Il Dispari 20201214 – Redazione culturale DILA

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Il Dispari 20201214 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20201214

Il Dispari 20201214

Il Dispari 20201214

Il fatto e la passione

In questo periodi di grande attenzione per la situazione sanitaria, desidero invitarvi a leggere la mia poesia “Il fatto e la passione” tratta dal volume “La sagra del peccato” (1957 – 2003) nella quale illustro la scena del trapianto di cuore donato da un poeta morto ad un individuo, Ignazio, dalla vita poco edificante.

Ciò che nella narrazione poetica avvenne prima, e ciò che avverrà dopo questo “evento”, lo potrete leggere accedendo alla pagina

https://www.emmegiischia.com/wordpress/bruno-mancini/poesie/la-sagra-del-peccato/

dove sono pubblicate alcune poesie della raccolta.

Intanto, però, mi preme invitarvi a fare attenzione alle figure retoriche presenti nella poesia, perché metafora, sineddoche, metonimia, allitterazione, allegoria, iperbole, onomatopea ecc. sono spesso in giro tra questi versi.

Dalla raccolta di poesie
“La sagra del peccato”
(1957 – 2003):

Ignazia mi stende sul letto

Ignazio è già steso sul letto

non è il mio letto

la prima volta

non c’è il mio odore

e penso ancora a nostro figlio

non c’è il cuscino

e forse pensa a nostro figlio

odio gli alberghi

al cane

è scomodo per il mio corpo

alle tasse

“Sbrigati Ignazia”

senza fantasia

senza fantasia

senza mistero

senza mistero

senza colori

senza colori

è scomodo per il mio corpo

e voglio dargli un bacio

“Sbrigati Ignazia”.

Ignazia mi abbaglia

è la mia luce

muovendo un lume mi scruta

neanche spengo la TV

non è la mia gola

sguardi veloci

non è il mio ventre

tum tum tum

non è il mio pube

mi piace questo ritmo

odio le mani sul petto

tum tum tum

fissato da occhiali dorati

sempre uguale

“Sbrigati Ignazia”

tum tum tum

la lingua in bocca

va bene così

il ciuccio all’uccello

tum tum tum

lo spray e l’aerosol

la scena è perfetta

fissato da occhi dorati

ora è il mio turno

“Sbrigati Ignazia”.

Ignazia mi stordisce

Ignazio è già stordito

non è il suo volto banale

il suo volto è teso

non c’è una piega

forse lui sogna

non c’è una ruga

il mare in pedalò

non c’è un sorriso

i monti

odio i peli nel naso

Parigi in bicicletta

è enorme su i miei occhi

l’isola all’alba

“Sbrigati Ignazia”

il suono del suo stereo

le ciglia

l’ultima baldracca

i baffi

no, non voglio

i peli sul culo

mi sogna

è enorme su i miei occhi

mi sogna

“Sbrigati  Ignazia”.

Ignazia sta cambiando la mia vita

la vita cambia gli uomini

è ansimante e sudata

mi ama

ora è solo con le sue voglie

e mi uccide

mi ama

ora è solo

o mi uccide

mi ama

ora… … … … … … … … … … …

odio i ritorni ……………………………… …

“SBRIGATI IGNAZIA”…………………

mi ama                           ……………………………….

simbiosi perfetta

e mi uccide

mi ama

muoviti coglione

o mi uccide

mi ama

pulsa puttano

odio i ritardi

sbatti perdio

            “SBRIGATI DONNA”

batti

mi ha già cambiato il cuore
ed io
non so se
quando avrò smesso
il flamenco
su capitelli in fumo
d’antico
quando avrò smesso
d’essere
padrone di Aladino
quando avrò sciolto
i remi
al mio vascello
vorrò sapere se
se
se
se Ignazio di Frigeria e D’Alessandro
se
se
se riuscirò ad amarla ancora
se
se
se sarò vivo oppure morto.

Il Dispari 20201214

Il Dispari 20201214

Bruno Mancini | BENITO CORRADINI “I sogni del mio giorno”  

 

Benito Corradini, nato a Capronica, laureato in scienze politiche, Giornalista, già Dirigente della Regione Lazio, è anche un Poeta sensibile e raffinato come potrete apprezzare nella lirica che concluderà questa presentazione.

Giornalista dal 1970; Capo Ufficio Stampa CRPE del Lazio; Consigliere dell’Ordine Nazionale Giornalisti; Fondatore e Direttore dal 1972 della rivista La Sponda (oltre 500 numeri); Fondatore del Centro Internazionale La Sponda poi divenuto Accademia Internazionale La Sponda; Autore di circa 6000 articoli su quotidiani e periodici.

Ideatore ed Organizzatore, per Artisti italiani e straneri, di circa:
3000 mostre collettive in Italia e all’estero
2500 presentazioni di cataloghi
1500 mostre personali
1500 premi e riconoscimenti
500 mostre estemporanee
150 premi internazionali di arte e cultura
100 convegni
5 libri di poesie
2 murales.

Ideatore (nel 1981) del defilé “Donna sotto le stelle” a Roma -Trinità del Monti (il primo e più grande del mondo)

Tutto ciò non solo in Italia, ma anche e prevalentemente in Grecia, Francia, Finlandia, Norvegia, Siria, Cina.

Romano Bartoloni (Presidente Sindacato Cronisti Romani) nel 2004, in un articolo dal titolo “La sua Musa nelle cose quotidiane” ha scritto di lui: “Benito Corradini rivela una personalità poliedrica e dalle doti rare in tempo ad alto tasso tecnologico ma a basso corso di umanesimo […] La poesia è da sempre legata al mondo del magico e dell’irrazionale, si soglie in rivoli di versi per colmare l’animo assetato di amore e di emozioni, perché più della storia è la poesia vicina alla verità del quotidiano degli uomini (Platone) […] Le liriche di Corradini commuovono, scuotono le corde più sensibili, quando canta la malinconia e la nostalgia, compagna inseparabile vita…”

Luigi Saitta, Segretario di Redazione TG1 ha scritto in anteprima al libro “I sogni del mio giorno” pubblicato da Corradini nel 2005  “Liriche che evocano ricordi, viaggi, esperienze, amare solitudini. Ricordi sospesi tra le isole Greche e le montagne del Trentino e dell’Abruzzo, con una affettuosa e partecipe attenzione nel mondo dell’arte, che l’autore avverte quanto mai vicino”.

Ecco, molte sue poesie sono dedicate al mare, alle isole, alla natura e abbiamo ottime ragioni per credere che una delle prossime liriche di Benito Corradini sarà dedicata alla nostra isola d’Ischia.

TENERIFE
Febbraio 1998

Il vento
ti sfiora
d’incanto
dei tanti profumo
del mare
e dei monti
d’intorno.

Il Dispari 20201214

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Il Dispari 20201207 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20201207

Il Dispari 20201207 – Redazione culturale DILA

Luciana Capece

è la vincitrice della sezione POESIA

della nona edizione del premio internazionale OTTO MILIONI

La comunicazione ufficiale è stata effettuata dalla attrice Chiara Pavoni in occasione della manifestazione internazionale BookCity 2020 durante un evento organizzato dalla nostra Associazione culturale “Da Ischia l’Arte – DILA” con la collaborazione della Casa Editrice IL SEXTANTE di Mariapia Ciaghi, della testata giornalistica IL DISPARI di Gaetano Di Meglio, dell’Associazione algerina ADA di Dalila Boukhalfa e di tutte le realtà operative attive in Italia e in altre nazioni, non solo europee, con la matrice culturale made in Ischia dell’Associazione DILA.

La classifica finale della sezione POESIA 2020 per la nona edizione del premio internazionale OTTO MILIONI (2020) ideato da Bruno Mancini è stata composta attraverso una libera votazione effettuata su un sito web, più i voti espressi da quattro differenti giurie.

Le 40 poesie iscritte alla fase finale sono state scritte dai seguenti 28 autori provenienti da molte nazioni non solo europee:

Aleksandra Kazanceva
Aleksandra Zavišjus
Anita Kēķe
Anna Rancāne
Broņislava Broņislava Dzene
Eduards Aivars
Edvīns Jansons
Elīna Zālīte
Elita Viškere
Eva Mārtuža
Ilze Zeimule
Ināra Gaile
Ingrīda Zaķe
Ingvar El-Raven
Janis “Jan” Zarins
Liga Sarah Lapinska
Ligija Kovaļevska
Liliana Manetti
Luciana Capece
Mairita Ķērpe-Dūze
Maria Francesca Mosca
Marija Gadaldi
Marta Zemgune Kronberga
Milena Petrarca
Modris Andžāns
Sanita Simsone
Silvana Lazzarino
Vera Roķe

Il Dispari 20201207 – Redazione culturale DILA

Il totale dei voti espressi è stato di 4275 e questo è il risultato finale per i primi cinque posti in classifica:

Poe31 – Luciana Capece – Il cielo incenerito: 631 voti

Una coperta d’ombra scura,
imprigiona progetti al sol nascente
nel lontano borgo d’Oriente.

Silenzi nella capsula della paura
cuciti come ferro da recinto,
a strozzare sogni
nel profitto di chi comanda.

È guerra!

Le bombe,
simile ai mortaretti in festa,
a lapidare casa
di comparto familiare.

Il pianto,
punge cuore di  Madre,
tipo ago trafitto,
mentre il tempo
strappa veloce
innocenza bianca di fanciulla.

Eguale a un letto di foglie morte,
e un diario d’inutile importanza,
dorme in fondo alla polvere
nella sacra terra dello stesso fratello.

——————

Poe36 – Maria Francesca Mosca – Vestimi d’azzurro: 611 voti

Vestimi d’azzurro
così un lembo del tuo orizzonte
accompagnerà le mie paure
nel nuovo, sconosciuto cammino.
Saranno colorati i miei pensieri
mentre un etereo sorriso
trasformerà le mie speranze
in una cornice
di soffici nuvole
per non spaventarmi davanti all’infinito.
Vestimi d’azzurro
per illuminare con riflessi di luce
i frammenti delle tue disorientate lacrime
quando ti chinerai su di me
per dirmi addio…

——————

Poe35 – Maria Francesca Mosca – Ti racconterò di me: 470 voti

Ti racconterò di me
quando la memoria
diventerà pensiero
e gesti lontani
e voci dimenticate
riaffioreranno ad
accompagnare faticosi
passi del cammino.
Sfiorerò con soffio
leggero i ricordi,
nascoste lacrime
illumineranno il silenzio
di difficili momenti
ed in un fuggente
sguardo si perderanno
delicate carezze.
Ti racconterò di me,
figlio,
quando i tuoi giorni
più non avranno
la baldanza della giovinezza
e, nel rallentar delle ore,
scoprirai che il mio
è sempre stato
un racconto d’amore.

——————

Poe03 – Silvana Lazzarino – Il Segno oltre il tempo: 326 voti

Poesia ispirata all’opera del Maestro Paolo Gubinelli

Dove il pensiero
vola libero a ritrovare altre stagioni
che parlano di attesa e rinascita
abbandono e contemplazione,
oltre il tempo,
guida quel segno
accennato, appena inciso
di geometriche emozioni
a catturare a piccoli passi
attimi di una vita dimenticata.
Spiragli di vita
che ritornano sotto altra forma,
a restituire l’armonia dell’essere
nella propria unicità
di respiro infinito,
scintilla delle molteplici
armonie del cosmo.

——————

Poe25 – Liga Sarah Lapinska – Ninnananna: 231

Perché la ruggine è avvolta nella tua mente?
Perché soffia il vento di Bora nella finestra?
Comunque, la Luna sta crescendo clemente.
I boccioli pulsano, delle rose selvagge.
Mentre noi qui abbiamo freddo,
mentre dividiamo il pane sul davanzale
con le colombe e le finestre sono aperte
anche i fiori sono di ghiaccio.
Forse, come la Luna sta crescendo,
perché l’orso si è svegliato nella dimora già,
forse, come la primavera che si apre,
non sei triste, il domani diverso sorgerà,
perché la ruggine è avvolta nella tuo mente?
Se riesci a dormire, si realizzerà!
Crema per il nostro gatto bianco,
gli orecchini scintillanti per la tua sorella,
per tuo papà in prigione inferriate fragili.
Dormi, sognia, in te il domani sta crescendo.
Il vento di Bora, violento, lastrica le gemme.
E, aperta la porta, forse domani ritornerà
il nostro benvenuto, perso sulla strada
tra gabbie d’oro e vicine stelle,
dormi, figliolo, dormi, tuo papà.
Dunque, Luciana Capece (codice Poe31) VINCE il primo premio della sezione POESIA 2020 della nona edizione del Premio internazionale OTTO MILIONI, con voti 631.

Complimenti a lei e auguri a tutti i finalisti.

Il Dispari 20201207 – Redazione culturale DILA

EVVIVA I POETI

Ha inizio oggi una nuova rubrica, EVVIVA I POETI, curata dalla scrittrice TINA BRUNO della quale abbiamo già avuto modo di apprezzare, su queste pagine, alcune sue perspicaci divagazioni su temi sociali molto interessanti.
Di Tina Bruno scrittrice vi paleremo prossimamente, mentre lei oggi, per dare inizio a questa sua nuova attività giornalistica in funzione letteraria, ha scelto di cominciare (bontà sua) con la presentazione di una mia poesia poco conosciuta.
Auguriamo a Tina Bruno il successo che si merita, invitandovi ad una lettura che speriamo possa essere piacevolmente proiettata nel pathos poetico.

TINA BRUNO |Perfidia incipit

Bruno Mancini, poeta, scrittore di saggistica, narrativa e attualità, nonché fondatore della Associazione DILA e Presidente della stessa, curatore della pagina culturale sul quotidiano “Il Dispari” distribuito insieme al quotidiano nazionale “Il Mattino”, permette, a chi legge le sue opere, di trarre un bilancio approfondito sull’apporto rivoluzionario della sua scrittura velata che lo mette in gioco con la realtà.
Nella poesia “Perfidia incipit” il poeta descrive la schiettezza dei suoi pensieri che svolazzano come la benda sugli occhi del corsaro.
Non sempre accettato dal mondo culturale perché proiettato verso un futuro nuovo, particolare, capace di esprimere il proprio interno, il poeta descrive se stesso senza la paura della morale e senza ascoltare i richiami della coscienza, dichiarando apertamente “Siamo figli di noi stessi”.
Questa frase pur concludendo la poesia mostra un altro sentimento che lo scrittore vorrebbe non provare: la solitudine.
Stato d’animo che accomuna un po’ tutti gli scrittori del Novecento (vedi Quasimodo).

Perfidia incipit

Lembo d’analisi morale
svolazza “leggiadro”
come la benda nera del corsaro
– quella sul vuoto dell’occhio –
appesa al filo del suo uncino.

Sagome note
si girano di spalle e tacciono:
noi siamo figli di noi stessi
seppure non pareva fino ad ieri.

Invereconda nudità le assale.

Il Dispari 20201207 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20201130 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20201130

 

Il Dispari 20201130 – Redazione culturale DILA

Antonio Mencarini  “VOX” per sempre

Con un precedente articolo ho dato notizia della morte del nostro caro amico Antonio Mencarini,  Socio fondatore DILA, VOX di tutti i nostri progetti, uomo di enorme spessore umano e culturale.

Alle espressioni di condoglianze formulate in vario modo, da decine e decine di collaboratori dell’Associazione DILA, che ho trasmesso alla moglie Elvira, lei mi ha risposto dicendosi emozionata per la stima e l’amicizia di tutto il gruppo, scrivendo, tra l’altro: “è un grande conforto sapere che tante persone si ricorderanno di Antonio con stima e affetto. Grazie per tutto quello che fai. Se ti è possibile, comunica a tutti gli amici la mia gratitudine e i miei ringraziamenti.

Confermo che la prossima edizione del premio Otto milioni con la relativa antologia sarà dedicata a lui.

ANTONIO MENCARINI, nuovo amico del progetto culturale “La mia isola”:

uno stralcio di un articolo pubblicato nel 2014.

Innamorato da sempre della nostra isola, non appena ha avuto notizie dalla stampa del progetto culturale che qui ad Ischia si sta sviluppando grazie all’intraprendenza dei tanti Pionieri (Nunzia Zambardi, Clemetina Petroni, Virginia Murru, Alberto Liguoro, Umberto Maselli, Luciano Somma ecc.) che ormai affiancano in maniera organica le iniziative che noi proponiamo, non ha esitato un momento per salire su un aereo e venire ad Ischia per trascorrere un weekend di riposo finalizzato alla conoscenza degli obiettivi e delle proposte in programma.

Ne è rimasto entusiasta e si è reso disponibile ad una collaborazione spumeggiante e completa.

A seguito di ciò il progetto culturale “La mia isola” di diffusione della Poesia, non solo sbarca con lui, Antonio Mencarini, in terra lombarda, ma ottiene uno spazio di visibilità nel mondo del teatro, della radiofonia e della televisione che appunto Antonio Mencarini frequenta da sempre come un riconosciuto ed affermato protagonista.

Così come non è facile, andando in giro per le strade delle City, distinguere sotto mentite spoglie geni della finanza, del commercio, dell’informazione, della truffa, della mafia e di tutto quanto ruota intorno al Dio Denaro, ugualmente, seguendo percorsi ben identificati culturalmente, molto spesso ci si imbatte in pseudonimi che riportano ad Artisti i quali se ne avvalgono per testare tra la folla le loro esasperazioni prima di proporle in maniera organica sotto tranquillizzanti egide delle più invasive organizzazioni commerciali.

Antonio Mencarini, invece, si presentava come “Antonio Mencarini” quando girava tra le piazze finanziarie del mondo quale responsabile commerciale di una delle maggiori catene di supermercati italiani, ed allo stesso modo si presenta come “Antonio Mencarini” oggi che l’età della pensione gli ha dato la certezza di poter dedicare i suoi giorni al vero grande amore giovanile: “La Poesia”.

Nato a Napoli da famiglia di origine toscana ha vissuto tra Napoli, Roma – dove si è laureato in Giurisprudenza – e Monza dove attualmente risiede.

Il suo lavoro lo ha portato per lunghi anni in Cina, Corea, Giappone, Thailandia, Filippine, USA, Brasile, Equador ed in quasi tutti gli stati d’Europa.

Parla correntemente Inglese, Spagnolo, Romanesco e Napoletano.

è stato ospite in numerose trasmissioni radiofoniche e televisive quale conoscitore di usi, costumi, arte e letteratura dei luoghi da lui frequentati.

Ha curato per circa 2 anni, ai microfoni di Radio Capri, la trasmissione “Caffè di notte”, proponendo poesia e musica napoletana, con la collaborazione di un noto cantante chitarrista napoletano, Carlo Missaglia con il quale ha curato come autore dei testi e voce narrante la serie Madre Napoli (poesie e canzoni dei più grandi autori partenopei) per la TV Canale 21 di Napoli. Dopo una lunga pausa “di lavoro“ ha ripreso l’attività artistica, iniziata con passione da giovane e accantonata per le esigenze del copione della vita, mettendo in scena nel Teatro Maddalena di Monza insieme ad un autore e poeta anch’egli napoletano, Elio Veltre, numerosi incontri di poesia e musica dedicati sia a Napoli, sia a Roma e sia a poeti e scrittori di tutto il mondo.

Ha allestito un sito – www.madrenapoli.com – nel quale si parla di Napoli, Ischia, Capri – letteratura, storia, arti figurative – e della napoletanità in generale.

Ospita in questo sito anche le colonne della poesia romanesca – Belli, Trilussa, Pascarella.

Si occupa attivamente di volontariato leggendo in collaborazione con l’Unione Italiana Ciechi libri per gli adulti e favole per i bambini, realizzando CD e presiedendo una Onlus, Associazione Cardiopatici Versilia, con sede a Camaiore.

Recentemente, in sintonia con il responsabile della riabilitazione cardiologica dell’Ospedale Versilia di Lido di Camaiore dott. Michele Provvidenza, ha pubblicato il libro “Una storia di cuore” nel quale vengono narrate le esperienze di un medico e di un paziente alle prese con problemi cardiaci.

Bruno Mancini

Scusatemi la sintesi ma non credo di poter aggiungere altro se non l’invito ad un pensiero in ricordo del Caro Amico Antonio e la felice intervista rilasciata a  Sacha Savastano nel 2011

Il Dispari 20201130 – Redazione culturale DILA

Sacha Savastano intervista Antonio Mencarini

Si chiuderà con gli incontri del 14 e del 15 Gennaio, tenuti come sempre presso la Biblioteca Antoniana, la presentazione dell’Antologia Poetica “ Ischia, Mare e Poesia”, prodotta nell’ambito dell’ormai noto progetto culturale “La nostra Isola”.

Diversi i motivi di interesse della serie di conferenze, oltre all’ovvia curiosità verso le varie liriche presentate dagli artisti: notevoli sono stati anche i momenti di varietà, con protagonista l’inossidabile Enzo Boffelli, i sempre ben accetti interventi di artiste visive quali Clementina Petroni e Nunzia Zambardi, la forza e la classe di Katia Massaro, ed ovviamente gli excursus dell’attesissimo Antonio Mencarini, attore ed artista a tutto tondo, milanese d’adozione ma partenopeo di nascita, da anni voce ufficiale del progetto sia per ciò che concerne gli appuntamenti “live”, sia per le registrazioni.

A lui è stato affidato l’arduo compito di presentare le poesie ad un pubblico vasto e competente.

A lui abbiamo chiesto, tra le altre cose, perché ad Ischia sia più difficile che altrove fare cultura.

“In effetti a Ischia la situazione è davvero strana.” – riflette Mencarini – “Sembra quasi che alle istituzioni isolane il discorso culturale non interessi per nulla. E posso dire di essermi fatto un’idea precisa della situazione, faccio parte ormai da anni del progetto di Bruno (Mancini ndr), uno dei più importanti cui abbia avuto modo di partecipare in tanti anni all’insegna del teatro e della recitazione”.
Un passo avanti e due indietro: come nasce la passione per la recitazione in Antonio Mencarini?
“Una passione del genere ti nasce fin da ragazzo: frequentavo corsi di recitazione da giovanissimo a Roma, ma i casi della vita hanno voluto che mi allontanassi da questo mondo per qualche anno, principalmente per motivi lavorativi.

Una volta andato in pensione ho però ricominciato subito a recitare: sono andato in scena più e più volte a Milano e a Monza, mi piace pensare di aver contribuito ad esportare un po’ di napoletanità in Brianza.”
Un percorso artistico che ha condotto infine all’incontro con Bruno Mancini.

“Io e Bruno ci siamo conosciuti grazie al tramite di Luciano Somma, con il quale mi ero già trovato più volte a cooperare.

Dopo quel primo incontro ho partecipato a tutte le iniziative promosse nel quadro de LA NOSTRA ISOLA, non ultima quella della scorsa estate (la presentazione della precedente antologia all’Hotel Miramare e Castello ndr).

Ormai mi sento parte della famiglia, ed è un onore esserne la voce ufficiale”.

Una famiglia che cresce ed i cui membri aumentano di anno in anno…

“E’ verissimo.

Sono sorpreso in particolar modo dal numero e dalla preparazione delle personalità che si sono unite a noi.

è il caso di Franco Calise, di Nunzia Zambardi, di Clementina Petroni, di Liga Sarah Lapinska e ne sto sicuramente dimenticando tanti.

Una cosa è indubbia: abbiamo grande capacità di aggregare personalità artistiche di ogni tipo.”

Un ensamble di talenti vari per un mix unico: cosa deve aspettarsi il lettore di “Ischia, Mare e Poesia”?

“Anzitutto una serie di testimonianze umane. “- Mencarini risponde dopo un attimo di riflessione – “Gli autori selezionati per la raccolta sono innanzitutto persone le quali amano la poesia, e che attraverso essa si esprimono, latori di un modo di fare arte genuino, veritiero e innovativo.”

Bisogna allora forse chiedersi come mai tutto questo talento, anche messo insieme, venga ancora un po’ ignorato da chi di dovere.

” Secondo me, il progetto LA NOSTRA ISOLA è un qualcosa di eccezionalmente importante.”  Mencarini ha le idee chiare  “Oltre che per la qualità intrinseca, anche per il fatto che si cerchi di dare una scossa ad un mondo della cultura troppo spesso distratto nei confronti della Poesia.

Questo avviene ovunque, sia ben chiaro. Ma qui ad Ischia in particolar modo.”

Si torna al discorso d’apertura.

“è una situazione bruttissima.

Quelle forze che potrebbero trarre vantaggio dal tipo di discorso che facciamo noi, semplicemente non lo fanno.

Roberta Panizza, per fare un esempio, è stata immediatamente cooptata dal suo Comune d’appartenenza in un’apposita Commissione Cultura, anche in riconoscimento del suo lavoro come nostra Direttrice Artistica.

Credo sia l’ennesima dimostrazione del talora imbarazzante dislivello esistente a livello generale tra Nord e Sud, bisogna ammetterlo con serenità, è un problema di mentalità prima di tutto.

Ricordiamoci che a Napoli hanno cercato di usare i soldi della Comunità Europea per pagare Elton John, pur con tutti i noti problemi della città.

Speriamo che almeno a Ischia non si segua un esempio così sciagurato.”
Già, speriamo.
Sacha Savastano

Il Dispari 20201130 – Redazione culturale DILA

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