Il Dispari 20210315 – Redazione culturale DILA

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Il Dispari 20210315 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20210315

Il Dispari 20210315

Marcia Sedoc, da Renzo Arbore a Federico Fellini,

intervistata per IL DISPARI da Liliana Manetti

Marcia Sedoc, nata nell’ex colonia olandese del Suriname da Richel Bell e Ronald Sedoc, due medici di etnia creola/indios, è la prima di sei fratelli.

Verso la fine degli anni sessanta emigrò nei Paesi Bassi, divenendo una top model a soli 17 anni. Trasferitasi a Roma nel 1988, si è distinta come soubrette, ballerina, cantante, attrice di teatro e di cinema.

Nei primi anni ottanta, in Italia venne scelta con un’altrettanto giovane Moana Pozzi da Federico Fellini, per una piccola ma significativa parte in Ginger e Fred.

Dopo poco, Renzo Arbore la vide e le fece fare i provini Rai per il suo programma “Indietro tutta!”

Dotata di forme dolci e provocanti, Marcia si mise ben presto in luce, tanto da essere considerata la capogruppo delle ragazze Cacao Meravigliao e un sex symbol.

Successivamente, per la popolarità raggiunta, Marcia Sedoc è stata spesso ospite in varie trasmissioni Rai quali “Telethon”,” L’Italia in diretta”, “Serata mondiale con Alba Parietti e Valeria Marini”, “Pronto, Raffaella?”, “Maurizio Costanzo Show” e “Uno Mattina”.

Ha preso parte anche alle miniserie “I vigili urbani” con Lino Banfi e “Il commissario Corso”.

È tornata al cinema lavorando per Lamberto Bava in “Le foto di Gioia” con Serena Grandi, dove interpretava il ruolo di Kelly; per Tinto Brass in “Snack Bar Budapest”, per Claudio Fragasso in “After Death”, e per Claudio Bonivento in “Le giraffe”con Sabrina Ferilli e Veronica Pivetti; ha lavorato, inoltre, con i registi Pupi Avati, Gianni Lepre e Bruno Corbucci.

Liliana Manetti, collaboratrice della redazione di questa pagina, ha intervistato Marcia Sedoc in esclusiva per IL DISPARI

D:- Dov’è nata e come è cresciuta?

R:- Io sono nata in Suriname nella capitale Paramaribo dove ho vissuto qualche anno con la mia zia e i miei cugini, perché i miei erano partiti verso l’Olanda per lavoro.
Sono stata molto felice perché era accolta come una loro figlia. Ho dei bellissimi ricordi.
Poi sono partita anche io per Amsterdam per raggiungere la famiglia.

D:- Come è iniziato il suo successo?

R:- È iniziato in Olanda a 16 anni come modella.
Poi in Italia ho fatto cinema e teatro e televisione.
Un bel giorno ho sostenuto il provino per “Indietro tutta” con Renzo Arbore e da quel momento ho spiccato il volo ed ho avuto modo con il famoso gruppo “Cacao meravigliao” di conoscere tutta la penisola d’Italia.

D:- Quali sono state le esperienze artistiche più importanti per lei?

R:- In teatro come protagonista di “Antonio e Cleopatra” tutto il testo in Shakespeare ed è stata la prova più difficile per me, ma è stata anche una scuola di vita.
Lavoravo anche 12 al giorno facendo le prove.
Poi “Ginger and Fred”, e ancora prima con il grande maestro Fellini.
Inoltre ho lavorato con Mastroianni e anche con la grande attrice Moana Pozzi.
Quindi sono andata avanti con un altro film in cui ho partecipato: “Le giraffe” con la regia di Bonivento dove ho lavorato con un’altra grande attrice Irene Pivetti e la grande e mitica Sabrina Ferilli.
Posso andar avanti ma troppo lunga la lista!

D:- Come è stato il rapporto lavorativo con Renzo Arbore?

R:- È stato molto bello e divertente lui è molto allegro ed era molto avanti con il varietà.
È stata  un un’esperienza bellissima.

D:- Ha partecipato anche a concorsi importanti di bellezza?

R:- Sì. Come modella a 18 anni ho vinto miss Black Holland.

D:- Le piace fare sport e viaggiare?

R:- Mi piace molto lo sport. Ho fatto taekwondo, pugilato, calcio, e bicicletta e anche
danza.
Poi amo viaggiare e conoscere tante altre realtà, confrontarmi e imparare.

D:- Ci vuole raccontare i suoi progetti futuri?

R:- Uno dei mie progetti e il Asdbrasilsportclub dove sono vice presidente e porto avanti la nostra squadra femminile.
Poi c’è un altro progetto che abbiamo per i ragazzi speciale per il calcio.
E ancora un laboratorio per lo spettacolo, moda, portamento, teatro e musica
Un programma TV tutto mio prodotto dalla assfajalobyitalia olanda suriname
Prossimamente sullo schermo condotto e ideata da me “Non Solo Cacao”.
Questo sarà l’anno della rinascita, mai perdere la speranza!

Che dire? Un’artista completa e di grande successo che sa sempre andare avanti con grinta e rinnovarsi con le maggiori energie positive.

Liliana Manetti

Il Dispari 20210315

Il Dispari 20210315

 

Monologo per Giuseppe Lorin

” Il Paradiso non è eterno”

 

Giuseppe Lorin, dopo l’applaudita interpretazione video del monologo “Metempsicosi spirituale”

https://youtu.be/FazVBQ4gF9s

(con testo del sottoscritto e musiche di Roberto Prandin eseguite da Domenico Umbro e Raffaele Pagliaruli), è attualmente impegnato nella registrazione di altri testi (tra cui ” Il Paradiso non è eterno” che pubblichiamo qui di seguito) da lui stesso selezionati tra quelli proposti dall’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA” in collaborazione con questa testata giornalistica IL DISPARI di Gaetano Di Meglio, con la regista scenografa e attrice Chiara Pavoni, con l’Associazione algerina ADA di Dalila Boukhalfa, con il magazine EUDONNA e la Casa editrice IL SEXTANTE di Mariapia Ciaghi.

 

Il Paradiso non è eterno

Quando ero ragazzo la spiaggia dei Maronti incarnava significati di gran lunga superiori ad ogni altra bellezza naturale di tutta l’Isola d’ Ischia.

La sabbia dell’arenile, doppia da non lasciare sul corpo la minima traccia di un granello. L’orizzonte sgombero da qualsiasi terra emersa, mare e cielo a cento ottanta gradi.

Neanche uno sparuto scoglio oltre la riva.

Rarissima, una nave da carico lontana molte miglia, poteva essere scambiata per un’ombra di nuvola.

Subito a ridosso dell’arenile, un canneto africano: arso approdo di uccelli migratori affaticati da traversate di giorni interi.

Le quaglie stremate da avvicinare quasi fossero pulcini.

Dopo pochi metri di terriccio tufaceo giallo, misto a ciottoli levigati dalle lunghe risacche, ecco che appariva, immensa, la parete scoscesa di una collinetta ricoperta da arbusti e da cespugli.

Bisognava percorrerla, in salita oppure in discesa, seguendo un viottolo angusto il quale, simile ad un rigagnolo, in molte anse s’interrompeva costringendo sia a saltare tra speroni di rocce sia a compiere pericolose arrampicate.

Inerpicati ed aggrappati a radici e sassi, graffi e ginocchia sbucciate, di solito, targavano i nostri corpi.

Le ragazze dai capelli a trecce e grandi occhi scuri non osavano affrontare l’avventura, a meno che non avessero il petto adolescente pieno di passione, e forte la volontà di cedere abbandonate in un abbraccio segreto e rubato.

Noi rubavamo alla vista degli altri i sentimenti della nostra spontanea ingenuità e la sincerità dei nostri gesti.

Ai Maronti, sulla sabbia, in un anfratto di grotta, con la mia amata tra le braccia, al tramonto, di fronte al sole tiepido delle primavere ischitane, potevo anche pensare che “Il paradiso non è eterno” mentre la dondolavo con una poesia:

Prima dell’alba   
regalami un verso   
così che io possa   
sfrontata babbuccia   
ricamo sulla brina  
imprimere.   
 
Al sole tenero   
vederti piangere di gioia.
 

Bruno Mancini

Il Dispari 20210315

Giuseppe Lorin

Il Dispari 20210315

Il Dispari 20210308 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20210308

INSISTENZA di Antonín Kosík edito da Il Sextante

Antonín Kosík (Praga, 1952), è un matematico, un filosofo, uno scrittore, dalle molteplici esperienze internazionali, a cominciare dalla rivista Vulgo.net alla quale hanno aderito anche scrittori italiani.

Antonín Kosík è autore del racconto, o meglio dei “saggi sulla memoria”, dal titolo “Insistenza”  tradotto dalla lingua ceca con copertina di Giulio Acquaviva.

Sono in programma, non appena possibile, alcune sue presentazioni a Napoli, Salerno e Acciaroli e, naturalmente, noi dell’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte DILA” in collaborazione con questa testata giornalistica IL DISPARI di Gaetano Di Meglio ma, soprattutto, grazie ai sempre più intensi rapporti di proficua cooperazione con Mariapia Ciaghi titolare della Casa editrice IL SEXTANTE e del magazine Eudonna, faremo di tutto affinché anche Ischia sia inserita nel tour del celebre scrittore.

Recensione di PIERLUIGI ALBERTONI

È vero? Dipende?

Per Antonin Kosik, filosofo e matematico nato a Praga nel 1952, l’Idea del ciclista è un cavallerizza e la pedalata una cavalcata.

D’altronde i sogni non importa se è o come si interpretano, importante come Antonin ce li racconta.

Tra l’altro le sue 10 divagazioni non si svolgono, come sarebbe pensabile, nella affascinante Praga, sua città natale, in quella Praga magica tanto cara ad Angelo Maria Ripellino, sfruttando una sensazione di Andrè Breton, ma in un paese dell’America del Sud in cui strani peones come Ignacio Moreno Aranda, vive la sua vita senza farsi andare i grilli e le costolette d’agnello per traverso.

La soluzione: non avvertire mai la strana sensazione di stare in una sala d’attesa del dentista. Spicciola filosofia di un matematico filosofo o filosofo matematico (le due filosofie si compendiano) in cui il massimo sforzo è sapere di far festa al Martedì.

Non per un riposo fideistico, come il Venerdì per i Musulmani, il Sabato per gli Ebrei, la Domenica per i cattolici ma perché al Martedì Ignacio Morena Aranda deve trangugiare l’essere stato lasciato, tanti anni prima, da Rebeca.

Un amore esistenziale inane che però gli era servito per conoscere una giraffa.

Anacronismi e incongruenze fantastiche, di Sogni strampalati come lo sportello in cui si vendono lecca-lecca, fiammiferi e birra ma, in cui, pur trovandosi a venti chilometri dalla più vicina arteria ci si aspettano folle enormi attaccata al campanaccio che non doveva mai smettere di suonare.

Si potrebbe opinare che questo non è la verità.

Però è la vostra verità Diversa da quella di Antonin Kosic, come diversa è la riga tracciata da voi da una retta geometrica.

Semmai è un pezzo di retta che ha in comune con la retta la dichiarazione del vostro intento. Dichiaro che sto tracciando un segmento di retta.

C’è sempre un qualcosa di enunciato, di concordato che si differenzia da quanto si ritiene VERO. Come le ore, al contrario, del cimitero ebraico di Praga.

Un  tempo di sottrazione che soltanto per convenzione si può misurare.

Così si può anche enunciare una verità, che non ha niente a che vedere con la verità acclarata, soltanto e sempre per consenso.

Occorre accettare.

Fidarsi dei poeti.

La verità che si vuole è sempre verosimile e anche se Rebeca non è l’amore, per Ignacio Morena Aranda  può sempre essere una giraffa.

P.S.

Anch’io come il Mario de L’idea del ciclismo per snellire il traffico giro su un tappeto volante.

Ne ho due: uno grande per gli spostamenti importanti ed uno  utilitario per girare in città.

Li tengo arrotolati posteggiati davanti a casa.

Occorre soltanto credere nel processo giusto. Purtroppo non sempre riesce.

Ma siete o non siete uomini di fede?

Monologo per Giuseppe Lorin

“Io mi ero innamorato”

Prologo ad un racconto mai scritto

Non è facile per uno scrittore innamorarsi.

In primo luogo perché il narcisismo, implicito in tutti ed in ciascuno, è certamente estremizzato nel letterato impegnato per propria scelta a costruire illusorie sagome di umanità.

Addobbato con semplici strumenti impietosi di un Deo creatore (un foglio di carta ed una penna), egli non ne è immune.

Paola e Francesco, ovvero Paolo e Francesca, non furono creati per un disperato accattonaggio di malinconica auto stima.

Non siamo tanto ingenui.

Poi, con retorica, potrei anche domandarmi quale possibilità di innamorarsi abbiano i drammaturghi che sbriciolano pensieri inesistenti.

Non tutte le sedie hanno anime di legno e collanti vinilici, né sempre sono state utilizzate in funzione di un appoggio per il culo.

Dove, comunque, lo scrittore mostra evidente l’impotenza a perdersi dietro un grande amore, è nella sua scelta di infiorettare, con costrutti lessicali, concetti disinvoltamente abbandonati da persone comuni durante pubblici colloqui metropolitani.

Io, invece, mi ero innamorato.

Scrittore innamorato.

Non mi riferisco all’amore per un altro essere vivente (uomo, donna, animale, incognito), poiché di simili nostri pasticci sono già sufficientemente pieni i rotocalchi.

Dicevo, avrei voluto dire, avrei voluto dire con un linguaggio equivocante, voglio dire, che gli scrittori difficilmente provano passione per una frase non costruita nella loro officina letteraria.

Ebbene, proprio così, sì, io, imbalsamatore di parole, credei di essermi innamorato di una frase.

«Io sono una birra che non potete bere in un sorso solo.»

Tale sarà per te, temerario lettore, questo mio racconto.

Bruno Mancini

 

 

Il Dispari 20210308

Attenzione!

Il prossimo 10 marzo 2021 è la data di scadenza per le iscrizioni alla decima edizione del Premio internazionale “Otto milioni”, ideato da Bruno Mancini, organizzato dall’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA” con la collaborazione dell’Associazione culturale algerina “ADA” di Dalila Boukhalfa, della testata giornalistica IL DISPARI di Gaetano Di Meglio, del magazine EUDONNA e della Casa Editrice IL SEXTANTE di Mariapia Ciaghi.

TEMA LIBERO

Le iscrizione alle sei sezioni del premio (Poesia, Arti Grafiche, Musica, Giornalismo, Recitazione, Narrativa) sono completamente GRATUITE.

INFO e regolamento: dila@emmegiischia.com

Il Dispari 20210308

 

Il Dispari 20210301 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20210301

Il Dispari 20210301

Premio internazionale “Otto milioni” ideato da Bruno Mancini organizzato dall’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA” con la collaborazione dell’Associazione culturale algerina “ADA” di Dalila Boukhalfa, della testata giornalistica IL DISPARI di Gaetano Di Meglio, del magazine EUDONNA e della Casa Editrice IL SEXTANTE di Mariapia Ciaghi

decima edizione 2021

TEMA LIBERO

Qui di seguito pubblichiamo un estratto del regolamento che si potrà scaricare integralmente dal sito

Premi “Otto milioni” 2021 decima edizione

 

L’iscrizione al Premio è completamente gratuita per TUTTI.

Il Premo si sviluppa in sei sezioni: Poesia, Arti Grafiche, Musica, Narrativa, Giornalismo, Recitazione.

Autori italiani e stranieri potranno iscrivere loro opere.

Tutte le opere iscritte alle sei sezioni del Premio non dovranno avere ricevuto precedenti premi DILA e dovranno pervenire a dila@emmegiischia.com nella loro stesura finale entro e non oltre il 10 MARZO 2021

1) Per la sezione Poesia, i testi dovranno essere scritti in lingua italiana, inviati in formato word, e composti da un massimo di 30 righe compreso il titolo ed eventuali spazi bianchi tra i versi e/o tra le strofe.

2) Per la sezione Arti grafiche le opere potranno essere composte con qualsiasi tecnica (acquerello, collage, tempera, murales, scultura, olio, fotografia, digitale, ceramica, ecc.) e dovranno essere inviate in formato jpeg o simile.

3) Per la sezione Musica i brani musicali potranno essere eseguiti con qualsiasi stile e qualsiasi strumentazione, anche solo vocale, o solo musicale, dovranno avere la durata massima di 4 minuti, NON dovranno includere contenuti protetti da copyright e dovranno essere inviati in formato mp3 o mp4.

4) Per la sezione  Narrativa i testi dovranno essere scritti in lingua italiana, dovranno essere composti da un massimo di 5.000 caratteri spazi inclusi e titolo compreso, e dovranno essere inviati in formato word.

5) Per la sezione Giornalismo gli articoli dovranno essere scritti in lingua italiana, composti da un massimo di 5.000 caratteri spazi inclusi e titolo compreso, ed inviati in formato word.

6)  Per la sezione Recitazione i brani di recitazione potranno essere eseguiti con qualsiasi stile e qualsiasi strumentazione, dovranno avere la durata massima di 4 minuti, NON dovranno includere contenuti protetti da copyright, dovranno essere inviati in formato mp3 o mp4.

Info & contatti: – Tel. 3914830355 (ore 14-23) – dila@emmegiischia.com

GIUSEPPE LORIN PERSONALITÀ SILENTE DELLA CULTURA ITALIANA

Giuseppe Lorin è attore, regista, romanziere, critico letterario, autore, conduttore e giornalista.

Lui si definisce semplicemente “uomo di cultura”.

Ha studiato all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio D’Amico e si è specializzato all’International Film Institut of London con Richard Attenborough e in Pubblicità e Marketing presso l’Università Luigi Bocconi di Milano.

È ideatore del Premio Internazionale di Poesia e Narrativa “Le Ragunanze”, presidente Michela Zanarella.

Docente di Interpretazione con il Metodo Mimesico e Dizione interpretativa, è anche giornalista pubblicista.

Ha vinto diversi premi e riconoscimenti ed è giurato in importanti premi letterari e cinematografici nazionali ed internazionali.

Con “Cistiberim, Vmbilicvs Vrbis Romae”, vol.1 e “Cistiberim, il Potere e l’Ambizione”, vol.2, che seguono “Transtiberim. Trastevere, il mondo dell’oltretomba”, Bibliotheka edizioni, l’autore è alla sua nona pubblicazione dopo l’apprezzato “Manuale di Dizione” (Nicola Pesce, Tespi ed. – 2009) con prefazione di Corrado Calabrò e contributi di Dacia Maraini, consultabile anche nelle biblioteche statali di settore.

Il suo incommensurabile amore per Roma l’ha portato a scrivere “Da Monteverde al mare” (David and Matthau – 2013), i cui contenuti sono ora nel suo libro “Transtiberim”, poiché la casa editrice li ha messi fuori commercio, “Tra le argille del tempo” (David and Matthau – 2015), primo romanzo postfantastorico, “Roma, i segreti degli antichi luoghi” (David and Matthau – 2016) e “Roma, la verità violata” (Alter Ego – 2017), romanzo pensato per una fiction di cui tre personaggi sono visibili su NonSoloPhoto per Youtube.

Nella primavera 2019, ed in occasione della elezione di Matera a Città della Cultura, Bibliotheka edizioni presenta “Dossier Isabella Morra”, la storia di un femminicidio del ‘500, nel materano, voluto dai fratelli di Isabella, la poetessa uccisa a 29 anni!

Sette poeti hanno apportato, per questo dossier di Giuseppe Lorin, i loro contributi poetici: dalla prefazione di Dante Maffia impreziosita con una sua poesia dedicata a Isabella Morra; a Dacia Maraini; da Corrado Calabrò a Michela Zanarella; da Marcella Continanza a Vittorio Pavoncello e ad Antonella Radogna.

“Transtiberim. Trastevere, il mondo dell’oltretomba” – Bibliotheka edizioni, è da considerarsi un amico-guida per visitare i posti che si trovano sulla sponda destra del Tevere, e così incontriamo Trastevere, uno dei quartieri più suggestivi di Roma, dove immaginate di passeggiare per i vicoli, le piazze, le vie, avendolo accanto in funzione di guida che vi sveli la storia e il significato simbolico di ogni edificio, monumento, fontana e chiesa incontrati.

Infatti, lo scopo di questo agile volume illustrato è l’intenzione di voler ricostruire, rendendone l’incanto al lettore, il fascino di Trastevere, partendo dalle origini del quartiere, non soltanto tramite analisi di tipo artistico-architettonico, ma anche attraverso il racconto di aneddoti che si perdono tra il verosimile e il leggendario e vicende di personaggi più o meno celebri che hanno legato le loro azioni a questo storico rione.

Al pari di questo libro guida è Cistiberim, diviso nei due volumi, per la conoscenza storica dei posti sulla riva sinistra del fiume sacro ai romani.

Così, Giuseppe Lorin, che allo studio della città eterna ha dedicato gran parte della sua vita e della sua esperienza letteraria, ci regala un’opera consultabile a più livelli: dal semplice piacere narrativo all’uso turistico-didattico.

I libri hanno avuto il placet dal nostro Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

Per non dimenticare la grandezza e la bellezza di Roma, nonostante le scellerate azioni di chi dovrebbe tutelarne lo sterminato patrimonio culturale, ma non sempre lo fa.

Giuseppe Lorin di se stesso dice:

Il mio interesse per Roma, la città dove sono nato, si è sviluppato gradualmente negli anni.

Avendo genitori non di Roma; mio padre di Padova e Venezia, mia madre di Capua e Napoli, quando venivano a trovarci i parenti dal nord e dal sud d’Italia, mia madre, avendo da sbrigare le faccende domestiche per l’accoglienza dei parenti, delegava me che avevo una decina d’anni, per portarli a visitare Roma, città unica nel suo genere.

Poi, negli studi superiori, con la prof. di Storia dell’Arte si andava il sabato in giro per l’Urbs a conoscere nello specifico i posti storici degli eventi che hanno reso insuperabile questa nostra Roma.

I sentimenti che mi legano a questi luoghi spaziano dai ricordi a momenti quotidiani di emozioni a volte dovute a profumi, a voli improvvisi di pappagalli verdi che ormai a migliaia colorano i parchi della capitale d’Italia.

A ricordi che all’improvviso si fanno vivi solo a vedere un volto che ne ricorda un altro, un gesto affabile nei miei confronti mi emoziona e nel contempo mi meraviglia specialmente se viene da persone che non si conoscono”.

Giuseppe Lorin, dopo l’applaudita interpretazione video del monologo “Metempsicosi spirituale

(con testo del sottoscritto e musiche di Roberto Prandin eseguite da Domenico Umbro e Raffaele Pagliaruli), è attualmente impegnato nella registrazione di altri testi da lui stesso selezionati tra quelli proposti da Autori partecipanti ai progetti Made in Ischia organizzati dall’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA” in collaborazione con questa testata giornalistica IL DISPARI di Gaetano Di Meglio, con la regista scenografa e attrice Chiara Pavoni, con l’Associazione algerina ADA di Dalila Boukhalfa, con il magazine EUDONNA e la Casa editrice IL SEXTANTE di Mariapia Ciaghi.

Con ciò creando le premesse della sua partecipazione come ospite d’onore ad uno dei primi eventi culturali che “Da Ischia L’Arte – DILA”, passate le restrizioni per la pandemia, organizzerà ad Ischia.

Quanto prima, contiamo di indicarvi i link ai quali accedere per assistere alle sue nuove performance.

La foto è uno scatto di Jashin Calafato.

Bruno Mancini

 

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