qualcosa di surgelato? – chiese il cuoco al cameriere.
− No. Definitivamente. Il brodino è per la bambola che è arrivata e si è seduta di fronte a Paperone. Ci vuole roba fresca.
La tartaruga impugnò la limetta con forza, aveva già sentito in giro queste storie di ingratitudine.
− Vammi a prendere la tartaruga, ho da fare − ordinò il cuoco al cameriere. E gli porse una pentola mezza piena d’acqua.
La tartaruga guardò tutti con disprezzo e maledisse il momento in cui si era lasciata girare sul guscio. Sulle quattro zampe avrebbe potuto trovare un buco dove infilarsi.
Il cameriere la depose nella pentola. Lei evitò di guardarlo, ma lui picchiò sul guscio con un dito.
− Ehi sorella era uno scherzo, vieni fuori.
Lei contrasse tutti i tendini, si girò come furia e morse il dito del cameriere.
Copyright © J G Sapodilla 2011

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j g sapodilla • La Principessa Ha Perso la Testa
−Madre mia, ho perso la testa.− La principessa è davvero disperata.
La madre della principessa gira la maniglia furiosa, La porta è chiusa a chiave.
−Vuoi dunque condurci alla rovina, figlia mia disgraziata? Non sai che sei destinata al re di Bangaloor? Faremo uccidere l’uomo che ti ha lusingata. Dimmi subito il suo nome. E’ stato forse uno dei servi che ti accompagna al mercato? Oppure un mercante straniero di tappeti ?
− Madre mia, allora voi non capite? Io ho perso la testa.
La madre sorride sprezzante. – Ci penserò io a fartela ritrovare, non devi stare in angoscia. E adesso devi dirmi dove è successo.
− E’ stato al lago, madre mia, le mie amiche mi hanno preso sulla loro barca, mi è parso di sentire il guizzo di un pesce.
E dunque? Chi è arrivato?
− Nessuno è arrivato. Mi sono voluta sporgere per osservare l’acqua, ma ho visto solo il mio riflesso senza la testa.
Questo è l’inizio e la fine della storia della principessa disperata, perché non riusciva a vedere la sua testa, e pensava quindi di averla persa. La famiglia e tutti i servi la rassicuravano, tutti potevano vedere i suoi riccioli come trucioli d’oro. Ma ella non smetteva di disperarsi. “Dite così perché siete la mia famiglia.” Le misero uno specchio davanti inutilmente. “E’ solo un ritratto. E’ una testa, ma non è la mia testa. Non diventerò regina, dove metterei la corona?”
Copyright © J G Sapodilla 2011 da La Principessa Capricciosa

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2011

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Mario Scotto • ottima idea; ecco qua da “Gazzella scura”
Portava in capo un cappellaccio malridotto, che nascondeva a malapena i lunghi capelli biondi. Più tardi gli agiografi scrissero dei suoi occhi di un azzurro tendente al viola, del suo corpo ben costruito, con larghe spalle e petto quadrato. In realtà soffriva d’insopportabili reumatismi, era alquanto basso ed i suoi occhi erano castani. Ma a me piacque subito, dal momento in cui posò su di me il suo primo sguardo; aveva qualcosa di magnetico, d’irresistibile. Fu così sfrontato da dirmi “Tu devi essere mia” davanti a mio marito, ma non conosceva la nostra lingua e lo disse nella sua, per fortuna. Io però lo compresi e lo fui sua, da subito. Lasciai mio marito e la vita da schiava che con lui conducevo dall’età di sedici anni. Da quel giorno fui per Josè compagna, amica, amante e infine moglie, per tutta la mia breve vita. Gli diedi quattro figli e l’amore che nessun’altra, né prima né dopo seppe dargli.

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Bruno Mancini • Ho preso parte a questa discussione in quanto il titolo “Molte fiere dell’editoria.Perché noi autori non organizziamo una nostra fiera?” mi faceva credere che si volesse avviare la ricerca per organizzare qualcosa di CONCRETO atto a “mettere in mostra” la realizzazione dell’idea che anche senza e/o in antitesi e contrasto con le lobby editoriali e finanziarie si possa comunque proporre cultura, mentre, invece, una parte degli interventi pare siano indirizzata a “mettere in mostra” se stessi e la propria produzione letteraria. Se questo secondo terreno di confronto è quello che si intende accettare come base della discussione, allora non avrò nessun incertezza nel lasciare molto rapidamente questo, comunque piacevole, scambio di opinioni. Se, viceversa, il vero obiettivo è quello di PROVARE a realizzare una VERA mostra del fai da te artistico (non certamente sul balcone di qualche casa sperduta tra i meravigliosi monti della nostra penisola), allora credo che sia opportuno iniziare a fare la conta degli attivisti e fissare una data per la valutazione dei lavori in corso. Susanna ha lanciato l’idea… sia lei a decidere come proseguire.

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