Il Dispari 20200511 – Redazione culturale DILA

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Il Dispari 20200511 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20200511 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20200511

Editoriale

Lo scorso mercoledì 6 maggio, da parte del gruppo fb LENOIS, è stata diffusa la prima delle otto puntate preparate dall’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA” come contributo alla manifestazione di interesse internazionale “Il Maggio dei Libri” nata nel 2011 con l’obiettivo di sottolineare il valore sociale della lettura come elemento chiave della crescita personale, culturale e civile.

Guido Arbonelli e Natalia Benedetti sono stati i protagonisti musicali insieme alle poesie tratte dalla mia raccolta “La Sagra del peccato” lette da Antonio Mencarini con immagini di opere di arti grafiche di Milena Petrarca, Nunzia Zambardi, Liga Lapinska; musiche di Nicola Pantalone e Guido Arbonelli.

Il tutto accompagnato da una buona dose di IL DISPARI di Gaetano Di Meglio e dalla magia dell’isola d’Ischia poiché le registrazioni sono state effettuate in parte a Ischia, in occasione del Natale organizzato dall’Assessorato alla cultura, e in parte nell’aula magna della SIAM (Società d’incoraggiamento Arti e Mestieri) di Milano durante l’evento “Otto milioni” organizzato da DILA ed inserito nella programmazione del BookCity 2016.

Per il loro valido contributo operativo vanno ringraziati, inoltre, l’Associazione algerina ADA di Dalila Boukhalfa, Mariapia Ciaghi editrice del Magazine EUDONNA e della Casa editrice IL SEXTANTE, Liliana Manetti ambasciatrice DILA per la Regione Lazio, Chiara Pavoni attrice scenografa e registra teatrale, Maria Luisa Neri Presidente dell’Associazione “Arte del suonare”, Stefano Degli Abbati scrittore, Domenico Umbro musicista, Angela Maria Tiberi Presidente DILA per l’Italia, Roberto Prandin compositore musicale, Assunta Gneo scrittrice, Giulio Menichelli violinista, Giuseppe Lorin attore, Vito Nicola Paradiso chitarrista, Lucia D’Ambra Attrice, Katia Massaro Presidente onoraria OCEANOMARE DELPHIS, Ugo De Angelis scrittore, e tutti i TANTI altri Artisti che proporremo nelle successive sette puntate di questa prima serie in calendario tutti i mercoledì del mese di maggio e di giugno, alle ore 22.

Il prossimo appuntamento per questa serie di eventi è fissato alle ore 22 di mercoledì 13 maggio, con la puntata realizzata e condotta dalla fantastica bella e brava Chiara Pavoni che farà rimanere incollati sulle seggiole noi nottambuli, e nei letti i più pigroni.

Vi aspettiamo in molti su https://www.facebook.com/groups/LENOIS/ Per partecipare: INFO emmegiischia@gmail.com

Il Dispari 20200511 – Redazione culturale DILA

Chiara Pavoni

Il Dispari 20200511 – Redazione culturale DILA

Chiara Pavoni

Il Dispari 20200511 – Redazione culturale DILAINTRODUZIONE all’antologia “Magari un’emozione”

L’emotività è una delle caratteristiche individuate per dare concretezza alla realizzazione dell’idea ispiratrice di questa antologia.

Per nulla strutturata sotto il profilo simmetrico, la composizione delle varie sezioni in cui essa è organizzata viene proposta come una serie di tasselli selezionati in base all’unico criterio della emozione, in apparenza latente, ma poi subito scoppiettante agli occhi di chi ne sappia leggere i palpiti primitivi.

Poesia, narrativa, ed arti grafiche in prima linea, seguite da giornalismo, recitazione e musica si intrecciano e si sovrappongono, si amalgamano, infine, nella dinamica volutamente scomposta che articola le pagine di questo libro.

Tutto è cominciato nel 2007, quando vide la luce il primo volume realizzato con i pochi contributi messi a disposizione da Aziende locali ischitane e da uno sparuto nugolo di Artisti disposti ad impegnare qualche loro risorsa sull’accattivante idea di vedere pubblicata una loro opera. Poi, una lunga storia, di piccoli ma continui successi, che ha costruite le premesse per le quali tutte le antologie degli ultimi quattro anni sono state gratificate dalla partecipazione alle edizioni Bookcity e, lo scorso anno, hanno avuto il privilegio di essere mostrate in pubblico nel big -stand allestito nel Castello Sforzesco di Milano, insieme ai nomi più altisonanti della letteratura mondiale, insieme alle collane più rinomate delle maggiori Case editrici internazionali e a disposizione di un pubblico numerosissimo composto da visitatori di provenienza cosmopolita.

Magari un’emozione!”, edita dalla giovane, competente e intraprendente Mariapia Ciaghi, proprietaria della Casa Editrice Il Sextante, sarà anche questa volta al centro di numerose iniziative artistiche e culturali che verranno proposte in biblioteche e luoghi di incontri pubblici, partendo, come sempre, appunto dal Bookcity di Milano 2019 #BCM19.

Noi sappiamo di aver avuto il coraggio di non sottomettere la nostra idealità ai compromessi di tipo commerciale e/o, peggio, di politica commerciale, e sappiamo che voi lettori sarete disposti a valutare favorevolmente le opere proposte dai tanti artisti presenti nel volume.

Bandite le pastoie accademiche che Ferdinando Martini contrastò, e che in precedenza Francesco De Sanctis e Pasquale Villari, pur provenendo dalla scuola di quell’insigne giurista -ma straordinario seccatore- che fu il marchese Basilio Puoti, avevano condannato, le nostre attuali proposte si slanceranno verso un percorso di sicuro respiro con l’audacia dei poeti cui sorride l’ideale di un’Arte nuova, in questa epoca che si è dischiusa al mondo sotto il segno della globalizzazione.

Anche nella parte letteraria sono state aperte nuove vie, ma occorre certamente che tutti coloro cui ferve in seno il fuoco sacro siano incoraggiati a scendere in campo aperto e misurarsi come in un torneo ad armi cortesi. Con tali intendimenti abbiamo voluto offrire alle nuove promesse delle Arti un mezzo per uscire dalla penombra o addirittura dal silenzio ed essere esposte alla viva luce della ribalta pubblicitaria, ove i migliori saranno facilmente individuati dal pubblico dei lettori che sa bene distinguere il grano dal loglio e che riconoscerà, in taluni dei novelli argonauti, i protagonisti di non lontane affermazioni di indubbio valore. Bruno Mancini

Il Dispari 20200511 – Redazione culturale DILA

Due poesie scelta tra quelle dedicate a tutti coloro che sono morti senza il conforto di un abbraccio.

Angela Maria Tiberi

Solitudine

Nell’aria si sente un canto di uccelli

felici di essere liberi di volare

e guardano noi uomini rinchiusi in casa

a causa della pandemia 2020.

No! Non voglio chiamare questo mostro

con il suo nome, né ricordare i giorni

trascorsi in casa.

La gioia mi prende ho due gioielli

accanto a me.

Sono piccini e arraffati,

non si lamentano di stare rinchiusi in casa.

Non andare a scuola è stata la privazione

dei ragazzi e piccini, non vedersi e giocare insieme.

Solo il computer e il telefonino sono stati

operatori di comunicazione del dialogo umano.

Questo mostro di virus ha portato con sé

tanti amori familiari dai capelli bianchi ma

giovani e piccini non sono mancati.

Camion di soldati in fila con le bare

senza fiori e preghiere.

Mai si dimenticano le vittime dei medici e

infermieri che hanno donato la vita per combattere

in prima linea di trincea questo mostro di virus.

Non voglio chiamarlo con il suo nome

ma in fondo ci ha uniti per riflettere

ed amare la natura stanca ed oppressa

dall’indifferenza umana.

Il Polo Nord si sta estinguendo per effetto serra.

Gli animali muoiono

in acqua non ci sono più i ghiacciai

e cosa rimarrà all’uomo?

Solo la speranza della realizzazione

del Regno dell’Amore…

 

Bruno Mancini

           

Dissertazioni – Strofa1/A

 

Perché  andiamo

dove fogli di cactus

affissi alle porte

chiudono umanità.

Dove orme di zoccoli

richiamano fughe.

Dove né bello, né buono,

né vero,

né noi. Andiamo a scrivere

quello che resta dei nostri palpiti,

delle nostre “disillusioni”

contro evanescenze prive di sogno.

 

Ora se vuoi, è l’ora di andare.

Il Dispari 20200504 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20200504 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20200504

“Vogliamo lavorare, Vogliamo lavorare”

Si avvera la profezia di Scisciotto/Scisciò , mitico personaggio ischitano degli anni ’60

 Dal volume di Bruno Mancini “Per Aurora volume secondo”, il capitolo settimo del racconto “LA NOTIZIA VIRGOLA, LA CONDANNA PUNTO

Edoardo: -«Durante gli anni a cavallo del 1960, l’uomo più conosciuto in tutte le contrade dell’isola non era governato da abitudini, nel senso che non veniva posseduto da azioni ripetitive incontrollate.
Certamente era consuetudinario, totalmente, ma sempre in quanto poteva vantarsi di aver costruito razionalmente quel tipo di comportamento.»
Edith: -«Metodico abitudinario.»
Edoardo: -«Per non dimenticare le chiavi di casa, non lasciare il tempo alla pietanza di scuocersi, per ricordare le scadenze dei pagamenti, i santi ed i compleanni, per passare dall’uscio al letto la notte, dal letto al bagno la mattina (il pomeriggio e la sera riti adeguati), per trovare il libro il disco la penna la cravatta i calzini il numero di telefono del petulante sconosciuto, e poi dormire su un lato, sedere in un modo, guardare parlare pensare, finanche pensare, tutto veniva snocciolato dalla costruzione programmata che lui aveva preteso di organizzare.
Quando si accorse che aveva acceso una sigaretta (ne fumava quaranta al giorno) senza esserne cosciente, smise di fumare.
Ad un amico francese scrisse di non poter accettare che una sigaretta entrasse nella sua vita senza un avallo proveniente da una sua decisione.»
Tom: -«Ma cosa dici! Fumare è un vizio.»
Edoardo: -«Rispose: “Ed io lo uccido”.
I suoi standards ripetitivi erano coccolati, difesi, abbelliti, dichiarati.
Prodotti geniali di un assoluto epicureismo.
L’orologio svizzero giapponese robotizzato satellitare della generazione che verrà, super garantito, iper indistruttibile, solennemente perfetto.»
Edith: -«Guarda che…»
Tom: -«Sì lo so.»
Edith: -«Vorrei che tu…»
Tom: -«Già fatto.»
Edith: -«Mi passi il bicchiere?»
Tom: -«Quale dei due?»
Edoardo: -«Provate ad invertire, andava dicendo, il senso di apertura e chiusura del frigorifero che avete da dieci anni, cambiate posto all’interruttore della luce nell’ingresso della vostra casa, modificate la posizione dei numeri sul disco telefonico, fate un esperimento, e poi ditemi per quante migliaia di volte vi sarete comportati come se non ci fossero stati cambiamenti.
Quasi sradicato con un colpo la cerniera del caro vecchio frigo, riempite di manate la parete ormai vedova dell’interruttore, cercato di parlare con Bruno Mancini sulla linea riservata della donna più inchiappettabile secondo gli italiani.»
Tom: -«Ed aveva ragione.»
Edoardo: -«Fino a quando la sua mente, assolutamente mai distratta da attività lavorative e comunque neppure da quotidiane necessità di sopravvivenza, ebbe un parto che lui, per gli amici Scisciò, paragonò ad un miracolo.
E come tale voleva gridarlo al mondo intero.»
Tom: -«Scisciò nel ricordo di due suoi contemporanei veniva chiamato Scisciotto.»
Edoardo: -«Scisciò Scisciotto non era fesso.
Sappiamo per certo che in quel tempo si era già allenato a pensare, e, forte della nuova abitudine che chiamava cogito, trascorse un quarto della vita, per lui breve, a decidere se rendere urbi et orbi manifesta la gestazione mentale (ricevendone i dovuti applausi e complimenti), oppure se organizzarsi in maniera tale da consentire che il miracolo fosse comprensibile, misterioso ma non troppo, cioè sfruttabile.
Naturalmente a totale beneficio di sé veggente profeta mago cartomante astrologo, Fidel Bud Cri Hit XIV – XII – VIII Greg Pioo Giov Ma Maome, invasato incardinato incunabolo incudine e martello, oltre che dei suoi aventi causa: pastorelli e pastori d’Abruzzo e Molise affaticati lungo la dorsale Appenninica che ogni anno percorrevano due volte con i greggi transumandi.»
Tom: -«L’uomo è un animale di abitudini e la sua più grande abitudine è quella di lavorare.»
Edoardo: -«Lavorare lavorare diciotto ore il giorno. Sono trascorsi poco più di duecento anni dall’epoca degli schiavi dell’America pre-rivoluzionaria.
Quando arrivarono le lotte di classe diventarono dieci ore.
Ora otto ore e quaranta, vero? Falso? Comunisti, sfascisti, mangiapreti, rovina famiglie, i bambini no, a quelli pensava morbosamente l’Emilio presidente tubatore.
Scisciò viaggiava nel mondo al tempo delle canzoni di Gino (sapore di sale, il cielo in una stanza), il giorno in cui fu illuminato dalla risposta al suo dilemma…»
Tom: -«… se le dodici ore sono diventate otto e quaranta, domani con le nuove tecnologie potrebbero ridursi a trenta per settimana e forse se un inquilino importante di Londra lo richiedesse, forse, anche a meno.»
Edoardo: -«Un veggente, un indovino. La birra è finita, concludi con i suoi pensieri.»
Edith: -«L’uomo è un animale di abitudini e la sua più grande abitudine è lavorare, lavorare, lavorare.
Toglietegli il lavoro e non saprà più come comportarsi, cosa fare, perché esistere. Quasi aprisse il frigo dalla parte sbagliata.
Boccheggiante in apnea.
Quindi io, che non ho mai lavorato, prenderò posto su un balcone di Piazza Venezia ed alla folla oceanica osannante, confermerò la già sussurrata notizia della mia disponibilità.
Pronto ad istruirli, inquadrarli, gerarchizzarli, come un missionario, forte della cultura delle mie esperienze a governare le abitudini, e, in particolare, con la inattaccabile verità della mia assoluta adattabilità a vivere senza lavorare.
Allora sì, senza dubbio, tutti coloro che avevano gridato con rabbia “Vogliamo lavorare vogliamo lavorare”, mi acclameranno portandomi in trionfo.
Loro Re Custode Balia Allenatore Imperatore Comandante Duce.
Che voglio, un titolo una medaglia un tesoro un impero un esercito pronto a duellare morire sacrificarsi samurai donne prone e maschi incazzati…?
AVRO’ TUTTO.»
Edoardo: -«Complimenti per aver ripetuto il suo pensiero tutto in un fiato.
Comunque, un terribile giorno, sbalordito, capì di essere incompleto.»
Edith: -«Si sentì privo di lavoro gratificante?»
Tom: -«Gli mancava una medaglia?»
Edith: -«Voleva un figlio?»
Edoardo: -«Ormai era quasi calvo, la vista indebolita gli concedeva a stento di leggere i giornali, aveva smesso di scazzottarsi con invadenti e rompicoglioni, non fumava, non beveva, non inseguiva sottane, per scelta, per abitudine.»
Tom: -«Abitudine voluta.»
Edith: -«Allora?»
Edoardo: -«Allora aveva dolorosamente compreso che nonostante tutti gli sforzi (ormai erano decenni che provava), neppure usando la super tecnica più raffinata della super benzina da formula uno che trascinava nel bagagliaio delle sue esperienze, mai avrebbe potuto rendere perfettamente organizzata ogni parte della sua vita.»
Edith: -«Gli sarebbe mancata in ogni caso l’abitudine del sogno, perché i sogni, quelli veri, non si possono governare.»

https://www.emmegiischia.com/wordpress/capitolo-settimo-scisciotto/

Il Dispari 20200504 – Redazione culturale DILAIl Dispari 20200504 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20200504 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20200427

DILA – IL DISPARI – IL SEXTANTE – ADA, al “Maggio dei Libri” con 8 eventi.

Il “Maggio dei Libri” ha preso ufficialmente il via dal 23 aprile e noi ci saremo con tutti i progetti, gli artisti, gli eventi, e i collaboratori dell’Associazione “Da Ischia L’Arte – DILA”!

Ci saremo, ancora una volta, dopo la prima esperienza fatta nel 2019 quando, nella Biblioteca Comunale Antoniana di Ischia abbiamo proposto tre giornate di eventi zeppe di personaggi di primo piano nella scena della cultura italiana tra i quali mi piace ricordare la poetessa Lucia Marchi (Direttrice della biblioteca Casanatense di Roma), Dalila Boukhalfa (Presidente dell’associazione algerina ADA), Clementina Petroni (ben nota pittrice e poetessa ischitana), Alberto Liguoro (scrittore poeta, più volte pubblicato nelle antologie Made in Ischia), Mariapia Ciaghi (editrice di Il Sextante e del magazine trimestrale Eudonna), Gaetano Di Meglio (direttore del quotidiano Il Dispari) e Dylan (attore e conduttore di programmi radiofonici e televisivi).

A questo nuovo appuntamento con “Maggio dei Libri” ci saremo, forti di tutte le esperienze fin qui maturate, con il supporto di un vastissimo gruppo di Artisti di tutte le discipline che non mancano mai di proporre la loro gratuita collaborazione ogni volta che DILA si espone come apripista di eventi e di progetti artistici culturali e sociali.

Infatti, l’organizzazione di “Maggio dei Libri” ha convalidata una serie di otto nostri incontri Made in Ischia che presenteremo ogni mercoledì dei mesi di maggio e di giugno a partire dalle ore 22.

Invitandovi a leggere le caratteristiche della rassegna, desidero rivolgere un invito a tutti gli Artisti ischitani affinché ci contattino per assumere un ruolo da protagonisti in una delle puntate programmate, augurandomi una risposta positiva più numerosa di quelle ottenute con analoghi precedenti appelli.

Nel comunicato ufficiale di presentazione del Maggio dei Libri si può leggere:
… Il Maggio dei Libri resterà accanto alla sua comunità di pubblico, partner e collaboratori fino al 31 ottobre, valorizzando ancor di più quel patrimonio di creatività, impegno e competenza già visibile nelle oltre 2.500 iniziative finora registrate in banca dati…
Vi siamo particolarmente grati per il lavoro che state svolgendo nell’ideazione e realizzazione di così tante attività, cimentandovi con modalità e strumenti inediti.

Paola Passarelli (Direttore Biblioteche e diritto d’autore) ha affermato: “Il Maggio dei Libri inizia nella Giornata mondiale del libro e del diritto d’autore e mi fa piacere sottolineare proprio questa seconda componente della festa: senza le opere dell’ingegno non avremmo libri da leggere, opere da ammirare, ascoltare, condividere. Che vita sarebbe senza questo immenso patrimonio culturale?”.

A inaugurare la rassegna sono stati gli autori della dozzina del Premio Strega, che fino a ieri, domenica 26 aprile, hanno presentato i propri libri sui canali Facebook e Instagram della campagna.

Tra i protagonisti sono annunciati alcuni degli attori più talentuosi della contemporaneità, con la brillante conduzione di Paolo Di Paolo affiancato da Pietro del Soldà, Franco Di Mare, Francesca Fialdini, Veronica Gentili, Vladimiro Polchi, Benedetta Rinaldi e Andrea Velardi.

Una festa del libro corale e composita, che vede nel “Maggio dei Libri” una fucina di progetti e pratiche virtuose da sostenere e a cui dare risonanza, tanto nel presente quanto nel futuro.

Con l’inizio ufficiale de Il Maggio dei Libri ha preso il via anche alla nuova iniziativa social #inLibreria: la campagna dedicherà questa sua nuova rubrica alla segnalazione delle recenti o imminenti pubblicazioni editoriali attraverso booktrailer, notizie e materiali di approfondimento e con la partecipazione attiva del pubblico

In apertura ci sono stati i saluti del Presidente del Senato della Repubblica Maria Elisabetta Alberti Casellati, del Ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina, della Vice Ministra per gli Affari Esteri e la Cooperazione Internazionale Marina Sereni e del Direttore Generale di SIAE – Società Italiana degli Autori ed Editori Gaetano Blandini.

Oltre ai componenti del nostro gruppo, interverranno Eraldo Affinati, Anna Ammirati, Sergio Assisi, Corrado Augias, Serena Autieri, Mauro Balzano, Bianca Berlinguer, Daria Bignardi, Claudio Bisio, Piero Boitani, Lina Bolzoni, Anna Bonaiuto, Alessio Boni, Achille Bonito Oliva, Isabella Bossi Fedrigotti, Paolo Briguglia, Dario Buzzolan, Massimo Cacciari, Cristiana Capotondi, Angelo Piero Cappello, Gianrico Carofiglio, Giuseppe Catozzella, Monica Centanni, Paolo Cognetti, Carlo Cottarelli, Francesca d’Aloja, Tosca D’Aquino, Gabriele Dadati, Matilda De Angelis, Maurizio de Giovanni, Gaia de Laurentiis, Paolo Del Brocco, Cesare De Seta, Donatella Di Pietrantonio, Costanza DiQuattro, Davide Ferrario, Ernesto Ferrero, Giulio Ferroni, Giorgio Ficara, Giovanni Floris, Marcello Fois, Chiara Francini, Massimiliano Fuksas, Nadia Fusini, Alessandro Gassman, Fabrizio Gifuni, Nicola Giuliano, Giordano Bruno Guerri, Lello Gurrado, Alessandro Haber, Filippo La Porta, Nicola Lagioia, Jhumpa Lahiri, Antonella Lattanzi, Cinzia Leone, Luigi Lo Cascio, Elena Loewenthal, Beatrice Lorenzin, Claudio Magris, Raffaele Manica, Gaia Manzini, Neri Marcoré, Luca Marcozzi, Alessandro Mari, Giacomo Marramao, Michela Marzano, Alberto Melloni, Daniele Mencarelli, Marco Missiroli, Francesco Montanari, Raul Montanari, Laura Morante, Francesco Musolino, Massimo Onofri, Carlo Ossola, Orhan Pamuk, Francesco Pannofino, Rocco Papaleo, Valeria Parrella, Giorgio Pasotti, Claudia Petrucci, Violante Placido, Massimo Popolizio, Rosella Postorino, Alessandro Preziosi, Amedeo Quondam, Elisabetta Rasy, Luca Ricci, Francesco Rico, Francesco Rocca, Stefania Rocca, Alba Rohrwacher, Alberto Rossi, Sergio Rubini, Anna Safroncik, Claudio Santamaria, Elisabetta Sgarbi, Marino Sinibaldi, Matteo Strukul, Nadia Terranova, Emanuele Trevi, Licia Troisi, Francesco Valagussa, Giorgio Van Straten, Sandro Veronesi, Bruno Vespa, Massimo Zamboni.

Gli organizzatori possono scaricare, come riconoscimento ufficiale, il badge “Partecipiamo anche noi”, da condividere su siti, social network e da utilizzare insieme alle locandine e sulle vetrine.

Fra tutte le iniziative caricate sulla banca dati, anche quest’anno a fine campagna saranno selezionate le cinque più originali (una per categoria: Associazioni, Biblioteche, Librerie, Scuole, Carceri/Strutture sanitarie e per anziani), alle quali sarà assegnato il Premio Il Maggio dei Libri 2020.

Una poesia di Massimo Natalucci
dedicata a tutti coloro che sono morti senza il conforto di un abbraccio.

Come Fanciulli

Attendo il Risveglio
dal Sonno profondo
per Avviare
la Giostra di pensieri
che Animano
come stravaganti Folletti
il Sentiero inviolato delle Sensazioni.
Il Genio della natura
dà un senso alle Ore
che noiose Arrancano
sotto il peso del Tempo tiranno:
Damigelle discrete
nel Ballo scontato della vita.
Scherziamo coi giochi
bizzarri del Vento
Planando
sopra Cirri in tumulto.
Come fanciulli
con il vestito dell’Innocenza
ci illudiamo a torto
di essere del tutto
simili a Loro.

P.S. Di Massimo Natalucci vi parleremo diffusamente in una delle prossime puntate di questa rubrica

Twitterone

1) Per conto di DILA, la pittrice poetessa e traduttrice lettone Liga Sarah Lapinska ha regalato a Vera Roķe (ceramista finalista di numerose edizioni dei nostri premi) la sua opera d’arte “The Just Dreams who we receive from our Lord “. Vera Roķe è un’Artista speciale, amante della natura, che trascorre gran parte della sua vita nel giardino di casa sua insieme con sua amata cagnolina.

2) Per conto di DILA, Liga Sarah Lapinska ha regalato il suo disegno “The Boat is ready” a Eižens, per ringraziarlo della pazienza con la quale, insieme al suo collega Māris, ha molte volte contribuito a risolvere i problemi di connessione della Sede lettone di DILA con tutte le altre filiali dell’associazione.

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