Forme in Viaggio

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Grazie ad Articon un progetto che valorizza, sostiene e promuove.. Promuovendo una mia mostra personale realizzata a Malpensa nel 2017 FORME IN VIAGGIO….Attualmente il nostro viaggio è introspettivo per prepararci ad una vita nuova…

Forme in viaggio

L’arte ha in suo processo storico, nel suo viaggio si muove, muta e afferma la sua forza nel presente.
L’aeroporto è un continuo movimento di popoli, dove il luogo è la meta di un viaggio, un incontro di uomini che nel loro passaggio creano la propria storia, trasportandosi il proprio bagaglio di vita.
Oggi dopo tre anni dal progetto Forme in Viaggio, stiamo vivendo in una situazione storica eccezionale, chiusi fra le nostre mura causato dalla pandemia covid.19, i viaggi si sono fermati, le strade sono vuote, l’incontro con le persone gli amici e le relazioni sono solo un ricordo come può essere un viaggio.
Noi tutti abbiamo la possibilità di viaggiare con la nostra mente, in questo periodo possiamo affrontare il grande viaggio che è dentro di noi, un viaggio difficile da percorrere, le domande sono tante, ma la prima che mi sorge alla mente è la seguente:
Quando tutto finirà e continueremo a viaggiare con le nostre valige e desideri saremo in grado di rallentare?

Vivere con la fretta!!!
“Abbiamo un bisogno urgente di rallentare, riprendere fiato, di sbarazzarci dell’angoscia di non arrivare a fare tutto quello che si deve fare nell’arco delle ventiquattro ore.
Nella ricerca della tranquillità, il primo passo è il divorzio dal mito della velocità.

Nell’installazione che ho creato, ho usato delle vecchie valigie di cartone legate fra loro per ricordare l’emigrante, e vicino a esse alcune scarpe.
La valigia non è solo un contenitore dove inserisci i tuoi indumenti ed effetti personali, ma si trasforma in uno scrigno.
In essa sono contenuti i propri sogni, le speranze, le paure, le gioie e le nostalgie di un luogo o di persone
La valigia è qualcosa di misterioso, simboleggia la vita e la sua trasformazione, contiene preziosamente le nostre emozioni.
Ho creato un muro, in cui al suo interno si trova una valigia colma di desideri ed emozioni.
La valigia implode e il muro si sgretola, cadono le nostre barriere che sono radicate dentro di noi, come sono le nostre mura di casa in questo periodo, ricordano i quadri di Carrà e la sua metafisica, siamo nel silenzio e nell’attesa conservando i nostri ricordi, alla ricerca di una risposta religiosa dell’esistenza di un Dio, dell’immortalità dell’anima, dell’essere “in sé”.

Le scarpe hanno unicamente un valore d’uso, sono testimoni del loro viaggio e della loro storia, sono strumento del movimento, portatrici dell’essenza del mondo e della sua verità.
Un processo senza tempo dove i popoli si sono spostati continuamente con il proprio cammino.

Alcune opere pittoriche raffigurano il movimento dei popoli.
Nell’opera “Movimenti” vi sono rappresentate delle persone che camminano lungo una strada.
La strada è un percorso iniziatico, il collegamento e il raggiungimento di una meta.
Altre opere rappresentano il mio percorso interiore.
D’innanzi a noi ogni oggetto è una forma, che come macchie colorate si fissano nella nostra memoria.
Le forme sono l’essenza del ritmo della vita.
Nella mia arte rappresento questa essenza, il soggetto si sgretola davanti ai miei occhi per ricomporsi in una forma astratta, trasformandosi in Arte.
Il colore si trasforma e nell’opera crea un vero movimento fino al raggiungere l’assoluto.
All’interno di alcuni miei lavori è rappresentato un segno che io chiamo “la linea del tempo”.
La Linea del Tempo rappresenta lo spazio temporale trascorso tra una mia emozione vissuta, e il tempo per la trasformazione della stessa emozione in opera.

LA MATERIA DIVENTA SPIRITO
E ATTENDE IL SUO PRESENTE
PER RITORNARE MATERIA

In arte Jeanfilip, è uno dei più interessanti artisti sulla scena nazionale.
Vive e lavora in provincia di Milano, dove per alcuni anni frequenta una scuola d’arte; allo studio accademico accompagna alcune collettive.
Dopo una profonda maturazione artistica, abbandonato la figura, avviene un chiaro mutamento in chiave prima cubista di scomposizione delle forme, poi di forte matrice impressionista di composizioni in cui l’equilibrio tra colore e forma rende vive tele di estrema suggestione.
Nelle sue opere, linea e colore sono gli assoluti protagonisti: linee sinuose si alternano a dinamiche campiture di colore dai cromatismi più vari.
L’osservatore è quasi sopraffatto dal colore, a tratti struggenti, così materico, denso soprattutto nel suo significato.
Alla rilassatezza dei blu e dei bianchi, si alternano gialli e rossi infuocati, emblema stesso della gioia di vivere che l’artista cerca di esprimere attraverso la sua arte.
Alle classiche tele, vengono alcune volte sostituiti supporti diversi come l’acetato, il legno o l’alluminio.
Attento e sensibile osservatore della realtà, Jeanfilip riesce, attraverso le sue tele, a donare allo spettatore una lente caleidoscopica di colori attraverso cui poter rielaborare il mondo che ci circonda.
Un consapevole uso della tecnica, una maturata esperienza artistica e una spiccata sensibilità, fanno di Jeanfilip un artista completo, in grado di padroneggiare diverse tecniche, ottenendo sempre sorprendenti esiti.

Esponendo in diverse collettive in Italia e fuori dal circuito nazionale, le mostre raggiungono anche le porte di Parigi, Cardiff, Barcellona e New York.

>Adele Pozzi

Hai saputo esprimere le contraddizioni di questo periodo “sospeso “perché tutto si è fermato… Non c’è più fretta. Abbiamo tempo per pensare e per riflettere. Guardarci dentro. Interrogarci per trovare un senso a quello che viviamo. La risposta a questa catastrofe è una fluttuazione che creerà una nuova modalità di vita. Ciao, Franca

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