Il Dispari 20220523 – Redazione culturale DILA

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Il Dispari 20220523 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20220523

Recensione di LUCIANA CAPECE

NAPOLI PUNTA DI DIAMANTE

Il trascorso di Napoli come città, si basa sulla storia antica, che vede la sua espansione sotto i riflettori di una civiltà proveniente da popoli diversi.

Essa ha subìto variegate pressioni, guerre bizantine e malattie, apportando periodi di declino economico, con riprese graduali nel tempo.

Più volte sottoposta al tremore del risveglio vulcanico <Sua Maestà il Vesuvio> colosso dal respiro pulsante.

Una vera attrazione fotografica mondiale.

Napoli, come una medaglia appesa al petto, ostenta il (Palazzo Reale di BORBONE) in magna Piazza Plebiscito, dove ancora oggi arredi, tendaggi, oggettistica, quadri, porcellane e dediche, narrano la vita politica, svoltasi alla fase epocale del < Regno Delle Due Sicilie > e non solo!

Il suo riuscire nelle imprese è dato nel renderla una perla di nicchia nel mondo, dovuto alla ferrea costanza dei cittadini che, senza tradirne le abitudini, con secretato amore, serbano l’attuale linguaggio partenopeo cui l’ idioma secolare nè attesta l’originalità! E nonostante il sequenziale cambiamento di nuovi modelli espressi con stile artistico, si vuole distinguere nella sostanza dei suoi valori.

Indiscutibile l’Arte che la circonda, Monumenti e Basiliche dedite al progresso delle epopee che furono, segnano episodi di materialismo palese.

L’ Università al presente FEDERICO II° è il cardine della sublimata CULTURA E LETTERATURA ove, mio Marito con fierezza tributò il suo onorato servizio dal 1987 al 1989.

Imponente (Maschio Angioino) fortezza con bastioni e torretta circolare domina la città e ne campeggia il vero Primato!

Con S. Gennaro e votive edicole nei quartieri, si fonde l’unione tra misticità e tradizione.

(La Galleria Principe Umberto) prezioso portico dedicato al Re D’ Italia, con i suoi decori a rilievo orna i centri commerciali ospitati all’ interno, affiancata da scalinate che ne denotano l’ entrata e l’ uscita.

Napoli esprime una bellezza coinvolgente, richiama Artisti planetari bensì ne abbia generato di idilliaca celebrità.

I Commediografi Attori di spessore Eduardo e Peppino De Filippo -il Mitico Totò- i Super Cantautori Roberto Murolo – Renato Carosone – Sergio Bruni – il Grande Tenore Enrico Caruso etc. ove col Teatro S. Carlo i Tenori di fama Internazionale hanno reso magica la loro voce nella soavità del firmamento.

Cui (O SOLE MIO) l’Inno alla città più baciata dai raggi solari, conferma quella bellavista meravigliosa nell’insieme LA COSTIERA AMALFITANA e incornicia una cartolina dai colori unici nella geografia italiana.

Napoli città ospitale a me cara, vissuta nel periodo vacanziero, ove visitando i suoi gioielli imperituri ha suggellato nel mio cuore, una pagina culturale senza fine.

Luciana Capece e Milena Petrarca

Scrittrice – Poetessa Saggista – Aforista – Prefatrice – Critico Letterario – Critico Teatrale –Recensionista, Luciana Capece, vincitrice della sezione POESIA della nona edizione del premio internazionale OTTO MILIONI con la poesia “Il cielo incenerito”, da oggi, entra a far parte della Redazione di questa pagina culturale, e sarà graditissima ospite dell’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA” durante uno degli eventi programmati nella Biblioteca Antoniana durante il prossimo periodo estivo.

 

SILVANA LAZZARINO autrice di “Nel mio destino”

Un romanzo di seduzione, ossessione, mistero e…

 Spesso il destino riserva sorprese inaspettate.

Non si può essere sempre consapevoli di ciò che si cela nel proprio animo e in quei luoghi silenziosi della mente dove abitano stralci di percezioni che accompagnano ogni individuo fin dall’origine di questa esistenza.

D’improvviso queste percezioni si riaccendono facendo emergere moti emozionali e desideri talora indicibili e imprevedibili.

è’ quanto accade alla bella e sensuale Miranda protagonista del romanzo “Nel mio destino” (Kairos editore) quarantenne, sposata con Riccardo comandante di aerei con il quale ha un figlio adolescente appassionato di calcio e violino.

A scuotere la monotona eppur significativa vita dell’affascinante e brillante Miranda, determinata nell’affermarsi come ricercatrice nel campo dell’archeologia presso l’Università di Roma dove non mancano possibili prospettive per la sua carriera, sono due incontri che suscitano in lei nuove vibrazioni e desideri che rapiscono completamente il suo corpo e la sua mente quasi da non riconoscersi in quella nuova Miranda.

Eppure, la scoperta dell’altra sé, la mette innanzi a sensazioni mai provate prima che con grande coinvolgimento condivide quasi parallelamente con i due amanti.

Ma anche il marito pilota nei suoi scali tra Roma e Bangkok si lascia incantare da una giovanissima donna tailandese pronta a donarsi completamente a lui con amore sincero.

Dapprima centro del desiderio di Giorgio il bel giovane tenebroso ventottenne e poi di Roberto l’imprenditore cinquantenne dal sexappeal irresistibile anche per quegli occhi color ghiaccio magnetici, Miranda non può sapere di essere preda di due personaggi dalla mente distorta, accomunati da una certa maniacalità e abilissimi nel loro gioco di potere e seduzione, specie il secondo da cui la donna viene totalmente ipnotizzata senza immaginare di ritrovarsi completamente….

Diverse scene del romanzo si soffermano nel tratteggiare, con descrizioni a tinte hard, gli incontri della protagonista con i due uomini.

Pagina dopo pagina l’intreccio da romanzo “rosanero” avvolgerà il lettore sempre più, invitandolo a non fermarsi in questa carrellata di fotogrammi che scorreranno innanzi a suoi occhi… e potrà vedere Miranda e i suoi amanti come fossero in un film.

La prima presentazione di questo avvolgente romanzo sarà a Napoli il 27 maggio 2022 alle ore 17.30 presso la Libreria Raffaello (in Via Kerbaker. 35).

Anche Ischia, tramite l’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA” conoscerà le vicende di Miranda in un evento organizzato da Chiara Pavoni, con la presenza dell’Autrice, in una delle Case di Cultura DILA attive sull’isola.

Redazione DILA

Dalla raccolta di poesie “Davanti al tempo”

scritta da Bruno Mancini a Ischia 1960-1962 (circa)

Ove non fossi stato specchio di allodole

 

Ove non fossi stato specchio di allodole
roso da tarli
o solo canto di sirena
se mai una voce d’innocenza avessi udito
senza tristezza
ad invocarti
allora adesso
fortissimo
nel cielo il grido mio
oh libertà
starebbe a rompere anime pigre.
O tu sei dio
od io
orrendo nulla.

 

 

Il Dispari 20220523 – Redazione culturale DILA

Mauro Pietro Paolo Montacchiesi | LA POETICA DI BRUNO MANCINI

 

La poetica di Bruno Mancini sprigiona luminose scintille di feconda creatività, intona squillanti acuti di ardente pathos, raggiunge floridi apici di effervescente vivacità.

Un dettato lirico il suo, che, con una certa frequenza, indugia su questa naturale realtà immanente, perché esclusivamente spingendosi in profondità del suo senso, concedendole sensibile accoglienza nella mente, si può raggiungere lo scopo di un maggiore sentimento di solidarietà umana, di comprensione e di indulgenza verso gli altri.

Bruno è un vate, ovvero un profeta lirico, d’intensa, d’idealistica illuminazione, che, con rilevante magistero, con consistente ritmo, con intenso fervore, nell’universo circostante irradia la sua energia totalizzante, la sua veracità istintiva.

I sentimenti dell’Artista estrosamente si amalgamano nella loro più elativa concezione lirica, in uno scenario sublime che considera l’umano sentire.

Bruno Mancini è il regista di una rappresentazione scenica in soluzione romantica, ora idealista ora sentimentale, in cui si alternano gioie e dolori, che il regista-poeta denuncia e filma in immagini che si propagano nelle eco di confessioni, di emozioni in divenire.

L’estetica versificatoria di questo poeta è lessicalmente, idiomaticamente policroma, eclettica, un fantasmagorico caleidoscopio di emozioni.

Bruno è un funambolo che, con accattivante brio, si esalta nei virtuosismi di appassionanti parole.

La sua genialità consiste nel dare forza e senso ai suoi afflati, tanto da veicolarli, emotivamente, vividamente, come onde radio ad alta frequenza.

Il suo repertorio poetico è un sentiero intarsiato di gemme eterocromatiche, un divenire che trascende il tempo.

L’Ischitano di frequente ricorre alla riproposizione verbale, onde apportare ai suoi versi maggiore armonia, come pure per metterne in evidenza, con eleganza, la valenza semantica.

Valenza di frequente distinta, in considerazioni dissimili, poetando non esclusivamente con contenuti autoreferenziali, bensì innalzando sé stesso a grande nobiltà di spirito, in virtù delle sue analisi e delle sue meditazioni relative a variegate, oggettive rappresentazioni tematiche.

L’estetica manciniana è trapunta di orfismo, di ricami magicamente, evocativamente lirici.

Da una lettura psicologica della poetica di Bruno Mancini, si può ipotizzare che sia stato molto autonomo e allo stesso tempo amichevole con tutti, escludendo qualsiasi preconcetto e con una decisa concezione di equità sociale.

Per questa ragione è stato alquanto idiosincratico verso gli schemi dettati dalla società.

Con considerevole energia egli ha sempre aspirato a reificare le convinzioni riformiste che ha acquisito in gioventù.

Una necessità congenita d’indipendenza potrebbe tuttora arrecargli qualche complicazione relazionale in generale.

 

ESTDEUS IN NOBIS, AGITANTE CALESCIMUS ILLO

C’É UN DIO DENTRO DI NOI E CI SCALDIAMO PE

RCHÉ EGLI CI AGITA

(Ovidio-Fasti-VI-5)

 

Mauro Montacchiesi

https://en.wikipedia.org/wiki/Mauro_Montacchiesi

1° Premio LETTERARIO “VOCI – CITTÀ DI ABANO TERME” ed. 2014 per l’e-book “Làbrys-Opus Hybridum de Labyrinthismo”, Aletti Ed. – 1° Premio 2015 AIAM (Accademia Internazionale d’Arte Moderna di Roma) PREMI CULTURA MEDUSA AUREA – Premio alla carriera letteraria al Premio Europeo Clemente Rebora di Roma 2018-19  – 1° Premio “Emozioni Poetiche” 2019 al Castello di Verrone con “Nell’essenza del nulla- 1° Premio Marchesato di Ceva di Cuneo con “La vita è amore” – 1° Premio letterario nazionale della VII edizione “Scriviamo insieme” con il libro “De Arte Atque litteris” 2017 – 1° Premio sezione Fiction Book Premio Il Litorale.

 

Sei poesie scelte da Mauro Pietro Paolo Montacchiesi come epitome della
produzione poetica di Bruno Mancini

Alla carezza gelida

Rive odorose d’alghe;
sabbia,
costrutta forma di castello
dalla fantasia fanciulla,
pregna di sole
e di sapore di pesce;
vento compagno
di lunghe solitudini;
soffio della mia vela
quand’era suo dominio il mare,
quando sognavo nella tua ebbrezza regni;
acque
da assiduo moto
risospinte a riva
sui miei piedi
docili
alla carezza gelida;
acque,
insensate,
indomite,
voraci,
gracili giganti deformati
dalla fantasia del tempo:

necessità di sonno
al ritorno.

——-°°°°°°°°°°—————

Alt

Cercano i cocci,
passi fasciati da bende adesive
nel bivio carboni-diamanti;
scoprono tagli
mani guantate di pelle umana
nel segno del cenno addio;
la mente respira affanno
all’apparire del gatto nero
lemme lemme
scodinzolante
in moto felino
lento lento,
e sono io che punto verso il centro
tenuto fermo, in bellavista oscena,
dal palo del semaforo
sempre e per sempre immobile
sul tuo colore rosso.

——-°°°°°°°°°°—————

Amico

Ho poco tempo
per essere
la copia antica
di me stesso,
o come bianca leggenda
attesa
da voce di grotta
sommersa
tra chele e aragosta
insinuante
e danze d’alga
incerta
e flussi di onda
nebulosa.

Mi punge una figura
di uomo nudo
col volto incastonato
da denti spezzati,
e un cuore in mano.
C’è ancora,

se voglio
un goccio di pazienza.

——-°°°°°°°°°°—————

Agli angoli degli occhi

Agli angoli degli occhi
sotto pigrizie amiche
prepara a morte
nostalgia.
Passa più parti
lampo di tempo indietro
indietro secoli
e sempre come sempre.
Cambia
se non adesso
a morte.
Alla viola nasce il pensiero
e posso ancora muovermi
venirti accanto
e senti la corteccia
vecchia e inutile.

——-°°°°°°°°°°—————

Ai comodi abbandoni

Ai comodi abbandoni
di sbalzanti ascensori,
vorticose bellezze
di scale acchiocciolate

Voglio la mia.

Per assurde ambizioni
m’invento atroci ossessioni:
orridi
oscuri oblii.

Voglio la mia
aspra e bollente.

Dalle false fattrici di misteri
insufficienti compromessi,
o principi
o Caini.

Voglio la mia
aspra e bollente
negra e ribelle.

I veri architetti della vita
dileggiano
con i loro antichi ermetismi,
o corde o grotte o celle.

Voglio la mia
aspra e bollente
negra e ribelle,
che sia la mia

Imbrigliati da enigmi
di torpori,
risvegli imbarazzanti
osteggiano.

Voglio la mia fantasia
aspra e bollente
negra
e ribelle,
che sia la mia,
in fuga solitaria.

——-°°°°°°°°°°—————

Albore

E sono passate le tre
e sono
passate.
Ti manca l’attesa
– ricordo le notti –
resisti agli affetti
– più certa di me –
rovisti:
e a poco
la luna seduta sul mare.

Bruno, Mancini

Il Dispari 20220509

Il Dispari 20220509 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20220509 – Redazione culturale DILA

Angela Maria Tiberi intervista la Prof.ssa Erica Greco

D: -Come ha conosciuto l’artista Milena Petrarca, Presidente Associazione Internazionale Magna Grecia e Presidente delegata America del Nord per conto dell’Associazione Internazionale culturale “Da Ischia L’Arte – DILA”?
R: -Quello con Milena Petrarca è stato decisamente un incontro fortuito!
Infatti, circa un anno fa, quando decisi di intraprendere la mia ricerca sulla figura di Ria Rosa (eccentrica sciantosa proto femminista del café chantant napoletano), mi imbattei per caso in un articolo online su cui compariva un commento dell’artista Milena Petrarca, la quale affermava di essere una diretta discendente di Maria Rosaria Liberti.
Subito decisi di contattarla tramite i social, così ci sentimmo telefonicamente ed ella mi raccontò tante sfaccettature inedite legate alla vicenda familiare della Liberti.

D: -Può raccontare come è iniziata la ricerca su Ria Rosa Liberti?
R: -Dopo aver conseguito la laurea magistrale in Discipline della Musica e del Teatro nel 2020, iniziai a maturare l’idea del dottorato di ricerca.
Ho sempre avuto un forte legame con Napoli, la “città-teatro” per antonomasia, così iniziai a navigare sul web per trovare un tema da indagare che potesse riallacciarsi al panorama teatrale partenopeo.
Sul sito web “Identità insorgenti” trovai un bellissimo articolo su Ria Rosa a cura di Flavia Salerni e fin da subito mi innamorai del suo personaggio: ribelle, coraggiosa, irridente, Ria Rosa è una donna di palcoscenico volutamente fuori dagli schemi, che si distinse nel mondo del varietà per il suo forte impegno politico-sociale.
Femminista ante litteram, rivendica l’indipendenza della donna dall’uomo attraverso i testi delle sue canzoni, tutte caratterizzate da un’interpretazione brillante e da una seducente irriverenza.

D: -Sviluppi culturale della ricerca del dottorato ed imminenti obiettivi da raggiungere?
R: -Proprio in questo periodo sto riprendendo la ricerca su Ria Rosa in vista della possibile partecipazione a un convegno internazionale sulle forme dell’attivismo femminile in Italia.
Per ricostruire l’avventurosa vicenda storica e artistica di Ria Rosa Liberti è necessario scandagliare numerose fonti, a partire da giornali e riviste dell’epoca per poi passare all’analisi delle performance canore incise su disco fino al vaglio delle testimonianze orali, come quella preziosissima offerta da Milena Petrarca.

Ria Rosa Liberti Il Dispari 20220509 – Redazione culturale DILA

Ria Rosa Liberti Il Dispari 20220509 – Redazione culturale DILA

Milena Petrarca Il Dispari 20220509 – Redazione culturale DILA

Milena Petrarca Il Dispari 20220509 – Redazione culturale DILA

Erica Greco Il Dispari 20220509 – Redazione culturale DILA

Erica Greco Il Dispari 20220509 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20220509 – Redazione culturale DILA

Il Dispari 20220509 – Redazione culturale DILA

NOTE CONDIVISE

attualità e poetica in una nuova opera
di Gioia Lomasti in collaborazione con Luciano Somma

Dopo una lunga amicizia scandita da condivisione ed assidua collaborazione attraverso la scrittura, nasce questo volume disponibile sui maggiori webstore e in libreria e tramite il canale di distribuzione.
Gli articoli trattati dagli autori collocano la poetica come punto cardine per la realizzazione di molti degli argomenti odierni tra storia, arte in genere e reminiscenze, unendo emozioni nella energia testuale.
Gioia Lomasti nasce a Ravenna, appassionata di letteratura nel suo insieme sin da bambina conquista l’attenzione della critica letteraria con la partecipazione a concorsi di poesia ed eventi culturali che la vedono tra i posti d’onore.
È autrice di opere in poesia e prosa dedicando parte dei suoi scritti al cantautorato italiano.
Co-fondatrice del sito vetrinadelleemozioni.com, spazio che riserva all’arte e alla musica.
Luciano Somma è nato a Napoli, diversi anni or sono, ha iniziato a scrivere testi per canzoni e poesie dall’età di 13 anni.
All’attivo moltissime pubblicazioni poetiche singole o in antologie anche scolastiche.
Collaboratore dell’Associazione culturale “Da Ischia L’Arte – DILA”, fin dalle origini della sua costituzione, e della redazione di questa pagina culturale del quotidiano IL DISPARI di Gaetano Di Meglio, Luciano Somma ha scritto e scrive su un numero imprecisato di periodici, ha vinto centinaia i premi tra cui due medaglie d’argento del Presidente della Repubblica, ed ha ricevuto la Laurea nel 1987 H.C. in lettere e filosofia.
È il poeta più presente in internet, decine i titoli accademici.

NOTE CONDIVISE DI GIOIA LOMASTI E LUCIANO SOMMA, L’ATTUALITÀ ESPOSTA ATTRAVERSO LA NOSTRA POETICA – ISBN 9791220396639 – distribuito da youcanprint.

Il Dispari 20220509 – Redazione culturale DILA

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BRUNO MANCINI

Dalla raccolta di poesie

Incarto caramelle di uva passita

(2002)

Adesso musica!

All’angolo
di un vecchio palazzo
la plastica
sagomata a note musicali.
Di fronte
un muretto di pietre
vulcaniche
levigate da strusci continui.
Nel cielo
tutte, ma proprio tutte le stelle
lucenti come ciondoli
ad una festa di paese.

Avevo una camicia
bianca
avevi una gonna stretta
avevo un libro
in mano
avevi una borsetta

nel Juke box
Adriano Cementano
con ventiquattromila baci.

———————

Dalla raccolta di poesie

Incarto caramelle di uva passita

(2002)

E vai coi nostri

Scoreggiavano puzzolentemente
sputazzate e rasche di sigari toscani
bronchiti croniche
a volo dai palchi alla platea.

I pellerossa in bianco e nero
muori fellone
e vai coi nostri.

Com’era bello il cinema una volta.

°———°———°———

Bestemmie lunghe come una canzone.
Inferno paradiso santi e madonne
mamme e sorelle
per un refrain di puttanate in libertà.

Colonne di cartone
lacrime di cipolla
Buffalo Bill e il suo cavallo bianco.

Com’era bello il cinema una volta.

°———°———°———

Scaccolamenti di nasi scatarranti.
Rutti etnici al gusto di carrube
polifemiche presenze
le panche appiccicose di schifezze.

I bucanieri dalla benda all’occhio
onore, patria, fedeltà
Totò.

Com’era bello il cinema una volta.

°———°———°———

Lei
mi stringeva
a tratti
forte
il braccio
di nascosto.
Io
le toccavo
un poco
scalzo
il piede
di nascosto.

Com’era bello andare a cinema una volta.

Il Dispari 20220509 – Redazione culturale DILA

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