Il Dispari 20220328 – Redazione culturale DILA

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Il Dispari 20220328 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20220328

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Il Dispari 20220328 – Redazione culturale DILA

CS | Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA”

La nostra Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA” ha ricevuto la seguente comunicazione da redazione@ilmaggiodeilibri.it tramite aruba.it, il giorno 23 marzo 2022 alle ore 09.37:

“Complimenti Da Ischia L’Arte – DILA Mancini
La tua iniziativa e’ stata convalidata.
A breve verra’ pubblicata sul sito di ‘Il Maggio dei Libri 2022’.
Grazie e a presto.
La redazione del Maggio dei Libri 2022”.

L’iniziativa in riferimento nella e-mail, è denominata
DILA in vetrina
e consiste in ben 38 puntate di eventi web che andranno in rete dal 23 aprile al 31 maggio 2022 tutti i giorni alle ore 19.00 sulla pagina

Maggio dei libri 2022


e su tutti i social e i siti web che affiancano i nostri progetti culturali.

Le puntate conterranno video letture, interviste, musiche, arti grafiche, eventi organizzati e realizzati dall’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA”, in sinergia con la testata giornalistica IL DISPARI di Gaetano Di Meglio e l’Associazione “ADA” di Dalila Boukhalfa.

Le puntate saranno dedicate a degenti, adulti, anziani, donne, insegnanti, professionisti, stranieri. studenti, artisti, scrittori, pittori, musicisti, giornalisti, editori e si svilupperanno sui seguenti temi: arti, arti visive, folklore, letteratura, paesaggio, sociale, musica, teatro, culture estere, artigianato.

Alla produzione dei video, che saranno realizzati a cura del sottoscritto, sono invitate ad intervenire tutte le Sedi operative di DILA attive sul territorio nazionale e all’estero, tutti coloro che ricoprono cariche operative nell’ambito delle varie attività di DILA, e mi riferisco, in particolare, ad Adriana Iftimie, Anes Chenah, Angela Maria Tiberi, Anna Di Trani, Assunta Gneo, Cecilia Salaices, Chiara Pavoni, Dalila Boukhalfa, Domenico Umbro, Enzo Casagni, Flora Rucco, Giuseppe Lorin, Jeanfilip, Lucia Fusco, Luciano Somma, Mafalda Cantarelli, Manal Serry, Maria Luisa Neri, Milena Petrarca, Natalina Stefi, Nicola Pantalone, Roberta Panizza, Rosalba Grella, Rosaria Zizzo, Stefano Degli Abbati, Virgilio Violo, Yousra Chenah, ed anche tutti i miei contatti.

Tenendo presente che TUTTI i vostri contributi dovranno pervenire a dila@emmegiischia.com entro e non oltre il prossimo 10 aprile, per concordare le modalità di realizzazioni e i tipi di contenuti da inserire nelle puntate potrete contattarmi al tel. 3914830355 (tutti i giorni dalle 15 alle 23).

Il Dispari 20220328 – Redazione culturale DILA

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Il Dispari 20220328 – Redazione culturale DILA

CS | Concorso Musicale Internazionale “Note sul Mare”

Il Concorso si svolgerà nelle mattinate dei giorni compresi tra il 2 e il 7 Maggio 2022 in via Paolo di Dono 31 a Roma in zona Eur.

Potrete leggere il Bando al link

https://www.emmegiischia.com/wordpress/concorso-note-sul-mare-x-edizione/

Si dà la possibilità di partecipare alle selezioni inviando un dvd o un link con la registrazione della propria esecuzione che dovranno pervenire insieme alla domanda di iscrizione entro il 5 Aprile 2022 all’indirizzo mail nerimarialuisa@libero.it oppure per posta all’indirizzo: Neri Maria Luisa, via Aniene 5, 00010 Sant’Angelo Romano RM.

Qualora si venisse ammessi al Concerto dei finalisti, per partecipare ai premi finali sarà necessaria l’esecuzione in presenza.

I criteri di valutazione attuati dalle varie Commissioni saranno:

Per i solisti

  • 1) base minima di 60/100
  • 2) padronanza tecnica del brano: correttezza delle note eseguite, intonazione, ritmo, uso del pedale, espressività musicale suddivisa in dinamica, fraseggio, ricerca del suono
  • 3) bonus all’interno delle categorie in considerazione delle varie età dei candidati
  • 4) i singoli commissari avranno una scala da 1 a 5 per dare un loro parere sul “poco-abbastanza-pienamente” raggiungimento degli obiettivi
  • 5) tutti i commissari voteranno per tutti i candidati ed il risultato sarà la media di tutte le somme dei punteggi dati alle varie voci, il risultato finale sarà dato dalla media di tutti i punteggi di tutti i commissari
  • 6) le valutazioni saranno pubbliche e il concorso verrà videoregistrato

Per la musica da camera oltre ai criteri di cui sopra verranno valutati

  • 1) L’identità interpretativa
  • 2) L’equilibrio sonoro
  • 3) L’equilibrio delle difficoltà tecniche. Per i gruppi scolastici saranno valorizzate oltre i criteri di cui sopra le seguenti voci: intonazione, insieme, orchestrazione, ritmo complesso, uniformità dell’abbigliamento, con bonus in base all’età

Il Dispari 20220328 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20220328 – Redazione culturale DILA

Bruno Mancini
Dalla raccolta di poesie
“Incarto caramelle di uva passita”
(2002)

Just
 

Just Walking on the rain…
Io ero
nel ventre di mia madre
-… of english, american…-
io ero
contratto, assordato, sballotto lato
-…bombs-.
io non ero ancora nato
in fuga tra i vicoli di Napoli.

Chi mai può dirmi stai calmo?
Sono le quattro all’alba
e tutto va bene.

Il Dispari 20220328 – Redazione culturale DILA

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Il Dispari 20220321 – Redazione culturale DILA

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Dal libro di Bruno Mancini “Per Aurora volume terzo”

La sesta firma – 13a puntata

Capitolo sesto

[—]

Correvo, credevo di correre, credevo di ricordare di correre, correvo ricordando di credere.

Correvo in bicicletta, correvo in bicicletta per una salita, per una salita sterrata, per una sterrata buia, immerso nella buia notte senza luna, nella notte buia senza luna, correvo in bicicletta per una salita sterrata nella notte senza luna successiva, credevo di correre in bicicletta per una salita sterrata nella notte senza luna successiva a… al giorno in cui Gilda, bambina, inseguita dalla madre era finita a rotolare tra le mie gambe e le ruote della bicicletta che mi era stata regalata per la promozione scolastica. Al Corso Colonna, davanti al bar Italia.

Sudavo, sbuffavo, pedalavo, ma le curve in salita non finivano.

Al termine di un tornante, un filare di vigne a malapena riconoscibili sul bordo della strada priva di parapetto, mi aveva dato l’impressione, solo l’impressione, di un falsopiano finalmente

scollinante.

Niente.

Riprendevo a pigiare sui pedali nel buio quasi assoluto, mettendo in continua discussione, oltre che il tratto da seguire per superare più agevolmente l’ennesima fatica imposta dalla curva a gomito, anche ed in ogni istante, la mia non programmata sete di avventura.

A soli tredici anni, su per un colle di settecento metri, lungo una via mai percorsa prima, inforcando una bicicletta dal cambio Campagnoli a tre soli rapporti e costruita con i pesanti materiali dell’epoca, in una notte senza luna, lungo un percorso disseminato da insidiosi burroni e continue innumerevoli curve cieche e svolte allucinanti, non mi rendevo conto di stare vivendo le mie prime quattro ore di assoluta solitudine.

Sdoppiato tra tempo e spazio, tra la brace e la padella, forse montavo in sella alla mia infanzia.

Gilda la rossa, non più irrequieto scugnizzo ma ora padrona assoluta di un intuito animalesco, non ebbe bisogno di voltarsi per comprendere.

Volle impedirmi d’essere partecipe, complice, corresponsabile della sua rivincita, e stingendomi il polso con la mano ancora priva dell’anello nuziale, alzò l’altra, a palmo aperto oltre la criniera dei capelli rossi sparsi sugli omeri (Mosè nel passaggio del Mar Rosso, la carica dei cinquecento, ALT, lo giuro), oltre il mantello della chioma adagiata sulle spalle in boccoli rossi, a palmo aperto senza voltarsi:

-«SPARISCI BASTARDO»

fece rimbombare nella semivuota sala consiliare.

-«SPARISCI BASTARDO».

Due volte in una successione che non consentiva equivoche interpretazioni.

-«SPARISCI BASTARDO».

Gilda per tre volte, senza voltarsi, con la voce profonda di mio padre, come una condanna definitiva, ripeté la frase della sua vittoria, quindi piegò verso il basso il busto con i movimenti armonici di mia sorella (un canneto nella bufera, la planata di un aquilone, curve fattezze di Renoir, quando sarò vecchio col bastone, l’omaggio finale al pubblico del San Carlo).

Spavalda, mostrò tra le dita affusolate di mia madre, la stilografica delle grandi occasioni dall’inchiostro nero nero nero con i decori dorati ed il pennino luccicante (la lancia di Don Chisciotte, un palo di telegrafo, la statua della libertà).

Decisa, sicura, veloce, zac, zac, zac, nel silenzio tombale della sala comunale, come nell’atto finale di una corrida, toreador ed animale, zac zac zac crivellò il registro con il suo nome.

Continua lunedì prossimo

https://www.emmegiischia.com/wordpress/bruno-mancini/prose/per-aurora-vol.3/

Il Dispari 20220321 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20220321 – Redazione culturale DILA

Alberto Liguoro

Poesia inedita

Chest’è UCRAINA

È un canto di guerra
. è un pianto scontato
.. è un cortile di Mariupol
… è la tartaruga Marlene
…. è un viale alberato
….. è saluti dalle Maldive
…… è un rombo lontano, una raffica di mitra, e… ‘a voce d’e criature
….… è ‘na carta sporca, è ‘na figura ‘e merda
…….. è un tappeto macchiato
……… è un volto spento, è un sorriso aperto
………. è una bambina senza sorriso
……….. è una nonna senza le chiavi
………… è una piazza del popolo e dei popoli in piazza
…………. è l’ultimo bacio prima dell’addio
………….. è sul mare senza addore d’o mare
…………… senza Europa, sente profumo d’Europa
……………. è i pompieri sulle scale appoggiate ai grattacieli in fiamme
……………. è Brent Renaud che tornò a casa nell’abbraccio della sua bandiera
……………. è una partita a scacchi, è un concerto in metropolitana
…………… è un aperitivo con Kasparov
……….. …sei tu che ti guardi allo specchio
.…………è la Morte che ti guarda specchiarti
….…….. è un falso ideologico
…….… è un corpo sventrato
……… è verità senza onore
………è sangue senza colore
……. è un orrore senza commento
…… è uno “speciale” senza audio
….. è un albero bruciato, un’ombra dietro una finestra
…. è la fuga attraverso un bosco di notte
… è un cane
.. era Anastasiia Yalanskaya che quel cane, inutilmente cercava
. sono fiamme divoranti dentro uno specchio
Ucraina è

Forio 21 Marzo 2022
Alberto Liguoro

 

Bruno Mancini
Dalla raccolta di poesie
“Agli angoli degli occhi”
(1962 – 1964)

In un carcere ammazzano un uomo

L’arco s’apre rotondo
lampade a coppe aeree
sbadigli:
avanza un uomo dal fondo.

Colonne reggono l’arco
passa guardiano
sbadigli:
prende il suo posto di un’ora.

Colonne reggono travi
s’alza e cammina.
Silenzio.

Conta le lampade
passando
pesta le colonne
con forza
misura l’arco
uscendo.

In un carcere ammazzano un uomo.

—————————-

Bruno Mancini
Dalla raccolta di poesie
“Incarto caramelle di uva passita”
(2002)

Just
 

Just Walking on the rain…
Io ero
nel ventre di mia madre
-… of english, american…-
io ero
contratto, assordato, sballotto lato
-…bombs-.
io non ero ancora nato
in fuga tra i vicoli di Napoli.

Chi mai può dirmi stai calmo?
Sono le quattro all’alba
e tutto va bene.

Il Dispari 20220314

Il Dispari 20220314

Il Dispari 20220314

Dal libro di Bruno Mancini “Per Aurora volume terzo”

La sesta firma – 12a puntata

Capitolo sesto

[—]

Per questa ragione, quindi, la mia amica Aurora venne avanti come secondo testimone.
Mosse un passo.
Prese dalle mani dell’Assessore Delegato-Notaio la penna dai decori dorati.
Girò la testa.
Segnò il registro con un tratto per nulla lineare, incomprensibile.
Un saliscendi asimmetrico con grossi punti ai vertici superiori, che a me parve essere la riproduzione dell’accordo in Mi bemolle maggiore del secondo movimento, sinfonia n°3, opera 55, «Eroica», di Ludwig van Beethoven.
E mentre, con note dolenti, rimbalzavano nella mia mente sia la malinconica angosciante tenera esecuzione dell’insuperabile Toscanini, sia la mai dimenticata descrizione che ne aveva offerto
Samuel Chotzinoff “… il centro psicologico e spirituale di tutta la composizione e richiama, con i suoi episodi ora accorati ora grandiosi e superbi di sonorità, le vicende della vita di un grande uomo, dell’eroe nel senso più lato, che affronta e domina gli eventi del fato per arrendersi solo all’inevitabilità della morte.”, la mia amica Donna Guascona, restituendo all’Assessore Delegato – Notaio la stilografica dal nero inchiostro, lasciò uscire dalla bocca a contatto con il mio orecchio parole che speravo e temevo:

-«Ora devi essere forte».

Chiusi un attimo gli occhi per dissimulare la commozione, così o come avevo fatto il pomeriggio luminoso e silenzioso in cui, mentre m’incamminavo in compagnia della mia buia solitudine, senza valigia e senza cappotto, verso il battello che mi avrebbe trasportato definitivamente nel mondo sconosciuto della mia libertà, Gilda, nella sfacciata bellezza della sua fresca fioritura, rossa, non so se inseguendo una micina o per venirmi incontro era ruzzolata con essa tra le mie gambe chiedendomi:
-«Dove vai?»
-«Parto.»
-«Portami con te.»
Io solo so quanto avrei voluto farlo!
-«Non posso, aspettami.»
Lei sola sa quanto doloroso silenzio ammantò la sua attesa.
Un tassista di passaggio pigiando il clacson come si usa al corteo di una sposa, rideva rideva rideva suonava suonava suonava diceva diceva diceva «Acchiappala acchiappalo acchiappala acchiappalo.»

Meno due.

L’entrata rumoreggiante di un uomo trafelato, ansimante, eccitato, mi apparve dapprima nella improvvisa espressione di stupore timbrata sulla faccia baffuta dell’Assessore Delegato – Notaio, poi nel brusio attento e composto dei quattro dipendenti comunali che assistevano all’evento, infine nell’urlo, era un urlo, nessuno meglio di me conosce quel tipo d’urlo, l’urlo di una canzone disperata “Oi ma’ tu che me fatt e che me ditto, nu chiuovo dinto o core me nchiuvato”, il disperato urlo della belva ferita, King Kong sul grattacielo, la ciociara, il volo a piombo verticale di un innocente l’undici settembre, l’urlo di Ignazio:

-«GILDA NON FARLO.»

Aurora sottovoce mi ingiunse di non voltarmi, ed io ubbidii, cercò lo sguardo di Petrus per dirgli «Ora», e tanto bastò a che immediatamente il mio XYZT, tre dimensioni spaziali ed una temporale, venisse troncato in due.
L’ordine della mia amica Signora, già programmato e detto in silenzio, provocò l’effetto di lasciarmi in quello stesso spazio, ma di trasferirmi in un tempo diverso.
Gli elementi delle mie coordinate XYZTIO (ics ipsilon zeta tau io) si trovarono a cavallo, in equilibrio, tra un luogo ed un’ora, tra due fenomenologie differenti, tra un prima e un dove, tra me stesso ed i miei ricordi.
Posizionati nella sfera di un punto dal quale il mio IO, in bilico su un se stesso, non riusciva a decifrare chi fossi, dove e da quando.

Continua lunedì prossimo
https://www.emmegiischia.com/wordpress/bruno-mancini/prose/per-aurora-vol.3/

Il Dispari 20220314

Il Dispari 20220314

Milena Petrarca: la bellezza dell’Arte pittorica

La nostra bella Italia è notoriamente Patria di Artisti che aggiungono lustro alla cultura e alle tradizioni di creatività che ci pongono in un ideale empireo: la cupola celeste più esterna e l’unica immobile secondo le primitive teorie astronomiche, ovvero la sede dei beati nel pensiero filosofico di San Tommaso e che il sommo Dante qualificò come “luce intellettual piena d’amore” perché diretta emanazione di Dio.

Ebbene, alle Opere di Arte pittorica di Milena Petrarca vanno assegnati i cavalletti di prima fila nell’empireo non più trascendentale ma storicamente traslato nel nostro mondo attuale.

L’ultimo “lavoro” di Milena dal titolo “Amore a Venezia” (Tempera – Pastelli Conté à Paris – Terre – Carboncini Fusain de couleur su cartoncino avana cm 43 x cm 30) fa rompere ogni indugio a coloro i quali abbiano abitudini di contemplazioni metafisiche, immettendoli pacificamente nel brivido della passione taciturna e imprudente, ritrosa e univoca, rupestre e sfacciata.

La passionalità, l’enfasi, l’ardore della donna del sud, che richiama i turbamenti tratteggiati da Cesare Pavese quando scrive “Ma ormai io non potevo più perdonarle di essere una donna, una che trasforma il sapore remoto del vento in sapore di carne.”

L’opera “Amore a Venezia” è infusa nella stessa dimensione di carnalità onirica di altri celebri quadri di  Milena Petrarca… e mi riferisco alla serie delle “Marilyn” la cui impetuosa vitalità spopolò durante la mostra pittorica inaugurata a New York in occasione della celebrazione del cinque centenario di Cristoforo Colombo (che ebbe come Padrino nientemeno che il celeberrimo commediografo Mario Fratti)… e  poi mi riferisco al “Ritratto di Zia Bettina” vincitore del Premio di Arti Grafiche “Otto milioni” presentato al museo MUDEC di Milan in occasione del BookCity 2017.

Milena Petrarca è una donna tanto esuberante quanto fisicamente minuta, tanto passionale quanto intimamente discreta, Milena Petrarca è un’Artista dentro e fuori, a destra e a sinistra, sotto e sopra la sua stessa vita: un’Artista senza confini.

Bruno Mancini

Il Dispari 20220314

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Milena Petrarca in sintesi

Milena Petrarca è Presidente DILA per il Nord America ed è stata, nel 2017 e nel 2021, la vincitrice del Premio internazionale “Otto milioni” per la sezione Arti grafiche.

Figlia d’arte, nata a Pozzuoli, ha esposto in diverse rassegne ottenendo, tra gli altri, il prestigioso riconoscimento “Artistic Achivement Award Gallery”.

Le sue opere, presenti nei musei italiani e americani e nelle collezioni più prestigiose americane, francesi, inglesi e cinesi, hanno ricevuto il privilegio di essere proiettate nell’Aula Magna del MUDC (Museo Delle Culture – Milano) quale espressione delle Arti figurative in occasione di un evento Made in Ischia organizzato dall’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA” inserito nel palinsesto della manifestazione internazionale BookCity.
Milena Petrarca non è soltanto una pittrice di fama internazionale, ma anche scultrice, poetessa di grande sensibilità, stilista e ritrattista.

Riconosciuta e stimata come una tra le più attive promotrici della cultura del Mezzogiorno in tutto il mondo, Milena Petrarca è ideatrice del famoso Premio Internazionale Magna Grecia Latina-New York che, da oltre 20 anni, si tiene a Latina e premia personalità del mondo della cultura e dell’arte italiana e straniera.

Il Dispari 20220314

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Premi Otto milioni

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